VOCE dalla COMUNITÀ
PARROCCHIALE DI
S. TERESA di GESÙ
Anno XII - N. 5/2013
MAGGIO
Piazza E. Cesaro, 27 - 80058 TORRE ANNUNZIATA (NA) - Tel 0815362771 Fax 0815363694
Responsabile Editoriale: Il Parroco - A cura del: Gruppo Comunicazioni Sociali Parrocchiale
«Io sono il PANE VIVO …. »
- Festa del C
D
ORPUS
Dal Concilio di Trento si diffusero le processioni del Corpo del Signore che manifestano, per le
strade delle città l’amore esistente tra il Corpo di Cristo ed il Corpo mistico - la Chiesa tutta - di cui Gesù
è il capo; esse dimostrano che Cristo risorto cammina in mezzo a noi e ci guida verso il Regno dei cieli.
«Sant’Agostino ci aiuta a comprendere la dinamica della Comunione Eucaristica quando fa riferimento ad una sua visione durante la quale Gesù gli
aveva detto: “Io sono il cibo dei forti, cresci e mi
avrai. Tu non trasformerai Me in te come il cibo
del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in
Me.” Mentre dunque il cibo corporale viene assimilato dal nostro organismo e contribuisce al suo sostentamento, nel caso dell’Eucaristia si tratta di un
Pane che ci assimila a sé, così che diventiamo conformi a Gesù Cristo, membra del suo Corpo, una sola
cosa con lui: la nostra individualità, in questo incontro, viene liberata dal suo egocentrismo ed inserita
nella Persona di Gesù che, a sua volta, è immerso
nella comunione trinitaria. Così l’Eucaristia, mentre
ci unisce a Cristo, ci apre agli altri, ci rende membra
gli uni degli altri, non siamo più divisi, ma una cosa
sola con lui. La Comunione Eucaristica mi unisce
alla persona accanto, con la quale forse non ho nean-
OMINI
che un buon rapporto, ma anche ai fratelli lontani, in
ogni parte del mondo. Mediante il Suo Corpo ed il
Suo Sangue Cristo ci trasforma, ci coinvolge nella
Sua opera di redenzione, rendendoci capaci,per la
grazia dello Spirito santo, di vivere secondo la Sua
stessa logica di donazione, come chicchi di grano,
uniti a Lui ed in Lui» ( Benedetto XVI).
Tutto passa, infatti, attraverso la logica umile e
paziente del chicco che si spezza per dare vita, la
logica della Fede che sposta le montagne con la forza
mite di Dio. Siamo quindi chiamati a seguire le orme
del Signore che ci invita a portare il peso gli uni degli altri; i segni della Passione, le piaghe di Cristo,
dobbiamo riconoscerli in ogni uomo che incontriamo!
Camminiamo per le strade, con Gesù Eucaristia,
portando dentro il Corpo del Signore, come la Vergine Maria, accanto ai nostri fratelli, membra, insieme
con noi del Corpo mistico!
Quest’anno domenica 2 giugno la processione
partirà dal Santuario dello “SPIRITO SANTO” dopo la
celebrazione eucaristica delle 18.30, a cui parteciperà
tutto il popolo torrese; essa si concluderà nella Basilica della “MADONNA della NEVE” con un momento
di preghiera e la solenne benedizione eucaristica ai
fedeli e alla città.
La COMUNITÀ
Lotteria
“Santa TERESA”
PRO ATTIVITÀ ISTITUZ. DELLA PARROCCHIA
ESTRAZIONE 24 GIUGNO 2013
Acquista il tuo biglietto al costo di €. 1,00
MAGGIO
LA FESTA PATRONALE
La festa, dal latino “Dies Festa” giorno festivo, è
una solennità di interesse collettivo, motivata da una
ricorrenza religiosa, civile o familiare celebrata con particolari cerimonie. La prima celebrazione rituale dei cristiani fu la domenica, che assunse la funzione del sabato
ebraico, seguirono Pasqua, Pentecoste, Natale, Epifania, Ascensione, Annunciazione.
Il sabato sera del 22 giugno su di un apposito palco,
sarà allietato dalle sinfonie della banda e a seguire da
musica folcloristica napoletana e tarantelle della compagnia “O Pazziariello”. La piazza nelle tre serate, risplenderà per le luminarie multicolori e grande gioia e letizia
proveranno i fanciulli tra le bancarelle ripiene di torroni e
leccornie; tutti potranno gustare delle ottime pizze, preparate e sfornate da un provetto pizzaiolo.
Domenica ci divertiranno i giovani della nostra comunità col karaoke e seguirà una sfilata di ragazze indossatrici, che presenteranno abiti di note ditte paesane
e acconciature di capelli alla moda, realizzate da una
esperta parrucchiera.
La serata del terzo giorno, sarà molto interessante
per l’esibizione di una paranza, ossia di un gruppo di
persone, che con nacchere e tamburelli canteranno motivi popolari e dulcis in fundo, un piano bar e cabaret di
un noto artista napoletano.
Non mancheranno a chiusura della festa, botti e
fuochi pirotecnici, che risuonando per tutta la città, ci
daranno l’arrivederci al prossimo appuntamento che diviene ormai una tradizione.
Egidio CAIAZZA
Inoltre la Chiesa cattolica, consente i festeggiamenti
per i patroni delle singole città, ad esempio per Sant’Ambrogio a Milano, San Gennaro a Napoli, nonché per le
comunità ecclesiali locali. Per la patrona della nostra
parrocchia, Santa Teresa di Gesù sono stabiliti i giorni
22, 23 e 24 giugno in quanto il 15 ottobre, come da esperienza trascorsa, non garantisce affidabilità dal punto
di vista meteorologico.
Non ha senso partecipare agli avvenimenti, senza
conoscerne il significato l’obiettivo: significherebbe muoversi come tante pecore guidate dal vincastro del pastore. Qual è l’importanza della festa? Divertirsi facendo
confusione, baldoria e spendere soldi senza motivo?
Intanto sappiamo che è obbligatorio aderire al primo
precetto di partecipare alla S. Messa, la domenica e le
altre feste comandate. Anche la nostra festa patronale si
aggancia alla vita liturgica, alla preghiera, all’impegno
morale e alla crescita nell’amore di Dio. Noi veneriamo
Santa Teresa, perché come noi, pellegrini sulla terra, in
comunione, siamo in cammino verso Cristo, così la comunione coi santi ci unisce a Cristo, da cui promana
tutta la grazia e la vita del popolo di Dio. Noi adoriamo
Cristo e siamo devoti ai santi, perché imitatori del Signore, ai quali ci riferiamo per farci loro condiscepoli. Fermo
restando che la liturgia e la processione sono gli aspetti
più importanti della festa, si chiede ampia partecipazione
non solo ai diretti fedeli interessati ma a tutta la cittadinanza ed alle parrocchie, appartenenti al nostro decanato, si prevede lo svolgimento di altri avvenimenti.
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È giunta alla Casa del Padre:
•
Giulia DE SIMONE
“Io sono la luce del mondo; chi segue Me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8-12)
Ai NEO-BATTEZZATI:
ENZO
ANTONIO
DJANA E ILARIA
Lo Spirito del Signore illumini il Vostro Cuore
e vi accompagni in ogni momento della Vita.
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
MAGGIO
“PENTECOSTE” Parrocchiale
La parrocchia in “CAMMINO”
La Confermazione, preceduta dal Battesimo
e seguita dall'Eucaristia, è il sacramento dell'iniziazione cristiana che introduce la persona nel
popolo di Dio, nella Chiesa. Anticamente i bambini piccoli, dopo aver ricevuto il Battesimo,
venivano cresimati e poi comunicati sotto la specie del vino. Oggi il sacramento della Cresima
viene conferito dopo l'Eucaristia per l'impossibilità della presenza frequente nelle parrocchie del
Vescovo.
La Confermazione è normalmente celebrata
durante la messa, perché risalti meglio l'intimo
nesso di questo sacramento con tutta l'iniziazione cristiana, sottolineato anche dalla rinnovazione delle promesse battesimali, con cui si apre il
rito.
Dopo un invito alla comunità per un momento di preghiera silenziosa, il Vescovo compie un gesto di imposizione delle mani su tutti i
cresimandi, invocando su di essi lo Spirito Santo
e i suoi doni: la Sapienza, la Scienza, il Consiglio, la Fortezza, l'Intelletto, la Pietà e il Sacro
Timore di Dio. Il sacramento della Confermazione viene conferito per mezzo dell'unzione del
crisma sulla fronte, unzione che si fa con l'imposizione da parte del Vescovo e dai sacerdoti concelebranti; è questo un gesto biblico con cui si
invoca il dono dello Spirito Santo. L'unzione
con il crisma e le parole che l'accompagnano
significano molto bene gli effetti dell’azione
della Terza persona della SS. Trinità..
Il rito della Confermazione si conclude con
un gesto di accoglienza, che il Vescovo rivolge
ai singoli cresimati, finalmente e perfettamente
inseriti nella Chiesa locale. Coloro che sono rinati nel Battesimo, ricevendo il dono ineffabile
dello Spirito Santo, sono obbligati a diffondere e
a difendere, con il Vangelo vissuto, la loro fede,
come autentici testimoni di Cristo.
Nella nostra parrocchia il 19 maggio hanno
ricevuto lo Spirito Santo Tiziana, Mario, Giuseppina, Vincenzo, Anna, Ernesto, Assunta,
Simona, Luca, Raffaele, Giuseppe, Maura e
Ciro.
A ciascuno di loro l'augurio di essere, nel
futuro, autentici testimoni di quel Gesù che hanno conosciuto attraverso il corso seguito con assiduità ed interesse.
Come tradizione nel mese di maggio, mese di Maria, la comunità parrocchiale di Santa Teresa, si incammina verso il Santuario della B.V. Maria S.S. del Rosario
in Pompei, guidata dal parroco don Ciro.
Il cammino verso il Santuario, è momento e parabola del cammino verso il Regno. Il pellegrinaggio si configura come un "cammino di conversione"; camminando
verso il Santuario il pellegrino compie un percorso che
va dalla presa di coscienza del proprio peccato alla comprensione del significato profondo della vita. La gioia del
pellegrinaggio è prolungamento della letizia del pio pellegrino d'Israele, è sollievo per la rottura della monotonia
quotidiana nella prospettiva di un momento diverso, è
alleggerimento del peso della vita, che per molti è fardello pesante, è occasione per esprimere la fraternità, per
dare spazio a momenti di amicizia.
Tra le tentazioni e le tribolazioni del cammino, la
Chiesa è sostenuta dalla forza e dalla grazia di Dio,
"promessa del Signore" affinché .... non cessi, con
l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché,
attraverso la Croce, giunge alla luce che non conosce
tramonto.
Proprio in questo "cammino-pellegrinaggio," attraverso lo spazio e il tempo, Maria è presente, come colei
che è "beata perchè ha creduto", come colei che avanzava nella peregrinazione della fede, partecipando, come nessun'altra creatura, al mistero di Cristo. Il cammino
che la Parrocchia di Santa Teresa ha manifestato in modo visibile è la testimonianza della fede che coinvolge la
nostra quotidianità.
Quante volte percorriamo quella strada per molteplici motivi, presi dai nostri doveri e dai nostri pensieri. Oggi, 9 Maggio, quella strada è stata percorsa dai pellegrini
per cercare il Signore, incontrarlo e fare rinnovata esperienza del Suo amore.
L'intensa Celebrazione Eucaristica ha visto la partecipazione della nostra e di altre comunità parrocchiali,
tutti insieme, uniti e perseveranti nella preghiera, insieme con Maria la Madre di Gesù. Una esperienza di comunione che conferisce ulteriore slancio al nostro cammino, rendendo la nostra comunità parrocchiale, ancora
più forgiata nel costruire ogni giorno una meravigliosa
storia, che insieme al Signore, diventa storia di salvezza.
Il pellegrinaggio non termina con il ritorno a casa,
ma allarga la prospettiva della vita verso orizzonti nuovi,
per scoprirsi pellegrini del mondo, in cammino con la
Chiesa.
Le catechiste
Anna COZZOLINO
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
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MAGGIO
GRAZIE MAMMA …..!
Congratulazioni è stato bellissimo ….
un’esperienza nuova e coinvolgente per i
nostri figli e che vi invitiamo a ripetere ….
quando ci sarà la prossima? Abbiamo visto
i nostri figli davvero entusiasti per questo
nuovo impegno che hanno trovato sempre
più interessante e stimolante.
saputo creare costumi semplici ma allo
stesso tempo carini, ad Annalisa per la sua
pazienza e il suo spirito di servizio, e a
tutti gli altri giovani ed adulti che, anche
non assiduamente, hanno offerto la loro
collaborazione.
Un grazie speciale al nostro parroco
Don Ciro sempre pronto, come solo un padre spirituale sa fare, a prestare ascolto
alle nostre esigenze, e a credere alle nostre idee.
Non sono mancati i momenti di difficoltà, condivisi con la nostra coordinatrice
Annamaria, ma è prevalso sempre in noi
l’amore …. l’amore per Cristo nel sacrificio,
nella testimonianza …. nel voler celebrare
in modo speciale, autenticamente cristiano, la festa della mamma.
LETIZIA
Queste sono state le parole (appena
terminato lo spettacolo) …. i commenti
delle mamme e dei papà dei nostri bambini
del catechismo, presenti alla rappresentazione parrocchiale.
Sì! Stiamo parlando dell’esperienza teatrale, nuova anche per noi catechiste, avuta il giorno 4 Maggio in cui abbiamo voluto festeggiare, insieme al nostro parroco
Don Ciro, se pur in anticipo, la festa della
mamma.
Segreto del “successo” di questa rappresentazione è stato lo spirito di adattamento e di fratellanza con cui è stato allestito lo spettacolo; la rappresentazione è
stata il frutto di intenti e di comunione di
diverse esperienze di vita, di noi adulti
che abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza e pazienza, dei giovani che
con la loro gioia ed entusiasmo hanno saputo dare un valore aggiuntivo.
Un grazie a Giuseppe per il suo talento
nel coreografare i movimenti, a Mirko per
la musica e l’adattamento delle luci, a Rosa
che, con la sua disponibilità e capacità, ha
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Il Frutto della FEDE è l’AMORE
La peggiore malattia dell'Occidente
oggi non è la tubercolosi o la lebbra,
ma è il non sentirsi desiderati né amati,
il sentirsi abbandonati.
L'unica cura è l'amore.
Una volta che comprendi
quanto Dio sia innamorato di te,
puoi vivere solo irradiando quell'amore.
L'amore non ha senso
se non viene condiviso.
Ciò che conta non è quanto fai,
ma quanto amore metti
in ciò che fai e condividi con gli altri.
Amare significa anche accettare
la sofferenza con gioia.
Dio ama chi dona con gioia.
(Madre Teresa di Calcutta)
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
MAGGIO
La Signora di “WALL STREET”
Giovanni Ansaldo (Genova 1895-Napoli1969) fu
maestro di giornalismo, e direttore del “Mattino” di Napoli dal ’50 al ’65. Uomo di grande cultura e di grande
capacità lavorativa, in grado di scrivere quasi ogni giorno
un articolo di fondo sul giornale da lui diretto. In un suo
articolo scritto in un periodo di crisi economica, non certo come l’attuale, rievocava lo “spirito di frontiera” americano, contro il “liberismo senza regole”, e poi, quasi ad
alleggerire un pò il tema, vi aveva inserito, con la sua
prosa colta e gradevole, il racconto di un episodio di un
suo viaggio in America. Che cercheremo di raccontarvi
con parole nostre.
Era la primavera del 1956 quando egli si trovava a
New York, per seguire il viaggio in America del Presidente Gronchi, e aveva assistito alla grande parata organizzata, come al solito, in onore dell’ospite a Broadway, la
“Grande Strada”, che attraversa, da sud a nord, tutta
l’isola di Manhattan (“grande isola”, nell’antica lingua
locale), uno dei cinque distretti di New York, e anche il
più antico.
Qualche tempo dopo, trovandosi di nuovo in America, di domenica, in un pomeriggio autunnale, era ritornato in quel posto, per riosservare quei luoghi non più disturbato dal tumulto della folla. Egli si trovava, in quel
momento, a “Battery Park”, il “Parco della Batteria”, situato all’estremità meridionale dell’isola di Manhattan,
dove inizia la “Grande Strada”. Il Parco ricorda, nel nome, le antiche lotte fra i primi coloni, inglesi e olandesi,
per il possesso dell’isola.
Dopo aver girato un poco per il Parco, lo scrittore
imboccò la “Grande Strada”. In quel tranquillo pomeriggio domenicale essa era deserta.
Risalendo la strada, poco dopo l’inizio, s’incontra
sulla sinistra la “Trinity Church”, la “Chiesa della Trinità”, la più antica chiesa protestante del luogo. Proprio
all’ingresso della Chiesa, c’era una tabella sulla quale
erano indicati i Salmi che si sarebbero cantati quel pomeriggio.
Quasi di fronte alla Chiesa, sull’altro lato della strada, c’era l’imboccatura di “Wall Street”, la “Strada del
Muro”, conosciuta in tutto il mondo come il simbolo della
potenza finanziaria americana, perché ivi è la sede della
Borsa di New York. Uscito dalla chiesa, che non aveva
mancato di visitare, egli imboccò questa strada, anch’essa a quell’ora deserta e silenziosa. Solo alcuni portieri
alle porte di alcuni “building”, gli “edifici” superbi dei
colossi industriali.
L’unico essere vivente (oltre ai portieri) che incontrò, proprio davanti allo “Stock Exchange” (“Scambio
Titoli”), e cioè la Borsa, fu un uomo accanto a un carrettino di mele. E così, davanti all’edificio dove ogni giorno
si comprano e si vendono titoli per miliardi di dollari, egli,
tanto per comprare qualcosa, comprò due mele. Che
trovò, peraltro, molto buone.
Proseguendo nella sua passeggiata solitaria, si ritrovò alla fine in Liberty Street, la Strada su cui si affaccia il maestoso edificio della “Federal Reserve Bank”, la
cittadella della riserva bancaria degli S.U.. Dopo averlo
costeggiato, stava per svoltare in un’altra traversa, quando vide, da un portone laterale del grande edificio, uscire, salutata con deferenza dal portiere, una signora di
mezza età, che indossava un “tailleur” grigio, semplice,
ma elegante. Che, per il modo come il portiere l’aveva
salutata, doveva certo essere la moglie di un magnate
della finanza. Nella mano guantata la signora aveva un
libretto dalla copertina nera, che era facile riconoscere
come un libro di chiesa.
Broadway «Chiesa della Trinità»
Una figura di donna così “Vecchia Europa” nel cuore di Manhattan! Lo scrittore incuriosito la seguì. La signora rifece, a ritroso, la strada che egli aveva fatto all’andata, e sbucò in Broadway, quasi di fronte alla
“Chiesa della Trinità”. Attraversò la strada ed entrò nel
luogo sacro dal quale già arrivava qualche nota di organo, segno che la “funzione” stava per cominciare. Anche lei era andata in Chiesa a cantare i Salmi, “come
certe zie di campagna”, annotò lo scrittore, quando la
domenica andavano “a vespro”.
E, negli occhi di chi l’aveva seguita fino alla Chiesa,
la sua immagine sarebbe rimasta “quella del personaggio più rappresentativo dello spirito dell’America dei pionieri, solida e forte, capace di fondere la fede nel lavoro
e nel guadagno onesto, con la fede nella vita eterna”,
come egli stesso scrive. L’America che non teme di scrivere sul biglietto verde, simbolo della sua potenza economica (anche se attanagliata dalla crisi attuale), “In
God we trust”, “Noi confidiamo in Dio”.
Il protagonista di questa storia, intanto, arrivato anche lui davanti all’ingresso della Chiesa, dove era la tabella con i testi dei Salmi, si era soffermato a leggerne
qualche verso (in latino). Uno di essi, il Salmo 37 versetto 16, ammoniva: “Meglio sarà il poco per il giusto, che
le molte ricchezze per gli iniqui”! Ammonimento quanto
mai attuale!
Dr. Gaetano IOVINO
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
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MAGGIO
L’INVIDIA: il vizio che non dà piacere!
Dopo aver approfondito la tematica di Superbia,
Avarizia e Lussuria oggi torniamo in argomento per
parlare dell’Invidia, un bruttissimo sentimento nei confronti di un’altra persona o di uno specifico (o generico) gruppo di persone che possiedono qualcosa, simboleggiano qualcosa o si caratterizzano per qualcosa
che l’invidioso non possiede, ma vorrebbe avere.
Come tutti i vizi capitali l’invidia è antica come
l’uomo; a differenza della superbia, della gola, della
lussuria, l’invidia è forse l’unico vizio che non procura
piacere. L'invidia comporta sentimenti negativi, che
sfiorano il rancore, l'odio, l'ostilità verso chi possiede
qualcosa che l'invidioso non ha. L’invidia oltre ad essere un vizio, è un meccanismo di difesa, disperato
tentativo maldestro di recuperare la fiducia e la stima
di se stessi impedendo la caduta del proprio valore
svalutando l’altro; questa è la strategia dell’invidioso:
svalutare le persone percepite come «migliori» di sé.
Non confondiamo invidia e gelosia: la prima è
risentimento verso qualcosa che qualcuno ha, ma che
non mi appartiene; la seconda è la paura che qualcuno mi porti via ciò che già ho; l’invidia è figlia della frustrazione e di un senso di impossibilità a realizzarsi
che si riflette in un odio distruttivo verso l’altro; l’invidioso «è un carnefice di se stesso» (S. Pier Crisologo)
e di chi gli è vicino.
L’invidia è un sentimento «inutile» perché non
approda alla valorizzazione di sé, «doloroso» perché
rabbuia e impoverisce il mondo e per giunta è un sentimento da tenere «nascosto» senza neppure il conforto che può venire dal parlarne con qualcuno; pochissimi, infatti, parlano chiaramente e volentieri dell’invidia
che provano: parlarne apertamente inibisce perché è
come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e
vulnerabile di sé; parlare della persona che si invidia e
spiegare il perché significa parlare della parte più pro-
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fonda di se stessi, delle aspirazioni e dei fallimenti
personali, delle difficoltà e dei limiti che si trovano in
noi stessi.
Nel libro della Sapienza si ricorda che «la morte
è entrata nel mondo per invidia del diavolo» (Sap.
2,24); il testo sacro collega il limite dell’umanità ad un
peccato d’invidia e Satana è l’invidioso per eccellenza.
Percorrendo la Sacra Scrittura emerge un filo sapienzale, da Caino a Saul, che mostra come l’invidia nasca dalla grandezza dell’altro non accolta e diventata
elemento di confronto e rivela un senso di sconfitta.
Uno sguardo purificato aiuta a cogliere il valore delle
cose, la loro intima bellezza e non riduce tutto all’oggetto da catturare e possedere ad ogni costo.
Anche se percorriamo una vita in perfetta armonia e nel pieno rispetto delle regole, troviamo sempre
lungo il nostro cammino delle persone invidiose che
tentano di intralciare il nostro percorso. Ma perché
questo accade? Perché è così difficile provare dell’ammirazione verso qualcuno e così semplice provare
invidia?
Trovare delle persone capaci di farci dei complimenti sinceri, persone in grado di complimentarsi con
noi per il nostro operato è sempre più complesso mentre dietro l’angolo ci sono sempre più persone che alle
nostre spalle esaltano le nostre parti più deboli e disprezzano le nostre capacità che scatenano le loro
invidie.
Un errore che facciamo di frequente è dimenticare che qualsiasi cosa facciamo, anche il più grande
capolavoro, la più straordinaria opera benefica, ci
creiamo sempre dei nemici. I motivi sono vari: alcuni ci
temono come concorrenti, altri si sentono messi in
ombra, altri temono di perdere privilegio, altri avevano
un vecchio rancore che si risveglia. Insomma nemici
ne abbiamo sempre, ma ce ne dimentichiamo.
Ce ne dimentichiamo a tal punto che ogni volta
rimaniamo spiazzati, allibiti, mortificati, dispiaciuti di
essere circondati da persone invidiose. L’invidia per gli
altri è il primo sintomo del proprio fallimento.
Quindi per tutelarci da questo sentimento bisogna far capire i propri limiti all’invidioso e soprattutto
aiutarlo a comprendere che avendo le capacità niente
diventa irraggiungibile.
Dario IPPOLITO
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
MAGGIO
LA MIA VITA NELLO SCOUTISMO
Quando Alfonso mi ha partecipato la sua nuova
“Impresa” ho avuto la conferma di ciò che già sapevo da
tempo.- Lo scoutismo è uno stile di vita -. Questo argomento è stato più volte oggetto di lunghe chiacchierate,
intorno al fuoco e nelle riunioni fiume che terminavano in
tarda serata. Inconsapevolmente con quelle discussioni
insieme plasmavamo il nostro essere uomini e donne del
nostro tempo.
Il ricordo che ho dello Scoutismo a Torre Annunziata è principalmente legato a volti, luoghi e sensazioni
che non hanno collocazioni temporali precise ma che
rappresentano il mio vissuto e quindi sono parte di me in
maniera indistinta ancora oggi. Per questa ragione e per
ovvi motivi di spazio non elencherò quanti ho conosciuto
(salvo rare eccezioni) ma ringrazio il Signore per averli
posti sul mio cammino. Nel 1970, avevo otto anni e Pino
Celentano, mio compagno di banco, mi propose di entrare a far parte degli Scout. Dopo qualche settimana, nel
convento di San Giuseppe e Santa Teresa, in Piazza E.
Cesaro, a pochi passi da casa, partecipavo alla mia prima riunione di “Branco”. La sede era nel seminterrato
del convento e per poter accedere al luogo dove ci riunivamo noi “Lupetti”, si doveva percorrere un corridoio in
lieve pendenza, stretto e con le pareti irregolari. La
“Tana” era un ambiente non molto grande con il soffitto
basso e con tutti i personaggi della storia di Mowgli disegnati sulle pareti. Le nostre riunioni quindi si tenevano in
una vera tana immersa nella giungla e la nostra fantasia
valicava i confini di uno spazio piuttosto angusto che in
passato fungeva da ossario del convento.
Poco più di due anni, un campo estivo a Teano ed
eccomi pronto a salire la rupe verso gli “Esploratori”. Il
mio Capo Squadriglia era una persona taciturna e dai
modi piuttosto sbrigativi. Nel tempo ho compreso che
talvolta ed in particolare con i giovani, ciò che conta è
l’esempio che fornisci a chi ti osserva per il ruolo che
occupi.
Dopo qualche anno ero ben integrato con tutti i
componenti del “Reparto” ed avevo stretto una solida
amicizia con Giovanni Monaco, amico con il quale ho poi
condiviso tutto il mio cammino scout. Ricordo i volti ed i
nomi di quanti in quegli anni si accostarono allo scoutismo e di tutti quelli con i quali ho vissuto le più disparate
esperienze. Il valore dell’amicizia in quegli anni assumeva un significato tangibile.
Il gruppo e la sana competizione erano la formula
alchemica che ci faceva crescere insieme nonostante le
diversità di cui ciascuno di noi era portatore. Alle uscite
domenicali ed ai pernottamenti si susseguivano anno
dopo anno i campi invernali e quelli estivi, nelle località
che nel tempo cominciarono ad essere familiari: Teano,
Quaglietta, Postiglione, Vallo della Lucania etc.
(n. 13)
La permanenza negli Esploratori fu piuttosto lunga e
per consentire anche a chi ci seguiva negli anni, di crescere con le giuste responsabilità, ci fu offerta la possibilità di passare nel “Noviziato” con un anno di anticipo.
Il buon Alfonso Scognamiglio prese quindi la conduzione di quel manipolo di ragazzi che non desiderava
altro che misurarsi, mettersi alla prova, crescere forse
più in fretta di quanti li avevano preceduti.
Gli anni del “Noviziato” e del “Clan” furono certamente molto intensi e vissuti da tutti con estrema passione. Il nostro Capo (Alfonso) si mostrava ai nostri occhi
non più come “Urlatore” e/o “Cambusiere” ma come uomo nelle sue dimensioni più diverse : padre, marito, lavoratore, fratello.. Dimensioni dalle quali credo ciascuno
di noi ha poi attinto per quanto abbia voluto e condiviso.
Del gruppo iniziale solo Giovanni Monaco, Luigi Cirillo ed
io completammo l’iter, ottenendo il brevetto di “Capo”
nella mitica base di Colico.
Intanto, obbligati da Padre Luigi Rossi, a lasciare la
nostra sede storica di Piazza E. Cesaro, ci trasferimmo
presso la Chiesa dello Spirito Santo, dal compianto Don
Mario Albertino. Fu grazie a lui - Sacerdote di Frontierache in quella parrocchia, dato il contesto, il nostro ruolo
avrebbe assunto un significato ben più importante di
quello che fino ad allora avevamo svolto.
L’impegno di Capo Reparto e poi di Capo Clan furono certamente esperienze irripetibili dove toccai con mano la nota espressione evangelica : - E’ dando che si
riceve.
Nel 1983, ebbi l’opportunità di essere assunto nell’Istituto di Credito di cui ancora oggi sono parte e quindi il
mio impegno sfociò naturalmente verso le strutture dell’associazione che mi consentivano di poter assolvere al
meglio ruoli che richiedevano un impegno temporale più
contenuto. Venni eletto quindi Responsabile della nascente Zona Vesuvio ed entrai a far parte della Formazione Capi Regionali.
Qualche Route d’Orientamento ed almeno due campi da Capo Campo E/G, furono le esperienze che feci.
Anche queste occasioni in parte burocratiche ed in parte
legate alla formazione sono state l’occasione per comprendere sempre più a fondo il messaggio scout in tutti i
suoi aspetti.
Il trasferimento in Puglia per ragioni lavorative mi
costrinse poi ad allontanarmi dall’associazione ma certamente non cancellò lo spirito scout che ancora alberga
in me.
In sintesi direi che lo Scoutismo a Torre come altrove, ti cattura per l’insaziabile voglia di gioco, ti mantiene
vivo l’interesse con l’avventura e ti fortifica il carattere di
servizio degli altri. Tutto questo per preparanti al meraviglioso gioco della vita.
Luigi IOVANE
Parrocchia «S.TERESA di GESÙ » Torre Annunziata (NA)
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AGENDA DI
GIUGNO
DOMENICA 02 SOLENNITÀ SEL “CORPUS DOMINI” Pomeriggio Solenne Processione Eucaristica
Cittadina. Precede la celebrazione eucaristica nella parrocchia - Santuario dello
"Spirito Santo".
Domenica della solidarietà parrocchiale.
“SUFFRAGIO PARROCCHIALE MENSILE”
LUNEDÌ
03
La S. Messa delle ore 19.00 viene celebrata in memoria di tutti i fratelli defunti appartenuti alla famiglia parrocchiale.
VENERDÌ
07 SACRO CUORE DI GESÙ - Primo Venerdì del
mese - Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù - PROCESSIONE (orario da concordare) e
S. MESSA.
Giornata per la santificazione del clero.
SABATO
08 Ore 17.30 secondo turno di Prime Comunioni.
10 - 11 - 12 Triduo in preparazione alla Festa di
“S. ANTONIO da Padova”.
GIOVEDÌ
13 Festa di S. ANTONIO da Padova Ore 18.15
S. Rosario animato dal gruppo di preghiera
“San PIO” da Pietrelcina a seguire: celebrazione dei Vespri; ore 19.00 S. Messa solenne - Benedizione del pane.
DAL 03 AL 14 Attività FORMATIVO-ORATORIALI dalle ore
16.00 alle ore 19.00. Iscrizioni presso l’Ufficio Parrocchiale.
MARTEDÌ 18 Ore 18.00 celebrazione e catechesi del
Sacramento della Penitenza (confessioni).
MERCOLEDÌ 19 Inizio Triduo e festeggiamenti in onore di
S. Teresa vedi programma che sarà esposto in fondo alla Chiesa (22/23/24
giugno).
DOMENICA 23 Ore 10.00 terzo turno di Prime Comunioni.
LUNEDÌ
24 Ore 20.00 estrazione dei biglietti vincenti
della Lotteria "S. TERESA"
DAL 27 AL 31 Quarant'ore - Mattino, ore 07.30 S. Messa
ed Esposizione (fino alle ore 12.00) pomeriggio, ore 16.30 Esposizione, ore 19.00 Vespro - Comunione Eucaristica - Benedizione Solenne.
DOMENICA 30 Giornata per la “CARITÀ del PAPA”
CORSI DI CATECHESI
2012/2013
SACRAMENTO DEL BATTESIMO
Si celebra ogni quarta Domenica del mese
È previsto un incontro di Catechesi per i genitori e
i/Padrini / e Madrine dei bambini il Sabato che precede la Celebrazione del Battesimo alle ore 17.30
SACRAMENTO
DELLA
CONFERMAZIONE
(Cresima)
Corso di recupero per Giovani e Adulti da Aprile
Sabato ore 20.00
Celebrazione a S. Teresa (14 o 15 ottobre)
Le iscrizioni sono aperte
La Segreteria Parrocchiale è aperta:
Da LUNEDÌ a SABATO tranne il GIOVEDÌ
dalle ore 18.00 alle ore 19.00
Il GIOVEDÌ dalle ore 08.30 alle ore 10.00
SANTE MESSE
ORARIO DELLE CELEBRAZIONI
FERIALE:
Ore 07.30 Celebrazione della Parola di Dio.
Ore 19.00 Celebrazione S. Messa vespertina.
FESTIVO:
Ore 08.00 - 10.00 - 12.00 - 19.00
Una Comunità che prega
Puoi pregare con la Comunità ogni giorno feriale
Ore 07.30 Lodi Mattutine
Ore 18.15 S. Rosario, a seguire il Vespro
Ore 19.00 S. Messa Vespertina
1° Giovedì ore 19.30/22.00 Adorazione Notturna
Ogni Giovedì ore 19.30 Adorazione Eucaristica
Ultimo Martedì ore 18.00 Celebrazione del
“SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE”
Durante il mese di LUGLIO e AGOSTO l’orario delle
SS. Messe Festive è il seguente: Ore 08.00 - 10.30 - 19.00
Il Parroco riceve tutti i giorni ore 17.30/20.00
Visita il sito della Parrocchia
www.parrocchiasantateresatorrea.it
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circa le attività parrocchiali, manda una Email
al seguente indirizzo di posta elettronica:
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maggio - Parrocchia Santa Teresa di Gesù