Anno II - Numero 293 - Sabato 14 dicembre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Politica Attualità Cronaca Soldi ai partiti: lo stop non convince La Bonino abbandona i tifosi a Varsavia I Forconi rinunciano a scemdere su Roma a pag. 2 a pag. 3 Capasso a pag. 10 OGGI IL RITO DELL'ASSEMBLEA DELLA FONDAZIONE AN: MA È LA POLITICA CHE DOVRÀ DECIDERE di Francesco Storace on fate guai, vorrei dire a chi fa parte dell'assemblea convocata oggi dalla fondazione Alleanza nazionale. Si è improvvisamente dato un potere di vita, di morte e di veto sull'utilizzo di un simbolo di partito ad una fondazione che partito non è. Ma queste sono le bizzarrie a cui ci ha abituato il percorso complesso e travagliato della destra italiana. Passi presto la giornata di oggi, nella quale c'è chi pretende di affidare la decisione sul simbolo di An a chi sta nel partito del cavaliere o di quello che era il suo delfino, anziché a quei milioni di uomini e donne che hanno diritto a reclamarlo sulla scheda elettorale. Sarebbe anche sbagliato pensare che questa sia la giornata finale, in cui si decide ora o mai più. Le complessità della politica ci hanno insegnato che di ben altri tempi occorre disporre per far maturare le decisioni, a partire da quelle vere, importanti. Da lunedì, ricominci il percorso della politica. Noi del movimento per An vogliamo in pista il simbolo che ci piacerebbe riproporre come elemento unificante per tutta la destra italiana. Giorgia Meloni e il suo movimento vogliono che il riferimento a Fratelli d'Italia sia esplicitato. Alemanno da' ragione a tutti. Ma tutti - dico io - devono rispettare una storia che è di tutti. Domandiamoci intanto se c'è spazio per costruire una forza politica di destra di dimensioni importanti. Convinciamoci che An N SI NO contengono solo i nomi dei partiti, non sono come genitore uno e genitore due: ad esempio, se si chiede lo scongelamento di quello di An - posto che sia davvero di proprietà dell'omonima fondazione la fiamma che fine fa? E se la fiamma sparisce, siamo sicuri che si tratti ancora di destra? Davvero la fondazione pensa che si possa"cedere" - se può davvero farlo - un simbolo a pezzetti, scritta si' fiamma no? Poi, c'è da decidere altro per rendere credibile un messaggio e il soggetto politico che ne è promotore. Va detto, ed è ancora piu' importante. Riguarda i contenuti, a partire da questioni fondamentali: come e se stare in Europa; le politiche riguardanti i diritti dei cittadini italiani prima di quelli che arrivano dal resto del mondo (alla Caritas si moltiplicano i nostri connazionali in fila in cerca di cibo e coperte); lo sviluppo tradizionale della società secondo un modello culturale che non può essere abbattuto dal relativismo; l'etica come pilastro della politica. E poi, come stare insieme. Con quali regole; per quanti mandati; con quali limiti rispetto al codice penale.... Di tutto questo vogliamo parlare. E non di patrimonio, come è chiaro. Se ci sono disponibilità vere, ogni ostacolo si affronta e si supera. Se come ho sentito anche ieri, i simboli non sono la fine del mondo, tutti debbono convincersene. Contano le politiche e la volontà unitaria. Altrimenti, i voti e le persone di destra si rivolgono a Grillo o a Berlusconi. Mettiamocelo tutti in testa. ADDA PASSÀ ‘A NUTTATA Per una forza politica di destra servono simbolo, contenuti, regole. E soprattutto chiarezza IL DRAMMA DI 48 ITALIANI non è quella che si può tranquillamente bollare come operazione nostalgia e poi occupiamoci del resto. Poniamo il caso che si scelga invece di fondere più simboli uno sopra l'altro, o accanto, o come diavolo si vuole. Ma i simboli non CRISTICCHI E L’ISTRIA: SPETTACOLO OSTEGGIATO Genitori adottivi bloccati in Congo: la Kyenge vaneggia di Igor Traboni a oltre tre mesi 24 famiglie italiane sono bloccate nella Repubblica del Congo, assieme ai bambini adottati, per il mancato nulla osta all’espatrio dei bambini. Vivono in condizioni pessime: poca acqua, energia elettrica solo un’ora al giorno, alcuni di loro hanno addirittura contratto la malaria. A riportarli in Italia ha provato, oltre un mese fa , il ministro Cecile Kyenge, peraltro proprio congolese e con delega alle adozioni. Ma ieri la Kyenge ha così risposto ad una serie interrogazione: “Le autoritá congolesi non hanno adempiuto agli impegni presi durante la mia visita". Ammissione di fallimento, magari con tanto di dimissioni dal governo? Macchè: la dottoressa ha la scusa pronta: "Il vero motivo della sospensione delle pratiche risiede nell'esigenza, interna all'amministrazione congolese, di rivedere i vari passaggi delle proprie procedure di perfezionamento dell'adozione per fugare i dubbi di scarsa trasparenza o addirittura di corruzione". Insomma: gli italiani magari hanno corrotto i suoi connazionali. E la colpa – per Cecile – è sempre la nostra. I.Tr. Un pensionato su due non arriva a fine mese di Federico Colosimo D I PAURA DELLA STORIA Di Giorgi a pagina 4 l dato è impietoso. Vergognoso. Il 46,2% dei pensionati italiani fatica ad arrivare a fine mese. E si ritrova così costretto a rimandare i pagamenti, a intaccare i piccoli risparmi e a chiedere prestiti, aiuti. Alle banche, o in via subordinata ai familiari. Oppressi, umiliati, non riescono neanche a permettersi di comprare un piccolo dono ai propri nipoti. Devono fare i conti con la recessione, e giorno dopo giorno spendono sempre meno. Il 37% di loro, si è ritrovato a dover ridurre anche la spesa per i generi alimentari. Anziani che hanno lavorato per una vita, faticato per la loro patria e che adesso sono ridotti a pane, acqua e minestrine. E non perché non riescono più a masticare. L’Italia e le sue ministre, come la Kyenge e la Bonino, pensano a tutti. Agli immigrati, in primis. Sarebbero loro, secondo le due politiche, le nostre “risorse”. E i “vecchi” lavoratori, che in termini di sacrifici hanno donato anche l’anima al Belpaese, adesso non ne possono più. C’è chi è uscito di testa, e chi medita il suicidio. Perché stremato, indignato di fronte a tanto menefreghismo. Ma adesso il Governo deve dare delle risposte. Pronte e immediate, a partire dalla Legge di Stabilità. A sopravvivere dignitosamente, solo il 20,4% dei pensionati. Quest’ultimi, non hanno ridotto in maniera così significativa il proprio stile di vita, ma al contempo riescono a risparmiare poco e niente. Quelle mani così semplici che hanno costruito l’Italia, adesso sono diventate vittime di un Paese bravo solo a farfugliare. 2 Sabato 14 dicembre 2013 Attualità IL PREMIER ANNUNCIA L O STOP AL FINANZ IAMENTO (MA DAL 2017 ), I BERLUSCONIANI CONTESTANO Soldi ai partiti, il fumo di Letta SARA’ PRESIDENTE DEL PD di Igor Traboni opo averlo promesso appena insediatosi, e tenuto rigorosamente in freezer come tante altre promesse, Enrico Letta in questi giorni ha deciso di dare un’accelerata allo stop al finanziamento pubblico ai partiti. E in tanti hanno visto la decisione, presa ieri dal Consiglio dei ministri, come un tentativo di rintuzzare, e in qualche modo ingraziarsi, la protesta del movimento dei forconi. Da ultimo, c’erano state anche le parole secche del procuratore del Lazio della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, che aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte leggi sui finanziamenti varate negli ultimi anni, in difformità con il referendum dell’aprile 1993. Quello con cui gli italiani, in larghissima maggioranza, votarono no al finanziamento pubblico ai partiti. E quindi, il dado è tratto. Anche se i giochi non finiscono qui, visto che di fatto il finanziamento ai partiti andrà a scemare solo verso il 2017, semmai la cosa accadrà davvero.. Intanto Letta e Alfano gongolano e scrivono su twitter: “Impegno mantenuto". In conferenza stampa Letta ha poi spiegato che "il cittadino che vuole dare un contributo a un partito lo può fare attraverso il 2 per mille o con contribuzione volontaria". E chiarisce che nel sistema del 2 x mille il cosiddetto l’inoptato (la Renzi ‘addomestica’ lo sfidante Cuperlo D opo le pressioni del neo segretario Matteo Renzi, alla fine Gianni Cuperlo, arrivato secondo alle primarie di domenica scorsa (anche se i suoi puntavano ad un risultato molto più ampio, se non addirittura alla vittoria) ha accettato il ruolo di presidente del Partito Democratico. La proposta del sindaco di Firenze era arrivata già subito dopo la vittoria, come un segnale che potesse, in qualche modo, sancire l’unità all’interno del partito. Così ha cercato di 'venderla' Renzi ed il suo entourage, sempre più scatenato in una guerra mediatica. Ma, di fatto, è nota l’ostilità di molti big “democratici” nei confronti del rottamatore. Lo stesso Cuperlo, esponente vicinissimo a Massimo D’Alema, aveva dapprima rifiutato seccamente la proposta del neo segretario. Ma adesso ha cambiato idea. Non è difficile pensare che la marcia indietro di Cuperlo possa essere un modo, da parte dei “rottamati” del partito, di controllare l’operato di Renzi. Ma attenzione anche alle abili mosse 'democristiane' di Renzi che, per tenersi tutti buoni, è proprio tutti che cerca di accontentare. E non a caso il sindaco di Firenze sta già facendo pressioni su Letta per dare un ministero a Guglielmo Epifani, ex segretario del Pd, da lui palesemente ‘sopportato’ durante il passaggio di consegne dell’altro giorno. Con Epifani ridotto a vallettopresentatore, ma che ora chiede un ‘risarcimento’ per aver fatto da traghettatore in una fase niente affatto facile per il partito. I.T. D fetta di denaro equivalente alle dichiarazioni dei redditi senza alcuna indicazione di 2 x mille, ndr) resta allo Stato". "Nella nuova disciplina sul finanziamento dei partiti "c’è anche l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici". Ma subito sono arrivate critiche alla decisione, soprattutto dal centrodestra berlusconiano: "Il governo Letta la presenta come una conquista, io penso invece che l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sia un grave errore che inciderà profondamente ed in negativo sulla qualità della nostra democrazia", ha dichiarato il senatore Fi-Pdl Altero Matteoli. Sempre ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato il piano "Destinazione Italia". Si tratta - ha spiegato il ancora il premier Letta al termine della riunione - di un decreto legge e di un disegno di legge. "Ci sarà una forte riduzione del costo dell’energia e del costo delle bollette. C’è un intervento significativo anche sui crediti per la ricerca e una serie di misure per la digitalizzazione delle imprese e sul campo assicurativo dell’Rc Auto. Ci sarà il calo dei costi per i consumatori". LE INTERCETTAZIONI DEPOSITATE NEL PROCESSO PLINIUS RIVELANO I RAPPORTI TRA L’ERMELLINO E I PROFESSIONISTI FINITI IN MANETTE Esposito e le telefonate con politici e avvocati imputati per mafia di Federico Colosimo opo le polemiche per la discussa intervista rilasciata a il Mattino – ancor prima che uscissero le motivazioni della sentenza Mediaset –, il presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione che ha condannato Berlusconi a 4 anni di carcere, Antonio Esposito, continua a far parlare di sé. “Per i suoi rapporti confidenziali, stretti, con uomini politici e professionisti imputati per associazione mafiosa nell’inchiesta Plinius che nel luglio scorso ha portato all’arresto il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, cinque suoi assessori e M altre 32 persone. Tra queste, l’avvocato Mario Nocito, che secondo gli inquirenti è la figura di collegamento fra le cosche locali Valente e Stummo e gli esponenti politici che si accordavano per pilotare gli appalti pubblici ormai nelle mani della ‘ndrangheta”. A scriverlo è “il Tempo”. Secondo il quotidiano romano, è proprio con Nocito e Basile che l’ermellino si intrattiene spesso al telefono. A conferma, ci sarebbero alcune intercettazioni telefoniche che i carabinieri calabresi hanno depositato due giorni fa a inizio processo. Colloqui che si riferiscono al biennio 20102012. “Rapporti talmente intimi e frequenti – spiega ancora il giornale capitolino - da aver indotto Vincenzo Adamo e Marina Pasqua, legali dell’ex primo cittadino di Scalea, a richiedere la deposizione in aula del giudice come teste”. Tra il giudice della Suprema Corte e gli imputati ci sarebbero stati aperitivi e lunghe chiacchierate. Il 25 dicembre 2012, Nocito telefona al magistrato per fargli gli auguri di Natale. Il 31 marzo 2013, lo richiama per quelli di Pasqua. Il 9 maggio 2013 – si legge nei brogliacci depositati in Tribunale – l’avvocato finito a processo lo contatta per dirgli che si trova a Roma. Il togato, nelle stessa conversazione, gli chiede invece se è in buoni rapporti col sindaco di Scalea “che sta facendo una serie di scorrettezze” in merito alla gestione di alcuni locali in comodato proprio al Presidente Esposito. Nocito, al telefono con tale Fama, nello stesso giorno dichiara “che il Presidente è molto incazzato con Basile e lo considera uno stronzo”. Tra sms e telefonate, si arriva al 30 maggio 2011. Fama contatta il sindaco del piccolo comune in provincia di Cosenza e gli dice: “Alle 13 pranziamo con il Presidente e l’avvocato Nocito. Ti aspettiamo, tieni riservato l’aperitivo di ieri”. Poi, ecco arrivare l’ultimo contatto. Il 15 giugno 2011 Fama manda un sms a Basile: “Il Presidente – si legge - ha ottenuto l’Università a Scalea e vuole festeggiarla con te lunedì”. LA STATUNITENSE STANDARD&POOR’S BOCCIA SONORAMENTE L’AZIONE DI GOVERNO IN MATERIA ECONOMICA Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Il rating che non fa più notizia di Giorgio Musumeci era una volta il rating. Per tre anni questa parola ha letteralmente condizionato gli umori degli italiani, ha riempito intere pagine di giornale e, soprattutto, ha tenuto in piedi un governo non eletto dal popolo. Particolare, quest’ultimo, da tenere sempre in considerazione, dato che non è mai accaduto in nessun altro Stato del mondo. Ebbene, dopo aver imparato a convivere con questo termine fino al 2011 sconosciuto, col trascorrere dei mesi e la formazione di un nuovo gover- C’ no, guarda caso anch’esso anomalo, del famigerato “rating” non se n’è più sentito parlare. Come se, quella nuvola di Fantozzi che per anni ha condizionato il sonno di economisti, imprenditori e politici, fosse ad un tratto sparita. Inutile dire che il rating esiste ancora e che, anzi, continua a riservare nei confronti dell’economia italiana, un giudizio negativo e scettico sul futuro. Tuttavia, col governo delle larghe intese diretto dal Partito Democratico, e Silvio Berlusconi fuori dal Senato, l’ennesima bocciatura degli analisti di Standard&Poor’s è notizia di se- condo piano. Eppure, il giudizio dell’agenzia di rating statunitense sulle manovre dell’esecutivo guidato da Letta è chiaro e inequivocabile: il rating sovrano dell’Italia resta a BBB/A-2, poiché continuano ad esserci “i rischi di una ripresa fragile in un contesto di elevato debito pubblico”. Le prospettive negative del rating riflettono poi il fatto che –spiegano gli analisti- “c'è una probabilità su tre che potremmo abbassare il giudizio nei prossimi 12 mesi, se concluderemo che il governo non è in grado di realizzare le riforme ed evitare un deterioramento Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni degli indicatori del debito”. D’altra parte, invece, l’outlook verrebbe rivisto a “stabile” se l’esecutivo “realizzerà le riforme strutturali nei mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi che porterebbero l’economia italiana a un più altro livello di crescita”. Sonora bocciatura, dunque. Una notizia del genere, due anni addietro avrebbe quantomeno fatto cadere il governo. Oggi, invece, tutto resta com’è, con una tassa sulla casa che si continuerà a pagare e il rischio sempre più concreto di aumenti delle accise sul carburante utilizzato a mo’ di bancomat per un governo che non riesce a tagliare dove dovrebbe. Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] 3 Sabato 14 dicembre 2013 Attualità IL GIUDICE DEL TRIBUNALE DI VARSAVIA HA RESPINTO 3 ISTANZE DI SCARCERAZIONE. E ADESSO 10 RAGAZZI POTREBBERO PASSARE IL NATALE IN CARCERE La Polonia ci umilia ancora, Bonino assente Mentre il primo gruppetto di tifosi atterrava a Ciampino, altri 4 supporters uscivano di prigione di Federico Colosimo Dopo aver trascorso due settimane nell’infernale carcere di Bialoleka, ieri pomeriggio, alle 15:30 in punto, sono atterrati all’aeroporto di Ciampino (Roma) i primi quattro tifosi della Lazio scarcerati in Polonia. Ad attenderli, genitori, familiari commossi, e il presidente generale della Polisportiva Lazio Antonio Buccioni. Il periodo più brutto della loro giovane vita è finalmente finito. Così come quello di altri 4 supporters biancocelesti. Il giudice ha accolto anche le loro richieste di patteggiamento. I ragazzi hanno firmato il foglio di scarcerazione e nel primo pomeriggio hanno lasciato la prigione. Hanno subito una condanna durissima, al pari degli amici liberati. Due anni di reclusione con la condizionale, una multa pesantissima e tre anni di daspo europeo. Il copione è stato lo stesso. Per uscire da quel lager, dove venivano rinchiusi gli oppositori del regime comunista, sono stati costretti ad ammettere di aver partecipato “all’adunata sediziosa”. Ma finalmente, oggi pomeriggio, saranno a Roma anche loro. Martedì, invece, usciranno da quella terribile prigione altri 4 ragazzi. In udienza, poi, una vera e propria doccia fredda. Il giudice di prime cure ha esaminato anche le richieste di scarcerazione M su cauzione di 3 ragazzi (su 10) condannati nel processo per direttissima. Che hanno presentato un foglio firmato dall’ambasciatore italiano in Polonia che certificava la loro residenza a Varsavia. Sembrava tutto fatto. E invece…. Dopo aver aggiornato la seduta al pomeriggio, il magistrato ha incredibilmente rigettato le istanze avanzate. La vergogna è servita. L’accanimento contro quei ragazzi continua. E adesso 10 tifosi potrebbero addirittura passare le feste natalizie all’interno del penitenziario di Bialoleka. Il ministro degli Esteri Emma Bonino si è presa i meriti per le prime scarcerazioni. Le ha annunciate a gran voce, ma ha fatto scena muta A TORRE ANNUNZIATA ASSISTENZA ALL’EQUIPAGGIO DI UNA MOTONAVE TURCA E intanto noi aiutiamo tutti P er un contenzioso economico aperto tra un armatore turco e un imprenditore di Torre del Greco, il comandante della motonave “Trader” e i suoi otto uomini dell’equipaggio sono rimasti bloccati per tre mesi al porto di Torre Annunziata. Quattro turchi, tre georgiani, e uno dell’Azerbaijan costretti a restare su una nave posta sotto sequestro dal tribunale di Torre Annunziata per l’accusa di aver consegnato legno avariato e la conseguente richiesta di risarcimento per 140 mila euro. Ecco che da ottobre scorso, la “Trader” battente bandiera panamense, ha sostato nel porto, mantenuta in “vita” dalla solidarietà della croce rossa e dall’associazione Stella Maris con una continua distribuzione di alimenti e abbigliamento. Un aiuto, quello della popolazione locale, che l’equipaggio non dimenticherà mai. Emblematiche le parole del comandante della motonave, Acundo Soluleman, che prima di salpare in direzione del porto di Istanbul, saluta con un “grazie Torre Annunciata, e grazie Italia. Non dimenticheremo mai quello che avete fatto per noi”. Dopo tre mesi di tira e molla, infatti, due giorni fa è arrivata la svolta. Accordo tra imprenditore e armatore: pagamento del 60% della cifra richiesta, e di tre stipendi arretrati dell’equipaggio. Così in poche ore arriva il dissequestro, e la vecchia motonave, si è potuta rimettere in viaggio verso la Turchia. “La capitaneria di porto – ha detto il comandante del porto oplontino Valerio Massimo Acanfora - è stata sempre presente in questa vicenda. Ci siamo soprattutto dedicati all’aspetto umanitario perché non potevamo far altro che aspettare. L’equipaggio – continua - non si è sentito mai abbandonato continuando ad avere viveri a bordo. Il dissequestro del giudice, della nave per sopraggiunti accordi economici tra armatore e creditore, ha fatto si che la vicenda si chiudesse bene”. Ancora una volta, dunque, dopo lo straordinario esempio dato a Lampedusa, il popolo italiano si rende nuovamente protagonista di uno straordinario esempio di solidarietà. Peccato non poter dire lo stesso degli altri Paesi. Giorgio Musumeci dopo l’incredibile decisione di ieri. La fondatrice dell’organizzazione internazionale “Non c’è pace senza giustizia” ha tradito tutte le attese. Come nel caso dei due marò, si è dimostrata assente ingiustificata anche nella dolorosa vicenda di Varsavia. L’ennesima pagina nera del nostro Paese. Eppure la Bonino è una delle figure più influenti dei radicali. E in questo caso doveva prendere esempio e spunto dal suo leader, Marco Pannella. Che giorno dopo giorno mette a repentaglio la sua vita con continue battaglie volte a risolvere la grave situazione carceri. Quella, una delle sue ragioni di vita. E invece la Bonino ha fatto poco. Troppo poco per dei ragazzi rinchiusi in una prigione vergognosa. Il suo omologo polacco, dopo l’incontro con Letta (il fatto è ancora più inquietante), ha bollato i tifosi della Lazio come dei “banditi”. E la titolare del dicastero degli Esteri come ha reagito? “Parole fuori luogo”, la sua semplice replica. La Polonia ha offeso 22 ragazzi italiani, ci ha umiliato, messo in ginocchio e continua a farlo. Ma le nostre istituzioni hanno preferito scegliere la via del silenzio: assordante. I gravissimi fatti di Varsavia – attinti da continui soprusi e umiliazioni – hanno segnato l’ennesima figuraccia del governo sul piano internazionale. Un esecutivo praticamente nullo, a tratti impotente. LA LEADER RADICALE PLAUDE ALL’URUGUAY Il viaggio “in canna” del ministro degli Esteri quando le ricapita ad Emma Bonino di fumare liberamente marijuana con tanto di benestare dello Stato? Ecco che il ministro degli Esteri italiano plaude alla legge adottata dal parlamento dell’Uruguay che conferisce allo Stato la possibilità di produrre e vendere cannabis. Non solo. Rispondendo ai cronisti in occasione della sesta conferenza Italia-America Latina-Caraibi a Villa Madama, il capo della Farnesina ha annunciato che a marzo sarà nel Paese latinoamericano. Alla faccia dei nostri marò ancora bloccati in India, la visita istituzionale a nome del popolo italiano sarà, per la leader del Partito Radicale, propizia per una “canna” in libertà. Per quanto la Bonino venisse da un lungo trascorso da antiproibizionista, è quantomeno inopportuno che, da ministro degli Esteri, si esponga a tali plausi. Intanto, come ampiamente anticipato dal nostro giornale nelle scorse settimane, lo Stato dell’Uruguay è pronto a farsi carico della produzione e della distribuzione della droga. Per rendere possibile il controllo del mercato della marijuana sarà creato anche un registro di consumatori. Il presidente José Mujica ha ribadito che l’obiettivo della riforma non è “diventare un Paese del fumo libero”, ma piuttosto tentare un “esperimento al di fuori del proibizionismo, che è fallito”. A questo punto, l’unica speranza è che Emma Bonino decida di trasferirsi definitivamente in sud America lasciando il suo posto di ministro. G.M. E L’uomo era stato rapito la settimana scorsa nel sud del paese Nigeria, liberato Marcello Rizzo di Giorgio Musumeci È finito l’incubo per Marcello Rizzo, il geometra siciliano rapito in Nigeria una settimana fa: le voci sulla sua liberazione sono state confermate dalla Farnesina, insieme alla notizia che l’uomo “sta bene” ed è “in buone condizioni di salute”. Facilmente immaginabile la gioia dei familiari di Rizzo che, appresa la notizia, sperano solo di poterlo riabbracciare presto e trascorrere insieme il Natale. Il rapimento di Rizzo, 55 anni, dipendente di una ditta messinese che collabora con l’impresa edile “Gitto”, era avvenuto nel sud della Nigeria, verso il delta del Niger, in un’area petrolifera generalmente estranea al terrorismo islamico di Boko Haram (attivo nel nord-est) e agli scontri interconfessionali che insanguinano altre province. Secondo le prime ricostruzioni, il tecnico italiano era stato catturato nel sud del paese insieme con l’autista, poi invece rilasciato. Sulla dinamica del rapimento e della conseguente liberazione, la Farnesina mantiene il “più stretto riserbo”. Rizzo lavorava in Nigeria, paese ricco di risorse ma anche teatro di violenze, instabilità e sequestri a ripetizione, da otto anni. Il primo della famiglia a sapere della liberazione è stato un cognato di Rizzo, Franco Amato, che rintracciato dall’ANSA, affermava di “avere appreso la notizia dalla stampa”, e si affrettava a chiudere la telefonata per chiamare la moglie del geometra liberato. Quest’ultima, insieme ai suoi due figli, un ingegnere e un architetto, in questi giorni si era trincerata dietro il silenzio. Non è la prima volta che in Nigeria vengono presi di mira cittadini italiani e altri tecnici stranieri, impiegati nel settore petrolifero o in altre attività economiche. Emblematica la vicenda di Silvano Trevisan, ingegnere veneto rapito a febbraio scorso da miliziani islamico-radicali del gruppo Ansaru e ucciso il mese dopo con altri sei ostaggi stranieri. 4 Sabato 14 dicembre 2013 Primo piano PROSEGUE IL TOUR TEATRALE DELLO SPETTACOLO DI SIMONE CRISTICCHI Magazzino 18: quando la storia coinvolge ed emoziona Giallo a Pola: manifesti offensivi e furgoni con gli allestimenti di scena danneggiati. Ma sembra una bufala di Cristina Di Giorgi a storia, quella con la S maiuscola, non dovrebbe avere colore “politico”. Dovrebbe infatti rispondere soltanto alla Verità. Accade però che, in un Paese come l’Italia - che sia della verità sia della storia ha purtroppo molto spesso fatto un uso parziale e partigiano - chi porta nei teatri di tutta la Penisola uno spettacolo che racconta di drammi dimenticati come quelli delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia, venga fatto oggetto di attacchi mediatici e sabotaggi di bassa lega. Lo sa bene Simone Cristicchi, che con il suo “Magazzino 18” sta suscitando grande interesse, purtroppo non sempre positivo. Il tour dello spettacolo, che ha debuttato a Trieste il 22 ottobre scorso, dopo aver toccato varie città d’Italia è in questi giorni giunto a Pola. E qui si è aperto un giallo la cui consistenza è tutt’altro che certa ma che, comunque, merita di essere citato se non altro in quanto indicatore di un clima che, attorno a certi argomenti, è tutt’altro che sereno. Alcuni giornali hanno infatti riportato la notizia secondo cui ad accogliere la compagnia a Pola ci sarebbero stati numerosi manifesti contro lo “spettacolo fascista”. Inoltre i mezzi che trasportano gli allestimenti di scena sarebbero stati danneggiati a sfregio. È però una notizia non verificata. Che non ha inciso per niente sull’entusiasmo del pubblico ma che però fa comunque riflettere, perché indica il persistere di un pregiudizio politico e ideologico purtroppo molto duro a morire: chi parla di foibe e di esodo è di destra, revisionista e fascista. E quindi va osteggiato e boicottato. In realtà Simone Cristicchi non è un uomo di destra. Anzi, tutt’altro. Al di là delle sue convinzioni politiche, però, il cantautore romano è una persona libera e sensibile, che è rimasta colpita da una storia che in pochi conoscono e che quasi nessuno ha raccontato. Quella degli italiani dell’Esodo, costretti ad abbandonare anche i propri beni. Che vennero accatastati in un luogo chiamato appunto Magazzino 18. Simbolo toccante di una memoria tragica che, anche grazie allo spettacolo di Cristicchi, può diventare meno sconosciuta e più condivisa. A dimostrazione dell’importanza e della correttezza del lavoro in questi mesi a teatro, il notevole apprezzamento dello stesso da parte degli esuli e delle loro famiglie. Che, secondo quanto affermato dallo stesso autore, gli hanno chiesto di fare da loro ambasciatore in Italia. “Mi hanno detto: racconti la nostra storia al resto del Paese, faccia conoscere a tutti quelli che non le conoscono le nostre vicissitudini. Un impegno non da poco, ma a questo punto anche un dovere” racconta il cantante romano. Che aggiunge di aver compreso, parlando con quelli che avevano assistito alla rappresentazione, che il suo lavoro “è stato inteso come un modo diverso di raccontare la storia”. “Magazzino 18 - si legge su Il Piccolo - ha sicuramente fatto breccia nel cuore di quei polesani coinvolti più o meno direttamente nelle tragiche vicende dell’Esodo, tanto che su diversi volti abbiamo notato scorrere lacrime di commozione. Le due ore dello spettacolo sono trascorse all’insegna della massima serenità e tranquillità, merito soprattutto delle vibrazioni positive emanate dal protagonista e autore, nonché del suo approccio tematico, libero da connotazioni politiche o di parte”. L Dal cd Album di famiglia La canzone IN USCITA A FEBBRAIO UN VOLUME EDITO DA MONDADORI Il lavoro di Cristicchi diventa un libro scirà per la Mondadori nel febbraio 2014 il volume intitolato come lo spettacolo che in questi mesi l’autore sta presentando in parecchie città della Penisola. Secondo l’anteprima editoriale, di cui si è avuta notizia in questi giorni, nelle circa 160 pagine del libro (euro 16.50) sarà riproposto anche il testo del lavoro teatrale del cantautore romano, assai denso di emozioni e di storie, fino ad ora sconosciute ai più. “Nel porto di Trieste - si legge nella scheda di presentazione del libro c’è un capannone che si chiama Magazzino 18. Dietro il suo portone sono conservate le masserizie di U un intero popolo, gli italiani d’Istria, che fu costretto ad abbandonare la sua terra consegnata alla ex-Jugoslavia in seguito ai trattati di pace della Seconda guerra mondiale. Tra foibe, omicidi politici di massa e l'esodo di circa 350mila italiani, la cessione dell'Istria si trasformò in una vera e propria azione di pulizia etnica, che il resto dell'Italia ha colpevolmente dimenticato. Eppure le prove di questo sradicamento epocale sono evidenti, tutte dentro il magazzino, coperte solo da un abbondante velo di polvere. Cristicchi racconta alcune delle vicende più struggenti degli istriani, suggerite dagli oggetti presenti nel Magazzino 18”. CdG Siamo partiti in un giorno di pioggia cacciati via dalla nostra terra che un tempo si chiamava Italia e uscì sconfitta dalla guerra Hanno scambiato le nostre radici con un futuro di scarpe strette e mi ricordo faceva freddo l’inverno del Quarantasette. E per le strade un canto di morte come di mille martelli impazziti le nostre vite imballate alla meglio i nostri cuori ammutoliti. Siamo saliti sulla nave bianca come l’inizio di un’avventura con una goccia di speranza dicevi “non aver paura”. E mi ricordo di un uomo gigante della sua immensa tenerezza capace di sbriciolare montagne a lui bastava una carezza. Ma la sua forza, la forza di un padre giorno per giorno si consumava fermo davanti alla finestra fissava un punto nel vuoto diceva: Ahhah come si fa a morire di malinconia per una terra che non è più mia Ahhah che male fa aver lasciato il mio cuore dall’altra parte del mare Sono venuto a cercare mio padre in una specie di cimitero tra masserizie abbandonate e mille facce in bianco e nero. Tracce di gente spazzata via da un uragano del destino quel che rimane di un esodo ora riposa in questo magazzino. E siamo scesi dalla nave bianca i bambini, le donne e gli anziani ci chiamavano fascisti eravamo solo italiani. Italiani dimenticati in qualche angolo della memoria come una pagina strappata dal grande libro della storia. Ahhah come si fa a morire di malinconia per una vita che non è più mia Ahhah che male fa se ancora cerco il mio cuore dall’altra parte del mare Quando domani in viaggio arriverai sul mio paese carezzami ti prego il campanile la chiesa, la mia casetta Fermati un momentino, soltanto un momento sopra le tombe del vecchio cimitero e digli ai morti, digli ti prego che non dimentighemo. 5 Sabato 14 dicembre 2013 Primo piano Il 31 dicembre si avvicina, dipendenti e volontari non sanno che fine faranno ma la Triplice tace Croce Rossa: l’assurdo silenzio dei sindacati di Giuliano Castellino alle colonne del nostro quotidiano stiamo seguendo con molta attenzione le vicende riguardanti la nostra amata “divisa rossa e bianca”: abbiamo “attaccato” il presidente Rocca, lo abbiamo intervistato per consentirgli una doverosa replica e oggi ci addentriamo nel “fantastico mondo” della Triplice sindacale, ovvero di Cgil-Cisl-Uil. I volontari e i lavoratori della Cri si chiedono dove sia finita la Triplice sindacale, di Roma e nazionale, unite come non mai in un ingiustificato silenzio “assordante”. Ora, da cronisti, ci resta solo di capire, anche perché altrove le cose sono andate diversamente. Basti pensare a Genova: nel capoluogo ligure per un’ipotesi di privatizzazione del servizio di trasporto pubblico hanno fatto le “barricate” vincendo la battaglia ed evitando la vendita ai privati. E sul decreto 178 (che interessa dipendenti della pubblica amministrazione) il silenzio. Sul riordino dell’Alitalia stessa storia, mentre per i lavoratori della Cri il silenzio regna sovrano. Ma il decreto 178 non prevedeva la costituzione di un tavolo con il ministero della Funzione pubblica proprio per tutelare i lavoratori È stato mai fatto questo tavolo? Se sì, allora diteci quali sono le conclusioni. Se no, spiegateci le motivazioni. Siamo pronti ad ospitare sulle no- D stre pagine le argomentazioni che tutte le federazioni sindacali provinciali, regionali o meglio ancora nazionali sono disposte a dare. Ma proviamo noi a ipotizzare delle risposte. La prima che potrebbe dare la Cgil: non sempre si può vincere (risposta data a un lavoratore da un suo rappresentante), ma se il “padrone”, termine una volta molto caro al sindacato rosso, vince, se i dipendenti perdono, come mai la Cgil pareggia sempre? Magari perché la privatizzazione di qualsiasi ente spiana la strada alla politica delle “sue cooperative”? Altrettanto grave, se non di più, il silenzio di Cisl e Uil. La Cisl, se- condo i dati da noi raccolti, nelle ultime elezioni delle Rsu è risultato il primo sindacato, ma primo in cosa? Nessuno ha mai sentito la federazione alzare la voce con i vertici di Cri. Certo la politica urlata non piace a nessuno, forse la sussurrata è quella più civile, la bisbigliata avrebbe dato una speranza ai dipendenti nel segno del meglio poco che niente, ma questo silenzio è veramente imbarazzante. Ancora una volta ci chiediamo il perché… Ma passiamo alla Uil… ma c’è in Cri? Fino allo scorso anno rappresentata da un ‘bizzarro’ personaggio, ma oggi dov’è? Ci piacerebbe di nuovo capire: le fede- razioni provinciali e regionali di queste organizzazioni sindacali da che parte stanno? Perché due pesi e due misure? Perché battaglia a Genova e resa per la Cri? Perché battaglia per i lavoratori Alitalia e silenzio/assenso per quelli della Croce rossa? Perché mobilità guidata per i lavoratori di Unire e l’abbandono per i lavoratori della Cri? C’è sotto un gioco? Qual è? La garanzia sulla tutela dei posti di lavoro dov’è? I contratti privatistici, confermati anche sul nostro quotidiano dal Presidente della Cri, quindi non sono il “male assoluto” come dichiarano per altre aziende… Questo imbarazzante comporta- mento dei sindacati dà tutta l’idea di un atteggiamento quanto meno ‘complice’. La triplice in Cri ha sposato, sotto sotto, la privatizzazione, ma non ha il coraggio di dirlo ai lavoratori. Ma o si è contro le privatizzazioni o a favore, non si può essere “barricaderos” in alcuni casi e complici in altri. Poi cosa accadrà con la privatizzazione della Croce Rossa sarà il futuro a dirlo. I lavoratori sono seriamente preoccupati e sono convinti di perdere il posto. C’è chi pubblicamente ha giurato sui propri figli che questo non accadrà. Il presidente Rocca ha rassicurato i lavoratori che nessuno perderà il suo lavoro. Non ci resta che vedere che fine faranno i precari civili e militari,: il 31 dicembre è vicino, pericolosamente vicino. I lavoratori della Cgil, Cisl e Uil potrebbero, in una assemblea pubblica, prendere una posizione precisa, netta, perché oggi è ancora tutto coperto da una cortina fumogena alzata non sappiamo bene da chi. Questo dovrebbe essere un atto dovuto, dal momento che ogni iscritto passa alla propria organizzazione sindacale 173 euro ogni anno. Per quanto riguarda poi le privatizzazioni, la storia insegna: al di là di ogni rassicurazione, ogni qualvolta un’azienda pubblica viene “svenduta” ai privati il primo atto che si compie è il taglio del personale. Cittadini a casa e nazione “rapinata” di un altro gioiello di famiglia. 6 Sabato 14 dicembre 2013 Storia La Legge sulla socializzazione delle imprese, il grande sogno, l’unica rivoluzione socialista mai tentata in Italia Lo scomodo propugnatore della “sintesi”/ 8 Quella ricomposizione sociale cercata da Bombacci avrebbe cambiato le sorti della nazione e reso inutile il comunismo di Emma Moriconi ombacci segue Mussolini finché può, fino all’ultimo. A Menaggio i due vengono separati, Nicolino è fucilato insieme agli altri gerarchi. Pavolini grida “Viva l’Italia”, mentre una scarica di piombo lo investe per ucciderlo. Nello stesso istante Bombacci urla “viva il socialismo”. Siamo al 28 aprile 1945. A piazzale Loreto, il giorno successivo, il corpo di Nicola Bombacci viene esposto a pubblico ludibrio, appeso per i piedi e, sopra, la scritta “supertraditore”. Con Mussolini condivide il sogno di tutta la vita, la socializzazione. Con Mussolini condivide i seicento giorni della Rsi. Con Mussolini condivide, infine, il destino. Ma la morte e il trattamento riservato a Bombacci meritano una riflessione: anche in ambito di leggi di guerra, cosa ha fatto di tanto grave da essere fucilato? Di quali colpe si è macchiato per essere appeso per i piedi a un distributore di benzina in una giornata di primavera che resta fissa nella storia per essere una delle pagine più buie della cosiddetta civiltà? “Supertraditore” di cosa? Di chi? Quale colpa ha commesso? Forse quella di affermare e dimostrare, giorno dopo giorno e per tutta la sua vita che, a prescindere B dalle terminologie, si potrebbe e si dovrebbe operare in favore dei lavoratori? Forse quella di essere stato sempre e solo se stesso? Forse quella di aver tentato una conciliazione tra gli estremi opposti e di aver tentato di capire, o di far capire, che forse così opposti non sono? Legittimo essere in disaccordo, Nicolino Bombacci potrebbe avere torto. Dunque merita di essere fucilato? Di essere appeso per i piedi e infamato? Di essere chiamato “supertraditore”? Di essere, infine, dimenticato? Ha ritenuto di voler dire a viso aperto che il solo uomo a portare il socialismo in Italia risponde al nome di Benito Mussolini. Ha avuto il torto di sedere al fianco del Duce nell’Alfa che da Milano doveva condurli alla cattura e poi alla morte. Ha osato voler bene a Mussolini. È giunto addirittura a morire con lui, in luoghi diversi ma sotto lo stesso cielo di una strana giornata di primavera senza colore. “Aveva un paio di pantaloni a righe e una giacca nera lunghissima - racconterà il partigiano Renato Codara - mi fissò un istante e mi disse, portando la mano destra al cuore: ‘Spara qui’. Rimasi un po’ sorpreso, poi gli risposi in dialetto ‘Cal sa preoccupa no…’. Prima che morisse l’ho udito gridare: ‘Viva Mussolini! Viva il socialismo!’ …”. Un testimone ricorda: “E un fuoco infernale … di quelli che in guerra precedono il balzo dell’assalto. Pare siano stati sparati milleduecento colpi, due caricatori da quaranta pallottole per condannato. La gente urla. Alla prima scarica molti rimangono in piedi, alla seconda cadono tutti. Bombacci è caduto di spalle, con gli occhi azzurri rivolti al cielo. Ricomincia a piovere”. Sono passati pochi mesi, poco più di un anno, dal varo della Legge sulla Socializzazione delle imprese, il grande sogno, l’unica rivoluzione socialista mai tentata nella Peni- sola. Lo Stato sociale, la proprietà privata che si concilia con l’interesse dello Stato, la “sintesi”, la ricomposizione sociale, che in un colpo solo avrebbe cambiato le sorti d’Italia e spazzato via il comunismo come ideologia ormai inutile: ed ecco il perché della damnatio memoriae. Scomodo, Bombacci: per i comunisti, per i poteri del mercato. Scomodo. 25 aprile 1945, ore 10: visitatori affollano lo studio di Mussolini a Milano. Ciascuno ha un consiglio da dare, chi suggerisce di resistere, chi di fuggire, chi di trattare, chi di prendere tempo. Bombacci insiste: “Bisogna pensare a salvare Mussolini, prima che la ritirata arrivi qui e lo travolga. In Valtellina ci vado, se ci va lui. Ma è lo stesso che farci imbottigliare. I comunisti li conosco. Essi non si lasceranno sfuggire l’occasione per fare il caos. Ma, per farlo, dovranno togliere di mezzo Mussolini, l’unico capace di creare delle situazioni”. (… continua …) [email protected] 7 Sabato 14 dicembre 2013 Da Roma e dal Lazio MOBILITÀ: IL PRIMO MUNICIPIO HA RESPINTO ALL’UNANIMITÀ IL PIANO PULLMAN DEL CAMPIDOGLIO E’ ufficiale: Marino non lo vuole nessuno L’affondo di Marchi (La Destra): “O si dimette il sindaco o la presidente” di Giuseppe Sarra nfernale il primo semestre del sindaco Ignazio Marino. A bocciare la giunta capitolina anche il I Municipio. Il parlamentino capitanato dalla presidente Sabrina Alfonsi, infatti, ha respinto all’unanimità il Piano pullman dell’assessore Guido Improta. Un dato incontrovertibile e un fatto politico gravissimo. La mobilità rappresenta uno dei settori strategici dell’azione amministrativa. Non è bastato, quindi, il campanello d’allarme dei giorni scorsi dal Pd municipale. Molti esponenti di Largo del Nazareno avevano avvertito I il primo cittadino genovese e il titolare alla Mobilità di rimandare al mittente il piano messo a punto dal Campidoglio. Insomma il sindaco chirurgo ha fatto orecchie da mercante e ha accettato lo scontro con la base. Risultato? bocciato. Per quale motivo il piano che ha avuto l’ok anche dalla terza commissione capitolina è stato respinto? Perché l’assessore Improta aveva dato il via libera a 440 accessi per l’area intorno al Vaticano rispetto ai 300 della giunta precedente. Intanto si è aperta una crisi politica tutta interna alla sinistra romana. “Un dato politico importante. All’unanimità il municipio ha votato contro il piano. E’ giunto il momento delle decisioni: o si dimette il sindaco oppure la presidente municipale”. Non usa mezzi termini il capo dell’opposizione, capogruppo de La Destra e già assessore comunale alla Mobilità, Sergio Marchi, che tuona ancora: “Ne ha commessi tanti, ma questo è il primo grande errore amministrativo del 2013 commesso da Marino. La mobilità è un settore strategico”. Ma non finisce qui. La sinistra municipale si è spaccata anche sulla mozione presentata dall’opposizione sul preside del liceo romano Mamiani che ha cambiato la dicitura mamma e papà nel libretto delle giustificazioni, in ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ tra lo stupore generale. Inequivocabile la votazione: 12 contrari, 6 favorevoli e 2 astenuti. A lavarsi le mani come Ponzio Pilato, la numero uno del municipio e il presidente del consiglio (entrambi del Pd). “Questa votazione fotografa la crisi politica e la mancanza di idee della sinistra romana”, attacca ancora Marchi che poi entra nel merito della questione: “A parte il fatto che non è un diritto della preside cambiare la dicitura, andando perfino contro la nostra costituzione ma – ribatte l’esponente de La Destra – questo ennesimo episodio dimostra che la sinistra non ha le carte in regola per governare la città”. Non solo. Marchi analizza anche in che stato versa il Partito Democratico: “La componente cattolica si sente stretta all’interno del piddì perché le proprie istanze non sono rappresentate”. ESTORSIONE Sesso e mille euro per riavere l’auto a dell’incredibile quanto successo a Roma. Vittima una donna di 46 anni alla quale è stata rubata l’auto. Il ladro, però, l’ha tempestata di telefonate: “Se la rivuoi, facciamo l’amore e mille euro in contanti”. L’incubo della romana è durato dieci giorni ed è terminato nel pomeriggio di giovedì con l’arresto del suo estorsore, beccato in flagranza dagli agenti del commissariato Prenestino. L’arrestato, V.R., un 53enne di origini campane, infastidito dai continui rifiuti della donna, con la quale avrebbe voluto intrattenere una relazione sentimentale, dopo averle rubato l’auto, ha cominciato a tempestarla di telefonate per convincerla ad accettare la sua proposta. La vittima, decisa a mettere fine a questa imbarazzante situazione, che la stava ossessionando, si è rivolta alla Polizia raccontando l’accaduto. La donna, sempre sotto suggerimento degli investigatori, si dichiarava disponibile per un incontro presso un bar di via Prenestina. L’appuntamento, monitorato dai poliziotti, pronti ad intervenire in caso di pericolo, ha inchiodato l’uomo che durante tutta la conversazione non solo ha ribadito quanto già denunciato dalla vittima, ma ha anche minacciato la 46enne di ulteriori ritorsioni se non si fosse piegata ai suoi voleri. G.S. L DOPO LE ASSOLUZIONI DEL MAGGIO 2012, SI RIACCENDONO I RIFLETTORI SU UNA DELLE PAGINE PIÙ NERE DELLA CRONACA D’ITALIA Pedofilia: Rignano Flaminio, iniziato il processo di appello La prossima udienza, fissata per il 29 gennaio, stabilirà se ascoltare di nuovo i periti o procedere sulle carte processuali di Emma Moriconi opo l’assoluzione con formula piena del 28 maggio 2012 di Patrizia Del Meglio, Silvana Malagotti, Marisa Pucci, Cristina Lunerti e Gianfranco Scancarello, marito di Patrizia Del Meglio, accusati di abusi sessuali nei confronti di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-2006, la procura e le parti civili sono ricorse in appello. Il relativo processo è iniziato lo scorso 12 dicembre davanti alla terza Corte d’Appello presieduta da Ernesto Mineo. “Insussistenza dei fatti”: è stata questa la formula con cui gli imputati sono stati assolti poco più di un anno fa. A seguito della pronuncia, il Pubblico Ministero e l’avvocato Carlo Taormina (legale di alcuni parenti dei piccoli) hanno deciso di ricorrere appunto in appello. Nell’udienza dello scorso 12 dicembre sono stati ricordati i fatti attraverso la relazione del giudice e presentate richieste istruttorie a cui la Corte risponderà nella prossima udienza, fissata per il 29 gennaio. In quella circostanza, dunque, la Corte deciderà se ascoltare di nuovo i periti che durante le indagini sentirono i bambini, come richiesto dalla Procura di Tivoli, o se rifiutare la richiesta e procedere sulle sole carte processuali. Infatti, secondo il Tribunale di Tivoli, “le dichiarazioni dei bambini, nella D Foto Eros Guzzo maggior parte dei casi, non furono oggetto di spontanee rivelazioni ma piuttosto esito di sollecitazioni dei genitori” mentre secondo la Procura la sola “contaminazione” che i piccoli subirono fu quella che ne violò l’innocenza. La sentenza di assoluzione in primo grado del 2012, che consta di 322 pagine di motivazioni, qualifica tra l’altro il tunnel nel quale i bambini sarebbero stati condotti non come una strada che conduceva all’in- ferno, ma ritenendo l’ipotesi formulata “congetturale, perché priva di idonei, ovvero univoci, elementi di conferma”. Ma il procuratore capo di Tivoli De Ficchy non ci sta e nelle duecento pagine dell’appello indica i quattro bambini che presentavano lesioni all’ano, le due piccole che presentavano lesioni all’imene, i sei bimbi che presentavano gravi turbe: tutte vicende, secondo i periti, compatibili solo con l’abuso sessuale. Il collegio to- gato del primo grado aveva invece ritenuto di attribuire la causa di queste lesioni “solo ai toccamenti che i bimbi si facevano in giardino durante i giochi”. La vicenda di Rignano Flaminio, divenuta uno dei casi più eclatanti della cronaca nazionale, torna così ad essere un caso aperto: molte le considerazioni che si potrebbero fare, molte le congetture. Prima di tutto: le lesioni all’ano e all’imene ci sono, sono state refertate. I periti hanno indagato in merito, dovendo necessariamente sottoporre i minori ad esami che, per loro stessa natura, probabilmente hanno vissuto come un’altra intromissione nella propria sfera intima, sebbene siano stati – senza ombra di dubbio – eseguiti con la preparazione professionale necessaria a gestire situazioni così delicate. Inoltre c’è un dato che va necessariamente sottolineato: all’epoca in cui i fatti divennero di dominio pubblico, la vicenda di Rignano Flaminio finì su tutti i tg nazionali, ogni giorno, per mesi. Davanti alle telecamere i genitori - giustamente indignati - manifestavano il proprio orrore, il proprio dolore, la propria disperazione, la voglia di avere giustizia, di sapere la verità sulla sorte che era toccata ai propri figli. Probabilmente perché vicende così orribili fanno così male da perdere il lume della ragione. Al punto da non rendersi conto che, in una realtà piccola come Rignano, il viso di un adulto in tv che parla del proprio figlio inevitabilmente significa mettere il piccolo alla pubblica gogna. Una vicenda che forse doveva essere gestita anche dagli stessi genitori con maggiore discrezione, perché in questi casi, certo, si ha voglia di urlare al mondo la propria rabbia ed il proprio dolore, ma si deve pensare, prima, sempre, alla tutela degli innocenti che non si possono, per ragioni oggettive, difendere da soli. 8 Sabato 14 dicembre 2013 Dall’Italia Il governatore Maroni annuncia novità in Regione A Bari falso funzionario comunale in azione Divorzio alla lombarda Addio Equitalia Frode agli anziani all’ordine del giorno iò che tutti vorrebbero fare ma in pochi hanno la volontà di farlo. Succede così che la Regione Lombardia si fa baluardo di una nuova politica. Per il prossimo natale il presidente Roberto Maroni ha un regalo particolare per i suoi cittadini: addio Equitalia e ticket sui farmaci per i redditi sotto i 18mila euro. Votato già dalla giunta, anche se lo sconto sulle ricette è ancora da definire per modalità e importi, il divorzio dall’agenzia di riscossione è ormai ufficiale. Dall’anno prossimo la Regione sarà autosufficiente per quanto riguarda la riscossione dell’evasione del bollo auto e delle altre imposte regionali (tranne l’Irap). “Saranno ridotti i costi per i cittadini e ci sarà un modo di procedere più umano che tiene conto delle condizioni anche di difficoltà in cui versano i cittadini contribuenti. Vogliamo un rapporto C corretto con chi paga le tasse”, ha annunciato Maroni. “L’obiettivo aggiunge l’assessore Massimo Garavaglia - è di ottenere al più presto un modello di fisco regionale, meno oppressivo nei confronti della popolazione”. A lunedì fissata una riunione di giunta straordinaria per stabilire i primi dettagli sulla manovra: stando alle prime indiscrezioni dell’assessore Mario Mantovani, si privilegeranno i redditi bassi, almeno per il momento. La manovra, ancora da scrivere, costerà una quarantina di milioni di euro. Ma nel frattempo il gruppo della Lega s’è portato avanti e ha già depositato la sua proposta in aula. “Le risorse aggiuntive al bilancio regionale - spiega il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo - derivanti dall’introduzione dei costi standard saranno utilizzate per iniziare il processo di riduzione dei ticket. La nostra proposta, messa nero su bianco in un ordine del giorno, prevede sia la rimodulazione per fasce reddituali, con l’esenzione per i redditi più bassi, sia specifiche gratuità per alcune patologie o riduzioni per categorie come i donatori di sangue”. F.Ce. Una donna di quarantanove anni arrestata dai carabinieri n meccanismo ben collaudato che ha arrecato danni a diversi anziani nella zona del barese. È una donna il soggetto incriminato: carpiva la fiducia delle sue vittime, principalmente anziani ultrassessantacinquenni, presentandosi come falso funzionario di enti pubblici e guadagnando l’ingresso in casa. Una volta dentro riusciva a rubare ingenti somme di denaro per poi allontanarsi. Finalmente scoperta dalle forze dell’ordine è finita in manette. Si tratta di una 49enne residente nel quartiere Madonnella di Bari e già nota alle forze di polizia, arrestata dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Bari con le accuse di furto aggravato e sostituzione di persona. Stando alle indagini è stato accertato che la malvivente, tra settembre e ottobre di quest’anno, avrebbe messo a segno sette furti in abitazione, quattro nel capoluogo pugliese e tre nel centro storico del comune di Altamura, che le avrebbero fruttato all'incirca ottomila euro. La donna, dopo aver individuato le vittime, spesso sole in casa, si presentava spacciandosi per falso funzionario di enti pubblici, U come Inps o Asl, a suo dire per effettuare dei controlli utili a migliorare le condizioni economiche delle stesse. In alcuni casi addirittura, proponeva incrementi sulla pensione, in altri sussidi pubblici derivanti dallo stato di invaliditaà dei malcapitati, in altri ancora riferiva di dover controllare la validità del tipo di medicinali assunti. Così, dopo averne carpito la fiducia, chiedeva di poter visionare il denaro in loro possesso allo scopo di vagliarne l’auten- ticità. Alla fine, con uno stratagemma di turno, consegnava ai pensionati fotocopie di banconote precedentemente preparate mentre guadagnava l’uscita con le banconote vere. Fondamentale per l’identificazione della donna, la collaborazione delle vittime e i fotogrammi tratti da telecamere di sorveglianza collocate nei pressi di alcune delle abitazioni. Francesca Ceccarelli BARI Giovane carbonizzata in un centro estetico n caso ancora da risolvere, è stata trovata morta una 29 enne nel suo centro estetico “Arwen” in Via Vitulli a Mola di Bari. La vittima, nata in Brasile ma residente in Puglia, è stata trovata semicarbonizzata sul lettino solare circondato di candele. Indagano sul caso i carabinieri della Compagnia di Monopoli e della sezione investigazioni scientifiche di Bari che dovranno le cause della morte. Sul corpo della donna sarebbero stati trovati segni di una ferita sulla parte alta della schiena, mentre sul muro della stanza nella quale è stata rinvenuta cadavere anche degli schizzi di sangue. Pare che la donna nel pomeriggio, verso le 17.00 abbia ricevuto un cliente per un massaggio. Tutto lascerebbe U Eurosky Tower. Entrare in casa e uscire dal solito. pensare che si sia trattato di una aggressione. Ma al momento non vi sono certezze. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnare l’incendio che potrebbe essere stato provocato da alcune candele che erano accese. In attesa dell’esito dell’autopsia da eseguire, il medico legale ha riscontrato sul corpo della vittima alcune lesioni sul cranio che “potrebbero essere compatibili con una caduta”. I carabinieri spiegano che trattasi di “una scena del delitto non chiara sulla quale sarà necessario fare ulteriori verifiche”. Da quanto risulta dalle indagini, la donna era l’intestataria di un regolare contratto d’affitto del centro estetico. Chantal Capasso TRAGEDIA FAMILIARE A RAVENNA Madre e figlio morti: omicidio-suicidio icino allo svincolo per Mirabilandia, sono stati trovati morti un uomo di 52 anni ed una donna di 75. Il corpo della donna era situato all’interno di una Panda, mentre l’uomo con accanto il fucile da caccia, è stato rinvenuto fuori dall’auto. L’utilitaria con a bordo le due vittime era parcheggiata in una piazzola della superstrada a 6.3 km dallo svincolo dell’abitato Casemurate, in vista del paese di San Zaccaria. Sul posto Polstrada e squadra mobile, oltre al pm Isabella Cavallari. Tutta la corsia sud dell’E45 da Ravenna è stata chiusa al traffico, affinché gli inquirenti potessero espletare le loro ricerche investigative. V Per la Polizia dai primi rilievi risulta che siano stati uccisi con un fucile da caccia. Le vittime erano madre e figlio. Secondo una prima ricostruzione dovrebbe trattarsi di un omicidio suicidio. L’uomo dopo essere sceso dall’auto ha aperto il baule dell’auto e ha preso il fucile con il quale ha fatto fuoco contro la donna che era seduta nel posto lato passeggero: centrata da distanza ravvicinata, è morta sul colpo. A quel punto l’uomo ha puntato il fucile verso il suo mento e si è sparato. Anche lui è morto all’istante. L’allarme è stato dato, in seguito, alla Polstrada da un automobilista. Ancora sconosciute le cause del gesto. La parte migliore è quando si torna a casa Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. 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Un'iniziativa sui generis, voluta nell'ambito della rassegna invernale di arte, musica e spettacolo “XIV Leuciana Festival Christmas Event Holy Voices”. Ma date le fattezze dell’opera si stanno creando molte polemiche nella città con fratture interne tra la sovrintendente Paola Raffaella David, che non ha mai autorizzato l'installazione, e il Comune. Del Gaudio non fa passi indietro e rilancia: “l'installazione del corno è stata una provocazione forte, ma fatta per suscitare l'interesse sulla città anche perchè si tratta di una scultura di un artista di fama internazionale. L'opera resterà al suo posto per tutta la durata della rassegna, sarà poi la città a decidere una sua diversa col- “ locazione che non potrà che essere indirizzata alla sua funzione attuale: un richiamo nazionale e internazionale per Caserta. Per favore, non parlatemi dell'Unesco che potrebbe revocare la protezione alla Reggia, visto che l'organismo dell'Onu non è mai intervenuto sul degrado in cui versa il monumento Vanvitelliano. Un gesto di sfida quello del sindaco che ha avuto pronta replica dell'Unesco:”Il corno davanti all'ingresso? Risponde a una logica paragonabile a quella dei forconi - sostiene Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco - il problema è che siamo sulla stessa linea tracciata dai forconi, ovvero per attirare l'attenzione si fa di tutto, ma siamo fuori da qualsiasi logica istituzionale. Se il sindaco ha qualcosa da dire e chiede di vedere il ministro, non credo che il ministro si rifiuti di vederlo. Io spero che ci si fermi al corno e non si vada oltre perchè c'è anche un livello di stile e di eleganza nella rappresentatività istituzionale. In ogni caso, c'è un rapporto coerente tra la spesa, il risultato e la motivazione che ne è alla base e, per quanto mi riguarda, ritengo EFFERATO OMICIDIO Uccisa a Biella una donna di 63 anni Vigliano nel biellese è sotto choc per l’omicidio di Vanda Vazzoler, 63 anni. Pensionata è stata trovata morta nel suo appartamento di Via Dante Alighieri. Una violenza inaudita, la donna è stata legata ed imbavagliata e massacrata di botte. Il marito, Renato Doria, 70enne ha rinvenuto il corpo esanime della moglie, nel camera da letto. L’uomo dopo la sua solita partita al circolo, verso le 17.00 è tornato nella sua dimora, trovando un’agghiacciante sorpresa. La polizia, coordinata dai Pm Alvino e Napolillo, ha formulato che potrebbe l’ipotesi di una rapina finita in un tragico epilogo. Anche se, nulla è stato A assolutamente discutibile che ci sia la legittimità di spendere anche un euro per mettere un corno rosso davanti alla Reggia di Caserta”. E aggiunge: “Il sindaco di Caserta ha trovato la vacca grassa per finire sui giornali - dice Puglisi - è questo il punto. L'Unesco è soltanto un organismo che registra la situazione del bene, ma il dovere di tutelarlo spetta a chi lo possiede materialmente. L'Unesco, verificato tutto questo, decide se quel bene è ancora qualcosa che merita di essere nella lista dei patrimoni dell'umanità oppure no. L'Unesco è esterrefatta davanti a una cosa del genere, esterrefatta nel vedere in che mani siano le istituzioni di questo Paese. C'è un problema di affidabilità di questo Paese rispetto all'agenzia internazionale: mentre il governo e il Presidente della Re- pubblica si spendono per dare un sempre maggiore spessore alla rappresentatività del nostro Paese, quello che mette il corno davanti alla Reggia di Caserta dà una mazzata che è assolutamente incredibile. Senza contare che con 70 mila euro ci campa una famiglia media italiana per un anno, oltre ad essere uno stipendio di un dirigente di primo livello oppure di un quadro alla fine della carriera in una amministrazione pubblica”. Sul piede di guerra anche la Sovrintendente Paola Raffaella David che ha commentato: “Il corno rosso davanti alla Reggia di Caserta è inopportuno, e come me la pensano allo stesso modo sia i funzionari del Ministero, a partire dal direttore generale, che la Direzione regionale campana dei Beni Culturali. Siamo in attesa che il Comune di Caserta disponga una nuova collocazione della scultura così come da noi proposto. Sull'aspetto della vicenda relativa all'Unesco non rispondo, aspetto solo che il Comune sposti l'opera in un posto più adeguato a tutelare la bellezza della facciata principale”. Barbara Fruch Eurosky Tower . Entrare in casa e uscire dal solito. toccato, in casa c’era una cassaforte e in un cassetto il denaro della pensione. Nessun segno d’effrazione della porta d’ingresso dell’appartamento al quinto piano. La famiglia Vazzoler in paese è molto conosciuta, Doria è un noto imprenditore della zona, la moglie era parente di un noto amministratore comunale locale. Sulla scena del delitto sono presenti Volanti in divisa, i colleghi della sezione Scientifica, in borghese, e della Squadra mobile, che stanno raccogliendo probabili indizi per ricostruire la vicenda e risalire al colpevole. Oltre a loro, anche i carabinieri e il capitano Davide Montinaro. Chantal Capasso DUE DENUNCIATI Truffa all’Inps con le pensioni dei morti ruffa all’Inps di Cetraro, centro dell’alto Tirreno cosentino. Due cittadini continuavano a riscuotere le pensioni destinate ai loro congiunti defunti. Due distinte vicende scoperte dalla Guardia di Finanza, della Compagnia di Paola. La donna percepiva l’Indennità di invalidità civile nonostante il padre fosse morto nel 1996, mentre l’uomo incamerava la pensione della zia defunta nel 2003. Le fiamme gialle hanno avviato le indagini in collaborazione con i funzionari dell’Inps e attraverso l’incrocio dei dati si è potuto risalire ai due truffatori. Gli investigatori hanno veicolato le loro ricerche sulla categoria degli in- T validi civili, ed hanno individuato una pensione ancora attiva riconducibile ad un uomo morto 17 anni fa, la cui beneficiaria risultava la figlia che è riuscita ad intascare, nel frattempo, ben 96 mila euro. I finanzieri hanno individuato un’altra indennità attiva riferita ad una donna defunta nel maggio 2003, il beneficiario era il nipote che in dieci anni ha riscosso circa 132.000 euro. I due sono accusati del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. La Procura della Repubblica di Paola ha emesso nei loro confronti un decreto di sequestro per equivalente per l’importo pari a quanto indebitamente riscosso. Ch.C. Il relax ha una nuova casa. Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it 10 Sabato 14 dicembre 2013 Dall’Italia La protesta non finisce, ma i leader del movimento escludono azioni clamorose nella Capitale Forconi: a Roma rischio infiltrazioni A Torino si torna alla normalità, dopo gli scontri provocati dall'estrema sinistra a giornata di ieri, venerdì 13 dicembre, era il termine ultimo fissato dagli organizzatori della protesta dei Forconi. Ora sembra che tutto sia cambiato ed è confermato che la manifestazione andrà ad oltranza, sintomatico del grande successo che l’evento ha riportato nei giorni precedenti in tutto il Paese. La protesta dei Forconi andrà avanti, ma non ci sarà alcuna ‘marcia’ su Roma, solo un presidio permanente che potrebbe partire già la prossima settimana. Ad annunciarlo è stato il ‘Coordinamento 9 dicembre’, nel corso di una conferenza stampa convocata a Roma sulle proteste e i presidi di questi giorni in tutta Italia. “Faremo un presidio statico a Roma - ha spiegato il leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro - Non abbiamo ancora deciso il luogo e la data, li concorderemo con la questura. Non faremo un corteo perché non vogliamo dare ai facinorosi l’opportunità di infiltrarsi tra di noi e di spaccare vetrine. Chiediamo soluzioni democratiche - ha continuato - abbiamo fatto una forzatura alla democrazia ma siamo d’accordo con Alfano quando dice di colpire i facinorosi ma c’è il diritto di manifestare”. L “Gli atti di teppismo non si riconoscono in questo Coordinamento, la nostra etica non è violenta” ha affermato dal canto suo Gaetano Montico. Oltre a Roma proseguiranno a oltranza anche gli altri presidi già presenti in tutta Italia e “inizieremo a farne altri anche davanti ad Equitalia” ha detto Lucio Chiavegato. Sul fronte della cronaca, è stata riaperta la frontiera a Ventimiglia, dopo che ieri un gruppo di manifestanti aveva occupato il ponte sul fiume Roja bloccando la circolazione con la Francia. Il presidio, allestito dai dimostranti che avevano montato alcune tende sulla strada, è stato sgomberato nella notte, intorno alle 4.30, dalla polizia senza dover ricorrere all’uso della forza. Anche Torino e provincia, dopo cinque giorni dall’inizio della protesta, torna lentamente alla normalità. Aperti negozi, mercati e grandi centri commerciali. La circolazione stradale è fluida, anche nelle piazze interessate nei giorni scorsi da blocchi stradali. Su tutto il territorio la situazione è monitorata dalle forze dell'ordine: questa mattina in piazza Pitagora sono stati identificati e allontanati dalla polizia alcuni manifestanti. Intanto presidi e blocchi in autostrada continuano ad imperversare in tutta Italia. A Milano problematica la viabilità a Milano, dove è confluita la manifestazione degli studenti per l’anniversario della strage di Piazza Fontana nei vari presidi ovunque diffusi ed organizzati dal movimento dei Forconi. “Abbassate le saracinesche in segno di solidarietà”: questo l'invito, fatto con i megafoni, ai negozianti dagli aderenti al ‘Coordinamento 9 dicembre’ che oggi, dopo tre giorni e tre notti di presidio con mezzi pesanti della statale 16 e della provinciale 231, all’altezza di Ruvo di Puglia, hanno manifestato per le vie del centro di Bari. I manifestanti ai megafoni a gran voce - “Invitiamo la cittadinanza a unirsi alla protesta”. Il corteo formato da 50 persone è partito da piazza Prefettura per poi ripercorrere le principali strade del centro di Bari. Anche qui la manifestazione si è svolta in maniera pacifica. Mentre a Palermo è stato rimosso il presidio dei Forconi in via Ernesto Basile. Tutti i manifestanti si sono spostati in piazza Indipendenza, davanti la sede della presidenza della regione Sicilia, dove si sono uniti con la protesta degli studenti specializzandi in Medicina. Il movimento dei Forconi ha annunciato una grande manifestazione nella capitale ma probabilmente il giorno designato sarà lunedì 16 dicembre. Chantal Capasso 11 Sabato 14 dicembre 2013 Dall’Italia NUOVO COLPO PORTATO A SEGNO DALLE FORZE DELL’ORDINE NELLA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ Trapani, arrestata la sorella di Denaro Le accuse sono di scambio elettorale politico-mafioso, intestazione fittizia di beni ed estorsione Truffe e ricettazione In manette tre boss R U na maxi-operazione antimafia alle prime ore dell’alba di ieri, quella condotta trasversalmente in provincia di Trapani da parte di polizia, carabinieri, guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia (Dia). Oggetto dei provvedimenti di arresto, emessi dal gip di Palermo, esponenti di spicco del clan di Matteo Messina Denaro (latitante dal 1993), considerato numero uno di Cosa nostra. Una manovra antimafia che ha portato al sequestro di beni per ben 5 milioni di euro. A essere colpite dalle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, in particolare le famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Diverse le accuse nei loro confronti: associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politicomafioso, intestazione fittizia di beni ed estorsione. Stando agli inquirenti gli arrestati gestivano ormai da anni uno stretto controllo sul territorio della provincia di Trapani, con modalità riconducibili a Cosa Nostra: rispetto alle attività economiche ed imprenditoriali della zona operavano interessi particolari nel settore dell’edilizia. Grazie ad accurate indagini è stato riscontrato un ruolo di primo piano rivestito dal latitante Matteo Messina Denaro e dalle persone a lui vicine: sono stati raggiunti dal provvedimento infatti anche alcuni familiari del latitante, tra cui il nipote Francesco Guttadauro, la sorella Patrizia Messina Denaro, e i cu- MAXI-OPERAZIONE A GIOIA TAURO gini Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa e Mario Messina Denaro. In particolare a carico di Patrizia, sorella del boss latitante una grave accusa: avrebbe estorto 70mila euro ad una donna, che aveva ricevuto la somma a seguito del decesso della madrina di battesimo della stessa sorella del padrino di Castelvetrano. “Le indagini – hanno dichiarato gli investigatori - hanno accertato l’esistenza di un articolato circuito imprenditoriale, che assicurava di fatto il controllo quasi monopolistico nel settore dell’edilizia, mediante la gestione e la realizzazione di importanti commesse, tra cui opere di completamento di aree industriali, parchi eolici, strade pubbliche e ristoranti. L’organizzazione era, infatti, in grado di monitorare costantemente le opere di maggiore rilevanza del territorio, intervenendo nella loro esecuzione con una fitta rete di società controllate in modo diretto o indiretto da imprenditori mafiosi ed elementi di spicco del sodalizio”. Francesca Ceccarelli Cercateci e ci troverete ovunque. All’indirizzo www.ilgiornaleditalia.org , con un portale all news ed un giornale sfogliabile e scaricabile on-line. Siamo anche su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/ilgiornaleditalia.portale. Siamo anche abili cinguettatori, su Twitter, @Giornaleditalia. Tutti i nostri video sul canale Youtube, Il giornale d’Italia. Se volete scriverci, potete farlo all’indirizzo e-mail: [email protected] affica di arresti a Gioia Tauro: i Carabinieri, insieme ai militari del Gruppo della Guardia di Finanza, hanno notificato un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di G.B. (42 anni), P.L. (54), P.P. (58) e M.C. (54) tutti in carcere tranne l'ultimo che è ai domiciliari. Le accuse sono di associazione per delinquere, ricettazione, truffa in concorso, falsità in scrittura privata e uso di atti e falsificazione, favoreggiamento personale, tutti reati aggravati. Secondo le indagini la cosca di malavitosi avrebbe eseguito truffe sull'intero territorio nazionale sotto la supervisione delle 'ndrine Piromalli, Pesce e Bellocco attive sul territorio di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando. Tali provvedimenti sono diretta conseguenza del filone d'indagine Dejavu che nel maggio scorso aveva già portato all'arresto di otto persone per gli stesso reati commessi per ottenere da parte dei commercianti, la consegna di merce senza pagarne il dovuto il corrispettivo. Durante le indagini gli inquirenti hanno portato alla luce un vasto meccanismo portato avanti dal gruppo criminale: sfruttando competenze nel settore merceologico delle vendite on line aveva dato vita a un meccanismo per frodare varie aziende locali e nazionali. Questo l’iter perpetuato dagli arrestati: venivano comunicate false polizze fidejussorie attraverso le quali venivano raggirati gli ignari fornitori di svariate tipologie merceologiche. Sul documento falsificato inviato alle ditte venditrici veniva dunque inserito un numero telefonico temporaneo, intestato ad un soggetto inesistente al quale però rispondeva uno dei soggetti arrestati che, spacciandosi per un funzionario di due filiali di alcune banche confermava le modalità di assicurazione dei pagamenti che puntualmente non avvenivano. Diverse le merci che venivano così immagazzinate per essere vendute sul mercato nero: macchine per gelati piuttosto che carrelli elevatori, vini e marmi pregiati. Grande soddisfazione soprattutto in relazione ad un ingente ordine di pregiati marmi di Carrara: i Carabinieri sono riusciti ad intervenire nel momento in cui stava avvenendo la consegna a due ricettatori anch'essi arrestati nella flagranza del reato il 10 ottobre dello scorso anno. La conferma che l’affare era stato autorizzato dalla suddetta cosca è venuta anche dal collaboratore di giustizia A.R. Un giro d'affari degno di nota, con una cifra calcolata attorno F.Ce. a un milione di euro. 12 Sabato 14 dicembre 2013 Società PER IL 2015 PREVISTI TAGLI DEL 50%. E GLI ENTI TEMONO UN FUTURO DI LACRIME E SANGUE Il futuro incerto del Servizio Civile I RISULTATI DI UNA RICERCA Internet e chat dilagano tra i ragazzi italiani di Giorgio Musumeci l Servizio Civile Nazionale brancola ancora nell’incertezza. Dopo i tagli netti e indistinti dell’ex premier italiano Mario Monti, gli enti del servizio civile rischiano di restare, ancora una volta, al palo. Se, infatti, per il 2014 il governo Letta ha stanziato 115 milioni, per gli anni a seguire sono previsti tagli che sfiorano il 50%, scendendo quindi a 60/70 milioni di euro. A lanciare l’allarme è Primo Di Blasio, presidente della Conferenza nazionale enti servizio civile (Cnesc), in occasione della presentazione del suo XIV rapporto. “In un’Italia che vede la disoccupazione giovanile al 42% -ha spiegato Di Blasio- il Servizio civile non si pone come “la risposta”, ma è sicuramente un’esperienza dal positivo impatto, che si può definire come un ponte tra formazione formale e inserimento nel mondo del lavoro. Noi crediamo poi, e chiediamo, -ha continuato il presidente- che il Servizio Civile debba essere un istituto aperto agli stranieri, anche in prospettiva dello sviluppo del nostro Paese che si sta avviando a diventare multietnico. Su questo tema non vorremmo più subire decisioni giuridiche, ma vedere finalmente prese decisioni politiche”. Se dal fronte governativo sembra profilarsi il ben servito, dal rapporto della Conferenza emerge, invece, una crescita generale, che spazia dal numero di sedi accreditate, al numero dei volontari impiegati. Dati che ne fanno un interlocutore accreditato per quanto riguarda l’azione di rappresentanza e di coordinamento degli enti membri. Andando poi al dettaglio dell’attività di Servizio civile, nel 2011 gli enti membri hanno registrato I ltre l'80% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 17 anni ha un telefono che si collega a internet, passano più di un'ora al giorno a navigare; postano sui social network gli ‘stati’ e nel 75% dei casi anche foto e video. Emerge da un'indagine dell'osservatorio di Federconsumatori presentata alla Camera con l'Abusdef . La partecipazione alle chat costituisce la parte più rilevante della presenza dei giovani su internet. Inoltre, quasi la metà (il 45%) dei ragazzi intervistati dichiara di aver avuto contatti con persone sconosciute incrociate occasionalmente in rete. Più di 4 su dieci ritengono di essere rimasti in qualche modo vittime di diffusione di notizie false o riservate (pur senza che questo sia sfociato in veri e propri episodi di bullismo o di 'stolkeraggio'). Il 41% ritiene di essere rimasto vittima in qualche modo di atteggiamenti scorretti da parte di altri. In particolare di diffusione non au- O complessivamente 11.184 sedi accreditate. Nel 2012 le sedi accreditate sono aumentante a 11.302. Tra i settori d’intervento, la maggior parte dei progetti ha riguardato l’ambito dell’assistenza, seguito da cultura ed educazione, e infine ambiente, protezione civile e Servizio civile all’estero. Nel 2011 gli enti Cnesc hanno messo a bando 6.511 posti per i quali sono pervenute 17.372 domande: il 266% circa dei posti disponibili. Nel 2012, invece, i posti messi a bando sono stati 7.012 a fronte di 17.776 domande: oltre il 250% dei posti disponibili. Ciò spiega ulteriormente l’importanza del Servizio Civile per i giovani. Ed è proprio alle nuove generazioni che il Cnesc dedica il proprio impegno, accrescendo gli investimenti in termini di risorse: nel 2011 presso gli enti aderenti sono state impiegate e dedicate al Servizio civile 4.066 persone, di cui circa il 36% (1.475 persone) rappresentato da personale retribuito, lo 0,7% (29 persone) da personale distaccato da altri enti, e il 63% (2.562 persone) da volontari. Le frasi di circostanza del ministro per l’integrazione, Cecile Kyenge, riferite “all’adeguamento delle linee teoriche e strategiche del Servizio Civile”, lasciano presagire il peggio. Se per “adeguamento” si intende tagliare i fondi del 50% per il biennio 2015/2016, sarebbe la conferma che il governo continua ad essere sordo dinanzi le vere necessità del paese. E a doversi adeguare, sono sempre i più deboli. torizzata di notizie e di foto che sarebbero dovute rimanere riservate. Più colpiti i 15-17enni (44%) rispetto ai più piccoli (33%). Essere presi di mira viene percepito come un pericolo molto rilevante dal 71% dei ragazzi. Anche in questo caso non c'è molta differenza nel modo di percepire il fenomeno tra i 1517enni (75%) e i 12-14enni (66%). Quindi da un lato emerge negli adolescenti la gran sicurezza e disinvoltura nell'utilizzo, dall'altra anche una spiccata sensibilità e vulnerabilità. Il 90% ritiene che "le vessazioni, le molestie, il bullismo messi in campo attraverso i canali di Internet possano aver avuto un ruolo significativo nei casi dolorosi di cronaca sfociati nel suicidio di giovani vittime". Sono rimaste impresse alcune tragedie, come quella di Carolina, la quattordicenne piemontese che si è uccisa dopo che le immagini della stupro di gruppo subito erano finite su Facebook.