Drammaturgia musicale Prof. Emilio Sala I semestre dell’a.a. 2014-2015 Argomento generale del corso: La bohème in prospettiva intermediale - Percorso A Di carattere istituzionale, riguarderà la “drammaturgia musicale” come campo d’indagine e come metodo di studio, riservando una particolare attenzione ai problemi dell’intermedialità. - Percorso B Affronterà la Bohème di Giacomo Puccini e la sua ri-mediazione attraverso tre regie dell’opera: quella di Franco Zeffirelli (1967), quella di Baz Luhrmann (1993) e quella di Stefan Herheim (2012). - Percorso C Si occuperà di tre trasposizioni dello stesso soggetto: La vie de bohème di Marcel L’Herbier (1945), il film con lo stesso titolo di Aki Kaurismäki (1992) e Rent, musical di Jonathan Larson (1996). Le indicazioni bibliografiche che seguono sono complementari agli appunti delle lezioni che vanno dunque intesi come parte integrante del programma. Gli studenti non frequentanti sostituiranno gli appunti con le integrazioni che si trovano alla fine di ogni percorso. I testi preceduti da un asterisco saranno raccolti a mo’ di dispensa e disponibili su Ariel (Drammaturgia musicale) e presso la copisteria di via Noto. Per il percorso A: a) Per definire il campo della “drammaturgia musicale” è importante possedere almeno alcune nozioni (preliminari) di semantica musicale da attingere attraverso lo studio di questo saggio: -*Jacques Nattiez, Musica e significato, in Enciclopedia della musica, diretta da J.-J. Nattiez, 5 voll., Torino, Einaudi, 2001-2005, II (2002), pp. 206-238. b) Lo stesso vale per un altro campo limitrofo, quello della retorica musicale, le cui figure e i cui topics corrispondono comunque a dei procedimenti di semantizzazione. Per un’introduzione a tale campo, propongo lo studio di questo contributo: -*Raymond Monelle, The Sense of Music: Semiotic Essays, Princeton, Princeton University Press, 2000, pp. 16-80 (The search for topics [cap. 2], Topic and Leitmotiv [cap. 3]), pp. 233-242 (Bibliography). Data l’importanza della retorica musicale vorrei consigliare la lettura di questo altro studio (obbligatorio solo per gli studenti non frequentanti): -*Frits Noske, The Signifier and the Signified. Studies on Operas of Mozart and Verdi (1977), trad. it. Dentro l’opera. Struttura e figura nei drammi musicali di Mozart e Verdi, Venezia, Marsilio, 1993, pp. 193-232 (cap. intitolato La figurazione musicale della morte). c) Un altro campo vicinissimo a quello della drammaturgia musicale è quello narratologico. Anzi, nella nostra prospettiva, la drammaturgia musicale presuppone la semantica e la retorica musicali, e comprende la narratologia musicale. Per un’introduzione all’approccio narratologico, propongo lo studio di questi due contributi: -*Carl Dahlhaus, Le strutture temporali nel teatro d’opera, in La drammaturgia musicale, a cura di Lorenzo Bianconi, Bologna, Il Mulino, 1986, pp. 183-193. -*Luca Zoppelli, L’opera come racconto. Modi narrativi nel teatro musicale, Venezia, Marsilio, 1994, pp. 11-24 (Raccontare e rappresentare), 77-91 (Il soggetto penetrato), 93-107 (Timbro puro ed evento psichico) e 123-132 (Ambiente e percezione dello spazio). d) Per quanto riguarda l’intermedialità e la drammaturgia musicale cinematografica raccomando lo studio di questi due lavori: -*Werner Wolf, The Musicalization of Fiction: A Study in the Theory and History of Intermediality, Amsterdam, Rodopi, 1999, pp. 35-50 (“Intermediality”: definition, typology, related terms [cap. 3]), pp. 243-260 (Bibliography). -Michel Chion, L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema (ed. orig. 1990), trad. it., Torino, Lindau, 2001, fino a p. 84 (solo i primi quattro capitoli). Per inquadrare meglio il discorso teorico di Wolf consiglio la lettura del primo capitolo di questo manualetto: -*Roberto Russi, Letteratura e musica, Roma, Carocci, 2005, pp. 11-28 (cap. intitolato Lo studio musicoletterario), capitolo il cui studio sarà obbligatorio per gli studenti non frequentanti. Integrazioni per i non frequentanti: -Carl Dahlhaus, Drammaturgia dell’opera italiana, Torino, EDT, 2005 (collana Risonanze). -*Frits Noske, The Signifier and the Signified. Studies on Operas of Mozart and Verdi (1977), trad. it. Dentro l’opera. Struttura e figura nei drammi musicali di Mozart e Verdi, Venezia, Marsilio, 1993, pp. 193-232 (cap. intitolato La figurazione musicale della morte). -*Roberto Russi, Letteratura e musica, Roma, Carocci, 2005, pp. 11-28 (cap. intitolato Lo studio musicoletterario). -Jay David Bolter e Richard Grusin, Remediation. Understanding New Media (1999), trad. it. Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, Milano, Guerini Studio, 2003, pp. 25-116 (Introduzione e Parte prima). Per il percorso B: a) Bisognerà innanzitutto dimostrare una buona conoscenza della Bohème di Puccini da ottenersi sia attraverso l’ascolto dell’opera e la lettura del libretto (e possibilmente dello spartito), sia attraverso lo studio di questi due testi: -*Michele Girardi, Giacomo Puccini. L’arte internazionale di un musicista italiano, Venezia, Marsilio, 1995, pp. 109-147 (cap. intitolato La poetica realtà della Bohème). -*Julian Budden, Puccini. His Life and Works (2002), trad. it. Puccini, Roma, Carocci, 2005, pp. 149-197 + 500502 (cap. dedicato alla Bohème + le note corrispondenti). b) Per le tre regie che verranno analizzate durante il corso, rimando allo studio di questi tre DVD: - La bohème, regia di Franco Zeffirelli, regia video di Wilhelm Semmelroth, direzione d’orchestra di Herbert von Karajan, produzione: Teatro alla Scala (video prodotto nel 1967 dalla Unitel, ora pubblicato in DVD dalla Deutsche Grammophon nel 2002). - La bohème, regia di Baz Luhrmann, regia video di Geoffrey Nottage, direzione d’orchestra di Julian Smith, produzione: Sidney Opera House (DVD pubblicato dalla Arthaus Musik nel 1993). -La bohème, regia di Stefan Herheim, regia video di Stein-Roger Bull, direzione d’orchestra di Elvind Gullberg Jensen, produzione: Den Norske Opera & Ballet (DVD pubblicato dalla Electric Picture nel 2012). c) Lo studio di questi tre casi di “opera in video” andrà svolto tenendo ben presente il seguente contributo che servirà da inquadramento teorico generale: -*Emanuele Senici, Il video d’opera “dal vivo”. Testualizzazione e “liveness” nell’era digitale, in «Il Saggiatore musicale», XVI/2, 2009, pp. 273-312. Integrazione per i non frequentanti: -*Marcia J. Citron, Opera on Screen, New Have, Yale University Press, 2000, pp. 20-68 (cap. intitolato A Stroll Through History). -La recensione di Adam Jahnke del DVD della Bohème di Luhrmann nel sito The Digital Bits: http://www.thedigitalbits.com/site_archive/reviews2/laboheme.html -*Le varie recensioni raccolte da Arman Schwartz in «The Opera Quarterly», XXIX/2, spring 2013, pp. 146-181. Per il percorso C: a) Per i tre casi di rifacimento/trasposizione che verranno esaminati durante il corso (i primi due cinematografici, il terzo a mo’ di musical), rimando allo studio di questi tre DVD (che andranno soprattutto ascoltati con estrema attenzione): -Marcel L’Herbier, La vie de bohème, film girato nel 1942 e uscito nelle sale nel 1945 (DVD pubblicato dalla M6 Vidéo nella collana “Les Classiques Français SNC” nel 2008). [N.B. Questo DVD è privo di sottotitoli sicché, se non conoscete il francese, vi consiglio di studiarlo per ultimo, quando avrete raggiunto una maggiore dimestichezza con la storia della Bohème e tutte le sue varianti.] Per quanto riguarda le musiche del film, esse sono tratte dalla Bohème di Puccini nell’arrangiamento a cura di Louis Beydts: ascoltatele con attenzione! -Aki Kaurismäki, La vie de bohème, 1992 (DVD pubblicato dalla Dolmen Home Video). In questa versione cinematografica sono programmaticamente escluse dalla colonna sonora le musiche di Puccini. I titoli di testa sono accompagnati da Damia che canta «Je revois encore», la scena finale e i titoli di coda da una canzone di Toshitake Shinohara, un musicista giapponese che vive in Finlandia, a riprova dell’importanza della musica popolare moderna nel film. -Rent, musical di Jonathan Larson (1996), regia di Michael Grief, regia video di Michael John Warre (DVD distribuito dalla Sony, 2009). Edizione video della versione teatrale originale («filmed live on Broadway»). b) Per inquadrare teoricamente le tre trasposizioni del Percorso C, propongo lo studio di questo articolo: -*Daniele Barbieri, Temi rimediati, in Remix-Remake. Pratiche di replicabilità, a cura di Nicola Dusi e Lucio Spaziante, Roma, Meltemi, 2006, pp. 175-196. Integrazioni per i non frequentanti: I tre capitoli dedicati al cinema francese in: -*Storia del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta, Torino, Einaudi, 2000, vol. III* (L’Europa: le cinematografie nazionali), pp. 279-321 (Richard Abel, Il cinema francese […], 1915-29), pp. 445-472 (Dudley Andrew, Cinema francese: gli anni Trenta) e pp. 473-499 (Jean-Pierre Bertin-Maghit, Cinema francese sotto l’occupazione […], 1940-45). -Patrizio Gioffredi, Aki Kaurismäki, Milano, Il Castoro, 2006. Per una contestualizzazione del musical di Jonathan Larson, rinvio al seguente studio: -Scott Miller, Inside Rent: http://www.newlinetheatre.com/rentchapter.html (tratto dal libro Rebels with Applause dello stesso autore, pubblicato nel 2001). Nota bene - Il romanzo di Henry Murger (Scènes de la vie de bohème), apparso a puntate negli anni 1845-1849, venne pubblicato in volume nel 1851 e tradotto in italiano con vari titoli nella seconda metà dell’Ottocento. Essendo la fonte letteraria da cui il nostro soggetto ha preso le mosse, consiglio a tutti di leggerlo. Per un utile prospetto dei principali motivi che da questo romanzo sono confluiti nell’opera di Puccini, si veda questo schema redatto da Lorenzo Bianconi: http://box.dar.unibo.it/files/didattica/Boheme_sinossi_romanzo-libretto.pdf - Si ricorda a chi non possiede una competenza musicale adeguata, prerequisito necessario per seguire in modo partecipato le lezioni, che esiste un laboratorio di Formazione musicale di base (I semestre) a cui rinvio tutti gli interessati: http://users.unimi.it/musica/ (accedi ai Laboratori nella sezione Didattica). - Si suggerisce a coloro che non sono già in possesso di una buona infarinatura storica di sostenere l’esame di Drammaturgia musicale dopo quello di Storia della musica moderna e contemporanea. Per coloro che intendono laurearsi in una disciplina musicologica, si consiglia di affrontare la Drammaturgia musicale dopo aver sostenuto l’esame di Storia del melodramma. - Infine, saranno disponibili, presso la Biblioteca di musica e spettacolo (via Noto 6, 2° piano), tutti i DVD in programma. - Per chi deve sostenere l’esame da 6 crediti, I modulo obbligatorio + II o III (a scelta). Buono studio!