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Promessa scout:
Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio per:
compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese;
aiutare gli altri in ogni circostanza;
osservare la legge scout.
Legge scout:
La guida e lo scout:
1. pongono il loro onore nel meritare fiducia;
2. sono leali;
3. si rendono utili e aiutano gli altri;
4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout;
5. sono cortesi;
6. amano e rispettano la natura;
7. sanno obbedire;
8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
9. sono laboriosi ed economi;
10.
sono puri di pensieri, parole ed azioni.
2
“Il pastore di renne”
Dove siamo: in Lapponia
Introduzione :Al centro della vicenda è la vita dei Lapponi, una vita che è sempre ed
essenzialmente un dramma nel quale il popolo dei Sami ( che vuol dire uomini) ha ruolo di
antagonista tenace di una natura avara e infida che rivendicava a sé il ruolo di
protagonista assoluta. I magri pascoli costringono i Lapponi e le loro mandrie di renne a
una vita di stenti fra il campo estivo e gli altopiani, finché non si annunzia l’inverno con il
suo gelo e le sue interminabili tenebre. Il protagonista di “Pastori di renne” è un ragazzo
svedese, Hendrik, capitato per caso, o meglio per disgrazia, inseguito a un incidente
aereo, in una delle ultime comunità di Lapponi nomadi. La forzata permanenza presso una
famiglia che lo ospita lo spinge ad accendersi di sincera ammirazione per quel popolo che
comprende essere uomini nel senso più nobile a alto della parola: uomini laboriosi,
frugali,modesti, eroici … . Il giovane Handrik arriva a queste conclusioni attraverso
molteplici esperienze, e cioè attraverso fatti e avventure, attraverso la condivisione
quotidiana della vita della famiglia. (La famiglia che lo ospita è composta dal capofamiglia
Lars, dalla moglie mamma Inka, dal figlio Mikkel e dalla vecchia nonna).
Il creato che ci circonda…
Handrik si mosse cauto, e curvo camminò a
lungo tra gli alberi. Fu sul punto di chiamare
aiuto, ma chi lo avrebbe sentito? Forse gli orsi
soltanto. Inciampò, cadde si rialzò.
Quando le sue gambe si furono mutate in due
pezzi di legno pesante e rigido, cadde di nuovo
senza più la forza di rialzarsi. Ebbe la sensazione
che qualcuno da sotto terra gli battesse forte,
come un martello sul cuore. Sollevò il capo e
vide di essere presso uno stagno nel quale si
riflettevano brevi alture, alcune fra le cento e
cento che forse si frapponevano ancora fra lui e
la sua mèta. Allora, sconsolato, col visto premuto
nell’erba, si mise a piangere. Nel silenzio
immenso di quella natura selvaggia i suoi
singhiozzi erano smorzati, soffocati, come provenienti dalle profondità della
terra. Ora si che era veramente solo. Forse anche Dio lo aveva abbandonato.
A un tratto, fra il velo delle lacrime, vide il disco rosso del solo poco sopra la
linea dell’orizzonte. Era il solo di mezzanotte. Tutta la natura intorno pareva
tinta di rosa e orlata d’argento. Hendrik si sentì rincuorato dinanzi a quello
spettacolo. Non si sentiva più solo.
Una carezza gelida gli sfiorò il volto. Vide una nuvola lunga e sottile tagliare in
due la sfera del sole che pareva in procinto di tramontare dietro la curva
ondulata dell’orizzonte.
Era come accecato da quella visione, ma non sapeva staccarne gli occhi.
Ora il sole sprizzava innumerevoli fiammelle e lanciava nel cielo fiotti di luce
stranamente azzurra. Il cielo, lo stagno, i monti, la neve copriva le vette più
alte, tutto aveva assunto l’aspetto di un immenso palcoscenico illuminato da
prodigiosi riflettori.
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E il sole non scomparve: nei pochi minuti che seguirono ricominciò a salire. Un
giorno era finito e un altro ne cominciava.
In quell’attimo, come non mai, Handrik avvertì l’infinita presenza di Dio.
Un soffio di vento, più freddo e più forte, increspò lo specchio d’acqua che si
estendeva ai sui piedi e rifletté una in una miriade di cristalli i raggi radenti del
sole.
E nel nostro cammino … incontriamo l’infinita presenza di DIO
Si racconta che un pittore voleva trovare a tutti i costi un volto adatto per ritrarre Gesù.
Ogni volta che ne trovava uno, dopo averlo dipinto, al mattino lo trovava sempre rifatto con
le sue sembianze. Per quante volte il pittore lo dipingesse diverso, sempre scopriva che il
volto di Gesù era rifatto ad immagine di quello del pittore. Una notte Gesù gli apparve e gli
disse:”Non capisci che io sono in ogni uomo,quindi anche in te? Un asiatico,un africano,un
esquimese ha diritto a dipingermi con i suoi lineamenti perché io sono in loro.”
Questo racconto ci introduce ad un’altra riflessione: Dio è presente nel creato, a partire
dalla più piccola sostanza vivente fino ai più giganteschi esemplari di creature.
Il moscerino più minuscolo,anche se qualche volta ci dà fastidio, ci ricorda la infinita
precisione della vita: in uno spazio estremamente miniaturizzato si scoprono gli strumenti
che permettono di muoversi, volare, nutrirsi, fare luce (come le lucciole) , fare un servizio
ecc..
Un elefante o una balena ci ricordano la sterminata forza che emana dalla natura: davanti
alla loro massa tutti si sentono piccoli e indifesi. Con la loro presenza,Dio ci ricorda che
siamo ben poca cosa nei confronti del creato. Anche un albero dal diametro di 50 metri,
come certe sequoie del Parco dello Yellowstone fanno sì che ci ricordiamo della nostra
brevissima esistenza: loro hanno impiegato secoli e secoli per arrivare dove sono arrivate
e noi ci lamentiamo per le attese di pochi minuti
B.P. si può considerare l’eroe mondiale dell’amore alla natura. Chiunque pensa agli
scouts li immagina immersi nel creato come se fossero una parte fissa di esso. E’ un
onore che il mondo ci fa e che noi abbiamo sintetizzato nel punto della Legge scout:”Lo
scout e la guida amano e rispettano la natura”.
La Creazione
Genesi 1,6-8 e 14-19
Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque
per separare le acque dalle acque”. Dio fece il
firmamento e separò le acque, che sono sotto il
firmamento, dalle acque, che son sopra il
firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il
firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo
giorno. […] Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento
del cielo, per distinguere il giorno dalla notte;
servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni servano da luci nel firmamento
del cielo per illuminare la terra”. E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce
maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le
pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per
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separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina:
quarto giorno.
Orgoglio che divide
- Hendrik, - disse allora mamma Inka con dolcezza, -vedi, questa gente, a
noi non ci vuol bene … bene- .
- Perché non dici che ci disprezzano, che ci odiano?- si voltò a lei la
vecchia nonna con impeto. –E che noi non sopportiamo il loro odio e il
loro disprezzo?- Ti prego, mamma non dire questo … - Taci! – le intimò la vecchia. –Vorresti negare che da quando siamo in
questa terra ci sentiamo come degli intrusi? Non avessimo mai
abbandonato il nostro fiordo!- terminò borbottando.
- Sai, Hendrik,- disse mamma Inka dopo una pausa, -noi eravamo
pescatori. Per te questo vuol dire poco o niente, ma qui tra noi ha la sua
importanza. Ci sono i “lapponi dei boschi” e ci sono i “pescatori”. Come
due caste, capisci, come due mondi divisi. I ricchi proprietari di mandrie
e … i pescatori, povera gente. E noi eravamo pescatori. Avevamo una
barca di nostro, si viveva-. Sembrava che le parole le uscissero a stento,
che le facessero male dentro. Continuò: -In un giorno di furiosa
tempesta la nostra barca fece naufragio… Ricominciare? Col rischio di un
nuovo disastro, forse … Decidemmo di emigrare. Vendemmo la casa, le
reti e il pesce salato messo insieme in due anni di fatiche, e col ricavato
comprammo un branchetto di renne… quelle che hai visto. Da allora
siamo entrati a far parte dei lapponi dei boschi, ma tutti sapevano che
eravamo pescatori -.
- E così cominciarono le nostre disgrazie!- La interruppe la vecchia con
voce dura e cattiva.
- Disgrazie,- disse sommessa mamma Inka- che forse abbiamo voluto.
Quando ci unimmo a questa comunità fummo ben accolti -.
- Sicuro,- sibilò la vecchia con astio, -ma con un
senso di commiserazione che io non ho mai
tollerato!-.
- E il male è nato forse proprio da questo- disse
mamma Inka.
- Già perché secondo te avremmo dovuto
inchinarci a loro, mendicare comprensione e
amicizia, farci calpestare!-.
- Nessuno ci avrebbe calpestato… se non
fossimo staccati volontariamente da tutti, se
avessimo dato loro la possibilità di conoscerci e
stimarci, se per uno sciocco orgoglio, il tuo
orgoglio … - E’ l’orgoglio della nostra razza! –la interruppe la vecchia con una specie
di furore, -che nessuno deve dimenticare, e che non sopporta la continua
umiliazione!-.
Mamma Inka, che sembrava pentita di aver osato troppo, abbassò il capo:
- Del resto è storia vecchia, ormai è inutile… 5
Richiesta di aiuto
Lars si abbandonò sfinito sotto la tettoia costruita in fretta per riparare le renne
morenti. Rivolto il viso verso il cielo nero e basso, chiuse gli occhi. Avrebbe
voluto dormire, ma il pensiero gli correva alla renne perdute, che giacevano
morte tra i tronchi trascinati con tanta fatica; e alle renne che stava per
perdere e che sentiva respirare fiocamente. Lars avrebbe abbandonarsi a un
gran pianto di rabbia e di disperazione come se accettasse l’accusa. Si, era lui
che aveva sbagliato nel volersi tramutare da pescatore in pastore di renne
senza averne, forse, la capacità.
Hendrik, senza una parola, sollevò l’uscio ed entrò nella tenda di Johan. Il
vecchio, seduto al suo solito posto, aveva pipa spenta in bocca; sua moglie,
distesa nel suo giaciglio, con le mani incrociate sul petto, mormorava
preghiere. All’entrare del ragazzo tacque e Johan, con un gesto, fece cenno
Hendrik di sedersi.
- Muoiono- disse il ragazzo dopo un lungo silenzio.
Johan annuì. – Quante? – domandò poi.
- Non so. 5, forse di più. E altre stanno morendo.
- Prevedevo che sarebbe stata dura, - sospirò il vecchio,- ma non così.
Comunque posso dirti finirà presto.
- Volete dire che il gelo…
Johan annuì di nuovo. La gioia che Hendrik provò fu di breve durata.
- Anche se finisce, - mormorò di nuovo cupo, - prima che il muschio torni
ad apparire, le renne continueranno a morire e la mandria di Lars sarà
distrutta.
- E le riserve? Tutte esaurite?- Tutte fino all’ultimo lichene- Lo avevo immaginato. Lars è forte, ben pochi avrebbero resistito alla sua
fatica.Ma il gelo è stato più forte di lui. Peccato-.
Handrik si inginocchiò accanto al vecchio, gli prese una mano.
- Johan, vi prego bisogna fare qualche cosa- Che cosa ragazzo?- Il vecchio guardava lontano. –E’ dura per tutti, cosa
credi? Noi siamo in molti, però molte sono anche le nostre renne-.
- Voi avete ancora delle riserve- E con questo? Non siamo spensierati e orgogliosi pescatori, noi!A quelle parole dure Handrik chinò il capo e piano piano si allontanò,
sconfitto.
- Vuoi bene a quella gente?Handrik fece di si con il capo. – Sono la mia famiglia, ora -.
- Perché non è venuto Lars a chiedere aiuto?- Non ha osato, credo-.
- Il solito orgoglio-.
- No, no, vi posso assicurare che non è così. Vergogna, forse, di essere
deriso … per non aver saputo resistere, di non essere stato abbastanza
previdente … -
6
Johan trasse alcune boccate e osservò attentamente il fumo salire denso e
azzurrino; mise una mano sul capo di Handrik.
- Va, va da Seven. E’ nella stalla. Digli che ti mando io … E digli da parte
mia che, tanto, presto pioverà …
Poco più tardi Lars avvertì un rumore insolito fuori dal recinto, come dei
passi sulla neve. Uscì fece appena in tempo a scorgere due ombre che
rapidamente si dileguavano. Che cosa stava succedendo? Che voleva quella
gente? Forse assistere alla sua rovina?
Ma assuefattosi al buio gli occhi caddero su qualche cosa abbandonato li
accanto. Era un sacco gonfio e leggero, vi immerse una mano e ne trasse
un pugno di muschio profumato.
E nel nostro cammino… INCONTRO GESU’ IN CHI MI VIENE IN AIUTO.
Chiunque viene in aiuto di un altro,anche se non ci pensa, manifesta sempre
l’immagine
di
Gesù.
Nel Vangelo di San Luca,al capitolo 33,dal versetto 33 in poi,si parla di un Samaritano
che porta aiuto ad un ferito e Gesù che dice:”Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.
La parabola del Buon Samaritano.
Chi sono per noi,oggi, i “feriti” che possiamo incontrare nella vita e che dobbiamo
aiutare? (facciamo qualche esempio…. Vicino a noi!)
Anche il nostro fondatore ,Baden Powell (BP) , “si fermò lungo la strada” come il buon
samaritano:
- un giorno,passeggiando con un amico dopo essere tornato da Mafeking come
trionfatore, vide sulle sponde del Tamigi dei ragazzi che bevevano,
fumavano,bestemmiavano, lanciavano sassi contro i passanti. BP vide la scena, ci
rimase male ma non disse:” Lo Stato deve fare qualcosa”,bensì: “IO DEVO fare
qualcosa per cambiare queste persone”. Pochi anni dopo, il 15 luglio 1907,
sbarcava assieme a 22 ragazzi sull’isola di Brownsea e dava vita a quella stupenda
avventura che è lo scautismo. Oggi siamo più di 30 milioni nel mondo;da quel
lontano 1907 oltre 300 milioni di persone hanno potuto dire con orgoglio:”Io sono
scout”.
Chiunque aiuta un altro deve vedere in lui il volto di Gesù,altrimenti si illude di ricevere
la riconoscenza . Questa purtroppo non arriva sempre , ma un cristiano non si arrende
perché sa che qualsiasi cosa si compia per il prossimo la si fa a Gesù.
Nella Promessa scout diciamo:”Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di aiutare gli
altri in ogni circostanza”. E’ un impegno ed un vanto che non dobbiamo dimenticare.
Anche nel 3° punto della Legge scout noi troviamo scritto che “Lo scout e la guida si
rendono
utili
ed
aiutano
gli
altri”.
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Amicizia
Questa volta il disgelo giunse davvero. Piovve per circa una settimana di
seguito una pioggia tiepida e leggera, la neve ingrigì, divenne poltiglia, si
sciolse in rivoli gorgoglianti che gonfiarono il ruscello fino a farlo straripare.
L’accampamento si era trasformato in una specie di acquitrino dove i piedi
affondavano nella melma, ma nessuno se ne lamentava.
Come la pioggia smise di cadere e il sole riapparve aggrondato e quasi
scontroso tra un arruffio di nuvole violacee, si rivelarono più evidenti operati
dal lungo inverno: le renne sembrarono
più magre e deboli, rotte e cadenti le
palizzate dei recinti, corrosi dal gelo i
finimenti delle slitte. Ma diverso ormai
era lo spirito con cui ci si apprestava a
riparare quei guasti e ad affrontare le
nuove difficoltà: il sole si presentava
sempre più alto sull’orizzonte, in una
prospettiva di giorni sempre più chiari,
lunghi e tiepidi. E il disgelo era giunto
anche nei cuori.
Era questo che sembrava
rallegrare
Hendrik più di tutto. La solidarietà dei
Sami aveva vinto, aveva abbattuto la muraglia fredda dell’orgoglio e ora si
manifestava in tutto il suo calore. Prima, la tenda di Lars gli sembrava un’isola
circondata da ghiaccio, angusto lo spazio dove lui gli altri della famiglia
potevano muoversi. Ora il ghiaccio era scomparso e aveva rivelato insospettate
lingue di terra dove passavano sentieri che si chiamavano “amicizia”,
“comprensione”, “altruismo”. Il pensiero che fosse stato lui e non il sole a
vincere quel ghiaccio, non inorgogliva Hendrik, anzi non lo sfiorava neppure.
L’importante - e in ciò era il segno più evidente del suo affetto per la famiglia
che lo ospitava, cresciuto a dismisura durante l’inverno- era per lui vedere dei
volti tornati finalmente sereni, e la consapevolezza che Lars non si sentiva più
solo, che il suo coraggio e la sua abnegazione gli avevano finalmente
conquistato
la stima e simpatia degli altri. Lars ormai non era più un
pescatore; era un pastore di renne entrato con parità di diritti e di doveri nella
comunità.
E nel nostro cammino… INCONTRO GESU’ NELLA COMUNITA’ CRISTIANA.
Oggi impariamo a vedere Gesù non soltanto nella natura,nella Bibbia,nel mondo intero
ma
dentro
la
comunità
cristiana,quella
che
poi
forma
la
Chiesa.
Negli Atti degli Apostoli,dal versetto 32 al 35 del quarto capitolo si legge che i primi
cristiani si volevano tanto bene ed erano così uniti che la gente li ammirava senza limiti e
diceva:”Guarda come si vogliono bene! Sono poveri, hanno appena il sufficiente per
mangiare eppure nessuno di loro rimane solo e abbandonato. Cosa li spinge a
comportarsi
così?”
E’ vero: se il mondo crederà in Gesù non sarà per i miracoli ma per la testimonianza
piccola da tutti i giorni. Solo così finiranno le guerre e regnerà la pace.
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Anche BP credette nella comunità scout: quando ,nel 1907, sbarcò a Brownsea per il
primo campo scout della storia aveva con sé ragazzi delle più diverse estrazioni
sociali:ricchi e poveri,nobili e semplici borghesi,studenti e operai. Quando poi ,nel 1920
,inventò il Jamboree (definita da lui scherzosamente :“Marmellata di ragazzi”) esigette che
potessero venire da tutto il mondo anche i ragazzi che erano sotto il potentissimo impero
britannico:per BP non contava niente che fossero bianchi o no,europei o asiatici: era nata
la comunità mondiale degli scouts che oggi conta più di 30 milioni di aderenti.
Noi scout cristiani cattolici abbiamo la fortuna di vedere che lo scautismo applica con i fatti
quello che il Vangelo ci insegna.
Alcune preghiere, canti …
Preghiera dell’Esploratore e della Guida
Signore, ci hai donato il corpo
perché sia sempre la tua dimora,
piena di gioia e di speranza.
Ci hai donato la mente,
per cercare nelle piccole e grandi cose
il senso della nostra esistenza.
Ci hai donato il creato e la natura,
per dirci che uno solo è il Creatore
e che a lui tutto deve ritornare.
Ci hai donato tanti amici,
per vivere la comunità
e operare un mondo migliore.
Ci hai donato la vita,
perché possiamo liberamente consumarla
a servizio di chi ha più bisogno.
Per tutto questo, grazie, Signore!
Preghiera dell’Esploratore
Fa’, o Signore, che io abbia le mani pure,
pura la lingua, puro il pensiero.
Aiutami a lottare per il bene difficile
contro il male facile.
Impedisci che io prenda abitudini
che rovinano la vita.
Insegnami a lavorare alacremente
e a comportarmi lealmente
quando tu solo mi vedi
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come se tutto il mondo potesse vedermi.
Perdonami quando sono cattivo
e aiutami a perdonare coloro che non mi trattano bene.
Rendimi capace di aiutare gli altri
quando ciò mi è faticoso.
Mandami le occasioni di fare un po’ di bene ogni giorno
per avvicinarmi di più al tuo divin Figlio Gesù. Amen.
Preghiera della Guida
Signore, insegnami ad essere generosa,
a servirti come lo meriti,
a dare senza contare,
a combattere senza pensiero delle ferite,
a lavorare senza cercare riposo,
a prodigarmi senza aspettare altra ricompensa
che la coscienza di fare la tua santa volontà. Amen.
QUANDO IL PRIMO SOLE
Quando il primo sole in alto si levò
vide uno spettacolo e si innamorò
questa nostra terra, vista da lassù,
sembra un mare verde, con un mare blu vicino.
Che paradiso che è voglio che viva, che viva,
che tutto passi e tutto torni;
Che paradiso che è voglio che viva, che viva,
per sempre così
Un delfino un giorno disse: "Tu chi sei?"
"Sono una colomba, so volare sai?"
"Ed allora dimmi: cosa vedi tu?"
"Vedo un mare verde con un mare blu vicino ..." [rit.]
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FRA LE TENDE SCHIERATI
Signor, fra le tende schierati
per salutar il dì che muor,
le note di canti accorati
leviamo a te, calde d'amor.
Ascolta tu l'umil preghiera
che d'aspro suol s'ode innalzar
a te, cui mancava la sera
un tetto ancor per riposar.
Chiedon sol tutti i nostri cuori
a te sempre e meglio servir.
Genufletton qui nel pian i tuoi esploratori.
Tu dal ciel, benedicili, Signor.
Camminiamo incontro al Signore
Camminiamo incontro al Signore,
camminiamo con gioia:
Egli viene, non tarderà,
Egli viene, ci salverà. (2x)
Egli viene: il giorno è vicino
e la notte va verso l'aurora.
Eleviamo a Lui l'anima nostra,
non saremo delusi. (2x)
Egli viene, vegliamo in attesa,
ricordando la sua parola.
Rivestiamo la forza di Dio
per resistere al male. (2x)
Egli viene, andiamogli incontro,
ritornando su retti sentieri.
Mostrerà la sua misericordia,
ci darà la sua grazia. (2x)
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