INTRODUZIONE
La scelta universitaria è spesso per molti studenti dell’ultimo anno delle
Superiori un vero e proprio salto nel buio: alla mancanza di informazioni si
aggiunge la raccolta di “sentito dire” spesso tra loro contrastanti, che creano più
confusione che altro in chi deve scegliere il proprio percorso.
Questo libricino è stato scritto proprio per favorire una scelta più consapevole.
È rivolto a tutti quelli che considerano la possibilità di iscriversi a Matematica e
vogliono essere più informati, ma anche a chi invece è piuttosto scettico su
questa eventualità perché non ha ben chiaro cosa voglia dire ‘fare Matematica’.
Prenderemo in considerazione i luoghi comuni più diffusi sul Corso di Laurea
in Matematica (quelli che prima abbiamo chiamato sentito dire) e faremo parlare
chi Matematica a Pisa l’ha fatta o la sta facendo.
Le storie dei nostri intervistati sono storie comuni da cui emergono i dubbi
prima della scelta, i motivi di tale scelta, ma anche i momenti di difficoltà
durante il percorso universitario e i diversi modi con cui tali difficoltà sono state
affrontate.
Uno spazio importante sarà dato alla situazione lavorativa dei laureati che
abbiamo intervistato, per mostrare i possibili sbocchi dati dalla Laurea in
Matematica a Pisa. Quest’ultimo punto è di fondamentale importanza: è naturale
infatti che nella scelta universitaria influisca profondamente l’aspettativa sulle
future possibilità lavorative. Per quanto riguarda Matematica è nostra
convinzione che siano molto sottovalutate le possibilità che la Laurea offre.
Tutto ciò non ha un obiettivo pubblicitario ma informativo.
Anche per questo vogliamo sottolineare una volta di più, rafforzando il
messaggio della copertina, che queste pagine non hanno la pretesa di introdurre
un qualsiasi Corso di Laurea in Matematica ma solo la realtà che conosciamo
bene: quella di Pisa.
I DUBBI DI CHI DEVE SCEGLIERE
Spesso, come è naturale, la scelta universitaria è influenzata dal rendimento alle
Scuole Superiori: uno studente che ha avuto notevoli difficoltà in matematica
difficilmente prenderà in considerazione la possibilità di iscriversi al Corso di
Laurea in Matematica.
A volte il rifiuto dell’idea di potersi iscrivere a Matematica è motivato più che
dal proprio rendimento dalla Scuola di provenienza, da cui si esce “avendo fatto
troppo poca matematica”: così una decisione presa in età molto precoce - e
spesso dai genitori - influenza in maniera determinante la scelta universitaria.
E gli altri? Su cosa basano la propria scelta universitaria? E in tale scelta
prendono in considerazione anche Matematica?
Molti studenti, anche bravi in matematica alle Scuole Superiori, sono frenati
dall’idea che lo scoglio da superare sia troppo duro:
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Ma non è sempre una questione di preparazione di base:
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E allora?
Alcuni, nonostante parlino esplicitamente di passione per la matematica,
temono di specializzarsi troppo:
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C’è anche il timore di fare qualcosa di troppo teorico, di poco pratico:
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Tale timore probabilmente è legato anche alle aspettative sulla spendibilità
della Laurea in ambito lavorativo. Appena si parla di Università, inevitabilmente
e anche giustamente si pensa al lavoro e agli sbocchi lavorativi, e la
Matematica, riguardo a tutto ciò, che cosa offre?
In questo caso il “sentito dire”, i luoghi comuni, tornano prepotentemente alla
ribalta…si pensa che Matematica offra come unici sbocchi l’insegnamento e la
ricerca: e se l’insegnamento spesso viene considerato non gratificante, la ricerca
da alcuni viene considerata una possibilità solo per i più bravi, e per altri non è
ben chiaro cosa ci sia ancora da ricercare in matematica!
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Riassumendo, le perplessità su una possibile iscrizione a Matematica si possono
sintetizzare in: difficoltà troppo elevata, poca varietà degli argomenti da
studiare, poche applicazioni e (di conseguenza) poche possibilità lavorative.
Tali perplessità purtroppo a volte sono alimentate anche dagli stessi insegnanti
di matematica che finiscono per scoraggiare gli studenti intenzionati a scegliere
Matematica:
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Per quanto riguarda le difficoltà del Corso di Laurea in Matematica si entra in
una sfera soggettiva e personale ma proprio per questo non bisogna decidere in
base alle esperienze degli altri. Detto questo, le difficoltà nel percorso
universitario ci sono: ad esempio una delle più comuni a Matematica è proprio
legata al fatto che chi si iscrive è stato in genere uno studente molto bravo alle
Superiori, che non si aspetta quindi di poter avere problemi e quando li incontra
spesso non sa come reagire. A nostro parere l’essere preparati a fronteggiare tali
situazioni è molto importante: d’altra parte è rischiosa una qualsiasi scelta
universitaria guidata dalla certezza di non trovare difficoltà, dato che prima o
poi in qualsiasi Corso di Laurea si incontrano anche momenti difficili.
Aggiungiamo che non sono da sottovalutare gli effetti dovuti ai cambiamenti
avvenuti in questi anni all’Università, che riguardano tutti i Corsi di Laurea e
che cercano in qualche modo di rendere meno problematico il passaggio Scuola
Superiore - Università.
Gli altri tre motivi (scarsa varietà degli argomenti da studiare, poche
connessioni con la pratica e pochi sbocchi lavorativi) che, come abbiamo
visto, possono sconsigliare l’iscrizione a Matematica a studenti a cui magari la
matematica piace, sono oggettivamente luoghi comuni molto lontani dalla
realtà.
Per fare una scelta importante come quella dell’Università non bisogna farsi
influenzare da sentito dire e luoghi comuni ma conoscere e poi scegliere a
seconda delle proprie passioni e ambizioni.
Per questo vale la pena continuare a leggere le pagine di questo libricino.
LE INTERVISTE
Attraverso i dubbi e le perplessità degli studenti di Scuola Superiore riguardo
alla possibilità di iscriversi a Matematica si possono capire quali informazioni
siano importanti per fare una scelta davvero consapevole.
Una volta individuate tali informazioni, chi meglio di coloro che hanno
conseguito la laurea in Matematica recentemente può darci una
testimonianza attendibile?
Abbiamo quindi intervistato 14 laureati in Matematica (tutti presso l’Università
di Pisa), chiedendo loro:
- i motivi per cui hanno scelto Matematica, ma anche le eventuali
indecisioni e l’impatto col mondo Universitario, nella fattispecie con
Matematica
- le loro prime esperienze lavorative e quelle attuali, e infine
- l’importanza che la formazione matematica ha avuto nella loro
carriera lavorativa.
Riportiamo i loro racconti (in forma di risposte alle nostre domande) non solo
perché ognuno possa trarne delle informazioni generali, ma anche perché ci
possa essere un’identificazione con qualcuno di loro, magari proprio perché si
condividono le stesse indecisioni sui possibili Corsi di Laurea a cui iscriversi.
E allora cominciamo a conoscere le storie dei 14 intervistati proprio partendo
da quel momento così importante: la scelta universitaria…
Al momento di scegliere il Corso di Laurea eri indeciso fra altri
Corsi? Se sì, quali?
Filosofia.
Luca
Sì. Le altre scelte erano
Ingegneria o Economia.
Sì:
ingegneria,
giurisprudenza.
medicina,
Laura
Per un breve periodo ho valutato la
possibilità di iscrivermi ad Ingegneria
Elettronica per l’ingresso facilitato nel
mondo del lavoro.
Lucia
Informatica (in cui poi mi sono preso una
seconda laurea).
Manuela
No, non ho avuto nessuna
indecisione.
Silvia
Mi sono iscritta al Liceo perché avrei
voluto fare Architettura, poi nel corso
degli anni ho cambiato idea. In 5a
ero un po’ indecisa tra Matematica e
Filosofia.
Valentina
Maurizio
No, ero decisa.
Filosofia e Psicologia.
Laura M.
Silvia B.
L’indecisione era tra Matematica e
Scienze dell’Informazione, perché
cercavo di proiettarmi nel mondo del
lavoro e pensavo al mestiere di
Informatico, a quei tempi emergente
come opportunità di impiego e con il suo
fascino. Scegliendo Matematica, grazie
alla possibilità della Ricerca ho potuto
studiare ciò che mi appassionava, ma
nello stesso tempo non estraniarmi dal
mondo del lavoro.
Simona
Si, con chimica.
Marta
Mi piaceva molto anche la Filosofia, ma
mi metteva più in crisi perché aveva più
implicazioni esistenziali. La matematica
aveva invece il pregio di “filosofeggiare
abbastanza” senza avere la pretesa di
insegnare a vivere, perché la
matematica viveva in un mondo tutto
suo (almeno questo pensavo appena
uscita dal Liceo…). Inoltre tutti dicevano
che con la filosofia non mi sarei
guadagnata il pane, mentre nessuno mi
osteggiava se dicevo di voler fare
matematica.
Samuela
Qual è il motivo per cui alla fine ti sei iscritto a Matematica?
Era la mia materia preferita da
Era la materia che mi riusciva
meglio al liceo scientifico.
sempre.
Luca
Mi è sempre piaciuta la
matematica.
Silvia
Laura
Valentina
Era la materia scolastica che mi
appassionava di più e mi
risultava semplice.
Manuela
La Matematica è stato il mio primo amore e
ho sempre avuto delle insegnanti
eccezionali, a partire dalla mia maestra delle
Elementari, fino alla professoressa del
triennio del Liceo. Sono stata sempre
curiosa e secondo me la Matematica stimola
questo lato del mio carattere.
Perchè ho sempre nutrito
particolare interesse per la
materia e curiosità.
Elena
Ho conosciuto la materia
partecipando alle Olimpiadi
della Matematica, con ottimi
risultati.
Ho deciso in prima media: non saprei dire
né perché la matematica mi piacesse già
allora né perché fossi così fermamente
decisa, fatto sta che da allora non ho più
cambiato opinione.
Per passione per la materia.
Adoravo i discorsi astratti e
formalmente eleganti.
Samuela
Perché mi ha sempre appassionato.
Silvia B.
Luisa
Laura M.
Lucia
Marco
La matematica è
sempre stata una
passione, ho sempre
desiderato laurearmi in
matematica.
Mi riusciva semplice e pensavo di
non dover faticare molto per
terminare matematica.
Marta
Una volta scelto il Corso di Laurea, qual è stato l’impatto con il mondo
universitario e quali le difficoltà incontrate?
Come detto non è facile rispondere a tale domanda, perché ovviamente le
difficoltà variano da persona a persona. Con le risposte dei nostri 14 laureati non
pensiamo quindi di coprire ogni possibile reazione, ma di fornirne comunque
una raccolta significativa:
Com’è stato l’impatto con l’università? E il ‘dopo’?
All’inizio un po’ duro, perché ho dovuto
modificare il mio metodo di studio, ma
comunque niente di insormontabile. Col
passare del tempo, mi sono sentito sempre
più a mio agio.
Luca
Il
primo
anno
traumatico, poi bene.
L’impatto con l’Università è stato
traumatico… si stava tantissime ore a
lezione… ricordo il primo anno
particolarmente impegnativo e selettivo…
fortunatamente, dopo un anno di studi
particolarmente intenso, ci sono stati i
primi risultati incoraggianti…
Manuela
Laura
All’inizio è stata dura
perché i ritmi erano un po’
diversi rispetto al liceo e poi
era tutto nuovo incluso il
vivere fuori casa, poi una
volta abituata a queste cose
l’ambiente era bello.
Abbastanza traumatico perchè
completamente differente dal
mondo del Liceo… tuttavia
l’esperienza e la conoscenza
del mondo universitario alla
fine
si
sono
rivelate
estremamente costruttive.
Luisa
Elena
Simona
Il primo impatto con l’Università è stato certamente durissimo: sia perché (provenendo da
un piccolo paese della Sardegna) mi sono ritrovata “sola in terra straniera” a dovermi
organizzare una nuova vita (dal punto di vista pratico e da quello sociale), sia perché a
lezione mi sembrava di non capire quasi niente, nonostante facessi un grandissimo
sforzo di concentrazione, e neanche lo studio a casa portava i frutti sperati. A convincermi
poi che avevo fatto la scelta giusta, malgrado le difficoltà, è stato il fatto che le cose che
studiavo mi piacevano: sono stata molto colpita dall’Algebra (per la bellezza della sua
astrazione) e dalla Logica (per la sua paradossale caratteristica di essere “matematica
che descrive la matematica”) e, in seguito, dal corso di Probabilità (in cui ci era offerta la
possibilità di capire come si potessero formalizzare in maniera precisissima situazioni
apparentemente non matematizzabili) e dall’Analisi Numerica, che mi ha fatto riflettere su
come sia importante non solo l’idea alla base della soluzione di un problema, ma anche
l’applicabilità dei metodi solutivi.
Lucia
Il primo periodo del primo anno è stato molto esaltante,
duro ma interessante. Da quando si sono avvicinati gli
esami è stato più difficile anche psicologicamente non
mollare. L’alto livello medio dei colleghi rendeva la vita
dura. In ogni caso superato il secondo anno con la scelta
dell’indirizzo le cose si sono semplificate.
Samuela
Drammatico, quelli che mi circondavano erano tutti improvvisamente intelligenti e i Prof
spiegavano alla velocità della luce…Durante i primi 3 anni ho fatto solo 3 esami, ma
ero convinta ugualmente di essere nel posto giusto. Poi ho intuito in che modo dovevo
studiare e sono riuscita a fare un numero “normale” di esami all’anno…fino alla laurea.
Pesante come quantità di cose da fare
(soprattutto per la fisica che non sono
mai riuscito a capire), però divertente.
Incredibilmente brutto. Dopo è
peggiorato.
Marta
Maurizio
Credevo fossero tutti pazzi perché
non capivo niente. Poi seguendo i
corsi ho cominciato a entrare
nell’ambiente e nell’ottica degli studi
universitari.
Terribile: a scuola mi conoscevano tutti gli
insegnanti e mi stimavano, all’università mi sono
sentita per un anno e mezzo solo un numero.
Non riuscivo a studiare e non passavo gli
esami; dopo questo periodo, accettato il fatto,
mi sono ripresa anche grazie all’incontro con
docenti eccezionali.
Silvia B.
Molto positivo. Ho trovato le materie molto
interessanti dall’inizio, i professori molto disponibili e
mi sono trovata benissimo con i compagni di studio.
Valentina
Laura M.
Prima di passare alle domande sugli sbocchi lavorativi soffermiamoci ancora un
po’ su questo punto (le difficoltà che si presume di incontrare) che abbiamo
visto essere cruciale nella scelta universitaria. Proprio per l’intento informativo
del libretto abbiamo raccolto testimonianze senza selezionarle a priori per
eventuali scopi pubblicitari, e molte di esse parlano di difficoltà incontrate. Ci
sembra importante evidenziare tali difficoltà non solo perché molte sono comuni
a tutti i Corsi di Laurea (e dipendono dall’impatto con un mondo totalmente
nuovo e spesso affrontato lontano da casa) ma anche perché spesso, come
emerge dalle stesse nostre interviste, tali difficoltà sono amplificate dal fatto
che chi le prova non è preparato ad affrontarle, non si aspettava di averne
magari perché alle Scuole Superiori era molto bravo. Emblematico in questo
senso è il caso di Marta, che dichiara di aver scelto Matematica perché le
riusciva facile e pensava di non incontrare nessun ostacolo. Viceversa, come
emerge proprio dalle altre interviste, l’accettare il fatto di poter aver difficoltà è
la chiave di volta per affrontarle in modo costruttivo e riuscire a superarle anche
con soddisfazione.
C’è da aggiungere che in questi anni sono avvenuti molti cambiamenti: il Corso
di Laurea di Matematica di ora è diverso da quello che raccontano i professori
delle Superiori (come lo ricordano dalla loro esperienza di studenti) ma in parte
anche da quello dei nostri intervistati. La recente riforma universitaria (il
cosiddetto 3+2) ha cambiato molte cose, come testimoniano le impressioni di chi
sta facendo Matematica ora o ha vissuto proprio il periodo della riforma:
…Dopo la riforma e il passaggio al nuovo ordinamento la situazione è
decisamente cambiata ci sono molti compitini e ciò a mio avviso è
vantaggioso…
…Prima seguivi un corso e poi studiavi in vista dell’esame, spesso per mesi e
con risultati altrettanto spesso a dir poco scoraggianti. Ora è diverso, segui,
studi e compitino…e anche per me è un vantaggio…
Inoltre le difficoltà si superano meglio se è possibile confrontarsi con i
compagni di corso e con i docenti.
E questo è un punto di forza del Corso di Laurea in Matematica a Pisa, spesso
sottovalutato, ma che, a nostro parere, è fondamentale per la qualità dello
studio: quello di essere un ambiente a misura di studente.
Gli studenti hanno a disposizione tutto il giorno un’aula studio con postazioni
Internet, un’aula computer con più di 30 calcolatori (dalle 9 di mattina fino alle
ore 18) e una biblioteca molto ben fornita (condivisa con fisici e informatici)
con ampi spazi per la consultazione e lo studio e anch’essa dotata di postazioni
Internet.
…Avere una sala a disposizione 24 ore su 24 è decisamente un vantaggio,
possiamo venir qui a studiare quando vogliamo ed è, volendo, anche un punto di
ritrovo…
…Uno degli aspetti più positivi è proprio la struttura in sé stessa: al contrario
di altri corsi di laurea noi abbiamo tutto qui, dalle aule dove poter studiare, alla
biblioteca senza escludere ovviamente il fatto che anche per seguire le varie
lezioni non dobbiamo spostarci…
Il fatto che l’ambiente sia raccolto attorno al Dipartimento è molto importante
anche per la possibilità di contatto con i docenti:
…I professori sono quasi sempre disponibili. Da amici di altri corsi sento
spesso dire, “devo incontrare il professore da una settimana, ma non mi riesce
incontrarlo”…ecco qui da noi questo non succede, anche fuori dagli orari di
ricevimento i professori li incontri facilmente essendo tutto in un’unica
struttura…
E veniamo alle possibilità lavorative, o meglio al primo impiego dopo la
Laurea. Questa è una informazione decisiva: infatti molte statistiche che si
leggono sull’impiego post-universitario sono da interpretare. Cosa vogliamo
dire? Spesso viene riportata la percentuale di laureati in un certo Corso di
Laurea che lavora dopo un anno dal conseguimento dalla Laurea: ma è evidente
che tale dato è poco significativo in quanto non si considera se per il lavoro
trovato era necessario possedere la Laurea.
Le testimonianze raccolte non hanno ovviamente valore statistico, ma danno
l’idea di come per Matematica (come per pochi altri Corsi di Laurea) la
spendibilità del titolo nel mondo lavorativo sia molto alta. Tale impressione
sarà confermata anche dalle analisi di esperti del mondo del lavoro raccolte dai
quotidiani più diffusi in Italia e che mostreremo più avanti.
Citiamo qui brevemente una recente ricerca ISTAT che riporta come più
dell’85% dei laureati in Matematica trova lavoro entro 3 anni dalla Laurea (con
un tempo medio di ricerca di lavoro di 5 mesi), contro il 75% della media dei
laureati. Dai risultati di questa ricerca emerge con forza anche il fatto che ricerca
e insegnamento non sono gli unici sbocchi di un laureato in Matematica, come si
può vedere dal seguente areogramma:
Scuola
12%
Altri
2%
Industria
42%
Ricerca
22%
Servizi
22%
Industria
Servizi
Ricerca
Scuola
Altri
Qual è stata la tua prima esperienza lavorativa dopo la Laurea in
Matematica?
La prima occupazione è arrivata nel giro di poche
settimane. Un fisico che era strutturato presso la
Medicina Interna della Facoltà di Medicina dell’Università
di Pisa, e che collaborava con il Dipartimento di
Matematica, cercava una collaboratrice a tempo
deteminato che lo aiutasse nell’ambito delle statistica
biomedica e delle reti neurali…l’anno seguente, ho
iniziato a collaborare, sempre a tempo determinato, con il
Dipartimento di Neuroscienze e contemporaneamente, di
volta in volta, con enti di ricerca come il CNR o fondazioni
ONLUS in ambito biomedico come il Telethon-UILDM.
Dopo 8 anni di gavetta, ho avuto il sospirato posto fisso
presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di
Pisa, dove mi occupo di analisi statistica, elaborazione
dei segnali neurologici, gestione di progetti scientifici.
Silvia
Sono stata assunta in
un’azienda informatica
del gruppo Zucchetti con
sede a Collecchio come
analista programmatore
… non ho passato un
vero e proprio iter di
selezione...sono 6 anni
che lavoro in questa
azienda, e soddisfatta,
non ho mai cercato altro.
Laura
La mia prima ed unica esperienza
lavorativa come matematico è in
una banca, dove mi occupo di
gestione di banche dati, estrazione
di informazioni dalle stesse e studi
di vario genere sui prodotti
aziendali. Questo ultimo aspetto
del mio lavoro mi permette di
utilizzare
maggiormente
la
matematica e di mettere a frutto le
esperienze maturate all’Università;
in particolar modo apprezzo come
mi sia stato insegnato ad
affrontare problemi nuovi.
Luca
Ho iniziato a lavorare a 2
settimane dalla laurea come
System Integrator in una ditta di
informatica in provincia di
Savona
che
opera
fondamentalmente nel settore
medicale, dove lavoro tuttora.
Manuela
Lucia
Simona
A seguito di uno stage per
"programmatori in linguaggio
Cobol" a Pomezia, sono stata
assunta da un’azienda di
consulenza informatica e
grazie
soprattutto
al
Curriculum Vitae che aveva
unicamente il titolo di studio di
laureata in Matematica presso
l'Università di Pisa con la
votazione di 110 e lode, sono
stata assunta subito a tempo
indeterminato e con contratto
base.
Subito dopo la tesi mi è stato proposto di
svolgere uno stage presso lo CSELT
(Centro
Studi
e
Laboratori
Telecomunicazioni) di Telecom Italia a
Torino… alla fine dello stage mi è stato
proposto un contratto a tempo
indeterminato presso lo CSELT per la
gestione della intranet della azienda…nel
frattempo, il Prof Bicchi del Centro
Interdipartimentale di Ricerca “E. Piaggio”
(Università di Pisa) ha contattato gli
studenti del Dipartimento di Matematica
proponendo di partecipare al concorso di
dottorato in Robotica e Automazione
Industriale. Io ho partecipato nel febbraio
del ’99 e ho vinto un posto. Attualmente
ho ancora lo stesso posto.
Marco
Ho iniziato a lavorare nel 1999, a Siena, come market
risk - analyst e non ho cambiato lavoro, da allora.
La mia prima occupazione è stata in una società di consulenza in
Organizzazione aziendale e Informatica, chiamata AIVE Spa. Ho
lavorato come consulente SAP (sistema gestionale per imprese di
grandi dimensioni, tra i più diffusi nel mondo) curando, inizialmente,
gli aspetti di programmazione e successivamente gli aspetti
funzionali di configurazione e parametrizzazione dei diversi moduli
del sistema, secondo le specifiche esigenze aziendali. Tale
occupazione l’ho trovata semplicemente attraverso ricerca in internet
e invio diretto del curriculum all’azienda. Attualmente lavoro in Banca
Etruria. Sono responsabile di una struttura “Analisi dei Rischi”
all’interno dell’Area Internal Audit.
Laura M.
Valentina
Mi sono laureata nell’indirizzo didattico, volevo fare l’insegnante e ci sono riuscita.
Appena laureata (27 giugno 2002) mi sono iscritta nelle graduatorie del CSA (ex
provveditorato agli studi) e a ottobre dello stesso anno mi hanno chiamato per una
supplenza al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Massa, che doveva essere breve, invece è
andata avanti fino all’Esame di Stato. Contemporaneamente mi sono iscritta alla SSIS e ho
preso le abilitazioni per iscrivermi nelle graduatorie permanenti. Ho sempre lavorato, tranne
per un breve periodo di circa due settimane il secondo anno.
Ho immediatamente iniziato a lavorare in CSELT,
continuando il lavoro già fatto nella tesi. Ho
continuato a lavorare nel gruppo Telecom,
facendo varie cose e spostandomi sul versante
del software (più da far fare ad altri che da fare io)
e dei protocolli di rete.
Maurizio
Silvia
La prima occupazione è stata quella che ho tuttora, sono entrata come
programmatore in un’azienda di software di Parma nella filiale di Carrara. Ho
partecipato al test di ammissione per un corso organizzato dalla provincia di Massa Carrara, ho passato il test tra i primi e siccome l’azienda aveva bisogno di persone
subito sono entrata senza fare il corso che durava 6 mesi. Inizialmente mi occupavo
dello sviluppo di software seguendo specifiche che mi forniva l’analista, in breve
Samuela
sono passata ad essere io l’analista, gestendo quindi le richieste cliente,
analizzandole per passare poi le specifiche al gruppo di sviluppo.
Samuela
La prima occupazione mi è stata offerta dal Prof Bini subito dopo la laurea. Ho chiesto a lui se
conosceva qualche azienda in cui potessi fare un po’ di esperienza (anche gratis ovviamente…) e
lui mi ha proposto una collaborazione di due mesi con il nostro Dipartimento. Il Dip. di matematica
doveva sviluppare un software che permettesse di analizzare foto digitali fatte a lastre di marmo,
insieme al Prof. Sergio Steffè abbiamo sviluppato il software e fatto qualche sperimentazione con
esso. E’ stata un’esperienza molto formativa. Sapevo che il lavoro al Dip era provvisorio…dunque
ho preso all’informagiovani di Pisa la lista di tutte le aziende di software (della zona) e quella delle
ditte che facessero ricerca (in tutta Italia). Ho mandato diverse mail agli indirizzi così ottenuti
inviando il mio curriculum. In MAIOR (l’azienda per cui lavoro attualmente) cercavano un
matematico proprio in quel periodo…hanno ricevuto la mia mail, mi hanno fatto il colloquio e mi
hanno assunto. Inizialmente dovevo fare sperimentazioni su un software che avevano già scritto
loro, poi piano piano ho cominciato a fare piccole modifiche al codice fino ad acquisire sempre più
“spazio d’azione”.
Abbiamo osservato che quando si parla di lavoro e Università è fondamentale
sapere se il titolo di studio conseguito è stato determinante per ottenere quel
posto di lavoro. Abbiamo cercato di mostrare (per ora solo attraverso le
testimonianze raccolte) che da questo punto di vista la Laurea in Matematica
apre molte possibilità. Il fatto che il titolo sia stato necessario per avere un
determinato posto di lavoro non è l’unica informazione che ci interessa. Ci
sembra infatti interessante indagare anche se, quanto e come la formazione
universitaria in Matematica sia utile nello svolgere quotidianamente il proprio
lavoro. È importante per capire quali siano i punti di forza di una formazione
matematica, e ci permette di contestare la convinzione molto diffusa che – a
parte il titolo – gli studi universitari servano a poco o nulla in un ambiente
lavorativo sempre più specializzato.
Aver avuto una formazione matematica è stato ed è importante?
Perché?
Si. Oltre alle conoscenze
acquisite, importanti sia per il
mio lavoro sia per una
questione
di
cultura
matematica personale, è
importante anche aver avuto
l’opportunità di affrontare
problemi diversi e di essere, a
mio parere, pronto a farlo
anche al di fuori dell’ambito
universitario.
Sì, è stata molto utile per
l’apertura mentale che viene
data… insomma siamo
abituati a pensare molto
prima di agire.
Luca
Laura
Manuela
Come ha detto Gauss
la
Matematica
è
insieme l'ancella e la
regina delle Scienze.
La Matematica è nata
con l'uomo… Studiare
Matematica per me ha
significato imparare un
linguaggio ed imparare
ad usarlo in Medicina.
Inoltre, aver studiato
matematica, oltre alle
conoscenze tecniche,
mi ha insegnato il
rigore e la precisione.
Decisamente sì. L’aspetto
più importante dell’essere
matematico è senz’altro la
capacità di astrazione e di
sintesi tipica della materia.
Ciò aiuta a rappresentare i
problemi del lavoro sotto
prospettive inconsuete e
spesso apprezzate.
Marco
Laura M.
Simona
Grazie alla Laurea in
Matematica con indirizzo
applicativo, si sono aperte
davanti a me diverse
opportunità lavorative e, grazie
anche ad un po’ di fortuna che
nella vita non guasta mai, ho
avuto la possibilità di volta in
volta di "scegliere", in base
anche ad altri aspetti
fondamentali nella vita.
Importantissimo. Studiare matematica sviluppa capacità di ragionamento
logico, quindi capacità di analizzare i problemi e risolverli. Questa, insieme alla
capacità di relazionarsi con gli altri e istaurare relazioni positive con colleghi,
superiori e clienti, sono le qualità più importanti nel mondo del lavoro.
Sicuramente la difficoltà concettuale degli argomenti che mi sono trovata a
trattare o a studiare nell’esperienza lavorativa non mi ha mai spaventato.
Sono pienamente convinta che la mia formazione matematica sia stata
fondamentale per il lavoro che svolgo. Ritengo che il tipo di formazione che
ho ricevuto mi abbia dato una forma mentis che mi consente di poter
studiare e capire anche cose nuove e non necessariamente matematiche.
Luisa
Si, in particolare la dura scuola pisana
mi ha insegnato a non fermarmi mai
davanti alle difficoltà scientifiche e a
insistere sino a risolverle.
Samuela
Fondamentale la forma mentis
nell’approccio alle problematiche e nei
tentativi di risoluzione.
Sono convinta di aver acquisito questa
forma mentis studiando matematica.
(I colleghi che hanno fatto studi più
tecnici fanno più fatica…)
Lucia
Elena
Penso
che
la
formazione
matematica sia importantissima per
me (non solo per il lavoro, ma per la
vita in genere): al di là delle nozioni
imparate in questi anni di studio
(della cui utilità “pratica” si potrebbe
forse discutere), credo, infatti, che
l’aver acquisito la forma mentis
matematica
e
il
rigore
nell’argomentare sia un patrimonio
di sicuro valore che sarà difficile
perdere col passare degli anni.
A parte le solite storie sul “metodo di
studio” che si raccontano sempre ma
alle quali non ci crede nessuno, ho
notato che mi risulta naturale partire da
un modello astratto formale, e questo mi
semplifica molto la ricerca di una
soluzione ai problemi di lavoro.
Maurizio
Probabilmente
l’analisi
e
la
soluzione di problemi
è molto più semplice
per un matematico,
che
per
altre
persone, abituato ad
arrivare alle soluzioni
dei
problemi
partendo da pochi
dati a disposizione e
utilizzando la logica.
Silvia B.
Valentina
Ritengo
di
sì.
Sicuramente
ha
accentuato il mio
essere razionale, ha
stimolato
la
mia
curiosità e la mia voglia
di sapere. Mi ha
insegnato a farmi
domande e a mettermi
in discussione, ad
affrontare le cose
ragionando e cercando
la soluzione migliore.
Abbiamo letto opinioni diverse, legate ad esperienze differenti: eppure
accomunate dalla convinzione che la formazione matematica giochi un ruolo
importante nel contesto lavorativo.
Interessante anche il fatto che questa
formazione, come alcuni sottolineano, sembra garantire una particolare forma
mentis che facilita la risoluzione di problemi, a prescindere dai contenuti, e che
è quindi duratura nel tempo.
Detto questo, è ovvio che per scegliere è importante anche fare delle
comparazioni tra scelte possibili diverse e spesso molti sono indecisi tra
Matematica e Ingegneria, che sembra offrire più possibilità. Per questo abbiamo
intervistato due persone (queste sì scelte ad hoc per la loro storia) che sono
passate da Ingegneria prima di arrivare a Matematica: Laura dopo due anni
ad Ingegneria Chimica è passata a Matematica, mentre Enrico laureato in
Ingegneria Informatica nel Dicembre del 2000 e assegnista presso la Scuola
Superiore Sant’Anna ha deciso di iscriversi nel 2005 a Matematica per prendere
una seconda Laurea.
Cerchiamo di capire il perché di queste scelte sentendo cosa dicono i due
protagonisti.
Laura in qualche modo conferma l’importanza che la scelta sia fatta anche con il
cuore e nel suo caso il cuore evidentemente non diceva Ingegneria…
Volevo iscrivermi a Matematica o a Ingegneria Chimica. Alla
seconda pareva esserci più garanzia di trovare un lavoro, in
Chimica al liceo andavo bene e quindi ho scelto quest’ultima. Ho
fatto i primi due anni a Ingegneria, arrivata al terzo anno dove
spariva Matematica non sono stata capace di studiare le materie
tecniche proposte. Non si studia quello che non ti piace.
Ancora più interessante è sentire da Enrico, già laureato e con un lavoro di
ricerca avviato, perché ha scelto di iscriversi a Matematica:
Ho deciso di iscrivermi a Matematica per cercare di approfondire
ed allargare le mie basi teoriche di ingegnere. Nel mondo della
ricerca applicata, infatti il grado di approssimazione e la scarsità di
strumenti impediscono di trovare risultati veramente significativi.
Una laurea in matematica potrà invece, colmare in parte queste
mie lacune.
Ma ci interessa sapere anche se dopo un anno dalla sua scelta Enrico è sempre
convinto della sua decisione e perché:
Si, spesso nel mio ambiente di lavoro mi capita di risolvere con
estrema semplicità alcuni problemi per i quali gli ingegneri usano
strumenti inutilmente potenti o sofisticati. Riesco dunque ad
evitare il tipico “sparare col bazooka al canarino”…
Per concludere questa sezione dedicata alle interviste di persone che sono
passate o, come nel caso di Enrico, sono ancora iscritte a Matematica, vogliamo
riportare in maniera più completa due storie tra loro diverse ma altrettanto
interessanti. Entrambe hanno in comune il fatto di essere due storie di exstudenti che hanno avuto successo, che avrebbero potuto fare ricerca, ma che
alla fine hanno deciso (e ne hanno avuto la possibilità!) di fare carriera fuori
dal mondo universitario.
La prima storia è quella di Marina, laureatasi nel luglio del 1997 in
Matematica a Pisa:
“Mi sono laureata nel luglio del '
97 con Carlo Petronio. La matematica che mi
piaceva era quella che era orientata verso la ricerca e anche la mia tesi di
Laurea era indirizzata in questo senso. Però poi, una volta laureata, ho pensato
di uscire dall'
università; un po'perché ho temuto, dopo quattro anni di sudore,
di passare ancora anni e anni nell'
incertezza di un posto di lavoro sicuro; un po'
perché nella ricerca pura per avere soddisfazioni si deve essere veramente una
spanna in su e non basta essere bravini; un po'perché forse sono un tipo
irrequieto che voleva anche vedere cosa c'
è da fare nel mondo. Seppi da una
compagna di corso che le aziende di informatica cercavano personale (era il
periodo del boom informatico) e che anche i matematici erano richiesti.
Un'
azienda di Roma era interessata ad assumermi ma capii che mi avrebbero
messo su una scrivania con pile di manuali di linguaggi primitivi e
fortunatamente, senza essere competente in materia, il mio intuito mi disse di
starmene lontana. Contemporaneamente un'
altra azienda di Torino, la RSI
Sistemi mi aveva selezionato. Mi piacquero come modi, mi sembrava che
investissero sulle persone, con corsi, con gli affiancamenti sul lavoro ("training
on the job"), mi sembrava che fossero attenti alle caratteristiche particolari
delle persone, che non trattassero tutti indistintamente come macchine, ma che
gestissero il personale sulla base delle proprie potenzialità. Mi feci assumere
(gennaio '
98), come consulente informatica, ma non avevo la più pallida idea di
cosa volesse dire. Le cose andarono bene e dopo un anno circa in cui avevo
fatto un po'di programmazione, avevo imparato a progettare software, a fare
analisi funzionale dei dati e dei processi e avevo tenuto i corsi su quest'
ultimo
tema ai neoassunti. Avevo dunque imparato a muovermi nel mondo del lavoro e
ho pensato "se devo ballare, balliamo come si deve". E così dopo una rapida
escalation mi sono ritrovata a 29 anni (estate 2003) alla soglia della
promozione a dirigente. ED HO SEMPRE PENSATO CHE LA MATEMATICA
PER ME FOSSE STATA FONDAMENTALE!!! In che cosa? Nel project
managing, nel dare una forma ai problemi, nel coordinare in maniera rigorosa
il lavoro di tante persone che devono raggiungere un obiettivo. Nel mondo del
lavoro a volte c'
è talmente tanto caos e talmente tanto stress che le persone
lavorano senza neanche sapere qual è l'
obiettivo (purtroppo non sto
esagerando). La capacità di astrazione in questo ti dà una marcia in più; la
prima cosa che fa il matematico è capire qual è l'
obiettivo, capire quali sono i
problemi, individuare la strada; e poi andare avanti con rigore. Oggi si parla
tanto di problem solving; i matematici sono ultra allenati nel problem solving.
Ma anche per il project managing, in cui entrano in gioco tante altre
componenti oltre a quelle logiche (tecniche, politiche, relazionali, professionali,
economiche, etc., tutte intrecciate tra loro), anche qui i matematici hanno a
disposizione uno strumento potentissimo, che è la capacità di dare una "forma"
ad una realtà anche molto complessa. Tutto questo però aveva ovviamente dei
contro (praticamente non ho vissuto i miei 27 28 29 anni a causa dell’enorme
lavoro da fare) e così, poco prima di diventare manager appunto, ho buttato il
cappello e mi sono fatta quasi un anno sabbatico. Mi sono presa un po'di tempo
per capire un po' meglio queste cose, studiando, ascoltando, leggendo e
parlando con le persone giuste, e per quanto riguarda l'
aspetto lavorativo (dopo
aver ridimensionato un po'il suo ruolo nella mia vita) ho deciso di mettere su
un'
attività per conto mio, insieme ad altre tre persone, di servizi alle piccole e
medie imprese nella nostra regione; io mi occupo della gestione dal punto di
vista dei processi aziendali e del controllo dei costi e gli altri si occupano della
gestione finanziaria. Dopo due anni di fatiche (l'
attività è iniziata nel marzo
2004) stiamo uscendo dalla fase di investimento, il che significa che per due
anni abbiamo lavorato soprattutto per farci conoscere, per acquisire alcuni
clienti e per conquistarci la loro fiducia; essendo partiti con un capitale iniziale
quasi nullo, i ricavi servivano quasi interamente per finanziare l'
attività stessa.
Adesso che abbiamo consolidato un piccolo parco clienti iniziamo anche a
ricavarci dei compensi minimi.
Tuttavia non ho neppure abbandonato la Matematica poiché nel frattempo mi
sono anche riavvicinata alla didattica e alla storia della matematica. Non ho
ancora chiaro a cosa mi porterà questo mio interesse e che cosa mi aspetto, ma
ho tutta l'
intenzione di coltivarlo”.
La seconda storia è quella di Giovanni che invece ha fatto Ricerca Universitaria
per poi passare, anche grazie alle competenze acquisite durante gli anni di
ricerca ad un posto di prestigio in un’azienda privata. La sua storia è interessante
perché testimonia il legame che ci può essere tra il mondo del lavoro (nella
fattispecie delle banche) e aspetti teorici della Matematica:
“Partendo proprio dall’inizio devo dire che la scelta di fare Matematica
all’Università non è stata particolarmente difficile, dal momento che i risultati
al Liceo in questa materia erano particolarmente buoni e avevo una grande
passione; tuttavia fino all’ultimo sono stato indeciso con Informatica. Alla fine
però l’amore che avevo verso la logicità della Matematica mi ha spinto in
questa direzione. Il primo impatto con l’Università è stato piuttosto duro (da
primo della classe al liceo mi sono ritrovato studente in media). Prese le misure
le cose sono andate sempre meglio anche perchè negli anni il numero di
studenti per corso si riduceva rendendo tutto più semplice. Come succede alle
superiori anche all’Università avevo le mie materie preferite:
Algebra, Teoria della misura, Probabilità. Al termine dei miei studi poi nel
1992, mi sono laureato con Maurizio Pratelli e con una tesi riguardante
Statistica Matematica. Dopo la laurea non ho trovato particolari difficoltà ad
entrare nel mondo del lavoro, inteso come lavoro frutto e affine alla mia laurea
in Matematica. La prima esperienza come programmatore sistemista a Roma
(trovata tramite candidatura spontanea) e’ stata molto deludente. Mi sono
ritrovato in un ambiente “moscio”dove in generale c’era poca motivazione, il
lavoro era molto ripetitivo e l’atteggiamento medio dei colleghi era quello di
attesa dell’orario di uscita....
Dopo 2 anni, estremamente deluso dalla prima esperienza al di fuori del mondo
accademico ho deciso di provare a rientrare nella ricerca universitaria, così ho
provato a fare i concorsi di dottorato in matematica. Sono risultato vincitore in
varie sedi tra cui Pisa e quindi sono tornato all’università di Pisa per un
dottorato sul calcolo stocastico applicato alla finanza. Nella tesi mi sono
occupato in particolare di option pricing .
Durante l’ultimo anno di dottorato il mio relatore, tramite un prof. della Scuola
Normale, ha saputo che UBM (banca di affari del gruppo Unicredit) stava
cercando un matematico/fisico per una posizione come prop trader. (cioè
all’interno del team che fa trading per conto della proprietà ovvero che cerca di
fare soldi con il trading per un solo cliente che e’ la banca stessa). Dopo un
paio di anni a Milano ho avuto l’opportunità di passare in Pioneer, società di
asset managent del gruppo Unicredit, spostandomi a Dublino dove sono rimasto
per più di 4 anni occupandomi prima di gestione di portafogli in ottica total
return con rischio controllato/limitato, poi di gestioni patrimoniali con forte
attenzione alla cosiddetta asset allocation nl ruolo di responsabile degli Asset
Allocation Portfolios. Da allora sono rimasto nell’ambito delle gestioni
patrimoniali cambiando altre due volte società: ho passato 2 anni in INVESCO
a Parigi come Responsabile Investimenti delle gestioni Italiane e da pochi
giorni lavoro in AAA-ABN Amro sempre a Parigi e sempre nelle gestioni
patrimoniali. Ecco una brevissima descrizione dell’aspetto puramente tecnico
del tipo di lavoro che faccio: prendo parte al processo decisionale che individua
le tipologie di investimento da preferire e quelle da sottopesare nei portafogli
dei clienti e mi occupo della selezione dei fondi comuni con cui metter in pratica
nei portafogli reali la strategia di investimento individuata. In generale sono
molto contento del tipo di lavoro che faccio: ha il gusto della competizione e la
concretezza della realtà ed e’, ovviamente, molto legato all’evoluzione della
società e delle economie internazionali. Senza entrare nei dettagli delle varie
società posso dire che in generale l’ambiente di lavoro e’ molto stimolante
soprattutto per chi come me accetta l’esperienza all’estero: ti trovi a lavorare in
un ambiente internazionale multietnico e multiculturale, fianco a fianco con
professionisti molto brillanti e stimolanti non solo dal punto di vista lavorativo.
Last but not least l’aspetto economico (ovvero la remunerazione) e’ decisamente
di tutto rispetto ed ha una parte molto importante legata ai risultati. Posso
dunque affermare di esser pienamente soddisfatto sotto vari punti di vista e
indubbiamente gran parte di questo successo e della soddisfazione attuale è
merito della Matematica, in particolar modo per la capacita’ di apprendimento
svuiluppata, per l’approccio sistematico e per la volonta’ di capire come
funzionano le cose; tutti elementi decisamente utili che mi sono serviti e di cui
ho fatto un buon uso in molteplici occasioni nel corso della mia carriera
lavorativa.
In conclusione, ora come ora, se potessi tornare indietro e potessi scegliere se
fare ancora Matematica oppure no, la mia risposta sarebbe decisamente
orientata verso il si”.
Concludiamo mettendo in discussione il luogo comune che con Matematica ci
siano pochi sbocchi lavorativi, attraverso il parere autorevole e indipendente
di tre articoli (apparsi sui quotidiani nazionali più diffusi come il Corriere della
Sera e La Repubblica). È importante sottolineare come gli articoli fotografino la
situazione attuale del mercato del lavoro in quanto sono di recentissima
uscita: La Repubblica del 3 maggio del 2006, Corriere della Sera del 25
gennaio 2006 e Il Mondo del 28 aprile 2006.
Come testimoniato da questi articoli c’è una grossa richiesta di figure
professionali con una formazione matematica. A questa richiesta non
corrisponde un incremento delle iscrizioni, ma anzi negli ultimi anni 20 anni le
iscrizioni al Corso di Laurea in Matematica si sono molto ridotte creando così
una situazione in cui la domanda del mercato del lavoro di matematici non
riesce ad essere coperta. Il dato sul calo delle iscrizioni è nazionale, ma la realtà
pisana è diversa e mantiene un buon numero di studenti. Su questo sicuramente
incide il prestigio dell’Università di Pisa e del Corso di Laurea in Matematica in
particolare.
PROGETTO LAUREE SCIENTIFICHE
Corso di Laurea in Matematica dell’Università di Pisa
Realizzato da Pietro Di Martino con la collaborazione di Michele
Amadori e Giorgio Carlini
Copertina di Michele Cerulli
Pisa, 8 novembre 2006
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Matematica perché no? - Dipartimento di Matematica