Numero 4 Luglio 2015 Supplemento a “Cronache Cittadine” Ottobre 2013 • Proprietà e Amministrazione: P.D. (Circondariale di Crema) Via Bacchetta 2 - 26013 Crema E-mail: [email protected] • Direttore responsabile: Mauro Giroletti • Redazione: Giovanni Calderara, Fabio Calderara, Milo Francesco Carera, Marta Mondonico, Cinzia Fontana, Clorinda Rossi, Pier Luigi Tamagni, Giancarlo Votta • Spediz. in abb. post./ 50% - Tiratura: 13.750 copie Stampa: Sel - Società Editrice Lombarda (Cremona) • Pubblicità: 347 8850803 Zona Alto Cremasco - 0373-200812 Zona Crema In aula al Pirellone la legge voluta da Lega Nord, NCD e Forza Italia Giù le mani dall’ospedale di Crema e di Rivolta Territorio unito contro la riforma regionale: sindaci, politici locali e dipendenti in prima fila per difendere l’autonomia dell’Azienda Ospedaliera SPINO D’ADDA Viabilità, apre la nuova Paullese e scoppia il caos a pagina 2 ALL’INTERNO RIVOLTA Fiume Adda Argine, finalmente ci siamo a pagina 3 AGNADELLO Transazione “Comune-Citto” Caso riaperto dalla minoranza a pagina 9 PANDINO a pagina 13 OTTICA ’’VIS a VIS’’ di MILANOPTICS srl Via Garibaldi, 8 Telefono 0363/370717 Rivolta D’Adda Nasce la Consulta dei giovani Buona la prima a pagina 17 DOVERA Comune Finalmente qualcosa si muove! a pagina 19 LUTTO La scomparsa di Angelo Rossignoli a pagina 6 Luglio 2015 2 Giù le mani dall’ospedale di Crema e di Rivolta La legge voluta da Lega-NCD-Forza Italia in aula per il voto finale. I sindaci e i cittadini contro lo scippo Insieme al PD e a tutti i partiti cremaschi di Agostino Alloni Consigliere regionale PD Dopo due anni di chiacchiere la giunta Maroni ha presentato nel dicembre dello scorso anno un proprio progetto di legge di riforma della sanità in Lombardia. Una proposta poco condivisa nella maggioranza tant’è che la stessa era stata licenziata in giunta col voto contrario dell’assessore regionale alla sanità Mantovani. Non solo: lo stesso testo è stato oggetto di due controproposte di legge, presentate da Forza Italia e dall’NCD; una vera e propria stroncatura! Va ricordato che il primo progetto di legge è stato presentato dal gruppo del Partito Democratico nel luglio del 2014. Una proposta ben articolata e organica che punta a riformare completamente il testo della “vecchia” legge lombarda, la n.33 del 2009. Dopo scontri e confronti, avvenuti tra la Lega Nord (e in modo particolare con Rizzi, presidente leghista della commissione regionale sanità) e Forza Italia, Maroni ha depositato a giugno, agli atti, una nuova proposta (sottoforma di maxi emendamento al testo iniziale) che,però, ridimensiona notevolmente le mire di riforma della legge precedente (33/2009) e sostanzialmente si limita ad affrontare il tema della cosiddetta governance,cioè delle aggregazioni tra le attuali aziende ospedaliere (AO) e le (future?) ASST, cioè aziende socio sanitarie territoriali. Alla proposta definitiva, che è in discussione in questi giorni in aula, è stata allegata la nuova suddivisione delle ASST, che per il cremasco e per il territorio, di “Verde Blu” significa perdita della autonomia direzionale dell’ospedale di Crema ( e di Rivolta), che viene aggregato con quello di Cremona. Non solo, ma (l’ex provincia di) Cremona viene inserita nell’ATS (Azienda Tutela Salute)con Mantova. L’ATS è di fatto il soggetto che a livello di area vasta avrà la responsabilità della programmazione; cioè della pianificazione e della distribuzione delle risorse. I “nuovi” ospedali (gli ASST) si occuperanno invece della gestione dei posti letto per “acuti” e della parte socialeterritoriale che ora è di competenza delle ASL, che sono destinate a sparire. La proposta di legge ha avuto il voto contrario del PD e del Patto Civico (Ambrosoli). Lega e NCD hanno sostenuto il nuovo testo e con esso hanno dato il via libera alla soppressione della direzione dell’ospedale di Crema e quindi anche quello di Rivolta, che, ap- punto, verrebbero accorpati con quello di Cremona. Cosa succede ora? La discussione della nuova legge andrà avanti ad oltranza fino ad agosto. Anche perché il gruppo consiliare del PD ha presentato migliaia di emendamenti e di documenti integrativi, con l’obiettivo minimo, di migliorare il testo e con l’idea ambiziosa di bocciare una legge inutile e pasticciata, che non affronta i veri problemi della sanità lombarda e degli stessi cittadini . Specie per quelli cremaschi che perderanno l’autonomia direzionale dell’azienda. Tuttavia ciò non significa perdere gli ospedali, che continueranno nella propria attività e con gli stessi reparti oggi operanti. Togliere la direzione locale, però, è un po’ come eliminare il cervello ad una azienda complessa come l’ospedale con 1370 dipendenti e oltre 600 posti letto. Con un bilancio di oltre 130 milioni di euro. A maggior ragione se l’azienda ospedaliera cremasca dovrà gestire la parte sociale (appunto attraverso l’azienda socio-sanitaria territoriale) ora in capo all’ASL. Ritengo personalmente insensato e ingiustificabile accorpare gli ospedali cre- maschi a quello di Cremona; senza capo né coda l’idea di accorparci a Mantova con l’azienda per la tutela della salute. Il cremasco, da sempre, non ha nulla da condividere con i cremonesi, ancora meno con i mantovani. Da Rivolta d’Adda a Spineda ci sono 120 km; oltre 240 per arrivare a Sermide, che è l’ultimo paese della provincia di Mantova. Noi abbiamo relazioni importanti con Lodi, Milano e Treviglio; pochissime con Cremona nonostante sia il capoluogo di Provincia. Il Parlamento ha già approvato in entrambi i rami, in prima lettura, la legge di riforma costituzionale che cancella (dal 2017) la parola Province dalla nostra organizzazione dello stato. E allora non ha più senso mettere insieme le “vecchie” province. Si deve ragionare come area vasta ed io aggiungo omogenea. Di omogeneo tra i Cremaschi e i Cremonesi non c’è nulla. Cremona si metta pure (e giustamente) con Mantova e lasci che i Cremaschi, con Spino, Rivolta, Pandino ecc., seguano il corso naturale dei propri interessi e aspirazioni che sono certo geografiche, ma storiche, culturali, sociali ed economiche. E questo deve valere anche per l’ospedale di Crema. Un’azienda che negli ultimi anni è sempre stata tra i primi posti in Lombardia per efficienza e alla quale non mancano reparti e specializzazioni mediche che sono vere e proprie eccellenze. Recentemente il nostro ospedale è risultato al primo posto a livello nazionale per quanto riguarda i tempi entro i quali vengono effettuati i pagamenti per tutti i fornitori di servizi. L’Ospedale di Crema, fossimo in un paese anglosassone, verrebbe studiato come esem- pio da imitare, in Lombardia, la Giunta di Centro-Destra, invece, vorrebbe cancellarlo. Ho già presentato in questi giorni un emendamento al testo della legge che è condiviso anche dai colleghi Carlo Malvezzi (NCD) e Federico Lena (Lega). L’emendamento chiede di lascare Crema (con Rivolta) da sola insieme al territorio del Soresinese. Chiederemo un voto favorevole trasversale a tutti i gruppi consiliari. Il Presidente della commissione, il leghista Rizzi, è contrario alla nostra auto- nomia; l’assessore alla sanità Mantovani (F.I.) dice a parole di essere d’accordo con noi , ma nei fatti non muove un passo nella giusta direzione. Staremo a vedere. Intanto molto bene hanno fatto i Sindaci, tutti, capitanati della Stefania Bonaldi. Hanno “occupato” con un presidio l’ospedale e stanno facendo di tutto per “salvare” l’autonomia cremasca. In questi giorni sono presenti in Consiglio regionale, tutti i giorni, a dimostrare che Crema e il suo territorio meritano una propria Azienda Socio-Sanitaria! RIVOLTA D’ADDA Storia locale: una nuova opera in arrivo Mercoledì 23 settembre, alle ore 21, presso la sala consiliare del comune di Rivolta d’Adda verrà presentato e illustrato il lavoro di ricerca “Le elezioni e i governi comunali di Rivolta d’Adda 1946-2011” realizzato dai due ricercatori rivoltani Ivan Piazza e Giuseppe Strepparola. Attraverso una meticolosa consultazione di documenti e verbali dell’archivio storico rivoltano non solo è stata ricostruita la corretta cronologia dei sindaci rivoltani ( finora lacunosa e imprecisa), ma sono stati recuperati i nominativi dei componenti di giunte, di consigli comunali e perfino dei componenti di tutte le liste politiche che si sono presentate dal 1946 al 2011. Vengono illustrati anche i dati e i numeri di tutte le elezioni comunali dal dopoguerra ad oggi in modo da dare una ricostruzione più precisa possibile della storia elettorale e politica di Rivolta d’Adda. Grazie al lavoro di Piazza e Strepparola, un passato dimenticato torna alla luce per aiutarci a comprendere meglio il presente e a rendere onore a chi si impegnò, senza alcuna ribalta, in politica a favore, e per il bene, della comunità rivoltana. 3 Luglio 2015 RIVOLTA/ L’A.I.PO a giorni metterà in gara i lavori.Venerdì 24 luglio presentazione del progetto in municipio Argine: finalmente ci siamo Finalmente ci siamo! Il progetto era stato già fatto, i soldi promessi sono arrivati e adesso l’A.I.PO può selezionare la Ditta che dovrà fare i lavori. Entro l’estate tutto dovrebbe andare a posto e confidiamo che già quest’anno potremo vedere le ruspe all’opera per realizzare il tanto agognato argine in terra che collegherà la strada vecchia per Cassano con la rampa del Ponte sull’Adda, in prossimità della cava De Poli e che pro- teggerà l’abitato di Rivolta da possibili future alluvioni. Ci sono voluti ben 13 anni per concludere il piano di messa in sicurezza del nostro abitato; molti sono gli interventi effettuati per un importo di 3 milioni di Euro che, richiesti dall’Amministrazione Comunale (dal 2002) e dall’A.I.PO sono stati man mano finanziati dallo Stato e dalla Regione per arrivare alla conclusione con l’opera più importante e decisiva. Rivediamo i lavori realizzati: Come si può vedere un piano che è partito dal lontano 2002 ma che ha visto ingenti risorse destinate al nostro comune e che ormai sta arrivando al suo completamento. Dobbiamo solo aspettare ancora qualche mese per consentire all’inesauribile Ing. La Veglia di portare a termine anche questa ultima promessa. Noi non abbiamo mai dubitato che sarebbe riuscito nell’intento ricordando comunque che ha sem- pre avuto il sostegno dei rivoltani che al suo fianco lo hanno aiutato e in alcuni casi hanno contribuito con il loro lavoro. Ci sarà tempo di ringraziare l’Ing. La Veglia e i suoi colleghi per ciò che hanno fatto e stanno ancora facendo ma per adesso ci preme di portare a compimento questo ultimo e determinante impegno e quindi cerchiamo di essere ancora una volta tutti al loro fianco per quest’ultimo traguardo. MC CAVA CALCESTRUZZI SCAVI DEMOLIZIONI RIVOLTA D’ADDA - VIA DI VITTORIO, 52 TEL 0363.370357 FAX 0363.370115 Luglio 2015 4 RIVOLTA/ Duro intervento dell’assessore Milo Carera nell’ultimo consiglio comunale Chieste le dimissioni di Melini e Cremascoli Nuova materna: opposizione contro l’interesse dei rivoltani Con decreto il 12 maggio la Regione Lombardia, ha comunicato che la domanda del nostro Comune per accedere al bando per l’erogazione dei contributi a fondo perduto (ovvero donati, regalati, elargiti senza che debbano essere mai più rimborsati!) per la costruzione di SCUOLE NUOVE era entrata a pieno titolo nell’elenco dei comuni beneficiari. Trattandosi però di un piano triennale (20152016-2017), probabilmente noi non saremo inseriti nelle opere finanziabili nel 2015 (anche se la Regione ci ha inseriti proprio nelle opere realizzabili già nel 2015) perché le risorse pur ingenti messe a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) copriranno quest’anno circa 1.300 opere sulle 6.000 richieste. Confidiamo comunque di poter essere inseriti nei progetti del 2016 o in quelli del 2017 e anche noi crediamo che varrebbe la pena di aspettare qualche mese perché i soldi in gioco sono davvero tanti: 3.212.541,48 euro a fondo perduto (REGALATI!), pari all’80 per cento del costo della Nuova Scuola Materna. Questi sono i fatti. E questi invece i comportamenti delle nostre opposizioni: 1. Il giorno prima che la Regione Lombardia pubblicasse gli elenchi dei Comuni ammessi al bando per l’erogazione dei contributi per la costruzione di SCUOLE NUOVE, il consigliere Cremascoli, già candidato Sindaco nel 2011 e papabile per una nuova candidatura nel 2016, aveva già inviato un comunicato stampa a tutte le testate locali sostenendo che Rivolta non era stata inserita nell’elenco dei Comuni ammessi al finanziamento e aggiungeva che lui lo aveva detto che non si sarebbe dovuto fare quella domanda e che gli attuali amministratori sono degli incompetenti. 2. Diversi giorni prima che la Regione Lombardia pubblicasse gli elenchi dei Comuni ammessi al bando per l’erogazione dei contributi per la costruzione di SCUOLE NUOVE, il consigliere Melini ha presentato una interpellanza al Consiglio Comunale dove si chiedeva conto all’attuale Amministrazione delle ragioni per cui eravamo stati esclusi dall’elenco dei Comuni ammessi al finanziamento. In più il consigliere Melini ha anche aggiunto che queste ragioni non fossero per caso esattamente quelle per cui lui aveva detto che l’Amministrazione non avrebbe dovuto partecipare a questo bando. Non solo! Il Consigliere Melini si è anche permesso di contattare, a bando ancora in corso, alcuni funzionari della Regione che erano impegnati nell’analisi delle domande per verificare le no- stre credenziali per partecipare al bando stesso. Ciò detto rimane l’incredulità e il disappunto nei confronti di questi due consiglieri di opposizione e in particolare del consigliere Melini che non solo ha assunto personalmente un atteggiamento lesivo degli interessi della nostra comunità ma, in buona compagnia col consigliere Cremascoli, hanno sostanzialmente detto che se loro fossero stati in Amministrazione NON avrebbero partecipato a questo bando rinunciando così all’opportunità (più reale che mai) di portare nelle casse comunali, senza doverli mai più rimborsare, l’incredibile somma di TREMILIONI E DUECENTOMILA EURO. Troviamo veramente disdicevole che il desiderio di questi personaggi di far valere i propri disegni elettorali sull’operato dell’Amministrazione arrivi fino al limite di boicottare le azioni che questa Amministrazione sta facendo per il bene dei cittadini. Bene ha dunque fatto l’Assessore Carera nel corso del Consiglio comunale a chiederne le dimissioni e a chiedere che questi personaggi vengano sostituiti da qualcuno che ha più a cuore il bene del nostro paese. Si può e si deve fare opposizione ma tutti, amministrazione e opposizione, devono operare per il bene della nostra comunità. FBL LETTERA A VERDEBLU Ho letto con attenzione su Rivoltiamo di marzo, un articolo a firma di Alberto Valeri “a Rivolta perché no”. Probabilmente e se non ho capito male, a Rivolta perché no è un modo per dire “perché non andarci”, il punto è proprio questo, perché una persona dovrebbe venire a Rivolta? Cosa offre? Una miriade di case e poi? Nelle lottizzazioni già terminate non c’è una pista ciclabile, non ci sono negozi, un bar, c’è un solo parchetto veramente piccolo, non c’è una piazza (se pensiamo che all’interno delle circonvallazione ce ne sono cinque) in poche parole nessun punto dove poter socializzare, perché dovrebbero venire a Rivolta. Chi si oppone al consumo del territorio viene sempre tacciato di essere miope, di rifiutare le novità ma, davvero costruire nuove case è il “nuovo”. Se io andassi in un borgo considerato ideale per le famiglie, come si legge nell’articolo, mi aspetterei un paese a misura di uomo, invece se vado in bicicletta rischio di farmi travolgere, l’asilo è sovraffollato, l’aria è inquinata il PM10 è fuori molti più giorni di quanto stabilito, lungo le provinciali non ci sono barriere verdi, i parcheggi anche quelli più recenti sono ancora con l’asfalto, gli uffici comunali non sono mai aperti di pomeriggio come avviene in altri comuni che pure aprono il sabato, gli anziani sono lasciati a loro stessi si interviene solo su specifica richiesta e potrei continuare. Davvero siete convinti che i rivoltani siano così desiderosi di avere tutte queste nuove case? Chi viene nel nostro paese non preferirebbe poter comperare prodotti biologici e a km zero visto che siamo in una zona agricola e con tanti allevatori? Non preferirebbe trovare piste ciclabili per poter visitare le cascine, le chiesette i fontanili? Insomma poter vivere il territorio Se forse pensassimo meno a costruire per offrire a chi viene a Rivolta quello che veramente di bello c’è: la natura, così bella non per merito nostro, si potrebbe considerare un borgo a misura d’uomo, così è solo a misura di immobiliaristi! Paolo Corti VERDEBLU RISPONDE Grazie Paolo della tua lettera. E grazie per la tua interpretazione del nostro messaggio: sì, intendiamo proprio dire “perché non andarci a Rivolta”. Concordo anche con te su alcune carenze del nostro comune. Il PM10 non è di buona qualità, l’asilo è quello che è, gli uffici comunale sono aperti solo di mattina, le ciclabili potrebbero essere di più. Devo però dirti che, essendo tutti e due rivoltani da lunga data, il nostro paese non è poi così male. Il fatto di non esserci trasferiti in tutti questi anni è già un buon indizio. La mia poi sarà una lettura di un pendolare che gravita su Milano e che, quando ritorna a casa, trova un ambiente che protegge e rassicura. Mica poco. Certo ritrovare in paese, come scrivi, solo case e null’altro non è una bella prospettiva. Ma sai benissimo che non è così. Rivolta offre tanto altro. Con il progetto “A rivolta perché no” l’Amministrazione ha solo messo in evidenza quanto già esiste. Tante nuove case ancora invendute. E allora perché non aiutare chi le ha costruite a venderle raccontando del nostro bel paese? Peccato che il progetto di comunicazione è ancora fermo. Noi abbiamo lanciato un’idea e ci siamo parecchio impegnati su questo, soprattutto con l’assessore Carera. A qualcuno però l’iniziativa non è piaciuta. Ma vedremo di andare avanti lo stesso. Con quelli che ci staranno. Alberto Valeri Luglio 2015 5 RIVOLTA/ Settimo appuntamento con la rubrica “La Grande Guerra” vista dal nostro paese I soldati di Rivolta d’Adda nella Prima Guerra Mondiale citato dai familiari scrive una lettera al comandante del reggimento per ottenere “… informazioni circa la sorte toccata al suddetto militare non avendo esso dato notizie di sé fino dal 28 ottobre 1917. Da alcune informazioni ricevute da amici del suddetto sergente risulterebbe fatto prigioniero”. Siamo sempre nel 1917. Le truppe italiane travolte a Caporetto si difendono lungo il Piave. E’ uno dei momenti più difficili della nostra storia. Ancora una volta saranno i soldati a soffrire e a morire per quegli ideali che venivano trasmessi nelle città e nei paesi dalla propaganda ma che non appartenevano al loro vivere quotidiano. BIANCHI LUIGI fu Angelo e Sirighelli Maddalena, classe 1879, soldato 95° fanteria, fatto prigioniero il 28 ottobre 1917, morto durante la prigionia in Austria l’ 8 marzo 1918, coniugato con Piacentini Maria, padre di Giacomo, Pasquale, Amabile, Angelo, Romano e Pierino. OGNIBENE MODESTO di Alberto e fu Oreglio Giacomina, classe 1884, soldato 62° fanteria, morto il 30 giugno 1917 a Prabubolo per ferite riportate in combattimento. MONTANI ALBERTO di Andrea e fu Magni Rosalia, classe 1896, 150° fanteria, dato per disperso e presumibilmente morto il 15 maggio 1917 a san Marco. PAVESI PIETRO di Carlo e Alghisi Giovanna, classe 1894, soldato 35° fanteria, morto presumibilmente il 20 maggio 1917 durante il combattimento di quota 126 (Gorizia) dal momento che “dopo tale fatto egli scomparve e non venne riconosciuto tra i militari dei quali fu legalmente accertata la morte o che risultarono essere prigionieri”. OGNIBENE FRANCESCO di Felice e Bianchi Rosa, classe 1892, soldato 42° fanteria, morto in seguito a ferita da scheggia di granata alla testa il 4 luglio 1917 a Castagnavizza. Alla famiglia vengono recapitati: denari £ 3,80, 2 flanelle lana, 4 fazzoletti, 3 guanti, 3 calze, 1 cravatta lana, 1 passamontagna, 1 asciugamano, 59 cartoline illustrate, 1 pacco corrispondenza, 1 portafogli panno, 1 taglio di £ 10, 3 lettere chiuse, 1 portamonete, 1 portachiavi, 16 bolli da 5 cent., 1 anello me- tallo, 1 coltello a serramanico con catena metallo. MESSAGGI PIETRO di Francesco e Allevi Giacoma, classe 1884, soldato 162° fanteria, morto il 1 marzo 1917 a Quota 1050 Monastir (Macedonia) in seguito a ferita da arma da fuoco riportata in combattimento. Alla famiglia vengono fatte pervenire £ 9 in denaro, un temperino e uno specchietto. GRANATA LUIGI fu Giulio e D’ Adda Maddalena, classe 1885, soldato 206° fanteria, morto il 5 giugno 1917, coniugato con Sommariva Marianna, padre di Pietro di anni 4 e di Angelo di anni 1. GARANTI GIULIO di ignoti, classe 1896, soldato 242° fanteria, morto il 24 giugno 1917. Il giovane viene “adottato” da Serina Angelo come risulta dalla domanda di reversibilità della pensione inoltrata dalla vedova. “ … la sig. Mandelli Giuseppina chiede la riversibilità della pensione già goduta dal defunto suo marito Serina Angelo quale allevatore del soldato Garanti Giulio morto in guerra, osservando che la petente non risulta essere madre del militare che diede origine alla concessione della pensione. Siccome anche il Serina non era padre, ma solo allevatore del Garanti, al quale fu concessa la pensione essendo gli allevatori parificati agli effetti della pensione ai genitori dei caduti in guerra, ritienesi che alla di lui moglie debba essere concessa la chiesta riversibilità”. 1918 MINUTI GIUSEPPE di Serafino e Colombi Rosa, classe 1891, soldato 79° fanteria, morto il 28 novembre 1918 a Trieste (ospedaletto da Campo n. 199 Austro – Americano già Liceo femminile) e sepolto nel cimitero militare di Zaul. LAZZARONI MARIO fu Luigi e Agosti Emilia, classe 1899, soldato 12° fanteria, morto il 1 gennaio 1918 all’ ospedale da campo n. 213 di Vicenza. FASOLI CARLO di Gio- vanni e fu Bellaviti Atonia, classe 1897, caporale 24 fanteria, morto il 24 novembre 1918. INVERNIZZI LUIGI fu Giuseppe e Papini Rosa, classe 1876, soldato 53° artiglieria campagna, morto per broncopolmonite il 15 ottobre 1918. PREMOLI ANGELO di Rocco e Merisio Pierina, classe 1883, soldato 4° bersaglieri, morto il 27 giugno 1918, coniugato con Nozza Maria e padre di Giuseppina, Francesca, Alberto, Rocco e Domenico. BREMBI GIACOMO di Francesco e Ghiringhelli Antonia, classe 1897, soldato 80° fanteria, morto il 24 ottobre 1918 in combattimento sul Monte Pertica. Nella comunicazione al sindaco, in data 6 dicembre 1918, è racchiusa tutta la retorica di quegli anni. “Con l’animo profondamente addolorato comunico alla S.V. la morte del soldato BREMBI GIACOMO di Francesco della classe 1897, avvenuta il 24 ottobre 1918, per ferite riportate in combattimento. A Lei affido il mesto incarico di partecipare alla famiglia la mesta notizia. S’ abbia essa con le nostre sentite vivissime condoglianze il conforto di sapere il nome del compianto estinto scritto sul libro delle glorie italiane. L’estinto contribuì alla Grandezza della Patria e la Patria gli largisce largo tributo di riconoscente affetto annoverandolo tra i figli di cui andrà superba. Santo e giusto sia l’orgoglio di aver dato un eroe alla grande Madre”. STREPAROLA MARIO di Giovanni e Mandelli Lucia, classe 1893, 68° fanteria, dichiarato disperso il 20 giugno 1918. ROSMINI PASQUALE fu Francesco e Mauri Teresa, classe 1895, sergente 19° artiglieria campagna, fatto prigioniero il 28 ottobre 1917, morto in prigionia nel 1918. In data 27 luglio 1919 il sindaco Berinzaghi, solle- ARATA FRANCESCO di Giuseppe e Paccagnini Marianna, classe 1876, soldato 376° fanteria, morto il 9 gennaio 1918 nel campo di prigionia di Kammelburg (Germania), coniugato con Facchinetti Teresa, padre di Giuseppe, Paolo e Tarcisia. In data 24 gennaio 1924 dalla Missione Militare Italiana Ricerca dispersi – Sistemazione Tombe in Germania di Berlino arriva al sindaco di Rivolta d’ Adda la seguente richiesta: “Allo scopo di poter far erigere le lapidi sulle tombe dei militari italiani in Germania è necessario conoscere esattamente i loro nomi e dati personali, i quali risultano negli elenchi tedeschi inesatti. Si trasmette pertanto la scheda personale di Arata Francesco del 367 Fanteria Centuria con preghiera di volervi aggiungere i dati mancanti o correggere quelli che risultassero errati”. Comunicazione al sindaco di Rivolta d’Adda della morte di Giovanni De Bernardi, “Caduto sul campo dell’ Onore”. Cesare Sottocorno (continua...) LA ANC IN VISITA PER LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA Pubblichiamo il racconto di questa giornata da parte di Claudio Pellegrini, vicepresidente della sezione ANC di Rivolta d'Adda Lo scorso giugno, in occasione della festa nazionale dell’Arma, le sezioni ANC (Associazione Nazionale Carabinieri) di Rivolta d’Adda e Pandino hanno organizzato una visita in Veneto per commemorare i caduti della Grande Guerra, di cui cade quest’anno il centenario. Tra i partecipanti, una cinquantina tra carabinieri in congedo, familiari e simpatizzanti, erano presenti abitanti di Rivolta d’Adda, Spino d’Adda, Pandino e Agnadello. Le sezioni ANC di Pandino, guidata dal vicepresidente Carabiniere Ausiliario Agosti- no Somenzi, e di Rivolta d'Adda, guidata dal presidente Brigadiere Renzo Pieran, hanno visitato il monte Cengio, situato a pochi chilometri da Asiago. Su questo monte, alto 1354 metri, tra la fine di maggio e i primi giorni del giugno 1916, si svolse una cruentissima battaglia fra i Granatieri di Sardegna e le truppe Austro Ungariche. Durante quelle giornate morirono circa 9.000 soldati italiani sui circa 10.000 schierati. La battaglia del monte Cengio fu l'ultimo baluardo difensivo per evitare che gli Austro Ungarici invadesse- ro la pianura padana vicentina e accerchiassero le altre Armate del fronte italiano, ed oggi questi luoghi rocciosi a precipizio sulla pianura sono stati dichiarati Sacri per la Patria e per i Granatieri. Le sezioni ANC si sono in seguito recate ad Asiago, per deporre una corona d'alloro nel maestoso Sacrario Militare ultimato nel 1938, che raccoglie le salme di circa 54.000 caduti, noti ed ignoti. Inizialmente presso il sacrario si trovavano solo i resti dei caduti italiani, mentre negli anni Sessanta a seguito di accordi con l'Au- stria, furono portati i resti di oltre 21.000 caduti austriaci ed ungheresi, un bel segno di riconciliazione in onore dei caduti che sono stati circa 250.000 nelle battaglie combattute sugli altopiani di Asiago. I partecipanti a questa giornata di commemorazione hanno depositato al Sacrario Militare una piccola corona d'alloro, raccogliendosi in un minuto di silenzio e preghiera. Testimonianza raccolta da Francesca Mapelli 6 Luglio 2015 RIVOLTA/ La vecchia casa di Renzo diventa sede del Gruppo Alpini di Rivolta. Intervista a Remo Bravi Una nuova casa per gli alpini Inaugurata il 14 giugno la nuova sede degli Alpini di Rivolta d’Adda. La “Baita” è stata intitolata a Don Gnocchi e sarà la casa per tutti quelli che vorranno dare il proprio contributo alle azioni benefiche che il Gruppo coordinato da Remo Bravi intraprenderà nei prossimi anni. Riportiamo l’intervista che ci ha rilasciato Remo. Quando e perchè nasce a Rivolta il Gruppo Alpini? Il Gruppo Alpini è rinato a Rivolta nell’aprile 2011. RINATO, perché era stato costituito presumibilmente nel 1936, in quanto noi siamo in possesso di un libretto bancario che riporta come primo versamento gennaio 1937. Negli anni ’60 il Gruppo si è dissolto, ma abbiamo rintracciato questo libretto bancario appunto (conservato da Rosetta Secchi Manfredi, vedova dell’Alpino Gio’ Manfredi) ed il gagliardetto originale ricamato dalle Suore Adoratrici (conservato da Cardani e recuperato dal nipote Alpino Alfredo Rota). Del Gruppo originale faceva parte anche mio padre Angelo, capitano degli Alpini. Io ero iscritto al Gruppo di Crema ed ho pensato che almeno 10 Alpini Rivoltani, cioè il numero minimo per creare un Gruppo, fossero rintracciabili. In effetti ora sono una cinquantina, inclusi gli Amici degli Alpini. Q u al i s o n o i va l o r i c h e im pers o nate e int end ete trasmettere? Uno dei motti che mi piace di più degli Alpini è: “ricordare i morti per aiutare i vivi” e noi cerchiamo di metterlo in pratica! Partecipiamo infatti a tutte le cerimonie in ricordo di quelli “andati avanti”, in guerra o in pace e svolgiamo attività di volontariato in favore di tutti coloro (privati o associazioni) che hanno necessità concrete e sotto gli occhi di tutti. Al l a r e ce n te i n a u g u r azione della vostra sede c'è s t a t a u n a f e st o s a p a r t e c i pazione della cittadinanza e nei vostri gruppi si notan o an c he mo l ti g i o va n i : qu al è d un que il fascin o del Corpo degli Alpini? Ogni persona ha in se un po’ di ALPINITA’ e, vedendoci impegnati (senza secondi fini) nel volontariato e nell’aiuto ai meno fortunati, o a migliorare il decoro cittadino, cerca di aiutarci e di imitarci, indipendentemente dall’età. Anche presso le Scuole abbiamo avuto l’occasione di spiegare chi sono e che cosa hanno fatto gli Alpini a partire dalla Grande Guerra e quindi anche i più giovani sanno chi siamo e lo spirito di appartenenza che abbiamo. Qual e r iten ete p o ssa essere il valore e l'efficacia della vostra presenza tra la comunità rivoltana? Dimostrare che si possono realizzare opere belle (come la nostra sede), senza gravare sulla comunità, aiutare le persone in difficoltà e spingere all’imitazione altri individui o associazioni. Nel caso della sede, abbiamo avuto molti aiuti e supporti inattesi da gente che ha visto quello che stavamo facendo ed ha voluto condividere con noi la gioia di portare a termine il progetto. Quali sono le prossime iniziat ive o i v ostri programmi futuri? Domenica 18 ottobre si svolgerà la “IV Marcia Degli Alpini”, che porta solitamente a Rivolta circa 1500 persone e che comporta un grosso sforzo organizzativo. Poi ci occupiamo dei più bisognosi con la raccolta di alimenti una volta al mese in piazza con Oratorio, Caritas e altre organizzazioni, c’impegniamo nel Banco Alimentare l’ultimo sabato di novembre, continuiamo ad aiutare My Everest e l’Associazione Nazionale Ciechi di Cremona. Ci occupiamo anche del Verde Pubblico per le aiuole che vanno dall’entrata dell’Ospedale Santa Marta a via Giulio Cesare. Quelli che passano hanno notato la differenza fra “prima e dopo la cura” e, come per la sede, cercano di darci una mano, di suggerirci altri fiori da aggiungere, o altri metodi per migliorarne l’aspetto o la manutenzione. M&M LUTTO: LA SCOMPARSA DI ANGELO ROSSIGNOLI Un saluto possibilmente semplice Ha scritto un filosofo del quale, per timore, non riesco nemmeno a citare il nome (non ce n’è comunque bisogno) che “due cose riempiono la mente di ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Non essendo io né filosofo, né tanto meno un pensatore, né uno scrittore di quelli che riempiono le pagine dei giornali, ne aggiungerei una terza: “l’ imperscrutabile attorcigliarsi e dissolversi dei pensieri in quel ‘guazzabuglio’ che è l’ animo umano”. Queste riflessioni hanno agitato la mia mente non appena ho ricevuto la notizia che Angelo aveva scelto di lasciarci. Me lo sono rivisto davanti, in uno dei numerosi colloqui in biblioteca, con l’immancabile amico Gianni, a parlare di politica (ha attraversato criticamente le diverse trasformazioni del partito), la politica complessa, dei massimi sistemi, delle ideologie, delle alleanze e dei governi e quella altrettanto impegnativa del nostro paese che l’aveva visto protagonista in stagioni ormai lontane. Non mancavano mai, nei suoi discorsi, l’ironia e, soprattutto la speranza che questa nostra Italia, passato il breve spazio della rivoluzione potesse avviare quelle riforme capaci di trasformare uno stato, bersagliato su tutti i fronti, in un Paese normale in cui ci sia rispetto per chi ha perso e chi si sia trovato dalla parte del vincitore non solo rimbocchi le maniche ma non manifesti troppa arroganza. Spesso le sue considerazioni come noticine (‘rosse’ per aggiungere un po’ di antico colore al verde e al blu) finivano sulle pagine di questo giornale e non mancavano di provocare animate discussioni senza alcun rancore però. Parlavamo anche della comune fede calcistica ma era più il tempo della consolazione rispetto a quello delle soddisfazioni. Non riusciva più a sorridere, gli ultimi mesi. Non sapevo della sua malattia. M’aveva detto che gli era piaciuta la mia ricerca sui soldati di Rivolta che avevano lasciato le loro giovani vite sul Piave e nelle trincee del Carso. Gli avevo consigliato un libro su quella guerra e altri ne aveva letti sullo stesso argomento e su altre tematiche (in particolare sul terrorismo e sul sindacato) che analizzavano le vicende del nostro Paese. Mi precisava: “E’ vero, come sostieni tu, che anche su quelle pietraie è nata la nostra democrazia, ma c’era bisogno di tanti sacrifici? E chissà per quante notti il dolore e la disperazione avranno turbato il sonno delle madri e delle famiglie, che ricevevano quei telegrammi che tu hai pubblicato”? Questa volta non dissi nulla, restai in silenzio. Non l’ ho visto, quando ho presentato per l’ AUSER il lavoro sulla guerra. Eppure era parte attiva, come volontario, di quel gruppo. Non pensai di andare a cercarlo all’ARCI. Ci sarebbe stato primo o poi l’incontro in biblioteca. Niente. Ha deciso di partire da questo mondo. Ti saluto così, Angelo, con brevi parole. Ti ritroverò certamente negli infiniti campi del cielo. Ce. Sott. Ancora un doloroso distacco Questi primi sei mesi del 2015 sono stati per Verdeblu e per i Democratici dell’alto cremasco tra i più dolorosi che si ricordi. Dopo Giuseppe, Lino, Mario e Franco oggi ricordiamo la scomparsa di Angelo Rossignoli. Un “compagno” che per Verdeblu ha fatto e dato molto. Angelo Rossignoli è stato, tra l’altro, tra i fondatori del giornale, ha ideato e per tanti anni tenuto la “noticina Ross.a”, graffiante rubrica sui fatti di politica locale. Da sempre Angelo è stato una presenza costante e preziosa per tutte le attività politiche lungo l’intero percorso della sinistra, dal P.C.I al P.D. Persona discreta che mai si imponeva, ma sempre dialogava e suggeriva durante le riunioni. Nel gruppo era l’uomo di fantasia, quello del tocco finale. Lo era nella stesura dei manifesti come negli arredi delle tante Feste de l’Unità che abbiamo organizzato, laddove portò lo stand dei fiori, che fino a pochi anni fa ha gestito con la sua Alberta. Quando ne primi anni settanta il fermento “sessantottino” ha toccato anche Rivolta un gruppo di giovani dava vita al “Ponte” primo circolo culturale del paese, Angelo c’era. Inoltre è stato, in rappresentanza del PCI consigliere comunale e assessore, volontario dello SpiCgil e per ultimo ha collaborato con l’Auser e nel servizio PiediBus. Non parole ma fatti che dimostrano la sua gran- de disponibilità. Negli ultimi tempi, quando la sua partecipazione era diminuita, non faceva mai mancare, se richiesto, un suo parere; perché da persona mite non amava le ingerenze ma contribuire alla decisione finale. Quando si subisce una perdita di questo tipo non è solo un amico che perdi, non solo un compagno che ti lascia, ma un pezzo della tua vita che se ne va. Uno strappo doloroso che senti sulla pelle. RM Luglio 2015 RIVOLTA/ Sport: conclusi i nazionali estivi di “Special olympics” 7 TWIRLING MartinaVergani ai Campionati Europei in Slovenia “Play the games”, Giulia stravince Si sono conclusi tutti gli appuntamenti sportivi dei nazionali di “Special Olympics” che si sono tenuti in varie citta italiane, in date diverse, suddivisi per specialità. La campionessa rivoltana Giulia Colombi, che fa parte della squadra no limits di Lodi, ha partecipato a tre tappe sportive dei suddetti campionati. Nel mese di aprile ha gareggiato a Torino i nazionali di nuoto da dove è tornata con un “triplete” d’oro in quanto ha ottenuto il primo posto nei 200mt. stile libero, nei 100 rana e nella staffetta 4 x 25 mt. stile libero. A maggio si sono tenuti nella città di Lodi i nazionali di atletica, pallacanestro e calcio. Qui Giulia si è cimentata per la prima volta nel triathlon dove ha ottenuto un secondo posto alle finali. L’ultimo sforzo si è concluso alla fine di giugno a La Spezia dove si sono tenuti i nazionali di pallavolo. Dopo tre giorni di gare intense la squadra di Giulia, alle finali, ha ottenuto il secondo posto. Giulia ha anche partecipato, con la squadra “Gi Insuperabili” del “Momento” di Rivolta d’Adda, ai campionati regionali CSI di baskin. Il team rivoltano di pallacanestro, per la prima volta ha partecipato a questa manifestazione regionale di disciplina basket integrato ottenendo un onorevole quarto posto. Come sempre la nostra campionessa è tornata, oltr che vittoriosa, carica di tante emozioni che la riempiono di felicità e che trasmette ai suoi concittadini con il suo appuntamento giornalistico. Brava Giulia! Grande alla nostra atleta…… Martina Vergani ce l’ha fatta, a pieno titolo componente della Squadra Nazionale di Twirling. Martina è una straordinaria atleta e ginnasta della ASD GINNASTICA TREVICASS, Società fondata da Antonio Bonadeo 5 anni fa con sede legale a Rivolta d’Adda e con attività sportive allargate a Treviglio, Cassano d’Adda e Rivolta. Partita con poco più di 22 atleti, oggi la Trevicass conta più di 220 ginnaste per la parte di Ginnastica Artistica e Ritmica e circa 30 atleti di Tecnica Twirling. Dirett o r e Tecnico della Ginnastica Marletta Gianfranco, già Direttore Tecnico della Nazionale FGI nonché allenatore di Juri keki. Direttore Tecnico del Twirling Massimo Scotti pluri Campione Europeo e Mondiale nonché Commissario Tecnico della Nazionale FITW. Martina ha iniziato la sua carriera sportiva all’età di soli 3 anni, seguita dalla sua insegnate Maria Giovanna Radavelli che ha saputo portala in un crescendo di titoli e successi sportivi. Caparbia, tenace con una straordinaria voglia di riuscire, Martina ha sempre diviso la sua giornata tra scuola e palestra, facendo fruttare questo impegno in continue vittorie. Il premio meritato della Nazionale Italiana corona un livello tecnico ed atletico di altissimo prestazione, che Martina ha saputo curare giorno dopo giorno. Maribor 6-12 luglio, Slovenia Campionato Europeo, dove 10 Nazioni si sono contese il titolo, Martina ci ha rappresentati, ha rappresentato quelle atlete che hanno voluto seguire il cuore di chi gli è stato sempre vicino trasmettendo la passione per uno sport, forse poco conosciuto ma capace di trasmettere tutte le cose importati della vita quali, la lealtà, la passione, la condivisione con la squadra e il legame con la tua insegnante, che spesso e volentieri ti fa crescere anche aiutandoti ad affrontare la vita di tutti i giorni. Martina rappresenta il nostro Paese, un luogo dove lei è cresciuta come atleta e speriamo un giorno come Insegnante, per trasmettere quello che da piccola a lei hanno insegnato. Sport, divertimento, lealtà e sincero agonismo. Questo è anche il Twirling una scuola di vita, e Martina ce lo sta dimostrando. I.L. Luglio 2015 8 RIVOLTA/ A giugno esibizione magica ed emozionante delle giovani sportive rivoltane Il viaggio nel tempo delle atlete delTwirling Giovedì 11 giugno L'A.S.D Twirling Rivolta d'Adda ha accompagnato i cittadini rivoltani in un viaggio nel tempo davvero magico passando per tutte le tappe che hanno contraddistinto l'evoluzione del Twirling Rivolta d’Adda. È stato un modo simpatico e divertente di far conoscere meglio questo sport da sempre misterioso. Una giovane atleta, Claudia, tornata da un allenamento estenuante si addormenta curiosa di sapere come è nato questo sport di cui lei è tanto appassionata. Inizia a sognare partendo dai primi passi fatti dalle Majorette fino ad arrivare nel futuro dove non saranno solo gli umani a praticare questo sport. È la grande passione per il Twirling che le ha fatto compiere questo magico viaggio. Il significato profondo dello spettacolo, la bravura, la grinta e la determinazione delle atlete e il grande divertimento creato hanno permesso alla Piazza Vittorio Emanuele II di ospitare un pubblico numerosissimo ed entusiasta, curioso e affascinato dalla magia a dalla spettacolarità di questo sport. Nuovamente giovedì 26 giugno presso la Piazza Vittorio Emanuele II il Twirling Rivolta ha partecipato nel contesto della programmazione Estate a Rivolta ad una suggestiva serata dedicata alle “Associazioni Sportive”. Incredibile l’afflusso dei bambini presso il nostro gazebo, attratti da musica, costumi di gara esposti e indossati da qualche atleta. Le insegnanti presenti, intrattenevano i piccoli simpatizzanti del Twirling giocando e ballando, ma soprattutto permettendo loro di usare “IL BASTONE” attrezzo base di questo sport. E’ doveroso ricordare che durante l’an- no agonistico 2014/2015 il medagliere del Gruppo sportivo Twirling Rivolta d’Adda si è arricchito di nuove medaglie, eccoli elencati in ordine alfabetico: Bacciocchi Arianna 3a Classificata Campionato Italiano Artistic Twirl Livello B 2014 Bonadeo Alessia Campionessa Regionale Specialità 2 Bastoni Serie B 2014 Ceriani Giulia Campionessa Regionale Free-Style Junior Serie C 2015 Inoltre 2a Classificata al Campionato Italiano per la medesima categoria. Ceriani Giulia e Sara Facchetti insieme sono Campionesse Regionali nella specialità Duo Junior Serie C 2015 e Vice Campionesse Italiane per la medesima categoria. Facchetti Sara Campionessa Italiana Free-Style Cadetti Serie B 2015 Losi Arianna e Torelli Alessia Vice Campionesse Italiane Artistic Pair Junior Livello A 2014 Inoltre Losi Arianna Campionessa regionale Specialità Solo Senior Livello A. 2014 Lupo Pasini Francesca 2a Classificata Campionato Regionale Free-Style Cadetti Serie C 2015 Mazzola Giulia Campionessa Italiana Artistic Twirl Livello B 2014 Morstabilini Martina e Sara Torelli Campionesse Regionali Duo Junior Serie B 2015 Inoltre Martina Morstabilini 2a Classificata Campionato Regionale Free-Style Junior Serie B. 2015 INIZIATIVE E...state all’Arci Le innovazioni introdotte dalle due socie Roberta e Katia stanno producendo i loro effetti: serate a tema, feste di compleanno e ricorrenze varie animano le serate del circolo con allegria e vivacità Le novità non riguardano soltanto l’aumentata frequenza, anche la vivibilità dell’ambiente è notevolmente migliorata; cancellata la patina di residuati ora è il colore a farla da padrone, i quadri alle pareti, le foto artistiche. Dopo la buona riuscita delle ultime manifestazioni, nuove iniziative sono alle porte: il 25 luglio sarà la “Festa paesana”, con degustazione di salumi e formaggi, con l’accompagnamento musicale, (dalle 21 alle 24), della fisarmonica di Michela.. Il 31 agosto la tradizionale “Festa dell’uva”, nell’ambito del Settembre Rivoltano, riaprirà il programma autun- DOMENICA 13 SETTEMBRE La Lega Tumori festeggia i 30 anni di fondazione La Lega Tumori di Rivolta d’Adda, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, nell’ambito del Settembre Rivoltano 2015, organizza una piacevole manifestazione per festeggiare il Trentennio della sua costituzione 1985 – 2015, presso la Palestra della Scuola Media - Via Galilei 1 – in Rivolta d’Adda. Domenica 13 settembre 2015 alle ore 16 saranno presenti alla manifestazione il Presidente e i Membri del Consiglio di Amministrazione della Sezione Provinciale di Cremona, i Dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Crema e dell’Ospedale “S.Marta” di Rivolta d’Adda. Sono stati invitati a partecipare i Sindaci di Rivolta d’Adda, Agnadello e Spino d’Adda, comuni ai quali la Lega Tumori offre i propri servizi di prevenzione da un Trentennio. Inoltre sono invitati i Medici di Base, gli Sponsors, i Benefattori, le Associazioni rivoltane e tanti Amici che a fianco della Lega Tumori ne condividono prin- TREMOLADA PAOLO FALEGNAMERIA Bottega Artigianale Il meglio su misura e su disegno nale con significative novità. Quest’anno la chiusura del circolo sarà dal 17 al 20 agosto. cipi e finalità. Dopo un’introduzione sulla costituzione e il percorso della Lega Tumori durante gli anni, interverranno il Presidente Provinciale, il Sindaco di Rivolta e un rappresentante dello Staff Medico della Lega Territoriale. Si procederà alla premiazione delle Volontarie e dei Collaboratori che, con il loro impegno e disponibilità, hanno permesso il raggiungimento di ottimi risultati nella prevenzione di alcune tipologie tumorali. La manifestazione sarà allietata da uno spettacolo offerto dal G.S. Twirling, da anni affettuosamente vicino alla Lega Tumori, e si chiuderà con un raffinato buffet. Si confida in una sentita partecipazione della cittadinanza, ma soprattutto nella presenza femminile, sostenitrice e utilizzatrice delle attività della Lega Tumori . Non mancate! pdb Librerie Bagni Armadi Pensili e Basi cucina Porte interne Serramenti Rivestimenti eccetera Via C.Colombo, 5/A - 26027 RIVOLTA D’ADDA (CR) Tel. 0363 370089 - Cell. 339 7710972 Luglio 2015 9 TRANSAZIONE COMUNE-CITTO/ Donati, Uberti e Gandini riaprono, con un esposto contro la giunta, lo scontro giudiziario SeiannifacominciòBelli,oraciriprovanointre: dueex el’unicoconsigliererimastoalloroservizio I tentativi della nuova giunta di “voltare pagina” rispetto alle vicende del passato, si infrangono sullo scoglio delle ripicche personali. Sindaco e giunta costretti a contrattaccare sul piano giudiziario di Giovanni Calderara In ordine alla “transazione Comune/Citto”, due ex assessori, Adriano Donati e Mario Uberti, assieme all’unico consigliere eletto rimasto ai loro ordini, Paolo Gandini, hanno presentato un esposto alle autorità giudiziarie (Prefettura, Procura e Corte dei Conti) per segnalare “i reati penali” che, a loro dire, la nuova giunta avrebbe commesso nell’esercizio delle sue funzioni amministrative. Questa iniziativa dei soliti noti, un replay di quanto gli stessi personaggi fecero sei anni fa, arriva, inaspettata, dopo un anno di tentativi della nuova giunta di voltare pagina con le vicende del passato, di mettere una pietra tombale, a beneficio di tutti gli agnadellesi, sulle cause civili ed amministrative ancora in corso e su quelle penali che la stessa magistratura aveva proposto di archiviare. Il buon senso dimostrato dalla nuova giunta, tradotto in azioni amministrative più che tolleranti nei confronti dei predecessori (riconoscimento debiti fuori bilancio causati da costoro, nessuna azione di rivalsa nei loro confronti in ordine alle cause già perse, graduale liquidazioni dei debiti ereditati) non è bastato a sedare l’odio per- sonale, riversato soprattutto su chi scrive, alimentato per anni con lo strumento subdolo della calunnia, delle dicerie da bar, delle congetture sbilenche, spacciate come rivelazioni di verità. Nemmeno il chiarissimo risultato delle ultime elezioni amministrative è servito a placare gli impulsi dei tre personaggi, anzi, pare che la sonora sconfitta subita nel 2014 li abbia addirittura peggiorati, alla faccia dei principi democratici e del rispetto degli elettori! Ciò detto, l’episodio conferma, ancora una volta, la vera identità di chi fomenta il rancore all’interno della nostra comunità locale: sei anni fa arrivarono gli esposti e le denunce penali di Belli (tutte finite nel nulla!); oggi arrivano quelle di Donati e compagnia, con argomentazioni analoghe a quelle del passato, quindi già valutate e cassate dalle autorità competenti. A questo punto la battaglia giudiziaria, che era in fase di esaurimento, si riaccende. Per come è stato scritto, l’esposto firmato dai tre sembra passibile di denuncia penale per calunnia. Per questa ragione, gli amministratori che si ritengono calunniati hanno conferito ad un legale l’incarico di proce- dere legalmente nei confronti di tutti gli autori (e firmatari) dell’iniziativa. E’ bene precisare che queste prime contromisure sul piano giudiziario sono di tipo personale e non avranno quindi ripercussioni sui conti pubblici. Come seconda azione giudiziaria nei confronti dei tre (qui le firme di supporto non c’entrano), il sindaco e la giunta presenteranno a loro volta alle autorità competenti una dettagliata relazione sulle numerose “gravi irregolarità amministrative” riscontrate negli atti pubblici deliberati tra il 2009 ed il 2014, periodo peraltro connotato dalla consumazione di veri reati (già riconosciuti come tali e penalmente sanzionati dai giudici) nell’ambito della pubblica amministrazione locale. Anche in questo caso non ci saranno costi a carico dei cittadini: potrebbe al contrario profilarsi la possibilità di un risarcimento dei danni causati al Comune dall’ex giunta . Spiace, alla nuova maggioranza consiliare, dover riaprire una stagione di scontro giudiziario, dopo aver cercato per oltre un anno di riportare nell’alveo della buona politica il confronto sui temi amministrativi. Spiace doverlo fare per colpa di un solo consigliere comunale, prima scaricato dagli ex compagni di giunta e poi reimbarcato, come se nulla fosse, dai medesimi soggetti, al solo scopo di screditare l’avversario comune. Spiace anche per i due consiglieri di minoranza (Rossini e Tirloni) che hanno avuto il coraggio e la coerenza di rifiutare il coinvolgimento negli schemi politici dei due ex, i quali, dopo averne combinate di cotte e di crude in veste di assessori, oggi cercano di riconquistarsi la scena proponendosi come paladini della correttezza amministrativa, della quale avevano fatto strame nel corso del loro mandato. Spiace alla nuova maggioranza doverlo fare ma, allo stato dei fatti, non le resta altro da fare, a difesa della onorabilità personale di ciascun componente e della trasparenza del loro operato, anche nella definizione di un accordo transattivo che risponde esclusivamente all’interesse pubblico, alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, alla possibilità di riattivare la procedura di assegnazione aree del PES ed incassare il corrispondente valore di vendita, stimato in una cifra otto volte superiore al costo della transazione. Gli esposti,le firme,l’incoerenza Chissà per quale oscura ragione il trio Donati, Uberti, Gandini ha raccolto una ventina di firme di parenti e amici a supporto dell’ esposto che uno dei tre (la traballante grammatica e gli spropositi giurisprudenziali fanno sospettare che sia stato Uberti) ha scritto? In un esposto contano soprattutto i fatti presentati all’autorità giudiziaria, che non diventano “reati” per opinione dell’estensore, e tantomeno diventano più o meno gravi a seconda del numero di firme dei presentatori. Non si capisce quindi quale sia stata la ragione del coinvolgimento di terzi in questa grottesca sceneggiata pseudo-politica, che si trovano ora coinvolti nella vicenda, soggetti al rischio di una denuncia per calunnia (l’esposto è basato su un’ infedele descrizione dei fatti , aggravata dalla consapevolezza di aver mentito all’autorità giudiziaria nell’esposizione dei fatti stessi, con l’unico intento di arrecare offesa personale agli assessori comunali e screditare il loro operato). In ogni caso, nella “brillante” iniziativa il consigliere Gandini ha coinvolto zie, zii, cugine e persino la nonna di 93 anni, probabilmente senza spiegare a nessuno di costoro quale assunzione di responsabilità avrebbe comportato l’apposizione delle loro firme sull’esposto. Stessa operazione (arruola- mento dei familiari e di qualche amico) l’ha fatta il signor Marcello Giroletti, fratello del consigliere di minoranza Angelo. Il quale, in campagna elettorale, si era però presentato all’insegna del superamento della accesa conflittualità degli anni passati. Insomma: un “pacificatore” che avrebbe rasserenato il confronto tra le parti. In seguito, consultato dalla Giunta in ordine all’ipotesi di transazione Comune/Citto, il candidato sindaco di “Agnadello domani” si era anche detto favorevole all’operazione. Quando la vicenda è arrivata in Consiglio Comunale (in occasione della revoca della declaratoria di nullità del PES) non ha votato contro la proposta della maggioranza ma si è astenuto, che in politichese significa “non mi oppongo all’approvazione del provvedimento in esame”. Stupisce, quindi, l’arruolamento di familiari ed amici nelle truppe d’assalto giudiziario (oddio…più che truppe, una sparuta pattuglia) coordinate da Uberti, Donati e Gandini, avversari di Angelo in campagna elettorale. Anche perché l’inaspettata operazione mette definitivamente fuorigioco l’altro consigliere di “Agnadello domani”, Gianfranco Tirloni, che aveva anch’egli espresso parere favorevole alla transazione ed al superamento dei conflitti giudiziari in essere, ed ha mantenuto coerentemente il suo parere in proposito. Ovviamente l’esposto apre una ulteriore frattura tra Rossini (capolista di “Agnadello in testa”, favorevole alla transazione) e Gandini. Quest’ultimo recupera invece l’appoggio degli ex, che lo avevano ufficialmente sfiduciato un mese fa, costringendolo a comunicare formalmente al Consiglio Comunale la sua “autonomia” (sic!) dal gruppo “Agnadello in Testa”. Detto, fatto: dopo la dichiarazione di autonomia, la firma dell’esposto con gli amici di sempre ...contro l’avversario di sempre. Poi ci si meraviglia se i giovani si allontanano dalla politica! Luglio 2015 10 AGNADELLO/ Tutte le irregolarità compite dagli improbabili crociati della purezza procedurale Oggi firmano esposti alla Procura, fino a ieri facevano strame delle regole amministrative di Giovanni Calderara Questo giornale ha già raccontato, con dovizia di particolari, le gravi irregolarità amministrative compiute da chi è stato alla guida del paese tra il 2009 ed il 2014. Alla luce dei nuovi eventi, penso sia giusto rinfrescare la memoria ai lettori, per metterli in guardia dal camaleontismo politico di chi, dopo aver portato il Comune al collasso amministrativo, dopo averne minato la credibilità istituzionale e dilapidato un’ ingente riserva contabile (oltre 1.000.000 di euro, ereditati dai predecessori!), cerca ora di riconquistare la scena politica, spacciandosi per crociati della purezza procedurale, paladini degli interessi del popolo . Per iniziare il ripasso ho solo l’imbarazzo della scelta: comincio con qualche domanda sulle irregolarità che hanno fatto da sfondo ai reati veri e propri, riconosciuti come tali dal Tribunale di Cremona. Prima domanda: “Quando l’architetto Joseph Greco denunciava con una lettera inviata al Comune la tentata concussione subita dall’assessore all’urbanistica del tempo (ndr: secondo i giudici, l’ex assessore pretendeva da Greco lavori per il suo studio di architettura a compenso degli incarichi che la Giunta gli aveva conferito) il crociato Donati dov’era? Non fa- ceva forse parte di quella Giunta? Non sarebbe stato preciso dovere di quella Giunta trasmettere quella lettera alla Procura, invece di recapitare - di domenica mattina, col Sindaco in veste di messo notificatore!- una formale diffida ai consiglieri di minoranza, per indurli a non divulgare il contenuto? Alla luce della condanna del suo ex collega, come giustifica questo suo comportamento omissivo, certamente non confacente al ruolo che rivestiva in quel periodo?”. Restiamo in tema. Al tempo, il crociato D avrà certamente avuto modo di leggere il rinvio a giudizio del sindaco e del segretario comunale (per turbativa d’asta ed abuso d’ufficio) e dell’ex assessore all’urbanistica (per tentata concussione). Era quindi consapevole che in quel procedimento giudiziario il Comune era espressamente indicato come parte lesa. Perché, allora, non si è preoccupato di costituire il Comune in giudizio, come avrebbe dovuto fare per dovere d’ufficio? Se lo avesse fatto, avrebbe poi potuto chiedere un risarcimento danni al segretario comunale del tempo, che, riconoscendo le proprie responsabilità, aveva patteggiato una pena di 1 anno e 4 mesi; avrebbe in seguito potuto chiedere, dopo la condanna per tentata concussione, un risarcimento all’ex asses- sore all’urbanistica per danni d’immagine causati al Comune. Non è allora forse vero che la ripetuta omissione dei doveri d’ufficio da parte degli assessori di quel periodo è risultata palesemente funzionale agli interessi personali dei colleghi amministratori e del funzionario finiti sotto processo? Continuiamo con le vicende giudiziarie. Quando la minoranza del tempo sollevò la questione del conflitto di ruolo dei difensori personali di Belli ed Uberti, che già stavano seguendo diverse pratiche in veste di avvocati di fiducia del Comune, perché il crociato D non intervenne? Se ora è così severo in ordine agli atti ammini- strativi dell’attuale Giunta, perché, al tempo, fu così tollerante nei riguardi di se stesso, dei suoi colleghi e dei consulenti esterni pagati dal Comune? E cosa ci può dire, il crociato D, della vicenda Ferla/Martinelli? Anche questa, secondo lui, doveva essere una causa che il Comune avrebbe sicuramente vinto. Invece, il Tribunale di Cremona ha ordinato all’attuale giunta di saldare il conto (72.000 euro)ai professionisti esterni che la predente giunta non aveva voluto pagare, e si profila ora il rischio di dovergli rimborsare anche le spese processuali. Ritiene, il crociato D, che sia di qualche interesse, per la Corte dei Conti, il danno erariale -oltre 100.000 euro spesi per un progetto di ristrutturazione del Comune cestinato nel 2009 - derivato dalla “brillante” idea di non pagare i progettisti e di rendere inutilizzabile il progetto? Riguardo infine alla causa Comune/Santamaria, perché il crociato D si è opposto alla proposta di chiudere transattivamente la questione, come il dipendente aveva chiesto di fare, onde evitare di schiantarsi contro una sconfitta annunciata, come poi è realmente accaduto? Era sicuro di vincere anche questa causa? Le domande sarebbero ancora tante (biogas, svendita del metanodotto, procedura d’acquisto delle luci a led,etc.) ma non vorrei tediare il lettore con questo forzato ripasso. La prima puntata finisce qui. Nel prossimo numero farò qualche richiamo alle irregolarità amministrative attribuibili al crociato U (Mario Uberti) ex assessore all’urbanistica, sostituto (dal 2011 in poi) del collega processato per tentata concussione. Ed il crociato G? Gandini è arrivato in giunta nel 2013, dopo le dimissioni di tre colleghi. La decisione autonoma più importante che ha preso è stata quella di dedicare un parcheggio all’Ugo Tognazzi “festaiolo” (nulla di penalmente rilevante, finché i figli dell’attore non lo verranno a sapere). Luglio 2015 11 AGNADELLO/ I vincoli del patto di stabilità rallentano l’azione amministrativa, ma non la fermano Avanti con i lavori pubblici, nonostante tutto Nuovo padiglione loculi ed archivio storico comunale in dirittura d’arrivo P a di g li o ne Lo c ul i. Sono avviati a conclusione i lavori di esecuzione del terzo padiglione loculi. In questi giorni l’impresa esecutrice ha ultimato il rivestimento del cemento armato; subito dopo fisserà sulle pareti interne le piastre in marmo e completerà, con il porfido, il vialetto d’accesso al padiglione. Entro fine luglio, la struttura, ultimata nelle rifiniture, verrà consegnata al Comune. Risulterà a quel punto superata “l’emergenza loculi” determinata dall’incapacità amministrativa della giunta precedente. Giova a tal riguardo ricordare che l’emergenza loculi è nata nel 2011 ma, nei tre anni successivi, non è stata completata nemmeno la fase progettuale. E’ toccato alla nuova giunta, in carica da un anno, completare la procedura lasciata in sospeso e realizzare l’opera pubblica, in tempo utile per evitare la chiusura del cimitero per indisponibilità di posti. M a n u t e n zi on e s t r a or d i na r ia d el l o c al e a rc h i vi o. Anche in questo caso la nuova giunta ha dovuto porre rimedio agli errori di quella precedente, che aveva messo nella disponibilità di un’associazione, alcuni locali indispensabili al Comune. Giova ricordare che, nel 2009, l’archivio storico del Comune venne provvisoriamente trasferito nelle ex aule della scuola elementare di via Treviglio, in vista dell’avvio dei lavori di ristrutturazione del Palazzo municipale. Per questi lavori di ristrutturazione erano già disponibili, nelle casse comunali 900.000 euro circa. Tutti sappiamo come andò poi a finire: la giunta Belli bloccò la procedura, già in corso, per l’assegnazione dei lavori e negli anni successivi disperse in spese inutili i fondi ereditarti dalla giunta precedente. Allo stato dei fatti, quel progetto di ristrutturazione del municipio e del relativo archivio, costato ai cittadini oltre 100.000 euro, non ha più la possibilità di essere finanziato. Di conseguenza la nuova Giunta ha dovuto avviare il ripristino del vecchio archivio, previo lavori di manutenzione straordinaria eseguiti dal GVA (Gruppo di volontari Agnadellesi), che non saranno mai elogiati abbastanza per il loro impegno quotidiano e per la quantità e qualità del lavoro svolto. A lavori ultimati l’archivio storico sarà ricollocato nella sua sede originaria, mentre le due ex aule dove era stato provvisoriamente trasferito verranno ristrutturate ed adibite ad ufficio anagrafe e segreteria, in modo da avere tutti gli uffici collocati sul medesimo piano, senza barriere architettoniche di mezzo. L a g e s ti o n e d el l a p i a z zola ecologic a. In mano al gruppo dei volontari la piazzola ecologica ha cambiato aspetto. La casa del custode è stata ritinteggiata, i correlati servizi sono stati ripristinati, l’area boschiva è stata ripulita, gli impianti di raccolta sono stati resi più funzionali. Anche gli utenti del servizio stanno dando una mano per un utilizzo corretto della stazione di raccolta. Quelli più contrariati sono gli stessi che vorrebbero continuare a considerarla una semplice discarica, dove buttare di tutto. Inve- MERCATINO DEI TESTI SCOLASTICI USATI “Cerca libro” in biblioteca. Per le medie La Biblioteca di Agnadello in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura organizza “Cerca libro”, il mercatino dei libri scolastici usati delle medie. Ogni anno l’acquisto dei testi scolastici grava sempre di più sull’economia delle famiglie. Per darsi una mano, la biblioteca di Agnadello in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura propone di organizzare uno spazio della Biblioteca adibito al mercatino dei libri usati. Porta i libri scolastici, in buono stato, che non utilizzi più, li inseriremo in un database consultabile da possibili acquirenti. Nel momento in cui il compratore è interessato gli verranno lasciati i termini per contattare il venditore e per con- cludere l’affare. Per maggiori informazioni vieni in Biblioteca nei seguenti orari: Martedì: 16:00 – 19:00 Mercoledì: 20:00 – 22:00 Giovedì: 16:00 – 19:00 Venerdì: 16:00 – 18:00 Sabato: 14:00 – 16:00 Telefono 0373/936021 e-mail [email protected] Vieni in biblioteca e cerca i libri che ti occorrono per l’anno nuovo. Porta i tuoi libri in buono stato e assicurati di non aver lasciato all’interno: compiti già svolti, sottolineature o lettere d’amore… Se ci si può dare una mano è meglio! ce, la stazione di raccolta è riservata a quella parte di rifiuto che non può essere conferito con il “porta a porta”. Per esempio, se si continua a conferire in piazzola grandi quantità di carta e cartone, che vengono comunque ritirati davanti a casa almeno due volte al mese, si finisce per pagare il servizio due volte, in quanto le vuotature straordinarie dei cassoni di raccolta hanno un costo extra, aggiuntivo a quelli standard previsti nel contratto. In ogni caso, è sempre obbligatorio differenziare i rifiuti prima del loro conferimento. Con il senso civico ed un po’ di buona volontà si può fare un buon lavoro per l’ambiente e si può anche risparmiare sui costi del servizio. I lavori alla scuola materna. Dopo i lavori di tinteggiatura del refettorio, cucina, dispensa ed accessori vari, non è ancora certa la possibilità di “levigare” il parquet, subordinato ad entrate di bilancio che non sono ancora state incassate. Altri lavori (adduzione di acqua calda continua ai lavelli della cucina, installazione cappa aspirante sopra la lavastoviglie) sono stati inseriti nel bando per il rinnovo del servizio mensa e verranno pertanto eseguiti dalla ditta aggiudicataria. M an u ten z i o n e o r d i n ar i a . E’ stato prorogato di un anno l’appalto per il taglio del verde pubblico, con l’inserimento delle nuove aree acquisite dal Comune. E’ stato effettuato (con barca attrezzata) il taglio delle alghe nei corsi d’acqua che attraversano il paese, anche ai fini della sicurezza idraulica. Nei punti più delicati il taglio è stato effettuato “a mano” dai volontari del GVA. Luglio 2015 12 AGNADELLO/ Tagli lineari che non vanno a colpire gli enti “spreconi”. Puniti gli amministratori virtuosi Patto di stabilità: risorsa o zavorra per i comuni? di Fabio Calderara Il Patto di Stabilità Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilità e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e rapporto Debito pubblico delle AA.PP./P.I.L. convergente verso il 60%). L'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione (P.A.) costituisce, quin- di, il parametro principale da controllare, ai fini del rispetto dei criteri di convergenza e la causa di formazione dello stock di debito. Mi auguro che, nonostante l’inizio, qualcuno abbia avuto la pazienza di arrivare fino a qui: lasciando da parte le definizioni tecniche, vorrei cercare di spiegare in cosa consiste il patto di stabilità e come questo limiti troppo l’attività, anche quella ordinaria, dei Comuni. Ad ogni Comune sottoposto al patto viene infatti assegnato un obiettivo da conseguire annualmente: se la differenza fra gli accertamenti relativi alle entrate correnti (imposte, trasferimenti e proventi da servizi) e gli impegni di parte corrente (spese per personale, acquisto di beni, prestazioni di servizi, trasferimenti, interessi passivi, etc.) sommata alla differenza fra entrate in conto capitale (essenzialmente proventi da permessi di costruire, alienazione di aree, contributi per investimenti) e spese per investimenti è uguale o superiore all’obiettivo assegnato, il patto è ri- spettato. In caso contrario il Comune viene messo in castigo dietro la lavagna con una serie di sanzioni correlate allo sforamento del patto. Il problema è che l’obiettivo assegnato è sempre ambizioso e quindi non facile da conseguire. E’ come se qualcuno venisse a casa vostra dicendo che dovete spendere molto ma molto meno di quello che guadagnate: visto che i guadagni di questi tempi sono piuttosto ridotti, non sarebbe sicuramente facile avere un risparmio così consistente. Come al solito, per cercare di evitare gli sprechi di risorse pubbliche, non si va a colpire gli enti che effettivamente sperperano il denaro ma è più facile, per il legislatore, colpire tutti indistintamente: se un ente locale ha risorse per realizzare delle opere, perché lo si vuole impedire, bloccando di fatto anche l’economia? I Comuni possono accendere mutui ma questi non sono considerati un’entrata ai fini del rispetto del patto (come l’avanzo di amministrazione): ci sono casi in cui, quindi, i Comuni avrebbe- ro la possibilità di effettuare investimenti ma sono bloccati di fatto dalle disposizioni relative al patto di stabilità. I Comuni hanno i soldi ma non li possono utilizzare, con buona pace dell’autonomia locale Stesso discorso vale per il personale: perché non si va a colpire quegli enti che, solo per logiche clientelari, hanno assunto personale in altissima quantità e si legifera invece nei confronti di tutti i Comuni, anche quelli che hanno un rapporto dipendenti/popolazione estrema- mente basso? Perché lo Stato non è intervenuto prima per colpire questi pessimi amministratori? Penso che, purtroppo, la cattiva politica abbia avuto un peso determinante in questo. E’ ovvio che si devono evitare assolutamente gli sprechi di denaro pubblico: ma siamo certi che queste siano le misure giuste per ottenere il risultato sperato? Non vale la pena di cercare anche percorsi alternativi? Il sindaco di Borgone di Susa, Paolo Alpe (non so di che schieramento politico sia e non m’importa saperlo), ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Abbiamo i soldi a bilancio, ma non sappiamo se potremo spenderli per tappare le buche e tenere in ordine la viabilità del Paese». Quanti Sindaci sono nelle stesse condizioni? Tanti… Quante imprese non stanno lavorando perché i Comuni non possono assegnare i lavori? Tante… Quanti operai non prendono lo stipendio perché i Comuni non possono affidare i lavori alle imprese? Troppi… Luglio 2015 13 SPINO/ Pubblichiamo una lettera aperta al sindaco di Spino d’Adda a proposito di Paullese Menzogne o disinformazione? Egr. Sig. Sindaco Paolo Daniele Riccaboni, io non vanto alcun interesse elettorale, non essendo mia intenzione avanzare candidature a sindaco di Spino. Non mi rivolgo a Lei e ai cittadini per il gusto della propaganda (che lei purtroppo nutre al solo scopo di diffondere il Verbo della disinformazione), ma con il solo scopo di rinfrescare la memoria. Vorrei anche rinvigorirla a quelli che l’hanno persa o fanno finta di averla persa. Certo vedere riempiti i social network, qual è facebook, di false verità fa male. Ancor più male fa sapere che a veicolare, in data 01/07/2015, tante bugie sia proprio Lei, Paolo Riccaboni, sindaco del mio paese. Lei afferma che “a Spino dal dopoguerra ad oggi hanno sempre governato amministrazioni PCI-DSPD”. Ha forse dimenticato che dal 2001 al 2006 ha governato il centro-destra? Che Lei è sindaco dal 2011? Che praticamente negli ultimi 15 anni solo 5 sono stati governati dal centrosinistra? Afferma anche che le scelte progettuali sono state fatte molti anni fa e che Lei non ha potuto farci niente. E’ sicuro che sia proprio così? Ha controllato bene gli atti del comune? Ha visto il primo progetto ANAS approvato dalla mia amministrazione (maggioranza e minoranza) riguardo la Paullese? Sembrerebbe che Lei non abbia proprio coscienza del passato, o fa finta di ricordarsi solo quelle poche cose che possano fare comodo per meri scopi di propaganda. Io mi assumo tutta la responsabilità di aver avviato la richiesta di riqualificazione e di finanziamento della Paullese. Rappresentavo tutti i sindaci da Crema (in quel periodo Sindaco Lega) a San Donato, comuni di diverse estrazioni politiche. Ma vede Signor sindaco, io non mi sono Pierluigi Tamagni fatto mai filmare e ritrarre a braccia alzate annunciando come mia la vittoria per la riqualificazione della Paullese, come ha fatto Lei il giorno dell’inaugurazione; salvo poi, addossare la colpa ad altri il giorno dopo quando si è accorto del grande flop dovuto ad un varo affrettato. Quando io rappresentavo i sindaci, avevamo portato a casa un progetto e il finanziamento di tutta la strada (ponte compreso): qualche anno dopo il ministro Tremonti (governo di Berlusconi) ha tolto i finanziamenti mentre le Province avevano già iniziato la riqualificazione dei tratti di competenza. Mi assumo anche la responsabilità di aver condiviso il progetto che portava la strada fuori sede perché ho difeso la vivibilità e la sicurezza degli Spinesi evitando di avere un’autostrada in casa e vicino ad una scuola. Ho condiviso il progetto del tratto fuori sede per mettere in sicurezza i cittadini che andavano al cimitero. Ho condiviso il progetto generale perché stanco di fare la conta dei morti della strada (a Spino due incidenti mortali anche nel 2014) e si ricordi che la Paullese era in cima alla classifica delle strade più pericolose d’Italia. Io ho lasciato la guida del comune nel 2001 e comunque il progetto di allo- ra non prevedeva le attuali strade di arrocco ma un cavalcavia e una circonvallazione Nord-Sud purtroppo cancellati. Non voglio farla lunga, ma voglio dirle quello che avrei fatto io nei suoi panni: non avrei mai accettato di partecipare e di presiedere (Lei era esultante in prima fila) al taglio del nastro di una strada che avrebbe messo in ginocchio per diversi giorni i cittadini del mio paese. Non avrei mai accettato di aprire una strada senza una segnaletica adeguata. Non avrei mai accettato che una decisione così importante fosse assunta dalla sola Provincia o ancora peggio, dai tecnici di questa Provincia. Spino può solo essere grato ai sindaci e alle amministrazioni che si sono succedute alla guida del paese perché tutte e ripeto tutte, hanno cercato di fare il bene degli Spinesi. Nessuno scandalo, nessun conflitto d’interessi. Non sempre le scelte sono state condivise all’unanimità, ma nessuno si è mai permesso di girare le spalle ad un consigliere che parlava in consiglio comunale come invece è successo ad un consiglio da Lei presieduto pochi giorni fa. Anche il singolo consigliere rappresenta i cittadini perché è stato democraticamente eletto e merita rispetto! Lei e i consiglieri che la sostengono vi state comportando in modo corretto e democratico? Mi pare di no! Fino a ieri Spino aveva servizi sociali efficaci e competenti, molto verde, un centro sportivo, un centro culturale (Cascina Carlotta) strutture che ancora oggi molti ci invidiano, Lei negli oltre quattro anni di governo ha cercato di mantenerli efficienti e in ordine? La risposta la possiamo scoprire semplicemente affrontando la realtà. Sig. Sindaco stia sereno, eviti di incolpare sempre gli altri per le cose che non vanno e farsi vanto delle cose che funzionano (molto spesso invece opera disconosciuta degli amministratori che l’hanno prece- duta). Tra pochi mesi i cittadini potranno dare il loro giudizio sul suo operato e le assicuro, io griderò sempre: VIVA E ABBASSO IL TOTALIRISMO (di qualsiasi colore esso sia) E DA CHIUNQUE SIA RAPPRESENTATO. Pierluigi Tamagni VIABILITA’ Apre la Paullese e scoppia il caos Apre la Paullese, ma senza la rotonda. Risultato? Un delirio di auto e camion, che hanno perso letteralmente la bussola. D’altronde non ci si poteva attendere conseguenza diversa, se come in un videogioco si chiudono strade all’improvviso e si dirotta il transito su altre senza le giuste indicazioni. Il nuovo percorso varato lunedì 22 giugno ha creato non pochi problemi alla circolazione, tutt’altro che il preconizzato miglioramento della viabilità, di cui il sindaco si è preso ogni merito. Beato lui: per una foto in più sul giornale si avventura in dichiarazioni poi smentite regolarmente dai fatti. Diamo un’occhiata a questi fatti, a quello che è successo veramente: incidenti già il primo giorno dell’inaugurazione, veicoli che ancora oggi si perdono, cittadini di Spino costretti alla clamorosa gimkana per ritrovare la via per tornare a casa. E tutti in perfetta “insicurezza”. Forse il sindaco all’incolumità dei suoi cittadini non ha pensato poi così tanto. A qua- le girone dantesco li ha costretti, tra l’altro senza segnali sufficienti ha far ripescare la Trebisonda agli sfortunati utenti della strada. Come spesso accade pur di inaugurare, il nostro sindaco preso dalla febbre del varo, ha avallato un lavoro a metà. Prima di aprire la nuova Paullese era indispensabile terminare la rotonda di via Milano, in modo da permettere l'ingresso per Milano. A questo punto il dubbio sorge spontaneo: è più importante la propaganda o il bene della gene? Intanto il nostro sindaco la sua scelta l’ha fatta e gongola, ma sulla pelle degli spinesi. Bisognerebbe chiedere al governatore della Lombardia dove sono finiti i soldi e il progetto più volte sbandierato ma mai avviato del ponte. Tutto il progetto Paullese è vecchio di vent'anni ed era interamente finanziato; con i ribassi d'asta si doveva realizzare il ponte, ma sono stati usati per altro. Il risultato è quello che vediamo oggi. Purtroppo... Spino nel caos, mailbombing a sindaco e provincia Disastro Paullese: veicoli persi nel labirinto appena inaugurato e fermate del pullman soppresse. Chi aveva giurato e spergiurato che era tutto in regola è stato smentito dalla realtà. Dopo l'incontro di ieri mattina i tecnici del trasporto pubblico locale hanno deciso di sospendere le fermate al ponte. Troppo pericolose. La tempistica per aprire il nuovo svincolo in direzione Milano è di circa tre settimane. Quindi anche il nuovo percorso dei bus (sottopasso, via Pioppo, via Argine) seguirà questa calendarizzazione. E nel frattempo gli utenti che faranno? Dovranno avere pazienza? La misura è colma e i pendolari hanno deciso di inviare una lettera, indirizzata al sindaco di Spino e al presidente della provincia di Cremona per chiedere di accelerare gli interventi che realmente servono, oltre al potenziamento del servizio di presidio del territorio. Verrà attuato quello che in gergo si chiama “mailbombing” per sottolineare quello che viene ritenuto indispensabile dalla cittadinanza, ma che a quanto pare è stato bellamente ignorato dalle istituzioni. Ecco il testo della e-mail inviata da diversi cittadini spinesi Egr. Sig. Presidente della Provincia di Cremona Egr. Sig. Sindaco di Spino d’Adda Gentili Signori, non conosco le ragioni che Vi hanno spinto ad inaugurare e ad aprire (solo in parte) il nuovo tratto di Paullese. Mi auguro di cuore che sia dettata da un’impellente necessità viabilistica, diversamente non si spiegherebbe tanta fretta, che purtroppo ha creato più problemi che benefici alla circolazione. Né i mezzi privati, né i mezzi pubblici, possono utilizzare il raccordo ovest, per intenderci quello prima del ponte sull’Adda, perché ancora chiuso. Cosicché questa prematura apertura ha causato notevoli disagi ai cittadini Spinesi. Alcune persone, pare bene informate, ci dicono che ci vorranno altre tre settimane per completare questa viabilità, essa sì davvero indispensabile. Si può anche accettare un po’ di disagio per un’opera tanto importante quale la Paullese, ma questi tempi sono fuori “misura”. Per questo motivo mi rivolgo a Voi, perché la ditta incaricata dei lavori e i tecnici della Provincia siano invitati a procedere con la massima celerità agli interventi citati per limitare i danni e i disagi che, noi spinesi, stiamo subendo. Nel frattempo chiediamo chela Polizia Locale venga impegnata nella viabilità locale evitando che le vie del nostro paese diventino un labirinto per camion e macchine. Confidando nel Vostro impegno, porgo distinti saluti. ILPRESIDENTE DELLA PROVINCIA HA RISPOSTO A QUESTA LETTERA GIUSTIFICANDO LA DECISIONE DI APRIRE LAPAULLESE IN ANTICIPOPER RAGIONI TECNICHE. IL SINDACO, A TUTT’OGGI, NON HA ANCORA RISPOSTO. Luglio 2015 14 SPINO/ Anomalie in una gestione amministrativa del comune improntata solo a far quadrare i conti Bilancio 2015:un vero e proprio“libro dei sogni” Un bilancio da "libro dei sogni" fatto da un’amministrazione che ha dormito per quattro anni. Nella discussione abbiamo cercato di essere il più possibile collaborativi, mettendo in evidenza le anomalie di una gestione amministrativa improntata solo a far quadrare i conti. Su alcuni punti ci siamo espressi a favore, su altri ci siamo astenuti sempre motivando le nostre decisioni. Come sta succedendo ormai da quattro anni vengono a mancare le scelte politiche, nessuna relazione dei vari Assessori che spiga ai consiglieri e ai cittadini cosa si vuole fare e dove si prendono i soldi per gli investimenti. Un’amministrazione priva di concretezza e fino ad ora assente nella tutela del patrimonio. Un triennale dei lavori pubblici che si ripete da quattro anni senza che venga attuato. Siamo all'ultimo anno di amministrazione ma di nuove opere pubbliche neanche l'ombra, niente asfalti, nessuna riqualificazione nei parchi giochi, sulla nuova scuola elementare solo parole, finalmente dopo due anni sono partiti i lavori di ristrutturazione del campo di calcetto al centro sportivo. Anche qui sono ancora tanti i lavori da fare, messa a norma di tutto l'impianto elettrico, rifacimento spogliatoi del campo 1 sotto la tribuna, messa a norma della gradi- Enzo Galbiati nata in palestra, riqualificazione del campo da tennis. Il cimitero della vergogna: dopo i vari reclami dei cittadini per l'incuria e il degrado che si e verificata nell'ultimo mese nel nostro campo santo, dovuta all'esonero immotivato dell'operaio incaricato alla manutenzioni, l'amministrazione ha deciso di stanziare 20 mila euro per fare una manutenzione straordinaria. Dei lavori è stata incaricata la società Garden di Pizzamiglio Giovanni che dovrà fare alcuni interventi manutentivi. Speriamo che i nostri amministratori in questi ultimi mesi di mandato amministrativo si sveglino un po' e diano il via a ciò che hanno detto fino ad ora. Enzo Galbiati Capogruppo di minoranza ”ViviSpino” Troppi ostacoli creati da questa giunta, chissà mai se arriverà il secondo presidio... Settemila abitanti e una sola farmacia, il diktat del sindaco in camice bianco La Regione Lombardia ha detto sì ad una nuova farmacia a Spino, ma il comune di fatto ha agito in modo da creare più di una difficoltà al suo insediamento. Vediamo perché. In pratica, chi vuole aprire la farmacia – grazie al regolamento approntato dalla giunta Riccaboni - non potrà farlo in centro. La giunta del sindaco, che di professione fa il farmacista, ha scelto per il potenziale concorrente una zona periferica, a tutti gli effetti antieconomica per lo stesso operatore. Un colpo di genio per vanificare il via libera dato dalla Regione, che consente di inaugurare la seconda farmacia anche a Spino. In teoria, in base a quanto statuito dalla Regione, l’unico limite da rispettare era di 200 metri dall'attuale presidio esistente. Ma l'attuale giunta nel 2013 si è mossa in anticipo e ha deliberato che nuove farmacie si possono insediare solo nella zona periferica del paese, dal Centro Sportivo di via Milano verso la Paullese e verso l'Adda. Questa scelta a nostro avviso è poco conveniente per gli operatori che vorrebbero svolgere la loro attività a Spino. La zona ideale sarebbe via Vittoria o via Quaini, in modo che oltre ad essere un’alternativa all'attuale farmacia, venga servita l'altra metà del paese. Almeno – ci chiediamo perché non sia così - il comune lasci scegliere a loro dove insiediarsi, sempre nel rispetto dei 200 metri di distanza previsti. Attualmente molti utenti, poco soddisfatti del servizio presente a Spino, si recano a Nosadello o a Zelo Buon Persico. La giunta pensi finalmente agli spinesi e decida per loro. Gruppo “ViviSpino” NUOVA PAULLESE - LE CONSEGUENZE 1 NUOVA PAULLESE - LE CONSEGUENZE 2 Trasporto pubblico e viabilità: eterna incognita Il comune fa “sparire” una strada per incassare 30mila euro: e la Paullese è un delirio... Che fine faranno le fermate al ponte? Cosa si dovranno attendere gli abitanti del Villaggio Adda e Cascina Rosa? Facciamo molta fatica ad avere informazioni certe sulla viabilità che ci riguarda da vicino Abbiamo due svicoli in entrata e uscita dal paese, uno a Est, zona cimitero che intercetta la Sp 1 Lodi - Rivolta e la Sp 91 Melotta proveniente da Pandino. In assenza di progetti o disegni, non abbiamo ancora capito come verranno sistemati gli ingressi a Spino; si parla di sistemare l'attuale incrocio togliendo il semaforo, ma di concreto non abbiamo visto ancora nulla. Gli abitanti della zona ci chiedono cosa si vuole fare con gli ingressi di Via 2 giugno, Via 4 novembre e se l'ingresso da Via Martiri della Liberazione verrà sistemato. Ad oggi non si sa ancora nulla. Nessuna risposta sull'altro svincolo che si trova a Ovest, ponte Adda, in uscita per i mezzi prove- nienti da Milano con sottopassaggio del ponte in zona ristorante Canadi. Per avere informazioni, è stato necessario chiedere ai tecnici della Provincia perché dal Comune non sapevano niente. I mezzi pubblici in entrata a Spino, direzione Pandino, dovrebbero percorrere la nuova strada dopo il sottopassaggio del ponte che si collega a via Pioppo, passerà dietro al Villaggio Adda e transitando in Via Argine si collegherà di nuovo alla vecchia Paullese. In questa zona dovrebbe essere posizionata una fermata dei bus per gli utenti provenienti da Milano e per i pendolari, soprattutto ragazzi, che devono recarsi alle scuole di Crema. In direzione Milano, probabilmente verrà posizionata una fermata bus prima del nuovo svincolo in entrata alla Paullese, zona Centro Legno Rossini. Per quanto riguarda la Tangenzialina che da via Sudati deve collegarsi alla Sp. 1 per Rivolta, in zona mulino, rimane confermata la volontà dell'amministrazione del sindaco Riccaboni, di costruirla in quella zona. Come abbiamo detto più volte, noi del gruppo di minoranza "ViviSpino" siamo contrari a questo percorso che taglia tutta un area verde e che una volta costruita si presterà a una nuova speculazione edilizia. Tutti i proprietari di terreni nell'area interessata dalla costruzione della tangenzialina, hanno già fatto richiesta di cambio destinazione d'uso da area agricola a residenziale. Se vogliamo alleggerire il traffico nelle centrali Via Vittoria e Via Manzoni secondo noi, il percorso migliore per una circonvallazione, rimane quello ad Est di Spino, che passa a fianco delle nuove lottizzazioni di Via Colombo, dietro alle Scuole di Via Ungaretti, dietro al Villaggio Europa, collegandosi allo svincolo Paullese Est. Enzo Galbiati Le bugie hanno le gambe corte. Prima dell'avvento di Riccaboni era previsto e finanziato un progetto (inserito e sottoscritto nel 2010 nel documento che riportiamo sul retro, dal comune, che fortunatamente aveva un'altra maggioranza, dalla Provincia di Cremona e dall'operatore privato) che prevedeva una nuova strada: un collegamento al di fuori del villaggio Adda. Usciti dal sottopasso, invece di immettersi in via Pioppo, ci sarebbe stato un percorso molto più efficiente, che sarebbe passato dietro la casa con il tetto inclinato e avrebbe imboccato direttamente quella nei campi opportunamente allargata e riqualificata fino a Via Delle Industrie per poi riportare il traffico su via Milano. Insomma: la soluzione logica, che avrebbe evitato tutto l'attuale caos ed avrebbe completamente salvaguardato il Villaggio Ad- da, era già scritta, ma ci aveva pensato chi in amministrazione c'era prima di Riccaboni. Il nostro attuale sindaco cosa fa? Rinuncia alla strada!!! Per cosa? Per 30mila euro!!! Questo è quello che vale la sicurezza ed il benessere degli spinesi per il nostro beneamato primo cittadino. Ecco qui i fatti, senza possibili smentite, a meno di non fabbricare tante altre bugie. A noi sembra comico il tentativo di mettersi la pettorina gialla e fare il vigile da parte di Riccaboni, dando come nel suo stile la colpa agli altri. La colpa di questo delirio, di questa insicurezza causata dall'apertura prematura della Paullese, è tutta sua. Ha preferito i soldi alla sicurezza degli spinesi, la fascia e la prima fila al taglio del nastro della Paullese a fronte di un disagio prevedibile per i cittadini. Ma adesso, almeno, abbia la decenza di non pren- dere in giro la gente. Per due anni ha avuto in mano il progetto della nuova Paullese: tempo sufficiente per proporre varianti, soluzioni tecniche anche diverse da quelle che era riuscita ad ottenere la maggioranza precedente. Non ha fatto nulla di tutto questo. E, il giorno dopo, braccia alzate al cielo e inneggiante un evviva ha festeggiato l'apertura della Paullese. Alla faccia, verrebbe da pensarlo, di tutti gli spinesi. Ma a lui, che abita a Lodi, magari non interessa nemmeno tanto. Il punto è che se il nostro Sindaco sapeva che così la Paullese era insicura non avrebbe dovuto inaugurarla. Ha preferito ancora mettere la sua foto in prima pagina, costi quel che costi.... Per il gruppo “SPINO CAMBIA VERSO” Il coordinatore Michele Augurio Luglio 2015 15 SPINO/ Centomila euro lasciati per la solidarietà. L’amministrazione li utilizza per far pareggiare i conti Un concittadino dona soldi per i bambini in difficoltà,ma il comune li usa per altro Uno spazio pubblico dedicato alla memoria di Guido Bonà, uno spinese che ha donato centomila euro al comune, perché li impiegasse in favore di bambini disagiati. È quanto ha richiesto il gruppo di minoranza di ViviSpino, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha consegnato una lettera presso gli uffici dell’ente, in attesa della risposta del sindaco. Un sindaco che ha tradito, già in sede di approvazione del bilancio di previsione le volontà di Bonà: il comune ha, infatti, destinato la donazione al capitolo dedicato agli affidamenti dei minori. Ha appostato lì la somma ereditata dal donatore. E andrebbe tutto bene se il capitolo non fosse rimasto praticamente invariato per somma stanziata rispetto agli anni precedenti: in parole semplici il comune ha tolto i soldi che prima investiva, sostituiti da quelli della donazione. Nel 2013 erano appostati 110mila euro, ora 135mila, invece di 210mila euro che dovevano essere previsti in ragione della donazione. Il punto è che quella donazione doveva rappresentare soldi in più per aiutare i bambini. Ma forse da questo orecchio i nostri amministratori non ci sentono proprio. Un bilancio da "libro dei sogni" fatto da un’amministrazione che ha dormito per quattro anni. La minoranza chiede di dedicare uno spazio pubblico a Bonà e il sindaco risponde: «Potete stare qui e parlare, io vado a bere una birra» Guido Bonà Qui di seguito la lettera protocollata presso gli uffici comunali: Alla cortese attenzione del Sindaco dott. Paolo Riccaboni e p.c. a tutti i consiglieri comunali Egregio sig. Sindaco, con la presente il sottoscritto Enzo Galbiati, in qualità di consigliere comunale del gruppoViviSpino, in riferimento al gesto altruista e generoso del nostro concittadino Guido Bonà, scomparso prematuramente lo scorso anno, alla volontà espressa di donare parte dei suoi averi al Comune di Spino d'Adda e ad altri gruppi di volontariato, in favore di bambini disagiati, chiediamo che l'Amministrazione prenda in considerazione la possibilità di dedicare uno spazio pubblico alla memoria di questo nostro concittadino. Ringraziando anticipatamente per la vostra sensibilità, porgo distinti saluti. Enzo Galbiati TAGLIO DELL’ERBA Non ce la possono fare... Il sindaco l’anno scorso ha promesso che quest’anno tutto si sarebbe risolto. Eppure è più di un anno che scrivo volantini, che cadono regolarmente nel vuoto, nonostante tante promesse: nell’ultima il nostro primo cittadino ha promesso che a giugno avremmo potuto uscire dalla “giungla”. Non uno, ma ben due assessori si occupano del taglio dell’erba: l’assessore ai lavori pubblici (che ha la fortuna di affacciarsi al parco cascina Rosa ed ogni giorno vede il problema crescere) ed il mitico vicesindaco che è pagato per occuparsi del decoro urbano (???). Bravi entrambi a promette, d’altronde hanno un buon maestro. Parole, parole, solamente parole date in pasto alla gente di Spino che ormai è stanca. L’anno scorso, scrivendo il primo volantino, non immaginavo che il taglio dell’erba fosse un problema tanto com- plicato: basta mandare la ditta ad eseguire lo sfalcio e controllare che lo faccia bene. Ora sono giunto alla conclusione che non ce la possono fare!!! E’ fuori dalle loro capacità. E’ troppo difficile per loro anche tagliare l’erba. E’ un lavoro che non si può fare solo a parole (attività in cui il sindaco è un maestro). Alcuni cittadini mi hanno detto: ma perchè insisti tanto sul taglio dell’erba, occupati anche degli altri problemi dei quartieri. Ebbene io pensavo che bastasse un volantino e poi l’ho presa come una sfida personale. Ma il Sindaco Riccaboni e la sua giunta sono inattaccabili: quando non vogliono fare una cosa non c’è volantino che tenga, anche se questo penalizza tutti noi cittadini. Sono fatti così... Costantino Rancati Il nostro sindaco preferisce la birra agli obblighi istituzionali. Non siamo noi a dirlo, ma lui stesso a farlo sapere ai consiglieri tutti. Lo ha fatto in consiglio comunale, a seduta registrata, sigillando nella memoria le nefandezze che si sono compiute a Spino pronunciando quelle sue parole. Difficile definire diversamente il comportamento del primo cittadino, quando il nostro gruppo ha chiesto la parola e lui si è affrettato a dichiarare il consiglio comunale chiuso alle 21.55. Non ha voluto concedere nemmeno un minuto in più, tanto sarebbe bastato per la nostra proposta di intitolare uno spazio pubblico a Guido Bonà, che ha donato 100mila euro al Comune, dimostrando tutto il suo amore per gli spinesi. E il sindaco, invece di mostrare riconoscenza, ha pensato bene di rispondere: “Potete stare qui e parlare, io vado a bere una birra”. Alcuni membri della maggioranza, tra cui gli assessori Dordoni e Martinenghi, si erano avvicinati per poter approfondire l’argomento, ma il sindaco ha preferito farsi una be- vuta alla faccia degli spinesi. Al sindaco forse interessa di più apparire bello e bravo, interessa essere visto come il deus ex machina che salva tutto e tutti. Ecco spiegato il perché delle inaugurazioni facili e ripetute (vedi Paullese), senza aver verificato la nuova viabilità, ecco il perché della pupazzata di andare a dirigere il traffico e, non da ultimo, la riprova durante lo scorso consiglio comunale: il primo cittadino preferisce una birra ad un ringraziamento per un concittadino che è stato più che generoso, e che ha permesso al comune di salvaguardare i propri ragazzi. Il fatto è ancora più grave se poi si considera che il sindaco è anche presidente del consiglio, ovvero quella figura deputata alla conciliazione delle parti e al coinvolgimento istituzionale ! Speriamo che la maggioranza si discosti dalla posizione tenuta da primo cittadino, altrimenti dovremo ritenere che non ci siano differenze. E brindisi sia… Andrea Bassani Luglio 2015 16 SPINO/ Anche quest’anno la onlus spinese garantirà un pasto completo e quotidiano ai bambini in difficoltà L’associazione di volontariato La Solidarietà per il progetto “Aggiungi un posto a tavola” La Solidarità Onlus di Spino d’Adda, in aiuto ai più deboli, ha sostenuto il progetto “Aggiungi un posto a tavola” per il secondo anno consecutivo. Con l’inizio del nuovo anno scolastico 2015/2016 la nostra Associazione garantirà il pasto completo e quotidiano in mensa ai bambini appartenenti a famiglie con difficoltà economiche. In questo modo permetterà - a chi ancora non riesce a soddisfare totalmente i bisogni di base, quale una corretta e sufficiente alimentazione - la permanenza a scuola durante la pausa mensa al fine di favorirne la socializzazione e l’integrazione nell’ambiente scolastico. Il progetto è rivolto agli alunni della scuola materna e della primaria. La Solidarietà ha raccolto le risorse necessarie al finanziamento del progetto, sostenendo le famiglie segnalate dai servizi sociali. Lo scorso anno abbiamo “supportato” 14 famiglie : 9 alunni all’inizio dell’anno, 16 a fine anno. Da questa estate saranno aiutati anche alcuni partecipanti al Cred che si terrà nel mese di luglio. Con il nuovo anno scolastico continueremo il sostegno al progetto in aiuto a coloro che hanno bisogno di sostegno. Ringraziamo tutti coloro che hanno sostenuto il progetto fino ad oggi - Cittadini, Commercianti, Artigiani, Aziende, la F.I .Cacciatori e la F.C. Calcio Spino - che con il loro contributo volontario hanno permesso la realizzazione del progetto e la prosecuzione affinché questo servizio rivelat o s i prezioso e indispensabile a b b i a continuità. Il costo sostenuto per questi 2 anni è stato pari a 9.500 euro. • Servizio trasporto di persone nei centri ospedalieri Il servizio iniziato nel 2008 con un automezzo, successivamente integrato nel 2010 con l’acquisto di un secondo, ha effettuato 5000 servizi al 31/12/2014. Nello scorso anno, il 2014, sono state trasportate 1.135 persone percorrendo oltre 35.000 Km e in quello corrente i viaggi sono in aumento. Grazie a questo impegno le persone trasportate, sono accompagnate nel disbrigo delle pratiche presso i centri, ma al contempo si fa loro compagnia trattandosi il più delle volte di anziane, spesso anche con disabilità. Gli autisti sono una decina e si impegnano con la massima serietà; non si lesina sull’orario e sui tempi che sono spesso anche di molte ore: le persone con il loro sorriso e ringraziamento, rappresentano lo stimolo a dare il massimo. Disponiamo di un paio di persone che al mattino a turno si alternano presso gli uffici dei servizi sociali; ricevono le richieste direttamente o per telefono, in modo da organizzare settimanalmente il lavoro e dare le dovute istruzioni agli utenti del servizio. • Progetto APE RONDA ( Pulizia e segnalazione rifiuti abbandonati) Abbiamo un Apecat di proprietà (dono di un nostro associato) che effettua un servizi di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente. È un mezzo d’immagine che percorre le vie del paese con l’obbiettivo di sensibilizzare di promuovere il senso civico. Si provvede alla pulizia e si segnalano le discariche. L’iniziativa ha ricevuto un notevole consenso. Il programma è rigorosamente rispettato dal nostro incaricato con al sua costante presenza nella aree più a rischio del paese e in zone periferiche, le rogge i parchi e le zone buie e nascoste nella vegetazione. Questi sono i luoghi dove affiora vistosamente il degrado che puntualmente viene segnalato all’ufficio ecologia e dove possibile i rifiuti vengono rimossi dai volontari. • Progetto dopo scuola In collaborazione con il Gruppo Vita viene nel periodo scolastico viene effettuato il servizio di dopo scuola nei locali dell’oratorio: vengono aiutati i ragazzi delle scuole medie, sostenendo chi ha difficoltà allo scopo di allontanare la probabilità di un loro abbandono scolastico alle superiori. • Chi siamo e cosa CATTIVA AMMINISTRAZIONE Ci hanno voltato le spalle! Vi consegno un nuovo volantino totalmente diverso: non riguarda l’incapacità di dare servizi alla cittadinanza, ma il rispetto delle istituzioni. Anche in questo il Sindaco Riccaboni non fa una bella figura. Il 4 giugno 2015 il consiglio comunale ha discusso la mozione di sfiducia politica al vicesindaco di Spino d’Adda: la minoranza chiedeva le dimissioni per le affermazioni deliranti fatte a suo nome, tramite Facebook, in cui ammetteva di essere razzista (lui dice che quelle frasi siano state scritte da un’altra persona, ma non ha mai rivelato chi fosse). Il sindaco Riccaboni ha chiuso la porta in faccia ai cittadini, pretendendo che il dibattito si svolgesse a seduta segreta forse per il timore che la posizione del vicesindaco si aggravasse ulteriormente. Non diffonderò il contenuto, in ossequio all’obbligo di riservatezza imposto dal sindaco, ma quello che è successo è un fatto, a mio parere, significativo di come il sindaco Riccaboni e la sua maggioranza intendono il modo di far politica e di rapportarsi con gli altri: Cinque consiglieri comunali di maggioranza si sono alzati, hanno preso la loro sedia, l’hanno girata, si sono riseduti voltando le spalle ai consiglieri comunali di minoranza durante l’intervento del capogruppo Enzo Galbiati. Alla luce di tale puerile comportamento, viene naturale chiedersi: 1) Che sensibilità politica e senso delle istituzioni hanno i membri della maggioranza se voltano le spalle al consiglio comunale? 2) Perchè il Sindaco, nel corso della seduta del consiglio comunale da lui presieduta, ha assistito impassibile alla scena, facendo perdere autorevolezza allo stesso consiglio comunale? 3) Se un sindaco non riesce a gestire la SUA maggioranza, come può governare il nostro paese? (a questo proposito Ë giusto ricordare che già da tempo due consiglieri l’hanno abbandonato ed ora cinque suoi consiglieri hanno voltato le spalle e lo hanno fatto alle Istituzioni) Costantino Rancati chiediamo Il nostro impegno è rivolto a coloro che sono meno fortunati e hanno difficoltà per motivi diver- si. Per gestire l’associazione abbiamo necessità di risorse umane e denaro , che ci permettono di essere fiduciosi per la realizzazione di tutti i progetti che la nostra associazione ha in essere. Noi siamo determinati, abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che vogliono partecipare con donazioni o contributi di ogni genere. Il riferimento diretto è il nostro presidente Luigi Passarella tel 349 1790145. Oppure ai soci del direttivo, Carlo Cornalba, Giordano Zanoni, Rino Ferri, Luisa Clini e tanti altri che fanno parte della nostra associazione che conta un cinquantina di associati.. Si accettano anche donazioni su c/c aperto sulla BCC Adda e Cremasco i cui riferimenti sono stampati sul nostro opuscolo illustrativo, o forniti a richiesta dalla Presidenza. Associazione La Solidarietà Onlus Luglio 2015 17 PANDINO/ Al via i lavori del nuovo organismo Nasce la“Consulta dei giovani” Buona la prima Giovedì 2 luglio alle ore 21 si è riunita per la prima volta l'assemblea della neonata Consulta dei Giovani del comune di Pandino. Erano presenti 15 giovani tra pandinesi, nosadellesi e gradellesi che hanno colto questa nuova occasione di essere protagonisti nella loro comunità. Durante la serata, la tematica più importante all'ordine del giorno sono state le imminenti elezioni del consiglio direttivo, organo che sarà formato da 7 membri. Abbiamo deciso insieme la data delle elezioni, il 15 luglio alle ore 20.30 e ci sono state le prime quattro candidature. Una volta che gli iscritti alla Consulta eleggeranno i loro rappresentanti in consiglio direttivo, quest'ultimo dovrà definire i ruoli dei suoi componenti, ossia presidente, vicepresidente, segretario, tesoriere, consigliere. La Consulta dei Giovani è operativa nel Comune di Pandino da giugno 2014, cioè molto prima dell'approvazione del suo statuto e regolamento durante il consiglio comunale del 21 maggio 2015. Oggi siamo vicini alle elezioni e, personalmente, sono molto soddisfatta del percorso fino adesso compiuto. Tra tutti gli iscritti vedo giovani con un interesse autentico per la loro comunità; vogliono migliorarla e preservarla con idee innovative e frizzanti. Giovani, la Consulta è tutta nelle vostre mani! Erica Zaneboni Consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Pandino. RINGRAZIAMENTO Il Centro Sociale “Incontro” ringrazia di cuore l’associazione “Riscopriamo i fontanili “(associazione onlus di Pandino) nella persona del suo presidente Sig. Renzo Nosotti, per la donazione mirata all’acquisto di un video proiettore con casse acustiche che verrà utilizzato per le attività del centro stesso. Il precedente videoproiettore era stato oggetto di furto tempo fa. Attenti alle truffe! Oltre 50 persone erano presenti all’incontro tenuto dal Capitano dei carabinieri Dr. Giancarlo Carraro sul tema “ Stop alle truffe agli anziani”. Dagli interventi che si sono susseguito dopo l’interessante relazione, si è potuto dedurre come il tema sia stato di grande interesse e molto partecipato. E’ doveroso ringraziare sia l’amministrazione comunale che ha organizzato l’incontro alla luce delle numerose truffe che si sono verificate nel nostro territorio, sia l’arma dei carabinieri per la disponibilità e per l’attenzione che pone verso questo problema. AUSER Spaghettata della legalità Sabato 4 luglio 2015 presso il centro sociale “incontro” si è svolta la tradizionale “SPAGHETTATA DELLA LEGALITÀ “ con la pasta biologica prodotta da Libera Terra per sostenere le attività del Filo d’Argento, il servizio di telefonia sociale dell’Auser che aiuta gli anziani soli ad affrontare la vita di ogni giorno. Questa è una pasta biologica “buona due volte” perché racchiude in sé i valori della solidarietà e della legalità. La pasta dell’Auser nasce 12 anni fa, dalla collaborazione con il progetto Libera Terra che, grazie alla legge 109 del 1996, restituisce alla collettività beni confiscati alle mafie e sviluppa un circuito economico legale e virtuoso. Luglio 2015 18 PANDINO/ Laboratori ed incontri. Iscrizione gratuita online Parte a settembre “L’insula dei bambini” Sarà un settembre speciale per i bambini di Pandino! Il comune ha infatti aderito al progetto “Insula dei bambini” promosso dal comune di Crema e giunto quest’anno alla sedicesima edizione. L’obiettivo è quello di offrire ai ragazzi opportunità gratuite di svago, apprendimento e crescita. Il progetto prevede l’attivazione sul territorio comunale di laboratori ed incontri rivolti ai bambini dai 3 ai 16 anni, che si svolgeranno nella settimana dal 1° al 6 Settembre prossimo. Ce ne sarà veramente per tutti i gusti: diamo un’occhiata al programma! Si inizia martedì 1 settembre con i laboratori di propedeutica musicale, organizzati dal Corpo Bandistico di Pandino, che si terranno presso la sede dell’associazione in Via Circonvallazione. Mercoledì 2 settembre sempre il Corpo Bandistico propone ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni una dimostra- zione di strumenti musicali, a fiato e percussioni con possibilità di prova. Il 3 settembre, invece, la Biblioteca Comunale offrirà ai bambini una mattina di letture di favole ad alta voce dal titolo “Un’allegra scorpacciata di libri”. Nel pomeriggio si terrà il laboratorio creativo “Visti dall’altro”, organizzato da un gruppo di giovani volontari, coordinati dagli operatori del Servizio di Orientamento Scolastico. Un laboratorio dal titolo “Una macedonia di vitamine” occuperà la mattina di venerdì 4 settembre, sensibilizzando i bambini sull’importanza di un’alimentazione sana. Nel pomeriggio sarà la volta dei lavoretti con la pasta di sale per i bambini più piccoli, al di sotto dei 5 anni. “Piccole ruote crescono” è l’iniziativa proposta dal Moto Club di Pandino per sabato 5 settembre: sarà una mattinata dedicata alla sicurezza in bicicletta, in cui i bambini impare- ranno divertendosi a muoversi sulle strade con prudenza e padronanza. Nel pomeriggio il sig. Roberto Pessani coinvolgerà i bambini tra i 5 e i 10 anni in un divertente laboratorio, “Teatrando divertendosi”, finalizzato alla conoscenza di sé ed al benessere attraverso il gioco. Per la domenica conclusiva (6 settembre) la piscina Blu Pandino ha messo in programma ben quattro incontri per età diversificate: Il circuito del fitness, Il gioco del nuoto, Zumbino per il tuo piccolino e Zumba fitness. L’iscrizione agli incontri è gratuita, ma obbligatoria, e può essere effettuata esclusivamente online sul sito internet: www.orientagiovanicrema. it, nella sezione “Insula dei bambini”, nel periodo compreso tra il 1 ed il 24 agosto 2015. Le iscrizioni verranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili. CULTURA In centinaia alla “Corte della Cicala” Successo per la rassegna teatrale al castello Che ci fossero tutti i presupposti per un successo lo si immaginava, ma anche le più rosee previsioni sono state senza dubbio superate! Oltre mille e cinquecento, infatti, sono stati complessivamente gli spettatori della rassegna teatrale “Alla Corte della Cicala”, organizzata da Comune di Pandino ed Associazione Culturale ”Alice nella Città” e svoltasi nel Castello Visconteo tra il 18 Giugno ed il 2 Luglio scorsi. Segno che si aspettava da tempo un’iniziativa del genere e conferma che offrire proposte di qualità è sempre la scelta giusta. Ed è stata davvero una grande emozione ogni Giovedì mattina vedere il Castello iniziare a popolarsi di un via vai fuori dalla norma, che preannunciava l’arrivo di qualcosa di unico: organizzatori ed artisti impegnati nell’allestire la scena e dare al Castello la veste più bella! Con il passare delle ore le attività iniziavano ad intensificarsi. E così passando nel pomeriggio dal cortile del Castello capitava magari di vedere qualcuno impegnato a scaricare dai furgoni il materiale per l’allestimento delle scene e qualcun altro eliminare dal cortile le cartacce portate all’ultimo momento dal vento. C’era poi chi studiava il miglior posizionamento per le luci e chi iniziava ad immaginarsi sul palco, ripassando tempi e battute. Insomma, ogni Giovedì si respirava per l’intera giornata quell’inconfondibile atmosfera di fibrillazione e tensione che permea l’attesa di un evento! E finalmente, tornando dopo cena, ad allestimento ormai concluso, con emozione si volgeva lo sguardo agli ingressi del cortile, in attesa del pubblico. E gli occhi ben presto iniziavano a riempirsi dell’immagine di tante famiglie – genitori, bambini, nonni – che prendevano posto il più vicino possibile alla scena, per non perdersi una parola, per respirare fino in fondo, insieme, la magia del teatro. Ogni Giovedì, insomma, l’incanto del teatro riviveva in Castello, portando con sé i visi increduli degli adulti, le risate dei bambini, i volti rilassati di nonni ed amici: un’esperienza di divertimento e svago condiviso che non può lasciare indifferenti! E che si ripeterà l’anno prossimo, come confermato dal Sindaco, Maria Luise Polig, nel proprio discorso di saluto alla rassegna. 19 Luglio 2015 DOVERA/ Accorpamento scuole, circonvallazione, biblioteca, pista ciclabile per Lodi, allacci delle fognature ADoveraqualcosasimuove.Finalmente! Da più di vent’anni, a Dovera, prima delle elezioni amministrative quasi tutti i candidati alla poltrona di sindaco, nei loro programmi elettorali, hanno dato priorità alle sottoindicate opere ma fino ad un paio di anni fa sono rimasti scritti solo sulla carta. 1) Sviluppo armonico del paese 2) Circonvalazione di Dovera 3) Accorpamento delle scuole 4) Biblioteca 5) Pista ciclabile Dovera - Lodi 6) Completamento fognature e riallacci fognari ora si spera che il traffico pesante che attraversa Dovera transiti su queste due nuove autostrade. Biblioteca Sono state fatte molte proposte. Prima era prevista nella villa Barni, poi, dopo l’approvazione del Piano di recupero della Cascina Dedè, nel fabbricato adiacente il municipio acquistato dall’Amministrazione comunale per questo progetto (vedi fotoin basso P.R. Dedè). Se verrà approvato il nuovo polo scolastico finalmente anche Dovera avrà una nuova biblioteca. Pista ciclabile Dovera – Lodi Nell’aprile del 2000 il nostro consiliere di Lista Democratica Stefano Caserini aveva presentato il progetto del collegamento fra Dovera e Lodi riscuotendo l’interesse e la disonibilità delle Province di Lodi e Cremona. Anche l’Amministrazione comunale era d’accordo mettendo nel bilancio triennale 2000-2003 trenta milioni all’anno. Dopo 15 anni finalmente si ritorna a parlare ufficiosamente di una nuova pista ciclabile che collega Dovera a Boffalora d’Adda per poi raggiungere Lodi attraverso la ciclabile da poco funzionante. Vedremo se Signoroni riuscirà a compiere un nuovo miracolo. In ogni caso a Dovera sembra che finalmente qualcosa si muove… Completamento fognature e riallacci fognari Sviluppo armonico di Dovera Sarebbe troppo lungo commentare tutte le nefandezze che sono state fate in questi anni; si è pensato solo di introitare gli oneri di urbanizzazione, monetizzare gli standard urbanistici e distruggere un territorio agricolo ricco di acqua e fra i più fertili del mondo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti; mancano i parcheggi, i centri storici sono in rovina, molte delle abitazioni nuove sono vuote ed il nuovo Piano di Governo del Territorio prevede di cementificare ancora più di 100.000 mq di terreno agricolo. Accorpamento delle scuole Mercoledì 6 maggio nella sala consiliare del comune si è e svolta un interessante assemblea pubblica organizzata dal sindaco per presentare il progetto di accorpamento delle due scuole elementari alla scuola media. Signoroni ha spiegato soddisfatto che il il nuovo polo scolastico è entrato in graduatoria per ottenere un finanziamento a fondo perduto di 2.800.000,00 €pari all’80% di tutto il costo (3.500.000,00 €). La differenza (1.700.000.00 €) è congelata nelle casse comunali e potrà essere utilizzata quando cesserà il patto di stabilità. Questi finanziamenti sono stati erogati dal governo Renzi e distribuiti in tutte le Regioni che ora stanno valutando i progetti presentati dai Comuni. Non è stato ancora divulgato il punteggio ma ci sono buone possibilità che sia alto perché gli attuali edifici scolastici sono fatiscenti e non c’è consumo di territorio il che incide parecchio sulla valutazione. Sono intervenuti i progettisti Ing. Nichetti e Arch. Monaci che hanno illustrato il progetto. Le nuove scuole elementari verranno costruite a fianco delle scuole medie e ci sarà spazio per la biblioteca, a disposizione degli alunni e di tutti i cittadini, per la mensa e aule per lezioni di microteaching. Ha poi preso la parola il Prof. Fasoli, preside dell’istituto comprensivo Spino/Dovera, che si è augurato che il progetto vada in porto e che gli investimenti per la scuola sono necessari e anche accoglienti soprattutto per i ragazzi. Dopo anni di oblio finalmente si sta investendo in questo delicato capitolo. Nella precedente amministrazione il sindaco Mosetti aveva completato i lavori di riallacci fognari nelle vie Turati Ferri e De Ponti a Postino (700.000,00 €); quest’anno sono stati ultimati i riallacci a Roncadello (500.000,00 €) e sono stati stanziati 2.000.000,00 € per nuove fognature e riallacci a Dovera e Postino A queste opere occorre aggiungere anche l’ampliamento e la ristrutturazione del cimitero di Dovera per un importo di 500.000,00 €che la giunta Signoroni ha ottenuto attraverso un altro bando. Avevamo criticato a volte anche aspramente su questo nostro giornale alcune scelte politiche non condivise, ora ringraziamo pubblicamente Mosetti e Signoroni per la loro lungimiranza nel predisporre progetti atti ad ottenere questi finanziamenti indispensabili in un periodo di crisi economica lungi da essere superata. Partito Democratico di Dovera VANDALISMO Inquinamento e writers: episodi squallidi Circonvallazione di Dovera Era prevista nel vecchio Piano Regolatore Generale poi è stata stralciata e successivamente rimessa con una variante. Era con quella di Madignano, secondo l’Amministrazione Provinciale di Cremona, la più urgente, poi è intervenuta la crisi e non se ne parla più. Nel frattempo la Regione Lombardia ha costruito la TEM e la BreBeMi e Volontari: una grande risorsa per la comunità Ma si può fare di più... Dicasi volontari coloro che prestano servizio gratuitamente e come tali degni di lode (vedi AUSER, assistenti alle persone in difficoltà). Il sindaco in un articolo sull’ultimo numero del Germoglio considera questi servizi una grande risorsa per tutta la comunità ed elogia in particolare Rita S. per il suo impegno gratuito riguardante la compilazione dei F24 della Tasi. D’accordissimo. Ma si può fare meglio; il comune di Lodi, ad esempio, ha fatto recapitare ai contribuenti la cartella Tasi e F24 compilati. Non possiamo sperare solo nei volontari che tali restano. Bisogna cambiare la macchina comunale. Dopo l’approvazione della convenzione per la gestione in forma associata fra i comuni di Bagnolo, Vaiano, Montecremasco, Dovera e Chieve si possono studiare diverse soluzioni per migliorare quesrto servizio ed altri. Gli accorpamenti di più comuni o danno dei risultati operativi migliori per i cittadini, o non servono. Antonio Aresu Purtroppo anche in questo numero di Verdeblu devo scrivere di due squallidi episodi accaduti nella villa Barni a Roncadello. • Nella notte del 3-4 maggio qualcuno ha imbrattato con una bomboletta spray nera i muri di un cascinale disabitato e della cinta della villa Barni. Non si conosce il nome del colpevole; dalle frasi scritte dovrebbe trattarsi di una persona che non dimostra simpatia per il sindaco e che è contrario alla costruzione di nuovi edifici a Roncadello. Scrivere sui muri è reato; il trasgressore ricorre in una sanzione amministrativa che varia dal danno causato. Se questo reato viene commesso su un monumento storico tutelato dalla Sovraintendenza Architettonica, come l’accesso della villa Barni, la multa diventa molto più cospicua. Il sindaco Signoroni ha detto che in comune non sono pervenute richieste di trasformazione stalle in appartamenti ne in quant’altro. • Venerdì 5 giugno sempre all’interno della villa Barni dove la roggia Falcona fuoriesce dal tunnel che sottopassa la piazza di Roncadello Vecchio in parallelo alla Cascina Quartiere si è verificata una moria di cavedani. Non è stato possibile quantificare quanti pesci morti so- no rimasti sotto la galleria lunga una cinquantina di metri. La roggia Falcona nasce a circa 500 metri dal misfatto nel fontanile omonimo dove l’acqua è pura e limpida. Scorre per un tratto parallela alla roggia el Ri e dopo un centinaio di metri, al Pilastrello, per mezzo di una paratoia la sua acqua può essere convogliata nella roggia el Ri. In questo punto le nutrie hanno scavato una galleria che collega le due rogge e gran parte dell’acqua della Falcona si getta nel el Ri. E’ probabile che la riduzione della portata dell’acqua e gli scarichi di alcune abitazioni del Quartiere non collegati alla fognatura, che passa in via Barni, siano la causa di questo inquinamento. E’ compito dell’Amministrazione comunale verificare, dove è presente il collettore principale, se gli allacci sono collegati alla rete fognaria. Giancarlo Votta