Integrazioni e Integrattori
Opportunità, insidie, traiettorie
Mauro Ferrari
Università di Padova e Cà Foscari,Venezia
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Integrazione
Categoria multidimensionale
1. Geografica: nord e sud (locale, globale)
2. Sociale: le migrazioni, le disuguaglianze
3. Politica: le politiche pubbliche
4. Fra soggetti e ruoli nelle politiche pubbliche:
pubblico-privato sociale. La partecipazione
5. Organizzativa: inter e intra; negli enti, nei
servizi
6. Biografica: i disabili
7. Fra azioni: progetti e servizi
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6. Biografica: i disabili
“La giungla dei riferimenti istituzionali”
(Laura Francescato, Direttrice Servizio Fragilità ASL Cremona)
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SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE RISORSE IMPIEGATE PER I SOGGETTI DISABILI
FAMIGLIA
STRUTT. COMPL.
COMUNE
ASL
SCUOLA
TRIBUNALE
AZIENDA OSPEDALIERA - NPI
STRUTTURE
PATTANTI
LIBERI PROFESS.
ISTITUTI DI RIABILITAZIONE
SETTORE
TERZO
EDUCATORE AD PERSONAM COMUNALE
INSEGN. NIDO
INSEGN. MATERNA
PEDIATRA
LOGOPEDISTA
PROVINCIA
INSEGNANTE SOST. CLASSE
AZ OSPED
INSEGNANTE 1
ASSESSORE SERVIZI SOCIALI
LOGOPEDISTA
INS. 2
ASSISTENTE SOCIALE
GIUDICE TUTELARE
AMMIN. DI
SOSTEGNO
FISIOTERAP.
FISIOTERAP.
INS. 3
RESPONSABILE SERVIZI SOCIALI
PSICOMOTRIC.
PSICOMOTRIC.
INS. 4
REFERENTI SERVIZI ASL
NEUROPSICOMOTRICISTA
NEUROPSICOMOTRICISTA
TERAP. DELLA RIABILITAZ.
TERAP. DELLA RIABILITAZ.
LOGOPEDISTA
EDUCATORE
VOLONTARI
NEUROPSICH. INFANTILE
NEUROPSICH. INFANTILE
FISIOTERAP.
ASSISTENTE SOCIALE ASL
GRUPPI MUT. AIUTO
MEDICO DI MEDICINA GENERALE
PSICOMOTRIC.
PSICOLOGO
AVVOCATO
NEUROPSICOMOTRICISTA
INSEGNANTE SOST. CLASSE
VOLONTARI
TERAP. DELLA RIABILITAZ.
INS. 5
COOPERAT.
NEUROPSICH. INFANTILE
INS. 6
CONSORZI, AZ. SPEC.
INS. 7
GRUPPI MUT. AIUTO
INS. 8
AVVOCATO
INS. 9
TUTORE
INS. 10
STRUTT. DISABILI
INS. 11
GIUDICE TUTELARE
INS. 12
AMMIN. DI SOSTEGNO
INS. 13
COLLOCAM. PROTETTO
TUTORE
STRUTT. ANZIANI
INS. 14
PS ICHIATRA
VOLONTARI
GRUPPI MUTUO AIUTO
LOGOPEDISTA
FISIOTERAP.
PSICOMOTRIC.
NEUROPSICOMOTRICISTA
INFA
NZIA
TERAP. DELLA RIABILITAZ.
MATERNE
mauro ferrari, unimib novembre 2011
NEUROPS. INFANTILE
MAGGIOR
ANZI
ANIT
Il trenino delle fasi della vita
Vale solo per i disabili?
Le insidie della “voucherizzazione”
mauro ferrari, unimib novembre 2011
1. Geografica: nord e sud
Due welfare (Ascoli, 2011)
1. Ricadute differenti: tessuti societari diversi, controllo
economico e sociale della criminalità organizzata
2. Deficit di rendimento drammatici nel sud della scuola e
della sanità
Forbice allargata dalla regionalizzazione delle politiche
sociali, del lavoro, della sanità.
“ancora oggi sono a rischio nel meridione alcuni diritti fondamentali, in
termini di vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza, di adeguati
standard di istruzione, di idoneità dei servizi sanitari e di cura per la
persona adulta e per l’infanzia. Gli indicatori disponibili (…) sembrano
evidenziare un complessivo allargamento negli standard di servizio tra
le due aree del paese (SVIMEZ, 2010)
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1. Geografica: Locale, globale
Fenomeni globali e programmazione locale
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Il PDZ e le sue innovazioni
1. Si sintetizzano gli interventi e le politiche del
settore sociale e si coordinano con altre politiche.
2. Si programma ad un nuovo livello:
la zona, superando l’impasse storica
del frazionamento comunale.
3. Si passa da una programmazione nella
logica di government ad una nella
prospettiva di governance
4. Si programma in modo congiunto anche con
l’Asl, non nella logica della delega ma in
quella dell’integrazione operativa territoriale
mauro ferrari, unimib novembre 2011
2. Integrazione Sociale: le migrazioni, le disuguaglianze
Trasformazioni sociali e welfare
“Chi vince e chi perde”
Chi vince: insiders
Chi perde: outsiders, “vulnerabili”
Dirigenti
Imprenditori
Professionisti
Autonomi
Pensionati e Anziani
autosufficienti
Ceto medio
Lavoratori dipendenti (impiegati, operai)
Giovani
Lavoratori temporanei
Famiglie monoreddito (conciliazione lavoro e vita)
Non autosufficienti e chi li cura
Il welfare ha contribuito ad approfondire il dualismo sociale
(Ranci, Migliavacca, 2011)
Necessario un rilancio dello stato sociale (Pizzuti, 2009)
mauro ferrari, unimib novembre 2011
3. Integrazione
nelle politiche sociali
(nelle politiche pubbliche)
fare sistema, evitare incoerenze, eccessi di duplicazione,
riconoscere problemi emergenti ancora senza adeguata
risposta istituzionale, evitare sprechi di risorse, badare ad
efficienza ed efficacia, focalizzare l’attenzione sul fruitore
finale, nella cui esperienza alla fine si integrano, come
stati di benessere, tutti gli apporti specifici dei servizi
socio-sanitari (Donolo e Sordini, 2005, p.190).
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Integrazione locale
Politiche
educative
Politiche
ambientali
Politiche
sociali
Politiche
del lavoro
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Politiche
urbanistiche
Politiche
dei
trasporti
La rete del piano di zona
FAMIGLIE
PARROCCHIE
ORGANIZZAZIONI
SINDACALI
TAVOLI
D’AREA
COOPERATIVE
SOCIALI
FONDAZIONI
SERVIZI
SOCIALI
COMUNALI DI
BASE
SCUOLA
PIANO
DI
ZONA
DISTRETTO
SANITARIO
– ASL
TAVOLO di
RAPPRESEN
TANZA
CONSORZI
PUBBLICI
ASSOCIAZIONI DI
VOLONTARIATO
AZIENDA
SANITARIA
LOCALE
AZIENDE
DEL
MERCATO
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Governance locale
mauro ferrari, unimib novembre 2011
UdP Casalmaggiore - organizzazione
Conferenza
dei sindaci
Livello politico
Tavolo di
rappresentanza
territoriale
Livello tecnico
Comitato Politico
ristretto
Ufficio di piano
Tavolo tematico
minori e famiglia
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Tavolo tematico
Anziani e disabili
Tavolo tematico
dipendenze
Tavolo tematico
immigrazione
Integrazione
nei servizi sociali
Il modo di funzionare dei servizi sociali (il luogo in cui le politiche sociali vengono
agite nella loro quotidianità), il loro statuto fondamentale, la pratica condivisa, è di
agire spesso
come luoghi autarchici, separati tra loro e dalla vita reale da barriere comunicative e
relazioni bloccate, e vuoti di relazioni al proprio interno (De Leonardis, 1998,
p.124).
Se cioè da un lato la scomposizione della programmazione per settori (minori,
famiglie, disabili, anziani, migranti, ecc.), che classicamente avviene nei piani di
zona, consente forse una migliore puntualizzazione degli oggetti del lavoro sociale,
dall’altro con la relativa attribuzione a ciascun segmento di personale specializzato, di
sedi, di risorse, è stato probabilmente sottovalutato il momento della ricomposizione.
E' come se si fosse supposto che facendo ognuno il proprio pezzo, la propria parte,
«automaticamente» si potesse realizzare un'attività integrata all'interno di ciascun
servizio
e tra i vari servizi (Olivetti Manoukian, 2005, p.71).
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Integrazione socio sanitaria
Risorse
In alcuni contesti si assistono a
sperimentazioni di :
• Punti unici di accesso
• Valutazione
multidimensionale
• Progetto personalizzato
• Coordinatore del caso (case
manager)
• Equipe multiprofessionale
• Protocolli operativi
• Continuità assistenziale
Nodi critici

Spesso il dichiarato non corrisponde
all’effettivo, infatti non sempre
nell’operatività c’è reale integrazione.

Permane la confusione nell’intendere
l’ISS come un’obiettivo regionale
piuttosto che una “concessione” di
alcune ASL
(Katya Avanazini, direttrice ConCaSS e ricercatrice IRS)
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Integrazione fra componenti:
dinamiche di riconoscimento
fra welfare visibile e welfare nascosto
il triangolo del welfare locale
Formale/pubblico
(“governo della governance”)
Programmazione e/o gestione
Formale/
terzo settore
Gestione
Informale
gestione
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4. Integrazione fra soggetti e ruoli
nelle politiche pubbliche:
pubblico e privato sociale.
Le politiche sociali locali come arene
Traiettorie di ridefinizione dei ruoli
Il caso delle esternalizzazioni dei servizi
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Integrazione ?
1. Un caso limite: Il distretto Parma Sud Est
Figure Area
Amministrativa
Azienda
Sociale
Sud-Est
Responsabile
Amministrativo
1
Istuttore Direttivo
Amministrativo
Collaboratore
Amministrativo
Operatore
Amministrativo
TOTALI
Az.
Az. USL Pedemontana
Sociale
1
8 COMUNI
ZONA
MONTANA
(Comunità
montana)
1
COOPERATIVA TOT.
8
11
1
1
1
3
9
3
3
6
16
3
1
1
mauro ferrari, unimib novembre 2011
17
0
31
2. Esternalizzazioni – primo tempo
50
Operatore
cooperativa
Operatore
Comune
Responsabile
cooperativa
1
5
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Esternalizzazioni – secondo tempo
Appalti, convenzioni, accreditamenti e nuovi ruoli
1
Responsabile
cooperativa
Operatore
cooperativa
Operatore
Comune
5
50
mauro ferrari, unimib novembre 2011
“Il neolibealismo ha cercato di trasformare gli
utenti mainstream dei servizi sociali in consumatori
che avrebbero dovuto eliminare la mediazione
fornita dagli assistenti sociali e richiedere un nuovo
mercato diretto di servizi o fare ricorso a un
volontariato preprofessionale e agli sforzi
dell’autoaiuto” (Lorenz, 2010)
mauro ferrari, unimib novembre 2011
mauro ferrari, unimib novembre 2011
3. Integrazione fra soggetti
Partecipazione:
I ruoli
Amministrazione e Amministrazione e
management
management
burocratico
burocratico “liberal”
“tradizionale”
Amministrazione e
management
burocratico
“deliberativo”
Responsabilità della
pubblica
amministrazione
diretta
indiretta
processuale
Individualizzazione
Cittadini entro
categorie
standardizzate
Cittadini come
clienti e
consumatori
Cittadini come coorganizzatori
Passiva
Passiva o “Problem
solving”
Problem setting
Partecipazione
ruoli dei soggetti e delle amministrazioni nel processo di governance (adattato da
Borghi, 2006)
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Partecipazione
Cittadini-utenti
Il ruolo dei cittadini costituisce (...) un banco di prova
dei meriti che la postburocrazia promette di avere e un
elemento decisivo per discriminare fra le sue possibili
realizzazioni concrete (Bifulco, 2002, p.119)
Spesso nei diversi tavoli tematici attuativi della
l.328/00 non è prevista la presenza dei destinatari dei
servizi; la presenza dei destinatari delle politiche viene
categorizzata in quanto “collettivo” (come è per le
associazioni di categoria, o i sindacati), oppure in
quanto “collezione di individui” (De Leonardis, 2006,
p.141).
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Integrazione, partecipazione,
contrattualizzazione
A. Visibilità
i. Approccio
deliberativo
B. Invisibilità
ii. Approccio
negoziale
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4. Auto-attivazioni e negoziazioni di ruolo
Partecipazione e negoziazione di ruolo:
il caso delle relazioni fra Forum del terzo settore e ufficio di piano di Crema (CR)
Fase 1. Proposta iniziale
Fase 2. Esiti negoziali
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Forum
UdP
Tavolo del terzo settore
Fase 3. Conflitto Forum-UdP: l’UdP si relaziona esclusivamente con il Tavolo
del terzo settore e“assorbe” alcuni membri del Forum coinvolgendoli nel
progetto “cittadinanza sociale”…Spaccatura Forum- Tavolo terzo settore
Forum
UdP
Comune capofila
Tavolo del terzo settore
Fase 4. Il conflitto si sposta nel campo del Forum: dimissioni dei due portavoce,
richiesta di chiarimento politico al Comune capofila “mi spiace, per la tua
associazione non abbiamo soldi…” (telefonata assessore-portavoce e presidente
auser). Assemblea di rilancio (30 novembre 2010)
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5. Integrazione
nelle organizzazioni
Per integrazione possiamo intendere uno dei due pilastri
portanti l'idea stessa di organizzazione; nell'ambito degli
studi organizzativi l'integrazione fra le diverse componenti
(fra le risorse umane, fra queste e i mezzi materiali) viene
rappresentata come la necessaria compensazione al processo
di differenziazione delle competenze, alla specializzazione del
lavoro, senza di cui un'organizzazione è esposta al pericolo
dell'eccesso di frammentazione
Man mano che un sistema diventa più differenziato
aumenta il suo bisogno di un mezzo di integrazione
delle sue diverse parti in un tutto. Le unità
specializzate hanno bisogno di essere coordinate da
un sistema di controllo sovraordinato (Collins, 1992,
p.40).
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Integrazione
nelle organizzazioni
alto-basso
(vertici strategici-base operativa)
centro-periferie
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La ricerca
Distretti urbani
Distretti extra-urbani
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Distretti Urbani
Il dilemma dell’integrazione:
- fra settori
- fra centro e periferie
Il dilemma della
partecipazione:
Organizzata (dichiarata)
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Brescia, organigramma
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Parma, organigramma
SETTORE SOCIALE
Direttore: Sauro AVANZI
71000
PIANO DETTAGLIATO DEGLI OBIETTIVI OPERATIVI DEGLI UFFICI
Codice obiettivi
S.O Invalidi Civili
Tutele – Curatele
e Amministrazioni di sostegno
71010
Maria
SAVANI
Ufficio per le sperimentazioni
e
Ufficio Segreteria
di Settore
71001
i progetti innovativi
71011
Servizio SERVIZI SOCIALI DIRETTI
Giacomo GHINOLFI
71100
Ufficio
Segreteria
71101
S.O. UFFICIO
CASA
71110
Paola FERRARI
Ufficio Servizio
Sociale Territoriale
71102
S.O. ADULTI E
MINORI
71120
S.O. AGENZIA
DISABILI
71130
Uff.
Assist.
Ufficio Inclusione
71121
Domiciliare per
persone
diversamente abili
Uff. Integraztione
71131
scolastica per minori
diversamente abili
Ufficio Mobilità –
71132
Trasporti –
Inserimenti
Lavorativi
71133
Ufficio Centro
Famiglie con Minori
71122
Ufficio Coord.
Risorse territoriali
71123
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Servizio SERVIZI SOCIALI INDIRETTI
Barbara PIAZZA
71200
S.O.
ANZIANI
71140
Ufficio Gestione
Ammissioni ai
servizi
71141
Ufficio
Contributi
71201
Ufficio
Controllo
Amministrativo
71202
Ufficio
Entrate e Uscite
71203
Ufficio Controllo
e Gestione
71204
S.O. Adulti e minori Poli erritoriali
S.O. Anziani Poli territoriali
S.O. Famiglie Poli terittoriali
Parma – i poli
SETTORE SOCIALE
Direttore: Sauro AVANZI
Ufficio Segreteria di
Settore
71001
Ufficio per le sperimentazioni e
i progetti innovativi
S.O 71011
Invalidi Civili
Tutele – Curatele
e Amministrazioni di sostegno
71010
Maria SAVANI
Servizio SERVIZI SOCIALI DIRETTI
Giacomo GHINOLFI
71100
Ufficio
Segreteria
71101
S.O. UFFICIO
CASA
71110
Paola FERRARI
Ufficio Servizio
Sociale Territoriale
71102
S.O. ADULTI E
MINORI
71120
Ufficio Inclusione
71121
Ufficio Centro Famiglie
con Minori
71122
Ufficio Coord. Risorse
territoriali
71123
1
mauro ferrari, unimib novembre 2011
2
S.O. AGENZIA
DISABILI
71130
Uff. Assist. Domiciliare
per persone diversamente
abili
71131
Uff. Integraztione
scolastica per minori
diversamente abili
71132
Ufficio Mobilità –
Trasporti – Inserimenti
Lavorativi
71133
3
Servizio SERVIZI SOCIALI INDIRETTI
Barbara PIAZZA
71200
Ufficio Contributi
71201
S.O.
ANZIANI
71140
Ufficio Controllo
Amministrativo
71202
Ufficio
Entrate e Uscite
71203
Ufficio Gestione
Ammissioni ai servizi
71141
Ufficio Controllo e
Gestione
71204
S.O. Adulti e minori Poli erritoriali
S.O. Anziani Poli territoriali
S.O. Famiglie Poli terittoriali
4
Parma - l’Informastranieri
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Parma - il Polo Montanara
Totem: “Qui trovi le risposte”.
Equipe settimanale multiprofessionale (aa.ss.-psic-ee.pp.)
con coordinatrice a.s.
Attività investigativa (carta elettronica), formale informale
(memoria storica); immigrati come “files mancanti”.
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Brescia - il Centro Sociale di via Marchetti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia - il Centro Sociale di via Marchetti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia - il Centro Sociale di via Marchetti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia - il Centro Sociale di via Marchetti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia, il Punto Incontro
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia, il Punto Incontro
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia. I servizi integrati come organizzazione
meccanico-burocratica. Dimensione verticale
h
l
t1
t2
t1. l’apparato (h-high) informa gli operatori (circolari, regolamenti) (l-low)
t1-t2. talvolta chiede agli operatori di esprimersi, di informarlo
t2. poco (nulla) ritorna loro.
L’organizzazione non utilizza i propri relèes.
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Brescia. I servizi integrati come organizzazione
meccanico-burocratica. Dimensione orizzontale
t1
t2
a
b
t1. l’operatore a chiede una consulenza all’operatore b
t1-t2. l’operatore b eroga la consulenza
t2. l’operatore a, con le conoscenze acquisite, riprende “il caso”, senza che
l’operatore a. venga a conoscenza degli sviluppi
I relè non si relazionano tra loro
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Distretti Extra Urbani
Tra legittimazione e loose coupling
(Weick, 1995)
Partecipazione evocata
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Fidenza – la Rocca
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Fidenza – il Convento
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Fidenza – il Convento
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Fidenza – Organigramma servizio sociale
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Organizzazioni “ad arcipelago”
L’importanza dei corpi intermedi
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7. Integrazione
fra progetti e servizi
Dalla l.285/97 alla l.328/00:
Continuità e discontinuità
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Integrattori
Pratiche di integrazione
Attori di integrazione
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Pratiche di integrazione 1
Nuovi protagonismi
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1. I Forum del terzo settore
08/11/2011 L'IMPATTO DELLA LEGGE
DELEGA FISCALE E ASSISTENZIALE
SUL NOSTRO WELFARE E SULLA VITA
DEI CITTADINI
www.forumterzosettore.it
2. Il manifesto per un welfare
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Pratiche di integrazione 2
Lavorare per progetti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Lavorare per progetti:
Opportunità, pericoli

Side 1: il modello delle erbacce (attenzione
alle trasformazioni in corso)

Side 2: sindrome di Peter Pan (progetti per
sempre)
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Side 1: il modello delle erbacce - 1
- i cambiamenti nascono e crescono come erbacce nel giardino, non come
“pomodori in serra”;
- possono attecchire dove non ce l'aspettiamo;
- i cambiamenti sono comunque presenti;
- piccoli cambiamenti possono arrivare a pervadere l'organizzazione;
- ciò che in una prospettiva può essere considerata una erbaccia, in un'altra
può diventare una pianta interessante;
- per gestirli non è necessario pre-vederli;
- le radici del cambiamento sono più estese e pervasive di ciò che spunta
(AA.VV., 1999).
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Side 1: il modello delle erbacce - 2
“Il giardino in movimento”
 Il diserbo favorisce le erbacce
 Il mimetismo (le falene nere di Dario Fo)
 Quelle che chiamiamo “erbacce” sono “erbe
giuste nel posto sbagliato”

mauro ferrari, unimib novembre 2011
Side 2: sindrome di Peter Pan

Progetti e (o) servizi?: il caso
dell’immigrazione, delle unità mobili
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Pratiche di integrazione 3
Lavorare per riconoscimenti reciproci
Interazioni inevitabili.
Operatori-attori sociali nel welfare locale:
fra nuovi ruoli e antiche contrapposizioni
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Comunità di pratica
contrapposte?
Comunità di pratica:
un gruppo di lavoro che condivide modi, valori,
scopi; risorse, artefatti (spazi, luoghi fisici,
attrezzature);
e soprattutto azioni; “pratiche”.
Stili di lavoro.
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Spunti da una ricerca a Reggio Emilia:
“mappa delle risorse dell’accoglienza”
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Operatori pubblici vs. operatori delle comunità
(case-famiglia, comunità educative, case per
donne maltrattate, informali, ecc.)?
“quello che per voi è la fine per noi è solo
l’inizio”
 “invianti” e “riceventi” (“carico”-”scarico”)

mauro ferrari, unimib novembre 2011
Oscillazioni - comunità
Professionalità
Affettività
Spontaneità
Formazione
Assenza di
equipes,
supervisioni
Presenza di
equipes,
supervisioni
Antagonismo,
rivendicazioni
Ricerca di
collaborazione
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Oscillazioni - servizi
Continuità
Discontinuità
Presenza
Assenza
(delega)
Ruolo
dinamico,
dialogante
Ruolo
procedurale,
distante
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Creare luoghi e tempi di confronto
“oggetti di confine”
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Sam & Ralph
Complicità e avversità
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Contrapposizioni e/o giochi rituali?
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Pratiche di integrazione 4
Sconfinamenti
mauro ferrari, unimib novembre 2011
Milano 23.24.25 settembre 2010
AIS - Associazione Italiana di Sociologia
IX Convegno Nazionale
ALT! Tranne forneria
La frontiera interna
Mauro Ferrari
Intersezioni 5
La storia di Joe e le due frontiere
La prima frontiera: la doppia trasformazione dei migranti
i. Questione economica
ii. Questione securitaria
iii. Questione sociale
La seconda frontiera: “operatori precari per utenti provvisori”
i. Servizi collocati nelle periferie
ii. Instabili (progetti non servizi)
iii. Operatori precari
Confini e sconfinamenti: tipologie di azioni strategiche degli
operatori
i.
Sconfinamenti del primo tipo: uscire dai servizi
ii.
Sconfinamenti del secondo tipo: uscire dalle organizzazioni
Variante 1: uscire davvero: il caso degli operatori migranti
iii.
Sconfinamenti del terzo tipo: attraversare i confini personali,
professionali ed i confini organizzativi
Variante 1: i confini sfumati fra vita personale e lavoro
variante 2: i confini sfumati tra le organizzazioni
L’importanza dei relé organizzativi (Crozier e Friedberg,
1990)
Da liminali a liminoidi (Turner, 1982)
Perchè “vi è dell’energia nei suoi margini e nei suoi
spazi non strutturati” (Douglas, 1966)
“Anche nell’attività lavorativa abbiamo frontiere che
escludono; ma l’ambiente più produttivo per lavorare
con la resistenza è la zona di confine” (Sennett,
2008)
“L’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori
di muri, attraversatori di frontiere” (Langer, 1994)
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mib novembre 2011 - Dipartimento di Sociologia