CARMEN STREET ANNO II - N. 4 REDAZIONE: VICOLO MANZONE N. 7 BS NOVEMBRE 1994 TEL. 40807 Anno II - N. 4 HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Maga Magari, Marco, Giambattista, Anna Rossetti, Giuliano, Fausto, Andrea & Lilia, Ersilia, Giancarlo B., C&C, Elena, Luisa, Silvana, Debora R., Roberta, Sabrina, Emma, Cristian P., Manuel, ecc. ecc. SEGRETARIE DI REDAZIONE: Roberta, Luisa, Silvana. FOTO: Franco Scritto, stampato e fotocopiato in proprio. ESCE QUANDO PUO'!!! (NUMERI PREVISTI: 3-4 ALL'ANNO) in questo numero: Notizie di Redazione: Di tutto un po’ CARMEN STREET , TOUR & COOP UNA VILLA UNA NOTTE LA CAROVANA DI CARMEN STREET Analisi grafologica: IL TEST DELLA SCRITTURA E DEL DISEGNO S.O.S. IL LIBRETTO DI LAVORO Pensieri e parole: AMORE DI MAMMA Parole in libertà: UN BRICIOLO DI POESIA Ricette per sopravvivere LA CUCINA LOCALE ITALIANA Racconti: SANGUE SUL SAGRATO (IV PARTE) UNA MUSICA CHE UCCIDE LA FIRMA IL RACCONTO DEI CASTORI La pagina delle stelle: L’OROSCOPO DI MAGA MAGARI Otto & Mezzo: IL GIORNALE DEGLI ANNUNCI DI CARMEN STREET Musica & Spettacolo: L’ALTRO CINEMA UN’ALTRA MUSICA Una pagina per giocare: IL PIACERE DI SCOPRIRLO Notizie utili: CARMENINFORMA PAG. 3 PAG. 4 PAG. .5 PAG. 6 PAG. 7 PAG. 8 PAG. 10 PAG. 12 PAG. 14 PAG. 15 PAG. 16 PAG. 18 PAG. 19 PAG. 20 PAG. 21 PAG. 22 PAG. 24 Nella fotografia di copertina: Dimitri, Mirko, Veronica C., Houda e Tecla. La foto è stata realizzata durante il corso di fotografia nei primi mesi del 1994. 2 Notizie di redazione CARMEN STREET TOUR & COOP Con queste tre espressioni si vuole indicare una fucina di idee e di proposte... Anche questo giornalino ne rappresenta un piccolissima parte. A poco più di un mese dall’uscita del numero precedente eccoci di nuovo in edicola (si fa per dire). Il successo con cui è stato accolto il numero dell’inizio anno scolastico ci ha lusingato e anche sorpreso un po’ (si è dovuto ristampare un certo numero di copie poiché quelle iniziali sono andate esaurite nel giro di pochi giorni). Bisogna premettere (scusandoci con gli interessati) che pur restringendo gli spazi ed aumentando le pagine alcuni contributi abbiamo dovuto dirottarli per il prossimo numero (che prevediamo per il Natale). Pensiamo che ciò siamo un buon segno. Apre il presente numero un articolo di Debora R. che ci narra un’esperienza (veritiera) occorsale alcune settimane or sono in una sperduta villa della Franciacorta. Il nostro corrispondente sindacale Giancarlo invece cerca di dare un’idea di quella inesauribile fucina di idee e di proposte che è CARMEN STREET (con le rispettive varianti CARMEN TOUR e CARMEN COOP). La prof. Anna Rossetti continua con la sua preziosa collaborazione proponendoci l’analisi di un testo e di un disegno. Con questo numero prende avvio la rubrica S.O.S. Vuole essere un semplice strumento di aiuto circa alcuni problemi. La pagina di questo numero è dedicata al Libretto di lavoro. La signora Ersilia ci narra attraverso il filo dei suoi ricordi alcune avvenimenti legati alla sua esperienza di giovane madre. Stavolta ci offre una poesia in italiano: Per la festa della mamma. Ritorna, dopo un periodo di assenza, la rubrica Parole in libertà, spazio dedicato alla poesia. Uno spazio tutto al femminile. Già per il precedente numero era stata programmata una rubrica dedicata alla cucina, ma un’inspiegabile dimenticanza ha lasciato nei meandri del computer La cucina italiana locale: un intero menù propostoci da Andrea e Lilia. Eccolo. E, nel caso che vi cimentiate con padelle e fornelli, BUON APPETITO! Grande parte, anche in questo numero, continuano ad avere i racconti (chissà che a Carmen Street non s’annidi qualche scrittore in erba...). Sangue sul sagrato con la quarta puntata si conclude dopo averci tenuto col fiato sospeso per quasi un anno. Tuttavia G&B ci propone subito un altra sua fatica: Una musica che uccide, racconto che ci rivela anche i suoi gusti musicali. La firma narra le vicende causate a Giovanni da un non ben precisato suo ac3 compagnatore. Ma è soltanto un racconto? La sezione dedicata ai racconti si chiude con una moderna favola scritta i cui protagonisti sono degli animali: i Castori (di C&C). Maga Magari nelle scorse settimane si è offerta a collaborare al nostro piccolo giornale. Ci ha stilato l’oroscopo del mese e ha curato la posta. Le siamo grati. Per l’ormai classico appuntamento con gli Annunci di Carmen Street dobbiamo precisare che, contrariamente alle apparenze, quasi tutti gli annunci sono veri e propri inserti. Provare per credere! Musica & Spettacolo, con la segnalazione critica di un film e di un disco e ben due pagine dedicate ai Giochi (a proposito, come ve la siete cavata con i piccoli rompicapi del numero scorso? Potrete ora verificare le vostre soluzioni). Chiude il giornalino la pagina dedicata alle Notizie utili. Un ultimo ringraziamento è per la Ditta VOLPAGO che si è offerta a sponsorizzare la nostra pubblicazione. Naturalmente dobbiamo proporvi alcuni consigli d’acquisto... Sperando che il numero sia di vostro gradimento ricordiamo ancora che il giornalino è uno spazio aperto a tutti... Di tutto un po’ UNA VILLA UNA NOTTE Debora R. Ospiti, per una notte, in un’antica villa. Come in un film dalle cupe atmosfere... Una porta che cigola, un rubinetto che gocciola, un quadro appeso alla parete... Forse son sufficienti per tenere lontano il sonno, anche dopo una giornata di intenso lavoro. Ciao a tutti sono la Debby! Avrei voluto stupirvi con effetti speciali, ma diciamo la verità, ormai è roba passata e poi (detto fra noi) costano troppo. Dovrei scrivere un articolo su una serata speciale che ho vissuto e così eccomi qua pronta a narrarvela! Più che serata la chiamerei nottata da incubo, per gli eventi paranormali che vi si sono svolti. umano, perché proveniva da una ragazza che si era trovata quasi faccia a faccia con un ragno delle dimensioni di una pantegana. Quel povero ragno, padrone incontrastato di quella parete fino a quella sera, di certo non immaginava che la venuta di quegli estranei significasse per lui la morte (perché in effetti i ragazzi lo carbonizzarono con gli accendini). Tutto ebbe inizio all'incirca un mese fa quando un gruppo di amici dopo una giornata di volontariato furono alloggiati nella vecchia ala di una villa medioevale dal padrone di detta villa. L'ambiente odorava di muffa e polvere, le finestre erano chiuse da pesanti ante di legno marcio, il bagno, come le camere, era gelido e il tutto dava l'impressione di un ambiente mai usato. Ma ecco che mentre si guardavano intorno un urlo agghiacciante, come quello di un morto che rivede per la prima volta la luce, si insinuò tra quelle mura. Tutti tirarono un gran respiro vedendo che l'urlo disumano non era molto disumano, anzi, per meglio dire, era molto Gli altri ragazzi, Salvatore, Enrico, Alberto e Fabrizio erano in un altra stanza adiacente alla nostra. Non fu di certo una notte tranquilla per me e per gli altri, statene certi. Non sto a dirvi che ho dormito in fondo al sacco a pelo perché è ovvio. Una porta sbatteva, il rubinetto del bagno gocciolava, ogni tanto una cimice andava contro la testiera del letto e ricadeva sul cuscino (ed io sprofondavo sempre più nel sacco a pelo). E tanti altri rumori strani, che non ho ben identificato. Fin qui può sembrare tutto normale, ma quello che non ho detto è che la vecchia ala della villa era si vecchia, ma anche diroccata, con porte che cigolavano, ragnatele ovunque e quel classico venticello gelido che ti spira sul collo e ti fa accapponare la pelle. Già da lì immaginatevi come ero tranquilla. Quando i nostri eroi entrarono nelle stanze non pensavano a nient'altro che a dormire, così sistemati i sacchi a pelo e cianfrusaglie varie si guardarono un po’ intorno. centro. Quindi io e l'altra ragazza abbiamo dormito in pendenza (Lara era in mezzo). Fatto questo divenimmo ancora più scrupolosi e fra paura e schifo scoprimmo interi nidi di cimici appesi alle finestre e un centinaio di farfalle notturne che gli facevano compagnia. Aprimmo un armadio contenente delle coperte ma non ne usammo nemmeno una per paura che ne saltassero fuori dei topi o che magari dal fondo dell'armadio saltasse fuori uno scheletro. Dopo aver controllato ogni cosa, ci infilammo nei sacchi a pelo: io, Lara e Milena (la ragazza che aveva lanciato l'urlo disumano), in un letto matrimoniale, che era alquanto scomodo perché era inarcato al 4 Ma per fortuna il sole si alzò nel cielo e la notte da incubo se ne andò con il buio... Ma nell’aprire gli occhi l'immagine non fu delle migliori: c’era un quadro appeso alla parete accanto al letto raffigurante due bambini con in braccio due orsacchiotti. Fin qui, tutto normale: Ma la cosa macabra del quadro era che la bambina, come a nascondere qualcosa, portava una benda all’occhio. Voi direte: «E allora? Cosa c'è di strano? Avrà avuto la congiuntivite!». Ma pensate un po': quale pittore dipingerebbe una bimba con una benda sull'occhio in un ritratto di famiglia e quale madre, sapendo che è congiuntivite, non leverebbe la benda alla figliola evitando così di rovinare l'atmosfera del quadro? Tutto questo mi sa di mistero... Ma una cosa è certa: in quelle stanze non ci metterò più piede se non di giorno. Parola mia! Di tutto un po’ LA CAROVANA DI CARMEN STREET di Giancarlo Bui Passo Cereda non significa soltanto vacanze (estive ed invernali), ma anche, per alcuni volenterosi (volontari) di Carmen Street, momenti di lavoro (per montare e smontare la struttura, per l’ordinaria e la straordinaria manutenzione, ecc.). In questi ultimi mesi però si è aggiunto un’altra intensa attiva in terra veneta: Carmen Street può infatti ora contare sull’utilizzo di una casa in quel di Ponzano V. (a pochi chilometri da Venezia)... Dopo il campeggio estivo a Passo Cereda, sulle Dolomiti, è iniziata da alcuni fine settimana, con partenza da CARMEN STREET, una strana carovana di lavoranti: ci sono falegnami, muratori, elettricisti, idraulici, cuochi, fumatori, galli cedroni a cresta mozza, agitatori di popolo con spiccate tendenze a lavori socialmente utili, religiosi senza tonaca dalle barbe folte e dal volto silenzioso e fiero. Ma chi sono realmente, dove vanno, qual è il loro scopo? E' necessario cari amici, per capire meglio, compiere un passo indietro e ricordare a tutti i lettori di questo giornale che CARMEN STREET è una inesauribile fucina di idee e di proposte di strilli e di grida ed è proprio in questa cornice che nasce CARMEN TOUR, proposta di viaggio e tempo libero. Si, è vero, si tratta di sognare ad occhi aperti con itinerari alla scoperta di luoghi italiani da valorizzare e far risorgere a nuova vita; ma vuol dire anche impegno d'arte, di folclore e cultura con l'obiettivo di portare nei vicoli nostrani i luoghi, le case, gli odori gli ambienti di altre religioni e paesi. Ecco perché dalla nuova proposta di CARMEN TOUR, ne scaturisce il braccio operativo, la sua organizzazione: è CARMEN COOP, potenziale e futura cooperativa, in attesa di cospicui finanziamenti, ma già in grado di far fronte alle prime emergenze. Questi sono quindi i nostri lavoranti, sono soci in bolletta e senza azioni e con i loro mezzi sofisticati permettono la perfetta riuscita delle iniziative intraprese. C'è un modernissimo furgone vetrinato sempre lucido e splen- dente con il cambio sincron e la partenza rapida: peccato che ogni tanto si fermi e più non riparta, niente paura intervengono prontamente i meccanici e gli addetti alle spinte forti di Carmen Coop. Altri attrezzi sono secchi, pennelli, scope e stracci, olio di gomito e mal di schiena, una cassetta dei ferri sempre in perfetto ordine: peccato che per trovare una chiave bisogna ribaltare mezzo pulmino! Alla fine però, perfettamente attrezzati, siamo partiti alle prime luci dell'alba con destinazione Dolomiti per continuare il restauro del rifugio PADRETERNO, il quale di eterno ha solo il grande camino. Infatti i nostri architetti ed ingegneri, nonostante i ripetuti montaggi e smontaggi, le funi e le livelle... allunghiamo ed allarghiamo..., sono riusciti a produrre soltanto tanto... fumo (chissà se riusciremo a sfruttarlo per produrre energia!). I lavori sono comunque proseguiti nella prima neve di ottobre e dopo aver per la milionesima volta smontato il campeggio (ma quando mai benefattori sconosciuti e sinceri ci aiuteranno a realizzare un allestimento fisso?) abbiamo completato la staccionata, pulito e ramazzato, tolto tutti i letti e gli armadi per un trattamento di lusso del pavimento di legno. 5 Fu in questa circostanza che ROMEO e GIULIETTA (o forse si chiamava CLAUDIA) si diedero la mano e nonostante i tentativi separatori del prode compagno BOICO, che dal tetto del campeggio con la scopa in mano tirava fendenti a destra e a manca alla neve, le mani dei due piccioncini rimasero saldamente attaccate (dal freddo). Ultimamente però si è aperto un nuovo fronte: il restauro della villa ex Maristi di Ponzano Veneto e la nostra CARMEN STREET-TOUR-COOP e chi più ne ha più ne met, si è prontamente spostata in quella terra bianca (una volta) e religiosa, piena di tessuti di benettoniana memoria: il Veneto. Nel prossimo numero del giornale vi racconteremo della VILLA VENETA con fattezze extracomunitarie, di come questo gruppo di watussi africani la custodì, ma soprattutto di come essa rimase, pulita e lucida... di grasso. Vi diremo cosa fecero gli uomini e le donne di CARMEN COOP per la sua piena «purificazione». Vi faremo inoltre conoscere il fascino delle cene a lume di candela (eravamo senza corrente), delle grappe di Gabriele, del compleanno di GIAN BOREL ed infine delle lunghe, lunghissime appassionate sedute (al gabinetto) cul...turali del ragno delle Dolomiti, di nome MARCO, detto grilletto facile per le sue sciagurate imprese militaristiche (è un obiettore di coscienza..... ma quale coscienzaaaaaaaa?) Arrivederci allora a tutti quanti dal vostro corrispondente sindacale. Analisi grafologica IL TEST DELLA SCRITTURA E DEL DISEGNO di Anna Grasso Rossetti Prosegue l’analisi di un testo scritto (a cui si aggiunge quella di un di un disegno). Se qualcuno dei nostri lettori volendo conoscersi meglio attraverso l’analisi della scrittura o del disegno può sempre inviare un breve testo scritto (almeno 10 righe) su di un foglio bianco, indicando l’età ed il sesso. Ne pubblicheremo la risposta sui prossimi numeri. ANALISI DI UN TESTO: L.***, anni 19. In questa scrittura compaiono due segni grafici decisamente contrastanti, sia nel significato psicologico, sia nella relativa presentazione comportamentale: - grande capacità di dare e di ricevere tenerezza; - grande diffidenza nell’andare incontro alla vita. Come è possibile conciliare queste due tendenze? Quando una persona desidera voler bene è solitamente portata a dimostrarlo; qui, invece, il soggetto attende che le dimostrazioni provengano e gli siano quasi imposte da coloro che fanno parte del suo habitat. Quando questo non è palese, o non succede, la personalità si chiude in sé, medita, rimugina e non collabora. E’ un peccato, perché, a livello intellettivo, si notano ottime capacità di approfondimento; di cogliere le implicazioni che compongono un argomento; di effettuare buona logica, anche se con un pizzico di fantasticheria gratificante. Un consiglio per L.***, a questo punto si impone. Se le parlassi a tu per tu, ora che ho analizzato la sua scrittura, potrei dirle: «Hai doti di intelligenza anche superiori alla norma; hai possibilità notevoli di riuscire, nella vita, a ritagliarti un tuo spazio, in modo più che soddisfacente. E’ vero: hai in te tanta sofferenza, ma anche se hai sofferto, questo non deve frenarti, perché puoi dimostrare al mondo che vali, che sei capace. Non essere diffidente, soprattutto negli affetti. Non avere timore. Nessuno di noi deve provare la paura di offrire il bene, la tenerezza, la dolcezza che fa parte della nostra personalità. Prima o poi ne riceveremo altrettanto. Forse, si tratta di aspettare un poco; di non lasciarsi schiacciare. E, quando tutto ci sembra nero, cercare qualcuno con cui parlarne, per capire meglio quel mistero che è la VITA». Le direi questo. Anzi, glielo sto dicendo. ANALISI DI UN DISEGNO CATTIVICK, OSSIA C. La posizione sul foglio è indicativa: al centro dello spazio C. pone il suo disegno, 6 così come vuole essere al centro dell’attenzione. Lo merita? Sicuramente. Anche se un po’ pestifero - lo rivela attraverso il suo modo di riempire con la matita corpo e braccia del disegno l’Artista indica anche tanto senso dell’umorismo, curiosità, esplosione di collericità latente, non aderenza alla realtà materialistica (il che, in parole povere, si potrebbe anche dire: «Voglia di lavorare saltami addosso») e molta simpatia, ma non sempre espressa. Non ama chi lo controlla, preferisce essere lui ad avere potere; poi si stanca del gioco e vuole cambiare incombenza, ma sempre in posi- zione predominante. Preferisce l’azione ed il movimento allo stare fermo ad eseguire i compiti... ma questa è una caratteristica che tanti altri ragazzi di mia conoscenza posseggono. S.O.S. IL LIBRETTO DI LAVORO Capita spesso che un ragazzo o una ragazza che compiano le prime esperienze di lavoro siano sprovvisti di un documento molto importante: IL LIBRETTO DI LAVORO... Bisogna premettere che il più delle volte la scuola non fornisce molti elementi oltre a quelli più propriamente scolastici. Finita le medie ci si accorge così che la scuola non ha dato alcun insegnamento riguardo ad alcuni piccoli problemi che si presentano a chi ha deciso di avviarsi al mondo del lavoro. Risulta difficile compilare anche un semplice bollettino postale e del libretto di lavoro chi mai ne ha parlato? Anche la televisione, soprattutto in quei programmi dedicati ad un pubblico giovanile, non aiuta in questo compito. Ciò che la televisione presenta sono spesso ville lussuose o spiagge da favola e ragazzi/e assillate da un solo problema: le prime espe- rienze affettive di coppia. Sembra che il mondo del lavoro non debba entrare in tutto ciò. Viene però il dubbio che ciò sia appositamente voluto. Perché? Proviamo a chiederci se ci possa esserci una relazione tra il mondo di quelli che hanno ville, panfili, soldi, aziende, ecc. (i soliti protagonisti dei soliti programmi televisivi dedicati ad un pubblico giovanile) e la quotidiana esperienza di lavoro non tutelato. Già, poiché un lavoro senza libretto è un lavoro non tutelato. Chi può avere il libretto di lavoro? Possono ottenere il libretto di lavoro tutti coloro che: - hanno compiuto i 15 anni di età; - i giovani di età compresa tra i 14 e i 15 anni. Questi però devono dimostrare di avere conseguito la licenza della scuola dell'obbligo (terza media), oppure di aver compiuto almeno 8 anni di studio, pur non avendo conseguito la licenza di scuola media. Dove si può fare il libretto di lavoro? Presso il Servizio Anagrafe del Comune di residenza (per quelli che abitano a Brescia presso il Palazzo Broletto). Quali documenti sono necessari? Per presentare domanda bisogna essere muniti di: - un documento di riconoscimento (carta d’identità o documento equivalente); - il titolo di studio conseguito (questo documento sarà subito restituito); - il certificato di stato di famiglia in carta libera. Cosa altro è necessario fare? Dopo il rilascio del libretto di lavoro (di solito dopo trequattro giorni) l'interessato deve portare lo stesso a vidimare presso l’Ufficio vaccinazioni (per coloro che abitano a Brescia, in via Cantore n. 20, Ufficio vaccinazioni per i libretti di lavoro; aperto dal lunedì al Venerdì, dalle 8,30 alle 12,00). Bisogna in seguito sottoporsi ad una visita medica da parte dell'Ufficiale Sanitario presso l'USSL (per coloro che abitano a Brescia, in Biseo n. 17, presso il Poliambulatorio; aperto dal 7 lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,00). A questa visita bisogna presentarsi muniti di esame schermografico e con il libretto di lavoro vidimato dall’Ufficio Vaccinazioni. L’esame schermografico si effettua presso il Consorzio Provinciale Antitubercolare di Via Guglielmo Marconi n. 26 (aperto dal lunedì al venerdì, dalle .8.00 alle 11.00 e dalle 14.00 alle 16.00) E una volta che si è ottenuto il libretto? Una volta ottenuto il libretto di lavoro, unitamente a: - documento di identità; - codice fiscale; - copia autenticata del titolo di studio; bisogna recarsi presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro (Ufficio di Collocamento. A Brescia si trova in Via Cipro n. 3, aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30) per iscriversi nelle liste di Collocamento. Questo Ufficio rilascia un tagliando conosciuto, dal colore, come car- tellino rosa. Che cosa è il cartellino rosa? Il cartellino rosa è il documento che attesta che la persona intestataria non ha una occupazione (è in cerca di primo lavoro o è disoccupata). Egli è iscritta nelle liste del Collocamento e pertanto ha un punteggio che lo inserisce in una graduatoria (in base a questa graduatoria vengono fatte le chiamate al lavoro). Una cosa importante da non dimenticare, per i disoccupati: ogni sei mesi il cartellino va fatto timbrare altrimenti si perde il punteggio nella graduatoria della lista. Pensieri e parole AMOR DI MAMMA di Ersilia Barbieri Petesi Nonna Ersilia, poetessa dialettale da tanti anni abitante al Carmine, ci offre un altro racconto legato al filo dei ricordi. Questa volta ci parla della sua esperienza di madre. Naturalemente non poteva mancare una poesia. Questa volta, però, in italiano. Continuando il racconto della mia vita e riallacciandomi all'evento della nascita della mia prima bimba vorrei dare risalto a un fatto stupendo successo proprio quel mattino del 24 novembre 1941, quando cioè era nata Cesarina. Erano le 7 quando mia mamma e mia sorella maggiore vennero a trovarmi. Io lo credetti un miraggio dato che non correva fra noi buon sangue per le circostanze trascorse: cioè avevo sposato uno a loro tutti ostile. Ma la mamma è sempre mamma: da quell'istante, il che credevo ad un odio perpetuo, si svegliò in me un forte sentimento e capii l'amore della mamma. Capii che lei avrebbe voluto che io scegliessi meglio, non un poveraccio, forse uno più benestante per avere la vita più facile. Apprezzai quell'atto di sottomissione e dimenticai il rancore che avevo accumulato verso tutti i miei. Ripeto perciò l'amore di mamma è tutto: tutto perdona, tutto dimentica. Era la prima volta che il mio cuore si apriva al cuore di mamma ed il perché era chiaro e lampante. Anch'io ero mamma! Anch'io mi preoccupavo già per il domani di mia figlia, mi avevano portato quasi tutto il corredino per la bimba e tante cose utili a me e anche a mio marito: il quale restò meravigliato quando a mezzogiorno tornò dal lavoro. Peccato che la perdetti così giovane a soli 60 anni quando io ero incinta della mia terza bambina. Il morbo di Parkinson l'aveva distrutta! Povera donna! Anche lei carica non di anni, ma di figli (9) e con le spalle e la schiena distrutti dal lavoro dei campi e dalle tribolazioni che le davamo noi. Quando sento della gente che deride i paesani e i contadini mi si gela il sangue nelle vene. Ma si provino loro, i cittadini, i signori benestanti, ad affrontare il duro lavoro della campagna! Non voglio farne una colpa a costoro perché ognuno vive ed affronta la qualità del suo lavoro dove e come è destinato a vivere. Al 8 mondo ci vuole l'uno e l'altro! Però scusate, cari cittadini, credetemi: la vita dei campi è la più dura di tutte! Ed è anche la meno considerata. Mi ritorna alla mente quando i miei fratelli mi tiravano giù dal letto perché li aiutassi a mungere le vacche: o quando servivo loro sulla falciatrice o dietro ai buoi che coll'aratro tracciavano i solchi e quello che facevo io, mia madre l'aveva già fatto a suo tempo. Dice un proverbio che con la terra non la spunta nemmeno il diavolo. Perciò, cari cittadini, vi pregherei di voler bene ai poveri contadini. E' vero che si tribolava tanto, ma si mangiava fresco e genuino. Tutti i prodotti della nostra terra erano e sono a vostro sostentamento, quindi amate la campagna. Ricordo a proposito che quando si veniva in città alla Previdenza, al Consultorio per i bambini o addirittura all'ospedale, voi ci guardavate di sbieco, per le nostre scarpe antiquate o per i nostri vestiti, passati di moda o stinti nel colore. Certo, noi non potevamo stare a vestire al pari vostro. Non pensavate, però, che eravamo noi la causa del vostro benessere? Pensieri e parole Meno male che il mondo è tanto grande e ospita uno e l'altro ceto. Ritornando sui miei primi pensieri e ricordando la mamma, la mia per me e io per i miei figli e tutti per la loro, voglio elogiare tutte le mamme del mondo. Sfortunati quei bimbi che non hanno più la mamma, per il loro compleanno o per qualsiasi altro avvenimento inerente a lei. Termino qui questa mia puntata di ricordi nel presentarvi una poesia che ho scritta ancora nel 1964, a Faverzano. Era vigilia della festa della mamma ed il mio penultimo figlio, che frequentava la quarta elementare, venne di corsa a casa con un foglio. La sua maestra gli aveva detto: Vai, vai da mamma e fatti scrivere una poesia. Pensate un po'. Indaffarata com'ero rifiutai ed egli se ne tornò mogio mogio in classe. Abitavamo a due passi dalla scuola. Io che stavo sbrigando un infinità di mestieri non avevo né tempo né l'ispirazione per comporre. E l'ispirazione è la componente strettamente necessaria per scrivere poesie e cose simili. Fatto sta che due minuti dopo me lo rivedo ricomparire dicendomi che la maestra (Astori Maria di Manerbio) voleva proprio la poesia. Tralasciai i miei lavori e lo accontentai. Ed ecco che ve la presento. Per la festa della mamma Mamma! il nome tuo è si bello, che lo metterei sull'ali di un angelo per trasportarlo in cielo, in compagnia a quello della vergine Maria! Mamma! il nome tuo è si grande ed un profumo grato attorno spande con la semplicità del core mio lo metterei accanto al cuor di Dio! Mamma! che il che il tuo bel nome io possa dire quando la vita mia sta per finire come fu il primo nome che io chiamai tra i primi dolci nomi che io imparai! Mamma! che questo giorno a te sia portatore di favorite grazie del Signore e cento t'auguro ancor di queste date da viver con persone da te più amate! Mamma! ti prego accetta questo fiore che è simbol dell'affetto che ho nel core ti prego, mamma, oggi è la tua festa siediti a me vicino e un poco resta! PER RIDERE UN PO’ 1. Simone: «Ammetto di aver detto un paio di balle. Ma sono le uniche...». Marco: «Ecco, con questa oggi fanno già tre!». 2. Maria: «Sai che cosa mi ha detto oggi il tuo maestro? Che quando spiega, tu non fai altro che guardare gli altri...». Houda: «Ma io faccio esattamente quello che fa lui!». 3. Mjid: «Si può sapere cosa stai cercando?». Giovanni: «Un biglietto da cinquantamila». Mjid: «Perché l’hai perso tu?». Giovanni: «No! ma potrebbe darsi che qualcuno l’abbia perduto e che io, a forza di cercarlo, lo trovi». 9 Parole in libertà UN BRICIOLO DI POESIA Ritorna, dopo una breve assenza (si sa, la vena poetica non è continua, dipende da certi momenti), lo spazio dedicato alla poesia. TI TRADIRÒ QUANDO..... Potrò tradirti quando il pittore cieco riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa mentre cade su un pavimento di cristallo. (Roberta) MORIS Il mio amore vagherà come una foglia senza meta strappata via dal proprio albero da un burrascoso vento. Di te, forse mi rimarranno ricordi o attimi trascorsi insieme e la speranza di rivederti ancora. (Roberta) Quando mi lascerai vedrai i grandi occhi di bambina che piano piano moriranno per la fine del loro primo amore che mi ha fatto diventare donna!!! (Roberta) L'AMORE Quando finisce l'amore è sempre uno che soffre se non soffre nessuno non era amore se si soffre in due l'amore non è ancora FINITO! (Roberta) UN SOGNO Se tu sei un sogno non svegliarmi, ma se sei realtà non lasciarmi addormentare, Perché se tu ci sei la mia vita sorride ma se tu manchi diventa un mare di lacrime. (Roberta) UN VECCHIO DETTO Un giorno camminando per strada incontrai un vecchio che mi disse: «Non cercare la luce fuori la finestra in un giorno di sole poiché la luce può essere in te anche in un giorno di pioggia». (Roberta) MORIS (II) Un anno se n'é andato e con esso pure tu. Ma l'amore che cos'è? Quando soffrirai e gioirai per una persona allora tu avrai scoperto di amarla o forse.... (Roberta) NON SAI Non sai che mi manchi quando non ci vediamo non sai che ti guardo quando sei vicino a me non sai quanto soffro quando mi tratti male ma soprattutto non sai quanto ti voglio bene. (Sabrina) IL MIO UNICO AMORE Tu, bambino dai bei occhioni chiari e infantili tu, che rallegri i miei sogni tu, dolce ed incosciente crudele tu bel tenebroso tu che mi fai impazzire tu mio UNICO e SOLO amore. Vorrei che il tempo si fermasse, vorrei che tu restassi qui con me, vorrei che le sofferenze che ho provato per te non fossero mai esistite ma tutto ciò non posso farlo perché il fato me lo impedisce ma non potrà impedirmi di amarti tutta l'eternità. Se i genitori ci capissero forse noi capiremmo loro. La vita senza te è come l'inferno delle sofferenze, tu, ora non ci sei ed io soffro e piango perché io ti amo veramente. 10 IO TI CERCHERÒ negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e dentro quei ricordi... chissà se si chiamerà AMORE. (Sabrina) SCUSA Scusa se da quando ti ho visto non ho fatto che pensarti. Scusa se sei diventato molto speciale per me scusa se ti sento nell'aria e ti respiro nel profumo dei fiori nei raggi del sole scusa se... TI AMO!!! (Sabrina) LA VITA la vita è come l'aria... cambia la vita è come l'acqua... sporca la vita è come il cielo... nero la vita è come il sole... bicolore Parole in libertà la vita è come l'erba... cancella la vita è come il fiore... MUORE. (Sabrina) Se un giorno sei triste e qualcuno ti chiede cos’hai rispondigli AMA E CAPIRAI.... si ribatte in questo buio... silenzioso.... limitato da questi miei pensieri forse troppo vani..... (Sabrina) (Sabrina) Anche un ragazzo piange per amore in silenzio per non essere sentito al buio per non essere visto anche il tuo ragazzo ha fatto il duro con i tuoi amici ma questa notte ha pianto per te!!! (Sabrina) SENZA TITOLO Mi distraggo così da questa vita... un po'... o forse... tanto veramente... per quello che ho dato ho fatto con questo non voglio niente in cambio... perché io voglio dare oppure fare... perché il mio istinto il mio cuore... mi consiglia il bene... soprattutto per chi come me soffre... mi ritrovo così nella trasparenza di questo mio dare... così un po' troppo affollato di pensieri stabili innocenti o perlomeno realisti... come li accantono... giorno dopo giorno... alla fine mi ritrovo in possesso... di tutti questi miei problemi... mi domando forse adesso dove trovo questo mio coraggio... o meglio forza... perché a uno a uno si mettono in fila... rispettivamente chiedendomi di essere risolti... allora mi compro la notte... per poche ore... la notte... il mio sfogo... mi accarezza mi consola... mi fa sentire importante... il suo calore... e' la mia forza... la mia riflessione di cio’ che sono... allora così maliziosamente mi domando... se e' proprio vero... che non e' solo una forza fisica... che ti dà tanto affetto... dove tanto il mio sfogo... ESPERIMENTO Camminando per le vie del quartiere ho voluto fare un esperimento pazzo. Ogni persona che incontravo lo fissavo dritta negli occhi. Sulle prime ho faticato un po’ poi sempre più curiosa di vedere dentro quegli occhi ho continuato con il mio esperimento. E sapete cosa facevano gli altri? Abbassavano lo sguardo, di giravano da un’altra parte, frugavano nelle tasche. Facevano di tutto pur di non guardarmi negli occhi. Hanno paura tutti di guardarsi, di vedersi, hanno paura di far entrare qualcuno nel loro mondo... Ho continuato così, finché ho incontrato un bimbo in braccio a sua madre. L’ho guardato dritto negli occhi, erano occhi innocenti che non avevano paura di far vedere quello che c’è dietro, l’anima. Ho continuato a fissarlo e sapete il bimbo cosa ha fatto? Mi ha sorriso... (Debora R.) IL MIO PAESE NON C’E’ PIÙ Il mio paese non c’è più... Se lo sono portato via le ruspe e i camion. Non c’è più nulla che mi ricordi il mio paese. La mia casa, la vecchia casa, dove vivevo da bambina, 11 ora non c’è più. E’ diventata un palazzo di un miliardario... Il pino che vedevo dalla mia camera, compagno di tanti segreti, non c’è più; ora, al suo posto, c’è una piscina. Il mio paese non c’è più... Le vie segnate da tante piogge, sono di asfalto nuovo. Il cortile dove giocavo è diventato un parcheggio. Le case sono tutte nuove... non ci sono più muri che perdono ogni giorno un po’ di cemento. I volti familiari della mia infanzia sono nascosti da altri volti che non conosco. Il mio paese non c’è più... C’è solo una cosa che mi fa pensare che non tutto è morto sotto i colpi delle ruspe, una fontanella. Essa continua incessante, e incurante di quello che le accade intorno, a dare acqua fresca a tutti quelli che gliela chiedono. Ecco dov’è finito il mio paese... (Debora R.) AVEVO... Avevo tracciato sulla sabbia parole di fuoco, ma l’onda del mare ha cancellato l’orma. Avevo posto il tuo sigillo sul mio cuore, ma il tempo ha sbiadito i contorni del tuo volto. Di tutte le parole che ero capace pronunciare non ne resta che una: scusami... (A.) Ricette per sopravvivere LA CUCINA ITALIANA LOCALE a cura di Andrea e Lilia Molti di noi hanno già avuto modo di conoscere la cucina di Andrea e di Lilia. Quanti non ricordano, al ritorno da certe estenuanti passeggiate per i monti e i boschi del Cereda, gli odori di certi sughetti e di certi arrosti che provenivano dalla cucina? Per non farci dimenticare il gusto di quei pranzetti Andrea ci ha gentilmente offerto la sua collaborazione e ci ha preparato un intero menù. Ma stavolta, per assaporare questi buoni piatti, c’è bisogno che siano i lettori a cimentarsi tra fornelli e padelle. E, dunque, BUON APPETITO! PICCOLO ANTIPASTO Sardelle in agrodolce e Zucchini marinati. Ingredienti: 500 gr. di sardelle fresche, farina, olio d'oliva, sale, 2 grosse cipolle, 2 bicchieri di vino bianco. Pulire e lavare le sardelle, asciugarle e rivoltarle nella farina. Rosolarle da ambo i lati fino a dorarle, toglierle e farle sgocciolare su carta assorbente (scotex), salare. Versare mezzo bicchiere di olio d'oliva in una pentola e scaldarlo. Tagliare le cipolle ad anelli sottili, aggiungerle e cuocerle a fuoco lento. Aggiungere l'aceto e continuare la cottura a fuoco lento, finché il liquido si sarà raddensato. In una teglia piuttosto bassa disporre le sardelle in uno strato, annaffiare con parte dell'intingolo, sovrapporre un secondo strato e coprire con il rimanente intingolo. Le sardelle debbono essere completamente coperte con il liquido. Coprire e lasciare riposare in luogo fresco 48 ore. Ingredienti: 600 gr. di zucchini medio piccoli, prezze- molo, 3 spicchi d'aglio, c.a. 8 cucchiai di olio d'oliva, sale, 2 cucchiai di aceto di vino. Lavare gli zucchini, asciugarli e tagliarli a fette rotonde, tritare aglio e prezzemolo finemente. Scaldare la metà dell'olio e rosolarvi le fette di zucchini, finché saranno ben croccanti, salare e lasciare raffreddare. In una teglia fare degli strati di zucchini, condendo ogni strato con aglio e prezzemolo, aceto e olio d'oliva. Lasciare marinare in frigo per 48 ore. Levare dal frigorifero un'ora prima di servire. PRIMO PIATTO Maccheroni ai 4 formaggi. Ingredienti: 400 gr. di maccheroni, 60 gr. di mozzarella, 60 gr. di groviera, 60 gr. 12 di gouda, 60 gr. di fontina valdostana, 60 gr. di burro, 1/2 cucchiaio di farina, un bicchiere di latte, parmigiano grattugiato, sale e pepe. Tagliuzzare i quattro tipi di formaggio. Scaldare la metà del burro, incorporarvi la farina, annaffiare con il latte caldo e mescolare bene il tutto a calore moderato. Togliere dalla fiamma ed aggiungere, mescolando, i dadini di formaggio. Cuocere i maccheroni in abbondante acqua salata, scolarli, disporli in una terrina preriscaldata, irrorarli del burro rimasto e macinarvi del pepe. Distribuire la crema dei formaggi, riscaldata o tenuta in preriscaldo a bagnomaria, mescolare bene e servire a parte il parmigiano. NOTA: Si possono utilizzare anche dei tipi di formaggio diversi da quelli sopra indicati, però non dovrebbe mancare la fontina valdostana. Ricette per sopravvivere PESCE Tonno o Spada in tranci. Ingredienti: 600 gr. di tonno o spada in tranci, 2 bicchieri di vino bianco secco, 1 spicchio d'aglio, 1 ramoscello di rosmarino, 3 filetti di acciuga, ben sciacquati e spinati, 1 limone, mezzo bicchiere di olio d'oliva, sale e pepe. La sera lavare bene le trance. Mescolare il vino, lo spicchio d'aglio schiacciato, il rosmarino, il succo del limone, il sale, il pepe, (marinata). In una teglia adagiare le trance e coprirle con la marinata, lasciarvelo per tutta la notte. Il giorno dopo sgocciolare il pesce e cuocerlo alla griglia, bagnandolo accuratamente con la marinata ambo le parti. Porlo al caldo, scaldare in un pentolino l'olio con i filetti di acciuga, sminuzzandoli con una forchetta, versare questo intingolo sulle fette di pesce e servire subito. PIATTO DI CARNE Saltimbocca alla Romana. Ingredienti: 8 fettine di vitello, sale pepe, 8 sottili fettine di prosciutto crudo, 8 foglie di salvia fresca, 2 noci di burro e 2 cucchiai di olio per cuocere, 1 bicchiere di vino bianco ed una noce di burro. Battere delicatamente le fettine, salarle, pepare, appoggiare su ognuna una foglia di salvia e sovrapporvi una fetta di prosciutto crudo. Adagiare le fettine, con il prosciutto sotto, nell'olio e burro caldo, rosolare per alcuni minuti, rivoltare e continuare la cottura. Togliere la carne dal recipiente e porla al caldo. Sciogliere nel fondo di cottura con il vino bianco, rimestando bene, lasciare evaporare un poco il liquido. Aggiungere il burro e mescolare bene. Aromatizzare con sale e pepe e versare l'intingolo accanto alla carne predisposta su un piatto caldo (2 cucchiai di intingolo a porzione). NOTA: I contorni che si adattano al piatto: verdure cotte tutte e purea di patate ed insalate. DESSERT Pesche ripiene. Ingredienti: 4 pesche mature a polpa bianca, 2 cucchiai di zucchero, 5 amaretti, 40 gr. di mandorle tritate, 1 cucchiaio di cioccolato in polvere, 1 cucchiaio di Amaretto (liquore), mezzo bicchiere di vino bianco, zucchero, burro. Tagliare a metà le pesche, snocciolarle e togliere una parte della polpa. Aprire i noccioli e mescolare il contenuto con le mandorle tritate, gli amaretti sbriciolati, il 13 cioccolato in polvere, il liquore e lo zucchero, fino ad ottenere una pasta. Riempire le pesche con questo composto, porle in una pirofila imburrata, cospargerle di zucchero. Annaffiare con il vino e metterle in forno preriscaldato per 15-20 minuti, finché il ripieno avrà una bella crosta dorata. Racconti..... IL TEMPIO DELLE TORTURE di Cristian e Manuel In un palazzo viveva un bambino di nome Joi che sognava tutte le notti di trovare un tempio e di giorno continuava a scavare una buca. Un giorno pensò: «Se lo scavo lo facessi di notte a luna piena, sarebbe meglio». Infatti il giorno dopo era luna piena: lui andò in quel campo, scavò molto e vide un fondo tutto vuoto che non si vedeva il fondo. Lui scivolò dentro e disse: «Aiuto!!!». Cadde sul materasso e vide un corridoio e lui andò fino in fondo. Disse: «Waw! il tempio che sognavo». Ecco, mi ero dimenticato di dire che era armato di tutto: pistola, coltello, bussola, mitra, sei pugnali, ecc. Ma ai gradini di quel tempio cominciarono i pericoli. Al primo pericolo venne catturato dallo scheletro. Joi venne portato nella stanza delle torture e là si spaventò. Dopo dieci giorni venne ucciso. Racconti SANGUE SUL SAGRATO (IV PARTE) G&B Qualche lettore ha chiesto alla redazione se si poteva conoscere la conclusione del micidiale racconto. Con quest’ultima parte possiamo soddisfare una tale curiosità. G&B infatti ci ha finalmente fatto pervenire la sua ultima fatica. 8. CAPITOLO Data la sua esperienza, non ci aveva messo molto, anche perché la carne del giovane era molto tenera, e lo aveva rivoltato come un guanto, senza intaccare minimamente il tessuto muscolare. Con un rumore acuto e prolungato di sirene, due macchine della polizia erano passate davanti alla chiesa. Fermandosi al semaforo con uno stridio di freni, uno degli agenti che erano a bordo dell'auto aveva notato un rivolo di sangue uscire da sotto il massiccio portale della chiesa, che in un istante si era trasformato in una vera pozzanghera. Così, seguendo il suo istinto, aveva fatto inversione di marcia, andando a parcheggiare proprio dinanzi alla statua di San Francesco. Erano scesi velocemente dall'auto, lui e i suoi colleghi, con una pistola malamente celata sotto la giacca. Entrando in chiesa, avevano pensato di essere vittime di allucinazioni. Non poteva essere vero: un demonio enorme li fissava con occhi che non avevano nulla di umano. Gli agenti si sentirono scoppiare qual- cosa dentro. Due getti di sangue misti a cervello erano schizzati dalle loro teste, andando a formare dei misteriosi disegni cadendo sul pavimento. Nel frattempo, un bambino fissava il tutto da dietro una colonna, con occhi inespressivi. Ad un tratto si era parato davanti al mostro, iniziando a proferire una formula in un dialetto sconosciuto e vecchio quanto il mondo: «Nyarlatotep, portatore di caos e di pestilenze, signore dei bassi istinti che dominano la donna e l'uomo da sempre, depredatore, grande assassino, fautore di falsi miti e abominevoli riti, io ti ordino di terminare qui la tua opera di distruzione!». Con un rumore irreale, il mostro si era lentamente voltato verso il suo interlocutore, e vedendo che era solo un bambino, non aveva potuto trattenere uno scoppio di risa... Non aveva fatto a tempo a terminare la sua risata ed un fascio di luce lo aveva colpito in pieno, dilaniandolo totalmente, mentre il fanciullo rideva di gioia, gridandogli: «Hai ucciso mia madre impossessandoti 14 del corpo di mio padre, ora defungi, bastardo!!!!!!». Dai rapporti in possesso della polizia, 12 ottobre 1994: «Misteriosamente scarcerato Giovanni Veschetti, arrestato il 24 agosto per omicidio, a quanto pare per cause burocratiche, dopo aver scontato una pena di quindici mesi di detenzione». Prima di uscire dal carcere, Veschetti aveva voluto salutare Dante, lasciandogli il suo indirizzo e stringendogli calorosamente la mano, come ad un vecchio amico. Sul suo palmo poi, aveva sentito qualcosa di duro, una specie di talismano di cuoio. Era un regalo di Dante, che lo aveva accompagnato con queste parole: «Tienilo, ti è già stato utile». Sul talismano, era inciso un fanciullo piccolissimo, che aveva strizzato l'occhio a Veschetti. Racconti UNA MUSICA CHE UCCIDE G&B I gusti sono gusti. Anche per quanto riguarda la musica i gusti possono essere diversissimi (come nel caso di Stefano e di sua sorella). E non sempre la musica esercita una funzione benefica e distensiva. Stefano ne sa qualcosa. Che il racconto sia un invito a non ascoltare un certo tipo di musica (metallara o giù di lì)? Stefano, un ragazzone di diciassette anni, se ne stava solo in camera sua a riflettere su ciò che avrebbe fatto quella sera. Essendo estate, ovviamente di alternative non che ce ne fossero molte: gli amici erano quasi tutti in vacanza e di locali belli non ce n'erano. Era la tipica serata estiva, con un caldo di tipo sovrannaturale, quasi non si respirava. Dalla stanza accanto gli era arrivata la voce di sua sorella, che lo pregava di aiutarla a spostare il mobile dei dischi, un mobiletto dove lei ammucchiava dischi, cassette e compact disc. Ora la paranoica faceva storie perché gli era scivolato dietro il suo disco preferito, The division bell dei Pink Floyd. Sbuffando Stefano aveva spostato di pochi centimetri il mobile, tanto da permettere a sua sorella di potercisi infilare dietro ad estrarre il prezioso album, come lo chiamava lei. Dio, quanto gli sarebbe piaciuto schiacciarla contro il muro, farle schizzare fuori quel cervello malato! Ma non lo aveva fatto. A operazione compiuta, fra i suoi ringraziamenti idolatri, insomma, che senza quel disco la sua vita sarebbe finita, che il giorno che i Pink Floyd si sarebbero sciolti si sarebbe tagliata le vene e via dicendo, Stefano era di nuovo corso in camera sua, camera che tanto sua sorella tanto i suoi genitori odiavano per via dei poster e dei dischi appesi ai muri. Sbuffando, si era messo alla ricerca di un disco. Dopo pochi istanti, la sua scelta era caduta su Chaos a.d. dei Sepultura. Subito le note devastanti di Territtory avevano invaso la sua stanza, accompagnate dalla voce viscerale di Max Cavalera, cantante osannato da Stefano, e maledetto dai suoi genitori, che lo definivano strappabudella, per via della voce. Stefano si sentiva attratto da quelle canzoni, forse troppo. Era anche vero che lo aiutavano nei momenti di sconforto, ma il suo era un atteggiamento maniacale. A volte sognava persino di vivere le canzoni, di venire trasportato nelle realtà da incubo tanto osannate. Il disco scorreva, e lui rifletteva. Non si era reso conto di essere sdraiato su un lettaccio di legno tarlato, sul fondo di una parete che puzzava di sangue. Se ne era reso conto quando cinque omaccioni in divisa da poliziotti avevano fatto irruzione 15 da lui. Erano mulatti e parlavano brasiliano, e sulla giacca della divisa portavano stampato Special corp. P9. C'è un errore, lasciatemi andare... tentava di spiegare il ragazzo, ma non c'era verso. Lo avevano picchiato brutalmente, lasciandolo sanguinante sul pavimento. Attorno a lui, persone morte e urlanti, dappertutto polizia carceraria che distribuiva violenza a gò-gò. In tutto ciò Stefano non ci capiva nulla. Ma non c'era tempo per riflettere, doveva scappare. Urla. Uno scoppio, e qualcuno lo trascinava fuori, verso la libertà. In un attimo di calma, aveva fatto vagare lo sguardo, ed aveva visto, scritto su una parete di fronte del penitenziario Pavilào. Caspita, il penitenziario, la violenza della polizia... Era penetrato nella canzone dei Sepultura! Ma doveva anche uscirne. Stop. Sua madre, nella realtà, aveva spento lo stereo, lasciandolo prigioniero in un mondo che non era suo. Sfogliando poi casualmente un fascicolino con i testi del disco, aveva visto pressato in una cella frigorifera, un ragazzo che sembrava suo figlio e recava appeso ad un angolo della bocca un cartellino con la data del decesso. Ma era suo figlio! Stefano che vedeva riflessa l'immagine di sua madre: l’aveva maledetta. Racconti LA FIRMA di F.F. Ogni racconto che si rispetti non contiene riferimenti a fatti o a persone realmente esistenti. Ed è bene che sia così. Se per caso, però, qualcuno si sentisse qui descritto ciò può essere soltanto a causa di fortuite coincidenze. Bisogna infatti considerare che ogni racconto riflette episodi ed aspetti presi dalla nostra vita. «Adesso devi venire con me». Lui non disse una parola, rinsaccò la sua testa taurina nelle falde del giubbotto di jeans e girandosi di scatto sputò per terra. Era una pigra mattina autunnale. Durante la notte aveva piovigginato, le strade e le cose erano ancora segnate d'umido. Nel cielo le nuvole andavano diradandosi per lasciare posto al tiepido sereno. Non disse una parola. Ma l'orecchio ormai esperto di chi l'aveva invitato (chiameremo costui, per semplificare, il suo accompagnatore) poteva indovinare tutto quello che veniva bofonchiato a denti stretti: un misto di imprecazioni, di domande e di esclamazioni. Una sorta di grammelot tutto speciale, personale che irresistibilmente andava componendosi nei meandri del cervello ma che si contorceva tra i muscoli della lingua ed andava a sbattere contro i denti. Succedeva ogni volta che Giovanni era invitato a fare una cosa che non avrebbe voluto fare (che però non poteva permettersi il lusso di non farla. Questioni di prezzo. Ogni cosa ha il suo costo). Nel vicolo Giovanni cominciò a parlare del più e del meno. Né, del resto, diede molta importanza a quello che gli veniva ripetuto tra il serio e il faceto: «Stai venendo a firmare la tua condanna a morte». Pensò piuttosto che fosse utile saggiare il terreno circa i suoi immediati progetti. Una cosa soltanto, infatti, lo preoccupava in quel momento. Rientrare al più presto in possesso del suo giubbotto. Il giorno precedente l'aveva portato in un negozio specializzato per adornarlo con borchie metalliche (dieci borchie metalliche avvitate sulle spalline) e si era concesso il lusso di pagare in anticipo l'ordinazione (cinquecento lire a borchia). E visto che stavano percorrendo proprio la strada del negozio non era forse quanto mai opportuno fermarsi a ritirare l'agognato giubbino. Mentre già si accingeva a salire il gradino che l'avrebbe portato all'interno del negozio venne raggiunto alle spalle, quasi fosse una pugnalata messa a segno a tradimento, dalla medesima affermazione, stavolta tremendamente seria, anche se carica di ironia: «Stai venendo a firmare la tua condanna a morte. E tu ti preoccupi di un giubbotto!?». Giovanni si fece pallido in viso. Si volse indietro celermente e diede mostra di un certo disagio. Si raschiò la gola e sputò di nuovo per terra. Non aveva dato importanza alla faccenda, ora non era più tempo di mostrarsi così spensierato. Cominciò a pensare cosa potesse essere il reale contenuto di un tale messaggio. 16 Escluse per un attimo che dovesse prendere alla lettera le parole sentite. Si augurò che fosse soltanto un imbroglio, una minaccia, uno sbaglio. Ma no! Cosa poteva temere? Be’, effettivamente qualcosa c'era. Poteva essere sbattuto lontano, a qualche centinaio di chilometri. Aveva perso il lavoro ed era stato avvertito che la prossima occupazione l'avrebbe anche potuto portare lontano da casa sua. Se fosse ciò stato esatto, c'era già di che preoccuparsi. Oppure... Eppure non riusciva a capire cosa altro ci potesse essere. Ma ormai temeva che ci fosse qualcosa d'altro. Un imbroglio, una minaccia, una fregatura. Oppure... Venne assalito dal dubbio che le parole dette corrispondessero concretamente a ciò che l'aspettava a momenti. Effettivamente non sapeva dove si stava recando. Il messaggio che il suo accompagnatore gli aveva dato era stato molto generico («In Comune»). Avrebbe benissimo potuto dirgli che si andava a Canton Mombello o nei sotterranei del Castello che sarebbe stato lo stesso. E incominciò a sospettare che i primi gradini da lui saliti sarebbero stati, egualmente a quelli di kafkiana memoria, preludio di un inesorabile, inappellabile Processo e di una condanna senza scampo. Già, gradini! Come quelli che ora stava salendo. Un'onda di gelido sudore lo colpì nel midollo spinale e gli spappolò le ossa. Si reggeva ormai a fatica al passamano. Riuscì tuttavia a Racconti pensare per un attimo che sarebbe stato meglio prendere l'ascensore. Almeno gli era risparmiata la fatica della salita. Sapeva che non poteva tornare indietro. Anche se il divieto non era stato pronunciato sapeva bene che non gli sarebbe stato permesso di volgersi indietro. «La firma serve per ritirare i soldi di un pagamento sospeso. Non ti ricordi che devi ricevere un mese di paga?». Distese di campi verdeggianti. Uccelli in volo nel meriggio. E dietro al mare altri mari... Dolci suoni. Parole in libertà in un tripudio di colori... In un attimo tutto era cancellato. Soldi! Denaro! Sì, la cosa era più che plausibile. C'era quindi di che stare allegri. Era disponibile a firmare anche tutti i giorni. Finché si trattava di soldi... Con questo qui bisogna sempre stare attenti. Non si sa mai se stia scherzando o se fa sul serio. Mi ha fatto paura. Quasi quasi ci cascavo. I pensieri di Giovanni ripresero il loro andamento abituale, tornarono a fiorire in una ridda di convenevoli. Si diede da fare per far percepire intorno a sé il ritrovato buon umore. L'ufficio, occupato per la maggior parte da grandi scrivanie sommerse da pile insormontabili di scartoffie, era quasi deserto. O, meglio, un'impiegata non dava mostra di occuparsi d'altro che del suo lavoro, difesa dalle spesse lenti dei suoi occhiali. E chi stava parlando al telefono era impegnato in una conversazione che sembrava non dovesse avere più termine. La persona che cercavano non c'era. Ma fu ben presto rintracciata. Venne di fretta e presentò con noncuranza il foglio da firmare. Giovanni non lo lesse neppure. Tracciò la sua firma, contratta e nervosa più del solito. Restituì la penna e tirò un sospiro di sollievo. Anche questo era fatto. Ed ora era contento. Per strada ritornò ai suoi progetti. C'era il giubbotto da recuperare il più in fretta possibile... «Non hai neppure letto ciò che hai firmato. Poteva essere di tutto, compresa la tua condanna a morte». L'atroce sospetto tornò ad affiorare. Come una serpe sinuosa, l’aveva aggredito pungendolo di nuovo nei suoi pensieri. Un'ombra oscura solcò il suo viso e andò a spegnersi sul fondo degli occhi. Si sentì giocato. Avevano giocato a scacchi con lui, senza che se ne accorgesse, e aveva perso la partita. Doveva verificare subito in calce a chissà quale documento avesse apposto la sua firma. Doveva tornare indietro, risalire quelle scale, riguadagnare la porta di quell'ufficio, pregare l'impiegata che gentilmente gli lasciasse dare un'occhiata a quel foglio prima che esso scomparisse sommerso da tonnellate di altri documenti. Con una scusa qualsiasi si liberò del suo accompagnatore. In certe situazioni era sempre molto bravo ad inventare una scusa - per lo più abbastanza verosimile per svincolarsi... E ritornò sui suoi passi. Pensò tuttavia che in questa occasione gli era stato troppo facile svicolare via dal suo accompagnatore. Costui non aveva fatto alcuna resistenza. Anche ciò diventava ulteriore motivo di preoccupazione. Risalì di corsa i gradini (avrebbe preso volentieri l'ascensore, ma in quel momento era occupato e lui aveva una fretta bestiale) ed entrò nella prima porta che trovò socchiusa. 17 Sulle prime non si rese conto dove si trovasse. Non riusciva più a raccapezzarsi. Era un'abitazione privata. Alla parete una grossa pendola segnava il tempo. Alcune poltrone di dubbio gusto circondavano un acquario dentro al quale scorse nuotare alcuni pesciolini che non gli erano per niente rassicuranti (un cultore come lui di film e fumetti del genere splatter aveva subito riconosciuto in quei apparenti innocui pesciolini dei famelici piranha). Una diffusa penombra circondava ogni cosa. Dov'era finito il bianco ufficio che aveva visto appena pochi minuti prima? E la gentile signorina che si era inchinata ad indicargli con la punta dell'indice la casella su cui andava apposta la sua firma? Che avesse sbagliato ufficio? O piano? O edificio? Riguadagnò a ritroso l'uscita e in pochi secondi si trovò in strada con il fiato grosso e la mente confusa. Si fermò ad osservare il caseggiato da cui era sortito. Il suo sguardo andò allargandosi sulle strade vicine, alla ricerca di un palazzo familiare, ma ormai sempre più improbabile. Soltanto allora cominciò a capire. Capì che la piazza davanti a lui apparteneva ad un'altra città e che il palazzo in cui avrebbe voluto tornare si trovava distante centinaia di chilometri - e forse già in un'altra nazione. Capì che il foglio firmato quel misterioso foglio che recava la sua firma, quel dannato foglio che aveva vergato con un fare troppo distratto - giaceva da qualche parte e già qualcuno aveva iniziato ad usarlo. I favolosi prodotti VOLPAGO La Ditta Volpago è orgogliosa nel presentarvi Mascalzone, il mascarpone da usarsi al posto della mozzarella per confezionare pizze e calzoni infarciti. Morbido, è il migliore, è il mascarpone Mascalzone. Provare per credere! Racconti IL RACCONTO DEI CASTORI di C&C Gli animali sono protagonisti delle favole. Ma questi attori del regno animale si comportano e agiscono come esseri umani. Perché il racconto favolistico ha come scopo quello di indurre l’ascoltatore (le favole infatti si narrano) a considerare la propria vita. Gli animali, nel racconto, sono come uno specchio che riflette pregi e difetti. Abbiamo qui una «favola scritta». E al posto dei castori ci potrebbe forse essere ciascuno di noi... Venne un castoro e trovò il luogo delizioso. Il piccolo fiume scorreva limpido: le sue acque, fresche e delicate, erano percorse dal salmone e ricche di innumerevoli pesci. L'ame-nità del luogo era difesa dall'asperità della natura circostante. Le vie di accesso erano poche e difficili da percorrere. Il castoro iniziò a costruire la sua casa in mezzo alle acque di quel fiume. La sua vita trascorse tranquilla per alcuni tempi. Capitò un giorno che da quelle parti passasse un altro castoro, la cui fama era quella di essere un perdigiorno - se ne andava a spasso per le valli e lungo i fiumi senza conoscere la fatica del lavoro guadagnandosi la vita a forza di pettegolezzi. Vide che il suo collega viveva felice in un posto niente male e sparse la notizia ai quattro venti. Vennero altri castori. All'inizio solo per curiosare. Ma il luogo era bello e in cuor loro già decisi a ritornarvi - e questa volta per sempre. Ci fu chi lodò l'amico intraprendente e chi cercò di persuaderlo che la solitudine non era fatta per i castori. In poco tempo si formò una piccola colonia. La diga nel fiume venne rinforzata perché in essa ci fosse posto per tutti. Furono introdotti i comfort necessari per una vita collettiva. Le sponde del fiume divennero brulicanti di castori. Le nuove famiglie crescevano innumerevoli. Fu ben presto necessario che una nuova diga venisse innalzata, magnifica e portentosa sulle tranquille acque del fiume. Nel bosco si formò una radura sempre più larga gli alberi abbattuti per la diga venivano trascinati al fiume da luoghi sempre più lontani. E l'amenità del luogo ben presto restò un vago ricordo nella mente dei primi arrivati. E del nostro castoro cosa ne fu? Un giorno morì, carico di anni e di rispetto e fu sepolto con tutti gli onori. La sua perdita fu considerata irrimediabile, lo si pianse a lungo, con lacrime sincere e veri gemiti. Ma ben presto i 18 fiori sulla sua tomba appassirono - oh, che tomba magnifica gli era stata innalzata! e la vita della colonia continuò. Gli anziani castori, orgogliosi delle loro grandi realizzazioni, non si accorgevano che tutto era cambiato e che si erano adagiati in un quieto vivere. I giovani, irrequieti e delusi, si lasciavano conquistare dalla noia più nera. La vita nella colonia divenne insopportabile. E' venuto ora il tempo che qualche giovane castoro, abbandonata la colonia, si metta sulla strada alla ricerca di un nuovo fiume. Provate i favolosi prodotti della ditta VOLPAGO Per la pulizia dei vostri denti la Ditta Volpago ha realizzato l’ultima, assoluta novità in fatto di igiene orale: il temperastuzzicadenti elettrico. Esso assolve ad un duplice compito: innanzi tutto grazie al suo esclusivo brevetto - attraverso un processo di carbonizzazione indurisce la punta del vostro stecchino rendendolo resistente anche ad un uso prolungato e deciso; quindi nel caso di rotture o di inevitabile usura potrete rifargli la punta. Nei migliori negozi. Provare per credere! La pagina delle stelle L’OROSCOPO di Maga Magari Inizia con questo numero la preziosa collaborazione di MAGA MAGARI. Grande esperta di parapsicologia, occultismo, magia in technicolor (bianca, nera, rossa soprattutto), cartomante e sensitiva, esperta in ogni tipo di arte divinatoria, purché a pagamento. E' brava a risolvere problemi di coppia (o almeno lo dice lei). Ottima praticante di magia nera, lancia fatture, malocchi ed ammaliamenti. Ottima anche come esorcista. P.S. il suo modello di vita, nonché, sostiene, uomo ideale, sarebbe Dylan Dog. Pubblichiamo qui una lettera speditale da una cliente e l’Oroscopo del Mese, curato appositamente per noi. Cara Maga Magari, ti seguo sempre nei tuoi appuntamenti televisivi, ma non ho il coraggio ad intervenire durante le trasmissioni perché sono timida. Ho deciso quindi di prendere in mano la penna e di scriverti per parlarti di un mio cruccio, un mio problema. Mio marito P**** perde i capelli, e ogni volta che mangia 304 fette di cotechino con la polenta si riempie di brufoli. Avrà il malocchio? In quest'anno ho provato di tutto: gli ho perfino dato il CIAPPI, il PAL e MICIO MIAO, al posto del cotechino. Ma non e' servito a nulla, ha sempre quei fastidiosi brufoli sul fondoschiena. Aiutami sono disperata. Tua G.O. (Brescia). P.S.: aggiungo alcune notizie utili: è alto, bello ed ha il 44 di scarpe. Carissima G.O.: ti capisco. Siccome ha il 44 di scarpe, mi sento di consigliarti questo efficace rimedio contro il malocchio: prendi due dita di acqua calda in un bicchiere (rigorosamente di vetro), aggiungi del limone spremuto e una punta di bicarbonato. Daglielo quando mangia il cotechino; vedrai che i brufoli spariranno. Con affetto. Maga Magari. L’OROSCOPO DEL MESE A CURA DI MAGA MAGARI ARIETE: (21/3,20/4) Problemi di corna con il partner. Se qualcuno grida cornuto, non preoccupatevi, ce l'hanno col toro. Incontri fortunati coi pesci il 1° di aprile. TORO (21/4,20/5): anche per voi problemi di corna con il partner. Se qualcuno grida cornuto preoccupatevi: ce l'hanno proprio con voi. GEMELLI (21/5,21/6): evitate gli specchi, potreste confondervi. Non date retta agli oroscopi, vivrete più sereni e senza farvi venire l’ulcera. CANCRO (22/6,22/7): è un bel problema. Meglio sarebbe avere l’ulcera. Per quelli della prima decade: problemi in famiglia. Per quelli della seconda decade: lo stesso. Per quelli dell’ultima decade: pure. LEONE (23/7,23/8): il vostro caratteraccio vi preclude il dialogo. Abbassate la cresta. Avrete meno problemi in famiglia. Mangiate poca carne fresca. VERGINE (24/8,22/9): se avete più di 60 anni datevi una mossa, non è mai troppo tardi!!! Oppure fate un annuncio sulle colonne di Carmen Street. BILANCIA (23/9,22/10 ): occhio alla dieta. Problemi di peso. Se siete ragionieri occhio al bilancio. Se siete obesi occhio alla pancia. SCORPIONE (23/10,22/11): attenzione a non mordere. Problemi con tutti, chiudetevi in casa, al buio e non ditelo a nessuno, forse così eviterete gli strali di Mercurio. SAGITTARIO (23/11,21/12): problemi agli zoccoli, consiglio morbide ciabatte di pelo di cincillà. Cambiate maniscalco. CAPRICORNO (22/12,20/1): problemi con il partner perché puzzate di stalla. Consigliamo bagno caldo con succo di limone e bicarbonato di calcio (dosi abbondanti). Usate anche il sapone, ma tanto tanto tanto... ACQUARIO (21/1,20/2): a parte i soliti problemi in famiglia, la luna nel vostro segno favorisce incontri romantici con tonni, cozze, scorfani e dentici. Problemi invece con gli squali. Ricordatevi di cambiare l’acqua tutti i giorni! Sarebbe meglio avere un piccolo depuratore in casa... PESCI: (21/2,20/3): sarete vittime dello stesso scherzo 3 volte in una mattinata e voi ci abboccherete sempre. Se non vorrete fare la figura del pesce lesso, acqua in bocca con amici e parenti. Incontro fortunato con l'acqua- La Maga Magari è disponibile per lettura mano, piedi e tazzine di caffè a domicilio. Per consulenze telefoniche: Tel. 144-61 2 19 Otto & Mezzo IL GIORNALE DEGLI ANNUNCI DI CARMEN STREET a cura di Giuliano Cinquantenne rotonda cerca patner di qualsiasi età purché veramente bravo in ballo liscio per 2 serate dimagranti e ginnico-danzanti (e basta!) alla settimana. Tel. 40807 e chiedere informazioni a Renzo. A.A.A. Caffeinomani accaniti. La Ditta CaffèMARCUS dichiara il proprio fallimento. Dopo la terza vittima è stata sequestrata la micidiale Moka. Niente paura: ora c’è il caffè LARA’S della Ditta GORNI. Si salvi chi può! Urgentissimo. Cercasi disperatamente TORBA. Do-ve sei? Torna tra noi che il TREVISO ci attende. Bravissima insegnante pluridiplomata cerca lavoro come lavapiatti in qualsiasi trattoria, ristorante, pizzeria in Brescia e non limitrofi (non ho il motorino e non ho soldi per l’abbonamento). Tel.: mancante. Sono ancora S.F.D. (senza fissa dimora). Per rintracciarmi cercatemi sotto il cavalcavia di BS2. Attenzione, i miei cani mordono. Elena. Cercasi metallari (o, meglio, metallare) per formare compagnia con molto, molto, molto casino da fare per recarsi in data ancora ignota al primo concerto dei MEGALET. Niente roba pesante, ma solo spinelli di camomilla. GB. Ragazza bella presenza anni 19 cerca lavoro come commessa negozio articoli sex-shop (o, al limite, articoli generici). Per contat- tarmi cercatemi su una delle panchine davanti alla COOP. di Viale Venezia. Ragazza bionda, alta, bella e snella (modello CLAUDIA SCHIFOR) cerca uomo ideale (= possibilmente pieno di soldi) per trascorrere serate romantiche e splendide (basta che paghi lui). Si accettano solo regali adeguati alla persona (dai 10.000.000 in su). C.P. 25100 Carmine - BS. GLI ANNUNCI DI OTTO&MEZZO FUNZIONANO! Siamo particolarmente felici di comunicarvi che grazie alla pubblicazione del nostro annuncio è stato ritrovato sul menù del ristorante cinese come piatto del giorno il cagnolino smarrito. La signora settantenne ha trovato il patner che cercava, s’è maritata e ha comprato due gemelli presso la clinica Città Mercato di Concesio. Ora la nuova famiglia vive felice e pensionata (governo permettendo). Scartato dagli Amici dello Scarto cerco lavoro senza fretta e senza urgenza. Non importa di che tipo purché non faticoso e di breve durata. Per i soldi sono disposto a far di tutto. Mi trovate presso EXOTIC ad ascoltare musica. Giovanni. Cedo i seguenti fumetti al miglior offerente: Rock n’roll Comix: Metallica e 20 G.N’R. Mortal Kombat 1 e 2 Comics; albi Ken il Guerriero (in lingua originale). Dispongo inoltre un discreto numero di fumetti horror e splatter. No scambi. Astenersi incompetenti. Per contatti lasciare messaggio scritto alla redazione di Carmen Street. Cerco disperatamente i primi dodici numeri di Demon Hunter. Disposto a pagare bene purché in blocco. Per contatti lasciare recapito presso redazione Carmen Street. Signorina cerca uomo pieno di soldi anche novantenne. Sono distinta, gentile e carina. Chiedere di Emma. Disposta a regalare mia sorella perché non la sopporto più. Telefonare al 3752895 Emma. Formasi squadra di pallavolo femminile. Per interessate rivolgersi al Centro Carmen Street. Tel. 40807. Maga Titty. La maga del cuore. Per i vostri problemi sentimentali: sono comprensiva e ho la risposta adeguata per qualsiasi genere di richieste. P.S. State alla larga da Maga Magari, quella vi imbroglia di sicuro. Cerco pitoncino scomparso la sera del 16 ottobre c.a. in zona Carmine. Lungo circa 5 metri. Ama i luoghi umidi. Lauta ricompensa a chi lo ritrovasse. Sergio. Musica & Spettacolo L’ALTRO CINEMA UN’ALTRA MUSICA a cura del Critico Un film delicato che narra la vicenda di due fratelli, di cui uno portatore di un grave handicap fisico. Nonostante tutte le apparenze anche tra le sabbie del deserto può fiorire una rosa... Un disco un po’ demenziale sulla vita di provincia (bresciana)... LE VALUTAZIONI DEL CRITICO: = da vedere/da sentire = brutto LOUSS (ROSA DELLE SABBIE) Un film che sicuramente vale la pena di vedere (sempre ammesso che siate nauseati della solita solfa propinata dai piccoli schermi). Recentemente è stato anche trasmesso dalla RAI (ma a ora tardissima), resta comunque di difficile reperimento (il circuito normale di distribuzione delle videocassette fornisce quasi esclusivamente film provenienti dagli Stati Uniti). E’ un film algerino girato tra le dune del deserto e che ci permette di capire qualcosa di più di una nazione e di un popolo di cui forse conosciamo soltanto le attuali tristi vicende degli attentati terroristici. Moussa, il protagonista del film, fin dalla nascita è portatore di un grave handicap fisico (senza braccia, può servirsi solo di una gamba e di un piede). Egli vive in un’oasi perduta nel mezzo del deserto del Sahara insieme con la sorella Zineb. I due fratelli si amano profondamente e cercano, nella loro piccola casa, di ricostruire il nucleo familiare che la guerra ha distrutto quando loro erano bambini. Moussa, pur essendo così gravemente colpito nel suo fisico dall’handicap, è perfettamente autosufficiente, anche se preferisce farsi servire e coccolare ☺ = buono = pericoloso per la salute dalla sorella. Zineb, a sua volta, non osa lasciare il fratello affrontando una nuova condizione di vita quale il matrimonio. La vita scorre in questo angolo di mondo, con Zineb che ogni mattina si reca al lavoro e Moussa che tra le dune di sabbia coltiva nel segreto una piccola rosa inaffiandola e difendendola dalle capre affamate. Attraverso il sogno Moussa riesce a valicare le dune del deserto e a vivere l’amore con Mariem, la donna alla quale, non osando dichiararsi (a causa del suo handicap), porta doni da parte di un ignoto ammiratore. Questo mondo però sta per essere turbato. Zineb infatti cade malata e viene ricoverata in ospedale. Moussa resta solo in casa... Non è un film strappalacrime. Come tra l’aridità del deserto può crescere una pianticella che «dà frutti più dolci del miele», così tra le sabbie del deserto e in una società resa dura dalle difficoltà della vita può nascere un forte sentimento di solidarietà e di speranza. SCHEDA TECNICA REGIA: Mohamed Rachid Benhadj ORIGINE: Algeria ANNO: 1989 INTERPRETI: Moussa , Zined 21 = simpatico = neanche in punto di morte CHARLIE AND THE CATS ORZINUOVI Le linee telefoniche dei Vigili Urbani e dei Carabinieri sono ancora calde dall’estate 1993 quando furono subissate da una marea di chiamate da parte di residenti del nostro quartiere. Nell’afa ferragostana si teneva, sul sagrato della Chiesa del Carmine un concerto di Cinelli e compagni. E’ vero che tale concerto si protrasse fino ad ore piuttosto piccole (verso l’una di notte o giù di li), ma Charlie ed i suoi gatti sono bravi e lo dimostrano anche nel loro recente disco Orzinuovi. Nelle canzoni del disco si narra della noia che si può vivere in un piccolo paese di provincia come Mairano e della voglia di vedere posti nuovi (spingendosi perfino ad Orzinuovi!), della passione (tutta ironica) che si può avere per la televisione o di attrezzi insignificanti come la carriola... Comunque se siete tra coloro che quella sera hanno alzato la cornetta del telefono per gridare una disperata voglia di dormire (nonostante il caldo) potete ricredervi ascoltando (questa volta con più calma) un paio di loro canzoni. Chissà, forse ascoltando riuscirete anche a sorridere (e a dormire poi sonni più tranquilli)... Una pagina per giocare IL PIACERE DI SCOPRIRLO! Dopo le difficoltà incontrate con i giochi del numero precedente, ecco qualcosa di più semplice. Ma abbiamo pensato bene di dedicarvi ben due pagine. BUON DIVERTIMENTO! IL BRISCOLONE IL CRUCIVERBA 1 2 3 6 8 4 7 9 10 11 13 15 12 14 16 17 19 5 18 20 ORIZZONTALI: 1. Capitale - 4. Tira l’aratro - 6. Una sua foglia compare sulla bandiera canadese - 8. Ingiuste - 11. Dio del Nord - 13. Stanno spesso tra le nuvole - 15. Napoli - 16. Giro di guardia 17. Cupi, tenebrosi - 18. Si usa in Giappone - 19. Usato per formulare le ipotesi - 20. Pone un alternativa agli Inglesi. VERTICALI: 1. Colpevoli - 2. Contrario di sempre - 3. Segno zodiacale - 4. Abitanti della Bretagna - 5. Il dittongo di tuo - 7. Euridice non ridice - 9. Stanno in chiesa - 10. Antichi abitanti dell’India - 12. Famose quelle barbariche- 13. Si occupa delle strade - 14. Torino. Forse non tutti sanno che tra gli amici di Carmen Street si nascondono alcuni accaniti giocatori di BRISCOLONE. E’ questo (per quanti non lo conoscono) un gioco a carte che si gioca in cinque. Appena distribuite le carte ciascun giocatore, a turno, chiama una carta. Colui che chiama la carta più bassa ne indica in seguito anche il seme. A questo punto si gioca come se fosse una normale partita di briscola, ma senza conoscere i propri compagni e gli avversari di gioco. Solo la calata della carta scelta inizialmente permette di scoprire il compagno del chiamante e i suoi tre avversari. Per il Briscolone, tanto per fare nomi, Marco, Franca, Gianna, Natascia, Enrico non perdono un’occasione. A volte si ritrovano la sera fino a tarda ora, ma ogni momento è buono per sedersi intorno ad un tavolo ed avere tra le mani, quasi magicamente, un mazzo di carte pronto ad essere distribuito. Ma il loro dramma (se così si può dire) sta nel fatto che raramente riescono a ritrovarsi tutti e cinque insieme per cui sono sempre alla caccia di uno o più occasionali (malcapitati) compagni di gioco. Una volta però, dopo un lauto pranzetto preparato da Franca, hanno potuto realizzare il loro sogno e si sono sfogati in una interminabile partita di Briscolone. Sapendo che Marco ha chiamato il doppio di volte di Enrico, che Enrico a sua volta ha chiamato il doppio di volte di Natascia. E inoltre che Marco rispetto a Franca ha chiamato il triplo di volte e che Gianna avendo chiamato 10 volte lo ha fatto più di Franca e meno di Enrico: Sapreste dire quante partite di Briscolone hanno giocato e quante volte ciascuno di loro ha chiamato? REBUS (frase: 1,7,2,6,6) 22 Un’altra pagina per giocare IL PAROLIERE LE SOLUZIONI DEL NUMERO PRECEDENTE DEBITI E CREDITI Elena è in debito con Tiziana, Bruna e Luisa. La soluzione è possibile trovarla: sostituendo i nomi con le rispettive iniziali e partendo dai dati forniti si costruisce uno schema a doppia entrata, giungendo alla seguente soluzione. A EM A EM T M B L EL T M B L EL In questo schema risultano per ciascuna nelle caselle orizzontali i debiti (indicati con il simbolo ) ed i crediti (indicati con il simbolo ). Nelle caselle verticali invece risulta l’inverso. E’ un gioco abbastanza semplice e divertente. Si tratta, all’interno dei due schemi proposti, di individuare un certo numero di parole di senso compiuto, osservando le seguenti regole: - per ciascuna parola che si trova le lettere dello schema si utilizzano una sola volta; - queste lettere utilizzate devono essere sempre in caselle contigue. Per esempio, nel primo schema proposto, la parola TEMA è corretta (le lettere sono in caselle contigue ed usate una sola volta), mentre la parola TENNIS non è valida (le due N non sono in caselle contigue). N E C L Se i giorni di lavoro sono risulta: x+y=48 x e quelli di riposo y 5x=7y x=28 y=20 REBUS GRAFICO (FRASE 1,4,6,3,5,5) «E’ bene vivere con tanti amici». IL DISPACCIO ANSA «Sinora s’ignora la sorte della signora». I N A N T S E D L T I D U M R A I M A R L I I E Riuscite ad individuare in ciascuno di questi schemi almeno sei parole composte da otto o più lettere? TRE PROBLEMI P.S. Elena tiene a precisare che in realtà ha debiti con nessuno. UNO STRANO CONTRATTO DI LAVORO E T M A Il gatto e i topi. Un gatto e mezzo mangiano un topo e mezzo in un minuto e mezzo. Quanti gatti occorrono per mangiare 60 topi in 30 minuti? Una lumaca stravagante. Una lumaca, per affari suoi particolari, vuol trasferirsi da un orto in un altro (ove sembra che l’insalata sia più saporita), valicando il muro di separazione alto 9 metri. Essa sale lungo il muro (sempre verticalmente) percorrendo ogni giorno ben 5 metri in ascesa, e ridiscendendo (capricci di lumaca!) ogni notte di 4 metri. Di tale passo (si fa per dire) di fatto la nostra lumaca ogni giorno percorre effettivamente 1 metro del suo viaggio. Sapete dire in quanti giorni essa arriverà in cima al muro? La corda tagliata. Nel magazzino si trova una corda di canapa lunga 39 metri, del diametro di 1 centimetro. Se ogni giorno se ne taglia via un pezzo di 3 metri, in quanti giorni si sarà finito di tagliare? TITOLI DA COMPLETARE IL QUADRATO MAGICO Ecco un quadrato diviso in 25 quadratini. Provate a disporre le cifre dall’1 al 25, una per ogni quadratino (evitando di ripeterle) in modo che, sommate per ogni verso (orizzontalmente, verticalmente e diagonalmente) diano sempre per totale 65. Per facilitarvi la soluzione vi abbiamo dato un piccolo aiuto, immettendo già 4 numeri. 1. ............ spaziali - 2. Il silenzio degli ............ - 3. .......... di piombo - 4. .......... più di uno - 5. Cassandra .......... - 6. L’ ......... degli zoccoli - 7. La .......... delle matite spezzate - 8. Le streghe di .......... - 9. .......... col vento - 10. Marrakech .......... Scrivete nello spazio libero la dovuta parola in modo da ricostruire i titoli completi di questi 10 film. Le iniziali delle parole aggiunte, prese in ordine, formeranno il titolo di un altro famoso film di animazione. 22 21 25 24 PAROLE IN... CATENA CA - LA - LE - MA - ME - NE - NO - PRE - RO - SA SE - STO - TE Con queste sillabe formare 13 parole (di due sillabe ciascuna) incatenate, tali cioè che la sillaba finale di ciascuna parola sia la sillaba iniziale della successiva. La sillaba finale dell’ultima parola sarà l’iniziale della prima. Il gioco può essere cominciato da qualsiasi sillaba. Non sono valide le voci verbali. 23 Notizie utili CARMENINFORMA NUMERI UTILI Attività: Il centro di aggregazione Carmen Street propone le seguenti attività: - Fascia pomeridiana (ragazzi 6-15 anni): cucina: mercoledì e venerdì ore 17.00-18.30 cuoio: mercoledì e venerdì ore 17.00-18.30 canto: giovedì ore 17.00-18.30 ceramica: lunedì ore 17.00-18.30 computer: Lunedì e giovedì, ore 17.00-18.30 piscina: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 18.00-19.30 e in più.......giochi di gruppo, gite, film!!!!!! - Fascia serale (per tutti gli altri): calcio: mercoledì e venerdì ore 21.00-22.00, presso il campo di calcio dell’ Oratorio di S.Faustino. teatro: è in allestimento una commedia; ci si trova al lunedì, ore 20.30. pallavolo: prossimamente, al mercoledì dalle 20.30 alle 22.00. giornalino: un’opportunità aperta a tutti, grandi e piccini, di dar voce a pensieri, parole idee. e in più.......incontri, gite, film!!!!!! Orari S.Messe: Presso la Cappella, vicolo Manzone 7 Da lunedì a sabato, ore 8.00. Domenica ore 9.00 Ponzano Con l’esperimento dei primi di novembre è iniziata la peregrinazione verso Ponzano. Ponzano è un comune in provincia di Treviso ed ora è lì disponibile una casa dei Padri Ma risti, dove trascorrere week-end o vacanze immersi nella tranquillità della campagna; dotata di ogni comfort, possiede anche campo di calcio in erba, campo di pallavolo in cemento, orto e pollaio. Prossimamente, sul prossimo numero, notizie e ragguagli nonché il resoconto della prima esperienza. Biblioteca Di prossima apertura “La Biblioteca di Carmen Street”; ampia disponibilità di libri di ogni genere e soprattutto di letture per ragazzi; possibilità di prestito o consultazione in loco. EMERGENZE Polizia Soccorso ACI Carabinieri Vigili del fuoco Croce verde Croce bianca Polizia municipale Croce Rossa Italiana 113 116 112 115 222242 44244 45001 3532932 TAXI Radio taxi: Tel. 44461 S.O.S. Telebimbo: "Pronto ti ascolto" Servizio pubblico a tutela dei minori; via Galilei, 20 dalle ore 9 alle 23 tutti i giorni. Tel. 399022 SERVIZI Ufficio passaporti: martedì, giovedì, Sabato ore 9,30-13 Ferrovie: informazioni: ore 8-12 e 15-19; Tel. 52449 Anagrafe: Tel. 29831: lunedì venerdì ore 8,30-13,30 sabato 8,30-12,15 Ufficio pensioni, libretto di lavoro: da lunedì a sabato ore 8.30-13.30; Tel. 2983275 IX circoscrizione Via F. Borgondio, 29 - Tel. 56354 - Fax 3772565; da lunedì a giovedì dalle 8 alle 17; venerdì ore 8-14 -Servizio autentica firme, fotocopie e atti notori; da lunedì a venerdì ore 10-12 -Raccolta domande soggiorni climatici per anziani nei periodi stabiliti dal settore Servizi Sociali da lunedì a venerdì ore 9-12 24 Documenti rilasciati dal comune - Atti notori e dichiarazioni sosti tutive di atti notori - Autentica copie documenti - Autentica firme e foto - Carta d’identità' - Cittadinanza - Esistenza in vita - Godimento dei diritti politici e iscrizione liste elettorali - Iscrizione liste di leva - Libretto di lavoro - Matrimonio - Morte - Nascita - Residenza - Stato di famiglia - Stato libero OSPEDALI Ospedale Civile: Piazzale Ospedali Civili,1 Tel. 39951 Orario feriale: 13,15-14,15 e 18,45-20,00 Orario festivo: 10-11 e 19-20 Divisione infettivi: (c/o Ospedale Civile) Orario feriale: 13,1514,15 e 19,00-20,00 Orario festivo: 10-11 e 19-20,15 Ospedale dei bambini: V. Vitt. Emanuele II, 50 :Tel. 293261 Orario feriale: 13,15-14,15 e 19,00-20,00 Orario festivo: 10-11 e 19-20,00 Ronchettino: Tel. 399066 Orario feriale 13,15-14,15 19,15-20,15 Orario festivo 10-11 e 19-20 e Ospedale S.Orsola : V. Vittorio Emanuele II, 27 Tel. 29711 Orario feriale: 13,00-15,00 e 19,15-20,15 Orario festivo 1011; 13-15 e 19-20 Centro psichiatrico residenziale: V.le Duca d. Abruzzi, 15 Tel. 58172. Orario 10-11,30 e 15-17