Comunità Pastorale S. Giovanni Battista
Parrocchie di Annone, Ello, Imberido, Oggiono
Settimana Eucaristica
“Eucaristia e Vita”
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11 - 17 Ottobre 2010
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La presenza reale del Signore, che rimane con noi tutti i giorni nella parola e nel
sacramento,
rischiari della sua luce gioiosa ogni oscurità dell’esistenza terrena.
Tu che nell’Eucaristia anticipi agli uomini il pegno della vita risorta,
ammetti i nostri fratelli defunti a contemplare il tuo volto di Padre.
Certi di essere esauditi, chiediamo a Dio nel nome e con le parole di Cristo il Pane che sostenta la nostra quotidiana fatica di uomini e di credenti:
Padre nostro (cantato).
BENEDIZIONE EUCARISTICA
APPUNTAMENTI
Lunedì 11/10 – Ore 21.00
S. MESSA comunitaria di apertura
Presso la Chiesa Parrocchiale di Annone - Presiede Mons.Bruno Molinari
Martedì 12/10 – Ore 21.00 (nella Chiesa di Imberido)
ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA con la testimonianza delle
“Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote” di Ponte Lambro
Mercoledì 13/10 – Ore 21.00 (nelle singole parrocchie)
ADORAZIONE EUCARISTICA
PREGHIAMO
Signore Gesù Cristo, che nel
mirabile sacramento dell'Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua
Pasqua, fa' che adoriamo con viva
fede il santo mistero del tuo Corpo e
del tuo Sangue, per sentire sempre
in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio
Padre, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen!
Giovedì 14/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 – S. Messa con omelia - Adorazione fino alle 9.30
Ore 15.00 – Adorazione guidata – poi libera sino alle 18.00
Ore 17.30 – Adorazione preadolescenti
Venerdì 15/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 - S. Messa con omelia- Adorazione fino alle 9.30
Ore 15.00 - Adorazione guidata – poi libera fino alle 18.00
Ore 17.30 - Adorazione adolescenti
CANTO pag: “Questo grande sacramento”
BENEDIZIONE
CANTO pag226 : “Gesù tu sei la vittima”
SALUTO
Sabato 16/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 - S. Messa con omelia – Adorazione fino alle 9.30
Ore 14.30 - Adorazione ragazzi dell’iniziazione cristiana
Ore 15.00 - Adorazione guidata – poi libera fino alle 18.00
Ore 21.00 - inizio Adorazione notturna a gruppi
Presso la Chiesa Parrocchiale di Ello
Domenica 17/10 CONCLUSIONE : omelie alle S. Messe
Presso la Chiesa Parrocchiale di Oggiono:
Ore 15.00 – Adorazione comunitaria per i ragazzi dell’oratorio
Ore 16.00 – Vesperi e Benedizione solenne
CANTO FINALE: “Salve Regina” num. 211
In questa settimana i Ministri dell’Eucarestia porteranno la Comunione a tutti gli
ammalati.
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SANTA MESSA DI APERTURA
della SETTIMANA EUCARISTICA
CANTO D’INGRESSO pag. 76 : “COME FUOCO VIVO”
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Signore Gesù Cristo, che nel sacramento mirabile del tuo corpo e del tuo sangue ci
hai lasciato il memoriale della tua pasqua, fa’ che, adorando con viva fede questo
santo mistero, riceviamo in noi i benefici della redenzione operata da te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per
tutti i secoli dei secoli.
- Amen
PRIMA LETTERA DI S.PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (11, 23-26)
23Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24e, dopo aver reso grazie,
lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di
me». 25Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo
calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in
memoria di me». 26Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice,
voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio.
- Rendiamo grazie a Dio.
perché sei stato immolato †
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue *
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti *
e regneranno sopra la terra.
L’Agnello che fu immolato è degno di potenza, †
ricchezza, sapienza e forza, *
onore, gloria e benedizione.
Gloria.
Ant. Al povero tu prepari i tuoi doni, Signore, che fai abitare concordi nella tua
casa * quanti partecipano di un unico pane e di un unico calice.
ORAZIONE
Esaudisci, o Padre, la nostra supplica: donaci largamente i frutti della tua redenzione e guidaci alla gloria senza fine, per i meriti del Signore Gesù, nostro mediatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Noi che, diventati figli di Dio per l’effusione dello Spirito, dalla misericordia del
Padre siamo convocati alla mensa del Signore, rivolgiamo a lui la nostra implorazione:
Donaci il pane di vita.
Fa’ che i discepoli di Cristo ricevano sempre con fede limpida e ardente il dono
del suo corpo e del suo sangue,
e ne rivivano la passione nel cuore e nelle opere.
La carità di Gesù, attinta nell’Eucaristia, sciolga il nostro egoismo,
e ci renda attenti e premurosi verso i fratelli.
Il memoriale del Salvatore, affidato alla Chiesa nell’ultima cena,
alimenti la nostra speranza fra le incertezze e le pene del nostro cammino.
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ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
SALMO RESPONSORIALE
Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
ha ricolmato di bene gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. Rit.
Ha soccorso Israele suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. Hai sfamato il tuo popolo con il cibo degli angeli, * gli hai dato pane dal cielo.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù Cristo, che nel sacramento mirabile del tuo corpo e del tuo sangue ci
hai lasciato il memoriale della tua pasqua, fa’ che, adorando con viva fede questo
santo mistero, riceviamo in noi i benefici della redenzione operata da te, nostro
Signore e nostro Dio, che vivi e regni nei dei secoli dei secoli.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Ant. Al povero tu prepari i tuoi doni, Signore, che fai abitare concordi nella tua casa * quanti partecipano di un unico pane e di un unico calice.
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, *
l’onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose, †
per la tua volontà furono create, *
per il tuo volere sussistono.
Tu sei degno, o Signore, di prendere il libro *
e di aprirne i sigilli,
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Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene. Rit.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo. Rit.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 15, 9-17)
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto
queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri
amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più
servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato
amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e
portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al
Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni
gli altri.
Parola del Signore
- Lode a te, o Cristo
OMELIA
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PREGHIERE DEI FEDELI
Signore Dio della vita, che dal cielo hai mandato tuo Figlio come salvezza e nutrimento di tutti gli uomini, concedi alla tua Chiesa di essere dispensatrice universale
della tua Parola e del Pane di Vita: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Dio dell’amore che attraverso tuo Figlio ci hai rivelato il tuo amore infinito, concedi di crescere nella fede, nella speranza e nella carità, per essere ovunque testimoni di pace e di perdono : noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Dio compassionevole, ti affidiamo coloro che sono provati da situazioni
di dolore, di malattia e di incomprensione, possano sperimentare nell’amore sollecito dei fratelli la bontà di Dio che apre alla speranza: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Padre di tutti noi, che ci apprestiamo a vivere come Comunità Pastorale
il dono delle giornate eucaristiche, perchè la preghiera comunitaria, la forza del
tuo Spirito e il sostare davanti al Pane Eucaristico, accendano il nostro cuore per
essere saldi nella fede e pronti nel servire i fratelli: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
DAL VANGELO DI GIOVANNI (GV 13,1-5/12-14)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino
alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato
tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il
peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché
non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose
future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
OMELIA
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Accendi in cuore, o Dio, il desiderio del cielo e dona una sete ardente di vita eterna a noi che ci siamo radunati a onorare con profonda venerazione il mistero del
corpo e del sangue di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
- Amen
CANTO ALL’OFFERTORIO pag. 72 : “LA VERA VITE”
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Ant. Hai sfamato il tuo popolo con il cibo degli angeli, * gli hai dato pane dal
cielo.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
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Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro
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SUI DONI
Se il mio popolo mi ascoltasse, *
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici *
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.
- Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell’unità e della pace, significati
nel mistero delle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.
- Amen.
I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi*
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;
li nutrirei con fiore di frumento, *
li sazierei con miele di roccia».
PREFAZIO
Salmo 113
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
- Il Signore sia con voi.
- E con il tuo Spirito.
- In alto i nostri cuori.
- Sono rivolti al Signore
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
- Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
- E’ cosa buona e giusta
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Gloria.
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Cristo tuo figlio, nell’ultima cena tra i suoi apostoli, volle perpetuare nei secoli il memoriale della sua passione e si offrì a te come agnello senza macchia, come lode perfetta e sacrificio a te gradito. In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta
la terra. Noi ci accostiamo con gioia, o Padre, alla tua mensa, e l’effusione del tuo
Spirito ci trasforma a immagine della tua gloria. Per questo prodigio di immenso amore tutte le creature si uniscono in un cantico nuovo, e noi con gli angeli e coi santi eleviamo l’inno di adorazione e di lode.
Santo, Santo, . . .
Ant. Il Signore ci nutre con fiore di frumento * e ci sazia con miele di roccia.
CANTO ALLA COMUNIONE: pag. 73 “ PANE DI VITA NUOVA”
PRIMA ORAZIONE
Accendi in cuore, o Dio, il desiderio del cielo e dona una sete ardente di vita eterna a noi che ci siamo radunati a onorare con profonda venerazione il mistero del
Corpo e del Sangue di Cristo Signore, che vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
DOPO LA COMUNIONE
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Salmo 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
- Amen
CANTO FINALE: pag. 61 “RESTA QUI CON NOI”
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ADORAZIONE EUCARISTICA VOCAZIONALE
E TESTIMONIANZA DELLE
“SUORE MISSIONARIE DI GESU’ ETERNO SACERDOTE”
SALMODIA
Ant. Il Signore ci nutre con fiore di frumento* e ci sazia con miele di roccia.
MARTEDI’ 12 OTTOBRE
Cel.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Ass.: Amen.
Cel.: Il Signore ci aiuti a vivere in profondità il nostro cammino da cristiani. La Sua
Parola ci aiuti a fare discernimento, ad essere testimoni della buona novella nella vita
quotidiana.
(Viene esposto il Santissimo Sacramento mentre si canta)
CANTO: “Questo grande Sacramento”
Salmo 80
Esultate in Dio, nostra forza, *
acclamate al Dio di Giacobbe.
Intonate il canto e suonate il timpano, *
la cetra melodiosa con l'arpa.
Suonate la tromba nel plenilunio, *
nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele, *
un decreto del Dio di Giacobbe.
Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, *
quando usciva dal paese d'Egitto.
Breve silenzio di adorazione
Tutti: Signore, tu hai detto: «Io sono la vite, voi i tralci». Ho proprio bisogno di
essere innestato in te come il tralcio nella vite, perché viva della tua passione, del tuo
amore.
Lett.: Potalo questo mio tralcio perché dia frutti di vera umiltà, di amore e di vera
sottomissione a te.
Tutti: Tu, Gesù, hai detto: «Voi siete la luce del mondo».
Brucia con il fuoco del tuo amore tutto il male presente in me perché la mia vita diventi luce che illumina e calore che riscalda quanti mi incontrano.
Lett.: Tu, Gesù, hai detto ancora: «Voi siete il sale della terra».
Se in me c’è questo sale è opera dello Spirito Santo. Non permettere che lo renda insipido e inutile con il mio cattivo esempio. Aiutami a conservarlo intatto, perché
quanti mi avvicinano possano gustare il suo sapore. (E. Bagarotti)
Pausa di silenzio
IN ASCOLTO DELLA PAROLA
Guida: Gesù è la vera vite, la risposta di Dio al lamento di Israele, il frutto atteso da
Dio Padre vignaiolo. Gesù tiene i suoi discepoli uniti a sé, come tralci alla vite. Solo
chi è unito come tralcio al ceppo è fruitore della vita e portatore di energia vitale.
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Un linguaggio mai inteso io sento: †
«Ho liberato dal peso la sua spalla, *
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, †
avvolto nella nube ti ho dato risposta, *
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio *
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore tuo Dio, †
che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; *
apri la tua bocca, la voglio riempire.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *
Israele non mi ha obbedito.
L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore,*
che seguisse il proprio consiglio.
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VESPERI E BENDIZIONE SOLENNE
Domenica 17 ottobre
“ Eucarestia e Vita: LA QUOTIDIANITA’ ”
Signore ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
Se l’animo vacilla o s’impaura,
rinvigorisci e salva.
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
Canto al Vangelo: “Ed oggi ancora…”
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 15, 1-17)
“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta
frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi
siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se
non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto
frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato
via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate
miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel
mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io
ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho
detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore
più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò
che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il
suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho
fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che
chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli
uni gli altri.”
Parola del Signore
INNO
Pausa di silenzio
RESPONSORIO
Al tramonto del giorno di pasqua
il popolo d’Israele immolerà l’agnello
e ne mangerà le carni con gli azzimi.
G. C'è un'immagine estremamente espressiva: la vite e i tralci. Il tralcio è fatto per
portare frutto. Se non porta frutto viene tagliato e si secca. Il tralcio che porta frutto
viene
potato
perché
porti
più
frutto,
frutto
abbondante.
1L. La stessa cosa è per noi: solo uniti a Cristo siamo vivi, portiamo frutto. E questo
nella misura in cui accettiamo la potatura: così si può portare veri frutti, non a parole, ma coi fatti.
Cristo è la pasqua immolata per noi:
celebriamolo in festa
con gli azzimi di sincerità e di verità.
E ne mangerà le carni con gli azzimi.
2L. Senza di me non potete fare nulla: così ci dice Gesù con amore
e con chiarezza
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1L. Possiamo avere la sensazione o la illusione di fare tante cose da soli, anche senza
Cristo. Queste parole a noi potrebbero sembrare presuntuose.
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Aiutaci a diffondere la tua fragranza!
SAC. "Non potete fare nulla".
1L. Nulla? A noi può sembrare il contrario: chi non crede in Gesù fa soldi, carriera,
successo...
O Gesù,
aiutaci a diffondere la tua fragranza
ovunque noi andiamo.
Infondi il tuo Spirito nella nostra anima
e riempila del tuo amore
affinché penetri nel nostro essere
in modo così completo
che tutta la nostra vita
possa essere soltanto fragranza
e amore trasmesso tramite noi e visto in noi,
e ogni anima con cui veniamo a contatto
possa sentire la tua presenza
nella nostra anima,
e poi guardare in su
e vedere non più me, ma Gesù.
Resta con noi,
e noi cominceremo a brillare della tua luce,
a brillare per essere una luce per gli altri.
La luce, o Gesù, sarà la tua,
non verrà da noi,
sarà la tua luce
che brillerà sugli altri attraverso noi.
Lascia che ti rivolgiamo le nostre preghiere
nel modo che più ami,
spargendo la luce
su quelli che ci circondano.
Lasciaci predicare senza predicare,
non con le parole, ma con l'esempio.
Con la forza che attrae
e l'influsso di quel che facciamo.
Con la pienezza dell'amore
che abbiamo per te nel nostro cuore.
Amen.
( MADRE TERESA DI CALCUTTA )
2L. Ma dobbiamo fare attenzione: il vangelo non lo si può addomesticare o dimezzare. Gesù è molto chiaro e va preso sul serio, perché in Lui c'è la verità e non le
illusioni.
1L. Ci può essere anche un pericolo: di rimanere in unione con Cristo in qualche momento, quando preghiamo o facciamo qualche riflessione.
2L. Non è possibile per un tralcio essere un po' unito e un po' staccato, tanto più non
è possibile per noi riferirci a Cristo ogni tanto, qualche volta, quando ci viene in
mente o quando ci piace.
SAC. "Rimanete in me e Io in voi":
2L. Dobbiamo rimanere ed essere sempre uniti a Cristo, sempre e in ogni azione della
giornata.
1L. E' una cosa pesante, difficile, noiosa? E' pesante, difficile, noioso respirare continuamente, o essere sempre sotto l'influsso del sole per vivere?
2L. Non c'è nulla di più facile, di più immediato, di più naturale. E' più difficile fare
diversamente, lasciarsi andare ai propri capricci, se ne portano tante conseguenze di
sofferenze e di morte: il tralcio secco, che non porta frutto, viene tagliato e gettato
nel fuoco.
1L. Senza di me non potete fare nulla. Con Cristo possiamo fare tanto, possiamo fare
tutto.
SAC. "Tutto posso in Colui che mi dà forza". "Nulla è impossibile a Dio".
2L. Abbiamo l'esempio di tanti Santi, i quali uniti a Cristo, hanno potuto fare cose
grandi e hanno offerto alla Chiesa e all'umanità frutti prodigiosi di bene.
Canto num. 22 : “Salga a te Signore”
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE
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ADORAZIONE EUCARISTICA CONCLUSIVA
PER I RAGAZZI DEGLI ORATORI
DOMENICA 18 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita: “IL TESTIMONE - ANCHE TU COSI’“
CANTO : “Pane del cielo”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
1L. La Parola ci aiuta a capire e a vivere il nostro rapporto con Dio: tralci uniti alla
vite. Ci aiuta pure a capire e a vivere il nostro rapporto con gli altri, perché tutti facciamo parte dell'unica vigna del Signore, vigna curata dal Signore e dal suo Spirito
che viene.
2L. S. Giovanni ci presenta la vita della comunità cristiana e ne sottolinea gli elementi più importanti. Ci invita ad amare non con parole, ma con i fatti e nella verità.
1L. Questo è il comandamento: che crediamo nel nome del Figlio Gesù Cristo e ci
amiamo gli uni gli altri. Credere in Gesù e amarci gli uni gli altri: questo è vivere il
suo comandamento per dimorare in Dio.
SAC. "Rimanete uniti a Me" dice il Signore.
2L. E' importante partire dall'esperienza della preghiera e dell'amore davanti a Dio:
momento forte di unità, di vicinanza con Lui, dove si trova luce, forza e si impara a
rimanere uniti a Lui nella vita di ogni giorno.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO 24, 13-35)
SAC. "Voi siete i tralci".
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui,
siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle
capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re
dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo,
perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora
i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando
mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo
vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a
visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
1L. I tralci sono persone concrete, di ogni giorno, persone che si incontrano al lavoro, nella strada. Nel mondo ci sono tralci che rivelano la presenza di una vite che è
Cristo?
2L. Se la parola di Cristo è vera, ci devono essere persone nelle quali si possa vedere
la vita di Cristo, il Risorto. Guardiamoci attorno: oggi quanti tralci vivi si vedono!
Non fanno chiasso, come fa' chiasso il male:
SAC. "Un albero che cade fa più rumore di un'intera foresta che cresce".
1L. Pensiamo ai cristiani che vivono e costruiscono le più varie forme di bene, nelle
famiglie, nelle parrocchie, nelle opere di carità, nel volontariato, negli impegni sociali.
2L. Ecco allora un pensiero consolante: non è possibile questa fioritura di tralci senza una vite: non sono possibili questi uomini e queste donne senza una presenza di
Cristo! Ma Gesù continua:
SAC. "Ogni tralcio che in me non porta frutto il Padre lo toglie; e ogni tralcio che
porta frutto lo pota perché porti più frutto" (Gv 15,2).
TESTIMONIANZA DI CLAUDIA GALLI
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1L. Questa potatura è il mistero che talvolta ci chiude gli occhi, perché non lo vogliamo
accettare. E il motivo è questo: siamo tutti un po' materialisti; accomodati nel mondo e
non pellegrini e forestieri in questo mondo.
2L. Ecco allora le prove, il dolore, le persecuzioni, la croce...: sono la strada erta e difficile che porta alla salvezza; sono la potatura, che se accettata, ci matura, ci fa portare
frutti abbondanti, ci libera da tante mondanità.
Canto num. 31 : “Tu sei la mia vita”
Tutti: Cristo, Signore del dono senza contraccambio, illumina le nostre giornate
Nel vuoto di questo mondo che passa apri il nostro cuore al tuo amore.
Sì, insegnaci ad ascoltare nella gioia dell'adorazione.
Ci vuoi felici, concedici di renderti grazie!
Cristo, tu sei il capo e la vite, noi le membra e i tralci. Il tuo Spirito ci irrighi perché
portiamo frutto.
Sii benedetto per tante vocazioni al servizio, che giungono, per grazia e amore fino ai
limiti dell'impossibile.
Ricevi la lode del popolo santo, a gran prezzo strappato alle lacrime.
Ricevi la lode dei risorti, che vanno verso la tua dimora.
Cristo, solo nella lode possiamo riconoscere questo mondo che passa e il regno di gloria
che viene per chiamarci alla gioia senza nome.
Testimonianza delle “Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote”
Canto num. 28 : “Ti dono la mia vita”
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Trova il tempo..
Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)
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L'amore del dono
(Madre Teresa di Calcutta)
PREGHIERA DI INTERCESSIONE
Prego per voi,
perché possiate conservare nei vostri cuori la gioia di amare Dio,
la gioia dell'amore e della bontà,
e di condividere questa gioia con tutti quelli con i quali vi trovate,
con le persone che lavorano al vostro fianco,
davanti a tutti i membri della vostra stessa famiglia.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
C'è qualcosa in più di cui vi posso parlare:
della mia esperienza con i Poveri più poveri.
Devo ancora trovare la prima donna Povera disposta ad abortire.
Senza dubbio darà alla luce suo figlio.
È possibile che abbandoni la sua creatura sulla strada,
ma non sarà lei a eliminare suo figlio.
È un qualcosa che dobbiamo imparare dai Poveri:
la grandezza del loro amore per il figlio.
Preghiamo.
Chiediamo a nostro Signore che non si allontani dal nostro fianco
nel momento della tentazione.
Perché allo stesso modo in cui fu tentato Gesù,
il diavolo tenterà anche noi.
Non dobbiamo aver paura,
perché Dio è amore.
Se Dio ci ama, dal momento che lui è Padre amoroso,
non smetterà di aiutarci.
Quando ci rendiamo conto di aver commesso un errore,
andiamo da lui e diciamogli:
«Dio mio, mi spiace! Sono pentito!».
Guida - Signore Gesù, nulla possiamo senza di te, e solo in te possiamo portare frutto. Rimanendo in te, supplichiamo il Padre:
T. Manda, Signore, apostoli santi nella tua Chiesa.
Per la Chiesa, perché sia segno visibile ed efficace dell’azione e della cura di Dio per
ogni uomo: Preghiamo.
Per i giovani, portatori di speranza e futuro della Chiesa: in gioioso ascolto del Vangelo aderiscano alla chiamata e al progetto di Dio e sappiano mettersi al servizio dei
poveri e degli emarginati per contribuire a costruire Comunità cristiane che abbiano a
cuore le sorti del mondo. Preghiamo.
Per tutti i consacrati perché, partecipando alla missione della Chiesa nell’ambito del
proprio territorio e dentro questa nostra cultura , sappiano far fruttificare creativamente il carisma che lo Spirito ha loro affidato e favoriscano così una mentalità vocazionale. Preghiamo.
Perché la diversità dei carismi, armonizzata nella comunione possa favorire la crescita
di una vera cultura vocazionale. Preghiamo.
Perché le famiglie cristiane che credono nel Verbo della Vita sappiano annunziare con
franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il “Vangelo della vita”. Preghiamo.
Perché la nostra Comunità parrocchiale, come luogo di educazione e crescita nella
fede, sappia coltivare germi di vocazione al sacerdozio, alla vita consacrata, al matrimonio. Preghiamo.
Sac - La promessa benedicente che il Dio della pace è con tutti noi, concluda la nostra
preghiera e ci dia la certezza che i nostri cuori potranno sempre rallegrarsi pur nelle
prove e nelle tentazioni della vita. Continuiamo a rallegrarci in Cristo Gesù.
Ass - Amen.
Benedizione e riposizione
Canto finale: num. 36: “Nome dolcissimo”
“E’ sempre Dio che conduce ogni situazione e avvenimento
per superare con pazienza, umiltà e gioia
quei momenti un po’ particolari che ci sono nel cammino di ognuno”.
Madre Margherita M. Guaini
(Fondatrice delle Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote)
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ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
MERCOLEDI’ 13 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita”
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (1° e 7° strofa)
INTRODUZIONE
A volte capita, specie di fronte alle pagine evangeliche più impegnative, di constatare la reazione positiva di chi apprezza il valore del loro contenuto, ma poi in
cuor suo, o anche a voce alta, dice: «Non fa per me; è bello, ma non è alla mia
portata». la parola di Dio che ascolteremo questa sera, ci invita a non assumere
un atteggiamento troppo facilmente arrendevole di fronte alle esigenze del Vangelo, ci invita a non nasconderci dietro quello che potrebbe essere un alibi per
non impegnarsi a fondo.
Il primo comandamento è quello dell'amore verso Dio e verso il prossimo, ma
CHI È IL MIO PROSSIMO? Gesù va subito al concreto e con una parabola aggancia il suo uditore a livello di vita. Non si tratta tanto di perdersi in sottili ragionamenti per scoprire chi sia il mio prossimo, quanto piuttosto di FARMI IO PROSSIMO di chi mi vive accanto in famiglia, in comunità, nell'ambito del lavoro o anche di chi incontro occasionalmente, come appunto per il samaritano della parabola.
PREGHIERA DI ADORAZIONE : A Gesù Eucarestia
Signore Gesù, nell’Eucarestia
Tu sei il centro di tutta la comunità cristiana.
Tu sei il vincolo della carità, perché Tu sei l’amore.
Tu, ricco di misericordia e di bontà,
accresci l’amore tra noi, disperdi ogni avversione,
togli ogni tristezza dell’anima.
Rassicura i cuori ansiosi,
rinvigorisci gli animi avviliti,
spegni l’odio nei cuori,
porta concordia e tranquillità nel mondo intero.
Fai che tutti ci riconosciamo figli del Padre celeste,
per sentirci tutti fratelli,
con te, in te, per te.
Si aprano i nostri occhi
per vedere le necessità dei bisognosi.
Si aprano i nostri cuori per amare tutti.
Si aprano le nostre mani
14 per aiutare sempre
Rendici un cuor solo e un’anima sola.
14
Il segreto di Madre Teresa di Angelo Mons.Comastri
Madre Teresa di Calcutta è diventata beata a tempo di record: appena sei anni
dopo la sua morte! E ormai tutti la considerano una "santa". Tuttavia non dimentichiamo che Madre Teresa è una persona "scomoda".
Chi come è scomodo un limpido raggio di luce quando illumina una parete ammuffita, come è scomoda una persona onesta dentro una combriccola di ladroni;
come è scomodo un cuore umile in un raduno di arroganti; come è scomodo un
"povero" all'ingresso di una discoteca; come è scomoda una mamma, con due
bambini in braccio davanti ad una clinica per aborti.
Madre Teresa è scomoda!. Ne volete una prova? Lasciamola parlare. Ecco una
sua affermazione chiara, ma tanto scomoda:
"Se nel vostro Paese permettete l'aborto, allora diventate un Paese molto povero. Tanto povero da aver paura anche di bambini".
Ecco un altro pensiero luminoso ma controcorrente, che ella rivolse a un gruppo
di lebbrosi: "Ogni volta che Dio guarda il palmo della Sua mano, vi ci vede disegnati. Per questo ogni vita umana è preziosa: sì, anche voi lebbrosi siete preziosi
agli occhi di Dio!".
Ecco una presentazione di Maria che è, nello stesso tempo, originalissima e fedelissima: "La Madonna fu la prima "dama della carità". Ma, prima di esserlo, si
svuotò completamente di se stessa e si offrì come serva del Signore".
Ecco una sua norma di vita che, nell'attuale società violenta e prepotente, può
avere il sapore dell'ingenuità e invece è una perla di autentica sapienza:
"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione piuttosto che
operare miracoli con scortesia e durezza".
Ecco, infine, una coraggiosa lettura della povertà umana: "I poveri hanno fame
di pane, ma soprattutto hanno fame di Dio. La più grande disgrazia dell'India è
di non conoscere Gesù Cristo: e, senza Gesù Cristo, non si conosce il valore della
vita umana".
Chi è, allora, Madre Teresa. Ella é una "innamorata di Cristo", è una donna
"folgorata dal Crocifisso", nel quale ha visto il Volto di Dio come "Volto di Amore" e ha sentito la sete di Dio come "sete di Amore". E ha risposto all'amore con
tutta la sua vita: senza esitazione, senza risparmio, senza mezze misure. E ha cercato i poveri per amarli con l'Amore di Dio e per consolarli con l'unica vera buona notizia, che è questa: "Dio ti ama". A tutti, infatti, ella ripeteva instancabilmente: "God is Love", Dio è amore!
Il segreto di Madre Teresa sta tutto qui: ed è vale la pena ricordarlo - il segreto
stesso del cristianesimo. Potessimo capirlo! Potessimo viverlo tutti un pochino di
più!
+ ANGELO COMASTRI
ARCIVESCOVO-DELEGATO PONTIFICIO DI LORETO
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Tieni sempre presente...
(Madre Teresa di Calcutta)
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si
trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno
età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei vivo, sentiti vivo.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece di compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non fermarti mai.
La peggiore malattia oggi
e’ il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi e’ fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore.
Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO LUCA (LC 10, 25-37)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che
cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo
Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con
tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto be-
ne; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani
dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli
accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e
si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio
ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle
mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli
disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Parola del Signore.
OMELIA
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SALMO 8 (a cori alterni)
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua
potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e
le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo
perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria
e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande
il tuo nome su tutta la terra.!
Riflessione personale
Meditiamo in silenzio la Parabola:
Immaginiamo , ascoltando la parabola:
−
il viandante aggredito, lasciato mezzo morto;
−
vediamo lo sguardo del sa­erdote e del levita che hanno paura di lasciarsi
coinvolgere,
−
vediamo il gesto delicato del samaritano (un nemico, in teoria!) che se
ne fa carico, che investe nel futuro, che non aspetta la medaglia o l'applauso per il suo gesto.
Siamo disposti a:
−
a fermarci
−
a vederlo,
−
a curvarci su di lui,
−
a fasciargli le ferite,
−
a prenderci cura di lui donandogli
tempo e denaro.
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Madre di Gesù, era divenuto il solo scopo dell'esistenza di Madre Teresa, e la
forza
interiore che le faceva superare sé stessa e "andare di fretta" da una parte all'altra
del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra
i poveri
.
4. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 40). Questo passo del Vangelo, così fondamentale
per comprendere il servizio di Madre Teresa ai poveri, era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di
Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio. Madre Teresa pone in rilievo il significato più profondo del servizio: un atto d'amore fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a
chi è nudo, malato, prigioniero (cfr Mt 25, 34-36), viene fatto a Gesù stesso.
Riconoscendolo, lo serviva con totale devozione, esprimendo la delicatezza del
suo amore sponsale. Così, nel dono totale di sé a Dio e al prossimo, Madre Teresa
ha trovato il suo più alto appagamento e ha vissuto le qualità più nobili della sua
femminilità. Desiderava essere un "segno dell'amore di Dio, della presenza di Dio,
della compassione di Dio" e, in tal modo, ricordare a tutti il valore e la dignità di
ogni figlio di Dio, "creato per amare ed essere amato". Era così che Madre Teresa
"portava le anime a Dio e Dio alle anime", placando la sete di Cristo, soprattutto
delle persone più bisognose, la cui visione di Dio era stata offuscata dalla sofferenza e dal dolore".]
5. “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc
10,45). Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante,
accolta come un singolare “dono e privilegio”.
Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi
sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora
persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te.
6. “Donaci, Signore, la tua grazia, in Te speriamo!”. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo
Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!”.
Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più
rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio.
Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, aiutaci ad essere miti e umili di cuore come
questa intrepida messaggera dell’Amore.49
Aiutaci a servire con la gioia e il sorriso
ogni persona che incontriamo. Aiutaci ad essere missionari di Cristo, nostra pace e
nostra speranza. Amen!
49
Omelia di Giovanni Paolo II
BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA
OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
Giornata Missionaria Mondiale
Domenica 19 ottobre 2003
1. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Mc 10,44). Queste parole
di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. E' la strada che Cristo stesso ha
percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni
logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo
dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre
sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a
fermarla.
Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici.
Ricordo, ad esempio, i suoi interventi a favore della vita e contro l’aborto, anche
in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace (Oslo, 10 dicembre
1979). Soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino
e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò,
vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”.
2. Non è forse significativo che la sua beatificazione avvenga proprio nel giorno in
cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale? Con la testimonianza della
sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa
passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di
Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la
corona del Rosario.
Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa
proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso,
avvolta dalla preghiera.
3. "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore" (Mc 10, 43). È con particolare emozione che oggi ricordiamo Madre Teresa, grande serva dei poveri,
della Chiesa e del Mondo intero. La sua vita è una testimonianza della dignità e
del privilegio del servizio umile. Ella aveva scelto di non essere solo la più piccola,
ma la serva dei più piccoli. Come madre autentica per i poveri, si è chinata verso
coloro che soffrivano diverse forme di povertà. La sua grandezza risiede nella sua
abilità di dare senza calcolare i costi, di dare "fino a quando fa male". La sua vita è
stata un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo.
Il grido di Gesù sulla croce, "Ho sete" (Gv 19, 28), che esprime la profondità del
desiderio di Dio dell'uomo, è penetrato48nell'anima di Madre Teresa e ha trovato
terreno fertile nel suo cuore. Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione
con Maria,
48
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA ( a cori alterni)
Signore Gesù, mia vita, mio tutto,
tu mi chiedi di dare gratuitamente
quanto gratuitamente mi hai donato.
Aiutami a condividere con gli altri i doni ricevuti
nello spirito del dialogo
e nell’accoglienze reciproca.
17
Fa’ che io riesca a farmi prossimo
per tutti coloro che Tu mi invii,
specialmente i più deboli e bisognosi
e quelli che sono più difficili da amare.
Mi stimola in questo l’esempio di tanti santi
che nella storia hai dato
a questa nostra chiesa:
anche alla loro intercessione mi affido
perché sia vigile e responsabile
nella lettura dei segni del tempo
e testimoni il primato del Padre
nel mio lavoro quotidiano
e nei rapporti familiari e sociali.
A te, Maria, con fiducia filiale,
chiediamo di intercedere presso il tuo Figlio,
perché, in qualsiasi condizione
di fragilità e di sofferenza,
ogni persona si senta amata,
curata e accompagnata
in un cammino aperto alla speranza,
che è data a tutti noi
dal Signore risorto.
CANTO FINALE: “ DOV’E’ CARITA’ E AMORE”
17
17
ADORAZIONE EUCARISTICA POMERIDIANA
GIOVEDI’ 14 OTTOBRE
“ Eucarestia e Vita: LA CARITA’ ”
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (3° e 8° strofa)
INTRODUZIONE
“Carità”: parola da capire bene.
Carità è un’altra dimensione dell’amore,quella di Dio: “Dio è carità” dice
san Giovanni. E’ un influsso dell’amore stesso di Dio che passa attraverso
noi, se lo accettiamo, e ci rende capaci di amare “ ad immagine e somiglianza di Dio”.
Un amore senza misura, senza le nostre misure.
Come sentiremo nel Vangelo i giusti non sanno quando hanno visto Gesù
affamato, assetato,….ma la loro vigilanza quotidiana ha permesso di attuare gesti di solidarietà facendo fruttare i talenti ricevuti che rappresentano un frutto maturo del vigilare.
Il tempo è donato; è il tempo dell’incontro con il limite e con la sofferenza, il tempo della pazienza e del mutuo aiuto, lo spazio in cui ci si confronta col volto del fratello e della sorella più deboli.
PREGHIERA DI ADORAZIONE
(1° coro) Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri
fratelli e sorelle.
(2° coro) Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura e di chi è oppresso.
(1°coro) Apri il nostro cuore,Signore, perché impariamo ad amarci gli uni
Ognuno di noi è un collaboratore di Cristo, il tralcio di quella vite; e che cosa significa per voi e per me essere collaboratori di Cristo?
Significa dimorare nel suo amore, avere la sua gioia, diffondere la sua compassione, testimoniare la sua presenza nel mondo.
Ho sentito il battito del tuo cuore
Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente
di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
gli altri come tu ci ami.
(2°coro) Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un
cuor solo ed un’anima sola, nel tuo nome.
Amen.
18
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI ( Gv 15, 1-11)
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non
porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in
me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane
nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi
rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far
nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole
rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se
osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato
i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose
perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato
voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi,
perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Io sono la vite, voi i tralci - Commento a Gv 15, 1-11
(Madre Teresa di Calcutta, Missione d'amore)
Il capitolo 15 di Giovanni ci avvicinerà al Cristo. Il Padre, essendo il vignaiolo,
deve potare il tralcio perché dia più frutto, e il frutto che dobbiamo produrre nel
mondo è bellissimo: l'amore del Padre e la gioia. Ognuno di noi è un tralcio.
Quando andai l'ultima volta a Roma, volevo dare qualche piccolo insegnamento
alle mie novizie e pensai che questo capitolo fosse il più bel modo di capire che
cosa siamo noi per Gesù e che cosa è Gesù per noi. Ma non mi ero resa conto di
ciò di cui invece si resero conto quelle giovani suore quando considerarono quanto è robusto il punto di innesto dei tralci nella vite: come se la vite temesse che
qualcosa o qualcuno le strappi il tralcio.
Un'altra cosa su cui quelle sorelle richiamarono la mia attenzione fu che, se si
guarda la vite, non si vedono frutti.
Tutti i frutti sono sui tralci. Allora esse mi dissero che l'umiltà di Gesù è così grande che egli ha bisogno dei tralci per produrre frutti. Questo è il motivo per cui ha
fatto tanta attenzione al punto di innesto: per poter produrre quei frutti egli ha
fatto l'attacco in modo tale che si debba usare la forza per romperlo. Il Padre, il
vignaiolo, pota i tralci per produrre più frutto, e il tralcio silenzioso, pieno d'amore, incondizionatamente si lascia potare. Noi sappiamo che cos'è la potatura,
poiché nella nostra vita ci deve essere la croce e quanto siamo più vicini a lui e
tanto più la croce ci tocca e la potatura è46intima e delicata.
46
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore. Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 25, 31-40)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà
sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla
sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato
da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete
venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo
visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da
bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti
abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete
fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Parola del Signore.
OMELIA
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19
INNO ALLA CARITA’ (1 Corinti 13, 1-13)
Recitiamo insieme
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono
della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza
della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono
nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser
bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna
la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è
imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto,
quello che è imperfetto scomparirà.
Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. Ora
vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a
faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede,
la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità
Meditiamo in silenzio.
SPUNTI DI RIFLESSIONE PERSONALE
La carità è più del necessario per esistere; più del necessario per vivere; più del necessario
per agire.
La carità non la si impara: la si conosce a poco a poco.
La carità è la nostra vita che diventa vita eterna.
Un gesto di carità è una risurrezione immediata.
La carità resta un mistero:ovunque ne scorgi un aspetto; viene da Dio e a Dio ritorna.
ADORAZIONE EUCARISTICA
NOTTURNA
SABATO 17 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita: IL TESTIMONE“
Vi è un solo modo per diventare contemplativi: dedicare spazio e tempo regolarmente ad
una preghiera sincera, personale e contemplativa. Occorre disciplina. Si può dire che ci sono
delle fasi nella preghiera contemplativa: si può passare da una fase all’altra secondo la propria situazione o le proprie necessità personali, e uno può sostare in una fase piuttosto che in
un’altra.
Momento del rilassamento
Devi solo sederti e rilassarti: lascia scorrere via ogni tensione e dolcemente cerca la consapevolezza della presenza di Dio.
Non è repressione dei propri stati d’animo ma entrare nella consapevolezza della presenza
del Signore dinanzi a te.
Cerca la pace e il silenzio interiore. Sii pronto se necessario a trascorrere tutto il tuo tempo di
preghiera così, senza nessun pensiero di riuscita o di effetto o di premio. Sii pronto a sprecare il tuo tempo in questo modo e a farne un’offerta disinteressata a Dio.
Momento della consapevolezza della sua presenza.
Seduto tranquillamente cerca la sua presenza.
Egli mi conosce meglio di quanto io mi conosca.
Egli mi ama più di quanto io non ami me stesso. Egli è per me Padre.
Quando io cerco la sua attenzione, egli mi risveglia alla sua presenza.
Momento della resa
Mi arrendo in ogni aspetto del mio essere. Mi consegno a Lui. Capisco che non vi è motivo
di ansietà e tensione: egli si occupa dei suoi figli e delle sue figlie. Così abbandono ogni cosa
che mi preoccupa in un gesto di fede e di resa. La mia unica preghiera consiste nella richiesta
che in questo silenzio egli possa riversare il suo Spirito in me. Ci mettiamo alla sua presenza
come siamo. Non abbiamo bisogno di dire bugie. Accettiamo i nostri limiti perché lui ci accetta per come siamo, perché lui ci ama come siamo: dobbiamo solo accettare il suo perdono e il suo amore. Riconoscere la nostra debolezza è riconoscere innanzitutto la sua misericordia.
Momento dell’intercessione
C’è bisogno di intercedere. Innanzitutto bisogna chiedere il dono della preghiera mai perder-
ci di coraggio. Dobbiamo imparare a pregare con la certezza che egli ci ha già dato quello
che noi chiediamo.
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Momento della lode e del ringraziamento
Gesù spesso lodava e ringraziava il Padre e insegnava ai suoi discepoli a fare altrettanto: la
sua preghiera spesso è una preghiera di intercessione e di ringraziamento.
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PADRE NOSTRO cantata
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA
PREGHIERA CONCLUSIVA
(Tutti) Signore, aiutaci a vivere sempre
in rendimento di grazie.
(1° coro) Fa' che celebriamo l'eucarestia con il cuore puro,
con l'animo preparato,
in piena obbedienza a quanto Gesù ci ha comandato
e la Chiesa ci insegna.
(2° coro) Fa' che l'eucarestia sia il centro, il modello,
la forza plasmatrice di tutta la nostra vita.
L'eucaristia, col linguaggio del rito celebrato con fede
e col linguaggio della vita rinnovata dalla carità,
dica a tutti che non di solo pane vive l'uomo;
(1° coro) che la nostra vita aspira ad andare oltre se stessa
verso il misterioso richiamo del tuo amore;
(2° coro) ciò che conta veramente non è il possesso, il dominio sugli altri,
ma l'obbedienza al tuo disegno, la gratitudine per i tuoi doni,
(Tutti) la generosa sopportazione del dolore,
la vicinanza gratuita a ogni fratello,
la speranza nella vita che tu ci doni oltre la morte.
(Carlo Maria Martini)
CANTO FINALE: “UN SOLO SPIRITO”
G- Signore, quando ho fame,
T- dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
G- quando ho sete,
T- mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;
G- quando ho freddo,
T- mandami qualcuno da scaldare;
G- quando ho un dispiacere,
T- offrimi qualcuno da consolare;
G- quando la mia croce diventa pesante,
T- fammi condividere la croce di un altro;
G- quando sono povero,
T- guidami da qualcuno nel bisogno;
G- quando non ho tempo,
T- dammi qualcuno che possa aiutare per qualche momento;
G- quando sono umiliato,
T- fa’ che io abbia qualcuno da lodare;
G- quando sono scoraggiato,
T- mandami qualcuno da incoraggiare;
G- quando ho bisogno della comprensione degli altri,
T- mandami qualcuno che ha bisogno della mia;
G- quando ho bisogno che ci si occupi di me,
T- mandami qualcuno di cui occuparmi;
G- quando penso solo a me stesso,
T- attira la mia attenzione su un’altra persona.
Amen.
CANTO FINALE: “ COME E’ BELLO, SIGNOR”
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ADORAZIONE EUCARISTICA
PER I PRE - ADOLESCENTI
GIOVEDI’ 14 OTTOBRE
Ricevuto Gesù, ci rivolgiamo a Lui con u“Anche tu così”
na preghiera di ringraziamento.
CANTIAMO
CANTO: “ Verremo a Te”
ORA CHE SEI IN ME
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Ora che sei in me, Signore,
voglio portarti ovunque andrò.
Gloria al Padre
e al
Figlioche
e allo
Spirito aSanto
Posso
sperar
insieme
Te
Come era nel
principio
e
ora
e
sempre
nei
sempre più buono diverrò. secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
Rit. Lungo la strada son certo
che nella tua Luce camminerò,
Introduzione
Potrò capir così
Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia e ha affidato agli apostoli riuniti nel cenala vita è del
bella
insieme
a te.vita per amore, ha anche
colo il compito perchè
di fare memoria
dono
della sua
consegnato alla Chiesa la garanzia della sua costante presenza. Ed egli è presente
soprattuttoSe
attraverso
S. Messa,
nel dolorla mi
troveròma c’è un altro momento che ti permette di
incontrarlonel
e diTuo
staresostegno
con Lui: èconfiderò.
l’Adorazione dell'Eucarestia che oggi siamo invitati a vivereMamma
in modoeparticolare.
papà assisti Tu,
Ci farà da guida Madre Teresa che con la sua testimonianza di fede, carità e serquesto
ti chiedo
o mio Gesù.
Rit.di tutti i giorni l’Eucarestia.
vizio ha saputo
vivere
concretamente
nella vita
SALMO 132 –Concordia fraterna
Ecco, com'è bello e com'è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.
È come la rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre.
RIFLESSIONE PERSONALE
Meditiamo in silenzio
L'amore reciproco fra credenti è perciò grazia che viene da Dio, è riflesso
dell'amore trinitario che in Gesù si è rivelato. Esso sorge dalla conoscenza
reale di Dio.
L'amore reciproco non è dunque prima di tutto la conseguenza di un sovrumano sforzo della volontà, ma è frutto della grazia divina, è adesione
libera e attiva all'azione segreta e potente dello Spirito, che introduce i credenti nel cuore di Cristo, come tralci nella vite, e li rende partecipi della
sua straordinaria capacità di amare.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
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ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore.
Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 17,20-26)
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in
me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai
mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come
hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io,
perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai
amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi
hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo
nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi
e io in loro».
Parola del Signore.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO LUCA (LC 10,25-37)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che
cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo
Dio con tutto
il tuo cuore,
con ci
tutta
la tua anima, con
tutta con
la tuauforza e con
Ricevuto
Gesù,
rivolgiamo
a Lui
tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto
na preghiera di ringraziamento.
bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù
CANTIAMO
riprese: «Un
uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei
briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono,
lasciandolo
mezzo
morto.
ORA
CHE
SEIPer
IN caso,
ME un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli
Ora che sei in me, Signore,
accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, vervoglio
portarti
andrò.
sandovi olio
e vino;
poi loovunque
caricò sulla
sua cavalcatura, lo portò in un albergo e
Posso
sperar
che
insieme
Te fuori due denari e li diede all’albersi prese cura di lui. Il giorno seguente,atirò
gatore, dicendo:
cura didiverrò.
lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al
sempre“Abbi
più buono
mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani
briganti?».
Quelloson
rispose:
Rit.deiLungo
la strada
certo«Chi ha avuto compassione di lui».
Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
che nella tua Luce camminerò,
Parola del Signore.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
Cos'è la Santità?
(Madre Teresa
di dolor
Calcutta)
Se nel
mi troverò
Let. La santità
non
è
un
lusso
pochi, ma un semplice dovere per ciascuno di
nel Tuo sostegno per
confiderò.
noi.
Mamma e papà assisti Tu,
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
Canto:
Parole di vita abbiamo ascoltato e gesti d'amore vedemmo tra noi,
la nostra speranza è un pane spezzato, la nostra certezza l'amore di Dio
OMELIA
23
42
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23
Riflessione di Madre Teresa
Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella
mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e
magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era così forte
che stavo per
vomitare, anche
se le
solo passando
Ricevuto
Gesù,
cistavo
rivolgiamo
a vicino.
Lui con uSono andatana
avanti
e
ho
visto
dei
grossi
topi
che
mordevano
preghiera di ringraziamento. il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa e’ la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita.
Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il più presto
CANTIAMO
possibile e dimenticare
quello che avevo visto e non ricordarlo mai più.
E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva
con tanta
forza.
ORA CHE
SEI IN
MEMa prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta lì, sul marciapiede delOra
quartiere
povero
Calcutta, che ora conosco così bene, e ho visto
che sei
in me,diSignore,
che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi.
voglio portarti ovunque andrò.
Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede.
Posso
sperartornata
che insieme
Tequella donna, ho cacciato via i topi,
Mi sono voltata
e sono
indietroada
sempre
più albuono
diverrò.
l’ho sollevata
e portata
piu’ vicino
ospedale. Ma non volevano prenderla e ci
hanno detto di andarcene via. Abbiamo cercato un altro ospedale, con lo stesso
risultato, e con
altro ancora,
finchè
abbiamo trovato una camera privata
Rit.unLungo
la strada
sonnon
certo
per lei, e io stessache
l’honella
curata.
Da
quel
giorno
la mia vita e’ cambiata. Da quel
tua Luce camminerò,
giorno il mio progetto e’ stato chiaro: avrei dovuto vivere per e con il più povePotrò capir così
ro dei poveri su questa terra, dovunque lo avessi trovato.
perchè la vita è bella insieme a te.
Momento di silenzio
Se nel dolor SALMO
mi troverò
15
nel
Tuo
sostegno
confiderò.
Let. Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Mamma
e papàsulla
assisti
Chi dimorerà
tua Tu,
santa montagna?
questo
ti
chiedo
o
mio
Gesù. Rit.
T. Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
Let.
Non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
T. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se ha giurato a proprio danno,
mantiene la parola;
Let. Non presta il suo denaro a usura
24
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. 24
24
ADORAZIONE EUCARISTICA POMERIDIANA
SABATO 16 OTTOBRE
“ Eucarestia e Vita: L’UNITA DELLA COMUNITA’ “
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (6° e 7° strofa)
INTRODUZIONE
Tutto è consumato perché tutto ci hai dato: la tua umanità e la tua divinità, tutto ciò che Tu sei, nella santa Eucarestia. Tu ci hai dato tutto, tutto...
E così, tutto è consumato. La tua opera d'amore è compiuta.
Amiamo Gesù che ci ha tanto amati, fino a darGli tutto ciò cha abbiamo e
tutto ciò che siamo, fin nei minimi particolari. La massima perfezione, infatti, consiste nella perfezione dell'amore, dell'amore vivo, dell'amore che
produce le opere dell'amore; consiste nel generare una vita d'amore, e non
nell'amore senza le sue opere... (Charles de Foucauld)
PREGHIERA DI ADORAZIONE
(1° coro) Signore Dio, Padre nostro,
che ti sei rivelato a noi in Gesù Cristo tuo Figlio,
donaci un'abbondante effusione
dello Spirito di santità.
(2° coro) Fa' che le nostre comunità
possano crescere e camminare nel timore di te,
Padre della vita e dell'amore;
fa' che le nostre comunità
sperimentino la pienezza di consolazione
pur in mezzo alle inevitabili sofferenze.
(Tutti) Donaci il tuo Spirito di pace e di gioia
affinché possiamo percorrere le strade del mondo
diffondendo ovunque lo spirito del Vangelo
e tutti gli uomini sappiano riconoscere te,
unico vero Dio, e colui che ti ha mandato, Cristo Gesù.
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Momento di silenzio e riflessione personale:
Momento di silenzio
Un giorno, a Calcutta , non vi era assolutamente niente in convento per il pasto
serale delle suore e di un gruppo di bambini ricoverati provvisoriamente in un’ala del convento stesso.
Madre Teresa è tranquilla. Sorride, e tutti nel convento sorridono lietamente
con lei. Suona alla porta una signora sconosciuta, che entra facendo cenno a un
paio di curve figure. “Ho pensato, non so nemmeno io come mai, di portarvi
questi sacchi di riso. Vi servono?”. Era quanto occorreva per la cena di tutti.
T. Signore, fammi strumento delle tue mani
"Il frutto del silenzio è la preghiera,
il frutto della preghiera è la fede,
il frutto della fede è l'amore,
il frutto dell'amore è il servizio,
il frutto del servizio è la pace"
Iniziate e finite la giornata con la preghiera. Andate da Dio come bambini. Se
trovate difficile pregare, potete dire: "Vieni, Spirito Santo, guidami, proteggimi,
sgombera la mia mente affinché possa pregare".
Let. Signore,
Ricevuto Gesù, ci rivolgiamo a Lui
vuoi le mie mani per passare questa giornata
preghiera
aiutando i na
poveri
e i malati chedi
neringraziamento.
hanno bisogno?
T. Signore, oggi ti do le mie mani.
Let. Signore,CANTIAMO
con u-
vuoi i miei piedi per passare questa giornata
visitando coloro
hanno
ORA che
CHE
SEIbisogno
IN MEdi un amico?
T. Signore, oggi ti do i miei piedi.
Let. Signore,Ora che sei in me, Signore,
vuoi la miavoglio
voce per
passareovunque
questa giornata
portarti
andrò.
parlando con
quelli
che hanno
bisogno adiTe
parole d'amore?
Posso
sperar
che insieme
T. Signore, sempre
oggi ti do
la
mia
voce.
più buono diverrò.
Let. Signore,
vuoi il mio Rit.
cuoreLungo
per passare
questa son
giornata
la strada
certo
amando ogni uomo
solo
perché
è
un
che nella tua Luceuomo?
camminerò,
T. Signore, oggi ti do il mio cuore.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
In un momento di onestà
(Madre Teresa di Calcutta)
Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in
un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me
stesso.
Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in
un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.
Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.
E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo
mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.
Momento di silenzio
Se nel dolor mi troverò
In un momento
di onestà
nel Tuo
sostegno confiderò.
(Madre Teresa
di
Calcutta)
Mamma
e papà assisti Tu,
Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me
stesso.
Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in
un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.
Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.
E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo
mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “Camminerò”
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Lettura personale silenziosa
La danza del bambino
(Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, biografia)
Trova il tempo..
Ricevuto
Trova il tempo
di pensareGesù, ci rivolgiamo a Lui
Trova il tempo
pregare
na di
preghiera
di ringraziamento.
Trova il tempo di ridere
È la fonte delCANTIAMO
potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
ORA CHE SEI IN ME
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo
essere
amato
Oraper
cheamare
sei inedme,
Signore,
Trova il tempo
di
dare
voglio portarti ovunque andrò.
È il segreto dell'eterna
giovinezza
Posso sperar
che insieme a Te
È il privilegio dato da Dio
sempre più buono diverrò.
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Rit.di Lungo
Trova il tempo
leggere la strada son certo
nella
tua Luce camminerò,
Trova il tempo diche
essere
amico
Trova il tempo diPotrò
lavorare
capir così
E' la fonte della saggezza
perchè la vita è bella insieme a te.
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Se nel dolor mi troverò
nel di
Tuo
Trova il tempo
faresostegno
la carità confiderò.
E' la chiave del
Paradiso.
Mamma
e papà assisti Tu,
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “Vieni e seguimi”
con u-
C'è un episodio, nella vita di madre Teresa, che sconvolge molte convinzioni e lascia pensosi, forse uno degli episodi-chiave per capire questa figura. Lo raccontò lei
stessa
Durante una notte passata nella stazione di Howrah, a Calcutta, verso mezzanotte
quando i treni sono tutti fermi per qualche ora, arrivò una poverissima famiglia
che veniva di solito a dormire alla stazione. Erano una madre e quattro figli, dai
cinque agli undici anni. La madre era una buffa', piccola cosa avvolta in un sari
bianco di cotone, sottile per quella notte di novembre, con i capelli rasi a zero,
stranamente per una donna. Aveva con sé dei recipienti di latta, qualche straccetto
e dei pezzi di pane, tutto quanto possedeva per sé e per i suoi figli. Erano mendicanti. La stazione era la loro casa.
I bambini, tre ragazze e un bimbo che era il più piccolo, erano come la madre pieni di vivacità. A quell'ora, in piena notte, sedettero tutti su un marciapiede della
stazione presso le rotaie, vicino ad altre innumerevoli famiglie e mendicanti solitari che già dormivano tutt'intorno, e fecero il loro pasto serale di pane secco, probabilmente quanto era avanzato a un rivenditore che verso sera lo aveva ceduto a
un prezzo bassissimo. Ma non fu un pasto triste. Essi parlavano, ridevano e scherzavano. Sarebbe difficile trovare una riunione di famiglia più felice di quella.
Quando il breve pasto fu finito, andarono tutti a una pompa con grande allegria,
si lavarono, bevettero e lavarono i loro recipienti di latta. Poi stesero con cura i
loro stracci per dormire vicini, e un pezzo di lenzuolo per coprirsi tutti.
E fu allora che il ragazzino fece qualcosa di assolutamente meraviglioso: si mise a
danzare.
Saltava e rideva fra i binari, rideva e cantava sommesso con incontenibile gioia.
Una simile danza, in una simile ora, in così assoluta miseria!».
Madre Teresa affermò tante volte che per noi occidentali, tristi nella nostra ricchezza, rintanati nelle nostre lussuose caverne, il povero è un «profeta». Pur nella
miseria dove la nostra economia scaltra l'ha esiliato, egli ci insegna dei valori grandi che noi abbiamo dimenticato: l'amore per gli altri, la gioia che nasce dal gustare
le piccole cose, l'amicizia, la capacità di entusiasmarsi per qualche cosa.
«Noi lo aiutiamo ad uscire dalla miseria. Ma lui ci regala qualcosa di più: ci insegna
una maniera diversa di vivere: servirsi delle cose, ma non diventare prigionieri delle cose, credere che ci sono valori assai più importanti del denaro: l'amore, il calore della famiglia, il sorriso dei bambini, l'amicizia, la gioia...».
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 25,31-46)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà
sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le
pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno
alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete
dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e
siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello
che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto
fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da
bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato
e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore,
quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in
carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi
dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla
vita eterna».
IL DONO
Madre Teresa di Calcutta)
L'importante è il dono di noi stessi, il grado di amore che mettiamo in ciascuno
dei nostri gesti. Non sappiamo fare grandi cose, soltanto piccole cose con grande
amore.
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38
ADORAZIONE EUCARISTICA
POMERIDIANA
VENERDI’ 16 OTTOBRE
Ricevuto “Eucarestia
Gesù, ci erivolgiamo
a Lui con uVita: IL PERDONO”
na preghiera di ringraziamento.
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (5° e 8° strofa)
CANTIAMO
INTRODUZIONE
ORA CHE SEI IN ME
Che cosa significa nell’esperienza cristiana il perdono? “Quando preghiamo, se
abbiamo qualcosa
qualcuno,
perdoniamo,perché anche il Padre nostro
Ora che contro
sei in me,
Signore,
che è nei cieli
perdoni
i
nostri
peccati.”
voglio portarti ovunque andrò.
Queste parole
richiamano
la preghiera
Possoci sperar
che insieme
a Tedel “Padre nostro” nella quale chiediamo che siano perdonati i nostri peccati come noi li perdoniamo a coloro
sempre più buono diverrò.
che ci hanno offeso.
La forza del Battesimo in noi, è forza che produce capacità di riconciliazione.
Lungo
la strada son
certo da parte di Dio e offerta a noi
Forza che Rit.
ci viene
dall’esperienza
di perdono
che
nella tua
Luce camminerò,
nella Chiesa per
diventare
a nostra
volta operatori pace, offrendo perdono
nella vita quotidiana.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
DI ADORAZIONE (S. Agostino)
Se nelPREGHIERA
dolor mi troverò
nel Tuo sostegno
confiderò.
Gesu Cristo,
aiutaci ad essere persone
Mamma e papà
cheassisti
sannoTu,
donare e ricevere,
che
sono
capaci
di condividere,
questo ti chiedo o mio Gesù.
Rit.
di portare i pesi gli uni degli altri
per soffrire e godere insieme,
che si perdonano l’un l’altro,
con generosità,
capaci di una riconciliazione continua.
Consapevoli dei lori limiti
accettano e si impegnano
in un’attiva collaborazione,
formando, una comunità di amore
per essere una comunità di servizio
per i poveri e gli abbandonati.
Signore, non 27
lasciarci chiusi
nel nostro egoismo, ma rendici
persone aperte capaci
27 di amare. Amen
27
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore. Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
ADORAZIONE EUCARISTICA
PER I RAGAZZI DELL’ INIZIAZIONE CRISTIANA
SABATO 16 OTTOBRE
“Anche tu così”
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
CANTO: “Con te faremo cose grandi”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 5-23,24 / 5-38,48)
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha
qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di
non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu
pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu
con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare
le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi
dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate
figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni,
e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale
ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
INTRODUZIONE
Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia e ha affidato agli apostoli riuniti nel cenacolo
il dono e il compito di fare memoria del suo sacrificio d’amore, ha anche consegnato alla Chiesa la garanzia della sua costante presenza. Ed egli è presente soprattutto attraverso la S. Messa, ma c’è un altro momento che ti permette di incontrarlo e di stare con Lui: è l’Adorazione del Ss. Sacramento che oggi siamo invitati
a vivere in modo particolare.
Ci farà da guida Madre Teresa che con la sua testimonianza di fede, carità e servizio ha saputo vivere concretamente nella vita di tutti i giorni l’Eucarestia.
“Madre Teresa è maestra di vita, specialmente per i giovani che hanno il grande
compito di costruire la pace, a cominciare dalle loro famiglie, di difendere la vita
sempre e comunque, soprattutto quando questa è particolarmente debole. Possa
la sua testimonianza essere stimolo ed incoraggiamento per molti ragazzi e ragazze, perché si pongano generosamente al servizio del vangelo”. ( Giovanni Paolo
II)
Parola del Signore.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
OMELIA
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…una preghiera per aiutare la gente ad amare i poveri
O Dio, rendici degni di servire i nostri fratelli,
da un capo all'altro del mondo,
dove vivono e muoiono in povertà e di fame.
Dona loro, in questo giorno, attraverso le nostre mani,
il loro pane quotidiano e il tuo confortevole amore,
dona loro pace e gioia.
Donami la grazia di vedere i bisogni degli altri
e che io possa dividere con loro i doni che mi hai dato.
… una preghiera per chiedere a Gesù di insegnarci a far silenzio.
Con Gesù io parlo nel silenzio del cuore.
Quando riusciamo ad ascoltarti
i nostri cuori sono colmi di te,
nei nostri cuori regna la pienezza delle tue parole.
Insegnaci il silenzio della tua passione
e ti rendiamo grazie per il tuo silenzio nell'eucaristia.
… per chi è afflitto
Aiutami a portare gioia nei cuori di quelli
che sono pieni di tristezza, pieni di disperazione.
Sii la loro forza, sii la loro gioia.
Aiutami ad essere la loro forza, la loro gioia.
Fammi essere come un raggio di sole che dà luce alla loro vita,
fammi portare nei loro cuori la luce dell'amore di Dio.
Fammi essere la speranza della felicità eterna.
Fammi portare la fiamma ardente del tuo amore nei cuori afflitti e infelici.
… una preghiera sull'immensa carità che Dio ha per noi.
Tutto l'amore che ho nel cuore per te, o Signore,
è soltanto un'ombra dell'amore che tu hai per me.
I tuoi gesti sono tutti amore.
La gioia che oggi ho nel cuore
è solo un'ombra della gioia che tu hai per me.
Tu mi ami perdutamente.
Ti amo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze,
perché tu sei Gesù, e sei Gesù per me.
Amen.
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “VOCAZIONE”
SALMO 117 - Canto di gioia e di vittoria
Celebrate il Signore, perché è buono;
eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.
Lo dica la casa di Aronne:
eterna è la sua misericordia.
Lo dica chi teme Dio:
eterna è la sua misericordia.
Nell’angoscia ho gridato al Signore,
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Il Signore è con me, non ho timore;
che cosa può farmi l’uomo?
Il Signore è con me, è mio aiuto,
sfiderò i miei nemici.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
Che confidare nell’uomo.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
Che confidare nei potenti.
RIFLESSIONE PERSONALE
−
Apparteniamo al Signore come appartengono a Dio coloro che amiamo e che ci amano, ma anche coloro che ci offendono e che ci odiano. Il
vero Cristiano è colui che ama e teme Iddio. Dio dice: “Quando ti senti
compunto di peccato, perché hai fatto del male agli altri, tu vieni da Me per
essere perdonato, ma come posso perdonarti, se prima non vai a riconciliarti
con tuo fratello, tua sorella, tua madre e tuo padre?”
−
“Padre mio, insegnami a perdonare come Tu sai perdonare e amare.
Signore, ho bisogno di imitarTi, ma non sono capace; aiutami a non offendere, sparlare, accusare e maledire gli altri. Tocca il mio cuore, affinchè possa comprendere la Tua volontà”. Dio ti risponderà: Figliolo non è difficile
imitarmi, devi solo chiederlo sempre, senza stancarti di pregare.
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−
(Giovanni Paolo II) “All’umanità, che talora smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura il Signore risorto offre in dono il suo
amore che perdona, riconcilia e apre l’animo alla speranza. E’ amore che converte i cuori e dona la pace. Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di
accogliere la Divina Misericordia”.
Inno alla vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA
Padre onnipotente e santo,
che sei grande nel perdono e ricco di misericordia,
a te sale la nostra preghiera di figli.
Il nostro peccato, noi lo conosciamo,
ne sentiamo tutto il peso e la tristezza.
Vorremmo spesso essere diversi,
migliori, più giusti, più veri.
Ma se grande è il nostro peccato,
più grande è il tuo amore,
più forte la tua benevolenza.
Noi ci affidiamo, o Padre, alla tua bontà che salva
e ti preghiamo in modo particolare
per i nostri fratelli che, oppressi dalla loro colpa,
rischiano di perdere la speranza.
Per il sangue del tuo Figlio amato
giunga a tutti la ricchezza del tuo perdono.
Stringi tutti nel tuo abbraccio di pace,
tu che sempre attendi i tuoi figli fuggiti lontano.Amen
CANTO FINALE: “TI RINGRAZIO MIO SIGNORE
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30
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
Lettore: Penso che il miglior modo di pregare è lasciare che Gesù preghi in noi,
permettendogli di essere in noi, con noi e attraverso di noi. Ed è pure essere alla
sua presenza, perché egli ha detto: «Ero affamato, e mi avete dato da mangiare,
nudo e mi avete vestito, senza casa e mi avete accolto».
Ecco perché, se preghiamo crederemo, perché il frutto della preghiera è la fede.
E il frutto della fede è l'amore. E il frutto dell'amore è il servizio. Se realmente
preghiamo, se lasciamo che Gesù preghi in noi, saremo capaci di donarlo agli
altri, perché egli è la luce che deve splendere attraverso di noi, in noi; e attraverso di noi a tutti coloro con cui veniamo in contatto.
Ed ecco perché Gesù si è fatto pane della vita, per poter soddisfare la fame che il
cuore ha di Dio, dell'amore.
Madre Teresa, regalaci una preghiera da rivolgere a Maria
Maria, Madre mia carissima, getta il tuo manto di purezza sulla mia anima;
dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, il tuo cuore tanto pieno di amore e di umiltà, così che io sia capace di ricevere e portare Gesù con gli
stessi tuoi sentimenti.
Devo comunicare il tuo figlio Gesù dovunque vado.
La tua anima, con il tuo spirito e la tua vita, rafforzi e possegga tutto il mio essere, così che la mia vita sia tutta e solo per Gesù, così che ogni gioia che il cuore
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prova possa sentire la tua presenza nella mia anima.
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E lei, con una fermezza materna mi disse: “Figlio mio, io non potrei amare e
servire i poveri se Gesù non mi mettesse ogni giorno nel cuore il suo amore. Leggi bene il Vangelo: Gesù, per la preghiera, sacrificava anche la carità.” Parole
enormi che io non dimenticherò mai.
Madre Teresa è entrata nel mio cuore e nel cuore di tantissima gente perché è
una creatura piena della luce di Dio. E il 5 settembre 1997, quando appresi la
notizia della sua scomparsa, mi vennero in mente le parole che disse un giorno:
“Quando io morirò, mi verranno incontro tutti i poveri che ho aiutato, mi prenderanno per mano e mi porteranno alla festa di Dio.”
ADORAZIONE EUCARISTICA
PER GLI ADOLESCENTI
VENERDI’ 16 OTTOBRE
“Anche tu così”
CANTO: “ Te al centro del mio cuore”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
Momento di silenzio e riflessione personale
Non si può che amare uno per volta
(Madre Teresa di Calcutta)
L'importante non è quanto facciamo, bensì l'amore che poniamo in quello che
facciamo. Gesù non ha detto: "Amate il mondo intero", ma ha detto: "Amatevi
l'un l'altro". Non si può che amare uno per volta. Se uno guarda la quantità, si
perde. E mentre si ferma a parlare della fame, qualcuno al suo fianco sta morendo. La fame non è di solo pane. C'è fame d'amore. Di essere amati. Di amare.
Una fame terribile quella dell'amore! La solitudine: un'altra fame terribile!
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 13,1-17)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino
alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato
tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola,
depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò
dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con
l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora
non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in
eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse
Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi
ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per
questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse
loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore,
e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i
piedi a voi, anche voi dovete lavare i 31
piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
Parola del Signore.
31
In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un
inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le
mettete in pratica.
Parola del Signore.
Se il mondo va male...
(Madre Teresa di Calcutta)
Un giornalista parlava con Madre Teresa di Calcutta: "Ma insomma... questa
Chiesa va così male, non crede anche lei? Cosa possiamo fare per migliorarla?". E
Madre Teresa: "Ah, guardi, semplicissimo: cominciamo da me e da lei!".
Madre Teresa, donna delle Beatitudini
Un ricordo di Madre Teresa scritto da monsignor Angelo Comastri
Il ricordo di madre Teresa di Calcutta, io l'associo sempre al ricordo della mia
mamma: conservo una foto che le ritrae assieme mentre si abbracciano. Ogni
volta che guardo quella foto mi sento anch'io abbracciato e protetto da queste
due mamme. Madre Teresa mi ha insegnato tante cose della vita, ma le ha insegnate a tutti coloro che l'hanno incontrata. Attraverso di lei, Dio ci ha detto che
il Vangelo è vivibile anche oggi. E quando noi viviamo il Vangelo, senza sconti e
senza furbizie umane, allora anche gli atei se ne accorgono e restano pensosi e
rispettosi. Ricordo infatti un'affermazione straordinaria di Pier Paolo Pasolini.
Dopo aver incontrato madre Teresa, egli disse: “Quella piccola donna, quando
guarda, vede. E vede ciò che io non vedo.” Ma qual è il segreto di questa straordinaria cristiana? Io credo che tutta la sua meravigliosa avventura sia cominciata
in famiglia. Con quale forza e insistenza, con quali accenti accorati parlava delle
famiglie, della missione del padre, della madre, dei figli. Quante volte l'ho vista
commuoversi parlando della famiglia. Ebbene: il segreto della sua vita cristiana
sta proprio nell'esempio della sua mamma. Quando madre Teresa rimase precocemente orfana, la mamma la chiamò a sé assieme ai suoi due fratelli e disse loro: Non c'è più papà, ora la mamma è sola, abbiamo tanto bisogno di Dio: raddoppieremo la carità. E portò la giovane Agnese, la futura Teresa, per due pomeriggi alla settimana a visitare le persone sole, ad aiutare i poveri del quartiere,
a lavare gli anziani abbandonati. Madre Teresa vedeva e imparava. E quando,
nel 1991, ritornò, dopo tantissimi anni, in Albania, per prima cosa volle andare a
deporre un fiore sulla tomba della mamma. Ed esclamò davanti a tutti: “Non ci
sarebbe mai stata madre Teresa di Calcutta se non ci fosse stata mamma Drana.”
Poi, abbassò gli occhi e pianse in silenzio.
Ho avuto il privilegio di incontrare spesso madre Teresa: il primo vero, grande
ricordo risale al 1979, quando la Madre ricevette il premio Nobel per la pace. Di
ritorno da Oslo, si fermò presso la casa delle Missionarie della carità di Roma.
Nel cortile di fronte al conventino delle suore, c'era una folla di giornalisti che
volevano vederla e intervistarla. Io ebbi il privilegio di essere lì, in quel momento: tutti la consigliavamo di riposarsi un po' e di risparmiarsi. Ma lei volle comunque incontrarli perché, diceva, stanno facendo il loro lavoro. Fu dunque
aperto il cancello e la piccola Madre si consegnò loro. Alla fine, dopo tantissime
domande, foto e riprese televisive, un giornalista un po' impertinente le disse:
“Madre, lei ha settanta anni, si è tanto sacrificata, ha tanto lavorato, ma nel
mondo non è cambiato niente. Si riposi dunque, perché purtroppo il mondo
non cambierà!”. Noi ci guardammo l'un l'altro, imbarazzati e stizziti per la sfacciataggine del giornalista. Ero tentato di intervenire, ma poi mi convinsi che la
Madre avrebbe avuto senz'altro una risposta migliore della mia. E infatti:
“Signore,” gli disse, “stia tranquillo, il mondo lo cambierà Gesù. Io non ho mai
voluto cambiarlo, ma ho cercato di essere una goccia di acqua pulita nella quale
si potesse rispecchiare il volto misericordioso di Dio. Lo faccia anche lei, sua moglie, i suoi figli. Più crescono le gocce, più è probabile che il mondo cambi.”
32
Ricordo ancora quando ero parroco a Porto santo Stefano, nell'Argentario: madre Teresa venne il 18 maggio 1988 per una veglia di preghiera. Prima che arrivasse lei, un distinto signore di Grosseto venne a trovarmi per consegnarmi la
chiavi della sua villa: voleva che la Madre ne ricavasse una casa per malati di
aids. Conoscendo madre Teresa, preferii che fosse lei a prendere la decisione di
accettare o meno le chiavi. Alla fine della veglia, le ricordai l'offerta generosa di
quell'uomo. Ma lei quasi sembrava non farci caso. Io mi permisi di insistere. Alla
fine accettò di incontrarlo. Pensavamo che la cosa fosse fatta: ricordo ancora
l'uomo con le chiavi in mano, orgoglioso ed emozionato. La risposta della Madre ci lasciò stupefatti: “Devo pensarci, devo pregare” - disse - “perché non so se
sia bene portare giovani malati in un luogo di villeggiatura; se la gente li rifiuta,
soffrono due volte. E poi, io non voglio fare il bene dando fastidio agli altri.”
Ma intanto, uno che le stava vicino, la invitò a prendere comunque le chiavi.
Ricordo come la Madre cambiò espressione, facendosi severa e, scandendo le
parole, disse: “No, perché quel che non mi serve mi pesa.” Queste parole le ho
meditate mille volte e se ci avessi pensato un anno intero, non ne avrei trovate
mai di migliori. La carità nasce dalla preghiera
La carità della Madre nasceva dalla preghiera. Quando andai a trovarla subito
dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1968, mi aspettavo che per il mio ministero mi desse delle indicazioni incentrate sulla solidarietà. E invece lei mi chiese
quante ore al giorno dedicavo alla preghiera. Subito, spiazzato, le risposi che sì,
il breviario lo dicevo, il rosario anche, la messa la celebravo... Se ami il Signore mi disse - devi sentire il bisogno di dedicargli del tempo tuo, di tua iniziativa. Io
mi difesi in qualche maniera, dicendo che da lei mi sarei aspettato una riflessione
sul piano della carità.
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In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un
inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le
mettete in pratica.
Parola del Signore.
Se il mondo va male...
(Madre Teresa di Calcutta)
Un giornalista parlava con Madre Teresa di Calcutta: "Ma insomma... questa
Chiesa va così male, non crede anche lei? Cosa possiamo fare per migliorarla?". E
Madre Teresa: "Ah, guardi, semplicissimo: cominciamo da me e da lei!".
Madre Teresa, donna delle Beatitudini
Un ricordo di Madre Teresa scritto da monsignor Angelo Comastri
Il ricordo di madre Teresa di Calcutta, io l'associo sempre al ricordo della mia
mamma: conservo una foto che le ritrae assieme mentre si abbracciano. Ogni
volta che guardo quella foto mi sento anch'io abbracciato e protetto da queste
due mamme. Madre Teresa mi ha insegnato tante cose della vita, ma le ha insegnate a tutti coloro che l'hanno incontrata. Attraverso di lei, Dio ci ha detto che
il Vangelo è vivibile anche oggi. E quando noi viviamo il Vangelo, senza sconti e
senza furbizie umane, allora anche gli atei se ne accorgono e restano pensosi e
rispettosi. Ricordo infatti un'affermazione straordinaria di Pier Paolo Pasolini.
Dopo aver incontrato madre Teresa, egli disse: “Quella piccola donna, quando
guarda, vede. E vede ciò che io non vedo.” Ma qual è il segreto di questa straordinaria cristiana? Io credo che tutta la sua meravigliosa avventura sia cominciata
in famiglia. Con quale forza e insistenza, con quali accenti accorati parlava delle
famiglie, della missione del padre, della madre, dei figli. Quante volte l'ho vista
commuoversi parlando della famiglia. Ebbene: il segreto della sua vita cristiana
sta proprio nell'esempio della sua mamma. Quando madre Teresa rimase precocemente orfana, la mamma la chiamò a sé assieme ai suoi due fratelli e disse loro: Non c'è più papà, ora la mamma è sola, abbiamo tanto bisogno di Dio: raddoppieremo la carità. E portò la giovane Agnese, la futura Teresa, per due pomeriggi alla settimana a visitare le persone sole, ad aiutare i poveri del quartiere,
a lavare gli anziani abbandonati. Madre Teresa vedeva e imparava. E quando,
nel 1991, ritornò, dopo tantissimi anni, in Albania, per prima cosa volle andare a
deporre un fiore sulla tomba della mamma. Ed esclamò davanti a tutti: “Non ci
sarebbe mai stata madre Teresa di Calcutta se non ci fosse stata mamma Drana.”
Poi, abbassò gli occhi e pianse in silenzio.
Ho avuto il privilegio di incontrare spesso madre Teresa: il primo vero, grande
ricordo risale al 1979, quando la Madre ricevette il premio Nobel per la pace. Di
ritorno da Oslo, si fermò presso la casa delle Missionarie della carità di Roma.
Nel cortile di fronte al conventino delle suore, c'era una folla di giornalisti che
volevano vederla e intervistarla. Io ebbi il privilegio di essere lì, in quel momento: tutti la consigliavamo di riposarsi un po' e di risparmiarsi. Ma lei volle comunque incontrarli perché, diceva, stanno facendo il loro lavoro. Fu dunque
aperto il cancello e la piccola Madre si consegnò loro. Alla fine, dopo tantissime
domande, foto e riprese televisive, un giornalista un po' impertinente le disse:
“Madre, lei ha settanta anni, si è tanto sacrificata, ha tanto lavorato, ma nel
mondo non è cambiato niente. Si riposi dunque, perché purtroppo il mondo
non cambierà!”. Noi ci guardammo l'un l'altro, imbarazzati e stizziti per la sfacciataggine del giornalista. Ero tentato di intervenire, ma poi mi convinsi che la
Madre avrebbe avuto senz'altro una risposta migliore della mia. E infatti:
“Signore,” gli disse, “stia tranquillo, il mondo lo cambierà Gesù. Io non ho mai
voluto cambiarlo, ma ho cercato di essere una goccia di acqua pulita nella quale
si potesse rispecchiare il volto misericordioso di Dio. Lo faccia anche lei, sua moglie, i suoi figli. Più crescono le gocce, più è probabile che il mondo cambi.”
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Ricordo ancora quando ero parroco a Porto santo Stefano, nell'Argentario: madre Teresa venne il 18 maggio 1988 per una veglia di preghiera. Prima che arrivasse lei, un distinto signore di Grosseto venne a trovarmi per consegnarmi la
chiavi della sua villa: voleva che la Madre ne ricavasse una casa per malati di
aids. Conoscendo madre Teresa, preferii che fosse lei a prendere la decisione di
accettare o meno le chiavi. Alla fine della veglia, le ricordai l'offerta generosa di
quell'uomo. Ma lei quasi sembrava non farci caso. Io mi permisi di insistere. Alla
fine accettò di incontrarlo. Pensavamo che la cosa fosse fatta: ricordo ancora
l'uomo con le chiavi in mano, orgoglioso ed emozionato. La risposta della Madre ci lasciò stupefatti: “Devo pensarci, devo pregare” - disse - “perché non so se
sia bene portare giovani malati in un luogo di villeggiatura; se la gente li rifiuta,
soffrono due volte. E poi, io non voglio fare il bene dando fastidio agli altri.”
Ma intanto, uno che le stava vicino, la invitò a prendere comunque le chiavi.
Ricordo come la Madre cambiò espressione, facendosi severa e, scandendo le
parole, disse: “No, perché quel che non mi serve mi pesa.” Queste parole le ho
meditate mille volte e se ci avessi pensato un anno intero, non ne avrei trovate
mai di migliori. La carità nasce dalla preghiera
La carità della Madre nasceva dalla preghiera. Quando andai a trovarla subito
dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1968, mi aspettavo che per il mio ministero mi desse delle indicazioni incentrate sulla solidarietà. E invece lei mi chiese
quante ore al giorno dedicavo alla preghiera. Subito, spiazzato, le risposi che sì,
il breviario lo dicevo, il rosario anche, la messa la celebravo... Se ami il Signore mi disse - devi sentire il bisogno di dedicargli del tempo tuo, di tua iniziativa. Io
mi difesi in qualche maniera, dicendo che da lei mi sarei aspettato una riflessione
sul piano della carità.
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E lei, con una fermezza materna mi disse: “Figlio mio, io non potrei amare e
servire i poveri se Gesù non mi mettesse ogni giorno nel cuore il suo amore. Leggi bene il Vangelo: Gesù, per la preghiera, sacrificava anche la carità.” Parole
enormi che io non dimenticherò mai.
Madre Teresa è entrata nel mio cuore e nel cuore di tantissima gente perché è
una creatura piena della luce di Dio. E il 5 settembre 1997, quando appresi la
notizia della sua scomparsa, mi vennero in mente le parole che disse un giorno:
“Quando io morirò, mi verranno incontro tutti i poveri che ho aiutato, mi prenderanno per mano e mi porteranno alla festa di Dio.”
ADORAZIONE EUCARISTICA
PER GLI ADOLESCENTI
VENERDI’ 16 OTTOBRE
“Anche tu così”
CANTO: “ Te al centro del mio cuore”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
Momento di silenzio e riflessione personale
Non si può che amare uno per volta
(Madre Teresa di Calcutta)
L'importante non è quanto facciamo, bensì l'amore che poniamo in quello che
facciamo. Gesù non ha detto: "Amate il mondo intero", ma ha detto: "Amatevi
l'un l'altro". Non si può che amare uno per volta. Se uno guarda la quantità, si
perde. E mentre si ferma a parlare della fame, qualcuno al suo fianco sta morendo. La fame non è di solo pane. C'è fame d'amore. Di essere amati. Di amare.
Una fame terribile quella dell'amore! La solitudine: un'altra fame terribile!
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 13,1-17)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino
alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato
tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola,
depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò
dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con
l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora
non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in
eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse
Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi
ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per
questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse
loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore,
e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i
piedi a voi, anche voi dovete lavare i 31
piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
Parola del Signore.
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−
(Giovanni Paolo II) “All’umanità, che talora smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura il Signore risorto offre in dono il suo
amore che perdona, riconcilia e apre l’animo alla speranza. E’ amore che converte i cuori e dona la pace. Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di
accogliere la Divina Misericordia”.
Inno alla vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA
Padre onnipotente e santo,
che sei grande nel perdono e ricco di misericordia,
a te sale la nostra preghiera di figli.
Il nostro peccato, noi lo conosciamo,
ne sentiamo tutto il peso e la tristezza.
Vorremmo spesso essere diversi,
migliori, più giusti, più veri.
Ma se grande è il nostro peccato,
più grande è il tuo amore,
più forte la tua benevolenza.
Noi ci affidiamo, o Padre, alla tua bontà che salva
e ti preghiamo in modo particolare
per i nostri fratelli che, oppressi dalla loro colpa,
rischiano di perdere la speranza.
Per il sangue del tuo Figlio amato
giunga a tutti la ricchezza del tuo perdono.
Stringi tutti nel tuo abbraccio di pace,
tu che sempre attendi i tuoi figli fuggiti lontano.Amen
CANTO FINALE: “TI RINGRAZIO MIO SIGNORE
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La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
Lettore: Penso che il miglior modo di pregare è lasciare che Gesù preghi in noi,
permettendogli di essere in noi, con noi e attraverso di noi. Ed è pure essere alla
sua presenza, perché egli ha detto: «Ero affamato, e mi avete dato da mangiare,
nudo e mi avete vestito, senza casa e mi avete accolto».
Ecco perché, se preghiamo crederemo, perché il frutto della preghiera è la fede.
E il frutto della fede è l'amore. E il frutto dell'amore è il servizio. Se realmente
preghiamo, se lasciamo che Gesù preghi in noi, saremo capaci di donarlo agli
altri, perché egli è la luce che deve splendere attraverso di noi, in noi; e attraverso di noi a tutti coloro con cui veniamo in contatto.
Ed ecco perché Gesù si è fatto pane della vita, per poter soddisfare la fame che il
cuore ha di Dio, dell'amore.
Madre Teresa, regalaci una preghiera da rivolgere a Maria
Maria, Madre mia carissima, getta il tuo manto di purezza sulla mia anima;
dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, il tuo cuore tanto pieno di amore e di umiltà, così che io sia capace di ricevere e portare Gesù con gli
stessi tuoi sentimenti.
Devo comunicare il tuo figlio Gesù dovunque vado.
La tua anima, con il tuo spirito e la tua vita, rafforzi e possegga tutto il mio essere, così che la mia vita sia tutta e solo per Gesù, così che ogni gioia che il cuore
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prova possa sentire la tua presenza nella mia anima.
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…una preghiera per aiutare la gente ad amare i poveri
O Dio, rendici degni di servire i nostri fratelli,
da un capo all'altro del mondo,
dove vivono e muoiono in povertà e di fame.
Dona loro, in questo giorno, attraverso le nostre mani,
il loro pane quotidiano e il tuo confortevole amore,
dona loro pace e gioia.
Donami la grazia di vedere i bisogni degli altri
e che io possa dividere con loro i doni che mi hai dato.
… una preghiera per chiedere a Gesù di insegnarci a far silenzio.
Con Gesù io parlo nel silenzio del cuore.
Quando riusciamo ad ascoltarti
i nostri cuori sono colmi di te,
nei nostri cuori regna la pienezza delle tue parole.
Insegnaci il silenzio della tua passione
e ti rendiamo grazie per il tuo silenzio nell'eucaristia.
… per chi è afflitto
Aiutami a portare gioia nei cuori di quelli
che sono pieni di tristezza, pieni di disperazione.
Sii la loro forza, sii la loro gioia.
Aiutami ad essere la loro forza, la loro gioia.
Fammi essere come un raggio di sole che dà luce alla loro vita,
fammi portare nei loro cuori la luce dell'amore di Dio.
Fammi essere la speranza della felicità eterna.
Fammi portare la fiamma ardente del tuo amore nei cuori afflitti e infelici.
… una preghiera sull'immensa carità che Dio ha per noi.
Tutto l'amore che ho nel cuore per te, o Signore,
è soltanto un'ombra dell'amore che tu hai per me.
I tuoi gesti sono tutti amore.
La gioia che oggi ho nel cuore
è solo un'ombra della gioia che tu hai per me.
Tu mi ami perdutamente.
Ti amo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze,
perché tu sei Gesù, e sei Gesù per me.
Amen.
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “VOCAZIONE”
SALMO 117 - Canto di gioia e di vittoria
Celebrate il Signore, perché è buono;
eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.
Lo dica la casa di Aronne:
eterna è la sua misericordia.
Lo dica chi teme Dio:
eterna è la sua misericordia.
Nell’angoscia ho gridato al Signore,
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Il Signore è con me, non ho timore;
che cosa può farmi l’uomo?
Il Signore è con me, è mio aiuto,
sfiderò i miei nemici.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
Che confidare nell’uomo.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
Che confidare nei potenti.
RIFLESSIONE PERSONALE
−
Apparteniamo al Signore come appartengono a Dio coloro che amiamo e che ci amano, ma anche coloro che ci offendono e che ci odiano. Il
vero Cristiano è colui che ama e teme Iddio. Dio dice: “Quando ti senti
compunto di peccato, perché hai fatto del male agli altri, tu vieni da Me per
essere perdonato, ma come posso perdonarti, se prima non vai a riconciliarti
con tuo fratello, tua sorella, tua madre e tuo padre?”
−
“Padre mio, insegnami a perdonare come Tu sai perdonare e amare.
Signore, ho bisogno di imitarTi, ma non sono capace; aiutami a non offendere, sparlare, accusare e maledire gli altri. Tocca il mio cuore, affinchè possa comprendere la Tua volontà”. Dio ti risponderà: Figliolo non è difficile
imitarmi, devi solo chiederlo sempre, senza stancarti di pregare.
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ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore. Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
ADORAZIONE EUCARISTICA
PER I RAGAZZI DELL’ INIZIAZIONE CRISTIANA
SABATO 16 OTTOBRE
“Anche tu così”
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
CANTO: “Con te faremo cose grandi”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 5-23,24 / 5-38,48)
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha
qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di
non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu
pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu
con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare
le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi
dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate
figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni,
e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale
ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
INTRODUZIONE
Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia e ha affidato agli apostoli riuniti nel cenacolo
il dono e il compito di fare memoria del suo sacrificio d’amore, ha anche consegnato alla Chiesa la garanzia della sua costante presenza. Ed egli è presente soprattutto attraverso la S. Messa, ma c’è un altro momento che ti permette di incontrarlo e di stare con Lui: è l’Adorazione del Ss. Sacramento che oggi siamo invitati
a vivere in modo particolare.
Ci farà da guida Madre Teresa che con la sua testimonianza di fede, carità e servizio ha saputo vivere concretamente nella vita di tutti i giorni l’Eucarestia.
“Madre Teresa è maestra di vita, specialmente per i giovani che hanno il grande
compito di costruire la pace, a cominciare dalle loro famiglie, di difendere la vita
sempre e comunque, soprattutto quando questa è particolarmente debole. Possa
la sua testimonianza essere stimolo ed incoraggiamento per molti ragazzi e ragazze, perché si pongano generosamente al servizio del vangelo”. ( Giovanni Paolo
II)
Parola del Signore.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
OMELIA
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 25,31-46)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà
sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le
pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno
alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete
dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e
siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello
che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto
fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da
bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato
e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore,
quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in
carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi
dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla
vita eterna».
IL DONO
Madre Teresa di Calcutta)
L'importante è il dono di noi stessi, il grado di amore che mettiamo in ciascuno
dei nostri gesti. Non sappiamo fare grandi cose, soltanto piccole cose con grande
amore.
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ADORAZIONE EUCARISTICA
POMERIDIANA
VENERDI’ 16 OTTOBRE
Ricevuto “Eucarestia
Gesù, ci erivolgiamo
a Lui con uVita: IL PERDONO”
na preghiera di ringraziamento.
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (5° e 8° strofa)
CANTIAMO
INTRODUZIONE
ORA CHE SEI IN ME
Che cosa significa nell’esperienza cristiana il perdono? “Quando preghiamo, se
abbiamo qualcosa
qualcuno,
perdoniamo,perché anche il Padre nostro
Ora che contro
sei in me,
Signore,
che è nei cieli
perdoni
i
nostri
peccati.”
voglio portarti ovunque andrò.
Queste parole
richiamano
la preghiera
Possoci sperar
che insieme
a Tedel “Padre nostro” nella quale chiediamo che siano perdonati i nostri peccati come noi li perdoniamo a coloro
sempre più buono diverrò.
che ci hanno offeso.
La forza del Battesimo in noi, è forza che produce capacità di riconciliazione.
Lungo
la strada son
certo da parte di Dio e offerta a noi
Forza che Rit.
ci viene
dall’esperienza
di perdono
che
nella tua
Luce camminerò,
nella Chiesa per
diventare
a nostra
volta operatori pace, offrendo perdono
nella vita quotidiana.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
DI ADORAZIONE (S. Agostino)
Se nelPREGHIERA
dolor mi troverò
nel Tuo sostegno
confiderò.
Gesu Cristo,
aiutaci ad essere persone
Mamma e papà
cheassisti
sannoTu,
donare e ricevere,
che
sono
capaci
di condividere,
questo ti chiedo o mio Gesù.
Rit.
di portare i pesi gli uni degli altri
per soffrire e godere insieme,
che si perdonano l’un l’altro,
con generosità,
capaci di una riconciliazione continua.
Consapevoli dei lori limiti
accettano e si impegnano
in un’attiva collaborazione,
formando, una comunità di amore
per essere una comunità di servizio
per i poveri e gli abbandonati.
Signore, non 27
lasciarci chiusi
nel nostro egoismo, ma rendici
persone aperte capaci
27 di amare. Amen
27
Lettura personale silenziosa
La danza del bambino
(Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, biografia)
Trova il tempo..
Ricevuto
Trova il tempo
di pensareGesù, ci rivolgiamo a Lui
Trova il tempo
pregare
na di
preghiera
di ringraziamento.
Trova il tempo di ridere
È la fonte delCANTIAMO
potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
ORA CHE SEI IN ME
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo
essere
amato
Oraper
cheamare
sei inedme,
Signore,
Trova il tempo
di
dare
voglio portarti ovunque andrò.
È il segreto dell'eterna
giovinezza
Posso sperar
che insieme a Te
È il privilegio dato da Dio
sempre più buono diverrò.
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Rit.di Lungo
Trova il tempo
leggere la strada son certo
nella
tua Luce camminerò,
Trova il tempo diche
essere
amico
Trova il tempo diPotrò
lavorare
capir così
E' la fonte della saggezza
perchè la vita è bella insieme a te.
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Se nel dolor mi troverò
nel di
Tuo
Trova il tempo
faresostegno
la carità confiderò.
E' la chiave del
Paradiso.
Mamma
e papà assisti Tu,
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “Vieni e seguimi”
con u-
C'è un episodio, nella vita di madre Teresa, che sconvolge molte convinzioni e lascia pensosi, forse uno degli episodi-chiave per capire questa figura. Lo raccontò lei
stessa
Durante una notte passata nella stazione di Howrah, a Calcutta, verso mezzanotte
quando i treni sono tutti fermi per qualche ora, arrivò una poverissima famiglia
che veniva di solito a dormire alla stazione. Erano una madre e quattro figli, dai
cinque agli undici anni. La madre era una buffa', piccola cosa avvolta in un sari
bianco di cotone, sottile per quella notte di novembre, con i capelli rasi a zero,
stranamente per una donna. Aveva con sé dei recipienti di latta, qualche straccetto
e dei pezzi di pane, tutto quanto possedeva per sé e per i suoi figli. Erano mendicanti. La stazione era la loro casa.
I bambini, tre ragazze e un bimbo che era il più piccolo, erano come la madre pieni di vivacità. A quell'ora, in piena notte, sedettero tutti su un marciapiede della
stazione presso le rotaie, vicino ad altre innumerevoli famiglie e mendicanti solitari che già dormivano tutt'intorno, e fecero il loro pasto serale di pane secco, probabilmente quanto era avanzato a un rivenditore che verso sera lo aveva ceduto a
un prezzo bassissimo. Ma non fu un pasto triste. Essi parlavano, ridevano e scherzavano. Sarebbe difficile trovare una riunione di famiglia più felice di quella.
Quando il breve pasto fu finito, andarono tutti a una pompa con grande allegria,
si lavarono, bevettero e lavarono i loro recipienti di latta. Poi stesero con cura i
loro stracci per dormire vicini, e un pezzo di lenzuolo per coprirsi tutti.
E fu allora che il ragazzino fece qualcosa di assolutamente meraviglioso: si mise a
danzare.
Saltava e rideva fra i binari, rideva e cantava sommesso con incontenibile gioia.
Una simile danza, in una simile ora, in così assoluta miseria!».
Madre Teresa affermò tante volte che per noi occidentali, tristi nella nostra ricchezza, rintanati nelle nostre lussuose caverne, il povero è un «profeta». Pur nella
miseria dove la nostra economia scaltra l'ha esiliato, egli ci insegna dei valori grandi che noi abbiamo dimenticato: l'amore per gli altri, la gioia che nasce dal gustare
le piccole cose, l'amicizia, la capacità di entusiasmarsi per qualche cosa.
«Noi lo aiutiamo ad uscire dalla miseria. Ma lui ci regala qualcosa di più: ci insegna
una maniera diversa di vivere: servirsi delle cose, ma non diventare prigionieri delle cose, credere che ci sono valori assai più importanti del denaro: l'amore, il calore della famiglia, il sorriso dei bambini, l'amicizia, la gioia...».
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Momento di silenzio e riflessione personale:
Momento di silenzio
Un giorno, a Calcutta , non vi era assolutamente niente in convento per il pasto
serale delle suore e di un gruppo di bambini ricoverati provvisoriamente in un’ala del convento stesso.
Madre Teresa è tranquilla. Sorride, e tutti nel convento sorridono lietamente
con lei. Suona alla porta una signora sconosciuta, che entra facendo cenno a un
paio di curve figure. “Ho pensato, non so nemmeno io come mai, di portarvi
questi sacchi di riso. Vi servono?”. Era quanto occorreva per la cena di tutti.
T. Signore, fammi strumento delle tue mani
"Il frutto del silenzio è la preghiera,
il frutto della preghiera è la fede,
il frutto della fede è l'amore,
il frutto dell'amore è il servizio,
il frutto del servizio è la pace"
Iniziate e finite la giornata con la preghiera. Andate da Dio come bambini. Se
trovate difficile pregare, potete dire: "Vieni, Spirito Santo, guidami, proteggimi,
sgombera la mia mente affinché possa pregare".
Let. Signore,
Ricevuto Gesù, ci rivolgiamo a Lui
vuoi le mie mani per passare questa giornata
preghiera
aiutando i na
poveri
e i malati chedi
neringraziamento.
hanno bisogno?
T. Signore, oggi ti do le mie mani.
Let. Signore,CANTIAMO
con u-
vuoi i miei piedi per passare questa giornata
visitando coloro
hanno
ORA che
CHE
SEIbisogno
IN MEdi un amico?
T. Signore, oggi ti do i miei piedi.
Let. Signore,Ora che sei in me, Signore,
vuoi la miavoglio
voce per
passareovunque
questa giornata
portarti
andrò.
parlando con
quelli
che hanno
bisogno adiTe
parole d'amore?
Posso
sperar
che insieme
T. Signore, sempre
oggi ti do
la
mia
voce.
più buono diverrò.
Let. Signore,
vuoi il mio Rit.
cuoreLungo
per passare
questa son
giornata
la strada
certo
amando ogni uomo
solo
perché
è
un
che nella tua Luceuomo?
camminerò,
T. Signore, oggi ti do il mio cuore.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
In un momento di onestà
(Madre Teresa di Calcutta)
Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in
un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me
stesso.
Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in
un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.
Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.
E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo
mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.
Momento di silenzio
Se nel dolor mi troverò
In un momento
di onestà
nel Tuo
sostegno confiderò.
(Madre Teresa
di
Calcutta)
Mamma
e papà assisti Tu,
Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me
stesso.
Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in
un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.
Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.
E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo
mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE: “Camminerò”
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Riflessione di Madre Teresa
Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella
mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e
magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era così forte
che stavo per
vomitare, anche
se le
solo passando
Ricevuto
Gesù,
cistavo
rivolgiamo
a vicino.
Lui con uSono andatana
avanti
e
ho
visto
dei
grossi
topi
che
mordevano
preghiera di ringraziamento. il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa e’ la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita.
Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il più presto
CANTIAMO
possibile e dimenticare
quello che avevo visto e non ricordarlo mai più.
E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva
con tanta
forza.
ORA CHE
SEI IN
MEMa prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta lì, sul marciapiede delOra
quartiere
povero
Calcutta, che ora conosco così bene, e ho visto
che sei
in me,diSignore,
che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi.
voglio portarti ovunque andrò.
Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede.
Posso
sperartornata
che insieme
Tequella donna, ho cacciato via i topi,
Mi sono voltata
e sono
indietroada
sempre
più albuono
diverrò.
l’ho sollevata
e portata
piu’ vicino
ospedale. Ma non volevano prenderla e ci
hanno detto di andarcene via. Abbiamo cercato un altro ospedale, con lo stesso
risultato, e con
altro ancora,
finchè
abbiamo trovato una camera privata
Rit.unLungo
la strada
sonnon
certo
per lei, e io stessache
l’honella
curata.
Da
quel
giorno
la mia vita e’ cambiata. Da quel
tua Luce camminerò,
giorno il mio progetto e’ stato chiaro: avrei dovuto vivere per e con il più povePotrò capir così
ro dei poveri su questa terra, dovunque lo avessi trovato.
perchè la vita è bella insieme a te.
Momento di silenzio
Se nel dolor SALMO
mi troverò
15
nel
Tuo
sostegno
confiderò.
Let. Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Mamma
e papàsulla
assisti
Chi dimorerà
tua Tu,
santa montagna?
questo
ti
chiedo
o
mio
Gesù. Rit.
T. Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
Let.
Non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
T. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se ha giurato a proprio danno,
mantiene la parola;
Let. Non presta il suo denaro a usura
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e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. 24
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ADORAZIONE EUCARISTICA POMERIDIANA
SABATO 16 OTTOBRE
“ Eucarestia e Vita: L’UNITA DELLA COMUNITA’ “
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (6° e 7° strofa)
INTRODUZIONE
Tutto è consumato perché tutto ci hai dato: la tua umanità e la tua divinità, tutto ciò che Tu sei, nella santa Eucarestia. Tu ci hai dato tutto, tutto...
E così, tutto è consumato. La tua opera d'amore è compiuta.
Amiamo Gesù che ci ha tanto amati, fino a darGli tutto ciò cha abbiamo e
tutto ciò che siamo, fin nei minimi particolari. La massima perfezione, infatti, consiste nella perfezione dell'amore, dell'amore vivo, dell'amore che
produce le opere dell'amore; consiste nel generare una vita d'amore, e non
nell'amore senza le sue opere... (Charles de Foucauld)
PREGHIERA DI ADORAZIONE
(1° coro) Signore Dio, Padre nostro,
che ti sei rivelato a noi in Gesù Cristo tuo Figlio,
donaci un'abbondante effusione
dello Spirito di santità.
(2° coro) Fa' che le nostre comunità
possano crescere e camminare nel timore di te,
Padre della vita e dell'amore;
fa' che le nostre comunità
sperimentino la pienezza di consolazione
pur in mezzo alle inevitabili sofferenze.
(Tutti) Donaci il tuo Spirito di pace e di gioia
affinché possiamo percorrere le strade del mondo
diffondendo ovunque lo spirito del Vangelo
e tutti gli uomini sappiano riconoscere te,
unico vero Dio, e colui che ti ha mandato, Cristo Gesù.
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ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore.
Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 17,20-26)
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in
me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai
mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come
hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io,
perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai
amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi
hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo
nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi
e io in loro».
Parola del Signore.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO LUCA (LC 10,25-37)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che
cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo
Dio con tutto
il tuo cuore,
con ci
tutta
la tua anima, con
tutta con
la tuauforza e con
Ricevuto
Gesù,
rivolgiamo
a Lui
tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto
na preghiera di ringraziamento.
bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù
CANTIAMO
riprese: «Un
uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei
briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono,
lasciandolo
mezzo
morto.
ORA
CHE
SEIPer
IN caso,
ME un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli
Ora che sei in me, Signore,
accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, vervoglio
portarti
andrò.
sandovi olio
e vino;
poi loovunque
caricò sulla
sua cavalcatura, lo portò in un albergo e
Posso
sperar
che
insieme
Te fuori due denari e li diede all’albersi prese cura di lui. Il giorno seguente,atirò
gatore, dicendo:
cura didiverrò.
lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al
sempre“Abbi
più buono
mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani
briganti?».
Quelloson
rispose:
Rit.deiLungo
la strada
certo«Chi ha avuto compassione di lui».
Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
che nella tua Luce camminerò,
Parola del Signore.
Potrò capir così
perchè la vita è bella insieme a te.
Cos'è la Santità?
(Madre Teresa
di dolor
Calcutta)
Se nel
mi troverò
Let. La santità
non
è
un
lusso
pochi, ma un semplice dovere per ciascuno di
nel Tuo sostegno per
confiderò.
noi.
Mamma e papà assisti Tu,
questo ti chiedo o mio Gesù. Rit.
Canto:
Parole di vita abbiamo ascoltato e gesti d'amore vedemmo tra noi,
la nostra speranza è un pane spezzato, la nostra certezza l'amore di Dio
OMELIA
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ADORAZIONE EUCARISTICA
PER I PRE - ADOLESCENTI
GIOVEDI’ 14 OTTOBRE
Ricevuto Gesù, ci rivolgiamo a Lui con u“Anche tu così”
na preghiera di ringraziamento.
CANTIAMO
CANTO: “ Verremo a Te”
ORA CHE SEI IN ME
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Ora che sei in me, Signore,
voglio portarti ovunque andrò.
Gloria al Padre
e al
Figlioche
e allo
Spirito aSanto
Posso
sperar
insieme
Te
Come era nel
principio
e
ora
e
sempre
nei
sempre più buono diverrò. secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
Rit. Lungo la strada son certo
che nella tua Luce camminerò,
Introduzione
Potrò capir così
Quando Gesù ha istituito l’Eucarestia e ha affidato agli apostoli riuniti nel cenala vita è del
bella
insieme
a te.vita per amore, ha anche
colo il compito perchè
di fare memoria
dono
della sua
consegnato alla Chiesa la garanzia della sua costante presenza. Ed egli è presente
soprattuttoSe
attraverso
S. Messa,
nel dolorla mi
troveròma c’è un altro momento che ti permette di
incontrarlonel
e diTuo
staresostegno
con Lui: èconfiderò.
l’Adorazione dell'Eucarestia che oggi siamo invitati a vivereMamma
in modoeparticolare.
papà assisti Tu,
Ci farà da guida Madre Teresa che con la sua testimonianza di fede, carità e serquesto
ti chiedo
o mio Gesù.
Rit.di tutti i giorni l’Eucarestia.
vizio ha saputo
vivere
concretamente
nella vita
SALMO 132 –Concordia fraterna
Ecco, com'è bello e com'è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.
È come la rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre.
RIFLESSIONE PERSONALE
Meditiamo in silenzio
L'amore reciproco fra credenti è perciò grazia che viene da Dio, è riflesso
dell'amore trinitario che in Gesù si è rivelato. Esso sorge dalla conoscenza
reale di Dio.
L'amore reciproco non è dunque prima di tutto la conseguenza di un sovrumano sforzo della volontà, ma è frutto della grazia divina, è adesione
libera e attiva all'azione segreta e potente dello Spirito, che introduce i credenti nel cuore di Cristo, come tralci nella vite, e li rende partecipi della
sua straordinaria capacità di amare.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
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PADRE NOSTRO cantata
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA
PREGHIERA CONCLUSIVA
(Tutti) Signore, aiutaci a vivere sempre
in rendimento di grazie.
(1° coro) Fa' che celebriamo l'eucarestia con il cuore puro,
con l'animo preparato,
in piena obbedienza a quanto Gesù ci ha comandato
e la Chiesa ci insegna.
(2° coro) Fa' che l'eucarestia sia il centro, il modello,
la forza plasmatrice di tutta la nostra vita.
L'eucaristia, col linguaggio del rito celebrato con fede
e col linguaggio della vita rinnovata dalla carità,
dica a tutti che non di solo pane vive l'uomo;
(1° coro) che la nostra vita aspira ad andare oltre se stessa
verso il misterioso richiamo del tuo amore;
(2° coro) ciò che conta veramente non è il possesso, il dominio sugli altri,
ma l'obbedienza al tuo disegno, la gratitudine per i tuoi doni,
(Tutti) la generosa sopportazione del dolore,
la vicinanza gratuita a ogni fratello,
la speranza nella vita che tu ci doni oltre la morte.
(Carlo Maria Martini)
CANTO FINALE: “UN SOLO SPIRITO”
G- Signore, quando ho fame,
T- dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
G- quando ho sete,
T- mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;
G- quando ho freddo,
T- mandami qualcuno da scaldare;
G- quando ho un dispiacere,
T- offrimi qualcuno da consolare;
G- quando la mia croce diventa pesante,
T- fammi condividere la croce di un altro;
G- quando sono povero,
T- guidami da qualcuno nel bisogno;
G- quando non ho tempo,
T- dammi qualcuno che possa aiutare per qualche momento;
G- quando sono umiliato,
T- fa’ che io abbia qualcuno da lodare;
G- quando sono scoraggiato,
T- mandami qualcuno da incoraggiare;
G- quando ho bisogno della comprensione degli altri,
T- mandami qualcuno che ha bisogno della mia;
G- quando ho bisogno che ci si occupi di me,
T- mandami qualcuno di cui occuparmi;
G- quando penso solo a me stesso,
T- attira la mia attenzione su un’altra persona.
Amen.
CANTO FINALE: “ COME E’ BELLO, SIGNOR”
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INNO ALLA CARITA’ (1 Corinti 13, 1-13)
Recitiamo insieme
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono
della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza
della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono
nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser
bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna
la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è
imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto,
quello che è imperfetto scomparirà.
Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. Ora
vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a
faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede,
la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità
Meditiamo in silenzio.
SPUNTI DI RIFLESSIONE PERSONALE
La carità è più del necessario per esistere; più del necessario per vivere; più del necessario
per agire.
La carità non la si impara: la si conosce a poco a poco.
La carità è la nostra vita che diventa vita eterna.
Un gesto di carità è una risurrezione immediata.
La carità resta un mistero:ovunque ne scorgi un aspetto; viene da Dio e a Dio ritorna.
ADORAZIONE EUCARISTICA
NOTTURNA
SABATO 17 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita: IL TESTIMONE“
Vi è un solo modo per diventare contemplativi: dedicare spazio e tempo regolarmente ad
una preghiera sincera, personale e contemplativa. Occorre disciplina. Si può dire che ci sono
delle fasi nella preghiera contemplativa: si può passare da una fase all’altra secondo la propria situazione o le proprie necessità personali, e uno può sostare in una fase piuttosto che in
un’altra.
Momento del rilassamento
Devi solo sederti e rilassarti: lascia scorrere via ogni tensione e dolcemente cerca la consapevolezza della presenza di Dio.
Non è repressione dei propri stati d’animo ma entrare nella consapevolezza della presenza
del Signore dinanzi a te.
Cerca la pace e il silenzio interiore. Sii pronto se necessario a trascorrere tutto il tuo tempo di
preghiera così, senza nessun pensiero di riuscita o di effetto o di premio. Sii pronto a sprecare il tuo tempo in questo modo e a farne un’offerta disinteressata a Dio.
Momento della consapevolezza della sua presenza.
Seduto tranquillamente cerca la sua presenza.
Egli mi conosce meglio di quanto io mi conosca.
Egli mi ama più di quanto io non ami me stesso. Egli è per me Padre.
Quando io cerco la sua attenzione, egli mi risveglia alla sua presenza.
Momento della resa
Mi arrendo in ogni aspetto del mio essere. Mi consegno a Lui. Capisco che non vi è motivo
di ansietà e tensione: egli si occupa dei suoi figli e delle sue figlie. Così abbandono ogni cosa
che mi preoccupa in un gesto di fede e di resa. La mia unica preghiera consiste nella richiesta
che in questo silenzio egli possa riversare il suo Spirito in me. Ci mettiamo alla sua presenza
come siamo. Non abbiamo bisogno di dire bugie. Accettiamo i nostri limiti perché lui ci accetta per come siamo, perché lui ci ama come siamo: dobbiamo solo accettare il suo perdono e il suo amore. Riconoscere la nostra debolezza è riconoscere innanzitutto la sua misericordia.
Momento dell’intercessione
C’è bisogno di intercedere. Innanzitutto bisogna chiedere il dono della preghiera mai perder-
ci di coraggio. Dobbiamo imparare a pregare con la certezza che egli ci ha già dato quello
che noi chiediamo.
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Momento della lode e del ringraziamento
Gesù spesso lodava e ringraziava il Padre e insegnava ai suoi discepoli a fare altrettanto: la
sua preghiera spesso è una preghiera di intercessione e di ringraziamento.
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LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI ( Gv 15, 1-11)
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non
porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in
me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane
nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi
rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far
nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole
rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se
osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato
i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose
perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato
voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi,
perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Io sono la vite, voi i tralci - Commento a Gv 15, 1-11
(Madre Teresa di Calcutta, Missione d'amore)
Il capitolo 15 di Giovanni ci avvicinerà al Cristo. Il Padre, essendo il vignaiolo,
deve potare il tralcio perché dia più frutto, e il frutto che dobbiamo produrre nel
mondo è bellissimo: l'amore del Padre e la gioia. Ognuno di noi è un tralcio.
Quando andai l'ultima volta a Roma, volevo dare qualche piccolo insegnamento
alle mie novizie e pensai che questo capitolo fosse il più bel modo di capire che
cosa siamo noi per Gesù e che cosa è Gesù per noi. Ma non mi ero resa conto di
ciò di cui invece si resero conto quelle giovani suore quando considerarono quanto è robusto il punto di innesto dei tralci nella vite: come se la vite temesse che
qualcosa o qualcuno le strappi il tralcio.
Un'altra cosa su cui quelle sorelle richiamarono la mia attenzione fu che, se si
guarda la vite, non si vedono frutti.
Tutti i frutti sono sui tralci. Allora esse mi dissero che l'umiltà di Gesù è così grande che egli ha bisogno dei tralci per produrre frutti. Questo è il motivo per cui ha
fatto tanta attenzione al punto di innesto: per poter produrre quei frutti egli ha
fatto l'attacco in modo tale che si debba usare la forza per romperlo. Il Padre, il
vignaiolo, pota i tralci per produrre più frutto, e il tralcio silenzioso, pieno d'amore, incondizionatamente si lascia potare. Noi sappiamo che cos'è la potatura,
poiché nella nostra vita ci deve essere la croce e quanto siamo più vicini a lui e
tanto più la croce ci tocca e la potatura è46intima e delicata.
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ASCOLTIAMO LA PAROLA
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore. Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (MT 25, 31-40)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà
sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla
sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato
da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete
venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo
visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da
bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti
abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete
fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Parola del Signore.
OMELIA
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ADORAZIONE EUCARISTICA POMERIDIANA
GIOVEDI’ 14 OTTOBRE
“ Eucarestia e Vita: LA CARITA’ ”
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (3° e 8° strofa)
INTRODUZIONE
“Carità”: parola da capire bene.
Carità è un’altra dimensione dell’amore,quella di Dio: “Dio è carità” dice
san Giovanni. E’ un influsso dell’amore stesso di Dio che passa attraverso
noi, se lo accettiamo, e ci rende capaci di amare “ ad immagine e somiglianza di Dio”.
Un amore senza misura, senza le nostre misure.
Come sentiremo nel Vangelo i giusti non sanno quando hanno visto Gesù
affamato, assetato,….ma la loro vigilanza quotidiana ha permesso di attuare gesti di solidarietà facendo fruttare i talenti ricevuti che rappresentano un frutto maturo del vigilare.
Il tempo è donato; è il tempo dell’incontro con il limite e con la sofferenza, il tempo della pazienza e del mutuo aiuto, lo spazio in cui ci si confronta col volto del fratello e della sorella più deboli.
PREGHIERA DI ADORAZIONE
(1° coro) Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri
fratelli e sorelle.
(2° coro) Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura e di chi è oppresso.
(1°coro) Apri il nostro cuore,Signore, perché impariamo ad amarci gli uni
Ognuno di noi è un collaboratore di Cristo, il tralcio di quella vite; e che cosa significa per voi e per me essere collaboratori di Cristo?
Significa dimorare nel suo amore, avere la sua gioia, diffondere la sua compassione, testimoniare la sua presenza nel mondo.
Ho sentito il battito del tuo cuore
Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente
di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
gli altri come tu ci ami.
(2°coro) Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un
cuor solo ed un’anima sola, nel tuo nome.
Amen.
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Omelia di Giovanni Paolo II
BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA
OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
Giornata Missionaria Mondiale
Domenica 19 ottobre 2003
1. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Mc 10,44). Queste parole
di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. E' la strada che Cristo stesso ha
percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni
logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo
dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre
sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a
fermarla.
Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici.
Ricordo, ad esempio, i suoi interventi a favore della vita e contro l’aborto, anche
in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace (Oslo, 10 dicembre
1979). Soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino
e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò,
vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”.
2. Non è forse significativo che la sua beatificazione avvenga proprio nel giorno in
cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale? Con la testimonianza della
sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa
passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di
Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la
corona del Rosario.
Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa
proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso,
avvolta dalla preghiera.
3. "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore" (Mc 10, 43). È con particolare emozione che oggi ricordiamo Madre Teresa, grande serva dei poveri,
della Chiesa e del Mondo intero. La sua vita è una testimonianza della dignità e
del privilegio del servizio umile. Ella aveva scelto di non essere solo la più piccola,
ma la serva dei più piccoli. Come madre autentica per i poveri, si è chinata verso
coloro che soffrivano diverse forme di povertà. La sua grandezza risiede nella sua
abilità di dare senza calcolare i costi, di dare "fino a quando fa male". La sua vita è
stata un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo.
Il grido di Gesù sulla croce, "Ho sete" (Gv 19, 28), che esprime la profondità del
desiderio di Dio dell'uomo, è penetrato48nell'anima di Madre Teresa e ha trovato
terreno fertile nel suo cuore. Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione
con Maria,
48
PADRE NOSTRO cantato
PREGHIERA CONCLUSIVA ( a cori alterni)
Signore Gesù, mia vita, mio tutto,
tu mi chiedi di dare gratuitamente
quanto gratuitamente mi hai donato.
Aiutami a condividere con gli altri i doni ricevuti
nello spirito del dialogo
e nell’accoglienze reciproca.
17
Fa’ che io riesca a farmi prossimo
per tutti coloro che Tu mi invii,
specialmente i più deboli e bisognosi
e quelli che sono più difficili da amare.
Mi stimola in questo l’esempio di tanti santi
che nella storia hai dato
a questa nostra chiesa:
anche alla loro intercessione mi affido
perché sia vigile e responsabile
nella lettura dei segni del tempo
e testimoni il primato del Padre
nel mio lavoro quotidiano
e nei rapporti familiari e sociali.
A te, Maria, con fiducia filiale,
chiediamo di intercedere presso il tuo Figlio,
perché, in qualsiasi condizione
di fragilità e di sofferenza,
ogni persona si senta amata,
curata e accompagnata
in un cammino aperto alla speranza,
che è data a tutti noi
dal Signore risorto.
CANTO FINALE: “ DOV’E’ CARITA’ E AMORE”
17
17
SALMO 8 (a cori alterni)
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua
potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e
le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo
perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria
e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande
il tuo nome su tutta la terra.!
Riflessione personale
Meditiamo in silenzio la Parabola:
Immaginiamo , ascoltando la parabola:
−
il viandante aggredito, lasciato mezzo morto;
−
vediamo lo sguardo del sa­erdote e del levita che hanno paura di lasciarsi
coinvolgere,
−
vediamo il gesto delicato del samaritano (un nemico, in teoria!) che se
ne fa carico, che investe nel futuro, che non aspetta la medaglia o l'applauso per il suo gesto.
Siamo disposti a:
−
a fermarci
−
a vederlo,
−
a curvarci su di lui,
−
a fasciargli le ferite,
−
a prenderci cura di lui donandogli
tempo e denaro.
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16
Madre di Gesù, era divenuto il solo scopo dell'esistenza di Madre Teresa, e la
forza
interiore che le faceva superare sé stessa e "andare di fretta" da una parte all'altra
del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra
i poveri
.
4. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 40). Questo passo del Vangelo, così fondamentale
per comprendere il servizio di Madre Teresa ai poveri, era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di
Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio. Madre Teresa pone in rilievo il significato più profondo del servizio: un atto d'amore fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a
chi è nudo, malato, prigioniero (cfr Mt 25, 34-36), viene fatto a Gesù stesso.
Riconoscendolo, lo serviva con totale devozione, esprimendo la delicatezza del
suo amore sponsale. Così, nel dono totale di sé a Dio e al prossimo, Madre Teresa
ha trovato il suo più alto appagamento e ha vissuto le qualità più nobili della sua
femminilità. Desiderava essere un "segno dell'amore di Dio, della presenza di Dio,
della compassione di Dio" e, in tal modo, ricordare a tutti il valore e la dignità di
ogni figlio di Dio, "creato per amare ed essere amato". Era così che Madre Teresa
"portava le anime a Dio e Dio alle anime", placando la sete di Cristo, soprattutto
delle persone più bisognose, la cui visione di Dio era stata offuscata dalla sofferenza e dal dolore".]
5. “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc
10,45). Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante,
accolta come un singolare “dono e privilegio”.
Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi
sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora
persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te.
6. “Donaci, Signore, la tua grazia, in Te speriamo!”. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo
Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!”.
Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più
rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio.
Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, aiutaci ad essere miti e umili di cuore come
questa intrepida messaggera dell’Amore.49
Aiutaci a servire con la gioia e il sorriso
ogni persona che incontriamo. Aiutaci ad essere missionari di Cristo, nostra pace e
nostra speranza. Amen!
49
Tieni sempre presente...
(Madre Teresa di Calcutta)
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si
trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno
età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei vivo, sentiti vivo.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece di compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non fermarti mai.
La peggiore malattia oggi
e’ il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi e’ fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.
Apriamo ora il nostro cuore all’ascolto. Rivolgiamo i nostri occhi al Signore.
Accogliamo con meraviglia e attenta disponibilità la Parola che ci viene donata.
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
LETTURA DEL VANGELO SECONDO LUCA (LC 10, 25-37)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che
cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo
Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con
tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto be-
ne; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani
dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli
accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e
si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio
ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle
mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli
disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Parola del Signore.
OMELIA
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ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
MERCOLEDI’ 13 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita”
CANTO: “ GLORIA A TE , CRISTO GESU’ “ (1° e 7° strofa)
INTRODUZIONE
A volte capita, specie di fronte alle pagine evangeliche più impegnative, di constatare la reazione positiva di chi apprezza il valore del loro contenuto, ma poi in
cuor suo, o anche a voce alta, dice: «Non fa per me; è bello, ma non è alla mia
portata». la parola di Dio che ascolteremo questa sera, ci invita a non assumere
un atteggiamento troppo facilmente arrendevole di fronte alle esigenze del Vangelo, ci invita a non nasconderci dietro quello che potrebbe essere un alibi per
non impegnarsi a fondo.
Il primo comandamento è quello dell'amore verso Dio e verso il prossimo, ma
CHI È IL MIO PROSSIMO? Gesù va subito al concreto e con una parabola aggancia il suo uditore a livello di vita. Non si tratta tanto di perdersi in sottili ragionamenti per scoprire chi sia il mio prossimo, quanto piuttosto di FARMI IO PROSSIMO di chi mi vive accanto in famiglia, in comunità, nell'ambito del lavoro o anche di chi incontro occasionalmente, come appunto per il samaritano della parabola.
PREGHIERA DI ADORAZIONE : A Gesù Eucarestia
Signore Gesù, nell’Eucarestia
Tu sei il centro di tutta la comunità cristiana.
Tu sei il vincolo della carità, perché Tu sei l’amore.
Tu, ricco di misericordia e di bontà,
accresci l’amore tra noi, disperdi ogni avversione,
togli ogni tristezza dell’anima.
Rassicura i cuori ansiosi,
rinvigorisci gli animi avviliti,
spegni l’odio nei cuori,
porta concordia e tranquillità nel mondo intero.
Fai che tutti ci riconosciamo figli del Padre celeste,
per sentirci tutti fratelli,
con te, in te, per te.
Si aprano i nostri occhi
per vedere le necessità dei bisognosi.
Si aprano i nostri cuori per amare tutti.
Si aprano le nostre mani
14 per aiutare sempre
Rendici un cuor solo e un’anima sola.
14
Il segreto di Madre Teresa di Angelo Mons.Comastri
Madre Teresa di Calcutta è diventata beata a tempo di record: appena sei anni
dopo la sua morte! E ormai tutti la considerano una "santa". Tuttavia non dimentichiamo che Madre Teresa è una persona "scomoda".
Chi come è scomodo un limpido raggio di luce quando illumina una parete ammuffita, come è scomoda una persona onesta dentro una combriccola di ladroni;
come è scomodo un cuore umile in un raduno di arroganti; come è scomodo un
"povero" all'ingresso di una discoteca; come è scomoda una mamma, con due
bambini in braccio davanti ad una clinica per aborti.
Madre Teresa è scomoda!. Ne volete una prova? Lasciamola parlare. Ecco una
sua affermazione chiara, ma tanto scomoda:
"Se nel vostro Paese permettete l'aborto, allora diventate un Paese molto povero. Tanto povero da aver paura anche di bambini".
Ecco un altro pensiero luminoso ma controcorrente, che ella rivolse a un gruppo
di lebbrosi: "Ogni volta che Dio guarda il palmo della Sua mano, vi ci vede disegnati. Per questo ogni vita umana è preziosa: sì, anche voi lebbrosi siete preziosi
agli occhi di Dio!".
Ecco una presentazione di Maria che è, nello stesso tempo, originalissima e fedelissima: "La Madonna fu la prima "dama della carità". Ma, prima di esserlo, si
svuotò completamente di se stessa e si offrì come serva del Signore".
Ecco una sua norma di vita che, nell'attuale società violenta e prepotente, può
avere il sapore dell'ingenuità e invece è una perla di autentica sapienza:
"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione piuttosto che
operare miracoli con scortesia e durezza".
Ecco, infine, una coraggiosa lettura della povertà umana: "I poveri hanno fame
di pane, ma soprattutto hanno fame di Dio. La più grande disgrazia dell'India è
di non conoscere Gesù Cristo: e, senza Gesù Cristo, non si conosce il valore della
vita umana".
Chi è, allora, Madre Teresa. Ella é una "innamorata di Cristo", è una donna
"folgorata dal Crocifisso", nel quale ha visto il Volto di Dio come "Volto di Amore" e ha sentito la sete di Dio come "sete di Amore". E ha risposto all'amore con
tutta la sua vita: senza esitazione, senza risparmio, senza mezze misure. E ha cercato i poveri per amarli con l'Amore di Dio e per consolarli con l'unica vera buona notizia, che è questa: "Dio ti ama". A tutti, infatti, ella ripeteva instancabilmente: "God is Love", Dio è amore!
Il segreto di Madre Teresa sta tutto qui: ed è vale la pena ricordarlo - il segreto
stesso del cristianesimo. Potessimo capirlo! Potessimo viverlo tutti un pochino di
più!
+ ANGELO COMASTRI
ARCIVESCOVO-DELEGATO PONTIFICIO DI LORETO
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L'amore del dono
(Madre Teresa di Calcutta)
PREGHIERA DI INTERCESSIONE
Prego per voi,
perché possiate conservare nei vostri cuori la gioia di amare Dio,
la gioia dell'amore e della bontà,
e di condividere questa gioia con tutti quelli con i quali vi trovate,
con le persone che lavorano al vostro fianco,
davanti a tutti i membri della vostra stessa famiglia.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
C'è qualcosa in più di cui vi posso parlare:
della mia esperienza con i Poveri più poveri.
Devo ancora trovare la prima donna Povera disposta ad abortire.
Senza dubbio darà alla luce suo figlio.
È possibile che abbandoni la sua creatura sulla strada,
ma non sarà lei a eliminare suo figlio.
È un qualcosa che dobbiamo imparare dai Poveri:
la grandezza del loro amore per il figlio.
Preghiamo.
Chiediamo a nostro Signore che non si allontani dal nostro fianco
nel momento della tentazione.
Perché allo stesso modo in cui fu tentato Gesù,
il diavolo tenterà anche noi.
Non dobbiamo aver paura,
perché Dio è amore.
Se Dio ci ama, dal momento che lui è Padre amoroso,
non smetterà di aiutarci.
Quando ci rendiamo conto di aver commesso un errore,
andiamo da lui e diciamogli:
«Dio mio, mi spiace! Sono pentito!».
Guida - Signore Gesù, nulla possiamo senza di te, e solo in te possiamo portare frutto. Rimanendo in te, supplichiamo il Padre:
T. Manda, Signore, apostoli santi nella tua Chiesa.
Per la Chiesa, perché sia segno visibile ed efficace dell’azione e della cura di Dio per
ogni uomo: Preghiamo.
Per i giovani, portatori di speranza e futuro della Chiesa: in gioioso ascolto del Vangelo aderiscano alla chiamata e al progetto di Dio e sappiano mettersi al servizio dei
poveri e degli emarginati per contribuire a costruire Comunità cristiane che abbiano a
cuore le sorti del mondo. Preghiamo.
Per tutti i consacrati perché, partecipando alla missione della Chiesa nell’ambito del
proprio territorio e dentro questa nostra cultura , sappiano far fruttificare creativamente il carisma che lo Spirito ha loro affidato e favoriscano così una mentalità vocazionale. Preghiamo.
Perché la diversità dei carismi, armonizzata nella comunione possa favorire la crescita
di una vera cultura vocazionale. Preghiamo.
Perché le famiglie cristiane che credono nel Verbo della Vita sappiano annunziare con
franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il “Vangelo della vita”. Preghiamo.
Perché la nostra Comunità parrocchiale, come luogo di educazione e crescita nella
fede, sappia coltivare germi di vocazione al sacerdozio, alla vita consacrata, al matrimonio. Preghiamo.
Sac - La promessa benedicente che il Dio della pace è con tutti noi, concluda la nostra
preghiera e ci dia la certezza che i nostri cuori potranno sempre rallegrarsi pur nelle
prove e nelle tentazioni della vita. Continuiamo a rallegrarci in Cristo Gesù.
Ass - Amen.
Benedizione e riposizione
Canto finale: num. 36: “Nome dolcissimo”
“E’ sempre Dio che conduce ogni situazione e avvenimento
per superare con pazienza, umiltà e gioia
quei momenti un po’ particolari che ci sono nel cammino di ognuno”.
Madre Margherita M. Guaini
(Fondatrice delle Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote)
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1L. Questa potatura è il mistero che talvolta ci chiude gli occhi, perché non lo vogliamo
accettare. E il motivo è questo: siamo tutti un po' materialisti; accomodati nel mondo e
non pellegrini e forestieri in questo mondo.
2L. Ecco allora le prove, il dolore, le persecuzioni, la croce...: sono la strada erta e difficile che porta alla salvezza; sono la potatura, che se accettata, ci matura, ci fa portare
frutti abbondanti, ci libera da tante mondanità.
Canto num. 31 : “Tu sei la mia vita”
Tutti: Cristo, Signore del dono senza contraccambio, illumina le nostre giornate
Nel vuoto di questo mondo che passa apri il nostro cuore al tuo amore.
Sì, insegnaci ad ascoltare nella gioia dell'adorazione.
Ci vuoi felici, concedici di renderti grazie!
Cristo, tu sei il capo e la vite, noi le membra e i tralci. Il tuo Spirito ci irrighi perché
portiamo frutto.
Sii benedetto per tante vocazioni al servizio, che giungono, per grazia e amore fino ai
limiti dell'impossibile.
Ricevi la lode del popolo santo, a gran prezzo strappato alle lacrime.
Ricevi la lode dei risorti, che vanno verso la tua dimora.
Cristo, solo nella lode possiamo riconoscere questo mondo che passa e il regno di gloria
che viene per chiamarci alla gioia senza nome.
Testimonianza delle “Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote”
Canto num. 28 : “Ti dono la mia vita”
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Trova il tempo..
Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)
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ADORAZIONE EUCARISTICA CONCLUSIVA
PER I RAGAZZI DEGLI ORATORI
DOMENICA 18 OTTOBRE
“Eucarestia e Vita: “IL TESTIMONE - ANCHE TU COSI’“
CANTO : “Pane del cielo”
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli . Amen.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il Santissimo e divinissimo sacramento.
1L. La Parola ci aiuta a capire e a vivere il nostro rapporto con Dio: tralci uniti alla
vite. Ci aiuta pure a capire e a vivere il nostro rapporto con gli altri, perché tutti facciamo parte dell'unica vigna del Signore, vigna curata dal Signore e dal suo Spirito
che viene.
2L. S. Giovanni ci presenta la vita della comunità cristiana e ne sottolinea gli elementi più importanti. Ci invita ad amare non con parole, ma con i fatti e nella verità.
1L. Questo è il comandamento: che crediamo nel nome del Figlio Gesù Cristo e ci
amiamo gli uni gli altri. Credere in Gesù e amarci gli uni gli altri: questo è vivere il
suo comandamento per dimorare in Dio.
SAC. "Rimanete uniti a Me" dice il Signore.
2L. E' importante partire dall'esperienza della preghiera e dell'amore davanti a Dio:
momento forte di unità, di vicinanza con Lui, dove si trova luce, forza e si impara a
rimanere uniti a Lui nella vita di ogni giorno.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO 24, 13-35)
SAC. "Voi siete i tralci".
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui,
siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle
capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re
dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo,
perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora
i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando
mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo
vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a
visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
1L. I tralci sono persone concrete, di ogni giorno, persone che si incontrano al lavoro, nella strada. Nel mondo ci sono tralci che rivelano la presenza di una vite che è
Cristo?
2L. Se la parola di Cristo è vera, ci devono essere persone nelle quali si possa vedere
la vita di Cristo, il Risorto. Guardiamoci attorno: oggi quanti tralci vivi si vedono!
Non fanno chiasso, come fa' chiasso il male:
SAC. "Un albero che cade fa più rumore di un'intera foresta che cresce".
1L. Pensiamo ai cristiani che vivono e costruiscono le più varie forme di bene, nelle
famiglie, nelle parrocchie, nelle opere di carità, nel volontariato, negli impegni sociali.
2L. Ecco allora un pensiero consolante: non è possibile questa fioritura di tralci senza una vite: non sono possibili questi uomini e queste donne senza una presenza di
Cristo! Ma Gesù continua:
SAC. "Ogni tralcio che in me non porta frutto il Padre lo toglie; e ogni tralcio che
porta frutto lo pota perché porti più frutto" (Gv 15,2).
TESTIMONIANZA DI CLAUDIA GALLI
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Aiutaci a diffondere la tua fragranza!
SAC. "Non potete fare nulla".
1L. Nulla? A noi può sembrare il contrario: chi non crede in Gesù fa soldi, carriera,
successo...
O Gesù,
aiutaci a diffondere la tua fragranza
ovunque noi andiamo.
Infondi il tuo Spirito nella nostra anima
e riempila del tuo amore
affinché penetri nel nostro essere
in modo così completo
che tutta la nostra vita
possa essere soltanto fragranza
e amore trasmesso tramite noi e visto in noi,
e ogni anima con cui veniamo a contatto
possa sentire la tua presenza
nella nostra anima,
e poi guardare in su
e vedere non più me, ma Gesù.
Resta con noi,
e noi cominceremo a brillare della tua luce,
a brillare per essere una luce per gli altri.
La luce, o Gesù, sarà la tua,
non verrà da noi,
sarà la tua luce
che brillerà sugli altri attraverso noi.
Lascia che ti rivolgiamo le nostre preghiere
nel modo che più ami,
spargendo la luce
su quelli che ci circondano.
Lasciaci predicare senza predicare,
non con le parole, ma con l'esempio.
Con la forza che attrae
e l'influsso di quel che facciamo.
Con la pienezza dell'amore
che abbiamo per te nel nostro cuore.
Amen.
( MADRE TERESA DI CALCUTTA )
2L. Ma dobbiamo fare attenzione: il vangelo non lo si può addomesticare o dimezzare. Gesù è molto chiaro e va preso sul serio, perché in Lui c'è la verità e non le
illusioni.
1L. Ci può essere anche un pericolo: di rimanere in unione con Cristo in qualche momento, quando preghiamo o facciamo qualche riflessione.
2L. Non è possibile per un tralcio essere un po' unito e un po' staccato, tanto più non
è possibile per noi riferirci a Cristo ogni tanto, qualche volta, quando ci viene in
mente o quando ci piace.
SAC. "Rimanete in me e Io in voi":
2L. Dobbiamo rimanere ed essere sempre uniti a Cristo, sempre e in ogni azione della
giornata.
1L. E' una cosa pesante, difficile, noiosa? E' pesante, difficile, noioso respirare continuamente, o essere sempre sotto l'influsso del sole per vivere?
2L. Non c'è nulla di più facile, di più immediato, di più naturale. E' più difficile fare
diversamente, lasciarsi andare ai propri capricci, se ne portano tante conseguenze di
sofferenze e di morte: il tralcio secco, che non porta frutto, viene tagliato e gettato
nel fuoco.
1L. Senza di me non potete fare nulla. Con Cristo possiamo fare tanto, possiamo fare
tutto.
SAC. "Tutto posso in Colui che mi dà forza". "Nulla è impossibile a Dio".
2L. Abbiamo l'esempio di tanti Santi, i quali uniti a Cristo, hanno potuto fare cose
grandi e hanno offerto alla Chiesa e all'umanità frutti prodigiosi di bene.
Canto num. 22 : “Salga a te Signore”
PADRE NOSTRO
CANTO FINALE
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VESPERI E BENDIZIONE SOLENNE
Domenica 17 ottobre
“ Eucarestia e Vita: LA QUOTIDIANITA’ ”
Signore ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
Se l’animo vacilla o s’impaura,
rinvigorisci e salva.
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.
Canto al Vangelo: “Ed oggi ancora…”
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 15, 1-17)
“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta
frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi
siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se
non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto
frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato
via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate
miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel
mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io
ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho
detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore
più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò
che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il
suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho
fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che
chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli
uni gli altri.”
Parola del Signore
INNO
Pausa di silenzio
RESPONSORIO
Al tramonto del giorno di pasqua
il popolo d’Israele immolerà l’agnello
e ne mangerà le carni con gli azzimi.
G. C'è un'immagine estremamente espressiva: la vite e i tralci. Il tralcio è fatto per
portare frutto. Se non porta frutto viene tagliato e si secca. Il tralcio che porta frutto
viene
potato
perché
porti
più
frutto,
frutto
abbondante.
1L. La stessa cosa è per noi: solo uniti a Cristo siamo vivi, portiamo frutto. E questo
nella misura in cui accettiamo la potatura: così si può portare veri frutti, non a parole, ma coi fatti.
Cristo è la pasqua immolata per noi:
celebriamolo in festa
con gli azzimi di sincerità e di verità.
E ne mangerà le carni con gli azzimi.
2L. Senza di me non potete fare nulla: così ci dice Gesù con amore
e con chiarezza
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1L. Possiamo avere la sensazione o la illusione di fare tante cose da soli, anche senza
Cristo. Queste parole a noi potrebbero sembrare presuntuose.
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ADORAZIONE EUCARISTICA VOCAZIONALE
E TESTIMONIANZA DELLE
“SUORE MISSIONARIE DI GESU’ ETERNO SACERDOTE”
SALMODIA
Ant. Il Signore ci nutre con fiore di frumento* e ci sazia con miele di roccia.
MARTEDI’ 12 OTTOBRE
Cel.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Ass.: Amen.
Cel.: Il Signore ci aiuti a vivere in profondità il nostro cammino da cristiani. La Sua
Parola ci aiuti a fare discernimento, ad essere testimoni della buona novella nella vita
quotidiana.
(Viene esposto il Santissimo Sacramento mentre si canta)
CANTO: “Questo grande Sacramento”
Salmo 80
Esultate in Dio, nostra forza, *
acclamate al Dio di Giacobbe.
Intonate il canto e suonate il timpano, *
la cetra melodiosa con l'arpa.
Suonate la tromba nel plenilunio, *
nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele, *
un decreto del Dio di Giacobbe.
Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, *
quando usciva dal paese d'Egitto.
Breve silenzio di adorazione
Tutti: Signore, tu hai detto: «Io sono la vite, voi i tralci». Ho proprio bisogno di
essere innestato in te come il tralcio nella vite, perché viva della tua passione, del tuo
amore.
Lett.: Potalo questo mio tralcio perché dia frutti di vera umiltà, di amore e di vera
sottomissione a te.
Tutti: Tu, Gesù, hai detto: «Voi siete la luce del mondo».
Brucia con il fuoco del tuo amore tutto il male presente in me perché la mia vita diventi luce che illumina e calore che riscalda quanti mi incontrano.
Lett.: Tu, Gesù, hai detto ancora: «Voi siete il sale della terra».
Se in me c’è questo sale è opera dello Spirito Santo. Non permettere che lo renda insipido e inutile con il mio cattivo esempio. Aiutami a conservarlo intatto, perché
quanti mi avvicinano possano gustare il suo sapore. (E. Bagarotti)
Pausa di silenzio
IN ASCOLTO DELLA PAROLA
Guida: Gesù è la vera vite, la risposta di Dio al lamento di Israele, il frutto atteso da
Dio Padre vignaiolo. Gesù tiene i suoi discepoli uniti a sé, come tralci alla vite. Solo
chi è unito come tralcio al ceppo è fruitore della vita e portatore di energia vitale.
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Un linguaggio mai inteso io sento: †
«Ho liberato dal peso la sua spalla, *
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, †
avvolto nella nube ti ho dato risposta, *
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio *
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore tuo Dio, †
che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; *
apri la tua bocca, la voglio riempire.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *
Israele non mi ha obbedito.
L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore,*
che seguisse il proprio consiglio.
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SUI DONI
Se il mio popolo mi ascoltasse, *
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici *
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.
- Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell’unità e della pace, significati
nel mistero delle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.
- Amen.
I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi*
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;
li nutrirei con fiore di frumento, *
li sazierei con miele di roccia».
PREFAZIO
Salmo 113
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
- Il Signore sia con voi.
- E con il tuo Spirito.
- In alto i nostri cuori.
- Sono rivolti al Signore
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
- Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
- E’ cosa buona e giusta
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Gloria.
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Cristo tuo figlio, nell’ultima cena tra i suoi apostoli, volle perpetuare nei secoli il memoriale della sua passione e si offrì a te come agnello senza macchia, come lode perfetta e sacrificio a te gradito. In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta
la terra. Noi ci accostiamo con gioia, o Padre, alla tua mensa, e l’effusione del tuo
Spirito ci trasforma a immagine della tua gloria. Per questo prodigio di immenso amore tutte le creature si uniscono in un cantico nuovo, e noi con gli angeli e coi santi eleviamo l’inno di adorazione e di lode.
Santo, Santo, . . .
Ant. Il Signore ci nutre con fiore di frumento * e ci sazia con miele di roccia.
CANTO ALLA COMUNIONE: pag. 73 “ PANE DI VITA NUOVA”
PRIMA ORAZIONE
Accendi in cuore, o Dio, il desiderio del cielo e dona una sete ardente di vita eterna a noi che ci siamo radunati a onorare con profonda venerazione il mistero del
Corpo e del Sangue di Cristo Signore, che vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
DOPO LA COMUNIONE
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Salmo 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
- Amen
CANTO FINALE: pag. 61 “RESTA QUI CON NOI”
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PREGHIERE DEI FEDELI
Signore Dio della vita, che dal cielo hai mandato tuo Figlio come salvezza e nutrimento di tutti gli uomini, concedi alla tua Chiesa di essere dispensatrice universale
della tua Parola e del Pane di Vita: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Dio dell’amore che attraverso tuo Figlio ci hai rivelato il tuo amore infinito, concedi di crescere nella fede, nella speranza e nella carità, per essere ovunque testimoni di pace e di perdono : noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Dio compassionevole, ti affidiamo coloro che sono provati da situazioni
di dolore, di malattia e di incomprensione, possano sperimentare nell’amore sollecito dei fratelli la bontà di Dio che apre alla speranza: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
Signore Padre di tutti noi, che ci apprestiamo a vivere come Comunità Pastorale
il dono delle giornate eucaristiche, perchè la preghiera comunitaria, la forza del
tuo Spirito e il sostare davanti al Pane Eucaristico, accendano il nostro cuore per
essere saldi nella fede e pronti nel servire i fratelli: noi ti preghiamo.
- Ascoltaci, o Signore.
ASCOLTIAMO LA PAROLA
Canto: Ed oggi ancora . . .
Alleluia . . .
Ed oggi ancora ,mio Signore,
ascolterò la tua Parola
che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia . . .
DAL VANGELO DI GIOVANNI (GV 13,1-5/12-14)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino
alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato
tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il
peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché
non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose
future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
OMELIA
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Accendi in cuore, o Dio, il desiderio del cielo e dona una sete ardente di vita eterna a noi che ci siamo radunati a onorare con profonda venerazione il mistero del
corpo e del sangue di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
- Amen
CANTO ALL’OFFERTORIO pag. 72 : “LA VERA VITE”
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Ant. Hai sfamato il tuo popolo con il cibo degli angeli, * gli hai dato pane dal
cielo.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
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Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro
59 cuore;
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ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
SALMO RESPONSORIALE
Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
ha ricolmato di bene gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. Rit.
Ha soccorso Israele suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. Hai sfamato il tuo popolo con il cibo degli angeli, * gli hai dato pane dal cielo.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù Cristo, che nel sacramento mirabile del tuo corpo e del tuo sangue ci
hai lasciato il memoriale della tua pasqua, fa’ che, adorando con viva fede questo
santo mistero, riceviamo in noi i benefici della redenzione operata da te, nostro
Signore e nostro Dio, che vivi e regni nei dei secoli dei secoli.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Ant. Al povero tu prepari i tuoi doni, Signore, che fai abitare concordi nella tua casa * quanti partecipano di un unico pane e di un unico calice.
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, *
l’onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose, †
per la tua volontà furono create, *
per il tuo volere sussistono.
Tu sei degno, o Signore, di prendere il libro *
e di aprirne i sigilli,
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Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene. Rit.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo. Rit.
LETTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI (GV 15, 9-17)
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto
queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri
amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più
servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato
amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e
portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al
Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni
gli altri.
Parola del Signore
- Lode a te, o Cristo
OMELIA
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SANTA MESSA DI APERTURA
della SETTIMANA EUCARISTICA
CANTO D’INGRESSO pag. 76 : “COME FUOCO VIVO”
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Signore Gesù Cristo, che nel sacramento mirabile del tuo corpo e del tuo sangue ci
hai lasciato il memoriale della tua pasqua, fa’ che, adorando con viva fede questo
santo mistero, riceviamo in noi i benefici della redenzione operata da te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per
tutti i secoli dei secoli.
- Amen
PRIMA LETTERA DI S.PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (11, 23-26)
23Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24e, dopo aver reso grazie,
lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di
me». 25Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo
calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in
memoria di me». 26Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice,
voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio.
- Rendiamo grazie a Dio.
perché sei stato immolato †
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue *
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti *
e regneranno sopra la terra.
L’Agnello che fu immolato è degno di potenza, †
ricchezza, sapienza e forza, *
onore, gloria e benedizione.
Gloria.
Ant. Al povero tu prepari i tuoi doni, Signore, che fai abitare concordi nella tua
casa * quanti partecipano di un unico pane e di un unico calice.
ORAZIONE
Esaudisci, o Padre, la nostra supplica: donaci largamente i frutti della tua redenzione e guidaci alla gloria senza fine, per i meriti del Signore Gesù, nostro mediatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Noi che, diventati figli di Dio per l’effusione dello Spirito, dalla misericordia del
Padre siamo convocati alla mensa del Signore, rivolgiamo a lui la nostra implorazione:
Donaci il pane di vita.
Fa’ che i discepoli di Cristo ricevano sempre con fede limpida e ardente il dono
del suo corpo e del suo sangue,
e ne rivivano la passione nel cuore e nelle opere.
La carità di Gesù, attinta nell’Eucaristia, sciolga il nostro egoismo,
e ci renda attenti e premurosi verso i fratelli.
Il memoriale del Salvatore, affidato alla Chiesa nell’ultima cena,
alimenti la nostra speranza fra le incertezze e le pene del nostro cammino.
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La presenza reale del Signore, che rimane con noi tutti i giorni nella parola e nel
sacramento,
rischiari della sua luce gioiosa ogni oscurità dell’esistenza terrena.
Tu che nell’Eucaristia anticipi agli uomini il pegno della vita risorta,
ammetti i nostri fratelli defunti a contemplare il tuo volto di Padre.
Certi di essere esauditi, chiediamo a Dio nel nome e con le parole di Cristo il Pane che sostenta la nostra quotidiana fatica di uomini e di credenti:
Padre nostro (cantato).
BENEDIZIONE EUCARISTICA
APPUNTAMENTI
Lunedì 11/10 – Ore 21.00
S. MESSA comunitaria di apertura
Presso la Chiesa Parrocchiale di Annone - Presiede Mons.Bruno Molinari
Martedì 12/10 – Ore 21.00 (nella Chiesa di Imberido)
ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA con la testimonianza delle
“Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote” di Ponte Lambro
Mercoledì 13/10 – Ore 21.00 (nelle singole parrocchie)
ADORAZIONE EUCARISTICA
PREGHIAMO
Signore Gesù Cristo, che nel
mirabile sacramento dell'Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua
Pasqua, fa' che adoriamo con viva
fede il santo mistero del tuo Corpo e
del tuo Sangue, per sentire sempre
in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio
Padre, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen!
Giovedì 14/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 – S. Messa con omelia - Adorazione fino alle 9.30
Ore 15.00 – Adorazione guidata – poi libera sino alle 18.00
Ore 17.30 – Adorazione preadolescenti
Venerdì 15/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 - S. Messa con omelia- Adorazione fino alle 9.30
Ore 15.00 - Adorazione guidata – poi libera fino alle 18.00
Ore 17.30 - Adorazione adolescenti
CANTO pag: “Questo grande sacramento”
BENEDIZIONE
CANTO pag226 : “Gesù tu sei la vittima”
SALUTO
Sabato 16/10 (in ogni parrocchia)
Ore 8.30 - S. Messa con omelia – Adorazione fino alle 9.30
Ore 14.30 - Adorazione ragazzi dell’iniziazione cristiana
Ore 15.00 - Adorazione guidata – poi libera fino alle 18.00
Ore 21.00 - inizio Adorazione notturna a gruppi
Presso la Chiesa Parrocchiale di Ello
Domenica 17/10 CONCLUSIONE : omelie alle S. Messe
Presso la Chiesa Parrocchiale di Oggiono:
Ore 15.00 – Adorazione comunitaria per i ragazzi dell’oratorio
Ore 16.00 – Vesperi e Benedizione solenne
CANTO FINALE: “Salve Regina” num. 211
In questa settimana i Ministri dell’Eucarestia porteranno la Comunione a tutti gli
ammalati.
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Comunità Pastorale S. Giovanni Battista
Parrocchie di Annone, Ello, Imberido, Oggiono
Settimana Eucaristica
“Eucaristia e Vita”
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11 - 17 Ottobre 2010
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