Concorso
I edizione 2009
sezione OLTRE LE PAROLE: PRIMO PREMIO
“I FRANCOBOLLI
RACCONTANO GALILEI”


Rowland Hill, primo al mondo a introdurre l’uso di una
marca con cui affrancare la posta come prova del pagamento,
quindi inventore del francobollo, descriveva codesto come un
“pezzo di carta coperto da un sottile strato glutinoso”.
Oggi sappiamo che il francobollo non è solo questo. Il
francobollo è un formidabile “veicolo pubblicitario” per
trasmettere i più svariati messaggi. Questa piccola figura
geometrica dentellata di carta è, insomma una finestra aperta sul
mondo, attraverso la quale possiamo vedere personaggi, simboli,
luoghi, avvenimenti di tutti i Paesi e di tutti i tempi.
Quindi, perché non raccontare la vita e il pensiero
di Galileo Galilei attraverso i francobolli ?
GALILEO GALILEI A PISA: UN PREDESTINATO DELLA FISICA
L’Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni italiane il
15 febbraio 1964 ha emesso una serie di due francobolli per celebrare
il quarto centenario della nascita del fisico pisano Galileo Galilei.
La vignetta, identica per i due valori, riproduce l’unico ritratto di
Galilei, opera del pittore fiammingo J. Sustermann conservata presso
la galleria degli Uffizi di Firenze. A sinistra e a destra nella parte alta
del francobollo sono riportate le date della nascita e della morte del
grande fisico italiano, considerato da tutti gli studiosi di scienza il
padre della fisica moderna.
Galileo Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio del 1564 da Vincenzo Galilei e da Giulia Ammannati,
famiglia di media borghesia. Sui primi anni della vita di Galilei si conosce molto poco. A Firenze, dove
la famiglia si trasferì nel 1574, iniziò privatamente gli studi di umanità e di logica nel convento di S.
Maria di Vallombrosa. In questo stesso periodo Galilei si interessò anche di disegno e di musica.
Nel 1581 venne immatricolato, per volontà del padre, nell’Università di Pisa fra gli scolari artisti per
seguire gli studi di medicina. Qui, dove rimase quattro anni senza conseguire nessun titolo di studio,
cominciò a manifestarsi l’insofferenza di Galilei verso la cultura aristotelica di cui l’Università di Pisa
era fortemente caratterizzata: nessuna ricerca sperimentale e nessun metodo diretto di interpretazione
teoretica dell’esperienza. Galilei, di spirito indipendente e ostile verso quel sapere dialettico-dottrinale,
già convinto che la natura è un libro matematico che ci sta aperto dinnanzi agli occhi, rivolse la sua
attenzione verso l’osservazione della realtà, non più in modo “contemplativo”, ma “operativo”
(effettuare sperimentazioni, fare misurazioni e matematizzare i risultati). Si racconta che proprio in
questo periodo, osservando le oscillazioni di una lampada nel duomo di Pisa, Galilei appena
diciannovenne scoprì la legge dell’ISOCRONISMO DEL PENDOLO.
GALILEI E IL SUO “GRANDE MAESTRO” ARCHIMEDE
I due francobolli emessi dalle poste italiane
nel 1983, ispirati alle grandi opere del genio
umano, riproducono nell’ordine Archimede
e Galilei. Il primo francobollo ritrae il busto
in marmo di Archimede, conservato a
Napoli al Museo Nazionale, e lo schema di
una coclea, meccanismo elicoidale ideato
per elevare i liquidi.
Il secondo francobollo ritrae Galilei in un disegno di Oltario Leoni e il suo cannocchiale,
costruito a Padova nel 1609. Il legame fra i due scienziati è forte. La fisica galileiana parte
dai risultati della fisica archimedea.
Galilei quando parla dei suoi maestri, di questi vecchi filosofi di cui vuole seguire gli
insegnamenti e che difende contro gli aristotelici cita sovente il “divino Archimede”. Gli
studi di Archimede ebbero un ruolo molto importante nella formazione scientifica di Galilei.
GALILEO GALILEI A PADOVA:
SIDEREUS NUNCIUS (LE MERAVIGLIE DEI CIELI)
Il francobollo emesso dalla Repubblica di San Marino nel 1982 nell’ambito della
celebrazione dei personaggi scientifici famosi, ritrae il primo piano del famoso fisico
pisano. Sul bordo destro del francobollo è riportato il compasso proporzionale ideato
e costruito da Galilei (uno degli strumenti che lo scienziato costruiva e rivendeva per
arrotondare il magro stipendio di docente universitario). Galilei con il compasso
risolse diversi problemi di matematica e di geometria. I greci scoprirono che è
impossibile trasformare un cerchio in un quadrato utilizzando solo riga e compasso.
L’universalità delle celebrazioni galileiane è testimoniata dal
francobollo emesso nel 1971 dalla sperduta isola di Ascensione (colonia
inglese situata nell’Oceano Atlantico tra il Brasile e l’Angola). Il
francobollo commemora il fisico patavino e il cannocchiale, ritenuto da
Galilei uno strumento scientifico indispensabile per le sue scoperte
astronomiche.
Ecco le esatte parole di Galilei, tratte dall’opera Sidereus Nuncius:
“Dopo mi apparecchiai un altro strumento più esatto, che rappresentava gli oggetti più di
sessanta volte maggiori. Finalmente, non perdonando a fatica né a spesa alcuna,
pervenni a tal segno, che me ne fabbricai uno così eccellente, che le cose vedute con
quello apparivano quasi mille volte maggiori, e più che trenta volte più prossime che
vedute dall’occhio libero”.
Francobollo emesso dall’ex Unione
Sovietica nel 1964 per celebrare il 400
anniversario della nascita del grande
scienziato italiano.
Il francobollo, con annullo, è riportato su
una cartolina che ritrae un primo piano di
Galilei.
Il fisico si dedicava con passione anche alla letteratura e in particolar modo alla
divulgazione delle sue opere. Così per fare conoscere al mondo le sue innovative scoperte
astronomiche scrisse il suo primo trattato, il “Sidereus Nuncius”, dedicato al granduca di
Toscana Cosimo II. In questo manoscritto vengono descritte le prime straordinarie scoperte
astronomiche ottenute da Galilei puntando nel cielo il suo cannocchiale.
Le poste italiane nel 1992 hanno
celebrato il 350 anniversario della
nascita di Galileo Galilei con un
biglietto postale che riporta la
famosa
stele
monumentale
“Spirale per Galileo Galilei”. La
stele, grande opera in bronzo e
granito oggi collocata nel Cortile
Nuovo del Palazzo del Bo a
Padova, è stata inaugurata nel
1992 alla presenza dell’allora
Presidente
della
Repubblica
Oscar Luigi Scalfaro.
Oggi una copia marmorea della scultura in via Marzolo 8, all’ingresso del Dipartimento di Fisica
di Padova vuole ricordare il trascorso di Galilei a Padova, dove insegnò Fisica dal 1592 al 1610.
Questa scultura, frutto di una lunga collaborazione fra lo scultore Giò Pomodoro e gli organi
della direzione dell’Ateneo, è stata donata dalla FIDIA Farmaceutici.
In una nota redatta all’epoca si legge:
“Nell’armonia delle forme l’inestricabile intreccio di elementi geometrici differenti, che sembra
nascere da sconosciuti principi di ordine e simmetria, è l’immagine della Scienza nel suo
incessante sviluppare e dipanare problematiche inesauribili. Nella complessità delle vicende
umane, ordine e simmetria nella diversità sussistono solo in virtù del valore morale e civile della
tolleranza.”
RILANCIO DEL COPERNICANESIMO
Il francobollo francese emesso nel 1973, in occasione delle celebrazioni internazionali
del quinto centenario della nascita di Niccolò Copernico (1473-1543), ritrae un primo
piano dello scienziato polacco e accanto la stampa del sistema eliocentrico
copernicano, conservata alla Bibliotèque Nationale di Parigi. Copernicus (così latinizzò
il suo nome lo stesso Copernico) fece conoscere la sua teoria eliocentrica attraverso la
sua famosa opera DE REVOLUTIONIBUS ORBITUM COELESTIUM.
Il modello eliocentrico copernicano, costruito su basi puramente teoriche, mancava
di un supporto sperimentale, Galilei con le sue scoperte astronomiche e fisiche
glielo diede.
1633: GALILEI CONDANNATO DALL’INQUISIZIONE ALL’ABIURA
(…MI VIEN SERRATA LA BOCCA…)
Questo francobollo è stato emesso dalle poste dell’isola canadese Saint Pierre
et Miquellon (colonia francese situata nell’Oceano Atlantico a sud di
Terranova) nel 1973 in occasione del cinquecentesimo anniversario della
nascita di Copernico. Il francobollo ritrae i volti di Copernico, Galilei, Newton
e di Einstein; quattro grandi scienziati della fisica celeste. Gli studi sul sistema
geocentrico avviati da Copernico, sostenuti da Galilei e proseguiti con
argomentazioni moderne da Newton e Einstein, hanno confermato in modo
inequivocabile che a sbagliare non fu la Scienza (Galilei) ma la Chiesa.
Tra la Scienza e la Fede non c’è nessun antagonismo, i loro ruoli sebbene
separati sono compatibili. A tal proposito Galilei ebbe a dire: “la fede deve
occuparsi come si va in cielo, la Scienza come va il cielo.”
La pubblicazione del “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” riscosse molto successo,
ma suscitò anche l’ira del Papa Urbano VIII. All’inizio del 1633 il Pontefice, tramite l’Inquisitore
di Firenze, fece proibire la vendita del Dialogo e costrinse Galilei a recarsi a Roma Il 12 aprile
Galilei subì il primo interrogatorio e dovette subito difendersi dell’accusa di avere sostenuto la
teoria copernicana. Il processo si concluse con la completa condanna di Galilei. Galilei fu
costretto ad abiurare e a dichiarare in ginocchio:
[…] pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze Vostre e d’ogni fedel Cristiano questa
veemente sospizione, giustamente di me concepita, con cuor sincero e fede non finta abiuro,
maledico e detesto li suddetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia
e setta contraria alla Santa Chiesa […]
GALILEI AD ARCETRI
Serie di quattro valori emessa il 28 settembre 1942 in occasione del terzo centenario della
morte di Galileo. I francobolli sintetizzano in maniera molto suggestiva le tappe fondamentali
della vita dello scienziato pisano.
Il francobollo da 10 centesimi lo raffigura in cattedra a
insegnare matematica allo “Studio” di Padova;
quello da 25 centesimi lo rappresenta mentre nel 1609
mostra al doge veneziano Leonardo Donato il
cannocchiale che aveva inventato;
quello da 50 centesimi riproduce un espressivo “primo
piano” del grande fisico, il dipinto forse più noto;
infine, il valore da 1,25 lire fa vedere Galilei relegato
ad Arcetri dopo la condanna del Santo Uffizio.
La condanna ingiusta nel corso del tempo ha suscitato tante discussioni e soprattutto ha
creato tanto imbarazzo alla Santa Sede.
LA FISICA GALILEIANA: IL PRINCIPIO DI RELATIVITA’
L’Italia ha dedicato un francobollo in occasione della
Conferenza Mondiale della Relatività svoltasi a Firenze il 7
agosto 1995. L’emissione raffigura i volti di Galilei e di
Einstein, la cupola di Santa Maria del Fiore in Firenze e, sullo
sfondo di un cielo stellato la formula simbolo della teoria
generale del campo gravitazionale, le cui basi furono poste
dal fisico tedesco nel 1915.
Nell’immaginario collettivo quando si parla di relatività si pensa subito ad Einstein,
perché considerato il padre della relatività, invece il primo scienziato al mondo a parlare
di relatività del moto fu Galilei. Einstein, con la sua teoria della relatività nella forma
ristretta ha esteso a tutte le leggi della fisica la relatività meccanica di Galilei.
Galilei per spiegare che nessuno fenomeno osservato sulla Terra è in grado di provare la teoria del
sistema tolemaico fece ricorso a due principi concettuali rivoluzionarie: il moto di un corpo non è
mai assoluto (ma è un fenomeno relativo a chi lo osserva) e la composizione dei movimenti.
Con esperimenti di meccanica eseguiti all’interno di un sistema di riferimento che si muove
con velocità costante (famoso è il suo passo relativo agli esperimenti concettuali di meccanica
eseguiti all’interno del “suo gran naviglio”, riferimento inerziale) non è possibile mettere in
evidenza lo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme del sistema. Oggi, questa scoperta di
Galilei viene espressa come PRINCIPIO DI RELATIVITA’ GALILEIANA:
LA FISICA GALILEIANA: MASSA INERZIALE E MASSA GRAVITAZIONALE
Le celebrazioni filateliche di Galileo Galilei,
genio di primo livello della fisica, non
conoscono confini.
Le poste della Repubblica cinese hanno
voluto ricordare il fisico italiano nel 1991,
con l’emissione di una cartolina postale. Essa
riporta in alto a destra il ritratto di Galilei e a
sinistra la famosa torre di Pisa, dove si dice
che Galilei abbia eseguito una serie di prove
sperimentali sulla caduta dei gravi.
Si attribuisce a Galilei il fatto di aver eseguito esperimenti sulla caduta dei gravi dalla sommità
della Torre di Pisa; il fisico accenna nei suoi scritti di aver lasciato cadere dei gravi da un’alta
torre pur non citando esplicitamente la Torre di Pisa. E’ stato Vincenzo Viviani, suo assistente
e suo primo biografo, a raccontare che Galilei abbia fatto ripetuti esperimenti dalla sommità
della Torre di Pisa. Inoltre, sulla cartolina è inciso un timbro (annullo filatelico) che riporta la
nota eguaglianza tra la massa inerziale e la massa gravitazionale:
mi=mg
Questa identità per molto tempo ha costituito un mistero, tutti la davano per scontata, ma non
capivano il perché. Soltanto agli inizi del Novecento Albert Einstein con la sua teoria della
relatività generale riesce a dare una spiegazione logica all’identità.
1969: GALILEI WAS RIGHT
Alle ore 22.17’40’’ (ora italiana) del 20
luglio 1969 il sogno di molte generazioni di
grandi scienziati si è compiuto. Edwin
Aldrin, Michael Collins e Neil Armstrong,
in rappresentanza di tutti gli uomini della
Terra, a bordo del modulo lunare “Eagle”
hanno toccato il suolo della Luna, un
satellite della Terra lontano 384 mila
chilometri. Per una durata di 16 minuti si è
svolta, sotto gli occhi dei telespettatori di
tutto il mondo, la fase meravigliosa dei
primi passi dell’uomo sulla Luna.
[…] qui è tutto splendido, sembra una vera e propria collezione di rocce di ogni tipo
immaginabile [...]
È stupefacente come Galilei esattamente 360 anni prima, servendosi del suo semplice
cannocchiale abbia descritto la superficie lunare così come apparve agli astronauti dell’Apollo 11
Giunto sulla Luna Neil Armstrong eseguì un esperimento in cui fece cadere una piuma e un
martello e osservò che giungevano sul suolo nel medesimo istante esclamando:
“Galilei was right”
DAL CANNOCCHIALE GALILEIANO AI TELESCOPI ORBITANTI
Il primo studioso a capire che l’osservazione delle stelle poteva essere migliorata sfruttando la luce che
esse irradiano fu GALILEI con il suo CANNOCCHIALE OTTICO (l’obiettivo è una lente
convergente), costruito nel 1609.
Nell’uso astronomico corrente se l’obiettivo del cannocchiale è uno specchio concavo lo strumento si
chiama TELESCOPIO, detto anche TELESCOPIO RIFLETTORE. Il primo modello di telescopio
riflettore fu realizzato nel 1668 da Isaac Newton.
Il 7 maggio 2009, le poste italiane per celebrare l’anno astronomico, nell’ambito del tema
“EUROPA”, hanno emesso due francobolli. Il primo del valore di 0,60 euro raffigura il
TELESCOPIO ITALIANO GALILEO (diametro dello specchio 420 cm ed entrato in
servizio nel 1983) situato sull’isola La Palma nelle Canarie (ad una altitudine 2370 metri) e,
sullo sfondo, una galassia dell’Universo vista dal telescopio. Il telescopio è collocato in un
edificio sormontato da una cupola, mobile su carrelli per consentire le osservazioni in ogni
direzione.
Il secondo francobollo del valore di 0,65 euro raffigura un satellite astronomico in orbita e a
destra un dettaglio del pianeta Terra. Solitamente i telescopi, protetti da una cupola, sono
posizionati in località di alta montagna con clima secco e lontani da città, per diminuire gli
effetti dell’atmosfera terrestre sull’assorbimento della luce e per essere lontani da fonti di
inquinamento luminoso dovute alla luce diffusa dall’illuminazione delle grandi città. Le
isole Canarie, le montagne del deserto dell’Arizona, le Ande in Cile, le isole Hawaii e poche
altre località sono le sole al mondo in cui è possibile porre telescopi ottici di grandi
dimensioni, che coinvolgono grandi investimenti di denaro e di ricercatori. Gli effetti
negativi dell’atmosfera terrestre sulle osservazioni astronomiche vengono ridotti o eliminati
con telescopi inviati a grandi altezze o addirittura su orbite intorno alla Terra (satelliti
astronomici).
NOI STUDENTI:
GABRIELE GIRELLI 5ALS
BOGDAN GROZA 3ALS
MATTIA MAGNONI 3ALS
DEL LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO
DELL’ISISS “CARLO ANTI DI VILLAFRANCA DI VERONA,
GUIDATI DAL NOSTRO INSEGNANTE DI FISICA PROF. ALFIO PENNISI,
ABBIAMO VOLUTO CELEBRARE GALILEI CON QUESTA SINGOLARE
RACCOLTA DI FRANCOBOLLI E CON QUESTO LOGO.
Il logo, oltre al primo piano di Galilei e del suo cannocchiale ottico,
riporta un disegno della superficie della Luna così come il fisico pisano
l’aveva osservata con il suo cannocchiale ottico.
La Luna volge sempre la parte illuminata verso il Sole; la linea che
separa la regione illuminata da quella buia, osserva Galilei nel suo
Sidereus Nuncius, non è uniforme, ma irregolare.
Sul disegno si notano anche dei punti illuminati nella zona buia, e delle macchie scure nella regione
illuminata. Allo stesso modo, sulla Terra le cime dei monti all’alba vengono illuminate dal Sole prima
del fondovalle. Queste prime testimonianze della presenza di montagne e vallate sulla Luna sono le
prime conoscenze ragionate del satellite terrestre. Importante anche la verifica del principio della
caduta dei Gravi che ha fatto esclamare all’americano ARMSTRONG: “Galilei was right”.
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I francobolli raccontano Galileo Galilei