EL NÒS PAÉS
DIRETTORE RESPONSABILE:
Sandro de Manincor
COORDINAMENTO:
Alberto Larcher
COMITATO DI REDAZIONE:
Sandro Abram, Nadia Tecini, Donatella Abram
Carlo Martini, Giuliana Visintin, Enzo Leonardi
Donatella Andreolli, Cristina Tomazzolli, Luca Inama.
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:
Don Mauro Leonardelli, Fabio Bartolini, Livio Pifferi, Associazione
Mani Amiche, Luisa Mottes, Cinzia Bertol, Gruppo Giovani Smile,
Sara Franch, Tavolo Giovani “Non 1 di Meno”, Flavio Gilli, Anaunia
Team Dance, Corpo Vigili del Fuoco, Giovanni Inama, Coro parrocchiale San Lorenzo, Luciano Covi, Giuliano Pezzini, Patrizia Sarcletti,
Associazione Alta Val di Non Futuro Sostenibile, i bambini e le maestre della Scuola elementare, Elio Covi, Franca Leonardi.
REALIZZAZIONE:
SOMMARIO
Agenzia Nitida Immagine - Cles
PAG 1
PAG 2
PAG 3
PAG 4
PAG 5
PAG 6
PAG 7
PAG 8
PAG 9
PAG 10
PAG 11
PAG 12
PAG 13
PAG 14
PAG 15
Gli auguri del Sindaco
Alcuni pensieri aspettando Natale
Liberi di scegliere, l’alternativa c’è
Eccomi... dopo venticinque anni
In ricordo di don Giuseppe Betta
S. Maria a Sarnonico
Sarnonico: il Natale di tanti e poi tanti anni fa
Una speciale bambola di pezza
Le Mani Amiche arrivano in Brasile
Il pianeta degli alberi di Natale
Novità, cambiamento, autonomia... augurio
Sei stanco del solito Natale?
Il Piano Giovani dell’Alta Val di Non
Rodolfo, el nos giazar
2010-2011: la ventesima stagione di prosa
A.S.D. Anaunia Team Dance
Eugenio Finardi: acoustic concert a Sarnonico
Il grande albero di Giulia
Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Sarnonico e Seio
Il Coro parrocchiale San Lorenzo di Sarnonico
Nuove attività
Scuola: orto - campo - giardino
Associazione alta Val di Non Futuro Sostenibile
La scoperta dell’atlante
Informazioni utili
supplemento n. 1 al periodico Nos Magazine n. 9 del 2010 - taxe perçue - Poste Italiane SpA
Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Trento
NUMERO 3 - DICEMBRE 2010 - PERIODICO DEL COMUNE DI SARNONICO
PERIODICO INFORMATIVO DELLA COMUNITÀ DI SARNONICO E SEIO
Cari concittadini e care concittadine,
siamo in chiusura d’anno e penso di fare cosa gradita nell’inviarvi il terzo numero del “Nos Paes”, il periodico che
ci consente di ricordare la storia della nostra Comunità ed essere uno strumento di informazione e di confronto.
Sono profondamente grato a tutti quelli che hanno collaborato alla stesura del giornale e in particolare ad Alberto
Larcher, Vice Sindaco, che ha ben coordinato, impaginazione, testi e fotografie. Il 2010 ha rappresentato l’inizio
del mio secondo mandato da Sindaco e la fiducia dimostratami, a distanza di cinque anni, ha rappresentato per
me oltre ad una grande soddisfazione anche un grande senso di responsabilità. Voglio però ricordare e condividere
questa fiducia con tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco e con chi in questi anni ha
prestato il proprio prezioso tempo al bene comune e all’Amministrazione Comunale. L’invito è quello di continuare
a “fare comunità”. Per me oggi, ricoprire questo ruolo non è più una novità e l’esperienza accumulata insieme ad un
gruppo solido mi permette di affrontare con serenità nuovi progetti. Le linee programmatiche sono state pensate e
tracciate; ora vanno scelte le priorità, vanno comunicate e attuate, senza dimenticare che il “fare comunità” resta
un punto importante della nostra azione di governo. Dopo un periodo di “assestamento” post elettorale, durante
il quale sono stati condivisi e attribuiti i nuovi incarichi di giunta e di consiglio, sono stati seguiti i cantieri già
avviati (asfaltatura delle strade agricole e realizzazione del marciapiede verso Cavareno) e le manifestazioni più
importanti. Il particolare momento finanziario internazionale e nazionale e le ultime indicazioni che arrivano dalla
Provincia ci fanno intuire che nei prossimi cinque anni ci sarà un calo di risorse e quindi dovremo fare scelte responsabili e valutare attentamente azioni non strettamente necessarie rispetto al garantire la qualità di servizi ai
cittadini. È per questo motivo che ritengo necessario fare economie di scala, investire per dare il via alla gestione
condivisa di vari servizi con i Comuni vicini e valorizzare al massimo le risorse umane presenti sul territorio. Solo
con una comunità unita e coesa, infatti, potremo vincere le prossime sfide e raggiungere gli obiettivi prefissati.
Ci avviciniamo alle festività e nelle prossime settimane le strade e le piazze di Sarnonico e Seio saranno addobbate
e ingentilite, per regalarci emozioni speciali e suggestive. Voglio ringraziare i consiglieri comunali, i dipendenti,
i volontari, la Parrocchia, gli operatori economici che, ognuno con il proprio ruolo, hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo sociale ed economico della Comunità. A nome dell’intero Consiglio Comunale auguro ai
nostri ragazzi, alle persone anziane a tutte le donne e uomini che compongono le Comunità di Sarnonico e Seio
un sereno Natale che, con il suo significato più vero, possa dare a tutti la gioia di vivere e il piacere e la serenità
per incamminarsi verso il nuovo anno. Un pensiero particolare ed il mio augurio personale va a tutti i bambini che,
quando mi incontrano, mi salutano con un sorriso o un “ Ciao Sindaco”; la loro spensieratezza, sincerità e bontà
d’animo mi accompagnano nel mio compito di amministratore, con la responsabilità di garantire anche a loro un
bel futuro. Spero che il loro sorriso possa portare nel mondo di noi grandi e in tutte le case la gioia e la pace propria
dei giorni natalizi.
Vi aspetto tutti per un brindisi di Buone feste, domenica 26 dicembre 2010 alle 16 presso la sala polivalente del
Centro Sportivo. Auguri!
Il Sindaco
Sandro Abram
Grazie alla bambina
della Scuola dell’Infanzia
“Giardino dei sogni”
di Sarnonico che ci ha inviato
il bellissimo disegno
della Natività.
1
Questo terzo numero del Nòs Paès esce in occasione delle feste natalizie e vuole illustrare le principali
attività sociali e amministrative della nostra Comunità. Con il gruppo di redazione sono stati scelti
alcuni argomenti ma invitiamo chiunque a contribuire in futuro con testi, documenti, fotografie...
Per lo spazio che mi è concesso, per le mie deleghe e competenze, vorrei trasmettervi alcuni pensieri.
Comincio con un tema importante come quello dell’ambiente. L’assemblea generale delle Nazioni
Unite ha dichiarato il 2010 “anno internazionale della Biodiversità”. Tutte le forme di vita sul pianeta
sono frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni che ha formato organismi sempre più complessi e
diversi. In questi ultimi cinquant’anni l’umanità ha rimodellato paesaggi e ha determinato, spesso inconsapevolmente e in modo irrimediabile, l’estinzione di tanti esseri viventi. Nessuno vuole rinunciare
a “stare bene” nel nostro mondo, sia chiaro. Ma abbiamo il dovere di preservare la ricchezza della biodiversità per le generazioni che ci seguiranno. Saranno decisive fin da subito la consapevolezza della
necessità di introdurre nel nostro stile di vita nuovi comportamenti che vadano verso la sobrietà, la
sostenibilità e la decrescita, e la diffusione del convincimento che c’è un limite a tutto, anche all’utilizzo del territorio e delle risorse. Il motto di alcuni politici ed economisti sembra quello di crescere,
crescere, crescere. Ma fin dove? Con quali costi umani e ambientali? Credo che il nostro futuro non sia
quello di opulenti cavallette sterminatrici, bensì quello di sagge api operose.
Per diffondere le problematiche legate alla biodiversità, è stata fondata due anni fa, proprio a Sarnonico, l’associazione Alta Valle di Non Futuro Sostenibile. Durante il trascorso anno scolastico, l’Associazione e l’Amministrazione comunale hanno collaborato con insegnanti e alunni della scuola elementare nella realizzazione del progetto Orto-Scuola. Il coinvolgimento degli scolari è stato importante
per formare e sensibilizzare i giovani alle tematiche ambientali. Il progetto, visto l’interesse degli
scolari e delle maestre, proseguirà anche il prossimo anno. Durante l’estate l’Associazione ha curato
inoltre incontri-stage tenuti direttamente nell’orto scolastico e aperti a tutti. Buona la partecipazione di turisti e locali. Nelle ultime settimane un fatto gravissimo ha segnato le già tristi cronache dei
nostri giornali. Nell’antica città di Pompei è caduto sbriciolandosi un muro perimetrale della Domus
dei Gladiatori, un edificio appartenente alla città romana, sito archeologico importante e prezioso.
La notizia ha fatto in pochi minuti il giro del pianeta e sono arrivati numerosi messaggi di sdegno e
rabbia, significativo fra tutti quello del nostro Presidente Napolitano. Non è difficile leggere in questa
notizia lo sgretolarsi di uno dei simboli della cultura nazionale, come l’emblema di una politica sempre
più assente, indifferente e distante dal prezioso patrimonio artistico e dalla vita culturale del nostro
Paese. Mi vengono ancora alla mente le recenti e tristi dichiarazioni del nostro ministro dell’economia Tremonti per il quale la cultura non dà da mangiare. E, per contrasto, ricordo anche le parole di
Marcel Proust che, dopo aver visitato il nostro paese, scrisse: “La vera terra dei barbari non è quella
che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né
conservarli”. La cultura sta vivendo nel nostro Paese un periodo terribile. In tutti i bilanci pubblici viene
fortemente penalizzata al punto da essere presentata, perché così venga percepita, come cosa inutile
e quasi nociva. Investire nella cultura, nell’istruzione e nella formazione significa invece scommettere
sulla possibilità delle persone e della collettività, avere ambizioni, speranze e soprattutto maggiore
autonomia di giudizio. Il livello culturale è quello che distingue un popolo di cittadini da un popolo di
consumatori.
Per fortuna in questo campo ci sono anche delle belle notizie. Una riguarda il restauro della nostra
chiesa di Santa Maria. L’impegno e la tenacia di don Mauro e il progetto dell’architetto Fabio Bartolini
restituiranno alla nostra comunità un gioiello architettonico e artistico testimone della nostra storia.
All’interno del tempio i restauratori hanno portato alla luce nuove pitture e nuove iconografie che
forniranno elementi per riscrivere aspetti delle vicende storiche e politiche della pieve. Tra pochi mesi
verrà inaugurata nella sua nuova veste.
Anche i vent’anni della stagione di Prosa del nostro teatro ci fanno felici. Abbiamo chiesto a Franca
Leonardi, ex Assessore alla Cultura e promotrice di questo evento, di ricostruirne la storia in un testo
che trovate in questa pubblicazione. Con l’interruzione della stagione teatrale di Cles, in Valle siamo
rimasti soli a proporre questa importante offerta culturale. Da sempre l’idea è quella di un teatro che
sappia dosare tradizione e innovazione, tenendo sempre alta la qualità artistica degli spettacoli. L’impegno finanziario è notevole, ma l’Amministrazione ha sempre creduto in questo importante evento.
Negli ultimi anni si cominciano ad avere anche dei risultati positivi. Cresce il pubblico, in particolare
quello degli abbonati. Risulta evidente inoltre che l’interesse per lo spettacolo dal vivo sta crescendo,
forse anche come alternativa a quel proliferare di cattivo gusto che passa nelle varie reti televisive
nazionali.
Ma sono sempre le persone le protagoniste della vita e anche della nostra Comunità. Quegli incontri
che sono, come dice Alexander Langer, “tra le maggiori fortune che mi sono state date in sorte”.
Un caro pensiero a don Giuseppe Betta che ci ha lasciati qualche mese fa. Ho bei ricordi del nostro
Parroco che ho conosciuto in particolare durante i campeggi parrocchiali, dove abbiamo condiviso
delle splendide esperienze comunitarie e personali.
Mi ha inviato un altro testo bellissimo “el Dotor” Livio Pifferi: un piccolo saggio di storia sociale sul
Natale di tanti anni fa. Lo ringrazio tanto del suo affetto e del forte legame con la nostra Comunità.
Voglio ricordare tutti coloro che si impegnano nel volontariato investendo tempo, risorse personali e
tanto amore. In particolare quelli che nonostante tutto ci sono ancora, che resistono e si impegnano.
Gli anziani stupiscono per la loro vitalità e intraprendenza. Hanno fondato pochi mesi fa l’associazione
“Mani amiche” e sostengono, in collaborazione con la nostra concittadina Laura Ziller, un importante
progetto sociale a Salvador de Bahia in Brasile dove con poco si dà una mano a bambini, malati ed
anziani di una piccola comunità.
Ma tante altre sono le persone che ho la fortuna di incontrare e che vorrei continuare a frequentare
“senza secondi fini”. Spesso di indole, posizione e cultura diverse, è possibile stabilire con loro amicizie
su tanti piani e in tante direzioni, per arricchirsi e scambiarsi opinioni, idee, affetto.
Colgo quest’occasione anche per ringraziare Francesca Abram che ho delegato a rappresentare l’Amministrazione nella scuola materna, elementare e all’asilo nido. Negli scorsi anni è stata Assessore e
ha operato con professionalità seguendo con passione e competenza tutte le vicende legate ai nostri
bambini. Sottolineo in particolare il buon risultato raggiunto dal connubio scolastico con la comunità
di Ruffrè che ha dato segnali positivi già dai primi mesi di scuola.
Concludo affidandomi al pensiero di Charlie Chaplin che, nel finale del suo bellissimo film del 1940 “Il
Grande Dittatore”, con parole che ormai da tanto tempo mancano nel lessico della politica contemporanea, lancia un forte e commovente messaggio di speranza e di pace.
Buon Natale e un Felice Anno Nuovo,
Il Vicesindaco
Alberto Larcher
2
DAL FILM
“IL GRANDE
DITTATORE”
1940
DI CHARLIE
CHAPLIN
“Mi dispiace, ma io non
voglio fare l’Imperatore,
non è il mio mestiere.
Non voglio governare,
né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, neri o bianchi. Noi
tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti
così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca
infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c’è posto per
tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada:
la cupidigia ha avvelenato l’animo degli uomini, ha chiuso il mondo
dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell’oca,
verso l’infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la
velocità, ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi
cinici; l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che
d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste
doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
L’aereo e la radio ci hanno avvicinati. È l’intima natura di queste cose
a invocare la bontà dell’uomo, a invocare la fratellanza universale,
l’unità di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini
disperati, vittime di un sistema che costringe l’uomo a torturare e
imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L’infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell’ingordigia umana: l’amarezza di coloro che temono la via del progresso
umano. L’odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere
che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini
non saranno morti la libertà non perirà mai.
…Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è
nell’uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti
gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa
vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura.
E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci
tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli
uomini la possibilità di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla
vecchiaia una sicurezza. Promettendo queste cose i bruti sono saliti
al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Né
lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in
schiavitù. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere
nazionali, per eliminare l’ingordigia, l’odio e l’intolleranza. Battiamoci
per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso
conducano alla felicità di tutti (…)”
LIBERI DI SCEGLIERE, L’ALTERNATIVA C’È
RIFLESSIONI NEI TEMPI DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLE CRONACHE DI AVETRANA
Sport, turismo, attività economiche e relazioni con le associazioni sono le competenze
assegnatemi, sebbene in giunta comunale non esistano compartimenti stagni e le decisioni vengano prese di comune accordo.
Nei primi sei mesi ho capito una differenza sostanziale tra impresa privata e amministrazione pubblica. I tempi sono necessariamente diversi. Più rapidi nel primo caso. Il privato
decide autonomamente e rapidamente sulle proprie disponibilità. Il pubblico no, prima di
fare qualcosa deve sentire i pareri, valutare, prevenire le critiche e rispettare le normative. Ed è giusto che sia così perché si stanno utilizzando risorse pubbliche. Inevitabilmente
i tempi si allungano, correndo talvolta il rischio che la “burocrazia” diventi più importante dei contenuti. È importante che ciò non succeda perché la pubblica amministrazione è
anche soggetto attivo della realtà economica.
Mi sono chiesto quale sia il ruolo e il peso, sulle sorti dell’economia locale, di un’amministrazione pubblica di un piccolo comune. Forse marginale, forse ininfluente, forse
potenzialmente significativo. Guardando al panorama nazionale o internazionale vediamo che il traino dell’economia mondiale è ormai lontano dall’Europa, in Italia le decisioni, indipendentemente da quale sia il governo, sono subordinate ai problemi del debito
pubblico e dell’economia globalizzata. E le prospettive future non sono delle più rosee.
Cosa conta, quindi, l’amministrazione comunale di Sarnonico sulle sorti dell’economia
locale? La mia opinione è che, nonostante tutto, si può migliorare in due direzioni: dare
efficienza al ruolo di ente che rilascia autorizzazioni e controlla le attività economiche
sul proprio territorio e offrire opportunità affinché nuove realtà economiche, compatibili
con il nostro territorio, possano creare lavoro e benessere. Essere efficienti significa dare
risposte certe e veloci agli operatori economici, nel rispetto delle norme; creare opportunità significa essere capaci di guardare lontano. Il miglioramento, sia dell’una che l’altra
cosa, secondo l’attuale amministrazione, passano necessariamente attraverso la gestione
di questi servizi ad un livello più ampio, sovracomunale, si chiami questo Consorzi tra
comuni o piuttosto la nascita di un comune più ampio in alta Val di Non.
L’uomo prima di tutto deve soddisfare i propri bisogni primari: avere da mangiare per oggi
e possibilmente per domani, avere una casa in cui sentirsi al sicuro e poco altro di essenziale. L’ambito economico, prima esaminato, attiene a questa sfera e, fortunatamente,
da noi, e in quest’epoca, tutti o quasi hanno l’essenziale per vivere dignitosamente. Soddisfatti i bisogni primari, emergono però altre necessità: avere delle relazioni sociali ed
affettive, sentirsi parte di una comunità, avere del tempo libero, divertirsi, imparare ecc.
Quella che si definisce qualità della vita.
Sport e volontariato non sono altro che due risposte a queste esigenze importanti, che si
manifestano solo quando i bisogni primari sono soddisfatti. Se ai giorni nostri, nei nostri
paesi, tutti abbiamo da mangiare e un posto comodo e riscaldato per dormire, e solo per
questi dettagli non trascurabili, sono da considerare tempi migliori rispetto ai tempi dei
nostri nonni, non è però altrettanto scontato che le esigenze sociali e affettive siano
soddisfatte sempre e da tutti. Si sprecano, infatti, le frasi del tipo “Una volta eravamo
più affamati, ma più contenti”, “Una volta ci si incontrava e si parlava, oggi invece …”. È
innegabile che nella nostra società materialista sembri indispensabile ciò che è superfluo
e anche per questo siamo sempre tutti di corsa a lavorare, a comprare, a tenere alla perfezione case e giardini, a lucidare l’autovettura o a pensare di comprarne una più grande.
E poi c’è tv e i suoi discendenti (computer, internet, sms, i-pad ecc.) che ci rubano il resto
del tempo per raccontarci ogni dettaglio inutile della vicenda di Avetrana e di Zio Michele, piuttosto che permetterci di chattare con qualcuno che talvolta abita a 100 metri da
casa nostra! Ed è così che magari poi scopriamo di essere insoddisfatti, di essere soli e di
avere la lingua semi paralizzata perché non abbiamo proferito parola con nessuno nelle
ultime 24 ore!
Oggi la difficoltà di radunare persone in un paese con un evento sportivo, musicale o
culturale, una riunione o per puro divertimento è paragonabile alla lotta di Davide contro
Golia. Tutti abbiamo altro da fare, dobbiamo correre o siamo sfiniti per aver corso troppo, e, in ogni caso, un comodo divano al calduccio davanti alla tv diventa un richiamo
irresistibile, anche perché, ormai, l’alternativa è forse l’imbarazzo di trovarsi con persone
estranee o quasi… sebbene paesani.
A Sarnonico vivono ancora molte associazioni, un patrimonio di inestimabile valore che
non possiamo perdere! Sono il baluardo che giustificano, almeno in parte, tutti gli edifici
e le strutture che abbiamo a disposizione e che rischierebbero altrimenti di rimanere
vuote. Sono la dimostrazione concreta che comunque opportunità di incontro e di crescita umana ce ne sono per tutti. Sono la dimostrazione che sempre, e in ogni occasione,
un’alternativa c’è. Tante volte mi chiedo chi glielo fa fare, visto che costa tanta fatica,
riconoscimenti pochi e talvolta ci si mettono anche i “gufi” a criticare (solo a non fare
nulla non si sbaglia mai!). Forse è la volontà di fare qualcosa per gli altri, di mettersi a
disposizione. Sicuramente è il fatto che prima di tutto fa bene a loro stessi perché così
possono sentirsi realizzati, soddisfatti, utili a qualcuno, possono stringere amicizie e liberare la mente da ansie e inquietudini che, invece, affliggono le persone sole.
Forse qualche persona anziana può consolarsi pensando ai bei tempi passati, ma tutti
gli altri quei tempi passati, ammesso che fossero belli, non li hanno vissuti. Evitiamo le
romantiche nostalgie. Tutti noi siamo figli dei tempi attuali, con le infinte opportunità
e con le cose negative. Siamo liberi di scegliere e di sfruttare al meglio le grandi opportunità che abbiamo tenendo ben presente cosa è importante e cosa non lo è. Far vivere
un paese, vuol dire prima di tutto vivere meglio la propria vita. Far vivere un paese, non
è compito dell’amministrazione comunale o dei gruppi di volontariato, ma è compito di
tutti noi perché si tratta della qualità della nostra vita.
Poiché, effettivamente, sono uno di quelli che va sempre di fretta, che ha sempre da fare,
che in paese non si vede poi molto e che, non lo nego, vengo talvolta “rapito” dalle cronache di Avetrana e similari, se volete dirmi cosa pensate, forse, è meglio che mi mandiate
una mail a [email protected]. Quando si dice predicare bene e razzolare male …
Luca Inama
ECCOMI…DOPO VENTICINQUE ANNI
Parlare di se stessi non è facile, anzi, credo non ci sia cosa più difficile. Ho sempre visto il volontariato come forma di solidarietà verso chi è più sfortunato di
noi, ma anche come prospettiva di crescita personale e comunitaria. È qualcosa che ognuno di noi si porta nel cuore, nel suo modo di essere, nel suo saper comunicare con gli altri,
nell’ascoltare il vicino, l’amico, la persona che incontri che ti fa partecipe delle sue difficoltà. Penso che nel mio caso, ruolo fondamentale lo abbiano avuto i miei genitori che con il
loro esempio, la loro saggezza mi hanno comunicato che: “Dare è più grande che ricevere”. Chi opera all’interno del volontariato in tutte le sue forme, può cogliere soddisfazioni e
gioie ma anche tante critiche. L’ho provato in prima persona ma questo non mi ha impedito di perseguire i miei ideali.
Ritornare al mio paese e l’inizio di una nuova storia… Sollecitata da vecchi amici “ritrovati”, ho deciso di condividere le idee di un gruppo che si è riproposto alla
guida del paese. I consensi e la fiducia accordatami hanno notevolmente superato le mie attese e ora eccomi qua. Per ora posso, visto il breve periodo di attività amministrativa,
prendere atto di quanto ho trovato e dedicarmi con impegno e passione nelle nomine che mi sono state date.
Urbanistica
Il lavoro che svolgo come impiegata presso uno Studio
Tecnico della zona mi ha portato a sviluppare una certa
esperienza nel campo urbanistico. Quello che giornalmente serpeggia è l’insoddisfazione, la sfiducia manifestata verso le istituzioni, la fatica di dover affrontare
iter burocratici lunghissimi, leggi e normative sempre
più complesse e restrittive che penalizzano le richieste
dei privati cittadini e la pubblica amministrazione. Ho riscontrato che sul nostro territorio sono state realizzate
opere rivolte al recupero e al miglioramento di strutture
e servizi diretti a soddisfare le richieste e i fabbisogni dei
censiti. Ricordiamole sommariamente: la variante al PRG,
la zona artigianale con l’insediamento di nuove aziende,
i lavori di recupero della Casa Bolego, la riqualificazione
del centro sportivo e campo del Golf, il ripristino e la manutenzione di numerose strade montane e interpoderali,
l’asfaltatura delle strade di campagna, la realizzazione
del nuovo marciapiede, il rinnovamento dell’impianto
d’illuminazione pubblica su vie e piazze del centro storico, lavori di arredo urbano nella frazione di Seio. Ora
sono al vaglio alcuni progetti ritenuti prioritari, alcuni
già finanziati e alcuni in fase di studio. Non voglio di-
lungarmi elencando una lista della spesa ricca di nuovi
progetti, il periodo che stiamo attraversando non è dei
più favorevoli, i continui tagli delle risorse provinciali,
nazionali e comunitarie, ci porteranno a fare delle scelte.
Politiche giovanili
Ho avuto il piacere di conoscere il mondo giovanile, complici i miei figli ed i loro amici, che mi hanno trascinata
e coinvolta nelle loro iniziative e nei loro progetti. Nel
nostro territorio è presente un’intensa attività associazionistica che vede il coinvolgimento di numerosi giovani. Con la loro partecipazione in associazioni di vario tipo
(parrocchia, vigili del fuoco, coro parrocchiale, coretto,
gruppo smile) svolgono un ruolo attivo nella comunità.
L’esperienza associativa diventa per loro, un momento
di crescita e di responsabilizzazione ed anche un modo
concreto di sentirsi parte attiva della Comunità. Credo
fermamente che i giovani siano: “la nostra risorsa di oggi
e per il domani” ed è nostro compito impegnarci per lasciare loro un mondo migliore di come l’abbiamo trovato
affinché, a loro volta, essi continuino e migliorino la nostra azione. Un grande scrittore, Antoine de Saint-Exupery, diceva: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta,
ma pochi di essi se ne ricordano”! Beh, i grandi sono stati
anche adolescenti e se, se ne ricordassero, potrebbero
probabilmente, aiutare i giovani a non commettere i loro
stessi errori.
Con gratitudine rivolgo un caloroso ringraziamento a
tutte le persone, che in questi anni, all’interno di ogni
singola associazione o gruppo, hanno con dedizione, passione e tenacia guidato i nostri giovani. Ricordo che il
Comune di Sarnonico fa parte del Tavolo Giovani Alta Val
di Non “Non 1 di meno” da 5 anni. (Si rimanda alla nota
informativa redatta a cura della referente del “Tavolo
Giovani” Sig.ra Sara Franch).
Pari opportunità
Sono molti i compiti che ricadono nella sfera delle responsabilità della donna, per cultura, attitudine o disponibilità. Nel mondo del lavoro, le condizioni di disuguaglianza che penalizzano le donne nei confronti degli
uomini sono ancora troppo evidenti. Conciliare la vita
familiare e l’attività professionale non può essere solo
un problema di donne. Penso sia importante sostenere
un cambiamento culturale sia nell’ambito del lavoro che
nella società e nell’ambito della nostra Comunità.
Per congedarmi ho scelto questa breve frase di Thomas Merton: La vita sfugge tra le mani, ma può sfuggire come sabbia oppure come una semente.
Nadia Tecini, Assessore all’Urbanistica – Politiche Giovanili – Pari Opportunità
3
IN RICORDO DI DON GIUSEPPE BETTA
Il 12 giugno 2008, mentre mi trovavo in un campeggio per adolescenti, mi arrivò una telefonata: dall’altra parte del ricevitore
si sente una voce forte, decisa “qui don Betta sei tu don Mauro?”. Ero appena stato nominato Parroco di Amblar, Cavareno, Don,
Sarnonico e Seio e la notizia era stata diffusa ufficialmente. Chi mi chiamava era don Giuseppe Betta che si congratulava con me
per la nomina e mi dava una serie di notizie sulla parrocchia di Sarnonico e Seio, anche se già da circa un anno lui era andato via
da queste comunità e svolgeva il suo servizio presso la Casa di riposo di Mezzocorona. Don Giuseppe ebbi la fortuna e la gioia di
conoscerlo però già qualche anno prima, quando lui guidava la comunità di Avio e io da giovane seminarista aiutavo la Parrocchia
di Dro e Ceniga per i campeggi e usavamo la stessa struttura di Madonna della Neve che lui usava con la sua Comunità. Uomo dal
carattere forte e deciso, ma nello stesso tempo di una generosità e di una Fede fortissima! Gli anni poi ci hanno portati ad incrociarci di nuovo, quanto è strana a volte la vita ti fa fare tante cose per poi tornare ad incontrare delle persone significative nella vita.
Da quando sono qui come Parroco ho avuto la possibilità di sentirlo molto spesso per varie vicende e devo dire che con me è sempre stato molto disponibile e gentile, anzi quest’estate in quei pochi giorni che è rimasto a Cavareno per un periodo di riposo mi
continuava a dire: ”Prenditela con calma, non fare l’errore che abbiamo fatto noi, correre dietro a tutto e tutti e poi creare una
struttura che non va bene, che non è umana!” Questa frase continua a risuonarmi dentro, come altre che ci siamo detti in quel
periodo ma che conservo per me (scusate l’egoismo ma come si dice discorsi da preti…). Tante cose di don Giuseppe ci sarebbero da
dire, ma sicuramente le Comunità di Sarnonico e Seio erano nel suo cuore e ancora lo sono ancora adesso in paradiso lui pensa a
noi, e ognuno di noi ha il suo ricordo (poi si sa da morti si rischia di far diventare tutti santi…). Sicuramente come tutti noi anche
lui aveva i suoi pregi e difetti, ma sicuramente era un uomo di grande Fede e questo è ciò che ci ha trasmesso: la Fede, la gioia di
credere in quel Dio che ha vinto la morte e che ci ama così come siamo! Negli ultimi anni della sua vita il fisico non lo sorreggeva
più tanto, ma la sua forza di volontà e anche testardaggine, lo hanno spinto ad inventare sempre nuovi stratagemmi per ovviare
ai suoi limiti, basta pensare al fatto che non riuscendo più a leggere il breviario (libro delle preghiere dei sacerdoti cioè la Liturgia
delle ore), aveva collegato il computer ad una grande televisione e la lì proiettava su questo grande schermo i salmi e così riusciva
a leggerli, lo stesso dicasi con altre cose, la sua stanza all’infermeria del clero era una sorpresa dietro l’altra di stratagemmi trovati
da lui per ovviare ai limiti che la malattia gli metteva davanti! Sicuramente il suo carattere forte e determinato lo ha aiutato molto,
ma sono sicuro che ciò che più lo caratterizzava era la sua sensibilità verso i bambini, i ragazzi, questi erano sempre nel suo cuore,
come anche gli anziani e gli ammalati!
Carissimo don Giuseppe, io posso solo ringraziare di averti incontrato in fasi così diverse della vita, mia e tua, e ora che sei in
paradiso al fianco di quel Padre che sempre ci ama, aiutami e aiutaci a vivere sempre al meglio delle nostre possibilità e per
noi cristiani a vivere secondo quel Vangelo, che con e nella la tua vita hai predicato e vissuto! Ciao don Giuseppe!
don Mauro
S. MARIA A SARNONICO
GLI AFFRESCHI CONOSCIUTI E QUELLI SCOPERTI
Come sappiamo, la chiesa di S.Maria è menzionata per
la prima volta nel testamento del 1228 del vicedomino
Pietro da Malosco. L’intervento di restauro degli esterni
di qualche anno fa ha permesso lo scoprimento completo dei lacerti d’affresco, affreschi databili intorno alla
seconda metà del XIV secolo. Questi affreschi vengono
attribuiti ad un artista itinerante, ormai conosciuto come
Maestro di Sommacampagna, un autore tardogiottesco
di ambito provinciale. Il raggio d’attività di questo artista
si può rintracciare nella zona compresa tra il territorio
del Trentino, l’Alto Adige, il bergamasco e forse del bresciano. A Sommacampagna, nel veronese, nella chiesa di
Sant’Andrea, si trova l’unica opera datata del Maestro:
1384. Sulla facciata della nostra chiesa, una “Dormitio
Virginis” e una “Crocefissione”, anche se affreschi piuttosto lacunosi, sono riconducibili alla sua mano. Nella
“Dormitio Virginis”, due apostoli agitano l’incenso sopra
il corpo esanime della Madonna che tiene le mani incrociate su un drappo decorato con regolari forme quadrate.
Nella “Crocefissione” il volto di Cristo è perduto, mentre
braccia e gambe sono coperte di ferite sanguinanti alla
maniera nordica. Accanto alla croce a malapena si riescono a ravvisare testa e corpo rispettivamente di due
4
angeli che raccolgono il sangue di Cristo; la Madonna è
in atto di preghiera con le mani giunte e a terra sta inginocchiata un’altra figura, che tiene tra le sue mani i piedi
di Gesù Cristo, iconografia tipica di Maria Maddalena. Il
medesimo artista sarebbe l’autore del San Cristoforo dipinto sulla parete meridionale esterna della chiesa di San
Lorenzo sempre a Sarnonico. Anche all’interno troviamo
affreschi: entrando sulla sinistra un lacerto piuttosto efficace mostra una scena con il martirio di Sant’Orsola,
si tratta dell’opera di un pittore di buona mano, sicuramente successivo rispetto al Maestro dei decori esterni. Dietro le particolari e straordinarie quinte dell’altare,
dipinte dal pittore seicentesco Simon Ybertracher, che
lavorò anche per la chiesa di San Lorenzo dipingendo le
pale dei due altari minori, sono apparsi durante l’esecuzione dei sondaggi di ricerca nel 2009 dei dipinti murali
occultati da molti strati di scialbi di calce e da tinte a
tempera. La rimozione è stata difficile e lenta per due
motivi concatenati: la tenacia della materia e la fragilità
della pellicola pittorica. I dipinti sono stati eseguiti con
una tecnica “a secco” utilizzando la calce come legante.
Sono collocabili cronologicamente tra gli anni ‘30 e gli
anni ‘70 del XVI secolo. Nel 1530 terminano i lavori di
innalzamento della chiesa, 1576 è la data che appare sul
pulpito che viene collocato sulla parete, dove i dipinti
erano già presenti. L’autore è probabilmente un pittore
proveniente dall’area tedesca. La maniera pittorica che
contraddistingue i dipinti è popolare, ma ricca di dettagli
gradevoli e freschi. Il dipinto nell’abside rappresenta la
Crocifissione con i Santi Lorenzo e Nicola di Bari. Il committente è stato identificato nella figura di sacerdote, inginocchiato ai piedi della croce. La figurina è sormontata
da un piccolo cartiglio con il monogramma “T. A.”, ed è
affiancata da uno stemma con il calice. Recentemente
sulla parete sinistra è stato recuperato un complesso figurativo veramente unico che raffigura le unioni della
famiglia Morenberg con altre famiglie nobili. Troviamo
infatti questi stemmi nobiliari: lo stemma superiore è
della famiglia Gentili da Worz, lo stemma in basso a sinistra appartiene alla famiglia Coredo, lo stemma in basso
a destra è lo stemma Gervasi da Denno, lo stemma centrale presenta la rosa della famiglia Giovo con il simbolo
araldico degli Arsio. Gli stemmi sono affiancati dalle figure dei Santi guerrieri: San Floriano e San Giorgio che
sconfigge il drago.
Fabio Bartolini
SARNONICO: IL NATALE DI TANTI E POI TANTI ANNI FA
Sono passati ottanta e più anni, ma il ricordo è ancora
vivo, nostalgico, struggente.
Allora in dicembre Sarnonico era regolarmente avvolto
dentro una coperta bianchissima di neve: tetti, strade,
prati, campi; alla fontana pendeva qualche ghiacciolo;
ghiaccio trasparente anche tra i rami degli alberi: silenzio nel silenzio. Freddo. Per la strada quasi nessuno.
In contrasto con questo mondo polare, la casa dei nonni
materni, Bolego: così calda, così accogliente, così spaziosa: il tepore odoroso che sprigionava dalla legna resinosa
che bruciava dentro alle monumentali stufe di maiolica
e dal grande focolare in cucina sempre acceso. Accanto
si era conservato il focolare aperto e sopra di esso una
panca accostata alla parete di fondo a ricordo di anni
prima, quando lì dopo cena era solita riunirsi l’inverno
“l’intelligenza” del paese: mio nonno sindaco e avvocato,
suo fratello medico condotto, il sarto Busetti, che era poliomielitico, ma intelligente e bravo.
Quest’ultimo una sera, colto evidentemente da sonno
improvviso scivolò dalla panca dentro al braciere. Mia
madre mi raccontava l’episodio sorridendo, perché tutto
era finito con poco danno.
In questo “filò” tra uomini si parlava certamente di politica: si era alla vigilia della prima guerra mondiale e mio
nonno e suo fratello speravano nell’Italia e deprecavano
Francesco Giuseppe. Gli altri due non avevano certamente neppure loro nostalgie asburgiche.
Accanto alla cucina sulla parete est c’era un vano senza porta, una specie di ripostiglio, dove su tre o quattro
scaffali facevano bella mostra vari utensili da cucina in
rame alcuni lavorati, lucidissimi: erano l’orgoglio di mia
nonna, che considerava la cucina il suo regno assoluto.
Così mia nonna Fanny allo scoppio della guerra del ‘15
per sottrarre questo suo tesoretto dalla requisizione per
farne munizioni, pensò bene di far scomparire questo
vano murandolo… senonchè la visita dei gendarmi arrivò
ancora prima che l’intonaco della “pareana” fosse asciutto… Questo il racconto di mia madre, perché io venni al
mondo in casa Bolego qualche anno dopo: quando la prima guerra mondiale stava per finire. Perciò io vidi quella
cucina e il vano retrostante solo dopo la fine della guerra,
ma gli scaffali dei “rami” erano
pressoché vuoti.
In questa casa così ricca di ricordi nostalgici e struggenti, un
fascino particolare era rappresentato dal Natale e dalle giornate che lo precedevano. Per
questa festa infatti si tornava a
Sarnonico anche dopo che mio
padre, giudice a Fondo, era stato
trasferito in altre sedi giudiziarie più importanti.
…L’attesa per il Santo Natale
entrava nel vivo il pomeriggio
della vigilia quando arrivavano
due o anche tre ragazzetti del
paese, vestiti da pastori: cantavano le nenie del Natale e
quello in mezzo reggeva la capanna con i vari personaggi. Si
fermavano nel salone d’ingresso, cantavano le nenie natalizie
e poi se ne andavano soddisfatti
di qualche biscotto e qualche
arancia che mia nonna dava in
regalo. Poi raggiungevano qualche altra casa del paese, di famiglie abbienti. Ma la nostra attesa (mia e di mia sorella)
diventava via via più spasmodica all’avvicinarsi dell’ora
di cena, quando dopo un pasto piuttosto frugale si sapeva che prima o poi si sarebbe percepito il tintinnio della
carrozza del Bambingesù con i regali: l’ansia derivava anche dal fatto che il Bambingesù si sarebbe ricordato solo
dei bambini meritevoli…
Quando finalmente si percepiva questo magico tintinnio,
noi bimbi potevamo salire al salone del piano di sopra (il
cui accesso c’era stato interdetto per l’intero pomeriggio), dove nel buio emergevano le candeline multicolori
appese ai rami di un grande abete. A terra il muschio
con la capanna ed i pastori… Davanti i nostri regali, non
granchè: per me l’immancabile cavalluccio per mia so-
rella una bambola che,
meraviglia, chiudeva anche gli occhi quando la si
coricava.
Regali in quegli anni non
molto costosi ma forse
proprio per questo erano
più attesi ed apprezzati.
Le leccornie arrivavano
per il pranzo del Natale
il giorno dopo con l’immancabile carne preparata su quel monumentale
girarrosto a molla sopra
alla brace del focolare
aperto. Il pranzo di Natale
si concludeva immancabilmente con il panforte
di Siena e “mandorlato”
veneto: omaggi natalizi degli amici ed ospiti
estivi. Il Natale dei nonni aveva una simpatica
“coda” tradizionale, il
giorno di santo Stefano,
quando nel primo pomeriggio veniva attaccato
alla slitta il cavallo più docile e affidabile. Con mamma e
papà, tempo permettendo, nel primo pomeriggio facevamo una gita da un amico che abitava a quattro o cinque
chilometri di distanza e ci aspettava immancabilmente
per un paio d’ore di chiacchiere innaffiate dal vino brulè ed insaporite da qualche fetta d’insaccato domestico
con il pane di segala… il viaggio di andata e di ritorno
tra i cumuli di neve, il trotto regolare del cavallo e tutta
la neve attorno… il tintinnio dei campanelli del collare;
il ritorno con le prime ombre della notte… eravamo noi
stessi personaggi da favola… di quelle favole che la nonna e la mamma, allora sapevano raccontare così bene.
È passato quasi un secolo.
Livio Pifferi
UNA SPECIALE BAMBOLA DI PEZZA
In dialetto lombardo la Pigotta è la tradizionale bambola di pezza con cui hanno giocato molte generazioni di bambini. È fatta a mano
con fantasia e creativi
creatività da nonni, genitori e bambini, a casa, a scuola, presso associazioni e centri anziani di tutta Italia. Oggi la Pigotta
dell’UNICEF (Fond
(Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) è una bambola che contribuisce a salvare la vita di un bambino. Con un’offerta
minima di 20 euro, infatti, puoi adottare una Pigotta e consentire all’UNICEF di fornire a un bambino di un paese africano interventi mir
mirati che riducono il pericolo di mortalità nei suoi primi cinque anni di vita. Il kit salvavita dell’UNICEF è composto da
vac
vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera. L’iniziativa nasce nel 1988 e da
allo
allora ha avuto un crescente successo: soltanto negli ultimi 9 anni sono stati raccolti oltre 15 milioni di euro, che hanno
per
permesso all’UNICEF di salvare più di 770.000 bambini.
Ogni Pigotta apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizO
zzato la bambola, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie all’UNIC
CEF, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile
ddenominato, Strategia Accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo
dell’i
dell’infanzia. “Avrà pure un cuore di pezza. Ma ogni anno salva migliaia
di bambini”
Confezionare una Bigotta è semplicissimo e possono farlo tutti,
C
ggrandi e piccoli: basta avere tanta fantasia e pochi avanzi di stofffa. Per chi desidera realizzarne una è possibile scaricare l’apposito
cartamodello dal sito dell’UNICEF e seguire le istruzioni che vi sono
car
riportate. Una volta realizzata la bambola, si potrà contattare il Cori
mitato UNICEF più vicino al quale consegnarla per poi essere data
in adozione.
Come molti comuni italiani anche quello di Sarnonico ha aderito
all’iniziativa dell’UNICEF “Per ogni bambino nato, un bambino salall
vato”. Le Pigotte acquistate avranno il compito di dare il benvenuto ad ogni
bambino che nascerà a Sarnonico, un gesto che ricorda il concreto atto
nuovo bamb
di solidarietà che è stato compiuto.
Per chi fosse invece interessato ad adottare una Pigotta anche on-line può andare sul
sito www.unicef.it o rivolgersi al Comitato regionale Unicef per il Trentino Alto Adige
Giusti a Trento, tel.0461/986793 o [email protected].
con sede in via Giu
5
PROGETTO MULTIMISTURA
LE MANI AMICHE ARRIVANO IN BRASILE
Laura Ziller in una delle sue ultime “rimpatriate” nel paese natio, ha organizzato per tutta la comunità,
assieme all’amministrazione comunale, all’associazione Mani Amiche e alla Parrocchia, una serata illustrativa sulla sua attività in Brasile. Laura opera a Salvador, nello stato di Bahia, nel nord est del Brasile,
una delle regioni più povere del paese. Da molti anni opera nel settore ospedaliero e assistenziale, lavorando sia nelle periferie metropolitane, sia nelle zone rurali dell’interno. Da quella serata è nata l’idea di
collaborazione tra Mani Amiche e la realtà in cui opera Laura attraverso l’associazione Amor ao Proximo
(Amore al Prossimo). È nato così un progetto di cooperazione internazionale tra Sarnonico e Nova Experanca, un quartiere/favelas ai limiti della città di Salvador. Nova Esperanca nasce una trentina di anni
fa dall’occupazione disordinata e abusiva di un territorio vicino a grandi strade di convergenza commerciale, da parte di famiglie povere e disagiate. Trattandosi di un quartiere abusivo è rimasto privo di ogni
infrastruttura: acqua potabile, fognature, energia elettrica, scuole e servizi sanitari. Oggi fa parte del
comune di Salvador ma ben poco è cambiato. L’associazione Amor ao Proximo, appoggiata dall’ospedale
S. Raffaele, opera a Nova Esperanca fin dal 1976 con numerose attività dirette a migliorare la situazione alimentare, sanitaria e culturale dei suoi abitanti. Oggi è presente una scuola materna, di proprietà
dell’associazione, e una scuola elementare pubblica. Il progetto di cooperazione ha per oggetto la produzione di 80 kg al mese, per dodici mesi, di una farina multi mistura ad alto valore nutrizionale. L’obiettivo
principale è quello di migliorare le condizioni alimentari di madri, bambini, malati e anziani sottonutriti
a causa della povertà e dell’ignoranza. Ci sono però altri obiettivi che il progetto si pone: coinvolgere le
madri del quartiere nella produzione della farina creando competenze operative e intellettive (istruzione
sui principi nutritivi, su una corretta educazione alimentare, nozioni igieniche e di puericultura, orientamento familiare, dove il ruolo
di suor Helen è fondamentale). Le mamme inserite nel programma si occupano anche della segnalazione e della visita periodica delle
famiglie povere beneficiarie della farina. Infine il progetto ha l’obiettivo di creare le basi di una solida collaborazione tra la nostra
comunità e quella di Nova Esperanca. Per questo saranno promossi degli incontri con le scuole di Sarnonico e con la cittadinanza.
La farina multimistura è un integratore alimentare molto efficace, una reale possibilità di eliminare la denutrizione. È realizzata al
100% con prodotti naturali facilmente reperibili in quelle zone e a costo limitato. Fu la pediatra Clara Brandao, nel 1984, nello stato
del Parà e Amazonas a “inventare” questo integratore alimentare per contrastare la mortalità infantile e la denutrizione. L’intuizione
delle enormi potenzialità e la diffusione in Brasile e in altri paesi del mondo, è legata al nome di un’altra pediatra: Zilda Arns che più
volte è stata vicina al premio Nobel. Da qualche mese il progetto è diventato operativo con l’acquisto di una parte delle attrezzature
e di una parte delle materie prime per la produzione della farina all’interno della scuola materna di Nova Esperanca. L’intero progetto
prevede una spesa totale di 6700 euro comprensiva dell’acquisto dell’attrezzatura, delle materie prime, del piccolo onorario per le
donne lavoratrici, delle spese per energia elettrica e trasporto. I finanziatori del progetto sono stati individuati nella Provincia – Servizio Emigrazione e Solidarietà Internazionale, nell’associazione Mani Amiche, nel Comune di Sarnonico e nella Parrocchia di Sarnonico.
La produzione è iniziata, siamo in continuo contatto con i responsabili dell’associazione Amor ao Proximo; è nostra intenzione tenervi
informati sull’evoluzione del progetto, nella speranza che questa piccola iniziativa possa dare un aiuto concreto a delle persone bisognose e che aiuti noi ad ampliare i nostri orizzonti e vedere la realtà anche sotto altri punti di vista.
Chi è ZILDA ARNS
Tredicesima di 16 fratelli, Zilda nacque a Forquilhinha il 25 agosto 1934. Era una delle più famose attiviste per i diritti umani del suo
paese. Medico pediatra e anziana missionaria laica, aveva 5 figli ed era sorella di monsignor Paulo Evaristo Arns, arcivescovo emerito
di San Paolo. Nel 1983 Zilda Arns aveva fondato la Pastorale dei Bambini. Oggi con 260 mila volontari, la Pastorale assiste quasi due
milioni di bimbi, 95 mila donne incinte in oltre 42 mila comunità in Brasile. Zilda Arns è stata un punto di riferimento per l’America
Latina nella lotta contro la denutrizione e la mortalità infantile - due campi nei quali aveva ottenuto risultati eccellenti vantando una
riduzione del 60 per cento nel primo caso, del 50 nel secondo. Tre volte candidata al Premio Nobel per la pace, la Arns ha ricevuto il
premio della Pan American Health Organization nel 2002, per il suo impegno umanitario. Zilda Arns morì sotto le macerie del terremoto del 12 gennaio 2010, dentro la chiesa del Sacro Cuore a Port-au-Prince, dopo aver tenuto una conferenza presenziata da 150
persone. Era arrivata in Haiti una settimana prima per lavorare sul tema della denutrizione. Secondo Monsignor Arns, “è morta come
avrebbe desiderato: combattendo per la causa cui aveva dedicato tutta la sua vita”.
Chi è LAURA ZILLER
È originaria di Seio dove vivono ancora il fratello Renzo e la mamma che ha da poco compiuto 90 anni (auguri vivissimi!). Altre due
sorelle vivono in Val di Non e un fratello a Milano. Laura Ziller è membro dell’Associazione Sigilli, un Istituto laico di vita comunitaria,
riconosciuto dalla Diocesi di Verona e che opera nel campo sanitario e di sviluppo sociale. Collabora con la Fondazione San Raffaele e
l’AISPO – Associazione Italiana per lo Sviluppo tra i Popoli di Milano. Laura è da 35 anni in Brasile, dopo essere stata responsabile socio sanitaria per otto anni nella Provincia di Como. In Brasile è responsabile del Centro Italo-Brasiliano di Sviluppo Sanitario – Monte
Tabor, in Salvador nello stato di Bahia – Brasile. Opera nell’area sanitaria e ospedaliera, è attualmente vice presidente dell’ospedale
S. Raffaele di Salvador, e nell’organizzazione di associazioni sociali tra cui l’Associazione Amore al Prossimo e il Centro di Assistenza
Sociale S. Raffaele. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Salvador e la Medaglia al merito sociale “Maria Quiteria”.
IL PIANETA
DEGLI ALBERI DI NATALE
DI GIANNI RODARI - Einaudi editore
Einaudi Ragazzi prosegue la riedizione dei classici di Gianni Rodari illustrati da Bruno Munari. Un
po’ per il gusto di ritrovarsi in mano libri che hanno segnato l’infanzia della generazione precedente, un po’ per la qualità assoluta di quelle edizioni, i libri dei due massimi “fantasisti” stanno
andando a ruba. Ritorna ora in libreria “Il Pianeta degli alberi di Natale”, una favola a cavallo tra
la fantascienza, l’utopia e i mondi alla rovescia tanto amati da Rodari. In questo romanzo, un
bambino, portato nello spazio da un vascello spaziale mascherato da cavallo a dondolo, incontra
degli alieni che, liberati dal lavoro grazie alle macchine, vivono in un “pianeta della cuccagna”
e si dedicano solo a scienze, arti e politica… ma cosa vogliono questi spaziali da lui? Se agli
occhi smaliziati di un adulto la trama può sembrare, a tratti, semplicistica, va detto che il libro
affrontava temi assolutamente rivoluzionari per l’epoca e attuale ancora oggi, come l’idea che i
bambini debbano prepararsi fin da piccoli diventare i governanti del mondo di domani, ma senza
perdere la vivacità, la spontaneità e la capacità di essere amici di tutti.
6
LA FARINA
MULTIMISTURA
L’integratore alimentare “multimistura”
è stato riconosciuto dall’UNICEF e attraverso la pediatra brasiliana Zilda Arns
è ora conosciuto e adottato in 15 Paesi del mondo. In Brasile la chiesa cattolica ne ha fatto un programma della Pastorale del Minore, seguita anche
dalla chiesa anglicana e protestante,
raggiungendo molte comunità poverissime dell’interno e delle periferie delle
grandi città. Nonostante le evidenze ed
i riconoscimenti, le autorità brasiliane
non hanno appoggiato il programma,
nè la proposta al premio Nobel della
pediatra Zilda, optando per i composti
industrializzati delle multinazionali. Il
programma ha dimostrato una diminuzione della mortalità infantile del
13% nelle periferie disagiate, dal 1999
al 2004. La multimistura non è in commercio e continua ad essere insegnata
nelle favelas. Può essere somministrata
in zuppe, latte, succhi naturali od acqua
o altri alimenti nelle quantità di: 1 cucchiaino per piccoli a partire dai 6 mesi
di età, 2 volte, massimo tre al giorno; 2
cucchiai da minestra per adulti vecchi
e malati debilitati e sottonutriti per 2
volte al giorno. Ha un alto potere nutrizionale concentrando proteine e ferro e
minerali oltre a calcio e fibre. La validità
del prodotto è di 90 giorni.
RICETTA PER 1 KG
DI FARINA MULTIMISTURA:
200 g “farelo” di riso
(riso rotto integrale)
300 g “fubà” di granoturco
(granoturco in grani
poco secco)
50 g farina di manioca
100 g “farelo di soia”
(soia rotta o in grano
o altre leguminose)
50 g foglie di manioca/taioba
(foglie commestibile, c’è anche
la varietà velenosa)
100 g “gergelin”
(semi oleosi e proteici)
100 g “amendoin” (semi di arachidi)
100 g girasole
(semi di girasole o similare)
-gusci di uova, bucce di zucca
e semi diversi
IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE
Dove sono i bambini che non hanno
L’albero di Natale
Con la neve d’argento, i lumini
E i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
Nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.
Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia,
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”
Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.
Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene se non esiste, esisterà:
che differenza fa?
NOVITÀ, CAMBIAMENTO, AUTONOMIA… AUGURIO!
Queste sono le parole chiave per raccontarvi
l’evoluzione positiva avvenuta all’interno del GRUPPO GIOVANI SMILE.
NOVITÀ: da quest’estate la “saletta”, così viene chiamata da tutti, non è più
solo la sede per le riunioni del Gruppo Giovani Smile, ma è diventata anche
punto d’incontro di giovani di Sarnonico e di altri paesi.
CAMBIAMENTO: già da questa primavera, alcuni ragazzi e ragazze del Gruppo
Giovani, hanno espresso il forte desiderio di rinnovare a modo loro” la saletta” e
si sono così improvvisati pittori e arredatori. Il risultato??? Sorprendente!!! Vedere
per credere.
AUTONOMIA: questa è stata la causa di evoluzione positiva , di movimento, di rinnovamento, la voglia di
autonomia, che soprattutto nei più grandi del gruppo si è fatta sempre più forte.
Questo segnale, frutto dello stare insieme di questi ultimi cinque anni, è stato colto da me e Cinzia con
gioia, si sta raggiungendo l’obbiettivo principale per cui si era costituito il gruppo: formare un punto d’incontro per giovani gestito da giovani.
AUGURIO: auguriamo a tutti i ragazzi di procedere con entusiasmo e responsabilità, dimostrando un’attenzione speciale verso i più giovani, mantenendo forte il legame con la comunità e nello stesso tempo
aperti alle occasioni di crescita e scambio proposte dall’esterno.
Io e Cinzia, d’accordo con i ragazzi, non saremo più alla guida del gruppo ma di supporto ai progetti che
vorranno realizzare, e a disposizione per ogni loro richiesta. Io rappresenterò il Gruppo Giovani Smile al Tavolo Giovani Alta Val di Non per presentare eventuali progetti e per segnalare al gruppo le varie iniziative
sul territorio. A proposito di progetti!! Quello di Natale è già pronto ed è davvero “FORTE” in tutti i SENSI.
Non perdetelo! Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Luisa e Cinzia
NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO:
Responsabili del gruppo:
Michela Martini e Massimo Covi
Segretario:
Roberto Abram
Responsabili della sala:
Elena Larcher, Massimo Covi e Roberto Abram.
Detentori delle chiavi:
Alessandro Zucol e Massimo Covi.
Per informazioni:
Alice Sikkens (cell.349.5975829).
I ragazzi
del Grupp
ringrazia
o Giov
no Luisa
e Cinzia p ani Smile
er la fidu
sperando
cia data,
d
Augurano i non deluderle.
un Natale
e delle va
Speciale
canze me
ravigliose
Un abbra
.
ccio forte
, forte, fo
dai vostr
rte
i PICCOLI
smile!!!
PROGETTO DI NATALE 2010
Sei stanco del solito Natale?
Sei stressato dalla corsa ai regali dentro negozi tutti uguali?
Non ne puoi più delle pubblicità martellanti e delle luci scintillanti?
Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico insieme a Dark Solutions
(Unione Italiana ciechi e ipovedenti) organizzano l’evento;
BAR AL BUIO
Un’opportunità per fermarti
e regalarti la riscoperta della luce dei sensi.
domenica 19 dicembre
dalle ore 14.30 alle ore 19.00
presso la Casa Anziani
Ingresso 3,00 euro, consumazione compresa.
Il ricavato sarà devoluto all’associazione Unione Ciechi e Ipovedenti di Trento.
L’ALBERO DEI POVERI
Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…
Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.
HO NEL CUORE
UN PRESEPE
FILASTROCCA
DI BABBO NATALE
Ho nel cuore un presepe
senz’angeli a volo,
con solo… con solo
un vagito di bimbo.
Non voglio pastori,
né greggi sui monti,
ma un mazzo di cuori e pupille
di volti africani,
cinesi ed indiani.
Ho nel cuore
un presepe da nulla;
una culla
un bimbo sconsolato,
un pellirossa a lato
che lo scalda col fiato,
e poi, con aria tranquilla,
un moretto lo ninna.
E il bimbo Gesù
non piange più.
Filastrocca di Babbo Natale
con una slitta eccezionale,
con delle renne che volan davvero
per visitare il mondo intero,
girare il mondo e portare dei doni,
ma solamente ai bambini buoni.
Se sei monello o piagnucolone
ti arriverà solamente carbone.
Ma nella notte più bella dell’anno,
Babbo Natale e la mamma lo sanno,
che siano grandi o siano piccini,
tutti i bambini son bravi bambini.
MA CHE COS’È UN BAR AL BUIO???
Consiste nel bere qualcosa in una sala tenuta rigorosamente al buio,
nella quale gli ospiti vengono guidati da personale non vedente per vivere un’esperienza unica, che prima incuriosisce poi stupisce e affascina.
Abituati ad un mondo dove l’immagine è tutto, dove il farsi notare è così
importante, e poi di colpo trovarsi nel buio dove non si sa chi è seduto al
nostro tavolo, ci fa capire che esistono altri modi di comunicare…..sarà
un’esperienza illuminante!!! Lo scopo dell’iniziativa è ridurre la distanza
psicologica tra non vedenti e vedenti, sapendo che quest’esperienza è
solo per un po’, mentre una persona cieca vive ogni giorno questa situazione. Dal buio, si torna alla luce con una doppia rivelazione: da un
lato ci si avvicina alla realtà di chi non può vedere e dall’altro si scopre
quanto il nostro mondo ipervisivo, ci induca quotidianamente a trascurare l’essenziale che come si sa è invisibile agli occhi.
Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico vuole lasciarsi coinvolgere
da questa iniziativa ma vorrebbe anche estenderla
a più persone possibili.
Facciamoci questo autentico REGALO DI NATALE!!!
RITORNA OGNI ANNO
L’ALBERO
Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.
Brilla e scintilla
di mille colori
un albero adorno,
che gioia nei cuori.
Un dono speciale
potrai qui trovare
se un amico vicino
saprai aiutare.
C’è aria di festa
in tutti più amore:
Natale per tutti
ha un dolce sapore.
C’e’ l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.
Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.
Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.
GESÙ BAMBINO È NATO!
Gesù bambino è nato,
gli angeli dal cielo l’han portato
nella povera capanna
tra le braccia della mamma.
Bello, biondo e ricciolino,
benedice ogni bambino,
ed ascolta con amore
la preghiera del suo cuore.
7
IL PIANO GIOVANI DELL’ALTA VAL DI NON
“TROVARSI INSIEME È UN INIZIO,
RESTARE INSIEME UN PROGRESSO
E LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO.”
(HENRY FORD)
Il Piano Giovani dell’Alta Val di Non rappresenta un importante tentativo dei
comuni coinvolti di lavorare insieme per attivare una serie di azioni a favore
del mondo giovanile. È un segno tangibile della volontà delle amministrazioni locali di portare avanti un nuovo modo di fare politiche giovanili in
Alta Val di Non basato sul dialogo, il confronto e la partecipazione di soggetti con diverse competenze, culture organizzative, visioni ed idee. Si vuole
quindi programmare adottando un’ottica di collaborazione, coordinamento
e sinergia.
Fino a quest’anno il nome del Piano Giovani dell’Alta Val di Non era “In...
Cantiere” . Dal 2010 il Piano ha un nuovo nome “Non 1 di Meno” e un nuovo
logo, ideati da due ragazze del territorio.
Il messaggio che nome e logo vogliono dare è semplice.
Le politiche giovanili dell’Alta Val
di Non sono come un puzzle in
costruzione che assume forme e
contenuti diversi nel tempo; i contributi delle persone sono come i
pezzi del puzzle, unici in colore e
forma; sono preziosi ma solo incastrandosi con altri possono avere un ruolo nella creazione di un
qualcosa di più completo e finito.
Il logo vuole quindi simboleggiare la partecipazione e la collaborazione e lo
slogan “Non 1 di Meno” rafforza questo messaggio. Non 1 di meno quindi
perché ognuno di noi con il proprio bagaglio di esperienze, conoscenze, opinioni ed idee ha un prezioso contributo da portare.
Il Piano Giovani dell’Alta valle al momento coinvolge nove comuni: Castelfondo (comune capofila fino al 31 dicembre 2010), Fondo, Malosco,
Sarnonico, Cavareno, Romeno, Don, Dambel e Sanzeno. È coordinato da un
Tavolo di lavoro a cui partecipano gli amministratori dei nove comuni ed i
rappresentanti di gruppi giovanili formali ed informali, enti, associazioni
e gruppi che lavorano con i giovani. Il Tavolo è sempre aperto alla partecipazione di giovani e rappresentanti della parrocchia, delle associazioni e dei
gruppi attivi nel mondo giovanile.
Il Piano Giovani predispone ogni anno un programma di iniziative a favore
del mondo giovanile nella sua accezione più ampia di pre-adolescenti, adolescenti, giovani e giovani adulti. Vengono inoltre inclusi interventi volti
alla sensibilizzazione degli adulti verso un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti dei giovani. Nell’ultimo anno molte sono state le iniziative proposte dal Piano Giovani per offrire ai giovani del territorio spazi ed
occasioni per incontrarsi, dialogare, socializzare e vivere nuove esperienze
insieme. Sono stati privilegiati interventi che davano ai giovani l’opportunità
per essere protagonisti nelle comunità: giovani, quindi, che si mettono in
gioco e partecipano alla vita delle loro comunità locali.
Sara Franch
Referente Tavolo Giovani “Non 1 di Meno”
TRA LE INIZIATIVE PROPOSTE
VOGLIAMO SOTTOLINEARE:
PEER EDUCATION SUI COMPORTAMENTI A RISCHIO (febbraio – giugno)
È stato selezionato e formato un gruppo di una ventina di giovani che poi si è impegnato
nella sensibilizzazione di coetanei rispetto ai rischi legati all’assunzione di sostanze alcoliche.
SVILUPPARE LA CREATIVITÀ (giugno)
Una quindicina di giovani ha partecipato ad un percorso di formazione che ha favorito la
riflessione critica rispetto al concetto di creatività - intesa non tanto come abilità artistica
innata e spendibile nei momenti di svago, quanto piuttosto come strumento trasversale ad
ogni attività privata, sociale e professionale – ed ha fornito strumenti teorici e soprattutto
pratici per sviluppare le proprie abilità ed attitudini.
BOSNIA-ALTA VAL DI NON. UN PONTE TRA GIOVANI E COMUNITÀ (ottobre – dicembre)
Dodici giovani del territorio dopo una fase preparatoria di informazione e formazione sulla
realtà di Prijedor e della Bosnia, hanno trascorso 8 giorni in Bosnia per incontrarsi e confrontarsi con giovani attivi in centri di aggregazione giovanile e nelle loro comunità. Ad
inizio dicembre è previsto l’arrivo di una delegazione di giovani bosniaci che parteciperà ad
AltreMenti (vedi sotto) e visiterà diverse esperienze di attivismo giovanile in Trentino.
ALTREMENTI (dal 3 al 5 dicembre al Palanaunia di Fondo)
Una festa di giovani per giovani finalizzato a dare voce alla creatività ed al protagonismo
giovanile. Il tema sarà “il viaggio come atto creativo che non solo arricchisce l’anima, ma
anche l’immaginazione ed è responsabile di ogni cambiamento”. I protagonisti saranno circa
30 giovani artisti locali che avranno l’opportunità di presentare ed esporre le loro opere. Si
esibiranno inoltre gruppi musicali locali, un gruppo di Reggio Emilia ed un gruppo musicale
bosniaco. Sono previsti inoltre un dibattito e laboratori artistici. Protagonista sarà l’arte
come strumento per far sentire la propria voce, per promuovere ideali e cambiamento.
PROGETTO GENITORIALITÀ LEGÀMI (novembre)
Una cinquantina di genitori parteciperà a quattro laboratori esperienziali volti a favorire il
confronto reciproco, la capacità di “mettersi in gioco”, il contatto e confronto con se stessi
prima come persone e poi come genitori. Il tema sarà Autonomia e Autostima, un tema delicato ed importante per la crescita e lo sviluppo di bambini ed adolescenti.
TRENO DELLA MEMORIA (novembre 2010 – aprile 2011)
Undici giovani del territorio dopo una fase preparatoria per favorire un’adeguata conoscenza
storica dei fatti relativi alla Seconda Guerra Mondiale saliranno sul treno della memoria,
un treno di 700 giovani che li porterà a Cracovia dove avranno l’opportunità di visitare
Auschwitz Birkenau, il ghetto ebraico e vivere differenti attività laboratoriali, artistiche e
teatrali. Dopo il viaggio verrà facilitata la rielaborazione dei vissuti e delle emozioni dei partecipanti per stimolare la riflessione e l’impegno sull’oggi e sui nuovi diritti negati.
Queste erano le nostre proposte per il 2010. Il Piano Giovani sta però già lavorando alla predisposizione del piano per il 2011. I gruppi e le associazioni del territorio stanno rispondendo al
nostro “Invito a presentare idee progettuali”. Uno dei punti cardini del Tavolo infatti è il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici e privati che operano sul territorio. L’approccio non è quello
di “calare dall’alto” dei progetti ma di lavorare insieme alla comunità per stimolare e facilitare la
presentazione di idee progettuali da parte di giovani, associazioni, cooperative, parrocchie, enti,
gruppi ed individui attivi nel mondo giovanile.
Per avere chiarimenti ed ulteriori informazioni potete rivolgervi alla referente del Tavolo Giovani
Sara Franch (340 0777 344; [email protected]). Potete trovare tutte le informazioni sulle nostre iniziative sulla nostra bacheca di facebook (facebook.com/pgznon.unodimeno).
RODOLFO, EL NOS GIAZAR
Era il 1980 quando Rodolfo Ortler prendeva servizio come Custode Forestale del Consorzio
Forestale di Fondo, come responsabile della Zona 3 che comprende parte delle sezioni di
Sarnonico di Dambel, Ronzone, Malosco e Ruffrè, per un territorio di circa 2500 ettari.
Con passione ed amore per il proprio lavoro e mettendosi sempre a disposizione di tutti,
in questi anni ha potuto conoscere minuziosamente tutto il nostro territorio comunale.
Molte le competenze acquisite in campo naturalistico. Sua l’idea di progettare il percorso
Camminalberi per collegare e far conoscere alcune bellissime piante da frutto antiche, ma
anche quella di accompagnare turisti e locali in visite ecologiche nel bosco, sulle malghe
e agli alberi monumentali, in collaborazione con la Pro Loco.
Da qualche mese Rodolfo è andato in pensione, però le sua attività e i suoi interessi sono
rimasti. Può dedicarsi ai lavori del suo grande orto e tenere legami con la fitta rete di
conoscenze e appassionati di natura e agricoltura ma anche collaborare con l’Amministrazione Comunale alla progettazione dei sentieri degli Alberi Monumentali nel Gaggio
Grande e dal prossimo numero del Nòs Paès curare una rubrica sui temi legati alla natura.
A nome della comunità di Sarnonico un grazie di cuore.
Il nuovo “giazar” di Sarnonico è Ivan Morten, gli auguriamo buone cose.
8
2010-2011: LA VENTESIMA STAGIONE DI PROSA
20 candeline per la ventesima Stagione di Prosa del Teatro di Sarnonico organizzate con la preziosa collaborazione
del Coordinamento Teatrale Trentino e il sostegno della Provincia Autonoma di Trento e del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali. Una presenza ormai consolidata sul nostro territorio che in questi anni ha proposto decine di
“spettacoli dal vivo” cercando di mantenere sempre alta la qualità delle rappresentazioni, privilegiando la sua vocazione storica di teatro della gente ma anche valorizzando indirizzi artistici paralleli o diversi, in equilibrio fra antico e
moderno, presente e passato. Ed è per questo che in 20 anni nel cartellone si sono susseguiti nomi significativi e rappresentativi del panorama regionale e nazionale. Uno speciale ringraziamento va al pubblico che ha sempre creduto
e partecipato con passione ma anche ai numerosi collaboratori che hanno sostenuto attivamente il Teatro con la loro
partecipazione e il loro assiduo impegno. Il ventesimo cartellone prevede sei spettacoli. Rappresentazioni divertenti
e ironiche sono quelle con Loredana Cont con “Chi dice donna… cossa diselo?”, Lucio Gardin con “Lucio 2011” e in
particolare l’esilarante “La lettera” di Paolo Nani, definito da un critico tedesco “Il miglior solo-comico d’Europa”.
Commedia brillante anche “La dama di Chezmaxim” del Gruppo Teatrale Tuenno che siamo felici di ospitare nuovamente. Lo spettacolo “Trote” di Edoardo Erba con Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Anna Maria Ghirar, invece, è una
storia a tratti esilarante, a tratti amara, a tratti dolce, impaurita ed inaspettata. Non poteva mancare un classico,
“La bottega del caffè” una delle più importanti opere di Carlo Goldoni, commedia dal lieto fine ambientata in una
piccola piazza di Venezia. Come sempre vi propongo di acquistare un abbonamento (che non conosce aumenti ormai
da tanti anni) non soltanto perché conviene economicamente ma anche per
garantirsi il posto in sala, evitare code
alla cassa ma in particolare perché il
teatro e la cultura hanno bisogno del
vostro prezioso sostegno.
Vi auguro di cuore
che queste serate vi portino
a viaggiare molto lontano,
perché si sa che
“Il teatro è molto di più
del teatro”
(dall’introduzione al libretto
della Stagione di Prosa
2010-2011).
Alberto Larcher
Assessore alla Cultura
PROGRAMMA
Sabato 6 novembre 2010
Nuova Compagnia di Prosa
TROTE
di Edoardo Erba
Con Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Anna Maria Ghirar.
Regia Nicola Pistoia e Paolo Triestino.
Sabato 4 dicembre 2010
Filodrammatica i Dialettanti
CHI DICE DONNA… COSSA DISELO?
Di e con Loredana Cont.
Sabato 18 dicembre 2010
Gank Compagnia
LA BOTTEGA DEL CAFFÈ
di Carlo Goldoni
Con Antonio Zavatteri, Alberto Giusta,
Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Massimo Brizi.
Regia Antonio Zavatteri.
Sabato 8 gennaio 2011
The Blue Apple S.r.l
LA LETTERA
Liberamente tratto da “Esercizi di stile”
di Raymond Queneau.
Di e con Paolo Nani.
Sabato 29 gennaio 2011
Gruppo Teatrale Tuenno
LA DAMA DI CHEZ MAXIM
di Georges Feydeau
Con Fausto Peder, Carmela Casale, Valentina Zuech,
Federico Odorizzi, Francesco Leonardi, Roberto Saretto,
Elia Fedrizzi, Nicola Zambiasi, Stefano Franco Martini,
Renzo Bruni, Matteo Leonardi, Debora Fortarezza,
Mariarosa Fabbri, Loretta Pasquali, Gabriella Leita,
Sara Pinamonti e Gianni Leonardi.
Regia di Vito Manto.
Sabato 12 febbraio 2011
Lucio Gardin
LUCIO 2011
Di e con Lucio Gardin.
Mi è dolce ricordare le prime stagioni teatrali: c’era tanto lavoro da svolgere, prima, durante e dopo ogni spettacolo, ma si trascorrevano delle belle serate in compagnia,
spesso in allegria e, soprattutto, si cresceva sia come persone che come collettività. Si perseguiva una delle finalità primarie dell’Amministrazione di allora e cioè quella di
promuovere attività culturali e formative per migliorare la qualità della vita della comunità.
All’inizio, la maggior parte degli spettacoli programmati era tratta dal repertorio del teatro dialettale regionale, proprio perché erano facilmente fruibili e di sicuro coinvolgimento. La risposta da parte del pubblico, sia di Sarnonico che dell’Alta Valle di Non, era stata subito positiva e ciò significava che le proposte offerte erano state
apprezzate e, soprattutto, che si stava concretizzando la condizione essenziale per il radicarsi dell’iniziativa nel tempo.
In seguito, da quando la stagione teatrale, rappresentata nel nostro teatro, è stata ufficialmente inserita nel circuito provinciale degli spettacoli organizzati dal Coordinamento Teatrale Trentino, il cartellone si è qualificato, spaziando anche nel teatro classico.
Era bello, comodo e importante poter assistere, nel nostro teatro, alle opere nazionali e talvolta internazionali che il Coordinamento faceva circuitare nelle maggiori località
del Trentino!
Successivamente la stagione teatrale di Sarnonico è diventata un preciso punto di riferimento per l’intera valle e la prosa scelta e messa in scena, oltre a momenti ludici,
offriva occasioni per riflettere, affrontando, di anno in anno, problematiche pregnanti, legate al nostro vivere quotidiano. Con giusto orgoglio, si diceva che: “La rappresentazione sul palco è la rappresentazione della vita. Il teatro è vita.”
Tenendo conto dei suggerimenti degli spettatori, accanto alle opere degli autori importanti della prosa classica e moderna (Shakespeare, Molière, Goldoni, Cechov, Rostand,
Pirandello, E. de Filippo, Kundera), si sono via via proposte significative produzioni del teatro amatoriale, soprattutto su tematiche civili (teatro di denuncia e teatro della
memoria), convinti che esso sia radicato nel Trentino e che non si possa disperdere il grande patrimonio che rappresenta.
Negli anni le stagioni teatrali sono proseguite… giungendo alla ventesima edizione: l’auspicio è che Sarnonico rimanga il punto di riferimento per l’attività teatrale e offra
spettacoli sempre più interessanti, sereni e nello stesso tempo formativi, per continuare a migliorare la qualità della nostra vita.
Franca Leonardi
9
A.S.D. ANAUNIA TEAM DANCE
È con grande piacere che cogliamo l’opportunità che ci viene data di essere presenti sul bollettino dell’Amministrazione Comunale di Sarnonico.
Anaunia Team Dance, associazione sportiva dilettantistica con Sede nel Comune di Sanzeno conta più di 200 soci che condividono la passione per il ballo liscio. Proprio grazie alla
collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Sarnonico iniziata quattro anni fa, l’Associazione può organizzare nella splendida sala del Centro Sportivo, le serate danzanti del
sabato sera a partire dalla fine di ottobre e fino alla fine di maggio. È motivo di grande orgoglio per noi poter offrire ai nostri soci e simpatizzanti, ogni fine settimana, l’occasione per
divertirsi in compagnia e trascorrere una serata diversa all’insegna della bella musica e del ballo. Il clima di amicizia che si respira e le segnalazioni che giungono sempre più numerose
all’Associazione per sottolineare il gradimento dell’iniziativa, oltre a essere per tutti noi motivo di soddisfazione, ci danno il segnale che sempre più il desiderio di trovare momenti di
aggregazione diventa una necessità per tante persone e diventa soprattutto momento importante per trovare l’energia necessaria per affrontare poi il quotidiano con serenità. Ormai
dopo quattro anni la voce si è sparsa… e se come è naturale la maggior parte delle persone proviene dalla nostra Valle va detto che sempre più si notano persone nuove provenienti pure
da fuori Provincia. “Un luogo così, grande, bello, gestito bene, in una zona splendida, è difficile da trovare” ci viene detto... merito nostro si che con sacrificio cerchiamo di gestire al
meglio le serate, ma grazie soprattutto alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Sarnonico guidata da Sandro Abram che recependo le nostre esigenze, non solo le condivide
ma nel rispetto dei ruoli ci accompagna in questa piacevole avventura. La nostra Associazione, costantemente in crescita per quanto riguarda il numero dei soci, riserva un particolare
spazio al settore degli atleti agonisti. Bambini, ragazzi, adulti che mettono alla prova le loro potenzialità e quanto hanno imparato girando i palazzetti dell’Italia e cercando di tenere alto
il nome non solo dell’Associazione, ma della nostra bella Valle di Non e in alcune occasioni della nostra Regione. I risultati fin’ora conseguiti sono certamente segnale di preparazione,
di impegno e di grande professionalità da parte dei maestri Davide Pallizzari e Dolores Facinelli che seguono in modo costante e con tanto impegno tutti gli atleti. Diverse coppie di
ballerini si sono aggiudicate il titolo di Campioni Regionali e indimenticabili sono i momenti vissuti a Rimini in occasione dei Campionati Italiani quando sul gradino più alto del podio
sono salite coppie di ballerini della nostra Associazione.
A conclusione, nel rivolgere a tutti coloro che amano, corteggiano il “ballo” o semplicemente desiderano imparare a ballare, l’invito a venire al Centro Sportivo di Sarnonico il sabato sera
alle ore 21 dove il divertimento è assicurato. Doveroso da parte mia rinnovare un sincero ringraziamento a tutta l’Amministrazione Comunale per quanto ci permette di fare e organizzare
per i nostri soci e simpatizzanti e per tutti coloro che amano trascorrere una bella, divertente serata. Per eventuali informazioni 335.8212902.
Colgo l’occasione per rivolgere alla comunità di Sarnonico e a tutti gli ospiti l’augurio di un sereno Natale e di un 2011 ricco di felicità, soddisfazine e tanta salute.
Flavio Gilli
EUGENIO FINARDI: ACOUSTIC CONCERT A SARNONICO
4 GENNAIO 2011 ORE 21
nella Sala Polifunzionale Centro Sportivo
Eugenio Finardi è un artista che ormai da qualche anno
ha deciso di ampliare il suo orizzonte artistico evolvendosi dall’immaginario del rock d’autore italiano, di cui
per anni è stato un illustre protagonista. Il suo show
prende spunto dal quadruplo cofanetto uscito nel 2007
“Un Uomo” e ripercorre in veste acustica i momenti fondamentali di una carriera lunga oltre
trent’anni. Quasi un diario della vita di
un uomo, testimone del suo tempo, nel
privato e nella storia.
Recentemente Finardi ha deciso di
confrontarsi per la prima volta con la
prospettiva del teatro-canzone. Dopo
la prima teatrale di Suono - Appunti e
contrappunti teatrali (drammaturgia e
direzione artistica di Eugenio Finardi)
tenutasi il 21 febbraio 2008 al Teatro
dei Filodrammatici di Milano, da cui è
stato registrato il dvd pubblicato per Ermitage, con la produzione di Gianluigi
10
Salvioni, Eugenio si è esibito in un lungo tour teatrale.
Un’esperienza che in maniera fluida e naturale è entrata nel sangue di Finardi fino a portarlo al Palazzo delle
Esposizioni di Roma a misurarsi con la scrittura di Paul
Auster e la ri-lettura de “La città di vetro” in una prospettiva artistica ancora vicina e derivata dalla forma teatrale. Un Finardi curioso che lo scorso
anno abbiamo ritrovato protagonista,
insieme a Stewart Copeland e l’Orchestra della Notte della Taranta, al festival di Lugano e subito dopo in Salento
sotto la direzione del Maestro concertatore Mauro Pagani per il tradizionale
«concertone» finale del 22 agosto nella
grande piazza di Melpignano (Le).
Il 17 gennaio del 2010 il debutto al
Teatro alla Scala di Milano insieme
all’ensemble Entr’acte che lo invita ad
interpretare la voce narrante ne “La
storia del piccolo sarto” di Tibor Har-
sany. Serata di grande successo che verrà replicata nella
prossima stagione. Nel maggio 2010 Finardi fonda la sua
etichetta «EFSounds » e diventa così editore.
La prima produzione si intitola “L’occhio della luna”, album d’esordio della giovane cantautrice Roberta Di Lorenzo.
Affascina la capacità di Finardi di far divertire, commuovere e pensare con la recitazione e con le canzoni, a commento del testo, che riannodano i fili della sua
lunga storia, portando in tour i suoi grandi successi con
nuovi arrangiamenti, che strizzano l’occhio al miglior
Jazz-Rock americano, arrivando in alcuni contesti a far
vibrare un’Anima Blues come in un viaggio alla ricerca
delle origini.
Accompagnato da Paolo Gambino al pianoforte alterna
brani famosi del suo repertorio e altri meno noti, ma non
meno significativi: Le ragazze di Osaka, Laura degli Specchi, Katia, Patrizia, Vil Coyote, Diesel, Dolce Italia, tra le
altre. Sono racconti di vita, di esperienze e riflessioni a
cuore aperto.
IL GRANDE
ALBERO DI GIULIA
Abbiamo spesso l’abitudine di abbinare al mondo giovanile storie di noia e svogliatezza; ne voglio raccontare
una sull’eccellenza.
Nella nuova sede del SAIT a Trento nord c’è un po’ di Sarnonico. La grande e moderna struttura, dall’architettura
in acciaio e vetro e dagli interni luminosi e accoglienti è
vicina all’uscita autostradale. Nei primi mesi del 2010 la
dirigenza del SAIT contatta l’Istituto d’Arte “Alessandro
Vittoria” di Trento per lanciare l’idea-concorso della decorazione della zona logistica. Alla gara partecipano 40
studenti con 40 progetti originali e bellissimi. Difficile la
scelta. C’è chi preferisce delle forme astratte che si integrano con facilità all’architettura, chi invece vede meglio
una proposta realistica. Dopo tante discussioni vengono
finalmente scelti i due progetti. Uno di questi è quello della nostra Giulia Zini che ha presentato un albero
molto stilizzato e dai colori moderni, simbolo di fertilità
e crescita.
BRAVA GIULIA! L’impegno e la tua sensibilità hanno dato
ottimi risultati. Ti auguriamo tante belle cose in campo
artistico, ma in particolare tanta gioia e soddisfazione.
Per la cronaca la pittura è stata realizzata in giugno di
quest’anno, è alta 20 metri ed ha una larghezza di 5.
CORPO DEI VIGILI
DEL FUOCO
VOLONTARI
DI SARNONICO E
SEIO
Il 2010 è stato per noi Vigili del Fuoco Volontari di
Sarnonico e Seio un anno ricco di eventi, attività
e ricordi.
In primo luogo, il nostro Corpo è stato impegnato in una ventina di interventi di protezione civile
attiva sul nostro territorio, quali lo spegnimento di
incendi domestici, originatisi prevalentemente da
canne fumarie e boschivi, quale quello a Seio in
località “Ciampaz”, l’assistenza prestata al servizio
di eli-soccorso e nei casi di incidenti stradali, l’intervento per la chiusura della strada delle Regole
a causa di un franamento ed altri di minore entità.
Oltre alle attività di pronto soccorso, abbiamo
svolto le consuete manovre interne con cadenza
mensile. In particolare ricordiamo con piacere le due manovre di evacuazione effettuate presso la scuola
materna ed elementare, che hanno riscosso grande successo tra i bambini che con trepidazione e gioia
hanno salutato il nostro arrivo e con vivacità hanno partecipato alle operazioni.
Citiamo inoltre le due intercomunali, organizzate in collaborazione con i corpi dei paesi limitrofi, rispettivamente in zona artigianale a Sarnonico e in località Waldheim. Tali manovre, oltre a presentare scopi
didattici, rappresentano preziose occasioni di incontro nelle quali mettere alla prova le proprie conoscenze
e fare nuove esperienze, rafforzando al tempo stesso quel senso di unione e di fiducia reciproca su cui si
fondano in maniera imprescindibile il lavoro di squadra e la nostra stessa associazione.
Come ogni anno, siamo stati presenti in numerose attività di supporto alle iniziative proposte all’interno
della nostra Comunità, in occasione delle feste patronali di San Giorgio e San Lorenzo, delle varie manifestazioni a carattere sportivo e culturale, ed organizzando in prima persona il tradizionale pranzo di Carnevale.
Il nostro Gruppo Allievi – che quest’anno ha accolto due nuovi elementi – ha partecipato al 10° campeggio provinciale tenutosi a Folgaria (dopo che l’anno scorso era stato annullato a causa dell’emergenza in
Abruzzo) e nell’ambito dello stesso, al convegno che ha avuto luogo a Rovereto alla presenza delle principali
autorità provinciali, distinguendosi per entusiasmo, preparazione e simpatia.
L’organico degli effettivi si è arricchito di un nuovo valido membro, già caposquadra in quel di Brez, Roberto
Covi, mentre ha abbandonato il Corpo, per raggiunti limiti d’età, il veterano Giuseppe Ziller. Sul fronte delle
ricorrenze, ricordiamo con orgoglio quelli che a tutt’oggi sono i due capisquadra del Corpo, ovvero Stefano
de Luca e Walter Covi, che festeggiano i 25 anni di presenza, mentre merita una nota Michele Covi, che
raggiunge la meta dei 15 anni. Il primo posto spetta tuttavia, e senza alcun dubbio, al nostro comandante
Fabio de Luca, che, sempre accompagnato dalla medesima passione e dedizione del primo giorno, raggiunge
il traguardo dei 38 anni di presenza nel Corpo, di cui ben 27 in qualità di comandante.
Alla data odierna il Corpo vanta 18 membri effettivi e 14 allievi, tutti accomunati da un sentimento spontaneo di generosità ed animati dal desiderio sincero di fare qualcosa per gli altri, mettendosi a disposizione
secondo le proprie possibilità, accorrendo prontamente laddove ce n’è bisogno, perché certi di poter contare
sul sostegno, sulla comprensione e sulla riconoscenza che la nostra gente sempre ci dimostra.
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti: “Buon Natale e Felice 2011”.
IL CORO PARROCCHIALE SAN LORENZO DI SARNONICO
Non si hanno notizie precise sulla nascita del coro, che risulta comunque antecedente al 1920. Nei primi anni quaranta il coro, che era maschile, era composto da anziani, giovani e
ragazzi fino ai 10-11 anni. Mancavano gli adulti, impegnati come militari nella seconda guerra mondiale, in quegli anni la parrocchia era guidata da don Urbano Depeder. Il gruppo,
formato da una ventina di persone, si riuniva per le prove a cadenza settimanale in una cameretta situata in fondo al “somas” della vecchia casa di “Bozi”. Ricordano i coristi anziani,
allora presenti, che la piccola finestra verso ovest veniva coperta con una pesante tenda per il coprifuoco che vigeva durante il conflitto mondiale. Il direttore era Giuseppe Nicolussi
(Pep) che faceva il calzolaio e, visto che si spostava spesso per lavoro, in sua assenza intonava le canzoni Nicolò Tecini (Colò da Vitoria). Finita la guerra, ritornarono diversi coristi in
età adulta e il gruppo si fece di nuovo numeroso. Erano anni di miseria e di emigrazione e Giuseppe Nicolussi si trasferì a Bressanone. Prese dunque la guida del coro Giuseppe Abram
(Cuchet), mentre Umberto Abram (Bozi) accompagnava con l’armonium. Negli anni ’50, anche grazie alla grande passione per la musica dei parroci di allora, don Lino Piazzola e don
Luigi Franzoi, i coristi parteciparono a corsi di musica tenuti da Narciso Covi di Fondo e
nel coro entrarono anche le donne, fino ad allora escluse. Nel ’71 Giuseppe Abram cedette
la guida all’attuale direttore Roberto Socin. Si era da poco concluso il Concilio Vaticano II
e a Sarnonico era appena arrivato il nuovo Parroco don Marcello Giuliani. Il coro integrò
il repertorio di canti quasi esclusivamente in latino, con canti in italiano e di autori più
moderni, Bonfitto e Planchesteiner, a 4 voci dispari. Nei primi anni ’80, sotto la regia di
don Marcello, il coro collaborò con la filodrammatica alla messa in scena di due brillanti
operette: ”Ma chi è?” e “Occhio di falco”. Negli anni successivi continuò l’attività di accompagnamento alle Sante Messe e ai funerali, proponendo nuove composizioni come
la messa del “Gen Rosso” e la messa “Salve Regina”, cambiando il modulo a 4 voci pari.
Degna di nota e ancora viva nel ricordo dei coristi, è la partecipazione del coro alla messa
presieduta dall’allora Papa, oggi Beato, Giovanni Paolo II, durante la sua visita a Trento
nell’aprile 1995. Attualmente il coro conta circa 25 persone, raggruppando varie fasce di
età dai ragazzi di 15-17 anni fino agli anziani oltre gli ottant’anni, e continua la sua attività di accompagnamento alla messa e ai funerali, con l’impegno delle prove settimanali.
Il gruppo va avanti, non senza qualche difficoltà, ma comunque perseguendo quello spirito di servizio che dovrebbe contraddistinguere l’intera vita cristiana. Il componenti del
coro invitano quanti volessero mettersi a disposizione, ad unirsi a loro per questo servizio.
L’invito è rivolto a tutti: ragazzi, giovani e adulti, sia maschi che femmine.
Giovanni Inama
11
NUOVE ATTIVITÀ
“Nel febbraio di quest’anno sono riuscita a realizzare un mio grande sogno” dice con
entusiasmo Claudia Ziller. Esattamente il 6 febbraio 2010, con l’INAUGURAZIONE DEL
SALONE HAIR MODE nei pressi di Piazza S. Maria, è iniziata l’avventura lavorativa di
Claudia. È ancora molto giovane, ma ha dimostrato coraggio ad aprire in proprio una
nuova attività. Diploma di parrucchiera e idee molto chiare: “Il salone è accogliente, comodo e arredato con cura. È aperto a tutte le donne, ma anche agli uomini di
qualsiasi fascia di età”. “La mia speranza è quella di riuscire a costruire un rapporto di
fiducia con i clienti grazie all’impegno, la cortesia e la professionalità mantenuta con
costanti corsi di aggiornamento” aggiunge. Claudia si dimostra preparata sui tagli e
sulle acconciature, su shampi, maschere e lozioni, ma quando parla ciò che traspare è
soprattutto tanto entusiasmo ed un sorriso gentile.
“Concludo ringraziando tutti coloro che hanno creduto in me, tra cui Luca Tavonatti
che mi ha dimostrato la sua fiducia affittandomi il locale”.
Un sincero augurio di tanti successi professionali anche da parte di tutti noi!
Dopo trentotto anni di attività l’Albergo Miramonti ha chiuso i battenti. O meglio: ha modificato i suoi orizzonti. Il turista nel tempo ha cambiato il suo modo di fare vacanza, sono
cambiate le sue esigenze, i tempi di permanenza. Anche la normativa è cambiata diventando
sempre più restrittiva e impegnativa per chi deve adeguarsi. E allora Alessandro, Sergio e Lucia
hanno deciso di cambiare. Punto forte della gestione della famiglia Covi è sempre stata la
cucina, molto curata e raffinata. Hanno perciò deciso di puntare su questa caratteristica, approfittando del fatto che, in Alta Val di Non, un locale di un certo tipo mancava proprio. Detto
fatto: a inizio estate è stato inaugurato IL FORNO DOLCE E SALATO di Alessandro e la moglie
Teresa. Una pasticceria ma non solo: pane fresco tutti i giorni di molte varietà, torte, pasticcini,
semifreddi, gelato ecc. ecc. tutto rigorosamente di produzione artigianale e contrassegnato da
una qualità eccellente, marchio di fabbrica della famiglia Covi. I primi mesi di attività hanno
segnato un buon successo (e tanto lavoro per i gestori) segno che l’idea era vincente. Noi
auguriamo ad Alessandro & C. di continuare su questa strada, così a Sarnonico potremo continuare ad avere il pane fresco anche la domenica e a gustare i migliori dolci della Val di Non.
SCUOLA: ORTO - CAMPO - GIARDINO
L’iniziativa promossa dall’Associazione Futuro Sostenibile, grazie al lavoro dell’instancabile Luciano Covi, factotum del progetto, era rivolta in primo luogo alla Scuola Elementare di Sarnonico, con la finalità di fare crescere nelle nuove generazioni
una cultura di rispetto dell’ambiente ma soprattutto di stimolare nei bambini e giovani l’interesse per una salvaguardia
consapevole ed attiva del proprio territorio. A volte i progetti nascono sulla carta con grandi pretese e poi nella realtà pratica vengono realizzati in modo parziale o approssimativo. Nel caso dell’orto-scuola di Sarnonico è successo esattamente
l’opposto, si è fatto molto più di quanto previsto inizialmente. Grazie alla disponibilità di un grande appezzamento di terra
ma soprattutto al coinvolgimento di diverse persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro preziose competenze, il progetto si è ampliato, realizzando molte attività rivolte non solo ai bambini, ma anche alla Comunità e ai turisti.
Così grazie alla collaborazione e cura di Nicoletta Endrici è stato realizzato, accanto all’orto vero e proprio, anche un giardino delle piante officinali, perché tutti potessero non solo ammirare le diverse specie e le innumerevoli varietà di una stessa
specie, ma anche imparare a conoscerle e ad utilizzarle. Così è nato il campo delle “colture di una volta”, grano saraceno,
segale, orzo e frumento ma anche mais, girasoli e Facelia, ospitate in
lunghe aiuole sapientemente tracciate, seminate e poi curate da Giancarlo Seppi, prezioso aiuto anche per molti altri lavori, che ha trasmesso con entusiasmo le sue conoscenze ai bambini e ha riassunto la filosofia del progetto nel cartello dell’orto-scuola. Così, in sinergia con le
iniziative per favorire la biodiversità dell’APT di diversi Comuni, è stato
seminato il prato fiorito destinato a pronubi e farfalle. Le attività svolte
comunque hanno coinvolto principalmente la Scuola Elementare. Sono
state bravissime le maestre ad accogliere e far loro il progetto, nonostante la programmazione annuale fosse già fitta di impegni. Hanno
compreso quante opportunità educative e didattiche multidisciplinari
potevano offrire non soltanto la “mappatura” degli orti del Paese ma
anche le attività laboratoriali per conoscere il suolo, il progettare le
consociazioni di ortaggi, l’esperienza di realizzare prima piccoli orti in
cassette, seminare e piantare poi nell’orto vero e proprio, (e attendere
pazientemente che qualcosa cresca) annaffiare, curare e infine la gioia
del raccogliere e del condividere con i genitori il piacere di degustare
i prodotti del raccolto autunnale, patate, rape rosse, mais, indivie e
grandiose carote. La coltivazione di quest’orto-campo-giardino (perché
nel progetto c’è proprio tutto) è stata ed è, per i bambini, una grande
un’avventura fatta di terra, acqua, semi, sole, tempo, che permette di
sviluppare innumerevoli facoltà, da quelle manuali a quelle intellettive, un esperienza che permette di avvicinare bambini ma anche adulti
ad aspetti, fenomeni, processi della natura per far crescere interesse e
amore nei confronti della natura stessa. Perché si fa presto a parlare
di salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità ma di fatto si può
essere motivati a difendere e curare solo ciò che si ama e il presupposto per amare è conoscere, non solo in modo nozionistico, tramite
processi razionali, ma anche e soprattutto attraverso processi emotivi e
sensoriali. Questo genere di conoscenza si sviluppa principalmente con
esperienze ed attività pratiche, meglio se fatte sul proprio territorio,
che abbiano una certa continuità e offrano ai bambini la possibilità di
entusiasmarsi/meravigliarsi, partecipando attivamente in prima persona ad un progetto. Da ricordare inoltre la preziosa collaborazione di
Gino Vinante che con passione e ingegno ha dato un tocco artistico
all’orto elaborando sculture naturali e una originalissima staccionata.
Un progetto come questo, che ci auguriamo possa continuare, coinvolgendo in futuro anche altre fasce di abitanti del Comune, come giovani
ed anziani, che potrebbero occuparsi dell’area ad esempio nel periodo
estivo, quando la scuola è finita. L’orto-campo-giardino potrebbe insomma diventare un punto di ritrovo, un luogo e un progetto “di tutti”
dove nelle lunghe serate estive, mentre ci si prende cura delle piante
annaffiando o sarchiando, si possano anche scambiare quattro chiacchiere ed esperienze, non solo di coltivazione, ma anche di vita.
Patrizia Sarcletti
12
I BAMBINI
DOPO L’ESPERIENZA
DELL’ORTO
CI INVIANO
ALCUNI PENSIERINI
I BAMBINI DI PRIMA
SULLA FESTA DEL RACCOLTO
“Noi ci siamo molto divertiti a raccogliere le pannocchie e le rape rosse.
Abbiamo trovato anche molte carote:
alcune erano grandissime e abbiamo
dovuto tirarle con tutte le nostre forze
per toglierle dalla terra.
Alla fine del lavoro eravamo felici e
soddisfatti ed abbiamo portato a scuola
con gioia le cassette con il raccolto”.
PENSIERI DEI BAMBINI
DI QUARTA E QUINTA:
È STATO INTERESSANTE: conoscere tante piante che non avevamo mai visto da
vicino: il lino, il grano saraceno, il miglio, l’avena... imparare tante cose sulle
piante: come si seminano, di cosa hanno bisogno per crescere bene, come si
riproducono, come si raccolgono, quale
parte si mangia e come si conservano;
conoscere insetti e animaletti utili; imparare a fare i sali aromatizzati con le
erbe profumate.
È STATO DIVERTENTE: estirpare le erbacce, fare le stradine, usare zappe,
rastrelli, carriole... seminare e piantare;
raccogliere le patate; lavorare tutti insieme, ragazzi e insegnanti; festeggiare
la riuscita del nostro lavoro.
CI HA DATO SODDISFAZIONE: riempire
tante cassette di patate, di carote, di
rape rosse, di fagioli... vendere i nostri
prodotti; offrire ai nostri familiari un
pranzo preparato anche con le nostre
verdure.
È STATO EMOZIONANTE: vedere, come
in una magia, un pezzo di terra trasformarsi in un orto rigoglioso e colorato:
fiori, foglie, spighe, pannocchie...
GRAZIE A TUTTE LE PERSONE
CHE CI HANNO ACCOMPAGNATO
E AIUTATO IN QUESTA
BELLA ESPERIENZA!
ASSOCIAZIONE ALTA VAL DI NON FUTURO SOSTENIBILE
Associazione apartitica e apolitica, senza scopo di lucro, con
la finalità di conservare la qualità della vita, la salute, l’ambiente naturale e l’aspetto del paesaggio in Alta Val di Non;
nasce ufficialmente nel gennaio 2009 ad opera di un gruppo
di promotori con un ampio sostegno popolare di 2890 firme.
Promuove la conservazione delle praterie e del paesaggio naturale con un’azione di
sensibilizzazione della popolazione, delle amministrazioni locali e provinciali. Studia
in sinergia con gli attori della scena agricola ed economica, con le amministrazioni e
con i massimi esponenti della cultura della gestione dei territori e della loro amministrazione, i lati positivi e le criticità dell’attuale situazione dell’economia dell’Alta
Valle. Promuove azioni a sostegno delle attività vocazionali storiche del territorio, in
particolare l’agricoltura e zootecnia di montagna, garanti della conservazione delle
praterie e del paesaggio naturale attuale, particolarmente gradito agli abitanti e ambito dal turista ecoconsapevole. Mira alla valorizzazione e riqualificazione del territorio, dei prodotti e delle attività legati al territorio, allo scopo di ampliare la stagione
turistica e offrire un ampio ventaglio di opportunità professionali e occupazionali nella zona. Tutta l’azione è supportata da un forte senso di responsabilità che vede nelle
attività sostenibili la possibilità di poter conservare per noi e offrire alle generazioni
future un territorio di ineguagliabile bellezza quale è l’Alta Val di Non.
L’attività svolta fino ad ora ha portato alla realizzazione di varie iniziative tra le quali:
1. la predisposizione della “Petizione per la tutela dell’ambiente naturale della salute
e dell’attività turistica dell’Alta Valle di Non“, sottoscritta successivamente da circa
3000 persone e consegnata ai sindaci della Alta Valle di Non il 15.05.2009. In tale
riunione è stato inoltre concordato con i Sindaci presenti di predisporre un accordo
di programma quadro che preveda l’inserimento di norme nei PRG comunali che
prevedano la tutela dei terreni agricoli dalla frutticoltura intensiva;
2. l’organizzazione di incontri pubblici presso il centro sportivo di Sarnonico, la sala
della Cassa rurale di Romeno, la scuola media di Fondo e la sala consiliare di
Ronzone avente ad oggetto “Qualità della vita” e attività economiche nel futuro
dell’Alta Val di Non al fine di poter realizzare un operazione di ascolto essenziale a
conoscere le criticità esistenti e poter valutare proposte di soluzione;
3. l’organizzazione di alcuni incontri con esperti del settore e alcuni titolari di aziende
agricole al fine di verificare la possibilità dell’inserimento di nuove colture agricole
e valutare le modalità di riscoperta e valorizzazione dei prodotti esistenti;
4. partecipazione da parte dei membri del consiglio direttivo dell’associazione a numerosi convegni, corsi formativi, incontri e colloqui con componenti delle realtà economiche, politiche e culturali locali e provinciali al fine di potere acquisire
sempre maggiori informazioni e conoscenze e poter stabilire i necessari contatti
per poter attivare un processo virtuoso di riqualificazione e sinergia dei vari settori
economici con particolare attenzione a quello agricolo.
Tra le iniziative di immediato riscontro sono stati predisposti e realizzati in collaborazione con le amministrazioni comunali interessate, l’APT e l’Associazione Amici della
Terra dei piccoli interventi come la realizzazione dell’orto scolastico a Sarnonico, la
realizzazione di un’area per la tutela dell’apicoltura tra Sarnonico e Ronzone, il progetto fiori di campo consistente nella realizzazione di aiuole nei pressi degli incroci
e delle vie di traffico, l’acquisto di un programma per la gestione amministrativa di
un Gruppo di acquisto Solidale, la realizzazione di un corso di aromatologia relativo
all’utilizzo di estratte delle erbe per scopi terapeutici e di cura estetica ed è stata
recentemente presentata una domanda di contributo ai servizi provinciali competenti
per la realizzazione di alcuni percorsi per la valorizzazione dei biotopi e dell’avifauna
sui “Pradiei”.
Dopo oltre un anno di attività l’associazione ha constatato, come esattamente riportato nel numero di novembre della rivista locale NOS, che al fine di poter attivare un vero circolo virtuoso di sviluppo è necessario realizzare una vera
sinergia tra i settori produttivi e particolarmente tra il settore agricolo,
quello turistico e quelle commerciale
con la produzione di prodotti tipici di
qualità e la loro commercializzazione
e consumo prevalentemente in zona
attivando tutte le iniziative possibili
per la realizzazione della filiera corta
e la vera multifunzionalità dell’azienda
agricola. Sembrano termini complessi
ma significa semplicemente garantire
una redditività agli operatori agricoli
con la commercializzazione nei negozi,
consumo negli alberghi, nei ristoranti e
anche nelle famiglie di prodotti agricoli
locali sani e senza pesticidi conservando così un ambiente bello e sano per
coloro che vi abitano e per coloro che
vogliono soggiornarvi per le vacanze
creando le premesse per un aumento
delle presenza turistiche e della qualità della vita come previsto nei Piani
di Sviluppo Provinciale e già da anni
effettuato nel vicino Alto Adige.
TURISMO E AGRICOLTURA DI MONTAGNA
La Valle di Non è una delle valli di montagna più ampie delle Alpi, caratterizzata
dalla presenza di altopiani e profondi canyon, ricca di storia, di castelli e borghi che
conservano testimonianze degli stili di vita delle popolazioni che l’hanno vissuta in
passato. Un territorio unico e inimitabile che proprio nelle sue caratteristiche trova
i presupposti e i fondamenti per quella che sarà l’attività che in un futuro anche
prossimo garantirà la vivibilità e la conservazione della montagna, dell’ambiente e del
paesaggio, dell’agricoltura e dei prodotti legati al territorio. Il turismo che la Val di
Non ha proposto e può continuare a proporre è rivolto ad un pubblico ecoconsapevole, alla ricerca di pace, tranquillità, di paesaggi unici e ambiente sano, di esperienze
rurali, di coinvolgimento nella vita dei paesi e di artigiani, commercianti, contadini,
di cibi genuini da coltivazioni e allevamenti del luogo. Un turismo unico ed esclusivo
perchè legato ad un territorio unico e non copiabile, che permette a quest’attività di
uscire, se sapientemente gestito, dalle logiche di concorrenza del mercato globale. Il
turismo è nato e cresciuto finora come una pianta spontanea, ha dato lavoro e offerto
la possibilità di conoscere e apprezzare la Val di Non a chi è passato o ha trascorso
qui un periodo di vacanza… oggi il turismo va coltivato, ha bisogno di operatori e di
personale preparato, di strutture adeguate consone al paesaggio in cui sono situate,
ma soprattutto ha bisogno del territorio e ne deve essere custode consapevole. Il
turismo è un’attività che attraversa in modo trasversale tutte le altre attività di un
territorio, creando opportunità di lavoro in un’ampio ventaglio di espressioni professionali, promuovendole su un ampio pubblico e creando relazioni sociali e culturali di
grande importanza per la vita dei paesi di montagna. Questo tipo di turismo, custode
del territorio da cui dipende la sua stessa esistenza, deve obbligatoriamente lavorare
in sinergia con l’agricoltura, stimolando la produzione e utilizzando i prodotti legati
al territorio, che proposti e raccontati sulle tavole completano il quadro di vita in
montagna che il turista cerca. Stimolare la produzione agricola per un consumo di
prossimità (o a filiera corta) significa preservare un paesaggio rurale sano e piacevole,
da vivere e passeggiare, in cui fare cultura dell’agricoltura di montagna e dell’alimentazione sana, significa attribuire al contadino la responsabilità di produttore di cibi
sani e di manutentore del territorio; tutto questo implica il riconoscimento all’attività
agricola di un adeguato ritorno economico, necessario a chè questa possa continuare la sua missione. L’agricoltura di montagna sta attraversando una fase molto
problematica, in parte a causa della concorrenza con i mercati globali in cui arrivano
prodotti da tutto il mondo, da produzioni di larga scala fatte su estensioni territoriali
e con manodopera a basso costo, che permettono un drastico abbattimento dei costi
di produzione: è impensabile riproporre questo modello in un territorio di montagna,
in cui le spese di produzione e trasporti penalizzano dal punto di vista economico i
produttori, per questo l’agricoltura di montagna deve dedicarsi alla produzione di
nicchia, privilegiando la qualità e la diversità dei prodotti, traendone vantaggio dal
consumo di prossimità e dal taglio delle spese di trasporto e intermediazione.
Turismo, agricoltura, artigianato, commercio, servizi devono fare sistema e grazie alla
competenza professionale, all’esclusività delle proposte, alla cultura dell’accoglienza,
e al paesaggio e all’ambiente che mantengono, qualificano e valorizzano, garantire
lavoro e qualità della vita in Val di Non.
La conclusione è semplice:
IN UN TERRITORIO DOVE VIVIAMO E MANGIAMO BENE NOI,
VIVONO E MANGIANO BENE TUTTI E IL TURISMO È SERVITO!
TERRITORIO, AMBIENTE, PAESAGGIO
Territorio, ambiente, paesaggio: elementi che rendono unica l’Alta Val di Non a
livello mondiale e che permettono agli abitanti e agli ospiti un’alta qualità della
vita. La popolazione e gli amministratori dell’Alta Val di Non sono coscienti del
valore irripetibile e irrinunciabile di questi elementi. Il mantenimento di questa
situazione passa attraverso la promozione il sostegno delle attività vocazionali
storiche che ci hanno permesso di vivere finora in un territorio con tali caratteristiche: turismo dolce e ecoconsapevole e agricoltura e zootecnia di montagna. Il turismo è infatti l’attività maggiormente responsabile del mantenimento
e valorizzazione del territorio, è un bacino di possibilità occupazionali in tutti
i settori ricreativi, ed è soprattutto proposta di prodotti legati al territorio che
vengono dall’agricoltura e zootecnia di montagna. Agricoltura di montagna e
turismo devono lavorare in sinergia, l’una a produrre ortaggi, carne, latte e formaggi, l’altro a proporli agli ospiti che vengono a godere della bellezza del nostro
territorio e della bontà e salubrità delle pietanze preparate con prodotti locali
coltivati con coscienza secondo le buone pratiche agricole, oltre all’acqua e aria
buone e a quanto il mondo dell’artigianato, del commercio e dei servizi possiamo
offrire. Tutta la popolazione è coinvolta comunque nel garantire la sopravvivenza dell’agricoltura di montagna: la soluzione è semplice: utilizzare al massimo
prodotti locali, acquistare beni alimentari “a filiera corta” cioè prodotti dai nostri
contadini e acquistati direttamente o attraverso il Gruppo di Acquisto Solidale
che andremo a breve ad inaugurare, dando in questo modo il giusto compenso
economico a chi dedica la sua vita ad un’attività tanto impegnativa quanto ricca
di soddisfazioni se apprezzata e ricompensata adeguatamente.
ALLORA FORZA ALTA VAL DI NON,
TUTTI INSIEME PER GARANTIRCI IL MIGLIOR FUTURO E RESTITUIRE
AI NOSTRI FIGLI IL TERRITORIO COME CE L’HANNO PRESTATO.
13
LA SCOPERTA DELL’ ATLANTE
La canonica di don Marcello negli anni Settanta del secolo scorso (quanto tempo è passato…) era nell’ edificio
denominato Casa Martini, poi chiamato Palazzo Morenberg ora sede del Comune. Era il luogo dove spesso ci
trovavamo per incontrarci, parlare e discutere, conoscere,
fare attività culturali, divertirci. In quella casa il gruppo
dei giovani e anche dei non giovani che la frequentava
ha imparato a conoscersi e a trovare le ragioni profonde del lavorare insieme, per crescere consapevolmente
e piacevolmente, per fare attività utili agli altri e quindi
fare crescere la comunità. Le attività erano di tipo culturale, come incontri e dibattiti con esperti, cineforum,
discussioni talvolta anche accese; ricreativo, come la
rappresentazione di commedie del repertorio dialettale,
feste di fine anno o di carnevale; sociale, come la consulenza gratuita per aiutare le famiglie nelle dichiarazioni dei redditi. La casa era dunque vissuta in ogni suo
spazio e come tale quindi esplorata e conosciuta. Probabilmente in quella straordinaria esperienza di vita fra
quelle mura, scoperte occasionalmente piene di affreschi
in occasione dell’ allestimento della prima mostra “Tesori
Nascosti”, trova la sua motivazione l’idea di restaurarla
e di farne la Casa di tutti come ora è diventata. Ebbene,
nel fare quelle attività usavamo, con il consenso di don
Marcello, tutti i locali: l’oratorio e soprattutto quelli del
secondo piano della canonica; una stanza peraltro rimaneva costantemente chiusa: la Stube di sopra, perché la
più preziosa e perché in essa erano custodite le opere e
i documenti legati alla storia della Pieve. Nell’armadio
del Seicento, ora prezioso arredo dell’ufficio del Sindaco,
T.O.T. si presentava come una summa di conoscenze non
soltanto geografiche, ma storiche, politiche, mitologiche.
Coloro che ne fruirono per primi furono, del resto, i ricchi
mercanti di Anversa, i quali chiedevano al loro concittadino Ortelio continui aggiornamenti… delle terre attraverso cui dovevano transitare le loro merci.“ (citazione
da “Il globo di Abramo” di Pietro Del Re, su Venerdì di
Repubblica del 17 gennaio 1992).
Per alcuni anni la presenza di questo stupendo e prezioso documento, del quale ormai esistono pochi esemplari al mondo ancora integri, uno dei quali a Firenze
presso l’Istituto Geografico Militare, rimase a conoscenza
di pochi, in quanto non si volevano stimolare pericolosi
appetiti di possesso. L’atlante fu subito depositato in luogo sicuro e solo occasionalmente aperto e osservato da
persone direttamente interessate.
Nell’estate del 1987, con lo stimolo e la passione di
Fabio Bartolini, organizzammo la prima mostra “Tesori
Nascosti”, con la quale si voleva presentare alla comunità alcune delle bellezze e preziosità che la Parrocchia
possedeva: pergamene, statue, quadri, oggetti sacri, libri. Il Theatrum Orbis Terrarum doveva essere l’elemento
centrale della mostra; tuttavia esponemmo solamente
alcune riproduzioni fotografiche dello stesso, in quanto, anche su richiesta della Provincia, ritenevamo troppo
rischioso mettere in mostra l’originale. In seguito, con
altre iniziative, l’atlante fu nuovamente presentato al
pubblico. Da allora sono stati fatti molti progressi nella valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico,
azione doverosa per la comunità che voglia far rivivere
c’erano molti libri, alcuni antichi, testimoni della cultura
che nei secoli precedenti era stata vissuta e trasmessa in
quelle stanze. Poldo, il padre di don Marcello, in un inverno di quegli anni, si era messo a rovistare fra i libri per
sistemarli, ma credo soprattutto per curiosare fra le loro
pagine polverose. Un libro più grande degli altri attrasse la sua curiosità. Lo estrasse, lo aprì e fu colpito dalla
straordinaria bellezza dei suoi disegni e delle sue rappresentazioni cartografiche. Lo fece vedere a don Marcello,
il quale intuì subito l’eccezionalità della scoperta, l’opportunità di una sua valorizzazione e nello stesso tempo
la responsabilità che ne scaturiva, soprattutto per la sua
conservazione.
Si trattava del volume “THEATRUM ORBIS TERRARUM”,
tradotto “Rappresentazione di tutta la terra” del cartografo olandese Abramo Ortelio del 1590. Il T.O.T. è “il
primo atlante moderno, la prima rilegatura di carte geografiche, tutte dello stesso formato”, che, pur essendo
rappresentate con il massimo rigore geografico possibile
allora, “istruivano” i contemporanei… di un sapere che
andava al di là di nozioni puramente cartografiche. Il
per le generazioni future quanto di bello i nostri padri
ci hanno lasciato: Palazzo Morenberg è stato restaurato
completamente e riutilizzato proficuamente; le chiese
della Parrocchia sono state oggetto di sostanziali interventi di restauro ed altri sono ipotizzati; in particolare la
chiesa di S. Maria fra qualche mese sarà riaperta all’uso
della comunità completamente rinnovata nella sua struttura e nei suoi interni.
Esprimo peraltro un sogno, ma forse anche qualcosa di
più, un’idea e un auspicio: sarebbe bello se il prossimo
anno nel riprendere a frequentare la chiesa di S. Maria,
nel rivedere le opere che al suo interno la arricchiscono e la abbelliscono, alcune restaurate, altre in attesa di
esserlo, si potesse ammirare anche l’atlante di Ortelio,
risistemato e valorizzato.
Non si tratta di un’opera di carattere religioso, ma di un
simbolo di cultura, che ha lo scopo di far crescere l’uomo in sapienza, innalzandolo nella conoscenza e nella
responsabilità, percorso che non può che sostenere e rafforzare chi intende farlo con la fede.
Elio Covi
14
COMUNE DI SARNONICO
telefono e fax 0463.831263
e-mail: [email protected]
[email protected]
(posta certificata)
SINDACO
Sandro Abram
UFFICI COMUNALI
ORARI AL PUBBLICO
Dal lunedì al giovedì:
Venerdì:
Lunedì pomeriggio:
Giovedì pomeriggio:
dalle ore 8.30 alle ore 12.15
dalle ore 8.30 alle ore 12.00
dalle ore 14.30 alle ore 16.30
dalle ore 16.00 alle ore 18.00
SEGRETARIO COMUNALE:
UFFICIO TECNICO:
UFFICIO TRIBUTI E COMMERCIO:
RAGIONERIA:
ANAGRAFE:
SEGRETERIA:
dott.ssa NICOLETTA CONCI
geom. CLAUDIO MACCACARO
rag. CINZIA TEVINI
dott. LORENZO SEPPI
rag. CRISTINA INAMA
rag. GIANNA CASARI
CONSIGLIO COMUNALE
Sandro Abram SINDACO
Alberto Larcher VICE SINDACO
COMMISSIONI COMUNALI
Michele Covi
Francesca Abram
Carlo Martini
Maurizio Abram
Nadia Tecini
Fabio de Luca
Luca Martini
Luca Inama
COMMISSIONE ELETTORALE COMUNALE
Ha il compito di nominare gli scrutatori e aggiornare l’albo degli scrutatori.
COMPONENTI:
il Sindaco, Presidente;
membri effettivi: Carlo Martini, Maurizio Abram e Francesca Abram;
membri supplenti: Luca Martini, Michele Covi e Fabio De Luca.
GIUNTA COMUNALE
ORARI E UDIENZE AL PUBBLICO
SANDRO ABRAM Sindaco
Competenze: Programmazione e bilancio
Lunedì: su appuntamento
Giovedì:
dalle ore 10.00 alle ore 13.00
dalle ore 16.00 alle ore 17.00
[email protected]
ALBERTO LARCHER Vice Sindaco
Competenze:
Assessore alla Cultura, Ambiente e Istruzione
Mercoledì:
dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Martedì e venerdì: su appuntamento
[email protected]
NADIA TECINI
Competenze:
Assessore all’urbanistica,
Pari Opportunità e Politiche Giovanili
Giovedì:
dalle ore 17.00 alle ore 18.00
MICHELE COVI
Competenze:
Assessore ai Lavori Pubblici, Foreste e Viabilità
Giovedì:
dalle ore 17.00 alle ore 18.00
LUCA INAMA
Competenze:
Assessore alle Attività Economiche,
Sport, Turismo e Rapporti con le Associazioni
Giovedì e Venerdì: su appuntamento
COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE
Organo consultivo che ha il compito di esprimere pareri in merito alle
pratiche edilizie presentate presso l’Ufficio Tecnico comunale. Può
inoltre promuovere proposte per la tutela del decoro e dell’estetica
delle costruzioni anche in relazione al loro inserimento nell’ambiente.
COMPONENTI:
il Sindaco, Presidente;
Fabio de Luca, Comandante Vigili del Fuoco, dott. ing. Francesco
Zambonin, dott. ing. Mirko Gazzini e dott. arch. Ruggero Mucchi.
COMMISSIONE NONNI VIGILI
Ha il compito di controllare i requisiti dei soggetti addetti a facilitare agli alunni gli attraversamenti stradali e tutelarne la sicurezza,
nonché controllare il corretto svolgimento del servizio affidato dalla
Giunta Comunale dando gli opportuni suggerimenti per migliorare
l’attività.
COMPONENTI:
Francesca Abram, Ciro D’Orso, Alessandra Goldoni, Il Comandante (o
suo delegato) del Corpo di Polizia Municipale.
COMMISSIONE STATUTO COMUNALE
ha il compito di elaborare un modello di Statuto a cui adeguare gli
Statuti in vigore alla luce dell’art. 62 della L.R. 22.12.2004, n.7 riguardante la riforma dell’Ordinamento delle autonomie locali.
COMPONENTI:
il Sindaco, Presidente;
il Segretario Comunale, Maurizio Abram (Consigliere), Dott. Giuseppe
Negri, Funzionario della Regione T.A.A. in qualità di membro esterno
esperto.
www.comunesarnonico.it
INFORMAZIONI UTILI
Internet è uno strumento che sta diventando la principale via di comunicazione grazie alla sua velocità e immediatezza nello
scambio di dati e informazioni. È in grado
di raggiungere un numero di utenti vastissimo in breve tempo. Per questo motivo
tutte le aziende pubbliche e private mettono a disposizione dell’utenza una vetrina
informatica e interattiva, dove poter dare e
avere informazioni, testi, dati, fotografie ed
immagini, audio e video 24 ore al giorno.
Un sito web, può essere confrontato ad un
opuscolo, dove decidere l’ordine di visualizzazione delle pagine è molto più semplice,
infatti l’interattività tramite il mouse genera un senso della proprietà e della partecipazione molto più immediata rispetto ad un
opuscolo tradizionale.
Anche il Comune di Sarnonico è in rete con
il sito: www.comunesarnonico.it, ideato
dalla E-Tour s.r.l. di Trento.
Dalla Home page, o prima pagina, in modo
semplice e intuitivo, si può accedere velocemente nelle varie sezioni: SARNONICO,
SERVIZI, AMMINISTRAZIONE, COMUNICAZIONE.
Nella sezione SARNONICO, troviamo le notizie legate al territorio, al patrimonio artistico, allo sport e il turismo, l’artigianato,
il commercio, le libere professioni e l’agricoltura.
In SERVIZI le notizie riguardanti le strutture, gruppi ed attività essenziali ed utili alla
formazione e allo sviluppo delle persone e
della comunità che operano in campi diversi, dall’educazione alla formazione sportiva,
dalla cultura al turismo.
La sezione AMMINISTRAZIONE presenta la
struttura amministrativa del Comune, gli
uffici, gli organi istituzionali, il bilancio, lo
statuto e i regolamenti.
L’ultima è quella della COMUNICAZIONE.
Questa sezione ha lo scopo di promuovere e
incoraggiare la comunicazione tra i cittadini e l`Amministrazione Comunale. È il luogo
dove rivolgersi quando si cercano chiarimenti su pratiche, procedure, competenze
del Comune, quando non si sa quale ufficio
contattare, quando si ha una segnalazione
da presentare. Il servizio si pone a disposizione del cittadino tramite operatori che si
attivano per aiutare, orientare, informare e
rispondere alle richieste.
Centro di raccolta
materiali di Cavareno
Orario: martedì
9.00-12.00; 14.00-17.30;
mercoledì 9.00-12.00; 14.00-17.30;
venerdì
14.00-17.30;
sabato
7.30-19.30 (orario continuato)
Raccolta porta a porta
umido e secco
Umido:
Secco:
lunedì e giovedì
lunedì
Raccolta rifiuti urbani
pericolosi (rup)
Sarnonico, Piazza S.Maria: dalle 14.00 alle 15.00.
Seio: dalle 15.00 alle 15.30.
CALENDARIO 2011: 18 gennaio, 15 febbraio, 15 marzo,
12 aprile, 10 maggio, 14 giugno, 12 luglio, 9 agosto,
13 settembre, 18 ottobre, 15 novembre, 13 dicembre.
NUMERI UTILI
Ufficio Turistico-Pro Loco
Palestra
Vigili del Fuoco
Carabinieri
Ambulanza-Primo Soccorso
Ambulatorio Medico
Patronato Acli
Asilo Nido
Scuola Materna
Scuola Elementare
Comunità di Valle-Cles
APT-Fondo
tel. 0463.832080
tel. 0463.830461
tel. 115
tel. 112
tel. 118
tel. 0463.831263
tel. 0463.831263
tel. 0463.835185
tel. 0463.831603
tel. 0463.830165
tel. 0463.601611
tel. 0463.830133
Nella finestra, IN PRIMO PIANO, visibile su
tutte le pagine del sito inoltre, trovano posto
le notizie importanti e le news. Se il cittadino invece avesse richieste, curiosità, suggerimenti da segnalare via mail, dalla finestra
IL COMUNE ONLINE può contattare direttamente l’ufficio specifico dove il responsabile
sarà lieto di poterlo aiutare e consigliare.
Tutti coloro che hanno suggerimenti per
rendere più utile e veloce questo servizio si
facciano avanti, così anche coloro che vogliono pubblicare testi, fotografie o altro sulle vicende storiche, artistiche e sociali della
nostra comunità.
15
COMUNE DI SARNONICO
Tel. e fax 0463.831263
e-mail: [email protected]
NATALE 2010
Sabato 18 dicembre ore 21 al Teatro Comunale
STAGIONE TEATRALE 2010-2011: “LA BOTTEGA DEL CAFFÈ”
Di Carlo Goldoni. Gank Compagnia con Antonio Zavatteri, Alberto Giusta, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino,
Massimo Brizi, regia Antonio Zavatteri.
Domenica 19 dicembre
dopo la santa messa celebrata a Sarnonico e Seio
UN DOLCE PER LA VITA
Saranno offerti dei dolci il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. Organizza il gruppo Volontariato di Sarnonico e Seio.
Durante la settimana di Natale inoltre il gruppo Volontariato porterà agli anziani un dono e un augurio di Buon Natale.
dalle ore 14.30 alle ore 19 presso la Casa Anziani
BAR AL BUIO
Un’opportunità per fermarti e regalarti la riscoperta della luce dei sensi.
Il Gruppo Giovani Smile di Sarnonico insieme a Dark Solutions (Unione Italiana ciechi e ipovedenti).
Entrata euro 3,00 consumazione compresa. Il ricavato sarà devoluto all’associazione Unione Ciechi e Ipovedenti di Trento.
Sabato 25 dicembre ore 21 nella sala Polivalente del Centro Sportivo
ORCHESTRA SPETTACOLO “GIGIO VALENTINO”
Serata danzante. Organizza il A.D.S. Anaunia Team Dance. Per prenotazioni telefonare al cell. 340.5634870.
Domenica 26 dicembre al Teatro Comunale ore 15
SPETTACOLO DI BURATTINI “AGATA ATTENTA!”
Con i burattini della compagnia Nasinsù.
ore 16 ARRIVA BABBO NATALE!
Doni ai bambini e agli anziani della comunità.
ore 17 INCONTRO CON LA COMUNITÁ PER UNO SCAMBIO DI AUGURI DI NATALE
Ingresso libero. Organizzano la Pro Loco, i Vigili del Fuoco, il gruppo Alpini e Fanti, l’Amministrazione Comunale.
Martedì 28 dicembre ore 21 nella chiesa di San Lorenzo
CORO NOVO SPIRITU DI CEMBRA
Diretto dal Maestro Antonio Castagna. Ingresso Libero.
Venerdì 31 dicembre all’uscita dalla Santa Messa serale
VIN BRULÈ E BEVANDE CALDE
Offerto dal gruppo Alpini.
Venerdì 31 dicembre nella sala Polivalente del Centro Sportivo
IL VEGLIONE DI S.SILVESTRO
Musica a cura di D.J. Luciano. Organizza il A.D.S. Anaunia Team Dance. Per prenotazioni telefonare al cell. 340.5634870.
Martedì 4 gennaio ore 21 alla Sala Polivalente del Centro Sportivo
EUGENIO FINARDI ACOUSTIC CONCERT
Ingresso euro 8,00
Sabato 8 gennaio ore 21 al Teatro Comunale
STAGIONE TEATRALE 2010-2011: “LA LETTERA”
Liberamente tratto da “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. The Blue Apple S.r.l., di e con Paolo Nani.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DELLA COMUNITÀ DI SARNONICO E SEIO AUGURANO BUON NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO.
Scarica

El nos paes n. 3 Dicembre 2010