AVVENTURANIMA e PEPITA
presentano
SUSSIDIO AVVENTO ROMANO 2011
Introduzione al sussidio
IL DONO PIÙ GRANDE – un Natale tutto da scoprire – è un sussidio agile e frizzante che vi
permetterà di animare il periodo di Avvento durante l’incontro con i vostri ragazzi.
Il sussidio ha lo scopo di guidare i ragazzi tra gli 8 e 13 anni in un percorso di crescita utilizzando
la fantasia e la creatività, partendo da ciò che la Chiesa ci propone attraverso la liturgia domenicale.
L’avvincente storia di amicizia fra Thomas ed Eric, due ragazzi di quindici anni, accompagnerà il vostro
gruppo a vivere il Natale attraverso le tematiche evangeliche con uno sguardo attuale. Vangelo e riflessioni, attività concrete e giochi per introdurre e animare le discussioni, ma anche manualità con un
pacco regalo da costruire che resterà come segno per i ragazzi.
Il sussidio può essere utilizzato dai catechisti durante la settimana, dagli animatori per animare un
momento particolare della domenica, o dagli educatori per gli incontri di gruppo.
La struttura del sussidio è molto semplice e si ripropone identica per ogni settimana.
− DENTRO IL VANGELO: viene riportato il Vangelo delle domeniche di Avvento accompagnato da
un breve commento.
− LA STORIA: trovate la storia sotto forma di dialoghi, possono essere letti e/o recitati con i ragazzi del
vostro gruppo, oppure possono essere ascoltati grazie alla registrazione audio della storia scaricabile
dal sito www.pepita.it o www.avventuranima.it in un file mp3.
− PARLIAMONE: alcuni spunti di riflessione per voi catechisti/animatori. Un punto di partenza per
una vostra riflessione personale ma anche delle idee per impostare la discussione con il vostro
gruppo e per proporre le attività ai ragazzi.
− ATTIVITÀ: un gioco o una dinamica per introdurre la riflessione e la discussione nel gruppo. Le
proposte di attività sono due: una per la fascia d’età delle elementari e una per la fascia d’età delle
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medie. Nulla vieta che possiate cambiarle, invertirle, o utilizzarle entrambe a seconda del gruppo
che avete di fronte.
− IMPEGNO: il “compito” a casa per i vostri ragazzi. Un impegno per la settimana che nasce dagli
spunti di riflessione della storia e dall’attività svolta.
− IL SEGNO: sarà il simbolo dell’Avvento 2011. Un ricordo, o meglio un regalo che i vostri ragazzi co-
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struiranno durante gli incontri e che resterà loro al termine del cammino in preparazione al Natale.
I ragazzi dovranno costruire una scatola regalo e una volta completata i catechisti/animatori metteranno all’interno un’immagine di Gesù, questo sarà ”Il dono più grande” del Natale. Per realizzare
la scatola regalo trovate le spiegazioni video su www.pepita.it e www.avventuranima.it . Sul
sito trovate anche il foglio A4 da scaricare e far decorare ai ragazzi prima di costruire la scatola e
una proposta di immagine di Gesù da inserire durante l’ultimo incontro nella scatola. Ovviamente
potete anche usare altre immagini di Gesù o comprare un’immaginetta plastificata come pensiero
per i vostri ragazzi.
− LA PREGHIERA: un piccolo scritto che vi potrà essere utile per la preghiera di gruppo al termine del
vostro incontro. Vi invitiamo però a osare di più e consegnarla ai ragazzi in modo tale che possano
pregare anche a casa.
All’inteno del libretto troverete questo simbolo:
Indica i materiali scaricabili dal sito.
Dentro il Vangelo
Ancora una volta Gesù si rivolge ai discepoli in parabole, un linguaggio più comprensibile e immediato per esprimere, ogni volta, la grandezza di Dio. Nel breve brano evangelico di questa prima domenica, Gesù chiede che si vegli, che si rimanga attenti e pronti, che non ci si arrenda di fronte a fatiche o
a difficoltà più grandi. Vigilare è l’atteggiamento tipico di chi sa cogliere il più piccolo segno nella notte
e non rallenta il passo perché sa guardare a Colui che ha vigilato in attesa di morire per tutti.
Dal Vangelo di Marco (13, 33-37)
Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito
dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha
ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo
all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!
Storia
In un paese di campagna del Mississippi Thomas, 15 anni, vive con i genitori in una casetta vicino
a un fiumiciattolo. È il primo giorno delle vacanze natalizie, nevica e da lì a poco Thomas rivedrà il suo
amico Eric.
Eric abitava nella casa al di là del fiume e da 3 anni ormai si era trasferito a Philadelphia a causa degli
impegni lavorativi del padre. Alla sua partenza i due avevano fatto un patto di amicizia e ne avevano seppellito il simbolo in cima alla collina ai piedi di un’ enorme quercia, dove andavano a giocare fin da piccoli
rotolandosi giù fino a un vecchio mulino abbandonato. «La nostra amicizia rimarrà salda... e nemmeno
Prima settimana |
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la distanza potrà mai dividerci» – avevano giurato – e ognuno di loro aveva sepolto un oggetto a lui caro
in segno di fedeltà. Nessuno dei due però sapeva di quale oggetto si trattasse. Fino a quando...
THOMAS: Ehi mamma! Guarda come nevica! Speriamo che il treno riesca a partire!
SIG.RA SMITH: Stai tranquillo tesoro, piuttosto hai controllato di aver messo tutto in valigia?
THOMAS: Si si... c’è tutto! Dov’è papà?
SIG.RA SMITH: È andato in stazione con Tobia a prendere il tuo biglietto. Si è alzato presto oggi, ha
voluto comprare un pensiero per i signori Brown per ringraziarli della loro disponibilità.
THOMAS: Mamma non vedo l’ora!
A 333 km di distanza...
Prima settimana |
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SIG.RA BROWN: Eric! Non se ne parla nemmeno! Hai un telefono e quello ti tieni!
ERIC: Ma mamma! È vecchio... poi rispetto agli altri che hanno cellulari touch, io mi ritrovo questa
cabina telefonica!
SIG.RA BROWN: Io e tuo padre abbiamo già speso troppo, e non ci sembra il caso di sprecare così i nostri
risparmi. Guarda in camera tua quante diavolerie hai! Non ti sembrano abbastanza? Anzi sono fin
troppe visto che ci passi le intere giornate invece di studiare o stare un po’ all’aria aperta!
Sbam!!! (Eric in camera sua)
SIG.RA BROWN: (la madre col padre al telefono) Caro ti hanno già telefonato i genitori di Thomas per
dirti a che ora arriva?
SIG. BROWN: Si, mi ha chiamato un attimo fa il signor Smith! Sempre molto gentile, un sacco di ringraziamenti, ha detto anche che, se vogliamo, Eric può andare da loro nelle vacanze di Pasqua. Poi
ne parleremo bene a casa. Comunque passo a prenderlo in stazione dopo il lavoro. Non sarà una
grande accoglienza la nostra, però penso sia giusto far capire a Eric quello che è realmente lo spirito
natalizio e che lo stile di vita che sta seguendo non lo porta sulla giusta strada.
SIG.RA BROWN: Lascia perdere! Una litigata anche oggi per quel benedetto telefono!
SIG. BROWN: Dai, l’arrivo di Thomas sono sicuro che ci sarà d’aiuto!
SIG.RA BROWN: Lo spero, buon lavoro!
SIG. BROWN: A dopo cara, se hai bisogno mandami un messaggio!
Parliamone...
Il periodo di Avvento è un periodo che prepara a un avvenimento grande e per tutti. Tutto ciò può
provocare un senso di anonimato, in questi ”tutti” ci si perde, “tutti” siamo coinvolti, “tutti” dobbiamo
volerci bene ma, passata la festa, tutto ritorna come prima lasciandoci con un po’ di amaro in bocca. È
necessario rivedere l’Avvento come il periodo che ci porta ad un incontro con il Signore, come un fatto
che ci riguarda personalmente, appunto come quello dei due amici che si ritrovano dopo alcuni anni
di lontananza.
Primo argomento: l’attesa. Thomas Smith e Eric Brown, al momento del trasferimento dei genitori
del secondo, avevano fatto un patto e giurato che la loro amicizia sarebbe rimasta salda nel tempo.
Dentro quei nomi che sono comuni, si dovrebbero ritrovare tutti i ragazzi. Abbiamo così all’inizio del
racconto la sottolineatura dell’amicizia e possiamo vedere sia l’aspetto teologico sia quello personale.
Il significato teologico, rimanda all’Antico Testamento e riguarda l’amicizia tra Dio e il popolo d’Israele, amicizia che, da parte del Signore, rimane invariata nel tempo, malgrado il comportamento non
sempre positivo di Israele. Il Signore interviene aiutando il popolo nei momenti difficili delle persecuzioni (egiziane, assiro-babilonesi, siriane), ma facendolo anche crescere, maturare, come quando è nel
deserto o quando deve rivedere la propria storia. Il Signore fa questo inviando i profeti, che rimarcano
la parola di Dio, e infine al tempo della dominazione romana Lui stesso si fa storia inviando Gesù che si
fa carico dei peccati e della cattiveria del mondo.
I genitori di Eric vegliano sul figlio, cercano di capire il suo comportamento ma non riescono più
a comunicare, la porta che sbatte è sintomatica, sperano che l’arrivo di Thomas cambi le cose. Perché
c’è poca comunicazione tra le generazioni? Se c’è una colpa, questa sta tutta da una parte? Perché
non riannodare i fili cercando quello che può essere messo in comune, ognuno per la sua parte, senza
sminuirsi, facendo valere l’esperienza e l’amore da una parte, la freschezza e la gioia di vivere dall’altra?
Qual è il vero spirito natalizio? Dove si può trovare? Chi lo può indicare?
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Prima settimana |
L’altro aspetto è quello dell’amicizia tra coetanei, che insieme scoprono il mondo e in questa scoperta si aiutano a vicenda, scambiandosi impressioni, stati d’animo, affetto, esperienze. Come vivono i
ragazzi l’amicizia? Come questa li aiuta ad affrontare le avversità, sia scolastiche sia comportamentali?
Rimarrà salda malgrado la lontananza? Quanti giuramenti si fanno in nome dell’amicizia, giuramenti
che poi il tempo cancella?
Thomas è euforico, contento, dentro di sé non vede l’ora di essere già dall’amico, il tempo che manca
al ritrovarsi gli fa crescere la gioia dell’incontro e l’inclemenza del tempo atmosferico non lo spaventa,
anzi. E nell’amicizia vera c’è sempre qualcuno che fa il primo passo, che va verso l’amico. Eric, al contrario, della sua amicizia forse ha già incominciato a dimenticarsi. Per lui il Natale ha solo un significato
consumistico, basato sull’attesa di regali, di oggetti inutili, senza sostanza; per lui l’importante non è
tanto ”essere” quanto ”apparire”, fare un po’ invidia agli altri per la quantità di oggetti posseduti. Non
importa se poi questi stessi oggetti (il telefonino è altamente simbolico in questo senso) lo isolano dagli altri, lo fanno vivere come un recluso: l’importante è possederli... Alla fine, però, questo isolamento,
se non è contrastato, porta all’alienazione dal mondo, dall’ambiente, dagli altri coetanei.
Attivita` elementari
INDOVINA CHI?
Obiettivo
Questo gioco porterà i ragazzi a riflettere sul significato della parola attesa, ovvero la pazienza che
ogni cristiano deve metterci per prepararsi in modo adeguato alla venuta di Gesù. Infatti non bisogna
aver fretta di arrivare alla soluzione, ma occorre affrontare ogni passo al momento giusto, così anche il
cristiano con l’aiuto dell’Avvento può vivere l’attesa appieno.
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Svolgimento
L’attività è divisa in due parti.
Parte 1a: il catechista pensa a una persona che c’è nell’aula o che è conosciuta da tutti i presenti. I
ragazzi a turno fanno domande per capire chi è la persona (l’animatore può rispondere solo sì o no) e
chi indovina realizza un punto. Si ripete il gioco più volte.
Parte 2a: viene fatto lo stesso gioco, ma chi dice il nome sbagliato della persona pensata dal catechista è eliminato.
Invitate i ragazzi a porre delle domande non solo sull’aspetto fisico ma anche sulle caratteristiche
caratteriale.
L’attenzione da avere, e da sottolineare, è che sicuramente i bambini nella 1a parte del gioco diranno i nomi a raffica senza fare molte domande, per indovinare per primi la persona pensata. Mentre
nella 2a parte del gioco faranno molte più domande per conoscere ed essere sicuri dell’identità della
persona, per non rischiare di essere eliminati. Come nel gioco si fanno tante domande per scoprire
l’identità nascosta, così l’Avvento permette a noi cristiani di conoscere e avvicinarsi a Gesù che tanto ci
aspetta.
Impegno
Ai ragazzi consegnate una scheda gioco (un foglio di dimensioni di 10x15 cm che si può ottenere da
un foglio A4 diviso in quattro parti). Su un lato del foglio scrivete ”ASPETTANDO CHI?”. Sul lato opposto
invitate i ragazzi a scrivere ogni giorno una caratteristica della persona che stiamo aspettando per
Natale: Gesù. Come hanno fatto nell’attività precedente invitateli a non scrivere caratteristiche fisiche
ma a interrogarsi in profondità sulla persona di Gesù.
retro ndo
Aspetta
chi?
Fronte
1 __________
2 __________
3 __________
4 __________
5 __________
6 __________
7 __________
Attivita` medie
SHANGAI
Obiettivo
Questo gioco porterà i ragazzi a riflettere sul significato della parola attesa, ovvero la pazienza che
ogni cristiano deve metterci per prepararsi in modo adeguato alla venuta di Gesù. Infatti non bisogna
aver fretta, ma affrontare ogni passo al momento giusto, così anche il cristiano con l’aiuto dell’Avvento
può vivere l’attesa appieno.
Materiale
Bastoncini da Shangai
Impegno
Ogni ragazzo viene invitato a portare a casa un bastoncino di Shangai. La caratteristica del bastoncino di Shangai è quella di avere delle tacche colorate. Inviterete quindi i vostri ragazzi a fare anche
loro delle tacche colorate su questo bastoncino. Alla fine di ogni giornata i ragazzi facendo un esame
di coscienza dovranno segnare una tacca verde se nella giornata sono stati pazienti e una tacca nera se
durante la giornata non lo sono stati. Il giorno di Natale regaleranno questo bastoncino a qualcuno di
molto importante per loro.
Segno
I ragazzi vengono invitati a colorare le immagini e personalizzare il foglio A4, scaricabile dal sito,
che poi verrà utilizzato, sempre in questa occasione, per costruire la base della scatola.
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Prima settimana |
Svolgimento
Recuperare uno o più mazzi di bastoncini del gioco Shangai, a seconda del numero dei ragazzi
del vostro gruppo (noi consigliamo un pacchetto di Shangai ogni 5/7 ragazzi). L’educatore preparerà il
tavolo da gioco mischiando gli Shangai e facendo in modo che il bastoncino dal valore più importante
cadendo sul tavolo con gli altri si trovi in una posizione difficile da liberare. Ogni giocatore a turno dovrà
riuscire a liberare il numero maggiore di bastoncini sfilandoli dal mucchio. Dovrà fare molta attenzione
a non muovere i bastoncini vicini a quello scelto, altrimenti sarà costretto a cedere il turno al giocatore
successivo. Non sarà però una gara a chi avrà più bastoncini perché, pur giocando singolarmente, tutti
possono e devono aiutare il giocatore di turno. Il gioco termina quando un giocatore del gruppo avrà
liberato il bastoncino di colore diverso. Va sottolineato il fatto che per questo gioco serve molta pazienza, perché non si può prendere subito il bastoncino dal valore più alto, ma prima bisogna spostare i
bastoncini che stanno sopra senza muovere niente. Così nella nostra vita: bisogna avere la pazienza di
liberarci di ciò che di inutile abbiamo per trovare Gesù.
Preghiera
Signore Gesù,
insegnami a saper stare sveglio con Te,
a non chiudermi in me stesso,
ma a vegliare
con tutti coloro che hanno in cuore
il desiderio di aspettare la gioia
che solo tu puoi donare.
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Dentro il Vangelo
Particolarmente originale è la partenza del Vangelo di Marco, dove l’evangelista sviluppa in un versetto la tesi di fondo di tutto il suo Vangelo: Gesù Cristo è il Figlio di Dio. È alla domanda:«chi è Gesù?»,
che Marco cercherà di rispondere in tutto il suo Vangelo a partire dagli interrogativi provocatori che
Gesù rivolgerà ai discepoli:«e voi chi dite che io sia». Marco suggerirà una sola risposta: Gesù è il vero
riferimento della nostra vita.
Dal Vangelo secondo Marco (1, 1-8)
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto dal profeta Isaia:
Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono
dei peccati. Accorrevano a lui da tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E
si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di
peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico.
E proclamava:«Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
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Storia
In treno...
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THOMAS: (tra sé e sé, pensieri e ricordi) Aaaah... Finalmente in viaggio! Chissà com’è cambiato, mi prende sempre in giro perché io non ho il telefono con le foto, però sono sicuro che appena aprirà il
regalo rimarrà a bocca aperta! Ha sempre desiderato la mia sciarpa coi colori dell’arcobaleno, di
certo non se l’aspetta!
OLIVIA: Scusa, è libero questo posto? Ah sei tu Thomas!
THOMAS: Ciao Olivia!
OLIVIA: Come stai? Che ci fai da solo in viaggio?
THOMAS: Vado a trovare Eric a Philadelphia. Sai che si era trasferito là, vero?
OLIVIA: Si certo, ogni tanto lo sento al computer. Ma tu non hai internet?
THOMAS: Si, ma non mi connetto molto... (mente). Tu invece dove vai?
OLIVIA: Vado da mia nonna, scendo fra due fermate!
THOMAS: Ah peccato, io ho ancora due orette di viaggio!
OLIVIA: Scusami Thomas ma ho sentito la voce dei miei amici, devono essere qualche cabina più avanti
(se qualcuno la vedesse insieme a Thomas di sicuro si farebbe una brutta reputazione. È un po’ l’emarginato di turno perché considerato ”sfigato” dai ragazzi della sua età). Ciao e buon Natale!
THOMAS: Ciao Olivia è stato un piacere vederti!
In casa Brown la signora Melanie inizia a preparare il pranzo...
SIG.RA BROWN: (tra sé e sé) L’antipasto è pronto, le lasagne e le cosce di pollo con patate sono solo da
scaldare, non resta altro che il dolce!
SIG.RA BROWN: Mary! Tesoro! Vieni giù a darmi una mano?
MARY: Arrivo mamma! Io Eric non lo sopporto più, continua a farmi dispetti! Uhm che profumino! Che
cos’è tutto questo cibo? Abbiamo ospiti mamma?
SIG.RA BROWN: Sai tenere un segreto?
MARY: Si, certo!
SIG.RA BROWN: Sta arrivando Thomas! È una sorpresa, Eric non deve saperlo! Faremo finta che viene a
pranzo il capo di papà. Ci pensi tu a preparare la tavola?
MARY: Ah! A lui fate la sorpresa e me nulla? Neanche l’albero di Natale e gli addobbi quest’anno? Quindi
niente regali?!?
SIG.RA BROWN: Ne abbiamo già parlato Mary! L’importante è stare tutti insieme quindi il necessario
ce l’abbiamo, fino a che tu e tuo fratello non imparerete a staccarvi da quei benedetti videogiochi,
non se ne parla nè di albero, nè di luci, nè tanto meno di regali!
Alla stazione di Philadelphia...
THOMAS: (tra sé e sé) Ma dov’è il signor Brown? Mannaggia, spero che abbia capito bene l’orario...
meglio telefonare a casa per avvertire del mio arrivo.
THOMAS: Ehi, ciao papà!
SIG. SMITH: Ciao Thomas! Tutto bene?
THOMAS: Sono appena sceso dal treno... tutto bene, ora sono in attesa del signor Brown, non lo vedo
ma sarà di sicuro qui da qualche parte! È bellissima questa stazione, c’ è un sacco di gente ed è
super addobbata di luci e alberi di Natale!
SIG. SMITH: Se non lo trovi chiamami che provo a telefonargli. Fai tante foto così possiamo vederle
anche noi.
THOMAS: Va bene! Chissà casa di Eric come sarà bella! Ricordi com’era il suo albero di Natale col presepe?
SIG. SMITH: Era il più bello del paese! Ti saluta la mamma, mi raccomando fai il bravo e telefona ogni
tanto. Ciao!
THOMAS: Ciao papà, mi mancherete! Saluta Tobia e ricordati di dargli il biscotto al pomeriggio! Ciao ciao!
Accorrere, muoversi, come utilizziamo i mezzi di trasporto?
E i mezzi pubblici? La cosa pubblica come viene vista, trattata? È di tutti, quindi anche mia e perciò
la tratto bene oppure è di tutti, cioè di nessuno, quindi la tratto male non preoccupandomi se velocemente si deteriora?
L’incontro con Olivia è amicizia vera? Può esserci amicizia vera se ci vergognamo dell’altro, come fa
Olivia nei confronti di Thomas, che viene considerato uno “sfigato” e con cui non è bene farsi vedere?
La preparazione del pranzo da parte della mamma di Eric rimanda al cibo, a questo bene primario.
Com’è considerato il cibo dai ragazzi? Necessità, occasione per stare insieme, momento di condivisione? La cena, il pranzo sono vissuti come momento in cui la famiglia si ritrova insieme per scambiarsi
emozioni, pareri, esperienze oppure sono solo momenti che devono durare il meno possibile? La vita in
famiglia (si parte dalla sorella di Eric che deve preparare la tavola) esiste? Come si svolge?
Nella loro mentalità e nel loro modo di agire come sono considerati coloro che non hanno il cibo, e
magari per averlo si spostano da un continente all’altro? Sono visti come possibili nemici?
Com’è considerato il lavoro svolto per procurarsi i beni di prima necessità? Un obbligo, una maledizione, un modo che permette di emanciparsi? Quali sono i modelli che i ragazzi hanno davanti? Solo
veline e calciatori, macchine per far soldi? Qual è il rapporto con il denaro? E di conseguenza, l’istruzione è un peso che limita il tempo a disposizione o un mezzo di conoscenza di quello che non si conosce
ancora, di quello che fa crescere?
SECONDa settimana |
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Parliamone...
Attivita` elementari
CACCIA AL TESORO
Obiettivo
Comprendere l’importanza dell’amicizia nella quotidianità della vita e della fatica per trovare degli
amici veri.
Materiale
* prove da superare per arrivare al tesoro
* cinque fogli, ognuno con la lettera delle parola AMICO
* tesoro
SECONDa settimana |
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Svolgimento
A partire dal motto ”chi trova un amico trova un tesoro” realizzate una mini caccia al tesoro per
ragazzi. Per rendere più semplice e veloce il vostro compito, abbiamo pensato di dare degli spunti per
alcune prove e indovinelli. Sarà compito vostro nascondere e organizzare al meglio i vari indizi a seconda del numero dei ragazzi, del tempo e dell’ambiente a disposizione. Ogni volta che viene superata una
prova, consegnate loro delle lettere che unite assieme, formano la parola AMICO.
Alcuni spunti per fornire indizi
1. Mini-cruciverba
Schema
NONNO
MARIA
STELLA
STALLA
ALBERO
GESÙ
Come vedete incolonnando bene le parole,si compone
la parola NATALE (è meglio preparare uno schema a
caselle, per facilitare il cruciverba)
Definizioni
A.
B.
C.
D.
E.
F.
Il papà di tuo papà è per te il tuo...
Il nome della mamma di Gesù
Indicò ai Re Magi la strada per raggiungere Gesù appena nato
Luogo di nascita di Gesù
Cos è una quercia?
È nato il 25 dicembre
2. Collega le risposte esatte
KIWI ARANCIA LIMONE FRAGOLA GIALLO
ROSSO
MARRONE
ARANCIONE
B.
DEL PIERO
BONOLIS NAPOLITANO
GIULIO CESARE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CALCIATORE
IMPERATORE
PRESENTATORE
C.
GENOVA
FIRENZE
PALERMO
BOLZANO
TOSCANA
SICILIA
TRENTINO
LIGURIA
D.
TORINO
MILANO
ROMA
BARI
TRULLI
MOLE
CASTELLO SFORZESCO
COLOSSEO
3. RispondI alle domande
•
•
•
•
Come si chiama il cane di Topolino? (Pluto)
Chi è il più famoso maghetto del cinema? (Harry Potter)
Come si chiama il Papa? (Benedetto XVI)
Il rospo, quando riceve un bacio dalla principessa, in cosa si trasforma? (Principe)
4. Labirinto
5. Tesoro (A vostro piacere)
Impegno
Viene consegnata l’immagine di un forziere in cui ogni bambino potrà scrivere ogni sera il nome di
colui/colei che per lui durante la giornata gli è stato più amico.
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SECONDa settimana |
A.
Attivita` medie
LETTERA A UN AMICO
I catechisti invitano i ragazzi a scrivere una lettera ad un amico lontano o che non vedono da un
po’ di tempo nella quale parlano di loro stessi, raccontano ciò fanno nelle loro giornate, ma soprattutto
descrivono le loro gioie, le delusioni, le speranze, i sogni... e domandano all’amico ciò che vogliono
sapere di lui.
SECONDa settimana |
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Una volta scritta la lettera, discutete in gruppo sul valore dell’amicizia. Ecco alcuni spunti:
• Chi sono i miei amici?
• Quali sono le qualità piu’ apprezzabili in un amico?
• Come deve essere il vero amico?
• Cosa faccio per dimostrare che è/che sono importante/i per me?
• Secondo te, Gesù ha avuto degli amici cari? Tu sei amico di Gesù?
L’amicizia è il legame tra persone basato sull’affinità di sentimenti, schiettezza, disinteresse e stima reciproca.
Impegno
Viene consegnata una busta a ogni ragazzo (in alternativa viene fatta costruire a partire da un
foglio A4) proponendo l’impegno di spedire la lettera scritta durante l’attività all’amico/a a cui avevano
pensato. Ovviamente date anche la possibilità di riscriverla se lo ritengono opportuno.
Segno
I ragazzi, come per la prima settimana, vengono invitati a colorare e personalizzare le immagini sul
foglio A4, scaricabile dal sito, che poi verrà utilizzato per costruire il coperchio della scatola.
Preghiera
Signore Gesù,
tu sei il centro della nostra vita,
attira a te tutti coloro che,
senza saperlo,
ti stanno cercando e fa’ di noi
testimoni coraggiosi della tua parola.
Dentro il Vangelo
Tra le parole che assumono un significato particolarmente rilevante nel testo evangelico di questa
domenica troviamo ”testimonianza” e ”luce”. Giovanni, con il suo Vangelo, vuole proporre un vero e
proprio itinerario di fede dove il Vangelo è la testimonianza che si è chiamati a dare, con la propria vita,
riconoscendo in Gesù la luce che illumina il cuore di ogni uomo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 6-8. 19-28)
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e
leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò:«Io non sono il Cristo». Allora
gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse.«Sei tu il profeta?». «No», rispose.
Gli dissero allora:«Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che
cosa dici di te stesso?». Rispose:
«Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero:«Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro:«Io battezzo
nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non
terza settimana |
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sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove
Giovanni stava battezzando.
Storia
terza settimana |
20
THOMAS: (tra sé e sé) Che belle bancarelle! Mi viene voglia di comprare tutto! Quasi quasi questa candela... uh che bella! Ed è profumata! Si, la compro per tutta la famiglia Brown! Salve signor Brown!
SIG. BROWN: Ciao Thomas! Come stai, carissimo?
THOMAS: Sto bene, grazie! Lei?
SIG. BROWN: Ti stavo aspettando all’altro binario... ho fatto confusione con i numeri! Poi ti ho visto qui
vicino a questa bancarella.
THOMAS: È bellissimo qui! Ma quante luci ci sono? È stupendo!
SIG. BROWN: Anche tutta la città è addobbata con tantissime luci e alberi di Natale! Rimarrai deluso da
casa nostra. Incamminiamoci verso la macchina, intanto ti spiegherò il motivo.
THOMAS: Ho capito... comunque Eric non sa proprio nulla del mio arrivo, vero?
SIG. BROWN: No, è una sorpresa... siamo tutti contenti del tuo arrivo! E... i tuoi come stanno?
THOMAS: Bene, grazie! Vi salutano e vi ringraziano infinitamente! Comunque se lei è d’accordo possiamo addobbare la casa tutti insieme! Che ne pensa?
Intanto, a casa di Eric...
ERIC: (tra sé e sé) Ma ce l’hanno tutti con me in questa casa? Non va bene niente, non c’è albero, non ci
sono giochi nuovi, di conseguenza non ci saranno regali. Quasi quasi cerco qualcuno su Facebook,
ci saranno Valerie e Rich di certo.
Al piano di sotto intanto...
THOMAS: Buon giorno signora Melanie! Ciao Mary, ma quanto sei cresciuta!!!
SIG.RA BROWN: Ciao Thomas!
MARY: Ciao Thomas! (un po’ timida)
SIG.RA BROWN: Come stai? È andato bene il viaggio? Abbassiamo un po’ la voce, Eric è su in camera...
non vorrei che ci sentisse!
THOMAS: Oh certo! È andato bene, per un pezzo di tragitto ero in compagnia di un’ amica.
SIG.RA BROWN: Bene bene! Beh, che ne dici di andare a salutare quello scapestrato di mio figlio? Così
poi possiamo parlare anche tranquillamente!
THOMAS: Corro!!
Toc toc!
ERIC: Cosa c’è!? È pronto da mangiare?
Toc toc!
ERIC: Ma che c’è? Non rompere le scatole Mary!
Si apre la porta piano piano... Crrr! (un catenaccio con la catenella blocca l’ingresso)
ERIC: Non ho mica detto avanti!!
THOMAS: Ah no? Scusa... allora me ne torno a casa!
ERIC: Mah... mah... Thomas? Thomas! Ma che... che ci fai qui?!?
THOMAS: Eh, sono passato a fare un giretto! Così... per salutare un amico! Sempre se mi apre la porta
però!
La sedia viene scaraventata all’indietro e Eric apre la porta
Sonore risate risuonano in tutta la casa durante il pranzo della vigilia di Natale, in quello che sembra
essere diventato un clima veramente natalizio!
SIG. BROWN: vedo che finalmente i “signorini” hanno capito cosa sia il Natale!
I due figli fanno una smorfia compiaciuta
SIG. BROWN: A proposito di quella cosa che mi hai detto in stazione Thomas... (ora rivolto a tutti) perché
non venite un attimo con me giù in cantina? L’albero, gli addobbi e il presepe non salgono da soli!
MARY: Ma quest’anno non era ”nè albero, nè luci, nè tanto meno regali?”
SIG.RA BROWN: Si tesoro, ma mi sa che papà ha cambiato idea, ora che stiamo vivendo questo giorno
importante con lo spirito giusto anch’io non vedo l’ora di addobbare la casa tutti insieme come
facevamo quando eravate piccoli.
Parliamone...
Luci, alberi di Natale, cose nuove, la gioia dell’incontro aspettato e atteso. I ragazzi sono aperti al
nuovo o ne hanno paura? Si chiedono come sarà il loro futuro?
21
terza settimana |
ERIC: Thomas! Ma che sorpresa!!!
THOMAS: Ciao, amico! Che bello rivederti! Non sei cambiato di una virgola, sei sempre più basso di
me!
ERIC: Si perché sono in ciabatte! Ma come... uhm eri d’accordo con i miei vero?
THOMAS: Eh già! Era da tempo che volevo venire a trovarti, poi ho colto l’occasione. I miei devono lavorare a Natale e non volevano che rimanessi solo a casa. Gli agriturismi sono strapieni da noi!
ERIC: Non ci posso credere! Quindi starai qua qualche giorno?
THOMAS: Starò qui fino al 27!
ERIC: Evvai!!! Grandeeeeee! Abbiamo un sacco di arretrati noi due!
Mamma!? Papà!? Voi... avete organizzato tutto? Ecco perché... adesso si spiega tutto!
SIG. BROWN E SIG.RA BROWN: Ti può bastare come regalo di Natale?
ERIC: Beh, a dire il vero mi aspettavo di meglio! (e si becca un scappellotto sul collo da Thomas) Grazie
mamma! Grazie pà!
Ci avviciniamo a Natale, ma che cosa vuol significare realmente Natale? È solo atmosfera, determinata dal clima (buio, luci, freddo, neve...), o dietro a queste apparenze c’è qualche sostanza? L’esternazione della festa, fatta di luci sui balconi, nei giardini, nelle strade, gli addobbi delle case, delle vetrine
corrispondono all’atteggiamento interiore che si dovrebbe avere?
Amicizia attraverso internet (facebook): che tipo di amicizia è? Vera oppure finta, virtuale? Con
un amico conosciuto tramite internet si è sinceri oppure si fa vedere quello che si vorrebbe essere, ma
non si è? Si può parlare di amicizia o piuttosto di conoscenza? Con un amico, un’amica ci si incontra
fisicamente, faccia a faccia, si condividono emozioni, tempo, giochi, ci si aiuta; con facebook avviene
tutto questo?
terza settimana |
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Cosa significa la porta della stanza di Eric chiusa con il catenaccio? Voglia di isolamento, chiusura
verso gli altri componenti della famiglia, preludio a considerarli estranei e potenziali nemici? È bello
ogni tanto stare da soli per riflettere, pensare, ma questo non vuol dire erigere mura o ponti levatoi. I
ragazzi sono in questa situazione?
Finalmente l’incontro, la sorpresa, la gioia, l’amicizia che sembrava spenta riemerge, il tempo
sembra non essere trascorso, i tre anni si sono volatilizzati. Se l’amicizia è vera dura nel tempo, non
si spegne mai: la camera, che era diventata il deserto dell’esistenza, si riempie di allegria. E si scopre
che i veri regali di Natale non sono gli oggetti consumistici destinati a deperire, ma le persone che si
incontrano, che si ritrovano. Sono le persone che fanno il Natale, non gli addobbi, le luci, i regali: questi
magari possono servire, aiutano, ma non sono il tutto.
È necessario imparare a festeggiare bene il Natale. È un tempo favoloso che ci è donato, che ci ricorda
l’evento straordinario del Signore che si fa uomo, persona, che entra nella storia di tutti noi, anche noi di
oggi, non solo delle persone di più di 2000 anni fa. Allora dobbiamo essere pieni di gioia, di letizia e
condividerla con chi ci sta vicino, anche se molte volte i rapporti non sono dei più belli.
Attivita` elementari
Obiettivo
Far comprendere ai bambini che è più bello ricevere un regalo che è stato costruito con amore da
chi ci vuole bene piuttosto che uno comprato. Il Natale non dovrebbe essere un pretesto per comprare i
regali ma dovrebbe farci ricordare che in questo giorno nasce Gesù, la manifestazione dell’amore di Dio
e come Lui ama noi, noi dobbiamo dimostrare il nostro amore per gli altri.
Materiale
* numeri da consegnare ai bambini
* busta con i numeri corrispondenti a quelli dei bambini
* fogli
* pennarelli
Svolgimento
Viene consegnato ad ogni bambino un numero. Il catechista avrà una busta da cui estrarrà uno
dopo l’altro tutti i numeri dei bambini. Sarà una specie di lotteria in cui ogni volta che sarà estratto il
proprio numero ogni bambino vincerà un foglio completamente bianco. Una volta estratti tutti i numeri ogni bambino dovrà disegnare sul proprio foglio qualcosa che gli piace. A questo punto il catechista
raccoglierà tutti i fogli e li metterà in un’altra busta. Fatto ciò procederà ad una seconda estrazione, ma
questa volta i bambini riceveranno in regalo uno dei disegni che sono stati fatti dai compagni.
Impegno
I bambini si impegneranno a preparare con le loro mani un regalo da fare a qualcuno a cui vogliono bene.
` medie
Attivita
Materiale
* Fogli con i due elenchi
* Pennarelli
Svolgimento
Viene consegnato ai ragazzi un foglio con questi oggetti e prezzi:
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iPad 600 €
iPhone 500 €
Computer 350 €
X box 250 €
Chitarra elettrica 200 €
Abbonamento campionato 200 €
Borsa griffata 150 €
Cellulare 100 €
Ricostruzione unghie 50 €
I ragazzi dovranno evidenziare con un pennarello gli oggetti che desidererebbero comprare o ricevere in dono.
Fatto questo il catechista dirà loro che il badget a disposizione è solo di 200 € (a questo punto la
reazione dei ragazzi dovrebbe essere un’insistente lamentela!). Questo passaggio serve a far comprendere loro quanto siano attaccati a degli oggetti superflui.
Verrà quindi consegnato un foglio con il seguente elenco che mette in evidenza quante cose necessarie alla vita di altre persone che vivono in zone del mondo più bisognose si potrebbero prendere con
degli oggetti per noi non essenziali ma anzi superflui:
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terza settimana |
Obiettivo
Riflettere chiedendosi se veramente sono necessarie tutte le cose che vogliamo e che abbiamo o se
il valore che gli attribuiamo è superiore a quello che hanno in realtà.
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terza settimana |
24
iPad 600 € = 40 quintali di legna da ardere
iPhone 500 € = 100 litri di latte per neonati
Computer 350 € = 175 kg di pane
X box 250 € = 100 paia di scarpe di tela
Chitarra elettrica 200 € = 100 piatti di pasta al sugo
Abbonamento campionato 200 € = 1000 compresse di tachipirina
Borsa griffata 150 € = 750 kwh di energia elettrica
Cellulare 100 € = 1000 docce di 4 minuti
Ricostruzione unghie 50 € = 100 kg di farina
Impegno
Rinunciare alle proprie pretese egoistiche donando un po’ del proprio tempo e andando personalmente a comprare un alimento a lunga conservazione (pasta, cibo in scatola, pelati, ecc.) che verrà portato all’incontro la settimana successiva. Come gruppo potete consegnarli a delle persone bisognose o alle
mense della Caritas o di qualche associazione di volontariato presente sul vostro territorio.
Segno
Fate realizzare ai vostri ragazzi il fiocco da applicare sul coperchio della scatola. Attenzione a non
far chiudere la scatola con il fiocco per poter effettuare l’ultima parte del segno. Si può costruire il fiocco
con nastri colorati, fili di lana o di cotone di recupero.
Preghiera
Signore Gesù,
tu, che mi hai chiamato
a essere testimone del tuo amore verso tutti,
non permettere che le mie giornate passino
senza fermarmi qualche istante e pensare a te e
parlare di te con un sorriso,
un gesto amico,
un aiuto concreto,
una parola buona.
Dentro il Vangelo
Il Brano di Vangelo di questa domenica è uno dei più noti di tutta la scrittura. La Chiesa, quotidianamente, lo fa suo nella preghiera dell’Angelus e dell’Ave Maria. Un insolito dialogo intercorre tra Maria
e l’Angelo che si conclude con un’icona, quella che l’evangelista “artista” dipinge raffigurando Maria
come il modello perfetto dell’ascolto obbediente rispetto alla Parola di Dio. Proprio la fedeltà a questa
Parola, permetterà alla Vergine di Nazaret di aprirsi al puro dono di Dio e di generare la Vita, la vita di
Dio in tutti coloro che, attraverso di lei, a lui si affideranno.
Dal Vangelo secondo Luca (1, 26-38)
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si
chiamava Maria. Entrando da lei disse:«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse:«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un
figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il
Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il
suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo:«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose
l’angelo:«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente,
nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta
sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse:«Ecco la serva del Signore: avvenga per me
secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
quarta settimana |
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Storia
La mattina di Natale...
quarta settimana |
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MARY: Eric! Eric! Svegliati! Guarda che cos’hai ai piedi del letto! Mamma e papà ci hanno fatto un regalo!
ERIC: Smettila di gridare Mary! Ho sonno!
MARY: Ma guarda c’è un regalo anche per te!
ERIC: Dici davvero? Wow!
MARY: A me hanno regalato un braccialetto colorato!
ERIC: Ora apro il mio! Ma... questa è la sciarpa di Thomas! Non è un regalo che ci hanno fatto mamma e
papà, ce l’ha fatto lui! ANDIAMO A SVEGLIARLO!!!
Ehi sveglia! Buon Natale, amico!
MARY: Buon Natale, Thomas! Grazie mille per il braccialetto! L’hai fatto tu? È bellissimo!
ERIC: Grazie infinite! La tua sciarpa... non ci posso credere!!! Sei proprio... non so cosa dire... (imbarazzato dal bene che prova nei confronti dell’amico, per ciò che è riuscito ad accendergli dentro)
THOMAS: Un felice Natale a voi! (abbraccio di gruppo) Vi voglio bene!
I signori Brown irrompono nella stanza...
SIG. BROWN: A quanto pare non siamo gli unici ad avere ricevuto un regalo! Grazie mille Thomas! Auguri di buon Natale!
THOMAS: È solo un pensiero! Buon Natale a lei! Buon Natale, sig.ra Brown!
SIG.RA BROWN: Ma chiamami Melanie! Sei proprio un tesoro Thomas (allarga le braccia per abbracciarlo) tanti auguri e grazie per tutto!
THOMAS: Sono io che devo ringraziare voi, non passavo un Natale così da un sacco di tempo! (continua
a stringere l’amico)
SIG. BROWN: Forza gente! Prepararsi per andare a Messa! Avete visto fuori? Oggi mi sa che ci muoveremo a piedi!
MARY: Mamma! Quanta neve!
ERIC: È destino che tu debba rimanere tra noi! Se continua a nevicare in questo modo... (si riferisce a
Thomas)
THOMAS: Credimi, vorrei che vivessimo ancora vicini! Ci penso ogni volta che vado sulla nostra collina!
ERIC: Eh lo vorrei anch’io...
THOMAS: Beh! Una mezza soluzione si può anche trovare!
ERIC: Sarebbe?
THOMAS: Sarebbe che tu torni con me e rimani da me fino alla fine delle vacanze!
ERIC: Eh magari! (al solo pensiero gli si illuminano gli occhi)
THOMAS: Magari niente! Devi decidere solo tu, i tuoi genitori sono d’accordo a patto che ti porti dietro
i compiti!
ERIC: WOWWWWWWWWWWWWWW! SÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍ!
Due giorni dopo in campagna...
Dopo alcuni minuti di scavo ...
THOMAS: Eccolo!
ERIC: Non ricordavo che fosse così in profondità!
THOMAS: Ora non ci resta che aprirlo!
ERIC: Già già!
THOMAS: Sono ancora intatti...
ERIC: Dai apri il mio!
THOMAS: Va bene... oh! La tua collezione di quadrifogli!
ERIC: Sììì!
THOMAS: E ora apri tu il mio!
ERIC: È un vecchio cofanetto! Sembra vuoto...
THOMAS: No, è proprio così!
ERIC: C’è uno specchio sul fondo... ma che cos’è?
THOMAS: Questo me l’aveva regalato mio nonno, mi ha detto che avrebbe rappresentato quello che ho
più a cuore, ci ho pensato su e siccome l’avremmo aperto insieme... capito, no?
ERIC: Mmm... non molto!
THOMAS: Rappresenta la nostra amicizia! Perché nello specchio ci siamo rivisti insieme e neanche la
distanza ci potrà separare, giusto?
ERIC: Giusto!!
I due amici passano insieme tutti i restanti giorni di vacanza tra una discesa con lo slittino e i compiti di scuola, consolidando l’amicizia che li ha legati fin dai primi anni di nascita!
27
quarta settimana |
THOMAS: Presto, c’è uno slittino che ci aspetta!
ERIC: Chi arriva ultimo lo porta sulla collina!
THOMAS: Ti aspetto su!
ERIC: Primo!
THOMAS: Ti è andata bene che sono inciampato!
ERIC: Hai preso qualcosa per scavare la terra, vero?
THOMAS: Si, ho questa cazzuola da giardino, non l’avevamo sepolto troppo in profondità, dovrebbe
andare bene!
ERIC: Su proviamo! Ma quanta neve c’è?!?
THOMAS: Non si riesce a trovare la terra!
ERIC: Ecco, ecco! Ci siamo!
THOMAS: A te l’onore!
ERIC: Con piacere!
Parliamone...
Finalmente Natale è arrivato nel modo più classico, con lo scambio dei doni, non quelli consumistici
o di moda, ma quelli più belli perché vengono dal cuore. Tutto ciò accende dei sentimenti nell’animo
di Eric grazie alla sciarpa colorata, dono di Thomas, che se ne è privato per regalarla all’amico. Donare
qualcosa di sé, che non si è comprato, che non segue la moda o la pubblicità. I ragazzi sanno che questi
sono i veri regali e anche i più graditi?
La Santa Messa di Natale come momento in cui la comunità cristiana si ritrova tutta per condividere
la gioia della nascita di Gesù, Dio fatto uomo e venuto a stare in mezzo a noi, a condividere la nostra umanità: siamo coscienti di questo valore? O è solo tradizione, si faceva così e si fa così oggi: è giusto questo?
quarta settimana |
28
Il ritorno a casa di Thomas, l’andare a scavare sotto l’albero dei loro ricordi: adesso i due ragazzi
sono più maturi, hanno scoperto la vera amicizia, fatta di sostanza e non di apparenza. Gli oggetti
sepolti assumo un significato più grande: quello che era un semplice specchio diventa lo strumento per
rilevare la loro amicizia. Un’amicizia rivista e consolidata... quante amicizie si rompono, semplicemente
a causa della monotonia di tutti i giorni, ci si vede, ci si saluta e poi si scopre di non aver più niente da
dirsi. È già capitato a qualche ragazzo? Come viene affrontata la situazione?
Uno specchio che li ha riflessi quando lo hanno sepolto e che li riflette adesso che lo riportano alla
luce: questo sta a sottolineare il tempo trascorso, sono sempre loro, ma visti in un modo diverso. Una
foto invece avrebbe ritratto due bambini che forse erano l’ombra dei ragazzi di oggi. Il tempo passa, in
alcuni casi velocemente: che valore danno oggi i ragazzi al tempo? Ritengono di averne una quantità
infinita a disposizione? Come lo impiegano? In questo tempo pensano anche agli altri?
I ragazzi cambiano velocemente non solo di aspetto, maturano, vedono le cose di prima con occhi
diversi, le vedono più in profondità; gli oggetti assumono una valenza diversa. Ma chi li aiuta in questo
delicato passaggio in cui molte volte è facile perdersi, smarrire il senso della meta finale? La famiglia
con l’esempio, la scuola, gli educatori, i gruppi che li aiutano a crescere, la preghiera che li fa riflettere
e relazionare con il ”totalmente altro”. Il rapporto con gli educatori: i ragazzi li vedono come figure
credibili, che li aiutano a crescere e costituiscono dei punti di riferimento, o no?
Attivita` elementari
Obiettivo
Con questa attività si vuol far capire ai bambini che il Natale non è solo ricevere i regali ma anche
donare qualcosa di se stessi agli altri, come Gesù ha fatto per noi.
Materiale
* fogli
* matite
* pennarelli
Svolgimento
A ogni componente del gruppo viene distribuito un foglio di carta e una matita e se possibile anche dei pennarelli. Il foglio deve essere diviso in due parti da una riga (volendo si possono distribuire
due fogli differenti a discrezione del catechista). Su entrambe le parti i bambini devono disegnare una
scatola da regalo. Una volta fatto, i bambini dovranno disegnare o scrivere, nella prima scatola ciò che
desiderano ricevere per Natale (per esempio: un giocattolo, una bambola, ecc.), nella seconda invece
dovranno mettere un impegno da svolgere e mantenere almeno fino alla fine delle vacanze (per esempio: ascoltare i genitori, ecc.).
Impegno
I bambini dovranno portare a casa il foglio dell’attività e far di tutto per mantenere il loro impegno
per almeno la durata delle vacanze natalizie come regalo verso gli altri.
` medie
Attivita
Obiettivo
Il regalo più grande che il Natale possa dare è la comprensione della vicinanza delle persone che
conosciamo: nella storia i nostri due amici, vedendosi nello specchio, riscoprono ciò che col tempo e con
la distanza era venuto meno, cioè la loro vera amicizia. Allo stesso modo siamo tutti chiamati a scoprire
e conoscere ogni giorno la vicinanza di Gesù nella nostra vita, soprattutto grazie al giorno di Natale, in
cui Egli nasce e viene in mezzo a noi.
Materiale
* penne
* foglietti
* contenitore
Svolgimento
A ogni componente del gruppo viene consegnato un foglietto di carta e una penna. Ogni ragazzo
dovrà elencare, in modo anonimo, almeno quattro sue qualità, piegare il foglietto e deporlo in un contenitore. Il catechista, una volta ricevuti tutti i foglietti, dovrà mischiarli. A questo punto, ogni ragazzo
pescherà casualmente un biglietto e, leggendolo, dovrà associare le caratteristiche a un compagno. Il
catechista successivamente dovrà verificare se tutti hanno riconosciuto il ragazzo descritto sul foglietto.
Questa attività porta i ragazzi a riflettere su quanto spesso non ci si rende conto delle qualità delle
persone che hanno vicino o dell’importanza che queste hanno nella loro vita. Allo stesso modo è utile
fare la medesima riflessione circa l’importanza che danno a Gesù.
Impegno
A fine attività ogni ragazzo porterà a casa il foglietto con le qualità dell’amico impegnandosi a
metterle in pratica personalmente.
quarta settimana |
29
Segno
Il catechista consegna a ciascun ragazzo ragazzi la scatola che ha creato, cui ha precedentemente
inserito l’immagine di Gesù. A questo punto quando i ragazzi apriranno la loro scatola troveranno ”IL
DONO PIÙ GRANDE” del Natale, ovvero Gesù, spesso dimenticato soprattutto in occasione del Natale.
I ragazzi porteranno a casa il loro pacco regalo e lo apriranno la mattina di Natale con la loro famiglia
proprio per ricordarsi che, fra tutti i regali che potranno ricevere, Gesù è ”IL DONO PIÙ GRANDE”.
Preghiera
quarta settimana |
30
Signore Gesù,
per l’affetto che Maria ha per noi,
guidaci nel cammino
che conduce all’incontro con te,
obbedendo alla tua parola.
Chi siamo?
AVVENTURANIMA nasce il 16 maggio 2010, domenica di Ascensione. La scelta della data non
è casuale ma testimonia l’accoglimento della missione che il Signore, salendo in cielo, ci ha
lasciato: essere prova viva del suo amore.
Nata da esperienze di crescita gioiosa in oratorio si prefigge l’obiettivo di condividerne i percorsi formativi: pertanto non ha scopo di lucro, ma si propone di operare dove e quando altri
servizi si arrestano. L’associazione accoglie quanti, volontariamente, intendano collaborare
alla realizzazione di attività fra le più diverse che spaziano dalla semplice produzione artigianale all’iconografia, alla programmazione di corsi di formazione per educatori, alla stesura di
sussidi educativi per Grest, campi scuola e gruppi di ogni fascia di età.
www.avventuranima.it
[email protected]
Pepita è una cooperativa sociale creata da un gruppo di educatori e di operatori esperti nella
progettazione e nella realizzazione di interventi educativi e sociali, di percorsi di formazione e
di attività di animazione. La nostra missione è quella di dare peso e valore al vero significato
delle parole educare (tirare fuori) e animare (dare anima); ovvero mettere i ragazzi al centro
delle nostre attività educative aiutandoli a “tirare fuori” quanto di buono e bello c’è in ciascuno
di loro. I nostri servizi sono: progettazione ed erogazione di percorsi di formazione, attività
di animazione, ideazione e realizzazione di interventi edu- cativi e la realizzazione, in collaborazione con istituzioni universitarie, di indagini e ricerche sociali su tematiche specifiche
riguardanti il mondo degli adolescenti. Le nostre attività sono indirizzate a: Oratori, Parrocchie,
Scuole, Comuni e realtà del privato sociale.
www.pepita.it
[email protected]
finito di stampare nel mese di ottobre 2011
presso Pixartprint
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