-GAS 21 gennaio 2011- E tu resta ancora qui Giovanni, resta, vivi con noi per sempre. Resta nei cuori, resta tra la gente. E tu giovani orizzonti va nel mondo libero. (2v). “FAREMO TUTTO A META’” Canto: Padre Maestro e Amico Il tuo passo festa di passi è... La città vuota è senza te. E come dimenticare i giorni della tua festa? E come dimenticarti? Non andare... resta! Padre di molte genti padre, il nostro grido ascolta è il canto della vita. Quella perenne giovinezza che tu portavi in cuore perché non doni a noi. Padre maestro ed amico noi giovani del mondo guardiamo ancora a te. Apri il nostro cuore a Cristo sostieni il nostro impegno in questa società. Oh, oh, oh... Festa con te la vita è festa, con te la vita è canto è fremito di gioia. Oggi tra noi è ancora vivo l’amore che nutrivi per tutti i figli tuoi. Il tuo amore, il tuo sorriso, ali giovani ai tuoi occhi. Tu sei vivo per le strade. Tu sei festa nella gente. Tu in cerca di futuro, canta ancora libertà (2v). S T S T S T S Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito! Dio Padre ha donato a Don Bosco il suo stesso Spirito: gli ha dato molta sapienza e una grande saggezza per educare ragazzi e giovani con amorevole fortezza. Gli ha donato un cuore grande, pieno di bontà, per condurci sulla via del bene e guidarci alla salvezza. Rendiamo grazie al Signore perché ci ha donato Don Bosco come Padre e Maestro. Vorremmo, Signore, essere sempre di più noi stessi imitando gli atteggiamenti di don Bosco: bontà, generosità, comprensione, capacità di donarci con gioia agli altri. Abbiamo tante parole, i fatti sono pochi. Siamo a volte pigri e scontrosi, egoisti, lenti nei nostri doveri! Signore, il tuo comandamento dell’amore ci spinge a cambiare. Liberaci da tanto egoismo che ci condiziona in ogni azione, donaci quell’allegria che sconfigge tutti i mali, aiutaci a capire gli altri, ad amare gli altri, ad aiutare gli altri. Te lo chiediamo per intercessione di don Bosco, l’amico sincero di noi giovani. Amen. Dal Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Don Devis ci spiega la Parola L1: Venite e vedrete... incontrare il Signore equivale a iniziare un'esperienza di vita. Non lo si incontra nel chiuso di un pensiero o nella solitudine del quotidiano, Lui si trova nell'oggi, dove meno lo attendiamo. Una particolare vicenda si offre a ciascuno di noi: … ti senti guardato e uno sguardo ti attrae? Forse dietro quegli occhi Lui attende che tu lo riconosca. ……… ci domandiamo ………. Che cercate?... le domande di Gesù toccano sempre sul vivo. È la domanda che Dio ci rivolge quando proviamo ad accostarci a Lui. E noi che cerchiamo? Dove andiamo? Quale maestro seguiamo? Non dà risposte teoriche il Signore: è necessario andargli dietro e stare con lui per capire. I discepoli di Giovanni vedono l'agnello di Dio e vanno... è l'abc di ogni discepolo: saper lasciare per andare altrove. La terra è piena delle orme di Gesù, e tanti sono coloro che, riconoscendone la presenza, la indicano ad altri. Fin qui tutto bene. I guai cominciano quando, vedendo, non ci si muove. Si resta ancorati a ciò che si vive e non si ha il coraggio di lasciare per andare oltre. Quando ci si incammina verso le indicazioni ricevute, la luce viene incontro. È Gesù che si volta e rivolge la parola ai due che lo seguono. Star dietro a Gesù. Altro "difficile" compito. Star dietro, non davanti a Gesù. Quante volte ci serviamo di Dio per convalidare le nostre opinioni, cerchiamo le frasi evangeliche che fanno al nostro caso... questo è star davanti a Gesù, ridurlo a un oggetto... star dietro a Gesù è liberante. Sì, perché l'uomo non è chiamato a far altro: a lui sta seguire Gesù, il resto viene da sé. Gesù si volta, chiede, invita ad andare da lui, per vedere. Sappiamo noi dove abita Gesù? Ci fermiamo presso di lui per fare esperienza della sua presenza? chi sta con lui fa memoria di ore indimenticabili. PREGHIAMO INSIEME Mi accosto a te, Signore, per ricevere nuova luce. Aiutami a scoprire il profumo della tua presenza perché, attratto da te, possa seguirti. Cosa cerco? Forse un qualcuno che si prenda cura di me. Stare con te, ascoltare la tua voce, vederti ogni giorno nei paraggi della mia vita sarà per me come un porto sicuro in cui ritrovare il senso degli eventi, in cui percepire il tuo caldo abbraccio di grazia come plaid soffice e leggero che riscaldi le ore più gelide e dimenticate di ciò che non comprendo e che rifiuto... Signore, accolgo volentieri il tuo invito: vengo a vedere dove abiti, subito. Gesto: dopo questa preghiera ognuno va a prendere un pezzetto di pane simbolo del pane che Gesù ci chiede di condividere con i nostri fratelli. Preso il pezzettino, ognuno lo conserverà come perla preziosa. G: Gesù ha bisogno anche oggi di discepoli che riescano a sentire nel cuore della gente, nelle loro gioie e nelle loro paure, una voglia non sempre espressa di accedere a Lui e di incontrarlo. Ciò che di nuovo spinge Gesù ad operare la salvezza è sapersi desiderato. Il discepolo segue Gesù per facilitare l’incontro con Lui di coloro che Lo vogliono vedere. È così che il discepolo di Gesù diventa suo apostolo: Gesù ha bisogno di discepoli, compagni di vita e di missione. Preghiamo insieme Concedici, Signore Padre buono, di accorgerci della presenza di Don Bosco in mezzo a noi, e di essere, come lui, fedeli a Dio e attenti alle necessità degli uomini, nostri fratelli, nel servizio disinteressato specie ai ragazzi e ai giovani, o nel nostro impegno di giovani dell’Oratorio. Impegno e servizio che vogliamo concretizzare, nella diversità dei ruoli e dei compiti, con fedeltà e con passione, con competenza e con la sensibilità di una presenza, che assume i tratti del cuore del Padre. Ora siamo chiamati a “fare a metà”. Don Bosco ha chiesto a Michele Rua di fare “a metà” con i suoi successori. Questo gesto arriva fino a noi. Doniamo il pezzetto di pane al nostro fratello di sinistra per condividere con lui il nostro cammino di animatore. S: Signore, tu ci scruti e ci conosci, ti fidi di noi e ci doni la tua grazia. Tu ci chiami ad essere sempre più partecipi della tua azione misericordiosa, ci inviti ad essere testimoni fedeli e gioiosi annunciatori della Tua Parola. Rendici capaci di essere degni testimoni del tuo Vangelo nel nostro cammino, per Cristo nostro Signore. T. Amen Canto finale: giovani orizzonti Ciao, amico, in che piazza vai? Spazi immensi, libero ora sei. Perché le strade oggi siano meno vuote, perché il sorriso tuo resti a noi per sempre. Le tue mani stringono ancora mani, la tua vita è forte dentro noi. Profumo di cielo aveva il pane con te mangiato, e l’infinito in terra ha con te giocato. PROMESSA ALLIEVI ANIMATORI Grazie Signore, per avermi fatto incontrare il gruppo, le suore, i sacerdoti, l’oratorio. Grazie per avermi dato la possibilità di conoscere la famiglia salesiana e di essere un allievo animatore. Oggi, davanti a Te Signore, e con l’aiuto Tuo e di don Bosco PROMETTO di camminare con Te, di essere Tuo amico e amico di tutti con allegria e semplicità, e di impegnarmi nei miei doveri quotidiani per diventare un buon cristiano. Amen PROMESSA ANIMATORI JUNIOR Grazie Signore, perché mi hai cercato e tenuto con Te avvicinandomi alla famiglia salesiana e ora mi chiami ad essere un animatore junior. Oggi VOGLIO farti la mia promessa e con il Tuo aiuto e quello di don Bosco mi impegno a crescere nell’amicizia con Te, Signore, ad essere umile e sincero con tutti, ad essere un esempio cristiano in mezzo ai miei compagni, ad aver fiducia nei miei genitori e negli educatori. Aiutami ad essere fedele ogni giorno a questa promessa nell’umiltà e semplicità della Tua parola. Amen G: 18 dicembre 1859 a Torino, in un’umile stanza, 17 giovani attorno a don Bosco. Momento semplice che segna la nascita della nostra Congregazione. Storia di uomini santi e martiri, persone umili, gente dotata di doni particolari, creatività apostolica, entusiasmo, cuore pastorale, gioia, lacrime, fatica e grandi consolazioni. Storia di quotidiana fedeltà, coraggiosa testimonianza, carità che riscalda il cuore, apre al sorriso accogliente, stimola la mente e lancia ad imprese sempre più coraggiose, perché i giovani incontrino Colui che è Vita e Vita abbondante. Storia di temerarietà evangelica, cuore, sorriso, mani operose di don Bosco che giungono fino a noi. S: Affidiamo a te Padre le nostre preghiere. Ripetiamo: Noi ci affidiamo a Te, Signore! 1. Padre di infinito amore, don Bosco continua a sognare nei suoi figli, i Salesiani. Regalaci sempre la voglia di sognare, di osare l’incredibile, di recuperare la forza di metterci in gioco e di guardare ad occhi aperti la realtà per realizzare in essa opere che sembrano sogni. R. 2. Padre santo, don Bosco insegna ancora oggi a noi giovani la via dell’entusiasmo e dell’operosità degli ideali. Ricaviamo il meglio dall’educazione donata senza temere le difficoltà. Aiutaci a diventare animatori forti nella fede e capaci di testimoniare i tuoi insegnamenti. R. 3. Padre della vita, don Bosco ha lavorato molto perché noi giovani rispondessimo alla chiamata salesiana. Ognuno con il suo carisma trovi il suo posto nella famiglia salesiana. Aiutaci a non avere paura, a comprendere la bellezza dell’amore per i più piccoli e la gioia del sentirsi utili nel dare la vita per loro. R. G: Don Bosco invita Michele Rua a fare a metà, cioè lo invita ad una piena comunione di vita e ad una condivisione carismatica. È come se don Bosco dicesse: “Il mio sogno io lo divido con Te. Quello che vivo io, lo vivrai tu. Come io mi sono dato tutto alla missione giovanile così farai anche tu. Continuerai e farai crescere quello che io ho piantato …”. PROMESSA ANIMATORI Grazie Signore, che mi hai voluto con Te fin dal battesimo, e che mi hai posto sotto la guida di don Bosco perché diventi un “buon cristiano e un onesto cittadino”. Per questo oggi io SCELGO di impegnarmi a diventare un onesto e umile animatore di seguirti e di incontrarti nelle mie preghiere, di farmi guidare dal tuo Spirito Santo affinché io possa animare nella purezza e gioia autentica, testimone allegro e coraggioso tra i bambini e ragazzi, disponibile e generoso nel servizio, e fedele nel compimento del mio dovere quotidiano. Ho bisogno del Tuo aiuto e dei Tuoi consigli, perché assieme a don Bosco e Maria Ausiliatrice mi sosteniate ogni giorno per vivere secondo il vostro esempio. Aiutatemi ad avere sempre un’energia esplosiva e propositiva in armonia con gli educatori nel servizio verso il prossimo. Amen L.1 Il 3 ottobre 1852, durante la gita che i migliori giovani dell’Oratorio facevano ogni anno ai Becchi per la festa della Madonna del Rosario, Don Bosco gli fece indossare l’abito ecclesiastico. Michele aveva 15 anni. La sera, tornando a Torino, Michele vinse la timidezza e chiese a Don Bosco: L. 2 «Si ricorda dei nostri primi incontri? Io le chiesi una medaglia, e lei fece un gesto strano, come se volesse tagliarsi la mano e darmela, e mi disse: ‘Noi due faremo tutto a metà’. Che cosa voleva dire?». L. 1 E lui: L. 3 «Ma caro Michele, non l’hai ancora capito? Eppure è chiarissimo. Più andrai avanti negli anni, e meglio comprenderai che io volevo dirti: Nella vita noi due faremo sempre a metà. Dolori, cure, responsabilità, gioie e tutto il resto saranno per noi in comune». L. 1 Michele rimase in silenzio, pieno di silenziosa felicità. Don Bosco, con parole semplici, l’aveva fatto suo erede universale. Preghiamo insieme Ti ringraziamo, o Signore, per Don Bosco. In lui vediamo le meraviglie del Tuo amore. Lo hai ricolmato di doni di intelligenza e di cuore e lo hai donato a noi come Padre, Amico e Maestro. Egli fu l’uomo profondamente umano, attento ai segni del suo tempo, capace di cogliere le provocazioni della società e le invocazioni dei giovani in particolare. Egli fu l’uomo di Dio animato dallo Spirito Santo. Fà che noi giovani non perdiamo mai il suo entusiasmo né la fedeltà agli ideali affinchè possiamo essere testimoni gioiosi e credibili della Tua presenza. Amen! Canto : Seguendo quel sogno Nei cuori giovani di tutto il mondo, il suo ricordo, un prete semplice, diceva sempre : “ Per voi giovani, io spendo tutto e non voglio niente. C’è un Dio che crede in noi, ci fa sognare cose in grande, a realizzarle io vi aiuterò. Perché la vita conta su di voi. Datele un senso, non è tempo perso. Ché la felicità attende chi la cerca”. Vorrei avere il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani, che ancora stanno cercando momenti di felicità. Ma non è facile restare in piedi, sicuramente so che sbaglierò, lasciare il mondo come hai fatto Tu. Correre il rischio di sentirmi solo, per fare come te. Molto lavoro affronterò, perché per impegnarsi con i giovani è necessaria molta volontà. Sguardo sempre attento, cuore sempre pronto e familiarità per camminare insieme. Vorrei avere il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani, che ancora stanno cercando un futuro di felicità. Seguendo Te col tempo ho aperto il cuore ho visto che lì, c’era un sogno da vivere e credere. Crescendo lentamente ho scelto anch’io il tuo sentiero. E quando avrò paura dei sogni, dei giorni del mondo, ti chiederò il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani che insieme riscopriranno la voglia di vivere. E ancora oggi il Tuo sogno continua con me. Benedizione delle tessere: S: Padre misericordioso, tu che hai mandato il tuo Figlio per riconciliare gli uomini con te e tra loro e doni lo Spirito Santo perché il tuo popolo sia segno e strumento di un amore premuroso e infaticabile, benedici quanti esprimono, attraverso queste tessere, un impegno di vita a servizio della tua Chiesa; fa’ che siano testimoni della novità di vita del Vangelo e collaborino alla costruzione di una comunità cristiana che sia segno vivo del tuo amore e luogo di accoglienza premurosa per ogni persona. Per Cristo nostro Signore. T. Amen S: Con la grazia del Signore e l’intercessione di Maria possiate testimoniare il dono di essere laici cristiani che ardono e risplendono nella vita della Chiesa e della società. Siate presenza viva nella pastorale e nella vita civile in fedeltà alla vostra identità. Curate la vostra formazione cercando ciò che è necessario ed essenziale. Nelle scelte siate fedeli all’esempio del nostro San Giovanni Bosco. E aprite mente e mani a servizio di questa Chiesa amandola di vero cuore. Ora gli educatori faranno la loro promessa, seguiti dagli allievi animatori, animatori junior e animatori. Ognuno in base al cammino percorso farà la sua promessa. PROMESSA EDUCATORI Chiamato ad annunciare la tua Parola, aiutami, Signore, a vivere di Te, aiutami a parlare di te con gli occhi limpididi chi si vuole stupire ancora. Fa' che nei miei comportamenti risplenda la Tua Luce per illuminare la via della vita a coloro che oggi Tu metterai sul mio cammino. Donami la sapienza e l'umiltà della preghiera per vivere sempre in comunione con Te come il tralcio con la vite, affinché l'apostolato non sia esibizione di me, ma irradiazione del Tuo Amore, che esiste e palpita in me. Ho paura, Signore, della mia povertà. Regalami, perciò, il conforto di veder crescere i ragazzi nella conoscenza e nel servizio di Te. Fammi silenzio per udirli. Fammi ombra per seguirli. Fammi sosta per attenderli. Fammi vento per scuoterli. Fammi soglia per accoglierli. Infondi in me una grande passione per la Verità, e impediscimi di parlare in tuo nome se prima non ti ho consultato. Salvami dalla presunzione di sapere tutto, dall'arroganza di chi non ammette dubbi; Vergine Maria, madre e sorella della mia fede, metto nel tuo cuore il sì della mia missione di educatore. Accompagnami con ferma dolcezza, come soltanto una madre sa fare, per cantare il servizio come vera libertà, per vivere la generosità, per invitare tutti alla vera festa della vita affinché io possa realizzare, con Te, il grande sogno che hai per ciascuno di loro. Amen