PERIODICO DI INFORMAZIONE DELLA COOPERATIVA UNIABITA - ANNO VI - GENNAIO/FEBBRAIO/MARZO - 2014 | N°01 |
La partecipazione
dei nostri soci è una scelta
irrinunciabile
I nuovi servizi comodi e semplici
GESTIONE A DISTANZA
DEL LIBRETTO
DI PRESTITO
Nuovi
servizi
per i soci
prestatori
Bonifici e accredito stipendi e pensioni
I nuovi servizi comodi e semplici
AncheDaCasa
Per la gestione a distanza del tuo libretto di prestito
RendiCasa Giovani
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E SICURE
ACCREDITO AUTOMATICO
DI STIPENDIO E PENSIONE
A COSTO ZERO
ORDINI DI PRELIEVO
CON BONIFICO
ANCHE VIA E-MAIL
CONFERMA DELLE OPERAZIONI
E DEL SALDO AGGIORNATO
Per informazioni complete rivolgersi
al personale di cassa
di UniAbita ai seguenti recapiti:
Piazza Soncino 1 - Cinisello Balsamo
Via Garibaldi 47 - Cinisello Balsamo
DEPOSITI E PRELIEVI CON BONIFICI
ACCREDITO STIPENDI E PENSIONI
LO/0812/2011
La rivista della Cooperativa di Abitanti
02 - 61290666
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Cinisello Balsamo - Sesto San Giovanni - Milano
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IMPRESA
CONVENZIONATA
CON UNIABITA
AI SOCI
ISCRIZIONE
VITALIZIA
GRATUITA
PROMOZIONE VALIDA NEI MESI
DI APRILE - MAGGIO 2014
N01
FOCUS
@
La rivista della
Cooperativa di Abitanti
UNIABITA
GENNAIO/FEBBRAIO/MARZO
Sommario
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Servizi
06_Marangoni
Editoriale
Marangoni: “La crisi c’è ma reggeremo”
La scommessa della partecipazione dei soci
AncheDaCasa: i nuovi servizi per i soci prestatori
Via Mozart 17, la palestra di caseggiato
Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e del Welfare
Che cos’è il co-housing?
RSA aperte per i malati di demenza
Si fa presto a dire: “Ha i denti storti”
Disturbi di incontinenza? Si possono curare
18_RSA aperte
Cultura e impegno, con divertimento
UniAbita assegna alloggi predisposti per persone diversamente abili
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12_Nuovi servizi per i soci prestatori
Rubriche
Cicerchia, un legume poverissimo per un piatto da re
Premiato il “nostro” Davide Viganò
A.S.P. “G. Mazzini”: Un’accademia di mestieri
“Arbre de vie” presente a “Fa’ la cosa giusta”
Li ricordiamo
8 marzo: giornata internazionale della donna
DanzAuprema, una storia lunga quattordici anni
I Vigili del fuoco spengono gli ardori di poliziotti, carabinieri e vigili urbani
Ancora sui “sentieri partigiani”
Storie di uomini e donne nel tritacarne della storia
Il gattino che non diceva miao
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Iscrizione al Tribunale di Monza reg.n.1949 del 25.03.2009 - Albo Soc.Coop. N°A109242 Sez. Cooperative a Mutualità Prevalente, Cat.Cooperative Edilizie di Abitazione
Comitato di redazione:
Rosanna Cantarelli,
Katia Giannotta,
Caterina La Grotteria,
Fiorenza Melani,
Elena Malagoli,
Mara Negri
Hanno collaborato:
Jurij Bardini, Fabio Brioschi,
Sara D’Agui, Alessandra Fraccon,
Attilio Miglioli, Noemi Tediosi
Impaginazione:
Emanuele Gipponi
Stampa:
Arti Grafiche
Amilcare Pizzi S.p.A.
EDITORIALE
Siamo di nuovo
in cammino
Credo sia difficile non convenire su un elemento, per quanto diverse possano essere le opinioni e il bagaglio ideale o ideologico che ci portiamo appresso: l’Italia di
queste settimane è alle prese con un sommovimento che non si vedeva da tempo.
È tutto un cantiere, un’urgenza di fare che non si vedeva da tempo. È un quadro
persino inimmaginabile fino a pochi mesi fa, quando sconforto, rassegnazione,
pessimismo, sfiducia, erano diffusi nella vita pubblica, nella politica, nell’economia, nelle singole esistenze di tanti di noi.
Questo non vuol dire che i problemi, strutturali, se non endemici, del nostro paese
si sono dissolti. I tassi di disoccupazione non hanno invertito il segno e le imprese
non sono ancora tornate a produrre e ad assumere. Diciamolo con chiarezza: le
famiglie continuano ad arrivare a fine mese a fatica e il 2014 sarà ancora un anno
molto, molto difficile.
Ora, per quanto molte delle soluzioni indicate possano essere ritenute insufficienti
e forse persino inadeguate, a me pare, e questo è il punto che voglio condividere
con voi, che una via d’uscita sia però stata indicata. Forse tra poco inciamperemo,
andremo a sbattere contro qualche ostacolo, ma finalmente ci lasciamo alle spalle la palude, riprendiamo a muoverci, abbiamo l’impressione che il nostro futuro
dipenda anche, se non soprattutto, da quello che noi sapremo fare, e non soltanto
dai diktat che un giorno sì e un giorno no ci piovono addosso da una Commissione
di Bruxelles.
In questo ragionamento trovo molte analogie con quanto stiamo cercando di fare
nella nostra cooperativa. Avevamo affermato che il cambiamento era un obiettivo
irrinunciabile e, con l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione della primavera scorsa, abbiamo dato corso a un rinnovamento anagrafico senza precedenti.
Di seguito, abbiamo avvertito la necessità di ricostruire un rapporto positivo con il
nostro corpo sociale e con quella indispensabile articolazione di vita cooperativa
che sono i comitati di caseggiato. Ci stiamo lavorando sodo e qualche risultato
già si vede. C’è tra noi la consapevolezza di come la crisi, e quella del mercato
immobiliare in particolare, abbia cambiato e stravolto i parametri e gli scenari di
riferimento. Nulla è più come prima. Questo ci impone di cambiare, di aggiornare
le nostre strategie, il nostro modo di operare. Dovremo trovare nuove opportunità,
sperimentare, cercare nuovi partner, altri riferimenti, nuovi mercati.
I lavori sono in corso. Se procederemo insieme, i risultati non mancheranno. Per
adesso siamo in cammino.
Angelo Maj
COOPERATIVA DI ABITANTI
Marangoni> “La crisi
c’è ma reggeremo”
Malgrado le difficoltà quest’anno consegneremo 121 alloggi nuovi in affitto,
89 in viale Sarca a Milano e altri 32 ottenuti dal recupero dei portici.
Intanto si cercano altri possibili campi di intervento della cooperativa
da affiancare a quelli più tradizionali> patto di futura vendita, mini alloggi arredati,
housing sociale. Preoccupa l’aumento della morosità, ma la cooperativa
non lascerà soli i soci in difficoltà
di Fabio Brioschi
Parlare oggi di crisi economica e delle ricette per affrontarla
e risolverla è esercizio retorico che in molti affrontano a cuor
leggero. Cosa voglia dire la crisi per i cittadini è presto detto
ed è sotto gli occhi di tutti: fare fatica a tirare la fine del mese,
scegliere con attenzione dove spendere o non spendere i propri
soldi. Spesso si deve far fronte alla perdita del lavoro e lì si apre
una più ampia gamma di problematiche.
Come affronta la crisi economica la cooperativa UniAbita?
Quali ricadute sulle strategie e sulle linee di sviluppo? Che la
casa sia tornata a essere un’emergenza è sotto gli occhi di tutti:
perdere il lavoro significa anche, e prima di tutto, mettere a rischio la propria abitazione. Questo, in UniAbita, non solo è ben
chiaro, ma proprio per questo ha stimolato una serie di riflessioni, di interventi studiati per stare accanto ai soci. Se è vero,
infatti, che la crisi è internazionale e ha toccato ogni livello e
ogni ambito dell’agire umano, nel campo immobiliare essa è
particolarmente forte. “È proprio così – conferma il presidente
di UniAbita, Gian Matteo Marangoni – nel campo immobiliare
la crisi è più forte perché rispetto alla vita di una famiglia la
casa è una prospettiva di investimento strategica. Comprare
una casa è l’investimento di una vita e, rispetto a un futuro
6 - UNIABITA | SERVIZI
Gian Matteo Marangoni
incerto, ha pesanti riflessi sulla vita di una famiglia. Le ricadute
di questa situazione si ripercuotono su molte altre scelte”.
Di fronte a queste considerazioni, la prima banale risposta che viene in mente è che bisogna cercare nuove ricette
e strumenti per affrontare lo stato delle cose. “Noi abbiamo
sempre operato così – continua Marangoni – quando facciamo
progetti, le ricadute non sono mai immediate, ma nel futuro.
Una volta, però, le condizioni socioeconomiche erano diver-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
se e permettevano interventi che oggi non sono più possibili.
Comunque, noi siamo ragionevolmente tranquilli sulla tenuta
della cooperativa, perché da sempre la nostra politica è quella
del consolidamento patrimoniale. La crisi c’è e si sente, ma non
è destabilizzante, perché grazie a una politica gestionale molto
accorta non ci sono mai stati sprechi. Oggi la nostra struttura
patrimoniale e finanziaria è robusta, e quindi sono sicuro che
riusciremo a reggere”.
Ovviamente, aggiungiamo noi, qualche modifica alle linee
di sviluppo andrà apportata. “Senza dubbio – rassicura il presidente – ma senza snaturare la missione della cooperativa.
Di fronte al quadro appena descritto la risposta è rimodulare
i progetti di sviluppo. Questo vorrà dire che non faremo più
case in proprietà? Non è detto. Di certo dovremo trovare nuove
modalità e formule di vendita da adattare alle nuove esigenze
e soprattutto alle nuove povertà. Per esempio, la classica edilizia convenzionata è sempre una risposta valida, ma a questa
vanno aggiunte anche altre tipologie di rapporto con i soci,
quali il patto di futura vendita e i mini alloggi arredati.
È stata avviata una nuova formula di housing sociale rivolta agli anziani, che il nostro “Consorzio Il Sole” sta sperimentando con successo nella zona di Sant’Eusebio. È la "Casa del
Sole", un alloggio collettivo condiviso da una decina di anziani
autosufficienti, ognuno dei quali ha a disposizione la propria
camera, insieme ad altri spazi di soggiorno e socializzazione in
comune. Con loro vive un’assistente, presente 24 ore al giorno,
che li aiuta e presidia le loro necessità. Così i costi vengono
ottimizzati e ridimensionati rispetto alla RSA, in quanto lo stato
di relativa autosufficienza di questi anziani non rende necessari
alcuni servizi, tipici di questa struttura, che sono molto costosi.
Sulla base delle esperienze maturate stiamo studiando la
realizzazione di strutture simili che possano fornire risposte
efficaci, e quanto più economiche possibili, alle famiglie, che
sono sempre più esposte a queste necessità, per l'effetto di una
popolazione che tendenzialmente diventa sempre più anziana.
Le soluzioni ci sono, vanno sperimentate. Per esempio stiamo
studiando anche dei mini alloggi autonomi, collegati alla nostra RSA per non autosufficienti, per anziani che vogliono rimanere in famiglia, ma che vivono in ambiti ‘protetti e presidiati’
da un servizio di sorveglianza attivo 24 ore su 24 e collegato
direttamente alla nostra RSA”.
Insomma, le idee ci sono e continuano ad affiancare le attiGennaio/Febbraio/Marzo 2014
vità “tradizionali” della missione cooperativa. “Certo che sì – è
la risposta – anche se la missione sociale non andrà inficiata,
ma di certo rimodulata. Sul fronte delle nostre attività, a maggio consegneremo ai nostri soci 89 alloggi a proprietà indivisa
in viale Sarca a Milano, oltre ad altri 32 ottenuti dal recupero
dei portici nei nostri stabili. Nonostante le maggiori difficoltà
generate dalla crisi economica del nostro paese, riusciamo a
consegnare 121 nuovi alloggi in godimento, che fanno salire
a 2897 il numero degli alloggi a patrimonio della nostra cooperativa. Con la realizzazione dei sottotetti, con gli alloggi di
viale Sarca, con il recupero dei porticati e con la normale rotazione degli alloggi esistenti, negli ultimi quattro anni abbiamo
consegnato mediamente 180 appartamenti all'anno. Sarà una
goccia, ma mi pare comunque una risposta po-sitiva alle centinaia di soci in lista d'attesa”.
Naturalmente le difficoltà economiche delle nostre famiglie
generano nuovi problemi, ad esempio il tasso della morosità è
in continuo aumento. “È un tema molto complicato – spiega
Marangoni – perché ha diverse connotazioni. C’è la morosità
incolpevole di chi sta attraversando un momento economico
difficile, magari per via della perdita del lavoro, ma non manca
chi è moroso per furbizia. Ai primi cerchiamo di dare ogni aiuto
possibile con piani di rientro e diverse modalità di recupero
del debito, ma purtroppo non possiamo fare l’impossibile: tutti
i nostri interventi hanno dei limiti e non possiamo rinunciare
alla riscossione dell'affitto perché sarebbe economicamente
ingestibile per la cooperativa. Stiamo studiando ogni mezzo
per fornire un sostegno a queste famiglie, perché questo rientra nella nostra natura di protagonisti della solidarietà. Stiamo
verificando se possono sussistere delle modalità, anche innovative, per interventi di tipo sociale ed economico che diano
risposte alle famiglie, come pure stiamo cercando di capire se
ci sono risorse pubbliche su alcuni nostri progetti di solidarietà. Accanto a tante situazione di disagio abbiamo purtroppo
riscontrato il caso di alcuni soci che pensano di non pagare
l'affitto per furbizia. Per costoro deve essere chiaro che non
ci saranno sconti, che agiremo con durezza, e ciò soprattutto
per il rispetto dovuto nei confronti di chi si trova in effettiva
difficoltà e per coloro i quali, consiglieri, comitati di caseggiato,
eccetera, lavorano con passione per portare avanti quel progetto di solidarietà rappresentato dalla nostra cooperativa in oltre
110 anni di attività.
SERVIZI | UNIABITA - 7
COOPERATIVA DI ABITANTI
La scommessa
della partecipazione
dei soci
Da gennaio hanno preso il via alcuni incontri
tra i consiglieri di amministrazione
e i comitati di caseggiato con l’obiettivo di migliorare
la comunicazione tra la cooperativa e i comitati stessi
e di individuare soluzioni condivise
per i problemi che i soci abitanti individuano come urgenti e di rilievo.
Allo scopo sono stati creati tre gruppi di confronto>
Fare Comunità, Essere squadra, Costruire l’Eccellenza
8 - UNIABITA | SERVIZI
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Sei mesi di incontri condivisi e partecipati, con un duplice e
ambizioso obiettivo: comunicare sempre più efficacemente e
individuare soluzioni concrete e applicabili, così da rispondere
sempre meglio ai bisogni e ai desideri espressi dai soci abitanti di UniAbita.
Con questa prospettiva comune, a partire da sabato 25
gennaio e fino al mese di giugno 2014, i Comitati di Caseggiato di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni incontrano i
consiglieri di amministrazione della Cooperativa, mettendo sul
piatto i temi che maggiormente percepiscono come attuali e
di rilievo. Un esempio? La gestione ottimale e virtuosa degli
spazi comuni dei palazzi UniAbita, come la saletta di caseggiato, luogo nato e progettato per garantire e stimolare socialità e condivisione tra gli abitanti, dove si possono svolgere
attività a beneficio dei soci della cooperativa.
Un altro tema che spinge i membri dei Comitati fuori dalle
proprie case un sabato mattina al mese è quello dell’impatto ecologico degli stabili. La necessità di compiere interventi
che possano migliorare sempre più l’efficienza energetica dei
caseggiati a proprietà indivisa è davvero sentita, sotto tutti
i punti di vista: raccolta differenziata e installazione di lampade a led per cominciare, ma anche piani di miglioramento
dell’efficienza più ampi e strutturati che, già realizzati in alcuni
stabili, hanno permesso un abbattimento dei consumi per il
riscaldamento con tangibili benefici economici e significative
ricadute positive per l’ambiente.
Come i lettori più attenti sapranno, da luglio 2013 è in carica un consiglio di amministrazione composto da diversi volti
nuovi che, insieme ai consiglieri più esperti, si stanno occupando anche di continuare a tessere l’indispensabile rapporto
con il corpo sociale di UniAbita. Questo percorso di dialogo e
azione intrapreso con i Comitati di Caseggiato va esattamente
in questa direzione, e se da un lato segue le orme dei cammini
già battuti con successo negli anni precedenti (in cui sono stati
definiti i regolamenti fondamentali per le attività dei Comitati)
dall’altro vuole introdurre alcuni elementi di valore aggiunto.
Un’integrazione che intende posizionarsi più sul metodo
che sui contenuti: se fino ad oggi il dialogo tra consiglieri e
Comitati ha prodotto dei risultati tangibili e oggettivi, segnalandosi quindi quale modello di relazione e azione condivisa,
resta interessante e utile provare ad allargare il perimetro en-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SERVIZI | UNIABITA - 9
COOPERATIVA DI ABITANTI
tro cui questo dialogo si svolge, passando dall’analisi di temi
specifici e approfondimenti di dettaglio a uno sguardo che
punta maggiormente a sviluppare sia una visione d’insieme
del sistema cooperativo, sempre più complesso e bisognoso
di strategie all’altezza dei tempi, sia una modalità di lavoro
interattiva, improntata alla co-partecipazione.
Nel concreto questo significa che nel primo incontro i consiglieri si sono messi in ascolto, raccogliendo i temi “caldi”
dai rappresentanti dei Comitati intervenuti, mentre a partire
dall’incontro di febbraio è stata condivisa una modalità di lavoro che prevede la creazione di tre tavoli di indirizzo a partecipazione mista Consiglieri-Comitati: Fare Comunità, che si
occupa degli argomenti inerenti la costruzione delle relazioni
tra i soci nei caseggiati (è in questa sede, ad esempio, che è
emerso il tema sull’uso ottimale delle salette che sta cono-
10 - UNIABITA | SERVIZI
scendo ora un maggior approfondimento); Essere squadra,
che vuole concentrarsi sulla creazione di una filiera informativa e relazionale sempre più coesa tra la struttura UniAbita, i
consiglieri di amministrazione e i Comitati di Caseggiato (con
l’obiettivo di comunicare con i soci abitanti sempre meglio e
con efficacia crescente); Costruire l’Eccellenza, che si focalizza principalmente sui temi del risparmio e dell’efficienza
energetica, affrontandoli con un grado di precisione significativo.
“Durante il percorso di fusione tra cooperative che ha dato
vita a UniAbita - ci racconta Marco Locati, membro del Comitato di Caseggiato di via Cantore 117 (Fola 1) a Sesto San
Giovanni - tra i soci delle cooperative (già sestesi) si era inizialmente diffuso il timore che le relazioni con la nuova realtà
potessero essere rese difficoltose sia dalla distanza geografi-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
ca che dal mutato assetto dirigenziale. Sicuramente l’avvio di
questo tipo di percorsi è un esempio dell’interesse che UniAbita mostra nei confronti del suo corpo sociale. Ecco perché
è fondamentale mettersi all’opera affinché emergano risultati
positivi e utili, in primo luogo nel campo della comunicazione
tra cooperativa e soci, terreno su cui è sempre importante lavorare in condivisione anche con gli altri comitati”.
Rita Pessina, storica partecipante e animatrice del Comitato di via Aurora a Cinisello Balsamo, aggiunge: “Essere ascoltati è utile e importante. Aggiungo che il desiderio di vedere dei
risultati tangibili, anche sul fronte tecnico-amministrativo, per
un tipo pratico come me, è assolutamente sentito. Facciamo
tutti uno sforzo perché le idee che ci scambiamo si trasformino
in indirizzi visibili”. Proprio a uno dei consiglieri che si stanno
occupando di costruire questo percorso abbiamo chiesto una
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
valutazione “a caldo” su questo progetto partecipativo: “La
relazione con i Comitati non è mai scontata, ti richiede sempre
impegno, attenzione, passione, voglia di metterti in gioco - ci
racconta Pier Paolo Forello, consigliere di amministrazione referente del tavolo “Essere Squadra”. Vedo persone che hanno
voglia di esserci e prendersi in mano il loro bel pezzo di responsabilità. Bene, noi siamo qui per costruire anche insieme
a loro almeno altri 110 anni di storia cooperativa”.
In conclusione, un percorso è stato disegnato e condiviso: ora non resta che avanzare con determinazione e coraggio, lavorando con lo sguardo rivolto alle esigenze e alle
sfide che vengono poste dalla realtà sociale ed economica
contemporanea. Ed è una sfida che va affrontata sempre nel
dialogo e nella partecipazione perché, in fondo, cooperare
significa proprio questo.
SERVIZI | UNIABITA - 11
COOPERATIVA DI ABITANTI
AncheDaCasa>
i nuovi servizi
per i soci prestatori
È ormai imminente l’avvio dei servizi di bonifico
e di accredito di pensioni e stipendi
Il nostro linguaggio e il nostro modo quotidiano di operare ormai comprendono parole e modalità operative come “via web”,
“in remoto”, “on line”, e altre, che si propongono di semplificare e agevolare il nostro agire, dalle operazioni più semplici alle
più articolate. Nell’era web-tecnologica che viviamo, non poteva quindi mancare, anche per la Cooperativa, un ‘adeguamento’ ai tempi, anche per quanto riguarda la gestione del Prestito
Soci. Già lo scorso anno abbiamo promosso per i soci prestatori
una convenzione con la Banca di Credito Cooperativo di Carate
Brianza, che consente di ottenere, a costo zero per le prime trecento carte emesse, una Prepagata (Carta Tasca) che, dopo un
primo accreditamento che è necessario fare di persona per la
chiara identificazione dei soci, può essere ricaricata anche via
mail, senza più la necessità di recarsi di persona all’ufficio cassa
della cooperativa. Oggi si compie un ulteriore passo in avanti,
con una proposta che fornisce ai soci interessati la possibilità
di evitare il maneggio di denaro e di poter gestire il prestito a
distanza, sempre grazie ad una convenzione con la Banca di
Credito Cooperativo di Carate Brianza.
Con il servizio di bonifico i soci potranno così depositare o
prelevare somme di denaro sul loro libretto di prestito cooperativo, senza necessità di recarsi presso gli sportelli cassa. Più precisamente, e si tratta di una nuova opportunità che è stata introdotta e che prima non esisteva, con il bonifico in entrata i soci
potranno depositare sul proprio libretto somme provenienti da
propri conti correnti bancari/postali. Viceversa, con il bonifico in
uscita, i soci potranno prelevare somme dal libretto e bonificarle
direttamente sul proprio conto corrente: una procedura molto
più rapida perché prima, come i soci ricordano, occorreva preno-
12 - UNIABITA | SERVIZI
Bonifici e accredito stipendi e pensioni
I nuovi servizi comodi e semplici
AncheDaCasa
Per la gestione a distanza del tuo libretto di prestito
RendiCasa
DEPOSITI E PRELIEVI CON BONIFICI
ACCREDITO STIPENDI E PENSIONI
tare telefonicamente l’importo da prelevare, lasciar trascorrere
i giorni di preavviso e passare a ritirare il denaro richiesto, in
contanti o in assegni, e, nel caso, procedere all'accredito degli
stessi presso la propria banca. Una procedura, come emerge
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SMS
@
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€
€
LIBRETTO
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Accredito automatico di stipendio/pensione
sul libretto di prestito UniAbita
LIBRETTO
LIBRETTO
€
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€
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Bonifici dal proprio conto corrente bancario
o postale al libretto di prestito UniAbita e viceversa
SMS
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SMS
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Ordine di bonifico con una e-mail alla cooperativa.
Conferma al socio di accrediti e prelievi sul libretto
di prestito UniAbita, tramite LIBRETTO
e-mail e/o sms
€
€
€
€
€
€
LIBRETTO
VANTAGGI
Con i nuovi servizi ora puoi:
- Gestire il libretto, senza doverti recare agli
sportelli di cassa
- Risparmiare tempo, evitando spostamenti,
attese e code
- Effettuare le operazioni quando vuoi e dove
vuoi, da pc o smartphone
- Evitare i rischi collegati alla gestione
di contanti e assegni
- Integrare i nuovi servizi con la Carta Tasca,
per una gestione completa e dinamica del
libretto
chiaramente, piuttosto farraginosa, che comportava quindi un
notevole dispendio di tempo oltre che la perdita di alcuni giorni
di accredito della valuta. Naturalmente i bonifici sono possibili
solo tra il libretto di prestito sociale e i conti correnti, bancari
o postali, del socio stesso, e non sono invece possibili bonifici
da o verso terzi poiché la cooperativa, per disposizione delle
autorità competenti, non può svolgere attività proprie di un istituto di pagamento. L’altra novità importante in arrivo riguarda
la possibilità di ottenere l’accredito del proprio stipendio o della
pensione sul libretto di prestito sociale a costo zero e senza perdere ‘giorni di valuta’. Per poter usufruire di queste importanti
novità, è però necessario registrarsi presso il Servizio Bonifici
e Accredito Stipendi/Pensioni per la chiara identificazione del
socio, che prelude poi alla successiva gestione del Prestito ‘a
distanza’ con ordini via mail o, eventualmente, anche recandosi
presso le casse, ma comunque evitando il maneggio di denaro.
I soci riceveranno conferma via mail o con messaggi sul cellulare (sms) di ogni movimento e del saldo libretto conseguente
a bonifici o accredito stipendi/pensioni, per un aggiornamento
puntuale e in tempo reale delle operazioni.
I nuovi servizi sono ormai pronti per entrare in funzione, ma
è già possibile ottenere informazioni aggiuntive presso le casse
di piazza Soncino e, per chi ha già le idee chiare, registrarsi per
poter usufruire del servizio e/o dei servizi prescelti. Naturalmente, questa operazione di “accreditamento” ha soltanto lo scopo
di prenotare il servizio, e non comporta alcun impegno formale
da parte del Socio, che solo successivamente sarà contattato dal
personale di UniAbita per fissare un appuntamento e definire gli
accordi che regolamenteranno i servizi richiesti e li renderanno
pertanto operativi.
Nuovo orario cassa Soncino
Per favorire una migliore fruibilità del Servizio
di Cassa, e offrire un servizio con un orario più
prolungato, si avvisano i Soci che, a decorrere
dal 1° maggio p.v., il venerdì, le casse di piazza
Soncino 1 saranno aperte con orario continuato
dalle ore 9.30 alle 14.00.
INFORMIAMO I SOCI
CHE VENERDÌ 2 MAGGIO LA
COOPERATIVA RESTERÀ CHIUSA
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SERVIZI | UNIABITA - 13
COOPERATIVA DI ABITANTI
Via Mozart 17,
la palestra
di caseggiato
Abbiamo incontrato il Comitato di Caseggiato. La voglia di fare è ancora tanta ma
la partecipazione dei soci, sia di quelli storici che dei nuovi, è comunque calata.
Nella saletta si organizzano cene tra i soci e feste
di Fiorenza Melani
Seguendo il filo del benessere e dell’originalità nelle case
UniAbita, abbiamo incontrato il Comitato di Caseggiato di via
Mozart 17. Qui infatti è nata e continua ad essere attiva l’idea
della palestra di caseggiato, di cui abbiamo parlato nel numero
precedente della rivista in relazione al cortile confinante. Quello
di via Mozart 17 è infatti il Comitato che può vantare la primogenitura di questa iniziativa davvero al passo con i tempi.
“Abbiamo aperto la palestra nel novembre 2011 – ci raccontano – attrezzandola con macchine che i soci avevano in casa
e volevano mettere a disposizione di tutti. Di nuovo abbiamo
comprato solo il tapis roulant”. Oggi la palestra è aperta tre
giorni la settimana, “ma siamo a disposizione se qualcuno
vuole frequentarla in un altro momento” dicono. Panca per gli
addominali, tapis roulant, molte cyclette, gli attrezzi base per
tenersi in forma ci sono tutti.
La visita ci dà l’occasione per conoscere più da vicino questo
palazzo e il suo Comitato di Caseggiato. Ci accolgono Danilo
Bertocchi, il coordinatore, Dario Ferrari e Pietro Manfredi. Insieme a loro ci sono anche le tre persone che si occupano della
gestione della saletta condominiale: Mariarosa Camagni, Lucia
Laronga e Giorgio Parmegiani. “Oltre alle tre persone del Comitato – spiega il coordinatore – c’è un gruppo formato da questi
tre soci che si occupa della gestione della saletta e dell’organizzazione di eventi. Così ci dividiamo il lavoro ma ampliamo anche la discussione. Lavoriamo rispettando ognuno l’autonomia
dell’altro, collaborando e cooperando, condividendo le idee e
discutendole”.
14 - UNIABITA | SERVIZI
Il caseggiato di via Mozart 17 è stato costruito nel 1981
dalla Cooperativa Aurora. Quaranta famiglie che sono rimaste pressoché le stesse e che ricordano un tempo in cui il loro
palazzo aveva un’importanza culturale e associativa a livello
cittadino. In via Mozart 17 infatti aveva sede il Circolo Primo
Maggio, centro aggregativo della zona con un grande salone,
che poteva contenere più di un centinaio di persone, e un bar.
Al Circolo Primo Maggio si organizzavano spettacolo teatrali,
cabaret, presentazioni di libri, cineforum, dibattiti politici, feste
per anziani e bambini. “Le idee allora erano più di quello che si
poteva realizzare, non bastavano i giorni dell’anno!” raccontano. Il Circolo era luogo di incontro per i ciclisti della zona ed è
qui che è nata la gara di pesca con le associazioni dei disabili
che ancora oggi Cooperativa UniAbita e Circolo Auprema sostengono. È in quegli anni di fermento che il caseggiato si è impegnato in una raccolta fondi per risistemare il campo sportivo
di fronte al palazzo.
Poi il Circolo ha chiuso e oggi i locali non sono più fruibili per
il caseggiato perché occupati dall’Accademia DanzAuprema. Da
allora i condomini hanno dovuto stringersi in una piccola saletta
che può contenere al massimo una quarantina di persone, nella
quale c’è anche la palestra che quindi viene smontata durante
le iniziative sociali o in occasione delle assemblee. “Riusciamo
ancora a fare delle cene – dicono. Abbiamo anche un piccolo spazio con un lavandino e un fornetto elettrico per scaldare
quello che cuciniamo a casa, ma certo non abbiamo gli spazi
per eventi più grandi o per ballare. Ci piacerebbe organizzare
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
un maggior numero di iniziative, ma mancano appunto spazi
e possibilità economiche e poi non è possibile aprire all’esterno, agli altri palazzi, ad amici che vengono da fuori”. L’ultima
iniziativa organizzata in occasione della festa della donna ha
riscosso un buon successo. Molto partecipata è stata anche la
cena di Natale: dall’antipasto al dolce interamente offerti dal
Comitato utilizzando il fondo per le feste natalizie che UniAbita
mette a disposizione. Ma la partecipazione generale dei soci è
comunque calata, sia di quelli storici che dei pochi nuovi arrivati. Questo è un problema che lamentano anche in via Mozart
17, nonostante possano contare per le loro cene e feste sul 50
per cento dei soci partecipanti, una percentuale molto superiore
rispetto a quello che accade mediamente nei caseggiati. “Quando siamo arrivati – dice il coordinatore – partecipavamo tutti.
Ho nostalgia di quelle riunioni di caseggiato affollate in cui si
facevano delle belle litigate!”. Meglio lo scontro di una criptica
indifferenza. “Non pensiamo sia proprio indifferenza” aggiungono, ma piuttosto – così pare dai loro racconti – la reazione
un po’ stizzita a una cooperativa ormai vissuta come lontana.
Una cooperativa che si muove oggi come un grande convoglio,
ma che sta rischiando di perdere per strada i veicoli più piccoli
e lenti. La relazione personale, l’impressione di contare come
persone nella propria interezza, di poter dare il proprio contributo facendo la differenza: sono questi i motivi di una nostalgia
del passato che può rischiare di restare fine a se stessa ma sulla
quale una cooperativa di abitanti si deve costantemente interrogare. Per ritrovare nel corpo sociale la sua forza e adattare il
proprio cammino a quello dei suoi soci.
Giuliano Poletti, da Legacoop e Alleanza delle Cooperative a ministro del Lavoro e del Welfare
Tra i nomi fatti da Matteo Renzi quando ha
presentato la sua squadra di governo uno ci ha
fatto sobbalzare dalla sedia. È stato quando accanto alla casella del Ministero del Lavoro e del
Welfare ha fatto quello di Giuliano Poletti, presidente di Legacoop e portavoce dell’Alleanza
delle Cooperative Italiane. È una scelta che ci
ha anche procurato una certa emozione, perché
Giuliano Poletti in questi anni è stato una presenza ricorrente nei nostri appuntamenti cooperativi più importanti. Ha partecipato al nostro iter di fondazione, è stato ospite al nostro
seminario annuale di Magliano, è intervenuto
recentemente alla giornata nella quale abbiamo celebrato il 110° anniversario della nostra
fondazione.
«Accogliamo con soddisfazione la delega a ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali a Giu-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
liano Poletti che leggiamo come riconoscimento del ruolo svolto dalla cooperazione nella crisi
e per quello che potrà fare nel disegnare il welfare del paese e aiutare i giovani a inserirsi nel
mondo del lavoro. Poletti ha la sensibilità per
cogliere le esigenze dell’economia reale, fatta
di imprese e lavoratori italiani che quotidianamente si battono contro la crisi e le difficoltà di
mercato». Hanno detto Maurizio Gardini (presidente di Confcooperative) e Rosario Altieri
(presidente di Agci), copresidenti dell’Alleanza
delle Cooperative Italiane.
Imolese, 63 anni, sposato e padre di due figli,
nel 2002 è stato eletto presidente di Legacoop
e nel 2013 di Aci, l’Alleanza delle cooperative
italiane, dove ha lavorato a lungo per arrivare
alla fusione tra le tre centrali cooperative Legacoop, Confcooperative e Agci. Carica che ha
lasciato in seguito alla nomina a ministro, come
pure si è dimesso da presidente di Legacoop,
dove continua la discussione e il confronto per
la sua successione. A Poletti tocca di scalare
una montagna: svecchiare il mercato del lavoro,
sburocratizzarlo, ridurre la giungla contrattuale, contribuire a produrre nuovi posti di lavoro,
aumentare la flessibilità senza che ciò significhi
minori tutele. L’abbiamo conosciuto come una
persona schietta, semplice, concreta, solida,
come sa essere la gente che viene dalla campagna. Una persona che non vende fumo, che ragiona in dialetto, che sa ascoltare, che accetta e
ricerca il dialogo, senza rinunciare alle sue idee.
Tutte doti che gli serviranno nel suo nuovo lavoro. A noi resta l’orgoglio di averlo avuto come
presidente nazionale della nostra associazione.
Caro Poletti, un grande in bocca al lupo.
SERVIZI | UNIABITA - 15
MERCATO IMMOBILIARE
Che cos’è
il co-housing|
Un modello abitativo, nato nel Nord Europa e che oggi comincia
con fatica a presentare le prime realizzazioni anche in Italia,
che combina la dimensione privata dell’abitare
con il vantaggio di spazi, risorse e servizi condivisi
C’è un inglesismo destinato a diventare di uso sempre più
frequente per chi si occupa di casa: si chiama co-housing. Anche per quelli che hanno scarsa dimestichezza con la lingua
d’oltre Manica, la traduzione risulta abbastanza semplice:
“abitare insieme”, più propriamente “abitare condiviso”.
Ma che cosa è il co-housing, di che cosa si tratta? È un
fenomeno che rappresenta una risposta aggiornata, in tema di
abitazione, alle situazioni di precarietà sociale, alla flessibilità
del mercato del lavoro, alla dissoluzione della famiglia tradizionale. Il co-housing è nato in Danimarca intorno agli anni
settanta, per diffondersi nell’Europa del Nord, dove fenomeni
di questo tipo, uniti alla crescita del numero di nuclei familiari
16 - UNIABITA | SERVIZI
con un unico genitore e uno o due figli, si sono manifestati
prima che in altre parti d’Europa.
Oggi il co-housing identifica insediamenti residenziali
composti da abitazioni private corredate da spazi, coperti e
scoperti, destinati all’uso collettivo. La coabitazione combina
dunque in maniera innovativa l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di spazi, risorse e servizi condivisi.
Spazi comuni coperti e scoperti
La presenza di spazi coperti e scoperti a uso comune rappresenta il segno distintivo più evidente di un co-housing
rispetto a un complesso residenziale di tipo tradizionale. Tra
gli spazi comuni coperti vi possono
essere sale polifunzionali, cucine
comuni, lavanderie, biblioteche, ludoteche, locali tecnici e altro. A questi si aggiungono gli spazi scoperti:
giardini, orti condivisi, cortili, parcheggi, terrazzi comuni e solarium.
Gli spazi comuni diventano luogo
di socialità, una risorsa preziosa per
le attività dei singoli nuclei familiari
e del gruppo di co-houser nel suo
complesso: utilizzandoli per riunioni,
feste, cene di gruppo e attività culturali.
Grazie a questi spazi, inoltre, i
co-houser possono disporre di servizi comuni per i Gas (gruppi di acquisto solidali), il babysitteraggio, il
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
car-sharing e altro ancora. La presenza di locali comuni consente inoltre di razionalizzare gli spazi degli alloggi privati,
arrivando anche a ridurre le metrature e il costo di costruzione.
Ma, al di là di questi aspetti, non esiste un modello predefinito
di co-housing, né di realizzazione degli spazi comuni, come
non esiste un numero di famiglie ideali per un intervento di
co-housing: la pratica suggerisce un numero piuttosto limitato
di famiglie, da otto a venti, ma spesso si è arrivati anche fino
a quaranta. Piuttosto merita di essere segnalata una differenza con le esperienze radicali delle comuni degli anni ’70. Il
co-housing ha infatti un approccio laico e non ideologico: la
condivisione di alcuni spazi e servizi non comporta affatto la
rinuncia alla dimensione privata dell’abitare.
Il mercato che non cambia
Qui si registra un problema culturale. In Italia infatti
la casa in proprietà è un’aspirazione irrinunciabile per la
stragrande maggioranza dei nostri concittadini. L’affitto è
visto come un ripiego, uno stato di necessità. L’intervento
pubblico in tema di casa, a differenza del resto d’Europa,
si è limitato sostanzialmente a favorire l’acquisto della prima casa, abdicando alla costruzione di case da porre sul
mercato dell’affitto.
Alla sordità delle scelte politiche si aggiunge la cecità del
mercato immobiliare che continua, ancora oggi, a offrire tipologie abitative dettate da logiche puramente speculative e
indirizzate ai nuclei familiari tradizionali. Il modello continua
a essere quello della struttura abitativa indipendente, tarata
sui parametri usuali della proprietà privata e dell’individualità:
sia che si tratti della villetta a schiera che dell’appartamento
in un palazzo di città.
Nonostante la pesante crisi che ha investito in questi anni
il settore, il rigido mercato immobiliare italiano non ha saputo
interrogarsi sull’opportunità di proporre progetti innovativi in
grado di rispondere a nuove domande, a nuove necessità, a
nuovi soggetti sociali diversi dal modello familiare tradizionale. Nel campo dell’edilizia, in Italia, per il mercato vi è sempre
un’unica risposta alla domanda di casa, che propone un unico
tipo di casa, per un unico tipo di famiglia, per un unico tipo
di reddito.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Una domanda sociale che cambia
Per quanto sia in crescita, in Italia il co-housing sconta
sempre un notevole ritardo rispetto ad altre realtà europee e
si tratta di un fenomeno ancora di nicchia. Nel nostro paese
il co-housing assume spesso una narrazione troppo caratterizzata ideologicamente (la comunità di matrice spirituale, la
comune, lo stabile occupato), oppure dallo stato di necessità
(la casa di riposo, il pensionato studentesco). In tutti questi
casi il co-housing viene descritto come una cosa antagonistica o estranea al mercato. Fuori dalla logica per cui la casa è
comunque un bene, un valore, un investimento, anzi, spesso,
rappresenta il principale investimento di una famiglia.
Il modello sociale e la crisi di questi ultimi anni hanno
provocato la nascita di nuovi gruppi sociali, in continuo mutamento ed evoluzione. Coppie giovani, single, genitori separati, figli grandi, anziani soli, lavoratori immigrati, lavoratori
a basso salario, sono tutti esempi di categorie sociali che potrebbero avere un interesse comune a una abitazione in cui
ci sono spese che si possono affrontare insieme e che, lungi
dal rinchiudersi in se stesse, esprimono un diffuso bisogno
di socialità. C’è un ulteriore caratteristica che riguarda il cohousing, e cioè che le persone che lo scelgono spesso aspirano
a vivere secondo principi di sostenibilità ambientale, di uso
ridotto e conservazione delle risorse naturali, di rispetto dei
beni comuni, di modelli di consumo sobri, di risparmio delle
risorse energetiche, di reti di economia solidale tra produttori
e consumatori. Sono spesso, per dirla con uno slogan un po’
agiografico, “cittadini virtuosi”.
Consigli di lettura
Per saperne di più sul co-housing consigliamo
la lettura di “L’abitare condiviso. Le residenze
collettive dalle origini al co-housing”, di Edoardo
Narne e Simone Sfriso, Marsilio, Venezia, 2013.
SERVIZI | UNIABITA - 17
SERVIZI DI COMUNITÀ
RSA aperte per
i malati di demenza
Un nuovo progetto per chi è affetto da Malattia di Alzheimer, malattia di Pick,
Morbo di Parkinson e Corea di Huntigton. Per non abbandonare i malati e offrire
un sostegno reale ai loro famigliari. Così curarsi a domicilio diventa possibile
e il momento del ricovero si allontana nel tempo
di Caterina Paola La Grotteria
È da poco iniziato un nuovo progetto, voluto dalla Regione
Lombardia, al quale ha aderito con entusiasmo la Residenza del
Sole di Cinisello Balsamo. RSA-Aperte è il progetto di residenzialità leggera, in aiuto ai malati di demenza e ai loro familiari,
che vuole portare a domicilio, e gratuitamente, un supporto medico e un aiuto concreto.
Per saperne un po’ di più e per capire come poter aderire al
servizio, ne abbiamo parlato con Rita Bonsignori, direttore della
RSA Il Sole di via Bernini 14.
Come nasce il progetto RSA-Aperta al quale ha
aderito la RSA il Sole?
Partendo dalla volontà di offrire un servizio domiciliare e di
mantenere più a lungo possibile presso il proprio domicilio le
persone affette da demenze di varia natura (quali la notissima
malattia di Alzheimer, ma anche la malattia di Pick e poi le demenze su base vascolare, il Morbo di Parkinson e anche la Corea
di Huntington ), ASL Lombardia ha cercato di fare in modo che
i servizi e i supporti medici venissero erogati direttamente nelle case degli ammalati, ritardando il più possibile il ricovero in
strutture sanitarie protette, che risulta più oneroso e che ai primi
stadi della malattia non è sempre indispensabile.
In questo contesto nasce la nostra interpretazione del progetto RSA-Aperte. Riteniamo che con il sostegno dei servizi socio-sanitari territoriali e comunali, cui è deputato l’importante
compito della valutazione di idoneità dei richiedenti e una prima bozza di progetto assistenziale adatto, potremo mantenere
18 - UNIABITA | SERVIZI
alto il livello della qualità dei servizi socio-sanitari-assistenziali
a Cinisello Balsamo.
La demenza è molto spesso gestita a domicilio, anche fino
all’ultimo stadio (quello del disturbo comportamentale e dell’allettamento), soprattutto per quei malati le cui famiglie, a causa
delle loro condizioni economiche, non sono in grado di farsi interamente carico dei costi di un ricovero.
In genere, quando i pazienti arrivano in RSA, la demenza è
già a uno stadio molto avanzato e nessuno, a quel punto, potrebbe più rimanere presso il proprio domicilio.
Il tentativo della Regione è quindi quello di offrire un servizio innovativo, cercando di capire se tra le persone fragili, che
necessitano di cure e sostegno, ci siano persone che possono
ancora essere accudite e curate nella loro abitazione, procrastinando ulteriormente il momento del ricovero. E, nello stesso
tempo, offrendo un supporto vero e efficace ai familiari che li
hanno in cura e che si trovano spesso soli ad affrontare situazioni gravose.
Come funziona questo servizio?
La persona che ha bisogno di un aiuto per un familiare
deve recarsi all’ASL di pertinenza (a Cinisello Balsamo in via
Terenghi), presso l’Ufficio Fragilità (la responsabile è la dott.ssa
Costantini), dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 10.30. Saranno
loro a prendere in carico i nuovi casi, valutandone le necessità
e fornendo la lista completa delle strutture sanitarie che aderiscono al progetto RSA-Aperte, tra le quali ci siamo anche noi.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Il Consorzio Il Sole offre tutti i servizi a costo zero per l’utente,
tranne il ricovero semi-residenziale quotidiano in RSA, che significa la presenza del paziente negli spazi accuditi della residenza
in fascia pomeridiana, che presso la nostra struttura ha un costo
C Oda
N Se
OR
Z I O casa. Il
di 17 euro a paziente più 9 per il trasporto
verso
il
resto dei servizi è gratuito: da quelli giornalieri a quelli saltuari.
Per i servizi prestati Il Consorzio è remunerato direttamente
dalla Regione, attraverso l’ASL.
SOLE
Quali sono, nello specifico, i servizi domiciliari offerti?
I servizi che possiamo offrire a domicilio sono i seguenti:
servizi sanitari in senso stretto, cioè la presenza di un geriatra, di
un neurologo, di uno psicologo che faccia una visita domiciliare
per il mantenimento o la revisione della terapia o semplicemente per valutare come intervenire in un secondo momento.
È sempre prevista, inoltre, una visita medica specialistica
iniziale, che valuti le reali condizioni del paziente con demenza
e ne comprenda a fondo le necessità.
Gli interventi e i supporti si declinano in numerosi settori:
possono essere interventi infermieristici, non quelli già forniti
dall’ADI (assistenza domiciliare integrata) dell’ASL, ma altri che
se ne rendessero necessari, integrativi o sostitutivi. Può trattarsi
di interventi riabilitativi, spesso specialistici e individuati per la
patologia del singolo paziente. Oppure di interventi di addestramento dell’assistente familiare o della badante, con indicazioni
molto pratiche su alcuni aspetti della vita quotidiana, per rendere l’abitazione più sicura per il malato di demenza e per aiutarlo
a relazionarsi correttamente con la stessa.
Entrare in una famiglia e sentirsi utile, capire che si
sta facendo qualcosa di importante per migliorarne davvero la quotidianità: ecco il senso profondo
del progetto RSA-Aperte.
C’è anche un servizio di auto-mutuo aiuto rivolto ai familiari
del paziente in RSA: un momento di confronto e di comprensione,
che si terrà direttamente in RSA con personale qualificato.
Ad oggi purtroppo, il servizio RSA-Aperte non è ancora stato
adeguatamente pubblicizzato. Pochi, tranne gli “addetti ai lavori”,
ne conoscono l’esistenza. È quindi molto importante che di esso si
dia informazione, in tutte le forme possibili. Perché i nostri anziani,
i loro familiari, e qualche volta anche i loro figli, non hanno accesso
ai siti dedicati, non si recano presso gli uffici dell’ASL a leggere i
volantini appesi, o in Regione a chiedere informazioni. Siamo noi
che dobbiamo parlarne. È utile e necessario farlo perché c’è sicuramente qualcuno che, chiuso in casa, magari vergognandosi del
proprio stato di salute e sociale, sta aspettando una mano tesa
“da una RSA-Aperta”.
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RESIDENZA
del
Sole
R E S I D E N Z A
S A N I T A R I A
ASSISTENZIALE
Per informazioni:
dr.ssa Cristiana Bonfanti
RSA Residenza del Sole
tel. 02 611 11 11
via Bernini 14
Cinisello Balsamo
Cardiologia al Poliambulatorio Diaz
Numerosi servizi e novità in arrivo
Il servizio di Cardiologia, disponibile presso il Poliambulatorio
Diaz di Cinisello Balsamo, è rivolto a un ampio raggio di pazienti.
È in grado, per esempio, di seguire un cardiopatico con controlli
periodici programmati (sia clinici, che strumentali come
l’ecocardiogramma), di fare uno screening di base per i quesiti
più comuni quali cardiopalmo, aritmie e sensazione di cuore in
gola o nel caso di ipertensioni di primo riscontro e in soggetti
asintomatici con familiarità per cardiopatia e fattori di rischio
comuni come diabete, ipercolesterolemia e fumo.
L’Ambulatorio di Cardiologia del Poliambulatorio Diaz dispone
di metodiche e strumenti di diagnosi di primo livello, quali
elettrocardiogramma ed ecocardiogramma. A breve saranno
disponibili l’elettrocardiogramma delle 24 ore e la possibilità di
eseguire esami di laboratorio.
Esiste già, invece, per chi lo desidera, la possibilità di eseguire
una visita cardiologica con ECG a domicilio e a breve partirà un
servizio di ecografia a domicilio.
La cardiologa che riceve presso il Poliambulatorio Diaz è la
dottoressa Cristiana Valerio. Nata a Bari nel 1976, si laurea in
Medicina e Chirurgia nel 2001 presso l’Università degli Studi di
Milano dove nel 2007 ottiene la specializzazione in Cardiologia.
Ha lavorato presso il Policlinico di Milano e in seguito presso
l’Istituto Auxologico di Meda. Dal 2011 lavora come cardiologa,
in convenzione con Ospedale Sant’Anna di Como, e, da gennaio
2014, come cardiologa ambulatoriale presso l’Ospedale di Sesto
San Giovanni.
Per informazioni:
Poliambulatorio Diaz - tel. 02 61 11 114
SERVIZI | UNIABITA - 19
SERVIZI DI COMUNITÀ
Si fa presto a dire>
“Ha i denti storti”
A colloquio con la dottoressa Angela Lipari, responsabile
dell’Ambulatorio di Ortodonzia e Ortognatodonzia del Poliambulatorio Diaz.
Anche in questo caso la cura migliore è la prevenzione.
Spesso, dietro un riallineamento dentale non c’è soltanto
un problema estetico ma una patologia, che interessa i bambini,
e sempre più spesso, anche gli adulti
di Caterina Paola La Grotteria
Correggere una dentatura non allineata (quelli che comunemente vengono definiti “denti storti”) e risolvere alcune
patologie legate al mal posizionamento dei denti è possibile
grazie ai grandi passi in avanti compiuti dalla ortognatodonzia. E sono in tanti, bambini e adulti, a ricorrere sempre più
frequentemente agli apparecchi correttivi, anche per motivi
puramente estetici. La prevenzione e la diagnosi precoce però,
anche in questo caso, rappresentano la soluzione migliore. Ce
20 - UNIABITA | SERVIZI
lo racconta la dottoressa Angela Lipari, responsabile dell’Ambulatorio di Ortodonzia e Ortognatodonzia del Poliambulatorio Diaz.
Cosa si intende per Ortognatodonzia?
L’Ortognatodonzia è una branca all’interno dell’odontoiatria che si occupa di riarmonizzare il sistema dento-scheletrico
soprattutto dei bambini ma, sempre più spesso, anche degli
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
adulti. Il termine “ortodonzia” deriva etimologicamente dal
greco antico e significa letteralmente “dentatura diritta”. Negli ultimi anni negli ambienti scientifici questa parola è stata
modificata in “ortognatodonzia” in quanto ci si occupa anche
della cura dei rapporti disarmonici spesso esistenti tra le arcate dentarie e le strutture anatomiche ad esse correlate: basi
ossee e sistema neuromuscolare
È un campo di intervento vastissimo, che passa dalla correzione di patologie all’offerta di pure soluzioni estetiche,
utilizzando spesso gli stessi strumenti operativi. La differenza parte essenzialmente dalla diagnosi e dalle esigenze del
paziente: infatti accade che un paziente si presenta con una
patologia funzionale ma non desidera trattarla, e si rivolge al
medico soltanto per riallineare i denti. Altre volte il paziente
si rivolge all’ambulatorio convinto di avere solo un problema
estetico ma poi si rende conto di dover affrontare interventi
più complessi.
Cos’è l’odontoiatria infantile o pedodonzia?
La pedodonzia è una branca all’interno della specialità di
odontoiatria, che si occupa di ottimizzare le cure dentali per
una fascia di età da zero a 14 anni circa.
Quando e a quale età è necessaria o vivamente
consigliata una prima visita per i bambini?
In linea di massima dopo i quattro anni, ma se i genitori
hanno la sensazione che i figli abbiano un assetto orale ordinato, va bene anche intorno ai sei anni. A quell’età, però,
sarebbe opportuno che tutti i bambini fossero sottoposti a una
visita di controllo.
È chiaro che se i genitori dovessero accorgersi di qualcosa
di “poco equilibrato” nel sistema bocca del bambino, o perché
il piccolo succhia il pollice, o perché mostra delle difficoltà di
articolazione di alcune parole, allora è consigliabile anticipare
i tempi. In questo caso, noi possiamo intervenire per insegnare
a riconoscere e correggere le cattive abitudini, spesso lavorando in team con altri specialisti, come il logopedista.
L’opportunità di un controllo precoce risiede nel fatto che
in genere i genitori notano tutt’al più se i denti sono diritti o
storti, come è logico che sia, dal momento che non sono degli
specialisti. Ma, per esempio, è frequente il caso di bambini che
si presentano con i quattro incisivi perfettamente allineati, ma
presentano una bocca talmente piccola da rendere praticamente impossibile la crescita corretta dei denti canini.
In questo modo molti pazienti arrivano tardi da noi, e così
facendo il recupero terapeutico diventa più complicato.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Quali sono le principali patologie in questo settore?
A parte la vastissima branca delle malocclusioni, che comprende tutte le sfumature dei disallineamenti dentali e dei
rapporti scheletrici non armonici, l’altro bacino di intervento
è legato alle problematiche disfunzionali comuni nell’adulto,
quali mal di testa o fastidi alle orecchie e alle articolazioni
temporo-mandibolari che possono essere riconducibili alla
masticazione.
È maggiore, rispetto al passato, il numero di adulti
che ricorre a uno specialista per correggere il mal
posizionamento dei denti o per problemi estetici?
Sì, oggi il ricorso degli adulti allo specialista per il raddrizzamento dei denti è molto diffuso. Tutti i pazienti che hanno
problematiche funzionali (masticazione, mal di testa…) alla
fine chiedono sempre anche di raddrizzare i loro denti.
Quali servizi offre l’ambulatorio di Odontoiatria e
Ortodonzia, da lei diretto presso il Poliambulatorio Il Sole?
Lavoriamo sempre con gli strumenti più opportuni e secondo protocolli scientifici internazionali. Nel caso del riallineamento dentale utilizziamo apparecchiature di diverso
tipo che, ove possibile, si concordano insieme al paziente.
Nel nostro Poliambulatorio, utilizziamo tutti gli apparecchi
attualmente disponibili, compreso l’ultimo presidio suggerito dal mercato, ossia le mascherine o allineatori trasparenti.
A seconda della patologia da correggere, si può ricorrere all’ortodonzia fissa, che si avvale di apparecchi non rimovibili dal paziente, o a presidi mobili, tipici dell’ortodonzia
ortopedica, in genere preferibili per pazienti con problematiche muscolo scheletriche o funzionali. L’ortodonzia con
allineatori trasparenti ha invece un iter tutto suo.
Inoltre possiamo avvalerci del supporto di altri specialisti, come il fisioterapista e il logopedista: il lavoro d’equipe
è molto importante.
Per concludere, vorrei porre l’accento sull’importanza
del riconoscimento delle problematiche masticatorie come
concausa in quelli che comunemente vengono definiti “mal
di testa da stress”. Spesso infatti i pazienti vengono in studio per sottoporre alla mia attenzione problematiche di
SERVIZI | UNIABITA - 21
SERVIZI DI COMUNITÀ
Due serate a maggio al Poliambulatorio Diaz
Tornare in forma seguendo un nuovo stile di vita
“denti storti”, ma poi si scopre che presentano un disagio
maggiore, stanchezza muscolare e mal di testa, riconducibile alla funzione masticatoria. In questi casi, oltre a riallineare i denti, si lavora sul riassetto funzionale con una
ricaduta positiva sulla frequenza del mal di testa.
È opportuno intercettare con tempestività le parafunzioni che in seguito possono causare squilibri dento-scheletrici in fase di crescita: il bambino che tiene la lingua tra i
denti, per esempio, stimolerà sicuramente un adattamento
del sistema con palato stretto, difficoltà a respirare con il
naso e beanza tra i denti frontali.
Diagnosticare precocemente queste problematiche, permette inoltre di intervenire con un atteggiamento preventivo
che, se si valuta nel lungo periodo, si rivela anche meno costoso economicamente oltre che più soddisfacente.
Poliambulatorio Diaz, Via Rimembranze 14
20092 Cinisello Balsamo (MI)
tel. 02 61 11 114
Lunedì-Venerdì, orario continuato 9.00-19.30,
Sabato ore 9.00-12.30
[email protected]
Coordinamento Organizzativo: Marzia Zambonin
22 - UNIABITA | SERVIZI
Si terranno presso il Poliambulatorio Diaz due serate, il 15 e 22 maggio
prossimi, dedicate a un nuovo metodo per perdere peso e mantenere la
forma. Ecco il programma del ciclo di incontri tenuti dalle dottoresse
Chiara Manila Galli e Ombretta Fornasiero. Ora che si avvicinano le
vacanze, è bene correre ai ripari per liberarsi di qualche chilo di troppo:
ritrovare il giusto peso forma e seguire un corretto stile di vita (non solo
alimentare). È il primo passo per volersi bene e ritrovare l’equilibrio
psicofisico. Il metodo messo a punto dalla dott.ssa Chiara Manila Galli,
endocrinologa ed esperta di disturbi alimentari, è innovativo e assicura
non solo di raggiungere i risultati sperati, ma di rimanere in forma,
imparando a gestire l’impulso a mangiare in modo compulsivo. Si tratta
di un programma all’avanguardia nato in ambienti scientifici altamente
qualificati (Faiburn, Oxford; Dalle Grave, Aidap, Verona) ed è il più
aggiornato ed efficace dei programmi di perdita di peso attualmente
proposti.
Non ha solo lo scopo di far perdere peso, ma anche quello di mantenere
i risultati attraverso una continuativa modificazione dello stile di vita,
utilizzando farmaci approvati dal Ministero nei casi in cui esista una
corretta indicazione. È strutturato in 5 “moduli” che vengono attivati
in modo personalizzato (anche a gruppi), a seconda delle esigenze del
paziente.
Ecco il calendario e le tematiche affrontate nel corso delle due serate
presso il Poliambulatorio Diaz.
Come possiamo combattere il sovrappeso e gestire
l’impulso a mangiare?
Giovedì 15 maggio ore 18.00-19.30 (prima serata)
1. Il peso naturale, il peso estetico, il peso salutare, lo stile di vita: come
il peso e lo stile di vita influenzano la nostra salute
dr.ssa Chiara Manila Galli
2. La terapia cognitivo comportamentale dei problemi di peso e dei
disturbi di iperalimentazione compulsiva
dr.ssa Chiara Manila Galli e dr.ssa Ombretta Fornasiero
3. La terapia medica e chirurgica del sovrappeso e dell’obesità
dr.ssa Chiara Manila Galli e dr.ssa Le Phan
Giovedì 22 maggio ore 18.00-19.30 (seconda serata)
1. Inquadramento internistico del problema e consegna del programma
nutrizionale (due incontri individuali)
2. Terapia educazionale e nutrizionale (come gestire l’alimentazione,
come impostare lo stile di vita, principali tecniche di controllo degli
stimoli: tre incontri individuali o di gruppo
dr.ssa Chiara Manila Galli
3. Terapia cognitivo-comportamentale
dr.ssa Ombretta Fornasiero (individuale o di gruppo): un incontro
settimanale
Per informazioni e per partecipare alle serate:
Poliambulatorio Diaz
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Fondazione Auprema Onlus
Mondo Auprema
Viaggi e vacanze
via Cadorna 49, Cinisello Balsamo
tel. 02 61293712 fax 02 61770932
www.mondoauprema.it
[email protected]
Le terre
dell‘Ambra: Riga, Tallin, Vilnius
Gestione Centri Sportivi
Sport e tempo libero
Consorzio il Sole Soc. Coop.
Poliambulatorio
Viaggio di gruppo dal 22 al 29 Giugno 2014
Si comprende l’anima del Baltico con questo itinerario che permette di visitare le capitali delle tre Repubbliche e di scoprirne paesaggi dove il
verde si alterna all’azzurro intenso dei laghi e il mare lambisce spiagge e dune. Residenze come quella di Rundale, monumenti di architettura
religiosa e luoghi mistici, dune di sabbia alte fino a 60 metri, sono soltanto alcune sorprese di un viaggio indimenticabile.
Tallin, il centro della piccola Estonia, è da sempre incantatrice: nessuno sfugge al fascino del tessuto medioevale, delle mura e delle torri dai
rossi tetti, dei numerosi locali pieni di charme, che animano le sue antiche case. Riga, in Lettonia, è una città di ampio respiro, di netta impronta
anseatica, un tempo chiamata la Parigi del Baltico per la sua atmosfera e per le imponenti costruzioni. Vilnius, in Lituania, dispiega nelle sue
strade acciottolate, nelle ampie piazze, influenze italiane, polacche e tedesche.
Tour guidato comprensivo di: navetta da/per Milano, guida in lingua italiana, hotel 3/4**pensione completa, bus riservato, accompagnatore
dall’Italia. Quote: in doppia € 1.100 ; in singola € 1300. Tasse € 160, posti ad esaurimento, dettagli in agenzia.
Londra - Tour di gruppo dal 19 al 22 Settembre 2014
Londra è una delle città più visitate al mondo. La capitale britannica mantiene intatto il suo fascino grazie alla sua fama di città multietnica
e multirazziale, la città non dorme mai e custodisce la sua antichissima storia senza rinunciare a dettare le mode del presente. Un tour alla
scoperta di questa splendida città, da Buckingham Palace all’abbazia di Westminster, da Covent garden ai grandi magazzini Harrods: un viaggio
irrinunciabile. Tour guidato comprensivo di: navetta e volo a/r in partenza da Milano, hotel cat 4**, 2 mezze giornate con bus riservato di visita
guidata, inclusa guida al British Museum.
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SERVIZI DI COMUNITÀ
Disturbi
di incontinenza|
Si possono curare
Il dottor Giuseppe Calanni ci ha spiegato di che cosa si occupa l’ambulatorio
di Uro-Ginecologia da lui diretto presso il Poliambulatorio Diaz,
e di quali disturbi soffrono le donne alle quali
è consigliata una visita specialistica
di Caterina Paola La Grotteria
Che il disturbo di incontinenza sia un problema sociale
nascosto sotto il “comune senso del pudore” è dimostrato
dall’atteggiamento dei media, che solo da pochi anni osano
lanciare campagne pubblicitarie contenenti immagini che
reclamizzano pannoloni per l’incontinenza. Nessuno però
purtroppo dice che dall’incontinenza si può guarire. Abbiamo
incontrato il dottor Giuseppe Calanni, medico uro-ginecologo,
responsabile del nuovo ambulatorio di Uro-Ginecologia presso il Poliambulatorio Diaz, e ci siamo fatti raccontare chi dovrebbe prenotare una visita specialistica e come si ritorna a
una vita normale.
Cos’è l’uro-ginecologia? Quali patologie cura?
L’uro-ginecologia si occupa di alcune patologie specifiche
al confine tra le competenze del ginecologo e dell’urologo.
24 - UNIABITA | SERVIZI
Il dottor Giuseppe Calanni
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
L’uro-ginecologo è un medico che cura diverse problematiche
legate ad alterazioni funzionali del pavimento pelvico, organo
di estrema importanza per il sostegno e la sospensione dei
visceri pelvici (utero, vescica, retto, ano), la continenza urinaria e anale, il parto, la funzione sessuale. I disturbi urinari
(dall’incontinenza nelle sue varie forme, alla vescica iperattiva
e alle difficoltà minzionali), fino al prolasso genitale e il dolore
pelvico: ecco i disturbi più comuni che possono essere curati
ricorrendo all’uro-ginecologo.
Chi può soffrire di questi disturbi?
Il perineo è un organo dinamico: sollecitato continuamente dal peso del nostro corpo, è impegnato nel contrastare gli
aumenti di pressioni intra-addominali dettati dagli incrementi
di carichi (sollevare le borse della spesa, prendere in braccio il
bambino, tossire, starnutire, ecc.), da condizioni croniche (stitichezza), dall’evento parto. Il perineo è formato da un insieme
di muscoli che si intrecciano fra loro e chiudono verso il basso
il bacino.
In particolare, io tratto da anni le disfunzioni del pavimento pelvico e della pelvi femminile, di cui fanno parte gli
apparati urinario, genitale e digerente con la vescica, l’utero,
la vagina, il retto e l’ano. Questi organi pelvici possono essere
colpiti da malattie organiche come malformazioni, infiammazioni, infezioni, e da malattie funzionali.
La presenza di uno soltanto di questi sintomi è indice di
disfunzione del relativo organo. Perciò bisogna fare ricorso a
un medico specialista in campo uro-ginecologico.
Quali sono le avvisaglie che ci fanno ritenere sia
opportuna una visita medica?
Il prolasso vaginale, uterino, rettale e l’incontinenza urinaria sono le principali manifestazione cliniche, spesso tra loro
coesistenti, provocate dal deficit anatomo-funzionale delle
strutture che costituiscono il supporto pelvico. A queste manifestazioni possono associarsi altri sintomi: disturbi minzionali
(dolore durante l’emissione di urina, allungamento nel tempo
di minzione, gocciolamento terminale, perdite involontarie di
urine sotto i colpi di tosse), dolore durante i rapporti sessuali,
modificazione delle abitudini intestinali, difficoltà di evacuazione (con necessità di digitazioni) e dolori lombosacrali.
Inoltre, nella donna, all’incontinenza urinaria è spesso associata l’incapacità di trattenere aria e feci, e questo rende
difficile una vita normale.
Al Poliambulatorio Diaz
un ciclo di conferenze
di educazione sanitaria
Inizierà a giugno il ciclo di conferenze di educazione e
divulgazione sanitaria rivolto alla popolazione, e coordinato dalla
dr.ssa Chiara Galli, che si svolgeranno presso il Poliambulatorio
Diaz. Una serie di incontri, tenuti da medici specialistici che, nel
corso dell’anno, affronteranno in modo semplice e divulgativo
alcune delle tematiche sanitarie e mediche di maggior rilievo e
interesse con il fine di favorire la diffusione di un atteggiamento
di prevenzione e autogestione da parte dei diretti interessati.
Anticipiamo il calendario completo degli incontri, che potrebbe
però subire qualche modifica:
5 giugno ore 18-19,30
Come combattere il colesterolo
dr.ssa Chiara Galli
19 giugno ore 18-19,30
Novità per combattere l’eccesso di peso: che cos’è la
termogenesi?
11 settembre ore 18-19.30
La sessualità e il nostro benessere
dr.ssa Ombretta Fornasiero
25 settembre ore 18-19.30
Quanto è importante quello che possiamo fare noi per le
malattie maligne della mammella?
dr. Gianfranco Scavone, dr. Bruno Sala
9 ottobre ore 18-19.30
La tiroide: quanto se ne parla e quanto poco si sa
dr.ssa Chiara Galli
23 ottobre ore 18-19.30
L’osteoporosi: malattia tanto poco curata quanto importante
dr.ssa Chiara Galli
Per informazioni e per poter presenziare agli incontri:
Poliambulatorio Diaz
Via Rimembranze 14
Cinisello Balsamo
tel. 02 61 11 114
fax 02 66 013 508
[email protected]
Ci sono delle tecniche o delle cure riabilitative per
risolvere questi problemi?
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SERVIZI | UNIABITA - 25
SERVIZI DI COMUNITÀ
Le soluzioni ci sono: dieta, farmaci, fisioterapia, interventi
semplici (neuromodulazione, radiofrequenza ecc.) o complessi
(plastiche ricostruttive, TVT, TOT, sfintere artificiale) possono
ridare al paziente una vita sociale soddisfacente. Le tecniche
riabilitative consistono in Chinesiterapia Pelviperineale, Biofeedback Terapia e Stimolazione Elettrica Funzionale. Il ciclo
di trattamento riabilitativo varia in genere da 10 a 15 sedute
in relazione al problema da trattare e alla risposta della paziente. Queste tecniche e apparecchiature rafforzano i muscoli
del pavimento pelvico danneggiati o rilassati. A volte si tratta
anche solo di semplici esercizi che consistono nella contrazione volontaria e ripetuta dei muscoli e che aiutano a evitare
incontinenza e prolasso.
Qual è l’approccio che offrite presso l’ambulatorio
di Uro-Ginecologia?
Il primo approccio per la cura di questi sintomi è di tipo
riabilitativo, proprio perché si è sempre più indirizzati a migliorare la qualità di vita della persona, riducendo al minimo
gli interventi invasivi.
Il nostro ambulatorio si occupa di un primo approccio diagnostico che viene completato da esami non invasivi (ecografia, uroflussometria), permettendo così una corretta diagnosi
26 - UNIABITA | SERVIZI
del disturbo di incontinenza urinaria e un’adeguata terapia
medica riabilitativa. Questa, a sua volta, verrà effettuata in
ambulatorio in tutti quei casi che non devono o non possono essere sottoposti a chirurgia oppure nei casi già operati,
o nelle neo-mamme come profilassi e cura di una possibile
futura incontinenza (dopo tre mesi dal parto è necessario un
controllo uro-ginecologico).
Poliambulatorio Diaz, Via Rimembranze 14
20092 Cinisello Balsamo (MI)
tel. 02 61 11 114
Lunedì-Venerdì, orario continuato 9.00-19.30,
Sabato ore 9.00-12.30
[email protected]
Coordinamento Organizzativo: Marzia Zambonin
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UNIABITA CULTURA
Cultura e impegno,
con divertimento
Il Cineteatro Rondinella di viale Matteotti a Sesto San Giovanni
lancia il finale di stagione. Bilancio positivo per un “Cinema per Amico”
e “Teatro Necessario”
di Fiorenza Melani
È ancora possibile usare l’arte per interrogare la realtà e
leggerla in modo trasversale? Esiste, nella società dello spettacolo, un modo evolutivo per intrattenere? È possibile alzare
l’asticella verso la qualità senza cadere nell’elitarismo? Questioni importanti, sulle quali la Cooperativa UniAbita ha deciso di interrogarsi dando il sostegno a due iniziative culturali
proposte dal Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni, spazio
che negli anni ha dimostrato di sapersi muovere nell’alveo
della qualità senza rinunciare al divertimento. Un Cinema per
Amico, calendario di proiezioni del sabato pomeriggio dedicate ai più piccoli, e Teatro Necessario, palcoscenico civile per
adulti, sono rassegne consolidate che continuano a nutrire
successi. Entrambe volgono ormai verso il rush finale degli ultimi appuntamenti. Abbiamo quindi incontrato i responsabili
del Cinema Rondinella per tracciare un bilancio della prima
parte della stagione.
Anche quest’anno le due proposte culturali sono state un
vero e proprio successo. Nel momento in cui scriviamo Teatro
Necessario ha quasi raggiunto le 500 presenze in 3 spettacoli, una cifra ragguardevole se si considera la scarsa abitudine
alla frequentazione del teatro. Di certo ha contribuito il grande successo della prima serata, dedicata a De Andrè, e quello
della seconda, un ritratto del coraggioso pastore salentino
don Tonino Bello. A questi è seguito uno spettacolo di grande valore artistico, vincitore del prestigioso premio Ubu come
28 - UNIABITA | SERVIZI
"Green spell" andrà in scena il prossimo giovedì 8 maggio
migliore novità italiana, che ha affrontato il tema della morte
e della sua rimozione da parte della nostra società. Ma Teatro
Necessario ha ancora due perle in cartellone prima della fine
della stagione 2014.
Giovedì 3 aprile la compagnia del Teatro del Buratto presenta “Binge drinking – Mondo liquido” . Una settimana nella
vita di quattro ragazzi, consumata nell’attesa del sabato sera.
Le loro voci, quelle degli insegnanti, dei genitori, del barista
per affrescare un mondo in cui ragazzi e adulti si urtano casualmente senza mai riuscire ad arrivare a una relazione né
tantomeno all’intimità. In una società in cui si eccede di lavo-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
ro, denaro, palestra, sudore, profumo, l’abuso di alcool da parte dei ragazzi è un sintomo di una malattia che riguarda tutti.
Esperienze e testimonianze di giovani e operatori della salute
mentale sono alla base di questa rielaborazione di situazioni
tragiche con risvolti comici o tragicamente comiche, messe in
scena con ritmo e lucidità.
Giovedì 8 maggio ultimo spettacolo della stagione – fuori
abbonamento – “Green spell". Il tema è quello del disagio psichico, narrato attraverso la figura di Marianne Franziska Lask,
figlia schizofrenica della donna che amò Franz Kafka nell’ultimo anno della sua vita. Marianne crebbe all’ombra del mito
di Kafka, al quale sembra somigliasse in modo stupefacente
– ancora più incredibile se si considera che non era sua figlia
naturale. Lo spettacolo, atto unico per una sola attrice, parte
dalla biografia di Marianne per condurre una riflessione sulla
rappresentazione del disagio mentale. Riflessione resa ancora
più intensa dalla vicinanza fisica che l’attrice avrà con gli spettatori, chiamati ad essere sul palcoscenico insieme a lei. I soci
della Cooperativa UniAbita hanno diritto all’ingresso ridotto a 5
euro per ogni spettacolo presentando alla cassa la tessera soci.
Un Cinema per Amico, rassegna di pellicole dedicate ai
bambini, riconferma gli strabilianti numeri della scorsa stagione. Mentre scriviamo il calendario è ancora fitto di iniziative e
le presenze sono già vicine a quota 6.000. Ancora una volta,
il Cinema Rondinella non teme il confronto con le multisale.
Un Cinema per Amico offre ogni anno un ricco bouquet di pellicole di qualità e una manciata di gustosi spettacoli teatrali
da vedere insieme agli amichetti o con mamma e papà. Nel
mese di aprile la rassegna si conclude con due pellicole di sicuro successo. Sabato 5 aprile la zebra Khumba ci porterà nel
deserto africano per raccontare una storia di diversità, crescita
e amicizia all’interno di una natura meravigliosa, aspra e stupefacente. Sabato 12 aprile gran finale di stagione con “The
Lego Movie”, pellicola molto attesa dai bambini ma anche da
tutti gli adulti che hanno amato i mattoncini colorati e gli infiniti mondi di Legolandia. Ci saranno anche Batman, Wonder
Woman e tante altre guest star. Alla fine, come di consueto,
merenda per tutti nel foyer del Cinema Rondinella. Appuntamento al prossimo anno con queste due rassegne. La Cooperativa UniAbita e i suoi soci come sempre ci saranno.
UniAbita assegna alloggi predisposti per persone diversamente abili
Ingresso
L’elemento della solidarietà contraddistingue UniAbita
anche nella proposta abitativa, ed ecco, infatti, due
soluzioni progettate e realizzate avendo bene in mente le
necessità e le esigenze delle persone diversamente abili.
A questo proposito UniAbita propone in assegnazione
in godimento due alloggi negli stabili di via Aldo Moro
12 e 16, creati pensando alle esigenze di tutti i soci
con difficoltà motorie. Hanno circa 86 mq di superficie
convenzionale, sono posti al piano terra e sono composti
da: soggiorno, cucina abitabile, due camere, bagno
padronale, bagno di servizio e balcone in loggia. Gli
spazi sono organizzati e funzionali all’abbattimento
delle barriere architettoniche, quindi all’accoglimento
di persone diversamente abili. Gli appartamenti hanno
un riscaldamento centralizzato a conduzione autonoma
gestito tramite modulo satellitare e cronotermostato.
Loggia
aperta
bagno
bagno
Soggiorno
disimpegno
Camera
Camera
Loggia
aperta
Alloggio
in via Aldo Moro 16
Loggia
aperta
Il canone annuo previsto è pari ad Euro 5.993,52
da sommare a circa Euro 2.000,00 di spese, per un
complessivo importo mensile pari ad Euro 670,00 circa
maggiorato di IVA.
Tutti coloro che fossero interessati (soci e non soci)
possono contattare l'Ufficio Assegnazioni a proprietà
Indivisa al numero di tel. 02 66 071 81.
cucina
Camera
Camera
disimpegno
Soggiorno
bagno
cucina
Alloggio
in via Aldo Moro 12
bagno
Loggia
aperta
Ingresso
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SERVIZI | UNIABITA - 29
TEMPO LIBERO - RICETTE DEL BARBAGIANNI
Cicerchia>
un legume poverissimo
per un piatto da re
Soltanto qualche contadino di Serra dÈ Conti
ha continuato a coltivare nell’orto di casa la
minuta e saporita varietà marchigiana, salvandola dall’estinzione definitiva. La cicerchia di Serra de’ Conti è una varietà quasi
scomparsa e proprio per questo è salita a
pieno titolo sull’Arca del Gusto.
Nella seconda metà del XX secolo erano rimasti in pochi i contadini di Serra de' Conti
che coltivavano la saporita varietà locale
di cicerchia, che pure un tempo era molto
diffusa nelle Marche. Si seminava in primavera tra il granoturco assieme ai fagioli e ai
ceci e si raccoglieva ad agosto. Le piantine
riunite in piccoli fasci erano appese al sole
e poi battute nell’aia: una buona scorta di
cicerchie era una garanzia per l’inverno. Poi
questo legume poverissimo è stato abbandonato e, per anni, l’unica cicerchia presente
sul mercato è stata quella grande e insipida
prodotta dalle multinazionali.
La cicerchia di Serra de' Conti è una varietà
minuta e spigolosa, con colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro maculato. Ha
una buccia poco coriacea e un gusto meno
amaro delle altre varietà di cicerchie. Non ha
bisogno di lunghi tempi di ammollo (sono
sufficienti cinque ore) e di cottura (bastano
40 minuti).
Un ingrediente particolarmente versatile:
ottima in zuppe e minestre, ma anche cucinata in purea o servita come contorno dello
zampone. Con la farina di cicerchie, inoltre, si
preparano maltagliati e pappardelle.
Natale Gianduzzo, il gestore del "Barbagianni"
Info
Osteria Barbagianni
via Mariani 11, Cinisello Balsamo
tel. 02 36586297
www.osteriabarbagianni.it
anche su Facebook.
Gamberoni al bacon
INGREDIENTI per 4 persone
16 gamberoni, 16 fette di bacon, 100 g cicerchia (ammollo almeno 8 ore),
1 cipolla di Tropea, Olio extra vergine di oliva, Vino bianco secco, Sale, Pepe
Pulire i gamberoni togliendo la testa ma lasciando la coda e avvolgerli nelle fette
di bacon. Far lessare la cicerchia per circa 2 ore con un trito di cipolla, olio,
sale e acqua. Frullarla fino a renderla una crema, lasciandone una manciata
per decorare il piatto. Stufare la cipolla a fette con olio e sale, sfumare con il
vino bianco, coprire e lasciar cuocere per qualche minuto. Cuocere i gamberoni
in padella lentamente. Mettere nel piatto un cucchiaio di crema di cicerchia, la
cipolla, la cicerchia intera e infine adagiarvi sopra i gamberoni.
VINO CONSIGLIATO
Malvasia Istriana 2009 Castello di Rubbia
34 - UNIABITA | RUBRICHE
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
MONDO COOPERATIVO
Premiato il “nostro”
Davide Viganò
In una serata dedicata al 120° anniversario
di fondazione della Cooperativa Abitare
è stata assegnata la seconda edizione
del premio “Abitare per la Cooperazione”
Una storia fatta di passione e di grandi ideali
per realizzare un importante obiettivo comune. Un percorso segnato anche da momenti
difficili, ma con l’orgoglio di una realtà associativa che ha trovato nella solidarietà e nella
vocazione mutualistica la capacità di rimanere un punto di riferimento per i soci. Questi
sono i tratti distintivi dei 120 anni di Abitare, una ricorrenza straordinaria che è stata
ufficialmente celebrata il 17 marzo scorso al
Teatro della Cooperativa di via Hermada 8 a
Milano.
Ad essa hanno partecipato i componenti del
consiglio di amministrazione di Abitare, rappresentanze di cooperative edificatrici, di
associazioni di zona e un pubblico numeroso
ai quali si sono rivolti Giovanni Poletti, presidente di Abitare, e Luciano Caffini, presidente
regionale e nazionale di Legacoop Abitanti,
nei loro interventi.
Nell’ambito della serata si è tenuta anche la
seconda edizione del premio “Abitare per la
Cooperazione” che è stato assegnato “alla
memoria” ad Ermanno Masini, una delle vittime della folle aggressione a colpi di piccone,
ad opera del ghanese Mada Kabobo, avvenuta il maggio scorso a Niguarda. Il secondo
riconoscimento è stato invece riservato a una
persona che i soci di UniAbita conoscono mol-
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Alcuni momenti della serata in cui è stato premiato Davide Viganò
to bene: Davide Viganò, premiato per le grandi qualità e l’impegno di una vita dedicata ai
valori della cooperazione.
Scorrendo la biografia di Davide Viganò, ci
si rende conto che alla sua vita lavorativa si
sono aggiunti altri due momenti molto importanti: il movimento cooperativo e la politica
istituzionale. Per quel che riguarda quest’ultima, a partire dal 1984, Davide Viganò ha
assunto prima l’incarico di assessore e poi di
capogruppo nel comune di Cinisello Balsamo,
impegno che si è protratto fino al 2004.
L’avvicinamento al mondo cooperativo data
invece dal 1967, quando gli viene assegnato
un appartamento nelle case della cooperativa
Aurora di Cinisello e da lì inizia il suo impegno
negli organismi, prima come consigliere e poi,
per dieci anni, come presidente.
Alla fine degli anni novanta Davide Viganò
riceve l’incarico di organizzare una cooperativa di servizi socio-sanitari. Il progetto si concretizza con la costituzione del “Consorzio il
Sole” da parte delle cooperative Aurora, Previdente, Matteotti (l’attuale UniAbita) e Coop
Lombardia, alle quali si sono poi aggiunte la
Società Edificatrice di Niguarda e le cooperative Nostra Casa e Diaz.
Lo scorso anno, Davide Viganò ha lasciato la
presidenza del Consorzio il Sole per godersi
finalmente un po’ di meritato riposo, dopo
una militanza di quasi 40 anni nel movimento
cooperativo.
RUBRICHE | UNIABITA - 35
SCUOLA E LAVORO
A.S.P. “G. Mazzini”>
un’accademia di mestieri
Ha sede a Cinisello Balsamo in via De Sanctis
quello che una volta si sarebbe chiamato Centro di Formazione Professionale.
Gli allievi sono circa 600 e quelli che frequentano i primi anni sono tutti dotati di iPad.
La ricaduta occupazionale è dell’80 per cento
di Katia Giannotta
“Formare buoni cittadini ed eccellenti artigiani, essere un’Accademia dei Mestieri e non il
classico Centro di Formazione Professionale”.
È questa la mission dell’Associazione Scuole
Professionali “Giuseppe Mazzini”, con sede
in via De Sanctis 6 a Cinisello Balsamo, che
negli ultimi cinque anni ha ottenuto risultati
positivi arrivando a raddoppiare l’utenza e
che dichiara una percentuale dell’80 per cento di ricaduta occupazionale. Ne abbiamo parlato con il presidente Marcello Mariani.
“Siamo accreditati per la formazione nella sezione A dell’Albo regionale e offriamo
servizi formativi e di orientamento alla persona, con lo scopo di favorire l’acquisizione di
competenze tecniche e professionali, oltre che
umane, per l’inserimento e/o il reinserimento
nel mondo del lavoro. Sono circa 600 gli allievi che partecipano ai nostri corsi, per un totale
di venticinque corsi offerti ai giovani in uscita
dalla scuola media, che intendono specializzarsi come meccanico d’auto, elettricista, ac36 - UNIABITA | RUBRICHE
conciatore, estetista, aiuto cuoco, operatore
di sala e bar e amministrativi”.
Dopo i primi tre anni di corso gli allievi
ottengono la qualifica professionale e la possibilità di partecipare al quarto anno e conseguire il diploma professionale regionale. Lo
studente potrà poi proseguire con un quinto
anno frequentato presso l’ASP Mazzini che, in
collaborazione con un istituto professionale
di Stato, consente di prepararsi per ottenere il diploma di maturità. Grazie al progetto
regionale Generazione Web, che promuove
l’uso delle nuove tecnologie informatiche per
favorire l’apprendimento dei giovani coinvolti nei propri percorsi formativi, tutti i ragazzi
che frequentano i primi anni dei corsi triennali
vengono dotati di iPad per una didattica multimediale attiva. Nell’anno scolastico 2013/2014
sono stati consegnati 175 iPad.
“I corsi diurni - continua il presidente Mariani - usufruiscono della Dote Scuola della Regione Lombardia. Chiediamo un contributo alle
famiglie per l’acquisto dell’iPad (che rimane
allo studente), della divisa e del borsone con
gli attrezzi per i corsi del settore tecnico”.
È una storia di tutto rispetto quella dell’ASP
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
L’Officina della Gioia
Mazzini, le cui origini risalgono ai primi anni
del ‘900 anche se con un’identità diversa da
quella attuale. Nasce nel 1912, infatti, sotto
“l’alto patrocinio del Municipio” una scuola
di disegno professionale che si propone di
migliorare la capacità tecnica e artistica delle classi operaie, contribuendo a rendere più
apprezzabili i prodotti delle industrie locali e
a migliorare le condizioni dei lavoratori. Nel
corso degli anni ‘20 l’attività si sviluppa anche a seguito di un più intenso impegno finanziario del Comune e della istituzione del
Consorzio per l’insegnamento professionale
di Milano. Nel 1945, su iniziativa volontaria di
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
alcuni giovani neo-diplomati, nasce la scuola
Mazzini, subito impegnata nell’organizzare
i primi corsi serali per lavoratori nel settore
meccanico e del disegno tecnico. Risale poi al
1974 la formale costituzione dell’Associazione Scuole Professionali “Giuseppe Mazzini”.
Tra i corsi serali a pagamento che l’ASP
Mazzini offre vi sono anche i corsi ASA - OSS,
corso di estetista e il sabato mattina si svolge
un corso di nicchia, ovvero la sesta edizione
del corso di restauro di moto d’epoca.
Maggiori informazioni si possono reperire
sul sito all’indirizzo: www.aspmazzini.com.
Dieci studenti dei corsi di formazione
professionale dell’ASP Mazzini di Cinisello
Balsamo, insieme a due insegnanti, dal 15
dicembre 2013 al 15 gennaio 2014 sono stati
ospiti del “Villaggio della Gioia”, fondato da
padre Fulgenzio, a Dar es Salaam, in Tanzania.
Hanno costruito una vera e propria autofficina,
chiamata “Officina della Gioia”, e aiutato una
comunità africana a riparare auto, motoveicoli
e altri mezzi meccanici (gruppi elettrogeni,
biciclette, motoseghe, impianti elettrici ed
elettronici). Il progetto è stato condiviso
con l’Amministrazione comunale di Cinisello
Balsamo e la Provincia di Milano, lo scorso
sabato 22 marzo, presso l’auditorium del
centro culturale Il Pertini di Cinisello Balsamo.
Il progetto rientra nell’ambito di “Talenti al
lavoro”, l’iniziativa della Provincia di Milano
che finanzia attività di volontariato in Italia
e all’estero svolte dagli studenti dei corsi
professionali
RUBRICHE | UNIABITA - 37
SOLIDARIETÀ
“Arbre de vie” a Fa’ la cosa giusta
Nata nel 2004 da un progetto della casa editrice Terre di Mezzo, “Fa’ la cosa giusta!”, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di
vita sostenibili, ha vissuto la sua undicesima
edizione dal 28 al 30 marzo.
A questa edizione la Fondazione Cumse ha
partecipato con uno spazio espositivo nel
quale ha messo in risalto il progetto, in via
di svolgimento in collaborazione con Fondazione Auprema, e denominato “Arbre de vie”.
Nel corso della manifestazione, a sottolineare
il forte legame che si è creato tra Cumse e Fondazione Auprema, Attilio Miglioli e Pier Paolo
Forello hanno fatto visita allo stand, nel quale era illustrato il progetto che consiste nella
coltivazione in Cameroun, da parte di una
cooperativa composta in modo prevalente da
donne, di una pianta denominata “Moringa”
e del suo impiego come alimento proteico per
contrastare la malnutrizione, specialmente
quella infantile. Nello stand era anche possibile “assaggiare” questo alimento che è stato
sviluppato in collaborazione con l’Università
di Milano. La “moringa” è una pianta conosciuta fin dall’antichità come albero “miracoloso”, contenete tutti gli amminoacidi essenziali all’organismo umano. Questo vegetale a
parità di peso garantisce: il 25% di proteine
in più delle uova; il doppio delle proteine del
latte; 4 volte di più di vitamina A rispetto alle
carote; 7 volte di più di vitamina C delle arance; 3 volte di più di potassio delle banane. È
quindi un alimento che potrebbe contribuire
grandemente ad abbattere la malnutrizione di
tante zone del pianeta. Per quanto riguarda
“Fa’ la cosa giusta!”, l’esperienza del marzo
scorso si è conclusa con la presenza di 72.000
visitatori (+8% rispetto 2012), 700 realtà
espositive, 3.300 studenti e 750 giornalisti accreditati, 170 appuntamenti culturali.
38 - UNIABITA | RUBRICHE
Il dott. Roberto Stigliano (con la giacca), presidente di Cumse, Pier Paolo Forello
e Attilio Miglioli con alcuni volontari del Cumse
5
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Circolo Auprema
Sport, cultura e tempo libero
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Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Gestione Centri Sportivi
Sport e tempo libero
LI RICORDIAMO
La morte di Spartaco Marangoni e di Endri Sarti
Due gravi lutti hanno colpito nelle scorse
settimane il presidente della nostra cooperativa, Gian Matteo Marangoni. Il 2 febbraio,
all’età di 90 anni, è morto il fratello, Spartaco Marangoni. Mestrino d’adozione, nato a
Ceneselli, in provincia di Rovigo, era militare
quando, l’8 settembre 1943, fu annunciato
l’armistizio. Decise di tornare a casa, prese
contatto con gli antifascisti e diventò comandante del Gap. Da capo partigiano durante
la guerra ha conosciuto le atrocità e le umiliazioni della tortura; poi nel dopoguerra ha
dedicato tutte le sue energie agli ideali democratici e alla rinascita dell'Italia, ricoprendo,
da esponente del Partito Comunista Italiano
del Veneto, importanti ruoli amministrativi
(sindaco del suo paese, consigliere regionale)
arrivando ad essere eletto Deputato del Parlamento. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il suo cordoglio
con un messaggio alla famiglia Marangoni:
“Ho appreso con rammarico e commozione
la triste notizia della scomparsa di Spartaco
Marangoni, con il quale ho condiviso anni di
impegno ideale e politico apprezzando il suo
vigore e la sua coerenza. Alla moglie, ai famigliari tutti e a chi lo conobbe e lo stimò, invio
le più sentite condoglianze”.
"Una vita da comunista al servizio della comunità e delle istituzioni": questo è il titolo
del libro scritto da Spartaco Marangoni nel
2004 e così è naturale ricordarlo nel giorno
della sua scomparsa, è il commiato del deputato del Pd, Michele Mognato. “Da oggi gli
antifascisti mestrini e veneziani sono più soli”
è il cordoglio dell’Anpi.
Poi, più o meno negli stessi giorni, è scomparso anche Endri Sarti, cognato del nostro
presidente. Era da tempo malato e ha passato
l’ultimo anno presso la Rsa di via Bernini perché la malattia lo aveva reso non più autosufficiente e quindi bisognoso di cure continue.
Aveva 87 anni.
A Gian Matteo Marangoni le più sincere condoglianze e un abbraccio affettuoso da parte
dei soci di UniAbita.
La scomparsa
di Amedeo Simoni
Vasco Taldo
ci ha lasciato
Lo scorso dicembre ci ha lasciato l’amico Amedeo Simoni, tra i fondatori del Circolo Pablo Neruda e per tanti anni coordinatore di caseggiato,
impegno che ha onorato al meglio fino a che la
malattia non ha preso il sopravvento. Per il suo
attaccamento ai valori e alla vita della cooperativa, nel 2010 è stato premiato con la Macina. Il
“suo” caseggiato, e la cooperativa UniAbita, lo
ricordano con affetto e sono vicini al dolore della
famiglia.
È morto il 14 gennaio Vasco Taldo, nostro socio
abitante in via Acciaierie a Sesto San Giovanni,
alpinista e accademico del Cai. Vasco si è sentito
male il 12 gennaio mentre pedalava nella zona
di Calco. Ricoverato in ospedale, le sue condizioni
sono subito apparse molto gravi e il 14 Vasco ha
cessato di vivere. Classe 1932, Vasco era originario di Sesto, dove aveva festeggiato il 3 dicembre
scorso, presso la sede del Cai, il cinquantenario
della salita alla torre Centrale delle Torri delle
Paine, in Patagonia, forse la sua ascensione più
famosa, scalata nel 1963 con una spedizione del
Cai di Monza, insieme ad Armando Aste, Nando
Nusdeo, Carlo Casati e Josve Aiazzi. Ma è sulle
Alpi Centrali che riecheggia maggiormente il suo
nome. Tra gli anni ’50 e ’60 nel gruppo del Masino ha aperto alcune difficili vie al Picco Luigi
Amedeo e alla Punta Ferrario; nel 1957 salì per la
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Commosso per l’affetto e la mole
di messaggi ricevuti,
e nell’impossibilità di rispondere
di persona, Gian Matteo Marangoni
ringrazia tutti coloro che hanno
partecipato al suo dolore
prima volta in inverno la parete nord del Disgrazia. Nel 1962 aprì la direttissima alla Nord Ovest
del Pan di Zucchero, nel gruppo del Civetta, insieme a Josve Aiazzi, Bepi Pellegrinon e Giorgio
Redaelli, dedicando la via all’amico Andrea Oggioni. Alla famiglia le condoglianze dei soci di via
Acciaierie e dell’intera Cooperativa UniAbita.
RUBRICHE | UNIABITA - 39
CULTURA E TEMPO LIBERO
8 marzo> giornata internazionale
della donna
Per quanto la coincidenza con il Carnevale abbia creato qualche sovrapposizione e più di un
problema organizzativo, anche quest’anno l’8
marzo, la giornata della donna, ha trovato ampio spazio nella vita della cooperativa. Il momento clou è stato rappresentato dallo spettacolo “Le tre Marie”, che è andato in scena
la sera dell’8 marzo al Salone Matteotti, “dedicato a tutte le donne e a tutti gli uomini che
sanno apprezzare il bello delle donne”.
Alla rappresentazione è intervenuta il sindaco Siria Trezzi che, nel suo saluto alle persone
presenti di Cinisello Balsamo, ha ricordato il
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problema, ancora pesante in termini numerici,
della violenza sulle donne. Ha poi toccato la
questione della rappresentanza di genere, cogliendo il riferimento al dibattito in corso sulle
“quote rosa” da garantire nella nuova legge
elettorale. Da segnalare la presenza in sala
dell’assessore all'urbanistica Maurizio Cabras.
Numerose, come sempre, le iniziative organizzate dai comitati di caseggiato, con dibattiti,
omaggi di mimose alle donne presenti, momenti conviviali. In via Matteotti 1, ad esempio,
domenica 9 marzo, alla presenza della professoressa Gabriella Milanesi, dell’assessore alla
cultura Andrea Catania, di alcuni rappresentanti dell’Anpi di Cinisello, si è parlato in particolare di donne nella Resistenza, con lettura di
testi, brevi filmati, racconti. Una buona partecipazione ha avuto anche la festa organizzata
dal Comitato di via Mozart 17. Nè poteva mancare all’appello il Comitato di Caseggiato di via
C. Villa 6. L'affluenza all'incontro è stata soddisfacente e le due ospiti, gli assesori comunali
Patrizia Bartolomeo e Letizia Villa, hanno fornito numerosi spunti di riflessione. L'incontro è
terminato con pasticcini, chiacchiere, frittelle e
mimosa per le donne presenti.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SPORT E TEMPO LIBERO
DanzAuprema, una storia
lunga quattordici anni
di Noemi Tediosi
Nasce nel 2000, dalla richiesta dei genitori
che frequentano il ballo liscio, il primo corso
di danza organizzato dal Circolo Auprema.
Conta 16 piccoli, bambine per la precisione,
impegnate in lezioni di danza classica al salone 1° Maggio di via Mozart. In quattordici anni di vita le bambine si sono mescolate
ai bambini, arrivando a quota cento, l’età si
è alzata e accanto ai più piccoli si allenano
ragazzi e ragazze che condividono la stessa
passione. Non solo classica, ma anche le note
di Moderno e Hip-Hop risuonano nel salone
1° Maggio e in quello di via Leonardo da Vinci, che da qualche tempo ospita alcuni corsi.
Negli ultimi anni il settore, al quale è stato
dato il nome “Accademia DanzAuprema”, si
occupa anche di due nuove attività, i corsi di
aerobica e di pilates che raccolgono, in questa
stagione, circa 35 persone.
Per gli alunni, che vanno dai piccolissimi di
tre anni del corso propedeutico agli adulti che
frequentano soprattutto moderno e hip-hop, il
momento più importante dell’anno è il saggio
finale. “Ogni anno - raccontano Enzo Marra e
Teresa Martino, rispettivamente responsabile
e coordinatrice organizzativa del settore - viene scelto un tema che tutti i corsi sviluppano
e interpretano in una coreografia di qualche
minuto. Parenti e amici quest’anno potranno
godere dello spettacolo il 14 giugno, durante
una serata al cinema Pax in cui tutti i gruppi
si esibiranno. Il tema scelto è la Magia e non
vediamo l’ora di scoprire cosa ne verrà fuori”.
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Non solo saggi
Per i ragazzi dai 18 ai 22 anni un altro appuntamento importante è rappresentato dai
concorsi, da cui spesso sono usciti a testa alta,
strappando un primo o un secondo posto. I
ragazzi partecipano a competizioni regionali, nazionali e, a volte, persino internazionali.
Quest’anno, poi, parteciperanno come ospiti
alle Olimpiadi della Danza, una competizione
tra quattordici scuole superiori di Brescia e
provincia.
Le colonne portanti di questi progetti, coloro che con pazienza e passione seguono i
ragazzi durante le lezioni, che li sostengono
nell’emozione dei saggi e nel duro lavoro dei
concorsi, sono gli istruttori. Sei insegnanti,
coordinati da Marco De Magnis, nella funzione di direttore artistico, che si sono formati
frequentando l’accademia di danza o il Mas
(centro di formazione per giovani musicisti,
ballerini e artisti) e che ora possono vantare
una seria professionalità.
“Ci riteniamo davvero soddisfatti - afferma
Enrico Tosoni, responsabile del Circolo Auprema - perché anche il settore danza appartiene al modello cooperativo di UniAbita, che si
propone di offrire non solo delle abitazioni
ma dei servizi ai propri abitanti. I soci della
Cooperativa infatti hanno uno sconto sulla
retta dei corsi annuali, proprio per agevolare
la partecipazione di tutti alle attività”.
Per il futuro sono in gioco grandi progetti per
il settore, primo fra tutti quello di trasferire la
totalità dei corsi nel salone di via Leonardo
da Vinci, che al momento ospita anche i corsi
di yoga e di aeroboxing. “Sarebbe un’ottimizzazione a livello economico, organizzativo e
logistico - afferma Tosoni - e ci permetterebbe
di organizzarci meglio con gli orari degli insegnanti, senza disturbare i frequentanti dello
yoga, che vorremmo trasferire al salone 1°
Maggio. Abbiamo anche intenzione di inserire
un corso di Zumba, sappiamo che molti utenti
ne sarebbero entusiasti. Per ora queste sono
solo intenzioni, ma ci impegneremo per realizzarle concretamente”.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
SPORT
I Vigili del fuoco spengono gli ardori
di poliziotti, carabinieri e vigili urbani
Si è svolta al Centro Sportivo Falck di via General Cantore
a Sesto San Giovanni la prima edizione del Torneo Interforze di Tennis
Per due giorni se le sono date di santa ragione, a colpi di racchetta, di diritto, di rovescio,
di volée, di smash e, naturalmente, con delle gran botte di servizio. Ma alla fine hanno
vinto i vigili del fuoco (nell’occasione rappresentati da Giovanni Vella, Luca Sandoli e Giovanni Fidone) che, seppure di misura, hanno
spento gli ardori agonistici della Polizia di
Stato, rappresentata da Giuseppe De Gregorio, Carlo Azoti e Fabio Leonarduzzi, giunta al
secondo posto. Più staccati Carabinieri e gli
agenti della Polizia Locale, ai quali è stato
consegnato simpaticamente il cucchiaio di leGennaio/Febbraio/Marzo 2014
gno spettante alla squadra piazzata in fondo
alla classifica.
Con questo risultato si è conclusa sabato 15
marzo presso il Centro Sportivo Falck di via
General Cantore a Sesto San Giovanni la prima edizione del Torneo Interforze di Tennis. Il
trofeo, realizzato grazie alla collaborazione
tra Juri Vai (direzione Gestione Centri Sportivi), Alessio Lìbera (Scuola Tennis UniAbita)
e Fabrizio Magistrelli (Polizia Locale di Sesto
San Giovanni), ha incontrato l’entusiastica
partecipazione dei rappresentanti di Polizia di
Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Polizia lo-
cale, che si sono misurati in avvincenti e combattutissimi incontri di singolo e di doppio.
Il torneo, che ha avuto il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni e il supporto della
Banca di Credito Cooperativo di Sesto San
Giovanni e della Cooperativa UniAbita, ha
riscosso il gradimento di partecipanti e organizzatori, con l’auspicio che a questa edizione
ne facciano seguito altre, allargando le iscrizioni alle forze dell’ordine dell’hinterland.
Nel corso della premiazione, alla quale hanno presenziato Felice Cagliani, vicesindaco e
assessore allo sport di Sesto San Giovanni,
Luigi Zavaroni, vicepresidente della Cooperativa UniAbita, e Andrea Mandelli, della Bcc
di Sesto San Giovanni, oltre alla consegna del
Trofeo Interforze, che per un anno rimarrà ai
vincitori per essere poi rimesso in palio nel
2015, è stato estratto un premio, offerto dalla Cooperativa UniAbita, riservato ai partecipanti al torneo, che consiste in una settimana
da trascorrere nel Borgo Magliano Resort di
Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto.
Il premio è stato vinto da un esponente dei Vigili del Fuoco che, in questa circostanza, oltre
che bravi, si sono dimostrati anche fortunati.
RUBRICHE | UNIABITA - 43
CULTURA/RESISTENZA
Ancora sui “sentieri partigiani”
Tre itinerari per tutte le età nel Meratese, a Colico e a Mandello Lario.
Tre proposte per ricordare alcune storie poco conosciute della Resistenza
e per passare tre domeniche nella natura
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel
luogo dove è nata la nostra Costituzione,
andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati. Dovunque è
morto un italiano per riscattare la libertà e la
dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”. E ancora:
“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che
hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”. Forse sta in queste famose parole di Piero
Calamandrei il senso di questi nuovi “sentieri
partigiani”, organizzati in collaborazione tra
Cai Sesto San Giovanni, Anpi Cinisello Balsamo, Associazione Banlieu, Anpi Lecco e a cui
ha dato la sua adesione anche la nostra Cooperativa UniAbita.
Questa volta, per dribblare il meteo, che lo
scorso anno ha messo a dura prova la preparazione fisica di chi si è messo in cammino sui
“sentieri partigiani”, si sono scelte tre soluzioni, tutte di grande interesse, ma di minore
impegno escursionistico. Del resto, dietro ai
sentieri partigiani c’è sempre un duplice obiettivo: rinnovare la memoria di avvenimenti di
cui ormai ci sono sempre meno testimoni viventi e trascorrere insieme una bella giornata
immersi nella natura e nelle montagne.
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Si comincia quindi domenica 4 maggio.
Obiettivo Cernusco Lombardone, Merate e
Mondonico (percorso facile - costo del treno
10 euro). Il viaggio ci porterà sulle tracce della
Resistenza meratese e rievocherà l’esperienza
del pittore Aldo Carpi. Sfollato con la famiglia
a Mondonico, è arrestato dai fascisti che erano alla ricerca dei suoi cinque figli, tutti attivi
nella Resistenza (Paolo sarebbe stato ucciso, a
diciassette anni nel lager di Gross-Rosenger).
Rinchiuso nel carcere di San Vittore, Aldo Carpi
dopo un mese viene deportato a Mauthausen
e successivamente nel sottocampo di Gusen,
dove si salverà grazie alle sue doti artistiche.
Il secondo appuntamento è fissato per domenica 18 maggio. Si parte dalla Stazione FS di
Sesto San Giovanni per dirigersi verso Colico,
con partenza in treno alle 7.07 dalla Stazione FS di Sesto San Giovanni (percorso facile
- costo del treno 18 euro). Durante la guerra di
Liberazione, Colico era considerato un luogo
sicuro dove poteva trovare rifugio chi fuggiva
dalla pianura. La sua importanza crebbe con
l’avvicinarsi della sconfitta dei nazifascismi:
Colico era il punto di raccordo per le colonne in fuga che andavano verso la Svizzera. Il
nostro percorso si svilupperà tra i monumenti
cittadini, che ricordano le azioni dei partigiani,
e successivamente ci porterà sul sentiero alle
spalle di Colico fino al monumento celebrativo
del partigiano Carlo Bazzi.
Ultimo “sentiero” in programma domenica
14 settembre. Si parte ancora una volta dalla
Stazione FS di Sesto San Giovanni per andare in direzione di Mandello Lario e Rongio
(dislivello 200 mt - costo del treno 15 euro).
Il “sentiero” ripercorre le fatiche, le marce, i
rastrellamenti, gli agguati, le imprese, le tragedie della Brigata Cacciatori delle Grigne che,
fino all'estate del 1944, operò nelle vallate alle
spalle di Mandello del Lario, dalle rive del Lago
di Como alle creste della Grigna Settentrionale, occupando i caselli (le baite locali) e i rifugi
del Cai.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
CULTURA
Storie di uomini e donne
nel tritacarne della storia
Nel centenario della prima guerra mondiale viene pubblicato La paura e altri racconti della
grande guerra di Federico De Roberto, l’autore
de “I viceré”. In particolare, il primo racconto,
quello che dà il titolo alla raccolta, è la sintesi
perfetta dell’assurdità della prima guerra mondiale. In un avamposto di alta montagna, avviene il cambio del contingente nemico. I boemi,
con i quali gli italiani avevano ingaggiato rari
scontri, vengono rimpiazzati dagli ungheresi e
le cose cambiano. Uno di questi, un cecchino
di rara precisione, comincia a bersagliare e uccidere sistematicamente gli italiani che a turno,
passando su un tratto di strada allo scoperto,
devono raggiungere un posto di guardia che
non può essere lasciato incustodito. Nel giro di
poche ore, vengono insensatamente mandati a
morire, uno dopo l’altro, sei soldati. Per arrivare
a un finale sorprendente.
Storie della resistenza è una bella antologia
di storie, racconti, resoconti di vita, biografie
scritte nell’immediatezza degli eventi. Alcune
addirittura mentre la guerra era in corso e apparse sulle pubblicazioni ancora clandestine o
sulla prima stampa libera. Vi sono trattati anche
temi meno conosciuti della guerra partigiana: il
rapporto con i prigionieri e i collaborazionisti,
il mantenimento della disciplina, la partecipazione alla lotta di ebrei e di intellettuali, il ruolo combattente delle donne. Ne viene fuori un
ritratto corale di sorprendente freschezza che
restituisce una dimensione umana e sincera a
chi prese parte a quella guerra, ad onta dei tanti revisionismi, più o meno interessati, che ogni
giorno cercano di appannare quella stagione di
lotta per la libertà.
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Sono passati settanta anni perché i protagonisti di Io ho visto trovassero la forza di
raccontare. Il giornalista Pier Vittorio Buffa ha
raccolto trenta testimonianze di una guerra
dimenticata: quella scatenata dai nazifascisti contro la popolazione civile italiana, tra
l’autunno del 1943 e la primavera del 1945,
che fece tra le 10 e le 15 mila vittime. Sono
trenta storie di donne e uomini, oggi anziani,
che hanno visto uccidere sotto i loro occhi,
madri, sorelle, fratelli, nonni e nonne, vicini di
casa. Sfuggiti per caso alla morte, convivono
da settanta anni con un dolore che il tempo
non può cancellare. Sono racconti brevi, essenziali, accompagnati da una fotografia del
protagonista. Storie personali che coinvolgono e sconvolgono il lettore.
Giuseppe Catozzella, con Non dirmi che hai
paura, ci racconta la storia di Samia Yusuf
Omar, una ragazza somala, che da bambina
correva più veloce dei suoi coetanei maschi.
Samia ha la corsa nel sangue, è veloce, e riesce a partecipare alle Olimpiadi di Pechino,
dove però arriva ultima, a 10 secondi di distacco dalla prima classificata. Il suo obiettivo diventa quindi quello di partecipare e
vincere le Olimpiadi di Londra del 2012. Il
suo sogno si scontra però con l’integralismo
islamico, che insanguina la Somalia e la obbliga a correre chiusa nel burqa. Samia tenta allora una fuga disperata che si conclude
tragicamente sulle coste di Lampedusa. “Un
libro necessario”, “semplice e sincero”, in
cui va in scena il contrasto atroce tra sogno
e realtà, tra la bellezza e l’orrore del mondo
in cui viviamo.
Federico De Roberto
La paura e altri racconti
della grande guerra
e/o
pagg. 139,
euro 14,00
Domenico Gallo,
Italo Poma (a cura di)
Storie della Resistenza
Sellerio
pagg. 434
euro 15,00
Pier Vittorio Buffa
Io ho visto
Nutrimenti
pagg. 368
euro 19,50
Giuseppe Catozzella
Non dirmi che hai paura
Feltrinelli
pagg. 236
euro 15,00
RUBRICHE | UNIABITA - 45
FAVOLE PER BAMBINI
Il gattino che non
diceva miao
di Alessandra Fraccon
C’era una volta un gattino che aveva tre anni, così era già abbastanza grande da saper
fare molte cose: sapeva togliersi e mettersi le scarpe da solo, sapeva costruire torri
altissime e correre molto veloce. Conosceva già molte parole, alcune difficilissime da
pronunciare, ma c’era una cosa che proprio non riusciva a fare. Per la disperazione
della sua mamma, quel gattino non riusciva a salutare nessuno (o forse non voleva
farlo).
Fatto sta che ogni volta che mamma e gattino uscivano, succedeva sempre la stessa
cosa... “Forza micino mio, saluta la signore gallina...” lo invitava la mamma quando
incontravano in ascensore la vicina di casa. Ma invece di dire MIAO, il gattino faceva
il muso scuro, e ruggiva come un leone. A volte si nascondeva dietro la coda di mamma
gatto, a volta addirittura faceva le boccacce!
Che strano... eppure MIAO era una parolina facile da dire... si poteva pronunciare con
la voce, ma anche esprimere con la zampetta o con un sorriso...
Quel giorno gattino non disse MIAO né alla signora mucca, la maestra, né al topolino,
il bibliotecario. Non disse MIAO al signor gufo, neppure a uno dei pulcini, i suoi amici
del nido.
Neanche un MIAO al papà che lo aveva salutato perché doveva andare al lavoro, né
alla nonna che nel pomeriggio era arrivata per stare un po’ con lui.
Insomma sembrava proprio una giornata come tutte le altre, ma quando uscirono per
andare al parco, incontrarono un bambino, che aveva una faccia scura e si nascondeva
tra le gambe della sua mamma.
A parlare questa volta fu quella mamma: “Saluta piccolo mio, dì CIAO alla signora gatta
e al suo gattino...”
Invece il bambino gridò un forte MIAOOOOO....
In tutta risposta il gattino disse CIAO!
SE QUALCUN TI DICE: “CIAO!”
NON RISPONDERE MAI: “MIAO!”
A CHIUNQUE TI STIA ATTORNO
GRIDA FORTE IL TUO “BUONGIORNO!”
46 - UNIABITA | RUBRICHE
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
Gennaio/Febbraio/Marzo 2014
RUBRICHE | UNIABITA - 47
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rivista 1.2014