ELENCO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NELLA
SEDUTA CONSILIARE DEL 22 GENNAIO 2007
1) Comunicazioni.
2) Approvazione verbali precedenti sedute del 27.7.2006 dal n.89 al n.92; del 31.8.2006 dal n.93 al n. 103;
del 12.9.2006 dal n.104 al n.108; del 27.9.2006 dal n.109 al n.112; del 3.10.2006 dal n.113 al n. 120; del
13.10.2006 n.121; del 26.10.2006 nn.122 e 123; del 30.10.2006 dal n. 124 al n.135; del 9.11.2006 dal n. 136
al n.144; del 14.11.2006 nn.145 e 146; del 16.11.2006 n.147; del 20.11.2006 n.148; del 21.11.2006 nn.149 e
150; del 28.11.2006 n.151; del 29.11.2006 dal n.152 al n.154; del 19.12.2006 dal n.155 al n.163.
3) Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sui preoccupanti fenomeni di dissesto
sotterraneo a San Giovanni, Grotte e Precicchie.
4) Interrogazione presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla precaria situazione della frazione
Collamato.
5) Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul completamento delle opere di
urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3.
6) Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla illuminazione in Piazza Garibaldi.
7) Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo spostamento delle opere della
Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Comunicazioni.
APPELLO
PRESIDENTE: Diciotto presenti. La seduta è valida. Sono scrutatori: Maccari, Falzetti, Meloni. Ci mettiamo
seduti e stiamo tranquilli così cominciamo il Consiglio Comunale? Avete visto che il Consiglio Comunale
dura tutta la giornata di oggi e il pomeriggio del prossimo giovedì, proprio perché la conferenza dei
capigruppo ha inteso il bisogno di concludere prima possibile questo ordine del giorno che porta dei punti da
troppo tempo e fare in modo di esaurire questo ordine del giorno e lasciarci liberi per le prossime sedute a
nuove iniziative e proposte. Vi chiedo oggi di tenere un contegno quanto mai fattivo e lavorativo in modo da
poter sbrigare quante più pratiche riusciamo. Relativamente alle comunicazioni volevo avvertire
l’Amministrazione, non so se ne ha avuto notizia, che ad alcuni cittadini di Fabriano stanno arrivando delle
bollette pazze che hanno fatto a Cupramontana una gran confusione. Sono bollette relative alla fornitura
dell’acqua del 2005, di cui le aziende e i cittadini non hanno mai ricevuto la fattura. La cosa è successa in
maniera molto pesante a Cupramontana, tanto che ha avuto la dignità di essere pubblicata sul Corriere
Adriatico, per cui io volevo dire che un errore può capitare, penso che sia legittimo anche se questi errori si
presentano troppo spesso, ma quello che è più fastidioso è che questi cittadini mi hanno detto è il modo con
cui gli impiegati della Multiservizi, ex nostri dipendenti, si rivolgono ai cittadini e non mi pare la cosa
migliore anche perché sono persone molte volte anziane che trovano con difficoltà i documenti di riscontro e
compagnia bella, per cui io chiedo alla Amministrazione di vigilare su questa faccenda prima che assuma il
carattere delle solite politiche sterili che poi portano a poco.
SINDACO: Siccome due minuti fa ho parlato, perché sabato ho rintracciato il direttore generale, perché è
arrivata anche a me, ma io siccome sono domiciliato alla Cassa di Risparmio di Fabriano che ho pagato,
quindi qui però tocca vedere il disallineamento dei sistemi. Queste sono le bollette, quindi la Multiservizi
adesso fa un comunicato per cui si scuserà di aver mandato dalla società che ha fatto questa cosa …
(intervento fuori microfono) perché la lettera è datata 9 ed è arrivata invece l’altro giorno, quindi adesso
stanno indagando se il disallineamento è con le banche dati delle banche e quindi è un problema delle banche
o è un problema loro. C’è un ingegnere laggiù esperto e sa cosa vuol dire, tant’è vero che io mi sono anche
[…] perché io devo mandare a loro la dimostrazione e ci devono spendere i soldi e gli ho detto: ma come ci
pensate? Gli ho spiegato che loro non possono staccare l’acqua a nessuno, perché sarebbero passibili, però
tutti lo dicono e poi dopo…
PRESIDENTE: Non è l’occasione, mi dispiace di averla innescata io, per farci un dibattito.
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Argomento: Comunicazioni.
CONS. …: Il 19 era 13 €, ho cercato e non l’ho trovata e l’ho ripagata.
PRESIDENTE: … (intervento fuori microfono) io dovrei darla e non la do neanche a me, ho fatto una
comunicazione.
CONS. BELLUCCI: Non sono quello che dici tu è vero, ma se io mi accorgo che ha messo…
PRESIDENTE: Io volevo solo dire non ne facciamo un dibattito a macchia d’olio.
CONS. BELLUCCI: Cosa che possa mettere questi signori in condizioni di fare il dovere loro e non fare del
ladrocinio con le fatture. Se io mi accorgo che la lettura del contatore è maggiore e vado a portarlo agli uffici
mi dice no, non me l’accetta neanche, adesso paghi e nella prossima bolletta ti sarà tolto quanto hai pagato in
più e questo non è possibile. Tu me lo devi fare subito lo sgravio e non che aspetti altri due mesi prima che
mi ridai i soldi. È questo su cui noi ci dobbiamo impegnare a fare qualcosa in merito a questo ladrocinio che
non è possibile che si perpetua nel tempo.
PRESIDENTE: Questo spetta alle forze politiche, per cui mettetevi d’accordo e io sono ben disposto ad
accettare qualsiasi cosa.
CONS. TINI: Dato che il 28 dicembre in occasione del rinnovo della convenzione a sanatoria abbiamo
approvato un ordine del giorno, io penso che chi è di competenza, perché qui il problema è chi deve fare, la
commissione finanze, la commissione lavori pubblici, la commissione I, chi è che deve dar seguito? Quello
che dice Bellucci l’abbiamo fatto il 28. Oggi è il 22 gennaio, però non vorrei che arriviamo a maggio e
stiamo da capo a 12. Scusa questa intromissione, però è collegato a quello che abbiamo approvato il 28
dicembre, l’Amministrazione bisogna che si fa parte diligente di prendere un’iniziativa sennò la prendiamo
noi, d’accordo?
CONS. D’INNOCENZO: Proporrei subito un documento del Consiglio Comunale da fare in maniera unitaria
e avvisiamo o tramite un comunicato stampa i giornali o con i mezzi che ritenete più opportuni, in qualche
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Argomento: Comunicazioni.
maniera sollecitare le persone a fare attenzione. Io ho ricevuto molte proteste. Noi lo dobbiamo fare, noi
Consiglio Comunale, non il Comunale. Vi dico che ci sono state delle persone anziane che hanno ricevuto
questo avviso, hanno provato a chiamare al numero verde e al numero verde non risponde nessuno, quindi
sono nel panico. Siccome è una situazione abbastanza delicata chiediamo l’impegno del Consiglio
Comunale. Il Consiglio Comunale stamattina adesso prepara un documento in maniera unitaria, tutti quanti
penso che lo vorranno sottoscrivere e poi lo diamo alla stampa, ma qui deve essere il Consiglio Comunale. Il
problema è stato sollevato giustamente da Mauro Cucco, ma penso che ognuno di noi, che viviamo nella
città, abbia potuto riscontrare questo problema che va a colpire soprattutto le persone anziane, sole e che
hanno delle difficoltà anche perché è una cosa assurda che si metta un numero di telefono a questo non
risponda nessuno. Questo è un problema e le persone vanno nel panico. Quindi io invito il Consiglio
Comunale a fare un documento unitario, tutte le forze politiche facciano questa comunicazione alla città.
Grazie.
SINDACO: Tini ha ricordato una cosa dell’ordine del giorno. Siccome nella famosa convenzione, che in
realtà non è convenzione, Patassi aveva notato una discrepanza di data, quindi di fatto quello che avevo detto
sembrava non vero. Io ci tengo a garantire soprattutto il Consiglio Comunale. La delibera ha due date, una in
testa alla delibera che mette il sistema, nel momento in cui viene numerato, questo l’ho fatto fare io appena
arrivato, perché il mondo è bello e anche variabile, siccome può succedere che tra protocollo e delibera ci
può essere qualche data strana, per cui nel momento in cui si fa la delibera automaticamente il sistema blocca
la data di redazione e lo fa in automatico, tutto il resto è fatto a mano. Quindi qui c’è una data, queste sono le
schermate del computer dove c’è il passaggio con il blocco delle date, quindi la delibera è stata fatta il 15.12
e chi ha redatto questo poi invece di scrivere 12 ha scritto 11. Questo è a disposizione di tutti e credo che il
sistema non si può manomettere, proprio in virtù di questi blocchi messi. Io vengo da un’azienda dove anche
gli accessi sono monitorati, vero Paoletti? … (intervento fuori microfono) Io mi ricordo infatti, perché le
delibere si possono mettere a protocollo anche sei mesi dopo la chiusura dell’anno, però poi dovrebbero
coincidere con le stesse date delle delibere … (intervento fuori microfono) No, questa è un’impronta. Certo
dopo se arriva quelli della CIA o il KKB, ma non credo che ci sia bisogno a Fabriano. Questo l’ho detto in
modo che ci sia chiarezza e trasparenza nei rapporti tra il Sindaco e il Consiglio.
CONS. PATASSI: Io prendo atto con soddisfazione della cosa, però il problema permane in questo senso: il
Consigliere Comunale si esprime sulla base del cartaceo che vede. Allora io vedo un atto sottoscritto dal
dirigente con data 15.11.2006, che ne so io che il dirigente quando va a firmare firma senza notare la data
nella sottoscrizione dello stesso foglio, che fino a prova contraria fa fede questo qui, perché quest’altra cosa
non l’ha stabilita nessuna. Per il sottoscritto la proposta di delibera sottoscritta dal dirigente è quella dell’11
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Argomento: Comunicazioni.
novembre 2006. Il frontespizio quassù in cima non mi dice niente, non è quello che fa fede. Poi io posso
capire che il Sindaco ne è venuto a conoscenza dopo, però quello che fa fede agli atti è il foglio unico firmato
dal dirigente. Tra l’altro qui non c’è nessun altro foglio firmato e sottoscritto dal dirigente, per cui quello che
per me fa fede è quello del 15.11.2006.
CONS. FALZETTI: Quella mia è una comunicazione tra le più classiche perché è proprio comunicazione
perché dà notizia di quello che ci piace sia un cambiamento. Pino Falzetti e Katia Silvestrini, che fanno parte
del Gruppo Misto, al quale idealmente si associa Ivan Silvestrini, quindi si può dire che abbiamo il nostro
assessore, da oggi intenderebbe chiamarsi Il Cuore di Fabriano, anche per dare una connotazione chiara a
due “persone” che stanno spendendo il loro tempo pubblico e amministrativo all’interno di un impegno serio
che ci ha contraddistinto per tanti anni, non volendo disperdere esperienze formate, conoscenze e una
maturazione che è arrivata ad un buon punto, osservando quello che accade in giro a Fabriano dove notiamo
voglie di trasversalità estreme, vogliamo dare un segnale chiaro, netto e preciso perlomeno su chi sono Pino
Falzetti e Katia Silvestrini che siedono in Consiglio Comunale perlomeno in questo ultimo mandato
amministrativo dando il sostegno al gruppo di centrosinistra. Ultimamente siamo stati considerati ectoplasmi
più o meno, crediamo di essere soggetti attivi per la politica fabrianese, la politica quella seria, quella
trasparente sarà il nostro cavallo di battaglia. Il palazzo che deve essere trasparente è quello per cui noi ci
batteremo, anche però contro quel desiderio di trasversalità che sta venendo fuori, per noi le regole della
democrazia sono chiare, il sale della democrazia è l’alternanza politica, un rappresentante della destra è
lontano da me per forma mentis anni luce, anche se qualche volta non è detto che ci si possa trovare
d’accordo. Il Gruppo Misto per tanto tempo a volte irriso e a volte anche deriso non abbiamo reagito mai
come avremmo dovuto in passato, abbiamo pensato che poi il tempo ci avesse dato ragione. Non la faccio
tanto lunga, non voglio far perdere tempo, i giornalisti potranno titolare come gli pare, è arrivato
l’ammazzacaffé, è soltanto una semplice battuta, sono due persone serie che vogliono essere ritenute tali e
che vogliono continuare il loro impegno nella politica di Fabriano al di là di quelle che sono le oligarchie
politiche e gli accordi che a volte i sistemi regionali, provinciali e anche nazionali obbligano alla città. Noi
vogliamo una città più libera da questo perché non è giusto che ci siano oggetti di scambio di poltrone tra
Regione, Provincia, tu in Comune fai questo e io in Provincia faccio quest’altro eccetera. Purtroppo a volte
questo accade e noi invece vogliamo una città più libera, vogliamo una città dei cittadini, vogliamo una città
dove i cittadini possono ritenersi liberi e naturalmente la nostra attenzione sarà rivolta a quei cittadini che
non contribuiscono a fare reddito pro-capite più alto a Fabriano e più alto nelle Marche, di quei cittadini che
hanno invece di che tribolare per arrivare alla fine del mese, questo per essere chiari da quale parte stiamo.
Poi non è detto che non siamo capaci di relazionare anche ad “altissimo livello”, siamo capaci di fare questo
ed altro, per cui se dovremo ufficializzare in maniera tecnica e formale in altra maniera il segretario me lo
dirà, a questo momento siamo Il Cuore di Fabriano.
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Argomento: Comunicazioni.
PRESIDENTE: Va bene, andiamo oltre, passiamo al punto 2.
CONS. BELLUCCI: Io volevo chiedere, Presidente, se chi smonta quella pista qui davanti quanti giorni
hanno a disposizione per liberare il parcheggio, se c’è un protocollo d’intesa, se c’è qualcosa perché mi pare
che si prolunga nel tempo e io vorrei sapere se paga l’occupazione del suolo pubblico, perché non è possibile
che possa continuare venti giorni per smontare quella pista lì di fuori, perciò ti pregherei, Presidente, se al
prossimo Consiglio ci fai capire se c’è un protocollo d’intesa, quanti giorni hanno a disposizione o se
possono occupare la piazza un mese successivo al termine del contratto che ha avuto col Comune o con i
commercianti, non so con chi.
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Argomento: Approvazione verbali precedenti sedute.
PRESIDENTE: Va bene, passiamo al punto 2 all’ordine del giorno. Abbiamo un arretrato enorme di verbali
da approvare, cosa incomprensibile perché poi i verbali sono un atto dovuto. Io sarei dell’opinione, sentito
anche Patassi che fa da fiduciario per la lettura dei verbali, di fare l’approvazione in blocco, siamo
d’accordo? Chi tace acconsente, silenzio assenso. Allora non li leggo perché sono una quantità
innumerevole. Punto 2 all’ordine del giorno approviamo i verbali.
VOTAZIONE
FAVOREVOLI: 13
CONTRARI: 0
ASTENUTI: 3 (Sforza, Bellucci, Biondi)
PRESIDENTE: Quindi i verbali sono approvati.
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Argomento: Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sui
preoccupanti fenomeni di dissesto sotterraneo a San Giovanni, Grotte e Precicchie.
PRESIDENTE: Sono le 10.30. Iniziamo l’ora relativa alle interrogazioni ed interpellanze con il punto 3
all’ordine del giorno, Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sui preoccupanti
fenomeni di dissesto sotterraneo a San Giovanni, Grotte e Precicchie. Lo illustra Biondi.
CONS. BIONDI: Prima di entrare nel merito di questa interrogazione, voglio subito dire che ho accolto
l’invito del Vice Sindaco Mingarelli quando mi ha detto che bisogna fare meno interrogazioni, ma
basterebbe una telefonata. Io ho accolto questo invito, non farò più le interrogazioni, però leggermente
modifico quello che Mingarelli ci ha detto, io Mingarelli mi sono permesso di sostituirti nei lavori visto e
considerato che i lavori sono completamente abbandonati sia da parte tua, sia da parte dell’ufficio tecnico,
sia da parte della Amministrazione e mi sono permesso di fare il tuo sostituito tenuto conto dell’esperienza
che ho maturato sul campo. Mi riferisco al marciapiedi di Tavolini, tanto per intenderci, dove si stava
realizzando il marciapiede senza lo scivolo, dall’altra parte della strada c’è lo scivolo e dall’altra non c’era.
Allora mi sono permesso di dire al tecnico che era lì non mi fate fare un'altra interrogazione, dite a
Mingarelli, visto e considerato che non si fa vedere nessuno, però prendono l’1% della progettazione…
(intervento fuori microfono) tanto è vero che questi hanno fatto quello che dovevano fare. Quindi non le
faccio più le interrogazioni, vi sostituisco. Veniamo alle interrogazioni, che disgrazia questa
Amministrazione. Io credo di avere focalizzato l’attenzione dell’Amministrazione Comunale su un
fenomeno molto grave del quale noi siamo venuti a conoscenza in occasione di un incontro, problema che i
cittadini ancora una volta sono costretti a prendere carta e penna e a scrivere a tutti quanti per avere delle
soddisfazioni e per tutelare la loro incolumità. Hanno scritto i signori della Comunanza, il signor Perini come
cittadino, caro Sindaco, quando scrive sarebbe corretto, cortesia vuole che si rispondi con una lettera e non
con delle fotocopie su una lettera stessa come lei fa spesso, caro Sindaco. Questa è la considerazione che lei
come capo di quest’Amministrazione ha nei confronti dei cittadini di Fabriano, alla quale poi lei va a
chiedere, non so con quale faccia, i prossimi voti. Dunque questi signori hanno scritto a tutti, sia all’Istituto
Nazionale di Geofisica, sia al Settore Assetto del territorio e difesa del suolo, sia alla Provincia di Ancona,
sia al nostro carissimo Presidente della Regione Marche, sia all’Assessorato all’urbanistica della Regione, sia
alla Protezione Civile, alla Società Multiservizi, il Sindaco di Fabriano e il Commissario di zona. È stato
installato un sismografo che appena ha rilevato quello che andavano dicendo i cittadini è stato
immediatamente tolto. Che cosa sta avvenendo? Sentendo alcuni geologi non di parte, voi sapete che
Gorgovivo dà da bere a tutta la provincia di Ancona, partono da Gorgovivo 5.400 metri cubi all’ora di acqua,
in altre parole 5.400.000 litri/ora. Questo determina che chiaramente c’è un dissesto sotterraneo, di
conseguenza si avvertono dei tremori nel terreno, accompagnati da forti boati molto simili ai terremoti.
Allora io chiedo a questa Amministrazione come mai di questo grave problema non sia stato investito il
Consiglio Comunale stesso, quali azioni sono state intraprese nel frattempo per tranquillizzare i cittadini,
quali sono le precise cause, visti i discordanti pareri della Amministrazione Comunale, perché non è stato
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Argomento: Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sui
preoccupanti fenomeni di dissesto sotterraneo a San Giovanni, Grotte e Precicchie.
affrontato con decisione questo grave problema incaricando un geologo per i dovuti accertamenti? Se non si
ritiene indispensabile, caro Sindaco, cercare di mettere in discussione la revoca della captazione dell’acqua.
Il Sindaco ci deve rispondere o chi per lui perché è stato tolto questo sismografo? Qui devo darti una nota di
merito perché tu in data (qui hai risposto per lettera, di solito fai le fotocopie) 3.1.2006 hai risposto a tutti e
hai chiesto giustamente, Sindaco, qualche volta sì, l’1,2% lo fa, la reinstallazione di un sismografo nella
frazione di San Giovanni. Io ho qui tutta la documentazione, mi manca qualcosa? Probabilmente sì perché io
non sono il Sindaco di Fabriano, mi tocca andare a cercare le lettere, le cose.
SINDACO: Claudio è bravo, però lui lo sa che avendo frequentato gli stessi pollai, come volpe un po’ di
galline me le mangio anche io. Scherzi a parte, l’altra sera pure mi ha telefonato Perini… (intervento fuori
microfono) tant’è vero che quella fotocopia a cui ti riferisci, Claudio, così divago un attimo, il signor Perini
(Perini giovane, non Antonio) sono 4 anni che vorrebbe costruire un centro servizi nella piana e mi ha fatto
venire due sabati perché mi aveva detto sempre che prima mi portava uno del Ministero dell’Industria e poi
quello della Microsoft e in più gli dico porta chi vuole investire e poi il Consiglio Comunale procederà. In
merito alla lettera che dici tu alla fine è arrivato a dirmi che siccome io ho interessi con la Quadrilatero e ho
fatto l’area di Albacina, allora se ho interessi io ce li hai anche te, anche Sforza perché abbiamo votato tutti,
per cui non si vuole privilegiare questa realizzazione che è da anni che si va in giro e voi lo sapete bene chi è
che può andare a venire investire miliardi lassù. A quella nota che tu dici c’è scritto portami l’investitore e
poi discutiamo, perché, caro Biondi, siccome tu lo sai lassù c’è una lottizzazione presentata in Comune,
approvata e mai sottoscritta per cui un giovane di quel posto che adesso si vuole far casa non riusciamo a
farlo costruire purtroppo e mi va a costruire a Serra San Quirico … (intervento fuori microfono) tu hai capito
bene. Siccome è approvata dal lontano 90 ci siamo capiti bene. Tornando al discorso dei boati, il signor
Perini mi ha informato di questa cosa a suo tempo, tant’è vero che io ho detto benissimo il 3.1.2006 ho
scritto a tutti perché le competenze in materia sono di una serie di persone per mettere in piedi tutti. Non
solo, qui ti manca un altro pezzo, ho ricevuto le risposte ma il 7.6.2006 siccome giovedì 1.6.2006 alle 5 della
mattina e alle 14.30 si sono verificati boati, così come domenica 4.6.2006 alle 17.50 e stessa cosa martedì
6.6.2006, io ho richiamato di nuovo l’attenzione della Regione, della Provincia, l’Assetto del Territorio, la
Protezione Civile, della Multiservizi scrivendo poi sia al Commissario di Pubblica Sicurezza e sia alla
Comunanza Agraria di San Giovanni. Nelle date a cui si riferiscono questi boati nella zona di Serra San
Quirico ci sono state delle scosse telluriche di piccolissimi valori, quindi il problema, ecco il responsabile
dell’area Sandroni che mi risponde su queste cose qui. Quindi non è che noi ci siamo scordati o non abbiamo
affrontato, io ho affrontato perché prima di tutto penso alla pelle della gente, però ognuno bisogna che mette
le sue professionalità perché io non è che posso fare cose astruse, tant’è vero che la protezione civile che ha
la rete dei sismografi e tutto il resto che è un loro compito sono avvisati e consapevoli. Da questo punto di
vista credo che l’Amministrazione Comunale, e mi ha fatto anche sorridere l’altra sera quando mi ha
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Argomento: Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sui
preoccupanti fenomeni di dissesto sotterraneo a San Giovanni, Grotte e Precicchie.
telefonato Perini per dirmi guarda che io non ce l’ho con te, perché poi alla fine è un bravo ragazzo ma il
carattere lo conosci, Claudio. Abbiamo controllato anche se ci fosse concomitanza tra il brillamento delle
mine della cava Tacconi … (intervento fuori microfono) Claudio, siccome io e te facciamo altri mestieri, per
cui queste sono le lettere ufficiali e mi dispiace che ti hanno informato tardi perché è passato più di un anno.
Meglio tardi che mai, però vedi, Claudio, tu sai la scuola è sempre quella e quindi io sono previdente anche
perché non vorrei andare a sbattere il muso su cose che non …
CONS. BIONDI: Io nella replica vorrei prendere spunto dalle ultime parole del Sindaco, non vorrei sbattere
il muso. Prendo atto, Consiglieri Comunali un minimo di attenzione, qui non si tratta di una fogna, di una
strada, oppure di tagliare le piante in via Aldo Moro 138, tanto per fare un esempio con Silvestrini, qui è un
fatto molto importante e sono contento che il Sindaco Sorci abbia confermato quello che andavo dicendo,
non è una stupidaggini. Ci sono dei boati come se fosse un terremoto. Dove non sono d’accordo con te,
Sindaco, che accertato questo fenomeno, preso atto di questa grave situazione, non possiamo soltanto dire ho
scritto e ho fatto, bisogna fare qualcosa di più. Non vorrei, ma questi sono decisi a tutti, che questi passassero
dalle lettere alla carte bollate e allora, caro Sindaco, quando si passa alle carte bollate mi insegni che la
Magistratura è rognosa. Quindi, io ti invito, caro Roberto, insieme alla tua Amministrazione, a preoccuparti e
a dare a questo argomento un’attenzione particolare, perché qui c’è in gioco come hai detto tu, non l’ho detto
io, l’incolumità dei cittadini. Se poi succedesse qualcosa che noi non ci auguriamo la nostra coscienza non
starebbe a posto, alla luce di quello che ci siamo detti oggi. Grazie.
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Argomento: Interrogazione presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
precaria situazione della frazione Collamato
PRESIDENTE: Passiamo al punto 4 all’ordine del giorno: interrogazione presentata dal capogruppo UDC,
Claudio Biondi, sulla precaria situazione della frazione Collamato. La illustri.
CONS. BIONDI: Chiedo scusa al Consigliere Fantini se mi sono permesso di entrare nel suo collegio
senatoriale, però quando la gente ti chiama bisogna correre, allora siamo accorsi e di conseguenza non
possiamo che interessarci dei problemi che certamente ci sono a Collamato. Mi dispiace per il Consigliere
Fantini che si dà tanto da fare ultimamente è anche lui in situazioni di grossa difficoltà con
l’Amministrazione Comunale perché non è che questi ci seguono attentamente e credo che nei hai dato
ampiamente dimostrazione circa un anno fa quando hai parlato per circa due ore e ci hai spiegato molto bene
il dramma che e qui faccio contento il Consigliere Tiberi, che è uscito, che è sempre più valido. A Collamato
l’edificio scolastico è completamente abbandonato e filtra chiaramente l’acqua piovana dal tetto e gonfia la
parete, poca roba. La situazione del campetto lascia molto a desiderare. C’è anche un'altra situazione che è
particolarmente sentita, cioè c’è una preoccupante situazione per quanto gli anziani, le persone sole e questo
è un problema che comincia a prendere corpo e di conseguenza si rende necessario creare, organizzare un
centro sociale che possa soddisfare le esigenze sempre più pressanti degli anziani, dei portatori di handicap,
delle persone rimaste sole, problema questo non secondario che comincia a emergere in tutta la sua
grandezza. Allora io chiedo quando si farà questa manutenzione dell’edificio scolastico? Lasciamo tutto
così? La fornitura del materiale per le strade bianche facciamo comunque sempre a risparmiare, non ci
mettiamo neanche la breccia. … (intervento fuori microfono) Io credo che quando finirà questa
Amministrazione di dire sempre le stesse cose, c’eravate voi, siamo stati sempre la causa di tutto.
ASS. MINGARELLI: Allora la sistemazione dell’edificio scolastico, caro Biondi, hai detto che abbiamo
utilizzato
l’avanzo
d’amministrazione
per
opere
inutili
e
insignificanti,
allora
con
l’avanzo
d’amministrazione abbiamo messo 50.000 euro per la sistemazione del cornicione e del …(fine lato A –
cassetta 1) con una guaina, quindi il discorso che piove dentro non è. L’umidità non è si risolve con due
giorni. Quindi l’anno scorso abbiamo fatto un intervento di impermeabilizzazione sul muro in maniera che
l’acqua non penetrasse all’interno, adesso il cornicione casca ma, vedi, una di quelle opere che tu ritieni
insignificanti e inutili l’abbiamo finanziata con l’avanzo di amministrazione, 50.000 euro, di cui 35 per il
cornicione e 15 per il campetto e la recinzione. Un'altra cosa, il discorso delle strade bianche, anche qui è
un'altra opera che abbiamo finanziato con l’avanzo di amministrazione per l’asfalto che va dal gioco delle
bocce a confluire con la strada del campo sportivo, perché quella del campo sportivo invece è stata inserita
nell’appalto della Comunità Montana, che è un appalto che fa per conto dei Comuni con la legge 46/92,
quindi per Collamato tutte le strade saranno sistemate con l’asfalto e quindi non più bianche perché questa
Amministrazione ritiene e fino adesso ha operato in questo senso che in tutte le strade in forte pendenza è il
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Argomento: Interrogazione presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
precaria situazione della frazione Collamato
caso di dare una mano d’asfalto, perché ormai con quello che costa la breccia… adesso un camion di breccia
significa tanti soldi. Per quanto riguarda il discorso dei giovani e anziani, lì hanno già un edificio che usano
come centro di aggregazione della frazione e nulla vieta che poi se sono di più praticamente l’edificio
scolastico non è più affittato alla comunità La Buona Novella e quindi possono utilizzare anche
quell’edificio. L’importante è che si costituisca un’associazione che prenderà contatto con l’assessore
competente perché le condizioni ci sono e quindi si tratta di organizzarsi.
CONS. BIONDI: Rimborsato. … (intervento fuori microfono) Mi tocca fare anche questo, caro Sorci, c’è
l’Assessore che fa trenta metri, scappa da casa e sta lì e basta. … (intervento fuori microfono) Zamparini sta
solo lì. Quanti voti pensi di prendere? Stai sempre lì. Io la mattina passo proprio lì e mi attaccano su tutto il
fronte tutti i cittadini del Borgo, me ne dicono di tutti i colori. Colgo l’occasione stamattina per dire,
Mingarelli, sempre su questa benedetta curva di Tavolini il pullman passa, ma arrivare a 150 metri per
arrivare a prendere quelli del Borgo 3, come si chiama? Borgo 2000, ma ci vorrà tanto? Non ha i soldi per il
gasolio per fare 30 metri? Te lo metto io il gasolio, ho le cisterne del gasolio, tanto ho 25 camion più un
pullman, non è che vado per aria per questo. … (intervento fuori microfono) Vieni a fare rifornimento lì da
me. Se siete ridotti talmente male per fare 150 metri, ce li metto io i soldi. Quanto vuoi consumare per fare
150 metri di gasolio? Io non capisco queste cose. Non c’è volontà. Sono le piccole cose che danno la
dimostrazione che questa Amministrazione pensa ad altre cose e la dimostrazione è sabato quando autorevoli
esponenti di questa Amministrazione hanno sparato a zero, tant’è vero che ho detto a Tini siamo diventati
maggioranza o stiamo all’opposizione? Perché veramente siamo stati scavalcati anche di qua.
PRESIDENTE: Biondi, ci atteniamo all’argomento.
CONS. BIONDI: Quindi per quanto riguarda Collamato, Mingarelli, se si fa l’interrogazione si ottiene tutto,
se non si fa l’interrogazione campa cavallo che l’erba cresce.
SINDACO: Ti posso dire una cosa?
CONS. BIONDI: Mi puoi dire tutto, anche perché al partito ti ci ho portato io e anche perché come segretario
della Democrazia Cristiana, caro Sorci, mi hai insegnato a sparare ai comunisti. Oggi stai sotto di loro, non
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Interrogazione presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
precaria situazione della frazione Collamato
l’ho capita. Questo discorso vale anche per Sonia Ruggeri, che è stata segretaria della Democrazia Cristiana.
Mi hanno insegnato di sparare ai comunisti. Stavamo tutti insieme con il PPI:
SINDACO: Ti ricordo una cosa, che io sono stato quello che ha fatto per la Comunità Montana le larghe
intese, però ti volevo fare una battuta: il problema è che a Fabriano si è generato un sistema che per alcuni i
desideri propri devono diventare legge, questa è una cosa che la Pubblica Amministrazione non riesce a fare.
Poteva farlo 20 anni fa, quindi i desideri di ognuno di noi non possono diventare leggi. Questa è una
riflessione che dovremmo fare tutti quanti, perché sennò è come sparare al piccione. Siccome siamo
amministratori e dobbiamo garantire tutti nella trasparenza e nella regolarità delle cose penso che a volte al
di là delle battute che fa penso che il comportamento sia…
CONS. BIONDI: Vengo a rispondere all’interrogazione. Francamente, Mingarelli, posso anche ritenermi
parzialmente soddisfatto. È chiaro però che ho una serie di dubbi sulla esecuzione dei lavori, perché se questi
lavori, caro Mingarelli, facessero la fine dei lavori di via Saffi che dovevano terminare il 31.12.2004 e ancora
via Saffi è chiusa insomma non ci vorrei andare a festeggiare l’80° anni di età, ce ne ho 60, non mi fare
aspettare altri 20 anni per vedere questa cosa qui. Interessante e certamente prenderemo atto di questo come
partito perché per il problema che riguarda gli anziani sicuramente faremo delle domande affinché la scuola
diventi destinata ai servizi sociali. Grazie.
PRESIDENTE: Fantini voleva dire alcune cose.
CONS. FANTINI: Grazie. Biondi, spero di non scantonare, però se permetti il collega Tini con la passata
Amministrazione Tini pure fece un’interpellanza al Comune dicendo le mura del castello, tant’è vero che
l’impresa aveva già fatto l’impalcatura per i lavori, la volpe perde il pelo ma non il vizio. Adesso invece
Biondi che ha fatto presente questa faccenda sono contento, ti posso anticipare, non ti faccio il nome perché
non vorrei che dopo mi dici che non è vero, i lavori della scuola è un pezzo che si dovevano fare, già sono
pronti i soldi perciò si fa e non c’è problema. Per il campetto polivalente ho detto già ad alcuni giovani che
se facciamo il lavoro tra un mese o due ci vorrebbe che qualcuno prendesse l’incarico per gestire questo
campetto. Per le persone anziane se è vero che si possa richiedere questo qui, ci vorrebbe che qualcuno
magari del posto prendesse per mano questa faccenda. … (intervento fuori microfono) Questa proposta è già
stata fatta a suo tempo. C’è anche uno stabile che è della parrocchia e il prete a suo tempo l’ha lasciato per il
paese, perciò se qualcuno vuole c’è da scegliere i posti del palazzo comunale, del palazzo del paese che uno
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Interrogazione presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
precaria situazione della frazione Collamato
può disporre come uno vuole, è tutto qua il discorso. Per il lavoro ti posso confermare che sarà pronto, se
hanno fatto l’appalto non lo so, perché io non sono solamente il Consigliere Comunale del paese, io sono il
Consigliere di una frazione del Comune di Fabriano e se i soldi ci sono il lavoro si fa, grazie.
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
completamento delle opere di urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3.
PRESIDENTE: Passiamo al punto 5 all’ordine del giorno, interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI,
Gabriele Patassi, sul completamento delle opere di urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3. La illustra
CONS. PATASSI: Grazie, Presidente. Come ha detto bene lei è l’interpellanza bis perché segue alla prima
sullo stesso argomento. Ho allegato a questa interpellanza un po’ di documentazione fotografica. Se voi
vedete il primo foglio, a parte l’ultima foto in basso a destra) ritrae la situazione di una zona di collegamento
all’interno del PEEP Borgo 3, ricompresa tra via Sassi e via Fernanda Romagnoli, foto che io feci perché mi
parlò il cuore evidentemente il 18.7.2005. Era una zona completamente sistemata, c’è una massicciata con
materiale arena e altro materiale pesante, se fate caso addirittura va a sfiorare la recinzione delle case
popolari, quindi abbiamo complessivamente un materiale di riporto di un metro sicuro. Nel secondo foglio
c’è la stessa zona un anno e mezzo dopo. Tutto quel compattamento del materiale “costoso” con un transito
di camion continuo che c’è stato in quella zona per scaricare quel materiale di fatto ha comportato il
rifacimento delle opere di urbanizzazione in modo tardivo a sfasciare completamente quella zona. Io vi
invito ad andarci, comunque le sono più che veritiere. Tutta quella zona era stata compattata adesso è una
zona dove ancora gli scavi sono a cielo aperto, è una zona fangosa e quant’altro. Questa la ritengo una cosa
abbastanza preoccupante. Io quella volta feci delle fotografie perché vedevo in quella zona un gran transito
di automezzi che andavano a scaricare il materiale in quella zona e io dico quanto costa la realizzazione di
quelle opere di urbanizzazione dato all’incirca un metro di massicciata che è stata fatta in quella zona. Io
capisco che è una zona argillosa che può essere soggetta a frane, ma quei costi sono necessari per una strada
di quel tipo? Ho fatto le fotografie in quella data. Nella precedente interpellanza avevo messo in evidenza i
ritardi nella costruzione delle opere di urbanizzazione, ritardi che hanno portato il problema sia per quanto
concerne i servizi poi collegati alle abitazioni, i ritardi nel rientro nelle abitazioni e con questa seconda
interpellanza voglio mettere in evidenza che non c’è solo un problema di ritardo per i cittadini ad entrare
nelle abitazioni, ma la procedura fatta al contrario c’è il rischio che porti a una maggiorazione dei costi, ma
questo lo chiedo se ci sarà una maggiorazione dei costi e a una scarsa qualità della fornitura del servizio
stesso e in particolar modo delle strade. Qui è stato fatto il contrario, non è che sono state fatte le opere di
urbanizzazione sull’argilla e fatte le opere di urbanizzazione si ricopriva con la massicciata e si ricompattava.
Qui è stata fatta prima la massicciata e poi ci si è accorti che mancavano le opere di urbanizzazione, si è
sfasciata la massicciata per una metrata di materiale e quello che abbiamo di fronte è sotto gli occhi di tutti.
Fare le opere di urbanizzazione su un terreno argilloso è un conto, fare le opere di urbanizzazione su una
massicciata già compressa è un'altra cosa. Quello che io mi chiedo (siccome qui tutta quella massicciata non
la vedo più, vedo solo argilla) che fine ha fatto il materiale tra l’altro che era stato messo e soprattutto non
c’è il rischio che si generi una ondulazione del terreno determinata dal fatto che il ricompattamento non è più
fatto invece come nel primo foglio dove effettivamente la zona era ben fatta e ben compattata. Arrivo alle
domande principali: la prima, se la linea dell’acquedotto pubblico è stata realizzata a perfetta regola d’arte ed
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
completamento delle opere di urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3.
è stata collaudata, perché se vedete nelle opere l’acquedotto che era l’unica opera che era stata fatta siccome
si è risfasciato presuppongo che sia stata fatta male, quindi si è sfasciato non solo perché non erano previste
le opere ma si è risfasciato perché quelle fatte erano state fatte credo non a regola d’arte, comunque lo
chiedo. Se il collaudo della condotta dell’acquedotto è stato eseguito chiedo di sapere in quale data è stato
fatto, se l’Amministrazione è in grado di presentare copia di detto collaudo. Come mai le condotte di nuove
fognature non sono state realizzate a perfetta regola d’arte, tanto che in questi giorni vengono rimosse come
dicevo prima. Come è possibile che un’opera così importante come la linea di fognatura nuova sia stata
realizzata così male da esigere la sostituzione della stessa senza che nessuno se ne sia reso conto. Risulta alla
Amministrazione che le massicciate stradali siano state male eseguite tanto che non rispondevano alle
specifiche di progetto comportando la necessità di una variante e una diminuzione del costo dell’opera
corrisposta alla ditta appaltatrice. Risponde al vero che contestualmente al minore importo corrisposto per le
massicciate male eseguite sono state concesse alla impresa esecutrice opere in economia per 60.000 euro, per
quale motivo tutte le canalizzazioni tecnologiche previste dal progetto non sono state realizzate tutte dopo lo
sbancamento ma successivamente. Per quale motivo le linee secondarie delle condotte di distribuzione del
gas, i cosiddetti baffi, non sono state realizzate contestualmente alle linee principali e se è vero che alcune
cooperative hanno pagato a parte i suddetti baffi mentre in altri casi l’Amministrazione se ne è fatta carico.
Visto che la relativa convenzione prevede che i costi riguardanti le opere di urbanizzazione saranno a carico
delle cooperative e quindi degli assegnatari degli alloggi salvo conguaglio, chiedo se gli eventuali maggiori
costi per quanto sopra detto verranno ricompresi nel conguaglio. Tra l’altro io volevo fare un’ulteriore
osservazione, scusate non era nella interpellanza, se voi vedete il terzo foglio io ho fotografato, non è un
caso, la strada di penetrazione che dovrebbe congiungere lo zero casello con la lottizzazione, con la zona
Trigo Ceresola, se voi vi ricordate in quella zona affianco a zero casello è stata riportata una grande quantità
di materiale di scarto, di rifiuto, di terra. Se voi vedete la foto adesso c’è il camion che sta portando via quel
materiale che prima ci è stato portato. Io mi chiedo se adesso il materiale viene portato via per farci la strada,
chi ha portato quel materiale in quella zona e soprattutto il costo di questa operazione chi se lo deve
accollare? Se è la stessa ditta che dice l’ho appoggiato lì e adesso faccio la strada e lo riporto via a spese mie
io non ho niente da dire, però io capisco che questo è fuori interpellanza e quindi se non rispondete…
ASS. MINGARELLI: Domanda 1, 2: l’acquedotto è stato realizzato conforme al progetto ed è stato
sottoposto a prove di tenuta. Da precisare è che appena è iniziata la prova di tenuta è saltata una valvola, ma
questo può succedere in tutti gli acquedotti. La valvola è stata sostituita e poi è stata sottoposta la conduttura
a prove di tenute per complessive 25 ore, dal giorno 16 al giorno 17 febbraio 2006, come risulta dal verbale
redatto dal collaudatore, ing. Bizzarri Gianluigi. Siamo in grado di fornire il verbale di collaudo. A parte che
l’acquedotto è stato realizzato in due fasi, perché la condotta principale era stata realizzata con un appalto
che non c’entra niente con il PEEP Borgo 3 e le altre opere sono state realizzate a seguito dell’appalto degli
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
completamento delle opere di urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3.
oneri di urbanizzazione del PEEP Borgo 3. I difetti riscontrati nella posa di alcuni tratti delle condotte
fognarie sono stati rilevati con un’indagine effettuata con telecamere in fase di collaudo e interessato
l’esecutore dei lavori sono state individuate le zone da ripristinare e sono immediatamente iniziati i lavori di
ripristino con un’ampia disponibilità dell’appaltatore alla risoluzione del problema. Sono state inoltre estese
le videoispezioni a tutta la rete per scongiurare il manifestarsi delle anomalie dopo il completamento del
collaudo. Qualcosa c’era che praticamente non andava e ancora alcune cose devono essere sistemate. Come
risulta dal giornale dei lavori in data 20.10.2004 la direzione dei lavori ha ordinato l’esecuzione di prove sul
materiale della fondazione stradale. I risultati hanno evidenziato una classe diversa da quella di capitolato,
vedi nota del direttore lavori del 19.11.2004, per cui si è prevista una diminuzione del prezzo relativo e
tecnicamente si è optato per una soluzione che aumentasse lo spessore del pietrisco dello strato superiore,
ovviamente con costi a carico della impresa. Quindi questa cosa non è da collegare poi al discorso del nuovo
incarico in economia che è tutta un'altra serie di lavori. I lavori in economia previsti nel contratto di appalto
sono stati liquidati, come risulta dalla contabilità redatta dall’ing. Abatelli, perché abbiamo dei collaudatori
esterni e chi invece tiene la contabilità è l’ing. Bizzarri, quindi è una cosa che viene controllata anche da
tecnici esterni. A seguito di regolari liste di economia nel corso dei lavori, come previsto nel capitolato, dette
liste hanno riguardato principalmente movimenti di terreno giacenti sulle aree di progetto, allacci di alcuni
tratti di fognature esistenti a quelli di progetto perché c’erano alcune fognature esistenti e quindi dovevano
essere collegate a quelle di progetto per la realizzazione dei lotti. Le canalizzazioni tecnologiche sono state
effettuate dopo la realizzazione della massicciata stradale perché nella loro realizzazione occorre tener conto
delle quote della strada per la posa in opera dei pozzetti necessari, perché un conto è la fognatura per cui si fa
uno scavo molto profondo e quindi va fatta prima della massicciata o di rendere perlomeno un terreno di una
forma che dia poi la possibilità che quando si fanno le opere di urbanizzazione secondarie, tipo le
canalizzazioni degli acquedotti, dell’Enel e del gas, è necessario avere una quota della strada e quindi è stata
scelta, non è che è stata fatta dopo. Sono state divise le opere di urbanizzazione in due stralci, il primo
stralcio riguardava la massicciata e le fognature e il secondo stralcio riguardava le opere di urbanizzazione
minori tipo acquedotto, illuminazione e metano. Le linee principali del gas metano sono state realizzate dalla
società Italgas, le derivazioni che sono a carico degli utenti sono state eseguite anche esse dall’Italgas e
compensate nell’ambito delle somme a disposizione le opere di urbanizzazione, essendo queste ultime a
carico degli assegnatari del lotto. Per quanto riguarda il discorso dei cittadini che non sono potuti entrare
nelle case, alla vigilia di Capodanno io e il Sindaco siamo andati con una macchina fotografica a vedere le
condizioni delle abitazioni. Le abitazioni quelle delle cooperative dicono che sono agibili, hanno ancora i
gradini in cemento armato. Sono pochissime cose. … (intervento fuori microfono) Oramai hanno tutte le
condizioni perché le linee telefoniche, elettriche e le linee del gas per quanto riguarda almeno le cooperative
che stanno in uno stato più avanzato dei lavori, tipo Icaro e Abacus, non ci sono più problemi perché le
cooperative hanno pagato tutti i contratti rispetto alle società, adesso i cittadini devono fare alcuni i contratti
individuali tipo acqua, Enel e gas (alcuni l’hanno fatto e altri no), però le condizioni ci sono. Ci siamo anche
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
completamento delle opere di urbanizzazione primaria del PEEP Borgo 3.
rivolti a queste società che non attuassero i tempi, quelli dei venti giorni di Multiservizi, l’Enel in 3-4 giorni
dà la fornitura e la stessa cosa fa l’Italgas. Non dico che tutto si è svolto regolarmente, si è dovuto nel
secondo stralcio affrettare i lavori perché effettivamente sotto questo aspetto, che avevamo già detto
nell’altra interrogazione, che probabilmente non erano stati temporizzati bene i tempi. Per quanto riguarda il
discorso sulla terra messa verso lo zero casello, lì ci sono stati degli scarichi abusivi in cui un anno e mezzo
fa abbiamo messo anche una rete elettrosaldata per fare una specie di recinzione della zona, che però
recintato lì sono passati di sotto. Fino a un certo punto era stata autorizzata a mettere la terra perché lì va
fatto il … e doveva essere riportata la terra. Dove verrà realizzato il parcheggio in via Martiri di Kindu è
diventa una discarica, non siamo in grado di individuare quelli che vanno a scaricare perché lo fanno in ore
notturne, i vigili non ci sono, a meno che non si trovano a passare i Carabinieri o la Polizia non è facile
cogliere in flagrante questi che fanno questi abusivi rispetto agli scarichi abusivi.
SINDACO: Le foto di Gabriele le conoscevo perché le ho viste a suo tempo, leggendo però le interrogazioni
mi sono incuriosito di una cosa. Io ho mandato a Ronconi Evangelisti l’interrogazione e gli ho detto ne sa più
Patassi che io, perché al di là che è giusto che uno… ma qui c’erano delle notizie (questo serve a me per
capire) nel punto 5 e 6 che sono atti che fanno direttamente i tecnici, che io neanche ho mai visto. Allora mi
sono domandato queste le conoscono quelli che le hanno fatte e basta. … (intervento fuori microfono) Il Sal,
il libretto dei lavori e tutto uno va lì, domanda e accede. Io non capisco come certe notizie, io non lo sapevo,
devo dire grazie a Patassi, però la cosa che mi preoccupa è un'altra: come notizie che conoscono in 5-6
persone che hanno fatto gli atti vengono divulgate, perché non vorrei che poi queste cose qui siano dei
nautilius. Siccome sono atti interni che l’Amministrazione neanche vede, la mia domanda era … l’ho detto
perché ho visto che erano puntuali. … (intervento fuori microfono) Peppe, alla nove non gli hai risposto? …
(intervento fuori microfono) Io ho capito, però tu hai capito quello che ho detto io.
CONS. PATASSI: Ringrazio l’Assessore Mingarelli perché le risposte ci sono state. Logicamente le ritengo
insoddisfacenti, nel senso che non è possibile con la formula di chiusura dire che è questa, sì è vero qualche
problemino c’è stato per salvarsi da una situazione, tant’è vero che ho depositato presso la segreteria, presso
Daniela Poeta, una proposta di deliberazione per l’istituzione di una commissione di indagine su questa,
allora, Sindaco, me la firma almeno mi dai una mano, perché ci vogliono almeno otto firme e fino adesso ce
ne ho solo due, perché credo che questa vicenda seppure la si voglia minimizzare o si vogliano scaricare le
possibilità sulle cooperative che ancora non hanno finito le abitazioni, comunque mette in evidenza una
carenza nella organizzazione di alcuni tipi di lavoro che secondo me è innegabile. Il problema è che nessuno
questa espressione che ho usato ha il coraggio di dirla sui giornali, cioè c’è quasi un tentativo di difesa a
oltranza di alcuni uffici comunali che a mio avviso non è giustificato. A mio avviso da questo punto di vista
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
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l’Amministrazione Comunale trattandosi di cose tecniche non ha responsabilità dirette, io l’ho detto anche
l’altra volta, però ce l’ha nel momento in cui fa scattare un piano di copertura di fronte a comportamenti
come minimo di disorganizzazione, è questo che io da tempo…
PRESIDENTE: Scusa, Patassi, ma vi sembra il clima in cui si possa discutere di una cosa?
CONS. PATASSI: È per il verbale.
PRESIDENTE: Finché si arriva a un livello possibile, poi quando diventa difficile poter anche parlare.
CONS. PATASSI: Secondo me questo non è un aspetto secondario del modo di comportarsi di una
Amministrazione Comunale, non capisco ancora quali sono i motivi di un atteggiamento comunque quasi da
padre di famiglia nei confronti di un operato che non può essere che da condannare. Abbiamo preso atto che
comunque le problematiche che io sotto forma di domanda ho posto in evidenza c’erano tutte. La domanda
più interessante era la nove, non a caso è a chiusura, siccome le opere di urbanizzazione le realizza il
Comune perché doveva essere quello che le faceva per bene e a tempo rispetto al fatto che le facessero le
cooperative come è in qualsiasi lottizzazione privata dove le opere le fa il lottizzante e poi le cede al
Comune, qui abbiamo detto no sicuramente le cooperative le fanno male, facciamole noi del Comune che
saremo meglio organizzati e invece questi sono i risultati innegabili. Il problema qual è? Che le opere di
urbanizzazione le fa il Comune, ma le pagano le cooperative, le hanno già pagate, ma nella convenzione c’è
la formula salvo conguaglio. Siccome ricordo l’aumento alla fine del 25% delle opere di urbanizzazione,
comunque il costo al metro quadro dell’area PIP a Piaggia d’Olmo dove si partì con un prezzo alle imprese
artigiane e si finì con un prezzo maggiorato (20-25%), io mi chiedo se adesso dovesse aumentare il costo a
carico delle cooperative e quindi degli assegnatari per la realizzazione delle opere di urbanizzazione con che
coraggio si va a chiedere maggiori costi a chi di fatto ha già dovuto sopportare tutte le conseguenze negative
di ritardi di entrare nelle abitazioni, sostenere il pagamento del mutuo e dell’affitto. Da questo punto di vista
bisognerà, e io in questo vigilerò, distinguere la maggiorazione del costo dovuta alla regolamentare
esecuzione dei lavori, cioè dall’imprevisto, dalla negligenza degli uffici, perché non è possibile che la
negligenza dell’ufficio, un metro e mezzo di massicciata compattata, risbucata in quel modo non mi potete
dire che non c’è un costo aggiuntivo e su questo io vigilerò. Sono assolutamente insoddisfatto della risposta
perché mi è stato detto non si sa se ci sarà il costo aggiuntivo per le cooperative e questo mi preoccupa.
L’ultima che era fuori sacco la strada che stanno facendo di penetrazione a zero casello, Sindaco, forse prima
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Argomento: Interpellanza bis presentata dal capogruppo SDI, Gabriele Patassi, sul
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eri distratto, ho fatto una foto, la penultima, qui era diventata una discarica a cielo aperto, ma li ho visti io i
camion ma non sapevo che erano abusivi, ma è possibile che non si è accorto nessuno? Li ho visti io, ma non
gli ho fatto mai le foto perché pensavo che fossero autorizzati, ma lì mica è uno scarico di un camion, lì
saranno come minimo 200 scaricate. Adesso se vedete la foto c’è la ruspa con un camion che sta portando
via la terra, ma questa roba chi la paga? L’Assessore ha risposto bene, in parte avevamo autorizzato noi e in
parte è abusivo, il confine è labile. Adesso come accappiamo l’autorizzato dall’abusivo? … (intervento fuori
microfono) La recinzione è venuta fuori sei mesi dopo gli scarichi.
SINDACO: Io vorrei richiamare l’attenzione di tutti quanti, non è solo il problema di quell’area lì ma di tutte
le aree, cominciando dallo svincolo di Valleremita, mi meraviglio che non me l’hai detto, per finire al
parcheggio del cimitero delle Cortine, quello di Cancelli, ma guardate per la strada di Collegiglioni …
(intervento fuori microfono) La notte al cimitero delle Cortine non è possibile con le nostre telecamere per
motivi di privacy, io ho trovato uno di giorno che è venuto a scaricarlo, l’ho preso per le orecchie al cimitero
delle Cortine i materassi e tutto il resto, però questo è un problema serio che ce lo ritroviamo dappertutto.
CONS. PATASSI: Finisco. Il problema è che io quei 4 televisori, quel water che trovo al bivio di
Valleremita sono d’accordo, ma qui non possiamo paragonare questa area, era sotto gli occhi di tutti che
questi scaricavano i camion, io pensavo che tutti erano autorizzati. … (intervento fuori microfono) Io mi
chiedo l’azione di controllo qualcuno la porta avanti? … (interventi fuori microfono) Io penso che qualsiasi
cittadino del Borgo che passa per quelle zona sa che lì per mesi è avvenuto questo scarico. Io mi sorprendo
che adesso mi si dica che è abusivo, perché significa che l’azione di controllo di questo Comune è zero.
Possibile nessuno si è mai accorto di questo? Questo è uno scarico continuo forte che è stato fatto.
Comunque, chiudo qua e prendo atto, Sindaco, oramai l’hai detto che firmi la mia proposta di delibera di
costituzione della commissione di indagine, perché secondo me su questa vicenda c’è da far luce.
SINDACO: Ti rispondo perché di là vedo i miei vecchi amici che facevano gli assessori, così lo racconto a
tutti perché è bene sapere con chi uno ha a che fare: nel lontano 94 fu avviata una commissione d’inchiesta
sulla discarica di Collegiglioni. … (intervento fuori microfono) Commissione d’inchiesta fatta dai
Consiglieri Comunali, se voi andate a leggere il verbale finale della commissione d’inchiesta la commissione
dice abbiamo accertato che non c’è irregolarità e Nicola Porcarelli all’epoca Consigliere Comunale
socialdemocratico cominciò a dire no dobbiamo mandare tutti gli atti alla Procura della Repubblica. Allora io
ho preso la parola, basta che vedete i verbali della commissione, quindi sono documenti ufficiali, io li
conservo e anche Bellucci li conserva perché io e Bellucci ci siamo conservati tutti gli atti della discarica di
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Collegiglioni. Allora io dico avete verificato tutto che è regolare? Benissimo, allora bisogna essere stupidi a
dire che mandiamo. Non solo, siamo talmente stupidi che abbiamo accertato che ci sono le stupidaggini e
quello che vi pare, però … Votazione di quel documento voluto con una filippica da Porcarelli a tutto spiano,
l’unico che ha votato contro è stato Roberto Sorci che ha detto io siccome dico che non sono stupido non mi
voglio dare la patente di stupido. Io sulle commissioni di inchiesta non ho mai … io non ho nulla da
nascondere, tant’è vero che ti ho fatto vedere come è andata quella vicenda dicendo ne sa più Patassi che io.
Tutti quei conti lì sono nel contratto aggiuntivo che fa l’ufficio contratti, nei verbali dei lavori e io oltretutto,
cosa strana, la contabilità la fanno due esterni. Mi piace solo capire, perché io sono uno che vuole capire, non
vuole nascondere, vuole capire come gira il fumo in modo che uno sta sempre a orecchie attrezzato. Bellucci,
sono stato chiaro?
PRESIDENTE: Prego, vi informo sull’andamento, siccome c’è il punto 6 che vorrei fare, anche perché ci
siamo dilungati, però è volontà del Consiglio e io l’approvo.
CONS. PATASSI: Dimenticavo che non è stata risposta neanche in maniera attenta il discorso del
pagamento, se è vero che alcune cooperative hanno pagato le linee secondarie dell’Italgas e altre no, da
questo punto di vista non è stato risposto. Comunque volevo concludere dicendo che a mio avviso quello che
io ho scritto è una cosa a patrimonio di tutti i cittadini fabrianesi nel senso che se voi andate in giro queste
cose le sanno tutti con più o meno approssimazione, molto spesso non ci si rende conto che quello che è voce
di popolo è molto più … (fine lato B – cassetta 1) quello che in Comune noi tutti ci crediamo di far sapere.
Logicamente quello che il cittadino sa è in linea generale e in modo non preciso, ma comunque una opinione
di come va il modo di amministrare, di come vanno i lavori a Fabriano non è che bisogna avere la sfera di
cristallo per capirlo. Poi, Sindaco, da questo punto di vista me l’hai imparato tu in questi casi si dice sempre
a me dalla cassetta della posta arriva tanta roba, la roba non arriva solo a te, ma arriva anche a me. E il fatto
che arrivi a un Consigliere Comunale è una cosa che dovrebbe far onore a lei e a tutta la città di Fabriano.
Qualcuno allora potrebbe dire perché Patassi già a luglio 2005 aveva fatto già le foto della zona e poi ci ha
fatto l’interpellanza 12 mesi dopo, è perché aveva qualcosa in mente? No, è semplicemente perché già
capivo che lì c’erano cose che non andavano e non mi sono sbagliato. Ho fatto la cassandra e ho portato
sfortuna o semplicemente siccome so qual è il modo di amministrare, so quali possono essere gli errori che
vengono commessi mi sono mosso in anticipo. Seconda cosa, chiedo che mi venga data copia di tutto il
materiale che è stato citato e allegato nella risposta.
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Argomento: Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
illuminazione in Piazza Garibaldi.
PRESIDENTE: Passiamo al punto 6 dell’ordine del giorno, interpellanza presentata dal capogruppo UDC,
Claudio Biondi, sulla illuminazione in Piazza Garibaldi.
CONS. BIONDI: Presidente, brevissimamente. L’illuminazione di Piazza Garibaldi è abusiva, lo recita la
legge regionale 10 del 24.7.2002, che dice che quel tipo di illuminazione è in contrasto con la legge che
citavo prima, questa è la documentazione allegata alla legge 10 dove i pali a vela no. Come mai è stata
installata una illuminazione in contrasto con la legge regionale? A quanto ammonta il costo dei pali di
illuminazione tenuto conto che oltre ad essere abusivi non illuminano la piazza, tant’è vero che siete stati
costretti a riaccendere la vecchia illuminazione.
ASS. MINGARELLI: Claudio, tu ci metti tutto, hai messo anche il trasporto, i 150 metri, ti sei sbagliato con
quel marciapiede perché lì non c’è il passaggio a raso, anzi devono demolire una serie di cose e non vorrei
che mi hai combinato un guaio là. Comunque se ne scordano parecchie, dopo passo io: domenica scorsa con
il Sindaco siamo andati a vedere in via Serraloggia altri due che si erano scordati.
CONS. BIONDI: Quell’ingegnere lì, Mingarelli, oltre che lui prende l’1,5% di parcella, che tu ti sogni di
prendere i soldi che loro prendono con un solo progetto, tu in cinquanta anni di servizio alle Ferrovie dello
Stato non hai preso i soldi che loro prendono con un progetto e fanno di quelle […].
ASS. MINGARELLI: Non è che San Giuseppe è il primo santo, però non può risolvere tutti i problemi,
comunque ci provo. Capisco che quelle vele che ci siamo inventati in Piazza Garibaldi sono troppo belle,
dice questa Amministrazione è proprio forte. Allora quelle vele sono abusive se non si montano dei kit
contro l’inquinamento che già abbiamo in magazzino. L’impianto elettrico non è stato finito perché davanti
al portico di Vasari c’era il cantiere. Non solo, ho messo anche un po’ di soldi per sistemare quell’area
adiacente al portico di Vasari, quel selciato. Lì vengono inseriti altri tre pali di illuminazione, va messo il kit
anti-inquinamento sopra le vele e poi quando qualcuno che probabilmente ti ha riferito è andato a togliere le
… ha tagliato anche le linee che vanno a sinistra e a destra della scalinata, che comunque avremmo dovuto
sostituire perché sono comprese nel progetto originale. Il progetto comprende tutti i pali neri che abbiamo
messo, i pali a vela, altri tre davanti al portico di Vasari e la nuova illuminazione per le due strade che vanno
sopra la scalinata a euro 43.615,10. Siamo forti, Claudio.
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Interpellanza presentata dal capogruppo UDC, Claudio Biondi, sulla
illuminazione in Piazza Garibaldi.
CONS. BIONDI: Io veramente non so se mi devo arrabbiare o devo passare tutto alla Procura della
Repubblica. A me avete fatto 54 denunce, Mingarelli, i tuoi esponenti di partito a quel tempo e il dott. Gatti,
mio medico, quindi io avevo un medico comunista, grandissima persona, si dimise perché sul preventivo
c’era scritto tre caditoie e io ne avevo messe due, sosteneva che io mi ero portato a casa le caditoie.
Mingarelli, io ammiro il coraggio che hai nel difendere persone che stanno a rubare i soldi del Comune, i
soldi dei cittadini. Mettono questi professionisti che prendono fior di soldi e non sanno che c’è una legge
regionale che non si possono mettere, certo che volevo che qualcuno mi rispondeva Biondi hai ragione e
prendiamo dei provvedimenti? Ma mica sono tanto stupido, Mingarelli. Certo che tu devi prendere le difese e
non ho capito il perché. Adesso abbiamo ricorso a tutto, i kit, ma quando i kit, quando Biondi fa
l’interrogazione? I lavori sono finiti da un pezzo, adesso cerchiamo di mettere a posto? Sindaco Sorci,
quando ti sei insediato hai detto che saresti stato un moralista … (intervento fuori microfono) L’ho assunto
io, non so chi è, ditemi il nome, io non lo so, perché quando vai a cercare certi documenti la Mafia nei
confronti vostri è di serie C. Siete di serie C. … (intervento fuori microfono) Non è vero, Maccari. Hanno
messo un impianto abusivo, 40.000 euro buttati al vento e tutti zitti. Mi si viene adesso a dire ma mica sono
finiti i lavori, Biondi, ma perché mi volete prendere…? Non sono poi neanche tanto attraente, Mingarelli. Ma
i cittadini sapranno queste cose? Io termino qui perché veramente mi cascano le braccia.
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
PRESIDENTE: Sono le 11.49, termina l’ora relativa alle interrogazioni e alle interpellanze. Iniziamo con
l’ordine del giorno dal punto 9, ordine del giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento. Qualcuno mi chiami a Falzetti.
Prego.
CONS. FALZETTI: È un argomento importantissimo, decisivo per lo sviluppo di questa città e la strada che
vuole intraprendere. Devo premettere che il testo di questo ordine del giorno è un po’ anomalo perché magari
poi non si capisce bene la domanda finale. Il tutto nasce da una estemporanea e improvvisa richiesta di
elaborazione di tale ordine del giorno, è stato fatto al telefono, sono stati riportati i termini non estremamente
corretti, però durante la discussione credo riusciremo a mettere in ordine e a mettere la domanda giusta. Il
problema, perché tale è, riguarda la collocazione delle opere in possesso di questa città che devono andare a
far parte del patrimonio della Pinacoteca. Detto così sembra una cosa da niente. In questi giorni si parla di
cultura in città, però in questo caso io credo che il problema sia di più ampia portata. Qui c’è di mezzo
l’opportunità logistica, la necessità di risparmiare denaro pubblico nella gestione di un sito. Il problema di
come far continuare i lavori che stanno andando avanti e quale collocazione dare e cosa mettere in quei
luoghi che tra poco saranno pronti, quando dico poco si tratta di un anno di lavori per il San Francesco, un
anno e mezzo forse, ai fini della storia di una città sono un’inezia. Io sinceramente devo comunicare al
Sindaco tutti i sensi della mia irritazione quando ho scoperto che erano stati dati ordini precisi per collocare
le opere della Pinacoteca nella maggior parte al deposito attrezzato dentro l’Ospedale del Buon Gesù.
Secondo me questa era una strada che assolutamente non si doveva percorrere, anche perché voglio
riassumere qui in termini brevi però chiari cercando di non arrabbiarmi ancora e più di tanto che l’Ospedale
del Buon Gesù per ragioni che sappiamo ha avuto l’avventura di essere indicato come un luogo ideale per
mostre ed esposizioni capace di attirare su un territorio non avvezzo a fare questo, cioè su un territorio dove
le persone non venivano abitualmente, qui le persone vengono soltanto per lavoro, invece sono venute perché
c’era l’Ospedale del Buon Gesù dove c’era una certa mostra. L’esperimento ha funzionato, però adesso non
so per quale ragione noi una cosa di questo tipo non vogliamo più farla. Gli esempi che sono in giro in Italia
di piccoli luoghi che riescono a raccogliere turismo e a “vendere” la loro città e il loro territorio sono
parecchi e quando sono fatti in una certa maniera sono vincenti. Noi abbiamo visto che lavorando in una
certa maniera, mettendoci il cuore nelle cose che si fanno, mettendoci la passione e credendoci i risultati alla
fine si ottengono. Adesso a Jesi c’è il Lotto e faranno 3.000 presenze all’anno nella Pinacoteca e la gestione
di una Pinacoteca costa. Perché questo tipo di ordine del giorno? Perché secondo me sulla scorta di quello
che ha già fatto la Giunta Santini e proseguendo adesso con il senno dei tempi che sono passati e con i lavori
che ci sono in atto io credo che siamo arrivati al momento, perché questa è una responsabilità grossa che ci
dobbiamo prendere, sia quelli che si intendono di arte e quelli che no, che a Fabriano sarà pronta tra poco
tutta la struttura del San Francesco, la chiamo così perché era l’antica chiesa francescana. La commissione
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
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cultura ha visitato almeno in due occasioni questo posto, accompagnati dal direttore dei lavori. Il luogo è
veramente ampio e secondo me quello deputato ad accogliere, lì sì, più di un museo. Mi piacerebbe che a
Fabriano ci fosse la Fabriano Musei, o chiamiamola come ci pare, un posto dove possono essere collocate
almeno tre strutture museali con una gestione economica, perché una gestione accentrata comporta
sicuramente risparmi di spese e quindi avere un budget più agile e snello. A Fabriano come è fatto il centro
storico con il San Francesco, il Palazzo Chiavelli, il palazzo del Podestà e l’Ospedale del Buon Gesù noi
siamo capaci di mettere in piedi un percorso ideale, adesso non voglio fare paragoni blasfemi, ma simile a
quello che c’è agli Uffizi a Firenze. Uno può iniziare dall’inizio del corso e fare il suo percorso museale per
uscire poi all’Ospedale del Buon Gesù e avrebbe attraversato la Pinacoteca, avrebbe attraversato il Museo
Archeologico, che abbiamo la possibilità di mettere in piedi, avrebbe attraversato un eventuale Museo
Diocesano per poi passare attraverso il Palazzo Chiavelli dove noi avremmo una struttura del Teatro Gentile
degna di essere chiamata in questo nome, con maggiori uffici, con un ridotto attrezzato in maniera tale, un
ridotto che abbia almeno un lampadario, con magari un’aula consiliare di rappresentanza idonea ad ospitare i
trenta Consiglieri che saranno tra qualche mese e tutte le strutture annesse e connesse e quindi credo che
bisognerebbe pensare al luogo istituzionale del Consiglio Comunale dentro questo palazzo, per poi
continuare al Palazzo del Podestà dove c’era anticamente la Biblioteca e dove sicuramente la Biblioteca può
tornare con lo spazio esterno adiacente all’Ospedale del Buon Gesù dove si potrebbero fare quelle attività
che adesso le moderne biblioteche fanno, perché la biblioteca non è più un posto polveroso dove consultare
antichi volumi ma diventa anche un posto di incontro, scambi culturali con le moderne telematiche e con gli
esempi che vicino a noi ce ne sono a iosa e possiamo tranquillamente copiare. Dopodichè abbiamo
l’Ospedale del Buon Gesù che, venuto a fama nazionale e anche internazionale, noi dobbiamo continuare a
sfruttare per cercare di rendere appetibile la visita di Fabriano con eventi di particolare tipo. Hai voglia a
sbraitare i cittadini di Fabriano sui giornali, è inutile andare fuori, dobbiamo portare i treni di turisti a
Fabriano, dobbiamo far portare i treni di turisti da Roma a Fabriano e poi all’Ospedale del Buon Gesù che è
un brigantino che mi naviga in acque internazionali invece ci vado a mettere i quadri della Pinacoteca che mi
fanno le 3.000 presenze l’anno e io con chi ce li porto 30 persone al giorno a Fabriano a vedere le opere della
Pinacoteca? Questi sono i controsensi che appaiono evidenti e che tali sono e che la dicono lunga su quello
che si vuol fare in questa città. Noi abbiamo tutte le possibilità per mettere in piedi i regolamenti, le regole,
associazioni di un certo tipo come ci pare dove secondo regole certe e prestabilite i cittadini di Fabriano che
vogliono (privati) possono aderire per partecipare a iniziative di questo tipo. Siccome le strutture sono
comunali non vedendo all’orizzonte un imprenditore illuminato che dovesse aprire qui una biblioteca privata
che magari con opere di un certo tipo potrebbe veramente attirare, allora noi bisogna che ci attrezziamo con
quello che abbiamo e dobbiamo anche mettere in atto quelle idee che qui dentro ci siamo detti in altre
occasioni e che abbiamo detto nella fase in cui la capacità industriale di questa città cala, nella fase in cui la
vocazione industriale viene meno, tenendo presente che è sempre la principale e nel momento in cui le
capacità di buon vivere di questa città vengono meno noi ci dobbiamo inventare qualcos’altro affinché i figli
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e i nipoti possono trovare un posto gradevole dove vivere e non prendere la valigia e andarsene. Non basta
l’impianto medievale di questa città pure piacevole, non basta nemmeno chiudere nel centro storico il
traffico per renderlo più vivibile. Il centro storico di Fabriano vivrebbe sicuramente se noi mettessimo in atto
quello che idee che qui ci siamo detti e che invece non riescono ad essere realizzate e io non capisco più per
quale ragione. Io vorrei che qui dentro mi si dica perché al Buon Gesù ci deve stare la Pinacoteca con la metà
delle opere, senza gli arazzi perché non ci entrano, con i costi di gestione di 200.000 euro all’anno che ci
sono per mantenere in piedi quella struttura, vorrei che qui qualcuno sia capace di dirmelo. Diversamente io
spero che possiate invece firmare questo ordine del giorno, aggiustato nella maniera giusta, dove si fanno le
premesse e dove si chiede che invece la Amministrazione Comunale si dia come obiettivo il percorso che ho
testé annunciato per il futuro dell’allocazione e della sistemazione dei musei in questa città, fermo restando
ulteriori studi e ulteriori interventi da parte di esperti che ci dovrebbero venire a dire no al San Francesco non
ci possiamo andare a mettere assolutamente niente, oppure sì ci possiamo mettere ma secondo certe misure,
la Biblioteca la possiamo mettere nella sede storica e la possiamo trasformare in certe maniere. Insomma noi
dovremmo utilizzare il Consiglio degli esperti che di questo vivono e su questo studiano e intorno a queste
materie lavorano, ma sulla base degli indirizzi logici tendenti al risparmio e tendenti al futuro sviluppo di
questa città che noi qui ci diamo, perché noi qui volenti o nolenti siamo i cittadini che altri cittadini hanno
mandato per curare gli interessi di questa città. Quindi io più di tanto non riesco a dire, la mia indole di uomo
buono in fondo, io non riesco nemmeno a portare rancore nemmeno a Bellucci che mi ha fatto le cose più
brutte che possono esistere, è vero non riesco ad essere più crudo, non riesco a usare il tono di Biondi,
minaccioso e vessatorio. Io credo di essere nel giusto facendo questo tipo di ragionamento e vi prometto che
per questo io, il mio gruppo, il costituente gruppo che sta arrivando, quelli che mi vorranno stare accanto, su
questo lotteremo perché non si tratta soltanto della allocazione di una semplice pinacoteca ma si tratta di
scegliere lo sviluppo futuro di questa città. E nello sviluppo futuro di questa città c’è il far conoscere questa
città, renderla città d’arte appetibile alla visita e fare in modo che allora treni da Roma e da altre parti
possano venire a portare dei cittadini a visitarla, però noi gli dobbiamo dare le occasioni per farlo e questa è
una e questa non la dobbiamo perdere.
CONS. GIUSEPPUCCI: Io ritengo doveroso intervenire su questo argomento, perché al di là di quelle che
sono le mie idee o di quelli che sono gli indirizzi che mi piacerebbe come Consigliere Comunale che questo
Consiglio potesse dare io mi chiedo di fronte a questo appello appassionato di Pino Falzetti che io condivido
al 100%, perché è un argomento che mi appassiona, così come appassiona lui, però io devo dire a questo
punto con molta chiarezza serve un ordine del giorno per ribadire una cosa che questo Consiglio Comunale
ha già deliberato? Pino dimentica oppure forse ha dei motivi per voler dimenticare quello che è stato
deliberato su mia proposta da questo Consiglio Comunale. Con questo ordine del giorno in pratica lui
vorrebbe bypassare quello che tutti abbiamo accettato e cioè che prima di prendere le decisioni per deliberare
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sugli indirizzi dell’utilizzo dei plessi comunali che lui ha descritto con questo appassionato intervento e con
un’idea che abbiamo condiviso da anni e che forse adesso possiamo riuscire a portare avanti, lui vorrebbe
che si bypassasse quello che è stato invece deliberato, cioè di far fare prima uno studio da un gruppo di
lavoro che dovrebbe essere già stato secondo quella delibera insediato facendo una riunione con la
commissione consiliare cultura, la Amministrazione e i capigruppo per insediare questo gruppo di lavoro di
alta professionalità che possa dire cosa si può fare sia da un punto di vista fisica, come grandezza di spazi,
sia da un punto di vista concettuale in questo percorso che sicuramente potrebbe diventare, come lui dice,
un’attrazione per il turismo fabrianese. Io ripeto, pur concettualmente essere in linea con quello che dice
Pino Falzetti, ritengo che invece la strada sia quella di dare anche se è stata fatta una riunione con i
capigruppo soltanto a riguardo, alla quale io non ero presente e non so nemmeno quali frutti abbia portato.
Invece di dare finalmente corso a quella delibera e quindi convocare questo gruppo di lavoro, ripeto, che
comprende secondo quella delibera commissione consiliare, capigruppo consiliari e amministrazione, per
nominare questo gruppo di esperti che doveva essere nominato entro un mese, entro i 30 giorni che sono
ampiamente passati. Se nel frattempo è successo quello che dice Pino, cioè che al Buon Gesù sono state
portate alcune opere che erano state utilizzate per la mostra di Gentile o che erano al San Domenico ecc., io
sono sicuro, perché l’Amministrazione non può avere fatto una cosa diversa da quella delibera, che sono
state lì appoggiate in attesa che si possano prendere queste decisioni e in attesa che possa essere libero, se poi
dopo gli studi che farà questa commissione di alta professionalità dovessero decidere diversamente in attesa
di poter capire dove potranno essere portate, se dovranno essere lasciate lì perché gli studi avranno dato
questa indicazione oppure se altrimenti, come io auspico come idea personale mia e come sogno, io auspico
che non possa essere così e non debba essere così, però secondo me è a questo punto concettualmente da
ribadire anche perché, ripeto, non ribadendo quella delibera finiremo per perdere i fondi regionali che nel
frattempo potrebbero essere per strada. Quindi revocando quella delibera o dicendo alla Regione abbiamo
scherzato quel giorno che ve l’abbiamo data e in base a quella si è cominciato un certo percorso non credo
che sia una cosa da fare. Capisco Pino, capisco che la passione e la sua voglia che si realizzi quello che ripeto
sul quale io sono perfettamente d’accordo, io lo capisco, però invece l’appello che faccio è che sia portata
avanti quella delibera in modo che si possa al più presto insediare questo gruppo di lavoro di alta
professionalità per poter poi dopo prendere a quel punto sì un indirizzo supportato dagli studi portati avanti e
dai consigli e i progetti fatti da questa commissione di alta professionalità.
PRESIDENTE: Io, prima di dare la parola ai colleghi, debbo fare una precisazione che non ho fatto
all’inizio. Durante la conferenza dei capigruppo che ha deciso questo Consiglio Comunale come il prossimo,
l’unanimità dei capigruppo tranne il voto contrario mio, ha detto di sospendere quella delibera che era stata
approvata all’unanimità. Ripeto la conferenza dei capigruppo pressoché alla unanimità, adesso non ricordo
con precisione, tranne il mio voto contrario, ha deciso di sospendere la decisione relativa alla commissione,
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quindi l’attuazione della delibera relativa alla commissione tecnico-scientifica che dovrebbe essere
composta, dopo che si fosse svolto il dibattito che stiamo facendo su questo argomento. Questa è stata la
decisione che non mi ha visto d’accordo e che ritengo non utile. Poi volevo precisare altre cose. Io penso che
tutti hanno letto i giornali in questi ultimi mesi. La mostra del Gentile è stata un momento io dico anche
importante non solo dal punto di vista utilitaristico per la città, ma un momento importante perché la città
tutto sommato si è interrogata su una serie di problematiche relative ai beni culturali che possiede e sulla
opportunità di valorizzare nella maniera migliore questi beni culturali. Io non ho, pur avendo una mia
convinzione precisa su come potrebbe essere questo assetto museale, le cose da contenere e come contenerle,
io credo (ed è stato questo poi lo spirito che mi ha portato a fare quella proposta relativa alla commissione)
che un buon modo di governare sia quello prima di valutare tramite del personale specializzato quali
potrebbero essere le ipotesi di utilizzo di questi plessi, perché non è detto che poi la nostra intelligenza possa
arrivare a definire il funzionamento di queste strutture in maniera accorta, perché? Perché giustamente
facciamo altre cose, perché siamo altre persone. Però questo non significa togliere poi al Consiglio
Comunale la capacità di dare alla fine il proprio apporto non tramite un voto stupido che dice sì o no, ma
tramite una presa di coscienza seria dove l’atteggiamento del Consigliere buon padre di famiglia della città
determina poi quali sono gli elementi dello sviluppo futuro. È lo stesso percorso che noi ci siamo accinti a
fare con il Piano Strategico: nella stessa dimensione il Piano Strategico ci fornisce tutta una serie di
argomentazioni che poi noi valuteremo definitivamente dando il nostro apporto a questa situazione. Io
ritengo questo un modo di governare, perché tante volte governare dimostrando la propria volontà
aprioristica, l’ho definita l’altra sera alla riunione del caffè gastroduodenale, non è detto che poi rappresenti
un modo utile per arrivare poi. Siccome questa problematica è grande non solo per la vastità dell’intervento,
ma anche perché deve coinvolgere situazioni molto precise che sono anche di valutazione economica, di
sostenibilità economica di quello che si va a costruire. Tutti hanno detto che il Gentile pur essendo un’ottima
macchina espositiva e di cultura, però ha dei costi di mantenimento troppo elevati rispetto alle potenzialità di
un Comune come il nostro, per cui il caso è di non ripetere certi errori che magari in passato possono essere
stati fatti, lì la finalità era diversa, c’era bisogno di avere prestiti importanti da grandi istituzioni museali e
per avere quelli c’era bisogno di una garanzia sostanziale. L’altro fatto è che a tutt’oggi e ci stiamo
avvicinando a un anno dalla chiusura della mostra del Gentile non mi sembra che in città, come nella politica
e come nelle cose, siano emerse delle proposte interessanti di utilizzo del Buon Gesù. Oggi come oggi il
Buon Gesù è restato inattivo, non funzionante e come tutti i brigantini, come l’ha definito Falzetti, se stanno
troppo in porto, poi i sorci se li mangiano, i topi. …(intervento fuori microfono) Sempre con l’atteggiamento
del buon padre di famiglia, in una situazione dove in tanti casi è uscito fuori che il deposito attrezzato non
era adeguato al ruolo che gli veniva dato in due modi precisi perché la frequentazione del deposito attrezzato
non è quella centrale che potrebbe avere come il Buon Gesù e il San Francesco un domani, l’altro fatto è
perché qualcuno, a torto o a ragione, ha detto che le opere che stanno là dentro in qualche modo potevano
rovinarsi, allora secondo me è un atteggiamento di buona Amministrazione quello di dire signori, nel
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frattempo che si prende una decisione e il brigantino si fa ripartire per veleggiare non si sa in quali lidi, è
opportuno costruire e appoggiare in via momentanea le opere e quindi non appoggiarle per conservarle e
basta, ma appoggiarle per conservarle e farle fruire ai cittadini e agli eventuali visitatori che vengono a
Fabriano, che ritroveranno nel Buon Gesù per un breve periodo (speriamo il più breve possibile) un posto
dove vedere l’arte fabrianese. Questa è una questione di cui secondo me non se ne dovrebbe neanche parlare.
Poi si deciderà Buon Gesù o non Buon Gesù, San Francesco, quale potrebbe essere il San Francesco, come
potrebbe essere attrezzato e compagnia bella. Allora io sono convinto di una cosa, tanto per essere chiari, che
qualsiasi istituzione museale si va a costruire all’interno della città questa non potrebbe vivere senza delle
sale espositive libere dall’impegno di sostenere i quadri, cioè oggi un museo vive come tutti i musei moderni
ci hanno insegnato perché ha la capacità di fare delle mostre aggiuntive. Quindi comunque in un progetto
complessivo va pensato uno spazio libero da utilizzare per mostre temporanee che si svolgano con una
periodicità. Però io ritengo che questa nostra possibilità di andare a esporre delle cose non si debba
allontanare da quello che deve essere il concetto ispiratore di tutto il complesso museale che io individuo nel
lavoro e nella carta, che altri potranno individuare dove meglio credono, ci confrontiamo, però non
snaturiamo la nostra originalità che è poi la chiave di volta per arrivare poi alla gestione di un flusso turistico
adeguato. Le mostre su Pincopallino ne è piena l’Italia e non è detto che poi siano dei successi. Alcuni snodi
importanti della cultura internazionale lo sono diventate alcune città del nord soprattutto per la loro centralità
perché raggruppano una serie di cose, perché hanno trovato un terreno fervido di fondazioni bancarie che
hanno investito sulla cultura, che a me sembra a Fabriano invece questa sensibilità, tolta per Merloni
Francesco, non mi pare che ci sta da nessuna parte.
CONS. DI BARTOLOMEO: Questo tema ormai conosce le opinioni di ciascuno di noi, conosce l’enfasi con
cui viene affrontato il problema e penso che sia importante che queste riflessioni continuino ad essere
presenti. Io dissento da quanto ha detto il Consigliere Giuseppucci in ordine alla necessità di questo ordine
del giorno. È vero che ne abbiamo parlato, è vero che abbiamo fatto una delibera, è tutto vero, ci sono stati
dei passaggi però fondamentali che ha espresso Pino Falzetti in ordine al fatto che vuole avere … (fine lato A
– cassetta 2) di chi si è assunto determinate possibilità, proprio perché quello che da un lato a me fa
impressione è che questo tema è già entrato nei luoghi comuni. Che significa? Io sento gente che non si è mai
occupata di arte che a questo punto ha la risposta in tasca, per cui ti dice ma come fai a dire che lì non ci
deve andare la Pinacoteca, che noi abbiamo le opere d’arte di più importanza dopo Urbino; quegli altri che ti
dicono ma come fai a far rovinare tutte le opere d’arte che in questo sito dove sono state collocate non erano
ben ubicati. Tutti sono diventati esperti di arte e sono preoccupatissimi della sistemazione di alcune opere,
perché noi sappiamo che in questo ospedale non c’entrano tutte le opere, che non so se sono state sorteggiate
o prese a campione, perché significa che avremo delle opere d’arte di serie A e delle opere d’arte di serie B,
quelle di serie A sono entrate e quelle di serie B sono rimaste fuori dalla porta. Quindi abbiamo una
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situazione che rasenta il ridicolo perché noi a mettere un pannicello caldo sopra una situazione che è
diventata aberrante sotto questo aspetto: primo perché oggi andiamo a chiamare, è vero quello che ha detto
Cucco in ordine alla capigruppo in cui si è chiesta la sospensione dell’esecutività della delibera che era stata
approvata, proprio perché c’è stata una discussione in ordine al fatto che questi esperti venissero ad indicare
quelle che potevano essere le migliori soluzioni di Fabriano, si è detto una sospensione in ordine al fatto che
il Consiglio doveva dare le linee guida perché non possiamo sopportare che semplicemente l’esperto decida,
l’esperto che è fuori comunque dal contesto locale e linee guida le dovrebbe dare il Consiglio. Quello era
quello che avevamo anche deliberato. Mi rendo conto che è una lotta, caro Pino Falzetti, contro i mulini a
vento, perché non è un discorso così semplice, cioè quando io sento dire che le opere d’arte nella Pinacoteca
come importanza sono le seconde dopo Urbino, mi viene facile rispondere in tutti questi anni quanta gente è
venuta a Fabriano a visitare la Pinacoteca. Il dato reale dell’attrazione Pinacoteca noi ce l’abbiamo che è pari
a zero. Quando Mauro Cucco dice non perdiamo la nostra originalità ha ragione, ma sappiamo che Fabriano
non ha fatto un passo avanti solo con questo. Allora mi domando questo grande schieramento di intellettuali,
perché sono diventati tutti intellettuali a Fabriano, tutti capiscono di queste opere d’arte, io per prima non ne
capisco niente, per carità, però mi rendo conto che oggi questa preoccupazione serpeggia in tutti i bar,
dappertutto, tutti sanno dove deve andare la Pinacoteca, però non ti sanno rispondere sulle opere che
rimangono fuori, se è giusto spostarle, anche perché sembra che anche le Belle Arti abbiano detto che tutti
questi spostamenti non sono positivi, per cui c’è una marea di contraddizioni, però evidentemente ci sono dei
dictat contro i quali non si può andare. Allora sinceramente, di là da tutte le valutazioni intelligenti, quali
quella di dire ma qui dobbiamo far nascere una sensibilità da pare di chi poi dovrà finanziare l’eventualità di
grandi eventi e qui mi trova perfettamente d’accordo ma certamente la sensibilità non si riesce a far nascere
se noi mettiamo il tappo prima ancora di aprire la bottiglia perché vuol dire che non c’è l’atteggiamento di
ritrovare la sensibilità di alcuno. Ci sono dei dati oggettivi sui quali la piazza non riesce a discutere, noi
abbiamo questo sito, volenti o nolenti ce l’abbiamo, che è diverso da tutti gli altri siti, anche quando sarà
completamente ristrutturato il San Francesco il San Francesco non ci offrirà nessun sito uguale a questo
proprio perché la bontà di un nostro concittadino ci ha consentito di avere un tipo di struttura che è una
struttura che proprio per quel braccio corto che dicevamo poco fa non ce l’avremo da nessun’altra parte.
Allora il ragionamento, se non ci fosse qualcuno che ci impone di farlo diversamente, è un ragionamento
tanto semplice: uno ha un gioiello tanto prezioso e tanto bello e dice sai cosa faccio? Lo metto sotto il
mattone, non me lo metto più così non lo vede più nessuno, perché? Perché sì, perché sennò si rovina, perché
sennò costa troppo, cioè è ridicolo. Di fatto già le decisioni poi sono state prese, questo è quello che di più
turba, noi quel giorno alla commissione abbiamo appreso dai giornali ciò che già era stato fatto è una cosa
che fa brutto, perché sapete che sensazione ho io? Che noi siamo qui e giochiamo a fare i Consiglieri
Comunali e fuori c’è chi comanda. Noi facciamo i deficienti che passiamo qui otto-dieci ore a parlarci
addosso tra di noi, ce la prendiamo, ci arrabbiamo, infatti diceva un mio amico che bisogna arrabbiarsi solo a
pagamento e non gratis, è un grande maestro, un filosofo, e intanto che noi discorriamo fuori la gente fa i
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spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
fatti. Allora qui ne va del sito in quanto tale perché il ragionamento è lapalissiano, ma ne va proprio del ruolo
dei rappresentanti dei cittadini, del ruolo della politica in questa città, del fatto che questa città sia composta
da soggetti pensanti che esprimono le loro idee, soprattutto da soggetti che vogliono essere artefici del loro
futuro perché il quadro che Pino Falzetti ha fatto di questa città che comunque vantava un primato dal punto
di vista industriale e non lo vanterà più per motivi oggettivi, perché d’altra parte noi non possiamo
costringere l’imprenditore che in quanto tale fa gli affari dell’impresa e non della città, l’imprenditore usa la
città per la sua impresa e talvolta coincidono gli obiettivi, nel senso che l’imprenditore fa gli affari suoi, il
cittadino trova vantaggio perché c’è lavoro e quant’altro, per cui gli obiettivi coincidono, ma noi non
troveremo mai l’imprenditore che è imprenditore che fa gli affari del cittadino, è contro qualunque logica.
Sarebbe assurdo pretendere il contrario. Che poi questi obiettivi per dei momenti possano coincidere e hanno
coinciso a Fabriano, rendendola una cittadina ricca, una cittadina dove non c’era il problema
dell’occupazione, ma oggi non è più così. Allora io mi domando tutti questi cervelloni che hanno capito che
lì con queste quattro opere risolviamo, cioè che cosa vogliamo far fare a Fabriano? Pensiamo che con il
Museo della Carta Fabriano abbia una svolta turistica? Possiamo dirlo questo? Oppure pensiamo che noi con
4 opere appese al muro dentro l’Ospedale del Buon Gesù abbiamo dato una svolta turistica? Allora che cosa
ne vogliamo fare di Fabriano, io questo mi domando. Mettete la Pinacoteca dove vi pare se pensate che sia
opportuno, ma io voglio sapere che cosa volete far fare a Fabriano perché gli imprenditori faranno gli
imprenditori e porteranno le fabbriche dove gli conviene portarle. I cervelli sono sempre andati via da
Fabriano perché per loro a Fabriano non c’era posto. Il turismo, la cultura, l’arte a Fabriano non ci sono state
mai, significherà che continueranno a non esserci. Allora voi mi dovete dire che speranza c’è per questa città,
questa è la domanda che mi faccio. È questa la cosa che mi imbarazza, cioè non è che io ho un problema a
mettere i quadri su una parete piuttosto che su un'altra, mi sembra una cosa illogica anche perché il
trasferimento temporaneo di alcune opere mi dà solo la sensazione di essere uno stop a qualunque iniziativa,
perché voi sapete che dal punto di vista burocratico quando parte un iter ormai queste opere sono state
trasferite e prima di spostarle da lì non sarà uno scherzo. Queste strutture hanno la loro efficienza se hanno
una manutenzione, quindi noi ci ritroveremo tra 5 anni, se qualcuno si troverà su questi banchi discuterà sul
fatto che purtroppo questo sito non è più ai tempi, non è più adeguato, quando andremo a togliere questi
quadri, ammesso e non concesso che li toglieremo e li sposteremo in un sito dove potranno essere ospitati
tutti, quindi non sarà utilizzabile. Quindi non sarà utilizzabile mai, cioè è stato un episodio, una stella per il
compleanno di qualcuno che se le poteva permettere e basta, però è molto triste. Questa è la riflessione che
faccio, poi per la Pinacoteca la potete mettere dove vi pare, non ci va nessuno, anche negli scantinati del
Comune, ci andavano 150 persone l’anno, neanche le scolaresche ce le portavano più. Io non mi ricordo mai
che al liceo qualcuno mi ha proposto andiamo a vedere la Pinacoteca, non me lo ricordo. Io però sono
preoccupata di questa situazione e questo è quello che più volte ho rappresentato su questo tema che io
ringrazio Falzetti e mi ricordo quando ha fatto questo ordine del giorno perché ci ha preso un momento d’ira
perché in commissione apprendemmo determinati fatti e disse non è possibile, facciamo un ordine del giorno
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perché poi l’ordine del giorno si vota e giustamente ognuno si assume le proprie responsabilità. Questa è una
responsabilità forse di poco conto perché a noi veramente forse non ci calcola nessuno, noi siamo qui seduti
a perdere tempo perché le nostre parole sono prive di qualunque valenza, però questo di fatto o di diritto
conteremo molto, solo che volessimo contare. Allora io ritengo che questa riflessione non possa essere non
fatta. Questa riflessione deve essere fatta. Le risposte che Falzetti ha chiesto penso che debbano essere date,
è corretto che vengano date in modo tale che non solo il Consiglio Comunale ma la città di Fabriano abbia
oggettiva visione di quelle che sono state le scelte e le responsabilità in ordine a questa cosa. Quando tra
qualche anno, io lo voglio dire oggi perché rimarrà a verbale, non so neanche se tra qualche anno siederò su
questi banchi, se ci saremo più, forse non ci sarà più nessuno di noi, ci saranno degli altri, io lo voglio dire
che mi dispiacerà quando si prenderà atto che questa potenzialità di questa città è stata sciupata, buttata e non
sarà recuperabile perché a quel punto non solo noi non avremo stimolato la sensibilità degli imprenditori per
i grandi eventi, ma non avremo più neanche i soldi per far sì che quel sito funzionante rifunzioni, per cui
saremo proprio KO. Io non so chi di noi coscientemente possa voler fare questa scelta, mi sembra una cosa
fuori di testa. È una delle poche potenzialità perché Fabriano non ha le potenzialità, non è ben collegata né su
gomma né su rotaia, difficilmente raggiungibile. Sappiamo che nonostante la vicinanza di siti turistici come
Gubbio, come le Grotte di Frasassi e come Assisi non portano un turista a Fabriano, questi sono dati. I dati
storici sono che Fabriano non è una città turistica, nonostante ha Gubbio a 20 km, tra l’altro adesso collegata
benissimo perché con un quarto d’ora adesso stai a Gubbio. Io vado in Tribunale e faccio prima ad andare a
Gubbio che in piazzale Matteotti per parcheggiare. Noi abbiamo la consapevolezza che questa città ha
gravissime difficoltà. Non abbiamo un commercio che è sottosviluppato per una serie di problemi, quindi che
cosa ci rimane? Ci rimane di fare la valigia, perché se noi non riusciamo a capire questo, io sono 40 anni che
vivo a Fabriano e a Fabriano è stata così, non incontri mai un turista a pagarlo oro, quindi noi non abbiamo
una cultura di questo genere, dobbiamo organizzare degli eventi particolari perché sennò qui la gente non ci
viene e lo sappiamo che non ci viene: va alle Grotte di Frasassi, mangia a San Vittore, ma a Fabriano non ci
viene; va a Gubbio, mangia a Gubbio, ma a Fabriano non ci viene. Vengono i pullman che sono quasi tutti
scolastici, perché diciamocelo le visite al Museo della Carta sono quasi solo unicamente gite scolastiche che
non portano un centesimo a Fabriano, se non proprio ai negozi limitrofi. Abbiamo una responsabilità anche
dal punto di vista economico di questa città che è in grave sofferenza, questa città è in agonia perché prima
avevamo un settore e adesso non abbiamo più neanche quello. Allora una potenzialità l’affossiamo, io non la
capisco, perdonatemi ma il mio cervello non riesce a comprendere questa volontà che a me sembra nefasta. Il
problema è capire qual è lo scopo, l’obiettivo e non riesco a comprenderlo. Io ritengo che questa discussione
sia tra l’altro in un momento così delicato, io mi auguro proprio che ognuno senza troppi veli possa dire alla
città quello che pensa, proprio perché la città nel momento in cui si troverà nelle prossime elezioni abbia la
consapevolezza delle scelte che compie, che opera perché il cittadino deve sapere dove verrà traghettato
perché questa città ha dei grossi problemi e deve sapere le eventuali coalizioni, liste, persone che poi devono
candidarsi per essere rappresentanti di questa città dove li vogliono portare, io penso che sia fondamentale.
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Penso che ognuno di noi con estrema serietà deve fare un esame di coscienza e deve dire io vi vorrei
traghettare qui e poi i cittadini sceglieranno, puniranno, premieranno, faranno le loro scelte però è giusto
questo perché i prossimi 5 anni saranno anni molto difficili. Qui l’unica cosa di cui io da persona al dentro,
perché nei Consigli Comunali ci sto, sento quello che si dice, leggo la stampa che contraddice, l’unica cosa
che posso dire è che per Fabriano non c’è speranza, non c’è futuro, non c’è più niente, questo sarebbe il
messaggio da dare ai nostri amici cittadini. Se qualcuno ha un’idea un po’ più brillante penso che bisogna
comunicarla perché il braccio di forza di portare le opere è stato fatto, se ne assuma la responsabilità chi l’ha
fatto, però io ho detto quali sono i problemi di questo braccio di forza. Voi spiegatemi invece quali sono le
grandi, le immense soluzioni che questo braccio di forza ci porta perché se uno me lo spiega io lo ascolto con
attenzione e mi fa capire che a breve, medio, lungo termine questi saranno i grandi risultati e allora io
l’ascolto con attenzione, ma se io non vedo né breve, né medio, né lungo termine perché io vedo solo
mancanza di manutenzione, utilizzazione sconsiderata e senza nessun tipo di vantaggio, io non riesco a
capire perché noi purtroppo siamo costretti a subire scelte che io non ho capito che tipo di vantaggio perché
noi dovremmo stare qui a fare gli affari nostri in quanto soggetti che rappresentiamo una porzione di questa
città. Io mi vergogno e allora siccome mi vergogno io non ci posso stare da questa parte. Io lo dirò ai sette
venti, dovrò potrò, che chi vi vuole traghettare da questa parte purtroppo è un passaggio tanto penoso, che
secondo me non porta da nessuna parte. Però insisto se qualcuno è in grado di spiegarmi il percorso siamo
qui per fare questo dibattito, quindi ne possiamo dibattere tranquillamente e cerchiamo di comprendere dove
vogliamo andare. Per adesso tutti quelli che hanno parlato a favore di questa scelta ne hanno addirittura
parlato scusandosi e dicendo che è una scelta temporanea. Allora significa che il percorso non c’è. Che poi la
temporanea diventerà definitiva, diventerà difficilissima, però significa che il percorso non c’è perché
nessuno dice no questa è una scelta giustissima perché porterà a Fabriano, non lo dice nessuno. Nessuno dà
una spiegazione seria perché dice adesso vedremo quello che succede, faremo un progetto pinacoteca che
diventerà la pinacoteca migliore di tutto il mondo. Dicono tutti che è transitorio, vediamo quello che
possiamo fare, quindi vuol dire che nessuno ha la certezza che questo è un progetto, non è un progetto, è un
raffazzonamento di una situazione per accontentare non si sa chi, non sa che e soprattutto non si sa per
portare Fabriano da quale parte.
CONS. BELLUCCI: Io volevo fare un ragionamento un po’ più di metodo di discussione perché noi stiamo
discutendo l’ordine del giorno del 19.12 , c’è una mozione del gruppo dell’UDC del 23 ottobre e anche
dell’amico D’Innocenzo di Forza Italia e veniamo poi a sapere, al di là della delibera del Consiglio
Comunale del 9 novembre 2006, che questa deliberazione in una riunione dei capigruppo l’avete fatta carta
straccia, cioè avete detto no, adesso noi decidiamo che questa delibera non ha senso. Io volevo intanto capire
bene.
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PRESIDENTE: Non è così, Bellucci. Hanno detto di sospendere l’efficacia.
CONS. BELLUCCI: E con quale titolo la sospendono i capigruppo?
PRESIDENTE: Perché devono prendere la decisione loro secondo la delibera. Sospendere dopo la
discussione di questo punto, il che significa che la prossima settimana o subito dopo, domani possiamo
riunirci e definire di nuovo.
CONS. BELLUCCI: Allora perché non hai messo prima all’ordine del giorno la mozione di ottobre del
gruppo dell’UDC.
PRESIDENTE: Perché se ricordi Falzetti in sede di Consiglio Comunale chiese (iniziò una mezza
discussione nelle comunicazioni) che quella cosa venisse portata alla prima discussione del Consiglio
Comunale e il Consiglio Comunale lo permise questo. Riguardatevi gli atti, l’abbiamo deciso tutti insieme.
CONS. BELLUCCI: Volevo capire questo metodo. Detto questo, Presidente, io credo che su questo
problema oramai la discussione è annosa perché non è la prima volta che se ne discute, ci si è fatto un
Consiglio Comunale aperto non proprio sul Buon Gesù, ma sui plessi museali. Noi abbiamo fatto una
valutazione come gruppo, e non è che sia un gruppo di esperti di storia dell’arte, però abbiamo fatto un
ragionamento di chi amministra il proprio portafoglio, cioè di padre di famiglia, dicendo una riflessione
molto semplice. È costato centinaia di migliaia di euro mettere a norma il complesso del Buon Gesù,
abbiamo trovato chi ha dato la possibilità per una volta, io mi auguro che ci sia un prosieguo a quella volta,
tutto è andato bene, noi ci siamo posti in Consiglio Comunale più di una volta con sollecitazioni al Sindaco
di provvedere alla sistemazione delle opere che erano sparse nel fabrianese, perché avevamo avuto sentore
che la Sovrintendenza al di là di quello che si diceva anche in questo Consiglio, che loro erano i depositari di
fatto delle opere perché avevano l’obbligo di visionare e di dare suggerimenti, in questi ultimi tempi sono
stati proprio loro a consigliare di trovare altre sistemazioni magari immediate per poi trovare una soluzione
definitiva che io mi auguro che possa avvenire anche a brevissima scadenza. Oggi però in Consiglio
Comunale nessuno è in grado di capire come e quando si terminerà il San Francesco, come e quando sarà
adattato il vecchio tribunale, il palazzo del Podestà e quanto altro ha in mente la Amministrazione di
dislocare la pinacoteca, la biblioteca eccetera. Allora ci siamo posti questo problema. Una piccola parentesi,
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se fosse vero che questo San Pietro fosse opere del Donatello basterebbe solo quell’opera di metterla là
dentro. Basterebbe solo quell’opera all’interno del Buon Gesù, se è vero. Questo non significa che noi
eravamo e siamo d’accordo di non utilizzare quel plesso, perciò secondo me anche sentendo quella
commissione regionale o quel gruppo di esperti con il prof. Montella che era venuto qui apposta, che lo
chiamava deposito attrezzato e tu ti sei arrabbiato perché non ce l’ha nessuno nella provincia di Ancona o in
tutta la regione. Quando si è detto, mi pare che ha fatto riferimento anche il dott. Giuseppucci che era
presente mi pare quella sera, che ci ha fatto capire che non era tanto un problema di sistemazione
sicuramente sì, ma era un problema di flussi finanziari, che la Regione avrebbe capito che sarebbe stato bello
mettere in funzione e in questo momento traslocare alcune opere, che queste poi saranno gli esperti a dirci
quali saranno le più importanti da mettere dentro il Buon Gesù e trovare una sistemazione più consona per le
opere che rimarranno fuori il Buon Gesù, però io dico che lasciare un plesso così importante in attesa che
qualche industriale o qualche associazione pubblica ci dia ancora un milione di euro o quanto altro serve per
organizzare una bella mostra secondo me da parte nostra è un ragionamento demenziale perché non
possiamo sperare che sia sempre Tizio, Caio o Sempronio per non fare nomi che possano mettere a
disposizione della Amministrazione Comunale, ma direi di tutta la città e di tutta la Provincia alcune
centinaia di migliaia di euro per allestire una mostra di alto livello. Allora io dico anche con i tempi che
corrono che Sorci dice qui … governo Berlusconi o il governo Prodi, è che i Comuni hanno soldi in meno
che provengono dalle istituzioni preposte, come possiamo pensare che un Comune come Fabriano, con una
delocalizzazione orami imperante e non per colpa degli industriali fabrianesi, è perché ce lo dice il 2006, il
2007, il 2008 e 2010 che devono andare via da queste zone se vogliono sopravvivere. Allora come si può
pensare che noi possiamo riuscire a trovare altri industriali che ci portano qui 1.000.000-2.000.000 euro per
mettere in piedi una mostra, se l’Amministrazione Comunale non è in grado e non è che sia Sorci, io mi
auguro che il prossimo quinquennio ci sia un altro Sindaco, ma questo non significa che non possa poi l’altro
Sindaco fare un programma e dire faremo una mostra di Antonella da Messina, di Caravaggio, Leonardo o
quanto altro perché ci vogliono i soldi per fare questi lavori, non è che bastano le chiacchiere. Allora io dico
che per quanto riguarda il nostro gruppo era stato il primo forse a sollecitare questo utilizzo, è d’accordo oggi
perché su quello che è stato fatto fino adesso siamo soddisfatti e siamo d’accordo. Certo dobbiamo
impegnarci a trovare delle soluzioni definitive, ma mi rendo conto che con i chiari di luna che ci sono in
questo momento diventa tutto aleatorio. Non sappiamo manco se riusciamo a finire il complesso del San
Francesco, non sappiamo se adeguare il Palazzo del Podestà e qui pensiamo di lasciare una struttura che è
costata, Sorci, 1.500.000 euro per la sistemazione e per metterla a norma e per lasciarla che ci vadano i tuoi
parenti sorcini o sorcioni, come li vuoi chiamare, e che magari si riduca con quella bella moquette che è
anche invitante. Perciò ben venga questa soluzione per quanto ci riguarda, direi prima lo sistemate e meglio è
per le opere e per noi fabrianesi che chi vuole può andare ad ammirarle dopo 8-9 anni che le teniamo in balia
delle varie intemperie e dei vari sotterranei e dei vari caseggiati che siamo stati obbligati a lasciare.
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CONS. BONAFONI: Essendo componente della V commissione, noi abbiamo discusso più volte su questa
cosa e ultimamente Bellucci non è più venuto alla commissione, quando prima stava sulle nostre posizioni e
poi dopo ha cambiato strada e non si è fatto più vedere e oggi sostiene una cosa diversa. Io ho detto come
stanno le cose. Io ritengo che l’ordine del giorno che Falzetti ha presentato dove alla fine lui lamenta che la
commissione non è stata coinvolta in questa nomina degli esperti e quindi mi pare giustissimo e condivido
appieno quello che ha detto Maria perché se noi siamo qui a fare i Consiglieri Comunali e non contiamo
niente, gli stessi Consiglieri Comunali che fanno parte delle commissioni non contano niente e allora
andiamo a casa. Questo non significa andare contro il mondo. Io voglio ricordare che quando a Fabriano è
venuta una commissione parlamentare del governo Berlusconi, composta da vari parlamentari, non erano
tutti di Berlusconi, io ero presente ci avevano fatto i complimenti di come noi avevamo messo da parte le
opere tolte dai vari plessi lasciandole a disposizione del pubblico per poterle vedere, cosa che in Umbria non
avevano fatto. Ci hanno fatto complimenti ufficiali perché noi avevamo tolto le opere e non è che le avevamo
immagazzinate una davanti l’altra e poi stavano lì belle, fresche e asciutte, ma non si potevano vedere, a
Fabriano queste opere era possibile vedere e quindi ci hanno fatto i complimenti. Quindi non è che noi le
abbiamo messo dentro il fiume a bagnomaria, stanno messe in un posto che io ho portato più volte i visitatori
al deposito attrezzato e hanno visto che c’era la possibilità di poterle vedere, non di tutto, ma in gran parte e
oggi più che mai perché gli spazi sono diventati più grandi in quanto molte opere sono ritornate nei siti
naturali, nelle chiese. Ritengo che l’ordine del giorno possa essere sicuramente votato, giustamente diceva il
Presidente che in commissione capigruppo si era detto che la delibera era sospesa ma non è che con questo la
delibera doveva essere cancellata. Quindi oggi discutevamo un ordine del giorno, l’ordine del giorno
secondo me può essere votato, io lo voto, perché noi non diciamo niente di particolare. Questa commissione
di esperti che è stata nominata guarderà pure quello che la commissione cultura ha detto, mica ha messo in
crisi nessuno, poi le scelte le prenderà il Consiglio Comunale, ritorneranno col Consiglio Comunale nuovo
però ritorneranno qui ed è qui che dovranno essere prese poi le decisioni. Quando si doveva fare la mostra
del Gentile è stata fatta la ricognizione su tutti i plessi disponibili e quindi non è che qualcuno ha detto la
facciamo perché ci piace e si è scelto lì e lì sono stati fatti dei lavori. Voi avete visto la mostra, forse quando
l’avete vista siete stati un po’ distratti e non guardavate dove stavate camminando. Oggi se voi andate a
vedere quell’edificio vi rendete conto che l’edificio è stato completamente trasformato, ma non so se
trasformato per farci qualsiasi cosa, è stato trasformato per farci una cosa molto precisa, sono state chiuse le
finestre ad esempio, sono state chiuse le pareti perché abbiamo rubato intorno più di un metro per tutto il
perimetro per mettere le apparecchiature, la moquette che sta per terra è da cambiare perché è tutta
consumata perché ci sono passate 90.000 persone. Quell’edificio per poterlo mettere in funzione bisogna
attaccare la corrente perché sennò non ci vedi, bisogna attaccare il condizionatore perché sennò non respiri e
senti freddo, quindi quell’edificio va sicuramente aperto però non possiamo dire subito che non ci può stare
più un Merloni che possa fare una mostra a Fabriano perché ci possono stare altre persone che possono fare
la mostra a Fabriano. Ricordatevi una cosa, se voi sentite la mattina il telegiornale delle otto ci sta una
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rubrica ogni settimana sulla cultura e sulle mostre. In Italia si fanno tante mostre, l’ultima a Forlì, una città
poco più grande di Fabriano, dove la televisione gli sta dando ampio spazio di un pittore romagnolo e che ha
un grosso successo. Poi se sentite anche gli esperti di mostre, uno è Sgarbi, che qualcuno può dire che non gli
sta simpatico, anche per me non è che sia il massimo, noi l’abbiamo avuto più volte a Fabriano, Sgarbi
sostiene che le mostre devono essere itineranti perché non è vero che i visitatori devono andare a vedere
quella mostra a New York perché potremmo portare quel quadro che sta a New York a Fabriano. Lui
sostiene che si possono fare mostre con pochi quadri, vedi la mostra di Leonardo alla Mole Vanvitelliana di
Ancona, e avere un grosso successo. Alla mostra del Gentile c’erano 100 quadri, ma del Gentile erano 33.
Quindi non precludiamoci da adesso che lì non ci si può far più niente, noi dobbiamo tener duro e alla
commissione che è stata nominata dobbiamo dire che noi abbiamo questa idea, se poi loro ci dicono che
siamo tutti stupidi potremmo anche accettarlo perché ce lo dice gente che ci capisce, però noi su questo
punto dobbiamo essere convinti perché noi a Fabriano dobbiamo far qualcosa di buono e non dobbiamo dire
che qui vanno via tutti perché se vanno via tutti non è colpa delle mostre, ragazzi, perché le aziende
fabrianesi hanno delocalizzazioni e sarà anche vero, però se non eri di Milano a Fabriano non si faceva
carriera nelle nostre aziende.
CONS. MACCARI: Io volevo ricordare che nell’incontro già citato con il Prof. Montella un autorevole
esponente dell’ufficio tecnico, cioè l’arch. Evangelisti, ha affermato tanto la pinacoteca si è deciso di farla al
Buon Gesù, più o meno le parole erano queste. Io ho sobbalzato sulla sedia perché la commissione aveva
deciso diversamente all’unanimità, anche se poi il Consigliere Bellucci ha cambiato idea anche a seguito
dell’incontro all’Oratorio della Carità e quindi il suo pronunciamento di diversi esponenti della cultura
fabrianese. Scuotevo la testa quando parlava di mafia che è di serie C rispetto a Fabriano, mi sembra una
cosa un po’ assurda e siccome non voglio credere a questo, però mi dico pure come prima cosa questo ordine
del giorno si è imposto per ribadire che la commissione cultura ritiene di avere una sua valenza in questa
città, così come tutte le altre commissione, e questo apparente scavalcamento, che poi si è concretizzato
perché non è stato smentito da nessuno, ci è sembrato quantomeno inadeguato e scorretto. Si è detto sì ma un
deposito temporaneo di opere che stanno adesso al San Domenico; bisognerebbe valutare quanto questo
deposito temporaneo richieda di investimenti e poi se questa temporaneità, così come è stato ignorato il
parere della commissione cultura poi diventa definitiva collocazione, quindi allestimento in una pinacoteca.
Io non me ne intendo molto di opere d’arte, anche se la pinacoteca quando io facevo il liceo ci hanno portato
a visitarla almeno una volta, quando era ancora nel palazzo vescovile, qui denuncio la mia età ahimé, però è
vero che la pinacoteca non ha mai avuto questo grande afflusso di visitatori. Io non ricordo questa valenza
culturale della pinacoteca nell’ambito fabrianese. Io dico pure che bisognerebbe valutare - siccome sempre
più frequenti le voci di degrado, di deperimento delle opere – la situazione del 97 quando sono state trasferite
e qual è la situazione attuale, sembra che gli arazzi si stiano disintegrando, si sentono voci di questo tipo, io
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non lo so, non sono documentato. Io non voglio entrare troppo nel discorso perché non è assolutamente mia
intenzione scavalcare la costituenda commissione di esperti, ma sicuramente chi attualmente sta
prevaricando la commissione di esperti è chi ha deciso già a priori che lì ci vada o aspira che lì ci vada la
Pinacoteca, per cui avrebbe già definito il ruolo di quel plesso espositivo senza consentire alcuna
destinazione diversa. Io ci tengo ad affermare, anche se è stato già detto molto bene da Maria Di Bartolomeo,
che qui bisogna fare una distinzione tra pragmatismo e idealità che spesso si possono far coincidere o
quantomeno si possono contemperare, però l’alternanza è molto rischiosa. Rubando dal Consigliere Bellucci,
me lo consentirà, la locuzione padre di famiglia, faccio un esempio molto terra terra comprensibile a tutti,
così non si presta a equivoci, io credo che sia ugualmente degno padre di famiglia quello che decide appena
raggiunta l’età di mandare il figlio a fare l’operaio in modo che ha subito le sue entrate e può soddisfare
alcuni dei suoi bisogni primari ritengo che sia pari alla dignità del padre di famiglia che decide di investire e
di farlo studiare, di farlo laureare magari seguendo un percorso più lungo, più difficile, più oneroso per il
bilancio familiare ma forse foriero di maggiori soddisfazioni in futuro. Io credo che oggi ci troviamo proprio
davanti a questa distinzione e io non credo che la scelta dell’una o dell’altra strada possa essere in questo
momento fatta da noi, però sicuramente bisogna ribadire con forza che il Consiglio Comunale ha un suo
ruolo, il Consiglio Comunale intende confermare di affermare alcuni orientamenti e che questa commissione
lavori anche su questi presupposti, cioè sul presupposto di un intendimento di dare alla cultura fabrianese un
nuovo respiro, una nuova possibilità di crescita nel senso vero e non fossilizzarsi e precludere delle
possibilità che si sono aperte con la mostra del Gentile che secondo me vanno rivalorizzate. Grazie.
SINDACO: … (fine lato B – cassetta 2) Capisco l’irritazione di Pino e quindi mi assumo tutte le
responsabilità, di Pino e di Maria Di Bartolomeo, però credo che sia bene capire perché il Sindaco si è
assunto le responsabilità. Io condivido appieno quello che ha detto Maria Di Bartolomeo, tutti sanno quali
sono le mie posizioni in merito a queste cose, soprattutto anche poi dietro questo discorso del gruppo di
lavoro per una riorganizzazione generale. Vorrei ricordare a tutti che il Consiglio Comunale con delle
assemblee pubbliche nel 98 aveva fatto un documento di programmazione, documento che in alcune parti,
quindi tutti questi salomoni, questi acculturati e poi si scordano di tutto quello che c’è stato, il Consiglio
Comunale ha fatto quello che doveva fare. Nel percorso sono successi alcuni avvenimenti precisi: 1) il fatto
che è un errore l’individuazione dentro il San Francesco della Biblioteca perché per norma di legge non
poteva ospitare la biblioteca perché la legge 61 con cui sono stati finanziati i lavori ha delle regole precise.
Llo dico perché i Consiglieri Comunali non lo sanno, noi abbiamo rischiato di dover pagare 4 annualità per
aver spostato la biblioteca dall’Oratorio della Carità a dove sta e terminati lavori doveva ritornare. C’è voluto
una delibera del Ministero e del Commissario straordinario per il terremoto, Polichetti, per poter lasciare
libero l’Oratorio della Carità, posizione espressa con tanto di decreto, sennò noi ci saremmo trovati a portare
il deposito là dentro e non solo a pagare, questo è avvenuto, ce ne siamo accorti nel 2004, dovevamo pagare
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pure sul bilancio la restituzione. L’altro evento fondamentale è stata la mostra del Gentile e la
ristrutturazione del complesso del Buon Gesù. Ricordo a tutti che la Sovrintendenza aveva individuato il
Museo della Carta, voleva farmi smontare il Museo della Carta e io mi sono opposto e ho convinto l’On.
Francesco Merloni a quest’altra opportunità anche con il fatto di smontare gli uffici e lui quando ha visto il
complesso ha detto facciamolo qua perché almeno siamo liberi tutti quanti anche perché aveva un
controsenso smontare il museo della carta e fare una mostra quando poi dovevamo mettere la logistica
turistica al posto della mostra. La responsabilità di questo spostamento è mia ed esclusivamente mia per tre
ordini di motivi. In un lungo incontro con la Sovrintendenza, anche abbastanza agitato, al di là che si erano
agitati perché gli avevano detto che le opere d’arte erano messe male e che gli arazzi avevano i buchi dei topi
e quindi voleva dire una cattiva professionalità loro che io escludo completamente. Le motivazioni per cui ho
detto temporaneamente andiamo là sono tre semplicissime: 1) perché lo spostamento temporaneo non
invalida nessuno dei progetti in corso e di cui non siamo ancora pronti; 2) perché io in data molto
antecedente finita la mostra ho chiesto a qualche organizzazione se erano disponibili a mettere ulteriori soldi.
Siccome le cose si fanno con i soldi, non con le chiacchiere, siccome allo stato attuale non c’è ancora
qualcuno che dice, tanto vale non penalizzare la città perché la pinacoteca in questo momento, quelle che
c’entrano perché io torno a ripeterlo sono curioso, se voi andate nella mia stanza nonostante che il giovane
Carancini mi mandi sempre le lettere, dietro alla scrivania ho il progetto di Alessandro Carancini di
allestimento e lo tengo come una bibbia, perché? Perché Carancini mi ha fatto capire una cosa nella sua
estrosità, che il Buon Gesù purtroppo è piccolo. Un’opera in questo momento a casa di un professionista
fabrianese che è disponibile, un’opera già inserita nel libro di Antonio da Fabriano, quindi un’opera
importante, il quale mi ha detto questo signore, Roberto io siccome è dal 95 che curo questo discorso, al
Comune dietro il mantenimento della proprietà mia sono disponibile a concederlo per la pubblica visione,
stessa cosa c’è nel caveau della Cassa di Risparmio di Fabriano un’opera appartenente alla collezione dei
famosi Possenti che avevano una collezione importantissima di avori, ma purtroppo tutte queste opere hanno
bisogno di spazi. Quindi oggi l’unica soluzione per proseguire questo era tenere in piedi il sistema, quindi da
un punto di vista del centro storico abbiamo fatto grandi sacrifici a venire qua. Cari Consiglieri, lo dico con
molta chiarezza, per quanto riguarda la gestione del Comune e i costi sarebbe stato molto meglio stare a
Santa Maria, questo è un dato oggettivo, però per rivitalizzare il centro della città e per tutti questi discorsi
che abbiamo fatto siamo venuti qua, sacrificando e vi dico onestamente che per me è un grandissimo
sacrificio e ho perso almeno l’80% dell’efficienza perché chi si ricorda l’ufficio del Sindaco dove stava
laggiù il Sindaco usciva e strillava “Ronconi, Della Bella qua immediatamente”, e invece qua a chi chiamo?
Renata sta dall’altra parte, ho provato a mettere i videotelefoni perché a me piace guardare la gente in faccia
perché capisci se ti prende in giro oppure no, purtroppo le nostre linee sono quelle che sono. La terza
motivazione è stata che la Sovrintendenza che è la gestrice di tutte queste opere nella mia discussione era
presente anche un'altra persona mi ha detto semplicemente sennò noi le portiamo a Urbino e ho detto lei non
porta niente da nessuna parte, le opere sono nostre, prima passa sul mio stomaco anche se sto male. Quindi
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
l’operazione oggi non preclude nulla. Lo dico agli amici giornalisti, il deposito attrezzato ha dei padri che si
chiamano Roberto Sorci, Vito Giuseppucci, Sandro Farroni, la Politichetti e Panfili, ho fatto nomi e
cognomi: questi sono quelli che nel 97 si misero in moto per fare in modo che le Cartiere Miliani, io lo dico
pubblicamente e ringrazio Sandro Farroni che quella volta era direttore generale che ha fatto in modo che per
la Curia all’epoca quella specie di Amministratore Delegato, non dico altri termini, alla fine cedesse per dare
questo luogo e io lo facevo in qualità di Presidente dell’Azienda di Promozione Turistica, perché ho pensato
sempre a come lanciare Fabriano a differenza di qualcun altro che magari ha fatto altre cose. Quindi la
responsabilità, Pino, è mia per i tre motivi che ho detto, che non sono i motivi degli altri. Quello che deve
venire fuori è quanto tempo impieghiamo a ristrutturare il nostro sistema, quello che diranno i signori e ha
visto come ho trattato il mio amico Montella quando si è permesso di dire il deposito. Ragazzi, noi abbiamo
la più bella struttura dell’Italia Centrale e poi dopo nel prosieguo faremo anche altri discorsi perché adesso
magari si metterà a norma anche il Palazzo Ducale, ma questi saranno discorsi nel prosieguo. Quando noi
saremo pronti qua con i luoghi e allora dopo non è obbligatorio tenerla perché se avessimo un milione di
euro potremmo fare una cosa ancora migliore. Al San Francesco fare un’impiantistica di quella, farci quello
che ci pare, ci possiamo fare anche la pallanuoto dopo perché il piano zero del San Francesco è più grande
del Buon Gesù. Cancellate il cinema e lì non c’è bisogno di tombare le finestre, come diceva Bonafoni,
perché lì è tutto tombato, apposta quando dico io che la biblioteca che dovrebbe avere la luce naturale farla
dentro, tanto il cinema lo conosce tutti, avrà due piani, quindi si raddoppiano le superfici di 800 mq su due
piani, immaginate quello che si può mettere dentro. È la forza nostra, della politica vera, di quelli che
mettono la propria intelligenza a servizio della città, non di quelli che pensano che i loro desideri e i loro
interessi debbano diventare legge. Torno a ripeterlo per l’ennesima volta che qua mi pare di aver capito da
tutti quanti che nessuno, lo stesso Francesco Merloni non è che dice… quando è tutto a posto potete metterlo
là. Il problema di fondo è siamo in grado, e la riflessione nei prossimi anni di organizzare eventi di questo
tipo, cioè avremmo le risorse finanziarie? Troveremo il coinvolgimento di più soggetti? Io lo ripeto
Francesco Merloni 80 anni l’ha finiti una volta solo, forse tra 8 anni precisi, io gli auguro questo, Vittorio
Merloni ne finirà 80 e può darsi pure, ma otto anni sono una vita, è meglio non pensarci. Io ho lanciato
alcune operazioni, alcune sensibilizzazioni per trovare soldi, per convincere più persone a investire nei
prossimi anni. Non lo dico come fanno tanti che fanno tutti gli acculturati bla bla bla, io lo dico con carte.
Siccome chi mi conosce è abituato a sapere che io metto tutto per iscritto, io sono andreottiano da questo
punto di vista, la sera mi scrivo quello che ho fatto e mi conservo la documentazione. A casa mia, se venite
nel mio studio non ci entrate più, perché io conservo degli ultimi 5 anni anche le virgole. Non ho niente da
nascondere, però torno a ripeterlo oggi Roberto Sorci ha preso questa decisione per tutelare gli interessi della
città. Io sono d’accordo con Falzetti quando dice portiamo la biblioteca al Palazzo del Podestà nella sua
antica e storica sede, perché qualcuno se lo scorda, perché magari vuole utilizzare sempre la biblioteca come
punto suo perché gli altri non ci devono andare. Io sono d’accordo che prima di tutto dobbiamo dare i servizi,
i servizi culturali, quindi fare attrezzature che sono la pinacoteca, la biblioteca, il museo diocesano, il museo
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dell’industria, qualsiasi cosa, ma dobbiamo farlo se riusciamo a mantenerlo perché la cosa peggiore è fare
tante cose… Io dico Antonio Merloni mi ha insegnato una cosa, lo dico anche se a qualcuno gli fa fischiare
le orecchie, non fare le cose che non sei in grado di mantenere perché dopo un anno passerai alla storia per
essere stato uno sciamannato. Noi dobbiamo pensare a ridisegnare questa città con il contributo degli esperti,
con le intelligente quelle vere e non quelle a marchette, perché in questa città ci viviamo. Io sono d’accordo
quando Maria Di Bartolomeo, stranamente lei sta a destra e io dicono che sto a sinistra, io sono al centro, per
me De Gasperi è il massimo, un uomo di centro che guarda a sinistra, questo è il mio fare. Non sono i cinesi
i nostri competitori, è la Polonia, al cuore dell’Europa. Se avete guardato il Corriere della Sera di ieri, le
innovazioni e i cambiamenti negli altri paesi europei vanno come i treni, solo da noi… Sono andato l’altro
giorno in Prefettura per la storia della galleria della pedemontana, signori, vi faccio una confidenza che vi
farà ridere a tutti, ancora non si sa di chi è la proprietà dei ponti della pedemontana, non hanno neanche i
progetti, quindi di che vogliamo parlare? Allora o qui ci rimbocchiamo le maniche, mettendo a servizio la
testa, o sennò noi condanniamo questa città al degrado più totale. Allora le strade tocca farle, tocca cambiare
il sistema di organizzazione, non è che dobbiamo cambiare il sistema economico. Alcuni anni fa la
Fondazione fece fare uno studio al Censis e quando si fanno le interviste logicamente anche le società di
consulenza sono incentivate e allora il Censis disse che fin dei conti questo territorio dall’industria doveva
andare alla agricoltura biologica, i musei e tutto quanto. Allora io che sono (Bellucci dice un coltivatore
diretto) un ingegnere di campagna, ho fatto una riflessione ad alcune persone: 50.000 abitanti di questo
sistema lavoro 24.000 (questi sono i dati) lavorano nelle imprese, solo circa 5.000 lavorano tra Stato e
parastato. Mi dite come fate a sostituire un’economia di questo genere con la agricoltura biologica o con la
cultura? Dobbiamo creare situazioni a latere, grande commercio, cultura, turismo, formazione che
consentano 100-200 persone da sistemare in modo da diversificare. Permettetemi di sfogarmi, abbiamo fatto
tutti i discorsi, aumenti le tasse, voi guardate il gettito IRPEF, al di là delle 15 persone di Fabriano ..,
guardate la composizione e confrontatela con quella di Jesi, con quella di Ancona o con quella di Senigallia
tenendo conto che quella di Senigallia metà è tutta a nero e vi rendete conto della diversità e del grande
lavoro che ci spetta a tutti. Quando tu hai una città che hai industria, servizi, agricoltura il mix del reddito è
completamente differente rispetto a una città di cui il 70% fa il metalmeccanici e che piglia 1.100 euro.
Allora quando Andrea Guerra è andato via a luglio io all’ing. Marco Milani che lo sostituiva gli ho detto tu
devi prendere la residenza a Fabriano, perché ad Andrea Guerra glielo abbiamo fatto d’ufficio, e mi voleva
denunciare, perché a me serve più Andrea Guerra che prende 1-2-4 miliardi piuttosto che 100
metalmeccanici. Ho fatto una scommessa con Milani, siccome ha una moglie che è russa, che io ero in grado
di fargli avere in tempo record i certificati e lui mi ha detto se me li fai avere io mi iscrivo, perché voi dovete
sapere che a fine anno conta la residenza. Quindi Guerra andava via a luglio ma i soldi li prendeva il paese
dove è andato perché alla fine dell’anno stava dall’altra parte e a volte il Sindaco deve fare pure questo.
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PRESIDENTE: Votiamo?
CONS. FALZETTI: Volevo soltanto dire che va integrato con una riga l’ordine del giorno, alla fine dopo
“ritenuto”, per rendere efficace l’ordine del giorno prima di sottoporre il presente ordine del giorno alla
discussione, “ritenendo ottimale il percorso suggerito” al capoverso 4, nominando i capoversi, dove si dice
“ritenuto doveroso sottolineare alla Amministrazione” “il percorso ottimale”.
PRESIDENTE: Ritenendo ottimale il percorso suggerito al capitolo 4.
CONS. FALZETTI: Il capoverso 4 è … che c’è scritto anno 2008, museo archeologico e museo diocesano
presso il complesso di San Francesco, estensione degli uffici del Teatro Gentile al Palazzo Chiavelli,
trasferimento della Biblioteca Civica presso il Palazzo del Podestà, anche tenendo in considerazione ecc.
ecc., l’ospedale del Buon Gesù rappresenterebbe l’ideale prosecuzione delle mostre di qualità e di eventi di
interesse nazionale. Poi sottoporre il presente ordine del giorno alla discussione e al voto del Consiglio
Comunale.
PRESIDENTE: Mi diceva il Segretario che è meglio la dicitura “ritenuto infine ottimale il percorso
suggerito”
CONS. FALZETTI: Questa è una formula tecnica che ingentilisce e abbellisce il contenuto dell’ordine del
giorno.
PRESIDENTE: Allora votiamo prima questo emendamento aggiuntivo e poi…
CONS. D’INNOCENZO: Presidente, vorremmo la verifica del numero legale per cortesia.
PRESIDENTE: Va bene. Perdiamo tempo a fare l’appello?. … (intervento fuori microfono) Vi alzate voi? …
(intervento fuori microfono) Non c’è verifica, nel senso che mancando il numero legale io non posso far
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votare questa situazione, la voteremo alle tre e mezza. Allora l’appuntamento è alle tre e mezza, signori,
ringraziando D’Innocenzo e Bellucci.
APPELLO
PRESIDENTE: Riprendiamo la seduta, sono le 16.16, con 14 presenti, quindi la seduta è valida. Sono
scrutatori Falzetti, Meloni e Tassi. Signori, vi chiedo la massima attenzione perché c’è un problema
procedurale che io vi sottopongo. Che cosa è successo a fine seduta? Che i due Consiglieri della minoranza,
Bellucci e D’Innocenzo si sono alzati dai banchi e praticamente hanno fatto mancare il numero legale. Però
siccome eravamo arrivati tardi, nel senso che erano le 13.40 quasi e non è stata fatta la verifica del numero
legale perché come era tacito accordo c’è stata la sospensione. Io avevo manifestato l’intenzione, ma non
avevo dato via alla votazione. Io ho detto: votiamo? E tu hai detto verifica del numero legale e l’hai detto
anche fuori microfono, però io non ho niente da eccepire, dico solo che ci sta il regolamento che su questa
parte non è chiaro, per cui io ve lo leggo e poi è il Consiglio che deciderà quello che vorrà fare. Il comma 5
dell’articolo 16: “se alla verifica risulta che il numero dei presenti si è ridotto a meno di quanto necessario
per la validità della seduta in base alle disposizioni di legge e dello statuto il Presidente sospende
temporaneamente al trattazione e dopo 15 minuti procede ad ulteriore appello e se anche in esso il numero
dei presenti è inferiore dichiara deserta la seduta per le questioni ancora da trattare”, cioè significa per tutto
quello che era previsto in Consiglio Comunale e non solo per il punto che era in discussione. Allora che
vogliamo fare? … (intervento fuori microfono) Dopo parli te e fai la ricostruzione certamente vera come sei
abituato a fare, D’Innocenzo. Che facciamo? Riteniamo che la procedura ha dato l’invalidità di quel punto e
lo rimandiamo a giovedì prossimo e quindi soltanto la votazione perché io non credo che posso accettare
ulteriori emendamenti perché quando io ho detto andiamo a votare praticamente avevo considerato, perché
nessuno me ne aveva dato seguito, che il documento era stato emendamento con l’emendamento proposto da
Falzetti. Quindi non si può modificare lo strumento e andrà esclusivamente votato magari giovedì, oppure
soprassediamo su questo fatto e andiamo alla votazione? Io lascio al Consiglio la discrezionalità di scegliere
la via che preferisce. Quello che vi voglio chiedere è non ne facciamo una questione di lana caprina che ci
mettiamo a discorrere qui due ore su questa cosa e ci scordiamo che abbiamo tanti punti all’ordine del
giorno.
CONS. TINI: Io non ero presente, però da quanto ho capito, noi come gruppi di minoranza dobbiamo
innanzitutto garantire il rispetto delle regole in questo Consiglio Comunale. Io non entro nel merito del
documento anche perché la questione non l’ho seguita personalmente e non conosco bene la questione, però
se le cose sono andate come tu hai detto, quello che tu hai detto è verissimo ma quello che hai letto è la parte
peggiore, perché secondo quel punto lì noi addirittura stasera non avendo rifatto, Presidente, dopo il quarto
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d’ora il secondo appello neanche potremo trovarci qui seduti, però siccome noi non vogliamo perdere tempo,
perché la verità è questa purtroppo, perché se anche avevamo detto che all’una andavamo a casa e invece era
magari l’1.30, comunque sia il secondo appello è stato fatto e alle 4 non si può fare quando il regolamento
dice un quarto d’ora. Allora cerchiamo di usare il cervello tutti quanti e non sprecare né i soldi pubblici né il
tempo di nessuno, giovedì c’è un altro Consiglio e io penso che questo argomento si possa trattare
tranquillamente giovedì e sicuramente andrei avanti con l’ordine del giorno per i punti che abbiamo da fare
che non sono pochi.
PRESIDENTE: Quindi la proposta è di continuare.
CONS. TINI: Sì, perché basta un Consigliere si attiene al regolamento e ci manda tutti a casa qua dentro.
PRESIDENTE: Sentiamo Falzetti che è il proponente.
CONS. TINI: È una proposta di buonsenso, non dico altro.
CONS. FALZETTI: A me sembra che qui non ci sia da scegliere e comunque sia o oggi o giovedì per me è
la stessa medesima cosa a condizione che sia chiaro per i cittadini di Fabriano e per chi osserva il Consiglio
Comunale chi è che vuol mettere i bastoni tra le ruote. Giovedì io spero che si possa votare questo ordine del
giorno tra i primi, il primo.
PRESIDENTE: Io dico non riapriamo la discussione. Siamo arrivati e sarà un mero atto di votazione.
CONS. FALZETTI: Non vorrei dare l’idea di una persona rassegnata in questo momento al potere che
dirige. Di fronte di voi, cari signori, non c’è una persona rassegnata: c’è una persona determinata a condurre
la sua battaglia fino in fondo e quindi giovedì mi sentirete ancora.
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CONS. GIUSEPPUCCI: Io vorrei se è possibile che il regolamento fosse spiegato fino in fondo, per sapere
anche per una prossima volta qual è il modo giusto di operare, cioè un Consigliere stando al suo posto può
chiedere il numero legale e stando lui al suo posto il numero è presente e poi uscire e a quel punto non è più
presente.
PRESIDENTE: Il nostro regolamento del Consiglio Comunale purtroppo ha dei buchi di natura procedurale
… (intervento fuori microfono) L’interpretazione può essere questa, Segretario, o no? Allora va fatto un
emendamento al regolamento nei modi e nei tempi per spiegare questo perché mi sembra una cosa scorretta.
PRESIDENTE: Siccome si dà discrezionalità al Presidente perché si dice quando il Presidente dà fede che
nella assemblea non c’è più il numero legale. Rileggiamo dall’inizio: “durante la seduta il Presidente è tenuto
alla verifica del numero legale anche nel caso in cui ne facciano richiesta almeno due Consiglieri e il
Consiglio stia per passare ad una votazione”, cioè io non ho dato inizio alla votazione, come nel caso nostro.
Il comma seguente dice: “se dalla verifica risulta che il numero dei presenti si è ridotto a meno di quanto
necessario per la validità della seduta in base alle disposizioni di legge e dello statuto, il Presidente sospende
temporaneamente la trattazione e dopo 15 minuti procede a un ulteriore appello e se anche in esso il numero
dei presenti è inferiore dichiara deserta la seduta per le questioni ancora da trattare”, quindi praticamente
tutto.
CONS. DI BARTOLOMEO: Io ho capito appieno e condivido quanto ha detto Giuseppucci, cioè l’articolo
non prende in esame un fatto che è talmente ovvio, è talmente logico che non può essere preso in esame. Se
si dice che almeno due Consiglieri possono chiedere la verifica del numero legale significa che questi due
Consiglieri sono presenti … (intervento fuori microfono) non mi dire alla Camera e al Senato perché alla
Camera e al Senato è proprio così. Che cosa si fa alla Camera e al Senato? Si fanno uscire tutti, rimane
dentro il numero sufficiente per chiedere il numero legale e si chiede il numero legale. Per ottenere la
risposta devo far parte del consesso e poi io posso dire mi astengo, non voto. Se io non ci fossi non posso
chiedere il numero legale. Questa è una cosa talmente logica che io penso, Segretario, non lo prevede perché
è talmente logico. Se io non ci sono come faccio a chiedere il numero legale se non ci sto? Non è morale
perché oltre alla morale sulla quale stendiamo un velo perché alla fine si vota e io dico sempre chi vota in un
modo e chi in un altro e ognuno vota come gli pare e quindi è ridicolo che alla fine della discussione non si
voglia votare, però far passare un discorso di questo genere è assurdo perché significa che io giovedì vi
telefono e vi dico c’è il numero legale e voi per telefono mi dovete rispondere se c’è o non c’è il numero
legale. Chi chiede il numero legale è presente sennò come fa ad andare a verbale. Quando io faccio il verbale
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che dico il Consigliere Patassi, assente, ha chiesto la verifica del numero legale? Ragazzi, se poi non la
vogliamo fare perché riteniamo opportuno non farlo, però questo è assurdo e cioè giuridicamente non ha un
senso, chi chiede la verifica del numero legale viene conteggiato perché presente, tanto che chiede la verifica
del numero legale. Non poteva chiedere Biondi, che era andato via, la verifica del numero legale, non c’era.
Io ritengo che assolutamente il discorso di Giuseppucci sia corretto e chiedo al Segretario….
SEGRETARIO: Qui c’è un problema procedurale. L’appello non è stato fatto, quindi anche se questo è vero
tant’è che al Consigliere D’Innocenzo gli ho detto non ti puoi alzare e chiedere il numero legale, però il
problema non cambia perché lui doveva fare l’appello. Nel momento in cui il Presidente faceva fare l’appello
erano 12 i due Consiglieri erano liberissimi di alzarsi e rimanevano 10. Noi ci troviamo in una situazione in
cui l’appello non è stato fatto e quindi i due Consiglieri potevano benissimo fatto l’appello e verificato che
esisteva il numero legale … per votare, però loro si alzavano prima di fare la votazione e non c’era lo stesso
il numero legale perché risultava 10. Questa possibilità ai Consiglieri non è stata data perché l’appello non è
stato fatto. Se lui avesse fatto fare l’appello, presenti i due Consiglieri, erano 12, ma ciò non toglieva che i
due Consiglieri presenti alla verifica dell’appello e del numero legale si fossero alzati e non avrebbero votato
e quindi comunque non c’era il numero legale, questa possibilità ai due Consiglieri non gli è stata data.
CONS. GIUSEPPUCCI: Ma la seconda votazione si fa sia se … e dopo un quarto d’ora ne doveva fare un
altro di appello. La seconda verifica ….
SEGRETARIO: Ma qui non è stata fatta neanche la prima verifica.
CONS. GIUSEPPUCCI: La seconda verifica il Presidente la deve fare nel caso nella prima si sia visto che
non c’è il numero legale o anche se nella prima c’è il numero legale?
SEGRETARIO: Se c’è il numero legale continua e mette ai voti, però mettendo ai voti i due Consiglieri sono
liberi di alzarsi e di non votare e quindi comunque si raggiunge lo stesso risultato.
PRESIDENTE: Signori, sennò sembra che è un discorso di lana caprina.
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SEGRETARIO: Quando i due Consiglieri hanno chiesto la verifica del numero legale io ho detto a
D’Innocenzo di non alzarsi perché doveva essere presente. Fatta la verifica da parte del Presidente e
risultavano 12 lui dichiarava la seduta è valida e metteva ai voti. Nel momento in cui metteva ai voti il
Consigliere D’Innocenzo e Bellucci erano liberissimi di alzarsi dall’emiciclo del Consiglio Comunale e non
votare e mancava lo stesso il numero legale perché erano 10 voti. Questa possibilità ai due Consiglieri non
facendo l’appello non gli è stata data. Proceduralmente è tutto sballato.
CONS. DI BARTOLOMEO: Io però chiedo una cosa, scusate.
PRESIDENTE: Mi fate parlare?
SEGRETARIO: Oggi il Consiglio Comunale non ci doveva essere.
PRESIDENTE: Posso dire io perché visto che mi sento responsabile di questa situazione, quando loro hanno
chiesto la verifica del numero legale l’hanno detta alzandosi su e uscendo. Non era a microfono acceso, siete
andati su e siete usciti, poi dopo faremo le verifiche. Vi siete alzati su e usciti. Siccome era l’una e 40 e
questo Consiglio Comunale doveva terminare all’una ho fatto la sospensione per il pranzo normale. Allora a
questo punto se vogliamo essere proprio ligi il Consiglio Comunale è valido perché se io avessi fatto…
D’Innocenzo, ti tiro la campana se continui perché questo non è il buon modo di comportarsi da persone e
non da Consiglieri. … (intervento fuori microfono) In questo casino non si può spiegare neanche una
situazione. Non avendo fatto la verifica è una sospensione, perché io non ho lanciato la votazione, non c’è
stata una richiesta ufficiale di verifica del numero legale, l’ora era quella già da trascorsa da tempo, l’ora che
di solito si pattuisce per andare a pranzo e la ripresa pomeridiana può essere benissimo la sede della
votazione.
CONS. DI BARTOLOMEO: SE è come dice il Segretario e niente mi fa dubitare sulla correttezza di quello
che lui dice, siccome è un’apertura particolare quella di proseguire il Consiglio non vedo perché non deve
proseguire così come è stato interrotto perché altrimenti ha senso che il Consiglio venga interrotto … (fine
lato A – cassetta 3) o si riprende da dove si è lasciato all’una e 40 e tutti sono liberissimi di alzarsi e uscire, o
il Consiglio siccome c’è un errore procedurale finisce qui e ci vediamo giovedì, questa è la mia proposta.
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Non ho capito perché dobbiamo fare il salto della cavalletta solo su questa votazione. Se c’è un errore
procedurale c’è un errore procedurale e andiamo a casa, ci vediamo giovedì.
ASS. MINGARELLI: Siccome la richiesta della verifica del numero legale non era nel crisma esatto, nel
senso che è stata fatta fuori dell’emiciclo, a microfono spento, quindi credo ha ragione Maria Di Bartolomeo
e quindi riteniamo che è una richiesta che non c’è stata e quindi era l’interruzione per il pranzo, perché se
fosse stata alle 11 o alle 12 era nell’ora … ma visto che era nell’ora in cui già il Consiglio si era protratto
riteniamo che la richiesta una volta Silvano fa il bravo ragazzo, è una richiesta che non è stata ufficializzata e
anche Bellucci e quindi riprendiamo il Consiglio Comunale almeno diventa un Consiglio Comunale
produttivo, perché la gente ci guarda e ci fa il conto di quanto spendiamo per i Consigli Comunali. Se può
essere questa la mediazione ringrazio tutto il Consiglio Comunale.
CONE. D’INNOCENZO: Parlo a microfono acceso. Prima di tutto devo precisare alcune cose, perché già
l’apertura di Angelo Tini dimostra che noi nonostante le stravaganze vostre siamo disponibili a dialogare e a
fare dei piccoli passi indietro nonostante siete dei pivellini perché siete caduti in un errore procedurale. Il
discorso è molto semplice, qui siccome si parla di politica, c’è un regolamento, la minoranza ha anche come
strumento per far valere le proprie tesi quello dell’attuazione del regolamento, ma a me qui dentro può
parlare di morale su queste cose perché allora io vi dico in maniera chiara a tutti voi Consiglieri di
maggioranza che è immorale non rispettare il regolamento. Siccome oggi c’è stato un non rispetto del
regolamento questo Consiglio Comunale per morale … (intervento fuori microfono) caro Pino Falzetti, per
morale i regolamenti si rispettano. Nella morale i regolamenti si rispettano. … (intervento fuori microfono)
Io me la lavo la bocca, nella morale si rispetta il regolamento e siccome il regolamento non è stato rispettato
e non per via mia, perché io ho fatto una semplice richiesta a microfono acceso. … (intervento fuori
microfono) Sono contento delle tue dichiarazioni, però falle a microfono acceso … (intervento fuori
microfono) Sono superiori alle tue, sia in tempo che di presente. Io non mi sono mai presentato, caro Falzetti,
… (intervento fuori microfono) non mi sono mai presentato il pomeriggio per prendere il giorno dopo il
permesso sul lavoro, sentimi bene quando parlo. Allora il discorso di morale prima di tutto bisogna rispettare
gli orari, se si dice un Consiglio Comunale alle 9 bisognerebbe iniziare alle 9, se si inizia alle 9.30
bisognerebbe iniziare alle 9.30.
PRESIDENTE: D’Innocenzo, non facciamo più un Consiglio Comunale.
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CONS. D’INNOCENZO: Non per colpa mia.
PRESIDENTE: Per colpa di tutti.
CONS. D’INNOCENZO: Io sono sempre presente all’orario preciso. Per morale, dato che tirate fuori la
morale, si rispettano i regolamenti.
PRESIDENTE: Secondo me , siccome questa è una cosa assurda perché il punto era stato discusso, si sa
benissimo come si è schierata la situazione, per cui non c’è nessun problema a votare questa cosa perché non
c’è nessun artificio politico né nessuna stranezza in questa cosa. Se fossimo gente di buonsenso continuiamo
da dove avevamo lasciato e andiamo avanti, però ha ragione Maria Di Bartolomeo e io sposo in tutto quello
che lei ha detto, se si sceglie di riprendere il Consiglio da dove avevamo lasciato e si riprende il Consiglio da
lì con la votazione dell’emendamento e poi del punto 9 all’ordine del giorno va tutto avanti così, qualora
questo non fosse possibile bisogna che ci alziamo e ci rivediamo giovedì. Questo secondo me è un grave
danno all’economia dei lavori del Consiglio perché poi dal punto di vista politico non porta nulla secondo
me. Adesso il Consiglio si esprime. Io non mi prendo questa responsabilità. Il Consiglio vota su questa cosa,
perché il problema è dettato da un regolamento che è inadeguato in qualche modo. Allora o si sceglie di
proseguire il Consiglio da dove avevamo lasciato o si sceglie il fatto che questo Consiglio come ha detto il
Segretario Comunale, è irregolare e quindi come tale lo riprendiamo giovedì
CONS. MELONI: Presidente, io sono uscito all’una meno 10 per problemi familiari perché dovevo andare a
prendere mia figlia, io adesso volevo sapere se c’è il Consiglio o non c’è il Consiglio. Io non devo votare
niente, lei saprà se ha interrotto il Consiglio oppure se in base al regolamento in sede di verifica lo devo
annullare, io che voto nemmeno c’ero.
CONS. BELLUCCI: Mi pare che già Meloni l’abbia detto, mi pare che il Segretario per quelle poche parole
che ho ascoltato se c’è un accordo di tutti credo che si possa proseguire non con quel punto all’ordine del
giorno perché quello oramai è passato al prossimo Consiglio, è automatico. Se non è così, Presidente, la tua
proposta è quella di sciogliere il Consiglio e di andarcene, però quello che abbiamo fatto noi l’abbiamo fatto
nelle regole del regolamento, non è che abbiamo usurpato a nessuno, perciò se avete voi sbagliato e non vi
siete attenuti.
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
PRESIDENTE: Io non ho detto che nessuno ha usurpato niente.
CONS. BELLUCCI: Per intenderci.
PRESIDENTE: Io non ho fatto la richiesta di verifica del numero perché era l’ora tarda.
CONS. BELLUCCI: E allora questo Consiglio è sciolto secondo me perché non ha i crismi del regolamento
perché mancando il numero legale alle ore 13.30 e non si sono fatte le procedure e stasera non puoi
procedere.
PRESIDENTE: Segretario mi fa il favore di dirmi, io vorrei il suffragio da parte sua visto che era presente
qual è la cosa migliore da fare.
SEGRETARIO: Ripeto per l’ennesima volta, io ho detto che dovevate fare la verifica del numero legale, non
l’avete fatta e quindi che parliamo di una cosa che non è stata fatta? Non è stata fatta la verifica del numero
legale. … (intervento fuori microfono)
PRESIDENTE: Non era l’emendamento di Giuseppucci perché non c’era, io stavo per mettere in votazione
l’emendamento di Falzetti. Vogliamo sentire la cassetta, signori? Sentiamo la cassetta così ci sentiamo
qualsiasi dubbio.
CONS. FALZETTI: Io sono quello che ha presentato quell’ordine del giorno, per me appare chiaro chi sono
in questa città quelli che vogliono mettere i bastoni in mezzo alle ruote per l’ottenimento di un certo risultato
che è un percorso logico e coerente, in sintonia con quelli che sono i canoni dei risparmi del budget per il
Comune ecc., non voglio stare qui a fare un discorso che farò più avanti. Adesso mi sembra assurdo, mi
sembra di andare a rubare gli spiccioli in chiesa veramente se noi questa sera andiamo via e non facciamo più
il Consiglio Comunale, dal momento che tutti qui sono impegnati oggi e lo sapevano da questa mattina che
erano impegnati per fare il Consiglio Comunale. Se lo scoglio del contendere al quale piace molto inzuppare
il biscotto a D’Innocenzo, che non c’è più, a Bellucci è questo ma per carità, il Consiglio Comunale è
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
sovrano, saltiamo pure questo ordine del giorno, lo discutiamo giovedì e non succede niente e non è la fine
del mondo e andiamo avanti con i lavori del Consiglio Comunale, questa mi sembra che sia una proposta
logica e coerente e vi ricordo che ho adottato quel sistema che la povera nonna me lo diceva sempre che chi
ha più giudizio lo deve adoperare in questo caso.
PRESIDENTE: Per tranquillizzare tutti, perché io non voglio sentirmi causa di chissà che cosa, facciamo
senza scappare via tutti 5 minuti di sospensione per il tempo di andare a rimediare un registratore e poi
sentiamo la cassetta in seduta e vediamo che cosa esce fuori.
CONS. CROCETTI: Presidente, una cosa….
PRESIDENTE: Io fatto la sospensione, con chi parliamo adesso? Un attimo, io ho fatto la sospensione di 5
minuti, dopo riprendiamo e discorriamo. (sospensione)
PRESIDENTE: Rifacciamo l’appello.
APPELLO
PRESIDENTE: Quindici presenti, la seduta è valida. Riconfermo gli scrutatori Falzetti, Meloni e Tassi. Io
spero che Falzetti, scusami, ascoltiamo il nastro così possiamo sentire quale era stata la situazione reale, però
se parliamo tutti non si risolve niente. (si dà atto che si riascolta il nastro: PRESIDENTE: Mi diceva il
Segretario che è meglio la dicitura “ritenuto infine ottimale il percorso suggerito”
CONS. FALZETTI: Questa è una formula tecnica che ingentilisce e abbellisce il contenuto dell’ordine del
giorno.
PRESIDENTE: Allora votiamo prima questo emendamento aggiuntivo e poi…
CONS. D’INNOCENZO: Presidente, vorremmo la verifica del numero legale per cortesia.
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Consiglio Comunale del 22 gennaio 2007
Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
PRESIDENTE: Va bene. Perdiamo tempo a fare l’appello?. … (intervento fuori microfono) Vi alzate voi? …
(intervento fuori microfono) Non c’è verifica, nel senso che mancando il numero legale io non posso far
votare questa situazione, la voteremo alle tre e mezza. Allora l’appuntamento è alle tre e mezza, signori,
ringraziando D’Innocenzo e Bellucci) Questo è quanto. … (intervento fuori microfono) Allora io se debbo
dare seguito allo statuto debbo dire che questa seduta non è, però c’è una volontà. … (interventi fuori
microfono) Comunque se io avessi fatto la verifica dopo un quarto d’ora sicuramente non c’era il numero
legale perché non c’era già al momento … (intervento fuori microfono)
ASS. MARIANI: Brevissimamente perché effettivamente non è uno spettacolo incoraggiante nel modo più
assoluto. Io voglio dire nella convocazione del Consiglio Comunale c’era scritto, se non vado errato, che il
Consiglio Comunale sarebbe proseguito alle 15.30 del pomeriggio, allora io voglio dire qui non c’è una
interruzione di Consiglio Comunale anche se in un’occasione a sentire il Presidente poteva mancare il
numero legale, fatto sta che la verifica non c’è stata. Allora è ovvio che il Consiglio Comunale ha una sua
continuità. Su questo discorso si è aggiunta una dichiarazione secondo me seria fatta da Bellucci e altrettanta
dichiarazione seria fatta da Falzetti, il quale si rende conto responsabilmente che la mozione da lui presentata
rappresenta un motivo che oggi questa sera non trova… eccetera e dice ci aggiorniamo a giovedì. Io credo
che al Presidente del Consiglio non resti altro che fare l’appello, verificare il numero legale e proseguire
nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale se siamo seri, se poi qui si sta a giocare ognuno gioca come
gli pare, però sia ben chiaro che per quello che mi riguarda, io non sono Consigliere, ma come cittadino devo
dire che non è che posso essere tanto d’accordo a un modo di fare che non lo trovo veramente conveniente.
CONS. TINI: Mariani, quello che tu stai dicendo adesso è stato detto in questa aula, per carità, io capisco che
qui abbiamo tutti ragione e nessuno ha ragione, ha ragione chi dice che tocca andare a casa perché il
regolamento è questo. Io all’inizio, non perché voglio fare il sabotaggio, mi pare che Falzetti ha fatto una
proposta, vista la situazione poiché nessuno ha voglia di perdere tempo, Mariani, io ho detto erano le 4 meno
5 questo punto giovedì, anche se è una forzatura pure questa, perché se andiamo con le regole ha ragione il
segretario, e andiamo avanti con gli altri punti, qui abbiamo perso un’altra ora a chiacchierare. Non si dica
dopo che la minoranza fa perdere tempo. L’inghippo c’è stato perché il secondo appello il Presidente non
l’ha fatto e il nostro regolamento dice che dopo un quarto d’ora bisogna fare un altro appello e non l’ha fatto.
Se vogliamo essere produttivi e non perdere tempo andiamo avanti.
PRESIDENTE: Io se il Consiglio nella sua totalità è d’accordo a proseguire come ha proposto Tini prima e
Falzetti poi io non ho niente da eccepire … (intervento fuori microfono) l’ho fatto prima ma mi avete detto
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
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che non era il caso di votarlo. … (intervento fuori microfono) È molto importante qui che se si trova un
accordo sia unanime. Siccome c’è una questione di opportunità…
CONS. DI BARTOLOMEO: … se succede questo io … di legalità non partecipo per cui se il Consiglio va
avanti va avanti con tutti i punti all’ordine del giorno, se il Consiglio non può andare avanti perché ci sono
delle illegittimità io non sono seduta a questo consesso illegittimo. Allora o deroghiamo per tutti i punti
all’ordine del giorno oppure siccome è illegittimo andiamo a casa.
PRESIDENTE: Allora non c’è questo accordo. Se ci fosse l’accordo di tutto il Consiglio Comunale io sarei
disposto ad andare avanti e ad assumermene le responsabilità, ma siccome il Consiglio Comunale anche
fosse solo un Consigliere non è d’accordo io sono costretto a scioglierlo. È una questione di legittimità,
perché di fronte al fatto di un Consiglio Comunale che ha qualche difformità però l’unanimità dell’assemblea
prosegue per andare avanti è ovvio, come sempre abbiamo detto, il Consiglio Comunale è sovrano e a quel
punto decide anche di passare sopra lo statuto. Qualora questo non succedesse, come non sta succedendo, io
sono costretto ad attenermi alle disposizioni e cioè che il Consiglio Comunale è sciolto e si riprenderà
giovedì. Questa è una follia, io sono d’accordo con voi, però ragazzi … Quando il Segretario Comunale mi
dice una cosa io devo ottemperare a quello che il Segretario Comunale mi dice. Lui ha detto molto
chiaramente questa cosa e io ho le mani legate come si dice.
CONS. MELONI: Prima ho espresso la mia idea, cioè ritengo che non si debba votare per il proseguimento o
no per il semplice motivo che ci sono le persone assenti. Se eravamo la totalità del Consiglio potevamo fare
tutto quello ci pare, però se siamo in un caso di non proprio pienezza legittima penso che i soli presenti non
possano continuare. Io personalmente non ho problemi per continuare, basta pensare che sono arrivato qui
stamattina alle 9.30, abbiamo iniziato i lavori verso le 11, sono stato un’ora e mezzo a sentire risposte non
chiamo a vanvera su interrogazioni e poi abbiamo parlato di un argomento ecc., cioè per concludere dalle
9.30 fino all’una sono stato circa 5 ore e mezzo per non far niente, non ho problemi a stare qui per altre tre
per non fare niente. Il problema però più che altro è della Presidenza e della maggioranza che l’ha eletto
perché il Presidente prima di sciogliere il Consiglio Comunale si dovrebbe guardare un attimo in giro, che
faccio lo sciolgo, rimando, l’aggiorno, ho fatto la votazione. Noi puoi poi girare a noi ponendoci questi
problemi, cioè votiamo per andare avanti o per non andare avanti. La cosa se è legittima, come diceva la Di
Bartolomeo, si prosegue con la votazione dell’emendamento e se è illegittimo cambia le cose.
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
spostamento delle opere della Pinacoteca Civica e progetto di riallestimento.
PRESIDENTE: Falzetti, se tu continui a parlare non a microfono acceso nessuno saprà quello che dici.
CONS. FALZETTI: A questo punto non ho voglia di parlare dentro questo Consiglio Comunale dove non
c’è la volontà vera e reale di andare avanti con gli ordini del giorno del Consiglio Comunale. Io non ho più
voglia, però non sono rassegnato, ve l’ho detto prima e ve lo dico anche adesso. Io qui ho intenzione di
sguainare la spada e mettermi a duellare perché non è possibile che questa città possa esprimere questi
Consiglieri Comunali qui, che stanno qui dentro in questo momento, non se lo merita. Allora perché non
possiamo andare avanti? Dà fastidio questo ordine del giorno firmato Pino Falzetti, unica firma, dove si
ipotizza il percorso futuro della collocazione dei siti museali di questa città che è un consiglio che verrà dato
alle commissioni che verranno dopo e agli esperti che verranno e che lo realizzeranno? Ma dove sta lo
scandalo, perché non si può votare? Siccome giovedì è domani, perché è a due passi, per cercare di andare
avanti con i lavori del Consiglio Comunale e ce ne sono di punti che mi interessano ancora, io che sono il
proponente di questo ordine del giorno che è stato l’argomento della discussione che ha fatto, ma lo rinvio.
Propongo che venga rinviata la discussione al prossimo Consiglio Comunale, perché magari non c’è il
Sindaco che potrebbe dire la sua e perché non ci sono altre persone che sono interessate. Diciamo che questa
è la ragione, dopodichè se io fossi il Presidente del Consiglio mi prenderei in toto la responsabilità di
mandare avanti i lavori del Consiglio Comunale tirando le orecchie a quelli che per due ore e mezzo oggi ci
hanno fatto perdere tempo.
CONS. BONAFONI: Arrivati a questo punto penso che Pino l’ha chiarita ulteriormente e chi non l’avesse
voluto capire io propongo di fare la votazione per il proseguimento del Consiglio ad appello nominale, se
tutti siamo d’accordo andiamo avanti e quindi leviamo le responsabilità anche al Presidente. Io propongo per
fare andare avanti il Consiglio. … (intervento fuori microfono) Ma che ci vuole a fare una votazione? …
(intervento fuori microfono)
CONS. BELLUCCI: Ma come ti permetti tu? Non puoi discutere, ma chi sei? Ma che vuoi tu? Per te vuoi.
Ma che stai a discorrere, ma smettila. … (intervento fuori microfono) ma stai zitto che ti conviene. Stai zitto,
bolscevico. Stai zitto e accetta la democrazia all’interno del Consiglio Comunale. Noi abbiamo agito con il
regolamento. Tu non conosci neanche il regolamento. … (intervento fuori microfono) ma stai zitto.
PRESIDENTE: Estendendo e complicando la situazione e questo chiedo al Segretario che poi mi venga in
suffragio se quello che dico può essere giusto, essendo una convocazione unica il regolamento recitando
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Argomento: Ordine del Giorno del Presidente della Commissione Cultura circa lo
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come recita praticamente annulla anche la sessione di giovedì del Consiglio Comunale perché in effetti la
sessione del giovedì non è che la prosecuzione del Consiglio questo, perché non si comincerà dalle
interpellanze, comunicazioni, approvazione dei verbali e compagnia bella, ma si proseguirà da dove siamo
arrivati oggi per cui se vogliamo proprio farne una questione di spaccare i capelli. … (intervento fuori
microfono)
CONS. BELLUCCI: Allora dì che andiamo a casa, la seduta è sospesa e finiscila, ma che dobbiamo stare a
litigare qua dentro?
PRESIDENTE: La cosa che ci salva è che non c’è scritto prosecuzione, quindi secondo il Segretario è
questo. Io vorrei dire questo, io l’ho detto già prima, a me va bene qualsiasi situazione, certo mi spiacerebbe
sprecare il tempo come stiamo facendo per queste cose, me ne dispiaccio di non essere stato così puntuale in
quel momento da dire facciamo la cosa però sarebbe stato, parliamoci chiari, c’è un modus facendi che ormai
abbiamo da 5 anni che quando uno prova a dire arriva l’ora del pranzo o della cena la gente si alza su in un
solo colpo. Se uno verificasse i numeri legali in quei momenti non ne facciamo più uno di Consiglio
Comunale. Non ho fatto a tempo neanche a … c’è stato un sollevamento. Allora c’è un problema secondo
me che Maria Di Bartolomeo rappresenta giustamente, è inutile che noi ci nascondiamo dietro un dito, è
stupido rimandare la votazione a giovedì quando è un mero atto già discusso, valutato e tutto quanto. Giovedì
non cambierebbe nulla di quello che oggi è stato discusso e fatto. Allora siamo seri fino alla fine, è stato un
incidente di percorso non voluto da nessuno, perché neanche loro si sono resi conto di quello che si andava
in contro perché nessuno si legge il regolamento. … (intervento fuori microfono) allora ti prendi la
responsabilità, D’Innocenzo, di dire che tu ostruisci i lavori del Consiglio. Oggi non ci saremmo stati se io
avevo fatto la verifica del numero legale. Certo siamo sul campo delle ipotesi, però basandoci su quello che
era successo in quel momento … (intervento fuori microfono) Politicamente cosa cambia? … (interventi
fuori microfono) Ha ragione l’Assessore Mingarelli, perché è stupido mettere in una condizione di invalidità
tutto quello che faremo questa sera.
CONS. SILVESTRINI: Io sinceramente sono scandalizzata di tutto quello che è successo dall’una di questa
mattina ad adesso. Certo è che non prendo lezioni di morale da nessuno ed è per questo che chiedo che il
documento presentato dal mio capogruppo venga esposto alla votazione. Grazie.
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CONS. MELONI: Forse non sono stato chiaro, io accetto quello che ha detto l’Assessore Mingarelli, cioè qui
non si può proporre o non proporre se non sappiamo se è iniziato o non iniziato il Consiglio. Se è iniziato il
Consiglio si vota l’emendamento che c’era e se invece il Consiglio non è iniziato si va a casa, come diceva
l’Assessore. Io non posso votare la validità o la non validità, è tanto semplice.
CONS. SFORZA: Io direi di proseguire perché il Consigliere Falzetti ha fatto una proposta di rinvio
dell’argomento.
PRESIDENTE: Ma non si può fare in votazione.
CONS. SFORZA: Va bene, non si va in votazione ma per motivi oggettivi perché non c’è la presenza del
Sindaco e quant’altro, praticamente lui ha richiesto che ci sia la partecipazione di altri componenti in modo
tale che questo argomento sia approvato da tutti i Consiglieri Comunali, io penso che ci siano tutti i
presupposti per andare avanti, è questo il problema.
CONS. D’INNOCENZO: Togliamo la parola morale dalla bocca di tutti, perché sennò si litiga e basta, è
stato appurato che le cose si sono svolte in una determinata maniera, io vorrei sapere se è legittimo, adesso
mi dispiace per il dott. Guida che sarà lui che dovrà decidere, se il Consiglio Comunale così come si è svolto
fino adesso è illegittimo io mi alzo su e vado via perché non sono disponibile a fare nulla di illegittimo, se
non è illegittimo io direi ripartiamo dal punto proposto da Falzetti perché o tutto o niente, o stiamo qui e le
cose funzionano in una determinata maniera oppure se c’è qualche problema di illegittimità bisogna,
Consiglieri, che ognuno di noi si alzi e … perché se è illegittimo non possiamo fare niente.
SEGRETARIO: Io rispondo al Consigliere D’Innocenzo, purtroppo non sono veggente e quindi non sono in
grado di dire che cosa sarebbe successo se il Consigliere Bellucci e il Consigliere D’Innocenzo dovevano
stare seduti perché loro hanno chiesto la verifica, verificato il numero, se si fossero alzati dall’emiciclo e
sarebbe mancato il numero legale. Siccome io questo non lo so perché non sono veggente e quindi non so se
si sarebbero alzati sia D’Innocenzo che Bellucci io questa risposta non la posso dare perché non so che cosa
sarebbe successo se fosse stata fatta la verifica alla presenza di Bellucci e di D’Innocenzo che dovevano stare
in aula e si sono alzati e poi vedere che cosa sarebbe successo, io questo non lo so.
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CONS. D’INNOCENZO: Però non può dare la responsabilità a noi, perché nel verbale…
PRESIDENTE: Per capire meglio, io non ho nessuna volontà di creare problemi. Loro durante la verifica
potevano sedere e assicurare il numero legale e poi alla votazione alzarsi e andarsene e questo avrebbe fatto
di nuovo mancare il numero legale. Non possiamo però presupporlo.
CONS. SFORZA: Presidente, io penso che ci sia una alternativa, se iniziamo la discussione dell’argomento
che è stato sospeso oggi, dopodichè il Consigliere Comunale Falzetti si è impegnato a rinviare questo
argomento al prossimo Consiglio Comunale perché non sono presenti tutti i Consiglieri Comunali … era di
trovare questa soluzione.
PRESIDENTE: Io vi dico quello a cui sono arrivato. Prima di tutto mi devi spiegare visto che una parte
dell’UDC vorrebbe continuare mi pare dalle espressioni fatte, perché ci sta questo problema a votare questo
ordine del giorno. Secondo, giovedì qualora io adesso sciogliessi il Consiglio Comunale si inizia dalla
votazione all’emendamento e non si fa più discussione perché è evidente e questo me l’ha detto anche il
Segretario Comunale che la discussione era esaurita e si stava passando alla votazione. Io vorrei capire
perché in questo momento non si può per i due membri … (intervento fuori microfono) se questa è la
considerazione, detta anche fuori microfono, che è illegittimo andare avanti, io chiudo il Consiglio Comunale
e ci vediamo giovedì pomeriggio alle 15.30 partendo da quello che ho detto. È chiuso il Consiglio Comunale,
lo dico con grande rammarico, è chiuso il Consiglio Comunale.
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