Carissimi/e,
aprendo" questo nuovo numero di "Altaburg-la-Voce", voglio
rivolgere a tutti e a ciascuno l'augurio di ogni bene per il santo
Natale di Gesù (che dura, facciamo attenzione, dal 25 dicembre al
9 gennaio!) e di ogni prosperità per il 2011.
Un Santo Natale, ben preparato dal "tempo opportuno" dell'Avvento,
che trovi il suo fondamento e centro nel Bambino Gesù, il Dio che
si è "fatto come noi per farci come lui"! Se sarà Lui "il centro e il
fondamento", allora tante altre "cose" che caratterizzano questi 15
giorni, troveranno il loro vero significato e valore, sia umano che
cristiano.
Altre "cose" invece potranno (o dovranno) essere
eliminate, perché il Natale sia veramente "santo", autentico e non
altra "cosa". Vi auguro che sappiate fare questo "discernimento".
Vi invito poi a "trovare" (?) non solo il tempo per partecipare alle
Celebrazioni natalizie, ma anche per momenti di preghiera davanti
al Presepe, alla statuina del Bambino Divino, che non dovrebbe
mancare nelle "case cristiane".
Vogliamo, meglio, dobbiamo allora aprire il cuore alla GIOIA, quella
vera, che illumina il nostro sguardo con la LUCE di Cristo; che
allarga il cuore con l'AMORE di Dio, riversato con Gesù in noi;
che arricchisce le nostre mani, con le "opere buone", quelle che Dio
"ha preordinato perché noi le facessimo".
Un saluto a tutti. Ma in particolare agli anziani e agli ammalati (a
Natale siano ancor più sacramento per l'impegno di solidarietà,
consolazione e conforto di familiari, amici e Comunità parrocchiale);
ai bambini (a Natale diventino segno sacramentale del Bambino di
Betlemme; ai nostri emigrati (il Natale di Cristo faccia loro
comprendere la fortuna di aver visto il loro natale su questi nostri
monti).
Il Signore che nasce Vi benedica tutti. La Vergine Maria, la
Santissima Madre di Dio, vegli su di noi, come fece nella Grotta di
Betlemme su Gesù.
E arrivederci al prossimo numero, quello della Pasqua del Signore.
Di cuore
d.Pierangelo
Rotzo, 8 dicembre 2010,
Solennità dell'Immacolata.
ORARI LITURGICI
SANTO NATALE
VENERDI’
24 dic: Ore 09.00 – 11.45 : CONFESSIONI
Ore 15.00 – 18.00 : CONFESSORE Straordinario
Ore 23.30 : S. MESSA DI MEZZANOTTE
( puntualità, partecipazione)
SABATO
25 dic : NATIVITA’ DI N.S. GESU’ CRISTO
Ore 09.00 : S.MESSA A Castelletto
Ore 10.15 : S.MESSA in chiesa parrocchiale
( Nel Pomeriggio apertura MOSTRA PRESEPI)
Ore 18.00 : S.MESSA in parrocchiale
DOMENICA
S. Famiglia
26 dic: Ore 09.00 : S.MESSA ( A Castelletto )
Ore 10.15 : S.MESSA (parr)
Ore 18.00 : S.MESSA ( parr)
LUNEDI’
27 dic: Ore 16.00 : S.MESSA;
MARTEDI’
28 dic: Ore 16.00 : S. MESSA
MERCOLEDI’ 29 dic: Ore 16.00 : S. MESSA
GIOVEDI’ 30 dic.: Ore 16.00 S. MESSA
Ore 20.30 RECITAL – CONCERTO DI NATALE
VENERDI’
31 dic: Ore 18.00 : S. Messa Festiva
( Omaggio a
Maria)
Ore 20.30 - 21.30 : Incontro di preghiera di fine anno;
SABATO
01 gen : Ore 09.00 : S.MESSA ( A Cast) ( Omaggio a Maria)
Ore 10.15 : S.MESSA ( Omaggio a Maria)
Ore 18.00 : S.MESSA; ( Omaggio a Maria)
DOMENICA 02 gen : Ore 09.00 : S.MESSA ( A Castelletto)
FESTA
Ore 10.15 : S.MESSA (parr)
ANNIVERSARI
Ore 18.00 : S.MESSA;( parr)
Ore 20.30 CONCERTO DELL’EPIFANIA
LUNEDI’
03 gen: Ore 16.00 : S.MESSA;
MARTEDI’
04 gen: Ore 16.00 S. MESSA;
MERCOLEDI’ 05 gen.: Ore 18.00 S. MESSA;
GIOVEDI’
06 gen : Ore 09.00 : S.MESSA ( A Castelletto )
EPIFANIA
Ore 10.15 : S.MESSA (parr)
Del Signore
Ore 18.00 : S.MESSA (parr)
VENERDI’ 07 gen:
SABATO 08 gen:
Ore 16.00 : S. MESSA;
Ore 18.00 ( S. Messa nel BATTESIMO…
DOMENICA 09 gen: Ore 09.00 : S.MESSA ( A Castelletto )
BATTESIMO
Ore 10.15 : S.MESSA (parr)
Di GESU’
N.B. Potrà darsi che qualche orario possa subire
qualche variazione. Verificare a inizio settimana
sui relativi “ Notiziari settimanali”
LE BEATITUDINI
Cominciamo, con questo numero, una breve riflessione, a
tappe, su una delle "pagine" più note, elevate, ma anche,
se prese sul serio, più sconcertanti, sconvolgenti,
"rivoluzionarie", del Vangelo di Gesù Cristo, che è Gesù
Cristo: le cosiddette BEATITUDINI.
Beatitudine, beato: traduce il vocabolo greco "macàrios",
che significa "fortunato", "felice (della felicità tipica di
Dio...).
Significa quindi quel "bene-essere", che deriva dall'
"essere se stessi" (dalla, come si dice oggi, piena
realizzazione di se stessi) e quindi nell'essere nelle
condizioni ideali per "essere noi stessi".
Beato, cioè uomo vero, autentico; donna vera, autentica.
Dal punto di vista biblico poi, si tratta di un DONO, che
Dio ci fa, e che noi possiamo-dobbiamo accogliere, senza
porvi ostacoli (ostacoli = rifiuto...peccato....). (Per cui, il
Sacramento della Confessione, che ci libera dai peccati, è
il Sacramento della beatitudine).
ESSERE NOI STESSI: cioè, innanzitutto, come Dio ci ha
"sognati" nella creazione. Cfr. Genesi 1, 26a. 27 ab: Dio
Disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la
nostra somiglianza"....E Dio creò l'uomo a sua immagine, a
immagine di Dio lo creò", Lo creò secondo un progetto
rivelato in Gesù, un progetto ben preciso, come ci viene
illustrato da San Paolo nella Lettera agli Efesini, 1,3-5):
"Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che
ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in
Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci ad essere per lui figli adottivi, mediante
Gesù Cristo, secondo il disegno della sua volontà".
BEATI...ESSERE SE STESSI....allora significa "essere
come Gesù. Quando infatti Gesù proclamò le
"beatitudini" non era in base a considerazioni teoriche
(fatte a tavolino), a bei desideri, ecc..; ma in base a
considerazioni di fatto, proponendo se stesso (la sua
persona, le sue esperienze, ecc..) come MODELLO,
come UNICA VIA, come DONO-FORZA-CAPACITA' per
essere noi stessi.
E' come se Gesù dicesse: "Io che sono povero, nel
pianto, mite, affamato di giustizia, misericordioso, puro
di cuore, operatore
di pace, perseguitato per la
giustizia...ecc, IO SONO BEATO (felice come è felice
Dio), e chi vuoi essere "beato" (felice come Dio) deve
essere "conforme a me".
MOLTE SONO LE BEATITUDINI nella Bibbia (è, come si
dice, un "genere letterario" molto diffuso sia nel Nuovo
che nell'Antico Testamento.
Ne citiamo alcune:
Salmo 1, 1-2:
Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non
resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia
degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua
gioia, la sua legge medita giorno e notte...".
Salmo 32, 1-2:
Beato l'uomo a cui è tolta la colpa e coperto il peccato.
Beato l'uomo a cui Dio non imputa il delitto e nel cui
spirito non è inganno....
Salmo 119, 1-2:
Beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge
del Signore. Beato chi custodisce i suoi insegnamenti e
lo cerca con tutto il cuore.".
Vangelo secondo Luca 1, 45:
"E beata colei (Maria) che ha creduto nell'adempimento di
ciò che il Signore le ha detto".
11, 28:
Ma egli (Gesù) disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la
parola di Dio e la osservano!".
Dal Vangelo secondo Giovanni 20, 29:
Gesù gli (a Tommaso) disse: "Perché mi hai veduto, hai
creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!".
Nei prossimi numeri, in maniera più specifica,per
"beatitudini" noi appunto intenderemo quella parte del
cosiddetto "Discorso (programmatico) della montagna", che
ritroviamo nel Vangelo secondo Matteo (5, 3-12) (e nel
parallelo di S.Luca (6, 20-23)).
L’ANGOLO DEI RAGAZZI
I TRE ALBERI
Su una piccola collina, al limitare tra il bosco e il deserto di
Giuda, erano nati tre alberelli.
Il primo, di nome Culla, pensava: "Col mio legno, tenero e
profumato, si potrà fare uno scrigno che possa contenere i
più grandi tesori del mondo".
Il secondo, di nome Natante, sognava: "Col mio legno, forte e
resistente, si potrà fare una nave, con la quale un re guiderà
una flotta capace di dominare tutti i mari".
Il terzo, chiamato Croce, diceva: "Io resterò qui, crescerò
snello ed alto, così chi mi guarderà sarà costretto a guardare
il cielo".
Un giorno giunsero alcuni
boscaioli, i quali, di buona lena,
con
seghe
e
accette,
abbatterono i tre alberi.
Culla fu venduto a un falegname, il
quale, richiesto da alcuni pastori,
ne fece una mangiatoia per capre
e pecore, e che fu posta in una
stalla ricavata in una grotta."Ecco,
diceva sconsolato Culla, dove
sono finiti i miei sogni di
ricchezza!".
Ma una sera giunsero per ripararsi nella grotta due giovani
sposi. Durante la notte la sposa partorì un Bambino, che
depose nella mangiatoia. Poco dopo giunsero dei pastori che
dicevano: "Un angelo ci ha detto che, nella mangiatoia,
troveremo il Salvatore del mondo, che è nato".
Allora Culla, commosso, capì: "I suoi sogni si erano davvero
avverati: egli era diventato lo scrigno che conteneva il tesoro più
grande del mondo".
Natante invece finì in un piccolo cantiere navale sul lago. Dopo
vari anni di stagionatura, gli operai lo trasformarono in un
piccolo barcone da pesca. "Ecco
dov'è finita la mia "gloria"", egli si diceva.
Ma un giorno, sulla sua barca salì un uomo, che i pescatori
chiamavano "Maestro". Mentre attraversavano il lago, il vento
dei monti scatenò una furiosa tempesta, e la barca sembrava
affondare.
Allora i pescatori svegliarono il
Maestro, che stava dormendo.
Egli si alzò, stese la mano,
sgridò il vento, e subito tornò la
bonaccia.
Allora Natante comprese: Egli
aveva davvero portato il re più
potente del mondo.
Croce poi finì in un deposito di legnami e lì fu dimenticato, forse
perché era troppo alto e fine. Ma un giorno arrivarono dei
soldati, e il loro comandante requisì Croce, lo fece tagliare in
due pezzi diseguali, fece incastrare il pezzo più piccolo sul più
lungo. Poi vi fece inchiodare un Uomo e issò il legno su uno
spuntone di roccia liscio come la testa di un calvo. Quell'Uomo
morì e venne sepolto.
Tre giorni dopo però si sparse la
notizia: quell'Uomo, che si chiamava
Gesù, era risorto! Allora Croce capì
che il suo proposito si era realizzato:
veramente, se qualcuno lo avesse
guardato avrebbe guardato il Cielo,
anzi, se si fosse arrampicato su di lui,
sarebbe arrivato in Cielo.
L’ANGOLO UMORISTICO
- Pierino racconta ad un amichetto: "Per invecchiare bene
bisogna tenersi in forma. Mia nonna all'età di 45 anni ha
cominciato a fare 5 chilometri a piedi al giorno".
- "E adesso, come sta?", chiede l'amico.
- "Non lo so. Avrebbe ormai 80 anni e non sappiamo
dove sia arrivata!".
LA PAGINA DEGLI EMIGRANTI….
Ai Cari amici e lettori di Altaburg La Voce, vorrei scusarmi per non
potervi mandare una lettera per questo numero. Avevo scritto un
articolo di Padre Martim Lazarte un missionario che lavora in Africa,
ma il mio traduttore, Pe. Edelto Tavares é in viaggio, e ritorna solo
dopo il 10 Dicembre.
Voglio ritornare nel prossimo numero di Pasqua.
A Tutti un Felice e Santo Natale e un buon anno nuovo, sono i saluti da
Lidio Dal Pozzo e famiglia.
- Qual è il colmo per Babbo Natale?
Essere colto con le mani nel sacco!
- Qual è il colmo per un tarlo?
Rispettare antiche credenze.
- Qual è il colmo per un pugile?
Avere la cravatta che fa a pugni con la camicia.
- Qual è il colmo per un collezionista di oggetti
di cuoio?
Cercare amici per la pelle.
- Un vigile ferma un'auto che sfreccia e chiede al
signore che è a bordo:
"Ma è pazzo, fa guidare il cane?
"Veramente - dice il signore - io ho solo chiesto un
passaggio".
- Un automobilista viene fermato da un vigile:
"Scusi, e le cinture?"
"Beh, io preferisco le bretelle".
- Qual è il colmo per un colonnello?
Avere un fratello minore...Maggiore.
- Qual è il colmo per un esquimese?
Prendere una decisione a caldo.
COLLETTA ALIMENTARE 2010
Il giorno 27 novembre 2010 si è svolta, come ogni anno, la
colletta alimentare su tutto il territorio nazionale. Varie sono le
associazioni di volontariato che si impegnano per la raccolta,
per l’Altopiano, da anni, il servizio è fatto dagli Alpini.
L’Associazione Nazionale Alpini ha reso noto i dati del 2009
che si possono così riassumere: Oltre 5 milioni di italiani hanno
donato 8.600 tonnellate di generi
alimentari per un controvalore di 27 milioni di euro. Quanto
raccolto è stato consegnato al Banco Alimentare onlus,
organizzatore nazionale della raccolta, che a sua volta lo ha
distribuito a 8.159 enti
convenzionati i quali assistono
quotidianamente 1.443.000 persone che si trovano in stato di
disagio.
Per quanto riguarda il paese di Rotzo la raccolta ha
confermato la sensibilità dei paesani per chi si trova in
difficoltà.
Difatti, rispetto al 2009, quest’anno c’è stato un aumento in
peso dei generi alimentari offerti del 30%.
La generosità dei Rotzar è veramente inossidabile.
Cordialmente
Gruppo Alpini Rotzo
25° FONDAZIONE GRUPPO AVIS RIVIERA
Quest’anno per l’AVIS RIVIERA ( Roana-Mezzaselva-Rotzo )
è stato un anno ricco di soddisfazioni, in quanto, oltre al
consueto numero di donazioni di sangue, indice di una
comunità sensibile a questo tema , ha festeggiato il suo 25°
compleanno.
Infatti proprio l’8 aprile 1985 è stato costituito questo gruppo
che con i capofila Costa Terenzio,Rebeschini Pierluigi,
Rebeschini Paolo, che hanno portato avanti questa nobile
realtà dei donatori di sangue.
Noi come successori abbiamo cercato di dare il giusto risalto
all’evento, festeggiando proprio il 10 aprile 2010 presso il
centro fondo Campolongo con grande partecipazione dei
nostri avisini ( circa 130 ) . Alla cerimonia sono stati presenti il
presidente provinciale Enrico Iseppi, il presidente attuale avis
altopiano Rigoni Adriano, e tutti gli ex capogruppo altopianesi
Forte Lorenzo, Basso Alessandro, Longhini Andreino nonché
tutto il direttivo attuale dell’avis altopiano. In questa occasione
è stato presentato il libretto realizzato in ricordo dell’attività
svolta dal gruppo Riviera dalla fondazione fino ai nostri giorni
con numerosi riferimenti a tutta la storia del nostro gruppo
Avis Altopiano.
Infine l’11 settembre abbiamo riportato a Rotzo la tradizionale
festa sociale Avis Altopiano con S. Messa e successiva Cena
Sociale presso le scuole elementari grazie anche alla
partecipazione della Pro Loco .
Sicuro di aver dato il giusto risalto a
questa importante associazione (
AVIS RIVIERA ) auguro a
tutti i donatori di sangue e alle loro
famiglie un buon Natale e un felice
Anno Nuovo.
Il
capogruppo
Stefani Franco
avis
Rotzo
RICORDI DI UN TEMPO MAI PASSATO
NATALE 2010
Il seguente articolo ci è inviato dal concittadino Gianni Dal
Pozzo Ober, nato a Rotzo nel 1913, abitante, attualmente,
a Mestrino (PD). Ha vissuto l’esperienza dell’emigrazione:
negli Stati Uniti quando aveva solo qualche mese di vita e
successivamente a Barbano di Grisignano di Zocco (VI),
dove ha insegnato per quasi quarant’anni.
Dal 1940 ad oggi: da quando ho trascorso il primo Natale
di guerra, in Libia, quanti ne sono passati! Sentivo allora la
nostalgia di casa, delle nostre famiglie, della mia
fidanzata, dei miei alunni e non presentivo di doverne
trascorrere tanti senza di loro. Torna il Natale e tornano i
buoni sentimenti. A tutti voi e a tutti vostri cari l’augurio mio
di Buon Natale e di Buon Anno! Trovino e abbiano la pace
e la gioia di vita le nostre famiglie, quella pace che viene
dall’umile grotta di Betlemme. Vennero là dal cielo festanti
gli angeli cantando: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace
in terra agli uomini di buona volontà”. Accorsero subito i
pastori dai vicini pascoli e lieti suonarono le cornamuse e
offrirono al bambino Gesù, al Messia promesso, figlio di Dio,
le loro primizie. Guidati dalla stella, vennero da lontano i tre
re magi, portando a Gesù i loro doni: oro, incenso e mirra.
Nelle prime pagine del Vangelo di Giovanni si legge: il
Messia, Gesù, la seconda persona della Santissima Trinità,
ha piantato la sua tenda in mezzo a noi; Egli è con noi fino
alla fine dei secoli. Giorno di speranza, di certa speranza, il
Natale per l’uomo, per ogni uomo, cui le parole di un
gentile poeta, dicono: “Ad ogni passo che farai, col cuore,
quando ti chiamo, rispondimi, Signore. Mi corico e subito
mi addormento nella tua pace dagli affanni mi sciogli!”
Signore, vedo i miei Natali di guerra, in Libia, con i miei
mitraglieri: oh, quanti ne son passati insieme dal confine
tunisino (1940) alla battaglia di El Alamein (1941).
Sogno e vedo: il nostro Natale 1940 in marcia verso
Tripoli, 54 chilometri. Fa freddo, soffia freddo il terribile
ghibli; sogno e rivedo il nostro Natale ad Agedabia: si
combatte, il nemico è vicino, minaccia l’occupazione di
Bengasi: tuona il cannone, crepitano le nostre
mitragliatrici; fa freddo, tira forte e impetuoso il vento,
l’odiato ghibli. Ed ancora per noi ad El Alamein, di là
venne la disfatta e la lunga prigionia (Natali 1942 – 43 –
44 – 45). Rivedo i sei mitraglieri e così tanti altri che hanno
lasciato la loro esistenza nelle sabbie infuocate del
deserto. Quanta tristezza in quei Natali; caddero i sogni
di gloria, la speranza della vittoria.
I Natali di prigionia furono tanti, umilianti, lunghi, senza
notizie dei cari, là tra reticolati, guardie che ti
sorvegliavano, eri solamente un numero (94886642 il
mio). Impossibile la fuga. Eppure passò anche questo
lungo e terribile periodo! Venne il giorno del rimpatrio. A
casa manca il papà barbaramente assassinato.
La canzone dei Natali del mio esilio (India 1942-1945)
Odo il rintocco delle mie campane / delle campane mie
sopra le gronde / sugli orti bianchi sulle vie lontane
Dal paesello natio che veglia sul monte (Altaburg) /
sento dalla corteccia arsa l’odore / di resina che fumo
aspro diffonde
Lungo le vie sommerse dal candore / le torce al vento
sono stelle accese / in terra per la festa del Signore
Che trasforma in presepe ogni paese / ogni soglia di casa
in un altare / le case illuminate in tante chiese si canta:
Adeste fideles laeti triumphantes!
Oltre il mare e i monti, o madre, sembra il tuo singhiozzo
tacito, la stella e la campana / mi dicono della morte del
papà
Barbaramente assassinato dal vile tedesco / con una
raffica di mitraglia vicina / sognando, in ritirata, d’aver
vinto la battaglia
Madre, aspetta, ancora il Natale 1945 / tuo figlio è là
prigioniero / sarò a casa per il primo anniversario / insieme
sulla tomba diremo il rosario
Il cuore, le zampogne, Gesù Bambino / lo dicono: per il 28
aprile anniversario primo dell’uccisione / torna il figlio
prigioniero. La cometa di Natale al campo finalmente sale.
Gianni Dal Pozzo Ober
LE NOTIZIE DI COSTA TIBERIO
Durante la fine di Maggio e precisamente Lunedì 31 siamo andati alla
Piazza della Madonna Pellegrina che si trova tra la via Capovilla e la via
Roma e da lì abbiamo partecipato per una chiusura dell’ Anno Mariano e
anche con il Santo Rosario nella nostra Parrocchia di Rotzo: poi il giorno
seguente si arriva La Festa con degli Alberi e la sua data di quest’ Anno è
previsto con il Martedì 1° di Giugno e la festa Nazionale della nostra
Repubblica Italiana che la sua Data è il Mercoledì 2 di Giugno.
Durante il Mese di Giugno erano previste delle cose ad un esempio come:
La Conclusione Nell’Anno Scolastico e un Anno del Catechismo, e in quel
Giorno era stato anche con San Antonio di Padova che è il Patrono di
Sasso.
Lunedì 21 si è festeggiato San Luigi Gonzaga e si va verso la Stagione
dell’Estate con le Feste della Natività di San Giovanni Battista e la festa
dei santi Pietro e Paolo.
Ma per tutto questo era già fatto con il giornalino di Autunno con il numero
76° del Libretto Altaburg la Voce; ora si va al Nu mero 77 dove io vorrei a
continuare le mie notizie di Costa Tiberio per la 4° parte dove parliamo
dell’Estate fino nel Mese di Settembre.
Durante l’estate tra la Parrocchia, La Pro loco e di un Gruppo che viene
chiamato Amministrazione Comunale per organizzare Le Escursioni, Una ,
La Festa con degli Anniversari di Matrimoni, Le varie Gite Parrocchiali,
alcuni Recital e Canti Natalizi, Attività di Grest che viene fatto il Mese di
Agosto, le Serate con delle varie Ed alcune Diapositive, le Feste degli
Anziani, Le Serate Culturali, Serate con dei Canti Musicali ,Con dei alcuni
Cori, Le Bande Musicali,e alle feste Paesane e quelle che ci sarà nella
Festa di Tantissime Patate di Rotzo.
La Stagione di Estate ha visto la Festa degli nostri Emigranti che sono
venuti alla nostra Parrocchia di Rotzo per la loro Festa; mentre poi si è
fatta la Festa in una chiesetta di San Francesco sulla Malga a
Campolongo di Rotzo.
Nel nostro Altopiano di Asiago ci sono con molte strade e sentieri che ci
portano verso alle Cime E nelle nostre Montagne soprattutto anche con le
Valli per fare delle seguenti Escursioni nei vari rifugi e nei Forti dove le
Malghe Ospitano le Persone e la Gente che va a fare con nelle seguenti
Escursioni e si potrà andare ad una Malga per il Pranzo oppure a fare con
il Pic Nic; e andare a Camminare con le nostre Biciclette da Mountain
Bike e così si può raggiungere le varie Croci che esistono sulle nostre
Cime.
Quando si terminano le Scuole che ci sono nel nostro Veneto e anche sul
nostro Altopiano di Asiago e ci sono due Momenti Importanti : i vari Campi
Scuola e una Iniziativa per ad un esempio come delle varie ed alcune
Attività di Estate e si chiama il Grest che si fa il Mese di Agosto oppure anche
con il Mese di Settembre con questi Animatori, Animatrici con i loro Ragazzi,
Ragazze, i vari Gruppi che ci sono come La 3° 4° 5 ° Elementare, la 1°
Media; poi si farà anche
la 2° 3° Media e la 1° Superiore, il Gruppo
Giovanissimi che frequentano la 2° fino alla 5° S uperiore .
Nel Mese di Agosto c’è la Grande Festa di una Assunzione della Beata
Vergine Maria e siamo andati a camminare sulla strada che va verso la
Campagna fino alla piazza della Madonna Pellegrina con le seguenti
Preghiere e nei Canti con questi Lumini accesi di fuoco e camminando
sempre con queste luci che tenevamo nelle nostre Mani; il 12 Settembre
Inizia ll’ Anno Scolastico .
Nel Mese di Settembre ci sono state le varie ed alcune Iniziative per la 1°
Domenica con la Festa delle Patate di Rotzo per 3 giorni tra Venerdì 3,
Sabato 4e la Domenica 5 di Settembre; Poi si arriva alla 2° Domenica
quando si è fatta la 10° Festa della Montagna nel la chiesetta di San
Francesco a Campolongo di Rotzo.
N.B. Nel prossimo numero vi aggiornerò con le notizie dei mesi autunnali e
invernali
COSTA Tiberio
LA PAGINA DI VANIA
ANCHE QUEST’ANNO HO PARTECIPATO AL PELLEGRINAGGIO
NAZIONALE UNITALSI A LOURDES. SIAMO PARTITI DOMENICA 26
SETTEMBRE POMERIGGIO DA
VICENZA COL TRENO e SIAMO
ARRIVATI
A LOURDES LUNEDI’ A MEZZOGIORNO. ABBIAMO
PARTECIPATO A 3 SS. MESSE NELLA BASILICA SOTTERRANEA, A 1
VIA CRUCIS, ALLA PROCESSIONE EUCARISTICA. ABBIAMO
VISITATO I LUOGHI DI S.BERNADETTE. IO HO AIUTATO GLI
ANZIANI SPINGENDO LE LORO CARROZZINE. HO ANCHE VISITATO
ALCUNI NEGOZI PER COMPRARE DEI REGALINI.
L’ULTIMA SERA AMMIAMO PARTECIPATO ALLA FIACCOLATA.
POI CI SONO STATI I FUOCHI D’ARTIFICIO. SIAMO PARTITI IL
VENERDI’ MATTINA E SIAMO ARRIVATI A VICENZA SABATO 2
OTTOBRE DI MATTINA.SPERO TANTO DI RITORNARE ANCORA.
CERATO Vania
DECENNALI O LUSTRI STORICI
terminanti per 1 o per 6
che abbiano riferimento a Rotzo.
626 Nasce a Bruxelles (Belgio-Brabante) S. GERTRUDE di
Nivelles, nostra principale Patrona Figlia di PIPINO di Landen
(detto l'Antico) e di S.Itta. Dalla sua famiglia avranno origine i
Carolingi, che regneranno in Francia nei secoli VII e VIII.
911 25.03: 1° DIPLOMA dell'Imperatore BERENGARIO 1°
col quale, rispondendo alla richiesta del vescovo di Padova,
Sibicone, cancelliere imperiale, Berengario "restituisce" al
vescovo di Padova tutti i territori che, nel periodo longobardo,
erano passati al vescovo di Vicenza.
In particolare i territori tra l'Astico e il Brenta, e, quindi, anche
l'Altopiano, compreso ovviamente Rotzo.
1266: L' Altopiano (compreso Rotzo) passa sotto la autorità del
PODESTÀ' DI PADOVA.(La giurisdizione religiosa (di Padova)
ha un certo sopravvento su quella civile (di Vicenza)?).
1311: PENSIONATICO (in cimbro "Bisenadego"): questa
tradizione, che permetteva ai pastori altopianesi di passare
l'inverno in pianura, viene attestato da una causa intentata da
Vicenza per abolirla.
1351 25.05: Scambio di parroci (rettori) tra Rotzo e Piovene:
Don Martino da Malo passa a Rotzo e Jacopo q. (quondam =
"del fu) Enrico da Vicenza passa a Piovene.
1361: Maestro Domenico q. (fu) Enrico de Rotio (=da Rotzo,
viene eletto NUNZIO della Fraglia (corporazione-sindacato) dei
Tessitori di Vicenza.
1381: SICONE, detto Franceschino, signore di Caldonazzo,
invade le montagne di Costa, Vezena, Manazzo ed altre,
sequestrando bestiame e custodi altopianesi. Il podestà di
Vicenza, Stefano de' Piccardi, su ordine degli Scaligeri di
Verona, per rappresaglia, invade la Valsugana e ne fa bottino.
1181: A Padova viene rogato un Atto notarile "in domo
Jacobini de Inrico de Rozo" (= in casa di Jacobino
(Giacomino) di Enrico da Rotzo).
1386: L'ALTOPIANO, Rotzo compreso, passa sotto i Visconti di
Milano (prima era sotto gli Scaligeri) .
1191: Tale "Manfredinus de Rocio" (Manfredino da Rotzo) è
teste in un documento di quell'anno, in Bassano.
1401: Gio. (Giovanni) di Alemagna (=Germania) diventa
parroco di Rotzo (lo sarà fino al 1418).
(Questo, e tanti altri documenti simili, fanno pensare alla
presenza di una forte colonia di Rotzesi in Bassano, ai tempi
degli Ezzelini).
1416: II vescovo di Padova Pietro MARCELLO affitta le decime
delle "Ville" (villaggi) di Rotzo, Albaredo...alla famiglia Tiene.
1221: Apollonio di Manfredin di Rozo è MARIGA in Bassano
(Mariga era una carica onorifica di quei tempi !).
1261 05.05, e 21.05: Dopo la scomparsa dei DA ROMANO
(che avevano posseduto tanti beni anche a Rotzo), con due
documenti stilati in queste due date, vengono RISISTEMATI i
CONFINI del COMUNE di ROTZO (comprendete ancora
anche Roana) sulla falsariga del Documento del 1204).
1431 24.09: Enrico Bayer, alemanno (tedesco, di Bratislava?) è
parroco di Rotzo (fino al 1434?).
1451 20.05: CORRADO, di Corrado, de Alemannia, è parroco
di Rotzo (fino al 1452).
1556 28.04: TRANSAZIONE tra Rotzo e Levico (notaio Pietro
de' Grandi) che concede a Levico le montagne di Costa,
Vezena e parte di Camporosà, e il resto (l'altra parte di
Camporosà,
Trugole,
Poselaro,
(espropriandone i diritti di Vicenza).
ecc...)
a
Rotzo
1621 Muore don PIETRO de FABRIS, di Roana, parroco di
Rotzo dal 1562.
1631: La peste arriva anche in Altopiano. I cittadini di
Castelletto fanno voto di costruire una CHIESETTA in onore
di S. ROCCO (che verrà costruita nel 1632-33).
1711 STEFANO DALLA COSTA, di Rotzo, è parroco di
S.Pietro Valdastico e Vicario Foraneo (morirà nel 1759).
1761: Inizia la RICOSTRUZIONE totale della chiesa di
S.GERTRUDE (avrà 5 altari, 2 in meno della precedente).
1776 27.06:
Viene riconosciuto dal vescovo Niccolo
Giustiniani il titolo di ARCIPRETALE alla chiesa (parrocchia)
di S.Gertrude,come da tanto tempo rivendicato....
1781
L'abate Agostino Dal Pozzo inizia gli SCAVI
ARCHEOLOGICI al BOSTEL;
1806 01. Anche Rotzo viene unito al Regno d'Italia
napoleonico.
In tale occasione vengono introdotte la GUARDIA DI
FINANZA e la COSCRIZIONE OBBLIGATORIA (che troverà
resistenza fino al 1813; poi diventerà, in Altopiano, una
tradizione molto forte).
1856 25.06 II PENSIONATICO (Bisadenego) già ormai quasi
in disuso, viene definitivamente abolito. Ciò comportò il
passaggio dall'allevamento ovino a quello bovino.
1901: Viene costruito il Capitello (a forma triangolare) del Tokha
Bisa (prato della bambola) ad Albaredo.
1906: Inizia la costruzione del Forte Campolongo.
1916 19-21.05: Inizia il PROFUGATO.
1921 Primavera: riprende la vita parrocchiale, con l'adibizione a
chiesa della Sala delle Associazioni
18/09: Posa prima pietra Monumento ai Caduti.
1946 07.11: Arrivo del nuovo parroco don Bellino Zotti.
1966: 15.08: Elettrificazione dell'impianto di campane.
Novembre:
allagata).;
Nubifragio
su
S.Margherita
(scoperchiata
1976: 01.08: Le SUORE lasciano Rotzo
Prima Festa della PATATA.
Viene sistemata la SALA GIOCHI.
1991: Nasce il GRUPPO MARACHA (1°.08)
Don VALENTINO MIOTTO lascia Rotzo (06.10);
Don GIUSEPPE TOMMASIN fa il suo ingresso a Rotzo
(11.11);
Inizia la pubblicazione di ALTABURG-La-VOCE (25.12).
1996: Estate: Tinteggiatura della facciata della parrocchiale.
2001: 09.09:
Inaugurazione
chiesa S.Francesco a
Campolongo;
07.10: Don GIUSEPPE saluta la Comunità di Rotzo...
1866: Anche Rotzo, con tutto il Veneto, entra a far parte del
Regno d'Italia, sotto i Savoia.
28.10: Don PIERANGELO arriva a Rotzo
1881: Rotzo ha 2511 abitanti.
20.11: Muore la Maestra CARLA.
1886: Inizia la EMIGRAZIONE verso il BRASILE.
1896: Viene costruita la "Strada del Piovan".
e
MOSTRA 100 PRESEPI
Nel calendario delle manifestazioni natalizie dell’Altopiano dei 7 comuni è
ormai diventato un appuntamento fisso la “ Mostra dei 100 Presepi di
Rotzo” , ospitata anche quest’anno presso la chiesetta di S. Margherita, la
più antica dell’altopiano e giunta alla sua dodicesima edizione.
All’interno della mostra, inoltre, è stato allestito un presepe animato con
scenografie di notte e giorno , statuine in movimento, rappresentante
alcuni luoghi caratteristici del nostro paese in miniatura attorniato da tutti i
presepi realizzati per l’occasione che propongono una fantasia senza limiti
e confini che non manca di sbalordire ed entusiasmare il visitatore per
questa rassegna che probabilmente è una delle più vaste raccolte ed
esposizioni della provincia di Vicenza.
La Mostra sarà aperta dal giorno 25 dicembre e resterà
aperta fino al 09 gennaio e domenica 16 e 13 gennaio
dalle ore 14.30 alle ore 18.30 ed offre senz’altro al visitatore, lo
stupore per la visione di presepi, costruiti con sapienza e maestria,
nell’utilizzo delle più semplici risorse che la natura ci offre, come pure
nell’originalità di costruzione di opere che faranno apprezzare veramente
l’abilità artistica nella realizzazione di personali rappresentazioni del
presepio.
Di contorno alla mostra sono da ricordare la rassegna dei “ Presepi
all’aperto” una iniziativa nata precedentemente alla Mostra, con la quale le
famiglie o gruppi di famiglie, nelle corti o in altri luoghi caratteristici (come
le vecchie fontane), preparano dei presepi, di dimensioni e forme tra le più
varie.
Presso la Mostra o in chiesa parrocchiale (negli scaffali) si potranno
gratuitamente ritirare le apposite cartine topografiche, indicanti l'itinerario.
Questo darà al turista anche la possibilità di visitare il paese, uno tra quelli
dell'Altopiano, che forse ha conservato meglio l'impronta tradizionale.
Da ricordare inoltre che il giorno 30.12.2010 alle ore 20.30
presso la Chiesa Parrocchiale si terrà il recital – concerto “ La
Stalla di Natale”.
Il giorno 02 gennaio 2011 sempre presso la Chiesa
Parrocchiale alle ore 20.30 “ Concerto dell’Epifania” Concerto
di chitarra classica con Michele Lunari.
Il giorno 06 gennaio 2011 alle ore 15.30 presso il sito
archeologico del Bostel un pomeriggio di “ Musiche e Fiabe
cimare” per grandi e piccini con vin brulè e cioccolata
LA STORIA DELLA FAMIGLIA LUCA
Per Luca terminava ormai l'anno scolastico 1908/1909. Tutti
parlavano bene del maestro e il Consiglio comunale di Molvena
confermò la nomina anche per l'anno segente nella scuola di Mure.
Luca aveva fatto conoscenza con tutto il paese, e passando per una
strada o l'altra non esitava a fermarsi nelle case a porgere un
saluto ed eventualmente a parlare dei figli che aveva a scuola. Un
giorno capitò in Contrà Costavernese, in un gruppo di case dette
dei Giacinti. In realtà erano abitate dai Lunardi, ma si vede che tra
loro i Giacinti erano stati numerosi, tanto da dare il nome al
caseggiato. E proprio da uno di nome Giacinto si recò quella sera il
maestro Luca.Il caseggiato dei Giacinti si apriva su un vasto cortile,
ombreggiato a sinistra da un grosso gelso. Oltre il cortile si vedeva un
vecchio olivo, al di là del quale si stendevano i campi.La facciata
dell'edificio prospiciente il sud, mostrava un lungo porticato entro cui
si aprivano le porte di tre case e un portone che immetteva in cantina.
Il porticato era ingombro di arnesi di contadini; in un angolo, c'era un
grosso tino che serviva per pigiare l'uva. Al di sopra del porticato si
aprivano le finestre delle camere da letto. Nell'angolo sinistro del
caseggiato, c'era la stalla, a cui si accedeva dai portici. In un
punto del cortile c'era un pagliaio.Nella prima casa a destra,
adiacente alla strada, abitava Giovanni Lunardi, il maggiore dei
fratelli. Nella seconda vi abitava, un tempo, il fratello Luigi o Gigio, che
poi si sposò e si trasferì altrove. La casa rimase vuota fino agli
anni venti quando l'acquistò un certo Valentino, reduce dall'America,
che la ristrutturò, mangiandosi fuori tutti i risparmi di tanti anni di
miniera, riducendosi alla povertà con tutta la famiglia.
Nell'altra casetta, più piccola, vicino alle stalle, abitavano da
sempre - almeno a nostro ricordo - due donne, madre e figlia, tutte e
due vecchie ai nostri occhi di bambini. Una, la figlia, era buona; la
vecchia invece, per noi ragazzi, era cattiva perché ci sgridava spesso
e soprattutto perché, quando giocavamo con la carriola rovesciata e
facevamo girare la ruota per sentirne il cigolio, veniva con un catino
d'acqua, lo versava sull'asse della ruota e... addio l'incanto del cigolio.
Le due donne dovevano essere alloggiate dai Lunardi per carità
cristiana. Vi rimasero fino alla morte.
Giacinto, invece, abitava dall'altro lato, in una casa con la
facciata a ovest, sulla vallata, formando con il caseggiato
principale la linea di una Elle a rovescio.
Giacinto Lunardi era un uomo sui cinquant'anni ed era anche
consigliere comunale. Forse la ragione della visita fu per il rinnovo
della permanenza nella scuola di Mure.
Proprio mentre il maestro se ne stava seduto nella vasta
cucina a chiacchierare con Giacinto, entrò in casa una ragazza di
17-18 anni. Aveva un grembiule sul vestito leggero e aveva in mano
una padella. Entrò senza bussare, come di casa. Vedendo l'ospite
si fermò perplessa. Giacinto l'incoraggiò:
- Avanti, avanti, Virginia. Ti presento il maestro Luca.
E a Luca:
- Questa è Virginia, mia nipote, figlia di mio fratello.
Luca le fece un complimento. Virginia era tutta confusa.
Vergognosa di essersi presentata in quello stato e... con una padella
in mano!
Eppure quella padella Luca non la dimenticherà più e dirà spesso
scherzando: «Il mio amore è nato da una padella!». - E mia mamma,
dopo tanti anni, se ne vergognava ancora.
La ragazza era molto bella e Luca lo notò subito. Una
fotografia scattata al tempo del fidanzamento ne è un documento
preciso. Nonna Virginia ricordava ai nipoti che Luca se la teneva
sempre in un quadretto sul comò della camera da letto. Qualche
volta essa gliela metteva via, nel cassetto. Luca la cercava e la
rimetteva al suo posto, ricordando sempre l'incanto di quel
primo incontro.
I pretesti per recarsi da Giacinto e soprattutto da Giovanni
Lunardi si erano fatti più frequenti. Talvolta era solo una scusa:
«Passavo di qui ...». La ragione vera qualcuno l'aveva intuita: ed era
proprio lo zio Giacinto o forse sua moglie, che era un po' bisbetica
ma che era furba come il diavolo.
Zio Giacinto diceva:
- Ti sei accorta che il maestro ha simpatia per te?
Non ti nascondere così, quando viene. Sta almeno in cucina o
nel portico con tuo padre...
Virginia, infatti, viveva sola con suo padre. La madre era
morta quand'essa aveva cinque o sei anni. L'avevano tirata
su le sorelle, che erano cinque, e il fratello, Bortolo. Ma poi
tre sorelle si erano sposate, il fratello era andato in America,
e le ultime due si erano fatte suore.
Giovanni Lunardi era un uomo burbero e con i figli era stato
severo; ma per Virginia aveva sempre avuto un debole. Tuttavia
essa gli dava del Voi, come si usava in quei tempi.
Noi, figli e nipoti, alla mamma anziana abbiamo chiesto,
forse sfacciatamente, se Luca le piaceva.
E lei:
- A dire la verità a me piaceva un morettino di Mason. Il
biondo non mi è mai piaciuto. E poi vestiva così male...
- E allora perché l'hai sposato?
- Zio Giacinto diceva sempre: tu guardi la bellezza, ma un uomo
così buono non lo troverai neanche se vai in capo al mondo. Quello
che vale è la bontà.
Luca infatti era biondo e aveva la fronte spaziosa che,
secondo alcuni, era segno d'intelligenza.
Dalle conversazioni con la mamma, pare che quel morettino
di Mason, Virginia non lo avesse mai incontrato, e forse non
esisteva che nella sua fantasia.
C'era anche un'altra difficoltà:
- Sai, sposare un maestro... Per noi povera gente di campagna
un maestro era come un Generale, una persona importante.
Passarono i mesi. Luca, quando andava ad Asiago, le mandava una
cartolina; qualche volta, da altri luoghi,
anche una lettera. - Lettere d'amore? - chiedevamo noi, sfacciati.
- No. Non erano lettere d'amore. Solo saluti e qualche
raccomandazione... Più da padre che da fidanzato.
Un bel giorno Luca finalmente le chiese:
- Non mi vorresti sposare?
Noi ci aspetteremmo un bel sì, pronunciato con entusiasmo. Invece
la timida ragazza di Mure rispose: - Ne parli con mio padre.
Riprendendo le fila del racconto, ci riportiamo a Luca nel suo secondo
anno di insegnamento a Mure. Venne a sapere dai colleghi che c'era
un progetto di legge per far passare i maestri elementari dalle dipendenze del Comune a quelle dello Stato; ma per essere riconosciuti era
necessario conseguire il Diploma di abilitazione. Luca quindi si
presentò di nuovo alla Scuola Normale Aristide Gabelli di Padova per il
Diploma.
Presa visione del Diploma di licenza conseguito precedentemente, gli
si chiese di compiere un qualche giorno di tirocinio presso la
Scuola Gabelli. Lo compì il 19 e il 24 giugno del 1909. Sostenne
poi l'esame di attitudine didattica all'insegnamento elementare e do-
vette fare una lezione pratica alla presenza della Commissione il 10
luglio. Ebbe un sette e mezzo su dieci per l'attitudine e sette per
la lezione pratica. Votazione soddisfacente.
Il 10 marzo 1910 gli venne rilasciato il Diploma di abilitazione
a tutti gli effetti, firmato dal Direttore della Scuola e vistato dal
Provveditore agli Studi della Provincia di Padova.
Nel frattempo il Consiglio Comunale di Molvena deliberò la «nomina
definitiva del Sig. Luca a maestro della scuola unica maschile rurale
inferiore della frazione di Mure per il triennio 1910-1913, collo
stipendio minimo legale di Lire 1.000, pagabili in rate bimensili
posticipate». Era qualcosa di meglio, nei confronti delle 30
lire mensili che percepiva precedentemente, quando, secondo
mamma Virginia, 25 andavano per il pagamento della pensione.
«Povero uomo! - commentava la mamma - Non gli restavano che
cinque lire...».
Di quelle mille lire, 200 venivano versate alla mamma e ai fratelli.
In una dichiarazione sullo Stato di famiglia, il maestro dichiarava
che mamma e fratelli, essendo nullatenenti, erano a suo carico
per oltre un quinto dello stipendio, per patto stabilito con i
fratelli. La sicurezza di tre anni d'insegnamento e uno stipendio
di mille lire annue, fecero decidere Luca a celebrare il
matrimonio: aveva ormai 33 anni e non si poteva più aspettare.
La fidanzata aveva 21 anni. Dodici anni di differenza. Pare che il
problema di tanta differenza d'età non sia stato posto.
(da Ricordi di famiglia di padre Augusto Luca - 13a parte)
LE SCUOLE DI ROTZO
LA SCUOLA, UN BENE PREZIOSO DA DIFENDERE
Esistono varie motivazioni per sostenere la necessità di non
chiudere la Scuola primaria di Rotzo: è l’unica scuola di un piccolo
Comune di montagna, il nostro territorio perderebbe un servizio
fondamentale per la Comunità, era stata elaborata una proposta
condivisa da parte dei tre Comitati Genitori di Rotzo, Mezzaselva e
Roana per evitare la formazione di pluriclassi e quindi per migliorare
l’offerta formativa da rivolgere ai nostri bambini.
Sono tutte motivazioni valide e nobili, ma la vera ragione per cui la
Scuola di Rotzo non può e non deve essere soppressa è che ha
tutti i numeri per sopravvivere: 42 bambini alla Scuola Primaria e 27
bambini alla Scuola dell’Infanzia. Le presenze, nei due ordini di scuola,
sono cumulabili, sia per il raggiungimento dei numeri previsti dalla
riforma Gelmini, sia per quanto riguarda l’assegnazione del personale
ATA.
Il Consiglio Comunale di Rotzo, il 16 novembre, ha votato all’unanimità
una delibera che conferma l’assoluta volontà di mantenere il plesso di
Rotzo attivo, opponendosi quindi al parere di chiusura della scuola,
espresso durante la riunione del Distretto Formativo di Asiago, tenutasi
a Vicenza il 27 ottobre 2010 e presieduta dall’Assessore Provinciale
Morena Martini. La delibera di Consiglio è stata consegnata in
Direzione Istruzione della Regione Veneto, in quanto la decisione
finale spetta alla Giunta Regionale, che deve esprimersi entro il 31
dicembre 2010.
La ferma volontà di sostenere la nostra scuola con tutti i mezzi a
disposizione è stata ribadita in sede di approvazione della variazione
al bilancio di previsione 2010, in cui sono state previste delle risorse,
sia per il funzionamento e per i consueti lavori di ordinaria
manutenzione dell’edificio, sia per migliorare l’offerta formativa della
scuola, prevedendo, in collaborazione con la Direzione Didattica, le
insegnanti e il Comitato Genitori,
delle attività aggiuntive
extracurricolari. Molto importante in questo momento così difficile è
stato proprio il sostegno dei genitori e di tutti i cittadini che hanno
manifestato una grande preoccupazione per la proposta della
Commissione d’Ambito e la ferma volontà di non accettare questa
soluzione che impoverirebbe in modo irrimediabile il nostro paese.
Sono due gli elementi che destano incredulità in questa vicenda: da un
lato il parere della Commissione del Distretto formativo che con una
errata interpretazione dell’ordine del giorno, anzi, per meglio dire, con
un inserimento di un nuovo punto all’ordine del giorno, ha proposto
l’“accorpamento della scuola di Rotzo al plesso di Roana”, dall’altro
l’assurda e inopportuna pretesa del Comune di Roana di prendere
decisioni che coinvolgano non la propria Comunità, ma la gente di
Rotzo, che ci risulta non abbia mai delegato l’Amministrazione
Comunale di Roana a rappresentarla.
La correttezza e il buon senso impongono che ognuno faccia i conti in
casa propria, con i propri bilanci e con i propri elettori: questo principio
non è opinabile e non può essere oggetto di alcuna mediazione o
discussione.
Laura Segna
FESTA FAMIGLIE DAL POZZO
Grande festa a Grisignano domenica 17 ottobre scorso per il
“Raduno delle famiglie Dal Pozzo” (Oberar e Croce) con tanto di
annuncio in cimbro “De Prunnarn alle mettanadar” (letteralmente
“I Dal Pozzo tutti insieme”). Tutto è nato da un immane lavoro di
Francesco Gaggiola da Mestrino (con mamma Dal Pozzo Croce e
moglie Dal Pozzo Oberar), che ha elaborato l’albero genealogico
delle famiglie Croce e Oberar, frugando negli archivi,
domandando dati a Castelletto, a Rotzo, in tanti paesi dove i Dal
Pozzo sono emigrati e interpellando persone, perfino, all’estero.
Già nel mese di luglio questa ricerca è stata presentata a Rotzo
in una serata del Filò dei Cimbri e nell’ambito della
manifestazione della Festa della Patata. È nata quindi l’esigenza
di far conoscere questo lavoro ai tanti Dal Pozzo presenti a
Grisignano di Zocco e nei paesi limitrofi. Così ci siamo dati
l’appuntamento per il 17 ottobre con un programma che ha
riempito tutta la giornata. Un piccolo comitato organizzatore ha
predisposto ogni cosa: alla signora Clara Dal Pozzo e alla figlia
Pierina il compito di organizzare il pranzo, all’instancabile
Francesco Gaggiola pubblicizzare l’incontro in varie parti della
provincia di Vicenza e Padova, dove risiedono famiglie Dal Pozzo
e così centoventi persone sono convenute al ritrovo. La bella
sorpresa sono state le venti persone giunte da Rotzo a
significare le radici che in qualche modo sono state ritrovate con
questa giornata. Durante il pranzo sono intervenuti il Sindaco di
Grisignano di Zocco Dott. Renzo Lotto che ha sottolineato
l’importanza dello stare insieme per non perdere legami e
amicizie. Il Sindaco di Rotzo, Matteo Dal Pozzo, con radice
Oberar, ha poi evidenziato la presenza delle due “colonne” dei
Dal Pozzo: Cristiano e Gianni (il “maestro” per quelli di
Grisignano) entrambi nati nel 1913, presenti in piena forma ed
entusiasti di essere gli alfieri di questa numerosa famiglia.
A loro, poi, è stata data la parola per ricordare avvenimenti lontani
nel tempo, ma sempre vivi nella memoria e per augurare a tutti di
camminare sulla strada del bene. Il maestro Gianni aveva preparato
anche una bella preghiera letta durante la Messa per ringraziare il
Signore del grande dono della fede trasmesso dai genitori e dai
nonni, fede come dimensione preziosa della vita, da non smarrire
soprattutto in questo nostro tempo.
Durante il pranzo, dalla fantasia di Francesco Gaggiola, è nata
anche una simpatica lotteria con premi differenziati: patate per i
Dal Pozzo della pianura e bottiglie di vino per quelli di montagna.
Si è passati quindi al pezzo forte dell’incontro: la presentazione
dell’albero genealogico, preceduto da una spiegazione dell’ambiente
e della storia di Castelletto e di Rotzo. Sono state proiettate
immagini e video impeccabilmente curati da Eleonora Calandra (ma
anche lei con qualche goccia di sangue Dal Pozzo).
Lo scrivente ha presentato questo momento ricordando anzitutto il
“gigante” Dal Pozzo, ossia l’abate Agostino, con la sua opera di
studioso e con i suoi importanti scritti, e poi il nome di tanti altri
sacerdoti Dal Pozzo e sindaci. Quindi andando indietro nei secoli i
nomi dei capostipiti: Matio, Giovanni, Antonio… nomi che spesso si
ripetono. Ognuno dei presenti ha potuto, poi, riconoscere il nome
del nonno o bisnonno che ha dato origine alla propria famiglia per
verificare poi negli appositi manifesti i legami e i vari incroci delle
diverse famiglie. Alla conclusione l’immancabile foto di gruppo, per
poter dire un domani: quella volta c’ero anch’io!
Sul volto e sulle labbra di tutti la felicità per questo incontro
gradito al di sopra di ogni aspettativa.
Non è mancato un arrivederci, naturalmente in cimbro, dato che il
sindaco Matteo Dal Pozzo ha invitato tutti quest’estate a
Castelletto, patria dei Dal Pozzo; e allora: Barsegansich au ka Pork.
Don Sergio Stefani
PRESENTAZIONE LIBRO
ATTIVITA’ AMICIAD
"VEDERE LO SPIRAGLIO"
Sta per finire l’anno e per l’Associazione Amiciad – Onlus è tempo di
bilanci. Anche quest’anno è stato intenso di iniziative e di attività a
sostegno degli oramai famosi Foyer S.Bakhita, Foyer femminile e
azienda agricola in Ciad grazie al contatto diretto garantito dal dott.
Gilbert che, tra l’altro, appena dopo Natale si recherà in questi luoghi
per ritrovare parenti, amici e i ragazzini dei foyer.
Particolarmente importante per noi è stata la visita della direttrice del
Foyer femminile, Suor Marceline, che, nonostante gli impegni legati al
suo Ordine, è riuscita a partecipare alla S.Messa del 30 maggio a Rotzo
e portare la sua testimonianza a tutti i convenuti.
L’attività dell’Associazione è proseguita senza sosta per tutto l’anno
garantendo introiti particolarmente importanti. I dati che vi riporto
sono relativi a tutte le iniziative fatte nel corso dell’anno, fino al 30
novembre. I mercatini, organizzati nei periodi natalizi, pasquali e estivi,
hanno reso ben 4.000 euro, le tombolate 1.000 euro, il concerto di
Natale 670 euro, le feste estive a Roana a luglio, e a Rotzo a
ferragosto hanno avuto offerte rispettivamente di 309 e 3.553 euro.
Da non dimenticare le offerte volontarie da parte di sostenitori
dell’Associazione che hanno portato nelle casse della Onlus altri
1.754,30 euro. Da sottolineare, infine, le offerte raccolte in occasione
del 25° di sacerdozio di don Sergio Stefani (che rigraziamo
sentitamente) che hanno portato un versamento di 1.145 euro.
Per quanto riguarda, invece, le uscite di quest’anno, abbiamo
consegnato a Suor Marceline 9.000 euro durante la sua visita a maggio
e, essendo ormai imminente il viaggio del dott. Gilbert in Ciad,
contiamo di dare un altro sostanzioso contributo a lui da portare ai 3
centri che sosteniamo. Proprio il fatto di conoscere personalmente le
persone a cui consegnamo i soldi, ci consente di essere sicuri
dell’arrivo a destinazione e di non avere costi o commissioni per fare
arrivare i contributi.
Ringraziando dunque tutte le persone che con il loro lavoro e le loro
offerte hanno aiutato l’Amiciad Onlus quest’anno, possiamo dire che
anche il 2010 è stato per noi ricco di soddisfazioni.
Per l’Associazione Amiciad – Onlus
Oscar Costa
UN LIBRO di EDOARDO SARTORI.
Nella mattinata di sabato 10 settembre
2010, presso la chiesetta di S.Margherita, è
stato presentato il libro "Vedere lo spiraglio"
del compaesano dott. Edoardo Sartori. La
presentazione è stata fatta dalle giornaliste
Stefania
Longhini
(del
Giornale
dell'Altopiano, e moderatrice dell'incontro) e
Azar Tavassoli (direttrice di Infoveneto) e
dal
Signor
Francesco
Binotto
(in
rappresentanza del Presindente A.V.L. di
Vicenza, signor Giulio Vescovi).
I vari passaggi sono stati scanditi da alcuni canti di emigrazione,
eseguiti dal signor Mario Fabris, di Roana.
Tra le tante puntualizzazioni, va privilegiata quella che riproduce la
motivazione di fondo del libro:il "gusto dello scrivere, del raccontare"
come forza motivante, che ha permesso all'autore di uscire (di
"vedere lo spiraglio") da una situazione di crisi esistenziale
(prossima alla depressione), dovuta alla coincidenza di due fatti: le
dimissioni da Sindaco di Rotzo e il pensionamento (dopo 45 anni di
attività e direzione scolastica).
La "voglia di scrivere" si è concretizzata in una serie di racconti su
fatti accaduti all'autore, o da lui raccolti direttamente dai
protagonisti, o da sue ricerche storione ; fatti però sempre legati
all'ambiente storico-culturale di Rotzo.
L'incontro si è concluso con varie domande e risposte tra il pubblico
e l'autore.
Infine i presenti hanno potuto partecipare a un momento conviviale
presso la Colonia di Castelletto.
N.B.: Per i soli paesani che fossero interessati al libro, lo potranno
acquistare rivolgendosi all’ autore, per il prezzo scontato di euro
10.oo.
CRONISTORIA PARROCCHIALE
Dal 17.09.2010 AL 30.11.2010
17.09: Vn: Piove. Continuerà per alcuni giorni.
20.09; Lun.: Inizia una settimana di bei tempo.
22.09; Mer.: E' tra noi Mons. NERI JOSE'
TONDELLO vescovo di Jaina, in Mato Grosso,
Brasile Discendente del nostro paesano
TONDELLO Orazio Plozar (nato nel 1861),
emigrato in Brasile (Antonio Prado, Rio Grande
do Sul) il 18 maggio 1887, con la moglie
SLAVIERO Catterina Cazzador (nata nel 1867)
(si erano sposati il 16.11.1886).
E' stato ordinato vescovo pochi mesi fa. E' arrivato qui per il pranzo,
con l'Amministratore diocesano e un Operatore della TV diocesana
(la sua diocesi, di recente costituzione: egli è il 2° vescovo) è
grande quasi come mezza Italia anche se scarsamente abitata e
con poche strade l uso della radio e della televisione sono quasi
indispensabili. Dopo il pranzo, nel baito dei Tondelli sopra Albaredo,
ha visitato la nostra chiesa parrocchiale, S.Margherita, S.Rocco (di
questo santo e particolarmente devoto), il Cimitero, ecc Hanno
ripreso un po' tutto. Ha celebrato la s.Messa delle ore 18.oo, con
omelia in italiano. Lo abbiamo invitato a venire prossimamente, per
una domenica e incontrare così tutta la Comunità.
25.09; Sab. Piove tutta la notte.
26.09: Dom.: Giornata per il SEMINARIO diocesano: vengono
raccolte offerte per 600.oo Euro. Gemellaggio ROTZOBARBARANO Vicentino:
Vedi apposito articolo. Nel
pomeriggio, il nostro arciprete, in qualità di Assistente UnitalsiAltopiano, parte per il Pellegrinaggio nazionale a Lourdes.
Ritornerà il sabato successivo.
03.10; Dom.: Festa autunnale di S.GERTRUDE: la
celebriamo con la preghiera, illustrando la figura di questa
Santa e impartendo la benedizione con la sua reliquia.
10.10 Dom. : con le Parrocchie di Roana e Mezzaselva,diamo
INIZIO all'ANNO PASTORALE PARROCCHIALE e all'Anno
catechistico e scolastico.
11.10, Lun.: Iniziano oggi le operazioni per la eventuale scelta
nel nuovo medico, il dott. Dalle Molle che sostituirà il precedente
dott. Ferracin.
16 10 sab: CONFERMAZIONE (o Cresima): Viene amministrata
nel tardo pomeriggio dal nostro Vescovo ANTONIO a 11 ragazzi,
tre della nostra Comunità e 10 di Roana e Mezzaselva (Vedi foto
in ultima di copertina ) .
24.10; Dom.: Giornata Missionaria Mondiale: Vengono raccolti
655.04 Euro (a questi, si aggiungeranno le offerte dei "Cartellini
dei Defunti" del 1°-2 novembre).
25.10: Lun : Dalle ore 10.oo, VENTO E NEVE (piuttosto umida
quest'ultima, che però imbiancherà tutto il paese, soprattutto la
parte bassa).
29.10, Ven.: Giornata PENITENZIALE per i Santi: abbastanza
scarsa la partecipazione. Intera giornata piovosa (pioggia a tratti
battente)
31.11.2010 Dom: A Gallio, anche alcuni nostri CHIERICHETTI
partecipano all'incontro vicariale. All’ ormai invadente Halloween,
noi proponiamo di festeggiare “ HOLYWEEN” in onore dei nostri
SANTI, con proposte di iniziative da fare in famiglia e con una
VEGLIA DI PREGHIERA COMUNITARIA, in chiesa, tra le ore
20.30 e 21.00.
l°.11 Lun.: Solennità di TUTTI I SANTI: la tradizionale
processione al cimitero, viene disturbata dalla pioggia che si è
fatta battente. Buona la partecipazione. La pioggia non ha
procurato particolari danni da noi (come invece a Vicenza e vari
luoghi della Provincia). Ma nel triangolo. Castelletto - Capitelli
campagna e Bostel, si sono formati vari laghetti.
02.11, Mar.: Commemorazione di TUTTI I FEDELI DEFUNTI:
Piove, cosi facciamo tutto in chiesa.
07.11, Dom.: Festeggiamo SAN PROSDOCIMO,
primo vescovo di Padova, patrono principale della
nostra diocesi Durante la S.Messa delle ore 10.15
sono presenti in chiesa le Associazioni d'Arma del
nostro paese per la Festa dell' Unità d'Italia e delle
Forze Armate ("4 novembre"), Dopo la Messa,
corteo fino ai Monumenti ai Caduti e dell'Alpino. (La
cerimonia è stata disturbata dalla pioggia).
09.11: Mar.: 2^ NEVICATA in paese (neve umida che fa
qualche danno nei boschi).
11.11, Gio. Da oggi una mini serie di giornate soleggiate e
abbastanza tiepide: è l' ESTATE DI S. MARTINO !
14.11, Dom.: GIORNATA del RINGRAZIAMENTO: non
celebrata in occasione della Festa della Patata e spostata ad
oggi, in concomitanza con quella festeggiata in pianura dalle
Associazioni agricole.
28.11, Dom.: INIZIA il TEMPO D'AVVENTO, per prepararci al
SANTO NATALE: Sarà un tempo con alcune novità, che
vogliono coinvolgere i RAGAZZI, le loro Famiglie e TUTTA LA
COMUNITÀ'.
23.11, Mar.: LAVORI: iniziano oggi, approfittando anche di un
periodo, si pur breve, di tempo buono, i lavori di restauro della
punta del campanile di S.Margherita, distrutta dal fulmine il
maggio scorso.
26.11, Ven.: NEVICATA: durante la notte è iniziata la
nevicata, prevista anche in paese (nevica fino in pianura).
Raggiungerà i 15-20 cm. (in paese).
28.11, Dom.: INIZIO NUOVO ANNO LITURGICO: con le
domeniche animate dai ragazzi del catechismo. 2^ NEVICATA
(dal mattino fino a notte): altri 5-10 cm.
30.11, Mar.: LAVORI, a S.Margherita si concludono i lavori sulla
punta del campanile, con la sostituzione dei coppi rotti dai
frammenti di sasso caduti a causa del fulmine. In serata inizia a
NEVICARE, andrà avanti fino al giorno dopo inoltrato (25-30 cm.).
Cosi, sotto la neve, concludiamo il mese di novembre .
POESIA di NATALE
Presepio de bonbasa (Natale 1944)
La guera infuriava
el papà el gera malà
Nadale se vissinava
e gerimo quasi desperà.
No podèvino andar par muscio
nissun ne jutava
vedèvino el Banbinelo
sbandonà su 'na strada.
'Na grande emossion
la ne spunciava el core
Gesù de lì a poco el saria nato
contavino le ore.
El papà, omo de grande relijon
el ne ga dito;''Putei stè chièti,
al posto del muscio
metaremo la bonbasa,
bianca come la neve pena cascà,
sarà gran festa par tuta la casa."
Su i monti, su i montesei
su i praj parèa tuto rovejà de neve,
no altri putèi,
co i oci spalancà
vanti del presepio se ghemo inzenocià.
El parèa on paese incantà
luce pa' i oci, tenero al core.
El Banbinelo, masselete de malgàra
a vedar tute bianco,
el fasèa i siglìeti,el ridèa contento,
ghe fasèa festa tuto el firmamento.
Maria Rosa Cera
TESI DI LAUREA
SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA: I BISOGNI PERCEPITI
DAI CAREGIVERS NEL DECORSO DELLA MALATTIA. ANALISI
DI UN ARTICOLO
Ho scelto di trattare il tema approfondito nella tesi perché durante il
tirocinio presso il Servizio Cure Palliative domiciliari di Trento ho
potuto rendermi conto dell'impegno fisico, psichico ed emotivo a cui
sono sottoposti i famigliari che si occupano del malato. In particolare
il malato di Sclerosi laterale amiotrofìca ha bisogno di un'assistenza
che varia durante il decorso della malattia, ma che influisce sul
"caregiver" . Spesso il "caregiver" è giovane e si tratta di un marito,
una moglie, dei figli che tutto d'un tratto si trovano a sostenere il
malato, la famiglia e loro stessi in una fase della vita in piena
evoluzione.L'obiettivo del lavoro è trovare delle strategie valide per
aiutare i "caregivers-famigliari" a far fronte alla malattia del loro caro,
a partire dai loro bisogni espressi.
La SLA è una malattia neuromuscolare degenerativa che "blocca i
muscoli e lascia libera la mente"(S.LA.E.C.M., 2009).
La malattia colpisce tutte le razze con una prevalenza di circa
5/100.000 abitanti l'anno. La SLA esordisce, nella maggior parte dei
casi, nel quinto -sesto decennio di vita, ma non sono rari i casi con
esordio in età precedente. La prevalenza nel sesso maschile è
leggermente superiore a quella nel sesso femminile (rapporto
maschi/femmine: 1.5/1) (Istituto Negri, 2009).
Le cause della SLA sono tuttora ignote. Nonostante molti fattori
siano stati ipotizzati come determinanti per la genesi della malattia
(virali, traumatici, metabolici, immunitari) non esiste attualmente una
spiegazione adeguata della genesi della malattia. Riguardo al
meccanismo con cui si produrrebbe il danno a carico delle cellule
nervose motorie del cervello e del midollo spinale, esso sembra
multifattoriale
(eccitotossicità,
stress
ossidativo,
apoptosi,
infiammazione....) (Istituto Negri, 2009).
La SLA generalmente non è trasmessa ereditariamente. Nel 10
circa dei casi la SLA è familiare, ovvero colpisce più membri di una
famiglia, ed è ereditata con modalità autosomica dominante...
(Istituto Negri, 2009). La Sclerosi laterale amiotrofìca è una malattia
che causa una progressiva perdita dell'autonomia, il ruolo e l'impegno
dei famigliari si modifica. L'approccio informativo, relazionale,
assistenziale va modulato nelle diverse fasi e nei diversi contesti di
cura. La ricerca evidenzia la potenziale fragilità dei "caregivers" a
domicilio.Per elaborare le implicazioni per la pratica si è fatto
riferimento alle finalità ed alle priorità dell'assistenza infermieristica
previste dal Profilo Professionale (Decreto Ministeriale n°739/94) e dal
Codice Deontologico (2009).
La SLA è una malattia che necessita di un'assistenza multidisciplinare
infermieristica, medica, riabilitativa, psicologica e sociale.
La presa in carico di una persona affetta da SLA e di coloro se ne
fanno carico richiede competenze relazionali e tecniche adeguate.
Sarebbe utile attivare modelli assistenziali che possano consentire la
continuità dell'assistenza, un esempio può essere il modello di
Primary-Nursing. L'esigenza è quella di individuare un infermiere che
si occupa complessivamente dei problemi relativi alla salute ed
all'assistenza e fornisce supporto alla famiglia. E' un referente
principale per il paziente e la famiglia, è un esperto in materia. Per
famigliari e pazienti affetti da SLA questa figura potrebbe fare da punto
di riferimento durante tutto il decorso della malattia. Modelli con queste
caratteristiche potrebbero dare vantaggi ai pazienti e alla famiglia:
disponibilità di un infermiere esperto nell'assistenza infermieristica a
pazienti con SLA, possibilità per il paziente e il "caregiver" di affidarsi,
di avere risposte, di confrontarsi, di essere supportati nelle decisioni da
prendere
possibilità
di
personalizzazione
dell'assistenza,
mantenimento delle normali abitudini famigliari coinvolgimento della
figura professionale nella famiglia, creazione di un rapporto di fiducia
tra infermiere, paziente e "caregivers" coordinamento delle altre figure
che erogano assistenza, riduzione del numero di operatori che ruotano
attorno al paziente, facilitazione nel collegamento con altre figure
professionali che possono fornire servizi al paziente (fisioterapisti,
logopedisti) possibilità di garantire nel modo migliore la continuità
assistenziale possibilità di applicare piani assistenziali possibilità per il
paziente di rimanere a domicilio quando la malattia non è in fase
acuta.
*caregiver: colui che si occupa del malato.
LUCCA ANNALISA
UN ROTZESE AL GRANDE NORD
ESPERIMENTO AL POLO NORD
È con grande soddisfazione che voglio raccontare la mia
partecipazione, in veste di laureando in ingegneria elettronica,
ad un progetto europeo teso a finanziare alcuni esperimenti
scientifici di studenti universitari.
Tutto ha inizio in una qualsiasi serata patavina, quando, uscito con amici
per gustare un gelato e liberare la testa dall'intenso studio, un mio
compagno di corso mi presenta un amico bellunese che mi propone di
partecipare ad un progetto per un lancio spaziale nel nord della Svezia per
i primi di ottobre; senza tanto esitare gli dico di no pensando
immediatamente che un impegno del genere mi avrebbe sicuramente
compromesso le tempistiche pensate per il percorso accademico. Passato
un pò di tempo, qualche settimana circa, mi chiama un mio "classe" da
Asiago, Gabriele, che, consigliato da un amico comune, mi lancia la
medesima proposta .
Dopo un bella chiacchierata di un paio d'ore con la quale mi ha presentato
il progetto prendo la mia decisione e lo saluto con un convinto: "Si, ci sto
!!! Ci vediamo in laboratorio".
L'obiettivo dell'esperimento SCRAT (Spherical Compact Recharegable Air
Thruster) consisteva nel testare un particolare propulsore che prelevava
l’aria dall'esterno e la comprimeva in alcuni minicompressori in un
serbatoio cilindrico. Nostro scopo era misurare la forza di un getto d'aria
compressa che scaturiva dall'apertura della valvola del serbatoio.
Il gruppo di lavoro (SCRAT TEAM) era formato da una decina di ragazzi da
tutto il Veneto; tra di loro alcuni Ing. aerospaziali, un Ing. Informatico, un
astronomo ed io, l'unico ing. elettronico. Il mio ruolo all'interno del team era
quello di gestire la parte elettronica dell'esperimento, in particolare
dell'elettronica per il condizionamento di alcuni sensori montati dentro e
fuori SCRAT per monitorare temperatura esterna ed interna, pressione
esterna, pressione dell'aria nel serbatoio e rotazione di un sistema ad asta.
Dopo aver vinto un concorso a dicembre del 2009 (quando ancora non mi
ero aggregato al gruppo), lo SCRAT TEAM ha avuto la possibilita’ di
recarsi in Svezia per testare l'esperimento. La campagna di lancio era
fissata per i primi dieci giorni di ottobre ad Esrange, una base spaziale
dell'ESA (European Space Agency) posta nell'estremo nord della Svezia a
cento km dal territorio finlandese e duecento
sopra il Circolo Polare
Artico. Insieme a noi c'erano altri gruppi di studenti provenienti da tutta
l'Europa che come noi si trovavano lì per far volare i propri lavori.
Preso l'aereo (3 in verit) e giunti nel territorio svedese, subito ci siamo messi
al lavoro per verificare che il nostro esperimento, spedito giorni prima
dall'Italia, non avesse subito danni importanti durante il viaggio. In quel caso,
la fortuna ci ha assistiti in quanto SCRAT è arrivato intatto e funzionante, a
differenza
degli
esperimenti
di
altri
team
europei.
Il lettore deve sapere che lo SCRAT TEAM non è il classico gruppo di
“ingegneri mangia libri” come si potrebbe immaginare, ma la goliardia viveva
da sovrana e quando il gruppo si riuniva battute e scherzi erano all'ordine del
giorno. Alcuni nostri comportamenti ci hanno sicuramente fatto fare la figura
da "italiani" più di una volta, ma, a campagna terminata, il capo della base ci
ha confessato che un gruppo più simpatico dello SCRAT team non ha mai
messo piede ad Esrange.
Il nostro esperimento, assieme agli esperimenti degli altri gruppi, avrebbe
volato a bordo del BEXUS 10, un pallone aerostatico che vola fino a 25 Km di
quota (più del doppio di un aereo di linea) e che viene fatto salire in cielo con
il gas dei palloncini, l’elio. Tutto ha sempre funzionato bene, a parte una cosa:
il tempo meteorologico.
Per lanciare un pallone alto 138 mt ci vogliono condizioni meteo favorevoli
come assenza di precipitazione e assenza (o quasi) di vento. Col passare
delle giornate, il brutto tempo non si voleva proprio placare. Unica speranza
per concludere la missione? Lanciare di notte quando il vento è più debole.
Dopo una notte passata in bianco per sentirsi dire "The launch is cancelled"
cioè il lancio è cancellato, abbiamo ritentato la notte successiva e così,
sabato 9 ottobre alle 3:07 di mattina, l'esperimento SCRAT ha preso il volo
sopra le terre svedesi sul BEXUS 10.
Dopo un volo durato 4 ore, il pallone è stato rotto da una carica esplosiva e gli
esperimenti in esso contenuti sono caduti verso il suolo rallentati da un
paracadute.
I risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti e sono tuttora in fase di
elaborazione da parte di alcuni elementi del team.
E' stata un'esperienza molto formativa e in alcuni momenti proprio esaltante e
carica di emozione che mi ha permesso di conoscere tante persone nuove da
altre parti d'Europa e di confrontare il nostro modo di pensare "all'italiana" con
la mentalità più fruttuosa e all'avanguardia tipica dei paesi nordici.
FEDERICO SPAGNOLO
PATTO DI AMICIZIA
Quella del gemellaggio con il Comune di Barbarano Vicentino era una
iniziativa che si stava portando avanti già da qualche anno. Un’occasione
promessa e mantenuta già nel mese di febbraio quando una delegazione di
Barbarano era venuta in visita nel nostro Comune per finalizzare una prima
bozza di patto di amicizia motivato soprattutto con le vicende della grande
guerra, quando gli abitanti di Rotzo furono sfollati e trasferiti a Barbarano.
Il patto di amicizia si è tenuto Domenica 19 settembre, con inizio dal
palazzo dei canonici con i discorsi di rito e lo scambio dei doni, i saluti dei
rispettivi Sindaci e la relazione del professor Antonio Pozza che ha
illustrato i vari aspetti e testimonianze storiche di avvenimenti dell’epoca.
Molte famiglie di sfollati hanno visto nascere i propri figli nel Comune di
Barbarano. Questo sta a significare un legame profondo tra i due paesi. La
professoressa Margherita Verlato ha fatto poi da guida attraverso i
monumenti storici di Barbarano, mentre all’Azienda Marinoni (un castello
che all’epoca ha ospitato le famiglie Stefani), la professoressa Elda
Marobin ha continuato la spiegazione suscitando alquanta emozione tra i
partecipanti. Particolarmente suggestivo il ricordo e la visita delle sorelle
Cecilia, Elide e Armida Cerato nel sottotetto del castello dove per gli anni
del profugato ha alloggiato la loro madre Angelica Stefani. Il pranzo poi
offerto alla delegazione di Rotzo dagli amministratori di Barbarano durante
la 36^ Festa dell’uva e del vino che si è tenuta al palatenda e dove è
avvenuto uno scambio culturale e gastronomico con il menù a base di
prodotti dell’Altopiano e di Barbarano.
La delegazione di Rotzo ha dato appuntamento ai barbaranesi nel nostro
Comune nella prossima primavera, magari trascorrendo una giornata sulla
neve per ricambiare la visita effettuata nel Comune del basso vicentino.
Matteo Dal Pozzo
ANNO XIX° - N°77 A questo numero hanno collaborato:
Cera Luciana, Cera Maria Rosa, Cerato Vania,
Costa Alberto, Costa Oscar, Costa Paolina, , Costa
Tiberio,Dal Pozzo Gianni Ober, Dal Pozzo Lidio,
Dal Pozzo Matteo, Ferraresi Massimo, Ferraresi
Matteo,Lucca
Annalisa,
Panozzo
Don
Pierangelo,Segna Laura,
Spagnolo
Federico,
Stefani Don Sergio, Stefani Franco,Tondello Lauro
Stampato in proprio e diffuso tra le famiglie
Della Comunità Cristiana di Rotzo;
Via Roma,72 – 36010 – ROTZO – Vicenza ITALIA
Tel. e fax 0424 – 691004
Foto:
In copertina: Atmosfera Invernale a Rotzo;
Sul retro: I ragazzi che hanno ricevuto il
Sacramento della Confermazione
ALTABURG “LA VOCE “ E
TUTTO SU ROTZO SU:
www.rotzo.net
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