LETTERA X La X è argentata, scorbutica e un po’ arrogante. A volte moltiplica, altre volte… A volte moltiplica, altre volte diventa spaventosa o divertente. Un giorno si trasformò in un ragno di zucchero con quattro zampe e poi si appoggiò al muro facendo finta di dormire. Passò di là un maghetto di gomma col suo biberon e parcheggiò il suo triciclo proprio sotto di lei , per ciucciare un po'. La X pensò di spaventarlo . Disse:"sono il ragno di zucchero blu-argento e salto come una molla" Il maghetto rispose :"avvicinati, avvicinati, zuccherino , sono Ciuccione che ciuccia il latte, chi mi tocca diventa di gomma." "Ciuccia , ciuccia , io non ho paura" urlò la X e saltò giù. Il biberon che era magico si aprì e "splash" la X di zucchero atterrò nel latte . "Aiuto mi sciolgo come un ghiacciolo "gridò Il maghetto che era buonissimo la tirò su con la sua nuvola di spugna , l'abbracciò e la X si salvò. Nell'abbraccio però toccò il mago e diventò una gomma per cancellare . Da quel giorno si mise a spaventare le cose brutte che scappavano e si cancellavano Era riuscita a cancellare perfino la paura. L'ultima volta che maghetto ha visto la X correva veloce nel cielo . Scuola dell'infanzia "Andrea Pazienza", Vittorio Veneto, Treviso - Gruppo A: Angelo ,Emma, Federico, Francesco, Giovanni, Marta, Martina, Sara Lyn, Widane. La X correva veloce nel cielo di Mirò Quando l'orologio di nonno Munari segnò l'ora X , la X inciampò nell'aereo dell'arte . L 'arte finì per terra e la X cadde distesa sull'arte. I colori dell'arte schizzarono sulla città e finirono nei tubi dell'acqua. La X si alzò e pensò di lavarsi. Si lavò ma dai rubinetti usciva tutta acqua colorata e la X diventò così pasticciata di colori, da sembrare un quadro di pittori mescolati. Con tutti quei colori mescolati le girava la testa. "AIUTO" mi gira la testa gridò e cadde per terra . Si alzò e "Aiutooo" cadde ancora . Si rialzò e "Aiutoooooo" ricadde. Ogni volta che cadeva lasciava un' impronta di colore diverso . C'erano X dappertutto. Il pittore X tagliò un cerchio di carta e lo appoggiò sulla terra piena d'impronte. Ci passeggiò sopra :avanti indietro ,avanti indietro, avanti indietro. Girò Il foglio : era diventato un quadro di terra con X colorate. Scrisse il titolo :"Terra Con X" poi firmò Pittore X Siccome la terra gira ,il quadro si mise a girare Giro, girotondo ,alla X girava la testa, giravano gli occhi e girava anche il naso Giro, girotondo giro, girotondo "AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO" la X cascò nel mondo. Scuola dell'infanzia "Andrea Pazienza", Vittorio Veneto, Treviso - Gruppo B Anna, Antonio, Christian, Edoardo ,Gabriele M. Matilde, Margherita, Nicola ,Valeria, Vittoria. LA X cascò nel mondo e fini dentro il panino del detective Colla, che stava facendo merenda all'aperto . Prima di mangiarsela Colla pensò :"che stranezza , forse è una stella, proviamo a verificare" Provò a toccarla col naso :Ahi! pungeva quindi prova superata perché le stelle hanno le punte che pungono. Per essere sicuro controllò se brillava perché le stelle brillano. Tirò giu' la notte dal cielo ,la mise in un secchio ,aggiunse la x e contò fino a otto :no ,non brillava , non era una stella perciò prova non superata. Decise di farle i raggi X per vedere se si capiva cos'era ,guardandola dentro . Trovò al suo interno : una carota, un'arancia, una banana, un broccolo, una mela, un pesce, un albicocca, un pomodoro Di certo era una che non mangiava sciocchezze però chi era ? Provò a parlarle .Le chiese : come ti chiami ? X rispose :"NON SO" Dove abiti? "NON SO" Perché sei arrivata qua? "NON SO" Con cosa ti lavi ?NON SO" Hai caldo? "NON SO "Hai i denti ?"NON SO "cosa bevi ?" NON SO" Con cosa giochi? "NON SO "Dove dormi ?"NON SO "Ti piace dipingere? "NON SO" Stanco si distese su una panchina a gambe e a braccia incrociate vicino alla X. Visto che era caduta dall'alto decise di rivolgersi all'investigatore del cielo . Scrisse :caduta stranezza a braccia incrociate sul mio panino, sai dirmi chi è ? L''investigatore del cielo rispose :"Non ti preoccupare è X la mia aiutante che è scesa a cercare altri aiutanti . A guardare da qua sembra che li abbia già trovati :X più gambe incrociate, più braccia incrociate, fanno tre X . "Vedo tre X sedute in panchina ". Scuola dell'infanzia "Andrea Pazienza", Vittorio Veneto, Treviso – Gruppo C (Alex, Letizia, Denny, Eylem, Gabriele Z., Giulia, Joseph, Lara, Lisa, Marta T.) "Vedo tre X sedute in panchina ". Le tre x vanno a prendersi dei gelati e dei ghiaccioli. Poi si mettono a giocare nel parco e infine vanno a casa per bere una spremuta ed un thè. Quando hanno finito di bere vanno un po’ a dormire e quando si svegliano guardano un po’ di televisione : i cartoni, il telegiornale, la pubblicità e le previsioni del tempo. Poi ritornano al parco e si vanno a sedere nella panchina. Le tre X parlano, chiacchierano e prendono un libretto per disegnare e un libretto per leggere. Se lo passano, così tutte e 3 lo vedono e fanno una foto da mettere nella loro camera. Ma poi passa un vigile che le fa sparire, le porta in prigione. Le tre X cercano di scappare usando un trapano e un coltello. Fanno dei buchi nella prigione e scappano fuori. Poi usano delle scale attaccate bene bene per uscire, e salgono sulla loro macchina che si chiamava Ferrari e poteva correre veloce ma schiacciano un bottone rosso e una molla le fa saltare dentro il camino della loro casa. Nel camino c’era il fuoco che era stato acceso con tanti fiammiferi e chiuso con un portone. Le tre x si stavano bruciando come nella storia dei tre porcellini. Poi incontrano le piante che mangiano gli insetti e le mangiano perché pensavano che fossero degli insetti. Ma arrivano altre x che le aiutano a scappare perché da una parte ci sono le piante e dall’altra la polizia, allora loro corrono in mezzo. Trovano un uovo di Pasqua e se lo mangiano ma dentro c’era una bomba e le tre x esplodono. Dopo, i porcellini le ricostruiscono e costruiscono anche delle case per le tre x ma arriva il lupo che soffia sulle casette per mangiarle. Il vigile però scappa dalla prigione, va dalle x e le riporta in prigione. Scuola dell’Infanzia “Via Dei Mille”, Conegliano, Treviso Il vigile però scappa dalla prigione, va dalle x e le riporta in prigione. Nei giorni successivi i titoli dei giornali non facevano altro che nominare l’improvvisa scomparsa delle X; se ne parlava al telegiornale come notizia d’apertura; i matematici e gli scienziati erano allarmati perché le espressioni e le formule non avevano più senso, né davano un risultato; le persone comuni sentivano la mancanza di quelle lettere perché cominciavano a parlare in modo strano, mentre i bambini e i ragazzi erano entusiasti perché non dovevano più studiare le regole algebriche e alcune parole diventate impronunciabili si prestavano a essere scherzosamente storpiate con effetti comici. La permanenza delle X in carcere fu prolungata e durò fino a quando Liberato De Archimedibus (uno scienziato malvagio ricercato dalla F.I.C.S.M., ovvero a Federazione Internazionale Contro gli Scienziati Malvagi) pagò la cauzione per loro perché voleva impiegarle per un suo esperimento. Erano anni che lo scienziato cercava di prendere il controllo della Terra, ma fino ad allora ogni suo sforzo era risultato vanno. Questa volta invece il suo piano malefico era quello di creare una formula matematica così potente da rendere schiavi tutti gli umani e porli sotto il suo controllo e per questo una volta liberate le X le condusse nel suo laboratorio. Durante la notte una X insonne sentì lo scienziato farneticare del suo piano mentre lavorava con strane pozioni, cosi senza perdere altro tempo corse ad avvisare le sorelle, che pensarono di chiedere aiuto alle Y. Insieme ebbero l’idea di far impazzire De Archimedibus, il quale, poiché nessuna certezza matematica era più possibile a causa del disordine delle formule, per la disperazione si lasciò cadere in un buco nero e fu risucchiato nello spazio. Grazie al coraggio e alla prontezza delle X era stata evitata una catastrofe mondiale. Le X vennero osannate e portate in trionfo. Nacque perfino una Fondazione culturale , l’Xismo, e il presidente in una cerimonia ufficiale premiò tutte le X con una medaglia. Grazie alla medaglia le X si sentirono importanti e ritornarono volentieri a svolgere il ruolo tra le parole e nelle espressioni algebriche. Scuola Media Statale di Oderzo, Treviso – classe III E Le X erano davvero contente di aver vinto tante medaglie. Erano così contente che non facevano altro che vantarsi. “Oh, guarda come mi sta bene questa medaglia!” diceva una X “Come luccica questa medaglia!” ribadiva un’altra X “Io sono molto più brava di te!” ribatteva un’altra X alle lettere dell’alfabeto. Così le X continuavano a darsi tante arie e si sentivano importanti da desiderare di vincere molte altre medaglie…tantissime medaglie, e arrivarono addirittura a stabilire altre gare, sempre più competitive. Le altre lettere è per un po’ stettero al gioco e parteciparono alle gare, ma poi si stancarono e una dopo l’altra decisero di andarsene. Le X allora rimasero da sole, ma la loro voglia di vincere medaglie non diminuì, anzi diventarono così competitive che iniziarono a gareggiare tra loro. Formarono della squadre (X1, X2, X3….) e si prefiggevano obiettivi sempre più alti. Così anche tutte le X cominciarono a litigare. Litiga., litiga, litiga…ormai non se ne poteva proprio più. Fu così che la X minuscola inciampò in un sassolino e iniziò a rotolare, trascinandosi dietro tutte le X. Rotola, rotola, rotola, le X fecero un salto nel passato e diventarono numeri romani. Rotola, rotola, rotola, le X fecero un salto nel passato e diventarono numeri romani. Le X non avevano ben capito cos’era successo, ma provavano ad inserirsi nelle parole e ogni volta venivano mandate via dalle altre lettere. Non riuscivano proprio a capire il perché, ma nessuna parola aveva bisogno di loro. Iniziarono così a guardarsi intorno, negli specchi, nelle vetrine, nelle pozzanghere, ma non vedevano niente di strano, finchè alzando lo sguardo verso l’alto videro che nel’orologio del campanili alcuni numeri somigliavano proprio a loro. Così guardandosi attorno capirono di essere diventati numeri romani. Le X ormai non erano più lettere, ma numeri…e per di più numeri romani. Ormai non sapevano più che cosa fare, perché non potevano più formare delle parole. E ora che erano diventati numeri a chi potevano servire? Cosa potevano fare? Allora le X provarono a mettersi tutte vicine, per vedere cosa succedeva e…venne fuori un codice: XxXXxXxxxX Cosa potevano fare le X ora che combinandosi avevano creato un codice? Collegio “Brandolini Rota”, Oderzo, Treviso Cosa potevano fare le X ora che combinandosi avevano creato un codice? Le X pensarono di fare qualcosa, per esempio formare una parola, ma il codice che avevano creato non formava nessuna parola che avesse senso per questo tutte insieme, anche se unite, si sentivano da sole e diventarono tristi. Il capo di tutte le X pensò di andare a chiedere consiglio al Grande Oracolo Onnipotente Giusto Luminoso ed Eterno. Giunto all’oracolo pronunciò una formula magica e dopo qualche istante apparvero su un grande schermo una miriade di codici con la lettera X: moltiplicazioni, numeri romani, eroi dai poteri incredibili, segnali stradali, mappe del tesoro, videogiochi e altro ancora. Il capo delle X fu felice di vedere che il codice aveva funzionato così tornò al villaggio contento di poter dare loro la bella notizia. Il giorno dopo riunì tutte le X nella grande sala e annunciò loro che la X non era l’unica lettera dell’alfabeto, ce n’erano tante altre e di tante forme con cui potevano combinarsi e creare nuove parole. Questo significò molto per le X che da quel giorno vissero felici con tutte le altre lettere. Scuola Primaria “G. Parise”, Oderzo, Treviso