Basilica Prepositurale
dei Santi Martiri
Nereo e Achilleo
in Milano
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BUON NATALE IN MUSICA 2012
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Coro e strumentisti della Basilica
e inoltre:
Davide Bonetti, Tromba
Claudio Costa, Violino
e il piccolo Francesco, voce solista
bÜztÇÉM Torquato Mussini e Paolo Tuci
i|ÉÄ|ÇÉM Claudio Costa gÜÉÅutM Davide Bonetti
YÄtâàÉ x bÜztÇÉVtÅÑtÇxM Alessandra Rigoli V{|àtÜÜtM Luca Tassinari
ZÄÉv~xÇáÑ|xÄM Beatrice Pontari
\Ä VÉÜÉ wxÄÄt Utá|Ä|vt wx| ftÇà| `tÜà|Ü| axÜxÉ x Tv{|ÄÄxÉ
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Alessandra Rigoli Ana Seghizzi
Anna Gervasoni Annamaria Caselli
Antonella Garofalo Aurora
Beatrice Pontari Bruna Colla
Donatella Policastro
Chiara De Giambattista
Cristina Canci Loredana Carelli
Miriam Peviani Patrizia Mussini
Eliana Filosi Letizia Giovanazzi
Nicole Illoni Piera Bottini
[Alessandra Rigoli Beatrice Pontari
Cristina Canci Anna Gervasoni
Miriam Peviani ]
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Antonello Porcu Gianmario Ghezzi
Giuseppe Giorgi Leonello Rocca
Luca Tassinari Paolo Tuci
Angelo Canci Giovanni Balboni
Pier Luigi Melis
[Claudio Costa Davide Bonetti]
W|Ü|zx |Ä VÉÜÉM Patrizia Mussini
bÜztÇ|éété|ÉÇx x ÄÉz|áà|vtM Giuseppe Giorgi
2
IL CORO DELLA BASILICA DEI SANTI MARTIRI NEREO E ACHILLEO IN MILANO è costituito da non
professionisti, uomini e donne che hanno le più diverse età e che svolgono le attività più disparate,
ma che sono accumunati dall’amicizia, dall’amore per la musica, e dal desiderio di rendere la Santa
Messa sempre più viva e partecipata. Infatti, lo scopo primario del Coro della Basilica, accompagnato dai suoi due organisti, TORQUATO MUSSINI e PAOLO TUCI, è l’animazione musicale della Santa Messa domenicale delle 11.30: perché il lato musicale della celebrazione non sia un puro abbellimento estetico, ma costituisca un commento e una meditazione coerentemente integrati ad essa,
nella scelta dei canti cerchiamo di sottolineare fedelmente i momenti dell’anno liturgico e i temi
delle letture del giorno; inoltre, privilegiamo brani di buona qualità musicale ma ben noti e facilmente
eseguibili dall’Assemblea, con l’aggiunta di qualche pezzo più complesso e suggestivo eseguito di
solito durante la distribuzione dell’Eucaristia o al termine della Messa. Particolare cura è dedicata alla
preparazione delle liturgie solenni e alla riscoperta, in armonia con le esortazioni del Santo Padre, di
inni, antifone e sallende fondamentali della nostra liturgia, anche ambrosiana, in lingua italiana e
soprattutto latina; e siamo felicissimi di constatare la crescente partecipazione dell’Assemblea
specialmente al canto degli inni, che danno una bella sensazione di continuità della Chiesa nello spazio
e nel tempo. Siamo felici di cantare in occasioni speciali insieme con gli altri Cori diocesani:
indimenticabile soprattutto, lo scorso 3 giugno, la partecipazione al grande coro che ha accompagnato
la Santa Messa celebrata a Milano dal Santo Padre Benedetto XVI in occasione dell'Incontro Mondiale
delle Famiglie Il Coro propone anche appuntamenti extra-liturgici, sia in Parrocchia sia al di fuori di
essa: in particolare, l'ormai tradizionale "Buon Natale in musica", nel quale, oltre alla classica sezione di
canti popolari vengono eseguiti canti di maggiore impegno, quali una serie di celebri Gloria, ed
un’ampia antologia della sezione natalizia dello splendido oratorio Messiah di G. F. Haendel.
3
CLAUDIO COSTA, Violino
DAVIDE BONETTI, Tromba
Nato a Milano nel 1987, ha
iniziato gli studi musicali
alla Scuola Civica Villa
Simonetta
di
Milano,
proseguendoli poi al Conservatorio G.Verdi di Milano sotto la guida del M°
Osvaldo Scilla e poi del M°
Simona Scilla. Nel 2011 ha
conseguito l’esame di 8° anno di violino presso il Conservatorio di Piacenza, e parallelamente, la laurea magistrale in Agraria cum laude
presso l'Università degli
Studi di Milano. Ha fatto
parte dell’orchestra dei giovani della Scuola Civica (M°
De Martini), e di quella del Conservatorio (M° Abate).
Ha collaborato in vari concerti come violinista accompagnatore della Schola Cantorum di San Martino in Greco
e partecipa regolarmente alla rassegna annuale "Segnano
in Musica". Nel 2007 si è classificato al secondo posto nel
concorso internazionale "Una borsa di studio per giovani
musicisti" a Varazze. E' stato ospite delle scuole civiche
di Pieve Emanuele e Lacchiarella. Nell’estate del 2009 ha
tenuto un concerto al teatro comunale di S. Fedele
d'Intelvi (CO), e nel dicembre dello stesso anno ha
collaborato come musicista di Ivana Spagna nella
registrazione di due trasmissioni televisive RAI.
Nato
a
Chiari
(Brescia) il 30 marzo
1987, ha iniziato gli
studi musicali all’età di dieci anni frequentando la Scuola
di musica presso il
Corpo Musicale Comunale di Cologne,
sotto la guida del
Maestro
Angelo
Fontana e poi con il
Maestro Walter Pezzoni suonando fin
da quel momento la tromba e partecipando a numerosi
concerti e concorsi bandistici.
Dal 1999 ha intrapreso lo studio dell’organo sotto la
guida del Maestro Tarcisio Pasquali, che lo ha portato a
divenire organista di ruolo presso la Parrocchia dei
Santi Gervasio e Protasio in Cologne, accompagnando
le celebrazioni liturgiche. Nel 2005 ha intrapreso lo
studio di perfezionamento in tromba sotto la guida del
noto direttore d’orchestra Maestro Giuseppe Orizio,
partecipando come primo trombettista all’attività della
Libera Accademia Città di Palazzolo sull’Oglio.
E' poi stato allievo del celebre trombettista Maestro
Vito Calabrese, già professore dell’Orchestra del Teatro
alla Scala. Ha suonato in diversi concerti con l'Orchestra
Sinfonica di Milano "Giuseppe Verdi".
INTRODUZIONE: L'ATTESA DEL MESSIA
Georg Friedrich Haendel (Halle, 1685 – Londra, 1759)
LIFT UP YOUR HEADS
da Messiah HWV 56 (1742)
Psalm 24:7-10
Lift up your heads, O ye gates;
and be ye lift up,
ye everlasting doors;
and the King of Glory
shall come in.
Who is this King of Glory?
The Lord strong and mighty,
The Lord mighty in battle.
Who is this King of Glory?
The Lord of Hosts,
He is the King of Glory.
4
Salmi 24, 7-10
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
[8] Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.
[9]
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
[10] Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti
è il re della gloria.
[7]
PRIMA PARTE: TRE CELEBRI CREDO NELL'ANNO DELLA FEDE
Riscoprire il Credo nell'Anno della fede nelle parole del Santo Padre Benedetto XVI
Con le catechesi di quest’Anno della fede vorremmo fare un
cammino per rafforzare o ritrovare la gioia della fede,
comprendendo che essa non è qualcosa di estraneo, di staccato
dalla vita concreta, ma ne è l’anima.
E’ un dovere della Chiesa trasmettere la fede, comunicare il
Vangelo, affinché le verità cristiane siano luce nelle nuove
trasformazioni culturali, e i cristiani siano capaci di rendere ragione
della speranza che portano (cfr 1 Pt 3,14).
Oggi viviamo in una società profondamente mutata anche rispetto
ad un recente passato, e in continuo movimento. I processi della
secolarizzazione e di una diffusa mentalità nichilista, in cui tutto
è relativo, hanno segnato fortemente la mentalità comune. Così, la
vita è vissuta spesso con leggerezza, senza ideali chiari e speranze
solide, all’interno di legami sociali e familiari liquidi, provvisori. Soprattutto le nuove
generazioni non vengono educate alla ricerca della verità e del senso profondo dell’esistenza
che superi il contingente, alla stabilità degli affetti, alla fiducia.
Se l’individualismo e il relativismo sembrano dominare l’animo di molti contemporanei, non si
può dire che i credenti restino totalmente immuni da questi pericoli. Il cristiano spesso non
conosce neppure il nucleo centrale della propria fede cattolica, del Credo, così da lasciare
spazio ad un certo sincretismo e relativismo religioso, senza chiarezza sulle verità da credere
e sulla singolarità salvifica del cristianesimo. Non è così lontano oggi il rischio di costruire,
per così dire, una religione «fai-da-te». Dobbiamo, invece, tornare a Dio, al Dio di Gesù Cristo,
dobbiamo riscoprire il messaggio del Vangelo, farlo entrare in modo più profondo nelle
nostre coscienze e nella vita quotidiana.
Ma dove troviamo la formula essenziale della fede? Dove troviamo le verità che ci sono state
fedelmente trasmesse e che costituiscono la luce per la nostra vita quotidiana? La risposta è
semplice: nel Credo, nella Professione di Fede o Simbolo della fede, noi ci riallacciamo
all’evento originario della Persona e della Storia di Gesù di Nazaret; si rende concreto quello
che l’Apostolo delle genti diceva ai cristiani di Corinto: «Vi ho trasmesso dunque, anzitutto,
quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu
sepolto ed è risuscitato il terzo giorno» (1 Cor 15,3).
Anche oggi abbiamo bisogno che il Credo sia meglio conosciuto, compreso e pregato.
Conoscere Dio, incontrarlo, approfondire i tratti del suo volto mette in gioco la nostra vita,
perché Egli entra nei dinamismi profondi dell’essere umano.
Possa il cammino che compiremo quest’anno farci crescere tutti nella fede e nell’amore a Cristo,
perché impariamo a vivere, nelle scelte e nelle azioni quotidiane, la vita buona e bella del
Vangelo.
(adattamento da "L'anno della fede. Introduzione", Udienza generale del 17 ottobre 2013)
5
Il "Credo": dal Catechismo della Chiesa Cattolica
Chi dice “Io credo”, dice “Io aderisco a ciò che noi crediamo”. La comunione nella fede
richiede un linguaggio comune della fede, normativo per tutti e che unisca nella medesima
confessione di fede.
185
Fin dalle origini, la Chiesa apostolica ha espresso e trasmesso la propria fede in formule brevi
e normative per tutti [Cf Rm 10,9; 1Cor 15,3-5 ]. Ma molto presto la Chiesa ha anche voluto
riunire l'essenziale della sua fede in compendi organici e articolati, destinati in particolare ai
candidati al Battesimo. Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma
consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina
completa della fede.[...] 187 Tali sintesi della fede vengono chiamate “professioni di fede”, perché
riassumono la fede professata dai cristiani. Vengono chiamate “Credo” a motivo di quella che
normalmente ne è la prima parola: “Io credo”. Sono anche dette “Simboli della fede”.
186
La parola greca sÚmbolon (symbolon) indicava la metà di un oggetto spezzato (per esempio
un sigillo) che veniva presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano
ricomposte per verificare l'identità di chi le portava. Il “Simbolo della fede” è quindi un segno
di riconoscimento e di comunione tra i credenti.
188
La prima “professione di fede” si fa al momento del Battesimo. Il “Simbolo della fede” è
innanzi tutto il Simbolo battesimale. Poiché il Battesimo viene dato “nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19), le verità di fede professate al momento del Battesimo
sono articolate in base al loro riferimento alle tre Persone della Santa Trinità.
189
Il Simbolo è quindi diviso in tre parti: “La prima è consacrata allo studio di Dio Padre e
dell'opera mirabile della creazione; la seconda allo studio di Gesù Cristo e del Mistero della
Redenzione; la terza allo studio dello Spirito Santo, principio e sorgente della nostra
santificazione [Catechismo Romano, 1, 1, 3]. [...] 191 [...] Secondo un'antica tradizione, attestata
già da sant'Ambrogio, si è anche soliti contare dodici articoli del Credo, simboleggiando con il
numero degli Apostoli l'insieme della fede apostolica [Cf Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 8:
PL 17, 1158D].
190
Nel corso dei secoli si sono avute numerose professioni o simboli della fede, in risposta ai
bisogni delle diverse epoche. [...] 193 [...] Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto
specialissimo nella vita della Chiesa:
192
Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto
fedele della fede degli Apostoli. È l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua
grande autorità gli deriva da questo fatto: “È il Simbolo
accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro,
il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione
della fede comune” [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7:
PL 17, 1158D].
194
Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli, il quale trae la
sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due
Concili Ecumenici (325 e 381). È tuttora comune a tutte le
grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
195
[...] Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche
con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della
quale noi crediamo. Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è
la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre
presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro
animo [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 1: PL 17, 1155C].
6
197
I dodici articoli del Simbolo di Nicea−Costantinopoli
Credo in unum Deum,
Patrem omnipoténtem,
factórem cæli et terræ,
visibílium ómnium et invisibílium.
Et in unum Dóminum Iesum Christum,
Fílium Dei Unigénitum,
et ex Patre natum ante ómnia sǽcula.
Deum de Deo, lumen de lúmine,
Deum verum de Deo vero,
génitum, non factum,
consubstantiálem Patri:
per quem ómnia facta sunt.
Qui propter nos hómines
et propter nostram salútem
descéndit de cælis.
Et incarnátus est de Spíritu Sancto
ex María Vírgine, et homo factus est.
Crucifíxus étiam pro nobis sub Póntio
Piláto; passus et sepúltus est,
et resurréxit tértia die,
secúndum Scriptúras,
et ascéndit in cælum,
sedet ad déxteram Patris.
Et íterum ventúrus est cum glória,
iudicáre vivos et mórtuos,
cuius regni non erit finis.
Et in Spíritum Sanctum,
Dóminum et vivificántem:
qui ex Patre Filióque procédit.
Qui cum Patre et Fílio
simul adorátur et conglorificátur:
qui locútus est per prophétas.
Et unam, sanctam, cathólicam
et apostólicam Ecclésiam.
Confíteor unum baptísma
in remissiónem peccatórum.
Et exspécto resurrectiónem mortuórum,
et vitam ventúri sǽculi.
Amen.
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo
e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel
seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio
e con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa
una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
7
Tre celebri versioni in canto del Credo di Nicea-Costantinopoli
Missa de Angelis
CREDO
(Credo III, XVII secolo)
Dedicato alla nostra Giovanna
In Paradisum te ducant Angeli!
Wolfgang Amadeus Mozart
(Salisburgo 1756−Vienna 1791)
Missa brevis n° 15 in do maggiore detta Krönungsmesse
("Messa dell'Incoronazione") KV 317 (1779)
CREDO
Violino: Claudio Costa Tromba: Davide Bonetti
Composta per la domenica di Pasqua, 4 aprile 1779, Duomo di
Salisburgo, e tradizionalmente collegata con l'incoronazione
dell'immagine sacra di Maria nel santuario di Maria Plain presso
Salisburgo. Eseguita nella Basilica di San Pietro nella solennità dei
Santi Pietro e Paolo, con la direzione di Herbert von Karajan, il 29
giugno 1985 celebrante il Santo Padre Giovanni Paolo II.
Franco Vittadini (Pavia 1884−Pavia 1948)
Missa Jucunda a tre voci miste (1942)
CREDO
Violino: Claudio Costa
INTERMEZZO: LA LUCE DEL NATALE
Salvatore Gallotti (Gallarate, 1856 – Milano, 1928)
Maestro di Cappella del Duomo di Milano, 1892-1928
LUX FULGEBIT
(adatt. per coro a 5 voci miste)
Tromba: Davide Bonetti
Lux fulgebit hodie super nos,
quia natus es nobis Dominus,
et vocabitur Admirabilis, Deus,
Princeps pacis, Pater futuri saeculi,
cuius Regni non erit finis.
Oggi la Luce risplenderà su di noi,
poiché ci é nato il Signore,
e sarà chiamato l'Ammirabile, Dio,
Principe della Pace, Padre del tempo a venire,
il cui Regno non avrà fine.
8
PARTE TERZA: CELEBRI CANTI DI NATALE
In notte placida
Musica di François Couperin (Parigi 1668−1733)
Glockenspiel: Beatrice Pontari
Questo coro di atmosfera pastorale, molto grazioso nella sua semplicità, fu musicato da François
Couperin (Parigi 1668−1733); egli, nato in una famiglia di musicisti, fu un grande virtuoso sia
dell’organo sia del clavicembalo; di lui si ricorda anche il grande interesse per lo stile musicale
italiano, che cercò di armonizzare e fondere con quello francese.
1. In notte placida, per muto sentier,dai campi de’ cieli scese l’Amor,
dell’alme fedeli il Redentor! Nell’aura è il palpito d’un grande Mister:
del nuovo Israello è nato il Signor,il fiore più bello di tutti i fior!
(Intermezzo) Cantate, popoli, gloria all’Altissimo, l’animo aprite a speranza ed amor! Gloria!
2. Se il fuoco è spento già, se il vento è crudel,
un poco di caldo a Te voglio far, un poco d’amor Ti voglio dar!
Se tace il mondo inter, se il sol non scalda più,
Tu vieni a donare il Tuo grande amor, a noi la Tua vita, nostro Gesù!
( Intermezzo) Cantate, popoli, gloria all’Altissimo, l’animo aprite a speranza ed amor! Gloria!
3.Un coro d'angeli discesi dal ciel accende la notte di luci d'or, facendo corona al Redentor.
Ed un Arcangelo dischiude il Mistér, annunzia ai pastori:
"Nato è il Signor, l'atteso Messia, il Salvator!".
Adeste, fideles
(Inghilterra/Francia; musica di John Francis Wade, 1710-1786)
Adattamento: Paolo Tuci (su variazioni di sir David Willcocks)
Tromba: Davide Bonetti Organo campane: Alessandra Rigoli
E' opera di un maestro di musica inglese, John Francis Wade (1710-1786), che,
essendo cattolico, in un momento di persecuzione religiosa dovette rifugiarsi
in Francia, a Douai, dove visse insegnando e trascrivendo musica sacra. Lì
nacque questo inno, così nobilmente solenne.
1. Adeste, fideles, laeti triumphantes:
1. Venite, fedeli, lieti ed esultanti,
venite, venite in Betlehem!
venite, venite a Betlemme!
Natum videte Regem Angelorum:
Vedete appena nato il re degli Angeli:
Venite, adoremus Dominum!
venite, adoriamo il Signore!
2. En, grege relicto, humiles ad cunas
vocati pastores adproperant;
et nos ovanti gradu festinemus.
Venite, adoremus Dominum!
2. Ecco, lasciato il gregge, umili, chiamati alla culla,
i pastori s’affrettano;
affrettiamoci anche noi con passi festosi:
venite, adoriamo il Signore!
3. Aeterni Parentis splendorem aeternum
velatum sub carne videbimus.
Deum infantem pannis involutum!
Venite, adoremus Dominum!
3. L’eterno splendore dell’eterno Padre
vedremo velato dalla carne.
Dio bambino avvolto nelle fasce!
Venite, adoriamo il Signore!
9
Stille Nacht
(Austria, villaggio di Oberndorf presso Salisburgo, 24 dicembre 1818;
parole di Joseph Mohr, parroco, 1792-1848,
musica di Franz Gruber, maestro di scuola, 1787-1853)
Flauto: Alessandra Rigoli Chitarra: Luca Tassinari
Sembra che la deliziosa “Stille Nacht” sia nata per risolvere un’emergenza! La notte di
Natale del 1818 nel villaggio di Oberndorf presso Salisburgo l’organo era in avaria; così, il
locale maestro di scuola, Franz Xavier Gruber, musicò in tutta fretta una semplice lirica
composta dal parroco, padre Joseph Mohr, in modo tale da poterla accompagnare con
arpeggi di chitarra. Il risultato si rivelò così irresistibilmente incantevole che dal piccolo
borgo austriaco si diffuse rapidamente in tutto il mondo, tradotto in moltissime lingue.
1. Stille Nacht! Heilige Nacht!
[Notte silenziosa! Notte santa!
Alles schläft, einsam wacht
Tutto dorme, solitaria veglia
Nur das traute hochheilige Paar:
soltanto la fedele santissima coppia:
Holder Knabe im lockigen Haar
dolce bimbo dai capelli ricciuti
Schlaf’ in himmlischer Ruh!
dormi in celeste quiete!]
2. Astro del Ciel, Pargol divin, mite Agnello, Redentor:
Tu che i vati da lungi sognar, Tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle menti, pace infondi nei cuor!
Hark! The Herald Angels sing
(Inghilterra/Germania; parole di Charles Wesley, 1707-1788,
musica di Felix Mendelssohn Bartholdy, 1809-1847
con variazioni di sir David Willcocks)
Adattamento per coro, tromba e organo: Paolo Tuci
Tromba: Davide Bonetti Glockenspiel: Beatrice Pontari
Il solennemente festoso “Hark! The herald angels sing” è un tipico inno natalizio inglese, che come
testo deriva, con qualche modifica, della raccolta Hymns and Sacred Poems di Charles Wesley (1739).
La musica attualmente adottata per cantarlo fu scritta dal compositore tedesco di origine ebraica
Felix Mendelssohn nel 1840 come parte della sua cantata “Festgesang” composta in onore di Johann
Gutenberg, per commemorare l’invenzione della stampa.
1. Hark! the herald angels sing,
"Glory to the newborn King!
Peace on earth, and mercy mild,
God and sinners reconciled."
Joyful, all ye nations, rise,
join the triumph of the skies;
With th' angelic host proclaim,
"Christ is born in Bethlehem."
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the newborn King!”
Odi! Gli angeli nunzianti cantano:
"Gloria al Re appena nato!"
Pace sulla terra, pietà e misericordia:
Dio e peccatori riconciliati.
Levatevi con gioia voi tutte nazioni,
unitevi al trionfo dei cieli;
con le schiere degli angeli
proclamate:
"Cristo è nato a Betlemme"
Odi! Gli angeli nunzianti cantano:
"Gloria al Re appena nato!"
2. Christ, by highest heav'n adored: Christ,
the everlasting Lord;
Late in time behold Him come,
Offspring of a Virgin’s womb.
Veil'd in flesh, the Godhead see;
hail the incarnate Deity:
Pleased, as man, with men to dwell,
Jesus, our Emmanuel!
Hark! the herald angel sing,
"Glory to the newborn King!”
Cristo, adorato nel più alto dei cieli:
Cristo, l'eterno Signore;
dopo lunga attesa vedetelo arrivare,
germoglio del grembo di una Vergine.
Contemplate la Trinità
velata nella carne:
acclamate Dio fatto uomo!
Che si è compiaciuto di abitare
come uomo tra gli uomini,
Gesù, il nostro Emmanuele!
Odi! Gli angeli nunzianti cantano:
"Gloria al Re appena nato!"
10
3. Hail the Heav’n born Prince of Peace,
hail the Sun of Righteousness!
Light and Life to all He brings,
ris’n with healing in His wings.
Now He lays His glory by,
born that man no more may die,
born to raise the sons of earth,
born to give them second birth!
Hark! the herald angel sing,
"Glory to the newborn King!”
Acclanate al Principe della pace
di celeste progenie,
acclamate al Sole di giustizia!
Egli reca luce e Vita a tutti,
sorto con la salvezza nelle sue ali. Ora
Egli mette da parte la Sua
gloria,nascendo perché l’uomo possa
mai più morire, nascendo per
innalzare i figli della terra, nascendo
per donar loro una seconda nascita.
Odi! Gli angeli nunzianti cantano:
"Gloria al Re appena nato!"
Ninna nanna, Gesù
(Austria; Johannes Brahms,
Op 49, N°4 , 1868;
adattamento con parole italiane
di Torquato Mussini)
Violino: Claudio Costa
Questo dolcissimo Wiegenlied (letteralmente "canzone da culla") per pianoforte e solista, composto
in Austria da Johannes Brahms nel 1868, é sicuramente la ninna nanna più famosa. Il testo originale
tedesco, che inizia con "Guten Abend, Gut’ Nacht, von Rosen bedacht"("Buona sera, buona notte,
coperto di rose...") é tratto dalla raccolta di poesie popolari tedesche Des Knaben Wunderhorn ("Il
corno meraviglioso del fanciullo") edita ad Heidelberg tra il 1805 e il 1808 da Achim von Arnim e
Clemens Brentano, esponenti del primo Romanticismo tedesco; la seconda strofa, di carattere più
religioso, che comincia con "Guten Abend, Gut’ Nacht, von Engl'ein bewacht"("Buona sera, buona
notte, vegliato da angioletti...") é srata invece scritta nel 1849 da Georg Scherer (1824–1909).
La sublime tenerezza di questa ninna nanna ben si adatta anche alla contemplazione del Bambino
Gesù nella notte di Natale, come in questa nostra versione italiana.
1. Ninna nanna, Gesù, ti sussurrano i cieli,
ninna nanna, Bambin, Ti cantiamo quaggiù,
e la notte il suo vel stende lieve dal ciel:
mille stelle lassù ti contemplan, Gesù!
2. Ninna nanna, Gesù, t’accarezza soave
degli angeli in ciel il cantare seren.
Quanta pace quaggiù tu diffondi nei cuor!
Ora dormi e lassù è silenzio e splendor...
Les Anges dans nos campagnes
(Francia, XIX secolo; attribuito a Wilfrid Moreau di Poitiers)
Tromba: Davide Bonetti Violino: Claudio Costa
“Les Anges dans nos campagnes” è uno dei più famosi ed amati
“Noël” francesi, con la sua brillante elaborazione polifonica della
frase “Gloria in excelsis Deo”. Tuttavia sulla sua origine si sa molto
poco: apparso nella seconda metà dell’Ottocento, alcune fonti
citano anche il nome di un possibile autore: Wilfred Moreau di
Poitiers.
1. Les anges dans nos campagnes
ont entonné l'hymne des cieux;
Et l'écho de nos montagnes
redit ce chant mélodieux.
Rit. Gloria in excelsis Deo!
[ Gli angeli nelle nostre campagne
hanno intonato l'inno dei cieli
e l'eco delle nostre montagne
ripete questo canto melodioso
Rit. Gloria in excelsis Deo!]
2. Pastori della montagna, udite gli Angeli cantar,
e quel canto si accompagna della brezza al mormorar!
3. Finalmente il Bimbo é nato, e Maria sorride già;
una stella ha guidato i pastori qui a pregar.
11
Tu scendi dalle stelle
(Italia; Sant'Alfonso Maria de Liguori, 1696-1797)
Canta il piccolo Francesco Repalam
Il compositore di “Tu scendi dalle stelle” è addirittura un santo, il napoletano Sant’Alfonso Maria
de’ Liguori (1696-1797): egli, nato da nobile famiglia, divenne sacerdote e nel 1732 fondò la
congregazione del Santissimo Redentore, per seguire l'esempio di Gesù Cristo ed annunciare la
Buona Novella ai poveri e ai più abbandonati. A 66 anni venne anche consacrato vescovo di
Sant’Agata dei Goti. Musicista, pittore, poeta, scrittore, egli pose tutta la sua creatività artistica e
letteraria al servizio della sua missione. Fondamentale è la sua Teologia Morale, un'opera nata
dalla sua esperienza pastorale. Venne dichiarato santo nel 1831, proclamato Dottore della Chiesa
nel 1871, e Patrono dei Confessori e dei Moralisti nel 1950.
1. Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo, e vieni in una grotta, al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar: o Dio beato! Ah, quanto ti costò l'avermi amato!
2. A te che sei del mondo il Creatore, or mancan panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto, pargoletto, quanto questa povertà più m'innamora! Giacché ti fece amor povero ancora.
...Egli regnerà nei secoli, Re dei re e Signore dei signori. Alleluia!"
Georg Friedrich Haendel (Halle, 1685 – Londra, 1759)
da
Messiah HWV 56 (1742)
Hallelujah!
Tromba:
Davide Bonetti
Violino:
Claudio Costa
Hallelujah!
For the Lord God Omnipotent reigneth.
The kingdom of this world is become
the kingdom of our Lord, and of His Christ;
and He shall reign for ever and ever.
King of Kings, and Lord of Lords. Hallelujah!
(Revelation 5:12, 13)
Alleluia!
Ha preso possesso del Suo regno il Signore,
il nostro Dio, l’Onnipotente.
Il regno del mondo appartiene al Signore nostro
e al suo Cristo: Egli regnerà nei secoli.
Re dei re e Signore dei signori. Alleluia!
(Ap 5, 12-14 [testo CEI])
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