F.N.A.S.A. Federazione Nazionale delle Associazioni delle Scuole Autonome - Statuto del 2001Sede legale : Via dei Prefetti 47 - Roma - c/o ANCI - Sede Operativa: c/o ITIS A. Volta, Passaggio dei Picciotti 1, 90123 Palermo
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“Amicus Plato, sed magis amica veritas”
– La Letterina n. 466– giovedì 4 febbraio 2016 –
AL DIRIGENTE SCOLASTICO
ALL’ALBO
AL DIRETTORE SGA
LA SCUOLA
E LA VITA SOCIALE
Inizia il mese bisestile, più breve e più intenso.
A Catania la festa di Sant’Agata impegna i primi giorni del mese, seguiti dal Carnevale
e, quindi, l’attività scolastica ordinaria subisce un rallentamento.
In alcuni Istituti per garantire i 200 giorni di scuola, si formalizza la regolarità del
servizio anche nei giorni quasi festivi, ma tutto diventa semplice formalità burocratica,
perché i ragazzi non vengono a scuola.
A che serve essere soltanto formalmente aperti, se il servizio scolastico non viene
offerto, né tanto meno fruito?
Proprio il 2 febbraio, ricordando il nono anniversario della morte dell’ispettore di Polizia, Filippo Raciti,
morto durante il derby Catania – Palermo allo stadio Cibali nel 2007, è stato ricordato l’evento che ha
scosso la città, ma ha lasciato indifferenti alcune scuole, dove si svolgevano regolarmente le lezioni, quasi
estraniandosi dalla vita cittadina.
In quell’occasione i ragazzi sono stati attenti e svegli per far sentire la loro voce ed il loro desiderio di
essere presenti nella città.
La pausa della festa patronale non è soltanto spazio di “vacanza”, ma reale occasione di incontro con il
sacro, con la storia religiosa della Comunità cittadina, riconoscimento di un valore spirituale che alimenta
la fede e la pietà religiosa di un popolo.
La Letterina, settimanale on line dell’A.S.A.Si. Sicilia - Rete delle scuole autonome della Sicilia - Statuto del 29.01.2003 dal notaio La Fata di Palermo Direttore Responsabile: Giuseppe Luca - Iscrizione al registro del Tribunale di Palermo II sez. civile al n.8/2010
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Nell’ambito dell’apertura interculturale che caratterizza la società odierna, come ha suggerito il Card.
Scola di Milano, la richiesta di dare spazio e riconoscimento alle altre religioni solennizzando anche le
festività musulmane ha innescato il meccanismo dell’incremento dei giorni di vacanza, anche se non è
questo lo spirito dell’accoglienza interculturale .
Riflettendo sul momento storico che l’Italia sta vivendo attraverso l’approvazione del decreto legge sulle
“unioni civili”, indirizzando la cultura e la prassi della famiglia verso modelli diversi da quelli tradizionali
e naturali, si ritiene che la scuola non debba restare estranea agli eventi legislativi nazionali e
internazionali, quasi vincolata e bloccata soltanto dalla routine degli scrutini e della consegna delle schede
quadrimestrali.
Vivere la scuola nel contesto della vita sociale e civile è certamente un impegno e uno stile di
organizzazione efficiente , dando alla scuola la finalità e lo spazio di essere palestra di vita, di
democrazia, di partecipazione e di responsabilità civica.
In questo numero ospitiamo l’esemplarità del modo di valorizzare le eccellenze, avendo una scuola
attivato e promosso un’associazione onlus che coinvolge genitori e aziende del territorio e promuovendo
iniziative culturali sostiene l’assegnazione di borse di studio a studenti meritevoli e bisognosi di sostegno
economico per continuare gli studi.
E’ questo un lodevole esempio di cittadinanza attiva che passa dalla scuola e promuove cultura e nuovo
modo di pensare e di sentire il sociale e il vero bene di tutti.
Giuseppe Adernò
[email protected]
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Sommario

LA SCUOLA E LA VITA SOCIALE
Editoriale Giuseppe Adernò

L’UTOPIA DEL FUTURO PER UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA
Incontro con Zygmunt Bauman
Carmen Valentino

RICORSO AL GIUDICE DEL LAVORO PER IL RECUPERO DELLE SOMME
INDEBITAMENTE SOTTRATTE NEL PASSATO AI DIRIGENTI SCOLASTICI
 DIRIGENTI : RETRIBUZIONE DI RISULTATO E NON DI MERITO
"LA BUONA SCUOLA" – Riflessioni e commenti

LETTERE A CONFRONTO
Un ragazzo scrive ad un professore apprezzandone le doti relazionali ed educative;
Un Professore scrive ai suoi ragazzi per aiutarli a riflettere sul pensare prima di agire

LA SCUOLA PIÙ PICCOLA D’ITALIA

VALORIZZIAMO LE ECCELLENZE
Consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli delle scuole della provincia
Iniziativa del Liceo 'Turrisi Colonna' di Catania
NOTIZIE DI VITA SCOLASTICA

PICCOLI SPAGNOLI CRESCONO

RAGAZZI SINDACI ALLA PROCESSIONE DELLA CERA, CARROZZA DEL SENATO
CONCORSO
 CORSO DI PREPARAZIONE ALLA PROVA DI ACCESSO DEL CONCORSO
PER DIRIGENTE SCOLASTICO (ASASI E EUROSOFIA)
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L’UTOPIA DEL
FUTURO
PER UNA SOCIETÀ
PIÙ GIUSTA
CARMEN VALENTINO INCONTRA ZYGMUNT BAUMAN
L’utopia può sviluppare il senso critico nei confronti di “ciò che è” e generare una tensione “verso ciò
che potrebbe essere”: un’ottica di liberazione dell’uomo moderno
famosa. Secondo More, la proprietà privata è
vietata per legge e la terra deve invece essere
coltivata, a turni di due anni, da ciascun cittadino,
nessuno escluso: tutti hanno un lavoro, di 6 ore al
giorno; nel tempo libero, tutti i cittadini possono
altresì dedicarsi alle proprie passioni e professioni
abituali, ma un posto fondamentale è occupato
dallo studio delle scienze e della filosofia.
La famiglia rappresenta un nucleo fondamentale
per l'Utopia: un tipo di famiglia allargata e
monogamica. L'uomo si può sposare all'età di 22
anni e la donna a 18 anni. Il divorzio è consentito,
l'adulterio è severamente punito: l'individuo che ne
è reo viene incarcerato e incatenato con catene e
biglie d'oro (l'oro in Utopia non vale nulla, ad esso
si ricorre solo per sostenere economicamente
eventuali guerre).
Anche Campanella nel La città del Sole, come del
resto nella Repubblica di Platone , sull'isola non vi
è la proprietà privata. Infatti, i cittadini sono dovuti
a condividere la stessa mensa ed a indossare i
medesimi vestiti. Inoltre, la stessa educazione
viene sottoposta ad ogni cittadino ed ognuno di
loro ha pari opportunità: i beni privati sono
inesistenti perché indurrebbero alla violenza e
anche all'egoismo.
Nell’Ottocento il termine ritorna con Marx ( chi
non ricorda che la differenza fra l'utopia e la
scienza, nell'ambito del socialismo europeo, stava,
ai tempi di Marx, più sul piano teorico che pratico:
semplicemente Marx non riteneva che il
Presso la Sala Cooperazione a Trento si è svolta iI
31 gennaio 2016, l’intervista a Zygmunt Bauman,
curata da Riccardo Mazzeo
In una sala gremita, con 532 posti a sedere, aperta
alla cittadinanza già un’ora prima per via del
grande afflusso di persone, alle ore 11 si è
presentato Zygmunt Bauman, uno dei più
importanti sociologi e filosofi mondiali. Nato a
Poznan, in Polonia, ha affrontato per Utopia500, il
tema “L’utopia del futuro dell’utopia”.
Riccardo Mazzeo, introduce il discorso, incoraggia
le menti, elogia il suo maestro di vita conosciuto da
più di un decennio, scuote attraverso un semplice
discorso e si indirizza verso un percorso di
rintracciamento della parola “utopia”.
Non viviamo in una monosfera ma la tematica
utopica ci riconduce all’idea di mondo universale
in cui oggi ci sono tante interpretazioni. La
distopia, come ricaduta dell’utopia, risale alla
tradizione greco-romana, con Ovidio; in età
cristiana, poi, l’utopia è accolta verso il futuro,
come una realtà proiettata al di là.
Nel cinquecentenario della
pubblicazione di Utopia di
Thomas More (1516-2016),
si ricorda il filosofo che diede
i natali al termine “utopia” e
sognò un'immaginaria isola
dotata di una società ideale, di
cui descrisse il sistema
politico nella sua opera più
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capitalismo potesse essere riformato).
Infine, continua Riccardo Mazzeo, l’impianto di
Bauman è di tipo freudiano in quanto ci sono delle
insidie rispetto alle cose che ci aspettiamo.
A questo punto, ci procuriamo il traduttore dalla
lingua inglese: è importante sottolineare questo
passaggio per via della traduzione fedele. Le nostre
strutture linguistiche ci permettono di condividere
dei significati solo se ci sono vicini, compresi,
inseriti nel nostro “capitale culturale” di
riferimento.
Bauman inizia ringraziando la platea, un insieme di
persone eterogenee di età differenti, di flussi di
pensieri, di esperienze comunitarie e anche
cooperative, un insieme di persone con un obiettivo
comune, nella tradizione orale, ascoltare e fruire
dei pensieri e delle strategie linguistiche di uomini
di cultura. Le nostre aspettative non sono state
deluse.
Il grande studioso, di origini ebraiche, ci avvisa dei
pericoli e dei vantaggi dell’utopia. Gli esseri umani
pensano la realtà in
modo
diverso.
Tutto inizia con
Eva, la cacciata dal
Paradiso per aver
mangiato il frutto
proibito, la mela,
dall’albero della
conoscenza. Ma il
Paradiso era la
migliore cosa possibile perché non si doveva
decidere, tutto era in ordine e regnava la
perfezione. Dopo questo verdetto non vennero date
istruzioni. Nella mia mente, tento una
rappresentazione iconica, cerco le immagini e
chiudo gli occhi pensando ai nuovi restauri del
Masaccio nella Cappella Brancacci nella chiesa di
Santa Maria del Carmine a Firenze, penso alla
nudità dei corpi, all’umiliazione, alla tristezza del
volto coperto di Adamo e allo sguardo perso di
Eva, che non trova che le sue sole mani per coprire
la sua pudicizia.
Dove andare? Che fare? Da allora la vita dell’uomo
è sempre alla ricerca di qualcosa che ha perduto
per sempre: l’Eden. Siamo obbligati alla verità ma
non sappiamo. Il nostro sé morale ci porta ora alle
emozioni in movimento ora a tendere qualcosa di
migliore. In questa ricerca abbiamo preso
coscienza fra Bene e Male. E se il Paradiso non ci
obbligava a decidere, ora non ci sono alternative.
Quando Thomas More scrive Utopia, propone
un’impresa verso la società ideale. Una
subordinazione a questa azione. Per Popper ciò
porterà alla violenza dei contemporanei, di studiosi
che non hanno lo Stato ideale. Come un mezzo per
sacrificare qualcuno in cui l’obiettivo si giustifica.
Via via si pensa solo a perfezionare i mezzi per
l’obiettivo e non si pensano alle sofferenze.
I crimini peggiori sono stati compiuti quando erano
in essere le grandi idee. Già ci avevano ammonito i
nostri intellettuali. Ci avevano avvisato.
La felicità non era per Freud solo un momento di
piacevolezza, in una giornata normale o noiosa
tutto è sofferenza. Goethe ci offre in un’allegoria
di tutto questo, quando alla domanda se avesse una
vita felice rispose di si ma, poi aggiunse, non si
ricordava una sola settimana felice.
L’assenza di momenti felici non ci rende felici. Il
nostro paradiso personale ci ricorda una vita felice,
cercandolo in retrospettiva. La gente normale non
sogna grandi virtù: ma vuole solo mettere fine ai
guai.
Mi sento vittima
di un’ingiustizia?
Io guardo gli altri
e faccio paragoni.
L’avvento
di
Internet ci ha
portato a guardare
nel mondo. Tutto
il mondo è uno
scenario. Ma attualmente noi soffriamo di una
mancanza: non abbiamo punti di riferimento.
Molte persone, allora, parlano della fine
dell’utopia. Mentre, l’utopia è una caratteristica
fondamentale. Se noi dovessimo immaginare la
nostra utopia la considereremmo come un topos, un
luogo.
Utopia, nell’accezione del termine, è un topos che
non esiste ( u-topos). In realtà, l’ambiguità nasce,
volutamente da More, esso, infatti, può essere
inteso come la latinizzazione dal greco sia di
Εὐτοπεία, frase composta dal prefisso greco ευche significa bene e τóπος (tópos), che significa
luogo, seguito dal suffisso -εία (quindi ottimo
luogo), sia di Οὐτοπεία, considerando la U iniziale
come la contrazione del greco οὐ (non), e che cioè
la parola utopia equivalga a non-luogo, a luogo
inesistente o immaginario.
Ma noi, con la perdita iniziale, abbiamo perso la
strada perché è stata eliminata. Oggi tutto è
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autoreferenziale, esso è il prodotto composito di
diversi processi.
Si fa risalire abbastanza recentemente, trenta o
quaranta anni fa, il movimento in cui c’è stata la
privatizzazione dell’utopia. Oggi tutte le strutture
politiche sono ormai attendibili. Noi non ci fidiamo
dei poteri della politica: non ci fidiamo dei leaders.
Nel processo di individualizzazione, le varie
funzioni che i poteri promettono sono state
trasferite verso il singolo.
Howard Saul Becker (18 aprile 1928) sociologo
statunitense, ha sostenuto che il singolo deve
risolvere i problemi che sono sociali. La
privatizzazione dell’utopia non pensiamo che sia
qualcosa che ci allontani dell’esplosione nucleare.
Infatti, gli americani fecero i bunker per ripararsi.
Così noi usiamo la
nicchia per noi stessi.
Nel mondo abbiamo
solo la speranza di
curare noi stessi senza
curare gli altri.
Zygmunt Bauman, a
tal proposito, sostiene
un’idea,
individuata
nella
filosofia
statunitense, in cui ad
una
politica
del
movimento segue una
politica del processo.
La politica del movimento significa che non si è
interessati alla contemporaneità. Per misurare
“l’oggi” abbiamo bisogno di sacrifici e quando si
parla di sacrifici sono incluse anche idee e persone.
Bisogna, allora, combattere il male quando si
presenta come ad esempio il problema dei
guatemaltechi e il loro sconfinare alla ricerca di
condizioni di sopravvivenza migliori.
Altro
esempio, è il problema dei diritti degli
omosessuali.
Ci sono mali che si possono risolvere, ma non per
tutti. Noi agiamo per risolvere dei problemi ma, nel
frattempo, se ne presentano altri. Noi pensiamo che
risolvendo un problema dopo l’altro si arriverà alla
felicità. In realtà, l’utopia ha una doppia valenza:
da un lato ci stimola all’interazione; dall’altro ci
porterà ad avere successo.
Siamo consapevoli dell’impossibilità, però, nella
realizzazione di una vita migliore nel mondo
perché siamo coscienti di aver perso il Paradiso.
In tempi recenti, si è realizzata un’età dell’oro,
come in epoche antiche, che è quella del
Sessantotto.
Libero Amore, libera socializzazione. Le
conseguenze sono che ancor oggi indossiamo gli
abiti della libertà per una coesistenza, in un mondo
migliore. La rizomaticità è un’espressione in cui
può esprimere liberamente ciò che si pensa.
L’utopia capitalizzata è tesaurizzata dal liberismo.
La libertà di scelta ha portato all’annientamento del
Welfare State. Essere nel mondo è imperfetto. La
vita si è prosciugata davanti allo schermo; eppure,
il nostro mondo è utopico perché ha bisogno di
relazioni di significati.
La diaforizzazione è nella nostra epoca, nell’epoca
in cui viviamo gli altri come esseri umani.
Ma le prospettive dello stato di utopia sono
problematiche, hanno
una
struttura
complessa, più ampia.
Nel ritorno all’Eden
noi,
cerchiamo
la
radice del problema.
Dietro questo sogno
c’è
un
corretto
equilibrio
fra
due
valori: la sicurezza e la
libertà.
Ma
è
estremamente difficile
trovare sicurezza e
libertà insieme.
Nell’antichità gli schiavi erano sicuri perché non
dovevano scegliere ma solo obbedire. Oggi,
invece, abbiamo la libertà di poterci spostare,
andare ovunque, diversamente dagli schiavi, ma
non con sicurezza. Siamo consapevoli che non si
può avere sicurezza senza cedere parte della
propria libertà.
Pensiamo, ad esempio, alla flessibilità del lavoro.
In realtà questo concetto implica la fluidità perché
non ci sono regole fisse.
Allora, chiudo gli occhi e penso che il processo è
già avvenuto nel mondo occidentale. Il
cambiamento della struttura sociale, quello più
numeroso di tutti gli altri aggregati occupazionali,
che supera ormai gli operai, gli impiegati e i
contadini messi insieme, è dovuto agli scienziati
manager, professional, technician ad alto livello di
formazione scolastica. Dai miei studi, non posso
non citare i lavoratori della conoscenza cioè
persone che operano su processi immateriali e per i
quali la conoscenza è il principale input e output di
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processi di lavori, e che impiegano diversi tipi di
conoscenze per svolgere il lavoro e producono
forme e gradi di conoscenze nuove. Sono i
“lavoratori della conoscenza” citati da Butera e
altri in Knowledge working.
Ma torniamo a Bauman e lo troviamo già in
compagnia di Lord Beveridge. Con William Henry
Beveridge, primo barone Beveridge economista e
sociologo britannico, siamo nella seconda Guerra
Mondiale. Era un liberale. Infatti, la libertà sta al
centro delle idee liberali. Bisogna creare le
condizioni affrontando dei rischi. Le attività sono
rischiose: le persone che non hanno soldi non
possono farlo. Perché non sperimentano ma sono
guidate ed eseguono solo ordini e commissioni.
Con il Welfare State si è tentati una tutela, un
meccanismo di tutela.
Anche in Italia, si spera di ripristinare il caos: il
senso di sicurezza non può andare perso.
Se Freud fosse qui e si chiedesse il rapporto fra
sicurezza e libertà ci direbbe che la civiltà è un
compromesso fra sicurezza e libertà.
La maggior parte dei problemi di oggi è che
abbiamo sacrificato libertà per avere sicurezza.
Un’ultima domanda di Riccardo Mazzeo, ci offre
l’opportunità di qualche riflessione nella soluzione
collettiva. Nel rapporto fra amore e odio noi
abbiamo
la
necessità
di
appartenenza.
L’appartenenza ad una comunità, come essere
consapevole che sono membro, ha dei vincoli: la
fiducia affidatami come vincolo. Io pago su una
sicurezza relativa. La comunità si pone come
mancanza di scelta, come possibilità di essere
insieme e non essere insieme. Ma attenzione,
perché il mio Io appartiene non solo ad una
comunità ma anche ad una rete grazie ad Internet.
La rete mi appartiene grazie ai numerosi social
network come Twitter e Facebook. Io trasformo la
sfera
dell’appartenenza
a
quella
dell’autoinserimento.
Io perdo il controllo del gruppo sul gruppo. La rete
non è una comunità. Ecco perché i movimenti
fondamentalisti trovano tanti supporti nella rete e
non nella comunità. Gli aspetti di vincolo della
comunità sono insoddisfacenti. Nella rete, invece,
l’espressione del tacito ed esplicito bisogno di
appartenenza è soddisfatto. Dalla libertà alla
sicurezza,
il
pendolo
(di
ricordo
schopenhaueriano, aggiungo inevitabilmente) oggi
è a favore della sicurezza e meno della libertà.
Infine, Mazzeo nel ringraziare uno dei più grandi
filosofi e sociologi mondiali, ci fa partecipe delle
sue collaborazioni con Bauman e ci comunica che
sarà possibile comprarne delle copie. Anch’io,
allora, vado verso il banchetto e scopro che è
possibile incontrarlo. Uomo di appena 91 anni,
trasuda cultura, affascinante e travolgente, chiaro
ed esplicito, avere la possibilità di incontrarlo è
stata una vera fortuna.
Carmen Valentino
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RICORSO AL GIUDICE
DEL LAVORO PER
IL RECUPERO DELLE
SOMME INDEBITAMENTE
SOTTRATTE NEL PASSATO
AI DIRIGENTI SCOLASTICI
La riforma della scuola
che mette in atto le indicazioni della Legge 107/2015 assegna al dirigente
scolastico un ingente carico di responsabilità e di lavoro.
Il percorso, avviato 15 anni fa con l’entrata in vigore della scuola dell’autonomia, è dunque giunto a
destinazione solo da pochi mesi, attraverso l’approvazione di nuove norme, come l’introduzione del
merito professionale e degli albi territoriali, la cui applicazione rimane ancora poco chiara e complessa
nello svolgimento delle diverse fasi, ancora incerte nell’attuazione.
Leggendo il dossier pubblicato dalla rivista Tuttoscuola, dal titolo più che esplicativo ‘Responsabilità
crescenti, stipendio inadeguato’, emerge chiaro che “il confronto con i dirigenti amministrativi e con i
dirigenti di altri settori è impietoso”.
Ai dirigenti scolastici si assegnano gravi responsabilità e non si riconosce il benché minino corrispettivo
salariale.
A nulla sono valse le reiterate istanze di equiparare il ruolo del dirigente scolastico a quello dei dirigenti
della Pubblica Istruzione
La parabola discendente degli stipendi dei dirigenti della scuola è iniziata con l’approvazione della Legge
122/2010, che ha stabilito il blocco delle retribuzioni per i pubblici dipendenti. Solo che per i dirigenti
scolastici si è andati ben oltre. Perché il MIUR e il MEF hanno tagliato il ‘Fondo unico nazionale’ in
modo del tutto cervellotico, ritrattando le loro stesse decisioni: basti dire che, per l’anno scolastico
2012/2013, hanno in prima battuta determinato il FUN in 144.877.299,51 euro, ma dopo ben due anni
l’hanno ulteriormente ridotto, portandolo a 126.875.950,00. Per poi ritoccarlo ancora al ribasso, dopo altri
sei mesi, sino a 125.317.604,38 euro. Il taglio è stato confermato per i due anni successivi, per cui i
dirigenti scolastici hanno subito in tre anni un danno di circa 15mila euro e, ad oggi, continuano a
percepire circa 400 euro in meno al mese.
La vera beffa è che, nel frattempo, nonostante il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici sia
terminato, non si è mai tornati alla situazione del 2010, anno in cui quel fondo ammontava a
145.879.833,18 euro. E ciò a dispetto del fatto che i dirigenti scolastici avrebbero diritto a molto di più,
perché nella loro busta paga mancano delle “voci” importanti. A cominciare dal conferimento della RIA
dei pensionati, che è “risparmio di sistema”, cosa che non comporterebbe nemmeno un aggravio di spesa
per l’amministrazione centrale. La verità è che i due ministeri coinvolti hanno tagliato tale spesa negli
anni precedenti, ma adesso debbono senz’altro restituirla: sono 27.435.394,35 euro al primo settembre
2014, per cui il FUN relativo a questo anno scolastico dovrebbe essere pari a 173.315.227,53 euro. Nella
realtà, il Fondo unico nazionale per l’a.s. 2014/2015 è stato determinato in 117.727.736,02, che
corrispondono a 55.587.491,51 euro in meno. Ne consegue che i dirigenti scolastici italiani stanno
perdendo circa 7mila euro l’anno, più di 500 euro al mese.
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Tutto ciò riguarda il passato. Per il presente, invece, resta ancora il conferimento della RIA per un altro
anno e, soprattutto, vi sono i nuovi stanziamenti: anche se a proposito di questi ultimi non vale la pena
parlare, si ammonta a circa 10/15 euro a testa. Inoltre, vi sono ulteriori fondi specificamente stanziati per i
dirigenti delle scuole dalla Legge 107/2015, anche se pure su questi non c’è da esserne contenti.
Resta il fatto che, a partire dal corrente anno scolastico, il FUN viene incrementato di 35 milioni lordo
stato e, per il lordo dipendente sono circa 25 milioni e mezzo di euro; in media si tratta di poco più di
3.000 euro annui, di cui 240 mensili. Sommati a quanto indebitamente sottratto negli anni precedenti,
fanno 10mila euro l’anno, intorno ai 750 euro al mese. La legge stabilisce anche uno stanziamento
straordinario, una tantum, pari a 46 milioni per l’anno 2016 e 17 milioni per l’anno 2017. In totale, sono
63 milioni lordo stato, circa 39 milioni lordo dipendente, in media 5.700 euro pro-capite.
“A fronte di questi incrementi da corrispondere nell’anno in corso, da Viale Trastevere tutto tace”, spiega
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Il sospetto è che il Miur attenda il rinnovo del contratto
nazionale. Per quanto riguarda l’utilizzazione dei fondi stanziati dalla Buona Scuola, tuttavia, non c’è
bisogno del nuovo contratto: basta il contratto vigente e per restituire il maltolto non si occorre altro”,
conclude il sindacalista.
Alla luce di tali gravi inadempienze da parte dell’amministrazione, Anief-Dirigenti Scolastici – nata a fine
2015 su richiesta di tanti presidi col fine stesso di sostenerli e tutelarli, ha deciso di agire, avviando
specifico ricorso al giudice del lavoro, volto proprio ad ottenere quanto dovuto e a recuperare le somme
sottratte indebitamente in passato. Nei prossimi giorni, il giovane sindacato indicherà ai ricorrenti le
procedure da adottare, attraverso il proprio sito internet.
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DIRIGENTI :
RETRIBUZIONE
DI RISULTATO E
NON DI MERITO
Le legge 107/2015 ha stanziato delle risorse per ripristinare la retribuzione accessoria dei dirigenti
scolastici riportandola ai livelli del 2011/2012. Anche se si attende da mesi la certificazione del Fondo
Unico Nazionale 2015/2016 in cui tali risorse dovrebbero essere contenute, non si presagisce nulla di
buono.
Sembra prevalere l’applicazione alla lettera della parabola evangelica dei talenti. “A chi ha sarà dato e a
chi non ha sarà tolto anche quello che ha”
Molte sono le voci che vedrebbero nella volontà dell’Amministrazione l’utilizzo di tali somme per
costruire il nuovo sistema di valutazione con il sistema premiale e mentre si sentono notizie in merito
all’eventuale riduzione della retribuzione di posizione dei dirigenti scolastici a vantaggio della
retribuzione di risultato, e per di più con effetto retroattivo a partire dal 2012-2015
In questo modo soltanto una piccola parte di dirigenti verrebbe ad essere premiata, aumentando la
retribuzione di risultato (non è ancora chiaro con quali criteri), mentre per la retribuzione di posizione da
assegnare a tutti i dirigenti le risorse disponibili vengono ridotte.
L’Anief Dirigenti ha notare come il ritardato rinnovo del contratto di lavoro per i dirigenti e il mancato
riconoscimento dei carichi di lavoro e di responsabilità che gravano sui dirigenti, rende sempre più
profondo il baratro di affossamento della categoria, così differenziata e discriminata rispetto agli altri
dirigenti, che hanno minori responsabilità di persone e di rischi e percepiscono stipendi più elevati.
La buona scuola sollecita la presenza di “buoni” dirigenti, ma non “fessi”, anche se spesso sono stanchi e
oberati di lavoro.
Comunicato stampa ANIEF DIRIGENTI
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LA BUONA SCUOLA
LETTERE A CONFRONTO
Un ragazzo scrive ad un professore
e ne apprezza le doti relazionali ed
educative
Salve Prof ,
penso che noi uomini siamo delle creature abbastanza strane, direi un po’ infelici, da sempre portiamo
avanti una guerra continua con noi stessi per riuscir ad ottenere l’approvazione di gente che se chiediamo
loro, non ricordano neppure il nostro nome. “Un bel sorriso, scioltezza linguistica, precisione di
linguaggio, sguardo forte e andrà tutto bene” mi sono sempre detto. Ho sempre pensato che la prima
impressione sia quella che più conti, un primo passo fondamentale per farsi conoscere. Pian piano ho
continuato ad adagiare questa frase come un vero e proprio vero sulla mia anima, una protezione dal
mondo esterno , un mondo pieno di pregiudizi, pronto a sputare sentenze. Il velo è ormai diventato un
muro, una fortezza impenetrabile, per far in modo che nessuno possa mai mettere a nudo la mia anima e
poterla ferire, semplicemente non accettandola così per com’è. Molti dicono di sapere tutto di me, di
conoscermi da una vita, ma nessuno riesce a notare il guscio che mi avvolge, indifferenza, superficialità,
insensibilità, non fanno parte di me, sono solo degli accompagnatori quotidiani, delle guardie del corpo,
che mi seguono lungo il cammino della vita. Ed è per questo che sento il bisogno di parlare di me,
affinchè qualcuno possa dire di conoscermi realmente, poi però ci ripenso e mi rammendo che non
avrebbe alcun senso aprire le porte del mio mondo a persone incerte di voler entrare, a persone che
giudicherebbero tutto come ridicolo. Caro Prof. , a questo punto si starà chiedendo il perché le stia
dicendo tutto ciò. Bene, il giorno che mi preparavo ad incontrarla non pensavo ad altro che farle una
buona impressione, eccola lì, in procinto di presentarsi, osservandola, nulla di particolare, un uomo come
tanti, semplice, eccetto gli occhi, si dice che gli occhi siano le finestre dell’anima, la porta del cuore,
quegli occhi azzurri di un cielo limpido e infinito, degli occhi che accompagnavano le sue parole, come
gli strumenti accompagnavano le voci in un opera, in quegli occhi ho visto molto più che un bel colore,
ho visto un’ anima umile, la voglia di insegnare, il coraggio, l’amore per ciò che fa, per come lo fa, ho
visto un cuore immenso, pronto a dare e ricevere amore, ma soprattutto un’anima sencera. Non mi hanno
mai impressionato le belle parole, penso che tutti siano capaci di dirle, lei però ha espresso dei concetti
stupendi, alcuni li avevo già sentiti altre volte, erano stivati nella mia mente, sugli scaffali delle belle
parole, parole vuote ma d’effetto, bhe … quelle parole sono finalmente riuscite ad essere riempite,
scendere dalla mia mente e fondersi nel mio cuore, lei ha dato un significato a delle parole che prima
citavo come un insieme di lettere per addolcire ciò che dicevo. Di professori al mondo ne esistono molti,
ma nessuno durante tutti questi anni di scuola mi ha insegnato o sarebbe stato capace di insegnarmi ciò
che lei in poche ore mi ha insegnato. Mi ha insegnato l’amore, un amore visto come un affetto
incondizionato e privo di ogni altro interesse che non sia il bene altrui, un amore da cui nasce la speranza
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che mai si deve perdere, la speranza che le cose un giorno cambieranno, che i sogni uniti al sacrificio
prima o poi si realizzeranno, mi ha insegnato a non mollare mai a dare il meglio di me, perché nessuno
durante la mia vita mi porgerà la vittoria su un piatto d’argento, mi ha insegnato che apparire conta ben
poco ed essere se stessi è la chiave per farsi conoscere realmente, che ognuno ha i propri problemi piu o
meno gravi, che meno o più facilmente posso essere risolti… ho imparato che persone stanno ancora
cercando di imparare ciò, e che altri si rifiutano di farlo, ho imparato che la vita non sempre è giusta, che
la legge a volte sbaglia, ma che nonostante tutto non bisogna mai smettere di aver fiducia in se stessi e di
credere nella giustizia, se non terrena, quella divina. Mi ha insegnato infine che ognuno di noi nella
propria vita può cadere, attraversare dei tunnel bui, come a me, come a tutti, penso possa capitare anche a
lei, che nel caso dovesse affrontare una giornata no, non potrebbe mai dimenticare il sorriso a casa perché
è ciò che insegna, la felicità, qualcosa che tutti possediamo, ma a cui teniamo così tanto da tenerla
nascolta. Lei non è un semplice professore, è un vero e proprio maestro di vita e se un giorno dovessi
crollare, oltre al calore della mia famiglia chiedere il suo sostegno; mi è stato insegnato a dar del lei a
persone più grandi di me, quindi ti chiedo di perdonarmi se da adesso ti darò del tu, ma se un giorno
dovessi essere tu a crollare ed io ne dovessi avere la maturità ricordati che oltre al cuore di Dio troverai la
mia mano tesa verso di te pronta a sorreggerti . Nicola, ti ringrazio per il semplice fatto di essere te stesso
sempre e comunque, sappi che dal giorno in cui ci siamo salutati la mia anima non fa altro che cercare di
abbattere mattone dopo mattone i muri che la rinchiudono.
Con sincerità e amore,
Christian Orilia
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Un professore scrive ai suoi alunni
commentando l’azione di bullismo di cui è
stata vittima la ragazza di Pordenone e
aiutando i suoi alunni a “pensare prima di
agire”
Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le
succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza
poter comunicare con gli altri normalmente.
“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile
lasciarla lì.
Quando la finirete?
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano
conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di
scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di
esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di
indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in
fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno,
alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che
ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere,
quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli
insegnamenti migliori?
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici
anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta
facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non
hanno detto.
E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire.
Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.
prof Enrico Galliano di Pordenone
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LA SCUOLA PIÙ PICCOLA
IN PROVINCIA DI TORINO,
D’ITALIA
A CERESOLE REALE,
PICCOLO PAESINO DELLE
COLLINE TORINESI C’È LA
SCUOLA PIÙ PICCOLA
D’ITALIA: UNA MAESTRA
E 2 ALUNNI.
La maestra elementare
Marzia Lachello, 35 anni, insegna ad Anna e Moris di 8 e 7 anni, gli scolari. La
scuola sono solo loro. Nell’aula allestita al pianterreno del municipio di Ceresole Reale, c’è Cristiana
Cima, 40 anni, assessore all’istruzione del Comune: “Abbiamo rischiato di chiudere. Due anni fa non
trovavo un insegnante. Ne ho contattati cinquanta, tutti mi hanno detto di no. L’ultima telefonata è stata
quella buona. Marzia ha accettato. L’avrei voluta abbracciare”.
Come racconta Marco Bardesono per il Corriere della Sera, durante l’inverno a Ceresole non abitano
più di 80 persone: molti anziani, pochi i bambini. Da una parte c’è la diga che produce l’energia elettrica
per l’intera provincia di Torino, dall’altra il versante piemontese del parco del Gran Paradiso con il
Colle del Nivolet e ad ovest le Levanne e il confine francese, Ceresole Reale sta in mezzo. «A scuola
abbiamo tutto, dal computer alla lavagna luminosa — spiega la maestra —, l’aula è ampia e fuori c’è
un’aula ancora più grande, che sono le bellezze naturali del luogo».
La piccola Anna che frequenta la quarta, un anno più grande del compagno, ha le idee già molto chiare:
«Lo so che terminate le elementari, per studiare dovrò lasciare il mio paese, ma ci tornerò. Da grande
voglio fare il guardaparco. Qui ci sono marmotte, camosci, stambecchi». Il territorio di Ceresole è al
centro del parco naturale, un tempo era la riserva di caccia preferita di Vittorio Emanuele II che concesse
al piccolo comune il titolo blasonato di Reale. «Non potremmo fare a meno di questa scuola e siamo
disposti ad ogni sacrificio», giurano i genitori dei due alunni.
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VALORIZZIAMO LE ECCELLENZE.
CONSEGNA DELLE BORSE DI STUDIO AGLI STUDENTI
MERITEVOLI DELLE SCUOLE DELLA PROVINCIA
INIZIATIVA DEL LICEO 'TURRISI COLONNA' DI CATANIA
L'associazione culturale Onlus "Turrisi Colonna" istituita a Catania il 27 marzo 2014 promossa dai
docenti e genitori dell'omonimo Liceo, a completamento delle numerose attività promosse nel corso
dell'anno 2015 ha sostenuto l'assegnazione di 28 borse di studio a studenti meritevoli delle scuole della
provincia di Catania. Nel diffondere l'iniziativa alle scuole, il Liceo Turrisi Colonna ha invitato le scuole
della provincia c di segnalare studenti meritevoli e con particolari esigenze familiari così da essere
destinatari dell'assegnazione di una borsa di studio. Sono pervenute 122 istanze e la commissione,
presieduta dalla preside Anna Maria Di Falco, ha esaminato attentamente le documentazioni inviate e nel
corso della premiazione ha evidenziato come nelle scuole ci sono tante eccellenze e molti talenti che
meritano di essere valorizzati e opportunamente sostenuti.
Nel messaggio inviato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, oltre al plauso per la
lodevole iniziativa in linea con le indicazioni ministeriali di sostenere e valorizzare il merito e le
eccellenze, potenziando il diritto allo studio, sono stati citati gli articoli della Costituzione che all'art. 34
recita: " I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli
studi". Si dettano così le fondamenta di un "diritto allo studio" che è sancito e non sempre adeguatamente
attuato.
Nella legge 107/2015 più volte ricorre il termine "merito", "meritevoli", "eccellenze" e "qualità", ed ecco
dove si colloca l'autonoma e originale iniziativa dell'associazione scolastica onlus che consente anche di
poter accedere ai benefici del cinque per mille della dichiarazione dei redditi.
La lodevole iniziativa scolastica, sostenuta dai genitori, dall'Università, dall'amministrazione locale e da
numerose aziende (Squisilia di Niccolò Santocchini, CTA, Giga, Diplomatici, Atelier Sposa, Centro
didattico Athena, La Tecnica della scuola, la Banca Base), che hanno partecipato alla manifestazione,
rendono vincente la proposta di servizio a sostegno degli studenti meritevoli.
Sono state assegnate tre borse di studio di 300 euro per gli studenti: Maria Cristina Amas e Fabrizio
Leotta dell'Istituto "Maiorana" di Acireale; Francesca Bruno del liceo artistico "Lazzaro" di Catania.
Tre borse si studio di 200 euro agli studenti degli istituti comprensivi: Massimo Strano del "Verga" di
Riposto, Pierangelo Musumeci del Verga di Fiumefreddo ed Erika Quaceci dell'istituto di Adrano.
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Otto premi con assegno di 150 euro ad Alessia Manoli del Liceo artistico "Lazzaro; Gabriele Costanzo del
liceo scientifico "Galilei"; Ilenia Giusy Amadio dell'Istituto Alberghiero "Wojtyla" di Catania- a Marcello
Maugeri dell'Istituto "Fermi - Guttuso" di Giarre e alle sorelle Maria e Angela Ardita, a Graziano Raciti e
Mario Spoto dell'Istituto "Maiorana" di Acireale.
Undici buoni libro di 50 euro Feltrinelli sono stati assegnati a: Rebecca Maccarrone dell'Istituto "De
Roberto" e a Lucrezia Guidara dell'Istituto "San Giorgio" di Catania, ad Alessandro Galvagno di Maletto,
a Julia Fusto del "Tomasi di Lampedusa" di Gravina, a Maria Elena Amato e Giuseppe Bellamacina del
"Patti" di Trecastagni, alle sorelle Denise e Hilary Leocata, a Francesca Alò Sidney, Barbara Rapisarda,
Marzia Amoroso dell'Istituto comprensivo di Adrano, che è stato inoltre premiato come scuola che ha
presentato un maggior numero di alunni con una visita premio a Catania, offerta dal Centro Turistico
Ambientale (CTA), mentre l'Istituto Maiorana di Acireale come scuola ha avuto in premio la
certificazione linguistica "International house" offerto dall'istituto linguistico "Giga" di Catania.
Due studentesse del Liceo "Turrisi Colonna", Carlotta Priolo e Maria Luisa Giuffrida, hanno avuto in
premio il corso gratuito per la certificazione linguistica.
La consegna delle borse di studio diventa anche occasione educativa quale "giornata dell'impegno, della
gratitudine" premiando le eccellenze e sostenendo negli studi i meritevoli.
Il messaggio che giunge ai ragazzi premiati si condensa nell'esortazione augurale: "La gratitudine è un
valore e un impegno di vita. Oggi sei tu che ricevi un dono, domani sarai tu stesso un dono per gli altri".
Con questa lodevole iniziativa si amplia a livello provinciale quanto già realizzato dal 1989/90 dal preside
Giuseppe Adernò, il quale nella scuola media di Motta S. Anastasia e poi presso l'Istituto Parini di
Catania, ha assegnato negli anni di presidenza ben 324 borse di studio in buoni libro di 250 euro e
precisamente: 139 borse di studio ai ragazzi di Motta, di cui 24 ex alunni (Lire 34.750.000) e dall'anno
2000, al "Parini " di Catania 185 borse di studio, di cui 14 agli ex alunni che hanno conseguito la maturità
con la votazione di 100/100 (EUR.46.250,00).
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NOTIZIE DI VITA SCOLASTICA
PICCOLI SPAGNOLI CRESCONO
Consegna diplomi DELE 2015
Giorno 22 gennaio, nella gremita Aula magna dell’Istituto Leonardo da Vinci di Catania, sede
ufficiale d’esami dell’ Instituto Cervantes, alla gradita presenza del Console Onorario di Spagna per la
Sicilia orientale avv. Luca Mirone e del direttore del Leonardo da Vinci Fr. Stefano Agostini, si è svolta
la cerimonia di consegna dei diplomi DELE, titolo ufficiale dello spagnolo come lingua straniera.
Erano presenti i 252 candidati che hanno superato le prove delle sessioni d’esame del 2015 accompagnati
dalle loro famiglie, i docenti che li hanno preparati e alcuni dirigenti scolastici degli istituti di
appartenenza, oltre agli esaminatori del Centro.
Speciale menzione d’onore per i risultati conseguiti è stata data ai seguenti alunni:
Sapienza Serena e Fabiano Claudia liceo“ G.Lombardo Radice”CT
Sinatra Graziamarina e Giuffrida Angelina liceo “Boggio Lera”CT
Vella Elena liceo “ Principe Umberto” di CT
Ninfa Elena Istituto comprensivo “Mazzei Pantano” di Giarre
Bajeli Soraya Istituto Tecnico Commerciale “Gemmellaro”di CT
Antonio Bonaiuto e Russo Emanuela Istituto “San Giuseppe” CT
Anello Giulia liceo “Regina Elena” di Acireale
Belfiore Zaira e Coniglione Giulia Rita IC. “E.De Amicis” Tremestieri
Cannavò Gloria “Istituto comprensivo Casella” di Pedara
Failla Ilaria e Iacona Sara Istituto Comprensivo”Leonardo da Vinci” di Misterbianco
Marchese Francesco “Istituto Leonardo da Vinci” di Catania
L’evento è un’ulteriore dimostrazione della grande diffusione dell’insegnamento della lingua spagnola
nelle scuole di ogni ordine e grado di Catania e provincia e del riconoscimento dello spagnolo come
importante lingua di comunicazione.
Per questo motivo ringraziamo gli istituti e scuole di lingua straniera che valorizzano e promuovono la
diffusione di questa lingua fra i loro allievi: Istituto G. Lombardo Radice, Liceo Statale Boggio Lera,
Liceo scientifico e linguistico Principe Umberto, Istituto San Giuseppe, Istituto T.C. Gemmellaro di
Catania, I.C.Mazzei Pantano di Giarre, liceo Regina Elena di Acireale, Istituto Comprensivo Casella di
Pedara, Istituto Compresivo “E. De Amicis” Tremestieri Etneo e Istituto Comprensivo “Leonardo da
Vinci” di Misterbianco.
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I RAGAZZI SINDACI
NELLA PROCESSIONE
DELLA CERA –
CARROZZA DEL SENATO
COORDINAMENTO DEI CONSIGLI COMUNALI DEI RAGAZZI
Provincia di CATANIA
Come già da alcuni anni , per iniziativa del preside Giuseppe Adernò, i Consigli Comunali dei Ragazzi
della provincia partecipano alla solenne processione della cera dopo il passaggio della Carrozza del
Senato.
E’ una manifestazione storica della Città di Catania ad apertura dei festeggiamenti della festa della
Patrona, Sant’Agata.
Alla tradizionale processione della cera, un tempo detta “Luminaria” tutti i cittadini in processione
offrono a Sant’Agata fiori e candele. Il Sindaco, il Prefetto e le Autorità, raggiungono piazza Stesicoro, da
dove muoverà il corteo con due artistiche berline storiche del 700 equipaggiate con personaggi in costumi
dell’epoca, dando un fascino particolare alla cerimonia cittadina.
Giunti in Cattedrale con l’Arcivescovo si canterà solennemente il “Te Deum”
Ad apertura del corteo tra le associazioni di fedeli devoti sfilano i ragazzi sindaci con la fascia tricolore,
insieme alla delegazione dei Consigli comunali dei ragazzi portando i fiori e le candele in omaggio alla
Martire Agata
Il nutrito gruppo dei consigli comunali dei ragazzi comprende le rappresentanze delle scuole Parini,
Brancati, San Giorgio di Catania e poi ancora di Motta S. Anastasia, Paternò, Sant’Alfio, S. Agata Li
Battiati, Santa Venerina, San Pietro Clarenza, Maletto, Randazzo ed un gruppo di studenti dell’Istituto
Cannizzaro di Catania
Per molti di questi ragazzi sarà la prima esperienza di ufficiale rappresentanza e quindi una cerimonia che
segnerà un vivo ed emozionante ricordo.
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La Letterina, settimanale on line dell’A.S.A.Si. Sicilia - Rete delle scuole autonome della Sicilia - Statuto del 29.01.2003 dal notaio La Fata di Palermo Direttore Responsabile: Giuseppe Luca - Iscrizione al registro del Tribunale di Palermo II sez. civile al n.8/2010
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F.N.A.S.A. Federazione Nazionale delle Associazioni delle Scuole Autonome - Statuto del 2001Sede legale : Via dei Prefetti 47 - Roma - c/o ANCI - Sede Operativa: c/o ITIS A. Volta, Passaggio dei Picciotti 1, 90123 Palermo
Tel. 091 6494211 - 091 6494216 - fax 091 474126 - sito web: www.associazionescuole.it - e-mail: [email protected]
CONCORSO PER DIRIGENTI
Associazione delle Scuole Autonome della Sicilia
Corso di preparazione alla prova di accesso del concorso per
Dirigente Scolastico a PALERMO – CATANIA – ROMA – NAPOLI
Eurosofia
in collaborazione con Asasi organizza un
corso di preparazione al nuovo concorso per DS.
E’ possibile prepararsi alle prove grazie al materiale
predisposto dai nostri esperti formatori. Il corso,
articolato in 10 moduli in presenza e on line con 400
item con risposta, che saranno integrati subito dopo
l’emanazione del bando, consentirà di acquisire
un’adeguata preparazione utile al superamento delle
prove.
La metodologia delle lezioni in presenza: lezioni
frontali,
moduli
pluridisciplinari,
e-learning,
esercitazioni in presenza, simulazioni della prova. Aree
disciplinari: giuridiche, amministrative, gestionali e
pedagogiche.
La verifica e la valutazione periodiche attraverso test attitudinali ed esercitazioni in presenza.
Quota di partecipazione al corso: € 300,00 per iscritti ANIEF e scuole associate ASASi, € 450.00 per i
non associati ANIEF o ASASi
Art. 29 del D.L.vo 165/2001, per effetto dell’Art. 17 della L. 128/2013:
a) i nuovi DS sono formati dalla medesima “scuola” che forma i dirigenti dello Stato;
b) l’accesso è riservato alla filiera docente. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante
corso -concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione. Il corso concorso viene bandito annualmente per tutti i posti vacanti. Al concorso per l'accesso al corso-concorso
può partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche in possesso del relativo
diploma di laurea che abbia maturato un'anzianità complessiva di almeno cinque anni. I vincitori
formeranno la graduatoria di merito, stilata a seguito della somma dei punteggi dell'esame intermedio e
finale.
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La Prova scritta punterà su tematiche relative ai sistemi formativi, ordinamentali, sulle questioni
giuridico-amministrative- finanziarie, sociopedagogiche, organizzative, relazionali. Sarà considerata
positiva la performance dei candidati che avranno raggiunto un punteggio non inferiore a 21/30.
La Prova orale punterà a far emergere la capacità del candidato di affrontare le questioni concrete e
impostarne le soluzioni. Nella prova orale confluiranno le conoscenze sia di informatica che di lingua
straniera (inizialmente previste anche nella preselettiva). Per quanto riguarda quest'ultima, le indiscrezioni
giunte in redazione vorrebbero che sia stata fatta la scelta di accettare come lingua straniera soltanto
l'Inglese. Nella commissione d'esame saranno inseriti anche due o più esperti di lingue straniere e di
informatica, per appurare le competenze del candidato. Per superare la prova orale sarà necessario
riportare un punteggio non inferiore a 21/30
Titoli valutabili Solo coloro che riusciranno a superare le prime tre prove potranno vedersi riconosciuti i
titoli. Il punteggio massimo, non supererà i 20 punti.
Graduatoria e ammissione al corso di formazione finale Il punteggio complessivo dei candidati sarà
determinato sommando i voti delle prove e il punteggio dei titoli. Sarà la tabella allegata al bando a
indicare quali sono i titoli valutabili.
Corso Al corso selettivo di formazione saranno ammessi i candidati risultati idonei, secondo l'ordine delle
graduatorie risultanti dai punteggi conseguiti durante le prove. Il numero di ammessi corrisponderà a
quello dei posti messi a concorso aumentato di una percentuale del 20% (720).
Direttore del Corso:
prof. Roberto Tripodi
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L’ASASI PROMUOVE L’USO DEL SOFTWARE LIBERO
L’ASASI aderisce alle raccomandazioni Europee sulle specifiche di uso da parte delle P.A. del software
libero e pertanto, la Letterina viene diffusa in formato internazionale ODT open document.
In alternativa la Letterina è distribuita nel formato PDF Portable Document Format.
Questo formato è leggibile con il software gratuito Acrobat Reader, scaricabile mediante il seguente link
Download Acrobat Reader . Sul sito www.asasicilia.org sono reperibili i numeri arretrati della letterina
ISCRIZIONE ALL’ASASi
Per ottenere l’adesione all’ASASi di una scuola o di una rete di scuole e per pagare la quota annuale:
1) Delibera del Consiglio di Circolo/Istituto o dell’organo preposto se si tratta di una rete di scuole; non è
obbligatorio inviarla; basta citarne gli estremi nella lettera di adesione;
2) Lettera di adesione: va inviata una comunicazione presso la sede operativa sotto indicata anche per
posta elettronica e registrazione on-line da effettuare sul sito dell’ASASi;
3) Pagare la quota associativa annuale:
SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE : 50,00 euro
RETI DI SCUOLE: 25,00 euro x numero di scuole che compongono la rete (esempio: rete di 10 scuole
= 250,00 euro)
Il versamento, a favore dell’Associazione, va fatto tramite bonifico bancario, utilizzando l’IBAN riportato
di seguito. La spesa va imputata, nell’ambito del Programma Annuale.
Associazione delle Scuole Autonome della Sicilia, c/o ITIS Volta, Viale dei Picciotti 1, 90123
Palermo.
Banco Popolare Siciliano- IT07 Z 05034 04603 000000147624, via Buonriposo, 110, 90124
Palermo, ag. N°3.
ORGANIGRAMMA ASASI 2013-2016
Presidente Onorario Roberto Tripodi ([email protected])
Presidente Lo Scrudato Vito Liceo Classico Umberto I (PA), ([email protected])
Tesoriera Francesca Paola Puleo ICS E. Ventimiglia di Belmonte Mezzagno (PA) ([email protected])
Comitato di coordinamento
Attinasi Pietro IS Petralia Sottana (PA), ([email protected])
Linda Piccione SMS Pluchinotta S. Agata li Battiati (CT)
Grande Valentina III ICS S. Lucia (SR),( [email protected])
Novelli Maria IIS RipostoI.T.N. + I.T.G. + I.P.S.I.A.M. (CT), ([email protected])
Teresa Buscemi Liceo Scientifico Statale "Ettore Majorana" (AG),
Bongiorno Adriana (PA). ([email protected])
Comitato dei Garanti
Maria Paola Iaquinta (CT)
Mauthe Degerfeld Fabio ICS GIOVANNI XXIII (Trabia PA), ([email protected])
D’Agata Laura ICS Padre Gabriele Allegra (Valverde CT)
Rampulla Angela ICS Giovanni Paolo II (Belpasso CT), supplente ([email protected])
Casertano Mario Liceo Scientifico Einstein (PA) supplente.
Collegio dei Sindaci
Ficicchia Francesco IIS De Felice Giuffrida (CT), ([email protected])
Finocchiaro Giampiero IC Lanza Baronessa (Carini PA), [email protected]
Santangelo Margherita ITI Volta (PA) ( [email protected])
Triolo Paola IC Don Bosco (Ribera AG), supplente ([email protected])
Russo Giuseppe (PA), supplente
Redazione della LETTERINA
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Direttore responsabile Luca Giuseppe ([email protected])
Direttore redazionale Giuseppe Adernò ([email protected])
Redazione
Roberto Tripodi ([email protected]), Lucia Rovituso ([email protected]), Giuseppe Adernò
([email protected]), Adriana Bongiorno ([email protected]), Gaetano Bonaccorso ([email protected]),
Bianca Boemi ([email protected]), Giovanna Orlando ([email protected]), Concetta Guagenti,
Pietro Attinasi ([email protected]).
Emilia Romagna Associazione scuole autonome Bologna
Friuli Venezia Giulia Associazione delle Scuole del Friuli Venezia Giulia
Lazio Associazione Scuole Autonome del Lazio
Lombardia Associazione Scuole Autonome Bresciane
Lombardia Associazione Istituzioni Scolastiche Autonome Mantovane
Lombardia Associazione delle Scuole Autonome Provincia di Bergamo
Lombardia Associazione Scuole Varese
Piemonte Associazione Scuole Autonome del Piemonte
Sicilia Associazione Scuole Autonome della Sicilia
Consultare per le news dal mondo della scuola il sito scolastico siciliano www.aetnanet.org e i siti web delle Associazione
Scuole Autonome
Copyright
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riprodotto è tratto da www.asasicilia.org
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Tutti i materiali, i dati e le informazioni pubblicati sono “no copyright”, nel senso che possono essere riprodotti, modificati,
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condizione che tali utilizzazioni avvengano per finalità di uso personale, studio, ricerca o comunque non commerciali e che sia
citata la fonte attraverso la seguente dicitura, impressa in caratteri ben visibili: “www.asas.sicilia.it”. Ove i materiali, dati o
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sono tratti.
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In relazione al D.Lgs 196/2003 riguardante la “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”,
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