opera...ndo con
mamma e papà
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2011
08/10/2010 12.18.23
FONDAZIONE TEATRO REGIO DI TORINO
DIREZIONE AREA ARTISTICA
Direttore
Coordinatore Area Artistica
Capoufficio Attività Scuola
Coordinatore didattico-organizzativo
Segreteria
Alessandro Galoppini
Marina Pantano
Vincenza Bellina
Elisabetta Lipeti
Andreina Fanan
PROGETTO OPERA...NDO CON MAMMA E PAPÀ
Ideazione e organizzazione
Vincenza Bellina
Curatela laboratorio
Giovanna Piga, Nausicaa Bosio, Erica Cagliano
Altri operatori di laboratorio
Maria Paola Amprimo, Annamaria Bruzzese,
Lucia Caterina Cugnasco, Antonella Di Tomaso,
Giovanna Piga, Sara Sartore, Eriberto Saulat
Testi
Nausicaa Bosio, Sabrina Saccomani
Illustrazioni
Elena La Rovere
Le attività della Scuola all’Opera 2010-2011
sono realizzate in collaborazione con la Fondazione Cosso
Pubblicazione a cura della
Direzione Comunicazione e Pubbliche Relazioni
Ufficio Attività Editoriali
Finito di stampare nel mese di ottobre 2010
presso la tipografia Stargrafica srl – San Mauro Torinese (TO)
© Fondazione Teatro Regio di Torino
www.teatroregio.torino.it
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CHE COSA Ė UN’OPERA LIRICA?
Se non hai ancora avuto modo di vedere o ascoltare un’opera lirica, per cercare
di capire in che cosa consiste prova a fare questo gioco usando l’immaginazione
e la fantasia.
Immagina un teatro con un grande palcoscenico; immagina per esempio una casa
i cui muri sembrano veri ma in realtà sono di cartone o di stoffa dipinta, e nella
casa una stanza che sembra avere finestre e porte reali, ma in realtà sono il
frutto di raffinati effetti scenografici. Pensa poi ad alcuni personaggi vestiti
con sontuosi costumi che si muovono e agiscono sul palco e comunicano tra di
loro attraverso il CANTO…
Allora adesso hai forse un’idea un po’ più precisa di che cosa sia un’OPERA.
Sono proprio il CANTO e la MUSICA che la accompagnano a rendere l’opera uno
spettacolo teatrale diverso da quello che viene solamente recitato e proprio per
questo il CANTO e la MUSICA, accanto alle SCENOGRAFIE e ai MOVIMENTI
compiuti dai vari personaggi, sono gli elementi più importanti che
contraddistinguono lo spettacolo lirico. Quindi perché un’opera esista, ci deve
essere qualcuno che componga la musica e qualcuno che scriva le parole, cioè il
testo del canto, che nell’opera si chiama il LIBRETTO.
L’autore della musica è il COMPOSITORE mentre quello del libretto si chiama
LIBRETTISTA.
GLI AUTORI E IL LORO PINOCCHIO…
Ciao! Sono Pierangelo Valtinoni, sono nato a Vicenza e sono compositore,
direttore d’orchestra, organista e insegnante. Insieme al mio amico Paolo
Madron ho composto Pinocchio, l’opera alla quale saranno dedicati i tuoi
laboratori al Teatro Regio!
Le avventure del “nostro” burattino hanno inizio nel 2000, anno in cui il Teatro
Olimpico di Vicenza mi propose di scrivere un’opera ispirata al celebre libro di
Collodi: doveva essere dedicata ai ragazzi delle scuole vicentine e prevedeva
anche la partecipazione diretta di alcuni studenti delle scuole medie in veste di
strumentisti e cantanti. Per la stesura del libretto mi rivolsi al mio amico Paolo
Madron, giornalista specializzato in economia con una grande passione per la
poesia, il cinema e la musica. La storia del nostro Pinocchio ebbe così inizio.
La prima versione dell’opera, dal titolo Pinocchio, burattino di talento,
rappresentata a Vicenza nel 2001, era in un unico atto della durata di circa 50
minuti. L’opera fu poi richiesta e rappresentata nel 2006 con grande successo
dalla Komische Oper di Berlino e, successivamente, dalla Staatsoper di
Amburgo. Per le rappresentazioni in Germania io e Paolo ne realizzammo una
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seconda versione in due atti, assai più fedele alla fiaba di Collodi, che è quella
che anche tu avrai modo di conoscere!
Il successo ottenuto da Pinocchio e la grande intesa di scrittura che c’è tra noi,
ci ha spinto recentemente a dare vita a un nuovo lavoro, La Regina delle nevi,
che sarà nel cartellone della Komische Oper di Berlino dal 24 ottobre 2010 e in
quello della Staatsoper di Amburgo dal 6 febbraio 2011 e, probabilmente, altri
ne verranno.
L’ARGOMENTO
La Fata dai capelli turchini presenta i vari personaggi della storia: il Gatto e la
Volpe, Arlecchino e Pulcinella, Lucignolo. Il Grillo parlante commenta le
presentazioni mentre Geppetto è molto indaffarato con un pezzo di legno da cui
prenderà vita un impertinente burattino-bambino.
Geppetto è felice di avere finalmente un figlio; Pinocchio, però, inizia da subito
a fare i capricci: ha fame di leccornie mentre il povero Geppetto non ha che
pane e formaggio. «Ha speso tutti i suoi averi per comperarti l’abbecedario per
andare a scuola!», gli dice il Grillo parlante. Ma Pinocchio non ne vuol sapere di
studiare. Invece di andare a scuola, vende l’abbecedario e con il denaro ricavato
compra il biglietto per il teatro dei burattini.
Infatti, è arrivata in paese la Banda del teatro dei burattini con Mangiafuoco,
Pulcinella e Arlecchino. Quest’ultimo rimprovera Mangiafuoco di non avere idee
originali per i suoi spettacoli e dichiara di essere annoiato di interpretare
sempre le solite storie. Mangiafuoco, arrabbiatissimo, si sta per avventare sul
povero burattino quando arriva Pinocchio che prende le sue difese. Mangiafuoco
si rivolge allora al nuovo venuto: «La testa ti stacco e ti spezzo la gamba. La
fiamma ravvivo, altro che samba!». Pinocchio, sostenuto da Arlecchino e
Pulcinella, gli propone allora un accordo: «Se non mi bruci potrai raccontare una
nuova storia: quella di un burattino e delle sue mille avventure». «Mi avete
convinto», esclama Mangiafuoco, e dà al burattino cinque monete d’oro.
Pinocchio incontra il Gatto e la Volpe: i due lo invitano all’Osteria del Gambero
Rosso e lo fanno ubriacare. Mentre Pinocchio dorme i due furfanti gli rubano le
cinque monete e fuggono via senza pagare il conto della cena. Quando Pinocchio
si sveglia scopre di non avere più il denaro e non sa come pagare l’Oste: «Mi han
derubato» esclama, ma l’oste non gli crede e chiama subito due gendarmi per
arrestarlo. Pinocchio scappa e prega un piccione di portarlo via da lì facendolo
volare sulle sue ali.
Alla fine del volo Pinocchio si ritrova davanti alla Casa della Fata turchina: ha
molto freddo e decide di bussare alla minuscola porta. «Chi bussa a quest’ora?»,
domanda la Lumaca che si affaccia dalla finestra; «sono io, Pinocchio, e ho la
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faccia gelata». «Ora apro la porta. Mi ci vuole tempo», risponde la Lumaca e,
dopo tre settimane, gli apre la porta.
Pinocchio è molto malato e, nonostante le cure della Fata dai capelli turchini,
non sembra dare segni di vita. Il dottor Corvo e il dottor Gufo vengono chiamati
per un consulto: Pinocchio dovrà prendere la medicina. «Iih… che schifo… è
orribile», dice Pinocchio rifiutandola. La buona fata gli dà allora una zolletta di
zucchero per renderla meno amara. Pinocchio fa allora finta di berla: «Ma che
buono l’intruglio, l’ho bevuto d’un fiato» e, subito, il suo naso comincia ad
allungarsi. «Le bugie, Pinocchio, hanno le gambe corte, ma le più pericolose
hanno il naso lungo!», esclama ridendo la Fata e, fattasi seria, aggiunge: «Se non
bevi la medicina andrai incontro a morte sicura». Pinocchio continua a rifiutarsi
di prenderla, ma l’arrivo di quattro lugubri conigli, venuti per fargli il funerale,
lo convince finalmente ad assumerla. Pinocchio, felice per la guarigione, fa allora
una promessa: «Sono pronto a diventare uno studente modello!».
Mentre si reca a scuola, incontra il suo vecchio compagno Lucignolo che lo invita
ad andare con lui nel Paese dei Balocchi. Nonostante le raccomandazioni della
Fata, Pinocchio si lascia convincere. Il burattino si ritrova così trasformato in
asino in un circo e, disperato, fugge gettandosi in mare.
Nel mare, incontra un tonno: «Oh, che strano burattino! Ma che buffe
orecchie». Il tonno chiama allora gli altri pesci perché lo aiutino a togliergli le
orecchie da asino e, al termine dell’operazione, si dichiara pronto a esaudire
altri suoi desideri. Pinocchio, sinceramente pentito per le sue cattive azioni,
esclama: «Vorrei liberarmi di ciò che ero ieri. Non sono più un inetto e dal
profondo del cuore rivoglio il mio Geppetto». I pesci in coro annunciano a
Pinocchio che uno Squalo-Balena ha mangiato il suo buon papà. Pinocchio, pur di
ritrovarlo, decide di fare la sua stessa fine.
Nella pancia del grosso pesce Pinocchio e Geppetto finalmente si ritrovano.
Pinocchio prende Geppetto sulle sue spalle e i due escono dall’enorme bocca.
Ritrovati tutti i personaggi della storia, cantano insieme a loro: «La nostra fiaba
è ormai finita, ora comincia una nuova vita».
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C’ERA UNA VOLTA… PINOCCHIO
SCENA I - Prologo
… dove veniamo a conoscere i personaggi; lo strano pezzo di legno che Geppetto
sta lavorando prende vita: è nato Pinocchio! Pinocchio è un burattino-bambino
molto capriccioso.
Personaggi: La Fata, Il Grillo parlante (coro), Il Gatto (solista e coro), La
Volpe (solista e coro), Geppetto (solista e coro), Pinocchio (solista e coro).
La Fata
Questa è la storia di un burattino testardo,
lesto il passo aveva da ghepardo.
Non era cattivo, teneva un gran cuore:
si chiama Pinocchio, è un dono d’amore.
Il Grillo parlante
Cri, cri, cri. Sega Geppetto, prendi la pialla,
taglia quel legno, non fare un pastrocchio.
Cri, cri, cri. Ecco un piede, spunta la spalla,
prima la bocca, or tocca l’occhio.
Cri, cri, cri. Liscia le guance come una palla,
soffia la vita dentro a Pinocchio.
Il Gatto
Con quei cinque zecchini
già sarei un gran signore:
non lische di pesce,
ma manicaretti.
Facciamoci furbi
teniamolo d’occhio
e prendiamogli i soldi
all’ingenuo Pinocchio.
La Volpe
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Con cinque monete
sfiziose cenette:
caviale e champagne,
ed un sacco di doni.
CANTO
CORO PARLATO
Facciamoci furbi
teniamolo d’occhio
e prendiamogli i soldi
all’ingenuo Pinocchio.
Il Grillo parlante
Cri, cri, cri. Sega Geppetto, prendi la pialla,
taglia quel legno, non fare un pastrocchio.
Cri, cri, cri. Ecco un piede, spunta la spalla,
prima la bocca, or tocca l’occhio.
Cri, cri, cri. Liscia le guance come una palla,
soffia la vita dentro a Pinocchio.
La Fata
Questa è la storia di un burattino di legno,
che a dire bugie non aveva ritegno.
Furbo, curioso, assai birichino:
sempre mi tocca di tenerlo d’occhio.
Ma se fosse diverso,
non sarebbe Pinocchio.
CORO PARLATO
CANTO
Il pezzo di legno è ormai diventato Pinocchio; la cena preparata dal babbo non
gli piace per niente.
Pinocchio
Or che son nato mi voglio divertire
star fermo non posso mi va di gioire.
Salto di qua, poi salto di là:
piego un braccio, fletto la gamba,
prendo la vita a ritmo di samba...
Ho fame, ho sete,
vorrei da mangiare.
Geppetto
Ti ho messo da parte
un po’ di formaggio.
Pinocchio
Un pezzo di pane,
due croste di grana.
Con questo cibo
che vita grama!
Il Grillo parlante
Ehi tu signorino,
che cosa vorresti?
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Pinocchio
Una bella insalata,
una crêpe gratinata.
Con un po’ di brasato
sarei certo appagato.
Agnello al forno
se ancora c’è posto,
patate arrosto
come contorno.
E per finire...
Il Grillo parlante
e Geppetto
E per finire?
Dai fai in fretta
che ci par di svenire.
Pinocchio
Fatina del ciel,
fammi apparire un bel crème caramel.
CANTO
Povera mia bocca!
Guarda invece
che cosa ti tocca.
SCENA II - A teatro con Mangiafuoco
… dove Pinocchio, invece di andare a scuola, capita al Teatro dei Burattini, salva
Arlecchino e, anziché essere bruciato da Mangiafuoco, riceve cinque monete.
Personaggi: Mangiafuoco,
Arlecchino, Pulcinella.
Pinocchio,
Due
Gendarmi,
Mangiafuoco
Da cinquant’anni sono qui a muovere fili.
Ormai di ogni storia so le parti a memoria.
Due Gendarmi
Suvvia eccellenza, ci vuole pazienza!
Arlecchino,
Pulcinella
e Burattini
Uffa che noia,
il tempo va via.
Quello che resta
è monotonia.
Mangiafuoco
Uffa che solfa,
uffa che barba.
Qui dal tedio
niente ci salva.
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Burattini
(coro),
CANTO
Cappuccetto che porta il cibo alla nonna:
ma il lupo è nascosto sotto la gonna.
Pollicino ogni volta la strada smarriva:
finché le sue tasche di pane riempiva.
Uffa che solfa,
uffa che barba.
Qui dal tedio
niente ci salva.
Arlecchino
Signore padrone,
ma questa è una mania!
Sempre noi a pagare
la tua poca fantasia.
Mangiafuoco
Villanzone prepotente.
Fingiamo per una volta
che l’orecchio mio non sente.
Ma tu non eri un tipo mansueto...
Arlecchino
Eccellenza, signore:
se vuole mi ripeto.
Anche noi siamo stufi:
s’inventi qualcosa
e vedrà che gran festa.
Pulcinella
Sei pazzo Arlecchino,
non lo devi contraddire!
Te la farà pagare
fino a farti morire.
Mangiafuoco
Vieni qui maledetto,
non fare il codardo.
Altro che festa,
nel fuoco ti ardo.
Pinocchio
Oh buongiorno signore...
Che cosa vuol fare?
Ma questo burattino
è da salvare...
Burattini
Evviva che bello!
È venuto per salvare
il nostro fratello.
CANTO
CANTO
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Mangiafuoco
Spiacente fantoccio,
il teatro ha già chiuso.
Gendarmi accorrete,
arrestate l’intruso!
Pinocchio
Ma che modi son questi
di trattare gli onesti?
Mangiafuoco
Su sparisci moccioso,
che divento scontroso.
La testa ti stacco
e ti spezzo la gamba.
La fiamma ravvivo,
altro che samba!
Gli brucio anche un braccio
a quel monellaccio.
Pinocchio
Eccellenza, la prego:
lei vuole scherzare.
Burattini
Dice sul serio,
lo vuole bruciare?
Mangiafuoco
E perché mai non lo dovrei fare?
Pinocchio
Perché un’altra storia
potrai raccontare.
Arlecchino
e Pulcinella
Quella di un burattino
e le sue mille avventure.
Burattini
Suvvia eccellenza,
che qui è un mortorio!
Con l’idea del fantoccio
allarghiam il repertorio.
Tutti
Questa a Broadway si rappresenta!
Mangiafuoco
Mi avete convinto, l’idea già mi tenta.
Ecco i soldi, vediamo che s’inventa.
Pinocchio
La ringrazio signore per il suo buon cuore.
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CANTO
CANTO
Arlecchino
e Pulcinella
Amico Pinocchio, non farci aspettare!
Burattini
Grandi imprese tu potrai raccontare!
Pinocchio
Addio fratelli!
Mi aspetta una vita di grandi avventure. Addio!
Tutti
Addio!
SCENA III – All’Osteria del Gambero Rosso
… dove Pinocchio incontra il Gatto e la Volpe, due furfanti che lo derubano; non
potendo pagare il conto dell’osteria, Pinocchio scappa volando su un piccione.
Arriva alla Casa della Fata Turchina, ma la Lumaca che deve aprire la porta è
lenta, lenta...
Personaggi: Pinocchio, Il Grillo parlante (solista e coro), Il Gatto (coro), La
Volpe (coro), L’Oste, Due Gendarmi, La Lumaca.
Pinocchio
Adesso sì che son ricco!
Ecco cinque monete.
Geppetto non soffrirà più la fame e la sete.
Il Grillo parlante
Sono tornato, eccomi qua!
Pinocchio
Oddio, un fantasma! Che paura...
Il Grillo parlante
Torna a casa Pinocchio, non farti traviare!
In giro c’è gente cattiva che ti vuole ingannare.
Il Gatto
e la Volpe
Lo sai che...
cinque monete
non valgono niente,
ma chi ce le dà,
giammai si pente.
Noi del denaro
facciamo scintille.
Le cinque che hai
diventano mille.
CANTO
Pinocchio va con loro e s’imbatte nell’Osteria del Gambero Rosso. Pinocchio,
stanco, dopo aver mangiato, abbassa la testa sul tavolo e si addormenta. Allora
la Volpe gli fruga nelle tasche e tira fuori le monete. Pinocchio, dopo un po’, si
sveglia.
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Pinocchio
Che ore sono? Lasciatemi dormire.
L’Oste
Ora di pagare.
Toglietevi di torno che è già mezzogiorno.
Pinocchio
Le mie monete, le mie monete!
Oste: mi hanno derubato.
Il Grillo parlante
Pinocchio, Pinocchio,
dovrai pagare tutto.
Pinocchio, Pinocchio,
ingenuo e screanzato
Pinocchio, Pinocchio,
ti hanno derubato.
Ooooh! Misfatto! Misfatto!
L’Oste
Gendarmi accorrete,
il ragazzo fa il furbo.
Frugatelo bene:
era pieno di monete.
Primo Gendarme
Che mi venga un colpo!
Ma allora insistete.
CORO PARLATO
Secondo Gendarme L’hai scampata ieri sera
ma ora fili in galera.
Ma prima che i gendarmi riescano ad afferrarlo Pinocchio se la dà a gambe
infilando la porta. Trafelato scappa volando su un piccione.
Il piccione lascia Pinocchio davanti alla porta di una minuscola casa. Sulla porta
una piccola targa con scritto: CASA DELLA FATA TURCHINA. Il burattino si
guarda intorno, poi decide di bussare, anche perché fa molto freddo. Si apre la
finestra e si affaccia una lumaca.
La Lumaca
Chi bussa a quest’ora?
Pinocchio
Sono io, Pinocchio.
E ho la faccia gelata.
La Lumaca
Ora apro la porta.
Mi ci vuole del tempo,
quel che serve a girare la mandata.
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GIOCO RITMICO
GIOCO RITMICO
Pinocchio
Fammi entrare lumaca
che resisto pochino.
La Lumaca
E dai, resisti un attimino.
Pinocchio
Capisci, è davvero questione di vita!
La Lumaca
A fare più in fretta mi pare di svenire.
GIOCO RITMICO
GIOCO RITMICO
SCENA IV - Il Paese dei Balocchi e Finale
… dove Pinocchio incontra il suo amico Lucignolo che lo invita ad andare con lui
nel Paese di Bengodi in cui è sempre vacanza. La Fata cerca di dissuaderlo, ma
Pinocchio non l’ascolta. Infatti, si trasforma in asinello! Il Direttore del Circo
vuole farlo ballare a suon di frusta; tentando di scappare, Pinocchio cade in
mare e finisce nella pancia del grosso pesce, dove incontra Geppetto. Babbo e
figlio, finalmente, escono all’aria aperta e… prodigio!!! Pinocchio è diventato un
bambino vero! Tutti lo festeggiano.
Personaggi: Lucignolo, Pinocchio, bambini (coro), La Fata, il Direttore del
Circo, Geppetto, il Grillo parlante (coro), Mangiafuoco, Arlecchino,
Pulcinella, Il Gatto, la Volpe, Lucignolo, Dottor Corvo, Dottor Gufo,
Quattro conigli.
Lucignolo
Che fortuna Pinocchio
ora ti ho ritrovato!
Pinocchio
Che ci fai in questo posto,
io mi sento spaesato.
Lucignolo
È da qui che si parte per un luogo fatato.
Pinocchio
E questi chi sono che avanzano svelti?
Lucignolo
Sono loro i prescelti, vanno tutti a Bengodi.
Anche tu puoi venire, sol che vuoi favorire.
Bambini,
Lucignolo
e Pinocchio
È la terra promessa
che abbiamo cercato,
dove non si lavora,
non ci s’alza di buon ora.
Che vacanza infinita
CANTO
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dove ognun se la spassa:
nel paese incantato
solo questo è l’andazzo.
La scuola è bandita
per tutta la vita:
la giornata si passa
in sublime sollazzo.
Nessuno che comanda,
nessuno che rampogna,
nessuno che ti chiede
di provare vergogna.
La Fata
Torna a casa Pinocchio
non farti ingannare...
Lucignolo
Ci diceva il maestro che dobbiamo faticare,
imparare un lavoro per il nostro decoro.
Ma a che serve studiare, ci fa solo sudare.
Bambini,
Lucignolo
e Pinocchio
Com’è bello far niente
o dover non pensare.
Basta chiudere gli occhi
nel paese dei balocchi.
Quello che hai in mente
qui non deve aspettare.
Ecco qua per magia
che d’incanto ci appare.
CANTO
I bambini a turno si trasformano in asinelli: ballano in circolo ragliando, istigati
dal Direttore del Circo che fa schioccare la frusta. Pinocchio, disperato, si
getta in mare.
Nel mare profondo Il Tonno aiuta Pinocchio a togliersi di dosso la pelle d’asino.
All’improvviso arriva lo squalo che aveva già mangiato Geppetto. Pinocchio,
dimostrando grande coraggio, per salvare il padre si lascia ingoiare dal terribile
pescecane.
Pinocchio
Non sento più nulla, ho tanta paura.
Non ho mai visto caverna più scura.
La Fata
Suvvia Pinocchio, non devi temere.
Affronta da solo le prove più nere.
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La Fata indica a Pinocchio Geppetto sul fondo della bocca spalancata del
pescecane.
Pinocchio
Babbo tu qui! Che cosa ci fai?
Geppetto
Ma dove sei stato, a seminare guai?
Pinocchio
Oh padre, sapeste cosa m’è capitato!
Geppetto
Di tutti i colori, me l’hanno raccontato.
(Geppetto prende Pinocchio per mano.)
Vieni bambino, la vita ti aspetta.
Usciamo alla luce, muoviamoci in fretta.
Pinocchio
Ti faccio da guida nel buio profondo.
Un nero che sembra la fine del mondo.
Lo vedo, lo vedo! Il sole che splende.
Il Grillo parlante
Cri, cri, cri. Caro Pinocchio, eri un monello
e nel pericolo hai visto la morte.
Cri, cri, cri. Ora sei un bambino modello,
debole eri, ora sei forte.
Cri, cri, cri. Su applaudiamo con vero trasporto,
figlio diletto, adorato Pinocchio.
Mangiafuoco
Gli diedi denari per fare scintille.
N’è valsa la pena, un trionfo sarà.
Arlecchino
Lo si era capito il grande talento...
Pulcinella
Ma questo racconto era solo a metà.
Il Gatto
Noi siamo contenti di averlo incontrato,
di certo denaro a palate farà.
La Volpe
Noi siamo già ricchi al solo pensiero,
a men che l’ingrato scordarci potrà.
Lucignolo
Mi frulla in testa un triste presagio:
mio caro Pinocchio, che vita sarà?
Dottor Corvo
Lui stava nel letto ed era malato
avresti mai detto che era ancor qua?
CANTO
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Dottor Gufo
Lui stava nel letto ed era malato,
ci avrei scommesso: di certo vivrà.
Quattro Conigli
Sì, meglio lui vivo
che quasi morente:
che tanto un giorno
morire dovrà.
Tutti
Cri, cri, cri. La nostra fiaba è ormai finita,
ora comincia una nuova vita.
Cri, cri, cri. Il burattino già passa alla storia,
restano l’uomo e i suoi sogni di gloria.
Cri, cri, cri. È un racconto appassionato
che i lettori lascerà senza fiato.
CANTO
FINE
Venerdì 13 maggio 2011 ore 20 – Teatro Regio
PINOCCHIO
Opera in due atti di Pierangelo Valtinoni
Libretto di Paolo Madron da Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
Orchestra del Teatro Regio
Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Maestro del coro Claudio Fenoglio
Costo del biglietto: adulti € 8
Ingresso gratuito per ogni giovane fino a 16 anni accompagnato da una persona adulta
Biglietti in vendita alla Biglietteria del Teatro a partire da martedì 5 aprile 2011
L’opera Pinocchio è realizzata in un allestimento preparato appositamente per un pubblico di ragazzi.
Gli ascoltatori vi parteciperanno attivamente cantando alcune pagine selezionate dell’opera.
Sabato 30 aprile e sabato 7 maggio 2011, dalle ore 15 alle 18
Teatro Regio – Sala del Caminetto
LABORATORIO CORALE PER LA PREPARAZIONE DEI CANTI
Potranno partecipare gratuitamente adulti e bambini in possesso del biglietto dello spettacolo.
Informazioni e prenotazioni
Ufficio Attività Scuola
Tel. 011.8815.209 - Fax 011.8815.214
E-mail [email protected]
Orario: lunedì ore 10 - 14,30;
da martedì a venerdì ore 10 – 12,30 e 14,30 – 17.
Biglietteria Teatro Regio
Piazza Castello 215
Tel. 011.8815.241/242
E-mail [email protected]
Orario: da martedì a venerdì ore 10,30 – 18;
sabato ore 10,30 – 16; lunedì chiuso.
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