QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI La voce degli 8 Comuni l’Altopiano www.giornalealtopiano.it ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO “IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO” N. 316 - ANNO XII - EURO 1,50 Asiago Edilizia Lusiana L’assessore Rigoni illustra il programma delle opere pubbliche Stop alle lottizzazioni, Barbierato si rivolge al Prefetto Approvato il bilancio senza aumento delle imposte Pagina 6 Mobilità dolce SABATO 20 MARZO 2010 Alle urne il 28 e 29 marzo Pagina 16 Pagine 2 - 3 Altopiano Sporting Resort sci e divertimento sulla neve Presentato aa Gallio Gallio ilil progetto progetto di di massima massima Presentato del nuovo comprensorio sciistico Chiara Stefani: “Dopo il recupero dei sentieri serve la manutenzione” I SAPORI DELLA TRADIZIONE Che conoscano la montagna e che la amino, che sappiano valorizzarla dedicandole l’attenzione che si merita. Che si adoperino finalmente perché le leggi che la tutelano vengano applicate. In quanto abitanti dell’Altopiano, è questo che dobbiamo chiedere esprimendo il nostro voto per il rinnovo del consiglio regionale. Al di là dei partiti e delle ideologie politiche, al centro delle nostre scelte và messo prioritariamente questo obiettivo: il nostro territorio con la gente che lo abita, che lo vive tutto l’anno, che ne affronta l’asperità, che lo salvaguarda, che non vuole lasciarlo. Stefania Longhini Elezioni regionali Pagina 12 Rotzo Pagina 7 Comunità Montana Pagina 4 Pagina 13 Roana INLINE Christian Rela nuovo ct della Nazionale Pagina 4 Lucio Spagnolo nuovo presidente con voto unanime Il Comune con “Avviso pubblico” contro l’illegalità L’appello dei gruppi referendari ai candidati Pagina 21 Gemellaggio tra gruppi alpini a Vancouver Pagina 11 pagina 17 8 Sabato 20 marzo 2010 ATTUALITA’ Un esposto in Prefettura e una lettera aperta inviata a tutte le testate giornalistiche: così l’imprenditore Valentino Barbierato, legale rappresentante della Società Alpina Immobiliare SICO S.p.a., ha scelto di reagire pubblicamente ai provvedimenti di blocco delle lottizzazioni adottati dalla giunta comunale di Asiago. “Un’azione di interdizione e di violazione della certezza del diritto – dice Barbierato rivolgendosi al Prefetto – con una ingiustificata determinazione di ingenti danni per la mia società”. L’imprenditore poi tiene a sottolineare come l’immobilismo dell’attuale giunta stia mettendo in gravi difficoltà l’attività delle imprese immobiliari dell’Altopiano. “Al fine di trovare una soluzione alla difficile situazione che si è andata creando – chiede Barbierato al Prefetto – domando un incontro anche per meglio focalizzare le azioni da mettere in campo al fine di chiudere la stagione gravemente penalizzante che si sta vivendo ad Asiago”. l’Altopiano 2 Blocco delle lottizzazioni ad Asiago Barbierato chiama in causa il Prefetto L’imprenditore denuncia gli ingenti danni provocati dalle scelte della giunta Gios. “Sono costretto a chiudere l’impresa e a licenziare i miei dipendenti” “Le azioni amministrative – sottolinea il legale rappresentate dell’Alpina Immobiliare – non trovano giustificazione nemmeno sul terreno delle capacità edificatorie, contenute per una realtà irbana e turistica come Asiago; si parla infatti di circa 157 mila mc di nuova residenza a fronte di benefici pubblici evidenti: circa 180 mila metri quadrati di aree verdi verrebbero cedute gratuitamente al comune, quasi tutte collocate in posizioni strategiche per la qualificazione ambientale della città”. Non risparmia critiche pesanti l’immobiliarista e denuncia pubblicamente di dover licenziare i propri dipendenti, una decina, e chiudere la sua impresa dopo 49 anni di attività, imputando la colpa di ciò al sindaco e alla sua giunta. “Il tutto – scrive Barbierato - dopo aver investito svariati milioni di euro nell’acquisto di terreni edificabili, in questo momento assolutamente inutilizzabili, vista l’impossi- bilità di proseguire nella propria attività immobiliare. Incomprensibile il diniego del Comune che ha impedito ai piani di lottizzazione di essere sottoposti all’esame del Consiglio Comunale, adducendo motivazioni non pertinenti e spesso contraddittorie”. “Mi chiedo – prosegue l’imprenditore - se la pubblica amministrazione abbia piena coscienza delle conseguenze economiche e occupazionali che le proprie scelte stanno portando nel nostro territorio, quante decine di posti di lavoro debbano essere a rischio, prima che si affronti con serietà e consapevolezza questo problema, e se la mia amarezza nel dover licenziare i dipendenti, dopo tanti anni di onesto e qualificato lavoro, sia condivisa, capita, e valutata. Con questo stato d’animo, mi riesce oggi difficile pensare di poter continuare il mio lavoro di imprenditore in un territorio che dà scarse garanzie future e che non riesce a tutelare diritti acquisiti seguendo regole e condizioni comuni a tutti gli operatori del settore. Essere costretto a sospendere la mia attività imprenditoriale e dover concentrare le mie energie per difendere, con numerosi ricorsi al T.A.R. piuttosto che al Consiglio di Stato, proprietà edificatorie indispensabili al futuro della mia azienda, mi sembra cosa davvero amara e poco consona alla mia professionalità. Mi chiedo se scelte politiche così radicali, di cambiamento totale di indiriz- zo economico, non dovessero essere portate avanti dall’Amministrazione in modo più condiviso, graduale, tenendo conto delle problematiche occupazionali e dando modo di convertite l’economia locale in altra direzione”. “Credo – conclude Barbierato - che un atteggiamento di maggior dialogo tra le parti, di confronto tra esigenze politiche e realtà economiche ed imprenditoriali, avrebbe trovato soluzioni condivise, utili allo sviluppo del territorio; le scelte imposte in modo radicale e perentorio sembrano invece aver portato divisioni e contrapposizioni che nuociono al paese e alla sua economia. Auspico che questo clima di totale contrapposizione possa essere stemperato da azioni di buon senso, tese a ricostruire un dialogo che possa comporre gli intenti politici e gli interessi occupazionali ed economici, rispettando i diritti di ciascuno”. Stefania Longhini 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 3 Pubblico e privato insieme potrebbero far veramente del bene per il territorio Andrea Gios: “Agli imprenditori chiedo lungimiranza e collaborazione” “Se ci fosse stata e se nel futuro ci sarà la capacità degli imprenditori locali di diversificare gli investimenti destinando risorse ad attività turi- stiche vere e proprie la qualità della nostra offerta turistica sarebbe stata e, certamente sarà, migliore e di qualità più elevata. Agli operato- ri del settore immobiliare chiedo lo sforzo di valutare attentamente le prospettive future della nostra terra cercando di guardare al di là dei prossimi tre o quattro anni. Chiedo loro di aprirsi e di investire le risorse intellettuali ed economiche che posseggono in progetti di grande “La crociata delle immobiliari” L’intervento del capogruppo di maggioranza in consiglio ad Asiago Maurizio Rossetto Premetto che la posizione riguardo lo stralcio delle lottizzazioni, in particolare le c.d. Colonie e Lumera, è espressione di tutta la maggioranza del Comune di Asiago e non solo di alcuni componenti la stessa o del Sindaco Gios. L’attuale maggioranza ha dalla sua ben 2/3 dei voti, ottenuti nel 2004 e riconfermati nell’ultima tornata elettorale, anche e proprio perché ha saputo dire no, con determinazione, al “modello” proposto dalle immobiliari che si traduce, essenzialmente, nella distruzione di territorio verde, a fronte di ingenti ritorni economici soltanto di alcuni soggetti, e che, quindi, non trova nessuna valida giustificazione. La popolazione in generale è stanca delle pressioni, a tutti i livelli, degli immobiliaristi e delle continue violenze sul territorio per esclusivo tornaconto personale. La cittadinanza ha altri e ben più importanti problemi a cui attendere, direi finanche di sussistenza, soprattutto di questi tempi. A fronte di ciò, trovo disdicevole la linea assunta dagli immobiliaristi, i quali propongono sistematicamente ri- corso contro ogni bocciatura delle loro lottizzazioni: non tengono conto che, nella sostanza, si contrappongono non solo al Comune – istituzione, ma – ciò che più conta – si contrappongono al volere della pressoché totalità della cittadinanza (anche parte di chi ha votato l’attuale opposizione), con sottrazione di risorse, economiche e non, che si ripercuote giornalmente sull’intera collettività, avvelenando gli animi. In questo contesto, accusare il Comune di Asiago di alimentare disgregazione è nulla più che una provocazione che non raccogliamo. La storia insegna che i pochi immobiliaristi che hanno avuto maestranze alle loro dipendenze le hanno lasciate a casa proprio in tempi di grande benessere per le loro casse e di massima libertà di azione. Il loro lamento giunge ora quanto meno inopportuno. Vorremmo sapere quali e quanti sono, a livello locale, i professionisti coinvolti nelle loro opere, quali e quante le aziende artigiane che hanno beneficiato (in piccola parte) dei loro guadagni. La risposta è: sempre gli stessi e, soprattutto, decisamente pochi. Intanto, la gran parte della forza lavoro altopianese, che si misura in migliaia di persone, quotidianamente è costretta a trasferirsi in pianura, anche per soli mille euro al mese. Del resto, l’accentrare l’economia attorno all’edilizia “mega condominiale” ha contribuito, in buona parte, oltre alla inflazione generalizzata del nostro territorio, alla progressiva morte dell’imprenditoria artigianale. E’ chiaro a tutti, ormai, che tale “modello” ha comportato grave stagnazione economica in quasi tutti gli altri settori. Perché gli immobiliaristi non hanno mai proposto alternative edificatorie alle lottizzazioni condominiali? Si può costruire un’infinità di strutture con i mattoni… La perdita economica conseguente alla destinazione edificatoria non più attuale di un terreno rientra, né più né meno, nel rischio d’impresa. Oppure siamo al punto che gli immobiliaristi possono pretendere di essere esonerati dal rischio d’impresa? Come emerso in un recente convegno sul cosiddetto ius aedificandi, tenutosi il 23 ottobre 2009 a Bassano, a cui il sottoscritto ha presenziato, con l’intervento di illustri professionisti legali e paesaggisti, a proposito delle famose “Torri Portoghesi”, bocciate dall’attuale amministrazione del Sindaco Cimatti, vi è ampia giurisprudenza (ossia le pronunce dei giudici) che smitizza quello che sembra più un alibi che una verità, ovvero che i diritti edificatori previsti nelle vecchie pianificazioni urbanistiche sono intoccabili e non possono essere mutati. La capacità edificatoria di un terreno non è un diritto assoluto, bensì una facoltà subordinata e funzionale alle esigenze di una ordinata e armoniosa pianificazione territoriale, la quale è sempre in divenire, costantemente aggiornabile e tendenzialmente soggetta a restrizioni. La misura è colma. Ora si volta pagina per davvero. Maurizio Rossetto respiro che diano prospettive durature alla Città. Chiedo di voltarsi indietro e guardare alla nostra storia migliore, a quegli anni in cui la nostra terra, guidata da imprenditori saggi e lungimiranti, ha saputo innovarsi ed ha investito in infrastrutture importanti che hanno fatto crescere tutto l’Altopiano. Chiedo loro di integrarsi con i nuovi modelli di sviluppo allargati ad una maggiore platea di soggetti. Uno sviluppo fondato su investimenti che privilegiano le capacità intellettuali, che coinvolgano le persone ed il sapere umano, sviluppo rispettoso della nostra storia e della nostra cultura, che sia al tempo stesso compatibile con il territorio e con le peculiarità ambientali dell’Altopiano”. Sono queste le parole con le quali il Sindaco Andrea Gios risponde agli imprenditori che lamentano danni provocati dalla politica di contenimento dell’espansione urbanistica di Asiago. “Perché – chiede il sindaco - non ci fermiamo per fare una riflessione profonda e non ci chiediamo se il pres- soché totale disimpegno da ogni iniziativa imprenditoriale che non sia legata alla realizzazione di appartamenti abbia giovato al territorio e sia sostenibile anche nel futuro. Mi piacerebbe che anche gli imprenditori del settore immobiliare si chiedessero che cosa sarebbe Asiago se si fosse costruito di meno e avessimo mantenuto qualche albergo di pregio in più. Di che cosa sarebbe la nostra Città se avessero investito negli impianti di risalita o nelle strutture per lo sci nordico o della mountain bike o altre strutture utili alla nostra economia turistica”. Gerardo Rigoni Sapor d'acqua natìa Belle e dannate. Costrette e avvinghiate alla dura legge della bellezza per non correre il rischio di essere nessuno nel palcoscenico della vita. Quello che un tempo era lo sfizio della mamma, della zia e della sorella più grande ora diventerà il punto d’approdo di adolescenti sempre più infiacchite nell’anima che alla bellezza artificiale chiederanno un aiuto per sentirsi vincenti. “ Le piccole divine” (beauty-farm per quattordicenni aperto qualche settimana fa a Padova) già nel nome nasconde l’aspettativa: ma è solamente il risvolto tecnico e pratico di quel dramma - il più delle volte impercettibile (e qui gli autori mostrano la loro intelligenza beffarda) pubblicizzato negli spazi televisivi: che l’esistenza è uno show . Condotto da gente che distingue il mon- “ Fans Club Brutti Anatroccoli” do in belli e brutti, vincenti e sconfitti. Nei salotti si portano bellimbusti e fattucchiere, maghi, indovini e cartomanti, sportivi, gieffini e preti. Si cercano le lacrime delle vedove dei poliziotti uccisi, le rabbie di vescovi scomunicati e i lineamenti di persone rifatte. Si mette in piedi un’agenzia di potere alla quale attingere ispirazione e protezione per diventare qualcuno. E tanti giovani che non tengono mezzi, potere e spirito critico per vagliare dove stia il meglio per il loro futuro, cadono nella trappola: quella del “video ergo sum” (“appaio, quindi sono”). Non per nulla uno dei programmi maggiormente seguiti negli anni scorsi s’intitolava “Generazione di fenomeni”: una generazione intera, per l’appunto, di fenomeni da loro creati a loro uso e consumo. In questo senso, aprendo la scatola nera, potremmo trovare un aiuto per dare ragione della povertà immaginativa - e dell’apparente genialità delle beauty-farm per quattordicenni - che i giovani tengono circa il loro futuro: perchè lentamen- te nella loro immaginazione si è realizzato il tentativo di far rientrare le loro giovinezze in piccole scatole già preconfezionate e pronte per l’uso ad un prezzo abbordabile. In modo da poter controllare meglio i loro desideri, pilotare le loro emozioni e fare in modo che chiedano quello che solo noi possiamo dare. Il sogno infante d’essere modelli, modelle, attori e attrici, di dimagrire-ritoccarsi-proteggersi, d’apparire per essere qualcuno e valere è un indice credibile della terapia mediatica di questi signori. A quattordici anni s’è belli e belle perché imperfetti, forse un po’ bruttini, ma custodi di una giovinezza che chiede tempo per esplodere nella sua magni- ficenza: qualche foruncolo di passaggio a ricordare l’età, qualche kg di sovrappeso puntualmente registrato, quel paio di jeans che fatica a custodire il corpo, una certa disarmonia nei lineamenti, nei passaggi, nelle movenze. Abita qui la bellezza dell’essere giovani, nell’imperfezione di un corpo che lentamente trova la sua armonia al ritmo degli anni che passano. Forse un po’ di sana allegria e di matura ironia saprebbe far traghettare certe adolescenze troppo fragili nelle acque di una società che all’ordine del cuore preferisce la potenza della mente e il culto della personalità. Ma se l’uomo non fosse solo bocca e stomaco - cioè un essere che divora e consuma - allora s’accorgerebbe del tentativo di anestetizzazione in atto nei confronti dei giovani e coltiverebbe nel cuore una domanda: che cosa sarebbe la vita se ci avessero lasciato fare? Senza rinchiuderci come pulci in scatole già preconfezionate? Tra una mamma che a tavola pubblicizzi ancora la proverbiale cicogna con la relativa foglia di cavolo e una mamma che come premio di un compito ben riuscito alle medie metta in palio massaggi al cioccolato e manicure alla figlia adolescente s’invoca l’autorevolezza di chi, forte di una bellezza interiore, continui a raccontare che la miglior maturità è quella di chi vive la sua età senza accelerare i passi. Per non bruciare energie, lineamenti e passioni troppo presto nella vita e poi rimpiangere una bellezza senza più potere d’attrazione. Don Marco Pozza 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 4 Nuovo presidente della Comunità Montana Unanime il voto per Lucio Spagnolo “Un ottimo biglietto da visita da esibire in Regione per proporre, senza distinzioni tra gruppi di maggioranza o di opposizione, un territorio unito intorno a questo ente” Come preannunciato sull’ultimo numero del nostro giornale, Lucio Spagnolo è il nuovo presidente della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, votato unanimemente da tutto il consiglio. “L’unanimità che si è ottenuta nella votazione, fatto mai avvenuto in precedenza – commenta soddisfatto, e forse anche un po’ sorpreso, Spagnolo va interpretata, a parer mio, come atto di responsabilità politica dell’intero altopiano e come ottimo biglietto da visita da esibire in Regione per proporre, sen- za distinzioni tra gruppi di maggioranza o di opposizione, un territorio unito intorno alla sua Comunità Montana. Un ente che, sappiamo, in questo momento si trova sì senza legge, né soldi, visto che lo Stato ha demandato tutto alle Regioni e che in Veneto tutto è fermo in attesa dell’elezione del nuovo consiglio programmata per fine marzo, ma che per l’altopiano può avere, come organismo intercomunale, un ruolo importante e strategico. Sarà quanto mai opportuno far sentire al più presto la nostra voce a Venezia”. Con l’insediamento del nuovo consiglio si è provveduto subito anche alla nomina della nuova giunta. Oltre al presidente Lucio Spagnolo (Rotzo), ne fanno parte: Roberta Marcolongo (Foza) Ulss 3. Rilascio dei certificati per elettori non deambulanti e/o con handicap Il 28 e il 29 marzo 2010, come si sa, la nostra cittadinanza avrà un appuntamento elettorale. Informiamo tutti che, in caso di necessità , il certificato medico per gli elettori non deambulanti e/o per gli elettori portatori di handicap potrà essere ottenuto dagli aventi diritto nei giorni precedenti la consultazione elettorale con le seguenti modalità: per i comuni del Distretto n. 2 (altopiano di Asiago) nei consueti orari di ufficio sanitario presso le sedi distrettuali di Asiago, Enego, Conco e Lusiana . Nella giornata di domenica 28 marzo 2010 sarà disponibile un servizio specifico di reperibilità certificativa dalle ore 10 alle ore 12 per eventuali certificazioni “ in urgenza”. A questo servizio si potrà accedere, sia per il distretto della pianura che per quello dell’altopiano, tramite il centralino telefonico dell’ospedale “San Bassiano” di Bassano del Grappa (0424888111). L’operatore provvederà a mettere in contatto il richiedente con il medico reperibile. Al rilascio delle certificazioni per gli ospiti delle case di riposo / residenze protette sta già provvedendo il personale medico del Dipartimento di Prevenzione. Solo i medici della struttura sanitaria pubblica (nominati in uno speciale elenco inviato alle Autorità competenti) sono autorizzati a rilasciare questo tipo di certificazioni. A tutti raccomandiamo di promuovere in favore degli elettori disabili l’annotazione sulla tessera elettorale della condizione di elettore non deambulante e/o elettore portatore di handicap: l’annotazione ha validità per tutta la durata della tessera elettorale, per cui poi non è più necessario per il singolo elettore richiedere una nuova certificazione ad ogni consultazione elettorale. CINEMA LUX ASIAGO Mercoledì 7 aprile ore 20.30 Giovedì 8 aprile ore 20.45 Venerdì 9 aprile ore 20.45 INGRESSO GRATUITO ai tesserati cineforum vicepresidente; gli assessori: Manuele Caregnato (Enego); Giorgio Dalla Bona (Gallio),Roberto Rigoni (Conco); Matteo Pozza (Lusiana); Andrea Benetti (Asiago); Dario Frigo (Roana). “Per quanto riguarda gli assessorati, o meglio le aree di intervento della Comunità Montana, che sono circa una trentina – dice Spagnolo - prima dell’assegnazione delle dele- ghe, abbiamo reputato necessario prenderci qualche settimana di tempo per avere idea di quali siano anche le predisposizioni, le esperienze amministrative o professionali precedenti dei componenti la giunta”. “Intendiamo lavorare –sottolinea ancora Spagnolo in un’ottica di “continuità” rispetto a coloro che ci hanno preceduto e che hanno saputo ben operare nell’esercizio delle tradizionali funzioni di sal- vaguardia del territorio delegate all’Ente dalla Regione, e nei molteplici progetti affidati nel tempo alla Comunità Montana: dalla metanizzazione dell’altopiano per una più moderna gestione dei bisogni energetici, al recupero delle opere della grande guerra, alla gestione di innumerevoli contributi assegnati, al coordinamento dei progetti per lo sviluppo della nostra terra. Mi sia permesso di ringraziare i Pre- sidenti che mi hanno preceduto, fino all’ultimo in ordine cronologico, il Presidente e amico Dr. Giancarlo Bortoli al quale va la mia più sincera gratitudine per l’efficienza, la competenza ma soprattutto per la “generosa passione” che ha voluto dedicare a questa nostra terra, per l’amore, che tutti gli riconosciamo, che lo lega al nostro altopiano, a tutti i paesi dell’altopiano”. Stefania Longhini Cosa i Comitati referendari chiedono al prossimo Consiglio Regionale Nonostante l’iter legislativo del referendum sia fermo prosegue l’azione a favore del territorio Tutto fermo. La richiesta popolare avviata attraverso il referendum del maggio 2007 per l’aggregazione dell’Altopiano di Asiago al Trentino rimane in Commissione Affari Costituzionali perché la Regione Veneto, da oltre un anno, non esprime un parere sul distacco dell’Altopiano dal Veneto. Un parere non vincolante per i legislatori parlamentari, ma necessario perché l’iter burocratico della proposta di legge di iniziativa popolare possa proseguire con la presentazione alle Camera del disegno di legge stilato dal Ministero degli Interni per la sua discussione. Sono in attesa di essere calendarizzati da oltre un anno anche i due disegni di legge di iniziativa parlamentare per il distacco dal Veneto dell’Altopiano di Asiago e la sua aggregazione alla Provincia autonoma di Trento. Il primo è stato presentato al Senato dal trentino Sergio Divina con cofirmatario il vicentino Paolo Franco, entrambi della Lega Nord. Tutti della Lega anche i proponenti del disegno di legge presentato alla Camera dal vicentino Stefano Stefani, assieme al piemontese Allasia, i lombardi Grimoldi e Stucchi, Fedriga del Friuli Venezia Giulia e della padovana Paola Goisis. E ciò nonostante sulla questione il candidato leghista Luca Zaia glissa, evita risposte chiare ai Comitati, come del resto il suo diretto avversario Giuseppe Bortolussi. Di fronte a una situazione di difficile risoluzione, a meno che tutti cominciassero a rispettare la Costituzione, i Comitati hanno formulato una serie di richieste a favore della montagna da presentare ai prossimi rappresentanti regionali. Proposte che vanno dall’inserire i Comuni di montagna tra le zone franche al concedere delle peculiarità nel nuovo Statuto regionale per le minoranze linguistiche e per la montagna, dal mettere in atto quanto previsto dalla legge 97 per la montagna all’applicare finalmente quanto previsto per la montagna nell’articolo 44 della Costituzione. “Il referendum del maggio 2007 non è stato una protesta, è stato un atto formale con il quale la popolazione dell’Altopiano ha chiesto di cambiare Regione – dice Francesco Rodeghiero, coordinatore del Comitato referendario – Una richiesta convalidata dalle Istituzioni italiane e che rimane bloccata per un comportamento anticostituzionale dell’ente regione. Qui non si tratta di giustizia nei confronti dei Comitati, qui si tratta di eseguire quanto previsto dalla Costituzione e che nessun, sottolineo nessuno, fa rispettare. Non siamo fuori da ogni logica, siamo fuori dalla legalità e nessuno si scandalizza, a partire dalle amministrazioni locali”. I Comitati altopianesi proseguono comunque nell’azione dichiarata di individuare gli strumenti “perché chi vive in montagna possa continuare a rimanerci” oppure, come sottolinea Rodeghiero, “che vivere in montagna non sia una regalia o un privilegio, ma un diritto”. I Comitati hanno identificato in alcune leggi già esistenti delle misure per assicurare un futuro alla montagna. Una riguarda la modifica della normativa che istituisce le zone franche permettendo anche l’inserimento dei Comuni di montagna uniti in comprensori. Attualmente la normativa prevede che il Comune richiedente abbia almeno 25 mila abitanti, cosa impossibile per i paesi di montagna, limite che però potrebbe essere superato se si concepisse anche l’unione di Comuni in comprensori. L’istituzione di una zona franca nelle zone di montagna permetterebbe l’insediamento di nuove attività produttive nelle zone di montagna che godrebbero di un regime fiscale vantaggioso. In più i Comitati chiedono che il nuovo statuto regionale preveda un seggio nel consiglio regionale riservato alle minoranze linguistiche. Minoranze che dovrebbero avere anche il diritto di due ore settimanali nelle scuole d’obbligo dell’insegnamento della lingua minoritaria e un ora settimanale per l’insegnamento della storia locale. Infine i Comitati chiedono che le leggi che già esistono sulla montagna vedano finalmente una loro attuazione. “La legge 97/94, detta legge sulla montagna, è tra le migliori testi di legge presentati ma questa legge non è mai stata finanziata da alcun governo, è rimasta sulla carta senza mai entrare in vigore – conclude Rodeghiero – E’ questa la grande tristezza, gli strumenti ci sarebbero ma a nessuno interessa applicarli. Basta pensare all’articolo 44 della Costituzione, i costituenti hanno pensato alla montagna ma poi i legislatori se ne sono sempre disinteressati”. Gerardo Rigoni 8 Sabato 20 marzo 2010 ASIAGO Saranno 14 i progetti finanziati quest’anno attraverso l’intesa tra Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento, sottoscritta il 4 luglio 2007 a Recoaro Terme, con l’obiettivo di favorire la cooperazione tra i rispettivi territori di confine. L’ammontare totale dei finanziamenti sarà di quasi 15 milioni di euro, di cui 10 da parte di Trento e il restante da parte del Veneto. Lo ha deciso la Commissione per la Gestione dell’Intesa composta delle due delegazioni. Il piano per il 2010 è stato definito in base ad una graduatoria che ha ordinato i progetti, presentati entro lo scorso ottobre da enti pubblici e soggetti privati veneti e trentini di aree di confine, che hanno superato il vaglio istruttorio di un’apposita commissione, alla luce dei criteri e delle priorità già definite nel Programma Triennale degli interventi. Il tutto sulla base di tre macrosettori di intervento: opere e infrastrutture, servizi pubblici e sviluppo economico. 5 Grazie all’intesa Dellai –Galan si amplia l’offerta del Golf Club Due i progetti che interessano comuni dell’Altopiano di Asiago: la realizzazione della dorsale di collegamento tra altopiani cimbri di Folgaria, Lavarone, Luserna, Asiago e Gallio (secondo stralcio); l’ampliamento del Golf Club di Asiago mediante la realizzazione di una Golf Academy con campo pratica di 220 metri, piazzole coperte e destinate alla scuola golf, 4 nuove buche e strutture accessorie. Un intervento del costo complessivo di 946 mila euro (500 mila euro il contributo previsto, 446 mila euro verranno coperti dal Comune e dalla società Golf Club Asiago S.p.a.) “Nel campo del turismo sportivo il golf rappresenta uno degli sport con maggior capacità attrattiva - dice il sindaco di Asiago Andrea Gios – per noi, come per tante altre località montane, è un’opportunità per il completamento dell’offerta turistica estiva. In futuro si deve incentivare anche lo sviluppo di percorsi nei Comuni vicini sia del nostro altopiano sia dell’Altopiano trentino pro- Da Folgaria ad Asiago: in Comunità Montana un vertice con i Comuni confinanti e pedemontani Molto soddisfatto di quanto emerso nella riunione dello scorso 9 marzo a Folgaria, il Sindaco di Rotzo Matteo Dal Pozzo, cui era presente anche il Consigliere comunale di Asiago, Santo Rossi, che ha suggerito un’azione contestuale di comunicazione e promozione turistica, col diretto coinvolgimento per l’area trentina, di “Trentino SPA” e dell’omologo ente veneto/vicentino. “Guai a non esserci stati!”, ha asserito il primo cittadino di Rotzo. “Il tema trattato era d’importanza primaria: la costituzione del “Parco della Memoria”, progetto che riguarda oltre noi, i comuni di Luserna, Lavarone Folgaria, della valle e della fascia pedemontana di Laghi, Tonezza, Pedemonte, Lastebasse, Arsiero e la Comunità Montana Alto Astico”. Nell’occasione, è stato prospettato un allargamento ai comuni di Levico, Terragnolo, Vallarsa e Trambileno per via della rispettiva presenza dei forti Busa Verle e Cima Vezzena, dell’area del l’Altopiano Pasubio e di Forte Pozzacchio. Proposta, che richiederà un’attenta valutazione di tutte le problematiche che un’allargamento progettuale d’area, comporta. Tutti gli amministratori presenti, si son fatti perciò carico, entro il 15 aprile prossimo, di adottare nei rispettivi consigli comunali, una delibera di adesione al progetto. Il relatore e promotore, Dottor Ferrandi, Direttore del Museo Storico del Trentino, ha quindi lanciato l’idea di costituire un’Associazione nel ruolo di referente giuridico presso le istituzioni (in primis la Provincia di Trento e quella di Vicenza), quali entiinterfaccia accreditati presso le strutture delegate ad accedere ai finanziamenti europei. Il prossimo incontro a carattere politico-istituzionale, solo tra comuni, è fissato per la stessa data (15 aprile) in Municipio ad Arsiero. Quello del 24 prossimo, presso la nostra Comunità Montana, è invece un evento specificamente rivolto ai referenti storico-culturali delle aree interessate. Beppa Rigoni Scit prio per dare al turista golfista una vasta scelta di percorsi”. Anche il PAT asiaghese si sofferma sull’importanza del Golf Club nell’offerta turistica. Il documento di gestione territoriale prevede un ampliamento dell’attuale 18 buche a 27 proprio per soddisfare la domanda di servizi dei turistigolfisti. In più il PAT prevede una nuova struttura a 9 buche a basso impatto ambientale ed a basso costo nell’area del Ferragh, in adiacenza al Comune di Gallio”. Stefania Longhini Sosta gratuita per i disabili Sosta gratuita per i disabili nelle aree a pagamento in centro ad Asiago. E’ quanto è stato disposto dal Comando di Polizia locale della città ad inizio anno. Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n. 21271 del 5 ottobre 2009, l’auto con contrassegno per le persone invalide non sarebbe esonerata dalla corresponsione di quanto dovuto in zona di sosta a pagamento, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati ai disabili nei vari parcheggi dei centri cittadini. Facendo seguito alla protesta di alcuni cittadini e per interessamento particolare dell’assessore ai servizi sociali Diego Rigoni, ora, per quanto riguar- da Asiago, nell’ordinanza di istituzione delle strisce blu a pagamento, la categoria delle persone disabili è stata aggiunta a quelle che possono sostarvi gratuitamente. “Mi sembra un grande atto di civiltà dovuto – sottolinea l’assessore Rigoni – un segno di rispetto per quanti hanno reali problemi di deambulazione e sono ovviamente in possesso dell’apposito tesserino che va esposto sul parabrezza”. “In ogni caso – fanno sapere dal Comando di Polizia locale – ci preme sottolineare che, anche dopo l’uscita della sentenza del 5 ottobre, nessuna contravvenzione è stata elevata ad Asiago a persone disabili munite di regolare contrassegno che attesti lo stato di disabilità”. S.L. Attenti al fuoco Incontro dell’AssoArtigiani per installatori ed edili L’Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza, ha recentemente organizzato un incontro di approfondimento tecnico per installatori ed edili, che si è tenuto ad Asiago, presso la prestigiosa Sala della Reggenza della locale Comunità Montana dei Sette Comuni. Dopo il saluto del presidente mandamentale Roberto Stella, è intervenuto Angelo Rigoni, del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Asiago, che ha ricordato come ogni anno, siano circa trentacinque gli interventi necessari per spegnere gli incendi causati da una cattiva manutenzione o errata costruzione delle canne fumarie. La serata è proseguita con l’intervento dell’ingegner Denis De Marchi, che ha trattato i sistemi di evacua- zione dei prodotti della combustione, con particolare riferimento alle documentazioni obbligatorie da rilasciare ed ai calcoli per un corretto dimensionamento delle canne fumarie per evitare il rischio incendio. Successivamente, Dino Sahman , esperto del settore, ha spiegato come scegliere il tipo di canna fumaria in base allo specifico uso e le procedure per eseguire la manutenzione obbligatoria al fine di prevenire incidenti. La proiezione di varie fotografie scattate sui tetti di alcune case, ha chiaramente fatto comprendere, meglio di tante parole, come non devono essere costruite e tenute le canne fumarie. Alla serata hanno partecipato anche Mario Segato, vice Presidente della Cate- goria Installatori e Riparatori Impianti di Confartigianato Vicenza ed altri rappresentanti della Categoria Fumisti e Spazzacamini della Confartigianato Regionale. Meglio non correre rischi. Affidate i lavori di costruzione e manutenzione esclusivamente alle imprese qualificate del settore. Forse, meglio, nell’interesse proprio e degli altri, non ricorrere al classico “fai da te”. Ivan Rigoni 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 6 Lavori pubblici: quanto fatto e si farà ASIAGO Tracciare il bilancio dei lavori pubblici eseguiti o iniziati nell’anno appena concluso. Un dovere per l’assessore ai Lavori Pubblici di Asiago Gianpaolo Rigoni, per dare alla cittadinanza un quadro il più completo possibile di quanto fatto e anche per cogliere l’occasione per ringraziare i tecnici comunali per il lavoro svolto, non sempre in condizioni facili. Quali le opere più importanti completate? “Credo non ci siano dubbi nell’individuare nella nuova Casa di Riposo e nel Palaz- L’assessore Giampaolo Rigoni traccia il bilancio delle opere realizzate e illustra i progetti in programma per il prossimo futuro. L’architetto Michelazzo alla guida dell’Ufficio tecnico zo del Turismo “Millepini” le due opere più significative messe a disposizione della comunità nel 2009". Opere però ereditate dall’amministrazione precedente .. “Vero, però il portarle a termine non è stato semplice. Il Palazzo del Turismo “Millepini” era concepito quale centro congressi, noi lo abbiamo modificato profondamente realizzando un teatro, prevedendo un nuovo volume per il palco e la torre scenica, con ampliamento della struttura rispetto all’originaria; modifiche che però hanno più che raddoppiato i costi, da 1.2 milioni a 2.6 milioni finora realizzati e cofinanziati dalla Regione per 1.6 milioni. In più abbiamo subito il ritardo dovuto a difficoltà economiche della ditta che aveva vinto l’appalto. Problemi analoghi ci sono stati anche per la nuova Casa di Riposo. I tempi si sono inevitabilmente allungati, ma alla fine i lavori dei primi due stralci si sono conclusi, consentendo agli anziani di essere trasferiti nella nuova sede, lasciando quella ospitata al terzo piano dell’ospedale. È una realizzazione importante, nella quale il Comune ha investito finora 2.500.000 euro. Ora l’amministrazione comunale ha reperito nuove risorse per completare definitivamente la nuova casa di riposo, per la quale è in corso la redazione del progetto dei lavori del terzo piano”. Altri interventi degni di nota? “Partiamo dai lavori che riguardano le strade, i marciapiedi e le piazze per complessivi 1.5 milioni di euro. I lavori di rifacimento dei marciapiedi hanno interessato via Cesare Battisti, via Dalla Zuanna, via san Carlo, piazza II Risorgimento e piazza Carli, sono stati rifatti gli asfalti di via Ceresara, via Lobbia, via San Carlo, via Dalla Zuanna, via Brigata Sassari, via Cassordar, contrada Podestà e via Bosco. E’ stato completato il primo stralcio dei lavori della strada Sasso – Bivio Sasso e sono in corso di esecuzione i lavori del secondo stralcio. Per quanto riguarda le piazze, sono stati conclusi i lavori di riqualificazione della piazzetta degli Alpini e della frazione Sasso. Sempre nell’ambito della viabilità sono stati conclusi i lavori di rinnovo delle passerelle pedonali sul torrente Ghelpach in piazzale Martiri della Libertà e in via Bertacchi”. Sono state quindi impegnate cifre importanti … “Si e senza tralasciare i la- vori di ordinaria amministrazione quali la gestione e mantenimento degli edifici e i beni di proprietà comunale. Non poco conto anche se il Comune è ora sgravato dalle incombenze che riguardano l’acquedotto e la fognatura passate all’Ato Brenta per la programmazione degli investimenti e ad Etra per la realizzazione delle opere e le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Oltre alle scuole sono stati appaltati lavori sul Municipio, concluso la sostituzione del tetto dell’exCaserma Riva e dell’edificio residenziale “Ex- Filovia”. Sono invece ancora in corso i lavori di sistemazione dell’ala est della stazione dei carabinieri di Asiago.” Altro da ricordare? “Vorrei ricordare i lavori di estensione delle reti comunali del metano, che serviranno l’area artigianale “Coda”. Per quest’opera abbiamo realizzato una sinergia con Etra che sostituirà un tratto di acquedotto contestualmente ai lavori di metanizzazione: in questo modo si eviterà di intervenire due volte sulla strada. Poi ci sono i lavori di manutenzione delle strade, allo sgombero neve, allo spargimento di ghiaino e sale, che nel 2009 hanno comportato una spesa di circa 230.000 euro, il controllo delle spese di gestione delle scuole e degli impianti sportivi, la pubblica illuminazione; lavori indispensabili spesso sotto valutati. Vorrei infatti ringraziare tutto l’ufficio tecnico e le sue strutture operative per quanto fanno e nello stesso tempo ringraziare l’ing. Luciano Rigoni, che è andato in pensione alla fine del 2009 che, quale responsabile dell’ufficio tecnico, ha svolto un lavoro prezioso. Funzioni ora assunte dall’arch. Donatella Michelazzo alla quale auguriamo buon lavoro”. Sogni nel cassetto? “Ci sono sogni realizzabili, come quelli programmati: il parcheggio per i camper, la realizzazione delle rotonde all’ingresso del paese e davanti alla nuova casa di riposo, il rifacimento e la sistemazione dei giardini di piazza Carli, il completamento del terzo piano della nuova casa di riposo, la conclusione di lavori di ristrutturazione dell’ex- Caserma Riva, con la realizzazione di un centro polifunzionale, interventi di arredo urbano, il centro per il fondo alla Golf Arena, la pista di motocross. Ci sono poi dei sogni più difficilmente realizzabili, come una nuova viabilità, che consentirebbe di liberare il centro storico dal traffico nei momenti di punta della stagione turistica”. Gerardo Rigoni Lo sci: divertimento e socializzazione La proposta della Scuola sci Asiago ai giovani dell’Altopiano In primis non è un nuovo sci club. Ci tengono a sottolinearlo i maestri da sci della Scuola Sci Asiago che hanno formulato una proposta per i ragazzini ben accolta da sciatori in erba e famiglie. Una proposta per lo sci che va oltre l’aspetto agonistico, che presenta lo sci come divertimento, didattica, momento di crescita e occasione di aggregazione. Una proposta per infondere in loro la cultura dello sci e del divertimento sulla neve, oltre all’aspetto sportivo competitivo quindi, e dunque non è uno sci club. “Abbiamo visto che dopo i corsi di avviamento che la scuola sci fa da trent’anni, e che quest’anno hanno visto circa 100 iscritti, chi non entrava negli sci club seguendo la strada dell’agonismo rimaneva per strada. Erano di fatto dei bambini che se non portati sulle piste dalle famiglie, non sciavano più – spiega Emanuele Santeramo, maestro da sci che, assieme alla collega Giulia Frigo, hanno portato avanti il progetto – Noi abbiamo pensato di recuperare questi ragazzini portandoli fino ai 11 anni introducendoli alle varie forme di sci e portandoli nelle varie stazioni dell’Altopiano”. Molteplici i motivi per cui un bambino non prosegue l’attività agonistica negli sci club: i costi per la famiglia, il troppo tem- po che impegna, la preferenza per altre attività, perché un bambino non è proprio bravissimo a sciare. Ma ciò non toglie che quel bambino non possa divertirsi con gli sci e vivere le attività invernali all’aria aperta con serenità e coinvolgimento. “Attraverso esercitazioni, giochi, suggerimenti e nozioni cerchiamo di formare buoni sciatori anche se non faranno agonismo - spiega Giulia Frigo – Con il gioco i bambini imparano i principi ed i valori dello sport”. Un progetto ben accolto dalle famiglie, quest’anno partito quasi in sordina in quanto sperimentale che ha visto la partecipazione di una ventina di ragazzini, ma anche dai maestri da sci che hanno collaborato e dagli impiantisti che hanno dato la massima disponibilità ai ragazzi aprendo talvolta gli impianti solamente per loro. Il programma prevedeva due uscite settimanali e concepiva due gruppi, uno under 8 e uno dagli 8 anni in su. Il primo gruppo si soffermava al Kaberlaba e si concentrava sulle tecniche base; il secondo invece cambiava spesso località e ha proposto anche sciate in neve fresca ed escursioni lungo percorsi fuori dalle piste battute. Escursioni dove si coniugavano allo sci anche con nozioni sulle varie tipologie di neve, sulla natura e sul territorio locale. L’ultimo dei quali, dove si sta ancora discutendo se a divertirsi di più sono stati i maestri, i genitori o i bambini stessi, ha visto gli oramai provetti sciatori inoltrarsi per percorsi in neve fresca, scoprire la grotta dell’orso, cercare snowboardisti dispersi, scoprire che escremento di cervo è un ottimo prevenzione all’influenza … e a fare 30…70 …2 chilometri e mezzo in scaletta. Vero bambini? Gerardo Rigoni 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 7 INTERVISTAALL’ARCHITETTO PAESAGGISTA CHIARA STEFANI “Sentieri e itinerari: va bene il recupero, ma poi vanno curati” Sentieri storici e turistici: oltre alle lodevoli operazioni di recupero, serve, per non vanificare il lavoro fatto, una regolare manutenzione che in Altopiano viene piuttosto trascurata. Ce ne siamo accorti girando un po’ per il nostro territorio, con le passeggiate organizzate dal giornale nell’ambito del progetto “Mobilità dolce” del quale è primo promotore Andrea Cunico con la sua Libera Consulta 7 C. Già abbiamo avuto modo di denunciare le inadempienze dei comuni su questo fronte citando come esempio il Sentiero delle Cenge da Mezzaselva a Rotzo, sistemato bene con fondi europei 5b, su progetto dell’architetto Chiara Stefani, ma poi abbandonato all’usura del tempo e delle intemperie, nonostante gli enti locali si fossero inizialmente impegnati a garantire nel tempo la manutenzione. “Tutti i progetti di recupero realizzati grazie a fondi comunitari – conferma Chiara Stefani – prevedevano questa clausola che i soggetti coofinanziatori, al fine di ottenere i contributi, dovevano sottoscrivere. Quel che è successo per il Sentiero delle cenge, si è purtroppo tristemente ripetuto per tanti altri itinerari”. Chiara Stefani ha avuto l’incarico di progettare e seguire i lavori di recupero di molti di questi sentieri. Lo ha fatto con la professionalità e la grande passione che notoriamente sa mettere nel suo lavoro, supportando tutta la progettazione con una attenta ricerca storica, con lunghe scarpinate sul territorio per le necessarie ricognizioni. Non è esagerato dire che conosce certe zone dell’Altopiano come il giardino di casa sua. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo secolo, sotto la sua direzione sono stati recuperati itinerari nella conca di Asiago, nella Val D’Assa, nella Val Frenzela, delle contrade sud di Foza, fino a, il più recente (anno 2006) da Camona a Gallio, quel famoso sentiero che potrebbe prolungarsi dalla Camona ai confini con Asiago e allacciarsi al percorso che poi sbuca nel piazzale degli Eroi ad Asiago e che non è stato possibile completare a causa dei privati che posseggono i terreni tra la Camona e i Confini. La tanto agognata via di collegamento pedonale tra Asiago e Gallio. Nessuno meglio dell’architetto Stefani può dunque sottolineare la trascuratezza da parte degli enti e comunque dispiacersi per prima del fatto che una volta realizzate le opere, non ce se ne prenda cura. “Le tabelle ormai andrebbero tutte rifatte, in qualche caso anche aggiornate, i sentieri dovrebbero essere sempre mantenuti liberi e puliti affinchè il percorrerli sia sempre agevole. Asiago forse fa eccezione e, mantenendo fede agli impegni presi, si occupa almeno delle operazioni di pulizia e sistemazione del fondo”. “I percorsi esistenti oltre che mantenuti – sottolinea poi Chiara Stefani – dovrebbero essere adeguatamente valorizzati con indicazioni chiare per raggiungerne la partenza già dai centri dei paesi e fatti adeguatamente conoscere con materiali divulgativi e pubblicitari”. L’idea di una rete di sentieri per la mobilità dolce, soprattutto nella conca centrale dell’Altopiano, è pienamente condivisa dall’architetto Stefani. “Ad Asiago i sentieri che si è potuto recuperare sono pochi rispetto a quelli esistenti, gli itinerari possono essere molteplici. Alcune delle vecchie strade che collegano una contrada all’altra sono ancora visibili e percorribili perché continuamente utilizzate per l’agricoltura, ma tante di quelle che esistevano sono scomparse ma possono essere ripristinate come già abbiamo fatto in alcuni tratti dei percorsi già citati. E’ una sfida importante per l’Altopiano quella proposta da Andrea Cunico, Oltre a costituire una valida alternativa agli spostamenti con mezzi motorizzati, una rete di sentieri così concepita offre occasioni per conoscere a fondo la storia del nostro territorio che va ben al di là della Grande Guerra. Il primo conflitto mondiale ci ha lasciato tante strade nella parte alta e manufatti ma, a ben pensarci, ha anche distrutto tanto sull’Altopiano. Cerchiamo di valorizzare quel poco che ci è rimasto e pensiamo che le fontane, i lavatoi, i pozzi, le emergenze storiche e architettoniche che si incontrano attraversando i paesi e le contrade sono testimonianze preziose della nostra civiltà rurale, della storia della nostra gente e, insieme agli aspetti naturalistici, rappresentano una ricchezza che va valorizzata e tutelata”. Stefania Longhini Mobilità dolce, si lavora già per una rete nazionale Non per sminuire l’informazione che “Libera Consulta” puntualmente elargisce, e senza nulla togliere a “Radiomontekatz”, né ad Andrea Cunico Jegary in persona, ma...a proposito di un progetto di mobilità dolce per l’altopiano non hanno inventato niente! Da anni, a livello nazionale, si sta infatti sviluppando consapevolezza sui temi ambientali, in tavoli dove si parla di ecologia, percorsi, sentieristica, tempo libero, turismo, attività outdoor... Nel 2004, in Fiera a Milano nell’ambito del “Salone del Ciclo” - Eicma) è stata presentata alla stampa: “Co.Mo.Do” (Confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa), avente l’obiettivo di sviluppa- re una rete nazionale di...mobilità dolce, per l’appunto, attraverso il recupero di infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici...); la compatibilità e l’integrazione fra utenti diversi; la separazione/protezione delle rete stradale ordinaria; l’integrazione con il sistema di trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa. Alcuni Partners: Associazioni Italiane Città Ciclabili – Greeways – Guide ambientali/ escursionistiche – Utenti Trasporto Pubblico – CAI – Fiab – Federazione italiana Turismo equestre – Federparchi – Parchi Naturali Italiani – Ferrovie Turistiche Italiane – Touring Club Italia Nostra – Legambiente – WWF Italia. Scusate se è poco...In un’area più ristretta e a noi confinante, nel 2008 è nato il Comitato “Terre del Brenta”, per volontà del Comune di Nove (Ass. Franco Bordignon), di Piazzola sul Brenta (Ass. Fernanda Scantamburlo) e Giovanni Chiuppani (per i soggetti privati), avente l’intento di: “Promuovere lo sviluppo sostenibile in ambito economico, paesaggistico, socio-culturale, turistico e urbanistico”. “Terre del Brenta” è un’Associazione indipendente, aconfessionale, apartitica, senza fini di lucro, costituita in parternariato pubblico-privato (Pubbliche amministrazioni,Associazioni di categoria, Imprese, volontariato) avente funzione di “Agenzia locale per lo Sviluppo sostenibile”. Cos’ha inventato allora di nuovo la “Libera Consulta”? Niente! Meritorio è l’aver cominciato a tirar le orecchie agli enti locali, per il grave ritardo... Partirà il 7 aprile il “Corso di animatore turistico e del tempo libero” Il progetto sta suscitando grande interesse e sono già state raccolte molte iscrizioni. Sull’iniziativa, che ha come scopo la conoscenza del nostro territorio, della sua storia e delle sue tante peculiarità, ha espresso parere positivo anche il sindaco di Asiago Andrea Gios: “Da tempo - afferma il primo cittadino stiamo pensando alla formazione di figure, già in possesso di un buon bagaglio culturale, cui dare l’opportunità di divenire dei veri professionisti del turismo. Ad esempio, giovani laureati che si vedono costretti a trovare occupazione altrove e in alternativa al monotematico mondo dell’edilizia. Abbiamo scelto di mettere uno stop? Per creare economia stiamo cercando soluzioni applicabili in tempi brevi, per riportare l’Altopiano (terra che non è né monte né pianura, dove le guide alpine hanno meno significato che in altre località montane e le guide turistiche hanno meno senso che in un centro prettamente cittadino!), alla sua originaria elezione turistica. Il patrimonio è il territorio stesso, che va valorizzato proprio creando cultura, infrastrutture e servizi. Il Consigliere Regionale, Elena Donazzan, si è impegnata in sede regionale, a proporre Borse di Studio atte a supportare tali figure, per il periodo necessario a diventare attraverso corsi specializzati, dei professionisti del turismo. Percorso che avverrà, prendendo anche come colonna tematica - oltre ad ambiente, storia, territorio, lingue straniere - anche la figura di Mario Rigoni Stern, non solo per la sua persona, ma anche per come ha saputo coniugare nei suoi scritti, storia, tradizioni, natura, genti dell’Altopiano. Figure, che potrebbero perchè no, essere individuate fra gli studenti del “Corso di animatore turistico”, i più meritevoli, i più motivati, quelli che dimostreranno vera attitudine ai rapporti umani, conoscenza dell’ambiente, della storia, delle tradizioni e comunque, desiderio di crescita in tutti questi ambiti...Una volta, erano i vecchi albergatori a giocare questo ruolo: sapevano un po’ di tutto e accompagnavano di persona i turisti in giro per l’Altopiano! Adesso, bisogna fornire loro dei professionisti che assolvano questo compito quanto prima”. Beppa Rigoni Scit La malga Dosso di Mezzo, 40 anni di campiscuola Chi non ha qualche ricordo legato alla malga? Quella volta di don Paolo vestito da fantasma… Quella volta del principio di incendio… Quella notte che sembrava che il temporale si portasse via la malga… Le specialità della Maria, della Corina, della Beppina, del Trieste, della Nica Polato… Le incursioni a sorpresa del Giuliano Rizzieri… Dai primi campiscuola a Dosso di Mezzo, iniziati 1970, sono passati 40 anni! Già un paio di anni prima, vedendo la casara inutilizzata e in stato di abbandono, don Enrico Rodeghiero, Direttore del Patronato Maschile, il Giuliano Rizzieri, il Gianpaolo Nes e altri giovani (de na volta!!) del Consiglio direttivo del Patronato Maschile di Asiago videro in essa con lungimiranza una nuova grande opportunità per i ragazzi e le ragazze della parrocchia. Non fu così semplice…C’era da ristrutturare e ampliare la malga e trasformarla per poter ricevere bambini e ragazzi. Si aprì un cantiere che dopo 40 anni è ancora aperto. All’inizio della prossima estate festeggeranno questi quarant’anni, e per questo serve la collaborazione di tutti coloro che hanno qualche ricordo legato alla malga. Ognuno avrà qualche fotografia (che sarà restituita) e qualcosa da raccontare…L’intento è di ringraziare veramente tutti per quanto fatto in questi anni e quanto si farà attraverso la pubblicazione di un libretto che ricordi cosa è riuscita a fare la comunità asiaghese per i suoi ragazzi. Le fotografie e le informazioni saranno raccolte da don Federico in Patronato (0424.63433) e da Gianpaolo (349.2327675) fino al 10 aprile. Gianpaolo Stazzabosco Sabato 20dimarzo 2010 La piazza Asiago con il Caffè Roma, prima della Guerra “Mi piacerebbe tanto che il Caffè Roma tornasse al suo antico splendore, quando era punto di incontro per asiaghesi e villeggianti. Spero che questo mio sogno non rimanga tale, ma che possa diventare realtà”. Sono parole della signora Luciana Longhini Martini, che nel raccontarci la storia del Caffè Roma ci ha parlato della sua famiglia, descrivendo con nostalgia un lungo periodo che ha coinciso con momenti importanti della storia di Asiago. Rammentando fatti ed episodi, ha messo insieme ricordi intensi e importanti, con l’intento di trasmetterli così ai suoi nipoti, e ai nostri lettori. Lo spunto è arrivato dall’attuale stato di chiusura del locale, che se fa rammaricare abitanti e ospiti della città, altrettanto spiace ai proprietari, intenzionati a trovare la migliore soluzione per fare riavere ad Asiago il suo storico locale, con il prestigio che si merita. Luciana è la figlia minore di Cristiano Longhini, figlio di Giovanni, il quale, con la sua impresa specializzata in manutenzioni e costruzioni di strade, durante i lunghi periodi invernali si recava in Austria, dove si faceva molto apprezzare per il suo operato. Seguendo il padre nei suoi lunghi viaggi all’estero, Cristiano frequentò in Austria le scuole superiori inerenti al ramo dell’edilizia, acquisendo a sua volta una buona esperienza nel settore. “Nel 1910 – racconta Luciana – mio padre sposò mia madre, Sara Dina Finco, figlia dei proprietari dell’Albergo “Al Mondo” di Asiago, e decise di continuare il suo lavoro in Altopiano con la nuova famiglia . I nonni, che avevano già una certa età, non se la sentirono di ripartire da soli, così le emigrazioni della famiglia Longhini finirono. Dopo duri anni di lavoro e tanti sacrifici, avevano ormai accumulato sufficiente denaro da poter comprare il fabbricato posto nel mezzo della piazza di Asiago, nel quale restava inserito al piano nobile la Banca Popolare dei 7 Comuni,che ne era proprietaria. Proprio sopra la banca Cristiano aveva rinnovato un appartamento molto confortevole per la famiglia, mentre al piano terra c’era un piccolo bar, il “Caffè Roma”. Passarono periodi tranquilli e felici, allietati dalla nascita dei primi due figli, Norma Antonietta e Giovanni, fino a quando scoppiò la Grande Guerra, che costrinse tutti gli 8 Quel che restava dello stabile dopo il conflitto l’Altopiano La visita del Duce 8 Il Caffè Roma, testimone di momenti importanti della storia di Asiago Nei ricordi della signora Luciana Longhini Martini tanti episodi legati alla palazzina progettata e costruita da suo padre Cristiano, fra i simboli del centro della città altopianesi ad emigrare. Grazie alla sua conoscenza della lingua austriaca, mio padre, seguito dalla famiglia, spesso veniva chiamato dal Comando Italiano nei vari luoghi dove necessitava un interprete. Furono a Verona, dove nacque Lucia, e poi a Como, dove nacque Antonio Max; a otto Cristiano Longhini con moglie e figli, il giorno dell’inaugurazione nel mesi dalla sua nascita la giugno del 1923, con una nevicata fuori stagione guerra terminò e poterono ri- stenti, dovette opporsi all’idea Piacque invece a tutti, anche tornare sull’Altopiano. Dopo dell’ingegnere che invece perché con la torre del Munitante battaglie e bombarda- avrebbe voluto spostare la co- cipio e il campanile del Duomenti, giungevano notizie che struzione al di là del Munici- mo formava una bella sequenAsiago era stata completa- pio. Furono chiamati a consi- za di costruzioni innalzate vermente distrutta, così il rientro derare la pianificazione della so il cielo. “Al piano terra e si presentava colmo di ango- piazza e del paese tre illustri nella taverna – continua scia e incertezze”. “I miei mi esperti del tempo: l’architetto Luciana nel suo raccontare – raccontavano – continua la si- Chemello di Vicenza, l’inge- mio padre pensò di ricreare gnora Luciana – che al loro gnere Monterumici di Padova quella atmosfera dei famosi arrivo trovarono un’immensa e il pittore Dall’Oca Bianca di gran caffè viennesi, così acdistesa di rovine: dovunque Verona, i quali, riunitisi, deci- coglienti ed eleganti. Il nuovo morte, desolazione e reticola- sero per l’attuale sistemazio- Caffè Roma venne aperto nel ti, e della bella casa dei ne, dando ragione a Longhini, giugno del 1923: le foto scattate Longhini non rimaneva che il che riuscì a ricostruire il Caffè nell’occasione (dove si vedono perimetro delle fondamenta. Roma nel sedime della sua pro- ancora alcune impalcature) teNonostante il momento di do- prietà. La signora Luciana ri- stimoniano anche di una nevilore e di grande sconforto, corda come, con la ricostru- cata fuori tempo, che coincise sopravalse il desiderio di an- zione, vennero fatte delle in- con l’evento. Presso il Caffè dare avanti e di ricostruire il novazioni impensabili a quel Roma venne installato anche paese, ancora più bello di pri- tempo, come i servizi igienici il primo centralino telefonico, ma”. Cristiano si mise subito posti in confortevoli bagni al- che serviva tutto l’Altopiano, al lavoro e grazie agli studi l’interno della costruzione, l’im- con prenotazioni che venivaacquisiti in Austria progettò la pianto di riscaldamento centra- no consegnate ai destinatari nuova bella palazzina, lizzato con grandi caldaie a car- ore prima da un fattorino in biingentilita da una torretta rivol- bone, e capaci armadi a muro. cicletta. Mio padre portò ad ta sul lato est della piazza e Giunto alla costruzione della Asiago anche la prima radio, sulla strada principale. Fu torretta, poiché questa ricor- e gli appassionati delle opere l’ingegner Lazzeri, dava lo stile viennese, ebbe più poterono finalmente ascoltarsovraintendente dei lavori delle volte interrotti i lavori, con gravi le per intero. Per alcuni anni i Terre Liberate, a firmare il perdite finanziarie, ma non si miei genitori tennero la gestioprogetto, che però fu intera- dette per vinto e decise di por- ne del Caffè e della Taverna, mente eseguito da Cristiano tarla a termine, impegnandosi pagando durante l’estate al Longhini, che, sostenendo che ad abbatterla, nel caso, una Comune plateatico per poter la nuova piazza sarebbe stata volta terminata, i paesani usufruire di parte della piazza considerata e allargare all’esterno il servipiù armoniosa rispettando le l’avessero proprietà dei sedimi già esi- disonorevole per la piazza. zio di bar. Un’orchestra allie- Dopo la guerra, della bella casa dei Longhini non rimase che il perimetro delle fondamenta tava i clienti, che potevano godere della buona musica e, nei giorni festivi, ascoltare la banda musicale che suonava davanti al Municipio. Il Caffè Roma fu il primo locale con i tavoli all’esterno, e per molti anni, rimase l’unico. La Taverna venne adibita a spettacoli teatrali, e durante “L’ora del dilettante” anche i turisti erano coinvolti e si divertivano a improvvisarsi attori, cantanti o ad interpretare personaggi tipici con allegre battute. Si organizzavano anche eleganti serate danzanti con orchestra, quando non c’era nessun altro locale di questo genere. Molte autorità e personaggi illustri frequentavano Asiago, venendo a visitare i luoghi delle grandi battaglie, fra questi anche Umberto di Savoia e la Regina Madre d’Inghilterra. Mia madre, per tanti anni Presidente del Comitato per la Cura ed Onoranze Salme Caduti in Guerra, la accompagnò in visita ai cimiteri inglesi , assieme alla signora Emira Turba di Roma, moglie del Generale, decorato della Medaglia d’Oro, Euclide Turba, caduto eroicamente sull’Altopiano. Accompagnò anche autorità austriache, che la insignirono della “Croce Nera”, poiché, al ritrovamento dei resti mortali di soldati austriaci, faceva recapitare alle famiglie notizie e oggetti personali. I visitatori trovavano poi calda ospitalità e ristoro nel nostro Caffè Roma”. Negli anni ’30 Cristiano Longhini vinse l’appalto per la ricostruzione di Senigallia, distrutta da un terremoto; la famiglia lo seguì e il Caffè venne affittato. Cristiano morì nel 1933 e nel 1939, scaduto il contratto di affitto del Caffè Roma, la sua famiglia riprese la gestione in proprio. “La mamma – conclude il suo racconto la signora Luciana – contava sull’aiuto dei figli Gianni e Max, studenti universitari, disponibili nel periodo delle vacanze. Nel 1940 scoppiò la guerra, i miei fratelli ven- nero chiamati alle armi e la mamma rimase sola a gestire l’impegnativo complesso; io avevo solo dieci anni. Ad Asiago avevano trovato rifugio e sicurezza molti sfollati dalle grandi città, colpite dai devastanti bombardamenti, il bar era molto frequentato e c’era tanto lavoro. La mamma sperava nell’aiuto del figlio Max, eroe dell’Aeronautica, rientrato a casa dopo l’8 settembre 1943. Ma, dopo il bombardamento del giorno di Natale su Vicenza, egli volle ritornare a combattere per difendere, per quanto gli fosse possibile, la sua terra da tante distruzioni e la sua gente da tanta sofferenza e morte: sfortunatamente cadde dopo un eroico combattimento. Da allora la mamma , annientata dal dolore, non ebbe più né la forza né lo spirito per continuare a gestire il caffè, che fu di nuovo affittato. L’intero palazzo del Caffè Roma fu internamente svuotato e ristrutturato nei primi anni ’70; purtroppo però nelle varie ristrutturazioni moderne si è persa la sua vecchia elegante atmosfera. Quell’atmosfera che vorrei tanto potesse ritornare”. Tra i vari eventi legati alla bella palazzina progettata e costruita da Cristiano Longhini, da ricordare che nel 1979 venne riprodotta, con uno scorcio del Duomo e del Municipio, su un francobollo che portò in tutto il mondo l’immagine di Asiago. Silvana Bortoli I bei tempi, quando all'esterno del Caffè Roma suonavano bande e orchestrine 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 ASIAGO 9 Il Centro Servizi Volontariato di Vicenza incontra le Associazioni dell’Altopiano L’idea di un incontro ad Asiago con la Presidente Provinciale del Centro Servizi Volontariato Maria Rita Dal Molin (a lungo volontaria in Altopiano), ha avuto puntuale risposta dall’Assessore alle Politiche Sociali, Diego Rigoni, la sera dell’11 marzo scorso in Comune di Asiago. Il CVS, è sorto a seguito della legge nazionale 266/91 e alla regionale 40/93, con la finalità di mettere a servizio del volontariato strutture atte a promuoverlo sul territorio. Scopo della serata, quello di aprire uno sportello decentrato (un vero centro-servizi zonale), a supporto delle Associazioni attive in Altopiano. 350, le Associazioni in provincia, di cui il 10% quassù, come testimoniato dai rappresentanti in sala della “Coop. Sociale S.Matteo”, dell’ “Unitalsi”, dell’ “Avis”, dell’ “Auser”, del “Centro Anziani,” della “Protezione Civile”... tutti a prendere atto dell’iniziativa. Uno sportello, dove trovare supporto informatico e di segreteria, opportunità di aggregazione, progettualità, confronto. L’Assessore Rigoni, ha dato disponibilità a breve di una stanza (al momento nel Centro Anziani, giusto per partire e fare presenza per ora almeno una volta in settimana), promettendo nuova collocazione in qualche mese. Disponibilità per la quale, tutti hanno mostrato viva soddisfazione. La relatrice Dal Molin, ha riferito che obiettivo primario sarebbe il censimento dei numerosi gruppi non iscritti ma ugualmente attivi in provincia e sottolineato che per accedere a bandi di finanziamento per le varie iniziative, è sufficiente “fare rete”, cioè presentare progetti di cui si facciano capofila le Associazioni accreditate ad accedervi e gestirli (es: Protezione Civile, etc). Alla richiesta da subito, di figure disponibili allo sportello, hanno risposto Pierangelo Costa e Mila De Paoli, per l’utilizzo delle tecnologie informatiche e con l’intento di avvicinare maggiormente i giovani al sociale. Il peso del mondo del volontariato sul mondo comune è pane quotidiano. Senza volontari, non andremmo da nessuna parte: gente che mette a disposizione il proprio tempo libero, le ferie, sborsa di tasca propria, sacrifica la famiglia. Beppa Rigoni Scit Angeli custodi a quattro zampe L’associazione “Cani da soccorso Altopiano 7C” Lara con Zima Dedicheremo ampio spazio ai vari progetti sul territorio, ma questa volta, solo per alleggerire il tono non le problematiche (non c’è Tg che non mostri frane, terremoti, slavine...), ne citiamo uno in particolare: l’Associazione, sul punto di divenire onlus: “Cani da soccorso Altopiano 7 Comuni”. L’idea è proprio di Mila De Paoli, appassionata cinofila, asiaghese dal ’99 e da 10 anni titolare di una pensione per cani, che precisa: “Non è pensabile, avendo dei cani in casa, improvvisarsi istruttore così, dalla sera alla mattina. Io personalmente, ho seguito un corso di formazione di 1 anno di “Istruttore cani da soccorso” a Parma con Luca Rossi (dall’esperienza ventennale nel s e t t o re ) e a t t r a v e r s o molti altri corsi e stages. Questo è un ambito, che necessita di continuo aggiornamento. Ho pensato perciò di mettere l’esperienza acquisita a servizio del luogo in cui ho scelto di vivere. Da oltre un anno, è partito il corso di “ I s t r u t t o re di cani da soccorso”, superato dai p ro prietari e dai loro cani. Ad aprile, finita la stagione invernale, parte il secondo dei 3 anni previsti per “brevettare” un cane, con sede nell’area di Valbella (gentilmente concessi in uso da Paolo Marchesi). Perchè un luogo pubblico? Perchè il cane deve abituarsi all’asfalto, allo sterrato, al passaggio di auto animali persone, d e v e i m p a r a re l a c o n centrazione, l’obbedienza e il lavoro”. Così scopriamo, se mai c’erano dubbi, che il cane è un essere dotato di personalità, intelligenza e capacità di apprendimento del tutto Marco con Anouk Thomas con Juma personali: chi è superlativo nel fiutare e nella ricerca, magari non impara mai a scavare e quindi è inutilizzabile. C’è chi, sottovalutato - un qualunque meticcio, poi rivela dedizione eccezionale o chi ritenuto pericoloso (come Asia, Rotweiler di Mila), risulta per la sua dolcezza, il più adatto a dimostrazioni con bambini. Dire che questo è frutto del rapporto col padrone, è sì realistico ma riduttivo: certe attitudini, un cane le ha nel suo dna. L’Associazione, va ricordato, organizza anche corsi di addestramento e obbedienza di base, dove apprendere come interagire col proprio animale, tenerlo a guinzaglio, dare le buone abitudini per la vita in casa e fuori...E’ bello sapere che anche qui abbiamo i nostri angeli custodi: Federico, Lara, Marco, Alessio, Gabriele, Elisa, etc., con Willy, Kirka, Anouk, Dado, Sheila, Akiro, Juma, Raja.... (x info: 347/3694239) Beppa Rigoni Scit Annuale cena degli Alpini Sabato 27 marzo 2010 presso l’Hotel Ristorante MILANO di Asiago ci sarà l’annuale CENA DEGLI ALPINI ,organizzata dal Gruppo Alpini Asiago aperta a tutti gli Alpini iscritti ,amici e simpatizzanti .Appuntamento per tutti a partire dalle ore 18.00 in Duomo dove sarà celebrata la Santa Messa e a seguire dalle ore 20 lauta cena e ricca lotteria . Nell’occasione tra le altre, verranno fornite informazioni e verranno raccolte le iscrizioni per il pulmann organizzato per la prossima Adunata degli Alpini di Bergamo del 9 maggio 2010. Prenotazioni tassative entro giovedi 25 marzo 2010 presso : Hotel Milano di Asiago, Hotel Alpi di Asiago, Bar Sport di Asiago, Sede Gruppo Alpini Asiago (cell. 345.331.90.71) o presso tutti i consiglieri di Gruppo. Si informa inoltre che è attivo da poco il nostro sito/blog in cui verranno riportate attività , notizie, foto e commenti che riguardano il Gruppo Alpini Asiago all’indirizzo www.alpiniasiago.splinder.com Scambio culturale con il Galles Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale diAsiago offre ad un gruppo di giovani l’opportunità di partecipare allo scambio culturale nel Regno Unito, con il College di Carmarthan, ridente località nel sud del Galles. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “I giovani di Asiago incontrano l’Europa”, attivato nel 2004 dal Comune di Asiago. Lo scambio culturale è in programma dal 28 aprile al 2 maggio e potranno prendervi parte 10 giovani residenti nel Comune di Asiago, di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, che verranno così individuati: 5 studenti universitari di Asiago; 5 studenti asiaghesi frequentanti Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore. Ai partecipanti verrà richiesta una partecipazione economica simbolica di 250 euro a parziale copertura delle spese di soggiorno. La rimanente quota sarà a carico del Comune di Asiago il quale interverrà a sostegno dell’adesione dei giovani all’iniziativa. Il progetto di scambio culturale verrà presentato nel corso di un incontro pubblico che si terrà lunedì 22 marzo alle ore 18.30, presso la sala Consiliare del Comune di Asiago. Le domande vanno presentate all’Ufficio protocollo del Comune di Asiago entro il 26 marzo alle ore 12 e la graduatoria verrà esposta il 30 marzo alle ore 12 in municipio. Info Ufficio Turismo di Asiago: tel. 0424 464081 www.asiago.to. 8 Sabato 20 marzo 2010 ASIAGO Serata particolare quella organizzata nei giorni scorsi da Lions e Rotary, i due club di servizio altopianesi che si sono trovati insieme, come ormai tradizione, una volta l’anno per una conviviale di amicizia. “Special guest” della serata Andrea Stella, il noto velista vicentino che dieci anni fa, colpito accidentalmente da una pallottola a Fort Lauderdale, in Florida, dov’era per un viaggio premio post-laurea, rimanendo paralizzato agli arti inferiori. In apertura il saluto del presidente del Lions asiaghese Leonardo Franco che, dopo la presentazione di un nuovo socio del suo club, ha tracciato la figura dell’ospite sottolineando come “la sua vita possa essere di esempio l’Altopiano 10 Lions e Rotary insieme per una serata. Special guest Andrea Stella “Paradossalmente per un disabile è oggi più facile attraversare in barca l’oceano che non attraversare con i mezzi pubblici una città come Milano” per i giovani”; gli ha fatto eco il presidente del Rotary altopianese, Mario Colpo, che ha rilanciato la proposta di collaborazione nel campo della solidarietà fra i due clubs, salutando l’ospite con la “certezza che la sua presenza porterà a tutti noi ricchezza interiore e serenità”. Dopo la cena Andrea Stella ha raccontato ai presenti la sua storia, incredibile, paradossale; “quando sono tornato in Italia, a casa, ho scoperto un mondo della disabilità che prima non conoscevo; volevo ammazzarmi, ed è stata solo la grande forza di mio padre a convincermi che potevo tornare a fare tutto NOTIZIE DAL MUSEO DELL’ACQUA a cura del Gruppo Speleologico Settecomuni Settimane bianche Fin dall’estate scorsa abbiamo avviato delle iniziative per far conoscere il museo anche ai turisti che vengono sull’Altopiano per sciare, offrendo loro l’opportunità di diversificare la vacanza e conoscere il territorio attraverso il tema dell’acqua. E’ nata la collaborazione con l’agenzia di v i a g g i asiaghese Happy Siben che, nel pacchetto delle settimane bianche “Asiago neve” per gli istituti scolastici, propone la scelta di una meta culturale con lo slogan “Una vacanza ad Asiago è anche pane… per la mente!”. Su proposta dell’agenzia, tra le mete dell’inverno 2010, è stato così inserito anche il Museo dell’Acqua. In gennaio abbiamo “ristrutturato” alcune sale del museo, inserendo nuovi materiali e curandone l’esposizione. Anche la sala dedicata all’acqua come neve e ghiaccio, ovvero i giochi, gli sports e il turismo invernale, si è arricchita con molti altri oggetti, immagini e manifesti pubblicitari. Abbiamo così potuto ricevere al meglio i visitatori, in particolare una settantina di ragazzini romani con i loro insegnanti, venuti in Settimana bianca sull’Altopiano: visita guidata, visione del video sulle esplorazioni in grotta e, della serie “imparare divertendosi”, anche il nuovo gioco di riconoscere i suoni dell’acqua. Una collaborazione positiva quindi, che avrà un seguito anche l’inverno prossimo. Chiara Stefani quello che facevo prima” ha detto fra l’altro. Poi ha continuato il suo racconto “Girando il mondo ho successivamente scoperto che all’estero ci sono in giro molti più disabili, ma solamente perché là il problema delle barriere è stato in buona parte superato; paradossalmente per un disabile è oggi più facile attraversare in barca l’oceano che non attraversare con i mezzi pubblici una città come Milano”. Così ha raccontato la necessità di progettare dall’inizio con l’ottica di evitare le barriere, soluzioni che sono comunque spesso utili anche ai “normodotati”, e dell’Associazione “Lo Spirito di Stella”, onlus che ha fondato nel 2003 e che si impegna a “Genitori e figli in una società complessa” è il tema affrontato con saggezza e simpatia, professionalità e brillante competenza dal professor Guido Tallone la sera del 26 febbraio ad Asiago. La serata, intelligentemente accolta nella sala delle Maschere della comunità montana e presentata “magistralmente” dal suo vice presidente Lucio Spagnolo, ha inaugurato il ciclo di incontri promosso dall’Associazione Occhi Aperti per Costruire Giustizia in collaborazione con la Direzione didattica di Asiago sul grande tema de “La comunità che educa: come attivare risorse di un territorio per educare insieme”. Alcuni hanno partecipato in diffondere una cultura nuove nei confronti della disabilità con varie iniziative, dalla scuola di vela con il suo catamarano (quest’anno il tour partirà da Jesolo a maggio per concludersi a Genova ad ottobre, con 10 tappe che trasmettono ai partecipanti, tutti a titolo gra- tuito, di ricevere sicurezza e fiducia) al concorso internazionale di idee e soluzioni innovative, dai seminari nelle facoltà universitarie italiane (dove far capire ai futuri progettisti che non serve inventare ma progettare nell’ottica della funzionalità di chi usa la cosa) al progetto “Casa per tutti” che prevede la costruzione di tre unità abitative nella zona di Vicenza dove chi uscirà dall’unità spinale e non ha una casa in grado di accoglierlo potrà essere ospitato, in comodato d’uso gratuito, fino a quando sarà necessario. Il racconto ha decisamente interessato i presenti, attenti a cogliere sopratutto la grande naturalezza e fermezza con cui Andrea vive oggi la sua disabilità (“mi sento perfetta- Gli incontri con Guido Tallone Il colore dell’alterità piedi. Dispiace. Altri non sono potuti venire: peccato, perché i temi affrontati, gli stimoli regalati e le riflessioni nuove hanno fatto proprio bene. A tutti. Padri e madri, insegnanti e operatori, educatori e amministratori. Zii e nonni. In un tempo di divisioni, scandali e difficoltà, è emersa la forza della comunità educante. Come una volta; come quando per necessità ognuno era coinvolto nella crescita dell’altro e non doveva scegliere il colore dell’alterità. Nel tempo presente, tempo che chia- ma la comunità ad affrontare la sfida grande della diversità che unisce, dell’unità pastorale, della fraternità, Occhi Aperti propone una riflessione a 360° sulla comunità educante, lancia uno stimolo per riflettere su un altopiano unico ma ancor prima unito, senza ponti culturali, accogliente l’uomo e non solo i soldi. Guido Tallone ci accompagna lungo un sentiero a tappe, un percorso possibile per adulti che non rinnegano, ma avvertono l’importanza del loro ruolo di testimoni. Continuano a chiedersi, i testimoni, qual è il modo miglio- mente normale ed in grado di fare tutto – aveva detto – fino a quando non mi trovo a dover salire su di un mezzo pubblico, o salire un marciapiede, o cose del genere”); alla fine un caloroso applauso ed un rosa gialla a tutte le signore presenti, offerta dal Rotary. L’indomani mattina, in collaborazione con il Comune di Asiago ed il Comitato Genitori dell’Istituto Superiore di asiago, Stella ha incontrato al Millepini i ragazzi delle Superiori per riproporre loro il senso del suo impegno per il superamento delle barriere architettoniche e, più in grande, della disabilità e per promuovere fra i giovani una maggior sensibilità ed una piena coscienza su questi temi per una crescita ed un miglioramento della società civile del futuro. re per non sentirsi soli e vacillanti di fronte alla sfida educativa cui i nostri bambini e i nostri giovani ci chiamano. I prossimi incontri sono in programma il 26 marzo presso l’aula di musica delle scuole elementari diAsiago e il 21 maggio nuovamente presso la sala delle Maschere della Comunità Montana. Si approfondiranno temi utili e importanti quali la famiglia, la scuola, i giovani e le politiche sociali. Successivamente un gruppo di lavoro costituito da una trentina di persone interessate e sensibili all’argomento potranno approfindire e sviluppare gli argomenti di interesse educativo e culturale legato alla comunità altopianese. Gianni Bordin e Isacco Tognon NUOVA GESTIONE DELLE SERATE MUSICALI sabato 20 marzo Cartoon Rock con Tony ti anima la macchina venerdì 26 marzo Manuel e Luca sabato 27 marzo Musica dal vivo venerdì 2 aprile 4th Dimension 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 11 Incontri a Vancouver Attività collaterali all’Olimpiade ROANA Il gruppo di appassionati che hanno seguito Enrico Fabris e Luca Stefani alle Olimpiadi a Vancouver, dopo le gare, oltre a visitare parchi, musei e centri commerciali, hanno avuto un incontro con la comunità italiana della città. Organizzata da Vittorino Dal Simpatico gemellaggio tra gli Alpini emigrati in Canada e il gruppo ANA di Roana Cengio, presidente del locale Gruppo ANA e coordinata da Guido Gecchelin, la serata si è svolta nella sede del Centro Culturale Italiano di Vancouver. Splendido centro di comunione tra le varie genti italiane trasferitesi, a partire dagli anni ’50, in Canada. Co- struito con il contributo del governo italiano, del governo canadese e con l’opera di tutti gli italiani della città. Siamo stati accompagnati a vistare i l m u s e o , r i c c o d i cimeli e di documenti commemorativi di imprese e personaggi italiani simbolici e operosi in Comune di Roana: “Ma il sindaco è ancora Porto? Sul sito www.comune.roana.vi.it Valentino Frigo non risulta essere il primo cittadino. Giunta e Consiglio riportano ancora i nomi della precedente amministrazione. “Scusate i miei dubbi, ma a Roana il sindaco è ancora Mario Porto?”. La domanda, pervenuta alcuni giorni fa via mail alla nostra Redazione, lì per lì ci ha lasciati un po’ perplessi. Passi che ci sia stata una qualche forma di incertezza nell’ultima tornata elettorale, però a distanza di tanto tempo dalla consultazione possiamo dire che la querelle sia ormai archiviata, casomai fosse rimasta attiva la perplessità sull’esito, questa interesserebbe solo i nuovi protagonisti aspiranti ad un incarico di opposizione in Comune, certo non il decaduto primo cittadino. Ma Porto, dunque, cosa c’entra? L’ex amministratore oggi ci risulta tornato ad occuparsi della sua attività legata al mondo della didattica e, per sua stessa ammissione in un intervista al nostro giornale, non valuta possibile a breve un ritorno in politica attiva. Ritornando alla posta telematica del lettore padovano vediamo che reca un link, all’apertura della pagina web suggerita scopriamo che effettivamente il Comune di Roana risulta guidato dalla vecchia amministrazione, con assessori e consiglieri oggi non più in carica. Ciò che stupisce è l’ufficialità della fonte: il sito internet www.comune.roana.vi.it, quindi l’organo informativo istituzionale gestito dal palazzo municipale. Ad onor del vero ad un certo punto della videata si spiega che è in corso l’aggiornamento dei contenuti e “Rete civica e Municipio non saranno accessibili esternamente”, ma senza essere degli hacker abbiamo cliccato col mouse la voce “mappa del sito” ed è comparso tutto, giunta e consiglio compresi, quelli scaduti però. Così se un cittadino scrive al sindaco, pensando di parlare con Mario Porto, gli risponde Valentino Frigo. L’informativa più nello specifico spiega: “Lo scopo di questa pagina è quello di dare la possibilità a chi lo desideri di avere un dialogo diretto con l’amministrazione del comune di Roana. Potete usare questo spazio per ottenere informazioni, dare suggerimenti o fare delle critiche su tutto quello che riguarda la vita comunale e il lavoro del municipio. Tutti i messaggi inviati tramite questo form verranno visionati dal sindaco e, se necessario, dai suoi collaboratori che provvederanno a rispondere.” Bella iniziativa, ma quale sindaco e quali collaboratori? D. Finco V a n c o u v e r. Successivamente, con una simpatica e suggestiva cerimonia davanti al monumento agli alpini, e re t t o nella piazzetta all’interno de C e n t ro , s i è svolto lo scambio dei guidoncini tra la locale sezione ANA e il rappresentante della sezione di Roana del Gruppo ANA Monte Ortigara Luca Pegoraro. La serata è proseguita alla “Trattoria” all’interno del Centro dove un’ottima pizza e dell’ottimo vino italiano ci sono stati offerti ed hann o favorito l’incontro con la comunità dei “Vicentini nel Mondo” presieduta da Maria Teresa Balbo Bisognin e con numerosi compatrioti bellunesi e friulani convenuti, presenti anche loro in gran numero in Vancouver. Abbiamo scambiato in allegria im- pressioni e storie di vita in Canada e in Italia. Da questo foglio, vogliamo ancora ringraziare la comunità italiana di Vancouver per la semplice e gradita ospitalità che ci ha offerto e per la bellissima serata che abbiamo t r a s c o r s o c o n loro. Valerio Fabris La nostra Cassa Rurale oggi Nelle difficoltà della crisi economica che stiamo attraversando, le Cassa Rurali e Artigiane, Banche di Credito Cooperativo hanno messo in evidenza il loro ruolo positivo, con il loro milione di Soci e le loro 400 aziende che operano in Italia. Ruolo positivo riconosciuto dal Papa Benedetto XVI che nella sua ultima enciclica ha definito le nostre banche di Credito Cooperativo come “una forma di amore intelligente”. Anche il Governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha precisato che “la crisi sarebbe stata più dura senza le BCC” e che “la capacità di rispondere alle esigenze di finanziamento delle famiglie e soprattutto delle piccole imprese, deriva dalla loro consuetudine di valutare il merito di credito utilizzando le informazioni raccolte dal rapporto diretto con i clienti”. Draghi ha ancora riconosciuto alle BCC di “esercitare un ruolo stabilizzatore delle fonti di finanziamento delle piccole imprese”. La Cassa Rurale ed Artigiana di Roana è impegnata ad adattarsi alle situazioni sempre nuove in cui si trova ad operare, con l’obiettivo prioritario di conservare la sua autonomia attraverso una organizzazione efficiente e solida, ritenendosi una delle risorse più preziose nel complesso delle realtà territoriali. Nell’anno 2009, oltre al tradizionale lavoro bancario, nell’ottica della massima attenzione e ascolto al territorio, abbiamo accolto le richieste di tre stagisti, due di scuola media superiore e una universitaria. Questi ragazzi hanno trascorso un periodo presso la nostra Banca e l’esperienza è stata reciprocamente arricchente. La politica di radicamento nel territorio viene perseguita su varie linee, alcune da tempo tracciate: la strenna natalizia, le gite, la cena sociale, il conto gratis per i giovani fino a 30 anni… mentre altre iniziative si stanno progressivamente aggiungendo: a fine 2009 è decollata l’iniziativa che ha visto il convenzionamento di un cer- to numero di Soci disponibili a praticare sconti sui propri listini a favore degli altri Soci. A tal fine è stata consegnata a tutti i Soci una tessera personale e un elenco degli esercizi convenzionati, tale elenco verrà via via aggiornato con i Soci che volessero aderire all’inizativa. Ha preso avvio anche un’altra iniziativa, tuttora in corso, per coniugare l’aspetto commerciale con l’aspetto solidaristico: per ogni 25.000,00 Euro di nuovi investimenti apportati in Banca, la possibilità di destinare 50,00 Euro ad un Ente benefico scelto dal cliente. C’è inoltre allo studio una serie di nuove azioni, un intervento sulle scuole, e sui nuovi nati. Si sta approfondendo l’opportunità di dar vita ad una Società di Mutuo Soccorso ed è allo studio anche una Fondazione da costituire con le Bcc del Vicentino, tutti strumenti per accordare vantaggi bancari ed extra bancari a Soci in particolare, ma anche ai clienti. 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 12 Altopiano Sporting Resort, un progetto importante che fa sognare Gallio GALLIO Un sogno. Per il momento è ancora tale la realizzazione del progetto di quello che è stato chiamato “Altopiano Sporting Resort” a Gallio, nuovo comprensorio sciistico con partenza a pochi passi dal centro del paese. Ma, come è scritto sul depliant illustrativo dell’impianto di arroccamento del Monte Ongara “Sognare per ora non costa nulla”. Ma il sogno di cui si parla non riguarda solo Gallio perchè, idealmente, si è anche protratto il collegamento oltre che verso le Presentata al Cineghel la progettazione di massima relativa all’impianto di arroccamento del Monte Ongara e alle strutture annesse. Servono circa 14 milioni di euro Melette e Foza (progetto di cui si parla ormai da 20 anni) anche verso il Monte Baldo, il Monte Cimone fino allo Zebio di Asiago. Ma “sognare non costa nulla” potrebbe comunque costituire benissimo, su questo argomento, anche una buona premessa perché le difficoltà ci sono, soprattutto di ordine economico e “Perché – ha detto il sindaco Pino Rossi venerdì 5 marzo in occasione della presentazione del progetto alla popolazione – non siamo qui per presentare cose già decise, ma per confrontarci, mettere un punto di partenza e interrogarci sul cosa vogliamo fare per il nostro futuro”. I costi per l’intera operazione che riguarda il nuovo comprensorio sciistico sul monte Ongara (solo fino a lì per il momento!) si aggirerebbero, secondo lo studio di massima realizzato da Pietro Puntil di Sappada, sui 14 milioni di euro (cifra comunque approssimativa). L’area interessata è quella che parte dietro l’auditorium di Gallio e arriva fino al monte Hust. L’idea sarebbe quella di realizzare non solo la cabinovia che dal paese porta alla cima, ma molte altre cose: una stazione di partenza, con bar, ristorante, punto informazioni, scuola sci, noleggio, locali per estetica e benessere, con adiacenti parcheggi; una struttura all’arrivo con bar, ristorante, solarium, camere, sala convegni e un museo multimediale sulla Grande Guerra; il recupero delle trincee in quota; un tapis roulant; un fun bob (pista artificiale attrezzata all’utilizzo di idonee slitte); una pista di collegamento con le Melette con un nuovo impianto di risalita; una pista di rientro con moderno impianto di innevamento artificiale; un impianto di risalita anche nella valle del Pakstall, lungo il pendio che sale al trampolino, adibito a campo scuola. Un progetto molto ambizioso che prevede un grosso impegno per il Comune: la sola cabinovia, con 16 cabine da otto posti (portata oraria 500 persone) costerebbe 5,2 milioni di euro. Per tutto il comprensorio, ipotizzando la possibilità di reperire fondi ad hoc, l’amministrazione dovrebbe comunque riuscire a mettere a disposizione, con il necessario coinvolgimento di privati e la costituzione di una apposita società di gestione che coinvolga tutte le categorie economiche e gli imprenditori, almeno 2 milioni 700 mila euro. L’obiettivo è quello di realizzare strutture importanti, utilizzabili in tutte le stagioni per varie attività come lo sci alpino d’inverno (che però inciderebbe solo per il 30%) e la mountain bike d’estate, per rivitalizzare le stagioni turistiche non solo di Gallio, ma dell’intero altopiano. “Per realizzare questo sogno, ma anche tanti altri progetti per la valorizzazione del nostro territorio – ha sottolineato Pino Rossi – dobbiamo trovare il modo di tirar fuori fondi e contributi dal bilancio regionale che è di 17,2 miliardi di euro. I soldi in Regione ci sono, all’altopiano serve una legge ad hoc e per ottenerla dobbiamo svolgere un’azione politica condivisa, compatta, forte ed unita”. Stefania Longhini Prima l’Altopiano! Diamo voce alla nostra montagna, portiamo insieme l’Altopiano in Regione In questi giorni più di qualcuno vi chiederà di votare per qualche candidato di pianura. L’altopiano ad ogni scadenza elettorale regionale è sempre stato terra di conquista per i candidati “foresti”. Mai come in queste elezioni regionali c’è stata, come in effetti c’è, la concreta possibilità per l’Altopiano di eleggere un suo rappresentante regionale con i propri voti. Infatti la preferenza espressa sul mio nome in ragione del numero di voti richiesto per il quorum della “Alleanza di Centro – DC”, collegata con il candidato Presidente Luca Zaia, rispetto ad altre liste, può veramente portare un altopianese in Regione, raggiungendo l’obiettivo di avere una voce esperta ed autorevole a difesa delle ragioni della nostra montagna e di poter lavorare concretamente per il suo sviluppo e per il futuro della nostra gente. Il risultato sarà ancor più raggiungibile se riusciremo a coinvolgere i nostri parenti ed amici che abitano in provincia di Vicenza. È per questo che chiedo ad ognuno di voi di accordarmi la fiducia. Francesco Gattolin Ecco alcuni obiettivi che mi propongo di attuare se sarò eletto: Obiettivi di carattere generale: -Presentazione di una proposta di legge per il “Veneto a Statuto Speciale”. -Presentazione della proposta di legge per la riduzione del 30% dei compensi dei consiglieri e dei membri dell’esecutivo regionale, destinando i risparmi a sostegno del reddito dei lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali. -Sostegno alle politiche sociali e sanitarie, agli interventi per gli anziani, i diversamente abili, le famiglie e il mondo giovanile (soprattutto per nuove opportunità lavorative). -Iniziative per fronteggiare la grave crisi che ha colpito duramente l’economia, le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti e i lavoratori. Obiettivi di carattere locale: -Presentazione di una mozione per far esprimere al Consiglio regionale il parere conseguente agli esiti referendari, richiesto dal Ministero degli Affari Regionali. -Riapertura dell’Istituto Elioterapico di Mezzaselva di Roana con funzione riabilitativa e/o sociale; sostegno alla realizzazione del nuovo Ospedale di Asiago. -Rivendicare forme di autonomia per l’Altopiano nel nuovo Statuto del Veneto. -Presentazione di una proposta di legge, concordata con i Comitati, per ripristinare l’antico controllo delle Vicinie sull’attività dei comuni nella gestione del patrimonio collettivo. -Rilancio del territorio attraverso investimenti in strutture ricettive, infrastrutture e servizi. -Finanziamenti a sostegno degli interventi del Piano Neve. Fiscalità regionale di favore per i nuovi alberghi e la ristrutturazione ed ampliamento di quelli esistenti in montagna. -Tutela degli istituti scolastici, dell’agricoltura in montagna e dell’attività venatoria. -Sostegno dell’associazionismo, del mondo del volontariato e della promozione sportiva. -Attivazione di Cooperative di lavoro, con priorità per il lavoro giovanile, per sfruttare le grandi potenzialità offerte dalla gestione del progetto di recupero dei resti della grande guerra. Per maggiori informazioni visita il sito internet: www.listaperasiago.it 8 Sabato 20 marzo 2010 ROTZO l’Altopiano 13 Il Comune di Rotzo con Avviso pubblico contro la mentalità mafiosa e l’illegalità Inaugurato lo spazio lettura per i più piccoli “Un genitore che dedica del tempo al proprio figlio per leggere insieme un libro sta compiendo un atto d’amore verso la sua creatura; la condivisione della lettura e dell’ascolto crea un legame speciale tra genitore e figlio, un legame che porta un prezioso contributo allo sviluppo affettivo, relazionale ed emotivo del piccolo”. Con queste parole, l’assessorato alla cultura e all’istruzione di Rotzo ha presentato, in occasione dell’incontro di inaugurazione svoltosi sabato 13 marzo, lo “Spazio di lettura 0-6 anni”. Un’iniziativa avviata su proposta di una giovane mamma residente, nonché consigliere comunale, Chiara Padovan, che si è resa disponibile a portare avanti questo impegno. Ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30, la biblioteca di Rotzo sarà dunque aperta a mamme (e papà!) e bambini che qui potranno trovarsi per con- dividere un’esperienza importantissima per tutti. Nell’incontro inaugurale, anche la relatrice Anna Cristini, esperta di pedagogia e letture per l’infanzia ha ribadito: “La lettura è un dono d’amore che i genitori possono fare ai propri figli”. “In questo appuntamento settimanale – dice Chiara Padovan – la biblioteca verrà preparata con cuscinoni, tappettoni, tavolini e sedie colorate per accogliere in modo adeguato i piccoli e i loro genitori. Insieme potranno usufruire dei libri delle collane “Nati per leggere” ed “Edizioni Esserci”. Per il futuro, magari in occasioni particolari, c’è la vo- lontà di organizzare varie e simpatiche iniziative legate ovviamente alla lettura”. Con lo Spazio lettura 0 -6 anni la biblioteca di Rotzo arricchisce dunque la propria offerta alla popolazione. Un servizio a quanto pare molto apprezzato visto che finora gli utenti iscritti alla biblioteca sono 230, per la maggior parte abitanti di Rotzo. Nel 2009 sono stati effettuati oltre 1000 prestiti. La biblioteca, che viene gestita, come tante altre cose in paese, grazie al prezioso apporto di volontari è aperta ogni martedì dalle 17 alle19 e venerdì dalle 15 alle 17. Stefania Longhini Il Comune di Rotzo, unico in Altopiano, ha aderito, con apposita delibera di consiglio comunale del 30 dicembre 2009, ad Avviso Pubblico, associazione che si batte a livello nazionale per l’affermazione della cultura della legalità (www.avvisopubblico.it). Per quanto l’Altopiano possa sembrare distante dalla piaga delle mafie, si sa che anche nel nostro territorio c’è da lavorare molto perché è provato come i tentacoli mafiosi si siano allunganti fino ad insinuarsi anche nella nostra economia. E’ cosa nota che tra i beni confiscati alla mafia negli ultimi anni siano comprese due unità immobiliari a Gallio. “Il nord è il territorio degli investimenti delle mafie – afferma Luca Bortoli dell’associazione “Occhi aperti per costruire giustizia” – in ogni caso tutti i cittadini devono sentirsi chiamati in prima persona, poiché si tratta di una lotta alla mentalità mafiosa, contro le tante piccole scorciatoie che ogni giorno si mettono in atto (la raccomandazione, il lavoro nero, l’evasione fiscale, vari tipi di inganno…), insomma contro le tante piccole illegalità che poi danneggiano tutti. Come associazione “Occhi aperti” e come “Libera” abbiamo inviato una lettera a tutte le amministrazioni dell’Altopiano per invitarle ad aderire ad Avviso Pubblico. Finora ha risposto positivamente solo Rotzo. Sarebbe importante che tutti i nostri comuni facessero questa scelta per un monitoraggio costante dell’Altopiano, anche per evitare che il nostro territorio possa essere usato per scopi illegali”. Aderendo ad Avviso Pubblico, il comune di Rotzo, come altre centinaia di comuni in tutta Italia, intende dunque affermare per primo la legalità come valore che va rispettato e promosso. “Questo – affermano gli amministratori di Rotzo - per noi significa innanzitutto trasparenza e correttezza nelle scelte amministrative, una decisa azione contro tutte quelle forme di illegalità diffusa, che possono essere l’anticamera di cedimenti sul fronte della legalità, e un’iniziativa culturale, che coinvolga i cittadini, sensibilizzandoli, anche attraverso incontri pubblici, su questo importante tema”. 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 14 Nuova gestione delle serate musicali, nuove proposte in pizzeria e in ristorante al Khellar Casa Rossa del Kaberlaba. Ed ora anche il servizio di bus navetta gratuito nelle serate di venerdì e sabato Aria di novità al Khellar Casa Rossa di Asiago: cambia la gestione dello spazio musicale e cambia il modo di vivere le serate, che diventano più ricche di suoni e di gusti e più piacevoli per lo stare insieme. Proposte rinnovate grazie a ingredienti semplici, ma pensati e abbinati con cura, per offrire momenti gradevoli in compagnia. Se oltre a una bibita o una birra selezionata, si possono assaporare snack, pizzette e tartine, godendo del giusto sottofondo musicale, ecco che, tra quattro chiacchiere in compagnia, le serate acquistano subito un sapore diverso. “E’ nostra intenzione – dice Danilo Dal Sasso – incrementare le serate musicali, per questo abbiamo affidato la gestione a Vidor Corà che, in collaborazione con Radio Asiago, ha già dato vita a nuove proposte, che saranno ulteriormente incrementate. C’è poi una grossa novità che riguarda il trasporto, ovvero la possibilità nei venerdì e sabato sera di usufruire di un bus navetta gratuito dal centro di Asiago, (o su richiesta per piccoli gruppi anche da altre località) questo grazie anche alla collaborazione della Palano Servizi. Oltre alle serate musicali con gruppi dal vivo ci saranno quelle con dj, e c’è l’intenzione di proporre musica anche durante la settimana, magari in un giorno fisso. Altra novità, è quella che ci vedrà offrire, insieme alla consumazione, gustosi bocconcini. Rimangono sempre le nostre promozioni, molto apprezzate dalla clientela, ovvero il “giropizza” che al costo di 10 euro a persona offre pizza a volontà e bibita; inoltre ricordo la Khellar Card, che dà il diritto, dopo 9 pizze, a una in omaggio”. Il Khellar è un locale che trova gradimento, a seconda delle proposte, tra la clientela di diverse età, siano gruppi di giovani, Danilo Dal Sasso e Vidor Corà che famiglie, ed oggi con la possibilità del bus navetta ben si addice anche ai giovanissimi. Non dimentichiamoci poi del rinomato ristorante Casa Rossa, che, adeguandosi a quelle che sono le richieste attuali della clientela, ha pensato a sua volta a nuove proposte. La tendenza di questi ultimi anni è quella di scegliere menù meno impegnativi, riducendo le portate sia per non abbuffarsi e fare attenzione alla linea, che per non spendere troppo. In questa ottica, saranno proposti piatti e pietanze più veloci e leggeri, sia per il fisico che per… il portafogli, ma sempre curati secondo quella che è la tradizione culinaria del locale, conosciuto e apprezzato in tutta la regione e anche oltre. Inutili dirvi qui tante altre cose: venite a scoprire di persona le novità del Khellar Casa Rosa, pizzeria, birreria, ristorante, in località Kaberlaba ad Asiago. Per tenersi aggiornati su proposte e serate del Khellar Casa Rossa, ci si può anche collegare al sito www.khellar. i t. Per maggiori informazioni si può chiamare il n. 349 34.64.983. Infine, tornando alle proposte musicali, tramite Danilo e Vidor del Khèllar ci arriva un’anticipazione che sicuramente farà piacere a molti, ovvero il prossimo ritorno dei Rheetma. “Con molto rammarico la band si prende un periodo di riflessione…nulla vieta che un domani torneremo a suonare e a divertirci sul palco. Grazie a tutti quelli che ci hanno applaudito in questi anni”. Questa frase appariva sul sito dei Rheetma 6 anni fa…ed ora l’annuncio che i ragazzi con la formazione originale (Romer Marini, Giovanni Rigoni, Walter Magnabosco, Gigi Comincini e Fabio Mosele) torneranno, si pensa a inizio estate, a suonare il loro repertorio. “Sarà una grande festa – commenta Fabio Mosele, batterista della band che nel 2003 aveva prodotto un cd tutto di brani propri – e avremo bisogno di tutti i vecchi sostenitori!”. Servizio redazionale Idea Regalo si rinnova! C’è qualcosa di nuovo lungo il Corso IV Novembre ad Asiago: è IDEA REGALO di Francesca Mancin. A dire il vero, la novità sta nel cambio di gestione, perché in realtà questo negozio è già noto agli altopianesi e ai turisti con un nome consolidato e conosciuto da 14 anni. Un negozio di giocattoli attira e incanta i più piccoli, ma può ammaliare anche chi l’età dei giochi l’ha già superata, continuando però a “subire” il fascino di quell’atmosfera magica che si respira in questo mondo fatto di fantasia, curiosità, allegria, gioia e divertimento. Come è stato per Francesca, che recentemente è riuscita a realizzare due sue grandi aspirazioni: tornare a vivere ad Asiago e…gestire un negozio di giocattoli e articoli da regalo! Dopo il matrimonio, Francesca Mancin si era trasferita in pianura, rimanendo però sempre fortemente legata alla sua Asiago, dove con la famiglia tornava in ogni momento libero. Non ha mai cambiato la sua residenza, le sue figlie, Giulia e Gaia, sono nate qui, ed ora che sono cresciute e di- Francesca Mancin ventate indipendenti, d’accordo con suo marito Enrico ha preso al volo l’occasione di rilevare il negozio, tornando ad abitare quassù. Un’attività che aveva sempre sperato di fare, nella quale si è lanciata con entusiasmo, dando al negozio anche qualche tocco di novità, come l’angolo delle com- posizioni di fiori secchi, che lei stessa realizza con creatività e buongusto. I giocattoli rimangono sempre il “principale ingrediente” del negozio, ma non mancano idee aggiuntive, come i giochi per diversamente abili e gli espositori della linea Regalandia, che propone gadget personalizzati con il pro- prio nome. Completano l’assortimento i tradizionali articoli da regalo, in particolare della famosa linea Diddl , i nastri per le nascite, gli addobbi per le feste di compleanno e gli articoli per la scuola. Le marche proposte sono quelle pubblicizzate in tv, tanto amate da bimbi e ragazzi. Da Idea Regalo Francesca vi aspetta, con ingresso libero, per farvi conoscere gli articoli del suo negozio e tutte le proposte che potrete trovare. Un’occasione particolare sarà il 28 marzo, per l’inaugurazione ufficiale: in quell’occasione un buffo clown realizzerà simpatici palloncini di animali per tutti i bambini. Servizio redazionale 8 Sabato 20 marzo 2010 ENEGO Proseguire uno sviluppo sostenibile per un turismo di qualità. E’ un po’ lo spot del documento preliminare del PAT del Comune di Enego entrato nella fase di presentazione proprio in questi giorni. Un PAT che tocca tutti gli aspetti di Enego, dagli insediamenti produttivi e turistici alle attività sociali, ma con un obiettivo principale che funge da guida, ovvero di invertire la tendenza di abbandono, di contrastare la fuga di eneghesi verso la pianura, di consolidare i punti di forze del suo territorio per favorire i suoi abitanti ed il loro benessere. “Sono trascorsi ormai 15 anni da quando Enego adottava il nuovo Piano Regolatore Generale – spiega il sindaco Igor Rodeghiero - Un periodo di tempo in cui si è assistito, da l’Altopiano 15 Uno sviluppo sostenibile per un turismo di qualità Ad Enego si presenta il preliminare del Piano di Assetto Territoriale. Obiettivo: creare, con processi virtuosi di sviluppo, le condizioni di vivibilità che consentano di porre fine allo spopolamento del territorio un lato, ad un profondo cambiamento del quadro normativo di riferimento e, dall’altro, all’accentuarsi di alcuni fenomeni che hanno modificato l’assetto socio economico del Comune con un costante esodo della popolazione residente. Nel documento il concetto di territorio non può essere considerato disgiunto dalle componenti ambientali, storico-culturali e sociali che lo hanno determinato, ma deve essere inteso come “spazio fisico” coincidente con i processi di identificazione territoriale di una comunità.” La vicinanza con la pianura, associata a condizione socioeconomiche precarie, ha portato la popolazione del paese altopianese dai 4.016 abitanti nel 1961 ai 2.018 di oggi. In più il Comune di Enego registra il tasso di vecchiaia più elevato dell’intero Altopiano. Infine la stessa struttura produttiva registra dei dati preoccupanti; un calo significativo degli addetti del settore primario, un crescente pendolarismo e il comparto turistico che non si è mai maturato in ruolo trainante dell’economia locale. “Diventa necessario interpretare e rendere esplicite le relazioni che si sono instaurate tra i componenti del sistema Altopiano, ovvero l’ambiente, le attività economiche, gli insediamenti, per promuovere ed orientare la loro evoluzione – prosegue - E ciò appare ancora più rilevante nella realtà di Enego dove l’ambiente ma anche i nuclei insediativi conservano ancora evidenti i caratteri originari grazie alla ci- Si preserva il “capitale ambientale” Il PAT vuole valorizzare il sistema dei terrazzamenti ed i percorsi, così come l’architettura tradizionale, che caratterizzano il paesaggio. Valorizzazione anche per le risorse storicoculturali, dei percorsi storici, i percorsi della Grande Guerra, le malghe. Nuove costruzioni saranno permesse solo nelle zone di riempimento, con preferenza ai residenti, e potranno essere costituite da mono o bifamiliari con particolare attenzione allo stile architettonico di antica origine. l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 L’Altopiano srl - Società unipersonale Sede legale: Via Iacopo Scajaro, 97 - 36012 Asiago (Vi) Redazione: Via Monte Sisemol ,9 - 36012 Asiago (Vi) Registrazione n. 10/02 del 04/12/2002 presso il tribunale di Bassano del Grappa Telefono servizio lettori: 348 - 3138606 Telefono servizio abbonati 338 -1460517 Telefono per inserzioni pubblicitarie 338-1460517 E-mail: [email protected] [email protected] Direttore responsabile: Stefania Longhini Segretaria di redazione: Silvana Bortoli In redazione: Stefano Angonese, Luigi Frigo Bettinado, Giovanni Dalle Fusine ,Cesare Pivotto, Giulia Panozzo, Giovanni Rattini, Beppa Rigoni Scit, Gerardo Rigoni, Martina Rossi, Stefania Simi, Egidio Zampese Hanno collaborato: don Marco Pozza, Claudio Savelli, Virginia Gianello, Aurora Carli, Serena Baù, Stefano Rigoni, Renato Angonese, Morena Turetta, Mario Basso, Sonia Basso, Ilario De Guio Responsabile grafico ed impaginazione: Fabrizio Favaro Impaginazione: Davide Degiampietro Foto: Archivio Giornale - Grafica Altopiano Stampa: Centro Stampa delle Venezie Via Austria, 19/b - 35217 Padova viltà degli abitanti ma anche alla lungimiranza degli amministratori che hanno saputo rifuggire le facili suggestioni indotte da uno sviluppo turistico legato esclusivamente all’edilizia residenziale che hanno invece caratterizzato altri centri dell’Altopiano.” Il PAT eneghese vuole in definitiva creare le condizioni di vivibilità che consentano di porre fine allo spopolamento del territorio attraverso processi virtuosi di sviluppo. Svi- luppo identificato nella valorizzazione delle risorse paesaggistiche, ambientali e storico-culturali del territorio; nella riqualificazione dell’offerta ed il rilancio dell’immagine turistica di Enego; lo sviluppo di una imprenditoria locale fondata sulle classi più giovani; il potenziamento della rete di servizi a favore delle famiglie; ed infine il miglioramento del sistema infrastrutturale, in particolare la viabilità provinciale. “Il nostro percorso necessita comunque di una cooperazione più ravvicinata e sistematica con gli altri comuni dell’Altopiano ma anche con quelli confinanti del bellunese e del trentino – conclude Rodeghiero – Solo una politica di coordinamento potrà incettare risorse economiche necessarie, solo insieme rafforzeremmo l’identità culturale propria delle genti della montagna”. Gerardo Rigoni Seimila euro per la scuola di Foza Favorire il servizio scolastico, per mantenerlo e migliorarlo, e sostenere, in situazioni di criticità, il mantenimento e l’incremento del corpo insegnante e di sorveglianza di piccole entità scolastiche, poste in situazioni oggettivamente difficili in quanto insediate in aree montane e distanti dai principali centri: è questo l’obiettivo del finanziamento di 6000 euro che la Giunta regionale del Veneto ha deliberato per finanziare la locale Scuola dell’infanzia statale afferente all’Istituto comprensivo di Enego, su richiesta del sindaco del comune di Foza. A darne notizia è l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan, che spiega che: “Così, in quest’anno scolastico, ci sarà una persona qualificata che affiancherà il personale titolare che, va ri- cordato, ha sotto la propria responsabilità 30 allievi in un’unica sezione, non essendo stato possibile costituirne una seconda in base all’organico assegnato”. “Abbiamo ritenuto- ha specificato Elena Donazzan - di andare incontro alle esigenze di finanziamento, in quanto si inseriscono nei programmi di intervento miranti a garantire la qualità della scuola veneta, in specifico garantendo così, ai frequentanti della Scuola dell’infanzia statale, un elevato livello didattico ed un’adeguata vigilanza”. 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 16 Lusiana: approvato il bilancio 2010 LUSIANA Al via tante opere pubbliche per rinnovare l’immagine del paese. Da Regione e Provincia contributi per oltre un milione di euro. Nessun aumento delle imposte e delle tariffe ai cittadini Approvato a Lusiana il bilancio di previsione 2010. La difficile situazione economica attuale che vede molte famiglie ed imprese di Lusiana in difficoltà, ha indotto l’Amministrazione Comunale a mantenere inalterate imposte e tariffe anche laddove le disposizioni di legge imporrebbero degli aumenti per adeguare le entrate ai costi. La scelta politica che ha rappresentato il filo conduttore per la programmazione 2010 si è basata sul non aumentare le imposte ai cittadini per poter dare un segnale chiaro e concreto di aiuto alle famiglie. Aumento delle imposte che in alcuni casi sarebbe risultato necessario se pensiamo per esempio alla tassa sui rifiuti che copre il 75,72% della spesa laddove la legge impone il 100%. Molti Comuni anche vicini, come per esempio il Comune di Conco, infatti stanno raggiungendo una copertura totale con un aumento negli ultimi anni tanto da raggiungere un tetto del 98%. L’Amministrazione Comunale ha ritenuto di mantenere invariata la tariffa anche per il 2010 perché, prima di aumentare l’imposta ai cittadini, sentiva il dovere di fare una precisa analisi di chi paga e di come paga attraverso dei controlli e verificando la possibilità di ridurre i costi incentivando ulteriormente quelle forme di raccolta che possano contribuire al raggiungimento di questo risultato. Inoltre, con il passaggio dalla tassa alla tariffa, sarà opportuno approntare un sistema di calcolo non legato esclusivamente alla superficie ma con più parametri diversi. Per quanto riguarda il trasporto scolastico, nel quale le entrate sono irrisorie (19.000 euro) rispetto alla spesa (110.000 euro), con servizio gratuito per i bambini della scuola materna e con un pagamento irrisorio per gli alunni della scuola primaria e media, si è deciso di andare incontro alle famiglie e di non aumentare il contributo che viene loro chiesto. Da una analisi delle entrate è emersa una netta diminuzione dei proventi per il Comune di Lusiana, infatti i trasferimenti dello Stato sono in diminuzione rispetto al 2009 di 44.448 euro. Complessivamente lo Stato trasferisce al Comune di Lusiana 196 euro pro capite. Comuni vicini godono di trasferimenti maggiori che permettono una maggiore disponibilità per erogare servizi ai cittadini. Altra voce in diminuzione è l’entrata derivante dalle concessioni di cava a causa della grave crisi che sta vivendo il mercato, il completamento di alcune concessioni e gli ostacoli, anche burocratici, incontrati nell’apertura di nuove cave. A causa di questa riduzione delle entrate, per non essere costretti a ridurre le spese correnti, l’amministrazione comunale ha attivato una ricerca di contributi partecipando a diversi bandi di finanziamento regionali, nazionali e dell’Unione Europea. Per quanto riguarda le opere pubbliche, oltre agli interventi di importo inferiore ai 100.000 che riguardano la viabilità, i parcheggi, la sistemazione delle contrade e delle isole ecologiche, per le quali è stato richiesto un contributo alla Regione, le manutenzioni e l’adeguamento igienico sanitario delle malghe, la messa in sicurezza delle scuole, sono state previste alcune importanti opere fortemente volute dall’Amministrazio- ne che hanno ottenuto finanziamenti da parte della Regione. Il Consiglio è stato infatti informato di contributi regionali e provinciali ottenuti per la somma di 1.598.197 euro dei quali 335.772 euro provengono dalla gestione della passata amministrazione (2° stralcio strada Laverda e sistemazione campo sportivo di Valle di Sopra), mentre 1.262.425 euro sono relativi a nuovi progetti inseriti da questa amministrazione. Tra questi si è già avuto conferma di finanziamenti per interventi molto importanti e da tempo attesi dalla cittadinanza, in particolar modo il recupero della Casa del Segretario, per la sistemazione della Piazzetta Marchi e per il 1° stralcio della strada silvopastorale Monte Corno. E’ stata altresì ammessa a contributo la realizzazione del marciapiede sul tratto di strada Lusiana Pilastro per il quale la Provincia ha previsto interventi di messa in sicurezza nel proprio programma delle opere pubbliche per 350.000 euro. A completamento del programma opere pubbliche, partirà a giugno un importante intervento sulle scuole che prevede il rifacimento del tetto con l’installazione di pannelli fotovoltaici e il tanto atteso ascensore che permetterà l’eliminazione delle barriere architettoniche nell’edificio scolastico. Un’Amministrazione audace che punta al cambiamento anche in un momento di forte difficoltà economiche per le famiglie e per i Comuni stessi, nella speranza di investire nel futuro del paese permetta di migliorare la qualità di vita dei lusianesi. Egidio Zampese Premiata la “storica” levatrice In occasione dell’8 marzo, l’Amministrazione comunale ha premiato con una targa di riconoscimento l’ostetrica Maria Poli, 84 anni, conosciuta come la “Maria levatrice” di Lusiana. Nata a Crosara nel 1925 si è iscritta alla scuola di ostetrica di Marostica. Dopo l’esame da privatista, si iscrive alla scuola di ostetrica di Padova ottenendo il diploma nel 1948. Il primo impiego è nella condotta di Lusiana nel novembre del 1949, dove si stabilisce e forma famiglia. Si sposta a piedi in una condotta molto vasta, poi compra una lambretta e quindi una “Cinquecento”. Porta sempre con se la borsa con gli oggetti essenziali: fascettine, forbici, aghi, pinze, la borsa dell’acqua calda e la “trombettina” di legno per ascoltare i battiti del cuore del neonato. Maria fa nascere i bimbi nelle case, nelle stalle, e a volte vicino al focolare. Erano situazioni di povertà e miseria quindi, dopo la nascita dei bimbi, portava spesso alle famiglie fasce e indumenti che recuperava da amici e conoscenti. Nel 1969 l’ospedale di Marostica chiede la collaborazione dell’ostetrica Maria che continua a far la levatrice anche a Lusiana seguendo le mamme lusianesi con il consultorio maternopediatrico. Nel suo lavoro inserisce anche le vaccinazioni e svolge attività anche alla co- La premiazione dell’ostetrica Maria Poli, meglio conosciuta come “Maria Levatrice” lonia Alpina di Monte Xausa. Dal 1979 al 1989 presta la sua opera anche ad Asiago dove in ospedale fa nascere 328 bambini (in tutto sono alcune migliaia i bimbi che hanno visto la luce grazie al suo intervento). A chi le chiedeva che mestiere faceva lei affermava sempre: “Faccio il mestiere più bello del mondo!”. Un mestiere che le ha dato molte soddisfazioni, sottolineate in sala consiliare del Palazzon in occasione della consegna della targa dal sindaco Antonella Corradin e da molte mamme che hanno partorito grazie al suo aiuto e hanno goduto della sua assistenza prima, durante e dopo il parto. Egidio Zampese 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 17 SPETTACOLO Ad aprile I Rispaar “in tournèe” a Conco e Gallio A grande richiesta il gruppo teatrale amatoriale tornerà ad esibirsi ad aprile, sempre per beneficenza A quando il nuovo spettacolo dei Rispaar? Sono tanti gli afficionados in attesa di saperlo, ma per il momento progetti concreti non ce ne sono, se non a livello di qualche idea. Anche perché, dopo il “debutto” della scorsa estate ad Enego, I Rispaar sono in procinto di tornare “in tournèe”. Sono talmente tante le ri- chieste che arrivano da altri paesi, che alla fine il gruppo si è deciso, e dopo aver sperimentato un genere di spettacolo “trasferibile” senza grosse difficoltà anche su palchi lontani da quelli che sono stati finora i loro tradizionali, hanno deciso di accettare le proposte arrivate da Conco ed Gallio, portando in sce- na “Osteria dala zia”. Uno show ben collaudato che, con qualche novità, alle quali i Rispaar non rinunciano mai, potrà essere visto a Conco nella Sala Don Italo Girardi il 9 e 10 aprile e a Gallio presso il Palasport Auditorium il 16 e 17 aprile (per Gallio prevendite biglietti presso l’Ufficio Turistico). S.B. Torna in scena “Indio, il popolo del sole” Alle quattro del pomeriggio del prossimo 28 marzo, presso il teatro Remondini di Bassano, Santissima Trinità, va in scena la quarta replica dello spettacolo Indio, il popolo del sole di Genny Ronzani. Lo spettacolo è la trasposizione in danza del primo libro di Gianni Bordin Indio, Edizioni Lavoro, frutto dall’incontro umano e culturale con l’ancestrale popolo che occupa la Foresta Amazzonica: “Sembra di essere in un sogno, dove la storia dell’uomo è viva e colorata e danzata dalla notte dei tempi... D’ora in avanti qui i nostri nomi sono da dimenticare. Dimenticare il mondo fuori ed essere Txor-txo , Kuka-tep e Kamok” A mettere in scena questo binomio spazio-temporale e culturale sarà il Centro Formazione Danza Chorus di Lusiana, nato nel 1999 e diretto da Genny Ronzani, Teacher della Royal Academy of Dance di Londra, che coordina la didattica delle varie espressioni della danza: dalla classica alla modern-jazz, passando per il contemporaneo e l’hip hop. L’Associazione Chorus, che al momento conta 80 allievi e 60 adulti iscritti ai corsi a loro dedicati, si avvale di un corpo docenti d’avanguardia e di stage proposti con cadenza mensile da ospiti di alto livello. Il ricavato dello spettacolo, organizzato dall’associazione TONEL, (acronimo di Tonino e Nelma) andrà a favore delle popolazioni del Brasile dove opera Nelma. L’associazione è composta solo di volontari. Il biglietto di ingresso per Indio, il popolo del sole costa solo 6 euro. PRIMA L’ALTOPIANO! UNITI POSSIAMO FARCELA! Care concittadine e cari concittadini dell’Altopiano, Vi chiedo qualche minuto di attenzione per dirVi, con grande sincerità, alcune cose sulle prossime Elezioni Regionali del 28-29 marzo 2010. Da quando sono state istituite le Regioni, il nostro Altopiano non ha mai espresso un Consigliere Regionale, sia per i pochi abitanti, sia perché ci siamo presentati divisi. A rendere vani i nostri tentativi sono stati spesso gli interventi dei partiti della pianura, perché un Consigliere Regionale dell’Altopiano significherebbe che un’altra area della Provincia rimarrebbe senza. E questo non va bene a chi teme l’unità dell’Altopiano: hanno sempre tentato di dividerci, per poter predominare, per metterci nelle condizioni di dover chiedere qualche favore a un consigliere che non è “nostro”, anziché avanzare direttamente le nostre richieste e far valere, senza mediazioni, i nostri diritti. Fino a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, questo “sogno” sembrava vicino a realizzarsi: io Pino Rossi, Sindaco di Gallio, ero l’unico candidato dell’Altopiano, sostenuto dai cittadini, dalle imprese e da numerosi amici, anche di orientamento politico diverso. Al momento della presentazione delle liste sono comparsi altri due candidati dell’Altopiano. Non voglio assolutamente mettere in discussione il fatto che, in democrazia, tutti hanno il diritto di candidarsi alle elezioni, ma vorrei farVi riflettere sulla strana tempestività con cui i partiti hanno messo in campo altri candidati, non appena i sondaggi davano l’Altopiano per vincente. Non occorre che Vi dica che questi candidati non saranno eletti, perché lo avete intuito già da soli. Il loro unico scopo o, meglio, lo scopo dei partiti che li hanno proposti, è quello di impedire che l’Altopiano abbia il “SUO” Consigliere Regionale, rompendo gli equilibri. Ho svolto queste riflessioni alla luce del sole, per invitarVi a riflettere, a cogliere l’aria nuova che si respira sull’Altopiano, a non rinunciare a un’opportunità. Vi chiedo di tornare ad essere protagonisti, tutti insieme, a riscoprire l’orgoglio di essere Altopianesi, a dire: “Giù le mani dall’unità dell’Altopiano!” IL MIO IMPEGNO PER L’ALTOPIANO SARA’: OSPEDALE DI ASIAGO: non una comodità, ma una necessità da difendere. OSPEDALE DI MEZZASELVA: una struttura da attivare ad ogni costo. AMBIENTE NATURALE: l’unica risorsa da salvaguardare e rilanciare con grandi strutture eco-compatibili. STORIA POPOLARE: un’autonomia secolare da riconquistare con forza. LEGGE SPECIALE: strumento indispensabile per le nostre aziende, per il turismo e per la tutela dei più deboli. Committente Responsabile: Pino Rossi Mandatario: Franco Remonato Con Pietro un po’ di Puglia fra I Rispaar Torniamo a parlare dei Rispaar, continuando la presentazione dei vari componenti, iniziata in occasione dei dieci anni di attività del gruppo. Stavolta le consuete quattro chiacchiere le facciamo assieme a Pietro Marziliano, e dal cognome si capisce subito che non si tratta di un “nostrano”. Pietro è pugliese, precisamente di Monte Sant’ Angelo, sul Gargano, ed è stato il suo lavoro di militare della guardia di finanza a portarlo, oltre 20 anni fa, sull’Altopiano. “Qui mi sono inserito immediatamente bene, conoscendo fin da subito tanta gente – dice – innanzitutto per il mio lavoro che mi porta a contatto con tante persone. Poi, portando i bambini alla scuola materna, la cerchia delle conoscenze e amicizie si è ampliata, e proprio ai tempi dell’asilo dei miei figli ho avuto modo di entrare a fare parte del gruppo che allestiva le recite di carnevale, che successivamente è diventato “I Rispaar”. Ricordo inoltre sempre con molto piacere i primi tempi in cui sono arrivato qui, e a pranzo andavo all’allora “Circolo Alpino”: la signora Lucia e tutta la sua famiglia sono stati sempre molto disponibili, facendomi sentire come a casa”. Con i Rispaar, Pietro dice di aver avuto tantissime soddisfazioni, oltre quelle comuni a tutti i componenti, ovvero il fare qualcosa di tangibile per gli altri e ricevere apprezzamenti conti- nui, anche quella di riuscire a portare un po’ della sua terra natale sull’altopiano dove ci sono culture e tradizioni completamente diverse. “Al mio paese, da adolescente – racconta – ho fatto parte del gruppo folcloristico “La Pacchianella” che con canti e balli porta in giro per il mondo la tradizione popolare pugliese. Ci siamo esibiti in tanti paesi europei, ma ricordo con particolare emozione quando abbiamo cantato e ballato di fronte a Papa Giovanni Paolo II° allo stadio di Foggia. Quando in uno degli spettacoli dei Rispaar si è pensato di portare in scena dei balli legati ai diversi continenti mi è venuta l’idea di proporre “La quadriglia”, un ballo tipico delle mie parti”. E potevano i suoi compagni non accontentarlo? Nel gruppo si ascoltano sempre le proposte di tutti, e poi con lo spirito dello stare e del fare insieme che lo caratterizza, insieme si decide e si porta avanti un progetto. “All’inizio – racconta ancora Pietro - ci sembrava qualcosa di impos- sibile da fare perché si tratta di un ballo pieno di coreografie, ma poi con l’impegno di tutti siamo riusciti ad avere un ottimo risultato, ricevendo molti apprezzamenti dal pubblico. Questo mi ha molto gratificato”. Il sostegno e il favore degli spettatori, insieme alla gioia di fare beneficienza in modo diretto e verso realtà locali, sono, insieme all’affiatamento e alla condivisione degli stessi ideali delle quaranta persone di cui il gruppo si compone, il vero motore, la vera forza dello stesso. Unitamente all’appoggio dei familiari. “Mia moglie Antonella, i miei figli Grazia, 15 anni, e Michele, 11 anni, si divertono molto, anzi i ragazzi non vedono l’ora di aver l’età per entrarne a far parte a loro volta!” In attesa del nuovo spettacolo, i Rispaar intanto torneranno ad esibirsi a Conco e a Gallio, ma in questa occasione Pietro non sarà del gruppo. “Per salire sul palco – dice – ci vuole lo spirito giusto, e a me in questo momento manca. Recentemente ho perso entrambi i genitori, mio padre è venuto a mancare proprio poche ore dopo che mi ero esibito con l’ultimo spettacolo portato in scena dai Rispaar al Millepini. Per il momento è ancora troppo vivo il ricordo di quel grande dolore arrivato subito dopo la gioia e il divertimento dello spettacolo, per cui ho deciso di prendermi una piccola pausa”. Silvana Bortoli Due giovani artisti in concerto Nonostante in due superino di poco quarant’anni di età, hanno fin qui avuto modo di maturare una notevole esperienza artistica suonando sia singolarmente che a quattro mani. Con la stessa modalità i pianisti Marco Prevosto e Giulia Vazzoler si esibiranno in occasione del concerto, organizzato da Artemusica di Roana, che terranno sabato 27 marzo alle 17.30 nella sala Consiliare del Municipio di Canove. I due giovani artisti, ligure lui, veneta lei, si cimenteranno con le musiche di Bach, Rachmaninov, Chopin, Beethoven e Scharwenka. Il primo ha iniziato lo studio del pianoforte a 8 anni a Sanremo, città nota soprattutto come patria della musica leggera italiana, esibendosi fin da piccolo come solista in formazioni da camera sia in Italia che all’estero e distinguendosi in occasione di numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Conosciuto e apprezzato nella sua regione, nonostante la giovane età Prevosto si è interessato alla diffusione e promozione della cultura musicale attivandosi per organizzare festival, occasioni tra l’altro di incontro tra affermati professionisti e giovani talenti. Suona in duo con Giulia Vazzoler che il mese scorso ha ottenuto il Diploma Acca- demico di Pianoforte presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. La pianista trevigiana è un’artista eclettica che alterna lo studio e l’esibizione al pianoforte, per il quale è stata premiata in numerosi concorsi, alla poesia e al canto, attività grazie alle quali ha avuto modo di mettersi in evidenza in numerose manifestazioni alle quali ha partecipato. E’ inoltre iscritta al corso di Laurea in Filosofia presso l’Università di Padova e come il suo giovane collega è ideatrice ed organizzatrice di manifestazioni musicali anche a carattere benefico. Giovanni Rattini 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 18 Nati dalle “ceneri” dei Sick Minds ECCO GLI “HEAVY ENGINE” Effervescente quintetto rock - heavy metal Asiago. Il panorama delle band musicali altopianesi si arricchisce di una nuova formazione, o, per meglio dire, di un nome nuovo; un po’ come l’araba fenice che rinasce dalle proprie ceneri, gli Heavy Engine (questo il nome della heavy – rock band) non sono altro che l’evoluzione, anche nella formazione, dei Sick Minds, la Iron Maiden Tribute Band che da qualche anno molti amanti del genere hanno potuto apprezzare. A raccontarci un po’ della loro storia è Filippo Forte “La mia passione per la musica è iniziata a 14-15 anni ascoltando gruppi dai Deep Purple passando per Dire Straits e Guns n’ Roses fino agli Iron MATTIA Maiden; è nata così dentro me un’attrazione <fatale> ad imitare quei riff di chitarra e così a 16 anni acquistai una Fender. Badai da subito più alla pratica ed alla cura del suono che allo studio della musica. Presto con l’attuale bassista Lex (Alessio) ed al caro amico Miguel Sayal fondammo per così dire il primo gruppo, proposta che lanciai quasi come una sfida, assegnando loro gli strumenti (basso e batteria) che però non sapevano suonare. Poco dopo entrò nel gruppo anche Mattia Basso come seconda chitarra e, seppur senza cantante, iniziammo a provare le prime cover in un pezzo di stalla di Mattia ALESSIO che avevamo abbellito con foto e posters. Due anni dopo (nel 2007) molte cose erano cambiate; il cambiamento più importante fu l’arrivo di Jhonny Pablo alla voce, cosa che completava l’organico e ci permetteva di guardare avanti. Nascevano così i Sick Minds come Iron Maiden Tribute Band, soprattutto in funzione delle specifiche predilezioni specie della nostra voce; nell’estate dello stesso anno esce dall’organico Sayal per far posto a Christian Plebs, che porta nel gruppo non solo la sua cultura musicale ma anche una bellissima, nuova sala prove. Altri due anni ed il gruppo vive un periodo di cambiamento e di scelte nuove, dopo l’arrivo nello scorso autunno di Mattia Pivotto alla chitarra e l’abbandono del progetto Tributo Iron Maiden. Il gruppo ha voluto evidenziare la svolta anche col cambiamento di nome trasformato in Heavy Engine e, per ora, suoniamo cover dei più grandi gruppi metal degli anni ’80 e ’90; ma stiamo già lavorando anche alla produzione di pezzi inediti”. “Col nuovo nome abbiamo già fatto il nostro esordio la scorsa settimana al Roxy Bar di Canove - precisa Jonathan, la voce del gruppo ed è stato positivo. Dopo due anni, comunque positivi e di soddisfazioni, avvertivamo forte il bisogno di una svolta, evento che ha preso corpo con l’arrivo a settembre di Mattia che, con la sua giovinezza, ha portato stimoli nuovi ed una ventata di entusiasmo in tutti noi. Con la nuova formazione abbiamo anche fatto un’uscita al Magia, e ci è piaciuta. A questo punto ecco la voglia di cambiare e di crescere; l’abbiamo avvertita concretamente quando una sera, durante le prove, è spontaneamente venuto fuori un primo pezzo tutto nostro, che poi abbiamo assestato e limato. Ci abbiamo provato gusto e soddisfazione, e così è montata la voglia di fare, di essere creativi, di percorrere una strada tutta nuova e tutta nostra. Ed è questo quello che ci proponiamo di fare, anzi che stiamo già facendo con la produzione dei primi pezzi griffati <Heavy Engine> “. Cesare Pivotto JONATHAN CHIRSTIAN FILIPPO Questa la formazione: ALESSIO BASSO, 19 anni. BASSO JONATHAN PABLO BERRETTA, 23 anni. VOCE FILIPPO FORTE, 21 anni. CHITARRA MATTIA PIVOTTO, 17 anni. CHITARRA CHIRSTIAN PLEBS, 24 anni. BATTERIA Nicola Valente, la O. I. & B. Band e... Zucchero Sabato 27 febbraio, si è tenuto a Bologna il Raduno Internazionale dello Zucchero Fans Club e un pezzo di Altopiano era presente in veste di protagonista e di spettatore allo stesso tempo; infatti, un’intera corriera è partita dai nostri monti per seguire e sostenere Nicola Valente, chitarrista di Cesuna che, da giugno del 2009, suona con la O. I. & B. Band, tribute band ufficiale di Zucchero che il cantautore stesso ha voluto sul palco per l’occasione. La band, il cui nome è l’acronimo di “Oro, Incenso e Birra” (celeberrimo album di Zucchero) è composta da otto elementi ed è spesso incrementata dal contributo di ospiti di riguardo come James Thompson, Lisa Hunt, Paolo Belli, Mario Schilirò e Adriano Molinari (musicisti di Zucchero stesso); Nik Valente fa parte da un anno del gruppo e per questo costituisce un orgoglio per amici e parenti che, in occasione di questo importante evento, hanno voluto sostenerlo ancora una volta. La serata si è aperta con un intero set dedicato alla tribute band, cui sono seguiti alcuni brani eseguiti con Irene Fornaciari, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “Il mondo piange”. Attesissimo, è poi giunto il momento in cui la band ha accompagnato il leggendario Sugar Fornaciari: un momento di grande impatto emotivo sia per il chitarrista nostrano che per gli altopianesi che hanno voluto partecipare all’evento con tanto di striscioni e cori d’incoraggiamento. Non ultimi, sono stati ospiti della serata Adriano Molinari e Mario Schilirò, rispettivamente batterista e chitarrista di Zucchero, Maurizio Vandelli degli Equipe 84, Dodi Battaglia dei Pooh e Fio Zanotti, noto arrangiatore. Nicola Valente ha iniziato a suonare all’età di 18 anni da autodidatta e, durante il primo anno di Università, è stato spinto dal suo primo maestro, Roberto Dalla Vecchia, a intraprendere uno studio serio dello strumento; nel 2008, si è diplomato presso il Centro Professione Musica di Franco Mussida a Milano in chitarra elettrica pop rock/jazz, dopo aver seguito corsi tenuti da maestri e musicisti di fama nazionale come Luca Colombo, Pete La Pietra, Luca Biggio e Paolo Jannacci, nonché numerosi stage con celebrità internazionali, da Tommy Emmanuel a Robben Ford. Ad Asiago, lo conosciamo per la sua esperienza in alcuni gruppi musicali locali (Living Soul e Zero100 Bar Band), ma ora i suoi orizzonti si sono allargati: oltre a insegnare chitarra elettrica in varie scuole del vicentino, dallo scorso giugno Nik è stato contattato da questa prestigiosissima band che lo ha voluto sul palco. Nicola, com’è iniziata questa tua esperienza con la O. I. & B. Band? A giugno dell’anno scorso, durante un concorso per band emergenti, ho incontrato Federico Malaman (bassista e direttore musicale della band) che, dopo avermi sentito suonare, mi ha proposto di entrare a far parte del gruppo di lì a poco: in tre giorni, ho dovuto imparare ben 25 pezzi. Com’è stata la prima serata con la tribute band ufficiale di Zucchero? Ricordo che la prima serata si è tenuta il 25 giugno scorso a Porto Recanati; fin da subito, mi sono reso conto dell’ottimo livello della band e della professionalità non solo musicale ma anche logistica con cui era gestita la buona riuscita di ogni concerto. Da lì, si sono susseguite ben più di cinquanta serate, a cui ha preso parte anche Lisa Hunt, corista di Zucchero per un buon ventennio. Sapresti tracciare un bilancio complessivo dell’esperienza vissuta sinora? In poche parole, credo che questa opportunità abbia completamente stravolto il mio modo di vedere la musica! In mezzo a tante emozioni positive, immagino ci siano state anche delle difficoltà... Certo, difficoltà che comunque mi hanno portato a imparare e a crescere soprattutto dal punto di vista tecnico: ho imparato a valutare l’importanza di ogni singola nota, sia in studio (come è successo ad agosto) che quando si suona dal vivo di fronte a un pubblico di 7000-8000 persone. Quindi un obiettivo raggiunto dopo il quale si sono presentate altre mete da raggiungere... Esatto. Il duro lavoro di questi mesi sta portando i suoi frutti: sono molto soddisfatto di quanto sono maturato sul suono e sul playing. E sto ancora imparando tanto, giorno dopo giorno. Com’è stato suonare con Sugar in persona? Un’emozione indescrivibile! Il rapporto è stato ottimo sin dalle prove del pomeriggio, durante le quali ho avuto modo di parlare con lui e scambiare qualche battuta su alcuni accordi delle sue canzoni! Sei contento che un pezzo di Altopiano ti abbia raggiunto fino a Bologna per sostenerti? Diciamo che sono il privilegiato della band, in quanto sono il solo ad avere un Fans Club personale di tutto rispetto e disponibile a sostenermi anche quando suono così distante da casa: un gruppo di parenti e amici che mi hanno sostenuto sin dai primi accordi e che ringrazio infinitamente. I loro striscioni e i cori d’incoraggiamento mi hanno dato ancora più carica, cosa necessaria quando i propri assoli sono ascoltati attentamente da un pubblico così vasto. Grazie ragazzi! Che progetti hai per il tuo più prossimo futuro? Al momento, sono concentrato sulla preparazione del nuovo tour, che partirà il primo maggio e che toccherà non solo l’Italia, ma anche Svizzera, Austria e Germania, nonché il Brasile con un minitour; inoltre, la band si sta dedicando a due pezzi inediti, composti e arrangiati da Federico Malaman con testi del cantante Cristian Garbinato. Qualche ringraziamento da imprimere sulla carta stampata? Naturalmente ringrazio la mia famiglia e i miei amici. Un sentito ringraziamento va alla O. I. & B. Band che mi sta permettendo di continuare il mio sogno musicale e di vita. Ringrazio sentitamente anche l’amico Federico Malaman, che ha creduto in me dall’inizio e mi ha sempre spronato a migliorarmi. Martina Rossi 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 CULTURA L’importanza della letteratura storica, delle riviste specialistiche e delle pubblicazioni di carattere memorialistico è tanto più elevata quanto più ci si allontana dal periodo che si va a considerare. Col passare del tempo, infatti, vengono meno le preziose testimonianze dirette di coloro che hanno vissuto nell’epoca considerata e che potrebbero offrirci scorci di storia inediti e interessanti in quanto dipendenti da un punto di vista diverso da quello dei manuali di storia che si è abituati ad affrontare per conoscere un dato evento. Proprio per questo è necessario ascoltare, registrare, ricercare e dare alle stampe tutto ciò che rischia di cadere nell’oblio, perchè il tesoro della memoria sia alla portata di tutti coloro che desiderano conoscere e approfondire, e per evitare che certe informazioni vadano perse. E’ quello che mi ripropongo di fare attraverso questo articolo, essendomi impegnata a raccogliere materiale fotografico e biografico di un Tenente che Recuperiamo le pagine di storia dimenticate nelle nostre soffitte combattè durante la Grande Guerra e lasciò, fortunatamente, un vasto patrimonio di ricordi ai propri figli. La sopravvivenza della sua testimonianza non solo arricchisce la collettività con notizie e aneddoti curiosi, ma permette anche che si sviluppino e progrediscano ricerche e attività correlate. La riscoperta di questo tesoro memorialistico è avvenuta quasi per caso un giorno dell’estate scorsa, quando il signor Tito Longo, figlio ottantaduenne del Tenente Antonio Longo, trovandosi sull’Altopiano di Asiago, si è recato a Forte Corbin per visitare il luogo tanto nominato dal padre nei suoi racconti e rappresentato nelle numerose fotografie custodite in famiglia da più di 90 anni. Trovando con sorpresa la fortezza in buono stato e pazientemente resa museo storico dai proprietari, ha ritenuto opportuno rendere pubblica la storia del padre, rispolverando antichi ricordi e raccogliendo quante più informazioni possibili a riguardo. Antonio Longo, nato ad Este (PD) nel 1891, fu chiamato alle armi nel maggio 1915 e accolto nella scuola allievi ufficiali di artiglieria a Verona, dove ricevette il grado militare di Tenente. Successivamente gli venne assegnato il comando della batteria 559 del 9° reggimento di artiglieria da fortezza che si trovava presso il Forte di Punta Corbin, situato sul confine occidentale dell’Altopiano di Asiago a difesa della Valle dell’Astico da quota 1100 m. Arrivato al Corbin, il Tenente si trovò a comandare un plotone di militari dalle discutibili provenienze. Alcuni di loro, infatti, allo scoppio della guerra stavano scontando pene anche gravi nelle prigioni sarde ed erano stati liberati in quanto arruolatisi come soldati volontari. La sorpresa fu grande nel constatare che questi artiglieri mal- La grande guerra in pillole Le pagine della Domenica del Corriere Dall’archivio del Museo della Grande Guerra di Canove parte lo spunto per questo approfondimento sui contenuti tratti dalla famosa rivista settimanale allegata al Corriere della Sera Furono davvero molte le riviste pubblicate durante il primo conflitto mondiale. Oltre che per la loro periodicità, ciò che le rendeva particolari erano i contenuti e il tipo di lettori ai quali si rivolgevano. Per il fronte interno si stam- 19 pavano tanto pubblicazioni dove l’interventismo si manifestava in maniera palese, quanto articoli e resoconti dai vari fronti stilati in maniera più moderata, questi ultimi ovviamente guardati con pronunciato sospetto, se non addirittura osteggiati, dal Governo del primo ministro Salandra. Tuttavia la presente ricerca focalizza l’osservazione sul settimanale La Domenica del Corriere, il mitico rotocalco che l’artista “La Domenica del Corriere” 2 – 9 agosto 1914 Vigilia di guerra – Austria-Ungheria e Serbia in armi Otto giorni fa nessuno avrebbe osato predicare l’imminenza d’una guerra, fors’anche d’una grande guerra. Eppure alla guerra siamo giunti inaspettatamente, fulmineamente. Giovedì 23 luglio l’Austria annunciava a tutte le potenze d’aver mandato alla Serbia un ultimatum: o questa accettava tutte le condizioni di esso non più tardi di sabato alle ore 18, o l’Austria sarebbe scesa in armi contro la vicina che le insidia il possesso di territori dove sono genti di razza slava. Le condizioni erano tali da non potersi accettare, sinceramente (fra l’altro tollerare l’intervento della polizia austriaca in Serbia per scoprire e impedire l’opera delle Società che alimentano il movimento slavo); e infatti la Serbia le respinse. E allora sabato sera i rispettivi rappresentanti a Vienna e a Belgrado vennero richiamati interrompendo ogni relazione fra i due Stati, e Austria e Serbia impartivano ordini per la mobilitazione, la parziale e qui generale dei propri eserciti. Sembra che il governo austro-ungarico abbia potuto persuadersi dell’attività e della gravità dell’opera serba contro l’integrità del proprio territorio Achille Beltrame consacrò con le sue tavole a colori. Ad ogni uscita del Giornale Altopiano pubblicheremo un brano tratto da quel famoso giornale. Il brano che apre la rassegna, l’unico di veramente serio e riflessivo tra quelli di andremo a proporre nelle prossime settimane, può essere considerato il primo di una lunga seria dedicato dalla carta stampata agli anni del primo conflitto mondiale. Interminabili mesi di ostilità, da qui in poi, avrebbero occupato le prime pagine di riviste e quotidiani, titoli a quattro colonne accompagnati da immagini prima esaltanti gli scontri lontani dai confini italici, poi le gesta eroiche dei regi soldati verso quell’esercito che verrà definito “invasore”. Il documento assurge a maggior valore se si rileva che tra le righe è prospettato lo spettro di una imminente “grande guerra”. Giovanni Dalle Fusine in occasione dell’inchiesta fatta per l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie a Sarajevo perpetrato da affiliati a Società panserbe. Belgrado, la capitale serba, sorgendo presso le rive del Danubio, a 15 minuti di ferrovia dal confine, venne già abbandonata dal governo serbo trasportando il tesoro ed i ministeri più addentro, a Cragujevac. Che accadrà ora? L’esercito austro-ungarico si accontenterà di occupare qualche parte del regno serbo, od affronterà addirittura il suo esercito? Certo, la sproporzione fra i due belligeranti è enorme, se si pensa che la Serbia ha meno di un decimo della popolazione dell’Impero ed un esercito che non può giungere ad un settimo di quello. L’incognita maggiore è però rappresentata dal contegno delle Potenze. La Serbia è evidentemente, anche per ragion di razza, aiutata dalla Russia, ma sarà aiuto solo platonico? Qualche corpo d’armata sembra che la Russia abbia già mobilizzato. E se dovesse diventar materiale, le alleate dell’Austria non avrebbero il dovere di intervenire a difenderla? E a sua volta la Francia, l’alleata della Russia, non vorrà accorrere ad aiutarla? Meglio non pensarvi.[…] famati erano in realtà disciplinati e affidabili, volonterosi di riscattare la propria condizione di carcerati attraverso la buona condotta e la stima dei superiori. Tra i commilitoni c’era anche un certo Luigi Stella, affettuoso attendente di Longo, sicuramente di origine veneta, di cui oggi rimangono le lettere sgrammaticate, ma piene di riverenza, scritte alla madre del suo superiore. Pur vivendo in un clima di terrore, i soldati cercavano di rendere la vita meno dura facendosi forza a vicenda e trovando, nei momenti di quiete, motivi di distrazione. Uno dei ricordi più ilari di Antonio riguardava la discesa in valle dell’attendente Stella attraverso la teleferica del Corbin, per pescare nel fiume Astico i tipici pesci della zona (detti “marsoni”) da portare al tenente. Questo aneddoto dimostra non solo la dedizione del sottoposto, ma anche l’impegno per rendere più lieta la permanenza al fronte senza lasciare che la paura e il disagio potessero rovinare quelli che potevano essere gli ultimi giorni di vita. Erano tutti consapevoli infatti di vivere in una fortezza che non era in grado di resistere ai potenti colpi austroungarici, come aveva dimostrato il disastro del Forte Verena, messo fuori uso dopo un solo mese di combattimento. Il momento peggiore arrivò però con la Stafexpedition, nel maggio 1916, quando i nemici riuscirono a raggiungere l’Altopiano costringendo gli italiani alla ritirata. A quel punto parte delle truppe del Corbin furono mandate al Cengio, dove opposero resistenza a costo di gravissime perdite umane, mentre la batteria comandata da Longo venne trasferita in postazioni mobili a Velo d’Astico, per impedire, anche fisicamente, che l’esercito austriaco raggiungesse la pianura. Nel settembre 1917 il Tenente fu trasferito a Tolmino d’Isonzo, dove venne ferito ad un braccio e terminò così la sua presenza al fronte. Il figlio Tito racconta che negli anni successivi, fino alla morte avvenuta nel 1964, Antonio Longo parlò poco della sua esperienza bellica, ma com’è comprensibile la sua vita ne fu profondamente segnata: nella sue preghiere quotidiane ricordava tutti i soldati nemici che probabilmente aveva ucciso durante la guerra, ed esprimeva il desiderio di essere sepolto, quando sarebbe morto, nella zona destra del cimitero di Asiago, nella stessa terra dove riposavano i caduti avversari prima di essere trasferiti nell’Ossario Monumentale. Purtroppo, oltre a queste considerazioni e qualche breve aneddoto, in generale Longo non elargì molti racconti e non scrisse nulla a riguardo, ma conservò il suo legame con quel drammatico periodo della sua vita custodendo in buono stato fotografie, lettere e documenti, poi lasciati ai figli e ora finalmente resi pubblici perché ne possano godere tutti gli interessati. Si tratta di numerose fotografie, foglietti di tiro, lettere dell’attendente Stella alla madre di Longo, pagine di diario, documenti ufficiali dell’Esercito Italiano. E’ soprattutto il materiale fotografico a risultare di particolare interesse, rappresentando parti della fortezza del Corbin allora integre e che finora era stato possibile solo immaginare, mancando un corrispettivo fotografico che permettesse di capire lo stato originale della struttura. Grazie alle testimonianze di Longo, quindi, si potrà non solo intervenire per un ripristino fedele, ma anche risalire, incrociando i dati, ai nomi dei soldati presenti al forte in quel periodo. Inoltre, i foglietti di tiro pervenuti sono la prova schiacciante che smentisce una volta per tutte la notizia diffusa da alcuni scrittori secondo la quale il Corbin non avrebbe mai sparato nemmeno un colpo. Questo caso dimostra che il recupero e la diffusione del materiale storico sono azioni fondamentali per permettere, nonostante lo scorrere del tempo, di avvicinarsi sempre di più alla verità e a una migliore comprensione del passato. Ecco perché sostengo con convinzione la necessità che tutto ciò che ha a che fare con la storia sia messo a disposizione della collettività e non tenuto nascosto con morbosa gelosia. In questo modo si eviterebbe che veri e propri tesori storici vengano dimenticati in qualche soffitta polverosa o peggio in qualche umido scantinato, con il rischio di essere poi bruciati o cestinati da generazioni meno attente. Ilaria Panozzo 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 20 CINEMA, CINEMA, CINEMA,… CHE PASION! L’INTRODUZIONE DEL CINEMATOGRAFO AD ASIAGO OLTRE UN SECOLO FA Si usa datare l’invenzione del cinematografo verso il 1895, ad opera del francese Louis Lumière, considerato l’inventore di questa nuova arte. Tuttavia il cinema, come arte, si sviluppava solo più tardi, in particolare dopo la prima guerra mondiale. Agli esordi, questo nuovo strumento espressivo veniva usato più che altro per girare immagini di vita quotidiana o di attualità, le quali, pur mostrando un notevole senso di composizione dell’immagine, erano comunque prive di qualsiasi forma di sceneggiatura o regole di regia. A questo proposito non possiamo, comunque, non ricordare “L’arrivo del treno alla stazione di La Ciotaf” di L. Lumière (1895), oppure “Il viaggio nella luna” di G. Méliès (1902). Ciò non toglie tuttavia che, anche in questa prima fase, registi italiani non abbiano saputo realizzare dei capolavori, entrati successivamente di diritto nella storia del cinema, quali “Gli ultimi giorni di Pompei” di M. Caserini (1913), “Quo vadis” di E. Guazzoni (1913), oppure il celeberrimo “Cabiria” di G. Pastrone (1913). Poco più di un decennio dopo, nell’ottobre 1907, come ricordava l’Avv. Angelo Costa (Ancos), poeta e storico dell’Altopiano, sembra che Proiettire Prevost (Asitra) certo Cav. Vittorio Bonomo di Asiago abbia avuto l’occasione di assistere a Verona ad una proiezione cinematografica, che lo ha evidentemente colpito, tanto da proporre Labiglietteria l’introduzione andel Cinema Astra che ad Asiago di questa nuova forma di spettacolo. Ed è così che si è costituita, prima della grande guerra, una società, la GUBOPE (acronimo per “Guoli Giacomo, Bonomo Cristiano e Pesavento Domenico), la quale ha allestito, si fa per dire, la prima “Sala cinematografica” ad Asiago all’interno di un magazzino, ubicato in via Maggiore (oggi Corso 4 novembre). Il primo operatore cinematografico ad Asiago si chiamava Augusto Rigoni Nappa e poiché, all’epoca, il cinema era ancora muto, le proiezioni venivano accompagnate al pianoforte da Agostino Bonomo. Le proiezioni, dapprima solo domenicali, dato probabilmente il successo immediatamente riscosso dall’iniziativa, venivano ripetute anche il giovedì. Il costo del biglietto oscillava tra i dieci ed i venti centesimi, a seconda dell’età dello spettatore. Tra i primi film proiettati possiamo ricordare: o Come si vive e come si muore. o I tulipani. o Per un boccon di pane. o L’elettricità liquida ecc I cinematografi di Asiago sono stati inaugurati a partire dalla fine della prima guerra mondiale: per primo il ci- nema Lux, a cui sono seguiti il cinema Italia ed Astra, successivamente purtroppo chiusi. Infine, a seguito della costruzione del Patronato Femminile, verso la metà degli anni sessanta, entrava in funzione anche la Sala del Grillo Parlante. Mario Basso I cent’anni del Cinema Lux In vista del centenario di attività del Cinema/Teatro Lux Asiago (1911 2011), il Circolo Effetto Cinema Asiago è alla ricerca di ogni tipo di materiale (foto, video, documenti scritti ecc..) utile a realizzare una pubblicazione che racconti la storia della sala più antica dell’Altopiano. Il volume si dividerà tra racconti, ricor- Il Cinema Lux come si di, testimonianze, presentava nei fine anni 70 poesie, ma soprattutto foto d’epoca. Chiediamo quindi a tutti coloro che, in qualsiasi periodo, hanno collaborato con il Cinema Lux, come cassiere, operatori o semplici collaboratori, di inviarci il materiale a disposizione contattando Davide al 3493113325 o via mail all’indirizzo [email protected] o ancora tramite posta ordinaria all’indirizzo Cinema Lux - Via Matteotti 23 – 36012 Asiago D.D. LA RUBRICA DELLA PSICOLOGIA “L’anziano italiano è il più depresso d’Europa. E proprio perché depresso va incontro più facilmente all’infarto anche se non fuma, mangia bene e cammina. Lo rivela lo Studio ILSA (Italian Longitudinal Study on Aging) del CNRSezione Invecchiamento dell’Università di Padova. Sono più depresse le donne (58%) degli uomini (34%) oltre i 65 anni. Gli anziani italiani sono i più depressi perché perdono presto il ruolo dominante nella famiglia, vivono in solitudine e spesso con disabilità. La depressione colpisce in modo particolare le vedove. Altro motivo è il fatto che gli anziani italiani raramente si preoccupano di gestire il tempo libero in previsione della pensione, magari impiegandosi in un hobby”. Richiamo questo frammento di un più lungo articolo scientifico per ribadire quanto sia importante per la persona, raggiunta la terza età, riscommettere in nuovi progetti di vita che traghettino dall’adultità realizzata alla fase della progettualità creativa di sé. Progettare significa avere un’idea meravigliosa da realizzare; significa desiderare il futuro come migliore del presente, significa investire con Progettare prima per essere felici…poi: la grande occasione di invecchiare sereni fiducia; l’essere umano è nato per affrontare la propria esistenza con questo atteggiamento combattivo, convinto, positivo. Gli studi gerontologici non lasciano adito a dubbi: non è la vecchiaia in sé a creare depressione, malattia, isolamento, ma la perdita progressiva della attività, dei progetti, della rete sociale, delle parti di sé che ci facevano sentire adulti “in gamba” e pienamente soddisfatti. Certamente, i fattori che entrano in gioco per determinare la qualità di vita dell’anziano sono numerosissimi; non tutti però sono strettamente legati al decadimento fisico e psichico (tant’è che non è poi così scontata la compromissione delle funzioni cognitive come già sostenuto in un precedente articolo): fattori genetici, alimentazione, comparsa di malattie invalidanti, assistenza medica, educazione e livello culturale, benessere economico, interazione e comunicazione, stile di vita, qualità del nucleo socio-familiare, sessualità, vita di gruppo, lutti, cambiamento lavorativo o pensione, sradicamento dal proprio luogo di origine… Come vedete, le variabili in gioco su cui scommettere per invecchiare bene sono molte, e solo alcune richiamano i fattori organici che nostro malgrado ereditiamo dalla biologia. Il resto dipende dalla nostra capacità di progettare un’esistenza felice attivandosi per promuovere il benessere fisico, psicologico e sociale. Ovviamente, parte di questo compito dovrebbe spettare alle Istituzioni. Le politiche di sostegno sociale a favore dell’anziano in Italia sono tuttora molto deludenti e poco propense alla costruzione di un sistema organico di funzioni, servizi e reti che agisca soprattutto a livello preventivo. Le organizzazioni di altri paesi, soprattutto nord europei, sono molto più all’avanguardia e connotati dalla consapevolezza dei cambiamenti demografici della società occidentale che stanno arrivando. Abbandonando un po’ sconfortati la visione “macro”, possiamo risollevarci portando la nostra attenzione sul “micro”, ovvero sulle iniziative capillari di sostegno all’anziano di cui la nostra società, soprattutto nelle aree geografiche del centro nord, è davvero ricca. La presenza di iniziative sociali di grande tradizione quali i centri per l’anziano, le pro loco, gli eventi di intrattenimento e di festa, i circoli sportivi, l’associazionismo di promozione sociale, le iniziative paesane sono diretta conseguenza di una cultura di solidarietà e di volontariato che contraddistingue l’Italia popolare; una rete di risorse nata nel dopo guerra “dal basso”, ovvero dal sentire radicato dei cittadini proveniente dalla nostra cultura cattolica e dalla sensibilità sociale. Detto questo, sembra ci siano tutte le premesse per offrire nuovi modi di investire risorse ed energie anche se l’età avanza. Come mai spesso succede il contrario? Perché parecchie persone, invece di rimettersi in gioco si ritirano ed entrano spesso inconsapevolmente in una spirale depressiva che porta al ritiro e alla solitudine? Una risposta è, purtroppo scontata: le persone giungono impreparate a questa crisi esistenziale, rimangono spettatrici della progressiva perdita di ruoli, capacità, occasioni. E subentra la depressione. Pertanto, bisogna assolutamente pensarci prima. L’adulto è, almeno in teoria, individuo al massimo della sua espressione personale: ha (o dovrebbe!) avere un lavoro, competenze professionali, una cerchia di colleghi; una famiglia, degli affetti, dei figli e dei parenti su cui contare; relazioni amicali, una rete sociale di supporto; delle passioni, interessi, hobby che lo coinvolgono dal punto di vista emotivo, psicologico, interpersonale. E poi, chi più ne ha, più ne metta. Chi sa alimentare ed eventualmente sostituire tutte queste risorse non subisce il trauma della perdita dei propri ruoli, non percependo la frattura esistenziale tra adultità e vecchiaia. Meglio se a fianco si hanno ancora le persone significative e gli affetti di sempre; sarebbe ancor più naturale progettare insieme al partner per sviluppare la propria curiosità del mondo e la creatività. Non è scontato ad esempio impiegarsi in nuove attività professionali, magari senza l’ob- bligo di orari o di carico di lavoro, che assecondi le proprie passioni, la propria indole e che ci faccia sentire nuovamente vivi: è il tempo di fare quanto non si ha mai avuto occasione di realizzare! Vorrei quasi dire che questa tappa è fondamentale per il completamento del nostro essere. È il momento in cui si raccoglie il nostro sapere di tutta una vita e, finalmente, si mettono in ordine i pezzi di quanto costruito precedentemente, con la serenità di avere nuovamente del tempo libero, dopo anni di fatica e impegno. Credo che questo sia davvero possibile, non sia solamente una chimera. Certamente invecchiare è anche riconoscere, rispettare e accettare i propri limiti. Ma in questo perdere qualcosa c’è anche il guadagnare altro: la vita riserva infine occasioni di rinascita, basta essere preparati per afferrarle al volo. Stefano Rigoni, Psicologo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Tel. 338.2919597 – E-mail: [email protected] 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 21 E’ sempre più “ItAltopiano” Rela e Marobin nominati allenatori delle nazionali senior e junior L’avevamo anticipato nel nuova esperienza ». numero precedente, adesso Ma come sarà la sua nazioè ufficiale: Cristian Rela e nale? Riccardo Marobin sono i nuo- « In primis voglio creare un vi tecnici rispettivamente gruppo, anche fuori dalla della nazionale italiana senior pista. E qui entrerà in gioe junior. Soddisfazione ed co il “sistema Vipers”, orgoglio per tutto l’Altopiano, quello che ho imparato che, dopo i continui successi quando ero ad Asiago. degli Asiago Vipers e le tan- Cercherò di portare entute convocazioni azzurre ai siasmo, voglia di stare e Mondiali degli anni scorsi, si giocare insieme. Per quanconferma una volta di più to concerne l’aspetto tecterra delle otto ruote in linea. nico, sceglierò i migliori a Il primo a parlare è Riccardo disposizione del movimenMarobin, che sta vivendo una to, che saranno visionati stagione esaltante: domenica, nel corso dei raduni che infatti, con il suo Padova, inizieremo a maggio in viimpegnato contro il fanalino sta del Mondiale (a di coda Catania, con una vit- Düsseldorf, Germania, dal toria si prenderà per la terza 27 giugno al 2 luglio). Dovolta di fila la promozione in vrò anche abituarmi al siSerie A1; adesso, però, si stema di gioco sulla pista gode questa chiamata in az- (30 per 60 metri) su cui si zurro alla guida dei Riccardo Marobin “boce”. « Una nomina inaspettata – racconta il “Maro” – e che rende davvero speciale quest’annata sportiva. Una sfida ed un’opportunità che mi stimolano enormemente. Conosco l’ambiente (da due anni è anche il responsabile tecnico del Veneto Under 20 con cui l’anno scorso ha vinto il Trofeo delle Regioni) e lavorare con i ragazzi mi piace; non ho alcun tipo di timore per questa svolgerà la rassegna iridata. Mi confronterò con i componenti dello staff azzurro (in via di definizione) ed anche con Cristian Rela, con cui cercherò di instaurare un rapporto di costante collaborazione ». Questa panchina è un punto di partenza o di arrivo? « Di partenza, mi auguro. Questa opportunità che mi è stata concessa è frutto dell’esperienza maturata nei Vipers, che ha contribuito a mettere in moto tutto, ma anche dei risultati ottenuti quest’anno a Padova, dove ho potuto portare avanti il progetto-giovani a cui tenevo tanto. Sono motivatissimo per questa nuova avventura ». Dalla junior alla senior, affidata quest’anno (ma già dodici mesi fa il suo nome era in cima alla lista dei papabili) a Cristian Rela, attualmente al comando della Serie A1 con l’Edera Trieste. Uno che con i Vipers ha vinto tutto, prima da giocatore e poi da allenatore; uno che ha vinto pure lontano da Asiago, portando a Trieste il primo trofeo (la Supercoppa) nella storia dell’Edera. Uno che, tuttavia, nella sua carriera da giocatore non ha mai Quaranta minuti e poi sarà finita la regular season della Serie A1. Quaranta minuti che dovranno ancora stabilire alcuni verdetti. Procediamo con ordine. Capitolo primo posto. E’ una questione ancora aperta, con l’Edera Trieste, impegnata in casa contro il Civitavecchia (già sicuro del quinto posto e dell’incrocio nei quarti di finale con il Vicenza, quarto), che ha tre punti di vantaggio sugli Asiago Vipers, impegnati in casa contro l’altra metà dell’hockey giuliano, il Polet, in bilico tra playout (molto più che probabili) ed una salvezza diretta che avrebbe del IL PUNTO SUI CAMPIONATI miracoloso. Dietro, però, c’è Arezzo, reduce dal successo sull’Edera che ha riaperto i giochi, atteso dalla trasferta tranquilla in casa di un Torino, storica compagine del movimento inline, retrocesso domenica scorsa. Certificato che quarto (Vicenza) e quinto (Civitavecchia) posto sono già sicuri, resta da assegnare l’ultimo “pass” per i playoff, quest’anno a sole sei squadre (formula probabilmente da rivedere, visto che le semifinaliste rimarranno ferme quasi un mese dopo la regular season!). Se lo giocano Ferrara, a riposo nell’ultimo turno, e Milano 24, staccato di due lunghezze dagli estensi ed obbligato a vincere, in casa, contro un Vicenza ormai privo di stimoli. Per quanto concerne la lotta salvezza, restano da definire le due formazioni che disputeranno i playout con le formazioni di A2: tre squadre in ballo, una sola si salverà direttamente e con ogni probabilità uscirà dallo scontro diretto Monleale-Modena. Altamente improbabile, infatti, pronosticare un colpaccio del Polet ad Asiago. Fin qui la Serie A1. In Serie A2, come detto, il Padova è ad un passo dalla promozione nella massima serie; basterà vincere contro il Catania, ancora fermo a zero punti. Già promosso, invece, il Cittadella. Infine la Serie B. Nel girone “C” per l’accesso diretto alla “Final Four” promozione c’è grande equilibrio dopo le prime due giornate di gioco. Comanda il Riccione (4 punti), davanti a Vero- indossato l’azzurro. « Rimane un grande rimpianto – confessa Rela – perché le opportunità c’erano state, ma le condizioni in quegli anni no. Poi c’è stato l’incidente che mi ha aperto, in anticipo, le porte di questa nuova professione e, dopo solo quattro anni, mi è stata data questa opportunità. Il destino ha voluto così. Una nomina che per me è motivo di orgoglio, anche perché a quanto ne so ha avuto una sorta di benestare da parte di società ed atleti e questa fiducia nei miei confronti è molto significativa per me. Sarà un onore guidare gli azzurri al Mondiale (Beroun, Repubblica Ceca, dall’11 al 17 luglio). Sono ancora giovane (36 anni) e ho ancora molto da imparare, ma in fondo se sono qui credo di essermelo anche meritato. Sarà l’ennesima sfida e a me le sfide piacciono ». Una nazionale che pattina lontano dalla zona podio ormai da troppo tempo. Nel 2004 il bronzo di London (Canada), con Angelo Roffo in panchina; poi solo piazzamenti e delusioni, inclusa quella dell’ultima edizione, addirittura in casa. « Proveremo ad invertire la rotta, tutti insieme. Mi auguro che i giocatori possano essere maggiormente stimolati rispetto al passa- na (3), Asiago Black Vipers (3) e Forlì (1). I “men in black”, dopo lo scivolone (62) all’esordio sulla pista del Verona, hanno rialzato la testa, superando (5-3) in casa il Forlì. In questo fine settimana Dall’Oglio e compagni saranno impegnati nella Cristian Rela to. In ogni caso vorrei tornar a casa a testa alta, senza alcun rimpianto ». Sarà una nazionale a trazione altopianese? « Nessuno con me ha il posto assicurato, tutti dovranno essere in forma e motivati e tutti dovranno lottare per guadagnarsi una maglia. Vorrei portar via la squadra più forte, ovviamente, ma soprattutto la mia speranza è quella di poter lavorare nei raduni con tanti elementi a disposizione, in modo tale che possa esserci una vera selezione in pista e non, come in passato, quasi una selezione naturale in seguito alle defezioni. Servirà impegno da parte di tutti e servirà anche il giusto equilibrio in fase di programmazione dei raduni ». Infine il capitolo scommesse con l’amico Marobin. « Ho già vinto una cena, visto che gli avevo pronosticato la promozione con il Padova, ma alla fine ne pagherò anch’io una per la nomina in nazionale. La prossima scommessa, invece, sarà su chi farà più strada nel Mondiale ». Stefano Angonese “tana” del Riccione capolista. Nelle sfide ad eliminazione diretta, invece, gli Asiago Vipers, dominatori della prima fase, hanno superato l’ostacolo Parma, vincendo senza problemi l’andata (83), ma incappando nel primo ko stagionale al ritorno (4-2). Nel prossimo turno c’è l’incrocio con gli Hot Wings Mi- lano. Primo atto della doppia sfida in trasferta. S.A. foto di Carlo Dal Sasso Classifica A1. Edera Trieste punti 48; Rigoni di Asiago Vipers 45; Arezzo 44; Vicenza 35; Civitavecchia 32; Ferrara * 30; Milano 28; Polet Trieste e Modena 13; Monleale 11; Torino 6. (* una partita in più) 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 22 Un campione in giacca e cravatta Già col titolo europeo dei bancari in tasca, l’altopianese Faccin ha vinto recentemente anche il campionato triveneto e il campionato italiano (slalom gigante, categoria seniores) Dopo aver conquistato il titolo di campione europeo di sci alpino nella gara che ha visto pro- Campioni di ieri e di oggi Roberta Rodeghiero: da Asiago a Milano, i successi della pattinatrice asiaghese Roberta Rodeghiero è una ragazza giovanissima, ma allo stesso tempo tenace e indipendente: a soli 19 anni ha avuto la determinazione di portare avanti con successo la sua carriera sportiva, intrapresa sin dalla più tenera età. La pattinatrice asiaghese, divenuta ormai un orgoglio del nostro Altopiano, ha iniziato a muoversi sul ghiaccio a otto anni, dopo essersi appassionata grazie ad alcune lezioni proposte dalla scuola elementare. Per qualche tempo, ha frequentato i corsi due volte alla settimana, ma l’impegno è aumentato progressivamente e proporzionalmente all’età e ai risultati ottenuti, sino a diventare il fulcro della vita della giovane Roberta, che ha fatto parte prima degli Sportivi Ghiaccio Asiago e poi del Circolo Pattinatori Asiago. Con l’arrivo dei primi rilevanti risultati, Roberta ha dovuto allargare i propri orizzonti allenandosi prima saltuariamente e poi a tempo pieno a Trento, sotto la guida di Gabriele Minchio; in terza liceo, ha dovuto rivedere con coraggio la sua vita e cambiare completamente ambiente: scuola nuova, amici nuovi e, soprattutto, la lontananza dalla famiglia, certamente meno pesante al pensiero che tutto ciò sarebbe servito a ottenere una preparazione certamente più adeguata. Nel 2007, la giovane atleta ha dovuto subordinare nuovamente la sua vita alle esigenze sportive, recandosi un paio di volte al mese a Sesto San Giovanni (Milano) per allenarsi con Franca Bianconi, una delle più valide preparatrici a livello nazionale. E’ di quest’anno la decisione di trasferirsi a Milano per poter allenarsi tutti i giorni, nonché seguire le lezioni universitarie: oltre allo sport, Roberta ambisce a conseguire la laurea in Giurisprudenza, cercando di coniugare al meglio gli allenamenti con lo studio. Il trasferimento a Milano ha segnato l’inizio di una fase rosea e promettente della sua carriera, basti pensare che, nella stagione 2007/2008 e in coincidenza con i primi allenamenti milanesi, ha ottenuto il 2° posto alla Gara Internazionale Merano Cup cat. junior, il 4° posto ai Campionati Italiani Assoluti a Milano cat. senior e alla Gara Internazionale in Olanda cat. junior, nonché il 3° posto alla Gara Internazionale Bavarian Open ad Oberstdorf cat. senior. Nella scorsa stagione, ha riportato i seguenti risultati: 7° posto ISU Junior Grand Prix (tappa di coppa del mondo a livello Junior) a Madrid, 1° posto alla gara internazionale NRW Trophy a Dortmund (Germania) cat. junior, 2° posto alla seconda gara nazionale a Courmayeur cat. senior e alla Gara Internazionale Bavarian Open ad Oberstdorf cat. senior. Anche i risultati di quest’anno lasciano presagire un brillante futuro per la stella dei pattini dell’Altopiano: 2° posto alla Gara Internazionale Bavarian Open ad Oberstdorf (Germania) cat. senior, 1° posto alla prima Gara Nazionale Open a Trento cat. senior, 2° posto alla prima Gara Nazionale a Bolzano cat. senior e 4° posto alla Gara Internazionale Mont Blanc Trophy a Courmayeur cat. senior. Per ottenere questi importanti risultati, Roberta deve impegnarsi molto: frequentare le lezioni universitarie la mattina e allenarsi tutti i pomeriggi, tre ore sul ghiaccio e danza o preparazione atletica ogni giorno. L’amore per questo sport, però, compensa ampiamente le fatiche profuse: a Roberta piace sentirsi carica dell’attenzione degli spettatori, compiere un gesto atletico che diventa anche eleganza e femminilità grazie all’accompagnamento della musica e alla magia delle lame che sfiorano il ghiaccio, una disciplina che le consente di esprimere il suo essere donna. Ogni gara, per lei, costituisce un momento unico e irripetibile, ma il suo orgoglio si fa più forte quando è all’estero a rappresentare la propria Nazione. Nonostante i cambiamenti a cui si è sottoposta negli ultimi anni abbiano costituito dei momenti difficili della sua carriera sportiva e della sua esperienza personale, Roberta ha maturato un grado di tenacia tale da permetterle di fissare a fondo i suoi obiettivi; tra questi c’è quello di partecipare a un Europeo o a un Mondiale, comunque gare di alto livello che sarebbero per lei fonte di grande stimolo. Tra dieci anni si vede, in un modo o nell’altro, ancora inserita nell’ambiente del pattinaggio, magari con la sua laurea in giurisprudenza in tasca. Per ora Roberta, appoggiata in tutto e per tutto dalla sua famiglia e dai suoi amici, spera di scalare il podio nelle due gare internazionali che la aspettano tra marzo e aprile, ma, dopo essere passata dall’acquario al mare, è ormai pronta a esplorare le acque di quell’oceano che sarà la sua carriera sportiva. Martina Rossi - tagoniste tutte le banche d’Europa, svoltasi al Sestriere, l’altopianese Marco Faccin (Banca Popolare di Vicenza) ha continuato ad inanellare vittorie su vittorie sempre nelle gare riservate ai bancari. Il 27 febbraio si è tenuto, a Passo San Pellegrino, il campionato interbancario triveneto di slalom gigante che lo ha visto salire sul gradino più alto del podio nella categoria seniores, successo subito bissato nel campionato italiano bancari svoltosi dopo appena una settimana, il 6 marzo, al Tonale. Successi che, per chi lo conosce bene, non rappresentano una sorpresa: nello sci Marco, oggi 25enne, è sempre stato un asso. La sua promettente carriera si è purtroppo interrotta circa 3 anni fa a causa di un serio infortunio sulle piste dopo il quale si è ritrovato con un gi- nocchio a pezzi. La guarigione e la riabilitazione hanno richiesto tempi molto lunghi e Marco, che era già nella nazionale azzurra, ha deciso di chiudere il capitolo sci professionistico e di mettersi a lavorare. E’ impiegato nella filiale di Cartigliano della Banca Popolare di Vicenza. Chiaro che la passione per lo sci comunque rimane e oggi la coltiva soprattutto come maestro, occupandosi dell’allenamento dei piccoli atleti dello Sci Club Sette Comuni. “Ho deciso di partecipare alle gare dei bancari – racconta – su richiesta dei miei colleghi che sapevano delle mie attitudini e della mia storia sportiva. Sono ovviamente molto contento dei risultati ottenuti. Sinceramente credevo di trovare in queste competizioni un livello agonistico un po’ più basso ed ho constatato invece che qui si affrontano atleti molto preparati specie in campo internazionale. Ringrazio la banca che mi ha dato questa possibilità”. Alla preparazione di queste gare, Marco, insieme ad altri suoi colleghi, si è allenato soprattutto il sabato mattina “Unico momento possibile – dice – visto anche gli impegni con lo sci club”. Viste le sue capacità e la sua esperienza, gli altri bancari ne hanno approfittato facendosi guidare e istruire da lui durante gli allenamenti ed è stata una bella soddisfazione vedere che i piazzamenti ottenuti in generale sono stati molto buoni. “A tal proposito – conclude marco – vorrei ringraziare i titolari del comprensorio sciistico del Verena, in modo particolare Guido, per averci messo a disposizione ogni sabato una pista riservata”. Stefania Longhini Giochi sportivi studenteschi: a Falcade le finali Regionali Dopo varie tira e molla, anche quest’anno grazie alla volontà e dedizione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Belluno, si sono svolte a Falcade (BL), lo scorso 11 marzo le finali regionali dei Giochi Sportivi Studenteschi (sport invernali). Come di consueto anche l’Istituto Comprensivo “P.M. Pozza” di Lusiana era ben rappresentato, grazie ai buoni piazzamenti ottenuti dagli alunni nella fase provinciale di Recoaro. Nove gli atleti in gara di cui sei nello sci nordico: Marta, Alice, Elisabetta, Riccardo, Cristian e Gianantonio e tre nello sci alpino Luca, Alessandro e Nadir. Nel fondo in scena sulla piana di Falcade, per la cronaca ci dicono ci sia pura una tosta salita, gran via vai di atleti vicentini (di Asiago, Lusiana e Lugo) al punto di sciolinatura, dove gli Ski Man di Lugo hanno predisposto la strategia di gara. Dopo i test i soliti commenti: tiene, tiene troppo, fa lo zoccolo, non tiene, va bene. Via quindi con il classico “ferro da stiro” a preparare le basi con i vari miscugli. Nella gara delle cadette ottimo 4° tempo di Marta, seguito dall’8° di Elisabetta e 9° di Alice. “Meglio”, per questa volta, le cugine di Asiago con un 2° posto di Giorgia, 3° di Maria (non in perfette condizioni fisiche) e 7° di Maria Nives. Molto meglio la classifica a squadre con un 1° posto di Asiago e un 2° di Lusiana Nella gara dei cadetti 10° posto di Riccardo, 14° di Gianantonio e 15° di Cristian. Nei piazzamenti “a squadre” un 3° posto di Asiago, 4° di Lusiana e 5° di Lugo. Da segnalare nella categoria allieve il 1° posto di Deborah Rosa e nella classifica a squadre il 1° posto di Asiago sia al femminile con le atlete Sara, Martina e Giada sia al maschile con Giuseppe, Francesco e Simone. Nello sci alpino ottimo 2° posto di Luca con buoni piazzamenti per Alessandro e Nadir che nel complesso hanno valso un meritatissimo 3° posto a squadre. Peccato che la mancanza di fondi non consenta il proseguo degli atleti alla meritatissima fase nazionale. C’è da giurare che questi ragazzi, con gli Ski Man e lo staff tecnico al seguito avrebbero sicuramente detto la loro. Un arrivederci al prossimo anno!!!!!! 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 23 Gran finale di stagione per Debora Rosa SCI Si sono volti negli ultimi tre giorni di febbraio a Lama Mocogno, in provincia di Modena, i Campionati Italiani Allievi di sci nordico, ultima gara stagionale per gli atleti di categoria, nonché l’evento più importante ed atteso dell’anno. Sulle nevi dell’Appennino toscano la giovane atleta dell’U.S. Asiago Sci Debora Rosa è riuscita a fare il colpaccio salendo due volte sul podio: risultati importanti arrivati al termine di una stagione fatta di alti e bassi. Due medaglie, Campionessa italiana nella staffetta e bronzo tricolore nella 5 km individuale un bronzo nella 5 km in classico, e un oro nella staffetta femminile, che la confermano come terza migliore atleta in Italia nella sua categoria, e campionessa italiana nella staffetta con le compagne Erika Antoniol e Giada Valentini. Grande l’entusiasmo in casa dell’U.S. Asiago per questa trasferta nella quale l’atleta è riuscita a portare a termine due gare da incorniciare, in un momento di ottima forma. Debora Rosa, classe 1995, ci racconta un po’ di sé in questa intervista. “Ho quindici anni – dice – ed abito a Lugo Vicentino, ma ho comunque origini altopianesi in quanto mia mamma è asiaghese, e quindi mi sento parte di questo mondo. Conosco molto bene Asiago fin da piccola, da quando venivo a trascorrere un po’ di tempo con i miei nonni; oggi ci passo quasi tutti i week-end, le vacanze natalizie e due mesi d’estate. In famiglia siamo in quattro: papà Marino, mamma Giuliana Stella e mio fratello Fabio, che ha 9 anni e pratica anche lui sci di fondo. Frequento il primo anno del Liceo Scientifico – Bilinguismo a Thiene, e mi piace molto stare all’aria aperta, andare in bicicletta, fare escursioni in montagna, ascoltare musica e divertirmi con gli amici. Ho messo gli sci per gioco la prima volta a quattro anni, agonisticamente ho iniziato invece all’età di otto anni, scegliendo di dedicarmi esclusivamente al fondo dopo aver praticato il pattinaggio a rotelle, la pallavolo e il ciclismo: mi affascina lo stare a contatto con la neve, i boschi e la natura”. Ti penalizza il fatto di abitare in pianura? Come e quanto riesci ad allenarti? “Di solito mi alleno cinque - sei volte la settimana, restando mediamente sugli sci per un’ora e un quarto, secondo il programma prestabilito dai miei allenatori. Ogni giorno impiego più di mezz’ora per raggiungere le piste da sci, certo abitare anche durante la settimana ad Asiago sarebbe molto più comodo…” Com’è stata l’esperienza a questi Campionati Italiani? “Assolutamente positiva, anche se inizialmente ero preoccupata e un po’ demoralizzata perché venivo da una stagione in un certo senso sfortunata e con risultati poco brillanti a causa di qualche problema fisico, ma nelle due settimane antecedenti le gare sono riuscita a recuperare bene, arrivando al momento più importante della stagione in ottime condizioni. Ho imparato che oltre alla forma fisica è importante in egual misura credere in quello che si fa e impegnarsi sempre al massimo. Le due medaglie sono state una grande rivincita per me stessa, che mi hanno fatto dimenticare l’amarezza di qualche risultato”. Sei alla prima stagione con l’U.S. Asiago, che bilancio ti senti di fare? “Mi sono tro- vata molto bene, in quanto è una società ben strutturata e con un presidente, Sergio Vellar, molto vicino alla squadra. Mi sono inserita benissimo nel gruppo, facendo nuove conoscenze e amicizie. Il fondo è uno sport che, come tant, richiede impegno, costanza e determinazione negli allenamenti,e in più ti insegna, come pochi altri, la capacità di soffrire durante la gara, credo questo sia molto importante. Vorrei ringraziare la mia famiglia, che mi supporta sempre, in particolare mio papà che mi dedica molto del suo tempo per seguirmi nello sci; un ringraziamento di cuore va poi ai miei due allenatori, Carlo Dal Pozzo e Alberto Pertile per la pazienza che portano sempre con me, per gli ottimi insegnamenti e la preparazione eccellente degli sci”. A Debora Rosa vanno invece i ringraziamenti per aver tenuto alto il nome dell’Altopiano in questi Campionati Italiani, in particolare dall’U.S. Asiago Sci. Morena Turetta Sci Club 2A bravi e…fortunati! Un prestigioso secondo posto della compagine altopianese nella finale del Trofeo Lattebusche L’effetto sorpresa amplifica un’emozione e può trasformare anche un piccolo evento in una esplosione di gioia. E un’emozione intensa e un’esplosione di gioia è quella che hanno vissuto i giovanissimi fondisti dello Sci Club 2A domenica 14 marzo a Cortina d’Ampezzo. Sulle nevi del Centro Fondo di località Fiames , con 200 ragazzi schierati alla partenza, si disputava la finale regionale del Trofeo Lattebusche che, dopo le quattro prove a livello provinciale, ha praticamente sancito la conclusione della stagione agonistica per le categorie Baby e Cuccioli. Questo Trofeo giunto alla sua 32esima edizione e che comprende anche il settore dello sci alpino, rappresenta l’evento clou e, come sempre, i giovanissimi attendono con trepidazione l’ appuntamento. Nell’ultimo decennio in verità, lo Sci Club ha sempre ben figurato ed è salito spesso sul podio delle prime tre Società classificate nella regione Veneto e quasi sempre si è classificato fra le prime cinque che sono meritevoli di premiazione, così come prevede il regolamento. E si sa che ai bambini poco importa se si sale sul terzo gradino o se si chiude al quinto posto!, la sola cosa che conta è essere chiamati sul palco e ricevere una coppa o una medaglia. Quest’anno però, c’era un po’ di incertezza sul risultato complessivo finale, complice la nuova ondata di influenza che negli ultimi giorni ha tenuto a casa più di qualche atleta, mentre qualche altro, con spirito quasi eroico, è sceso in pista domenica mattina dopo aver passato la notte con febbre e sintomi che tolgono energie fisiche e nervose. La compagine però, non si è arresa e con soli 14 atleti presenti, è riuscita ad agguantare un insperato 2° posto, davanti alla nutrita compagine dello Sci Club Bosco, presente con 23 partecipanti, e superando di misura l’agguerrito Sci Club Marmolada.Alla lettura della classifica, non poteva che seguire un’esclamazione di meraviglia ed entusiasmo; la soddisfazione è stata grande proprio Il gruppo del 2A nel momento della premiazione perché il risultato non era affatto scontato. Effetto sorpresa per il risultato della società ma non per quello della Cucciola Giulia Panozzo che, consapevole delle sue potenzialità, ha ottenuto un piazzamento individuale di prestigio con il secondo posto dietro alla padrona di casa GretaAlverà appartenente allo Sci Club Cortina, organizzatore della manifestazione. Seguiva in settima posizione, un’emozionata Alice Pozza mentre Valentina Ava, alle prese con un fastidioso mal di gola, si piazzava in 17sima posizione, poi Sofia Costantini 29sima, Anna Frezza 41sima,, Giulia Cengarle 44esima . Fra i Cuccioli maschili, a casa i migliori, toccava a Jacopo Paganin racimolare un po’ di punti, seguito da Ivan Stella e Davide Buzzolan. Sulla stessa pista quasi piatta e quindi di difficile interpretazione, ma con neve compatta e veloce, lunghezza ridotta a soli km 1, si sono cimentati anche 35 Baby femmine e 45 maschi. Serena Cera chiudeva in sesta posizione;( va ricordato la seconda posizione della rappresentante dello Sci Club Valmagnaboschi Giorgia Rigoni), mentre la piccola lusianese del 2A Laura Ronzani chiudeva al 22esimo posto, seguita dalla compagna Nicole Stefani. Il Baby Michele Minuzzo, messo a dura prova dall’influenza scoppiata proprio durante la notte, terminava la sua prova in dodicesima posizione, mentre Marco Frigo, prima esperienza in trasferta, contribuiva a rafforzare il bottino con i 7 punti che spettano al 23esimo in classifica. In questa categoria va menzionato anche il 7mo posto di Thomas Zovi del Valmagnaboschi. La fortuna è stata poi benevola durante i premi a sorteggio con i pettorali di gara, consegnando un bellissimo paio di sci a Sofia Costantini, numero 99; e poi c’è stata anche una borsa di studio di 250 euro, una messa in palio anche per il settore dello sci al- pino, vinta da Davide Bussolan, fondista di Santorso come Gulia Cengarle entrambi costretti alle trasferte doposcuola per potersi allenare sulla neve dell’Altopiano. In attesa di festeggiare in casa questo risultato, conseguito con l’impegno e la consapevolezza di tutti e attendendo il ritorno delle 5 ragazze e 1 ragazzo partiti per l’avventura dei campionati italiani di categoria a Entracque, c’è stata, come consuetudine, la sosta a Feltre durante il viaggio di ritorno. per tutti gli atleti, gli allenatori e gli accompagnatori, il solito gigantesco gelato nella gigantesca coppa di vetro bianco e azzurro vinta dai 14 moschettieri sulle nevi ampezzane. Questi i piazzamenti delle società altopianesi in questa finale regionale. 2AAsiago Altopiano in seconda posizione con 211 punti, U.S.A. Asiago Sci all’ottavo posto con 143 punti, il Valmagnaboschi in 11ma posizione con 118 punti, il 6 Campanili 22mo con 44 punti, l’Enego Lisser 25mo con 7 punti. 8 l’Altopiano Sabato 20 marzo 2010 24 Il Canove tra infermeria e squalifiche CALCIO La squadra sempre in emergenza costretta a reclutare gli Juniores. Non manca la voglia di lottare, ma con poca fortuna. La situazione in classifica si fa preoccupante Canove Calcio cercasi. Ovvero ci si chiede dove è finita quella squadra con voglia di vincere, che scendeva in campo con determinazione, che dichiarava, anche se non ufficialmente, che l’obiettivo playoff non era solo abbordabile, ma necessario perché la stagione non fosse considerata fallimentare. Una risposta è che quella squadra è finita in pianura, lontana dai suoi tifosi e dal suo campo. Un pellegrinaggio che comporta tre “calate” in pianura alla settimana per gli allenamenti, altri allenamenti in palestra, e poi il giocare le partite “casalinghe” in casa degli altri. Si insomma fare calcio sull’Altopiano non è facile. Un’altra risposta è che quella squadra è divisa tra infermeria e squalifiche che in questo periodo stanno pesando come macigni sul rendimento dei gialloblu con mister Dalle Carbonare a fare la squadra sempre con emergenze, ovvero spesso la squadra in campo non è quella preparata per al partita. Esempio è domenica scorsa quando in campo il Canove aveva ben 4 juniores provenienti da quella strepitosa fucina di giocatori che è la squadra giovanile, ma che non possono sostituire completamente i titolari. Una squadra che sia chiaro non manca mai di lottare. Anche contro il Pove, secondo in classifica, la sconfitta ai gialloblu sta stretta perché è stato il Canove a fare la partita con il Pove che attendeva per colpire in contropiede. Ma nel calcio vince chi la butta dentro e sta qui il grosso problema del Canove. Il rapporto palle gol/gol fatti è troppo ampio: di fronte ad azioni anche pregevoli che portano gli attaccanti in area, la palla non vuole sapere di entrare. Sortilegio o problemi di mira? Non sta noi a dirlo, ma ai ragazzi che forse dovranno guardarsi negli occhi e trovare una soluzione, con onestà, umiltà e poi duro lavoro. Perché la classifica sta diventando preoccupante. Il quart’ultimo posto è a solo 4 lunghezze mentre quel sesto posto, attualmente condivisa da Carmenta e Dueville si sta allontanando sempre più. E, augurando che le porte dell’Armando Frigo si Calcio - Terza categoria Mosele: “vogliamo reagire” aprano al più presto, proseguiamo nel nostro incitamento: Forza Ragazzi, Forza Canove. Gerardo Rigoni Classifica prima categoria girone “C”. Mussolente punti 53; Pove 49; Azzurra Sandrigo 41; Sarcedo 36; Scledum 35; Carmenta e Dueville 33; Travettore e Malo 30; Canove 29; Summania 28; Alto Astico 27; Borso S. Eusebio 25; S. Fortunato 22; Poleo Aste 21; Isola 12. Prossimo turno. domenica 21 marzo (ore 15) ScledumCanove. L’Asiago è l’unica formazione vicentina a non aver ancora raccolto punti nel 2010 di Stefano Angonese E’ un 2010 da record, purtroppo negativo, quello dell’Asiago Calcio Altopiano, formazione che milita nel girone “B” di terza categoria. Il primato, tutt’altro che gratificante, è quello di essere l’unica formazione vicentina a non aver ancora raccolto punti nel nuovo anno. Per la verità, il digiuno dei ragazzi di Carlesso è iniziato già a fine 2009, visto che l’ultimo risultato utile risale addirittura all’8 dicembre (un pirotecnico 3-3 con il Valli nel recupero dell’8a di andata). Poi solo sconfitte. Nove di fila. L’inverno giallorosso non è mai stato così rigido, anche se Emanuele Mosele, capitano, non si nasconde dietro al problema climatico e con onestà ammette: « Chiaramente il freddo un po’ incide, ma è l’Altopiano, non siamo mica al Polo Nord. Ci sono anche altre spiegazioni per questo momentaccio. All’inizio della stagione eravamo al completo, riuscivamo a schierare la miglior formazione possibile ed i risultati si sono visti (l’Asiago, con i suoi 23 punti in 12 turni, era addirittura quar- to in classifica, ndr). Poi, però, abbiamo perso per strada qualche pezzo della difesa e così ci siamo dovuti adattare, con giocatori impiegati giocoforza fuori ruolo. A quel punto le difficoltà si sono fatte via via più numerose, abbiamo iniziato a perdere e tutto girava male. In partita, poi, al primo errore ti puniscono e di conseguenza anche l’aspetto mentale ne risente. Rispetto al passato, inoltre, la passione e la voglia di compiere qualche sacrificio per allenarsi, magari anche in pianura, è venuta meno nel gruppo e spesso ci siamo trovati in numero esiguo per preparare le partite. Ad un certo punto eravamo talmente in pochi che alla domenica la formazione era comunque già decisa. E’ mancata un po’ di sana competizione interna nel momento più complicato della stagione, peccato ». Il capitano guarda poi al futuro, per ora quello a breve termine. « Vogliamo reagire e vogliamo cercare di finire questo campionato un po’ come lo avevamo cominciato. Stiamo recuperando alcuni elementi; sono sicuro che ba- sterebbe solo un risultato positivo per riprendere fiducia e tornare quelli di inizio anno ». L’altra metà dell’Altopiano impegnata nel campionato di terza categoria, il GLC Soccer Team, nell’ultimo turno del girone bassanese ha visto interrompersi la striscia utile che durava da tre giornate: un pari, seguito da due vittorie che avevano risollevato un po’ le sorti di una stagione trasformatasi quasi subito in un anno di transizione. Domenica, però, lo stop n.12 di questo campionato. Sotto di tre reti, sul campo del Fellette, gli uomini di Baù solo nel finale sono riusciti a reagire, mitigando numericamente le proporzioni della sconfitta (3-2). Per il GLC, comunque, vale un po’ il discorso fatto per l’Asiago: il finale di stagione servirà per provare a chiudere nel modo migliore l’annata e al tempo stesso costruire qualcosa in vista della prossima. Le classifiche. Girone “B”: Cogollo 45; Molina * e Monte di Malo 42; Silva 1950 41; Galvanauto Motta 39; Novoledo Villaverla 35; S. Paolo e U.C. Thiene 34; Siggi Schio 32; Faizanè 28; Arsiero 24; Asiago * 23; Valli * 22; Zugliano 18; Rozzampia Complimenti al Centro Danza Chorus Emanuele Mosele, capitano dell’Asiago * 10; Giavenale 5. Tutte le squadre hanno una partita in meno; * Molina, Rozzampia, Asiago e Valli hanno due partite in meno. Girone Bassano: Eurocalcio punti 60; Cresole 49; Aurora S. Giuseppe 45; Villaggio S. Lazzaro 40; Pall. Vigardolo 38; Virtus Colceresa 36; Real Stroppari 32; Fellette 29; Arsenal Cusinati 28; Facca * 21; S. Pietro Rosà e GLC 20; Montecchio Precalcino e Marchesane 18; Tezze Brenta * 17; SST 11. Tutte le squadre hanno una partita in meno; * Tezze Brenta e Facca hanno due partite in meno. Prossimo turno. Girone “B”: domenica 21 marzo (ore 15) Novoledo VillaverlaAsiago. Girone “Bassano”: domenica 21 marzo (ore 15) GLC-S. Pietro Rosà. Nota: le gare delle formazioni altopianesi potrebbero subire variazioni di luogo. Il Centro Formazione Danza Chorus di Lusiana diretto da Genny Ronzani, al VII Concorso Interregionale di danza, svoltosi a Chiampo il 14 marzo, si è aggiudicato il primo posto nella categoria “Danza Contemporanea” con la coreografia “8centimetri” di Jacopo Maggi. L’atmosfera, la storia, lo stile innovativo e l’interpretazione del pezzo hanno suscitato il riscontro del pubblico presente e quello della giuria. Una straordinaria emozione per le cinque interpreti Sara Cantele, Giorgia Brazzale, Alice Frezza, Martina Garzotto e Ketty Genova, e per i loro insegnanti, ma soprattutto un segnale forte ed uno stimolo importante per proseguire, sempre al passo con la passione e lo studio, nella ricerca sul movimento e nell’approfondimento della Danza come vera e propria arte del corpo e della comunicazione. Un “Bravi” ed un incoraggiamento vanno anche agli allievi del gruppo Chorus Crew di Hip Hop diretto da Martina Garzotto, che, pur non piazzandosi nelle prime posizioni, hanno disputato la gara con un ottimo spirito, disinvoltura e presenza scenica dimostrando di essere competitivi nel loro settore e pronti ad uscire dalla realtà della Scuola per affermarsi e farsi conoscere. Complimenti! 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 25 GRANDI SUCCESSI E GRANDI APPUNTAMENTI PER IL VOLLEY ASIAGO ALTOPIANO Buon momento per le due squadre Under 16 e Under 13 e un finale di stagione ricco di eventi Un mese di Marzo certamente da ricordare quello che sta attraversando il Volley Asiago Altopiano. Mai i risultati sono stati così favorevoli come in questo periodo, sia sul fronte Under 16, dove le vice-campionesse provinciali stanno portando a termine un ottimo Master Round che consegnerà loro, nel breve volgere di un paio di partite, le semifinali di categoria, ma e soprattutto sul fronte delle ragazzine terribili dell’Under 13 che nei play out in corso si stanno decisamente togliendo qualche sassolino dalla scarpa. Le Under 16 di capitan Veronica Galante sono reduci da due vittorie secche per tre a zero negli ultimi due incontri disputati: il primo in casa contro le vicentine dell’Antares e il secondo in terra straniera, per la precisione sul difficile campo di Lugo, contro l’US Astico. Successi che hanno proiettato le asiaghesi nelle zone alte della classifica e a un passo alla matematica certezza di accedere alle semifinaLa Bussola Asiago, squadra femminile di Prima Divisione, ritrova smalto e concretezza nelle ultime due partite di campionato andando a cogliere importanti punti contro formazioni ben più blasonate. L’atteso cambio d’approccio, assolutamente necessario dopo le precedenti prestazioni, sembrava essere una chimera, il coach Corrado Pesavento invece, forte di una panchina di tutto rispetto, pesca dal mazzo le carte vincenti. Prima nella trasferta di Creazzo la formazione del Volley Cesuna rende pan per focaccia all’Union Volley Creazzo ribaltando il risultato dell’andata, 1 a 3, parziali di 17-25, 25-23 24-26 e 28-30, questa volta a favore del Cesuna, poi al Palazzetto di Roana, nel giorno dell’esordio in Prima Divisione di Annamaria Spiller, capitano di tante battaglie al rientro dopo una maternità, costringe lo Schio Volley al tie-break e, pur perdendo sul filo di lana con un contestato punto, riesce a guadagnare un importante punto in chiave salvezza. 2 a 3 il risultato finale di quest’ultima partita, parziali di 23-25, 25-22, 12-25, 25-21 e 13-15, con il Cesuna che rimane a stretto contatto con le rivali in zona salvezza. La cronaca dei match chiama in causa una ritrovata Chiara Costa, gettata nella mischia dal coach a Creazzo in versione laterale/ ricevitore, che sfruttando l’occasione ha dato il meglio li. Neanche a dirlo che puntare alla finale è d’obbligo, sia per coronare un campionato giocato ad altissimi livelli e poi per riscattare quella fastidiosa finale persa, senza nulla togliere al valore delle avversarie, l’anno scorso al tie break contro il Perlena. La squadra asiaghese è motivata al punto giusto e gli allenamenti intensificati di quest’ultimo periodo mirano proprio ad arrivare alle semifinali/ finali in piena efficenza tecnico-atletica. Insomma: “we do believe!”. E se le cose girano bene sul fronte U16, sul fronte U13 la situazione non è da meno. Le ragazzine del duo Gatti-Plebs, dopo un campionato chiuso con un solo punticino in classifica si stanno godendo un momento di grande soddisfazione ed entusiasmo grazie ai due successi maturati nelle ultime due gare di play out. Il primo in quel di Creazzo contro una squadra che le atlete altopianesi non avevano mai incontrato in questa stagione e il secondo tra le mura amiche di Via Cinque contro le pari categoria del Santorso, squadra che in regular season aveva, per due volte su due, avuto la meglio sull’Asiago al tie break. Questa volta invece a spuntarla al tie break è stata la squadra di casa mostrando, evidentemente, non solo una crescita a livello tecnico sui fondamentali del gioco, ma soprattutto una crescita di carattere. Domani invece riflettori accesi sul Mini-Volley dove il gruppo di giovanissimi atleti del Volley Asiago Altopiano sarà impegnato nella disputa del terzo torneo stagionale AICS che si terrà a Valdagno a partire dalle ore 14:30. La squadriglia asiaghese naturalmente cercherà di bissare lo strepitoso risultato ottenuto nel precedente impegno di San Giorgio di Perlena in cui le due squadre del Volley Asiago Altopiano, i Caprioli e le Marmotte, hanno ottenuto rispettivamente il primo e secondo piazzamento, a riprova di quanto questa giovane società stia lavorando ed investendo proprio nella direzione di un settore giovanile sui cui fondare le proprie radici per il futuro. Ma non è tutto. A coronare una stagione di grande positività ci saranno due importanti appuntamenti che il Volley Asiago Altopiano ha ottenuto di poter organizzare, in collaborazione con AICS, proprio ad Asiago nel proprio impianto di casa di Via Cinque. Il primo è previsto per l’11 Maggio con l’organizzazione di un raduno GiocaVolley, manifestazione rivolta a tutti i bambini di fascia prima, seconda e terza elementare. Oltre al Volley Asiago saranno presenti al raduno le società dello Slegar Volley (altra societa’ asiaghese, a riprova di quanto questo sport si stia radicando sull’Altopiano), del Molina e dell’US Astico. Dalle ore 14:30 tutti i bambini partecipanti saranno coinvolti in partitelle di pallavolo e percorsi di agilità tra una capriola, un salto sui cerchi e un passaggio sotto gli ostacoli all’insegna dell’amicizia e del divertimento, secondo il ben collaudato stile che ha sempre contraddistinto l’AICS nei confronti di queste categorie. Una grande occasione per tutti per toccare con mano questo affascinante mondo della pallavolo giovanile. E infine l’8 Maggio il Volley Asiago ospita nel proprio palazzetto la “Giornata delle Finali” che prevede nel pomeriggio le due finali provinciali primo-secondo e terzoquarto posto per la categoria Under 13 e alla sera, alle 20:30, ciliegina sulla torta, la finale pro- La Bussola Asiago in gran spolvero di sé. Finalmente poi anche Roberta Borgato, centrale di assoluto valore new entry della stagione, ha avuto l’occasione di sfoggiare le proprie capacità grazie alla perfezionata intesa con la palleggiatrice Alessia Salmaso che anche nella gara interna ha saputo reggere egregiamente il ritmo agonistico nonostante le due ore di scontro. Un incontestabile e costante punto di forza della squadra è poi rappresentato dai liberi che riescono sempre a mettere in difficoltà il coach nella scelta dello schieramento. Si alternano quindi in campo Michela Silvagni, pronta a stupire e impressionare per le doti acrobatiche espresse in fase di recupero palla, con Elisa Bolzon, che nell’ultima partita ha valorizzato la difesa altopianese. Nessun dubbio a questo punto! Vale senz’altro la pena di raccontare il resoconto delle dispute: sabato 6 marzo dopo un primo set vinto dalle altopianesi il Creazzo ritorna a farsi sotto riducendo i ripe- tuti errori che fino ad allora ne avevano condizionato il rendimento. Spinto dal ritrovato entusiasmo l’Union Volley sembra prendere il largo andando a condurre il terzo set 20 a 10; è allora che il Cesuna ritrova l’orgoglio andando a recuperare punto su punto il set, prima riuscendo a limitare il parziale sul 24 a 20, poi andando addirittura ad imporsi agli spareggi 24 a 26. Combattutissimo ed estenuante anche il quarto e ultimo set, contraddistinto da continui cambiamenti di fron- te, nel quale prevale la cinica destrezza del Cesuna di accaparrarsi set e partita. Nella gara di sabato scorso 13 marzo l’imperativo era innanzitutto dimenticare l’opaca prestazione dell’andata fornendo una prestazione all’altezza della squadra: così è stato! A parte il terzo set, da dimenticare, dove sono emerse maggiormente le difficoltà del Cesuna in fase di ricezione, la partita è stata giocata sempre alla pari. Dopo un inizio blando, a cui entrambe le formazioni si adeguano, il match si intensifica nei momenti cruciali facendo esaltare il pubblico presente risvegliatosi dopo l’iniziale torpore. L’equilibrio di gioco porta le squadre a disputarsi la posta in palio al tie-break che, dopo un pareggio iniziale fino al punteggio di 5 a 5, vede lo Schio prendere un margine di due punti conservati fino al termine del set decisivo. Dopo la 15^ giornata del campionato, il Girone B è guidato dall’Angarano a quota 42 seguito da Marano Vicentino a 36 e Sartorello Vicenza a 35; il Cesuna è impegnato ad uscire dalla zona retrocessione essendo al 9° posto in compagnia di Lugo Vicentino a 16 punti entrambe precedute dal Montecchio Maggiore che, grazie alla vittoria con il Creazzo, raggiunge quota 18. Il Caseificio Pennar, maschile di Seconda Divisione, in una partita di routine, avendo già acquisito di diritto l’accesso ai play-off promozione, regola al 5° set un ostico Zanè prolungando così la striscia positiva avviata da dicembre che ha regalato sette delle otto vittorie totali con due sole sconfitte nella fase iniziale del campionato. In attesa dell’avvio dei play-off promozione (per il Cesuna prima partita a Rosà il 10 aprile), è un’altra formazione maschile ad avere le luci della ribalta: l’U13 maschile. Domenica scorsa 14 marzo un pubblico d’eccezione ha accompagnato, a Roana, l’esordio assoluto di una formazione giovanile maschile della Pallavolo Cesuna. Un gruppo cresciuto col tempo mediante il passaparola degli stessi atleti che hanno trovato nella società la possibilità di esprimersi a livello agonistico. La squadra è inserita nel girone Coppa U13 di Federazione ed è riuscita ad impensierire i propositi vinciale per il primo-secondo posto del Torneo Misto. Una finale, quest’ultima, che si preannuncia già tiratissima considerando prima di tutto il livello già molto elevato espresso dagli atleti in campo (battute al salto e primi tempi anticipati sono la regola) e poi perché il campionato misto di quest’anno ha preso il via con ben 18 formazioni. Le due che arriveranno a contendersi la finale saranno certamente frutto di una selezione molto dura. L’ingresso alla palestra sarà libero in entrambe le manifestazioni. Tutti i dettagli saranno sempre disponibili sul sito ufficiale del VolleyAsiagoAltopiano (www.volley-asiago.it) dove sono, inoltre, sempre aggiornati in tempo reale anche tutti i risultati delle squadre delVolleyAsiago. della sfidante ACS Volley Povolaro. Alla fine il risultato è andato a favore degli ospiti che hanno vinto il match 0 a 3, parziali di 1825, 10-25 e 21-25, ma ha lasciato tutti soddisfatti a partire dall’allenatrice Martina Valente fino ad arrivare al direttivo dell’associazione. P.G.S. Pallavolo Cesuna che debutta anche nel torneo Città di Vicenza con le formazioni Open femminile e U14. Scendono in campo per prime le Open, un gruppo nato dalla fusione di U18 e U16, impegnate venerdì 12 nella trasferta di Thiene contro la Fulgor e martedì 16 marzo nella gara interna contro l’Olimpia Zanè. La Calce Barattoni Volley rimedia due sconfitte nelle rispettive sfide: 3 a 0 per la Fulgor, parziali di 25-15, 25-18 e 2518, e 0 a 3 per lo Zanè, parziali di 20-25, 23-25 e 1325, ma, scontato un necessario periodo di amalgama fra le due squadre, già si vedono i primi progressi rispetto al passato campionato che fanno ben sperare per i prossimi impegni. Sabato 13 marzo a Roana è toccato al Bar Sport U14 sfidare le coetanee dell’Auxilium Schio: anche qui il Cesuna ha colto una sconfitta e 0 a 3 per lo Schio, parziali di 17-25, 16-25 e 24-26, ma il morale resta comunque alto avendo disputato un’ottima partita contro un avversario di livello. 8 Sabato 20 marzo 2010 La stagione venatoria 2009/ 2010 si è chiusa definitivamente domenica 29 novembre per quanto riguarda la fauna stanziale, vale a dire per la lepre con l’uso di cani da seguita e starne, fagiani, ecc. con l’uso del cane da ferma. Rimane ancora aperta per la caccia migratoria da appostamento fisso, ma limitatamente ad alcune specie di migratori. Questo ultimo tipo di caccia quest’anno ha registrato, per quanto riguarda le cosiddette cacce in deroga, una vera e propria telenovela, per cui i cacciatori si sono sentiti traditi e presi in giro. Infatti le cacce in deroga di alcune specie in contrasto con le Direttive Europee, approvate dalla Giunta regionale, sono state poi sospese dal Tar del Veneto, riapprovate una seconda volta dalla Giunta regionale, di nuovo sospese, riapprovate per la terza volta e definitivamente sospese con una sentenza del Tar. Questo ping pong ha fatto letteralmente andare in bestia i cacciatori alla migratoria, poiché non sapevano più come comportarsi e tra l’altro non erano informati su questi repentini cambiamenti, con il rischio di esporsi a contravvenzioni da parte degli agenti di vigilanza. Come ho già scritto nell’articolo pubblicato il 16 novembre 2009, i cacciatori non si sono resi ancora conto che sono diventati gli zimbelli dei politici, i quali per quanto attiene alle cacce in deroga hanno fatto il gioco dei quattro cantoni, rivendicando ora l’uno ora l’altro di avere chiesto le cacce in deroga per primi, salvo poi scaricare le responsabilità del reciproco fallimento. Per quanto mi riguarda, essendo interessato alla caccia con cani da seguita alla lepre, posso assieme ai miei figli ritenermi soddisfatto per la stagione, non tanto per il carniere che è stato assai modesto, ma quanto per il lavoro metodico e intelligente dei nostri segugi, che hanno dato prova di grande abilità e di iniziativa. Posso considerarmi soddisfatto in quanto, diversamente dagli anni scorsi, sono riuscito a prendere una lepre assai furba e inseguita per parecchio tempo. Quindi la mia stagione venatoria l’Altopiano 26 ULTIMA GIORNATA DI CACCIA si è sostanzialmente chiusa con un’unica fucilata, poiché gli altri tipi di caccia non mi interessano, pur rispettandone le varie forme. La giornata migliore è stata senz’altro quella del 22 novembre, che abbiamo denominato memorial day, per ricordare un amico cacciatore, che purtroppo è scomparso tragicamente e al quale ho dedicato un ricordo pubblicato sul G. di Vicenza il 20 novembre scorso. Ora per il nostro Comprensorio Alpino n°4, che comprende le Riserve di Asiago, Roana e Rotzo, è tempo di bilanci, nel senso di raccogliere i dati dei prelievi e iniziare sin da subito i nuovi censimenti per la prossima stagione, che riprenderanno poi all’inizio della primavera, in particolar modo per quanto riguarda gli ungulati (caprioli, camosci, cervi). Da quanto mi è dato di sapere, si è registrato un notevole incremento dei camosci e dei cervi e una buona tenuta della popolazione di caprioli. I prelievi sia per quanto riguarda la lepre, sia per quanto riguarda gli ungulati, sono stati rigorosamente rispettati sulla base dei censimenti effettuati lo scorso anno, poiché vale sempre il criterio di prelevare “gli interessi, senza intaccare il capitale”. Bisogna dar atto al Comprensorio di saper gestire con intelligenza e prospettiva il patrimonio faunistico che insiste su questo vasto territorio di quasi 15 mila ettari, allo scopo di assicurare anche per il futuro la conservazione del patrimonio faunistico e soprattutto nel rispetto dell’ambiente che ospita le popolazioni. Infatti ogni anni vengono effet- Dalle ore 8.45di sabato 20 alle ore 8.45 di sabato 27 marzo ASIAGO: Farmacia Rossi del dr. Adelchi Zuccato - Viale Matteotti Dalle ore 8.45di sabato 27 marzo alle ore 8.45 di sabato 3 aprile CANOVE: Farmacia del dr. Leonardo Bosio – Via Roma, 33/a CONCO: Farmacia della dr.ssa Monica Federici – Piazza S. Marco, 23 tuati dai cacciatori degli interventi di ripristino e miglioramento dell’habitat, conditio sine qua non per la fauna selvatica che vi alberga e si riproduce. Già nel corso di quest’anno una squadra di cacciatori volontari ha disboscato in alta quota delle macchie di pino mugo, che ha colonizzato interamente il territorio in alta quota, trasformandolo in una vera e propria giungla. Ma mi è stato riferito che questo tipo di intervento è come una goccia nel mare, poiché servirebbero degli stanziamenti molto più consistenti e l’intervento di molte squadre di volontari per ripulire in particolar modo i sentieri, le numerose mulattiere, residui della grande guerra, creare delle arene di canto per i tetronidi, in modo da rendere l’habitat idoneo per la presenza di suffrutici, che possono germogliare e maturare soltanto nelle aree libere dal pino mugo. A tale proposito sono stati fatti alcuni convegni e il problema è stato affrontato anche dal punto di vista scientifico, poiché una eccessiva irradiazione della mugheta comprometterà sicuramente in particolar modo l’esistenza della tipica fauna alpina, vale a dire del gallo cedrone, del forcello, della pernice bianca e della lepre variabile. In molti altri casi invece vengono sfalciati incolti e messi a seminativo con erba medica, orzo, trifoglio, ecc., colture che sono molto appetite dalla fauna selvatica, in particolar modo dalla lepre e dalle coturnici. Questi tipi di intervento vanno ascritti al merito dei cacciatori e al loro impegno per migliorare l’ambiente e per evitare il degrado delle aree montane, consapevoli che la “situazione storica in cui va collocato il problema ambientale e il rapporto ambiente-fauna-attività venatoria è fortemente modificato e in continua modificazione. La caccia è una variabile sociale e culturale e non può essere più il pretestuoso capro espiatorio dei problemi ambientali. Occorre ribadire con forza come la consapevolezza dell’utilità della conservazione del territorio e della fauna è da sempre un patrimonio essenziale del mondo venatorio. In più oggi molti cacciatori hanno acquisito una concezione deontologicamente corretta della responsabilità che comporta l’esercizio della loro attività. E infine le campagne denigratorie contro i cacciatori e la caccia, a volte sulla base di notizie diffamatorie amplificate dai media, distorgono la realtà, sono poco civili e non rendono un servizio al Paese”. (Editoriale de “Il Cacciatore Italiano” n°5 ottobre 2009). Ritornando alla battuta alla lepre, credo che abbiamo lasciato sul terreno molti riproduttori, per cui possiamo sperare che anche per il prossimo anno ci sia una buona presenza di questa specie. Infatti come vuole l’etica venatoria, grazie anche alle nevicate precoci, non è stato più possibile esercitare la caccia in quota e quindi molte lepri sono state risparmiate. La Federcaccia, l’Associazione venatoria più numerosa d’Italia e storicamente la più accreditata e di cui mi onoro di far parte, come lo è stato per molti anni il compianto Mario Rigoni Stern, persegue giustamente degli obiettivi di acculturazione e di una nuova etica venatoria per il nostro mondo con pubblicazioni, giornali, stampa, in modo che anche il nostro paese si possa avvicinare ad una caccia più europea, sia pure nel rispetto delle tradizioni e consuetudini locali richiamate nella legge 157/’92, di cui molto si discute senza arrivare ad una sintesi soddisfacente per il mondo venatorio, agricolo e ambientalista moderato. Purtroppo ci sono ancora delle Domenica 21 marzo ASIAGO: Q8 –località Mosele FOZA: TOTAL – Via Lazzaretti Domenica 28 marzo ENEGO: SHELL – Via Roma componenti venatorie che vanno in controtendenza rispetto ad una moderna concezione dell’ars venandi e non hanno ancora capito che per avere il consenso della società civile, condizione indispensabile per il futuro della nostra passione, bisogna imboccare la strada di una nuova un’etica venatoria basata sulla cultura e rispettosa degli equilibri ambientali. Edoardo dr. Sartori ARIETE Siete più che sostenuti da molti pianeti, quasi coccolati dal destino, che vi fa molte offerte, tra le quali dovrete fare la scelta giusta, perché il favore degli astri non vada sprecato. Nell’amore, se questo è il settore che volete privilegiare, non vi mancano le conferme, e, se siete single, anche molte occasioni, tra le quali dovrete individuare voi la migliore. TORO Siete favoriti dal Sole, Venere e Nettuno, che splendono nel vostro segno, rendendo l’atmosfera generale gaia e interessante. Nell’amore non avete che da chiedere. Se siete in coppia il partner è più che disponibile. Se siete single, invece, non sono escluse novità da prendere però per ciò che sono: una piacevole interruzione delle solite abitudini. GEMELLI Siete in grado di prendere senza difficoltà il meglio di tutto, dall’amore, dove il partner non lesina le dimostrazioni di affetto, al lavoro, dove siete stimolati e apprezzati. Godete di quello che il destino vi offre e dimenticate ciò che non avete, e forse non è così desiderabile. Per rendervene conto vi basterà un esame appena più attento. CANCRO L’aspetto positivo di Marte non deve rendervi euforici, anche se la tentazione di dimostrare che avete ragione è forte. Nell’amore evitate le tensioni, specie se causate dalla vostra gelosia o da quella del partner. Nell’ambiente di lavoro potrete facilmente superare una prova. Guardatevi dagli scatti d’ira, che rischiano di essere drammatizzati che chi non vi conosce. LEONE Giove in ottimo aspetto con il vostro segno è un vero asso nella manica, che dovrete saper giocare con tempismo e decisione. Se siete in coppia potrete sostenere l’armonia del rapporto frenando le critiche che spesso vi vengono alle labbra quasi senza che ve ne accorgiate. Nelle amicizie e nelle relazioni di lavoro, sentitevi pure sicuri e affrontate ogni confronto. VERGINE Saturno vi è amico, potete quindi prendere una iniziativa coraggiosa, capace di farvi sentire sicuri di voi stessi e del partner. Nell’amore, infatti, c’è il rischio di critiche reciproche un po’ eccessive: dovrete tenerle a bada con il vostro abituale equilibrio e con la vostra capacità di un drammatizzare mai i piccoli, inevitabili screzi in un rapporto. BILANCIA Il vostro senso della realtà e la vostra precisione sono vincenti: avrete la possibilità di fare una bella figura analizzando a fondo e chiarendo una situazione che ha tratto in inganno chi non possiede le vostre doti. In amore, però, siate tolleranti con i difetti del partner, se lui o lei fa lo stesso con voi. Nel caso contrario, potete invece inalberarvi a giusto titolo. SCORPIONE Siete alle prese con Marte, che ora è in aspetto difficile con Sole, Venere e Nettuno. L’atmosfera del vostro rapporto è in pericolo: rischiate di essere severi con un partner un po’ sbarazzino, che però non va troppo criticato. Invece una certa serenità è opportuna nelle spese, dove potreste mettere a repentaglio i vostri risparmi, che non devono essere sprecati. SAGITTARIO Siete finalmente in grado di andare a fondo di una situazione complessa, su cui finora avete avuto dei dubbi. Plutone e Mercurio in aspetto stimolante vi forniscono argomenti ineccepibili, sui quali basare un progetto che, se ben studiato, andrà a buon fine. Questo può riguardare l’amore o il lavoro, ma non entrambi, scegliete il campo che vi sta più a cuore. CAPRICORNO Con Urano e Giove in aspetto difficile, la prudenza è d’obbligo, non soltanto nell’amore e nel sesso, se non volete sorprese, ma anche e soprattutto nel lavoro e nelle spese (per non parlare della guida, dove è opportuno evitare ogni trasgressione). Impegnativi di più nello studio, nel lavoro e nelle buone vecchie amicizie, che possono darvi davvero molto. ACQUARIO Quello che desiderate è più a portata di mano di quanto crediate, specie nell’amore dove vi basta parlare per ottenere: il partner non attende altro che un segno del vostro affetto, per darvi a sua volta la conferma che volete. Nel lavoro e nelle finanze potrete fare un deciso passo avanti, puntando su un progetto innovativo. PESCI Attenzione: Saturno opposto al vostro segno potrebbe farvi cambiare idea su una questione importante. Ogni sorpresa d’amore, come economica, è possibile, da un incontro inatteso a un ritorno finanziario insperato. Siate disponibili alle nuove proposte, ma non lasciatevi andare senza aver prima riflettuto bene, per non farvi sedurre dalle apparenze. 8 Sabato 20 marzo 2010 Almanacco per 15 giorni l’Altopiano Da sabato 20 marzo a venerdì 2 aprile 2010 Il 20 marzo è il 79° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 286 giorni alla fine del 2010. Sabato 20 marzo S. Alessandra Domenica 21 S. Benedetto Lunedì 22 S. Lea Martedì 23 S. Turibio di M., 1° quarto di Luna Mercoledì 24 SS. Gabriele e Romolo Giovedì 25 Annunciazione N.S. Venerdì 26 S. Teodoro Sabato 27 SS. Augusta e Ruperto Domenica 28 S. Sisto, le Palme Lunedì 29 S. Secondo Martedì 30 SS. Amedeo e Cosimo, Luna piena Mercoledì 31 S. Beniamino Giovedì 1 aprile S. Ugo Venerdì 2 S. Francesco di P. Il 20 marzo il sole leva alle 6,13 e tramonta alle 18,21 Il 1° aprile il sole leva alle ore 5,53 e tramonta alle 18,34 Un santo per volta: Santa Lea. La vita di questa santa ci è nota solo attraverso gli scritti di san Girolamo, che ne parla in una lettera alla gentildonna Marcella, animatrice di una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino. Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console. Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà. Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita. Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità nascosta e silenziosa. Quando Girolamo ne parla, nel 384, Lea è già morta. Etimologia: Lea = leonessa, dal latino. Pesce d’aprile: La ricorrenza del Pesce d’aprile cade il 1º aprile in diversi paesi. In quel giorno vengono fatti scherzi anche piuttosto sofisticati con lo scopo di mettere le persone in imbarazzo. Alcuni scherzi particolarmente riusciti sono: 1) la TV pubblica inglese BBC fece un reportage su un test riguardante una nuova tecnologia che permette di trasmettere odori tramite le onde dell’aria. Diversi spettatori presero contatto con l’emittente per poter partecipare ai test. 2) ancora la BBC fece nel 1957 un reportage riguardante la raccolta degli spaghetti in Svizzera. Ci furono spettatori che volevano comprarne. 3) Google diffuse la notizia su un nuovo tipo di collegamento a Internet gratuito che consisteva nell’acquistare (senza peraltro inserire alcun link a una eventuale pagina d’acquisto) un kit comprensivo di un modem e di un cavo che andava inserito nel WC di casa. In questo modo il modem avrebbe ricevuto le onde necessarie al funzionamento di Internet. Aprile in cucina: asparagi alla pancetta, ingredienti: 100 g di pancetta magra, 400 g di asparagi, 200 ml di brodo vegetale, 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, pepe, sale. Preparazione: togliere dalla pancetta il grasso in eccesso. Lavare accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente, rimuovere la parte bianca del gambo, raschiarli con un coltello non troppo affilato facendo molta attenzione a non toccare le punte, fragili e delicate. Tagliare i primi 2-3 cm di punta ed affettare il gambo a tondini di mezzo centimetro di spessore. Scaldare il brodo. Mettere in una padella l’olio, l’aglio e farlo ben dorare su fiamma vivace. Unire la pancetta e farla ben rosolare. Togliere l’aglio, unire gli asparagi, una grattugiata di pepe e far cuocere per qualche minuto a fiamma vivace. Unire un mestolo di brodo vegetale, coprire e cuocere a fiamma media per 10 minuti circa. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo unire altro brodo vegetale. A fine cottura regolare di sale e servire. Auguri alla zia Cristina Longhini dei Pennar per i suoi favolosi 90 anni (data compleanno 19 marzo). Un grosso bacio dalla sorella Ninetta, nipoti Nicolina, Raffaella con Gianni (nella foto Cristina, a destra, insieme alla sorella Ninetta) 27 VENDO JEEP CHEROKEE LIMITED 2500 IMMATR. FINE 2002 - KM 80.000 OTTIMO PREZZO - MAI INCIDENTATA MAI FUORISTRADA. SE INTERESSATI TELEFONARE AL 3479021909 Assicurazioni Generali Asiago ricerca giovane età 22/33 anni da avviare alla professione di consulente assicurativo per Asiago e l’Altopiano. Per colloquio telefonare al mattino allo 0424/462610 A Mezzaselva di Roana, in zona panoramica, esposto al sole, affittasi annualmente appartamento trilocale. Riscaldamento a metano. Luce ed acqua indipendenti. 400 euro al mese. Telefonare per informazioni ai numeri 041.423898 - 335.8046908 Frasi celebri sulla primavera: -Primavera non bussa, lei entra sicura, | come il fumo lei penetra in ogni fessura; | ha le labbra di carne, i capelli di grano. | Che paura, che voglia che ti prenda per mano; | che paura, che voglia che ti porti lontano. (Fabrizio De André). -La primavera non è primavera se non arriva troppo presto. (Gilbert Keith Chesterton). -Arte senza cuore. Primavera senza sole. (Libero Bovio) Complimenti alle organizzatrici della Festa della Donna di Treschè Conca. Ecco le “scolare” che hanno riscosso grande successo: più di 100 donne provenienti da diversi paesi dell’Altopiano si sono ritrovate all’albergo Col del Sole e si sono divertite con le recite delle amiche concate 8 Sabato 20 marzo 2010 l’Altopiano 28