SUPPLEMENTO AL N° 9 di Scout d’Europa, LUGLIO 2010 - rivista mensile spedizione in abbonamento postale art.2 comma 20/c. legge 662/96 - Filiale di Padova ISSN 1127-0667
SCOUT D’EUROPA
LA CORDA
FOGLIO DI COLLEGAMENTO PER CAPI CLAN
NUMERO A CURA DELLA
A PATTUGLIA REGIONALE
REGION
ROVER DEL VENETO
Scout d’Europa - La Corda
IL PIANO TRIENNALE DEL VENETO
Schema di Piano di Lavoro Triennale del Veneto 2009-2012 proposto ai Distretti.
Tema: Intereducazione
IO
Identità
Aspetto
Metodologico
La Legge
Scout
IN CRISTO
CHIAMATA
Mezzi
Metodo
STRADA
Supplemento al n. 9 di Scout d’Europa LUGLIO 2010
2009/2010
Aspetto
Pedagogico
Santa
Caterina
(solo Scolte)
INCHIESTA
Richiamo
Spirituale
Anno Scout
Attività
San Paolo
(solo Rover)
Rivista mensile della
Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa
della Federazione dello Scoutismo Europeo
La Promessa
CON
CRISTO
I VIAGGI
COMUNITÀ
Altro:
Dio
Prossimo
Natura
CAPITOLO
Direzione, Redazione e Amministrazione
Via Anicia, 10 • 00153 Roma
IO E L’ALTRO
2010/2011
Direttore Responsabile
GIUSEPPE LOSURDO
Regione
Nazionale
Incontro
Incaricati
R/S
Treviso
Pasqua
Ebraica
Aprile
2010
Uscita Capi
Clan Capo
Fuoco
Soriano
Settembre
2009
Incontro
Capi Clan
Capo Fuoco
Belluno
Uscita Spec.
Aprile 2011
Motto Servire
PER CRISTO
PENSIERO
(Le Lettere)
SERVIZIO
Stampa
T. Zaramella real.graf. snc - Caselle di Selvazzano (PD)
IO PER
L’ALTRO
IMPRESA
Spedizione in abbonamento postale
art.2 comma 20/c. Filiale di Padova
2011/2012
Autorizzazione
del Tribunale di Roma n. 17404 del 29/9/78 ISSN 1127-0667
Rovers
Scolte
Uscita di
Pentecoste
Maggio
2012
Testi a cura di
PATTUGLIA REGIONALE ROVER DEL VENETO
Un saluto, ed è veramente tutto.
Buona Strada
Martino ed Ale
Per l’impaginazione e la grafica
Simone Salamone
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Campo
Mobile
Nazionale
Agosto
2012
Scout d’Europa - La Corda
Scout d’Europa - La Corda
3) Canto: Canta Sonoro il Fringuello (Scoperta e Progetto di Dio in noi).
Cerco il Tuo volto Signore,
nel volto di ogni fratello,
solo così nell’amore
lascerò il mondo più bello.
E anche il fuoco sarà
La nostra gioia, la nostra preghiera
Resta con noi Signore,
perché si fa sera.
Canta sonoro il fringuello
La luna fa crescere i mari
Umile scorre il ruscello
Svettano picchi solitari.
Ma il mio posto dov’è
In questa immensa armonia del creato,
Solo cercando Te, io capirò
Perché sono nato.
STORIA
Eravamo ormai a maggio del 1994 e la preparazione dell’EJ si faceva sempre più pressante.
Dopo aver stabilito luoghi, spazi, e dopo aver risolto quasi tutte le enormi implicazioni logistiche, si pensi
ad esempio, all’approvvigionamento idrico per 7.500 persone, bisognava rifinire la parte più squisitamente
pedagogica nella quale rientrava il canto dell’EJ. Mi rivolsi alla persona più qualificata che conoscevo, Francesco Piazza, che già tanti splendidi canti aveva creato nei nostri lunghi anni di comune vita scout. Così egli
scrisse il bellissimo canto che ci accompagnò durante il riuscitissimo campo internazionale.
COMMENTO
Vari sono i concetti che si sviluppano nelle parole del canto:
• Lo stupore di fronte alla bellezza del creato che B.P. Ricordava essere stato fatto perché noi lo godessimo
anche a lode del creatore.
• La ricerca della vocazione di ciascuno, che si realizza appieno solo quando ci si sentirà parte armoniosa
della creazione; ciascuno di noi capirà il motivo della sua esistenza nel disegno imperscrutabile di Dio.
• Il significato profondo della nostra vita che consiste nel mettersi a servizio degli altri, ciascuno dei quali
porta in sé “l’immagine e la somiglianza“ di Dio.
• Il nostro servizio che contribuirà, anche se in misura modesta, a realizzare il disegno provvidenziale,
lasciando, secondo la bella espressione di B.P., Il mondo un pò migliore di quello che si è trovato.
• Infine, l’ultima strofa, forse la più pregnante e poetica, riesce a coniugare il fascino del ricordo dei nostri
numerosi fuochi di bivacco, in cui la gioia si fonde con la preghiera di ringraziamento per tutte le grazie
ricevute, con la citazione evangelica dei discepoli di emmaus, che invitarono il Signore che aveva camminato al loro fianco, a sostare assieme ad essi, perché ormai scendeva la sera.
Buona Strada
Claudio Favaretto
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MA COME?
L’ANNO SCOUT È FINITO
E MI SPEDITE A CASA
UN NUMERO DELLA
CORDA?
Caro fratello Capo Clan, questo numero della
nostra circolare di Branca ti arriva come regalo
di fine anno scout durante quest’estate. Prima di
iniziare il nuovo anno la Pattuglia Nazionale Rover
ha pensato di coinvolgerti in un momento dedicato
proprio a te ed alla tua pattuglia direttiva di Clan,
anche e soprattutto per ringraziarvi dell’impegno
portato avanti finora. Abbiamo vissuto insieme
quest’ultimo anno sul tema dell’IO, che come già
sai si aprirà al tema per il prossimo anno “IO E
L’ALTRO” che ci condurrà alla preparazione del
Campo Mobile Nazionale del 2012 con il tema “IO
PER L’ALTRO”. Ma ci sentiamo di dire un altro e
forse più grande GRAZIE, al Signore che ci porta
per mano lungo questo cammino. In queste pagine
troverai infatti alcune riflessioni, dei pensieri, dei
canti… insomma un’occasione per chiudere in
bellezza quest’anno dedicando un po’ di tempo
alla preghiera personale. Magari durante un’uscita
con la tua pattuglia… che ne dici?
Adesso i nostri ragazzi hanno concluso le attività
del Gruppo, la scuola è finita, magari qualcuno
avrà anche dato altri esami all’università o qualche
altro avrà trovato un lavoretto estivo per racimolare un pò di soldi. Probabilmente adesso noi capi
siamo un po’ più liberi dalle attività scout e prima
di partire per il campo mobile possiamo ritagliarci
una giornata o qualche ora da dedicare a noi
stessi, alla nostra formazione e per stare un pò più
vicino a Gesù. Sei dei nostri?
Gipo Montesanto
Commissario Nazionale Branca Rover
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Scout d’Europa - La Corda
Scout d’Europa - La Corda
LA PROFESSIONE DI FEDE E PRIMATO DI PIETRO
Matteo 16, 13-19.
“Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni
Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. Disse loro:
“Voi chi dite che io sia ?”. Rispose Simon Pietro: “ Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne
né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico:
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi
non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto
ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli”.
c) Servizio: Una semplice Proposta.
Scegliere con lo spirito della Buona Azione vicino ad una situazione di difficoltà:
• Anziano, Ammalato, Figlio, Carcerato, Genitore, quant’altro offrendo.
• Tempo.
• Ascolto.
• Tecnica (lavoretti, mansioni domestiche, gestione, etc).
• Tenere di ciò un diario di Bordo.
LETTERA AD UN CAPO: ...E IL SERVIZIO?
Caro capo,
il nostro compito come capi clan è quello di mettere il cappello finale alla formazione scout del ragazzo. In
particolare ci impegniamo a far apprezzare ai giovani la bellezza del Servizio proponendolo come stile di
vita: il servizio come un mezzo, il servire come un fine. Per fare ciò anche noi prestiamo servizio e lo facciamo proponendo ai nostri rover tante attività con cui facciamo vivere al rover una particolare attenzione
all’altro. Da prima vive il servizio insieme ai suoi compagni, in noviziato, poi singolarmente avendo la comunità di clan come luogo di confronto e di sostegno e poi, con la partenza, il rover ormai pronto, si impegna
a fare della sua vita una vita di servizio. Proponiamo al ragazzo sia servizi associativi sia extrassociativi…
ma le due cose posso andare in parallelo?
Caro capo, a conclusione dell’anno in cui abbiamo cercato di riflettere sulla nostra identità, sul nostro
essere, sulla nostra persona, vorremmo proporre personalmente a te di vivere la gioia del servizio con una
particolare attività di attenzione all’altro. Avvicinati, con lo spirito della BUONA AZIONE, ad una persona in
difficoltà, con pazienza, in punta di piedi. Un ammalato, una persona anziana, un carcerato, una persona
smarrita, un figlio o un genitore in difficoltà, un barbone…
Avvicinati per portare un sorriso, un po’ di tempo da trascorrere insieme, una chiacchiera, ascolto, una parola di conforto, avvicinati anche per fare insieme qualche piccolo lavoro, delle faccende domestiche, o per
fare la spesa, o anche per fare insieme dei lavoretti manuali, per giocare, per discutere e anche per pregare
insieme… Avvicinati con modestia e gentilezza, fallo con tutto lo stile scout di cui sei capace. Avvicinati
per amicizia e sostegno, non per dovere. Avvicinati con leggerezza ed accetta ciò che verrà risposto alla
tua proposta.
All’inizio sarà difficile, ci vorrà impegno e costanza ma pian piano scoprirai il piacere di stare insieme e vivrai
ancora una volta il piacere di Servire. Infine un consiglio che ci sentiamo di darti: tieni un diario di questa
esperienza ed avventura, annotando i momenti più difficili e quelli più gioiosi ma soprattutto appuntando
tutte le emozioni e riflessioni che farai durante questa strada. Questo Diari di Bordo sia un modo anche per
poter dedicare un po’ di tempo alla riflessione su tale esperienza ma in modo particolare sul nostro servizio
e sulla nostra figura di capo. Tieni informato il tuo capo Gruppo di questa esperienza e parla con il tuo
assistente che possa guidarti spiritualmente in tale momento.
Buona Strada
Martino
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Scout d’Europa - La Corda
Scout d’Europa - La Corda
TEMATICHE DEL BRANO IN RAPPORTO ALL’INTEREDUCAZIONE
b) Strada
Uscita personale da concordare con il Capo Gruppo e L’Assistente;
1) Aspetto pedagogico: L’IO–Relazione (Scoperta di Dio nel Proprio Io)
C’E’ SOLO LA STRADA SU CUI PUOI CONTARE... L’USCITA PERSONALE
Caro capo clan,
il mio assistente spirituale era solito ripetere questa frase: “Un albero per dare buoni frutti, ha bisogno di
essere costantemente annaffiato”. Nell’anno dedicato alla propria identità hai fatto tante proposte ai tuoi
rover, hai pensato e vissuto con e per loro tante attività. Ma hai mai pensato di annaffiare il tuo albero da
frutto? Voglio fare personalmente una proposta a te capo clan. Proprio a te. Prendi il tuo annaffiatoio e
riempilo di acqua… è tempo di lavori in campagna!! Applica un ciclo inchiesta-capitolo-impresa anche per
questa proposta ed il risultato sarà davvero sorprendente. Ti propongo di vivere la tua uscita personale
come tante volte tu l’hai proposta ai tuoi rover.
Prenditi un fine settimana e dedicalo completamente a te stesso. Vivrai la tua uscita personale. Pensa ed
organizza un percorso di strada in montagna, preferibilmente facendo in modo che la strada di andata sia
diversa da quella del ritorno, diciamo un percorso ad anello. Se possibile muoviti fin da casa con i mezzi
pubblici e non in auto: ti aiuterà a sentirsi subito in uscita, fin dalla chiusura della porta di casa alle spalle.
Preparati bene sul percorso, sulla possibilità di riforniti di acqua, organizzati i menù ed il pernottamento che
ti consigliamo vivamente avvenga in tendina. Informati se puoi campeggiare dove hai ipotizzato, cerca di
trovare un posto dove sarà possibile accendere un fuoco di legna (…di notte aiuterà a non sentirti troppo
solo). Organizza tutto come una uscita per il clan pensando però solo a te stesso. Sempre comunque in
uniforme! Il cammino sia proporzionato alla tua condizione e volontà ma lasciati anche il tempo per la
meditazione e la preghiera.
Organizza la partecipazione alla santa Messa nella parrocchia in cui passerai. Parla con il tuo capo gruppo
e con il tuo assistente spirituale di questa tua uscita e condividi con loro tempi, modi e soprattutto obiettivi.
Chiedi all’assistente che ti prepari una traccia di riflessione sul tema del Primato di Pietro, partendo magari
da qualche spunto che trovi in questo piccolo sussidio.
Vivi questa uscita con lo spirito del vero Rover, di colui che è felice quando si trova in mezzo alla natura e
ne sa gustare ogni più piccolo dettaglio. Il tuo stile sarà perfetto stile scout. Vorrei darti ancora un piccolo
consiglio: porta con te il tuo quaderno di marcia e usalo per scrivere il racconto della tua uscita e soprattutto
le emozioni e le riflessioni che durante questi due giorni farai. Quando tornerai a casa sarà molto bello e
utile poterle rileggere…
Infine, se hai voglia di condividere con noi quella che sarà la tua personale esperienza, mandaci il tuo resoconto con qualche foto… saremo felici di poterla compartire insieme a te. Le cose condivise fanno felici
il doppio!
Buona annaffiatura!
Buona Strada
Airone Fiero
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Fasi della Scoperta:
a) Inchiesta: “Voi Chi dite che io sia?”
- Riconoscimento di Dio nel Proprio Io.
b) Capitolo:
“Tu sei il Cristo Il Figlio del Dio Vivente?”
- Riconoscimento di Dio in Cristo.
c) Impresa:
“Tu Sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.”
- La missione dell’ Io-Capo: Strumento di Servizio e di Testimonianza di Dio per i giovani.
[Ecco di seguito i contributi di alcuni Assistenti]
UNA CATECHESI SOTTO FORMA DI INCHIESTA
Il brano del vangelo è presente in tutti e quattro gli Evangelisti. Già questo indica la sua imortanza.
Esso segna il “fallimento“ della missione di Gesù in Galilea, fondata sul tentativo di far accettare un Messia
diverso da quello atteso dalla gran parte della popolazione ebraica, compresi i suoi discepoli: un Messia
nazionalista, liberatore, potente, ricco e dominatore (vedi Gv 6, 15).
Il tentativo fatto da Gesù fino ad allora era stato quello di cominciare dagli ultimi, dai reietti e marginalizzati
dal potere civile, sociale e religioso: “Dio è dalla vostra parte” aveva proclamato Gesù, “Vostro è il Regno di
Dio“ (vedi Mt 5, 1-12 e Lc 6, 20-23) e non perché, più buoni, più bravi, più santi ma proprio perché “ultimi”.
Per questo, come ogni buon Padre, Dio li predilige e li fa diventare regno di una nuova umanità fatta non di
concorrenza tra potenti , ricchi e poveri ma di fraternità. Una umanità che fallita con il vecchio “Adamo”, Dio
Padre, ripropone ora attraverso il Figlio suo “uomo tra gli uomini”.
Questa proposta, accettata in un primo tempo, più attraverso segni (miracoli) operati da Gesù che non nella
sostanza, non viene accettata dalla maggioranza neanche nella sua Galilea (vedi Gv 6, 1-15).
Per questo Gesù abbandona la sua terra con pochi discepoli rimasti, più per affetto istintivo che per convinzione interiore e si trasferisce in terra pagana a Cesarea di Filippo sotto il Monte Hebron.
È la cosidetta “Crisi Galileica”.
Lo scopo di Gesù è di istruire i suoi discepoli e portarli nella sua prospettiva di Messia. Era quindi un momento importante per Lui e per Loro. Erano essi che dovevano portare il suo annuncio, con il suo stile a tutto il mondo, una volta compiuta la Sua avventura terrena. Si imponeva per essi una conoscenza
di Gesù e del suo messaggio che fino ad allora era rimasta una sequela superficiale ed entusiasta. Una
conoscenza intima e convinta capace di suscitare adesione ed entusiasmo a chi veniva poi trasmessa.
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Scout d’Europa - La Corda
Scout d’Europa - La Corda
Il brano riporta quindi una Catechesi di Gesù sottoforma di Inchiesta:
• Si tratta di far riflettere i discepoli sul grado della conoscenza della figura, ma soprattutto
del messaggio di Gesù.
• Si tratta di farli riflettere sulla loro conoscenza intima di Gesù e sulla loro relazione personale con Lui;
• Si tratta di farli riflettere sulla Missione che loro affiderà: Maestri, Capi e Pastori.
ha favorito l’uomo e l’uomo sente di dover ricambiare tale attenzione divina con un
«Sì» di fedeltà cercato ed espresso in tante obbligazioni particolari. La legge nasce
così come risposta e come attestazione di un impegno fondamentale nei confronti
di qualcuno; questo patto reciproco e le varie norme servono a mostrare una fedeltà
concreta, la coerenza di una scelta, un bisogno di darsi in dono a qualcuno conosciuto come benefattore.
Ecco allora il ruolo della legge che rivela la profondità e la consistenza di un impegno,
l’autenticità di una relazione senza le quali ogni discorso è ridotto a pura chimera ed
illusione. Le nostre parole diventerebbero solo fumo negli occhi, pericoloso alibi capace di evadere un impegno concreto. Nella Bibbia, però, le leggi non sono mai tutta
l’esperienza religiosa. e questo vale per ogni legge anche fuori del mondo biblico. La
legge non può fagocitare tutto perché prima di essa esiste una persona, un’esperienza, una scelta di fondo, che ci impegnano con essa.
E poi vengono le varie concretizzazioni cioè le norme della legge. Fuori di questa
matrice la legge diventa subito fredda, oppressiva, alienante, capace di atrofizzate le
persone e schiavizzarle all’interno del più gretto legalismo. Non vi resta che procuravi
questo strumento e cominciare ad utilizzarlo.
Chi è costituito responsabile degli altri, ed il Capo Clan lo è particolarmente in questa età di
maturazione dei giovani (età rover), può proporre con convinzione intelligente ed “invitante“, solo ciò che per Lui è diventata vitale. Si tratta allora di essere discepoli dello Spirito Santo
fonte che continuamente ci guida alla conoscenza di Gesù.
Buona Strada
Don Giovanni Pesce
”PER QUEM OMNIA FACTA SUNT“
Buona Strada
Daino della Valle
Caro Capo Clan,
possiamo aggiungere qualche cosa di nuovo a quello che abbiamo sentito, letto e discusso, noi che da tanti
anni viviamo nello scoutismo? Ci viene questo interrogativo di fronte al brano del vangelo di san Matteo 16,
13-19 che ci è stato inviato, sul quale dovremmo riflettere e attualizzare. Ci pare infatti che tutto sia stato
detto in vista della nostra formazione umana e cristiana. Tuttavia ci resta un desiderio da presentare che può
arricchirci. Ci piacerebbe che lo scoutismo avesse una sua spiritualità, senza escludere la spiritualità comune
che ci ha nutrito finora e della quale siamo grati. L’essenziale ci è stato dato: liturgia eucaristica domenicale,
S. Scrittura, vita sacramentale, magistero della Chiesa ecc; vorremmo una spinta dall’associazione a guardare
attentamente alla creazione, che ci porterà a conoscere e ad amare Dio, “qui fecit coelum et terram”.
Da Dio ci viene la manifestazione della sua sapienza e potenza attraverso ciò che vediamo e che continuiamo
a scoprire. Con questo non vogliamo declassare la Sacra Scrittura. Ci mancherebbe! Come saremmo arrivati
a conoscere che Dio è Uno e Trino, che Dio s’è fatto uno di noi per parlarci del bene che Lui ci vuole?
La beata Madre Teresa di Calcutta ha confidato d’aver avuto una visione all’età di 36 anni. Ha visto Gesù
in croce che le ha pronunciato: “sitio” (ho sete). Dopo d’aver riflettuto si è convinta che Gesù voleva dire:
sento il bisogno di bere. Che cosa? Sento la necessità di amarvi e di sapere che mi amate. Deus caritas est.
Tutta questa premessa l’abbiamo vista utile per comunicarti ciò che ci ha suggerito il brano del vangelo di
Matteo 16,13-19. La nostra fede è come quella di Pietro: “Tu, Gesù di Nazaret, nostro maestro, sei il Messia,
il Figlio del Dio vivente!” Che cosa possiamo pensare di più grande di questa convinzione che lo Spirito del
Signore ha voluto comunicarci?
I discepoli del Signore, dopo l’Ascensione, si trovarono soli e cominciarono a riflettere sull’identità di Cristo.
E le comunità cristiane non smisero mai di pensare a Gesù e questo impegno è giunto fino a noi.
La Chiesa fin dal quarto-quinto secolo ha proclamato nel Credo niceno-costantinopolitano che Gesù era nella
area divina: “Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio
vero da Dio vero; generato non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte
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Scout d’Europa - La Corda
VALORE DELLA LEGGE: RIVELA UN RAPPORTO
Pur volendo evitare ogni polemica, ci sembra tuttavia di dover dire che, spesso, subiamo un particolare disagio quando affrontiamo temi del genere; per noi «legge»
è sinonimo di costrizione, indottrinamento, privazione di spontaneità, allineamento
e riduttività.
Tutti si sentono maestri in questo campo e alcuni, disturbati da una loro esperienza
personale e guidati da un desiderio esagerato di autenticità e sincerità, sentono il
dovere di mettete da parte norme e regole considerate ormai il frutto di una cultura
del passato. «la vita deve essere aperta all’avvenire, bisogna essere fedeli al momento
storico che è diverso da ieri, occorre agire e non essere avulsi dalla realtà...».
È doveroso riconoscere sia il desiderio dell’autenticità che la ricerca di un’aderenza
alla vita: sono aspetti importanti di una esperienza; ma è ugualmente vero che il
primato indiscriminato dell’autenticità e della prassi, quando non sono illuminate e
guidate da criteri di verità, sfocia nel disordine, nel qualunquismo, oppure in una
visione della vita che presto perde di vista i valori essenziali dell’uomo. Una visuale
troppo esistenzialista e pragmatista dell’attuale momento culturale non è affatto libera da tali influssi e, spesso, porta l’individuo a confondere sincerità con anarchia,
autenticità con egoismo; pochi riconoscono gli abusi riguardo a questo.
Tali abusi, invece, hanno aperto la porta a soggettivismi forsennati, a progetti sull’uomo che evitano, per principio, ogni sforzo che costa sacrificio, creando così l’illusione
di una vita facile, a portata di mano, e non invece la necessità di una preparazione
severa e sofferta, capace di affrontare la buona e la cattiva sorte con pazienza, serenità e convinzione. Dice Baden-Powell «È molto importante che il ragazzo capisca il
significato della legge Scout, secondo la sua età. Quando sarà più adulto, il ragazzo
sarà in grado di capirne profondamente il significato».
La legge Scout è, dunque, una proposta per tutti, ragazzi e adulti,di vivere in un certo
modo, all’interno di un contesto. Ma per vivere in un certo modo, almeno a livello
adulto, bisogna superare il frammentarismo delle dieci proposte e aver fatto sintesi;
ancor prima di aver fatto sintesi, però, è necessario aver trovato in se stessi la motivazione di fondo, il perché della propria adesione e l’unico piano sufficientemente solido è la scelta di fondo di una vita. Qui si apre, dunque, la meditazione sul significato
di vivere legge per un credente scout e per ogni altro uomo.
Colti di sorpresa come siamo, diciamo apertamente che per il problema della legge,
in generale, è mancata una seria riflessione capace di darle fondamento e vitalità: abbiamo vissuto di rendita. oppure mutuato criteri ed idee da altri sistemi, senza aver la
pazienza di un confronto illuminato e critico. Essa fu considerata un insieme di regole
a cui aderire; ma perché? Per capire il significato è utile avvicinare il mondo biblico e
vedere come il credente vive i dieci comandamenti, ossia tutte le prescrizioni che lo
obbligano ad un comportamento.
Mai l’uomo della Bibbia avverte la legge come una costrizione che viene dall’alto, mai
la sente separata da un suo legame con Dio, da un cammino fatto insieme, in cui Dio
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Scout d’Europa - La Corda
le cose sono state create (per quem omnia facta sunt)”.
Anche per i teologi che hanno la fortuna di accedere agli Istituti ecclesiastici con buone risorse intellettuali,
si trovano in difficoltà di fronte alle espressioni del credo, perché sono misteriose e non ci sono analogie che
arrivino a portarci alle altezze che ci affascineranno quando il Signore ci chiamerà a sé.
Per noi Capi Clan, per ora ci basterebbe fermarci all’espressione: “Per quem omnia facta sunt”. Tutto è stato
creato per mezzo di Lui e in vista di Lui. Chi ha la possibilità di leggere i salmi, troverà testimonianze dei nostri
avi, i quali ribadiscono che il mare e i monti escono dalle mani di Dio (Salmo 94. Sono sue le vette dei
monti, suo è il mare, egli l’ha fatto e tutte le cose che sono state create vengono richiamate
perché lodino il Signore. Ogni creatura lodi il Signore). San Francesco d’Assisi nel suo CANTICO
delle creature è in perfetta linea con gli autori del Vecchio Testamento. Noi Capi clan abbiamo un campo
vasto di riflessione, che ci convincerà che la creazione ci porterà allo stupore nei confronti di Colui che ha
dato origine all’Universo. Sono degli accenni che hanno bisogno di persone riflessive e convinte che si può
approdare ad una spiritualità adatta per la nostra branca.
Buona Strada
Gabbiano Bianco - Don Rino OLivotto
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Scout d’Europa - La Corda
2) Aspetto Metodologico: Proposta di strada personale per Il capo:
a) Comunità
IO E LA LEGGE SCOUT: “LAMPADA PER I MIEI PASSI È LA TUA PAROLA”
Rilettura meditata di Pregare la Legge fissando i punti principali dei valori scout nella realtà personale del
capo da proporre in direzione di Gruppo o in direzione di Clan con cadenza quotidiana o settimanale o mensile a scelta secondo la vostra disponibilità offrendo così contemporaneamente anche il tempo al Signore.
Rileggere la propria vita alla luce della legge Scout, ritengo sia fondamentale per un capo clan come per
l’uomo della Partenza. Pregare la Legge, rappresenta uno strumento prezioso per pregare e meditare sui
valori della legge scout visti con gli occhi di Dio e del Vangelo cioè di Cristo.
Proponendovi i passaggi introduttivi di questo strumento (datati 1981), si può capire l’attualità e la freschezza dei concetti che risultano quanto mai vivi ed utili per vivere quotidianamente la lealtà , la fiducia,
la fraternità, la cavalleria, la disponibilità a servire il prossimo, l’obbedienza, la laboriosità e la parsimonia,
l’amore per la Natura, la gioia e la serenità e la purezza , facendone non solo stili di vita ma scelta di vita.
Eccovi quindi alcune note introduttive di “Pregare La Legge” - Scouting - Don Firmino Bianchin e Lino Bianchin (1981).
Scout d’Europa - La Corda
(altri metodi), viene l’ora, anzi è già venuta, in cui gli uomini dialogheranno col (Gv.
4,21-23) Padre guidati dallo Spirito e dalla rivelazione di Gesù». Abbiamo sentito che
tutto doveva partire da qui, che il nostro pregare ed approfondire doveva mutare.
Ci siamo tuffati nella grande tradizione ecclesiale che ci ha lasciato questo comando
del Signore. L’abbiamo sperimentato, ci siamo trovati bene, ed ecco nata la scelta dì
pregare la legge usando salmì e passi della scrittura. Anche l’esperienza del Campo
ha subito notevoli mutamenti: tre momenti della giornata erano riservati a questo
modo di pregare.
Il loro scopo era quello dì creare un’atmosfera serena ed impegnata su contenuti che
permettessero di far lievitare l’intera giornata, conducendola passo passo verso la celebrazione dell’Eucarestia, questa volta non più improvvisata ed oscura ma un po’ più
personalizzata. Il dono dì Gesù assumeva un linguaggio e un’offerta comprensibile ed
aderente all’esperienza dei ragazzi, liberandoli dalla triste impressione di qualcosa di
abitudinario e posticcio. In questa cornice, Capo, Assistente e Unità erano impegnati
nella comune crescita di uomini situati nella loro storia, nei loro problemi, senza mai
dimenticare chi fosse l’origine e il compimento del loro progetto.
Volevamo vivere come persone che sanno crescere, servire l’uomo ed adorare Dio,
perché così Dio vuole i suoi adoratori. È un’esperienza quella che presentiamo, a noi è
servita, ma non vuole essere normativa per nessuno. I mezzi rimangono mezzi, quello
che conta è lo spirito con cui viviamo e quanto essi ci coinvolgono.
PREGARE LA LEGGE
Queste semplici note non sono né un trattato per introdurre il lettore al mistero della
preghiera né una presentazione dei salmi che via via si incontrano e vengono offerti
come mezzo di meditazione. Lo scopo è semplice: dire come è nato il libretto e che
cosa esso si prefiggeva.
È stata una scelta di un gruppo che, nel suo cammino scout, è andato ai motivi profondi della sua esperienza inquadrandola io quella cristiana. Fin qui niente dì nuovo,
eppure in questa ordinarietà ci è parso dì aver ritrovato lo scoutismo più nuovo e
profondo e il cristianesimo come il lievito che fermenta, il seme che esplode, la luce
che rivela noi stessi, gli avvenimenti e le cose. Studiare, approfondire, agire, crescere,
vivere l’avventura dentro t’attuale storia, tutto era importante e primario, eppure
mancava qualcosa, perché in tutte queste cose portavamo noi stessi: il nostro limite,
la nostra visuale.
Occorreva dialogare oltre che con la storia con Qualcuno che è al di là dì essa e cercarlo. Non più come volevamo noi, ma come voleva Lui. (Non è questa una regola
elementare del dialogo e dell’amicizia: ascoltare, fare spazio, accogliere?). Credendo
a ciò abbiamo illuminato la legge con la luce della sua Parola; l’abbiamo studiata tra
di noi, senza dimenticarci di Lui. Abbiamo discusso insieme senza escludere Lui. E
nato così il bisogno di pregare, come metodo di approfondimento e di assimilazione
della legge scout, ora vista in quella grande luce della legge di Dio.
Ci siamo ricordati della Parola del Signore che dice: «Credimi: viene il momento in cui
il dialogo con Dio non sarà più legato a questo monte (metodo) o a Gerusalemme
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La corda.indd - Gruppo scout Roma 65 FSE