‘NON FATE
DELLA CASA
DI MIO PADRE
UN LUOGO
DI MERCATO’
alleanza mosaica
3a domenica di quaresima
19 marzo 2006
ACCOGLIENZA
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
AMEN
Lo Spirito di Dio che ha promulgato sul monte Sinai i dieci comandamenti e che in Gesù di Nazareth ha dato
l’annuncio di un nuovo tempio che permetterà l’adorazione di Dio in spirito e verità, sia con tutti voi
E CON IL TUO SPIRITO
Se l’animale è condotto dall’istinto, l’uomo è mosso dal desiderio di raggiungere un fine al quale subordina il
resto. Il ‘tempio’ è simbolo di quella realtà che dà senso al suo vivere, dando corpo al suo desiderio di
felicità. Al centro delle antiche città c’è sempre il tempio. Oggi al centro troviamo la Borsa, con il culto del
libero mercato, nel cui nome si conduce una fanatica guerra santa, senza guardare in faccia niente e
nessuno, distruggendo la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti. Tale operazione è condotta
quasi senza accorgerci, grazie al narcotico prodotto da altri ‘templi’, del divertimento e dello sport, della
salute e di quanti ognuno può inventarne, a vantaggio proprio e abbrutimento altrui.
atto penitenziale
+ Signore, tu ci hai donato la legge per condurci verso la libertà. noi invece ci serviamo di essa per dividere
gli uomini in buoni e cattivi, dimenticandoci dell'unica vera legge che è l’amore... abbi pietà
(cantato) SIGNORE PIETA’
+ Cristo, tu hai abbracciato la croce che è scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani. Noi invece
abbiamo ridotto la tua sapienza alla nostra sapienza, diventando intolleranti verso chi ha altre culture... abbi
pietà
(cantato) CRISTO PIETA’
+ Signore, tu hai voluto il tempio solo come segno della tua presenza in mezzo a noi. Noi invece lo
abbiamo ridotto a simbolo e sostegno del nostro modo di pensare e agire... abbi pietà
(cantato) SIGNORE PIETA’
Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli
che ho molto peccato
in pensieri, parole, opere e omissioni
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli,
i santi e voi fratelli
di pregare per me il Signore Dio nostro.
Dio onnipotente abbia misericordia di noi,
perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
AMEN
preghiamo
Signore nostro Dio,
santo è il tuo nome;
per questo tu ci vuoi tutti fratelli
e liberi da ogni schiavitù di dominio.
Piega i nostri cuori ai tuoi comandamenti
e donaci la sapienza della croce,
perchè, liberati dal peccato
che ci chiude nel nostro egoismo,
ci apriamo al dono dello Spirito
per diventare tempio vivo del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo
tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con te
nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
AMEN
PAROLA
L’Esodo è il libro dell’interpretazione della nostra e altrui libertà. Esso ci insegna che dovunque c’è uno
sforzo sincero di liberazione sia individuale che collettivo, là è all’opera la voce amica di Dio che chiama e
interpella. Questa parola risuona anche per noi, per chi tra noi è cosciente di qualche oppressione e fa
qualcosa per liberarsi: è Dio che motiva il suo desiderio e il suo sforzo. I dieci comandamenti, parte del
codice dell’alleanza e della liberazione d’Israele, sono il segno di un mondo meno disumano e più libero.
DAL LIBERO DELL’ESODO 20, 1-17
Dio allora pronunciò tutte queste parole:«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto,
dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò
che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti
prostrerai davanti a loro e non li servirai. perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la
colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,ma che dimostra il
suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il
suo nome invano.
Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno
è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo
schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché in sei giorni il
Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il
Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. Non
uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciar falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la
sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio
salmo 18
Una famiglia come potrebbe vivere senza un minimo di leggi riconosciute da tutti e liberamente rispettate da
tutti? La legge di Dio, però, è ancora più profonda: essa regola dall’interno il buon funzionamento del nostro
essere.
SIGNORE, TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA
[8] La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
[9] Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
[10] Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
[11] più preziosi dell'oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.
Gli ebrei volevano un Dio che risolvesse i loro problemi a colpi di miracoli; ma sulla croce Cristo tace. I greci
volevano un Dio che portasse l’armonia nell’universo; e Cristo sceglie la sofferenza e la morte. Per gli uni
come per gli altri Gesù è uno scandalo. Anche oggi si reclama un Dio che si imponga, un Dio che spieghi
tutto e che rassicuri. La Chiesa stessa molte volte ha paura della propria povertà e debolezza, e tende a
rifugiarsi nella potenza e nella sicurezza. Eppure nell’Eucarestia partecipiamo all’annientamento del Cristo.
DALLA 1a LETTERA DI PAOLO APOSTOLO AI CORINZI 1
Fratelli [1.22] E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano
la sapienza, [1.23] noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per
i Giudei, stoltezza per i pagani; [1.24] ma per coloro che sono chia-mati, sia Giudei che Greci, predichiamo
Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. [1.25] Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini,
e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Parola di Dio
Per capire il gesto di Gesù che ascolteremo, dobbiamo immaginare che Gesù compia ora ciò che ha
compiuto allora. Cosa diremmo se lo vedessimo oggi con la frusta, nei vari templi religiosi o laici? Non
diremmo che è un pazzo furioso, preso da raptus, o almeno disadattato, fuori dalla realtà? Non metterebbe
in crisi molte nostre pacifiche abitudini, che riguardano il tempio, cioè Dio stesso e il nostro modo di
rapportaci con lui?
LODE E ONORE A TE, SIGNORE GESU’!
Dio ha tanto amato il mondo,
da dare il suo Figlio unigenito;
che crede in lui ha la vita eterna.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI 2,13-25
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva
buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti
fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai
venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di
mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora . Allora i Giudei presero
la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete
questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in
quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi
fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla
parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che
faceva, credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti e non aveva
bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’è in ogni uomo.
Parola del Signore
professione di fede
Credete in Dio il Padre?
IO CREDO IN DIO
IL PADRE DI TUTTI GLI UOMINI.
E’ LUI CHE SOSTIENE OGNI VIVENTE.
Credete nel suo Figlio Gesù?
IO CREDO NEL SUO FIGLIO GESU’
E’ LUI IL CRISTO, IL NOSTRO SIGNORE.
EGLI E’ VENUTO IN MEZZO A NOI
E’ MORTO ED E’ RISORTO
PER FARCI VIVERE TUTTI LA STESSA VITA.
EGLI E’ PRESENTE IN MEZZO A NOI
ED E’ LA NOSTRA SPERANZA.
Credete nello Spirito santo?
IO CREDO NELLO SPIRITO SANTO
CHE VIENE DAL PADRE E DAL FIGLIO.
EGLI ABITA IN NOI
E CI RADUNA NELL’UNITA’.
Credete nella Chiesa di Dio?
IO CREDO CHE NELL’AMORE DEL PADRE
E DEL FIGLIO DELLO SPIRITO SANTO
TUTTI GLI UOMINI SI SCOPRONO FRATELLI
CAPACI DI INCONTRARSI ED AMARSI.
Credete nella resurrezione dei morti?
IO CREDO CHE TUTTI SIAMO SALVATI
DAL MALE E DALLA MORTE
E CHE, ENTRATI NELLA VITA NUOVA,
RISUSCITEREMO TUTTI NELL’ULTIMO GIORNO.
AMEN.
preghiera dei fedeli
Noi crediamo, Signore, ai tuoi propositi di benevolenza e alla tua forza di liberazione. Tu che hai ascoltato il
gemito di Israele, schiavo in Egitto, non dimenticare il gemito di quanti oggi ancor attendono di essere salvati
e liberti dai prepotenti.
LIBERACI DA OGNI MALE, DIO DELLA LIBERAZIONE
1. I nostri edifici sacri sono i luoghi in cui celebriamo la fede nel Dio di Gesù. Perchè in essi cresca la
consapevolezza delle nostre schiavitù e alimentiamo il proposito di liberarci specie dalla false immagini che
ci facciamo di Dio... preghiamo
2. Perchè nelle nostre liturgie possiamo rendere il nostro sguardo più attento nel leggere la presenza di
Dio in ogni frammento di liberazione personale e sociale... preghiamo
3. Perchè nei nostri segni classici di religiosità non ci fermiamo all’aspetto folcloristico e tradizionalistico,
e così dividiamo e allontaniamo la fede dalla vita concreta... preghiamo
4. Perchè le nostre ‘messe’ ci aiutino a non perdere mai la fiducia di poter sconfiggere le forze del
male... preghiamo
5. Perchè le nostre radici cristiane non si confondano con la società dell’opulenza che nelle armi affida
la sua supremazia ma ci richiamino continuamente a ‘trasformare le spade in falci e le lance in aratri’...
preghiamo
Il tuo popolo, Signore, lo hai liberato dalla schiavitù; i tuoi figli, Onnipotente, li hai preservati dalla
disperazione. Noi ti lodiamo e ti ringraziamo perchè anche noi, immeritevoli, sperimentiamo la forza del tuo
Spirito che ci rende insofferenti della morte e del male. Ti ringraziamo per Cristo nostro Signore. AMEN.
EUCARESTIA
Il pane e il vino
che abbiamo a disposizione
per il sostentamento della nostra vita,
ora, Signore,
siano santificati dal tuo Spirito
e diventino sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
Grande preghiera eucaristica
Noi ti rendiamo grazie, Signore,
per le cose belle che compi in mezzo a noi.
Per i cuori semplici che sanno lodarti con festa
e possono donarci gesti meravigliosi di generosità,
per i miti che si sforzano di dare pace
alle nostre contese e alle nostre divisioni,
per quelli che hanno vera fame della giustizia
e danno il loro tempo e sacrificano i loro affetti
perchè ci sia più spazio per la gioia e la fede
nella nostra vita.
Eleviamo a te il grazie della comunità
per la vita operosa degli anziani
e per i gesti di comprensione dei genitori,
per l'entusiasmo dei giovani e per l’amore fecondo degli sposi
e anche per il disinteresse dei celibi.
Per tutti questi segni del tuo Spirito
che anche in mezzo a noi mostra la tua forza
noi ti cantiamo con gioia:
SANTO, SANTO, SANTO...
Noi ti benediciamo, Dio onnipotente,
Signore del cielo e della terra,
per Gesù Cristo tuo Figlio venuto nel tuo nome:
egli è la mano che tendi ai peccatori,
la parola che ci salva, la via che guida alla pace.
Tutti ci siamo allontanati da te,
ma tu stesso, o Dio nostro Padre,
tu sei fatto vicino ad ogni uomo;
con il sacrificio del tuo Cristo,
consegnato alla morte per noi,
ci riconduci al tuo amore,
perchè anche noi ci doniamo ai nostri fratelli.
Per questo sacrificio di riconciliazione ti preghiamo
di santificare con l’effusione dello Spirito Santo
questi doni che la chiesa ti offre,
obbediente al comando del tuo Figlio.
Egli, venuta l’ora di dare la vita
per la nostra liberazione,
mentre cenava, prese il pane nelle sue mani,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, in quell’ultima sera,
egli prese il calice e magnificando la tua misericordia
lo diede ai suoi discepoli e disse:
Prendete e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti
in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede
Tu ci hai redento con la tua morte e la tua resurrezione.
Salvaci, o Salvatore del mondo
Celebrando il memoriale
della morte e resurrezione del tuo Figlio,
noi ti offriamo, o Padre, il sacrificio di riconciliazione,
che egli stesso ci ha lasciato come pegno del suo amore
e che tu stesso hai posto nelle nostre mani.
Accetta anche noi, Padre santo,
insieme con l’offerta del tuo Cristo,
e nella partecipazione a questo convito eucaristico
donaci il tuo Spirito, perchè sia tolto ogni ostacolo
sulla via della concordia,
e la chiesa risplenda in mezzo agli uomini
come segno di unità e strumento della tua pace.
Lo Spirito, che è vincolo di carità,
ci custodisca in comunione con il nostro Papa,
il nostro Vescovo, il collegio episcopale,
i presbiteri, i diaconi e tutto il popolo cristiano.
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli,
che si sono addormentati nel Signore,
e tutti i defunti dei quali tu solo
hai conosciuto la fede.
Tu che ci hai convocati intorno alla tua mensa,
raccogli in unità perfetta gli uomini
di ogni stirpe e di ogni lingua,
insieme con la Vergine Maria, con gli apostoli
e tutti i santi nel convito della Gerusalemme nuova,
per godere in eterno la pienezza della pace.
Per Cristo con Cristo e in Cristo,
a te, Dio Padre onnipotente,
nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria per tutti secoli dei secoli. Amen
Sì, io non crederò mai in:
il Dio che non è temuto dai ricchi
alla cui porta sta la fame e la miseria.
Il Dio capace di essere accettato e compreso dagli egoisti.
il Dio a cui piaccia la beneficenza
di chi non pratica la giustizia.
il Dio che preferisca l'ingiustizia al disordine.
il Dio muto e insensibile ai problemi angosciosi
dell’umanità che soffre.
il Dio che crea discepoli che disertano i compiti del mondo
e sono indifferenti alla storia dei loro fratelli.
il Dio di quelli che credono di amare Dio,
perchè non amano nessuno.
il Dio di quelli che pretendono che il sacerdote cosparga
di acqua benedetta i sepolcri imbiancati
delle loro sporche manovre.
il Dio che giustifichi la guerra.
il Dio che preferisca i ricchi.
il Dio che non abbia mai pianto per gli uomini.
il Dio che si sposi con una politica.
il Dio per cui gli uomini valgono non per ciò che sono
ma per ciò che hanno o che rappresentano.
il Dio che accetti come amico chi passa per la terra
senza far felice nessuno.
il Dio che non si sia fatto vero uomo
con tutte le sue conseguenze.
il Dio che non sia amore
e che non sappia trasformare in amore quanto tocca.
Sì, il mio Dio è l’altro Dio.
O Dio,
che ci nutri in questa vita
con il pane del cielo,
pegno della tua gloria,
tu vuoi che gli uomini e le donne
siano fratelli
perchè il dominio rende il volto sfigurato
e solo l’amore solidale
allieta il cuore di tutti.
Ti chiediamo:
strappaci dall'andazzo e dalla noia.
Dona ai nostri cuori forza e coraggio
per sgretolare gli idoli
che ci costruiamo,
per aprire le prigioni
ove spesso ti releghiamo.
Fa’ che così manifestiamo
nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento
che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen
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