IN QUESTO PERIODO DI QUARESIMA
LA PARROCCHIA TI PROPONE:
SANTA MESSA:
Nei giorni feriali: ore 08:30 \ 18:00 (E’ possibile accostarsi al
sacramento della Penitenza mezz’ora prima della Santa Messa)
Nei giorni festivi: ore 08:30 \ 09:30 (zona S. Giovanni) 11:00 \ 18:00
ADORAZIONE EUCARISTICA:
Ogni giovedì sera dalle ore 18:30 alle ore 22:00
(durante l’Adorazione è possibile accostarsi al sacramento della
Penitenza).
OGNI MARTEDI’ CENTRO D’ASCOLTO NELLE
FAMIGLIE
OGNI VENERDI’ VIA CRUCIS:
Ore 17:15 Adulti
Ore 19:00 Bambini e Adolescenti insieme ai Genitori
Ore 21:00 Adulti Contrade (a partire da Venerdì 06 Marzo)
OGNI SABATO ALLE ORE 19:00 CHIESA MATRICE
INCONTRO SUL TEMA: “… e non ci indurre in
tentazione, ma Liberaci dal male. Cristo e anticristo nel
libro dell’Apocalisse”.
PROGRAMMA:
ANNUNZIO DELLA PASQUA NELLE CONTRADE
(a partire dall’8 marzo)
 Lunedì
 Martedì
 Mercoledì
 Giovedì
 Venerdì
ore 19:00 Gruppo biblico (c\da S. Marina ex asilo)
ore 19:00 Centro d’ascolto nelle famiglie
ore 19:00 incontro per soli uomini
ore 19:00 Catechesi Giovani c\da S. Marina
ore 21:00 Via Crucis
Il programma dell’annunzio Pasquale nelle contrade si
svolgerà secondo il seguente calendario:
Da lunedì 09 a sabato 14 marzo: C\da Ferraro
Da lunedì 16 a sabato 21 marzo: C\da Santa Marina e C\da Torre
Da lunedì 23 a sabato 28 marzo: C\da San Donato.
QUARESIMA DI SOLIDARIETA’
Ai piedi del Crocifisso sarà posto il Salvadanaio per la raccolta delle
offerte per la carità: frutto delle rinunce e dei piccoli sacrifici
“CHIUNQUE E’ DALLA VERITA’
ASCOLTA LA MIA VOCE”
“Chi ascolta la parola di Cristo, e ci crede, passa dalla morte alla vita.
Vuoi camminare? Cristo è la via. Non vuoi sbagliare? Cristo è la verità.
Non vuoi morire? Cristo è la vita. Lui solo è la meta, lui solo è la via. La
sua voce ci ha destati dalla morte, e credendo in lui camminiamo verso la
pienezza della vita”.
Le Parole di Sant’Agostino ci introducono nel mistero del tempo
quaresimale invitandoci ad alzare lo sguardo verso il crocefisso e a saper
ascoltare i “sussurri” del suo cuore che ci indicano la verità e l’amore di
Dio manifestati nell’ora estrema del calvario.
Ascoltare il crocefisso, diventa per tutti noi un impegno a costruire nel
nostro cuore un luogo dove regni il silenzio come segno di disponibilità
all’ascolto.
Contemplare il crocifisso, diventa garanzia di scoperta del nostro spirito.
Del nostro essere popolo dell’eterno. Dunque, sostare davanti al crocifisso
è “scegliere la parte migliore che non ci sarà tolta”.
In questo senso la Quaresima, allora, diventa per tutti noi la sfida a
ripartire verso la Pasqua facendo il punto sulla nostra vita spirituale.
Quindi facendo leva sulla nostra amicizia con Dio forse riusciremo ad
accantonare le nostre inimicizie.
Ripensando alle nostre preghiere forse capiremo l’importanza delle parole
da dire sulle persone che abitano accanto a noi.
Guardando dentro di noi impareremo, che noi per primi abbiamo bisogno
di comprensione e di tenerezza da parte di Dio e allora saremo capaci ad
essere comprensivi e accoglienti verso gli altri.
Il crocifisso ci educhi ad una maggiore fede in Dio Padre e in un maggiore
impegno di fiducia negli uomini.
QUARESIMA 2015
MERCOLEDI’ DELLE CENERI
Dal libro del profeta Gioèle
Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore,con digiuni, con
pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti,ritornate al Signore,
vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso,lento all’ira, di grande
amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».
Riflettiamo …
O speranza mia fin dalla mia giovinezza, dov'eri per me, dove ti eri
ritratto? Non eri stato tu a crearmi, a farmi diverso dai quadrupedi e più
sapiente dei volatili del cielo? Ma io camminavo fra le tenebre e su terreno
sdrucciolevole; ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perché tu sei il
Dio del mio cuore. Ormai avevo raggiunto il fondo del mare: come non
perdere fiducia, non disperare di scoprire più il vero? Già mi aveva
raggiunto mia madre, che, forte della sua pietà, m'inseguì per terra e per
mare, traendo sicurezza da te in ogni pericolo. Così anche nei fortunali
marini confortava gli stessi marinai, da cui abitualmente chi attraversa per
la prima volta gli abissi riceve conforto nella sua paura, promettendo loro
un arrivo sicuro alla meta, poiché tu glielo avevi promesso in una visione.
Mi trovò in grave pericolo. Non speravo più di scoprire la verità. Tuttavia,
quando la informai che, pur senza essere cattolico cristiano, non ero più
manicheo, non sobbalzò di gioia come alla notizia di un avvenimento
imprevisto: da tempo era tranquilla per questa parte della mia sventura,
ove mi considerava come un morto, ma un morto da risuscitare con le sue
lacrime versate innanzi a te e che ti presentava sopra il feretro del suo
pensiero affinché tu dicessi a questo figlio della vedova: "Giovane, dico a
te, alzati", ed egli tornasse a vivere e cominciasse a parlare, e tu lo
restituissi a sua madre . Nessuna esultanza scomposta commosse dunque il
suo cuore alla notizia che quanto ti chiedeva ogni giorno, fra le lacrime, di
compiere, si era compiuto: se non avevo ancora colto la verità, ero però
stato ormai tolto dalla menzogna. Fermamente sicura, anzi, che avresti
concesso anche il resto, poiché tutto le avevi promesso, mi rispose con
assoluta pacatezza e il cuore pieno di fiducia: "Credo in Cristo che prima
di migrare da questo mondo ti avrò veduto cattolico convinto".
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo …
Concedi, Signore, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un
cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi
della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro
Signore.
GIOVEDI’ DOPO LE CENERI
Dal libro del Deuteronòmio
Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il
Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è
lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il
Signore ha giurato di dare ai tuoi padri.
Riflettiamo …
Un giorno mia madre, secondo un'abitudine che aveva in Africa, si recò a
portare sulle tombe dei santi una farinata, del pane e del vino. Respinta dal
custode, appena seppe che c'era un divieto del vescovo, lo accettò con tale
devozione e ubbidienza, da stupire me stesso al vedere la facilità con cui
condannava la propria consuetudine anziché discutere la proibizione del
vescovo. Quando portava lei il canestro con le vivande rituali da distribuire
agli intervenuti dopo averle assaggiate, poneva davanti solo un calicetto di
vino diluito secondo le esigenze del suo palato piuttosto sobrio e per
riguardo verso gli altri; e se erano molte le sepolture dei defunti che così si
volevano onorare, portava intorno quell'unico, piccolo calice da deporre su
ogni tomba, e in quello condivideva a piccoli sorsi con i fedeli presenti un
vino non solo molto annacquato, ma anche molto tiepido. Alle tombe
infatti si recava per devozione, non per diletto. Perciò, una volta informata
che il predicatore illustre, l'antesignano della devozione aveva proibito di
eseguire quelle cerimonie anche sobriamente, per non dare ai beoni alcuna
occasione d'ingurgitare vino e per la grande somiglianza di quella sorta di
parentali con le pratiche superstiziose dei pagani, se ne astenne ben
volentieri. Lui poi amava mia madre a cagione della sua vita
religiosissima, per cui fra le opere buone con tanto fervore
spirituale frequentava la chiesa. Spesso, incontrandomi, non si tratteneva
dal tesserne l'elogio e dal felicitarsi con me, che avevo una tal madre.
Ignorava quale figlio aveva lei, dubbioso di tutto ciò e convinto
dell'impossibilità di trovare la via della vita.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo
aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il
suo compimento. Per il nostro Signore
VENERDI’ DOPO LE CENERI
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore: “Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri
affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da
fare udire in alto il vostro chiasso. Non è piuttosto questo il digiuno che
voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare
liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere
il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,nel
vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti?”
Riflettiamo …
Non t'invocavo ancora con gemiti affinché venissi in mio aiuto. Il mio
spirito era piuttosto attratto dalla ricerca e mai sazio di discussioni. Lo
stesso Ambrogio era per me un uomo qualsiasi, fortunato secondo il
giudizio mondano perché riverito dalle massime autorità; l'unica sua pena
mi sembrava fosse il celibato che praticava. Delle speranze invece che
coltivava, delle lotte che sosteneva contro le tentazioni della sua stessa
grandezza, delle consolazioni che trovava nell'avversità, delle gioie che
assaporava nel ruminare il tuo pane entro la bocca nascosta del suo cuore,
di tutto ciò non potevo avere né idea né esperienza. Dal canto suo ignorava
anch'egli le mie tempeste e la fossa ove rischiavo di cadere. Non mi era
infatti possibile interrogarlo su ciò che volevo e come volevo. Caterve di
gente indaffarata, che soccorreva nell'angustia, si frapponevano tra me e le
sue orecchie, tra me e la sua bocca. I pochi istanti in cui non era occupato
con costoro, li impiegava a ristorare il corpo con l'alimento indispensabile,
o l'anima con la lettura. Nel leggere, i suoi occhi correvano sulle pagine e
la mente ne penetrava il concetto, mentre la voce e la lingua riposavano.
Sovente, entrando, poiché a nessuno era vietato l'ingresso e non si usava
preannunziargli l'arrivo di chicchessia, lo vedemmo leggere tacito, e mai
diversamente. Ci sedevamo in un lungo silenzio: e chi avrebbe osato
turbare una concentrazione così intensa? Poi ci allontanavamo,
supponendo che aveva piacere di non essere distratto durante il poco
tempo che trovava per ricreare il proprio spirito libero dagli affari
tumultuosi degli altri. Può darsi che evitasse di leggere ad alta voce per
non essere costretto da un uditore curioso e attento a spiegare qualche
passaggio eventualmente oscuro dell'autore che leggeva, o a discutere
qualche questione troppo complessa: impiegando il tempo a quel modo
avrebbe potuto scorrere un numero di volumi inferiore ai suoi desideri. Ma
anche la preoccupazione di risparmiare la voce, che gli cadeva con estrema
facilità, poteva costituire un motivo più che legittimo per eseguire una
lettura mentale. Ad ogni modo, qualunque fosse la sua intenzione nel
comportarsi così, non poteva non essere buona in un uomo come quello.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i
primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all’osservanza
esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro
Signore.
SABATO DOPO LE CENERI
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il
dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai
l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra
sarà come il meriggio».
Riflettiamo …
Certo è che non mi era assolutamente possibile interrogare quel tuo santo
oracolo, ossia il suo cuore, su quanto mi premeva, bensì soltanto su cose
presto ascoltate. Invece le tempeste della mia anima esigevano di trovarlo
disponibile a lungo, per riversarsi su di lui; ma invano. Ogni domenica lo
ascoltavomentre spiegava rettamente la parola della verità in mezzo al
popolo, confermandomi sempre più nell'idea che tutti i nodi stretti dalle
astute calunnie dei miei seduttori a danno dei libri divini potevano
sciogliersi. La scoperta poi da me fatta, che i tuoi figli spirituali, rigenerati
per tua grazia dalla maternità della Chiesa cattolica, non intendevano le
parole ov'è detto che l'uomo fu da te fatto a tua immagine nel senso di
crederti e pensarti rinchiuso nella forma di un corpo umano, per quanto
non riuscissi a scorgere neppure debolmente e in un enigma come fosse
una sostanza spirituale, mi fece arrossire gioiosamente di aver latrato per
tanti anni non già contro la fede cattolica, bensì contro fantasmi creati da
immaginazioni carnali. Temerario ed empio ero stato, perché avevo
asserito, accusando, cose che avrei dovuto asserire indagando.
Tu, altissimo e vicinissimo, remotissimo e presentissimo, non fornito di
membra più grandi e più piccole, ma esistente per intero in ogni luogo e in
nessuno, facesti però l'uomo a tua immagine senza possedere affatto questa
nostra forma corporale; ed ecco l'uomo esistere in un dato luogo dalla testa
ai piedi.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo: Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza
dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio
invincibile. Per il nostro Signore.
I DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase
quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli
angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il
vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo».
LUNEDI’
Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e disse: « Non andrai in giro a spargere calunnie
fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il
Signore. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera
apertamente il tuo prossimo, così non ticaricherai d’un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma
amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”»
Riflettiamo …
Ignorando in quale modo l'uomo fosse tua immagine, avrei dovuto,
bussando, controllare in quale modo bisognava credervi, non, burlando,
contrastare, quasi che vi si credesse come io mi immaginavo. Tanto più
acuto era dunque nel mio intimo l'assillo di conoscere cosa dovevo ritenere
per certo, quanto più mi vergognavo di essermi lasciato illudere e
ingannare così a lungo da una promessa di certezza, e di aver proclamato
per certo un grande numero di dottrine incerte, come un fanciullo
impetuoso nei suoi errori. La fallacia di quelle dottrine mi apparve più
tardi; fin d'allora però ebbi la certezza della loro incertezza, benché un
tempo le avessi tenute per certe, quando sferravo alla cieca attacchi e
accuse contro la tua Chiesa cattolica, ignaro che insegna la verità, ma non
insegna le dottrine di cui l'accusavo gravemente. Di qui la mia confusione,
la mia conversione e la mia gioia, Dio mio, perché la tua unica Chiesa,
corpo del tuo unico Figlio, nel cui grembo mi fu inoculato, infante, il nome
di Cristo, non si compiaceva di futilità infantili, e il suo insegnamento
sicuro non ti confinava, creatore di tutte le cose, in uno spazio fisico, sia
pure altissimo ed ampio, ma tuttavia limitato in ogni direzione dal profilo
delle membra umane.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. Convertici a te, o Dio, nostra salvezza, e formaci alla scuola
della tua sapienza, perché l’impegno quaresimale lasci una traccia
profonda nella nostra vita. Per il nostro Signore.
MARTEDI’
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non
vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta
germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così
sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza
effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per
cui l’ho mandata».
Riflettiamo …
Gioivo pure che la lettura dell'antica Legge e dei Profeti mi fosse proposta
con una visuale diversa dalla precedente, la quale me li faceva apparire
assurdi, mentre rimproveravo ai tuoi santi una concezione che non
avevano; e mi rallegravo di sentir ripetere da Ambrogio nei suoi sermoni
davanti al popolo come una norma che raccomandava caldamente: "La
lettera uccide, lo spirito invece vivifica". Così quando, scostando il velo
mistico, scopriva il senso spirituale di passi che alla lettera sembravano
insegnare un errore, le sue parole non mi spiacevano, benché ignorassi
ancora se erano veritiere. Trattenevo il mio cuore dall'assentirvi
minimamente, per timore del precipizio, e il pencolare a quel modo era una
morte peggiore. Che pretesa la mia, di raggiungere su cose che non vedevo
la stessa certezza con cui ero certo che sette più tre fa dieci! Non così
pazzo da ritenere che nemmeno quest'ultima verità si può comprendere,
volevo però comprendere allo stesso modo anche le altre verità, sia le
corporee non sottoposte ai miei sensi, sia le spirituali, per me pensabili
esclusivamente sotto una forma corporea. Potevo guarire con la fede,
cosicché l'occhio della mia mente si fissasse più puro sulla tua verità
permanente e indefettibile; ma, come accade di solito, che dopo aver
incontrato un medico cattivo si ha paura di affidarsi anche al buono, così la
mia anima ammalata e risanabile soltanto dalla fede respingeva la
guarigione per timore di una fede sbagliata, resistendo alle tue mani, che
confezionarono la medicina della fede e la sparsero sulle malattie
dell'universo intero, dotandola di così grande potere.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua
famiglia, e fa che superando ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi
per il desiderio di te. Per il nostro Signore.
MERCOLEDI’
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno,
ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come
Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo
sarà per questa generazione”.
Riflettiamo …
Tuttavia da allora incominciai a preferire la dottrina cattolica, anche
perché la trovavo più equilibrata e assolutamente sincera nel prescrivere
una fede senza dimostrazioni, che a volte ci sono, ma non sono per tutti,
altre volte non ci sono affatto. Il manicheismo invece prometteva
temerariamente una scienza, tanto da irridere la fede, e poi imponeva di
credere a un grande numero di fole del tutto assurde, dal momento che
erano indimostrabili. Sotto il lavorio della tua mano delicatissima e
pazientissima, Signore, ora il mio cuore lentamente prendeva forma. Tu mi
facesti considerare l'incalcolabile numero dei fatti a cui credevo senza
vederli, senza assistere al loro svolgimento, quale la moltitudine degli
eventi storici, delle notizie di luoghi e città mai visitate di persona, delle
cose per cui necessariamente, se vogliamo agire comunque
nella vita,diamo credito agli amici, ai medici, a persone di ogni genere; e
infine come ero saldamente certo dell'identità dei miei genitori, benché
nulla potessi saperne senza prestare fede a ciò che udivo. Così mi
convincesti che non merita biasimo chi crede nelle tue Scritture, di cui hai
radicato tanto profondamente l'autorità in quasi tutti i popoli, ma piuttosto
chi non vi crede. Dunque non dovevo prestare ascolto, se qualcuno per
caso mi diceva: "Come sai che questi libri furono trasmessi al genere
umano dallo spirito dell'unico Dio vero e assolutamente veritiero?".
Proprio ciò bisognava soprattutto credere, poiché non v'era stata violenza
di calunniose obiezioni nelle molte dispute dei filosofi lette sui libri, che
avesse potuto strapparmi neppure per un attimo la fede nella tua esistenza
sotto qualunque forma a me ignota, e nel governo delle cose umane, che ti
appartiene.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. Guarda benigno, Signore, questo popolo a te consacrato, e fa
che, mortificando il corpo con l’astinenza, si rinnovi nello spirito con il
frutto delle buone opere. Per il nostro Signore.
GIOVEDI’
Dal libro di Ester
In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da
un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera
e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe.
Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te,
quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in
gioia e le nostre sofferenze in salvezza».
Riflettiamo…
Però questa fede era in me ora più salda, ora più fievole. Tuttavia credetti
sempre che esisti e ti curi di noi, pur ignorando quale concezione
bisognava avere della tua sostanza e quale sia la strada che conduce o
riconduce a te. Essendo dunque gli uomini troppo deboli per trovare la
verità con la sola ragione, e avendo perciò bisogno dell'autorità di testi
sacri, io avevo incominciato a credere ormai che non avresti attribuito
un'autorità così eminente presso tutti i popoli della terra a quella Scrittura,
se non avessi desiderato che l'uomo per suo mezzo credesse in te e per suo
mezzo ti cercasse. Dopo le molte spiegazioni accettabili che ne avevo
udito, ormai attribuivo le assurdità che mi solevano urtare in quei testi alla
sublimità dei simboli. La loro autorità mi appariva tanto più venerabile e
degna di fede pura, in quanto si offrivano a qualsiasi lettore, ma serbavano
la maestà dei loro misteri a una penetrazione più profonda. L'estrema
chiarezza del linguaggio e umiltà dello stile li rendevano accessibili a tutti,
eppure stimolavano l'acume di coloro che non sono leggeri di cuore; e se
accoglievano nel loro seno aperto l'umanità intera, lasciavano passare per
anguste fessure fino a te un numero piccolo di persone, molto più grande
tuttavia di quanto non sarebbe stato, se ad essi fosse mancato un prestigio
così eminente e una santità così umile, da attrarre nel proprio grembo le
turbe. Mentre andavo così riflettendo, tu mi eri vicino, udivi i miei sospiri,
mi guidavi nei miei ondeggiamenti, mi accompagnavi nel mio cammino
attraverso l'ampia strada del mondo.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo.Ispiraci, Signore, pensieri e propositi santi, e donaci il
coraggio di attuarli, e poiché non possiamo esistere senza di te, fa che
viviamo secondo la tua volontà. Per il nostro Signore.
VENERDI’
Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che
ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e
rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più
ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere
della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che
desista dalla sua condotta e viva? ».
Riflettiamo …
Cercavo avidamente onori, guadagni, nozze, e tu ne ridevi. Per colpa di
queste passioni soffrivo disagi amarissimi, ma la tua benignità era tanto
più grande, quanto meno dolce mi facevi apparire ciò che tu non
eri. Guarda il mio cuore, Signore, per il cui volere rievoco e ti confesso
questi fatti. Si unisca ora a te la mia anima, che hai estratta dal vischio
tenacissimo della morte. Quanto era misera!
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. Concedi, Signore alla tua Chiesa di prepararsi interiormente
alla celebrazione della Pasqua, perché il comune impegno nella
mortificazione corporale porti a tutti noi un vero rinnovamento dello
spirito. Per il nostro Signore.
SABATO
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di
mettere in pratica queste leggi e queste norme. Osservale e mettile in
pratica con tutto il cuore e con tutta l’anima. Tu hai sentito oggi il Signore
dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu camminerai per le sue vie
e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e ascolterai la sua
voce. Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo
particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi
comandi. Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le
nazioni che ha fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio,
come egli ha promesso».
Riflettiamo …
Si allontani dunque dalla mia anima chi le dice: "Bisogna considerare la
fonte del godimento in un uomo. Il mendico lo traeva dall'ebbrezza, tu lo
cercavi nella gloria". Quale gloria, Signore? Una gloria estranea a te. Se
non era vera gioia quella del mendico, neppure la mia gloria era vera, e
contribuiva a traviare la mia mente. Inoltre il mendico avrebbe smaltito la
sua ebbrezza nel giro della notte seguente; io con la mia mi ero
addormentato e destato, mi sarei addormentato e destato, guarda quanti
giorni! Certo bisogna considerare la fonte del godimento in un uomo, lo
so. Il godimento di una speranza pia è incomparabilmente distante dalla
gioia vana del mendico. Però allora c'era un'altra distanza fra noi due: egli
era certamente il più felice non solo perché inondato dall'ilarità, mentre io
ero disseccato dagli affanni, ma anche perché egli si era procurato il vino
con auguri di bene, mentre io ricercavo la vana gloria con menzogne. In
questo senso parlai allora lungamente con i miei amici, e spesso poi
osservai le mie reazioni in circostanze analoghe, constatando che mi
sentivo a disagio e soffrivo, così raddoppiando il disagio stesso. Se poi a
volte la fortuna mi arrideva, riluttavo a coglierla, poiché se ne volava via
quasi prima che potessi afferrarla.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VI)
Preghiamo. O Dio, eterno Padre, fa che si convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell’unico bene necessario e nelle opere di carità
fraterna siamo sempre consacrati alla tua lode. Per il nostro Signore.
II DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li
condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti,
bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la
parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre
capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che
cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua
ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato:
ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più
nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò
che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai
morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire
risorgere dai morti.
LUNEDI’
Dal libro del profeta Danièle
Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all’alleanza e benevolo
verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo
peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci
siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo
obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri
re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.
Riflettiamo. Ormai la mia adolescenza sciagurata e nefanda era morta, e
mi avviavo verso la maturità. Però, quanto più crescevo nell'età della vita,
tanto più scadevo nella fatuità del pensiero. Non riuscivo a pensare una
sostanza diversa da quella che si vede abitualmente con gli occhi. Da
quando avevo cominciato a udire qualcosa della sapienza, non
t'immaginavo più, o Dio, sotto l'aspetto di corpo umano e mi rallegravo,
per la ripugnanza sempre provata verso questa concezione, di aver
scoperto questa verità entro la fede della nostra madre spirituale, la tua
Chiesa cattolica. Non trovavo però un'altra forma, con cui pensarti. Mi
sforzavo di pensarti, io, un uomo, e quale uomo, te, il sommo
e il solo e il vero Dio; ti credevo con tutta l'anima incorruttibile,
inviolabile, immutabile; pur ignorandone la causa e il modo, riconoscevo
chiaramente e sicuramente l'inferiorità di una cosa corruttibile rispetto ad
una incorruttibile; ponevo senza esitare una cosa inviolabile al di sopra di
una violabile, e ritenevo le immutabili superiori alle mutabili; il mio cuore
strepitava violentemente contro tutte le mie vane fantasie, io cercavo di
allontanare col suo solo impeto dallo sguardo della mia mente la turba
delle immonde immagini che le svolazzavano attorno.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo. O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo come
medicina dell’anima, fa che ci asteniamo da ogni peccato per aver la forza
di osservare i comandamenti del tuo amore. Per il nostro Signore.
MARTEDI’
Dal libro del profeta Isaìa
Ascoltate la parola del Signore, prestate orecchio all’insegnamento:
«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre
azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della
vedova».
Riflettiamo …
Così, tardo di mente, poco chiaro io stesso a me stesso, ritenevo che tutto
quanto non fosse per un certo spazio esteso o espanso o addensato o
gonfio, provvisto o atto a provvedersi di una di tali qualità, non fosse
letteralmente nulla. Le immagini, attraverso cui si muoveva la mia mente,
erano le medesime per cui si muovono abitualmente i miei occhi; e non
vedevo come questa stessa tensione interiore, con cui formavo proprio
quelle immagini, era cosa diversa da esse, eppure non le avrebbe
formate, se non fosse stata qualcosa di grande. Così concepivo persino te,
vita della mia vita, come un vasto ente, che da ogni dove penetra per spazi
infiniti l'intera mole dell'universo e di là da essa si diffonde in ogni senso
attraverso spazi incommensurabili, senza limite; e in tal modo ti possedeva
la terra, ti possedeva il cielo, ti possedeva ogni cosa, e tutte erano definite
dentro di te, ma tu in nessuna parte. Come la massa dell'aria, di quest'aria
che sovrasta la terra, non ostacola la luce del sole, impedendole di
attraversarla e penetrarvi senza squarci o fratture, ma anzi ne è tutta
pervasa; così pensavo che la massa del cielo, dell'aria, del mare, della terra
stessa ti si aprisse e ti lasciasse penetrare per riceverti presente in ogni sua
parte, grande o piccola, poiché tu col tuo soffio invisibile governi e
dall'esterno e dall'interno tutto il tuo creato. Incapace d'immaginarmi
diversamente le cose, andavo facendo di queste congetture: erano infatti
falsità.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo.Custodisci, o Padre, la tua Chiesa con la tua continua
benevolenza, e poiché, a causa della debolezza umana, non può sostenersi
senza di te, il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo e la guidi alla
salvezza eterna. Per il nostro Signore.
MERCOLEDI’
Dal Vangelo secondo Matteo
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni
dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi
vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il
primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è
venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per
molti».
Riflettiamo …
Mi sarebbe bastato, Signore, di usare contro quegli ingannatori ingannati e
muti ciarlieri, poiché dalla loro bocca non risuonava la tua parola, mi
sarebbe bastato di usare l'argomento che fin dai tempi di Cartagine soleva
porre innanzi Nebridio, e che tutti ci aveva scossi, quanti l'avevamo udito:
cosa avrebbe potuto farti quella, chissà poi quale, genìa delle tenebre, che
ti oppongono abitualmente come massa contraria, se ti fossi rifiutato di
misurarti con essa? O rispondono che ti avrebbe danneggiato, e allora non
saresti inviolabile e incorruttibile; oppure rispondono che non poteva
affatto danneggiarti, e allora quale scopo trovare per la lotta? una lotta,
poi, ove una porzione di te, una delle tue membra o un prodotto della tua
stessa sostanza si mescolerebbe alle potenze avverse, a nature non create
da te; e queste lo corromperebbero e degraderebbero a tal punto, che
precipita dalla beatitudine nella miseria e ha bisogno di un soccorso per
esserne estratto e purificato. E questo prodotto sarebbe l'anima, che il tuo
Verbo libero doveva sovvenire nella sua schiavitù, puro, nella sua
contaminazione, illibato, nella sua corruzione, però corruttibile anch'egli,
poiché fatto di un'unica e medesima sostanza. Se ammettono
l'incorruttibilità di tutto ciò che sei, ossia della sostanza di cui sei fatto, le
affermazioni sopra riportate sono tutte false ed esecrabili; se invece
sostengono la tua corruttibilità, un tale giudizio è già falso e detestabile fin
dalla prima parola. Sarebbe bastato questo argomento contro persone che
dobbiamo rigettare a qualunque costo dallo stomaco, ove ci pesano. Chi
pensava e parlava di te in questi termini, non poteva uscirne senza un
orribile sacrilegio di cuore e di lingua.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo …
O Dio, eterno Padre, fa che si convertano a te i nostri cuori, perché nella
ricerca dell’unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna siamo
sempre consacrati alla tua lode. Per il nostro Signore.
GIOVEDI’
Dal libro del profeta Geremìa
Così dice il Signore: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone
nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia».
Riflettiamo …
Ma anch'io ormai sostenevo e credevo fermamente la tua intangibilità,
inalterabilità e immutabilità totale, Dio nostro, Dio vero, creatore non solo
delle nostre anime ma altresì dei nostri corpi, né soltanto delle nostre
anime e corpi, ma di tutti gli esseri e di tutte le cose. Non mi era invece
chiara e palese l'origine del male; tuttavia vedevo che, comunque fosse, la
sua ricerca non avrebbe dovuto costringermi a credere mutabile un Dio
immutabile, se non volevo divenire io stesso ciò che cercavo. Procedevo
dunque tranquillamente, sicuro della falsità delle loro asserzioni e
aborrendoli di tutto cuore, poiché li vedevo intenti a cercare l'origine del
male quando erano essi medesimi colmi di malizia, tanto da ammettere
piuttosto che la tua sostanza possa subire, ma non la loro fare il male.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo …
O Dio, che salvi i peccatori e li chiami alla tua amicizia, volgi verso di te i
nostri cuori e donaci il fervore del tuo Spirito perché possiamo esser saldi
nella fede e operosi nella carità. Per il nostro Signore.
VENERDI’
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi
piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il
torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò
lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi
dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo
bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo
altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio
figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede.
Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono
fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della
vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li
farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli
consegneranno i frutti a suo tempo».
Riflettiamo …
Mi sforzavo di vedere ciò che udivo sulla libera determinazione della
volontà come causa del male che facciamo, e l'equità del tuo
giudizio come causa di quello che subiamo, ma non riuscivo a scorgerla
chiaramente. Tentavo di spingere lo sguardo della mia mente fuori
dall'abisso, ma vi ricadevo di nuovo; ripetevo i tentativi, ma ricadevo di
nuovo e di nuovo. Una cosa mi sollevava verso la tua luce: la
consapevolezza di possedere una volontà non meno di una vita. In ogni
atto di consenso o rifiuto ero certissimo di essere io, non un altro, a
consentire e rifiutare; e di trovarmi in quello stato a causa del mio peccato,
lo capivo sempre meglio. Invece, degli atti che compivo mio malgrado mi
riconoscevo vittima piuttosto che attore e li giudicavo non già una colpa,
bensì una pena inflittami da te giustamente, non esitavo
ad ammetterlo considerando la tua giustizia. Ma a questo punto mi
chiedevo: "Chi mi ha creato? Il mio Dio, vero? che non è soltanto buono,
ma la bontà in persona. Da chi mi viene dunque il consenso che dò al male
e il rifiuto che oppongo al bene? Accade così per farmi scontare giusti
castighi? Ma chi ha piantato e innestato in me questo, virgulto d'infelicità ,
se sono integralmente opera del mio dolcissimo Dio? E se fossi creatura
del diavolo, donde viene a sua volta il diavolo? Se anch'egli diventò
diavolo, da angelo buono che era, per un atto di volontà perversa, questa
volontà maligna che doveva renderlo diavolo donde entrò anche in lui,
fatto integralmente angelo da un creatore buono? ". Queste riflessioni
tornavano a deprimermi, a soffocarmi, ma non riuscivano a trascinarmi
fino al baratro di quell'errore ove nessuno ti confessa, preferendo
assoggettare te al male, che crederne l'uomo capace.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo. Dio onnipotente e misericordioso, concedi ai tuoi fedeli di
essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima,
per giungere con spirito nuovo alle prossime feste di Pasqua. Per il nostro
Signore.
SABATO
Dal libro del profeta Michèa
Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, quale dio è
come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo
amore. Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe.
Riflettiamo …
Il mio sforzo era diretto dunque a riconoscere le altre verità, come già
avevo riconosciuto che una cosa incorruttibile è migliore di una
corruttibile, e avevo ammesso che tu, comunque fatto, eri quindi
incorruttibile. Nessun'anima poté o potrà mai pensare nulla migliore di te,
sommo e perfetto bene. Ora, se con assoluta e certa verità si antepone una
cosa incorruttibile a una corruttibile, come io già l'anteponevo, qualora tu
non fossi incorruttibile, avrei potuto senz'altro salire col pensiero a un'altra
cosa migliore del mio Dio. Era là dunque, ove vedevo che bisogna
anteporre l'incorruttibile al corruttibile, che avrei dovuto cercarti, di là
osservare dove risiede il male, ossia da dove viene la corruzione stessa,
che non può raggiungere in alcun modo la tua sostanza. La corruzione non
può evidentemente raggiungere in alcun modo il nostro Dio: né per atto di
volontà, né per forza di cose, né per eventi imprevisti, poiché lui è Dio in
persona, e ciò che vuole per sé, è bene, anzi è lui quel bene stesso, mentre
non è bene la corruzione. Né puoi essere costretto ad azioni involontarie,
perché la tua volontà non è maggiore della tua potenza: sarebbe maggiore
solo se tu stesso fossi maggiore di te stesso, essendo la volontà e la
potenza di Dio lo stesso Dio. D'imprevisto, poi, cosa può esservi per te,
che conosci tutto? Nessun essere, infine, esiste, se non in quanto tu lo
conosci. Ma perché una dimostrazione così estesa dell'incorruttibilità della
sostanza divina, quando questa non sarebbe tale, se fosse corruttibile?
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo. O Dio, che per mezzo dei sacramenti ci rendi partecipi del
tuo mistero di gloria, guidaci attraverso le esperienze della vita perché
possiamo giungere alla splendida luce in cui è la tua dimora. Per il nostro
Signore.
III DOMENICA DI QUARESIMA
Dal vangelo secondo Giovanni
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel
tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i
cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del
tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e
ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui
queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi
discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi
divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci
mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo
tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei:
«Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo
farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che
aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i
segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si
fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno
desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è
nell’uomo.
LUNEDI’
Salmo
Come la cerva anèla ai corsi d'acqua,così l'anima mia anèla a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto
di Dio? Manda la tua luce e la tua verità: siano esse a guidarmi, mi
conducano alla tua santa montagna, alla tua dimora.Verrò all'altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza. A te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio.
Riflettiamo…
Cercavo l'origine del male cercando male e non vedendo il male nella mia
stessa ricerca. Davanti agli occhi del mio spirito ponevo l'intero creato,
tutto ciò che ne possiamo scorgere, ossia la terra, il mare, l'aria, gli astri,
gli alberi, gli animali mortali, e tutto ciò che ci rimane invisibile, ossia il
firmamento celeste sopra di noi, tutti gli angeli e tutti gli spiriti che lo
abitano, spiriti che la mia immaginazione distribuiva pure in vari luoghi,
quasi fossero corpi; così feci del tuo creato un'unica massa enorme, ove
spiccavano secondo il loro genere i corpi, sia veri e reali, sia spirituali, resi
arbitrariamente corporei dalla mia immaginazione, e feci enorme questa
massa, non quanto era effettivamente, perché non potevo concepirlo, ma
quanto mi piacque immaginare, però finita in tutte le direzioni, avvolta e
penetrata da ogni parte da te, Signore, che pure rimanevi in tutti i sensi
infinito, come un mare che si stenda dovunque e da dovunque per spazi
immensi infinito, un unico mare che contenga nel suo interno una spugna
grande a piacere, però finita e ripiena evidentemente in ogni sua parte del
mare immenso. Così concepivo la tua creazione, finita e ripiena di te
infinito. Dicevo: "Ecco Dio, ed ecco le creature di Dio. Dio è buono,
potentissimamente e larghissimamente superiore ad esse. Ma in quanto
buono creò cose buone e così le avvolge e riempie. Allora dov'è il male, da
dove e per dove è penetrato qui dentro? Qual è la sua radice, quale il suo
seme? O forse non esiste affatto? Perché allora temere ed evitare una cosa
inesistente? Se lo temiamo senza ragione, è certamente male il nostro
stesso timore, che punge e tormenta invano il nostro cuore, e un male tanto
più grave, in quanto non c'è nulla da temere, eppure noi temiamo. Quindi o
esiste un male oggetto del nostro timore, o il male è il nostro stesso timore.
Ma da dove proviene il male, se Dio ha fatto, lui buono, buone tutte queste
cose? Certamente egli è un bene più grande, il sommo bene, e meno buone
sono le cose che fece; tuttavia e creatore e creature tutto è bene. Da dove
viene dunque il male? Forse da dove le fece, perché nella materia c'era del
male, e Dio nel darle una forma, un ordine, vi lasciò qualche parte che non
mutò in bene? Ma anche questo, perché? Era forse impotente l'onnipotente
a convertirla e trasformarla tutta, in modo che non vi rimanesse nulla di
male? Infine, perché volle trarne qualcosa e non impiegò piuttosto la sua
onnipotenza per annientarla del tutto? O forse la materia poteva esistere
contro il suo volere? O, se la materia era eterna, perché la lasciò sussistere
in questo stato così a lungo, attraverso gli spazi su su infiniti dei tempi, e
dopo tanto decise di trarne qualcosa? O ancora, se gli venne un desiderio
improvviso di agire, perché con la sua onnipotenza non agì piuttosto nel
senso di annientare la materia e rimanere lui solo, bene integralmente vero,
sommo, infinito? O, se non era ben fatto che chi era buono non edificasse,
anche, qualcosa di buono, non avrebbe dovuto eliminare e annientare la
materia cattiva, per istituirne da capo una buona, da cui trarre ogni cosa?
Quale onnipotenza infatti era la sua, se non poteva creare alcun bene senza
l'aiuto di una materia non creata da lui?". Questi pensieri rimescolavo nel
mio povero cuore gravido di assilli pungentissimi, frutto del timore della
morte e della mancata scoperta della verità. Rimaneva tuttavia saldamente
radicata nel mio cuore la fede nella Chiesa cattolica del Cristo tuo, signore
e salvatore nostro. Certo una fede ancora rozza in molti punti e fluttuante
oltre il limite della giusta dottrina; però il mio spirito non l'abbandonava,
anzi se ne imbeveva ogni giorno di più.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo. Con la tua continua misericordia, Signore, purifica e rafforza
la tua Chiesa, e, poiché non può sostenersi senza di te, non privarla mai
della tua guida. Per il nostro Signore.
MARTEDI’
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio
fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli?
Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a
settanta volte sette.
Riflettiamo …
Così, mio soccorritore , mi avevi liberato da questi ceppi. Ora ricercavo
l'origine del male, senza esito. Non permettevi però che le burrasche del
pensiero mi strappassero mai alla fede. Credevo alla tua esistenza,
all'immutabilità della tua sostanza, al tuo governo sugli uomini, alla tua
giustizia; che in Cristo, tuo figlio, signore nostro, nonché nelle Sacre
Scritture garantite dall'autorità della tua Chiesa cattolica fu da te riposta
per l'umanità la via della salvezza verso quella vita, che ha inizio dopo
questa morte. Assicurati e consolidati saldamente nel mio animo questi
princìpi, ricercavo febbrilmente quale fosse l'origine del male. Che doglie
per questo parto del mio cuore, che gemiti, Dio mio! E lì a mia insaputa eri
tu ad ascoltarli.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
MERCOLEDI’
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non crediate che io sia
venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a
dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il
cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge,
senza che tutto sia avvenuto”.
Riflettiamo …
Ma tu, Signore, permani in eterno, e non ti adiri in eterno verso di noi. Hai
sentito pietà di questa terra e cenere, piacque ai tuoi occhi di raccontare le
mie sconcezze. Mi agitavi con pungoli interni per rendermi insoddisfatto,
finché al mio sguardo interiore tu fossi certezza. Il mio tumore scemava
sotto la cura della tua mano nascosta, la vista intorbidata e ottenebrata
della mia mente guariva di giorno in giorno sotto l'azione del collirio
pungente di salutari dolori.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VII)
Preghiamo …
Concedi, Signore, che i tuoi fedeli, formati nell’impegno delle buone opere
e nell’ascolto della tua parola, ti servano con generosa dedizione liberi da
ogni egoismo e, nella comune preghiera a te, nostro Padre, si riconoscano
fratelli. Per il nostro Signore.
GIOVEDI’
Dal libro del profeta Geremìa
Così dice il Signore: «Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io
sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla
strada che vi prescriverò, perché siate felici”.Ma essi non ascoltarono né
prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente
secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi
hanno voltato le spalle. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro
bocca».
Riflettiamo …
Mi ritirai dunque nel giardino, e Alipio dietro, passo per passo. In verità mi
sentivo ancora solo, malgrado la sua presenza, e poi, come avrebbe potuto
abbandonarmi in quelle condizioni? Sedemmo il più lontano possibile
dall'edificio. Io fremevo nello spirito, sdegnato del più torbido sdegno
perché non andavo verso la tua volontà e la tua alleanza, Dio mio, verso le
quali tutte le mie ossa gridavano che si doveva andare, esaltandole con lodi
fino al cielo. E là non si andava con navi o carrozze o passi, nemmeno i
pochi con cui ero andato dalla casa al luogo ov'eravamo seduti. L'andare,
non solo, ma pure arrivare colà non era altro che il volere di andare, però
un volere vigoroso e totale, non i rigiri e sussulti di una volontà mezzo
ferita nella lotta di una parte di sé che si alzava, contro l'altra che cadeva.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Dio grande e misericordioso, quanto più si avvicina la festa
della nostra redenzione, tanto più cresca in noi il fervore per celebrare
santamente la Pasqua del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
VENERDI’
Dal libro del profeta Osèa
Così dice il Signore:«Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai
inciampato nella tua iniquità .Tornate al Signore, ditegli: “Togli ogni
iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode
delle nostre labbra”. Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha
intelligenza comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti
camminano in esse, mentre i malvagi v’inciampano».
Riflettiamo. Nelle tempeste dell'esitazione facevo con la persona molti
dei gesti che gli uomini talvolta vogliono, ma non valgono a fare, o perché
mancano delle membra necessarie, o perché queste sono avvinte da
legami, inerti per malattia o comunque impedite. Mi strappai cioè i capelli,
mi percossi la fronte, strinsi le ginocchia fra le dita incrociate, così facendo
perché lo volevo. Avrei potuto volere e non fare, se le membra non mi
avessero ubbidito per impossibilità di muoversi. E mentre feci molti gesti,
per i quali volere non equivaleva a potere, non facevo il gesto che mi
attraeva d'un desiderio incomparabilmente più vivo e che all'istante,
appena voluto, avrei potuto, perché all'istante, appena voluto, l'avrei certo
voluto. Lì possibilità e volontà si equivalevano, il solo volere era già fare.
Eppure non se ne faceva nulla: il corpo ubbidiva al più tenue volere
dell'anima, muovendo a comando le membra, più facilmente di quanto
l'anima non ubbidisse a se stessa per attuare nella sua volontà una sua
grande volontà.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Infondi benigno, Signore, la tua grazia nei nostri cuori,
perché possiamo salvarci dagli sbandamenti umani e restare fedeli alla tua
parola di vita eterna. Per il nostro Signore.
SABATO
Dal libro del profeta Osèa
“Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro
amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole
della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio
l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocàusti”.
Riflettiamo …
Qual è l'origine di quest'assurdità? e quale la causa?. M'illumini la tua
misericordia, mentre interrogherò, se mai possono rispondermi, le
recondite pieghe delle miserie umane e le misteriosissime pene che
affliggono i figli di Adamo. Qual è l'origine di quest'assurdità? e quale la
causa? Lo spirito comanda al corpo, e subito gli si presta ubbidienza; lo
spirito comanda a se stesso, e incontra resistenza. Lo spirito comanda alla
mano di muoversi, e il movimento avviene così facilmente, che non si
riesce quasi a distinguere il comando dall'esecuzione, benché lo spirito sia
spirito, la mano invece corpo. Lo spirito comanda allo spirito di volere,
non è un altro spirito, eppure non esegue. Qual è l'origine di
quest'assurdità? e quale la causa? Lo spirito, dico, comanda di volere, non
comanderebbe se non volesse, eppure non esegue il suo comando. In verità
non vuole del tutto, quindi non comanda del tutto. Comanda solo per quel
tanto che vuole, e il comando non si esegue per quel tanto che non vuole,
poiché la volontà comanda di volere, e non ad altri, ma a se stessa. E
poiché non comanda tutta intera, non avviene ciò che comanda; se infatti
fosse intera, non si comanderebbe di essere, poiché già sarebbe. Non è
dunque un'assurdità quella di volere in parte, e in parte non volere; è
piuttosto una malattia dello spirito, sollevato dalla verità ma non
raddrizzato del tutto perché accasciato dal peso dell'abitudine. E sono due
volontà, poiché nessuna è completa e ciò che è assente dall'una è presente
nell'altra.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Nella gioia che già pregustiamo, Signore, in questa
celebrazione della Quaresima, fa che ci inseriamo più nei misteri della
Pasqua, per godere la pienezza dei suoi frutti. Per il nostro Signore.
IV DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente
nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché
chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il
mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada
perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel
mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per
mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già
stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di
Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini
hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano
malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce
perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene
verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte
in Dio».
LUNEDÌ
Dal libro del profeta Isaia
Ecco infatti io creo nuovi cieli e nuova terra. Non si udranno più in
essa voci di pianto, grida di angoscia. Non ci sarà più un bimbo che viva
solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla
pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i
cento anni sarà considerato maledetto. Fabbricheranno case e le
abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
Riflettiamo…
Scompaiano dalla tua vista, o Dio, così come scompaiono, i ciarlatani e i
seduttori delle menti, coloro che, avendo rilevato la presenza di due
volontà nell'atto del deliberare, affermano l'esistenza di due anime con due
nature, l'una buona, l'altra malvagia. Essi sì sono davvero malvagi, poiché
hanno questi concetti malvagi, e non diverranno buoni, se non avendo
concetti di verità e accettando la verità. Allora potranno dirsi per loro le
parole del tuo Apostolo: "Foste un tempo tenebre, ora invece luce nel
Signore" .Mentre vogliono essere luce, ma non nel Signore, bensì in se
stessi, attribuendo alla natura dell'anima un'essenza divina, sono divenuti
tenebre più dense. La loro orrenda arroganza li allontanò più ancora da te,
da te, vero lume illuminante ogni uomo che viene in questo mondo. Badate
a ciò che dite. Arrossite eavvicinatevi a lui: riceverete la luce e i vostri
volti non arrossiranno. Io, mentre stavo deliberando per entrare finalmente
al servizio del Signore Dio mio, come da tempo avevo progettato di fare,
ero io a volere, io a non volere; ero io, io. Da questa volontà incompleta e
incompleta assenza di volontà nasceva la mia lotta con me stesso, la
scissione di me stesso, scissione che, se avveniva contro la mia volontà,
non dimostrava però l'esistenza di un'anima estranea, bensì il castigo della
mia. Non ero neppure io a provocarla, ma il peccato cheabitava in
me quale punizione di un peccato commesso in maggiore libertà; poiché
ero figlio di Adamo.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Dio grande e misericordioso, quanto più si avvicina la festa
della nostra redenzione, tanto più cresca in noi il fervore per celebrare
santamente la Pasqua del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
MARTEDI’
Dal Vangelo secondo Giovanni
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo
giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?».
Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella
piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro
scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e
cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a
camminare.
Riflettiamo …
Se infatti esistessero tante nature contrarie fra loro quante volontà opposte
l'una all'altra, non sarebbero solo due, ma molte. Allorché qualcuno sta
deliberando se recarsi a un loro convegno oppure a teatro, costoro gridano:
"Ecco le due nature, una buona che lo invia qui, l'altra malvagia che lo
rinvia là. Quale origine diversa potrebbe avere questa esitazione di volontà
in conflitto fra loro?". Io affermo che sono volontà malvagie entrambe, sia
quella che lo invia a loro, sia quella che lo rinvia a teatro; essi invece
credono che non può essere se non buona quella che ci guida a loro.
Come? Per uno che delibera, esitando nell'alterco delle due volontà
contrastanti, se recarsi a teatro o alla nostra chiesa, non esiteranno
anch'essi sulla risposta da dare? Infatti o confesseranno, ma non vogliono
farlo, che la volontà buona ci spinge a recarci alla nostra chiesa, come vi si
reca chi è stato iniziato ai suoi sacramenti e vi partecipa; o crederanno che
si scontrano in un uomo solo due nature malvagie, due anime malvagie.
Sarà in tal caso smentita la loro asserzione consueta, che una natura è
buona e l'altra malvagia; oppure si convertiranno alla verità, ammettendo
che nell'atto di deliberare una sola anima fluttua in balìa di volontà diverse.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Questo tempo di penitenza e di preghiera disponga, Signore,
i tuoi fedeli a vivere degnamente il mistero pasquale e a recare ai fratelli il
lieto annunzio della tua salvezza. Per il nostro Signore.
MERCOLEDI’
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:«Al tempo della benevolenza ti ho risposto, nel giorno
della salvezza ti ho aiutato. Giubilate, o cieli, rallégrati, o terra, gridate di
gioia, o monti, perché il Signore consola il suo popolo e ha misericordia
dei suoi poveri. Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore
mi ha dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da
non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si
dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai>>.
Riflettiamo …
Non asseriscano dunque più, al vedere due volontà affrontarsi nel
medesimo individuo, che si tratta della contesa di due anime contrarie, una
buona, l'altra malvagia, formate da due sostanze contrarie, da due princìpi
contrari: perché tu, Dio verace, li condanni, li confuti, li smascheri.
Pensiamo al caso di due volontà entrambe malvagie, quali si hanno in chi
sta deliberando se uccidere un uomo col veleno o con un'arma, se
appropriarsi di questo o di quel fondo che non gli appartengono né può
occupare contemporaneamente; se comprare il piacere per lussuria o
serbare il denaro per avarizia; se recarsi al circo o a teatro quando entrambi
diano spettacolo nella medesima giornata, o, aggiungendo una terza
eventualità, a rubare in casa d'altri, qualora si presenti l'occasione, o,
aggiungendone pure una quarta, a commettere un adulterio, qualora gli si
apra simultaneamente una possibilità anche da quella parte. Ebbene, si
concentrino nel medesimo istante tutte assieme queste occasioni e siano
tutte ugualmente desiderate, eppure non possono essere simultaneamente
sfruttate e si avrà un animo dilaniato da quattro volontà in conflitto tra
loro, o anche da più di quattro, potendo essere molte le cose desiderate,
sebbene questa gente di solito non parli di una moltitudine tanto grande di
sostanze diverse. Così anche per le volontà buone. Chiedo loro: "È bene
godere della lettura dell'Apostolo? è bene godere della lettura di un salmo
edificante? è bene dissertare sul Vangelo?". Risponderanno ogni volta: "È
bene". Ma allora, se queste tre attività piacessero tutte ugualmente e in un
unico e medesimo istante, non si hanno volontà diverse, che tirano in senso
contrario il cuore dell'uomo nell'atto in cui delibera sulla cosa migliore da
fare? E tutte sono volontà buone e lottano tra loro finché non sia operata la
scelta, su cui punti tutta la volontà ridotta a una sola di molte in cui era
divisa. Così ancora, quando l'eternità ci attrae in alto, mentre il godimento
di un bene temporale ci trattiene al basso, è la medesima anima a volere,
ma non con tutta la volontà, l'uno o l'altro dei due oggetti. Di qui le
angosce penose che la dilaniano, perché la verità le fa anteporre il primo,
l'abitudine non le lascia deporre il secondo.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo.O Dio, che dai la ricompensa ai giusti e non rifiuti il perdono
ai peccatori pentiti, ascolta la nostra supplica: l’umile confessione delle
nostre colpe ci ottenga la tua misericordia. Per il nostro Signore.
SAN GIUSEPPE
Dal vangelo secondo Matteo
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù,
chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo
promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò
incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo
giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in
segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in
sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non
temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è
generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo
chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato
l’angelo del Signore.
VENERDI’
Dal libro della Sapienza
Dicono [gli empi] fra loro sragionando:«Tendiamo insidie al giusto, che
per noi è d’incomodo e si oppone alle nostre azioni;ci rimprovera le colpe
contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.
Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del
Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è
insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli
altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Siamo stati considerati da lui
moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre.
Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla
fine.Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà
dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e
tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di
sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le
sue parole, il soccorso gli verrà». Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;
la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,
non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una
vita irreprensibile.
Riflettiamo …
Ammalato nello spirito di questa malattia, mi tormentavo fra le accuse che
mi rivolgevo da solo, assai più aspre del solito, e i rigiri e le convulsioni
entro la mia catena, che ancora non si spezzava del tutto , che sottile ormai
mi teneva, ma pure mi teneva. Tu, Signore, non mi davi tregua nel mio
segreto. Con severa misericordia raddoppiavi le sferzate del timore e del
pudore, per impedire un nuovo rilassamento, che, invece di spezzare quel
solo esiguo e tenue legame esistente ancora, l'avrebbe rinvigorito da capo,
e stretto me più saldamente. Mi dicevo fra me e me: "Su, ora, ora è il
momento di agire"; a parole ero ormai incamminato verso la decisione e
stavo già quasi per agire, e non agivo. Non ricadevo però al punto di
prima: mi fermavo vicinissimo e prendevo lena. Seguiva un altro tentativo
uguale al precedente, ancora poco ed ero là, ancora poco e ormai toccavo,
stringevo la meta. E non c'ero, non toccavo, non stringevo nulla. Esitavo a
morire alla morte e a vivere alla vita; aveva maggior potere su di me il
male inoculato, che il bene inusitato. L'istante stesso dell'attesa
trasformazione quanto più si avvicinava, tanto più atterriva, non al punto
di ributtarmi indietro e farmi deviare, ma sì di tenermi sospeso.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. O Dio, che nei tuoi sacramenti hai posto il rimedio alla
nostra debolezza, fa che accogliamo con gioia i frutti della redenzione e li
manifestiamo nel rinnovamento della vita. Per il nostro Signore.
SABATO
Dal libro del profeta Geremìa
Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro
intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non
sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel
suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più
il suo nome».Signore degli eserciti, giusto giudice, che provi il cuore e la
mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la
mia causa.
Riflettiamo …
A trattenermi erano le frivolezze delle frivolezze, le vanità delle vanità 97,
antiche amiche mie, che mi tiravano di sotto la veste di carne e
sussurravano a bassa voce: "Tu ci congedi?", e: "Da questo momento non
saremo più con te eternamente", e: "Da questo momento non ti sarà più
concesso di fare questo e quell'altro eternamente". E quali cose non mi
suggerivano con ciò che ho chiamato "questo e quell'altro", quali cose non
mi suggerivano, Dio mio! La tua misericordia le allontani dall'anima del
tuo servo. Quali sozzure non suggerivano, quali infamie! Ma io udivo
ormai molto meno che a metà la loro voce. Anziché contrastare, diciamo
così, a viso aperto, venendomi innanzi, parevano bisbigliare dietro le
spalle e quasi mi pizzicavano di soppiatto mentre fuggivo, per farmi
volgere indietro lo sguardo. Così però mi attardavano, poiché indugiavo a
staccarmi e scuotermi da esse per balzare ove tu mi chiamavi. L'abitudine,
tenace, mi diceva: "Pensi di poterne fare a meno?".
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Signore onnipotente e misericordioso, attira verso di te i
nostri cuori, poiché senza di te non possiamo piacere a te, sommo bene.
Per il nostro Signore.
V DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa
c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di
Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere
Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a
dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia
glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in
terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi
ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la
conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove
sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo
onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da
quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica
il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo
glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che
era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse
Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di
questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io,
quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per
indicare di quale morte doveva morire.
LUNEDÌ
Dal libro del profeta Daniele
La moltitudine prestò loro fede poiché erano anziani e giudici del popolo e
la condannò a morte. Allora Susanna ad alta voce esclamò: "Dio eterno,
che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che
hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi
iniquamente hanno tramato contro di me". E il Signore ascoltò la sua
voce. Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo
spirito di un giovanetto, chiamato Daniele, il quale si mise a gridare: "Io
sono innocente del sangue di lei!". Tutti si voltarono verso di lui dicendo:
"Che vuoi dire con le tue parole?". Allora Daniele, stando in mezzo a loro,
disse: "Siete così stolti, Israeliti? Avete condannato a morte una figlia
d'Israele senza indagare la verità! Tornate al tribunale, perché costoro
hanno deposto il falso contro di lei". Il popolo tornò subito indietro e gli
anziani dissero a Daniele: "Vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro,
poiché Dio ti ha dato il dono dell'anzianità". Daniele esclamò: "Separateli
bene l'uno dall'altro e io li giudicherò". Separati che furono, Daniele disse
al primo: "O invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in
passato vengono alla luce, quando davi sentenze ingiuste opprimendo gli
innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non
ucciderai il giusto e l'innocente. Ora dunque, se tu hai visto costei, dì: sotto
quale albero tu li hai visti stare insieme?". Rispose: "Sotto un
lentisco". Disse Daniele: "In verità, la tua menzogna ricadrà sulla tua testa.
già l'angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti spaccherà in due".
Allontanato questo, fece venire l'altro e gli disse: "Razza di Cànaan e non
di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore! Così
facevate con le donne d'Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una
figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità. Dimmi dunque,
sotto quale albero li hai trovati insieme?". Rispose: "Sotto un
leccio". Disse Daniele: "In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla
testa. Ecco l'angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in
due e così farti morire". Allora tutta l'assemblea diede in grida di gioia e
benedisse Dio che salva coloro che sperano in lui. Poi insorgendo contro i
due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di
aver deposto il falso, fece loro subire la medesima pena alla quale
volevano assoggettare il prossimo e applicando la legge di Mosè li fece
morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente.
Riflettiamo …
Ma la sua voce era ormai debolissima. Dalla parte ove avevo rivolto il
viso, pur temendo a passarvi, mi si svelava la casta maestà della
Continenza, limpida, sorridente senza lascivia, invitante con verecondia a
raggiungerla senza esitare, protese le pie mani verso di me per ricevermi e
stringermi, ricolme di una frotta di buoni esempi: fanciulli e fanciulle in
gran numero, moltitudini di giovani e gente d'ogni età, e vedove gravi e
vergini canute. E in tutte queste anime la continenza, dico, non era affatto
sterile, bensì madre feconda di figli: i gaudi ottenuti dallo sposo, da te,
Signore. Con un sorriso sulle labbra, che era di derisione e
incoraggiamento insieme, sembrava dire: "Non potrai fare anche tu ciò che
fecero questi giovani, queste donne? E gli uni e le altre ne hanno il potere
in se medesimi o nel Signore Dio loro? Il Signore Dio loro mi diede ad
essi. Perché ti reggi, e non ti reggi, su di te? Gèttati in lui senza timore.
Non si tirerà indietro per farti cadere. Gèttati tranquillo, egli ti accoglierà e
ti guarirà". Io arrossivo troppo, udendo ancora i sussurri delle frivolezze;
ero sospeso nell'esitazione, mentre la Continenza riprendeva, quasi, a
parlare: "Chiudi le orecchie al richiamo della tua carne immonda sulla
terra per mortificarla. Le voluttà che ti descrive sono difformi dalla
legge del Signore Dio tuo". Questa disputa avveniva nel mio cuore, era di
me stesso contro me stesso solo. Alipio, immobile al mio fianco, attendeva
in silenzio l'esito della mia insolita agitazione.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Vieni in nostro aiuto, Signore, perché possiamo vivere e
agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.
Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i
secoli dei secoli.
MARTEDI’
Dal libro dei Numeri
In quei giorni, gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar
Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Il popolo disse contro Dio e
contro Mosè: Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i
quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo
venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro
il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi
serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un
serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà,
resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra
l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il
serpente di bronzo, restava in vita.
Riflettiamo …
Quando dal più segreto fondo della mia anima l'alta meditazione ebbe
tratto e ammassato tutta la mia miseria davanti agli occhi del mio cuore,
scoppiò una tempesta ingente, grondante un'ingente pioggia di lacrime. Per
scaricarla tutta con i suoi strepiti mi alzai e mi allontanai da Alipio,
parendomi la solitudine più propizia al travaglio del pianto, quanto bastava
perché anche la sua presenza non potesse pesarmi. In questo stato mi
trovavo allora, ed egli se ne avvide, perché, penso, mi era sfuggita qualche
parola, ove risuonava ormai gravida di pianto la mia voce; e in questo stato
mi alzai. Egli dunque rimase ove ci eravamo seduti, immerso nel più
grande stupore. Io mi gettai disteso, non so come, sotto una pianta di fico e
diedi libero corso alle lacrime. Dilagarono i fiumi dei miei occhi, sacrificio
gradevole per te, e ti parlai a lungo, se non in questi termini, in questo
senso: "E tu, Signore, fino a quando? Fino a quando, Signore, sarai
irritato fino alla fine? Dimentica le nostre passate iniquità ".
Sentendomene ancora trattenuto, lanciavo grida disperate: "Per quanto
tempo, per quanto tempo il "domani e domani"? Perché non subito, perché
non in quest'ora la fine della mia vergogna?".
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo …
Il tuo aiuto, o Dio onnipotente, ci renda perseveranti nel tuo servizio,
perché anche nel nostro tempo la tua Chiesa si accresca di nuovi membri e
si rinnovi sempre nello spirito. Per il nostro Signore.
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della
casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un
saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai
trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e
lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il
Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre
sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse
all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose
l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti
coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà
chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua
vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei,
che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco
la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si
allontanò da lei.
GIOVEDI’
Dal libro della Gènesi
In quei giorni Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
“Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una
moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai
Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò.
E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te
usciranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza
dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per
essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. La terra dove sei
forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e
alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio». Disse Dio ad Abramo:
«Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo
di te, di generazione in generazione”.
Riflettiamo …
Così parlavo e piangevo nell'amarezza sconfinata del mio cuore affranto.
A un tratto dalla casa vicina mi giunge una voce, come di fanciullo o
fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte: "Prendi e
leggi, prendi e leggi". Mutai d'aspetto all'istante e cominciai a riflettere con
la massima cura se fosse una cantilena usata in qualche gioco di ragazzi,
ma non ricordavo affatto di averla udita da nessuna parte. Arginata la
piena delle lacrime, mi alzai. L'unica interpretazione possibile era per me
che si trattasse di un comando divino ad aprire il libro e a leggere il primo
verso che vi avrei trovato. Avevo sentito dire di Antonio che ricevette un
monito dal Vangelo, sopraggiungendo per caso mentre si leggeva: "Va',
vendi tutte le cose che hai, dàlle ai poveri e avrai un tesoro nei cieli, e
vieni, seguimi". Egli lo interpretò come un oracolo indirizzato a se stesso e
immediatamente si rivolse a te . Così tornai concitato al luogo dove stava
seduto Alipio e dove avevo lasciato il libro dell'Apostolo all'atto di
alzarmi. Lo afferrai, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi
caddero gli occhi. Diceva: "Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli
amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma
rivestitevi del Signore Gesù Cristo né assecondate la carne nelle sue
concupiscenze". Non volli leggere oltre, né mi occorreva. Appena
terminata infatti la lettura di questa frase, una luce, quasi, di certezza
penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo Assisti e proteggi sempre, Signore, questa tua famiglia che ha
posto in te ogni speranza, perché liberata dalla corruzione del peccato resti
fedele all’impegno del Battesimo, e ottenga in premio l’eredità promessa.
Per il nostro Signore.
VENERDI’
Dal libro del profeta Geremìa
Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno! Denunciàtelo! Sì, lo
denunceremo».Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si
lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la
nostra vendetta».Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e
incancellabile. Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore
e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho
affidato la mia causa!Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha
liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Riflettiamo …
Chiuso il libro, tenendovi all'interno il dito o forse un altro segno, già
rasserenato in volto, rivelai ad Alipio l'accaduto. Ma egli mi rivelò allo
stesso modo ciò che a mia insaputa accadeva in lui. Chiese di vedere il
testo che avevo letto. Glielo porsi, e portò gli occhi anche oltre il punto
ove mi ero arrestato io, ignaro del seguito. Il seguito diceva: "E accogliete
chi è debole nella fede". Lo riferì a se stesso, e me lo disse. In ogni caso
l'ammonimento rafforzò dentro di lui una decisione e un proposito onesto,
pienamente conforme alla sua condotta, che l'aveva portato già da tempo
ben lontano da me e più innanzi sulla via del bene. Senza turbamento o
esitazione si unì a me. Immediatamente ci rechiamo da mia madre e le
riveliamo la decisione presa: ne gioisce; le raccontiamo lo svolgimento dei
fatti: esulta e trionfa. E cominciò a benedirti perché puoifare più di quanto
chiediamo e comprendiamo. Vedeva che le avevi concesso a mio riguardo
molto più di quanto ti aveva chiesto con tutti i suoi gemiti e le sue lacrime
pietose. Infatti mi rivolgesti a te così appieno, che non cercavo più ne
moglie né avanzamenti in questo secolo, stando ritto ormai su quel regolo
della fede, ove mi avevi mostrato a lei tanti anni prima nel corso di una
rivelazione ; e mutasti il suo duolo in gaudio molto più abbondante dei
suoi desideri, molto più prezioso e puro di quello atteso dai nipoti della
mia carne.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro VIII)
Preghiamo. Perdona, Signore, i nostri peccati, e nella tua misericordia
spezza le catene che ci tengono prigionieri a causa delle nostre colpe, e
guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata. Per il nostro Signore.
SABATO
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò
che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in
lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù
aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e
dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo
lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e
distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro:
«Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che
un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione
intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo
sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e
non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che
erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò
nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase
con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione
salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano
Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà
alla festa?».
Riflettiamo …
O Signore, io sono servo tuo, io sono servo tuo e sono figlio dell'ancella
tua. Poiché hai spezzato i miei lacci, ti offrirò in sacrificio di lode una
vittima. Ti lodi il mio cuore, la mia lingua ; tutte le mie ossa dicano:
"Signore, chi simile a te?". Così dicano, e tu rispondimi, di' all'anima
mia: "La salvezza tua io sono". Io chi ero mai, com'ero? Quale malizia non
ebbero i miei atti, o, se non gli atti, i miei detti, o, se non i detti, la mia
volontà? Ma tu, Signore, sei buono e misericordioso; con la tua mano
esplorando la profondità della mia morte, hai ripulito dal fondo l'abisso di
corruzione del mio cuore. Ciò avvenne quando non volli più ciò che
volevo io, ma volli ciò che volevi tu. Dov'era il mio libero arbitrio durante
una serie così lunga di anni? da quale profonda e cupa segreta fu estratto
all'istante, affinché io sottoponessi il collo al tuo giogo lieve e le spalle al
tuo fardello leggero, o Cristo Gesù, mio soccorritore e mio redentore?
Come a un tratto divenne dolce per me la privazione delle dolcezze
frivole! Prima temevo di rimanerne privo, ora godevo di privarmene. Tu,
vera, suprema dolcezza, le espellevi da me, e una volta espulse entravi al
loro posto, più soave di ogni voluttà, ma non per la carne e il sangue; più
chiaro di ogni luce, ma più riposto di ogni segreto; più elevato di ogni
onore, ma non per chi cerca in sé la propria elevazione. Il mio animo era
libero ormai dagli assilli mordaci dell'ambizione, del denaro, della sozzura
e del prurito rognoso delle passioni, e parlavo, parlavo con te, mia gloria e
ricchezza e salute, Signore Dio mio.
(dalle Confessioni di Sant’Agostino Libro IX)
Preghiamo. O Dio, che operi sempre per la nostra salvezza e in questi
giorni ci allieti con un dono speciale della tua grazia, guarda con bontà alla
tua famiglia, custodisci nel tuo amore chi attende il battesimo e assisti chi
è già rinato alla nuova vita. Per il nostro Signore.
SETTIMANA SANTA
DOMENICA DELLE PALME
Dal vangelo secondo Matteo
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il
monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro:
"Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e
con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi
dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà
subito".Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato
annunziato dal profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a
te mite, seduto su un'asina, con un puledro figlio di bestia da soma. I
discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro
Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi
si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada
mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via.
La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!
Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si
chiedeva: "Chi è costui?". E la folla rispondeva: "Questi è il profeta Gesù,
da Nazaret di Galilea".
Preghiamo …
O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il
Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di
croce, fa che abbiamo sempre presente l’insegnamento della risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i
secoli dei secoli.
LUNEDI’ SANTO
Dal libro del profeta Isaìa
«Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma
smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,e le isole attendono il suo
insegnamento». Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce, dà il respiro alla gente che la abita e
l’alito a quanti camminano su di essa: «Io, il Signore, ti ho chiamato per la
giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come
alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e
faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano
nelle tenebre».
Preghiamo. Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua
debolezza mortale, e fa che riprenda vita per la passione del tuo unico
Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per
tutti i secoli dei secoli.
MARTEDI’ SANTO
Dal libro del profeta Isaìa
Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal
seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha
pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha
nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha
riposto nella sua farètra. Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale
manifesterò la mia gloria». Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e
invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il
Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio». Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui
Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e
Dio era stato la mia forza –, e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio
servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino
all’estremità della terra».
Preghiamo. Concedi a questa tua famiglia, o Padre, di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio, per gustare la dolcezza del tuo
perdono. Per il nostro Signore.
MERCOLEDI’ SANTO
Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia
indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio
orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto
l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho
presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi
strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo
rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È
vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me?
Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi
assiste: chi mi dichiarerà colpevole?
Preghiamo. O Padre misericordioso, che hai voluto che il tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce per liberarci dal potere del nemico;
donaci di giungere alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore.
TRIDUO PASQUALE
GIOVEDI’ SANTO
Dal Vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di
passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel
mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo
aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù
sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da
Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un
asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e
cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di
cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore,
tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo
capisci, ma lo capirai dopo". Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i
piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me".Gli
disse Simon Pietro: "Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il
capo!". Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi
se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti". Sapeva
infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete mondi". Quando
dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse
loro: "Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite
bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i
vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.
Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.
Preghiamo …
O Dio, vita e salvezza di chi ti ama, rendici ricchi dei tuoi doni: compi in
noi ciò che speriamo per la morte del Figlio tuo, e fa che partecipiamo alla
gloria della sua risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità
dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
VENERDI’ SANTO
Dal libro del profeta Isaia
Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato
grandemente. Come molti si stupirono di lui– tanto era sfigurato per
essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli
dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a
lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi
raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato
il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come
una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri
sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli
uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al
quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna
stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i
nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il
castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi
siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di
noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi
tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come
agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di
mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei
viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede
sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo,sebbene non avesse
commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è
piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di
riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo
suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua
conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le
loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli
farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato
annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e
intercedeva per i colpevoli.
Preghiamo. Guarda con amore, Padre, questa tua famiglia, per la quale il
Signore nostro Gesù Cristo non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici e
a subire il supplizio della croce. Per il nostro Signore.
SABATO SANTO
Riflettiamo il grande silenzio di Dio
DOMENICA DI PASQUA
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di
mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal
sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello
che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e
non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro
discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma
l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon
Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il
sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in
un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per
primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso
la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Preghiamo. O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico
Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati
nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore Risorto.
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