PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Sussidio di preghiera per i campiscuola PGS
Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di san
Paolo, il 150° della nascita della congregazione salesiana. San
Paolo e don Bosco: due grandi santi che profondamente hanno
inciso nella storia della Chiesa. Due santi, un tema comune: la
carità, l’amore. Duemila anni fa circa san Paolo scrisse uno
stupendo inno all’amore, 150 anni fa circa Don Bosco ispirò la sua
opera educativa a questo stesso inno.
In questa settimana proviamo a riprenderne alcune caratteristiche
e le facciamo oggetto della nostra preghiera, affinchè possiamo
interiorizzare e chiedere al Signore Gesù la grazia di crescere in
questi atteggiamenti che sono alla base dello stile educativo di San
Giovanni Bosco e dunque indispensabili nel nostro cammino come
alleducatori nello stile del Sistema Preventivo.
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Alleducatore in preghiera
Istruzioni per l’uso:
Suggeriamo di utilizzare il momento di preghiera strutturato
PREGHIAMO INSIEME nella preghiera del mattino e lasciamo, visto le
diverse scansioni dei tempi ai campi scuola, la libertà di strutturare la preghiera
della sera nella Buona Notte o in altro tempo e a questo proposito forniamo del
materiale nella sessione “antologia di preghiere”.
Dopo la sessione “Antologia di preghiere” c’è una proposta di celebrazione
penitenziale e di Celebrazione Eucaristica.
I canti del momento di preghiera del mattino sono riportati in fondo al libretto e
in formato mp3 nel cd allegato.
Nel cd troverete delle clip art che rappresentano i simboli usati nella
preghiera del mattino e che si possono incollare ogni giorno su un cartellone dal
titolo INNO ALLA CARITA’ DELL’ALLEDUCATORE
TABELLA RIASSUNTIVA PREGHIAMO INSIEME
Introduzione
1° giorno
Password
(Atteggiamento/tema)
Inno alla Carità
E’ paziente
2° giorno
E’ benevola
3° giorno
Non è invidiosa, non
si vanta
Non manca di
rispetto
Non cerca il suo
interesse
4° giorno
5° giorno
6° giorno
Conclusione
Non tiene conto del
male ricevuto
L’amore che educa
Parola di Dio di
riferimento
I Cor. 13,4-8
Il seminatore
Mc 4, 1-20
Il grano e la zizzania
Mt 13, 24-30
I talenti
Mt 25, 14-30
L’adultera
Gv 8, 3-11
Il buon samaritano
Lc 10, 29-37
Il Padre Misericordioso
Lc 15, 11-32
I Cor 13, 1-13
Simbolo
Don Bosco
Clessidra
Lente di
ingrandimento
Bilancia
Fischietto
Fair play
(poster
ragazzo/Borgo
gno)
Abbraccio
benedicente
Il cantico della
carità
dell’alleducatore
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INNO
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Ogni persona è unica al mondo:
è come figlio dello stesso Amore
Tu non temere e brilla fino in fondo
perché sei luce in ogni colore
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Splendete, splendete come astri
nel mondo
SPLENDETE COME ASTRI
Non riuscivo a dare un senso
pensavo di essermi perso
Camminavo con cuore triste
ma il buio da solo non esiste
E poi hai svegliato la luce ancora
nascosta
Nel Tuo incontro ho trovato questa
nuova risposta
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o
Testimoni della Gioia
vogliamo fare la storia
Come fossimo scintilla
accendiamo un mondo di
Meraviglia
E’ il momento di dare un senso a
questa fatica
C’è qualcosa di grande da fare
dentro a una vita
Splendete, splendete come astri
nel mondo
Splendete come astri nel mondo
ta-na nan-na Uouo-o “Splendete
come astri nel mondo”
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Alleducatore in preghiera
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INTRODUZIONE
Si suggerisce come momento di preghiera prima della Buona Notte della sera di arrivo
Password: GLI ATTEGGIAMENTI DELL’ALLEDUCATORE
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: SPLENDETE COME ASTRI
I Corinzi 13,4-8
4 L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non
si gonfia, 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio
interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, 6 non gode dell'ingiustizia, ma
gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa,
sopporta ogni cosa. 8 L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno
abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita;
Tratto da: “Il Sistema Preventivo nell’educazione della Gioventù” sac.
Giovanni Bosco (1877) – MB XIII, pag. 918-923 “La pratica di questo sistema è tutta poggiata sopra le parole di S. Paolo che
dice: Charitas benigna est, patiens est… Omnia suffert, omnia sperat, omnia
sustinet (I Cor 13, 4-7). La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera
tutto e sostiene qualunque disturbo. Perciò soltanto il cristiano può con successo
applicare il Sistema Preventivo.
Ragione e Religione [e Amorevolezza] sono gli strumenti di cui deve
costantemente far uso l’educatore, insegnarli, egli stesso praticarli se vuole
essere ubbidito ed ottenere il suo fine”.
E’ la carità educativa espressa metodologicamente nelle dimensioni di
ragione, religione amorevolezza.
Il fondamento della carità educativa è dunque 1 Cor 13, 4-7
Negli anni, la lunga/sofferta/gioiosa pratica educativa ed evangelizzatrice ha
fatto maturare sempre più in don Bosco questa verità e fondamento del suo
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Resta accanto a me
Io ti prego, stammi vicino
Ogni passo del mio cammino
Ogni notte, ogni mattino
Resta accanto a me
Il tuo sguardo puro sia luce per me
E la tua parola sia voce per me
Che io trovi il senso del mio andare
Solo in te
Nel tuo fedele amare
Il mio perché
Ora vado sulla mia strada…
Fa’ che chi mi guarda non veda che te
Fa’ che chi mi ascolta non senta che te
E chi pensa a me, fa’ che nel cuore
Pensi a te
E trovi quell’amore
Che hai dato a me
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agire. Già dopo la sua prima Messa affermava a proposito della missione che
l’attendeva: “ Che la carità e la dolcezza si San Francesco di Sales mi guidino in
tutto”. Già nel sogno dei nove anni questa dimensione faceva capolino e
segnava la sua esistenza: “ Non con le percosse, ma con la mansuetudine la
bontà ti dovrai guadagnare questi giovani”.
1° GIORNO
Password: PAZIENZA
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: VIVERE ALLA GRANDE
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
G
T
G
T
G
T
G
T
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Anima mia, benedici il Signore:
non dimenticare tutti i suoi benefici
Egli perdona tutte le tue colpe,
ci incorona di amore e di pietà.
Ci sazia di beni l’esistenza,
rinnova la nostra giovinezza.
Ti rendiamo grazie, o Dio con tutto il cuore:
Glorifichiamo il tuo nome per sempre; perché grande è il tuo
amore per noi.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
LA PAROLA DI DIO
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E per sempre ti mostrerai in quel gesto d'amore:
mani che ancora spezzano pane d'eternità. Rit.
La parabola del seminatore (Mc 4, 1-20)
Parabola del seminatore (Mt 13:1-23; Lu 8:4-15)
1 Gesù si mise di nuovo a insegnare presso il
mare. Una gran folla si radunò intorno a lui. Perciò
egli, montato su una barca, vi sedette stando in
mare, mentre tutta la folla era a terra sulla riva. 2
Egli insegnava loro molte cose in parabole, e
diceva loro nel suo insegnamento:3 «Ascoltate: il
seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava,
una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono.
5 Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non
aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma
quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7 Un'altra cadde
fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. 8 Altre
parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e
giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno». 9 Poi disse: «Chi ha
orecchi per udire oda».10 Quando egli fu solo, quelli che gli stavano intorno con
i dodici lo interrogarono sulle parabole. 11 Egli disse loro: «A voi è dato di
conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che sono di fuori, tutto viene
esposto in parabole, affinché: 12 "Vedendo, vedano sì, ma non discernano;
udendo, odano sì, ma non comprendano; affinché non si convertano, e i peccati
non siano loro perdonati"». 13 Poi disse loro: «Non capite questa parabola?
Come comprenderete tutte le altre parabole?14 Il seminatore semina la parola.
15 Quelli che sono lungo la strada, sono coloro nei quali è seminata la parola; e
quando l'hanno udita, subito viene Satana e porta via la parola seminata in loro.
16 E così quelli che ricevono il seme in luoghi rocciosi sono coloro che, quando
odono la parola, la ricevono subito con gioia; 17 ma non hanno in sé radice e
sono di corta durata; poi, quando vengono tribolazione e persecuzione a causa
della parola, sono subito sviati. 18 E altri sono quelli che ricevono il seme tra le
spine; cioè coloro che hanno udito la parola; 19 poi gli impegni mondani,
l'inganno delle ricchezze, l'avidità delle altre cose, penetrati in loro, soffocano la
parola, che così riesce infruttuosa. 20 Quelli poi che hanno ricevuto il seme in
buona terra sono coloro che odono la parola e l'accolgono e fruttano il trenta, il
sessanta e il cento per uno».
15 È BELLO LODARTI
È bello cantare il tuo amore,è bello lodare il tuo nome.
È bello cantare il tuo amore,è bello lodarti, Signore,
è bello cantare a Te!
Tu che sei l’amore infinito che neppure il cielo
può contenere, ti sei fatto uomo, Tu sei venuto qui ad abitare in mezzo a noi, allora
Tu che conti tutte le stelle e le chiami ad una ad una per nome
da mille sentieri ci hai radunati qui, ci hai chiamati figli tuoi, allora ...
16 ALLELUIA E POI (CHIAMA ED IO)
Chiama ed io verrò da te Figlio nel silenzio mi accoglierai.
Voce e poi, la libertà, nella tua Parola camminerò.
Alleluia, alleluia, ...
Danza, ed io verrò con te: Figlio, la tua strada comprenderò.
Luce, e poi, nel tempo tuo
oltre il desiderio riposerò.
17 PADRE, MAESTRO ED AMICO
1. Padre, di molte genti padre,
il nostro grido ascolta: è il canto della vita.
Quella perenne giovinezza
che tu portavi in cuore perché non doni a noi?
Padre, maestro ed amico, noi giovani del mondo
guardiamo ancora a te. Apri il nostro cuore a Cristo,
sostieni il nostro impegno in questa società.
2. Festa, con te la vita è festa,
con te la vita è canto: è fremito di gioia.
Oggi tra noi ancora è vivo l'amore che nutrivi
per tutti i figli tuoi.
18 RESTA ACCANTO A ME
Ora vado sulla mia strada
Con l’amore tuo che mi guida
O Signore, ovunque io vada
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11 SEGNI DEL TUO AMORE
Mille e mille grani nelle spighe d'oro mandano fragranza e danno gioia al cuore,
quando, macinati, fanno un pane solo: pane quotidiano, dono tuo, Signore. Rit.
Rit: Ecco il pane e il vino, segni del tuo amore. Ecco questa offerta,
accoglila, Signore:tu di mille e mille cuori fai un cuore solo,
un corpo solo in te e il Figlio tuo verrà, vivrà ancora in mezzo a noi.
Mille grappoli maturi sotto il sole, festa della terra, donano vigore,
quando da ogni perla stilla il vino nuovo:vino della gioia, dono tuo, Signore. Rit.
12 SERVO PER AMORE
Una notte di sudore sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s'imbianca già tu guardi le tue reti vuote.
Ma la voce che ti chiama un altro mare ti mostrerà
e sulle rive di ogni cuore le tue reti getterai.
Offri la vita tua come Maria ai piedi della croce e sarai
servo di ogni uomo, servo per amore, sacerdote dell'umanità.
13 PACE SIA, PACE A VOI
Rit:Pace sia pace a voi, la tua pace sarà, sulla terra come nei cieli.
pace sia pace a voi, la tua pace sarà, gioia nei nostri occhi, nei cuori.
pace sia pace a voi, la tua pace sarà, luce limpida nei pensieri
pace sia pace a voi, la tua pace sarà, una casa per tutti.
“Pace a voi”, sia il tuo dono visibile. “Pace a voi”, la tua eredità.
“Pace a voi”, come un canto all’unisono, che sale dalle nostre città. RIT.
“Pace a voi”, sia l’impronta nei secoli. “Pace a voi”, segno d’unità.
“Pace a voi”, sia l’abbraccio dei popoli, la tua promessa all’umanità. RIT.
14 COME FUOCO VIVO
Rit: Come fuoco vivo si accende in noi un'immensa felicità
che mai più nessuno ci toglierà perché tu sei ritornato
Chi potrà tacere da ora in poi, che sei tu in cammino con noi
che la morte è vinta per sempre,che ci hai ridonato la vita?
Spezzi il pane davanti a noi mentre il sole è al tramonto:
ora gli occhi ti vedono, sei tu resta con noi. Rit.
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Il seminatore uscì a seminare… L’allenatore andò in palestra ad allenare..
•
•
Sono consapevole che in palestra posso seminare gesti di
umanità (accoglienza, fiducia, speranza, voglia di farcela,
collaborazione, rispetto…) nel cuore dei ragazzi con il mio modo
di allenare?
Come pormi perché questo avvenga?
Approfondimento - dalle fonti salesiane
Amore dolce e forte.
“Il primo elemento che marchiò Giovanni, Giuseppe e Antonio fu
l’amore dolce e fermo della madre. Il bambino, per crescere nella vita, ha
bisogno dell’amore esigente del padre e di quello gratuito, sereno e goioso della
madre. Mamma Margherita trovò i se stessa un istintivo equilibrio, che le fece
unire e alternare la fermezza calma e la gioia rasserenante. Era una mamma
dolcissima, ma energica e forte. I figli sapevano che quando diceva no era no. E
non c’erano capricci che le facessero cambiare parere. Don Bosco ricorda due
episodi che illuminano vivamente il carattere dolce e fermo dell’amore di sua
madre.
La verga nell’angolo
In un angolo della cucina c’era un bastoncino flessibile. La mamma non l’usò
mai, ma non lo tolse mai da quell’angolo. Un giorno Giovanni ne combinò una
grossa. Margherita indicò l’angolo:
-“Giovanni, vammi a prendere quella verga”. Il bambino si ritrasse verso la porta:
“Che cosa volete farne?”. “Portamela e vedrai”. Il tono era deciso. Giovanni la
prese, e porgendogliela da lontano “ Voi volete adoperarla sulle mie spalle…”
“E perché no se ne combini di così grosse?”
“Mamma non lo farò più”
A Questo punto (ricorda don Bosco) la mamma sorride. Non tiene il “broncio”,
non “rimane con i nervi tesi”. Sorride e sorride anche suo figlio. E tutto torna
disteso e sereno.
La sete di due fratelli.
In una giornata di sole rovente, Giovanni e Giuseppe tornano dalla vigna con
una sete da svenire. Margherita va ala pozzo, tira su con un secchio d’acqua
fresca, e con la mestola di rame dà da bere a Giuseppe.
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Alleducatore in preghiera
Giovanni 84 anni) allunga il musetto. E’ offeso di quella preferenza. Quando la
mamma porge da bere anche a lui, fa segno che non ne vuole più. Margherita
non dice:
“Mio povero piccolo, ti ho lasciato per ultimo e tu fai i capriccetti!”. Non dice
niente. Porta il secchio in cucina e chiude la porta. Un istante e dentro arriva
Giovanni:
“Mamma”
“Cosa c’è?2
“Date da bere anche a me’”
“Credevo che non avessi più sete”.
“Perdono, mamma”.
“Così va bene”.e porge anche a lui la mestola sgocciolante”
Questa contemporaneità di amore esigente e sereno è il primo degli elementi
educativi che rimarranno come piattaforma stabile alla base della personalità di
don Bosco.
Breve Riflessione.
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Tutte le volte che perdono, quando sorrido e quando piango, quando mi accorgo
di chi sono, è tutto vostro e voi siete di Dio. È tutto nostro e noi siamo di Dio.
9 INSIEME È PIÙ BELLO
Dietro i volti sconosciuti della gente che mi sfiora, quanta vita, quante attese di
felicità, quanti attimi vissuti, mondi da scoprire ancora, splendidi universi accanto
a me…
E’ più bello insieme, è un dono di grande l’altra gente, è più bello insieme.
(2v)
E raccolgo nel mio cuore la speranza ed il dolore, il silenzio, il canto della gente
intorno a me.
In quel canto, in quel sorriso, è il mio pianto, il mio sorriso: chi mi vive accanto è
un altro me.
Fra le case e i grattacieli, fra le antenne lassù in alto così trasparente il cielo
non l’ho visto mai. E la luce getta veli di colore sull’asfalto ora che cantate
insieme a me.
10 GIOVANI ORIZZONTI
Ciao amico, in che piazza vai? Spazi immensi, libero ora sei. Perché le strade
oggi, siano meno vuote.
Perché il sorriso tuo resti a noi sempre. Le tue mani stringono ancora mani. La
tua vita è forte dentro noi. Profumo di cielo aveva il pane con te mangiato. E
l’infinito in terra ha con te giocato.
Simbolo: viene portata una clessidra
Impegno: I tempi di crescita e maturazione dei ragazzi e anche i nostri hanno
bisogno di tempo, condizione, ambiente. Oggi cerco di lavorare su quell’aspetto
di me sento ha bisogno di tempi di maturazione molto lunghi.
Padre Nostro…
E tu resta ancora qui Giovanni resta, vivi con noi per sempre resta nei
cuori, resta tra la gente. E tu giovani orizzonti vai nel mondo libero…(2v)
Il tuo passo festa di passi è… La città vuota è senza te. E come dimenticare i
giorni della tua festa?
E come dimenticarti? Non andare … resta!
Il tuo amore, il tuo sorriso ali giovani ai tuoi occhi. Tu sei vivo per le
strade, tu sei festa nella gente, tu in cerca di futuro, canta ancora libertà.
(2v)
E come dimenticare i giorni della tua festa? E come dimenticarti?
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2° GIORNO
Erano uomini senza paura di solcare il mare pensando alla riva, anche quella
sera senza dire parole misero le barche in mare vita dalle mani di Dio. Misero le
barche n mare: vita dalle mani di Dio.
Password: BENEVOLENZA
6 VIVERE ALLA GRANDE
PREGHIAMO INSIEME
Solo per la strada un giorno io pensai che cosa mai farò di questa vita mia. Sono
stanco di sprecare gli attimi
come potrò 'spaccare' questa ipocrisia che mi prende e mi porta via lontano da
me che mi prende e mi porta via lontano, lontano da Te.
CANTO VI AMO COSÌ
Oh eo oh eo: Oh eo oh eo. Prendimi per mano e insegnami a vivere alla grande
come vuoi Tu.
Oh eo oh eo,. Oh eo oh eo.
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
Santo.
Ho scoperto che c'è Dio vicino a me ed il suo amore può cambiare la vita mia E
ora tocca a me riempire gli attimi vivendo sempre nella sua verità, che mi aiuta a
vincere ogni difficoltà, che mi aiuta ad abbattere
7 DALL’AURORA AL TRAMONTO
Dall'aurora io cerco te fino al tramonto ti chiamo ha sete solo di te l'anima mia
come terra deserta Non mi fermerò un solo istante sempre canterò la tua lode
perché sei il mio Dio il mio riparo mi proteggerai all'ombra delle tue ali.
Non mi fermerò un solo istante io racconterò le tue opere perché sei il mio Dio
unico bene nulla mai potrà la notte contro di me.
Dall'aurora io cerco te fino al tramonto ti chiamo ha sete solo di te l'anima mia
come terra deserta ha sete solo di te l'anima mia come terra deserta
G
T
G
T
G
T
8 VOI SIETE DI DIO
G
T
Tutte le stelle della notte, le nebulose le comete, il sole su una ragnatela, è tutto
vostro, e voi siete di Dio.
Tutte le rose della vita, il grano i prati i fili d’erba, il mare i fiumi le montagne, è
tutto vostro e voi siete di Dio.
Tutte le musiche e le danze, i grattaceli le astronavi, i quadri i libri le culture, è
tutto vostro e voi siete di Dio.
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Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
T
Amen.
G
Anima mia, benedici il Signore:
T
non dimenticare tutti i suoi benefici
Egli perdona tutte le tue colpe,
ci incorona di amore e di pietà.
Ci sazia di beni l’esistenza,
rinnova la nostra giovinezza.
Ti rendiamo grazie, o Dio con tutto il cuore:
Glorifichiamo il tuo nome per sempre; perché grande è il tuo
amore per noi.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
LA PAROLA DI DIO
Le zizzanie e il buon seme (Mt 13, 24-30)
24 Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è
simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre
gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al
grano e se ne andò. 26 Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora
apparvero anche le zizzanie. 27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli:
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Alleducatore in preghiera
"Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque,
c'è della zizzania?" 28 Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli
dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" 29 Ma egli rispose: "No, affinché,
cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. 30 Lasciate che
tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mèsse, dirò ai
mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano,
raccoglietelo nel mio granaio"».
“Da dove viene, dunque, la zizzania?” Un nemico ha fatto questo”
Il nemico è il diavolo (il divisore per eccellenza) che si insinua soprattutto
in tutto ciò che è bello e buono e tenta con le sue strategie di soffocare il
bene.
La zizzania sono tutti i tranelli che il Divisore pone sul nostro cammino. A
volte cresce anche nelle nostre squadre… ma se il grano cresce forte e
robusto, tutto sommato più di tanto non da fastidio. Certo bisogna trovare
le strategie perché il grano continui però a crescere. Cosa significa questo
per me nella mia squadra?
Approfondimento - dalle fonti salesiane
Michele! Michele!
“Insomma! Questo ragazzo di Carmagnola è una vera disperazione. Io non
riesco più a sopportarlo”. Il povero chierico che assisteva i ragazzi nel dormitorio
di Michele, dopo solo tre giorni non ne poteva davvero più. Ad ogni istante
doveva ripetere:
“Michele, sta’ zitto! Michele, torna al tuo posto! Michele, non dar noia ai
compagni! Michele!... Michele!... Michele!...”
Sembrava ci fossero venti Michele. “Abbi pazienza ancora un poco. Vedrai che
si correggerà: è don Bosco che te lo dice”. “La pazienza è una bella cosa, ma la
mia l’ho già consumata tutta”. “Vuoi dire che ti farai un po’ di meriti per il
paradiso. Non scoraggiarti. Tutto andrà a finire bene”. “Speriamo!”.
Il giovane chierico non ne era troppo convinto. Un tipo come Michele migliorare?
Sarebbe un miracolo. È vero che di miracoli don Bosco ne fa spesso, ma questo
sarebbe un miracolo straordinario. Le prime due o tre settimane il nostro
capobanda di Carmagnola sembrava davvero un leone in gabbia. L’unico posto
dove era contento era il cortile.
La ricreazione era sempre troppo corta per lui. Il campanello al termine dello
studio o della scuola lo elettrizzava. Scaraventava libri e quaderni nel cassetto, e
via come un fulmine. ’Sembrava uscire dalla bocca di un cannone”, scrive don
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Alleducatore in preghiera
C’è una novità: Cristo è la speranza, che da noi dilaga, fino ai confini della terra,
figli della Chiesa, Madre e Amica, che rivela la promessa ancora qui:
Senti nel vento il grido del mondo, che si alza e arriva qui, fino a noi! Chiede da
sempre, lo sai, d’esserci:
4 VIVERE LA VITA
Vivere la vita, con le gioie e i dolori di ogni giorno è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e inabissarsi nell’amore è il tuo destino, è quello che Dio vuole da
te. Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi…
scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.
Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore, è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e generare ogni momento il Paradiso è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità, perché Dio sta nei fratelli tuoi… scoprirai
allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità, perché Dio sta nei fratelli tuoi… scoprirai
allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai, una scia di luce lascerai
5 AMARE QUESTA VITA
Erano uomini senza paura di solcare il mare pensando alla riva barche sotto il
cielo tra montagne e silenzio davano le reti al mare vita dalle mani di Dio. Venne
nell’ora più lenta del giorno quando le reti si sdraiano a riva l’aria senza vento si
riempì di una voce, mani cariche di sale, sale nelle mani di Dio.
Lo seguimmo fidandoci degli occhi, gli credemmo amando le parole; fu il
sole caldo a riva o fu il vento sulla vela o il gusto o la fatica di rischiare e
accettare quella sfida?
Prima che un sole più alto vi insidi prima che il giorno vi lasci delusi, riprendete il
largo e gettate le reti barche cariche di pesci vita dalle mani di Dio.
Lo seguimmo fidandoci degli occhi, gli credemmo amando le parole Lui
voce e Lui notizia. Lui strada e Lui sua meta. Lui gioia imprevedibile e
sincera di amare questa vita!
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CANTI
1 VOCAZIONE
Era un giorno come tanti altri, e quel giorno lui passò. Era un uomo come tutti gli
altri, e passando mi chiamò. Come lo sapesse che il mio nome era proprio
quello, come mai vedesse proprio me nella sua vita non lo so. Era un giorno
come tanti altri e quel giorno mi chiamò
Tu Dio, che conosci il nome mio, fa’ che ascoltando la tua voce, io ricordi
dove porta la mia strada nella vita all’incontro con te.
Era un’alba triste e senza vita, e qualcuno mi chiamò, era un uomo come tanti
altri, ma la voce quella no.
Quante volte un uomo con il nome giusto mi ha chiamato, una volta sola l’ho
sentito pronunciare con amore. Era un uomo come nessun altro e quel giorno mi
chiamò.
2 LODERO’ IL MIO SIGNORE
Loderò il mio Signore, tutto ciò che sono viene dalla sua bontà; custodisce la
mia vita e conduce il mio cammino sulla strada disegnata da suo amor.
Pregherò il mio Signore, Lui solo conosce i segreti del mio cuor; è mia luce e
mia salvezza, la mia unica speranza, il rifugio saldo dell’anima mia.
Canterò al mio Signore, per le meraviglie che ci parlano di Lui; la grandezza del
creato, dono del suo immenso amore, senza fine col mio canto annuncerò.
Cercherò il mio Signore, in tutti i fratelli che ogni giorno incontrerò, e, scoprendo
vivo in loro il riflesso del suo volto potrò amarli come Lui ha amato me.
3 VI AMO COSI’
C’è una novità, nella nostra storia, Dio che si fa uomo e porta il cielo sulla terra,
con la nostra vita si rivela, nello Spirito che soffia Verità.
C’è una novità: che la morte è vinta, e la gioia in cuore a tutto il mondo poi
racconta, annunciando ancora la Parola, che ci aiuta a ritornare insieme qui:
“Vi amo così e vi amerò come vi ho amati, con voi resterò. E via da qui
ognuna sarà, il testimone della Carità, il testimone di Me, Verità”.
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Bosco. Volava in tutti gli angoli del cortile come un puledro selvaggio, saltando,
fischiando, urlando: era il finimondo.
Nel gioco era un genio nato. Nessuno riusciva a tenergli testa nel comandare,
organizzare e farsi ubbidire. Naturalmente, soprattutto durante i primi giorni,
usava mezzi un po’ spicci ed energici; ma la sua bravura nel gioco gli aveva
conquistato l’ammirazione generale, specialmente dei più piccoli.
“Complimenti, egregio generale!” - gli aveva detto un giorno don Bosco, dopo
una magnifica vittoria. – “Peccato non ci siano qui i tuoi amici di Carmagnola a
vederti!”. Michele aveva toccato il cielo col dito. La felicità è così semplice!
Con le rose non mancavano le spine. Per fortuna, Beppe, il suo angelo custode,
era sempre vicino, pronto ad ogni emergenza.
“Imbroglione che non sei altro!”
“Imbroglione a me?”
“Sì, proprio a te, signor Magone. Vinci sempre perché imbrogli.”
“Dillo un’altra volta, se hai coraggio!”
“Certo che lo dico. Chi credi di essere? Un bugiardo e un prepotente! Non ho
mica paura di te, anche se gridi più forte.”
Michele perde le staffe, urla una bestemmia e, cieco di rabbia, grida, tirandosi su
le maniche della camicia: “Vieni avanti, se non hai paura! Ti concio io per le
feste!”. Per fortuna, anche questa volta, Beppe interviene a tempo e riesce a
trattenerlo. “Michele! Cosa fai? Perdi la testa?”. Ma Michele non ascolta più
niente. E deciso a farla finita una volta per sempre. “Va’ al diavolo tu e il tuo
Michele! Insegno io a questo mascalzone come deve parlare con me”. Ma
Beppe insiste: “Michele, così non va bene! Se don Bosco ti vedesse...”
Don Bosco... La promessa che gli ha fatto... Michele impallidisce dallo sforzo per
dominarsi. Poi abbassa la testa, tira giù adagio adagio le maniche e si lascia
condurre da Beppe fuori dal gioco, in un angolo del cortile. Si siede su un
muretto e piange di rabbia. Beppe lo lascia sfogare, poi, quando si è un po’
calmato, gli dice: “Perché bestemmi in quel modo? Sai che non va bene”. “Mah!
Non lo so nemmeno io. Quando m’arrabbio, perdo la testa e non so più cosa
faccio”.
“Allora ti avvertirò io”.
“Fa’ come vuoi”.
“Non sei d’accordo? Ancora ieri mi hai detto che vuoi correggerti”.
“Certo che lo voglio”.
“E allora mi raccomando: un’altra volta non mandarmi più al diavolo!”.
(Episodio tratto dalla vita di Michele Magone scritta da don Bosco)
Breve Riflessione.
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Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Simbolo: lente di ingrandimento
Impegno: mi impegno a guardare con
occhi nuovi ciò che mi circonda, cercando il
punto accessibile al bene
Pallone
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo. Dalla tua bontà abbiamo ricevuto
questo pallone, strumento del nostro gioco; lo offriamo a te perché ci renda
capaci d'incontrarci, di parlarci, di diventare amici.
Padre Nostro.
Fischietto da parte di un allenatore o arbitro
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo. Dalla tua bontà abbiamo ricevuto in
affido questi ragazzi per aiutarli a crescere mediante lo sport. Ci presentiamo a
te perché ci aiuti a servirli nella loro crescita di figli di Dio, chiamati a far festa
oggi e nel tuo regno.
Il Sacerdote pone in evidenza l’offerta del Pane e del Vino
3° GIORNO
Congedo
Password: NON E’ INVIDIOSA
Sacerdote: abbiamo detto grazie al Signore per il dono dello sport e per i doni
che Egli ci fa mediante lo sport. Ed Egli ci ha donato la sua Parola di vita e
soprattutto il Pane di vita: Cristo l'atleta vittorioso. Con lui torniamo alla nostra
partita della vita, pieni di fiducia e di gioia.
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: DALL’AURORA AL TRAMONTO
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
G
T
G
T
G
T
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Io sollevo a te l’anima mia, Signore mio Dio;
in te confido, che io non resti confuso.
Mostrami, Signore, le tue vie;
agli umili insegni le tue vie.
Le tue vie, Signore, sono grazia e fedeltà.
Per il tuo nome, Signore, donaci la semplicità del cuore.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
LA PAROLA DI DIO
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PGS CAMPISCUOLA 2009
-
-
-
-
Sac.
Alleducatore in preghiera
che attraverso di esso le persone imparano a mettersi in gioco per
combattere la partita più importante, quella della vita. Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per tutti i ragazzi che sono al mondo. Suscita educatori santi
che abbiano la stessa passione educativa di Don Bosco e di Madre
Mazzarello. Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per coloro che sono deboli e impediti. Tu ci ricordi attraverso
di essi che anche la nostra vita è precaria. Fa’ che nessuno sia lasciato da
parte, e che ciascuno possa sviluppare e manifestare le sue risorse e
capacità. Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per tutte le occasioni di dialogo tra persone e culture diverse.
Fa’ che lo sport sia per tutti occasione di fratellanza e di pace. Noi ti
preghiamo.
Ti ringraziamo per il dono di ogni persona umana. Fa’ che sui nostri campi,
su tutti i campi del mondo, sul campo della vita siano riconosciuti e rispettati
i diritti dell’uomo, in particolare dei ragazzi. Noi ti preghiamo.
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore, perché da
te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua
ricerca dei beni eterni.
T. Amen.
Processione offertoriale
Lettore
Ora che abbiamo ascoltato e parlato al Signore, portiamo alla mensa i doni:
sono i doni che Egli ha fatto a noi e che noi mettiamo a sua disposizione.
Al pane e al vino che, santificati dallo Spirito, diventeranno Corpo e Sangue di
Gesù per noi, aggiungiamo, oggi, alcuni doni simbolici. La preghiera di offerta ce
ne spiegherà il significato.
Divisa
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo. Dalla tua bontà abbiamo ricevuto
una veste nel giorno del Battesimo simbolo della nostra dignità cristiana; ti
offriamo questa divisa: è simbolo della nostra società, dei nostro stile. La
offriamo a te perché tu ci rivesta di Gesù e del suo stile.
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Alleducatore in preghiera
La parabola dei talenti (Mt 25, 14-30)
14 «Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i
suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e
a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che
aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque.
17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui
che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro
del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i
conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri
cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho
guadagnati altri cinque". 21 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e
fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella
gioia del tuo Signore". 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse:
"Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". 23 Il suo
padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa,
ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 24 Poi si
avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io
sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli
dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo
talento sotto terra; eccoti il tuo". 26 Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e
fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho
sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei
ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che
ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma
a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo
nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti".
I talenti me li gioco nella grande partita della vita caratterizzata da successi
e insuccessi.
Come vivo la vittoria e la sconfitta nella vita e nello sport, come cerco di
educare i miei atleti a questo?
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Alleducatore in preghiera
PER LA CELEBRAZIONE DELL'EUCARESTIA
Atto penitenziale
Approfondimento– da Sport e Vita Cristiana
“Educare alla sconfitta. La dimensione pedagogica della pratica
sportiva non è facile né automatica. Imparare a perdere senza considerarsi
perdenti è un traguardo ambìto da ogni progetto educativo: ne dipendono in
larga misura l’equilibrio emotivo e la tenuta di “personalità” del soggetto. Una
qualità che non si improvvisa: ciascun uomo conosce la frustrazione della
sconfitta e la gelosia del vincitore..E’ necessario educarsi a riconoscere i limiti e
le cadute di forma: senza farne una tragedia, ma accogliendoli serenamente
come segni concreti di quella precarietà e imponderabilità di cui è segnata
l’esistenza….. Sullo sfondo troviamo un approccio consistente e sereno al
mistero del male, respingendo sia la presunzione che lo rovescia sull’altro,
autogiustificandosi, sia l’introversione che cade nella prospettiva di ineluttabilità,
la quale tende a sfociare nello sconforto o a rimbalzare nell’aggressività.
“Educare alla vittoria. Educare alla vittoria è forse più difficile, …, a
causa della minore disponibilità psicologica a considerare le situazioni positive
come problematiche e in qualche modo bisognose anch’esse di purificazione e
di riscatto. Al di là dell’euforia del momento, la vittoria genera carichi di
responsabilità che troppo spesso si risolvono in esaltazione illusoria o in
rischioso logoramento interiore. (da Sport E Vita Cristiana)
Signore, tu hai creato il cielo e la terra come un immenso campo di gioco per i
tuoi figli. Ma noi spesso l'abbiamo trasformato in luogo di violazione di ogni diritto
che riconosce prima di tutto la dignità di ogni persona. Spesso, troppo spesso,
abbiamo messo fuori gioco te e coloro che tu ci hai posto accanto. Per questo,
Signore, abbi pietà di noi.
Cristo, divenendo uomo hai preso un corpo come noi, lo hai donato al Padre al
servizio dei fratelli. Noi invece spesso ne facciamo oggetto di esibizione, di,
sopraffazione e di offesa. Per questo, Cristo, abbi pietà di noi.
Signore, tu ci chiami a collaborare con te nell’opera dell’educazione. Spesso ci
siamo fermati a curare solo gli aspetti tecnici, poca importanza abbiamo dato
alla formazione integrale della persona. Spesso abbiamo dimenticato che
l'abbiamo dimenticato. Per questo, Signore, abbi pietà di noi.
Preghiera dei fedeli
Sac.
Al Signore, sorgente inesauribile di vita, buono e provvidente con tutte le
sue creature, rivolgiamo la nostra preghiera.
R. Ascoltaci, Padre.
[Un esempio di talenti usati nella partita della vita
Fernando Calò: la stoffa dell’atleta
Grazie al suo sforzo costante i suoi compagni cominciarono a
rispettarlo non solo perché sapeva giocare bene a pallone ma perché iniziavano
a notare in lui un reale cambiamento. Stava diventando un modello da seguire, il
suo comportamento affascinava. Il rispetto si stava trasformando in stima.. Il suo
amico Giuseppe De Sousa fu aiutato tantissimo dal suo esempio: “Fino a due
anni fa non mi sembrava santo né cattivo, da due anni in qua ha esercitato su di
me un’influenza rilevante sia con i buoni esempi che con i consigli”.
Fernando aveva un quaderno nel quale annotava e verificava i suoi progressi.
Era un punto di riferimento. Giorno dopo giorno, alla sera, scriveva una piccola
riflessione che sintetizzava lo sforzo della giornata per essere fedele ai suoi
impegni.
Ecco alcuni dei suoi impegni e dei risultati ottenuti, presi dal suo diario:
14
-
-
-
Ti ringraziamo, Signore, per la Chiesa. Ti ringraziamo per il Papa e per i
Vescovi che in questo tempo di profondi cambiamenti stanno ponendo
molta attenzione al tema dell’educazione. Ti preghiamo perché la loro
azione e il loro intervento non sia troppo ostacolato da leggi che non
favoriscono la formazione delle coscienze. Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per averci dato la possibilità di vivere questo campo. Donaci
la pazienza di educare, e di educare non solo curando lo sport ma
favorendo la crescita integrale e la promozione dei diritti delle persone che
ci affidi. Fa’ che possiamo sentire tutta la responsabilità della nostra
formazione e attendere ad essa con impegno. Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per i ragazzi che ci affidi. Fa’ che la loro vita sia una festa
vissuta con coraggio e lealtà per una vita più piena e un mondo più buono.
Noi ti preghiamo.
Ti ringraziamo per tutte le volte che ci ricordi che lo sport che noi siamo
chiamati a vivere deve essere uno sport “diverso”, non consumistico. Fa’
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Alleducatore in preghiera
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Alleducatore in preghiera
“Un compagno mi provoca continuamente. Qualche volta mi sento
ribollire il sangue con una volontà prepotente di rispondere. Mi sono
contenuto, accontentandomi di avvertirlo.
- “ Ho fatto una visita in cappella”
- “Mi hanno dato un calcio che mi fece molto male. Fui tentato di
restituirlo ma non lo feci”
- “Ho invitato uno dei miei compagni a fare una visita in chiesa con me”
- “ Un ragazzino mi ha chiesto parte della mia merenda .Mi costava ma
ho deciso di offrire questo piccolo sacrificio per la conversione del mio
papà”.
- “Guerra alle conversazioni cattive. Nè le terrò, né voglio ascoltarle”.
Abbiamo letto nel suo diario alcuni impegni portati avanti nel corso della
giornata.
C’è un motivo importante per cui l’abbiamo fatto. Ogni sportivo che si rispetti – e
Fernando era un vero calciatore – se vuole vincere una medaglia, si deve
allenare. L’allenamento implica sacrifici. Non ci si fa il fiato con una sola corsa,
bisogna correre con costanza e aumentare i carichi di lavoro. Gli sportivi che
raggiungono risultati considerevoli non hanno paura di fare sacrifici, perché
hanno ben chiara la meta che vogliono raggiungere, quello che sognano di
diventare.
Il diario di Fernando è bagnato di sudore:
- “Alcuni compagni si sono divertiti a darmi i soprannomi. Ho avuto tanta
voglia di rispondergli nella stessa maniera, ma mi sono vinto: ho
taciuto”
- “Il mio impegno speciale era di ricevere con gioia tutte le contrarietà
della giornata e di non mostrarmi seccato”.
Bisogna fare un’ultima riflessione. In ogni buona squadra il giocatore singolo non
conta se non assieme ai compagni. Chi non passa la palla anche se è bravo,
prima o poi fa perdere tutti. Fernando si preoccupava sempre dei suoi compagni
di squadra, prima pregava per gli altri e solo alla fine per sé. Quando poteva
passare la palla o dividere qualcosa con qualcuno lo faceva volentieri, anche se
gli costava.]
-
PER LA CONFESSIONE
1. Ringrazia il Signore
Per tutto quello che di positivo, di bello e di costruttivo ti ha donato, dall'ultima
confessione a oggi. Ad esempio, per la vita, la salute, il corpo, la possibilità di
muoverti e di crescere, gli amici di squadra, il gioco, quanti lavorano per te, la
famiglia, la Chiesa; per le gioie, le vittorie e il tifo... Ringrazia anche per le
sconfitte e le prove, perché sono molto educative anch'esse.
2. Chiedi perdono al Signore
Se, per lo sport, hai trascurato anzitutto lui, mettendo altri idoli al suo posto
(esempio certi campioni, la tua forma fisica, il risultato); se hai omesso o vissuto
male la preghiera personale, la Messa domenicale, gli appuntamenti dei gruppo
parrocchiale; se ti sei impegnato più nello sport che in famiglia, a scuola; se sei
stato invidioso, superbo violento nelle parole o nei gesti con i tuoi amici di
squadra e con i concorrenti: se non sei stato leale; se hai trovato il tempo di
leggere i giornali sportivi e non hai avuto tempo invece per il Vangelo; se hai
obbedito più all'allenatore che al tuo catechista; se non hai riconosciuto i meriti
degli altri...
3. Domanda aiuto al Signore
Per essere un vero cristiano, anche nello sport come nel resto della vita; per
crescere «dentro» nella capacità di voler bene e di scoprire la tua vocazione; per
saper dare il giusto valore alle cose senza idolatrarle o snobbarle; per guardarti
indietro, a chi ha meno dì te; per mantenere i propositi fatti; per essere felice di
vivere per ciò che veramente conta; per essere un costruttore di pace...
Confessioni individuali
Breve Riflessione.
Simbolo: bilancia
Impegno: avere una giusta percezione di sé e degli altri che mi porta a gioire
per i successi degli altri.
Padre Nostro.
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Alleducatore in preghiera
4° GIORNO
Password: NON MANCA DI RISPETTO
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: INSIEME È PIÙ BELLO
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
G
T
G
T
G
T
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Io sollevo a te l’anima mia, Signore mio Dio;
in te confido, che io non resti confuso.
Mostrami, Signore, le tue vie;
agli umili insegni le tue vie.
Le tue vie, Signore, sono grazia e fedeltà.
Per il tuo nome, Signore, donaci la semplicità del cuore.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è
stato ritrovato".
E cominciarono a far festa. il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno,
quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli
domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose:
'E’tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha
riavuto sano e salvo".
Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui
rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un
tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.
Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è
tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre:
"Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa
e ralle grarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era
perduto ed è stato ritrovato".
Salmo responsoriale
Ripetiamo insieme: SIGNORE ABBI PIETA'
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella
il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Rit.
Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho
fatto; perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio. Rit.
Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza. Rit.
Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi
sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo
dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Rit.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. i Non
respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la
gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Rit.
16
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Alleducatore in preghiera
Le beatitudini dello sportivo
- Beati quelli che si ricordano che lo sport è pur sempre un gioco:
sapranno sorridere, di se stessi.
- Beati quelli che, per lo sport, non sacrificano tutto e tutti: saranno
veramente liberi.
- Beati quelli che si impegnano nella vita almeno quanto si dedicano allo
sport: saranno veri campioni.
- Beati quelli che sanno applaudire il vincitore, dopo aver lottato con
impegno: saranno operatori di pace.
- Beati quelli che non si ritengono indispensabili: saranno più accolti
dagli altri.
- Beati gli operatori dello sport rispettosi della crescita umana e cristiana
degli atleti: saranno costruttori di persone autentiche.
- Beati quelli che danno gloria a Dio anche attraverso lo sport, perché
Dio li glorificherà.
- Beati quelli che fanno divertire onestamente gli altri: Dio li renderà
felici.
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LA PAROLA DI DIO
L’adultera (Giovanni 8,3-11)
3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna còlta in adulterio; e, fattala
stare in mezzo, 4 gli dissero: «Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante
adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che
ne dici?» 6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma
Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 7 E, siccome continuavano
a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli
per primo la pietra contro di lei». 8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9
Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno,
cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna
che stava là in mezzo. 10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le
disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» 11
Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va'
e non peccare più».]
Dal Vangelo secondo Luca
Gesù disse ancora: Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre:
"Padre, dammi la parte dei patrimonio che mi spetta."
E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane,
raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze
vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande
carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio
di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i
porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma
nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse:
"Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio
di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il
Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami
come uno dei tuoi garzoni."
Parti e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo
vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli
disse:
"Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser
chiamato tuo figlio".
Ma il padre disse ai servi:
"Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i
calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo
Gli scribi e i farisei si sentono nel giusto, si sentono migliori e scatta in
loro quella falsa sicurezza, che è presunzione e tracotanza che si atteggia
a superiorità e dunque mette nella condizioni di sentirsi dei “vincenti” e in
questo caso addirittura di decidere della vita o meno di una persona. Gesù,
possiamo affermare, si pone come arbitro in mezzo a loro…
- Il mio atteggiamento in campo è tipico di chi “condanna” chi è
meno capace di me dal punto di vista atletico, tecnico?
- Disprezzo, sorrido in modo soddisfatto degli errori del mio
avversario, approfitto in modo poco leale della sua “inferiorità”
agonistica?
- Quando l’avversario gioca in modo scorretto io come mi pongo?
- Come educo i miei atleti al rispetto dell’avversario nella
competizione?
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17
Approfondimento– da Sport e Vita Cristiana
Educare all’agonismo (da Sport e Vita Cristiana pag.54-55)
“L’istanza agonistica è relativa all’istanza umana… E’ da rifiutarsi ogni
demonizzazione, retorica e improduttiva, o inesorabilmente frustante, della
tensione agonistica. Si tratta, piuttosto, di educare all’agonismo. Al centro sta
l’osservazione non del se si possa, ma del come si debba competere e vincere,
o perdere: anche qui, dalla logica dell’avere a quella dell’essere. (…) il rispetto
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
delle regole del gioco, la capacità di autocontrollo, il rispetto del concorrente e il
riconoscimento del suo valore, la disponibilità alla collaborazione (…), la
competizione come gara leale in cui il confronto stimola traguardi esaltanti,
indipendentemente da chi concretamente li raggiunga per primo: ecco i i
riferimenti di valore pedagogicamente rilevanti”.
(31-32) “L’agonismo è una componente insopprimibile della pratica sportiva. …
Così la frase spesso ripetuta “ l’importante non è vincere ma partecipare” fa torto
alla verità. Il desiderio di vincere, di ottenete un risultato soddisfacente
appartiene come elemento intrinseco e irrinunciabile alla pratica sportiva . … Ciò
che deve essere escluso è che la competitività, l’agonismo e lo sforzo siano
vissuti “contro” l’altro. Si deve educare a vincere non sull’altro, ma al gioco e alla
prova che esso propone. SI gioca insieme, con contro, in una competizione leale
e serena”
Breve Riflessione.
Simbolo: fischietto
Impegno: oggi starò attento a non far soffrire nessuno pur di arrivare al mio
successo.
Padre Nostro.
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Alleducatore in preghiera
se abbiamo preferito la falsità alla verità, l'inganno alla lealtà, la
frode all'onestà, l'empietà alla giustizia.
Lett. 1:
Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che su ciascuno di noi poni il tuo sguardo di
bontà e di misericordia.
Tutti.:
Perdona Signore le nostre rabbie, i nostri rancori, le nostre
vendette, il nostro rifiuto di perdonare.
Lett. 1:
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che consenti di contemplare il Tuo volto a chi
è capace di amare con occhi limpidi.
Tutti.:
Perdona Signore i nostri sguardi interessati e i pensieri che
vogliono espropriare l'altro della sua dignità.
Lett. 1:
Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio.
Lett. 2:
Sii benedetto, Signore che hai promesso agli uomini di buona.
volontà di radunarli nella pace dei figli di Dio, la pace che tu stesso
ci dai.
Tutti.:
Perdona Signore le nostre dispute, le nostre liti con le quali
ritardiamo l'avvento del Tuo Regno in mezzo a noi.
Lett. 1:
Beati i perseguitati per la giustizia perché ad essi appartiene il regno
dei cieli.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore, che accogli nel tuo regno coloro che soffrono
ogni genere dì persecuzione e di incomprensione.
Tutti.:
Perdonaci Signore, se nelle prove non siamo rimasti fedeli a
Te.
Sac.:
Signore Dio nostro, che conosci i segreti dei cuori, e vedi la nostra
volontà di servire con maggiore impegno Te e i fratelli, rivolgi a noi il
tuo sguardo misericordioso perché liberati dalla schiavitù del
peccato ritorniamo a te con amore
(dopo la lettura delle beatitudini coralmente possono essere anche lette e
pregate le Beatitudini dello sportivo)
18
43
PGS CAMPISCUOLA 2009
S.
T.
Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Dio Onnipotente ed eterno, che nel corso della storia ti sei dimostrato
ricco di misericordia e amore, donaci oggi di sperimentare ancora una
volta la gioia del figlio che viene accolto nella casa del Padre, per
Cristo nostro Signore.
Amen
Alleducatore in preghiera
5° GIORNO
Seduti
Sac.:
Password: NON CERCA IL SUO INTERESSE
Le Beatitudini diventano oggi per noi punto di riferimento per il
nostro esame di coscienza, obiettivi che vogliamo perseguire nella
nostra vita di cristiani e di alleducatori.
Lett. 1 :
Beati coloro che sanno di essere poveri; ad essi appartiene il Regno
dei cieli.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che hai promesso il Regno dei cieli a coloro
che hanno lo spirito di povertà.
Tutti.:
Perdona Signore il nostro attaccamento al denaro e alle cose
della terra; perdonaci per la ricerca dei prestigio terreno per la
sete di dominio, per la mancanza di generosità.
Lett. 1:
Beati gli afflitti perché saranno consolati.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che sei la consolazione degli afflitti.
Tutti.:
Perdonaci Signore se abbiamo cercato consolazioni che ci
portano lontano da Te, se abbiamo rifiutato di consolare coloro
che sono nella pena, nella tristezza, nello sconforto.
Lett. 1:
Beati i miti, perché possederanno la terra.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che hai promesso la tua eredità a coloro che
si sforzano di avere sentimenti di mitezza e di mansuetudine.
Tutti.:
Perdona Signore gli scatti, i modi bruschi, le parole forti e
cattive, l'impazienza di fronte agli ostacoli, le incomprensioni
nei riguardi di coloro che la pensano diversamente da noi.
Lett. 1:
Beati gli affamati e gli assetati della giustizia, perché saranno
saziati.
Lett. 2:
Sii benedetto Signore che sazi la nostra fame e la nostra sete di
giustizia.
Tutti..
Perdonaci Signore, se ci siamo considerati più giusti degli altri,
se ci siamo permessi di giudicare il cuore degli altri. Perdonaci
42
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: Resta accanto a me
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
G
T
G
T
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore manda la tua verità e la tua luce.
Siano queste a guidarci nella vita.
Tu o Signore sei la nostra forza;
di chi avremo paura?
Insegnaci Signore le tue vie;
cammineremo nella tua verità e ti testimonieremo al prossimo.
G
Prenditi cura di noi, o Signore nella
nostra vita:
T
come della pupilla dei tuoi occhi.
G
Parla, o Signore:
T
il tuo servo ti ascolta.
LA PAROLA DI DIO
Il buon samaritano (Lc 10, 29-37)
29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E
chi è il mio prossimo?» 30 Gesù rispose: «Un
uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e
s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo
ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo
morto. 31 Per caso un sacerdote scendeva per
19
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
quella stessa strada; e lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. 32 Così pure un
Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. 33 Ma un
samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe pietà; 34
avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla
propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno
dopo, presi due denari, li diede all'oste e gli disse: "Prenditi cura di lui; e tutto ciò
che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno". 36 Quale di questi tre ti
pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté nei ladroni?» 37 Quegli
rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va', e fa' anche tu la
stessa cosa».
Le categorie dei sacerdoti e dei leviti nella cultura ebraica erano le
categorie dei giusti, dei benpensanti, di chi aveva una posizione nella
società. Al contrario il samaritano era colui che era disprezzato, dal quale
non ci si poteva aspettare niente di buono. Eppure il samaritano vede il
disagio, si ferma, cura l’uomo, lo porta in una locanda e lo affida al
locandiere disponendo del necessario. Il samaritano “ci rimette di tasca
propria” perché vive la compassione e dunque la capacità di prendersi
cura, sa vivere la dimensione della gratuità dell’amore.
- Nel mio servizio come allenatore cerco il tornaconto… affettivo, di stima,
di riconoscimento, etc?
- Insieme alla cura della dimensione tecnica e sportiva ho a cuore anche la
crescita del ragazzo?
PROPOSTA di Celebrazione penitenziale
Canto
S.
T.
S.
T.
S.
Risorse del computer – da Sport e Vita Cristiana
Educare alla gratuità da Sport e vita cristiana (pag.53-54)
“La dimensione ludica dell’uomo si rivela nella sua identità di gratuità:
questa, verificabile dall’esperienza umana, appartiene all’essenza stessa
dell’uomo, in quanto creato a immagine di Dio, somma e perfetta Gratuità. Ma il
dato naturale va accolto, educato, arricchito di valore.
Così anche nello sport la dimensione ludica si accompagna, in profondità, alla
gratuità”
Breve Riflessione.
Simbolo: coperta
Impegno: oggi cerco scoprire nei miei rapporti la dimensione della gratuità
S.
T.
S.
T.
S.
T.
S.
T.
Padre Nostro.
20
Nel nome dei Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con
tutti voi.
E con il tuo spirito
Fratelli e sorelle, siamo radunati nella gioia per celebrare
un grande sacramento: la riconciliazione è il dono più grande che il
Padre oggi vuole donarci.
Con pentimento riconosciamo le nostre colpe per poter accogliere il
suo perdono
Tu che sei Amore: Signore, pietà.
Signore, pietà
Tu che ci insegni a perdonare: Cristo, pietà.
Cristo, pietà.
Tu che sei fonte di ogni bene, Signore, pietà
Signore, pietà
Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci
conduca alla vita eterna.
Amen
41
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
prendertela, papà, se ti ho detto queste cose. Lo sai che ti voglio bene, ma
adesso è già tardi, devo correre all’allenamento. Se arrivo in ritardo il mister
non mi farà giocare. Anche se ho capito che non sarò mai un campionissimo.
A me piace allenarmi e giocare la partita. Sono sereno e felice quando corro
nel campo, mi sento libero, libero come il vento e l’acqua che scorre!
Sei un vero sportivo se:
1) Se sai vincere e restare modesto,
2) Se sai perdere e conservare il sorriso;
3) Se, dopo la partita, parli ai tuoi amici di tutto
eccetto che dell’incontro;
4) Se sai, sul campo, conservare la tua dignità e
accettare tutte le decisioni dell’arbitro, giuste o
ingiuste, regolari o irregolari, competenti o ompetenti;
5) Se negli incontri, sai incassare colpi proibiti e non restituirli;
6) Se sai vincere senza voler stravincere, essere forte senza essere brutale,
7) Se sai pensare alla squadra piuttosto che a te stesso;
8) Se sai curvarti sull’avversario caduto,
9) Se sai essere uno spettatore imparziale, se sai apprezzare il bel gioco
senza distinzioni di squadre.
10) Se sai felicitarti con l’avversario e tendergli la mano quando sei vinto,
allora o giovane, io credo che tu sia un vero sportivo.
(Emile Lefranc)
6° GIORNO
Password: NON TIENE CONTO DEL MALE RICEVUTO
PREGHIAMO INSIEME
CANTO: LODERO’ IL MIO SIGNORE
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
G
T
G
T
G
T
40
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Sia benedetto il tuo nome, o Signore, da ora e per sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il tuo nome, o
Signore.
Sono tanti i prodigi che hai fatto per noi, o Signore nostro Dio;
sono tanti i tuoi pensieri per noi.
O Signore, Tu sei buono e chiami tutti alla santità;
dacci il coraggio di risponderti con la nostra vita.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
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PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
LA PAROLA DI DIO
Il Padre Misericordioso (Luca
15,11-32)
ribaciò. 21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te;
non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22 Ma il padre disse ai suoi
servi: "Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al
dito e dei calzari ai piedi; 23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo,
mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato
in vita; era perduto, ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa. 25 Or il
figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa,
udì la musica e le danze. 26 Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa
succedesse. 27 Quello gli disse: "È tornato tuo fratello e tuo padre ha
ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo". 28 Egli si
adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare. 29 Ma
egli rispose al padre: "Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo
comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i
Lettera di un bambino al papa’ ultra’ che lo vuole campione
Michelangelo, 10 anni, ha indirizzato questa lettera bellissima a sua
padre “Non solo e non proprio a mio padre” ha precisato “ma mi rivolgo
idealmente a tutti i genitori, a tutti gli sportivi, a chi vuole bene al calcio che è
un gioco”.
Lo sai, papà, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia quando ti
sei arrampicato sulla rete di recinzione urlando contro l’arbitro? Io non ti avevo
mai visto così arrabbiato. Forse sarà anche vero che l’arbitro aveva sbagliato,
ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente?
Anche se abbiamo perso la partita per colpa dell’arbitro, come tu dici, mi sono
divertito lo stesso.
Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che, se non griderai più,
l’arbitro sbaglierà molto meno. Papà, capisci, io voglio solo giocare. Ti
prego,lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo
innervosire: tira, passa, buttalo giù. Se buttassero giù me, quante parolacce
diresti? Un’altra cosa: quando il mister mi sostituisce o non mi fa giocare, non
arrabbiarti, io mi diverto ugualmente, anche seduto in panchina. Siamo in tanti
ed è giusto che giochino tutti. E poi, quante parolacce, urla ed imprecazioni si
sentono in campo mentre si gioca: non solo da te, ma anche da altri genitori.
Non si agisce così, a me hanno detto che le brutte parole non salgono in cielo
perché non trovano posto, là stanno solo gli angeli.
E scusami, papà, non dire alla mamma, di ritorno dalla partita: “ha vinto ed
indossa la maglia numero dieci”. Dille che mi sono divertito tanto e basta. Non
raccontare che ho fatto un gol bellissimo, non è vero.
Ho messo il pallone dentro la porta perché un mio compagno mi ha fatto un
bel passaggio e tutti insieme abbiamo lottato per vincere. E poi che tormento
dalla televisione ho capito che quel numero è una leggenda: tutti i “grandi”
l’hanno indossato: Sivori,Rivera, Platani; Maradona, Ronaldo, Baggio, Del
Piero. Ma loro sono nati artisti con dei cervelli carichi di idee, con la fantasia
come la pittura di Van Gogh o la musica di Beethoven. E qui mi viene da
ridere, papà, perché io non conosco la musica e sono pure stonato.E allora?
Ascoltami, papà, non venire nello spogliatoio al termine della partita per
vedere se faccio bene la doccia o se so vestirmi. Che importanza ha se
metto la maglietta storta? Devo imparare da solo. Stai sicuro che diventerò
grande e sarò bravo a scuola, anche se avrò la maglietta rovesciata. E lascia
portare a me il borsone. Guarda, c’è stampato il nome della squadra e mi fa
piacere far vedere a tutti che gioco a pallone. E sai, non volevo dirtelo perché
sono ancora piccolo, ma a scuola la fidanzatinesono in aumento. Non
22
39
11 Disse ancora: «Un uomo aveva
due figli. 12 Il più giovane di loro
disse al padre: "Padre, dammi la
parte dei beni che mi spetta". Ed
egli divise fra loro i beni. 13 Di lì a
poco, il figlio più giovane, messa
insieme ogni cosa, partì per un
paese lontano, e vi sperperò i suoi
beni, vivendo dissolutamente. 14
Quando ebbe speso tutto, in quel
paese venne una gran carestia ed
egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
15 Allora si mise con uno degli
abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16
Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma
nessuno gliene dava. 17 Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre
hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da
mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono
più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi". 20 Egli
dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo
padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Decalogo Dello Sportivo
Io sono il Signore Dio tuo
1 Non di solo sport vive l'uomo, perché solo in Dio si trova il senso ultimo
dell'esistenza.
2 Non pregare Dio per vincere, ma perché ti aiuti a diventare a divenire
campione nella vita.
3 Non ridurre la Domenica all'attività sportiva, perché questo è solo un aspetto
della tua esistenza.
4 Non insuperbirti delle tue possibilità perché la vita è stata trasmessa per farne
dono.
5 Non adottare mai parole o atti di violenza, perché lo sport sia un'occasione
d'incontro fraterno.
6 Non abusare del tuo corpo e rispetta quello degli altri, perché è segno visibile
della presenza di Dio.
7 Non togliere il merito a nessuno con scuse o denigrazioni, perché
l'avversario ha la tua stessa dignità.
8 Non barare in gara o con l'assunzione di sostanze illecite, perchè
imbroglieresti te stesso prima e più ancora degli altri.
9 Non illuderti del successo e non essere in balia delle valutazioni altrui, perché
l'umiltà e l'equilibrio ti aiutino a vivere.
10 Non essere invidioso di chi è migliore di te, perché l'importante è dare il
meglio delle proprie possibilità.
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
miei amici; 30 ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni
con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato". 31 Il padre gli
disse: "Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; 32 ma bisognava
far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita;
era perduto ed è stato ritrovato"».
L’alleducatore, talvolta, riceve in cambio delle sue attenzioni e
dell’impegno verso la squadra, ingratitudine e mancanza di
riconoscimento.
- Come reagisco in queste situazioni?
- Sono capace di dare un’altra possibilità a chi ha sbagliato o lo
etichetto privandolo della mia fiducia?
Approfondimento– da una lettera di Don Bosco
VI DO TUTTO ME STESSO
EDUCARE E’ COSA DI CUORE
“Miei cari figlioli voi sapete quanto io vi amo nel Signore e come io mi sia tutto
consacrato a farvi quel bene maggiore che potrò. Quel poco di scienza, quel
poco di esperienza che ho acquistato, quanto sono e quanto possiedo,
preghiere, fatiche, sanità, la mia vita stessa: tutto desidero impiegare a vostro
servizio. In qualunque giorno e per qualunque cosa fate pure conto su di me, ma
specialmente nelle cose dell’anima. Per parte mia, per strenna vi do tuto me
stesso. Sarà cosa meschina, ma quando vi do tutto, vuol dire che nulla riserbo
per me. Ora veniamo ai ricordi. A tutti in generale. Fatevi bene il segno della
santa croce; non volgetevi mai indietro, quando servite la santa messa… non
fate letture cattive o proibite. Appena uno di voi dubitasse della bontà di un libro,
manifesti il suo dubbio a qualche superiore. Spero che voi mettere in pratica i
miei avvisi e tanto ne sono sicuro che volgio che si finisca l’anno con perfetto
amore e santa allegrezza.
Perciò io vi perdono a voi qualunque mancanza possiate aver fatta e anche voi
perdonatevi a vicenda le offese, che per caso abbiate ricevute. Voglio che
incominciate l’anno 1860 senza malumore e senza malinconie. Se vi fosse
qualcuno destinato alla punizione, intendo che gli sia tolto il castigo. Io sono
pronto a tirare una linea sopra ogni vostra mancanza, prometto di non
rinfacciarla mai a nessuno, e di dimenticarla; ma intendo che facciate lo stesso
38
23
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
fra di voi. Non già perdonare un’offesa e poi dopo 10-15 giorni, venuta
l’occasione, gettare in faccia all’offensore quella parola, quella mancanza, quello
sbaglio fatto. Ciò non va; perdonare vuol dire dimenticare per sempre.
Breve riflessione
Simbolo:
abbraccio
benedicente
Impegno: oggi cerco di
vivere nelle relazioni il
perdono al di là di ogni
tornaconto.
Padre Nostro
CONCLUSIONE
Si suggerisce come momento di preghiera della mattina del giorno in cui si conclude
Password: L’AMORE CHE EDUCA
PREGHIAMO INSIEME
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PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
riconosce che senza di Te, o Cristo,
è interiormente come cieco,
incapace di conoscere la piena verità,
di comprendere il senso profondo della vita,
specialmente di fronte alle tenebre del male e della morte.
Anche il più grande campione,
davanti alle domande fondamentali dell'esistenza,
si scopre indifeso ed ha bisogno della tua luce
per vincere le sfide impegnative
che un essere umano è chiamato ad affrontare.
Signore Gesù Cristo,
aiuta questi atleti ad essere tuoi amici
e testimoni del tuo amore.
Aiutali a porre nell'ascesi personale
lo stesso impegno che mettono nello sport.
Aiutali a realizzare
un'armonica e coerente unità di corpo e di anima.
Possano essere, per quanti li ammirano,
validi modelli da imitare.
Aiutali ad essere sempre atleti dello spirito,
per ottenere il tuo inestimabile premio:
una corona che non appassisce e che dura in eterno. Amen!
(Dall'Omelia, in occasione del Giubileo degli Sportivi, 29 ottobre 2000)
Per Amore
Una volta per tutte ti é dato questo breve precetto:
"Ama e fa' quel che vuoi".
Se tu taci, taci per amore.
Se tu parli, parla per amore.
Se tu correggi, correggi per amore.
Se tu perdoni, perdona per amore.
Metti in fondo al cuore la radice dell'amore.
Da questa radice non può che maturare del bene.
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PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
come quanto ho di piú caro,
perché sei tu che me li hai dati,
e a Te devono ritornare.
Con la tua grazia, Signore,
fa che io sia sempre loro di esempio
e mai d'inciampo:
che essi in me vedano Te,
e io in loro Te solo cerchi.
E al termine della mia giornata
l'essere stato allenatore mi sia
di lode e non di condanna.
Amen.
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
CANTO: VOI SIETE DI DIO
INVITO ALLA PREGHIERA
G.
T
G
T
Preghiera dello sportivo (6)
Padre Santo, ho corso e giocato tutto il giorno; mi sono alienato e nel cuore
avevo il desiderio di vincere.
Ti prego per chi ha corso con me, per tutti quegli amici che non corrono più
perché delusi. Padre, ti prego: aiutami a saper accettare i miei limiti, a saper
gioire per le vittorie dei miei amici. Fa'che non dimentichi mai che ci sono altri
traguardi nella vita per i quali vale la pena di correre con lealtà, tenendo il passo
dei più debole. Fa' che questa mia passione sportiva sia messa a servizio di
molti ragazzi e giovani. Alimenta tu la «fiaccola» dei mio sperare in un mondo
senza barriere per nessuno. Amen.
Preghiera dell’atleta
Signore, sii per me
allenatore, dirigente, medico, maestro di vita.
Signore, sii per me
compagno di squadra, giudice di gara, amico.
Perché tu sei il Signore.
Tu mi capisci e mi valorizzi.
A te affido la mia vita.
Aiutami, oggi e sempre.
Preghiera del Papa Giovanni Paolo II - "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di
me!" (Mc 10,47)
Fissiamo, o Cristo, lo sguardo su di Te,
che offri ad ogni uomo la pienezza della vita.
Signore, Tu guarisci e fortifichi chi, fidandosi di Te,
accoglie la tua volontà.
Anche l'atleta, nel pieno delle sue forze,
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G
T
G
T
G
T
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Sia benedetto il tuo nome, o Signore, da ora e per sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il tuo nome, o
Signore.
Sono tanti i prodigi che hai fatto per noi, o Signore nostro Dio;
sono tanti i tuoi pensieri per noi.
O Signore, Tu sei buono e chiami tutti alla santità;
dacci il coraggio di risponderti con la nostra vita.
Parla, o Signore:
il tuo servo ti ascolta.
LA PAROLA DI DIO
1Corinzi 13,1-13
1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei
un rame risonante o uno squillante cembalo. 2 Se avessi il dono di profezia e
conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da
spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. 3 Se distribuissi tutti i
miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi
amore, non mi gioverebbe a niente. 4 L'amore è paziente, è benevolo; l'amore
non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo
sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il
male, 6 non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa,
crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L'amore non verrà mai
meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà
abolita; 9 poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 10 ma
quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 11
Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12
Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo
faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come
anche sono stato perfettamente conosciuto. 13 Ora dunque queste tre cose
durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore.
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PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Nei versetti 4-7 la carità è definita da una serie di 15 verbi che sottolineano
non tanto l’astrattezza ma l’azione che suscita nel cuore di chi le lascia
spazio e l’accoglie come dono. Possiamo dire con certezza che Don Bosco
si sia lasciato invadere da questa carità per poi riversarla con le delicate
sfumature dell’educazione sui suoi giovani… e quali capolavori di grazia!
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
I mass media ci hanno resi più famosi di quanto meritiamo.
I giovani, in particolare, ci considerano modelli da imitare, nel bene o nel male.
Non vorrei trascinare, o Dio, alcuno dietro il mio cattivo esempio. Aiutami a far
cessare l'animosità e l'eccessivo agonismo dentro e fuori il campo di gioco.
Fa che io non mi monti la testa quando ho successo, e che non mi disperi quando le
cose vanno male, e i giornali mi danno addosso. Allevia le angosce dei miei familiari
quando sono impegnato in gara e proteggimi da ogni incidente immobilizzante, e
soprattutto aiutami a non danneggiare i miei avversari.
Infine, ti prego di essermi vicino nella gara più importante della vita perché possa
conquistare il premio riservato a quanti hanno agito con altruismo ed onestà. Grazie
perché mi hai dato ascolto. E così sia.
dal libro "Filo rosso con Dio" di Giampaolo Thorel, edito dalle Paoline.
Proviamo a commentare questi 15 verbi (si può leggere o riflettere in silenzio)
Preghiera dello sportivo (4)
Signore, che mi consenti di stare nella gioia con i miei amici
e di gareggiare con loro,
ti prego
per tutti i giovani che non hanno oggi questa opportunità,
ti chiedo di essere per me
allenatore, dirigente, medico, maestro di vita.
Signore, sii per me
compagno di squadra, giudice di gara, amico.
Perché tu sei il Signore.
Tu mi capisci e mi valorizzi.
A te affido la mia vita.
Aiutami, oggi e sempre.
Amen
La carità è paziente,
Usualmente si intende longanime, ovvero lenta all’ira, paziente di fronte alle
provocazioni. E’ interessante la traduzione greca la cui traduzione corrisponde
meglio a magnanime: grandezza d’animo, che sente dentro cose grandi.
Don Bosco era un sognatore… sentiva e vedeva cose grandi!
è benigna la carità;
Piena di bontà e di benevolenza… vuole il bene e lo compie (la benevolenza in
educazione… voler il bene si dimostra con fiducia, confidenza che apre i cuori…
la sorgente è la fiducia di dio nell’uomo)
non è invidiosa la carità,
Preghiera dello sportivo (5)
Fa o Signore, che io ti conosca.
E la conoscenza mi porti ad amarti,
e l'amore mi sproni a servirti
ogni giorno piú generosamente
Che io veda, ami e serva Te
in tutti i miei fratelli atleti,
ma particolarmente in coloro
che mi hai affidati.
Te li raccomando perciò, Signore,
Approfondimento – spunti per una lectio
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Alleducatore in preghiera
PGS CAMPISCUOLA 2009
Alleducatore in preghiera
Insegnami a giocare la mia partita,
indicami il mio ruolo in campo,
incoraggiamo a lottare
e dare sempre il meglio di me stesso.
E quando sarò tentato di arrendermi
e di non combattere più,
ti prego abbandona la panchina
ed entra in campo con me !
Con te vicino ricomincio a giocare.
Preghiera dello sportivo (3) - (Luigi Guglielmoni)
Grazie, Signore, per il corpo col quale possiamo muoverci, giocare e fare festa.
Grazie per la salute e la pace che ci fanno gustare la vita con gioia ed
entusiasmo.
Grazie per il tempo libero che trascorriamo divertendoci in compagnia degli
amici.
Grazie per le persone e gli spazi che ci consentono di fare sport, di allenarci e di
gareggiare.
Grazie per le vittorie e le sconfitte che rivelano il cammino della vita e fanno
maturare "dentro".
Grazie perché dopo il gioco possiamo affrontare più sereni gli impegni
quotidiani.
Grazie per quanto impariamo dalla disciplina sportiva e dai campioni sul campo
e nella vita.
Grazie per la domenica, giorno di riposo e di preghiera, dl fraternità con tutti.
Grazie perché tu, Signore, sei il nostro allenatore e maestro e rimani con noi
ogni giorno.
Faccio dello sport, Signore.
Ti offro la fatica del mio allenamento, la gioia e l'ansia delle mie gare.
Fa che mi prepari con costanza che giochi con lealtà, che vinca con dignità e
con serenità sappia perdere.
E reso più forte, renda il mio animo più agile nel tuo servizio, Signore, e porti la
gioia a chi mi vive accanto, ogni giorno.
Fin da piccolo, O Dio, vivo nel mondo dello sport.
Ho partecipato a molte gare, vincendo molti premi.
Ho sempre creduto nei valori dello sport e dell'agonismo leale, rifiutando ogni
forma di compromesso e ogni surrogato della forza di volontà.
Alcuni usano sostanze proibite per ottenere risultati eclatanti, gettando discredito
sul mondo dello sport.
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Non prova dispiacere per il bene goduto dagli altri; non desidera segretamente il
male altrui (quando gli altri educatori riescono e io no… cosa succede nel mio
cuore?)
non si vanta
il senso della parola originaria (perpereuetai) è millantatrice. Millantare:
ingrandire mille volte, e dunque anche sentirsi superiori. Il vantare la propria
superiorità divide e non crea comunione. In Fil 2,3: “non fate nulla per spirito di
rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri
superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli
altri”. (nell’equipe educativa mi vanto?)
non si gonfia
d’orgoglio
non manca di rispetto
è cortese, affabile, non tratta con disprezzo, né con modi villani
“Non dimenticare che siamo salesiani. Sal e Lux. Sale della dolcezza, della
pazienza, della carità. Luce in tutte le azioni esterne…” (lett. A don Costamagna,
31 gen. 1881, E IV 7)
non cerca il suo interesse
o esclusivo vantaggio, a scapito degli altri, soprattutto dei più deboli
non si adira
diventare irascibili quando si tocca alla nostra dignità. L’ira è uno stato d’animo
concitato e passionale determinato da grave irritazione e caratterizzato
dall’impulso violento di punire immediatamente e in forme eccessive.
(correggo con l’ira negli occhi?)
“Carità, pazienza, dolcezza, non mai rimproveri umilianti, non mai castighi, far
del bene a chi si può, del male a nessuno” (lett. A don Costamagna, 6 agosto
1885, E IV 328)
non tiene conto del male ricevuto
ovvero non serba rancore, è disposta a dimenticare, a mettere pietre di
misericordia sul male, a rimettere i debiti come Gesù (serbo rancore degli
“sgarbi” dei ragazzi?)
alcune traduzioni anche non sospetta il male ovvero non attribuisce a motivi
perversi il male fatto da altri, non sospetta, non è maliziosa
non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità
per quanto le colpe altrui, specie se si tratti di nemici, possa soddisfar il nostro
amor proprio o tornarci vantaggiose, poiché il male morale offende Dio e
allontana dal prossimo
Tutto copre
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Alleducatore in preghiera
cioè copre i falli di un velo di misericordia scusandoli, 1 Pt 4, 8 “Soprattutto
conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di
peccati”.
Attenzione ma non nel senso di fare “pateticamente finta che il male non ci sia; il
classico “chiudere un occhio” sulla realtà negativa non esprime misericordia,
perché in tal modo lascio le cose come stanno: il peccatore con il suo male, il
peccato con la sua valenza diabolica distruttrice. La misericordia, invece, è
attiva, operosa, geniale e imprevedibile, cambia e converte, tira fuori il bene dal
male”. Allora tutto copre, ovvero non enfatizza il male, ma pur vedendolo chiaro
e distinto, sa scorgere quel poco di bene rimasto e con quello costruire.
Altre traduzioni si soffermano su sopporta ogni cosa
Tutto crede
Pensate ad una situazione in cui come animatori/educatori avete creduto e
sperato contro ogni speranza… cosa è successo?
Tutto spera
La nostra è una speranza affidabile
Tutto sopporta
Le opposizioni, le prove, le persecuzioni
Preghiamo insieme:
IL CANTICO DELLA CARITA’ DELL’EDUCATORE SALESIANO
Se sapessi tutto in pedagogia
ma non ho l’amore,
a nulla mi serve!
Se la mia parola fosse incisiva
se conquistassi i ragazzi e i colleghi
con la mia arte comunicativa
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Alleducatore in preghiera
Ogni cristiano è chiamato a diventare un valido atleta di Cristo, cioè un
testimone fedele e coraggioso del suo Vangelo. Ma per riuscire in ciò è
necessario che egli perseveri nella preghiera, si alleni nella virtù, segui in tutto il
divino Maestro. In effetti, è Lui il vero atleta di Dio; Cristo è l’Uomo “più forte”,
che per noi ha affrontato e sconfitto l’ “avversario”, satana, con la potenza dello
Spirito Santo, inaugurando il Regno di Dio.
(Giovanni Paolo II - Giubileo degli sportivi 28-30 ottobre 2000)
Preghiera dello sportivo (1)
Signore, aiutami ad essere un vero sportivo.
A vincere e restare modesto.
A perdere e conservare il sorriso e la dignità.
Ad accettare le decisioni dell'arbitro,
giuste o ingiuste che siano.
A saper vincere senza stravincere.
Ad essere forte senza essere brutale.
A pensare alla squadra e non solo a me stesso.
Ad apprezzare l'avversario
riconoscendo le sue abilità.
Con te Signore posso vincere.
Se sono sconfitto, donami, o Signore,
la forza di accogliermi perdente,
e di renderti lode.
Preghiera dello sportivo (2)
Signore !
E' bello per me correre con i miei amici,
nella gioia e nella fatica, nella vittoria e nella sconfitta.
Là, sul campo, ci metto tutto me stesso perché per me giocare è un po' come
vivere e vivere è
un po' come giocare.
E se penso alla mia vita come a quel campo di gara allora, Signore, aiutami a
viverla
con lo stesso entusiasmo
con lo stesso impegno
con la stessa voglia di vincere
e di diventare grande.
Sii tu la mia guida e il mio maestro.
ma non ho l’Amore
a cosa mi giova?
Se mi spendessi senza riposo,
se dessi tutto di me
per realizzare progetti di bene
ma non ho l’Amore
non farei nulla.
L’amore è paziente
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Alleducatore in preghiera
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Alleducatore in preghiera
Amen.
Oppure
Grazie, Signore, per il corpo col quale possiamo muoverci, giocare e far festa.
Grazie per la salute e la pace che ci fanno gustare la vita con gioia ed
entusiasmo.
Grazie per il tempo libero che trascorriamo divertendoci in compagnia degli
amici.
Grazie per le persone e gli spazi che ci consentono di fare sport, di allenarci e di
gareggiare.
Grazie per le vittorie e le sconfitte che rivelano il cammino della vita e fanno
maturare.
Grazie per quanto impariamo dalla disciplina sportiva e dai campioni sul campo
e nella vita.
Grazie per la domenica giorno di riposo e di preghiera, di fraternità e di servizio
solidale.
Grazie, Signore, donaci la tua gloria e resta con noi ogni giorno. Amen.
Concludiamo con la preghiera tradizionale dei cristiano
Ti odoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio d'avermi creato, fatto
cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami d male oggi commesso, e se
qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai
pericoli La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cori. Amen.
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo Amen.
PREGHIERE PER LE VARIE OCCASIONI
IL PAPA “SPORTIVO”AGLI SPORTIVI
Può essere veicolo di alti ideali umani e spirituali quando è praticato
nel pieno rispetto delle regole. Per riuscire nella vita bisogna perseverare nella
fatica. Chi pratica lo sport questo lo sa bene: è solo a prezzo di faticosi
allenamenti che si ottengono risultati significativi.
Il sostegno appassionato della propria squadra mai può giungere ad
offendere le persone o a danneggiare i beni della collettività.
Lo sport non è mera potenza fisica ed efficienza muscolare, ma ha
anche un’anima e deve mostrare il suo volto integrale.
Ogni attività sportiva, sia a livello amatoriale che agonistico, richiede
doti umane di fondo, quali il rigore nella preparazione, la costanza
nell’allenamento, la consapevolezza dei limiti delle capacità della persona, la
lealtà nella competizione, l’accettazione di regole precise, il rispetto
dell’avversario, il senso di solidarietà e di altruismo.
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anche quando i ragazzi hanno poca voglia,
si mostrano incostanti e indifferenti.
L’Amore è benevolo:
non si ferma all’apparenza,
previene le domande
e guarda al futuro.
L’Amore è tenace:
anche davanti alla chiusura
ritenta strade di speranza e di vita.
Scopre nel più profondo frammenti di bellezza e aneliti di felicità.
L’Amore è fedele:
non sfugge davanti alla sofferenza e all’insuccesso;
si fa carico della gioia e del dolore,
della fatica di crescere
L’Amore tutto spera:
anche quando tutto sembra inefficace
e sei rimasto con pochi a lottare.
L’Amore tutto sopporta:
le fatiche e i sacrifici,
le delusioni e le sconfitte,
i rapporti da riallacciare,
le veglie e le ricerche di vie migliori
il tempo non più tuo.
Sei cose sono grandi nell’educatore:
la capacità di ascoltare,
la convergenza educativa,
la pazienza nell’attendere,
l’allegria e la gioia del cuore,
la profondità spirituale,
ma più grande di tutte è
L’AMORE!
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Alleducatore in preghiera
“Antologia di preghiere”
PER LA PREGHIERA DELLA SERA
Un canto adatto oppure Inno:
Al termine del giorno, o sommo Creatore,
vegliaci nel riposo con amore di Padre.
Dona salute al corpo e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari le ombre della notte.
Nel sonno delle membra resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba intoni la tua lode.
Per ogni giornata è indicata la modalità dell’esame di
coscienza. Tuttavia possono essere adottate anche le
seguenti modalità e preghiere
Esaminiamo la nostra giornata.
Preghiere di ringraziamento spontanee.
Breve esame di coscienza
Grazie del perdono
Signore ti ringraziamo per ché sempre ci doni il tuo perdono Grazie perché ci
insegni che non vuoi l'apparenza di persone infallibili, ma la sostanza di persone
semplici che sanno riconoscere i propri errori. Grazie per tutte le volte che ci hai
perdonati, Grazie perché non ci rifiuti mai il tuo perdono.
Grazie perché ti rallegri ogni volta che qualcuno ritorna a te con umiltà. Donaci la
gioia di perdonare e di sentirci perdonati, donaci di ricominciare sempre senza
scoraggiarci donaci di credere che tu non ci vuoi infallibili, ma con la volontà di
non arrenderci al male. Perdonaci per il male commesso oggi e aiutaci a
perdonare se ne abbiamo ricevuto.
Oppure
Grazie della gioia Signore ti ringraziamo per averci regalato la gioia, per aver
camminato, risorto, accanto a noi sebbene i nostri occhi non sempre sappiano
riconoscerti. Grazie per tutti i momenti di gioia che attraversano la nostra vita
anche al campo, per tutti quelli che sanno regalarci gioia e per tutte le volte in
cui anche noi sappiamo superare la tristezza accogliendo la notizia che la vita
vince sempre la morte.
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Alleducatore in preghiera
Oppure
Grazie per la squadra Signore ti ringraziamo per averci convocati come gruppo,
come squadra, come comunità. Grazie per quanto abbiamo ricevuto dai nostri
fratelli e dalle nostre sorelle del campo
E per quanto abbiamo potuto donare con gioia.
Ti affidiamo le nostre squadre:
fa' che in esse si vivano i valori della responsabilità,
della solidarietà e della collaborazione.
Che ognuno sappia dare il meglio di sé,
lavorando anche con spirito di sacrificio per la propria squadra
Perdonaci se non sempre abbiamo saputo dare il nostro contributo
per il bene del gruppo e della squadra.
Donaci di essere come quel ragazzo
che ha saputo dare tutto quello che aveva
e ha favorito il miracolo di Gesù.
Oppure
Grazie perché siamo qui!
Signore ti ringraziamo per averci invitati
a scendere dalle nostre sicurezze e comodità
e vivere l'esperienza intensa del campo.
Grazie per tutte le persone che abbiamo incontrato e conosciuto.
Grazie per la gioia che ci hanno regalato.
Perdonaci se non siamo stati capaci di comunicare la nostra gioia come
avremmo desiderato. Perdonaci se in vece di accogliere con entusiasmo gli altri
Ce ne siamo stati per conto nostro. Donaci la forza di imparare e ricordare tutto
quello che oggi hai voluto insegnarci.
Oppure
Padre Santo, ho corso e giocato tutto il giorno;
mi sono allenato e nel cuore avevo il desiderio di vincere.
Davanti a te, questa sera, mi sento stanco, ma in pace.
Ti prego per chi ha corso con me, per tutti quegli amici
che non corrono piú perché delusi.
Padre, aiutami a saper accettare i miei limiti,
a saper gioire per le vittorie dei miei amici.
Fa' che non dimentichi mai che ci sono altri traguardi nella vita
per i quali vale la pena di correre con lealtà,
tenendo il passo del piú debole.
Alimenta la "fiaccola" del mio sperare, senza riserve.
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