QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI
La voce degli 8 Comuni
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO
“IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO”
N. 316 - ANNO XII - EURO 1,50
Asiago
Edilizia
Lusiana
L’assessore
Rigoni illustra
il programma
delle opere
pubbliche
Stop alle
lottizzazioni,
Barbierato si
rivolge al
Prefetto
Approvato il
bilancio senza
aumento delle
imposte
Pagina 6
Mobilità
dolce
SABATO 20 MARZO 2010
Alle urne il
28 e 29 marzo
Pagina 16
Pagine 2 - 3
Altopiano Sporting Resort
sci e divertimento sulla neve
Presentato aa Gallio
Gallio ilil progetto
progetto di
di massima
massima
Presentato
del nuovo comprensorio sciistico
Chiara Stefani:
“Dopo il
recupero
dei sentieri
serve la
manutenzione”
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
Che conoscano la montagna
e che la amino, che sappiano
valorizzarla dedicandole l’attenzione che si merita. Che
si adoperino finalmente perché le leggi che la tutelano
vengano applicate. In quanto abitanti dell’Altopiano, è
questo che dobbiamo chiedere esprimendo il nostro voto
per il rinnovo del consiglio regionale. Al di là dei partiti e
delle ideologie politiche, al
centro delle nostre scelte và
messo prioritariamente questo obiettivo: il nostro territorio con la gente che lo abita,
che lo vive tutto l’anno, che
ne affronta l’asperità, che lo
salvaguarda, che non vuole
lasciarlo.
Stefania Longhini
Elezioni
regionali
Pagina 12
Rotzo
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Comunità Montana
Pagina 4
Pagina 13
Roana
INLINE
Christian Rela
nuovo ct della
Nazionale
Pagina 4
Lucio Spagnolo
nuovo presidente
con voto unanime
Il Comune con
“Avviso pubblico”
contro l’illegalità
L’appello
dei gruppi
referendari
ai candidati
Pagina 21
Gemellaggio
tra gruppi
alpini a
Vancouver
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pagina 17
8
Sabato 20 marzo 2010
ATTUALITA’
Un esposto in Prefettura e una
lettera aperta inviata a tutte le
testate giornalistiche: così l’imprenditore
Valentino
Barbierato, legale rappresentante della Società Alpina
Immobiliare SICO S.p.a., ha
scelto di reagire pubblicamente ai provvedimenti di
blocco delle lottizzazioni
adottati dalla giunta comunale di Asiago. “Un’azione di
interdizione e di violazione
della certezza del diritto – dice
Barbierato rivolgendosi al Prefetto – con una ingiustificata
determinazione di ingenti danni per la mia società”. L’imprenditore poi tiene a sottolineare come l’immobilismo
dell’attuale giunta stia mettendo in gravi difficoltà l’attività
delle imprese immobiliari
dell’Altopiano. “Al fine di trovare una soluzione alla difficile situazione che si è andata
creando – chiede Barbierato
al Prefetto – domando un incontro anche per meglio focalizzare le azioni da mettere in
campo al fine di chiudere la
stagione gravemente penalizzante che si sta vivendo ad
Asiago”.
l’Altopiano
2
Blocco delle lottizzazioni ad Asiago
Barbierato chiama in causa il Prefetto
L’imprenditore denuncia gli ingenti danni provocati dalle scelte della giunta Gios.
“Sono costretto a chiudere l’impresa e a licenziare i miei dipendenti”
“Le azioni amministrative –
sottolinea il legale rappresentate dell’Alpina Immobiliare –
non trovano giustificazione
nemmeno sul terreno delle
capacità edificatorie, contenute per una realtà irbana e turistica come Asiago; si parla infatti di circa 157 mila mc di
nuova residenza a fronte di
benefici pubblici evidenti: circa 180 mila metri quadrati di
aree verdi verrebbero cedute
gratuitamente al comune, quasi
tutte collocate in posizioni strategiche per la qualificazione
ambientale della città”. Non risparmia critiche pesanti
l’immobiliarista e denuncia
pubblicamente di dover licenziare i propri dipendenti, una
decina, e chiudere la sua impresa dopo 49 anni di attività, imputando la colpa di ciò
al sindaco e alla sua giunta.
“Il tutto – scrive Barbierato
- dopo aver investito svariati
milioni di euro nell’acquisto
di terreni edificabili, in questo momento assolutamente
inutilizzabili, vista l’impossi-
bilità di proseguire nella propria attività immobiliare. Incomprensibile il diniego del Comune che ha impedito ai piani
di lottizzazione di essere sottoposti all’esame del Consiglio
Comunale, adducendo motivazioni non pertinenti e spesso
contraddittorie”. “Mi chiedo
– prosegue l’imprenditore - se
la pubblica amministrazione
abbia piena coscienza delle
conseguenze economiche e
occupazionali che le proprie
scelte stanno portando nel nostro territorio, quante decine
di posti di lavoro debbano essere a rischio, prima che si affronti con serietà e consapevolezza questo problema, e se
la mia amarezza nel dover licenziare i dipendenti, dopo tanti anni di onesto e qualificato
lavoro, sia condivisa, capita, e
valutata. Con questo stato
d’animo, mi riesce oggi difficile pensare di poter continuare il mio lavoro di imprenditore in un territorio che dà scarse garanzie future e che non
riesce a tutelare diritti acquisiti seguendo regole e condizioni comuni a tutti gli operatori
del settore. Essere costretto a
sospendere la mia attività imprenditoriale e dover concentrare le mie energie per difendere, con numerosi ricorsi al
T.A.R. piuttosto che al Consiglio di Stato, proprietà
edificatorie indispensabili al
futuro della mia azienda, mi
sembra cosa davvero amara
e poco consona alla mia professionalità. Mi chiedo se scelte politiche così radicali, di
cambiamento totale di indiriz-
zo economico, non dovessero
essere portate avanti dall’Amministrazione in modo più condiviso, graduale, tenendo conto delle problematiche occupazionali e dando modo di convertite l’economia locale in altra direzione”.
“Credo – conclude Barbierato
- che un atteggiamento di maggior dialogo tra le parti, di confronto tra esigenze politiche e
realtà economiche ed imprenditoriali, avrebbe trovato soluzioni condivise, utili allo sviluppo del territorio; le scelte imposte in modo radicale e perentorio sembrano invece aver
portato
divisioni
e
contrapposizioni che nuociono
al paese e alla sua economia.
Auspico che questo clima di
totale contrapposizione possa
essere stemperato da azioni di
buon senso, tese a ricostruire
un dialogo che possa comporre gli intenti politici e gli interessi occupazionali ed economici, rispettando i diritti di ciascuno”.
Stefania Longhini
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
3
Pubblico e privato insieme potrebbero
far veramente del bene per il territorio
Andrea Gios: “Agli imprenditori chiedo lungimiranza e collaborazione”
“Se ci fosse stata e se nel
futuro ci sarà la capacità degli imprenditori locali di diversificare gli investimenti destinando risorse ad attività turi-
stiche vere e proprie la qualità della nostra offerta turistica sarebbe stata e, certamente sarà, migliore e di qualità più elevata. Agli operato-
ri del settore immobiliare
chiedo lo sforzo di valutare
attentamente le prospettive
future della nostra terra cercando di guardare al di là dei
prossimi tre o quattro anni.
Chiedo loro di aprirsi e di investire le risorse intellettuali
ed economiche che posseggono in progetti di grande
“La crociata delle immobiliari”
L’intervento del capogruppo di maggioranza in consiglio ad Asiago Maurizio Rossetto
Premetto che la posizione riguardo lo stralcio delle
lottizzazioni, in particolare le
c.d. Colonie e Lumera, è
espressione di tutta la maggioranza del Comune di Asiago
e non solo di alcuni componenti
la stessa o del Sindaco Gios.
L’attuale maggioranza ha dalla
sua ben 2/3 dei voti, ottenuti
nel 2004 e riconfermati nell’ultima tornata elettorale, anche
e proprio perché ha saputo
dire no, con determinazione, al
“modello” proposto dalle immobiliari che si traduce, essenzialmente, nella distruzione di
territorio verde, a fronte di ingenti ritorni economici soltanto di alcuni soggetti, e che,
quindi, non trova nessuna valida giustificazione. La popolazione in generale è stanca
delle pressioni, a tutti i livelli,
degli immobiliaristi e delle continue violenze sul territorio per
esclusivo tornaconto personale. La cittadinanza ha altri e
ben più importanti problemi a
cui attendere, direi finanche di
sussistenza, soprattutto di questi tempi. A fronte di ciò, trovo
disdicevole la linea assunta
dagli immobiliaristi, i quali propongono sistematicamente ri-
corso contro ogni bocciatura
delle loro lottizzazioni: non tengono conto che, nella sostanza, si contrappongono non solo
al Comune – istituzione, ma –
ciò che più conta – si contrappongono al volere della pressoché totalità della cittadinanza (anche parte di chi ha votato l’attuale opposizione), con
sottrazione di risorse, economiche e non, che si ripercuote
giornalmente sull’intera collettività, avvelenando gli animi. In
questo contesto, accusare il
Comune di Asiago di alimentare disgregazione è nulla più
che una provocazione che non
raccogliamo. La storia insegna
che i pochi immobiliaristi che
hanno avuto maestranze alle loro
dipendenze le hanno lasciate a
casa proprio in tempi di grande
benessere per le loro casse e di
massima libertà di azione. Il loro
lamento giunge ora quanto meno
inopportuno. Vorremmo sapere
quali e quanti sono, a livello locale, i professionisti coinvolti nelle
loro opere, quali e quante le
aziende artigiane che hanno
beneficiato (in piccola parte) dei
loro guadagni. La risposta è:
sempre gli stessi e, soprattutto,
decisamente pochi. Intanto, la
gran parte della forza lavoro
altopianese, che si misura in migliaia di persone, quotidianamente
è costretta a trasferirsi in pianura, anche per soli mille euro al
mese. Del resto, l’accentrare
l’economia attorno all’edilizia
“mega condominiale” ha contribuito, in buona parte, oltre alla inflazione generalizzata del nostro
territorio, alla progressiva morte
dell’imprenditoria artigianale. E’
chiaro a tutti, ormai, che tale
“modello” ha comportato grave
stagnazione economica in quasi tutti gli altri settori. Perché
gli immobiliaristi non hanno mai
proposto
alternative
edificatorie alle lottizzazioni
condominiali? Si può costruire
un’infinità di strutture con i
mattoni… La perdita economica conseguente alla destinazione edificatoria non più attuale di un terreno rientra, né
più né meno, nel rischio d’impresa. Oppure siamo al punto
che gli immobiliaristi possono
pretendere di essere esonerati dal rischio d’impresa?
Come emerso in un recente
convegno sul cosiddetto ius
aedificandi, tenutosi il 23 ottobre 2009 a Bassano, a cui il
sottoscritto ha presenziato, con
l’intervento di illustri professionisti legali e paesaggisti, a proposito delle famose “Torri Portoghesi”, bocciate dall’attuale
amministrazione del Sindaco
Cimatti, vi è ampia giurisprudenza (ossia le pronunce dei
giudici) che smitizza quello che
sembra più un alibi che una
verità, ovvero che i diritti
edificatori previsti nelle vecchie pianificazioni urbanistiche
sono intoccabili e non possono essere mutati. La capacità
edificatoria di un terreno non è
un diritto assoluto, bensì una facoltà subordinata e funzionale
alle esigenze di una ordinata e
armoniosa pianificazione territoriale, la quale è sempre in divenire, costantemente aggiornabile
e tendenzialmente soggetta a
restrizioni. La misura è colma.
Ora si volta pagina per davvero.
Maurizio Rossetto
respiro che diano prospettive durature alla Città. Chiedo di voltarsi indietro e guardare alla nostra storia migliore, a quegli anni in cui la nostra terra, guidata da imprenditori saggi e lungimiranti, ha
saputo innovarsi ed ha investito in infrastrutture importanti che hanno fatto crescere tutto l’Altopiano. Chiedo
loro di integrarsi con i nuovi
modelli di sviluppo allargati
ad una maggiore platea di
soggetti. Uno sviluppo fondato su investimenti che privilegiano le capacità intellettuali, che coinvolgano le persone ed il sapere umano, sviluppo rispettoso della nostra
storia e della nostra cultura,
che sia al tempo stesso compatibile con il territorio e con
le peculiarità ambientali
dell’Altopiano”.
Sono queste le parole con le
quali il Sindaco Andrea Gios
risponde agli imprenditori che
lamentano danni provocati
dalla politica di contenimento
dell’espansione urbanistica di
Asiago.
“Perché – chiede il sindaco
- non ci fermiamo per fare
una riflessione profonda e
non ci chiediamo se il pres-
soché totale disimpegno da
ogni iniziativa imprenditoriale che non sia legata alla realizzazione di appartamenti
abbia giovato al territorio e sia
sostenibile anche nel futuro.
Mi piacerebbe che anche gli
imprenditori del settore immobiliare si chiedessero che
cosa sarebbe Asiago se si
fosse costruito di meno e
avessimo mantenuto qualche
albergo di pregio in più. Di
che cosa sarebbe la nostra
Città se avessero investito
negli impianti di risalita o nelle strutture per lo sci nordico
o della mountain bike o altre
strutture utili alla nostra economia turistica”.
Gerardo Rigoni
Sapor d'acqua natìa
Belle e dannate. Costrette
e avvinghiate alla dura legge della bellezza per non
correre il rischio di essere
nessuno nel palcoscenico
della vita. Quello che un
tempo era lo sfizio della
mamma, della zia e della
sorella più grande ora diventerà il punto d’approdo
di adolescenti sempre più
infiacchite nell’anima che
alla bellezza artificiale chiederanno un aiuto per sentirsi vincenti.
“ Le piccole divine”
(beauty-farm
per
quattordicenni aperto qualche settimana fa a Padova) già nel nome nasconde
l’aspettativa: ma è solamente il risvolto tecnico e
pratico di quel dramma - il
più delle volte impercettibile
(e qui gli autori mostrano la
loro intelligenza beffarda) pubblicizzato negli spazi televisivi: che l’esistenza è
uno show . Condotto da
gente che distingue il mon-
“ Fans Club Brutti Anatroccoli”
do in belli e brutti, vincenti
e sconfitti. Nei salotti si
portano bellimbusti e
fattucchiere, maghi, indovini
e cartomanti, sportivi,
gieffini e preti. Si cercano
le lacrime delle vedove dei
poliziotti uccisi, le rabbie di
vescovi scomunicati e i lineamenti di persone rifatte. Si mette in piedi
un’agenzia di potere alla
quale attingere ispirazione e
protezione per diventare
qualcuno. E tanti giovani
che non tengono mezzi, potere e spirito critico per vagliare dove stia il meglio per
il loro futuro, cadono nella
trappola: quella del “video
ergo sum” (“appaio, quindi
sono”). Non per nulla uno
dei programmi maggiormente seguiti negli anni scorsi
s’intitolava “Generazione di
fenomeni”: una generazione intera, per l’appunto,
di fenomeni da loro creati a loro uso e consumo.
In questo senso, aprendo la scatola nera, potremmo trovare un aiuto
per dare ragione della povertà immaginativa - e
dell’apparente genialità
delle beauty-farm per
quattordicenni - che i giovani tengono circa il loro
futuro: perchè lentamen-
te nella loro immaginazione si è realizzato il tentativo di far rientrare le loro
giovinezze in piccole scatole già preconfezionate e
pronte per l’uso ad un prezzo abbordabile. In modo da
poter controllare meglio i
loro desideri, pilotare le loro
emozioni e fare in modo che
chiedano quello che solo noi
possiamo dare. Il sogno infante d’essere modelli, modelle, attori e attrici, di dimagrire-ritoccarsi-proteggersi, d’apparire per essere qualcuno e valere è un
indice credibile della terapia mediatica di questi signori.
A quattordici anni s’è belli
e belle perché imperfetti,
forse un po’ bruttini, ma
custodi di una giovinezza
che chiede tempo per
esplodere nella sua magni-
ficenza: qualche foruncolo
di passaggio a ricordare
l’età, qualche kg di
sovrappeso puntualmente
registrato, quel paio di
jeans che fatica a custodire il corpo, una certa disarmonia nei lineamenti, nei
passaggi, nelle movenze.
Abita qui la bellezza dell’essere giovani, nell’imperfezione di un corpo che lentamente trova la sua armonia al ritmo degli anni che
passano. Forse un po’ di
sana allegria e di matura ironia saprebbe far traghettare certe adolescenze troppo fragili nelle acque di una
società che all’ordine del
cuore preferisce la potenza della mente e il culto della personalità. Ma se l’uomo non fosse solo bocca e
stomaco - cioè un essere
che divora e consuma -
allora s’accorgerebbe del
tentativo
di
anestetizzazione in atto nei
confronti dei giovani e coltiverebbe nel cuore una domanda: che cosa sarebbe la vita
se ci avessero lasciato fare?
Senza rinchiuderci come pulci
in scatole già preconfezionate?
Tra una mamma che a tavola
pubblicizzi ancora la
proverbiale cicogna con la relativa foglia di cavolo e una
mamma che come premio di
un compito ben riuscito alle
medie metta in palio massaggi
al cioccolato e manicure alla
figlia adolescente s’invoca
l’autorevolezza di chi, forte di
una bellezza interiore, continui
a raccontare che la miglior
maturità è quella di chi
vive la sua età senza accelerare i passi. Per non bruciare energie, lineamenti e
passioni troppo presto nella
vita e poi rimpiangere una
bellezza senza più potere
d’attrazione.
Don Marco Pozza
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
4
Nuovo presidente della Comunità Montana
Unanime il voto per Lucio Spagnolo
“Un ottimo biglietto da visita da esibire in Regione per proporre, senza distinzioni
tra gruppi di maggioranza o di opposizione, un territorio unito intorno a questo ente”
Come preannunciato sull’ultimo numero del nostro giornale, Lucio Spagnolo è il nuovo
presidente della Comunità
Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, votato
unanimemente da tutto il consiglio. “L’unanimità che si è ottenuta nella votazione, fatto mai
avvenuto in precedenza – commenta soddisfatto, e forse anche un po’ sorpreso, Spagnolo va interpretata, a parer mio,
come atto di responsabilità politica dell’intero altopiano e come
ottimo biglietto da visita da esibire in Regione per proporre, sen-
za distinzioni tra gruppi di maggioranza o di opposizione, un territorio unito intorno alla sua Comunità Montana. Un ente che,
sappiamo, in questo momento si
trova sì senza legge, né soldi, visto che lo Stato ha demandato
tutto alle Regioni e che in Veneto
tutto è fermo in attesa dell’elezione del nuovo consiglio programmata per fine marzo, ma
che per l’altopiano può avere,
come organismo intercomunale,
un ruolo importante e strategico. Sarà quanto mai opportuno
far sentire al più presto la nostra
voce a Venezia”.
Con l’insediamento del nuovo
consiglio si è provveduto subito
anche alla nomina della nuova
giunta. Oltre al presidente
Lucio Spagnolo (Rotzo), ne
fanno parte: Roberta
Marcolongo
(Foza)
Ulss 3. Rilascio dei
certificati per elettori non
deambulanti e/o con handicap
Il 28 e il 29 marzo 2010, come si sa, la nostra cittadinanza
avrà un appuntamento elettorale.
Informiamo tutti che, in caso di necessità , il certificato
medico per gli elettori non deambulanti e/o per gli elettori
portatori di handicap potrà essere ottenuto dagli aventi diritto nei giorni precedenti la consultazione elettorale con le
seguenti modalità: per i comuni del Distretto n. 2 (altopiano
di Asiago) nei consueti orari di ufficio sanitario presso le
sedi distrettuali di Asiago, Enego, Conco e Lusiana . Nella
giornata di domenica 28 marzo 2010 sarà disponibile un
servizio specifico di reperibilità certificativa dalle ore 10
alle ore 12 per eventuali certificazioni “ in urgenza”.
A questo servizio si potrà accedere, sia per il distretto della
pianura che per quello dell’altopiano, tramite il centralino
telefonico dell’ospedale “San Bassiano” di Bassano del
Grappa (0424888111). L’operatore provvederà a mettere
in contatto il richiedente con il medico reperibile.
Al rilascio delle certificazioni per gli ospiti delle case di
riposo / residenze protette sta già provvedendo il personale medico del Dipartimento di Prevenzione.
Solo i medici della struttura sanitaria pubblica (nominati in
uno speciale elenco inviato alle Autorità competenti) sono
autorizzati a rilasciare questo tipo di certificazioni.
A tutti raccomandiamo di promuovere in favore degli elettori disabili l’annotazione sulla tessera elettorale della condizione di elettore non deambulante e/o elettore portatore
di handicap: l’annotazione ha validità per tutta la durata
della tessera elettorale, per cui poi non è più necessario
per il singolo elettore richiedere una nuova certificazione
ad ogni consultazione elettorale.
CINEMA LUX ASIAGO
Mercoledì 7
aprile
ore 20.30
Giovedì
8 aprile
ore 20.45
Venerdì
9 aprile
ore 20.45
INGRESSO GRATUITO
ai tesserati
cineforum
vicepresidente; gli assessori:
Manuele Caregnato (Enego);
Giorgio
Dalla
Bona
(Gallio),Roberto Rigoni
(Conco); Matteo Pozza
(Lusiana); Andrea Benetti
(Asiago); Dario Frigo
(Roana).
“Per quanto riguarda gli assessorati, o meglio le aree di intervento della Comunità Montana, che sono circa una trentina – dice Spagnolo - prima
dell’assegnazione delle dele-
ghe, abbiamo reputato necessario prenderci qualche settimana di tempo per avere idea
di quali siano anche le
predisposizioni, le esperienze
amministrative o professionali
precedenti dei componenti la
giunta”. “Intendiamo lavorare
–sottolinea ancora Spagnolo in un’ottica di “continuità” rispetto a coloro che ci hanno
preceduto e che hanno saputo ben operare nell’esercizio
delle tradizionali funzioni di sal-
vaguardia del territorio delegate all’Ente dalla Regione, e nei
molteplici progetti affidati nel
tempo alla Comunità Montana: dalla metanizzazione
dell’altopiano per una più moderna gestione dei bisogni
energetici, al recupero delle
opere della grande guerra, alla
gestione di innumerevoli contributi assegnati, al coordinamento dei progetti per lo sviluppo della nostra terra. Mi sia
permesso di ringraziare i Pre-
sidenti che mi hanno preceduto, fino all’ultimo in ordine cronologico, il Presidente e amico Dr. Giancarlo Bortoli al
quale va la mia più sincera gratitudine per l’efficienza, la
competenza ma soprattutto per
la “generosa passione” che ha
voluto dedicare a questa nostra terra, per l’amore, che tutti
gli riconosciamo, che lo lega
al nostro altopiano, a tutti i paesi dell’altopiano”.
Stefania Longhini
Cosa i Comitati referendari chiedono
al prossimo Consiglio Regionale
Nonostante l’iter legislativo del referendum sia fermo prosegue l’azione a favore del territorio
Tutto fermo. La richiesta popolare avviata attraverso il referendum del maggio 2007 per
l’aggregazione dell’Altopiano
di Asiago al Trentino rimane
in Commissione Affari Costituzionali perché la Regione
Veneto, da oltre un anno, non
esprime un parere sul distacco dell’Altopiano dal Veneto.
Un parere non vincolante per
i legislatori parlamentari, ma
necessario perché l’iter burocratico della proposta di legge
di iniziativa popolare possa proseguire con la presentazione
alle Camera del disegno di legge stilato dal Ministero degli
Interni per la sua discussione.
Sono in attesa di essere
calendarizzati da oltre un anno
anche i due disegni di legge di
iniziativa parlamentare per il
distacco
dal
Veneto
dell’Altopiano di Asiago e la
sua aggregazione alla Provincia autonoma di Trento. Il primo è stato presentato al Senato dal trentino Sergio Divina con cofirmatario il vicentino
Paolo Franco, entrambi della
Lega Nord. Tutti della Lega
anche i proponenti del disegno
di legge presentato alla Camera dal vicentino Stefano
Stefani, assieme al piemontese Allasia, i lombardi Grimoldi
e Stucchi, Fedriga del Friuli
Venezia Giulia e della padovana Paola Goisis. E ciò nonostante sulla questione il candidato leghista Luca Zaia glissa,
evita risposte chiare ai Comitati, come del resto il suo diretto avversario Giuseppe
Bortolussi. Di fronte a una situazione di difficile risoluzione,
a meno che tutti cominciassero a rispettare la Costituzione,
i Comitati hanno formulato una
serie di richieste a favore della montagna da presentare ai
prossimi rappresentanti regionali. Proposte che vanno dall’inserire i Comuni di montagna tra le zone franche al concedere delle peculiarità nel
nuovo Statuto regionale per le
minoranze linguistiche e per la
montagna, dal mettere in atto
quanto previsto dalla legge 97
per la montagna all’applicare
finalmente quanto previsto per
la montagna nell’articolo 44
della Costituzione. “Il referendum del maggio 2007 non è
stato una protesta, è stato un
atto formale con il quale la
popolazione dell’Altopiano ha
chiesto di cambiare Regione
– dice Francesco Rodeghiero,
coordinatore del Comitato
referendario – Una richiesta
convalidata dalle Istituzioni italiane e che rimane bloccata
per un comportamento
anticostituzionale dell’ente regione. Qui non si tratta di giustizia nei confronti dei Comitati, qui si tratta di eseguire
quanto previsto dalla Costituzione e che nessun, sottolineo
nessuno, fa rispettare. Non siamo fuori da ogni logica, siamo
fuori dalla legalità e nessuno
si scandalizza, a partire dalle
amministrazioni locali”. I Comitati altopianesi proseguono
comunque nell’azione dichiarata di individuare gli strumenti
“perché chi vive in montagna
possa continuare a rimanerci”
oppure, come sottolinea
Rodeghiero, “che vivere in
montagna non sia una regalia
o un privilegio, ma un diritto”.
I Comitati hanno identificato in
alcune leggi già esistenti delle
misure per assicurare un futuro alla montagna. Una riguarda la modifica della normativa che istituisce le zone
franche permettendo anche
l’inserimento dei Comuni di
montagna uniti in comprensori.
Attualmente la normativa prevede che il Comune richiedente abbia almeno 25 mila abitanti, cosa impossibile per i
paesi di montagna, limite che
però potrebbe essere superato se si concepisse anche
l’unione di Comuni in
comprensori. L’istituzione di
una zona franca nelle zone di
montagna permetterebbe l’insediamento di nuove attività
produttive nelle zone di montagna che godrebbero di un
regime fiscale vantaggioso. In
più i Comitati chiedono che il
nuovo statuto regionale preveda un seggio nel consiglio regionale riservato alle minoranze linguistiche. Minoranze che
dovrebbero avere anche il diritto di due ore settimanali nelle scuole d’obbligo dell’insegnamento della lingua
minoritaria e un ora settimanale per l’insegnamento della
storia locale. Infine i Comitati
chiedono che le leggi che già
esistono sulla montagna vedano finalmente una loro attuazione. “La legge 97/94, detta
legge sulla montagna, è tra le
migliori testi di legge presentati ma questa legge non è mai
stata finanziata da alcun governo, è rimasta sulla carta
senza mai entrare in vigore –
conclude Rodeghiero – E’ questa la grande tristezza, gli strumenti ci sarebbero ma a nessuno interessa applicarli. Basta pensare all’articolo 44 della Costituzione, i costituenti
hanno pensato alla montagna
ma poi i legislatori se ne sono
sempre disinteressati”.
Gerardo Rigoni
8
Sabato 20 marzo 2010
ASIAGO
Saranno 14 i progetti finanziati quest’anno attraverso
l’intesa tra Regione Veneto
e Provincia Autonoma di
Trento, sottoscritta il 4 luglio
2007 a Recoaro Terme, con
l’obiettivo di favorire la cooperazione tra i rispettivi territori di confine. L’ammontare totale dei finanziamenti
sarà di quasi 15 milioni di
euro, di cui 10 da parte di
Trento e il restante da parte
del Veneto. Lo ha deciso la
Commissione per la Gestione dell’Intesa composta delle
due delegazioni. Il piano per
il 2010 è stato definito in
base ad una graduatoria che
ha ordinato i progetti, presentati entro lo scorso ottobre da
enti pubblici e soggetti privati
veneti e trentini di aree di
confine, che hanno superato
il vaglio istruttorio di un’apposita commissione, alla luce
dei criteri e delle priorità già
definite nel Programma
Triennale degli interventi. Il
tutto sulla base di tre macrosettori di intervento: opere e
infrastrutture, servizi pubblici e sviluppo economico.
5
Grazie all’intesa Dellai –Galan
si amplia l’offerta del Golf Club
Due i progetti che interessano comuni dell’Altopiano di
Asiago: la realizzazione della
dorsale di collegamento tra
altopiani cimbri di Folgaria,
Lavarone, Luserna, Asiago e
Gallio (secondo stralcio);
l’ampliamento del Golf Club
di Asiago mediante la realizzazione di una Golf Academy
con campo pratica di 220
metri, piazzole coperte e destinate alla scuola golf, 4 nuove buche e strutture accessorie. Un intervento del costo
complessivo di 946 mila euro
(500 mila euro il contributo previsto, 446 mila euro verranno
coperti dal Comune e dalla società Golf Club Asiago S.p.a.)
“Nel campo del turismo sportivo il golf rappresenta uno degli sport con maggior capacità
attrattiva - dice il sindaco di
Asiago Andrea Gios – per noi,
come per tante altre località
montane, è un’opportunità per
il completamento dell’offerta
turistica estiva. In futuro si
deve incentivare anche lo sviluppo di percorsi nei Comuni
vicini sia del nostro altopiano
sia dell’Altopiano trentino pro-
Da Folgaria ad Asiago:
in Comunità Montana
un vertice con i Comuni
confinanti e pedemontani
Molto soddisfatto di quanto emerso nella riunione
dello scorso 9 marzo a
Folgaria, il Sindaco di
Rotzo Matteo Dal Pozzo,
cui era presente anche il
Consigliere comunale di
Asiago, Santo Rossi, che
ha suggerito un’azione
contestuale di comunicazione e promozione turistica,
col
diretto
coinvolgimento per l’area
trentina, di “Trentino SPA”
e dell’omologo ente
veneto/vicentino.
“Guai a non esserci stati!”,
ha asserito il primo cittadino di Rotzo. “Il tema trattato era d’importanza primaria: la costituzione del
“Parco della Memoria”,
progetto che riguarda oltre
noi, i comuni di Luserna,
Lavarone Folgaria, della
valle e della fascia
pedemontana di Laghi,
Tonezza,
Pedemonte,
Lastebasse, Arsiero e la Comunità Montana Alto
Astico”. Nell’occasione, è
stato prospettato un allargamento ai comuni di
Levico,
Terragnolo,
Vallarsa e Trambileno per
via della rispettiva presenza dei forti Busa Verle e
Cima Vezzena, dell’area del
l’Altopiano
Pasubio e di Forte
Pozzacchio. Proposta, che
richiederà un’attenta valutazione
di
tutte
le
problematiche che un’allargamento progettuale d’area,
comporta. Tutti gli amministratori presenti, si son fatti
perciò carico, entro il 15
aprile prossimo, di adottare
nei rispettivi consigli comunali, una delibera di adesione al progetto.
Il relatore e promotore,
Dottor Ferrandi, Direttore
del Museo Storico del
Trentino, ha quindi lanciato
l’idea di costituire un’Associazione nel ruolo di
referente giuridico presso le
istituzioni (in primis la Provincia di Trento e quella di
Vicenza), quali entiinterfaccia accreditati presso le strutture delegate ad
accedere ai finanziamenti
europei. Il prossimo incontro a carattere politico-istituzionale, solo tra comuni, è
fissato per la stessa data (15
aprile) in Municipio ad
Arsiero. Quello del 24 prossimo, presso la nostra Comunità Montana, è invece
un evento specificamente rivolto ai referenti storico-culturali delle aree interessate.
Beppa Rigoni Scit
prio per dare al turista golfista
una vasta scelta di percorsi”.
Anche il PAT asiaghese si
sofferma sull’importanza del
Golf Club nell’offerta turistica.
Il documento di gestione territoriale prevede un ampliamento dell’attuale 18 buche a 27
proprio per soddisfare la domanda di servizi dei turistigolfisti. In più il PAT prevede
una nuova struttura a 9 buche
a basso impatto ambientale ed
a basso costo nell’area del
Ferragh, in adiacenza al Comune di Gallio”.
Stefania Longhini
Sosta gratuita per i disabili
Sosta gratuita per i disabili nelle aree a
pagamento in centro ad Asiago. E’ quanto è stato disposto dal Comando di Polizia
locale della città ad inizio anno. Secondo
la sentenza della Corte di Cassazione n.
21271 del 5 ottobre 2009, l’auto con contrassegno per le persone invalide non sarebbe esonerata dalla corresponsione di
quanto dovuto in zona di sosta a pagamento, anche in caso di indisponibilità dei posti
riservati ai disabili nei vari parcheggi dei
centri cittadini. Facendo seguito alla protesta di alcuni cittadini e per interessamento particolare dell’assessore ai servizi sociali Diego Rigoni, ora, per quanto riguar-
da Asiago, nell’ordinanza di istituzione delle
strisce blu a pagamento, la categoria delle persone disabili è stata aggiunta a quelle che possono sostarvi gratuitamente. “Mi sembra un
grande atto di civiltà dovuto – sottolinea l’assessore Rigoni – un segno di rispetto per quanti
hanno reali problemi di deambulazione e sono
ovviamente in possesso dell’apposito tesserino
che va esposto sul parabrezza”. “In ogni caso
– fanno sapere dal Comando di Polizia locale –
ci preme sottolineare che, anche dopo l’uscita
della sentenza del 5 ottobre, nessuna contravvenzione è stata elevata ad Asiago a persone
disabili munite di regolare contrassegno che
attesti lo stato di disabilità”.
S.L.
Attenti al fuoco
Incontro dell’AssoArtigiani per installatori ed edili
L’Associazione Artigiani
della Provincia di Vicenza,
ha recentemente organizzato un incontro di approfondimento tecnico per
installatori ed edili, che si è
tenuto ad Asiago, presso la
prestigiosa Sala della Reggenza della locale Comunità Montana dei Sette Comuni.
Dopo il saluto del presidente mandamentale Roberto
Stella, è intervenuto Angelo Rigoni, del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di
Asiago, che ha ricordato
come ogni anno, siano circa trentacinque gli interventi necessari per spegnere
gli incendi causati da una
cattiva manutenzione o errata costruzione delle canne fumarie.
La serata è proseguita con
l’intervento dell’ingegner
Denis De Marchi, che ha
trattato i sistemi di evacua-
zione dei prodotti della combustione, con particolare riferimento
alle
documentazioni obbligatorie da rilasciare ed ai
calcoli per un corretto
dimensionamento delle
canne fumarie per evitare
il rischio incendio.
Successivamente, Dino
Sahman , esperto del settore, ha spiegato come scegliere il tipo di canna
fumaria in base allo specifico uso e le procedure per
eseguire la manutenzione
obbligatoria al fine di prevenire incidenti.
La proiezione di varie fotografie scattate sui tetti di alcune case, ha chiaramente
fatto comprendere, meglio
di tante parole, come non
devono essere costruite e
tenute le canne fumarie.
Alla serata hanno partecipato anche Mario Segato,
vice Presidente della Cate-
goria
Installatori
e
Riparatori Impianti di
Confartigianato Vicenza ed
altri rappresentanti della
Categoria Fumisti e Spazzacamini
della
Confartigianato Regionale.
Meglio non correre rischi.
Affidate i lavori di costruzione e manutenzione
esclusivamente alle imprese qualificate del settore.
Forse, meglio, nell’interesse proprio e degli altri, non
ricorrere al classico “fai da
te”.
Ivan Rigoni
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
6
Lavori pubblici: quanto fatto e si farà
ASIAGO
Tracciare il bilancio dei lavori
pubblici eseguiti o iniziati nell’anno appena concluso. Un
dovere per l’assessore ai
Lavori Pubblici di Asiago
Gianpaolo Rigoni, per dare
alla cittadinanza un quadro il
più completo possibile di
quanto fatto e anche per cogliere l’occasione per ringraziare i tecnici comunali per il
lavoro svolto, non sempre in
condizioni facili.
Quali le opere più importanti completate?
“Credo non ci siano dubbi
nell’individuare nella nuova
Casa di Riposo e nel Palaz-
L’assessore Giampaolo Rigoni traccia il bilancio delle opere realizzate e illustra i progetti in
programma per il prossimo futuro. L’architetto Michelazzo alla guida dell’Ufficio tecnico
zo del Turismo “Millepini” le
due opere più significative
messe a disposizione della
comunità nel 2009".
Opere però ereditate dall’amministrazione precedente .. “Vero, però il portarle a termine non è stato
semplice. Il Palazzo del Turismo “Millepini” era concepito quale centro congressi, noi lo abbiamo modificato profondamente realizzando un teatro, prevedendo un nuovo volume per
il palco e la torre scenica,
con ampliamento della
struttura rispetto all’originaria; modifiche che però
hanno più che raddoppiato
i costi, da 1.2 milioni a
2.6 milioni finora realizzati e cofinanziati
dalla Regione per 1.6
milioni. In più abbiamo subito il ritardo
dovuto a difficoltà
economiche della ditta che aveva vinto
l’appalto. Problemi
analoghi ci sono stati
anche per la nuova
Casa di Riposo. I
tempi si sono inevitabilmente allungati, ma alla fine i lavori dei primi due stralci si
sono conclusi, consentendo
agli anziani di essere trasferiti nella nuova sede, lasciando quella ospitata al
terzo piano dell’ospedale. È
una realizzazione importante, nella quale il Comune ha
investito finora 2.500.000
euro. Ora l’amministrazione comunale ha reperito
nuove risorse per completare definitivamente la nuova casa di riposo, per la
quale è in corso la redazione del progetto dei lavori
del terzo piano”.
Altri interventi degni di
nota?
“Partiamo dai lavori che riguardano le strade, i marciapiedi e le piazze per complessivi 1.5 milioni di euro. I lavori di rifacimento dei marciapiedi hanno interessato via
Cesare Battisti, via Dalla
Zuanna, via san Carlo, piazza II Risorgimento e piazza
Carli, sono stati rifatti gli
asfalti di via Ceresara, via
Lobbia, via San Carlo, via
Dalla Zuanna, via Brigata
Sassari, via Cassordar,
contrada Podestà e via Bosco. E’ stato completato il
primo stralcio dei lavori della
strada Sasso – Bivio Sasso e
sono in corso di esecuzione i
lavori del secondo stralcio.
Per quanto riguarda le piazze, sono stati conclusi i lavori
di riqualificazione della
piazzetta degli Alpini e della
frazione Sasso. Sempre nell’ambito della viabilità sono
stati conclusi i lavori di rinnovo delle passerelle pedonali
sul torrente Ghelpach in piazzale Martiri della Libertà e in
via Bertacchi”.
Sono state quindi impegnate cifre importanti …
“Si e senza tralasciare i la-
vori di ordinaria amministrazione quali la gestione e mantenimento degli edifici e i beni
di proprietà comunale. Non
poco conto anche se il Comune è ora sgravato dalle
incombenze che riguardano
l’acquedotto e la fognatura
passate all’Ato Brenta per la
programmazione degli investimenti e ad Etra per la realizzazione delle opere e le
manutenzioni ordinarie e
straordinarie. Oltre alle scuole sono stati appaltati lavori
sul Municipio, concluso la
sostituzione del tetto dell’exCaserma Riva e dell’edificio
residenziale “Ex- Filovia”.
Sono invece ancora in corso
i lavori di sistemazione dell’ala est della stazione dei
carabinieri di Asiago.”
Altro da ricordare?
“Vorrei ricordare i lavori di
estensione delle reti comunali
del metano, che serviranno
l’area artigianale “Coda”.
Per quest’opera abbiamo realizzato una sinergia con Etra
che sostituirà un tratto di acquedotto contestualmente ai
lavori di metanizzazione: in
questo modo si eviterà di intervenire due volte sulla strada. Poi ci sono i lavori di
manutenzione delle strade,
allo sgombero neve, allo spargimento di ghiaino e sale, che
nel 2009 hanno comportato
una spesa di circa 230.000
euro, il controllo delle spese
di gestione delle scuole e degli impianti sportivi, la pubblica illuminazione; lavori indispensabili spesso sotto valutati. Vorrei infatti ringraziare
tutto l’ufficio tecnico e le sue
strutture operative per quanto
fanno e nello stesso tempo
ringraziare l’ing. Luciano
Rigoni, che è andato in pensione alla fine del 2009 che,
quale responsabile dell’ufficio tecnico, ha svolto un lavoro prezioso. Funzioni ora
assunte dall’arch. Donatella
Michelazzo alla quale auguriamo buon lavoro”.
Sogni nel cassetto?
“Ci sono sogni realizzabili,
come quelli programmati: il
parcheggio per i camper, la
realizzazione delle rotonde
all’ingresso del paese e davanti alla nuova casa di riposo, il rifacimento e la sistemazione dei giardini di piazza Carli,
il completamento del terzo piano della nuova casa di riposo,
la conclusione di lavori di
ristrutturazione dell’ex- Caserma Riva, con la realizzazione
di un centro polifunzionale, interventi di arredo urbano, il
centro per il fondo alla Golf
Arena, la pista di motocross.
Ci sono poi dei sogni più difficilmente realizzabili, come una
nuova viabilità, che consentirebbe di liberare il centro storico dal traffico nei momenti
di punta della stagione turistica”.
Gerardo Rigoni
Lo sci: divertimento e socializzazione
La proposta della Scuola sci Asiago ai giovani dell’Altopiano
In primis non è un nuovo sci club. Ci tengono a sottolinearlo i
maestri da sci della
Scuola Sci Asiago
che hanno formulato
una proposta per i ragazzini ben accolta da
sciatori in erba e famiglie. Una proposta
per lo sci che va oltre
l’aspetto agonistico,
che presenta lo sci
come divertimento,
didattica, momento di
crescita e occasione
di aggregazione. Una
proposta per infondere in loro la cultura dello sci e
del divertimento sulla neve,
oltre all’aspetto sportivo
competitivo quindi, e dunque
non è uno sci club.
“Abbiamo visto che dopo i
corsi di avviamento che la
scuola sci fa da trent’anni, e
che quest’anno hanno visto
circa 100 iscritti, chi non entrava negli sci club seguendo la
strada dell’agonismo rimaneva
per strada. Erano di fatto dei
bambini che se non portati sulle
piste dalle famiglie, non sciavano più – spiega Emanuele
Santeramo, maestro da sci che,
assieme alla collega Giulia Frigo, hanno portato avanti il progetto – Noi abbiamo pensato di
recuperare questi ragazzini portandoli fino ai 11 anni introducendoli alle varie forme di sci e portandoli nelle varie stazioni
dell’Altopiano”.
Molteplici i motivi per cui un
bambino non prosegue l’attività
agonistica negli sci club: i costi
per la famiglia, il troppo tem-
po che impegna, la preferenza per altre attività, perché
un bambino non è proprio
bravissimo a sciare. Ma ciò
non toglie che quel bambino
non possa divertirsi con gli sci
e vivere le attività invernali
all’aria aperta con serenità e
coinvolgimento.
“Attraverso esercitazioni, giochi, suggerimenti e nozioni cerchiamo di formare buoni sciatori anche se non faranno
agonismo - spiega Giulia Frigo – Con il gioco i bambini
imparano i principi ed i valori
dello sport”.
Un progetto ben accolto dalle
famiglie, quest’anno partito
quasi in sordina in quanto sperimentale che ha visto la partecipazione di una ventina di
ragazzini, ma anche dai maestri da sci che hanno collaborato e dagli impiantisti che hanno dato la massima disponibilità ai ragazzi aprendo talvolta
gli impianti solamente per loro.
Il programma prevedeva due
uscite settimanali e concepiva
due gruppi, uno under 8 e uno
dagli 8 anni in su. Il primo
gruppo si soffermava al
Kaberlaba e si concentrava
sulle tecniche base; il secondo invece cambiava spesso
località e ha proposto anche
sciate in neve fresca ed escursioni lungo percorsi fuori dalle
piste battute. Escursioni dove
si coniugavano allo sci anche
con nozioni sulle varie tipologie
di neve, sulla natura e sul territorio locale. L’ultimo dei quali,
dove si sta ancora discutendo
se a divertirsi di più sono stati i
maestri, i genitori o i bambini
stessi, ha visto gli oramai provetti sciatori inoltrarsi per percorsi in neve fresca, scoprire
la grotta dell’orso, cercare
snowboardisti dispersi, scoprire
che escremento di cervo è un
ottimo prevenzione all’influenza … e a fare 30…70 …2
chilometri e mezzo in scaletta. Vero bambini?
Gerardo Rigoni
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
7
INTERVISTAALL’ARCHITETTO PAESAGGISTA CHIARA STEFANI
“Sentieri e itinerari: va bene il
recupero, ma poi vanno curati”
Sentieri storici e turistici: oltre alle lodevoli operazioni di recupero, serve, per non vanificare il
lavoro fatto, una regolare manutenzione che in
Altopiano viene piuttosto trascurata. Ce ne siamo accorti girando un
po’ per il nostro territorio, con le passeggiate
organizzate dal giornale
nell’ambito del progetto
“Mobilità dolce” del
quale è primo promotore Andrea Cunico con la
sua Libera Consulta 7 C.
Già abbiamo avuto
modo di denunciare le
inadempienze dei comuni su
questo fronte citando come
esempio il Sentiero delle
Cenge da Mezzaselva a
Rotzo, sistemato bene con
fondi europei 5b, su progetto
dell’architetto
Chiara
Stefani, ma poi abbandonato
all’usura del tempo e delle
intemperie, nonostante gli
enti locali si fossero inizialmente impegnati a garantire
nel tempo la manutenzione.
“Tutti i progetti di recupero
realizzati grazie a fondi comunitari – conferma Chiara
Stefani – prevedevano questa clausola che i soggetti
coofinanziatori, al fine di ottenere i contributi, dovevano
sottoscrivere. Quel che è
successo per il Sentiero delle cenge, si è purtroppo tristemente ripetuto per tanti
altri itinerari”. Chiara Stefani
ha avuto l’incarico di progettare e seguire i lavori di
recupero di molti di questi
sentieri. Lo ha fatto con la
professionalità e la grande
passione che notoriamente sa
mettere nel suo lavoro,
supportando tutta la progettazione con una attenta ricerca storica, con lunghe
scarpinate sul territorio per le
necessarie ricognizioni. Non
è esagerato dire che conosce certe zone dell’Altopiano
come il giardino di casa sua.
Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo
secolo, sotto la sua direzione
sono stati recuperati itinerari
nella conca di Asiago, nella
Val D’Assa, nella Val
Frenzela, delle contrade sud
di Foza, fino a, il più recente
(anno 2006) da Camona a
Gallio, quel famoso sentiero
che potrebbe prolungarsi dalla Camona ai confini con
Asiago e allacciarsi al percorso che poi sbuca nel piazzale degli Eroi ad Asiago e
che non è stato possibile
completare a causa dei privati che
posseggono i terreni tra la Camona
e i Confini. La tanto agognata via di
collegamento pedonale tra Asiago
e Gallio. Nessuno
meglio dell’architetto Stefani può
dunque sottolineare la trascuratezza
da parte degli enti
e comunque dispiacersi per prima
del fatto che una
volta realizzate le
opere, non ce se
ne prenda cura. “Le tabelle
ormai andrebbero tutte rifatte, in qualche caso anche
aggiornate, i sentieri dovrebbero essere sempre mantenuti liberi e puliti affinchè il
percorrerli sia sempre agevole. Asiago forse fa eccezione e, mantenendo fede agli
impegni presi, si occupa almeno delle operazioni di pulizia e sistemazione del fondo”.
“I percorsi esistenti oltre che
mantenuti – sottolinea poi
Chiara Stefani – dovrebbero
essere adeguatamente valorizzati con indicazioni chiare
per raggiungerne la partenza
già dai centri dei paesi e fatti
adeguatamente conoscere
con materiali divulgativi e
pubblicitari”.
L’idea di una rete di sentieri
per la mobilità dolce, soprattutto nella conca centrale
dell’Altopiano, è pienamente
condivisa dall’architetto
Stefani.
“Ad Asiago i sentieri che si è
potuto recuperare sono pochi
rispetto a quelli esistenti, gli
itinerari possono essere molteplici. Alcune delle vecchie
strade che collegano una
contrada all’altra sono ancora visibili e percorribili perché
continuamente utilizzate per
l’agricoltura, ma tante di
quelle che esistevano sono
scomparse ma possono essere ripristinate come già abbiamo fatto in alcuni tratti dei
percorsi già citati. E’ una sfida importante per l’Altopiano
quella proposta da Andrea
Cunico, Oltre a costituire una
valida alternativa agli
spostamenti con mezzi motorizzati, una rete di sentieri
così concepita offre occasioni per conoscere a fondo la
storia del nostro territorio che
va ben al di là della Grande
Guerra. Il primo conflitto
mondiale ci ha lasciato tante
strade nella parte alta e manufatti ma, a ben pensarci, ha
anche distrutto tanto
sull’Altopiano. Cerchiamo di
valorizzare quel poco che ci
è rimasto e pensiamo che le
fontane, i lavatoi, i pozzi, le
emergenze storiche e
architettoniche che si incontrano attraversando i paesi e
le contrade sono testimonianze preziose della nostra
civiltà rurale, della storia della
nostra gente e, insieme agli
aspetti naturalistici, rappresentano una ricchezza che va
valorizzata e tutelata”.
Stefania Longhini
Mobilità dolce, si lavora già per una rete nazionale
Non per sminuire l’informazione che “Libera Consulta”
puntualmente elargisce, e senza nulla togliere a
“Radiomontekatz”, né ad Andrea Cunico Jegary in persona, ma...a proposito di un progetto di mobilità dolce per
l’altopiano non hanno inventato niente! Da anni, a livello
nazionale, si sta infatti sviluppando consapevolezza sui temi
ambientali, in tavoli dove si
parla di ecologia, percorsi,
sentieristica, tempo libero, turismo, attività outdoor...
Nel 2004, in Fiera a Milano
nell’ambito del “Salone del
Ciclo” - Eicma) è stata presentata
alla
stampa:
“Co.Mo.Do” (Confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa),
avente l’obiettivo di sviluppa-
re una rete nazionale
di...mobilità dolce, per l’appunto, attraverso il recupero di
infrastrutture territoriali
dismesse (ferrovie, strade
arginali, percorsi storici...); la
compatibilità e l’integrazione
fra utenti diversi; la separazione/protezione delle rete stradale ordinaria; l’integrazione
con il sistema di trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa. Alcuni Partners: Associazioni Italiane Città
Ciclabili – Greeways –
Guide ambientali/
escursionistiche –
Utenti Trasporto Pubblico – CAI – Fiab –
Federazione italiana
Turismo equestre –
Federparchi – Parchi
Naturali Italiani – Ferrovie Turistiche Italiane – Touring Club Italia
Nostra
–
Legambiente – WWF
Italia. Scusate se è
poco...In un’area più ristretta
e a noi confinante, nel 2008 è
nato il Comitato “Terre del
Brenta”, per volontà del Comune di Nove (Ass. Franco
Bordignon), di Piazzola sul
Brenta (Ass. Fernanda
Scantamburlo) e Giovanni
Chiuppani (per i soggetti privati), avente l’intento di: “Promuovere lo sviluppo sostenibile in ambito economico,
paesaggistico, socio-culturale,
turistico e urbanistico”. “Terre del Brenta” è un’Associazione
indipendente,
aconfessionale, apartitica, senza fini di lucro, costituita in
parternariato pubblico-privato
(Pubbliche amministrazioni,Associazioni di categoria, Imprese, volontariato) avente funzione di “Agenzia locale per lo Sviluppo sostenibile”. Cos’ha inventato allora di nuovo la “Libera
Consulta”? Niente! Meritorio è
l’aver cominciato a tirar le orecchie agli enti locali, per il grave
ritardo...
Partirà il 7 aprile il “Corso di
animatore turistico e del tempo libero”
Il progetto sta suscitando grande interesse e sono già state raccolte molte iscrizioni. Sull’iniziativa, che ha come scopo la conoscenza del nostro territorio, della sua storia e delle sue tante
peculiarità, ha espresso parere positivo anche il sindaco di
Asiago Andrea Gios: “Da tempo - afferma il primo cittadino stiamo pensando alla formazione di figure, già in possesso di un
buon bagaglio culturale, cui dare l’opportunità di divenire dei
veri professionisti del turismo. Ad esempio, giovani laureati che
si vedono costretti a trovare occupazione altrove e in alternativa
al monotematico mondo dell’edilizia. Abbiamo scelto di mettere
uno stop? Per creare economia stiamo cercando soluzioni
applicabili in tempi brevi, per riportare l’Altopiano (terra che
non è né monte né pianura, dove le guide alpine hanno
meno significato che in altre località montane e le guide
turistiche hanno meno senso che in un centro prettamente
cittadino!), alla sua originaria elezione turistica. Il patrimonio è
il territorio stesso, che va valorizzato proprio creando cultura, infrastrutture e servizi. Il Consigliere Regionale, Elena
Donazzan, si è impegnata in sede
regionale, a proporre Borse di
Studio atte a supportare tali figure, per il periodo necessario a diventare attraverso corsi specializzati, dei professionisti del turismo. Percorso che avverrà, prendendo anche come colonna
tematica - oltre ad ambiente, storia, territorio, lingue straniere - anche la figura di Mario Rigoni Stern,
non solo per la sua persona, ma anche per come ha saputo coniugare nei suoi scritti, storia, tradizioni, natura, genti dell’Altopiano. Figure, che potrebbero perchè no, essere individuate fra gli studenti del
“Corso di animatore turistico”, i più meritevoli, i più motivati, quelli
che dimostreranno vera attitudine ai rapporti umani, conoscenza dell’ambiente, della storia, delle tradizioni e comunque, desiderio di crescita in tutti questi ambiti...Una volta, erano i vecchi albergatori a
giocare questo ruolo: sapevano un po’ di tutto e accompagnavano di persona i turisti in giro per l’Altopiano! Adesso,
bisogna fornire loro dei professionisti che assolvano questo compito quanto prima”.
Beppa Rigoni Scit
La malga Dosso di Mezzo,
40 anni di campiscuola
Chi non ha qualche ricordo legato alla malga? Quella volta
di don Paolo vestito da fantasma… Quella volta del principio di incendio… Quella notte che sembrava che il temporale si portasse via la malga… Le specialità della Maria, della Corina, della Beppina, del Trieste, della Nica
Polato… Le incursioni a sorpresa del Giuliano Rizzieri…
Dai primi campiscuola a Dosso di Mezzo, iniziati 1970,
sono passati 40 anni!
Già un paio di anni prima, vedendo la casara inutilizzata e
in stato di abbandono, don Enrico Rodeghiero, Direttore
del Patronato Maschile, il Giuliano Rizzieri, il Gianpaolo
Nes e altri giovani (de na volta!!) del Consiglio direttivo
del Patronato Maschile di Asiago videro in essa con lungimiranza una nuova grande opportunità per i ragazzi e le
ragazze della parrocchia.
Non fu così semplice…C’era da ristrutturare e ampliare
la malga e trasformarla per poter ricevere bambini e ragazzi. Si aprì un cantiere che dopo 40 anni è ancora aperto. All’inizio della prossima estate festeggeranno questi
quarant’anni, e per questo serve la collaborazione di tutti
coloro che hanno qualche ricordo legato alla malga.
Ognuno avrà qualche fotografia (che sarà restituita) e
qualcosa da raccontare…L’intento è di ringraziare veramente tutti per quanto fatto in questi anni e quanto si farà
attraverso la pubblicazione di un libretto che ricordi cosa è
riuscita a fare la comunità asiaghese per i suoi ragazzi. Le
fotografie e le informazioni saranno raccolte da don Federico in Patronato (0424.63433) e da Gianpaolo
(349.2327675) fino al 10 aprile. Gianpaolo Stazzabosco
Sabato
20dimarzo
2010
La
piazza
Asiago
con il Caffè
Roma, prima della Guerra
“Mi piacerebbe tanto che il
Caffè Roma tornasse al suo
antico splendore, quando era
punto di incontro per asiaghesi
e villeggianti. Spero che questo mio sogno non rimanga
tale, ma che possa diventare
realtà”. Sono parole della signora Luciana Longhini
Martini, che nel raccontarci la
storia del Caffè Roma ci ha
parlato della sua famiglia, descrivendo con nostalgia un lungo periodo che ha coinciso con
momenti importanti della storia di Asiago. Rammentando
fatti ed episodi, ha messo insieme ricordi intensi e importanti, con l’intento di trasmetterli così ai suoi nipoti, e ai nostri lettori. Lo spunto è arrivato dall’attuale stato di chiusura del locale, che se fa rammaricare abitanti e ospiti della
città, altrettanto spiace ai proprietari, intenzionati a trovare
la migliore soluzione per fare
riavere ad Asiago il suo storico locale, con il prestigio che
si merita. Luciana è la figlia
minore di Cristiano Longhini,
figlio di Giovanni, il quale, con
la sua impresa specializzata in
manutenzioni e costruzioni di
strade, durante i lunghi periodi
invernali si recava in Austria,
dove si faceva molto apprezzare per il suo operato. Seguendo il padre nei suoi lunghi
viaggi all’estero, Cristiano frequentò in Austria le scuole superiori inerenti al ramo dell’edilizia, acquisendo a sua volta
una buona esperienza nel settore. “Nel 1910 – racconta
Luciana – mio padre sposò
mia madre, Sara Dina Finco,
figlia dei proprietari dell’Albergo “Al Mondo” di Asiago, e
decise di continuare il suo lavoro in Altopiano con la nuova famiglia . I nonni, che avevano già una certa età, non se
la sentirono di ripartire da soli,
così le emigrazioni della famiglia Longhini finirono. Dopo
duri anni di lavoro e tanti sacrifici, avevano ormai accumulato sufficiente denaro da
poter comprare il fabbricato
posto nel mezzo della piazza
di Asiago, nel quale restava
inserito al piano nobile la Banca Popolare dei 7 Comuni,che
ne era proprietaria. Proprio
sopra la banca Cristiano aveva rinnovato un appartamento molto confortevole per la famiglia, mentre al piano terra
c’era un piccolo bar, il “Caffè
Roma”. Passarono periodi
tranquilli e felici, allietati dalla
nascita dei primi due figli, Norma Antonietta e Giovanni, fino
a quando scoppiò la Grande
Guerra, che costrinse tutti gli
8
Quel che restava dello stabile
dopo il conflitto
l’Altopiano
La visita del Duce
8
Il Caffè Roma, testimone di momenti
importanti della storia di Asiago
Nei ricordi della signora Luciana Longhini Martini tanti episodi legati alla palazzina
progettata e costruita da suo padre Cristiano, fra i simboli del centro della città
altopianesi ad emigrare.
Grazie alla sua conoscenza della lingua austriaca, mio padre, seguito dalla famiglia,
spesso veniva chiamato dal Comando Italiano nei vari luoghi dove
necessitava un interprete. Furono a Verona,
dove nacque Lucia, e
poi a Como, dove nacque Antonio Max; a otto Cristiano Longhini con moglie e figli, il giorno dell’inaugurazione nel
mesi dalla sua nascita la giugno del 1923, con una nevicata fuori stagione
guerra terminò e poterono ri- stenti, dovette opporsi all’idea Piacque invece a tutti, anche
tornare sull’Altopiano. Dopo dell’ingegnere che invece perché con la torre del Munitante battaglie e bombarda- avrebbe voluto spostare la co- cipio e il campanile del Duomenti, giungevano notizie che struzione al di là del Munici- mo formava una bella sequenAsiago era stata completa- pio. Furono chiamati a consi- za di costruzioni innalzate vermente distrutta, così il rientro derare la pianificazione della so il cielo. “Al piano terra e
si presentava colmo di ango- piazza e del paese tre illustri nella taverna – continua
scia e incertezze”. “I miei mi esperti del tempo: l’architetto Luciana nel suo raccontare –
raccontavano – continua la si- Chemello di Vicenza, l’inge- mio padre pensò di ricreare
gnora Luciana – che al loro gnere Monterumici di Padova quella atmosfera dei famosi
arrivo trovarono un’immensa e il pittore Dall’Oca Bianca di gran caffè viennesi, così acdistesa di rovine: dovunque Verona, i quali, riunitisi, deci- coglienti ed eleganti. Il nuovo
morte, desolazione e reticola- sero per l’attuale sistemazio- Caffè Roma venne aperto nel
ti, e della bella casa dei ne, dando ragione a Longhini, giugno del 1923: le foto scattate
Longhini non rimaneva che il che riuscì a ricostruire il Caffè nell’occasione (dove si vedono
perimetro delle fondamenta. Roma nel sedime della sua pro- ancora alcune impalcature) teNonostante il momento di do- prietà. La signora Luciana ri- stimoniano anche di una nevilore e di grande sconforto, corda come, con la ricostru- cata fuori tempo, che coincise
sopravalse il desiderio di an- zione, vennero fatte delle in- con l’evento. Presso il Caffè
dare avanti e di ricostruire il novazioni impensabili a quel Roma venne installato anche
paese, ancora più bello di pri- tempo, come i servizi igienici il primo centralino telefonico,
ma”. Cristiano si mise subito posti in confortevoli bagni al- che serviva tutto l’Altopiano,
al lavoro e grazie agli studi l’interno della costruzione, l’im- con prenotazioni che venivaacquisiti in Austria progettò la pianto di riscaldamento centra- no consegnate ai destinatari
nuova bella palazzina, lizzato con grandi caldaie a car- ore prima da un fattorino in biingentilita da una torretta rivol- bone, e capaci armadi a muro. cicletta. Mio padre portò ad
ta sul lato est della piazza e Giunto alla costruzione della Asiago anche la prima radio,
sulla strada principale. Fu torretta, poiché questa ricor- e gli appassionati delle opere
l’ingegner
Lazzeri, dava lo stile viennese, ebbe più poterono finalmente ascoltarsovraintendente dei lavori delle volte interrotti i lavori, con gravi le per intero. Per alcuni anni i
Terre Liberate, a firmare il perdite finanziarie, ma non si miei genitori tennero la gestioprogetto, che però fu intera- dette per vinto e decise di por- ne del Caffè e della Taverna,
mente eseguito da Cristiano tarla a termine, impegnandosi pagando durante l’estate al
Longhini, che, sostenendo che ad abbatterla, nel caso, una Comune plateatico per poter
la nuova piazza sarebbe stata volta terminata, i paesani usufruire di parte della piazza
considerata e allargare all’esterno il servipiù armoniosa rispettando le l’avessero
proprietà dei sedimi già esi- disonorevole per la piazza. zio di bar. Un’orchestra allie-
Dopo la guerra, della bella casa dei Longhini non rimase che il perimetro delle fondamenta
tava i clienti, che potevano godere della
buona musica e, nei
giorni festivi, ascoltare la banda musicale
che suonava davanti al
Municipio. Il Caffè
Roma fu il primo locale con i tavoli all’esterno, e per molti
anni, rimase l’unico.
La Taverna venne
adibita a spettacoli
teatrali, e durante
“L’ora del dilettante” anche i turisti erano coinvolti e si divertivano a improvvisarsi attori, cantanti
o ad interpretare personaggi tipici con allegre battute. Si organizzavano anche eleganti serate
danzanti con orchestra, quando
non c’era nessun altro locale di
questo genere. Molte autorità e
personaggi illustri frequentavano
Asiago, venendo a visitare i luoghi delle grandi battaglie, fra questi anche Umberto di Savoia e la
Regina Madre d’Inghilterra. Mia
madre, per tanti anni Presidente
del Comitato per la Cura ed Onoranze Salme Caduti in Guerra,
la accompagnò in visita ai cimiteri inglesi , assieme alla signora
Emira Turba di Roma, moglie del
Generale, decorato della Medaglia d’Oro, Euclide Turba, caduto eroicamente sull’Altopiano.
Accompagnò anche autorità austriache, che la insignirono della
“Croce Nera”, poiché, al ritrovamento dei resti mortali di soldati austriaci, faceva recapitare
alle famiglie notizie e oggetti
personali. I visitatori trovavano poi calda ospitalità e ristoro nel nostro Caffè Roma”.
Negli anni ’30 Cristiano
Longhini vinse l’appalto per
la ricostruzione di Senigallia,
distrutta da un terremoto; la
famiglia lo seguì e il Caffè venne affittato. Cristiano morì nel
1933 e nel 1939, scaduto il
contratto di affitto del Caffè
Roma, la sua famiglia riprese
la gestione in proprio. “La
mamma – conclude il suo racconto la signora Luciana –
contava sull’aiuto dei figli
Gianni e Max, studenti universitari, disponibili nel periodo
delle vacanze. Nel 1940 scoppiò la guerra, i miei fratelli ven-
nero chiamati alle armi e la mamma rimase sola a gestire l’impegnativo complesso; io avevo solo
dieci anni. Ad Asiago avevano
trovato rifugio e sicurezza molti
sfollati dalle grandi città, colpite
dai devastanti bombardamenti, il
bar era molto frequentato e c’era
tanto lavoro. La mamma sperava nell’aiuto del figlio Max, eroe
dell’Aeronautica, rientrato a
casa dopo l’8 settembre 1943.
Ma, dopo il bombardamento del
giorno di Natale su Vicenza, egli
volle ritornare a combattere per
difendere, per quanto gli fosse
possibile, la sua terra da tante distruzioni e la sua gente da tanta
sofferenza e morte: sfortunatamente cadde dopo un eroico
combattimento. Da allora la
mamma , annientata dal dolore,
non ebbe più né la forza né lo
spirito per continuare a gestire il
caffè, che fu di nuovo affittato.
L’intero palazzo del Caffè Roma
fu internamente svuotato e ristrutturato nei primi anni ’70;
purtroppo però nelle varie
ristrutturazioni moderne si è
persa la sua vecchia elegante
atmosfera. Quell’atmosfera
che vorrei tanto potesse ritornare”. Tra i vari eventi legati
alla bella palazzina progettata
e costruita da Cristiano
Longhini, da ricordare che nel
1979 venne riprodotta, con uno
scorcio del Duomo e del Municipio, su un francobollo che portò in tutto il mondo l’immagine di
Asiago.
Silvana Bortoli
I bei tempi, quando
all'esterno del Caffè Roma
suonavano bande e
orchestrine
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l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
ASIAGO
9
Il Centro Servizi Volontariato di Vicenza
incontra le Associazioni dell’Altopiano
L’idea di un incontro ad Asiago con la Presidente Provinciale del Centro Servizi Volontariato Maria Rita Dal Molin
(a lungo volontaria in Altopiano), ha avuto puntuale risposta dall’Assessore alle Politiche Sociali, Diego Rigoni, la
sera dell’11 marzo scorso in Comune di Asiago. Il CVS,
è sorto a seguito della legge nazionale 266/91 e alla regionale 40/93, con la finalità di mettere a servizio del
volontariato strutture atte a promuoverlo sul territorio.
Scopo della serata, quello di aprire uno sportello decentrato
(un vero centro-servizi zonale), a supporto delle Associazioni attive in Altopiano. 350, le Associazioni in provincia,
di cui il 10% quassù, come testimoniato dai rappresentanti in sala della “Coop. Sociale S.Matteo”, dell’
“Unitalsi”, dell’ “Avis”, dell’ “Auser”, del “Centro Anziani,” della “Protezione Civile”... tutti a prendere atto dell’iniziativa. Uno sportello, dove trovare supporto
informatico e di segreteria, opportunità di aggregazione,
progettualità, confronto. L’Assessore Rigoni, ha dato disponibilità a breve di una stanza (al momento nel Centro
Anziani, giusto per partire e fare presenza per ora
almeno una volta in settimana), promettendo nuova collocazione in qualche mese. Disponibilità per la quale, tutti
hanno mostrato viva soddisfazione. La relatrice Dal Molin,
ha riferito che obiettivo primario sarebbe il censimento
dei numerosi gruppi non iscritti ma ugualmente attivi in
provincia e sottolineato che per accedere a bandi di finanziamento per le varie iniziative, è sufficiente “fare
rete”, cioè presentare progetti di cui si facciano capofila
le Associazioni accreditate ad accedervi e gestirli (es:
Protezione Civile, etc). Alla richiesta da subito, di figure
disponibili allo sportello, hanno risposto Pierangelo Costa
e Mila De Paoli, per l’utilizzo delle tecnologie informatiche e con l’intento di avvicinare maggiormente i giovani
al sociale. Il peso del mondo del volontariato sul mondo
comune è pane quotidiano. Senza volontari, non andremmo da nessuna parte: gente che mette a disposizione il
proprio tempo libero, le ferie, sborsa di tasca propria, sacrifica la famiglia.
Beppa Rigoni Scit
Angeli custodi a quattro zampe
L’associazione “Cani da
soccorso Altopiano 7C”
Lara con Zima
Dedicheremo ampio spazio ai vari progetti sul territorio, ma questa volta,
solo per alleggerire il tono
non le problematiche (non
c’è Tg che non mostri frane, terremoti, slavine...),
ne citiamo uno in particolare: l’Associazione, sul
punto di divenire onlus:
“Cani da soccorso
Altopiano 7 Comuni”.
L’idea è proprio di Mila De
Paoli,
appassionata
cinofila, asiaghese dal ’99
e da 10 anni titolare di una
pensione per cani, che precisa: “Non è pensabile,
avendo dei cani in casa,
improvvisarsi istruttore
così, dalla sera alla mattina. Io personalmente,
ho seguito un corso di
formazione di 1 anno di
“Istruttore cani da soccorso” a Parma con
Luca Rossi (dall’esperienza ventennale nel
s e t t o re ) e a t t r a v e r s o
molti altri corsi e
stages. Questo è un ambito, che necessita di
continuo aggiornamento. Ho pensato perciò
di mettere l’esperienza
acquisita a servizio del
luogo in cui ho scelto
di vivere.
Da oltre un
anno,
è
partito il
corso
di
“ I s t r u t t o re
di cani da
soccorso”,
superato
dai
p ro prietari e
dai
loro
cani.
Ad
aprile, finita la stagione invernale,
parte il secondo dei 3 anni previsti per “brevettare” un
cane, con sede nell’area
di Valbella (gentilmente
concessi in uso da Paolo Marchesi). Perchè un
luogo pubblico? Perchè
il cane deve abituarsi
all’asfalto,
allo
sterrato, al passaggio di
auto animali persone,
d e v e i m p a r a re l a c o n centrazione, l’obbedienza e il lavoro”. Così scopriamo, se mai c’erano
dubbi, che il cane è un essere dotato di personalità,
intelligenza e capacità di
apprendimento del tutto
Marco con Anouk
Thomas con Juma
personali: chi è superlativo nel fiutare e nella ricerca, magari non impara
mai a scavare e quindi è
inutilizzabile. C’è chi, sottovalutato - un qualunque
meticcio, poi rivela dedizione eccezionale o chi ritenuto pericoloso (come
Asia, Rotweiler di Mila),
risulta per la sua dolcezza, il più adatto a dimostrazioni con bambini.
Dire che questo è frutto
del rapporto col padrone,
è sì realistico ma riduttivo:
certe attitudini, un cane le ha
nel suo dna. L’Associazione,
va ricordato, organizza anche
corsi di addestramento e obbedienza di base, dove apprendere come interagire col
proprio animale, tenerlo a
guinzaglio, dare le buone abitudini per la vita in casa e
fuori...E’ bello sapere che
anche qui abbiamo i nostri
angeli custodi: Federico,
Lara, Marco, Alessio, Gabriele, Elisa, etc., con Willy,
Kirka, Anouk, Dado,
Sheila, Akiro, Juma,
Raja....
(x info: 347/3694239)
Beppa Rigoni Scit
Annuale cena degli Alpini
Sabato 27 marzo 2010 presso l’Hotel Ristorante MILANO di
Asiago ci sarà l’annuale CENA DEGLI ALPINI ,organizzata
dal Gruppo Alpini Asiago aperta a tutti gli Alpini iscritti ,amici
e simpatizzanti .Appuntamento per tutti a partire dalle ore 18.00
in Duomo dove sarà celebrata la Santa Messa e a seguire dalle
ore 20 lauta cena e ricca lotteria . Nell’occasione tra le altre,
verranno fornite informazioni e verranno raccolte le iscrizioni
per il pulmann organizzato per la prossima Adunata degli Alpini
di Bergamo del 9 maggio 2010. Prenotazioni tassative entro
giovedi 25 marzo 2010 presso : Hotel Milano di Asiago, Hotel
Alpi di Asiago, Bar Sport di Asiago, Sede Gruppo Alpini Asiago
(cell. 345.331.90.71) o presso tutti i consiglieri di Gruppo. Si
informa inoltre che è attivo da poco il nostro sito/blog in cui
verranno riportate attività , notizie, foto e commenti che riguardano il Gruppo Alpini Asiago all’indirizzo
www.alpiniasiago.splinder.com
Scambio culturale con il Galles
Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale diAsiago offre ad un gruppo di giovani l’opportunità di
partecipare allo scambio culturale nel Regno Unito, con il College di Carmarthan, ridente località nel sud
del Galles. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “I giovani di Asiago incontrano l’Europa”,
attivato nel 2004 dal Comune di Asiago. Lo scambio culturale è in programma dal 28 aprile al 2 maggio
e potranno prendervi parte 10 giovani residenti nel Comune di Asiago, di età compresa tra i 18 ed i 25
anni, che verranno così individuati: 5 studenti universitari di Asiago; 5 studenti asiaghesi frequentanti
Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore. Ai partecipanti verrà richiesta una partecipazione economica
simbolica di 250 euro a parziale copertura delle spese di soggiorno. La rimanente quota sarà a carico del
Comune di Asiago il quale interverrà a sostegno dell’adesione dei giovani all’iniziativa. Il progetto di
scambio culturale verrà presentato nel corso di un incontro pubblico che si terrà lunedì 22 marzo alle ore
18.30, presso la sala Consiliare del Comune di Asiago. Le domande vanno presentate all’Ufficio protocollo del Comune di Asiago entro il 26 marzo alle ore 12 e la graduatoria verrà esposta il 30 marzo alle
ore 12 in municipio. Info Ufficio Turismo di Asiago: tel. 0424 464081 www.asiago.to.
8
Sabato 20 marzo 2010
ASIAGO
Serata particolare quella organizzata nei giorni scorsi da
Lions e Rotary, i due club di
servizio altopianesi che si sono
trovati insieme, come ormai
tradizione, una volta l’anno per
una conviviale di amicizia.
“Special guest” della serata
Andrea Stella, il noto velista
vicentino che dieci anni fa,
colpito accidentalmente da
una pallottola
a Fort
Lauderdale, in Florida, dov’era
per un viaggio premio post-laurea, rimanendo paralizzato agli
arti inferiori. In apertura il saluto del presidente del Lions
asiaghese Leonardo Franco
che, dopo la presentazione di
un nuovo socio del suo club,
ha tracciato la figura dell’ospite sottolineando come “la sua
vita possa essere di esempio
l’Altopiano
10
Lions e Rotary insieme per una
serata. Special guest Andrea Stella
“Paradossalmente per un disabile è oggi più facile attraversare in barca
l’oceano che non attraversare con i mezzi pubblici una città come Milano”
per i giovani”; gli ha fatto eco
il presidente del Rotary
altopianese, Mario Colpo, che
ha rilanciato la proposta di collaborazione nel campo della
solidarietà fra i due clubs, salutando l’ospite con la “certezza che la sua presenza porterà a tutti noi ricchezza interiore e serenità”. Dopo la
cena Andrea Stella ha raccontato ai presenti la sua storia,
incredibile, paradossale;
“quando sono tornato in Italia, a casa, ho scoperto un
mondo della disabilità che
prima non conoscevo; volevo ammazzarmi, ed è stata
solo la grande forza di mio
padre a convincermi che potevo tornare a fare tutto
NOTIZIE DAL MUSEO DELL’ACQUA
a cura del Gruppo Speleologico Settecomuni
Settimane bianche
Fin dall’estate scorsa abbiamo avviato delle iniziative per
far conoscere il museo anche ai turisti che vengono
sull’Altopiano per sciare, offrendo loro l’opportunità di
diversificare la vacanza e conoscere il territorio attraverso il tema dell’acqua. E’
nata la collaborazione con
l’agenzia di
v i a g g i
asiaghese
Happy Siben
che, nel pacchetto delle settimane bianche
“Asiago neve”
per gli istituti
scolastici, propone la scelta
di una meta culturale con lo slogan “Una vacanza
ad
Asiago è anche
pane… per la mente!”. Su proposta dell’agenzia, tra le
mete dell’inverno 2010, è stato così inserito anche il Museo dell’Acqua.
In gennaio abbiamo “ristrutturato” alcune sale del museo, inserendo nuovi materiali e curandone l’esposizione.
Anche la sala dedicata all’acqua come neve e ghiaccio,
ovvero i giochi, gli sports e il turismo invernale, si è arricchita con molti altri oggetti, immagini e manifesti pubblicitari. Abbiamo così potuto ricevere al meglio i visitatori,
in particolare una settantina di ragazzini romani con i loro
insegnanti, venuti in Settimana bianca sull’Altopiano: visita guidata, visione del video sulle esplorazioni in grotta
e, della serie “imparare divertendosi”, anche il nuovo gioco di riconoscere i suoni dell’acqua. Una collaborazione
positiva quindi, che avrà un seguito anche l’inverno prossimo.
Chiara Stefani
quello che facevo prima” ha detto fra l’altro.
Poi ha continuato il suo
racconto “Girando il
mondo ho successivamente scoperto che all’estero ci sono in giro
molti più disabili, ma
solamente perché là il
problema delle barriere è stato in buona
parte superato; paradossalmente per un
disabile è oggi più facile attraversare in
barca l’oceano che
non attraversare con
i mezzi pubblici una
città come Milano”. Così ha
raccontato la necessità di progettare dall’inizio con l’ottica
di evitare le barriere, soluzioni
che sono comunque spesso utili
anche ai “normodotati”, e dell’Associazione “Lo Spirito di
Stella”, onlus che ha fondato
nel 2003 e che si impegna a
“Genitori e figli in una società
complessa” è il tema affrontato con saggezza e simpatia,
professionalità e brillante competenza dal professor Guido
Tallone la sera del 26 febbraio
ad Asiago. La serata, intelligentemente accolta nella sala
delle Maschere della comunità montana e presentata
“magistralmente” dal suo vice
presidente Lucio Spagnolo, ha
inaugurato il ciclo di incontri
promosso dall’Associazione
Occhi Aperti per Costruire
Giustizia in collaborazione con
la Direzione didattica di
Asiago sul grande tema de
“La comunità che educa: come
attivare risorse di un territorio
per educare insieme”.
Alcuni hanno partecipato in
diffondere una cultura nuove
nei confronti della disabilità con
varie iniziative, dalla scuola di
vela con il suo catamarano
(quest’anno il tour partirà da
Jesolo a maggio per concludersi a Genova ad ottobre, con
10 tappe che trasmettono ai
partecipanti, tutti a titolo gra-
tuito, di ricevere sicurezza e fiducia) al concorso
internazionale di idee e
soluzioni innovative, dai
seminari nelle facoltà universitarie italiane (dove
far capire ai futuri
progettisti che non serve
inventare ma progettare
nell’ottica della funzionalità di chi usa la cosa) al
progetto “Casa per tutti”
che prevede la costruzione di tre unità abitative
nella zona di Vicenza
dove chi uscirà dall’unità
spinale e non ha una casa
in grado di accoglierlo
potrà essere ospitato, in
comodato d’uso gratuito, fino
a quando sarà necessario.
Il racconto ha decisamente interessato i presenti, attenti a
cogliere sopratutto la grande
naturalezza e fermezza con cui
Andrea vive oggi la sua
disabilità (“mi sento perfetta-
Gli incontri con Guido Tallone
Il colore dell’alterità
piedi. Dispiace. Altri non sono
potuti venire: peccato, perché
i temi affrontati, gli stimoli regalati e le riflessioni nuove
hanno fatto proprio bene. A
tutti. Padri e madri, insegnanti
e operatori, educatori e amministratori. Zii e nonni. In un
tempo di divisioni, scandali e
difficoltà, è emersa la forza
della comunità educante.
Come una volta; come quando per necessità ognuno era
coinvolto nella crescita dell’altro e non doveva scegliere il
colore dell’alterità. Nel tempo presente, tempo che chia-
ma la comunità ad affrontare
la sfida grande della diversità
che unisce, dell’unità pastorale, della fraternità, Occhi Aperti
propone una riflessione a 360°
sulla comunità educante, lancia
uno stimolo per riflettere su un
altopiano unico ma ancor prima
unito, senza ponti culturali, accogliente l’uomo e non solo i soldi.
Guido Tallone ci accompagna
lungo un sentiero a tappe, un
percorso possibile per adulti che
non rinnegano, ma avvertono
l’importanza del loro ruolo di testimoni. Continuano a chiedersi,
i testimoni, qual è il modo miglio-
mente normale ed in grado
di fare tutto – aveva detto –
fino a quando non mi trovo
a dover salire su di un mezzo pubblico, o salire un marciapiede, o cose del genere”); alla fine un caloroso applauso ed un rosa gialla a tutte
le signore presenti, offerta dal
Rotary.
L’indomani mattina, in collaborazione con il Comune di
Asiago ed il Comitato Genitori
dell’Istituto Superiore di asiago,
Stella ha incontrato al
Millepini i ragazzi delle Superiori per riproporre loro il senso del suo impegno per il
superamento delle barriere
architettoniche e, più in grande, della disabilità e per promuovere fra i giovani una maggior sensibilità ed una piena
coscienza su questi temi per
una crescita ed un miglioramento della società civile del
futuro.
re per non sentirsi soli e vacillanti di fronte alla sfida educativa
cui i nostri bambini e i nostri giovani ci chiamano. I prossimi incontri sono in programma il 26
marzo presso l’aula di musica
delle scuole elementari diAsiago
e il 21 maggio nuovamente presso la sala delle Maschere della
Comunità Montana. Si approfondiranno temi utili e importanti
quali la famiglia, la scuola, i giovani e le politiche sociali. Successivamente un gruppo di lavoro costituito da una trentina di persone interessate e sensibili all’argomento potranno approfindire
e sviluppare gli argomenti di interesse educativo e culturale legato alla comunità altopianese.
Gianni Bordin
e Isacco Tognon
NUOVA GESTIONE
DELLE SERATE MUSICALI
sabato 20 marzo
Cartoon Rock con Tony ti anima la macchina
venerdì 26 marzo
Manuel e Luca
sabato 27 marzo
Musica dal vivo
venerdì 2 aprile
4th Dimension
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
11
Incontri a Vancouver
Attività collaterali all’Olimpiade
ROANA
Il gruppo di appassionati che hanno seguito Enrico Fabris
e Luca
Stefani alle Olimpiadi a
Vancouver, dopo le gare,
oltre a visitare parchi,
musei e centri commerciali, hanno avuto un incontro con la comunità italiana della città. Organizzata da Vittorino Dal
Simpatico gemellaggio tra gli Alpini emigrati in Canada e il gruppo ANA di Roana
Cengio, presidente del
locale Gruppo ANA e coordinata
da
Guido
Gecchelin, la serata si è
svolta nella sede del Centro Culturale Italiano di
Vancouver. Splendido
centro di comunione tra le
varie genti italiane trasferitesi, a partire dagli
anni ’50, in Canada. Co-
struito con il contributo
del governo italiano, del
governo canadese e con
l’opera di tutti gli italiani della città. Siamo stati accompagnati a vistare i l m u s e o , r i c c o d i
cimeli e di documenti
commemorativi di imprese e personaggi italiani simbolici e operosi in
Comune di Roana: “Ma il
sindaco è ancora Porto?
Sul sito www.comune.roana.vi.it Valentino Frigo non risulta essere il primo cittadino. Giunta e Consiglio riportano ancora i nomi della precedente amministrazione.
“Scusate i miei dubbi, ma a
Roana il sindaco è ancora
Mario Porto?”. La domanda,
pervenuta alcuni giorni fa via
mail alla nostra Redazione, lì
per lì ci ha lasciati un po’ perplessi. Passi che ci sia stata
una qualche forma di incertezza nell’ultima tornata elettorale, però a distanza di tanto tempo dalla consultazione
possiamo dire che la querelle
sia ormai archiviata, casomai
fosse rimasta attiva la perplessità sull’esito, questa interesserebbe solo i nuovi protagonisti aspiranti ad un incarico di
opposizione in Comune, certo
non il decaduto primo cittadino. Ma Porto, dunque, cosa
c’entra? L’ex amministratore
oggi ci risulta tornato ad occuparsi della sua attività legata al mondo della didattica e,
per sua stessa ammissione in
un intervista al nostro giornale, non valuta possibile a breve un ritorno in politica attiva.
Ritornando alla posta telematica del lettore padovano vediamo che reca un link, all’apertura della pagina web
suggerita scopriamo che effettivamente il Comune di Roana
risulta guidato dalla vecchia
amministrazione, con assessori
e consiglieri oggi non più in
carica.
Ciò che stupisce è l’ufficialità
della fonte: il sito internet
www.comune.roana.vi.it,
quindi l’organo informativo istituzionale gestito dal palazzo
municipale.
Ad onor del vero ad un certo
punto della videata si spiega
che è in corso l’aggiornamento dei contenuti e “Rete civica e Municipio non saranno accessibili esternamente”, ma senza essere degli
hacker abbiamo cliccato col
mouse la voce “mappa del
sito” ed è comparso tutto, giunta e consiglio compresi, quelli
scaduti però. Così se un cittadino scrive al sindaco, pensando di parlare con Mario Porto,
gli risponde Valentino Frigo.
L’informativa più nello specifico spiega: “Lo scopo di questa pagina è quello di dare
la possibilità a chi lo desideri di avere un dialogo diretto con l’amministrazione
del comune di Roana. Potete usare questo spazio per
ottenere informazioni, dare
suggerimenti o fare delle
critiche su tutto quello che
riguarda la vita comunale e
il lavoro del municipio. Tutti
i messaggi inviati tramite
questo form verranno
visionati dal sindaco e, se
necessario, dai suoi collaboratori che provvederanno a rispondere.” Bella iniziativa, ma quale sindaco e
quali collaboratori?
D. Finco
V a n c o u v e r.
Successivamente, con una
simpatica
e
suggestiva cerimonia davanti al monumento agli alpini,
e re t t o
nella piazzetta
all’interno de
C e n t ro , s i è
svolto lo scambio
dei
guidoncini tra
la locale sezione ANA e
il rappresentante della
sezione di Roana del
Gruppo ANA Monte
Ortigara
Luca
Pegoraro. La serata è
proseguita alla “Trattoria” all’interno del Centro dove un’ottima pizza
e dell’ottimo vino italiano ci sono stati offerti
ed hann o favorito l’incontro con la comunità
dei “Vicentini nel Mondo” presieduta da Maria
Teresa Balbo Bisognin e
con numerosi compatrioti bellunesi e friulani convenuti, presenti anche
loro in gran numero in
Vancouver.
Abbiamo
scambiato in allegria im-
pressioni e storie di vita
in Canada e in Italia. Da
questo foglio, vogliamo
ancora ringraziare la comunità
italiana
di
Vancouver per la semplice e gradita ospitalità
che ci ha offerto e per la
bellissima serata che abbiamo t r a s c o r s o c o n
loro.
Valerio Fabris
La nostra Cassa Rurale oggi
Nelle difficoltà della crisi economica che stiamo attraversando, le Cassa Rurali e Artigiane, Banche di Credito
Cooperativo hanno messo in
evidenza il loro ruolo positivo, con il loro milione di Soci
e le loro 400 aziende che operano in Italia.
Ruolo positivo riconosciuto
dal Papa Benedetto XVI che
nella sua ultima enciclica ha
definito le nostre banche di
Credito Cooperativo come
“una forma di amore intelligente”. Anche il Governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha precisato che “la crisi
sarebbe stata più dura senza
le BCC” e che “la capacità
di rispondere alle esigenze di
finanziamento delle famiglie
e soprattutto delle piccole
imprese, deriva dalla loro
consuetudine di valutare il
merito di credito utilizzando
le informazioni raccolte dal
rapporto diretto con i clienti”. Draghi ha ancora riconosciuto alle BCC di “esercitare un ruolo stabilizzatore delle fonti di finanziamento delle piccole imprese”. La Cassa Rurale ed Artigiana di
Roana è impegnata ad adattarsi alle situazioni sempre
nuove in cui si trova ad operare, con l’obiettivo prioritario di conservare la sua autonomia attraverso una organizzazione efficiente e solida,
ritenendosi una delle risorse
più preziose nel complesso
delle realtà territoriali.
Nell’anno 2009, oltre al tradizionale lavoro bancario,
nell’ottica della massima attenzione e ascolto al territorio, abbiamo accolto le richieste di tre stagisti, due di scuola media superiore e una universitaria.
Questi ragazzi hanno trascorso un periodo presso la
nostra Banca e l’esperienza
è stata reciprocamente arricchente. La politica di
radicamento nel territorio viene perseguita su varie linee,
alcune da tempo tracciate: la
strenna natalizia, le gite, la
cena sociale, il conto gratis
per i giovani fino a 30 anni…
mentre altre iniziative si stanno progressivamente aggiungendo: a fine 2009 è decollata l’iniziativa che ha visto il
convenzionamento di un cer-
to numero di Soci disponibili
a praticare sconti sui propri
listini a favore degli altri Soci.
A tal fine è stata consegnata
a tutti i Soci una tessera personale e un elenco degli esercizi convenzionati, tale elenco verrà via via aggiornato
con i Soci che volessero aderire all’inizativa.
Ha preso avvio anche un’altra iniziativa, tuttora in corso, per coniugare l’aspetto
commerciale con l’aspetto
solidaristico: per ogni
25.000,00 Euro di nuovi investimenti apportati in Banca, la possibilità di destinare
50,00 Euro ad un Ente benefico scelto dal cliente.
C’è inoltre allo studio una
serie di nuove azioni, un intervento sulle scuole, e sui
nuovi nati.
Si sta approfondendo l’opportunità di dar vita ad una
Società di Mutuo Soccorso
ed è allo studio anche una
Fondazione da costituire con
le Bcc del Vicentino, tutti
strumenti per accordare vantaggi bancari ed extra bancari a Soci in particolare, ma
anche ai clienti.
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
12
Altopiano Sporting Resort, un progetto
importante che fa sognare Gallio
GALLIO
Un sogno. Per il momento è
ancora tale la realizzazione
del progetto di quello che è
stato chiamato “Altopiano
Sporting Resort” a Gallio,
nuovo comprensorio sciistico
con partenza a pochi passi
dal centro del paese. Ma,
come è scritto sul depliant illustrativo dell’impianto di
arroccamento del Monte
Ongara “Sognare per ora non
costa nulla”. Ma il sogno di
cui si parla non riguarda solo
Gallio perchè, idealmente, si
è anche protratto il collegamento oltre che verso le
Presentata al Cineghel la progettazione di massima relativa all’impianto di arroccamento
del Monte Ongara e alle strutture annesse. Servono circa 14 milioni di euro
Melette e Foza (progetto di
cui si parla ormai da 20 anni)
anche verso il Monte Baldo,
il Monte Cimone fino allo
Zebio di Asiago. Ma “sognare non costa nulla” potrebbe
comunque costituire benissimo, su questo argomento,
anche una buona premessa
perché le difficoltà ci sono,
soprattutto di ordine economico e “Perché – ha detto il
sindaco Pino Rossi venerdì 5
marzo in occasione della presentazione del progetto alla
popolazione – non siamo qui
per presentare cose già decise, ma per confrontarci,
mettere un punto di partenza
e interrogarci sul cosa vogliamo fare per il nostro futuro”.
I costi per l’intera operazione che riguarda il nuovo
comprensorio sciistico sul
monte Ongara (solo fino a lì
per il momento!) si aggirerebbero, secondo lo studio di massima realizzato da Pietro Puntil
di Sappada, sui 14 milioni di
euro (cifra comunque approssimativa). L’area interessata è
quella che parte dietro
l’auditorium di Gallio e arriva
fino al monte Hust. L’idea sarebbe quella di realizzare non
solo la cabinovia che dal paese porta alla cima, ma molte
altre cose: una stazione di partenza, con bar, ristorante, punto informazioni, scuola sci, noleggio, locali per estetica e benessere, con adiacenti parcheggi; una struttura all’arrivo con bar, ristorante, solarium,
camere, sala convegni e un
museo multimediale sulla
Grande Guerra; il recupero
delle trincee in quota; un tapis
roulant; un fun bob (pista artificiale attrezzata all’utilizzo di
idonee slitte); una pista di collegamento con le Melette con
un nuovo impianto di risalita;
una pista di rientro con moderno impianto di innevamento
artificiale; un impianto di risalita anche nella valle del
Pakstall, lungo il pendio che
sale al trampolino, adibito a
campo scuola.
Un progetto molto ambizioso
che prevede un grosso impegno per il Comune: la sola
cabinovia, con 16 cabine da
otto posti (portata oraria 500
persone) costerebbe 5,2 milioni
di euro. Per tutto il
comprensorio, ipotizzando la
possibilità di reperire fondi ad
hoc, l’amministrazione dovrebbe comunque riuscire a
mettere a disposizione, con il
necessario coinvolgimento di
privati e la costituzione di una
apposita società di gestione
che coinvolga tutte le categorie economiche e gli imprenditori, almeno 2 milioni
700 mila euro. L’obiettivo è
quello di realizzare strutture
importanti, utilizzabili in tutte le
stagioni per varie attività come
lo sci alpino d’inverno (che
però inciderebbe solo per il
30%) e la mountain bike
d’estate, per rivitalizzare le stagioni turistiche non solo di
Gallio, ma dell’intero altopiano.
“Per realizzare questo sogno,
ma anche tanti altri progetti per
la valorizzazione del nostro territorio – ha sottolineato Pino
Rossi – dobbiamo trovare il
modo di tirar fuori fondi e contributi dal bilancio regionale
che è di 17,2 miliardi di euro. I
soldi in Regione ci sono,
all’altopiano serve una legge
ad hoc e per ottenerla dobbiamo svolgere un’azione politica condivisa, compatta, forte
ed unita”.
Stefania Longhini
Prima l’Altopiano!
Diamo voce alla nostra montagna, portiamo insieme l’Altopiano in Regione
In questi giorni più di qualcuno vi chiederà di
votare per qualche candidato di pianura.
L’altopiano ad ogni scadenza elettorale regionale è sempre stato terra di conquista per
i candidati “foresti”. Mai come in queste elezioni regionali c’è stata, come in effetti c’è, la
concreta possibilità per l’Altopiano di eleggere un suo rappresentante regionale con i
propri voti. Infatti la preferenza espressa sul
mio nome in ragione del numero di voti richiesto per il quorum della “Alleanza di Centro – DC”, collegata con il candidato Presidente Luca Zaia, rispetto ad altre liste, può
veramente portare un altopianese in Regione, raggiungendo l’obiettivo di avere una voce esperta ed autorevole a difesa delle
ragioni della nostra montagna e di poter lavorare concretamente per il suo sviluppo
e per il futuro della nostra gente. Il risultato sarà ancor più raggiungibile se riusciremo a coinvolgere i nostri parenti ed amici che abitano in provincia di Vicenza.
È per questo che chiedo ad ognuno di voi di accordarmi la fiducia.
Francesco Gattolin
Ecco alcuni obiettivi che mi propongo di attuare se sarò eletto:
Obiettivi di carattere generale:
-Presentazione di una proposta di legge per il “Veneto a Statuto Speciale”.
-Presentazione della proposta di legge per la riduzione del 30% dei compensi dei
consiglieri e dei membri dell’esecutivo regionale, destinando i risparmi a sostegno del
reddito dei lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi che non usufruiscono degli
ammortizzatori sociali.
-Sostegno alle politiche sociali e sanitarie, agli interventi per gli anziani, i diversamente abili, le famiglie e il mondo giovanile (soprattutto per nuove opportunità lavorative).
-Iniziative per fronteggiare la grave crisi che ha colpito duramente l’economia, le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti e i lavoratori.
Obiettivi di carattere locale:
-Presentazione di una mozione per far esprimere al Consiglio regionale il parere
conseguente agli esiti referendari, richiesto dal Ministero degli Affari Regionali.
-Riapertura dell’Istituto Elioterapico di Mezzaselva di Roana con funzione riabilitativa
e/o sociale; sostegno alla realizzazione del nuovo Ospedale di Asiago.
-Rivendicare forme di autonomia per l’Altopiano nel nuovo Statuto del Veneto.
-Presentazione di una proposta di legge, concordata con i Comitati, per ripristinare l’antico
controllo delle Vicinie sull’attività dei comuni nella gestione del patrimonio collettivo.
-Rilancio del territorio attraverso investimenti in strutture ricettive, infrastrutture e servizi.
-Finanziamenti a sostegno degli interventi del Piano Neve. Fiscalità regionale di favore per
i nuovi alberghi e la ristrutturazione ed ampliamento di quelli esistenti in montagna.
-Tutela degli istituti scolastici, dell’agricoltura in montagna e dell’attività venatoria.
-Sostegno dell’associazionismo, del mondo del volontariato e della promozione sportiva.
-Attivazione di Cooperative di lavoro, con priorità per il lavoro giovanile, per sfruttare
le grandi potenzialità offerte dalla gestione del progetto di recupero dei resti della
grande guerra.
Per maggiori informazioni visita il sito internet: www.listaperasiago.it
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Sabato 20 marzo 2010
ROTZO
l’Altopiano
13
Il Comune di Rotzo con Avviso pubblico
contro la mentalità mafiosa e l’illegalità
Inaugurato lo spazio lettura per i più piccoli
“Un genitore che dedica del
tempo al proprio figlio per leggere insieme un libro sta compiendo un atto d’amore verso
la sua creatura; la
condivisione della lettura e
dell’ascolto crea un legame
speciale tra genitore e figlio,
un legame che porta un prezioso contributo allo sviluppo
affettivo, relazionale ed emotivo del piccolo”.
Con queste parole, l’assessorato alla cultura e all’istruzione di Rotzo ha presentato, in
occasione dell’incontro di
inaugurazione svoltosi sabato
13 marzo, lo “Spazio di lettura
0-6 anni”.
Un’iniziativa avviata su proposta di una giovane mamma
residente, nonché consigliere
comunale, Chiara Padovan,
che si è resa disponibile a portare avanti questo impegno.
Ogni giovedì dalle 16.30 alle
18.30, la biblioteca di Rotzo
sarà dunque aperta a mamme (e papà!) e bambini che
qui potranno trovarsi per con-
dividere un’esperienza importantissima per tutti. Nell’incontro inaugurale, anche la
relatrice Anna Cristini, esperta di pedagogia e letture per
l’infanzia ha ribadito: “La lettura è un dono d’amore che i genitori possono fare ai propri figli”.
“In questo appuntamento settimanale – dice Chiara Padovan
– la biblioteca verrà preparata
con cuscinoni, tappettoni, tavolini e sedie colorate per accogliere in modo adeguato i piccoli e i
loro genitori. Insieme potranno
usufruire dei libri delle collane
“Nati per leggere” ed “Edizioni
Esserci”. Per il futuro, magari in
occasioni particolari, c’è la vo-
lontà di organizzare varie e simpatiche iniziative legate ovviamente alla lettura”. Con lo Spazio lettura 0 -6 anni la biblioteca
di Rotzo arricchisce dunque la
propria offerta alla popolazione.
Un servizio a quanto pare molto
apprezzato visto che finora gli
utenti iscritti alla biblioteca sono
230, per la maggior parte abitanti
di Rotzo. Nel 2009 sono stati effettuati oltre 1000 prestiti. La biblioteca, che viene gestita, come
tante altre cose in paese, grazie
al prezioso apporto di volontari è
aperta ogni martedì dalle 17
alle19 e venerdì dalle 15 alle 17.
Stefania Longhini
Il Comune di Rotzo, unico in Altopiano, ha aderito, con apposita delibera di consiglio comunale del 30 dicembre 2009,
ad Avviso Pubblico, associazione che si batte a livello
nazionale per l’affermazione della cultura della legalità
(www.avvisopubblico.it).
Per quanto l’Altopiano possa sembrare distante dalla piaga delle mafie, si sa che anche nel nostro territorio c’è da
lavorare molto perché è provato come i tentacoli mafiosi
si siano allunganti fino ad insinuarsi anche nella nostra
economia. E’ cosa nota che tra i beni confiscati alla mafia negli ultimi anni siano comprese due unità immobiliari
a Gallio. “Il nord è il territorio degli investimenti delle
mafie – afferma Luca Bortoli dell’associazione “Occhi
aperti per costruire giustizia” – in ogni caso tutti i cittadini
devono sentirsi chiamati in prima persona, poiché si tratta
di una lotta alla mentalità mafiosa, contro le tante piccole
scorciatoie che ogni giorno si mettono in atto (la raccomandazione, il lavoro nero, l’evasione fiscale, vari tipi di
inganno…), insomma contro le tante piccole illegalità che
poi danneggiano tutti. Come associazione “Occhi aperti”
e come “Libera” abbiamo inviato una lettera a tutte le
amministrazioni dell’Altopiano per invitarle ad aderire ad
Avviso Pubblico. Finora ha risposto positivamente solo
Rotzo. Sarebbe importante che tutti i nostri comuni facessero questa scelta per un monitoraggio costante
dell’Altopiano, anche per evitare che il nostro territorio
possa essere usato per scopi illegali”. Aderendo ad Avviso Pubblico, il comune di Rotzo, come altre centinaia di
comuni in tutta Italia, intende dunque affermare per primo la legalità come valore che va rispettato e promosso.
“Questo – affermano gli amministratori di Rotzo - per noi
significa innanzitutto trasparenza e correttezza nelle scelte amministrative, una decisa azione contro tutte quelle
forme di illegalità diffusa, che possono essere l’anticamera di cedimenti sul fronte della legalità, e un’iniziativa
culturale, che coinvolga i cittadini, sensibilizzandoli, anche
attraverso incontri pubblici, su questo importante tema”.
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
14
Nuova gestione delle serate musicali, nuove proposte in pizzeria e
in ristorante al Khellar Casa Rossa del Kaberlaba. Ed ora anche il
servizio di bus navetta gratuito nelle serate di venerdì e sabato
Aria di novità al Khellar Casa Rossa di Asiago: cambia la
gestione dello spazio musicale e cambia il modo di vivere le serate, che diventano più ricche di suoni e di gusti
e più piacevoli per lo stare insieme. Proposte rinnovate
grazie a ingredienti semplici, ma pensati e abbinati con
cura, per offrire momenti gradevoli in compagnia. Se oltre a una bibita o una birra selezionata, si possono assaporare snack, pizzette e tartine, godendo del giusto
sottofondo musicale, ecco che, tra quattro chiacchiere
in compagnia, le serate acquistano subito un sapore diverso. “E’ nostra intenzione – dice Danilo Dal Sasso –
incrementare le serate musicali, per questo abbiamo
affidato la gestione a Vidor Corà che, in collaborazione
con Radio Asiago, ha già dato vita a nuove proposte,
che saranno ulteriormente incrementate. C’è poi una
grossa novità che riguarda il trasporto, ovvero la possibilità nei venerdì e sabato sera di usufruire di un bus
navetta gratuito dal centro di Asiago, (o su richiesta per
piccoli gruppi anche da altre località) questo grazie anche alla collaborazione della Palano Servizi. Oltre alle
serate musicali con gruppi dal vivo ci saranno quelle con
dj, e c’è l’intenzione di proporre musica anche durante
la settimana, magari in un giorno fisso. Altra novità, è
quella che ci vedrà offrire, insieme alla consumazione,
gustosi bocconcini. Rimangono sempre le nostre promozioni, molto apprezzate dalla clientela, ovvero il
“giropizza” che al costo di 10 euro a persona offre pizza
a volontà e bibita; inoltre ricordo la Khellar Card, che dà
il diritto, dopo 9 pizze, a una in omaggio”. Il Khellar è un
locale che trova gradimento, a seconda delle proposte,
tra la clientela di diverse età, siano gruppi di giovani,
Danilo Dal Sasso e Vidor Corà
che famiglie, ed oggi con la possibilità del bus navetta
ben si addice anche ai giovanissimi. Non dimentichiamoci poi del rinomato ristorante Casa Rossa, che, adeguandosi a quelle che sono le richieste attuali della clientela,
ha pensato a sua volta a nuove proposte. La tendenza
di questi ultimi anni è quella di scegliere menù meno impegnativi, riducendo le portate sia per non abbuffarsi e
fare attenzione alla linea, che per non spendere troppo.
In questa ottica, saranno proposti piatti e pietanze più
veloci e leggeri, sia per il fisico che per… il portafogli, ma
sempre curati secondo quella che è la tradizione culinaria del locale, conosciuto e apprezzato in tutta la regione
e anche oltre. Inutili dirvi qui tante altre cose: venite a
scoprire di persona le
novità del Khellar
Casa Rosa, pizzeria,
birreria, ristorante, in
località Kaberlaba ad
Asiago. Per tenersi
aggiornati su proposte
e serate del Khellar
Casa Rossa, ci si può
anche collegare al sito
www.khellar. i t. Per
maggiori informazioni
si può chiamare il n.
349 34.64.983. Infine,
tornando alle proposte musicali, tramite Danilo e Vidor
del Khèllar ci arriva un’anticipazione che sicuramente
farà piacere a molti, ovvero il prossimo ritorno dei
Rheetma. “Con molto rammarico la band si prende un
periodo di riflessione…nulla vieta che un domani torneremo a suonare e a divertirci sul palco. Grazie a
tutti quelli che ci hanno applaudito in questi anni”.
Questa frase appariva sul sito dei Rheetma 6 anni
fa…ed ora l’annuncio che i ragazzi con la formazione
originale (Romer Marini, Giovanni Rigoni, Walter
Magnabosco, Gigi Comincini e Fabio Mosele) torneranno, si pensa a inizio estate, a suonare il loro repertorio. “Sarà una grande festa – commenta Fabio
Mosele, batterista della band che nel 2003 aveva prodotto un cd tutto di brani propri – e avremo bisogno di
tutti i vecchi sostenitori!”.
Servizio redazionale
Idea Regalo si rinnova!
C’è qualcosa di nuovo lungo il Corso IV Novembre
ad Asiago: è IDEA REGALO di Francesca Mancin.
A dire il vero, la novità sta
nel cambio di gestione,
perché in realtà questo
negozio è già noto agli
altopianesi e ai turisti con
un nome consolidato e
conosciuto da 14 anni. Un
negozio di giocattoli attira
e incanta i più piccoli, ma
può ammaliare anche chi
l’età dei giochi l’ha già superata, continuando però
a “subire” il fascino di quell’atmosfera magica che si
respira in questo mondo
fatto di fantasia, curiosità,
allegria, gioia e divertimento. Come è stato per Francesca, che recentemente
è riuscita a realizzare due
sue grandi aspirazioni: tornare a vivere ad Asiago
e…gestire un negozio di
giocattoli e articoli da regalo! Dopo il matrimonio,
Francesca Mancin si era
trasferita in pianura, rimanendo però sempre fortemente legata alla sua
Asiago, dove con la famiglia tornava in ogni momento libero. Non ha mai
cambiato la sua residenza, le sue figlie, Giulia e
Gaia, sono nate qui, ed ora
che sono cresciute e di-
Francesca Mancin
ventate indipendenti, d’accordo con suo marito Enrico ha preso al volo l’occasione di rilevare il negozio, tornando ad abitare
quassù. Un’attività che
aveva sempre sperato di
fare, nella quale si è lanciata con entusiasmo,
dando al negozio anche
qualche tocco di novità,
come l’angolo delle com-
posizioni di fiori secchi,
che lei stessa realizza con
creatività e buongusto. I
giocattoli rimangono sempre il “principale ingrediente” del negozio, ma non
mancano idee aggiuntive,
come i giochi per diversamente abili e gli espositori
della linea Regalandia,
che propone gadget
personalizzati con il pro-
prio nome. Completano
l’assortimento i tradizionali articoli da regalo, in particolare della famosa linea
Diddl , i nastri per le nascite, gli addobbi per le
feste di compleanno e gli
articoli per la scuola. Le
marche proposte sono
quelle pubblicizzate in tv,
tanto amate da bimbi e
ragazzi. Da Idea Regalo
Francesca vi aspetta, con
ingresso libero, per farvi
conoscere gli articoli del
suo negozio e tutte le proposte che potrete trovare.
Un’occasione particolare
sarà il 28 marzo, per
l’inaugurazione ufficiale: in
quell’occasione un buffo
clown realizzerà simpatici palloncini di animali per
tutti i bambini.
Servizio redazionale
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Sabato 20 marzo 2010
ENEGO
Proseguire uno sviluppo sostenibile per un turismo di qualità. E’ un po’ lo spot del documento preliminare del PAT del
Comune di Enego entrato nella
fase di presentazione proprio
in questi giorni. Un PAT che
tocca tutti gli aspetti di Enego,
dagli insediamenti produttivi e
turistici alle attività sociali, ma
con un obiettivo principale che
funge da guida, ovvero di invertire la tendenza di abbandono, di contrastare la fuga di
eneghesi verso la pianura, di
consolidare i punti di forze del
suo territorio per favorire i suoi
abitanti ed il loro benessere.
“Sono trascorsi ormai 15 anni
da quando Enego adottava il
nuovo Piano Regolatore Generale – spiega il sindaco Igor
Rodeghiero - Un periodo di
tempo in cui si è assistito, da
l’Altopiano
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Uno sviluppo sostenibile
per un turismo di qualità
Ad Enego si presenta il preliminare del Piano di Assetto Territoriale.
Obiettivo: creare, con processi virtuosi di sviluppo, le condizioni di
vivibilità che consentano di porre fine allo spopolamento del territorio
un lato, ad un profondo cambiamento del quadro
normativo di riferimento e,
dall’altro, all’accentuarsi di alcuni fenomeni che hanno modificato l’assetto socio economico del Comune con un costante esodo della popolazione residente. Nel documento
il concetto di territorio non può
essere considerato disgiunto
dalle componenti ambientali,
storico-culturali e sociali che
lo hanno determinato, ma deve
essere inteso come “spazio fisico” coincidente con i processi di identificazione territoriale
di una comunità.”
La vicinanza con la pianura,
associata a condizione
socioeconomiche precarie, ha
portato la popolazione del paese altopianese dai 4.016 abitanti
nel 1961 ai 2.018 di oggi. In più
il Comune di Enego registra il
tasso di vecchiaia più elevato
dell’intero Altopiano. Infine la
stessa struttura produttiva registra dei dati preoccupanti; un
calo significativo degli addetti
del settore primario, un crescente pendolarismo e il
comparto turistico che non si è
mai maturato in ruolo trainante dell’economia locale.
“Diventa necessario interpretare e rendere esplicite le relazioni che si sono instaurate tra
i componenti del sistema
Altopiano, ovvero l’ambiente,
le attività economiche, gli
insediamenti, per promuovere
ed orientare la loro evoluzione
– prosegue - E ciò appare ancora più rilevante nella realtà
di Enego dove l’ambiente ma
anche i nuclei insediativi conservano ancora evidenti i caratteri originari grazie alla ci-
Si preserva il “capitale ambientale”
Il PAT vuole valorizzare il sistema dei terrazzamenti ed i percorsi, così come l’architettura
tradizionale, che caratterizzano il paesaggio. Valorizzazione anche per le risorse storicoculturali, dei percorsi storici, i percorsi della Grande Guerra, le malghe.
Nuove costruzioni saranno permesse solo nelle zone di riempimento, con preferenza ai
residenti, e potranno essere costituite da mono o bifamiliari con particolare attenzione allo
stile architettonico di antica origine.
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
L’Altopiano srl - Società unipersonale
Sede legale: Via Iacopo Scajaro, 97 - 36012 Asiago (Vi)
Redazione: Via Monte Sisemol ,9 - 36012 Asiago (Vi)
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presso il tribunale di Bassano del Grappa
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Segretaria di redazione: Silvana Bortoli
In redazione:
Stefano Angonese, Luigi Frigo Bettinado,
Giovanni Dalle Fusine ,Cesare Pivotto, Giulia Panozzo,
Giovanni Rattini, Beppa Rigoni Scit, Gerardo Rigoni,
Martina Rossi, Stefania Simi, Egidio Zampese
Hanno collaborato: don Marco Pozza,
Claudio Savelli, Virginia Gianello, Aurora Carli,
Serena Baù, Stefano Rigoni, Renato Angonese,
Morena Turetta, Mario Basso, Sonia Basso,
Ilario De Guio
Responsabile grafico ed impaginazione: Fabrizio Favaro
Impaginazione: Davide Degiampietro
Foto: Archivio Giornale - Grafica Altopiano
Stampa: Centro Stampa delle Venezie
Via Austria, 19/b - 35217 Padova
viltà degli abitanti ma anche
alla lungimiranza degli amministratori che hanno saputo rifuggire le facili suggestioni indotte da uno sviluppo turistico
legato esclusivamente all’edilizia residenziale che hanno invece caratterizzato altri centri dell’Altopiano.”
Il PAT eneghese vuole in definitiva creare le condizioni di
vivibilità che consentano di
porre fine allo spopolamento
del territorio attraverso processi virtuosi di sviluppo. Svi-
luppo identificato nella
valorizzazione delle risorse
paesaggistiche, ambientali e
storico-culturali del territorio;
nella riqualificazione dell’offerta ed il rilancio dell’immagine
turistica di Enego; lo sviluppo
di una
imprenditoria locale fondata
sulle classi più giovani; il
potenziamento della rete di
servizi a favore delle famiglie;
ed infine il miglioramento del
sistema infrastrutturale, in particolare la viabilità provinciale.
“Il nostro percorso necessita
comunque di una cooperazione più ravvicinata e sistematica con gli altri comuni
dell’Altopiano ma anche con
quelli confinanti del bellunese
e del trentino – conclude
Rodeghiero – Solo una politica di coordinamento potrà
incettare risorse economiche
necessarie, solo insieme rafforzeremmo l’identità culturale propria delle genti della montagna”.
Gerardo Rigoni
Seimila euro per la scuola di Foza
Favorire il servizio scolastico, per mantenerlo e migliorarlo, e sostenere, in situazioni di criticità, il mantenimento e l’incremento del corpo
insegnante e di sorveglianza
di piccole entità scolastiche,
poste in situazioni oggettivamente difficili in quanto
insediate in aree montane e
distanti dai principali
centri: è questo l’obiettivo del finanziamento di
6000 euro che la Giunta
regionale del Veneto ha
deliberato per finanziare la locale Scuola dell’infanzia
statale
afferente all’Istituto
comprensivo di Enego,
su richiesta del sindaco del
comune di Foza.
A darne notizia è l’assessore
regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena
Donazzan, che spiega che:
“Così, in quest’anno scolastico, ci sarà una persona qualificata che affiancherà il
personale titolare che, va ri-
cordato, ha sotto la propria
responsabilità 30 allievi in
un’unica sezione, non essendo stato possibile costituirne
una seconda in base all’organico assegnato”.
“Abbiamo ritenuto- ha specificato Elena Donazzan - di
andare incontro alle esigenze di finanziamento, in quanto si inseriscono nei
programmi di intervento miranti a garantire la
qualità della scuola
veneta, in specifico garantendo così, ai frequentanti della Scuola
dell’infanzia statale, un
elevato livello didattico
ed un’adeguata vigilanza”.
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
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Lusiana: approvato il bilancio 2010
LUSIANA
Al via tante opere pubbliche per rinnovare l’immagine del paese. Da Regione e Provincia
contributi per oltre un milione di euro. Nessun aumento delle imposte e delle tariffe ai cittadini
Approvato a Lusiana il bilancio di previsione 2010. La difficile
situazione economica attuale che vede molte famiglie ed imprese
di Lusiana in difficoltà, ha indotto l’Amministrazione Comunale a
mantenere inalterate imposte e tariffe anche laddove le disposizioni di legge imporrebbero degli aumenti per adeguare le entrate
ai costi. La scelta politica che ha rappresentato il filo conduttore
per la programmazione 2010 si è basata sul non aumentare le
imposte ai cittadini per poter dare un segnale chiaro e concreto di
aiuto alle famiglie. Aumento delle imposte che in alcuni casi sarebbe risultato necessario se pensiamo per esempio alla tassa sui
rifiuti che copre il 75,72% della spesa laddove la legge impone il
100%. Molti Comuni anche vicini, come per esempio il Comune
di Conco, infatti stanno raggiungendo una copertura totale con
un aumento negli ultimi anni tanto da raggiungere un tetto del
98%. L’Amministrazione Comunale ha ritenuto di mantenere invariata la tariffa anche per il 2010 perché, prima di aumentare
l’imposta ai cittadini, sentiva il dovere di fare una precisa analisi
di chi paga e di come paga attraverso dei controlli e verificando la
possibilità di ridurre i costi incentivando ulteriormente quelle forme di raccolta che possano contribuire al raggiungimento di questo risultato. Inoltre, con il passaggio dalla tassa alla tariffa, sarà
opportuno approntare un sistema di calcolo non legato esclusivamente alla superficie ma con più parametri diversi. Per quanto
riguarda il trasporto scolastico, nel quale le entrate sono irrisorie
(19.000 euro) rispetto alla spesa (110.000 euro), con servizio gratuito per i bambini della scuola materna e con un pagamento irrisorio per gli alunni della scuola primaria e media, si è deciso di
andare incontro alle famiglie e di non aumentare il contributo che
viene loro chiesto. Da una analisi delle entrate è emersa una netta
diminuzione dei proventi per il Comune di Lusiana, infatti i trasferimenti dello Stato sono in diminuzione rispetto al 2009 di 44.448
euro. Complessivamente lo Stato trasferisce al Comune di Lusiana
196 euro pro capite. Comuni vicini godono di trasferimenti maggiori che permettono una maggiore disponibilità per erogare servizi ai cittadini. Altra voce in diminuzione è l’entrata derivante dalle
concessioni di cava a causa della grave crisi che sta vivendo il
mercato, il completamento di alcune concessioni e gli ostacoli,
anche burocratici, incontrati nell’apertura di nuove cave. A causa
di questa riduzione delle entrate, per non essere costretti a ridurre
le spese correnti, l’amministrazione comunale ha attivato una ricerca di contributi partecipando a diversi bandi di finanziamento
regionali, nazionali e dell’Unione Europea. Per quanto riguarda le
opere pubbliche, oltre agli interventi di importo inferiore ai 100.000
che riguardano la viabilità, i parcheggi, la sistemazione delle contrade
e delle isole ecologiche, per le quali è stato richiesto un contributo
alla Regione, le manutenzioni e l’adeguamento igienico sanitario
delle malghe, la messa in sicurezza delle scuole, sono state previste alcune importanti opere fortemente volute dall’Amministrazio-
ne che hanno ottenuto finanziamenti da parte della Regione. Il
Consiglio è stato infatti informato di contributi regionali e provinciali ottenuti per la somma di 1.598.197 euro dei quali 335.772
euro provengono dalla gestione della passata amministrazione (2°
stralcio strada Laverda e sistemazione campo sportivo di Valle di
Sopra), mentre 1.262.425 euro sono relativi a nuovi progetti inseriti da questa amministrazione. Tra questi si è già avuto conferma
di finanziamenti per interventi molto importanti e da tempo attesi
dalla cittadinanza, in particolar modo il recupero della Casa del
Segretario, per la sistemazione della Piazzetta Marchi e per il 1°
stralcio della strada silvopastorale Monte Corno. E’ stata altresì
ammessa a contributo la realizzazione del marciapiede sul tratto di
strada Lusiana Pilastro per il quale la Provincia ha previsto interventi di messa in sicurezza nel proprio programma delle opere
pubbliche per 350.000 euro. A completamento del programma
opere pubbliche, partirà a giugno un importante intervento sulle
scuole che prevede il rifacimento del tetto con l’installazione di
pannelli fotovoltaici e il tanto atteso ascensore che permetterà
l’eliminazione delle barriere architettoniche nell’edificio scolastico. Un’Amministrazione audace che punta al cambiamento anche in un momento di forte difficoltà economiche per le famiglie
e per i Comuni stessi, nella speranza di investire nel futuro del
paese permetta di migliorare la qualità di vita dei lusianesi.
Egidio Zampese
Premiata la “storica” levatrice
In occasione dell’8 marzo,
l’Amministrazione comunale
ha premiato con una targa di
riconoscimento l’ostetrica
Maria Poli, 84 anni, conosciuta come la “Maria levatrice” di
Lusiana. Nata a Crosara nel
1925 si è iscritta alla scuola di
ostetrica di Marostica. Dopo
l’esame da privatista, si iscrive
alla scuola di ostetrica di Padova ottenendo il diploma nel
1948. Il primo impiego è nella
condotta di Lusiana nel novembre del 1949, dove si stabilisce
e forma famiglia. Si sposta a
piedi in una condotta molto vasta, poi compra una lambretta
e quindi una “Cinquecento”.
Porta sempre con se la borsa
con gli oggetti essenziali:
fascettine, forbici, aghi, pinze,
la borsa dell’acqua calda e la
“trombettina” di legno per
ascoltare i battiti del cuore del
neonato. Maria fa nascere i
bimbi nelle case, nelle stalle, e
a volte vicino al focolare. Erano situazioni di povertà e miseria quindi, dopo la nascita
dei bimbi, portava spesso alle
famiglie fasce e indumenti che
recuperava da amici e conoscenti. Nel 1969 l’ospedale di
Marostica chiede la collaborazione dell’ostetrica Maria che
continua a far la levatrice anche a Lusiana seguendo le
mamme lusianesi con il
consultorio
maternopediatrico. Nel suo lavoro inserisce anche le vaccinazioni
e svolge attività anche alla co-
La premiazione dell’ostetrica Maria Poli, meglio conosciuta
come “Maria Levatrice”
lonia Alpina di Monte Xausa.
Dal 1979 al 1989 presta la sua
opera anche ad Asiago dove
in ospedale fa nascere 328
bambini (in tutto sono alcune
migliaia i bimbi che hanno visto la luce grazie al suo intervento). A chi le chiedeva che
mestiere faceva lei affermava
sempre: “Faccio il mestiere
più bello del mondo!”. Un mestiere che le ha dato molte soddisfazioni, sottolineate in sala
consiliare del Palazzon in occasione della consegna della
targa dal sindaco Antonella
Corradin e da molte mamme
che hanno partorito grazie al
suo aiuto e hanno goduto della
sua assistenza prima, durante e
dopo il parto.
Egidio Zampese
8
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
17
SPETTACOLO
Ad aprile I Rispaar “in tournèe” a Conco e Gallio
A grande richiesta il gruppo teatrale amatoriale tornerà ad esibirsi ad aprile, sempre per beneficenza
A quando il nuovo spettacolo dei Rispaar? Sono
tanti gli afficionados in
attesa di saperlo, ma per
il momento progetti concreti non ce ne sono, se
non a livello di qualche
idea. Anche perché, dopo
il “debutto” della scorsa
estate ad Enego, I
Rispaar sono in procinto
di tornare “in tournèe”.
Sono talmente tante le ri-
chieste che arrivano da
altri paesi, che alla fine
il gruppo si è deciso, e
dopo aver sperimentato
un genere di spettacolo
“trasferibile” senza grosse difficoltà anche su palchi lontani da quelli che
sono stati finora i loro
tradizionali, hanno deciso di accettare le proposte arrivate da Conco ed
Gallio, portando in sce-
na “Osteria dala zia”.
Uno show ben collaudato che, con qualche novità, alle quali i Rispaar
non rinunciano mai, potrà essere visto a Conco
nella Sala Don Italo
Girardi il 9 e 10 aprile e
a Gallio presso il
Palasport Auditorium il
16 e 17 aprile (per Gallio
prevendite biglietti presso
l’Ufficio Turistico). S.B.
Torna in scena “Indio, il popolo del sole”
Alle quattro del pomeriggio
del prossimo 28 marzo, presso il teatro Remondini di
Bassano, Santissima Trinità,
va in scena la quarta replica
dello spettacolo Indio, il
popolo del sole di Genny
Ronzani. Lo spettacolo è la
trasposizione in danza del
primo libro di Gianni Bordin
Indio, Edizioni Lavoro, frutto
dall’incontro umano e culturale con l’ancestrale popolo
che occupa la Foresta
Amazzonica: “Sembra di
essere in un sogno, dove la
storia dell’uomo è viva e
colorata e danzata dalla
notte dei tempi... D’ora in
avanti qui i nostri nomi sono
da dimenticare. Dimenticare
il mondo fuori ed essere
Txor-txo , Kuka-tep e
Kamok” A mettere in scena
questo binomio spazio-temporale e culturale sarà il Centro Formazione Danza
Chorus di Lusiana, nato nel
1999 e diretto da Genny
Ronzani, Teacher della Royal
Academy of Dance di Londra, che coordina la didattica delle varie espressioni
della danza: dalla classica
alla modern-jazz, passando
per il contemporaneo e l’hip
hop. L’Associazione Chorus,
che al momento conta 80 allievi e 60 adulti iscritti ai corsi a loro dedicati, si avvale di
un corpo docenti d’avanguardia e di stage proposti
con cadenza mensile da ospiti
di alto livello. Il ricavato dello spettacolo, organizzato dall’associazione TONEL,
(acronimo di Tonino e
Nelma) andrà a favore delle
popolazioni del Brasile dove
opera Nelma. L’associazione è composta solo di volontari. Il biglietto di ingresso per
Indio, il popolo del sole costa
solo 6 euro.
PRIMA L’ALTOPIANO!
UNITI POSSIAMO FARCELA!
Care concittadine e cari concittadini dell’Altopiano,
Vi chiedo qualche minuto di attenzione per dirVi, con grande sincerità, alcune cose sulle
prossime Elezioni Regionali del 28-29 marzo 2010. Da quando sono state istituite le Regioni, il nostro Altopiano non ha mai espresso un Consigliere Regionale, sia per i pochi
abitanti, sia perché ci siamo presentati divisi. A rendere vani i nostri tentativi sono stati
spesso gli interventi dei partiti della pianura, perché un Consigliere Regionale dell’Altopiano
significherebbe che un’altra area della Provincia rimarrebbe senza. E questo non va bene
a chi teme l’unità dell’Altopiano: hanno sempre tentato di dividerci, per poter predominare,
per metterci nelle condizioni di dover chiedere qualche favore a un consigliere che non è
“nostro”, anziché avanzare direttamente le nostre richieste e far valere, senza mediazioni,
i nostri diritti. Fino a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, questo
“sogno” sembrava vicino a realizzarsi: io Pino Rossi, Sindaco di Gallio, ero l’unico candidato dell’Altopiano, sostenuto dai cittadini, dalle imprese e da numerosi amici, anche di
orientamento politico diverso. Al momento della presentazione delle liste sono comparsi
altri due candidati dell’Altopiano. Non voglio assolutamente mettere in discussione il fatto
che, in democrazia, tutti hanno il diritto di candidarsi alle elezioni, ma vorrei farVi riflettere
sulla strana tempestività con cui i partiti hanno messo in campo
altri candidati, non appena i sondaggi davano l’Altopiano per vincente. Non occorre che Vi dica che questi candidati non saranno eletti, perché lo avete intuito già da soli. Il loro unico scopo
o, meglio, lo scopo dei partiti che li hanno proposti, è quello di
impedire che l’Altopiano abbia il “SUO” Consigliere Regionale,
rompendo gli equilibri. Ho svolto queste riflessioni alla luce del
sole, per invitarVi a riflettere, a cogliere l’aria nuova che si respira
sull’Altopiano, a non rinunciare a un’opportunità. Vi chiedo di tornare ad essere protagonisti, tutti insieme, a riscoprire l’orgoglio di
essere Altopianesi, a dire: “Giù le mani dall’unità dell’Altopiano!”
IL MIO IMPEGNO PER L’ALTOPIANO SARA’:
OSPEDALE DI ASIAGO: non una comodità, ma una necessità da difendere.
OSPEDALE DI MEZZASELVA: una struttura da attivare
ad ogni costo.
AMBIENTE NATURALE: l’unica risorsa da salvaguardare e rilanciare con grandi strutture eco-compatibili.
STORIA POPOLARE: un’autonomia secolare da riconquistare con forza.
LEGGE SPECIALE: strumento indispensabile per
le nostre aziende, per il turismo e per la tutela dei
più deboli.
Committente Responsabile: Pino Rossi Mandatario: Franco Remonato
Con Pietro un po’ di Puglia fra I Rispaar
Torniamo a parlare dei
Rispaar, continuando la presentazione dei vari componenti, iniziata in occasione dei
dieci anni di attività del gruppo. Stavolta le consuete quattro chiacchiere le facciamo
assieme a Pietro Marziliano,
e dal cognome si capisce subito che non si tratta di un “nostrano”. Pietro è pugliese, precisamente di Monte Sant’ Angelo, sul Gargano, ed è stato il
suo lavoro di militare della
guardia di finanza a portarlo,
oltre 20 anni fa, sull’Altopiano.
“Qui mi sono inserito immediatamente bene, conoscendo
fin da subito tanta gente – dice
– innanzitutto per il mio lavoro che mi porta a contatto con
tante persone. Poi, portando i
bambini alla scuola materna,
la cerchia delle conoscenze e
amicizie si è ampliata, e proprio ai tempi dell’asilo dei miei
figli ho avuto modo di entrare
a fare parte del gruppo che
allestiva le recite di carnevale,
che successivamente è diventato “I Rispaar”. Ricordo inoltre sempre con molto piacere
i primi tempi in cui sono arrivato qui, e a pranzo andavo
all’allora “Circolo Alpino”:
la signora Lucia e tutta la
sua famiglia sono stati sempre molto disponibili, facendomi sentire come a casa”.
Con i Rispaar, Pietro dice
di aver avuto tantissime
soddisfazioni, oltre quelle
comuni a tutti i componenti,
ovvero il fare qualcosa di
tangibile per gli altri e ricevere apprezzamenti conti-
nui, anche quella di riuscire a
portare un po’ della sua terra
natale sull’altopiano dove ci
sono culture e tradizioni completamente diverse. “Al mio
paese, da adolescente – racconta – ho fatto parte del
gruppo folcloristico “La
Pacchianella” che con canti e
balli porta in giro per il mondo
la tradizione popolare pugliese.
Ci siamo esibiti in tanti paesi
europei, ma ricordo con particolare emozione quando abbiamo cantato e ballato di fronte a Papa Giovanni Paolo II°
allo stadio di Foggia. Quando
in uno degli spettacoli dei
Rispaar si è pensato di portare in scena dei balli legati ai
diversi continenti mi è venuta
l’idea di proporre “La
quadriglia”, un ballo tipico delle mie parti”. E potevano i suoi
compagni non accontentarlo?
Nel gruppo si ascoltano sempre le proposte di tutti, e poi
con lo spirito dello stare e del
fare insieme che lo caratterizza, insieme si decide e si porta
avanti un progetto. “All’inizio
– racconta ancora Pietro - ci
sembrava qualcosa di impos-
sibile da fare perché si tratta
di un ballo pieno di coreografie, ma poi con l’impegno di
tutti siamo riusciti ad avere un
ottimo risultato, ricevendo
molti apprezzamenti dal pubblico. Questo mi ha molto gratificato”. Il sostegno e il favore degli spettatori, insieme alla
gioia di fare beneficienza in
modo diretto e verso realtà locali, sono, insieme all’affiatamento e alla condivisione degli stessi ideali delle quaranta
persone di cui il gruppo si compone, il vero motore, la vera
forza dello stesso. Unitamente
all’appoggio dei familiari.
“Mia moglie Antonella, i miei
figli Grazia, 15 anni, e Michele, 11 anni, si divertono molto,
anzi i ragazzi non vedono l’ora
di aver l’età per entrarne a far
parte a loro volta!” In attesa
del nuovo spettacolo, i Rispaar
intanto torneranno ad esibirsi a Conco e a Gallio, ma in
questa occasione Pietro non
sarà del gruppo. “Per salire sul
palco – dice – ci vuole lo spirito giusto, e a me in questo
momento manca. Recentemente ho perso entrambi i genitori, mio padre è venuto a
mancare proprio poche ore
dopo che mi ero esibito con
l’ultimo spettacolo portato in
scena dai Rispaar al
Millepini. Per il momento è
ancora troppo vivo il ricordo di quel grande dolore
arrivato subito dopo la gioia
e il divertimento dello spettacolo, per cui ho deciso di
prendermi una piccola pausa”.
Silvana Bortoli
Due giovani artisti in concerto
Nonostante in due superino
di poco quarant’anni di età,
hanno fin qui avuto modo di
maturare una notevole esperienza artistica suonando sia
singolarmente che a quattro
mani. Con la stessa modalità
i pianisti Marco Prevosto e
Giulia Vazzoler si esibiranno
in occasione del concerto,
organizzato da Artemusica di
Roana, che terranno sabato
27 marzo alle 17.30 nella sala
Consiliare del Municipio di
Canove. I due giovani artisti,
ligure lui, veneta lei, si cimenteranno con le musiche di
Bach, Rachmaninov, Chopin,
Beethoven e Scharwenka.
Il primo ha iniziato lo studio
del pianoforte a 8 anni a
Sanremo, città nota soprattutto come patria della musica leggera italiana, esibendosi fin da piccolo come solista
in formazioni da camera sia
in Italia che all’estero e distinguendosi in occasione di
numerosi concorsi nazionali
ed internazionali. Conosciuto e apprezzato nella sua regione, nonostante la giovane
età Prevosto si è interessato
alla diffusione e promozione
della cultura musicale attivandosi per organizzare
festival, occasioni tra l’altro
di incontro tra affermati professionisti e giovani talenti.
Suona in duo con Giulia
Vazzoler che il mese scorso
ha ottenuto il Diploma Acca-
demico di Pianoforte presso
il Conservatorio Arrigo
Pedrollo di Vicenza. La pianista trevigiana è un’artista
eclettica che alterna lo studio e l’esibizione al pianoforte, per il quale è stata premiata in numerosi concorsi,
alla poesia e al canto, attività
grazie alle quali ha avuto
modo di mettersi in evidenza
in numerose manifestazioni
alle quali ha partecipato. E’
inoltre iscritta al corso di Laurea in Filosofia presso l’Università di Padova e come il
suo giovane collega è
ideatrice ed organizzatrice di
manifestazioni musicali anche a carattere benefico.
Giovanni Rattini
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
18
Nati dalle “ceneri” dei Sick Minds
ECCO GLI “HEAVY ENGINE”
Effervescente quintetto rock - heavy metal
Asiago. Il panorama delle
band musicali altopianesi si
arricchisce di una nuova formazione, o, per meglio dire,
di un nome nuovo; un po’
come l’araba fenice che
rinasce dalle proprie ceneri,
gli Heavy Engine (questo il
nome della heavy – rock
band) non sono altro che
l’evoluzione, anche nella formazione, dei Sick Minds, la
Iron Maiden Tribute Band
che da qualche anno molti
amanti del genere hanno potuto apprezzare.
A raccontarci un po’ della
loro storia è Filippo Forte “La
mia passione per la musica è iniziata a 14-15 anni
ascoltando gruppi dai
Deep Purple passando per
Dire Straits e Guns n’
Roses fino agli Iron
MATTIA
Maiden; è nata così dentro me un’attrazione <fatale> ad imitare quei riff di
chitarra e così a 16 anni
acquistai una Fender. Badai da subito più alla pratica ed alla cura del suono che allo studio della
musica. Presto con l’attuale bassista Lex (Alessio)
ed al caro amico Miguel
Sayal fondammo per così
dire il primo gruppo, proposta che lanciai quasi
come una sfida, assegnando loro gli strumenti (basso e batteria) che però non
sapevano suonare. Poco
dopo entrò nel gruppo anche Mattia Basso come seconda chitarra e, seppur
senza cantante, iniziammo
a provare le prime cover in
un pezzo di stalla di Mattia
ALESSIO
che avevamo abbellito con
foto e posters. Due anni
dopo (nel 2007) molte cose
erano cambiate; il cambiamento più importante fu
l’arrivo di Jhonny Pablo
alla voce, cosa che completava l’organico e ci permetteva di guardare avanti.
Nascevano così i Sick
Minds come Iron Maiden
Tribute Band, soprattutto in
funzione delle specifiche
predilezioni specie della nostra voce; nell’estate dello
stesso anno esce dall’organico Sayal per far posto a
Christian Plebs, che porta
nel gruppo non solo la sua
cultura musicale ma anche
una bellissima, nuova sala
prove. Altri due anni ed il
gruppo vive un periodo di
cambiamento e di scelte nuove, dopo l’arrivo nello scorso autunno di Mattia Pivotto
alla chitarra e l’abbandono del progetto Tributo Iron
Maiden. Il gruppo ha voluto evidenziare la svolta anche col cambiamento di
nome trasformato in Heavy
Engine e, per ora, suoniamo cover dei più grandi
gruppi metal degli anni ’80
e ’90; ma stiamo già lavorando anche alla produzione di pezzi inediti”.
“Col nuovo nome abbiamo
già fatto il nostro esordio la
scorsa settimana al Roxy
Bar di Canove - precisa
Jonathan, la voce del gruppo ed è stato positivo. Dopo
due anni, comunque positivi e di soddisfazioni, avvertivamo forte il bisogno di
una svolta, evento che ha
preso corpo con l’arrivo a
settembre di Mattia che, con
la sua giovinezza, ha portato stimoli nuovi ed una
ventata di entusiasmo in tutti
noi. Con la nuova formazione abbiamo anche fatto
un’uscita al Magia, e ci è
piaciuta. A questo punto
ecco la voglia di cambiare
e di crescere; l’abbiamo avvertita concretamente quando una sera, durante le prove, è spontaneamente venuto fuori un primo pezzo tutto nostro, che poi abbiamo
assestato e limato. Ci abbiamo provato gusto e soddisfazione, e così è montata la
voglia di fare, di essere creativi, di percorrere una strada tutta nuova e tutta nostra. Ed è questo quello che
ci proponiamo di fare, anzi
che stiamo già facendo con
la produzione dei primi pezzi
griffati <Heavy Engine> “.
Cesare Pivotto
JONATHAN
CHIRSTIAN
FILIPPO
Questa la formazione:
ALESSIO BASSO, 19 anni. BASSO
JONATHAN PABLO BERRETTA, 23 anni. VOCE
FILIPPO FORTE, 21 anni. CHITARRA
MATTIA PIVOTTO, 17 anni. CHITARRA
CHIRSTIAN PLEBS, 24 anni. BATTERIA
Nicola Valente, la O. I. & B. Band e... Zucchero
Sabato 27 febbraio, si è tenuto a Bologna il Raduno Internazionale dello Zucchero Fans Club e un pezzo di
Altopiano era presente in veste di protagonista e di spettatore allo stesso tempo; infatti, un’intera corriera è partita dai nostri monti per seguire e sostenere Nicola Valente, chitarrista di Cesuna che, da giugno del 2009, suona con la O. I. & B. Band, tribute band ufficiale di Zucchero che il cantautore stesso ha voluto sul palco per
l’occasione. La band, il cui nome è l’acronimo di “Oro,
Incenso e Birra” (celeberrimo album di Zucchero) è
composta da otto elementi ed è spesso incrementata dal
contributo di ospiti di riguardo come James Thompson,
Lisa Hunt, Paolo Belli, Mario Schilirò e Adriano Molinari
(musicisti di Zucchero stesso); Nik Valente fa parte da
un anno del gruppo e per questo costituisce un orgoglio
per amici e parenti che, in occasione di questo importante evento, hanno voluto sostenerlo ancora una volta. La
serata si è aperta con un intero set dedicato alla tribute band, cui
sono seguiti alcuni brani eseguiti con Irene Fornaciari, reduce
dalla partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “Il
mondo piange”. Attesissimo, è poi giunto il momento in cui la
band ha accompagnato il leggendario Sugar Fornaciari: un momento di grande impatto emotivo sia per il chitarrista nostrano
che per gli altopianesi che hanno voluto partecipare all’evento
con tanto di striscioni e cori d’incoraggiamento. Non ultimi, sono
stati ospiti della serata Adriano Molinari e Mario Schilirò, rispettivamente batterista e chitarrista di Zucchero, Maurizio Vandelli
degli Equipe 84, Dodi Battaglia dei Pooh e Fio Zanotti, noto
arrangiatore. Nicola Valente ha iniziato a suonare all’età di 18
anni da autodidatta e, durante il primo anno di Università, è stato
spinto dal suo primo maestro, Roberto Dalla Vecchia, a intraprendere uno studio serio dello strumento; nel 2008, si è diplomato
presso il Centro Professione Musica di Franco Mussida a Milano in chitarra elettrica pop rock/jazz, dopo aver seguito corsi
tenuti da maestri e musicisti di fama nazionale come Luca Colombo, Pete La Pietra, Luca Biggio e Paolo Jannacci, nonché
numerosi stage con celebrità internazionali, da Tommy Emmanuel
a Robben Ford. Ad Asiago, lo conosciamo per la sua esperienza in alcuni gruppi musicali locali (Living Soul e Zero100 Bar
Band), ma ora i suoi orizzonti si sono allargati: oltre a insegnare
chitarra elettrica in varie scuole del vicentino, dallo scorso giugno Nik è stato contattato da questa prestigiosissima band che
lo ha voluto sul palco.
Nicola, com’è iniziata questa tua esperienza con la O. I.
& B. Band? A giugno dell’anno scorso, durante un concorso
per band emergenti, ho incontrato Federico Malaman (bassista
e direttore musicale della band) che, dopo avermi sentito suonare, mi ha proposto di entrare a far parte del gruppo di lì a poco:
in tre giorni, ho dovuto imparare ben 25 pezzi.
Com’è stata la prima serata con la tribute band ufficiale
di Zucchero? Ricordo che la prima serata si è tenuta il 25
giugno scorso a Porto Recanati; fin da subito, mi sono reso
conto dell’ottimo livello della band e della professionalità non
solo musicale ma anche logistica con cui era gestita la buona
riuscita di ogni concerto. Da lì, si sono susseguite ben più di
cinquanta serate, a cui ha preso parte anche Lisa Hunt, corista
di Zucchero per un buon ventennio.
Sapresti tracciare un bilancio complessivo dell’esperienza
vissuta sinora? In poche parole, credo che questa opportunità
abbia completamente stravolto il mio modo di vedere la musica!
In mezzo a tante emozioni positive, immagino ci siano
state anche delle difficoltà... Certo, difficoltà che comunque
mi hanno portato a imparare e a crescere soprattutto dal punto
di vista tecnico: ho imparato a valutare l’importanza di
ogni singola nota, sia in studio (come è successo ad agosto) che quando si suona dal vivo di fronte a un pubblico
di 7000-8000 persone.
Quindi un obiettivo raggiunto dopo il quale si sono
presentate altre mete da raggiungere... Esatto. Il
duro lavoro di questi mesi sta portando i suoi frutti: sono
molto soddisfatto di quanto sono maturato sul suono e
sul playing. E sto ancora imparando tanto, giorno dopo
giorno.
Com’è stato suonare con Sugar in persona?
Un’emozione indescrivibile! Il rapporto è stato ottimo
sin dalle prove del pomeriggio, durante le quali ho avuto
modo di parlare con lui e scambiare qualche battuta su
alcuni accordi delle sue canzoni!
Sei contento che un pezzo di Altopiano ti abbia
raggiunto fino a Bologna per sostenerti? Diciamo
che sono il privilegiato della band, in quanto sono il solo ad avere
un Fans Club personale di tutto rispetto e disponibile a sostenermi anche quando suono così distante da casa: un gruppo di parenti e amici che mi hanno sostenuto sin dai primi accordi e che
ringrazio infinitamente. I loro striscioni e i cori d’incoraggiamento mi hanno dato ancora più carica, cosa necessaria quando i
propri assoli sono ascoltati attentamente da un pubblico così vasto.
Grazie ragazzi!
Che progetti hai per il tuo più prossimo futuro? Al momento, sono concentrato sulla preparazione del nuovo tour, che
partirà il primo maggio e che toccherà non solo l’Italia, ma anche Svizzera, Austria e Germania, nonché il Brasile con un
minitour; inoltre, la band si sta dedicando a due pezzi inediti,
composti e arrangiati da Federico Malaman con testi del cantante Cristian Garbinato.
Qualche ringraziamento da imprimere sulla carta stampata? Naturalmente ringrazio la mia famiglia e i miei amici. Un
sentito ringraziamento va alla O. I. & B. Band che mi sta permettendo di continuare il mio sogno musicale e di vita. Ringrazio sentitamente anche l’amico Federico Malaman, che ha creduto in me dall’inizio e mi ha sempre spronato a migliorarmi.
Martina Rossi
8
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
CULTURA
L’importanza della letteratura storica, delle riviste specialistiche e delle pubblicazioni
di carattere memorialistico è
tanto più elevata quanto più
ci si allontana dal periodo che
si va a considerare. Col passare del tempo, infatti, vengono meno le preziose testimonianze dirette di coloro che
hanno vissuto nell’epoca considerata e che potrebbero offrirci scorci di storia inediti e
interessanti in quanto dipendenti da un punto di vista diverso da quello dei manuali
di storia che si è abituati ad
affrontare per conoscere un
dato evento. Proprio per questo è necessario ascoltare, registrare, ricercare e dare alle
stampe tutto ciò che rischia di
cadere nell’oblio, perchè il tesoro della memoria sia alla portata di tutti coloro che desiderano conoscere e approfondire, e per evitare che certe informazioni vadano perse. E’
quello che mi ripropongo di
fare attraverso questo articolo, essendomi impegnata a raccogliere materiale fotografico
e biografico di un Tenente che
Recuperiamo le pagine di storia
dimenticate nelle nostre soffitte
combattè durante la Grande
Guerra e lasciò, fortunatamente, un vasto patrimonio di ricordi ai propri figli. La sopravvivenza della sua testimonianza non solo arricchisce la collettività con notizie e aneddoti
curiosi, ma permette anche
che si sviluppino e progrediscano ricerche e attività
correlate. La riscoperta di
questo tesoro memorialistico
è avvenuta quasi per caso un
giorno dell’estate scorsa,
quando il signor Tito Longo,
figlio ottantaduenne del Tenente Antonio Longo, trovandosi
sull’Altopiano di Asiago, si è
recato a Forte Corbin per visitare il luogo tanto nominato dal
padre nei suoi racconti e rappresentato nelle numerose fotografie custodite in famiglia da
più di 90 anni. Trovando con
sorpresa la fortezza in buono
stato e pazientemente resa
museo storico dai proprietari, ha ritenuto opportuno rendere pubblica la storia del padre, rispolverando antichi ricordi e raccogliendo quante più informazioni possibili a riguardo. Antonio
Longo, nato ad Este (PD)
nel 1891, fu chiamato alle
armi nel maggio 1915 e
accolto nella scuola allievi ufficiali di artiglieria a Verona, dove ricevette il grado
militare di Tenente. Successivamente gli venne assegnato
il comando della batteria 559
del 9° reggimento di artiglieria
da fortezza che si trovava
presso il Forte di Punta Corbin,
situato sul confine occidentale
dell’Altopiano di Asiago a difesa della Valle dell’Astico da
quota 1100 m. Arrivato al
Corbin, il Tenente si trovò a
comandare un plotone di militari dalle discutibili provenienze. Alcuni di loro, infatti, allo
scoppio della guerra stavano
scontando pene anche gravi
nelle prigioni sarde ed erano
stati liberati in quanto arruolatisi come soldati volontari. La
sorpresa fu grande nel constatare che questi artiglieri mal-
La grande guerra in pillole
Le pagine della Domenica del Corriere
Dall’archivio del Museo della Grande Guerra di Canove
parte lo spunto per questo
approfondimento sui contenuti tratti dalla famosa rivista settimanale allegata al
Corriere della Sera
Furono davvero molte le riviste pubblicate durante il
primo conflitto mondiale. Oltre che per la loro periodicità,
ciò che le rendeva particolari erano i contenuti e il tipo di
lettori ai quali si rivolgevano.
Per il fronte interno si stam-
19
pavano tanto pubblicazioni
dove l’interventismo si manifestava in maniera palese,
quanto articoli e resoconti
dai vari fronti stilati in maniera più moderata, questi
ultimi ovviamente guardati
con pronunciato sospetto, se
non addirittura osteggiati, dal
Governo del primo ministro
Salandra. Tuttavia la presente ricerca focalizza l’osservazione sul settimanale La
Domenica del Corriere, il
mitico rotocalco che l’artista
“La Domenica del Corriere” 2 – 9 agosto 1914
Vigilia di guerra – Austria-Ungheria e Serbia in armi
Otto giorni fa nessuno avrebbe osato predicare l’imminenza d’una guerra, fors’anche d’una grande guerra. Eppure
alla guerra siamo giunti inaspettatamente, fulmineamente.
Giovedì 23 luglio l’Austria annunciava a tutte le potenze
d’aver mandato alla Serbia un ultimatum: o questa accettava tutte le condizioni di esso non più tardi di sabato alle ore
18, o l’Austria sarebbe scesa in armi contro la vicina che le insidia il possesso di
territori dove sono genti di razza slava. Le
condizioni erano tali da non potersi accettare, sinceramente (fra l’altro tollerare l’intervento della polizia austriaca in Serbia
per scoprire e impedire l’opera delle Società che alimentano il movimento slavo);
e infatti la Serbia le respinse. E allora sabato sera i rispettivi rappresentanti a
Vienna e a Belgrado vennero richiamati
interrompendo ogni relazione fra i due Stati,
e Austria e Serbia impartivano ordini per
la mobilitazione, la parziale e qui generale
dei propri eserciti. Sembra che il governo
austro-ungarico abbia potuto persuadersi
dell’attività e della gravità dell’opera serba contro l’integrità del proprio territorio
Achille Beltrame consacrò
con le sue tavole a colori. Ad
ogni uscita del Giornale
Altopiano pubblicheremo un
brano tratto da quel famoso
giornale. Il brano che apre la
rassegna, l’unico di veramente serio e riflessivo tra
quelli di andremo a proporre
nelle prossime settimane, può
essere considerato il primo di
una lunga seria dedicato dalla carta stampata agli anni
del primo conflitto mondiale.
Interminabili mesi di ostilità,
da qui in poi, avrebbero occupato le prime pagine di riviste e quotidiani, titoli a quattro colonne accompagnati da
immagini prima esaltanti gli
scontri lontani dai confini
italici, poi le gesta eroiche dei
regi soldati verso quell’esercito che verrà definito “invasore”. Il documento assurge
a maggior valore se si rileva
che tra le righe è prospettato
lo spettro di una imminente
“grande guerra”.
Giovanni Dalle Fusine
in occasione dell’inchiesta fatta per l’assassinio dell’arciduca
Francesco Ferdinando e della moglie a Sarajevo perpetrato
da affiliati a Società panserbe. Belgrado, la capitale serba,
sorgendo presso le rive del Danubio, a 15 minuti di ferrovia dal
confine, venne già abbandonata dal governo serbo trasportando il
tesoro ed i ministeri più addentro, a Cragujevac. Che accadrà ora?
L’esercito austro-ungarico si accontenterà di occupare qualche
parte del regno serbo, od affronterà addirittura il suo esercito? Certo, la sproporzione fra i due belligeranti è
enorme, se si pensa che la Serbia ha meno
di un decimo della popolazione dell’Impero ed un esercito che non può giungere ad un settimo di quello. L’incognita
maggiore è però rappresentata dal contegno delle Potenze. La Serbia è evidentemente, anche per ragion di razza, aiutata dalla Russia, ma sarà aiuto solo
platonico? Qualche corpo d’armata
sembra che la Russia abbia già
mobilizzato. E se dovesse diventar
materiale, le alleate dell’Austria non
avrebbero il dovere di intervenire a
difenderla? E a sua volta la Francia,
l’alleata della Russia, non vorrà accorrere ad aiutarla? Meglio non pensarvi.[…]
famati erano in realtà disciplinati e affidabili, volonterosi di
riscattare la propria condizione di carcerati attraverso la
buona condotta e la stima dei
superiori. Tra i commilitoni
c’era anche un certo Luigi
Stella, affettuoso attendente di
Longo, sicuramente di origine
veneta, di cui oggi rimangono
le lettere sgrammaticate, ma
piene di riverenza, scritte alla
madre del suo superiore. Pur
vivendo in un clima di terrore,
i soldati cercavano di rendere
la vita meno dura facendosi
forza a vicenda e trovando,
nei momenti di quiete, motivi di
distrazione. Uno dei ricordi più
ilari di Antonio riguardava la discesa in valle dell’attendente
Stella attraverso la teleferica del
Corbin, per pescare nel fiume
Astico i tipici pesci della zona
(detti “marsoni”) da portare al
tenente. Questo aneddoto dimostra non solo la dedizione del sottoposto, ma anche l’impegno per
rendere più lieta la permanenza
al fronte senza lasciare che la
paura e il disagio potessero rovinare quelli che potevano essere
gli ultimi giorni di vita. Erano tutti
consapevoli infatti di vivere in
una fortezza che non era in grado di resistere ai potenti colpi
austroungarici, come aveva dimostrato il disastro del Forte
Verena, messo fuori uso dopo
un solo mese di combattimento.
Il momento peggiore arrivò però
con la Stafexpedition, nel maggio 1916, quando i nemici riuscirono a raggiungere l’Altopiano
costringendo gli italiani alla ritirata. A quel punto parte delle
truppe del Corbin furono mandate al Cengio, dove opposero
resistenza a costo di gravissime
perdite umane, mentre la batteria comandata da Longo venne
trasferita in postazioni mobili a
Velo d’Astico, per impedire, anche fisicamente, che l’esercito
austriaco raggiungesse la pianura. Nel settembre 1917 il Tenente fu trasferito a Tolmino
d’Isonzo, dove venne ferito ad
un braccio e terminò così la sua
presenza al fronte. Il figlio
Tito racconta che negli anni
successivi, fino alla morte
avvenuta nel 1964, Antonio
Longo parlò poco della sua
esperienza bellica, ma com’è comprensibile la sua vita
ne fu profondamente segnata: nella sue preghiere quotidiane ricordava tutti i soldati
nemici che probabilmente
aveva ucciso durante la guerra, ed esprimeva il desiderio di
essere sepolto, quando sarebbe morto, nella zona destra del
cimitero di Asiago, nella stessa
terra dove riposavano i caduti avversari prima di essere trasferiti nell’Ossario Monumentale.
Purtroppo, oltre a queste considerazioni e qualche breve aneddoto, in generale Longo non
elargì molti racconti e non scrisse nulla a riguardo, ma conservò il suo legame con quel drammatico periodo della sua vita
custodendo in buono stato fotografie, lettere e documenti, poi
lasciati ai figli e ora finalmente
resi pubblici perché ne possano
godere tutti gli interessati. Si tratta di numerose fotografie, foglietti di tiro, lettere dell’attendente Stella alla madre di Longo,
pagine di diario, documenti ufficiali dell’Esercito Italiano. E’ soprattutto il materiale fotografico
a risultare di particolare interesse, rappresentando parti della
fortezza del Corbin allora integre e che finora era stato possibile solo immaginare, mancando un corrispettivo fotografico
che permettesse di capire lo stato
originale della struttura. Grazie
alle testimonianze di Longo, quindi, si potrà non solo intervenire
per un ripristino fedele, ma anche risalire, incrociando i dati,
ai nomi dei soldati presenti al
forte in quel periodo. Inoltre, i
foglietti di tiro pervenuti sono
la prova schiacciante che
smentisce una volta per tutte
la notizia diffusa da alcuni scrittori secondo la quale il Corbin
non avrebbe mai sparato nemmeno un colpo. Questo caso
dimostra che il recupero e la
diffusione del materiale storico sono azioni fondamentali
per permettere, nonostante lo
scorrere del tempo, di avvicinarsi sempre di più alla verità
e a una migliore comprensione del passato. Ecco perché
sostengo con convinzione la
necessità che tutto ciò che ha
a che fare con la storia sia
messo a disposizione della collettività e non tenuto nascosto
con morbosa gelosia. In questo modo si eviterebbe che veri
e propri tesori storici vengano
dimenticati in qualche soffitta
polverosa o peggio in qualche
umido scantinato, con il rischio
di essere poi bruciati o cestinati
da generazioni meno attente.
Ilaria Panozzo
8
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
20
CINEMA, CINEMA, CINEMA,… CHE PASION!
L’INTRODUZIONE DEL CINEMATOGRAFO AD ASIAGO OLTRE UN SECOLO FA
Si usa datare l’invenzione del
cinematografo verso il 1895,
ad opera del francese Louis
Lumière, considerato l’inventore di questa nuova arte.
Tuttavia il cinema, come arte,
si sviluppava solo più tardi, in
particolare dopo la prima
guerra mondiale. Agli esordi, questo nuovo strumento
espressivo veniva usato più
che altro per girare immagini di vita quotidiana o di attualità, le quali, pur mostrando un notevole senso di composizione dell’immagine, erano comunque prive di qualsiasi forma di sceneggiatura o
regole di regia. A questo proposito non possiamo, comunque, non ricordare “L’arrivo
del treno alla stazione di La
Ciotaf” di L. Lumière
(1895), oppure “Il viaggio
nella luna” di G. Méliès
(1902).
Ciò non toglie tuttavia che,
anche in questa prima
fase, registi italiani non
abbiano saputo realizzare
dei capolavori, entrati successivamente di diritto nella storia del cinema, quali
“Gli ultimi giorni di
Pompei” di M. Caserini
(1913), “Quo vadis” di E.
Guazzoni (1913), oppure il
celeberrimo “Cabiria” di
G. Pastrone (1913).
Poco più di un decennio
dopo, nell’ottobre 1907, come
ricordava l’Avv. Angelo Costa (Ancos), poeta e storico
dell’Altopiano, sembra che
Proiettire
Prevost
(Asitra)
certo Cav. Vittorio Bonomo
di Asiago abbia avuto l’occasione di assistere a Verona ad una proiezione cinematografica, che lo ha evidentemente colpito,
tanto da proporre
Labiglietteria
l’introduzione andel Cinema
Astra
che ad Asiago di
questa nuova forma
di spettacolo.
Ed è così che si è
costituita, prima della grande guerra,
una società, la
GUBOPE (acronimo per “Guoli Giacomo, Bonomo Cristiano e Pesavento
Domenico), la quale ha allestito, si fa per dire, la prima
“Sala cinematografica” ad
Asiago all’interno di un magazzino, ubicato in via Maggiore (oggi Corso 4 novembre).
Il primo operatore cinematografico ad Asiago si chiamava Augusto Rigoni Nappa e poiché, all’epoca, il cinema era ancora muto, le
proiezioni venivano accompagnate al pianoforte da
Agostino Bonomo.
Le proiezioni, dapprima solo
domenicali, dato probabilmente il successo immediatamente riscosso dall’iniziativa, venivano ripetute anche
il giovedì.
Il costo del biglietto oscillava
tra i dieci ed i venti centesimi, a seconda dell’età dello
spettatore.
Tra i primi film proiettati possiamo ricordare:
o
Come si vive e come
si muore.
o
I tulipani.
o
Per un boccon di pane.
o
L’elettricità liquida ecc
I cinematografi di Asiago
sono stati inaugurati a partire dalla fine della prima guerra mondiale: per primo il ci-
nema Lux, a cui sono seguiti
il cinema Italia ed Astra, successivamente purtroppo
chiusi. Infine, a seguito della
costruzione del Patronato
Femminile, verso la metà
degli anni sessanta, entrava
in funzione anche la Sala del
Grillo Parlante.
Mario Basso
I cent’anni del Cinema Lux
In vista del centenario di attività del
Cinema/Teatro Lux
Asiago
(1911 2011), il Circolo
Effetto
Cinema
Asiago è alla ricerca di ogni tipo di
materiale (foto, video, documenti
scritti ecc..) utile a
realizzare una pubblicazione che racconti la storia della sala più antica
dell’Altopiano. Il
volume si dividerà
tra racconti, ricor- Il Cinema Lux come si
di, testimonianze, presentava nei fine anni 70
poesie, ma soprattutto foto d’epoca. Chiediamo quindi a tutti coloro che,
in qualsiasi periodo, hanno collaborato con il Cinema Lux, come cassiere, operatori o semplici collaboratori, di inviarci il materiale a disposizione contattando
Davide al 3493113325 o via mail all’indirizzo
[email protected] o ancora tramite posta ordinaria all’indirizzo Cinema Lux - Via Matteotti 23 –
36012 Asiago
D.D.
LA RUBRICA DELLA PSICOLOGIA
“L’anziano italiano è il più
depresso d’Europa. E proprio perché depresso va
incontro più facilmente all’infarto anche se non
fuma, mangia bene e cammina. Lo rivela lo Studio
ILSA (Italian Longitudinal
Study on Aging) del CNRSezione Invecchiamento
dell’Università di Padova.
Sono più depresse le donne
(58%) degli uomini (34%)
oltre i 65 anni. Gli anziani
italiani sono i più depressi
perché perdono presto il
ruolo dominante nella famiglia, vivono in solitudine e
spesso con disabilità. La
depressione colpisce in
modo particolare le vedove.
Altro motivo è il fatto che gli
anziani italiani raramente si
preoccupano di gestire il
tempo libero in previsione
della pensione, magari impiegandosi in un hobby”.
Richiamo questo frammento di
un più lungo articolo scientifico per ribadire quanto sia importante per la persona, raggiunta la terza età,
riscommettere in nuovi progetti
di vita che traghettino
dall’adultità realizzata alla fase
della progettualità creativa di
sé. Progettare significa avere
un’idea meravigliosa da realizzare; significa desiderare il
futuro come migliore del presente, significa investire con
Progettare prima per essere felici…poi:
la grande occasione di invecchiare sereni
fiducia; l’essere umano è nato
per affrontare la propria esistenza con questo atteggiamento combattivo, convinto,
positivo. Gli studi gerontologici
non lasciano adito a dubbi: non
è la vecchiaia in sé a creare
depressione, malattia, isolamento, ma la perdita progressiva della attività, dei progetti,
della rete sociale, delle parti di
sé che ci facevano sentire
adulti “in gamba” e pienamente soddisfatti. Certamente, i
fattori che entrano in gioco
per determinare la qualità di
vita dell’anziano sono
numerosissimi; non tutti però
sono strettamente legati al
decadimento fisico e psichico
(tant’è che non è poi così
scontata la compromissione
delle funzioni cognitive come
già sostenuto in un precedente articolo): fattori genetici,
alimentazione, comparsa
di malattie invalidanti, assistenza medica, educazione e livello culturale, benessere
economico,
interazione e comunicazione, stile di vita, qualità del
nucleo socio-familiare,
sessualità, vita di gruppo,
lutti, cambiamento lavorativo
o
pensione,
sradicamento dal proprio
luogo di origine… Come
vedete, le variabili in gioco su
cui scommettere per invecchiare bene sono molte, e
solo alcune richiamano i fattori organici che nostro malgrado ereditiamo dalla biologia. Il resto dipende dalla
nostra capacità di progettare un’esistenza felice attivandosi per promuovere il
benessere fisico, psicologico
e sociale. Ovviamente, parte di questo compito dovrebbe spettare alle Istituzioni.
Le politiche di sostegno sociale a favore dell’anziano in
Italia sono tuttora molto deludenti e poco propense alla
costruzione di un sistema organico di funzioni, servizi e
reti che agisca soprattutto a
livello preventivo. Le organizzazioni di altri paesi, soprattutto nord europei, sono
molto più all’avanguardia e
connotati dalla consapevolezza dei cambiamenti
demografici della società occidentale che stanno arrivando.
Abbandonando un po’ sconfortati la visione “macro”, possiamo risollevarci portando la
nostra attenzione sul “micro”,
ovvero sulle iniziative capillari
di sostegno all’anziano di cui
la nostra società, soprattutto
nelle aree geografiche del centro nord, è davvero ricca. La
presenza di iniziative sociali di
grande tradizione quali i centri
per l’anziano, le pro loco, gli
eventi di intrattenimento e di
festa, i circoli sportivi,
l’associazionismo di promozione sociale, le iniziative paesane sono diretta conseguenza
di una cultura di solidarietà e
di
volontariato
che
contraddistingue l’Italia popolare; una rete di risorse nata nel
dopo guerra “dal basso”, ovvero dal sentire radicato dei cittadini proveniente dalla nostra
cultura cattolica e dalla sensibilità sociale.
Detto questo, sembra ci siano
tutte le premesse per offrire
nuovi modi di investire risorse
ed energie anche se l’età
avanza. Come mai spesso
succede il contrario? Perché
parecchie persone, invece di
rimettersi in gioco si ritirano ed
entrano spesso inconsapevolmente in una spirale
depressiva che porta al ritiro
e alla solitudine?
Una risposta è, purtroppo
scontata: le persone giungono
impreparate a questa crisi esistenziale, rimangono spettatrici
della progressiva perdita di
ruoli, capacità, occasioni. E
subentra la depressione. Pertanto, bisogna assolutamente
pensarci prima.
L’adulto è, almeno in teoria, individuo al massimo della sua
espressione personale: ha (o
dovrebbe!) avere un lavoro,
competenze professionali, una
cerchia di colleghi; una famiglia, degli affetti, dei figli e dei
parenti su cui contare; relazioni
amicali, una rete sociale di supporto; delle passioni, interessi,
hobby che lo coinvolgono dal
punto di vista emotivo, psicologico, interpersonale. E poi,
chi più ne ha, più ne metta. Chi
sa alimentare ed eventualmente sostituire tutte queste risorse non subisce il trauma della
perdita dei propri ruoli, non
percependo la frattura esistenziale tra adultità e vecchiaia.
Meglio se a fianco si hanno ancora le persone significative e gli
affetti di sempre; sarebbe ancor
più naturale progettare insieme
al partner per sviluppare la propria curiosità del mondo e la creatività. Non è scontato ad esempio impiegarsi in nuove attività
professionali, magari senza l’ob-
bligo di orari o di carico di lavoro, che assecondi le proprie passioni, la propria indole e che ci
faccia sentire nuovamente vivi:
è il tempo di fare quanto non si
ha mai avuto occasione di realizzare! Vorrei quasi dire che
questa tappa è fondamentale
per il completamento del nostro
essere. È il momento in cui si
raccoglie il nostro sapere di tutta
una vita e, finalmente, si mettono in ordine i pezzi di quanto costruito precedentemente, con la
serenità di avere nuovamente del
tempo libero, dopo anni di fatica
e impegno. Credo che questo sia
davvero possibile, non sia solamente una chimera. Certamente invecchiare è anche riconoscere, rispettare e accettare i
propri limiti. Ma in questo perdere qualcosa c’è anche il guadagnare altro: la vita riserva infine occasioni di rinascita, basta
essere preparati per afferrarle
al volo.
Stefano Rigoni,
Psicologo
Psicoterapeuta Cognitivo
Comportamentale
Tel. 338.2919597 – E-mail:
[email protected]
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Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
21
E’ sempre più “ItAltopiano”
Rela e Marobin nominati allenatori delle nazionali senior e junior
L’avevamo anticipato nel nuova esperienza ».
numero precedente, adesso Ma come sarà la sua nazioè ufficiale: Cristian Rela e nale?
Riccardo Marobin sono i nuo- « In primis voglio creare un
vi tecnici rispettivamente gruppo, anche fuori dalla
della nazionale italiana senior pista. E qui entrerà in gioe junior. Soddisfazione ed co il “sistema Vipers”,
orgoglio per tutto l’Altopiano, quello che ho imparato
che, dopo i continui successi quando ero ad Asiago.
degli Asiago Vipers e le tan- Cercherò di portare entute convocazioni azzurre ai siasmo, voglia di stare e
Mondiali degli anni scorsi, si giocare insieme. Per quanconferma una volta di più to concerne l’aspetto tecterra delle otto ruote in linea. nico, sceglierò i migliori a
Il primo a parlare è Riccardo disposizione del movimenMarobin, che sta vivendo una to, che saranno visionati
stagione esaltante: domenica, nel corso dei raduni che
infatti, con il suo Padova, inizieremo a maggio in viimpegnato contro il fanalino sta del Mondiale (a
di coda Catania, con una vit- Düsseldorf, Germania, dal
toria si prenderà per la terza 27 giugno al 2 luglio). Dovolta di fila la promozione in vrò anche abituarmi al siSerie A1; adesso, però, si stema di gioco sulla pista
gode questa chiamata in az- (30 per 60 metri) su cui si
zurro alla guida dei
Riccardo Marobin
“boce”.
« Una nomina inaspettata – racconta il
“Maro” – e che rende
davvero
speciale
quest’annata sportiva. Una sfida ed
un’opportunità che
mi stimolano enormemente. Conosco l’ambiente (da due anni è
anche il responsabile tecnico del Veneto
Under 20 con cui
l’anno scorso ha vinto il Trofeo delle Regioni) e lavorare con
i ragazzi mi piace;
non ho alcun tipo di
timore per questa
svolgerà la rassegna
iridata. Mi confronterò con
i componenti dello staff azzurro (in via di definizione)
ed anche con Cristian
Rela, con cui cercherò di
instaurare un rapporto di
costante collaborazione ».
Questa panchina è un punto
di partenza o di arrivo? « Di
partenza, mi auguro. Questa opportunità che mi è
stata concessa è frutto dell’esperienza maturata nei
Vipers, che ha contribuito
a mettere in moto tutto, ma
anche dei risultati ottenuti
quest’anno a Padova, dove
ho potuto portare avanti il
progetto-giovani a cui tenevo
tanto.
Sono
motivatissimo per questa
nuova avventura ».
Dalla junior alla senior, affidata quest’anno (ma
già dodici mesi fa il
suo nome era in cima
alla lista dei papabili)
a Cristian Rela, attualmente al comando della Serie A1
con l’Edera Trieste.
Uno che con i Vipers
ha vinto tutto, prima
da giocatore e poi da
allenatore; uno che
ha vinto pure lontano da Asiago, portando a Trieste il primo trofeo (la
Supercoppa) nella
storia dell’Edera.
Uno che, tuttavia,
nella sua carriera da
giocatore non ha mai
Quaranta minuti e poi sarà
finita la regular season della
Serie A1. Quaranta minuti
che dovranno ancora stabilire alcuni verdetti. Procediamo con ordine. Capitolo primo posto. E’ una questione
ancora aperta, con l’Edera
Trieste, impegnata in casa
contro il Civitavecchia (già
sicuro del quinto posto e dell’incrocio nei quarti di finale
con il Vicenza, quarto), che
ha tre punti di vantaggio sugli Asiago Vipers, impegnati
in casa contro l’altra metà
dell’hockey giuliano, il Polet,
in bilico tra playout (molto più
che probabili) ed una salvezza diretta che avrebbe del
IL PUNTO SUI CAMPIONATI
miracoloso. Dietro, però, c’è
Arezzo, reduce dal successo sull’Edera che ha riaperto i giochi, atteso dalla trasferta tranquilla in casa di un
Torino, storica compagine
del movimento inline, retrocesso domenica scorsa. Certificato che quarto (Vicenza)
e quinto (Civitavecchia) posto sono già sicuri, resta da
assegnare l’ultimo “pass”
per i playoff, quest’anno a
sole sei squadre (formula
probabilmente da rivedere,
visto che le semifinaliste rimarranno ferme quasi un
mese dopo la regular
season!). Se lo giocano
Ferrara, a riposo nell’ultimo
turno, e Milano 24, staccato
di due lunghezze dagli estensi
ed obbligato a vincere, in
casa, contro un Vicenza ormai privo di stimoli.
Per quanto concerne la lotta
salvezza, restano da definire
le due formazioni che disputeranno i playout con le formazioni di A2: tre squadre in
ballo, una sola si salverà direttamente e con ogni probabilità uscirà dallo scontro diretto Monleale-Modena. Altamente improbabile, infatti,
pronosticare un colpaccio del
Polet ad Asiago. Fin qui la
Serie A1. In Serie A2,
come detto, il Padova è
ad un passo dalla promozione nella massima
serie; basterà vincere
contro il Catania, ancora fermo a zero punti.
Già promosso, invece, il
Cittadella. Infine la Serie B. Nel girone “C”
per l’accesso diretto
alla “Final Four” promozione c’è grande
equilibrio dopo le prime
due giornate di gioco.
Comanda il Riccione (4
punti), davanti a Vero-
indossato l’azzurro.
« Rimane un grande rimpianto – confessa Rela –
perché le opportunità
c’erano state, ma le condizioni in quegli anni no. Poi
c’è stato l’incidente che mi
ha aperto, in anticipo, le
porte di questa nuova professione e, dopo solo quattro anni, mi è stata data
questa opportunità. Il destino ha voluto così. Una
nomina che per me è motivo di orgoglio, anche perché a quanto ne so ha avuto una sorta di benestare
da parte di società ed atleti e questa fiducia nei miei
confronti è molto significativa per me. Sarà un onore
guidare gli azzurri al Mondiale (Beroun, Repubblica
Ceca, dall’11 al 17 luglio).
Sono ancora giovane (36
anni) e ho ancora molto da
imparare, ma in fondo se
sono qui credo di
essermelo anche meritato.
Sarà l’ennesima sfida e a
me le sfide piacciono ».
Una nazionale che pattina
lontano dalla zona podio ormai da troppo tempo. Nel
2004 il bronzo di London
(Canada), con Angelo Roffo
in panchina; poi solo
piazzamenti e delusioni, inclusa quella dell’ultima edizione,
addirittura in casa.
« Proveremo ad invertire la
rotta, tutti insieme. Mi auguro che i giocatori possano essere maggiormente
stimolati rispetto al passa-
na (3), Asiago Black Vipers
(3) e Forlì (1). I “men in
black”, dopo lo scivolone (62) all’esordio sulla pista del
Verona, hanno rialzato la testa, superando (5-3) in casa
il Forlì. In questo fine settimana Dall’Oglio e compagni
saranno impegnati nella
Cristian Rela
to. In ogni caso vorrei tornar a casa a testa alta, senza alcun rimpianto ».
Sarà una nazionale a trazione altopianese?
« Nessuno con me ha il posto assicurato, tutti dovranno essere in forma e motivati e tutti dovranno lottare per
guadagnarsi una maglia. Vorrei portar via la squadra più
forte, ovviamente, ma soprattutto la mia speranza è quella di poter lavorare nei raduni con tanti elementi a disposizione, in modo tale che possa esserci una vera selezione in pista e non, come in
passato, quasi una selezione
naturale in seguito alle defezioni. Servirà impegno da parte di tutti e servirà anche il
giusto equilibrio in fase di programmazione dei raduni ».
Infine il capitolo scommesse
con l’amico Marobin. « Ho
già vinto una cena, visto
che gli avevo pronosticato
la promozione con il Padova, ma alla fine ne pagherò anch’io una per la nomina in nazionale. La prossima scommessa, invece,
sarà su chi farà più strada
nel Mondiale ».
Stefano Angonese
“tana” del Riccione
capolista.
Nelle sfide ad eliminazione
diretta, invece, gli Asiago
Vipers, dominatori della prima fase, hanno superato
l’ostacolo Parma, vincendo
senza problemi l’andata (83), ma incappando nel primo
ko stagionale al ritorno (4-2).
Nel prossimo turno c’è l’incrocio con gli Hot Wings Mi-
lano. Primo atto della doppia
sfida in trasferta. S.A.
foto di Carlo Dal Sasso
Classifica A1. Edera Trieste punti 48; Rigoni di Asiago
Vipers 45; Arezzo 44;
Vicenza 35; Civitavecchia
32; Ferrara * 30; Milano 28;
Polet Trieste e Modena 13;
Monleale 11; Torino 6. (*
una partita in più)
8
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
22
Un campione in giacca e cravatta
Già col titolo europeo dei bancari in tasca, l’altopianese Faccin ha vinto recentemente
anche il campionato triveneto e il campionato italiano (slalom gigante, categoria seniores)
Dopo aver conquistato il titolo
di campione europeo di sci alpino nella gara che ha visto pro-
Campioni di ieri e di oggi
Roberta Rodeghiero: da Asiago a Milano,
i successi della pattinatrice asiaghese
Roberta Rodeghiero è una
ragazza giovanissima, ma
allo stesso tempo tenace e
indipendente: a soli 19 anni
ha avuto la determinazione di
portare avanti con successo
la sua carriera sportiva, intrapresa sin dalla più tenera
età.
La pattinatrice asiaghese, divenuta ormai un orgoglio del
nostro Altopiano, ha iniziato
a muoversi sul ghiaccio a otto
anni, dopo essersi appassionata grazie ad alcune lezioni
proposte dalla scuola elementare.
Per qualche tempo, ha frequentato i corsi due volte alla
settimana, ma l’impegno è
aumentato progressivamente e proporzionalmente all’età e ai risultati ottenuti, sino
a diventare il fulcro della vita
della giovane Roberta, che ha
fatto parte prima degli Sportivi Ghiaccio Asiago e poi del
Circolo Pattinatori Asiago.
Con l’arrivo dei primi rilevanti risultati, Roberta ha dovuto allargare i propri orizzonti
allenandosi prima saltuariamente e poi a tempo pieno a
Trento, sotto la guida di Gabriele Minchio; in terza liceo,
ha dovuto rivedere con coraggio la sua vita e cambiare
completamente ambiente:
scuola nuova, amici nuovi e,
soprattutto, la lontananza dalla famiglia, certamente meno
pesante al pensiero che tutto
ciò sarebbe servito a ottenere una preparazione certamente più adeguata. Nel
2007, la giovane atleta ha
dovuto subordinare nuovamente la sua vita alle esigenze sportive, recandosi un
paio di volte al mese a Sesto
San Giovanni (Milano) per
allenarsi con Franca
Bianconi, una delle più valide preparatrici a livello nazionale. E’ di quest’anno la
decisione di trasferirsi a Milano per poter allenarsi tutti i
giorni, nonché seguire le lezioni universitarie: oltre allo
sport, Roberta ambisce a
conseguire la laurea in Giurisprudenza, cercando di coniugare al meglio gli allenamenti con lo studio.
Il trasferimento a Milano ha
segnato l’inizio di una fase
rosea e promettente della sua
carriera, basti pensare che,
nella stagione 2007/2008 e in
coincidenza con i primi allenamenti milanesi, ha ottenuto il 2° posto alla Gara Internazionale Merano Cup cat.
junior, il 4° posto ai Campionati Italiani Assoluti a Milano cat. senior e alla Gara Internazionale in Olanda cat.
junior, nonché il 3° posto alla
Gara
Internazionale
Bavarian
Open
ad
Oberstdorf cat. senior. Nella scorsa stagione, ha riportato i seguenti risultati: 7° posto
ISU Junior Grand Prix (tappa
di coppa del mondo a livello
Junior) a Madrid, 1° posto alla
gara internazionale NRW
Trophy a Dortmund (Germania) cat. junior, 2° posto alla
seconda gara nazionale a
Courmayeur cat. senior e alla
Gara Internazionale Bavarian
Open ad Oberstdorf cat.
senior. Anche i risultati di quest’anno lasciano presagire un
brillante futuro per la stella dei
pattini dell’Altopiano: 2° posto
alla Gara Internazionale
Bavarian Open ad Oberstdorf
(Germania) cat. senior, 1° posto alla prima Gara Nazionale
Open a Trento cat. senior, 2°
posto alla prima Gara Nazionale a Bolzano cat. senior e
4° posto alla Gara Internazionale Mont Blanc Trophy a
Courmayeur cat. senior.
Per ottenere questi importanti
risultati, Roberta deve impegnarsi molto: frequentare le
lezioni universitarie la mattina
e allenarsi tutti i pomeriggi, tre
ore sul ghiaccio e danza o preparazione atletica ogni giorno.
L’amore per questo sport,
però, compensa ampiamente
le fatiche profuse: a Roberta
piace sentirsi carica dell’attenzione degli spettatori, compiere un gesto atletico che diventa anche eleganza e femminilità grazie all’accompagnamento della musica e alla magia delle lame che sfiorano il
ghiaccio, una disciplina che
le consente di esprimere il
suo essere donna.
Ogni gara, per lei, costituisce
un momento unico e
irripetibile, ma il suo orgoglio
si fa più forte quando è all’estero a rappresentare la
propria Nazione. Nonostante i cambiamenti a cui si è
sottoposta negli ultimi anni
abbiano costituito dei momenti difficili della sua carriera sportiva e della sua
esperienza personale, Roberta ha maturato un grado di
tenacia tale da permetterle
di fissare a fondo i suoi
obiettivi; tra questi c’è quello di partecipare a un Europeo o a un Mondiale, comunque gare di alto livello
che sarebbero per lei fonte di
grande stimolo. Tra dieci
anni si vede, in un modo
o nell’altro, ancora inserita nell’ambiente del pattinaggio, magari con la
sua laurea in giurisprudenza in tasca. Per ora Roberta, appoggiata in tutto
e per tutto dalla sua famiglia e dai suoi amici,
spera di scalare il podio
nelle due gare internazionali che la aspettano tra
marzo e aprile, ma, dopo
essere passata dall’acquario al mare, è ormai
pronta a esplorare le acque di quell’oceano che
sarà la sua carriera sportiva.
Martina Rossi
-
tagoniste tutte le banche d’Europa, svoltasi al Sestriere,
l’altopianese Marco Faccin
(Banca Popolare di Vicenza)
ha continuato ad inanellare
vittorie su vittorie sempre
nelle gare riservate ai bancari. Il 27 febbraio si è tenuto, a Passo San Pellegrino,
il
campionato
interbancario triveneto di
slalom gigante che lo ha visto salire sul gradino più alto
del podio nella categoria
seniores, successo subito
bissato nel campionato italiano bancari svoltosi dopo appena una settimana, il 6 marzo, al Tonale. Successi che,
per chi lo conosce bene, non
rappresentano una sorpresa:
nello sci Marco, oggi 25enne,
è sempre stato un asso. La
sua promettente carriera si
è purtroppo interrotta circa
3 anni fa a causa di un serio
infortunio sulle piste dopo il
quale si è ritrovato con un gi-
nocchio a pezzi. La guarigione e la riabilitazione hanno richiesto tempi molto lunghi e
Marco, che era già nella nazionale azzurra, ha deciso di
chiudere il capitolo sci
professionistico e di mettersi a lavorare. E’ impiegato
nella filiale di Cartigliano della
Banca Popolare di Vicenza.
Chiaro che la passione per
lo sci comunque rimane e
oggi la coltiva soprattutto
come maestro, occupandosi
dell’allenamento dei piccoli
atleti dello Sci Club Sette
Comuni. “Ho deciso di partecipare alle gare dei bancari – racconta – su richiesta
dei miei colleghi che sapevano delle mie attitudini e della
mia storia sportiva. Sono ovviamente molto contento dei
risultati ottenuti. Sinceramente credevo di trovare in
queste competizioni un livello agonistico un po’ più basso ed ho constatato invece
che qui si affrontano atleti
molto preparati specie in
campo internazionale. Ringrazio la banca che mi ha
dato questa possibilità”. Alla
preparazione di queste gare,
Marco, insieme ad altri suoi
colleghi, si è allenato soprattutto il sabato mattina “Unico momento possibile – dice
– visto anche gli impegni con
lo sci club”. Viste le sue capacità e la sua esperienza, gli
altri bancari ne hanno approfittato facendosi guidare e
istruire da lui durante gli allenamenti ed è stata una bella soddisfazione vedere che
i piazzamenti ottenuti in generale sono stati molto buoni. “A tal proposito – conclude marco – vorrei ringraziare i titolari del comprensorio
sciistico del Verena, in modo
particolare Guido, per averci messo a disposizione ogni
sabato una pista riservata”.
Stefania Longhini
Giochi sportivi studenteschi: a
Falcade le finali Regionali
Dopo varie tira e molla, anche quest’anno grazie alla
volontà e dedizione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di
Belluno, si sono svolte a
Falcade (BL), lo scorso 11
marzo le finali regionali dei
Giochi Sportivi Studenteschi
(sport invernali). Come di
consueto anche l’Istituto
Comprensivo “P.M. Pozza”
di Lusiana era ben rappresentato, grazie ai buoni
piazzamenti ottenuti dagli
alunni nella fase provinciale
di Recoaro. Nove gli atleti in
gara di cui sei nello sci nordico: Marta, Alice, Elisabetta, Riccardo, Cristian e
Gianantonio e tre nello sci
alpino Luca, Alessandro e
Nadir. Nel fondo in scena
sulla piana di Falcade, per la
cronaca ci dicono ci sia pura
una tosta salita, gran via vai
di atleti vicentini (di Asiago,
Lusiana e Lugo) al punto di
sciolinatura, dove gli Ski Man
di Lugo hanno predisposto la
strategia di gara. Dopo i test
i soliti commenti: tiene, tiene
troppo, fa lo zoccolo, non tiene, va bene. Via quindi con il
classico “ferro da stiro” a
preparare le basi con i vari
miscugli. Nella gara delle
cadette ottimo 4° tempo di
Marta, seguito dall’8° di Elisabetta e 9° di Alice. “Meglio”, per questa volta, le cugine di Asiago con un 2° posto
di Giorgia, 3° di Maria (non in
perfette condizioni fisiche) e 7°
di Maria Nives. Molto meglio
la classifica a squadre con un
1° posto di Asiago e un 2° di
Lusiana Nella gara dei cadetti
10° posto di Riccardo, 14° di
Gianantonio e 15° di Cristian.
Nei piazzamenti “a squadre”
un 3° posto di Asiago, 4° di
Lusiana e 5° di Lugo. Da segnalare nella categoria
allieve il 1° posto di Deborah
Rosa e nella classifica a
squadre il 1° posto di Asiago
sia al femminile con le atlete
Sara, Martina e Giada sia al
maschile con Giuseppe,
Francesco e Simone. Nello
sci alpino ottimo 2° posto di
Luca con buoni piazzamenti
per Alessandro e Nadir che
nel complesso hanno valso un
meritatissimo 3° posto a
squadre.
Peccato che la mancanza di
fondi non consenta il proseguo degli atleti alla
meritatissima fase nazionale. C’è da giurare che questi
ragazzi, con gli Ski Man e lo
staff tecnico al seguito
avrebbero sicuramente detto la loro. Un arrivederci al
prossimo anno!!!!!!
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
23
Gran finale di stagione per Debora Rosa
SCI
Si sono volti negli ultimi tre
giorni di febbraio a Lama
Mocogno, in provincia di
Modena, i Campionati Italiani Allievi di sci nordico, ultima gara stagionale per gli
atleti di categoria, nonché
l’evento più importante ed
atteso dell’anno. Sulle nevi
dell’Appennino toscano la
giovane atleta dell’U.S.
Asiago Sci Debora Rosa è
riuscita a fare il colpaccio
salendo due volte sul podio:
risultati importanti arrivati al
termine di una stagione fatta
di alti e bassi. Due medaglie,
Campionessa italiana nella staffetta e bronzo tricolore nella 5 km individuale
un bronzo nella 5 km in
classico, e un oro nella
staffetta femminile, che la
confermano come terza
migliore atleta in Italia nella
sua categoria, e campionessa italiana nella staffetta con le compagne Erika
Antoniol e Giada Valentini.
Grande l’entusiasmo in
casa dell’U.S. Asiago per
questa trasferta nella quale
l’atleta è riuscita a portare a
termine due gare da incorniciare, in un momento di ottima forma. Debora Rosa,
classe 1995, ci racconta un
po’ di sé in questa intervista.
“Ho quindici anni – dice – ed
abito a Lugo Vicentino, ma
ho comunque origini
altopianesi in quanto mia
mamma è asiaghese, e quindi mi sento parte di questo
mondo. Conosco molto bene
Asiago fin da piccola, da
quando venivo a trascorrere
un po’ di tempo con i miei
nonni; oggi ci passo quasi tutti
i week-end, le vacanze natalizie e due mesi d’estate. In
famiglia siamo in quattro:
papà Marino, mamma Giuliana Stella e mio fratello Fabio, che ha 9 anni e pratica
anche lui sci di fondo. Frequento il primo anno del Liceo Scientifico – Bilinguismo
a Thiene, e mi piace molto
stare all’aria aperta, andare
in bicicletta, fare escursioni
in montagna, ascoltare musica e divertirmi con gli amici.
Ho messo gli sci per gioco la
prima volta a quattro anni,
agonisticamente ho iniziato
invece all’età di otto anni,
scegliendo di dedicarmi esclusivamente al fondo dopo aver
praticato il pattinaggio a rotelle, la pallavolo e il ciclismo:
mi affascina lo stare a contatto con la neve, i boschi e
la natura”. Ti penalizza il
fatto di abitare in pianura?
Come e quanto riesci ad
allenarti? “Di solito mi alleno cinque - sei volte la settimana, restando mediamente sugli sci per un’ora
e un quarto, secondo il programma prestabilito dai miei
allenatori. Ogni giorno impiego più di mezz’ora per
raggiungere le piste da sci,
certo abitare anche durante la settimana ad Asiago
sarebbe molto più comodo…” Com’è stata
l’esperienza a questi
Campionati Italiani? “Assolutamente positiva, anche
se inizialmente ero preoccupata e un po’ demoralizzata perché venivo da una
stagione in un certo senso
sfortunata e con risultati
poco brillanti a causa di
qualche problema fisico,
ma nelle due settimane antecedenti le gare sono riuscita a recuperare bene, arrivando al momento più importante della stagione in
ottime condizioni. Ho imparato che oltre alla forma fisica è importante in egual
misura credere in quello
che si fa e impegnarsi sempre al massimo. Le due
medaglie sono state una
grande rivincita per me
stessa, che mi hanno fatto
dimenticare l’amarezza di
qualche risultato”. Sei alla
prima stagione con l’U.S.
Asiago, che bilancio ti
senti di fare? “Mi sono tro-
vata molto bene, in quanto
è una società ben strutturata e con un presidente,
Sergio Vellar, molto vicino
alla squadra. Mi sono inserita benissimo nel gruppo,
facendo nuove conoscenze
e amicizie. Il fondo è uno
sport che, come tant, richiede impegno, costanza e
determinazione
negli
allenamenti,e in più ti insegna, come pochi altri, la
capacità di soffrire durante la gara, credo questo sia
molto importante. Vorrei
ringraziare la mia famiglia,
che mi supporta sempre, in
particolare mio papà che mi
dedica molto del suo tempo per seguirmi nello sci; un
ringraziamento di cuore va
poi ai miei due allenatori, Carlo Dal Pozzo e Alberto Pertile
per la pazienza che portano
sempre con me, per gli ottimi
insegnamenti e la preparazione eccellente degli sci”. A
Debora Rosa vanno invece i
ringraziamenti per aver tenuto alto il nome dell’Altopiano
in questi Campionati Italiani, in
particolare dall’U.S. Asiago
Sci.
Morena Turetta
Sci Club 2A bravi e…fortunati! Un prestigioso secondo posto
della compagine altopianese nella finale del Trofeo Lattebusche
L’effetto sorpresa amplifica
un’emozione e può trasformare
anche un piccolo evento in una
esplosione di gioia. E un’emozione intensa e un’esplosione di
gioia è quella che hanno vissuto
i giovanissimi fondisti dello Sci
Club 2A domenica 14 marzo a
Cortina d’Ampezzo. Sulle nevi
del Centro Fondo di località
Fiames , con 200 ragazzi schierati alla partenza, si disputava la
finale regionale del Trofeo
Lattebusche che, dopo le quattro prove a livello provinciale, ha
praticamente sancito la conclusione della stagione agonistica
per le categorie Baby e Cuccioli.
Questo Trofeo giunto alla sua
32esima edizione e che comprende anche il settore dello sci
alpino, rappresenta l’evento clou
e, come sempre, i giovanissimi
attendono con trepidazione l’
appuntamento. Nell’ultimo decennio in verità, lo Sci Club ha
sempre ben figurato ed è salito
spesso sul podio delle prime tre
Società classificate nella regione Veneto e quasi sempre si è
classificato fra le prime cinque
che sono meritevoli di
premiazione, così come prevede il regolamento. E si sa che ai
bambini poco importa se si sale
sul terzo gradino o se si chiude
al quinto posto!, la sola cosa
che conta è essere chiamati sul
palco e ricevere una coppa o
una medaglia. Quest’anno però,
c’era un po’ di incertezza sul risultato complessivo finale, complice la nuova ondata di influenza che negli ultimi giorni ha tenuto a casa più di qualche atleta, mentre qualche altro, con
spirito quasi eroico, è sceso in
pista domenica mattina dopo
aver passato la notte con febbre e sintomi che tolgono energie fisiche e nervose. La compagine però, non si è arresa e
con soli 14 atleti presenti, è riuscita ad agguantare un insperato
2° posto, davanti alla nutrita compagine dello Sci Club Bosco, presente con 23 partecipanti, e superando di misura l’agguerrito
Sci Club Marmolada.Alla lettura della classifica, non poteva che
seguire un’esclamazione di meraviglia ed entusiasmo; la soddisfazione è stata grande proprio
Il gruppo del 2A nel
momento della premiazione
perché il risultato non era affatto
scontato. Effetto sorpresa per il
risultato della società ma non per
quello della Cucciola Giulia
Panozzo che, consapevole delle
sue potenzialità, ha ottenuto un
piazzamento individuale di prestigio con il secondo posto dietro
alla padrona di casa GretaAlverà
appartenente allo Sci Club Cortina, organizzatore della manifestazione. Seguiva in settima posizione, un’emozionata Alice
Pozza mentre Valentina Ava,
alle prese con un fastidioso mal
di gola, si piazzava in 17sima posizione, poi Sofia Costantini
29sima, Anna Frezza 41sima,,
Giulia Cengarle 44esima . Fra i
Cuccioli maschili, a casa i migliori, toccava a Jacopo Paganin
racimolare un po’ di punti, seguito da Ivan Stella e Davide
Buzzolan. Sulla stessa pista quasi
piatta e quindi di difficile interpretazione, ma con neve compatta e veloce, lunghezza ridotta
a soli km 1, si sono cimentati
anche 35 Baby femmine e 45
maschi. Serena Cera chiudeva in sesta posizione;( va ricordato la seconda posizione della rappresentante dello
Sci Club Valmagnaboschi
Giorgia Rigoni), mentre la piccola lusianese del 2A Laura
Ronzani chiudeva al 22esimo
posto, seguita dalla compagna
Nicole Stefani. Il Baby Michele Minuzzo, messo a dura
prova dall’influenza scoppiata proprio durante la notte, terminava la sua prova in
dodicesima posizione, mentre
Marco Frigo, prima esperienza in trasferta, contribuiva a
rafforzare il bottino con i 7 punti
che spettano al 23esimo in classifica. In questa categoria va
menzionato anche il 7mo posto
di Thomas Zovi del
Valmagnaboschi.
La fortuna è stata poi benevola
durante i premi a sorteggio con i
pettorali di gara, consegnando un
bellissimo paio di sci a Sofia
Costantini, numero 99; e poi c’è
stata anche una borsa di studio
di 250 euro, una messa in palio
anche per il settore dello sci al-
pino, vinta da Davide Bussolan,
fondista di Santorso come Gulia
Cengarle entrambi costretti alle
trasferte doposcuola per potersi allenare sulla neve
dell’Altopiano.
In attesa di festeggiare in casa
questo risultato, conseguito con
l’impegno e la consapevolezza
di tutti e attendendo il ritorno delle
5 ragazze e 1 ragazzo partiti per
l’avventura dei campionati italiani di categoria a Entracque, c’è
stata, come consuetudine, la sosta a Feltre durante il viaggio di
ritorno. per tutti gli atleti, gli
allenatori e gli accompagnatori,
il solito gigantesco gelato nella gigantesca coppa di vetro bianco
e azzurro vinta dai 14 moschettieri sulle nevi ampezzane.
Questi i piazzamenti delle società altopianesi in questa finale
regionale. 2AAsiago Altopiano
in seconda posizione con 211
punti, U.S.A. Asiago Sci all’ottavo posto con 143 punti, il
Valmagnaboschi in 11ma posizione con 118 punti, il 6 Campanili 22mo con 44 punti, l’Enego
Lisser 25mo con 7 punti.
8
l’Altopiano
Sabato 20 marzo 2010
24
Il Canove tra infermeria e squalifiche
CALCIO
La squadra sempre in emergenza costretta a reclutare gli Juniores. Non manca la
voglia di lottare, ma con poca fortuna. La situazione in classifica si fa preoccupante
Canove Calcio cercasi. Ovvero ci si chiede dove è finita quella squadra con voglia di vincere, che scendeva in campo con determinazione, che dichiarava,
anche se non ufficialmente, che l’obiettivo playoff non
era solo abbordabile, ma necessario perché la stagione non fosse considerata fallimentare.
Una risposta è che quella squadra è finita in pianura, lontana dai suoi tifosi e dal suo campo. Un pellegrinaggio che comporta tre “calate” in pianura alla
settimana per gli allenamenti, altri allenamenti in palestra, e poi il giocare le partite “casalinghe” in casa
degli altri. Si insomma fare calcio sull’Altopiano non
è facile.
Un’altra risposta è che quella squadra è divisa tra
infermeria e squalifiche che in questo periodo stanno
pesando come macigni sul rendimento dei gialloblu
con mister Dalle Carbonare a fare la squadra sempre
con emergenze, ovvero spesso la squadra in campo
non è quella preparata per al partita. Esempio è domenica scorsa quando in campo il Canove aveva ben
4 juniores provenienti da quella strepitosa fucina di
giocatori che è la squadra giovanile, ma che non possono sostituire completamente i titolari.
Una squadra che sia chiaro non manca mai di lottare.
Anche contro il Pove, secondo in classifica, la sconfitta ai gialloblu sta stretta perché è stato il Canove a
fare la partita con il Pove che attendeva per colpire
in contropiede. Ma nel calcio vince chi la butta dentro e sta qui il grosso problema del Canove. Il rapporto palle gol/gol fatti è troppo ampio: di fronte ad
azioni anche pregevoli che portano gli attaccanti in
area, la palla non vuole sapere di entrare. Sortilegio
o problemi di mira? Non sta noi a dirlo, ma ai ragazzi
che forse dovranno guardarsi negli occhi e trovare
una soluzione, con onestà, umiltà e poi duro lavoro.
Perché la classifica sta diventando preoccupante. Il
quart’ultimo posto è a solo 4 lunghezze mentre quel
sesto posto, attualmente condivisa da Carmenta e
Dueville si sta allontanando sempre più.
E, augurando che le porte dell’Armando Frigo si
Calcio - Terza categoria
Mosele: “vogliamo reagire”
aprano al più presto, proseguiamo nel nostro incitamento: Forza Ragazzi, Forza Canove. Gerardo Rigoni
Classifica prima categoria girone “C”. Mussolente punti 53; Pove 49; Azzurra Sandrigo 41; Sarcedo 36; Scledum
35; Carmenta e Dueville 33; Travettore e Malo 30; Canove
29; Summania 28; Alto Astico 27; Borso S. Eusebio 25; S.
Fortunato 22; Poleo Aste 21; Isola 12.
Prossimo turno. domenica 21 marzo (ore 15) ScledumCanove.
L’Asiago è l’unica formazione vicentina a non aver ancora raccolto punti nel 2010
di Stefano Angonese
E’ un 2010 da record, purtroppo negativo, quello
dell’Asiago Calcio Altopiano,
formazione che milita nel girone “B” di terza categoria.
Il primato, tutt’altro che gratificante, è quello di essere
l’unica formazione vicentina
a non aver ancora raccolto
punti nel nuovo anno. Per la
verità, il digiuno dei ragazzi
di Carlesso è iniziato già a
fine 2009, visto che l’ultimo
risultato utile risale addirittura all’8 dicembre (un
pirotecnico 3-3 con il Valli nel
recupero dell’8a di andata).
Poi solo sconfitte. Nove di
fila. L’inverno giallorosso
non è mai stato così rigido,
anche se Emanuele Mosele,
capitano, non si nasconde dietro al problema climatico e
con onestà ammette: « Chiaramente il freddo un po’
incide, ma è l’Altopiano,
non siamo mica al Polo
Nord. Ci sono anche altre
spiegazioni per questo
momentaccio. All’inizio
della stagione eravamo al
completo, riuscivamo a
schierare la miglior formazione possibile ed i risultati si sono visti (l’Asiago,
con i suoi 23 punti in 12
turni, era addirittura quar-
to in classifica, ndr). Poi,
però, abbiamo perso per
strada qualche pezzo della difesa e così ci siamo
dovuti adattare, con giocatori impiegati giocoforza
fuori ruolo. A quel punto
le difficoltà si sono fatte
via via più numerose, abbiamo iniziato a perdere e
tutto girava male. In partita, poi, al primo errore ti
puniscono e di conseguenza anche l’aspetto mentale
ne risente. Rispetto al passato, inoltre, la passione e
la voglia di compiere qualche sacrificio per allenarsi, magari anche in pianura, è venuta meno nel
gruppo e spesso ci siamo
trovati in numero esiguo
per preparare le partite. Ad
un certo punto eravamo
talmente in pochi che alla
domenica la formazione
era comunque già decisa.
E’ mancata un po’ di sana
competizione interna nel
momento più complicato
della stagione, peccato ».
Il capitano guarda poi al futuro, per ora quello a breve
termine. « Vogliamo reagire e vogliamo cercare di finire questo campionato un
po’ come lo avevamo cominciato.
Stiamo
recuperando alcuni elementi; sono sicuro che ba-
sterebbe solo un risultato
positivo per riprendere fiducia e tornare quelli di
inizio anno ».
L’altra metà dell’Altopiano
impegnata nel campionato di
terza categoria, il GLC
Soccer Team, nell’ultimo turno del girone bassanese ha
visto interrompersi la striscia
utile che durava da tre giornate: un pari, seguito da due
vittorie che avevano
risollevato un po’ le sorti di
una stagione trasformatasi
quasi subito in un anno di
transizione. Domenica, però,
lo stop n.12 di questo campionato. Sotto di tre reti, sul
campo del Fellette, gli uomini di Baù solo nel finale sono
riusciti a reagire, mitigando
numericamente le proporzioni della sconfitta (3-2). Per il
GLC, comunque, vale un po’
il discorso fatto per l’Asiago:
il finale di stagione servirà
per provare a chiudere nel
modo migliore l’annata e al
tempo stesso costruire qualcosa in vista della prossima.
Le classifiche. Girone
“B”: Cogollo 45; Molina * e
Monte di Malo 42; Silva 1950
41; Galvanauto Motta 39;
Novoledo Villaverla 35; S.
Paolo e U.C. Thiene 34;
Siggi Schio 32; Faizanè 28;
Arsiero 24; Asiago * 23; Valli
* 22; Zugliano 18; Rozzampia
Complimenti al
Centro Danza Chorus
Emanuele
Mosele,
capitano
dell’Asiago
* 10; Giavenale 5. Tutte le
squadre hanno una partita in meno; * Molina,
Rozzampia, Asiago e Valli
hanno due partite in meno.
Girone
Bassano:
Eurocalcio punti 60; Cresole
49; Aurora S. Giuseppe 45;
Villaggio S. Lazzaro 40; Pall.
Vigardolo 38; Virtus
Colceresa 36; Real Stroppari
32; Fellette 29; Arsenal
Cusinati 28; Facca * 21; S.
Pietro Rosà e GLC 20;
Montecchio Precalcino e
Marchesane 18; Tezze
Brenta * 17; SST 11. Tutte
le squadre hanno una partita in meno; * Tezze Brenta
e Facca hanno due partite
in meno.
Prossimo turno. Girone
“B”: domenica 21 marzo
(ore 15) Novoledo VillaverlaAsiago.
Girone
“Bassano”: domenica 21
marzo (ore 15) GLC-S. Pietro Rosà.
Nota: le gare delle formazioni altopianesi
potrebbero subire variazioni di luogo.
Il Centro Formazione Danza Chorus di Lusiana diretto da
Genny Ronzani, al VII Concorso Interregionale di danza,
svoltosi a Chiampo il 14 marzo, si è aggiudicato il primo posto nella categoria “Danza Contemporanea” con la coreografia “8centimetri” di Jacopo Maggi. L’atmosfera, la storia, lo stile innovativo e l’interpretazione del pezzo hanno
suscitato il riscontro del pubblico presente e quello della giuria. Una straordinaria emozione per le cinque interpreti Sara
Cantele, Giorgia Brazzale, Alice Frezza, Martina Garzotto e
Ketty Genova, e per i loro insegnanti, ma soprattutto un segnale forte ed uno stimolo importante per proseguire, sempre al passo con la passione e lo studio, nella ricerca sul
movimento e nell’approfondimento della Danza come vera
e propria arte del corpo e della comunicazione. Un “Bravi”
ed un incoraggiamento vanno anche agli allievi del gruppo
Chorus Crew di Hip Hop diretto da Martina Garzotto, che,
pur non piazzandosi nelle prime posizioni, hanno disputato la
gara con un ottimo spirito, disinvoltura e presenza scenica
dimostrando di essere competitivi nel loro settore e pronti ad
uscire dalla realtà della Scuola per affermarsi e farsi conoscere. Complimenti!
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
25
GRANDI SUCCESSI E
GRANDI APPUNTAMENTI
PER IL VOLLEY
ASIAGO ALTOPIANO
Buon momento per le due squadre Under 16 e Under 13 e un finale di stagione ricco di eventi
Un mese di Marzo certamente
da ricordare quello che sta attraversando il Volley Asiago
Altopiano. Mai i risultati sono
stati così favorevoli come in
questo periodo, sia sul fronte
Under 16, dove le vice-campionesse provinciali stanno portando a termine un ottimo
Master Round che consegnerà
loro, nel breve volgere di un
paio di partite, le semifinali di
categoria, ma e soprattutto sul
fronte delle ragazzine terribili
dell’Under 13 che nei play out
in corso si stanno decisamente
togliendo qualche sassolino
dalla scarpa. Le Under 16 di
capitan Veronica Galante sono
reduci da due vittorie secche
per tre a zero negli ultimi due
incontri disputati: il primo in
casa contro le vicentine
dell’Antares e il secondo in terra straniera, per la precisione
sul difficile campo di Lugo,
contro l’US Astico. Successi
che hanno proiettato le asiaghesi
nelle zone alte della classifica e
a un passo alla matematica certezza di accedere alle semifinaLa Bussola Asiago, squadra
femminile di Prima Divisione,
ritrova smalto e concretezza
nelle ultime due partite di
campionato andando a cogliere importanti punti contro formazioni ben più blasonate.
L’atteso cambio d’approccio,
assolutamente necessario
dopo le precedenti prestazioni, sembrava essere una chimera, il coach Corrado
Pesavento invece, forte di una
panchina di tutto rispetto, pesca dal mazzo le carte vincenti. Prima nella trasferta di
Creazzo la formazione del
Volley Cesuna rende pan per
focaccia all’Union Volley
Creazzo ribaltando il risultato
dell’andata, 1 a 3, parziali di
17-25, 25-23 24-26 e 28-30,
questa volta a favore del
Cesuna, poi al Palazzetto di
Roana, nel giorno dell’esordio in Prima Divisione di
Annamaria Spiller, capitano di
tante battaglie al rientro dopo
una maternità, costringe lo
Schio Volley al tie-break e, pur
perdendo sul filo di lana con
un contestato punto, riesce a
guadagnare un importante
punto in chiave salvezza. 2 a
3 il risultato finale di quest’ultima partita, parziali di 23-25,
25-22, 12-25, 25-21 e 13-15,
con il Cesuna che rimane a
stretto contatto con le rivali
in zona salvezza. La cronaca
dei match chiama in causa una
ritrovata Chiara Costa, gettata nella mischia dal coach a
Creazzo in versione laterale/
ricevitore, che sfruttando
l’occasione ha dato il meglio
li. Neanche a dirlo che puntare
alla finale è d’obbligo, sia per
coronare un campionato giocato ad altissimi livelli e poi per
riscattare quella fastidiosa finale
persa, senza nulla togliere al
valore delle avversarie, l’anno
scorso al tie break contro il
Perlena. La squadra asiaghese
è motivata al punto giusto e gli
allenamenti intensificati di quest’ultimo periodo mirano proprio ad arrivare alle semifinali/
finali in piena efficenza tecnico-atletica. Insomma: “we do
believe!”. E se le cose girano
bene sul fronte U16, sul fronte
U13 la situazione non è da
meno. Le ragazzine del duo
Gatti-Plebs, dopo un campionato chiuso con un solo
punticino in classifica si stanno godendo un momento di
grande soddisfazione ed entusiasmo grazie ai due successi
maturati nelle ultime due gare
di play out. Il primo in quel di
Creazzo contro una squadra
che le atlete altopianesi non avevano mai incontrato in questa
stagione e il secondo tra le mura
amiche di Via Cinque contro le
pari categoria del Santorso,
squadra che in regular season
aveva, per due volte su due,
avuto la meglio sull’Asiago al
tie break. Questa volta invece
a spuntarla al tie break è stata
la squadra di casa mostrando,
evidentemente, non solo una
crescita a livello tecnico sui fondamentali del gioco, ma soprattutto una crescita di carattere.
Domani invece riflettori accesi
sul Mini-Volley dove il gruppo
di giovanissimi atleti del Volley
Asiago Altopiano sarà impegnato nella disputa del terzo torneo stagionale AICS che si terrà a Valdagno a partire dalle ore
14:30. La squadriglia asiaghese
naturalmente cercherà di
bissare lo strepitoso risultato
ottenuto nel precedente impegno di San Giorgio di Perlena
in cui le due squadre del Volley
Asiago Altopiano, i Caprioli e le
Marmotte, hanno ottenuto rispettivamente il primo e secondo piazzamento, a riprova di
quanto questa giovane società
stia lavorando ed investendo
proprio nella direzione di un
settore giovanile sui cui fondare le proprie radici per il futuro. Ma non è tutto. A coronare
una stagione di grande positività
ci saranno due importanti appuntamenti che il Volley Asiago
Altopiano ha ottenuto di poter
organizzare, in collaborazione
con AICS, proprio ad Asiago
nel proprio impianto di casa di
Via Cinque. Il primo è previsto
per l’11 Maggio con l’organizzazione di un raduno GiocaVolley, manifestazione rivolta a
tutti i bambini di fascia prima,
seconda e terza elementare. Oltre al Volley Asiago saranno presenti al raduno le società dello
Slegar Volley (altra societa’
asiaghese, a riprova di quanto
questo sport si stia radicando
sull’Altopiano), del Molina e
dell’US Astico. Dalle ore 14:30
tutti i bambini partecipanti saranno coinvolti in partitelle di
pallavolo e percorsi di agilità tra
una capriola, un salto sui cerchi e un passaggio sotto gli ostacoli all’insegna dell’amicizia e
del divertimento, secondo il ben
collaudato stile che ha sempre
contraddistinto l’AICS nei confronti di queste categorie. Una
grande occasione per tutti per
toccare con mano questo affascinante mondo della
pallavolo giovanile. E infine l’8
Maggio il Volley Asiago ospita
nel proprio palazzetto la “Giornata delle Finali” che prevede
nel pomeriggio le due finali provinciali primo-secondo e terzoquarto posto per la categoria
Under 13 e alla sera, alle 20:30,
ciliegina sulla torta, la finale pro-
La Bussola Asiago in gran spolvero
di sé. Finalmente
poi anche Roberta
Borgato, centrale
di assoluto valore
new entry della stagione, ha avuto
l’occasione di
sfoggiare le proprie capacità grazie
alla perfezionata
intesa con la
palleggiatrice
Alessia Salmaso
che anche nella
gara interna ha saputo
reggere
egregiamente il ritmo agonistico nonostante le due ore
di scontro. Un
incontestabile e
costante punto di
forza della squadra
è poi rappresentato dai liberi che riescono sempre a
mettere in difficoltà il coach
nella scelta dello schieramento. Si alternano quindi in campo Michela Silvagni, pronta a
stupire e impressionare per le
doti acrobatiche espresse in
fase di recupero palla, con
Elisa Bolzon, che nell’ultima
partita ha valorizzato la difesa
altopianese.
Nessun dubbio a questo punto! Vale senz’altro la pena di
raccontare il resoconto delle
dispute: sabato 6 marzo dopo
un primo set vinto dalle
altopianesi il Creazzo ritorna
a farsi sotto riducendo i ripe-
tuti errori che fino ad allora
ne avevano condizionato il
rendimento. Spinto dal ritrovato entusiasmo l’Union
Volley sembra prendere il largo andando a condurre il terzo set 20 a 10; è allora che il
Cesuna ritrova l’orgoglio andando a recuperare punto su
punto il set, prima riuscendo
a limitare il parziale sul 24 a
20, poi andando addirittura ad
imporsi agli spareggi 24 a 26.
Combattutissimo
ed
estenuante anche il quarto e
ultimo set, contraddistinto da
continui cambiamenti di fron-
te, nel quale prevale la cinica destrezza del Cesuna
di accaparrarsi set
e partita.
Nella gara di sabato scorso 13 marzo l’imperativo era
innanzitutto dimenticare l’opaca
prestazione dell’andata fornendo
una prestazione all’altezza della
squadra: così è stato! A parte il terzo
set, da dimenticare, dove sono
emerse maggiormente le difficoltà
del Cesuna in fase
di ricezione, la partita è stata giocata
sempre alla pari.
Dopo un inizio
blando, a cui entrambe le formazioni si adeguano, il match si intensifica
nei momenti cruciali facendo
esaltare il pubblico presente risvegliatosi dopo l’iniziale torpore. L’equilibrio di gioco porta le squadre a disputarsi la posta in palio al tie-break che,
dopo un pareggio iniziale fino
al punteggio di 5 a 5, vede lo
Schio prendere un margine di
due punti conservati fino al termine del set decisivo.
Dopo la 15^ giornata del campionato, il Girone B è guidato
dall’Angarano a quota 42 seguito da Marano Vicentino a
36 e Sartorello Vicenza a 35;
il Cesuna è impegnato ad uscire dalla zona retrocessione essendo al 9° posto in compagnia di Lugo Vicentino a 16
punti entrambe precedute dal
Montecchio Maggiore che,
grazie alla vittoria con il
Creazzo, raggiunge quota 18.
Il Caseificio Pennar, maschile di Seconda Divisione, in
una partita di routine, avendo già acquisito di diritto
l’accesso ai play-off promozione, regola al 5° set un
ostico Zanè prolungando
così la striscia positiva avviata da dicembre che ha
regalato sette delle otto vittorie totali con due sole
sconfitte nella fase iniziale
del campionato. In attesa dell’avvio dei play-off promozione (per il Cesuna prima
partita a Rosà il 10 aprile), è
un’altra formazione maschile
ad avere le luci della ribalta:
l’U13 maschile. Domenica
scorsa 14 marzo un pubblico d’eccezione ha accompagnato, a Roana, l’esordio
assoluto di una formazione
giovanile maschile della
Pallavolo Cesuna. Un gruppo cresciuto col tempo mediante il passaparola degli
stessi atleti che hanno trovato nella società la possibilità di esprimersi a livello
agonistico. La squadra è inserita nel girone Coppa U13
di Federazione ed è riuscita
ad impensierire i propositi
vinciale per il primo-secondo
posto del Torneo Misto. Una
finale, quest’ultima, che si
preannuncia già tiratissima considerando prima di tutto il livello già molto elevato espresso
dagli atleti in campo (battute al
salto e primi tempi anticipati sono
la regola) e poi perché il campionato misto di quest’anno ha preso il via con ben 18 formazioni.
Le due che arriveranno a contendersi la finale saranno certamente frutto di una selezione
molto dura. L’ingresso alla palestra sarà libero in entrambe le manifestazioni. Tutti i dettagli saranno sempre disponibili sul sito ufficiale del VolleyAsiagoAltopiano
(www.volley-asiago.it) dove
sono, inoltre, sempre aggiornati
in tempo reale anche tutti i risultati delle squadre delVolleyAsiago.
della sfidante ACS Volley
Povolaro. Alla fine il risultato è andato a favore degli
ospiti che hanno vinto il
match 0 a 3, parziali di 1825, 10-25 e 21-25, ma ha lasciato tutti soddisfatti a partire dall’allenatrice Martina
Valente fino ad arrivare al
direttivo dell’associazione.
P.G.S. Pallavolo Cesuna che
debutta anche nel torneo Città di Vicenza con le formazioni Open femminile e U14.
Scendono in campo per prime le Open, un gruppo nato
dalla fusione di U18 e U16,
impegnate venerdì 12 nella
trasferta di Thiene contro la
Fulgor e martedì 16 marzo
nella gara interna contro
l’Olimpia Zanè. La Calce
Barattoni Volley rimedia due
sconfitte nelle rispettive sfide: 3 a 0 per la Fulgor, parziali di 25-15, 25-18 e 2518, e 0 a 3 per lo Zanè, parziali di 20-25, 23-25 e 1325, ma, scontato un necessario periodo di amalgama
fra le due squadre, già si
vedono i primi progressi rispetto al passato campionato che fanno ben sperare per i prossimi impegni.
Sabato 13 marzo a Roana
è toccato al Bar Sport U14
sfidare
le
coetanee
dell’Auxilium Schio: anche qui
il Cesuna ha colto una sconfitta e 0 a 3 per lo Schio, parziali di 17-25, 16-25 e 24-26,
ma il morale resta comunque
alto avendo disputato un’ottima partita contro un avversario di livello.
8
Sabato 20 marzo 2010
La stagione venatoria 2009/
2010
si
è
chiusa
definitivamente domenica 29
novembre per quanto riguarda
la fauna stanziale, vale a dire per
la lepre con l’uso di cani da
seguita e starne, fagiani, ecc.
con l’uso del cane da ferma.
Rimane ancora aperta per la
caccia
migratoria
da
appostamento fisso, ma limitatamente ad alcune specie di
migratori.
Questo ultimo tipo di caccia
quest’anno ha registrato, per
quanto riguarda le cosiddette
cacce in deroga, una vera e
propria telenovela, per cui i cacciatori si sono sentiti traditi e
presi in giro.
Infatti le cacce in deroga di alcune specie in contrasto con le
Direttive Europee, approvate
dalla Giunta regionale, sono state poi sospese dal Tar del
Veneto, riapprovate una seconda volta dalla Giunta regionale,
di nuovo sospese, riapprovate
per la terza volta e
definitivamente sospese con
una sentenza del Tar.
Questo ping pong ha fatto letteralmente andare in bestia i
cacciatori alla migratoria, poiché non sapevano più come
comportarsi e tra l’altro non
erano informati su questi repentini cambiamenti, con il rischio
di esporsi a contravvenzioni da
parte degli agenti di vigilanza.
Come ho già scritto nell’articolo pubblicato il 16 novembre
2009, i cacciatori non si sono
resi ancora conto che sono diventati gli zimbelli dei politici, i
quali per quanto attiene alle
cacce in deroga hanno fatto il
gioco dei quattro cantoni, rivendicando ora l’uno ora l’altro di avere chiesto le cacce in
deroga per primi, salvo poi scaricare le responsabilità del reciproco fallimento.
Per quanto mi riguarda, essendo interessato alla caccia con
cani da seguita alla lepre, posso assieme ai miei figli ritenermi soddisfatto per la stagione,
non tanto per il carniere che è
stato assai modesto, ma quanto per il lavoro metodico e intelligente dei nostri segugi, che
hanno dato prova di grande abilità e di iniziativa.
Posso considerarmi soddisfatto in quanto, diversamente dagli anni scorsi, sono riuscito a
prendere una lepre assai furba
e inseguita per parecchio tempo.
Quindi la mia stagione venatoria
l’Altopiano
26
ULTIMA GIORNATA DI CACCIA
si è sostanzialmente chiusa con
un’unica fucilata, poiché gli altri tipi di caccia non mi interessano, pur rispettandone le varie forme.
La giornata migliore è stata
senz’altro quella del 22 novembre, che abbiamo denominato
memorial day, per ricordare un
amico cacciatore, che purtroppo è scomparso tragicamente
e al quale ho dedicato un ricordo pubblicato sul G. di Vicenza
il 20 novembre scorso.
Ora per il nostro Comprensorio
Alpino n°4, che comprende le
Riserve di Asiago, Roana e
Rotzo, è tempo di bilanci, nel
senso di raccogliere i dati dei
prelievi e iniziare sin da subito i
nuovi censimenti per la prossima stagione, che riprenderanno poi all’inizio della primavera, in particolar modo per quanto riguarda gli ungulati (caprioli, camosci, cervi).
Da quanto mi è dato di sapere,
si è registrato un notevole incremento dei camosci e dei
cervi e una buona tenuta della
popolazione di caprioli.
I prelievi sia per quanto riguarda la lepre, sia per quanto riguarda gli ungulati, sono stati
rigorosamente rispettati sulla
base dei censimenti effettuati lo
scorso anno, poiché vale sempre il criterio di prelevare “gli
interessi, senza intaccare il capitale”.
Bisogna dar atto al
Comprensorio di saper gestire
con intelligenza e prospettiva il
patrimonio faunistico che insiste su questo vasto territorio di
quasi 15 mila ettari, allo scopo
di assicurare anche per il futuro la conservazione del patrimonio faunistico e soprattutto
nel rispetto dell’ambiente che
ospita le popolazioni.
Infatti ogni anni vengono effet-
Dalle ore 8.45di sabato 20 alle ore 8.45 di sabato 27 marzo
ASIAGO: Farmacia Rossi del dr. Adelchi Zuccato
- Viale Matteotti
Dalle ore 8.45di sabato 27 marzo
alle ore 8.45 di sabato 3 aprile
CANOVE: Farmacia del dr. Leonardo Bosio – Via Roma, 33/a
CONCO: Farmacia della dr.ssa Monica Federici – Piazza S. Marco, 23
tuati dai cacciatori degli interventi di ripristino e miglioramento dell’habitat, conditio sine
qua non per la fauna selvatica
che vi alberga e si riproduce.
Già nel corso di quest’anno una
squadra di cacciatori volontari
ha disboscato in alta quota delle macchie di pino mugo, che
ha colonizzato interamente il
territorio in alta quota, trasformandolo in una vera e propria
giungla.
Ma mi è stato riferito che questo tipo di intervento è come
una goccia nel mare, poiché
servirebbero degli stanziamenti
molto più consistenti e l’intervento di molte squadre di volontari per ripulire in particolar
modo i sentieri, le numerose
mulattiere, residui della grande
guerra, creare delle arene di
canto per i tetronidi, in modo
da rendere l’habitat idoneo per
la presenza di suffrutici, che
possono germogliare e maturare soltanto nelle aree libere dal
pino mugo.
A tale proposito sono stati fatti
alcuni convegni e il problema è
stato affrontato anche dal punto di vista scientifico, poiché
una eccessiva irradiazione della mugheta comprometterà sicuramente in particolar modo
l’esistenza della tipica fauna alpina, vale a dire del gallo
cedrone, del forcello, della pernice bianca e della lepre variabile.
In molti altri casi invece vengono sfalciati incolti e messi a
seminativo con erba medica,
orzo, trifoglio, ecc., colture che
sono molto appetite dalla fauna
selvatica, in particolar modo
dalla lepre e dalle coturnici.
Questi tipi di intervento vanno
ascritti al merito dei cacciatori
e al loro impegno per migliorare l’ambiente e per evitare il
degrado delle aree montane,
consapevoli che la “situazione storica in cui va collocato
il problema ambientale e il rapporto ambiente-fauna-attività
venatoria è fortemente modificato e in continua modificazione. La caccia è una variabile sociale e culturale e non
può essere più il pretestuoso
capro espiatorio dei problemi
ambientali. Occorre ribadire
con forza come la consapevolezza dell’utilità della conservazione del territorio e della fauna è da sempre un patrimonio essenziale del mondo
venatorio. In più oggi molti cacciatori hanno acquisito una concezione deontologicamente
corretta della responsabilità che
comporta l’esercizio della loro
attività. E infine le campagne
denigratorie contro i cacciatori
e la caccia, a volte sulla base di
notizie diffamatorie amplificate dai media, distorgono la realtà, sono poco civili e non rendono un servizio al Paese”.
(Editoriale de “Il Cacciatore Italiano” n°5 ottobre 2009).
Ritornando alla battuta alla lepre, credo che abbiamo lasciato sul terreno molti riproduttori, per cui possiamo sperare che
anche per il prossimo anno ci
sia una buona presenza di questa specie.
Infatti come vuole l’etica
venatoria, grazie anche alle nevicate precoci, non è stato più
possibile esercitare la caccia in
quota e quindi molte lepri sono
state risparmiate.
La Federcaccia, l’Associazione venatoria più numerosa
d’Italia e storicamente la più
accreditata e di cui mi onoro di
far parte, come lo è stato per
molti anni il compianto Mario
Rigoni Stern, persegue giustamente degli obiettivi di
acculturazione e di una nuova
etica venatoria per il nostro
mondo con pubblicazioni, giornali, stampa, in modo che anche il nostro paese si possa
avvicinare ad una caccia più
europea, sia pure nel rispetto
delle tradizioni e consuetudini
locali richiamate nella legge
157/’92, di cui molto si discute senza arrivare ad una sintesi
soddisfacente per il mondo
venatorio,
agricolo
e
ambientalista moderato.
Purtroppo ci sono ancora delle
Domenica 21 marzo
ASIAGO: Q8 –località Mosele
FOZA: TOTAL – Via Lazzaretti
Domenica 28 marzo
ENEGO: SHELL – Via Roma
componenti venatorie che vanno in controtendenza rispetto
ad una moderna concezione
dell’ars venandi e non hanno
ancora capito che per avere il
consenso della società civile,
condizione indispensabile per il
futuro della nostra passione,
bisogna imboccare la strada di
una nuova un’etica venatoria
basata sulla cultura e rispettosa degli equilibri ambientali.
Edoardo dr. Sartori
ARIETE
Siete più che sostenuti da molti pianeti, quasi coccolati dal destino, che vi fa molte offerte, tra le quali dovrete fare la scelta giusta,
perché il favore degli astri non vada sprecato. Nell’amore, se questo è il settore che volete privilegiare, non vi mancano le conferme,
e, se siete single, anche molte occasioni, tra le quali dovrete individuare voi la migliore.
TORO
Siete favoriti dal Sole, Venere e Nettuno, che splendono nel vostro
segno, rendendo l’atmosfera generale gaia e interessante. Nell’amore non avete che da chiedere. Se siete in coppia il partner è più che
disponibile. Se siete single, invece, non sono escluse novità da
prendere però per ciò che sono: una piacevole interruzione delle
solite abitudini.
GEMELLI
Siete in grado di prendere senza difficoltà il meglio di tutto, dall’amore, dove il partner non lesina le dimostrazioni di affetto, al
lavoro, dove siete stimolati e apprezzati. Godete di quello che il
destino vi offre e dimenticate ciò che non avete, e forse non è così
desiderabile. Per rendervene conto vi basterà un esame appena
più attento.
CANCRO
L’aspetto positivo di Marte non deve rendervi euforici, anche se la
tentazione di dimostrare che avete ragione è forte. Nell’amore evitate le tensioni, specie se causate dalla vostra gelosia o da quella
del partner. Nell’ambiente di lavoro potrete facilmente superare
una prova. Guardatevi dagli scatti d’ira, che rischiano di essere
drammatizzati che chi non vi conosce.
LEONE
Giove in ottimo aspetto con il vostro segno è un vero asso nella
manica, che dovrete saper giocare con tempismo e decisione. Se
siete in coppia potrete sostenere l’armonia del rapporto frenando
le critiche che spesso vi vengono alle labbra quasi senza che ve ne
accorgiate. Nelle amicizie e nelle relazioni di lavoro, sentitevi pure
sicuri e affrontate ogni confronto.
VERGINE
Saturno vi è amico, potete quindi prendere una iniziativa coraggiosa, capace di farvi sentire sicuri di voi stessi e del partner. Nell’amore, infatti, c’è il rischio di critiche reciproche un po’ eccessive:
dovrete tenerle a bada con il vostro abituale equilibrio e con la
vostra capacità di un drammatizzare mai i piccoli, inevitabili screzi
in un rapporto.
BILANCIA
Il vostro senso della realtà e la vostra precisione sono vincenti:
avrete la possibilità di fare una bella figura analizzando a fondo e
chiarendo una situazione che ha tratto in inganno chi non possiede le vostre doti. In amore, però, siate tolleranti con i difetti del
partner, se lui o lei fa lo stesso con voi. Nel caso contrario, potete
invece inalberarvi a giusto titolo.
SCORPIONE
Siete alle prese con Marte, che ora è in aspetto difficile con Sole,
Venere e Nettuno. L’atmosfera del vostro rapporto è in pericolo:
rischiate di essere severi con un partner un po’ sbarazzino, che
però non va troppo criticato. Invece una certa serenità è opportuna nelle spese, dove potreste mettere a repentaglio i vostri risparmi, che non devono essere sprecati.
SAGITTARIO
Siete finalmente in grado di andare a fondo di una situazione complessa, su cui finora avete avuto dei dubbi. Plutone e Mercurio in
aspetto stimolante vi forniscono argomenti ineccepibili, sui quali
basare un progetto che, se ben studiato, andrà a buon fine. Questo
può riguardare l’amore o il lavoro, ma non entrambi, scegliete il
campo che vi sta più a cuore.
CAPRICORNO
Con Urano e Giove in aspetto difficile, la prudenza è d’obbligo,
non soltanto nell’amore e nel sesso, se non volete sorprese, ma
anche e soprattutto nel lavoro e nelle spese (per non parlare della
guida, dove è opportuno evitare ogni trasgressione). Impegnativi
di più nello studio, nel lavoro e nelle buone vecchie amicizie, che
possono darvi davvero molto.
ACQUARIO
Quello che desiderate è più a portata di mano di quanto crediate,
specie nell’amore dove vi basta parlare per ottenere: il partner non
attende altro che un segno del vostro affetto, per darvi a sua volta
la conferma che volete. Nel lavoro e nelle finanze potrete fare un
deciso passo avanti, puntando su un progetto innovativo.
PESCI
Attenzione: Saturno opposto al vostro segno potrebbe farvi cambiare idea su una questione importante. Ogni sorpresa d’amore,
come economica, è possibile, da un incontro inatteso a un ritorno
finanziario insperato. Siate disponibili alle nuove proposte, ma non
lasciatevi andare senza aver prima riflettuto bene, per non farvi
sedurre dalle apparenze.
8
Sabato 20 marzo 2010
Almanacco per 15 giorni
l’Altopiano
Da sabato 20 marzo a venerdì 2 aprile 2010 Il 20 marzo è il 79° giorno
del Calendario Gregoriano, mancano 286 giorni alla fine del 2010.
Sabato 20 marzo S. Alessandra
Domenica 21 S. Benedetto
Lunedì 22 S. Lea
Martedì 23 S. Turibio di M., 1° quarto di Luna
Mercoledì 24 SS. Gabriele e Romolo
Giovedì 25 Annunciazione N.S.
Venerdì 26 S. Teodoro
Sabato 27 SS. Augusta e Ruperto
Domenica 28 S. Sisto, le Palme
Lunedì 29 S. Secondo
Martedì 30 SS. Amedeo e Cosimo, Luna piena
Mercoledì 31 S. Beniamino
Giovedì 1 aprile S. Ugo
Venerdì 2 S. Francesco di P.
Il 20 marzo il sole leva alle 6,13 e tramonta alle 18,21
Il 1° aprile il sole leva alle ore 5,53 e tramonta alle 18,34
Un santo per volta: Santa Lea. La vita di questa santa ci è nota
solo attraverso gli scritti di san Girolamo, che ne parla in una
lettera alla gentildonna Marcella, animatrice di una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino.
Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età,
pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio
Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console.
Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà.
Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita.
Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito
di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità
nascosta e silenziosa. Quando Girolamo ne parla, nel 384, Lea è
già morta. Etimologia: Lea = leonessa, dal latino.
Pesce d’aprile: La ricorrenza del Pesce d’aprile cade il 1º aprile
in diversi paesi. In quel giorno vengono fatti scherzi anche piuttosto sofisticati con lo scopo di mettere le persone in imbarazzo.
Alcuni scherzi particolarmente riusciti sono: 1) la TV pubblica
inglese BBC fece un reportage su un test riguardante una nuova
tecnologia che permette di trasmettere odori tramite le onde dell’aria. Diversi spettatori presero contatto con l’emittente per poter partecipare ai test. 2) ancora la BBC fece nel 1957 un reportage
riguardante la raccolta degli spaghetti in Svizzera. Ci furono spettatori che volevano comprarne. 3) Google diffuse la notizia su un
nuovo tipo di collegamento a Internet gratuito che consisteva
nell’acquistare (senza peraltro inserire alcun link a una eventuale
pagina d’acquisto) un kit comprensivo di un modem e di un cavo
che andava inserito nel WC di casa. In questo modo il modem
avrebbe ricevuto le onde necessarie al funzionamento di Internet.
Aprile in cucina: asparagi alla pancetta, ingredienti: 100 g di
pancetta magra, 400 g di asparagi, 200 ml di brodo vegetale, 1
cucchiaio d’olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, pepe,
sale. Preparazione: togliere dalla pancetta il grasso in eccesso.
Lavare accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente, rimuovere la parte bianca del gambo, raschiarli con un coltello non
troppo affilato facendo molta attenzione a non toccare le punte,
fragili e delicate. Tagliare i primi 2-3 cm di punta ed affettare il
gambo a tondini di mezzo centimetro di spessore. Scaldare il brodo. Mettere in una padella l’olio, l’aglio e farlo ben dorare su
fiamma vivace. Unire la pancetta e farla ben rosolare. Togliere
l’aglio, unire gli asparagi, una grattugiata di pepe e far cuocere
per qualche minuto a fiamma vivace. Unire un mestolo di brodo
vegetale, coprire e cuocere a fiamma media per 10 minuti circa.
Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo unire altro brodo
vegetale. A fine cottura regolare di sale e servire.
Auguri alla zia Cristina Longhini dei Pennar per i
suoi favolosi 90 anni (data compleanno 19 marzo).
Un grosso bacio dalla sorella Ninetta, nipoti
Nicolina, Raffaella con Gianni
(nella foto Cristina, a destra, insieme alla sorella Ninetta)
27
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Frasi celebri sulla primavera: -Primavera non bussa, lei entra
sicura, | come il fumo lei penetra in ogni fessura; | ha le labbra di
carne, i capelli di grano. | Che paura, che voglia che ti prenda per
mano; | che paura, che voglia che ti porti lontano. (Fabrizio De
André). -La primavera non è primavera se non arriva troppo
presto. (Gilbert Keith Chesterton). -Arte senza cuore. Primavera senza sole. (Libero Bovio)
Complimenti alle organizzatrici della Festa della Donna di Treschè Conca.
Ecco le “scolare” che hanno riscosso grande successo: più di 100 donne
provenienti da diversi paesi dell’Altopiano si sono ritrovate all’albergo
Col del Sole e si sono divertite con le recite delle amiche concate
8
Sabato 20 marzo 2010
l’Altopiano
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