L’ITALIA IN OPERA 2013/2014
MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese Musica: Giacomo Puccini Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal racconto di John Luther Long e dal dramma di David Belasco Prima rappresentazione in due atti: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904 Prima rappresentazione in tre atti: Brescia, Teatro Grande, 28 maggio 1904 IN BIBLIOTECA SPIGOLATURE TRAMA
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MADAMA BUTTERFLY
Oltre al libretto vi proponiamo alcune letture di approfondimento che potete trovare presso la Biblioteca del CRAL o reperire presso altre biblioteche: SULL’OPERA: ‐ Aldo Nicastro (a cura di), Guida al teatro d’opera, 2011, pagg. 347‐351 ‐ Michele Porzio (a cura di), Dizionario dell’opera lirica, 1991, pagg. 485‐488 ‐ Silvestro Severgnini, Invito all’ascolto di Puccini, 1984, pagg. 134‐143 ‐ Enrico Maria Ferrando (a cura di), Madama Butterfly (“Schede delle opere”) in Tutti i libretti di Puccini, 1984, pagg. 562‐563 ‐ Claudio Casini, Giacomo Puccini, 1978, pagg. 286‐313 ‐ Giuseppe Adami (a cura di) – Enzo Siciliano (introduzione di), Giacomo Puccini. Epistolario, 1982, pagg. 85‐104 ‐ Giuseppe Adami (a cura di), Giacomo Puccini. Epistolario, 1928, pagg. 137‐167 ‐ Madama Butterfly: tragedia giapponese in tre atti, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa; musica di Giacomo Puccini; Torino: Teatro Regio, stampa 1999 SULLE FONTI DEL LIBRETTO: ‐ Claudio Casini, Giacomo Puccini, 1978, pagg. 287‐295 (“Il modello di Madama Butterfly, oltre il dramma di Belasco e oltre la relativa fonte, il racconto omonimo di John Luther Long, risaliva direttamente al romanzo breve di Pierre Loti, Madame Chrysanthème, apparso nel 1887”) ‐ Pierre Loti, La signora Crisantemo, 1995 http://bct.comperio.it/ http://sbam.erasmo.it ALL’INIZIO
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SUL COMPOSITORE:
‐ Alberto Basso (diretto da), Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, Le biografie, vol. VI, 1988, pagg.149‐156 ‐ Silvestro Severgnini, Invito all’ascolto di Giacomo Puccini, 1984 ‐ Claudio Casini, Giacomo Puccini, 1978 ‐ René Leibowitz, L’opera di Puccini e i problemi del teatro lirico contemporaneo e L’arte di Giacomo Puccini e l’essenza dell’opera in Storia dell’opera, 1966, pagg. 353‐397 NARRATIVA E DINTORNI:
‐ Pietro Panichelli, Il ”pretino” di Giacomo Puccini, 2008 ‐ Helmut Krausser, I demoni di Puccini, 2008 ‐ Pier Marco De Santi (a cura di), Puccini al cinema, 2008
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SPIGOLATURE 1/4 Ottimismo alla vigilia della «prima» di Madama Butterfly “Cara Rosina, E’ inutile il mio augurio! E’ così vera, delicata, impressionante la sua grande arte, che certo il pubblico ne sarà soggiogato! E io spero, per mezzo suo, di correre alla vittoria! A stasera dunque, con animo sicuro, e con tanto affetto, carissima! Tutto suo ... “ (1) La «trovata» degli uccelli La “«trovata» degli uccelli [cinguettanti, mutuata dalla Madam Butterfly di David Belasco per suggerire l’arrivo dell’alba] trasferita, ampliata e... peggiorata da Tito Ricordi alla Scala di Milano, per la prima di Madama Butterfly di Puccini, ha concorso a far diventare un pandemonio la tempesta di fischi e di grida, la gazzarra di risate e di beccate che, quasi fin dall'inizio, aveva accompagnato l'infelice andamento della serata. Quando le tribù dei pennuti, che Ricordi aveva adunato e fatto disporre in dense frotte in ogni angolo del palcoscenico, si erano messe a cinguettare con impegno perfino eccessivo, ne era sortito un chiasso talmente assordante che in sala non si riusciva più a udire nient'altro. A detta di un cronista la Scala, a quel punto, non sembrava più un teatro ma un giardino zoologico, anche perché il pubblico rumoreggiava e sghignazzava fingendo di imitare i versi degli uccelli (e di altre bestie, meno gentili).” (2) _____ (1) Giuseppe Adami (a cura di), Giacomo Puccini. Epistolario, Arnoldo Mondadori, 1982, lettera 83 del 17‐02‐1904 a Rosina Storchio, [soprano che avrebbe interpretato la Butterfly alla prima scaligera la sera stessa] (2) Silvestro Severgnini, Invito all’ascolto di Puccini, Mursia, 1984 ALL’INIZIO
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SPIGOLATURE 2/4 Fiasco della «prima» preordinato? “Molti biografi di Puccini ritengono che il fiasco sia stato in gran parte preordinato ed effettuato ad opera di una claque ben organizzata, pagata dai nemici e rivali del Maestro, per mandare a picco la rappresentazione con tutti i mezzi a sua disposizione.” (1) “Ricordi era inferocito e su «Musica e musicisti» del marzo 1904, fece uscire un articolo, che gli venne attribuito, molto bellicoso. […] «Prima esecuzione di Madama Butterfly, libretto di Illica e di Giacosa, musica di Puccini. Grugniti, boati, muggiti, risa, barriti, sghignazzate, i soliti gridi solitari di bis fatti apposta per eccitare ancora più gli spettatori, ecco, sinteticamente, qual è l'accoglienza che il pubblico della Scala fa al nuovo lavoro del maestro Giacomo Puccini. Dopo questo pandemonio, durante il quale pressoché nulla fu potuto udire, il pubblico lascia il teatro contento come una pasqua! e mai si videro tanti visi allegri, e gioiosamente soddisfatti come di un trionfo collettivo: nell'atrio del teatro la gioia è al colmo, e non mancano le fregatine di mani […]. Lo spettacolo che si ha nella sala pare altrettanto bene organizzato quanto quello del palcoscenico, poiché principiò esso pure precisamente col principiare dell'opera. […] Questa la cronaca esatta della serata, dopo la quale gli autori Puccini, Giacosa, Illica, d'accordo colla Casa editrice, ritirano Madama Butterfly e restituiscono l'importo dei diritti di rappresentazione alla Direzione del teatro, nonostante le vive insistenze dei componenti la stessa per ridare l'opera.” (2) _____ (1) Silvestro Severgnini, Invito all’ascolto di Puccini, Mursia, 1984 (2) Claudio Casini, Giacomo Puccini, UTET, 1978 ALL’INIZIO
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SPIGOLATURE 3/4 Sempre sul fiasco della «prima» “Le ragioni furono certamente molte, ma la colpa principale deve essere attribuita al musicista. A questi, dotato di uno spiccatissimo senso del teatro, e di un altrettanto acuto spirito autocritico, eran venute meno, momentaneamente, proprio quelle due qualità che tanto avevano contribuito a dargli gloria e ricchezza. L’eccessiva durata dei due atti nei quali l’opera si divideva, la novità del linguaggio, una forte opposizione in teatro… sono tutte spiegazioni valide e suadenti. Ma alla base di tutto si deve porre la ‘defaillance’ del maestro, la quale si spiega con quelle travagliate vicende personali che […], in definitiva, avevano avuto un nome preciso: Corinna [amante di Puccini in quel periodo, ndr].” (1) Inoltre, proprio nel periodo in cui Madama Butterfly veniva composta, “il destino pareva accanirsi contro di lui [Puccini, ndr], perché non soltanto il maestro era gravato da dispiaceri intimi, ma fu vittima di un incidente automobilistico che per poco non gli costò la vita. La notte del 2S febbraio 1903, tornando in automobile da Lucca con la signora Elvira [compagna e poi, dal 1904, moglie di Puccini, ndr] e il figlio Antonio, in una curva, si ribaltò. La signora e il figliolo, sbalzati fuori della vettura rimasero illesi, ma Puccini ne riportò la frattura della tibia destra, e ci vollero otto lunghi mesi per la guarigione.” (2) La «farfallina» riprende il volo “Il 28 maggio successivo [1904, ndr], al Teatro Grande di Brescia Madama Butterfly venne ripresa, con Salomea Kruceniski in luogo di Rosina Storchio, partita in tournée per l'Argentina, e con lo stesso cast della Scala. Il successo fu clamoroso, e l'opera si risollevò per sempre. Ma Puccini l'aveva ritoccata a fondo, non limitandosi soltanto, malgrado il breve intervallo di tempo, a spezzare in due il secondo atto.” (3) _____ (1) Giorgio Magri, Puccini e Torino, Daniela Piazza Editore, 1983 (2) Giuseppe Adami (a cura di), Giacomo Puccini. Epistolario, Arnoldo Mondadori (3) Claudio Casini, Giacomo Puccini, UTET, 1978 ALL’INIZIO
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SPIGOLATURE 4/4 La Butterfly a Torino “«Madama Butterfly» arrivò tardi a Torino: soltanto il 2 gennaio del 1906. Le rappresentazioni furono dirette da Arturo Toscanini che aveva agli ordini della sua bacchetta lo stesso cast di interpreti della presentazione dell’opera a Bologna (il 29 ottobre dell’anno precedente)” (1) Fra di essi spiccava il soprano Salomea Krusceniski “che era il medesimo della trionfale ‘ripresa’ di Brescia, e che colpiva l’attenzione non soltanto per la sua bravura di cantante e di attrice, ma anche per la sua avvenenza. Puccini nutriva per questa interprete proveniente dall’Est dell’Europa una grande simpatia, tanto da spingerlo a tentare delle ‘avances’ di carattere non proprio musicale. Come si direbbe oggi, il maestro aveva sulla Krusceniski fatto … un pensierino, se non due; ma per la verità va detto che questa volta fu una delle rare in cui il nostro musicista andò, come si suol dire, «in bianco».” (1) Puccini aveva promesso a Toscanini di essere presente a Torino per la recita ivi in programma. “Ma quando il momento arrivò, il Maestro decise di non partire. «Caro Arturo», scrisse da Milano il 1° gennaio, «avendoci ripensato, credo meglio non venire ad assistere alla ‘Butterfly’ costì; parrebbe volessi influire colla mia presenza sull’umore del pubblico. E poi soffro troppo delle giuste riserve che un pubblico può fare una prima sera d’un’opera specialmente del tipo di questa mia […]. Certo se il successo ci sarà e buono, potrò venire a Torino in una sera successiva alla première, anche per il piacere di fare quattro chiacchiere con te che amo e stimo tanto»”. (1) La sera della rappresentazione, al Teatro Regio, l’opera ebbe un ottimo successo di pubblico. Dubbi e riserve furono invece espressi dai critici torinesi, già in altre occasioni dimostratisi ostili a Puccini. “Puccini fece una fugace visita a Torino il 6 e il 7 gennaio, ma fu un viaggio senza storia.” (1) _____ (1) Giorgio Magri, Puccini e Torino, Daniela Piazza Editore, 1983 ALL’INIZIO
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TRAMA 1/2 A Nagasaki. Epoca contemporanea [tra Otto e Novecento, ndr]. Atto primo Esterno di una casa su una collina che domina il porto. Si celebra il matrimonio giapponese tra Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, e la geisha Cio‐Cio‐San. Goro, sensale di matrimoni, mostra a Pinkerton la casa. Sopraggiunge Sharpless, console americano. Pinkerton non nasconde che per lui quel matrimonio non è che un gioco da interrompere quando venga a noia, e il connazionale lo rimprovera paternamente. Giunge Cio‐Cio‐San, accompagnata dai parenti, e la cerimonia ha luogo. Invece di unirsi alle congratulazioni rivolte agli sposi, lo zio Bonzo di Cio‐Cio‐San la maledice per aver tradito la religione degli avi. Pinkerton, infuriato, scaccia i parenti. Butterfly [nome dato da Pinkerton a Cio‐Cio‐San nella sua notte di nozze, ndr] è in lacrime ed egli la conforta con frasi affettuose in un commosso duetto d’amore. Atto secondo Nella casa di Butterfly. Butterly discorre con Suzuki, sua serva. Sono ormai trascorsi tre anni da quando Pinkerton è partito, promettendo di tornare «quando i pettirossi fanno il nido». Ma Butterfly non ha mai smesso di attendere. Giunge Sharpless con un messaggio di Pinkerton: l’ufficiale si è sposato con una donna del suo paese e lo prega di informare Butterfly. Ma prima che il console possa rivelare a Butterfly la verità, entrano Goro e il principe Yamadori, un ricco e nobile corteggiatore. Goro spiega a Butterfly che per la legge giapponese ella è libera di risposarsi, ma la donna non dà nemmeno ascolto alla proposta e congeda il pretendente. Sharpless, turbato, le chiede che cosa farebbe se il marito non dovesse tornare, ma Butterfly, dopo un attimo di esitazione, gli risponde rivolgendosi al figlio avuto dall’ufficiale: Pinkerton tornerebbe se sapesse del bambino. Sharpless non osa continuare e se ne va. Un colpo di cannone annuncia l’arrivo di una nave da guerra che Butterfly riconosce: è l’Abraham Lincoln, la nave di Pinkerton. Felice adorna la stanza di fiori, indossa l’abito nuziale e si prepara a ricevere il marito. ALL’INIZIO
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TRAMA 2/2 Atto terzo La stessa scena. Butterfly ha vegliato tutta la notte inutilmente e Suzuki la invita a riposarsi. Appare Pinkerton, accompagnato dalla moglie Kate e dal console. Agitato e sconvolto perché ha appreso del figlio di cui ignorava l’esistenza, preso dal rimorso, Pinkerton non osa presentarsi a Butterfly e si allontana senza vederla, ma non prima di aver salutato malinconicamente la casa, che gli evoca teneri ricordi. Butterfly si precipita nella stanza credendo di trovare l’uomo che ama. Vedendo Kate con il console, indovina la terribile verità. Kate è venuta per portarle via il figlio. Butterfly si comporta con umiltà. Dice che consegnerà il bambino a suo padre se verrà a prenderlo lui stesso tra mezz’ora. Kate e il console se ne vanno. Butterfly dà un addio pieno di commozione al figlio, benda il bambino dopo averlo invitato a giocare e si ritira dietro un paravento: poi con la spada di suo padre, su cui è incisa la scritta «Per morire con onore quando non si può più vivere con onore», si uccide. Sulla soglia compare Pinkerton, gridando il nome di Butterfly, ma ella, che si è trascinata accanto al bambino, è ormai morta. L’uomo raccoglie tra le braccia il corpo inanimato della piccola sposa sventurata. _____ da: Michele Porzio (a cura di), Dizionario dell’opera lirica, Arnoldo Mondadori Editore, 1991 ALL’INIZIO
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