RAKERAS
Associazione Culturale fondata nel 2007
ALMANACCO
QUARTA PARTE
(dal 6 giugno 18 dicembre)
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Unu contu in ottava
due serate di poesia improvvisata in lingua logudorese
Oristano
Lolla campidanese di Via Solferino n. 29 (sede Crakeras)
venerdì 26 giugno 2009
Peppino Donaera, Nicola Farina,
Salvatore Ladu
hanno accompagnato
Su Contzertu Abbasantesu
Sabato 27 giugno 2009
Bruno Agus, Giuseppe Porcu,
Salvatore Scanu
hanno accompagnato
Su Cuncordu Iscanesu
L’invito era rivolto a tutti quanti: amanti,
curiosi, conoscitori e studiosi. Tutti coloro
che aveveno voglia di trascorrere una serata all’insegna della buona poesia e della
bella musica; a tutti quelli che credono
ancora che sia importante fare esperienza
diretta di ciò di cui si è sentito parlare, e a
quanti, e sono tanti, non hanno mai perso
la cognizione ludica e sociale del vivere,
del lavoro, del gustare la letteratura e la musica. Infine, ma non per importanza, a
quanti nella serietà del gioco sono consapevoli che sia più responsabile il non prendersi troppo sul serio. E c'era tutti, ma proprio tutti.
Per questa e per molte altre dotte ragioni, legate ai ricordi spagnoli delle nostre
origini contadine, al motteggiare fescennino dei nostri avi romani, del cantare
aedico le gesta e i miti, abbiamo scelto l’accogliente e nobile hortum oristanese,
sede dell’Associazione culturale Crakeras.
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PRIMA SERATA
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SECONDA SERATA
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L’11 OTTOBRE 2009
a Oristano c/o il parco di viale Repubblica l'Associazione Italiana Persone Dawn (A.I.P.D.) ha festeggiato la settima giornata nazionale Down e i venti anni di attività a favore delle persone Down e delle loro famiglie.
Crakeras e i suoi soci hanno partecipato attivamente alla manifestazione.
Con piacere pubblichiamo la lettera inviataci dalla Presidente dell’Associazione Clara Doni.
“In questi anni, tanta strada è stata fatta e tanti obiettivi sono stati raggiunti, ma perché ci sia sempre rispetto per la nostra dignità di persone, perché la società sia sempre sinonimo di crescita e non
di emarginazione , la strada è ancora lunga e gli ostacoli da superare ancora tanti, ma il cammino
non ci spaventa perché sappiamo di avere come compagni di viaggio persone capaci, e attente come
voi. Grazie per aver condiviso con noi emozioni e voglia di crescere”.
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a CRAKERAS
(il 23 ottobre 2009)
l Presidente Mariano introduce la serata più speciale dei suoi speciali, quella dedicata a De André a dieci anni esatti
dalla sua morte con un gruppo (anzi una parte di esso) ormai famoso e apprezzato in tutta la regione e oltre.
Si tratta di una festa, anzi di un concerto o piuttosto di un raduno «emotivo» nel nome di Faber, scegliete voi.
“Ho il piacere di presentarvi i MALINDA MAI”, dice il presidente, e il discorso di presentazione è già bello e finito,
perché come al solito Mariano punta al contenuto della serata non alle parole inutili e formali. Com’è nel suo stile (che noi
amiamo tanto) lascia senza indugio lo spazio ai musicisti che immediatamente, attraverso una voce che fa accapponare la
pelle, lanciano nell’aria un “Mia madre mi disse - Non devi giocare con gli zingari nel bosco”.
E Sally diventa il prologo della splendida serata che i Malinda Mai ci hanno regalato venerdì sera in casa Crakeras (ovvero
la casa di Carla e Salvatore).
“Ma il bosco era scuro l'erba già verde lì venne Sally con un tamburello, ma il bosco era scuro l'erba già alta
dite a mia madre che non tornerò”.
Dopo Sally è la volta di Geordie e poi ancora Creuza de Ma, Bocca di Rosa, Desamistade, La ballata dell'amore cieco, Amore
che vieni amore che vai, La canzone di Marinella, La canzone di Piero, Il Pescatore, Don Raffaè, A Domenica, La ballatta del
Michè, Fiume Sand Creek, Franziska (dedicato a Manuela) e Volta la carta (dedicata a tutti noi di Crakeras).Un susseguirsi
di emozioni ed un crescendo di entusiasmo, una carrellata di alcuni storici brani che ci hanno riportato indietro nel tempo,
quando, quelli della mia età, passavano intere serate ad ascoltare canzoni allora definite “proibite” e “peccaminose”.
Una sera, mentre ascoltavo “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” mia madre, captando al volo la strofa “E'
mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane”,
indignata e infuriata spezzò in due il mio prezioso Long Play contenente quella bellissima ma “irriverente” canzone.
I
Non smetterò mai di ringraziarli questi simpatici ragazzi perché ci hanno portato in casa le canzoni di Faber (sempre più
attuali) che echeggiando nell’aria hanno riesumato magicamente giovinezze passate e ricordi accompagnati dalle note di un
violino, di una tastiera, di una fisarmonica e di due chitarre.
Grazie anche a Manuela che ha fatto in modo che prendessimo i primi contatti con il grande Antonello, capo indiscusso dei
Malinda Mai e persona gradevolissima che certamente merita la nomina di socio onorario di questa piccola ma tenace associazione. Oltre ad Antonello Manca ringraziamo Corrado Atzei, Fabrizio Meli, Gianmarco Manis, Nicola Piredda e Gianmatteo Zucca.
P.O.
Note:
I Malinda Mai germogliano dall’incontro di artisti sardi uniti da una lunga esperienza professionale. Hanno formato
nel 1998 l’orchestra omonima, prendendo ispirazione dalla musica classica, dal repertorio popolare della tradizione
musicale sarda, celtica e dell’America latina in genere. Hanno all'attivo la registrazione di cinque compact disc e
numerosi concerti tenutisi su tutto il territorio nazionale.
Da molto tempo l’orchestra Malinda Mai, bramava fare un omaggio a Fabrizio De Andrè, per questo motivo - da un’idea del violinista del gruppo Antonello Manca - si è giunti a questo lavoro, che gli ha portati in breve tempo ad essere considerati attualmente i migliori interpreti del grande cantautore genovese.
Da quest'anno hanno avviato la collaborazione discografica e concertistica con gli Istentales. In più, presto, i Malinda Mai,si presenteranno al grande pubblico, con un progetto artistico dedicato ai mitici "Salis & Salis".
http://www.myspace.com/malindamai
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21 e 22 Novembre 2009
VIAGGIANDO PER ORISTANO
con Piero Ortu...
alla ricerca storica della sua evoluzione urbana
(tratto dal libro di Piero Ortu)
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DI SAP PUN TO
Il senso di delusione e di rammarico, il fastidio, la rabbia ed il dispiacere dovuti all'improvviso verificarsi di circostanze avverse e inaspettate, la delusione ed il disinganno, celati da tempo nell'intimo, esplodono e sembrano trovare senso e nuova collocazione, se espressi in
arte perché "Il disappunto, di poco dichiarato, allegerisce e lega".
Tra figurativi razionali e minuziosi ed incursioni astratte nell'arte urbana, si scorge un disappunto segnino, passionale, a tratti schizofrenico, a momenti urlato.
Vi è pure spazio per la coraggiosa contrarietà di quelle regole sociali soltano dichiarate e private, spesso, di sostanza e contenuti; la ribellione personale alla silenziosa contestazione del se, la non accettazione di ciò che può
capitare poichè "del fato, non è complice la mente razionale " affidano all'arte intime confidenze pronte ad essere condivise.
Si esprime in versi, la voce del disappunto....
Cristina Loddo
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venerdi 18 dicembre alle ore 18
Marcello Fois
ha presentato il suo ultimo libro
STIRPE
Una stirpe, quella dei Chironi, il cui destino è impastato di
amore e invidia, dolore e felicità - proprio come quello di tutte
le famiglie.
La voce unica di Marcello Fois squaderna il Novecento con una
forza poetica e infallibile, e ci consegna un romanzo che abbraccia
in un solo sguardo le storie piccole e quelle grandi, la luce calda
dei ricordi d'infanzia e le ombre fitte dell'età adulta.
L'epica del quotidiano accompagna le sorti dei Chironi a ogni pagina, seducendo il lettore con un racconto in cui la memoria del
sangue - ciò che davvero, sotterraneamente, tiene unita una famiglia - si allea alla potenza della letteratura. E ciascun personaggio sembra quasi a proprio agio, sballottato dalle onde degli
anni che s'inseguono, forse perché impegnato a cercare dietro di
sé il passato dal quale proviene - umile o nobile, vero o inventato
che sia. L'importante è non cedere mai di fronte alle sventure:
«perché non c'è genia, da che mondo è mondo, che sia nata forte e
invincibile se nutrita di lacrime».«Certo Michele Angelo era arrabbiato contro questa sorte che con una
mano dava e con due prendeva, ma lui non piegava la testa, aveva imparato che certe leghe cedono quando
meno te lo aspetti, basta un colpo in più. Il metallo è cosa viva, lui capisce la mano che lo forgia. Capisce il
cuore di chi lo lavora».
arcello Fois (Nuoro, 1960) è uno scrittore, commediografo e sceneggiatore italiano.
Nel 1986 si laurea in italianistica presso l'Università di
Bologna. Nel 1989 scrive il suo primo romanzo, Ferro Recente che, grazie
a Luigi Bernardi della Granata Press, viene pubblicato nel 1992 in una collana di giovani autori italiani.
Sempre nel 1992 pubblica Picta, con cui vince (ex aequo con Mara De
Paulis) il Premio Italo Calvino; nel 1997, per Nulla, (con cui inizia la collaborazione con la casa editrice Il Maestrale), riceve il Premio Dessì.
Nel 1998, ancora per Il Maestrale, esce Sempre caro, primo romanzo di
una trilogia (proseguita con Sangue dal cielo e L'altro mondo), ambientata nella Nuoro di fine Ottocento e
che ha come protagonista un avvocato, Bustianu, personaggio per il quale Fois si è ispirato a un avvocato e
poeta nuorese realmente esistito: Sebastiano Satta. Con Sempre caro nel 1998 vince il Premio Scerbanenco.
Con Dura madre vince nel 2002 il Premio Fedeli e nel 2007 riceve il Premio Lama e trama alla carriera.
M
Oltre che alla narrativa, Fois si dedica anche alla sceneggiatura, sia televisiva (Distretto di polizia, L'ultima frontiera) che cinematografica (Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni), e al teatro per cui ha scritto L'ascesa degli angeli
ribelli, Di profilo, Stazione (un atto unico per la commemorazione delle vittime della strage alla stazione di Bologna), Terra di nessuno e Cinque favole sui bambini (trasmesso a puntate da Radio 3 Rai). Dal suo racconto
Disegno di sangue, pubblicato nel 2005 nell'antologia Crimini, è stato tratto un episodio dell'omonima fiction
televisiva, trasmesso nel 2007 da Rai 2.
Ha scritto anche un libretto operistico tratto dal romanzo di Valerio Evangelisti Tanit.
Nel 200, con il romanzo Memoria del vuoto, edito da Einaudi nel 2006, ha vinto il Premio Super Grinzane Cavour per la narrativa italiana, il premio Volponi e il premio Alassio 100 libri.
http://www.marcellofois.it/
http://www.einaudi.it/libri/autore/marcello-fois/00009
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uando il Presidente di Crakeras, memore dei miei commenti entusiastici su Marcello Fois, mi
ha chiesto e, davanti alla mia riluttanza, imposto di
presentare l’ultimo libro dell’autore,ho avuto un’ulteriore conferma del giudizio che,senza esplicitarlo,davo
sulla nostra associazione: un gruppo di buoni a nulla
ma capaci di tutto. Ognuno di voi potrà sbizzarrirsi nel
trovare la giusta sottolineatura o l’accezione più adeguata alla definizione. Un’associazione in cui prevale
l’eclettismo(ad essere buoni) e la spericolatezza se il
Presidente ha affidato il compito di presentare l’ultimo
romanzo di uno dei maggiori scrittori italiani ad uno
che nella seconda vita fa lo zappatore o il raccoglitore
di olive. Quando lessi Sempre caro e Sangue dal cielo
restai affascinato dall’uso virtuoso della scrittura che
specie nelle descrizioni naturalistiche raggiunge vertici
di assoluta grandezza. Un autore che usa le parole come i grandi pittori usano il pennello,dando forme diverse a quello che noi comuni mortali vediamo normalmente Le descrizioni di Fois sembrano scaturire dall’uso poetico di uno spettrografo che svela la
composizione della materia nella sua intima essenza,quella che l’occhio umano non può riuscire a cogliere. Romanzi,quelli,citati,di
cui non ricordo con esattezza la trama,ma che hanno lasciato un indelebile senso di stupore e di fascinazione per quella capacità
descrittiva che talvolta provoca vertigini. Non voglio dire che Fois sia solo uno scrittore naturalistico ma le indagini dell’avvocato
Bustianu dopo aver dimenticato la trama cedono il passo nella memoria che resta, alle impressioni e sensazioni più forti. Altrettanto
potrei dire della nebbia che permea e avvolge le vicende di Gap. Stirpe segna un’inversione.Qui predominano le vicende umane,quelle tragiche di una famiglia nuorese che attraversa la prima metà del novecento segnato da due terribili guerre che incidono
sui personaggi del libro.La storia, narrata con un ritmo che tiene avvinta l’attenzione, riesce a trasmettere il senso profondo dei valori umani e familiari. Se dovessi estrapolare il messaggio principale che emerge è la crudeltà e inutilità della guerra che “vede solo
vinti senza vincitori”. Le pagine sulla prima guerra mondiale hanno la stessa forza di Un anno sull’altipiano e dovrebbero essere
lette da chi ancora oggi maneggia la parola guerra come un giocattolo con cui trastullarsi. Senza entrare nei dettagli del romanzo,
per evitare che ne possiate parlare senza averlo letto e soprattutto acquistato, segnalo le belle pagine sull’inquisitore che hanno riportato alla mia memoria Le fiamme di Toledo splendido libro di Giulio Angioni e soprattutto la figura di Mercede Lai che svetta
per la sua complessità psicologica e
personifica il ruolo e la forza della donna sarda.
Per sintetizzare il libro potrei paragonarlo ad una tragedia greca
dove il fato incombe inesorabile
dando un senso di ineluttabilità
alla vicenda di una famiglia perseguitata dal destino anche se poi
compare il deus ex machina che
riporta un soffio vitale in un angosciante situazione priva di speranza. In conclusione Stirpe mi sembra l’opera più compiuta tra quelle
di Fois che ho letto.Tornando ad un
livello che mastico con più padronanza, quando ho letto gli altri
romanzi Sempre caro, Sangue dal
cielo, Nulla e Gap, alla fine del libro avevo la sensazione che si prova in certi ristoranti dove mangi
benissimo ma ti alzi da tavola con
appetito. Alla fine di Stirpe la fame
era invece sparita. Complimenti
allo chef !"
Remo Tallu
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