SCUOLA DELL’INFANZIA di SAN DANIELE DEL FRIULI
Progetto di Educazione Ambientale
L’ORTO DEI BAMBINI
Jacumin il grignelin
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
MOTIVAZIONE
Il progetto nasce dalla consapevolezza di quanto sia fondamentale sviluppare
precocemente nei bambini una solida cultura ecologica e considerando l’esperienza
positiva vissuta nel corso dell’anno scolastico 2005/2006 con la partecipazione all’iniziativa
“Un biel vivi ” nell’ambito del percorso di alfabetizzazione ecologica di “Agenda” 21 in
collaborazione con il Comune di San Daniele del Friuli, la nostra Scuola dell’Infanzia ha
deciso di proseguire il cammino già intrapreso con questo nuovo progetto. Già al termine
dell’anno scolastico 2006/2007 l’allora assessore alla cultura del nostro comune, sapendo
che a scuola avevamo un piccolo orto, ci aveva contattato per sondare un’eventuale
nostra disponibilità a realizzare un “vero” orto scolastico in collaborazione con la Condotta
di Slow Food. In realtà poche di noi sapevano cosa fosse Slow Food e così ci siamo
documentate scoprendo che Slow Food è un’associazione no profit nata nel 1986 in Italia
che promuove l’educazione al gusto e la salvaguardia della biodiversità promuovendo “…
un nuovo modello alimentare rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità
culturali …”. Essa entra nelle scuola promuovendo la nascita sul territorio degli Orti in
condotta come “strumenti principali di educazione alimentare nelle scuole ”.
L’intero progetto è stato ideato partendo dal concetto di sostenibilità, dalla
coscienza cioè che alla base di una comunità sostenibile devono esserci modalità di
sviluppo che tengano conto del principio di ciclicità e di interdipendenza su cui gli
ecosistemi si fondano per garantire la vita sulla terra, dalla coscienza che le conseguenze
delle nostre azioni quotidiane si ripercuotono sugli equilibri degli ecosistemi che
garantiscono la sopravvivenza del nostro pianeta.
Uno dei più importanti concetti ecologici riguarda il ciclo alimentare e dove meglio
che nell’orto possiamo osservarlo, viverlo e sentirci parte attiva e responsabile ?
Abbiamo condiviso così con Slow Food l’idea che i bambini sono piccoli
consumatori che diventeranno i futuri cittadini del nostro pianeta. Essi così piccoli operano
già ora delle scelte attraverso le quali si assumono inconsapevolmente delle responsabilità
nei confronti dell’ambiente naturale. Bambini così piccoli non sono ancora in grado di
riflettere in maniera pienamente consapevole sulle conseguenze delle loro azioni, ma
abbiamo pensato che attraverso un percorso di avvicinamento alla terra ed ai suoi frutti
essi potessero iniziare a comprendere un po’ alla volta che anche le loro piccole azioni
quotidiane influiscono sulla vita loro e degli altri esseri viventi.
Da questo pensiero nasce il nostro itinerario di apprendimento dove l’osservazione
dei fenomeni naturali e degli organismi viventi ci permette di immergere il bambino nella
realtà naturale. Nell’orto si può imparare fin dalla prima infanzia a conoscere i cicli
alimentari attraverso i cicli di preparazione, semina, coltivazione, raccolta, compostaggio e
riciclaggio. I bambini possono quotidianamente fare esperienza in un ambiente
multisensoriale di forme, colori, sapori, odori, suoni ed emozioni in cui ogni campo di
esperienza viene trasversalmente coinvolto ed in cui le attività pratiche diventano
importanti veicoli per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei nostri bambini aiutandoli
nei primi tentativi di astrazione.
L’ importante collaborazione con le famiglie ed il territorio ha creato a sua volta una
rete di relazioni intorno all’orto in cui la formazione ecologica è diventata un’esperienza
condivisa con lo scopo più ampio di comprendere prima e vivere poi secondo i principi
dell’ecologia in un mondo sostenibile.
Narrazione
Pagina 2 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
FINALITA’
Avvicinare i bambini al concetto di ciclicità e di interdipendenza dei cicli ecologici
Sensibilizzare i bambini e le famiglie al concetto di sostenibilità attraverso la
conoscenza del ciclo alimentare
Sviluppare un rapporto emotivo con la natura che faciliti la nascita del senso di
responsabilità e rispetto nei confronti dell’ambiente naturale e delle creature viventi
Riconoscere che anche noi siamo un anello attivo nel ciclo di vita del nostro pianeta
Sperimentare l’importanza e la validità della collaborazione (bambino-bambino,
bambino-insegnante, scuola famiglia-territorio) in funzione di uno scopo comune
Iniziare i bambini, e di riflesso le famiglie, ad un’alimentazione consapevole che
contribuisca alla salute del singolo e della comunità
DESTINATARI
Tutti i bambini appartenenti alle cinque sezioni della scuola dell’infanzia (137)
suddivisi per gruppi d’età omogenei.
DOCENTI COINVOLTI
Tutti i docenti del plesso per un totale di dieci docenti.
TEMPI
La durata stabilita per il progetto è stata di tre anni scolastici a partire dall’anno
scolastico 2007/2008.
Per l’ampiezza e l’importanza dell’argomento noi insegnanti abbiamo stabilito che il
progetto non si sarebbe concluso come la collaborazione di Slow Food, ma sarebbe
continuato e fatto rientrare nella normale attività curricolare.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
SUDDIVISI PER CAMPI DI ESPERIENZA
Considerando l’importanza dell’ approccio globale al bambino, che caratterizza la
scuola dell’infanzia, il progetto si è posto trasversalmente rispetto ai diversi campi di
esperienza ed è stato occasione di raccordo orizzontale con gli altri obiettivi curricolari.
IL SE’ E L’ALTRO
Disponibilità a collaborare attivamente con i coetanei e gli adulti di riferimento
Differire le soddisfazioni dei propri bisogni
Rispettare ed assumere comportamenti di cura verso l’ambiente naturale
IL CORPO IN MOVIMENTO
Rapportare adeguatamente i propri movimenti a quelli degli altri durante le attività comuni
Manipolare ed utilizzare adeguatamente strumenti ed attrezzi in rapporto al loro uso ed alla
loro funzione
Discriminare le diverse stimolazioni sensoriali
Riconoscere le principali abitudini alimentari e le corrette regole di igiene alimentare
Narrazione
Pagina 3 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
LINGUAGGI, CREATIVITA’, ESPRESSIONE
Tradurre in linguaggio iconico le conoscenze, le osservazioni, le emozioni utilizzando
semplici tecniche grafiche di base
Affinare l’uso del linguaggio verbale e non verbale attraverso il gioco e la drammatizzazione
Riconoscere e fruire dei materiali e delle opportunità espressive presenti nell’ambiente
naturale
I DISCORSI E LE PAROLE
Acquisire progressivamente forme sempre più appropriate per descrivere, in modo
coerente con il contesto, situazioni, oggetti, sensazioni e per formulare ipotesi
Arricchire il bagaglio lessicale
Ascoltare, comprendere e riprodurre brevi narrazioni
LA CONOSCENZA DEL MONDO
(ordine, misura, spazio, tempo, natura)
Formulare semplici previsioni, ipotesi e verifiche
Costruire simboli condivisi e strumenti di rappresentazione della realtà
Osservare, descrivere, confrontare, ordinare e classificare eventi naturali
Cogliere la ciclicità di alcuni eventi naturali
SOLUZIONI ORGANIZZATIVE ADOTTATE
Spazi : Orto scolastico, giardino della scuola, sezioni, palestra, mensa scolastica, cucina,
aree laboratorio della fattoria didattica.
Risorse professionali interne : Tutte le docenti del plesso hanno aderito al progetto, vi
era una coordinatrice generale del progetto ed in ogni sezione una docente che seguiva
specificamente il progetto.
Risorse professionali esterne :
E’ stato necessario arricchire l’offerta formativa di alcune professionalità esterne
che supportassero le docenti nell’attuazione del progetto, sia perché le stesse insegnanti
necessitavano di una formazione specifica, sia perché l’orto necessitava di cure ed
esperienza che le sole docenti non potevano garantire. Inoltre si è reso necessario
ripetere e fare alcune esperienze in ambienti, come le fattorie didattiche, adeguatamente
attrezzati ed idonei a proporre ai bambini esperienze quotidiane tipiche di tali realtà.
I docenti di sezione hanno seguito i bambini nelle attività in sezione e nell’orto
scolastico, gli esperti esterni delle due fattorie didattiche visitate hanno curato i rispettivi
laboratori in loco, gli esperti di Slow Food si sono occupati dell’aggiornamento dei docenti
e dei laboratori dedicati ai bambini e tenutiti durante la festa degli orti al termine del
progetto, i “nonni ortolani” hanno curato l’orto della scuola ed hanno supportato le
insegnanti durante le attività in sezione e nell’orto, curando loro stessi alcune attività come
la semina, piantumazione, cura e raccolta degli ortaggi direttamente con i bambini. La ditta
fornitrice dei pasti ha preparato, e somministrato ai bambini i frutti raccolti nell’orto della
scuola ed ha concesso alle insegnanti l’utilizzo della sala mensa e di alcuni piccoli utensili
necessari alla preparazione delle pietanze con i bambini.
Formazione dei gruppi di lavoro :
L’utilizzo delle compresenze è prassi consolidata nella nostra scuola, visto l’elevato
numero di bambini per sezione (26/28 bambini), per poter lavorare con i bambini in piccolo
gruppo dedicando loro il tempo e le attenzioni necessarie. Tale prassi è stata utilizzata
anche per questo progetto. I bambini sono stati suddivisi per fasce di età omogenea in
Narrazione
Pagina 4 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
gruppi da 10/14 bambini talvolta semplicemente dividendo la sezione in due gruppi
omogenei per età, talvolta amalgamando i bambini della stessa età e di sezioni diverse per
favorire la reciproca conoscenza e la formazione di gruppi di lavoro equilibrati per abilità e
temperamento. Lavorare in piccolo gruppo ci ha permesso anche di osservare meglio i
bambini durante le attività, per quanto sia quasi impossibile effettuare una vera
osservazione senza la contemporanea presenza di due insegnanti durante le attività. Le
insegnanti hanno proposto le attività seguendo la specifica programmazione per età a tutti
i gruppi a rotazione, ciò ha permesso di ricalibrare il lavoro tenendo conto dei riscontri
avuti nei gruppi precedenti.
Le visite alle fattorie invece sono state effettuate in grande gruppo omogeneo per
età, ma i relativi laboratori hanno seguito a rotazione l’appartenenza dei bambini alla
sezione.
COLLABORAZIONI ESTERNE
Collaborazione con Slow Food
Slow Food si è occupato dell’aggiornamento degli insegnanti e dei nonni ortolani,
degli incontri informativi con i genitori, della consulenza sulle pratiche orticole e didattiche.
Collaborazione con il comune
Il comune ha autorizzato la realizzazione dell’orto nel giardino della scuola e la sua
recinzione, ha fornito i materiali necessari all’attuazione del progetto quali piccoli attrezzi
agricoli, terra, sementi, piantine, compostiera, cancelleria varia. Per la festa degli orti ha
sovvenzionato la stampa delle magliette per tutti i bambini, la stampa dei giochi e dei
libretti realizzati dai bambini stessi ed ha fornito l’area adiacente alla piazza del paese
dove si è svolta la festa e gli allestimenti necessari.
Collaborazione con le famiglie
Le famiglie hanno supportato i bambini nelle attività attraverso la disponibilità dei
nonni ortolani per la cura dell’orto della scuola ed il supporto alle insegnanti nelle attività
didattiche a scuola. Hanno offerto collaborazione nel proseguire con i bambini a casa la
cura delle piantine e la degustazione degli ortaggi che i bambini portavano a casa. Hanno
partecipato agli incontri a loro dedicati con i formatori di Slow Food.
Collaborazione con le fattorie didattiche
Le fattorie didattiche “Magredi” di Flambro (Ud), Mulino Cocconi di Gemona (Ud) e
“Villa Rubini” di Spessa di Cividale (Ud) hanno collaborato con le docenti offrendo la loro
struttura ed i loro esperti per permettere ai bambini di vivere in maniera autentica le
esperienze già sperimentate a scuola ed arricchirle con quelle nuove proposte da loro e
concordate con le docenti.
FORMAZIONE DOCENTI
L’aggiornamento dei docenti oltre ad essere previsto specificamente nel protocollo
d’intesa con Slow Food, si è rivelato necessario poiché noi docenti prima di poter
programmare e proporre ai bambini qualunque tipo di esperienza dovevamo conoscere e
comprendere la materia, soddisfare le nostre curiosità per stimolarle nei bambini e aiutarli
poi a soddisfare le loro. Gli esperti di Slow Food hanno dipanato le nostre perplessità,
risposto alle nostre domande, ci hanno aiutato a comprendere concetti come la
biodiversità, la sostenibilità, ci hanno avvicinato sapientemente ai concetti del “buono,
Narrazione
Pagina 5 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
pulito e giusto” e ci hanno fatto conoscere e sperimentare percorsi didattici che abbiamo
successivamente ricalibrato e proposto ai bambini.
La formazione si è svolta nel corso delle tre annualità previste dal protocollo
d’intesa con Slow Food come segue:
Primo anno
Ha previsto una formazione mirata alla preparazione dell’orto e della pratica orticola
attraverso i seguenti temi:
“L’orto e principi di orticoltura teorici e pratici”
“Progettazione didattica. Studio e realizzazione di giochi ed attività da riproporre in
classe con i ragazzi sulle tematiche dei primi due incontri”.
“L’educazione alimentare e del gusto, l’approccio sensoriale all’alimentazione
attraverso il metodo induttivo”
Secondo anno
Ha previsto una formazione dedicata più miratamente all’educazione ambientale ed
alla normativa inerente attraverso i seguenti temi:
“Principi e temi di educazione ambientale. Approfondimenti sulle pratiche orticole.”
“Principi di cultura alimentare e normativa.”
“Progettazione didattica. Studio e realizzazione di giochi ed attività da riproporre in
classe con i ragazzi sulle tematiche dei primi due incontri”.
Terzo anno
Questo terzo livello di formazione si è rivelato di notevole interesse per noi docenti,
ma ritenuta di difficile ricaduta su bambini di tre, quattro e cinque/sei anni. I temi affrontati
sono stati:
“Cultura e storia della gastronomia”
“Storia, cultura e mappatura dei prodotti del territorio”
METODOLOGIA
La linea metodologica utilizzata per proporre ed affrontare via via gli argomenti
scelti è stata quella dell’approccio esplorativo concreto.
Attraverso una prima fase esplorativa sono stati stimolati con la manipolazione ad
effettuare le prime osservazioni da cui sono sorte anche le prime domande, sono emerse
le conoscenze pregresse dei bambini e sono state formulate le prime ipotesi.
Nella seconda fase l’osservazione è stata focalizzata su di un elemento (ad es.
terra, seme, pianta …) o un evento specifico (ad es. nascita delle radici, di una fogliolina,
trasformazione di un ortaggio attraverso la cottura …) del quale i bambini descrivevano le
principali caratteristiche osservabili attraverso i sensi.
La terza fase consisteva nel porre, da parte dell’insegnate, un problema da
indagare attraverso il dialogo e domande nate anche dalle curiosità dei bambini, di fronte
al quale veniva richiesta la formulazione e la condivisione di ipotesi (quarta fase) a cui
seguiva la sperimentazione empirica (quinta fase) da parte dei bambini con la guida
Narrazione
Pagina 6 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
dell’insegnante o dell’esperto. Durante questa fase le osservazioni e le spiegazioni
venivano rielaborate con strumenti diversi quali ad esempio la verbalizzazione, il disegno,
la registrazione dei dati empirici osservati in grafici e/o tabelle, la ricostruzione con
tecniche grafico-pittoriche-plastiche diverse degli eventi osservati o vissuti.
STRUMENTI E MATERIALI
Per permettere ai bambini di scoprire le risposte alle domande sorte
dall’osservazione della realtà e dalle discussioni di gruppo ci siamo servite dei seguenti
strumenti:
•
•
•
•
•
•
•
orto della scuola
compostiera
cartelloni con foto e rappresentazioni iconiche (vedi esempio allegato)
racconti (vedi esempi allegati)
giochi costruiti dagli stessi bambini (vedi allegati)
schede didattiche elaborate dalle docenti
computer con proiettore
e dei seguenti materiali:
•
•
compostiera di piccole dimensioni
materiali e piccoli attrezzi agricoli (vasi di diverse dimensioni, annaffiatoi, piccole
vanghe, rastrelli, zappette, teli per la copertura delle aiuole, gomma per irrigazione,
rete di protezione per aiuole, bastoni per ortaggi …)
•
•
•
•
sementi e piantine diverse
immagini e fotografie di sementi ed ortaggi
terra e concimi biologici
cancelleria varia (cartoncini bianchi e colorati di diverse misure e spessori, colla
vinilica e stick, forbici, carta da pacco bianca e marrone, pennarelli grossi e sottili,
matite colorate, tempere ed acquarelli, plastilina di vari colori, carta crespa e velina
di vari colori …)
•
materiali multimediali (fotocamera digitale, computer, stampante, scanner)
PERCORSO
L’itinerario del progetto è stato comune a tutte le sezioni del plesso, tempi e
percorsi sono stati adattati alle esigenze educative dei bambini nelle differenti età e
sezioni. Alcune delle fasi descritte si ripetono nelle annualità in quanto viene tenuto conto
dell’ingresso di nuovi alunni e della crescita di quelli già frequentanti. Inoltre abbiamo
ritenuto che riproporre di anno in anno ai bambini le attività caratteristiche dell’orto
(dissodamento del terreno, concimazione, semina o piantumazione, raccolta dei frutti) li
avrebbe aiutati a comprendere che in natura ogni fenomeno è ciclico e stagione dopo
stagione anche il lavoro nell’orto osserva una sua caratteristica necessaria ciclicità.
Il nostro percorso è iniziato a settembre 2007 con una fase di documentazione,
attraverso la ricerca in internet ed un primo contatto con i formatori di Slow Food, in cui
abbiamo cercato di capire quale fosse la filosofia di Slow Food e come fosse stata recepita
nelle scuole che avevano già aderito all’iniziativa. Abbiamo poi steso il progetto pensando
alla nostra realtà scolastica, territoriale ed alle conoscenze ed abitudini dei bambini che
frequentavano la nostra scuola e delle loro famiglie, cercando di porci inizialmente pochi
obiettivi, chiari e soprattutto realizzabili.
Narrazione
Pagina 7 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Durante un’ assemblea di plesso abbiamo presentato il progetto ai genitori
illustrandone i punti salienti e chiedendo loro la disponibilità a supportare i figli in questo
percorso che sarebbe durato tre anni. Abbiamo iniziato poi la ricerca dei nonni ortolani
inviando alle famiglie un volantino che ne spiegava la funzione ed i compiti. Nel frattempo
assieme alla referente del comune abbiamo preso gli accordi per realizzare l’orto nel
giardino della scuola :
definizione dell’area all’interno del giardino scolastico
recinzione dell’area
realizzazione di una fontana per l’irrigazione
dissodamento del terreno
Queste fasi sono state molto impegnative ed hanno impiegato tempi lunghi dovuti ai
normali iter amministrativi. In ottobre il terreno era dissodato, i nonni erano stati nominati
ed avevano iniziato a preparare e concimare il terreno nelle aiuole.
A febbraio 2008 le aiuole per le prime attività erano pronte. Nel frattempo i bambini
suddivisi in gruppi omogenei per età, hanno iniziato le prime attività in sezione.
Narrazione delle esperienze ritenute più significative
Gruppi di 3/4 anni
Con un po’ di terra …
Prima fase
Nell’aula dei piccoli è stata allestita una piccola aiuola con la terra nella quale erano
state piantate alcune piantine di fiori. I bambini sono stati invitati a sedersi attorno all’aiuola
ed a manipolare la terra ponendo molta attenzione alle piantine. Hanno provato la
consistenza della terra, sentito l’odore ed osservato il colore. Dopo aver giocato sono stati
invitati a verbalizzare l’esperienza. L’attenzione si è spostata poi sulle piantine di fiori. Ai
bambini è stato dato il permesso di scegliere un piantina ciascuno e di toglierla
delicatamente dalla terra. Assieme all’insegnante hanno osservato e verbalizzato com’era
fatta la piantina: i fiori, i gambi, le foglie e le radici. Attraverso la conversazione guidata
sono giunti a comprendere l’importanza della terra per le loro piantine che hanno piantato
nei vasi che l’insegnante aveva già predisposto sui loro tavoli. Ad operazione completata
ogni bambino riponeva il vasetto con la sua piantina in un contenitore comune ed infilava
la bandierina con il suo contrassegno.
Narrazione
Pagina 8 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Seconda fase
Il giorno successivo i bambini sono andati a prendere le loro piantine e si sono
seduti a terra in cerchio con la maestra. Sono stati invitati a toccare ed osservare la loro
piantina, si sono accorti che la terra era asciutta e sono giunti alla conclusione che le
piantine avevano necessità dell’acqua per sopravvivere. Attraverso una conversazione
guidata hanno scoperto assieme alla maestra che le loro piantine avevano bisogno di
cure: acqua, terra, calore e tanto amore. Dopo aver riposto le piantine nel contenitore le
hanno bagnate promettendo di prendersi cura di loro. In conclusione è stato realizzato un
cartellone dove sono state disegnate tutte le cose di cui hanno bisogno le piantine per
crescere e sopravvivere. Le piantine sono rimaste in classe per diverso tempo, poi i
bambini hanno deciso di portarle a casa per continuare ad avere cura di loro con l’aiuto dei
genitori.
Come nasce l’erba
I bambini sono stati suddivisi in tre piccoli gruppi seduti in cerchio attorno ad un
vaso colmo di terra. Hanno giocato un po’con la terra, poi sono stati consegnati loro dei
piattini e bicchieri di plastica con dei piccoli semi. Insieme alla maestra li hanno toccati,
ascoltato il loro rumore, osservati, descritti ed hanno scoperto che erano … semi e che
servivano per far nascere una piantina. Allora li hanno seminati nei vasi, ricoperti di terra e
bagnati con l’acqua. Nei giorni successivi si sono presi a turno cura di loro ed hanno
potuto così osservare l’erbetta spuntare dalla terra. L’esperienza è stata riportata su di un
cartellone da appendere in classe e sugli albi dei bambini individualmente.
Chi “costruisce” le fragole ?
Narrazione
Pagina 9 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Prima fase
Anche per i piccoli è giunto in momento di andare nell’orto e di scoprire che le
fragole non nascono al supermercato! La maestra ed il nonno ortolano hanno portato tante
piantine di fragole e … dopo aver pensato e discusso molto su cosa avrebbero dovuto fare
per far nascere le fragole sono giunti alla conclusione che come i loro fiorellini anche le
piantine di fragole avevano bisogno della terra per crescere e fare molte fragole, così sono
andati nell’orto con la maestra ed i nonno ortolano che aveva già preparato un aiuola tutta
per loro. Lì uno alla volta ha trapiantato la sua piantina di fragole, l’ha bagnata
promettendo cure amorevoli ed ha iniziato ad attendere i frutti.
Seconda fase
Quando i bambini uscivano in giardino a giocare andavano a trovare e loro piantine
di fragole osservando che nel tempo cambiavano, sbocciavano i fiori (“che non si trovano
così dal fioraio”), le fragole verdi, le fragole “morsicate” ( sono nate così o qualcuno le ha
assaggiate?) e quelle marce … ma anche quelle “vere”. Le fragoline sono state poi
raccolte con l’aiuto delle maestre, lavate e mangiate tutte.
L’esperienza è stata rielaborata verbalmente con il supporto delle immagini.
Gruppi di 4/5 anni
“Dal seme … allo spezzatino con i piselli”
Prima fase
I nonni ortolani sono andati nelle classi dei bambini medi con terra, vasi e semi di
piselli. Hanno mostrato loro i semi, li hanno fatti toccare, osservare, descrivere e poi hanno
aiutato i bambini a seminarli nei vasetti. Assieme ai nonni hanno imparato come dovevano
mettere i semi nella terra, come e quante volte dovevano bagnarli e di quanta luce
avessero bisogno perché nascessero le piantine. I vasi con i semini, suddivisi per tipologia
di ortaggio riconoscibile grazie ad un’immagine, sono stati poi messi su di un tavolo
accanto alla finestra dove potevano ricevere tutta la luce di cui avevano bisogno e sono
stati curati giornalmente dai bambini.
Seconda fase
Nei giorni successivi l’esperienza con i nonni è stata ripresa dalle docenti di sezione
attraverso una conversazione guidata supportata dalla proiezione delle fotografie che
l’insegnante aveva scattato durante le attività. Il rivedere l’esperienza fatta ed il rivedersi
mentre la vivevano si è rivelato molto utile sia nel coinvolgere i bambini, sia nell’aiutarli a
descrivere e rielaborare l’esperienza vissuta. Al termine i bambini l’hanno rappresentata
graficamente.
Terza fase
Nei giorni successivi sotto l’occhio vigile dei bambini sono nate le piantine, mano a
mano che crescevano i bambini osservavano e verbalizzavano i mutamenti. Quando le
piantine sono cresciute abbastanza i nonni sono tornati e … via nell’orto! Nell’orto hanno
potuto giocare con la terra, togliere i sassi dalle aiuole e le erbacce che erano cresciute
per preparare le aiuole alle loro piantine.
Con le aiuole pronte nonni, maestre e bambini hanno imparato come fare i buchini
per piantarle, come ricoprire le radici di terra e quanto distanti metterle l’una dall’altra,
come coprirle e bagnarle perché non seccassero al sole. Come per le altre fasi, anche
questa è stata rielaborata verbalmente (con l’aiuto delle foto scattate) e graficamente in
sezione nei giorni successivi.
Narrazione
Pagina 10 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Quarta fase
Con la cura dei bambini e l’aiuto dei nonni ortolani i nostri piselli sono nati. I bambini
sono andati nell’orto ed hanno osservato il nonno mentre li raccoglieva, poi a gruppetti di
tre bambini alla volta li hanno raccolti tutti. In classe poi hanno sgranato i baccelli
raccontando che cosa percepivano attraverso i sensi: Cosa vedo (vista)? Cosa sento
(tatto)? Che odore hanno (olfatto)? Che sapore hanno (gusto)?.
Una volta terminato alcuni baccelli ed alcuni piselli sono stati trattenuti per
soddisfare curiosità e domande dei bambini e gli altri sono stati messi in una terrina e
portati alla cuoca. L’indomani li abbiamo mangiati con lo spezzatino.
Toc, toc … chi è ?
Prima fase
Un giorno la maestra è arrivata in classe con un cesto di mele rosse dicendo ai
bambini che avrebbe voluto far nascere le mele nel giardino della scuola, ma non sapendo
come fare era andata dal fruttivendolo il quale le aveva detto di chiederlo alle mele! Così
ne aveva comperate un po’ e le aveva portate a scuola sperando nell’aiuto dei bambini per
capire cosa intendesse dire il fruttivendolo. Attraverso la conversazione guidata
dall’insegnante i bambini sono giunti, dopo varie ipotesi, alla conclusione che le mele
nascono sugli alberi e da qui è nata un’accesa discussione su come fanno le mele del
cesto a diventare alberi. Quando i bambini sono giunti alla conclusione che ci voleva un
seme, si è posto il problema di dove trovarlo. Ce l’ha il nonno ortolano? Lo compra la
maestra in negozio? E il negozio dove lo prende ? … Allora proviamo a chiederlo alle mele
come ha detto il fruttivendolo ! I bambini hanno preso le mele le hanno osservate, hanno
discusso, ma niente semi. Poi hanno voluto vedere dentro e … ecco il semino Giacomino
(anzi i semini)! Questa prima fase si è conclusa con la descrizione e la raccolta dei semini
ed una scorpacciata di mele!
Seconda fase
Dopo aver ripreso i passaggi più significativi della prima fase la maestra ha
proposto ai bambini di raccontare come nasce un albero di mele in un libro, così chiunque
volesse avrebbe potuto “fare” le mele in giardino, come avremmo fatto noi alcuni giorni
dopo. Riprendendo con i bambini il ciclo delle piante abbiamo definito le sequenze della
storia e, divisi i bambini in gruppetti da 3 o 4 per sequenza abbiamo costruito nei giorni
Narrazione
Pagina 11 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
successivi il libro con tecniche miste su cartelloni liberi. Dopo aver riordinato insieme le
sequenze, ogni gruppetto poi ha illustrato agli altri la sua, i gruppi si sono poi scambiati le
sequenze e hanno illustrato le nuove sequenze agli altri. Le sequenze venivano
scomposte e riordinate per gioco dai bambini che si spostavano con le sequenza in mano.
Il materiale prodotto è stato utilizzato per diversi giochi.
Terza fase
I nonni hanno poi piantato un albero di mele in giardino sotto gli sguardi attenti dei
bambini, che poi nel tempo l’hanno visto germogliare, fiorire e regalare piccole (per ora)
mele deliziose.
Bravo Giacomino!
Gruppi di 5/6 anni
Come si lavora nell’orto
Dopo svariati giorni di pioggia finalmente abbiamo iniziato a lavorare nell’orto !
Come prima operazione la maestra, usando un rastrello, ha livellato la terra e noi
abbiamo tolto tutti i sassi che affioravano dal nostro piccolo appezzamento;
la maestra, usando una vanga, ha preparato degli spazi adeguati per accogliere le
nostre piantine: una superficie piana per i semi, dei solchi per le piantine vere e
proprie;
abbiamo sparso il concime ( dei piccoli bastoncini neri, un po’ puzzolenti) : lo
stallatico;
la maestra ci ha dato le piantine ( cetriolo, zucchine,erba cipollina,menta,origano e
salvia) e noi le abbiamo messe a dimora coprendole poi con la terra. Alcuni di noi
hanno invece sparso i semi (radicchio e bietolina) e la maestra con il rastrello ha
provveduto a interrarli;
alla fine,muniti di annaffiatoi, abbiamo innaffiato la nostra “opera d’arte”. Abbiamo
aspettato la crescita ricordando che ogni giorno (se non piove ) dovevamo dare da
bere alla nostra verdura!
Narrazione
Pagina 12 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
I nostri esperimenti
I due fagioli
Per far comprendere ai bambini l’importanza del terreno per l’esistenza delle piante
abbiamo provato ad effettuare la semina dei fagioli in due vasetti distinti: in uno il fagiolo
era adagiato su un batuffolo di cotone, nell’altro era sotto la terra. Entrambi i fagioli erano
regolarmente bagnati e dopo pochi giorni hanno iniziato a germogliare.
In un primo tempo sembrava che tutto procedesse in modo uguale, ma dopo circa
tre settimane i bambini hanno incominciato ad osservare che la piantina nata nel cotone
era più debole e gracile, mentre l’altra, nella terra, continuava il suo sviluppo in modo
rigoglioso.
Via via le differenze erano sempre più evidenti ed i bambini si erano accorti che la
crescita della piantina nel cotone non avrebbe avuto buon esito. Pertanto sono giunti alla
conclusione che le piante per vivere hanno bisogno della terra, innanzitutto, e dell’acqua.
Cosa c’è nella terra ?
Il terreno ha una fondamentale importanza per le piante ed è
formato da un miscuglio di elementi: frammenti di roccia più o
meno sottili e humus, costituito da materiali organici (foglie
morte, escrementi di animali, resti di insetti) lentamente
imputriditisi che hanno col tempo formato tale sostanza di
color bruno.
Per far cogliere ai bambini la composizione del terreno
abbiamo preso una manciata di terra e mescolata ben bene in
un vaso trasparente contenente dell’acqua. Dopo un po’ di
tempo abbiamo potuto osservare che sul fondo del
contenitore si era depositata la ghiaia, sopra la ghiaia si era
depositata la sabbia, sopra la sabbia si era depositata l’argilla
e sopra di tutto galleggiava l’humus.
I “piccoli scienziati” erano molto incuriositi dalla composizione
dell’humus ed in quei piccoli frammenti galleggianti ognuno
azzardava le più svariate ipotesi … riguardanti la loro
provenienza.
Narrazione
Pagina 13 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Percorsi in lingua friulana per i bambini grandi
I “grandi” hanno raccordato il progetto con la lingua friulana curricolare utilizzando,
con la mediazione dell’insegnante interna esperta (Plos Maria Luisa), la lingua friulana
nelle attività didattiche.
Obiettivi di apprendimento
• Impegnarsi ad ascoltare e comprendere brevi testi in lingua friulana;
• arricchire il proprio lessico;
• ripetere semplici filastrocche in lingua friulana;
• associare immagini e nomi;
• ampliare le forme linguistiche conosciute per comprendere e produrre contenuti
nuovi.
Attività
Ascolto e comprensione di semplici testi per l’arricchimento del vocabolario;
giochi della tradizione;
giochi linguistici;
memorizzazione di filastrocche;
verbalizzazione della successione delle fasi di trasformazione dell’orto;
verbalizzazione della successione delle fasi di trasformazione delle piante;
denominazione degli attrezzi usati;
denominazione della frutta e degli ortaggi;
creazione di elaborati con varie tecniche grafico-pittoriche.
Prodotti finali dell’attività realizzati ed esposti alla mostra della “Festa degli orti “
-
Cartelloni con fotografie e didascalie in lingua friulana;
-
gioco del domino delle verdure e della frutta;
-
gioco dell’oca;
-
pieghevole della storia di “Jacumin il grignelin” realizzato con i disegni dei bambini.
Lotto delle verdure e della frutta
Costruzione del lotto della verdura e della frutta con
verbalizzazione in lingua friulana.
Fasi
Osservazione diretta o tramite immagini della frutta e
della verdura più conosciute per rilevare forma,colore e
dimensione;
manipolazione per sperimentare la pesantezza e la
consistenza del rivestimento;
classificazione per forma e colore;
formazione di due insiemi: uno per la frutta e uno per la
verdura;
Narrazione
Pagina 14 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
giochi di associazione tra parole in friulano e immagini;
preparazione delle cartelle di fondo tramite ritaglio
di cartoncini;
pittura dei vari cartellini raffiguranti la frutta e la verdura;
incollatura sulle cartelle di fondo;
riconoscimento della parola da incollare sotto l’immagine corrispondente.
“Jacumin il grignelin”
Partendo dalle esperienze già effettuate con la semina in
classe e a cielo aperto si è voluto creare una storia per la
realizzazione di un pieghevole : “Jacumin il grignelin,”
totalmente in lingua friulana.
Fasi
E’ stata presentata ai bambini l’idea generale;
si è parlato dei vari tipi di seme presenti sia nella frutta
che nella verdura;
si è parlato di un luogo reale dove possono avvenire
dei piccoli miracoli: l’orto con tutte le sue verdure,ma
anche con gli alberi da frutto;
si è parlato dei vari attrezzi usati: vanga, rastrelli,
zappa, bagnafiori;
i bambini hanno disegnato le varie fasi di crescita del
seme;
i bambini hanno scelto di comune accordo le
interpretazioni grafiche più significative;
a gruppi hanno verbalizzato ogni sequenza per
delineare la storia.
I giochi citati, costruiti con e dai bambini, ed altri qui
non descritti quali il gioco dell’oca, il memory delle verdure,
il domino dell’orto sono stati distribuiti in copia nelle sezioni con lo scopo di far giocare i
bambini liberamente in modo che essi potessero consolidare in modo naturale le loro
conoscenze e stimolassero reciprocamente dubbi e curiosità.
Visite guidate e laboratori presso la fattoria didattica
Il progetto ha previsto una serie di uscite didattiche presso alcune fattorie didattiche
dove i bambini, in gruppi omogenei per età, hanno beneficiato di un percorso strutturato
che ha tenuto conto dell’età dei bambini e si è raccordato con le attività che essi stavano
svolgendo a scuola.
Gli itinerari previsti sono stati 3:
o
o
PICCOLI
Laboratorio: trapiantiamo una piantina nel vasetto per conservarla e curarla durante
l’estate
Percorso tattile: camminiamo a piedi scalzi sui semi
Narrazione
Pagina 15 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
o
o
o
MEDI
Accenni elementari su cos’è un orto e visita all’orto
Percorso tattile : conosciamo la nostra alimentazione attraverso i sensi
Classifichiamo e prepariamo un cartellone con i diversi gruppi di ortaggi
o
o
o
GRANDI
Lavoriamo l’orto in campo aperto e trapiantiamo una piantina
Classifichiamo le piantine in ordine cronologico
L’acqua e i vari tipi di terreno
I bambini hanno trascorso l’intera giornata in fattoria effettuando le attività
laboratoriali al mattino ed al pomeriggio inframezzate dal picnic, giochi all’aria aperta in
compagnia degli animali della fattoria.
Momenti di incontro scuola-territorio
SALUTO DI FINE ANNO AI NONNI ORTOLANI
Al termine di ogni annualità abbiamo ringraziato e salutato i nonni ortolani
festeggiandoli nella nostra scuola con canti e regali realizzati dai bambini.
FESTA DEGLI ORTI
Al termine della seconda annualità abbiamo realizzato una festa nella piazza del
paese in collaborazione con Slow Food ed il comune.
E’ stata allestita una mostra che illustrava il percorso fatto attraverso cartelloni
illustrativi e lavori dei bambini. Sono stati esposti i prodotti dell’orto ed effettuati tre diversi
laboratori del gusto tenuti dagli esperti formatori di Slow Food e dedicati ai bambini della
scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola media che hanno partecipato al
progetto. I bambini che hanno partecipato ai laboratori hanno gustato un’ottima merenda
preparata con pane, burro e marmellata biologici, i genitori sono stati a loro volta
intrattenuti con assaggi di pietanze tipiche locali preparate appositamente con prodotti
biologici da un ristorante convenzionato del paese.
Il comune si è occupato della stampa in più copie del domino delle verdure, del
gioco dell’oca e del racconto “Jacumin il grignelin” realizzati dai nostri bambini della scuola
materna e delle magliette con il nostro logo “Il semino Giacomino” e distribuiti poi durante
la festa a tutti i bambini delle classi aderenti al progetto.
Narrazione
Pagina 16 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
VERIFICA E VALUTAZIONE
Verifica
Il mezzo privilegiato è stata l’osservazione casuale e/o sistematica durante le
attività, accompagnata dal confronto fra le docenti ed i collaboratori esterni, dalla
riflessione e dalla documentazione raccolta in itinere ed al termine dell’esperienza .
La verifica ha riguardato non solo gli obiettivi raggiunti dai bambini e definiti in sede
di stesura del progetto, ma anche il lavoro svolto nel suo complesso. La forma ha previsto
la predisposizione e compilazione di griglie di osservazione, così come una breve
relazione quale riassunto delle osservazioni e degli appunti presi in itinere dai docenti.
PUNTI FORTI
L’entusiasmo e la partecipazione di tutti i docenti è stato il punto forte per
eccellenza, senza il quale un tale progetto all’interno di una scuola grande come la
nostra non avrebbe potuto realizzarsi.
L’attiva collaborazione assidua del comune (fornitura di materiali, pulmini per le
visite alla fattoria, supporto logistico …) per i primi due anni di attività è stata molto
importante. Essa è stata possibile grazie anche all’impegno ed alla serietà con cui
la referente del comune, una docente della scuola secondaria di primo grado
anch’essa coinvolta nel progetto con i suoi ragazzi e la sua scuola, ha saputo
cooperare con la nostra scuola.
La attiva e propositiva partecipazione dei “nonni ortolani” ha permesso una buona
organizzazione dell’orto scolastico e delle attività didattiche sia nell’orto che in
sezione.
Le ore di formazione Slow Food hanno permesso ai docenti di sensibilizzarsi ed
avvicinarsi a loro volta al concetto di sostenibilità, biodiversità ed a quelle buone
pratiche che nel tempo hanno una ricaduta positiva su tutta la comunità.
PUNTI DEBOLI
Poche le ore di programmazione da dedicare a momenti comuni di raccordo fra le
insegnanti delle diverse sezioni, la referente ed i nonni ortolani per definire attività e
modalità comuni.
Abbiamo cercato così di ritagliare momenti di scambio fra le docenti durante le
compresenze ed il pranzo, con i nonni ortolani ci incontravamo durante i momenti di
gioco libero dei bambini. In ogni sezione una delle due docenti si occupava
direttamente del progetto, questo ha permesso che con i bambini ci fosse sempre
una docente mentre l’altra poteva incontrare i nonni ortolani o la referente del
progetto per definire attività e discutere eventuali necessità o criticità da risolvere
sorte in itinere. La referente si premurava di informare in forma cartacea tutte le
colleghe degli accordi presi.
Poca la collaborazione e le iniziative della ditta che fornisce e somministra i pasti e
gestisce la cucina nella nostra scuola, anch’essa sottoscrittrice dell’accordo con
Slow Food ed i comune.
Questa questione in realtà non è mai stata risolta completamente, vi è stato un
minimo di collaborazione, ma i tempi stretti e il personale appena sufficiente ad
erogare il servizio mensa della ditta non ha permesso una piena cooperazione
nonostante la buona volontà del personale. Le insegnanti hanno così l’utilizzato le
aule e la sala mensa per la prima pulizia degli ortaggi raccolti ed hanno scelto di
farli portare a casa dai bambini per la consumazione in famiglia.
Narrazione
Pagina 17 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Scarsa la partecipazione dei genitori agli incontri di formazione comune con
l’associazione Slow Food malgrado il manifestato interesse e l’approvazione verso
il progetto.
I genitori sono stati sensibilizzati durante lo svolgimento del progetto attraverso i
racconti dei figli stessi ed il resoconto periodico delle attività sul notiziario scolastico.
Gli esiti sono stati positivi, infatti la partecipazione alla festa finale è stata massiccia
e partecipata anche da parte dei genitori.
L’ adesione iniziale dei nonni è stata di cinque nonni, l’effettiva collaborazione ha
visto impegnati 2 nonni. Ciò ha comportato una riorganizzazione delle attività.
A ciò abbiamo rimediato con il maggior supporto dato da noi docenti al nonno
ortolano e con una programmazione più diluita, ma attenta alla stagionalità, delle
attività nell’orto.
E’ mancato il sostegno e l’attiva collaborazione del comune durante la terza
annualità.
Il comune ha comunque fornito il sostegno economico al progetto ed lavoro è
proseguito facendo capo alle insegnanti del plesso ed al nonno ortolano.
Valutazione generale del progetto
Il percorso progettuale ha visto tutte le sezioni del plesso impegnate nel
raggiungimento degli obiettivi stabiliti dai docenti durante la stesura del progetto.
La flessibilità degli argomenti ha permesso ai singoli docenti di adattare obiettivi,
metodi e tempi relazionandoli con il contesto particolare della sezione in cui hanno
operato. In relazione ai particolari gruppi di bambini ogni team docente ha contestualizzato
gli obiettivi definiti dal progetto generale e ha ottenuto buoni risultati in ordine al loro
raggiungimento. La collaborazione fra le insegnanti ha permesso uno scambio fruttuoso di
idee, riflessioni e di materiali.
L’osservazione e la scoperta dell’ambiente attraverso la sperimentazione pratica e
la rielaborazione, sono stati gli strumenti privilegiati con cui bambini ed insegnanti hanno
lavorato e grazie ai quali l’interesse ed il coinvolgimento dei bambini sono stati accesi.
L’affezione dei bambini, nel seminare prima e curare poi le proprie piantine, è stato un
potente mezzo per una prima interiorizzazione di quelle abitudini di rispetto e protezione di
cui necessita l’ambiente naturale. Attraverso l’esplorazione e la sperimentazione concreta i
bambini hanno potuto individuare alcuni nessi causali fra i fenomeni osservati e dedurre le
prime semplici leggi naturali avviandosi ad un metodo di ricerca scientifico.
Numerose sono state le produzioni dei bambini coadiuvati dalle docenti, sia nella
ricerca dei materiali che nella realizzazione creativa dei lavori. L’itinerario ha avuto il suo
sbocco naturale nella Festa degli orti realizzata nel centro del paese in occasione della
manifestazione “I marcati della terra” promossa dal comune con Slow Food. Tale
manifestazione è nata dalla sinergia tra più attori quali : le docenti, i nonni ortolani, le
famiglie, Slow Food ed il comune.
Il consenso dei bambini, che hanno potuto sentirsi i protagonisti di questo cammino,
vedere e commentare i loro lavori esposti, e soprattutto dei genitori e della comunità
locale, ha confermato l’efficacia che un progetto come questo può avere per la continuità
scuola-famiglia nell’azione educativa.
Narrazione
Pagina 18 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
RICADUTA SUI COMPORTAMENTI
Il progetto ha aiutato i bambini ad avvicinarsi alla “natura” con occhi “nuovi”,
partecipando attivamente ed emotivamente al suo ciclo di vita . Ha permesso loro
un’attenta osservazione della diversità degli elementi che ne fanno parte, che poi è
rimasta parte del loro approccio alla realtà incrementandone la naturale curiosità.
Infatti è emerso che i bambini :
•
•
si sono resi conto che gli ortaggi non vengono “fabbricati” al supermercato, ma che
vengono coltivati nella terra e poi portati nel supermercato (ad es. alcuni bambini
prima affermavano che le patate nascevano nel congelatore, adesso le raccolgono
nel nostro orto);
raccontano a casa le esperienze vissute a scuola e presso le fattorie didattiche
chiedendo ai genitori con insistenza di ripeterle nel giardino o sul terrazzo di casa. I
genitori, durante i colloqui, ci raccontano che i bambini al supermercato o nell’orto
di casa riconoscono gli ortaggi e li commentano;
•
assaggiano e mangiano ortaggi e legumi che prima rifiutavano, addirittura li gustano
crudi durante la raccolta;
•
durante i momenti di gioco libero in giardino, che sono occasioni di osservazione
preziose per noi docenti, fanno spontaneamente visita all’orto controllando la
crescita delle piantine e la nascita dei frutti.
E’ emerso nei bambini un attaccamento affettivo sia nei confronti del nonno
ortolano, che dell’orto stesso, che è diventato parte integrante della realtà scolastica e dei
discorsi familiari.
BIBLIOGRAFIA
Testi utili alle docenti per approfondire temi quali l’ ecosostenibilità, la biodiversità,
l’importanza dell’agricoltura biologica:
Fritjof Capra, Ecoalfabeto, Nuovi Equilibri 2005
Claude e Lydia Bourguignon, Il suolo patrimonio da salvare, Slow Food Editore
2004
Sir Albert Howard, I diritti della terra, Slow Food Editore 2005
Testi utili alle docenti per la conoscenza, la programmazione didattica e la
sperimentazione delle pratiche orticole con i bambini:
Sonia Goldie, Il mio orto, Editoriale Scienza 2005
Alberto Arossa, Ortofrutta, Slow Food Editore 2008
Lodovica Cima e Cristina Raiconi, Il mio primo manuale della natura, Giunti Kids
2004
Rossano Nistri, Dire Fare Gustare, Slow Food Editore 2007
Eliana Contri, Ermes Lasagni, Il mio orto, Giunti Junior 2011
Narrazione
Pagina 19 di 20
L’ORTO DI BAMBINI
Scuola dell’Infanzia di San Daniele del Friuli (UD)
Appendice 1
MATERIALE PRODOTTO E DOCUMENTAZIONE DELLE ATTIVITA’
Prodotti degli allievi
Albi individuali con i lavori dei bambini per gruppi omogenei di età realizzati con tecniche
miste;
realizzazione di un libro “gigante” con i bambini (vedi allegati)
Documenti per la documentazione
Raccolta di foto per la realizzazione di prodotti multimediali
Maglietta con logo “Il semino Giacomino”
giochi realizzati dai e con i bambini (domino e memory delle verdure, gioco dell’oca)
libretto con il racconto de “Il semino Giacomino” realizzato con i disegni dei bambini
griglie di osservazione
griglie di verifica
Appendice 2
Insegnanti coinvolti
Insegnante referente : Botto Cristiana
Insegnanti esperti: Covelli Clara e Plos Maria Luisa
Insegnati di sezione: Barazzutti Nellì, Cevolini Rossi Liana, Covelli Livia, Dal Farra Nadia, Del
Giudice Delia, Garlatti Adriana, Novello Stefania.
Narrazione
Pagina 20 di 20
Scarica

SCUOLA DELL`INFANZIA di SAN DANIELE DEL FRIULI Progetto di