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NUOVA
DEA
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Luglio 2013
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NUOVA
DEA
Luglio 2013
Editoriale
Rate di mutuo insolute?
Ecco i rischi che si corrono
Il settore immobiliare giace ancora in finanziari (CRIF) come “soggetto inaffidabile”. La segnalazione
una triste “culla” e questo stallo totale
è sicuramente favorito dalla pressante
stretta finanziaria che frena l’accesso al
credito. Attualmente, ottenere un mutuo
immobiliare assume le sembianze di
un’impresa epica e sembrano ancora
lontane le previsioni emerse dal Rapporto sulla Finanza Immobiliare relativo
al 2013 (stilato da Nomisma in collaborazione con l’Università Lum) che inneggiano ad una ripresa delle erogazioni nella seconda metà dell’anno, con un incremento
delle pratiche di mutuo con esito positivo pari al 7,6%. In barba
alle più rosee previsioni, è prudente rimanere con i piedi ben saldi a terra e valutare piuttosto, quali rischi corre chi non riesce a
pagare alcune rate di mutuo. Cosa accade se non si onorano le
rate di mutuo? Da sempre gli Istituti di Credito usano il pugno di
ferro nei confronti di chi non rispetta il piano d’ammortamento
del mutuo e, in questi casi, la tolleranza delle banche è praticamente pari a zero. Tuttavia, complice la crisi economica, quello
che ieri era un fenomeno raro, oggi si è tramutato in un triste
fenomeno piuttosto diffuso. Al giorno d’oggi le famiglie stentano
ad arrivare a fine mese, e il numero delle rate di mutuo insolute
è, negli ultimi anni, lievitato in modo esponenziale.Anche le banche quindi, hanno dovuto inevitabilmente prendere atto di questa sfavorevole tendenza e, prediligendo la via della tolleranza,
hanno cercato di trovare un
modo per venire incontro a
chi, pur volendo, non riesce
ad onorare il debito, evitando cosi il pignoramento e
la vendita all’asta dell’immobile. Prima di analizzare
gli escamotage attualmente
disponibili, è bene ricordare
qual è l’iter vigente “a regime ordinario” in caso di
rate di mutuo insolute. Se
non onora il debito contratto con la banca e non corrisponde la rata di mutuo in scadenza dunque, il cittadino dovrà
pagare una mora sull’importo dovuto, maggiorata dei relativi
interessi. Se alla prima rata insoluta se ne aggiungono altre, il
soggetto potrebbe rischiare la segnalazione alla centrale rischi
comporta la comparsa del nome del soggetto inadempiente, per
36 mesi dalla data dell’ultimo insoluto, nella “Black List” della
Centrale Rischi e, per ottenere la cancellazione dall’elenco, dovrà percorrere un sentiero lungo e complesso. Nel caso in cui
entro 180 giorni
il cliente non regolarizza la sua
posizione, infine,
così come disposto dall’articolo
40 del Testo Unico
Bancario, la Banca può richiedere
“la decadenza del
beneficio del termine” richiedendo
la restituzione, in
un’unica soluzione, della somma erogata e non ancora restituita (comprensiva
di interessi di mora e relative sanzioni). Il passo successivo è la
richiesta da parte della Banca del Decreto Ingiuntivo, necessario
per poter procedere con il pignoramento dell’immobile ipotecato e con la sua vendita all’asta. Il decreto ha una validità decennale e, trascorsi 40 giorni dal suo rilascio, diventa esecutivo. Le
strade alternative da percorrere in caso di rate di mutuo insolute sono: dilazione, estensione, sospensione o consolidamento
Stante l’attuale diffusione degli insoluti e complice il momentaneo e prolungato stallo del settore immobiliare, tuttavia, la banca ritiene sicuramente più conveniente applicare delle misure
cautelari più soft, supportando il cliente mediante la concessione
di un piano di rientro dilazionato, ovvero estendendo la durata
del finanziamento e ridimensionando la rata su di un importo
più tollerabile. Nei casi in cui è previsto, infine, il cliente può
anche “giocarsi la carta” proposta con il decreto Salva Italia.
La suddetta disposizione normativa, infatti, prevede il congelamento del mutuo per un periodo pari a 18 mesi, ovvero offre al
contraente la possibilità di individuare un altro istituto finanziario
che gli accordi un cosiddetto mutuo di consolidamento. Nei casi
in cui le precedenti vie di fuga non risultino percorribili, l’unico
sentiero possibile è purtroppo quello del pignoramento dei beni
e la loro conseguente vendita all’asta.
Direttore Responsabile Nicola Cinolo
Luglio 2013
Nazionale
GRUPPI RICERCA
ECOLOGICA MARCHE
NUOVA
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COMUNICATO STAMPA
Senigallia, 23 luglio 2013
OGGETTO:
Tartaruga Marina, oltre le cerimonie e l’autocompiacimento serve
un’azione in grado d’ incidere realmente sulla conservazione della Specie
Il Wwf Pesaro e I Gre delle Marche dopo aver analizzato
la situazione relativa allo stato di conservazione della Tartaruga
“Caretta caretta” concordano sulla necessità di pensare, e proporre alle istituzioni, in primis la Rete Regionale per la Conservazione della Tartaruga Marina, l’individuazione e l’allestimento di
alcune zone franche, opportunamente protette, per consentirne
la riproduzione. Presto verrà allestito un tavolo tecnico composto da una squadra deputata a definire i contenuti dell’azione. I
risultati dello studio serviranno alla definizione del progetto che,
completato in tutte le sue fasi, verrà portato sul tavolo delle isti-
tuzioni ma anche di enti privati che si intende sensibilizzare per
la sua realizzazione. “è una proposta molto ambiziosa perché
si scontra contro l’uso turistico generalizzato e intenso di tutti i
tratti di spiaggia durante la stagione estiva” dice Massimo Pandolfi, che aggiunge: “si va contro il comune senso del vivere le
spiagge dei cittadini e contro gli utilizzi economico-turistici”. Da
parte loro, I Gre delle Marche, sottolineano come l’essere
del tutto “indipendenti da logiche ed ambienti in cui si ritiene di
dover subordinare tutto agli interessi economici anche a costo
di sacrificare gli elementi costitutivi la vita del Pianeta, consente
prese di posizione scomode ma corrette senza il timore di doverne rispondere a potentati vari, tra i quali - è bene dirlo - spesso
oltre ai soliti privati interessati, annoveriamo anche il pubblico
inteso come fruitori/utenti. L’ambiente non può essere barattato né con tangenti, tanto meno col consenso elettorale troppo
spesso inseguito a costi ecologici elevatissimi”.
Massimo Pandolfi “Wwf Pesaro”
Massimo Conte “I Gre delle Marche”
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NUOVA
DEA
Cronaca Lombarda
Luglio 2013
MILANO
Violenta la compagna e le schiaccia la
testa con i piedi
Un cittadino albanese di 37 anni, con numerosi prece-
denti penali per reati contro il patrimonio e per spaccio di
stupefacenti, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato “Mecenate” di Milano della polizia di Stato per violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della propria
compagna, anch’essa di origini straniere, alla quale non
esitava a schiacciare la testa sul pavimento con i piedi e
a imporle controlli umilianti. L’arrestato, noto alle forze
dell’ordine con ben otto identità diverse, è destinatario di
un provvedimento di espulsione in quanto irregolare sul
territorio nazionale. L’indagine è partita con la denuncia,
sporta il 5 luglio, dalla compagna, 49 anni, a seguito
dell’ennesima violenza fisica subita due giorni prima dal
marito in zona Missori. La donna, subito visitata, dopo
aver raccontato l’ultimo episodio accaduto, ha poi ricostruito tutti i particolari degli ultimi anni di convivenza, gli
insulti e le umiliazioni, violenze psicologiche e percosse di
ogni genere. Il compagno la controllava ossessivamente
nei suoi spostamenti in città, la sottoponeva a controlli per
verificare se avesse avuto rapporti sessuali con altri uomini
e le sottraeva denaro dalla borsa utilizzando il suo bancomat per il gioco d’azzardo, minacciandola in caso aves-
se sporto denuncia. Dopo la segnalazione dei medici, il
Commissariato “Mecenate” ha messo sotto protezione la
donna e, nel contempo, iniziato la ricerca del cittadino albanese. La Procura della Repubblica di Milano ha quindi
emesso un provvedimento di fermo e uno di estradizione.
Elio Maggio
Gorgonzola: Si è Costituito Il Pirata
della Strada che Uccise la 16enne
Si è costituito ai carabinieri del comando provinciale di
Milano il pirata della strada che il 10 luglio scorso ha
investito e ucciso a Gorgonzola (Milano) la ragazza se-
dicenne, Beatrice Papetti. Si tratta di un cittadino marocchino di 39 anni, El Habib Gabardi, ambulante, regolarmente in Italia. Secondo i carabinieri si è consegnato in
preda al rimorso per l’atto compiuto. “ Non volevo, non
sono riuscito a evitare la sua bicicletta. L’ho investita io”.
Sono queste le prime parole dell’ambulante nordafricano
ai carabinieri di turno presso la caserma di Cassano d’Adda alle 22 del 16 luglio. “Ho visto la ragazza all’ultimo
momento, non sono riuscito a evitarla e dopo l’impatto ho
avuto paura. Ma poi ho visto le foto ai telegiornali e sentito l’appello del padre”. Il tragico incidente è avvenuto
sulla Strada Padana superiore mentre la ragazza, insieme
con il cugino di 18 anni, stava rincasando in bicicletta.
Il 39enne è scappato a bordo di un furgoncino Peugeot Ranch blu metallizzato, lo ha nascosto nel box di un
amico, pur sapendo che le forze dell’ordine erano sulle
sue tracce. Il mezzo è ora sotto sequestro, mentre per il
39enne si sono aperte le porte del carcere.
Elio Maggio
Da oggi
mette a disposizione uno spazio dedicato alla recensione di libri di
qualsiasi argomento. I libri saranno recensiti ad insindacabile giudizio della redazione.
Lo spazio è aperto alle case editrici e agli autori.
Per la recensione bisognerà inviare il testo a:
Redazione Lombarda Nuova Idea - Via Bergamo 11 - 20135 Milano
oppure inviare mail a [email protected]
I manoscritti e le copie non saranno restituiti.
Luglio 2013
Cronaca Lombarda
NUOVA
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MILANO
Via Solari: rubata la bici memoriale
del bambino ucciso dal tram
Giacomo Scalmani, 12 anni, ha perso la vita alle 21 di
sabato 5 novembre 2011, a Milano in via Solari. Era rimasto in oratorio fino a tardi per la «scuola della preghiera
insieme ai compagni di classe della 2F della media Carlo Porta di via Moisè Loria. Salutato Don Alessandro, gli
amici e gli educatori, sale sulla sua bicicletta. La mamma
Giovanna, 48 anni, è a casa. Il loro appartamento, nel
primo tratto di viale Tolstoj dista meno di un chilometro. La
portiera della Toyota Yaris si spalanca all’improvviso. La
mountain bike del piccolo Giacomo sterza bruscamente
verso sinistra e cade sulle rotaie del tram, che disgraziatamente passava in quell’istante. Non doveva essere parcheggiata lì quella Toyota Yaris con a bordo cinque ragazzi pronti a divertirsi. Per questo la ragazza seduta sul sedile
posteriore della macchina, Marilena B., 29 anni di Treviglio, è stata denunciata per omicidio colposo, così come
il conducente del tram, 47 anni. Nell’omelia Don Andrea
ricorda l’assurdità di quella morte, racconta le ultime ore
felici di Giacomo. «Aveva una Bibbia sul comodino, ogni
giorno ne leggeva un passo. La lettura ora s’è fermata».
C’è un messaggio lasciato da Ciclobby, gli amici della
bicicletta, che chiedono più sicurezza e piste ciclabili a
nome degli abitanti del quartiere. C’è una bicicletta bianca, realizzata dal gruppo di CriticalMass, che sarà legata
a un palo in via Solari per ricordare per sempre Giacomo.
Era diventata un monumento, un’icona, un memoriale.
C’era ma ora non c’è più. “Non ci sono testimoni e non si
sa chi possa aver rubato la bicicletta”. L’indignazione della
gente del quartiere è evidente.
Elio Maggio
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Cronaca Lombarda
Luglio 2013
MILANO
Indagati POLIZIOTTI DELLA POLFER
I’accusa: rubavano droga e soldi
I carabinieri della sezione pg e del nucleo operativo di
Milano hanno perquisito giovedì 18 Luglio la Polfer di
Lambrate, a Milano, gli uffici di 5 poliziotti indagati per
peculato, detenzione e spaccio di stupefacenti. Secondo
le indagini del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e
del pm Paolo Filippini, i poliziotti avrebbero sottratto soldi
sequestrati ad alcuni spacciatori e avrebbero anche intascato parte della droga sempre oggetto di sequestri. “Forti
anomalie - si legge nel decreto di perquisizione - nelle
condotte poste in essere dai poliziotti relativamente alla
gestione dello stupefacente sequestrato nel corso dell’ attività di servizio a partire dall’aprile del 2012”. Gli accusati: cinque poliziotti in servizio presso la Polizia ferroviaria di Lambrate. Gli agenti, secondo l’accusa, avrebbero
distrutto “in proprio la droga sequestrata, anziché seguire
le modalità” previste dalla legge. Circostanza, secondo i
pm, “da cui si desume che lo stupefacente venga sottratto
alla destinazione prevista dalla legge”. Le indagini, poi,
avrebbero consentito “di raccogliere analoghe condotte
illecite riguardanti le sorti del denaro rinvenuto nella disponibilità degli arrestati”. Vi sono, si legge ancora, “almeno cinque soggetti che lamentano l’omesso sequestro
delle somme acquisite dagli operanti in sede di perquisizione”. In tutto, stando alle indagini, gli agenti avrebbero trattenuto circa 50mila euro e anche una “pistola”
nei loro blitz non verbalizzati o verbalizzati solo in parte.
Agli atti delle indagini, ci sono le dichiarazioni rilasciate
da un cittadino della Guinea davanti al Tribunale di Lodi,
che gli agenti gli avevano sequestrato 6mila euro e non
1470 euro come da verbale. Inoltre, il 30 agosto 2012
sarebbe arrivata in Procura, da un carcere, una denuncia
“manoscritta” di un detenuto senegalese in cui raccontava
che in occasione del suo arresto “agenti della Polfer di
Lambrate” gli avevano preso 6mila euro e un cellulare. E
ancora: il 14 novembre 2012 l’avvocato Debora Piazza
ha presentato un esposto in cui il suo assistito, un marocchino fermato assieme a un connazionale e trovato in
possesso di droga, dichiara che “in altra occasione gli
agenti della Polfer erano entrati in casa sua sottraendogli
50 grammi di cocaina e 4mila euro”. In nessuno di questi
casi, scrivono i pm, “gli atti sono stati verbalizzati. Non
risulta che nel corso delle perquisizioni effettuate siano
state rinvenute somme di denaro”. Le indagini, nate proprio a seguito dell’esposto dell’avvocato Piazza, hanno
portato alla perquisizione nella giornata di giovedì 18 luglio, delle abitazioni dei poliziotti accusati.
Elio Maggio
VARESE
Cane veglia il corpo del padrone
morto nei boschi DA due giorni
Una storia da libro ‘Cuore’. O meglio, alla Hachiko, il
cane che per 10 anni aspettò invano il suo padrone alla
fermata del treno, negli anni Trenta in Giappone. Una
storia struggente portata alla ribalta sul grande schermo
con il film interpretato da Richard Gere. La vicenda che
ha commosso un intero paese, arriva da Brezzo di Bedero, piccolo comune del Varesotto di mille anime dove
tutti si conoscono. Un uomo, nella giornata di lunedì 15
luglio, sarebbe andato, come sua abitudine, a fare due
passi inoltrandosi nel bosco dove sarebbe stato colto
da un improvviso malore che lo ha stroncato senza che
nessuno potesse dargli soccorso. Il suo cane è rimasto al
suo fianco a vegliare il corpo per due giorni, fin quando
un’agente di polizia fuori servizio ha scoperto in modo
del tutto casuale il cadavere. Avvicinandosi, è stato morso dall’amico a quattro zampe, il disperato tentativo di
difendere il proprio padrone. L’uomo era un 40enne con
alcuni problemi di tossicodipendenza. Il cane ora si trova
in canile. Per consentire il recupero del corpo del padrone
è stato necessario l’intervento di un accalappiacani, che
ha portato l’animale in una struttura adatta ad ospitarlo,
in attesa di una nuova famiglia, alla quale donare il suo
grande, immenso, cuore.
Elio Maggio
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NUOVA
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Cronaca Marchigiana
Luglio 2013
ANCONA
Pedofilia e violenza sessuale
Arrestato allenatore di Basket
Un allenatore di basket, Alessandro Moretti, ex insegnante di ginnastica in una scuola elementare di Ancona, 44
anni celibe originario del capoluogo marchigiano ma
residente a Falconara, è stato arrestato con l’accusa di
violenza su minori e detenzione di materiale pedopornografico. L’uomo, che allenava una squadra maschile di
Falconara, è stato fermato al porto di Ancona alla vigilia
di una trasferta: si stava imbarcando per la Croazia insieme alla propria squadra giovanile. Al momento si trova
in cella di isolamento nel carcere anconetano di Montacuto, in stato di fermo in attesa di convalida. L’uomo
sarebbe stato trovato in possesso di foto a luci rossi di
ragazzini ripresi nudi sotto la doccia. Vari, quindi, i capi di
imputazione: detenzione di materiale pedopornografico,
violenza sessuale e pedofilia. Sembra inoltre che avesse
avuto rapporti anche con un minore disabile. Stando alle
primissime informazioni, l’ex insegnate ogni tanto invitava qualche suo alunno dopo gli allenamenti nella propria
casa dove aveva installato varie microtelecamere nascoste
nel bagno: invitandoli a farsi una doccia ne approfittava
per filmarli di nascosto. Alcuni degli abusi sarebbero stati commessi nella casa al mare a Porto Recanati (MC).
Le vittime accertare finora, ragazzini tra i 13 e i 16 anni,
sarebbero 5, ma le indagini, avviate l’ultima settimana di
giugno a seguito di una segnalazione da parte di un genitorie, non consentono per il momento agli investigatori di
avere un quadro complessivo della vicenda. Eppure qualcuno in passato aveva intuito qualcosa di strano. Sette
anni fa, erano arrivate delle lettere anonime ai dirigenti
di una società di basket di Porto Recanati, dove l’uomo
organizzava dei campi scuola. L’insegnante ha allenato
quattro team giovanili di basket ad Ancona, Senigallia,
Osimo, Falconara e Porto Recanati. “Grazie, è finito un
incubo’’. Queste le parole del 44enne agli agenti della
Squadra Mobile che lo hanno fermato. L’uomo, durante
l’interrogatorio, avrebbe fatto parziali ammissioni al p.m.
che lo ha interrogato, tra cui quella di sentirsi sollevato da
quando è stato scoperto e di voler guarire perché consapevole di aver sbagliato.
Roberto Cavizzoli
SENIGALLIA
Blitz anticamorra, 23 arresti
Manette per ‘Maccarone’ del clan “Marfella”
È stato arrestato dai Carabinieri di Senigallia, Giovanni tività investigativa condotta su tre binari paralleli: le diRomano, detto “Maccarone”, 39enne residente a Montemarciano, ritenuto elemento di spicco dei più alti livelli del
clan camorristico “Marfella”. L’arresto
è stato condotto nell’ambito di una
più vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Napoli e condotta dai Carabinieri del
Comando Provinciale di Napoli, in cui
sono state arrestate altre 22 persone.
Lo scopo dell’operazione era quello di
stroncare ben due organizzazioni criminali in lotta tra loro, ovvero i clan
“Marfella” e “Lago”, entrambi egemoni nel quartiere partenopeo Pianura e
tra loro storicamente contrapposti.
Romano è ritenuto responsabile di aver
costituito un’associazione camorristica
collegata ed integrata allo storico
clan “Marfella” e finalizzata a omicidi,
estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti, nonché all’acquisizione del
controllo delle attività commerciali nel quartiere Pianura
di Napoli. E proprio il controllo del quartiere napoletano
è la causa della guerra con il clan rivale. Il provvedimento
restrittivo che ha colpito il 39enne trae origine da un’at-
chiarazioni di collaboratori di giustizia, quelle delle vittime
e gli esiti delle attività tecniche, per lo più intercettazioni
ambientali e telefoniche, condotte dai
Carabinieri. Tale lettura congiunta
ha permesso all’ Autorità Giudiziaria
di poter ricostruire le singole vicende
delittuose contestate e di identificare i
soggetti coinvolti. I militari sono riusciti
a ricostruire tutti gli organigrammi delle
organizzazioni camorristiche, dai capi
in giù, rilevando aspetti salienti quali
la gestione del danaro e la redistribuzione dei proventi illeciti tra i singoli
associati mediante il pagamento degli
stipendi, nonché l’esistenza di sistemi
di protezione. Le indagini hanno avuto inizio tre anni fa, periodo nel quale
Romano già frequentava la Spiaggia
di Velluto, di Senigallia, spostandosi su
auto che lui stesso, intercettato, riferiva
appartenessero al “sistema”. La complessa e articolata operazione condotta dai Carabinieri
nella notte del 6 luglio, avviene in un momento in cui nel
quartiere di Pianura la tensione tra gruppi camorristici è
molto alta.
Roberto Cavizzoli
Luglio 2013
Cronaca Marchigiana
NUOVA
DEA
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SENIGALLIA
RICERCATO IN TUTTA EUROPA
bloccato A SENIGALLIA
Era ricercato da mesi su tutto il territorio dell’Unione, in
quanto destinatario di un mandato di arresto europeo
emesso dall’autorità giudiziaria austriaca, ma è finito in
manette a Senigallia grazie al lavoro degli agenti della
Squadra Anticrimine. B.E, classe ‘84, originario dell’Albania ma con grandi capacità di spostamento su tutto il territorio dell’UE, era ricercato in Austria in quanto ritenuto
membro di un’organizzazione criminale albanese dedita
a reati di tipo predatorio. Sarebbe stato l’autore di oltre
venti episodi di rapine in abitazioni e furti, crimini per i
quali, in Austria, è prevista una pena superiore a 10 anni
di reclusione. L’attività degli agenti che ha condotto alla
cattura del ricercato è scaturita da una serie di controlli
a carico di soggetti albanesi, residenti o comunque che
vivono nel territorio senigalliese, con precedenti sia in materia di reati contro il patrimonio che in materia di stupefacenti. Da un po’ di tempo gli agenti stavano monitorando
le segnalazioni di un’auto sospetta, e proprio a bordo del
mezzo hanno sorpreso B.E. assieme a un connazionale,
anche lui con precedenti. Il ricercato sulle prime ha cercato di scappare ma è stato subito ripreso dai poliziotti.
B.E. si trova ora al carcere di Moneacuto, dove rimarrà
fin tanto che, espletate le procedure giudiziarie previste
dalla Convenzione di Schengen, si procederà a condurlo
in Austria dove sconterà la pena prevista.
Roberto Cavizzoli
JESI
ruba in chiesa il piattino delle offerte
Il diacono, carabiniere fuori servizio, lo pedina e arresta
Ha atteso pazientemente la fine della funzione - quando
la distrazione è massima - per rubare le offerte dei fedeli,
e poi è andato a spendere i soldi in birra e ricariche telefoniche: ma non aveva fatto in conti con il diacono che
- carabiniere in quel momento libero dal servizio - l’ha pedinato passo passo e ha potuto così avvisare i colleghi che
sono arrivati ad arrestarlo. A finire in manette L.S., classe
1958, nativo del brindisino: l’uomo si è recato la mattina
del 16 luglio alle ore 8, presso la Chiesa di San Giuseppe
di Jesi e ha atteso pazientemente che la cerimonia di culto
finisse. A quel punto si è diretto con sicurezza verso il cesto
delle offerte e se l’è lasciato alle spalle, abbandonandolo su una sedia. Il ladro non si è accorto però di essere
osservato: a vederlo compiere il furto una parrochiana,
il sacerdote ma soprattutto il diacono “carabiniere”, che
non ha esitato un momento e si è lanciato in un discreto
ma implacabile inseguimento del malvivente. Il militare lo
ha seguito e lo ha osservato entrare in un bar per acquistare birra e una ricarica per il cellulare, senza mai
perderlo di vista ha potuto chiamare i colleghi dell’arma,
che sono arrivati e lo hanno arrestato. In tasca aveva ancora lo scontrino della ricarica da 10 euro, insieme a due
banconote da 10 euro e quattro da 5 euro, ritenute parte
dei soldi rubati in chiesa. Nella circostanza il 55enne è
Via Flaminia 80 - Fano (PU)
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stato riconosciuto come il responsabile di un secondo furto, operato con le stesse modalità presso la chiesa di San
Francesco di Padova di Jesi, avvenuto nel tardo pomeriggio, per il quale il Comando della Stazione Carabinieri lo
aveva già denunciato a piede libero. I carabinieri hanno
informato la Questura di Ancona per l’emissione urgente
nei confronti dell’arrestato di un provvedimento di rimpatrio con Foglio di Via obbligatorio dal Comune di Jesi.
Roberto Cavizzoli
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NUOVA
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Luglio 2013
FALCONARA
PROSTITUTA UCCISA DAL CLIENTE KILLER
Comincia a delinearsi il movente dell’omicidio di Adriana
Mihaela Simion, 26 anni, trovata morta la notte tra il 7
e l’8 aprile scorso nella sua casa di Marcelli di Numana, dove si prostituiva cercando clienti tramite annunci
su siti e riviste. E sarebbe stato proprio un suo cliente,
l’ultimo, ad ucciderla. Lei gli avrebbe chiesto più soldi in
ragione del fatto di aver passato con lui tutta la mattinata
del 7 aprile scorso, ma l’assassino non avrebbe voluto
saperne. Nel mirino degli investigatori è finito Carlo Orlandoni, 34enne imprenditore residente a Castelfidardo.
L’uomo è stato fermato il 9 luglio scorso dai carabinieri
del Reparto operativo di Ancona. L’imprenditore ha fatto
un racconto confuso e contraddittorio, che però lo pone
sul luogo del delitto al momento dell’omicidio. Orlandoni
ha confermato la furiosa lite con la Simion e la detenzione
di un’arma compatibile con le 30 ferite inferte alla vittima, ma ha detto di ricordare solo la colluttazione e poi
nient’altro. E ci sarebbero i suoi profili genetici sui vestiti
della vittima. Appassionato di auto, moto e animali, tifoso
sfegatato della Juventus e fan di Rihanna: questo il ritratto
che emerge dal profilo Facebook dell’uomo. Orlandoni,
titolare di un’azienda di stampi d’acciaio per oggetti in
plastica tra Castelfidardo e Porto Recanati, avrebbe conosciuto la vittima la mattina stessa dell’omicidio chiamandola a un numero da lei inserito in un annuncio. Si è
recato a casa della donna con il suo suv Range Rover grigio e, dopo la prestazione sessuale, ha accompagnato la
romena a fare compere. Tornati a casa, fra i due sarebbe
scoppiata una lite furibonda: la donna avrebbe trattenuto il borsello di lui e i suoi effetti personali, finché questi
non avesse ritirato altro contante al bancomat. Al ritorno
di Orlandoni, a mani vuote, per assenza di disponbilità
allo sportello, lei avrebbe trattenuto ancora il borsello e i
due si sarebbero accapigliati: il 34enne avrebbe colpito
la donna a pugni e poi l’avrebbe trafitta con 30 coltellate
al torace e all’addome. A trovare il corpo della ragazza,
che aveva cercato di sfuggire nascondendosi sotto al letto,
furono il fidanzato, un’amica e un altro giovane, romeni,
che subito avvisarono i carabinieri.
Roberto Cavizzoli
MACERATA
Autobomba alla Clementoni
Diluente per facilitare la combustione
Spetterà agli artificieri di Ancona, intervenuti per disinnescare l’autobomba piazzata alla Clementoni da Joan
Dafinu Nini venerdì 5 luglio, di indicare che proporzioni
avrebbe potuto avere la detonazione. Da chiarire sarà anche la tempistica: il romeno infatti ha appiccato il fuoco
alla sua Daewoo Matiz, contenente sei bombole sigillate
cariche di gpl, intervallate a taniche di benzina e a un
liquido diluente. Se non ci fossero stati due operai che
hanno spento le fiamme, la dinamica avrebbe potuto essere diversa. La benzina avrebbe preso fuoco subito, e
l’incendio si sarebbe propagato nel deposito, pieno di
carta e cartone. I carabinieri dovranno specificare quanti
operai erano al lavoro in quel momento, e quante persone si trovavano nei dintorni dell’azienda. Il romeno ha
dichiarato che il suo scopo era quello di togliersi la vita,
e avrebbe scelto quell’orario, le 19.45, proprio perché
sapeva che in quel momento non c’era nessuno. Stando
alle testimonianze però Joan Nini si sarebbe allontanato
di corsa dall’auto dopo aver appiccato le fiamme, cosa
che escluderebbe la volontà di togliersi la vita e renderebbe configurabile il reato di strage.
Roberto Cavizzoli
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Luglio 2013
Cronaca Marchigiana
NUOVA
DEA
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PESARO
sgominata ESTESA RETE DI STUPEFACENTI
Il boss: un trafficante albanese
Al termine di una complessa indagine, la Squadra Mobile
della Questura di Pesaro e Urbino ha smantellato un’importante rete di spaccio di cocaina e marijuana gestita
da cittadini albanesi, trasferiti in città, che distribuivano
lo stupefacente anche nelle province limitrofe e nella Repubblica di San Marino. Le indagini, avviate a marzo nei
confronti di alcuni spacciatori locali, hanno consentito di
fare luce sui canali di approvvigionamento, fino a giungere a individuare dei fornitori e a localizzare la centrale
di distribuzione della droga all’estero, in un paese dell’Unione Europea. Già da marzo, infatti, gli investigatori
hanno concentrato la loro attenzione su M.C., pesarese
incensurato di 28 anni, sospettato di spacciare cocaina.
Seguendo e documentando i movimenti del giovane, gli
investigatori hanno accertato alcuni episodi di spaccio e,
il 26 aprile, lo hanno arrestato assieme a un altro tossicodipendente del luogo - M.P., 32 anni - e al pregiudicato albanese, R.K. di 27 anni, trovati in possesso di circa
150 grammi di cocaina. Da questo episodio le indagini
hanno individuato il fornitore: L.T., cittadino albanese, di
26 anni, che è risultato essere un soggetto di primo spessore nel traffico di droga con importanti collegamenti in
campo internazionale. Questi, nonostante il tenore di vita
assolutamente agiato, non aveva mai svolto alcun lavoro
e negli ultimi mesi si era trasferito in città, in appartamenti
locati da prestanome; da qui aveva continuato a gestire
i suoi affari che consistevano nello spaccio di partite di
cocaina e marijuana nella provincia di Pesaro, in quelle di
Ancona e Rimini, nonché nella Repubblica di San Marino.
Nella serata del 4 luglio, gli investigatori hanno localizza-
to l’appartamento utilizzato dal trafficante, che il giorno
precedente era rientrato da un viaggio che si riteneva finalizzato all’acquisto di un’ulteriore partita di cocaina. Gli
uomini della Squadra Mobile hanno bloccato L.T. dopo
essersi recato a San Marino in compagnia dell’amante E.D. pregiudicata albanese, di 34 anni -, che negli ultimi
tempi aveva costituito con l’uomo un forte sodalizio, reso
ancor più saldo dal suo coinvolgimento nella gestione dei
rapporti con i clienti. I due stranieri all’interno della loro
abitazione-covo avevano nascosto 800 grammi di cocaina, già suddivisa in involucri pronti per la distribuzione.
Sequestrata anche tutta l’attrezzatura per la lavorazione
dello stupefacente, acquistato pressoché puro, e il ritrovamento di appunti sulla contabilità. La droga giungeva
dall’estero ogni 10-15 giorni, in quantitativi non inferiori
al chilo, trasportata a bordo di auto prese a noleggio.
Lucio Casoli
ASUR, Maxi risarcimento PER
LA bimba uccisa da un vaccino
Un giudice del tribunale civile di Pesaro ha riconosciuto
colpevole il Ministero della Salute e stabilito un risarcimento di 200mila euro, più un vitalizio di circa 700 euro
al mese e un ulteriore indennizzo ancora da quantificare
(oltre agli arretrati calcolati dalla vaccinazione ad oggi)
alla famiglia di una bambina pesarese di neanche 6 mesi
morta in culla nel febbraio del 2003. Il giudice ha riconosciuto e una serie di medici luminari consulenti della
famiglia hanno stabilito un nesso causale tra la vaccinazione esavalente cui la bambina venne sottoposta poco
dopo la nascita, risalente a settembre 2002, e la morte
avvenuta a febbraio. La tragica vicenda viene ripercorsa
adesso dall’avvocato Luca Ventaloro, del foro di Rimini,
esperto in diritto sanitario minorile, che ha già trattato
altri casi analoghi e a cui la famiglia pesarese, il padre
rappresentante, la madre impiegata, genitori di altri due
bambini, si è rivolta dopo la morte della congiunta. “La
bambina, dice l’avvocato Ventaloro“ iniziò ad accusare
molto presto una serie di sintomi collegati alla vaccinazione. Dolori articolari continui, totale inappetenza, sovvertimento del ritmo sonno veglia ecc. La morte colse la
bambina nel sonno e l’autopsia stabilì che la causa finale
era stata una polmonite interstiziale. Il vaccino esavalente
era stato composto da antipolio, una difto-tetanica, anti
epatite B, anti-pertosse e antiemofilo. Vinta la causa con il
Ministero, faremo la causa civile anche all’Asur di Pesaro.
I risarcimenti per morte da vaccino fanno capo alla legge
numero 210 del 1992, che riguarda appunto l’indennizzo
“a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di
tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e
trasfusioni”.
Lucio Casoli
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NUOVA
DEA
Cronaca Marchigiana
Luglio 2013
FANO
Medico arrestatO per falso ideologico
è stata arrestata Gabriella Peccerillo, medico dell’Area
Vasta Marche Nord, per aver firmato un certificato che
attestava l’avvenuta ispezione cadaverica sul corpo di
una signora di 89 anni deceduta in una casa di cura. Il
guaio è che la dottoressa quell’ispezione non l’ha mai
eseguita, nonostante abbia poi firmato il certificato per
il nulla osta alla sepoltura. La norma vuole che il medico
necroscopo proceda con l’ispezione per escludere l’esistenza di patologie particolari o infettive e per accertare
che il defunto non abbia elementi di radioattività. Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati i militari
della Guardia di Finanza che seguivano evidentemente
l’addetto delle pompe funebri incaricate dalla famiglia.
Presentatosi nell’ambulatorio del medico col certificato
di morte per chiedere l’ispezione, ne è uscito poco dopo
col nulla osta in mano, firmato dalla dottoressa. Le Fiamme Gialle hanno ipotizzato per il medico il reato di falso
ideologico, sospettando che tale comportamento sia una
pratica piuttosto diffusa. La Peccerillo, posta da subito ai
domiciliari, è comparsa davanti al tribunale di Pesaro nel-
la mattina del 4 luglio. Il giudice Gasparini non ha convalidato l’arresto rimettendo in libertà il medico. La difesa ha
cercato di spiegare che la verifica del corpo sarebbe stata
compiuta non appena il medico avesse avuto il tempo di
smaltire le visite in corso; ma per il giudice questa spiegazione non è stata sufficiente. Il pm ha chiesto e ottenuto
la sospensione dalla funzione della dipendente per due
mesi. Il processo, infatti, è stato fissato per il 18 settembre
prossimo.
Lucio Casoli
Cronaca Emiliano-Romagnola
MISANO ADRIATICO
DOPO AVER FATTO UN FURTO DA OLIVIERO
SOPRESI SU UN AUTO RUBATA
Quattro arresti in poche ore dei Carabinieri della Compagnia di Riccione. Gli uomini dell’Arma hanno effettuato
nuovi controlli nelle aree destinate a camperisti, colonie
e parcheggi di centri commerciali. Alcune verifiche sono
state effettuate nei camper utilizzati da famiglie di origine Rom ed uno di questi, pur avendo una targa che
corrispondeva alla tipologia del mezzo, presentava una
discrepanza tra libretto e numero di telaio. Gli accertamenti hanno permesso di arrestare un 40enne napoletano, senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine, in
quanto autista del camper i cui documenti sono risultati
di provenienza furtiva. Successivamente, i militari dell’Aliquota Operativa, durante un servizio in borghese in un
parcheggio di un centro commerciale riccionese, hanno
individuato un veicolo rubato ad inizio luglio a Cattolica.
I Carabinieri hanno deciso di seguirlo per fermarlo in sicurezza ma nel frattempo gli occupanti sono scesi velocemente dal mezzo sorprendendo i malfattori - due cileni di
20 e 28 anni, senza fissa dimora - mentre rompevano un
vetro del centro commerciale “Oliviero”, impossessandosi
di diversi articoli. La perquisizione del mezzo ha permesso di trovare un’ ingente quantità di refurtiva provento di
precedenti furti consumati nel riccionese. I due stranieri
sono stati arrestati per furto aggravato in concorso, oltre
a dover rispondere delle accuse di ricettazione del veicolo
e furto aggravato dei giorni precedenti. Inoltre sono stati denunciati a piede libero per inosservanza del decreto
di espulsione, porto abusivo di oggetti atti ad offendere
nonché per guida senza aver conseguito la patente. La
refurtiva fu recuperata e restituita agli aventi diritto.
RIMINI
MARITO Massacra di botte la moglie
Un romeno di 37 anni è stato arrestato giovedì sera 18
luglio dai Carabinieri di Miramare per maltrattamenti in
famiglia e favoreggiamento personale. L’uomo a seguito
di un litigio, nato per futili motivi, ha aggredito la moglie, una connazionale di 31 anni, provocandole gravi
lesioni al viso e agli arti superiori. La vittima, prontamente
soccorsa dai sanitari del 118, è stata ricoverata all’Ospedale di Rimini e giudicata guaribile in 30 giorni. La
donna quando si è ripresa ha chiarito che non era altro
che l’ennesimo episodio di violenza di cui era vittima. Nei
guai è finita anche un’altra donna di 37 anni per favoreggiamento personale: quest’ultima - affinchè l’uomo
rimanesse scagionato - ha dato ai militari ed al personale
del 118 la falsa dichiarazione che la 31 enne si era procurata le gravi lesioni a seguito di una brutta caduta per
un mancamento.
Lucio Casoli
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NUOVA
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Cronaca Emiliano-Romagnola
Luglio 2013
RIMINI
casello dell’A14 di Rimini sud Assalito e
rapinato a colpi di picconi
Erano da poco trascorse le tre quando sono spuntati dal
nulla quattro uomini con il volto coperto da sciarpe. Due,
armati di piccone e bastone, si sono diretti contro il gabbiotto del casellante mentre gli altri due facevano da palo.
“Apri la cassaforte e dacci i soldi”, ha intimato uno dei
banditi con accento dell’est Europa al dipendente della
società autostrade, 55 anni di Rimini, dopo essere entrato
nel gabbiotto. L’uomo sotto choc ha consegnato l’incasso ai malviventi, circa 8mila euro. Una volta ottenuto il
denaro, i quattro si sono dileguati scappando a piedi tra
i campi per raggiungere la strada dall’altra parte dove
ad attenderli c’era l’auto con la quale si sono dati alla
fuga. Il casellante ha immediatamente chiamato la Polizia
che è accorsa sul luogo della rapina, ma i quattro banditi
erano già riusciti a far perdere le loro tracce. “Quando li
ho visti, ho subito pensato ai Savi” ha detto il dipendente
delle Autostrade agli inquirenti. Dalle prime ricostruzioni
si pensa che ad agire sia stata una banda di rumeni, da
tempo diventata l’incubo dei casellanti delle autostrade di
tutta Italia. Infatti da mesi si registrano assalti ai caselli con
la medesima modalità: gli agguati avvengono sempre a
notte fonda, con tre o quattro persone che, armate di asce
o picconi e bastoni, si scagliano sul casellante per farsi
consegnare il denaro e poi fuggire. A giugno era stata
la Lombardia la zona più colpita, nel Bergamasco e nel
Lodigiano, mentre in precedenza stessa sorte era toccata
alla Liguria. Pare che negli ultimi 10 giorni siano state
già sei le rapine messe a segno in Italia. Adesso la stessa
banda, o gli emuli, si è spostata verso la nostra Riviera. E
ieri 19Luglio il primo colpo nel Riminese.
Lucio Casoli
MARCHE
“Nuova Idea” e “I Gre delle Marche”
...inizia la collaborazione...
Un’occasione per tentare di diffondere le buone pratiche per la conservazione del Piante anche grazie al prezioso
strumento ideato e diretto dal bravo Nicola Cinolo che ringraziamo per la sensibilità verso i temi a noi cari. Da parte
nostra cercheremo di ripagare l’ospitalità collaborando alla Rivista per arricchirla ulteriormente di spunti di riflessione
ma anche di progetti concreti che ne aumentino la valenza soprattutto nei confronti dei lettori ma anche degli inserzionisti che - per una rivista free press - è garanzia d’ indipendenza e d’ informazione. I Gruppi di Ricerca Ecologica delle
Marche si battono per affermare “l’identità marchigiana, la valorizzazione dell’entroterra e la difesa dell’ambiente”.
Sono queste le direttrici che, I Gre delle Marche, indicano come prioritarie per un lavoro che arresti la deriva della
politica e delle istituzioni. Nei prossimi appuntamenti illustreremo nei dettagli i progetti già in cantiere e vi terremo
informati sulle azioni di attualità. Intanto potrete seguirci sui principali social network e sul sito dell’associazione, dove
troverete tutte le notizie e i dati di contatto per eventuali, auspicabilissime, collaborazioni. Grazie per l’attenzione che
vorrete prestarci e a presto.
Editore Nicola Cinolo - Presidente Massimo G. Conte
Alcuni cenni sulle principali attività del
“I Gre delle Marche”
Da Gennaio 2013 fanno
parte della “Rete Regionale
per la Conservazione della
Tartaruga Marina” e l’attività prosegue con la creazione della piattaforma on-line
Mare-net, per la segnalazione e il recupero delle “reti
fantasma” lungo la costa regionale. Due nostri progetti
fanno parte delle iniziative
adottate dall’Ente Parco del
Conero per l’ottenimento del “Cets” (Carta Europea del Turismo Sostenibile). Tali progetti spaziano dalla
sensibilizzazione in tema di biodiversità marina costiera,
tramite la realizzazione di un documentario dal titolo “Il
Conero tutto d’un fiato”,
anche in ottica della futura Area Marina Protetta del
Conero, al progetto “Al Conero le Cicogne le portano
i bambini”. Quest’ultimo si
affianca al progetto in via
di realizzazione a Corinaldo (An) dove un’area prospiciente il fiume Cesano
è stata data in affidamento ai Gre delle Marche per
la realizzazione di un’area
destinata al ripristino delle
condizioni originarie idonee ad ospitare flora e fauna autoctona, che le azioni dell’uomo spesso mettono a rischio
di sopravvivenza. L’idea progettuale prevede di valorizzare
Luglio 2013
Cronaca Marchigiana
sia da un punto di vista turistico, sia da quello didattico,
il passaggio delle Cicogne che, tra le altre specie migratorie, hanno il monte Conero come crocevia delle rispettive rotte di migrazione. Parte integrante del progetto è il
coinvolgimento delle scuole, poiché educare i giovani a
considerare l’ambiente come patrimonio comune significa far loro prendere coscienza che il diritto all’ambiente è un diritto umano fondamentale, a cui corrisponde
NUOVA
DEA
17
il preciso dovere di contribuire alla sua salvaguardia e
al suo recupero. Per quanto riguarda l’agricoltura, I Gre
delle Marche, sono impegnati per la reintroduzione della
Canapa. Una Coltura che è Cultura e che ci sta molto a
cuore. Grazie al poliedrico utilizzo di tale risorsa, si aprono grandi opportunità occupazionali e - soprattutto - di
recupero del territorio agricolo marchigiano.
Massimo G. Conte
Terremoto o “bombardamento”?
Il titolo è volutamente provocatorio ma le premesse ci
sono tutte. è possibile che il brillamento di ordigni abbia
provocato i terremoti? Sì. Quando questo articolo verrà
diffuso, probabilmente, di questo terremoto non si parlerà
più e per fortuna. L’assenza di danni seri a persone, però,
non deve far abbassare la guardia su un tema grave e di
grande attualità: le presenze di ordigni nel mare Adriatico
sono un pericolo e farli brillare non è la soluzione. Oltre un
anno fa, l’ottimo Alessandro Neri, pubblicava un articolo
molto dettagliato, con numeri e dati impressionanti. Non
abbiamo, qui, lo spazio per riprodurlo ma per coloro che
volessero approfondire è disponibile all’indirizzo http://
l’arsenico e forse anche l’uranio impoverito,
che stanno devastando il patrimonio ittico e
l’ambiente marino. Per rimediare alla questione la genialata è stata quella di iniziare col far
brillare, direttamente in mare, parte di questi
ordigni micidiali, come si evince da questa
ordinanza: Il Capo del Circondario Marittimo
e Comandante del porto di Ancona…VISTI il
messaggio n. 51154/N in data 04.06.2013
del Dipartimento Militare marittimo dell’Adriatico…RENDE NOTO che dal 10.06.2013 al
13.06.2013 dalle ore 08.00 alle ore 18.00
(ora locale), all’interno della zona di mare
avente centro nel punto di coordinate LAT.
43°41’15” N – LONG. 13°30’30” E e raggio
di 1(UNO) miglio (come da stralcio di carta
nautica allegato), si svolgeranno operazioni
di distruzione di materiale esplosivo da parte del personale del Nucleo SDAI di Ancona.
ORDINA:( Articolo 1) Nei giorni e nell’area
sopraindicata sono vietate la navigazione, la
sosta e l’ancoraggio di imbarcazioni e natanti
in genere, nonché lo svolgimento di qualsiasi altra attività
marittima…Ancona, 06.06.2013 F.to IL COMANDANTE
C.A. (CP) Giovanni PETTORINO. Da quel giorno gli eventi sismici, di un certo rilievo, si sono susseguiti nell’area
antistante la zona interessata. Personalmente non amo la
logica del “Post hoc, ergo propter hoc” però credo anche
che non si possa nemmeno compiere atti di una certa rilevanza senza minimamente tenere conto delle conseguen-
www.igredellemarche.org/public/post/achtung-mare-mi-nato-sino-a-che-punto-atti-criminali-del-genere-rimarranno-senza-colpevoli-150.asp. In poche
parole la questione è questa. Proiettili all’uranio impoverito, cluster bomb, missili Tomahawk, granate al fosforo,
bombe a guida laser ed addirittura siluri. Parliamo di 20
mila ordigni con caricamento speciale a base di aggressivi chimici. Ed ogni tanto, sulla battigia, da Grado a Gallipoli affiorano ordigni di ogni genere. Sino a una trentina
di anni fa, riferisce l’Icram (Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), la pratica corrente
di smaltimento di munizionamento militare obsoleto era
l’affondamento in mare. Molti residuati del secondo conflitto mondiale hanno seguito questa sorte. “Oltre 64mila
ordigni sono stati recuperati dalla Marina militare in una
vasta area dell’ Adriatico dal 2 settembre ‘96 ad oggi. Ma
ne resterebbero più del doppio in fondo al mare”. Si tratta
di bombe chimiche a base di sostanze letali come l’iprite,
ze e, soprattutto, senza alcun atto di inchiesta che possa
portare ad una certezza di incolumità per le persone e per
l’ambiente in senso lato. Le Forze Armate sono lì per difendere i cittadini e il territorio nazionale. è lecito, quindi,
pretendere chiarezza.
Massimo G. Conte
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Operazione Antidroga
riassunto puntate precedenti
I° PUNTATA
La Vice Ispettrice ANNA SPARTO, fu convocata dal suo superiore, l’Ispettore CARLO RIZZO, che le comunicò di essere stata scelta per
un’importante missione di anti droga: dovrà presentarsi urgentemente dal Questore CLAUDIO BRITTO. La stessa chiese perché proprio
lei e il Questore le rispose che era stata scelta poiché molto famosa nell’eseguire le indagini pericolose. SPARTO, doveva essere fornita di
documenti falsi e di una quantità enorme di denaro per ricoprire la nuova carica. Uno specialista glieli procurò. Si diresse alla redazione
del giornale in cerca dell’editore CHARLIE IDEA, per la falsificazione della propria identità lavorativa. Con modi molto ortodossi, riuscì a
convincere l’editore ad assumerla nella sua redazione. Nell’uscire dall’ufficio, lasciò una commissione all’usciere: rintracciare WALTER CARRASCO, noto personaggio della malavita…
II° PUNTATA
La Vice Ispettrice, uscita dalla redazione del giornale, si incamminò verso l’Hotel Corallo, dove soggiornava. Giunta in hotel, il portiere le
comunicò che l’Ispettore MAURIZIO ROSSELLI, addetto all’immigrazione e al controllo degli stranieri, la stava aspettando. I due iniziarono
una conversazione ove entrambi controllarono a vicenda i propri documenti. Dopo essersi salutati, SPARTO rimase nel salotto dell’hotel a
pensare alle sue cose. La mattina seguente WALTER CARRASCO arrivò al ristorante Baci da Fano, sedutosi al tavolo, attese la Vice Ispettrice
che si presentò puntuale come da accordi. Iniziarono a mangiare e a discutere sul motivo del loro incontro. SPARTO dopo aver parlato a
lungo chiese esplicitamente a CARRASCO di aiutarla nella sua impresa. Improvvisamente nel locale entrò un uomo, l’Ispettore di polizia
TOMMASO GIORDANI...
III° PUNTATA
L’uscita del nuovo numero della rivista, riportava una strana lettera indirizzata al Direttore che annunciava il prelevamento in quattro banche
di un’ingente somma di denaro a scopo di beneficenza. La cosa ancora più strana, che lasciò i lettori stupiti, era la risposta del cronista dove
invitava “quel tizio” a recarsi in redazione per un’intervista. Il Tenente SARA TICINO e il Sergente MONICA SPADA, lessero quella lettera e
in concomitanza, sul quotidiano, vi era un articolo che annunciava il furto in quattro istituti di credito. Sedute nel loro ufficio, iniziarono a
porsi domande e interrogativi sulla questione, quando decisero di andare a parlare con la Redattrice-Capo. Giuntevi, chiesero spiegazioni
e BERRI comunicò loro che l’Editore aveva assunto una nuova cronista ANNA SPARTO. Le due funzionarie andarono a conoscere questa
nuova giornalista. Dopo un lungo dialogo e dopo essersi tolte alcuni dubbi circa il furto delle banche, SPARTO chiese loro di darle fiducia
e di collaborare con lei.
IV° PUNTATA
La Vice Ispettrice SPARTO, dopo essersi recata negli archivi della redazione in cerca delle edizioni precedenti del giornale e aver incontrato
BERRI, la quale le comunicò che da quel momento in avanti doveva fare riferimento al suo Vice Capo-Redattore ANTONIO, si diresse nel
suo ufficio, dove ad attenderla, vi era proprio lui, ANTONIO. Si presentarono, si conobbero, dopo di che passarono a un discorso serio ma
fatto anche di tanti interrogativi. La Vice Ispettrice iniziò con le sue furbesche domande fino a portare ANTONIO su un discorso ben preciso:
il furto delle quattro banche! ANNA chiese di essere aiutata a inserirsi in determinati ambienti senza però destare sospetti e chiese informazioni circa i proprietari di quattro locali, che stranamente non furono presi in considerazione dalla polizia. Perché? Quale era il motivo?
ANTONIO rispose che il titolare era un certo FABIO BALDI, uomo distinto e raffinato. I due, alla fine della loro conversazione, si fissarono
un appuntamento alle dieci di sera davanti al portone della redazione per recarsi a uno dei locali…
V° PUNTATA
Si incontrarono e si incamminarono verso il locale maggiormente frequentato e il più conosciuto. Arrivati all’ingresso chiesero del sig.
FABIO BALDI e dissero che lo avrebbero aspettato al bancone del bar. In attesa del proprietario, ANTONIO, fece notare a SPARTO, che
in quell’occasione era una sua “redattrice”, un tavolo con quattro persone sedute; questi ultimi facevano parte del personale delle quattro
banche rapinate. SPARTO, dopo aver parlato con il suo amico ANTONIO, si recò ad una cabina telefonica per chiamare il Tenente SARA
TICINO e informarsi circa l’indagine in corso sul furto alle banche, dopodiché tornò da ANTONIO al bar. Da lì a poco li raggiunse BALDI, si
presentò ma si trattenne ben poco dicendo che non poteva trascurare i suoi “ospiti”. SPARTO, molto attenta e dubbiosa di ciò che i suoi occhi
vedevano nel locale, si insospettì quando notò che da una porta posta in fondo al salone, entravano alcuni personaggi ma non vi facevano
più ritorno e decise di approfondire la questione. Salutato ANTONIO, con aria indifferente raggiunse la porta, spinse il battente e superò la
soglia. Si trovò in un vasto atrio scarsamente illuminato con un lungo corridoio da una parte e dall’altra parte si trovava la toilette. La “redattrice”, intenzionata a scoprire decise di incamminarsi lungo quel corridoio, ma all’udire di voci provenienti dall’aprirsi di quella porta, si
nascose in bagno e riconobbe subito chi erano quei due uomini: uno era FABIO BALDI, l’altro TOMMASO GIORDANI, ispettore di polizia…
VI° PUNTATA
Il proprietario del locale BALDI e l’ispettore GIORDANI, scomparvero nel grande salone. SPARTO, rimasta sola, decise di non perdere tempo
e continuò senza indugio nelle sue ricerche. Entrò in un modesto ufficio senza però trovare nulla di interessante e avendo visto un’altra porta,
la aprì…..ai suoi occhi apparve un corridoio pieno di armadi; tutte le ante si aprivano tranne una. Con un tagliacarte forzò la serratura e di
colpo l’armadio si aprì facendo cadere qualcosa di molto pesante: il cadavere di una donna. Ripresasi dall’accaduto continuò imperterrita a
camminare lungo quel corridoio, quando da una porta chiusa si sentivano rumori e un forte vociferare; all’interno si nascondeva un casinò
frequentato da selezionati clienti. SPARTO accostò la porta e riprese il suo cammino per raggiungere ANTONIO al piano terra ma fatto pochi
passi fu fermata da GIORDANI e BALDI. Raggiunto il piano terra e non trovando più Antonio, uscì e s’incamminò nella notte. Improvvisa
passi fu fermata da GIORDANI e BALDI. Raggiunto il piano terra e non trovando più Antonio, uscì e s’incamminò nella notte. Improvvisamente sentì un colpo di pistola e corse a nascondersi; quando tutto le sembrò tranquillo riprese a camminare. La mattina seguente SPARTO e
ANTONIO s’incontrarono davanti alla parrucchiera “Laura Giaro”, e insieme raggiunsero la redazione del giornale. Nel pomeriggio, dopo
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aver risolto le loro questioni, i due se ne andarono ma SPARTO, prima di varcare la soglia fu fermata. ANTONIO, proseguì verso l’esterno
quando fu freddato da una raffica di mitra...
VII° PUNTATA
Sparto, uscita dalla redazione, vide Antonio esamine a terra; all’improvviso sbucò CARRASCO con cui ebbe un breve dialogo, dopo di ché decise di risalire
velocemente le scale e raggiungere l’ufficio del direttore CHARLIE IDEA, ma vi trovò la sua segretaria. Quest’ultima, apprese la notizia della morte di Antonio
e ne rimase scioccata. Telefonò immediatamente ai grafici del giornale e ordinò loro di pubblicare la fresca notizia. Sotto gli occhi sbalorditi della segretaria, SPARTO le consegnò una busta contenente un foglio bianco, destinata al direttore, facendole credere che si trattava di un qualcosa di molto prezioso.
La vice ispettrice, tornata nel suo ufficio, chiamò GIORDANI per informarlo dell’accaduto e poi ridiscese in strada. Nel frattempo fuori si era formata una
folla di persone e agenti di polizia, tra cui anche il tenente TICINO e il sergente SPADA, che si avvicinarono ad ANNA, non appena la videro. Iniziò così
una serie di domande circa l’amico ANTONIO. Improvvisamente si fece strada tra la gente un uomo, l’ispettore GIORDANI: si salutarono, scambiarono
qualche parola e SPARTO se ne andò..
VIII° PUNTATA
La vice ispettrice entrata nel suo albergo fu fermata dal portiere. Ad attenderla nel salone c’era una bella signorina… SPARTO, appena la vide, riconobbe
subito che era la stessa persona conosciuta al locale del signor BALDI. Le due iniziarono una lunga conversazione fatta di domande, “ambasciate” e avvertimenti. ANNA, liquidata la ballerina e rimasta sola ricominciò a pensare alle prossime mosse, ad attendere i prossimi sviluppi. Ad un tratto squillò il telefono,
SPARTO fece un balzo dalla poltrona, dove si era accasciata e di tutta fretta rispose… dall’altra parte della cornetta udì la voce dell’ispettore GIORDANI.
Quest’ultimo comunicò la sua intenzione di fornirle delle informazioni su “quella gente” e soprattutto che si era arreso, aveva chiuso con loro… “il gioco
non fa più per me” disse. Si diedero appuntamento durante la notte proprio a casa di GIORDANI….
IX° PUNTATA
Nell’attesa di andare a casa dell’ispettore GIORDANI, SPARTO si distese sul divano per riposarsi un po’, ma all’una di notte il telefono squillò di nuovo.
Il portiere dell’albergo le annunciò che CARRASCO voleva essere ricevuto. Un istante più tardi il messicano era nella sua stanza. Raccontò le sue novità e
la informò che “quella nave” ormeggiata al porto salperà l’indomani notte, poi si alzò e se ne andò. La vice ispettrice, rimasta sola per l’ennesima volta,
si concesse un po’ di sonno prima di avviarsi all’appuntamento. Scese in strada, prese un taxi e si fece accompagnare nelle vicinanze dell’abitazione di
GIORDANI. Giuntavi, guardandosi scrupolosamente intorno, con dovuta cautela, spinse il portone e salì i tre piani di scale; bussò alla porta d’ingresso,
qualcuno la aprì subito, si trovò in una semioscurità, dove faticava a vedere, sentì un fruscio alle spalle ma non fece in tempo a girarsi che qualcosa la colpì
violentemente in testa. SPARTO cadde a terra, continuarono a riempirla di calci fino a quando perse i sensi. Al suo risveglio si accorse della presenza di una
donna al suo fianco, il sergente SPADA e poco più avanti giaceva il corpo esamine dell’ispettore GIORDANI...
X° PUNTATA
SPARTO, radunate tutte le forze, si alzò e a fatica riuscì a sedersi su una poltrona; iniziò a dialogare con il sergente SPADA, chiedendo cosa fosse successo,
chi l’avesse ridotta in quelle condizioni e soprattutto chi fosse l’assassino dell’ispettore GIORDANI. Improvvisamente, mentre le due parlavano, la porta si
spalancò bruscamente e apparve il tenente TICINO con due agenti della scientifica. Arrabbiatissima e con tono quasi minaccioso, rivolgendosi a SPARTO, cominciò a chiederle che cosa avesse da nascondere esigendo una collaborazione con la polizia, perché in tutti gli avvenimenti accaduti fino a quel
momento, la “giornalista” era sempre presente: la morte di ANTONIO, le notizie uscite sul giornale e infine la morte di GIORDANI. SPARTO, però, con il
suo solito modo e con la sua furbizia, riuscì anche questa volta a sviare i discorsi, raccontando solo che si trovava lì perché l’ispettore GIORDANI doveva
consegnarle una lettera...
XI° PUNTATA
All’alba SPARTO uscì dirigendosi verso il molo del porto e dopo aver camminato per un po’ vide subito ciò che cercava: una grossa barca, tra le altre posizionate una accanto all’altra…Tornando per un attimo sui suoi passi, si accorse che appoggiato al muro del bar c’era un uomo, CARRASCO, che la stava
aspettando. Entrarono nel bar dirigendosi verso TONY, seduto in uno dei tavolini. Scambiate due parole con lui si alzarono e si salutarono…. Nel frattempo
le due ballerine, LIZA e RUTH, apparvero sulla soglia del locale. CARRASCO, si precipitò da loro e le fece accomodare su di un divanetto presentandole
alla sua “amica” SPARTO. Ordinarono una “moretta” alla cameriera e iniziarono la loro lunga chiacchierata, che in realtà era per scoprire dettagli circa
quello che stava succedendo. Scoprirono, infatti, che esse erano in partenza per il Sud America e che i bagagli li avevano già caricati sulla nave la sera
prima…. SPARTO, dopo aver ottenuto le informazioni e guardato l’ora, si scusò e le salutò: aveva un impegno. Tornò verso il porto guardandosi in giro per
assicurarsi di non essere seguita, al terzo canale si fermò e tirò fuori la pistola. Si accostò alla barca e con la rapidità di un gatto, salì….tutto era deserto e
silenzioso, fino a quando scesa negli alloggi all’improvviso una raffica di spari la raggiunse senza però colpirla. Ai suoi occhi apparve un uomo, mai visto,
che si incamminò verso i moli ma SPARTO lo colpì con la canna della pistola….non era morto ma ferito…. Tornata sulla nave varcò una porta semichiusa
puntando la pistola in avanti….si trovò dinnanzi il Signor BALDI in persona...
XII° PUNTATA
SPARTO, entrata nella stanza, si sedette a un tavolino, dove già vi era BALDI. La vice ispettrice iniziò a mettere sotto pressione il suo interlocutore, facendogli
domande circa tutta la vicenda e circa la sua falsa apparenza di uomo buono e nobile. Le sue risposte, naturalmente, non furono quelle sperate da SPARTO,
ma essa con la sua furbizia lo mise in crisi. Con la pistola in mano, disse al “benefattore” che non sarebbe salpata nessuna nave e nessuna merce sarebbe
uscita dall’Italia… BALDI, a quel punto, si sentì in trappola, anche se continuava a fare finta di nulla. I due continuarono la loro strana conversazione…
XIII° PUNTATA
Seduti al tavolino, la donna continuava a esporre i fatti facendo domande incalzanti e Baldi infastidito e stanco di questa conversazione, voleva porre fine a
tutto ed ebbe la bella idea di proporle di diventare la sua guardia del corpo, offrendole anche un ingente somma di denaro, senza però avere alcuna idea
di chi avesse veramente di fronte. A questo punto la vice ispettrice rivelò la sua vera identità, essere alle dipendenze della Digos di Milano. Baldi, esterrefatto
e stupito della notizia, iniziò ad avere però, più chiarezza riguardo a certe circostanze successe, ma nonostante ciò, comunque continuava a dimostrarsi
duro e indisponente nei confronti della vice ispettrice... Senza voler obbedire ai suoi ordini...
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NUOVA
DEA
Luglio 2013
fotoGIALLOromanzo
Operazione Antidroga
quattordicesima puntata
soggetto, sceneggiatura e regia: NICOLA CINOLO
STAFF
Segretaria di Edizione
Elisa Giacomelli
Fotografo
Massimo Bastianelli
Impaginazione
Margherita Magnelli
Casa di Produzione
Dialoghi
World Show
Nicola Cinolo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Vice Ispettrice (Anna Sparto)
Patrizia Formaro
Proprietario locale (Fabio Baldi)
Augusto Martelli
Sentite Sparto, io sono molto sorpreso... ma non per la ragione che voi credete.
C’è una cosa che non riesco assolutamente a spiegarmi
tenente (Sara Ticino)
Assunta D’Addio
Perché siete venuta qui, da sola,
a mettervi in bocca al lupo?
Perché avevo bisogno di farvi
confessare nel vostro ambiente,
dove vi sentite grande e potente
Ditemi qual è, forse vi toglierò anche questa curiosità
Bene. Tutto calcolato. Ma il punto è questo:
a chi consegnerete il micro-registratore?
Idea sciocca. è chiaro che io non ripeterò certo la
mia cosi detta confessione fuori da questa cabina
Ai miei superiori, non appena li vedrò
Ed è anche chiaro che ogni parola della nostra conversazione è ormai incisa sul nastro del micro-registratore
che io tengo sempre nel pacchetto delle Marlboro Light
Impossibile, Sparto
Perché?
Perché non vedrete nessuno
Davvero?
Luglio 2013
fotoGIALLOromanzo
Davvero. Voi non uscirete viva da qui
Baldi, dimenticate che la pistola ce l’ho io, per il momento. C’è poi
un altro motivo che mi ha spinto a salire a bordo. Io so che qualcuno, oltre Giordani, vi ha sempre protetto. Giordani vi risparmiava le
irruzioni della Buon Costume e si accontentava di un po’ di denaro
Buona sera, tenente Ticino
NUOVA
DEA
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Questo “qualcuno”, invece, ha avvallato con il suo silenzio tutti i
vostri delitti: l’assassinio di Franco Petrini, di Antonio, di Giordani,
della ragazza e di chissà quanti altri. Questo qualcuno è qui adesso, ed io aspetto che si scopra per averne la certezza
Avete ragione Sparto. Eccomi qua
No
Ma si! Con gli stipendi che prendiamo c’è poco da stare allegri.
Perciò nessuna meraviglia, sono cose che succedono. Dal piccolo poliziotto di ronda che chiude un occhio su una bisca clandestina, al grande uomo politico che vende la propria influenza
a un gruppo di arrivisti, il mondo va così, oggi. Non possiamo
cambiarlo, né io né voi
Posate la pistola, Sparto, potrei premere inavvertitamente il grilletto della mia. Come al solito avete colto nel segno. La
giustificazione me l’avete fornita voi stessa ieri notte, rammentate?
È perfettamente superfluo che vi giustifichiate con me, riservate le vostre
belle frasi per la giuria
A proposito: come avete fatto a sfuggire alla sorveglianza del sergente
Spada? Le avevo ordinato di non
perdervi d’occhio, stanotte, e lei mi
viene a raccontare che le siete scappata di mano lungo la strada, tra la
casa di Giordani e l’ufficio di polizia
Niente giuria, Sparto, risparmiatevi le vostre sciocchezze. Il signor Baldi paga bene, ed io preferisco ricominciare altrove…
Quella specie di arresto è stata una mossa sbagliata da parte vostra.
Avete dato a tutti l’impressione di volervi sbarazzare di me ad ogni costo
Facevate troppo la misteriosa
Sì, ma vi avevo lasciato capire che con voi, da sola, avrei parlato.
Sono contenta di non averlo fatto
Perchè? Adesso la vostra posizione è migliorata?
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NUOVA
DEA
Vedo che ha mantenuto la parola.
Nient’affatto stupida, quella donna. Le undici e mezzo? Sono terribilmente in ritardo! Avevo appuntamento con due ragazze, alle undici
Enormemente. Comunque, per rispondere alla vostra domanda, vi dirò che
ho rivelato la mia vera professione al sergente, e lei si è affrettata a lasciarmi
andare, promettendomi il segreto
Sparto, fece per avviarsi verso la porta, ma Ticino le diede una manata facendola cadere a sedere sulla sedia.
Luglio 2013
fotoGIALLOromanzo
Smettetela di fare la pagliaccia! Avete controllato,
là fuori? Possiamo procedere regolarmente?
Non ho notato niente di sospetto
Credo che possiate fare il segnale, e ordinare al comandante di tenersi pronto a
mollare gli ormeggi. Di lei me ne libererò
appena fuori delle acque territoriali. Provvederò personalmente. In quanto al resto…
Non ebbe il tempo di terminare. Una luce violenta schiaffeggiò l’oblò e un
altoparlante cominciò ad amplificare le parole di qualcuno situato sul molo.
A voi della “Piter”
qui è la polizia...
Uscite ordinatamente
sul ponte con le braccia
alzate
vi senzaza.
Arrendeetere
sisten
opporr
ite
e lì. Ubbid
et
si
e
ch
si
o
m
Sappia tentate colpi di testa, o.
nn
da
e non
ro
st
vo
a
ero
cire
ritorcerebbFa
ldi dovrà ius
! bio Bada
tti gl altri.
tu
Attenzioneo,
ito
gu
se
per prim co
o trenta
Vi ncediaimper
nd
co
se
po
decidere, do
saliremo a
prendervi
fine quattordicesima puntata
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Redazionale
pubblicitario
NUOVA
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Massaggio Tradizionale Thailandese
l’Antico Massaggio Thailandese o Nuad Bo-rarn, tecnica più
antica e completa per rimuovere lo stress e per ritrovare la forma
fisica, è un trattamento corporeo indicato per recuperare la “forza vitale“ e ristabilire l’equilibrio bio-energetico; prende spunto
dai concetti della medicina tradizionale cinese (MTC) e della medicina indiana ayurvedica, ed è arricchito da elementi di yoga
e di stretching. Combina infatti i punti dell’agopuntura con uno
stretching assistito ispirato allo Yoga di derivazione indiana, che
apre il corpo energeticamente e fisicamente. Lo scopo finale del
Massaggio Tradizionale Thailandese è, sia per chi lo pratica che
per chi lo riceve, il raggiungimento di uno stato di “leggerezza”
e un’elevazione emotiva e spirituale.
Descrizione del trattamento
Normalmente, prima dell’inizio di una sessione, viene fatta un’anamnesi sulle necessità del cliente. Per permettere facilità di movimenti sia chi lo pratica che chi lo riceve deve indossare vestiti
confortevoli. Tutto il lavoro viene svolto su un materassino a terra.
All’inizio del massaggio normalmente il massaggiatore esegue il
Wai Khru o “saluto cerimoniale”, si
concentra per alcuni momenti inginocchiato vicino al cliente, poi pone
il palmo della mano destra sul suo
ventre che, in accordo alla medicina cinese, è il centro dell’essere
umano. Quindi inizia il massaggio
ad un ritmo coordinato con la respirazione del ricevente per portarlo in uno stato di armonia.Chi
pratica il massaggio Thai riuscirà anche a sentire la pulsazione
del cliente e lo cullerà gentilmente e ritmicamente prima di iniziare ad applicare gli stiramenti e le pressioni. Controllare la
pulsazione aiuta a concentrare sia il cliente sia il massaggiatore,
mentre il cullare ritmicamente inserisce il cliente in un ritmo naturale e gli permette di lasciarsi andare gradatamente.
Effetti del Massaggio
Tradizionale Thailandese
Come altri tipi di massaggi, il Massaggio Tradizionale Thailandese
aumenta l’attività vascolare e promuove la liberazione di tossine dalle cellule. Ma oltre a questa attività
fisiologica questo tipo di massaggio ha un’attività di liberazione di
energia. Perciò, dopo un trattamento non ci si sente sedati, ma, al
contrario, ci si sente come potenziati. Un’altra unicità di questo
tipo di massaggio è che le tecniche si spingono fino al limite
delle possibilità del cliente, con l’utilizzo delle mani, dei gomiti,
delle ginocchia e dei piedi. Questa tecnica di massaggio è adatta anche, specialmente, per atleti di discipline aerobiche, come
chi pratica la corsa, il ciclismo, il calcio. Il massaggio può contribuire a ridurre il tempo di recupero lasciando il corpo rilassato
e la mente sveglia. Il massaggio Thailandese è anche indicato
per individui depressi perché ha un effetto equilibrante a livello
emotivo e per coloro che soffrono di insonnia.
Fotoreporter Massimo Bastianelli
Centro Massaggi Antistress
Via degli Abeti 120 - 61022 Pesaro (PU) - 3880505836
di Liu Huijing
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Massaggio cinese
40 minuti di massaggio cinese a soli 20 €
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NUOVA
DEA
Luglio 2013
Il Professionista
I CONSIGLI DEL PROFESSIONISTA
Cari lettori,
In questa pagina riservata e dedicata al professionista, avrete l’opportunità di formulare quesiti
di vario genere e di raccontare episodi di vita quotidiana dai possibili risvolti “legali”. Sarò a
vostra disposizione nell’ offrirvi ogni possibile soluzione a problematiche inerenti il diritto civile,
penale e amministrativo, affrontando, caso per caso, l’analisi delle questioni e delle tematiche
ad esse sottese. Potrete sollevare i Vostri dubbi e formulare i Vostri quesiti scrivendo alla mail:
[email protected] oppure collegandovi al sito della rivista www.nuovaidea.eu. Resto in attesa di leggerVi presto, Virginia Bencivinni
[email protected]
388 7206650
IMPIGNORABILITA’ DELLA PRIMA CASA
Con il decreto n. 69/13 detto “Decreto
del fare” sono state introdotte una serie di novità importanti
sul fronte del fisco e soprattutto riguardano la
impignorabilità di beni
immobili esclusivamente
per debiti con il fisco. Non significa che la
prima casa non possa essere pignorata da
altri soggetti come banche o privati, precisando che il pignoramento è la procedura
attivata di solito dalle banche in caso di insolvenza di mutui
ipotecari. Il decreto riguarda i debiti col fisco; in passato
si è assistito a pignoramenti di immobili anche per somme
modeste ed è in tal senso, che deve essere visto questo
provvedimento, aiutare i cittadini che si trovano in difficoltà
a causa della crisi economica. Le condizioni dell’ impignorabilità per i debiti con l’erario sono le seguenti:
è necessario che si tratti di unico immobile di proprietà ed
essere adibito ad abitazione principale, quindi la persona
deve abitarci ed avere la residenza, non deve essere un immobile di lusso. Qualora si tratti di immobile diverso dalla
prima casa il pignoramento può essere fatto se il debito
con il fisco è superiore a 120.000 euro, prima del decreto
era necessario che ci fosse un debito di 20.000 euro ed
il pignoramento non può avvenire prima di 6 mesi dall’i-
scrizione dell’ipoteca. Altra novità riguarda il pagamento.
Il debito con il fisco, infatti, può essere pagato in 10 anni
e chi ha già pattuito con l’agente della riscossione una rateizzazione, potrà continuare a beneficiarne anche se avrà saltato fino
a 8 rate (prima si potevano saltare 2 rate).
Inoltre il debito potrà essere dilazionato fino
a 120 rate mensili; il debitore dovrà, però,
provare di trovarsi in difficoltà legate alla crisi economica. Una novità molto importante
riguarda i pignoramenti già in atto, i quali,
quando sussistono le condizioni previste dal decreto potranno essere sospesi. Un cenno a parte meritano i beni indispensabili all’impresa o all’esercizio della professione, si
tratta di oggetti, strumenti del debitore utilizzati per l’esercizio dell’impresa, compresi i capannoni industriali. Tali beni,
sempre relativamente ai debiti con Equitalia, sono pignorabili nei limiti del quinto del loro valore, questa agevolazione è stata estesa anche alle società. Tale pignoramento è
residuale, pertanto la condizione è che la vendita degli altri
beni non siano sufficienti a soddisfare il credito dell’erario,
questi beni verranno pignorati se non vi sono altri beni da
pignorare in azienda. L’obiettivo è quello di salvaguardare
la continuità aziendale, in caso di pignoramento la custodia dei beni è sempre affidata al debitore non più costretto
a interrompere il proprio lavoro.
Avvocato Virginia Bencivinni
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Il Professionista
NUOVA
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SVIZZERA
COME CURARSI CON I FIORI DEL DOTT. E. BACH
Nell’ultimo numero eravamo rimasti alla
famiglia. Quindi dobbiamo esaminare le
distorsioni che il lavoro e la società crea-no
sulla nostra personalità. Osservando bene
la stella disegnata sotto, ci accorgiamo che
quella stella siamo noi. Con tutte le nostre
qualità e con tutti i nostri difetti. Senza nulla escludere, noi
siamo interdipendenti dal nostro lavoro e dalla società di
cui facciamo parte integrante.
La società
Per quel che concerne la società possiamo intendere tutto
quello che fa parte della nostra vita cioè le persone, le
istituzioni e tutte le strutture sociali, economiche, politiche,
religiose e culturali, compresi noi stessi. La società con
tutte le sue strutture, le sue leggi, la sua amministrazione
può essere un fattore a volte complicato da gestire, con
conseguenza destabilizzante per lo stato d’animo.
Il lavoro
Il lavoro è il luogo che ci permette di guadagnare il
bene necessario al nostro sostentamento quotidiano. Ci
permette l’integrazione nella vita sociale e l’accompimento
della nostra realizzazione. Per questa ragione noi tutti
siamo dipendenti dal nostro lavoro. Ed è per questo che
direttamente o indirettamente dobbiamo accettare con
cautela le condizioni offerte con tutte le emozioni che si
rilegano ad esso. Mai farsi condizionare e respingere ogni
forma di mobbing. Si potrebbe aggiungerne ancora di
più, ma mi fermo qui. La famiglia, la società, il lavoro.
Da questi tre elementi, dipendono l’armonia della nostra
esistenza. Il risultato di questi punti citati ci permettono
di avere una vita equilibrata, a condizione che essa sia
circondata dall’amore, dall’affetto e dalla comprensione,
necessari e per creare l’armonia. Possiamo riassumere
quanto già detto: l’equilibrio perfetto del nostro stato,
così, fisico psichico e intellettuale dipendono da famiglia,
società e lavoro.
Positività degli Elixir
Precedentemente ci siamo occupati di osservare l’aspetto
negativo dei sintomi risentiti, ma è da tener conto che
dopo aver tolto i bloccaggi, vi sono aspetti positivi che
si manifestano in breve tempo. Assistiamo ad una vera
e propria trasformazione. Ci si sente soddisfatti della
propria persona, si diventa più lucidi nel pensare, meno
confusi nella vita di tutti i giorni. Gli Elixir aiutano ad
equilibrare il carattere delle persone riscoprendo così la
vera personalità. Ritornando alle precedenti informazioni,
possiamo trarne i risultati seguenti.
Acqua di roccia - Rock Water
Si può definire nella sua potenzialità
dopo la trasformazione: l’idealista che
vede il mondo circostante con ottimismo
abbandonando tutte le sue rigide teorie,
aperto sempre più alle nuove idee e
ritrovando l’armonia interiore.
Agrifoglio - Holly
Le pontezialità dopo la trasformazione: esprime
amore profondo per il prossimo in modo disinteressato, senza chiedere una controparte. Ama
le persone per quel che sono. Si sente amato e
ama. Abbandona i sentimenti di rancore e
odio.
Argrimonia - Agrimony
Caduta la maschera si diventa se stessi. Si ha il
coraggio di dire la verità sulla propria esistenza
senza autoingannarsi. Si accetta la propria
personalità con pregi e difetti giocando il proprio
ruolo e non quello degli altri.
Avena Selvatica - Avena Sativa
Le potenzialità che vengono fuori dopo il trattamento: si sa quel che si vuole, s’impara a decidere. Sappiamo quali sono le cose che cerchiamo.
Si è soddisfatti delle proprie scelte e, se non sono giuste, si
pagano le conseguenze, ma si sa decidere, prendendosi
le proprie responsabilità, nel bene e nel male.
Balsamina - Impatiens
Le potenzialità sono quelle di valutare con meno
euforia ed essere meno affrettati, diventando più
riflessivi, si è più indulgenti verso gli altri, si apprezza il lavoro altrui. Si calcola con più attenzione. Si riesce a fare squadra aspettando il proprio turno.
Si diventa più tolleranti.
Bocciolo ippocastano - Chestnut Bud
Dopo aver tolto i bloccaggi, si nota una
consapevolezza del proprio apprendimento su
tutte le esperienze fatte, traendone profitto.
L’insuccesso del passato sarà facilmente di-menticato. Si è
presenti negli eventi e concentrati. Si pensa a risolvere nel
presente. Si è meno sognatori e più realisti.
Brugo - Heather
La propria personalità riacquista la sua normale
discrezione. Si valutano le cose per quel che realmente sono. Si diventa meno invadenti e più
adul-ti. Si evitano polemiche sterili. Si è più generosi.
Caprifoglio - Honeysuckle
Dopo il trattamento il passato rimane come un
ricordo da tenere sotto controllo. La cosa più
importante diventa il presente. Le persone care
scomparse rimangono un ricordo di un’espe-rienza
d’amore. Il futuro sarà sempre l’obbiettivo da raggiungere.
La tristezza scompare per far posto al piacere e al presente.
Quel che conta è oggi e non ieri, si
vive piùDi
al presente.
Vittorio
Donato
20/02 - 20/03
21/01 - 19/02
22/12 - 20/01
23/11 - 21/12
23/10 - 22/11
23/09 - 22/10
24/08 - 22/09
23/07 - 23/08
22/06 - 22/07
21/05 - 21/06
21/04 - 20/05
21/03 - 20/04
OROSCOPO DEL MESE
Ariete
Qualcuno cantava “agosto è il mese più freddo dell’anno”: caro Ariete, dopo un giugno e un luglio di bollenti spiriti, agosto
non sarà da meno. Più t’affanni a cercare il relax, più non arriva. Agosto ti vede sexy ma con un diavolo per capello, qualcosa
o qualcuno non ti soddisfa come vorresti. Fortuna che settembre è quasi arrivato, quando Saturno si toglierà dall’opposizione e
tu ricomincerai a sentirti più sereno. Intanto pensi e ripensi, fai e disfai, un giorno molli qualcuno e quello dopo ci torni insieme.
Meglio pensare alla cura di mente e corpo, messi sempre più alla prova ultimamente.
Toro
Caro Toro in questo mese hai l’obiettivo di pensare a cosa puoi fare per migliorare la tua vita e quello che sei: cambiare lavoro?
Trasferirti? Rivedere le tue scelte sentimentali? La tua indole è poco propensa a mettere a soqquadro gli equilibri prestabiliti,
trascinandosi dietro, molto spesso, un malcontento sottile che ti porta a stare in bilico, ben lontano dalla tua amata stabilità.
Agosto è il mese del totale relax e sai come far fruttare la parola “vacanza”: quest’anno preferisci gli amici o la famiglia a qualche amore confuso e poco chiaro. Hai bisogno di capire da solo con chi vuoi davvero stare.
Gemelli
A volte basta soltanto chiedere, e questo è il momento di farlo. Caro Gemellino, quali sono le tue priorità? Scegline cinque e
portale avanti almeno fino a fine anno. Sono garantite soddisfazioni e riconoscimenti, sebbene agosto vuole il mondo in vacanza, tu non ti fermi, tanto meno a lavoro. Realizzare te stesso per stare meglio con gli altri è sempre più il tuo mantra. Con Giove,
Urano, Marte e Saturno dalla tua, ovunque è terreno fertile per seminare desideri: mese di conferme, riavvicinamenti, coppie
solide che prendono decisioni per il futuro. È iniziata la caccia: ovunque andrai, sarai inseguito dall’Amore.
Cancro
Caro Cancro, luglio dovrebbe aver segnato un cambiamento positivo nella tua vita, anche se non senza scosse: una nuova
casa, un incontro significativo, la parola chiave detta da qualcuno che ti ha illuminato. Qualunque cosa sia stata, ora ti senti
come se fosse passato il ciclone e l’estate è diventata di colpo un momento di svolta. Dopo due anni ci avviciniamo alla fine
delle tensioni di Saturno, hai l’obbligo di smettere di pensare al lavoro almeno fino a settembre, mese pieno di sorprese, che ti
rimetterà in pista.
Leone
Caro Leone, buon compleanno! Agosto è da sempre il tuo mese e quest’anno ti vede sul trono, con la corona, un pubblico
in visibilio. Stai investendo per il futuro, probabilmente passi ore a fare prove allo specchio, preparandoti discorsi di incoraggiamento e incitandoti alla resistenza. Bravo. Ogni giorno che passa ti vede più forte e indipendente, a rischio di trascurare
fidanzate, familiari e possibili spasimanti. Se non hai già radicalmente cambiato qualcosa, inizia dalla tua immagine, croce e
delizia per ogni Leone. Le questioni di coppia non ti toccano, l’amore per te stesso prima di tutto.
Vergine
Cara Vergine, è da giugno che sosti in panchina, luogo che in fondo non ti disturba più di tanto. La tua mente viaggia a tutta
velocità e quasi non t’accorgi che le stelle sono meno generose del solito. A che pensi? A nuove soluzioni? A come uscire da un
lavoro che non ti fa felice? A come andare in vacanza col sorriso anziché con l’ansia di una scadenza da ultimare? Venere torna
positiva dal 7, a fine mese tornano le buone notizie sul lavoro e tu puoi fare un sospiro di sollievo. I single intrecciano trame
finissime e pericolose: voglia di trasgressioni, soprattutto con persone già legate...e anche se si è fidanzati.
Bilancia
Cara Bilancia, devi aver mollato la presa come suggerivano le stelle lo scorso mese perché di colpo tutto ha ripreso a muoversi
come non accadeva da tempo. Ti sei lanciato e non ti chiedi più dove hai messo il paracadute. Anzi, chiedi conforto e qualcuno
che t’accolga tra le braccia nel momento della caduta. È ancora l’inizio ma con Giove e Saturno in ottimo aspetto non puoi
fare altro che migliorare quello che hai iniziato. Le storie d’amore che nascono a Ferragosto sono destinate a durare a dispetto
di tutte le aspettative. Sia che parti o che resti in città, il cuore scalpita e l’unico drink che potrà sedarlo sarà un bacio rubato.
Scorpione
Stressati Scorpioncini, le opportunità del mese ti travolgeranno come le onde delle Hawaii. Molla il grigiore, prepara il surf e
iscriviti a un corso: se inizi ora per quest’inverno potrai trasferirti in Australia. Anche se non lo farai, pensa e agisci come se
potessi farlo. Finalmente inizi a vedere tutto meno nero, non sono ancora le onde del successo, ma almeno hai smesso di girare
anche di sera con gli occhiali scuri come una dark lady. D’agosto è d’obbligo staccare, ma non per te. Agite anche se siete
stanchi e tirate fuori la Fenice che c’è in ogni vero Scorpione. Dal 7 Venere risveglia l’eros, che l’intero Zodiaco, inizi a tremare.
Sagittario
Non sei il tipo che legge oroscopi. O almeno non di proposito. Tendi a imbatterti nelle cose quasi per caso e a scoprire qualche
illuminazione che non sospettavi. Caro Sagittario, fai ordine e inizia ad agire con criteri del tutto nuovi. Agosto è una nuvola che
sembra non passare mai, tanta sarà la voglia di spazzarla via subito. Polemiche a lavoro ti chiedono pazienza, quest’anno non
si fanno azzardi, il rischio di cantonate è dietro l’angolo. Impara la prudenza da una Vergine e cerca di placare la tua inquietudine dedicandoti alle tue passioni. Aria di libertà per i single e burrasche per le coppie. Niente di grave, finché la barca va...
Capricorno
Caro Capricorno, luglio ha messo alla prova la tua pazienza, soprattutto a lavoro e nello studio. A differenza degli altri anni, te
la prendi di meno e pensi solo ad andare in vacanza, anzi, già stai programmando quelle di Natale. La fuga ti sembra l’unica
soluzione e senti proprio di meritartela tutta. Esci da settimane che ti hanno affaticato sia mentalmente sia fisicamente, riposati e
aspetta settembre, già da ottobre Saturno torna positivo e allora sì che potrai dare vita al progetto che hai in mente da due anni.
Acquario
Caro Acquario, forse non te ne sei accorto, ma dall’inizio dell’estate la tua vita ha subìto un cambiamento, forzato o voluto. Non
sai cosa aspettarti dal futuro ma hai la smania di sapere se investire o no in un progetto. Forse non vale la pena crearsi aspettative: Venere, Marte, Giove, Saturno e Urano sono così positivi che bisogna agire e vivere giorno per giorno. È un momento
di grande crescita, non tarparti le ali in situazioni complicate, come riprendere qualche ex dal cassetto o sbuffare tutto il tempo
come una pentola di fagioli. Agosto vuole semplicità e relax assoluto.
Pesci
Caro Pesciolino, potresti avere tutto quello che desideri e lamentarti, come la principessa di una famosa favola, per il sassolino
che non ti fa andare bene niente. In ogni Pesci c’è un bambino viziato che vorrebbe solo essere rassicurato e coccolato...per
fortuna da fine mese avrai quello che ti spetta, qualche Toro che placherà la tua inquietudine, i benefici di una vacanza con
amici dello Scorpione e della Bilancia. Apprezza chi ti sostiene o un fidanzato/a di vecchia data. Non è il momento di cambiare,
arriveranno mesi di occasioni migliori.
Luglio 2013
Nazionale
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NUOVA
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NUOVA
DEA
CUCINA
Maggio 2013
La ricetta del mese
Rotolo di formaggio e prosciutto
Ingredienti per 4 pers.
250 g di farina
150 g di fontina
70 g di prosciutto cotto
2 uova
burro
3 foglie di salvia
sale
pepe
Difficoltà: molto bassa
Cottura: 20’
Preparazione: 15’
Preparazione
Mettete la farina a fontana su un piano da lavoro e rompetevi
al centro le uova. Condite con sale e pepe poi impastate il tutto con le mani. Formate una palla di pasta liscia e ricopritela
con della pellicola trasparente. Fate riposare per 15 minuti
circa. Stendete l’impasto con un matterello fino a ottenere una
sfoglia. Adagiate sulla sfoglia le fette di fontina e quelle di
prosciutto. Arrotolate la sfoglia su se stessa, sigillate bene con
le due estremità e avvolgetelo in un panno bianco chiudendo
le estremità del panno con uno spago da cucina. Cuocete il
rotolo ottenuto in acqua bollente salata per 20 minuti circa.
Scolatelo e affettatelo. In una padella mettete il burro e la salvia e, quando il burro sarà sciolto, mettetevi le fette ottenute.
Lasciatele insaporire rigirandole e servitele.
Bomba di riso
Ingredienti per 6 pers.
600 g di riso
1 cipolla
brodo
noce moscata
100 g di burro
2 uova
alloro
pangrattato
200 g di salsiccia
2 piccioni
100 g di grana grattugiato
30 g di funghi secchi
sale
Difficoltà: media
Cottura: 40’
Preparazione: 15’
Preparazione
Pulite i due piccioni e tagliateli a pezzi. Scaldate in tegame la
metà del burro e fatevi appassire la cipolla tritata, poi mettetevi i piccioni e la salsiccia sbriciolata. Mettete a cuocere
a fuoco lento e aggiungete qualche cucchiaio di acqua bollente, aggiustate di pepe e sale, aggiungete un poco di noce
moscata e lasciate cuocere per 5 minuti. Unite i funghi prima
fatti rinvenire in acqua tiepida e tagliati a pezzetti e una foglia
di alloro. Portate a termine la cottura, a fuoco lento. Lessate il
riso in acqua bollente salata e scolatelo molto al dente. Mettetelo in una terrina e mescolatelo con le uova e con il grana
poi dividete questo composto in due parti. Versate la prima in
uno stampo unto di burro e cosparso di pangrattato, versatevi
sopra l’intingolo di piccioni e funghi, coprite col resto del riso,
spruzzate di pangrattato, aggiungete qualche fiocchetto di
burro e cuocetelo in forno caldo per 30 minuti. A cottura fate
riposare questa bomba per qualche minuto prima di servire.
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NUOVA
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Soluzione cruciverba (N. 6)
CRUCIVERBA
ORIZZONTALI 1. Gas raro dell’atmosfera 5. High density polyethylene 8. Un eroe
di Walter Scott 11. Anelante, bramante 13.
Paolo grande giornalista 14. Il “cioè” latino 15. Juan, pittore spagnolo 16. Pochissimo diffuse 17. Sono più o meno densi 19.
Scuola di direzione aziendale 21. Figlio di
Lot 23. Cittadina del frusinate 24. In mezzo
al tronco 25. David regista 28. Prima di Cristo 29. Un tasto del televisore 30. Lo sono
certi calcoli 32. Onorarsi a metà 33. Ripetuto è sinonimo di routine
VERTICALI 1. Novanta romani 2. Lo stato
africano con Lagos 3. Pregiatissimi funghi
dorati 4. L’attrice Margret 5. Nota casa automobilistica giapponese 6. Lavato, nettato 7. Le vocali in serbo 9. Associazione
generale italiana dello spettacolo 10. Film
di Forman tratto da un musical 11. Come
Edmond Rostand definì Napoleone II 12.
Piazza a semicerchio 17. Adolfo, insigne
storico 18. Terreni in discesa 20. Il nome tedesco di Aquisgrana 22. La Linda del film “l’esorcista”
23. Filmetto pubblicitario 26. Il nome di Brynner 27. La Fornaroli della danza 30. Beneficio... agli
estremi 31. A metà aprile
Indovinello
Una ragazza sta appena iniziando a imparare a guidare. Un giorno va in una strada a senso unico
nella direzione sbagliata, ma non infrange nessuna legge. Perché?
SUDOKU
Sta andando a piedi.
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NUOVA
DEA
Maggio 2013
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