GuarireStudiandO
Notiziario dei ragazzi della Scuola in Ospedale di Verona
Giovani giornalisti in corsia
POETI IN CORSIA...
Il Carnevale in rima
A carnevale mi vesto da Zorro,
con un vestito nero,
Spada e cappello,
Coriandoli e stelle filanti
Lancio addosso
A tutti i partecipanti.
Leonardo, anni 6
E’ da poco passato il Natale,
E già nell’aria si respira il
Carnevale;
Tolte dall’albero le colorate
palline,
Già ci attorniamo di vivaci
mascherine.
Rosso, arancione, verde,
blu,
ma la magia più bella,
Bambino mio,
Me la dai tu.
Antonella
( mamma di Matteo anni 8)
E’ ARRIVATO IL CARNEVALE!!!
COME TI MASCHERI QUEST’ANNO?
RACCONTA DENIS…
Dopo l’alluvione del mio paese (Monteforte), non so ancora quale
maschera o quale vestito metterò, perché è stato deciso in questi giorni che, nonostante l’alluvione, il carnevale sarà fatto.
Sabato mi incontrerò con i miei amici, perché vogliamo fare un
gruppo e vestirci tutti uguali.
Speriamo che tutti possano dimenticare il 1° novembre e passare
un bel carnevale!
Denis. Anni 13
RACCONTA DAMIANO…
Quando ero piccolo mi vestivo sempre a Carnevale da Zorro o da
Topo. Ora che sono in prima media non mi piace più travestirmi
perché mi sento grande e non mi interessa più di tanto.
Damiano anni 11
GuarireStudiandO
All’interno:
Notiziario dei ragazzi frequentanti la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado IC 9 Valdonega sede esterna presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona O.C.M.
Borgo Trento
ANNO 5 NUMERO 2
IN REDAZIONE: alunni e insegnanti
Insegnanti: Biasin Paolo, Blasi Francesca, Bovo Emanuela,
Comerlati Mirta, Tiziani Emanuela
Il Carnevale
E’ arrivata la primavera
Anche quest’anno il maggio scuola
Responsabile editoriale: Blasi Francesca
Per inviare elaborati puoi scriverci a:
[email protected]
CARNEVALE
Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi
“Colombina,” dice, “mi sposi?”
Gianduia lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “E’ Carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.”
(G.Rodari)
PANCAKES: Frittelle americane
Ingredienti:
• 200 gr di farina
• 2 cucchiaini da tè di lievito in polvere
• 1/2 cucchiaino da tè di sale
• 1 cucchiaio di zucchero
• 2 uova
• 250 ml di latte
• 3 cucchiai di olio di semi vari
Unire: farina, lievito, sale e zucchero e mescolare. In un
altro recipiente medio battere i bianchi d'uovo finchè
diventano consistenti. In un terzo recipiente battere
leggermente i tuorli.
Mescolare bene il latte e l'olio. Aggiungere i liquidi agli
ingredienti solidi e mescolare finchè il composto è omogeneo ed aggiungere infine i bianchi d'uovo montati.
Ungere e riscaldare una padella di diametro medio a
fuoco moderato. Mettere circa 3 cucchiai del composto
per pancake ottenuto nella padella. Distribuire fino ad
ottenere un cerchio di circa 10 cm. di diametro. Cuocere
finchè la parte superiore fa bolle ed appare asciutta;
girare il pancake e cuocerlo dall'altra parte finchè si
scurisce. Mangiare caldi cosparsi di miele o sciroppo
d'acero.
Anno 5 Numero 2
Pagina 2
E’ ARRIVATA… LA PRIMAVERA… ANCHE IN REPARTO!!!
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La nascita
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Nuova stag
Daniele 11
Ed ecco sul
tronco
Si rompono
gemme:
Un verde più
nuovo dell’erba
Che il cuore
riposa:
anni
Il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
E sono quell’acqua di nube
Che oggi rispecchia nei fossi
Più azzurro il suo pezzo di
Quel verde che
spacca la scorza
Che pure stanotte
non c’era.
S. Quasimodo
Anno 5 Numero 2
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LA PRIMAVERA E LE FATINE DEI FIORI
E’l’ultima notte invernale, tutto tace, le stelle sono poche e il cielo è
nero inchiostro, si sente il freddo e l’umido della brina che si posa
elegante come milioni di minuscoli diamanti sulle foglie e sui rami
spogli degli alberi, ma già si percepisce qualcosa di diverso, come
un profumo lieve nell’aria e, di tanto in tanto , un soffio di vento
tiepido.
Poche lo sanno, ma questa notte farfalle è la più magica, perché la
notte prima del ventun Marzo si apre un portale che collega il mondo reale, dove viviamo noi bambini, a quello delle fatine dei fiori, le
fatine della primavera che in questa notte escono e vengono qui
luminose come lucciole e belle come .
Lavorano tutta la notte e continuano anche gli altri giorni, finché il
mondo non è verde e fiorito.
In questa notte ecco accendersi una luce nel cielo e migliaia di fatine iniziano ad uscire. Sono vestite in modo diverso: un gruppo, il
più grande, è vestito con lunghi abiti argentati e hanno tutte i capelli
rossi e d’oro… sono le stelle.
Poi c’è un altro gruppo vestito di blu, che scongela i ghiacci e si
occupa dell’acqua . C’è anche un gruppo di fatine vestite di verde,
quelle creano fiori, piante e foglie.
Infine un gruppo vestito di giallo, per vegliare tutti gli animali.
Le prime a partire sono le stelle. Volano in alto in cielo e si fissano
lì, salutano le sorelle rimaste tutto l’inverno , poi con le mani fanno
scintille e creano altre stelle più piccole.
Con i loro sorrisi ora illuminano il mondo.
Poi è il turno delle fate vestite di verde che, con le piccole manine ,
creano fiori e piantine, agitando le braccia e volando in cerchio.
Anche le fatine vestite di blu si danno da fare, scongelano i fiumi, i
laghi e le cascate iniziano a scorrere di nuovo.
I fiori non hanno più cristalli di brina, ma gocce di rugiada che, come piccole perle luccicanti, ne ornano i petali vellutati.
Le stelle osservano tutto dal cielo che intanto non è più nero, ma blu
scuro e dall’aspetto più limpido rispetto al cupo di poco prima.
Le fatine lavoravano duramente, creando i fiori e l’erbetta fresca,
mentre le fate degli animali svolazzano in cerca di piccole tane, in
attesa del giorno per svegliare gli animaletti.
Finalmente la notte è finita, l’orizzonte albeggia mostrando la sua
corona: un’aurora dai colori rosa e violetto che lo avvolgono.
Poi nasce il sole, splendente come sempre, irradia con i suoi raggi
d’oro il boschetto dove le fate lavorano e le fatine si voltano a guardarlo e lo salutano felici, perché nel loro mondo non hanno un sole
così bello e grande.
Il sole intanto sale, sale e il cielo schiarisce pian piano, mentre gli
ultimi mucchietti di neve sugli alberi si sciolgono gocciolando giù
come una piccola pioggia fredda, arrivando fino all’erbetta, piegandola leggermente.
Finalmente la magia è compiuta, il sole è sorto , gli animali sono
svegli: la primavera è arrivata!
Zaira anni 13
Anno 5 Numero 2
POESIA DI PRIMAVERA
Mentre sono in giardino guardo i fiori
Di mille colori.
Ci sono quelli gialli che brillano
Come il sole in estate.
E il prato verde
Con le mucche bianche e nere.
Intanto le rose rosse
Crescono sul campo fiorito.
Le farfalle si riposano sui fiori,
Mentre gli uccelli volano di qua e
di là.
E i bambini corrono ,
Giocando a nascondino,
Sui prati verdi
Tra i cespugli di fragole rosse.
Alessia 11 anni
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PERCORSO DIDATTICO MULTICULTURALE
“IN VIAGGIO VERSO L’UNITA’ D’ITALIA”
CURIOSITA’ E NOTIZIE...
Maggio Scuola
2011
Palazzo della
Gran Guardia
Verona Piazza
Bra’
dal 10 al 18
maggio
Scuola Primaria
Ins. Blasi Francesca , Tiziani Emanuela
Argomento: “La pizza e il Tricolore”
LA PIZZA E IL TRICOLORE
PERCHE’ LA PIZZA? Perché il tricolore?
LEE ORIGINI
R GI DELLA PIZZA
ZZA
La realizzazione
delle prime pizze risale
a tempi antichissimi.
Migliaia di anni fa
l’uomo diventò
agricoltore e raccolse i
chicchi di grano; quando
ne aveva bisogno
pestava questi chicchi e
se ne nutriva.
Scoprì anche che poteva
impastare quel grano
macinato il più
finemente possibile con
acqua, e arrostire
quell’impasto, a forma
di disco su pietre
roventi.
Poi si passa a
costruire una buca
di pietre
arroventate in cui
porre l’impasto;
infine si arriva al
forno a due piani,
uno per il focolare
e l’altro per la
cottura.
Anno 5 Numero 2
La focaccia molto bassa, non
lievitata che ne risulta è il
primo pane: o forse la prima
pizza non lievitata e senza
condimento.
Il tema dell’Unità d’Italia è vasto
e profondo, ma, al suo interno,
abbiamo voluto sviluppare assieme
ai bambini ricoverati
un argomento accattivante e nello
stesso tempo in grado di
entusiasmarli e coinvolgerli.
La pizza ha cominciato ad
affermarsi proprio in quel periodo
ed è stata da allora così tanto
apprezzata, da diffondersi prima
in tutto il Paese e poi nel mondo
intero, portando dovunque lo
spirito fantasioso ed
intraprendente degli italiani.
Tra il 600
e il ’700 a Napoli
La pizza si mangia
soprattutto per strada
ed è preparata da umili
venditori per gente
umile; è bianca
ed è pratica, perché
basta piegarla in
quattro, “a libretto”
per mangiarla.
Pompei: forni per la cottura del pane
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1889: Re Umberto I e la Regina
Margherita si recano a Napoli nella loro
reggia estiva di Capodimonte.
Un giorno legge un
libro sulla pizza e ne
rimane affascinata.
Don Raffaele
Esposito viene
convocato a
Palazzo da un
messo della
Regina.
Don Raffaele utilizza i forni reali assieme alla
moglie, Donna Rosa, per preparare la pizza alla
Regina.
Nel 1889 in Italia è il tempo dei Savoia.
Sua Maestà Umberto I e la consorte
regina Margherita,
in visita a Napoli, esprimono il desiderio
di assaggiare la pizza.
Il pizzaiolo Raffaele Esposito, della
pizzeria “Pietro e basta così”
ne offre tre: la
“mastunicola”(sopravvissuta pizza
“bianca”),
la pizza alla marinara (pomodoro, aglio,
acciughe, olio d’oliva), la pizza
pomodoro e mozzarella (pomodoro, aglio,
mozzarella, basilico, olio d’oliva).
La regina, in particolare apprezza la pizza
pomodoro e mozzarella tanto da elogiare
addirittura per iscritto il pizzaiolo.
Come unica forma di ringraziamento
possibile, Esposito dedica la pizza alla
mozzarella alla stessa, ribattezzandola
“Margherita”.
Anno 5 Numero 2
Dai primi anni ’60, l’avvento
delle pizzerie diventa un
fenomeno di massa, una nuova
generazione di pizze, legate
all’interpretazione di piatti della
tradizione gastronomica
nazionale, che è sempre, o
quasi, legata alle cucine
regionali.
Pagina 6
Scuola secondaria di
primo grado
I numeri del soccorso che fanno unità
Insegnanti : Bovo Emanuela, Comerlati Mirta
I numeri del soccorso che fanno unità
• L’unità d’Italia è fatta anche dalla solidarietà,
nell’ambito sanitario essa si concretizza nella
catena del soccorso . La Croce Rossa Italiana ,
il 118 , il trapianto d’organi sono alcune
espressioni di tale cammino .
Insegnanti: Bovo E., Comerlati M.
La croce rossa italiana
• Fino agli inizi dell’800
le guerre venivano
condotte senza
un’accettabile sostegno
sanitario che si
occupasse dei feriti sul
campo di battaglia; i
combattenti non
potevano essere
soccorsi e così
andavano incontro a
morte certa..
Ricerca svolta su siti internet
• Il primo "Comitato dell'Associazione Italiana
per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra"
si costituisce a Milano, il 15 giugno 1864.
• Inizia l’attività sotto la presidenza del dottor
Cesare Castiglioni, il quale, due mesi dopo,
viene chiamato a Ginevra,insieme ad altri
delegati italiani, per esporre quanto fatto a
Milano.
• Il 22 agosto 1864 viene sottoscritta, anche
dall'Italia, la Convenzione di Ginevra.
• Da allora la Croce Rossa Italiana è sempre
presente e attiva nei conflitti che vedono
impegnata l'Italia.
Le nazioni musulmane (principalmente
l'Impero Ottomano, la futura Turchia)
obiettarono in quanto la Croce era fraintesa
dai soldati di religione musulmana. e come
risultato fu aggiunto un simbolo addizionale,
la Mezzaluna Rossa
Breve storia della croce rossa
• Il ginevrino Henry Dunant ,
presente sul campo di
battaglia pensò di istituire
un Comitato per l’assistenza
ai militari feriti in guerra.
• Da quel momento ogni ferito
in battaglia avrebbe potuto
ricevere le prime cure e
medicazioni
indipendentemente dalla
nazione di appartenenza.
Anno 5 Numero 2
La croce rossa italiana
Il simbolo serviva e serve tutt’ora a far
riconoscere l’organizzazione stessa e a
proteggere i veicoli e gli edifici umanitari e
sanitari da eventuali attacchi militari.
• Il movimento della Croce Rossa ha poi
sviluppato un nuovo simbolo, il cristallo rosso,
che possa essere accettato da tutte le
nazioni,all'interno del quale potranno essere
inseriti i simboli locali o anche nessun simbolo.
Il cristallo rosso è il simbolo ufficiale della
Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale
dall'8 dicembre2005.
In caso di piccoli infortuni.
• Il numero da fare è il 118!!!
• La prima persona che mette in movimento
i soccorsi è quella che effettua la chiamata
telefonica.
• la telefonata deve essere inoltrata in
maniera corretta, affinché possa partire la
“CATENA DEL SOCCORSO”.
Come fare una chiamata al 118
• Occorre spiegare :
• DOVE VI TROVATE :
• luogo, via, numero civico e paese
• (es.: sono a scuola in Via Marsala n.3 a
Verona)
• CHI SIETE : dovete presentarvi con il
vostro nome
• COSA E’ SUCCESSO
• (es.: il mio compagno Paolo è caduto dalla
sedia e non riesce più a muovere la
gamba)
• l'interno di un'autoambulanza con gli
strumenti necessari per prestare un primo
soccorso alle persone che hanno avuto un
incidente, un malore, un infortunio ...
Anno 5 Numero 2
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Emigrazione Sud-Nord
Con la valigia di cartone, legata con lo spago
e la caciotta di pecora.
Prof. Paolo Biasin
Si è svolta una ricerca approfondita sul tema dell’emigrazione
verso le città industriali del nord, corredata da numerose
fotografie in bianco e nero o seppia. I testi, descrivono il
Tema in modo conciso e cogliendo solo gli aspetti che più hanno
interessato gli alunni coinvolti
Dalla ricerca sull’emigrazione si è
passati alla fase operativa, costruendo, in
scala ridotta, la stazione di “Ferruzzano”,
in Calabria; dalla quale moltissimi emigranti partirono in cerca di lavoro e fortuna, verso le fabbriche del nord d’Italia.
Per avere un’idea completa del lavoro da
svolgere si è realizzato un plastico in miniatura.
L’aula scolastica si
trasforma in un laboratorio: gli
alunni diventano
dei veri “artigiani”!
Colla e cartone sono i materiali utilizzati
Foto del plastico.
Si realizzano
i particolari della stazione:
colonne, archi, vetrate, l’orologio, l
a fontana, i cartelli, i binari,
la massicciata.
Ma non mancano le valigie di cartone, la
panchina, le insegne ferroviarie ecc.
Ogni alunno
dà il proprio contributo, dimostrando
abilità e senso pratico, qualità non
riscontrabili nella didattica tradizionale.
Anche l’entusiasmo è alto nonostante l’-
Si tenta di riprodurre in forma ridotta oggetti realmente esistenti
Anno 5 Numero 2
Le fotografie scattate al palazzo della Gran Guardia
Il nostro
spazio
espositivo
La stazione ferroviaria
La postazione multimediale
Alcuni particolari
I cartelloni
didattici
con le ricerche
approfondite
Ultime notizie...
Ringraziando
alunni ed insegnanti
per la preziosa
collaborazione,
auguriamo a tutti
BUONA ESTATEPagina
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