LA TUA IDEA DI IMPRESA
SCENDONO IN PISTA LE SCUOLE DA
TUTTA ITALIA PER PROMUOVERE I
PROGETTI PIU’ INNOVATIVI DA
IMMETTERE
SUL MERCATO
di Laura Montanari (art. a pag. 3)
VIAGGIO DELLA MEMORIA 2013: IL DIARIO
A cura di Erika Saponaro (articoli a pag. 5-6)
Numero 5 — maggio 2013
Intervista a cura di Roberta
Bordignon
“I TIPI SCOMODI”
PRESENTANO:
“L’ODISSEA
PER UNA TAZZA DI TE’
Paris mon
amour
Resoconto della
gita di classe
nella ville lumiere
Di Alessandra
Nata nel 1996 su iniziativa
Baravelli
della professoressa Silvana
Aleotti, la compagnia teatrale
(articolo a pag.9)
dello Scaruffi-Levi-Città del
Tricolore ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.
L’anno scorso il Premio per
la Miglior regia e per la Migliore Attrice Protagonista al
concorso “Attori di Classe”.
Quest’anno la compagnia si
cimenterà nella rappresentazione de “L’Odissea per una Gita di classe a Palermo: contro la mafia l’incontro col
fotografo Antonio Vassallo (articolo a pag. 2)
tazza di tè”, un testo riadattato di Ribes. Lo spettacolo si
terrà al teatro “La Cavalleriz- PETRA RESKI: “SULLA STRADA DI CORLEONE”
Un libro che parte dalla Germania per raccontare la Mafia — di File Beu
za” il 13 Maggio 2013 alle
ore 21.00. Ancora oggi il
Reski,
g i o rn a l i st a m e di a t ec a
corso è coordinato dalla pro- N e l la
s c r i t t r i ce t e d e s c a ; E l i a
fessoressa Aleotti, insegnante d e l l ’ u n i v e r s i t à di R e g g i o M i n a r i ( q u e l l o n e l l a f ot o
di Italiano e storia del Trico- E m il i a, si è s v o l t o u n in- a s s i e me a P e t r a R e s ki ) ,
c o n t r o a s si em e a l l a gi or c o o r d i n a t or e d e l di b a t t i lore. (segue a pag. 3)
n a l i st a e sc r it tr i c e t ed e t o ; R o s a F ra m m a rti n o ,
s c a P et r a R e s k i , l a q u al e
o r g a n i z z a t r i c e d e l p r o ge t è venuta a presentare il
t o “ P e r c o r s i d i c i t t a di Le interviste
s u o u l t i m o l i br o “ S u l l a
n a n z a e l eg a l it à ”; Il eni a
Impossibili a
strada
pe r
C or l eoMalavasi,
a s s e ss o r e
ne” ( titolo originale “
Lucifero e a
d e l l ’ i s t r u z i one d i R e g gi o
V o n K a m e n N a c h C o r leoE m i l i a ; D i no G i o v a n n i n i ,
Dante
n e - Di e M a f i a i n De u d o c e n t e d i p s i c o l o gi a s o Di Matteo Senatore e
t s c h l a n d ”) . A ll ’i n c o nt r o
c i a l e . P e t r a R e s k i r a c c on Elisa Gaspari
h a n n o p a r t e c i p a t o: P e t r a
A pag. 6 — 7
ta
che
la
G e r m a ni a La giornalista Petra Reski
Sicilia. Mafia, cannoli, Miccoli o altro?
Resoconto di viaggio in terra di mafia delle classi quarte IGEA e Mercurio
La Sicilia è definita principalmente la
culla della mafia da chi ignora tutti coloro che hanno combattuto e tutt’ora combattono contro questa realtà. Una realtà
vista da lontano per chi non si informa e
non si interessa a ciò che si crede distante, che invece è più vicino di quanto si
pensi. Il disinteresse è proprio il punto di
forza della mafia, ciò che gli consente di
agire indisturbata. Questo, noi della classe 4B IGEA, lo abbiamo imparato nella
visita d’ istruzione a Palermo a cui abbiamo preso parte dal 18 al 21 Marzo. Ciò
che è emerso dai commenti è il fatto che
molti di noi prima di fare questo viaggio
avevano una visione completamente diversa della Sicilia, come capita per la
maggior parte delle persone, le quali giudicano un posto per sentito dire! In questo viaggio attraverso la Sicilia, che si
può definire “rivelatorio”, abbiamo imparato molte cose sulla mafia che non conoscevamo! Le persone che abbiamo incontrato hanno voluto insistere particolarmente nel farci notare la forte connessione esistente tra mafia e Stato. Un chiaro
esempio ci è stato riportato da Antonio
Vassallo, uno dei primi testimoni oculari
della strage di Capaci nella quale hanno
perso la vita il famoso giudice antimafia
Giovanni Falcone, la moglie e la scorta.
L’uomo ci ha raccontato che quel giorno
del 23 maggio 1992 ha sentito un fortissimo rumore e recatosi sul luogo del delitto
capì che era successo qualcosa di grosso
così, essendo lui un fotografo, si mise a
fotografare l’ agghiacciante scena.
All’arrivo degli agenti lui consegnò le
fotografie scattate come prove fotografiche. Passato qualche tempo egli si recò
dal prefetto per accertarsi che le sue foto
fossero giunte nelle mani giuste; questo
però non accadde, infatti le foto di Antonio non giunsero mai a destinazione. In
Pagina 2
seguito egli capì che aveva consegnato le
foto ad un poliziotto in borghese che
le aveva
fatte
sparire poiché riprendevano un uomo, che
appena subito dopo l esplosione, portava
via la ventiquattro ore del giudice. “Avevo fotografato persone che non
si dovevano trovare in quel momento in
quel luogo e che non potevano essere
fotografate”. Queste le parole del fotografo. Esse fanno riflettere, perchè anche
in un paese libero e democratico come il
nostro in fondo non si è mai del tutto
liberi. Il secondo punto fondamentale su
cui si è basato il nostro viaggio è quello
di mostrare non solo la mafia
ma anche l ‘antimafia. Di particolare
rilevanza
è
l‘associazione “Addio Pizzo”
la quale ci ha guidato nel nostro viaggio. Questa associazione è formata da persone comuni che si impegnano
per risolvere un problema
che pesa su tutta la società.
Addio pizzo si occupa principalmente di sostenere e proteggere i commercianti che
vogliono
dire
NO
al pagamento del pizzo. La
nostra guida ci ha mostrato moltissimi
esempi di forti personalità antimafia sia
del passato che del presente. Partendo dal
passato abbiamo potuto conoscere la vita
di persone come Falcone, Borsellino,
Chinnici, dalla Chiesa ed altri che hanno
dato la loro vita per la libertà. Questi
uomini sono ricordati nella piazza della
giustizia, davanti al tribunale, dove sono
incisi i loro nomi. Un altro importante
esempio di antimafia è rappresentato da
Peppino Impastato, un ragazzo giovane
proveniente da famiglia
mafiosa, il quale aveva però
capito che la Mafia era “una
montagna di merda”, come
lui diceva e per cui fu ucciso. Noi abbiamo potuto conoscere questo grande personaggio grazie alla madre
e al fratello i quali in onore
di Peppino hanno aperto la
loro
casa
chiamandola “Casa Memoria”, nella
quale ospitano tutti coloro
che vogliano interessarsi
sull’argomento e al fine
di sensibilizzare la gente.
Attualmente vi sono molte
altre persone che cercano di combattere
questo fenomeno criminale; tra queste vi
sono persone famose come Ingroia e Saviano ma anche meno famose tra cui Pino Maniaci, da noi personalmente incontrato. Quest’uomo è uno degli uomini più
coraggiosi che abbiamo mai conosciuto.
Egli è il proprietario di una televisione
locale “Telejato” nella quale tiene un
telegiornale
di
Antonio
due ore nel quale
Vassallo, uno dei
dice ciò che gli
primi testimoni
altri non dicono.
oculari della
Lui nel suo tg
strage
di Capaci
spesso
accunella quale hanno
sa politici
che
perso la vita il
hanno giri di
famoso
giudice
mafia di cui però
antimafia Giovanni
nessuno parla,
Falcone, recatosi
prende in giro
sul luogo del delitto
mafiosi e ne parcapì che era
la senza mezzi successo qualcosa di
termini. Pino per grosso così, essendo
questa sua attivi- lui un fotografo, si
tà è stato più mise a fotografare l’
volte minacciato, agghiacciante scena.
gli è stata fatta
saltare in aria la macchina e hanno provato ad ucciderlo; nonostante questo rifiuta
la scorta perché non vuole mettere in
pericolo persone innocenti ritenendo che
se la mafia vuole ucciderti non c’è scorta
che tenga. E’ appunto per queste persone
che non è giusto giudicare la Sicilia per
sentito dire. Dopo questo viaggio noi
della classe abbiamo capito che per conoscere veramente un luogo bisogna viverne la realtà. Ed è per questo motivo
che riteniamo che sia un esperienza da
riproporre ai ragazzi dopo di noi.
A cura delle classi 4^ B IGEA e 4^ B Mercurio
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
L’ODISSEA PER UNA TAZZA DI TE’
Il nuovo spettacolo della Compagnia teatrale del nostro Istituto al Teatro
Cavallerizza, 13 maggio 2013. Intervista alla responsabile del progetto.
(segue dalla prima pagina) Prof.ssa
Aleotti come nasce la decisione di fondare I Tipi Scomodi? Dalla passione per
il teatro, aiuta i ragazzi a esprimersi e
inoltre cambia se stessi. Ci può parlare
del concorso dell’anno scorso? Il gruppo parteciperà anche quest’anno? Sì,
parteciperà. Il concorso è stato indetto
dalla Fondazione Teatri per le scuole
superiori e fornisce gratuitamente il teatro La Cavallerizza; è un segno di riconoscimento alle migliori compagnie. Che
ruolo svolge lei? Coordino la compagnia, scelgo il regista e gli propongo ruoli e
testo, mantengono i Collegamenti tra i
Fondazione dei Teatri e la scuola. Dal stato appena introdotto al teatro ed aiuta
2008/09 la compagnia è seguita dai regi- a far socializzare i membri del gruppo, è
tutto affidato agli attori ed alla
sti dell’Associazione Maloro immaginazione. Ti ha colpimimò, più specificatamente
TELEMACO:
negli ultimi due anni dal
to qualcosa in particolare dei
regista Luca Cattani. E’ il “Allora!...Ritorni ragazzi? Si, il fatto che prendano
secondo anno che lavori da noi sulle tue tre tutto con leggerezza, sembra
con I Tipi Scomodi, come navi? Dopo dieci sempre che non mi ascoltino ed
alla fine scopro che rimane tutto,
ti trovi con i ragazzi? Beanni! Ce ne hai
si nota guardando come sono
ne, ma è sempre differente
perché ogni anno ne arriva- messo di tempo!... cambiati da inizio anno. Il teatro
Il tuo palazzo è
serve per scoprire se stessi prima
no di nuovi ed anche i
occupato da
di tutto, ci aiuta ad interagire con
“vecchi” non risultano mai
gli altri. A prescindere dal risuluguali a quelli che erano
pretendenti
tato è una grande soddisfazione
l’anno precedente. Sono
ignobili.”
andare in uno dei teatri più belli a
ragazzi vivaci, non dei rofare uno spettacolo davanti ad un
bot, hanno idee e vengono
sempre ascoltati; sicuramente aiuta la pubblico; portare a termine il progetto è
differenza di età, che è davvero leggera, i la cosa più importante, perché riuscire in
ragazzi più grandi aiutano i più piccoli. questo significa aver lasciato
Anche la mia età aiuta. Parlaci dello un’esperienza ai ragazzi. Il regista allarga
spettacolo di quest’anno Mi era venuto l’invito a partecipare al progetto a tutti
in mente l’anno scorso per via del grande gli studenti del polo Scaruffi-Levi-Città
numero dei componenti. È un testo sim- del Tricolore, incoraggiando a fare una
patico, per ragazzi giovani, ed è senza nuova esperienza e nuove conoscenze.
eccessive preoccupazioni. Aiuta chi è
LA TUA IDEA DI IMPRESA
Siamo alla quinta edizione del
progetto “La tua idea di impresa” e questo è un segnale evidente che l’iniziativa funzioni
e che venga ben accolta dai
ragazzi delle scuole superiori
di tutta Italia. L'iniziativa si
caratterizza per l’approccio
innovativo e dinamico, e promuove la comunicazione diretta tra gli imprenditori e gli
studenti del territorio. Questa
idea è nata con lo scopo di
promuovere l'autoimprenditorialità tra i giovani; è poi diventato una gara nazionale al
suo terzo anno consecutivo ed
è stato adottato da Confindustria e da SFC - Sistemi Formativi Confindustria, e l'iniziativa è inoltre progetto ufficiale
nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ed è
realizzata con il patrocinio del
Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. I video dei
progetti d'impresa degli studenti, corredati da un business
plan, sono pubblicati sul sito
www.latuaideadimpresa.it, e la
votazione on line dei progetti è
riservata agli imprenditori di
Confindustria
Alessandria.
L’edizione nazionale 2013
vede schierarsi scuole provenienti da Benevento, Bergamo,
Bologna, Ferrara, Genova, La
Spezia, Macerata, Monza e
Brianza, Padova, Parma, Perugia, Reggio Emilia, Sicilia,
Trieste, Varese, Venezia, Verona, con 88 istituti superiori
coinvolti in tutt'Italia e 111
progetti in gara.
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
AIR MAINTENANCES,
E GLI AEREI DECOLLANO DI NUOVO!!
Questo è il nome del progetto che ha visto la classe 4c
mercurio partecipare, a nome
di tutta la scuola, presentando
questa nuova idea di impresa,
una società che si occupi di
locazione agevolata e concessione di piazzole e parcheggi
per gli HANGAR. Tutto ciò
ovviamente
utilizzando
l’aeroporto di Reggio Emilia,
e permettere così di far rivivere
parte
storica
dell’economia reggiana; infatti le Reggiane erano leader
nel settore dell’aviazione fino
al secondo dopoguerra. Per la
realizzazione del progetto, e
quindi per le riprese del video, ci siamo recati una mattina
alla sede della Confindustria
in centro dove ci hanno spiegato come si sarebbero effettuate le riprese. Abbiamo
fatto una sintesi delle peculiarità e particolarità delle nostra
Pagina 3
impresa e poi … abbiamo
recitato come fossimo rappresentanti dell’impresa stessa,
proprio per promuovere la
NOSTRA IDEA. A mio parere è stato davvero un progetto
interessante; abbiamo sperimentato un contesto diverso
da quello scolastico, ma comunque inerente alle materie
che stiamo studiando e a
quelli che potrebbero essere i
nostri futuri impieghi, come
rappresentanti o manager di
grandi imprese. Il giudizio
complessivo è davvero positivo; spero di avere l’occasione
di rifarlo l’anno prossima
perché l’ho trovato davvero
costruttivo e stimolante. Invito tutti quanti a guardare il
nostro video che potete trovare
sul
sito
www.latuaideadimpresa.it,
insieme ai video di tutte le
altre scuole partecipanti al
IL RACCONTO DELL’OPERAZIONE
ANTHROPOID
Copertina del libro di Ivanov sull'attacco a Heydrich
NELE FOTO ALCUNI MOMENTI DELLA
TOCCANTE COMMEMORAZIONE AL
MONUMENTO DEI BAMBINI CADUTI
PER MANIO DEI NAZISTI
Pagina 4
Reinard Heydrich era il principale
collaboratore di Himmler. Si dice che
in ordine di importanza nel Reich lui
fosse al terzo posto, subito dopo Himmler e Hitler. Fu proprio quest’ultimo
ad inviarlo a Praga nel 1941 come
Governatore del Protettorato di Boemia e Moravia. Fu proprio in questo
termine che uccise indiscriminatamente oppositori del regime nazista ma
anche persone comuni. La popolazione non ne poteva più, ma ovviamente
mancava il coraggio di ribellarsi. Verso l’ottobre dello stesso anno Edvard
Benes si mise in contatto con Charles
de Gaulle e Winston Churchill, dichiarandosi disponibile ad organizzare un
piano per uccidere Heydrich ma chiedendo in cambio di revocare il Patto di
Monaco del 1938 per togliere la Cecoslovacchia dalle mani di Hitler. Misero in addestramento un reparto di paracadutisti e chiamarono questo gruppo “Anthropoid”. La mattina del 27
maggio 1942 misero in atto il loro
progetto; non riuscirono però ad uccidere Heydrich, che morì solo otto
giorni dopo ricoverato nell’ospedale di
Praga. Come previsto, la reazione dei
nazisti fu tremenda: rasero al suolo il
paesino di Lidice, che con questo attentato non centrava nulla, e loro lo
sapevano benissimo. Tutti gli abitanti
furono deportati, i bambini sotto i 15
anni vennero presi e si cercò di darli in
adozione a famiglie delle SS. Purtroppo il procedimento durava troppo per
le lunghe, e solo 7 di questi bambini
vennero dati in affido. Gli altri 82
bambini erano considerati un fastidio,
e vennero brutalmente uccisi con i gas
di scarico dei camion. Ma i nazisti non
erano sazi: volevano sapere chi erano i
responsabili di ciò che era successo.
Chiusero Praga, in modo da non permettere a nessuno di uscire o di entrare. Un parroco aveva nascosto i sette
giovani
paracadutisti nella cripta,
quattro nella parte sotterranea e tre sul
soffitto, in modo da far da guardia per
un eventuale arrivo dei nazisti. Nessuno o quasi sapeva dove si nascondessero, tranne la famiglia che portava
loro il cibo. Per precauzione ogni
componente di questa famiglia si portava sempre dietro una boccetta di
veleno, così se i nazisti li avessero
fermati per chiedere qualcosa sarebbero morti col loro segreto. Qualcuno
fece la spia, e da questa famiglia arrivò la visita di sicuro non ben accetta
delle SS. Tutti si avvelenarono, tranne
un ragazzo di circa 17 anni che, forse
per paura, non lo fece. Sotto duro interrogatorio indicò dove si nascondevano. I nazisti arrivarono, uccisero per
primi i tre ragazzi che facevano da
guardia e poi per far uscire gli altri
quattro allagarono la cripta. Quando
videro che non avevano risultato, fecero saltare il pavimento con la dinamite
ma i paracadutisti, piuttosto che farsi
prendere vivi, si suicidarono contro il
nazismo sparandosi coi loro fucili.
A CURA DI ERIKA SAPONARO
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
VIAGGO DELLA MEMORIA 2013
TEREZINE E PRAGA.
DIARIO DI BORDO DI ERIKA SAPONARO
Mamma mia che neve!! L’undici febbraio, alle 23:30, era fissata la nostra
partenza dal tribunale. Quindi noi ragazzi di 4A e 5B dell’Istituto Città del Tricolore ci siamo ritrovati, abbiamo cercato il nostro pullman in mezzo agli altri e
siamo partiti. Viaggio abbastanza tranquillo.. abbiamo dormito tutti! Poco
prima del nostro arrivo ci hanno consegnato alcune cartine e un libretto con ciò
che avremmo poi visitato, in modo da
potercene fare un’idea (se solo
l’avessimo letto..!). Siamo arrivati a
Praga intorno alle ore 12 del giorno dopo. Tempo di lasciare le valigie in hotel
e subito al centro commerciale che avevamo proprio di fianco. Alle 14:30 la
prima guida ci ha fatto fare un veloce
giro turistico del centro storico di Praga,
dalla torre dell’orologio fino al Ponte
Carlo. Che posti meravigliosi! Soprattutto il ponte, con quel leggero velo bianco
di neve sotto i nostri piedi che, oltre a
qualche scivolata inevitabile, ha dato
un’aria romantica e quasi poetica a tutto
il paesaggio. Il resto del pomeriggio
eravamo liberi, ma ci siamo ritrovati per
cena in un locale.. non meglio identificabile. Non per cattiveria, ma il cibo ci ha
lasciati a desiderare. Il pensiero generale
è stato “Zuppa di porri? Ok, mangerò il
secondo..” Se non fosse che il secondo è
stato ancora peggio! Per fortuna ci era
rimasto qualcosa dal viaggio di andata!
Secondo giorno: per la prima volta facciamo colazione in hotel. C’è di tutto! E
finalmente tutti mangiano. Poi si parte
alla volta del castello. Qui ci spiegano
che in realtà Praga è divisa in quattro
parti: città grande, città piccola, città
vecchia e città del castello. Abbiamo
assistito al cambio delle guardie, c’era
molto freddo e più volte abbiamo fatto
pause prendendoci un vin brulé o semplicemente per riprendere temperatura.
Abbiamo visitato la Basilica di San
Giorgio, piena di stupendi mosaici, e
tante altre cose che ci sono rimaste impresse. Stavolta il cibo è stato meglio, se
non altro! Terzo giorno: andiamo dentro Josefov, il quartiere ebraico, a visitare la sinagoga e il cimitero. Ci dicono
che questa è la sinagoga più vecchia
d’Europa e tutt’oggi è utilizzata per il
culto in occasioni speciali. Il cimitero è
a strati, fa quasi impressione, non possiamo entrare ma ce lo raccontano. Dopo pranzo ci raccontano dell’ Operazione Anthropoid, che è la parte che ci è
rimasta più impressa. Anche se mezzi
addormentati per via dell’abbiocco abbiamo tutti seguito il racconto della storia e vedere il punto esatto in cui si è
svolta la vicenda ci ha fatto venire i brividi. Quarto giorno: finalmente visitiamo Theresienstadt. Ci raccontano che
questa città viene costruita nel 1700
come città militare per difendere Praga
da eventuali attacchi provenienti dal
Nord. Durante la prima guerra mondiale
fu utilizzata come prigione ed è per questo ed altri motivi che è stata scelta come campo di concentramento nella seconda guerra mondiale. Non era un campo di sterminio, bensì di smistamento:
infatti molto vicino passa tuttora la linea
ferroviaria che portava direttamente al
campo di Auschwitz. Abbiamo visitato
un edificio che ora è un museo, ma durante la guerra era dove venivano tenuti
i bambini e ci ha fatto rabbrividire vedere quattro muri pieni dei nomi di tutti i
bambini morti durante la guerra e altri
muri contenenti i loro disegni.. Quinto
giorno, si riparte. Prima, però, una sosta
di tutte e cinque le scuole nella piccola
cittadina di Lidice. Mai sentita? Ovviamente. Per motivi molto futili e senza
alcuna colpa degli abitanti di quel preciso paese, i nazisti l’hanno raso al suolo,
cancellandolo addirittura dalle cartine
geografiche. Ora, nella piazza, resta solo
la statua degli 82 bambini morti, ed è ciò
che siamo andati a commemorare. E
dopo le parole di alcuni di noi, pieni di
emozioni forti e di pensieri da riordinare
in testa abbiamo affrontato il viaggio per
tornare a casa nostra.
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
In alto il logo del Viaggio della
memoria 2013 creato da ISTORECO.
In mezzo una foto del campo di
concentramento di Terezine,
vicino a Praga.
In basso gli studenti esausti ma
soddisfatti durante il viaggio di
ritorno a Reggio.
Pagina 5
Dante intervista Lucifero
Di Matteo Senatore
Il viaggio di Dante nell’Inferno proseguiva. Il paesaggio dell’Inferno era sempre lo stesso: buio. Accompagnato da
Virgilio, Dante arrivò nell’ultimo cerchio dell’Inferno, dove sono puniti i
traditori. Questo cerchio era un enorme
lago ghiacciato, il Cocito, che teneva
imprigionate le anime dei peccatori. Vi
era una bufera di neve molto violenta
che non cessava nemmeno un secondo.
Poiché era tutto molto buio, Virgilio
accese una candela, e così, proseguirono. Vi era uno strano silenzio, si sentiva
solo il rumore della bufera. I due arrivano alla sponda del lago e iniziarono ad
attraversarlo, ma ad un certo punto,
Dante inciampò in una testa che usciva
dal ghiaccio: era la testa di Giangiotto
Malatesta, punito perché tradì la moglie
e il fratello. Arrivarono al centro del
lago e videro un mostro enorme: Lucifero. Lucifero aveva una testa, con tre
bocche, con le quali divorava tre anime.
Era ricoperto di peli neri e aveva sei ali
da pipistrello. Visto che era incastonato
nel ghiaccio, Dante si avvicinò perché
voleva parlargli e gli disse: “Chi sei tu
mostro?” Rispose: “Sono Lucifero, signore degli inferi” e Dante: “Quale peccato ti ha fatto venire nel punto più basso dell’Inferno?” lui: “Ho tradito colui
che ha tradito tutto, insieme ed altri”,
Dante rispose: “ Parlami di come eri, se
nessuno lo vieta”. Lucifero iniziò a parla- finì di parlare, Dante chiese:” E gli altri
re: “ Un tempo, ero l’angelo più bello di angeli, quelli che si sono astenuti, che
tutto il Paradiso, ero il preferito di Dio…”; fine hanno fatto?”, rispose:” Anche loro
Dante, sapendo che Dio non poteva essere sono stati puniti, si trovano nel girone
nominato nell’Inferno iniziò ad avere pau- degli ignavi. Dio non poteva tenerli al
ra. “Svolgevo tutti i compiti che
Suo fianco poiché sarebbero
egli mi dava, ed ero felice di fare
stati meno belli degli altri
Un giorno mi
tutto. Ero molto fiero di me. Le
angeli, ma non possono stradecisi radunai
anime dei beati mi aspettarono,
re nemmeno nel profondo
quasi quanto Lui e fu questo a tutti gli angeli del Inferno, poiché i dannati pofarmi piombare nel peccato: ini- paradiso: volevo trebbero vantarsi. Non parliasapere chi, come
ziai ad essere invidioso nei Suoi
mo di loro, perchè non lo
me, credeva di
confronti, credevo di essere mi- essere superiore a meritano.”. Dante gli chiegliore di Lui. Un giorno mi decisi Dio. Molti angeli, se:”Chi sono le tre anime che
radunai tutti gli angeli del paraditu divori?”, e lui:” Sono i
Gli rimasero
so: volevo sapere chi, come me,
traditori delle massime autofedeli, altri
credeva di essere superiore a Dio.
rità: Giuda, che tradì Cristo
invece, non si
Molti angeli, Gli rimasero fedeli, pronunciarono. (Chiesa), Bruto e Cassio, che
altri invece, non si pronunciarono.
tradirono Giglio Cesare
Tuttavia, riuscì a convincere un gruppetto (Impero).”. Dante fece l’ultima domana schierarsi dalla mia parte. Il mio piano da a Lucifero: “Se tornassi indietro, rifaera quello di esiliare Dio dal Paradiso (con resti quello che hai fatto?”, Lucifero:”
tutti gli angeli a Lui fedeli) e sostituirlo. Non posso dirtelo, Dio non vuole che tu
Ma un angelo a me fedele, per ottenere il lo sappia, ma ormai non importa più,
perdono di Dio mi tradì e fummo scoperti. visto che sono condannato a stare qui
L’Onnipotente ci strappò le ali e ci esiliò per sempre. Il tuo tempo nell’Inferno è
sulla Terra: la nostra caduta creò questa terminato; per arrivare nel Purgatorio
voragine. Arrivato nel punto più vicino al devi calarti per il mio copro. Vai.”. E
centro della Terra, decise di bloccarmi nel così Dante e Virgilio arrivarono nel Purghiaccio e cambiò il mio aspetto, trasfor- gatorio e Dante era finalmente riuscito a
mandomi in un mostro. I miei compagni sapere quelle che erano le origini del
sono imprigionati nel ghiaccio che devo male, provano un po’ di pietà per Lucicreare muovendo le ali”. Appena Lucifero fero.
Senatore Matteo
UN LIBRO CONTRO LA MAFIA PER DIRE CHE LA FILOSOFIA
MAFIOSA NON E’ SOLO IN ITALIA MA DAPPERTUTTO
(continua dalla prima) ha conosciuto la ‘ndrangheta il 15 agosto del 2007, nella pizzeria “ Da
Bruno” di Duisburg dove si stava festeggiando un compleanno e
in un momento della serata ci
f u r o n o 7 0 c o l p i e 6 m or t i . I l f a t t o s t r a n o c he s t u p ì , e d e l u s e s o p r a tt u t t o, l a g i o r n al i st a R e s k i f u
c h e l a G e r ma n i a r i m a s e i m p a s si bile, non fece nulla e non creò
n e m m e n o d e l l e n u o ve r e g o l e
c o n t r o l a ma f i a . A ll o r a l a g i or nalista decise di andare a fondo
d i q u e s t a s t o r i a e c o m pr e s e c h e
non era poi così strano perché i
t e d e s c hi c on s i d e r a v a n o l a m a f i a
un problema italiano, e non loro.
I n f a t t i i 6 m o r t i c h e c i f ur o n o
quel giorno erano italiani Petra
Pagina 6
R e s k i r a cc o n t a a n c h e che n e l l a s ua
r i c er c a s c op r ì c h e a p a r t i r e d a g l i
a n n i ’ 7 0 i n G e r m a ni a ve n n e r o c o s t r ui t e d a l l a ‘ n d r a n g he t a p i ù di
300 ristoranti. Essi confidavano
n e l l a p o s s i b i l i t à c h e ge s t e n d o u n
r i st o r a nt e no n d e s t a v a no s o s p e t t i ,
mentre loro tranquillamente facevano il loro sporco lavoro di cont r a b b a n d o . E n e g l i a n ni ’ 8 0 m o l t e
p i z z e r i e v en n e r o b r u c i a t e p e r c h é
s i r i f i u t a v a n o d i p a g a r e i l p i z z o.
P e t r a R e s ki d o p o l e s u e i n d a g i n i s i
m i s e i n vi a g g i o p e r C or l e o n e , ( da
c u i p r e s e sp u n t o p e r i l t i t o l o d e l
l i b r o) , e l u n g o q u e s t o v i a g g i o
c o m p r e s e c he t u t t i q u e sti i n c e n di e
l e p e r s o n e p r e s e i n o st a g g i o n o n
e r a n o p o i cos ì c as u a l i , t u t t o q u e sto era opera della ‘ndrangheta.
La Reski nel suo primo libro
“ S a n t a M a f i a ” d e c i s e d i s c r i v er e i
nomi e cognomi veri delle persone
sospettate, a seconda dei rapporti
d e l l a p o l i z i a f e d e r al e t e d e s c a ( l a
B K A ) , e d i c h i a r ò c h e i m a f i o si
c h e d o v e v a n o e s s e r e g i u d i zi at i
non vennero mai giudiziati a causa dei movimenti dei mafiosi e dei
g i u d i c i c o r r o t t i . E a c a u s a d el
c o n t e n u t o d e l s u o l i b r o l a R e s ki
v e n n e m i n a c c i a t a e i nt i m i di t a . L a
c o s t r i n s e r o a d e l i mi na r e al c u n e
pagine del suo libro “Santa Mafia” e lei le tolse a malavoglia.
P o c o t e m po d o p o l a g i o r n a l i s t a
a d o t t ò u n o s t r at a g e m ma e f f i c a c e e
r i p u b b l i c ò i l s u o l i br o c o n d e n t r o
l e p a gi n e m a n c a n t i , c r e a n d o m o l t o
s c a l p o r e i n G e r m a ni a.
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
Intervista impossibile a Dante Alighieri
di Gaspari Elisa
E’ tardi, sono le 23,30. Oggi ho studiato parecchio per la prova di domani. Sarà su Dante e non sono sicura di
avere capito proprio tutto su di lui.
Comunque, appena tocco il cuscino,
crollo. Non è un sonno tranquillo,
piuttosto un lungo incubo. Sono in
una strada buia, vicino ad una chiesa
da dove escono
canti religiosi. Sto
“La politica,
quando si fa
cercando di capire
cattiva, è molto
dove mi trovo,
pericolosa.
quando vedo avviGuelfi,
Ghibellini,
cinarsi verso di me
Guelfi
bianchi,
una figura d’uomo
Guelfi
neri.
con una lunga veEcco, con tutte
ste rossa ed una
queste divisioni,
corona d’alloro in sono stati anni e
testa. Ha un libro
anni di lotte, di
aperto in mano. Lo morti, di vendette
riconosco subito, è e di esilio per gli
tutto il giorno che
sconfitti”.
osservo la rappresentazione del quadro sul libro di italiano. E’ Dante e non so perché è qui
davanti a me e sembra più vivo e sveglio di me. Ne approfitto, domani ho il
tema su di lui. Lo fermo con gentilezza e comincio con le domande. -Ma lei
è Dante Alighieri? E’ uguale alle descrizioni e ai quadri che la rappresentano.
Cosa ci fa da queste parti? E dove ci
troviamo? “Siamo a Ravenna. Mi trovo
qui perché ho un cattivo rapporto con la
mia patria, Firenze. La politica, quando
si fa cattiva, è molto pericolosa. Guelfi,
Ghibellini, Guelfi bianchi, Guelfi neri…
Ecco, con tutte queste divisioni, sono
stati anni e anni di lotte, di morti, di
vendette e di esilio per gli sconfitti”. Come ha vissuto tutti questi anni lontano dalla sua patria? “Ho vissuto e vivo
tuttora nelle corti italiane: a Verona
presso gli Scaligeri, in Lunigiana dai
Malaspina e ora sono
qui, a Ravenna, presso i
Da Polenta. Vivo della
generosità altrui o mi
mantengo lavorando per
loro”. -In tutti questi
anni ha scritto qualche
opera?
“Certamente,
scrivere è stata la mia
salvezza. Fin da fanciullo ebbi questa passione.
Ho or ora terminata
l’opera che definisco il
mio capolavoro: La
Commedia”. -La conosco: “nel mezzo del
cammin di nostra vita….” “Sono stupefatto.
Come fa a conoscerla?” - Non si preoccupi. Piuttosto torniamo alla Commedia,
perché si chiama così? “Il termine Commedia deriva da “comos” che significa
contado, campagna e “oda” che significa canto. Quindi si potrebbe dire che la
Commedia è un canto rustico, campagnolo. La mia è piuttosto impegnativa,
anche per il tema, l’aldilà”. - E’ un argomento ostico; com’è strutturato questo viaggio oltre la morte? “Principiamo
col dire che è un viaggio diviso in tre
ALCUNE IMMAGINI DELL’INFERNO DANTESCO CON IN PRIMO PIANO LUCIFERO. SOTTO IL CLASSICO RITRATTO DI
PROFILO DEL POETA
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ho
immaginato di scendere nel cuore della
terra, nel regno del male. Di salire la
montagna del Purgatorio ed infine di
arrivare ai cieli del Paradiso, fino alla
visione di Dio. Il numero tre ed il numero
dieci sono numeri fondamentali per questo. Specialmente il primo,
simbolo della Trinità. Tre
sono le cantiche, trentatre
sono i canti di ciascuna,
uno è il proemio. Quindi in
tutto i canti sono cento”. Conosco le riflessioni sulla
numerologia medievale.
Ma veniamo ai contenuti
del viaggio. Quale dei tre
regni dell’aldilà ha descritto con maggiore passione?
* Credo di poter dire
l’Inferno. Ho lasciato libera la mia fantasia e ho
descritto luoghi e situazioni. Ho immaginato i peccatori e le pene secondo
quella che ho chiamato legge del contrappasso”. - Come Paolo e Francesca,
fin da vivi travolti dal vento della passione e che ora si trovano in balia di un vento infernale? “Sicuro, loro sono condannati per l’eternità. Ma c’è qualcosa in
loro che mi ha sconvolto. L’amore, anche
quello del peccato, ha sempre qualcosa
di magnifico, di straordinario”. - A proposito di amore, che ruolo ha avuto Beatrice nella sua vita? “Beatrice… Tanto
gentile e tanto onesta pare… Lei è stata
la mia stella polare. La guida silenziosa
della mia vita. Il nostro non era amore,
era molto di più. Non è stato desiderio o
passione. Era semplicemente avere una
donna per cui scrivere, da lodare, da
guardare. Non a caso ho scelto proprio
lei come accompagnatrice nel Paradiso”.
- Se permette vorrei farle un’ultima domanda: come mai ha scritto la Commedia
in volgare? “Devo dire che ci ho pensato
a lungo. Potevo scriverla in latino, come
ho fatto con la maggior parte delle mie
opere. Ma ho pensato che in questo modo
avrei attirato a leggere un pubblico più
numeroso”. Mentre Dante sta rispondendo alla mia domanda sento un leggero dolore allo stomaco. Il dolore aumenta. Mi sveglio e ricordo: ieri sera
ho mangiato pesante. Forse è stato meglio così. Ho avuto l’occasione di intervistare Dante, oppure ho semplicemente ripassato quello che avevo studiato.
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ZOO STATION
Time is a train makes the future the past. We’re just standing in the station, your face pressed up against the
glass..
A: facciamo il delta che diventa B2 – 4 AC; quattro per
uno? Passatemi una calcolatrice!
Prof: ah ah ah la calcolatrice!
____________
S: Sai che libro sto leggendo? 50 sfumature di grigio.
M: Ma che cosa leggi io ti avevo detto di leggere bianca
in una bottiglia per lanciarla giù dalla finestra, con scritto “SALVATEMI DA DIRITTO!”?
Z: No ma Prof adesso esistono gli sms con scritto
“ODDIO HO DUE ORE DI DIRITTO!”
___________
F: Prof posso andare in bagno?
Prof: ancora?
S: ah sì, è che ho confuso i colori.
F: no ma prima sono andata a prendere l’acqua.
____________
M: Prof se la sta per fare addosso!!
Prof: Z. cosa stai scrivendo? Un bigliettino che poi metti Prof: mi dispiace doveva bere meno.
come il latte e rossa come il sangue.
COOMING SOON
film maggio 2013 — di Mara e Erika
“BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE”
Quando l’amore tra teenager commuove i grandi
Leo (Filippo Scicchitano) è un sedicenne che si divide tra
musica, bici e calcetto. Per lui non esistono mezze misure, solo
il Bianco e il Rosso. Bianco come il silenzio, il vuoto assoluto
e la noia, Rosso come i capelli di Beatrice (Gaia Weiss), la
ragazza del quarto anno “bellissima e irraggiungibile” che fa
sognare ad occhi aperti. Leo si preoccupa poco della scuola,
tanto sa che i compiti può copiarli dall’amica del cuore
(Aurora Ruffino), ma fa lo stesso amicizia con il professore di
lettere (Luca Argentero), che gli insegna a coltivare i sogni.
Quando finalmente conosce il sogno più bello, lei si è
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ammalata di leucemia e ha perduto tutti i capelli. Il ragazzo
non molla: fino alla fine resta vicino alla sua amata e per salvarla arriva a donare il midollo osseo. Tratto dal bestseller del
professore di liceo Alessandro D’Avenia, “Bianca come il
Latte, Rossa come il Sangue” (nelle sale il 4 aprile con 01) è
chiaramente diretto a un pubblico di teenager, ma sa arrivare
anche al cuore degli adulti.
TLS News” - ANNO IV — NUMERO 5 - MAGGIO 2013
APRILE 2013: GITA DI CLASSE A PARIGI. UN’ESPERIENZA UNICA!!!!
Di Alessandra Baravelli
Il 6 Aprile 2013, alle ore 4.30, gli alunni
della classe 3^D, si sono ritrovati, insieme
ad altre tre classi dell’istituto, per la gita
d’istruzione a Parigi organizzata dal professore Ettore Montanari. Alle 5.00, tutti
gli studenti sono pronti ed entusiasti di
partire per l’attesissima, e purtroppo unica,
gita dell’anno scolastico. Dopo circa 15 ore
di viaggio in pullman, tra dormite, risate e
soste, i ragazzi sono arrivati, finalmente,
all’Hotel Ibis di Parigi dove avrebbero alloggiato per i seguenti 3 giorni e, senza perdere
tempo, hanno incominciato subito a visitare la
città: in particolare si sono recati ad ammirare
la bellissima ed ammaliante Torre Eiffel illuminata nella notte da più 1000 luci. Rientrati in
Hotel i ragazzi hanno avuto modo di sistemarsi
definitivamente nelle proprie camere. L’hotel
era ben arredato e confortevole, con un’ottima
colazione fatta eccezione per la cena e per le
camere troppo strette. Il giorno seguente, dopo
la colazione, gli studenti hanno visitato, sotto
l’indicazioni di una guida esperta, il centro di
Parigi. Verso l’ora di pranzo sono stati lasciati
dagli insegnati liberi per circa un’ora, arco di
tempo in cui ciascuno di loro poteva decidere
per conto proprio cosa fare. Verso il pomeriggio si è presa la decisione di fare un giro turistico dei monumenti principali della città in
pullman. All’ora di cena si sono recati nel ristorante, in centro, che collaborava con l’Hotel
dove hanno mangiato piatti tipici del luogo, i
cui nomi non rammento. Il secondo giorno, fu
forse quello più interessante e divertente oltre
che estremamente affascinante, poiché hanno
visitato la Reggia di Versailles; un vero
spettacolo per gli occhi, anche se il tempo
non era di certo favorevole. Qui i ragazzi
sono stati lasciati liberi di visitare la Reggia o i giardini con l’obbligo di presentarsi
nel pomeriggio davanti ai cancelli per andare a visitare la Città della scienza nei
pressi di Parigi. Molti di loro sono rimasti
affascinati nell’ammirare l’immensità della
Reggia anche se non era nel suo massimo
splendore: chiunque la guardasse sia
dall’esterno che dall’interno ne rimenava rapito. Conclusa la visita a Versailles la comitiva
si è diretta alla Città della scienza, dove purtroppo, a causa di un disguido, passarono ore
prima di poterla visitare. Verso sera, come al
solito, tornarono al ristorante in centro per la
cena. Il terzo e conclusivo giorno, dopo la
colazione, verso le 7.00 del mattino i ragazzi
con le valige e l’animo un poco amareggiato si
sono preparati per tornare in Italia. Nel tragitto
del ritorno gli insegnanti decisero di fare una
particolare sosta di alcune ore in una piccola
città di origine medioevale chiamata Bonne
dove i ragazzi divisi in gruppi visitarono un
tipico ospedale dell’epoca. Ripreso il viaggio,
che sembrava non volgere al termine, molti
dormivano, ballavano, mangiavano e consolidavano i legami d’amicizia appena stretti.
Verso 12.00 arrivammo nei pressi del Tribunale a Reggio Emilia dove i genitori impazienti e curiosi aspettavano i loro figli. In conclusione la gita fu per la maggior parte
un’esperienza a livello culturale ma anche di
crescita individuale molto balla e importante.
L’unico lato negativo forse era il viaggio che
per molti è stato struggente.
In ordine sparso: Simone Brugnano, Erika Di
Maria, Fatjona Rrokaj, Laura Montanari,
Denis Baraldi, Davide Corradini, Chiara Aldini (quella voltata dall’altra parte), Barbara Ferraro, Mara Ciciriello, Marta Pavarini,
Miriam Fraoui, Taibe Rrokaj, Alessandra
Baravelli, Duran Gunasegaran, Arbis Farruku, Erika Saponaro, Salma El Moutaouakil,
File Beu, Aldo Belvedere (SEMPRE assente
GIUSTIFICATO). Inoltre i Prof.: Luca
Bassi e Maria Salvioli Mariani (che non ci
sono ma hanno fatto la foto). E con la gentile partecipazione di Roberta Bordignon.
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Aprile - Maggio 2013 - scaruffi-levi