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BIBLIOTECA LUCCHESI
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LIBRETTI
ALINA
REGINA
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REGINA
DIGQLGONEA
MELODBAMMA IN DUE ATTI
DI FELICE ROMANI
CON MUSICA DEL CAV. DONIZETTI
COMPOSTO IN GENOVA LA PRIMAVERA DEL ma
ÀDA'I'TATO ALLB SCENE
DEI: TEATRO NUOVO
La prima volta in Napoli l’Inverno del 1838.
DALLA wxvocmrm ALL’ usaom m nsso
Via Concezione a Toledo n. 3.
1838
PERSQHAGGL
»-’--'
ALÎNA, fu Pastoréllà; poi Regina di
Golgonda
Signora Mz'lz'lqllz'
FÌORINA, Prima delle Sehîave
Szlqnora Guz'darùn'
SEIDE, Grande del Regno, pretem
dente d’ Alina
'vfi
Signor Mzìate.
VOLMAR, Ambasciatore Francese, a
mante d’Alina.
Szlqnor De Natale.
BELFIORE, Aiutante di Volmar , a.
mente di Fiorina
»
Signor Sparalz'lc
HASSAN , Grande Ufìcìale di Corte
Signor Tomeo
GORA , Una delle Schiave della Regina,
Signora Ebolz'.
"Cono m BAJADERE
»
DI BRAMINI
» DI GRANDI DEL REGNO
GUARDIE INDIANE
GUARDIE FRANCESI
Za Scena è nell’Indz'e, nel Regno
di GOLGONDA.
"Maestro Direttore della Musica
Selg. Giuseppe Rami Baonaceorsl.
Direttore della parte rappresentativa
Sig. Giuseppe Checcherim'.
Architetto dipintore delle Scene (1’ Architettura
Sig. Francesco Rossi.
Dipinlore del Paesaggio.
Sz'g. Luigi Gentile.
Attrezzista e Guardarohe
Sig. Pasquale Stella.
Macchinista, ed Appaltatore della Illumina
zione.
Sig. Giovanni Sacchi.
Appaltatore del Vestiario ‘
Sig, Niccola Bozzaotra.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA.
Magnifico Padiglione Indiano nelle Slanze della
Regina. Il fondo è chiuso da seriche cortine. '
Alina occupata alla Toeletta. Florina la mi
adornando. Varie Schiave colle Arpe c
Ghirlande di Fiori.
Coro.
Or che da le rimuovi
Del mesto lultb i veli
E il tuo bel volto sveli
In tutto il suo splendor ,
Luce , e letizia pievi
De’ tuoi fedeli in cor.
Tal, diradato nembo
Della procella oscura ,
Brilla per 1’ aria pura
L’ astro del ciel mag ior
E di natura in gremào
Spande letizia e amor.
(Alina sorge dalla toeletta , e Fz'orina la se
gue.
.dli.
Che Val ricchezza e trono
Quando sospira il cori
Tutta la Vita io dono
Per un sol di d’amor.
D’ amore il mondo è pieno ,’
Ho mille amanti al giorno
Quanto mi veggo attorno
Parla d’ amore a me.
Ma perché geme in seno
Aiflitto il cor; . . perché P
Perché non trovo
Nel mondo intiero
Chi ama davvero
Ed ama ognor.
Un sol ne amai ,
Pierina , il sai.
Nè un altro oggetto
Può entrarmi in cor.
Il mio diletto
Mi rendi , Amor !
Fior. Impazienti i Principi
Del tuo tardar , Re ina ,
Che si sollevi attendono
Quella regal cortina,
E ai Grandi, ai Duci, al Popolo
Palesi alfine il Re.
Ali.
Yana d’ amor memoria ,
Ti parti omai dal seno :
Le tue speranze inutili
Più non ofl'rirmi
Il mio destino a
Forza concedi a
Fio. e Coro. Voli si dolci
almeno;
compiere
me.
e teneri
Muovi a far paghi appieno:
Veggan le genti splendere
Il volto tuo sereno ,
E mirin liete , e adorin'o
L’ astro dell’India in te.
Alina fa un cenno, le Collrine s’ alzano.
Vedonsi schierati i Grandi i Bramini , e le
Guardie.
S C E N A IL
vx:lssan e Coro di Grandi che tributano fiori,
e cloni, alla Regina. Poi Seicle.
Coro. Salve , 0 Sole ,- maggiore di quello
Che del Gange si specchia nell’ondal
A te fiori tributa Golgonda ,
Arde arómi ed incensi al tuo piè.
'Ass.
Nuova vita +splendore novello
Questo regno riceva da te.
Sei. Adorata Regina , omai del lutto
Volsero alfine i giorni: il fato estremo
Del nostro e tuo Signor assai piangesti.
Un re ci promettesti,
Rendici alfine un re. Noi la tua scelta
Giuriam di rispettar , giuria!!! serbarcì
Al più felice ubbidienti e fidi.
I morti di ciascun libra , e decidi.
Se valor , rispetto , e fede
Trovan grazia agli occhi tuoi ,
Aspirar ciascun di noi
Può del pari al tuo favor.
Ma se amor da te si chiede
Puro amor costante ,- e fido ,
Mia Regina ,- io sol confido
D’ ottenere il tuo bel con
[2
Coro. Ah più d’ un qual Dea t’ adora
Pur si tace , e a lei ne! dice
.
Ali.
Ella scelga.
Ah! Un giorno ancora
Concedete.
flora.
Or più non lice.
Sei. Ass. Coro. Scegli alfin. Dell’India al Trono
Ali.
Del tuo sposo un successor
Poiché a tal costretta sono
scelgo adunque . . .
Odonsi colpi di Cannone in lontano
'Ali. Tutti
Qual fragor !
e Coro
Has.
vxlli.
Di pace messaggio
a Francia ne manda.
Di
or erti
oma io
Il Dpuceg
domandig
‘ll Duce! . . . e s’ appella? . . .
Has.
Ernesto Volmar.
Ali.
Fio.
Ali.
(Volmar ! . . . )
(Quest’ è bella! )
(Mi sento mancar !
(Suiene. )
Tutti Regina! . . . Che avvenne ?
Ali.
Con pompa solenne
Si onori il guerriero
Poi ‘a parte contenta a Fiorino.
(E d’esse! . . è il mio bene! . .
Amor lo guidò.)
Avvezza fin ora
Ai mali , alle pene
Sì rapido bene
Comprender non sò.
13
Sei. (a parte) (Un altra dimora
Da mettere in campo
Ancora un inciampa
L’ infida trovò. )
Fio.
(Possibile ! Ancora
Verace n01 credo.
Il caso che io vedo
Intender non so
Has. e Coro (Un altra dimora
L’ infida trovò. )
(Partono eccetto Fiorina , e Alina.)
Ali. Fiorina io non ho fibra che non mi tre
mi in petto.
Fio. Si danno al mondo certi casi bizzarri. An
ch’io un giorno, o 1’ altro, 111’ aspetto di ve
dermi avanti a gli occhi quel bel soggettino
di mio marito.
Ali. Tel’ auguro di coro
Fio. Il Cielo nel voglia
Ali. Intanto mi lusingo di ritrovare il mio ca
ro Volmar sempre fedele.
Fio. Oh oh! Mi fate ridere se pensate di ri
trovarlo qual era ai giorni passati del vostro
amore. « Variano i saggi a seconda de’ casi
i lor pensieri. »
Ali. Ep ure mi dice il core che lo troverò qua.
le il lasciai tre anni sono nel mio natio pae
se , nella Provenza.
Fio. Eh! che in amore non s’ indovina mai!
Figuratevi se un giovane francese capriccio
so per natura! _. , . . .
r
Ali.4Se io lo ritr0vassi , vorrei porre a prova
quel core. Senza disvelarmi a lui; vorrei in
terrogarlo sconosciuta ; e se lo trovassi fedele,
vorrei porgli in fronte una corona.
(vizi)
Fio. Che bel castello in aria! A mio marito
invece di una corona , vorrei dargli in fronte
un bel bastone.
(via)
SCENA III.
Sala terrena negli appartamenti destinati
agli Ambasciatori.
Volmar , e Belfiore.
( Sono introdotti da diversi lffliziali.
Bel.
Bel paese ciel ridente ,
Sesso amabile e vivace.
Cavalier , sia guerra o pace,
Non mi muovo più di qua.
Val.
Beh
Anzi io parto immantinente. . .
Tu sei cieco alla beltà.
Voi.
Io del sesso ammiro il merto,
Ma mi piace un solo oggetto:
Altra via d’entrarmi in petto
Bel.
Ed il mio gli è sempre aperto. . .
Bel.
Presto , ei v’ entra, e presto va.
Un prodigio a nel cb' io Sento
Più 1’ Amor non troverà.
Era dunque i. «tuo tesoro)»
KVol.
15
Le virtù divise in cento
Tutte avea colei che adoro.
E tal perla preziosa
Era dunque. . .
La mia sposa.
E tu 1’ ami?
Bel.
Val.
Bel.
Come pria ,
Val.
Bel.
Come allor che a me s’ofi'rì.
Bagatella! ed io la mia
Non amai che quattro di.
Esigente , fantastica , altiera ,
Brontolona , gelosa , severa ,
Notte e giorno alle coste mi stava ,
A bacchetta volea comandar.
Val.
Schietta, ingenua, tranquilla, sincera,
Amorosa , gentil , lusinghiera ,
Respirare in me sola sembrava ,
Non sapea che piacere , ed amar.
‘a 2
Ah! dal di che mi venne rapita
noia
Ogni
dal core è bandita;
gioia
Bel.
Vol.
(
(
(
(
Se per caso trovarla dovessi,
Mi vorrei, giuro a Bacco, annegar.
Se per sempre perduta 1’ avessi ,
Non saprei di me stesso che far.
Val. Chi ama davvero , ama una volta sola ,
tanto più se nel petto racchiude un core ben
fatlo.
Bel. Il mio core è fatto come un core d’agnel
lo. la son nato in Italia.,- ed ho un core ve
ramente Italiano che non se la fà fare dalle
16
donne. Vanni in Francia a fare il soldato,
ma non ho imparato le sdolcinature della
moda.
Val. Tu hai un anima rozza, e non gentile.
Non ami da Cavaliere insomma.
Bel. Amerò da plebeo. Ognuno ama da suo
pan.
Val. I casi nostri sono consimili, ma il nostro
modo di pensare è diverso.
Bel. E vero. Voi sperato sempre di trovare
l’ antica amante. Io temo d’ avere la disgra
zia di ritrovare la moglie ; ha ringraziato la
fortuna che me la fece predare dai Corsari.
Per cui disse bene quel poeta che: « Varj
son degli uomini i Capricci etcetera. »
Val. Oh 1 se la tua Fiorina somigliasse la mia
‘
vezzosa pastorella Provenzale , non parleresti
così. Se tu fossi stato mio aiutante allorché
io la conobbi nel suo villaggio natia, ove in
qualità di semplice ulliziale ero di guarni
gione avresti conosciuto un angiolo di beltà
di costumi, di candore , e «l’innocenza.
Bel. Si eh? E quando vi fosse divenuta moglie
sapete che ne sarebbe successo! .. Fiorina pu
re -, quando faceva la stiratrice di biancheric,
era una colomba innocente , ma poi quando
mi fù moglie mi pigliava a schiaffi , mi da
va de’ calci . . .Buono per mè che allor quan
do seppe che io aveva fatto qualche fortuna
s’ imbarco per venirmi a trovare e fa
re
data da Corsari, e da allora in poi non ’ho
più veduta.
1
Val." E non piangesti? e non moristi di. . .
Bel. Crepai dalle risa.
Val. Taci. S’ avanza alcuno. Saranno gli Aral
di della Regina di Golgonda che concede la
grazia di presentarmi a lei nella mia qua
lità di ambasciatore.
SCENA IV.
Assan con Schiavi , e donne velate indi Jlma,
e Fiorina , parimente coperte.
Are. Al messaggiero della grande nazione a’ in
china, e ai sprofonda Assan il Capo dei
Bramini , il servo della più alta Regina del
mondo. Salute.
Tutti. Salute.
Bel. Vedi uanti saluti! Padroni miei riveriti.
Val. Che d{ovete annunciarmi?
Ass. Che tutto in questa corte è disposto cl
ricevimento del distinto Ambasciatore, e el
suo aiutante; eprima che l' alta Regina di
questa parte dell’India , Golgonda c iamata
a se v’ appelli , v' invia alcuni de'suoi più fi
di schiavi, e distinte ancelle, destinati a
servirvi.
Bel. Prenderò anch’io una di queste ancel
le. Si scorge a traverso dell’incomodo velo
che loro copre il viso sfolgoreggiare de’ begli
occhi neri neri, oltre degli altri pregi c e
si vedono all’ esterno.
Ass. Comandate, imponete ad essi, come fos
18
me i vostri francesi. Io stesso sarà sempre
ronto a servirvi ; e di nuovo salute. (via
Bel. Salute ! Che bel Paese! Io non parto più
da quà.
’
Jli. (Ah l. Fiorina è il caso io lo ravvisol. .
Oh mio caro Volmarl)
-
io. ( Ed’ io me ne sto qui trasecolando per la
maraviglia; è'mancato poco che non mi sia
venuta una convulsione. Colui. . . quell'aiu
tante. . . indovinate chi è l)
Ali.
Fio.
Ali.
Fio.
(Chi è mai?)
(E mio marito.)
(Ed è vero?)
(Ah! pur troppo!)
Bel. Vedete , vedete come s’agitanol Dowem
mo aver fatto colpo. Quella più abbondante.
in particolare , non mi cava mai gli occhi
(1' addosso.
Val. Per me sarebbe inutile. La mia pastoral
la mi sta fitta nel cuore. Non cominciamo
colle ragazzate, dobbiamo rispettare , per es
sere rispettati.
‘Î.
Bel. ( Ma almeno salutiaihole. Lasciate fare
a me.) Belle ragazze perché stato così lon
tano? avvicinatevi un poco.
Ali. Il rispetto che c’ ispirano gli Europei ci
I tiene lontane.
Val. ( Oh Dio! qual voce l_)
Bel. Ora che ci entra questo’rispetto?Noi sia.
ma degnevoli. Ci accomodiamo come si può.
Fio. Non siamo istrutte della francese galan.
teria.
‘
i
Bel. Obimè! . . . Che voce canina? O (Iuglll
è lei, -o è lo.spirito di mia moglie.
'
Val. Che fossimo giunti in un’ isola incantata!
Quella mi pare la vece del mio bene.
Bel. Quella mi pare la voce del mio male.
Belf. Volmar l ( maraviglùzto )
Val.
Belfior I.
5É'
)
(Arte e scaltrezza. )
Val.
Ho inteso. (in disparte )
Belf.
Ho sentito. . . .
Val.
Alina ). . .
Belf.
Fio.
Ali.
( Commesso è‘ olmar. )
V02.
‘ Oh ! cara !
Belf.
,
. ’
a 2
Oh! assassina!
Ma no, non può star.
‘
Val.
(
(
(
Ali.
Balf.
a
,
E un sogno, un delirio
I)’ acceso pensiero.
Insiem si consultano.
Non credono al vero.
Ali.
Fio.
V111.
.
( Pierina. )
( Belliore è col ito. )
Lo strano mistero
Non sanno spiegar.
Siam
azzi davvero
l.’
Da rei legar.
Si turbati , o Cavalieri,
Sì commossi rimanete?
Da stranissimi pensieri
Occupati ci vedete.
V01.
La tua voce a me mi toglie.
y 20
Bel)”.
Mi spaventa il_îtuo parlar.
Val.
Il mio bene. . . .
Belfi
a 2
La mia moglie. . .
‘ Di vedere e udir mi par.
Ali.
a 2
E la solita follia
Dell’ accesa fantasia ,
Che dovunque si figura
Belf.
Quel che suol di più bramar.
Ah! foss’ ella in sepoltura !
Val.
La potessi ancor trovar!
Belf.
a
Si, ragazza , a te 11’ appresso
Val.
’
Mi credeva a lei presente ,
.
.
terribilmente
E Il mio 001‘ soavemente
F
io.
Cprpincia;va a palpitar.
Ma e etto.
Ali.
EMe felice! è Ognor lo stesso
Mi si svela apertamente.
E un prodigio veramente
Ch' io prosegua a simular. ) '
Val.
Dehl mi scopri il tuo sembiante!
Belf.
Ch’ io ti vegga almeno il muso l
Ali.
No, Signor; dell’indig l’ uso “
Fio. a 2
Non vuoi tanta libertà.
Val.
Belf.
'
Europei , Francesi siamo ,
Di più comodo odiamo:
Men elosa e se izzinosa
E in
uropa la beltà.
Val.
Via! ti svela.
Ali.
Belf.
'
012.! rispetto.
" Via quel velo. . .
a:
No. . . (Gli dà una
(schiafla.
Fio.
Cospettol
Belf.
Se tu picchi a questo segno
Sei mia moglie in verità.
Val.
Cosi nobile contegno
Più sospetto ancor mi da.
S C E N A. V.
Assan con seguita , e detti.
blss.
. Val.
Bel/I
La Regina a se vi appella ,
Gi‘a l' udienza a voi concede ,
La. sua guardia al regio piede ,
Cavalier , vi guiderà.
Vieni andiamo.
Addio mia bella.
F0 fatica a uscir di qua.
a 4
Val.
Bel/'
Tornerete , ci vedremo
In più prospero momento:
Di quel vel 1’ impedimento
Tosto o tardi sparirà. . .
(S‘ egli è desta o addormentato
Il mio spir_to ‘afi'è non sa)
115;
Fia.
Ci vedrete ’, torneremo
In
iù prospero momento:
E ci vel 1’ impedimento
Forse allpr si leverlt.
.
avventurato
( Queet. incontro
ai’grazmo
22
> Più nessun
Forse alcun
disturberà. ) Partono.
’
Sei. Oh rabbia! Ella è d’ essa certamente col.
la fida sua seguace.
’
Jss. Signore , non osate penetrare in questo
vietate soglie. Quivi soltanto gli stranieri
possono entrare.
Sei. Le parte più chiuse sa superare la mia
gelosia. La Regina era qui colla sua confi
dente.
’
Jss. Seide quella gelosia che voi chiamate Pe
netrante ,
che vi fa superare ogni porta ,
quella stessa potrebbe rendervi cieco o vi
smnano.
Sei. No ti dico: Ella era qui mista fra le schia
ve. Io ne udì la voce. Ella, Europea di na
zione , ama perdutamente gli Europei. Fa.
natica di tal gente, ha voluto conoscere i.
gnota l’ ambasciatore Francese.
Ass. E lo stesso fanatismo avrà nutrito la bile
giarda Fiorina. Colei m’ha alienata la men.
te, giuro per Brama che mi vendicherò.
Sei. Sei tu pure invaghito di Fiorina?
Ass. Calci m' ha incantato, vinto , conqui
stato.
Sei. Ebbene 1' amor mio vada del pari col
tuo. Ascoltami attento. Io voglio sapere qual
è il suo pensiero intorno a questi francesi.
Intendo dire del messag iero e del suo segua.»
ce. Fammi il Lutto pa ese , e questa borsa
sarà la, tua ricompensa. Se non mi servi a
dovere, questa sarà. la tua pena. Scegli fra
ai
questi due. ( cava una borsa ed un pugnale ),
Jes- La scelta è già fatta.
Per ora vi dico
quanto so. Appena io vidi uscire dall’Arexn
queste due donne velate m’immaginai essere
una la Regina , è l’altra la bizzarra sua con
fidente. Udii seguendo i loro passi, che el
la diceva di avere lasciato un amante in
Provenza. , e 1’ altra di avervi lasciato il ma;
rito al suo paese; e che volev;mo vedere
(1’ appresso questi Europei per averne da
essi contezza. Altro io non so per ora , ma
vi giuro per Brama che discoprirò il tutto.
ma.
Bei. E fia ver quanto udiil Dunque deluso
Sarà Sei&e appieno l
Sento che già il furor m’ invade il seno,
Ingrata' In me un sostegno
Trovato avresti al vacillante regno,
E tu , erpdele Alina
Sprezzi il mio vivo ardor! Non curi, ingrata ,
I dolci sensi del mio cor! Un altro. v.
Al sol pensarlo io sento
Agghiacciarmi e avvampare in un momento
Dunque invan mi lusingai;
Fu un’ inganno la speranza!
Nò: per me per me giammai
Il tuo cor non palpiti».
Ma se un’ altro amor t’ allelta
La vendetta usar potrò.
g
S C E N A VI.
Entrano i Bramini.
Amici udiste ?
Sei.
Traditi siamo
A un vil straniero
Ceder dobbiamo.
0g i sul Trono ascendere
olgonda il mirerà
Cow
\Oggèi la spada vindice
al traditor cadrà
Voi lo giurate ?
Sei.
Coro
Sei.
Unanimi
Noi ti giuriam vendetta.
Vi le go, magnanimi
Su ciglio lo sdegno
Che , al vile disegno
Vi ferve nel cor.
Ad’ira si nobile
L’ efl'etto risponda
Si salvi Golgonda ,
Il Trono , l’ onor
Quell' Anima fiera
Mi provi spietato
Lo esige, lo impera
L’ amore oltraggiato.
Domare quel core
Sa rb col terrore ,
L' altera, pentita ,
Punita sarà.
Coro
Lo scetro dell’ India
ln mano straniera !
Paventi la perfida!
Invano lo spera.
_ Silenzio. Non perdaci
Incanto furor.
( partono.
SCENA VII.
Magnifica Sala d’ udienza‘inel Regio Palazzo.
Trono Orientale da un lato.
4
Al suono di lieta muszca de;filano le Guardie
Indiane ed occupano gli uditi della Sala. Men
tre le Bry'adere cantano un inno di gioja.
Alina ac’compagnata da Fiorina magnifica
mente vestita all’ Indiana ascende sul Tro
no. Sono quindi introdotti Volmar, Beifiw
re , e un Drappello di Francesi.
Coro di Bry'adere.
Fra quante il mar dell’ India
Ampie città circonda ,
Bella sei tu , Golgonda ,
E sarai bella o nor:
Non Perché il so? vagheggia
Il tuo gentil sembiagie ,
E qual diletta amante
-’
TI- orna di gemme e fior;
Ma sol perché benefica ,
Donna non già , ma diva ,
?D
26
‘
Del suo favor ti avviva,
Ti bea del suo splendor.
Spenti di guerra i fulmini
Posano a piè del trono ,
Danzan e’ sistri al suono
Pace , Concordia , Amor.
Val. Questo , o Regina, di mia vita io stimo
Il di più bello in cui degnato io sono
Dal mio Signor all’ alto onor d’ offrirti
Patto di stabil pace ,
E pegni a darti d' amistà verace.
Ali. Grata in mia Reggia , o Duce,
Mi è la presenza tua.
Val.
'
(Cielo ! )
Ali.
Inviarmi
Il tuo Re non poteva ambasciatore
Più gentile di te.
Val.
(Per qual portento
Ogni voce .ch’ io sento
E voce del mio ben? )
Be,lf.
_
.
(Qul certamente
Ci entra stregoneria.)
Ali.
Siedi , ed esponi
Del Quo Signore i sensi.
Fio. (E commosso. )
.Ali.
(Non sa quel che si pensi.)
Val. L’ Asia nemica , e il foro
Sultano di Missur , a_mho il tuo regno
Minacciano assalir , e aspirar quindi
Al dominio degl’ Indi. A te,la Francia
Offre scudo e difesa, ove del pari
Scudo e-dìfesa.a leipmtar consenta
ab
2
Tu nelle
Ali.
Val. Della
Il foglio
Dal mio
sue querele.
Io son contenta.
felice lega
testimonio ecco segnato
Sovrano.
2
Forge un foglio.
Il mio regal sugello
111'.
Mallevador sarà che i sacri patti
Si manterran per noi.
(scende dal tranqa
SCENA ULTIMA.
Seide , Grandi del Regno , Duci ,
e Popolo. V
Sei. Ti arresta. '
,
Tutti con Ali. Quale ardir'! i .
Sei.
. Segna-{non puoi.
Sci- .e Coro No: tu non"puoi : lo vietano
Le nostre sacre leg i.‘
Tal dritto ai Be so? debbesi;
Un Re tu prima ele gi,
E santa e irremovibiîe
La lega ci fermerà.
‘ Tuffi con
i“
Che ascolto? ' ‘\ _ .; i ‘
Ali.
Sei.
“
.Ebhen s;ospendasi
‘ Fino alla nuova aurora.
Che dici? E indugi ed esiti?
E sei perplessa ancora? ’
28’
Oggi giuraàti scegliere ,
ili".
Il regno intier lo sa.
Andacil e me costringere
In questa guisa osate ?
Regina io son: tremate ,
Libera io son di me.
Posso punire i perfidi
Anzi ch’io scelga un re.
\ Belf«
Brava davvero.)
(lo palpit0. )
Fio.
Voi.
Sei.
Ammiro il suo coraggio.
( Ardir. ) Se iGrandi insistono ,
A te non fanno oltraggio:
Desio del patri0 bene
Coro
Cotanto osar li fa.
Scegli, dehl scegli.
Ali. (dopo avere meditato) Ebbene; I
Pago il desio sarà.
E sposo mio. . . . Volmar.
Val.
Bel.
Sez.
Val.
Tatti
Io P
Potfar Bacco!
‘
Oh rabbia!
Io !‘
Lui 1
Val.
Che dir? che far?
' Tutti.
Ali.
(Tace sorpreso e attonito ,
Fio.
Ah! se lo tenta il serto ,
Degno di me non _è. )
Tac: sospeso e attcnito
Dubbio , sospeso , incerto - . . .
Dubbio s0spes0 in certo
29
Quel birbaccione al certo
Grande sarà per me.
Vol.
Bé‘l.
Val.
Bel.
(Perché sorpreso e attonito ?
Perché sospeso e incerto P
Sprezzo dell’ India il serio ,
Idolo mio , per te.
Se tu disprezzi il serio,
Prendilo almen per me. )
Sei.
Coro
fili.
( Sfogo al furor che 111’ agita ,
Varco
S’Ella
Dritto
Cavalieri
si lasci aperto:
avvilisce il serlo ,
a regnar perdè.
l ebhen l tacele ?
Quai pensieri in eor volgete?
Vlil.
Se l. .
J/i.
Val.
Ahi Regina l . . .
Indietro , insano!
Mal tu a5piri alla sua mano:
Non ila mai che di Golgomla
Salga al trono uno stranier.
Temerario !
'
E chi potria ,
Se il volessi, a me vietarlo?
Sei.
Coro
Ali.
10.
Noi tutti.
Alcun non sia
Che si attenti d’ insultarlo.
Esca ognun.
Sei.
Tu più non puoi
Ali.
Imperar , far forza a noi.
De’ Bramini al gran consiglio
Sen rchianu il regno intier.
Ah l felloni l
3oi
Fio.
Bel.
Qual eri lio.’
Che furfanti! P g
.Vol. ( ad Ali. )
Non temet‘.
I diritti del tuo soglio
Manterrà 1’ onor francese
Dell’indegno che ti offese
Punirem lo stolto orgoglio
Prodi, all’ armi , la Regina
Vi accingete a sostener.
(I soldati francesi si avanzano e circon
dano Alina che si ritira dalla dritta in
mezzo a loro. Seide e i suoi partigiani
si schierano alla sinistra. Il Popolo e
le donne sono in fondo alla scena in
atto di sorpresa e di spavento. )
Tutti.
Si , 1’ onore d’ un trono oltraggiato
Vent‘licato - sarà dalla spada:
Si , tremendo sui perfidi cada
Di Golgouda lo sdegno e il furor.
Più che mare dai venti agitato
E turbato_ sconvolto il mio cor.)
Fine del primo Alfa.
ATTO SECONDÙ
SCENA PRIMA.
Stanze' terrene.
Varie Donne e Fiorino con una coppa
Nelle mani.
Fio.
Coro
Fin .
E cosi P
Son desti ancora.
Ma ben presto - dormiranm) ,
Se di questo -- ancor berann0
Sopmifero licor.
Fu la dose sufficiente:
A guardar tornate ancor.
.
( Il Coro rientra. )
(Più d’ Alina impaziente
Della prova preparata,
_Quasi quasi innamorata
10 mi credo di Belfior.)
Lo son io? -‘No , no, lo spero;
Ma un deSÌO - mi sento in cor,
Che se amor non è davvero
Ben potria sembrare amor.
(Ritorna il Coro. )
Coro
Piano, piano , zitti, zitti,
Ottenuto abbiam l’ intento ,
Più non p0ssono star ritti,
Già cominciano a dormir.
32
.
i
Tutta
Corro
i
Corro sul momento
,
La Regina ad avvertir.
S C E N A H.
Fiorina, e Cara.
Fio. Gora fa che colla massima diligenza que
due Europei che si sono addormentati colà
sù gli 0riglieri siano trasportati nei segreti
Giardini, che come già sapete sono addob
bati alla foggia Provenzale. La Regina richie
da da voi esattezza nel servirla , e ne avre
te grande ricompensa. Andate (partono gli
schiavi La Regina avrà già fatto il suo tra
vestimento , andiamo ora noi a fare il nostro.
Noi dobbiamo comparire tutte astorelle Eu
ropee. Per me non sarà gran atica il parer
10, ma voi sarete da me istruite.
Cara. Queste donne Europee sono molto biz
zarre.
( partono)
_33
SCENA III.
-
La decorazione rappresenta un paesetto diPro
venza. Una rustica abitazione deve illudere
Volmar che sia quella che un tempo riceve
rò Alina allorché era Unapovera villana. Un
Boschetto , u_n Piccolo torrente attraversato
da un Ponticello, ed in lontano delle ameno
colline, sono gli oggetti necessari.
Volmar è caricato sopra un sedile di verdura,
sotto numi di un albero frondoso. A poco a
poco si sveglia , sorge , e gira l’ ace/zio in
_lorno maravigliulo.
Val. In qual luogo son io! Come vi giunsi?
Add0rmentato io 111’ era
In ricco appartamento! . . .
Mi trovava in Golgonda... ed ora. . ed ora...
Non sò ben se son deste , o dormo ancora.
Ma nò: non dormo. Io veggo
Splendere il sole. . . . mormorar fra i rami
Sento placida 1’ aura , e franger l’ onde.
Sulle ridenti sponde
Della Durenza io sono. Quest’ è il villaggio
Della tenera Alina. Eoeo il Boschetto
Conscio de’ nostri amori.
I flauti de‘ Pastori
E delle gwie forosette io sento
a;
34
I giocondi concenti ! . . . Oh mio contento!
(Un Coro di Villani, e Villanelle vesta
te (di uso delpàese con campestri stru
menti, e canestri di frutti attraversano
il ponte. )
Coro (prima di Andiam : cogliamo i grappoli
dentropoifuori.) Del bel settembre onore:
Su’ colli Amor ci seguiti;
Con noi vendemmi Amore.
Qualunque festa è insipida
Laddove Amor non è.
,ÎVOL
0h come dolce all’ anima
Suono gentil mi scendi!
Degli anni miei più teneri
Il sovvenir mi rendi;
Del primo amor rinascere
Fai la speranza in me.
SCENA IV.
Veilesi Alina in abito da’ villanella traversare
il Ponte con un panierino al braccio.
Val. Che vevgo! Oh qual gentile
E vispa villanella il ponte varca
sovrapposto al torrente! In quella forma
Alina m’ apparia. Veîgiam . . . s’appressa.
'Ali. Buon di , caro V0 mar
‘
Voi. ‘
'
Alina !. . . E dessa!
Sei pur tu che ancor rivedo?
Tu mia vital . . Ah si . . sei quella
'
05
'È'î
Deh m’ abbraccia . . . mi favella . . .
Di ch’io voglio e sono in me
‘Ali.
Sì: tu vegli. A te lo chiedo
5’ io son quella. Osserva bene
D’ onde nasce? D’ onde viene
Lo SUJPOI‘ che scorgo in te?
Val.
Io non so. De’ miei pensieri
Ali.
Strano inver. Tranquillo ieri
Gaio e lieto ti lasciai
Val.
Ali.
Come! Ieri?
Lo scompiglio è strano assai
Smemorato !
Eri qui su questo prato.
Mi dicevi tante cose
Tutte tenere , amorose.
La mia man così stringevi
Questo anello mi porgevi ,
Nel donavi qual sincero
Testimonio di tua fè.
(Mostrando un anello. )
a 2
Val.
Quest’ anello ? Ah! è vero è vero
Il mio core a te lo diè._
Lo conosco , mel rammento
Pegno egli è d’ amor costante.
Ciel! s’ io sogno in questo istante
Più non farmi risVegliar
Ali. (apar.)Lo ravvisa. Oh mio contento!
Sol rammenta. Oh lieto istante!
Ah! Lo trovo ancor costante
Nò , di più non so bramar !)
Ali. ( a Volmar che è rimasto titubante. )
36
_ _
Or sei turbato e inediti!
Ti penti del tuo dono?
A te lo rende ( ofl‘rendogli l’ anello)
Val.
‘
Ali tienilo:
E tuo COni’ io lo sono.
Ali.
E sposo mio sarai?
Vvl-
Non ci lasciam più mai
E vivrai meco ognor?
Ci unisca eterno amor.
a 2
Vol. Ali. Restiamo oh mio bell’ idolo
Uniti ognor restiamo. ,
Viviamo insiem, qua vivono
Due fiori in un sol ramo ,
Di due formiamo un’ anima
Di due formiamo un cor.
( Uniti partono per la via del .P0nle. )
S C E N A V.
Interno di meschina , e piccola Capanna.
Var_‘j villani portano Bello/lare addormentato
sopra un fascio di Paglia vestito da villano
Fiorino è vestita alla Provenzale e le segua
ci di lei egualmente.
'
Fi0. Fate piano piano. Io Voglio che si svegli
naturalmente , ma già il vino che ha bevuto
unito al soporifero lo farà dormire. Abbia
mo fatto tutto il possibile per non destarlo
mentre gli abbiamo indossato la sua natia
3
pelliccia da montanaro come il conobbi. Ora
voglio fare di tutto per ricompensarlo de’
dispiaceri che gli faceva quando divenni sua
moglie.
Cara. Lo bastonavate?
Fio. Ma se era un birbaccione che mi disprez
zava , e correva appresso a tutte le stiratrici
mie compagne. Io che ne era gelosa gliele
suonava qualche volta.
Cara. Questo poi non andava bene.
Fio. Doveva egli farmi de’ torti P Era anch’io
nel caso di vendicarmi , eppure non lo fa
ceva. Quel malandrino credo abbia ringra
ziato il Cielo quando avrà inteso che la bar
ca sulla quale io era nel mio viaggio fu pre
data da Corsari. Egli mi credette morta , ma
grazie al Cielo vissi, fui unita ad altre schia
ve , venduta , e trasportata nell’ Indie.
Cara. E qui faceste la vostra fortuna?
Fio. Ebbi la sorte di essere qui fatta custode
delle schiave , e quando Alina venne preda
ta , e fatta schiava del nostro defunto Signo
re fui destinata , come Europea a sua pri
ma Damigella.
.
Cara. E quindi prima Dama, e confidente del
la Regina.
Fio. Alina piacque tanto al Re che la'feee sua
moglie Egli estinto , divenne ella assoluta Re
gina. Ora deve eleggere uno sposo; e giac
ché la sorte inviò qui come Ambasciatore
quel uffizialotto che ella aveva amato nel suo
paese natio , ha risoluto , a dispetto del Vi
38
sire , e di tutti i prelensori, di farlo suo spo
so , e Re di Golgonda. .
Cara. Ma perché ha ella fato addobbare que
sti giardini in modo da far i- credere un vil
laggio i’ . . .
Fio. Perché Volmar qui giungendo credette di
essere trasportato in un’ Isola incantata , e
mio marito egualmente -. poiché non poossno
credere che Alina sia Regina, ed io una sua
Dama. Onde per secondare il loro equivoco
la Regina ,
vivace com’è , ha voluto illu
derli in tal guisa. Io per imitarla, ho fatto
lo stesso con Belfiore , e l’ ho fatto trasportare
in questo tugurio , che perfettamente asso
miglia alla mia antica abitazione.
Coro. Vogliamo godere cotesta scena. Ma pa
re che cominci a risvegliarsi.
Fio. Ritiratevi. lo prendo la mia antica conce
chia , e canto una canzone come era solita
cantare a quei tempi.
( Cara via)
0 donne, è trista cosa
Trovarsi ognor vicino ,
Un uom ch’ è dato al vino,
Che dorme notte e di.
__ Bel. ( sueglianclosi)
Fior.
Volmar l . .
( Si desta.
Seguitiamo.
Bel. ( sbalordito) Ove son?... non ho più testa.
io.
Da che son fatta sposa
Di questo bevitore,
Arrabbio a tutte 1’ ore,
Mi annoio notte e di.
3
Bel. (avanzandosi)
Corpo di Bacio !
Comasco la canzone. . . .
Fiorina !
Fio.
Alfin ti svegli, ubbrîacone!
Bel. Cospetto ! Sei mia moglie ,
O il diavolo in persona P
Fio;
Scimunito !
Lo vedrai coll’efl‘etto.
( Sorge minac
|
ciondolo colla conocclzza.
Bel. Ola , dico , rispetto ,
0 con questa mia spada . . Come? che ? . .
La mia spada dov’ è?
Il vestito , il cappello. . .
Fio.
Ecco la spada ,
Seimunitq ! buffone ! (battemlolo colla 607106
Cltitt.
Bel.
Ajuto! ajuto! (Esce il coro.
Coro Che strepito! Che fu?
Sempre schiamazzi tu -- quand’ hai bevuto.
Bel. Bevuto ! . . si. . ma come ,
Perché mi trovo qu‘a ? . . chi siete voi?
Coro Siamo i vicini tuoi. . . .
Non ci conosci più ?
Bel.
Che fosse un sogno
Golgonda , l’ambasciata. . .
I vascelli , l’ armata -- il grado mio P . .
Coro Tutto, tutto hai sognato.
Bel. Ah! un malanno a costei che mi ha sve
lo sognai che disperato
(gliato.
Di una moglie maladrina ,
Me ne andai , mi fai soldato ,
Mililai nella marina.
0
40
_
Ma cospetto! il mio valore
De per tutto fe’ rumore:
Dai nemici, dai corsari
Liberai le terre e i mari ,
E nell’ Indie veleggiai
Col Francese ambasciator.
Coro e Fio. 011! i bei sogni che tu fai!
Ah! ali l ah! tu sogni ancor.
Bidone.
Bel.
Questa strega, appena intese
‘
La fortuna a me toccata ,
S’è partita dal paese ,
A Tolone si è imbarcata;
»
Ma fu presa per la via
Da un corsar di Barberia ,
In Algeri fu venduta ,
Notle e giorno ben battuta ,
E la pelle presto presto
Per fortuna ci lasciò.
gg;o 6
Bel.
Anche un sogno, un sogno è questo. .
Ah! perché non si avver'o?
In Golgonda io mi trovava ,
In cuccagna io mi credea ,
Che bocconi ch’ io mangiava!
Le bottiglie ch' io bevea!
Quelle care Golgondesi
Eran. meco si cortesi,
Ch’ io di loro andava matto,
Che un serraglio ne avrei fatto; . .
'
Ma mia moglie sul più bello
Mi è venuta a risveglian
r
Quà la fiasca , quà il bicchiere:‘
Tutto il giorno io voglio bere,
Fino all’ alba di domane
Vo’ dormire , vo’ sognar.
Adorabili Indiane ,
Vi potessi ritrovar!
I
parte.
SCENA VI.
Fiorina, indi Cara.
Fio. Il povero Belfiore è sbalordito, ma pen
serò io a farlo rientrare in sè stesso ed a
partecipargli la mia fortuna. Però quel bric
none mi ha trattata molto male, e non s’è
molto compiaciuto d’avermi ritrovata. Ma che
vuole Gora così frettolosa?
Cara. Ah Pierina accorrele. . . Oli che spa
vento]
Fio. Ch fùl
Cara. La Regina è tratta come prigioniera in
mezzo ai Bramini del Visir. L’Ambasciata
re co’ suoi seguaci ‘è accorso per liberarla ma
Seide resiste.
Fio} Oh Ciclo! Andiamo presso la mia Signora.
partono.
S C E N A VIÎ._
'
Gabinetto.
Varie Guardie di Seide circondano la Sald.
Hassan presso loro. Alina gettata sopra di
un Orz'glisre. _
‘
Ass. D’ ordine del Visir Seide , io solo resto
a guardia della Regina ch’èprigioniera nel
lo stesso suo alazzo. Seide la tiene abbastan
za custodita. arlite.
li. Unito a miei nemici tu pure, Assan?
«Isa. Regina, male giudicate di me. lo feci sot
trarre l'Ambascintore Volmar , il quale ha
>otuto imbarcarsi sul vascello comandante la
flotta che lo ha qui scortato. lo spero che sa
prà operare il vostro riscatto. La mia vita è
a voi coma rata. Corro a liberare puranche
il di lui Ajutante , ed a vegliare sulla Vostra
sicurezza. Giunge il Visir. Simulate per po
co, e vivete sicura.
(via)
SCENA VIII.
Seide fa un cenno ad Hassan
che parla.
Sei. Il grande cle‘ Bramini
Venerabil Consiglio ha pronunziata
La tua sentenza. Di Golgonda il serto ,
'Ì
C)
"Da te non meritato
4 «
A miglior fronte in questo giorno è dato.
'Ali Alle sventure avvezza, “
1
Io so sprezzarle. Volentieri io cedo "
Ad altra man lo scettro, e a’ patrii lidi
A viver tornerò contenta e lieta.
Sei. No: tu non puoi partir?“
‘
Ali.
Come! chi ’l vieta P
Sei. IO.
-
.
Ali.
Tu! Che ascolto? E quale,
Qual dritto hai tu , superbo ,
Sulla mia libertà?
Sei.
Dritto maggiore
Non v’ ha del mio. . y _
Ali.
Chi te lo diede?
Sei.
Amore.
Io t‘ amo , Alina , io t’ amo
Più che dell' India il trono :
A. te di nuovo il dono ,
Se ottengo il tuo bel cor.
Ali.
No, più regnar non bramo
Sovra tradito soglio:
Doni da te non voglio ,
Sprezzo il tuo vile amor.
Set.
Ali.
a 2.
( Prigioniera in queste mura ,
( vvilita languirai:
( Forse allor ti pentirai;
( E l’ orgoglio cesserà.
( Sopportar la mia sventura
( Coraggiosa mi vedrai ;‘
44
y.
.
( 'Nè sperar ch’ io scenda mai
( A implorar la tua pietà.
( Odesi strepito d' armi e tumulto lantana,
S C E N A IX.
Alina, indi Fiorina, e Belfiore.
Ali. Ma quale tumulto odesi da lontano! Ah
fosse il soccorso del mio Volmar! Ah Fio
rina, quale nuov:x mi rechi?
Fio, Mia Signora il Frode Volmar vedesi dal
verone dell’ Arem‘ , ove sporge sul mare ,
sull’ alto della prora , e livellare le sue bat
terie verso questo palazzo.
Bel. Ed io non posso dar prova del mio im
menso valore? E dovrò languire come nuo
vo Ercolino al piede di questa Iole irru
ginita !
Fio. Ora non è tempo di scherzi (colpi di can
none
Udite già spara il cannone.
Ali. Oh Cielo che sarà P
Bel. Io non ho timore delle palle.
Fio. Fuggiamo.
(nuovi colpi)
Ali. Odi: cresce il fragore. Presso al serraglio
ferve. accesa la pugna.
Nuovi colpi ma più presso.
Cono
Ma più presso , ma più forte
'I‘uona il fulmine guerriero. . .
Giù vacillano le porte . . .
Già si scuote il luogo intero. . .
S' ode In distanza uno scoppio (I artiglieria
45
indi fragor di rovine. Volmar, Bel/iure ,
seguito dalle sue guardie che tralzgono pri
gioniero Seide. Tutti gli Indiani si proslra
no alla Regina.
SCENA ULTIMA.
Cori
Ali.
Viva Alina! viva Alina!
O contento 1
Sei.
( Oh ! mio furor l )
Vol.Bel. ( Tu sei salva
0 mia Regina...
e Fio. ( Mira in ceppi il traditor.
Ali.
Ah! lasciate di io respiri
Mi sostieni , o caro amante
Al piacer di quest’ istante
Non resiste oppresso il cor.
Tutti. Sali al trono , e un’ altra volta
Di Golgonda stringi il freno:
A te lieto , a te sereno
D‘ India il ciel ris lenda ognor.
Ali.
Ah l capace a tanto
ene
Dammi un’ alma , o Dio (1’ amor.
( Tutti gli Indiani si prostrano ad Alina , e
.l' adorano. Quadro generale 61' allegrezza.
Gala il Sipario.
FLHG.
' 23475
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