EL NÒS PAÉS DIRETTORE RESPONSABILE: Sandro de Manincor COORDINAMENTO: Alberto Larcher COMITATO DI REDAZIONE: Sandro Abram, Nadia Tecini, Donatella Abram Carlo Martini, Giuliana Visintin, Enzo Leonardi Donatella Andreolli, Cristina Tomazzolli, Luca Inama. HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Don Mauro Leonardelli, Fabio Bartolini, Livio Pifferi, Associazione Mani Amiche, Luisa Mottes, Cinzia Bertol, Gruppo Giovani Smile, Sara Franch, Tavolo Giovani “Non 1 di Meno”, Flavio Gilli, Anaunia Team Dance, Corpo Vigili del Fuoco, Giovanni Inama, Coro parrocchiale San Lorenzo, Luciano Covi, Giuliano Pezzini, Patrizia Sarcletti, Associazione Alta Val di Non Futuro Sostenibile, i bambini e le maestre della Scuola elementare, Elio Covi, Franca Leonardi. REALIZZAZIONE: SOMMARIO Agenzia Nitida Immagine - Cles PAG 1 PAG 2 PAG 3 PAG 4 PAG 5 PAG 6 PAG 7 PAG 8 PAG 9 PAG 10 PAG 11 PAG 12 PAG 13 PAG 14 PAG 15 Gli auguri del Sindaco Alcuni pensieri aspettando Natale Liberi di scegliere, l’alternativa c’è Eccomi... dopo venticinque anni In ricordo di don Giuseppe Betta S. Maria a Sarnonico Sarnonico: il Natale di tanti e poi tanti anni fa Una speciale bambola di pezza Le Mani Amiche arrivano in Brasile Il pianeta degli alberi di Natale Novità, cambiamento, autonomia... augurio Sei stanco del solito Natale? Il Piano Giovani dell’Alta Val di Non Rodolfo, el nos giazar 2010-2011: la ventesima stagione di prosa A.S.D. Anaunia Team Dance Eugenio Finardi: acoustic concert a Sarnonico Il grande albero di Giulia Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Sarnonico e Seio Il Coro parrocchiale San Lorenzo di Sarnonico Nuove attività Scuola: orto - campo - giardino Associazione alta Val di Non Futuro Sostenibile La scoperta dell’atlante Informazioni utili supplemento n. 1 al periodico Nos Magazine n. 9 del 2010 - taxe perçue - Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Trento NUMERO 3 - DICEMBRE 2010 - PERIODICO DEL COMUNE DI SARNONICO PERIODICO INFORMATIVO DELLA COMUNITÀ DI SARNONICO E SEIO Cari concittadini e care concittadine, siamo in chiusura d’anno e penso di fare cosa gradita nell’inviarvi il terzo numero del “Nos Paes”, il periodico che ci consente di ricordare la storia della nostra Comunità ed essere uno strumento di informazione e di confronto. Sono profondamente grato a tutti quelli che hanno collaborato alla stesura del giornale e in particolare ad Alberto Larcher, Vice Sindaco, che ha ben coordinato, impaginazione, testi e fotografie. Il 2010 ha rappresentato l’inizio del mio secondo mandato da Sindaco e la fiducia dimostratami, a distanza di cinque anni, ha rappresentato per me oltre ad una grande soddisfazione anche un grande senso di responsabilità. Voglio però ricordare e condividere questa fiducia con tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco e con chi in questi anni ha prestato il proprio prezioso tempo al bene comune e all’Amministrazione Comunale. L’invito è quello di continuare a “fare comunità”. Per me oggi, ricoprire questo ruolo non è più una novità e l’esperienza accumulata insieme ad un gruppo solido mi permette di affrontare con serenità nuovi progetti. Le linee programmatiche sono state pensate e tracciate; ora vanno scelte le priorità, vanno comunicate e attuate, senza dimenticare che il “fare comunità” resta un punto importante della nostra azione di governo. Dopo un periodo di “assestamento” post elettorale, durante il quale sono stati condivisi e attribuiti i nuovi incarichi di giunta e di consiglio, sono stati seguiti i cantieri già avviati (asfaltatura delle strade agricole e realizzazione del marciapiede verso Cavareno) e le manifestazioni più importanti. Il particolare momento finanziario internazionale e nazionale e le ultime indicazioni che arrivano dalla Provincia ci fanno intuire che nei prossimi cinque anni ci sarà un calo di risorse e quindi dovremo fare scelte responsabili e valutare attentamente azioni non strettamente necessarie rispetto al garantire la qualità di servizi ai cittadini. È per questo motivo che ritengo necessario fare economie di scala, investire per dare il via alla gestione condivisa di vari servizi con i Comuni vicini e valorizzare al massimo le risorse umane presenti sul territorio. Solo con una comunità unita e coesa, infatti, potremo vincere le prossime sfide e raggiungere gli obiettivi prefissati. Ci avviciniamo alle festività e nelle prossime settimane le strade e le piazze di Sarnonico e Seio saranno addobbate e ingentilite, per regalarci emozioni speciali e suggestive. Voglio ringraziare i consiglieri comunali, i dipendenti, i volontari, la Parrocchia, gli operatori economici che, ognuno con il proprio ruolo, hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo sociale ed economico della Comunità. A nome dell’intero Consiglio Comunale auguro ai nostri ragazzi, alle persone anziane a tutte le donne e uomini che compongono le Comunità di Sarnonico e Seio un sereno Natale che, con il suo significato più vero, possa dare a tutti la gioia di vivere e il piacere e la serenità per incamminarsi verso il nuovo anno. Un pensiero particolare ed il mio augurio personale va a tutti i bambini che, quando mi incontrano, mi salutano con un sorriso o un “ Ciao Sindaco”; la loro spensieratezza, sincerità e bontà d’animo mi accompagnano nel mio compito di amministratore, con la responsabilità di garantire anche a loro un bel futuro. Spero che il loro sorriso possa portare nel mondo di noi grandi e in tutte le case la gioia e la pace propria dei giorni natalizi. Vi aspetto tutti per un brindisi di Buone feste, domenica 26 dicembre 2010 alle 16 presso la sala polivalente del Centro Sportivo. Auguri! Il Sindaco Sandro Abram Grazie alla bambina della Scuola dell’Infanzia “Giardino dei sogni” di Sarnonico che ci ha inviato il bellissimo disegno della Natività. 1 Questo terzo numero del Nòs Paès esce in occasione delle feste natalizie e vuole illustrare le principali attività sociali e amministrative della nostra Comunità. Con il gruppo di redazione sono stati scelti alcuni argomenti ma invitiamo chiunque a contribuire in futuro con testi, documenti, fotografie... Per lo spazio che mi è concesso, per le mie deleghe e competenze, vorrei trasmettervi alcuni pensieri. Comincio con un tema importante come quello dell’ambiente. L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2010 “anno internazionale della Biodiversità”. Tutte le forme di vita sul pianeta sono frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni che ha formato organismi sempre più complessi e diversi. In questi ultimi cinquant’anni l’umanità ha rimodellato paesaggi e ha determinato, spesso inconsapevolmente e in modo irrimediabile, l’estinzione di tanti esseri viventi. Nessuno vuole rinunciare a “stare bene” nel nostro mondo, sia chiaro. Ma abbiamo il dovere di preservare la ricchezza della biodiversità per le generazioni che ci seguiranno. Saranno decisive fin da subito la consapevolezza della necessità di introdurre nel nostro stile di vita nuovi comportamenti che vadano verso la sobrietà, la sostenibilità e la decrescita, e la diffusione del convincimento che c’è un limite a tutto, anche all’utilizzo del territorio e delle risorse. Il motto di alcuni politici ed economisti sembra quello di crescere, crescere, crescere. Ma fin dove? Con quali costi umani e ambientali? Credo che il nostro futuro non sia quello di opulenti cavallette sterminatrici, bensì quello di sagge api operose. Per diffondere le problematiche legate alla biodiversità, è stata fondata due anni fa, proprio a Sarnonico, l’associazione Alta Valle di Non Futuro Sostenibile. Durante il trascorso anno scolastico, l’Associazione e l’Amministrazione comunale hanno collaborato con insegnanti e alunni della scuola elementare nella realizzazione del progetto Orto-Scuola. Il coinvolgimento degli scolari è stato importante per formare e sensibilizzare i giovani alle tematiche ambientali. Il progetto, visto l’interesse degli scolari e delle maestre, proseguirà anche il prossimo anno. Durante l’estate l’Associazione ha curato inoltre incontri-stage tenuti direttamente nell’orto scolastico e aperti a tutti. Buona la partecipazione di turisti e locali. Nelle ultime settimane un fatto gravissimo ha segnato le già tristi cronache dei nostri giornali. Nell’antica città di Pompei è caduto sbriciolandosi un muro perimetrale della Domus dei Gladiatori, un edificio appartenente alla città romana, sito archeologico importante e prezioso. La notizia ha fatto in pochi minuti il giro del pianeta e sono arrivati numerosi messaggi di sdegno e rabbia, significativo fra tutti quello del nostro Presidente Napolitano. Non è difficile leggere in questa notizia lo sgretolarsi di uno dei simboli della cultura nazionale, come l’emblema di una politica sempre più assente, indifferente e distante dal prezioso patrimonio artistico e dalla vita culturale del nostro Paese. Mi vengono ancora alla mente le recenti e tristi dichiarazioni del nostro ministro dell’economia Tremonti per il quale la cultura non dà da mangiare. E, per contrasto, ricordo anche le parole di Marcel Proust che, dopo aver visitato il nostro paese, scrisse: “La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli”. La cultura sta vivendo nel nostro Paese un periodo terribile. In tutti i bilanci pubblici viene fortemente penalizzata al punto da essere presentata, perché così venga percepita, come cosa inutile e quasi nociva. Investire nella cultura, nell’istruzione e nella formazione significa invece scommettere sulla possibilità delle persone e della collettività, avere ambizioni, speranze e soprattutto maggiore autonomia di giudizio. Il livello culturale è quello che distingue un popolo di cittadini da un popolo di consumatori. Per fortuna in questo campo ci sono anche delle belle notizie. Una riguarda il restauro della nostra chiesa di Santa Maria. L’impegno e la tenacia di don Mauro e il progetto dell’architetto Fabio Bartolini restituiranno alla nostra comunità un gioiello architettonico e artistico testimone della nostra storia. All’interno del tempio i restauratori hanno portato alla luce nuove pitture e nuove iconografie che forniranno elementi per riscrivere aspetti delle vicende storiche e politiche della pieve. Tra pochi mesi verrà inaugurata nella sua nuova veste. Anche i vent’anni della stagione di Prosa del nostro teatro ci fanno felici. Abbiamo chiesto a Franca Leonardi, ex Assessore alla Cultura e promotrice di questo evento, di ricostruirne la storia in un testo che trovate in questa pubblicazione. Con l’interruzione della stagione teatrale di Cles, in Valle siamo rimasti soli a proporre questa importante offerta culturale. Da sempre l’idea è quella di un teatro che sappia dosare tradizione e innovazione, tenendo sempre alta la qualità artistica degli spettacoli. L’impegno finanziario è notevole, ma l’Amministrazione ha sempre creduto in questo importante evento. Negli ultimi anni si cominciano ad avere anche dei risultati positivi. Cresce il pubblico, in particolare quello degli abbonati. Risulta evidente inoltre che l’interesse per lo spettacolo dal vivo sta crescendo, forse anche come alternativa a quel proliferare di cattivo gusto che passa nelle varie reti televisive nazionali. Ma sono sempre le persone le protagoniste della vita e anche della nostra Comunità. Quegli incontri che sono, come dice Alexander Langer, “tra le maggiori fortune che mi sono state date in sorte”. Un caro pensiero a don Giuseppe Betta che ci ha lasciati qualche mese fa. Ho bei ricordi del nostro Parroco che ho conosciuto in particolare durante i campeggi parrocchiali, dove abbiamo condiviso delle splendide esperienze comunitarie e personali. Mi ha inviato un altro testo bellissimo “el Dotor” Livio Pifferi: un piccolo saggio di storia sociale sul Natale di tanti anni fa. Lo ringrazio tanto del suo affetto e del forte legame con la nostra Comunità. Voglio ricordare tutti coloro che si impegnano nel volontariato investendo tempo, risorse personali e tanto amore. In particolare quelli che nonostante tutto ci sono ancora, che resistono e si impegnano. Gli anziani stupiscono per la loro vitalità e intraprendenza. Hanno fondato pochi mesi fa l’associazione “Mani amiche” e sostengono, in collaborazione con la nostra concittadina Laura Ziller, un importante progetto sociale a Salvador de Bahia in Brasile dove con poco si dà una mano a bambini, malati ed anziani di una piccola comunità. Ma tante altre sono le persone che ho la fortuna di incontrare e che vorrei continuare a frequentare “senza secondi fini”. Spesso di indole, posizione e cultura diverse, è possibile stabilire con loro amicizie su tanti piani e in tante direzioni, per arricchirsi e scambiarsi opinioni, idee, affetto. Colgo quest’occasione anche per ringraziare Francesca Abram che ho delegato a rappresentare l’Amministrazione nella scuola materna, elementare e all’asilo nido. Negli scorsi anni è stata Assessore e ha operato con professionalità seguendo con passione e competenza tutte le vicende legate ai nostri bambini. Sottolineo in particolare il buon risultato raggiunto dal connubio scolastico con la comunità di Ruffrè che ha dato segnali positivi già dai primi mesi di scuola. Concludo affidandomi al pensiero di Charlie Chaplin che, nel finale del suo bellissimo film del 1940 “Il Grande Dittatore”, con parole che ormai da tanto tempo mancano nel lessico della politica contemporanea, lancia un forte e commovente messaggio di speranza e di pace. Buon Natale e un Felice Anno Nuovo, Il Vicesindaco Alberto Larcher 2 DAL FILM “IL GRANDE DITTATORE” 1940 DI CHARLIE CHAPLIN “Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, neri o bianchi. Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c’è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti. La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l’animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell’oca, verso l’infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto. L’aereo e la radio ci hanno avvicinati. È l’intima natura di queste cose a invocare la bontà dell’uomo, a invocare la fratellanza universale, l’unità di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l’uomo a torturare e imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L’infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell’ingordigia umana: l’amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L’odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini non saranno morti la libertà non perirà mai. …Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è nell’uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilità di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla vecchiaia una sicurezza. Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Né lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitù. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l’ingordigia, l’odio e l’intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicità di tutti (…)” LIBERI DI SCEGLIERE, L’ALTERNATIVA C’È RIFLESSIONI NEI TEMPI DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLE CRONACHE DI AVETRANA Sport, turismo, attività economiche e relazioni con le associazioni sono le competenze assegnatemi, sebbene in giunta comunale non esistano compartimenti stagni e le decisioni vengano prese di comune accordo. Nei primi sei mesi ho capito una differenza sostanziale tra impresa privata e amministrazione pubblica. I tempi sono necessariamente diversi. Più rapidi nel primo caso. Il privato decide autonomamente e rapidamente sulle proprie disponibilità. Il pubblico no, prima di fare qualcosa deve sentire i pareri, valutare, prevenire le critiche e rispettare le normative. Ed è giusto che sia così perché si stanno utilizzando risorse pubbliche. Inevitabilmente i tempi si allungano, correndo talvolta il rischio che la “burocrazia” diventi più importante dei contenuti. È importante che ciò non succeda perché la pubblica amministrazione è anche soggetto attivo della realtà economica. Mi sono chiesto quale sia il ruolo e il peso, sulle sorti dell’economia locale, di un’amministrazione pubblica di un piccolo comune. Forse marginale, forse ininfluente, forse potenzialmente significativo. Guardando al panorama nazionale o internazionale vediamo che il traino dell’economia mondiale è ormai lontano dall’Europa, in Italia le decisioni, indipendentemente da quale sia il governo, sono subordinate ai problemi del debito pubblico e dell’economia globalizzata. E le prospettive future non sono delle più rosee. Cosa conta, quindi, l’amministrazione comunale di Sarnonico sulle sorti dell’economia locale? La mia opinione è che, nonostante tutto, si può migliorare in due direzioni: dare efficienza al ruolo di ente che rilascia autorizzazioni e controlla le attività economiche sul proprio territorio e offrire opportunità affinché nuove realtà economiche, compatibili con il nostro territorio, possano creare lavoro e benessere. Essere efficienti significa dare risposte certe e veloci agli operatori economici, nel rispetto delle norme; creare opportunità significa essere capaci di guardare lontano. Il miglioramento, sia dell’una che l’altra cosa, secondo l’attuale amministrazione, passano necessariamente attraverso la gestione di questi servizi ad un livello più ampio, sovracomunale, si chiami questo Consorzi tra comuni o piuttosto la nascita di un comune più ampio in alta Val di Non. L’uomo prima di tutto deve soddisfare i propri bisogni primari: avere da mangiare per oggi e possibilmente per domani, avere una casa in cui sentirsi al sicuro e poco altro di essenziale. L’ambito economico, prima esaminato, attiene a questa sfera e, fortunatamente, da noi, e in quest’epoca, tutti o quasi hanno l’essenziale per vivere dignitosamente. Soddisfatti i bisogni primari, emergono però altre necessità: avere delle relazioni sociali ed affettive, sentirsi parte di una comunità, avere del tempo libero, divertirsi, imparare ecc. Quella che si definisce qualità della vita. Sport e volontariato non sono altro che due risposte a queste esigenze importanti, che si manifestano solo quando i bisogni primari sono soddisfatti. Se ai giorni nostri, nei nostri paesi, tutti abbiamo da mangiare e un posto comodo e riscaldato per dormire, e solo per questi dettagli non trascurabili, sono da considerare tempi migliori rispetto ai tempi dei nostri nonni, non è però altrettanto scontato che le esigenze sociali e affettive siano soddisfatte sempre e da tutti. Si sprecano, infatti, le frasi del tipo “Una volta eravamo più affamati, ma più contenti”, “Una volta ci si incontrava e si parlava, oggi invece …”. È innegabile che nella nostra società materialista sembri indispensabile ciò che è superfluo e anche per questo siamo sempre tutti di corsa a lavorare, a comprare, a tenere alla perfezione case e giardini, a lucidare l’autovettura o a pensare di comprarne una più grande. E poi c’è tv e i suoi discendenti (computer, internet, sms, i-pad ecc.) che ci rubano il resto del tempo per raccontarci ogni dettaglio inutile della vicenda di Avetrana e di Zio Michele, piuttosto che permetterci di chattare con qualcuno che talvolta abita a 100 metri da casa nostra! Ed è così che magari poi scopriamo di essere insoddisfatti, di essere soli e di avere la lingua semi paralizzata perché non abbiamo proferito parola con nessuno nelle ultime 24 ore! Oggi la difficoltà di radunare persone in un paese con un evento sportivo, musicale o culturale, una riunione o per puro divertimento è paragonabile alla lotta di Davide contro Golia. Tutti abbiamo altro da fare, dobbiamo correre o siamo sfiniti per aver corso troppo, e, in ogni caso, un comodo divano al calduccio davanti alla tv diventa un richiamo irresistibile, anche perché, ormai, l’alternativa è forse l’imbarazzo di trovarsi con persone estranee o quasi… sebbene paesani. A Sarnonico vivono ancora molte associazioni, un patrimonio di inestimabile valore che non possiamo perdere! Sono il baluardo che giustificano, almeno in parte, tutti gli edifici e le strutture che abbiamo a disposizione e che rischierebbero altrimenti di rimanere vuote. Sono la dimostrazione concreta che comunque opportunità di incontro e di crescita umana ce ne sono per tutti. Sono la dimostrazione che sempre, e in ogni occasione, un’alternativa c’è. Tante volte mi chiedo chi glielo fa fare, visto che costa tanta fatica, riconoscimenti pochi e talvolta ci si mettono anche i “gufi” a criticare (solo a non fare nulla non si sbaglia mai!). Forse è la volontà di fare qualcosa per gli altri, di mettersi a disposizione. Sicuramente è il fatto che prima di tutto fa bene a loro stessi perché così possono sentirsi realizzati, soddisfatti, utili a qualcuno, possono stringere amicizie e liberare la mente da ansie e inquietudini che, invece, affliggono le persone sole. Forse qualche persona anziana può consolarsi pensando ai bei tempi passati, ma tutti gli altri quei tempi passati, ammesso che fossero belli, non li hanno vissuti. Evitiamo le romantiche nostalgie. Tutti noi siamo figli dei tempi attuali, con le infinte opportunità e con le cose negative. Siamo liberi di scegliere e di sfruttare al meglio le grandi opportunità che abbiamo tenendo ben presente cosa è importante e cosa non lo è. Far vivere un paese, vuol dire prima di tutto vivere meglio la propria vita. Far vivere un paese, non è compito dell’amministrazione comunale o dei gruppi di volontariato, ma è compito di tutti noi perché si tratta della qualità della nostra vita. Poiché, effettivamente, sono uno di quelli che va sempre di fretta, che ha sempre da fare, che in paese non si vede poi molto e che, non lo nego, vengo talvolta “rapito” dalle cronache di Avetrana e similari, se volete dirmi cosa pensate, forse, è meglio che mi mandiate una mail a [email protected]. Quando si dice predicare bene e razzolare male … Luca Inama ECCOMI…DOPO VENTICINQUE ANNI Parlare di se stessi non è facile, anzi, credo non ci sia cosa più difficile. Ho sempre visto il volontariato come forma di solidarietà verso chi è più sfortunato di noi, ma anche come prospettiva di crescita personale e comunitaria. È qualcosa che ognuno di noi si porta nel cuore, nel suo modo di essere, nel suo saper comunicare con gli altri, nell’ascoltare il vicino, l’amico, la persona che incontri che ti fa partecipe delle sue difficoltà. Penso che nel mio caso, ruolo fondamentale lo abbiano avuto i miei genitori che con il loro esempio, la loro saggezza mi hanno comunicato che: “Dare è più grande che ricevere”. Chi opera all’interno del volontariato in tutte le sue forme, può cogliere soddisfazioni e gioie ma anche tante critiche. L’ho provato in prima persona ma questo non mi ha impedito di perseguire i miei ideali. Ritornare al mio paese e l’inizio di una nuova storia… Sollecitata da vecchi amici “ritrovati”, ho deciso di condividere le idee di un gruppo che si è riproposto alla guida del paese. I consensi e la fiducia accordatami hanno notevolmente superato le mie attese e ora eccomi qua. Per ora posso, visto il breve periodo di attività amministrativa, prendere atto di quanto ho trovato e dedicarmi con impegno e passione nelle nomine che mi sono state date. Urbanistica Il lavoro che svolgo come impiegata presso uno Studio Tecnico della zona mi ha portato a sviluppare una certa esperienza nel campo urbanistico. Quello che giornalmente serpeggia è l’insoddisfazione, la sfiducia manifestata verso le istituzioni, la fatica di dover affrontare iter burocratici lunghissimi, leggi e normative sempre più complesse e restrittive che penalizzano le richieste dei privati cittadini e la pubblica amministrazione. Ho riscontrato che sul nostro territorio sono state realizzate opere rivolte al recupero e al miglioramento di strutture e servizi diretti a soddisfare le richieste e i fabbisogni dei censiti. Ricordiamole sommariamente: la variante al PRG, la zona artigianale con l’insediamento di nuove aziende, i lavori di recupero della Casa Bolego, la riqualificazione del centro sportivo e campo del Golf, il ripristino e la manutenzione di numerose strade montane e interpoderali, l’asfaltatura delle strade di campagna, la realizzazione del nuovo marciapiede, il rinnovamento dell’impianto d’illuminazione pubblica su vie e piazze del centro storico, lavori di arredo urbano nella frazione di Seio. Ora sono al vaglio alcuni progetti ritenuti prioritari, alcuni già finanziati e alcuni in fase di studio. Non voglio di- lungarmi elencando una lista della spesa ricca di nuovi progetti, il periodo che stiamo attraversando non è dei più favorevoli, i continui tagli delle risorse provinciali, nazionali e comunitarie, ci porteranno a fare delle scelte. Politiche giovanili Ho avuto il piacere di conoscere il mondo giovanile, complici i miei figli ed i loro amici, che mi hanno trascinata e coinvolta nelle loro iniziative e nei loro progetti. Nel nostro territorio è presente un’intensa attività associazionistica che vede il coinvolgimento di numerosi giovani. Con la loro partecipazione in associazioni di vario tipo (parrocchia, vigili del fuoco, coro parrocchiale, coretto, gruppo smile) svolgono un ruolo attivo nella comunità. L’esperienza associativa diventa per loro, un momento di crescita e di responsabilizzazione ed anche un modo concreto di sentirsi parte attiva della Comunità. Credo fermamente che i giovani siano: “la nostra risorsa di oggi e per il domani” ed è nostro compito impegnarci per lasciare loro un mondo migliore di come l’abbiamo trovato affinché, a loro volta, essi continuino e migliorino la nostra azione. Un grande scrittore, Antoine de Saint-Exupery, diceva: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”! Beh, i grandi sono stati anche adolescenti e se, se ne ricordassero, potrebbero probabilmente, aiutare i giovani a non commettere i loro stessi errori. Con gratitudine rivolgo un caloroso ringraziamento a tutte le persone, che in questi anni, all’interno di ogni singola associazione o gruppo, hanno con dedizione, passione e tenacia guidato i nostri giovani. Ricordo che il Comune di Sarnonico fa parte del Tavolo Giovani Alta Val di Non “Non 1 di meno” da 5 anni. (Si rimanda alla nota informativa redatta a cura della referente del “Tavolo Giovani” Sig.ra Sara Franch). Pari opportunità Sono molti i compiti che ricadono nella sfera delle responsabilità della donna, per cultura, attitudine o disponibilità. Nel mondo del lavoro, le condizioni di disuguaglianza che penalizzano le donne nei confronti degli uomini sono ancora troppo evidenti. Conciliare la vita familiare e l’attività professionale non può essere solo un problema di donne. Penso sia importante sostenere un cambiamento culturale sia nell’ambito del lavoro che nella società e nell’ambito della nostra Comunità. Per congedarmi ho scelto questa breve frase di Thomas Merton: La vita sfugge tra le mani, ma può sfuggire come sabbia oppure come una semente. Nadia Tecini, Assessore all’Urbanistica – Politiche Giovanili – Pari Opportunità 3 IN RICORDO DI DON GIUSEPPE BETTA Il 12 giugno 2008, mentre mi trovavo in un campeggio per adolescenti, mi arrivò una telefonata: dall’altra parte del ricevitore si sente una voce forte, decisa “qui don Betta sei tu don Mauro?”. Ero appena stato nominato Parroco di Amblar, Cavareno, Don, Sarnonico e Seio e la notizia era stata diffusa ufficialmente. Chi mi chiamava era don Giuseppe Betta che si congratulava con me per la nomina e mi dava una serie di notizie sulla parrocchia di Sarnonico e Seio, anche se già da circa un anno lui era andato via da queste comunità e svolgeva il suo servizio presso la Casa di riposo di Mezzocorona. Don Giuseppe ebbi la fortuna e la gioia di conoscerlo però già qualche anno prima, quando lui guidava la comunità di Avio e io da giovane seminarista aiutavo la Parrocchia di Dro e Ceniga per i campeggi e usavamo la stessa struttura di Madonna della Neve che lui usava con la sua Comunità. Uomo dal carattere forte e deciso, ma nello stesso tempo di una generosità e di una Fede fortissima! Gli anni poi ci hanno portati ad incrociarci di nuovo, quanto è strana a volte la vita ti fa fare tante cose per poi tornare ad incontrare delle persone significative nella vita. Da quando sono qui come Parroco ho avuto la possibilità di sentirlo molto spesso per varie vicende e devo dire che con me è sempre stato molto disponibile e gentile, anzi quest’estate in quei pochi giorni che è rimasto a Cavareno per un periodo di riposo mi continuava a dire: ”Prenditela con calma, non fare l’errore che abbiamo fatto noi, correre dietro a tutto e tutti e poi creare una struttura che non va bene, che non è umana!” Questa frase continua a risuonarmi dentro, come altre che ci siamo detti in quel periodo ma che conservo per me (scusate l’egoismo ma come si dice discorsi da preti…). Tante cose di don Giuseppe ci sarebbero da dire, ma sicuramente le Comunità di Sarnonico e Seio erano nel suo cuore e ancora lo sono ancora adesso in paradiso lui pensa a noi, e ognuno di noi ha il suo ricordo (poi si sa da morti si rischia di far diventare tutti santi…). Sicuramente come tutti noi anche lui aveva i suoi pregi e difetti, ma sicuramente era un uomo di grande Fede e questo è ciò che ci ha trasmesso: la Fede, la gioia di credere in quel Dio che ha vinto la morte e che ci ama così come siamo! Negli ultimi anni della sua vita il fisico non lo sorreggeva più tanto, ma la sua forza di volontà e anche testardaggine, lo hanno spinto ad inventare sempre nuovi stratagemmi per ovviare ai suoi limiti, basta pensare al fatto che non riuscendo più a leggere il breviario (libro delle preghiere dei sacerdoti cioè la Liturgia delle ore), aveva collegato il computer ad una grande televisione e la lì proiettava su questo grande schermo i salmi e così riusciva a leggerli, lo stesso dicasi con altre cose, la sua stanza all’infermeria del clero era una sorpresa dietro l’altra di stratagemmi trovati da lui per ovviare ai limiti che la malattia gli metteva davanti! Sicuramente il suo carattere forte e determinato lo ha aiutato molto, ma sono sicuro che ciò che più lo caratterizzava era la sua sensibilità verso i bambini, i ragazzi, questi erano sempre nel suo cuore, come anche gli anziani e gli ammalati! Carissimo don Giuseppe, io posso solo ringraziare di averti incontrato in fasi così diverse della vita, mia e tua, e ora che sei in paradiso al fianco di quel Padre che sempre ci ama, aiutami e aiutaci a vivere sempre al meglio delle nostre possibilità e per noi cristiani a vivere secondo quel Vangelo, che con e nella la tua vita hai predicato e vissuto! Ciao don Giuseppe! don Mauro S. MARIA A SARNONICO GLI AFFRESCHI CONOSCIUTI E QUELLI SCOPERTI Come sappiamo, la chiesa di S.Maria è menzionata per la prima volta nel testamento del 1228 del vicedomino Pietro da Malosco. L’intervento di restauro degli esterni di qualche anno fa ha permesso lo scoprimento completo dei lacerti d’affresco, affreschi databili intorno alla seconda metà del XIV secolo. Questi affreschi vengono attribuiti ad un artista itinerante, ormai conosciuto come Maestro di Sommacampagna, un autore tardogiottesco di ambito provinciale. Il raggio d’attività di questo artista si può rintracciare nella zona compresa tra il territorio del Trentino, l’Alto Adige, il bergamasco e forse del bresciano. A Sommacampagna, nel veronese, nella chiesa di Sant’Andrea, si trova l’unica opera datata del Maestro: 1384. Sulla facciata della nostra chiesa, una “Dormitio Virginis” e una “Crocefissione”, anche se affreschi piuttosto lacunosi, sono riconducibili alla sua mano. Nella “Dormitio Virginis”, due apostoli agitano l’incenso sopra il corpo esanime della Madonna che tiene le mani incrociate su un drappo decorato con regolari forme quadrate. Nella “Crocefissione” il volto di Cristo è perduto, mentre braccia e gambe sono coperte di ferite sanguinanti alla maniera nordica. Accanto alla croce a malapena si riescono a ravvisare testa e corpo rispettivamente di due 4 angeli che raccolgono il sangue di Cristo; la Madonna è in atto di preghiera con le mani giunte e a terra sta inginocchiata un’altra figura, che tiene tra le sue mani i piedi di Gesù Cristo, iconografia tipica di Maria Maddalena. Il medesimo artista sarebbe l’autore del San Cristoforo dipinto sulla parete meridionale esterna della chiesa di San Lorenzo sempre a Sarnonico. Anche all’interno troviamo affreschi: entrando sulla sinistra un lacerto piuttosto efficace mostra una scena con il martirio di Sant’Orsola, si tratta dell’opera di un pittore di buona mano, sicuramente successivo rispetto al Maestro dei decori esterni. Dietro le particolari e straordinarie quinte dell’altare, dipinte dal pittore seicentesco Simon Ybertracher, che lavorò anche per la chiesa di San Lorenzo dipingendo le pale dei due altari minori, sono apparsi durante l’esecuzione dei sondaggi di ricerca nel 2009 dei dipinti murali occultati da molti strati di scialbi di calce e da tinte a tempera. La rimozione è stata difficile e lenta per due motivi concatenati: la tenacia della materia e la fragilità della pellicola pittorica. I dipinti sono stati eseguiti con una tecnica “a secco” utilizzando la calce come legante. Sono collocabili cronologicamente tra gli anni ‘30 e gli anni ‘70 del XVI secolo. Nel 1530 terminano i lavori di innalzamento della chiesa, 1576 è la data che appare sul pulpito che viene collocato sulla parete, dove i dipinti erano già presenti. L’autore è probabilmente un pittore proveniente dall’area tedesca. La maniera pittorica che contraddistingue i dipinti è popolare, ma ricca di dettagli gradevoli e freschi. Il dipinto nell’abside rappresenta la Crocifissione con i Santi Lorenzo e Nicola di Bari. Il committente è stato identificato nella figura di sacerdote, inginocchiato ai piedi della croce. La figurina è sormontata da un piccolo cartiglio con il monogramma “T. A.”, ed è affiancata da uno stemma con il calice. Recentemente sulla parete sinistra è stato recuperato un complesso figurativo veramente unico che raffigura le unioni della famiglia Morenberg con altre famiglie nobili. Troviamo infatti questi stemmi nobiliari: lo stemma superiore è della famiglia Gentili da Worz, lo stemma in basso a sinistra appartiene alla famiglia Coredo, lo stemma in basso a destra è lo stemma Gervasi da Denno, lo stemma centrale presenta la rosa della famiglia Giovo con il simbolo araldico degli Arsio. Gli stemmi sono affiancati dalle figure dei Santi guerrieri: San Floriano e San Giorgio che sconfigge il drago. Fabio Bartolini SARNONICO: IL NATALE DI TANTI E POI TANTI ANNI FA Sono passati ottanta e più anni, ma il ricordo è ancora vivo, nostalgico, struggente. Allora in dicembre Sarnonico era regolarmente avvolto dentro una coperta bianchissima di neve: tetti, strade, prati, campi; alla fontana pendeva qualche ghiacciolo; ghiaccio trasparente anche tra i rami degli alberi: silenzio nel silenzio. Freddo. Per la strada quasi nessuno. In contrasto con questo mondo polare, la casa dei nonni materni, Bolego: così calda, così accogliente, così spaziosa: il tepore odoroso che sprigionava dalla legna resinosa che bruciava dentro alle monumentali stufe di maiolica e dal grande focolare in cucina sempre acceso. Accanto si era conservato il focolare aperto e sopra di esso una panca accostata alla parete di fondo a ricordo di anni prima, quando lì dopo cena era solita riunirsi l’inverno “l’intelligenza” del paese: mio nonno sindaco e avvocato, suo fratello medico condotto, il sarto Busetti, che era poliomielitico, ma intelligente e bravo. Quest’ultimo una sera, colto evidentemente da sonno improvviso scivolò dalla panca dentro al braciere. Mia madre mi raccontava l’episodio sorridendo, perché tutto era finito con poco danno. In questo “filò” tra uomini si parlava certamente di politica: si era alla vigilia della prima guerra mondiale e mio nonno e suo fratello speravano nell’Italia e deprecavano Francesco Giuseppe. Gli altri due non avevano certamente neppure loro nostalgie asburgiche. Accanto alla cucina sulla parete est c’era un vano senza porta, una specie di ripostiglio, dove su tre o quattro scaffali facevano bella mostra vari utensili da cucina in rame alcuni lavorati, lucidissimi: erano l’orgoglio di mia nonna, che considerava la cucina il suo regno assoluto. Così mia nonna Fanny allo scoppio della guerra del ‘15 per sottrarre questo suo tesoretto dalla requisizione per farne munizioni, pensò bene di far scomparire questo vano murandolo… senonchè la visita dei gendarmi arrivò ancora prima che l’intonaco della “pareana” fosse asciutto… Questo il racconto di mia madre, perché io venni al mondo in casa Bolego qualche anno dopo: quando la prima guerra mondiale stava per finire. Perciò io vidi quella cucina e il vano retrostante solo dopo la fine della guerra, ma gli scaffali dei “rami” erano pressoché vuoti. In questa casa così ricca di ricordi nostalgici e struggenti, un fascino particolare era rappresentato dal Natale e dalle giornate che lo precedevano. Per questa festa infatti si tornava a Sarnonico anche dopo che mio padre, giudice a Fondo, era stato trasferito in altre sedi giudiziarie più importanti. …L’attesa per il Santo Natale entrava nel vivo il pomeriggio della vigilia quando arrivavano due o anche tre ragazzetti del paese, vestiti da pastori: cantavano le nenie del Natale e quello in mezzo reggeva la capanna con i vari personaggi. Si fermavano nel salone d’ingresso, cantavano le nenie natalizie e poi se ne andavano soddisfatti di qualche biscotto e qualche arancia che mia nonna dava in regalo. Poi raggiungevano qualche altra casa del paese, di famiglie abbienti. Ma la nostra attesa (mia e di mia sorella) diventava via via più spasmodica all’avvicinarsi dell’ora di cena, quando dopo un pasto piuttosto frugale si sapeva che prima o poi si sarebbe percepito il tintinnio della carrozza del Bambingesù con i regali: l’ansia derivava anche dal fatto che il Bambingesù si sarebbe ricordato solo dei bambini meritevoli… Quando finalmente si percepiva questo magico tintinnio, noi bimbi potevamo salire al salone del piano di sopra (il cui accesso c’era stato interdetto per l’intero pomeriggio), dove nel buio emergevano le candeline multicolori appese ai rami di un grande abete. A terra il muschio con la capanna ed i pastori… Davanti i nostri regali, non granchè: per me l’immancabile cavalluccio per mia so- rella una bambola che, meraviglia, chiudeva anche gli occhi quando la si coricava. Regali in quegli anni non molto costosi ma forse proprio per questo erano più attesi ed apprezzati. Le leccornie arrivavano per il pranzo del Natale il giorno dopo con l’immancabile carne preparata su quel monumentale girarrosto a molla sopra alla brace del focolare aperto. Il pranzo di Natale si concludeva immancabilmente con il panforte di Siena e “mandorlato” veneto: omaggi natalizi degli amici ed ospiti estivi. Il Natale dei nonni aveva una simpatica “coda” tradizionale, il giorno di santo Stefano, quando nel primo pomeriggio veniva attaccato alla slitta il cavallo più docile e affidabile. Con mamma e papà, tempo permettendo, nel primo pomeriggio facevamo una gita da un amico che abitava a quattro o cinque chilometri di distanza e ci aspettava immancabilmente per un paio d’ore di chiacchiere innaffiate dal vino brulè ed insaporite da qualche fetta d’insaccato domestico con il pane di segala… il viaggio di andata e di ritorno tra i cumuli di neve, il trotto regolare del cavallo e tutta la neve attorno… il tintinnio dei campanelli del collare; il ritorno con le prime ombre della notte… eravamo noi stessi personaggi da favola… di quelle favole che la nonna e la mamma, allora sapevano raccontare così bene. È passato quasi un secolo. Livio Pifferi UNA SPECIALE BAMBOLA DI PEZZA In dialetto lombardo la Pigotta è la tradizionale bambola di pezza con cui hanno giocato molte generazioni di bambini. È fatta a mano con fantasia e creativi creatività da nonni, genitori e bambini, a casa, a scuola, presso associazioni e centri anziani di tutta Italia. Oggi la Pigotta dell’UNICEF (Fond (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) è una bambola che contribuisce a salvare la vita di un bambino. Con un’offerta minima di 20 euro, infatti, puoi adottare una Pigotta e consentire all’UNICEF di fornire a un bambino di un paese africano interventi mir mirati che riducono il pericolo di mortalità nei suoi primi cinque anni di vita. Il kit salvavita dell’UNICEF è composto da vac vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera. L’iniziativa nasce nel 1988 e da allo allora ha avuto un crescente successo: soltanto negli ultimi 9 anni sono stati raccolti oltre 15 milioni di euro, che hanno per permesso all’UNICEF di salvare più di 770.000 bambini. Ogni Pigotta apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizO zzato la bambola, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie all’UNIC CEF, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile ddenominato, Strategia Accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’i dell’infanzia. “Avrà pure un cuore di pezza. Ma ogni anno salva migliaia di bambini” Confezionare una Bigotta è semplicissimo e possono farlo tutti, C ggrandi e piccoli: basta avere tanta fantasia e pochi avanzi di stofffa. Per chi desidera realizzarne una è possibile scaricare l’apposito cartamodello dal sito dell’UNICEF e seguire le istruzioni che vi sono car riportate. Una volta realizzata la bambola, si potrà contattare il Cori mitato UNICEF più vicino al quale consegnarla per poi essere data in adozione. Come molti comuni italiani anche quello di Sarnonico ha aderito all’iniziativa dell’UNICEF “Per ogni bambino nato, un bambino salall vato”. Le Pigotte acquistate avranno il compito di dare il benvenuto ad ogni bambino che nascerà a Sarnonico, un gesto che ricorda il concreto atto nuovo bamb di solidarietà che è stato compiuto. Per chi fosse invece interessato ad adottare una Pigotta anche on-line può andare sul sito www.unicef.it o rivolgersi al Comitato regionale Unicef per il Trentino Alto Adige Giusti a Trento, tel.0461/986793 o [email protected]. con sede in via Giu 5 PROGETTO MULTIMISTURA LE MANI AMICHE ARRIVANO IN BRASILE Laura Ziller in una delle sue ultime “rimpatriate” nel paese natio, ha organizzato per tutta la comunità, assieme all’amministrazione comunale, all’associazione Mani Amiche e alla Parrocchia, una serata illustrativa sulla sua attività in Brasile. Laura opera a Salvador, nello stato di Bahia, nel nord est del Brasile, una delle regioni più povere del paese. Da molti anni opera nel settore ospedaliero e assistenziale, lavorando sia nelle periferie metropolitane, sia nelle zone rurali dell’interno. Da quella serata è nata l’idea di collaborazione tra Mani Amiche e la realtà in cui opera Laura attraverso l’associazione Amor ao Proximo (Amore al Prossimo). È nato così un progetto di cooperazione internazionale tra Sarnonico e Nova Experanca, un quartiere/favelas ai limiti della città di Salvador. Nova Esperanca nasce una trentina di anni fa dall’occupazione disordinata e abusiva di un territorio vicino a grandi strade di convergenza commerciale, da parte di famiglie povere e disagiate. Trattandosi di un quartiere abusivo è rimasto privo di ogni infrastruttura: acqua potabile, fognature, energia elettrica, scuole e servizi sanitari. Oggi fa parte del comune di Salvador ma ben poco è cambiato. L’associazione Amor ao Proximo, appoggiata dall’ospedale S. Raffaele, opera a Nova Esperanca fin dal 1976 con numerose attività dirette a migliorare la situazione alimentare, sanitaria e culturale dei suoi abitanti. Oggi è presente una scuola materna, di proprietà dell’associazione, e una scuola elementare pubblica. Il progetto di cooperazione ha per oggetto la produzione di 80 kg al mese, per dodici mesi, di una farina multi mistura ad alto valore nutrizionale. L’obiettivo principale è quello di migliorare le condizioni alimentari di madri, bambini, malati e anziani sottonutriti a causa della povertà e dell’ignoranza. Ci sono però altri obiettivi che il progetto si pone: coinvolgere le madri del quartiere nella produzione della farina creando competenze operative e intellettive (istruzione sui principi nutritivi, su una corretta educazione alimentare, nozioni igieniche e di puericultura, orientamento familiare, dove il ruolo di suor Helen è fondamentale). Le mamme inserite nel programma si occupano anche della segnalazione e della visita periodica delle famiglie povere beneficiarie della farina. Infine il progetto ha l’obiettivo di creare le basi di una solida collaborazione tra la nostra comunità e quella di Nova Esperanca. Per questo saranno promossi degli incontri con le scuole di Sarnonico e con la cittadinanza. La farina multimistura è un integratore alimentare molto efficace, una reale possibilità di eliminare la denutrizione. È realizzata al 100% con prodotti naturali facilmente reperibili in quelle zone e a costo limitato. Fu la pediatra Clara Brandao, nel 1984, nello stato del Parà e Amazonas a “inventare” questo integratore alimentare per contrastare la mortalità infantile e la denutrizione. L’intuizione delle enormi potenzialità e la diffusione in Brasile e in altri paesi del mondo, è legata al nome di un’altra pediatra: Zilda Arns che più volte è stata vicina al premio Nobel. Da qualche mese il progetto è diventato operativo con l’acquisto di una parte delle attrezzature e di una parte delle materie prime per la produzione della farina all’interno della scuola materna di Nova Esperanca. L’intero progetto prevede una spesa totale di 6700 euro comprensiva dell’acquisto dell’attrezzatura, delle materie prime, del piccolo onorario per le donne lavoratrici, delle spese per energia elettrica e trasporto. I finanziatori del progetto sono stati individuati nella Provincia – Servizio Emigrazione e Solidarietà Internazionale, nell’associazione Mani Amiche, nel Comune di Sarnonico e nella Parrocchia di Sarnonico. La produzione è iniziata, siamo in continuo contatto con i responsabili dell’associazione Amor ao Proximo; è nostra intenzione tenervi informati sull’evoluzione del progetto, nella speranza che questa piccola iniziativa possa dare un aiuto concreto a delle persone bisognose e che aiuti noi ad ampliare i nostri orizzonti e vedere la realtà anche sotto altri punti di vista. Chi è ZILDA ARNS Tredicesima di 16 fratelli, Zilda nacque a Forquilhinha il 25 agosto 1934. Era una delle più famose attiviste per i diritti umani del suo paese. Medico pediatra e anziana missionaria laica, aveva 5 figli ed era sorella di monsignor Paulo Evaristo Arns, arcivescovo emerito di San Paolo. Nel 1983 Zilda Arns aveva fondato la Pastorale dei Bambini. Oggi con 260 mila volontari, la Pastorale assiste quasi due milioni di bimbi, 95 mila donne incinte in oltre 42 mila comunità in Brasile. Zilda Arns è stata un punto di riferimento per l’America Latina nella lotta contro la denutrizione e la mortalità infantile - due campi nei quali aveva ottenuto risultati eccellenti vantando una riduzione del 60 per cento nel primo caso, del 50 nel secondo. Tre volte candidata al Premio Nobel per la pace, la Arns ha ricevuto il premio della Pan American Health Organization nel 2002, per il suo impegno umanitario. Zilda Arns morì sotto le macerie del terremoto del 12 gennaio 2010, dentro la chiesa del Sacro Cuore a Port-au-Prince, dopo aver tenuto una conferenza presenziata da 150 persone. Era arrivata in Haiti una settimana prima per lavorare sul tema della denutrizione. Secondo Monsignor Arns, “è morta come avrebbe desiderato: combattendo per la causa cui aveva dedicato tutta la sua vita”. Chi è LAURA ZILLER È originaria di Seio dove vivono ancora il fratello Renzo e la mamma che ha da poco compiuto 90 anni (auguri vivissimi!). Altre due sorelle vivono in Val di Non e un fratello a Milano. Laura Ziller è membro dell’Associazione Sigilli, un Istituto laico di vita comunitaria, riconosciuto dalla Diocesi di Verona e che opera nel campo sanitario e di sviluppo sociale. Collabora con la Fondazione San Raffaele e l’AISPO – Associazione Italiana per lo Sviluppo tra i Popoli di Milano. Laura è da 35 anni in Brasile, dopo essere stata responsabile socio sanitaria per otto anni nella Provincia di Como. In Brasile è responsabile del Centro Italo-Brasiliano di Sviluppo Sanitario – Monte Tabor, in Salvador nello stato di Bahia – Brasile. Opera nell’area sanitaria e ospedaliera, è attualmente vice presidente dell’ospedale S. Raffaele di Salvador, e nell’organizzazione di associazioni sociali tra cui l’Associazione Amore al Prossimo e il Centro di Assistenza Sociale S. Raffaele. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Salvador e la Medaglia al merito sociale “Maria Quiteria”. IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE DI GIANNI RODARI - Einaudi editore Einaudi Ragazzi prosegue la riedizione dei classici di Gianni Rodari illustrati da Bruno Munari. Un po’ per il gusto di ritrovarsi in mano libri che hanno segnato l’infanzia della generazione precedente, un po’ per la qualità assoluta di quelle edizioni, i libri dei due massimi “fantasisti” stanno andando a ruba. Ritorna ora in libreria “Il Pianeta degli alberi di Natale”, una favola a cavallo tra la fantascienza, l’utopia e i mondi alla rovescia tanto amati da Rodari. In questo romanzo, un bambino, portato nello spazio da un vascello spaziale mascherato da cavallo a dondolo, incontra degli alieni che, liberati dal lavoro grazie alle macchine, vivono in un “pianeta della cuccagna” e si dedicano solo a scienze, arti e politica… ma cosa vogliono questi spaziali da lui? Se agli occhi smaliziati di un adulto la trama può sembrare, a tratti, semplicistica, va detto che il libro affrontava temi assolutamente rivoluzionari per l’epoca e attuale ancora oggi, come l’idea che i bambini debbano prepararsi fin da piccoli diventare i governanti del mondo di domani, ma senza perdere la vivacità, la spontaneità e la capacità di essere amici di tutti. 6 LA FARINA MULTIMISTURA L’integratore alimentare “multimistura” è stato riconosciuto dall’UNICEF e attraverso la pediatra brasiliana Zilda Arns è ora conosciuto e adottato in 15 Paesi del mondo. In Brasile la chiesa cattolica ne ha fatto un programma della Pastorale del Minore, seguita anche dalla chiesa anglicana e protestante, raggiungendo molte comunità poverissime dell’interno e delle periferie delle grandi città. Nonostante le evidenze ed i riconoscimenti, le autorità brasiliane non hanno appoggiato il programma, nè la proposta al premio Nobel della pediatra Zilda, optando per i composti industrializzati delle multinazionali. Il programma ha dimostrato una diminuzione della mortalità infantile del 13% nelle periferie disagiate, dal 1999 al 2004. La multimistura non è in commercio e continua ad essere insegnata nelle favelas. Può essere somministrata in zuppe, latte, succhi naturali od acqua o altri alimenti nelle quantità di: 1 cucchiaino per piccoli a partire dai 6 mesi di età, 2 volte, massimo tre al giorno; 2 cucchiai da minestra per adulti vecchi e malati debilitati e sottonutriti per 2 volte al giorno. Ha un alto potere nutrizionale concentrando proteine e ferro e minerali oltre a calcio e fibre. La validità del prodotto è di 90 giorni. RICETTA PER 1 KG DI FARINA MULTIMISTURA: 200 g “farelo” di riso (riso rotto integrale) 300 g “fubà” di granoturco (granoturco in grani poco secco) 50 g farina di manioca 100 g “farelo di soia” (soia rotta o in grano o altre leguminose) 50 g foglie di manioca/taioba (foglie commestibile, c’è anche la varietà velenosa) 100 g “gergelin” (semi oleosi e proteici) 100 g “amendoin” (semi di arachidi) 100 g girasole (semi di girasole o similare) -gusci di uova, bucce di zucca e semi diversi IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE Dove sono i bambini che non hanno L’albero di Natale Con la neve d’argento, i lumini E i frutti di cioccolata? Presto, presto, adunata, si va Nel Pianeta degli alberi di Natale, io so dove sta. Che strano, beato Pianeta… Qui è Natale ogni giorno. Ma guardatevi attorno: gli alberi della foresta, illuminati a festa, sono carichi di doni. Crescono sulle siepi i panettoni, i platani del viale sono platani di Natale. Perfino l’ortica, non punge mica, ma tiene su ogni foglia, un campanello d’argento che si dondola al vento. In piazza c’è il mercato dei balocchi. Un mercato coi fiocchi, ad ogni banco lasceresti gli occhi. E non si paga niente, tutto gratis. Osservi, scegli, prendi e te ne vai. Anzi, anzi, il padrone Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai, torni ancora domani, per favore: per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri! Senza vetri, s’intende, così ciascuno prende quello che più gli piace: e non si passa mica alla cassa, perché la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero Anche se qualcuno insiste A dire che non esiste… Ebbene se non esiste, esisterà: che differenza fa? NOVITÀ, CAMBIAMENTO, AUTONOMIA… AUGURIO! Queste sono le parole chiave per raccontarvi l’evoluzione positiva avvenuta all’interno del GRUPPO GIOVANI SMILE. NOVITÀ: da quest’estate la “saletta”, così viene chiamata da tutti, non è più solo la sede per le riunioni del Gruppo Giovani Smile, ma è diventata anche punto d’incontro di giovani di Sarnonico e di altri paesi. CAMBIAMENTO: già da questa primavera, alcuni ragazzi e ragazze del Gruppo Giovani, hanno espresso il forte desiderio di rinnovare a modo loro” la saletta” e si sono così improvvisati pittori e arredatori. Il risultato??? Sorprendente!!! Vedere per credere. AUTONOMIA: questa è stata la causa di evoluzione positiva , di movimento, di rinnovamento, la voglia di autonomia, che soprattutto nei più grandi del gruppo si è fatta sempre più forte. Questo segnale, frutto dello stare insieme di questi ultimi cinque anni, è stato colto da me e Cinzia con gioia, si sta raggiungendo l’obbiettivo principale per cui si era costituito il gruppo: formare un punto d’incontro per giovani gestito da giovani. AUGURIO: auguriamo a tutti i ragazzi di procedere con entusiasmo e responsabilità, dimostrando un’attenzione speciale verso i più giovani, mantenendo forte il legame con la comunità e nello stesso tempo aperti alle occasioni di crescita e scambio proposte dall’esterno. Io e Cinzia, d’accordo con i ragazzi, non saremo più alla guida del gruppo ma di supporto ai progetti che vorranno realizzare, e a disposizione per ogni loro richiesta. Io rappresenterò il Gruppo Giovani Smile al Tavolo Giovani Alta Val di Non per presentare eventuali progetti e per segnalare al gruppo le varie iniziative sul territorio. A proposito di progetti!! Quello di Natale è già pronto ed è davvero “FORTE” in tutti i SENSI. Non perdetelo! Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Luisa e Cinzia NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO: Responsabili del gruppo: Michela Martini e Massimo Covi Segretario: Roberto Abram Responsabili della sala: Elena Larcher, Massimo Covi e Roberto Abram. Detentori delle chiavi: Alessandro Zucol e Massimo Covi. Per informazioni: Alice Sikkens (cell.349.5975829). I ragazzi del Grupp ringrazia o Giov no Luisa e Cinzia p ani Smile er la fidu sperando cia data, d Augurano i non deluderle. un Natale e delle va Speciale canze me ravigliose Un abbra . ccio forte , forte, fo dai vostr rte i PICCOLI smile!!! PROGETTO DI NATALE 2010 Sei stanco del solito Natale? Sei stressato dalla corsa ai regali dentro negozi tutti uguali? Non ne puoi più delle pubblicità martellanti e delle luci scintillanti? Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico insieme a Dark Solutions (Unione Italiana ciechi e ipovedenti) organizzano l’evento; BAR AL BUIO Un’opportunità per fermarti e regalarti la riscoperta della luce dei sensi. domenica 19 dicembre dalle ore 14.30 alle ore 19.00 presso la Casa Anziani Ingresso 3,00 euro, consumazione compresa. Il ricavato sarà devoluto all’associazione Unione Ciechi e Ipovedenti di Trento. L’ALBERO DEI POVERI Filastrocca di Natale, la neve è bianca come il sale, la neve è fredda, la notte è nera ma per i bimbi è primavera: soltanto per loro, ai piedi del letto è fiorito un alberetto. Che strani fiori, che frutti buoni oggi sull’albero dei doni: bambole d’oro, treni di latta, orsi dal pelo come d’ovatta, e in cima, proprio sul ramo più alto, un cavallo che spicca il salto. Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato, ed ecco, adesso, mi sono destato: nella mia casa, accanto al mio letto non è fiorito l’alberetto. Ci sono soltanto i fiori del gelo sui vetri che mi nascondono il cielo. L’albero dei poveri sul vetro è fiorito: io lo cancello con un dito. HO NEL CUORE UN PRESEPE FILASTROCCA DI BABBO NATALE Ho nel cuore un presepe senz’angeli a volo, con solo… con solo un vagito di bimbo. Non voglio pastori, né greggi sui monti, ma un mazzo di cuori e pupille di volti africani, cinesi ed indiani. Ho nel cuore un presepe da nulla; una culla un bimbo sconsolato, un pellirossa a lato che lo scalda col fiato, e poi, con aria tranquilla, un moretto lo ninna. E il bimbo Gesù non piange più. Filastrocca di Babbo Natale con una slitta eccezionale, con delle renne che volan davvero per visitare il mondo intero, girare il mondo e portare dei doni, ma solamente ai bambini buoni. Se sei monello o piagnucolone ti arriverà solamente carbone. Ma nella notte più bella dell’anno, Babbo Natale e la mamma lo sanno, che siano grandi o siano piccini, tutti i bambini son bravi bambini. MA CHE COS’È UN BAR AL BUIO??? Consiste nel bere qualcosa in una sala tenuta rigorosamente al buio, nella quale gli ospiti vengono guidati da personale non vedente per vivere un’esperienza unica, che prima incuriosisce poi stupisce e affascina. Abituati ad un mondo dove l’immagine è tutto, dove il farsi notare è così importante, e poi di colpo trovarsi nel buio dove non si sa chi è seduto al nostro tavolo, ci fa capire che esistono altri modi di comunicare…..sarà un’esperienza illuminante!!! Lo scopo dell’iniziativa è ridurre la distanza psicologica tra non vedenti e vedenti, sapendo che quest’esperienza è solo per un po’, mentre una persona cieca vive ogni giorno questa situazione. Dal buio, si torna alla luce con una doppia rivelazione: da un lato ci si avvicina alla realtà di chi non può vedere e dall’altro si scopre quanto il nostro mondo ipervisivo, ci induca quotidianamente a trascurare l’essenziale che come si sa è invisibile agli occhi. Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico vuole lasciarsi coinvolgere da questa iniziativa ma vorrebbe anche estenderla a più persone possibili. Facciamoci questo autentico REGALO DI NATALE!!! RITORNA OGNI ANNO L’ALBERO Ritorna ogni anno, arriva puntuale con il suo sacco Babbo Natale: nel vecchio sacco ogni anno trovi tesori vecchi e tesori nuovi. Brilla e scintilla di mille colori un albero adorno, che gioia nei cuori. Un dono speciale potrai qui trovare se un amico vicino saprai aiutare. C’è aria di festa in tutti più amore: Natale per tutti ha un dolce sapore. C’e’ l’orsacchiotto giallo di stoffa, che ballonzola con aria goffa; c’è il cavalluccio di cartapesta che galoppa e scrolla la testa; e in fondo al sacco, tra noci e confetti, la bambolina che strizza gli occhietti. Ma Babbo Natale sa che adesso anche ai giocattoli piace il progresso: al giorno d’oggi le bambole han fretta, vanno in auto o in bicicletta. Nel vecchio sacco pieno di doni ci sono ogni anno nuove invenzioni. Io del progresso non mi lamento anzi, vi dico, ne son contento. GESÙ BAMBINO È NATO! Gesù bambino è nato, gli angeli dal cielo l’han portato nella povera capanna tra le braccia della mamma. Bello, biondo e ricciolino, benedice ogni bambino, ed ascolta con amore la preghiera del suo cuore. 7 IL PIANO GIOVANI DELL’ALTA VAL DI NON “TROVARSI INSIEME È UN INIZIO, RESTARE INSIEME UN PROGRESSO E LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO.” (HENRY FORD) Il Piano Giovani dell’Alta Val di Non rappresenta un importante tentativo dei comuni coinvolti di lavorare insieme per attivare una serie di azioni a favore del mondo giovanile. È un segno tangibile della volontà delle amministrazioni locali di portare avanti un nuovo modo di fare politiche giovanili in Alta Val di Non basato sul dialogo, il confronto e la partecipazione di soggetti con diverse competenze, culture organizzative, visioni ed idee. Si vuole quindi programmare adottando un’ottica di collaborazione, coordinamento e sinergia. Fino a quest’anno il nome del Piano Giovani dell’Alta Val di Non era “In... Cantiere” . Dal 2010 il Piano ha un nuovo nome “Non 1 di Meno” e un nuovo logo, ideati da due ragazze del territorio. Il messaggio che nome e logo vogliono dare è semplice. Le politiche giovanili dell’Alta Val di Non sono come un puzzle in costruzione che assume forme e contenuti diversi nel tempo; i contributi delle persone sono come i pezzi del puzzle, unici in colore e forma; sono preziosi ma solo incastrandosi con altri possono avere un ruolo nella creazione di un qualcosa di più completo e finito. Il logo vuole quindi simboleggiare la partecipazione e la collaborazione e lo slogan “Non 1 di Meno” rafforza questo messaggio. Non 1 di meno quindi perché ognuno di noi con il proprio bagaglio di esperienze, conoscenze, opinioni ed idee ha un prezioso contributo da portare. Il Piano Giovani dell’Alta valle al momento coinvolge nove comuni: Castelfondo (comune capofila fino al 31 dicembre 2010), Fondo, Malosco, Sarnonico, Cavareno, Romeno, Don, Dambel e Sanzeno. È coordinato da un Tavolo di lavoro a cui partecipano gli amministratori dei nove comuni ed i rappresentanti di gruppi giovanili formali ed informali, enti, associazioni e gruppi che lavorano con i giovani. Il Tavolo è sempre aperto alla partecipazione di giovani e rappresentanti della parrocchia, delle associazioni e dei gruppi attivi nel mondo giovanile. Il Piano Giovani predispone ogni anno un programma di iniziative a favore del mondo giovanile nella sua accezione più ampia di pre-adolescenti, adolescenti, giovani e giovani adulti. Vengono inoltre inclusi interventi volti alla sensibilizzazione degli adulti verso un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti dei giovani. Nell’ultimo anno molte sono state le iniziative proposte dal Piano Giovani per offrire ai giovani del territorio spazi ed occasioni per incontrarsi, dialogare, socializzare e vivere nuove esperienze insieme. Sono stati privilegiati interventi che davano ai giovani l’opportunità per essere protagonisti nelle comunità: giovani, quindi, che si mettono in gioco e partecipano alla vita delle loro comunità locali. Sara Franch Referente Tavolo Giovani “Non 1 di Meno” TRA LE INIZIATIVE PROPOSTE VOGLIAMO SOTTOLINEARE: PEER EDUCATION SUI COMPORTAMENTI A RISCHIO (febbraio – giugno) È stato selezionato e formato un gruppo di una ventina di giovani che poi si è impegnato nella sensibilizzazione di coetanei rispetto ai rischi legati all’assunzione di sostanze alcoliche. SVILUPPARE LA CREATIVITÀ (giugno) Una quindicina di giovani ha partecipato ad un percorso di formazione che ha favorito la riflessione critica rispetto al concetto di creatività - intesa non tanto come abilità artistica innata e spendibile nei momenti di svago, quanto piuttosto come strumento trasversale ad ogni attività privata, sociale e professionale – ed ha fornito strumenti teorici e soprattutto pratici per sviluppare le proprie abilità ed attitudini. BOSNIA-ALTA VAL DI NON. UN PONTE TRA GIOVANI E COMUNITÀ (ottobre – dicembre) Dodici giovani del territorio dopo una fase preparatoria di informazione e formazione sulla realtà di Prijedor e della Bosnia, hanno trascorso 8 giorni in Bosnia per incontrarsi e confrontarsi con giovani attivi in centri di aggregazione giovanile e nelle loro comunità. Ad inizio dicembre è previsto l’arrivo di una delegazione di giovani bosniaci che parteciperà ad AltreMenti (vedi sotto) e visiterà diverse esperienze di attivismo giovanile in Trentino. ALTREMENTI (dal 3 al 5 dicembre al Palanaunia di Fondo) Una festa di giovani per giovani finalizzato a dare voce alla creatività ed al protagonismo giovanile. Il tema sarà “il viaggio come atto creativo che non solo arricchisce l’anima, ma anche l’immaginazione ed è responsabile di ogni cambiamento”. I protagonisti saranno circa 30 giovani artisti locali che avranno l’opportunità di presentare ed esporre le loro opere. Si esibiranno inoltre gruppi musicali locali, un gruppo di Reggio Emilia ed un gruppo musicale bosniaco. Sono previsti inoltre un dibattito e laboratori artistici. Protagonista sarà l’arte come strumento per far sentire la propria voce, per promuovere ideali e cambiamento. PROGETTO GENITORIALITÀ LEGÀMI (novembre) Una cinquantina di genitori parteciperà a quattro laboratori esperienziali volti a favorire il confronto reciproco, la capacità di “mettersi in gioco”, il contatto e confronto con se stessi prima come persone e poi come genitori. Il tema sarà Autonomia e Autostima, un tema delicato ed importante per la crescita e lo sviluppo di bambini ed adolescenti. TRENO DELLA MEMORIA (novembre 2010 – aprile 2011) Undici giovani del territorio dopo una fase preparatoria per favorire un’adeguata conoscenza storica dei fatti relativi alla Seconda Guerra Mondiale saliranno sul treno della memoria, un treno di 700 giovani che li porterà a Cracovia dove avranno l’opportunità di visitare Auschwitz Birkenau, il ghetto ebraico e vivere differenti attività laboratoriali, artistiche e teatrali. Dopo il viaggio verrà facilitata la rielaborazione dei vissuti e delle emozioni dei partecipanti per stimolare la riflessione e l’impegno sull’oggi e sui nuovi diritti negati. Queste erano le nostre proposte per il 2010. Il Piano Giovani sta però già lavorando alla predisposizione del piano per il 2011. I gruppi e le associazioni del territorio stanno rispondendo al nostro “Invito a presentare idee progettuali”. Uno dei punti cardini del Tavolo infatti è il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici e privati che operano sul territorio. L’approccio non è quello di “calare dall’alto” dei progetti ma di lavorare insieme alla comunità per stimolare e facilitare la presentazione di idee progettuali da parte di giovani, associazioni, cooperative, parrocchie, enti, gruppi ed individui attivi nel mondo giovanile. Per avere chiarimenti ed ulteriori informazioni potete rivolgervi alla referente del Tavolo Giovani Sara Franch (340 0777 344; [email protected]). Potete trovare tutte le informazioni sulle nostre iniziative sulla nostra bacheca di facebook (facebook.com/pgznon.unodimeno). RODOLFO, EL NOS GIAZAR Era il 1980 quando Rodolfo Ortler prendeva servizio come Custode Forestale del Consorzio Forestale di Fondo, come responsabile della Zona 3 che comprende parte delle sezioni di Sarnonico di Dambel, Ronzone, Malosco e Ruffrè, per un territorio di circa 2500 ettari. Con passione ed amore per il proprio lavoro e mettendosi sempre a disposizione di tutti, in questi anni ha potuto conoscere minuziosamente tutto il nostro territorio comunale. Molte le competenze acquisite in campo naturalistico. Sua l’idea di progettare il percorso Camminalberi per collegare e far conoscere alcune bellissime piante da frutto antiche, ma anche quella di accompagnare turisti e locali in visite ecologiche nel bosco, sulle malghe e agli alberi monumentali, in collaborazione con la Pro Loco. Da qualche mese Rodolfo è andato in pensione, però le sua attività e i suoi interessi sono rimasti. Può dedicarsi ai lavori del suo grande orto e tenere legami con la fitta rete di conoscenze e appassionati di natura e agricoltura ma anche collaborare con l’Amministrazione Comunale alla progettazione dei sentieri degli Alberi Monumentali nel Gaggio Grande e dal prossimo numero del Nòs Paès curare una rubrica sui temi legati alla natura. A nome della comunità di Sarnonico un grazie di cuore. Il nuovo “giazar” di Sarnonico è Ivan Morten, gli auguriamo buone cose. 8 2010-2011: LA VENTESIMA STAGIONE DI PROSA 20 candeline per la ventesima Stagione di Prosa del Teatro di Sarnonico organizzate con la preziosa collaborazione del Coordinamento Teatrale Trentino e il sostegno della Provincia Autonoma di Trento e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Una presenza ormai consolidata sul nostro territorio che in questi anni ha proposto decine di “spettacoli dal vivo” cercando di mantenere sempre alta la qualità delle rappresentazioni, privilegiando la sua vocazione storica di teatro della gente ma anche valorizzando indirizzi artistici paralleli o diversi, in equilibrio fra antico e moderno, presente e passato. Ed è per questo che in 20 anni nel cartellone si sono susseguiti nomi significativi e rappresentativi del panorama regionale e nazionale. Uno speciale ringraziamento va al pubblico che ha sempre creduto e partecipato con passione ma anche ai numerosi collaboratori che hanno sostenuto attivamente il Teatro con la loro partecipazione e il loro assiduo impegno. Il ventesimo cartellone prevede sei spettacoli. Rappresentazioni divertenti e ironiche sono quelle con Loredana Cont con “Chi dice donna… cossa diselo?”, Lucio Gardin con “Lucio 2011” e in particolare l’esilarante “La lettera” di Paolo Nani, definito da un critico tedesco “Il miglior solo-comico d’Europa”. Commedia brillante anche “La dama di Chezmaxim” del Gruppo Teatrale Tuenno che siamo felici di ospitare nuovamente. Lo spettacolo “Trote” di Edoardo Erba con Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Anna Maria Ghirar, invece, è una storia a tratti esilarante, a tratti amara, a tratti dolce, impaurita ed inaspettata. Non poteva mancare un classico, “La bottega del caffè” una delle più importanti opere di Carlo Goldoni, commedia dal lieto fine ambientata in una piccola piazza di Venezia. Come sempre vi propongo di acquistare un abbonamento (che non conosce aumenti ormai da tanti anni) non soltanto perché conviene economicamente ma anche per garantirsi il posto in sala, evitare code alla cassa ma in particolare perché il teatro e la cultura hanno bisogno del vostro prezioso sostegno. Vi auguro di cuore che queste serate vi portino a viaggiare molto lontano, perché si sa che “Il teatro è molto di più del teatro” (dall’introduzione al libretto della Stagione di Prosa 2010-2011). Alberto Larcher Assessore alla Cultura PROGRAMMA Sabato 6 novembre 2010 Nuova Compagnia di Prosa TROTE di Edoardo Erba Con Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Anna Maria Ghirar. Regia Nicola Pistoia e Paolo Triestino. Sabato 4 dicembre 2010 Filodrammatica i Dialettanti CHI DICE DONNA… COSSA DISELO? Di e con Loredana Cont. Sabato 18 dicembre 2010 Gank Compagnia LA BOTTEGA DEL CAFFÈ di Carlo Goldoni Con Antonio Zavatteri, Alberto Giusta, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Massimo Brizi. Regia Antonio Zavatteri. Sabato 8 gennaio 2011 The Blue Apple S.r.l LA LETTERA Liberamente tratto da “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. Di e con Paolo Nani. Sabato 29 gennaio 2011 Gruppo Teatrale Tuenno LA DAMA DI CHEZ MAXIM di Georges Feydeau Con Fausto Peder, Carmela Casale, Valentina Zuech, Federico Odorizzi, Francesco Leonardi, Roberto Saretto, Elia Fedrizzi, Nicola Zambiasi, Stefano Franco Martini, Renzo Bruni, Matteo Leonardi, Debora Fortarezza, Mariarosa Fabbri, Loretta Pasquali, Gabriella Leita, Sara Pinamonti e Gianni Leonardi. Regia di Vito Manto. Sabato 12 febbraio 2011 Lucio Gardin LUCIO 2011 Di e con Lucio Gardin. Mi è dolce ricordare le prime stagioni teatrali: c’era tanto lavoro da svolgere, prima, durante e dopo ogni spettacolo, ma si trascorrevano delle belle serate in compagnia, spesso in allegria e, soprattutto, si cresceva sia come persone che come collettività. Si perseguiva una delle finalità primarie dell’Amministrazione di allora e cioè quella di promuovere attività culturali e formative per migliorare la qualità della vita della comunità. All’inizio, la maggior parte degli spettacoli programmati era tratta dal repertorio del teatro dialettale regionale, proprio perché erano facilmente fruibili e di sicuro coinvolgimento. La risposta da parte del pubblico, sia di Sarnonico che dell’Alta Valle di Non, era stata subito positiva e ciò significava che le proposte offerte erano state apprezzate e, soprattutto, che si stava concretizzando la condizione essenziale per il radicarsi dell’iniziativa nel tempo. In seguito, da quando la stagione teatrale, rappresentata nel nostro teatro, è stata ufficialmente inserita nel circuito provinciale degli spettacoli organizzati dal Coordinamento Teatrale Trentino, il cartellone si è qualificato, spaziando anche nel teatro classico. Era bello, comodo e importante poter assistere, nel nostro teatro, alle opere nazionali e talvolta internazionali che il Coordinamento faceva circuitare nelle maggiori località del Trentino! Successivamente la stagione teatrale di Sarnonico è diventata un preciso punto di riferimento per l’intera valle e la prosa scelta e messa in scena, oltre a momenti ludici, offriva occasioni per riflettere, affrontando, di anno in anno, problematiche pregnanti, legate al nostro vivere quotidiano. Con giusto orgoglio, si diceva che: “La rappresentazione sul palco è la rappresentazione della vita. Il teatro è vita.” Tenendo conto dei suggerimenti degli spettatori, accanto alle opere degli autori importanti della prosa classica e moderna (Shakespeare, Molière, Goldoni, Cechov, Rostand, Pirandello, E. de Filippo, Kundera), si sono via via proposte significative produzioni del teatro amatoriale, soprattutto su tematiche civili (teatro di denuncia e teatro della memoria), convinti che esso sia radicato nel Trentino e che non si possa disperdere il grande patrimonio che rappresenta. Negli anni le stagioni teatrali sono proseguite… giungendo alla ventesima edizione: l’auspicio è che Sarnonico rimanga il punto di riferimento per l’attività teatrale e offra spettacoli sempre più interessanti, sereni e nello stesso tempo formativi, per continuare a migliorare la qualità della nostra vita. Franca Leonardi 9 A.S.D. ANAUNIA TEAM DANCE È con grande piacere che cogliamo l’opportunità che ci viene data di essere presenti sul bollettino dell’Amministrazione Comunale di Sarnonico. Anaunia Team Dance, associazione sportiva dilettantistica con Sede nel Comune di Sanzeno conta più di 200 soci che condividono la passione per il ballo liscio. Proprio grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Sarnonico iniziata quattro anni fa, l’Associazione può organizzare nella splendida sala del Centro Sportivo, le serate danzanti del sabato sera a partire dalla fine di ottobre e fino alla fine di maggio. È motivo di grande orgoglio per noi poter offrire ai nostri soci e simpatizzanti, ogni fine settimana, l’occasione per divertirsi in compagnia e trascorrere una serata diversa all’insegna della bella musica e del ballo. Il clima di amicizia che si respira e le segnalazioni che giungono sempre più numerose all’Associazione per sottolineare il gradimento dell’iniziativa, oltre a essere per tutti noi motivo di soddisfazione, ci danno il segnale che sempre più il desiderio di trovare momenti di aggregazione diventa una necessità per tante persone e diventa soprattutto momento importante per trovare l’energia necessaria per affrontare poi il quotidiano con serenità. Ormai dopo quattro anni la voce si è sparsa… e se come è naturale la maggior parte delle persone proviene dalla nostra Valle va detto che sempre più si notano persone nuove provenienti pure da fuori Provincia. “Un luogo così, grande, bello, gestito bene, in una zona splendida, è difficile da trovare” ci viene detto... merito nostro si che con sacrificio cerchiamo di gestire al meglio le serate, ma grazie soprattutto alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Sarnonico guidata da Sandro Abram che recependo le nostre esigenze, non solo le condivide ma nel rispetto dei ruoli ci accompagna in questa piacevole avventura. La nostra Associazione, costantemente in crescita per quanto riguarda il numero dei soci, riserva un particolare spazio al settore degli atleti agonisti. Bambini, ragazzi, adulti che mettono alla prova le loro potenzialità e quanto hanno imparato girando i palazzetti dell’Italia e cercando di tenere alto il nome non solo dell’Associazione, ma della nostra bella Valle di Non e in alcune occasioni della nostra Regione. I risultati fin’ora conseguiti sono certamente segnale di preparazione, di impegno e di grande professionalità da parte dei maestri Davide Pallizzari e Dolores Facinelli che seguono in modo costante e con tanto impegno tutti gli atleti. Diverse coppie di ballerini si sono aggiudicate il titolo di Campioni Regionali e indimenticabili sono i momenti vissuti a Rimini in occasione dei Campionati Italiani quando sul gradino più alto del podio sono salite coppie di ballerini della nostra Associazione. A conclusione, nel rivolgere a tutti coloro che amano, corteggiano il “ballo” o semplicemente desiderano imparare a ballare, l’invito a venire al Centro Sportivo di Sarnonico il sabato sera alle ore 21 dove il divertimento è assicurato. Doveroso da parte mia rinnovare un sincero ringraziamento a tutta l’Amministrazione Comunale per quanto ci permette di fare e organizzare per i nostri soci e simpatizzanti e per tutti coloro che amano trascorrere una bella, divertente serata. Per eventuali informazioni 335.8212902. Colgo l’occasione per rivolgere alla comunità di Sarnonico e a tutti gli ospiti l’augurio di un sereno Natale e di un 2011 ricco di felicità, soddisfazine e tanta salute. Flavio Gilli EUGENIO FINARDI: ACOUSTIC CONCERT A SARNONICO 4 GENNAIO 2011 ORE 21 nella Sala Polifunzionale Centro Sportivo Eugenio Finardi è un artista che ormai da qualche anno ha deciso di ampliare il suo orizzonte artistico evolvendosi dall’immaginario del rock d’autore italiano, di cui per anni è stato un illustre protagonista. Il suo show prende spunto dal quadruplo cofanetto uscito nel 2007 “Un Uomo” e ripercorre in veste acustica i momenti fondamentali di una carriera lunga oltre trent’anni. Quasi un diario della vita di un uomo, testimone del suo tempo, nel privato e nella storia. Recentemente Finardi ha deciso di confrontarsi per la prima volta con la prospettiva del teatro-canzone. Dopo la prima teatrale di Suono - Appunti e contrappunti teatrali (drammaturgia e direzione artistica di Eugenio Finardi) tenutasi il 21 febbraio 2008 al Teatro dei Filodrammatici di Milano, da cui è stato registrato il dvd pubblicato per Ermitage, con la produzione di Gianluigi 10 Salvioni, Eugenio si è esibito in un lungo tour teatrale. Un’esperienza che in maniera fluida e naturale è entrata nel sangue di Finardi fino a portarlo al Palazzo delle Esposizioni di Roma a misurarsi con la scrittura di Paul Auster e la ri-lettura de “La città di vetro” in una prospettiva artistica ancora vicina e derivata dalla forma teatrale. Un Finardi curioso che lo scorso anno abbiamo ritrovato protagonista, insieme a Stewart Copeland e l’Orchestra della Notte della Taranta, al festival di Lugano e subito dopo in Salento sotto la direzione del Maestro concertatore Mauro Pagani per il tradizionale «concertone» finale del 22 agosto nella grande piazza di Melpignano (Le). Il 17 gennaio del 2010 il debutto al Teatro alla Scala di Milano insieme all’ensemble Entr’acte che lo invita ad interpretare la voce narrante ne “La storia del piccolo sarto” di Tibor Har- sany. Serata di grande successo che verrà replicata nella prossima stagione. Nel maggio 2010 Finardi fonda la sua etichetta «EFSounds » e diventa così editore. La prima produzione si intitola “L’occhio della luna”, album d’esordio della giovane cantautrice Roberta Di Lorenzo. Affascina la capacità di Finardi di far divertire, commuovere e pensare con la recitazione e con le canzoni, a commento del testo, che riannodano i fili della sua lunga storia, portando in tour i suoi grandi successi con nuovi arrangiamenti, che strizzano l’occhio al miglior Jazz-Rock americano, arrivando in alcuni contesti a far vibrare un’Anima Blues come in un viaggio alla ricerca delle origini. Accompagnato da Paolo Gambino al pianoforte alterna brani famosi del suo repertorio e altri meno noti, ma non meno significativi: Le ragazze di Osaka, Laura degli Specchi, Katia, Patrizia, Vil Coyote, Diesel, Dolce Italia, tra le altre. Sono racconti di vita, di esperienze e riflessioni a cuore aperto. IL GRANDE ALBERO DI GIULIA Abbiamo spesso l’abitudine di abbinare al mondo giovanile storie di noia e svogliatezza; ne voglio raccontare una sull’eccellenza. Nella nuova sede del SAIT a Trento nord c’è un po’ di Sarnonico. La grande e moderna struttura, dall’architettura in acciaio e vetro e dagli interni luminosi e accoglienti è vicina all’uscita autostradale. Nei primi mesi del 2010 la dirigenza del SAIT contatta l’Istituto d’Arte “Alessandro Vittoria” di Trento per lanciare l’idea-concorso della decorazione della zona logistica. Alla gara partecipano 40 studenti con 40 progetti originali e bellissimi. Difficile la scelta. C’è chi preferisce delle forme astratte che si integrano con facilità all’architettura, chi invece vede meglio una proposta realistica. Dopo tante discussioni vengono finalmente scelti i due progetti. Uno di questi è quello della nostra Giulia Zini che ha presentato un albero molto stilizzato e dai colori moderni, simbolo di fertilità e crescita. BRAVA GIULIA! L’impegno e la tua sensibilità hanno dato ottimi risultati. Ti auguriamo tante belle cose in campo artistico, ma in particolare tanta gioia e soddisfazione. Per la cronaca la pittura è stata realizzata in giugno di quest’anno, è alta 20 metri ed ha una larghezza di 5. CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI DI SARNONICO E SEIO Il 2010 è stato per noi Vigili del Fuoco Volontari di Sarnonico e Seio un anno ricco di eventi, attività e ricordi. In primo luogo, il nostro Corpo è stato impegnato in una ventina di interventi di protezione civile attiva sul nostro territorio, quali lo spegnimento di incendi domestici, originatisi prevalentemente da canne fumarie e boschivi, quale quello a Seio in località “Ciampaz”, l’assistenza prestata al servizio di eli-soccorso e nei casi di incidenti stradali, l’intervento per la chiusura della strada delle Regole a causa di un franamento ed altri di minore entità. Oltre alle attività di pronto soccorso, abbiamo svolto le consuete manovre interne con cadenza mensile. In particolare ricordiamo con piacere le due manovre di evacuazione effettuate presso la scuola materna ed elementare, che hanno riscosso grande successo tra i bambini che con trepidazione e gioia hanno salutato il nostro arrivo e con vivacità hanno partecipato alle operazioni. Citiamo inoltre le due intercomunali, organizzate in collaborazione con i corpi dei paesi limitrofi, rispettivamente in zona artigianale a Sarnonico e in località Waldheim. Tali manovre, oltre a presentare scopi didattici, rappresentano preziose occasioni di incontro nelle quali mettere alla prova le proprie conoscenze e fare nuove esperienze, rafforzando al tempo stesso quel senso di unione e di fiducia reciproca su cui si fondano in maniera imprescindibile il lavoro di squadra e la nostra stessa associazione. Come ogni anno, siamo stati presenti in numerose attività di supporto alle iniziative proposte all’interno della nostra Comunità, in occasione delle feste patronali di San Giorgio e San Lorenzo, delle varie manifestazioni a carattere sportivo e culturale, ed organizzando in prima persona il tradizionale pranzo di Carnevale. Il nostro Gruppo Allievi – che quest’anno ha accolto due nuovi elementi – ha partecipato al 10° campeggio provinciale tenutosi a Folgaria (dopo che l’anno scorso era stato annullato a causa dell’emergenza in Abruzzo) e nell’ambito dello stesso, al convegno che ha avuto luogo a Rovereto alla presenza delle principali autorità provinciali, distinguendosi per entusiasmo, preparazione e simpatia. L’organico degli effettivi si è arricchito di un nuovo valido membro, già caposquadra in quel di Brez, Roberto Covi, mentre ha abbandonato il Corpo, per raggiunti limiti d’età, il veterano Giuseppe Ziller. Sul fronte delle ricorrenze, ricordiamo con orgoglio quelli che a tutt’oggi sono i due capisquadra del Corpo, ovvero Stefano de Luca e Walter Covi, che festeggiano i 25 anni di presenza, mentre merita una nota Michele Covi, che raggiunge la meta dei 15 anni. Il primo posto spetta tuttavia, e senza alcun dubbio, al nostro comandante Fabio de Luca, che, sempre accompagnato dalla medesima passione e dedizione del primo giorno, raggiunge il traguardo dei 38 anni di presenza nel Corpo, di cui ben 27 in qualità di comandante. Alla data odierna il Corpo vanta 18 membri effettivi e 14 allievi, tutti accomunati da un sentimento spontaneo di generosità ed animati dal desiderio sincero di fare qualcosa per gli altri, mettendosi a disposizione secondo le proprie possibilità, accorrendo prontamente laddove ce n’è bisogno, perché certi di poter contare sul sostegno, sulla comprensione e sulla riconoscenza che la nostra gente sempre ci dimostra. Cogliamo l’occasione per augurare a tutti: “Buon Natale e Felice 2011”. IL CORO PARROCCHIALE SAN LORENZO DI SARNONICO Non si hanno notizie precise sulla nascita del coro, che risulta comunque antecedente al 1920. Nei primi anni quaranta il coro, che era maschile, era composto da anziani, giovani e ragazzi fino ai 10-11 anni. Mancavano gli adulti, impegnati come militari nella seconda guerra mondiale, in quegli anni la parrocchia era guidata da don Urbano Depeder. Il gruppo, formato da una ventina di persone, si riuniva per le prove a cadenza settimanale in una cameretta situata in fondo al “somas” della vecchia casa di “Bozi”. Ricordano i coristi anziani, allora presenti, che la piccola finestra verso ovest veniva coperta con una pesante tenda per il coprifuoco che vigeva durante il conflitto mondiale. Il direttore era Giuseppe Nicolussi (Pep) che faceva il calzolaio e, visto che si spostava spesso per lavoro, in sua assenza intonava le canzoni Nicolò Tecini (Colò da Vitoria). Finita la guerra, ritornarono diversi coristi in età adulta e il gruppo si fece di nuovo numeroso. Erano anni di miseria e di emigrazione e Giuseppe Nicolussi si trasferì a Bressanone. Prese dunque la guida del coro Giuseppe Abram (Cuchet), mentre Umberto Abram (Bozi) accompagnava con l’armonium. Negli anni ’50, anche grazie alla grande passione per la musica dei parroci di allora, don Lino Piazzola e don Luigi Franzoi, i coristi parteciparono a corsi di musica tenuti da Narciso Covi di Fondo e nel coro entrarono anche le donne, fino ad allora escluse. Nel ’71 Giuseppe Abram cedette la guida all’attuale direttore Roberto Socin. Si era da poco concluso il Concilio Vaticano II e a Sarnonico era appena arrivato il nuovo Parroco don Marcello Giuliani. Il coro integrò il repertorio di canti quasi esclusivamente in latino, con canti in italiano e di autori più moderni, Bonfitto e Planchesteiner, a 4 voci dispari. Nei primi anni ’80, sotto la regia di don Marcello, il coro collaborò con la filodrammatica alla messa in scena di due brillanti operette: ”Ma chi è?” e “Occhio di falco”. Negli anni successivi continuò l’attività di accompagnamento alle Sante Messe e ai funerali, proponendo nuove composizioni come la messa del “Gen Rosso” e la messa “Salve Regina”, cambiando il modulo a 4 voci pari. Degna di nota e ancora viva nel ricordo dei coristi, è la partecipazione del coro alla messa presieduta dall’allora Papa, oggi Beato, Giovanni Paolo II, durante la sua visita a Trento nell’aprile 1995. Attualmente il coro conta circa 25 persone, raggruppando varie fasce di età dai ragazzi di 15-17 anni fino agli anziani oltre gli ottant’anni, e continua la sua attività di accompagnamento alla messa e ai funerali, con l’impegno delle prove settimanali. Il gruppo va avanti, non senza qualche difficoltà, ma comunque perseguendo quello spirito di servizio che dovrebbe contraddistinguere l’intera vita cristiana. Il componenti del coro invitano quanti volessero mettersi a disposizione, ad unirsi a loro per questo servizio. L’invito è rivolto a tutti: ragazzi, giovani e adulti, sia maschi che femmine. Giovanni Inama 11 NUOVE ATTIVITÀ “Nel febbraio di quest’anno sono riuscita a realizzare un mio grande sogno” dice con entusiasmo Claudia Ziller. Esattamente il 6 febbraio 2010, con l’INAUGURAZIONE DEL SALONE HAIR MODE nei pressi di Piazza S. Maria, è iniziata l’avventura lavorativa di Claudia. È ancora molto giovane, ma ha dimostrato coraggio ad aprire in proprio una nuova attività. Diploma di parrucchiera e idee molto chiare: “Il salone è accogliente, comodo e arredato con cura. È aperto a tutte le donne, ma anche agli uomini di qualsiasi fascia di età”. “La mia speranza è quella di riuscire a costruire un rapporto di fiducia con i clienti grazie all’impegno, la cortesia e la professionalità mantenuta con costanti corsi di aggiornamento” aggiunge. Claudia si dimostra preparata sui tagli e sulle acconciature, su shampi, maschere e lozioni, ma quando parla ciò che traspare è soprattutto tanto entusiasmo ed un sorriso gentile. “Concludo ringraziando tutti coloro che hanno creduto in me, tra cui Luca Tavonatti che mi ha dimostrato la sua fiducia affittandomi il locale”. Un sincero augurio di tanti successi professionali anche da parte di tutti noi! Dopo trentotto anni di attività l’Albergo Miramonti ha chiuso i battenti. O meglio: ha modificato i suoi orizzonti. Il turista nel tempo ha cambiato il suo modo di fare vacanza, sono cambiate le sue esigenze, i tempi di permanenza. Anche la normativa è cambiata diventando sempre più restrittiva e impegnativa per chi deve adeguarsi. E allora Alessandro, Sergio e Lucia hanno deciso di cambiare. Punto forte della gestione della famiglia Covi è sempre stata la cucina, molto curata e raffinata. Hanno perciò deciso di puntare su questa caratteristica, approfittando del fatto che, in Alta Val di Non, un locale di un certo tipo mancava proprio. Detto fatto: a inizio estate è stato inaugurato IL FORNO DOLCE E SALATO di Alessandro e la moglie Teresa. Una pasticceria ma non solo: pane fresco tutti i giorni di molte varietà, torte, pasticcini, semifreddi, gelato ecc. ecc. tutto rigorosamente di produzione artigianale e contrassegnato da una qualità eccellente, marchio di fabbrica della famiglia Covi. I primi mesi di attività hanno segnato un buon successo (e tanto lavoro per i gestori) segno che l’idea era vincente. Noi auguriamo ad Alessandro & C. di continuare su questa strada, così a Sarnonico potremo continuare ad avere il pane fresco anche la domenica e a gustare i migliori dolci della Val di Non. SCUOLA: ORTO - CAMPO - GIARDINO L’iniziativa promossa dall’Associazione Futuro Sostenibile, grazie al lavoro dell’instancabile Luciano Covi, factotum del progetto, era rivolta in primo luogo alla Scuola Elementare di Sarnonico, con la finalità di fare crescere nelle nuove generazioni una cultura di rispetto dell’ambiente ma soprattutto di stimolare nei bambini e giovani l’interesse per una salvaguardia consapevole ed attiva del proprio territorio. A volte i progetti nascono sulla carta con grandi pretese e poi nella realtà pratica vengono realizzati in modo parziale o approssimativo. Nel caso dell’orto-scuola di Sarnonico è successo esattamente l’opposto, si è fatto molto più di quanto previsto inizialmente. Grazie alla disponibilità di un grande appezzamento di terra ma soprattutto al coinvolgimento di diverse persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro preziose competenze, il progetto si è ampliato, realizzando molte attività rivolte non solo ai bambini, ma anche alla Comunità e ai turisti. Così grazie alla collaborazione e cura di Nicoletta Endrici è stato realizzato, accanto all’orto vero e proprio, anche un giardino delle piante officinali, perché tutti potessero non solo ammirare le diverse specie e le innumerevoli varietà di una stessa specie, ma anche imparare a conoscerle e ad utilizzarle. Così è nato il campo delle “colture di una volta”, grano saraceno, segale, orzo e frumento ma anche mais, girasoli e Facelia, ospitate in lunghe aiuole sapientemente tracciate, seminate e poi curate da Giancarlo Seppi, prezioso aiuto anche per molti altri lavori, che ha trasmesso con entusiasmo le sue conoscenze ai bambini e ha riassunto la filosofia del progetto nel cartello dell’orto-scuola. Così, in sinergia con le iniziative per favorire la biodiversità dell’APT di diversi Comuni, è stato seminato il prato fiorito destinato a pronubi e farfalle. Le attività svolte comunque hanno coinvolto principalmente la Scuola Elementare. Sono state bravissime le maestre ad accogliere e far loro il progetto, nonostante la programmazione annuale fosse già fitta di impegni. Hanno compreso quante opportunità educative e didattiche multidisciplinari potevano offrire non soltanto la “mappatura” degli orti del Paese ma anche le attività laboratoriali per conoscere il suolo, il progettare le consociazioni di ortaggi, l’esperienza di realizzare prima piccoli orti in cassette, seminare e piantare poi nell’orto vero e proprio, (e attendere pazientemente che qualcosa cresca) annaffiare, curare e infine la gioia del raccogliere e del condividere con i genitori il piacere di degustare i prodotti del raccolto autunnale, patate, rape rosse, mais, indivie e grandiose carote. La coltivazione di quest’orto-campo-giardino (perché nel progetto c’è proprio tutto) è stata ed è, per i bambini, una grande un’avventura fatta di terra, acqua, semi, sole, tempo, che permette di sviluppare innumerevoli facoltà, da quelle manuali a quelle intellettive, un esperienza che permette di avvicinare bambini ma anche adulti ad aspetti, fenomeni, processi della natura per far crescere interesse e amore nei confronti della natura stessa. Perché si fa presto a parlare di salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità ma di fatto si può essere motivati a difendere e curare solo ciò che si ama e il presupposto per amare è conoscere, non solo in modo nozionistico, tramite processi razionali, ma anche e soprattutto attraverso processi emotivi e sensoriali. Questo genere di conoscenza si sviluppa principalmente con esperienze ed attività pratiche, meglio se fatte sul proprio territorio, che abbiano una certa continuità e offrano ai bambini la possibilità di entusiasmarsi/meravigliarsi, partecipando attivamente in prima persona ad un progetto. Da ricordare inoltre la preziosa collaborazione di Gino Vinante che con passione e ingegno ha dato un tocco artistico all’orto elaborando sculture naturali e una originalissima staccionata. Un progetto come questo, che ci auguriamo possa continuare, coinvolgendo in futuro anche altre fasce di abitanti del Comune, come giovani ed anziani, che potrebbero occuparsi dell’area ad esempio nel periodo estivo, quando la scuola è finita. L’orto-campo-giardino potrebbe insomma diventare un punto di ritrovo, un luogo e un progetto “di tutti” dove nelle lunghe serate estive, mentre ci si prende cura delle piante annaffiando o sarchiando, si possano anche scambiare quattro chiacchiere ed esperienze, non solo di coltivazione, ma anche di vita. Patrizia Sarcletti 12 I BAMBINI DOPO L’ESPERIENZA DELL’ORTO CI INVIANO ALCUNI PENSIERINI I BAMBINI DI PRIMA SULLA FESTA DEL RACCOLTO “Noi ci siamo molto divertiti a raccogliere le pannocchie e le rape rosse. Abbiamo trovato anche molte carote: alcune erano grandissime e abbiamo dovuto tirarle con tutte le nostre forze per toglierle dalla terra. Alla fine del lavoro eravamo felici e soddisfatti ed abbiamo portato a scuola con gioia le cassette con il raccolto”. PENSIERI DEI BAMBINI DI QUARTA E QUINTA: È STATO INTERESSANTE: conoscere tante piante che non avevamo mai visto da vicino: il lino, il grano saraceno, il miglio, l’avena... imparare tante cose sulle piante: come si seminano, di cosa hanno bisogno per crescere bene, come si riproducono, come si raccolgono, quale parte si mangia e come si conservano; conoscere insetti e animaletti utili; imparare a fare i sali aromatizzati con le erbe profumate. È STATO DIVERTENTE: estirpare le erbacce, fare le stradine, usare zappe, rastrelli, carriole... seminare e piantare; raccogliere le patate; lavorare tutti insieme, ragazzi e insegnanti; festeggiare la riuscita del nostro lavoro. CI HA DATO SODDISFAZIONE: riempire tante cassette di patate, di carote, di rape rosse, di fagioli... vendere i nostri prodotti; offrire ai nostri familiari un pranzo preparato anche con le nostre verdure. È STATO EMOZIONANTE: vedere, come in una magia, un pezzo di terra trasformarsi in un orto rigoglioso e colorato: fiori, foglie, spighe, pannocchie... GRAZIE A TUTTE LE PERSONE CHE CI HANNO ACCOMPAGNATO E AIUTATO IN QUESTA BELLA ESPERIENZA! ASSOCIAZIONE ALTA VAL DI NON FUTURO SOSTENIBILE Associazione apartitica e apolitica, senza scopo di lucro, con la finalità di conservare la qualità della vita, la salute, l’ambiente naturale e l’aspetto del paesaggio in Alta Val di Non; nasce ufficialmente nel gennaio 2009 ad opera di un gruppo di promotori con un ampio sostegno popolare di 2890 firme. Promuove la conservazione delle praterie e del paesaggio naturale con un’azione di sensibilizzazione della popolazione, delle amministrazioni locali e provinciali. Studia in sinergia con gli attori della scena agricola ed economica, con le amministrazioni e con i massimi esponenti della cultura della gestione dei territori e della loro amministrazione, i lati positivi e le criticità dell’attuale situazione dell’economia dell’Alta Valle. Promuove azioni a sostegno delle attività vocazionali storiche del territorio, in particolare l’agricoltura e zootecnia di montagna, garanti della conservazione delle praterie e del paesaggio naturale attuale, particolarmente gradito agli abitanti e ambito dal turista ecoconsapevole. Mira alla valorizzazione e riqualificazione del territorio, dei prodotti e delle attività legati al territorio, allo scopo di ampliare la stagione turistica e offrire un ampio ventaglio di opportunità professionali e occupazionali nella zona. Tutta l’azione è supportata da un forte senso di responsabilità che vede nelle attività sostenibili la possibilità di poter conservare per noi e offrire alle generazioni future un territorio di ineguagliabile bellezza quale è l’Alta Val di Non. L’attività svolta fino ad ora ha portato alla realizzazione di varie iniziative tra le quali: 1. la predisposizione della “Petizione per la tutela dell’ambiente naturale della salute e dell’attività turistica dell’Alta Valle di Non“, sottoscritta successivamente da circa 3000 persone e consegnata ai sindaci della Alta Valle di Non il 15.05.2009. In tale riunione è stato inoltre concordato con i Sindaci presenti di predisporre un accordo di programma quadro che preveda l’inserimento di norme nei PRG comunali che prevedano la tutela dei terreni agricoli dalla frutticoltura intensiva; 2. l’organizzazione di incontri pubblici presso il centro sportivo di Sarnonico, la sala della Cassa rurale di Romeno, la scuola media di Fondo e la sala consiliare di Ronzone avente ad oggetto “Qualità della vita” e attività economiche nel futuro dell’Alta Val di Non al fine di poter realizzare un operazione di ascolto essenziale a conoscere le criticità esistenti e poter valutare proposte di soluzione; 3. l’organizzazione di alcuni incontri con esperti del settore e alcuni titolari di aziende agricole al fine di verificare la possibilità dell’inserimento di nuove colture agricole e valutare le modalità di riscoperta e valorizzazione dei prodotti esistenti; 4. partecipazione da parte dei membri del consiglio direttivo dell’associazione a numerosi convegni, corsi formativi, incontri e colloqui con componenti delle realtà economiche, politiche e culturali locali e provinciali al fine di potere acquisire sempre maggiori informazioni e conoscenze e poter stabilire i necessari contatti per poter attivare un processo virtuoso di riqualificazione e sinergia dei vari settori economici con particolare attenzione a quello agricolo. Tra le iniziative di immediato riscontro sono stati predisposti e realizzati in collaborazione con le amministrazioni comunali interessate, l’APT e l’Associazione Amici della Terra dei piccoli interventi come la realizzazione dell’orto scolastico a Sarnonico, la realizzazione di un’area per la tutela dell’apicoltura tra Sarnonico e Ronzone, il progetto fiori di campo consistente nella realizzazione di aiuole nei pressi degli incroci e delle vie di traffico, l’acquisto di un programma per la gestione amministrativa di un Gruppo di acquisto Solidale, la realizzazione di un corso di aromatologia relativo all’utilizzo di estratte delle erbe per scopi terapeutici e di cura estetica ed è stata recentemente presentata una domanda di contributo ai servizi provinciali competenti per la realizzazione di alcuni percorsi per la valorizzazione dei biotopi e dell’avifauna sui “Pradiei”. Dopo oltre un anno di attività l’associazione ha constatato, come esattamente riportato nel numero di novembre della rivista locale NOS, che al fine di poter attivare un vero circolo virtuoso di sviluppo è necessario realizzare una vera sinergia tra i settori produttivi e particolarmente tra il settore agricolo, quello turistico e quelle commerciale con la produzione di prodotti tipici di qualità e la loro commercializzazione e consumo prevalentemente in zona attivando tutte le iniziative possibili per la realizzazione della filiera corta e la vera multifunzionalità dell’azienda agricola. Sembrano termini complessi ma significa semplicemente garantire una redditività agli operatori agricoli con la commercializzazione nei negozi, consumo negli alberghi, nei ristoranti e anche nelle famiglie di prodotti agricoli locali sani e senza pesticidi conservando così un ambiente bello e sano per coloro che vi abitano e per coloro che vogliono soggiornarvi per le vacanze creando le premesse per un aumento delle presenza turistiche e della qualità della vita come previsto nei Piani di Sviluppo Provinciale e già da anni effettuato nel vicino Alto Adige. TURISMO E AGRICOLTURA DI MONTAGNA La Valle di Non è una delle valli di montagna più ampie delle Alpi, caratterizzata dalla presenza di altopiani e profondi canyon, ricca di storia, di castelli e borghi che conservano testimonianze degli stili di vita delle popolazioni che l’hanno vissuta in passato. Un territorio unico e inimitabile che proprio nelle sue caratteristiche trova i presupposti e i fondamenti per quella che sarà l’attività che in un futuro anche prossimo garantirà la vivibilità e la conservazione della montagna, dell’ambiente e del paesaggio, dell’agricoltura e dei prodotti legati al territorio. Il turismo che la Val di Non ha proposto e può continuare a proporre è rivolto ad un pubblico ecoconsapevole, alla ricerca di pace, tranquillità, di paesaggi unici e ambiente sano, di esperienze rurali, di coinvolgimento nella vita dei paesi e di artigiani, commercianti, contadini, di cibi genuini da coltivazioni e allevamenti del luogo. Un turismo unico ed esclusivo perchè legato ad un territorio unico e non copiabile, che permette a quest’attività di uscire, se sapientemente gestito, dalle logiche di concorrenza del mercato globale. Il turismo è nato e cresciuto finora come una pianta spontanea, ha dato lavoro e offerto la possibilità di conoscere e apprezzare la Val di Non a chi è passato o ha trascorso qui un periodo di vacanza… oggi il turismo va coltivato, ha bisogno di operatori e di personale preparato, di strutture adeguate consone al paesaggio in cui sono situate, ma soprattutto ha bisogno del territorio e ne deve essere custode consapevole. Il turismo è un’attività che attraversa in modo trasversale tutte le altre attività di un territorio, creando opportunità di lavoro in un’ampio ventaglio di espressioni professionali, promuovendole su un ampio pubblico e creando relazioni sociali e culturali di grande importanza per la vita dei paesi di montagna. Questo tipo di turismo, custode del territorio da cui dipende la sua stessa esistenza, deve obbligatoriamente lavorare in sinergia con l’agricoltura, stimolando la produzione e utilizzando i prodotti legati al territorio, che proposti e raccontati sulle tavole completano il quadro di vita in montagna che il turista cerca. Stimolare la produzione agricola per un consumo di prossimità (o a filiera corta) significa preservare un paesaggio rurale sano e piacevole, da vivere e passeggiare, in cui fare cultura dell’agricoltura di montagna e dell’alimentazione sana, significa attribuire al contadino la responsabilità di produttore di cibi sani e di manutentore del territorio; tutto questo implica il riconoscimento all’attività agricola di un adeguato ritorno economico, necessario a chè questa possa continuare la sua missione. L’agricoltura di montagna sta attraversando una fase molto problematica, in parte a causa della concorrenza con i mercati globali in cui arrivano prodotti da tutto il mondo, da produzioni di larga scala fatte su estensioni territoriali e con manodopera a basso costo, che permettono un drastico abbattimento dei costi di produzione: è impensabile riproporre questo modello in un territorio di montagna, in cui le spese di produzione e trasporti penalizzano dal punto di vista economico i produttori, per questo l’agricoltura di montagna deve dedicarsi alla produzione di nicchia, privilegiando la qualità e la diversità dei prodotti, traendone vantaggio dal consumo di prossimità e dal taglio delle spese di trasporto e intermediazione. Turismo, agricoltura, artigianato, commercio, servizi devono fare sistema e grazie alla competenza professionale, all’esclusività delle proposte, alla cultura dell’accoglienza, e al paesaggio e all’ambiente che mantengono, qualificano e valorizzano, garantire lavoro e qualità della vita in Val di Non. La conclusione è semplice: IN UN TERRITORIO DOVE VIVIAMO E MANGIAMO BENE NOI, VIVONO E MANGIANO BENE TUTTI E IL TURISMO È SERVITO! TERRITORIO, AMBIENTE, PAESAGGIO Territorio, ambiente, paesaggio: elementi che rendono unica l’Alta Val di Non a livello mondiale e che permettono agli abitanti e agli ospiti un’alta qualità della vita. La popolazione e gli amministratori dell’Alta Val di Non sono coscienti del valore irripetibile e irrinunciabile di questi elementi. Il mantenimento di questa situazione passa attraverso la promozione il sostegno delle attività vocazionali storiche che ci hanno permesso di vivere finora in un territorio con tali caratteristiche: turismo dolce e ecoconsapevole e agricoltura e zootecnia di montagna. Il turismo è infatti l’attività maggiormente responsabile del mantenimento e valorizzazione del territorio, è un bacino di possibilità occupazionali in tutti i settori ricreativi, ed è soprattutto proposta di prodotti legati al territorio che vengono dall’agricoltura e zootecnia di montagna. Agricoltura di montagna e turismo devono lavorare in sinergia, l’una a produrre ortaggi, carne, latte e formaggi, l’altro a proporli agli ospiti che vengono a godere della bellezza del nostro territorio e della bontà e salubrità delle pietanze preparate con prodotti locali coltivati con coscienza secondo le buone pratiche agricole, oltre all’acqua e aria buone e a quanto il mondo dell’artigianato, del commercio e dei servizi possiamo offrire. Tutta la popolazione è coinvolta comunque nel garantire la sopravvivenza dell’agricoltura di montagna: la soluzione è semplice: utilizzare al massimo prodotti locali, acquistare beni alimentari “a filiera corta” cioè prodotti dai nostri contadini e acquistati direttamente o attraverso il Gruppo di Acquisto Solidale che andremo a breve ad inaugurare, dando in questo modo il giusto compenso economico a chi dedica la sua vita ad un’attività tanto impegnativa quanto ricca di soddisfazioni se apprezzata e ricompensata adeguatamente. ALLORA FORZA ALTA VAL DI NON, TUTTI INSIEME PER GARANTIRCI IL MIGLIOR FUTURO E RESTITUIRE AI NOSTRI FIGLI IL TERRITORIO COME CE L’HANNO PRESTATO. 13 LA SCOPERTA DELL’ ATLANTE La canonica di don Marcello negli anni Settanta del secolo scorso (quanto tempo è passato…) era nell’ edificio denominato Casa Martini, poi chiamato Palazzo Morenberg ora sede del Comune. Era il luogo dove spesso ci trovavamo per incontrarci, parlare e discutere, conoscere, fare attività culturali, divertirci. In quella casa il gruppo dei giovani e anche dei non giovani che la frequentava ha imparato a conoscersi e a trovare le ragioni profonde del lavorare insieme, per crescere consapevolmente e piacevolmente, per fare attività utili agli altri e quindi fare crescere la comunità. Le attività erano di tipo culturale, come incontri e dibattiti con esperti, cineforum, discussioni talvolta anche accese; ricreativo, come la rappresentazione di commedie del repertorio dialettale, feste di fine anno o di carnevale; sociale, come la consulenza gratuita per aiutare le famiglie nelle dichiarazioni dei redditi. La casa era dunque vissuta in ogni suo spazio e come tale quindi esplorata e conosciuta. Probabilmente in quella straordinaria esperienza di vita fra quelle mura, scoperte occasionalmente piene di affreschi in occasione dell’ allestimento della prima mostra “Tesori Nascosti”, trova la sua motivazione l’idea di restaurarla e di farne la Casa di tutti come ora è diventata. Ebbene, nel fare quelle attività usavamo, con il consenso di don Marcello, tutti i locali: l’oratorio e soprattutto quelli del secondo piano della canonica; una stanza peraltro rimaneva costantemente chiusa: la Stube di sopra, perché la più preziosa e perché in essa erano custodite le opere e i documenti legati alla storia della Pieve. Nell’armadio del Seicento, ora prezioso arredo dell’ufficio del Sindaco, T.O.T. si presentava come una summa di conoscenze non soltanto geografiche, ma storiche, politiche, mitologiche. Coloro che ne fruirono per primi furono, del resto, i ricchi mercanti di Anversa, i quali chiedevano al loro concittadino Ortelio continui aggiornamenti… delle terre attraverso cui dovevano transitare le loro merci.“ (citazione da “Il globo di Abramo” di Pietro Del Re, su Venerdì di Repubblica del 17 gennaio 1992). Per alcuni anni la presenza di questo stupendo e prezioso documento, del quale ormai esistono pochi esemplari al mondo ancora integri, uno dei quali a Firenze presso l’Istituto Geografico Militare, rimase a conoscenza di pochi, in quanto non si volevano stimolare pericolosi appetiti di possesso. L’atlante fu subito depositato in luogo sicuro e solo occasionalmente aperto e osservato da persone direttamente interessate. Nell’estate del 1987, con lo stimolo e la passione di Fabio Bartolini, organizzammo la prima mostra “Tesori Nascosti”, con la quale si voleva presentare alla comunità alcune delle bellezze e preziosità che la Parrocchia possedeva: pergamene, statue, quadri, oggetti sacri, libri. Il Theatrum Orbis Terrarum doveva essere l’elemento centrale della mostra; tuttavia esponemmo solamente alcune riproduzioni fotografiche dello stesso, in quanto, anche su richiesta della Provincia, ritenevamo troppo rischioso mettere in mostra l’originale. In seguito, con altre iniziative, l’atlante fu nuovamente presentato al pubblico. Da allora sono stati fatti molti progressi nella valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico, azione doverosa per la comunità che voglia far rivivere c’erano molti libri, alcuni antichi, testimoni della cultura che nei secoli precedenti era stata vissuta e trasmessa in quelle stanze. Poldo, il padre di don Marcello, in un inverno di quegli anni, si era messo a rovistare fra i libri per sistemarli, ma credo soprattutto per curiosare fra le loro pagine polverose. Un libro più grande degli altri attrasse la sua curiosità. Lo estrasse, lo aprì e fu colpito dalla straordinaria bellezza dei suoi disegni e delle sue rappresentazioni cartografiche. Lo fece vedere a don Marcello, il quale intuì subito l’eccezionalità della scoperta, l’opportunità di una sua valorizzazione e nello stesso tempo la responsabilità che ne scaturiva, soprattutto per la sua conservazione. Si trattava del volume “THEATRUM ORBIS TERRARUM”, tradotto “Rappresentazione di tutta la terra” del cartografo olandese Abramo Ortelio del 1590. Il T.O.T. è “il primo atlante moderno, la prima rilegatura di carte geografiche, tutte dello stesso formato”, che, pur essendo rappresentate con il massimo rigore geografico possibile allora, “istruivano” i contemporanei… di un sapere che andava al di là di nozioni puramente cartografiche. Il per le generazioni future quanto di bello i nostri padri ci hanno lasciato: Palazzo Morenberg è stato restaurato completamente e riutilizzato proficuamente; le chiese della Parrocchia sono state oggetto di sostanziali interventi di restauro ed altri sono ipotizzati; in particolare la chiesa di S. Maria fra qualche mese sarà riaperta all’uso della comunità completamente rinnovata nella sua struttura e nei suoi interni. Esprimo peraltro un sogno, ma forse anche qualcosa di più, un’idea e un auspicio: sarebbe bello se il prossimo anno nel riprendere a frequentare la chiesa di S. Maria, nel rivedere le opere che al suo interno la arricchiscono e la abbelliscono, alcune restaurate, altre in attesa di esserlo, si potesse ammirare anche l’atlante di Ortelio, risistemato e valorizzato. Non si tratta di un’opera di carattere religioso, ma di un simbolo di cultura, che ha lo scopo di far crescere l’uomo in sapienza, innalzandolo nella conoscenza e nella responsabilità, percorso che non può che sostenere e rafforzare chi intende farlo con la fede. Elio Covi 14 COMUNE DI SARNONICO telefono e fax 0463.831263 e-mail: [email protected] [email protected] (posta certificata) SINDACO Sandro Abram UFFICI COMUNALI ORARI AL PUBBLICO Dal lunedì al giovedì: Venerdì: Lunedì pomeriggio: Giovedì pomeriggio: dalle ore 8.30 alle ore 12.15 dalle ore 8.30 alle ore 12.00 dalle ore 14.30 alle ore 16.30 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 SEGRETARIO COMUNALE: UFFICIO TECNICO: UFFICIO TRIBUTI E COMMERCIO: RAGIONERIA: ANAGRAFE: SEGRETERIA: dott.ssa NICOLETTA CONCI geom. CLAUDIO MACCACARO rag. CINZIA TEVINI dott. LORENZO SEPPI rag. CRISTINA INAMA rag. GIANNA CASARI CONSIGLIO COMUNALE Sandro Abram SINDACO Alberto Larcher VICE SINDACO COMMISSIONI COMUNALI Michele Covi Francesca Abram Carlo Martini Maurizio Abram Nadia Tecini Fabio de Luca Luca Martini Luca Inama COMMISSIONE ELETTORALE COMUNALE Ha il compito di nominare gli scrutatori e aggiornare l’albo degli scrutatori. COMPONENTI: il Sindaco, Presidente; membri effettivi: Carlo Martini, Maurizio Abram e Francesca Abram; membri supplenti: Luca Martini, Michele Covi e Fabio De Luca. GIUNTA COMUNALE ORARI E UDIENZE AL PUBBLICO SANDRO ABRAM Sindaco Competenze: Programmazione e bilancio Lunedì: su appuntamento Giovedì: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 dalle ore 16.00 alle ore 17.00 [email protected] ALBERTO LARCHER Vice Sindaco Competenze: Assessore alla Cultura, Ambiente e Istruzione Mercoledì: dalle ore 16.00 alle ore 19.00 Martedì e venerdì: su appuntamento [email protected] NADIA TECINI Competenze: Assessore all’urbanistica, Pari Opportunità e Politiche Giovanili Giovedì: dalle ore 17.00 alle ore 18.00 MICHELE COVI Competenze: Assessore ai Lavori Pubblici, Foreste e Viabilità Giovedì: dalle ore 17.00 alle ore 18.00 LUCA INAMA Competenze: Assessore alle Attività Economiche, Sport, Turismo e Rapporti con le Associazioni Giovedì e Venerdì: su appuntamento COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE Organo consultivo che ha il compito di esprimere pareri in merito alle pratiche edilizie presentate presso l’Ufficio Tecnico comunale. Può inoltre promuovere proposte per la tutela del decoro e dell’estetica delle costruzioni anche in relazione al loro inserimento nell’ambiente. COMPONENTI: il Sindaco, Presidente; Fabio de Luca, Comandante Vigili del Fuoco, dott. ing. Francesco Zambonin, dott. ing. Mirko Gazzini e dott. arch. Ruggero Mucchi. COMMISSIONE NONNI VIGILI Ha il compito di controllare i requisiti dei soggetti addetti a facilitare agli alunni gli attraversamenti stradali e tutelarne la sicurezza, nonché controllare il corretto svolgimento del servizio affidato dalla Giunta Comunale dando gli opportuni suggerimenti per migliorare l’attività. COMPONENTI: Francesca Abram, Ciro D’Orso, Alessandra Goldoni, Il Comandante (o suo delegato) del Corpo di Polizia Municipale. COMMISSIONE STATUTO COMUNALE ha il compito di elaborare un modello di Statuto a cui adeguare gli Statuti in vigore alla luce dell’art. 62 della L.R. 22.12.2004, n.7 riguardante la riforma dell’Ordinamento delle autonomie locali. COMPONENTI: il Sindaco, Presidente; il Segretario Comunale, Maurizio Abram (Consigliere), Dott. Giuseppe Negri, Funzionario della Regione T.A.A. in qualità di membro esterno esperto. www.comunesarnonico.it INFORMAZIONI UTILI Internet è uno strumento che sta diventando la principale via di comunicazione grazie alla sua velocità e immediatezza nello scambio di dati e informazioni. È in grado di raggiungere un numero di utenti vastissimo in breve tempo. Per questo motivo tutte le aziende pubbliche e private mettono a disposizione dell’utenza una vetrina informatica e interattiva, dove poter dare e avere informazioni, testi, dati, fotografie ed immagini, audio e video 24 ore al giorno. Un sito web, può essere confrontato ad un opuscolo, dove decidere l’ordine di visualizzazione delle pagine è molto più semplice, infatti l’interattività tramite il mouse genera un senso della proprietà e della partecipazione molto più immediata rispetto ad un opuscolo tradizionale. Anche il Comune di Sarnonico è in rete con il sito: www.comunesarnonico.it, ideato dalla E-Tour s.r.l. di Trento. Dalla Home page, o prima pagina, in modo semplice e intuitivo, si può accedere velocemente nelle varie sezioni: SARNONICO, SERVIZI, AMMINISTRAZIONE, COMUNICAZIONE. Nella sezione SARNONICO, troviamo le notizie legate al territorio, al patrimonio artistico, allo sport e il turismo, l’artigianato, il commercio, le libere professioni e l’agricoltura. In SERVIZI le notizie riguardanti le strutture, gruppi ed attività essenziali ed utili alla formazione e allo sviluppo delle persone e della comunità che operano in campi diversi, dall’educazione alla formazione sportiva, dalla cultura al turismo. La sezione AMMINISTRAZIONE presenta la struttura amministrativa del Comune, gli uffici, gli organi istituzionali, il bilancio, lo statuto e i regolamenti. L’ultima è quella della COMUNICAZIONE. Questa sezione ha lo scopo di promuovere e incoraggiare la comunicazione tra i cittadini e l`Amministrazione Comunale. È il luogo dove rivolgersi quando si cercano chiarimenti su pratiche, procedure, competenze del Comune, quando non si sa quale ufficio contattare, quando si ha una segnalazione da presentare. Il servizio si pone a disposizione del cittadino tramite operatori che si attivano per aiutare, orientare, informare e rispondere alle richieste. Centro di raccolta materiali di Cavareno Orario: martedì 9.00-12.00; 14.00-17.30; mercoledì 9.00-12.00; 14.00-17.30; venerdì 14.00-17.30; sabato 7.30-19.30 (orario continuato) Raccolta porta a porta umido e secco Umido: Secco: lunedì e giovedì lunedì Raccolta rifiuti urbani pericolosi (rup) Sarnonico, Piazza S.Maria: dalle 14.00 alle 15.00. Seio: dalle 15.00 alle 15.30. CALENDARIO 2011: 18 gennaio, 15 febbraio, 15 marzo, 12 aprile, 10 maggio, 14 giugno, 12 luglio, 9 agosto, 13 settembre, 18 ottobre, 15 novembre, 13 dicembre. NUMERI UTILI Ufficio Turistico-Pro Loco Palestra Vigili del Fuoco Carabinieri Ambulanza-Primo Soccorso Ambulatorio Medico Patronato Acli Asilo Nido Scuola Materna Scuola Elementare Comunità di Valle-Cles APT-Fondo tel. 0463.832080 tel. 0463.830461 tel. 115 tel. 112 tel. 118 tel. 0463.831263 tel. 0463.831263 tel. 0463.835185 tel. 0463.831603 tel. 0463.830165 tel. 0463.601611 tel. 0463.830133 Nella finestra, IN PRIMO PIANO, visibile su tutte le pagine del sito inoltre, trovano posto le notizie importanti e le news. Se il cittadino invece avesse richieste, curiosità, suggerimenti da segnalare via mail, dalla finestra IL COMUNE ONLINE può contattare direttamente l’ufficio specifico dove il responsabile sarà lieto di poterlo aiutare e consigliare. Tutti coloro che hanno suggerimenti per rendere più utile e veloce questo servizio si facciano avanti, così anche coloro che vogliono pubblicare testi, fotografie o altro sulle vicende storiche, artistiche e sociali della nostra comunità. 15 COMUNE DI SARNONICO Tel. e fax 0463.831263 e-mail: [email protected] NATALE 2010 Sabato 18 dicembre ore 21 al Teatro Comunale STAGIONE TEATRALE 2010-2011: “LA BOTTEGA DEL CAFFÈ” Di Carlo Goldoni. Gank Compagnia con Antonio Zavatteri, Alberto Giusta, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Massimo Brizi, regia Antonio Zavatteri. Domenica 19 dicembre dopo la santa messa celebrata a Sarnonico e Seio UN DOLCE PER LA VITA Saranno offerti dei dolci il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. Organizza il gruppo Volontariato di Sarnonico e Seio. Durante la settimana di Natale inoltre il gruppo Volontariato porterà agli anziani un dono e un augurio di Buon Natale. dalle ore 14.30 alle ore 19 presso la Casa Anziani BAR AL BUIO Un’opportunità per fermarti e regalarti la riscoperta della luce dei sensi. Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico insieme a Dark Solutions (Unione Italiana ciechi e ipovedenti). Entrata euro 3,00 consumazione compresa. Il ricavato sarà devoluto all’associazione Unione Ciechi e Ipovedenti di Trento. Sabato 25 dicembre ore 21 nella sala Polivalente del Centro Sportivo ORCHESTRA SPETTACOLO “GIGIO VALENTINO” Serata danzante. Organizza il A.D.S. Anaunia Team Dance. Per prenotazioni telefonare al cell. 340.5634870. Domenica 26 dicembre al Teatro Comunale ore 15 SPETTACOLO DI BURATTINI “AGATA ATTENTA!” Con i burattini della compagnia Nasinsù. ore 16 ARRIVA BABBO NATALE! Doni ai bambini e agli anziani della comunità. ore 17 INCONTRO CON LA COMUNITÁ PER UNO SCAMBIO DI AUGURI DI NATALE Ingresso libero. Organizzano la Pro Loco, i Vigili del Fuoco, il gruppo Alpini e Fanti, l’Amministrazione Comunale. Martedì 28 dicembre ore 21 nella chiesa di San Lorenzo CORO NOVO SPIRITU DI CEMBRA Diretto dal Maestro Antonio Castagna. Ingresso Libero. Venerdì 31 dicembre all’uscita dalla Santa Messa serale VIN BRULÈ E BEVANDE CALDE Offerto dal gruppo Alpini. Venerdì 31 dicembre nella sala Polivalente del Centro Sportivo IL VEGLIONE DI S.SILVESTRO Musica a cura di D.J. Luciano. Organizza il A.D.S. Anaunia Team Dance. Per prenotazioni telefonare al cell. 340.5634870. Martedì 4 gennaio ore 21 alla Sala Polivalente del Centro Sportivo EUGENIO FINARDI ACOUSTIC CONCERT Ingresso euro 8,00 Sabato 8 gennaio ore 21 al Teatro Comunale STAGIONE TEATRALE 2010-2011: “LA LETTERA” Liberamente tratto da “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. The Blue Apple S.r.l., di e con Paolo Nani. L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DELLA COMUNITÀ DI SARNONICO E SEIO AUGURANO BUON NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO.