E MO' COME CONTINUO? LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIO ILLUSTRATIVO! z E Ti avevamo avvertito... L'uso regolare di Avventolin può dare dipendenza. E allora, come fare in attesa di... Quaresimin?! Riservati un momento di silenzio di qualche minuto ogni giorno. Spegni in questo tempo la televisione, il computer, il cellulare e "accendi" il tuo cuore e la tua mente: puoi farlo, per esempio, con la bella preghiera allo Spirito Santo scritta in fondo alla pagina del 10 dicembre. Ripensa alla tua giornata, ai volti incontrati, al bene che hai fatto e al bene che non hai voluto fare, ai tuoi desideri più profondi, alle speranze e alle delusioni. Prendi in mano il Vangelo, per esempio quello di Marco. Prendi anche una matita e sottolinea le parole che più ti colpiscono, che più parlano al tuo cuore. Chiediti che cosa dice e che cosa ti dice ciò che leggi (se hai qualche difficoltà, chiedi aiuto al tuo animatore!). Puoi leggere qualche riga ogni giorno, dall'inizio del Vangelo alla fine, o continuare, come hai fatto con l'aiuto di questo libretto, a leggere il brano suggerito dalla liturgia del giorno (chiedi a quello spilorcio del tuo animatore di regalarti un calendarietto liturgico!). E, infine, trasforma tutto in preghiera. Ti basteranno pochi minuti, ma, vedrai, questi pochi minuti passati in compagnia del Signore daranno senso e gusto ad ogni giorno della tua vita. INDICAZIONI: questo libretto, Avventolin ®, è indicato per la preparazione al Natale, in particolare per i soggetti che manifestano sintomi quali svogliatezza nella preghiera, mancanza di senso nelle proprie giornate, desiderio di qualcosa di più grande. POSOLOGIA: il libretto si presenta in una comoda confezione da 28 dosi. Si raccomanda l’assunzione di una pagina al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, ma soprattutto da fonti di disturbo e da situazioni in cui si hanno mille altri pensieri per la testa. MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE: si consiglia di prevedere un periodo di tempo adeguato per l’assunzione della dose giornaliera; prima della somministrazione è infatti opportuno eliminare tutte le fonti di disturbo quali televisori, radio, computer, telefoni accesi, nonché trovare un luogo adatto in cui potersi raccogliere senza essere disturbati per almeno un quarto d’ora. Alcuni soggetti traggono giovamento dal confronto con altri subito dopo l’assunzione del prodotto, ma la casa produttrice raccomanda in ogni caso un momento di riflessione personale prima di passare ad un’eventuale condivisione delle proprie meditazioni. EFFETTI COLLATERALI: l’uso regolare di Avventolin secondo le modalità consigliate causa spesso una rinnovata capacità di ascolto e tende a far apprezzare il silenzio; è inoltre possibile un maggior desiderio di preghiera e di lettura della Parola di Dio. I soggetti su cui è stato testato il prodotto dichiarano di avere vissuto in modo più intenso il Natale. Attenzione: il prodotto può creare assuefazione: una volta terminata la confezione, è possibile proseguire il trattamento ricorrendo direttamente alla lettura della Bibbia, sostenuta eventualmente dal confronto con un sacerdote o con un animatore. SOVRADOSAGGIO: non sono stati riscontrati effetti negativi in caso di assunzione di una dose eccessiva del prodotto. E’ comunque vivamente sconsigliata la lettura di troppo pagine in un unico momento. CONTROINDICAZIONI: il prodotto è ben tollerato da tutti, ma per renderlo ancora più digeribile si consiglia l’assistenza di un gruppo di Azione Cattolica o di un sacerdote di fiducia. APPUNTI... PUBBLICITÀ E Di ciò che ho letto mi ha colpito molto................................... Ecco che cosa può cambiare nella mia vita.......................................... Ecco che cosa può cambiare nella mia preghiera.................................... b RITIRO PER GIOVANI Si segnala che il centro di bellezza (interiore) "priorato di Saint Pierre", in collaborazione col dottor don Albino Linty-Blanchet, illustre esperto in cosmesi spirituale, organizza domenica 4 dicembre una seduta collettiva di trattamento, esclusivamente per giovani, altrimenti chiamata ritiro spirituale. Chi l'ha provato, ne ha tratto subito giovamento. La cura ha maggior efficacia se sperimentata da molti giovani contemporaneamente: che aspetti? Vieni e porta il tuo gruppo! Il ritiro ha inizio alle 9.30 e termina alle 16 dopo la messa. PILLOLE DI AVVENTO COMPRESSE SANT'ANSELMO L AVVENTO Per gli amanti dell’etimologia, la parola che indica le quattro settimane con cui la Chiesa si prepara al Natale deriva dal verbo latino ad-venio, ovvero venire, anzi, venire verso… E’ Dio stesso che ci viene incontro, che si fa bambino per incontrarci sul nostro stesso terreno. E’ lui ad incamminarsi per primo e a venirci a cercare nei nostri deserti, nei luoghi più oscuri delle nostre vite… ma chiede anche a noi di incamminarci verso di Lui, di non lasciarci andare, di non lasciarci cadere le braccia, come si legge in uno dei numerosi brani profetici proposti in questo periodo. In questi giorni facciamo memoria della venuta di Cristo nella storia, ma ricordiamo anche la sua venuta futura, che attendiamo nella speranza che Egli tornerà, come ha promesso, per regnare per sempre. Non è tanto l’attesa di chi teme l’arrivo di un giudice severo, ma piuttosto l’attesa vigilante e piena di promesse della sposa che attende lo Sposo, Colui che solo può dare piena risposta ai desideri più profondi del suo cuore. PILLOLE DI AVVENTO E Maria, tu hai mostrato al mondo il suo Signore, il suo Dio che non conosceva. Tu hai presentato visibile al mondo il Creatore, che prima non vedeva. Tu hai generato al mondo quel Riparatore del quale, smarrito, aveva bisogno. Tu hai fatto nascere quel Riconciliatore che il mondo colpevole non possedeva. Per la tua fecondità, Signora, il mondo, da peccatore, è stato giustificato; da condannato, salvato; da esule, ricondotto in patria. Il cielo, le stelle, la terra e i fiumi, il giorno e la notte, tutte le cose che oppongono resistenza all'uomo che vuole impadronirsene o utilizzarle, nella perduta bellezza si rallegrano insieme, Signora: grazie a te sono, in certo modo, risuscitate, una sorte di nuova grazia vien loro donata. Insegnami, Signore, in cosa sperare affinché io possa pregare. Perché io ti voglio pregare ma non so farlo, per la mia ignoranza, e non posso, per la mia durezza. E Gesù, Signore buono, perché sei venuto dal cielo, che cosa hai fatto nel mondo, perché ti sei consegnato alla morte, se non per salvare i peccatori? Come potrò dunque non sperare, se così credo e per questa fede prego? Potrà forse deludermi questa speranza se non mi inganna la fede, dalla quale nasce? PILLOLE DI AVVENTO L MARIA Se c’è una persona che ha sperimentato in tutta la sua forza l’attesa di Dio è stata Maria: visitata in modo misterioso dall’angelo che le parla di un progetto di Dio su di lei, si trova a vivere i lunghi mesi dell’attesa non solo con le preoccupazioni di tutte le mamme, ma con in più mille dubbi riguardo alla sorte di quel bambino che non è soltanto suo. Pur presa da tutti questi pensieri, Maria parte subito, in fretta, per andare ad aiutare la cugina Elisabetta: attendere non vuol dire sedersi e aspettare che accada qualcosa, ma significa agire nella vita di tutti i giorni, con la fiducia che Dio è fedele e ci dà la capacità di affrontare anche le incognite, le situazioni in cui non sappiamo cosa sarà di noi. Maria si è fidata, pur non riuscendo umanamente ad immaginare il suo futuro di madre di Dio: ha dato la sua disponibilità e non si è più tirata indietro nemmeno di fronte al dolore di vedere il figlio crocifisso. E noi sappiamo fidarci ed essere persone degne di fiducia? L UN RE BAMBINO I profeti avevano parlato di un regno di pace, di un re che sarebbe nato e che avrebbe portato sulle sue spalle il segno della sovranità… Ma il re che nasce a Betlemme, in un rifugio di pastori perché non c’è posto per lui negli alberghi, è un normalissimo neonato, senza nessun segno apparente di regalità. Anche quando crescerà, Gesù dovrà fare i conti con l’equivoco di chi aspettava un Messia potente e armato, che liberasse finalmente gli Ebrei dal dominio dei Romani. Come riconoscerlo in quell’uomo povero che parlava di perdono e di mitezza? Lo sforzo che ci viene chiesto è quello di ripulire il nostro sguardo e il nostro cuore, di convertirci, di abbandonare la nostra logica “guerrigliera” per entrare in quella, sconcertante, di Dio, che si presenta con l’unica arma dell’amore. L’unica arma davvero capace di disarmare gli avversai e di fare breccia nei cuori induriti. Chiediamo allora, in questi ultimi giorni di attesa, di avere lo sguardo sufficientemente limpido per riconoscere la presenza di Dio non solo nel bambinello dei nostri presepi, ma soprattutto nella nostra vita di tutti i giorni, dove anche oggi Egli continua a venire per realizzare, anche attraverso di noi, il suo regno che è “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”. C Verrà come un ladro F Seconda lettera di Pietro, 3 - Se ti fosse concesso solo un giorno di vita, quali sarebbero per te le cose più importanti da fare? - Guardando la tua vita passata, vedi momenti in cui senti di aver sprecato il tuo tempo? - E quali sono invece i momenti che sei davvero felice di aver vissuto? Noi attendiamo la venuta del Signore, alla fine dei tempi. Sappiamo anche però che Lui è già con noi. A chi non è capitata un’attesa? Come viviamo l’attesa? Pieni di noia o forse concentrati solo su quello che verrà? L’attesa per noi cristiani non è solo lo snocciolarsi di genealogie o il tempo che ci separa dall’evento che attendiamo. Essa per noi è già presenza. Cristo è con noi e in Lui la malattia è già guarita, la festa già celebrata, la persona cara già arrivata, ogni problema già risolto. La nostra attesa è diversa da quella del popolo di Israele perché noi sappiamo che Gesù ha vinto il mondo. Attendiamo solo il compimento di ciò che è già dato. Siamo già uniti a chi verrà. L’attesa, dunque, non è un tempo vuoto, ma è ricolmo di Cristo. domenica 4 DIC Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c'è in essa sarà distrutta. Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno! E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. Perciò, carissimi, nell'attesa di questi eventi, cercate d'essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. Sappiamo che ognuno di noi, un giorno, lascerà questa terra. Ma non sappiamo né quando né come. Forse alla nostra giovane età ci sentiamo un po' immortali, forse non ci è mai capitato di fermarci a pensare che anche noi moriremo. La morte ci sembra una cosa lontana, una cosa da vecchi. Forse un giorno ci capiterà di accorgerci che stiamo per morire. Con quali occhi pensi che guarderesti la tua vita in quel momento? Cosa pensi che sarebbe più importante per te? A me è capitato di rifletterci su, e credo che in quel momento penserò a tutte le cose belle che avrei voluto fare e che non ho fatto. E forse a tutte le persone a cui ho fatto del male, forse senza volerlo, e a cui non ho mai chiesto scusa. Ma allora sarà troppo tardi, come sarà troppo tardi per fare tutti i sorrisi che non ho fatto... Io penso che ogni tanto dovremmo riflettere sul valore del tempo che ci è concesso. Non tanto per vivere esasperatamente il presente cercando il piacere il più possibile. Ma per ricordarci che nessuno ci assicura che avremo il tempo per fare tutto quello che rimandiamo al domani, per pigrizia o perché "abbiamo altro di più importante da fare". Z g Z Genealogia Signore, forse anche in questi giorni mi capiterà di aspettare. Insegnami a non vivere questi momenti come un tempo vuoto o perso, ma concedimi la grazia di sentirti vicino e di gustare anche l’attesa. Vigilare per gridare, svegliare gli altri, allertare al pericolo... Allertati per primi, usciamo dalla nostra sonnolenza. Impegniamoci nella vita, nella lotta. E´ di questo che siamo debitori al mondo che un giorno ci ha accolti. C sabato 17 DIC - Come ci siamo posti dinanzi a questo testo sacro che ci presenta una lunga lista di nomi? - Ci siamo forse annoiati? - Ci siamo distratti o abbiamo solo atteso le parole: “…Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo”? - Quale aspetto di me mi impedisce di restare vigile? - Cosa ho di bello in me da offrire al Signore che viene? Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom (…). Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo… Vigilare per adempiere al compito essenziale dei credenti... L´acutezza del nostro sguardo ci faccia scoprire la presenza di colui che è già in mezzo a noi. La nostra vigilanza sia costante e ci permetta di scoprire gli ostacoli alla sua venuta. Il nostro coraggio sia abbastanza grande per nominarli: paura dell´altro, disprezzo, esclusione, sfruttamento, violenza, odio ... Vangelo di Marco, 13 F C Vigilate, per non essere presi di sorpresa quando egli verrà... Se viene di sera, che le ore inquiete dei nostri crepuscoli lo desiderino. Se viene nel pieno della notte, le nostre nere disperazioni lo aspettino con impazienza. Se viene al canto del gallo, il mattino luminoso delle nostre gioie lo accolga. Oggi niente parole superflue: il Signore ci aspetta in Chiesa, si fa piccolo come un bimbo appena nato, anzi, si fa ancora più piccolo, si fa pane per entrare in profondo nelle nostre vite e riempirle di quel senso che a volte andiamo cercando nei luoghi e nei modi più assurdi. Ci aspetta in quel pezzo di pane, forza per il nostro cammino, ma anche nel volto delle persone che incontreremo, che siano i fratelli che con noi celebreranno l’Eucarestia o i parenti con cui condivideremo il pranzo: apriamo il nostro cuore a questo doppio incontro per poter portare la gioia del Natale anche a chi oggi non crederà di avere nessun motivo per festeggiare. 25 DICEMBRE State attenti, vigilate L domenica 27 NOV State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!». PILLOLE DI AVVENTO g lunedì 28 NOV La pace ha il volto e il nome di Gesù. Impara a guardare, scopri la sua presenza, per vivere la fede che proclami. Rallegrarvi della sua luce Un paralitico è portato a Gesù mentre si trova nel tempio ad insegnare: Gesù lo guarisce e gli perdona i peccati. Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere … Non sei forse tu quello scriba o quel fariseo? L’uomo davanti ad un fatto inusuale, alle cose di Dio, discute, si interroga, macina ragionamenti, parole, ipotesi, discorsi; vorrebbe far rientrare tutto nella sua ferrea logica. E ciò che non vi rientra diventa oggetto di beffa, viene rigettato come frutto di pazzia o sacrilegio (Chi è costui…?). venerdì 16 DIC In quel tempo, Gesù disse ai giudei: “Voi avete inviato messaggeri a Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità”. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi. Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi della sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato”. Non far caso all’intelletto, che non fa altro che macinare (S. Teresa d’Avila) Che cosa andate ragionando? Un giorno Gesù sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza. Veduta la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi". Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: "Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?". Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: "Che cosa andate ragionando nei vostri cuori? Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Àlzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico - esclamò rivolto al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua". Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio. Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose". Vangelo di Luca, 5 g Vangelo di Luca, 1 C lunedì 5 DIC C - In quale ambito della mia vita vorrei che Dio portasse la pace? - In quali momenti della mia vita sento la necessità di mettermi alla presenza del Signore? Un sole che sorge Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell’intimo del cuore. A capire, cioè, come hai saputo fare tu, le irruzioni di Dio nella nostra vita. Egli non bussa alla porta per intimaci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà. Lo sappiamo: è la paura del nuovo a renderci spesso inospitali nei confronti del Signore che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome lui scombina sempre i nostri pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ogni volta che sentiamo i suoi passi, evitiamo di incontrarlo, nascondendoci dietro la siepe, come Adamo tra gli alberi dell’Eden. Facci comprendere che Dio, se ci guasta i progetti, non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. E una volta che l’avremo accolto nel cuore, anche il nostro corpo brillerà della sua luce. Santa Maria, donna accogliente, abbatti le nostre frontiere: le frontiere culturali, prima ancora di quelle geografiche. Queste ultime cedono ormai sotto l’urto dei popoli «altri», ma le prime restano tenacemente impermeabili. Visto allora che siamo costretti ad accogliere gli stranieri nel corpo della nostra terra, aiutaci perché possiamo accoglierli nel cuore della nostra civiltà. don Tonino Bello Z Z C Giovanni 5,33-36 LUCE Z Aprite alla luce! A casa vostra farà cantare i colori e anche gli oggetti vibreranno sotto le sue dita invisibili. Aprite al Vangelo! Trasformerà il vostro lavoro e i vostri giorni e, lentamente, come un chiarore riflesso su uno specchio, attraverso voi rifletterà il Volto di Colui che è venuto per la salvezza del mondo. Aprite a Cristo! La sua luce non giudica. Ma allontanerà i coni d’ombra che, in voi, si sono incrostati a domicilio. E come soli finora assopiti essa sveglierà la vostra fedeltà e la vostra giustizia. E anche voi, con il cuore scavato dai vostri desideri, sarete interamente sorgente di chiarore. Il Vangelo di oggi ci propone una riflessione sul tema della testimonianza. Sovente a Gesù viene chiesta una prova del suo agire e del suo parlare. D’altronde chi di noi, pur restandone affascinato, non si è mai posto il problema della sua autenticità?!? Così Gesù porta la testimonianza di Giovanni il Battista. Ma senza la fede nessuna testimonianza è sufficiente. La fede è l’esperienza cercata e voluta dell’incontro con Cristo. Chi cammina nella fede conosce l’amicizia con Dio che apre la vita alla luce e alla gioia. Molto significativo è il paragone con la lampada: Giovanni il Battista è la lampada che arde, ma Cristo è la Luce stessa. La Parola ha germogliato, essa annuncia la pace. Impara ad ascoltare e comincia ad amare. Tu devi comunicare gioia. «Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace. F Su di te sia pace! La pace è oggi che è offerta la mondo. Essa abiti nel tuo cuore, liberi le tue mani. La pace spetta a te crearla! sabato 24 DIC Zaccaria fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo: Quale gioia, quando mi dissero: Andremo alla casa del Signore. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi. Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. Salmo 121 C g Signore, anche se credo la mia fede ha bisogno di continue conferme. Ho bisogno di incontrare gente che diventi “trasparente” per testimoniare la tua luce. Aiutami, Signore, ad essere anch’io testimone per gli altri. Z Ma la logica del Signore, che conosce tutti i nostri ragionamenti ancor prima che possiamo formularli (Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?), non è la nostra. La sua unica logica è quella dell’amore: Veduta la loro fede, vista la fiducia che queste persone nutrono per Lui, sentito il loro affetto, guarisce il paralitico - lo guarisce senza chiedergli prima, come faremmo noi, chi è o se è paralitico per colpa sua o se ha detto bene tutte le preghiere; lo guarisce semplicemente perché qualcuno, con fiducia, glielo chiede. E in che cosa consiste questa guarigione? Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, io ti dico …Gesù fa un miracolo non per mostrare la sua potenza, ma per svelare il vero volto del Signore, per farci capire che Dio è Padre, che accoglie sempre chi si rivolge a Lui, che perdona sempre. E questo è il vero miracolo, la vera cosa prodigiosa: per quanto possiamo aver sbagliato, per quanto possiamo cadere in basso, per quanto i nostri contorti ragionamenti possono paralizzarci, c’è sempre Qualcuno disposto ad accoglierci, a raccoglierci, a rialzarci affinché possiamo riprendere a camminare. F lunedì 5 DIC gChe cosa andate ragionando? g Ricordi quella notte a Betlemme? Ricordi l’attesa carica di gioia e speranza esplosa allo scoccar della mezzanotte nel volo impazzito delle colombe? Era la notte che scavalcava il vecchio millennio ed entrava nel nuovo, carica di promesse di pace e di fratellanza. Quella notte, migliaia di giovani volevano essere là, dove tutto, almeno per una buona parte dell’umanità, aveva avuto inizio il 25 dicembre di duemila anni prima. La pace, quella difficile pace con il nemico, non era mai sembrata tanto possibile e tanto vicina. Si consumava così l’era dell'attesa e si inaugurava l'era della riconciliazione. Ricordi, era l’altro ieri? Eppure le note della musica della speranza non si odono più. E’ a lutto Betlemme. E con lei le città, i villaggi e le campagne della Terra Santa. Z Non crediate che l'amore, per essere autentico, debba essere straordinario. Quello di cui abbiamo bisogno è di amare senza stancarci. Come arde una lampada? Mediante il continuo alimento di piccole gocce d'olio; se finiscono la luce della lampada cesserà. Che cosa sono queste gocce d'olio delle nostre lampade? Sono le piccole cose della vita di ogni giorno: la fedeltà, la puntualità, le piccole parole amabili, un pensiero per gli altri, il nostro modo di fare silenzio, di guardare, di parlare e di agire. Ecco le vere gocce d'amore che mantengono accesa la nostra vita con una fiamma molto viva. Non cercate Gesù lontano da voi: Egli non sta lontano. Sta in voi. Mantenete accesa la lampada e lo riconoscerete. Madre Teresa di Calcutta C Chi era e chi è Giovanni Battista? La gente chi cercava nel deserto? Non un uomo che li adulasse, una canna agitata dal vento, ma qualcuno che li chiamasse alla conversione. Non si aspettavano nemmeno un uomo avvolto in morbide vesti, se no avrebbero dovuto cercare altrove. Essi erano alla ricerca di un uomo di Dio, di un profeta, di qualcuno che gli indicasse la strada. Giovanni Battista è la "voce che grida nel deserto" e ci invita a preparare la via al Signore che viene. Che ci aiuta a rispondere alla domanda fondamentale che spesso abbiamo in noi: "Che cosa dobbiamo fare?", "Qual è la strada giusta?" Profeta, come i tanti profeti antichi, Giovanni ci parla della Verità, ci segnala la strada. Egli, piccola luce prima della grande Luce che è Cristo, ci illumina la via e ci ricorda la nostra missione: anche noi profeti, chiamati a vivere l'amore. Nei tempi biblici il re era considerato come colui che rendeva giustizia. Il modello era Salomone. Dio gli ha dato un cuore pieno di discernimento. Il giudizio di Salomone descrive questa qualità del re. Il salmo 71 è una preghiera affinché Dio faccia giustizia ai figli del re. Che questi governi con la giustizia di Dio, che abbia pietà del debole e del povero e la giustizia fiorirà. Oggi, disuguaglianze flagranti regnano nel nostro mondo. Salomone non c’ è più. I re sono rari. Come fa il salmo 71, noi abbiamo il diritto di pregare per coloro che hanno la responsabilità di questo compito. Abbiamo anche il dovere di agire. g Preparerà la via giovedì 15 DIC Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re. Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerà la via davanti a te". Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni; però il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio". Vangelo di luca, 7 Salmo 71 Abbonderà la pace Se ti piacciono l'onore e le ricchezze: Dio darà ai suoi servi buoni e fedeli l'autorità su molte cose, anzi "saranno chiamati" e saranno "figli di Dio" e dèi; e dove sarà il Figlio suo, ivi saranno anche loro, "eredi di Dio e coeredi di Cristo". Se ti piace la vera sicurezza: certamente i giusti saranno sicuri che mai e in nessun modo mancheranno loro questi beni, o meglio questo bene, così come saranno sicuri che non lo lasceranno per loro volontà e che Dio, che li ama, non lo toglierà, contro la loro volontà, a coloro che lo amano, né qualcosa di più potente di Dio li separerà, contro la loro volontà, da Dio. E (*) Prodotte dallo stimatissimo dott. Sant'Anselmo da Aosta. stessa a loro. Se ti piace l'amicizia: i giusti ameranno Dio più che se stessi, si ameranno a vicenda come se stessi e Dio amerà loro più di quanto essi amino se stessi, poiché essi ameranno lui e se stessi e si ameranno a vicenda per lui, ed egli amerà sé e loro per se stesso. Se ti piace la concordia: tutti i giusti avranno una sola volontà, perché non avranno se non la sola volontà di Dio. Se ti piace il potere: i giusti saranno onnipotenti con la loro volontà, come Dio con la sua. Infatti, come Dio potrà ciò che vorrà per se stesso, così i giusti potranno ciò che vorranno per lui, perché come essi non vorranno altro da ciò che egli vorrà, così egli vorrà tutto ciò che essi vorranno; e ciò che egli vorrà non potrà non essere. Dio, da’ al re il tuo giudizio al figlio del re la tua giustizia; regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine. Le montagne portino pace al popolo E le colline giustizia. Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, salverà i figli dei poveri e abbatterà l'oppressore. Il suo regno durerà quanto il sole, quanto la luna, per tutti i secoli. Nei suoi giorni fiorirà la giustizia E abbonderà la pace, finchè non si spenga la luna. Egli libererà il povero che grida E il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri. Abbonderà il frumento nel paese, ondeggerà sulle cime dei monti; Benedetto il Signore, Dio di Israele, egli solo compie prodigi. E benedetto il suo nome glorioso per sempre, della sua gloria sia piena tutta la terra. Amen amen. E Se ti piace la sapienza: la medesima sapienza di Dio mostreràE se Se ti piace la bellezza: "i giusti splenderanno come il Sole". Se ti piace la velocità o la forza o la libertà del corpo, in modo che nulla gli si possa opporre: i giusti "saranno simili agli angeli di Dio", poiché "è seminato un corpo animale, e risorgerà un corpo spirituale", certamente per un potere che non è di natura. Se ti piace una vita lunga e salubre. lì vi è una sana eternità e una eterna sanità, poiché "i giusti vivranno per sempre" e "la salvezza dei giusti viene dal Signore". Se ti piace la sazietà: i giusti saranno saziati "quando sarà apparsa la gloria" di Dio. Se ti piace l'ebbrezza: i giusti "saranno inebriati dall'abbondanza della casa" di Dio. Se ti piace la musica: lì i cori degli angeli cantano senza fine a Dio. Se ti piace qualsiasi godimento non impuro, ma puro: Dio "li disseterà col torrente della sua delizia". martedì 29 NOV C COMPRESSE SANT'ANSELMO (*) - Davanti ai problemi della mia vita, riesco a non pormi troppe domande e ad abbandonarmi fiducioso a Dio? Penso che il Signore è Colui che ci salva sempre, anche quando non riesco a comprendere ciò che sta accadendo? - Porto chi ne ha bisogno al Signore, anche a costo di dover faticare (come gli amici del paralitico che salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole), attraverso la preghiera, o accompagnandolo da qualcuno che gli possa svelare il vero volto di Dio Padre? martedì 29 NOV - Le vicende della tua vita sono un misto di timori e speranze: quali motivazioni più di altre ti aiutano a guardare con fiducia al futuro? - Cosa significa per te l'attesa del Natale? - In che modo puoi concretizzare l’attesa del Salvatore come portatore di giustizia e di pace? - Termini come responsabilità, gratuità, solidarietà, collaborazione, che cosa dicono alla tua vita? - Cosa attendi di più nella tua vita? Cosa credi ti serva per raggiungerlo? F Il grande compito degli uomini magnanimi: istituire con verità, giustizia, carità e libertà, un nuovo sistema di rapporti nella società umana – il compito di realizzare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio. Noi elogiamo pubblicamente tali uomini e li esortiamo a perseverare nel loro impegno con zelo anche maggiore. E’ un imperativo del dovere; è una necessità dell’ amore. Papa Giovanni XXXIII, Pacem in terris Alessandra Antonelli, giornalista. Vive e lavora a Ramallah. (Segni di Pace, 2003) In cerca di quella perduta C Come ha potuto la pecorella smarrirsi? E’ fuggita dal gregge per cercare qualcosa di nuovo e di diverso dai soliti pascoli, per poter finalmente essere libera, come il figliol prodigo che se ne va dalla casa paterna per cercare libertà ed indipendenza. O forse no, non è fuggita, si è solo nascosta, per paura di farsi trovare dal padrone perché ha combinato qualche guaio, come Adamo quando si è nascosto nel Paradiso terrestre dopo aver mangiato dell’albero da cui non doveva mangiare (Ho avuto paura, e mi sono nascosto). Si smarrisce chi pensa che la libertà si trovi lontano da Dio, chi pensa di doversi nascondere quando sbaglia o fallisce. Come ha disegnato Andrei Rublëv nella sua icona della Trinità, Dio è l’eterno pellegrino che, col bastone in mano e i sandali ai piedi, scende dall’alto dei cieli a cercare l’uomo che si è perso, che vaga per mari e per monti, per deserti e per metropoli in cerca di non sa neppure lui cosa. E il Signore lo rincorre ovunque, talora gridando talora sussurrando: Adamo dove sei? … Uomo dove sei?!. Tante volte l’uomo non risponde, scappa ancora di più per non sentire. Ma il Padre lo aspetta sempre, benché sfinito per l’inutile ricerca non si riposa: torna a casa, ma sta in piedi sulla soglia ad aspettarlo. E quando l’uomo torna, come ha fatto il Figliol Prodigo, il Padre commosso gli corre incontro, gli getta le braccia al collo e tutto contento ordina: Mangiamo e facciamo festa! martedì 6 DIC Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. E ognuno intanto è solo per deserti e metropoli a vagare fino al sospiro ultimo… E noi sappiamo che tu soffri e godi con noi E questa è la tua pena d’essere Dio (D. M. Turoldo) Vangelo di Matteo, 18 Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà ……… ”. Le dissero: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”. Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: “………… è il suo nome”. Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino? ” si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Vangelo di Luca, 1. E Nel luogo più profondo e più segreto della tua bontà, o Dio, si nasconde la sorgente, da cui promana il fiume della tua misericordia. infatti, benché tu sia totalmente e sommamente giusto, per questo sei tuttavia benigno anche verso i malvagi: perché sei totalmente e sommamente buono. E' migliore, infatti, chi è buono sia con i buoni sia con i malvagi, di chi è buono soltanto con i buoni. g Che sarà mai questo bambino? Compila il cruciverba e nelle caselle in grigio scoprirai il nome che Elisabetta e Zaccaria volevano dare al proprio figlio. 1- Come vedi il dietro di una cosa? 2- Serve per travasare 3E’ la Regina dei surfisti 4- Ti vengono guardando dall’alto verso il basso 5- C’è quella di Pila 6- Sente gli odori 7- Ha una pinna atrofica 8- ……….è una brutta “bestia” 9- Era l’albero del Piccolo Principe 10- Ce l’ho quando faccio tutto da solo 11- I contadini lo coltivano 12- Non c’entra con gli altri 13- Si pettinava con una forchetta 14-Solitamente si trova in cucina 15- Il letto delle penne F 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 D B A G E S O I O N R V U T L T COMPRESSE SANT'ANSELMO (*) F- Ripenso ai momenti della mia vita in cui ho smarrito la strada. Mi sono reso conto che il Signore mi è venuto a cercare - attraverso una persona che mi ha fatto riflettere, un incontro che mi ha colpito, un fatto che mi successo e mi ha fatto cambiare direzione? - Credo che il nostro Dio non è il giudice che condanna, ma il Padre che perdona sempre, che desidera solo che l’uomo si salvi e possa far festa con Lui? venerdì 23 DIC C L’ arroganza e l’ incoscienza hanno azzittito il frastuono della speranza degli uomini di buona volontà – quelli che avevano seppellito i rancori, quelli che avevano perdonato i torti subiti, quelli che avevano abbandonato progetti di odio e sangue. Il sogno si è infranto, l’attesa ricomincia. Attesa di speranza e tranquillità. E’ la densità di questa attesa carica di sofferenza che racconta il lamento sussurrato dalle radici degli ulivi gettate al cielo dalle pale meccaniche dei bulldozer israeliani; racconta il pianto raccolto tra brandelli di case demolite, semidistrutte o bruciate dai pachidermi della guerra, stupratori di sogni e di vite; racconta i singhiozzi disperati che rimbombano nelle tombe colme di tante morti improvvise. E l'attesa non è più attesa dell’evento. Diventa attesa di rincasare, salvi nel corpo e nello spirito, la sera. Attesa di oltrepassare i posti i blocco. Attesa che il buttero-soldato controlli i documenti e decida se tu quel giorno potrai andare all’università, all’ospedale, a trovare un amico, a lavorare, a pregare. Attesa di un mezzo pubblico che ti porti a destinazione. A casa, attesa della Croce Rossa che distribuisca pane, latte e poco altro; attesa del ritorno dei familiari che l’ abbiano vinta su un’altra giornata di frustrazioni, umiliazioni e dolori; attesa che il telegiornale parli la lingua della giustizia e della pace. Ricordi? Gesù, non ti si aspettava così duemila anni fa. Il chiasso, i cori, la gioia palpitavano nei cuori. Sotto il peso dei detriti, nell’affanno delle corse, nell’angoscia dei ritardi palpita ora un’ansia di aiuto e di rinascita. Gesù, chi ti conosce sa che è ansia di te. E si fa forte nella convinzione che l’attesa non sarà né lunga né vana. Chi non ti conosce sa che è ansia di pace e giustizia. (*) Prodotte dallo stimatissimo dott. Sant'Anselmo da Aosta. E Aiutami tu per la tua bontà, o Signore. Ho cercato il tuo Volto, Signore, il tuo volto ricercherò; non distogliere la tua faccia da me. Sollevami da me verso di te. Purifica, risana, rendi acuto, illumina l'occhio della mia mente, affinché ti veda. L'anima mia raccolga le sue forze e con tutta la sua intelligenza, o Signore, di nuovo tenda verso di te. E Prego, Signore, di conoscerti e di amarti, per gioire di te. E se non lo posso pienamente in questa vita, che almeno progredisca ogni giorno fino a quanto verrà la pienezza dei tempi. Qua progredisca in me la conoscenza di te, e là sia piena; qua cresca l'amore per te, e là sia pieno, affinché qua la mia gioia sia grande nella speranza, e là sia piena nella realtà. Signore, attraverso il tuo Figlio ordini, o piuttosto consigli di chiedere, e prometti che riceveremo, affinché la nostra "gioia sia piena" giovedì 22 DIC C Allora Maria disse: FSono poche le cose che si possono definire magnifiche nella nostra vita, dire che una cosa è "magnifica" vol dire dire che è all’apice di tutto… - Ti puoi definire una persona beata? Perché? - Hai mai aiutato qualcuno a diventare una persona beata? Se sì, Come hai fatto? Come ti ha ringraziato questa persona? Vangelo di Luca, 1 mercoledì 14 DIC Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza. Salmo 84 O maestro dammi Tu un cuore grande che sia goccia di rugiada per il mondo, che sia voce di speranza, che sia un buon mattino per il giorno di ogni uomo, e con gli ultimi del mondo sia il mio passo lieto nella povertà, nella povertà. \ È difficile credere nella pace quando quotidianamente vengono trasmesse immagini di violenza, sofferenza, fame e povertà. E queste immagini non provengono solo da paesi lontani, ma corrispondono purtroppo anche a ciò che ci circonda e che spesso fingiamo di non vedere. Ma non per questo dobbiamo rassegnarci, la pace si costruisce giorno per giorno con semplici gesti, con piccole attenzioni verso gli altri, come Gesù ci ha insegnato dicendoci: amatevi gli uni gli altri come fratelli. E Guardaci, o Signore, esaudiscici, illuminaci, mostra te stesso a noi. Restituisciti a noi, affinché abbiamo il bene, poiché senza di te noi stiamo tanto male. Abbi pietà degli sforzi e dei tentativi che facciamo per giungere a te, noi che senza di te non abbiamo alcun potere. Tu ci inviti, quindi aiutaci. Ti supplico, Signore, di non fare che io disperi sospirando, ma che sperando respiri. Ti supplico, Signore, il mio cuore è amareggiato per la sua desolazione: addolciscilo con la tua consolazione. Ti supplico, Signore: affamato ho cominciato a cercarti, che io non cessi digiuno di te. Mi sono avvicinato famelico, che no mi allontani senza avere mangiato. Sono venuto povero davanti al ricco, misero davanti al misericordioso: che non ritorni a mani vuote e disprezzato. O Signore fa' di me uno strumento, fa' di me uno strumento della Tua pace, dov’è odio che io porti l’amore, dov’è offesa che io porti il perdono, dov’è dubbio che io porti la fede dov’è discordia che io porti l’unione, dov’è errore che io porti verità, a chi dispera che io porti la speranza. canto “San Francesco” Z g COMPRESSE SANT'ANSELMO (*) Egli annunzia la pace Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. F C La prima reazione di chi ascolta l’annuncio di Gesù è normalmente lo stupore. La prima domanda che si pone chi è raggiunto dalla notizia del Regno non è “che cosa devo fare”, ma “E’ PROPRIO VERO?” La venuta del Regno rivela un volto sorprendente di Dio e dell’uomo di cui segue la necessità di un cambiamento , di una conversione. La conversione è la risposta a un annuncio che mostra l’amore di Dio verso ogni uomo. Convertirsi significa prendere coscienza dell’infedeltà nei confronti di Dio, significa volgersi verso Dio, significa vendere la propria sapienza per scegliere e fidarsi della sapienza di Dio. L'incontro con Gesù cambia la vita, la rende nuova. Uomini e donne nuovi si diventa quando si ha il coraggio di una conversione profonda, di una scelta netta e definitiva. La fede è un aspetto di questa scelta: una scelta che dà significato e orienta tutte le altre. Uomo vecchio è il giovane che cerca la novità per se stessa, che affida la sua fame di novità a desideri senza limite, che si lascia imbrigliare dall’egoismo. Uomo nuovo è il giovane che porta una testimonianza. Il cristiano spesso deve compiere scelte controcorrente, trovandosi di fronte a chi non riesce a capire. C Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. SCUOLA FAMIGLIA GRUPPO AMICI GRUPPO PARROCCHIA Per tutta la terra è corsa la voce - Rifletti su cosa vuol dire per te essere umile e scrivilo; dopo, per ogni ambito scrivi quanto ti sei reso umile da 1 a 10 e se questo ha portato a risultati positivi o negativi nella la tua vita quotidiana: mercoledì 30 NOV - prova a fare 10 minuti di silenzio e pensa ad almeno 5 cose o persone che fanno parte della tua vita che sono magnifiche... “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Magnifica Poiché, se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: “Chiunque crede in lui non sarà deluso”. Poiché non c’ è distinzione tra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’ invocano. Infatti: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”. Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza che uno lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? Come sta scritto: “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene!” Ma non tutti hanno obbedito al vangelo. Lo dice Isaia: “Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?”. La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo. Ora io dico: non hanno forse udito? Tutt’ altro: per tutta la terra è corsa la voce dei predicatori del vangelo, e fino ai confini del mondo le loro parole. Lettera ai Romani, 10 (*) Prodotte dallo stimatissimo dott. Sant'Anselmo da Aosta. E Mi sia concesso di guardare in alto la tua luce, anche solo da lontano, anche solo dall'abisso. Insegnami a cercarti e mostrati a chi ti cerca, perché non posso né cercarti, se tu non me lo insegni, né trovarti, se tu non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti. Che io ti trovi amandoti e ti ami cercandoti. E Desidero in qualche modo comprendere la tua verità, che il mio cuore crede e ama. Infatti non cerco di comprendere per credere, bensì credo per comprendere. E questo credo, che "se non crederò, non comprenderò". Per rispondere fino in fondo alla chiamata di Cristo, preparati ad essere fedele. In te si costruirà una umanità impastata di benevolenza, non un amore illusorio che si accontenta di parole, ma un cuore grande come il mondo. Frère Roger Z - Chi ti ha parlato e annunciato Gesù? Che cosa suscitano in te l'incontro con la persona di Gesù e il suo messaggio? - Cosa significa, secondo te, annunciare il Regno di Dio e invocare il Signore? - Quali “compiti” credi ti vengano richiesti per farlo? Quali sono le difficoltà nel portarli a termine? - Quali esperienze hanno modificato il tuo stile di vita? Quali scelte, dopo l’incontro con Gesù, hai modificato? - Provi disorientamento di fronte alle scelte che sei chiamato a fare? Come ti comporti nelle situazioni concrete? - Quali esigenze di cambiamento avverti oggi per “confessare con la tua bocca che Gesù è il Signore, e credere con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti”, cioè per raggiungere una conversione sempre più profonda? - Come, il tempo di Avvento, può aiutarti in questa conversione? E Ecco che cosa può cambiare nella mia vita.......................................... Ecco che cosa può cambiare nella mia preghiera.................................... L'inverno è passato Il Cantico dei Cantici, da cui è tratto il brano (che cantiamo spesso con il titolo di "Viens, ma toute belle"), è il poema che canta con grande delicatezza l'amore umano e le "nozze" di Dio con il suo popolo, con l'umanità. La Bibbia non si vergogna di cantare l'amore, perché Dio stesso ha dato all'uomo la facoltà di amare, perché Dio stesso è amore. Sei mai stato/a innamorato/a? Tutto diventa bello: la scuola, la città, il mondo da grigi si colorano. Il tempo prende gusto, l'attesa è piena di desiderio, di speranza, di gioia. L'inverno passa, la primavera torna. Non è così? Ecco cos'è l'amore! La tua vita, se lo vuoi, può diventare così. Dio, forse già lo sai, è innamorato di te. Ti ama da morire, da morire su una croce. Perché continuare a temere Dio? Perché, invece, non aprirgli, come la sposa del Cantico, la porta del cuore? F g - Quali inverni, nel mio cuore, nella mia vita, vorrei che finissero e lasciassero il posto alla primavera? - Amare non è debolezza, è onnipotenza, perché solo l'amore è capace di tutto. Ci credo davvero? - Il "mio" Cantico dei Cantici: ascolto la canzone d'amore che più mi piace, pensando, questa volta, che sia Dio stesso a dedicarmela. martedì 13 DIC APPUNTI... Di ciò che ho letto mi ha colpito molto................................... mercoledì 21 DIC F C Dal catechismo dei giovani “Venite e Vedrete” Per tutta la terra è corsa la voce Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro». Cantico dei Cantici, 2 Chi dei due? C In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: 'Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: “Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Sì, signore”; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: ”Non ne ho voglia”; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?'. Dicono: ''L’ultimo'. E Gesù disse loro: 'In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli'. mercoledì 30 NOV Uomo nuovo è il giovane che si sente libero. L’incontro con il Signore risorto dona all’uomo la libertà di parola e di coscienza, il coraggio di esprimere convinzione e dissenso; permette il superamento della paura e l’incapacità di affrontare la solitudine. Uomo nuovo è il giovane pieno di slancio e in perenne cammino missionario. La missione è imitazione del lavoro creativo di Dio, permette di condurlo al suo fine. Essere discepoli di Cristo non è un fatto privato: comunicare agli altri il dono della fede è rafforzare e far crescere la propria. La giovinezza in particolare è terra di missione, terra di una sete di Dio. A noi giovani è chiesto di essere testimoni credibili, che compiono delle scelte coerenti con il messaggio del Vangelo; responsabili della trasformazione del mondo, della realtà sociale; portatori della Parola di speranza. Vangelo di Matteo, 21 FSpesso ci capita che chi ci sta intorno chiede la nostra partecipazione, il nostro aiuto. E la nostra risposta non sempre corrisponde a ciò che effettivamente facciamo. - Io, di solito, assomiglio di più al primo figlio che promette e poi non mantiene oppure a quello che “manda a quel paese” il padre, ma poi si pente? - Proviamo a riflettere in quali situazioni di tutti i giorni siamo l’uno o l’altro... Per esempio a scuola... in famiglia ... e con gli amici ... - E quando è Gesù a farci delle richieste? È facile o difficile mantenere le nostre promesse? Sicuramente non sempre è facile, ma ci possiamo comunque affidare a Lui, che ci saprà sostenere. martedì 20 DIC Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. Rallègrati C Vangelo di Luca, 1 F Maria è una ragazza ebrea, ancora molto giovane, che conduce una vita normale, nella più semplice quotidianità, una vita che ad occhi superficiali in nulla si distingue da quella di tutte le ragazze povere della sua età; vive a Nazaret, un paese sconosciuto e senza importanza. È proprio questa fanciulla, semplice e sconosciuta, che Dio sceglie per farne la madre del Messia. Dio non segue le valutazioni degli uomini, che spesso giudicano secondo le apparenze, Lui vede nel profondo. Dio prende l’iniziativa, è Lui che sceglie Maria fra tutte le ragazze di Israele, è Lui che le invia il suo messaggero. A volte abbiamo l’impressione di essere noi a porci in ricerca di Dio, ma non è cosi: è sempre Dio che fa il primo passo, se noi lo cerchiamo è perché lui, per primo, suscita in noi il desiderio di incontrarlo. Dio sceglie Maria per una missione, un compito, ma prima la invita alla gioia. Il cammino che Maria è chiamata a intraprendere accanto a Gesù, è un cammino difficile, ma c’è una sicurezza: “Il Signore è con te”. Dio non si limita ad affidarci un compito: cammina con noi per svolgerlo. E Ora dunque, piccolo uomo, sfuggi un poco alle tue occupazioni, sottraiti discreto ai tuoi tumultuosi pensieri, allontana le tue pesanti preoccupazioni e metti da parte le tue faticose dispersioni. Renditi un poco disponibile a Dio e riposati un po' in lui. Entra nella stanza della tua mente, lascia fuori ogni cosa tranne Dio e ciò che ti giovi a cercarlo, e chiusa la porta, cercalo. Di' ora, o mio cuore tutto intero, di' ora a Dio: "Cerco il tuo volto, il tuo volto, Signore, io ricerco". (*) Prodotte dallo stimatissimo dott. Sant'Anselmo da Aosta. lunedì 12 DIC C Salmo 24 E g E noi??? - Nella nostra vita piena di impegni, di compiti, di musica, di pensieri… avremmo potuto sentire la voce del messaggero di Dio? - Se ci fossimo trovati al posto di Maria, che cosa avremmo risposto all’angelo Gabriele? Avremmo avuto il coraggio di compiere una missione così importante? Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato. Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie. COMPRESSE SANT'ANSELMO (*) F Nella tua misericordia Questo salmo riflette in modo semplice ma significativo, oltre che poetico, l'amorevole sguardo del Padre su di noi, e ci mostra la sua infinita misericordia e il suo immenso amore. Quando tutto ci va bene, la vita trascorre in modo tranquillo e sereno, e molto spesso è facile dimenticarsi del Signore, spesso "chiamato in causa" solo quando si ha bisogno... ed è questo l'inizio del vortice, proprio questa lontananza che ci conduce immancabilmente nell'abisso del peccato. "A cagione del tuo nome, o Signore, sarai benigno con il mio peccato, perché è grande". La grandezza di Dio sta nel perdono, Egli perdona sempre e comunque, in modo totale, sia i peccati commessi sia quelli che commetteremo, e questo perché Egli ha sacrificato il suo unico Figlio per la nostra salvezza. Ecco perché i nostri occhi devono essere sempre verso Dio: egli libera dal laccio il mio piede! Vero è però che è facile parlare, ma in realtà quanti sentono veramente d'aver sbagliato quando, ad esempio, copiano il compito del compagno, o baciano il ragazzo/la ragazza d'un/una altro/a? per quanti è ormai diventata un'abitudine la bugia a fin di bene? non li si concepisce neanche più come peccati, in questa società dove tutto ciò che conta sono i soldi e la maternità! Il cristiano ha però l'arduo compito di ridare il giusto valore alle cose, e di ricordarsi che senza l'infinita misericordia di Dio si è soli, peccatori e infelici. Ce la farai? Orsù dunque, ora tu, Signore Dio mio, insegna al mio cuore dove e come ti possa cercare, dove e come ti possa trovare. Signore, se non sei qui e sei assente, dove ti cercherò? Se invece sei dovunque, perché non ti vedo presente? Ma tu abiti certamente una luce inaccessibile. E dov'è la luce inaccessibile? In quale modo mi accosterò alla luce inaccessibile? E chi mi condurrà e mi introdurrà in essa, affinché io veda te in essa? Inoltre in quali segni, sotto quale forma ti cercherò? Non ti ho mai visto, Signore Dio mio, non ho conosciuto il tuo aspetto. Che cosa farà, o altissimo Signore, che cosa farà questo tuo esule lontano? Che cosa farà il tuo servo, ansioso del tuo amore e respinto lontano dalla tua presenza? Egli anela di vederti, ma troppo è da lui lontano il tuo volto. Desidera accostarsi a te, ma la tua dimora è inaccessibile. Brama trovarti, ma non conosce il luogo dove tu stai. Pretende di cercarti, ma ignora il tuo volto. O Signore, tu sei il mio Dio e sei il mio signore, ma non ti ho visto mai. Tu mi hai creato e ricreato e tutti i miei beni me li hai donati tu, ma non ti conosco ancora. In conclusione: sono stato fatto per vederti, ma non ho ancora fatto ciò per cui sono stato fatto. PUBBLICITÀ b FESTA DI NATALE - NO MSAC? NO PARTY! Come da tradizione pluriennale, il 7 dicembre al Circolino di Saint Martin potrete partecipare alla Festa di Natale dei giovanissimi! Sarà l'occasione per scambiarci gli auguri, non mancate! Ecco il programma: ore 16.30: arrivi e festa MSAC (Congresso-Party, finalmente nasce il Movimento Studenti in diocesi! E' l'occasione per fare il punto della situazione e per decidere insieme il futuro del movimento. Un momento storico, potrete dire: IO C'ERO!) ore 19: cena e, a seguire, serata di giochi! Ulteriori informazioni sul sito AC: www.acaosta.altervista.org. Prenotatevi presso i vostri animatori. C F Per accogliere tuo Figlio nel mio cuore oggi mi impegno: - a rispondere con dolcezza, soprattutto a chi mi importuna in modo aggressivo o con impazienza; - a sollevare il morale di una persona scoraggiata con il mio sorriso, le mie parole e la mia preghiera silenziosa g Vangelo di Luca, 1 Sono le 3.30 del mattino, e mio figlio Matteo si sveglia piangendo. E’ già la seconda volta, e certamente non l'ultima! Così mi alzo, lo prendo in braccio e lo cullo un po’. Lui si rilassa quasi subito e si accoccola quanto più possibile a me, afferrandosi stretto stretto con le sue manine. Quanta tenerezza suscita, così piccino e indifeso! E penso… Chissà quante volte, Maria, ti sei svegliata nel cuore della notte per cullare il tuo piccino. Già, solo che il tuo piccino era il Figlio di Dio, fatto bambino secondo il disegno d’Amore di Dio verso l’Umanità. Davvero grandi cose ha fatto in te l’Onnipotente! Grazie al tuo sì, Dio è entrato nella nostra storia e ci ha rivelato il suo Volto, e per farlo ha scelto di essere la creatura più fragile e bisognosa di cure, cioè si è consegnato nelle nostre mani senza riserve. Quale cosa inaudita ai nostri occhi, quale grande Mistero! Quale Amore sconfinato nutre l’Onnipotente per le sue creature, che a volte sanno essere così dure e indifferenti. Non tu, Maria, umile ancella del Signore. Già, solo un animo umile e totalmente abbandonato a Dio poteva accogliere un simile progetto su di lei: essere la mamma dell’Onnipotente! E noi seguendo il tuo esempio, e con la tua intercessione, cerchiamo di aprire i nostri cuori alla Buona Novella ed ci prepariamo ad accogliere tuo Figlio che viene. - In un momento di silenzio penso alle preoccupazioni che mi rendono stanco, nervoso o triste in questi giorni. - Nella preghiera affido questi miei "gioghi" al Signore. Può aiutarmi a pregare ripetere dentro di me le parole del canto Mon âme se repose (per chi non lo conosce: L'anima mia si riposa in Pace solo in Dio; da lui viene la mia salvezza.) F Mi chiameranno beata Vangelo di Matteo, 11 L'hai sentita anche tu questa voce? Risuona nella tua mente e nel tuo cuore, ma è Cristo in persona che t'invita. Sei stanco? Vieni con me e riposati. Egli ci posa sulle spalle il suo giogo e ci accorgiamo subito che non pesa niente! Anzi questo giogo ci solleva, ci tiene su con la schiena dritta e la testa alta. Il giogo rappresenta la legge. Infatti quante volte le regole, i doveri ci sembrano un peso insopportabile... Ma la legge che il Signore c'insegna è una sola: Ama! Ed ecco il miracolo. Tutti gli altri pesi cadono e l'anima può finalmente riposarsi in Dio. g domenica 11 DIC C L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia. Gesù disse: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. - E noi, siamo disposti a essere con Lui? C “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” F Io vi ristorerò mercoledì 7 DIC g Nella notte di Natale, in quella piccola mangiatoia, al calore di qualche filo di fieno, nasce la speranza di ognuno di noi… Egli si è fatto piccolo, uomo.. Ci ha amati a tal punto da diventare carne e sentimenti, umanità e sofferenza… Il Signore ci ha amati a tal punto da donare Suo figlio per salvarci… In quella mangiatoia nasce il mistero che vale la pena attendere, il mistero al quale vale la pena anelare… E allora non ci rimane altro che ringraziare perché nella giovinezza come nella canizie, il nostro Papà celeste non ci lascia mai soli…infatti ogni Natale, da ormai un bel po’ di tempo direi (!), una stella cometa ci ricorda che la speranza che si accese in quella umile mangiatoia di Betlemme non si spegnerà mai, per accompagnarci sempre nelle scelte che ci fanno crescere,nelle difficoltà, nella gioia… Ricordandoci che Lui ci tiene per mano per aiutarci a fare i grandi salti della nostra vita, che Lui piange con noi, ride con noi, spera con noi….. ogni istante, ovunque e comunque… - Sei consapevole di non essere mai solo, di non essere solo in balia della bufera scatenata dai tuoi nemici? - Ti sei mai accorto della protezione della mano divina, capace di tutelare chi è retto e fiducioso anche quando irrompono avversari crudeli? Sei tu la mia speranza F lunedì 19 DIC Non ho timore In tutte le festività più significative e gioiose dell’antico giudaismo si cantava la sequenza dei Salmi che vanno dal 112 al 117. Questa serie di inni di lode e di ringraziamento a Dio era chiamata lo Hallel egiziano, perché in essi era evocato in modo poetico e quasi visivo l’esodo di Israele dalla terra dell’oppressione, l’Egitto faraonico, e il meraviglioso dono dell’alleanza divina. Il fedele paragona se stesso a una «pietra scartata dai costruttori» che è poi «divenuta testata d’angolo. Cristo assumerà proprio questa immagine e questo versetto, al termine della parabola dei vignaioli omicidi, per annunciare la sua Passione e la sua glorificazione (cfr Mt 21,42). Sant’Ambrogio: "Sfòrzati di essere anche tu una pietra. Ma per questo non cercare fuori di te, ma dentro di te la pietra. La tua pietra sono le tue azioni, la tua pietra è il tuo pensiero. Su questa pietra viene edificata la tua casa, perché non venga flagellata da nessuna tempesta degli spiriti del male. Se sarai una pietra, sarai dentro la Chiesa, perché la Chiesa sta sopra la pietra. Se sarai dentro la Chiesa, le porte degli inferi non prevarranno contro di te". In te mi rifugio, Signore, ch'io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, baluardo inaccessibile, poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Sei tu, Signore, la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: eri tu il mio rifugio sicuro. O Dio, non stare lontano: Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Io, invece, non cesso di sperare, moltiplicherò le tue lodi. Dirò le meraviglie del Signore, ricorderò che tu solo sei giusto. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, a tutte le generazioni le tue meraviglie. accrescerai la mia grandezza e tornerai a consolarmi. Salmo 70 giovedì 1 DIC Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Nell'angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l'uomo? Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. Salmo 117 C g sabato 10 DIC F C - Sono un giovane di fuoco? Che cosa ho da dire agli altri per scaldare loro il cuore? - Quali persone di fuoco ho mai incontrato? Qualcuno ha mai saputo scaldarmi il cuore? Che qualità avevano? - La Parola di Dio, per me, è fuoco? - Temo il fuoco di Dio, ho paura di "scottarmi"? FVieni, Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli. Accendi in essi il fuoco del tuo divino amore. Manda il tuo Spirito e sarà una nuova creazione. E rinnoverai la faccia della terra. Dove sei? Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. Genesi, 3 Adamo ed Eva sono simbolo dell'umanità, di ogni uomo e di ogni donna, siamo noi che spesso pensiamo che più ce ne stiamo lontani da Dio e più stiamo bene. Siamo spesso in fuga da Dio, a volte lo consideriamo come uno di cui aver paura. Ci dimentichiamo che, se ci allontaniamo da Dio, ci allontaniamo da noi stessi, rischiamo di non sapere più chi siamo. Ecco la vera grandezza di Dio: ci dice, mi dice "Dove sei?", ci cerca, mi cerca anche se mi sono allontanato da Lui per chilometri, perché mi ama. C g giovedì 8 DIC Simile al fuoco Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Come ti rendesti famoso, Elia, con i prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Fosti assunto in un turbine di fuoco su un carro di cavalli di fuoco, designato a rimproverare i tempi futuri per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati coloro che ti videro e che si sono addormentati nell'amore! Perché anche noi vivremo certamente. Siracide, 48 - E tu, come vivi questo periodo di Avvento? - Il Natale ha perso la magia festosa di quand'eri bambino e con nostalgia ti lascia solo una sensazione di vuoto, tristezza, frenetico spreco? O ha conquistato una dimensione nuova, più consapevole ma non meno emozionante, che attraverso quella paglia vuota, quella stella che brilla, quei Magi in cammino ti fa ridere dentro e ti rinnova? Il profeta Elia è un uomo di fuoco. Lo è per il suo temperamento "ardente", che lo spinge a sfidare la regina Gezabele e ad affrontare il suo popolo corrotto. Ma lo è anche sul monte Carmelo, quando unisce l'uomo a Dio per mezzo del fuoco, immagine attraverso cui la Bibbia descrive le manifestazioni divine. Quanto dobbiamo ringraziare le persone "di fuoco" che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino! Quelle che hanno saputo scaldarci il cuore quando era gelido o timoroso, quelle che, come i profeti verso il loro popolo, ci hanno rimproverato per mostrarci la via giusta, quelle che ci hanno affascinato per la loro pace e la loro fede... Anche noi siamo chiamati a diventare persone di fuoco: nell'Apocalisse è scritto, infatti, che Dio "vomita" i tiepidi. Ma si diventa persone di fuoco solo stando vicino al fuoco, che è Dio (ricordi l'episodio di Mosé e del roveto ardente?). Anche i discepoli di Emmaus (Luca 24), durante l'incontro con Gesù risorto, sentono ardere il cuore. Solo l'amore di Dio scalda il mondo, solo l'amore fa vivere, solo l'amore riscatta l'uomo dalla noia e dall'indifferenza. "Dio è pericoloso. Dio è un fuoco divoratore. Dio ha posto gli occhi su di te… Fa’ attenzione, poiché egli nasconde la sua tattica, comincia con un piccolo amore, con una piccola fiamma, e prima che tu te ne accorga, ti tiene tutto e tu sei perso. Se lasci che ti prenda anche solo il dito mignolo, sei perduto; non c’è limite verso l’alto. Egli è Dio ed è abituato all’infinito. Ti aspira verso l’alto come un ciclone, ti fa volteggiare come un tifone. Fa’ attenzione: l’uomo è creato per la misura e per il limite e trova riposo e felicità solo nel finito; ma colui che agisce in questo caso non conosce misura. E’ un seduttore" (H. Urs von Balthasar) Vangelo di Matteo, 9 Tratto da “Cinque pani e due pesci” di François-Xavier Nguyen Van Thuan Anche il cristiano vive nel suo cammino un momento di cecità, buio, sconforto, che gli fa sussurrare, se non gridare: “Abbi pietà di me, o Dio”. E poi ecco che, ascoltato e toccato dalla misericordia di Dio, si stropiccia gli occhi, osa aprirli e vede con la fede e nella fede quella luce che squarcia il buio e gli dà nuova vita. Prova stupore, meraviglia, gioia e sente forte il bisogno di testimoniare al mondo questa buona notizia. In realtà forse nella nostra vita, sperimentiamo di continuo, e non una volta sola , le tappe di questo cammino, nel dolore, nel peccato, nella rivelazione, nel perdono, nell’annuncio, nella carità. Sorride di nuovo e chiude gli occhi.” Storia interessante, vero? Forse Jim, come Maria, è stato capace di dire fino alla fine il suo “eccomi” al Signore… “Eccomi”…una parola soltanto ma che racchiude nel suo suono l’affidamento totale a qualcosa di più alto, che trascende dalla nostra piccola umanità…l’affidamento a quel Qualcuno che con amore inimmaginabile ha dipinto un disegno tutto speciale per ognuno di noi. Lui, abile compositore e musicista, ha creato una sinfonia particolare per ognuna delle sue creature…Aspetta solo che ciascuna di esse inizi a suonarla con i propri strumenti e le proprie capacità… anche solo sussurrando il suo timoroso “eccomi”, sapendo che con il Suo abbraccio paterno non ci lascerà mai soli nel cammino. Allora, anche noi, come Maria, potremmo preparaci ad attenderlo, nella nostra più semplice quotidianità, con i nostri piccoli “sì” giornalieri… e in questo periodo di Avvento, momento di attesa, di speranza per la luce che sempre si accende nel giorno di Natale per rischiarare l’umanità, perché non preparare una sedia in più vicino al nostro letto? Si aprirono loro gli occhi Prima di morire, lo videro sorridere e fare un gesto con la mano verso la sedia vicina al suo letto, invitando qualcuno a sedere. g F Eccomi là, visitando tutti, li saluto, chiacchiero un po’; quando sono a letto, chiamo tutti, li faccio ridere tutti, li rendo tutti felici. Con Jim, sono sempre felici. - Ma tu, perché sei felice? - Voi, quando ricevete una visita ogni giorno, non siete felici? - Certo. Ma chi viene a visitarti? Non abbiamo mai visto nessuno. - Quando sono entrato in questo reparto, vi go chiesto due sedie: una per voi, una riservate per il mio ospite, non vedete? - Chi è il tuo ospite? - E’ Gesù. Prima andavo in chiesa a visitarlo, adesso non posso più; allora, alle 12, Gesù viene. - E che cosa ti dice Gesù? - Dice: Jim, eccomi, sono Gesù!… venerdì 2 DIC Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: “Figlio di Dio, abbi pietà di noi”. Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: “Credete voi che io possa fare questo?”. Gli risposero: “Sì, o Signore!”. Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Badate che nessuno lo sappia!”. Ma essi , appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. - Non lo so. Quando posso camminare, giro di qua e di C domenica 18 DIC - Dove sono? La mia vita a che punto è? - Che rapporto ho con Dio? g Eccomi Mi viene alla memoria una storia, quella del vecchio Jim. Ogni giorno, alle 12, Jim entrava in chiesa, per non più di due minuti, poi usciva. Il sacrestano era molto curioso e un giorno fermò Jim e gli domandò: - Perché vieni qui ogni giorno? - Vengo per pregare. - Impossibile! Quale preghiera puoi dire in due minuti? - Sono un vecchio ignorante, prego Dio a mio modo. - Ma che cosa dici? - Dico: Gesù, eccomi, sono Jim. E me ne vado. Passano gli anni., Jim sempre più vecchio, malato, entra in ospedale, nel reparto dei poveri. In seguito, sembra che Jim stia per morire e il prete e la religiosa infermiera stanno vicino al suo letto. - Jim, dicci: perché da quando sei entrato in questo reparto, tutto è cambiato in meglio e la gente è diventata più contenta, felice e amichevole? Vangelo di Luca, 1 venerdì 9 DIC PILLOLE DI AVVENTO Non avete ballato Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: L Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Vangelo di Matteo, 11 Abbiamo sempre una scusa per lamentarci, abbiamo sempre una scusa per vedere solo il negativo, abbiamo sempre una scusa per sottolineare degli altri solo i loro difetti, i loro errori, abbiamo sempre una scusa per non ringraziare, abbiamo sempre una scusa per non accogliere e non dare tempo a Dio e agli altri F E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere. C g domenica 18 DIC - Ti è mai capitato di chiedere a Dio di indicarti la strada? - A volte rimaniamo delusi da qualcosa che ci è capitato, ma dopo tanto tempo ci accorgiamo che in realtà quell'avvenimento è stato un dono. Hai già vissuto una situazione simile? Cosa ti ha insegnato? - E ti è mai successo il contrario? Spesso pretendiamo risultati immediati per le nostre preghiere, non siamo abituati a saper aspettare. Siamo in un mondo in cui ognuno è abituato ad avere tutto ciò che desidera, e ad averlo subito. E' difficile coltivare valori come fede e speranza, perché essi ci chiedono di saper attendere. Pregare vuol dire chiedere sapendo che comunque vada Dio farà quello che per noi è il meglio, anche se questo non corrisponde sempre alle nostre aspettative. Spesso non riusciamo a vedere la nostra vita dall'esterno, e le emozioni e i sentimenti che proviamo ci spingono spesso fuori strada. Pregare vuol dire anche chiedere a Dio di indicarci la strada, e di darci la forza di percorrerla. Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. Non dovrai più piangere F C sabato 3 DIC Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai più piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione, tuttavia non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela, caso mai andiate a destra o a sinistra. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse. Isaia, 30 C - Trova un motivo per ringraziare della giornata di oggi (sarebbe da fare ogni giorno...) - Quando ho trovato una scusa per non incontrare Dio? - Quando ho trovato una scusa per non incontrare qualcuno? g I PROFETI Giovanni Battista è considerato l’ultimo dei grandi profeti, anzi, Gesù stesso dice che egli è ben più di un profeta… ma che è un profeta e che senso hanno le profezie che continuamente leggiamo in questi giorni di Avvento? Profeta è colui che parla “per” qualcuno o “davanti” a qualcuno… Dio ha cercato disperatamente di parlare al suo popolo per farsi conoscere meglio, per far capire in cosa consisteva il suo progetto sul mondo e sull’uomo: non il regno di un monarca dispotico pronto a condannare i suoi nemici e a punire senza pietà ogni trasgressione, ma piuttosto un regno di pace, in cui perfino gli animali feroci possano convivere in armonia, in cui gli uomini smettano di costruire armi e creino piuttosto strumenti per lavorare e gioire insieme. Tutte queste profezie, che a prima vista suonano perfino meno credibili delle favole della nostra infanzia, ci raccontano come Dio ha pensato il mondo… in realtà, se sappiamo aprire gli occhi, il suo regno è già presente in mezzo a noi, e ognuno di noi contribuisce a costruirlo e ad avverare le profezie ogni volta che ama il fratello per quel che è, ogni volta che perdona, che semina pace invece di vendetta. Non c’è bisogno di aspettare la fine del mondo per vivere in modo più umano…