L’ECO DI BERGAMO
DOMENICA 5 LUGLIO 2009
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SALUTE
Nuova influenza, l’Italia preparata ad affrontarla
Fazio esclude limitazioni ai viaggi per evitare la circolazione del virus
Studiato in Bergamasca il laboratorio del futuro
Ricerca tecnologica avanzata unita alla
informazione scientifica di elevato livello internazionale: è quanto hanno potuto constatare circa 200 medici, patologi, primari e tecnici di laboratorio giunti recentemente da tutta Italia alla settimana di presentazione del
«Il laboratorio del futuro» organizzato dalla
Diapath di Martinengo. A presiedere per due
giorni il corso «Argomenti selezionati su lesioni mesoteliali e su tumori dei tessuti molli» il prof. Thomas Krausz, direttore di Anatomia Patologica alla Chigaco University, docente considerato tra i massimi luminari al
mondo riguardo gli studi sul mesotelioma,
tumore maligno legato all’esposizione all’amianto. Il corso (accreditato dal Ministero
della Salute con ben 10 crediti Ecm per l’elevato valore scientifico) includeva la discussione di casi critici, mentre speciali sessioni hanno approfondito la diagnosi differenziale del mesotelioma maligno, i tumori ossei e cartilaginei dei tessuti molli e fornito gli
ultimi aggiornamenti sui tumori della guaina dei nervi.
Subito esauriti anche i posti disponibili sia
per il corso (7 crediti Ecm) tenuto Franco Fedeli, primario di Anatomia Patologica a La
Spezia, sia per la presentazione del «Laboratorio del Futuro»: un laboratorio all’avanguardia per la diagnosi precoce del tumore, le cui
apparecchiature sono state mostrate a tecnici di laboratorio e a medici di anatomia patologica e citologia, spiegate a piccoli gruppi da
un’equipe internazionale di ricercatori e addetti, facenti parte della gruppo Ventana Roche, di cui Diapath è rivenditore esclusivo in
Italia.
«Il laboratorio del futuro è un laboratorio altamente specializzato dove si ottiene il massimo grado di controllo di qualità, informatizzazione e velocità della diagnosi, in modo
da dare al paziente la massima cura, riducendo i tempi di attesa e quindi di stress, riducendo al minimo i rischi di errore poiché tutto è standardizzato, codificato con appositi
codici a barre che consentono in tempo reale di avere sott’occhio tutto l’iter procedurale» spiega Federica Bergamini, responsabile Marketing della Diapath, figlia del titolare Vladimiro Bergamini, 52 anni, che fondò
l’azienda nel 1997, dopo aver lavorato da sempre nel settore della diagnosi istologica e citologica dei tumori.
«Oltre a curare la produzione di reagenti e di
strumentazione, siamo l’unica azienda dotata di un laboratorio specializzato dove le piccole e medie strutture ospedaliere possono
portare i casi più complicati» aggiunge Vladimiro Bergamini. «La spinta verso la massima qualità e innovazione è dettata dai nostri competitor internazionali che sono statu-
PILLOLE
Alla Diapath di Martinengo ricerca tecnologica e informazione scientifica avanzata
■ Il laboratorio dell’Asl bergamasca rispetta tutti
gli standard previsti dalla normativa europea per
quanto riguarda le metodiche di analisi sugli alimenti. È questo, in sintesi, il significato del provvedimento con il quale, il 23 giugno scorso, il ministero della
Salute, attraverso l’Istituto Superiore di Sanità ha
iscritto il Laboratorio dell’Asl bergamasca nell’elenco di quelli “riconosciuti”.
Alcuni controlli sugli alimenti, infatti, possono essere fatti solo dai Laboratori riconosciuti dal ORL - Organismo di Riconoscimento Laboratori - che dipende dall’Istituto Superiore di Sanità. «È un ottimo risultato – ha commentato Roberto Testa, direttore generale dell’Asl di Bergamo – che premia il lavoro silenzioso ma quotidiano di decine di operatori. Un fiore all’occhiello non solo per l’azienda Sanitaria ma
per l’intera provincia di Bergamo, ottenuto con risparmi e oculatezza nelle spese. Spese che, come dimostra proprio il nostro laboratorio, se fatte bene portano efficienza e qualità. Lavorando in silenzio come
operano i bergamaschi, si raggiungono con volontà
i risultati».
«Dal 2003 – ha spiegato Pietro Imbrogno, responsabile dell’area del Dipartimento di Prevenzione cui afferisce il Laboratorio, diretto dal 2008 da Daniela Mendogni - il Laboratorio di Sanità Pubblica si è posto come obiettivo la riduzione degli sprechi e delle inefficienze nonché l’aumento della produttività. In questi
anni, infatti, sono più che raddoppiati i volumi ed il numero delle analisi. E tutto senza aumento di personale e di costi. Si è lavorato per aumentare la produttività e soprattutto la qualità delle analisi e dei processi». Il Laboratorio di Sanità Pubblica, nel quale lavorano 16 operatori, si trova nel complesso di via Borgo Palazzo 130 a Bergamo. Nel 2008 ha effettuato oltre 247mila analisi su campioni che vanno dagli alimenti (20.000 circa) , acque potabili e minerali (5.341)
, acque di balneazione comprese le piscine (4.834),
analisi per le determinazioni delle droghe (7.085) e poco più di 127.000 analisi sulle urine anche per individuare tracce di sostanze stupefacenti.
nitensi o giapponesi, dove la sanità è privata e i risarcimenti ai pazienti in caso di errore sono enormi».
La Diapath rappresenta così un esempio concreto della ricetta «innovazione e internazionalizzazione» che ha permesso all’azienda
martinenghese di essere appena sfiorata dalla crisi economica in atto: con un fatturato
complessivo di 22 milioni di euro, 25% di export verso l’Europa, Medio Oriente e Africa,
investimenti in ricerca dell’ordine del 10%,
Diapath conta attualmente 75 collaboratori
con succursali a Napoli, Roma, Bologna, di
cui 50 sono dipendenti presenti nell’azienda
BIOTECNOLOGIE PER RIGENERARE LE OSSA
■ Rigenerare le ossa con le biotecnologie, gestire in modo sempre più efficace le cellule staminali e affinare le tecniche per curare malattie dello
scheletro come la pseudoartrosi. Ma anche, e soprattutto, inquadrare le norme giuridiche ed europee relative all’uso delle biotecnologie e delle staminali nell’ortopedia e nella traumatologia. Sono
alcuni dei temi trattati in un convegno sul tema organizzato dall’Istituto Gaetano Pini di Milano.
«Con le biotecnologie, soprattutto nel campo delle protesi – spiega Bruno Marelli, primario II divisione chirurgica del Pini – si possono ottenere già
oggi ottimi risultati. Ad esempio per la chirurgia
protesica dell’anca, molto sviluppata nella nostra
divisione, possono evitare di prelevare tessuto osseo da altre sedi del paziente. È così possibile ridurre il tempo di intervento, evitare dolore e ulterio-
Al Laboratorio dell’Asl
l’ok del ministero della Salute
re disagio legato alla sede di prelievo e dare maggior beneficio e più garanzie al malato».
«Questo convegno è un esempio concreto di come
il sistema socio-sanitario lombardo dialoghi con il
territorio – dice Luciano Bresciani, assessore alla sanità della Regione Lombardia – interagendo efficacemente a livello nazionale ed internazionale. Affrontiamo giorno per giorno nuove sfide medicoscientifiche per mantenere e potenziare l’eccellenza e la qualità in sanità a favore dei cittadini, sempre con particolare attenzione alla garanzia della
sicurezza nelle cure. Per questo intendiamo incentivare un’utile diffusione e condivisione delle conoscenze e delle più recenti acquisizioni scientifiche,
sviluppando un circuito di comunicazione in rete:
il confronto è sempre utile, specie su temi così scottanti come quello innovativo delle biotecnologie».
di via Savoldini 71 a Martinengo, un’azienda
che spesso fatica a trovare manodopera qualificata. Cresciuta in modo costante dal 1997,
la ditta ha ottenuto nel 2003 il premio della
Camera di Commercio di Bergamo per l’innovazione tecnologica, mentre nel 2008 c’è stata la trasformazione in Diapath.
«Il valore aggiunto esclusivo di questa azienda è l’interesse nello sviluppare incontri scientifici di aggiornamento ad altissimo livello,
come dimostra l’accreditamento del Ministero della Salute e la partecipazione ogni anno dei migliori studiosi al mondo e di primari e patologi da tutta Italia» ha commentato il
direttore scientifico dell’evento, Franco Fedeli. Oltre alla qualità, notevole l’interesse
verso un innovativo rapporto con la scienza,
voluto dalla giovane Federica Bergamini, 27
anni, che per l’occasione ha trasformato gli
uffici e i corridoi della ditta in una mostra
d’arte: sulle pareti tra un laboratorio e l’altro sono stati esposti quadri dell’apprezzato
pittore bergamasco Gian Paolo Zanchi, mentre per molti medici la settimana è stata l’occasione per scoprire non solo un borgo medievale come Martinengo, ma la stessa Bergamo e una sempre ammirata Città Alta.
Diego Moratti
MALATTIE CONGENITE, GUIDA PER EVITARLE
■ Ogni 18 minuti in Italia nasce un bambino con
una malattia congenita. Un problema contrastabile solamente con informazione e prevenzione, secondo l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni (ASM), che per questo ha aggiornato il volumetto con il «Decalogo – 10 cose da fare per una
maternità serena», che con il supporto della Fondazione Cariplo verrà stampato con una tiratura di
800 mila copie.
Questo libretto – presentato a Milano dalla presidente di Asm, Marinella Di Capua, e dal presidente del comitato scientifico dell’associazione Domenico Arduini – è l’edizione aggiornata di quello voluto anni fa dallo scomparso professor Giorgio Pardi e ha lo scopo di informare le donne in attesa
su come avere dei bambini sani.
Nelle sue trenta pagine, il libretto invita le future
mamme a ragionare sui possibili rischi, ad accertarsi se sono protette da malattie pericolose per il figlio, a curare l’alimentazione e a non fumare. Inoltre, a evitare l’eccesso di alcolici, ad assumere farmaci solo sotto controllo medico, a informarsi sulle procedure che indicano il rischio di anomalie genetiche del bambino, e a valutare se sottoporvisi.
Alla Fondazione Cariplo il compito di finanziare anche la diffusione gratuita del volumetto, attraverso periodici dedicati alla salute, riviste femminili, la
sua distribuzione in diversi punti nascita del Paese
e negli studi dei 7500 ginecologi italiani. Inoltre, il
decalogo sarà distribuito nei diciotto Centri per
la famiglia del Comune di Milano, ai trentamila visitatori di «Bimbinfiera», in 77 punti vendita dei negozi Despar di Lombardia, Piemonte, Liguria e Val
d’Aosta.
Sclerosi laterale amiotrofica
nuove speranze dall’Epo
L’eritropoietina o «Epo», famosa per essere usata come doping nel mondo del ciclismo, potrebbe in futuro essere una speranza per i malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una malattia neurodegenerativa che colpisce in Italia circa 4 mila persone. La
notizia arriva da uno studio appena pubblicato dall’Istituto neurologico Besta di Milano. Gli scienziati usano comunque tutta la prudenza del caso: i dati ottenuti sono molto incoraggianti e permettono di far partire studi più approfonditi, ma non hanno ancora una
certezza statistica perchè condotti su troppi pochi
pazienti. I ricercatori del Besta, guidati da Giuseppe Lauria, hanno seguito per due anni 23 pazienti con
Sla: 12 di questi sono stati trattati con Epo in aggiunta a un farmaco standard (riluzolo), gli altri 11 hanno assunto solo riluzolo. In quest’ultimo gruppo, al
termine dello studio otto pazienti su 11 erano morti
o avevano avuto bisogno della tracheotomia, contro
i quattro su 12 del gruppo trattato anche con Epo.
«Questi studi servono per avere informazioni preliminari – dice Lauria – non si può ancora dire che questo è un farmaco per curare i malati. Ora vogliamo far
partire uno studio italiano multi-centrico che arruoli
150 malati, per capire se queste differenze che abbiamo visto sono vere o legate a fattori casuali». Il
nuovo studio, già disegnato, partirà a ottobre e costerà circa un milione di euro; i risultati sono attesi tra
un anno e mezzo. Il Besta ha già garantito il 60% dei
fondi, che permetteranno di mantenere indipendente la ricerca. Il restante 40% potrebbe provenire da
fondi dell’Aifa o del Ministero della Salute, così come dalle associazioni e da donazioni private.
Estratto da l'Eco di Bergamo del 5 Luglio 2009
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Studiato in Bergamasca il laboratorio del futuro