Fede Arte Musica
edizione precedenti
Oro Incenso e Mirra. Bagliori sul mistero. Natale 2003
Per Crucem ad Lucem. Quaresima 2004
Sole e Luna. Natale 2004
Acqua e Pane. Quaresima 2005
MessinEstate 2005
La Strada e la Tenda. Natale 2005
La Vite sul colle. Quaresima 2006
MessinEstate 2006
Chiaroscuro della Speranza. Quaresima 2007
Estate 2007
Ad immagine del Santo. Quaresima 2008
Estate 2008
Centenario del Terremoto. Concerto del Futuro
Tutto Bach in undici concerti. Quaresima 2009
Estate 2009. Esposizione della Manta d’oro
Se guardo il cielo, la Luna e le stelle. Natale 2009
L’orecchio sul cuore. Quaresima 2010
Estate 2010
Natale degli Angeli 2010
Come un pugno di grano. Quaresima 2011
Estate 2011
Passi nel giardino. Natale 2011
Visioni dal Monte. Quaresima 2012
Estate 2012
Sorge la Stella s’apre il cammino. Natale 2012
Fede
Arte Musica
Quaresima Pasqua 2013 decima edizione
Opera Omnia per organo di
F. Mendelssohn-Bartholdy
piccoli
passi
verso
l’altro
Concerti
Letture
www.organoduomomessina.it
Messina 2013
Fede Arte Musica
Quaresima Pasqua 2013 decima edizione
piccoli passi
verso l’altro
Concerti
Letture
Messina 2013
Carissimi amici,
con grande gioia vi presento e vi consegno la decima edizione
di “Fede Arte Musica Quaresima Pasqua 2013”. Un traguardo veramente importante e significativo, espressione del costante impegno culturale dell’Arcidiocesi a favore della Città e del territorio,
e del gradimento di quanti, lungo questi anni, insieme a gustare gli
interessanti appuntamenti proposti hanno espresso sincera e sentita
gratitudine.
“Piccoli passi verso l’altro”, il tema di quest’anno conduce
dentro il cammino pastorale diocesano tracciato dalla Lettera “In
qualunque casa… Alleanze educative”.
I “piccoli passi” sono quelli che desideriamo condividere con
voi nel fruire insieme l’interessante proposta artistico musicale
prevista dal programma.
Saremo accompagnati e guidati, in questo iter quaresimale, dall’icona della “Sancta familia” testimone di un meraviglioso percorso di
fede da vivere nel quotidiano con lo sguardo rivolto “verso l’altro”.
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Dalla famiglia di Nazareth veniamo educati a farci “prossimi”,
metterci in ascolto dei bisogni dell’uomo, di qualunque uomo, in
qualunque situazione si trovi, e aprirci al dono dell’amore fraterno.
Dalla famiglia di Nazareth apprendiamo a leggere la storia e gli
avvenimenti sotto l’ottica della condivisione e della solidarietà, per
essere “attivi costruttori di una cittadinanza che riconosca e rispetti
la dignità di ogni persona”.
Dalla famiglia di Nazareth impariamo a sperimentare autentiche
“alleanze educative” perché attraverso la fattiva collaborazione di
tutti i soggetti impegnati nella formazione integrale della persona
si valorizzi il ricco patrimonio dei valori evangelici e squisitamente umani.
Mentre vi invito a partecipare ai diversi appuntamenti programmati, sento il bisogno di manifestare sincera gratitudine agli artisti
e a tutti coloro che, con la loro generosa collaborazione, a diverso
titolo e grado, offrono il loro prezioso ed utile contributo alla programmazione e allo svolgimento di “Fede Arte Musica”.
Invocando per ciascuno la divina benedizione, di tutto cuore
porgo auguri cordiali di Santa Pasqua.
+ Calogero La Piana
Arcivescovo
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Il Grande Organo Tamburini
della Cattedrale di Messina
Distrutto il precedente Organo Tamburini (1930-1943; 151 registri) lo
strumento attuale fu costruito dalla stessa Ditta su progetto del M° Vignanelli (allievo di Manari) ed inaugurato l’8 agosto 1948. Per unicità di
progetto (non unione di organi di epoche e botteghe diverse), per qualità
espressive e grandezza, è unico in Italia (accanto a quello del Duomo di
Milano) e fra i maggiori d’Europa.
La consolle è nel transetto ma trasportabile per un raggio di 20 metri. Ha
5 tastiere di 61 tasti e una pedaliera di 32 note.
I 170 registri includono molti suoni orchestrali (ispirazione all’organaria
anglo-americana) e un gran numero di timbri dell’organo italiano, creando un felice compromesso in un Organo Sinfonico Eclettico.
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C.Consolle (352 comandi: placchette,
pistoncini, pedaletti, staffe, ecc.)
1. Positivo aperto (I tastiera) 25 registri
2. Corale (II) 6 registri
3. Grand’Organo (II) 28 registri
4. Recita­tivo (III) 29 registri
5. Organo Solo (IV) 26 registri
6. Organo Eco (V) 15 registri
7. Pedale forte 42 registri (totale)
Quasi 16.000 canne sono distribuite in 6 corpi d’organo collocati
nella Basilica Cattedrale, sfruttando la possibilità unica di un gioco
pluri- fonico: la Tibia major e le Tube ad alta pressione sono a 30
m di altezza sull’arco trionfale; l’organo Eco a 90 metri circa dalla
consolle.
La gamma dei suoni va dai più bassi della Bom­barda 32’ e del Contrabasso di 32’ (si ha un suono combinato più grave: la Gravissima
da 64’) agli acuti del Piccolo 1’ . La canna più grande, alta quasi 12
metri e larga più di mezzo metro, è in legno e attraverso delle valvole particolari può suonare tre
note. L’aria è fornita da un’imponente e complessa manticeria alimentata da 6 motori. I
fili elettrici e i cavi si sviluppano per svariate decine di chilometri.
www.organoduomomessina.it
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Il nuovo Organo Meccanico OSL
in Santa Maria all’Arcivescovado
Inaugurato il 27 dicembre 2007, è il primo organo interamente realizzato
a Messina dalla ditta peloritana OSL su progetto fonico del M° Massimo
Nosetti. Lo strumento, intonato secondo il temperamento di tipo equabile, dispone di trasmissione meccanica, due tastiere, pedaliera, dieci registri reali, tre somieri, 498 canne. È posto nell’aula ecclesiale per una
scelta ponderata la cui attuazione ha richiesto elaborazioni e verifiche
prima di giungere alle soluzioni e dimensioni attuali (cm 530; 355; 110).
La distribuzione dei registri offre il massimo della versatilità timbrica
nonostante il numero limitato.
OSL s.n.c.
di Fabrizio Ori Saitta & Luigi Lombardo
Via S. Agostino 12 - 98122 MESSINA
www.osl-organi.it
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Sabato 23 febbraio ore 19,00
Organo OSL in Santa Maria all’Arcivescovado
(via I Settembre, 117)
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Opera Omnia per organo
Giulio Piovani (p. 13)
Programma
Præludium in Re min
Nachspiel in Re
Fughetta in La
Præludium und Fuge in Do min, Op 37/1
Choralvariationen über «Wie groß ist des Allmächt’gen
Güte»
Sonate III in La, Op 65/3
Con moto maestoso – Andante tranquillo
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Una vita lieta
ma breve
Felix Mendelssohn nacque ad Amburgo nel 1809 da una famiglia
benestante di origini ebraiche. Grazie all’agio familiare Felix godette
di una educazione di altissimo livello. Nel 1819 la famiglia si trasferì a
Berlino e il padre Abraham decise di convertirsi, con la famiglia, al cristianesimo (luterano), aggiungendo il nome Bartholdy. Il giovane musicista non fu turbato da tale scelta, anzi si rivelò un credente convinto.
Dal punto di vista musicale, la sua educazione fu curata dal celebre
pianista Ludwig Berger (allievo di Clementi) e da Carl F. Zelter, che lo
avviò alla composizione e soprattutto allo studio dell’opera di Bach, e
fece sì che Mendelssohn si dedicasse all’organo sotto la guida del giovane e promettente August Wilhelm Bach (parente solo alla lontana di
Johann Sebastian). Sempre Zelter nel 1821 lo presentò a Goethe, che
ne restò ammirato, ricevendone in cambio quattro anni più tardi la dedica del Quartetto in si minore Op 3.
Mendelssohn rivelò un precocissimo talento musicale: nel 1824, a
15 anni, compose la sua prima sinfonia per orchestra completa (Op 11
in do minore), l’anno seguente l’Ottetto per archi Op 20, e a 17 anni
l’Ouverture per il Sogno di una notte di mezza estate. Nel 1825 (a 16
anni) compì un viaggio a Parigi dove conosce Rossini, Meyerbeer e
Cherubini.
Nel 1829 (a 20 anni) fu protagonista dell’atto che segnò la rinascita dell’interesse verso la musica di Bach (Bach-reinassance), grazie
all’allestimento da lui stesso curato di una versione parziale della Matthäus-Passion. Mendelssohn era anche molto attivo in qualità di concertista d’organo, nel proporre brani di Bach, che fin dalla giovane
età aveva iniziato a procurarsi quasi avidamente, e fu promotore anche della costruzione di un monumento dedicato a Bach nella città di
Lipsia, impegnandosi in prima persona nella raccolta dei fondi.
Negli anni seguenti Mendelssohn si recò in vari Paesi d’Europa: Inghilterra, Svizzera, Francia, Italia. Restano nei suoi appunti alcuni giudizi piuttosto aspri verso il modo di suonare degli organisti italiani,
reputato eccessivamente appariscente. Fu soprattutto in Inghilterra che
egli raccolse il massimo consenso, iniziando così una sorta di gemel-
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laggio che lo portò in quel Paese per altre 9 volte. Fu particolarmente
viva e reciproca la stima verso alcuni organisti londinesi, primo fra tutti Thomas Attwood, al quale dedicherà nel 1837 i Tre Preludi e Fughe
Op 37.
Nel 1835 (a 26 anni) divenne direttore dell’orchestra del Gewandhaus di Lipsia, città ove nel 1843 (a 34 anni) fondò il Conservatorio.
Nel frattempo, nel 1837 aveva sposato Cécile Jeanrenaud, e la luna di
miele gli ispirò il Concerto per pianoforte e orchestra Op 40. Il matrimonio fu molto felice, e la coppia ebbe cinque figli.
Nel 1845 egli pubblicò la sua più importante opera per organo, le
Sei Sonate Op 65.
Verso gli ultimi anni di vita la sua salute si incrinò; nel 1847, già
affaticato dal febbrile lavoro di compositore, entrò in una profonda depressione soprattutto a causa della morte della sorella Fanny, alla quale
era sempre stato estremamente affezionato. Alla sua memoria dedicò
il Quartetto in fa minore, Op 80 che, completato nel settembre, fu una
delle ultime opere avanti la prematura morte avvenuta il 4 novembre
1847, all’età di soli 38 anni.
[nota a cura di Giulio Piovani]
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Domenica 24 febbraio ore 19,00
Basilica Cattedrale
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Opera Omnia per organo
Giulio Piovani (p. 13)
Programma
Fuge in Fa min
Trio in Fa
Andante con moto in Sol min
Præludium und Fuge in Sol, Op 37/2
Andante in Re
Præludium in Do min
Fughetta in Re
Sonate I in Fa min, Op 65/1
Allegro moderato e serioso – Adagio – Recitativo
Allegro vivace assai
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Le opere giovanili
(1820-1831)
Nei decenni successivi alla morte di Johann Sebastian Bach, l’organo cadde progressivamente in disgrazia nella maggior parte dei Paesi
europei. I fattori principali di questa caduta di interesse furono essenzialmente due: il primo è costituito dai continui rivolgimenti politici
e militari che culminarono nella Rivoluzione Francese e nelle guerre
napoleoniche. Molti strumenti vennero danneggiati nel corso di operazioni belliche e mai più riparati, come mostra una testimonianza dello stesso Mendelssohn, in una visita a un organo nel 1823: «Allora mi
mostrò l’interno dell’organo stesso. Colpi e spari avevano danneggiato
parecchie canne che ora risultano inservibili». Il secondo fattore fu la
sua incapacità di stare al passo con gli sviluppi stilistici che si susseguivano rapidamente nel flusso principale dell’attività musicale. Fino a
quando l’inventiva della Rivoluzione Industriale nel primo XIX secolo
non fornì adeguati mezzi meccanici, l’organo rimase staticamente inerte alle richieste di flessibilità dinamica e rapido mutamento di spettro
coloristico. A causa di questi motivi, i massimi compositori del periodo
classico (Mozart, Beethoven, Schubert) non rivolsero praticamente alcuna attenzione verso l’organo.
Mendelssohn fu la prima personalità di statura internazionale ad
occuparsi dell’organo dopo la morte di Bach. Egli iniziò a studiare l’organo nel 1820, all’età di 11 anni, sotto la guida di August Wilhelm
Bach (1796-1869), in un momento storico che vedeva già una rinascita verso tale strumento, segnata dalle opere didattiche di J. H. Knecht
(1752-1817; Orgelschule, 1795) e J. Ch. Kittel (1732-1809; Der angehende praktische Organist, 1808). Tuttavia un nuovo impulso determinante verso la riscoperta dell’organo fu la pubblicazione della Praktische Orgel-Schule (1819-1821) da parte di Christian Heinrich Rinck
(1770-1846), che era stato allievo di Kittel, a sua volta il più longevo
degli allievi diretti di J. S. Bach.
Le composizioni organistiche giovanili di Mendelssohn si inquadrano tutte nel triennio 1820-1823, che fu anche il periodo in cui studiò
con A. W. Bach. E tutte queste prime composizioni rivelano influenze
molto forti da parte di autori facilmente riconoscibili. Al di là della pri-
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ma composizione in assoluto, il Preludio in re minore (1820), dall’andamento scuro ed accordale, si può riconoscere l’influenza di A. W.
Bach nel tenero Andante in re maggiore (1823), la forte similitudine
delle variazioni su Wie groß ist des Allmächt’gen Güte (1823) con gli
analoghi cicli di Rinck, e l’ombra possente di Bach nel vigoroso Ostinato in do minore (1823), sebbene studi recenti parrebbero aver dimostrato che, all’altezza della stesura di questo brano, Mendelssohn
non potesse ancora essere venuto a conoscenza della Passacaglia BWV
582. Tra le opere che rivelano l’influenza di Bach vi sono altri due brani, una Toccata in re minore ed una Fantasia e fuga in sol minore, che
sono però frammentari.
Negli anni seguenti Mendelssohn continuerà l’esercizio e lo studio
dell’organo, ma comporrà solo sporadicamente pagine ad esso dedicato. La Fughetta in la maggiore (1828) fu in realtà una revisione del
quinto brano dei Sette pezzi caratteristici per pianoforte composti l’anno prima. Con il Nachspiel in re maggiore, scritto a Roma l’8 Marzo
1831, entriamo però in una dimensione superiore: Mendelssohn rivela
il raggiungimento di una compiuta consapevolezza stilistica e di una
personalità ormai slegata dai modelli che avevano costituito un canovaccio piuttosto rigido nelle prime composizioni. Da notare come la
prima parte del brano verrà rielaborata tredici anni più tardi nella stesura dell’Allegro della Sonata II in do minore.
[nota a cura di Giulio Piovani]
12
Giulio Piovani
Inizia giovanissimo gli studi musicali, dapprima pianoforte, successivamente organo.
Già laureato in Chimica presso l’Università degli Studi di Pavia con il
massimo dei voti, nel 2005 consegue
il Diploma in Organo e Composizione
Organistica con il massimo dei voti e
la lode, presso il Conservatorio “A.
Vivaldi” di Alessandria, nella classe
di Giuseppe Gai, ricevendo in seguito il prestigioso premio “Ghislieri” riservato ai migliori diplomati di tale
Istituto. Ha frequentato corsi di specializzazione con Marie-Claire Alain,
Ludger Lohmann, Roberto Antonello, Rodolfo Bellatti e Massimo Nosetti, docente con cui si è perfezionato presso il Conservatorio “F. Ghedini” di Cuneo, ottenendo il Diploma Accademico di Secondo Livello in
Organo e Composizione Organistica con la votazione di 110/110 e lode.
Si è esibito come concertista in Italia e all’estero, ed ha collaborato con varie
formazioni corali e strumentali, e con l’Orchestra Classica di Alessandria.
Ha ottenuto riconoscimenti in più concorsi nazionali ed internazionali,
tra cui il 1° premio assoluto alla XII edizione (2007) del Concorso Nazionale “Città di Viterbo”, il 3° premio alla V edizione (2008) del Concorso Internazionale “Hermann-Schröder-Preis”, il 1° premio assoluto
(2° premio non assegnato) alla VII edizione (2010) del Concorso Nazionale “San Guido d’Aquesana”.
Dall’autunno 2008 è Maestro Collaboratore presso l’Accademia di Musica Sacra di S. Rocco in Alessandria.
Nel 2010 è stato nominato Consulente Diocesano per la tutela del patrimonio organario per la Diocesi di Vigevano.
Nel 2011 è stato nominato organista titolare presso la Chiesa evangelica
valdese di Milano.
Ha inciso l’opera integrale per organo di Vincenzo Antonio Petrali
(1830-1889) per l’etichetta Tactus, in 6 CD + DVD, che sarà disponibile
da Giugno 2013.
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Venerdì 1 marzo ore 20,00
Basilica Cattedrale
Piccoli passi verso l’altro
L’icona della “Sancta Familia”
scritta da Lia Galdiolo
Letture iconologiche
Lia Galdiolo
Commenti musicali all’Organo Tamburini
Giovanni Lombardo (p. 39)
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Lia Galdiolo
Nata a Padova nel Settembre del 1935,
conclude il percorso di istruzione elementare nel 1945. Motivi comprensibili di estrema difficoltà ambientale,
dovute all’immediato dopoguerra, le
impediranno il proseguimento degli
studi.
L’inclinazione naturale all’arte, unita
alla capacità di riuscire in tutti i tentativi di eseguire tutto quanto la attirava, le ha permesso di fare diverse
esperienze nel campo della grafica,
dell’incisione su metalli con cera ed
acido, della ritrattistica etc.
Ha avuto qualche occasione lavorativa nell’industria tessile, nelle seterie
di Como.
Le vicende familiari, spesso dolorose, hanno limitato le sue esperienze di
autorealizzazione. Una fede semplice, l’ha sempre sostenuta rendendola
docile all’azione dello Spirito Santo, soprattutto quando riusciva non facile comprendere la volontà del Signore sulla sua vita.
Nel 1977 ritorna a Padova, dopo un periodo di nove anni trascorsi a
Messina per motivi di lavoro, ed entra a far parte della “Comunità del
Cantico”, dove nel 1981 le è stato dato il ministero dell’iconografia, che
ha esercitato, con l’aiuto del Signore, realizzando molte icone attinte
dalla Tradizione antica; le sono state richieste anche modelli di nuova
concezione, per le quali si è sempre sottomessa al nulla osta della Chiesa
competente per territorio.
“Qui – afferma la Galdiolo – il Signore mi offrì la più bella occasione
di conoscere ed approfondire la Parola di Dio, il senso ed il significato
della Chiesa, l’esperienza di come Dio si china su di noi, per guarire le
nostre ferite e per insegnarci ad amarlo e ad amarci nel modo giusto. Per
questo, voglio vivere la vita che mi resta in rendimento di grazia, per tutti
i doni che mi ha fatto e che devo condividere con i miei fratelli”.
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Domenica 3 marzo ore 19,00
Basilica Cattedrale
Concerto al Grande Organo Tamburini
Gian Vito Tannoia
Programma
J.S. Bach (1685-1750)
Toccata Adagio e Fuga in Do maggiore BWV 564
Trio super Herr Jesu Christ, dich zu uns Wend BWV 655
W.A. Mozart (1756-1791)
Fantasie in F minor KV 608
Olivier Messiaen (1908-1992)
Joie et Clarté des corps glorieux
(Les corps glorieux - VI)
Le Dieu caché (Etorneau de Tristam/Hipolais pallida)
(Livre du Saint Sacrement – III)
La Resurrection de Notre Seigneur Jesus Christ
(Livre du Saint Sacrement - X)
Marcel Dupré (1886-1971)
Variations sur un Noel
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Gian Vito Tannoia
Unico italiano finalista ai Concorsi Internazionali di Praga (1989) e Dublino (1995), vincitore della prima borsa di studio al Corso internazionale di
improvvisazione organistica e del 2°
premio al Concorso Nazionale di organo antico di Rodi Garganico (FG),
Gian Vito Tannoia è considerato un
organista dalla formazione completa
grazie anche agli studi musicologici
(laurea in Lettere), musicali (diplomi
di organo, composizione organistica,
fisarmonica classica) e teologici (Facoltà Teologica Pugliese).
Nel 2004, in occasione di un concerto in Germania la critica del Main
Post esprimeva entusiastici consensi sulla sua musicalità. Anche il celebre compositore Petr Eben si è particolarmente congratulato in occasione
dell’esecuzione di Laudes a Praga nel 1989.
Unisce profondità espressiva a virtuosità e, se il repertorio organistico del
XX secolo è da lui privilegiato, Gian Vito Tannoia esegue abitualmente
brani dal XVI secolo in poi. Ha collaborato in veste di solista con orchestre prestigiose: Orquesta Sinfonica Municipal de Caracas (Venezuela),
“Orchestra da camera di Ravenna”, Moldovan State Television Orchestra,
Collegium Musicum, Orchestra N. Piccinni. Gian Vito Tannoia è regolarmente invitato a tenere récitals e concerti su famosi organi in Europa
(Londra Westminster Cathedral, Oxford, Barcellona, Madrid, Praga, Parigi, Roma, Ravenna, Londra, Varsavia, ecc.), Asia e America. In occasione
della Celebrazione Giubilare presieduta da Giovanni Paolo II in S. Paolo
fuori le Mura (Roma) è stato invitato in veste di organista a collaborare con
l’orchestra Esagramma di Milano (trasmissione diretta in mondovisione).
Ha al suo attivo pubblicazioni di libri, composizioni e saggi. Come organista ha eseguito l’opera integrale di Olivier Messiaen e di W. A. Mozart.
Svolge attività di docenza quale titolare della cattedra di Organo e Canto
Gregoriano presso il Conservatorio di Musica di Matera (vincitore del
concorso nazionale per esami).
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Sabato 9 marzo ore 19,00
Organo OSL in Santa Maria all’Arcivescovado
(via I Settembre, 117)
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Opera Omnia per organo
Giulio Piovani (p. 13)
Programma
Præludium und Fuge in Re min, Op 37/3
Allegro in Si
Fuge in Re min
Andante/Thema mit Variationen in Re
Ostinato in Do min
Sonate V in Re, Op 65/5
Andante – Andante con moto – Allegro maestoso
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Preludi e Fughe
(1832-1841)
L’interesse per la composizione organistica venne nuovamente stimolato nel 1832, durante un viaggio in Inghilterra che vedeva Mendelssohn impegnato soprattutto in qualità di pianista. Fu l’editore Vincent Novello che, oltre a pubblicargli il primo volume di Lieder ohne
Worte, gli commissionò della musica per organo: egli accolse la richiesta, consegnandogli l’anno seguente un breve Andante con moto in sol
minore e una fuga in re minore.
Nell’estate dello stesso anno, Attwood invitò Mendelssohn a suonare il Voluntary conclusivo della funzione principale alla Cattedrale di St
Paul per cinque domeniche consecutive; in una di queste Mendelssohn
improvvisò una Fuga in do minore su un tema dello stesso Attwood,
che venne scritta l’anno seguente (Mendelssohn era dotato di una memoria prodigiosa), e nel gennaio del 1835 la presentò al collega inglese arrangiata come duetto. Infatti in Inghilterra la pedaliera e la relativa
tecnica erano state appena introdotte, e suonare in duo era cosa consueta. Fu proprio Mendelssohn ad influire profondamente sull’ambiente organistico britannico e ad accelerarne l’evoluzione.
Durante questi anni Mendelssohn si dedica intensamente a composizioni di carattere contrappuntistico, che culminano nella pubblicazione dei Sei Preludi e fughe Op 35 per pianoforte, e, nella primavera
del 1837, dei Tre Preludi e fughe Op 37 per organo, dedicati a Thomas
Attwood. Come avverrà più tardi per le Sonate Op 65, anche la genesi dell’Op 37 non è unitaria: alla fine del 1836 Mendelssohn rivede la
fuga in do minore e il 1 Dicembre ne scrive una nuova in sol maggiore;
tra il 2 e il 6 Aprile 1837 scrive tutti e tre i preludi, rivedendo la fuga
in re minore del 1833 a completamento della serie. La magistrale fusione in essi di tratti antichi e moderni fu di immensa influenza sullo
sviluppo della musica d’organo del XIX secolo. A questo proposito vale
la pena ricordare che i forti mutamenti occorsi già da alcuni decenni nella liturgia protestante avevano ridotto il ruolo dell’organo, e per
lungo tempo la forma del Preludio e Fuga, icona della letteratura organistica barocca, era stata abbandonata. Il primo a riproporla in chiave
non tanto liturgica quanto piuttosto didattica e concertistica era stato
19
proprio August Wilhelm Bach, che pubblicò tre volumi di proprie opere per organo tra la fine del 1820 e il 1824, segnando un nuovo corso
per la letteratura organistica. Tuttavia, pur riconoscendo ad A. W. Bach
un ruolo storico di importanza in tale evoluzione, bisogna ammettere
che egli non possedeva il grande talento di Mendelssohn, inoltre le sue
opere pagano ancora in modo troppo evidente un richiamo retrospettivo a Bach.
Nell’intervallo di quasi otto anni che separa la pubblicazione
dell’Op 37 dall’Op 65, la creatività di Mendelssohn in campo organistico si rivela soltanto in una circostanza, che parrebbe non essere stata
dettata da alcun fine editoriale: dalla sua stessa corrispondenza sappiamo che nell’estate del 1839 si esercita quotidianamente sia all’organo
che sul pianoforte a pedali, concentrandosi soprattutto sulla tecnica di
pedale, e in tale periodo compone tre Fughe, tutte in meno di una settimana: il 13 Luglio scrive la Fuga in mi minore, dal carattere acceso
e drammatico; il giorno seguente vede la luce una solenne e luminosa
Fuga in do maggiore, che sarà poi rielaborata e integrata nella Sonata II; il 18 Luglio viene composta una complessa Fuga in fa minore,
a cinque voci. Al di là del contrasto tra lo spirito di queste tre pagine
(peraltro comune in Mendelssohn) a mio modesto parere esse meriterebbero maggiore considerazione nel repertorio usuale. In particolare,
quella in fa minore risulta essere il primo mirabile esempio di ciò che
si potrebbe definire fuga espressiva, nel senso romantico del termine,
anticipando di molti anni lavori analoghi quali l’introversa Fuga in la
bemolle minore (1856) di J. Brahms, scritta in occasione della prematura morte dell’amico Robert Schumann, ed il toccante Preludio, Fuga
e Variazione (1862) di C. Franck.
Il 9 Luglio 1841 Mendelssohn scrive un Preludio in do minore dal
carattere lirico e vagamente malinconico, dedicato a Henry E. Didbin.
Questa è l’ultima pagina per organo scritta prima di intraprendere l’ultimo progetto organistico, che fu anche il più importante della vita di
Mendelssohn e segnò il corso della letteratura organistica in modo ancora maggiore rispetto all’Op 37: le Sei Sonate, Op 65.
[nota a cura di Giulio Piovani]
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Domenica 10 marzo ore 19,00
Basilica Cattedrale
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Opera Omnia per organo
Giulio Piovani (p. 13)
Programma
Sonate IV in Si, Op 65/4
Allegro con brio – Andante religioso – Allegretto
Allegro maestoso e vivace
Allegro, Choral und Fuge in Re min
Sonate II in Do min, Op 65/2
Grave – Adagio – Allegro maestoso e vivace – Fuga
Sonate VI in Re min, Op 65/6
Choral mit Variationen – Fuga – Andante
21
Sei Sonate Op 65
(1844-1845)
Nella prima metà del 1844 Mendelssohn aveva visitato l’Inghilterra per l’ottava volta, e durante il suo soggiorno in Inghilterra era stato
contattato dalla casa editrice londinese Coventry & Hollier, con la richiesta di scrivere una serie di tre Voluntaries per organo. Egli accettò, e cominciò a lavorarvi subito dopo il suo rientro in Germania. Il
25 Luglio 1844 scrisse alla sorella «Cerca il pezzo in la maggiore che
ho scritto per il tuo matrimonio...Ho promesso a un editore inglese un
intero libro di brani organistici e li sto scrivendo uno dopo l’altro, e
quello mi serve subito. Mi piace l’inizio, ma non la parte centrale che
sto completamente riscrivendo con un’altra fuga su corale, su Aus tiefer Noth”.» Il manoscritto di Fanny non pervenne, così egli completò a
memoria quello che sarebbe divenuto il primo movimento dell’Op 65
n. 3, aggiungendovi un Andante il giorno seguente.
Tra il 21 Luglio e il 18 Agosto Mendelssohn scrisse sette pezzi per
organo. Il 29 Agosto, Mendelssohn chiese a Coventry la facoltà di modificare il titolo da “Voluntaries” a “Sonatas”. Coventry, sostanzialmente indifferente a come l’autore intendesse chiamare le proprie composizioni, accettò la richiesta.
Egli riprese il lavoro il 9 e 10 Settembre con tre altri pezzi e la revisione della fuga in fa minore del 1839, mentre i sei giorni successivi
videro il completamento del concerto per violino in mi minore Op 64!
A questo punto Mendelssohn si trova già di fronte a tre sonate sostanzialmente complete (in fa, re e la), ma altri impegni interrompono il lavoro fino al 19 Dicembre. Il 2 Gennaio estese il progetto componendo altre
due serie di brani, in si bemolle e do, ma nessuna delle cinque sonate
finora scritte aveva assunto una forma definitiva. Il 26-27 Gennaio 1845
egli compose per intero il materiale relativo alla Sonata VI in re minore e
si mise scrupolosamente a revisionare e a vagliare il resto del materiale.
In questa operazione venne accantonata la Fuga in fa minore del 1839,
in favore di un ancor più pregnante Allegro moderato e grave scritto il 28
Dicembre 1844, uno dei movimenti più drammatici dell’intero gruppo,
nel quale il corale di Passione Was mein Gott will gescheh’ allzeit è posto
in forte contrasto con una sezione prevalentemente fugata.
22
Solamente i primi due movimenti della seconda sonata erano nuovi;
il terzo rielabora l’inizio del Nachspiel del 1831, e l’ultimo è una revisione della fuga in do maggiore del 1839.
La genesi della Sonata IV in si bemolle maggiore fu la più complicata: entrambi i primi due movimenti furono riscritti; il vivace Allegro
in si bemolle fu composto per primo, ma scartato in favore di una fuga
su un soggetto simile a quello della forma finale. Lo stesso fu poi modificato, per facilitarne l’esecuzione con i pedali, e la fuga incorniciata
entro una introduzione e una coda accordali, e nello stesso frangente
fu aggiunto l’Allegretto.
Tra i vari movimenti in re (maggiore e minore) dai quali Mendelssohn
può avere selezionato quelli per le sonate 5 e 6, egli scartò l’Andante con
variazioni in re maggiore scritto il 23 Luglio 1844, pagina intrisa di serenità ed eleganza, in totale contrasto con il vigore drammatico dell’Allegro, Corale e Fuga scritto due giorni dopo. La Sonata 5 aveva in origine
una variante del corale di apertura, mentre il finale era in figurazioni di
sedicesimi anziché di terzine e con alcuni cambi di manuale; il secondo movimento era originariamente in re minore invece che in si minore. La sonata 6 è permeata dal corale Vater unser im Himmelreich; essa
si apre con il corale armonizzato, come la Sonata precedente, seguito
da quattro variazioni; il soggetto della fuga seguente è il primo versetto del corale. L’andante conclusivo è un brano di serenità trascendente,
a rappresentare simbolicamente l’accoglimento dell’Onnipotente della
preghiera, espressa in termini quasi disperati e nichilistici nel resto della
Sonata.
La personalità di Mendelssohn è stata (ed è ancora) reputata piuttosto enigmatica: una vita serena, iniziata nell’agio familiare, proseguita con una carriera folgorante, coronata da un matrimonio felice,
che non rende spiegazioni razionali al senso di angoscia che permea
molte composizioni. Per contro tale angoscia, almeno nelle Sonate per
organo, si stempera sempre in pagine di serena dolcezza o di solennità trionfale: ed è proprio questo grande contrasto di umori che, paradossalmente, fornisce alle Sonate tratti di grande coesione, forse anche perché rappresentano così da vicino i contrasti interiori dell’animo
umano. E sebbene sia ormai assodato che Mendelssohn pensava l’organo ancora dal punto di vista classico, l’ispirazione della sua musica
è assolutamente proiettata entro i canoni tipici del sentore romantico.
[nota a cura di Giulio Piovani]
23
Domenica 17 marzo ore 19,00
Santa Maria all’Arcivescovado
(via I Settembre, 117)
Mistero Pasquale
Meditazione sulla morte
Testi di Karol Wojtyla
Enzo Cicero, Voce recitante
Loredana Ingegneri, Clarinetto
Nazzareno de Benedetto, Pianoforte
Programma
W. A. MOZART
Concerto per Clarinetto e Orchestra in La, Kv 622
(trascrizione per Clarinetto e Pianoforte)
Adagio
I. PENSIERI SULLA MATURITÀ
J. BRAHMS
Sonata per Clarinetto e Pianoforte, Op. 120 n. 2
Allegro amabile, Allegro appassionato
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II. MYSTERIUM PASCHALE
C. SAINT SAËNS
Sonata per Clarinetto e Pianoforte, Op. 167
Allegretto
III. IL TIMORE CH’È ALL’INIZIO
C. SAINT SAËNS
Sonata per Clarinetto e Pianoforte, Op. 167
Allegro animato, Lento
IV. LA SPERANZA CHE VA OLTRE LA FINE
G. FAURÉ
Berceause, Op. 16
Sicilienne, Op. 78
25
Nazzareno De Benedetto
Pianista e direttore di coro.
Si è diplomato in Pianoforte con il
massimo dei voti e la lode presso il
Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina sotto la guida del M°
Vittorio Trovato e in Musica Corale
e Direzione di coro presso il Conservatorio di Musica “L. Cherubini” di
Firenze sotto la guida del M° Bernardo Modaro.
Ha seguito dei corsi di Vocalità e Direzione di coro con i docenti S. Korn,
B. Zagni, M. Rizzo e N. Albarosa.
Ha conseguito il diploma di alto perfezionamento in Direzione di coro, Pratica corale e Vocalità antica presso
il Centro ADICUM di Mercogliano (Av).
Nell’estate 95 ha diretto l’ensamble orchestrale e il coro ARS NOVA in
CAVALLERIA RUSTICANA facente parte di un progetto speciale denominato “Il teatro e l’opera verista”.
Nell’anno 2000, in occasione del Grande Giubileo, ha diretto la Corale
S. Nicolò e altri cori della Arcidiocesi di Messina, in occasione dell’Udienza del Santo Padre Giovanni Paolo II, in Piazza S. Pietro a Roma.
Nell’ottobre 2006, partecipando con il Coro S. Nicolò al VI Concorso
Nazionale di Benevento “Premio San Bartolomeo”, ha ricevuto il premio
speciale per la migliore direzione offerto dal Presidente della Camera dei
Deputati.
Attualmente è docente di Pianoforte presso l’Istituto Comprensivo di Saponara, presidente della Sezione Diocesana dell’Associazione Italiana
S. Cecilia per la Musica Sacra e direttore della Corale Polifonica “S.
Nicolò”.
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Loredana Ingegneri
Ha conseguito il Diploma di Clarinetto al Conservatorio Corelli di Messina sotto la guida del Maestro A. Cigala. Nel 2007 ha conseguito la Laurea
in Discipline Musicali - Clarinetto
al Conservatorio Bellini di Palermo
e nel 2009 ha conseguito il Diploma
Accademico di II Livello di didattica
Strumentale presso l’Istituto Musicale Pareggiato “Achille Peri” di Reggio Emilia.
Si è perfezionata con artisti di fama
internazionale quali F. Meloni e R.
Guyot.
Ha collaborato con l’Orchestra di fiati del Corelli in vari concerti e alla
realizzazione di incisioni discografiche quali “Fantasia Romantica” e
“Memories” per la casa discografica Scomegna di Torino con brani di
autori contemporanei e in prima esecuzione assoluta.
Ha partecipato al TIM (Torneo Internazionale di Musica) e conseguito
il Primo premio “XIII Concorso Nazionale per Giovani Musicisti” di
Palermo Sezione Musica da Camera in Trio due clarinetti e pianoforte.
Componente di diversi gruppi cameristici con i quali svolge intensa attività concertistica per Associazioni Nazionali ed Internazionali per gli
stessi ha scritto e arrangiato diversi brani.
Ha collaborato con i compositori M° S. Valenza, M° U. Pieroni, M° A.
Talmelli. Per quest’ultimo si è esibita dal vivo in rassegne e stagioni
musicali come il Festival di Musica contemporanea di Milano, Autunno
musicale in Rocca di Sala Baganza e il Teatro del Vicolo di Parma, XXX
Edizione Primavera Teatro Magnolfi di Prato, Teatro Artigiano di Reggio
Emilia.
Nel 2011 ha inciso per la casa discografica Rugginenti di Milano un CD
con brani inediti del M° Talmelli per clarinetto solo e in duo clarinetto e
flauto.
È stata docente di Propedeutica Musicale presso l’Istituto Musicale
“Achille peri” di Reggio Emilia.
27
Impegnata in attività didattiche e artistiche per diverse istituzioni è attualmente docente di Clarinetto nella Scuola Media ad Indirizzo Musicale.
Vincenzo Cicero
È ricercatore di filosofia della scienza
presso l’Università di Messina. Tra le
sue pubblicazioni: Il Platone di Hegel
(1998); Istante durata ritmo (2007);
Essere e analogia (2012); Parole
come gemme (2012). Ha anche curato
diverse traduzioni italiane di opere di
Hegel e Heidegger. Dal 1992 dirige
gli Sdrammaticati, compagnia di teatro amatoriale di Rometta Marea. E
nel 2006 ha ricevuto il ministero del
lettorato.
28
Sabato 23 marzo ore 19,00
Santa Maria all’Arcivescovado
(via I Settembre, 117)
Archangelo il bolognese (Fusignano 1653 – Roma 1713)
Divine e “rumorose” conversazioni a tre voci
Nell’anniversario della morte di A. Corelli
Fabrizio Longo Violino - Enrico Parizzi Violino
Milo Longo Tastiera
Programma
Sonata in Fa min, Op. I n. 1
Sonata in Mi min, Op. III n. 7
Sonata in Sol min, Op. IV n. 2
Sonata in Re min, Op. V n. 7 (trascrizione Settecentesca per
tastiera)
Sonata in Re min, Op. I n. 11
Sonata in Sol min, Op. IV n. 10
Sonata in Re, Op. I n. 12
29
Fabrizio Longo
Musicista messinese, si è diplomato
in violino con il massimo dei voti sotto la guida di Luigi Fusconi presso il
Conservatorio A. Corelli di Messina.
Ha proseguito negli studi con Eliodoro Sollima, Georg Mönch e Cristiano Rossi, esibendosi in diverse
formazioni tra cui l’orchestra da camera Ars Musica di Messina (spalla
dei primi violini, solista e direttore),
il Duo Longo, i gruppi da camera La
Sauvion e Festa Barocca, partecipando con successo a diversi concorsi nazionali ed internazionali per solisti e cameristi e realizzando incisioni di
brani (anche in prima esecuzione) per SMSP, Raidue, Raitre, Mediaset,
MTV, Teatro di Messina, Radiotre, Radio Classic, Ambronays, Tactus.
Conclusi gli studi umanistici presso l’ateneo messinese ed appassionatosi al repertorio barocco eseguito con criteri filologici, ha seguito corsi e masterclass relativi alla prassi esecutiva ed alla tecnica della diminuzione tenuti, tra gli altri, da Christopher Hogwood, Luigi Ferdinando
Tagliavini, Chiara Banchini, Sigiswald Kuijken e, in particolare, Enrico
Gatti e Luigi Rovighi con i quali ha studiato continuativamente presso
i conservatori G. Niccolini di Piacenza e Santa Cecilia di Roma e presso l’Accademia Filarmonica di Bologna. Da diversi anni si esibisce con
musicisti provenienti dai più importanti complessi di musica barocca,
collabora con il dipartimento di musica antica del conservatorio G. B.
Martini di Bologna e tiene corsi di violino storico presso conservatori ed
università italiane.
Ha pubblicato diverse edizioni critiche: un oratorio del seicento messinese, il Diluvio Universale del 1682 (2001), di Michelangelo Falvetti, un
Compendio di regole musicali di autore anonimo settecentesco (2001), le
sonate messinesi di Giovanni Antonio Pandolfi Mealli (2005) (tutte edite dalla Società messinese di Storia Patria) e le Sonate opera III e IV di
Pandolfi Mealli (a cura di Fabrizio Longo – Enrico Gatti), casa editrice
Walhall. Sono in corso di pubblicazione, sempre a sua cura, il Dialogo
30
del Nabucco del 1683 di Michelangelo Falvetti (Ut Orpheus), un altro
volume su Pandolfi Mealli per una casa editrice poliziana, un saggio sulla diminuzione seicentesca, per la SMSP e la voce “Pandolfi” per il DBI
Treccani.
Enrico Parizzi
Violinista e violista, è stato tra i primi ad occuparsi di prassi esecutiva in
Italia.
In quasi trent’anni di carriera, ha collaborato con alcuni tra i maggiori specialisti della musica rinascimentale e
barocca, come Renè Jacobs, Gabriel
Garrido, Rinaldo Alessandrini, Konrad Junghänel, Dominique Visse, Jordi Savall, Bruce Dickey, Alan Curtis,
Alice Piérot, John Elwes, Nigel Rogers, Maria Cristina Kiehr, Rolf Lislevand, Aline Zylberajch, Christina Pluhar, Vincent Dumestre, Fabio
Biondi, Enrico Onofri, Giovanni Antonini, François Fernandez, Diego Fasolis, Enrico Gatti, Andrea Marcon, Chiara Banchini e tanti altri, con
musicisti classici quali Giuliano Carmignola e Mariella Devia, compositori, musicisti popolari, di jazz, come Bireli Lagrène, di musica improvvisata, come Michel Godard. Membro per molti anni dell’ensemble La
Fenice (Jean Tubéry), dei Sonatori della Gioiosa Marca, del quartetto
d’archi Ad Fontes di Zurigo e violino di spalla stabile nel Parlement de
Musique diretto da Martin Gester, nel Teatro Armonico di Alessandro
De Marchi, e nell’orchestra Ad Fontes di Zurigo, è stato ospite dei più
importanti festival e stagioni concertistiche in tutta Europa, U.S.A., Canada ed Israele.
Nonostante detesti registrare, ha lasciato traccia di sé in emissioni radiofoniche e televisive in Italia ed all’estero ed ha inciso oltre 60 CD per
varie case discografiche, tra cui DG, Astrée-Auvidis, Harmonia Mundi
31
France, Alpha, Naïve, Accord, Ricercar, K617, Naxos, Opus 111, Symphonia, France Musique, Dynamic, premiati da Diapason d’Or de l’année, Choc du Monde de la Musique, 10 de Répértoire, Académie Charles
Clos, Premio Vivaldi di Venezia.
Insegna Violino e viola barocchi e classici presso il Conservatorio di
Musica F. E. Dall’Abaco di Verona ed ha tenuto stages di violino, viola e
orchestra barocca a Strasburgo, Oporto, Glasgow, Avignone, Verona, Corinaldo (AN), Montescaglioso (MT), Valdagno (VI). Inoltre, ha collaborato con l’Università di Tours e con l’Università di Rennes 2 per ricerche
sulla musica italiana in Francia.
Milo Longo
Pianista e continuista messinese, vanta una quasi ventennale esperienza di
maestro collaboratore al pianoforte
presso l’Ente Teatro di Messina, ha
preso parte a tutte le produzioni liriche e sinfoniche degli ultimi diciotto
anni e dal 2007 collabora nello stesso
ruolo anche con Taormina Arte. Tuttavia non ha rinunciato ad una propria attività concertistica nella quale si esibisce sia al pianoforte che al
clavicembalo nell’ambito soprattutto
di progetti cameristici. Ha pertanto
collaborato con note istituzioni e società musicali italiane e con la Scuola di Propedeutica musicale “Progetto
Suono” per la realizzazione di spettacoli di teatro musicale per ragazzi.
Nel mese di gennaio del 2012 è stato invitato dal teatro NCPA di Pechino
per lavorare come Coach e Maestro al Cembalo ad una nuova produzione
della Cenerentola di G. Rossini. E’ titolare della cattedra di Repertorio
Lirico per cantanti presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria.
32
Domenica 31 marzo ore 19,00
Organo OSL in Santa Maria all’Arcivescovado
(via I Settembre, 117)
Sonate di Rheiberger per Organo e Violino
Domenico Gioffrè, Organo
Fiona Robertson, Violinista
Programma
J. S. Bach
Praeludium und Fuge in Sol, BWV 541 (Organo)
N. Paganini
Capriccio n° 9 (Violino)
J. G. Rheinberger
6 Pezzi per Organo e Violino, Op. 150
M. Ravel
Pavane (Pianoforte e Violino)
C. Saint-SaËns
Il Cigno (Pianoforte e Violino)
J. Brahms
Danza Ungherese No. 5 (Pianoforte a quattro mani)
Danza Ungherese No. 7 (Pianoforte a quattro mani)
A. Caesar
Tango per due pianoforti (Pianoforte a quattro mani)
33
Domenico Gioffrè
Nato a Messina nel 1992, ha studiato
organo e pianoforte sotto la guida del
M° Padre Giovanni Lombardo.
Nel dicembre 2011 è stato ammesso
al Royal College of Music di Londra dove studia nelle classi di David
Graham (organo) e Kathron Sturrock
(pianoforte).
È organista della Chiesa Luterana e della Chiesa Valdese di Messina, che lo sostengono gentilmente nei suoi studi.
Nel giugno 2012 ha vinto la borsa di
studio del Nicholas Danby Trust.
Dal settembre 2012 è Organ Scholar presso la Chiesa di All Saints a
Fulham, Londra.
Fiona Robertson
Fiona frequenta il Royal College of
Music di Londra, dove studia violino
con Jan Repko e pianoforte con Kathron Sturrock. Si è esibita come solista, musicista da camera e orchestrale in tutto il Regno Unito e all’estero,
oltre a vincere numerosi premi tra cui
il primo premio al Glasgow Music Festival nel 2009. L’attività concertistica include l’esecuzione del concerto
per violino e orchestra di Berg con la
Chetham Symphony Orchestra e, più
recentemente l’esecuzione del concerto per violino e orchestra di Bruch con
l’Orchestra da Camera di Glasgow.
34
Domenica 7 aprile ore 19,00
Basilica Cattedrale
Surrexit Dominus vere. Alleluia!
Coro Diocesano Santa Maria della Lettera
Graziella QUARTARONE, soprano
Alessandro VARGETTO, basso
Nazzareno DE BENEDETTO, direttore
Giovanni LOMBARDO, organista
Programma
C. SAINT SÄENS
Ave verum
G. ROSSINI
O salutaris hostia (soprano)
G. P. DA PALESTRINA
Adoramus te Christe
Z. KODALY
Stabat mater
W. A. MOZART
Alleluia, da Exsultate Jubilate, K 165 (soprano)
G. F. HAENDEL
dal Messia
Since by Man came death
The trumpet shall sound (basso)
N. DE BENEDETTO
Io sono il buon pastore
A. LOTTI
Regina coeli
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Coro Diocesano Santa Maria della Lettera
Il Coro Diocesano “Santa Maria della Lettera” nasce come identità l’1
aprile 2010 (Giovedì Santo), quando l’Arcivescovo Mons. Calogero La
Piana per la prima volta dà questo appellativo all’unione dei cori parrocchiali che ormai da qualche anno anima le celebrazioni diocesane. Sono
membri di diritto del coro tutti i cantori impegnati nel servizio liturgico
nelle varie parrocchie della Diocesi. Finalità del coro è la buona pratica
del canto nelle celebrazioni liturgiche, l’organizzazione e la promozione
di momenti di preghiera anche attraverso Concerti Spirituali e Pii Esercizi in musica. Suo compito è l’animazione delle celebrazioni diocesane
della Cattedrale quali la Messa Crismale e le Ordinazioni Presbiterali. I
componenti del coro curano la loro formazione vocale e liturgica all’interno della Scuola Diocesana Liturgico-Musicale nel suo secondo anno
di vita. Sempre all’interno della scuola, attraverso un corso di recente
istituzione, vengono formati i lettori che curano le parti verbali dei concerti spirituali. Il coro ha eseguito recentemente la registrazione del salmo della Messa Crismale per il sussidio Quaresima-Pasqua dell’Ufficio
Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Il coro è guidato dal maestro Padre Giovanni Lombardo ed è coadiuvato dai maestri
Nazzareno De Benedetto e Angelo Cannata.
36
Graziella Quartarone
Ha conseguito il Compimento Medio
di pianoforte presso il Conservatorio
“A. Corelli” di Messina. Ha poi intrapreso gli studi di canto lirico conseguendo il Compimento Inferiore
presso il Conservatorio “G. Verdi”
di Como, sotto la guida del Maestro
Cristina Rubin; il Diploma presso il
Conservatorio di Messina, nell’anno
2007, con il Maestro Luisa Pappalardo. Attualmente è iscritta al II anno
del Biennio di Specializzazione di
Canto.
Si è laureata in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina.
Ha partecipato a numerosi Corsi di Musica Liturgica, Tecnica della Direzione, Concertazione e Direzione organizzati dall’Associazione Santa
Cecilia a Volterra (Pisa). Attualmente fa parte del Coro Diocesiano “Santa Maria della Lettera” di Messina e dirige il Coro Polifonico della Parrocchia “S. Antonio di Padova e S. Maria Assunta” di Rometta Marea.
Alessandro Vargetto
Inizia i suoi studi al Conservatorio di Messina nella classe del maestro
Antonio Bevacqua, ed in seguito con il maestro Marcello Vargetto. Master di canto con i maestri: Steeve Woodbury, Nicola Martinucci, Carmelo Caruso, Salvatore Pupillo.
Inizia l’esperienza di canto solistico come madrigalista, partecipando a
vari corsi e seminari sulla vocalità e sull’interpretazione della musica
barocca di Erice tenuti dai maestri Claudine Ansermet e Gabriel Garrido.
Debutta nell’opera “La Catena d’Adone” di Mazzocchi, ricoprendo il
ruolo del Pastore. Nella sua carriera solistica ricopre i ruoli di: Escamillo
(Carmen), Alfio (Cavalleria Rusticana), Jago (Ernani), Germont, Marchese e Dottor Grenvil, (Traviata), Enrico Dandolo (Mameli), Belcore
37
(Elisir d’amore), Conte di Monterone
(Rigoletto) Un carceriere (Tosca).
Dal 1990 collabora con l’Associazione Antonio Il Verso di Palermo, con
la quale ha partecipato a prestigiosi
concerti sia in Italia che all’Estero:
Vespro per lo Stellario della Beata
Vergine di Bonaventura Rubino (Palermo, 1990, Francia, 1996) XXX Festival de Musique de la Chaise Dieu
con diretta radiofonica di Radio Vaticana; Second Advent Concert – Bethlehem (Palestina, 2000) alla presenza
del ministro degli esteri palestinese e
del presidente della regione siciliana.
Nel 1994 inizia la collaborazione con il maestro Dino Scuderi per la
realizzazione dei musical Jesus Christ Superstar ed in seguito Salvatore
Giuliano. La lunga tournée di Jesus Christ Superstar lo porta nei più prestigiosi teatri italiani: Smeraldo (Milano), Verdi (Firenze),
Sistina (Roma) Metropolitan (Catania) Teatro Antico (Taormina).
La sua esperienza lirica parte nel 1987 con la cooperativa Progetto Arte
di Messina. Ha collaborato inoltre con i conservatori di Messina e Reggio Calabria.
Dal 1989 fa parte del Coro Lirico Francesco Cilea di Reggio Calabria,
diretto dal maestro Bruno Tirotta.
Dal 2008 è artista del coro con contratto stagionale, del Teatro Massimo
V. Bellini di Catania, diretto dal maestro Tiziana Carlini. Dal 2011 è artista del coro con contratto stagionale del Maggio Musicale Fiorentino,
diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Con i suddetti complessi corali ha partecipato a opere e concerti dirette
da alcuni tra i più famosi direttori d’orchestra: Maurizio Arena, Roberto
Abbado, Daniel Oren, Lorin Maazel, Zubin Metha.
Ha ricoperto il ruolo di Gesù nella Via Crucis di F. Liszt (2009). Basso
solista nella messa The Armed Man di K. Jenkins (2009), Requiem di W.
A. Mozart (2011), Messa in Sol Mag. di Franz Schubert (2011).
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Giovanni Lombardo
Ha conseguito il diploma di pianoforte presso il conservatorio “A. Corelli”
di Messina, sotto la guida della prof.
ssa Teresa salvato. Ha conseguito la
Laurea in scienze naturali presso l’università di Messina, il baccellierato
in Teologia presso l’istituto Teologico
S. Tommaso di Messina e la Licenza
in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. nel giugno 2008 ha conseguito il Magistero
in organo presso il Pontificio Istituto
di Musica Sacra di Roma, sotto la guida del M° Theo Flury O.S.b. nel suddetto istituto si è perfezionato in
pianoforte con il M° Claudio Trovajoli, in canto gregoriano con i maestri nino Albarosa e Mons. Alberto Turco, in basso continuo e musica
d’insieme con il M° Federico del Sordo, in direzione di coro con il M°
Walter Marzilli, in composizione con i maestri Ivan Florjanc e Marialuisa Balza. Ha frequentato i corsi di interpretazione organistica tenuti dal
M° Massimo Nosetti al monumentale organo “Tamburini” della Cattedrale di Messina, dove ha tenuto diversi concerti. Dal dicembre 2012
ricopre l’incarico di Organista titolare e Maestro di Cappella della
Basilica Cattedrale di Messina.
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Indice
Messaggio dell’Arcivescovo..................................................................................... 2
Il Grande Organo Tamburini della Cattedrale........................................................... 4
Il nuovo Organo Meccanico OSL............................................................................. 6
Sabato 23 febbraio ore 19,00 in Santa Maria all’Arcivescovado
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Opera Omnia per organo.
Giulio Piovani........................................................................................................... 7
Domenica 24 febbraio ore 19,00 in Cattedrale
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Opera Omnia per organo.
Giulio Piovani........................................................................................................... 10
Venerdì 1 marzo ore 20,00 in Cattedrale
Piccoli passi verso l’altro. L’icona della “Sancta Familia”
Lia Galdiolo - Giovanni Lombardo.......................................................................... 14
Domenica 3 marzo ore 19,00 in Cattedrale
Concerto d’organo: Gian Vito Tannoia..................................................................... 16
Sabato 9 marzo ore 19,00 in Santa Maria all’Arcivescovado
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Opera Omnia per organo.
Giulio Piovani........................................................................................................... 18
Domenica 10 marzo ore 19,00 in Cattedrale
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Opera Omnia per organo.
Giulio Piovani........................................................................................................... 21
Domenica 17 marzo ore 19,00 in Santa Maria all’Arcivescovado
Mistero Pasquale. Meditazione sulla morte, di Karol Wojtyla
Enzo Cicero - Loredana Ingegneri - Nazzareno de Benedetto................................. 24
Sabato 23 marzo ore 19,00 in Santa Maria all’Arcivescovado
Archangelo il bolognese (Fusignano 1653 – Roma 1713)
Divine e “rumorose” conversazioni a tre voci
Nell’anniversario della morte di A. Corelli
Fabrizio Longo - Enrico Parizzi - Milo Longo......................................................... 29
Domenica 31 marzo ore 19,00 in Santa Maria all’Arcivescovado
Sonate di Rheiberger per Organo e Violino
Domenico Gioffrè - Fiona Robertson....................................................................... 33
Domenica 7 aprile ore 19,00 in Cattedrale
Surrexit Dominus vere. Alleluia!
Coro Diocesano Santa Maria della Lettera............................................................... 35
www.organoduomomessina.it
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Libretto PDF - Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela