Numero 4
Luglio
2015
Supplemento a “Cronache Cittadine” Ottobre 2013 • Proprietà e Amministrazione: P.D. (Circondariale di Crema) Via Bacchetta 2 - 26013 Crema
E-mail: [email protected] • Direttore responsabile: Mauro Giroletti • Redazione: Giovanni Calderara, Fabio Calderara, Milo Francesco Carera,
Marta Mondonico, Cinzia Fontana, Clorinda Rossi, Pier Luigi Tamagni, Giancarlo Votta • Spediz. in abb. post./ 50% - Tiratura: 13.750 copie
Stampa: Sel - Società Editrice Lombarda (Cremona) • Pubblicità: 347 8850803 Zona Alto Cremasco - 0373-200812 Zona Crema
In aula al Pirellone la legge voluta da Lega Nord, NCD e Forza Italia
Giù le mani dall’ospedale
di Crema e di Rivolta
Territorio unito contro la riforma regionale: sindaci, politici locali e dipendenti
in prima fila per difendere l’autonomia dell’Azienda Ospedaliera
SPINO D’ADDA
Viabilità, apre
la nuova Paullese
e scoppia il caos
a pagina 2
ALL’INTERNO
RIVOLTA
Fiume Adda
Argine,
finalmente
ci siamo
a pagina 3
AGNADELLO
Transazione
“Comune-Citto”
Caso riaperto
dalla minoranza
a pagina 9
PANDINO
a pagina 13
OTTICA ’’VIS a VIS’’
di MILANOPTICS srl
Via Garibaldi, 8
Telefono 0363/370717
Rivolta D’Adda
Nasce
la Consulta
dei giovani
Buona la prima
a pagina 17
DOVERA
Comune
Finalmente
qualcosa
si muove!
a pagina 19
LUTTO
La scomparsa
di Angelo
Rossignoli
a pagina 6
Luglio 2015
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Giù le mani dall’ospedale di Crema e di Rivolta
La legge voluta da Lega-NCD-Forza Italia in aula
per il voto finale. I sindaci e i cittadini contro lo scippo
Insieme al PD e a tutti i partiti cremaschi
di Agostino Alloni
Consigliere regionale PD
Dopo due anni di chiacchiere la giunta Maroni ha
presentato nel dicembre
dello scorso anno un proprio progetto di legge di riforma della sanità in Lombardia. Una proposta poco
condivisa nella maggioranza tant’è che la stessa era
stata licenziata in giunta col
voto contrario dell’assessore regionale alla sanità
Mantovani. Non solo: lo
stesso testo è stato oggetto
di due controproposte di
legge, presentate da Forza
Italia e dall’NCD; una vera e
propria stroncatura!
Va ricordato che il primo
progetto di legge è stato
presentato dal gruppo del
Partito Democratico nel luglio del 2014. Una proposta
ben articolata e organica
che punta a riformare completamente il testo della
“vecchia” legge lombarda,
la n.33 del 2009. Dopo
scontri e confronti, avvenuti tra la Lega Nord (e in modo particolare con Rizzi,
presidente leghista della
commissione regionale sanità) e Forza Italia, Maroni
ha depositato a giugno, agli
atti, una nuova proposta
(sottoforma di maxi emendamento al testo iniziale)
che,però, ridimensiona notevolmente le mire di riforma della legge precedente
(33/2009) e sostanzialmente si limita ad affrontare il
tema della cosiddetta governance,cioè delle aggregazioni tra le attuali aziende ospedaliere (AO) e le (future?) ASST, cioè aziende
socio sanitarie territoriali.
Alla proposta definitiva, che
è in discussione in questi
giorni in aula, è stata allegata la nuova suddivisione
delle ASST, che per il cremasco e per il territorio, di
“Verde Blu” significa perdita della autonomia direzionale dell’ospedale di Crema
( e di Rivolta), che viene aggregato con quello di Cremona. Non solo, ma (l’ex
provincia di) Cremona viene inserita nell’ATS (Azienda Tutela Salute)con Mantova.
L’ATS è di fatto il soggetto
che a livello di area vasta
avrà la responsabilità della
programmazione; cioè della pianificazione e della distribuzione delle risorse. I
“nuovi” ospedali (gli ASST)
si occuperanno invece della
gestione dei posti letto per
“acuti” e della parte socialeterritoriale che ora è di
competenza delle ASL, che
sono destinate a sparire.
La proposta di legge ha
avuto il voto contrario del
PD e del Patto Civico (Ambrosoli). Lega e NCD hanno
sostenuto il nuovo testo e
con esso hanno dato il via
libera alla soppressione
della direzione dell’ospedale di Crema e quindi anche
quello di Rivolta, che, ap-
punto, verrebbero accorpati
con quello di Cremona.
Cosa succede ora?
La discussione della nuova legge andrà avanti ad oltranza fino ad agosto. Anche perché il gruppo consiliare del PD ha presentato
migliaia di emendamenti e
di documenti integrativi,
con l’obiettivo minimo, di
migliorare il testo e con l’idea ambiziosa di bocciare
una legge inutile e pasticciata, che non affronta i veri
problemi della sanità lombarda e degli stessi cittadini
. Specie per quelli cremaschi che perderanno l’autonomia direzionale dell’azienda. Tuttavia ciò non significa perdere gli ospedali,
che continueranno nella
propria attività e con gli
stessi reparti oggi operanti.
Togliere la direzione locale,
però, è un po’ come eliminare il cervello ad una
azienda complessa come
l’ospedale con 1370 dipendenti e oltre 600 posti letto.
Con un bilancio di oltre 130
milioni di euro. A maggior
ragione se l’azienda ospedaliera cremasca dovrà gestire la parte sociale (appunto attraverso l’azienda
socio-sanitaria territoriale)
ora in capo all’ASL.
Ritengo personalmente
insensato e ingiustificabile
accorpare gli ospedali cre-
maschi a quello di Cremona; senza capo né coda l’idea di accorparci a Mantova
con l’azienda per la tutela
della salute. Il cremasco, da
sempre, non ha nulla da
condividere con i cremonesi, ancora meno con i mantovani. Da Rivolta d’Adda a
Spineda ci sono 120 km; oltre 240 per arrivare a Sermide, che è l’ultimo paese della provincia di Mantova.
Noi abbiamo relazioni importanti con Lodi, Milano e
Treviglio; pochissime con
Cremona nonostante sia il
capoluogo di Provincia. Il
Parlamento ha già approvato in entrambi i rami, in prima lettura, la legge di riforma costituzionale che cancella (dal 2017) la parola
Province dalla nostra organizzazione dello stato.
E allora non ha più senso
mettere insieme le “vecchie” province. Si deve ragionare come area vasta ed
io aggiungo omogenea. Di
omogeneo tra i Cremaschi e
i Cremonesi non c’è nulla.
Cremona si metta pure (e
giustamente) con Mantova
e lasci che i Cremaschi, con
Spino, Rivolta, Pandino
ecc., seguano il corso naturale dei propri interessi e
aspirazioni che sono certo
geografiche, ma storiche,
culturali, sociali ed economiche. E questo deve valere
anche per l’ospedale di Crema. Un’azienda che negli
ultimi anni è sempre stata
tra i primi posti in Lombardia per efficienza e alla quale non mancano reparti e
specializzazioni mediche
che sono vere e proprie eccellenze.
Recentemente il nostro
ospedale è risultato al primo posto a livello nazionale
per quanto riguarda i tempi
entro i quali vengono effettuati i pagamenti per tutti i
fornitori di servizi. L’Ospedale di Crema, fossimo in
un paese anglosassone, verrebbe studiato come esem-
pio da imitare, in Lombardia, la Giunta di Centro-Destra, invece, vorrebbe cancellarlo.
Ho già presentato in questi giorni un emendamento
al testo della legge che è
condiviso anche dai colleghi Carlo Malvezzi (NCD) e
Federico Lena (Lega). L’emendamento chiede di lascare Crema (con Rivolta)
da sola insieme al territorio
del Soresinese. Chiederemo
un voto favorevole trasversale a tutti i gruppi consiliari. Il Presidente della commissione, il leghista Rizzi, è
contrario alla nostra auto-
nomia; l’assessore alla sanità Mantovani (F.I.) dice a parole di essere d’accordo con
noi , ma nei fatti non muove
un passo nella giusta direzione. Staremo a vedere. Intanto molto bene hanno
fatto i Sindaci, tutti, capitanati della Stefania Bonaldi.
Hanno “occupato” con un
presidio l’ospedale e stanno
facendo di tutto per “salvare” l’autonomia cremasca.
In questi giorni sono presenti in Consiglio regionale,
tutti i giorni, a dimostrare
che Crema e il suo territorio
meritano una propria
Azienda Socio-Sanitaria!
RIVOLTA D’ADDA
Storia locale: una nuova opera in arrivo
Mercoledì 23 settembre, alle ore 21,
presso la sala consiliare del comune di
Rivolta d’Adda verrà presentato e illustrato il lavoro di ricerca “Le elezioni e i
governi comunali di Rivolta d’Adda
1946-2011” realizzato dai due ricercatori
rivoltani Ivan Piazza e Giuseppe Strepparola. Attraverso una meticolosa consultazione di documenti e verbali dell’archivio storico rivoltano non solo è
stata ricostruita la corretta cronologia
dei sindaci rivoltani ( finora lacunosa e
imprecisa), ma sono stati recuperati i
nominativi dei componenti di giunte, di
consigli comunali e perfino dei componenti di tutte le liste politiche che si sono
presentate dal 1946 al 2011. Vengono illustrati anche i dati e i numeri di tutte le
elezioni comunali dal dopoguerra ad oggi in modo da dare una ricostruzione più
precisa possibile della storia elettorale e
politica di Rivolta d’Adda. Grazie al lavoro di Piazza e Strepparola, un passato dimenticato torna alla luce per aiutarci a
comprendere meglio il presente e a rendere onore a chi si impegnò, senza alcuna ribalta, in politica a favore, e per il bene, della comunità rivoltana.
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Luglio 2015
RIVOLTA/ L’A.I.PO a giorni metterà in gara i lavori.Venerdì 24 luglio presentazione del progetto in municipio
Argine: finalmente ci siamo
Finalmente ci siamo!
Il progetto era stato già fatto, i soldi
promessi sono arrivati e adesso l’A.I.PO
può selezionare la Ditta che dovrà fare i
lavori.
Entro l’estate tutto dovrebbe andare a
posto e confidiamo che già quest’anno
potremo vedere le ruspe all’opera per realizzare il tanto agognato argine in terra
che collegherà la strada vecchia per Cassano con la rampa del Ponte sull’Adda, in
prossimità della cava De Poli e che pro-
teggerà l’abitato di Rivolta da possibili future alluvioni.
Ci sono voluti ben 13 anni per concludere il piano di messa in sicurezza del nostro abitato; molti sono gli interventi effettuati per un importo di 3 milioni di Euro che, richiesti dall’Amministrazione Comunale (dal 2002) e dall’A.I.PO sono stati
man mano finanziati dallo Stato e dalla
Regione per arrivare alla conclusione con
l’opera più importante e decisiva.
Rivediamo i lavori realizzati:
Come si può vedere un piano che è partito dal lontano 2002 ma che ha visto ingenti risorse destinate al nostro comune e
che ormai sta arrivando al suo completamento.
Dobbiamo solo aspettare ancora qualche mese per consentire all’inesauribile
Ing. La Veglia di portare a termine anche
questa ultima promessa. Noi non abbiamo
mai dubitato che sarebbe riuscito nell’intento ricordando comunque che ha sem-
pre avuto il sostegno dei rivoltani che al
suo fianco lo hanno aiutato e in alcuni casi
hanno contribuito con il loro lavoro.
Ci sarà tempo di ringraziare l’Ing. La Veglia e i suoi colleghi per ciò che hanno fatto
e stanno ancora facendo ma per adesso ci
preme di portare a compimento questo ultimo e determinante impegno e quindi
cerchiamo di essere ancora una volta tutti
al loro fianco per quest’ultimo traguardo.
MC
CAVA CALCESTRUZZI SCAVI DEMOLIZIONI
RIVOLTA D’ADDA - VIA DI VITTORIO, 52
TEL 0363.370357 FAX 0363.370115
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RIVOLTA/ Duro intervento dell’assessore Milo Carera nell’ultimo consiglio comunale
Chieste le dimissioni di Melini e Cremascoli
Nuova materna: opposizione contro l’interesse dei rivoltani
Con decreto il 12 maggio la Regione Lombardia,
ha comunicato che la domanda del nostro Comune
per accedere al bando per
l’erogazione dei contributi
a fondo perduto (ovvero
donati, regalati, elargiti
senza che debbano essere
mai più rimborsati!) per la
costruzione di SCUOLE
NUOVE era entrata a pieno
titolo nell’elenco dei comuni beneficiari.
Trattandosi però di un
piano triennale (20152016-2017), probabilmente
noi non saremo inseriti nelle opere finanziabili nel
2015 (anche se la Regione
ci ha inseriti proprio nelle
opere realizzabili già nel
2015) perché le risorse pur
ingenti messe a disposizione dalla Banca Europea per
gli Investimenti (BEI) copriranno quest’anno circa
1.300 opere sulle 6.000 richieste. Confidiamo comunque di poter essere inseriti nei progetti del 2016 o
in quelli del 2017 e anche
noi crediamo che varrebbe
la pena di aspettare qualche mese perché i soldi in
gioco sono davvero tanti:
3.212.541,48 euro a fondo
perduto (REGALATI!), pari
all’80 per cento del costo
della Nuova Scuola Materna.
Questi sono i fatti. E
questi invece i comportamenti delle nostre opposizioni:
1. Il giorno prima che la
Regione Lombardia pubblicasse gli elenchi dei Comuni ammessi al bando
per l’erogazione dei contributi per la costruzione di
SCUOLE NUOVE, il consigliere Cremascoli, già candidato Sindaco nel 2011 e
papabile per una nuova
candidatura nel 2016, aveva già inviato un comunicato stampa a tutte le testate locali sostenendo che Rivolta non era stata inserita
nell’elenco dei Comuni
ammessi al finanziamento
e aggiungeva che lui lo aveva detto che non si sarebbe
dovuto fare quella domanda e che gli attuali amministratori sono degli incompetenti.
2. Diversi giorni prima
che la Regione Lombardia
pubblicasse gli elenchi dei
Comuni ammessi al bando
per l’erogazione dei contributi per la costruzione di
SCUOLE NUOVE, il consigliere Melini ha presentato
una interpellanza al Consiglio Comunale dove si chiedeva conto all’attuale Amministrazione delle ragioni
per cui eravamo stati esclusi dall’elenco dei Comuni
ammessi al finanziamento.
In più il consigliere Melini
ha anche aggiunto che queste ragioni non fossero per
caso esattamente quelle
per cui lui aveva detto che
l’Amministrazione non
avrebbe dovuto partecipare a questo bando. Non solo! Il Consigliere Melini si è
anche permesso di contattare, a bando ancora in corso, alcuni funzionari della
Regione che erano impegnati nell’analisi delle domande per verificare le no-
stre credenziali per partecipare al bando stesso.
Ciò detto rimane l’incredulità e il disappunto
nei confronti di questi due
consiglieri di opposizione e
in particolare del consigliere Melini che non solo ha
assunto personalmente un
atteggiamento lesivo degli
interessi della nostra comunità ma, in buona compagnia col consigliere Cremascoli, hanno sostanzialmente detto che se loro fossero stati in Amministrazione NON avrebbero partecipato a questo bando rinunciando così all’opportunità (più reale che mai) di
portare nelle casse comunali, senza doverli mai più
rimborsare, l’incredibile
somma di TREMILIONI E
DUECENTOMILA EURO.
Troviamo veramente
disdicevole che il desiderio
di questi personaggi di far
valere i propri disegni elettorali sull’operato dell’Amministrazione arrivi fino al
limite di boicottare le azioni che questa Amministrazione sta facendo per il bene dei cittadini.
Bene ha dunque fatto
l’Assessore Carera nel corso
del Consiglio comunale a
chiederne le dimissioni e a
chiedere che questi personaggi vengano sostituiti da
qualcuno che ha più a cuore il bene del nostro paese.
Si può e si deve fare opposizione ma tutti, amministrazione e opposizione,
devono operare per il bene
della nostra comunità.
FBL
LETTERA A VERDEBLU
Ho letto con attenzione su Rivoltiamo di marzo, un articolo a firma di Alberto Valeri “a Rivolta perché no”.
Probabilmente e se non ho capito
male, a Rivolta perché no è un modo per
dire “perché non andarci”, il punto è
proprio questo, perché una persona dovrebbe venire a Rivolta? Cosa offre?
Una miriade di case e poi?
Nelle lottizzazioni già terminate non
c’è una pista ciclabile, non ci sono negozi, un bar, c’è un solo parchetto veramente piccolo, non c’è una piazza (se
pensiamo che all’interno delle circonvallazione ce ne sono cinque) in poche
parole nessun punto dove poter socializzare, perché dovrebbero venire a Rivolta.
Chi si oppone al consumo del territorio viene sempre tacciato di essere miope, di rifiutare le novità ma, davvero costruire nuove case è il “nuovo”.
Se io andassi in un borgo considerato
ideale per le famiglie, come si legge nell’articolo, mi aspetterei un paese a misura di uomo, invece se vado in bicicletta
rischio di farmi travolgere, l’asilo è sovraffollato, l’aria è inquinata il PM10 è
fuori molti più giorni di quanto stabilito,
lungo le provinciali non ci sono barriere
verdi, i parcheggi anche quelli più recenti sono ancora con l’asfalto, gli uffici
comunali non sono mai aperti di pomeriggio come avviene in altri comuni che
pure aprono il sabato, gli anziani sono
lasciati a loro stessi si interviene solo su
specifica richiesta e potrei continuare.
Davvero siete convinti che i rivoltani
siano così desiderosi di avere tutte queste nuove case?
Chi viene nel nostro paese non preferirebbe poter comperare prodotti biologici e a km zero visto che siamo in una
zona agricola e con tanti allevatori? Non
preferirebbe trovare piste ciclabili per
poter visitare le cascine, le chiesette i
fontanili? Insomma poter vivere il territorio
Se forse pensassimo meno a costruire per offrire a chi viene a Rivolta quello
che veramente di bello c’è: la natura, così bella non per merito nostro, si potrebbe considerare un borgo a misura d’uomo, così è solo a misura di immobiliaristi!
Paolo Corti
VERDEBLU RISPONDE
Grazie Paolo della tua lettera. E grazie per la tua interpretazione del nostro
messaggio: sì, intendiamo proprio dire
“perché non andarci a Rivolta”.
Concordo anche con te su alcune carenze del nostro comune. Il PM10 non è
di buona qualità, l’asilo è quello che è,
gli uffici comunale sono aperti solo di
mattina, le ciclabili potrebbero essere
di più.
Devo però dirti che, essendo tutti e
due rivoltani da lunga data, il nostro
paese non è poi così male. Il fatto di non
esserci trasferiti in tutti questi anni è già
un buon indizio. La mia poi sarà una
lettura di un pendolare che gravita su
Milano e che, quando ritorna a casa,
trova un ambiente che protegge e rassicura. Mica poco.
Certo ritrovare in paese, come scrivi,
solo case e null’altro non è una bella
prospettiva. Ma sai benissimo che non
è così. Rivolta offre tanto altro.
Con il progetto “A rivolta perché no”
l’Amministrazione ha solo messo in
evidenza quanto già esiste. Tante nuove
case ancora invendute. E allora perché
non aiutare chi le ha costruite a venderle raccontando del nostro bel paese?
Peccato che il progetto di comunicazione è ancora fermo. Noi abbiamo lanciato un’idea e ci siamo parecchio impegnati su questo, soprattutto con l’assessore Carera. A qualcuno però l’iniziativa non è piaciuta. Ma vedremo di
andare avanti lo stesso. Con quelli che
ci staranno.
Alberto Valeri
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RIVOLTA/ Settimo appuntamento con la rubrica “La Grande Guerra” vista dal nostro paese
I soldati di Rivolta d’Adda
nella Prima Guerra Mondiale
citato dai familiari scrive
una lettera al comandante
del reggimento per ottenere “… informazioni circa la sorte toccata al suddetto militare non avendo
esso dato notizie di sé fino
dal 28 ottobre 1917.
Da alcune informazioni ricevute da amici del
suddetto sergente risulterebbe fatto prigioniero”.
Siamo sempre nel 1917.
Le truppe italiane travolte
a Caporetto si difendono
lungo il Piave. E’ uno dei
momenti più difficili della
nostra storia. Ancora una
volta saranno i soldati a
soffrire e a morire per quegli ideali che venivano trasmessi nelle città e nei
paesi dalla propaganda
ma che non appartenevano al loro vivere quotidiano.
BIANCHI LUIGI fu Angelo e Sirighelli Maddalena, classe 1879, soldato
95° fanteria, fatto prigioniero il 28 ottobre 1917,
morto durante la prigionia
in Austria l’ 8 marzo 1918,
coniugato con Piacentini
Maria, padre di Giacomo,
Pasquale, Amabile, Angelo, Romano e Pierino.
OGNIBENE MODESTO
di Alberto e fu Oreglio Giacomina, classe 1884, soldato 62° fanteria, morto il
30 giugno 1917 a Prabubolo per ferite riportate in
combattimento.
MONTANI ALBERTO
di Andrea e fu Magni Rosalia, classe 1896, 150° fanteria, dato per disperso e
presumibilmente morto il
15 maggio 1917 a san Marco.
PAVESI PIETRO di Carlo e Alghisi Giovanna, classe 1894, soldato 35° fanteria, morto presumibilmente il 20 maggio 1917
durante il combattimento
di quota 126 (Gorizia) dal
momento che “dopo tale
fatto egli scomparve e non
venne riconosciuto tra i
militari dei quali fu legalmente accertata la morte
o che risultarono essere
prigionieri”.
OGNIBENE FRANCESCO di Felice e Bianchi
Rosa, classe 1892, soldato
42° fanteria, morto in seguito a ferita da scheggia
di granata alla testa il 4 luglio 1917 a Castagnavizza.
Alla famiglia vengono recapitati: denari £ 3,80, 2
flanelle lana, 4 fazzoletti, 3
guanti, 3 calze, 1 cravatta
lana, 1 passamontagna, 1
asciugamano, 59 cartoline
illustrate, 1 pacco corrispondenza, 1 portafogli
panno, 1 taglio di £ 10, 3
lettere chiuse, 1 portamonete, 1 portachiavi, 16 bolli da 5 cent., 1 anello me-
tallo, 1 coltello a serramanico con catena metallo.
MESSAGGI PIETRO di
Francesco e Allevi Giacoma, classe 1884, soldato
162° fanteria, morto il 1
marzo 1917 a Quota 1050
Monastir (Macedonia) in
seguito a ferita da arma da
fuoco riportata in combattimento.
Alla famiglia vengono
fatte pervenire £ 9 in denaro, un temperino e uno
specchietto.
GRANATA LUIGI fu
Giulio e D’ Adda Maddalena, classe 1885, soldato
206° fanteria, morto il 5
giugno 1917, coniugato
con Sommariva Marianna,
padre di Pietro di anni 4 e
di Angelo di anni 1.
GARANTI GIULIO di
ignoti, classe 1896, soldato
242° fanteria, morto il 24
giugno 1917. Il giovane
viene “adottato” da Serina
Angelo come risulta dalla
domanda di reversibilità
della pensione inoltrata
dalla vedova.
“ … la sig. Mandelli
Giuseppina chiede la riversibilità della pensione
già goduta dal defunto suo
marito Serina Angelo quale allevatore del soldato
Garanti Giulio morto in
guerra, osservando che la
petente non risulta essere
madre del militare che
diede origine alla concessione della pensione.
Siccome anche il Serina non era padre, ma solo
allevatore del Garanti, al
quale fu concessa la pensione essendo gli allevatori parificati agli effetti della pensione ai genitori dei
caduti in guerra, ritienesi
che alla di lui moglie debba essere concessa la chiesta riversibilità”.
1918
MINUTI GIUSEPPE di
Serafino e Colombi Rosa,
classe 1891, soldato 79°
fanteria, morto il 28 novembre 1918 a Trieste
(ospedaletto da Campo n.
199 Austro – Americano
già Liceo femminile) e sepolto nel cimitero militare
di Zaul.
LAZZARONI MARIO fu
Luigi e Agosti Emilia, classe 1899, soldato 12° fanteria, morto il 1 gennaio
1918 all’ ospedale da campo n. 213 di Vicenza.
FASOLI CARLO di Gio-
vanni e fu Bellaviti Atonia,
classe 1897, caporale 24
fanteria, morto il 24 novembre 1918.
INVERNIZZI LUIGI fu
Giuseppe e Papini Rosa,
classe 1876, soldato 53° artiglieria campagna, morto
per broncopolmonite il 15
ottobre 1918.
PREMOLI ANGELO di
Rocco e Merisio Pierina,
classe 1883, soldato 4° bersaglieri, morto il 27 giugno
1918, coniugato con Nozza Maria e padre di Giuseppina, Francesca, Alberto, Rocco e Domenico.
BREMBI GIACOMO di
Francesco e Ghiringhelli
Antonia, classe 1897, soldato 80° fanteria, morto il
24 ottobre 1918 in combattimento sul Monte Pertica.
Nella comunicazione al
sindaco, in data 6 dicembre 1918, è racchiusa tutta
la retorica di quegli anni.
“Con l’animo profondamente addolorato comunico alla S.V. la morte
del soldato BREMBI GIACOMO di Francesco della
classe 1897, avvenuta il 24
ottobre 1918, per ferite riportate in combattimento.
A Lei affido il mesto incarico di partecipare alla
famiglia la mesta notizia.
S’ abbia essa con le nostre sentite vivissime condoglianze il conforto di sapere il nome del compianto estinto scritto sul libro
delle glorie italiane.
L’estinto contribuì alla
Grandezza della Patria e la
Patria gli largisce largo tributo di riconoscente affetto annoverandolo tra i figli
di cui andrà superba.
Santo e giusto sia l’orgoglio di aver dato un eroe
alla grande Madre”.
STREPAROLA MARIO
di Giovanni e Mandelli Lucia, classe 1893, 68° fanteria, dichiarato disperso il
20 giugno 1918.
ROSMINI PASQUALE
fu Francesco e Mauri Teresa, classe 1895, sergente
19° artiglieria campagna,
fatto prigioniero il 28 ottobre 1917, morto in prigionia nel 1918.
In data 27 luglio 1919 il
sindaco Berinzaghi, solle-
ARATA FRANCESCO di
Giuseppe e Paccagnini
Marianna, classe 1876,
soldato 376° fanteria, morto il 9 gennaio 1918 nel
campo di prigionia di
Kammelburg (Germania),
coniugato con Facchinetti
Teresa, padre di Giuseppe,
Paolo e Tarcisia.
In data 24 gennaio 1924
dalla Missione Militare
Italiana Ricerca dispersi –
Sistemazione Tombe in
Germania di Berlino arriva
al sindaco di Rivolta d’ Adda la seguente richiesta:
“Allo scopo di poter far
erigere le lapidi sulle tombe dei militari italiani in
Germania è necessario conoscere esattamente i loro
nomi e dati personali, i
quali risultano negli elenchi tedeschi inesatti. Si
trasmette pertanto la
scheda personale di Arata
Francesco del 367 Fanteria
Centuria con preghiera di
volervi aggiungere i dati
mancanti o correggere
quelli che risultassero errati”.
Comunicazione al sindaco di Rivolta d’Adda della morte di Giovanni De
Bernardi, “Caduto sul
campo dell’ Onore”.
Cesare Sottocorno
(continua...)
LA ANC IN VISITA PER LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA
Pubblichiamo il racconto di questa giornata da parte di Claudio Pellegrini, vicepresidente della sezione ANC di Rivolta d'Adda
Lo scorso giugno, in occasione della
festa nazionale dell’Arma, le sezioni ANC
(Associazione Nazionale Carabinieri) di
Rivolta d’Adda e Pandino hanno organizzato una visita in Veneto per commemorare i caduti della Grande Guerra, di cui
cade quest’anno il centenario. Tra i partecipanti, una cinquantina tra carabinieri
in congedo, familiari e simpatizzanti, erano presenti abitanti di Rivolta d’Adda,
Spino d’Adda, Pandino e Agnadello. Le
sezioni ANC di Pandino, guidata dal vicepresidente Carabiniere Ausiliario Agosti-
no Somenzi, e di Rivolta d'Adda, guidata
dal presidente Brigadiere Renzo Pieran,
hanno visitato il monte Cengio, situato a
pochi chilometri da Asiago. Su questo
monte, alto 1354 metri, tra la fine di maggio e i primi giorni del giugno 1916, si
svolse una cruentissima battaglia fra i
Granatieri di Sardegna e le truppe Austro
Ungariche. Durante quelle giornate morirono circa 9.000 soldati italiani sui circa
10.000 schierati. La battaglia del monte
Cengio fu l'ultimo baluardo difensivo per
evitare che gli Austro Ungarici invadesse-
ro la pianura padana vicentina e accerchiassero le altre Armate del fronte italiano, ed oggi questi luoghi rocciosi a precipizio sulla pianura sono stati dichiarati
Sacri per la Patria e per i Granatieri.
Le sezioni ANC si sono in seguito recate ad Asiago, per deporre una corona d'alloro nel maestoso Sacrario Militare ultimato nel 1938, che raccoglie le salme di
circa 54.000 caduti, noti ed ignoti. Inizialmente presso il sacrario si trovavano solo
i resti dei caduti italiani, mentre negli anni Sessanta a seguito di accordi con l'Au-
stria, furono portati i resti di oltre 21.000
caduti austriaci ed ungheresi, un bel segno di riconciliazione in onore dei caduti
che sono stati circa 250.000 nelle battaglie combattute sugli altopiani di Asiago.
I partecipanti a questa giornata di
commemorazione hanno depositato al
Sacrario Militare una piccola corona d'alloro, raccogliendosi in un minuto di silenzio e preghiera.
Testimonianza raccolta
da Francesca Mapelli
6
Luglio 2015
RIVOLTA/ La vecchia casa di Renzo diventa sede del Gruppo Alpini di Rivolta. Intervista a Remo Bravi
Una nuova casa per gli alpini
Inaugurata il 14 giugno
la nuova sede degli Alpini
di Rivolta d’Adda. La “Baita” è stata intitolata a Don
Gnocchi e sarà la casa per
tutti quelli che vorranno
dare il proprio contributo
alle azioni benefiche che il
Gruppo coordinato da Remo Bravi intraprenderà nei
prossimi anni.
Riportiamo l’intervista
che ci ha rilasciato Remo.
Quando e perchè nasce
a Rivolta il Gruppo Alpini?
Il Gruppo Alpini è rinato
a Rivolta nell’aprile 2011.
RINATO, perché era stato
costituito presumibilmente nel 1936, in quanto noi
siamo in possesso di un libretto bancario che riporta
come primo versamento
gennaio 1937. Negli anni
’60 il Gruppo si è dissolto,
ma abbiamo rintracciato
questo libretto bancario
appunto (conservato da
Rosetta Secchi Manfredi,
vedova dell’Alpino Gio’
Manfredi) ed il gagliardetto
originale ricamato dalle
Suore Adoratrici (conservato da Cardani e recuperato
dal nipote Alpino Alfredo
Rota). Del Gruppo originale faceva parte anche mio
padre Angelo, capitano degli Alpini.
Io ero iscritto al Gruppo
di Crema ed ho pensato che
almeno 10 Alpini Rivoltani,
cioè il numero minimo per
creare un Gruppo, fossero
rintracciabili. In effetti ora
sono una cinquantina, inclusi gli Amici degli Alpini.
Q u al i s o n o i va l o r i c h e
im pers o nate e int end ete
trasmettere?
Uno dei motti che mi
piace di più degli Alpini è:
“ricordare i morti per aiutare i vivi” e noi cerchiamo di
metterlo in pratica! Partecipiamo infatti a tutte le cerimonie in ricordo di quelli
“andati avanti”, in guerra o
in pace e svolgiamo attività
di volontariato in favore di
tutti coloro (privati o associazioni) che hanno necessità concrete e sotto gli occhi di tutti.
Al l a r e ce n te i n a u g u r azione della vostra sede c'è
s t a t a u n a f e st o s a p a r t e c i pazione della cittadinanza
e nei vostri gruppi si notan o an c he mo l ti g i o va n i :
qu al è d un que il fascin o
del Corpo degli Alpini?
Ogni persona ha in se
un po’ di ALPINITA’ e, vedendoci impegnati (senza
secondi fini) nel volontariato e nell’aiuto ai meno
fortunati, o a migliorare il
decoro cittadino, cerca di
aiutarci e di imitarci, indipendentemente dall’età.
Anche presso le Scuole abbiamo avuto l’occasione di
spiegare chi sono e che cosa hanno fatto gli Alpini a
partire dalla Grande Guerra
e quindi anche i più giovani
sanno chi siamo e lo spirito
di appartenenza che abbiamo.
Qual e r iten ete p o ssa
essere il valore e l'efficacia
della vostra presenza tra la
comunità rivoltana?
Dimostrare che si possono realizzare opere belle
(come la nostra sede), senza gravare sulla comunità,
aiutare le persone in difficoltà e spingere all’imitazione altri individui o associazioni. Nel caso della sede, abbiamo avuto molti
aiuti e supporti inattesi da
gente che ha visto quello
che stavamo facendo ed ha
voluto condividere con noi
la gioia di portare a termine
il progetto.
Quali sono le prossime
iniziat ive o i v ostri programmi futuri?
Domenica 18 ottobre si
svolgerà la “IV Marcia Degli
Alpini”, che porta solitamente a Rivolta circa 1500
persone e che comporta un
grosso sforzo organizzativo. Poi ci occupiamo dei
più bisognosi con la raccolta di alimenti una volta al
mese in piazza con Oratorio, Caritas e altre organizzazioni, c’impegniamo nel
Banco Alimentare l’ultimo
sabato di novembre, continuiamo ad aiutare My Everest e l’Associazione Nazionale Ciechi di Cremona. Ci
occupiamo anche del Verde
Pubblico per le aiuole che
vanno dall’entrata dell’Ospedale Santa Marta a via
Giulio Cesare. Quelli che
passano hanno notato la
differenza fra “prima e dopo la cura” e, come per la
sede, cercano di darci una
mano, di suggerirci altri
fiori da aggiungere, o altri
metodi per migliorarne l’aspetto o la manutenzione.
M&M
LUTTO: LA SCOMPARSA DI ANGELO ROSSIGNOLI
Un saluto possibilmente semplice
Ha scritto un filosofo del quale, per timore, non riesco nemmeno a citare il nome (non ce n’è comunque bisogno) che
“due cose riempiono la mente di ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge
morale dentro di me”. Non essendo io né
filosofo, né tanto meno un pensatore, né
uno scrittore di quelli che riempiono le
pagine dei giornali, ne aggiungerei una
terza: “l’ imperscrutabile attorcigliarsi e
dissolversi dei pensieri in quel ‘guazzabuglio’ che è l’ animo umano”.
Queste riflessioni hanno agitato la mia
mente non appena ho ricevuto la notizia
che Angelo aveva scelto di lasciarci. Me lo
sono rivisto davanti, in uno dei numerosi
colloqui in biblioteca, con l’immancabile
amico Gianni, a parlare di politica (ha attraversato criticamente le diverse trasformazioni del partito), la politica complessa, dei massimi sistemi, delle ideologie,
delle alleanze e dei governi e quella altrettanto impegnativa del nostro paese che
l’aveva visto protagonista in stagioni ormai lontane. Non mancavano mai, nei
suoi discorsi, l’ironia e, soprattutto la speranza che questa nostra Italia, passato il
breve spazio della rivoluzione potesse avviare quelle riforme capaci di trasformare
uno stato, bersagliato su tutti i fronti, in un
Paese normale in cui ci sia rispetto per chi
ha perso e chi si sia trovato dalla parte del
vincitore non solo rimbocchi le maniche
ma non manifesti troppa arroganza.
Spesso le sue considerazioni come noticine (‘rosse’ per aggiungere un po’ di antico colore al verde e al blu) finivano sulle
pagine di questo giornale e non mancavano di provocare animate discussioni senza
alcun rancore però. Parlavamo anche della comune fede calcistica ma era più il
tempo della consolazione rispetto a quello delle soddisfazioni.
Non riusciva più a sorridere, gli ultimi
mesi. Non sapevo della sua malattia. M’aveva detto che gli era piaciuta la mia ricerca sui soldati di Rivolta che avevano lasciato le loro giovani vite sul Piave e nelle
trincee del Carso. Gli avevo consigliato un
libro su quella guerra e altri ne aveva letti
sullo stesso argomento e su altre tematiche (in particolare sul terrorismo e sul sindacato) che analizzavano le vicende del
nostro Paese.
Mi precisava: “E’ vero, come sostieni tu,
che anche su quelle pietraie è nata la nostra democrazia, ma c’era bisogno di tanti
sacrifici? E chissà per quante notti il dolore
e la disperazione avranno turbato il sonno
delle madri e delle famiglie, che ricevevano quei telegrammi che tu hai pubblicato”?
Questa volta non dissi nulla, restai in
silenzio. Non l’ ho visto, quando ho presentato per l’ AUSER il lavoro sulla guerra.
Eppure era parte attiva, come volontario,
di quel gruppo. Non pensai di andare a
cercarlo all’ARCI. Ci sarebbe stato primo o
poi l’incontro in biblioteca. Niente. Ha deciso di partire da questo mondo. Ti saluto
così, Angelo, con brevi parole. Ti ritroverò
certamente negli infiniti campi del cielo.
Ce. Sott.
Ancora un doloroso distacco
Questi primi sei mesi del 2015 sono
stati per Verdeblu e per i Democratici
dell’alto cremasco tra i più dolorosi che
si ricordi.
Dopo Giuseppe, Lino, Mario e Franco
oggi ricordiamo la scomparsa di Angelo
Rossignoli.
Un “compagno” che per Verdeblu ha
fatto e dato molto. Angelo Rossignoli è
stato, tra l’altro, tra i fondatori del giornale, ha ideato e per tanti anni tenuto la
“noticina Ross.a”, graffiante rubrica sui
fatti di politica locale.
Da sempre Angelo è stato una presenza costante e preziosa per tutte le attività politiche lungo l’intero percorso
della sinistra, dal P.C.I al P.D.
Persona discreta che mai si imponeva, ma sempre dialogava e suggeriva durante le riunioni.
Nel gruppo era l’uomo di fantasia,
quello del tocco finale. Lo era nella stesura dei manifesti come negli arredi delle tante Feste de l’Unità che abbiamo organizzato, laddove portò lo stand dei fiori, che fino a pochi anni fa ha gestito con
la sua Alberta.
Quando ne primi anni settanta il fermento “sessantottino” ha toccato anche
Rivolta un gruppo di giovani dava vita al
“Ponte” primo circolo culturale del paese, Angelo c’era. Inoltre è stato, in rappresentanza del PCI consigliere comunale e assessore, volontario dello SpiCgil e per ultimo ha collaborato con
l’Auser e nel servizio PiediBus. Non parole ma fatti che dimostrano la sua gran-
de disponibilità.
Negli ultimi tempi, quando la sua
partecipazione era diminuita, non faceva mai mancare, se richiesto, un suo parere; perché da persona mite non amava
le ingerenze ma contribuire alla decisione finale.
Quando si subisce una perdita di
questo tipo non è solo un amico che perdi, non solo un compagno che ti lascia,
ma un pezzo della tua vita che se ne va.
Uno strappo doloroso che senti sulla
pelle.
RM
Luglio 2015
RIVOLTA/ Sport: conclusi i nazionali estivi di “Special olympics”
7
TWIRLING
MartinaVergani ai Campionati
Europei in Slovenia
“Play the games”,
Giulia stravince
Si sono conclusi tutti gli appuntamenti sportivi dei
nazionali di “Special Olympics” che si sono tenuti in varie citta italiane, in date diverse, suddivisi per specialità.
La campionessa rivoltana Giulia Colombi, che fa parte della squadra no limits di Lodi, ha partecipato a tre
tappe sportive dei suddetti campionati.
Nel mese di aprile ha gareggiato a Torino i nazionali
di nuoto da dove è tornata con un “triplete” d’oro in
quanto ha ottenuto il primo posto nei 200mt. stile libero, nei 100 rana e nella staffetta 4 x 25 mt. stile libero.
A maggio si sono tenuti nella città di Lodi i nazionali
di atletica, pallacanestro e calcio. Qui Giulia si è cimentata per la prima volta nel triathlon dove ha ottenuto un
secondo posto alle finali.
L’ultimo sforzo si è concluso alla fine di giugno a La
Spezia dove si sono tenuti i nazionali di pallavolo. Dopo
tre giorni di gare intense la squadra di Giulia, alle finali,
ha ottenuto il secondo posto.
Giulia ha anche partecipato, con la squadra “Gi Insuperabili” del “Momento” di Rivolta d’Adda, ai campionati regionali CSI di baskin.
Il team rivoltano di pallacanestro, per la prima volta
ha partecipato a questa manifestazione regionale di disciplina basket integrato ottenendo un onorevole quarto posto.
Come sempre la nostra campionessa è tornata, oltr
che vittoriosa, carica di tante emozioni che la riempiono
di felicità e che trasmette ai suoi concittadini con il suo
appuntamento giornalistico.
Brava Giulia!
Grande alla nostra atleta……
Martina Vergani ce l’ha fatta, a pieno titolo componente della Squadra Nazionale di Twirling.
Martina è una straordinaria atleta e ginnasta della
ASD GINNASTICA TREVICASS, Società fondata da Antonio Bonadeo 5 anni fa con sede legale a Rivolta d’Adda
e con attività sportive allargate a Treviglio, Cassano
d’Adda e Rivolta.
Partita con poco più di 22 atleti, oggi la Trevicass conta più di 220 ginnaste per la parte di Ginnastica Artistica
e Ritmica e circa 30 atleti
di Tecnica Twirling. Dirett
o
r
e
Tecnico della Ginnastica
Marletta Gianfranco, già
Direttore Tecnico della
Nazionale FGI nonché allenatore di Juri keki. Direttore Tecnico del Twirling Massimo Scotti pluri
Campione Europeo e
Mondiale nonché Commissario Tecnico della
Nazionale FITW.
Martina ha iniziato la
sua carriera sportiva all’età di soli 3 anni, seguita
dalla sua insegnate Maria
Giovanna Radavelli che
ha saputo portala in un
crescendo di titoli e successi sportivi.
Caparbia, tenace con una straordinaria voglia di riuscire, Martina ha sempre diviso la sua giornata tra
scuola e palestra, facendo fruttare questo impegno in
continue vittorie.
Il premio meritato della Nazionale Italiana corona
un livello tecnico ed atletico di altissimo prestazione,
che Martina ha saputo curare giorno dopo giorno.
Maribor 6-12 luglio, Slovenia Campionato Europeo,
dove 10 Nazioni si sono contese il titolo, Martina ci ha
rappresentati, ha rappresentato quelle atlete che hanno
voluto seguire il cuore di chi gli è stato sempre vicino trasmettendo la passione per uno sport, forse poco conosciuto ma capace di trasmettere tutte le cose importati
della vita quali, la lealtà, la passione, la condivisione con
la squadra e il legame con la tua insegnante, che spesso
e volentieri ti fa crescere anche aiutandoti ad affrontare
la vita di tutti i giorni.
Martina rappresenta il nostro Paese, un luogo dove
lei è cresciuta come atleta e speriamo un giorno come
Insegnante, per trasmettere quello che da piccola a lei
hanno insegnato.
Sport, divertimento, lealtà e sincero agonismo.
Questo è anche il Twirling una scuola di vita, e Martina ce lo sta dimostrando.
I.L.
Luglio 2015
8
RIVOLTA/ A giugno esibizione magica ed emozionante delle giovani sportive rivoltane
Il viaggio nel tempo delle atlete delTwirling
Giovedì 11 giugno L'A.S.D Twirling Rivolta d'Adda ha accompagnato i cittadini
rivoltani in un viaggio nel tempo davvero
magico passando per tutte le tappe che
hanno contraddistinto l'evoluzione del
Twirling Rivolta d’Adda.
È stato un modo simpatico e divertente
di far conoscere meglio questo sport da
sempre misterioso.
Una giovane atleta, Claudia, tornata da
un allenamento estenuante si addormenta curiosa di sapere come è nato questo
sport di cui lei è tanto appassionata.
Inizia a sognare partendo dai primi
passi fatti dalle Majorette fino ad arrivare
nel futuro dove non saranno solo gli umani a praticare questo sport.
È la grande passione per il Twirling che
le ha fatto compiere questo magico viaggio.
Il significato profondo dello spettacolo,
la bravura, la grinta e la determinazione
delle atlete e il grande divertimento creato
hanno permesso alla Piazza Vittorio Emanuele II di ospitare un pubblico numerosissimo ed entusiasta, curioso e affascinato dalla magia a dalla spettacolarità di
questo sport.
Nuovamente giovedì 26 giugno presso
la Piazza Vittorio Emanuele II il Twirling
Rivolta ha partecipato nel contesto della
programmazione Estate a Rivolta ad una
suggestiva serata dedicata alle “Associazioni Sportive”.
Incredibile l’afflusso dei bambini presso il nostro gazebo, attratti da musica, costumi di gara esposti e indossati da qualche atleta.
Le insegnanti presenti, intrattenevano i
piccoli simpatizzanti del Twirling giocando e ballando, ma soprattutto permettendo loro di usare “IL BASTONE” attrezzo
base di questo sport.
E’ doveroso ricordare che durante l’an-
no agonistico 2014/2015 il medagliere del
Gruppo sportivo Twirling Rivolta d’Adda si
è arricchito di nuove medaglie, eccoli
elencati in ordine alfabetico:
Bacciocchi Arianna
3a Classificata Campionato Italiano Artistic Twirl Livello B 2014
Bonadeo Alessia
Campionessa Regionale Specialità 2
Bastoni Serie B 2014
Ceriani Giulia
Campionessa Regionale Free-Style Junior Serie C 2015
Inoltre
2a Classificata al Campionato Italiano
per la medesima categoria.
Ceriani Giulia e Sara Facchetti insieme
sono Campionesse Regionali nella specialità Duo Junior Serie C 2015 e Vice Campionesse Italiane per la medesima categoria.
Facchetti Sara
Campionessa Italiana Free-Style Cadetti Serie B 2015
Losi Arianna e Torelli Alessia
Vice Campionesse Italiane Artistic Pair
Junior Livello A 2014
Inoltre
Losi Arianna
Campionessa regionale Specialità Solo
Senior Livello A. 2014
Lupo Pasini Francesca
2a Classificata Campionato Regionale
Free-Style Cadetti Serie C 2015
Mazzola Giulia
Campionessa Italiana Artistic Twirl Livello B 2014
Morstabilini Martina e Sara Torelli
Campionesse Regionali Duo Junior Serie B 2015
Inoltre
Martina Morstabilini
2a Classificata Campionato Regionale
Free-Style Junior Serie B. 2015
INIZIATIVE
E...state all’Arci
Le innovazioni introdotte dalle due
socie Roberta e Katia stanno producendo i loro effetti: serate a tema, feste di
compleanno e ricorrenze varie animano le serate del circolo con allegria e vivacità
Le novità non riguardano soltanto
l’aumentata frequenza, anche la vivibilità dell’ambiente è notevolmente migliorata; cancellata la patina di residuati ora è il colore a farla da padrone, i
quadri alle pareti, le foto artistiche.
Dopo la buona riuscita delle ultime
manifestazioni, nuove iniziative sono
alle porte: il 25 luglio sarà la “Festa paesana”, con degustazione di salumi e formaggi, con l’accompagnamento musicale, (dalle 21 alle 24), della fisarmonica
di Michela..
Il 31 agosto la tradizionale “Festa
dell’uva”, nell’ambito del Settembre Rivoltano, riaprirà il programma autun-
DOMENICA 13 SETTEMBRE
La Lega Tumori festeggia
i 30 anni di fondazione
La Lega Tumori di Rivolta d’Adda, in
collaborazione con l’Amministrazione
Comunale, nell’ambito del Settembre
Rivoltano 2015, organizza una piacevole
manifestazione per festeggiare il Trentennio della sua costituzione 1985 –
2015, presso la Palestra della Scuola Media - Via Galilei 1 – in Rivolta d’Adda.
Domenica 13 settembre 2015 alle ore
16 saranno presenti alla manifestazione
il Presidente e i Membri del Consiglio di
Amministrazione della Sezione Provinciale di Cremona, i Dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Crema e dell’Ospedale
“S.Marta” di Rivolta d’Adda.
Sono stati invitati a partecipare i Sindaci di Rivolta d’Adda, Agnadello e Spino
d’Adda, comuni ai quali la Lega Tumori
offre i propri servizi di prevenzione da
un Trentennio.
Inoltre sono invitati i Medici di Base,
gli Sponsors, i Benefattori, le Associazioni rivoltane e tanti Amici che a fianco
della Lega Tumori ne condividono prin-
TREMOLADA PAOLO
FALEGNAMERIA
Bottega Artigianale
Il meglio su misura
e su disegno
nale con significative novità.
Quest’anno la chiusura del circolo
sarà dal 17 al 20 agosto.
cipi e finalità.
Dopo un’introduzione sulla costituzione e il percorso della Lega Tumori durante gli anni, interverranno il Presidente Provinciale, il Sindaco di Rivolta e un
rappresentante dello Staff Medico della
Lega Territoriale. Si procederà alla premiazione delle Volontarie e dei Collaboratori che, con il loro impegno e disponibilità, hanno permesso il raggiungimento di ottimi risultati nella prevenzione di
alcune tipologie tumorali.
La manifestazione sarà allietata da
uno spettacolo offerto dal G.S. Twirling,
da anni affettuosamente vicino alla Lega
Tumori, e si chiuderà con un raffinato
buffet.
Si confida in una sentita partecipazione della cittadinanza, ma soprattutto
nella presenza femminile, sostenitrice e
utilizzatrice delle attività della Lega Tumori .
Non mancate!
pdb
Librerie
Bagni
Armadi
Pensili e
Basi cucina
Porte interne
Serramenti
Rivestimenti
eccetera
Via C.Colombo, 5/A - 26027 RIVOLTA D’ADDA (CR)
Tel. 0363 370089 - Cell. 339 7710972
Luglio 2015
9
TRANSAZIONE COMUNE-CITTO/ Donati, Uberti e Gandini riaprono, con un esposto
contro la giunta, lo scontro giudiziario
SeiannifacominciòBelli,oraciriprovanointre:
dueex el’unicoconsigliererimastoalloroservizio
I tentativi della nuova giunta di “voltare pagina” rispetto alle vicende
del passato, si infrangono sullo scoglio delle ripicche personali.
Sindaco e giunta costretti a contrattaccare sul piano giudiziario
di Giovanni Calderara
In ordine alla “transazione Comune/Citto”,
due ex assessori, Adriano
Donati e Mario Uberti,
assieme all’unico consigliere eletto rimasto ai loro ordini, Paolo Gandini,
hanno presentato un
esposto alle autorità giudiziarie (Prefettura, Procura e Corte dei Conti)
per segnalare “i reati penali” che, a loro dire, la
nuova giunta avrebbe
commesso nell’esercizio
delle sue funzioni amministrative. Questa iniziativa dei soliti noti, un replay di quanto gli stessi
personaggi fecero sei anni fa, arriva, inaspettata,
dopo un anno di tentativi
della nuova giunta di voltare pagina con le vicende del passato, di mettere
una pietra tombale, a beneficio di tutti gli agnadellesi, sulle cause civili
ed amministrative ancora
in corso e su quelle penali
che la stessa magistratura
aveva proposto di archiviare.
Il buon senso dimostrato dalla nuova giunta,
tradotto in azioni amministrative più che tolleranti nei confronti dei
predecessori (riconoscimento debiti fuori bilancio causati da costoro,
nessuna azione di rivalsa
nei loro confronti in ordine alle cause già perse,
graduale liquidazioni dei
debiti ereditati) non è bastato a sedare l’odio per-
sonale, riversato soprattutto su chi scrive, alimentato per anni con lo
strumento subdolo della
calunnia, delle dicerie da
bar, delle congetture sbilenche, spacciate come
rivelazioni di verità.
Nemmeno il chiarissimo
risultato delle ultime elezioni amministrative è
servito a placare gli impulsi dei tre personaggi,
anzi, pare che la sonora
sconfitta subita nel 2014
li abbia addirittura peggiorati, alla faccia dei
principi democratici e del
rispetto degli elettori!
Ciò detto, l’episodio
conferma, ancora una
volta, la vera identità di
chi fomenta il rancore all’interno della nostra comunità locale: sei anni fa
arrivarono gli esposti e le
denunce penali di Belli
(tutte finite nel nulla!);
oggi arrivano quelle di
Donati e compagnia, con
argomentazioni analoghe
a quelle del passato,
quindi già valutate e cassate dalle autorità competenti. A questo punto la
battaglia giudiziaria, che
era in fase di esaurimento, si riaccende.
Per come è stato scritto, l’esposto firmato dai
tre sembra passibile di
denuncia penale per calunnia. Per questa ragione, gli amministratori che
si ritengono calunniati
hanno conferito ad un legale l’incarico di proce-
dere legalmente nei confronti di tutti gli autori (e
firmatari) dell’iniziativa.
E’ bene precisare che
queste prime contromisure sul piano giudiziario
sono di tipo personale e
non avranno quindi ripercussioni sui conti
pubblici.
Come seconda azione
giudiziaria nei confronti
dei tre (qui le firme di
supporto non c’entrano),
il sindaco e la giunta presenteranno a loro volta
alle autorità competenti
una dettagliata relazione
sulle
numerose
“gravi irregolarità amministrative” riscontrate negli atti pubblici deliberati
tra il 2009 ed il 2014, periodo peraltro connotato
dalla consumazione di
veri reati (già riconosciuti
come tali e penalmente
sanzionati dai giudici)
nell’ambito della pubblica amministrazione locale. Anche in questo caso
non ci saranno costi a carico dei cittadini: potrebbe al contrario profilarsi
la possibilità di un risarcimento dei danni causati
al Comune dall’ex giunta .
Spiace, alla nuova
maggioranza consiliare,
dover riaprire una stagione di scontro giudiziario,
dopo aver cercato per oltre un anno di riportare
nell’alveo della buona politica il confronto sui temi
amministrativi. Spiace
doverlo fare per colpa di
un solo consigliere comunale, prima scaricato dagli ex compagni di giunta
e poi reimbarcato, come
se nulla fosse, dai medesimi soggetti, al solo scopo di screditare l’avversario comune. Spiace anche
per i due consiglieri di
minoranza (Rossini e Tirloni) che hanno avuto il
coraggio e la coerenza di
rifiutare il coinvolgimento negli schemi politici
dei due ex, i quali, dopo
averne combinate di cotte e di crude in veste di
assessori, oggi cercano di
riconquistarsi la scena
proponendosi come paladini della correttezza
amministrativa, della
quale avevano fatto strame nel corso del loro
mandato.
Spiace alla nuova
maggioranza doverlo fare
ma, allo stato dei fatti,
non le resta altro da fare,
a difesa della onorabilità
personale di ciascun
componente e della trasparenza del loro operato, anche nella definizione di un accordo transattivo che risponde esclusivamente all’interesse
pubblico, alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, alla possibilità di
riattivare la procedura di
assegnazione aree del
PES ed incassare il corrispondente valore di vendita, stimato in una cifra
otto volte superiore al costo della transazione.
Gli esposti,le firme,l’incoerenza
Chissà per quale oscura ragione il trio Donati, Uberti, Gandini ha raccolto una ventina di
firme di parenti e amici a supporto dell’ esposto che uno dei
tre (la traballante grammatica e
gli spropositi giurisprudenziali
fanno sospettare che sia stato
Uberti) ha scritto?
In un esposto contano soprattutto i fatti presentati all’autorità giudiziaria, che non
diventano “reati” per opinione
dell’estensore, e tantomeno diventano più o meno gravi a seconda del numero di firme dei
presentatori. Non si capisce
quindi quale sia stata la ragione
del coinvolgimento di terzi in
questa grottesca sceneggiata
pseudo-politica, che si trovano
ora coinvolti nella vicenda, soggetti al rischio di una denuncia
per calunnia (l’esposto è basato
su un’ infedele descrizione dei
fatti , aggravata dalla consapevolezza di aver mentito all’autorità giudiziaria nell’esposizione
dei fatti stessi, con l’unico intento di arrecare offesa personale agli assessori comunali e
screditare il loro operato).
In ogni caso, nella “brillante”
iniziativa il consigliere Gandini
ha coinvolto zie, zii, cugine e
persino la nonna di 93 anni,
probabilmente senza spiegare a
nessuno di costoro quale assunzione di responsabilità avrebbe
comportato l’apposizione delle
loro firme sull’esposto.
Stessa operazione (arruola-
mento dei familiari e di qualche
amico) l’ha fatta il signor Marcello Giroletti, fratello del consigliere di minoranza Angelo. Il
quale, in campagna elettorale, si
era però presentato all’insegna
del superamento della accesa
conflittualità degli anni passati.
Insomma: un “pacificatore” che
avrebbe rasserenato il confronto tra le parti.
In seguito, consultato dalla
Giunta in ordine all’ipotesi di
transazione Comune/Citto, il
candidato sindaco di “Agnadello
domani” si era anche detto favorevole all’operazione.
Quando la vicenda è arrivata
in Consiglio Comunale (in occasione della revoca della declaratoria di nullità del PES) non ha
votato contro la proposta della
maggioranza ma si è astenuto,
che in politichese significa “non
mi oppongo all’approvazione
del provvedimento in esame”.
Stupisce, quindi, l’arruolamento di familiari ed amici nelle
truppe d’assalto giudiziario (oddio…più che truppe, una sparuta pattuglia) coordinate da
Uberti, Donati e Gandini, avversari di Angelo in campagna elettorale. Anche perché l’inaspettata operazione mette definitivamente fuorigioco l’altro consigliere di “Agnadello domani”,
Gianfranco Tirloni, che aveva
anch’egli espresso parere favorevole alla transazione ed al superamento dei conflitti giudiziari in essere, ed ha mantenuto
coerentemente il suo parere in
proposito.
Ovviamente l’esposto apre
una ulteriore frattura tra Rossini
(capolista di “Agnadello in testa”, favorevole alla transazione)
e Gandini.
Quest’ultimo recupera invece l’appoggio degli ex, che lo
avevano ufficialmente sfiduciato un mese fa, costringendolo a
comunicare formalmente al
Consiglio Comunale la sua “autonomia” (sic!) dal gruppo
“Agnadello in Testa”. Detto, fatto: dopo la dichiarazione di autonomia, la firma dell’esposto
con gli amici di sempre ...contro
l’avversario di sempre.
Poi ci si meraviglia se i giovani si allontanano dalla politica!
Luglio 2015
10
AGNADELLO/ Tutte le irregolarità compite dagli improbabili crociati della purezza procedurale
Oggi firmano esposti alla Procura, fino a ieri
facevano strame delle regole amministrative
di Giovanni Calderara
Questo giornale ha già raccontato, con dovizia di particolari, le
gravi irregolarità amministrative
compiute da chi è stato alla guida
del paese tra il 2009 ed il 2014. Alla luce dei nuovi eventi, penso sia
giusto rinfrescare la memoria ai
lettori, per metterli in guardia dal
camaleontismo politico di chi,
dopo aver portato il Comune al
collasso amministrativo, dopo
averne minato la credibilità istituzionale e dilapidato un’ ingente riserva contabile (oltre 1.000.000 di
euro, ereditati dai predecessori!),
cerca ora di riconquistare la scena
politica, spacciandosi per crociati
della purezza procedurale, paladini degli interessi del popolo .
Per iniziare il ripasso ho solo
l’imbarazzo della scelta: comincio
con qualche domanda sulle irregolarità che hanno fatto da sfondo
ai reati veri e propri, riconosciuti
come tali dal Tribunale di Cremona.
Prima domanda: “Quando l’architetto Joseph Greco denunciava
con una lettera inviata al Comune
la tentata concussione subita dall’assessore all’urbanistica del
tempo (ndr: secondo i giudici, l’ex
assessore pretendeva da Greco lavori per il suo studio di architettura a compenso degli incarichi che
la Giunta gli aveva conferito) il
crociato Donati dov’era? Non fa-
ceva forse parte di quella Giunta?
Non sarebbe stato preciso dovere
di quella Giunta trasmettere quella lettera alla Procura, invece di
recapitare - di domenica mattina,
col Sindaco in veste di messo notificatore!- una formale diffida ai
consiglieri di minoranza, per indurli a non divulgare il contenuto?
Alla luce della condanna del suo
ex collega, come giustifica questo
suo comportamento omissivo,
certamente non confacente al
ruolo che rivestiva in quel periodo?”.
Restiamo in tema. Al tempo, il
crociato D avrà certamente avuto
modo di leggere il rinvio a giudizio
del sindaco e del segretario comunale (per turbativa d’asta ed abuso d’ufficio) e dell’ex assessore all’urbanistica (per tentata concussione). Era quindi consapevole
che in quel procedimento giudiziario il Comune era espressamente indicato come parte lesa.
Perché, allora, non si è preoccupato di costituire il Comune in
giudizio, come avrebbe dovuto fare per dovere d’ufficio? Se lo avesse fatto, avrebbe poi potuto chiedere un risarcimento danni al segretario comunale del tempo, che,
riconoscendo le proprie responsabilità, aveva patteggiato una pena di 1 anno e 4 mesi; avrebbe in
seguito potuto chiedere, dopo la
condanna per tentata concussione, un risarcimento all’ex asses-
sore all’urbanistica per danni
d’immagine causati al Comune.
Non è allora forse vero che la ripetuta omissione dei doveri d’ufficio
da parte degli assessori di quel
periodo è risultata palesemente
funzionale agli interessi personali
dei colleghi amministratori e del
funzionario finiti sotto processo?
Continuiamo con le vicende
giudiziarie. Quando la minoranza
del tempo sollevò la questione del
conflitto di ruolo dei difensori
personali di Belli ed Uberti, che
già stavano seguendo diverse pratiche in veste di avvocati di fiducia
del Comune, perché il crociato D
non intervenne? Se ora è così severo in ordine agli atti ammini-
strativi dell’attuale Giunta, perché, al tempo, fu così tollerante
nei riguardi di se stesso, dei suoi
colleghi e dei consulenti esterni
pagati dal Comune?
E cosa ci può dire, il crociato D,
della vicenda Ferla/Martinelli?
Anche questa, secondo lui, doveva essere una causa che il Comune avrebbe sicuramente vinto. Invece, il Tribunale di Cremona ha
ordinato all’attuale giunta di saldare il conto (72.000 euro)ai professionisti esterni che la predente
giunta non aveva voluto pagare, e
si profila ora il rischio di dovergli
rimborsare anche le spese processuali. Ritiene, il crociato D, che sia
di qualche interesse, per la Corte
dei Conti, il danno erariale -oltre
100.000 euro spesi per un progetto di ristrutturazione del Comune
cestinato nel 2009 - derivato dalla
“brillante” idea di non pagare i
progettisti e di rendere inutilizzabile il progetto?
Riguardo infine alla causa Comune/Santamaria, perché il crociato D si è opposto alla proposta
di chiudere transattivamente la
questione, come il dipendente
aveva chiesto di fare, onde evitare
di schiantarsi contro una sconfitta
annunciata, come poi è realmente
accaduto? Era sicuro di vincere
anche questa causa? Le domande
sarebbero ancora tante (biogas,
svendita del metanodotto, procedura d’acquisto delle luci a
led,etc.) ma non vorrei tediare il
lettore con questo forzato ripasso.
La prima puntata finisce qui. Nel
prossimo numero farò qualche richiamo alle irregolarità amministrative attribuibili al crociato U
(Mario Uberti) ex assessore all’urbanistica, sostituto (dal 2011 in
poi) del collega processato per
tentata concussione. Ed il crociato G? Gandini è arrivato in giunta
nel 2013, dopo le dimissioni di tre
colleghi. La decisione autonoma
più importante che ha preso è stata quella di dedicare un parcheggio all’Ugo Tognazzi “festaiolo”
(nulla di penalmente rilevante,
finché i figli dell’attore non lo verranno a sapere).
Luglio 2015
11
AGNADELLO/ I vincoli del patto di stabilità rallentano l’azione amministrativa, ma non la fermano
Avanti con i lavori pubblici, nonostante tutto
Nuovo padiglione loculi ed archivio storico comunale in dirittura d’arrivo
P a di g li o ne Lo c ul i. Sono avviati a conclusione i
lavori di esecuzione del
terzo padiglione loculi. In
questi giorni l’impresa esecutrice ha ultimato il rivestimento del cemento armato; subito dopo fisserà
sulle pareti interne le piastre in marmo e completerà, con il porfido, il vialetto
d’accesso al padiglione.
Entro fine luglio, la struttura, ultimata nelle rifiniture,
verrà consegnata al Comune. Risulterà a quel punto
superata “l’emergenza loculi” determinata dall’incapacità amministrativa
della giunta precedente.
Giova a tal riguardo ricordare che l’emergenza loculi è nata nel 2011 ma, nei
tre anni successivi, non è
stata completata nemmeno la fase progettuale. E’
toccato alla nuova giunta,
in carica da un anno, completare la procedura lasciata in sospeso e realizzare
l’opera pubblica, in tempo
utile per evitare la chiusura
del cimitero per indisponibilità di posti.
M a n u t e n zi on e s t r a or d i na r ia d el l o c al e a rc h i vi o. Anche in questo caso
la nuova giunta ha dovuto
porre rimedio agli errori di
quella precedente, che
aveva messo nella disponibilità di un’associazione,
alcuni locali indispensabili
al Comune. Giova ricordare che, nel 2009, l’archivio
storico del Comune venne
provvisoriamente trasferito nelle ex aule della scuola
elementare di via Treviglio,
in vista dell’avvio dei lavori
di ristrutturazione del Palazzo municipale. Per questi lavori di ristrutturazione erano già disponibili,
nelle casse comunali
900.000 euro circa. Tutti
sappiamo come andò poi a
finire: la giunta Belli bloccò
la procedura, già in corso,
per l’assegnazione dei lavori e negli anni successivi
disperse in spese inutili i
fondi ereditarti dalla giunta precedente. Allo stato
dei fatti, quel progetto di
ristrutturazione del municipio e del relativo archivio,
costato ai cittadini oltre
100.000 euro, non ha più la
possibilità di essere finanziato. Di conseguenza la
nuova Giunta ha dovuto
avviare il ripristino del vecchio archivio, previo lavori
di manutenzione straordinaria eseguiti dal GVA
(Gruppo di volontari Agnadellesi), che non saranno
mai elogiati abbastanza
per il loro impegno quotidiano e per la quantità e
qualità del lavoro svolto. A
lavori ultimati l’archivio
storico sarà ricollocato nella sua sede originaria,
mentre le due ex aule dove
era stato provvisoriamente
trasferito verranno ristrutturate ed adibite ad ufficio
anagrafe e segreteria, in
modo da avere tutti gli uffici collocati sul medesimo
piano, senza barriere architettoniche di mezzo.
L a g e s ti o n e d el l a p i a z zola ecologic a. In mano al
gruppo dei volontari la
piazzola ecologica ha cambiato aspetto. La casa del
custode è stata ritinteggiata, i correlati servizi sono
stati ripristinati, l’area boschiva è stata ripulita, gli
impianti di raccolta sono
stati resi più funzionali.
Anche gli utenti del servizio stanno dando una mano per un utilizzo corretto
della stazione di raccolta.
Quelli più contrariati sono
gli stessi che vorrebbero
continuare a considerarla
una semplice discarica,
dove buttare di tutto. Inve-
MERCATINO DEI TESTI SCOLASTICI USATI
“Cerca libro” in biblioteca. Per le medie
La Biblioteca di Agnadello in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura organizza “Cerca libro”, il mercatino
dei libri scolastici usati delle medie.
Ogni anno l’acquisto dei testi scolastici grava sempre di più sull’economia
delle famiglie. Per darsi una mano, la
biblioteca di Agnadello in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura propone di organizzare uno spazio della Biblioteca adibito al mercatino dei libri
usati.
Porta i libri scolastici, in buono stato, che non utilizzi più, li inseriremo in
un database consultabile da possibili
acquirenti.
Nel momento in cui il compratore è
interessato gli verranno lasciati i termini per contattare il venditore e per con-
cludere l’affare.
Per maggiori informazioni vieni in
Biblioteca nei seguenti orari:
Martedì: 16:00 – 19:00
Mercoledì: 20:00 – 22:00
Giovedì: 16:00 – 19:00
Venerdì: 16:00 – 18:00
Sabato: 14:00 – 16:00
Telefono 0373/936021
e-mail
[email protected]
Vieni in biblioteca e cerca i libri che
ti occorrono per l’anno nuovo.
Porta i tuoi libri in buono stato e assicurati di non aver lasciato all’interno:
compiti già svolti, sottolineature o lettere d’amore…
Se ci si può dare una mano è meglio!
ce, la stazione di raccolta è
riservata a quella parte di
rifiuto che non può essere
conferito con il “porta a
porta”. Per esempio, se si
continua a conferire in
piazzola grandi quantità di
carta e cartone, che vengono comunque ritirati davanti a casa almeno due
volte al mese, si finisce per
pagare il servizio due volte,
in quanto le vuotature
straordinarie dei cassoni di
raccolta hanno un costo
extra, aggiuntivo a quelli
standard previsti nel contratto. In ogni caso, è sempre obbligatorio differenziare i rifiuti prima del loro
conferimento. Con il senso
civico ed un po’ di buona
volontà si può fare un buon
lavoro per l’ambiente e si
può anche risparmiare sui
costi del servizio.
I lavori alla scuola materna. Dopo i lavori di tinteggiatura del refettorio,
cucina, dispensa ed accessori vari, non è ancora certa la possibilità di “levigare” il parquet, subordinato
ad entrate di bilancio che
non sono ancora state incassate. Altri lavori (adduzione di acqua calda continua ai lavelli della cucina,
installazione cappa aspirante sopra la lavastoviglie)
sono stati inseriti nel bando per il rinnovo del servizio mensa e verranno pertanto eseguiti dalla ditta
aggiudicataria.
M an u ten z i o n e o r d i n ar i a . E’ stato prorogato di
un anno l’appalto per il taglio del verde pubblico,
con l’inserimento delle
nuove aree acquisite dal
Comune. E’ stato effettuato (con barca attrezzata) il
taglio delle alghe nei corsi
d’acqua che attraversano il
paese, anche ai fini della sicurezza idraulica. Nei punti più delicati il taglio è stato effettuato “a mano” dai
volontari del GVA.
Luglio 2015
12
AGNADELLO/ Tagli lineari che non vanno a colpire gli enti “spreconi”. Puniti gli amministratori virtuosi
Patto di stabilità: risorsa o zavorra per i comuni?
di Fabio Calderara
Il Patto di Stabilità Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza delle economie degli Stati
membri della UE verso
specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al
Patto di stabilità e crescita
e specificamente nel trattato di Maastricht (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e
rapporto Debito pubblico
delle AA.PP./P.I.L. convergente verso il 60%). L'indebitamento netto della
Pubblica Amministrazione (P.A.) costituisce, quin-
di, il parametro principale
da controllare, ai fini del
rispetto dei criteri di convergenza e la causa di formazione dello stock di debito.
Mi auguro che, nonostante l’inizio, qualcuno
abbia avuto la pazienza di
arrivare fino a qui: lasciando da parte le definizioni
tecniche, vorrei cercare di
spiegare in cosa consiste il
patto di stabilità e come
questo limiti troppo l’attività, anche quella ordinaria, dei Comuni.
Ad ogni Comune sottoposto al patto viene infatti
assegnato un obiettivo da
conseguire annualmente:
se la differenza fra gli accertamenti relativi alle entrate correnti (imposte,
trasferimenti e proventi
da servizi) e gli impegni di
parte corrente (spese per
personale, acquisto di beni, prestazioni di servizi,
trasferimenti, interessi
passivi, etc.) sommata alla
differenza fra entrate in
conto capitale (essenzialmente proventi da permessi di costruire, alienazione di aree, contributi
per investimenti) e spese
per investimenti è uguale
o superiore all’obiettivo
assegnato, il patto è ri-
spettato. In caso contrario
il Comune viene messo in
castigo dietro la lavagna
con una serie di sanzioni
correlate allo sforamento
del patto.
Il problema è che l’obiettivo assegnato è sempre ambizioso e quindi
non facile da conseguire.
E’ come se qualcuno venisse a casa vostra dicendo che dovete spendere
molto ma molto meno di
quello che guadagnate: visto che i guadagni di questi tempi sono piuttosto
ridotti, non sarebbe sicuramente facile avere un risparmio così consistente.
Come al solito, per cercare di evitare gli sprechi
di risorse pubbliche, non
si va a colpire gli enti che
effettivamente sperperano il denaro ma è più facile, per il legislatore, colpire
tutti indistintamente: se
un ente locale ha risorse
per realizzare delle opere,
perché lo si vuole impedire, bloccando di fatto anche l’economia? I Comuni
possono accendere mutui
ma questi non sono considerati un’entrata ai fini del
rispetto del patto (come
l’avanzo di amministrazione): ci sono casi in cui,
quindi, i Comuni avrebbe-
ro la possibilità di effettuare investimenti ma sono bloccati di fatto dalle
disposizioni relative al
patto di stabilità. I Comuni hanno i soldi ma non li
possono utilizzare, con
buona pace dell’autonomia locale
Stesso discorso vale per
il personale: perché non si
va a colpire quegli enti
che, solo per logiche clientelari, hanno assunto personale in altissima quantità e si legifera invece nei
confronti di tutti i Comuni, anche quelli che hanno
un rapporto dipendenti/popolazione estrema-
mente basso? Perché lo
Stato non è intervenuto
prima per colpire questi
pessimi amministratori?
Penso che, purtroppo, la
cattiva politica abbia avuto un peso determinante
in questo.
E’ ovvio che si devono
evitare assolutamente gli
sprechi di denaro pubblico: ma siamo certi che
queste siano le misure giuste per ottenere il risultato
sperato? Non vale la pena
di cercare anche percorsi
alternativi?
Il sindaco di Borgone di
Susa, Paolo Alpe (non so di
che schieramento politico
sia e non m’importa saperlo), ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Abbiamo i soldi a bilancio, ma non sappiamo se
potremo spenderli per
tappare le buche e tenere
in ordine la viabilità del
Paese». Quanti Sindaci sono nelle stesse condizioni?
Tanti… Quante imprese
non stanno lavorando
perché i Comuni non possono assegnare i lavori?
Tante… Quanti operai
non prendono lo stipendio perché i Comuni non
possono affidare i lavori
alle imprese?
Troppi…
Luglio 2015
13
SPINO/ Pubblichiamo una lettera aperta al sindaco di Spino d’Adda a proposito di Paullese
Menzogne o disinformazione?
Egr. Sig. Sindaco Paolo
Daniele Riccaboni,
io non vanto alcun interesse elettorale, non essendo mia intenzione avanzare candidature a sindaco di
Spino. Non mi rivolgo a Lei
e ai cittadini per il gusto
della propaganda (che lei
purtroppo nutre al solo
scopo di diffondere il Verbo della disinformazione),
ma con il solo scopo di rinfrescare la memoria. Vorrei
anche rinvigorirla a quelli
che l’hanno persa o fanno
finta di averla persa. Certo
vedere riempiti i social network, qual è facebook, di
false verità fa male. Ancor
più male fa sapere che a
veicolare,
in
data
01/07/2015, tante bugie sia
proprio Lei, Paolo Riccaboni, sindaco del mio paese.
Lei afferma che “a Spino
dal dopoguerra ad oggi
hanno sempre governato
amministrazioni PCI-DSPD”. Ha forse dimenticato
che dal 2001 al 2006 ha governato il centro-destra?
Che Lei è sindaco dal 2011?
Che praticamente negli ultimi 15 anni solo 5 sono
stati governati dal centrosinistra? Afferma anche
che le scelte progettuali sono state fatte molti anni fa
e che Lei non ha potuto farci niente. E’ sicuro che sia
proprio così? Ha controllato bene gli atti del comune? Ha visto il primo progetto ANAS approvato dalla mia amministrazione
(maggioranza e minoranza) riguardo la Paullese?
Sembrerebbe che Lei non
abbia proprio coscienza
del passato, o fa finta di ricordarsi solo quelle poche
cose che possano fare comodo per meri scopi di
propaganda.
Io mi assumo tutta la responsabilità di aver avviato
la richiesta di riqualificazione e di finanziamento
della Paullese. Rappresentavo tutti i sindaci da Crema (in quel periodo Sindaco Lega) a San Donato, comuni di diverse estrazioni
politiche. Ma vede Signor
sindaco, io non mi sono
Pierluigi Tamagni
fatto mai filmare e ritrarre
a braccia alzate annunciando come mia la vittoria
per la riqualificazione della
Paullese, come ha fatto Lei
il giorno dell’inaugurazione; salvo poi, addossare la
colpa ad altri il giorno dopo quando si è accorto del
grande flop dovuto ad un
varo affrettato. Quando io
rappresentavo i sindaci,
avevamo portato a casa un
progetto e il finanziamento
di tutta la strada (ponte
compreso): qualche anno
dopo il ministro Tremonti
(governo di Berlusconi) ha
tolto i finanziamenti mentre le Province avevano già
iniziato la riqualificazione
dei tratti di competenza.
Mi assumo anche la responsabilità di aver condiviso il progetto che portava
la strada fuori sede perché
ho difeso la vivibilità e la sicurezza degli Spinesi evitando di avere un’autostrada in casa e vicino ad una
scuola. Ho condiviso il progetto del tratto fuori sede
per mettere in sicurezza i
cittadini che andavano al
cimitero. Ho condiviso il
progetto generale perché
stanco di fare la conta dei
morti della strada (a Spino
due incidenti mortali anche nel 2014) e si ricordi
che la Paullese era in cima
alla classifica delle strade
più pericolose d’Italia.
Io ho lasciato la guida
del comune nel 2001 e comunque il progetto di allo-
ra non prevedeva le attuali
strade di arrocco ma un cavalcavia e una circonvallazione Nord-Sud purtroppo
cancellati.
Non voglio farla lunga,
ma voglio dirle quello che
avrei fatto io nei suoi panni: non avrei mai accettato
di partecipare e di presiedere (Lei era esultante in
prima fila) al taglio del nastro di una strada che
avrebbe messo in ginocchio per diversi giorni i cittadini del mio paese. Non
avrei mai accettato di aprire una strada senza una segnaletica adeguata. Non
avrei mai accettato che una
decisione così importante
fosse assunta dalla sola
Provincia o ancora peggio,
dai tecnici di questa Provincia.
Spino può solo essere
grato ai sindaci e alle amministrazioni che si sono
succedute alla guida del
paese perché tutte e ripeto
tutte, hanno cercato di fare
il bene degli Spinesi. Nessuno scandalo, nessun
conflitto d’interessi. Non
sempre le scelte sono state
condivise all’unanimità,
ma nessuno si è mai permesso di girare le spalle ad
un consigliere che parlava
in consiglio comunale come invece è successo ad un
consiglio da Lei presieduto
pochi giorni fa. Anche il
singolo consigliere rappresenta i cittadini perché è
stato democraticamente
eletto e merita rispetto! Lei
e i consiglieri che la sostengono vi state comportando
in modo corretto e democratico? Mi pare di no!
Fino a ieri Spino aveva
servizi sociali efficaci e
competenti, molto verde,
un centro sportivo, un centro culturale (Cascina Carlotta) strutture che ancora
oggi molti ci invidiano, Lei
negli oltre quattro anni di
governo ha cercato di mantenerli efficienti e in ordine? La risposta la possiamo
scoprire semplicemente
affrontando la realtà.
Sig. Sindaco stia sereno,
eviti di incolpare sempre
gli altri per le cose che non
vanno e farsi vanto delle
cose che funzionano (molto spesso invece opera disconosciuta degli amministratori che l’hanno prece-
duta).
Tra pochi mesi i cittadini potranno dare il loro
giudizio sul suo operato e
le assicuro, io griderò sempre: VIVA E ABBASSO IL
TOTALIRISMO (di qualsiasi colore esso sia) E DA
CHIUNQUE SIA RAPPRESENTATO.
Pierluigi Tamagni
VIABILITA’
Apre la Paullese e scoppia il caos
Apre la Paullese, ma senza la rotonda.
Risultato? Un delirio di auto e camion,
che hanno perso letteralmente la bussola.
D’altronde non ci si poteva attendere
conseguenza diversa, se come in un videogioco si chiudono strade all’improvviso e si dirotta il transito su altre senza le
giuste indicazioni. Il nuovo percorso varato lunedì 22 giugno ha creato non pochi
problemi alla circolazione, tutt’altro che il
preconizzato miglioramento della viabilità, di cui il sindaco si è preso ogni merito.
Beato lui: per una foto in più sul giornale
si avventura in dichiarazioni poi smentite
regolarmente dai fatti.
Diamo un’occhiata a questi fatti, a
quello che è successo veramente: incidenti già il primo giorno dell’inaugurazione, veicoli che ancora oggi si perdono,
cittadini di Spino costretti alla clamorosa
gimkana per ritrovare la via per tornare a
casa. E tutti in perfetta “insicurezza”. Forse il sindaco all’incolumità dei suoi cittadini non ha pensato poi così tanto. A qua-
le girone dantesco li ha costretti, tra l’altro
senza segnali sufficienti ha far ripescare
la Trebisonda agli sfortunati utenti della
strada.
Come spesso accade pur di inaugurare, il nostro sindaco preso dalla febbre del
varo, ha avallato un lavoro a metà. Prima
di aprire la nuova Paullese era indispensabile terminare la rotonda di via Milano,
in modo da permettere l'ingresso per Milano. A questo punto il dubbio sorge
spontaneo: è più importante la propaganda o il bene della gene? Intanto il nostro sindaco la sua scelta l’ha fatta e gongola, ma sulla pelle degli spinesi. Bisognerebbe chiedere al governatore della
Lombardia dove sono finiti i soldi e il progetto più volte sbandierato ma mai avviato del ponte. Tutto il progetto Paullese è
vecchio di vent'anni ed era interamente
finanziato; con i ribassi d'asta si doveva
realizzare il ponte, ma sono stati usati per
altro. Il risultato è quello che vediamo oggi. Purtroppo...
Spino nel caos, mailbombing a sindaco e provincia
Disastro Paullese: veicoli persi nel labirinto appena
inaugurato e fermate del pullman soppresse. Chi aveva
giurato e spergiurato che era tutto in regola è stato smentito dalla realtà. Dopo l'incontro di ieri mattina i tecnici
del trasporto pubblico locale hanno deciso di sospendere
le fermate al ponte. Troppo pericolose. La tempistica per
aprire il nuovo svincolo in direzione Milano è di circa tre
settimane. Quindi anche il nuovo percorso dei bus (sottopasso, via Pioppo, via Argine) seguirà questa calendarizzazione. E nel frattempo gli utenti che faranno? Dovranno avere pazienza? La misura è colma e i pendolari
hanno deciso di inviare una lettera, indirizzata al sindaco
di Spino e al presidente della provincia di Cremona per
chiedere di accelerare gli interventi che realmente servono, oltre al potenziamento del servizio di presidio del territorio. Verrà attuato quello che in gergo si chiama “mailbombing” per sottolineare quello che viene ritenuto indispensabile dalla cittadinanza, ma che a quanto pare è
stato bellamente ignorato dalle istituzioni.
Ecco il testo della e-mail inviata da diversi cittadini spinesi
Egr. Sig. Presidente della Provincia di Cremona
Egr. Sig. Sindaco di Spino d’Adda
Gentili Signori, non conosco le ragioni che Vi hanno spinto ad inaugurare e ad aprire (solo in parte) il nuovo tratto di Paullese. Mi auguro di
cuore che sia dettata da un’impellente necessità viabilistica, diversamente
non si spiegherebbe tanta fretta, che
purtroppo ha creato più problemi
che benefici alla circolazione. Né i
mezzi privati, né i mezzi pubblici,
possono utilizzare il raccordo ovest,
per intenderci quello prima del ponte
sull’Adda, perché ancora chiuso. Cosicché questa prematura apertura ha
causato notevoli disagi ai cittadini
Spinesi. Alcune persone, pare bene informate, ci dicono che ci vorranno altre tre settimane per completare questa viabilità, essa sì davvero indispensabile. Si può anche accettare un
po’ di disagio per un’opera tanto importante quale la Paullese, ma questi
tempi sono fuori “misura”. Per questo
motivo mi rivolgo a Voi, perché la ditta incaricata dei lavori e i tecnici della Provincia siano invitati a procedere con la massima celerità agli interventi citati per limitare i danni e i
disagi che, noi spinesi, stiamo subendo. Nel frattempo chiediamo chela
Polizia Locale venga impegnata nella
viabilità locale evitando che le vie del
nostro paese diventino un labirinto
per camion e macchine.
Confidando nel Vostro impegno,
porgo distinti saluti.
ILPRESIDENTE DELLA PROVINCIA HA RISPOSTO A QUESTA LETTERA GIUSTIFICANDO LA DECISIONE DI APRIRE LAPAULLESE IN
ANTICIPOPER RAGIONI TECNICHE.
IL SINDACO, A TUTT’OGGI, NON
HA ANCORA RISPOSTO.
Luglio 2015
14
SPINO/ Anomalie in una gestione amministrativa del comune improntata solo a far quadrare i conti
Bilancio 2015:un vero e proprio“libro dei sogni”
Un bilancio da "libro dei
sogni" fatto da un’amministrazione che ha dormito
per quattro anni.
Nella discussione abbiamo cercato di essere il
più possibile collaborativi,
mettendo in evidenza le
anomalie di una gestione
amministrativa improntata
solo a far quadrare i conti.
Su alcuni punti ci siamo
espressi a favore, su altri ci
siamo astenuti sempre motivando le nostre decisioni.
Come sta succedendo ormai da quattro anni vengono a mancare le scelte politiche, nessuna relazione
dei vari Assessori che spiga
ai consiglieri e ai cittadini
cosa si vuole fare e dove si
prendono i soldi per gli investimenti.
Un’amministrazione
priva di concretezza e fino
ad ora assente nella tutela
del patrimonio. Un triennale dei lavori pubblici che
si ripete da quattro anni
senza che venga attuato.
Siamo all'ultimo anno di
amministrazione ma di
nuove opere pubbliche
neanche l'ombra, niente
asfalti, nessuna riqualificazione nei parchi giochi, sulla nuova scuola elementare
solo parole, finalmente dopo due anni sono partiti i
lavori di ristrutturazione
del campo di calcetto al
centro sportivo. Anche qui
sono ancora tanti i lavori da
fare, messa a norma di tutto l'impianto elettrico, rifacimento spogliatoi del
campo 1 sotto la tribuna,
messa a norma della gradi-
Enzo Galbiati
nata in palestra, riqualificazione del campo da tennis.
Il cimitero della vergogna: dopo i vari reclami dei
cittadini per l'incuria e il
degrado che si e verificata
nell'ultimo mese nel nostro campo santo, dovuta
all'esonero immotivato
dell'operaio incaricato alla
manutenzioni, l'amministrazione ha deciso di stanziare 20 mila euro per fare
una manutenzione straordinaria. Dei lavori è stata
incaricata la società Garden di Pizzamiglio Giovanni che dovrà fare alcuni interventi manutentivi. Speriamo che i nostri amministratori in questi ultimi mesi di mandato amministrativo si sveglino un po' e diano il via a ciò che hanno
detto fino ad ora.
Enzo Galbiati
Capogruppo
di minoranza
”ViviSpino”
Troppi ostacoli creati da questa giunta, chissà mai se arriverà il secondo presidio...
Settemila abitanti e una sola farmacia,
il diktat del sindaco in camice bianco
La Regione Lombardia ha detto sì
ad una nuova farmacia a Spino, ma il
comune di fatto ha agito in modo da
creare più di una difficoltà al suo insediamento. Vediamo perché. In pratica,
chi vuole aprire la farmacia – grazie al
regolamento approntato dalla giunta
Riccaboni - non potrà farlo in centro.
La giunta del sindaco, che di professione fa il farmacista, ha scelto per il
potenziale concorrente una zona periferica, a tutti gli effetti antieconomica per lo stesso operatore. Un colpo di
genio per vanificare il via libera dato
dalla Regione, che consente di inaugurare la seconda farmacia anche a
Spino. In teoria, in base a quanto statuito dalla Regione, l’unico limite da
rispettare era di 200 metri dall'attuale
presidio esistente. Ma l'attuale giunta
nel 2013 si è mossa in anticipo e ha deliberato che nuove farmacie si possono insediare solo nella zona periferica
del paese, dal Centro Sportivo di via
Milano verso la Paullese e verso l'Adda. Questa scelta a nostro avviso è poco conveniente per gli operatori che
vorrebbero svolgere la loro attività a
Spino. La zona ideale sarebbe via Vittoria o via Quaini, in modo che oltre
ad essere un’alternativa all'attuale farmacia, venga servita l'altra metà del
paese. Almeno – ci chiediamo perché
non sia così - il comune lasci scegliere
a loro dove insiediarsi, sempre nel rispetto dei 200 metri di distanza previsti. Attualmente molti utenti, poco
soddisfatti del servizio presente a Spino, si recano a Nosadello o a Zelo
Buon Persico. La giunta pensi finalmente agli spinesi e decida per loro.
Gruppo “ViviSpino”
NUOVA PAULLESE - LE CONSEGUENZE 1
NUOVA PAULLESE - LE CONSEGUENZE 2
Trasporto pubblico e viabilità: eterna incognita
Il comune fa “sparire” una strada per incassare
30mila euro: e la Paullese è un delirio...
Che fine faranno le
fermate al ponte? Cosa si
dovranno attendere gli
abitanti del Villaggio Adda e Cascina Rosa? Facciamo molta fatica ad
avere informazioni certe
sulla viabilità che ci riguarda da vicino
Abbiamo due svicoli
in entrata e uscita dal
paese, uno a Est, zona cimitero che intercetta la
Sp 1 Lodi - Rivolta e la Sp
91 Melotta proveniente
da Pandino. In assenza di
progetti o disegni, non
abbiamo ancora capito
come verranno sistemati
gli ingressi a Spino; si parla di sistemare l'attuale
incrocio togliendo il semaforo, ma di concreto
non abbiamo visto ancora nulla. Gli abitanti della
zona ci chiedono cosa si
vuole fare con gli ingressi
di Via 2 giugno, Via 4 novembre e se l'ingresso da
Via Martiri della Liberazione verrà sistemato. Ad
oggi non si sa ancora nulla. Nessuna risposta sull'altro svincolo che si trova a Ovest, ponte Adda, in
uscita per i mezzi prove-
nienti da Milano con sottopassaggio del ponte in
zona ristorante Canadi.
Per avere informazioni, è
stato necessario chiedere
ai tecnici della Provincia
perché dal Comune non
sapevano niente.
I mezzi pubblici in entrata a Spino, direzione
Pandino, dovrebbero percorrere la nuova strada
dopo il sottopassaggio del
ponte che si collega a via
Pioppo, passerà dietro al
Villaggio Adda e transitando in Via Argine si collegherà di nuovo alla vecchia Paullese. In questa
zona dovrebbe essere posizionata una fermata dei
bus per gli utenti provenienti da Milano e per i
pendolari, soprattutto ragazzi, che devono recarsi
alle scuole di Crema. In
direzione Milano, probabilmente verrà posizionata una fermata bus prima
del nuovo svincolo in entrata alla Paullese, zona
Centro Legno Rossini.
Per quanto riguarda la
Tangenzialina che da via
Sudati deve collegarsi alla
Sp. 1 per Rivolta, in zona
mulino, rimane confermata la volontà dell'amministrazione del sindaco
Riccaboni, di costruirla in
quella zona. Come abbiamo detto più volte, noi
del gruppo di minoranza
"ViviSpino" siamo contrari a questo percorso
che taglia tutta un area
verde e che una volta costruita si presterà a una
nuova speculazione edilizia. Tutti i proprietari di
terreni nell'area interessata dalla costruzione
della tangenzialina, hanno già fatto richiesta di
cambio destinazione d'uso da area agricola a residenziale. Se vogliamo alleggerire il traffico nelle
centrali Via Vittoria e Via
Manzoni secondo noi, il
percorso migliore per una
circonvallazione, rimane
quello ad Est di Spino, che
passa a fianco delle nuove
lottizzazioni di Via Colombo, dietro alle Scuole
di Via Ungaretti, dietro al
Villaggio Europa, collegandosi allo svincolo
Paullese Est.
Enzo Galbiati
Le bugie hanno le
gambe corte. Prima dell'avvento di Riccaboni era
previsto e finanziato un
progetto (inserito e sottoscritto nel 2010 nel documento che riportiamo sul
retro, dal comune, che
fortunatamente aveva
un'altra maggioranza,
dalla Provincia di Cremona e dall'operatore privato) che prevedeva una
nuova strada: un collegamento al di fuori del villaggio Adda. Usciti dal
sottopasso, invece di immettersi in via Pioppo, ci
sarebbe stato un percorso
molto più efficiente, che
sarebbe passato dietro la
casa con il tetto inclinato
e avrebbe imboccato direttamente quella nei
campi opportunamente
allargata e riqualificata fino a Via Delle Industrie
per poi riportare il traffico
su via Milano. Insomma:
la soluzione logica, che
avrebbe evitato tutto l'attuale caos ed avrebbe
completamente salvaguardato il Villaggio Ad-
da, era già scritta, ma ci
aveva pensato chi in amministrazione c'era prima di Riccaboni. Il nostro
attuale sindaco cosa fa?
Rinuncia alla strada!!! Per
cosa? Per 30mila euro!!!
Questo è quello che vale
la sicurezza ed il benessere degli spinesi per il nostro beneamato primo
cittadino.
Ecco qui i fatti, senza
possibili smentite, a meno di non fabbricare tante altre bugie.
A noi sembra comico il
tentativo di mettersi la
pettorina gialla e fare il vigile da parte di Riccaboni,
dando come nel suo stile
la colpa agli altri. La colpa
di questo delirio, di questa insicurezza causata
dall'apertura prematura
della Paullese, è tutta sua.
Ha preferito i soldi alla sicurezza degli spinesi, la
fascia e la prima fila al taglio del nastro della Paullese a fronte di un disagio
prevedibile per i cittadini.
Ma adesso, almeno, abbia
la decenza di non pren-
dere in giro la gente.
Per due anni ha avuto
in mano il progetto della
nuova Paullese: tempo
sufficiente per proporre
varianti, soluzioni tecniche anche diverse da
quelle che era riuscita ad
ottenere la maggioranza
precedente.
Non ha fatto nulla di
tutto questo. E, il giorno
dopo, braccia alzate al
cielo e inneggiante un evviva ha festeggiato l'apertura della Paullese. Alla
faccia, verrebbe da pensarlo, di tutti gli spinesi.
Ma a lui, che abita a Lodi,
magari non interessa
nemmeno tanto. Il punto
è che se il nostro Sindaco
sapeva che così la Paullese era insicura non avrebbe dovuto inaugurarla.
Ha preferito ancora mettere la sua foto in prima
pagina, costi quel che costi....
Per il gruppo “SPINO
CAMBIA VERSO”
Il coordinatore
Michele Augurio
Luglio 2015
15
SPINO/ Centomila euro lasciati per la solidarietà. L’amministrazione li utilizza per far pareggiare i conti
Un concittadino dona soldi per i bambini
in difficoltà,ma il comune li usa per altro
Uno spazio pubblico
dedicato alla memoria di
Guido Bonà, uno spinese
che ha donato centomila
euro al comune, perché li
impiegasse in favore di
bambini disagiati.
È quanto ha richiesto
il gruppo di minoranza di
ViviSpino, che nel corso
dell’ultimo consiglio comunale ha consegnato
una lettera presso gli uffici dell’ente, in attesa della risposta del sindaco.
Un sindaco che ha tradito, già in sede di approvazione del bilancio di
previsione le volontà di
Bonà: il comune ha, infatti, destinato la donazione al capitolo dedicato agli affidamenti dei
minori.
Ha appostato lì la
somma ereditata dal donatore. E andrebbe tutto
bene se il capitolo non
fosse rimasto praticamente invariato per somma stanziata rispetto agli
anni precedenti: in parole semplici il comune ha
tolto i soldi che prima investiva, sostituiti da quelli della donazione. Nel
2013 erano appostati
110mila euro, ora 135mila, invece di 210mila euro
che dovevano essere previsti in ragione della donazione.
Il punto è che quella
donazione doveva rappresentare soldi in più
per aiutare i bambini.
Ma forse da questo
orecchio i nostri amministratori non ci sentono
proprio. Un bilancio da
"libro dei sogni" fatto da
un’amministrazione che
ha dormito per quattro
anni.
La minoranza chiede di dedicare uno spazio
pubblico a Bonà e il sindaco risponde: «Potete
stare qui e parlare, io vado a bere una birra»
Guido
Bonà
Qui di seguito la lettera protocollata presso gli uffici comunali:
Alla cortese attenzione
del Sindaco dott. Paolo Riccaboni
e p.c. a tutti i consiglieri comunali
Egregio sig. Sindaco, con la presente il sottoscritto Enzo
Galbiati, in qualità di consigliere comunale del gruppoViviSpino, in riferimento al gesto altruista e generoso del nostro
concittadino Guido Bonà, scomparso prematuramente lo
scorso anno, alla volontà espressa di donare parte dei suoi
averi al Comune di Spino d'Adda e ad altri gruppi di volontariato, in favore di bambini disagiati, chiediamo che l'Amministrazione prenda in considerazione la possibilità di dedicare uno spazio pubblico alla memoria di questo nostro
concittadino.
Ringraziando anticipatamente per la vostra sensibilità,
porgo distinti saluti.
Enzo Galbiati
TAGLIO DELL’ERBA
Non ce la possono fare...
Il sindaco l’anno scorso ha promesso
che quest’anno tutto si sarebbe risolto.
Eppure è più di un anno che scrivo
volantini, che cadono regolarmente nel
vuoto, nonostante tante promesse: nell’ultima il nostro primo cittadino ha promesso che a giugno avremmo potuto
uscire dalla “giungla”.
Non uno, ma ben due assessori si occupano del taglio dell’erba: l’assessore ai
lavori pubblici (che ha la fortuna di affacciarsi al parco cascina Rosa ed ogni
giorno vede il problema crescere) ed il
mitico vicesindaco che è pagato per occuparsi del decoro urbano (???). Bravi
entrambi a promette, d’altronde hanno
un buon maestro.
Parole, parole, solamente parole date
in pasto alla gente di Spino che ormai è
stanca.
L’anno scorso, scrivendo il primo volantino, non immaginavo che il taglio
dell’erba fosse un problema tanto com-
plicato: basta mandare la ditta ad eseguire lo sfalcio e controllare che lo faccia
bene.
Ora sono giunto alla conclusione che
non ce la possono fare!!!
E’ fuori dalle loro capacità. E’ troppo
difficile per loro anche tagliare l’erba. E’
un lavoro che non si può fare solo a parole (attività in cui il sindaco è un maestro).
Alcuni cittadini mi hanno detto: ma
perchè insisti tanto sul taglio dell’erba,
occupati anche degli altri problemi dei
quartieri.
Ebbene io pensavo che bastasse un
volantino e poi l’ho presa come una sfida
personale. Ma il Sindaco Riccaboni e la
sua giunta sono inattaccabili: quando
non vogliono fare una cosa non c’è volantino che tenga, anche se questo penalizza tutti noi cittadini.
Sono fatti così...
Costantino Rancati
Il nostro sindaco preferisce la birra agli
obblighi istituzionali. Non siamo noi a dirlo, ma lui stesso a farlo sapere ai consiglieri
tutti. Lo ha fatto in consiglio comunale, a
seduta registrata, sigillando nella memoria
le nefandezze che si sono compiute a Spino
pronunciando quelle sue parole. Difficile
definire diversamente il comportamento
del primo cittadino, quando il nostro gruppo ha chiesto la parola e lui si è affrettato a
dichiarare il consiglio comunale chiuso alle
21.55. Non ha voluto concedere nemmeno
un minuto in più, tanto sarebbe bastato per
la nostra proposta di intitolare uno spazio
pubblico a Guido Bonà, che ha donato
100mila euro al Comune, dimostrando tutto il suo amore per gli spinesi. E il sindaco,
invece di mostrare riconoscenza, ha pensato bene di rispondere: “Potete stare qui e
parlare, io vado a bere una birra”. Alcuni
membri della maggioranza, tra cui gli assessori Dordoni e Martinenghi, si erano avvicinati per poter approfondire l’argomento, ma il sindaco ha preferito farsi una be-
vuta alla faccia degli spinesi. Al sindaco forse interessa di più apparire bello e bravo,
interessa essere visto come il deus ex machina che salva tutto e tutti. Ecco spiegato il
perché delle inaugurazioni facili e ripetute
(vedi Paullese), senza aver verificato la nuova viabilità, ecco il perché della pupazzata
di andare a dirigere il traffico e, non da ultimo, la riprova durante lo scorso consiglio
comunale: il primo cittadino preferisce una
birra ad un ringraziamento per un concittadino che è stato più che generoso, e che
ha permesso al comune di salvaguardare i
propri ragazzi. Il fatto è ancora più grave se
poi si considera che il sindaco è anche presidente del consiglio, ovvero quella figura
deputata alla conciliazione delle parti e al
coinvolgimento istituzionale ! Speriamo
che la maggioranza si discosti dalla posizione tenuta da primo cittadino, altrimenti
dovremo ritenere che non ci siano differenze. E brindisi sia…
Andrea Bassani
Luglio 2015
16
SPINO/ Anche quest’anno la onlus spinese garantirà un pasto completo e quotidiano ai bambini in difficoltà
L’associazione di volontariato La Solidarietà
per il progetto “Aggiungi un posto a tavola”
La Solidarità Onlus di
Spino d’Adda, in aiuto ai
più deboli, ha sostenuto il
progetto “Aggiungi un posto a tavola” per il secondo
anno consecutivo. Con l’inizio del nuovo anno scolastico 2015/2016 la nostra
Associazione garantirà il
pasto completo e quotidiano in mensa ai bambini
appartenenti a famiglie
con difficoltà economiche.
In questo modo permetterà - a chi ancora non riesce
a soddisfare totalmente i
bisogni di base, quale una
corretta e sufficiente alimentazione - la permanenza a scuola durante la
pausa mensa al fine di favorirne la socializzazione e
l’integrazione nell’ambiente scolastico. Il progetto è rivolto agli alunni
della scuola materna e della primaria. La Solidarietà
ha raccolto le risorse necessarie al finanziamento
del progetto, sostenendo
le famiglie segnalate dai
servizi sociali.
Lo scorso anno abbiamo “supportato” 14 famiglie : 9 alunni all’inizio dell’anno, 16 a fine anno. Da
questa estate saranno aiutati anche alcuni partecipanti al Cred che si terrà
nel mese di luglio. Con il
nuovo anno scolastico
continueremo il sostegno
al progetto in aiuto a coloro che hanno bisogno di
sostegno. Ringraziamo
tutti coloro che hanno sostenuto il progetto fino ad
oggi - Cittadini, Commercianti, Artigiani, Aziende,
la F.I .Cacciatori e la F.C.
Calcio Spino - che con il
loro contributo volontario
hanno permesso la realizzazione del progetto e la
prosecuzione affinché
questo
servizio
rivelat o s i
prezioso e indispensabile
a b b i a
continuità.
Il costo sostenuto per questi 2
anni è stato pari a 9.500 euro.
• Servizio trasporto di
persone nei centri ospedalieri
Il servizio iniziato nel
2008 con un automezzo,
successivamente integrato
nel 2010 con l’acquisto di
un secondo, ha effettuato
5000 servizi al 31/12/2014.
Nello scorso anno, il 2014,
sono state trasportate
1.135 persone percorrendo
oltre 35.000 Km e in quello
corrente i viaggi sono in
aumento. Grazie a questo
impegno le persone trasportate, sono accompagnate nel disbrigo delle
pratiche presso i centri, ma
al contempo si fa loro compagnia trattandosi il più
delle volte di anziane,
spesso anche con disabilità. Gli autisti sono una decina e si impegnano con la
massima serietà; non si lesina sull’orario e sui tempi
che sono spesso anche di
molte ore: le persone con il
loro sorriso e ringraziamento, rappresentano lo
stimolo a dare il massimo.
Disponiamo di un paio di
persone che al mattino a
turno si alternano presso
gli uffici dei servizi sociali;
ricevono le richieste direttamente o per telefono, in
modo da organizzare
settimanalmente il
lavoro e dare le
dovute istruzioni
agli utenti del
servizio.
• Progetto
APE RONDA (
Pulizia e segnalazione rifiuti abbandonati)
Abbiamo un
Apecat di proprietà
(dono di un nostro associato) che effettua un servizi di sensibilizzazione al
rispetto dell’ambiente. È
un mezzo d’immagine che
percorre le vie del paese
con l’obbiettivo di sensibilizzare di promuovere il
senso civico. Si provvede
alla pulizia e si segnalano
le discariche. L’iniziativa
ha ricevuto un notevole
consenso. Il programma è
rigorosamente rispettato
dal nostro incaricato con al
sua costante presenza nella aree più a rischio del
paese e in zone periferiche,
le rogge i parchi e le zone
buie e nascoste nella vegetazione. Questi sono i luoghi dove affiora vistosamente il degrado che puntualmente viene segnalato
all’ufficio ecologia e dove
possibile i rifiuti vengono
rimossi dai volontari.
• Progetto dopo scuola
In collaborazione con il
Gruppo Vita viene nel periodo scolastico viene effettuato il servizio di dopo
scuola nei locali dell’oratorio: vengono aiutati i ragazzi delle scuole medie,
sostenendo chi ha difficoltà allo scopo di allontanare
la probabilità di un loro
abbandono scolastico alle
superiori.
• Chi siamo e cosa
CATTIVA AMMINISTRAZIONE
Ci hanno voltato le spalle!
Vi consegno un nuovo volantino totalmente diverso: non riguarda l’incapacità di dare servizi alla cittadinanza, ma
il rispetto delle istituzioni. Anche in questo il Sindaco Riccaboni non fa una bella
figura.
Il 4 giugno 2015 il consiglio comunale
ha discusso la mozione di sfiducia politica al vicesindaco di Spino d’Adda: la minoranza chiedeva le dimissioni per le affermazioni deliranti fatte a suo nome,
tramite Facebook, in cui ammetteva di
essere razzista (lui dice che quelle frasi
siano state scritte da un’altra persona,
ma non ha mai rivelato chi fosse).
Il sindaco Riccaboni ha chiuso la porta in faccia ai cittadini, pretendendo che
il dibattito si svolgesse a seduta segreta
forse per il timore che la posizione del vicesindaco si aggravasse ulteriormente.
Non diffonderò il contenuto, in ossequio all’obbligo di riservatezza imposto
dal sindaco, ma quello che è successo è
un fatto, a mio parere, significativo di come il sindaco Riccaboni e la sua maggioranza intendono il modo di far politica e
di rapportarsi con gli altri:
Cinque consiglieri comunali di maggioranza si sono alzati, hanno preso la
loro sedia, l’hanno girata, si sono riseduti voltando le spalle ai consiglieri comunali di minoranza durante l’intervento
del capogruppo Enzo Galbiati.
Alla luce di tale puerile comportamento, viene naturale chiedersi:
1) Che sensibilità politica e senso delle istituzioni hanno i membri della maggioranza se voltano le spalle al consiglio
comunale?
2) Perchè il Sindaco, nel corso della
seduta del consiglio comunale da lui
presieduta, ha assistito impassibile alla
scena, facendo perdere autorevolezza allo stesso consiglio comunale?
3) Se un sindaco non riesce a gestire
la SUA maggioranza, come può governare il nostro paese? (a questo proposito
Ë giusto ricordare che già da tempo due
consiglieri l’hanno abbandonato ed ora
cinque suoi consiglieri hanno voltato le
spalle e lo hanno fatto alle Istituzioni)
Costantino Rancati
chiediamo
Il nostro impegno è rivolto a coloro che sono
meno fortunati e hanno
difficoltà per motivi diver-
si. Per gestire l’associazione abbiamo necessità di risorse umane e denaro , che
ci permettono di essere fiduciosi per la realizzazione
di tutti i progetti che
la nostra associazione ha in essere. Noi
siamo determinati,
abbiamo bisogno del
sostegno di tutti coloro che vogliono partecipare con donazioni o contributi di ogni
genere. Il riferimento
diretto è il nostro presidente Luigi Passarella tel 349 1790145.
Oppure ai soci del direttivo, Carlo Cornalba, Giordano Zanoni,
Rino Ferri, Luisa Clini
e tanti altri che fanno
parte della nostra associazione che conta
un cinquantina di associati.. Si accettano
anche donazioni su
c/c aperto sulla BCC
Adda e Cremasco i cui
riferimenti
sono
stampati sul nostro
opuscolo illustrativo,
o forniti a richiesta
dalla Presidenza.
Associazione
La Solidarietà
Onlus
Luglio 2015
17
PANDINO/ Al via i lavori del nuovo organismo
Nasce la“Consulta
dei giovani”
Buona la prima
Giovedì 2 luglio alle ore
21 si è riunita per la prima
volta l'assemblea della
neonata Consulta dei Giovani del comune di Pandino. Erano presenti 15 giovani tra pandinesi, nosadellesi e gradellesi che
hanno colto questa nuova
occasione di essere protagonisti nella loro comunità.
Durante la serata, la tematica più importante all'ordine del giorno sono
state le imminenti elezioni
del consiglio direttivo, organo che sarà formato da 7
membri. Abbiamo deciso
insieme la data delle elezioni, il 15 luglio alle ore
20.30 e ci sono state le prime quattro candidature.
Una volta che gli iscritti
alla Consulta eleggeranno i
loro rappresentanti in consiglio direttivo, quest'ultimo dovrà definire i ruoli
dei suoi componenti, ossia
presidente, vicepresidente,
segretario, tesoriere, consigliere.
La Consulta dei Giovani
è operativa nel Comune di
Pandino da giugno 2014,
cioè molto prima dell'approvazione del suo statuto
e regolamento durante il
consiglio comunale del 21
maggio 2015. Oggi siamo
vicini alle elezioni e, personalmente, sono molto soddisfatta del percorso fino
adesso compiuto. Tra tutti
gli iscritti vedo giovani con
un interesse autentico per
la loro comunità; vogliono
migliorarla e preservarla
con idee innovative e frizzanti.
Giovani, la Consulta è
tutta nelle vostre mani!
Erica Zaneboni
Consigliere delegato
alle politiche giovanili
del Comune di Pandino.
RINGRAZIAMENTO
Il Centro Sociale “Incontro” ringrazia
di cuore l’associazione “Riscopriamo i
fontanili “(associazione onlus di Pandino) nella persona del suo presidente Sig.
Renzo Nosotti, per la donazione mirata
all’acquisto di un video proiettore con
casse acustiche che verrà utilizzato per le
attività del centro stesso.
Il precedente videoproiettore era stato
oggetto di furto tempo fa.
Attenti alle truffe!
Oltre 50 persone erano presenti all’incontro tenuto dal
Capitano dei carabinieri
Dr.
Giancarlo Carraro sul tema “
Stop alle truffe agli anziani”.
Dagli interventi che si sono
susseguito dopo l’interessante
relazione, si è potuto dedurre
come il tema sia stato di grande interesse e molto partecipato. E’ doveroso ringraziare sia
l’amministrazione comunale
che ha organizzato l’incontro
alla luce delle numerose truffe
che si sono verificate nel nostro territorio, sia l’arma dei
carabinieri per la disponibilità
e per l’attenzione che pone
verso questo problema.
AUSER
Spaghettata della legalità
Sabato 4 luglio 2015 presso il centro
sociale “incontro” si è svolta la tradizionale “SPAGHETTATA DELLA LEGALITÀ “
con la pasta biologica prodotta da Libera
Terra per sostenere le attività del Filo
d’Argento, il servizio di telefonia sociale
dell’Auser che aiuta gli anziani soli ad affrontare la vita di ogni giorno. Questa è
una pasta biologica “buona due volte”
perché racchiude in sé i valori della solidarietà e della legalità. La pasta dell’Auser
nasce 12 anni fa, dalla collaborazione con
il progetto Libera Terra che, grazie alla
legge 109 del 1996, restituisce alla collettività beni confiscati alle mafie e sviluppa
un circuito economico legale e virtuoso.
Luglio 2015
18
PANDINO/ Laboratori ed incontri. Iscrizione gratuita online
Parte a settembre
“L’insula dei bambini”
Sarà un settembre speciale per i bambini di Pandino! Il comune ha infatti
aderito al progetto “Insula
dei bambini” promosso dal
comune di Crema e giunto
quest’anno alla sedicesima
edizione. L’obiettivo è
quello di offrire ai ragazzi
opportunità gratuite di
svago, apprendimento e
crescita.
Il progetto prevede l’attivazione sul territorio comunale di laboratori ed incontri rivolti ai bambini
dai 3 ai 16 anni, che si svolgeranno nella settimana
dal 1° al 6 Settembre prossimo. Ce ne sarà veramente per tutti i gusti: diamo
un’occhiata al programma!
Si inizia martedì 1 settembre con i laboratori di
propedeutica musicale, organizzati dal Corpo Bandistico di Pandino, che si terranno presso la sede dell’associazione in Via Circonvallazione.
Mercoledì 2 settembre
sempre il Corpo Bandistico
propone ai ragazzi tra gli 8
e i 12 anni una dimostra-
zione di strumenti musicali, a fiato e percussioni con
possibilità di prova.
Il 3 settembre, invece, la
Biblioteca Comunale offrirà ai bambini una mattina
di letture di favole ad alta
voce dal titolo “Un’allegra
scorpacciata di libri”. Nel
pomeriggio si terrà il laboratorio creativo “Visti dall’altro”, organizzato da un
gruppo di giovani volontari, coordinati dagli operatori del Servizio di Orientamento Scolastico.
Un laboratorio dal titolo “Una macedonia di vitamine” occuperà la mattina
di venerdì 4 settembre,
sensibilizzando i bambini
sull’importanza di un’alimentazione sana. Nel pomeriggio sarà la volta dei
lavoretti con la pasta di sale per i bambini più piccoli,
al di sotto dei 5 anni.
“Piccole ruote crescono” è l’iniziativa proposta
dal Moto Club di Pandino
per sabato 5 settembre: sarà una mattinata dedicata
alla sicurezza in bicicletta,
in cui i bambini impare-
ranno divertendosi a muoversi sulle strade con prudenza e padronanza. Nel
pomeriggio il sig. Roberto
Pessani coinvolgerà i bambini tra i 5 e i 10 anni in un
divertente laboratorio,
“Teatrando divertendosi”,
finalizzato alla conoscenza
di sé ed al benessere attraverso il gioco.
Per la domenica conclusiva (6 settembre) la piscina Blu Pandino ha messo in programma ben quattro incontri per età diversificate: Il circuito del fitness,
Il gioco del nuoto, Zumbino per il tuo piccolino e
Zumba fitness.
L’iscrizione agli incontri
è gratuita, ma obbligatoria,
e può essere effettuata
esclusivamente online sul
sito
internet:
www.orientagiovanicrema.
it, nella sezione “Insula dei
bambini”, nel periodo
compreso tra il 1 ed il 24
agosto 2015.
Le iscrizioni verranno
accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili.
CULTURA
In centinaia alla “Corte della Cicala”
Successo per la rassegna teatrale al castello
Che ci fossero
tutti i presupposti
per un successo lo
si immaginava,
ma anche le più
rosee previsioni
sono state senza
dubbio superate!
Oltre mille e
cinquecento, infatti, sono stati
complessivamente gli spettatori
della rassegna teatrale “Alla Corte
della Cicala”, organizzata da Comune di Pandino ed
Associazione Culturale ”Alice nella
Città” e svoltasi
nel Castello Visconteo tra il 18 Giugno ed il 2 Luglio
scorsi.
Segno che si aspettava da tempo un’iniziativa del genere e conferma che offrire proposte di qualità è sempre la scelta
giusta.
Ed è stata davvero una grande emozione ogni Giovedì mattina vedere il Castello iniziare a popolarsi di un via vai
fuori dalla norma, che preannunciava
l’arrivo di qualcosa di unico: organizzatori ed artisti impegnati nell’allestire la
scena e dare al Castello la veste più bella!
Con il passare delle ore le attività iniziavano ad intensificarsi. E così passando nel pomeriggio dal cortile del Castello
capitava magari di vedere qualcuno impegnato a scaricare dai furgoni il materiale per l’allestimento delle scene e
qualcun altro eliminare dal cortile le cartacce portate all’ultimo momento dal
vento. C’era poi chi studiava il miglior
posizionamento per le luci e chi iniziava
ad immaginarsi sul palco, ripassando
tempi e battute.
Insomma, ogni Giovedì si respirava
per l’intera giornata quell’inconfondibile
atmosfera di fibrillazione e tensione che
permea l’attesa di un evento!
E finalmente, tornando dopo cena, ad
allestimento ormai concluso, con emozione si volgeva lo sguardo agli ingressi
del cortile, in attesa del pubblico. E gli
occhi ben presto iniziavano a riempirsi
dell’immagine di tante famiglie – genitori, bambini, nonni – che prendevano posto il più vicino possibile alla scena, per
non perdersi una parola, per respirare fino in fondo, insieme, la magia del teatro.
Ogni Giovedì, insomma, l’incanto del
teatro riviveva in Castello, portando con
sé i visi increduli degli adulti, le risate dei
bambini, i volti rilassati di nonni ed amici: un’esperienza di divertimento e svago
condiviso che non può lasciare indifferenti!
E che si ripeterà l’anno prossimo, come confermato dal Sindaco, Maria Luise
Polig, nel proprio discorso di saluto alla
rassegna.
19
Luglio 2015
DOVERA/ Accorpamento scuole, circonvallazione, biblioteca, pista ciclabile per Lodi, allacci delle fognature
ADoveraqualcosasimuove.Finalmente!
Da più di vent’anni, a Dovera, prima delle elezioni amministrative quasi tutti i candidati alla poltrona di sindaco, nei loro programmi elettorali, hanno dato priorità alle
sottoindicate opere ma fino ad un paio di anni fa sono rimasti scritti solo sulla carta.
1) Sviluppo armonico del paese
2) Circonvalazione di Dovera
3) Accorpamento delle scuole
4) Biblioteca
5) Pista ciclabile Dovera - Lodi
6) Completamento fognature e riallacci fognari
ora si spera che il traffico pesante che attraversa Dovera
transiti su queste due nuove autostrade.
Biblioteca
Sono state fatte molte proposte. Prima era prevista
nella villa Barni, poi, dopo l’approvazione del Piano di recupero della Cascina Dedè, nel fabbricato adiacente il
municipio acquistato dall’Amministrazione comunale
per questo progetto (vedi fotoin basso P.R. Dedè). Se verrà approvato il nuovo polo scolastico finalmente anche
Dovera avrà una nuova biblioteca.
Pista ciclabile Dovera – Lodi
Nell’aprile del 2000 il nostro consiliere di Lista Democratica Stefano Caserini aveva presentato il progetto del
collegamento fra Dovera e Lodi riscuotendo l’interesse e
la disonibilità delle Province di Lodi e Cremona. Anche
l’Amministrazione comunale era d’accordo mettendo nel
bilancio triennale 2000-2003 trenta milioni all’anno. Dopo 15 anni finalmente si ritorna a parlare ufficiosamente
di una nuova pista ciclabile che collega Dovera a Boffalora d’Adda per poi raggiungere Lodi attraverso la ciclabile
da poco funzionante. Vedremo se Signoroni riuscirà a
compiere un nuovo miracolo.
In ogni caso a Dovera sembra che finalmente qualcosa
si muove…
Completamento fognature e riallacci fognari
Sviluppo armonico di Dovera
Sarebbe troppo lungo commentare tutte le nefandezze che sono state fate in questi anni; si è pensato solo di
introitare gli oneri di urbanizzazione, monetizzare gli
standard urbanistici e distruggere un territorio agricolo
ricco di acqua e fra i più fertili del mondo. I risultati sono
sotto gli occhi di tutti; mancano i parcheggi, i centri storici sono in rovina, molte delle abitazioni nuove sono vuote
ed il nuovo Piano di Governo del Territorio prevede di cementificare ancora più di 100.000 mq di terreno agricolo.
Accorpamento delle scuole
Mercoledì 6 maggio nella sala consiliare del comune si
è e svolta un interessante assemblea pubblica organizzata dal sindaco per presentare il progetto di accorpamento
delle due scuole elementari alla scuola media. Signoroni
ha spiegato soddisfatto che il il nuovo polo scolastico è
entrato in graduatoria per ottenere un finanziamento a
fondo perduto di 2.800.000,00 €pari all’80% di tutto il costo (3.500.000,00 €). La differenza (1.700.000.00 €) è congelata nelle casse comunali e potrà essere utilizzata
quando cesserà il patto di stabilità. Questi finanziamenti
sono stati erogati dal governo Renzi e distribuiti in tutte
le Regioni che ora stanno valutando i progetti presentati
dai Comuni. Non è stato ancora divulgato il punteggio ma
ci sono buone possibilità che sia alto perché gli attuali
edifici scolastici sono fatiscenti e non c’è consumo di territorio il che incide parecchio sulla valutazione.
Sono intervenuti i progettisti Ing. Nichetti e Arch. Monaci che hanno illustrato il progetto. Le nuove scuole elementari verranno costruite a fianco delle scuole medie e
ci sarà spazio per la biblioteca, a disposizione degli alunni e di tutti i cittadini, per la mensa e aule per lezioni di
microteaching. Ha poi preso la parola il Prof. Fasoli, preside dell’istituto comprensivo Spino/Dovera, che si è augurato che il progetto vada in porto e che gli investimenti
per la scuola sono necessari e anche accoglienti soprattutto per i ragazzi.
Dopo anni di oblio finalmente si sta investendo in questo delicato capitolo. Nella precedente
amministrazione il sindaco Mosetti aveva completato i lavori di riallacci fognari nelle vie Turati
Ferri e De Ponti a Postino (700.000,00 €); quest’anno sono stati ultimati i riallacci a Roncadello (500.000,00 €) e sono stati stanziati
2.000.000,00 € per nuove fognature e riallacci a
Dovera e Postino A queste opere occorre aggiungere anche l’ampliamento e la ristrutturazione del cimitero di Dovera per un importo di
500.000,00 €che la giunta Signoroni ha ottenuto
attraverso un altro bando.
Avevamo criticato a volte anche aspramente
su questo nostro giornale alcune scelte politiche
non condivise, ora ringraziamo pubblicamente
Mosetti e Signoroni per la loro lungimiranza nel
predisporre progetti atti ad ottenere questi finanziamenti indispensabili in un periodo di crisi
economica lungi da essere superata.
Partito Democratico di Dovera
VANDALISMO
Inquinamento e writers: episodi squallidi
Circonvallazione di Dovera
Era prevista nel vecchio Piano Regolatore Generale poi
è stata stralciata e successivamente rimessa con una variante. Era con quella di Madignano, secondo l’Amministrazione Provinciale di Cremona, la più urgente, poi è intervenuta la crisi e non se ne parla più. Nel frattempo la
Regione Lombardia ha costruito la TEM e la BreBeMi e
Volontari: una grande
risorsa per la comunità
Ma si può fare di più...
Dicasi volontari coloro che prestano servizio gratuitamente e come tali degni di lode (vedi AUSER, assistenti alle persone in difficoltà). Il sindaco in un articolo sull’ultimo numero del Germoglio considera questi
servizi una grande risorsa per tutta la comunità ed elogia in particolare Rita S. per il suo impegno gratuito riguardante la compilazione dei F24 della Tasi.
D’accordissimo.
Ma si può fare meglio; il comune di Lodi, ad esempio, ha fatto recapitare ai contribuenti la cartella Tasi e
F24 compilati. Non possiamo sperare solo nei volontari che tali restano. Bisogna cambiare la macchina comunale. Dopo l’approvazione della convenzione per
la gestione in forma associata fra i comuni di Bagnolo,
Vaiano, Montecremasco, Dovera e Chieve si possono
studiare diverse soluzioni per migliorare quesrto servizio ed altri. Gli accorpamenti di più comuni o danno
dei risultati operativi migliori per i cittadini, o non servono.
Antonio Aresu
Purtroppo anche in questo numero di Verdeblu devo scrivere di
due squallidi episodi accaduti nella
villa Barni a Roncadello.
• Nella notte del 3-4 maggio
qualcuno ha imbrattato con una
bomboletta spray nera i muri di un
cascinale disabitato e della cinta
della villa Barni. Non si conosce il
nome del colpevole; dalle frasi scritte dovrebbe trattarsi di una persona
che non dimostra simpatia per il
sindaco e che è contrario alla costruzione di nuovi edifici a Roncadello. Scrivere sui muri è reato; il
trasgressore ricorre in una sanzione
amministrativa che varia dal danno
causato. Se questo reato viene commesso su un monumento storico
tutelato dalla Sovraintendenza Architettonica, come l’accesso della
villa Barni, la multa diventa molto
più cospicua. Il sindaco Signoroni
ha detto che in comune non sono
pervenute richieste di trasformazione stalle in appartamenti ne in
quant’altro.
• Venerdì 5 giugno sempre all’interno della villa Barni dove la roggia
Falcona fuoriesce dal tunnel che
sottopassa la piazza di Roncadello
Vecchio in parallelo alla Cascina
Quartiere si è verificata una moria
di cavedani. Non è stato possibile
quantificare quanti pesci morti so-
no rimasti sotto la galleria
lunga una cinquantina di
metri. La roggia Falcona nasce a circa 500 metri dal misfatto nel fontanile omonimo dove l’acqua è pura e limpida. Scorre per un tratto
parallela alla roggia el Ri e
dopo un centinaio di metri,
al Pilastrello, per mezzo di
una paratoia la sua acqua
può essere convogliata nella
roggia el Ri. In questo punto
le nutrie hanno scavato una
galleria che collega le due
rogge e gran parte dell’acqua
della Falcona si getta nel el
Ri. E’ probabile che la riduzione della portata dell’acqua e gli scarichi di alcune
abitazioni del Quartiere non
collegati alla fognatura, che
passa in via Barni, siano la
causa di questo inquinamento.
E’ compito dell’Amministrazione comunale verificare, dove è presente il collettore principale, se gli
allacci sono collegati alla rete fognaria.
Giancarlo Votta
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