Regione Lazio Via Adalberto, 13/15 - 00162 Roma tel. +39 06 44246483 - fax +39 06 44242432 lazio.agesci.it - [email protected] Vademecum sulla partecipazione alle Assemblee Regionali Spunti, riflessioni, strategie, suggerimenti per andare oltre il quorum. ù La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Giorgio Gaber 1° Edizione – Febbraio 2013 Ringraziamenti Questo documento nasce dalle sessioni del Consiglio Regionale dell’AGESCI Lazio, dai contributi delle due commissioni del Consiglio Regionale, dal contributo del gruppo di lavoro all’Assemblea Regionale e dal contributo di Emanuela Bonino, Giulia Mazzoni e Alessia Lo Cascio. 2 Passo dopo passo…. In questi anni la nostra regione si è spesso interrogata sulla partecipazione dei capi ai momenti di democrazia associativa. … il primo passo è stato quello di riportare, con l’aiuto dei RRZZ, sempre più capidelegati ad intervenire alle Assemblee regionali. Ma quanto di questa presenza numerica è anche vera partecipazione democratica alla vita regionale e associativa? Quanto i capi-delegati si sentono protagonisti dei percorsi decisionali della nostra regione? A queste domande ha cercato di rispondere il Consiglio Regionale: … il secondo passo è stato, infatti, la decisione di realizzare un “libretto del Quore” dedicato proprio alla figura del “delegato all’assemblea regionale”. Il libretto nasce con un duplice obiettivo, da una parte delineare il ruolo del delegato all’assemblea regionale restituendo importanza e centralità a questo strategico incarico, dall’altra vuole essere un primo strumento di formazione al ruolo. …il terzo passo è stato quello di costituire una commissione, all’interno del Consiglio Regionale, sulla partecipazione associativa. Lo scopo della commissione era di riuscire a raccogliere dati che avessero un carattere qualitativo oltre che meramente quantitativo sullo stato della partecipazione associativa nella nostra regione. La commissione ha condotto un’indagine prendendo in considerazione solamente le assemblee regionali come momenti primari di partecipazione associativa. Gli strumenti di analisi utilizzati sono stati: • • Raccolta e analisi di dati numerici sulle presenze nelle ultime Assemblee regionali per studiarne l’andamento nel tempo. Realizzazione di un questionario sottoposto ai capi presenti all’assemblea di novembre 2011 suddiviso in due parti: la prima per tutti i capi partecipanti, la seconda riservata ai delegati di gruppo (dove si è cercato di indagare più a fondo il carattere qualitativo della partecipazione di questi capi a quello che è stato individuato come il momento più alto di democrazia associativa nella nostra regione). I risultati dell’indagine (seppur eseguita su un campione molto ridotto) hanno portato alle seguenti considerazioni: 1. A livello di partecipazione numerica l’assemblea delegata della regione Lazio funziona, avendo sempre raggiunto il quorum necessario (e senza neanche l’eccessivo uso di deleghe) per il suo svolgimento; 2. Il materiale preparatorio all’assemblea arriva alle Comunità Capi in un tempo che i delegati di gruppo ritengono congruo; 3. Lo stesso materiale viene spesso, ma non sempre, preso in considerazione/discusso nelle Comunità Capi prima dell’assemblea regionale; 4. Sembrerebbe invece maggiore la condivisione in Comunità Capi dopo l’assemblea regionale degli argomenti discussi e delle decisioni in essa prese; 3 5. Le difficoltà più grandi che un capo della regione trova nel partecipare all’assemblea riguardano il linguaggio utilizzato nella presentazione/discussione degli argomenti proposti e nella conseguente difficoltà di esprimere opinioni o intervenire nelle discussioni stesse; 6. Più della metà dei capi della Regione presente in assemblea ha definito la propria partecipazione di “semplice ascolto” con difficoltà ad intervenire direttamente nelle discussioni e/o a presentare mozioni, raccomandazioni, candidature, etc..; …. Il quarto passo è stato realizzare un gruppo di lavoro sulla partecipazione associativa all’Assemblea di Novembre 2012 che, partendo dall’analisi prodotta dall’indagine fatta, delinei delle strategie per migliorare la qualità della partecipazione dei capi alle assemblee regionali. Questo vademecum è il frutto di tutto questo lavoro. Non tutte le Assemblee sono uguali I compiti dell’assemblea regionale sono regolati dall’art. 35 dello Statuto Agesci. Lo Statuto dichiara che in un anno i responsabili regionali devono convocare almeno un’assemblea. La nostra regione, come tutte le altre, ha deciso di fare un’assemblea autunnale ed una primaverile, con compiti differenti. L’assemblea autunnale viene convocata per: 1) Verificare l’attuazione del programma regionale venuto a scadenza e per approvare il programma dell’anno successivo fatto sulla base del progetto regionale sia di formazione capi, metodo, branche e settori. 2) Eleggere i Responsabili Regionali, i membri del comitato regionale, gli incaricati alle branche e i consiglieri generali. 3) Approvare il bilancio consultivo e preventivo della regione. Generalmente nell’assemblea autunnale viene anche verificato il progetto regionale venuto a scadenza per quanto riguarda l’approvazione, questa avviene nell’assemblea autunnale o primaverile, in base a quando viene convocato il convegno regionale che mette le basi del nuovo progetto regionale. L’assemblea primaverile viene convocata per: 1) Discutere gli argomenti in ordine del giorno del Consiglio Generale. 2) Discutere le linee del Progetto Nazionale. 3) Discutere argomenti inseriti in o.d.g. 4 I Protagonisti Dal regolamento dell’assemblea regionale: “ 1.8 La regione, la Zona, il Gruppo e i soci adulti censiti nella regione si impegnano a promuovere la cultura della partecipazione alla democrazia associativa.” Prima di tutto ci preme rilevare che, affinché il sistema dell’assemblea delegata sia qualitativamente espressione di reale democrazia, l’unico protagonista non deve e non dovrebbe essere il delegato di gruppo… ma lo devono diventare tutti i capi della nostra regione! Come sottolineato da nostro regolamento assembleare, la promozione della cultura della partecipazione spetta a più protagonisti tra i quali compete un ruolo fondamentale ai Capi Gruppo, ai Responsabili di Zona, alla Regione, agli animatori dei gruppi di lavoro, ai delegati. Di seguito trovate suggerimenti, strategie, idee rivolte a questi protagonisti per agevolare e promuovere la partecipazione associativa. Per quanto riguarda il ruolo del delegato rimandiamo al libretto del Quore sul “delegato all’assemblea regionale” e al regolamento dell’assemblea regionale. Strategie e suggerimenti per migliorare la partecipazione alle assemblee: Prima dell’Assemblea: REGIONE RRZZ • Fornire alle zone il modello mozioni utilizzato all’assemblea. • Insieme alla convocazione e ai documenti preparatori mandare un breve abstract degli stessi che ne delinei in grandi linee i contenuti per cercare di semplificare il linguaggio e rendere chiari gli obiettivi. • Per l’assemblea di primavera mandare il prima possibile(in relazione alla pubblicazione degli atti preparatori del consiglio generale) i temi dei gruppi di lavoro per dare la possibilità ai gruppi e alle zone di lavorarci. • Utilizzare buona caccia per far iscrivere i delegati ai gruppi di lavoro delle assemblee per favorire lo scambio di informazioni ed eventuali approfondimenti preparatori. • Convocare un consiglio di zona precedente all’assemblea (sufficientemente precedente in modo che le coca abbiano poi tempo di preparare l’assemblea con i loro delegati). • Coinvolgere i Consiglieri Generali nel dibattito preparatorio all'Assemblea Regionale di Aprile. • Formazione dei CCGG così che possano a loro volta individuare e formare i delegati e la coca sui lavori dell’assemblea. • Fornire alle coca il modello mozioni utilizzato all’assemblea. 5 • Coordinare la Co.Ca. nella scelta del delegato con particolare attenzione alla differenza tra le due assemblee (i temi dell’assemblea autunnale sono sicuramente più accessibili ad un capo inesperto in strutture associative mentre l’assemblea di aprile richiede una più consapevole conoscenza dell’associazione e l’approfondimento di numerosi documenti ). • Stimolare la discussione in coca dei temi dell’assemblea: → suggerimento: a volte, vista la complessità e il grande numero dei documenti la Co.Ca. potrebbe selezionare un tema di discussione e far iscrivere il proprio delegato al gruppo di lavoro su tema specifico in modo che il delegato sia portavoce in quella commissione della voce della coca. CCGG Durante l’Assemblea: L’organizzazione dei gruppi di lavoro deve essere impostata in modo da dare a tutti i delegati (capi più o meno esperti) la possibilità di contribuire con serenità. Un’idea di schema potrebbe essere: ANIMATORI Introduzione del tema spiegando in parole semplici il documento in esame : obiettivi, motivazioni , percorso storico, contenuti Momento di confronto in stile scout… anche utilizzando tecniche animative diverse dal dibattito frontale Concretizzazione: raccogliendo le istanze emerse traducendole in mozioni … con l’attenzione che siano mozioni accettabili. Dopo l’Assemblea: • Dare spazio alla riunione di Co.Ca., successiva all’assemblea, al delegato, in modo da poter relazionare sulla commissione e sui lavori a cui ha partecipato. CCGG RRZZ • • Monitorare la partecipazione dei singoli gruppi alle assemblee Dopo l’assemblea autunnale fare attenzione al calendario regionale nella programmazione delle attività di zona 6 • REGIONE • Mandare, alla stessa mailing list cui s’invia la convocazione dell’assemblea e agli iscritti su Buona Caccia ai vari gruppi di lavoro, il link del verbale dei lavori dell’assemblea in modo che ognuno possa velocemente rintracciare info sui lavori. Dare, quando possibile, un veloce feedback successivamente al consiglio generale sulle commissioni che hanno visto la regione impegnata con i lavori e le mozioni presentate. …la strada si apre, passo dopo passo, ora su questa strada noi… 7 8