Manuale Operativo
Manuale operativo a cura di Scribe: Anders Nordmark
Traduzione in italiano a cura di Andrea Pozzi
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D Indice
7
Common Operations and Concepts
51
The Sequencer
8
8
8
8
9
10
10
11
Presentazione manuale
Presentazione capitolo
Convenzioni del manuale
Eseguire le impostazioni
Tooltip
Menu contestuali
Undo
Tecniche d’uso delle finestre
15
Audio basics
16
16
18
20
20
Presentazione capitolo
Come Reason comunica con l’hardware audio
Informazioni generali
Specifiche PC
Specifiche Mac
52
52
61
64
69
70
70
78
89
92
94
96
Introduzione
Operazioni principali
Registrazione
Registrare l’automazione
Toolbar
Funzione Snap
Editing clip in modalità Arrange
Modalità Edit
Finestra Tool - funzioni editing della pagina Tools
Copiare i pattern sulle tracce sequencer
Automazione tempo e tempo in chiave
Importare ed esportare file MIDI
97
The ReGroove Mixer
21
Sounds, Devices and Patches
22
22
26
29
32
33
Introduzione
Uso del rack virtuale
Breve nota sul routing
Patch
ReFills
Uso del Browser
98
99
102
104
107
107
Introduzione
Mixer ReGroove
Pagina Groove Settings
Lavorare con i groove
Trucchi & consigli utili
Patch ReGroove in Factory Sound Bank
45
Routing Audio and CV
46
46
47
48
49
Routing dei segnali
Cavi virtuali
Routing automatico
Routing manuale
Uso dei segnali CV e Gate
109 Remote - Playing and controlling Reason devices
110
110
110
112
114
116
118
120
121
Vari ingressi MIDI
Controllo remoto
Configurazione
Principi di controllo remoto
Vincolare una superficie
Remote Override
Finestra Additional Overrides
Controllo tastiera
Salavare le configurazioni remote
123 Advanced MIDI - the External Control Bus inputs
124 Ingressi External Control Bus
2
INDICE
125 Uso di Reason come ReWire Slave
152 Reason Hardware Interface
126
126
126
127
127
127
128
128
129
129
153 Introduzione
153 Dispositivo MIDI In
153 Uscite audio
Presentazione capitolo
Perché usare Reason con ReWire?
Presentazione di ReWire!
Avvio e chiusura
Usare i controlli di Trasporto e Tempo
Sincronizzazione
Assegnazione Audio
Assegnare il MIDI con ReWire 2
Convertire i canali ReWire in tracce audio
Dettagli sulle varie applicazioni host ReWire
131 Synchronization
132
132
132
133
133
Utenti ReWire – leggete!
Sincronizzazione e MIDI Clock
Reason slave di un dispositivo esterno
Reason slave di un altro programma sullo stesso computer
Considerazioni sulla sincronizzazione
135 Song File Handling
136
137
138
138
138
138
138
139
139
Song self-contained
Finestra Song Information
Salvare una song
Pubbicare una Song
Aprire una Song
Chiudere una song
Creare una nuova song
Creare una song di default
Exporting as an Audio File
141 Optimizing Performance
142
142
143
144
145
Introduzione
Ottimizzazione e latenza d’uscita
Ottimizzare il computer
Ottimizzare le song
Requisiti song e memoria
147 Transport Panel
148 Panoramica
154 The Combinator
155
155
156
156
158
159
160
160
161
Introduzione
Creare i dispositivi Combinator
Elementi Combinator
Connessioni interne ed esterne
Aggiungere dispositivi al Combi
Gestire un Combi
Tracce sequencer e riproduzione dei Combi
Pannello Controller
Usare il Programmer
166 The Mixer
167
167
169
169
169
169
170
171
Introduzione
Striscia canale
Percorso del segnale nel Mixer
Modalità d’EQ
Sezione Aux Return
Fader Master
Connessioni
Concatenare i Mixer
172 The Line Mixer 6:2
173
173
173
173
174
Introduzione
Parametri canale
Sezione Aux Return
Livello Master
Connessioni
176 Redrum
177
177
178
179
183
186
186
Introduzione
Formati File
Usare le patch
Programmare i pattern
Parametri Redrum
Usare Redrum come modulo sonoro
Connessioni
INDICE
3
188 Subtractor Synthesizer
258 NN-XT Sampler
189
189
194
197
198
200
202
202
259
259
260
261
262
263
264
266
267
269
270
274
275
275
278
279
280
281
288
Introduzione
Sezione Oscillatori
Sezione Filter
Inviluppi - Introduzione
Sezione LFO
Parametri di riproduzione
Modulazione esterna
Connessioni
204 Thor Polysonic Synthesizer
205
205
206
207
219
224
227
Introduzione
Elementi di Thor
Pannello Controller
Usare il Programmer
Sezione bus routing di modulazione
Step Sequencer
Connessioni
228 Malström Synthesizer
229
230
232
233
236
239
241
242
Introduzione
Sezione Oscillator
Sezione di modulazione
Sezione di filtro
Routing
Controlli di riproduzione
Connessioni
Inviare l’audio esterno ai filtri
Introduzione
Panoramica
Caricare patch complete e file REX
Uso del pannello principale
Panoramica del pannello Remote Editor
Campioni e Zone
Selezioni ed Edit Focus
Regolare i parametri
Gestire zone e campioni
Lavorare con i gruppi
Lavorare con i key range
Impostare i valori Root Note e Tune
Mappatura automatica
Layer, Crossfade e Velocity Switch dei suoni
Funzione Alternate
Parametri campione
Parametri gruppo
Parametri synth
Connessioni
290 Dr. Rex Loop Player
291
291
292
293
294
295
299
Introduzione
Formati File
Aggiungere un Loop
Creare le note nel sequencer
Gestire gli slice
Parametri synth di Dr. Rex
Connessioni
244 NN-19 Sampler
245
245
246
247
250
251
254
256
4
Introduzione
Concetti generali di campionamento
Formati dei file audio
Key zone e campioni
Automap dei campioni
Parametri synth di NN-19
Parametri di riproduzione
Connessioni
INDICE
300 Matrix Pattern Sequencer
301 Introduzione
302 Programmare i pattern
308 Esempio d’uso
309 RPG-8 Arpeggiator
310
310
313
317
318
Introduzione
Uso di RPG-8
Parametri di RPG-8
Connessioni CV
Trucchi e suggerimenti
319 ReBirth Input Machine
320 Introduzione
320 Preparazioni
321 Routing
(versione Windows)
389 Window Menu
(versione Mac OS)
390 Menu Help/Contacts
322 BV512 Vocoder
391 Indice Analitico
323
324
326
327
328
329
329
Introduzione
Configurare un vocoder
Usare BV512 come EQ
Parametri di BV512
Connessioni
Automazione
Trucchi e suggerimenti
334 The Effect Devices
335
336
336
337
338
340
340
345
352
353
354
354
357
358
359
359
360
361
362
Funzioni comuni del dispositivo
Effetti MClass
MClass Equalizer
MClass Stereo Imager
MClass Compressor
MClass Maximizer
Scream 4 Sound Destruction
Riverbero avanzato RV7000
Riverbero digitale RV-7
Delay digitale DDL-1
D-11 Foldback Distortion
Filtro a inviluppo controllato ECF-42
Chorus/Flanger CF-101
Phaser PH-90
Unisono UN-16
Compressore a guadagno make-up automatico COMP-01
EQ parametrico a due bande PEQ-2
Spider Audio Merger & Splitter
Spider CV Merger & Splitter
365 Menu and Dialog Reference
366
366
370
386
386
389
Menu Reason (Mac OS X)
Menu File
Menu Edit
Menu Create
Menu Options
Window Menu
INDICE
5
6
INDICE
1
D Common Operations and Concepts
Presentazione manuale
Eseguire le impostazioni
Questo è il Manuale Operativo di Reason che descrive nei dettagli tutti gli aspetti del
programma. I primi capitoli descrivono metodi e tecniche generali (routing audio, gestione delle patch, ecc.); seguono poi i vari capitoli che descrivono ogni dispositivo di
Reason.
Poichè gran parte della grafica di Reason è simile a un rack synth/effetti “reale”, quasi
tutti i parametri assomigliano alla loro controparte nel mondo reale (fader dei mixer,
manopole dei synth, pulsanti di trasporto, ecc.); il modo in cui si regolano questi
parametri è descritto in seguito per ogni tipo di parametro:
Presentazione capitolo
Questo capitolo descrive alcuni metodi e tecniche generali utilizzati in Reason. Presenta un pò di terminologia (utile per una migliore comprensione di programma e
manuale).
Per poter lavorare in Reason con la massima efficacia e soddisfazione possibili si consiglia di leggere questo capitolo.
Convenzioni del manuale
Questo manuale descrive sia la versione Macintosh che Windows di Reason; le eventuali differenze sono chiaramente indicate nel testo.
Comandi rapidi
Nel manuale, i tasti di comando rapido del computer sono indicati in parentesi quadra.
Per esempio: “premere [Shift]-[C]” significa “tenere premuto il tasto [Shift] e premere
il tasto [C]”. Tuttavia, alcuni tasti di modifica sono diversi sulle tastiere dei computer
Mac e PC; in tal caso, il manuale distingue i comandi con le scritte “(Mac)” e “(Windows)”.
Manopole
Per “ruotare” una manopola, puntarla, cliccare il pulsante sinistro del mouse e trascinarla in alto o in basso (come se fosse un cursore verticale); trascinando in alto si
ruota la manopola a destra, e viceversa.
D Premendo [Shift] e trascinando il mouse, la manopola ruota più lentamente consentendo una regolazione di precisione del parametro.
Si può regolare la precisione della manopola con l’impostazione “Mouse Knob
Range” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences che si apre dal
menu Edit
(o dal menu Reason in Mac OS X).
D Per resettare una manopola al suo valore di default (in genere, zero, pan
al centro o simili) premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e cliccarci sopra.
Fader
Per muovere un fader cliccare sulla sua “maniglia” e trascinare in alto o in basso.
D Si può anche cliccare ovunque sul fader per spostarlo subito a quella posizione.
D Premendo [Shift] e trascinando il mouse, il fader si muove più lentamente consentendo una regolazione di precisione del parametro.
8
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
Selettori multi-modalità
✪ Questo tipo di controllo si usa anche per alcuni parametri non puramente “numerici” (es. algoritmi di riverbero e forme d’onda oscillatore
nei synth).
Alcuni parametri consentono di selezionare una tra più modalità. In Reason ci sono
due tipi di rappresentazioni grafiche:
Questo selettore multi-modalità è costituito da un pulsante con tre diverse modalità elencate sopra.
Cliccare sul pulsante per scorrere le modalità o direttamente su una delle modalità per selezionarla.
La modalità corrente selezionata è indicata da un LED illuminato.
D Per i display di posizione numerici nel pannello di trasporto e nell’Inspector (vedere a page 74) i valori si modificano allo stesso modo, ma
prima si seleziona un incremento di valore (es. misure o tick) cliccando
nel rispettivo campo valore.
Poi si cambia il valore con i metodi descritti in precedenza.
•
Questo è un tipo di selettore multi-modalità con più di due posizioni; per cambiare modalità cliccare e
trascinare il selettore oppure cliccare direttamente alla posizione desiderata del selettore (come
quando si regola un fader).
I valori di posizione nel pannello di trasporto si possono modificare anche con un
doppio-click del mouse e digitando una nuova posizione.
Posizione song e locatori sinistro/destro (L/R)
Pulsanti
Sul pannello di trasporto ci sono dei campi numerici che indicano la posizione song
(sia in misure, movimenti, note da 1/16 e tick che in ore, minuti, secondi e millisecondi) e le posizioni dei locatori sinistro/destro; funzionano tutti come gli altri valori numerici (controlli freccia o click & drag), ma si può modificare un solo valore alla volta.
Per cambiare la posizione song da 3.1.1.0 a 5.1.1.0 (ad esempio) cliccare sul valore
misura e modificare il valore a piacere.
Molte modalità e funzioni si controllano cliccando sui pulsanti; in Reason molti pulsanti hanno un LED “interno” (o il pulsante stesso s’illumina indicando se è attivo o
meno).
Tooltip
Valori numerici
In Reason, i valori numerici sono indicati in campi alfanumerici con dei pulsanti freccia
accanto; per cambiare i valori numerici ci sono due modi:
Lasciando fermo per qualche istante il puntatore del mouse su un parametro nel pannello di un dispositivo appare un tooltip che indica il nome del parametro e il suo valore corrente; ciò aiuta ad eseguire impostazioni di precisione, regolare più parametri
allo stesso valore, ecc..
D Usando i pulsanti freccia su e giù.
Per regolare un valore in step singoli cliccare sul rispettivo pulsante freccia su o
giù. Per scorrere continuamente un valore cliccare su un pulsante freccia e tenere
premuto il pulsante sinistro del mouse.
D Cliccando nel display alfanumerico vero e proprio e trascinando in alto/
basso con il pulsante sinistro del mouse premuto.
Si eseguono velocemente regolazioni approssimative.
✪ Per disabilitare questi tooltip disattivare l’opzione “Show Parameter
Value Tool Tip” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences.
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
9
Menu contestuali
I menu contestuali presentano solo le opzioni più importanti, per consentire di lavorare
in modo più rapido ed efficace in Reason.
D Per aprire un menu contesutale cliccare con il pulsante destro del mouse
(Windows) o [Ctrl]-click (se si usa un singolo pulsante del mouse in
Mac).
Se in Mac si usa un mouse a due pulsanti configurarlo in modo che cliccando con
il pulsante destro si generi un [Ctrl]-click; si possono così aprire i menu contestuali
con un click-destro del mouse.
•
•
Funzioni per cancellare e modificare i dati d’automazione del controllo registrati.
Funzioni per associare i comandi dalla tastiera del computer e/o i messaggi MIDI
al parametro (che consentono il controllo remoto dei parametri da un dispositivo
MIDI o dalla tastiera del computer).
Menu contestuali “rack vuoto”
Cliccando in una sezione vuota del rack il menu contestuale presenta i seguenti elementi:
• Un comando Paste Device per incollare nel rack tutti i dispositivi copiati o tagliati.
• Un duplicato del menu Create che permette di creare nuovi dispositivi.
Menu contestuali del sequencer
Cliccando nel sequencer, il menu contestuale presenta le opzioni per la modifica di
tracce, clip ed eventi. Le funzioni disponibili differiscono in base alla zona o corsia
sulla quale si clicca (Track List, corsia Key Edit, ecc.) e dipendono dal fatto che si clicchi o meno su un evento. Per esempio, i menu contestuali del sequencer hanno funzioni per inserire o rimuovere misure, cancellare tracce, modificare o eliminare eventi.
Undo
Menu contestuale di Dr. Rex.
Il contenuto del menu contestuale dipende da dove si clicca; in pratica sono disponibili i seguenti tipi di menu contestuali:
Menu contestuali dispositivo
Cliccando da qualche parte su un dispositivo nel rack (ma non su un controllo), il
menu contestuale che si apre conterrà i seguenti elementi:
• I comandi Cut, Copy, Paste e Delete Device per ri-organizzare e gestire i dispositivi nel rack.
• Un submenu “Go To” che elenca tutti i dispositivi collegati al dispositivo corrente.
Selezionando un dispositivo dal submenu “Go To” si scorre il rack rendendolo visibile.
• Un duplicato del menu “Create” per la creazione di nuovi dispositivi.
• Se il dispositivo si basa sui pattern ci sono varie funzioni pattern (Cut/Copy/Paste,
Clear, Shift, Randomize, ecc) che influenzano il pattern corrente selezionato.
• Se il dispositivo utilizza le patch ci sono funzioni per la gestione delle patch.
• In base al dispositivo ci possono essere anche varie funzioni specifiche; il dispositivo Dr. Rex, ad esempio, ha funzioni di manipolazione del pattern per il solo suono
percussivo selezionato, ecc..
Menu contestuale parametro
Ciccando su un controllo automatizzabile (manopola di un parametro synth, fader,
ecc.) il menu contestuale presenterà i seguenti elementi:
10
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
In Reason, quasi tutte le operazioni possono essere annullate (Undo); ciò comprende
creazione, eliminazione e ordinamento dei dispositivi nel rack, regolazioni di valori dei
parametri, editing nel sequencer e regolazioni tempo/time signature.
E’ possibile annullare fino a 30 operazioni.
D Per annullare l’ultima operazione eseguita selezionare “Undo” dal menu
Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Z].
L’operazione che si può annullare è indicata accanto al comando Undo nel menu
Edit. Per esempio, se l’ultima operazione è stata la cancellazione di un dispositivo(i) dal rack, il menu Edit mostrerà la scritta “Undo Delete Devices”.
D Per ripetere l’ultima operazione annullata (“undo dell’operazione undo”)
selezionare “Redo” dal menu Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Y].
Analogamente, l’operazione che si può eseguire di nuovo appare nel menu Edit.
Undo multipli
Il concetto di Undo multipli richiede una spiegazione: è possibile annullare fino 30 operazioni; in altre parole, Reason ha un elenco Undo History che arriva fino a trenta
step.
Supponiamo di aver eseguito le seguenti operazioni:
1. Creato un mixer.
2. Creato un dispositivo synth.
3. Regolato il tempo Amp Envelope Attack sul synth.
4. Modificato il bilanciamento (pan) del dispositivo synth nel mixer.
5. Regolato il tempo di riproduzione nel pannello di trasporto.
A questo punto, c’è ancora la possibilità di un Redo della regolazione tempo; se però
si esegue un’altra operazione (es. si cambia il livello del dispositivo synth nel mixer),
essa diventa l’operazione inserita in alto nell’elenco Undo History e l’elenco Redo si
svuota.
| UNDO
| REDO
5. Change level
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device
(Vuoto)
Non è più possibile ripetere la regolazione tempo annullata!
Dopo queste cinque operazioni, l’elenco Undo History è questo:
Tecniche d’uso delle finestre
| UNDO
5. Adjust tempo
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device
Usare più di una finestra song di Reason
Selezionando Undo, l’ultima operazione (regolazione tempo) è annullata e spostata
nell’elenco “Redo”:
| UNDO
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device
E’ possibile aprire più song di Reason contemporaneamente; ciascuna apparirà in
una finestra Reason separata, completa di rack, sequencer e pannello di trasporto.
Ogni finestra si può spostare, ridurre e ri-dimensionare con le tecniche standard Mac/
Windows.
| REDO
5. Adjust tempo
Selezionando di nuovo Undo, si annulla l’operazione successiva nell’elenco (regolazione del bilanciamento):
| UNDO
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device
| REDO
4. Change pan
5. Adjust tempo
Selezionando Redo, l’ultima operazione annullata è eseguita di nuovo; in questo caso
è eseguita di nuovo la regolazione del bilanciamento (aggiunta poi all’elenco Undo
History):
| UNDO
| REDO
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device
4. Change pan
5. Adjust tempo
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
11
Vedute, finestrelle e divisori
Sullo schermo, Reason è suddiviso in varie aree o “finestrelle”. Gli esempi più classici
sono il rack e l’area del sequencer, ma anche la parte destra dell’area sequencer può
essere divisa in più corsie orizzontali (per l’editing di aspetti diversi delle registrazioni).
✪ Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina si può limitare lo scorrimento
alla sola direzione orizzontale o verticale.
Zoom con i cursori d’ingrandimento
In alcune aree è possibile ingrandire o rimpicciolire l’immagine con i controlli d’ingrandimento; cliccare sulle icone “+” o “–” rispettivamente per ingrandire o rimpicciolire
(altrimenti cliccare e trascinare il cursore d’ingrandimento).
D Ove applicabile, finestrelle diverse si possono scorrere e ingrandire individualmente.
Sganciare il sequencer
Si può “sganciare” la finestrella del sequencer e trasformarla in una finestra separata;
ciò consente d’ingrandire il sequencer rispetto al rack e sfruttare meglio lo spazio
sullo schermo del computer.
Scorrimento e zoom
Reason ha varie opzioni per scorrere ed ingrandire rack e sequencer.
Scorrere con le barre di scorrimento
Ogni volta che c’è un’informazione “fuori dallo schermo” appaiono le barre di scorrimento orizzontale e/o verticale. Per esempio, se nel rack ci sono molti dispositivi (più
di quelli visualizzabili in una sola volta) si può scorrere il rack in alto o in basso usando
la barra di scorrimento verticale a destra del rack.
Scorrere con il tool Hand
Per scorrere l’immagine nel sequencer si può usare anche il tool Hand; selezionarlo e
cliccare in una corsia, tenere premuto il pulsante sinistro del mouse e trascinare nella
direzione desiderata.
Scorrere la corsia Key Edit con il tool Hand.
12
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
Nel sequencer ci sono controlli veduta separati per le corsie Key Edit e Controller.
Zoom con il tool lente d’ingrandimento
Scorrimento e zoom con la rotellina del mouse
Un altro modo per ingrandire nel sequencer è usare il tool lente d’ingrandimento che
consente d’ingrandire e rimpicciolire sia in orizzontale che in verticale (come i cursori
di zoom); tuttavia, questo tool ha anche altre funzioni:
La rotellina di scorrimento del mouse (se c’è) si può utilizzare per le seguenti operazioni di scorrimento e zoom:
D Cliccando una volta con il tool lente d’ingrandimento in una corsia, s’ingrandisce della stessa quantità di quando si clicca due volte l’icona “+”
sul cursore di zoom.
D Per rimpicciolire con il tool lente d’ingrandimento cliccare tenendo premuto [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows).
Si noterà che nel tool il segno “+” diventa un segno “-”.
D Se la corsia ha un cursore di zoom verticale, cliccando con il tool lente
d’ingrandimento s’ingrandisce/rimpicciolisce anche in verticale della
stessa quantità di quando si clicca una volta sulle icone “+” e ”-” del cursore di zoom.
Tenendo premuto [Shift] durante il click del mouse, si disabilita lo zoom verticale.
D Scorrere in alto e in basso sia nel rack che nel sequencer.
D Tenendo premuto simultaneamente [Shift] si può scorrere a sinistra e
destra nel sequencer.
D Tenendo premuto [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) s’ingrandisce e
rimpicciolisce l’immagine in verticale nel sequencer.
D Tenendo premuto [Shift]-[Command] (Mac)/[Shift]-[Ctrl] (Windows) s’ingrandisce e rimpicciolisce l’immagine in orizzontale nel sequencer.
D Cliccando e trascinando con il tool lente d’ingrandimento si crea un rettangolo di selezione.
L’immagine è ingrandita in modo che l’area selezionata occupi la corsia.
Racchiudendo queste note in un rettangolo di
...s’ingrandisce in modo che le note riempiano
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
13
14
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
2
D Audio basics
Presentazione capitolo
Le uscite correnti in uso hanno i LED verdi, quelle disponibili ma inutilizzate hanno i
LED gialli e tutte le connessioni eseguite a uscite non disponibili hanno i LED rossi.
Questo capitolo fornisce informazioni utili su come Reason gestisce l’audio; alcuni
sono aspetti tecnici, ma si consiglia di leggerli per ottenere il massimo da Reason.
Come Reason comunica con
l’hardware audio
Reason genera e riproduce audio digitale (un flusso di numeri 1 e 0). Per sentire qualcosa, questi numeri devono essere convertiti in un segnale audio analogico e inviati a
un sistema d’ascolto (altoparlanti, cuffie, ecc.). Quasi sempre questa conversione è
gestita dalla scheda audio installata nel computer; su Macintosh (se non è installato
un hardware audio aggiuntivo) si può usare l’hardware audio interno.
Per inviare l’audio digitale all’hardware audio, Reason utilizza il driver selezionato nella
finestra di dialogo Preferences; nel rack virtuale sullo schermo, questa connessione è
rappresentata dal dispositivo Hardware di Reason.
Il dispositivo Hardware si trova sempre in cima al rack; in genere è chiuso e mostra solo un pannello
vuoto.
! Usando ReWire, Reason invia invece l’audio digitale all’applicazione ReWire master (in genere un programma sequencer) che a sua volta gestisce la comunicazione con l’hardware audio; per i dettagli vedere il
capitolo “ReWire”.
Il dispositivo Hardware di Reason presenta 64 “prese” d’uscita, ciascuna con un LED
e un indicatore di livello; 32 prese appaiono sul pannello principale ed appaiono altre
32 prese attivando il pulsante “More Audio”. Ogni LED rappresenta una connessione
a un’uscita sull’hardware audio (o un canale ReWire verso un’altra applicazione, se si
usa ReWire).
Tuttavia, il numero d’uscite disponibili dipende dal numero delle uscite presenti
nell’hardware audio; usando una scheda audio standard con uscite stereo, ad esempio (o l’hardware audio interno di Mac) sono disponibili solo le prime due uscite. Nel
dispositivo Hardware, gli indicatori s’illuminano in verde per tutte le uscite correnti in
uso.
In questo caso sono usate solo le prime due uscite disponibili di una scheda audio stereo standard
(indicate dalla scritta “Stereo” sul pannello del dispositivo).
16
AUDIO BASICS
Per inviare il suono di un dispositivo nel rack a un’uscita specifica assegnare l’uscita
del dispositivo alla “presa” corrispondente sull’Interfaccia Hardware, usando i cavi virtuali sul retro del rack (come descritto a page 26); nella maggior parte dei casi, alle
uscite Stereo (uscite 1 e 2) si collega un dispositivo Mixer.
Qualità audio
In un sistema di sintesi basato sul computer la qualità audio generale dipende da due
cose:
D Qualità del software che esegue i calcoli audio.
Nel nostro caso, si tratta della codifica eseguita dal DSP di Reason.
• Per tutti i calcoli audio interni Reason utilizza operatori matematici a 32-bit a virgola mobile che garantiscono la massima risoluzione possibile in tutta la catena
del segnale.
• Il programma supporta un’uscita audio a 16, 20, e 24 bit.
• Il programma supporta frequenze di campionamento da 22 kHz a 96 kHz.
• E’ implementata una serie di tecniche audio digitali che riducono il rischio di “aliasing”, rumore di fondo, distorsione indesiderata e “rumore sibilante”.
Non esiste alcun motivo tecnico per cui questo programma non debba suonare bene
quanto o meglio dell’hardware professionale dedicato ad esso.
D Qualità dell’hardware che riproduce il suono.
Su PC si tratta dell’hardware audio installato; in Mac è il controller audio interno o
qualsiasi hardware audio esterno installato.
Non bisogna farsi ingannare dalle scritte “16 bit, 44.1kHz, qualità CD”. Quanto suona
veramente bene un hardware audio dipende da molti fattori; il suo intervallo di frequenza e la curva di risposta in frequenza, il rapporto segnale/rumore, la distorsione in
varie situazioni, ecc.. Inoltre, alcuni circuiti elettronici tendono a introdurre più disturbo
nel computer rispetto ad altri; questi disturbi possono aggiungere al segnale ronzii o
rumori ad alta frequenza.
L’unico consiglio valido ed efficace per avere un buon suono è scegliere attentamente
l’hardware audio!
Frequenze di campionamento e risoluzioni
Impiego di una risoluzione audio elevata
Frequenza di campionamento (Sample Rate) e risoluzione (Resolution) sono caratteristiche dell’audio digitale che determinano la qualità del suono. In generale, frequenza
di campionamento e risoluzione elevati offrono una qualità audio migliore (ma anche
file audio più grandi e un consumo maggiore di risorse del computer e dell’hardware
audio).
La tabella seguente mostra alcune combinazioni frequenza di campionamento/risoluzioni:
Reason può riprodurre i campioni a qualsiasi risoluzione audio. Per esempio, se in un
campionatore o in Redrum si caricano campioni a 24-bit, anche la riproduzione dei
campioni sarà a 24-bit. Se si usano questi campioni e si vuole che Reason li riproduca
alle rispettive risoluzioni originali procedere come segue:
| Sample
Rate
22.05 kHz
| Resolution:
| Commento:
8 bit
44.1 kHz
44.1 kHz –
96 kHz
16 bit
24 bit
In genere si usa in situazioni ove è più importante
una dimensione ridotta del file rispetto alla qualità
audio (giochi, applicazioni multimediali, file audio
in Internet, ecc.).
Formato usato per i CD audio standard.
Formati usati in studi professionali e con dispositivi di registrazione all’avanguardia.
1. Dal menu Edit (o Reason) selezionare Preferences e scegliere la pagina
General.
2. Assicurarsi che l’opzione “Use High Resolution Samples” alla base della pagina sia attiva.
Per soddisfare le varie situazioni, Reason supporta più frequenze di campionamento e
risoluzioni audio; le aree d’applicazione sono le seguenti:
Se attiva (e la scheda audio lo supporta), Reason riproduce i campioni ad alta risoluzione nella rispettiva risoluzione originale; se invece questa opzione non è attiva Reason riproduce tutti i campioni a 16-bit, indipendentemente dalle rispettive risoluzioni
originali.
Riproduzione
Export audio
Reason gestisce tutto il processo audio interno a una risoluzione di 32-bit a virgola
mobile. Tuttavia, la risoluzione d’uscita audio dipende dall’hardware audio; se la
scheda audio è a 24-bit, Reason crea l’audio alla risoluzione di 24-bit e se la scheda
audio è a 16-bit, l’audio sarà creato alla risoluzione di 16-bit.
Le frequenza di campionamento in riproduzione si specifica nella pagina Audio della
finestra di dialogo Preferences (menu Reason o Edit, dipende se si usa o meno la piattaforma Mac OS X):
Reason può esportare l’audio (cioè eseguire il mixdown della song o di una sezione
della song) su un file audio; per i dettagli vedere a page 139. Facendolo, chiede di
specificare una risoluzione 16 o 24 bit) e una frequenza di campionamento (11–96
kHz) per il file.
✪ Se si prevede di aprire il file esportato in un’altra applicazione selezionare un formato supportato dall’applicazione stessa; nel dubbio, 16 bit/
44.1 kHz sono valori sicuri.
Import audio
Si noti che le opzioni disponibili in questo menu a tendina dipendono dalle frequenze
di campionamento supportate dall’hardware audio. La maggior parte delle schede audio standard supportano 44.1 kHz e altre frequenze di campionamento inferiori; in tal
caso, per avere la qualità audio migliore selezionare 44.1 kHz.
Caricando campioni o file ReCycle nei campionatori, in Redrum o in Dr. Rex Loop
Player, Reason supporta file di molte frequenze di campionamento e risoluzioni.
Si possono usare file di formati diversi nello stesso dispositivo - un suono percussivo
può essere un campione a 8-bit, quello successivo un campione a 16-bit, ecc..
AUDIO BASICS
17
Livelli Audio
In Reason, durante la riproduzione è meglio tenere d’occhio l’indicatore di clip audio
in uscita sul pannello di trasporto; se s’illumina, il livello audio è troppo elevato e si ha
un clipping (distorsione digitale).
L’indicatore rimane acceso un attimo
per facilitare l’individuazione del
D Per rimediare abbassare il livello master sul Mixer (o altro dispositivo)
collegato all’Interfaccia Hardware fino a quando l’indicatore di clipping
non s’illumina in riproduzione.
Si può anche usare il Combi MClass Mastering Suite per essere sicuri che il clipping non si verifichi mai - vedere a page 336.
! Si noti che non importa se gli indicatori di livello sui singoli dispositivi
(effetti, canali del mixer, ecc.) “raggiungono il rosso”; il clipping può
avvenire solo nell’Interfaccia Hardware.
Internamente Reason utilizza un processo di calcolo ad alta risoluzione a virgola mobile che garantisce un’elevata qualità audio e un margine dinamico virtualmente illimitato.
Nel dispositivo Audio Hardware, l’audio a virgola mobile è convertito alla risoluzione
usata dall’hardware audio (ed è qui che ci può essere un clipping).
Se si usano più uscite
Usando un hardware audio con più di due uscite è possibile avere dispositivi diversi
collegati a uscite diverse nell’Interfaccia Hardware. Se l’indicatore di clipping audio
d’uscita s’illumina riprodurre di nuovo la sezione della song controllando l’Interfaccia
Hardware. Ogni “presa” d’uscita ha un indicatore di livello - se il segmento rosso
dell’indicatore s’illumina significa che c’è un clipping in uscita; ridurre quindi il livello
d’uscita del dispositivo collegato all’uscita in clipping fino a quando il clipping scompare.
Se si usa ReWire
Se l’audio è inviato in streaming a un’altra applicazione con il protocollo ReWire, il
clipping non può avvenire in Reason, poichè la conversione dell’audio a virgola mobile
è eseguita nell’altra applicazione audio; per maggiori informazioni sull’uso di ReWire
vedere a page 125.
18
AUDIO BASICS
Informazioni generali
Master Tune
Di default, Reason riproduce il “LA centrale” a 440 Hz (intonazione standard per la
maggior parte degli strumenti). Tuttavia, suonando Reason con altri strumenti è possibile regolare l’intonazione:
1. Aprire il menu Edit (o Reason in Mac OS X) e selezionare Preferences.
2. Usare il menu a tendina in cima alla finestra di dialogo Preferences per
selezionare la pagina Audio.
3. Regolare l’intonazione complessiva con il controllo Master Tune.
Volendo, si può regolarla in riproduzione; si noti che ciò influisce sull’intonazione di
tutte le sorgenti sonore in Reason (compresi Redrum e Dr. Rex Loop Player).
Latenza
Su qualsiasi computer c’è un ritardo dal momento in cui si “chiede” all’hardware di
riprodurre un suono a quando lo si sente; è la “latenza”, un problema per ogni sistema
in cui l’utente deve influire sul suono in tempo reale.
! Per le informazioni principali sulla regolazione della latenza d’uscita vedere il capitolo “Ottimizzare le prestazioni”!
Perchè c’è la latenza?
Qualsiasi applicazione audio digitale crea il proprio audio in “porzioni” che sono poi
passate alla scheda audio ove sono memorizzate temporaneamente prima di essere
convertite in normali segnali audio analogici.
Le zone di memoria per queste “porzioni” si chiamano “buffers”; per analogia si pensi
a una fila di secchi e a un certo numero di persone, ognuna delle quali ha un secchio:
l’acqua è versata da un secchio all’altro fino a raggiungere la sua desinazione finale.
Più piccoli e pochi sono i buffer, più il sistema risponde velocemente (bassa latenza).
Tuttavia, ciò aumenta il consumo delle risorse del computer e del suo software.
Se il sistema non riesce a spostare i dati dai/ai buffer abbastanza velocemente,
nascono problemi che si manifestano con interruzioni nella riproduzione audio.
A peggiorare la situazione, si consideri che la riproduzione audio compete sempre
con altre attività del computer. In Windows, ad esempio, un valore di latenza audio
che in situazioni normali è perfettamente accettabile potrebbe essere troppo basso
quando si provano ad aprire i file durante la riproduzione, si passa a un altro programma mentre Reason è in riproduzione o semplicemente si riproduce una song
molto pesante.
Quale è il valore di latenza ideale?
ReWire e latenza
Normalmente, i synth hardware hanno una latenza da 3 a 7 ms (millisecondi – millesimi di secondo), almeno se lo strumento è destinato a un pubblico “professionale”!
Quando Reason funziona da ReWire slave è l’altro programma (il Rewire master) ad
essere responsabile della creazione audio vera e propria e della sua riproduzione attraverso la scheda audio; la latenza dipende quindi dal programma master.
Su un normale PC la latenza può variare molto, poichè computer e sistemi operativi
sono destinati a molte applicazioni (non solo alla riproduzione audio). Per applicazioni
multimediali e giochi una latenza di 100 ms può essere tranquillamente accettabile,
ma per suonare uno strumento musicale non lo è affatto!
• Su PC le schede audio con driver MME (vedere più avanti in questo capitolo) possono arrivare a una latenza di circa 160 ms.
• Nella stessa scheda audio con un driver DirectX la latenza può scendere intorno ai
40 ms.
• Una scheda audio progettata specificamente per la bassa latenza con un driver
ASIO (o il controller audio interno in Mac OS X) in genere può scendere fino a 23 ms.
Questo valore è simile (o migliore) a quello offerto dai synth hardware dedicati!
Il sequencer interno di Reason non ha latenza!
Quando il sequencer di Reason riproduce una song la temporizzazione tra le note è
perfetta! Una volta che la riproduzione di un pattern o una song di Reason è attiva e in
esecuzione la latenza non è nemmeno da considerare; il computer sincronizza l’audio
tra gli step con un’accurata precisione al quarzo e la temporizzazione è impeccabile!
! Quando Reason funziona da ReWire slave, hardware audio, driver impiegato e impostazioni eseguite nella finestra di dialogo Preferences non
hanno alcuna importanza! Tutte le impostazioni hardware audio si definiscono nell’applicazione master ReWire!
Per informazioni su ReWire vedere “Uso di Reason come ReWire Slave”.
Riduzione della latenza
Ci sono alcuni accorgimenti per ridurre al minimo la latenza:
D Rimuovere le funzioni in background del computer.
Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete, Internet, ecc..
D Ottimizzare le song.
In alcune situazioni può essere necessario aumentare la latenza d’uscita, in modo
che il computer riesca a riprodurre una song molto pesante; un’altra possibilità è
ottimizzare la song vera e propria; per i dettagli vedere “Optimizing Performance”.
D Usare un computer più veloce.
Questa scelta dipende da quella precedente; è necessaria solo se bisogna aumentare la latenza d’uscita perchè il computer non riesce proprio a gestire le song
da riprodurre.
AUDIO BASICS
19
Specifiche PC
Impostazioni ASIO DirectX, MME e buffer audio
Windows accede all’hardware audio in tre modi:
Con i driver MME (MultiMedia Extensions)
Questo sistema è stato introdotto dalla versione 3.0 di Windows ed è il tipo di driver
installato normalmente nel Pannello di Controllo via “Plug’n’Play”; la maggior parte
della normale riproduzione sonora (come il suono all’avvio di Windows) avviene via
MME.
• Praticamente tutte le schede audio hanno un driver MME; se l’hardware si trova
nella cartella Sistema del Pannello di Controllo significa che è installato un driver
MME.
• Un hardware audio che utilizza driver MME ha valori di latenza molti elevati.
• Solo un programma alla volta può usare l’hardware audio via MME.
Con i driver DirectX
DirectX è un sistema più evoluto sviluppato da Microsoft per offrire routine d’accesso
all’audio più efficienti.
• Non tutto l’hardware audio ha driver DirectX; tuttavia, i driver per un certo tipo di
hardware sono inclusi in DirectX stesso.
• I driver DirectX offrono una latenza inferiore (tra 40 e 90 millisecondi).
! Usare DirectX solamente se si è certi che per l’hardware audio è installato un driver DirectX “certificato”.
✪ Altre informazioni sul driver DirectX si trovano alle pagine web DirectX
di Microsoft all’indirizzo www.microsoft.com/directx.
Con i driver ASIO
La maggior parte delle schede audio professionali utilizzano driver ASIO.
• Usando un driver ASIO la latenza scende fino a 3 ms.
• Con un driver ASIO solo un programma alla volta può accedere alla scheda audio.
✪ Altre informazioni sui driver ASIO si trovano alle pagine web Steinberg
Media Technologies all’indirizzo www.steinberg.net.
Processori
Usando Reason in Windows la velocità di clock del processore è un fattore importante che determina quanti dispositivi si possono usare contemporaneamente. Ci
sono però altri fattori da considerare; uno molto importante è la “prestazione di calcolo a virgola mobile”.
20
AUDIO BASICS
In Reason tutti i calcoli audio sono eseguiti con operazioni a virgola mobile (cioè
tenendo conto dei numeri decimali invece di quelli interi non decimali) per garantire la
migliore qualità audio possibile. Si può avere una buona qualità audio anche in un
sistema a numeri interi, ma la virgola mobile (ove disponibile) è più efficace e precisa.
I processori Intel e AMD sono quelli più veloci nei calcoli a virgola mobile. Altri processori più economici hanno prestazioni ridotte proprio da questo punto di vista; ciò si ripercuote inevitabilmente sulle prestazioni del programma; il nostro consiglio è il
seguente:
✪ Se si acquista un computer specifico per Reason scegliere un processore
Intel o AMD, atrimenti scegliere un processore noto per le sue elevate
prestazioni di calcolo a virgola mobile!
Specifiche Mac
In Mac OS X tutte le comunicazioni con la maggior parte dell’hardware audio possono essere gestite dal controller audio interno.
D Possono essere disponibili anche altre opzioni, principalmente riguardo
alla compatibilità con tutte le configurazioni hardware/software possibili.
Usarle solo se necessario.
3
D Sounds, Devices and Patches
Introduzione
✪ Per informazioni rapide sulla creazione dei dispositivi e la selezione di
suoni e patch vedere i capitoli Tutorial nel manuale d’Avvio Rapido.
Si può ingrandire l’area del rack cliccando sul suo bordo inferiore (il divisore tra rack
e area del sequencer) e trascinandolo in basso; questa operazione restringe l’area del
sequencer e rende più visibile il rack. Altrimenti, si può “sganciare” completamente il
sequencer dal rack (vedere a page 12); si può anche fare in modo che il rack occupi
l’intera finestra cliccando sul pulsante Maximize sopra la scrollbar a destra.
Questo capitolo tratta i seguenti argomenti:
D Procedure e tecniche di gestione dei dispositivi nel rack.
Vedere in seguito.
D Routinge dei cavi virtuali.
Vedere “Breve nota sul routing”.
Pulsante Maximize del rack.
D Formati file ReFills e Reason.
Vedere “ReFills”.
Creare i dispositivi
D Gestione delle patch in Reason.
Vedere “Patch”.
Per creare nuovi dispositivi doppio-click del mouse su un dispositivo nella finestra
Tools (menu Devices) o usare un drag & drop. Altrimenti è possibile selezionare i dispositivi dal menu Create; questo menu è disponibile sia nella barra principale dei
menu che nei menu contestuali (vedere “Menu contestuali”).
D Uso del browser di Reason.
Vedere “Uso del Browser”.
Uso del rack virtuale
Come si è visto finora il cuore di Reason è il rack virtuale, ove si creano e configurano
i dispositivi e si eseguono le impostazioni dei parametri; questa sezione descrive tutte
le procedure di gestione del rack (cioè procedure e tecniche comuni a tutti i dispositivi).
Muoversi nel rack
Se il rack contiene molti dispositivi, probabilmente lo schermo non può visualizzarlo
tutto. Per scorrere il rack in alto o in basso usare uno dei metodi seguenti:
D Usare la scrollbar a destra del rack per scorrere continuamente in alto o
in basso.
D Usare la rotellina del mouse (se c’è) per scorrere il rack in alto o in basso.
D Usare i tasti [Page Up]/[Page Down] sulla tastiera del computer per
spostare l’immagine di una schermata intera in alto o in basso.
D Usare i tasti [Home] o [Fine] sulla tastiera del computer per scorrere in
cima o in fondo al rack.
D Aprire il menu contestuale di un dispositivo e selezionare un altro dispositivo dal submenu “Go To”.
Il rack scorre al dispositivo selezionato.
✪ Quando si seleziona la traccia sequencer di un dispositivo, Reason
scorre automaticamente il rack per visualizzare il dispositivo.
22
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
D Il nuovo dispositivo è inserito nel rack sotto quello corrente selezionato.
Se non c’è un dispositivo selezionato, quello nuovo è aggiunto alla base del rack.
D Aggiungendo un nuovo dispositivo Reason tenta di collegarlo in modo
logico.
Per un’introduzione alle funzioni di routing automatico vedere a page 26.
D Nel sequencer si crea automaticamente una nuova traccia collegata al
nuovo dispositivo.
La traccia avrà lo stesso nome del dispositivo. Inoltre, l’ingresso della tastiera Master sarà impostato automaticamente alla nuova traccia per consentire di suonare
subito via MIDI il dispositivo creato (vedere a page 54).
D Di default, ciò si applica solo ai dispositivi strumento, non a quelli mixer
o effetto.
Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) quando si crea un dispositivo
è vero il contrario (cioè ai dispositivi mixer ed effetto sono assegnate nuove tracce
mentre i dispositivi strumento non prendono alcuna traccia).
✪ I dispositivi si possono creare anche cercando le patch - vedere a page
39.
Selezionare i dispositivi
Eliminare i dispositivi
Per alcune operazioni (es. taglio, copia ed eliminazione dei dispositivi) si devono
selezionare uno o più dispositivi nel rack; ciò si esegue secondo i seguenti criteri:
Per eliminare uno o più dispositivi, selezionarli e usare uno dei metodi seguenti:
D Per selezionare un singolo dispositivo, cliccarci sopra nel rack.
Il dispositivo selezionato è indicato da un bordo colorato (basato sullo schema di
colori scelto per il sistema operativo).
D Tenere premuto [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [Backspace] o [Canc].
D Selezionare “Delete Devices and Tracks” dal menu Edit o da quello contestuale del dispositivo.
Questa operazione elimina il dispositivo(i) insieme alle tracce sequencer associate
ad esso. E’ possibile avere dispositivi senza le rispettive tracce associate, ma non
si può avere una traccia sequencer senza un dispositivo associato ad essa.
! Eliminando un dispositivo collegato tra altri due dispositivi, la connessione tra i due dispositivi è mantenuta automaticamente.
D Per selezionare più dispositivi tenere premuto [Shift] e cliccare.
In altre parole, uno [Shift]-click del mouse su un dispositivo lo seleziona senza
togliere la selezione ad altri dispositivi selezionati.
! Il dispositivo Hardware Interface in cima rack non può essere rimosso.
D Per de-selezionare tutti i dispositivi cliccare nello spazio vuoto alla base
del rack.
E’ possibile cambiare l’ordine dei dispositivi nel the rack spostandoli:
D Per de-selezionare uno dei dispositivi selezionati tenere premuto [Shift]
e cliccare su quello a cui togliere la selezione.
Tutti gli altri dispositivi selezionati restano selezionati.
D E’ possibile anche usare i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer
per selezionare il dispositivo appena sopra o sotto quello corrente selezionato.
Usando questo metodo, Reason scorre automaticamente il rack in modo che il dispositivo selezionato sia completamente visibile; è un metodo rapido per “muoversi” nel rack. I dispositivi stretti (es. quelli a metà larghezza come gli effetti) sono
ordinati da sinistra a destra; premendo il tasto freccia giù, quindi, si scorrono i dispositivi da sinistra a destra prima di passare alla fila successiva del dispositivo.
Riordinare i dispositivi
1. Per spostare più di un dispositivo contemporaneamente selezionare i dispositivi.
2. Cliccare nella zona “maniglia” dei dispositivi.
Nei dispositivi a larghezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra i punti
di fissaggio del rack); nei dispositivi più piccoli si può cliccare ovunque tranne che
sui parametri veri e propri.
3. Con il pulsante sinistro del mouse premuto trascinare il dispositivo(i) in alto
o in basso nel rack.
Una spessa linea rossa verticale indica ove è collocato il dispositivo(i); si noti che
la linea rossa può trovarsi a sinistra di un dispositivo (a indicare che il dispositivo
spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo (a indicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo).
D Tenendo premuto [Shift] quando si usano i tasti freccia su o giù, il dispositivo corrente selezionato rimane selezionato.
Si può così selezionare una serie di dispositivi.
Regolando un parametro in un dispositivo si seleziona automaticamente il dispositivo
stesso. In altre parole, non c’è mai bisogno di selezionare un dispositivo prima di eseguire le impostazioni dei parametri.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
23
Duplicare i dispositivi
In questo esempio è spostato il dispositivo riverbero RV-7:
In questo caso la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a sinistra del
Per eseguire la copia di un dispositivo nel rack tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl]
(Windows) e trascinare il dispositivo desiderato alla nuova posizione.
D Tenendo premuto [Shift] quando si duplica il dispositivo, Reason tenta di
collegarlo automaticamente (come quando si spostano i dispositivi).
Vedere a page 26.
Comandi Cut, Copy e Paste
Il risultato è questo: si noti che il dispositivo Filter è spostato a sinistra per colmare il vuoto.
In questo caso, la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a destra del chorus/
I dispositivi selezionati si possono spostare o duplicare con i comandi Cut, Copy e
Paste Device presenti nel menu Edit (o nel menu contestuale del dispositivo). Ciò
consente, ad esempio, di copiare uno o più dispositivi (come un dispositivo strumento
con tutti i suoi effetti in Insert) da una song di Reason a un’altra secondo i seguenti
criteri:
D I comandi Cut e Copy influenzano tutti i dispositivi selezionati e funzionano in base alle procedure standard.
Il comando Cut sposta i dispositivi nel clipboard (rimuovendoli dal rack) e il comando Copy crea copie dei dispositivi collocandole nel clipboard, senza influenzare il rack.
D Quando s’incollano, i dispositivi sono inseriti nel rack sotto il dispositivo
corrente selezionato.
Se non è selezionato alcun dispositivo, quelli incollati appaiono alla base del rack.
D Copiando e incollando più dispositivi, le connessioni tra essi sono mantenute.
Il risultato è questo; tutti i tre dispositivi sono spostati a sinistra per colmare il vuoto.
4. Rilasciare il pulsante sinistro del mouse.
Il dispositivo(i) è spostato alla nuova posizione e gli altri dispositivi nel rack sono
sistemati in modo da colmare i “vuoti”.
! Se s’inizia a spostare un dispositivo ma poi si cambia idea è possibile interrompere l’operazione premendo [Esc] tenendo premuto il pulsante
del mouse.
D Tenendo premuto [Shift] quando si sposta un dispositivo, Reason tenta
di collegarlo automaticamente.
Per maggiori informazioni sul routing automatico vedere a page 26.
! Lo spostamento dei dispositivi nel rack non influenza l’ordine delle
tracce nel sequencer, e viceversa.
24
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
D Tenendo premuto [Shift] quando s’incolla un dispositivo, Reason tenta
di collegarlo automaticamente.
I criteri sono simili a quelli impiegati per la copia o duplicazione dei dispositivi trascinati con il mouse; il routing automatico e manuale è descritto nel capitolo “Routing Audio e CV”.
Nominare i dispositivi
Ogni dispositivo ha una “etichetta adesiva” che ne indica il nome; un nuovo dispositivo creato è nominato automaticamente in base al tipo, con un numero d’indice (il
primo synth Subtractor creato, ad esempio, si chiamerà “Subtractor 1”, quello successivo “Subtractor 2”, e così via); per rinominare un dispositivo cliccare sulla rispettiva etichetta adesiva e digitare un nuovo nome (fino a 16 caratteri).
Per i dispositivi collegati a un Mixer, i rispettivi nomi si riflettono automaticamente sulle
striscie adesive verticali dei canali mixer corrispondenti (accanto ai fader canale).
Analogamente, le striscie adesive sotto le manopole Return indicano i nomi dei dispositivi effetto collegati ai rispettivi ingressi Return.
Si noti che le striscie adesive del canale mixer indicano il nome del dispositivo direttamente collegato al Mixer! Se un dispositivo strumento è collegato attraverso un effetto
in Insert, la striscia adesiva del canale mixer mostra il nome del dispositivo effetto in Insert (poichè è quello collegato direttamente al canale del Mixer). In tal caso, è meglio
rinominare il dispositivo effetto in Insert in modo che indichi lo strumento collegato.
Relazione tra nomi dispositivo e nomi traccia
Quando si crea un dispositivo strumento ad esso è assegnata automaticamente una
traccia nel sequencer con lo stesso nome di default; rinominando un dispositivo si rinomina anche la traccia sequencer corrispondente (e viceversa).
Dispositivi aperti e chiusi
Se in un dispositivo non si devono eseguire impostazioni è possibile chiuderlo per
rendere il rack più maneggevole ed evitare di scorrerlo continuamente; per farlo cliccare sulla freccia rivolta in basso a sinistra del dispositivo.
Per riaprire il dispositivo cliccare di nuovo sulla stessa freccia.
D In rack con file di dispositivi più piccoli, la freccia chiudi/apri è situata a
sinistra del dispositivo più a sinistra ed influenza tutti i dispositivi nella
fila.
D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sulla
freccia di un dispositivo aperto, si chiudono tutti i dispositivi presenti nel
rack.
Al contrario, con un [Option]/[Alt]-click sulla freccia di un dispositivo chiuso si
aprono tutti i dispositivi.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
25
D I parametri dei dispositivi chiusi non sono visualizzati; inoltre, non è possibile eseguire regolazioni di routing sul retro del rack per i dispositivi
chiusi.
Tuttavia, per eseguire una connessione a un dispositivo chiuso trascinare con il
mouse un cavo virtuale ad esso e tenerlo lì qualche istante; il dispositivo chiuso si
apre automaticamente consentendo di eseguire la connessione.
Breve nota sul routing
D I dispositivi chiusi possono essere rinominati, spostati, duplicati e cancellati come quelli aperti.
Reason offre un routing molto flessibile dei segnali audio e di controllo tra i dispositivi
del rack; il routing si può essere automatico o manuale:
D Nei dispositivi che usano le patch è possibile selezionare le patch anche
se i dispositivi sono chiusi.
D La riproduzione non è influenzata dalla chiusura dei dispositivi.
! Questa sezione descrive solo le operazioni di routing principali; per una
descrizione dettagliata su procedure e possibilità di routing vedere il
capitolo “Routing Audio e CV”.
Routing automatico
Con il routing automatico Reason esegue tutte le connessioni audio principali per un
dispositivo in una sola operazione; come accennato alle pagine precedenti, il routing
automatico è eseguito automaticamente quando si crea un nuovo dispositivo e
quando si spostano, duplicano o incollano dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift].
✪ Se applicabile, il routing automatico è eseguito automaticamente in stereo.
Creare i Mixer
D Il primo dispositivo Mixer creato è assegnato automaticamente agli ingressi Stereo del dispositivo Hardware.
Collegare un dispositivo al Mixer
D Quando si crea un dispositivo strumento (synth, campionatore, Redrum
o Dr. Rex) esso è assegnato automaticamente al primo canale mixer disponibile.
Il dispositivo è quindi subito pronto all’uso.
Collegare un effetto in Send al Mixer
D Avendo selezionato un Mixer e creando un dispositivo effetto, quest’ultimo è collegato come effetto in Send (al primo Aux Send/Return).
Esempi d’effetti in Send sono riverbero, delay e chorus.
Collegare un effetto direttamente a un dispositivo (Insert)
D Avendo un dispositivo strumento selezionato e creando un effetto,
quest’ultimo è collegato come effetto in Insert; il segnale proveniente
dal dispositivo passa cioè al Mixer attraverso l’effetto.
Esempi di effetti in Insert sono distorsore, compressore e phaser.
26
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Collegare un effetto in Insert tra l’Interfaccia Hardware e un
dispositivo
D Selezionando l’Interfaccia Hardware e poi creando un effetto, quest’ultimo è collegato in Insert tra l’Interfaccia Hardware e qualsiasi dispositivo collegato agli ingressi dell’Interfaccia Hardware (normalmente le
uscite di un Mixer).
E’ il modo migliore per collegare un Combi MClass Mastering Suite alla fine del
percorso del segnale.
Routing manuale
Per collegare manualmente i dispositivi girare il rack per vedere il retro premendo il
tasto [Tab] o selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options.
Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione
Ecco ora altri criteri di routing automatico per i dispositivi già presenti nel rack:
D Per ri-assegnare un dispositivo già presente rack, selezionarlo e usare le
opzioni Disconnect Device e Auto-route Device (entrambe nel menu
Edit).
D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due, la connessione tra i due
dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente.
Un esempio tipico è un dispositivo effetto collegato in Insert tra un synth e un
Mixer. Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer.
D Spostando un dispostivo le connessioni non cambiano.
Per fare in modo che Reason esegua un routing automatico del dispositivo in base
alla sua nuova posizione nel rack tenere premuto [Shift] quando lo si sposta.
D Quando si duplicano i dispositivi (trascinandoli) o si usano i comandi
Copy e Paste, sui dispositivi non è eseguito affatto un routing automatico.
Per fare in modo che sia eseguito un routing automatico tenere premuto [Shift]
quando si esegue l’operazione.
Sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e CV (tensione
di controllo usata per controllare i parametri - vedere “Uso dei segnali CV e Gate”). Ingressi e uscite audio sono jack grandi da 1/4”, mentre i jack d’ingresso e uscita CV
sono più piccoli.
Per ora vediamo le connessioni audio.
Jack audio
Jack CV
! Con il retro visibile ci si può comunque muovere nel rack scorrendolo,
usando la tastiera del computer, ecc..
Per inviare l’audio da un dispositivo all’altro ci sono due modi: collegando i “cavi virtuali” tra ingressi e uscite o scegliendo le connessioni da un menu a tendina:
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
27
Uso dei cavi virtuali
Usare i menu a tendina
! Perchè i cavi siano visibili deve essere attiva l’opzione “Show Cables”
1. Cliccare (o click-destro) su un connettore.
Appare un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack.
del menu Options (vedere sotto).
1. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e trascinare il puntatore del mouse lontano dal jack (tenendo premuto il pulsante
del mouse).
Appare un cavo volante.
2. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo.
Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo giusto (audio/CV, ingresso/uscita) esso s’illumina, ad indicare che la connessione è possibile.
D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio significa che
non ci sono connessioni adatte.
3. Rilasciare il pulsante del mouse.
Il cavo è collegato; se ingresso e uscita sono in stereo e si collegano i canali sinistri è aggiunto automaticamente un cavo per i canali destri.
3. Selezionare il connettore desiderato dal submenu.
E’ creata la connessione.
! Il trascinamento di un cavo per una connessione si può annullare pre-
Scollegare i dispositivi
mendo [Esc] mentre si tiene premuto il pulsante del mouse.
✪ Per una panoramica più chiara delle connessioni i cavi hanno colori diversi.
Le connessioni a/da altri dispositivi effetto hanno diverse sfumature di
verde, le altre connessioni audio sono in sfumature diverse di rosso e le
connessioni CV presentano sfumature diverse di giallo.
Questi cavi sono verdi ad indicare le
connessioni di un dispositivo effetto.
Questo cavo è
giallo ad indicare
una connessione
CV.
Questi cavi sono rossi ad
indicare connessioni tra
dispositivi strumenti e
Mixer.
D Analogamente si può cambiare una connessione esistente cliccando a
un capo del cavo e trascinandolo a un altro connettore.
28
2. Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il
quale creare una connessione).
Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate.
Cliccando sull’uscita audio di un dispositivo, ad esempio, i submenu gerarchici
elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi:
D Cliccare a un capo del cavo, trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da
qualche parte lontano da un jack.
oppure:
D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu contestuale che appare.
Nascondere e mostrare i cavi
Si può scegliere se rendere visibili o meno i cavi virtuali attivando o disattivando l’opzione Show Cables nel menu Options; quando i cavi sono nascosti i connettori in uso
sono indicati da un punto rosso colorato:
Patch
Una patch di Reason contiene le impostazioni di un dispositivo specifico; le patch
possono essere file separati su hard-disk o file racchiusi in un ReFill.
Per maggiori informazioni sui ReFill vedere a page 32.
Nove dispositivi utilizzano le patch:
Verificare le connessioni
E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack; ciò è particolarmente
utile se i cavi sono nascosti, ma è anche comodo se ci sono molti cavi o se due dispositivi sono molto lontani tra loro nel rack:
D Collocare il puntatore del mouse su un connettore e attendere qualche
istante.
Appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore all’altro capo.
D Le patch dei synth Subtractor, Thor e Malström contengono tutte le impostazioni sul pannello del dispositivo.
Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano programmi o patch da un synth hardware).
D Le patch dei campionatori NN-19 e NN-XT contengono informazioni sui
campioni usati e le rispettive impostazioni (key map, intonazione, ecc.),
oltre alle impostazioni dei parametri sul pannello del dispositivo.
E’ importante osservare che la patch di un campionatore non contiene i campioni
veri e propri, ma solo le informazioni relative ai file campione utilizzati.
D Le patch percussive Redrum contengono un “kit di batteria” completo,
cioè le informazioni sui campioni percussivi usati insieme alle impostazioni dei parametri di ogni suono percussivo.
Anche qui nella patch non sono inclusi i campioni veri e propri, ma solo i riferimenti
ai file; si noti, inoltre, che le patch Redrum sono distinte dai pattern Redrum (selezionando una nuova patch non s’influenzano i pattern nel dispositivo).
D Le patch degli effetti Scream 4 e RV7000 contengono tutte le impostazioni sui rispettivi pannelli dei dispositivi.
Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano programmi o patch da un effetto hardware).
D Il formato patch Combinator (Combi) salva tutte le impostazioni e i riferimenti file di ogni dispositivo nel Combi, insieme alle impostazioni Combinator (key/velocity zone, routing di modulazione, ecc.).
Sono salvati anche tutti i routing audio o CV dai/ai dispositivi del Combi.
! Si noti che le patch dei dispositivi inclusi in un Combi non sono salvati
individualmente; per esempio, se in un Combi c’è un Subtractor e ne
sono state modificate le impostazioni, queste impostazioni sono salvate
con il Combi, ma non in una patch Subtractor separata (a meno che lo si
faccia dall’interno del Combi - vedere a page 30).
! A parte i Combi, le patch non includono informazioni sulle connessioni
eseseguite sul retro del dispositivo.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
29
Preferenza “Load Default Sound in New Devices”
In Preferences - pagina General c’è un’opzione (attiva di default) per caricare una
patch di default quando si crea un dispositivo; per ogni dispositivo ci sono patch situate fuori dalle cartelle Category nella cartella Factory Soundbank principale del dispositivo. Esse sono disponibili nell’elenco Browse (vedere a page 40) subito dopo la
creazione di un nuovo dispositivo (in modo da provare alcuni suoni senza dover aprire
il browser).
D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un
menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella selezionata - vedere “Elenco browse (browse list)” on page 40).
Si può così selezionare rapidamente un’altra patch, senza doverle scorrere tutte.
Selezionare una patch
Per selezionare la patch di un dispositivo usare uno dei metodi seguenti:
D Cliccare sul pulsante cartella nella sezione Patch sul pannello del dispositivo.
La sezione Patch ha la stessa struttura di base in tutti i dispositivi con patch: un
display nome patch e tre pulsanti; pulsanti freccia su/giù per scorrere le patch in
sequenza, un pulsante cartella per aprire il browser e un pulsante Save per salvare
la patch.
Selezionando una patch i parametri del dispositivo sono regolati in base ai valori
memorizzati nella patch e il nome della patch appare nel display nome patch; come
per qualsiasi operazione eseguita, anche questa può essere annullata (Undo). Vedere
a page 10.
! Tutte le regolazioni dei parametri eseguite sul pannello del dispositivo
Sezione Patch di un dispositivo Redrum.
! Nota: Sui pannelli dei dispositivi Redrum, NN-19 e NN-XT ci sono anche
altri pulsanti cartella che servono per caricare i campioni; assicurarsi di
cliccare sul pulsante nella sezione Patch (accanto al display nome
patch)!
D Selezionare Browse Patches dal menu Edit o da quello contestuale del
dispositivo.
Si noti che il menu Edit riflette il dispositivo selezionato - in altre parole, se è selezionato il dispositivo, l’elemento Browse Patches corrispondente appare nel menu
Edit.
D In entrambi i casi, si apre la finestra di dialogo Patch Browser che consente di trovare e selezionare la patch (su hard-disk o in un ReFill).
Le operazioni nel browser sono descritte in seguito (ad iniziare da page 33).
D Una volta selezionata una patch, si possono scorrere tutte le patch presenti nella stessa cartella usando i pulsanti freccia sul pannello del dispositivo.
Si noti che cambiando le patch in questo modo, si può anche cambiare il dispositivo vero e proprio! Vedere “Elenco browse (browse list)” a page 40.
dopo aver selezionato una patch non influenzano il file patch (per farlo
bisogna salvare la patch - vedere in seguito).
Se non si trovano i campioni di riferimento
Come osservato in precedenza, le patch Redrum, NN-19 e NN-XT contengono dei
riferimenti ai campioni e (come le patch) i campioni possono essere file indipendenti
su hard-disk o elementi in un ReFill. Tuttavia, se dopo il salvataggio di una patch i file
campione sono spostati o rinominati, nella patch i riferimenti al file campione non sono
precisi.
In tal caso, quando si seleziona una patch, Reason genera un messaggio d’avviso.
Si può quindi scegliere d’individuare manualmente i file mancanti, fare in modo che
Reason li cerchi o continuare senza i suoni mancanti (per i dettagli vedere a page 41).
! Continuando senza trovare o sostituire i campioni mancanti ci saranno
suoni percussivi e key zone silenziosi (rispettivamente in Redrum e NN19/NN-XT).
Salvare le patch
Salvare le impostazioni del dispositivo in una song
Salvando una song di Reason, tutte le impostazioni in tutti i dispositivi sono incluse
automaticamente nel file song (non c’è bisogno di salvare le patch separatamente).
30
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
! E’ importante capire che nella song sono salvate le impostazioni vere e
proprie, non i riferimenti a patch su hard-disk; all’apertura successiva
della song, tutti i dispositivi sono impostati come si trovavano al momento del salvataggio (indipendentemente dal fatto che siano state rimosse o modificate patch sull’hard-disk).
Salavare le impostazioni del dispositivo in una patch su hard-disk
Sebbene le impostazioni del dispositivo siano memorizzate nella song, può essere
utile salvare le impostazioni eseguite in un dispositivo su un file patch separato (per
usare la patch in altre song e provare altre patch nella song senza il rischio di perdere
il proprio suono).
1. Cliccare sul pulsante floppy disk nel pannello del dispositivo.
✪ Si può anche selezionare un dispositivo e usare il comando Export Patch
del menu File.
2. Nella finestra di dialogo file che appare specificare destinazione e nome per
il file patch, quindi cliccare Save.
D In Windows, i vari tipi di file patch hanno estensioni file diverse.
Le estensioni file sono aggiunte automaticamente da Reason quando si salva. In
Mac OS non sono necessarie ma è bene mantenerle, in modo che i file salvati si
possano usare in Windows.
D Se una patch è stata selezionata, modificata e si vuole salvarla con le
modifiche, si può salvare una versione modificata separata della patch
(con un nuovo nome) o semplicemente sostituire il vecchio file patch su
hard-disk.
Come sempre, Reason chiede se si vuole davvero sostituire il file patch esistente.
! Copiare e incollare le impostazioni sono operazioni possibili con tutti i
tipi di dispositivo strumento, tranne Dr. Rex Loop Player.
Procedere come segue:
1. Selezionare una patch e/o eseguire le impostazioni desiderate sul primo
dispositivo.
2. Selezionare Copy Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu
Edit.
3. Selezionare l’altro dispositivo dello stesso tipo (nella stessa song o in un’altra).
4. Selezionare Paste Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu
Edit.
Le impostazioni del primo dispositivo (inclusi i riferimenti campione a Redrum e
NN-19/NN-XT) sono applicate al secondo dispositivo.
! Questa operazione copia semplicemente le impostazioni da un dispositivo a un altro; regolando le impostazioni su uno dei dispositivi non s’influenza l’altro e le impostazioni non sono in alcun modo collegate a un
file patch su hard-disk.
Inizializzare le patch
Talvolta, creando un suono di synth, un kit di batteria o una patch campionatore è utile
iniziare con una “lavagna pulita”. Per farlo selezionare Initialize Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu Edit; questo comando imposta tutti i parametri ai valori “standard”. Inizializzando i dispositivi NN-19, NN-XT, Dr. Rex o Redrum, inoltre, si
rimuovono tutti i riferimenti ai file campione, consentendo d’iniziare da zero.
! E’ possibile salvare una patch con lo stesso nome e destinazione senza
aprire la finestra di dialogo Save tenendo premuto [Option] (Mac)/[Alt]
(Windows) e cliccando sul pulsante floppy disk nel pannello del dispositivo.
Attenzione però: questa operazione sostituisce la patch originale!
! Non è possibile salvare in un ReFill! Se è stata aperta una patch dall’interno di un ReFill, la si modifica e si vuole salvarla, bisogna farlo su un
file separato; per evitare confusione, inoltre, si consiglia inoltre di rinominare il file patch.
Copiare e incollare le patch tra i dispositivi
Un metodo rapido per trasferire le impostazioni tra dispositivi dello stesso tipo è usare
i comandi Copy e Paste Patch; equivale esattamente a salvare una patch in un dispositivo e aprirla in un altro (è solo un metodo più rapido).
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
31
ReFills
| Tipo
file
Patch Thor
Un ReFill è un pacchetto di elementi per Reason che può contenere patch, campioni,
file REX, SoundFont e song demo; si può paragonare ReFills alle card ROM di un
synth.
Su computer i ReFills sono grandi file con estensione “.rfl”.
Tutti i suoni di Reason sono racchiusi in due ReFills; “Reason Factory Sound Bank” e
“Orkester”, entrambi copiati nella cartella Program di Reason durante l’installazione.
Altri ReFills Propellerhead si possono acquistare; è possibile anche scaricare da Internet altri ReFills utilizzati da utenti Reason, acquistarli da altri costruttori, ecc..
✪ Quando sono memorizzati in ReFills, i campioni (file Wave e AIFF) sono
compressi di circa la metà della loro dimensione file originale senza perdita di qualità.
Patch Malström
| Estensione | Descrizione
.thor
.xwv
Patch campionatore .smp
NN-19
Patch campionatore .sxt
NN-XT
Redrum Patch
.drp
Inoltre, se una song utilizza gli elementi dai ReFills, Reason indica quali sono i ReFills
necessari.
Patch RV7000
.rv7
Formati file in Reason
Patch Scream 4
.sm4
La tabella seguente elenca i formati file che si possono cercare e aprire usando il
browser di Reason:
File REX
.rx2, .rcy o
.rex
Campioni
.wav o .aif
In Reason, per vedere e accedere a suoni ed altri elementi racchiusi nei ReFills si può
usare il browser (come se i ReFills fossero cartelle su hard-disk).
| Tipo
32
file
| Estensione | Descrizione
Song
.rsn
Song pubblicata
.rps
Patch Combinator
.cmb
Patch Subtractor
.zyp
E’ il formato documento principale di Reason;
contiene la musica e la configurazione del rack,
insieme ai riferimenti a tutti i campioni e loop usati
(può anche contenere i campioni e loop veri e
propri se la song è stata fatta diventare “self-contained”).
Una song pubblicata è una song self-contained
destinata solo alla riproduzione; non si può modificare, nè si possono estrarre i suoi elementi e
non è possibile esportarla come file audio.
Combinator può memorizzare/richiamare combinazioni dei dispositivi di Reason. Le patch Combinator (Combi) salvano tutte le impostazioni
pannello (oltre ai riferimenti campione, se usati) di
tutti i dispositivi che fanno parte del Combi. Inoltre, nella patch è incluso tutto il routing (audio/
CV) tra i dispositivi nel Combi.
E’ una patch per il synth Subtractor e contiene
tutte le impostazioni pannello; i suoni del synth si
memorizzano salvando le patch Subtractor.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
E’ una patch per il synth Thor e contiene tutte le
impostazioni pannello; i suoni del synth si memorizzano salvando le patch Thor.
E’ una patch per il synth Malström e contiene
tutte le impostazioni pannello; i suoni del synth si
memorizzano salvando le patch Malström.
E’ una patch per il campionatore NN-19 e contiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i campioni usati insieme alle impostazioni pannello.
E’ una patch per il campionatore NN-XT e contiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i campioni usati insieme alle impostazioni pannello.
E’ una patch per il dispositivo Redrum e contiene
le informazioni sui campioni percussivi usati insieme a tutte le impostazioni del suono percussivo;
in sostanza, una patch Redrum è un kit di batteria
memorizzato.
E’ una patch per il riverbero RV7000 contenente
tutte le impostazioni pannello.
E’ una patch per il distorsore Scream 4 contenente tutte le impostazioni pannello.
I file REX sono creati in un’altra applicazione Propellerheads: l’editor di loop ReCycle; contengono
i loop audio porzionati in slice (uno slice per ogni
beat significativo nel loop). Caricando un file REX
nel dispositivo Dr. Rex Loop Player, è possibile
riprodurre il loop praticamente a qualsiasi tempo
(senza influenzarne l’altezza), manipolare i singoli
beat nel loop, estrarre informazioni tempo, ecc..
Si noti che i file REX si possono caricare anche
nei campionatori e in Redrum.
I dispositivi NN-19 e Redrum riproducono i campioni in formato Wave o AIFF e supportano molte
risoluzioni bit e frequenze di campionamento.
E’ possibile usare file di formati diversi nello
stesso dispositivo (un suono percussivo può essere un campione a 8-bit, quello successivo un
campione a 16-bit, ecc.).
| Tipo
file
Banco SoundFont
| Estensione | Descrizione
.sf2
Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu
Systems e Creative Technologies ed è impiegato
su molte schede audio e synth software. I banchi
SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavetable, consentendo agli utenti di creare e modificare suoni multi-campionati in speciali programmi
di editing SoundFont. I SoundFont possono poi
essere riprodotti in synth wavetable (in genere
dalle schede audio) trasformando efficacemente
una semplice scheda audio in un campionatore.
I campionatori NN-XT, NN-19 e Redrum consentono di catalogare e caricare i SoundFont. Indipendentemente dal programma di editing usato
per crearli, questi banchi sono organizzati tutti
allo stesso modo e in ordine gerarchico con cartelle per strumenti, preset, campioni, ecc.. NN-XT,
NN-19 e Redrum permettono di caricare singoli
campioni e preset da un banco SoundFont, ma
non un SoundFont completo.
Uso del Browser
Il Browser è una finestra di dialogo file che appare quando si aprono song o caricano
patch, campioni, file MIDI o REX (dall’interno di un ReFill o da normali cartelle di file).
Oltre alla normale ricerca di file e cartelle la finestra di dialogo Browser ha altre funzioni:
D Ricerca dei file per nome e/o tipo (vedere a page 39).
D Uso del “cross-browsing” per la ricerca di patch appartenenti a qualsiasi
tipo di dispositivo.
Per esempio, si può aprire il browser da un dispositivo Subtractor per cercare una
patch adatta, ma invece di limitarsi a vedere le patch Subtractor si può scegliere di
cercare qualsiasi tipo di patch strumento. Selezionando una patch con un formato
diverso da quella per il dispositivo dal quale si è “iniziata” la ricerca, il dispositivo
originale sarà sostituito da quello nuovo (vedere a page 38).
D Creare elenchi dei preferiti (Favorite Lists) con comandi rapidi dei propri
file preferiti per un accesso immediato.
Vedere a page 40.
D Ascoltare “al volo” le patch strumento, i campioni audio e i loop.
D Salvare comandi rapidi per le varie destinazioni sul(i) drive locale.
Vedere a page 37.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
33
Aprire il browser
Elementi del Browser
Per aprire la finestra di dialogo Browser si può usare uno dei seguenti metodi (il tipo
di file che si può cercare dipende dal metodo usato per aprire la finestra Browser):
D Selezionando “Open” dal menu File.
Si apre il Song Browser dal quale si può aprire una song salvata.
D Selezionando “Browse Patches” dal menu Edit con un dispositivo patch
selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Patches” nel pannello di
un dispositivo).
Si apre il Patch Browser che consente di cercare le patch per il dispositivo selezionato. Si può anche usare il “cross-browsing” (vedere a page 38) per selezionare
patch di altri tipi di dispositivo.
D Selezionando “Browse Samples” dal menu Edit con un dispositivo campionatore selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Samples” nel
pannello di un dispositivo).
Si apre il Sample Browser nel quale cercare i campioni nei formati audio supportati.
D Selezionando “Browse ReCycle/REX Files” dal menu Edit con un dispositivo Dr. Rex Loop Player selezionato (o cliccando sul pulsante
“Browse Loops” nel pannello di un dispositivo).
Si apre la finestra REX File Browser che consente di cercare i loop REX.
D Selezionando “Import MIDI File” dal menu File.
Si apre la finestra MIDI File Browser che consente di cercare i file MIDI.
D Selezionando “Create Instrument...” o “Create Effect...” dal menu Create.
Consente di cercare le patch per qualsiasi dispositivo; selezionando una patch nel
browser (senza cliccare “OK” nella finestra di dialogo Browser) il rispettivo dispositivo è creato automaticamente in background, insieme alla traccia sequencer corrispondente (se è selezionata una patch strumento). Vedere a page 39.
Finestra di dialogo Patch Browser.
Indipendentemente dal browser scelto (song/patch/campione, ecc.), la finestra di dialogo Browser contiene gli stessi elementi principali, sebbene alcuni potrebbero essere sfumati in grigio se non applicabili; la finestra presenta i seguenti elementi:
Elenchi file e cartella
E’ l’elenco browser principale che visualizza il contenuto della cartella root selezionata
- vedere a page 36.
34
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Menu a tendina Show
Elenco delle destinazioni
E’ disponibile solo nel browser Patch (altrimenti è sfumato in grigio); determina quali
tipi di patch sono visualizzati negli elenchi file e cartella (quindi quali patch possono
essere selezionate). Vedere a page 38.
E’ un elenco di comandi rapidi per le varie destinazioni; a questo elenco si può aggiungere manualmente qualsiasi destinazione (su qualsiasi drive locale).
Selezionando un elemento in questo elenco si apre la cartella/ReFill corrispondente
alla root nell’elenco file e cartelle - vedere a page 36.
Menu a tendina Where
Il campo sopra gli elenchi file e cartella mostra il nome della cartella root corrente
selezionata.
• Cliccando nel campo appare un menu a tendina che permette di salire nella gerarchia cartella (i risultati delle ricerca e gli elenchi Favorites, tuttavia, appaiono “piani”, senza cartelle gerarchiche).
Sezione Favorites
Nella sezione Favorites della finestra di dialogo è possibile creare cartelle contenenti
comandi rapidi per patch, campioni o file song - vedere a page 40.
Menu a tendina e campi testuali Search In/Search for
Pulsanti Indietro/Avanti
Questi elementi consentono di specificare rispettivamente una destinazione di ricerca
e una stringa di testo da cercare; la funzione Search è descritta a page 39.
Sezioni Info e Details
Questi pulsanti freccia consentono di spostarsi tra le destinazioni del browser aperte
durante la ricerca (come le pagine in un browser web); chiudendo la finestra di dialogo Browser l’elenco delle destinazioni è azzerato.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
35
La sezione Info nell’angolo a sinistra mostra le immagini splash Song/ReFill e quella
Details visualizza le informazioni sull’elemento corrente selezionato nell’elenco file e
cartella; l’esatta informazione mostrata dipende dal tipo di file. Per esempio, campioni
o file REX contengono informazioni su formato e durata del file selezionato, mentre un
file song selezionato visualizza commenti sull’autore (vedere “Finestra Song Information”), ecc.. Se il file selezionato è parte di un ReFill, ciò è indicato indipendentemente
dal tipo di file.
Spostarsi nel Browser
Sezione Audition
In sezione ci sono i controlli per l’ascolto di campioni e file REX - vedere a page 37.
Pulsanti freccia Select Previous/Next
Questi pulsanti permettono di spostare in alto o in basso nell’elenco la selezione del
file corrente; nelle finestre Patch Browser o Sample Browser, un file selezionato
(patch o campione) è caricato automaticamente in background.
Indicatore di caricamento
Questa icona s’illumina ad indicare il caricamento di una patch o di un campione.
Non è possibile riprodurre o ascoltare il suono fino a quando non è caricato.
Qui il Patch Browser è stato aperto da un dispositivo Subtractor, quindi si possono cercare le patch
Subtractor.
Quando si naviga nel Browser, gli elementi sono visualizzati in ordine gerarchico nella
cartella root selezionata.
Sono mostrate tutte le cartelle e sotto-cartelle contenute nella cartella root, ma solo i
file di tipo rilevante (cioè song/campione/patch, ecc.) possono essere visualizzati/
selezionati nel Browser. Per esempio, se si è scelto di cercare i campioni di un dispositivo NN-XT, il Browser visualizzerà solo i campioni audio.
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•
36
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Cliccare sul segno “+” (Win)/freccia (Mac) accanto a una cartella chiusa per aprirla.
Se la cartella contiene file del tipo adatto essi saranno mostrati.
Un doppio-click su una cartella nell’elenco la apre come cartella root nel Browser.
Le colonne Name, Modified e Size indicano rispettivamente il nome di cartella o
file, la data di modifica (solo file) e la dimensione (solo file); cliccando su un’intestazione colonna si ordinano i file (in ordine alfabetico, data di salvataggio o dimensione).
I pulsanti Avanti/Indietro servono per spostarsi tra le diverse destinazioni aperte
nel Browser; chiudendo il Browser questo elenco di destinazioni si azzera.
I pulsanti freccia “Select Previous/Next” permettono di muoversi tra i file
nell’elenco corrente (le cartelle sono ignorate).
Con il menu “Where” ci si sposta in alto nella gerarchia cartella quando il Browser
punta ad una cartella di destinazione specifica (vedere “Elenchi gerarchici e piani”).
Elenchi gerarchici e piani
Selezione e ascolto delle patch
In alcuni casi il Browser visualizza un elenco piano senza alcuna gerarchia di cartelle.
In questi casi c’è una colonna “Parent” extra che indica la destinazione della cartella
“genitore” di tutti i file; il menu a tendina “Where” conterrà quindi un comando rapido
per la cartella del file genitore selezionato. Gli elenchi piani appaiono nei seguenti
casi:
• Quando il Browser mostra il risultato di una ricerca (vedere a page 39).
• Quando il Browser mostra un elenco delle carelle preferite (vedere a page 40).
• Quando il Browser mostra un elenco di ricerca memorizzato per un dispositivo in
una song salvata (vedere a page 40).
Nel Patch Browser, selezionando una patch la si carica automaticamente in background (cioè con la finestra Browser ancora aperta); ciò consente di ascoltare in anteprima le patch prima di confermare una selezione cliccando OK nel Browser.
• Quando si seleziona una nuova patch suonare alcune note per ascoltarla.
• Per le patch effetto si può attivare la riproduzione in loop prima di aprire la finestra
Patch Browser dall’effetto; una volta aperta la finestra Browser, si può individuare
una cartella contenente patch compatibili e scorrerle per sentire come cambia il
suono.
Uso delle destinazioni
Per trovare subito i file è possibile aggiungere dei comandi rapidi alle cartelle usate
per memorizzare i campioni, i file patch, ecc. nell’elenco della sezione Locations. Di
default, l’elenco Locations ha cinque destinazioni fisse; il Desktop del computer, la
cartella Documenti, la cartella Program di Reason e i banchi suoni Factory/Orkester.
D Selezionando una destinazione nell’elenco la si apre come cartella root
nel Browser.
D Per aggiungere una destinazione selezionare una cartella o un ReFill nel
browser principale e trascinarla nell’elenco Locations con il pulsante del
mouse premuto.
Tutte le nuove destinazioni sono aggiunte sotto l’elenco delle destinazioni fisse.
Le destinazioni aggiunte manualmente si possono riordinare con un drag & drop.
✪ Si possono anche ascoltare le patch di qualsiasi strumento o effetto non solo del dispositivo aperto dal browser! Vedere “Cross-browsing dei
file patch” on page 38.
Selezionare e ascoltare i campioni
Per campioni e loop REX si possono usare i controlli Audition per ascoltare l’audio in
anteprima:
D Selezionare il file nell’elenco file e cliccare sul pulsante Preview - Play a
destra.
Il file è riprodotto; durante la riproduzione il pulsante Play nella sezione Audition è
rinominato “Stop” - cliccarci sopra per fermare la riproduzione.
D Si può anche attivare il box di spunta Autoplay e selezionare il file da ascoltare.
Il file selezionato è riprodotto automaticamente; anche in questo caso cliccare sul
pulsante Stop per fermare la riproduzione.
Cercare grandi patch
D Per rimuovere una destinazione, selezionarla nell’elenco Locations e
premere [Backspace].
Le destinazioni di default non si possono rimuovere.
Come accennato in precedenza, quando si cercano le patch (o i campioni), essi si
caricano automaticamente in background quando sono selezionati; quasi sempre ciò
avviene istantaneamente. Si tenga presente, però, che alcuni file (specialmente le
grandi patch Combinator che possono contenere un numero elevato di dispositivi e
campioni) possono avere bisogno di un certo tempo per caricarsi.
D Le destinazioni aggiunte manualmente sono memorizzate nelle Preferenze.
✪ Se per sbaglio si seleziona una patch particolarmente grande, si può interrompere il caricamento semplicemente selezionando un’altra patch.
! Se una destinazione memorizzata è stata rimossa o non è disponibile,
prima del nome della destinazione nell’elenco appare un triangolo d’avviso con un punto esclamativo.
Selezionare più file
Nel Browser si possono selezionare più file usando le tecniche di selezione standard
[Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac); questo, però, non significa che i file selezionati possano essere caricati.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
37
In pratica ci sono due casi in cui la selezione di più file nell’elenco file del Browser ha
una certa importanza:
D E’ possibile caricare più campioni simultaneamente nei dispositivi campionatore NN-XT e NN-19.
Per i dettagli vedere i capitoli sui campionatori NN-19 e NN-XT.
D Si possono selezionare più file e aggiungerli ad un elenco Favorites con
una sola operazione (vedere a page 40).
! Nei casi in cui più file selezionati (es. patch o song) non si possono caricare, il pulsante OK nel Browser è sfumato in grigio.
Cross-browsing dei file patch
Il browsing incrociato delle patch è una potente funzione del Patch Browser che consente di cercare qualsiasi tipo di patch (strumento o effetto - vedere sotto), indipendentemente da quale dispositivo è stato aperto dal Browser.
Patch strumento ed effetto
Nel Browser le patch sono divise internamente in due categorie; patch strumento e
patch effetto (il Browser “riconosce” il tipo di patch).
Questo perchè le patch strumento ed effetto sono piuttosto diverse (gli strumenti si
suonano, mentre gli effetti si usano per processare il suono) e logicamente si cerca
uno o l’altro tipo di patch, ma non entrambi.
Cercando le patch da uno dispositivo strumento esistente le opzioni del menu Show
sono:
• “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser, es. NN-XT).
• “All Instruments” mostra le patch di tutti i dispositivi strumento.
Cercando le patch da un dispositivo effetto esistente le opzioni nel menu sono:
• “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser, es. RV7000).
• “All Effects” mostra le patch di tutti i dispositivi effetto che usano le patch (incluse
le patch Combi).
Esempio di cross-browsing:
1. Si sta suonando un dispositivo Subtractor ma il suono non è esattamente
quello che serve, quindi aprire il Browser per provare altre patch.
2. Dopo avere cercato per un pò le patch di Subtractor non si è ancora trovato
il tipo di suono desiderato; cliccare quindi nel menu a tendina “Show”e
selezionare “All Instruments”.
A questo punto si possono selezionare le patch strumento di ogni dispositivo; si
decide di cercare in una cartella contenente le patch Malström (per scorrere i file
nella cartella selezionata usare i pulsanti Previous/Next).
3. Non appena si seleziona una patch Malström nel Browser, un dispositivo
Malström sostituisce quello Subtractor in background (il Browser è ancora
aperto).
La traccia sequencer che prima era collegata a Subtractor ora è collegata a Malström con la patch selezionata nel Browser caricata.
D Si noti che il nome della traccia sequencer non è cambiato automaticamente a quello del nuovo dispositivo.
Ciò può essere un problema o meno; se la traccia si chiamava “Bass” (e il suono
che si sa cercando è un basso) ovviamente non c’è problema; se però la traccia si
chiamava “Subtractor 1” e si finisce con l’avere un altro dispositivo collegato, per
evitare confusione è meglio rinominare la traccia.
4. Si può continuare a cercare patch e suonare la tastiera per ascoltarle.
Ogni volta selezionato un tipo di patch appartenente a un altro dispositivo, in background è creato il dispositivo strumento corrispondente che sostituisce lo strumento precedente.
5. Una volta stabilita una patch (di un qualsiasi dispositivo strumento) cliccare
OK per confermare la selezione e chiudere la finestra di dialogo.
Cliccando Cancel si torna alla stessa condizione di quando si è aperto il Browser.
D Il cross-browsing per una patch effetto è uguale: selezionando una patch
effetto di un formato diverso in background si sostituisce l’effetto corrente con un dispositivo del formato selezionato.
Casi particolari di cross-browsing
Ci sono alcuni casi nei quali sostituendo un dispositivo esistente con il cross-browsing ci può essere una perdita delle connessioni:
D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo si possono perdere le connessioni audio.
Un esempio è la sostituzione di un NN-XT (che può usare fino a 16 uscite) con un
Subtractor (che ha solo un’uscita).
D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo, si possono perdere le connessioni CV sul pannello posteriore.
Le uniche connessioni mantenute tra i tipi di dispositivo sono gli ingressi Sequencer Control CV/Gate.
38
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
! In questi casi, per recuperare le connessioni originali usare la funzione
“Undo”. Cercando a ritroso la patch originale del dispositivo non si ristabiliscono le connessioni perse.
Create Instrument/Create Effect
Queste funzioni permettono di cercare qualsiasi patch strumento o effetto; è come il
cross-browsing, ma non s’inizia con un dispositivo esistente.
Menu a tendina Search In
Questo menu a tendina stabilisce dove è eseguita la ricerca; le opzioni sono:
• “Local disks”: è eseguita una ricerca completa in tutti i drive locali.
• “User Locations”: la ricerca è eseguita in tutte le cartelle e i ReFills memorizzati
nell’elenco Locations (tranne il Desktop).
• “Current Folder”: la ricerca si limita alla cartella root corrente selezionata (incluse
le sotto-cartelle).
1. Selezionare “Create Instrument...” o “Create Effect...” dal menu Create.
Si apre il Patch Browser e in base alla selezione appare la scritta “ALL Instrument
Patches” o “ALL Effect Patches”.
Campo testuale Search For
2. Selezionando una patch si crea automaticamente il rispettivo dispositivo.
Selezionando la patch di un dispositivo strumento, si crea automaticamente anche
la traccia sequencer corrispondente; l’ingresso della tastiera Master è impostato
alla nuova traccia in modo che suonando la tastiera si sente la patch.
D E’ possibile specificare una o più parole, intere o parziali.
Specificando più di una parola la ricerca mostra i risultati che corrispondono a
tutte le parole specificate; la ricerca testuale non è sensibile al maiuscolo/minuscolo.
3. Il dispositivo è collegato automaticamente secondo i criteri standard.
Per esempio, se è un dispositivo strumento è collegato al primo canale del mixer
disponibile (vedere a page 26).
✪ Per usare la funzione Search non è indispensabile inserire un testo; in
4. Una volta trovata la patch desiderata cliccare OK per confermare la creazione del nuovo dispositivo e chiudere il Browser.
Formati patch e dispositivi campionatore
Poichè entrambi i dispositivi campionatori NN-XT e NN-19 possono caricare patch
nei formati NN-19 (.smp) e REX (.rx2/.rcy/.rex), si devono osservare precise regole di
cross-browsing.
Qui si può inserire una stringa di testo da cercare.
base al Browser selezionato (Patch, Sample, ecc.) si possono cercare i
file del tipo corrispondente alla destinazione(i) selezionata.
Eseguire la ricerca
D Cliccando sul pulsante “Find” la ricerca è eseguita secondo le specifiche
stabilite.
Al termine della ricerca, il risultato appare nel Browser in un elenco piano e nel
campo “Where” appare la scritta “Search result”.
D La regola principale è che il Browser (se possibile) carica queste patch
nel tipo di dispositivo originale (quello aperto dal browser).
Se il formato patch è NN-19 (.smp) o REX (.rx2/.rcy/.rex) e si cerca da un dispositivo NN-19, quindi, la patch sarà caricata in questo dispositivo.
D Cercando da un qualsiasi altro tipo di dispositivo, questi tipi di patch saranno caricati in un dispositivo NN-XT.
D Usando la funzione “Create Instrument”, una patch NN-19 (.smp) crea un
dispositivo NN-19 e una patch REX crea un dispositivo NN-XT.
Uso della funzione Search
La funzione Search consente di cercare i file per nome e/o tipo; la modalità Browser
(patch, song, ecc.) determina il tipo(i) di file che si può cercare (come quando si naviga manualmente nel Browser).
D Appare anche una nuova colonna “Parent” che elenca il nome della cartella “genitore” di ogni file.
Selezionando un file si può aprire il menu a tendina Where sopra l’elenco file e
scegliere “Go to Parent folder” per aprire la cartella genitore del file selezionato.
Anche il nome della cartella contenitore fa parte del risultato della ricerca (sempre che
contenga file di tipo adatto); cercando la parola “Guitar”, ad esempio, appariranno
tutti i campioni o patch con la scritta “Guitar” nel nome file, ma anche tutti i campioni
o patch contenuti nelle cartelle con la scritta “Guitar” nel nome.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
39
D Se sono state cercate le patch si può decidere di visualizzare tutte quelle
che soddisfano i criteri di ricerca selezionando “All Instruments” dal
menu Show.
Ciò estende i risultati della ricerca alla visualizzazione di tutte le patch che soddisfano il testo di ricerca; si noti che per farlo non c’è bisogno di ripetere la ricerca.
! Si noti che se dopo aver usato un cross-browsing (vedere a page 38) è
Aprire i file
Cartella Favorites
Una volta trovata la cartella desiderata (su hard-disk o all’interno di un ReFill) e individuato il file desiderato lo si può aprire con un doppio-click nel display file o selezionandolo e cliccando sul pulsante OK.
Come descritto in precedenza, patch e campioni sono caricati direttamente al momento della selezione, quindi cliccando OK in realtà non si “apre” il file, ma si conferma semplicemente la selezione e si chiude la finestra di dialogo Browser.
La cartella Favorites permette di raggruppare e ordinare i file che fisicamente si possono collocare ovunque sui drive locali. Qualsiasi file caricabile in Reason (song,
patch, campioni, ecc.) può essere inserito in una cartella Favorites; sono aggiunti solamente i comandi rapidi ai file (i file originali non sono spostati).
Elenco browse (browse list)
Quando si clicca OK per aprire un file dal Browser, l’elenco file e cartella visualizzato
in quel momento è memorizzato per il dispositivo; si chiama “elenco browse” (browse
list).
Per le patch (e in un certo senso i campioni) questo elenco ha una funzionalità specifica:
D Il browse list si applica quando si cambiano le patch usando i pulsanti
Next/Previous Patch sul pannello frontale di un dispositivo (o dai selettori patch su una superficie di controllo).
Il browse list è anche quello visualizzato nell’elenco patch che si apre cliccando
nel campo nome patch di un dispositivo.
D Per i campioni, il browse list si applica quando si cambiano i campioni
usando i pulsanti Next/Previous Sample sul pannello frontale di un campionatore.
Cosa può contenere un browse list?
D Quando si conferma la selezione di una patch o un campione cliccando
OK nel Browser, il browse list risultante includerà i file contenuti in tutte
le cartelle correnti aperte nel Browser.
Aprendo di nuovo il Browser per lo stesso dispositivo appare la stessa struttura
file e cartella.
D Salvando la song corrente e riaprendola, gli elementi nel browse list saranno visualizzati in un elenco “piano” e il campo nel menu a tendina
“Where” indicherà la scritta “Document Browse List”.
In questi casi, il Browser mostra la colonna “Parent” che elenca i nomi delle cartelle contenitore; il menu a tendina Where indica anche la scritta “Go to parent
folder” di un file selezionato.
D Un browse list può essere anche un risultato della funzione Search o un
elenco di preferiti.
Gli elenchi dei preferiti sono un modo per controllare/filtrare le patch o i campioni
disponibili nel browse list di un dispositivo (vedere in seguito).
40
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
stata aperta una patch o si è usata la funzione Search (vedere a page 39)
il browse list attivo potrebbe contenere patch in formati diversi e scorrendo le patch dal pannello del dispositivo si potrebbe cambiare tipo di
dispositivo.
Ciò è particolarmente utile per la gestione delle patch. Inserendo in un elenco Favorite
le patch che servono in una determinata situazione, si può stabilire esattamente quali
sono le patch di un dispositivo e in quale ordine si trovano; si può quindi scorrerle in
sequenza con i pulsanti di selezione patch sulla tastiera MIDI o sulla superificie di controllo.
Per un esempio pratico vedere a page 41.
D Per aggiungere un nuovo elenco di preferiti cliccare sul pulsante “New
Favorite List”.
Si crea una cartella vuota denominata “New Favorite List” (il browser list non cambia). Con un doppio-click sulla cartella si può digitare un nuovo nome per l’elenco.
D Per inserire un file nell’elenco dei preferiti, selezionarlo nel Browser e
trascinarlo con il mouse nella cartella Favorite List.
E’ possibile selezionare più file con le tecniche di selezione standard - [Shift] e/o
[Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) - e trascinandoli allo stesso modo nella cartella.
D Selezionando la cartella, il contenuto corrente selezionabile dell’elenco
dei preferiti appare nel browser list.
Ciò che è selezionabile/visualizzato dipende (come sempre) dalla modalità
Browser corrente; selezionando una cartella Favorite List che contiene campioni,
essi appaiono solo se è selezionato il Sample Browser.
D Quando nel Browser è selezionata una cartella Favorites List, appare
una colonna “Parent” aggiuntiva (come in Search results) che elenca i
nomi delle cartelle contenitore di ogni file nell’elenco.
In un elenco dei preferiti, i file hanno un ordine che non si può modificare cliccando nelle intestazioni colonna; si possono però riordinare con un drag & drop
del mouse.
D Per rimuovere un file da un elenco dei preferiti aprire l’elenco, selezionare il file e premere [Backspace].
E’ rimosso solo il comando rapido (il file originale rimane intatto).
9. Con un drag & drop del mouse ordinare le patch in base all’elenco stabilito.
10.Selezionare la prima patch nell’elenco dei preferiti e cliccare OK.
Il browser si chiude con la patch caricata.
D Avendo una tastiera MIDI o una superficie di controllo con pulsanti programmabili, se ne può assegnare uno a “Select next patch” sul dispositivo.
La procedura è descritta nel capitolo “Controllo Remoto”.
11.Salvare la song.
D Per rimuovere un elenco dei preferiti selezionarlo nella sezione Favorites e premere [Backspace].
12.All’inizio della serata aprire la song: si caricherà la prima patch.
Uso dei preferiti - un esempio pratico
13.Al termine della prima song usare il pulsante “next patch” sul dispositivo o
sulla tastiera MIDI per caricare la patch successiva presente nell’elenco dei
preferiti!
Ecco un esempio pratico sull’uso dei preferiti per i file patch:
Un tastierista deve preparare un’esibizione dal vivo; conosce le song e ha già scelto le
patch adatte (in diversi formati dispositivo) per le varie song.
Vuole utilizzare Reason, ma anche poter cambiare le patch in ogni song con la tastiera
MIDI, senza dover usare il computer durante la serata.
Ecco come si può farlo con i preferiti:
Gestire i suoni mancanti
Le patch campionatore, drum machine e SoundFont hanno i riferimenti ai campioni (i
file su hard-disk). Lo stesso vale per le song contenenti campioni (nei dispositivi campionatori o drum machine) o i file REX; se questi file sono spostati, rinominati o rimossi, quando si apre la patch o song Reason avvisa che non trova i file:
1. Configurare una song di Reason con un dispositivo Mixer (ed eventuali effetti
in Send).
2. Creare un dispositivo strumento (un Combinator, ad esempio).
Per ora non importa quale dispositivo strumento si sceglie.
3. Aprire il Patch Browser dal dispositivo strumento.
4. Cliccare sul pulsante “New Favorites List”.
Nell’elenco appare una nuova cartella; doppio-click su di essa e digitare un nome
adatto.
Cliccare su uno dei quattro pulsanti:
| Opzione
| Descrzione
Search & Proceed
Reason cerca i file mancanti in tutte le destinazioni aggiunte
dall’utente e in tutti i ReFills riconosciuti.
• Se trova tutti i file, la song o la patch si apre senza problemi.
• Se non trova uno o più file appare la finestra di dialogo
Missing Sounds (vedere sotto).
Si noti che la ricerca file tiene conto solo dei nomi file - i file
rinominati non saranno trovati!
La song o patch si apre senza i suoni mancanti. Le patch
campionatore, drum machine e/o dei player di loop non saranno riprodotte correttamente.
Sui pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati
da un asterisco (*) prima dei nomi file:
5. Dal menu a tendina Show selezionare “All Instruments”.
Ora si può iniziare a trovare le patch che servono navigando nel Browser.
6. Una volta trovata una patch che serve per la serata, trascinarla dal Browser
nella cartella Favorites.
Se è una patch in un formato diverso da quella per lo strumento creato, un dispositivo del tipo adatto sostituisce quello originale.
Proceed
Campione
7. Continuare così aggiungendo le patch fino ad avere tutte quelle che servono.
8. Al termine selezionare la cartella Favorites List.
La cartella si apre nel Browser ed elenca tutte le patch aggiunte.
Open Dialog...
Si apre la finestra di dialogo Missing Sounds (vedere sotto).
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
41
| Opzione
| Descrzione
Selezione
Cancel
Si annulla l’operazione (song o patch non sono aperte).
Le funzioni Replace e Search Locations (vedere in seguito) sono eseguite sui file
selezionati nell’elenco. Ciò consente di sostituire manualmente alcuni file (bisogna
farlo se i file sono stati rinominati o sono fuori dalle destinazioni), fare in modo che
Reason trovi altri file automaticamente e ignorare il resto dei file.
Finestra di dialogo Missing Sounds
D Per selezionare un file, cliccarci sopra nell’elenco.
Per selezionare più file usare le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl]
(Win)/[Command] (Mac).
D Per selezionare tutti i file in elenco cliccare sul pulsante Select All.
Alla prima apertura della finestra sono selezionati tutti i file nell’elenco.
Funzione Search Locations
Cliccando sul pulsante Search Locations, Reason cerca i file selezionati a tutte le
destinazioni configurate nel Browser (tranne il Desktop); se il programma trova un file
con nome e tipo file corrispondente, il nuovo percorso è memorizzato nella song/
patch e il file è indicato con la scritta “Replaced” nella colonna Status.
Questa finestra appare cliccando sul pulsante Open Dialog... nella finestra di dialogo
precedente (oppure se si clicca sul pulsante Search & Proceed ma Reason non trova
tutti i suoni mancanti).
Il display principale della finestra elenca tutti i file mancanti; le quattro colonne mostrano le seguenti proprietà:
| Colonna
| Descrizione
Device
Nome del dispositivo nel quale è usato il suono mancante (insieme all’icona del tipo di dispositivo).
Nome del file mancante.
Se il file mancante è parte di un ReFill (o un SoundFont all’interno di un ReFill) questa colonna mostra il
nome del ReFill/SoundFont. Se c’è un URL (indirizzo
Internet) associato a un ReFill, si possono scaricare i
ReFill(s) necessari da questa finestra, come descritto
in seguito.
Quando appare la finestra di dialogo, tutti i file hanno
la condizione “Missing”. I file trovati dalla funzione
auto-search o sostituiti manualmente sono indicati
dalla scritta “Replaced”.
Sound
Part of ReFill/SoundFont
Status
D Poichè la ricerca del file individua i nomi file, quelli rinominati non sono
trovati!
Ciò significa anche che se alle destinazioni ci sono più file con lo stesso nome, potrebbero essere trovati i suoni sbagliati.
Funzione Replace
Cliccando sul pulsante Replace si apre la finestra di dialogo Browser che permette di
trovare manualmente ogni file mancante; si possono così usare i file rinominati. La
finestra di dialogo Browser appare una volta per ogni file selezionato nell’elenco; il
nome del file da cercare è visualizzato nella barra del titolo della finestra Browser.
Funzione Search In...
Questa funzione è utile quando bisogna sostituire molti campioni e si sa dove si trovano. Un esempio tipico è quando si ri-organizza la struttura cartella del computer e la
cartella dei campioni è stata spostata rispetto alla cartella che contiene una patch
campionatore o una song.
D Cliccando “Locate” si apre il Browser, che chiede di selezionare una directory di campioni (cioè la cartella nella quale si trovano i campioni).
Selezionare la cartella o un campione nella cartella; cliccando OK, Reason esegue
la ricerca solo nella cartella selezionata (e rispettive sotto-cartelle).
Download di un ReFill
Se il suono mancante è parte di un ReFill (come indicato in Part nella colonna ReFill
Package) e c’è un indirizzo URL (indirizzo Internet) valido per quel ReFill è possibile
scaricarlo direttamente da questa finestra di dialogo (sempre che ci sia una connessione Internet funzionante):
1. Selezionare il suono(i) che utilizza il ReFill.
Selezionare più suoni solo se tutti utilizzano lo stesso ReFill.
42
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
2. Cliccare sul pulsante Download ReFill.
Il browser Internet si collega con l’URL associato al ReFill.
3. Appare una finestra di dialogo che chiede di scaricare il ReFill: farlo.
4. Cliccare OK.
Reason scansiona automaticamente il ReFill scaricato e trova i file.
Continuazione
Si può cliccare in qualsiasi momento sul pulsante OK per chiudere la finestra di dialogo e aprire la song o patch. Nota:
D Per i file trovati (condizione “Replaced”) i nuovi percorsi sono memorizzati nella song o patch.
Tuttavia, per rendere permanenti le modifiche si deve salvare la song o patch!
D Se quando si clicca OK c’è ancora qualche file mancante, nella song/
patch mancheranno dei suoni.
Talvolta, conviene continuare anche senza i suoni mancanti per poi rimuoverli o
sostituirli dai pannelli dei dispositivi nel rack.
Nei pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati da un asterisco (*) prima dei nomi file.
Cliccando Cancel s’interrompe l’operazione e la song o patch non si apre.
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
43
44
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
4
D Routing Audio and CV
Routing dei segnali
Cavi virtuali
Questo capitolo descrive le varie modalità di routing dei segnali in Reason; sono usati
i seguenti tipi di segnale:
Mostra e nascondi
Audio
Tranne Matrix Pattern Sequencer, sul pannello posteriore tutti i dispositivi hanno dei
connettori audio; sui jack audio viaggiano i segnali ai/dai dispositivi via “cavi” virtuali.
D I connettori audio sono jack grandi da 1/4”.
Eseguendo molte connessioni, talvolta i cavi possono oscurare la vista, rendendo difficile la lettura delle scritte stampate sui pannelli posteriori dei dispositivi.
D Per nascondere tutti i cavi premere [Command]+[L] (Mac) o [Ctrl]+[L]
(Windows) o disabilitare l’opzione “Show cables” dal menu Options.
Con i cavi nascosti le connessioni sono indicate da un connettore colorato; ripetendo la stessa operazione i cavi ricompaiono.
D I dispositivi Effetti Audio (usati per processare l’audio) hanno ingressi e
uscite audio.
D I dispositivi Strumento (che generano l’audio) hanno connettori d’uscita
audio mono o stereo sinistro/destra (Left/Right).
Non è necessario usare entrambe le uscite dei dispositivi con uscite stereo.
Per avere un segnale mono da un dispositivo stereo, usare l’uscita sinistra.
D Per monitorare le uscite audio dai dispositivi, i segnali possono essere
inviati a un mixer o direttamente alle uscite fisiche dell’hardware audio.
In genere, usando un hardware con uscite stereo standard, si utilizzano uno o più
mixer in Reason per mixare i segnali audio sulle uscite master.
CV/Gate
I segnali CV (tensione di controllo) servono per modulare i valori dei parametri, non
per l’audio; anche i segnali Gate sono un tipo di tensione di controllo ma “normalmente” si usano per scopi leggermente diversi.
D I connettori CV/Gate sono jack “mini”.
D Tipicamente, il segnale CV si usa per la modulazione.
Per esempio, si può modulare un parametro con il valore generato da un altro
parametro.
D In genere, ingressi/uscite Gate si usano per triggerare eventi (valori
Note On/Off, inviluppi, ecc.).
I segnali Gate generano valori on/off, più un “valore” che può essere paragonato
alla velocity (e usato come tale) .
D I segnali CV/Gate si possono collegare solo da un’uscita a un ingresso (o
viceversa).
Non si può collegare un ingresso a un altro ingresso o un’uscita a un’altra uscita.
Routing MIDI
Per assegnare il MIDI da dispositivi esterni MIDI ai dispositivi di Reason ci sono molti
modi, descritti nel capitolo “Routing MIDI in Reason”.
46
ROUTING AUDIO AND CV
Cavi nascosti
D Anche se nascosti i cavi si possono comunque collegare o scollegare
come quando sono visibili.
Per una descrizione dei metodi di routing vedere a page 48.
Verificare le connessioni
E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack (utile se i cavi sono
nascosti o i dispositivi collegati sono lontani nel rack):
D Collocare il puntatore del mouse su un connettore.
Dopo pochi istanti appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore collegato all’altro capo.
Codifica colori
I cavi sono identificati da colori per facilitare la distinzione tra le varie connessioni:
• Le connessioni Audio hanno diverse sfumature di rosso.
• Le connessioni CV hanno diverse sfumature di giallo.
• Le connessioni ai/dai dispositivi Effetti hanno diverse sfumature di verde.
Questi cavi sono verdi, ad indicare
le connessioni di un dispositivo
Routing automatico
Con il routing automatico i dispositivi sono collegati automaticamente in base ai criteri
di default; il routing automatico è eseguito nei seguenti casi:
• Creando un nuovo dispositivo.
• Spostando, duplicando o incollando dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift].
Criteri di routing automatico
Dispositivi Mixer di Reason
D Il primo dispositivo Mixer creato è collegato alla prima coppia d’ingresso
disposnibile nel dispositivo Hardware.
Routing dei dispositivi al Mixer
D Un dispositivo Strumento creato è collegato automaticamente al primo
canale(i) disponibile nel Mixer.
Questo cavo è giallo, ad
indicare una connessione
Questi cavi sono rossi, ad indicare
connessioni tra dispositivi strumenti e
Inserire un effetto nel Mixer
D Quando è selezionato un Mixer e si crea un dispositivo Effetto, quest’ultimo è collegato in Send (al primo Aux Send/Return libero).
Esempi d’effetti da usare in Send sono il riverbero e il delay.
D Se nel Mixer non ci sono Aux Send liberi l’effetto è collegato in Insert
dopo il Mixer.
Il segnale d’uscita master dal Mixer è inviato all’effetto.
Aggiungere un effetto direttamente a un dispositivo (Insert)
D Avendo un dispositivo Strumento selezionato e creando un Effetto,
quest’ultimo è collegato in Insert; il segnale proveniente dal dispositivo
passa attraverso l’effetto e il Mixer (o un altro effetto).
Aggiungere un effetto tra il Mixer e l’Interfaccia Hardware.
D Selezionando l’Interfaccia Hardware in cima al rack e aggiungendo un
dispositivo Effetto, quest’ultimo è collegato in Insert tra il Mixer principale e l’Interfaccia Hardware.
Qui in genere si aggiunge un Combi MClass Mastering Suite.
Routing automatico CV/Gate
D Il routing automatico CV/Gate si ha creando un Matrix Pattern Sequencer con un dispositivo Strumento (Subtractor/Thor/Malström/NN19/NN-XT/Combinator) selezionato.
Le uscite Matrix Note e Gate CV sono collegate automaticamente rispettivamente
agli ingressi Sequencer Control CV e Gate del dispositivo Strumento.
ROUTING AUDIO AND CV
47
Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione
Ecco alcuni criteri aggiuntivi sul routing automatico dei dispositivi già presenti nel
rack:
D Per ri-collegare un dispositivo già nel rack, selezionarlo e usare i comandi Disconnect Device e Auto-route Device (entrambi nel menu Edit).
D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due, la connessione tra i due
dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente.
Un esempio tipico è un dispositivo Effetto collegato in Insert tra un synth e un
Mixer. Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer.
D Spostando un dispositivo le connessioni non sono influenzate.
Per fare in modo che Reason ri-colleghi il dispositivo in base alla sua nuova posizione nel rack, tenere premuto [Shift] quando lo si sposta.
D Duplicando i dispositivi (trascinandoli) o con i comandi Copy e Paste, i
dispositivi non sono affatto collegati automaticamente.
Perchè siano collegati automaticamente tenere premuto [Shift] quando si esegue
l’operazione.
Bypass del routing automatico
Routing manuale
Selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options o premendo il tasto [Tab]
si gira il rack; sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e
CV. Come accennato in precedenza, ingressi e uscite audio sono jack grandi da “1/
4”, mentre i connettori d’ingresso e uscita CV sono jack “mini” più piccoli.
Per inviare l’audio da un dispositivo a un altro ci sono due modi:
•
•
Collegando “cavi patch virtuali” tra ingressi e uscite.
Selezionando le connessioni da un menu a tendina.
Uso dei cavi
! Perchè i cavi siano visibili attivare l’opzione “Show Cables” del menu
Options (vedere in seguito).
1. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e trascinare il puntatore del mouse lontano dal jack (con il pulsante del mouse
premuto).
Appare un cavo volante.
D Per creare un nuovo dispositivo senza che sia eseguito alcun routing automatico premere [Shift] quando si crea il dispositivo.
2. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo.
Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo adatto (audio/CV, ingresso/uscita) esso s’illumina ad indicare che la connessione è possibile.
3. Rilasciare il pulsante del mouse.
Il cavo è collegato; se ingresso e uscita sono entrambi in stereo e si collegano i
canali sinistri, s’aggiunge automaticamente un cavo per il canale destro.
D Analogamente si può modificare una connessione esistente; cliccare su
un capo del cavo e trascinarlo a un altro connettore.
48
ROUTING AUDIO AND CV
Uso dei menu a tendina
1. Cliccare (o click-destro) su un connettore.
Si apre un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack.
2. Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il
quale creare una connessione).
Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate.
Per esempio, avendo cliccato su un’uscita audio di un dispositivo i submenu gerarchici elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi; ingressi/
uscite già occupati sono indicati da un asterisco (*).
Uso dei segnali CV e Gate
I segnali CV/Gate si usano per modulare e triggerare i parametri di un dispositivo;
ogni capitolo che descrive il dispositivo elenca le connessioni CV/Gate disponibili e i
parametri modulabili (o che si possono usare per modulare le uscite del dispositivo
stesso).
Routing dei segnali CV e Gate
Non esistono “regole” certe e definitive per il routing dei segnali CV/Gate; tuttavia
ecco alcune considerazioni:
D Gli ingressi “Sequencer Control” specifici presenti nei dispositivi Subtractor, Thor, Malström, NN-19 e NN-XT sono destinati principalmente al
controllo di questi dispositivi come strumenti (monofonici) da Matrix
Pattern Sequencer o da RPG-8 Arpeggiator.
Se l’intenzione è quella di usare le uscite CV/Gate di Matrix o RPG-8 per creare
pattern melodici usando questi dispositivi Strumento, si devono usare gli ingressi
Sequencer Control.
✪ Il dispositivo Matrix Pattern Sequencer può essere usato in molti altri
modi, oltre che per creare pattern melodici; si può usarlo, ad esempio,
per modulare qualsiasi parametro controllabile via CV (con il vantaggio
che la modulazione è sincronizzata al tempo).
D Al contrario, per applicare la modulazione Gate o CV a più di una voce
non usare gli ingressi Sequencer Control, poichè essi funzionano solo
monofonicamente.
D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio, significa che
non ci sono le connessioni adatte.
3. Selezionare il connettore desiderato dal submenu.
Si crea la connessione.
Scollegare i dispositivi
Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi:
D Cliccare su un capo del cavo, trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da
qualche parte lontano da un jack.
oppure
D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu contestuale che appare.
D Si è liberi di sperimentare: usare i segnali Gate per controllare i valori di
un parametro e i segnali CV per triggerare note e inviluppi, se si desidera.
Per altri consigli sull’impiego dei segnali CV vedere il capitolo “Matrix Pattern Sequencer”.
✪ Assegnando i segnali CV ai controlli rotanti su un Combinator, virtualmente si può controllare via CV qualsiasi parametro di ogni dispositivo vedere a page 165.
Potenziometri di regolazione tensione
Tutti gli ingressi CV hanno un potenziometro di regolazione che si usa per stabilire la
“sensibilità” CV del parametro associato; più si ruota in senso orario, più intenso è l’effetto di modulazione.
• Ruotandolo completamente in senso orario l’intervallo di modulazione è del 100%
rispetto all’intervallo di valore dei parametri (0-127 per la maggior parte dei
parametri).
• Ruotandolo completamente in senso antiorario non si ha alcuna modulazione CV.
ROUTING AUDIO AND CV
49
50
ROUTING AUDIO AND CV
5
D The Sequencer
Introduzione
Tracce, corsie, clip ed eventi
Il sequencer serve per costruire le song; qui si registrano note e dati d’automazione e
si modificano clip ed eventi.
D Un’istanza specifica di un dispositivo non può mai avere più di una traccia nel sequencer, ma una traccia può avere molte “corsie”.
Operazioni principali
Le sezioni seguenti offrono una panoramica del sequencer e descrivono la gestione di
tracce e finestre.
Per informazioni rapide su come riprodurre una song e registrare le note vedere il
manuale di Avvio Rapido.
Una traccia con le rispettive corsie.
D Suonando le note o regolando i parametri del dispositivo mentre si registra nel sequencer, i dati registrati sono collocati in “clip” situate in una
corsia corrispondente sulla traccia.
Elementi del sequencer
Toolbar
Track List
Inspector (sensibile al contesto)
Finestra
Arrange/Edit
Le tracce
sono
elencate
nella
Track
List.
Clip registrate su diverse tracce/corsie. Alcune tracce sono
richiuse e visualizzano le clip in barre sottili.
Relazione tra sequencer e rack virtuale
Nel sequencer, i dati di un dispositivo sono registrati e riprodotti su una traccia.
D Una traccia è sempre associata a un dispositivo specifico nel rack.
Si noti, tuttavia, che non necessariamente un dispositivo nel rack deve avere una
traccia corrispondente nel sequencer.
Le icone in questa colonna della Track List indicano a
quale dispositivo appartiene ogni traccia.
D I dati contenuti in una clip si chiamano “eventi”.
Gli eventi possono essere note, controller performance o dati d’automazione.
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THE SEQUENCER
Tipi di traccia
Due modalità visive
Ci sono tre tipi di traccia:
Il sequencer ha due modalità visive principali: Arrange ed Edit; esse si selezionano
cliccando sul pulsante nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.
D Tracce per dispositivi strumento e altri dispositivi che ricevono note.
Dispositivi come synth, campionatori o l’arpeggiatore RPG-8 quando sono creati
hanno automaticamente una traccia abilitata alla registrazione; su tali tracce è possibile creare un numero qualsiasi di corsie nota ed ogni corsia nota può registrare
clip che contengono qualsiasi combianzione di dati (note/performance/automazione).
D Le tracce per i dispositivi che non ricevono note (effetti e mixer) hanno
solo corsie d’automazione.
Tali dispositivi quando sono creati non hanno automaticamente una traccia.
Per automatizzare parametri effetto o mixer prima bisogna creare una traccia per il
rispettivo dispositivo; il numero di corsie disponibile dipende dal dispositivo - c’è
una corsia dedicata disponibile per ogni parametro automatizzabile nel dispositivo.
✪ Premendo [Alt] (Win) / [Option] (Mac) quando si crea un dispositivo, si
creano tracce per i dispositivi che di solito non hanno tracce, e viceversa.
D Traccia Transport.
La traccia Transport è sempre presente in cima alla Track List e non può essere
spostata o cancellata; può avere due corsie: una per l’automazione dei cambi di
tempo e una per l’automazione dei cambi di tempo in chiave. Vedere “Automazione tempo e tempo in chiave”.
Modalità Arrange
Modalità
Arrange
selezionat
a
In modalità Arrange appaiono tutte le clip su tutte le corsie di tutte le tracce; si usa per
una panoramica dell’arrangiamento e per eseguire un editing basato sulla clip (ri-arrangiare intere sezioni della song, ecc.). Vedere “Editing clip in modalità Arrange”.
Modalità Edit
Modalità
Edit
selezionat
a
In modalità Edit si vedono più da vicino gli eventi registrati su una traccia (o una corsia
nota specifica su una traccia nel caso ci siano più corsie nota); se è selezionata la modalità Edit, la parte destra del sequencer può essere divisa in più corsie edit orizzontali
che mostrano vari tipi di eventi (note, slice REX, suoni percussivi, automazione, ecc.).
E’ la modalità visiva da usare per un editing di precisione della registrazione e per disegnare manualmente note, controller e altri eventi. Vedere “Modalità Edit”.
D Quando si apre una clip nota per l’editing è selezionata automaticamente la modalità Edit.
Le clip d’automazione possono essere aperte in modalità Arrange o Edit.
Le clip pattern non possono essere aperte, ma si modificano sempre direttamente
in modalità Arrange.
THE SEQUENCER
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Gestione traccia
Selezionare le tracce
! La gestione delle corsie nota sulle tracce è descritta a page 63.
Le operazioni traccia specifiche si applicano a una o più tracce selezionate.
Elementi della traccia
La figura che segue mostra (dall’alto in basso): la traccia Transport (è sempre presente e non può essere spostata o cancellata), una traccia Mixer e una traccia che appartiene a un dispositivo Thor. La traccia Thor ha l’ingresso tastiera Master (indicato
dal simbolo della tastiera) e due corsie nota. La corsia nota superiore è abilitata alla
registrazione (come indica il pulsante Record illuminato) e la corsia nota inferiore è in
muto (come indica il pulsante “M” illuminato).
D Cliccando su una traccia nella Track List la si seleziona.
Una traccia selezionata è di colore grigio scuro; di default, anche l’ingresso della
tastiera Master segue la selezione traccia, ma ciò si può cambiare (come descritto
in precedenza).
D Selezionando una traccia, il rack scorre automaticamente per visualizzare il dispositivo corrispondente.
D Si può anche selezionare la traccia successiva o precedente nella Track
List con i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer.
Selezionare più tracce e “messa a fuoco”
Assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia
Il metodo di routing standard per assegnare il MIDI a un dispositivo nel rack è passare
dal sequencer; quando il MIDI è inviato a una traccia nel sequencer i dati di note e
controller si riflettono automaticamente nel dispositivo.
D Per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia/dispositivo
cliccare sulla traccia nella Track List per selezionarla.
Sull’icona del dispositivo appare un contorno rosso e un simbolo tastiera sotto, ad
indicare che la traccia riceverà i dati nota entranti.
D E’ possibile assegnare l’ingresso della tastiera Master (cioè l’inserimento nota) solo a una traccia alla volta.
Se una traccia ha più corsie nota, solo una corsia nota alla volta ha l’ingresso della
tastiera Master: la corsia abilitata alla registrazione.
D Selezionando un’altra traccia l’ingresso della tastiera Master segue la
selezione.
✪ Questa è la modalità “Standard” per definire l’ingresso della tastiera
Master.
Per impostare l’ingresso della tastiera Master in modo indipendente
dalla selezione traccia, selezionare la modalità “Separated” nella
finestra Preferences (pagina Keyboards and Control Surfaces). In modalità “Separated” per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia si clicca sull’icona del dispositivo, indipendentemente dalla
selezione.
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THE SEQUENCER
D E’ possibile selezionare più tracce usando le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac).
Ciò consente, ad esempio, di spostare o cancellare più tracce in una sola operazione.
D In modalità Edit si può modificare/vedere solo il contenuto di una traccia
alla volta; l’ultima traccia selezionata è quella modificabile (“messa a
fuoco”).
Mute e Solo
Mettere in Muto una traccia significa silenziarla, in modo che durante la riproduzione
nessun dato sia inviato da essa; può essere molto utile quando si provano versioni diverse di un arrangiamento per inserire/togliere elementi dal mix durante la riproduzione, ecc..
Mettere in Solo una traccia significa silenziare tutte le altre.
D Per silenziare una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Mute (M).
Sono silenziate le clip su tutte le corsie della traccia.
Un pulsante M rosso indica una traccia in Muto.
Per togliere il Muto dalla traccia cliccare di nuovo sul pulsante M. Si possono
silenziare più tracce contemporanemente; in tal caso, per togliere il muto da tutte
cliccare sul pulsante M “master” in cima alla Track List.
D Per il Solo di una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Solo (S).
Si silenziano tutte le altre tracce (non in Solo). Le tracce in Solo hanno i pulsanti S
di colore verde; per togliere il Solo cliccare di nuovo sul pulsante Solo verde.
La traccia Redrum 1 è in Solo (come indica il rispettivo pulsante S verde).
Si possono mettere in Solo più tracce contemporaneamente; in tal caso, per
togliere il Solo da tutte cliccare sul pulsante S “master” in cima alla Track List.
! Si noti che è possibile anche silenziare singole corsie nota su una traccia
- vedere “Silenziare le corsie nota”.
Spostare le tracce
D Per spostare una traccia a un’altra posizione nella Track List cliccare
sulla “maniglia” traccia (la zona più a sinistra della traccia) in modo che
diventi scura e trascinare la traccia con il mouse in alto o in basso.
Come quando si spostano i dispositivi nel rack appare una linea d’inserzione rossa
che indica dove sarà collocata la traccia al rilascio del mouse; tutte le clip su tutte
le corsie della traccia si spostano insieme alla traccia.
Duplicare/copiare tracce e dispositivi
Poichè per un’istanza specifica di un dispositivo non è possibile avere più di una traccia, non si possono copiare o duplicare solo le tracce; queste operazioni duplicano/
copiano sia la traccia (incluse tutte le sue clip) che il dispositivo ad essa associato (e
tutte le sue impostazioni). Il dispositivo duplicato/copiato è un altro dispositivo separato, ma con lo stesso nome e le stesse impostazioni di quello originale (sebbene il
nome abbia l’estensione “Copy” per distinguerlo dal dispositivo originale).
Per eseguire copie di tracce e dei dispositivi associati complete di tutte le corsie e le
clip registrate usare uno dei metodi seguenti:
D Tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows), cliccare sulla maniglia della traccia e trascinare la traccia(e) selezionata a una nuova posizione nella Track List.
Questa operazione non solo copia la traccia(e) e il suo contenuto ma crea anche
un duplicato del dispositivo(i) collegato alla traccia(e) copiata.
D Aprire il menu contestuale della traccia e selezionare “Duplicate Devices
and Tracks”.
Per aprire il menu contestuale, [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Windows) del
mouse sulla traccia nella Track List; la traccia duplicata è aggiunta sotto quella
originale.
D Dal menu contestuale si può selezionare anche “Copy Devices and
Tracks”.
Ciò consente d’inserire la traccia/dispositivo copiata selezionando “Paste” dal
menu contestuale; la traccia copiata è incollata sotto quella corrente selezionata.
! Si noti che un dispositivo duplicato/copiato non ha connessioni audio
assegnate automaticamente. Per sentire il dispositivo girare il rack e collegare le uscite audio a un canale disponibile del mixer; per evitare doppie note, inoltre, è meglio silenziare la traccia originale.
✪ E’ possibile anche spostare intere corsie nota o singole clip su altre
tracce - per riprodurre le clip esistenti usando un dispositivo diverso - vedere “Selezionare/spostare corsie nota”.
Cancellare le tracce
D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track”
dal menu contestuale (questo comando si può selezionare anche dal
menu Edit).
Le tracce sono cancellate senza preavviso, ma si può sempre usare la funzione
Undo. Vedere “Undo”.
Si possono anche cancellare le tracce insieme ai rispettivi dispositivi:
Usare la stessa tecnica per spostare più tracce selezionate nello stesso momento:
[Shift]-selezione o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) per selezionare tracce non adiacenti.
! L’ordine delle tracce nel sequencer è indipendente da quello del dispositivo nel rack.
D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track
and Device” dal menu contestuale (questo comando si può selezionare
anche dal menu Edit).
Appare una finestra di dialogo che consente di continuare o annullare l’operazione.
THE SEQUENCER
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Creare le tracce
Come descritto in precedenza, le tracce sono create automaticamente per i dispositivi che ricevono note; in altri dispositivi (es. effetti), oppure se è stata cancellata una
traccia di un dispositivo esistente, le tracce si devono creare manualmente:
D Innanzitutto selezionare il dispositivo, poi scegliere “Create Track for
(nome dispositivo)” nel menu Edit (c’è anche nel menu contestuale del
dispositivo).
La nuova traccia si collega al dispositivo e avrà lo stesso nome del dispositivo.
! Si noti che se per un dispositivo esiste già una traccia questa opzione
✪ E’ possibile anche selezionare un colore per una o più clip selezionate vedere “Colore della clip”.
Nominare le tracce
Per nominare le tracce doppio-click del mouse sul nome nella Track List; si noti che
nominando una traccia si cambia anche il nome del dispositivo associato (e viceversa).
Gestione di base della finestra sequencer
del menu non è disponibile - un dispositivo può avere solo una traccia.
Tracce aperte e chiuse
D Per chiudere/aprire una traccia cliccare sulla freccia nella maniglia traccia.
Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando sulla freccia si aprono/chiudono tutte le tracce.
Una traccia chiusa non visualizza le singole corsie nella Track List e nella finestra Arrange le clip sono indicate da striscie orizzontali; se la traccia chiusa ha più corsie,
tutte le clip sulle corsie sono indicate da striscie ordinate verticalmente in modalità Arrange, ma eventi e curve non sono mostrati.
L’area sequencer sotto il rack.
Traccia chiusa.
D Le operazioni principali sulla clip (selezione, spostamento, copia, ecc.) si
possono eseguire anche sulle tracce chiuse, ma in generale è meglio
aprire una traccia per modificarne il contenuto, poichè si ha una panoramica più chiara.
D La dimensione dell’area sequencer si regola trascinando con il mouse i
divisori tra il sequencer e il rack virtuale.
D E’ possibile anche chiudere solo le corsie d’automazione di una traccia
cliccando sulla freccia accanto alle corsie d’automazione nella Track List.
Colore traccia
Nel sequencer si può assegnare un colore ad una traccia; procedere così:
D Per dare un colore a una traccia selezionata scegliere “Color” dal menu
Edit.
Il submenu Color elenca i colori disponibili.
D Cliccando sul pulsante d’ingrandimento nell’angolo in alto a destra,
l’area del sequencer occupa l’intera finestra documento.
Il comando rapido è [Ctrl]/[Command]-[2] (per ingrandire il rack usare invece
[Ctrl]/[Command]-[1]). Cliccando ancora sullo stesso pulsante (o usando nuovamente il comando rapido) la grandezza dell’area torna normale.
Il colore della traccia selezionato si riflette in tutte le nuove clip che si registrano o disegnano sulla traccia (tutte le clip registrate in precedenza sulla traccia non cambiano
colore). Il colore traccia appare anche nella striscia a destra della maniglia traccia
nella Track List.
D Si può decidere di selezionare automaticamente un colore per le nuove
tracce inserendo la spunta nel box “Auto-color New Sequencer Tracks”
del menu Options.
Il colore della traccia è scelto a caso tra uno di quelli disponibili.
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THE SEQUENCER
Pulsante d’ingrandimento del sequencer.
D Osservando il contenuto della corsia nota di una traccia in modalità Edit,
si può notare che la parte destra dell’area sequencer è divisa in varie
corsie edit.
Una corsia edit mostra le informazioni nota, un’altra corsia edit visualizza l’automazione dei controller performance e una terza corsia edit mostra l’automazione
parametro. La dimensione delle corsie edit si regola trascinando i divisori tre le
corsie con il mouse e usando i controlli di zoom.
D Per regolare l’ingrandimento verticale usare [Shift]+[Command] (Mac) o
[Shift]+[Ctrl] (Windows) e premere [+] or [–] (sulla tastiera del computer,
non sul pad numerico).
[Shift]+[Command]/[Ctrl]-[+] esegue uno zoom in, mentre [Shift]+[Command]/
[Ctrl]-[–] esegue uno zoom out.
Messa a fuoco su rack o sequencer
Reason ha due condizioni di base quando il sequencer è parte del rack; la messa a
fuoco su rack o sequencer; scorrendo con la rotellina del mouse si scorre il rack o la
Track List.
• Cliccare nell’area del sequencer per mettere a fuoco il sequencer, oppure su un
dispositivo per spostare la messa a fuoco sul rack.
Lavorare con il sequencer in una finestra separata
Qui sono visualizzate le corsie edit Key, Velocity e Controller.
D Si può scorrere e modificare l’ingrandimento in molti modi: usando le
barre di scorrimento standard e i controlli di zoom orizzontale e verticale, il tool lente d’ingrandimento (Magnifying Glass), il tool mano
(Hand) e un mouse con una rotellina di scorrimento.
Ove possibile, nel sequencer corsie edit diverse hanno barre di scorrimento e controlli zoom distinti.
La finestra sequencer può essere “sganciata” dal rack e usata in una finestra separata.
E’ utile, ad esempio, lavorando con molte tracce o per vedere molte corsie del sequencer nello stesso momento; sganciando il sequencer, inoltre, si possono vedere
tutte le tracce o corsie insieme senza dover ridimensionare il sequencer o scorrere la
veduta in alto o in basso per concentrarsi su una determinata traccia o corsia.
La finestra sequencer separata si può collocare e ridimensionare a piacere sia in orizzontale che in verticale usando le tecniche di base descritte a page 12.
D Per sganciare il sequencer dal rack cliccare sul rispettivo pulsante
nell’angolo in alto a destra del rack o selezionare “Detach Sequencer
Window” dal menu Windows.
Pulsante Detach Sequencer Window.
D Per regolare l’ingrandimento orizzontale nell’area del sequencer si possono premere anche i tasti [G] (zoom out) o [H] (zoom in).
Si può anche usare [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [+] o [–]
(sulla tastiera del computer, non sul pad numerico). [Command]/[Ctrl]-[+] esegue
uno zoom in, mentre [Command]/[Ctrl]-[–] esegue uno zoom out.
THE SEQUENCER
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D Anaologamente, per “agganciare” la finestra sequencer al rack selezionare “Attach Sequencer Window” dal menu Windows o cliccare sul rispettivo pulsante.
Si noti che il pulsante per sganciare le finestra sequencer è disponibile solo nel
rack.
Il pulsante per agganciare il sequencer, invece, c’è sia nel rack che nel sequencer.
Righello, posizione song e locatori
Indipendentemente dalla modalità visiva selezionata, in cima al display del sequencer
c’è un righello orizzontale che indica la posizione metrica in misure e movimenti.
D Numerazione e dettaglio del righello dipendono dall’ingrandimento orizzontale.
A uno zoom medio, le misure dispari appaiono con il numero misura e quelle pari sono indicate da
una tacca.
A zoom pieno è numerata ogni misura ed ogni posizione nota da 1/32 è indicata da una tacca.
Pulsante Attach Sequencer nel sequencer e, in secondo piano, nel rack.
! Un altro modo per agganciare la finestra sequencer è chiuderla; si noti
Nel righello ci sono anche quattro marker di posizione diversi, ciascuno con un “flag”:
Marker End: informa Reason sulla fine
della song (vedere in seguito).
Posizione song: indica dove si
trova la riproduzione.
inoltre che il rack è comunque la finestra “principale” della song: chiudendo la song, quindi, si chiude anche la finestra sequencer.
Trasporto
Si noterà che sganciando il sequencer dal rack, sullo schermo ci sono due istanze di
trasporto (una nel rack e una nella finestra sequencer); sono comode, poichè consentono di controllare riproduzione e registrazione indipendentemente da quale sia la
finestra attiva.
Volendo, tuttavia, si può chiudere uno dei trasporti, allo stesso modo con cui si chiude
qualsiasi altro dispositivo in Reason.
✪ Per far diventare attiva la finestra rack o sequencer quando sono separate usare i comandi rapidi [Command]-[1] (Mac)/[Ctrl]-[1] (Windows) e
[Command]-[2] (Mac)/[Ctrl]-[2] (Windows).
Usare Reason con due monitor
Locatore sinistro (L); in modalità Loop
(vedere a page 60) il locatore sinistro
definisce la posizione d’inizio loop.
Locatore destro (R); in modalità Loop
definisce la posizione di fine loop.
✪ Il marker End (E) indica la fine della song. Reason utilizza questa informazione quando esporta la song in un file audio e quando si scorre in
orizzontale l’area del sequencer; riproduzione o registrazione non si fermano al marker End.
Controlli di trasporto - panoramica
Il pannello Transport si trova alla base di ogni finestra documento della song; qui si attivano riproduzione, registrazione, FF/REW, ecc.. Ecco una rapida panoramica dei
controlli utile per le procedure di registrazione e riproduzione descritte alle pagine
seguenti.
Se il computer ha due monitor è possibile:
FF
D Usare un monitor solo per vedere e gestire il rack.
Posizione
Rewind
Record
Stop
Play
Loop On/Off (vedere a page
D Sganciare il sequencer come descritto in precedenza e dedicare uno dei
monitor solo al sequencer.
Per poter usare due monitor si deve avere un sistema operativo e una scheda video
che li supporti.
Vedere la documentazione relativa a sistema operativo e scheda video per le istruzioni
sulla configurazione di sistema da usare per i due monitor.
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THE SEQUENCER
Posizione song
(formato
Pulsanti New Dub/New
Alt (vedere a page 63)
Locatori sinistro e destro - vedere a page
58. I pulsanti “L” e “R” a destra
stabiliscono rispettivamente le posizioni
dei locatori sinistro e destro.
Comandi rapidi di trasporto
Posizionamento
Per le funzioni di trasporto più importanti ci sono combinazioni fisse di comandi rapidi:
|Funzione
Stop
Play
Stop/Play
Rewind
FF
Record
Vai al locatore sinistro (Loop Start)
Vai al locatore destro (Loop End)
Vai a inizio song
|Comando rapido
[0] sul pad numerico
[Invio] sul pad numerico
Barra spaziatrice ([Space])
[4] sul pad numerico
[5] sul pad numerico
[*] sul pad numerico oppure tenere premuto
[Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows)
e premere [Invio]
[1] sul pad numerico
[2] sul pad numerico
[.] sul pad numerico
Riproduzione e posizionamento
! Usando ReWire le funzioni di trasporto possono essere gestite da
quell’applicazione; per i dettagli vedere il capitolo “Rewire”.
Play e Stop
D Per riprodurre dalla posizione song corrente cliccare sul pulsante Play o
premere [Invio] sul pad numerico.
D Per fermare la riproduzione cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul
pad numerico.
Cliccando Stop con la song già ferma la posizione song si sposta così:
• Cliccando Stop la prima volta si porta a dove era iniziata la riproduzione.
• Cliccando Stop una seconda volta si porta all’inizio della song.
• Se la posizione song è all’inizio della song non succede niente.
Per tornare all’inizio della song quindi basta cliccare due volte sul pulsante Stop mentre ci si trova in modalità Stop.
• Se per segnare l’inizio della song si usa invece il locatore sinistro cliccare sul pulsante “L” a destra del display locatore sinistro per andare a quella posizione.
Nel righello la posizione song è indicata da una linea verticale (freccia in basso) con il
marker di posizione; per spostare la posizione song ci sono molti modi:
D Con i controlli REW e FF sul pannello di Trasporto.
La posizione song si sposta in step di una misura (dalla posizione corrente). Cliccando una volta sui pulsanti REW/FF, quindi, la posizione song si sposta esattamente di una misura indietro o avanti; per spostare la posizione song di più misure
cliccare e tenere premuto il pulsante del mouse.
D Con i comandi rapidi di trasporto del pad numerico.
Vedere la tabella a page 58.
D Cliccando e trascinando il marker di posizione nel righello o cliccando
nel righello alla posizione song desiderata.
La posizione song risultante tiene conto del valore Snap, come descritto in seguito.
D Regolando numericamente la posizione song nei display valore a sinistra dei pulsanti di trasporto.
• Nel display superiore la posizione song è indicata in valori musicali: misure, movimenti, note da 1/16 e tick (ci sono 240 tick per ogni nota da 1/16).
• Nel display inferiore la posizione song è indicata in tempo lineare (timecode), cioè
ore, minuti, secondi e millisecondi.
D Per regolare i valori cliccare su un campo valore e muovere il mouse in
alto o in basso.
Si può anche selezionare un campo valore e usare i controlli freccia a destra o digitare un nuovo valore.
THE SEQUENCER
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Usare il loop
Snap to Grid
Pulsante Snap On/
Menu a tendina valore Snap
In modalità loop, il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduzione o registrazione; impostando i locatori sinistro e destro si specifica la sezione in
loop:
D Impostare il locatore sinistro (inizio del loop) trascinando con il mouse il
marker “L” nel righello.
Oppure, tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e cliccare nel righello.
D Impostare il locatore destro (fine del loop) trascinando con il mouse il
marker “R” nel righello.
Oppure, tenere premuto [Command] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccare nel
righello.
La funzione Snap to Grid (d’ora in poi chiamata “Snap”) limita il movimento a posizioni
specifiche; ciò è particolarmente utile durante l’editing nel sequencer (per spostare
clip, disegnare eventi, ecc.), ma influenza anche il movimento della posizione song nel
righello.
Per impostare e attivare la funzione Snap procedere come segue:
1. Aprire il menu a tendina Snap e selezionare un valore.
Selezionando “Bar” la posizione song si potrà spostare solo all’inizio delle misure.
Le altre opzioni limitano il movimento ai rispettivi valori nota.
! Si noti che spostando i locatori nel righello si applica il valore Snap
(come per la posizione song).
D Le posizioni di entrambi i locatori si possono regolare anche numericamente sul pannello di Trasporto.
Cliccare in uno dei campi valore (Bars/Beats/16th notes o Ticks) e trascinare il
mouse in alto o in basso, oppure selezionare un valore e usare i controlli freccia.
2. Attivare la funzione Snap cliccando sul pulsante accanto al menu a tendina.
In questo esempio, la funzione Snap è attiva e impostata a note da 1/4; la posizione song quindi si
può spostare solo a posizioni nota di 1/4 esatte.
60
THE SEQUENCER
D Per attivare il loop cliccare sul pulsante Loop On/Off in modo che s’illumini o usare il rispettivo comando rapido.
Su Mac è il tasto [/], in Windows è il tasto [÷] (entrambi sul pad numerico).
Riproducendo in modalità Loop, una volta raggiunto il locatore destro la posizione
song torna indietro al locatore sinistro e la sezione tra i due locatori si ripete in continuazione.
Registrazione
Pre-count
Configurare una registrazione
Attivando il pulsante “Pre” nel pannello di Trasporto si ha 1 misura di click prima che
inizi la registrazione; si noti che qualsiasi cosa suonata durante il count-in non è registrata.
Prima d’iniziare a registrare si devono eseguire alcune impostazioni fondamentali:
Quantizzazione in registrazione
Tempo e Time Signature
Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording, le
note sono quantizzate automaticamente mentre le si rgeistra; per i dettagli vedere a
page 91.
I valori Tempo e Time Signature si trovano sul pannello di Trasporto.
D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999.999 bpm (beat al
minuto).
Il tempo si può regolare in step di bpm (valore sinistro) o in step di 1/1000 bpm
(valore destro).
Registrare le note
Quando si registrano le note, sulla corsia nota della traccia (abilitata alla registrazione)
si crea una clip contenente tutte le note registrate (più eventuali controller performance usati durante la registrazione - vedere a page 64).
Per registrare le note dalla tastiera Master procedere come segue:
Il tempo (in step di bpm) si può regolare anche usando i tasti [+] e [–] sul pad numerico.
1. Assicurarsi che l’ingresso sia assegnato alla traccia desiderata.
La traccia con ingresso della tastiera Master è automaticamente abilitata alla registrazione.
D Il tempo in chiave si definisce specificando un numeratore (campo valore
a sinistra) e un denominatore (campo valore a destra).
Il numeratore è il numero di movimenti nella misura e il denominatore indica la durata di ogni movimento.
2. Spostare la posizione song nel punto in cu si desidera iniziare la registrazione.
La registrazione inizia sempre alla posizione song.
Tempo in 3/
4 selezionato
Per spostare la posizione song trascinare il marker di posizione o cliccare nel righello.
✪ Le variazioni Tempo e Time Signature si possono anche automatizzare
nella traccia Transport - vedere “Automazione tempo e tempo in chiave”.
Click
3. Attivare il pulsante “Pre” per avere 1 misura di pre-count prima che inizi la
registrazione.
4. Cliccare sul pulsante Record o premere [*] sul pad numerico.
La registrazione inizia dopo la prima misura di pre-count (se attivata) altrimenti inzia
immediatamente.
Quando si registra spesso è meglio avere una guida ritmica che aiuti a tenere il
tempo.
Il metodo più facile per farlo è usare il click del metronomo interno:
5. Al termine cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul pad numerico.
Attivandolo (cliccando sul rispettivo pulsante o premendo [C]), si sentirà un click su
ogni movimento con un accento sul primo di ogni misura. Il click c’è sia in registrazione che in riproduzione e il volume si regola con la manopola Click Level.
✪ Talvolta è meglio usare una batteria elettronica come guida ritmica.
Sulla corsia nota nella finestra Arrange si crea una clip contenente le note registrate.
La durata di una clip è sempre regolata automaticamente alla posizione misura più vicina a destra quando finisce una registrazione, indipendentemente da qualsiasi valore
Snap. Note e altri eventi presenti nella clip non sono influenzati o regolati in alcun
modo (a parte l’eventuale attivazione del pulsante Quantize During Recording - vedere sopra).
THE SEQUENCER
61
A questo punto, si può spostare la posizione song a inizio registrazione per sentire
cosa è stato registrato; il modo più semplice per farlo è cliccare di nuovo sul pulsante
Stop.
La posizione song si sposta al punto in cui è iniziata l’ultima riproduzione/registrazione.
D La clip registrata è selezionata (come indica il contorno della clip e le
maniglie alle estremità) e le note registrate sono visibili come eventi
nella clip.
D Per annullare la registrazione selezionare “Undo Recording” dal menu
Edit o usare il rispettivo comando rapido [Ctrl]/[Command]+[Z].
Si può anche premere [Backspace] per rimuovere una clip selezionata.
D E’ possibile anche attivare la registrazione durante la riproduzione
(“punch in”), avviando la riproduzione e poi cliccando sul pulsante
Record.
Si può anche uscire dalla registrazione senza fermare la riproduzione (“punch
out”).
Registrare più clip sulla stessa corsia nota
Naturalmente, si può continuare la registrazione sulla stessa corsia nota, se si desidera.
• Se è stata usata la funzione “Undo Recording” (vedere sopra) o è stata cancellata
la clip precedente si può semplicemente registrare un altro take.
• Si può anche iniziare una registrazione dopo la clip precedente (come descritto in
precedenza); si crea una nuova clip.
• Se però si mantiene la clip registrata in precedenza e si avvia la registrazione dalla
stessa posizione, si esegue una “sovraincisione”(overdub); si registrano cioè le
note sopra quelle registrate in precedenza.
Si applicano i seguenti criteri:
D Registrando sulla stessa corsia nota, gli eventi nota registrati in precedenza non sono cancellati.
Non è possibile sostituire o cancellare eventi nota registrati in una clip registrandoci sopra; registrando su clip nella stessa corsia nota, tutte le nuove note s’aggiungono agli eventi nota già presenti sulla corsia. Inoltre, mentre si registra la
nuova clip si sentono le note registrate in precedenza.
62
THE SEQUENCER
D Registrando si crea sempre una nuova clip e registrando sopra un clip
registrata in precedenza sulla stessa corsia nota, nel punto di sovrapposizione la nuova clip “prevale” su quella precedente.
Se la nuova clip si sovrappone completamente a quella precedente, la clip precedente e tutti gli eventi nota in essa contenuti si fondono completamente nella
nuova clip.
Se la clip precedente è più lunga di quella nuova, la porzione di clip precedente
non coperta dalla nuova clip è tagliata e diventa una clip separata.
! Si noti che in molti casi è comunque meglio registrare nuovi dati nota su
una corsia nota separata, anche per aggiungere note a un take precedente (in overdub); per i dettagli vedere “Aggiungere corsie nota e usare
i pulsanti New Dub/New Alt”.
Rifare parte di un take
Spesso ci sono situazioni nelle quali bisogna rifare parte di una clip registrata e mantenere il resto; come osservato in precedenza, ciò non si può fare registrando sulla
clip, ma ci sono vari metodi per rimuovere la parte da rifare:
D Innanzitutto cancellando le note specifiche da rifare.
Con un doppio-click del mouse sulla clip si entra in modalità Edit ove è possibile
modificare (spostare/copiare/cancellare, ecc.) singoli eventi nota nella clip - vedere “Modalità Edit”.
D Dividendo la clip.
Per dividere le clip si può usare il tool Razor. Esso consente di separare la clip
prima e dopo la porzione da rifare; basta poi cancellare la nuova clip risultante
(che ora contiene solo le note da rifare) e registrare di nuovo. Vedere “Dividere le
clip”.
D Disegnando una nuova clip dentro la clip originale.
Disegnando una nuova clip in modo che si sovrapponga a un’altra, la nuova clip
copre tutti gli eventi “dietro” la nuova clip, consentendo di registrare nuovamente
la sezione. Vedere “Clip sovrapposte”.
D Ridimensionando la clip.
Questo metodo si usa se la sezione da rifare è a inizio o fine clip. Le clip selezionate hanno maniglie a inizio e fine clip. Muovendo le maniglie si ridimensiona la clip;
accorciandola, gli eventi nota che si trovano fuori dai bordi della clip sono mascherati e non sono riprodotti. Vedere “Ridimensionare le clip”.
Gestione di base della corsia nota
Corsie nota abilitate alla registrazione
Aggiungere corsie nota e usare i pulsanti New Dub/New Alt
Ogni volta che si crea una nuova corsia nota essa è automaticamente abilitata alla
registrazione; se però su una traccia ci sono più corsie nota e si vuole registrare su
una corsia nota precedente, bisogna abilitarla alla registrazione manualmente:
In una traccia strumento è possibile aggiungere nuove corsie nota; è utile nei seguenti
casi:
• Per l’overdub di note o automazione Performance di una clip esistente, sebbene
ciò si possa fare sulla stessa corsia nota (come descritto in precedenza).
• Per registrare una serie di take su corsie nota separate e decidere poi quale è il
take “migliore” (o unire tra loro quelli migliori).
D Cliccare sul pulsante rosso “Record Enable” della corsia da abilitare alla
registrazione.
Può essere abilitata alla registrazione solo una corsia alla volta.
Sul pannello di trasporto ci sono due pulsanti denominati “New Dub” e “New Alt”;
cliccando su uno di essi s’aggiunge una nuova corsia nota ma con alcune differenze:
D “New Dub” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla registrazione
sopra la corsia nota precedente, ma non silenzia la corsia nota precedente.
In altre parole, si sente la(e) clip nota sulla corsia precedente se si registra nella
stessa area sulla nuova corsia nota; usare quindi “New Dub” per l’overdub di note
o eventi performance su una clip esistente. Le nuove note ed eventi saranno contenuti in una nuova clip, ma questo metodo è da preferire rispetto all’overdub sulla
stessa corsia nota, poichè permette di ripetere facilmente l’overdub in seguito; per
fare in modo che la(e) clip sovraincisa diventi parte permanente della(e) clip sulla
corsia nota originale, in seguito si può sempre usare la funzione “Merge Note
Lanes on Track” - vedere “Unire le corsie nota”.
Silenziare le corsie nota
Le singole corsie nota su una traccia si silenziano attivando il pulsante “M” nella zona
corsia della Track List; saranno silenziate tutte le clip sulla rispettiva corsia nota.
D Anche “New Alt” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla registrazione sopra la corsia nota precedente, ma la corsia nota precedente è
silenziata automaticamente.
Usare “New Alt” per registrare un nuovo take, ma conservare il take precedente
senza suonare insieme ad esso.
! Se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti del loop è
silenziata la(e) clip tra i locatori sinistro e destro invece dell’intera corsia
nota.
D Si possono anche aggiungere nuove corsie nota cliccando sul pulsante
“Lanes +” in cima alla Track List o selezionando “New Note Lane” dal
menu Edit.
Funziona come “New Dub”: è aggiunta una nuova corsia nota e la corsia nota precedente non è silenziata.
D In modalità Record o Play è possibile aggiungere corsie nota “al volo”.
S’aggiunge una nuova corsia abilitata alla registrazione; in modalità Record, la
nuova corsia nota è subito abilitata alla registrazione, quindi si può continuare a
registrare senza fermarsi.
•
•
Non si confonda il Muto Corsia con il Muto Traccia - vedere “Mute e Solo”.
E’ possibile anche silenziare singole clip su una corsia - vedere “Silenziare le
corsie nota”.
Nominare le corsie nota
Di default, le corsie nota su una traccia sono denomintte “Corsie” più un numero successivo in base all’ordine di creazione (Corsia 1, Corsia 2, ecc.); per rinominare una
corsia nota doppio-click del mouse sul rispettivo nome nella Track List.
Si noti che i nomi corsia (e traccia) non sono esclusivi - si possono avere corsie e
tracce con lo stesso nome, ma in genere è buona norma dare nomi descrittivi e peculiari.
Cancellare corsie nota
D Per cancellare una corsia cliccare sul pulsante “X” della corsia nella
Track List.
Se sulla corsia ci sono clip registrate, si apre una finestra di dialogo che consente
di annullare l’operazione o continuare.
THE SEQUENCER
63
Selezionare/spostare corsie nota
Le corsie nota non sono elementi selezionabili allo stesso modo delle tracce; le tracce
(quando selezionate) si adeguano a specifiche operazioni traccia/dispositivo nel
menu Edit, ad esempio. Le singole corsie non hanno funzioni paragonabili di editing.
Tuttavia, una corsia nota è selezionabile nei seguenti casi:
D In modalità Edit appaiono i dati di una corsia nota per una traccia alla
volta.
Cliccando su una corsia si visualizza la corsia che si seleziona. Vedere “Modalità
Edit”.
D Una corsia nota ha una “maniglia” e può essere spostata in verticale insieme a tutte le clip sulla corsia.
Per spostare una corsia nota a un’altra posizione nell’elenco sulla stessa traccia
cliccare sulla maniglia traccia (la zona più a sinistra della corsia) in modo che diventi scura e trascinare la traccia in alto o in basso; come per lo spostamento di
tracce appare una linea d’inserzione rossa che indica dove sarà collocata la corsia
al rilascio del mouse.
Registrare l’automazione
In Reason, si possono automatizzare praticamente tutti i parametri di un dispositivo e
creare mix completamente automatizzati, se si desidera; per farlo, bisogna registrare
(o disegnare) eventi controller nel sequencer.
Automazione di controller performance e parametri
traccia
L’automazione che si può registrare è di due tipi; dei controller performance o dei
parametri traccia.
D L’automazione dei controller performance è registrata automaticamente
in clip nota o corsie nota.
Tutti i controller performance MIDI standard che si applicano suonando (pitch
bend, ecc.) nella clip nota sono registrati come automazione performance. Una
clip su una corsia nota può contenere qualsiasi combinazione di eventi nota, eventi
d’automazione performance ed eventi d’automazione parametro.
D Si noti che è possibile spostare le corsie nota tra le tracce - la procedura
è descritta a page 64.
Unire le corsie nota
Le corsie nota su una traccia si possono unire in una singola corsia nota:
D Selezionare la traccia con le corsie nota da unire e poi scegliere “Merge
Note Lanes on Tracks” dal menu Edit o dal quello contestuale della traccia.
Le clip nota presenti su tutte le corsie nota sono unite nella corsia in alto.
Nella clip l’automazione performance è indicata da curve.
D L’automazione dei parametri traccia crea corsie d’automazione separate
su una traccia, una per ogni parametro automatizzato.
Le corsie d’automazione appaiono nella zona corsia della Track List e si possono
creare a mano o automaticamente (regolando i parametri sul dispositivo collegato
alla traccia durante la registrazione). Vedere “Modificare l’automazione”.
Una corsia d’automazione nella Track List.
Il metodo da usare dipende da come si preferisce lavorare e dalla situazione specifica.
In ogni caso, le differenze principali da considerare sono le seguenti:
Traccia di percussioni con corsie nota separate, una per ogni suono percussivo.
La stessa traccia dopo l’unione.
D Corsie o clip mute sulla traccia non sono incluse nell’unione.
D Se tra le clip sulle corsie ci sono dei vuoti sono create più clip.
! Si noti che se c’è un qualsiasi dato controller performance (es. pitch
bend) in più clip nota alla stessa posizione, nella clip unita saranno inclusi solo i dati performance della corsia in alto.
64
THE SEQUENCER
D Se si prevede di registrare l’automazione su più tracce contemporaneamente usando una superficie di controllo usare l’automazione dei
parametri traccia.
L’automazione dei parametri traccia ha pulsanti d’abilitazione alla registrazione
separati e indipendenti che si possono attivare simultaneamente per un qualsiasi
numero di tracce (a differenza dei pulsanti d’abilitazione alla registrazione delle
corsie nota.
Vedere “Registrare l’automazione su più tracce”.
D L’automazione dei parametri Performance consente di tenere i dati d’automazione in una clip nota insieme agli eventi nota.
I controller performance MIDI standard sono sempre registrati come dati d’automazione dei parametri performance (per ulteriori dettagli vedere in seguito).
! E’ possibile assegnare un parametro sia all’automazione di un
parametro performance che a quella di un parametro traccia (per i dettagli vedere a page 88).
Registrare l’automazione dei controller performance
Se registrando su una corsia nota si usano i controller performance MIDI, questi ultimi
sono aggiunti automaticamente alla clip registrata; ciò ha senso, poichè i controller
performance di solito sono registrati nello stesso momento in cui si registrano le note
(cioè fanno parte dell’esecuzione).
I controller performance MIDI standard sono: le rotelline Pitch Bend e Modulation, il pedale Sustain, Aftertouch, Breath Control ed Expression.
Per registrare l’automazione dei controller performance standard:
1. Assicurarsi che la traccia sia aperta, abilitata alla registrazione e abbia l’ingresso della tastiera Master.
2. Avviare la registrazione e usare uno o più controller performance mentre si
suona
(per esempio, le rotelline Pitch Bend e/o Mod).
3. Al termine cliccare Stop.
La clip registrata avrà le curve d’automazione visibili nella clip insieme ai dati nota
registrati; se in registrazione sono state usate le rotelline Pitch Bend e/o Mod,
questi controller avranno un contorno verde sul pannello del dispositivo (ad indicare che sono stati automatizzati). Riproducendo la clip, note e controller suoneranno esattamente come sono stati registrati.
Corsie edit performance in modalità Edit.
D Si noti che è possibile registrare separatamente note e controller performance.
Si possono prima registrare le note su una corsia nota e poi registrare i controller
performance su un’altra corsia nota; l’automazione sarà contenuta in clip collocate
su una corsia separata che possono anche essere spostate o silenziate distintamente.
D Per la modifica delle curve d’automazione vedere “Modificare eventi
d’automazione esistenti”.
D Per aggiungere o cancellare manualmente corsie edit d’automazione dei
parametri performance vedere “Disegnare gli eventi d’automazione”.
Rifare l’automazione performance
Nella clip nota i controller performance sono indicati da curve; in questa figura sono stati usati i
controller delle rotelline Pitch Bend e Mod e il pedale sustain.
In base al tipo di controller usato, l’automazione performance è visualizzata in modo
diverso nella clip; i controller a valori bipolari (es. pitch bend) sono indicati da una
linea al centro (valore zero, cioè nessun pitch bend) con curve che vanno sopra e
sotto lo zero.
I controller con soli valori positivi (es. Mod) hanno zero alla base della clip con la modulazione applicata indicata da curve che salgono in alto dal valore zero. I controller
con valori Off/On (es. il pedale Sustain) sono indicati da curve rettangolari (On - durata- Off).
D Aprendo la clip in modalità Edit (con un doppio-click del mouse sulla
clip) i dati performance registrati sono collocati su diverse corsie edit.
Cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode” nell’angolo in alto a sinistra della
finestra del sequencer per tornare alla modalità Arrange; per cambiare veduta si
possono usare anche i comandi rapidi [Ctrl]/[Command]+[E].
Vedere “Registrare l’automazione dei controller performance”.
Per sostituire o rifare i dati dei controller performance registrati:
Se si entra in registrazione su una corsia nota che ha già clip con dati performance, si
crea una nuova clip che prevale su quella(e) registrata in precedenza nel punto in cui
le due clip si sovrappongono; come osservato in “Registrare più clip sulla stessa corsia nota” non si cancellano note registrando sulle clip della stessa corsia nota, ma per
i dati d’automazione performance la cosa è diversa:
D Registrando su una clip nota con dati d’automazione performance e regolando uno qualsiasi dei controller performance usati nella clip originale, l’automazione è sostituita dai nuovi dati performance da quel
punto in poi, fino a quando si interrompe la registrazione.
Se la nuova clip è più corta di quella originale, l’automazione performance nella
clip precedente “interviene” quando finisce la nuova clip.
THE SEQUENCER
65
Automazione dei controller performance su più corsie
Registrare l’automazione dei parametri traccia
Se ci sono più clip nota attive (non in muto) con automazione dei controller performance su corsie diverse della stessa traccia e queste clip nota si sovrappongono in
determinate posizioni, si applicano i seguenti criteri:
L’automazione dei parametri traccia è il metodo standard per automatizzare i parameteri di un dispositivo; ogni parametro automatizzato ha una corsia d’automazione separata sulla traccia. Per le corsie d’automazione non ci sono pulsanti Record Enable,
ma solo un pulsante generale Automation Record Enable per l’intera traccia.
D I controller performance nella clip della corsia in alto sostituiscono tutti i
controller performance dello stesso tipo in altre clip sovrapposte sulle
corsie in basso.
Pulsante Automation Record Enable.
Prima di registrare l’automazione
La clip sulla corsia superiore ha un’automazione pitch bend “down”, mentre la clip sulla corsia
inferiore ha un’automazione pitch bend “up” ed eventi nota. Il pitch bend delle note segue la curva
d’automazione della clip superiore per la sua durata; non appena termina la clip superiore le note
saranno influenzate dall’automazione pitch bend “up” della corsia inferiore.
Opzione “Automation As Performance Control”
Si può anche decidere di registrare qualsiasi tipo d’automazione parametro come automazione di parametro performance; l’automazione sarà così contenuta in clip nota
su una corsia nota invece di essere registrata su corsie d’automazione separate.
D Per farlo, attivare il pulsante “Automation As Perf Ctrl” situato sotto i
controlli di trasporto nel pannello Transport.
Con questo pulsante attivo, mentre si registra qualsiasi parametro che si regola sul
dispositivo collegato alla traccia sarà registrato come automazione performance in
una clip nota e non saranno create corsie d’automazione.
Sebbene questo metodo sia ideale per rendere autonoma una clip, ci sono alcune
limitazioni: usando questo metodo per registrare i parametri del dispositivo, non si ha
una panoramica come quella dell’automazione di un parametro traccia. Inoltre, in seguito non si potranno silenziare le corsie edit d’automazione, nè spostarle in modo indipendente.
66
THE SEQUENCER
Prima d’iniziare a registrare l’automazione di un parametro o creare manualmente una
traccia d’automazione parametro (vedere in seguito) è meglio impostare il parametro
a un “valore statico” adeguato, cioè il valore del parametro nella song quando non è
automatizzato; ecco perchè:
D Quando si crea per la prima volta una corsia d’automazione per un
parametro (manualmente o automaticamente) il suo valore originale
sarà inserito come un valore statico durante la song ogni volta che sulla
corsia non c’è una clip d’automazione con eventi presenti.
Supponiamo di voler creare un fade-out registrando un movimento del fader nel Mixer.
La cosa migliore da fare è innanzitutto impostare il fader al valore statico corretto (cioè
il valore al quale si deve trovare il fader prima che inizi il fade-out).
Allo stesso modo, se si vuole creare uno “sweep” di filtro in un synth da qualche parte
nella song, innanzitutto impostare la frequenza del filtro al valore che deve avere da
qualche altra parte nella song e poi registrare lo “sweep” del filtro.
In questo modo è possibile prima configurare un mix statico e poi aggiungere un pò di
variazioni automatizzate del parametro desiderato da qualche altra parte nella song
mentre in altre parti si mantengono i valori statici.
D In seguito, in modalità Edit si può cambiare manualmente il valore statico per una corsia d’automazione senza sostituire alcun dato d’automazione.
Vedere “Modificare l’automazione”.
Procedura di base
1. Assicurarsi che per il dispositivo ci sia una traccia sequencer.
Per i dispositivi che possono ricevere dati nota, una traccia sequencer è creata automaticamente insieme al dispositivo; per un dispositivo mixer o effetto, si deve aggiungere manualmente una traccia prima di poter iniziare a registrare
l’automazione di un parametro.
D Se il dispositivo d’automatizzare non ha una traccia sequencer, il
metodo più rapido per aggiungerne una è selezionare “Create Track for
(nome dispositivo)” dal menu contestuale del dispositivo ([Ctrl]-click
(Mac) o click-destro sul pannello del dispositivo).
Si crea una nuova traccia sequencer abilitata alla registrazione per il dispositivo,
senza alcuna corsia d’automazione.
5. Fermare la registrazione.
Sul pannello del dispositivo ogni parametro automatizzato ha una cornice verde.
I parametri Feedback e Pan sono automatizzati.
D Se la traccia ha corsie nota è meglio disattivare il pulsante Record Enable della corsia nota attiva (a meno che, ovviamente, si decida di registrare simultaneamente note e automazione del parametro).
Se ci sono già clip registrate sulla corsia nota, registrando si crea una nuova clip
che prevale su tutte le clip precedenti nella corsia nota interessata dalla registrazione. Sebbene non sia cancellato niente, si potrebbe finire con l’avere una singola
clip invece di più clip separate e le clip originali potrebbero anche essere divise
dove non si vorrebbe (vedere gli esempi alle figure seguenti).
In modalità Arrange le clip sulle corsie d’automazione indicano i dati d’automazione
registrati; le clip sulle corsie d’automazione si differenziano dalle clip nota per un
taglio sul bordo destro in alto. Le corsie d’automazione hanno solo un pulsante “On”
e un pulsante “Delete Automation Lane” (X); riproducendo di nuovo la sezione i
parametri cambiano automaticamente, mentre fuori dai limiti della clip i parametri mantengono i rispettivi valori originali (i valori statici che avevano prima d’iniziare la registrazione).
Registrare più dati per lo stesso parametro
Per ripetere una sezione dell’automazione registrata o semplicemente registrare più
dati d’automazione di un parametro:
1. Configurare e avviare la registrazione come descritto in precedenza.
Fino a quando non si tocca il parametro è riprodotto normalmente il rispettivo dato
d’automazione e non è creata una nuova clip.
2. Alla posizione desiderata regolare il parametro.
Non appena s’inizia a modificare il valore del parametro, s’illumina l’indicatore Automation Override sul pannello di trasporto ed è creata una nuova clip.
Registrare l’automazione con la corsia nota abilitata alla registrazione.
Ora la traccia è pronta per la registrazione dell’automazione; non è necessario che la
traccia sia selezionata o abbia l’ingresso della tastiera Master per registrare l’automazione.
Il pulsante Automation Record Enable è completamente indipendente dall’ingresso
della tastiera Master.
2. Configurare a piacere i parametri del dispositivo (ai valori statici, come descritto in precedenza).
3. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata.
4. Durante la registrazione regolare il parametro(i) desiderato (dal pannello del
dispositivo o da una superficie di controllo MIDI remota).
E’ possibile automatizzare qualsiasi parametro del dispositivo - ogni parametro che
si regola genera automaticamente una corsia d’automazione e sarà registrata una
clip sulla rispettiva corsia dal punto in cui cambia il valore del parametro.
D D’ora in poi, l’automazione registrata in precedenza sarà sostituita dagli
eventi d’automazione nella nuova clip.
La registrazione dell’automazione è diversa dalla registrazione sulle corsie nota
ove non è cancellato niente registrando sulle clip registrate in precedenza; una
nuova clip d’automazione sostituisce qualsiasi clip d’automazione alla stessa posizione per la durata della regstrazione. Ovviamente, le clip d’automazione non
possono essere “sovraincise” poichè è impossibile avere simultaneamente due
clip con i dati d’automazione attivi per lo stesso parametro!
THE SEQUENCER
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3. Al termine fermare la registrazione.
A questo punto, l’automazione è stata sostituita dal punto in cui la registrazione è
iniziata a quello in cui si è interrotta; l’indicatore Automation Override è ancora illuminato, ma si spegne cliccando Stop o Play sul pannello di trasporto.
D Durante la registrazione si può anche cliccare sul pulsante Reset sotto
l’indicatore Automation Override.
Questa operazione “resetta” il parametro e la registrazione dell’automazione si
ferma (riattivando nuovamente l’automazione registrata in precedenza da quella
posizione). Si è ancora in modalità Record, quindi non appena si regola di nuovo il
parametro, l’indicatore Automation Override s’illumina ed è creata una nuova clip.
In pratica, cliccare sul pulsante Reset è come fermare la registrazione e farla ripartire.
Attivare e disattivare le corsie d’automazione parametro
Le corsie d’automazione di disattivano cliccando sul pulsante “On” di una corsia in
modo che diventi scuro; si “congela” così qualsiasi valore aveva il parametro quando
è stata disattivata la corsia d’automazione; cliccando di nuovo sul pulsante si riattiva
l’automazione.
Cancellare le corsie d’automazione
Per cancellare una corsia d’automazione cliccare sul pulsante “X” in modo che diventi
scuro; se sulla corsia ci sono clip si apre una finestra di dialogo che consente di annullare o continuare l’operazione.
Chiudere le corsie d’automazione
E’ possibile chiudere le corsie d’automazione di una traccia per facilitare l’arrangiamento se l’automazione è molto usata.
D L’editing degli eventi d’automazione è descritto a page 84.
D Per sapere come aggiungere manualmente corsie d’automazione
parametro vedere “Aggiungere/togliere corsie d’automazione”.
D Per chiudere tutte le corsie d’automazione cliccare sulla freccia nella
maniglia della corsia d’automazione in alto.
Tutte le corsie d’automazione sono chiuse e le clip sulle corsie sono indicate da
sottili striscie orizzontali (come le clip nota delle tracce chiuse).
Spostare i parametri automatizzati in riproduzione - “modalità
Live”
Anche se un parametro è stato automatizzato, si può comunque “afferrarlo” e regolarlo in riproduzione, sostituendo l’automazione:
1. Durante la riproduzione regolare un parametro automatizzato.
L’indicatore Automation Override sul pannello di trasporto s’illumina; d’ora in poi
l’automazione registrata per il parametro è disabilitata.
2. Per attivare nuovamente l’automazione cliccare di nuovo sul pulsante Reset.
Il controllo del parametro torna al sequencer.
Registrare l’automazione su più tracce
Sebbene solo una traccia possa avere l’ingresso della tastiera Master, per registrare
l’automazione è possibile abilitare alla registrazione un numero di tracce qualsiasi.
D Basta attivare il pulsante Automation Record Enable per le tracce sulle
quali si desidera registrare l’automazione.
D Quando la registrazione è attiva tutte le tracce d’automazione abilitate
alla registrazione registrano le variazioni di parametro traccia dai rispettivi dispositivi nel rack.
E’ molto utile se ci sono più superfici di controllo che controllano diversi dispositivi
nel rack durante la registrazione; per i dettagli vedere il capitolo “Controllo Remoto”.
68
THE SEQUENCER
D Premendo [Alt] e cliccando sulla freccia si chiudono/aprono le corsie
d’automazione su tutte le tracce.
Registrare cambi pattern
Se la song contiene dispositivi pattern, di solito si usa più di un singolo pattern nella
song. Per facilitarne l’uso si possono registrare i cambi pattern nel sequencer (o disegnarli manualmente, come descritto a page 88).
Toolbar
La toolbar è situata sopra la Track List nel sequencer e presenta i vari tool per l’editing
di clip ed evento nel sequencer.
1. Individuare la traccia sequencer del dispositivo e assicurarsi che sia attivo il
pulsante Record Enable Parameter Automation.
Per ora si può disabilitare il pulsante Record Enable della corsia nota (non serve).
2. Impostare l’inizio desiderato del pattern (Start) sul dispositivo pattern.
4. Durante la registrazione cambiare i pattern con i pulsanti Bank e Pattern sul
pannello del dispositivo.
Assicurarsi di cambiare i pattern leggermente in anticipo - il cambio pattern vero e
proprio è registrato (e avviene) sul movimento in battere successivo, in base al
tempo in chiave del sequencer principale.
Da sinistra a destra la toolbar presenta i seguenti elementi:
• Pulsante di selezione modalità Edit/Arrange - vedere “Due modalità visive”.
• Tool Arrow (o Selection) - è il tool principale usato per selezionare, ridimensionare
e spostare clip o eventi; è selezionato di default.
• Tool Pencil: serve per disegnare clip ed eventi.
• Tool Erase: serve per cancellare clip ed eventi.
• Tool Razor: si usa per dividere le clip - vedere “Dividere le clip”.
• Tool Magnifying Glass: si usa per ingrandire o rimpicciolire il sequencer.
• Tool Hand: serve per scorrere l’immagine.
• Menu a tendina Snap e selettore On/Off: vedere in seguito.
5. Al termine fermare la registrazione.
Attorno ai pulsanti di selezione pattern c’è una cornice verde ad indicare che i
cambi pattern del dispositivo sono automatizzati; è creata anche una corsia d’automazione Pattern Select con le clip del pattern.
D Un metodo rapido per selezionare i vari tool è usare i tasti “Q,W,E,R,T,Y”
sulla tastiera del computer.
“Q” seleziona il tool Arrow, “W” seleziona il tool Pencil e così via, nello stesso ordine con il quale i tool sono sistemati sulla toolbar.
3. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata.
All’avvio della registrazione il dispositivo pattern s’avvia automaticamente.
Sebbene fino a quando non si cambia pattern non sia creata una clip, è registrato
il pattern iniziale.
Clip d’automazione pattern sulla corsia Pattern Select.
D L’automazione pattern non ha “valore statico”; se la selezione del pattern è automatizzata i pattern sono riprodotti solo dove ci sono clip pattern.
Se la corsia pattern è vuota non è riprodotto alcun pattern.
D Ogni cambio di pattern è registrato sul movimento in battere (all’inizio di
una nuova misura nel sequencer).
E’ possibile spostare i cambi di pattern ad altre posizioni muovendo o ridimensionando le clip pattern (vedere “Editing clip di cambio pattern”).
D Si può eseguire un punch-in sui cambi pattern registrati per sostituire
una sezione della traccia.
D Una volta registrati i cambi pattern si può usare la funzione “Convert
Pattern Track to Notes” per trasferire le note nei pattern al sequencer
principale.
Si possono così creare variazioni illimitate modificando in seguito le note in modalità Edit.
D E’ possibile anche disegnare a mano le clip d’automazione nella corsia
Pattern Select - vedere “Editing clip di cambio pattern”.
THE SEQUENCER
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Funzione Snap
Quando si seleziona e modifica il materiale (sia in modalità Arrange che Edit), la funzione Snap influenza il risultato; attivando la funzione Snap, l’editing è “limitato” ai valori
nota selezionati nel menu a tendina Snap (valore Snap). Pulsante Snap e menu a tendina si trovano sulla toolbar del sequencer: la funzione Snap si attiva/disattiva premendo [S].
Editing clip in modalità
Arrange
Usare questo menu a tendina per selezionare il valore
Cliccare qui per
attivare/
disattivare la
! Si noti che è possibile scegliere valori Snap diversi per arrangiare e modificare il contenuto delle clip aperte. Vedere a page 80.
La funzione Snap influenza le seguenti operazioni:
In modalità Arrange si vedono più tracce nello stesso momento e si ha una buona
panoramica della song; è utile per riarrangiare le clip, aggiungere o togliere misure,
quantizzare e modificare clip su tracce e corsie diverse contemporaneamente.
D Per selezionare la modalità Arrange cliccare sul pulsante Arrange/Edit
nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.
D Movimento della posizione song, marker dei locatori e marker End.
Regolando questi marker con la funzione Snap attiva, essi sono “magnetici” al valore Snap.
D Spostamento di clip ed eventi.
Spostando una o più clip o eventi con la funzione Snap attiva, essi mantengono le
relative distanze rispetto alle posizioni del valore Snap.
D Disegno delle clip.
Creando clip con il tool Pencil, le rispettive posizioni Start ed End sono magnetiche alle posizioni dei valori Snap.
D Disegno di eventi nelle clip aperte.
Il valore Snap determina la più piccola posizione nota alla quale è possibile disegnare una nota o un punto d’automazione; inoltre, il valore Snap determina la durata
più breve delle note quando le si disegna.
D Uso del tool Razor per dividere le clip.
Vedere “Dividere le clip”.
D Funzione Nudge di clip o eventi.
Vedere “Correggere le posizioni clip” e “Correggere le posizioni evento (Nudge)”.
70
THE SEQUENCER
Si può anche premere [Shift]-[Tab] o [Command]/[Ctrl]-[E].
Selezionare le clip
Una clip si seleziona cliccandoci sopra (con il tool Arrow); la clip selezionata ha un
contorno nero e due maniglie alle estremità.
In modalità Arrange per selezionare più clip cliccare e trascinare un rettangolo di
selezione con il mouse.
D Si può disegnare un rettangolo di selezione per più tracce o corsie.
Sono selezionate tutte le clip toccate dal rettangolo di selezione.
D Tenendo premuto [Shift] quando si selezionano le clip, tutte le clip già
selezionate restano selezionate.
Ciò consente selezioni multiple non contigue: prima selezionare alcune clip, poi
premere [Shift] e selezionare altre clip, e così via.
D Si può anche usare il comando “Select All” del menu Edit.
Questo comando seleziona tutte le clip presenti nella song.
D Un altro modo per selezionare le clip è usare i tasti freccia sulla tastiera
del computer.
Premendo la freccia destra si seleziona la clip successiva sulla corsia, premendo il
tasto con la freccia in basso si seleziona la clip più vicina sulla corsia inferiore,
ecc.. Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia sinistro/destro è possibile
eseguire selezioni multiple sulla stessa corsia.
D Un doppio-click del mouse su una clip nota la apre per l’editing in modalità Edit.
Per tornare alla modalità Arrange cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode”
nell’angolo in alto a sinistra del sequencer (o premere [Shift]+ [Tab]).
L’editing del contenuto di una clip è descrittto da page 78 in poi.
D Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione parametro traccia
lo apre direttamente per l’editing in modalità Arrange.
•
•
Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto
freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di tick
(ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16,quindi l’editing è molto preciso); verificare
le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione, altrimenti non si “vedono” le
variazioni di posizione.
Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto
freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di
beat.
Spostare le clip tra le corsie
E’ possibile spostare le clip tra le corsie, sulla stessa traccia o su corsie di altre
tracce:
D Cliccare e trascinare la clip alla posizione desiderata sull’altra corsia.
Se attivo, il valore Snap è tenuto in considerazione.
Clip “aliene”
D E’ possibile spostare clip nota su altre corsie nota e clip d’automazione
su altre corsie d’automazione (se applicabile - vedere in seguito).
Si può spostare una clip nota su una corsia d’automazione o una clip d’automazione su una corsia nota, ma la clip diventa “aliena” (è indicata da striscie verticali
rosse).
D Per togliere la selezione alle clip basta cliccare ovunque in una zona
vuota.
Spostare le clip sulla stessa corsia
D Per spostare una clip, cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posizione.
Per spostare più clip selezionarle con le tecniche standard ed eseguire un click &
drag del mouse su una delle clip selezionate; tutte le clip si spostano della stessa
quantità mantenendo però le rispettive posizioni relative.
D Se la funzione Snap è attiva la selezione può essere rilasciata solo nel
punto in cui mantiene la sua distanza relativa rispetto alle posizioni del
valore Snap.
Vedere “Funzione Snap”.
D La posizione d’inizio (Start) delle clip selezionate si può spostare anche
numericamente nell’Inspector - vedere “Striscia Inspector e clip selezionate”.
Correggere le posizioni clip
I tasti freccia sinistro/destro si possono usare per “correggere” le posizioni delle clip:
• Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o
destro, si sposta la posizione avanti o indietro del valore Snap impostato.
Clip “aliena”.
Una clip d’automazione può diventare “aliena” se si sposta sulla corsia d’automazione
di un parametro che ha un intervallo di valori diverso (per esempio, eseguendo il
browsing incrociato con un altro tipo di dispositivo).
D Nella maggior parte dei casi, il problema si risolve selezionando la clip e
scegliendo “Adjust Alien Clips to Lane” dal menu Edit.
Per esempio, se la clip di un parametro con intervallo di valori bipolare (da -64 a
63) è spostata su una corsia d’automazione che ha un intervallo di valori unipolare
(da 0 a 127) essa diventa “aliena”; selezionando “Adjust Alien Clips to Lane” i dati
della clip sono scalati in modo da adattarsi all’intervallo di valori della corsia corrente.
Sono applicati i seguenti criteri generali:
• La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 127 può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha
lo stesso intervallo di valori.
• La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 63 a -64 può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha
lo stesso intervallo di valori.
• La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 1 (cioè un
selettore On/Off) può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il
parametro di questa corsia ha lo stesso intervallo di valori.
THE SEQUENCER
71
Spostare clip con dati d’automazione controller performance a
un’altra traccia
Spostando clip nota con automazione dei controller performance a un’altra traccia (di
un dispositivo strumento di tipo diverso) si osservi che:
D Se nella clip nota sono stati registrati solo controller performance standard (Pitch Bend, Mod Wheel e Sustain Pedal) di solito essi sono trascritti senza alcun problema quando sono spostati su un’altra traccia del
dispositivo.
Non tutti i dispositivi, però, rispondono a tutti i controller performance - Malström,
ad esempio, non risponde ai dati dei controller performance Aftertouch, Expression o Breath.
D Se nella clip nota sono stati registrati parametri di controller non-standard di un dispositivo con l’opzione “Automation as Performance control” (vedere a page 66) alcuni parametri automatizzati potrebbero non
avere un parametro equivalente nel dispositivo target.
In tal caso, il dato d’automazione di un controller incompatibile è ignorato.
D Ove applicabile, i parametri comuni alla maggior parte dei dispositivi
strumento (filtri, inviluppi, ecc.) sono trasferiti al dispositivo target.
Duplicare le clip
Per duplicare le clip selezionate, tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e
procedere come quando le si sposta.
Spostare una corsia nota su un’altra traccia
Per spostare una corsia nota (completa di tutte le clip) a una corsia nota su un’altra
traccia:
D Cliccare sulla maniglia della corsia nota nella Track List e trascinarla a
un’altra traccia.
Premere [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) per copiare la corsia invece di
spostarla.
Questa operazione crea sempre una nuova corsia nota sulla traccia collocando le clip
su questa nuova corsia; tutte le clip sulla corsia spostata mantengono le rispettive posizioni.
• Per l’automazione performance valgono le stesse regole descritte in precedenza.
• Le corsie d’automazione traccia non si possono spostare con questo metodo.
Taglia, Copia e Incolla
E’ possibile spostare o duplicare le clip con i comandi Cut, Copy e Paste del menu
Edit. Incollando, le clip appaiono alla posizione song sulle rispettive corsie originali.
Incollando in un altro documento song di Reason si creano nuove tracce (ove necessario). Poichè tutte le tracce devono avere un dispositivo, le nuove tracce saranno collegate a Combinator vuoti - usare il browser Combinator per selezionare una patch e
un tipo di dispositivo adatti.
Lo stesso vale per le clip “aliene” e l’automazione performance (vedere sopra).
Usare Copy e Paste per ripetere una sezione
Tagliando o copiando una selezione, la posizione song si sposta automaticamente alla
fine della selezione (oppure, se è attiva la funzione Snap, alla posizione valore Snap
più vicina dopo la fine della selezione); è possibile così ripetere subito una sezione di
clip:
1. Assicurarsi che la riproduzione sia ferma.
2. Impostare il valore Snap in “Bar” (o alla durata della sezione da ripetere, se
inferiore a una misura).
3. Attivare la funzione Snap.
4. Selezionare le clip da ripetere.
Poichè è possibile eseguire selezioni su corsie nota in più tracce, questo è un
metodo rapido per copiare intere sezioni della song.
5. Selezionare Copy dal menu Edit.
La posizione song si sposta al valore Snap più vicino dopo la fine della selezione
(sempre che sia stata fermata la riproduzione).
6. Selezionare Paste dal menu Edit.
La sezione copiata è incollata e la posizione song si sposta alla fine della sezione
incollata.
7. Incollare di nuovo, tante volte quanto si vuole ripetere la sezione.
72
THE SEQUENCER
Cancellare le clip
D Per cancellare una clip, selezionarla e premere [Canc] o [Backspace], oppure scegliere Delete dal menu Edit.
Si può anche disegnare un rettangolo di selezione con il tool Arrow attorno a più
clip e cancellarle tutte insieme; gli stessi criteri si applicano anche per la selezione
delle clip.
Cancellare le clip con il tool Eraser
Riportando la clip alla dimensione originale, le note nascoste sono di nuovo visibili e attive.
D Ridimensionando una clip in modo che gli eventi nota mantengano le rispettive posizioni d’inizio all’interno della clip ma con le note che
“sporgono” fuori dalla clip, queste note saranno comunque visibili e
riprodotte per l’intera durata degli eventi.
In modalità Arrange per cancellare le clip si può anche usare il tool Eraser; il tool
Eraser si può usare in due modi: con un singolo click del mouse sugli eventi o disegnando un rettangolo di selezione intorno a più eventi.
Cancellare le clip con un singolo click del mouse
D E’ possibile ridimensionare più clip selezionate simultaneamente.
D Selezionare il tool Eraser e cliccare sull’evento da cancellare.
D Si può editare numericamente la durata di una clip selezionata nella
striscia Inpector.
Vedere a page 74.
Cancellare gli eventi disegnando un rettangolo di selezione
D Selezionare il tool Eraser, cliccare e tenere premuto il puslante sinistro
del mouse quindi disegnare un rettangolo di selezione.
In questo modo si esegue una selezione che racchiude più eventi da cancellare insieme.
! Non è necessario che una a clip sia completamente inclusa nel rettangolo per essere selezionata - basta che il rettangolo di selezione intersechi o tocchi la clip.
Ridimensionare le clip
Le clip selezionate si possono ridimensionare in vari modi:
D Una clip selezionata ha maniglie alle estremità; trascinando una delle
maniglie si ridimensiona la clip.
E’ possibile allungare o accorciare una clip; come sempre è tenuto in considerazione il valore Snap (se attivo).
D Accorciando la clip tutti gli eventi che iniziano fuori dai bordi della clip
non sono visibili in modalità Arrange e non sono riprodotti.
Gli eventi, sebbene nascosti, ci sono comunque (sono visibili in modalità Edit - vedere a page 82) e diventano visibili e attivi nuovamente ridimensionando la clip alla
durata originale (o allungandola).
Ridimensionando la clip accorciandola, tutti gli eventi che si trovano fuori dai bordi della clip sono
nascosti e non sono riprodotti.
D Per rimuovere tutti gli eventi fuori da una clip (o un’intera traccia, influenzando tutte le clip) selezionare “Crop Events to Clips” dal menu Edit.
E’ utile se ci sono molti “eventi esterni” che confondono la visuale quando si modificano le clip aperte.
D L’unico caso in cui Reason rimuove automaticamente gli eventi fuori
dalle clip è quando si uniscono due clip e ci sono eventi nascosti tra
esse.
In tal caso, tali eventi sono rimossi, altrimenti la clip unita suonerebbe diversa dalle
due clip originali!
Clip sovrapposte
Se durante movimento o ridimensionamento delle clip due di esse si sovrappongono
sono applicati i seguenti criteri:
D Clip o sezioni di clip nascoste (sovrapposte) non sono riprodotte.
Ogni corsia nota riproduce solo una singola clip alla volta - per miscelare due clip
note, collocarle su corsie separate.
D La clip che inizia dopo appare in alto (ed è riprodotta).
Se una clip più corta è collocata “nel mezzo” di una più lunga, Reason riproduce
l’inizio della clip lunga, poi quella più corta, quindi la fine della clip lunga.
D Se entrambe le clip iniziano alla stessa posizione e hanno la stessa durata, una delle due è nascosta completamente e non è riprodotta.
THE SEQUENCER
73
Disegnare le clip
Dividere le clip
In modalità Arrange si possono disegnare clip vuote con il tool Pencil; è utile per disegnare manualmente gli eventi in una clip.
Le clip si possono dividere usando il tool Razor:
D Selezionare il tool Pencil e disegnare nell’intervallo in cui si vuole la clip.
Il valore Snap è tenuto in considerazione; il tipo di clip che si crea dipende dal tipo
di corsia (corsia nota, corsia pattern, ecc.).
Silenziare le clip
D Cliccando su una clip con il tool Razor la si divide alla posizione di click
(il valore Snap è tenuto in considerazione).
Il bordo sinistro del tool Razor ha una linea che indica dove avviene il taglio.
D Si può anche cliccare e trascinare con il tool Razor per tagliare un intervallo, su una o più corsie.
E’ possibile silenziare le clip selezionate:
D Selezionare le clip e scegliere “Mute Clips” dal menu Edit o dal menu
contestuale della clip.
E’ possibile anche selezionare le clip e cliccare “M” per silenziarle; per toglierle dal
muto selezionare “Unmute Clips” o cliccare di nuovo “M”; le clip silenziate sono prive
di colori e hanno contorni sbiaditi.
Una clip silenziata.
Unire le clip
Clip separate su una corsia si possono unire in un’unica clip; è possibile anche unire
clip non direttamente adiacenti sulla corsia. Per farlo:
1. Selezionare le clip da unire.
2. Selezionare “Join Clips” dal menu Edit o da quello contestuale della clip.
Si crea una singola clip; se prima dell’operazione tra le clip c’era un vuoto, l’area
sarà vuota - nella clip unita sono mantenute le posizioni relative di tutti gli eventi
presenti nelle clip originali; vedere anche le osservazioni sugli eventi fuori dalle clip
a page 82.
D E’ possibile unire clip selezionate tra le quali ce ne sono altre non selezionate.
Le clip non selezionate si sovrappongono alle rispettive posizioni originali mascherando la clip unita.
D Per dividere le clip su tutte le tracce e corsie cliccare (o cliccare e trascinare il mouse per selezionare un intervallo) nel righello.
Nominare le clip
Si nomina una singola clip selezionandola e scegliendo “Add Labels to Clips” dal
menu Edit (o dal menu contestuale della clip); appare un box di testo nel quale inserire il nome della clip.
Aggiungendo etichette a più clip selezionate in una volta, esse prendono tutte nomi
generici in base al tipo di clip (es. “untitled note clip”); con un doppio-click del mouse
su un’etichetta si apre un campo testuale nel quale inserire una scritta.
Striscia Inspector e clip selezionate
La striscia Inspector si trova sopra il righello; qui si possono modificare numericamente clip ed eventi usando i campi valore, aggiungere l’automazione o le corsie pattern; le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base a cosa è
selezionato: traccia, clip o evento di un certo tipo.
Per le clip l’Inspector funziona così:
D Se non è selezionata una clip (o se è messa a fuoco la Track List) sono
visualizzati solo il menu a tendina Track Parameter Automation (vedere
a page 66) e il pulsante Create Pattern Lane.
74
THE SEQUENCER
D Selezionando una clip appaiono due campi valore che mostrano posizione d’inizio (Pos) e durata della clip (Len) in misure, movimenti, note da
1/16 e tick.
Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore (es. beats) e
trascinando il mouse, usando i controlli freccia o digitando i valori dalla tastiera del
computer; ciò modifica la rispettiva posizione Start (o durata) della clip selezionata
in incrementi del valore selezionato; il valore Snap non è tenuto in considerazione.
Modificare i valori di più clip selezionate
Modificando i valori di più clip selezionate le variazioni sono sempre relative.
Per esempio, aumentando la posizione della clip di 2 beat quando sono selezionate
più clip esse si sposteranno tutte di 2 beat, mantenendo le rispettive posizioni relative.
D Se sulla stessa corsia traccia ci sono più clip selezionate, i campi valore
indicano posizione e durata della clip che inizia prima.
D Se sono selezionate più clip su tracce (o corsie) diverse è mostrata la
traccia o corsia situata più in alto.
Se la traccia/corsia più in alto ha molte clip selezionate sono indicati i valori della
clip che inizia prima su quella corsia.
✪ E’ possibile anche aggiungere o sottrarre una quantità ai valori digitando
“+” o “–”; selezionando il valore Bars nel display Position e digitando
“+3”, ad esempio, si spostano in avanti di tre misure tutte le clip selezionate.
THE SEQUENCER
75
Pulsante Match Values
Quando sono selezionate più clip con valori di posizione e/o durata diversi, accanto al
rispettivo campo valore (position o length) appare il pulsante Match Values.
Pulsante Match Values.
Questo pulsante si può usare per far corrispondere i valori, in modo che tutte le clip
abbiano rispettivamente la stessa posizione (position) o durata (length); funziona così:
Cliccando sul pulsante Match Values di posizione tutte le clip selezionate assumono
la stessa posizione Start e il pulsante Match Values accanto al campo Position scompare.
Queste 3 clip hanno le stesse posizioni Start ma durate diverse, quindi solo il campo valore Length
mostra il pulsante Match Values.
Cliccando sul pulsante Match Values di durata, tutte le clip selezionate assumono
la stessa durata e il pulsante Match Values accanto al campo Length scompare.
Subtick
Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posizionamento molto preciso; quando si registrano le note, tuttavia, la risoluzione interna è
perfino superiore, quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick).
Ciò è indicato da un asterisco situato accanto la valore tick.
Ora le clip selezionate hanno sia posizioni Start che durate diverse, quindi entrambi i campi valore
mostrano il pulsante Match Values.
76
THE SEQUENCER
Per arrotondare il valore del subtick a quello del tick più vicino [Command]-click
(Mac)/[Ctrl]-click (Windows) sull’asterisco.
Inserire e togliere misure
Editing delle clip d’automazione in modalità Arrange
Quando si modifica la struttura complessiva di una song, può essere necessario
sistemare ordine e durata d’intere sezioni (es. accorciare le “strofe” di due misure, aggiungere alcune misure di “intro”, ecc.). Il menu Edit o quello contestuale del sequencer hanno due utili funzioni al riguardo:
Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione la apre per l’editing, ma a differenza delle clip nota si rimane in modalità Arrange (non si passa alla modalità Edit).
E’ comodo per modificare gli eventi d’automazione solo per un parametro specifico.
L’editing dell’automazione è come quello della modalità Edit - vedere a page 85.
In modalità Arrange per chiudere una clip d’automazione aperta cliccare fuori di essa
(in un’altra corsia), oppure premere [Invio] o [Esc].
Insert Bars Between Locators
Questa funzione inserisce un’area vuota tra i locatori; tutte le clip che intersecano le
posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate
a destra per “fare spazio” all’area inserita.
Altre funzioni di editing in modalità Arrange
In modalità Arrange è possibile anche applicare la quantizzazione e usare le funzioni di
editing della finestra Tool - pagina Tools (vedere a page 89) .
E’ utile poichè consente di modificare le clip su più tracce in una volta.
D E’ possibile selezionare una o più tracce da quantizzare o altre funzioni
di editing della pagina Tools da applicare a tutte le note in tutte le clip
sulle tracce selezionate.
Per selezionare più tracce eseguire uno [Shift]-click nella Track List.
Le funzioni di editing della pagina Tools (finestra Tool) sono descritte a page 89.
Remove Bars Between Locators
Questa funzione rimuove tutto il materiale tra i locatori; tutte le clip che intersecano le
posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate
a sinistra per “colmare” il vuoto creato oltre la sezione rimossa.
Colore della clip
D E’ possibile colorare le clip selezionate in modo indipendente dal colore
della traccia selezionando “Clip Color” dal menu Edit e scegliendo un
colore dal submenu.
Tutte le clip selezionate prendono il colore scelto; registrando nuove clip sulla corsia è applicato il colore traccia impostato.
THE SEQUENCER
77
Modalità Edit
La modalità Edit consente di modificare gli eventi contenuti in una clip; qui si esegue
l’editing dettagliato di eventi nota e automazione.
Aprire una clip in modalità Edit
D Per modificare il contenuto di una clip nota doppio-click del mouse su di
essa o selezionarla e premere [Invio].
Aprendo una clip nota il sequencer passa automaticamente in modalità Edit.
D Per entrare in modalità Edit cliccare sul pulsante Edit/Arrange nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.
Un doppio-click del mouse su una clip nota in modalità Arrange...
Modalità Edit selezionata con una clip nota aperta per l’editing.
Per selezionare le modalità Arrange ed Edit si può anche premere [Shift]-[Tab] o
[Command]/[Ctrl]+[E].
Scegliere cosa modificare
La modalità Edit mostra sempre il contenuto di una singola traccia (o di una singola
corsia nota su una traccia) alla volta; l’editing può essere concentrato su una sola corsia nota alla volta.
D Se quando si entra in modalità Edit è selezionata una traccia appare il
contenuto di quella traccia.
Tutte le clip su questa corsia nota appaiono e sono disponibili per l’editing, ma
nessuna è aperta e gli eventi nella clip sono sfumati in grigio; per poter modificare
o disegnare eventi nota o d’automazione si deve aprire la clip, come descritto in
seguito.
D Se la traccia ha pù corsie nota appare il contenuto della corsia nota corrente selezionata.
Per selezionare le corsie nota cliccare sulla rispettiva maniglia.
D Si può cambiare traccia in ogni momento cliccando nella Track List.
In questo modo si può restare in modalità Edit e selezionare tracce e note diverse
per l’editing senza dover tornare in modalità Arrange.
D Un doppio-click su una clip d’automazione la apre per l’editing in modalità Arrange (comodo per la modifica rapida di un singolo parametro).
In modalità Edit si possono visualizzare e modificare tutte le clip d’automazione
parametro della traccia; l’editing dell’automazione è descritto a page 85.
78
THE SEQUENCER
...la apre per l’editing in modalità Edit; in modalità Edit una clip aperta è evidenziata.
Elementi della modalità Edit
In modalità Edit la finestra è divisa in varie corsie edit che si usano per modificare vari
tipi d’eventi presenti in una clip nota (eventi nota e d’automazione velocity e controller
performance); in modalità Edit sono visualizzate e si possono modificare anche tutte
le corsie d’automazione parametro traccia.
Panoramica
Corsia edit
Note
D Ci sono poi le corsie edit per l’automazione dei controller performance.
Ogni controller performance che si usa in registrazione ha una corsia edit separata.
Si possono aggiungere le corsie controller performance anche usando il menu a
tendina Note Lane Performance Parameter Automation situato sopra i controlli di
zoom verticale a destra. Vedere a page 64.
D Infine, qualsiasi automazione di parametro traccia utilizzata appare su
corsie separate.
Si noti che l’automazione parametro traccia non “appartiene” alla corsia nota
selezionata o alla clip nota e non sarà selezionata se è aperta una clip nota. Le clip
sulle corsie d’automazione traccia influenzano tutte le corsie nota attive su una
traccia alla stessa posizione; un doppio-click del mouse su una clip d’automazione
parametro traccia la apre per l’editing. Vedere “Modificare l’automazione”.
Modalità d’editing nota
Corsia edit
Velocity
Corsie edit
controller
performance
Corsie
automazione
parametro
traccia
Di default, la modalità d’editing nota selezionata quando si entra in modalità Edit
dipende dal tipo di dispositivo al quale è collegata la traccia; per le tracce strumento
standard è selezionata la modalità edit Key, per le tracce Redrum la modalità edit
Drum e per le tracce Dr. Rex è selezionata la modalità edit REX.
Queste modalità si possono cambiare manualmente usando il menu a tendina in alto
a destra della zona note.
La modalità edit nota può essere memorizzata singolarmente per ogni traccia (o ogni
corsia nota su una traccia); la prossima volta che si seleziona la modalità Edit per
quella traccia (o corsia nota) la modalità edit nota sarà la stessa.
La figura mostra tre clip in modalità Edit; quella al centro è aperta per l’editing; le clip adiacenti sulla
stessa corsia sono visibili, ma gli eventi sono sfumati in grigio.
In figura (dall’alto in basso) la modalità Edit presenta i seguenti elementi:
D In alto c’è la panoramica.
Essa mostra tutte le clip sulla corsia nota della traccia selezionata; appaiono come
in modalità Arrange e si possono selezionare più clip sulla stessa corsia nota.
Nella panoramica si può eseguire qualsiasi editing della clip - funziona esattamente come in modalità Arrange - che però si applica solo alle clip sulla stessa
corsia.
D Nella corsia edit Note si esegue tutto l’editing relativo all’evento nota.
Qui è possibile modificare le note di una clip aperta alla volta; la corsia edit Note
può visualizzare una delle tre modalità di editing nota.
Modalità edit Key; la tastiera di piano virtuale a sinistra indica l’altezza delle note che copre tutto
l’intervallo di note MIDI ( da C-2 a G8). Si noti che i tasti neri e bianchi sono riflessi nei colori di sfondo
della griglia, per facilitare l’individuazione della giusta altezza quando si disegnano e spostano le note!
Usare questa modalità per l’editing delle tracce strumento.
D Sotto la corsia edit Note c’è la corsia edit Velocity nella quale è possibile
modificare graficamente i valori di velocity delle note. Vedere “Velocity”.
THE SEQUENCER
79
Gestione della finestra modalità Edit
Ridimensionamento e ingrandimento
D Per ridimensionare o nascondere le corsie edit trascinare i divisori.
La modalità edit Drum è suddivisa verticalmente in numeri nota che corrispondono ai canali dei suoni
percussivi di un dispositivo Redrum (inoltre, sono nominati opportunamente se la traccia è collegata a
un dispositivo Redrum); usare questa modalità per l’editing di tracce percussive.
D Ove possibile, le corsie hanno controlli di zoom e barre di scorrimento
individuali.
D Il tool Magnifying Glass si usa per ingrandire e rimpicciolire.
Cliccare per lo zoom in e cliccare premendo [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows) per
lo zoom out.
La modalità edit REX è suddivisa verticalmente in altezze (da C3 in su) che corrispondono agli “slice”
in un dispositivo player di loop Dr. Rex; usare questa modalità per l’editing di tracce Dr. Rex.
D In tutte le tre modalità, le note vere e proprie sono visualizzate in “box”,
ove la durata della nota è indicata dalla larghezza del box e i valori di velocity sono indicati dal colore del box (più scuro è il colore, maggiore è la
velocity).
Le procedure di base per l’editing nota sono le stesse in tutte le modalità.
Valori Snap distinti per arrangiamento ed editing
Ci sono due impostazioni Snap diverse, una per quando la clip è aperta per l’editing e
una per quando non è aperta alcuna clip (es. in modalità Arrange). In genere, si definisce un buon valore Snap (es. 1/16) per le clip aperte e l’altro valore Snap a “Bar”
per un comodo arrangiamento; si può anche decidere di disattivare la funzione Snap
indipendentemente da qualsiasi impostazione.
D Il valore Snap per l’editing si usa ogni volta che è aperta una clip nota o
d’automazione (anche quando una clip d’automazione è aperta in modalità Arrange).
Tuttavia, c’è un’eccezione: se una clip nota è aperta in modalità Edit e si clicca
nella panoramica, la clip rimane aperta ma è selezionato il valore Snap per l’arrangiamento. Ciò consente, ad esempio, di spostare o ridimensionare la clip nella
panoramica come in modalità Arrange (senza prima chiuderla).
D Il tool Hand serve per scorrere la veduta in qualsiasi direzione.
Cliccare e trascinare il mouse nella direzione desiderata.
D Per un editing massiccio, si consiglia di sganciare il sequencer dal rack e
usarlo in una finestra separata.
Per farlo cliccare sul pulsante Detach Sequencer nel rack o selezionare il comando “Detach Sequencer Window” dal menu Windows.
Pulsante Detach Sequencer.
Per riagganciare il sequencer cliccare sul pulsante Attach Sequencer (nel rack o nella
finestra sequencer sganciata) o selezionare il comando “Attach Sequencer Window”
dal menu Windows.
D Altrimenti si può ottimizzare l’area del sequencer in modo che occupi il
rack.
Per farlo, cliccare sul pulsante Maximize Sequencer o tenere premuto [Command]
(Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [2] nella parte sinistra della tastiera del computer.
Pulsante Maximize Sequencer.
80
THE SEQUENCER
Disegnare le note
Disegnare le note
D Per selezionare tutte le note nella clip usare il comando Select All del
menu Edit.
Assicurarsi che sia a fuoco la giusta corsia (Key, Drum o REX) - altrimenti si potrebbero selezionare eventi d’automazione o cambio pattern; per mettere a fuoco
una corsia cliccare da qualche parte su di essa (nella corsia appare un sottile contorno extra).
1. Assicurarsi che la clip nota sia aperta.
Se non lo è, selezionarla e premere [Invio] o doppio-click su di essa.
D Per de-selezionare tutte le note cliccare da qualche parte in una zona
vuota.
2. Per limitare l’inserimento nota solo a determinati valori nota (es. 1/16), impostare il rispettivo valore Snap e attivare la funzione Snap.
Spostare le note
3. Selezionare il tool Pencil.
E’ possibile selezionare temporaneamente i tool Arrow e Pencil tenendo premuto
[Command] (Mac) o [Alt] (Windows).
D Per spostare una nota cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posizione.
Se sono selezionate più note saranno tutte spostate. Sono mantenute le singole
distanze tra le note spostate.
Le note si disegnano e modificano principalmente nella corsia Key, ma tutte le operazioni descritte si applicano anche alle corsie Drum e REX:
4. Se necessario cliccare sulla tastiera di piano virtuale, nella drum list o nella
slice list per trovare la giusta altezza o suono.
5. Cliccare nella zona display nota della corsia alla posizione desiderata.
E’ inserita una nota alla posizione di valore Snap più vicina.
D Se è attiva l’opzione Snap, gli eventi spostati mantengono la rispettiva
distanza relativa rispetto alle posizioni del valore Snap.
Per esempio, se il valore Snap è impostato in “Bar”, si possono spostare le note
selezionate a un’altra misura senza infuenzare la loro temporizzazione.
D Cliccando una volta con la funzione Snap attiva la nota assume tale durata.
Con la funzione Snap non attiva la nota avrà la durata del valore Snap più breve (1/
64).
D Se invece si clicca e si tiene premuto il pulsante sinistro del mouse, si
può trascinare verso destra per stabilire la giusta durata della nota.
Se la funzione Snap è attiva, la durata sarà un multiplo del valore Snap (vedere
anche in seguito le osservazioni sulla durata delle note percussive).
Modificare le note
Le note si possono modificare manualmente con il mouse in modalità Edit o numericamente dell’Inspector; l’editing degli eventi nell’Inspector è descritto a page 83.
Selezionare le note
In modalità Edit per selezionare le note usare uno dei seguenti metodi:
D Per selezionare una nota in una clip aperta, cliccarci sopra con il tool Arrow.
D Per selezionare più note tenere premuto [Shift] e cliccare.
Per de-selezionare singole note eseguire di nuovo uno [Shift]-click su di esse.
D Si può anche cliccare e trascinare un rettangolo di selezione attorno alle
note da selezionare.
D Per selezionare la nota successiva o precedente su una corsia premere
rispettivamente il tasto freccia destro o sinistro sulla tastiera del computer.
Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia si eseguono selezioni multiple.
D Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina, il movimento è “magnetico”
solo in orizzontale o verticale.
Ciò aiuta a spostare le note senza trasportarle accidentalmente d’intonazione (oppure trasportarle d’intonazione senza cambiare accidentalmente la loro posizione
metrica).
D E’ possibile anche modificare le posizioni nota numericamente nell’Inspector.
Vedere “Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector”.
THE SEQUENCER
81
Correggere le posizioni evento (Nudge)
E’ possibile usare i tasti freccia sinistro/destro per “ritoccare” le posizioni di eventi
selezionati; funziona così:
• Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o
destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti del valore Snap definito.
• Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto
freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incrementi di tick (ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16, quindi l’editing è molto preciso - verificare le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione, altrimenti le
variazioni di posizione non si “vedranno”).
• Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto
freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incrementi di beat.
D La durata delle note si può modificare anche numericamente nell’Inspector.
Vedere a page 83.
Ridimensionare le note percussive
Le note percussive si ridimensionano come tutte le altre, ma il risultato dipende dal
selettore Decay/Gate e dalla manopola Length del suono percussivo sul pannello di
Redrum:
D Se è selezionata la modalità Decay, il suono percussivo è riprodotto fino
alla fine, indipendentemente dalla durata della nota.
O meglio, si dissolve seguendo l’impostazione Length.
Per duplicare le note selezionate tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e
procedere come per spostarle.
D Se è selezionata la modalità Gate la durata della nota influenza il suono
risultante.
Tuttavia, la durata massima del suono è stabilita dalla manopola Length - il suono
sarà interrotto dopo questa durata, indipendentemente dalla durata della nota.
Infine, anche se la manopola Length è regolata al valore massimo, il suono non
sarà riprodotto più a lungo della durata del campione percussivo.
Usare i comandi Taglia, Copia e Incolla
Cancellare le note
Gli eventi si possono spostare o duplicare con i comandi Cut, Copy e Paste del menu
Edit.
Le note si possono cancellare in due modi:
Duplicare le note
D Tagliando o copiando, la posizione song si sposta automaticamente alla
fine della selezione.
Si possono così ripetere gli eventi.
D Selezionandole e premendo [Backspace] o [Canc], oppure selezionando
Delete dal menu Edit.
D Selezionando il tool Eraser e cliccando sulle note da cancellare.
D Incollando, gli eventi appaiono alla posizione song sulla corsia originale.
Le note si possono incollare solo quando una clip nota è aperta per l’editing.
Eventi mascherati
Ridimensionare le note
Ridimensionando una clip (accorciandola) gli eventi potrebbero essere mascherati
(cioè andare a finire fuori dalla clip). Tali eventi non sono riprodotti e non sono visibili
in modalità Arrange; gli eventi mascherati sono visibili nelle clip aperte in modalità
Edit.
Selezionando una nota, sul suo bordo destro appare una “maniglia”; cliccare e trascinare sulla maniglia per accorciare o allungare la nota.
D Se è attiva la funzione Snap, la fine della nota è magnetica alle posizioni
del valore Snap.
Si può temporaneamente disabilitare la funzione Snap premendo [Shift] mentre si
trascina; ciò consente di ridimensionare la nota a qualsiasi durata, indipendentemente dal valore Snap.
D Se sono selezionate più note saranno tutte ridimensionate della stessa
quantità.
D Ridimensionando le note l’evento può estendersi oltre il bordo destro
della clip.
Finchè la posizione Start degli eventi è all’interno della clip, la nota suona per l’intera durata (cioè non s’interrompe alla fine della clip).
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THE SEQUENCER
Gli eventi nota mascherati fuori da una clip hanno un contorno bianco e lo sfondo è scuro.
Si noti che semplicemente entrando in modalità Edit non appaiono gli eventi mascherati. Per vedere questi eventi una clip deve essere aperta; gli eventi mascherati si possono rimuovere con il comando “Crop Events to Clips” del menu Edit.
Modificare la velocity
I valori di velocity delle note si possono modificare manualmente nella corsia Velocity:
Il tool Line è probabilmente quello ideale per realizzare rampe regolari e omogenee o
per dare a tutte le note la stessa velocity (disegnando una linea retta), mentre il tool
Pencil è più adatto al disegno di curve più irregolari.
! Tenendo premuto [Shift] mentre si modificano i valori di velocity sono influenzate solo le note selezionate!
Ciò può essere molto utile, specialmente in sezioni “affollate” piene di note. Supponiamo, ad esempio, di avere un beat di batteria molto ricco ove si debba regolare la
velocity delle sole note di charleston; trascinando semplicemente il mouse con il tool
Line o Pencil si cambierebbe anche la velocity di tutte le altre note di batteria in quella
zona; selezionando invece prima le note di charleston nella corsia Drum e poi premendo [Shift] mentre si disegna è possibile modificare le velocity del charleston
senza influenzare le altre note!
I valori di velocity sono indicati da barre verticali (quelle più alte indicano una velocity superiore).
Si noti, inoltre, che il colore di note e barre riflette il valore di velocity.
Per cambiare la velocity di una nota cliccare sulla rispettiva barra di velocity con il tool
Pencil e trascinare la barra in alto o in basso; cliccando sopra una barra il valore di velocity sale immediatamente a quel livello.
E’ possibile anche modificare la velocity di più note insieme cliccando e trascinando il
mouse con il tool Pencil.
D Con il tool Pencil selezionato, premendo [Option] (Mac) o [Ctrl] (Win) il
cursore matita diventa una croce.
E’ il tool Line (un tool speciale disponibile solo nella corsia edit Velocity); trascinando nelle barre all’altezza desiderata si disegnano rapidamente rampe di velocity.
D I valori di velocity si possono modificare anche numericamente nell’Inspector (vedere in seguito).
Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector
La striscia Inspector si trova sopra il righello; nei suoi campi valore si possono modificare numericamente clip ed eventi (oppure aggiungere corsie d’automazione o pattern).
Le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base al tipo di traccia,
clip o evento selezionati.
Per gli eventi nota l’Inspector funziona così:
D Selezionando un evento nota appaiono quattro campi valore che mostrano posizione Start (Pos), durata (Len), altezza nota e velocity (Vel).
Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore e trascinando il
mouse, usando i controlli freccia o digitando i valori; il valore Snap non è considerato.
D Si noti che spostando la posizione degli eventi essi potrebbero andare a
finire fuori dalla clip ed essere mascherati (quindi non riprodotti).
Non c’è un messaggio d’avviso: l’unico modo per saperlo è vedere se gli eventi
sono fuori dai bordi della clip quando essa è aperta in modalità Edit.
D Se sono selezionati più eventi nota i campi valore indicano i valori
dell’evento che inizia prima.
Modificare i valori di più eventi selezionati
Modificando i valori di più eventi selezionati, le variazioni saranno sempre relative.
Per esempio, cambiando la posizione evento quando sono selezionati più eventi, essi
si sposteranno tutti della stessa quantità, mantenendo però le rispettive posizioni relative.
Disegnare una rampa di velocity con il tool Line.
THE SEQUENCER
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D Se sono selezionati più eventi e i loro valori differiscono, accanto al rispettivo campo valore numerico appare il pulsante Match Values.
Cliccandoci sopra la proprietà dell’evento (es. velocity) è impostata allo stesso valore per tutti gli eventi selezionati (poi il pulsante scompare). Vedere “Pulsante
Match Values”.
Aggiungere/togliere corsie d’automazione
Subtick
Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posizionamento molto preciso; quando si registrano le note, tuttavia, la risoluzione interna è
perfino superiore, quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick), indicate da
un asterisco situato accanto la valore tick.
Per arrotondare il valore subtick a quello tick più vicino [Command]-click (Mac)/[Ctrl]click (Windows) sull’asterisco.
Modificare l’automazione
In Reason, l’automazione è vettoriale; significa che è memorizzata in eventi d’automazione (punti) uniti da segmenti.
Questa traccia ha tre corsie d’automazione: la corsia “LFO2 Amount” non è attiva (il pulsante ON è
scuro) - questo pulsante è utile per silenziare temporaneamente l’automazione.
Quasi sempre è sufficiente iniziare la registrazione e regolare i parametri per aggiungere automaticamente corsie d’automazione - vedere “Registrare l’automazione dei
parametri traccia”.
In alcuni casi, però, è meglio aggiungere corsie d’automazione vuote e disegnare gli
eventi in clip sulla corsia invece di registrare l’automazione; le corsie d’automazione si
possono aggiungere in vari modi:
D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando su un
parametro di un pannello del dispositivo nel rack.
S’aggiunge direttamente una corsia d’automazione per il parametro selezionato.
D Si può fare la stessa cosa selezionando “Edit Automation” dal menu
contestuale del parametro.
Per aprire il menu contestuale del parametro [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Windows) sul parametro nel pannello del dispositivo.
Un fade out di livello in un canale del mixer (in alto) e uno “sweep” di filtro più complesso (in basso).
D L’automazione dei parametri traccia è contenuta in clip d’automazione
su corsie d’automazione.
Ogni parametro automatizzato ha la propria corsia d’automazione.
D L’automazione dei controller performance è memorizzata su corsie in
clip nota.
Per una descrizione di questi due metodi d’automazione vedere “Automazione di controller performance e parametri traccia”; d’ora in poi è descritta l’automazione dei
parametri traccia (tranne ove espressamente indicato).
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THE SEQUENCER
D Una volta che c’è una corsia d’automazione (con il pulsante ON illuminato) il parametro è automatizzato e sul pannello del dispositivo appare
con una cornice verde d’automazione.
Fuori dalla clip d’automazione il parametro ha un valore statico (la linea blu su un
lato della clip nella figura sopra) e può essere modificato come descritto in seguito.
D Usando il menu a tendina d’automazione parametro traccia sulla toolbar
del sequencer si possono aggiungere o cancellare singole corsie d’automazione del parametro dal sequencer.
Le corsie d’automazione esistenti sono indicate da una spunta nel menu a tendina.
I controller per i quali nella traccia ci sono dati (automazione) sono indicati da
un’icona. Se il dispositivo ha molti parametri si può selezionare “More Parameters...” alla base del menu: si apre una finestra di dialogo con tutti i parametri del
dispositivo.
Modificare eventi d’automazione esistenti
Come descritto in precedenza, le clip d’automazione si possono modificare in modalità Arrange; si apre una specie di “mini istanza” della modalità Edit che mostra solo il
contenuto della clip d’automazione selezionata, non quello della corsia nota.
La modifica dell’automazione è uguale sia in questo modo che in modalità Edit (tranne
il valore statico della corsia d’automazione che è indicato solo in modalità Edit).
In seguito è descritta la modifica dell’automazione in modalità Edit.
Per modificare eventi d’automazione esistenti:
1. Selezionare la modalità Edit per la traccia con l’automazione da modificare.
Se necessario usare i divisori per trovare la clip d’automazione da modificare sono nella finestrella inferiore della finestra (non nella clip nota). Le clip d’automazione parametro traccia hanno l’angolo destro in alto smussato; potrebbero anche
esserci corsie edit d’automazione performance sulla traccia (che si modificano allo
stesso modo), ma per ora vedremo l’automazione parametro traccia.
D Spuntando un parametro d’automazione (nel menu o nella finestra Parameter Automation) si crea una corsia d’automazione vuota per la traccia.
D Per rimuovere una corsia d’automazione togliere la spunta nel menu/
finestra o selezionare “Delete empty automation” nel menu a tendina.
Le corsie d’automazione in uso (con clip) sono indicate da un simbolo blu; si noti
che rimuovendo una corsia d’automazione in uso si cancellano tutti i dati d’automazione!
D Le corsie d’automazione si rimuovono anche con il pulsante Delete Automation Lane (“X”) della rispettiva corsia nella Track List.
Rimuovendo una corsia d’automazione con clip appare un messaggio d’avviso che
consente di annullare l’operazione o continuare.
THE SEQUENCER
85
2. Si apre la clip per l’editing con un doppio-click del mouse, oppure selezionandola e premendo [Invio].
A questo punto la clip è aperta per l’editing.
Funzione Automation Cleanup
D Se registrando o disegnando gli eventi si hanno troppi punti d’automazione, è possibile regolare la funzione “Automation Cleanup” a “Heavy” o
“Maximum” nella finestra di dialogo Preferences - pagina General.
Questa funzione rimuove automaticamente i punti d’automazione superflui la volta
successiva che si registrano o disegnano eventi, semplificando le curve.
Si noti che anche il valore Snap controlla il numero di punti quando si disegnano
gli eventi (vedere in seguito).
Disegnare l’automazione prima (a sinsitra) e dopo (a destra) l’uso della funzione Automation
Cleanup.
Questa funzione si può applicare anche manualmente agli eventi già registrati dalla
finestra Tool:
1. Con la clip d’automazione aperta per l’editing (cioè con i punti visibili) scegliere “Select All” dal menu Edit o da quello contesutale della clip.
Sono selezionati tutti i punti d’automazione nella clip.
2. Assicurarsi che sia aperta la finestra Tool - se non lo è premere il tasto funzione [F8].
Questo tasto alterna la condizione mostra/nascondi della finestra Tool.
3. Selezionare la pagina Tools.
D In modalità Edit il valore statico appare a sinistra nella corsia d’automazione.
In questo esempio, il valore statico è 50 - quindi il parametro Freq del filtro sarà
sempre a 50 nella song tranne ove ci sono clip d’automazione; per cambiare il valore statico trascinare la maniglia o doppio-click del mouse e digitare un nuovo valore.
3. Quando una clip d’automazione è aperta si possono selezionare, spostare
copiare o cancellare i punti d’automazione (come quando si modificano le
note nell’editor nota).
Spostando gli eventi d’automazione con il tool Arrow, il valore Snap (se attivato) è
tenuto in considerazione; in modalità Edit si può anche ridimensionare la clip trascinandone le maniglie con il mouse.
D Posizione e valore di un evento d’automazione selezionato sono indicati
anche nell’Inspector.
Per gli eventi nota questi valori si possono modificare anche numericamente - vedere a page 83.
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THE SEQUENCER
4. La pagina Automation Cleanup è quella più in basso: cliccare sulla freccia
per aprirla.
5. Selezionare un valore e cliccare Apply.
Gli eventi d’automazione selezionati si diradano in base alle impostazioni selezionate.
Disegnare gli eventi d’automazione
Editing automazione dei controller performance
D Per aggiungere nuovi punti cliccare o trascinare il mouse con il tool Pencil.
La curva risultante (cioè il numero dei punti) dipende da due fattori; l’opzione della
funzione “Automation Cleanup” selezionata nelle preferenze (vedere “Funzione
Automation Cleanup”) e il valore Snap (se è attiva la funzione Snap).
Per modificare, disegnare o cancellare controller performance aprire la clip nota.
D Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando o trascinando il
mouse con il tool Pencil s’inserisce un intervallo d’automazione.
La durata di questo intervallo è definita dal valore Snap.
[Alt]/[Option]-click con il valore Snap a 1/4.
D Quando il parametro automatizzato è “scalato” invece che continuo, tra i
punti d’automazione ci sono improvvisi scalini piuttosto di rampe lineari.
Automazione “scalata” (stepped).
D Mascherando la clip d’automazione (allungandola) s’estende il primo o
ultimo valore d’automazione.
I controller performance (in questo caso la rotellina Mod) appaiono su corsie edit separate alla base della clip nota aperta; le curve dei controller performance appaiono
anche nella panoramica (in alto) e nella clip in modalità Arrange.
• I dati dei controller performance si modificano come la normale automazione.
• E’ possibile creare o cancellare corsie dei controller performance per ogni
parametro usando il menu a tendina sul lato destro della corsia edit nota; funziona
come l’automazione del parametro traccia, ma non si può silenziare o cancellare
l’automazione performance dalla Track List - vedere “Aggiungere/togliere corsie
d’automazione”.
Qui è automatizzato un pulsante Mute di un mixer; la clip contiene un singolo punto d’automazione
ma il suo valore si estende a inizio e fine clip. L’automazione di muto del canale si può quindi
regolare spostando e ridimensionando la clip senza doverla aprire.
Cancellare gli eventi d’automazione
D Gli eventi d’automazione si cancellano come gli eventi nota; cliccare sui
punti per selezionarli, disegnare rettangoli di selezione e premere
[Backspace] o usare il tool Erase, ecc..
Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere
l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione del rispettivo parametro).
THE SEQUENCER
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Situazione particolare
Disegnare clip Pattern
Sebbene molto improbabile è possibile che per lo stesso parametro si sovrappongano l’automazione parametro traccia e performance; in tal caso, l’automazione
parametro traccia sostituisce l’automazione performance. Non appena termina la clip
di parametro traccia, interviene l’eventuale automazione performance presente nella
clip.
Con il tool Pencil si possono disegnare clip pattern sulla corsia Pattern Select:
Editing clip di cambio pattern
Le clip di cambio pattern si vedono e modificano nella corsia Pattern Select, disponibile sulle tracce Redrum e Matrix:
1. Attivare la funzione Snap e impostare il valore Snap alla posizione nota ove
inserire la clip di cambio pattern.
Si consiglia d’impostare il valore Snap a “Bar”, perlomeno lavorando con pattern di
durata corrispondente al tempo in chiave (es. pattern a 16 o 32 step e tempo in
chiave di 4/4); se si lavora con pattern di un’altra durata può essere sensato usare
altri valori Snap quando si disegnano le clip Pattern.
2. Selezionare il tool Pencil.
Nell’Inspector appare il menu a tendina Pattern dal quale scegliere il pattern che si
desidera far suonare alla clip.
Un cambio pattern appare in clip, con un menu a tendina in alto (sempre che la clip
sia selezionata).
D Quando si registrano clip di cambio pattern, esse sono collocate automaticamente sui beat in battere (all’inizio di nuove misure) indipendentemente dal valore Snap.
Vedere “Registrare cambi pattern”.
D Se le clip sulla corsia di cambio pattern non sono continue il dispositivo
pattern sarà muto dove non c’è la clip.
3. Disegnare una clip della durata desiderata per la riproduzione del pattern
selezionato.
Aggiungere manualmente una corsia Pattern Select
Una corsia Pattern Select si crea automaticamente registrando un’automazione pattern, ma volendo è possibile creare una corsia Pattern vuota:
1. Selezionare il dispositivo pattern.
Assicurarsi che non ci siano clip selezionate.
2. Cliccare sul pulsante “Create Pattern Select Lane” nella toolbar.
4. Continuare con lo stesso metodo disegnando le clip per tutti i pattern che si
desidera usare.
! Non disegnare clip di cambio pattern con la funzione Snap disattivata (a
meno che si vogliano avere cambi di ritmo caotici!).
D Per creare una corsia Pattern Select si può anche eseguire un [Alt]/[Option]-click sui pulsanti di selezione pattern.
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THE SEQUENCER
Modificare manualmente le clip di cambio pattern
Per modificare manualmente una clip di cambio pattern:
1. Selezionare la clip di cambio pattern da modificare.
2. Aprire il menu a tendina Pattern a sinistra nella clip pattern (la freccia in
basso) e selezionare il Banco/Pattern da inserire.
Il pattern selezionato appare accanto al menu a tendina.
Finestra Tool - funzioni
editing della pagina Tools
La pagina Tools della finestra Tool ha alcune funzioni di editing speciali.
Procedere come segue:
1. Selezionare clip o eventi ai quali applicare le funzioni di editing (in modalità
Arrange o Edit).
Le funzioni si usano principalmente con le note, ma non tutte; la funzione Scale
Tempo influenza anche l’automazione e i cambi pattern (vedere in seguito), mentre
la funzione Automation Cleanup influenza solo gli eventi d’automazione; la funzione Automation Cleanup è descritta a parte - vedere “Funzione Automation
Cleanup”.
2. Assicurarsi che la finestra Tool sia aperta.
Il tasto [F8] mostra/nasconde la finestra Tool.
3. Selezionare la pagina Tools.
D Se è selezionato il tool Pencil è possibile cambiare Banco/Pattern con il
menu a tendina Pattern dell’Inspector.
Spostare e duplicare clip di cambio pattern
Le clip di cambio pattern si spostano, ridimensionano e duplicano come quelle nota o
d’automazione; si raccomanda però d’attivare la funzione Snap e (nella maggior parte
dei casi) impostarla in “Bar”.
Si possono anche spostare o duplicare sezioni usando i comandi Cut, Copy e Paste
del menu Edit; anche in questo caso valgono le stesse regole usate per le altre clip.
Cancellare clip di cambio pattern
D La clip di cambio pattern si cancellano come le clip nota; è possibile disegnare rettangoli di selezione e premere [Backspace] o usare il tool
Erase, ecc..
Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere
l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione di cambio pattern).
D La pagina Tools ha una serie di finestrelle, ciascuna con una funzione
distinta.
Le finestrelle si aprono/chiudono cliccando sulle frecce accanto al nome funzione.
4. Eseguire le impostazioni per una delle funzioni nella pagina e cliccare sul
pulsante Apply accanto alle impostazioni.
Tutte le impostazioni si possono definire cliccando sui controlli freccia o in un
campo valore e inserendo numericamente un valore; le funzioni sono descritte in
seguito.
THE SEQUENCER
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Quantize
4. Cliccare sul pulsante Quantize “Apply”.
Le note selezionate sono quantizzate.
La funzione Quantize sposta le note registrate a posizioni di valore nota esatte (o vicine). Si può usare per correggere errori, “compattare” la musica registrata o modificare l’andamento ritmico.
In Reason, la funzione Quantize si usa così:
1. Selezionare le note da quantizzare.
Sono influenzati solo gli eventi nota, quindi si possono selezionare clip nota o intere tracce (se si desidera).
2. Aprire il menu a tendina Quantize Value nella pagina Tools della finestra Tool
e selezionare un valore Quantize.
Esso determina a quali valori nota le note sono spostate quando si quantizza.
Per esempio, selezionando 1/16 tutte le note sono spostate alla posizione nota da
1/16 più vicina (o più vicino ad essa).
In questo esempio, un pattern irregolare di charleston registrato è quantizzato
a note regolari da 1/4 (valore Quantize a 1/4 e Strength al 100%).
Random
Menu a tendina Quantize.
3. Selezionare un valore dal menu a tendina Quantize Amount.
E’ una percentuale che controlla di quanto è spostata la nota; selezionando 100%,
le note sono spostate completamente alle posizioni più vicine del valore Quantize.
Selezionando 50%, le note sono spostate a metà strada, ecc..
La funzione Random sposta leggermente (offset) le note quantizzate; le note sono
quantizzate in base alle impostazioni Value ed Amount, ma le loro posizioni nota sono
spostate casualmente del valore in tick stabilito. Per esempio, con Random a 10 tick
le posizioni nota variano casualmente entro l’intervallo di +/- 10 tick dopo la quantizzazione.
Quantizing to Shuffle
Nel menu a tendina Quantize c’è anche l’opzione “Shuffle”; selezionandola mentre si
quantizza, le note si spostano verso le posizioni nota da 1/16 ma con lo shuffle applicato.
L’opzione Shuffle crea un andamento “swing” ritardando le note da 1/16 pari (quelle
che cadono tra le note da 1/8); la quantità di shuffle è stabilita dal controllo Global
Shuffle nel Mixer ReGroove - per i dettagli vedere il capitolo “Mixer ReGroove”.
La funzione Quantizing to Shuffle è utile per far corrispondere nella song la temporizzazione delle note registrate con i dispositivi pattern (se Shuffle è attiva nei pattern).
D Il valore Quantize Strength è applicato come quando si quantizza a valori Quantize regolari.
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THE SEQUENCER
Quantizing during recording
Legato Adjustments
Reason può quantizzare automaticamente le note in registrazione. Per farlo, bisogna
attivare il pulsante “Quantize Notes during Recording” sul pannello di trasporto prima
d’inziiare a registrare; il valore Quantize si applica come al solito.
Pitch (Transpose)
Questa funzione allunga ogni nota selezionata in modo che tocchi quella successiva
selezionata; si può anche accorciare la durata di una o due note selezionate sovrapposte per definire un vuoto tra esse. Il vuoto o la sovrapposizione desiderati si specificano nei campi valore; le posizioni d’inizio nota non sono mai cambiate (la funzione
Legato Adjustments influisce solo sulla durata della nota).
D Questa funzione trasporta le note selezionate in alto o in basso del numero di semitoni specificato.
D Side by Side allunga la nota selezionata all’inizio di quella successiva
selezionata.
D Si può anche rendere casuale (random) l’altezza delle note selezionate.
Impostando un intervallo Low/High le altezze delle note diventano casuali all’interno di questo intervallo quando si clicca Apply.
D Overlap allunga la nota selezionata sovrapponendola a quella successiva selezionata di una quantità stabilita.
Velocity
Regola la velocity delle note selezionate.
D Il campo Add field consente di aggiungere una quantità fissa ai valori di
velocity.
Per sottrarre, inserire una quantità negativa; l’intervallo di velocity possibile è 1127. Aggiungendo un valore a una nota con velocity 127 non cambia niente.
D Il campo Fixed consente d’impostare tutte le velocity a un determinato
valore.
D Gap introduce un vuoto tra le note selezionate, come specificato nei
campi valore.
D Il campo Scale consente di scalare le velocity di un fattore in percentuale.
Scalando con un fattore superiore al 100% si aumentano i valori di velocity, ma aumenta anche la differenza tra le note deboli e forti.
Scalando con un fattore inferiore al 100% si diminuiscono i valori di velocity, ma
diminuisce anche la differenza tra le note deboli e forti.
D Il campo Random rende casuali i valori di velocity della percentuale stabilita.
Gap impostato al valore nota di 1/16.
D Combinando i valori Add e Scale si regolano in vari modi le “dinamiche”
delle note.
Per esempio, usando un fattore Scale inferiore al 100% e un valore Add adeguato,
si possono “comprimere” i valori di velocity (riducendo la differenza tra i valori di
velocity senza abbassare la velocity media).
Note Lengths
D Note Lengths aggiunge o sottrae valori alla durata della nota selezionata.
I valori di durata si selezionano come nell’Inspector (scegliendo un valore in bars, beats, 1/16 o ticks e usando i controlli freccia per impostare
la quantità).
D Con il campo valore Fixed si possono impostare tutte le note alla stessa
durata.
THE SEQUENCER
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Scale Tempo
Questa funzione riproduce più velocemente (fattore Scale oltre il 100%) o lentamente
(fattore Scale sotto il 100%) gli eventi selezionati; per farlo, modifica la posizione degli eventi (iniziando dal primo evento selezionato) e regola opportunamente la durata
delle note.
Copiare i pattern sulle tracce
sequencer
Come descritto a page 293, con un dispositivo Dr. Rex Loop Player si può usare la
funzione “To Track”; essa crea note sequencer sulla traccia selezionata in modo che
ad ogni “slice” nel loop REX corrisponda una nota sequencer; riproducendo la traccia
sequencer tutti gli slice sono suonati nel giusto ordine, con la temporizzazione originale del loop.
Funzioni simili sono disponibili per i dispositivi Redrum e Matrix.
•
•
Usando la funzione “Copy Pattern to Track” del menu Edit (o del menu contestuale
del dispositivo) è possibile copiare il contenuto del pattern corrente in una clip
nota sulla traccia sequencer selezionata.
La funzione “Convert Pattern Track to Notes” funziona in modo simile, ma converte
tutti i pattern di una song in clip nota (tenendo conto dei cambi pattern).
✪ Una funzione simile c’è anche in RPG-8 Arpeggiator - vedere “Riversare
le note dell’arpeggio sulla traccia”.
Risultato della funzione Scale Tempo con un fattore Scale del 200% (velocità doppia).
D I pulsanti Double e Half sono “comandi rapidi” rispettivamente per i fattori Scale di 200% e 50%.
Sono i valori più usati, poichè simulano il tempo doppio e dimezzato.
! Questa funzione influenza tutti i tipi d’eventi: note, controller e cambi
pattern!
Alter Notes
Questa funzione altera in modo casuale altezza, durata e velocity delle note selezionate.
D La funzione “usa” solo valori che esistono già tra le note selezionate.
Per esempio, se sono state selezionate note all’interno di un’intervallo d’altezza
specifico, le note alterate resteranno all’interno di quell’intervallo; analogamente,
solo i valori di velocity e le durate delle note già usate nella selezione sono influenzati dalla funzione Alter Notes; si può dire che la funzione applica uno “shuffle” alle
proprietà esistenti in una selezione e le ridistribuisce tra le note.
Le procedure sono leggermente diverse per i vari tipi di dispositivo:
Uso della funzione “To Track” con i loop REX
Si presume che nel dispositivo Dr. Rex sia stato caricato un loop REX.
Per i dettagli vedere a page 292.
1. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le
note per il loop REX.
2. Selezionare la traccia collegata al dispositivo Dr. Rex.
3. Cliccare sul pulsante “To Track” nel pannello del dispositivo Dr. Rex.
Gli slice nel loop sono convertiti a eventi nota in clip nota della stessa durata del
loop. In base alla durata impostata sono create una o più clip per completare l’intervallo tra i locatori.
D Se la durata dell’area tra i locatori è superiore a quella del loop REX, le
clip sono ripetute sulla corsia nota della traccia.
Questa funzione crea sempre un numero esatto di clip, quindi l’ultima clip potrebbe “sporgere” oltre il locatore destro.
! Meno variazioni ci sono tra le note selezionate quindi minore è l’effetto
della funzione Alter Notes.
D La quantità d’alterazione si regola con il valore Amount.
✪ Questa funzione è particolarmente utile per sperimentare i loop REX;
selezionare alcune note su una traccia Dr. Rex e usare la funzione Alter
Notes per creare variazioni istantanee, senza perdere la temporizzazione e il feel ritmico del loop!
Qui il loop durava 4 misure, ma poichè tra i locatori ci sono
due misure la clip sporge oltre il locatore destro.
92
THE SEQUENCER
Funzione “Copy Pattern to Track”
Redrum notes
E’ disponibile per Redrum e Matrix ed è utile se è stato creato un singolo pattern da
usare come punto di partenza per l’editing nel sequencer; si può usare anche se, ad
esempio, è stato creato un pattern percussivo da riprodurre con un altro dispositivo.
Procedere come segue:
Usando questa funzione con Redrum si osservi che:
• Le note avranno l’altezza del suono percussivo corrispondente (vedere “Usare Redrum come modulo sonoro”) e la velocity dipenderà dal valore Dynamic.
Le note deboli avranno velocity 30, quelle medie velocity 80 e le note più forti velocity 127.
• Si consiglia di disattivare il selettore “Enable Pattern Section” sul pannello di Redrum.
Altrimenti, i suoni percussivi saranno “triggerati due volte” quando s’avvia la
riproduzione (dalla sezione pattern stessa e dal sequencer principale).
1. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le
note del pattern.
Assicurarsi che la durata dell’area tra i locatori sia un multiplo della durata del pattern (per evitare di “troncare” il pattern stesso).
2. Selezionare la traccia sulla quale si desidera copiare le note.
Usando questa funzione con Redrum, normalmente si seleziona la traccia Redrum.
Se il dispositivo è un Matrix, non si devono copiare le note sulla traccia Matrix, ma
su quella del dispositivo controllato da Matrix (poichè Matrix non genera alcun
suono). E’ possibile anche copiare le note su qualsiasi altra traccia di un dispositivo strumento.
3. Selezionare il dispositivo e scegliere “Copy Pattern to Track” dal menu Edit
(o dal menu contesutale del dispositivo).
D Selezionando una traccia che non è collegata al dispositivo pattern, si
apre una finestra di dialogo nella quale si può cliccare OK per continuare
o Cancel per interrompere l’operazione.
Il pattern è convertito in clip nota sulla traccia (vedere le note sotto); se la durata
dell’area tra i locatori supera quella del pattern, le clip sono ripetute per riempire
l’area.
Matrix notes
Usando questa funzione in Matrix, si osservi che:
• E’ creata una nota per ogni step del pattern con valore gate diverso da zero.
Le note avranno un’altezza in base al valore CV dello step e la velocity che
dipende dal valore gate.
• La curva CV non è copiata.
• Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere la traccia del dispositivo
al quale è collegato Matrix!); creare note per Matrix non ha senso, poichè Matrix
non genera alcun suono.
• E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver eseguito una funzione
“Copy Pattern to Track”.
Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono essere in riproduzione
nello stesso momento.
THE SEQUENCER
93
Funzione “Convert Pattern Track to Notes”
Se in una traccia Redrum o Matrix sono stati registrati o disegnati cambi pattern, si
può convertire l’intera traccia in note con il metodo seguente:
1. Selezionare la traccia con i cambi pattern.
2. Selezionare “Convert Pattern Track to Notes” dal menu Edit (o dal menu contestuale della traccia).
Per ogni misura, il pattern corrispondente è convertito a clip nota sulla traccia (con
gli stessi criteri della funzione “Copy Pattern to Track”); la traccia è riprodotta
come quando i cambi pattern erano riprodotti dal dispositivo pattern.
D Dopo l’operazione tutta l’automazione pattern è disabilitata automaticamente (la corsia pattern è spenta).
In seguito (se si desidera) è possibile quindi tornare all’automazione attivando di
nuovo la corsia pattern.
Redrum notes
•
Usando questa funzione il selettore “Enable Pattern Section” si disattiva automaticamente.
Matrix notes
•
•
Automazione tempo e
tempo in chiave
La traccia Transport si può usare per automatizzare cambi di tempo e/o tempo in chiave.
Per farlo si disegnano o registrano clip su corsie d’automazione della traccia Transport.
Automazione tempo
L’automazione tempo è simile a qualsiasi altra automazione; si possono registrare i
cambi tempo modificando il tempo sul pannello di trasporto o disegnando curve nelle
clip sulla traccia Transport.
1. Impostare il tempo desiderato sul pannello di trasporto.
Questo sarà il valore statico, cioè il tempo della song ovunque non ci sia una clip
sulla corsia d’automazione.
2. [Alt]/[Option]-click nel campo Tempo del pannello di trasporto.
Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione
Tempo.
Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere è quella del dispositivo
al quale è collegato Matrix!); creare note per Matrix non ha senso, poichè Matrix
non genera alcun suono.
E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver usato questa funzione.
Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono suonare il dispositivo
nello stesso momento.
A questo punto, si può decidere se disegnare le clip dove si vuole un cambio tempo
o registrare le clip d’automazione modificando manualmente i controlli Tempo nel pannello di trasporto; in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazione tempo.
D In generale, quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione
Snap e impostare il valore Snap a “Bars”.
3. Selezionare il tool Pencil e disegnare una clip nell’area in cui si desidera inserire un cambio tempo.
94
THE SEQUENCER
Automazione del tempo in chiave
1. Impostare il tempo in chiave desiderato nel pannello di trasporto.
Questo sarà il valore statico, cioè il tempo in chiave della song ovunque non ci sia
una clip sulla corsia d’automazione.
2. [Alt]/[Option]-click nel campo Time Signature sul pannello di trasporto.
Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione
Time Signature.
4. Con la clip selezionata premere [Invio] in modo d’aprirla per l’editing.
Volendo, si può passare alla modalità Edit che consente di modificare anche il valore statico di tempo.
Si possono quindi disegnare le curve d’automazione come al solito.
D Si ricorda che inserendo i punti si applica la funzione Snap.
Nell’Inspector si può anche modificare nuemricamente la posizione di un punto.
A questo punto, si può decidere se disegnare le clip ove si vuole un cambio di tempo
in chiave o registrare le clip d’automazione cambiando manualmente il tempo in chiave nel pannello di trasporto; in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazione del tempo in chiave.
D In generale, quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione
Snap e impostare il valore Snap a “Bars”.
3. Selezionare il tool Pencil.
Con il tool Pencil selezionato, nell’Inspector appare il menu a tendina Time Signature. Usarlo per impostare il tempo in chiave desiderato.
Qui in quattro misure il tempo passa da 120 a 150 bpm.
D Premendo [Alt]/[Option] si possono disegnare intervalli d’automazione
per cambi istantanei dei valori tempo.
4. Disegnare una clip nella zona in cui si desidera avere un cambio di tempo in
chiave.
Il tempo in chiave cambierà per la durata della clip.
✪ Sebbene Reason supporti un’ampia gamma di valori tempo, di default
l’editing è limitato all’intervallo 60 - 250 bpm; questo solo per facilitare il
lavoro con piccole variazioni di tempo - per tempi più bassi o più alti si
può cambiare l’intervallo con un doppio-click del mouse sui valori min o
max (“60” o “250” nella figura sopra) e digitare nuovi valori.
D Il tempo in chiave della clip d’automazione si può cambiare in ogni momento eseguendo un doppio-click del mouse sulla clip con il tool Arrow
e scegliendo un valore dal menu a tendina che appare.
Non è necessario passare alla modalità Edit (a meno che si voglia cambiare il valore statico).
5. Continuare con lo stesso metodo generale ovunque si voglia cambiare il
tempo in chiave.
THE SEQUENCER
95
Importare ed esportare file
MIDI
Reason importa ed esporta i file MIDI standard (SMF). Ciò consente di trasferire i dati
MIDI da Reason ad altre applicazioni (e viceversa).
D Sono inclusi tutti i dati controller del file MIDI.
I controller preformance standard (dati pitch bend, mod wheel, ecc.) sono mantenuti e inclusi nella clip nota (come quando si registra in Reason). Tuttavia, alcuni
controller possono “significare” cose diverse per gli strumenti MIDI originali usati
per realizzare del i MIDI e i dispositivi in Reason, quindi alcune clip d’automazione
potrebbero risultare “aliene” (vedere “Clip “aliene””).
Importare un file MIDI
Per importare un file MIDI standard selezionare “Import MIDI File” dal menu File.
Appare il Browser nel quale individuare e aprire il file MIDI.
D I file MIDI hanno estensione “.mid”.
Nel sequencer di Reason si creano nuove tracce, con i rispettivi nomi originali e canali
MIDI originali aggiunti; sono tutte tracce Combinator con patch Combi vuote.
I parametri automatizzati appaiono in cornici verdi sui pannelli dei dispositivi; ciò aiuta ad
individuare qualsiasi dato controller indesiderato.
Esportare un file MIDI
Per esportare una song di Reason in un file MIDI procedere come segue:
1. Collocare il marker End (E) alla posizione in cui si vuole che termini il file
MIDI.
Il file MIDI conterrà tutti gli eventi su tutte le tracce dall’inzio della song al marker
End.
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 1”, ci sarà una traccia sequencer per
ogni traccia presente nel file MIDI.
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 0” (cioè contiene una traccia con gli
eventi MIDI su più canali) ci sarà una traccia sequencer per ogni canale
MIDI usato.
D Tutti i cambi tempo nel file MIDI sono ignorati.
Il tempo in Reason è impostato al primo dato tempo presente nel file MIDI.
D I Combinator saranno vuoti, quindi inizialmente il file importato non avrà
alcun suono.
Usare la sezione Browser dei Combinator per selezionare un suono adeguato ad
ogni traccia.
2. Selezionare “Export MIDI File” dal menu File.
3. Nella finestra di dialogo che appare specificare nome e destinazione per il
file.
In Windows, il file prende automaticamente l’estensione “.mid”. In Mac OS ciò non
è richiesto; tuttavia, per fare in modo che il file MIDI sia riconoscibile in Windows
(e da alcuni sequencer hardware) è meglio attivare l’opzione “Add Extension to
File Name” prima di salvare.
4. Cliccare Save.
I file MIDI esportati da Reason hanno le seguenti proprietà:
D Il file MIDI sarà di “Tipo 1” (una traccia MIDI per ogni traccia nel sequencer di Reason).
I nomi delle tracce saranno uguali a quelli presenti nel sequencer di Reason.
D Poichè il sequencer di Reason non usa i canali MIDI, tutte le tracce saranno impostate al canale 1 MIDI.
D Il tempo del sequencer è incluso nel file MIDI.
L’automazione tempo o tempo in chiave non è inclusa.
96
THE SEQUENCER
6
D The ReGroove Mixer
Introduzione
Il Mixer ReGroove unisce tutti i vantaggi di quantizzazione, shuffle, e template in un
singolo ambiente integrato, offrendo un controllo creativo in tempo reale su “feel” e
temporizzazione delle singole corsie nota. Il Mixer ReGroove Mixer (che si estende
dalla cima del pannello di Trasporto e quindi appare nel rack o nel sequencer) fornisce all’utente 32 canali per un controllo interattivo del “groove”.
Per chi conosce il mixaggio sarà più facile capire il Mixer ReGroove. Può essere visto
come un mixer a 32 bus i quali, invece di modificare il volume delle tracce d’ingresso,
ne modificano il “feel” (o “groove”); si può assegnare qualsiasi traccia o corsia nota a
uno dei 32 canali di ReGroove: quel feel e temporizzazione traccia saranno modificati
in tempo reale secondo le impostazioni del canale. Ogni canale ReGroove applica
una proprio template groove o una quantità di “shuffle”. Inoltre, ogni canale può far
scorrere le note avanti o indietro nel tempo, consentendo di collocare alcune tracce
leggermente in anticipo o ritardo sul movimento (ciò altera notevolmente il “feeling”
musicale!).
Concetti elementari di ReGroove
Lavorando con i groove si usano tre sezioni nell’interfaccia Reason che interagiscono
tra loro:
• Innanzitutto, nel Sequencer ogni corsia nota può essere assegnata ad uno qualsiasi dei 32 canali di ReGroove; per assegnare una corsia nota a un canale
groove, selezionare quest’ultimo nel menu a tendina Select Groove presente in
ogni corsia nota.
•
98
In secondo luogo, c’è il Mixer ReGroove che contiene sia le impostazioni generali
groove sia quelle specifiche del canale (vedere le pagine seguenti).
THE REGROOVE MIXER
•
Infine, c’è la sezione Groove Settings della finestra Tool (si apre cliccando sul pulsante Edit di un canale ReGroove). La sezione Groove Settings consente di
definire l’intensità di vari parametri della patch groove; qui si salvano anche le proprie patch ReGroove (vedere a page 102).
Mixer ReGroove
Per aprire il Mixer ReGroove (nella finestra principale o nella finestra sequencer mobile) cliccare sul pulsante ReGroove Mixer nel pannello di Trasporto.
Il Mixer ReGroove è costituito da due sezioni: a sinistra ci sono i parametri generali
(Global) e a destra quelli canale (Channel).
Punto d’ancoraggio
Normalmente, tutti i pattern groove iniziano alla misura 1 e si ripetono in tutta la song.
Per esempio, un groove a 4-misure inizia alla misura 1 e ripete il proprio pattern ogni
quattro misure. Spesso, però, le song iniziano con misure vuote, una misura d’attacco
(pickup) o una breve introduzione; in questi casi, il pattern del groove non deve iniziare alla misura 1, ma ad una successiva. La funzione del punto d’ancoraggio è
questa: indicare a Reason in quale misura deve iniziare ad applicare le impostazioni
del groove.
Per esempio, supponiano di avere una song con 1 misura d’attacco; poichè in realtà
la song inizia alla misura 2, è qui che deve iniziare il groove. Impostando il punto d’ancoraggio a 2 tutti i pattern del groove inizieranno alla misura 2.
D Nota: L’unica eccezione alla regola per la quale i groove iniziano ai rispettivi punti
d’ancoraggio e si ripetono lungo la song è quando trovano una variazione del
tempo in chiave (time signature); i groove ripartono sempre a qualsiasi misura che
contiene una variazione del tempo in chiave.
Si può sfruttare questa funzionalità nella sezione di una song con un numero dispari di misure, ad esempio; inserendo un cambio di tempo in chiave tutti i groove
sono “obbligati” a ripartire in corrispondenza di quella misura.
Parametri Global
Manopola Global Shuffle
Parametri
Parametri Global
Questa manopola regola la quantità complessiva di shuffle applicato da Reason e usato da tutti i dispositivi che utilizzano pattern (come il sequencer interno di Redrum, il
sequencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8). Definisce anche il valore shuffle
di ogni canale ReGroove per il quale è attiva l’opzione Global Shuffle. In pratica,
questa manopola sostituisce quella Pattern Shuffle presente sul pannello di Trasporto
nelle versioni precedenti a Reason 4 - è compatibile con i documenti Reason più vecchi e offre la possibilità di vincolare i canali ReGroove alle stesse impostazioni shuffle
usate dai dispositivi pattern.
Impostando Global Shuffle al 50% si ha un beat “regolare” senza swing; con Global
Shuffle al 66% si ottiene un perfetto shuffle di terzine da 1/16. Valori tra 50% e 66%
offrono uno “swing” meno evidente e valori superiori a 66% introducono unn “swing”
estremo.
Questi parametri agiscono in generale, non sul singolo canale.
Banchi canale
Il Mixer ReGroove ha 32 canali distribuiti su 4 banchi (da A a D); cliccare su un pulsante Channel Bank per vedere e modificare il rispettivo banco di 8 canali.
THE REGROOVE MIXER
99
Parametri canale
Pulsante On
Pulsante
Numero canale
Nome patch del Groove
Browser Patch Groove
Manopola Slide
Fader Groove Amount
Manopola Shuffle
Pulsante Pre-Align
Pulsante Global Shuffle
Questi parametri agiscono sul singolo canale; ognuno dei 32 canali di ReGroove (distribuiti su 4 banchi da otto canali) presenta gli stessi parametri.
Pulsante On
Pulsante On/Bypass del canale; se illuminato il canale groove è attivo ed è influenzata
ogni traccia o corsia nota assegnata ad esso; se il pulsante è spento il canale è disabilitato e qualsiasi traccia assegnata ad esso è riprodotta in modo regolare, senza
essere influenzata dal “groove”.
✪ Si può così confrontare il groove con il beat originale senza groove. Si
può farlo anche su singole corsie nota disattivando l’opzione “Enabled”
nel menu a tendina Groove Select della Track List - vedere a page 104.
Pulsante Edit
Cliccare su questo pulsante per aprire la finestra Tool mobile di Reason e la pagina
Groove, nella quale vedere e modificare le impostazioni Groove di ogni canale.
Nome patch Groove
Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale; se non è caricata una
patch Groove non appare alcun nome. Cliccare in questa zona per aprire un elenco
delle patch contenute nella cartella corrente, proprio come nei display patch dei dispositivi nel rack.
D Per rimuovere l’assegnazione di una patch groove e resettare il canale ai propri
valori di default, click-destro del mouse sul nome della patch Groove e selezionare
“Initialize Channel” dal menu contestuale.
Browser patch Groove
Consente di caricare e scorrere le patch Groove (come le patch dispositivo nel rack
di Reason). Le patch ReGroove hanno estensione file “.grov”; per saperne di più sui
tipi di patch Groove di Reason vedere page 107 in seguito.
Manopola Slide
Usare questa manopola per far scivolare le note avanti e indietro nel tempo. Spesso i
musicisti aggiungono energia e pressione a una traccia “correndo” un pò su un beat
o strumento particolari; analogamente, tendono a “trascinare” un pò una nota per
creare un andamento ritmico più “rilassato” (stile shuffle). La manopola Slide ha un intervallo di valori pari a ±120 tick, che consente di far scivolare le note fino a 1/32 di
nota in entrambe le direzioni. Con valori negativi le note sono riprodotte in anticipo
(“compattando” il ritmo); con valori positivi le note sono riprodotte in ritardo (“dilatando” il ritmo).
Con Slide a +20 tick le note
sono riprodotte in ritardo.
Con Slide a 0 tick le note non
sono spostate nel tempo.
Con Slide a –20 tick le note
sono riprodotte in anticipo.
Ogni canale ReGroove ha le proprie impostazioni Groove, quindi cliccando sul pulsante Edit di canali diversi la finestra Tool mostra le impostazioni Groove specifiche di
un determinato canale.
Per avere un groove un pò più “compatto”, ad esempio, si può creare una corsia di
rullante e assegnarla a un canale ReGroove con una piccola quantità di Slide positivo
(si ritarda leggermente la traccia di rullante e la musica assume un “feel” più rilassato
e dilatato).
Numero canale
✪ Se c’è una traccia da accelerare (impostata a un valore Slide negativo) è
E’ un’etichetta non modificabile con il numero del canale. I canali sono numerati da 1
a 8 e organizzati in 4 banchi (A-D); per esempio, A2 è il secondo canale nel banco A
e B5 è il quinto canale nel banco B.
100
THE REGROOVE MIXER
meglio inserire una misura vuota all’inizio della sequenza, assicurandosi
d’impostare il punto d’ancoraggio (Anchor Point) a “2.” In questo modo
si è sicuri che tutte le note assegnate alla misura1/movimento 1 saranno
riprodotte in anticipo sul beat (poichè è stata creata una misura vuota
nella quale può essere spostata la nota in anticipo).
Manopola Shuffle
Fader Groove Amount
In pratica, questa manopola applica un andamento “swing” di note da 1/16 al canale
ReGroove; al 50% l’andamento è regolare (senza shuffle) mentre al 66% si ha un perfetto andamento ritmico terzinato.
Usare questo fader per regolare l’intensità con la quale la patch Groove selezionata
modifica le note. A 0% la patch Groove non ha effetto; al 100% la patch Groove applica l’effetto massimo. Ovviamente, valori intermedi generano una certa quantità d’effetto groove inferiore a quello massimo.
Lo Shuffle sposta l’inizio di ogni
seconda nota da 1/16.
Come descritto in Pagina Groove Settings, più avanti in questo capitolo, alle patch
Groove sono associati altri parametri aggiuntivi che contribuiscono a modificare le
note. In particolare, la sezione Groove Settings della finestra Tool presenta quattro impostazioni “efficaci” (timing, velocity, note length e randomness) e il fader Groove
Amount agisce da fader “master” che scala proporzionalmente questi quattro
parametri.
Uno Shuffle del 66% ritarda ogni
seconda nota da 1/16 creando un
perfetto “feel” ritmico terzinato.
Questa manopola si può usare anche per togliere lo shuffle da un beat inserendo valori inferiori al 50%: per esempio, in una registrazione suonata in perfetto terzinato, impostando lo Shuffle al 34% il movimento torna di nuovo regolare!
Groove Amount al 100%
modifica le note usando
tutte le impostazioni
groove alle rispettive
quantità specificate.
Groove Amount al 50%
modifica le note usando
tutte le impostazioni
groove a metà delle
rispettive quantità
specificate.
Pulsante Pre-Align
Abilitando questo pulsante (illuminato) tutte le note entranti sono quantizzate in base
a una rigida griglia nota da 1/16 prima che ad esse siano applicate altre modifiche di
groove. Questa quantizzazione (applicata in tempo reale e non distruttiva) è un
metodo semplice per allineare tutte le note entranti a una griglia “regolare”, in modo
che qualsiasi modifica shuffle, slide o groove applichi alle note il risultato previsto.
THE REGROOVE MIXER
101
Pulsante Global Shuffle
Abilitando questo pulsante (illuminato) il canale ReGroove utilizza l’impostazione
“Global Shuffle” invece di quella shuffle del canale; la manopola Shuffle del canale
non ha effetto quando il canale usa lo shuffle complessivo. L’impiego dello shuffle
complessivo è un buon modo per sincronizzare le note di un canale particolare con
quelle dei dispositivi basati su pattern (come il sequencer interno di Redrum, il sequencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8) i quali ricavano i rispettivi valori
shuffle dal valore Global Shuffle.
Pagina Groove Settings
Copiare, incollare e inizializzare i canali ReGroove
Per copiare la configurazione di un canale ReGroove in un altro:
1. Scegliere il canale ReGroove da copiare e click-destro (Windows) o [Ctrl]click (Mac) sul nome della patch Groove (o in qualsiasi altra parte nel canale
tranne che direttamente su un parametro).
Appare un menu contestuale.
2. Dal menu contestuale selezionare “Copy Channel”.
3. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove nel
canale di destinazione e selezionare “Paste Channel” dal menu contestuale.
Reason copia tutte le impostazioni del canale ReGroove in questo canale.
Per inizializzare un canale ReGroove:
1. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove (o in
qualsiasi altra parte nel canale tranne che direttamente su un parametro) per
aprire un menu contestuale.
2. Dal menu contestuale selezionare “Initialize Channel”.
Reason resetta tutti i parametri del canale ai rispettivi valori di default.
102
THE REGROOVE MIXER
Una patch Groove è costituita da un template groove contenente informazioni di
tempo e dinamica ricavate da un’esecuzione e una serie di parametri Impact, i quali
determinano con quale intensità le patch Groove si applicano alle impostazioni del
template.
Questo paragrafo descrive le impostazioni presenti nella pagina Groove della finestra
Tool, ove si possono vedere e modificare tutte le impostazioni di una patch Groove.
Groove Channel
Il display nella pagina Groove Settings visualizza un canale del mixer alla volta.
Per selezionare il canale ReGroove corrente visualizzato usare questo menu a tendina
(o cliccare sul pulsante Edit del canale nel Mixer ReGroove).
Groove Patch Name
Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale; se non è caricata una
patch Groove non appare alcun nome. Cliccare in questa zona per aprire un elenco
delle patch presenti nella cartella corrente (come per le patch dispositivo nel rack di
Reason).
Questa zona rispecchia la funzionalità della zona Groove Patch Name in ogni canale
del Mixer ReGroove.
Pulsanti Load/Save patch groove
Questi pulsanti consentono di caricare e/o salvare patch Groove (come per le patch
dispositivo nel rack di Reason). Le patch ReGroove hanno estensione file “.grov”; per
saperne di più sui tipi di patch Groove di Reason vedere a page 107.
Groove Patch Length
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
che può scalare all’indietro il parametro Timing Impact del groove.
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le note sono spostate della
quantità Timing Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al 50%, le note
sono spostate solo di metà della quantità Timing Impact.
Velocity Impact
Indica la durata del groove che s’importa per determinare quanto spesso si ripete.
D In generale, applicando vari patch Groove a diverse corsie nota le rispettive durate
sono multipli l’una dell’altra.
Per esempio, se un canale ReGroove utilizza un groove di 4 misure, si useranno
groove di 4-misure anche su altri canali, oppure un multiplo (groove di 1 misura, 2
misure o 8 misure).
Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere groove di durate non-standard, ma bisogna fare attenzione a come essi interagiscono tra loro. Per esempio,
se un canale utilizza un groove di 3 misure e un altro uno di 4 misure, il pattern del
groove in realtà si ripete ogni 12 misure (3 x 4 misure).
Determina il grado con cui l’informazione di velocity contenuta nel template del groove
influenza la velocity delle note. I groove modificano solo le differenze relative tra le velocity delle note, non i rispettivi valori assoluti; i passaggi deboli restano più morbidi e
quelli forti rimangono decisi (il groove accenta solo le note in modo diverso). Al 100%
il “feel” ritmico è trasferito più o meno intatto dal template alla musica; a valori inferiori,
meno dinamiche del groove influenzano le note, mentre valori oltre il 100% aumentano notevolmente l’effetto dinamico applicato dalla patch Groove alla musica.
Groove Patch Time Signature
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
che può scalare all’indietro il parametro Velocity Impact del groove..
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le velocity sono modificate
della quantità Velocity Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al 50% le
velocity cambiano solo di metà della quantità Velocity Impact.
Indica il tempo in chiave del groove e, nella maggior parte dei casi, deve corrispondere al tempo in chiave della sequenza.
Note Length Impact
D In generale, applicando diverse patch Groove a corsie nota diverse è meglio se
esse condividono un tempo in chiave comune.
Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere tempi in chiave per creare
groove poli-ritmici, ma si deve fare attenzione a come essi interagiscono tra loro.
Un groove in 6/8, ad esempio, sposta le note in modo molto diverso rispetto a uno
in 4/4, quindi applicandoli simultaneamente potrebbero non offrire il risultato previsto.
Timing Impact
Determina il grado con cui l’informazione temporale contenuta nel template del
groove influenza la posizione delle note. Al 50% le note sono spostate a metà strada
rispetto alle posizioni definite nel template del groove; al 100% sono spostate esattamente alle posizioni nel groove e al 200% sono spostate appena oltre le posizioni nel
template del groove.
Determina il grado con cui l’informazione di durata nota contenuta nel template del
groove infuenza le note. Non sempre questa impostazione è importante (i campioni
percussivi, ad esempio, sono riprodotti sempre alla durata intera), quindi la maggior
parte dei groove in Factory Sound Bank (ad eccezione della categoria “Bass-Comp”)
non contengono alcuna informazione di durata (length).
Detto questo, lavorando con strumenti ricchi di sustain la durata della nota può avere
un effetto decisivo sul “feel” ritmico dell’esecuzione. I groove modificano solo le differenze relative tra le durate nota, non i rispettivi valori assoluti; i passaggi in legato o
staccato quindi conservano parte della loro intenzione originale quando sono modificati da una patch Groove.
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
che può scalare all’indietro il valore Length Impact del groove.
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le durate delle note sono modificate della quantità Length Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al
50% le durate delle note cambiano solo di metà della quantità Length Impact.
Queste sono le note originali nella sequenza.
Queste sono le posizioni delle note
memorizzate in un template del groove; con
Timing Impact al 100% le note originali sono
spostate in questa posizione.
Un Timing Impact del 50% sposta le note
originali solo a metà strada rispetto alla
posizione nota nel template del groove.
THE REGROOVE MIXER
103
Random Timing
Determina il grado con cui le posizioni delle note sono rese casuali; questo valore
definisce la distanza massima alla quale una nota può essere spostata casualmente in
entrambe le direzioni (positiva o negativa). Si può impostare un valore tra 0 tick (nessuna casualità) e 120 tick che consente di spostare le note fino a 1/32 di nota in entrambe le direzioni.
L’effetto è “polifonico”; tutte le note che in origine iniziavano alla stessa posizione
sono spostate di quantità diverse. Inoltre, riproducendo più volte una clip senza modificare niente, tutte le note sono riprodotte ogni volta alle stesse posizioni, ma non appena si modifica la clip sono ricalcolate tutte le posizioni casuali (random).
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove
che può scalare all’indietro la casualità.
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% alle note è applicata la casualità indicata dalla quantità Random Timing, ma se il fader Groove Amount è al 50%
alle note è applicata una casualità pari solo alla metà della quantità Random Timing.
Pulsante Get From Clip
Questo pulsante converte le note di una clip selezionata in una patch Groove.
La patch può essere usata subito nel canale attivo del Mixer ReGroove o salvata su
hard-disk come nuova patch Groove. Cliccare su questo pulsante equivale a selezionare una clip e scegliere “Get Groove From Clip” dal menu Edit (o da quello contestuale).
Vedere “Creare patch ReGroove personalizzate”.
Lavorare con i groove
Applicare i groove alla propria musica
Seguire questo esempio per conoscere le tecniche di mixaggio principali di ReGroove e ascoltare l’effetto che hanno i vari parametri groove sulla musica.
1. Se nel Sequencer o nel rack non è già visibile, aprire il Mixer ReGroove cliccando sul rispettivo pulsante nel pannello di Trasporto.
2. Scegliere a quale corsia nota applicare il groove.
Perchè l’effetto sia evidente, la traccia dovrà contenere una percussione basata su
note da 1/16 regolari (non in shuffle); una corsia di charleston, ad esempio, potrebbe essere una buona sorgente di sperimentazione.
3. Usare il menu a tendina Groove Select della corsia nota scelta per assegnare
le note a un canale specifico del Mixer ReGroove.
Menu a tendina Groove Select
D L’opzione “Enabled” in cima al menu a tendina consente di disattivare ReGroove
per singole corsie nota.
E’ utile per il confronto con il beat originale senza groove; per farlo su più corsie
nota impostate a un canale ReGroove particolare usare invece il pulsante “On” del
canale sul Mixer ReGroove (vedere a page 100).
D Per disattivare ReGroove su una corsia nota selezionare “No Channel”.
4. Nel Mixer ReGroove, assicurarsi che il canale utilizzato sia attivo (pulsante
“On” illuminato).
104
THE REGROOVE MIXER
5. Per ascoltare alcune tra le varie possibilità aumentare il valore della manopola Shuffle sul canale mentre si riproduce la sequenza.
7. Ruotare di nuovo in posizione centrale la manopola Slide (0 tick), cliccare sul
pulsante Browse del canale e andare alla cartella ReGroove Patches in Factory Sound Bank.
La musica su quella corsia nota (ed ogni altra corsia nota assegnata allo stesso
canale ReGroove) sarà riprodotta con un “feel” shuffle.
6. Abbassare il valore Shuffle alla posizione centrale (50%) e aumentare il valore della manopola Slide del canale per sentire l’effetto.
8. Aprire la cartella Vinyl, selezionare la prima patch Groove in elenco e cliccare
Open per caricare le patch Groove e chiudere il browser.
9. Alzare il fader Groove Amount del canale a circa 80%.
D Si noti che poichè il controllo Slide sposta tutte le note della stessa quantità, non
si sentirà il risultato, a meno che si riproduca la traccia insieme ad un’altra le cui
note siano state spostate (o con il click del metronomo attivo).
10.Cliccare sul pulsante Next Patch per scorrere le patch Groove presenti nella
cartella e ascoltare come agiscono sulla musica.
11.Nel canale del Mixer ReGroove cliccare sul pulsante Edit per aprire le impostazioni del groove di quel canale nella finestra mobile Tool.
12.Muovere i vari fader orizzontali e ascoltare l’effetto che hanno sulla musica.
Si noti che nessuna patch nella cartella Vinyl utilizza il parametro Note Length,
quindi il controllo Note Length Impact non ha alcun effetto.
THE REGROOVE MIXER
105
✪ Ci sono molti modi utili e creativi di applicare i groove alla propria musica.
Per i suggerimenti su alcune tecniche vedere Trucchi & consigli utili in
seguito.
Commit to Groove - rendere “permanenti” i groove
Quando si assegna un canale ReGroove a una corsia nota, esso influenza solo il
modo in cui sono riprodotte le note; aprendo la clip nota, le note sono comunque visualizzate alle loro posizioni originali (senza groove).
Per modificare le note in groove (regolare tempo e velocity manualmente, ad esempio)
prima è utile spostarle permanentemente alle posizioni groove; questa operazione è
eseguita dalla funzione “Commit to Groove”:
Creare patch ReGroove personalizzate
Per creare create patch ReGroove personalizzate procedere come segue:
1. Creare una clip con note dalla temporizzazione e dinamiche (velocity) desiderati.
Altrimenti, si può importare un file MIDI con l’effetto desiderato o usare la funzione
“To Track” di un dispositivo Dr. Rex per estrarre le note da un loop REX.
D Si noti che alcune clip MIDI consentono di realizzare groove migliori di altre.
Per conoscere alcune delle caratteristiche ideali di una clip per un groove vedere
“Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove” in seguito.
2. Selezionare la clip.
1. Selezionare la traccia con la corsia(e) nota in groove.
3. Nella sezione Groove della finestra Tool selezionare un canale Groove inutilizzato.
2. Selezionare “Commit to Groove” dal menu Edit o dal menu contestuale della
traccia.
Tutte le note su tutte le corsie della traccia sono spostate alle rispettive posizioni
in groove e il menu a tendina Groove Select si resetta a “No Channel”.
4. Cliccare sul pulsante “Get From Clip” alla base della sezione Groove della
finestra Tool.
Altrimenti selezionare “Get Groove From Clip” dal menu contestuale della clip.
Riproducendo la traccia, essa suona esattamente come prima; osservando le note in
modalità Edit, le rispettive posizioni, durata e velocity ora corrispondono a ciò che si
ascolta.
Usare Commit to Groove solo su alcune corsie
“Commit to Groove” influenza intere tracce, incluse tutte le corsie nota (se ce ne sono
molte); per fare in modo che il groove sia permanente su una delle corsie ecco cosa
fare:
1. Cliccare nel menu Groove Select per le corsie nota che devono rimanere in
ReGroove e disattivare l’opzione “Enabled”.
Questa operazione bypassa il canale ReGroove per queste corsie nota ma mantiene la la selezione canale.
5. Impostare a piacere i vari parametri Impact.
Per iniziare lasciarli ai rispettivi valori di default.
6. Cliccare sul pulsante Save Patch nella sezione Groove della finestra Tool e
specificare un nome e una destinazione per la patch.
La patch ReGroove è ora pronta da usare. Come descritto in Applicare i groove alla
propria musica, inviare una o più corsie nota al canale ReGroove assegnato al nuovo
groove e alzare il fader Groove Amount di quel canale.
Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove
I consigli seguenti garantiscono il funzionamento ideale dei propri groove:
D Nella clip sorgente includere tutte le note da 1/16 possibili.
Se nel materiale sorgente ci sono vuoti di note da 1/16, ci saranno dei vuoti anche
nella patch Groove; applicando il groove a una corsia nota, ad alcune note sarà
applicato il groove e ad altre (quelle in corrispondenza dei vuoti) no.
D I groove usano le differenze relative tra le velocity nota, non i rispettivi valori assoluti.
Se non si vogliono sbalzi improvvisi nelle dinamiche evitare di avere velocity molto
variabili nella clip sorgente.
D Le patch Groove sono sempre formate da un numero esatto di misure, quindi se la
clip sorgente ha una durata irregolare, il groove si estende alla misura successiva.
Si raccomanda di regolare la clip sorgente a un numero esatto di misure prima di
creare una patch Groove.
2. Selezionare “Commit to Groove”.
Sono influenzate solo le corsie nota con ReGroove “Enabled”.
3. Selezionare di nuovo “Enabled” per le corsie nota che devono rimanere in
ReGroove.
106
THE REGROOVE MIXER
D In generale, è meglio usare clip sorgente le cui durate siano un multiplo pari di 2
(per esempio, 1, 2, 4 misure, ecc.).
E’ possibile creare e usare groove con durate in numeri dispari (3, 7, 13, ecc.) ma,
a meno che si sia ben organizzati e si preveda di usare questi groove in brani specifici poliritmici, il loro effetto generale sulla maggior parte delle tracce è imprevedibile.
Trucchi & consigli utili
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Poichè si può inviare ogni traccia (o corsia nota) a tutti i 32 canali ReGroove, il segreto per creare groove veramente dinamici è distribuire la strumentazione su più
tracce e corsie.
Per esempio, ove normalmente si crea una sequenza ReDrum con cassa, rullante
e charleston tutti sulla stessa traccia, collocando questi elementi su corsie diverse
è possibile applicare ad essi groove diversi; si può assegnare la corsia della cassa
a un canale ReGroove con un leggero “feel” shuffle e inviare il rullante a un canale
ReGroove che sposta le note in anticipo sul tempo per “spingere” un pò di più il
ritmo. Suddividere le cose tra le corsie consente sicuramente di creare beat più
ricchi di “feel” e personalità che applicare un’unica impostazione di groove a tutto.
Quando si costruisce un groove, iniziare in modo semplice. Sperimentare regolando il parametro Slide per spostare solo il rullante o il charleston in anticipo o in
ritardo sul tempo; applicare quantità di Shuffle leggermente diverse ai vari strumenti percussivi. Piccole variazioni talvolta possono avere un effetto molto drastico, quindi usare le orecchie (non gli occhi) per regolare le varie impostazioni di
groove.
Applicare la stessa patch Groove a più corsie ma in quantità diverse. Ovviamente,
si è liberi di applicare patch Groove diversi a corsie diverse (sebbene molto spesso i risultati siano più goffi che interessanti); spesso i groove più belli hanno un
aspetto “umano” quasi impercettibile.
Non dimenticatevi di provare a inviare file REX sequenziati nel Mixer ReGroove.
In base al materiale del file e al modo in cui è porzionato, si possono ottenere tutti
i tipi di risultati (dai più inutilizzabili ai più originali).
Raddoppiando gli strumenti (cioè due strumenti che suonano esattamente la
stessa parte) inviare uno di essi a un canale ReGroove al quale è stata applicata
una piccola quantità di temporizzazione casuale; essa (accessibile nella sezione
Groove Settings della finestra Tool) tende a separare i due strumenti, rendendo le
parti riprodotte più “umane”. Per esempio, se c’è un “clap” che duplica un rullante
applicare un pò di temporizzazione casuale alla traccia di clap per farla emergere
meglio nel mix.
Come descritto in precedenza nel paragrafo Punto d’ancoraggio i groove ripartono ogni volta che c’è un nuovo tempo in chiave. Se la musica contiene sezioni
dalla durata dispari, si può quindi obbligare un groove a ripartire. Basta inserire un
evento tempo in chiave con lo stesso tipo di tempo in chiave che c’era già nella
song: il groove si riavvia dove inizia l’evento.
Si ricorda che le patch Groove hanno temporizzazione e velocity distinti, quindi si
possono applicare in modo indipendente. Per esempio, se una traccia ha già il
giusto tempo di groove, ma si vogliono provare vari “feel” dinamici, applicare solo
la velocity di un groove impostando il parametro Timing Impact della traccia a 0. Ai
parametri Timing Impact e Velocity Impact di un groove si accede cliccando sul
pulsante Edit del canale ReGroove (si apre la sezione Groove Settings della
finestra Tool).
Patch ReGroove in Factory
Sound Bank
Reason ha molte patch Groove già pronte distribuite in una serie di cartelle diverse:
MPC-60
Queste groove sono state create analizzando l’uscita audio di un Akai MPC-60; usarle
per avere lo stesso feeling del MPC-60 originale; si noti che queste patch non contengono alcuna informazione di velocity o durata nota. Ci sono anche alcune patch
aggiuntive che impiegano la funzione Random Timing, la quale simula il comportamento del MPC-60 originale quando è caricato con molte informazioni.
Vinyl
Questi groove sono stati creati campionando frammenti dai classici dischi di groove,
analizzandoli con un tool di processo del segnale particolare e poi estraendo dai campioni informazioni di tempo e velocity; questi groove non contengono alcuna informazione di durata nota.
Programmed
Questi groove sono stati creati da un programmatore di groove delle sessioni di batteria. Sono stati realizzati a mano per simulare il “feel” di determinati stili e sono suddivisi in due generi: Hiphop e Pop-Rock; questi groove non contengono alcuna
informazione di durata nota.
Bass-Comp, Drummer e Percussion
I groove in queste categorie sono stati creati da musicisti professionisti. Le loro performance sono state catturate e analizzate e dalle loro esecuzioni sono state estratte
le informazioni di tempo e velocity: le patch Bass-Comp contengono anche informazioni di durata nota (sebbene nelle altre categorie non ci siano).
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THE REGROOVE MIXER
7
D Remote - Playing and controlling Reason devices
Vari ingressi MIDI
Configurazione
Questo capitolo spiega come usare il controllo remoto per configurare la tastiera
Master e le superifici di controllo, in modo da suonare i dispositivi di Reason, regolarne i parametri e controllarne le varie funzioni; si tratta del modo migliore per inviare
il MIDI a Reason, ma ci sono anche altri metodi:
Aggiungere una tastiera o superficie di controllo
D Usando ReWire 2.
ReWire consente di eseguire Reason con un’altra applicazione (un sequencer o
una DAW); con ReWire 2, si può trasmettere il MIDI dall’altra applicazione direttamente ai dispositivi in Reason; vedere a page 128.
D Usando gli ingressi External Control Bus.
Gli ingressi External Control Bus (configurati nella pagina Advanced MIDI della
finestra Preferences e nel dispositivo MIDI In dell’Interfaccia Hardware) consentono d’inviare il MIDI direttamente ai singoli dispositivi nel rack; ciò serve principalmente per controllare Reason da un sequencer audio esterno, ecc.. (vedere a
page 124).
Per aggiungere le superfici di controllo (inclusa la tastiera Master):
1. Aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Control Surfaces and
Keyboards.
2. Se la superficie di controllo è collegata via USB (o c’è una connessione MIDI
a due vie) cliccare sul pulsante Auto-detect Surfaces.
Reason scansiona tutte le porte MIDI cercando d’identificare le superiici di controllo collegate; si noti che non tutte le superfici di controllano supportano la rilevazione automatica.
D Inviando il Clock MIDI a Reason.
Si sincronizza il tempo di Reason ad altri dispositivi (vedere a page 132).
Controllo remoto
Il MIDI proveniente dalle superfici di controllo (tastiere, unità di controllo remoto, ecc.)
è gestito da un protocollo chiamato Remote che consente un’integrazione omogenea
tra Reason e le superfici di controllo. In pratica è un sistema di mappatura che offre un
controllo diretto dei parametri di ogni dispositivo in Reason - incluso trasporto e selezione traccia del sequencer!
Al momento della stesura di questo manuale, Reason supporta un gran numero di superfici di controllo e tastiere (manopole, fader e pulsanti sui dispositivi sono mappati
automaticamente ai parametri di ogni dispositivo in Reason).
I driver Remote per altre superifici di controllo sono aggiunti periodicamente; visitare il
sito di Propellerhead nel caso il proprio modello non sia elencato nella pagina Control
Surfaces and Keyboards della finestra di dialogo Preferences.
Il controllo remoto dei dispositivi in Reason non potrebbe essere più semplice.
Si configura una volta per tutte la superficie di controllo da usare in Reason e il programma fa il resto!
110
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Tutte le superfici trovate appaiono nell’elenco Attached Surfaces.
3. Per aggiungere manualmente una superficie di controllo cliccare sul pulsante Add.
Si apre una nuova finestra di dialogo.
4. Selezionare il costruttore della superficie di controllo dal menu Manufacturer.
Se nel menu non c’è vedere in seguito.
5. Selezionare il modello della superficie di controllo dal menu Model.
Se nel menu non c’è vedere in seguito.
6. Appare un’immagine della superficie di controllo selezionata, spesso associata ad un’informazione di testo da leggere attentamente.
Con alcune superfici di controllo bisogna selezionare un preset specifico della superficie di controllo da usare con Reason (ciò è indicato nel testo).
7. Usare il menu a tendina MIDI Input per selezionare la porta d’ingresso alla
quale è collegata la superficie di controllo.
Nel dubbio cliccare sul pulsante Find e azionare un controllo o suonare un tasto
sulla superficie di controllo in modo che Reason trovi automaticamente l’ingresso
corrente.
D Alcune superfici di controllo possono avere più di un menu a tendina
MIDI Input.
Selezionare le porte in tutti i menu a tendina MIDI Input.
D Alcune superfici di controllo hanno anche un menu a tendina MIDI Output.
In alcuni casi si chiama “Optional” (quindi non c’è bisogno di eseguire una selezione). In altri casi, l’uscita MIDI è necessaria; è il caso di una superficie di controllo
che usa il feedback MIDI (fader motorizzati, display, ecc.); per i dettagli vedere il
documento separato in pdf “Control Surface Details”.
D Reason “occupa” solo gli ingressi MIDI effettivamente utilizzati.
Gli ingressi MIDI non selezionati qui o nella pagina Advanced MIDI (vedere a page
124) sono disponibili per altri programmi.
D Si noti però che altri programmi MIDI possono “occupare” tutte le porte
MIDI nel sistema quando sono lanciati!
8. Si può rinominare la superficie di controllo nel campo Name.
9. Per aggiungere la superficie di controllo cliccare OK.
D In base al modello della superficie possono apparire dei messaggi d’avviso che invitano a selezionare un preset specifico, ecc..
In alcuni casi, Reason può ri-configurare automaticamente un preset nella superficie di controllo alle impostazioni di fabbrica (appare un messaggio d’avviso).
Infine, tornare alla pagina Control Surfaces and Keyboards della finestra Preferences
ove ora la superficie apparirà nell’elenco.
Se la superficie di controllo non è in elenco
Se quando si prova ad aggiungerla nei menu a tendina Manufacturer o Model la superficie di controllo non si trova, significa che per quel modello non c’è un supporto
nativo.
Tuttavia, il programma supporta tastiere e controller generici; procedere così:
D Selezionare “Other” dal menu a tendina Manufacturer e poi scegliere
una delle tre opzioni dal menu a tendina Model.
oppure, se c’è il costruttore ma non il modello specifico:
D Selezionare una delle tre opzioni “Other” dal menu a tendina Model:
In entrambi i casi le opzioni sono:
• Basic MIDI Keyboard
Selezionarla se c’è una tastiera MIDI senza manopole, pulsanti o fader programmabili. Si usa solo per suonare, inclusi i controller performance (pitch bend, mod
wheel, ecc.). Con questo tipo di superficie di controllo non è possibile regolare i
parametri nei dispositivi di Reason.
• MIDI Controller
Selezionarla se c’è un controller MIDI con manopole, pulsanti o fader programmabili ma senza tastiera; la superficie di controllo si deve configurare in modo che i
controller trasmettano i giusti messaggi MIDI CC, in base al dispositivo di Reason
da controllare (vedere la carta d’implementazione MIDI nella cartella Reason Documentation).
E’ possibile usare eventuali template o preset per i vari dispositivi di Reason 2.5
della superficie di controllo.
• MIDI Keyboard with Controls
Selezionarla se c’è una tastiera MIDI con manopole, pulsanti o fader programmabili. Anche qui configurare i controller alla trasmissione dei giusti messaggi MIDI
CC.
Una volta selezionato un modello continuare selezionando la porta d’ingresso MIDI
(come descritto in precedenza).
Tastiera Master
Una delle superfici di controllo può essere la tastiera Master; è come una qualsiasi altra superficie di controllo, ma deve avere una tastiera e non può essere vincolata a un
dispositivo specifico di Reason (in altre parole, segue sempre l’ingresso MIDI del sequencer). Questa è la superficie di controllo che si usa per suonare i dispositivi strumento in Reason.
D La prima superficie con una tastiera aggiunta (o trovata in automatico) è
selezionata automaticamente come tastiera Master.
Appare nella pagina Attached Surfaces della finestra di dialogo Preferences.
D Per usare come tastiera Master un’altra superficie di controllo, selezionarla nell’elenco e cliccare sul pulsante “Make Master Keyboard”.
Ci può essere una sola tastiera Master.
D Per non usare affatto una tastiera Master, selezionare quella corrente e
cliccare sullo stesso pulsante (che ora ha la scritta “Use No Master Keyboard”).
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
111
Altre funzioni
D Per modificare una superficie doppio-click nell’elenco o selezionarla e
cliccare Edit.
Ciò consente di modificarne il nome e le impostazioni di porta MIDI (se necessario).
D Per eliminare una superficie selezionarla nell’elenco e cliccare Delete.
D Per spegnere una superficie disattivare il rispettivo box “Use with Reason”.
Può essere utile se la superficie è collegata al sistema ma si vuole usarla solo con
un altro programma, ecc..
D Nella finestra Preferences c’è ancora la pagina “Advanced MIDI”.
Si usa solo per i bus External Control MIDI e l’ingresso MIDI Clock Sync.
Tutto il controllo MIDI si configura nella pagina Control Surfaces and Keyboards.
Esempi di configurazione
Quando si tratta di scegliere il tipo di configurazione da usare le possibilità sono
molte.
Singola tastiera MIDI con controlli
Con questa configurazione la tastiera diventa quella Master, quindi è sempre collegata via sequencer (controlla il dispositivo collegato alla traccia del sequencer con la
messa a fuoco MIDI). Per controllare un altro dispositivo, si sposta la messa a fuoco
MIDI (il simbolo tastiera della colonna “In” nella Track List) a un’altra traccia del sequencer.
Tuttavia, si può usare la sostituzione remota (Remote Override) per controllare i
parametri su altri dispositivi di Reason o le funzioni globali di Reason (come il
trasporto).
Tastiera MIDI di base con una superficie di controllo aggiuntiva
La tastiera e la superficie di controllo devono essere collegate a porte MIDI separate
(o usare connessioni USB separate). In tal caso, la tastiera MIDI di base diventa
quella Master (è usata per riproduzione e registrazione via sequencer). Si può fare in
modo che la superficie di controllo segua la tastiera Master - ciò consente di regolare
i parametri del dispositivo che si suona (come nell’esempio precedente).
Si può anche vincolare la superficie di controllo a un altro dispositivo nel rack virtuale
(per suonare un dispositivo mentre si regolano i parametri di un altro).
Tastiera MIDI con controlli e una o più superfici di controllo
E’ la configurazione ideale! Anche qui, tutte le tastiere e superfici di controllo devono
essere collegate a porte MIDI separate (o usare connessioni USB separate). La tastiera è collegata via sequencer ed è possibile usare i suoi controlli per regolare i
parametri del dispositivo che si sta suonando; la superficie di controllo aggiuntiva può
essere vincolata a diversi dispositivi nel rack.
Per esempio, vincolando una superficie di controllo al mixer principale, si ha sempre il
controllo su livelli e pan; si possono anche avere controlli dedicati di trasporto, per le
funzioni Undo/Redo, la selezione della traccia sequencer con la messa a fuoco MIDI,
ecc..
112
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Principi di controllo remoto
Parametri e funzioni in ogni dispositivo di Reason sono mappati ai controlli delle superfici di controllo supportate; una volta aggiunta la(e) superficie di controllo nella
finestra Preferences si può iniziare a regolare i parametri!
D Di default, tutte le superfici di controllo collegate seguono l’ingresso
della tastiera Master del sequencer.
L’ingresso della tastiera Master s’imposta a una traccia nel sequencer per assegnare la(e) superficie di controllo alla traccia del dispositivo nel rack. Si può bypassare questa funzionalità vincolando una superficie di controllo a un dispositivo
specifico - vedere a page 114. Altrimenti si può usare la mappatura Remote Override (per i parametri specifici vedere a page 116) che saranno mappati ai controlli
selezionati indipendentemente dall’ingresso MIDI.
D Il dispositivo di Reason collegato alla traccia con ingresso tastiera Master avrà i propri parametri mappati in modo standard a controlli logici
(fader, pulsanti, ecc.) sulla superficie di controllo.
Per esempio, se un Subtractor ha l’ingresso tastiera Master, la superficie di controllo controllerà i parametri più importanti di Subtractor. Impostando l’ingresso
MIDI a una traccia collegata a un NN-XT, la superficie di controllo controllerà invece i parametri del dispositivo NN-XT, e così via per ogni dispositivo; ci sono
anche variazioni della mappatura standard per la maggior parte dei dispositivi (vedere a page 113).
! Per informazioni relative al dispositivo vedere il documento separato
“Control Surface Details”.
D Le superfici di controllo supportate con controlli di trasporto dedicati
sono mappati in modo standard ai controlli di trasporto equivalenti in
Reason.
Se la superficie di controllo non ha controlli di trasporto si possono comunque
mappare i controlli di trasporto ai controller con la mappatura Remote Override
(vedere a page 116).
D Anche altre importanti funzioni come il cambio della traccia target nel
sequencer, la selezione delle patch e Undo/Redo possono essere controllate a distanza.
Vedere a page 118.
Mappatura Standard e Remote Override
Varianti di mappatura
I parametri di Reason sono “mappati standard” alle superfici di controllo supportate.
L’utente non deve fare niente per controllare a distanza un qualsiasi dispositivo di
Reason. Tuttavia, se si desidera è possibile usare la mappatura Remote Override per
mappare un parametro specifico ad un controllo specifico.
Poichè spesso su un dispositivo ci sono più parametri che controlli disponibili sulla
superficie di controllo, per la maggior parte dei dispositivi ci sono delle varianti alla
mappatura standard; scegliendo una variante di mappatura standard, per un dispositivo di Reason selezionato è mappato un nuovo set di parametri ai controlli della superficie di controllo.
Per esempio, se una superficie di controllo con 8 manopole è assegnata a un Subtractor, di default le manopole controllano i parametri di filtro; selezionando la variante
2 potrebbero controllare le impostazioni dell’oscillatore, la variante 3 gli LFO, e così
via.
D Con la mappatura standard la mappatura remota di ogni dispositivo è la
stessa per ogni nuova song creata in Reason (sempre che sia “on-line” la
stessa serie di superfici di controllo).
Con la mappatura Remote Override (vedere a page 116) le sostituzioni sono salvate con la song corrente ma non ci sono se si crea una nuova song.
D Parametri e funzioni mappati in modo standard per ogni dispositivo di
Reason dipendono dalla superficie(i) di controllo.
Il documento “Control Surface Details” contiene alcune informazioni sulle mappature
standard dei vari modelli di superfici di controllo, ma si può anche attivare la modalità
Remote Override Edit per vedere quali parametri di ogni dispositivo sono mappati
sulla superficie(i) di controllo (vedere a page 116).
D Si noti che avendo più superfici di controllo collegate alcuni parametri
potrebbero essere mappati ai controlli di più di una superficie di controllo.
Ciò non crea alcun conflitto, ma è semplicemente una conseguenza del fatto che
di default tutte le superfici di controllo seguono l’ingresso MIDI della tastiera Master (sequencer); usando le funzionalità Surface Locking (vedere sotto) o Remote
Override (vedere a page 116) si ha un controllo totale delle proprie superfici di
controllo.
D Per i dispositivi che supportano i comandi rapidi, le varianti di mappatura
si possono selezionare con i tasti [Command] + [Option] (Mac) / [Ctrl] +
[Alt] (Windows) e quelli numerici da [1] a [10] (non sul pad numerico) ove
[1] seleziona la mappatura standard di default.
Il numero delle varianti di mappatura disponibile dipende dalla superficie di controllo e dal dispositivo di Reason selezionato. La variante selezionata rimane attiva
fino a quando l’ingresso MIDI passa a un altro dispositivo (o si seleziona un’altra
variante). Tornando allo stesso dispositivo esso avrà la propria mappatura standard di default (variante [1]).
D Nelle superfici di controllo che hanno controlli dedicati per la selezione
delle varianti di mappatura sono usati questi controlli al posto dei comandi rapidi.
D I dispositivi vincolati (vedere sotto) possono anche essere vincolati a
una variante di mappatura specifica.
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
113
Vincolare una superficie
Si può vincolare una superficie di controllo a un dispositivo specifico in modo che sia
sempre “regolabile”, indipendentemente dalla traccia con l’ingresso della tastiera
Master nel sequencer; ciò consente di riprodurre e registrare note di un dispositivo e
allo stesso tempo controllare i parametri di un altro dispositivo da una superficie di
controllo.
Si può vincolare una superficie di controllo al controllo del mixer principale, ad esempio, per controllare sempre i livelli complessivi mentre si suonano/regolano altri dispositivi.
Usando la finestra di dialogo Surface Locking
1. Selezionare “Surface Locking...” dal menu Options.
Si apre la finestra di dialogo Surface Locking.
D Il dispositivo che agisce da tastiera Master non può essere vincolato!
Selezionando la tastiera Master nella finestra Preferences si può cliccare sul pulsante “Use No Master Keyboard”. Si può quindi vincolare questa superficie di controllo a un dispositivo e usare i suoi controller per regolare i parametri, ma non si
potrà suonarlo.
D E’ possibile vincolare più superfici di controllo allo stesso dispositivo.
Ogni superficie di controllo però può essere vincolata a un solo dispositivo alla
volta.
D Le informazioni su quali sono i dispositivi vincolati (e a quali superfici di
controllo sono vincolati) sono salvate con la song.
Vincolare un dispositivo
Per vincolare un dispositivo ci sono due modi:
In questa figura, la superficie di controllo selezionata è la tastiera Master che non può essere
vincolata.
2. Aprire il menu Surface in cima alla finestra di dialogo e selezionare la superficie di controllo da vincolare a un dispositivo.
3. Aprire quindi il menu a tendina “Lock to device”.
Qui sono elencati tutti i dispositivi presenti nella song corrente. L’opzione “Follow
Master Keyboard” (selezionata di default) indica che la superficie di controllo non
è vincolata, ma segue l’ingresso della tastiera Master nel sequencer.
114
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
4. Selezionare dall’elenco il dispositivo da vincolare alla superficie di controllo
scelta.
D Se la superficie di controllo selezionata supporta i comandi rapidi per la
selezione delle varianti di mappatura (vedere a page 113) appare anche
il menu a tendina “Always use Mapping”.
Qui si può stabilire se vincolare una variante di mappatura standard specifica o se
il dispositivo deve cambiare le varianti di mappatura in base ai comandi rapidi.
Nel primo caso selezionare la variante di mappatura dall’elenco; nel secondo caso
selezionare “Follow Keyboard Shortcut”.
Svincolare i dispositivi
D Per svincolare un dispositivo vincolato aprire il suo menu contestuale e
togliere la spunta “Lock to”.
Il dispositivo si svincola e la superficie di controllo segue ora l’ingresso della tastiera Master.
D Un altro modo per svincolare un dispositivo è aprire la finestra di dialogo
Surface Locking e selezionare “Follow Master Keyboard” dal menu a
tendina “Lock to device”.
5. Al termine chiudere la finestra di dialogo.
A questo punto, il dispositivo è vincolato alla superficie di controllo selezionata.
In modalità Remote Override Edit (vedere a page 116) un dispositivo vincolato è
indicato dal simbolo del lucchetto nell’angolo in alto a sinistra sul pannello.
Usando il menu contestuale
D Un metodo rapido per vincolare il dispositivo è eseguire un click-destro
(Win) / [Ctrl]-click (Mac) sul pannello del dispositivo per aprire il menu
contestuale.
Il menu contestuale elenca tutte le superfici di controllo installate (tranne la tastiera
Master) con la scritta “Lock to” e il nome della superficie di controllo; selezionandone una si vincola il dispositivo alla superficie di controllo. Nel menu contestuale,
la superficie di controllo corrente vincolata a quel dispositivo è spuntata.
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
115
Remote Override
La modalità Remote Override consente di mappare parametri e funzioni ai controlli
della superficie di controllo, sostituendo la mappatura standard.
Attivare la modalità Remote Override Edit
1. Selezionare “Remote Override Edit Mode” dal menu Options.
Tutti i dispositivi non selezionati nel rack sono sfumati in grigio, ad indicare la modalità Edit; ogni dispositivo selezionato (incluso il pannello di Trasporto) mostra un
simbolo freccia blu su ogni parametro che può essere mappato a un controllo di
una superficie di controllo.
D Si noti che è possibile selezionare anche il pannello di Trasporto!
La maggior parte degli elementi sul pannello di Trasporto si possono mappare ai
controlli; si noti che selezionando il pannello di Trasporto qualsiasi mappatura
standard è visualizzata automaticamente (a differenza di altri dispositivi per i quali
prima bisogna assegnare l’ingresso della tastiera Master al dispositivo dal sequencer).
D Puntando a un parametro mappato in modo standard appare un tooltip
che indica a quale controllo della superficie di controllo è mappato il
parametro.
Mappatura Remote Override
Se è abilitata la modalità Remote Override Edit, per mappare un parametro a un controllo si può usare uno dei metodi seguenti:
Metodo 1:
1. Selezionare il parametro da mappare.
La freccia (o manopola) si colora d’arancio a indicare che è selezionata.
2. Selezionare “Edit Remote Override Mapping...” dal menu Edit.
Oppure [Ctrl]-click (Mac) / right-click (PC) sul parametro per selezionare la stessa
opzione dal menu contestuale.
Si apre la finestra di dialogo “Edit Remote Override Mapping”; a questo punto si può
procedere in due direzioni:
Modalità Remote Override Edit abilitata con il dispositivo Mixer selezionato.
Per vedere quali sono i parametri correnti mappati per un dispositivo si deve assegnare l’ingresso della tastiera Master alla traccia del sequencer alla quale è collegato:
2. Selezionare un dispositivo nel rack e abilitare l’ingresso della tastiera Master
per la rispettiva traccia nel sequencer.
I parametri con la mappatura standard hanno i simboli manopola gialli.
116
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
D Selezionare manualmente la superficie di controllo e il controllo sul
quale mappare il parametro dai due rispettivi menu a tendina.
Il menu Control Surface elenca tutte le superfici di controllo installate e il menu
Controls elenca tutti i controlli mappabili per la superficie di controllo selezionata.
D Oppure attivare l’opzione “Learn From Control Surface Input” e muovere
(o premere) il controllo al quale mappare il parametro.
Il campo “Control Surface Activity” lampeggia mentre si ruota la manopola, poi la
finestra mostra superficie di controllo e controllo al quale è mappato il parametro.
D Se la superficie di controllo ha una tastiera si possono selezionare
anche le note come controlli.
Le note funzionano come pulsanti On/Off; se dal menu Controls è selezionata
l’opzione “Keyboard” nella finestra di dialogo appare un campo Note Number.
3. Cliccare OK per uscire dalla finestra di dialogo.
Il parametro mappato mostra l’icona di un fulmine a indicare che utilizza la mappatura Remote Override; in modalità Remote Override Edit sono sempre visualizzate tutte le sostituzioni (non c’è bisogno che il dispositivo sia selezionato o abbia
l’ingresso della tastiera Master messo a fuoco).
Sostituire la mappatura con la modalità Remote Override Edit non
attiva
Se nel menu Options è attiva la modalità Remote Override Edit, i parametri mappati
sono “etichettati” e gli indicatori freccia mostrano i parametri assegnabili. In questa
modalità, però, non si può usare Reason normalmente; la modalità Remote Override
Edit serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle assegnazioni correnti.
D Un altro modo per mappare i parametri è disattivare la modalità “Remote Override Edit” nel menu Options ed eseguire un [Ctrl]-click (Mac) /
click-destro (PC) del mouse sul parametro da controllare a distanza.
Si apre un menu nel quale una delle opzioni è “Edit Remote Override Mapping”;
selezionandola si apre la finestra Edit Remote Override Mapping. Sapendo già che
un parametro è libero e assegnabile non è necessario quindi selezionare la modalità Edit dal menu Options.
Rimuovere le sostituzioni remote
Si può farlo per un parametro selezionato:
1. Selezionare il parametro per il quale rimuovere la sostituzione remota.
Il fulmine si colora d’arancio a indicare che è selezionato.
2. Selezionare “Clear Remote Override Mapping...” dal menu Edit.
Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) del mouse sul
parametro per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale; è sempre disponibile (con la modalità Remote Override Edit selezionata o meno).
Oppure rimuovere tutte le sostituzioni remote per un dispositivo con una sola operazione:
4. Per uscire dalla modalità Remote Override Edit de-selezionarla dal menu
Options.
Si può anche uscire da questa modalità premendo [Esc].
1. Selezionare il dispositivo dal quale rimuovere la sostituzione remota.
2. Selezionare “Clear All Remote Override Mappings for Device” dal menu Edit.
Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del
dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale.
Metodo 2:
1. Doppio-click del mouse sul parametro da mappare.
Appare un fulmine rotante, il quale indica che è attiva la modalità “Learn From Control Surface”; per uscire da questa modalità premere [Esc].
2. Muovere (o premere) il controllo al quale mappare il parametro.
Il parametro è ora mappato al controllo.
Non sempre si deve modificare la sostituzione di mappatura con la modalità Remote
Override Edit attiva (vedere sotto).
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
117
Copiare/incollare le sostituzioni remote
Le mappature Remote Override si possono copiare da un dispositivo e incollarle in un
altro dispositivo dello stesso tipo:
1. Con la modalità Remote Override Edit attiva selezionare il dispositivo dal
quale copiare le mappature Remote Override e scegliere “Copy Remote
Override Mappings” dal menu Edit.
Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del
dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale.
Finestra Additional
Overrides
2. Selezionare il dispositivo sul quale incollare le mappature copiate.
Deve essere lo stesso tipo di dispositivo dal quale si è copiato; nel caso si siano
copiate le mappature Remote Override dal pannello di Trasporto esse si possono
quindi incollare solo in un altro documento song.
3. Selezionare “Paste Remote Override Mappings” dal menu Edit.
Ecco cosa avviene:
D Incollando le mappature in un dispositivo nello stesso documento song
appare una finestra di dialogo la quale informa che le sostituzioni sono
già usate.
Si può quindi decidere di annullare l’operazione (Cancel) o assegnare le sostituzioni esistenti al nuovo dispositivo.
D Incollando sul dispositivo in un’altra song, le mappature Remote Override copiate sono semplicemente incollate.
In tal caso, le mappature Remote Override originali non sono influenzate.
Nel menu Options c’è l’opzione “Additional Remote Overrides...”; selezionandola si
apre una finestra di dialogo con le funzioni remote che non possono essere assegnate in modalità Remote Override Edit (selezione di tracce target, Undo/Redo, ecc.).
Cosa può essere assegnato?
Sebbene la maggior parte delle opzioni in questa finestra siano auto-esplicative, alcune hanno bisogno di una spiegazione; si tratta delle opzioni seguenti:
Target Track Delta e Target Previous/Next Track
D La traccia Target è quella con la messa a fuoco (MIDI In) della tastiera
Master.
Assegnando Target Previous/Next Track a due controlli Pulsante di una superficie
di controllo si può spostare il simbolo tastiera in alto e in basso nella Track List.
D L’opzione Target Track Delta è destinata ad essere usata con i controller
a rotellina Delta (un controllo speciale privo d’intervallo min/max) che
seleziona la traccia Target.
La Jog Wheel di un Mackie è un esempio di questo tipo di controller.
D La selezione Previous/Next Track si può assegnare a controlli pulsante
standard.
118
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Select Patch for Target Device e Select Previous/Next Patch for
Target Device
Il dispositivo Target è quello collegato alla traccia Target.
D In genere la selezione patch è mappata standard ai pulsanti di una superficie di controllo.
Per sostituire questa mappatura standard di selezione patch (in modo che tutti i
dispositivi selezionino le patch per ogni dispositivo patch corrente con l’ingresso
tastiera Master) farlo qui; per la selezione delle patch, ad esempio, si potrebbero
sempre usare gli stessi pulsanti di una superficie di controllo specifica.
Cancellare le sostituzioni aggiuntive
1. Selezionare “Additional Remote Overrides” dal menu Options.
La colonna Mapping mostra i parametri/funzioni che usano le sostituzioni.
2. Selezionare l’elemento corrente assegnato alla mappatura sostitutiva e cliccare Clear.
D Anche il comando Select Patch for Target Device è destinato ad essere
assegnato a un controllo di tipo Delta (vedere in precedenza).
Consente di selezionare le patch di un dispositivo collegato alla traccia Target
ruotando la rotellina in senso orario o anti-orario.
D Il comando Select Previous/Next Patch si può assegnare a un pulsante
standard.
Select Keyboard Shortcut Variation (Delta) / Select Previous/Next
Keyboard Shortcut Variation
Mappando i controlli a questi comandi si utilizza la superficie di controllo per cambiare
la variante di comando rapido in Reason.
• In genere i comandi "Select Previous/Next” sono mappati sui pulsanti, in modo da
permettere lo scorrimento delle varianti di comando rapido.
• La funzione Delta per funzionare deve essere mappata a un controllo di tipo delta.
• In Reason, la selezione della variante di comando rapido è un’impostazione globale. Influenza cioè tutte le superfici di controllo aggiunte (se usano le varianti di
comando rapido e non sono vincolate a un dispositivo e variante specifici nella
finestra di dialogo Surface Locking).
Undo/Redo
La funzione Undo/Redo si può assegnare ai controlli; funziona come i comandi corrispondenti presenti nel menu Edit.
Document Name
Consente di visualizzare il nome della song nel display della superficie di controllo.
Ciò funziona solo per le superfici di controllo che supportano questa funzionalità.
Assigning Additional Overrides
In questa finestra di dialogo l’opzione Assigning Additional Overrides è simile all’assegnazione delle sostituzioni remote standard:
1. Selezionare comando/controller nell’elenco da assegnare a un controllo e
cliccare Edit.
Si apre la finestra di dialogo Edit Remote Override Mapping, nella quale assegnare un controllo alla funzione/parametro selezionato; per aprire questa finestra si
può anche eseguire un doppio-click del mouse sull’opzione nell’elenco.
2. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo.
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
119
Controllo tastiera
L’assegnazione dei comandi remoti da tastiera non riguarda il MIDI, quindi non serve
una particolare configurazione; i comandi da tastiera si possono assegnare ai
parametri come con la mappatura Remote Override, ma la funzionalità differisce in un
aspetto essenziale:
D Cliccare su un parametro assegnabile per selezionarlo e scegliere “Edit
MIDI Control Mapping” dal menu Edit.
Si apre una finestra di dialogo che consente di selezionare un comando rapido per
il parametro; è possibile usare un tasto qualsiasi tranne [Space], [Tab], [Enter] o il
pad numerico (che è riservato alle funzioni di trasporto) o una combinazione di
[Shift] + qualsiasi tasto (con le stesse eccezioni).
D I comandi tastiera si possono usare solo per la selezione On/Off o dei
valori min/max di un parametro assegnato.
Assegnando quindi un comando remoto da tastiera a una manopola, cursore o tasto
freccia, i valori del parametro passeranno solo dal minimo al massimo; l’unica eccezione sono i pulsanti multi-selettori usati per vari parametri (la destinazione d’inviluppo,
ad esempio). Con il controllo da tastiera essi selezionano ciclicamente le opzioni disponibili.
Abilitare il controllo da tastiera
Per abilitare il controllo da tastiera selezionare “Enable Keyboard Control” dal menu
Options.
Finestra di dialogo Keyboard Control.
D Premere il tasto (o una combinazione di tasti ) da usare per il controllo
remoto del parametro.
Il campo “Key Received” indica che “acquisendo” (learn) la pressione(i) del tasto,
poi la finestra di dialogo visualizza il nome del tasto premuto; se è stato usato il
tasto [Shift] è inserita la spunta nel box Shift della finestra.
Modificare il controllo da tastiera
Per configurare un controllo da tastiera si può anche eseguire un doppio-click del
mouse sulla freccia di un parametro assegnabile:
D Per una panoramica dei parametri controllabili a distanza selezionare
“Keyboard Control Edit Mode” dal menu Options.
Ogni dispositivo che si seleziona mostra un simbolo freccia giallo accanto ad ogni
parametro assegnabile al controllo da tastiera.
D Appare un rettangolo rotante giallo che indica la modalità Learn; premere il tasto (o la combinazione di tasti) da usare per controllare il
parametro.
La rotazione si ferma e il rettangolo visualizza il tasto o la combinazione di tasti
impiegati.
Due modalità Edit Keyboard Control
Se nel menu Options è abilitata la modalità Keyboard Control Edit (spunta inserita), i
parametri assegnati sono “etichettati” e mostrano il tasto remoto del rispettivo
parametro. In questa modalità, però, Reason non funziona normalmente; è una modalità che serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle assegnazioni correnti.
Sezione di un Redrum con l’opzione Keyboard Control Edit Mode abilitata.
120
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
D Un altro modo per assegnare i comandi remoti da tastiera è de-selezionare la modalità “Keyboard Control Edit” nel menu Options ed eseguire
un [Ctrl]-click (Mac)/click-destro (PC) del mouse sul parametro da controllare a distanza.
Si apre un menu dove una delle opzioni è “Edit Keyboard Control Mapping”; selezionandola si apre la finestra di dialogo Keyboard Control. Sapendo già che un
parametro è assegnabile, quindi, non è necessario abilitare/disabilitare la modalità
Edit dal menu Options.
Salavare le configurazioni
remote
Non c’è bisogno di salvare la mappatura MIDI Remote, poichè la mappatura Standard
Remote per ogni dispositivo di Reason alle superfici di controllo supportate è interna
e sempre disponibile; tuttavia, si possono salvare specifiche mappature Remote
Override o configurazioni di controllo da tastiera in un template:
D Si può fare salvando un documento song contenente tutti i dispositivi influenzati dalle rispettive mappature Key o Remote Override, ma senza
alcun dato del sequencer.
Questo documento song si potrà usare in seguito come punto di partenza per
qualsiasi nuova song, semplicemente caricandolo e usando subito il comando
“Save As” per salvarlo con un nuovo nome.
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
121
122
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
8
D Advanced MIDI - the External Control Bus inputs
Ingressi External Control
Bus
Inviare il MIDI ai dispositivi di Reason
Gli ingressi External Control Bus consentono d’inviare i dati MIDI direttamente ai dispositivi di Reason.
2. Nel dispositivo MIDI In cliccare sul pulsante Bus Select dell’ingresso External
Control Bus da usare (A, B, C o D).
Ogni ingresso External Control Bus può controllare fino a 16 dispositivi diversi di Reason, uno per ogni canale MIDI; per inviare un canale MIDI a un dispositivo di Reason:
1. Individuare l’Interfaccia Hardware in cima al rack.
D Questi ingressi MIDI servono per controllare i dispositivi di Reason da un
sequencer esterno.
Può essere un sequencer hardware esterno o un’applicazione sequencer in esecuzione su un altro computer.
D Per controllare Reason da un’altra applicazione sequencer in esecuzione sullo stesso computer si consiglia il metodo ReWire (vedere a page
128).
Tuttavia, se il sequencer software non supporta ReWire 2 gli ingressi External
Control Bus possono essere un’alternativa; in tal caso, bisogna usare un’applicazione di routing MIDI in grado d’inviare il MIDI da un programma all’altro.
3. Sotto i pulsanti Bus Select ci sono i campi dei 16 canali MIDI; cliccare sul pulsante freccia del canale MIDI desiderato e selezionare un dispositivo di Reason
dal menu che appare.
I dati MIDI entranti sul quel bus e canale sono inviati direttamente al dispositivo
selezionato; in altre parole è bypassato il routing della tastiera Master (la colonna
“In” nel sequencer).
Gli ingressi External Control Bus si configurano nella pagina Advanced Control della
finestra di dialogo Preferences:
Trasmettere i dati Controller via MIDI
E’ possibile trasmettere i dati Controller da un sequencer esterno per il controllo dei
parametri di Reason; configurare il dispositivo esterno alla trasmissione dei giusti
messaggi Controller MIDI sulla porta MIDI a destra.
Per sapere l’esatta corrispondenza tra numero del Controller MIDI e controllo su ogni
dispositivo vedere il documento “MIDI Implementation Charts.pdf”.
Una volta individuati i Controller e configurato il tutto è possibile registrare e modificare i dati Controller nel sequencer esterno come si fa di solito; i parametri di Reason
reagiranno di conseguenza.
✪ Non si confonda questa funzionalità con il controllo remoto; il controllo
D Selezionare una porta MIDI separata per ogni bus.
Ogni bus può fornire 16 canali MIDI, fino a un totale di 64 canali d’ingresso MIDI.
Per esempio, avendo un sequencer esterno con due uscite MIDI, collegarle a due
ingressi MIDI sull’interfaccia MIDI e selezionare questi due ingressi come primi
due bus nella pagina Advanced MIDI; si potrà quindi trasmettere il MIDI fino a 32
canali dal sequencer esterno a Reason.
D Assicurarsi di non scegliere una porta MIDI già selezionata nella pagina
Control Surfaces and Keyboards (o nella sezione MIDI Clock Sync).
124
ADVANCED MIDI - THE EXTERNAL CONTROL BUS INPUTS
remoto, infatti, non richiede alcuna mappatura dei numeri controller per
le superfici di controllo supportate! Vedere a page 110.
Registrare i cambi pattern
Come specificato nell’implementazione MIDI, il Controller MIDI 3 si può usare per
cambiare i pattern in un dispositivo; tuttavia, i cambi pattern attivati in questo modo si
verificano subito (non alla fine della misura) e questo potrebbe essere desiderabile o
meno.
Per informazioni su registrazione e modifica dei cambi pattenr vedere a page 69.
9
D Uso di Reason come ReWire Slave
Presentazione capitolo
Nella versione 2 di ReWire
Questo capitolo descrive l’utilizzo di Reason come ReWire Slave (cioè con Reason
che invia l’audio ad un’altra applicazione ReWire compatibile). Non ha niente a che
vedere con l’utilizzo combinato di ReBirth eReason; ciò è descritto a pagina 320.
•
•
Nella versione 2 sono state aggiunte diverse funzioni; le più importanti sono:
•
Perché usare Reason con
ReWire?
Anche se Reason è un software musicale completo è possibile aggiungere altri elementi alla musica:
• Voci.
• Registrazioni strumentali.
• Sintetizzatori hardware (controllati via MIDI).
Collegando Reason ad un’altra applicazione è possibile realizzare proprio questo: integrare le song di Reason con qualsiasi altro tipo di musica, registrazioni esterne MIDI
e audio. Registrando Reason sulle tracce audio di un sequencer esterno si può continuare tranquillamente a processare le tracce di Reason con altri effetti interni ed
esterni.
Presentazione di ReWire!
Per consentire questa integrazione tra due programmi audio, Propellerhead Software
ha sviluppato il progetto ReWire. Questa tecnologia offre le seguenti possibilità e funzioni:
Nella versione 1 di ReWire
•
•
•
•
•
126
Flusso audio in tempo reale di canali audio separati, con larghezza di banda completa, verso un altro programma audio.
Sincronizzazione automatica e precisa del campione tra l’audio dei due programmi.
Possibilità per due programmi di condividere la stessa scheda audio.
Controlli di trasporto vincolati, in modo da poter riprodurre, riavvolgere, ecc. da entrambi i programmi.
Minori risorse di sistema complessive utilizzate rispetto all’uso dei programmi insieme nel modo tradizionale.
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
Fino a 256 canali audio (prima erano 64).
Comunicazione bi-direzionale MIDI estesa fino a 4080 canali MIDI (255 dispositivi
con 16 canali ciascuno).
Funzioni di richiesta e link automatiche che (tra le altre cose) consentono all’applicazione host di visualizzare i nomi di dispositivi slave, controller, suoni di batteria,
ecc.
Come funziona?
In pratica, la chiave di lettura di ReWire è che Reason si divide in tre elementi:
• L’applicazione Reason.
• Il motore Software di Reason (una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac).
Entrambi sono collocati nella cartella programma di Reason.
• ReWire (anche questa una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac).
ReWire ed il motore di Reason sono risorse comuni ai due programmi (Reason e l’altra applicazione) che generano l’audio e lo inviano nell’altra applicazione audio.
Terminologia
In questo documento ci si riferisce a Reason come ReWire slave ed all’applicazione
che riceve l’audio da Reason (ad esempio, Cubase di Steinberg, Logic Audio di Emagic o Digital Performer di Mark of the Unicorn) come host.
Requisiti di sistema
Naturalmente, eseguire Reason insieme ad un’altra applicazione audio aumenta il
consumo delle risorse di calcolo del sistema. Tuttavia, l’aggiunta di ReWire a questa
equazione non richiede in sé un computer più potente. Al contrario è molto probabile
che l’uso di ReWire con due programmi richieda meno potenza di quella necessaria,
ad esempio, per la loro esecuzione con l’utilizzo di una scheda audio ciascuno.
Inoltre, si deve sempre considerare che per eseguire due applicazioni audio potenti
sullo stesso computer servono un processore veloce e soprattutto molta RAM.
Avvio e chiusura
Quando si usa ReWire l’ordine di avvio e chiusura è molto importante:
Avvio per un uso normale con ReWire
1. Prima avviare l’applicazione host.
Usare i controlli di Trasporto
e Tempo
Controlli di Trasporto elementari
Chiudere una sessione ReWire
Quando si esegue ReWire, i controlli di Trasporto nei due programmi sono completamente vincolati; non importa in quale programma si usano i controlli Play, FF o
Rewind. La registrazione, tuttavia, rimane sempre completamente separata nelle due
applicazioni.
Anche al termine di una sessione è necessario uscire dalle applicazioni seguendo un
ordine preciso:
Impostazioni di Loop
2. Poi avviare Reason.
1. Prima uscire da Reason.
2. Poi uscire dall’applicazione host.
Avviare l’applicazione host per usarla senza Reason/ReWire
Se non si prevede di usare Reason, avviare come al solito solo l’applicazione host. Si
raccomanda anche di disattivare tutti i canali ReWire, se necessario (vedere in seguito il paragrafo relativo al programma impiegato). Tuttavia, ciò non è particolarmente
critico, poiché ReWire non usa molte risorse in più rispetto a quando non è utilizzato.
Avviare Reason per usarlo senza l’applicazione host
Per utilizzare solo Reason così com’è (senza ReWire) basta avviarlo come al solito.
Sono vincolate all’applicazione host anche il Loop e le funzioni corrispondenti (Loop,
Cycle, ecc.). Ciò significa che spostando i punti d’inizio e fine Loop/Cycle, oppure attivando/disattivando il Loop/Cycle in uno dei due programmi, tali modifiche si riflettono nell’altro programma.
Impostazioni di Tempo
Con l’avanzare del tempo, l’applicazione host è sempre quella Master. Ciò significa
che entrambi i programmi sono eseguiti al tempo impostato nell’applicazione host.
Tuttavia, se l’applicazione host non ha variazioni di tempo automatizzate, si può regolare il tempo sulla barra di Trasporto in uno dei due programmi; tale variazione si riflette immediatamente anche nell’altro.
! Se le variazioni di tempo automatizzate si usano nell’applicazione host,
Avviare entrambi i programmi senza usare ReWire
Non riusciamo a trovare una ragione per cui si dovrebbe avviare Reason ed un’applicazione host ReWire contemporaneamente e sullo stesso computer, ma si può farlo:
1. Prima avviare Reason.
2. Poi avviare l’applicazione host.
Potrebbe apparire un messaggio d’avviso nell’applicazione host che riguarda ReWire,
ma si può tranquillamente ignorarlo. Si noti, inoltre, che ora i due programmi sono in
competizione per sfruttare sia le risorse del sistema che la scheda audio, proprio
come quando sono in esecuzione con altre applicazioni audio non-ReWire.
non regolare il tempo sulla barra di Trasporto, poiché quel tempo non ha
alcun effetto sulla riproduzione!
Sincronizzazione
Tutta la sincronizzazione nei confronti di altri dispositivi è gestita dall’applicazione
host, non da Reason. Infatti non ci sono particolari osservazioni da fare sulla sincronizzazione. Tutto ciò che è scritto nella documentazione dell’applicazione host che riguarda la sincronizzazione dei canali audio vale anche per i canali ReWire.
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
127
Assegnazione Audio
Preparazioni in Reason
Quando si invia l’audio da Reason ad un’applicazione host ReWire, si usa l’interfaccia
hardware situata in cima al rack. In pratica, ogni uscita dell’interfaccia hardware è collegata ad un canale ReWire separato. Quindi:
D Per sfruttare al meglio le funzioni di mixaggio dell’applicazione host, bisogna collegare i vari dispositivi di Reason direttamente all’interfaccia
hardware.
Per esempio, se la song di Reason contiene otto diversi dispositivi Strumento e li
si collega ad ingressi separati dell’interfaccia hardware, nell’applicazione host essi
appaiono su canali ReWire separati. Si possono quindi utilizzare le funzioni di
mixaggio dell’applicazione host per regolare volume e pan, aggiungere effetti ed
EQ, individualmente per ogni dispositivo di Reason!
Collegando invece con il dispositivo Mixer di Reason tutti i dispostivi ad un'unica
coppia stereo d’ingresso sull’interfaccia hardware, tutti i suoni sono miscelati su
una singolo canale stereo ReWire. Pur essendo una buona soluzione, non è possibile però miscelare e processare separatamente i dispositivi nell’applicazione
host.
Assegnazione nell’applicazione host ReWire
5. Avviare la riproduzione, da Reason o Cubase (non importa, poiché entrambi i
programmi sono sincronizzati automaticamente tra loro).
A questo punto, gli indicatori di livello dei canali ReWire in riproduzione si muoveranno e si potrà sentire il suono dei dispositivi di Reason attraverso il Mixer di Cubase. Naturalmente, la song di Reason deve contenere musica!
6. Usare le funzioni del Mixer di Cubase per aggiungere effetti, EQ, ecc.
Assegnare il MIDI con
ReWire 2
La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applicazione host. Per sapere come assegnare il MIDI a Reason da altre applicazioni host, visitare il sito www.propellerheads.se/rewirehelp.
1. In Cubase selezionare una traccia MIDI da assegnare ad un dispositivo di
Reason.
2. Aprire il menu MIDI Output della traccia (nell’Inspector o nella lista Track).
Tutti i dispositivi della song di Reason corrente sono elencati nel menu a discesa,
insieme alle normali uscite MIDI “fisiche”.
La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applicazione host. Per sapere come attivare ed assegnare i canali ReWire in altre applicazioni host, visitare il sito www.propellerheads.se/rewirehelp.
3. Selezionare un dispositivo di Reason dal menu a discesa.
A questo punto, l’uscita MIDI della traccia è assegnata al dispositivo di Reason
scelto.
1. In Cubase aprire il menu Devices e selezionare l’elemento con il nome
dell’applicazione ReWire (in questo caso Reason). Nel menu Devices sono
disponibili tutte le applicazioni ReWire compatibili.
Appare il pannello ReWire che è costituito da un certo numero di file orizzontali,
una per ogni canale ReWire disponibile.
D Se ora si riproduce una traccia MIDI sulla traccia, le note MIDI sono inviate al dispositivo di Reason (come se la traccia fosse collegata ad una
normale sorgente sonora MIDI).
Il suono del dispositivo torna in Cubase via ReWire (il canale che appare dipende
da come è stato assegnato il dispositivo all’interfaccia hardware di Reason, come
descritto in precedenza).
2. Cliccare sui pulsanti verdi nella colonna “Active” per attivare/disattivare i canali desiderati.
I rispettivi pulsanti s’illuminano ad indicare i canali attivi. Quanti e quali canali è necessario attivare dipende dagli ingressi dell’interfaccia hardware collegati ai dispositivi di Reason (come descritto in precedenza).
3. Per dare un nome ai canali, doppio-click del mouse sulle etichette (colonna
Label) nella colonna destra, quindi digitare un nuovo nome dalla tastiera del
computer.
Queste etichette sono usate dal mixer di Cubase per identificare i canali ReWire.
4. Aprire il mixer di Cubase.
Ci saranno nuovi canali, uno per ogni canale ReWire attivato. Se i canali non sono
visibili, scorrere la finestra Mixer, oppure controllarne le opzioni di visualizzazione
(nel Mixer di Cubase, infatti, si possono mostrare o nascondere a piacere i vari tipi
di canale).
128
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
D Per suonare un dispositivo “dal vivo”, bisogna selezionare il giusto ingresso MIDI della traccia in Cubase (cioè l’ingresso al quale è collegata
la tastiera MIDI) ed attivare il pulsante Monitor della traccia.
Quando il pulsante Monitor è attivo, tutto il MIDI entrante (cioè quello che si suona
sulla tastiera MIDI) è inviato immediatamente all’uscita MIDI della traccia (cioè al
dispositivo di Reason).
Convertire i canali ReWire in Dettagli sulle varie
tracce audio
applicazioni host ReWire
In genere, non c’è alcun bisogno di convertire i singoli canali ReWire in normali tracce
audio! I canali ReWire appaiono già nel Mixer dell’applicazione host e si può applicare
lo stesso tipo di processo in tempo reale dei normali canali audio (effetti, volume, EQ,
automazione dei controlli pan e mute, ecc.).
Il sito web di Propellerhead Software offre informazioni aggiornate su come configurare ReWire nella maggior parte delle applicazioni host compatibili.
Vedere il sito: www.propellerheads.se/rewirehelp.
Tuttavia, può essere necessario convertire i canali ReWire in tracce audio per continuare a lavorare solo in Cubase, ad esempio. Probabilmente, ciò è più facile farlo
usando le funzioni Export Audio o Bounce dell’applicazione host. In Cubase procedere come segue:
1. Assicurarsi che i dispositivi di Reason vadano in riproduzione correttamente
via ReWire.
2. In Cubase attivare il pulsante Solo sul canale ReWire da convertire in una
normale traccia audio.
Assicurarsi anche che nessun altro canale sia in Solo.
3. Nella finestra Project di Cubase posizionare i locatori sinistro e destro attorno all’intera song (oppure solo un sezione di essa, se è questo che si desidera).
Assicurarsi che la funzione Cycle (loop) non sia attiva.
4. Aprire il menu File di Cubase e selezionare Audio Mixdown dal submnenu
Export.
Appare la finestra di dialogo Export Audio Mixdown.
5. Attivare le opzioni “Import to Pool” ed “Import to Track” e completare a piacere il resto della finestra di dialogo.
Si può decidere di includere una qualsiasi automazione del Mixer di Cubase, scegliere un nome e formato file, ecc.
6. Cliccare sul pulsante Save.
A questo punto il canale ReWire è riversato (render) in un nuovo file audio su harddisk. Nel Pool di Cubase appare una clip che fa riferimento a questo file ed è creato un evento audio che riproduce questa clip collocata su una nuova traccia audio, iniziando dal locatore sinistro.
D Se ora si riproduce la traccia audio, si sente esattamente ciò che è stato
riprodotto sul canale ReWire.
Ciò significa che ora bisogna silenziare (mute) o disattivare il canale ReWire, altrimenti si sente il suono riprodotto due volte (una via ReWire e l’altra dalla traccia
audio).
D Per convertire allo stesso modo tutti i canali ReWire, basta procedere
come descritto in precedenza (mettendo in Solo però un altro canale
ReWire nel Mixer di Cubase).
! Convertendo in questo modo i canali ReWire si ottiene una serie di file
audio che possono essere molto grandi (dipende dalla durata della
song). Assicurarsi quindi di avere abbastanza spazio sull’hard-disk!
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
129
130
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
10
D Synchronization
Utenti ReWire – leggete!
Questo capitolo descrive la sincronizzazione via MIDI Clock e non riguarda gli utenti
ReWire; usando Reason con un’applicazione ReWire compatibile, ReWire gestisce
automaticamente tutte le funzioni di sincronizzazione (per i dettagli vedere a page
125).
Sincronizzazione e MIDI
Clock
Reason slave di un
dispositivo esterno
Questo esempio presume la presenza di un dispositivo (una batteria elettronica, un
sequencer hardware, un altro computer, un registratore a nastro, ecc.) che trasmetta
segnali MIDI Clock ai quali Reason si deve sincronizzare.
1. Collegare un dispositivo via USB/MIDI al computer sul quale c’è Reason.
2. Configurare l’altro dispositivo in modo che trasmetta i segnali MIDI Clock
all’uscita MIDI Out collegata al computer sul quale è in esecuzione Reason.
3. In Reason, aprire il menu Edit (menu Reason in Mac OS X), aprire la finestra
di dialogo Preferences e selezionare la pagina Advanced MIDI.
In questo contesto, la sincronizzazione si ha quando Reason suona allo stesso tempo
di un altro dispositivo: entrambi partono, si fermano e si collocano a determinate posizioni insieme. Ciò è possibile grazie allo scambio di segnali MIDI Clock tra Reason e
l’altro dispositivo. Il segnale MIDI Clock è un “metronomo” molto veloce che si può trasmettere su un cavo MIDI. Fanno parte del concetto MIDI Clock anche le istruzioni
Start, Stop e d’individuazione delle posizioni nota da 1/16.
E’ possibile configurare la sincronizzazione tra Reason e dispositivi hardware (registratori a nastro, batterie elettroniche, sequencer stand-alone, workstation, ecc.) e altri
programmi in esecuzione sullo stesso computer (o su un altro).
4. Scorrere il menu a tendina MIDI Clock Sync e selezionare l’ingresso MIDI al
quale è collegato l’altro dispositivo.
Master/Slave
5. Chiudere la finestra di dialogo.
In un sistema sincronizzato c’è sempre un master e uno (o più) slave. Nel nostro caso,
il master è quello che controlla il tempo; in altre parole, è significativa solo l’impostazione tempo del dispositivo master, poichè gli slave seguono il tempo master.
6. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options in Reason.
Si può fare anche sul pannello di Trasporto.
D Reason agisce sempre da slave, ricevendo i segnali MIDI Clock ma non
trasmettendoli mai.
! Prima di creare qualsiasi progetto serio che richiede il sync, provare le
funzioni descritte in seguito e vedere “Considerazioni sulla sincronizzazione” a page 117.
132
SYNCHRONIZATION
7. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo.
Reason inizia la riproduzione in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED
Sync sul pannello di Trasporto.
Reason slave di un altro
programma sullo stesso
computer
Considerazioni sulla
sincronizzazione
Regolazione della latenza
! Il metodo migliore per sincronizzare due applicazioni è usare ReWire
(vedere a page 125). Tuttavia, se l’applicazione alla quale sincronizzare
Reason non supporta il protocollo ReWire procedere come descritto in
seguito.
Questa sezione spiega come usare il segnale MIDI Clock per sincronizzare Reason a
un’altra applicazione in esecuzione sullo stesso computer.
! Si noti che con la sincronizzazione MIDI Clock i due programmi suonano
allo stesso tempo, cioè “partono” entrambi quando si “preme play”; non
significa però che entrambi riproducano l’audio allo stesso tempo.
Procedere come segue:
1. Configurare l’altro programma in modo che trasmetta il MIDI Clock a Reason:
In Windows selezionare una delle porte di routing dell’utility MIDI.
2. In Reason, aprire la pagina Advanced MIDI della finestra Preferences.
3. Scorrere il menu a tendina MIDI Clock e selezionare la rispettiva porta MIDI.
4. Chiudera la finestra di dialogo.
5. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options di Reason.
6. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo.
Reason inizia suonare in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED Sync
sul pannello di Trasporto.
Compensazione della latenza.
A causa dei problemi di latenza descritti a page 18, può essere necessario regolare la
riproduzione di Reason rispetto alla sincronia master, in modo di essere perfettamente a tempo. Il tempo non è diverso, ma Reason potrebbe suonare leggermente in
anticipo o in ritardo rispetto all’altra applicazione (è meglio correggere questa anomalia). Questa operazione, tuttavia, si esegue una sola volta; l’impostazione infatti è
memorizzata con le altre preferenze quindi non c’è più bisogno di regolarla.
Procedere come segue:
1. Configurare l’altra applicazione in modo che generi un click preciso (per esempio sulle note da 1/4 o 1/8 con un suono particolare sul battere).
Questo click può arrivare da un metronomo interno o da una sorgente MIDI; usando una sorgente MIDI, assicurarsi che abbia una temporizzazione MIDI stabile.
2. Configurare Reason in modo che suoni un ritmo simile a quello dell’altra applicazione.
Si può usare una percussione Metronome o Redrum, ad esempio.
3. Avviare le due applicazioni in sync.
4. Assicurarsi di sentire le due applicazioni più o meno allo stesso livello.
5. In Reason aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Audio.
6. Regolare il valore “Latency compensation” fino a quando i “click” di entrambe
le sorgenti sonore sono perfettamente a tempo.
7. Chiudere la finestra di dialogo Preferences in Reason.
SYNCHRONIZATION
133
Se la compensazione della latenza non basta
! Quando Reason è sincronizzato al MIDI Clock non c’è una lettura Tempo.
Ci possono essere casi in cui non si riesce a compensare abbastanza in Reason per
sincronizzare le due applicazioni software. In particolare, ciò può accadere se l’altra
applicazione è un sequencer audio che non può registrare e riprodurre sia l’audio che
il MIDI.
Questo problema indica che l’altra applicazione non è stata configurata opportunamente e la sua riproduzione audio non è in sync con la propria riproduzione MIDI.
MIDI Sync e Focus
! Non è un’anomalia che si può o deve compensare in Reason; vedere invece le istruzioni incluse nell’altra applicazione per assicurarsi che le
sue riproduzioni MIDI e audio siano correttamente vincolate l’una con
l’altra.
Inizio della song
A causa della latenza (vedere a page 18), Reason ha bisogno di un pò di tempo per
correggere la sua velocità di riproduzione quando riceve il primo comando Start. Ciò
si può notare da una breve interruzione nella riproduzione audio quando parte il programma; se è un problema bisogna inserire un paio di misure vuote all’inizio della
song:
1. Impostare il locatore sinistro a “1. 1. 1.” e quello destro a “3. 1. 1.“.
2. Cliccare da qualche parte nell’area del sequencer principale per spostare la
messa a fuoco del menu sul sequencer.
3. Selezionare “Insert Bars Between Locators” dal menu Edit.
4. Configurare l’altro dispositivo/applicazione in modo che all’inizio riproduca
due misure vuote.
Puntatori MIDI di posizione song
Il segnale MIDI Clock in realtà è costituito da cinque tipi di messaggi: il clock vero e
proprio (il “metronomo” che stabilisce il tempo), i comandi Start, Stop, Continue e i
puntatori di posizione song; quest’ultimo tipo di messaggio contiene le informazioni
sulle posizioni, in modo che il programma (ad esempio) “sappia” da dove inziare la
riproduzione in una song.
Normalmente, ciò garantisce l’individuazione di qualsiasi posizione e l’attivazione della
riproduzione da quel punto preciso. Nei vecchi dispositivi, però, i puntatori di posizione potrebbero non essere implementati, quindi la sincronizzazione sarà precisa solo
facendo partire entrambi i dispositivi dall’inizio assoluto della song.
Cambi tempo
Anche qui (a causa della latenza) Reason ha bisogno di un pò di tempo per adeguarsi
ai cambi tempo; se nel segnale MIDI Clock ci sono sbalzi improvvisi (dovuti a drastici
cambi tempo nel master) si noterà che Reason ha bisogno di almeno una misura per
adeguarsi al cambio tempo. Il tempo effettivo necessario per sistemarsi dipende dalla
precisione del segnale MIDI Clock entrante; più è preciso, prima Reason si sistema.
Se questa regolazione è un problema provare ad usare cambi tempo graduali invece
di cambi improvvisi.
134
SYNCHRONIZATION
Il menu Options presenta opzioni relative alla sincronizzazione MIDI.
D Il pulsante “MIDI Clock Sync” colloca Reason in modalità MIDI Sync.
I controlli di trasporto sono disabilitati e Reason non parte fino a quando non
riceve un dato MIDI Sync fornito da un dispositivo esterno.
I pulsanti MIDI e Play Focus si riferiscono a modo in cui il MIDI e i segnali MIDI Sync
sono gestiti se ci sono documenti song aperti. Se sono aperte due o più song e non
è utilizzato un MIDI Sync, la song corrente selezionata (il documento “attivo”) ha sempre la messa a fuoco MIDI; se è abilitato il MIDI Sync (globale per tutti i documenti
song correnti aperti) questa funzionalità cambia così:
D Se per una song le opzioni “Play Focus” e “MIDI” sono attive entrambe,
i dati MIDI entranti e il segnale MIDI Sync sono trasmessi a quella song,
indipendentemente dal fatto che ci sia un’altra song con l’opzione “Play
Focus” attiva.
D Se è attiva solo l’opzione “MIDI” per una song e un’altra song ha l’opzione “Play focus” attiva, i dati MIDI entranti sono inviati alla prima e il
segnale MIDI Sync alla seconda (cioè è riprodotta questa song) indipendentemente dalla song corrente con l’opzione “Play Focus” attiva.
11
D Song File Handling
Song self-contained
D Per attivare tutti i box cliccare sul pulsante Check All.
Analogamente, il pulsante Uncheck All disattiva tutti i box di spunta.
In Reason la song è il formato file principale, costituito dalla configurazione del dispositivo, da tutte le impostazioni nel rack e da qualsiasi cosa sia stata registrata nel
sequencer.
Tuttavia, non sempre è sufficiente! Per aprire la propria song su un altro computer o
inviarla a un altro utente di Reason, bisogna anche fornire tutti i campioni e file REX
usati dai dispositivi nella song. Per semplificare il tutto, Reason può creare song “autonome” (“self-contained”).
D I file parte di un ReFill sono indicati dal simbolo del lucchetto al posto
del box di spunta (poichè non possono essere inclusi nel file della song).
La colonna più a destra indica a quale ReFill appartiene ogni file.
Una song self-contained non solo contiene i riferimenti ai file utilizzati ma anche i file
veri e propri. E’ possibile scegliere esattamente quali file includere nella song selfcontained, tranne l’eccezione seguente:
! Si noti che il file di una song self-contained è molto più grande del file
! I file parte di un ReFill non possono essere inclusi in una song self-contained.
Inoltre, se la song contiene campioni o file REX di un ReFill, gli altri utenti devono
avere lo stesso ReFill per poter riprodurre la song.
Per specificare i file da includere nella song procedere come segue:
1. Scorrere il menu File e selezionare Song Self-Contain Settings...
Si apre una finestra di dialogo che elenca tutti i campioni e file REX usati nella
song.
3. Una volta selezionati i suoni desiderati cliccare OK.
La finestra di dialogo si chiude; al salvataggio successivo i suoni specificati saranno inclusi nel file della song.
song originale. Tuttavia, i campioni inclusi in una song self-contained
sono compressi automaticamente di circa il 50%, quindi la song self-contained è comunque molto più piccola della song originale e dei file campione combinati.
Song “Un-self-contained”
Se è stata aperta una song più o meno self-contained (contenente cioè uno o più
suoni racchiusi nel file song) è possibile estrarre questi suoni e fare in modo che la
song faccia riferimento ad essi su hard-disk (come al solito); per farlo:
1. Selezionare Song Self-Contain Settings dal menu File.
Si apre una finestra di dialogo.
2. Individuare i suoni da estrarre dal file song e disattivare i rispettivi box di
spunta
(oppure cliccare Uncheck All).
3. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo.
A questo punto, il programma verifica se ogni file sonoro “estratto” è disponibile o
meno (alla sua destinazione di memoria originale).
D Se il programma trova il file sonoro alla destinazione memorizzata nella
song, lo rimuove dal file song ed usa il percorso di riferimento del file
originale.
Ciò avviene nel caso la song sia stata fatta diventare self-contained e un-self-contained sul proprio computer (sempre che non siano stati rimossi dall’hard-disk i file
sonori originali da quando la song è stata fatta diventare self-contained).
D Se il programma non trova il file sonoro appare una finestra di dialogo
file che consente di selezionare una cartella e nominare il file sonoro.
Il file estratto è salvato nella cartella specificata ed è aggiornato il percorso nella
song. Ciò avviene nel caso la song self-contained arrivi da un altro utente, ad esempio.
2. Inserire la spunta nei box della colonna Sound per i file da includere nella
song.
136
SONG FILE HANDLING
Finestra Song Information
Song Splash
Selezionando Song Information dal menu File si apre una finestra di dialogo nella
quale si possono inserire varie informazioni sulla song.
Per aggiungere un’immagine splash, cliccare sul pulsante cartella nell’angolo in alto a
destra quindi individuare e aprire il file immagine nella finestra di dialogo file che appare.
Consente d’aggiungere un’immagine che appare aprendo la song.
! Le immagini splash devono essere file JPEG (estensione Windows
“.jpg”) di 256 x 256 pixel.
Per rimuovere l’immagine splash dalla song cliccare sul pulsante a croce.
Author’s Web Page
Permette di specificare il proprio indirizzo web; un altro utente ci può andare direttamente cliccando sul pulsante Browser a destra (sempre che ci sia una connessione
Internet funzionante).
Author’s Email Address
Qui si scrive il proprio indirizzo e-mail per consentire ad altri utenti Reason d’inviare
commenti, ecc..
Per esempio, se si prevede d’inviare la song ad altri utenti Reason, questa finestra
permette di aggiungere un contatto, commenti sulla song, ecc.. Inoltre, salvando una
versione pubblicata della song in Reason Song Archive sul sito web di Propellerhead
(vedere a page 138), informazioni importanti possono essere estratte automaticamente dal motore dell’archivio web e visualizzate con il file song.
La finestra di dialogo presenta i seguenti elementi:
Text in Window Title
Il testo inserito qui è appare subito dopo il nome file nella barra del titolo della finestra
song.
More Information
Qui s’aggiungono osservazioni e commenti sulla song.
SONG FILE HANDLING
137
Salvare una song
Aprire una Song
Per salvare una song procedere come segue:
1. Scorrere il menu File e selezionare Open.
Appare la finestra browser delle song di Reason.
1. Configurare a piacere le impostazioni self-contained (vedere in precedenza).
2. Scorrere il menu File e selezionare Save (o premere [Command] / [Ctrl][S]).
Se è il primo salvataggio song si apre una normale finestra di dialogo file.
3. Specificare nome e destinazione per la song e cliccare Save.
Una volta salvata una song, selezionando Save la si salva con lo stesso nome e alla
stessa destinazione (non appare la finestra di dialogo); per salvare una song con un
altro nome o a un’altra destinazione scegliere Save As... dal menu File per aprire la
finestra Save As.
Pubbicare una Song
Per mettere a disposizione del pubblico le proprie song (per il download da Internet,
ad esempio) c’è un formato file speciale. Una song Reason da pubblicare (estensione
file Windows “.rps”) è molto simile a una song self-contained, ma con le seguenti limitazioni:
• L’utente non può salvare alcuna modifica alla song.
• I comandi Copy, Cut e Paste sono disabilitati.
• Non si può usare la funzione Export Song/Loop as Audio File se la song è stata in
qualche modo modificata.
In pratica, le song pubblicate sono “bloccate” e si possono solamente riprodurre - non
è possibile aggiungere, rimuovere o estrarre elementi. Inoltre, una song pubblicata
contiene informazioni sui ReFills richiesti (se ce ne sono).
Per creare una song da pubblicare aprire il menu File e selezionare Publish Song;
specificare un nome e una destinazione per la song da pubblicare nella finestra di dialogo file che appare e cliccare Save.
D Si noti che non bisogna eseguire impostazioni self-contained - tutti i file
(tranne gli elementi ReFill) sono inclusi automaticamente.
Reason Song Archive
Sul sito web di Propellerhead (www.propellerheads.se) c’è l’archivio delle song di
Reason (Reason Song Archive) che consente di condividere la propria musica con altri utenti Reason grazie a un upload delle proprie song.
2. Con il browser individuare la cartella desiderata su hard-disk o in un ReFill.
Vedere a page 33.
3. Una volta trovato il file song selezionarlo e cliccare Open (o doppio-click sul
file).
La song appare nella sua finestra documento.
✪ Ci possono essere più song aperte nello stesso momento (se si desidera); ciò consente di copiare e incollare pattern e patch tra le song. Tuttavia, le song aperte consumano memoria e risorse di processo, quindi è
meglio chiudere quelle che non servono.
Finestra di dialogo “Missing Sounds”
Se nella song ci sono campioni o file REX che sono stati rimossi o rinominati dalll’ultimo salvataggio della song, Reason informa con un messaggio d’avviso che non trova
tutti i file; si può scegliere di trovare manualmente i file mancanti, farli cercare dal programma o procedere senza di essi (per i dettagli vedere a page 41).
Chiudere una song
Per chiudere la song attiva selezionare Close dal menu File o cliccare sul box di chiusura nella finestra documento della song; se ci sono modifiche non salvate Reason
chiede se si desidera salvare la song prima di chiuderla.
Creare una nuova song
Per creare una nuova song selezionare New dal menu File; si apre una nuova finestra
documento song.
D Di default, la nuova song ha un Mixer e un Combi MClass Mastering
Suite.
Per iniziare con una propria selezione di dispositivi (o un rack vuoto) è possibile
peronalizzare una song di default, come descritto in seguito.
✪ Un’alternativa alla creazione di una nuova song è aprire uno dei template situati nella cartella Template Documents (nella cartella programma di Reason).
138
SONG FILE HANDLING
Creare una song di default
Exporting as an Audio File
Iniziando spesso con lo stesso set di dispositivi, patch, pattern e impostazioni è comodo creare una song di default personalizzata; per definire una song di default:
Una volta creata una song completa bisogna eseguire un mixdown, in modo che altri
utenti (non Reason) la possano riprodurre. Naturalmente, si potrebbe collegare le uscite audio dell’hardware audio ad un registratore a nastro o simile e semplicemente
registrare la song; se però si prevede di masterizzare un CD audio o creare file mp3 è
molto meglio eseguire il mixdown di un file audio usando le funzioni Export.
Si può esportare l’intera song (dall’inizio al marker “E”) o solo un “loop” (l’area nel sequencer compresa tra i locatori sinistro e destro); procedere come segue:
1. Selezionare New dal menu File per creare una nuova finestra documento
della song.
2. Inserire/togliere i dispositivi ed eseguire le impostazioni desiderate.
In genere, la song di default contiene alcuni dispositivi ed eventualmente alcuni
pattern; si possono anche eseguire collegamenti particolari tra i dispositivi o aggiungere alcuni dati sequencer.
3. Salvare la song alla destinazione desiderata e con un nome a piacere (per
tenere ordine si consiglia di salvare la song nella cartella programma di Reason).
4. Aprire la finestra di dialogo Preferences dal menu Edit (menu Reason in Mac
OS X).
5. Nella pagina “General” cliccare sul pulsante circolare “Custom” della sezione
“Default Song”.
1. Assicurarsi di usare solo le uscite stereo principali.
Nessun dispositivo deve essere collegato a singole uscite (dal jack 3 in su nel dispositivo Hardware Interface); la funzione Export si applica solo all’audio assegnato
alle uscite stereo.
2. Assicurarsi che i marker Loop/End siano alle giuste posizioni.
Per esportare il loop collocare i locatori sinistro e destro attorno all’area desiderata.
Se invece si vuole esportare l’intera song assicurarsi che il marker End (E) sia alla
posizione di fine song desiderata.
✪Usando un riverbero o un delay è meglio regolare il locatore destro e il
marker End in modo che le “code” del riverbero/delay siano incluse nel
file esportato.
Verificare che la song (o il loop) suoni correttamente.
E’ molto importante che non ci sia clipping in riproduzione (vedere a page 18).
6. Cliccare sull’icona cartella a destra per aprire il browser file.
7. Individuare la song creata in precedenza, selezionarla e cliccare “OK”.
Il nome della song appare nel box testuale.
3. Scorrere il menu File e selezionare Export Song as Audio File (o Export Loop
as Audio File).
Appare un finestra di dialogo.
4. Specificare nome, destinazione e tipo di file (AIFF o Wave) per il file audio e
cliccare Save.
Si apre la finestra di dialogo Export Audio Settings.
8. Chiudere la finestra di dialogo Preferences.
All’apertura successiva di Reason (o selezionando New dal menu File) il nuovo
documento song conterrà i dispositivi e le impostazioni definiti.
5. Usare i menu a tendina per selezionare frequenza di campionamento (sample rate) e risoluzione bit (bit depth) del file audio.
E’ supportato l’audio a 16 o 24-bit in varie frequenze di campionamento; inoltre, il
file esportato sarà sempre un file audio stereo.
D Esportando a 16-bit c’è la possibilità di applicare il Dither.
Il dither è rumore particolare aggiunto a un segnale digitale che migliora la qualità
audio ai livelli bassi quando si esporta a una risoluzione bit inferiore.
SONG FILE HANDLING
139
✪ Il formato da selezionare dipende dall’impiego del file. Se si prevede di
masterizzare un CD audio selezionare 16 bit, 44100 Hz; se invece si
prevede di aprire il file in un’altra applicazione, bisogna scegliere un formato supportato dalla rispettiva applicazione. Si noti inoltre che maggiori sono risoluzione bit e frequenza di campionamento, più grande è la
dimensione del file.
6. Cliccare OK.
Reason crea il file audio; in base alla durata della song/loop, l’operazione può richiedere un certo tempo, durante il quale è visualizzata una barra di progresso.
! Usando ReWire è meglio invece usare la funzione Export dell’applicazione ReWire master; ciò consente di includere nel file esportato l’audio
proveniente da entrambe le applicazioni.
140
SONG FILE HANDLING
12
D Optimizing Performance
Introduzione
Reason ha possibilità infinite; si possono creare le song più complesse usando rack
pieni di dispositivi; nonostante questa sia una delle caratterisiche più interessanti del
programma, c’è anche uno svantaggio; bisogna gestire con attenzione le risorse del
computer.
Ogni dispositivo che s’inserisce nel rack utilizza un pò di risorse di processo del computer. Più sono i dispositivi, più il computer deve essere veloce. Tuttavia, si possono
anche configurare i dispositivi in modo che richiedano più o meno risorse di processo;
per esempio, un suono di un synth Subtractor che impiega solo un oscillatore e un filtro consuma molte meno risorse di uno che usa sia oscillatori che filtri duali.
Anche i campioni usati nelle song hanno bisogno di memoria RAM per caricarsi correttamente; si può gestire anche l’uso della RAM (come descritto alla fine di questo
capitolo).
Creando song da pubblicare nell’archivio song di Reason, ad esempio (per maggiori
informazioni visitare il sito www.propellerheads.se) bisogna fare il possibile per ridurre
i requisiti di riproduzione di una determinata song, sia in termini di risorse di processo
che di RAM (gli altri utenti potrebbero non avere un computer potente come il vostro!).
Verificare le risorse di processo
Sul pannello di trasporto, l’indicatore DSP indica in tempo reale le risorse di processo
utilizzate.
Ottimizzazione e latenza
d’uscita
Come descritto a page 18, in generale è meglio avere la latenza più bassa possibile
per avere la risposta migliore suonando Reason in tempo reale. Tuttavia, selezionando
una latenza troppo bassa ci possono essere problemi di riproduzione (click, rumori, interruzioni, ecc.). I motivi tecnici sono vari, ma quello principale è che avendo buffer più
piccoli (latenza inferiore) lo scambio dei dati audio con la CPU aumenta. Inoltre, più la
song di Reason consuma risorse della CPU (cioè più dispositivi si usano) maggiore è
la latenza minima richiesta per evitare problemi in riproduzione.
Bisogna quindi regolare con precisione la latenza e per farlo ci sono vari modi
(dipende da schede audio, driver e sistema operativo impiegati):
Eseguire le regolazioni nel pannello di controllo ASIO
Usando un driver ASIO scritto specificamente per l’hardware audio, nella maggior
parte dei casi le impostazioni hardware si eseguono nel pannello di controllo ASIO;
questo pannello (che si apre cliccando sul pulsante ASIO Control Panel nella pagina
Audio della finestra Preferences) può contenere o meno i parametri per la regolazione
della latenza.
In genere si modifica numero e/o dimensione dei buffer audio (minori e più piccoli
sono i buffer audio, inferiore è la latenza); per i dettagli vedere la documentazione relativa all’hardware audio e ai driver ASIO!
! Aumentare la dimensione del buffer per eliminare le anomalie audio in
riproduzione ha senso se si usano buffer molto piccoli, da 64 a 256 campioni; se i buffer sono già grandi (1024 o 2048 campioni) la differenza
non si nota molto.
Indicatore DSP.
Più in alto si spinge l’indicatore, maggiore è il consumo di risorse della CPU del computer. Si noti che quando il processore è al limite le grafiche s’aggiornano più lentamente; se poi rimangono poche risorse di processo per creare l’audio, il suono inizia a
interrompersi.
Eseguire regolazioni nella finestra di dialogo Preferences di
Reason
Usando Reason in Windows con driver MME o DirectX (o usando Reason in Mac OS
X con il controller driver audio interno) la latenza d’uscita si regola nella pagina Audio
della finestra Preferences.
D Per farlo, trascinare con il mouse il cursore Buffer Size.
142
OPTIMIZING PERFORMANCE
Procedura generale
La procedura di base per ottimizzare la latenza è la seguente:
1. Aprire una song e avviare la riproduzione.
Usarne una piuttosto pesante con molte tracce e dispositivi.
2. Aprire la finestra di dialogo Preferences.
In Mac OS X è nel menu Reason; in Windows è nel menu Edit.
3. Selezionare la pagina Audio e individuare le impostazioni buffer.
Usando un driver ASIO cliccare sul pulsante ASIO Control Panel; con l’audio interno in Mac OS X/Windows/MME o DirectX usare il cursore Buffer Size.
! Eseguendo le regolazioni hardware nel pannello di controllo ASIO di un
driver ASIO è meglio prendere nota delle impostazioni buffer correnti
prima di modificarle.
Ottimizzare il computer
In questo manuale non c’è spazio per descrivere le procedure dettagliate che ottimizzano le risorse del computer (è un argomento sul quale si potrebbero scrivere libri interi!).
Tuttavia, ecco alcuni consigli utili:
D Chiudere tutti gli altri programmi in esecuzione insieme a Reason.
D Togliere le funzioni in background del computer.
Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete, Internet, ecc..
D In Windows, assicurarsi di usare gli ultimi e più efficaci driver per la
scheda audio.
In genere, i driver ASIO sono i migliori (seguiti da DirectX e MME).
4. Mentre la song è in riproduzione ascoltare attentamente se ci sono rumori e
interruzioni, poi provare ad abbassare la latenza (dimensione/numero
buffer).
D Lavorare solo su un documento di Reason alla volta.
Le song aperte in background consumano un pò delle risorse di processo anche
se non sono in riproduzione.
5. Quando si sentono rumori e interruzioni aumentare leggermente la latenza.
D Abbassare la frequenza di campionamento nella finestra di dialogo Preferences.
Nonostante ciò riduca la qualità audio è un metodo molto comodo e rapido per
cercare di riprodurre una song che il computer non può gestire altrimenti.
6. Chiudere la finestra di dialogo Preferences (e il pannello di controllo ASIO,
se aperto).
Compensazione della latenza
Nell’angolo in basso a destra della finestra di dialogo Preferences > Audio c’è il
parametro Latency Compensation; questo valore è usato internamente da Reason per
compensare la latenza quando si sincronizza Reason a un altro sequencer MIDI o simile.
In genere, il parametro Latency Compensation è allo stesso valore della latenza d’uscita, ma è possibile aumentarlo (vedere a page 133); normalmente, però, non ce n’è
bisogno.
OPTIMIZING PERFORMANCE
143
Ottimizzare le song
Dispositivi polifonici – Subtractor, Thor, Malström,
NN-19, NN-XT, Dr. Rex e Redrum
Le procedure descritte in seguito permettono di eseguire verifiche e modifiche per assicurarsi che le song utilizzino le minori risorse di processo possibili del computer:
D Fare in modo che il dispositivo riproduca meno voci.
Abbassare il tempo di rilascio (ad esempio) e impostare la polifonia esattamente al
numero massimo di note suonate simultaneamente dal dispositivo.
In generale
✪ Si noti che non serve abbassare semplicemente il valore di polifonia; le
D Eliminare i dispositivi inutilizzati.
Se un dispositivo non fa proprio niente eliminarlo dal rack.
voci inutilizzate non consumano risorse di processo.
D Ove applicabile usare l’impostazione Low Bandwidth (Low BW).
Si rimuovono un pò di frequenze alte dal suono del dispositivo (anche se spesso
non si nota, specialmente nei suoni molto gravi).
D Usare meno dispositivi.
Invece di usare più riverberi in Insert, ad esempio, sostituirli tutti con un solo riverbero in Send; analogamente usare un solo campionatore per riprodurre diversi
campioni invece di molti campionatori che riproducono un campione ciascuno.
Subtractor
D Non usare la configurazione stereo (a meno che sia indispensabile).
Per esempio, se un campionatore o il player Dr. Rex riproducono materiale mono
collegare solo l’uscita Left e lasciare scollegata l’uscita Right.
D Evitare di usare la sezione Osc 2.
Se si riesce a creare il suono desiderato usando un solo oscillatore si risparmiano
molte risorse di processo.
Player campione – NN-19, NN-XT, Dr. Rex e Redrum
D Se non è necessaria evitare l’uso della modalità Phase dell’oscillatore.
In altre parole impostare i selettori Osc Mode in “o” (non in “*” o “–”).
D Attivare la funzione High Quality Interpolation solo se necessario.
Ascoltare il suono in un determinato contesto e decidere se questa funzione fa la
differenza o meno; si noti, tuttavia, che su un Macintosh G4 la funzione High Quality Interpolation non ha bisogno di più risorse di processo.
D Se non è necessaria non attivare la sezione Noise.
D Riproducendo un campione a un’altezza molto superiore di quella alla
quale è stato registrato è meglio convertire la frequenza di campionamento del file campione vero e proprio a una frequenza di campionamento inferiore.
Per farlo serve un editor campione esterno con precise funzioni di conversione.
D Evitare di usare campioni stereo.
Filtri – Subtractor, Thor, Malström, NN-19, NN-XT e
Dr. Rex
D Disattivare i filtri inutilizzati.
Si osservi che se Cutoff è completamente in alto o l’inviluppo è impostato per aprire completamente il filtro, quest’ultimo non influisce sul suono; risparmiare quindi
le risorse di processo disattivando completamente il filtro.
D Ove applicabile, usare il filtro lowpass a 12dB invece di quello lowpass a
24dB.
Sentire se si ottiene lo stesso risultato sonoro usando il filtro a 12dB che utilizza
meno risorse di processo.
144
OPTIMIZING PERFORMANCE
D Se non è necessaria non attivare la sezione Filter 2.
D Se non è necessaria non usare la modulazione FM.
Regolare cioè la manopola FM a “0” e assicurarsi che nessuna sorgente di modulazione sia assegnata alla modulazione di frequenza.
Thor
D In generale disattivare tutti i filtri o oscillatori inutilizzati.
Malström
D Se non è necessario evitare di usare la sezione Osc B.
Se si riesce a generare il suono desiderato usando solo la sezione Osc A si risparmiano molte risorse di processo.
D Se uno o entrambi gli Oscillatori sono inviati a un solo filtro (e/o il
parametro Spread è regolato a “0”) collegare solo una delle uscite
(quella alla quale è collegato il filtro) al mixer e lasciare l’altra scollegata.
D Sentire se si riesce a ottenere l’effetto desiderato usando solo uno dei
filtri e senza usare il modellatore (Shaper).
Usando entrambi i filtri e il modellatore insieme il consumo di risorse aumenta rispetto all’uso di solo uno dei filtri e/o il modellatore.
Redrum
D Non usare il parametro Tone disponibile sui canali 1, 2 e 9.
In altre parole, assicurarsi che i controlli Tone e le rispettive manopole Vel siano regolati a “0” (“ore 12”).
Dispositivi Mixer
D Se non è necessario evitare l’uso degli ingressi stereo.
Se il campionatore o player Dr. Rex sta riproducendo materiale mono, ad esempio,
collegarlo solo all’ingresso Left di un canale del mixer e lasciare scollegato l’ingresso Right.
D Se non è necessario evitare di attivare l’EQ (solo Mixer 14:2).
Se un canale non utilizza l’EQ assicurarsi che il rispettivo pulsante EQ non sia attivo.
Distorsione
D D-11 Foldback Distortion consuma meno risorse della CPU rispetto a
Scream 4 Distortion.
Riverbero
Requisiti song e memoria
Le song non solo consumano le risorse del sistema in termini di risorse di processo,
ma richiedono anche memoria RAM per caricarsi opportunamente.
La quantità di RAM necessaria per caricare una song è direttamente proporzionale
alla quantità di campioni usata dalla song stessa; per esempio, una song che utilizza
solo dispositivi Subtractor ed effetti ha bisogno di poca RAM.
Se la memoria RAM è insufficiente provare con i seguenti accorgimenti:
D Chiudere tutti gli altri documenti song.
Tutte le song aperte competono per occupare memoria RAM.
D Chiudere le altre applicazioni.
Tutte le applicazioni in esecuzione competono per la RAM disponibile sul computer.
D Usare campioni mono invece di campioni stereo.
I campioni mono occupano metà spazio nella memoria RAM.
D Convertire i file dei campioni a una frequenza di campionamento inferiore.
Si noti che ciò influisce negativamente sulla qualità audio; inoltre, serve un editor
campione esterno con precise funzioni di conversione.
D RV-7 consuma meno risorse rispetto a RV7000.
In alcune situazioni è sufficiente il riverbero RV-7 che consuma molte meno
risorse.
D Se si superano le risorse di processo disponibili provare con l’algoritmo
Low Density in RV-7.
Utilizza molte meno risorse di processo rispetto agli altri algoritmi.
Effetti in Send
D Usando effetti mono in Send collegare in mono anche i ritorni (Return)
degli effetti (scollegare il cavo Aux Return Right del Mixer).
Ciò vale per i seguenti effetti:
• Distorsore D-11.
• Distorsore Scream 4
• Filtro a inviluppo controllato ECF-42.
• Compressore COMP-01.
• EQ parametrico PEQ-2.
• Delay DDL-1 (sempre che il parametro Pan sia in posizione centrale).
• Effetti MClass (Equalizer, Compressor, Maximizer).
OPTIMIZING PERFORMANCE
145
146
OPTIMIZING PERFORMANCE
13
D Transport Panel
Panoramica
Il pannello di Trasporto ha i controlli standard per le funzioni di trasporto del sequencer, ma presenta anche i controlli per impostare il tempo, il click del metronomo, le posizioni
dei locatori, ecc.. I controlli principali nella zona centrale del pannello di Trasporto sono i seguenti:
FF
Rew
Tempo in BPM
Tempo in chiave
Posizione
Play
Stop
Record
Loop On/Off
Posizioni locatori sinistro (L) e destro
Controlli di Trasporto principali
I controlli di trasporto principali funzionano come quelli di un registratore standard; ci sono anche combinazioni di comandi rapidi fisse per le funzioni di trasporto più importanti:
|Funzione
Stop
Play
Rewind
Fast Forward
Record
|Comando rapido
|Commenti
[0] sul pad numerico o [invio]. Il tasto [,] (virCliccando Stop durante la riproduzione si ferma il sequencer; cliccando di nuovo stop, la posizione della
gola) del pad numerico sposta la posizione di song si porta all’ultima posizione d’inizio riproduzione. Cliccando Stop una terza volta ci si porta all’inizio
riproduzione all’inizio della song.
della misura 1; inoltre, il pulsante Stop trasmette in uscita un messaggio “Reset” in caso di note bloccate
o problemi simili.
[Invio] sul pad numerico
Avvia la riproduzione del sequencer.
[7] sul pad numerico
Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta indietro di una misura; tenendolo cliccato sul
pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido.
[8] sul pad numerico
Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta avanti di una misura; tenendolo cliccato sul
pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido.
[*] sul pad numerico, oppure
Cliccandolo inizia la registrazione (indipendentemente dalla modalità di trasporto). Se attivato dalla mo[Command]/[Ctrl]-[Invio]
dalità Stop la registrazione inizia subito; attivandolo durante la riproduzione si esegue un “punch in”.
Si possono usare anche i seguenti comandi rapidi di trasporto:
|Funzione
|Comando rapido
Selezione Stop/Play
Barra spaziatrice [Space]
Vai al locatore sinistro (Loop Start) [1] sul pad numerico
Vai al locatore destro (Loop End)
148
TRANSPORT PANEL
[2] sul pad numerico
|Commenti
Seleziona le modalità Stop e Play.
Stabilisce la posizione del locatore sinistro; per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato - cliccando sul pulsante “L” (accanto al display di posizione del locatore sinistro) s’imposta la posizione del locatore sinistro.
Stabilisce la posizione del locatore destro; per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato - cliccando sul pulsante “R” (accanto al display di posizione del locatore destro) s’imposta la posizione del locatore destro.
Tempo e Tempo in chiave
Le impostazioni di tempo e tempo in chiave si possono regolare sul pannello di
Trasporto. La cifra a sinistra nel campo di valore TEMPO definisce il tempo in BPM,
mentre il campo a destra consente di regolare il tempo con precisione, in step di 1/
1000 di BPM.
D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999.999 BPM (beat al
minuto).
La risoluzione in Tick “visualizzata” è 960 PPQ (Impulsi per nota da 1/4); ci sono
quindi 239 tick per nota da 1/16 (per un posizionamento molto preciso). Quando si
registrano le note, però, la risoluzione interna è superiore e raggiunge frazioni di tick
(subtick) indicati da un asterisco accanto al valore tick.
Per arrotondare il valore al tick più vicino: [Command]-click (Mac)/[Ctrl]-click (Windows) sull’asterisco.
Posizioni dei locatori sinistro (L) e destro (R)
D Il tempo (in BPM) si regola anche usando i tasti [+] e [–] del pad numerico.
D Il tempo in chiave s’imposta cliccando su uno dei due valori nel campo
TIME SIGNATURE e usando i controlli freccia a destra, oppure cliccando
sul valore e trascinando il mouse in alto o in basso.
Il primo valore è il numeratore (numero di beat nella misura), il secondo è il denominatore (durata di un beat); con un doppio-click del mouse nel campo TIME SIGNATURE si apre un box di testo nel quale digitare un tempo in chiave (valido).
! Per controllare tempo in BPM e tempo in chiave si può usare anche la
traccia Transport - per i dettagli vedere il capitolo .
Posizione Song
I locatori sinistro e destro servono a molte cose (es. definire i limiti di un loop o inserire/rimuovere misure); le posizioni dei locatori s’impostano cliccando su un valore e
usando i controlli freccia sul pannello di Trasporto, oppure con un doppio-click del
mouse nel campo valore e digitando un valore di posizione.
D A destra dei display locatori ci sono anche due pulsanti: “L” e ”R”.
Cliccando su uno di quesi pulsanti si stabilisce rispettivamente la posizione del locatore sinitro (L) e destro (R); si può anche premere i tasti [1] o [2] sul pad numerico per definire la posizione del locatore sinistro o destro.
Loop On/Off
In modalità Loop il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduzione o la registrazione; la sezione da ripetere si specifica impostando i locatori sinistro
e destro. Si può anche attivare o disattivare il loop premendo il tasto [/] sul pad numerico.
La posizione della song è indicata in misure (Bars) movimenti (Beats), note da 1/16,
Tick e Ore/Minuti/Secondi/Millisecondi (in questo ordine) nei campi valore a sinistra
dei controlli di trasporto principali; le posizioni si definiscono cliccando su un valore e
usando i controlli freccia a destra o cliccando sul valore e muovendo il mouse in alto
o in basso.
Usando solo i controlli freccia (senza selezione di valore) la posizione della song si
sposta rispettivamente in misure o secondi.
D La posizione si può impostare anche con un doppio-click del mouse in
un box valore di posizione, digitando una nuova posizione e premendo
[Invio].
D Tick:
TRANSPORT PANEL
149
Pulsanti New Dub/New Alt
Pulsante Automation As Perf Ctrl
Attivare questo pulsante per registrare l’automazione di un parametro come i controller performance (pitch bend, mod wheel, ecc.) - cioè nella clip nota e non in corsie
d’automazione separate. In seguito si può così spostare la clip con tutti i suoi
parametri d’automazione (per maggiori informazioni vedere il capitolo “Il Sequencer”).
D Cliccando sul pulsante New Dub s’aggiunge una nuova corsia nota alla
traccia selezionata, ma la corsia nota precedente non è silenziata.
Ciò consente l’overdub di nuove note mentre si ascolta la registrazione precedente.
E’ possibile attivare il pulsante New Dub durante la registrazione - la nuova corsia
nota prende direttamente l’ingresso MIDI.
D Cliccando sul pulsante New Alt si registra un nuovo take alternativo; si
crea una nuova corsia nota e la corsia nota precedente è silenziata.
E’ possibile attivare il pulsante New Alt durante la registrazione - la nuova corsia
nota prende direttamente l’ingresso MIDI; si può così registrare rapidamente una
serie di take e poi scegliere quello migliore (o modificare insieme un misto di take
diversi).
D Si noti che se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti
del loop, usando il pulsante New Alt sarà silenziata la(e) clip tra i locatori
sinistro e destro invece dell’intera corsia nota.
Automation Override
La funzione Automation Override s’attiva “afferrando” manualmente un parametro automatizzato; modificando l’impostazione di un parametro automatizzato, s’illumina l’indicatore “Punched In” e il dato d’auotmazione è temporaneamente sostituito fino a
quando si clicca il pulsante “Reset” o Stop sul pannello di Trasporto; non appena si
clicca Reset, l’automazione torna attiva sul controllo.
Per i dettagli vedere il capitolo page 67.
Indicatore Audio Out Clipping
Altri elementi del pannello di Trasporto
Pulsante Click
Tutti i segnali che arrivano all’Interfaccia Hardware (alle uscite fisiche dell’hardware
audio) sono monitorate per verificare un eventuale clipping (saturazione del segnale)
nello stadio d’uscita.
In caso di clipping questo indicatore s’illumina per alcuni secondi; in tal caso, ridurre
il livello d’uscita in uno dei seguenti modi:
Attivando questo pulsante si sente il Click del metronomo su ogni movimento, con un
accento sul primo beat di ogni misura; il click si sente sia in riproduzione che in registrazione e il volume si regola con la manopola Level.
D Se i segnali arrivano all’Interfaccia Hardware da un dispositivo Mixer ridurre il livello d’uscita Master proveniente dal Mixer.
Ciò garantisce che i livelli relativi del mix restano intatti; altrimenti, se il mix corrente
non ha ancora un “equilibrio definitivo” e il clipping sembra essere provocato da
singoli canali nel Mixer, si può anche provare ad abbassare l’uscita del dispositivo(i) collegato o abbassare un pò i fader di canale dei canali “incriminati”.
Pulsante Pre (pre-count)
! Il clipping si può verificare solo nello stadio d’uscita dell’Interfaccia
Attivando il pulsante “Pre”, quando si clicca sul pulsante Rec si sente una misura di
metronomo di count-in prima che inizi la registrazione vera e propria.
Pulsante Quantize During Rec
Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording le
note registrate sono quantizzate automaticamente.
Hardware, non nel Mixer di Reason o in qualsiasi altro dispositivo di
Reason; tuttavia, per i risultati migliori è buona norma tenere tutti i livelli
dei canali e Master del Mixer al livello più alto possibile all’interno
dell’intervallo normale. Per esempio, dover compensare i livelli canale
riducendo notevolmente il livello d’uscita Master per evitare il clipping è
indicativo del fatto che i livelli dei canali nel Mixer sono troppo alti.
✪ Collegando un effetto MClass Maximizer (o MClass Mastering Suite
Combi) tra l’uscita finale mixata e l’Interfaccia Hardware si può ottimizzare il volume del mix senza rischiare una pesante distorsione di clipping.
Per i dettagli vedere “Effetti MClass”.
TRANSPORT PANEL
150
D Se s’illumina l’indicatore Audio Out Clipping e i segnali arrivano direttamente all’Interfaccia Hardware (senza passare da un Mixer) osservare gli
indicatori sull’Interfaccia Hardware; se s’illumina momentaneamente il
segmento rosso di uno di essi significa che a quella uscita(e) si sta verificando un clipping.
Ridurre il livello d’uscita di tutti i dispositivi collegati alle uscite i cui indicatori sono
in rosso.
Indicatore DSP
Questa barra grafica indica il consumo di risorse del processore; si noti che questo
indicatore misura la quantità di risorse di processo che il “motore audio” di Reason
sta usando. Grafiche, MIDI e il “resto” delle funzioni di Reason sono distribuite tra le
risorse di processo non utilizzate dal motore audio, quindi l’audio ha sempre la priorità.
Per maggiori informazioni vedere “Optimizing Performance”.
Pulsante ReGroove Mixer
Questo pulsante apre il Mixer ReGroove nel quale si può eseguire un editing groove
avanzato che influenza la temporizzazione delle note (vedere il capitolo Mixer ReGroove).
TRANSPORT PANEL
151
14
D Reason Hardware Interface
Introduzione
3. Provare a inviare le note MIDI dal sequencer esterno sul bus e canale MIDI
selezionati.
S’illumina l’indicatore sotto il campo nome del canale.
Uscite audio
Reason supporta fino a 64 canali audio d’uscita distribuiti su due pannelli da 32 uscite ciascuno; per vedere le uscite dalla 33 alla 64 cliccare sul pulsante “More Audio”.
L’Interfaccia Hardware serve collega Reason al “mondo esterno”. Qui sono ricevuti i
dati MIDI e i segnali audio sono inviati ai canali ReWire o alle uscite fisiche dell’hardware audio. L’Interfaccia Hardware è sempre presente in cima al rack virtuale e non
può essere eliminata. Questo capitolo descrive le varie sezioni nel pannello del dispositivo. Le configurazioni d’interfaccia MIDI e hardware audio sono descritte nel capitolo “Operazioni audio principali”.
Normalmente, l’Interfaccia Hardware è chiusa, quindi appare solo un pannello cieco.
Aprendola appare il pannello Audio Out con le 32 uscite disponibili.
•
•
Cliccando sul pulsante “More Audio” appaiono due pannelli Audio Out per un totale di 64 uscite.
Cliccando sul pulsante “Adv. MIDI Device” appare il dispositivo MIDI In.
D Ogni uscita ha un indicatore e un LED che s’ilumina in verde per ogni canale corrente in in uso (cioè collegato sul pannello posteriore).
Le uscite non disponibili hanno i LED spenti.
D Se l’interfaccia audio ha uscite disponibili ma non utilizzate, i LED dei
rispettivi canali s’illuminano in giallo.
Qui ci sono quattro uscite in uso (LED verdi) e quattro uscite disponibili (LED gialli).
D I canali collegati alle uscite non disponibili hanno i LED rossi.
! Si ricorda che in Reason un clipping audio può avvenire nell’Interfaccia
Dispositivo MIDI In
Si apre cliccando sul pulsante “Adv. MIDI Device” nel pannello dell’Interfaccia Hardware. Il dispositivo MIDI In si usa solo per controllare Reason da un sequencer esterno, grazie agli ingressi External Control Bus; normalmente, si trasmette il MIDI a
una traccia via sequencer, selezionando appunto la traccia sequencer.
Nella pagina Advanced MIDI della finestra Preferences è possibile selezionare fino a
quattro bus di controllo esterno (External Control Bus) per le porte MIDI; ogni bus può
avere 16 canali MIDI, per un totale di fino a 64 canali MIDI d’ingresso. Nel dispositivo
MIDI In si assegna ogni canale MIDI a un dispositivo nel rack virtuale di Reason:
1. Selezionare un bus di controllo esterno cliccando sul rispettivo pulsante Bus
Select in cima al dispositivo MIDI In.
2. Scorrere il menu a tendina Device di un canale MIDI e selezionare un dispositivo.
Il menu elenca tutti i dispositivi presenti nella song corrente.
A questo punto, i dati MIDI su bus e canale MIDI selezionati sono inviati direttamente
al dispositivo selezionato scavalcando (bypass) il sequencer di Reason; il nome del
dispositivo appare nel campo nome di quel canale MIDI.
153
REASON HARDWARE INTERFACE
Hardware. Tenere d’occhio l’indicatore di clipping sul pannello di
trasporto e anche sui singoli indicatori nel pannello Audio Out; se un canale spinge l’indicatore nella zona rossa ridurre il livello d’uscita del dispositivo!
Usare ReWire
Usando Reason con un’applicazione host ReWire compatibile si può assegnare qualsiasi uscita di un dispositivo di Reason a un canale ReWire collegandola a uno degli
ingressi audio sul retro dell’Interfaccia Hardware. In modalità ReWire sono disponibili
tutti i 64 canali ed ogni uscita dispositivo inviata a un canale ReWire appare sul rispettivo canale dell’applicazione host ReWire. Vedere “Uso di Reason come ReWire
Slave”.
15
D The Combinator
Introduzione
Creare i dispositivi
Combinator
Creare un dispositivo Combinator vuoto
D Aggiungere un Combinator dalla pagina Devices della finestra Tool.
Per vedere le icone del dispositivo Combinator inserire la spunta nel box “More”.
D Selezionare “Combinator” dal menu Create.
Si crea un Combinator vuoto. I dispositivi Combinator vuoti si possono usare
come punto di partenza per la creazione di nuove patch Combi; è possibile anche
cercare patch di Combi esistenti.
Creare un Combinator combinando i dispositivi
Combinator è un dispositivo che consente di salvare e richiamare qualsiasi combinazione dei dispositivi di Reason (strumenti, effetti, mixer, ecc.) e le rispettive connessioni interne. Una configurazione Combinator salvata si può caricare come patch
“Combi”. In pratica, Combinator è un contenitore dei dispositivi presenti in un Combi.
Il concetto del dispositivo Combinator è semplice, ma molto efficace; salvando più
dispositivi in un Combi è possibile richiamare immediatamente qualsiasi tipo di configurazione (anche la più complessa) in modo semplice e rapido, come quando si carica
una patch!
Alcune applicazioni tipiche del dispositivo Combinator sono:
D Realizzare più strumenti separati o in layer.
Aggiungere un numero qualsiasi di dispositivi strumento (Subtractor, NN-XT, ecc.)
e suonarli come un singolo strumento in layer. in un Combi i dispositivi strumento
possono anche essere assegnati a key zone/velocity specifiche.
D Salvare combinazioni strumento/effetto.
Salvare uno strumento insieme all’effetto(i) desiderato(i).
D Creare dispositivi multi-effetto.
In un Combi è possibile creare e salvare complesse catene d’effetti.
Formato della patch Combi
Combinator salva i file in formato patch Combi (.cmb); caricando una patch Combi già
pronta, tutti i dispositivi inclusi nel Combi, le rispettive impostazioni dei parametri e le
connessioni audio e CV sono richiamati immediatamente.
In Factory Soundbank ci sono molte patch preset Combinator suddivise in varie categorie.
In pratica, ci sono due tipi di patch Combi; strumento ed effetto.
D I Combi strumento contengono dispositivi strumento e generano un
suono.
D I Combi effetti contengono dispositivi effetto che processano il suono.
Il Combi MClass Mastering Suite (menu Create) è un esempio di Combi effetto.
155
THE COMBINATOR
Un dispositivo Combinator si può creare combinando tra loro dispositivi esistenti:
1. Selezionare due o più dispositivi con il tasto [Shift].
Non è necessario che nel rack i dispositivi siano adiacenti.
2. Selezionare “Combine” dal menu Edit.
Si crea un dispositivo Combinator con i dispositivi selezionati secondo i seguenti criteri:
D Per Combinator è creata una traccia nel sequencer (come quando si creano dispositivi strumento o pattern).
D Il nuovo dispositivo Combinator appare sotto quello selezionato più in
basso nel rack.
D I dispositivi selezionati sono trasferiti nel “contenitore” di Combinator.
L’ordine interno non cambia. Reason tenta di assegnare automaticamente il primo
“dispositivo d’ingresso” e il primo “dispositivo d’uscita” ai connettori dei dispositivi
a/dal Combi - vedere .
Le altre connessioni restano invariate.
D I dispositivi fuori dal Combi rimangono nello stesso ordine di prima.
! Per i dettagli sul routing automatico vedere “Aggiungere dispositivi al
Combi”.
Creare un Combinator cercando le patch
Per creare un dispositivo Combinator si possono usare i comandi “Create Instrument”
o “Create Effect” (come per ogni dispositivo); selezionando una patch “.cmb” si crea
un Combinator contenente tutti i dispositivi e le impostazioni salvati nel Combi.
Elementi Combinator
La figura seguente illustra un dispositivo Combinator aperto.
D In basso ci sono i dispositivi inclusi nel Combi.
I dispositivi si possono mostrare o nascondere cliccando sul pulsante “Show Devices” nel pannello Controller. Lo spazio vuoto in basso serve per aggiungere altri
dispositivi a un Combi con un drag & drop del mouse; cliccando nello spazio vuoto
in modo che appaia la linea rossa d’inserzione il Combi diventa contenitore target
per i nuovi dispositivi creati dal menu Create. Vedere “Linea d’inserzione”.
Connessioni interne ed
esterne
A differenza di altri dispositivi, Combinator contiene sia le connessioni audio esterne
che interne.
D Le connessioni esterne si usano per collegare un Combinator ai dispositivi fuori dal Combi.
D Le connessioni interne indicano come sono collegati i dispositivi nel
Combi.
Connessioni esterne
Il pannello frontale del Combinator è costituito dai seguenti elementi (dall’alto in
basso):
D Il pannello stretto in alto appare sempre anche chiudendo l’intero Combinator.
Presenta un display che (tra le altre cose) mostra il nome del Combi corrente caricato e i pulsanti standard Select/Browse/Save della patch.
D Poi c’è il pannello del Controller che appare sempre se il Combinator è
aperto.
Vedere “Pannello Controller”.
D Nel pannello Programmer ci sono le impostazioni per la mappatura Key
e Velocity Zone, oltre che le impostazioni Modulation Routing.
Il Programmer si può mostrare/nascondere cliccando sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller. Vedere “Usare il Programmer”.
D I connettori “Combi Output L/R” sono l’uscita audio del Combinator.
Questa uscita si collega a un dispositivo esterno al Combi (in genere un mixer).
Internamente questa uscita è collegata ai connettori “From Devices”. Creando un
nuovo Combinator questa uscita è assegnata automaticamente al primo canale
d’ingresso libero sul mixer.
D I connettori “Combi Input L/R” sono l’ingresso del Combinator (sono usati solo per i Combi effetto).
Internamente questo ingresso è collegato ai connettori “To Devices”.
Connessioni Interne
D Agli ingressi “From Devices L/R” sono collegate le uscite provenienti dai
dispositivi presenti nel Combi.
D Le uscite “To Devices L/R” si collegano a un ingresso su un dispositivo
presente nel Combi effetto.
THE COMBINATOR
156
Routing esterno
Quindi:
Un singolo dispositivo nel Combi collegato direttamente a un dispositivo fuori da
Combinator si chiama connessione esterna (“External Routing”) che in genere è meglio evitare.
Il motivo è che queste connessioni non sono salvate nella patch Combi.
D Combinando più dispositivi strumento, collegarli a un mixer e includere il
mixer nel Combi.
Tutte le uscite del dispositivo strumento nel Combi possono così essere collegate
a canali d’ingresso separati nel mixer; l’uscita del mixer può essere poi collegata ai
connettori “From Devices” e il Combi sarà autonomo (self-contained).
D Tutte le connessioni a/da un Combi devono quindi passare dai connettori To/From Devices sul dispositivo Combinator, in modo che il Combi
sia autonomo.
In un Combi le connessioni di routing esterno sono indicate sui pannelli frontale e
posteriore del Combinator; nel display nome della Patch del pannello frontale appare
la scritta “External Routing”, mentre sul pannello posteriore s’illumina un LED.
E’ comunque possibile usare un Combi con connessioni esterne nel contesto di una
song (ove tutti i routing sono salvati con la song); basta ricordare che le connessioni
esterne non faranno parte della patch!
Come evitare connessioni di routing esterne
Come descritto in precedenza, perchè il Combi sia autonomo tutte le connessioni a/
da un Combinator devono passare dai connettori “To/From Devices”; per i Combi con
più di 2 uscite dispositivo si deve quindi inserire un mixer.
Supponiamo di combinare tre dispositivi strumento (ciascuno con uscite stereo collegate a un mixer) per creare un Combi strumento in split o in layer.
Selezionando questi tre dispositivi strumento (ma non il mixer) e poi selezionando
“Combine” solo uno dei dispositivi sarà assegnato automaticamente ai connettori
“From Devices”, mentre gli altri due avranno le stesse connessioni che avevano prima
di essere combinati tra loro.
157
THE COMBINATOR
Strumenti ed effetti collegati a un mixer Line nel Combi.
✪ Il mixer Line è ideale per il mixaggio delle uscite dispositivo nei Combi.
Aggiungere dispositivi al
Combi
Linea d’inserzione
D Selezionando un dispositivo nel Combi (ma non il Combi vero e proprio).
Selezionando un dispositivo dal menu Create esso apparirà sotto il dispositivo
selezionato (proprio come nel rack).
D Per i dispositivi aggiunti a un Combi non sono create automaticamente
tracce nel sequencer.
Routing automatico
Il routing automatico dei dispositivi in un Combi è simile a quello dei dispositivi nel
rack:
Quando appare la linea d’inserzione i nuovi dispositivi creati sono aggiunti al Combinator.
D Per poter selezionare la linea d’inserzione assicurarsi che il pulsante
“Show Devices” sul pannello Controller del Combinator sia illuminato.
D La linea d’inserzione appare nello spazio vuoto alla base del contenitore
Combinator (sotto tutti i dispositivi presenti nel Combi).
Se il Combi non contiene dispositivi lo spazio vuoto è sotto il pannello Controller.
Mostrare la linea d’inserzione
La linea d’inserzione si seleziona/mostra con uno dei seguenti metodi:
• Cliccando nello spazio vuoto alla base del contenitore del Combinator.
• Creando un nuovo Combi la linea d’inserzione si seleziona automaticamente.
• Usando i tasti freccia si possono scorrere e selezionare i vari dispositivi correnti
presenti nel Combi; selezionando lo spazio vuoto appare la linea d’inserzione.
• Selezionando “Initialize Patch” per un Combinator si cancellano tutti i dispositivi e
appare la linea d’inserzione.
D Si noti che mostrando la linea d’inserzione di seleziona automaticamente il Combinator, ma selezionando il Combinator non appare automaticamente la linea d’inserzione.
La linea d’inserzione rimane selezionata fino a quando si seleziona un altro dispositivo (nel Combi o nel rack), oppure si nascondono i dispositivi.
Creare nuovi dispositivi in un Combi
Perchè Combinator diventi il dispositivo target per i dispositivi creati si deve usare
uno dei metodi seguenti:
D Mostrare la linea d’inserzione (vedere ).
Creando un dispositivo con la linea d’inserzione visibile, il nuovo dispositivo apparirà sotto la linea d’inserzione alla base del contenitore del Combi.
D Se in un Combi è selezionato un dispositivo, quello nuovo creato appare
sotto il dispositivo selezionato secondo i seguenti criteri standard.
• Se è selezionato un effetto e si crea un nuovo dispositivo effetto, essi sono collegati in serie.
• Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un effetto, quest’ultimo è collegato come effetto in Insert al dispositivo strumento.
• Se è selezionato un mixer e si crea un effetto, quest’ultimo è collegato al mixer
come effetto in Send.
• Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un altro strumento, quest’ultimo è aggiunto sotto il dispositivo selezionato e collegato al primo canale d’ingresso disposnibile del mixer.
• Premendo [Shift] e creando un nuovo dispositivo non si ha un routing automatico.
• Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e creando un nuovo dispositivo, nel
sequencer si crea una traccia per il dispositivo.
D Aggiungendo un dispositivo a un Combi vuoto, la sua uscita sarà collegata automaticamente ai connettori “From Devices”. Nei dispositivi effetto, sarà collegato automaticamente anche l’ingresso ai connettori “To
Devices”.
Aggiungere dispositivi con un drag & drop
E’ possibile spostare i dispositivi nel rack che si trovano fuori dal Combi nel contenitore del Combinator; la procedura è la seguente:
1. Per aggiungere più di un dispositivo, [Shift]-selezione dei dispositivi.
2. Cliccare nell’area “maniglia” del dispositivo.
Per i dispositivi a grandezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra gli
slot del rack); per i dispositivi ridotti si cliccare ovunque fuori dai parametri veri e
propri.
3. Trascinare il dispositivo(i) nel Combinator.
Una spessa linea rossa verticale indica dove sarà collocato il dispositivo(i). Si noti
che la linea rossa può essere a sinistra di un dispositivo (ad indicare che il dispositivo spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo
(ad indicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo). E’
possibile anche aggiungere i dispositivi nello spazio vuoto alla base del contenitore del Combi.
THE COMBINATOR
158
D Non c’è un routing automatico.
Le connessioni esistenti nel rack sono mantenute, quindi ci potrebbero essere
connessioni di routing esterne (vedere “Routing esterno”). Se ci sono, sul display
nome del Combinator appare la scritta “External Routing” (e sul retro del Combinator s’illumina un LED).
D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Shift] premuto, essi si
scollegano dal rack e si collegano automaticamente in base alla posizione d’inserzione.
Il routing tra i dispositivi trascinati è mantenuto; se non è possibile il routing automatico di un dispositivo trascinato (per esempio, nel Combi non ci sono ingressi
liberi sul mixer) il dispositivo non si collega a niente.
D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Option] (Mac) o [Alt]
(Windows) premuto, essi sono copiati senza routing automatico.
Usando allo stesso tempo il tasto [Shift] Reason tenta un routing automatico in
base ai criteri descritti in precedenza.
Aggiungere i dispositivi con un copia/incolla
D Premendo [Shift] mentre si trascina (o incolla) i dispositivi “scombinati”
sono collegati automaticamente (come se fossero un singolo dispositivo).
L’uscita “From Devices” e l’ingresso “To Devices” (se ci sono) nel Combi “scombinato” sono collegati automaticamente al Combi target secondo i criteri standard.
Combinare due Combi
D Il Combi inferiore è “scombinato” e i dispositivi s’aggiungono al Combi
superiore nel rack quando li si combina.
Il routing esistente rimane invariato.
Combinare i dispositivi in un Combi con quelli nel
rack
Combinando alcuni dispositivi in un Combi con quelli nel rack, i dispositivi combinati
sono rimossi dalle loro posizioni originali e aggiunti a un nuovo Combi (sotto quello
“originale”).
E’ possibile copiare i dispositivi e incollarli in un Combi.
1. Selezionare i dispositivi da copiare.
2. Selezionare “Copy Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale).
3. Selezionare un dispositivo nel Combi o cliccare nello spazio vuoto per visualizzare la linea d’inserzione.
4. Selezionare “Paste Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale).
D Incollandoli i dispositivi sono aggiunti sotto il dispositivo corrente selezionato o la linea d’inserzione nel Combi.
Non si ha un routing automatico.
D Premendo [Shift] quando s’incolla Reason tenta un routing automatico
secondo i criteri standard.
Aggiungere un Combi ad un Combi
I Combi “annidati” (cioè un Combi all’interno di un altro Combi) non sono supportati.
Aprendo il menu Create quando è selezionata la linea d’inserzione o un dispositivo in
un Combi, l’elemento Combinator sarà sfumato in grigio.
Tuttavia, si può eseguire un drag & drop o copia/incolla per aggiungere un Combi ad
un altro Combi; si applicano i seguenti criteri:
D I dispositivi nel Combi trascinato (o incollato) sono “scombinati” (cioè è
rimosso il Combinator vero e proprio) e aggiunti sotto la posizione d’inserimento nel Combi target.
Il routing esistente rimane invariato.
159
THE COMBINATOR
Gestire un Combi
Spostare l’intero Combi
La procedura è molto simile a quella per gli altri dispositivi nel rack.
D Selezionare il Combinator cliccando sul contenitore e trascinarlo alla
nuova posizione.
Quando si trascina appare il contorno del Combinator ed una linea rossa indica la
posizione d’inserzione; sono mantenute tutte le connessioni.
D Premendo [Shift] mentre si trascina, il Combinator tenta il routing automatico alla posizione d’inserzione nel rack secondo i criteri standard.
Il routing automatico è tenuto presente sia per un Combi effetto che strumento.
D Premendo il tasto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) mentre si trascina si
crea una copia del Combi.
Non si ha un routing automatico. Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) +
[Shift] il Combi copiato è collegato automaticamente secondo i criteri standard.
Spostare i dispositivi all’interno di un Combi
Come per i dispositivi nel rack, quando si trascina appare un contorno dei dispositivi
e una linea rossa indica la posizione d’inserzione; sono mantenute tutte le connessioni.
D Premendo il tasto [Shift] mentre si trascina, il dispositivo(i) tenta il routing automatico alla posizione d’inserzione secondo i criteri standard.
Spostare i dispositivi fuori da un Combi
Spostando i dispositivi fuori da un Combi ecco cosa avviene:
Pannello Controller
D Il routing rimane intatto e può darsi che s’illumini l’indicatore External
Routing.
Premendo [Shift] mentre si trascina, il dispositivo(i) tenta il routing automatico al
rack secondo i criteri standard.
Eliminare i dispositivi in un Combi
Funziona come per i dispositivi nel rack; selezionare il dispositivo e scegliere “Delete
Device” dal menu Edit, oppure premere il tasto [Backspace].
Scombinare i dispositivi
Per scombinare un intero Combi o i dispositivi selezionati in un Combi:
D Selezionando un Combinator e poi “Uncombine” dal menu Edit, il Combinator è rimosso e tutti i dispositivi contenuti nel Combi si collegano al
rack come un singolo dispositivo.
I dispositivi che prima erano collegati ai connettori “To/From Devices” ora si collegano al rack come era collegato il Combinator (via uscita e ingresso del Combinator).
D Scombinando alcuni dispositivi selezionati in un Combi li si rimuove dal
Combi aggiugendoli al rack sotto il Combi stesso.
Le connessioni restano invariate, quindi può darsi che ci sia un routing esterno.
E’ il pannello principale del dispositivo Combinator; come i dispositivi strumento ha le
rotelline Pitch/Mod e altri controlli.
Controlli virtuali
D Le quattro manopole e pulsanti al centro del pannello Controller sono
controlli “virtuali” che possono essere assegnati a parametri e funzioni
nei dispositivi contenuti nel Combi.
Di default, questi controlli non sono assegnati ad alcun parametro nei nuovi
Combi.
• I parametri si assegnano nella sezione Modulation Routing del pannello Programmer (vedere “Sezione Modulation Routing”).
• I movimenti dei controlli virtuali possono essere registrati come automazione.
• Ogni controllo può essere assegnato a un numero qualsiasi di parametri.
• Cliccando sull’etichetta di una manopola o pulsante si può scrivere il nome adatto.
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Tracce sequencer e
riproduzione dei Combi
Quando si crea un Combinator si crea automaticamente una traccia sequencer con la
messa a fuoco MIDI, proprio come per i dispositivi strumento standard.
D Quando la traccia Combinator riceve dati MIDI entranti, questi ultimi
sono inviati a tutti i dispositivi strumento in un Combi strumento.
Significa che i dispositivi saranno configurati in layer quando si suona (e sarà tenuto conto dei valori velocity e key range di default).
D Nel pannello Programmer si può disattivare l’opzione Recieve Note o i
dati controller performance selezionati dei singoli dispositivi strumento.
Per i dettagli vedere “Usare il Programmer”.
Le rotelline Pitch e Mod sul pannello Controller rispecchiano le azioni corrispondenti
eseguite sulla tastiera master (come per i dispositivi strumento standard).
D Quando un Combinator ha un ingresso MIDI e il Combi contiene più dispositivi strumento, questi ricevono tutti i dati pitch bend e modulation.
Ciò significa che le impostazioni nel dispositivo strumento determinano cosa avviene quando si applica pitch bend o modulation.
• Per esempio, muovendo la rotellina Mod si può applicare il vibrato a un dispositivo
e cambiare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro in un altro dispositivo.
• Anche il pitch bend è applicato secondo le singole impostazioni nel campo Range
di tutti i dispositivi strumento in un Combi.
Pulsante Run Pattern Devices
Serve per avviare/fermare tutti i dispositivi pattern inclusi nel Combi (è come cliccare
il pulsante Run sul pannello del dispositivo pattern). La condizione on/off di questo
pulsante non è salvata nella patch Combi. Cliccando Play sul pannello di trasporto si
attiva automaticamente la funzione “Run Pattern Devices”.
✪ In Factory Sound Bank le patch Combi contenenti i dispositivi pattern
hanno la scritta “(run)” alla fine dei rispettivi nomi patch.
THE COMBINATOR
160
Pulsante Bypass All FX
Questo pulsante bypassa tutti i dispositivi effetto in un Combi; funziona così:
• Tutti i dispositivi effetto in Insert del Combi passano in modalità Bypass.
• Tutti gli effetti in Send collegati a un dispositivo mixer sono disattivati.
• Cliccando su questo pulsante non s’influenzano i dispositivi effetti già bypassati o
disattivati.
Funzione Select backdrop...
Usare il Programmer
Il Programmer si usa per la mappatura dei tasti, l’impostazione dei range velocity per i
dispositivi strumento e il routing di modulazione, assegnando i parametri del dispositivo a manopole e pulsanti del pannello Controller.
D Per vedere il pannello Programmer cliccare sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller.
Il Programmer appare sotto il pannello Controller.
Questa funzione permette di cambiare “pelle” al pannello Controller; è possibile
definire le proprie etichette per i controlli assegnabili e cambiare colore e aspetto del
pannello.
D Selezionare il Combinator e scegliere “Select Backdrop...” dal menu
Edit.
Si apre il browser Image che consente di selezionare un file immagine in formato
JPEG (.jpg).
D Le dimensioni del file immagine devono essere di 754 x 138 pixel.
D A sinistra del pannello Programmer sono elencati i dispositivi presenti
nel Combi corrente, nello stesso ordine con cui appaiono nel contenitore
del Combinator.
Cliccando su un dispositivo nell’elenco lo si seleziona per l’editing.
D Manopole, pulsanti, display nome patch e pulsanti non si possono ridisegnare.
D La sezione Key Mapping al centro presenta una tastiera con una barra di
scorrimento orizzontale in alto; l’area sottostante indica il key range di
ogni dispositivo strumento.
D Per inserire le proprie etichette di testo per i controlli virtuali, bisogna
prima rimuovere le etichette originali.
Cliccare su un’etichetta, rimuovere il testo corrente e premere [Invio].
D A destra c’è la sezione Modulation Routing ove si possono assegnare i
parametri ai controlli sul pannello Controller.
Vedere a page 163.
D Per rimuovere uno sfondo selezionare “Remove Backdrop” dal menu
contestuale.
Riappare lo sfondo originale del pannello Combinator.
Sfondi template
Installati con il programma ci sono sfondi template; hanno le giuste dimensioni e sono
un buon punto di partenza per la creazione di nuovi sfondi. La cartella “Combi Backdrops” è nella cartella “Template Documents” all’interno della cartella programma di
Reason.
Sono disponibili due template, uno in formato JPEG l’altro in formato Adobe Photoshop (.psd).
D Il template .psd (Photoshop) contiene più layer, utili per personalizzare
gli sfondi.
Prima di usarli in Reason, gli sfondi creati in Photoshop devono essere salvati
come file JPEG.
161
THE COMBINATOR
Key Mapping dei dispositivi strumento
Ogni dispositivo strumento può avere il proprio key range separato (cioè il tasto più
grave e acuto che triggerano il dispositivo); ciò consente di creare split e layer per i
dispositivi strumento presenti in un Combi.
D Naturalmente si possono configurare intervalli sovrapposti ove le note
all’interno di un key range definito sono in layer su due (o più) dispositivi, ma le note sopra e sotto l’intervallo stabilito suoneranno dispositivi
distinti.
1. Assicurarsi che la traccia Combinator abbia il focus MIDI.
Funzione Transpose
2. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra; i dispositivi non strumento (es. effetti e mixer) non hanno key range.
Il key range del dispositivo corrente selezionato è evidenziato e indicato da una
barra orizzontale sotto il display della tastiera e in numeri nota nei campi Key
Range Hi e Key Range Lo alla base del pannello Programmer. Di default, è selezionato l’intero intervallo (da C -2 a G 8); può essere selezionato un solo dispositivo
alla volta.
Il campo Transpose nell’angolo in basso a destra consente di trasportare l’intonazione
del dispositivo strumento corrente selezionato. Non si sposta la mappatura tasti, ma
solo l’altezza del dispositivo selezionato; l’intervallo è +/- 3 ottave in step di semitoni.
Tastiera virtuale
Si può usare la tastiera virtuale per ascoltare i dispositivi strumento selezionati premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sui tasti.
Box di spunta Receive Notes/MIDI Performance Controller
Nell’angolo in basso a sinistra del Programmer c’è il campo Receive Notes con il rispettivo box di spunta e sotto ci sono i box di spunta per tutti i controller MIDI performance standard (Pitch Bend/Mod Wheel/Breath/Expression/Sustain Pedal/
Aftertouch).
D Questi box consentono di controllare se i dati dei controller Note/MIDI
Performance sono ricevuti da ogni dispositivo strumento in un Combi.
Ci sono vari modi per modificare il key range corrente:
D Cliccando nei campi valore Key Range Lo e Key Range Hi e muovendo il
mouse in alto o in basso.
D Muovendo le “maniglie” della barra orizzontale nel display centrale.
Può essere necessario usare la barra di scorrimento in alto per “vedere” le maniglie.
D Trascinando la barra orizzontale si può anche spostare intere key zone
orizzontalmente (cambiando quindi i rispettivi key range).
D Disattivando il box “Receive Notes” il dispositivo selezionato non risponderà ai messaggi di nota MIDI entranti.
Se è selezionato un dispositivo non-strumento questo box non è mai attivo.
D Disattivando uno qualsiasi dei controller Performance, il rispettivo(i)
controller non sarà ricevuto dal dispositivo strumento selezionato.
Di default sono tutti attivi (On).
3. Con uno dei metodi impostare il key range desiderato per il dispositivo
selezionato.
Al termine, il dispositivo suona solo le note all’interno del key range definito.
D Configurando i key range per i dispositivi in un Combi si creano strumenti split.
Per esempio, le note più gravi di C 2 potrebbero triggerare un dispositivo che
suona un basso e le note più acute di C 2 triggerare un dispositivo che suona un
pad.
D In un Combi i dispositivi strumento che condividono lo stesso key range
sono disposti in layer - cioè suonati nello stesso momento.
Sempre che non siano stati configurati velocity range - vedere in seguito.
THE COMBINATOR
162
Definire i Velocity Range per i dispositivi strumento
Intervalli di velocity completi e parziali
Configurando i dispositivi strumento in modo che i rispettivi key range si sovrappongono – completamente o parzialmente – si può usare il velocity switching per stabilire
quali dispositivi sono riprodotti in base alla forza con la quale si suona la tastiera MIDI.
Nel display Key Map si vedono i dispositivi con intervalli di velocity modificati:
• I dispositivi con l’intervallo di velocity completo (0 - 127) sono indicati solo da un
contorno.
• I dispositivi con qualsiasi altro intervallo di velocity sono striati.
Per farlo si devono definire degli intervalli di velocity.
Ogni volta che si preme un tasto sulla tastiera MIDI è trasmesso a Reason un valore
compreso tra 1 e 127; premendo leggermente il tasto è trasmesso un valore basso di
velocity, mentre premendolo con forza è trasmesso un valore di velocity superiore.
Questo valore di velocity determina quali dispositivi suonano o meno.
1. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra; i dispositivi non-strumento (es. effetti e mixer) non hanno intervallo di velocity.
Di default è selezionato l’intero intervallo dei valori (0 - 127).
2. Cliccare nei campi valore Velocity Range Lo e Velocity Range Hi quindi muovere il mouse in alto o in basso per impostare rispettivamente un intervallo di
velocity low e high.
3. Una volta definito questo intervallo, il dispositivo sarà triggerato solo dalle
note all’interno di questo intervallo di velocity.
Intervalli di velocity sovrapposti
Si può definire la sovrapposizione degli intervalli di velocity; per esempio:
D Il dispositivo 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 60.
D Il dispositivo 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 100.
D Il dispositivo 3 ha un intervallo di velocity da 81 a 127.
127
80
60
40
Device 3
Velocity
Velocity 0
Device 2
Device 1
Deispositivo 3
Deispositivo 2
Deispositivo 1
I valori di velocity tra 41 e 60 triggerano le note di entrambi i Dispositivi 1 e 2.
Analogamente, i valori di velocity tra 81 e 100 triggerano i suoni dei Dispositivi 2 e 3.
163
THE COMBINATOR
Sezione Modulation Routing
La sezione Modulation Routing consente di assegnare qualsiasi parametro o funzione
nei dispositivi presenti in un Combi a qualsiasi controllo manopola o pulsante del pannello Controller.
Controlli manopola e pulsante
I controlli virtuali manopola e pulsante funzionano in modo molto simile ai controlli
equivalenti sui dispositivi hardware:
D Un controllo manopola può variare in modo continuo i valori di un
parametro (es. un livello) o selezionare valori fissi (come i controlli freccia della forma d’onda nella sezione Oscillator di Subtractor).
D Un controllo pulsante seleziona due valori (come un selettore On/Off).
Non importa se sui vari dispositivi di Reason ci sono pulsanti che scorrono una serie di valori (i pulsanti LFO Waveform, ad esempio). Se una forma d’onda dell’LFO
è assegnata a uno dei pulsanti virtuali, si potranno selezionare solo due delle sei
forme d’onda dell’LFO (quale essa sia dipende dall’intervallo Min/Max).
D L’intervallo disponibile per ogni parametro selezionato è indicato nei
campi Min/Max della sezione Modulation Routing.
La maggior parte di cursori e manopole sui dispositivi reali adottano lo standard 0127 o l’intervallo da -64 a +63; selettori e controlli freccia possono avere qualsiasi
intervallo di valori.
100
20
Il dispositivo ha un velocity range parziale (indicato dalle striscie).
Assegnare i parametri a un controllo
La procedura è la seguente:
2. Per assegnare un parametro cliccare nella colonna Target del controllo manopola o pulsante al quale assegnarlo.
Nel menu che appare sono elencati tutti i parametri disponibili del dispositivo.
1. Selezionare il dispositivo del quale assegnare i parametri nell’elenco Device
a sinistra.
Il nome del dispositivo selezionato appare nel campo Device della sezione Modulation
Routing; la sezione Modulation Routing ha quattro colonne:
3. Selezionare il parametro da assegnare al controllo.
Il parametro è assegnato e il suo nome appare nella colonna Target del controllo
corrispondente.
D Di default, la colonna Source elenca i quattro controlli manopola e pulsante, ma ogni campo si può impostare a qualsiasi manopola/pulsante o
controller performance cliccando sulla freccia ed eseguendo una selezione dal menu a tendina.
Di default, gli ultimi due campi non sono assegnati a niente.
D Nei menu a tendina nella colonna Target ci sono tutti i parametri del dispositivo selezionato.
D Infine, in ogni elenco a tendina Target c’è l’opzione per la ricezione o
meno dei dati nota.
D Le colonne Min/Max permettono di specificare un intervallo di valori per
il controllo virtuale.
4. Per fare in modo che il dispositivo selezionato riceva le note attivare questa
opzione.
5. A questo punto, muovendo o premendo la manopola o pulsante assegnato si
controlla il parametro al quale il controllo è stato assegnato.
6. Si può specificare un intervallo per il parametro cliccando nelle colonne Min
e Max e trascinando il mouse in alto o in basso.
Di default è impostato l’intervallo di valori massimo disponibile.
7. Selezionando un altro dispositivo nell’elenco Device a sinistra, si può assegnare un altro parametro allo stesso controllo manopola o pulsante usando lo
stesso metodo.
E’ possibile quindi realizzare controlli multi-funzione che agiscono simultaneamente su più parametri. Per esempio, avendo due Subtractor e un Malström in un
Combi si potrebbe creare una manopola “master” della frequenza di taglio del filtro
(cutoff) che controlla questo parametro in tutti e tre i dispositivi.
THE COMBINATOR
164
Nominare un controllo
Quando si eseguono assegnazioni del routing di modulazione è meglio dare al controllo associato un nome descrittivo che ne rifletta l’azione (per esempio, Vibrato On/
Off o il nome del parametro controllato).
Per farlo, cliccare sull’etichetta nel pannello Controller e digitare un nuovo nome.
Connessioni CV
Le connessioni CV tra i dispositivi nel Combi sono salvate con le patch Combi. Ciò
vale anche per le connessioni CV tra i dispositivi in un Combi e il Combi stesso - per
esempio, se un dispositivo Matrix nel Combi è collegato a uno degli ingressi CV sul
pannello posteriore del Combi.
Sul retro del Combinator ci sono i seguenti connettori CV:
Ingressi Sequencer Control
Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare il Combinator da
un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un RPG-8); il segnale all’ingresso
CV controlla l’altezza della nota, mentre il segnale all’ingresso Gate consegna la nota
On/Off e la rispettiva velocity.
Ingressi Modulation
In questa sezione ci sono gli ingressi standard CV Mod Wheel e modulazione Pitch
Bend, oltre che gli ingressi di modulazione per i quattro controlli manopola.
! Il parametro(i) assegnato a un controllo manopola può quindi essere
modulato da un segnale CV; ciò consente di usare il controllo CV per
quasi tutti i parametri di Reason!
165
THE COMBINATOR
16
D The Mixer
Introduzione
Striscia canale
AUX Send 1-4
Selettore pre-fader per l’AUX Send 4
Pulsante EQ On/Off button
Controlli EQ Treble e Bass controls
Il Mixer 14:2 consente il controllo di livello, posizione stereo (Pan), timbro (EQ) e mix
effetti (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato.
Il Mixer 14:2 è molto simile a un mixer tradizionale hardware; ha 14 canali d’ingresso
(stereo) combinati e assegnati alle uscite master Left e Right.
Le “strisce” canale verticali sono identiche e presentano (dall’alto in basso) quattro
Aux Send, una sezione EQ, pulsanti Mute e Solo, un controllo Pan e un fader di livello.
Naturalmente, ogni parametro del mixer può essere automatizzato e se servono altri
canali basta semplicemente creare un altro mixer!
Pulsanti Mute (M) e Solo (S) buttons
Controllo Pan
Fader canale
Indicatore canale
Etichetta canale
! Si noti che se prima di aver creato un dispositivo audio non è stato creato un mixer l’uscita del dispositivo audio è assegnata automaticamente
alle uscite audio hardware attraverso l’Interfaccia Hardware di Reason
(dispositivo Audio Out).
167
THE MIXER
Ogni striscia canale del Mixer 14:2 contiene gli elementi elencati alla pagina seguente:
:
|Elemento
Fader canale
|Descrizione
|Intervallo valore
Il fader canale controlla il livello d’uscita del rispettivo canale; regolando i fader, si stabilisce l’equilibrio di mixaggio desid- 0 - 127
erato tra i vari dispositivi collegati al Mixer.
Etichetta canale
Ad ogni canale del mixer è collegato un dispositivo, indicato da un’etichetta a sola lettura con il nome a sinistra del fader. N/A
Indicatore canale
L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale; se il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa N/A
abbassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del mixer o il fader del canale stesso per evitare distorsione.
Controllo Pan
Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del canale nel campo stereo. [Command]/[Ctrl]-click sulla manop- -64 – 0 – 63
ola Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione centrale).
Pulsanti Mute (M)
Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del canale stesso; cliccare di nuovo sul pulsante Mute per On/Off
e Solo (S)
togliere il canale dal Muto.
Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli altri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo.
E’ possibile mettere in Solo più canali contemporaneamente, ma in tal caso i canali in Solo non si possono silenziare con
il pulsante Mute; per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo.
Controlli EQ Treble e I controlli d’EQ Treble e Bass attenuano o enfatizzano rispettivamente le frequenze più alte e basse del segnale.
Treble: +/- 24 dB a 12 kHz.
Bass
Cliccare sul pulsante EQ per attivare la sezione EQ del mixer.
Bass: +/- 24 dB a 80 Hz.
Se serve un’equalizzazione più precisa si può sempre usare un EQ parametrico PEQ-2 come effetto in Insert su un dispositivo.
Si notino anche le modalità di EQ - vedere page 169.
Send effetti ausiliari 1- I quattro AUX Send indipendenti controllano la quantità di segnale del canale inviata ad altri dispositivi - in genere gli ef- 0 - 127
4 (AUX Send)
fetti. L’uscita dell’effetto torna poi agli ingressi AUX Return del Mixer (vedere a page 170) ove è mixata con il segnale
diretto “dry” (non-processato). Creando un dispositivo effetto quando è selezionato il Mixer, l’effetto è assegnato automaticamente ai primi jack Send/Return disponibili. Si può quindi controllare la quantità dell’effetto applicata a qualsiasi
dispositivo collegato a un canale del Mixer con la rispettiva manopola AUX Send. Le uscite AUX Send sono prelevate
dopo il fader del canale (post-fader), ma per l’AUX Send 4 si può anche scegliere la modalità pre-fader (cliccando sul pulsante “P” accanto al Send in modo che s’illumini). In modalità pre-fader, il livello Send è indipendente dal fader del canale; i Send sono stereo ma si possono usare anche in mono.
THE MIXER
168
Percorso del segnale nel
Mixer
Sezione Aux Return
Il percorso del segnale in un canale del Mixer è il seguente:
Modalità
pre-fader Aux 4
Ingress
EQ
Pan
Mute
AUX Return
Solo
Fader
AUX Send
Dispositivi effetto
Uscita Master L/
Si noti che la funzione Solo è “in loco”, quindi se il canale utilizza i Send ausiliari inviati
ai dispositivi effetto, nel segnale d’uscita in Solo ci sarà anche il canale(i) in Solo con
inclusi gli effetti Aux Send.
Si noti inoltre che se per l’Aux 4 è attiva la modalità pre-fader, il Send è prelevato
dopo i controlli EQ e Pan ma prima del fader.
La sezione Aux Return offre ha ingressi stereo “extra” oltre ai 14 canali stereo del
Mixer. La funzione principale dei canali Return è fornire gli ingressi per i dispositivi effetti in Send; ogni canale Aux Return ha un proprio controllo di livello e un’etichetta a
sola lettura con il nome del dispositivo collegato ad esso.
Fader Master
Modalità d’EQ
Il fader Master L/R controlla il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer; si usa per
modificare il livello relativo di tutti i canali, eseguire fade-out, ecc..
In Reason 2.5 i moduli d’EQ nel Mixer sono stati perfezionati per avere suono e timbrica migliori. Tuttavia, per riprodurre song realizzate in versioni precedenti di Reason
è meglio usare la “vecchia” modalità d’EQ in modo che le song suonino esattamente
uguali.
A questo proposito, sul retro del Mixer c’è un selettore; spostarlo in posizione “Improved EQ” per i nuovi tipi d’EQ o in posizione “Compatible EQ” per l’EQ vecchio
stile.
In entrambi i casi i parametri sono esattamente gli stessi.
169
THE MIXER
Connessioni
Ritorni ausiliari (AUX Return)
In genere, tutti i jack ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Mixer 14:2.
Si usano connettori particolari per “concatenare” due o più Mixer tra loro.
La procedura è descritta a page 171.
Connessioni canale Mixer
D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento
dei dispositivi audio.
Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono.
D Inoltre, ci sono due ingressi Control Voltage (CV) con i rispettivi potenziometri di regolazione tensione per il controllo in tensione di livello e Pan
del canale da altri dispositivi.
D Ci sono quattro jack d’ingresso Return stereo.
Normamente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto.
Uscite Master Left/Right
Uscite Send ausiliarie (AUX Send)
D I quattro jack Send Out stereo normalmente si usano per collegare gli ingressi dei dispositivi effetto.
Per collegare un Send all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left
(Mono).
D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia
d’ingresso disponibile sull’Interfaccia Audio Hardware.
Essa invia a sua volta l’audio alle uscite dell’hardware audio.
✪ Si noti che le uscite Master non devono necessariamente essere inviate
Collegando un Send a un dispositivo effetto la rispettiva manopola AUX Send determina il livello del segnale inviato al dispositivo effetto per ogni canale; l’uscita Send è
prelevata post-fader ma per l’AUX Send 4 è possibile scegliere la modalità pre-fader.
direttamente all’Interfaccia Audio Hardware; per esempio, si potrebbero
collegare a un effetto e poi inviare le uscite dell’effetto all’interfaccia
Hardware.
D Si noti che alcuni effetti (es. il conpressore COMP-01 o l’equalizzatore
parametrico PEQ-2) non sono destinati all’impiego in Send, ma si usano
in Insert (l’intero segnale attraversa l’effetto).
Altrimenti, si può usare l’AUX Send 4 in modalità pre-fader e abbassare completamente il fader del canale.
D Inoltre, un ingresso Control Voltage (CV) con il rispettivo potenziometro
consente il controllo in tensione del livello Master da un altro dispositivo.
THE MIXER
170
Concatenare i Mixer
Mixer non concatenati o parzialmente concatenati
E’ possibile anche concatenare solo in parte i Mixer o non concatenarli affatto.
D Su un Mixer, ad esempio, può essere necessario avere effetti Aux Send
diversi.
Basta scollegare uno o più cavi che vanno dai jack Send Out ai jack Chaining Aux
e assegnare nuovi effetti in Send.
D Si potrebbe inviare l’uscita Master di un Mixer a un’altra coppia d’ingresso Audio In dell’Interfaccia Hardware invece che agli ingressi Chaining Master.
Due Mixer concatenati sono collegati così (il Mixer in alto è quello “Master”).
Se servono altri canali del Mixer basta creare un nuovo Mixer; facendolo, i Mixer si collegano automaticamente attraverso i jack “Chaining Master” e “Chaining Aux”.
D L’uscita Master del nuovo Mixer creato è collegata all’ingresso Chaining
Master del Mixer originale.
Il livello d’uscita Master del nuovo Mixer si può così controllare con il fader Master
del Mixer originale (questo fader controlla quindi il livello d’uscita Master di entrambi i Mixer).
D Le quattro uscite Aux Send stereo del nuovo Mixer creato sono collegate
ai jack Chaining Aux del Mixer originale.
Il nuovo Mixer può accedere così a tutti gli effetti Aux Send collegati al Mixer originale attraverso gli stessi Aux Send corrispondenti.
In questo modo i due Mixer lavorano come un unico Mixer.
! L’unica eccezione è la funzione Mute/Solo che non è concatenata. Mettendo in Solo un canale su uno dei Mixer cioè non si silenziano i canali
nell’altro Mixer.
E’ possibile creare tutti i Mixer desiderati; essi saranno concatenati allo stesso modo,
con un Mixer che agisce da “Master” (controlla cioè il livello Master di tutti i Mixer della
catena e fornisce le sorgenti effetto Aux Send).
171
THE MIXER
17
D The Line Mixer 6:2
Introduzione
Il dispositivo Line Mixer 6:2 consente di controllare livello, posizione stereo (Pan) e
mix effetto (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato.
E’ costituito da 6 canali d’ingresso stereo combinati e inviati alle uscite Master Left e
Right.
Parametri canale
I canali sono identici e presentano un Aux Send, pulsanti Mute e Solo, un controllo
Pan e uno di livello:
|Elemento
Controllo di livello
Etichetta canale
Indicatore canale
Controllo Pan
Pulsanti Muto (M)
e Solo (S)
173
|Descrizione
Controlla il livello d’uscita del rispettivo canale e consente di
stabilire l’equilibrio desiderato tra i vari dispositivi collegati al
Line Mixer.
Ogni canale del mixer al quale è collegato un dispositivo ha
un’etichetta a sola lettura con il nome del dispositivo.
L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale; se
il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa abbassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del
mixer o il controllo di livello stesso, per evitare distorsione.
Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del canale nel campo stereo. [Command]/[Ctrl]-click sulla manopola
Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione centrale).
Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del
canale stesso; cliccare di nuovo sul pulsante Mute per togliere il
canale dal Muto.
Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli altri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo. E’ possibile mettere in Solo più canali contemporaneamente, ma in tal
caso i canali in Solo non si possono silenziare con il pulsante
Mute.
Per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo.
THE LINE MIXER 6:2
|Elemento
Send effetto
ausiliario (AUX)
|Descrizione
Gli AUX Send controllano la quantità di segnale del canale inviata ad altri dispositivi - in genere gli effetti. L’uscita dell’effetto
torna poi al Mixer sull’ingresso AUX Return, ove è mixata con il
segnale diretto “dry” (non-processato). Creando un dispositivo
effetto quando è selezionato il Mixer, l’effetto è assegnato automaticamente ai jack Send/Return. Si può così controllare la
quantità d’effetto applicata a qualisasi dispositivo collegato a un
canale del Line Mixer con la manopola AUX Send. Il Send può
essere prelevato per o post livello canale (vedere a page 174).
Sezione Aux Return
I canali AUX Return forniscono gli ingressi per un dispositivo effetto collegato in
Send.
I canali Aux Return hanno un solo controllo di livello sul pannello frontale.
Livello Master
I fader Master L/R controllano il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer.
Si usa per modificare il livello relativo di tutti i canali, eseguire fade-out, ecc..
Connessioni
In genere tutte le connessioni ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Line
Mixer.
Connessioni canale Mixer
D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento
dei dispositivi audio.
Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono.
D Inoltre, c’è un ingresso Control Voltage (CV) per il controllo in tensione
del Pan canale da altri dispositivi.
Mandate ausiliarie (AUX Send)
D I jack Send si collegano agli ingressi dei dispositivi effetto.
Per collegare la mandata all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left
(Mono).
Quando un Send è collegato a un dispositivo effetto, la rispettiva manopola AUX
Send determina il livello del segnale di ogni canale inviato al dispositivo.
L’uscita Send può essere prelevata Pre o Post livello canale usando il selettore a sinistra dei jack Send.
Ritorni ausiliari (AUX Return)
Normalmente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto.
Uscite Master Left/Right
D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia
d’ingresso audio dell’Interfaccia Hardware, oppure a un altro Mixer.
Usando un Combi, in genere le uscite Master sono collegate ai jack “From Devices” del Combinator.
THE LINE MIXER 6:2
174
175
THE LINE MIXER 6:2
18
D Redrum
Introduzione
Formati File
Redrum legge due tipi di file:
Patch Redrum
Una patch Redrum (estensione “.drp” in Windows) contiene tutte le impostazioni relative ai dieci canali sonori percussivi, inclusi i riferimenti file sui campioni percussivi
utilizzati (ma non i campioni veri e propri); selezionare le patch è come selezionare un
nuovo kit di batteria.
Campioni percussivi
A una prima occhiata, Redrum sembra una tradizionale batteria elettronica basata sul
pattern (come le leggendarie unità Roland 808/909). In effetti, ha una fila di 16 pulsanti step che si usano per programmare gli step dei pattern, proprio come le classiche batterie elettroniche. Tuttavia, ci sono alcune differenze significative: Redrum ha
dieci “canali” percussivi, ciascuno dei quali può caricare un file audio; ciò offre possibilità sonore praticamente illimitate. Non piace il rullante? Si cambia! Kit di batteria
completi si possono salvare come Patch Redrum, in modo da mixare e trovare tutti i
suoni percussivi desiderati per realizzare con facilità kit personalizzati.
Redrum legge e riproduce i file campione nei seguenti formati:
• Wave (.wav)
• AIFF (.aif)
• SoundFonts (.sf2)
• REX file slices (.rex2, .rex, .rcy)
• Qualsiasi risoluzione (Bit Depth)
• Qualsiasi frequenza di campionamento (Sample Rate)
• Stereo o Mono
Wave e AIFF sono i formati dei file audio standard rispettivamente per le piattaforme
PC e Mac; qualsiasi editor audio o campione, indipendentemente dalla piattaforma,
legge e crea i file audio in almeno uno di questi formati (e qualche editor in entrambi i
formati).
SoundFonts è un formato libero di audio sintetizzato wavetable, sviluppato da E-mu
systems e Creative Technologies.
I banchi SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavetable, consentendo agli utenti
di creare e modificare suoni multi-campionati in particolari programmi di editing
Soundfont. I suoni si possono poi riprodurre in synth wavetable (presenti in genere
per varie categorie: User Samples, Instruments, Presets, ecc.. Redrum consente di
catalogare e caricare singoli campioni SoundFont, non interi soundfont.
I file REX sono creati in ReCycle – un programma progettato per lavorare con loop
campionati; funziona “suddividendo” un loop in “slice” e realizzando campioni separati
di ogni beat (in modo da poter modificare il tempo dei loop senza influenzarne l’altezza) e modificare un loop come se fosse costituito da singoli suoni. Redrum consente di catalogare i file REX e caricare slice separati come singoli campioni.
177
REDRUM
Usare le patch
Creare una nuova patch
Un nuovo dispositivo Redrum creato è vuoto; prima che possa riprodurre materiale
audio si deve caricare una patch Redrum (o crearne una da zero caricando singoli
campioni percussivi). Una patch Redrum contiene le impostazioni dei dieci canali sonori percussivi completi dei riferimenti file ai campioni di batteria impiegati.
1. Cliccare sul pulsante cartella di un canale sonoro percussivo.
Si apre il browser campioni di Redrum.
Per creare una propria patch (o modificarne una esistente):
! I pattern Redrum non sono nella patch! Per salvare patch Redrum complete di pattern creare un Combinator contenente Redrum e salvare la
patch Combi.
Caricare una patch
Per caricare una patch usare uno dei seguenti metodi:
D Usare il browser per individuare e aprire la patch desiderata.
Per aprire il browser selezionare “Browse Redrum Patches” dal menu Edit (o da
quello contestuale del dispositivo) o cliccare sul pulsante cartella nella sezione
patch sul pannello del dispositivo.
2. Individuare e aprire un campione percussivo.
In Factory Sound Bank (cartella Redrum Drum Kits) ci sono molti campioni percussivi; si può anche usare un campione AIFF, Wave, SoundFont o lo slice di un file
REX.
3. Eseguire le impostazioni desiderate del canale sonoro percussivo.
I parametri sono descritti a page 183.
4. Ripetere i punti 1. e 3. per gli altri canali sonori percussivi.
5. Una volta soddisfatti del kit di batteria, si può salvare la patch cliccando sul
pulsante Floppy Disk nella sezione patch sul pannello del dispositivo.
Si noti, tuttavia, che non è indispensabile salvare la patch; tutte le rispettive impostazioni saranno incluse salvando la song.
D Una volta selezionata una patch si possono scorrere tutte le patch nella
stessa cartella usando i pulsanti freccia situati sotto il display con il
nome patch.
D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un
menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella corrente.
Ciò consente di selezionare subito un’altra patch nella stessa cartella senza doverle scorrere tutte una dopo l’altra.
Ascoltare i suoni in una patch
Caricare gli slice del file REX
Gli slice da un file REX si caricano in modo simile quello dei “normali” campioni:
1. Aprire il browser campione come descritto in precedenza.
2. Cercare un file REX.
Le esetensioni possibili sono: “.rex2”, “.rex” e “.rcy”.
3. Selezionare il file e cliccare “Open”.
Il browser visualizza un elenco di tutti gli slice separati presenti nel file REX.
Ci sono due modi per ascoltare i suoni in una patch senza programmare un pattern:
4. Selezionare lo slice desiderato e cliccare “Open”.
Lo slice è caricato in Redrum.
D Cliccando sul pulsante Trigger (freccia) in cima ad ogni canale percussivo.
Creare una patch vuota
Per “inizializzare” le impostazioni in Redrum selezionare “Initialize Patch” dal menu
Edit o dal menu contestuale del dispositivo; questo comando rimuove tutti i campioni
di tutti i canali sonori percussivi e imposta tutti i parametri ai rispettivi valori di default.
D Suonando le note da C1 ad A1 sulla tastiera MIDI.
C1 suona il canale percussivo 1, e così via. Vedere anche a page 186.
Entrambi questo metodi riproducono il campione percussivo del rispettivo canale sonoro percussivo, con tutte le impostazioni applicate al suono.
REDRUM
178
Programmare i pattern
Cosa è un pattern Redrum?
Redrum ha un sequencer pattern interno. A differenza del sequencer principale di
Reason, quello di Redrum riproduce in continuazione un pattern della durata specificata; l’analogia tipica nel “mondo reale” è una batteria elettronica che riproduce pattern ritmici, in genere della durata di una o due misure.
In alcuni casi lo stesso pattern si deve ripetere in tutta la song, ma quasi sempre sono
necessarie alcune variazioni; la soluzione è creare diversi pattern e programmare
cambi pattern (passaggi automatici da un pattern a un altro) alle posizioni desiderate
nella song.
Integrazione del sequencer pattern di Redrum con quello
principale
Il sequencer pattern interno di Redrum interagisce con il sequencer principale di Reason nei modi seguenti:
D Il tempo impostato sul pannello di trasporto è usato per tutta la
riproduzione.
Usando la traccia Tempo, Redrum la segue.
D Avviando la riproduzione dal sequencer principale (sul pannello di
trasporto) anche Redrum s’avvia automaticamente (sempre che il sequencer pattern non sia stato disabilitato - vedere in seguito).
D E’ possibile mettere in Muto e Solo le tracce Redrum nel sequencer.
Se Redrum ha una traccia nel sequencer e si silenzia quella traccia, anche Redrum
si silenzia automaticamente (come indica il LED Mute sul pannello del dispositivo).
Se sulla traccia Redrum ci sono più corsie nota, le rispettive condizioni di Muto
non saranno indicate sul pannello del dispositivo.
D Si può anche avviare Redrum separatamente (senza avviare il sequencer
principale) cliccando sul pulsante Run nel pannello del dispositivo.
Si avvia il sequencer pattern interno di Redrum; per fermare la riproduzione cliccare nuovamente sul pulsante Run di Redrum o sul pulsante Stop nel pannello di
trasporto.
Pulsante Run di Redrum.
D Se Redrum è in esecuzione separatamente e s’avvia la riproduzione del
sequencer principale il dispositivo pattern riparte automaticamente in
sync con il sequencer.
D I cambi pattern possono essere controllati da eventi di cambio pattern
nel sequencer principale.
In altre parole, si possono registrare o creare cambi pattern nel sequencer principale e fare in modo che si verifichino alla giusta posizione in riproduzione.
D Le sorgenti sonore possono essere riprodotte dal sequencer principale o
via MIDI.
Si può combinare la riproduzione interna del pattern con quella del sequencer
principale o via MIDI; ciò consente, ad esempio, d’aggiungere variazioni o “rullate”
a un pattern di base. E’ possibile disabilitare totalmente il sequencer pattern, trasformando il dispositivo in un modulo sonoro puro; per farlo, disattivare il selettore
Enable Pattern Section.
Selezionare i pattern
Questo dispositivo Redrum è silenziato.
Redrum ha 32 memorie pattern suddivise in quattro banchi (A, B, C, D).
Pulsanti Bank e Pattern del sequencer pattern di Redrum.
179
REDRUM
D Per selezionare un pattern nel banco corrente cliccare sul pulsante Pattern (1-8).
E’ possibile assegnare comandi rapidi del computer e/o messaggi MIDI alla selezione pattern.
5. Selezionare un canale Redrum cliccando sul pulsante “Select” alla base del
canale.
Il pulsante s’illumina ad indicare che quel canale (e il suono percussivo in esso
contenuto) è selezionato.
D Per selezionare un pattern in un altro banco, prima cliccare sul pulsante
Bank (A, B, C, D) e poi cliccare sul pulsante Pattern desiderato.
Fino a quando non si clicca sul pulsante Pattern non succede niente.
D Selezionando un nuovo pattern durante la riproduzione, il cambio avviene sul beat in battere successivo (in base al tempo in chiave stabilito
nel pannello di trasporto).
Automatizzando i cambi pattern nel sequencer principale, si può fare in modo che
essi avvengano a qualsiasi posizione - vedere a page 69.
D Non è possibile caricare o salvare i pattern - sono salvati come parte di
una song.
Tuttavia è possibile spostare i pattern da un posto a un altro (anche tra song) con
i comandi Cut, Copy e Paste Pattern, descritti nel capitolo “Usare i dispositivi Pattern” del manuale di Avvio Rapido.
Esempio di pattern
6. In modalità Run cliccare sul pulsante Step 1 in modo che s’illumini.
Il suono selezionato è riprodotto ad ogni “passaggio” dello Step 1.
7. Cliccando sugli altri pulsanti Step in modo che s’illuminino saranno riprodotti
i suoni selezionati quando il sequencer passa sui vari step.
Cliccando una seconda volta sul pulsante Step (illuminato) si rimuove il suono dal
rispettivo step e il pulsante si spegne; per rimuovere rapidamente gli step cliccare
e trascinare il mouse.
1. Caricare una patch Redrum (se una non è già caricata).
8. Selezionare un altro canale di Redrum per programmare gli step di quel
suono.
Selezionando un nuovo suono o canale scompaiono anche le indicazioni visive
(pulsanti statici illuminati) degli step inseriti per il suono selezionato in precedenza.
I pulsanti Step mostrano sempre gli step inseriti per il suono corrente selezionato.
2. Assicurarsi che sia selezionato un pattern vuoto.
Per esserne sicuri, usare il comando Clear Pattern del menu Edit o di quello contestuale del dispositivo.
9. Continuare a scegliere i vari suoni e programmare gli step per costruire il
pattern.
E’ possibile cancellare o aggiungere gli step anche se la modalità Run non è attiva.
3. Assicurarsi che siano attivi (illuminati) i pulsanti “Enable Pattern Section” e
“Pattern”.
Impostare la durata del pattern
Anche avendo poca familiarità con la programmazione degli step di un pattern, il concetto di base è molto intuitivo e facile da capire; procedere come segue:
E’ opportuno anche impostare la durata del pattern, cioè il numero di step che il pattern riproduce prima di ripetersi:
4. Cliccare sul pulsante “Run”.
Non ci sarà suono, poichè non sono ancora stati registrati step del pattern; come
si può notare, però, i LED sopra i pulsanti Step s’illuminano uno dopo l’altro, muovendosi continuamente da sinistra a destra; ogni pulsante Step è uno “step” del
pattern.
D Per impostare il numero di step che il pattern deve riprodurre si usano i
controlli freccia “Steps”.
L’intervallo và da 1 a 64. Il numero di step si può sempre aumentare in un secondo
momento, poichè ciò aggiunge semplicemente step vuoti alla fine del pattern originale.
Si può anche accorciare un pattern, ma facendolo (ovviamente) gli step “fuori”
dalla nuova durata non si sentiranno. Questi step, tuttavia, non sono cancellati; aumentando il valore Steps, essi sono riprodotti riprodotti nuovamente.
REDRUM
180
Selettore “Edit Steps”
Shuffle del pattern
Impostando la durata del pattern a oltre 16 step, gli step del pattern dopo il sedicesimo non saranno visibili, sebbene riprodotti. Per vedere e poter modificare i 16 step
successivi, si deve impostare il selettore Edit Steps alla posizione 17-32; per vedere
e modificare gli step oltre il trentaduesimo impostare il selettore alla posizione 33-48,
e così via.
Lo shuffle è un andamento ritmico che da alla musica uno “swing” più o meno intenso.
Funziona ritardando tutti i sedicesimi che cadono tra gli ottavi.
Lo shuffle si può attivare o disattivare singolarmente per ogni pattern Redrum cliccando sul pulsante Shuffle nel pannello del dispositivo.
Impostare la risoluzione del pattern
La quantità di shuffle si definisce complessivamente con il controllo Global Shuffle nel
Mixer ReGroove (vedere il capitolo “Mixer ReGroove”).
Redrum segue sempre il tempo impostato nel pannello di trasporto, ma si può anche
fare in modo che Redrum riproduca a “risoluzioni” diverse rispetto all’impostazione
tempo. Cambiando il valore Resolution si modifica la durata di ogni step (quindi la “velocità” del pattern).
Dinamiche dello step
Inserendo le note per un suono percussivo, si può impostare il valore velocity di ogni
step a uno dei tre valori Hard, Medium o Soft; per farlo, posizionare il selettore Dynamic prima d’inserire la nota.
I colori dei pulsanti Step riflettono le dinamiche di ogni step: le note deboli sono giallo chiaro, quelle
medie arancio e le note forti sono di colore rosso.
D Quando è selezionato il valore Medium, le note Hard si possono inserire
tenendo premuto il tasto [Shift] e cliccando.
Analogamente, si possono inserire le note Soft tenendo premuto [Option] (Mac) o
[Alt] (Windows) e cliccando; si noti che questo non cambia l’impostazione Dynamic sul pannello di controllo - infuenza solo le note che s’inseriscono.
D Usando dinamiche diverse la differenza nel suono risultante (volume, altezza, ecc.) è controllata dalla manopola VEL di ogni canale percussivo
(vedere a page 183).
Se per un canale percussivo non è stato impostato un valore di velocity, esso è
riprodotto uguale, indipendentemente dal valore Dynamic.
D Per cambiare le dinamiche di uno step già programmato regolare il
selettore al valore Dynamic che si vuole cambiare e cliccare sullo step.
! Si noti che triggerando Redrum via MIDI o dal sequencer principale i
suoni rispondono alla velocity come qualsiasi altro dispositivo audio; i
valori Dynamic offrono un controllo di velocity per quando si usa il sequencer pattern interno.
181
REDRUM
Flam
Il flam si ottiene colpendo due volte un tamburo per creare un effetto ritmico o dinamico. Applicando il flam a uno step s’aggiunge un secondo “colpo” a un suono percussivo. La manopola Flam determina il ritardo tra i due colpi.
Per aggiungere una nota flam percussiva procedere come segue:
1. Attivare il flam cliccando sul pulsante Flam.
2. Cliccare su uno step per aggiungere una nota (come sempre è tenuto in considerazione il valore Dynamic).
Sopra lo step s’illumina un LED rosso a indicare che il flam è applicato a quello
step.
3. Con la manopola Flam impostare la quantità flam desiderata.
E’ un valore complessivo che si applica a tutti i pattern nel dispositivo.
D Per aggiungere/rimuovere i flam a/da uno step nota esistente cliccare
direttamente sul rispettivo LED flam.
Per aggiungere/rimuovere rapidamente più step cliccare e trascinare il mouse sui
LED.
D Applicare i flam a più step consecutivi è un metodo rapido per realizzare
rullate di batteria.
Regolando la manopola Flam si possono creare note da 1/32 anche se la risoluzione step è 1/16, ad esempio.
|Funzione
Randomize Pattern
Randomize Drum
Selettore Pattern Enable
Alter Pattern
Disattivando il pulsante Pattern (, si silenzia la riproduzione del pattern a partire dal
beat in battere successivo, come se si selezionasse un pattern vuoto (muto); ciò può
essere utile, ad esempio, per inserire e togliere dal mix i dispositivi pattern durante la
riproduzione.
✪ Si possono anche silenziare i dispositivi Redrum nel sequencer usando il
pulsante Mute della traccia collegata a Redrum. Facendolo, si silenzia
immediatamente l’uscita di Redrum e il LED Mute sul pannello di Redrum
s’illumina. Si noti che perchè ciò funzioni, devono essere silenziate tutte
le tracce collegate a quel dispositivo Redrum.
Alter Drum
|Descrizione
Crea un pattern casuale; i pattern casuali possono essere
punti di partenza ideali per realizzare nuove idee.
Crea un pattern casuale solo per il suono percussivo
selezionato - le note degli altri canali percussivi non sono
influenzate.
La funzione Alter Pattern modifica il pattern selezionato
applicando uno “shuffle” alle note correnti del pattern e ridistribuendole casualmente tra i suoni percussivi; si ottiene così un pattern meno “caotico” rispetto a quello
generato dalla funzione “Randomize Pattern”.
Si noti che perchè funzioni nel pattern ci deve essere qualcosa - applicandola a un pattern vuoto non succede
niente.
E’ come la funzione Alter Pattern, ma influenza solo il
suono percussivo selezionato.
Concatenare i pattern
Una volta creati più pattern simili in genere li si riproduce secondo un determinato ordine. Per farlo, si registrano o inseriscono cambi pattern nel sequencer principale.
Vedere a page 69.
Convertire i dati pattern in note
I pattern Redrum si possono convertire in note nel sequencer principale; in questo
modo è possibile modificare a piacere le note, creare varianti o applicare la quantizzazione Groove. Vedere a page 92.
LED Mute di Redrum.
Selettore Enable Pattern Section
Se non è attivo, Redrum funziona da “modulo sonoro” puro (il sequencer pattern interno è disabilitato); usare questa modalità per controllare Redrum solamente dal sequencer principale o via MIDI (vedere a page 186).
Funzioni pattern
Quando è selezionato un dispositivo Redrum, il menu Edit (e quello contestuale del
dispositivo) presenta alcune funzioni pattern specifiche:
|Funzione
Shift Pattern Left/Right
Shift Drum Left/Right
|Descrizione
Queste funzioni spostano tutte le note nel pattern a sinistra o destra di uno step.
Le funzioni Shift Drum spostano tutte le note del canale
percussivo selezionato (quello con il pulsante Select illuminato) a sinistra o destra di uno step.
REDRUM
182
Parametri Redrum
Send Effetti (S1 e S2)
Impostazioni del suono percussivo
Redrum ha dieci canali sonori percussivi ciascuno dei quali può essere caricato con
un campione Wave, AIFF o di un banco SoundFont; sebbene in pratica siano simili, ci
sono tre “tipi” di canali sonori percussivi, con caratteristiche leggermente diverse.
Alcuni canali, quindi, sono più adatti a certi tipi di suoni percussivi, ma naturalmente si
è liberi di configurare a piacere i propri kit di batteria.
Le pagine seguenti elencano tutti i parametri; se un parametro è disponibile solo per
determinati canali sonori percussivi, ciò è chiaramente indicato.
Sul retro di Redrum ci sono due jack audio “Send Out” 1 e 2. Quando si crea un dispositivo Redrum, di default essi sono collegati automaticamente ai primi due ingressi
“Chaining Aux” del dispositivo Mixer (sempre che tali ingressi non siano già in uso).
E’ possibile così aggiungere gli effetti a suoni percussivi indipendenti in Redrum.
D Aumentando il valore della manopola S1 di un canale percussivo si invia
il suono al primo effetto in Send collegato al mixer.
Analogamente, la manopola S2 controlla il livello di mandata del secondo effetto in
Send nel mixer.
D Si noti che perchè ciò funzioni, ai jack AUX Send e Return del mixer devono esserci collegati degli effetti in Send.
Pulsanti Mute e Solo
D Inoltre, mettendo in Solo Redrum nel Mixer gli effetti in Send sono silenziati.
In cima ad ogni canale ci sono i pulsanti Mute (M) e Solo (S); silenziando un canale se
ne silenzia l’uscita, mentre mettendolo in Solo si silenziano tutti gli altri canali.
E’ possibile silenziare o mettere in Solo più canali contemporaneamente.
D Un altro modo per aggiungere effetti indipendenti ai suoni percussivi è
usare le uscite percussive indipendenti.
Vedere a page 186.
Pan
Per silenziare o mettere in Solo singoli suoni percussivi in tempo reale si possono
anche usare i tasti sulla tastiera MIDI.
D I tasti da C2 a E3 (solo quelli bianchi) silenziano i singoli canali percussivi ad iniziare dal canale 1.
I suoni sono silenziati fino a quando si tiene premuto il tasto(i).
D I tasti da C4 a E5 (solo quelli bianchi) applicano il Solo ai singoli canali
percussivi a iniziare dal canale 1.
I suoni restano in Solo fino a quando si tiene premuto il tasto(i).
C2
C3
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Muto
C4
C5
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Solo
E’ il metodo ideale per inserire o togliere i suoni percussivi nel mix quando si usa Reason dal vivo; si può anche registrare il Muto del canale percussivo nel sequencer principale, proprio come qualsiasi altro controller.
Stabilisce il Pan (posizione stereo) del canale.
D Se il LED sopra il controllo Pan è illuminato significa che il suono utilizza
un campione stereo.
In tal caso, il controllo Pan regola il bilanciamento stereo del suono.
Level e Velocity
La manopola Level definisce il volume del canale. Tuttavia, il volume può anche essere
influenzato dalla velocity (stabilita dal valore Dynamic o suonata via MIDI); di quanto il
volume è influenzato dalla velocity dipende dalla posizione della manopola Vel.
D Se la manopola Vel ha un valore positivo il volume diventa più forte
all’aumentare dei valori di velocity.
Più alto è il valore Vel, maggiore è la differenza di volume tra i valori di velocity Low
e High.
D Un valore negativo inverte questa relazione, quindi il volume diminuisce
a valori di velocity superiori.
D Con la manopola Vel a zero (posizione centrale) il suono è riprodotto a
volume costante, indipendentemente dalla velocity.
Con il valore Vel a zero il LED sopra la manopola Vel si spegne.
183
REDRUM
Manopola Length e selettore Decay/Gate
La manopola Length determina la durata del suono percussivo, ma il risultato dipende
dalla posizione del selettore Decay/Gate:
D In modalità Decay (selettore in basso) il suono decade (con un lento
fade-out) dopo essere stato triggerato; il tempo di decadimento è determinato dal valore Length.
In questa modalità, non importa quanto a lungo si tiene una nota percussiva (se
suonata dal sequencer principale o via MIDI) - il suono ha la stessa durata sia con
note corte che con note lunghe; è la classica modalità di “batteria elettronica”.
D In modalità Gate (selettore in alto) il suono è riprodotto per la durata
(Length) stabilita e poi s’interrompe.
Inoltre, un suono impostato in modalità Gate e riprodotto dal sequencer principale
(da un dispositivo CV/Gate o via MIDI) è interrotto quando le note finiscono o
dopo il valore Length stabilito (dipende da cosa arriva prima). In altre parole, il
suono è riprodotto fino a quando si tiene la nota, ma il valore Length stabilisce la
durata massima del suono; le applicazioni della modalità Gate sono varie:
• Per i suoni percussivi “gated”, ove la coda del suono è troncata improvvisamente
per generare un effetto particolare.
• Per quando si usano suoni molto brevi e non si vuole che “perdano energia” in
seguito al fade-out.
• Per quando si suona Redrum dal sequencer o via MIDI, con suoni per i quali la
durata è importante (es. quando si usa Redrum come modulo sonoro d’effetti).
Pitch Bend
Regolando la manopola Bend a un valore positivo o negativo, si specifica l’altezza iniziale del suono (rispetto al valore Pitch); al suono è applicato quindi un bending per
portare la sua altezza al valore Pitch principale. Selezionando un valore Bend positivo
l’altezza inizia più in alto e scende al valore Pitch originale (e viceversa).
D La manopola Rate determina il tempo di bending - più alto è il valore, più
lento è il bending.
D La manopola Vel determina come la quantità Bend è influenzata dalla
velocity.
Con un valore Vel positivo, velocity superiori generano pitch bend più ampi.
D Le manopole Bend e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le rispettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso
da zero).
! Il pitch bend è disponibile solo per i canali sonori percussivi 6 e 7.
Tone
! Talvolta i campioni audio contengono un “loop”, definito modificando
l’audio in un editor di campioni. Questo loop ripete una parte del campione per generare un sustain fino a quando si tiene premuta una nota. In
genere i campioni percussivi non contengono loop, ma chi ha detto che
Redrum riproduce solo campioni percussivi?
Si noti che se un campione contiene un loop e il valore Length è impostato al massimo, il suono avrà un sustain infinito; in altre parole, non finisce mai, nemmeno fermando la riproduzione; diminuendo il valore
Length si corregge questa anomalia.
Pitch
La manopola Tone determina la brillantezza del suono percussivo. Aumentando
questo valore il suono è più brillante; la manopola Vel determina se a velocity superiori
il suono diventa più brillante (valore Vel positivo) o cupo (valore Vel negativo).
D Le manopole Tone e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le rispettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso
da zero).
! I controlli Tone sono disponibili solo per i canali sonori percussivi 1, 2 e
10.
Stabilisce l’altezza del suono; l’intervallo è +/- 1 ottava.
D Impostando l’altezza a un valore qualsiasi diverso da 0, il LED sopra la
manopola Pitch s’illumina a indicare che il campione non è riprodotto
alla sua altezza originale.
REDRUM
184
Sample Start
Impostazioni generali
Pulsante Channel 8 & 9 Exclusive
Il parametro Start consente di regolare il punto d’inizio del campione; più alto è il valore Start, più il punto d’inizio si sposta “dentro” il campione. Regolando la manopola
Start Velocity a un valore positivo, a valori di velocity superiori il punto d’inizio del campione si sposta in avanti; un valore Start Velocity negativo inverte questa relazione.
D Impostando Start Velocity a un qualsiasi valore diverso da zero, s’illumina il LED sopra la manopola.
D Un valore Start Velocity negativo è utile solo se il parametro Start ha un
valore superiore a 0.
Aumentando un pò il valore Start e impostando Start Velocity a un valore negativo,
si può avere un controllo di velocity molto realistico su alcuni suoni percussivi.
Questo perchè i primissimi transitori del suono percussivo si sentiranno solamente
suonando note forti.
! Le impostazioni Sample Start sono disponibili solo per i canali sonori
percussivi 3-5, 8 e 9.
Attivando questo pulsante i suoni caricati nei canali percussivi 8 e 9 diventano esclusivi.
In altre parole, se un suono è riprodotto nel canale 8 sarà silenziato nel momento in
cui è triggerato un suono nel canale 9, e viceversa.
L’applicazione più ovvia di questa funzionalità è “troncare” il suono di un charleston
aperto con quello di un charleston chiuso (come avviene suonando un vero charleston).
Pulsante High Quality Interpolation
Attivando questo pulsante la riproduzione del campione è calcolata usando un algoritmo d’interpolazione più avanzato; il risultato è una migliore qualità audio, specialmente con campioni percussivi che contengono molte frequenze alte.
D La funzione High Quality Interpolation utilizza più risorse del computer se non necessaria è meglio non attivarla!
Ascoltare i suoni percussivi in un determinato contesto per decidere se attivando
questa funzione si nota qualche differenza significativa.
! Usando un Macintosh con processore G4 (Altivec) o superiore, disattivando la funzione High Quality Interpolation non cambia niente.
Master Level
La manopola Master Level nell’angolo in alto a sinistra sul pannello del dispositivo stabilisce il volume complessivo di Redrum.
185
REDRUM
Usare Redrum come modulo Connessioni
sonoro
In Redrum i suoni percussivi possono essere riprodotti da note MIDI; ogni suono percussivo è triggerato da un numero nota specifico ad iniziare da C1 (numero nota MIDI
36):
C1
C2
2
4
7
9
Sul retro di Redrum ci sono i seguenti jack di connessione:
Per ogni canale sonoro percussivo:
1
3
5
6
8
10
Ciò consente di suonare Redrum dal vivo da una tastiera MIDI o un controller percussivo MIDI, oppure registrare o disegnare le note percussive nel sequencer principale.
Volendo, si può combinare la riproduzione del pattern con note percussive aggiuntive,
(come rullate e variazioni). Tuttavia:
|Jack
Audio Outputs
! Per usare Redrum come modulo sonoro puro (cioè senza riproduzione
del pattern) assicurarsi che il pulsante “Enable Pattern Section” non sia
attivo, altrimenti il sequencer pattern di Redrum parte non appena s’avvia il sequencer principale.
Gate Out
Gate In
Pitch CV In
|Descrizione
Sono le singole uscite audio per ogni canale sonoro percussivo
che consentono d’inviare un suono percussivo a un canale separato nel mixer, eventualmente via effetti in Insert, ecc.. Per i suoni
mono usare l’uscita “Left (Mono)” e bilanciare il suono con il controllo Pan del mixer); quando si usa un’uscita singola, il suono è automaticamente escluso dall’uscita master stereo.
Questo jack fornisce un segnale di gate quando è riprodotto il
suono percussivo (da un pattern, via MIDI o con il pulsante Trigger
sul pannello del dispositivo). Si può così usare Redrum come “trigger sequencer” che controlla altri dispositivi; la durata del segnale
di gate dipende dal valore Decay/Gate del suono. In modalità Decay è inviato in uscita un breve “impulso di trigger”; in modalità
Gate, il segnale di gate ha la stessa durata della nota percussiva
(vedere a page 184).
Consente di triggerare il suono da un altro dispositivo CV/Gate.
Si applicano tutte le impostazioni (come quando si riproduce normalmente il suono percussivo).
Permette di controllare l’altezza del suono percussivo da un altro
dispositivo CV.
Altri
|Jack
Send Out 1-2
Stereo Out
|Descrizione
Uscite per i segnali Send controllati dalle manopole S1 e S2 , come
descritto a page 183.
Uscita master stereo che presenta un mix di tutti i suoni percussivi
(tranne quelli per i quali si usano le uscite individuali).
REDRUM
186
187
REDRUM
19
D Subtractor Synthesizer
Introduzione
Sezione Oscillatori
Subtractor è un synth polifonico di tipo analogico basato sulla sintesi sottrattiva (il
metodo usato nei synth analogici); questo capitolo descrive tutti i parametri presenti
in ogni sezione e fornisce alcuni trucchi e suggerimenti per ottenere il massimo dal
synth Subtractor.
! Per seguire gli esempi di questo capitolo, tranne ove indicato diversamente, si raccomanda d’iniziare con le impostazioni di default (“Init
Patch”). La “Init Patch” si crea selezionando “Initialize Patch” dal menu
Edit.
Per mantenere le impostazioni correnti, salvarle prima dell’inizializzazione.
Le funzioni principali di Subtractor sono:
D Filtri duali.
La combinazione di un filtro multi modalità e un secondo filtro lowpass vincolabile
consente di realizzare complessi effetti di filtro. Vedere a page 194.
Subtractor ha due oscillatori che sono i generatori sonori principali; le altre funzioni
servono per modellare il suono degli oscillatori; gli oscillatori generano due elementi
principali; una forma d’onda e un’altezza (frequenza). La forma d’onda generata
dall’oscillatore determina le armoniche contenute nel suono che a loro volta influiscono sulla qualità (timbro) del suono risultante; in genere, la selezione della forma
d’onda di un oscillatore è il punto di partenza per la creazione di una nuova patch di
Subtractor da zero.
D Due oscillatori, ciascuno con 32 forme d’onda.
Vedere a page 189.
Forma d’onda Oscillatore 1
D Fino a 99 voci di polifonia.
Si può stabilire il numero di voci per ogni Patch.
D Modulazione di frequenza (FM).
Vedere a page 193.
D Oscillatore con modulazione a offset di fase.
E’ una funzione particolare di Subtractor che genera variazioni di forma d’onda.
Vedere a page 192.
D Due oscillatori a bassa frequenza (LFO).
Vedere a page 198.
D Tre generatori d’inviluppo.
Vedere a page 197.
D Sezione Velocity Control completa.
Vedere a page 200.
D Funzionalità estese CV/Gate Modulation.
Vedere a page 202.
! Caricamento e salvataggio delle patch sono descritti nel capitolo
“Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido.
189
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
L’oscillatore 1 ha 32 forme d’onda; le prime quattro sono forme d’onda standard,
mentre le altre sono forme d’onda “speciali”, alcune delle quali sono ideali per simulare i suoni di vari strumenti musicali.
✪ E’ opportuno osservare che tutte le forme d’onda si possono trasformare
radicalmente con la modulazione a offset di fase (Phase Offset Modulation).
(Vedere a page 192).
D Per selezionare una forma d’onda cliccare sui controlli freccia a destra
del display “Waveform”.
Le prime 4 forme d’onda principali sono indicate da simboli standard, mentre
quelle speciali sono numerate da 5 a 32.
In seguito sono descritte brevemente le forme d’onda presenti in Subtractor:
! Si noti che le descrizioni del suono o timbro delle forme d’onda offrono
solo una guida di base e non devono essere prese troppo alla lettera;
grazie ai moltissimi modi con i quali Subtractor può modulare e distorcere una forma d’onda, si possono ottenere risultati molto diversi da
ogni forma d’onda.
|Forma
d’onda
Sawtooth
|Descrizione
Square
Un’onda quadra contiene solo armoniche dispari che generano un
suono “cupo” ben definito.
Triangle
Sine
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
Questa forma d’onda contiene tutte le armoniche e genera un suono
ricco e brillante; è forse quella “diffusa” tra tutte le forme d’onda disponibili.
La forma d’onda triangolare genera solo poche armoniche distanziate
a numeri dispari; ciò produce un suono tipo flauto dal timbro leggermente “sordo”.
L’onda sinusoidale è quella più semplice, priva di armoniche (sovratoni). Genera un timbro morbido e neutro.
Questa forma d’onda enfatizza le armoniche più acute (un pò come
quella a dente di sega) ma il suono è meno brillante.
Questa forma d’onda ha una struttura armonica ricca e complessa,
adatta a simulare il suono di un piano acustico.
Questa forma d’onda genera un timbro limpido e omogeneo; ottima
per suoni tipo piano elettrico.
Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo tastiera come il clavicembalo o il clavinet.
Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo basso elettrico.
E’ una forma d’onda ideale per suoni sub-bassi molto profondi.
Genera una forma d’onda ricca di formanti forti, adatta per i suoni vocali.
Questa forma d’onda genera un timbro metallico adatta a vari tipi di
suoni.
E’ una forma d’onda adatta a suoni tipo organo.
Anche questa forma d’onda è ideale per suoni tipo organo; ha un
suono più brillante rispetto alla forma d’onda 13.
Questa forma d’onda è adatta a suoni tipo archi come il violino o il
cello.
Simile alla 15, ma con una timbrica leggermente diversa.
Altra forma d’onda adatta a suoni tipo archi.
Questa forma d’onda è ricca di armoniche e adatta a suoni di tipo chitarra “steel”.
Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass.
|Forma
d’onda
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
|Descrizione
Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass stoppati.
Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo sax.
Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo tromba.
Questa forma d’onda simula bene gli strumenti tipo marimba.
Simile alla 23, ma con una timbrica leggermente diversa.
Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo chitarra.
E’ una buona forma d’onda per i suoni d’archi pizzicati, come l’arpa.
Altra forma d’onda adatta a suoni tipo marimba (vedere 23-24), ma
dal timbro più brillante; ideale per suoni tipo vibrafono.
Simile a 27, ma dalla timbrica leggermente diversa.
Questa forma d’onda ha sovratoni enarmonici complessi, adatti a
suoni metallici tipo campana.
Simile a 29, ma dalla timbrica leggermente diversa; usando la modulazione di frequenza FM (vedere a page 193) e impostando Osc Mix a
Osc 1, questa forma d’onda e le due successive possono generare
rumore.
Simile a 30, ma dalla timbrica leggermente diversa.
Simile a 30, ma dalla timbrica leggermente diversa.
Frequenza oscillatore 1 - Ottava/Semitono/Cent
Cliccando sui rispettivi pulsanti su/giù è possibile regolare l’intonazione (cioè modificare la frequenza) dell’oscillatore 1 in tre modi:
D In step di ottava
L’intervallo di valori è 0 - 9; il valore di default è 4 (il “LA” sopra il “DO” centrale
sulla tastiera genera la frequenza di 440 Hz).
D In step di semitono
Consente di aumentare la frequenza in 12 step di semitono (1 ottava).
D In step di cent (1/100 di semitono)
L’intervallo di valori và da -50 a 50 (in basso o in alto di un semitono).
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
190
Funzione Keyboard Tracking
L’oscillatore 1 ha un pulsante “Kbd. Track”; se disattivato, l’altezza dell’oscillatore
rimane costante, indipendentemente dai messaggi pitch delle note entranti (sebbene
l’oscillatore risponda comunque ai messaggi Note On/Off); può essere utile per alcune applicazioni:
D Quando si usa la modulazione di frequenza (FM - vedere a page 193) o
ad anello (Ring vedere a page 193).
Si generano suoni enarmonici con timbri molto variabili lungo la tastiera.
Forme d’onda oscillatore 2
Le forme d’onda alternative della sezione Osc 2 sono identiche a quelle dell’oscillatore 1.
La sezione Noise Generator offre una terza sorgente di generazione del suono di Subtractor (oltre ai due oscillatori) e può essere vista come una forma d’onda “extra” della
sezione Osci 2 (poichè internamente è assegnata all’uscita dell’oscillatore 2).
La sezione Noise Generator è descritta in seguito.
Sezione Noise Generator
D Per effetti speciali e suoni non intonati (come batterie o percussioni) che
devono suonare uguali lungo la tastiera.
Usare l’oscillatore 2
In pratica, la sezione Noise Generator è un oscillatore che genera rumore invece di
una forma d’onda “intonata”. Il rumore si può usare per realizzare molti suoni, da quelli
classici di “vento” o “onde” (ove il rumore passa attraverso un filtro modulato in frequenza) e suoni non intonati come batterie e percussioni, alla simulazione dei rumori
del respiro per gli strumenti a fiato; per usare la sezione Noise Generator selezionare
una “Init Patch” e procedere come segue:
1. Disattivare Osc 2.
La sezione Osc 2 si attiva cliccando sul pulsante accanto alla scritta “Osc 2“. Impostazione di frequenza e keyboard tracking si eseguono come per l’oscillatore 1.
Aggiungendo un secondo oscillatore si hanno molte nuove possibilità di modulazione
che generano timbri più ricchi; un esempio classico è un leggero detune (+/– alcuni
cent) di uno degli oscillatori. Questo lieve offset di frequenza provoca dei “battimenti”
tra i due oscillatori che producono un suono più ricco e diffuso. Inoltre, combinando
due forme d’onda diverse e aggiungendo una modulazione di frequenza o ad anello si
possono creare molti nuovi timbri.
Controllo Osc Mix
2. Cliccare sul pulsante accanto alla scritta Noise per attivare la sezione Noise
Generator.
Suonando alcune note sullo strumento MIDI si sentirà il suono della sezione Osc 1
mixato con quello della sezione Noise Generator.
3. Ruotare la manopola Mix completamente a destra e suonare altre note.
Ora si sentirà solamente il suono della sezione Noise Generator.
D Internamente, l’uscita della sezione Noise Generator è inviata alla sezione Osc 2.
Attivando la sezione Osc 2 il rumore si miscela con la forma d’onda della sezione
Osc 2.
I parametri della sezione Noise Generator sono tre:
|Parametro
Noise Decay
La manopola Osc Mix determina l’equilibrio d’uscita tra Osc 1 e Osc 2. Per sentire
distintamente entrambi gli oscillatori, la manopola “Osc Mix” deve essere collocata attorno alla posizione centrale; ruotandola completamente a sinistra, si sente solo Osc
1, e viceversa. Un [Command]/[Ctrl]-click del mouse sulla manopola imposta il
parametro Mix al centro.
Noise Color
Level
191
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
|Descrizione
Controlla il tempo di decadimento del rumore quando si preme una
nota; si noti che è indipendente dal parametro Decay dell’inviluppo
d’ampiezza (vedere a page 197), in modo che si possa mixare un
breve “frammento” di rumore all’inizio di un suono (cioè un suono
intonato che utilizza gli oscillatori insieme al rumore).
Questo parametro consente di variare la timbrica del rumore. Con
la manopola ruotata completamente in senso orario si genera un
rumore puro o “bianco” (tutte le frequenze hanno uguale energia);
ruotandola in senso anti-orario si ha un rumore gradualmente meno
brillante.
In posizione completamente antioraria il rumore generato è un
rombo a bassa frequenza simile a un terremoto.
Controlla il livello della sezione Noise Generator.
Modulazione a offset di fase
Una caratteristica peculiare degli oscillatori di Subtractor è la capacità di creare una
forma d’onda “extra” in un oscillatore, spostando (offset) la fase della forma d’onda extra e modulando questo offset di fase; sottraendo o moltiplicando una forma d’onda
con una sua copia dalla fase spostata si possono realizzare forme d’onda molto
complesse.
Sembra complicato? In teoria potrebbe esserlo, ma dal punto di vista dell’utente è
solo un metodo per generare nuove forme d’onda da forme d’onda esistenti.
Un programmatore di synth esperto che usa Subtractor per la prima volta potrebbe
meravigliarsi del fatto che i suoi oscillatori (sembra) non abbiano la tradizionale forma
d’onda pulsante e la rispettiva modulazione d’ampiezza dell’impulso (PWM) o siano
privi della sincronia (altra funzione comune nei synth analogici). Il fatto è che Subtractor può creare facilmente forme d’onda pulsanti (con PWM), suoni oscillanti in sync e
molto altro ancora usando in parte la modulazione dell’offset di fase.
Attivando la modulazione dell’offset di fase l’oscillatore crea una seconda forma
d’onda simile e la sposta (offset) nel tempo della quantità stabilita dalla manopola
Phase; in base alla modalità selezionata, Subtractor sottrae o moltiplica tra loro le due
forme d’onda.
Le forme d’onda risultanti sono indicate nelle figure seguenti.
1. The two offset
waveforms:
Ampl.
t.
2. Risultato della
sottrazione:
Ampl.
t.
3. Risultato della
moltiplicazione:
Ampl.
t.
Ogni oscillatore ha la propria manopola Phase e un pulsante di selezione. La manopola Phase si usa per stabilire l’offset di fase mentre il selettore seleziona tre modalità:
•
•
•
•
•
Moltiplicazione della forma d’onda (x)
Sottrazione della forma d’onda (–)
Nessuna modulazione dell’offset di fase (o).
•
L’esempio 1 mostra due onde a dente di sega con un lieve offset.
L’esempio 2 mostra che sottraendo un’onda a dente di sega con un lieve offset
dall’altra si ottiene un’onda pulsante; modulando il parametro Phase Offset (con
un LFO, ad esempio) il risultato è una modulazione di larghezza dell’impulso
(PWM).
L’esempio 3 mostra la forma d’onda che si ottiene moltiplicando tra loro le onde in
offset; come si può vedere (e sentire) la moltiplicazione delle forme d’onda può
generare risultati molto drastici e talvolta imprevisti!
Usando la modulazione dell’offset di fase è possibile creare timbri molto ricchi e variabili, specialmente se per modulare l’offset di fase si usano un LFO o gli inviluppi.
✪ Per “assimilare” questo concetto si possono studiare le patch che usano
la modulazione dell’offset di fase e regolare alcuni dei parametri Phase
Offset per vedere cosa succede. Per un esempio di oscillatore in sync
provare la patch “SyncedUp” nella categoria Polysynth in Factory Soundbank, oppure la patch “Sweeping Strings” (categoria Pads) per un esempio di PWM.
! Si noti che attivando la sottrazione per una forma d’onda con il
parametro Phase Offset di un oscillatore impostato a “0”, la seconda
forma d’onda cancella completamente quella originale e l’uscita dell’oscillatore sarà muta; regolando la manopola Phase Offset a un valore
qualsiasi diverso da zero il suono ricompare.
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
192
Modulazione di frequenza (FM)
Modulazione ad anello (Ring Mod)
Nel linguaggio di sintesi la modulazione di frequenza (FM) si ha quando la frequenza
di un oscillatore (“portante”) è modulata dalla frequenza di un altro oscillatore (“modulatore”); la sintesi FM può generare un’ampia gamma di suoni con e senza armoniche.
In Subtractor, Osc 1 è la portante e Osc 2 il modulatore; per provare alcuni effetti che
si ottengono dalla sintesi FM procedere come segue:
I modulatori ad anello in pratica moltiplicano tra loro due segnali audio; l’uscita modulata ad anello contiene le frequenze aggiunte generate da somma e differenza tra le
frequenze dei due segnali. Nel modulatore ad anello di Subtractor, Osc 1 è moltiplicato con Osc 2 per generare somma e differenza di frequenze; la modulazione ad
anello serve per creare suoni squillanti tipo campana, enarmonici e complessi.
1. Scegliere una “Init Patch” selezionando “Initialize Patch” dal menu Edit.
2. Attivare la sezione Osc 2.
Poichè per la modulazione di frequenza servono una portante e un modulatore,
ruotando la manopola FM non c’è alcun effetto se prima non si attiva la sezione
Osc 2. Per i classici suoni FM usare un’onda sinusoidale sull’oscillatore 1 e una triangolare sull’oscillatore 2.
3. Con la manopola FM impostare la quantità FM a un valore di circa 50.
Come si può sentire il timbro cambia, ma l’effetto non è ancora molto evidente.
4. Ruotare completamente a sinistra la manopola Osc Mix, in modo da sentire
solo il suono della sezione Osc 1.
Il modulatore (Osc 2) influenza comunque Osc 1 (anche se l’uscita di Osc 2 è
muta).
5. A questo punto, tenere premuta una nota sulla tastiera MIDI e intonare la
sezione Osc 2 una quinta sopra l’altezza originale impostando il parametro
di frequenza “Semi” della sezione Osc 2 “Semi”a un valore di 7.
Come si può sentire, per ogni step di semitono che si varia la frequenza di Osc 2,
il timbro cambia notevolmente; impostando la frequenza di Osc 2 a un determinato
numero di intervalli musicali (cioè a una quarta, quinta o ottava) si generano timbri
più ricchi di armoniche, simili a una distrosione valvolare. Impostando Osc 2 a intervalli non musicali, in genere si ottengono timbri enarmonici complessi.
✪ Sperimentare con vari parametri di oscillazione (come la modulazione
dell’offset di fase), cambiare le forme d’onda, ecc. ed ascoltare come
cambia il suono della modulazione di frequenza.
Usare la sezione Noise Generator come sorgente di modulazione
Come accennato in precedenza, la sezione Noise Generator è inviata internamente
all’uscita di Osc 2; disattivando Osc 2 e attivando la sezione Noise Generator mentre
si usa la sintesi FM, quindi, si usa il rumore per modulare in frequenza Osc 1.
✪ Con le impostazioni di default della sezione Noise Generator il suono è
simile a un rumore “colorato”, ma modificando (abbassando) il
parametro Decay (in modo che il rumore moduli solo l’attacco del suono)
si possono ottenere risultati più interessanti; si può anche usare una
combinazione di rumore e Osc 2.
193
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
1. Scegliere una “Init Patch” selezionando “Initialize Patch” dal menu Edit.
Prima di inizializzare salvare le impostazioni correnti che si desidera conservare.
2. Attivare la modulazione ad anello con il pulsante situato nell’angolo in basso
a destra della sezione Osc.
3. Attivare la sezione Osc 2.
Perchè ci sia una modulazione ad anello bisogna attivare Osc 2.
4. Ruotare completamente a destra la manopola Osc Mix, in modo che si senta
solamente il suono della sezione Osc 2.
Osc 2 fornisce l’uscita modulata ad anello.
5. Suonando alcune note mentre si varia la frequenza di uno degli oscillatori
(con i controlli freccia Semitone) si può sentire che il timbro del suono cambia notevolmente.
Se gli oscillatori sono regolati alla stessa frequenza e non è applicata alcuna modulazione alla frequenza di Osc 1 o 2, il modulatore ad anello non fa molto; solo
quando le frequenze di Osc 1 e Osc 2 differiscono si ottiene il “vero” suono generato dalla modulazione ad anello.
Sezione Filter
D LP 12 - Lowpass a 12 dB/ottava
Anche questo tipo di filtro è molto diffuso nei synth analogici (Oberheim, i primi
synth Korg, ecc.); ha una pendenza più lieve (12 dB/ottava) quindi rispetto al filtro
LP 24 lascia più armoniche nel suono filtrato.
Nella sintesi sottrattiva un filtro è l’elemento più importante per modellare il timbro
complessivo del suono; la sezione Filter di Subtractor presenta due filtri: il primo è un
filtro multi modalità con cinque tipi di filtro mentre il secondo è un filtro lowpass.
Combinando un filtro multi modalità con uno lowpass si possono creare effetti di filtro
molto complessi.
Selettore Type - Filtro 1
Con questo selettore si può impostare il Filtro 1 a operare in uno dei cinque tipi diversi di filtro, illustrati e descritti alle pagine seguenti:
D LP 24 - Lowpass a 24 dB/ottava
I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e tagliano quelle alte; questo
filtro ha una curva piuttosto ripida (24dB/ottava).
Molti synth tradizionali (Minimoog/Prophet 5 ecc.) utilizzano questo tipo di filtro.
La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro LP 12.
La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.
D BP 12 - Bandpass
Un filtro bandpass attenua le alte e basse frequenze lasciando passare un intervallo di frequenze medie; in questo filtro tutte le curve hanno una pendenza di 12
dB/ottava.
La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro LP 24.
La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.
La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro BP 12.
La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
194
D HP12 - Highpass
Un filtro highpass è l’opposto di uno lowpass: taglia le frequenze basse e lascia
passare quelle alte; la curva di taglio del filtro HP ha una pendenza di 12 dB/ottava.
La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro HP 12.
La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.
D Notch
Un filtro notch (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass, poichè taglia le
frequenze in una banda media ristretta lasciando passare quelle sotto e sopra tale
banda. Usato da solo, un filtro notch non cambia molto il timbro del suono (semplicemente perchè la maggior parte delle frequenze possono passare).
Tuttavia, combinando un filtro notch con uno lowpass (usando il Filtro 2 - vedere a
195
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
page 196 in this chapter) si possono creare effetti di filtro molto musicali; una tale
combinazione di filtraggio può generare timbri morbidi ma comunque “puliti”.
L’effetto è particolarmente evidente a bassi valori di risonanza (vedere a page
196).
La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro Notch.
La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.
Frequenza Filtro 1
Il parametro Frequency (“cutoff”) determina l’area dello spettro di frequenza nella
quale opera il filtro. In un filtro lowpass, il parametro Frequency controlla “apertura” e
“chiusura” del filtro; se è a zero, non si sente nessuna frequenza (o solo quelle molto
basse), se impostato al massimo si sentono tutte le frequenze presenti nella forma
d’onda. Variando gradualmente il parametro Frequency si ha il classico suono synth di
“sweep” del filtro.
D Per attivare il Filtro 2 cliccare sul pulsante in cima alla sezione Filter 2.
Le sezioni Filter 1 e Filter 2 sono collegate in serie (l’uscita del Filtro 1 è inviata al
Filtro 2) ma entrambi i filtri funzionano in modo indipendente. Per esempio, se il Filtro 1 filtra la maggior parte delle frequenze, al Filtro 2 resterà poco materiale sul
quale “lavorare”; analogamente, se il parametro Freq del Filtro 2 è “0” saranno filtrate tutte le frequenze indipendentemente dalle impostazioni del Filtro 1.
! Si noti che in genere il parametro Frequency del filtro è controllato
anche dall’inviluppo di filtro (vedere a page 197); cambiando la frequenza del filtro con il cursore Freq, quindi, potrebbero non esserci i
risultati previsti.
Risonanza
Il parametro Resonance del filtro definisce la caratteristica (o qualità) del filtro; nei filtri
lowpass, aumentando il valore Res si enfatizzano le frequenze attorno a quella di
taglio. Ciò produce in genere un suono più sottile, ma dallo “sweep” di frequenza del
filtro più incisivo e pronunciato; più elevato è il valore Res, più il suono diventa risonante, fino a diventare sibilante o squillante. Impostando un valore Res elevato e variando la frequenza del filtro si genera uno “sweep” ben distinto e il suono squillante
diventa molto evidente a determinate frequenze.
• Nel filtro highpass, il parametro Res agisce come nei filtri lowpass.
• Usando il filtro Bandpass o Notch, il valore Res regola la larghezza di banda.
Aumentando la risonanza, si restringe la banda di frequenze lasciate passare
(Bandpass) o attenuate (Notch). In genere, il filtro Notch produce risultati più musicali a bassi valori di risonanza.
Filter Keyboard Track (Kbd)
Attivando il pusante Filter Keyboard Track, la frequenza del filtro aumenta spostandosi
verso le note più acute della tastiera; se la frequenza di un filtro lowpass è costante
(Kbd a “0”) s’introduce una certa perdita di “brillantezza” nel suono suonando più in
alto sulla tastiera, perchè le armoniche presenti nel suono sono progressivamente attenuate.
Usando un pò di Filter Keyboard Tracking si può compensare questo fenomeno.
✪ Per un esempio d’uso di filtri duali provare la patch “Singing Synth” (categoria Monosynth in Factory Sound Bank).
Pulsante Link
Quando sono attivi il pulsante Link e il Filtro 2, la frequenza del Filtro 1 controlla l’offset di frequenza del Filtro 2; se cioè per i Filtri 1 e 2 sono stati impostati valori di frequenza diversi, modificando le frequenza del Filtro 1 cambia anche quella del Filtro 2,
ma è mantenuto l’offset relativo.
✪ Per un esempio d’uso dei filtri vincolati provare la patch “Fozzy Fonk”
(categoria Polysynth in Factory Sound Bank).
! Attenzione! Se non è usata la modulazione di filtro (e i filtri sono in link)
abbassando a zero la frequenza del Filtro 2 entrambi i filtri sono impostati alla stessa frequenza; insieme ad elevati valori Res, ciò può portare a livelli di volume molto alti che provocano distorsione!
Filtro 2
Una caratteristica molto utile e insolita del synth Subtractor è la presenza di un filtro
aggiuntivo lowpass a 12dB/ottava; l’uso di due filtri insieme consente la creazione di
effetti di filtro molto interessanti che sarebbero impossibili da ottenere usando un solo
filtro (per esempio, effetti formanti).
I parametri sono identici a quelli del Filtro 1, tranne per il fatto che il tipo di filtro è fisso
e non c’è il pulsante Filter Keyboard Tracking (Kbd).
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
196
Inviluppi - Introduzione
I generatori d’inviluppo si usano per controllare vari parametri importanti del suono nei
synth analogici: altezza (pitch), volume, frequenza del filtro, ecc.. Gli inviluppi stabiliscono come questi parametri si comportano nel tempo - dal momento in cui si preme
un tasto sulla tastiera a quello in cui lo si rilascia.
I generatori d’inviluppo dei synth hanno quattro parametri: Attack, Decay, Sustain e
Release (ADSR).
In Subtractor ci sono tre generatori d’inviluppo: uno per il volume, uno per la frequenza del Filtro 1 e un inviluppo di modulazione con destinazioni di moduazione
selezionabili.
Level
Sustain
Il parametro Sustain determina il livello al quale si ferma l’inviluppo al termine del
tempo Decay; impostando il Sustain al livello massimo, il parametro Decay non ha più
importanza (poichè il volume del suono non è mai abbassato).
Per simulare l’inviluppo di volume di un organo, in teoria si dovrebbe usare il
parametro Sustain impostato al suo livello massimo, poichè l’inviluppo di volume di un
organo arriva istantaneamente al livello massimo (Attack “0”) e ci rimane (Decay “0”)
fino a quando il tasto è rilasciato e il suono si ferma immediatamente (Release “0”).
Spesso però si usa una combinazione di valori Decay e Sustain per generare inviluppi
che salgono fino al valore massimo per poi scendere gradualmente e fermarsi a un livello compreso tra lo zero e quello massimo; si noti il Sustain è un livello, mentre gli altri
parametri d’inviluppo sono dei tempi.
Release
Infine c’è il parametro Release; esso funziona coma il parametro Decay, ma determina
il tempo impiegato dall’inviluppo a tornare a zero dopo il rilascio del tasto.
Inviluppo d’ampiezza (Amp Envelope)
Sustain
(level)
Time
Attack
(time)
Decay
(time)
Key Down
Release
(time)
Key Up
Parametri d’inviluppo ADSR.
Attack
Suonando una nota sulla tastiera si triggera l’inviluppo, il quale inizia a salire da zero al
valore massimo. Il tempo impiegato dipende dal tempo Attack; se Attack è “0”, il valore massimo è raggiunto istantaneamente, mentre aumentando il tempo Attack l’inviluppo impiega più tempo a raggiungere il valore massimo.
Per esempio, se si aumenta Attack e l’inviluppo controlla la frequenza del filtro,
quest’ultima aumenta gradualmente fino a un certo punto ogni volta che si preme un
tasto (come un effetto “auto-wha”).
L’inviluppo d’ampiezza serve regolare il cambiamento di volume del suono dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia; configurando un inviluppo
di volume si modella la forma del suono con i quattro parametri della sezione Amplitude Envelope (Attack, Decay, Sustain e Release), determinando il carattere di base
del suono (morbido, lungo, corto ecc.).
Inviluppo di filtro (Filter Envelope)
Decay
Una volta raggiunto il valore massimo, l’inviluppo inizia a scendere; il tempo impiegato
dipende dal parametro Decay.
Per simulare l’inviluppo di volume di una nota suonata su un pianoforte, ad esempio,
Attack deve essere a “0” e Decay a un valore medio, in modo che il volume scenda
gradualmente fino al silenzio anche se si tiene premuto il tasto; per fare in modo che il
decadimento faccia scendere l’inviluppo a un valore diverso da zero usare il
parametro Sustain.
197
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
L’inviluppo di filtro influenza il parametro Frequency del Filtro 1; configurando un inviluppo di filtro si controlla come la frequenza del filtro cambia nel tempo con i quattro
parametri della sezione Filter Envelope (Attack, Decay, Sustain e Release).
Parametro Amount (Amt)
Questo parametro determina in quale misura il filtro è influenzato dall’inviluppo di filtro.
Aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente. Il parametro Amount
dell’inviluppo e la frequenza del filtro sono in relazione tra loro; se il cursore Freq nella
sezione Filter è circa a metà, significa che quando si preme un tasto il filtro è già
mezzo aperto. L’inviluppo di filtro impostato aprirà quindi ulteriormente il filtro da quel
punto in poi; il parametro Amount definisce cioè quanto di più si apre il filtro.
Sezione LFO
Pulsante Invert
Attivando questo pulsante, l’inviluppo è invertito. Normalmente, ad esempio, il
parametro Decay abbassa la frequenza del filtro, ma attivando il pulsante Invert la aumenta della stessa quantità.
Inviluppo di modulazione (Mod Envelope)
LFO significa oscillatore a bassa frequenza. Gli LFO sono oscillatori (come Osc 1 e
2), nel senso che anch’essi generano una forma d’onda e una frequenza; tuttavia, ci
sono due differenze significative:
•
•
Gli LFO generano solo forme d’onda a bassa frequenza.
L’uscita dei due LFO non si sente mai; si usano invece per modulare vari
parametri.
L’applicazione più diffusa di un LFO è la modulazione d’altezza di un oscillatore (che
genera un suono) per produrre il vibrato. Subtractor ha due LFO; parametri e destinazioni di modulazione possibili variano leggermente tra LFO 1 e LFO 2.
Parametri LFO 1
Forma d’onda (Waveform)
LFO 1 consente di scegliere diverse forme d’onda per la modulazione dei parametri:
La sezione Mod Envelope consente di selezionare uno di una serie di parametri (o
destinazioni) da controllare con l’inviluppo; configurando un inviluppo di modulazione
si controlla come il parametro di destinazione selezionato cambia nel tempo con i
quattro parametri Mod Envelope (Attack, Decay, Sustain e Release).
Le destinazioni disponibili per l’inviluppo di modulazione sono:
|Destinazione
Osc 1
Osc 2
Osc Mix
FM
Phase
Freq 2
|Descrizione
Selezionandola, la sezione Mod Envelope controlla l’altezza (frequenza) di Osc 1.
Come sopra, ma l’inviluppo di modulazione controlla Osc 2.
Selezionandola, la sezione Mod Envelope controlla il parametro Mix
Osc; perchè abbia effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori.
Selezionandola, la sezione Mod Envelope controlla il parametro FM
Amt; perchè abbia effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori.
Selezionandola, la sezione Mod Envelope controlla il parametro Phase
Offset di Osc 1 e 2; perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). Vedere a page
192).
Selezionandola, la sezione Mod Envelope controlla il parametro Freq
del Filtro 2.
|Forma d’onda |Descrizione
Triangle
Forma d’onda regolare adatta al normale vibrato.
Inverted Saw- Genera un ciclo di “rampa ascendente”; se applicata alla frequenza
tooth
di un oscillatore, l’altezza sale a un punto stabilito (controllato dal
parametro Amount) poi il ciclo si ripete immediatamente.
Sawtooth
Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito).
Square
Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori (utilizzabile per i trilli, ecc.).
Random
Genera una modulazione step casuale sulla destinazione; in alcuni
synth “vintage” si chiama “sample & hold”.
Soft Random
Come sopra, ma con una modulazione regolare.
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
198
Destinazioni
Parametri LFO 2
Le destinazioni disponibili per LFO 1 sono:
LFO 2 è polifonico, quindi ogni nota che si suona genera un ciclo indipendente
dell’LFO, mentre LFO 1 modula sempre il parametro di destinazione usando lo stesso
“ciclo”.
Ciò si può usare per generare delicati effetti di modulazione incrociata (cross-modulation), con più cicli LFO che “battono” l’uno contro l’altro. LFO 2 può così generare velocità di modulazione variabili lungo la tastiera (vedere il parametro “Keyboard
Tracking” in seguito).
|Destinazione |Descrizione
Osc 1&2
Selezionandola, LFO 1 controlla l’altezza (frequenza) di Osc 1 e Osc
2.
Osc 2
Come sopra, ma LFO 1 controlla la sezione Osc 2.
Filter Freq
Selezionandola, LFO 1 controlla la frequenza del Filtro 1 e il Filtro 2 è
vincolato (link).
FM
Selezionandola, LFO 1 controlla il parametro FM Amt; perchè abbia
effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori.
Phase
Selezionandola, LFO 1 controlla il parametro Phase Offset di Osc 1
e 2. Si noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). Vedere a page 192.
Osc Mix
Selezionandola, LFO 1 controlla il parametro Mix Osc.
Pulsante Sync
Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva la sincronia dell’LFO.
La frequenza dell’LFO si sincronizza quindi al tempo della song in una delle 16 divisioni tempo possibili; con la sincronia attiva, la manopola Rate (vedere sotto) stabilisce la divisione tempo desiderata.
Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo.
Destinazioni
Le destinazioni disponibili per LFO 2 sono:
|Destinazione |Descrizione
Osc 1&2
Selezionandola, LFO 2 modula l’altezza (frequenza) di Osc 1 e Osc
2.
Phase
Selezionandola, LFO 2 modula il parametro Phase Offset di Osc 1 e
2.
Si noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione
offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). Vedere a page 192.
Filter Freq 2
Selezionandola, LFO 2 modula la frequenza del Filtro 2.
Amp
Selezionandola, LFO 2 modula il volume complessivo, creando effetti
di tremolo.
Delay LFO 2
Rate
La manopola Rate controlla la velocità dell’LFO; ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione più elevata.
Amount
Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è
influenzato dall’LFO 1; aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente.
Questo parametro stabilisce un ritardo tra quando una nota è suonata e quando interviene la modulazione dell’LFO. Per esempio, se come destinazioni sono selezionati
Osc 1 e 2 e Delay è a un valore medio, il suono all’inizio non è modulato, c’è solo il vibrato se si tiene premuta abbastanza la nota(e). La modulazione ritardata dell’LFO
può essere molto utile, specialmente se si usano suoni di strumenti come il violino o il
flauto. Naturalmente, può anche essere usata per controllare effetti di modulazione
più estremi pur mantenendo la “suonabilità” del suono.
Keyboard Tracking LFO 2
Se è attiva la modalità keyboard tracking, la velocità dell’LFO aumenta progressivamente suonando più in alto sulla tastiera; aumentando questo valore gli effetti sono
più evidenti.
✪ Se l’LFO è impostato per modulare l’offset di fase, la modalità keyboard
tracking dell’LFO può offrire buoni risultati; possono beneficiarne, ad esempio, i pad synth di archi e altri suoni che utilizzano la modulazione
della larghezza d’impulso (PWM) (vedere a page 192).
Rate
La manopola Rate controlla la frequenza dell’LFO; ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione più elevata.
199
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
Amount
Con la velocity è possibile controllare i seguenti parametri:
Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è
influenzato dall’LFO 2; aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente.
|Destinazione|Descrizione
Amp
Controlla in velocity il volume complessivo del suono; con un valore
positivo, il volume aumenta premendo con più forza un tasto. Un valore negativo inverte questa relazione, quindi il volume diminuisce
suonando più forte e aumenta suonando più piano; a zero, il suono
rimane a un volume costante, indipendentemente dalla forza con la
quale si suona.
FM
Imposta il controllo di velocity del parametro FM Amt. Un valore positivo aumenta il valore FM Amt suonando con più forza; valori negativi
invertono questa relazione.
M. Env
Imposta il controllo di velocity del parametro Amt della sezione Mod
Envelope. Un valore positivo aumenta la quantità d’inviluppo suonando con più forza; valori negativi invertono questa relazione.
Phase
Imposta il controllo di velocity del parametro Phase Offset; si applica
a Osc 1 e 2, ma sono mantenuti i valori relativi di offset. Un valore
positivo aumenta l’offset di fase suonando più forte; valori negativi invertono questa relazione.
Freq 2
Imposta il controllo di velocity del parametro Freq del Filtro 2.
Un valore positivo aumenta la frequenza del filtro suonando più forte.
Valori negativi invertono questa relazione.
Parametri di riproduzione
Questa sezione tratta due argomenti: i parametri influenzati dal modo in cui si suona e
la modulazione che si può applicare manualmente con i controlli standard di una tastiera MIDI.
Essi sono:
•
•
•
•
•
Controllo di velocity
Pitch Bend e Modulation Wheel
Legato
Portamento
Polifonia
Controllo di velocity
F. Env
F. Dec
La velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera; un’applicazione comune della velocity è rendere i suoni più
forti e brillanti quando si colpiscono i tasti con forza. Subtractor ha funzioni di modulazione della velocity molto complete; usando le manopole in questa sezione, si può
controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. La sensibilità di velocity si può impostare a valori positivi o negativi (in posizione centrale non si ha alcun
controllo di velocity).
Osc Mix
A. Attack
Imposta il controllo di velocity del parametro Amt della sezione Filter
Envelope. Un valore positivo aumenta la quantità d’inviluppo suonando più forte; valori negativi invertono questa relazione.
Imposta il controllo di velocity del parametro Decay della sezione Filter Envelope. Un valore positivo aumenta il tempo Decay suonando
più forte; valori negativi invertono questa relazione.
Imposta il controllo di velocity del parametro Osc Mix. Un valore positivo aumenta il valore Osc 2 Mix suonando più forte; valori negativi invertono questa relazione.
Imposta il controllo di velocity del parametro Attack della sezione
Amp Envelope. Un valore positivo aumenta il tempo Attack suonando
più forte; valori negativi invertono questa relazione.
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
200
Rotelline Pitch Bend e Mod
Legato
Il legato funziona meglio sui suoni monofonici; impostare la polifonia a 1 (vedere in seguito) ed eseguire le seguenti operazioni:
D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo.
L’altezza cambia, ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del
suono).
La rotellina Pitch Bend serve per il “bending” delle note (come il bending delle corde
su una chitarra). La rotellina Mod si usa per applicare una modulazione variabile mente
si suona. Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. Subtractor non solo offre le impostazioni per come i messaggi MIDI Pitch Bend e Modulation entranti influiscono sul suono, ma ha anche due rotelline funzionali che si
possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale se sulla tastiera
non ci sono questi controller (o non si usa affatto una tastiera); le rotelline di Subtractor rispecchiano i movimenti dei controller sulla tastiera MIDI.
Parametro Range
Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina è spinta
completamente in alto o in basso; l’intervallo massimo è 24 (su/giù di 2 ottave).
Rotellina Mod
La rotellina Mod si può impostare per il controllo simultaneo di una serie di parametri.
E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control).
La rotellina di modulazione può influenzare i seguenti parametri:
|Parametro
F. Freq
F. Res
LFO 1
Phase
FM
201
|Descrizione
La rotellina Mod controlla il parametro Freq del Filtro 1. Un valore
positivo aumenta la frequenza se la rotellina è spinta in avanti.
Valori negativi invertono questa relazione.
La rotellina Mod controlla il parametro Res del Filtro 1. Un valore
positivo aumenta la risonanza se la rotellina è spinta in avanti.
Valori negativi invertono questa relazione.
La rotellina Mod controlla il parametro Amt di LFO 1. Un valore positivo aumenta il valore Amt se la rotellina è spinta in avanti.
Valori negativi invertono questa relazione.
La rotellina Mod controlla il parametro Phase Offset di Osc 1 e 2. Si
noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). Vedere a page 192.
La rotellina Mod controlla il parametro FM Amt. Un valore positivo aumenta il valore FM Amt se la rotellina è spinta in avanti; valori negativi
invertono questa relazione. Perchè abbia effetto entrambi gli oscillatori devono essere attivi.
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
D Se la polifonia è impostata a più di 1 voce, il legato è applicato solo
quando sono “utilizzate” tutte le voci assegnate.
Per esempio, con una polifonia a “4” e tenendo premuto un accordo a 4 note, la
nota successiva suonata sarà in legato; si noti, tuttavia, che questa voce in legato
“ruberà” una delle voci dell’accordo a 4 note, poichè tutte le voci assegnate sono
già usate!
Retrig
E’ la modalità “normale” per suonare patch polifoniche; premendo un tasto senza
rilasciare quello precedente, gli inviluppi sono retriggerati (come quando si rilasciano
tutti i tasti e poi se ne preme uno nuovo). In modalità monofonica, Retrig ha una funzione aggiuntiva: premendo un tasto, tenendolo premuto, premendo e rilasciando un
nuovo tasto è retriggerata anche la prima nota.
Portamento (Tempo)
Il portamento si ha quando l’altezza “glissa” tra le note che si suonano invece di cambiare istantaneamente. La manopola Portamento si usa per stabilire in quanto tempo
l’altezza passa da una nota a quella successiva; per non avere alcun Portamento, regolare questa manopola a zero.
Impostare il numero di voci - Polifonia
Questo parametro determina la polifonia, cioè il numero di voci che una patch di Subtractor può riprodurre simultaneamente; si può usare per rendere monofonica una
patch (Polyphony a “1”) o aumentare il numero di voci disponibili per una patch.
Il numero massimo di voci che una patch di Subtractor può usare è 99.
Nel caso (improbabile) che servano più voci si può sempre creare un altro Subtractor!
! Si noti che il parametro Polyphony non “ruba” le voci. Per esempio, se
una patch ha la polifonia impostata a dieci voci ma la parte che la patch
riproduce usa solo quattro voci, non significa che sei voci sono “sprecate”; in altre parole, il valore di polifonia non è da considerare per risparmiare le risorse della CPU - conta il numero di voci effettivamente
usate.
Pulsante Low Bandwidth
Questo pulsante si può usare per risparmiare risorse della CPU. Attivandolo, si rimuovono un pò di frequenze alte dal suono di questo particolare dispositivo, ma ciò non si
nota molto (specialmente sui suoni gravi).
Modulazione esterna
Subtractor può ricevere messaggi dei controller MIDI comuni e assegnarli ai vari
parametri; possono essere ricevuti i seguenti messaggi MIDI:
• Aftertouch (Channel Pressure)
• Expression Pedal
• Breath Control
Se la tastiera MIDI trasmette messaggi Aftertouch (oppure si ha un pedale Expression
o un Breath controller) essi si possono usare per modulare i parametri; il selettore
“Ext. Mod” stabilisce quali tipi di messaggio possono essere ricevuti.
Questi messaggi si possono poi assegnare al controllo dei seguenti parametri:
|Destinazione |Descrizione
F. Freq
La modulazione esterna controlla il parametro Freq del Filtro 1.
Un valore positivo aumenta la frequenza a valori superiori di modulazione esterna; valori negativi invertono questa relazione.
LFO 1
La modulazione esterna controlla il parametro Amt di LFO 1. Un valore positivo aumenta il valore Amt di LFO 1 a valori superiori di
modulazione esterna; valori negativi invertono questa relazione.
Amp
La modulazione esterna controlla il volume complessivo. Impostando un valore positivo, il volume aumenta a valori superiori di
modulazione esterna; valori negativi invertono questa relazione.
FM
La modulazione esterna controlla il parametro FM Amt. Impostando
un valore positivo il parametro FM Amt aumenta a valori superiori di
modulazione esterna; un valore negativo inverte questa relazione.
Perchè abbia effetto entrambi gli oscillatori devono essere attivi.
Connessioni
Girando Subtractor si possono vedere varie possibilità di connessione, la maggior
parte delle quali sono CV/Gate; l’uso dei segnali CV/Gate è descritto nel capitolo
“Routing Audio e CV”.
Audio Output
E’ l’uscita audio principlae di Subtractor; creando un nuovo dispositivo Subtractor
essa è assegnata automaticamente al primo canale audio disponibile sul mixer.
Sequencer Control
Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare Subtractor da un
altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum); il segnale all’ingresso
CV controlla l’altezza della nota, mentre quello all’ingresso Gate presenta note On/Off
insieme alla velocity.
! Per i migliori risultati usare gli ingressi Sequencer Control con suoni
monofonici.
Modulation Input
! Si ricorda che le connessioni CV non sono memorizzate nella patch di
Subtractor, nemmeno se i collegamenti sono allo/dallo stesso dispositivo Subtractor!
Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri, consentono
di modulare vari parametri di Subtractor da altri dispositivi o dalle uscite di modulazione dello stesso dispositivo Subtractor; questi ingressi possono controllare i seguenti
parametri:
• Altezza (pitch) oscillatore (Osc 1 e 2).
• Offset di fase oscillatore (Osc 1 e 2).
• FM Amount
• Filter 1 Cutoff
• Filter 1 Res
• Filter 2 Cutoff
• Amp Level
• Mod Wheel
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
202
Modulation Output
Le uscite Modulation servono per controllare in tensione altri dispositivi o altri
parametri nello stesso dispositivo Subtractor; le uscite di modulazione sono:
• Mod Envelope
• Filter Envelope
• LFO 1
Gate Input
Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare gli inviluppi; si noti che
collegando questi ingressi si sostituisce il normale triggering degli inviluppi.
Per esempio, collegando l’uscita di un LFO all’ingresso Gate Amp, non si triggera l’inviluppo d’ampiezza suonando le note, poichè ora esso è controllato dall’LFO.
Inoltre, si sentirà che l’LFO triggera l’inviluppo solo per le note tenute premute sulla
tastiera; si possono selezionare i seguenti ingressi Gate:
• Amp Envelope
• Filter Envelope
• Mod Envelope
203
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
20
D Thor Polysonic Synthesizer
Introduzione
Elementi di Thor
La figura seguente mostra un dispositivo Thor aperto.
Thor è un synth all’avanguardia con molte funzioni peculiari.
Il design può essere definito semi-modulare; le sezioni oscillatore e filtro, infatti, sono
slot aperti che consentono all’utente di scegliere vari tipi di oscillatori e filtri diversi,
ciascuno dal carattere ben definito; parte del design ricorda i dispositivi “vintage”.
Thor è in grado di generare una vastissima gamma di suoni.
Pur offrendo molte possibilità di modellamento del suono ha un’interfaccia piuttosto
intuitiva e facile da usare.
Nella completa sezione Modulation di routing dei bus coesistono segnali audio e di
contollo (CV) ed è possibile assegnare quasi tutte le combinazioni di routing; usare
l’audio per modulare un segnale CV (o viceversa) - in Thor le possibilità di modulazione sono praticamente illimitate.
Thor ha anche uno step sequencer avanzato che può essere usato per creare linee
melodiche o solamente come sorgente di modulazione.
Sul pannello posteriore ci sono anche ingressi audio; collegando l’uscita di un altro
dispositivo a questi ingressi, si possono usare filtri, inviluppi ecc. di Thor per processare il suono o usare la sorgente audio esterna per modulare un parametro di Thor.
L’interfaccia utente di Thor è costituita dai seguenti elementi (dall’alto in basso):
Terminologia elementare del sintetizzatore
Questo capitolo presume che si abbia una certa familiarità con la terminologia comune dei synth (oscillatori, forme d’onda, filtri e inviluppi); se non si conosce Reason
(o questi termini) si consiglia di leggere il capitolo Subtractor, ove questi elementi e il
modo in cui interagiscono tra loro sono descritti da un punto di vista più elementare.
D Pannello Controller sempre visualizzato se Thor è aperto.
Vedere “Pannello Controller”.
D Pannello Programmer principale con tutti i parametri del synth.
Il pannello Programmer può essere mostrato/nascosto cliccando sul pulsante
“Show Programmer” nel pannello Controller. Vedere “Usare il Programmer”.
D Sezione Modulation per il routing dei bus.
Vedere “Sezione bus routing di modulazione”.
D Sezione Step Sequencer nella quale è possibile programmare fino a 16
step per realizzare brevi linee melodiche/groove oppure da usare come
sorgente di modulazione.
Vedere “Step Sequencer”.
205
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
Pannello Controller
Sezione Trigger
Usando i pulsanti in questa sezione si può scegliere il modo in cui risponde Thor:
• Solo all’inserimento nota (MIDI).
• Solo via Step Sequencer (vedere ).
• Entrambi i metodi
Questa sezione ha anche un indicatore Note On standard.
Controlli virtuali
Il pannello Controller presenta i controlli Master Volume, Pitch e Mod, le sezioni Keyboard Modes/Trigger e quattro controlli virtuali (assegnabili a piacere). Ci sono anche
un display patch e pulsanti patch standard Select/Browse/Save a destra del display
(che sono sempre visualizzati anche se Thor è chiuso).
Sezione Keyboard Mode
In questa sezione si eseguono le impostazioni tastiera principali per una patch; le opzioni sono:
|Parametro
Polyphony
|Descrizione
Determina il numero di voci riproducibili simultaneamente quando è
selezionata la modalità Polyphonic; il numero massimo di voci è 32.
Release
Controlla il numero di voci che sono lasciate decadere/squillare
Polyphony
naturalmente (nella fase di rilascio dell’inviluppo) quando sono triggerate nuove note ed è selezionata la modalità Polyphonic; impostando a “0” questo valore, ad esempio, qualsiasi nuova nota(e)
smorza il rilascio delle note triggerate in precedenza.
Mono Legato
La modalità Mono Legato è monofonica, indipendentemente dal
valore Polyphony e funziona così:
• Tenere premuto un tasto e poi premerne un altro senza rilasciare
il precedente.
L’altezza cambia, ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo
“attacco” del suono).
Mono Retrig
Anche Mono Retrig è monofonica e in questa modalità premendo
un tasto gli inviluppi sono sempre retriggerati.
Polyphonic
E’ la modalità di riproduzione polifonica standard - si può suonare il
numero di voci definite dal parametro Polyphony.
Portamento On/ Questa manopola si usa per controllare il portamento (passaggio
Off/Auto
d’altezza tra le note graduale invece che immediato non appena si
preme un tasto sulla tastiera); ruotando questa manopola si stabilisce il tempo in cui l’altezza passa da una nota a quella successiva.
Ci sono tre modalità di portamento principali:
• Auto: il portamento si ha suonando più di una nota; se è attiva
una delle modalità Mono, il portamento influenza solo le note in
legato.
• On: il portamento è applicato a tutte le note.
• Off: nessun portamento.
D Le manopole e i pulsanti nel pannello Controller sono controlli “virtuali”
assegnabili a più parametri e funzioni in Thor.
• I parametri si assegnano a manopole e pulsanti nel pannello Modulation Routing
(si trovano nel submenu “Modifiers” - vedere “Sezione bus routing di modulazione”).
• I movimenti dei controlli virtuali possono essere registrati come dati d’automazione.
• Ogni controllo si può assegnare a un numero qualsiasi di parametri.
• Cliccando sul nome di una manopola o pulsante si può digitare il nome adeguato.
A destra dei due pulsanti virtuali ci sono i rispettivi controlli freccia e display che si
possono usare per assegnare un tasto all’attivazione momentanea del pulsante (fino a
quando il tasto è tenuto premuto).
D Usare i controlli freccia (o cliccare nel display e muovere il mouse in alto
o in basso) per assegnare un tasto alla condizione del pulsante.
Il tasto assegnato attiverà la funzione(i) assegnata al pulsante fino a quando il tasto
è tenuto premuto.
D Si noti che questa funzione può passare solo da Off a On e non viceversa, quindi per usarla assicurarsi che il pulsante non sia attivo.
Un tasto assegnato non triggera una nota, ma solo la condizione del pulsante.
Si noti, inoltre, che il pulsante non s’illumina premendo il tasto assegnato.
Rotelline Pitch Bend e Mod
•
•
•
Le rotelline Pitch e Mod sul pannello Controller rispecchiano le azioni corrispondenti sulla tastiera Master.
Il parametro Range (come in tutti i dispositivi strumento) stabilisce l’intervallo d’azione della rotellina Pitch Bend.
La rotellina Pitch Bend è pre-cablata al parametro d’altezza (pitch) dei tre oscillatori, ma naturalmente si può usarla per controllare qualsiasi parametro si desideri.
Per fare in modo che la rotellina Pitch Bend non influenzi l’altezza dell’oscillatore
basta impostare il parametro Range a “0”.
Volume Master
E’ il controllo di volume principale delle uscite 1 e 2.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
206
Usare il Programmer
Nel pannello Programmer ci sono i parametri principali del synth.
D Per mostrare il pannello Programmer cliccare sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller.
Il Programmer appare sotto il pannello Controller.
D Nella sezione Voice ci sono tre slot oscillatore aperti, un Mixer, due slot
filtro aperti, uno Shaper, tre generatori d’inviluppo, un LFO e un amplificatore.
Gli slot aperti Oscillator e Filter consentono di scegliere tre diversi tipi di oscillatori
e filtri.
D La sezione Global ha un secondo LFO, un inviluppo Global, un terzo slot
Filter aperto e gli effetti Chorus e Delay.
Collegamenti principali - un esempio
Tra gli slot Osc 1-3 e le sezioni Mixer, Filter 1/Shaper, Filter 2 e Amp sono disponibili
determinate connessioni pre-definite; sul pannello stesso, sono visualizzate delle linee
con le frecce che indicano i percorsi del segnale standard.
✪ Si noti che è possibile collegare le sezioni usando anche i bus della sezione Modulation (vedere “Sezione bus routing di modulazione”).
Non si è in alcun modo limitati all’uso dei routing pre-definiti, ma essi
sono un metodo comodo e rapido per collegare tra loro i “mattoni” principali del synth.
L’esempio che segue spiega come realizzare una configurazione standard usando
due oscillatori e due filtri, per dimostrare le funzioni fondamentali di Thor e il percorso
(standard) del segnale:
1. Selezionare “Initialize Patch” dal menu Edit.
La “Init Patch” ha una configurazione elementare con un oscillatore Analog nello
slot Oscillator 1 e un filtro LP Ladder nello slot Filter 1 caricati; una connessione
tra Oscillator 1, Filter 1 e la sezione Amp è già attiva, quindi suonando si sente
subito il suono.
Sotto lo slot Osc 1 nell’angolo in alto a sinistra ci sono altri due slot attualmente vuoti.
Si tratta rispettivamente degli slot Osc 2 e 3; i tre slot oscillatore sono praticamente
identici nel senso che in ciascuno di essi si può caricare uno dei 6 tipi d’oscillatore.
2. Cliccare sulla freccia del menu a tendina in alto a sinistra nello slot Oscillator
2 e selezionare un secondo oscillatore dal menu a tendina che appare.
Sono disponibili i seguenti tipi d’oscillatore: Analog, Wavetable, Phase Modulation, FM Pair, Multi e Noise; per una descrizione dei vari tipi d’oscillatore vedere a
page 209.
D Il pannello Programmer è costituito da due sezioni; Voice a sinistra e
Global a destra; quella Global ha un pannello marrone separato che la
differenzia dalla sezione Voice.
La sezione Voice ha i parametri principali del synth “per-voce” (cioè tutti i cicli d’inviluppo e LFO sono triggerati singolarmente per ogni voce); nella sezione Global a
destra ci sono i parametri globali che si applicano a tutte le voci.
Selezione del tipo d’oscillatore.
207
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
In una configurazione di connessioni elementari, internamente le uscite dell’oscillatore
sono collegate alla sezione “Mix”. Per far continuare il segnale d’uscita nella catena
del segnale, prima si deve attivare una connessione usando le due file verticali dei pulsanti di routing 1, 2 e 3 a destra della sezione Oscillator.
D L’uscita del Filtro 1 passa alla sezione Amp via Shaper (per ora non attivo) e infine arriva alle uscite principali (Main Out).
Al momento, la sezione Amp passa dalla sezione Global prima di essere inviata
alle uscite principali, ma poichè per ora nella sezione Global non è attivato niente,
il segnale la attraversa senza essere processato.
4. Cliccare sulla freccia del menu a tendina in alto a sinistra nello slot del Filtro
2.
Appare un menu a tendina con i quattro tipi di filtro disponibili; per una descrizione
dei tipi di filtro vedere “Slot Filter”.
D La fila superiore dei pulsanti di routing determina quale degli oscillatori
(da 1 a 3) è collegato al Filtro 1 e la fila inferiore stabilisce quale degli oscillatori (da 1 a 3) è collegato al Filtro 2.
Tutti i tre oscillatori possono essere collegati simultaneamente a entrambi i filtri, in
serie o parallelo (o in qualsiasi combinazioni di queste varianti); la procedura è descritta in seguito in questo esempio.
Attivando uno o più di questi pulsanti si collega l’oscillatore (da 1 a 3) al Filtro corrispondente; per ora l’oscillatore 1 è collegato allo slot del Filtro 1 (che è pre-caricato
con un filtro LP Ladder).
Ciò è indicato dal pulsante “1” di routing illuminato; lo slot del Filtro 2 per il momento
non è attivo (come indica il pannello vuoto).
5. Selezionare un tipo di filtro (es. Comb) per lo slot del Filtro 2.
Ora che nella sezione Voice il Filtro 2 è attivo si possono collegare ad esso gli oscillatori usando la fila inferiore dei pulsanti di routing.
6. Cliccare sui pulsanti di routing “1” e “2” a sinistra dello slot del Filtro 2 in
modo che s’illuminino.
A questo punto i due oscillatori sono collegati al Filtro 2.
7. Assicurarsi che sia attivo il pulsante freccia di routing rivolto alla sezione
Amp appena sopra la sezione Filter 2 .
Suonando alcune note, entrambi gli oscillatori sono inviati a alle due sezioni Filter
in parallelo; naturalmente si può scegliere di inviare solo uno degli oscillatori a un
filtro ed entrambi gli oscillatori all’altro - è possibile qualsiasi combinazione.
3. Cliccare sul pulsante “2” a sinistra della sezione Filter 1 in modo che s’illumini per attivare una connessione all’oscillatore 2.
Suonando alcune si sentiranno gli oscillatori 1 e 2 attraverso la sezione Filter 1.
Le sezioni Filter 1 e 2 si possono collegare anche in serie; in tal caso, l’uscita del Filtro
1 attraversa il Filtro 2 prima di raggiungere la sezione Amp; per farlo:
8. Disattivare i pulsanti di routing “1” e “2” a sinistra dello slot del Filtro 2.
Lasciandoli attivi, gli oscillatori attraverseranno due volte il Filtro 2 (sia dal Filtro 1
che direttamente); anche questo è “consentito”, ma per rendere più chiare le cose,
in questo esempio si usa una configurazione di filtro in serie standard.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
208
9. Cliccare sul pulsante freccia “sinistro” sotto la sezione Shaper.
Ora i filtri sono collegati in serie, con l’uscita del Filtro 1 che attraversa lo Shaper
(momentaneamente inattivo) collegata all’ingresso del Filtro 2; entrambi gli oscillatori sono processati dai due filtri collegati in serie.
Si conclude così questo esempio che mostra come si possono usare le connessioni
pre-cablate nella sezione Voice; si noti, però, che per eseguire i collegamenti è possibile anche usare i bus Modulation - see “Sezione bus routing di modulazione”.
Altre assegnazioni di routing pre-definite
In Thor ci sono altre sezioni pre-definite che possono essere usate senza dover eseguire prima delle assegnazioni:
D Amp Envelope e Filter Envelope controllano rispettivamente il livello di
volume e la frequenza dei Filtri 1 e 2.
La quantità di controllo dell’inviluppo di filtro si regola usando il parametro “Env” in
ogni sezione Filter.
D Il pulsante freccia nell’angolo in alto a sinistra di ogni slot apre un menu
a tendina dal quale selezionare il tipo d’oscillatore per il rispettivo slot.
Sono disponibili sei tipi d’oscillatore:
• Analog
• Wavetable
• Phase Modulation
• FM Pair
• Multi Oscillator
• Noise
Si può anche scegliere la modalità Off (nessun oscillatore).
Parametri comuni
I parametri specifici dei vari tipi d’oscillatore sono descritti separatamente, ma ci sono
anche parametri comuni a tutti i tipi d’oscillatore:
D Gli effetti (Delay/Chorus) nella sezione Global fanno parte della catena
del segnale; si possono semplicemente attivare e usare.
D La manopola OCT (ottava) cambia l’altezza dell’oscillatore in step d’ottava.
L’intervallo è sette ottave.
Sezione Oscillator
D La manopola Semi cambia l’altezza dell’oscillatore in step di semitono.
L’intervallo è 12 step di semitono (1 ottava).
D La manopola Tune regola con precisione l’altezza dell’oscillatore in cent.
L’intervallo è +/- 50 cent (su o giù di mezzo semitono).
D La manopola KBD (keyboard track) stabilisce quanto l’altezza dell’oscillatore segue i dati nota entranti.
Ruotandola completamente in senso orario l’altezza segue la tastiera normalmente
(cioè di un semitono per tasto).
D Tutti gli oscillatori hanno selettori di forma d’onda e un parametro Modifier. Selezione di forma d’onda e parametro Modifier dipendono dal tipo
d’oscillatore selezionato.
Gli oscillatori generano il suono grezzo di base (altezza e forma d’onda) che a sua
volta può essere processato da altri parametri. La sezione Oscillator presente tre slot
aperti nei quali è possibile caricare uno dei sei tipi d’oscillatore; i tre slot sono numerati da 1 a 3: quello in alto ospita l’oscillatore 1, lo slot centrale l’oscillatore 2 e quello
in basso l’oscillatore 3.
209
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
D E’ importante osservare che se è stato eseguito un routing di modulazione al parametro di un oscillatore (es. il Modifier) e poi si cambia tipo
d’oscillatore, la modulazione è trasferita al rispettivo parametro nel
nuovo oscillatore.
Lo stesso vale per tutti i parametri comuni (intonazione e tracking); cambiando tipo
d’oscillatore, tutti i parametri comuni restano invariati.
D Gli oscillatori si possono sincronizzare - vedere “Sincronia oscillatore”.
D Ogni tipo d’oscillatore caricato nello slot Osc 1 può essere anche modulato in ampiezza dall’oscillatore 2 - vedere “Modulazione d’ampiezza
(AM)”.
Sezione Analog Osc
Alcuni wavetable hanno forme d’onda che seguono in modo sequenziale la serie delle
armoniche (ogni forma d’onda, cioè, aggiunge un’armonica); altri hanno serie di forme
d’onda che generano un suono simile allo “sweep” di un oscillatore in sync ed altre
wavetable sono semplicemente forme d’onda miscelate. Gli ultimi 11 wavetable sono
basati su quelli utilizzati nel sintetizzatore PPG 2.3 originale.
Sezione Phase Mod Osc
E’ un classico oscillatore analogico con 4 forme d’onda standard; il pulsante di selezione forma d’onda è nell’angolo in basso a sinistra del pannello oscillatore, ma per
cambiare forma d’onda si può anche cliccare direttamente sui simboli delle forme
d’onda. Le quattro forme d’onda disponibili sono: dente di sega, impulsiva, triangolare
e sinusoidale.
D Il parametro modificatore PW controlla la larghezza d’impulso e influenza solo la forma d’onda pulsante.
Regolando il parametro PW si cambia la larghezza dell’onda impulsiva, modulando
la larghezza d’impulso (PWM); è una funzione standard nella maggior parte dei
synth analogici “vintage”.
✪ Per un’onda quadra perfetta regolare il parametro PW a 64.
Sezione Wavetable Osc
Gli oscillatori Wavetable sono la base di molti synth “vintage” (PPG, Korg Wavestation e molti altri).
• Con l’oscillatore Wavetable, si può scegliere fra 32 wavetable e ogni wavetable
contiene molte forme d’onda diverse (fino a 64); usando un inviluppo o un LFO si
può scorrere un wavetable per generare variazioni timbriche.
I parametri sono i seguenti:
D Position è il parametro Modifier e controlla la posizione all’interno del
wavetable selezionato (cioè la forma d’onda attiva in un determinato
istante).
Modulando il parametro Position si possono scorrere le forme d’onda presenti nel
wavetable selezionato; naturalmente si può anche usare una singola forma d’onda
statica in un wavetable (non applicando alcuna modulazione a questo parametro).
L’oscillatore Phase Mod si ispira alla serie di synth Casio CZ; la modulazione di fase si
basa sulla modifica di forme d’onda digitali (sinusoidali) simulare le caratteristiche di
filtro comuni.
D Si possono combinare una Prima (First) e Seconda (Second) forma
d’onda; invece di essere miscelate le due forme d’onda sono riprodotte
in serie una dopo l’altra.
Ciò aggiunge una fondamentale un’ottava sotto l’altezza del suono originale.
D Il parametro PM modifica la forma dell’onda (in modo simile a un filtro).
Come Prima forma d’onda sono disponibili le seguenti forme d’onda:
• Sawtooth (dente di sega)
• Square (quadra)
• Pulse (impulsiva)
• Pulse and Sine (impulsiva e sinusoidale)
• Sine and flat (sinusoidale e piatta)
• Saw x Sine (dente di sega x sinusoidale)
• Sine x Sine (sinusoidale x sinusoidale)
• Sine x Pulse (sinisoidale x impulsiva)
Le ultime tre forme d’onda si possono definire “risonanti”, poichè in origine dovevano
simulare la risonanza del filtro; in realtà non lo fanno con molta precisione, ma in ogni
caso costituiscono un aspetto importante del suono.
La Seconda forma d’onda presenta le stesse onde disponibili tranne le ultime tre; inoltre può essere bypassata completamente. La forme d’onda si possono combinare a
piacere, ma non è possibile combinarne due “risonanti”.
D Il pulsante X-Fade determina se il passaggio tra le forme d’onda in un
wavetable deve essere netto (X-Fade Off) o graduale (X-Fade On).
Con X-Fade in On, ai passaggi tra le forme d’onda è applicato un crossfade.
D E’ possibile selezionare 32 wavetable usando i pulsanti freccia o cliccando nel display Wavetable.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
210
Sezione FM Pair Osc
Sezione Multi Osc
Come indica il nome, questo oscillatore genera una modulazione di frequenza (FM);
un oscillatore (Portante) è modulato in frequenza da un secondo oscillatore (Modulatore). Sebbene molto semplice da usare (a differenza di molti synth FM hardware)
questo oscillatore può generare una gamma molto ampia di suoni FM.
Questo versatile oscillatore può generare simultaneamente più forme d’onda “stonate” (detuned) del tipo impostato per voce; è ideale per generare timbri complessi
(es. per simulare i suoni di piatti o campane) genera anche un’ampia gamma di suoni
ricchi d’armoniche.
D I pulsanti di selezione Carrier e Modulator stabiliscono il rapporto di frequenza tra questi due oscillatori (l’intervallo di valori è 1-32).
Il rapporto di frequenza è quello che determina il contenuto principale in frequenza
(quindi il timbro del suono).
D Sono disponibili le seguenti forme d’onda principali: dente di sega,
quadra, dente di sega arrotondata, quadra arrotondata, impulsiva.
Le forme d’onda si selezionano usando il pulsante nell’angolo in basso a sinistra o
cliccando direttamente sul simbolo della forma d’onda.
D La manopola FM stabilisce l’intensità della modulazione di frequenza.
E’ anche il parametro Modifier; se l’intensità FM è zero, non si ha una modulazione
di frequenza e l’uscita è un sinusoide pura.
• Impostando l’intensità FM a zero e scorrendo i valori dell’oscillatore Carrier, si può
sentire che l’altezza cambia seguendo la serie delle armoniche.
• Scorrendo i valori dell’oscillatore Mod si cambia l’altezza allo stesso modo (anche
se per poterlo sentire l’intensità FM deve essere a un valore diverso da zero).
D Il parametro AMT controlla l’intensità di detune.
Ruotarlo in senso orario per un detune maggiore (è anche il parametro Modifier).
A bassi valori AMT si introducono lievi variazioni di detune che spostano il suono
facendolo muovere continuamente (come un chorus), mentre valori AMT superiori
possono generare timbriche pesantemente “stonate”.
Con un rapporto 2:2 la forma d’onda è la stessa del rapporto 1:1 ma un’ottava più in
alto, 3:3 è la stessa forma d’onda del rapporto 2:2 ma ad una quinta superiore, e così
via.
211
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
D Il parametro Detune Mode definisce la modalità operativa principale di
detuning.
Se AMT è “0” solo le modalità di detune “Octave” e “Fifth” cambiano veramente il
suono, poichè iniziano con forme d’onda duali intonate rispettivamente a un’ottava
e una quinta di distanza. Come indica il nome, le modalità “Fifth Up” e “Oct UpDn”
“stonano” le forme d’onda tra zero e il valore AMT massimo. “Linear” cambia la
quantità di detune in base a dove si suona sulla tastiera; sui tasti gravi la quantità
di detune è maggiore rispetto a quelli acuti, e viceversa.
Le altre modalità (Interval e Random) praticamente aggiungono altre forme d’onda
“stonandole” in vari modi, producendo risultati diversi.
Sezione Noise Osc
Sincronia oscillatore
La sincronia si ha quando un oscillatore riavvia il periodo di un altro oscillatore, in
modo che entrambi abbiano la stessa frequenza di base; cambiando o modulando la
frequenza dell’oscillatore sincronizzato si ha il tipico suono associato alla sincronia oscillatore.
Oscillatore Master
L’oscillatore Noise può generare rumore bianco e “colorato”, ma può essere usato
anche come oscillatore intonato (pitched) o sorgente di modulazione.
I parametri principali sono:
D Un solo parametro di rumore (tranne le manopole standard Tune e Kbd
track).
E’ il parametro Modifier del rumore che controlla diversi parametri in base alla modalità oscillatore selezionata (vedere in seguito).
D Il pulsante di selezione forma d’onda nell’angolo in basso a sinistra
serve per stabilire la modalità dell’oscillatore.
Sono disponibili le seguenti modalità:’
|Modalità |Descrizione
Band
In questa modalità, la manopola Oscillator controlla la banda passante
(bandwidth). Ruotandola completamente in senso orario, l’oscillatore
genera rumore puro; ruotandola in senso antiorario, si restringe gradualmente la banda passante fino a quando è generata una nota. Se la manopola KBD è completamente in posizione oraria, l’altezza segue la
tastiera normalmente.
S/H
S/H significa “sample & hold” (un tipo di generatore casuale); la manopola Oscillator controlla la velocità sample & hold. A valori elevati del
parametro Oscillator, si genera un rumore “colorato” con un suono leggermente di tipo “phaser”. A velocità inferiori, si può usare l’oscillatore
come sorgente di modulazione (come un LFO a valori casuali). Per esempio, modulando l’altezza di un altro oscillatore usando la modalità S/H
con un basso valore Rate come sorgente, si ottiene una modulazione
step casuale dell’altezza.
Static
Come indica il nome, può generare il suono di un’interferenza statica se si
usano bassi valori Oscillator. Il parametro Oscillator controlla la densità
(Density), cioè la quantità di staticità; valori Density elevati generano rumore.
Color
Genera rumore “colorato”, che in pratica è rumore dal quale sono filtrate
determinate frequenze (cioè nel rumore sono attenuate o enfatizzate alcune zone di frequenza); la manopola Oscillator controlla il colore
(Color).
A valore Color massimo si ottiene il rumore bianco, mentre a valori inferiori si genera un rumore che enfatizza le frequenze più basse.
White
Genera rumore bianco puro (tutte le frequenze hanno la stessa energia).
Per il rumore bianco non c’è un parametro Oscillator.
Oscillatore Slave
L’oscillatore sincronizzato che resetta l’altro oscillatore(i) è il Master e qualsiasi altro
oscillatore sincronizzato resettato da un altro oscillatore si chiama Slave. In Thor, l’oscillatore 1 è il Master (controlla l’altezza di base degli oscillatori) e gli oscillatori 2 e 3
sono Slave.
D La sincronia s’attiva o disattiva con i pulsanti Sync a sinistra degli slot
Osc 2 e 3.
D I cursori “BW” di sync a sinistra degli slot Osc 2 e 3 consentono di regolare la banda passante di sync.
Ciò consente di cambiare il carattere di sincronia dell’oscillatore; in pratica, il
parametro stabilisce quanto è immediato il reset (un’alta banda passante genera
un effetto di sync più pronunciato, e viceversa). La figura sopra mostra il reset di
una banda passante elevata (usando valori più bassi di banda passante, la curva
dell’oscillatore Slave è più arrotondata nei punti di reset).
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
212
Modulazione d’ampiezza (AM)
Slot Filter
La modulazione d’ampiezza (AM) è spesso denominata modulazione ad anello e funziona moltiplicando tra loro due segnali.
D In Thor, l’oscillatore 2 modula in ampiezza l’oscillatore 1.
L’uscita modulata ad anello presenta quindi frequenze aggiuntive, generate da
somma e differenza tra i due segnali; ciò si può usare per creare suoni enarmonici
complessi.
D La quantità AM si definisce usando il cursore a sinistra dello slot Osc 1.
Sezione Mix
Thor ha tre slot Filter liberi, due nella sezione Voice (che agiscono per-voce) e uno
nella sezione Global, generale per tutte le voci (vedere “Slot filtro Global”).
D Il tipo di filtro per uno slot si seleziona (o cambia) cliccando sul pulsante
freccia nell’angolo in alto a sinistra di uno slot.
Dal menu a tendina è possibile selezionare 4 tipi di filtro e la modalità bypass.
I tipi di filtro disponibili sono: Ladder LP, State Variable, Comb and Formant, ciascuno descritto separatemente in seguito.
Si applicano i seguenti criteri generali:
La sezione Mix consente di regolare i livelli e il bilanciamento relativo dei tre oscillatori.
D I filtri sono pre-cablati alla sezione Filter Envelope (vedere “Inviluppo
Filter”).
• I filtri 1 e 2 si possono usare in serie; l’uscita del filtro 1 si collega (via Shaper)
all’ingresso del filtro 2, oppure in parallelo (un segnale al filtro 1 e l’altro al filtro 2).
D I due cursori controllano rispettivamente i livelli d’uscita degli oscillatori
1-2 e dell’oscillatore 3.
Il routing pre-definito dei tre oscillatori nelle sezioni Filter 1-2 è descritto in “Collegamenti principali - un esempio”.
D La manopola Balance stabilisce il bilanciamento tra gli oscillatori 1 e 2.
Il parametro Balance è anche una destinazione di modulazione, che permette di
modulare il bilanciamento dei due oscillatori con un LFO, ad esempio. Si noti che
perchè le impostazioni della sezione Mix abbiano effetto gli oscillatori devono essere collegati al filtro(i) con i pulsanti di routing numerati.
Parametri comuni
Come per gli slot liberi degli oscillatori, alcuni parametri sono comuni a tutti i tipi di filtro:
D Tutti i tipi di filtro hanno grandi manopole per i parametri frequenza
(FREQ) e risonanza (RES) di filtro.
Ciò è leggermente diverso per il filtro Formant - vedere “Sezione Formant Filter”.
D Il parametro KBD stabilisce come la frequenza di filtro segue i dati d’altezza nota entranti.
Alcuni tipi di filtro (Ladder/State Variable/Comb) “auto-oscillano” e si possono usare come sorgenti oscillatore extra.
D Il parametro ENV stabilisce quanto la frequenza di filtro risponde alla
sezione Filter Envelope.
213
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
D Il parametro VEL definisce quanto la velocity della nota entrante influenza il parametro Amount della sezione Filter Envelope.
In altre parole, perchè questo parametro abbia effetto, il parametro ENV deve essere regolato a un valore diverso da zero.
Sezione State Variable Filter
D Il pulsante INV inverte il modo in cui la frequenza di filtro risponde alle
impostazioni dell’inviluppo.
D Il parametro Drive consente di regolare il guadagno d’ingresso del filtro.
Saturando il filtro s’aggiunge un carattere più definito al suono.
D Tutte le impostazioni dei parametri e qualsiasi modulazione assegnata
ai parametri sono mantenute anche cambiando il tipo di filtro.
Sezione Low Pass Ladder Filter
E’ un filtro multi-modalità con filtri Lowpass (LP) dalla pendenza di 12 dB/ottava,
Bandpass (BP), Highpass (HP) e i filtri Notch e Peak con “sweep” variabile tra le condizioni HP/LP (simile al filtro “vintage” Oberheim SEM).
Le modalità di filtro sono:
D Lowpass a 12 dB/ottava (LP 12)
I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte; questo
tipo di filtro ha una pendenza di 12dB/ottava.
D Bandpass a 12 dB/ottava (BP 12)
I filtri bandpass attenuano alte e basse frequenze lasciando passare una banda di
frequenza intermedia; ogni pendenza in questo tipo di filtro è 12 dB/ottava.
Il filtro Ladder LP è un lowpass che è stato ispirato dal famoso filtro controllato in tensione brevettato da Robert Moog nel 1965; il nome ha origine dalla forma di scala a
pioli che aveva il diagramma del circuito originale transistor/condensatori.
Il filtro originale aveva anche particolari caratteristiche non-lineari che contribuivano al
suono caldo e musicale per cui diventò famoso; queste caratteristiche sono riprodotte fedelmente nel filtro Ladder LP.
Nel loop di feedback (auto oscillante) c’è anche un modellatore interno. Attivando
l’auto oscillazione (vedere in seguito) il modellatore distorce il suono generando caratteristiche non-lineari; il parametro Drive regola l’intensità di questa distorsione.
D Sono disponibili 4 diverse pendenze di filtro: 24, 18, 12 e 6 dB/ottava.
La pendenza a 24dB è di due tipi:
• Type I - Il modellatore (controllato dal parametro Drive) è collocato all’uscita del filtro, prima del loop di feedback.
• Type II - Il modellatore (controllato dal parametro Drive) è collocato all’ingresso del
filtro, dopo il loop di feedback.
D Highpass a 12 dB/ottava (HP 12)
I filtri highpass lasciano passare le frequenze alte e attenuano quelle basse;
questo tipo di filtro ha una pendenza di 12dB/ottava.
D I filtri Notch e Peak utilizzano una combinazione di due uscite dallo
stesso filtro formate da un LP e HP impostati alla stessa frequenza di filtro.
La manopola LP/HP associata a queste due modalità di filtro modula la condizione
del filtro da lowpass a high-pass; se la manopola è in posizione centrale si ha una
pendenza di filtro Peak o Notch (dipende dalla modalità). Il parametro HP/LP può
essere assegnato come destinazione di modulazione.
D Auto-oscillando il filtro genera un’altezza nota riproducibile ad alti valori
di risonanza (se è atttiva l’auto-oscillazione).
L’auto-oscillazione s’attiva e disattiva usando il pulsante SELF OSC. La manopola
KBD controlla come la frequenza segue la tastiera; ruotandola completamente in
senso orario si ha un tracking di 12 semitoni/ottava.
Si noti che perchè il modellatore agisca, deve essere attiva la modalità “Self Osc” (vedere in seguito).
D Auto-oscillando il filtro genera un’altezza nota riproducibile ad alti valori
di risonanza (se è atttiva l’auto-oscillazione).
L’auto-oscillazione s’attiva e disattiva usando il pulsante SELF OSC.
La manopola KBD controlla come la frequenza segue la tastiera; ruotandola completamente in senso orario si ha un tracking di 12 semitoni/ottava.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
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Sezione Comb Filter
D Le manopole ENV-VEL-KBD influenzano il parametro X.
Il parametro si può controllare via CV.
D Il parametro “Gender” modifica il timbro basilare di generazione delle
vocali tra le caratteristiche maschile (bassi valori Gender) e femminile
(alti valori Gender).
Anche il parametro Gender può essere controllato via CV.
Modellatore (Shaper)
Il filtro Comb aggiunge lievi variazioni d’altezza ed effetti phaser ai suoni.
D In pratica, i filtri Comb sono brevi delay con feedback regolabile (controllato dalla manopola RES).
Un filtro Comb genera picchi risonanti a determinate frequenze; si usa in vari dispositivi di processo del segnale (es. i flanger) e genera un suono caratteristico allo
scorrere della frequenza.
D La differenza tra le modalità “Comb +” e “Comb –” è la posizione dei picchi nello spettro audio.
Quella principale udibile è l’attenuazione dei bassi in modalità Comb negativa.
Il modellamento d’onda è un metodo di sintesi per trasformare i suoni che altera la
forma dell’onda, introducendo quindi vari tipi di distorsione; lo Shaper può trasformare
radicalmente il suono o aggiungere solo un tocco di “calore”, dipende dalla modalità
e da altre impostazioni.
D L’ingresso dello Shaper è prelevato dall’uscita del Filtro 1.
Nella sezione Modulation è possibile inviare altre sorgenti direttamente allo
Shaper.
D Lo Shaper s’attiva cliccando sul pulsante nell’angolo in alto a sinistra.
D Il parametro RES controlla in entrambi i casi forma e dimensione dei picchi.
Impostando alti valori di risonanza e bassi valori di frequenza questo filtro genera
una nota.
Sezione Formant Filter
Il filtro Formant genera suoni vocali; non ci sono parametri Frequency o Resonance,
ma un cursore orizzontale per il parametro X e uno verticale per il parametro Y che
agiscono insieme generando le varie caratteristiche formanti del filtro.
D Per modificare simultaneamente i parametri X e Y muovere il “pallino”
nel rettangolo grigio del pannello.
I movimenti orizzontali modificano il parametro X e quelli verticali il parametro Y.
215
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
D Il parametro Drive imposta la quantità di modellamento dell’onda.
Consiglio: aumentando il parametro Drive del Filtro 1 si aggiunge ancor più granulosità e distorsione all’uscita dello Shaper.
D Lo Shaper ha 9 modalità selezionabili con i controlli freccia o cliccando
nel display Mode; tutte alterano la forma d’onda in vari modi.
Le modalità sono: Soft e Hard, Saturate, Sine, Bipulse, Unipulse, Peak, Rectify e
Wrap. Il modo esatto con cui le varie modalità influiscono sul suono dipende da
molti fattori; inoltre, c’è un elemento piuttosto casuale applicato alla distorsione
risultante. Si consiglia di provare le varie modalità per sentire cosa succede - sono
garantiti molti tipi di distorsione diversa del segnale originale!
Sezione Amp
LFO 1 ha i seguenti parametri:
|Parametro
Rate
Waveform
La sezione Amp (amplificatore) ha due ingressi (dai Filtri 1 e 2) e un’uscita è inviata
alla sezione Global oltre che al livello Master e alle uscite principali (Main Out).
D La manopola Gain controlla il livello e quella Velocity controlla la modulazione del guadagno (cioè di quanto la velocity influenza il livello): a
valori positivi si ha un livello superiore premendo un tasto con più forza.
Delay
D La manopola Pan regola la posizione stereo relativa delle singole voci.
Applicando la modulazione a questo parametro si possono collocare le singole
voci a posizioni stereo diverse quando si suona.
KBD Follow
Key Sync
LFO 1
Tempo Sync
|Descrizione
Stabilisce la velocità dell’LFO.
Definisce la forma d’onda dell’LFO; oltre alle forme d’onda standard (sinusoidale, quadra ecc.) ci sono varie forme d’onda casuali, non-lineari e a scalino (stepped). La forma è indicata nel
display e in pratica queste forme riflettono il modo in cui è influenzato un segnale.
Introduce un ritardo prima che inizi la modulazione dell’LFO
dopo aver suonato una nota; per delay più lunghi ruotare la manopola in senso orario.
Determina se (o quanto) il parametro Rate è influenzato dall’altezza della nota; ruotando la manopola in senso orario, la velocità di modulazione aumenta suonando più in alto sulla tastiera.
Come accennato in precedenza, l’LFO 1 è polifonico e genera
un ciclo separato dell’LFO per ogni nota suonata; se il pulsante
Key Sync è “Off” i cicli sono liberi, nel senso che suonando una
nota la modulazione può iniziare ovunque nel ciclo della forma
d’onda dell’LFO. Se invece Key Sync è “On” i cicli dell’LFO
sono resettati a ogni nota suonata.
Attivando questo pulsante la velocità (Rate) si sincronizza al
tempo del sequencer.
Un LFO (oscillatore a bassa frequenza) si usa per generare una modulazione ciclica
Un esempio tipico è un LFO che modula l’altezza di un oscillatore per generare il vibrato, ma ci sono molte altre applicazioni per gli LFO.
D LFO 1 applica una modulazione polifonica.
Assegnando cioè la modulazione di un parametro a LFO 1 è triggerato un singolo
ciclo dell’LFO per ogni nota che si suona.
D La forma d’onda dell’LFO si seleziona con i controlli freccia accanto al
display della forma d’onda o cliccando nel display e muovendo il mouse
in alto o in basso.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
216
Sezioni Envelope
D Gli intervalli di tempo per ogni step sono:
Attack: 0 ms - 10,3 sec.; Decay e Release: 3 ms - 29,6 sec.; il Sustain non è un
tempo ma un livello (da Off a 0dB).
Inviluppo Amp
Anche l’inviluppo Amp è un inviluppo standard ADSR.
D Configurando un inviluppo Amp si controlla come l’ampiezza o qualche
altro parametro cambia nel tempo con i quattro parametri Attack, Decay,
Sustain e Release.
Per una descrizione di questi parametri vedere il capitolo “Subtractor”.
D Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da
note (modalità normale) e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro.
Normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo.
D Gli intervalli di ogni step sono come quelli dell’inviluppo Filter.
Nella sezione Voice ci sono tre generatori d’inviluppo: Amp, Filter e Mod. Ciascuna
voce riprodotta ha un inviluppo separato; c’è anche un inviluppo Global descritto a
parte - vedere a page 218.
D L’inviluppo Filter è pre-cablato per controllare la frequenza dei Filtri 1 e
2.
Si noti che il controllo d’inviluppo della frequenza di filtro si può disattivare in ogni
sezione Filter (il parametro Env può essere impostato a 0), quindi l’inviluppo di filtro può essere usato anche per controllare altri parametri.
D La sezione Amp Envelope è pre-cablata per controllare l’ampiezza (volume).
Analogamente, anche l’inviluppo Amp si può usare per controllare altri parametri,
ma nella sezione Voice non è possibile disattivare l’inviluppo Amp - se non c’è una
voce attiva (cioè non arriva un gate di trigger all’inviluppo Amp) non ci sarà un’uscita dagli oscillatori o da qualsiasi sorgente audio esterna inviata alla sezione
Voice.
Inviluppo Mod
E’ un inviluppo generico ADR (Attack, Decay, Release) con uno stadio pre-delay che
precede la fase Attack; la fase da Delay a Decay può anche essere loopata. Oltre ai
normali stadi standard Attack, Decay e Release l’inviluppo Mod ha i seguenti
parametri:
|Parametro
Delay
Loop
Tempo Sync
D L’inviluppo Mod può essere assegnato a piacere al controllo dei
parametri.
Per farlo si usa la sezione Modulation.
Inviluppo Filter
L’inviluppo Filter è un inviluppo standard ADSR come quello di Subtractor.
D Configurando un inviluppo di filtro si controlla come la frequenza del filtro o qualche altro parametro cambia nel tempo con i quattro parametri
Attack, Decay, Sustain e Release.
Per una descrizione di questi parametri vedere il capitolo “Subtractor”.
D Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da
note (modalità normale) e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro.
Normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo.
217
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
Gate Trigger
|Descrizione
Si può impostare un ritardo prima che inizi l’inviluppo.
Se attivo, la fase d’inviluppo da Delay a Decay si ripete in
loop.
Se “On” ogni stadio ha una durata che corrisponde a incrementi di beat del tempo corrente del sequencer. Per esempio, ci può essere un ritardo di 1/4 prima di una fase
d’attacco di 1/16 seguita da un decadimento di 1/8; ogni
stadio si può impostare in un intervallo da 1/32 a 4/1 (4 misure).
Se “Off” i tempi d’inviluppo sono liberi e si possono impostare in secondi (stessi intervalli tempo dell’inviluppo Filter).
Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia
triggerato da note (modalità normale) e fare in modo che sia
triggerato da qualche altro parametro; normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo.
Sezione Global
Inviluppo Global
L’inviluppo Global è un inviluppo avanzato utilizzabile per qualsiasi scopo; si ricorda
però che è a “singolo trigger” quindi non retriggera le note in legato come descritto in
precedenza. E’ un inviluppo ADSR con uno stadio pre-delay e uno hold prima del Decay.
E’ possibile eseguire Loop e Sync dei tempi al tempo della song.
Oltre ai parametri ADSR standard, l’inviluppo Global ha i seguenti parametri:
|Parametro
Delay
Loop
Hold
Tempo Sync
La sezione Global presenta parametri che influenzano tutte le voci; è costituito da due
effetti, uno slot filtro libero, l’inviluppo Global e l’LFO 2.
Sezione effetti
Ci sono due effetti globali mono in/stereo out: un Delay e un Chorus. Questi effetti
sono applicati equamente a tutte le voci che arrivano dalla sezione Amp (se attiva).
Nella catena del segnale, gli effetti sono collocati dopo il filtro Global.
D Ci sono i controlli per i parametri standard Delay/Time e Feedback.
Il Chorus differisce dal Delay solo nell’intervallo dei tempi di ritardo - crea effetti di
chorus (cioè brevi ritardi), mentre il Delay genera effetti di eco.
Gate Trigger
|Descrizione
Stabilisce un ritardo prima che inizi l’inviluppo.
Se attivo, la fase d’inviluppo da Delay a Decay si ripete in
loop.
Definisce una fase “hold” prima del Decay.
Se “On” ogni stadio ha una durata che corrisponde a incrementi di beat del tempo corrente del sequencer. Per esempio, ci può essere un ritardo di 1/4 prima di una fase
d’attacco di 1/16 seguita da un decadimento di 1/8; ogni
stadio si può impostare in un intervallo da 1/32 a 4/1 (4 misure).
Se “Off” i tempi d’inviluppo sono liberi e si possono impostare in secondi (stessi intervalli tempo dell’inviluppo Filter).
Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia
triggerato da note e fare in modo che sia triggerato da
qualche altro parametro; normalmente questo pulsante è attivo.
D Il parametro Delay Time può essere sincronizzato al tempo.
Per farlo si usa il pulsante Tempo Sync - se “On” il tempo di ritardo è impostato in
risoluzioni beat sincronizzate al tempo del sequencer principale.
D Gli effetti Delay e Chorus possono anche essere modualti in altezza da
un LFO interno (parametri “Mod”).
“Rate” controlla la velocità dell’LFO e “Amount” la diffusione stereo.
D Dry/Wet regola l’equilibrio tra segnale non processato (dry) ed effettato
(wet).
Slot filtro Global
E’ lo slot del Filtro 3 nel quale è possibile caricare uno dei tipi di filtro. Il Filtro 3 in pratica è configurato come gli altri slot di filtro. Le differenze sono che il parametro ENV
controlla la modulazione dell’inviluppo Global e non ci sono inviluppi di filtro separati
per ogni voce; suonando una nota si triggera l’inviluppo di filtro. Suonando nuove note
mentre una è tenuta premuta (legato) non si triggera l’inviluppo di filtro.
Per una descrizione dei tipi di filtro vedere “Slot Filter”.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
218
LFO 2
D LFO 2 è un LFO standard ma non polifonico come LFO 1.
In una “Init Patch” non è assegnato ad alcun parametro, quindi per utilizzarlo si deve usare la sezione Modulation Routing.
• Inoltre, i parametri Delay e Key Sync dell’LFO 2 sono a singolo trigger (cioè l’LFO
non retriggera questi parametri per le note in legato).
Sezione bus routing di
modulazione
D Per selezionare una forma d’onda dell’LFO usare i controlli freccia accanto al display della forma d’onda o cliccare nel display e trascinare il
mouse in alto o in basso.
L’LFO 2 ha i seguenti parametri:
|Parametro
Rate
Waveform
Delay
Key Sync
Tempo sync
|Descrizione
Stabilisce la velocità dell’LFO.
Definisce la forma d’onda dell’LFO; oltre alle forme d’onda standard (sinusoidale, quadra, ecc.) ci sono varie forme d’onda casuali, non-lineari e a scalino (stepped). La forma delle onde è
visualizzata nel display e mostra come è influenzato il segnale.
Introduce un ritardo prima che inizi la modulazione dell’LFO
dopo aver suonato una nota; per ritardi più lunghi ruotare questa
manopola in senso orario.
Se “Off”, il ciclo dell’LFO è libero: quando si suona una nota la
modulazione può iniziare ovunque nel ciclo della forma d’onda
dell’LFO. Se “On” il ciclo dell’LFO si resetta a ogni nota suonata.
Se “On” la velocità (Rate) si sincronizza al tempo del sequencer
in incrementi di beat (da 4/1 a 1/32).
Un bus di modulazione serve per collegare una sorgente di modulazione a una destinazione di modulazione. Sono disponibili sia i parametri dei segnali audio che di controllo (CV). Si ha quindi un sistema di routing molto flessibile che integra il routing precablato del pannello Voice.
Operazioni principali - un semplice esempio
Per illustrare le operazioni principali della sezione bus di modulazione, configuriamo
una semplice assegnazione di modulazione da sorgente a destinazione:
1. Selezionare “Initialize Patch” dal menu Edit.
Se ci sono impostazioni non salvate che si desidera conservare, ricordarsi di salvarle!
La “Init Patch” è una semplice configurazione costituita da 1 oscillatore/1 filtro che
genera un suono quando si suona ed è ciò che serve per questo esempio.
D La parte sinistra della sezione Modulation presenta 5 colonne: Source,
Amount, Dest, Amount e Scale.
Sotto le intestazioni colonna ci sono 7 file; ogni fila è un bus di modulazione ove si
può assegnare una modulazione da Sorgente a Destinazione.
2. Cliccare nella fila in alto della colonna Source più a sinistra.
Appare un menu a tendina che elenca tutti i parametri di modulazione sorgente disponibili.
La metà superiore del menu presenta i parametri sorgente della sezione Voice, mentre
nella metà inferiore ci sono vari parametri sorgente globali relativi a riproduzione ed
esecuzione, l’inviluppo Global e gli ingressi Step Sequencer, CV e Audio.
219
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
6. Cliccare sulla colonna Amount nella fila in alto a destra della colonna Source
e muovere in alto e in basso il puntatore del mouse per impostare un valore
Amount.
E’ possibile impostare valori Amount positivi e negativi (+/- 100%).
D Suonando alcune note si può sentire l’altezza dell’oscillatore modulata
dall’LFO per produrre il vibrato.
Il vibrato però sarà costante (probabilmente non è ciò che si desidera); per risolvere questo problema si assegna un parametro Scale, il quale a sua volta consente
di assegnare un altro parametro al controllo del valore Amount di modulazione.
7. Cliccare sulla colonna “Scale” nella fila in alto.
Appare un menu a tendina con tutti i parametri Scale disponibili. Nella metà superiore
del menu ci sono i parametri della sezione Voice e in quella inferiore i vari parametri
riferiti a riproduzione ed esecuzione, l’inviluppo Global, gli ingressi Step Sequencer,
CV e Audio.
Un controller tipico del vibrato è la rotellina Mod.
8. Selezionare “Performance” dal menu e poi “Mod wheel” dal submenu.
3. Dal menu a tendina selezionare “LFO 1”.
Significa che LFO 1 è la sorgente di modulazione, la quale può essere assegnata alla
modulazione del parametro di destinazione.
4. Cliccare sulla colonna “Dest” nella fila in alto.
Appare un menu a tendina con tutte le destinazioni di modulazione disponibili. Nella
metà superiore del menu ci sono le destinazioni della sezione Voice, mentre la metà
inferiore presenta le destinazioni della sezione Global, le uscite Step Sequencer, CV
e Audio.
5. Selezionare “Osc 1” dal menu e poi “Pitch” dal submenu.
L’altezza di Osc 1 è ora modulata dall’LFO 1 e la quantità di modulazione è controllata
dalla rotellina Mod; quanto il parametro Scale controlla il valore Amount si stabilisce
usando la colonna “Amount” della fila in alto (a sinistra della colonna Scale).
9. Cliccare nella colonna Amount della fila in alto e muovere in alto e in basso il
puntatore del mouse per impostare un valore Amount.
E’ possibile impostare valori Scale Amount positivi e negativi (+/- 100%); per controllare completamente la modulazione dell’LFO in modo che non ci sia vibrato
quando la rotellina Mod è a zero impostare Amount a 100%.
L’altezza di Osc 1 ora è modulata dall’LFO 1; il prossimo passo consiste nel definire
la quantità di modulazione da applicare.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
220
10.Il routing di modulazione è ora completo!
Si ha il totale controllo sulla modulazione del vibrato usando la rotellina Mod.
• La quantità di modulazione applicata con il parametro Scale al massimo è controllata dal parametro Source to Destination Amount).
• Quanto il parametro Scale controlla la modulazione dipende dal valore del
parametro Scale Amount.
• Per cancellare tutto il routing di modulazione usare il pulsante CLR a destra del rispettivo bus.
Sorgenti di modulazione - sezione Voice
Come sorgenti di modulazione della sezione Voice si possono usare i seguenti
parametri:
|Parametro
Voice Key
Tre tipi di routing di modulazione
Come descritto nell’esempio, gli operatori principali nel sistema bus del routing di
modulazione sono:
• Parametri Modulation Source, Modulation Destination e Modulation Amount.
• Un parametro Scale che controlla quello Modulation Amount e uno Scale Amount
che controlla quanto il parametro Scale controlla Modulation Amount.
In Thor ci sono tre diversi tipi di bus per il routing di modulazione:
D Sette bus di routing “Source –> Destination –> Scale”.
Sono le sette file nella metà sinistra della sezione Modulation (come indica l’esempio).
Osc 1/2/3
Filter 1/2
Shaper
D Quattro bus “Source –> Destination 1 –> Destination 2 –> Scale”.
Sono le quattro file in alto nella metà destra della sezione Modulation. Il concetto è
lo stesso, ma il parametro Source può influenzare due parametri Destination diversi (con valori Amount variabili) e un parametro Scale che a sua volta influenza il
valore Amount di modulazione per entrambe le destinazioni.
D Infine, ci sono due bus “Source –> Destination –> Scale 1 –> Scale 2”.
Significa che un valore Amount di modulazione può usare due parametri Scale.
Un esempio: l’inviluppo Mod è la sorgente e l’altezza dell’oscillatore la destinazione (Amount a un valore qualsiasi). Come primo parametro Scale usiamo la rotellina Mod (Amount a 100 in modo che quando la rotellina Mod è a zero non è
applicata alcuna modulazione) e come secondo parametro Scale l’LFO 1 (Amount
a un valore qualsiasi); muovendo la rotellina Mod, la quantità di modulazione d’altezza sarà modulata simultaneamente dall’inviluppo Mod e dall’LFO 1.
221
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
Amp
LFO 1
Filter Envelope
Amp Envelope
Mod Envelope
|Descrizione
Voice Key consente di assegnare la modulazione in base alle
note. Ci sono 4 modalità selezionabili dai sub-menu:
• Note - è il keyboard tracking; se si usa un valore Amount positivo e la destinazione è la frequenza del filtro, quest’ultima
segue la tastiera (cioè aumenta con le note più acute).
• Note2 - simile a Note ma all’interno di un intervallo d’ottava
ripetuto. Per esempio, se Note2 modula Amp Pan la posizione pan si sposta da sinistra a destra nell’intervallo di un’ottava e poi riparte; suonando normalmente gli accordi sulla
tastiera, le note si distribuiscono casualmente nel campo sonoro stereo.
• Velocity - applica la modulazione in base alla velocity (la forza
con la quale si premono i tasti).
• Gate - E’ il Gate On/Off; se applicato all’altezza dell’oscillatore, ad esempio, si ha un valore d’altezza (stabilito da
Amount) quando si preme un tasto e un altro valore (l’altezza
non modulata) al rilascio del tasto.
Consente d’inviare l’uscita audio dagli oscillatori a una destinazione.
Uscita audio dei filtri; tutti i parametri del filtro influenzano la destinazione.
Uscita audio del modulo Shaper; si noti che qualsiasi cosa collegata allo Shaper (es. il Filtro 1) influenza l’uscita dello Shaper,
quindi la modulazione risultante.
Uscita audio della sezione Amp Gain.
Consente di modulare i parametri con l’LFO 1.
Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Filter.
Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Amp.
Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Mod.
Sorgenti di modulazione - Global
Come sorgenti di modulazione della sezione Global si possono usare i seguenti
parametri:
|Parametro
Global Envelope
Voice Mixer
|Descrizione
Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Global.
Consente di modulare i parametri usando gli ingressi Left e
Right del Mixer.
Last Key
Applica la modulazione in base all’ultima nota suonata
(monofonica) via MIDI o dallo Step Sequencer; per esempio,
si può usare Last Key per fare in modo che una frequenza di
filtro segua le note riprodotte dallo Step Sequencer.
MIDI Key
Applica la modulazione globalmente in base alle note, non
per-voce (in altre parole è monofonica); per esempio, usando
MIDI Note come sorgente e la frequenza di un filtro auto-oscillante come destinazione, il filtro seguirà le note ma si potrà
suonare solo una voce per volta. MIDI Note è comodo per il
transpose in tempo reale di pattern Step.
Ci sono 3 modalità selezionabili dai sub-menu:
• Note - è il keyboard tracking; se si usa un valore Amount
positivo e la destinazione è la frequenza del filtro, quest’ultima segue la tastiera (cioè aumenta con le note più
acute).
• Velocity - applica la modulazione in base alla velocity (la
forza con la quale si premono i tasti).
• Gate - E’ il Gate On/Off; se applicato all’altezza dell’oscillatore, ad esempio, si ha un valore d’altezza (stabilito da
Amount) quando si preme un tasto e un altro valore (l’altezza non modulata) al rilascio del tasto.
LFO 2
Consente di modulare i parametri con l’LFO 2.
Performance parame- In questo submenu si può assegnare uno dei controller Perters
formance standard a modulare/scalare i parametri Mod
Wheel/Pitch Bend/Breath/AfterTouch/Expression.
Modifiers
Qui s’assegnano parametri e funzioni al controllo delle 2
manopole e dei 2 pulsanti virtuali sul pannello Controller.
Sustain Pedal
Consente di assegnare il pedale di Sustain come sorgente di
modulazione.
Polyphony
Consente di applicare la modulazione in base alla quantità di
note che si suonano; per esempio, si può avere un attacco
d’inviluppo breve quando si suonano singole note e un attacco lungo suonando gli accordi.
Step Sequencer
Consente di applicare la modulazione in base alle impostazioni di ogni step nello Step Sequencer.
Nel submenu si può scegliere di applicare la modulazione in
base alle impostazioni Gate/Note/Curve 1 e 2/Gate Length/
Step Duration di ogni step.
Inoltre, ci sono Start ed End Trig che inviano un trigger di
gate rispettivamente a inizio e fine della sequenza di step.
|Parametro
CV Inputs 1-4
Audio Inputs 1-4
|Descrizione
Sono ingressi CV sul pannello posteriore che consentono
l’utilizzo delle sorgenti di modulazione esterne (es. Matrix) in
Thor. Se collegati è possibile assegnare a piacere segnali
CV esterni a qualsiasi destinazione di modulazione in Thor.
Sono ingressi audio sul pannello posteriore che consentono
di collegare segnali audio esterni e processarli usando i
parametri di Thor (oppure usarli come sorgenti di modulazione).
Vedere a page 224.
Destinazioni di modulazione - sezione Voice
Come destinazioni di modulazione è possibile usare i seguenti parametri della sezione
Voice:
|Parametro
Osc 1
Osc 2/ Osc 3
|Descrizione
Nel submenu Osc 1 sono disponibili quattro destinazioni di
modulazione:
• Pitch - influenza l’altezza (frequenza) dell’oscillatore.
• FM - modula in frequenza l’oscillatore.
La differenza tra Pitch e FM è che se la sorgente è un segnale audio ad alta frequenza (cioè un oscillatore o un segnale
audio esterno) FM non altera l’altezza di base della sorgente,
ma solo il timbro; usando Pitch, invece, cambiano sia altezza
che timbro del suono.
• C’è anche un parametro Modifier, che è diverso in base al
tipo d’oscillatore selezionato; per i dettagli vedere “Sezione Oscillator”.
• Osc 2 AM Amount - controlla la quantità di modulazione
AM proveniente da Osc 2; vedere “Modulazione d’ampiezza (AM)”.
Gli slot oscillatore 2 e 3 hanno gli stessi parametri di destinazione di Osc 1 (ma non c’è AM).
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
222
|Parametro
Filter 1/ Filter 2
Shaper Drive
Amp
Mix
Filter Envelope
Amp Envelope
Mod Envelope
LFO 1 Rate
223
|Descrizione
Nei submenu dei Filtri 1 e 2 sono disponibili le seguenti destinazioni:
• Audio In - consente di collegare una sorgente audio (es.
un oscillatore o un segnale audio esterno) all’ingresso del
filtro.
• Frequency - controlla la frequenza del filtro.
• Frequency (FM) - applica la modulazione di frequenza al
filtro.
La differenza tra Frequency e FM è che se la sorgente è un
segnale audio ad alta frequenza (cioè un oscillatore o un
segnale audio esterno) FM non altera la frequenza di base
della sorgente, ma solo il timbro; usando Frequency, invece,
sono influenzati sia l’altezza che il timbro del suono.
• Resonance - controlla la risonanza del filtro.
• Drive - controlla il parametro Drive del filtro.
• Gender - controlla il parametro Gender (solo la formante
del filtro).
• LPHPMix - controlla il parametro LP/HP (solo la variabile
di stato del filtro).
Controlla il parametro Drive del modulo Shaper.
I submenu della sezione Amp hanno tre destinazioni:
• Input - consente di collegare una sorgente (es. un oscillatore o un segnale audio esterno) all’ingresso della sezione
Amp.
• Gain - controlla il guadagno della sezione Amp.
• Pan - controlla il Pan di ogni voce; modulando questo
parametro con LFO 1, ad esempio, la posizione Pan modulerà in modo diverso per ogni voce che si suona.
Il submenu Mixer ha tre destinazioni:
• Osc 1+2 Level - controlla il livello degli oscillatori 1 e 2.
• Osc 1:2 Balance - è possibile modulare il bilanciamento di
livello tra gli oscillatori 1 e 2 (per lo “sweep” da un oscillatore all’altro, ad esempio).
• Osc 3 Level - controlla il livello dell’oscillatore 3.
Le destinazioni di modulazione dell’inviluppo Filter sono:
• Gate - ingresso gate dell’inviluppo; un segnale di gate applicato a questo ingresso triggera l’inviluppo.
• Attack - controlla l’attacco dell’inviluppo.
• Decay - controlla il decadimento dell’inviluppo.
• Release - controlla il rilascio dell’inviluppo.
Ha gli stessi parametri di destinazione dell’inviluppo di filtro.
Ha gli stessi parametri di destinazione dell’inviluppo di filtro.
Consente di controllare il parametro Rate di LFO 1.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
Destinazioni di modulazione - Global
Sono disponibili le seguenti destinazioni di modulazione Global:
|Parametro
Portamento
LFO 2 Rate
Global Envelope
Filter 3
Chorus
Delay
|Descrizione
Consente di controllare il parametro del tempo di Portamento.
Consente di controllare il parametro Rate di LFO 2.
Le destinazioni di modulazione dell’inviluppo Global sono:
• Gate - ingresso gate dell’inviluppo; un segnale gate applicato a questo ingresso triggera l’inviluppo.
• Attack - controlla il tempo d’attacco dell’inviluppo.
• Decay - controlla il tempo di decadimento dell’inviluppo.
• Release - controlla il tempo di rilascio dell’inviluppo.
Nel submenu del Filtro 3 sono disponibili le seguenti destinazioni di modulazione:
• Left/Right In - consente di collegare una sorgente all’ingresso del filtro.
• Frequency - controlla la frequenza del filtro.
• Frequency (FM) - applica la frequenza di modulazione al
filtro.
• Resonance - controlla la risonanza del filtro.
• Drive - controlla il parametro Drive del filtro.
• Gender - controlla il parametro Gender del filtro (solo la
formante del filtro).
• LPHPMix - controlla il parametro LP/HP (solo la variabile
di stato del filtro).
L’effetto Chorus ha le seguenti destinazioni:
• equilibrio Dry/Wet
• Delay (time)
• ModRate
• ModAmount
• Feedback
L’effetto Delay ha le seguenti destinazioni:
• equilibrio Dry/Wet
• Time
• ModRate
• ModAmount
• Feedback
|Parametro
Step Sequencer
CV Output 1-4
Audio Output 1-4
|Descrizione
Consente di controllare vari parametri che riguardano lo
Step Sequencer.
• Trig - abilita il controllo sulla condizione Run On/Off dello
Step Sequencer.
• Rate - abilita il controllo sulla velocità dello Step Sequencer.
• Transpose - abilita il controllo sull’altezza di base dello
Step Sequencer; applicando MIDI Note come sorgente a
questo parametro, ad esempio, si può eseguire il transpose della sequenza suonando le note.
• Velocity - abilita il controllo sulla risposta alla velocity dello
Step Sequencer.
• Gate Length - abilita il controllo sulla risposta Gate Length
dello Step Sequencer.
Consente d’inviare i segnali alle uscite CV sul retro del dispositivo; si noti che è possibile inviare i segnali CV alle uscite
audio, e viceversa.
Consente d’inviare i segnali alle uscite audio sul retro del dispositivo; si noti che è possibile inviare i segnali audio alle uscite audio, e viceversa.
Parametri Scale
I parametri Scale disponibili sono uguali a quelli Source.
Uso degli ingressi Audio
I 4 ingressi Audio sul pannello posteriore si possono usare per collegare sorgenti audio esterne e processarle con i parametri di Thor.
Si noti che collegando l’audio alla sezione Voice, si applicano i seguenti criteri:
• Nella sezione Voice ci sono solo ingressi mono.
• Per poter sentire il segnale audio si deve inviare un trigger di gate; ciò si può fare
in tre modi: suonando le note, attraverso le note riprodotte dallo Step Sequencer o
con segnali CV di gate.
Step Sequencer
Lo Step Sequencer di Thor è un ulteriore sviluppo degli step sequencer presenti su
molti sistemi modulari analogici “vintage”; si può usarlo per programmare sequenze
d’arpeggio, brevi melodie o semplicemente come sorgente di modulazione.
E’ possibile avere fino a 16 step ognuno dei quali può essere programmato con vari
valori, come altezza nota (Note Pitch), Velocity, durata step (Step Duration), ecc..
Operazioni principali
Parametri e funzioni principali sono:
D La fila di 16 pulsanti si usa per programmare la condizione On/Off di
ogni step.
Un pulsante illuminato indica che lo step è attivo, mentre un uno spento indica che
lo step è in pausa (muto).
D Sopra ogni pulsante step c’è una manopola che serve per impostare i
valori del rispettivo step.
D La manopola Edit determina quale valore s’imposta con le manopole
step.
I valori Edit disponibili sono: Note (altezza), Velocity, durata Gate (Gate Length),
durata step (Step Duration), Curve 1 e 2.
D Il pulsante Run avvia/ferma lo Step Sequencer.
Ciò che avviene esattamente cliccando sul pulsante Run dipende dalla modalità Run.
(Vedere in seguito).
Impostare la modalità Run
D Il routing audio alle destinazioni Global non richiede un trigger di gate e
gli ingressi sono stereo.
D Le sorgenti audio esterne si possono usare semplicemente per la modulazione.
Per esempio, si può modulare l’altezza degli oscillatori con un segnale
audio.
In questo modo è possibile usare la sorgente d’ingresso audio per modulare qualsiasi destinazione disponibile.
La modalità Run si sceglie con la levetta accanto al pulsante Run; la modalità stabilita
controlla la riproduzione dello Step Sequencer quando si clicca sul pulsante Run. Le
opzioni sono:
D Modalità Repeat - la sequenza si ripete in continuazione.
Cliccare di nuovo sul pulsante Run o usare i controlli di trasporto per fermarla.
D Modalità 1 Shot - la sequenza è riprodotta una volta e poi si ferma.
D Modalità Step - il pulsante Run fa avanzare la sequenza di uno step alla
volta.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
224
D Modalità Off - Lo Step Sequencer non è attivo.
4. Assicurarsi che la manopola Edit sia impostata in Note.
Impostare la direzione
Il parametro Direction stabilisce la direzione della sequenza di step; le opzioni sono:
D Forward - la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step.
D Reverse - la sequenza è riprodotta dall’ultimo al primo step.
5. Ruotare una delle manopole Step sopra uno dei pulsanti Step.
Un tooltip indica a quale altezza nota si trova la manopola; quando la sequenza si
ripete si sentirà la variazione d’altezza di quello step. Ruotare la manopola in senso
orario per aumentare l’altezza in incrementi di semitono e in senso antiorario per
abbassarla.
D Pendulum 1 - la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step e poi
dall’ultimo al primo step.
Con questa opzione l’ultimo e il primo step sono riprodotti due volte.
D Pendulum 2 - la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step e poi dal
penultimo al secondo step (il primo e ultimo step non sono ripetuti).
D Random - gli step sono riprodotti seguendo un ordine casuale.
Programmare l’altezza nota dello step
Per programmare l’altezza nota dello step procedere come segue:
1. Assicurarsi che nel pannello Controller sia attivo il pulsante Step Seq Trigger.
D L’intervallo nota della manopola si stabilisce con la levetta Octave a sinistra dei pulsanti Step.
Gli intervalli nota disponibili sono: 2 ottave (un’ottava in più e in meno rispetto alla
posizione centrale della manopola (C3), 4 ottave (due ottave in più e in meno rispetto alla posizione centrale della manopola (C3) o “Full” (da -C2 a G8).
✪ L’intervallo d’ottava si può impostare in modo indipendente per ogni
step; ogni step memorizza l’intervallo d’ottava corrente definito per esso
mantenendolo fino a quando si cambia l’altezza dello step impostando
un intervallo d’ottava diverso.
D Gli step si possono programmare “al volo” (con lo Step Sequencer in azione) o uno step alla volta (modalità Step).
In modalità Step, cliccando Run si avanza il numero dello step di una posizione; si
possono così impostare i parametri step di uno step alla volta.
2. Selezionare la modalità Run “Repeat”.
Non è indispensabile usare la modalità Repeat, ma ciò facilita la comprensione
delle operazioni successive.
3. Avviare lo Step Sequencer cliccando sul pulsante Run.
Si sentirà una sequenza di note ripetute, ciascuna alla stessa altezza (C3).
Lo step corrente è indicato da un LED giallo sopra i pulsanti Step.
Con questo metodo generale si può continuare a inserire l’altezza nota per gli altri
step.
Inserire le pause
Per rendere ritmicamente più interessanti le sequenze di step è possibile programmare delle pause per gli step.
D Per farlo basta cliccare su uno o più pulsanti Step in modo che si spengano.
Gli step spenti sono pause.
D Si noti che il valore Step Duration vale anche per le pause.
225
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
Impostare il numero di step
Funzioni Step Pattern
D Prima d’iniziare una sequenza si può stabilire quanti step dovrà avere
con la manopola Steps situata all’estrema destra nel pannello.
Si possono usare fino a 16 step; i LED illuminati sopra ogni pulsante Step indicano il numero di step utilizzati. Si può anche cambiare il numero di step cliccando
direttamente su un LED - il sequencer si ferma/parte in corrispondenza dello step
selezionato.
Nel menu Edit (e in quello contestuale del dispositivo) ci sono alcune funzioni Step
Pattern specifiche; esse sono:
|Funzione
Randomize Sequencer Pattern
Shift Pattern L/R
|Descrizione
La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali; si applica
solo al valore Edit selezionato.Per esempio, se impostato in
Note sono resi casuali solo i valori d’altezza nota, non velocity,
gate length, ecc..
La funzione Shift Pattern sposta il pattern di uno step a sinistra
o destra; tutti i parametri (pause, altezza nota, velocity, ecc.) si
spostano di uno step.
Impostare la velocità (Rate)
La manopola Rate determina la velocità della sequenza di step.
• Si possono usare velocità “libere” (cioè non sincronizzate al tempo del sequencer
principale) o sincronizzate al tempo.
Per farlo si usa il pulsante Sync; se è attivo si può impostare il tempo in varie
risoluzioni beat.
Impostare altri valori per gli step
Per ogni step si possono programmare anche altri parametri oltre all’altezza nota usando sempre le manopole Value; con la manopola Edit si può impostare:
D Velocity - selezionandola come modalità Edit è possibile stabilire un valore di velocity per ogni step.
Il valore di default è 100; l’intervallo di valori è 0-127.
D Gate Length - selezionandola come modalità Edit si può impostare un
valore Gate Length per ogni step.
Il valore di default è 75%; Gate Length determina la durata della nota riprodotta da
quello step.
D Step Duration - selezionandola come modalità Edit si può stabilire un
valore Step Duration per ogni step.
Questo parametro determina la durata totale dello step, un fattore che dipende
dalla velocità (Rate) del sequencer; l’intervallo di valori và da 1/4 a 4. Per esempio,
se Rate è 1/16, a “1” sarà riprodotta una nota da 1/16, a “4” sarà riprodotta una
nota da 1/4, ecc..
D Le Curve 1 e 2 consentono di stabilire i valori di ogni step che possono
essere assegnati al controllo dei parametri desiderati.
Ciò si esegue nella sezione dei bus routing di modulazione ove queste due curve
si possono selezionare in modo indipendente come controller sorgente.
✪ Queste curve si possono confrontare con l’uscita Curve CV di Matrix rappresentano semplicemente una serie di valori applicabili a qualsiasi
cosa.
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
226
Connessioni
Sul retro di Thor ci sono i seguenti jack Audio e CV:
Ingressi Sequencer Control
Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare Thor da un altro
dispositivo CV/Gate (es. un Matrix o RPG-8). Il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza nota, mentre il segnale all’ingresso Gate presenta le note On/Off insieme alla
velocity.
Ingressi Modulation
D Gli ingressi rotanti di controllo in tensione CV (con i rispettivi potenziometri di tensione), possono modulare i due controlli virtuali rotanti.
Quindi, tutti i parametri assegnati a un controllo rotante possono essere modulati
da un segnale CV.
D Il Filtro 1x consente il controllo CV sulla frequenza del Filtro 1.
Se si usa il filtro Formant questo è il parametro X - vedere “Sezione Formant Filter”.
D I quattro ingressi CV possono ricevere i segnali CV da sorgenti esterne
che saranno disponibili come sorgenti nel bus di modulazione.
Uscite Modulation
Qui ci sono le uscite CV provenienti dall’inviluppo Global e dall’LFO 2, oltre che le 4
uscite CV assegnabili dall’utente.
Ingressi Audio
Gli ingressi Audio si possono usare per collegare le uscite audio provenienti da altri
dispositivi di Reason. Se collegati, si possono collegare gli ingressi Audio come sorgente di modulazione a uno dei filtri (ad esempio) e processare il segnale esterno.
Vedere “Uso degli ingressi Audio”.
Uscite Audio
Thor ha 4 uscite:
• 1 Left (Mono)/2 Right - sono le uscite stereo principali.
• 2 uscite aggiuntive (3 e 4) che si possono assegnare nella sezione Modulation.
227
THOR POLYSONIC SYNTHESIZER
21
D Malström Synthesizer
Introduzione
Malström è un synth polifonico con molte possibilità di routing; si basa sul concetto
della sintesi “graintable” (vedere in seguito) ed è ideale per generare effetti speciali
sintetizzati vorticosi, taglienti, distorti e astratti. Si può dire che Malström è in grado di
generare suoni quasi mai sentiti su un sintetizzatore.
Per un resoconto esauriente dei principi di funzionamento e la descrizione dei controlli, continuare a leggere...
Principio di funzionamento
Per generare il suono ci sono vari metodi di sintesi: quella sottrattiva (usata in altri
synth di Reason come Subtractor), la sintesi FM e quella basata su modelli fisici (solo
per accennarne alcune).
Per una chiara comprensione del funzionamento interno di Malström è meglio iniziare
con una breve spiegazione della sintesi “graintable”.
La sintesi “graintable” in realtà è una combinazione di due metodi di sintesi: “granulare” e “wavetable”.
•
Caratteristiche
Le caratteristiche principali di Malström sono:
D Due Oscillatori basati sulla sintesi “graintable”.
Per i dettagli vedere a page 230.
D Due Modulatori, con opzioni Tempo Sync e One-Shot.
Vedere a page 232.
D Due Filtri e uno Shaper.
Varie modalità di filtro combinate con più opzioni di routing e un modellatore di
forma d’onda (Waveshaper) consentono di creare straordinari effetti di filtro!
D Tre generatori d’inviluppo.
Un inviluppo d’ampiezza per ogni oscillatore e un inviluppo comune a entrambi i filtri. Per i dettagli vedere a page 231 e page 235.
•
Malström unisce questi due metodi in un metodo di sintesi che offre un modo molto
flessibile di sintetizzare i suoni con incredibile fluidità e mutuabilità.
Funziona così:
•
D Polifonia fino a 16 voci.
D Controllo di velocity e modulazione.
Vedere a page 240.
•
D Molte possibilità di modulazione CV/Gate.
Vedere a page 241.
•
D Varie opzioni d’ingresso e uscita audio.
Per esempio è possibile collegare sorgenti audio esterne da inviare a Malström e
controllarne l’uscita. Per maggiori dettagli vedere a page 241.
Nella sintesi “granulare” il suono è generato da una serie di brevi segmenti (granuli) continui di suono, ciascuno dei quali dura da 5 a 100 millisecondi. Il suono si
cambia modificando le proprietà di ogni granulo e/o l’ordine con cui essi sono
suddivisi.
I granuli possono essere prodotti da una formula matematica o un suono campionato. E’ un metodo di sintesi molto dinamico con molte varianti possibili (sebbene
piuttosto difficile da usare e controllare).
La sintesi “wavetable”, invece, si basa sulla riproduzione di una forma d’onda campionata. Nel synth “wavetable” un oscillatore riproduce il singolo periodo di una
forma d’onda (alcuni synth “wavetable” permettono anche di passare attraverso
una serie di forme d’onda periodiche). E’ un metodo di sintesi molto semplice e
facilmente controllabile, ma dalle varianti limitate.
•
Gli oscillatori di Malström riproducono suoni campionati soggetti a un processo
molto complesso e suddivisi in una serie di granuli; d’ora in poi questi suoni saranno denominati “graintable”.
Si ottiene così una serie di forme d’onda periodiche (graintable) che una volta riunite riproducono il suono originale campionato.
Questo suono può essere trattato come un “wavetable”: è possibile cioè muoversi
all’interno di esso a qualsiasi velocità senza influenzare l’altezza del suono, riprodurre ripetutamente una porzione di esso, usarlo per prelevare forme d’onda statiche, saltare da una posizione all’altra, ecc..
Si possono anche eseguire molte altre operazioni che saranno descritte più avanti
in questo capitolo.
Caricare e salvare le patch
Caricamento e salvataggio delle patch si eseguono come in tutti gli altri dispositivi di
Reason: Vedere il capitolo “Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido.
229
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Sezione Oscillator
D Per selezionare un “graintable” usare i controlli freccia a destra o cliccare direttamente nel display per aprire un menu a tendina con i “graintable” disponibili.
I “graintable” sono elencati in ordine alfabetico all’interno di categorie descrittive
che forniscono un’indicazione sul tipo di suono; si noti che le categorie sono visibili solo nel menu a tendina (non nel display).
I due oscillatori (Osc A e Osc B) di Malström sono i generatori di suono veri e propri;
gli altri controlli si usano per modulare e modellare il suono. In pratica, gli oscillatori
hanno due funzioni: riprodurre un “graintable” e generare l’altezza del suono.
• Un “graintable” è costituito da più segmenti di audio piccoli e contigui (vedere sopra).
• L’altezza (pitch) è la frequenza alla quale sono riprodotti i segmenti.
Impostare la frequenza dell’oscillatore
(
Quando si crea una patch Malström, la prima operazione fondamentale da eseguire è
selezionare un “graintable” per un oscillatore (o entrambi).
Per cambiare la frequenza (“intonazione”) di ogni oscillatore usare le tre manopole
“Octave”, “Semi” e “Cent”.
D Per attivare/disattivare un oscillatore cliccare sul pulsante On/Off
nell’angolo in alto a sinistra.
Quando un oscillatore è attivo il rispettivo pulsante è illuminato.
D La manopola Octave varia la frequenza in step di un’ottava (12 semitoni).
L’intervallo dei valori è -4 – 0 – +4; “0” corrisponde al “LA”centrale (440Hz) sulla
tastiera.
D La manopola Semi varia la frequenza in step di un semitono.
L’intervallo dei valori và da 0 a +12 (un’ottava in alto).
Oscillatore attivo
D La manopola Cent varia la frequenza in step di centesimi (1/100 di semitono).
L’intervallo dei valori è -50 – 0 – +50 (cioè in alto o in basso di mezzo semitono).
MALSTRÖM SYNTHESIZER
230
Controllare la riproduzione del “graintable”
Schema di movimento
Ogni oscillatore ha tre controlli che determinano come sono riprodotti i “graintable”caricati: il cursore “Index”, la manopola “Motion” e la manopola “Shift”.
Ogni “graintable” ha uno schema di movimento predefinito con una velocità di default.
Quando un “graintable” è in loop (cioè con la manopola Motion non completamente a
sinistra), esso segue uno dei due possibili schemi di movimento:
D Forward
Il “graintable” è riprodotto dall’inizio alla fine e poi si ripete.
D Il cursore Index stabilisce la posizione d’inizio riproduzione nel “graintable”.
Trascinando il cursore, si stabilisce il punto Index riprodotto per primo nel “graintable” quando Malström riceve un messaggio MIDI Note On. La riproduzione continua poi fino al punto Index successivo, in base al “graintable” attivo; con il
cursore completamente a sinistra il primo segmento nel “graintable” è anche
quello riprodotto per primo.
D Forward - Backward
Questo schema di movimento riproduce il “graintable” dall’inizio alla fine, poi dalla
fine all’inizio, quindi lo ripete.
La velocità di movimento si cambia con la manopola Motion (come descritto in precedenza) ma non è possibile modificare lo schema di movimento di un “graintable”.
Inviluppi d’ampiezza
! Si noti che i “graintable” di Malström non hanno tutti la stessa durata e
che l’intervallo del cursore Index (0-127) non riflette la durata vera e propria dei “graintable”. Indipendentemente dal fatto che un “graintable”
sia costituito da 3 o 333 granuli, quindi, il cursore Index copre sempre
l’intero “graintable” (anche se l’intervallo di valori del cursore è 0-127).
D La manopola Motion controlla la velocità alla quale Malström si sposta
in avanti per riprodurre il segmento successivo nel “graintable”, in base
al proprio pattern di movimento (vedere in seguito).
Con la manopola in posizione centrale la velocità di movimento è quella normale di
default; ruotando la manopola a sinistra la velocità diminusice e ruotandola a destra aumenta. Con la manopola completamente a sinistra non c’è alcun movimento, quindi il segmento iniziale (definito dal cursore Index) è riprodotto in
continuazione come forma d’onda statica.
Ogni oscillatore ha un generatore d’inviluppo standard ADSR (Attack, Decay, Sustain, Release) e un controllo di livello (Level). Questi controlli si usano per regolare il
volume dell’oscillatore. Un particolare che differenzia Malström da molti altri synth è
che gli inviluppi d’ampiezza si trovano prima delle sezioni di filtro e routing nel percorso del segnale.
Gli inviluppi d’ampiezza controllano come cambia il volume di un suono dal momento
in cui si preme un tasto sulla tastiera a quello in cui lo si rilascia.
D La manopola Shift cambia il timbro del suono (lo spettro delle formanti).
In realtà, sposta in alto o in basso l’altezza di un segmento ri-campionandolo.
Tuttavia, poichè l’altezza che si sente è indipendente dall’altezza vera e propria del
“graintable” (vedere sopra), spostare in altezza un segmento significa riprodurre
una porzione più o meno grande di forma d’onda del segmento (il risultato è un
cambiamento di contenuto armonico e timbro del suono).
Manopola Vol
231
MALSTRÖM SYNTHESIZER
La manopola Vol stabilisce il livello d’uscita del volume di ogni oscillatore.
! Per una descrizione complessiva dei parametri generali d’inviluppo (Attack, Decay, Sustain, Release) vedere il capitolo “Subtractor”.
Sezione di modulazione
Malström ha due modulatori: Mod A e Mod B. In pratica sono altri tipi di LFO (oscillatori a bassa frequenza); ciascuno genera una forma d’onda a una determinata frequenza (come Osc A e Osc B), ma ci sono un paio di differenze importanti:
• Mod A e Mod B non generano un suono; modulano piuttosto vari parametri in
modo da cambiare la timbrica del suono.
• Generano solo forme d’onda a bassa frequenza.
Inoltre, i modulatori sono sincronizzabili ed è possibile usarli in modalità “One-Shot”
(in tal caso funzionano da inviluppi veri e propri).
Parametri dei modulatori
I due modulatori hanno alcuni controlli in comune, ma ci sono anche alcune differenze.
Sia i parametri comuni che quelli peculiari ad ogni modulatore (le destinazioni) sono
descritti in seguito.
Pulsante “1shot”
Per collocare il modulatore in modalità “One-Shot” cliccare su questo pulsante in
modo che s’illumini.
In genere, i modulatori ripetono in continuazione le forme d’onda selezionate alla velocità impostata; se invece è attiva la modalità “One-Shot”, quando si suona una nota
il modulatore riproduce la forma d’onda selezionata solo una volta (alla velocità impostata) e poi si ferma. In altre parole, diventa un vero e proprio generatore d’inviluppo!
Si noti che sebbene tutte le forme d’onda consentano di ottenere risultati interessanti,
alcune di esse sono particolarmente adatte alla modalità “One-Shot” (provare ad usare la forma d’onda con una curva lunga a pendenza lieve, ad esempio).
Pulsante Sync
Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini, si sincronizza il modulatore al
tempo della song, in una delle 16 divisioni tempo possibili.
! Con il pulsante Sync attivo, la manopola Rate seleziona la divisione
tempo desiderata; ruotare la manopola Rate e leggere il tooltip che indica la divisione tempo.
Selettore A/B
D Per attivare/disattivare un modulatore cliccare sul pulsante On/Off
nell’angolo in alto a sinistra.
Quando un modulatore è attivo il rispettivo pulsante è illuminato.
Questo selettore serve per scegliere l’oscillatore e/o filtro che il modulatore deve
modulare (A, B o entrambi); con il selettore al centro sono modulati sia A che B.
Le seguenti manopole si usano per stabilire cosa modula ciascuno dei modulatori.
Modulatore attivo.
Display curva
Qui si sceglie una forma d’onda per la modulazione dei parametri. Usare i controlli
freccia a destra del display per scorrere le forme d’onda disponibili; alcune di esse
sono particolarmente adatte all’uso con un modulatore in modalità “One-Shot” (vedere in seguito).
D Queste manopole sono bipolari, quindi se una manopola è in posizione
centrale non è applicata alcuna modulazione; ruotando una manopola a
sinistra o destra, si applica al parametro una quantità crescente di modulazione. La differenza è che ruotando una manopola a sinistra s’inverte
la forma d’onda del modulatore.
Manopola Rate
Questa manopola regola la frequenza del modulatore; per una maggiore velocità di
modulazione ruotare la manopola a destra.
La manopola Rate serve anche per impostare la divisione temporale quando si sincronizza il modulatore al tempo della song (vedere in seguito).
MALSTRÖM SYNTHESIZER
232
Mod A
Sezione di filtro
Mod A può modulare i seguenti parametri di uno degli oscillatori:
D Pitch
Usarla per fare in modo che Mod A cambi l’altezza di Osc A, Osc B, o entrambi.
(Vedere a page 230).
D Index
Usarla per fare in modo che Mod A sposti la posizione Index d’inizio di Osc A, Osc
B o entrambi (vedere a page 231).
D Shift
Usarlo per fare in modo Mod A influenzi le armoniche di Osc A, Osc B o entrambi.
(Vedere a page 231).
Mod B
Mod B può modulare i seguenti parametri di un oscillatore:
D Motion
Usarlo per fare in modo che Mod B influenzi la velocità di movimento di Osc A,
Osc B o entrambi (vedere a page 231).
La sezione Filter permette di modellare ulteriormente il timbro complessivo del suono.
Ha due filtri multi-modalità, un inviluppo di filtro e un modellatore d’onda (Waveshaper).
Filtri
D Vol
Usarlo per fare in modo che Mod B cambi il livello d’uscita di Osc A, Osc B o entrambi (vedere a page 231).
D Filter
Usarlo per fare in modo che Mod B sposti la frequenza di taglio (cutoff) di Filter A,
Filter B o entrambi (vedere a page 234).
D Mod:A
Usarlo per fare in modo che Mod B modifichi la quantità complessiva di modulazione proveniente da Mod A.
Filter A e Filter B hanno esattamente gli stessi parametri che sono descritti in seguito.
D Per attivare/disattivare un filtro cliccare sul pulsante On/Off nell’angolo
in alto a sinistra.
Quando un filtro è attivo il rispettivo pulsante è illuminato.
Filtro attivo.
233
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Tipi di filtro
Per scegliere un tipo di filtro cliccare sul pulsante Mode nell’angolo in basso a sinistra
o direttamente sul nome del filtro desiderato in modo che s’illumini in giallo:
D LP 12 (lowpass a 12 dB)
I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte.
Questo tipo di filtro ha una curva con pendenza di taglio pari a 12dB/ottava.
D BP 12 (bandpass a 12 dB)
I filtri bandpass attenuano sia le alte che le basse frequenze lasciando passare una
banda di frequenza intermedia; ogni curva in questo tipo di filtro ha una pendenza
di 12 dB/ottava.
D Comb + & Comb –
I filtri combo in pratica sono delay con tempi di ritardo molto brevi e feedback regolabile (in Reason sono controllati dalla manopola Resonance). Un filtro combo
introduce picchi di risonanza a determinate frequenze.
La differenza tra “+” e “–” è la posizione dei picchi nello spettro audio. La differenza più udibile è che la versione “–” provoca un’attenuazione delle frequenze
basse.
In entrambi i casi il parametro Resonance controlla forma e dimensione dei picchi.
Comb + Low Resonance
Comb – Low Resonance
Comb + High Resonance
Comb – High Resonance
D AM
La modulazione d’ampiezza (AM) è nota anche come “modulazione ad anello”.
Un modulatore ad anello funziona moltiplicando tra loro due segnali. Nel caso di
Malström, il filtro genera un’onda sinusoidale moltiplicata con il segnale proveniente da Osc A o Osc B; il parametro Resonance controlla il mix tra i segnali pulito e modulato. L’uscita modulata ad anello conterrà quindi altre frequenze
generate da somma e differenza tra i due segnali. Questo tipo di modulazione si
può usare per la creazione di suoni complessi privi di armoniche.
Controlli di filtro
Ogni filtro presenta i seguenti quattro controlli:
D Kbd (keyboard tracking)
Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini, si attiva la funzione “keyboard tracking”, grazie alla quale la frequenza del filtro cambia in base alle note
suonate sulla tastiera: suonando note acute la frequenza del filtro aumenta, e viceversa; disattivando la funzione keyboard tracking, la frequenza del filtro rimane a un
valore fisso, indipendentemente da dove si suona sulla tastiera.
D Env (inviluppo)
Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini, la frequezna di taglio (cutoff)
è modulata dall’inviluppo del filtro (vedere in seguito); non attivando questo pulsante l’inviluppo del filtro non avrà alcun effetto.
D Freq (frequenza)
La funzione di questo parametro dipende dal tipo di filtro selezionato:
In tutti i filtri (tranne AM) serve per impostare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro.
In un filtro lowpass, ad esempio, la frequenza di taglio determina il limite oltre il
quale sono attenuate le frequenze. Le frequenze sotto quella di taglio passano inalterate; più si sposta a destra la manopola, maggiore è la frequenza di taglio.
Se è selezionato il filtro AM questo parametro controlla invece la frequenza del
segnale generato dal filtro; vale lo stesso criterio di controllo: più si sposta a destra la manopola, maggiore è la frequenza generata.
D Res (risonanza)
Anche la funzione di questo parametro dipende dal tipo di filtro selezionato:
Se il filtro selezionato è diverso da AM, questo parametro definisce la caratteristica
(o qualità) del filtro. In un filtro lowpass, ad esempio, aumentando il valore Res si
enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. In genere, ciò produce un suono
più sottile, ma con uno “sweep” di frequenza più tagliente e incisivo. Più alto è il valore Res del filtro, più risonante è il suono, fino a diventare sibilante o squillante. Impostando un valore elevato del parametro Res e poi variando la frequenza del filtro,
si ha uno “sweep” molto pronunciato e il suono squillante diventa molto evidente a
determinate frequenze.
Nel caso del filtro AM, invece, questo controllo regola l’equilibrio tra il segnale
originale e quello risultante dalla modulazione d’ampiezza; più a destra si ruota la
manopola, più predomina il segnale AM.
MALSTRÖM SYNTHESIZER
234
Inviluppo del filtro
Sezione Shaper
E’ un inviluppo standard ADSR con due controlli aggiuntivi: Inv e Amt.
L’inviluppo di filtro è comune a Filter A e Filter B e controlla come cambia la frequenza
del filtro nel tempo.
Prima del Filter A c’è una sezione Shaper opzionale. La modellazione d’onda è un
metodo di sintesi che trasforma i suoni alterandone la forma d’onda e creando quindi
un suono più ricco e complesso (cioè si stravolge e distorce il suono riducendolo alla
bassa fedeltà!).
Un distorsore per chitarra, ad esempio, è un tipo di modellatore d’onda. Una chitarra
elettrica non amplificata genera un suono dalle armoniche quasi pure, amplificato e
trasformato poi dal distorsore.
Pulsante Inv (inversione)
Questo pulsante attiva e disattiva l’inversione dell’inviluppo; il segmento Decay dell’inviluppo, ad esempio, normalmente abbassa la frequenza ma se l’inviluppo è invertito la
frequenza è aumentata.
Pulsante Amt (amount)
D Per attivare/disattivare la sezione Shaper cliccare sul pulsante On/Off
nell’angolo in alto a sinistra.
Quando la sezione Shaper è attiva il rispettivo pulsante è illuminato.
Controlla in che misura l’inviluppo del filtro influenza i filtri (o meglio le frequenze di
taglio dei filtri impostate). Per esempio, se la frequenza di taglio è a un determinato valore, il filtro sarà già aperto di questa quantità quando si preme un tasto sulla tastiera.
Il parametro Amount controlla quindi di quanto apre di più il filtro da quel punto in poi.
Ruotare la manopola a destra per aumentare il valore.
! Per una descrizione complessiva dei parametri generali d’inviluppo (Attack, Decay, Sustain, Release) vedere il capitolo “Subtractor”.
Sezione Shaper attiva.
Pulsante Mode
E’ possibile scegliere tra cinque diverse modalità di modellazione del suono, ciascuna
con caratteristiche particolari.
Per selezionare una modalità cliccare sul pulsante Mode in basso a sinistra o direttamente sul nome della modalità desiderata in modo che s’illumini in giallo.
D Sine
Genera un suono rotondo e omogeneo.
D Saturate
Applica al suono una timbrica più ricca e sontuosa.
D Clip
Applica un clipping (distorsione digitale) al segnale.
D Quant
Consente di “troncare” il segnale riducendo i bit (generando il caratteristico suono
rumoroso a 8 bit, ad esempio).
D Noise
In realtà non è una funzione Shaper; moltiplica piuttosto il suono con il rumore.
235
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Routing
Malström permette un controllo totale sul routing del segnale, dagli oscillatori, ai filtri,
alle uscite. In seguito c’è un prima descrizione generale delle opzioni di routing, seguita da esempi su come indirizzare il segnale per ottenere un determinato risultato.
Output Signal
D Cliccare su un pulsante in modo che s’illumini per assegnare il relativo
segnale.
Per altre descrizioni vedere in seguito.
Se questo pulsante è illuminato, il segnale da Osc A è inviato a Filter A attraverso la
sezione Shaper; se nè questo nè l’altro pulsante di routing da Osc A (a Filter B) è
illuminato, il segnale arriva direttamente alle uscite.
Sine
Saturate
Clip
Quant
Input Signal
Amt (amount)
Controlla la quantità di modellamento applicata; ruotando la manopola a destra si aumenta l’intensità dell’effetto.
Se questo pulsante è illuminato, il
segnale da Osc A è inviato a Filter B; se
nè questo nè l’altro pulsante di routing
da Osc A (a Filter A/Shaper) è
illuminato, il segnale da Osc A arriva
Se questo pulsante è illuminato, il
segnale da Osc B è inviato a Filter B.
Se non è illuminato, il segnale da Osc
B arriva direttamente alle uscite.
Se questo pulsante è illuminato, il segnale da Filter B è inviato a Filter A
attraverso la sezione Shaper. Il segnale da Filter B può essere originato da
Osc A, Osc B o entrambi. Se non è illuminato, il segnale da Filter B arriva
! Si noti che il risultato dipende sia dai pulsanti di routing che dall’attivazione o meno delle sezioni Filter e Shaper!
MALSTRÖM SYNTHESIZER
236
Esempi di routing
Entrambi gli oscillatori con un filtro ciascuno
Uno o entrambi gli oscillatori senza filtri
Con questa configurazione, i segnali provenienti dagli oscillatori scavalcano (bypass)
le sezioni Filter e Shaper arrivando direttamente alla rispettiva uscita; utilizzando entrambi gli oscillatori si può usare il parametro Spread per creare un vero suono stereo.
Con questa configurazione, i segnali da Osc A e Osc B sono inviati rispettivamente a
Filter A e Filter B e poi arrivano alle uscite.
Anche questa configurazione consente di lavorare in stereo.
Un oscillatore con entrambi i filtri in parallelo
Uno o entrambi gli oscillatori inviati a un solo filtro
Entrambi gli oscillatori inviati solo a Filter B.
Entrambi gli oscillatori inviati solo a Filter A.
Con queste configurazioni, il segnale da Osc A e/o Osc B è inviato a Filter A o Filter
B e poi arriva alle uscite; in pratica è una configurazione mono, quindi probabilmente
il parametro Spread sarà impostato a “0”.
237
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Con questa configurazione, il segnale da Osc A è inviato a entrambe le sezioni Filter
A e Filter B con i filtri in parallelo.
! Questa configurazione è possibile solo usando Osc A; anche Osc B può
essere inviato a entrambi i filtri, ma solo in serie (vedere in seguito).
Uno o entrambi gli oscillatori con entrambi i filtri in serie
Volume
Questa manopola controlla il volume d’uscita master di Malström.
Spread
Controlla la diffusione panoramica stereo delle uscite provenienti rispettivamente da
Osc A/B e Filter A/B; ruotando verso destra questa manopola si allarga l’immagine
stereo (in altre parole, i segnali sono bilanciati più a sinistra e destra).
! Usando una sola uscita (A o B) si raccomanda di regolare la manopola
Spread a “0”.
Osc A inviato a entrambi i filtri in serie.
Osc B inviato a entrambi i filtri in serie.
Con queste configurazioni, il segnale da Osc A e/o Osc B è inviato a entrambe le sezioni Filter A e Filter B con i filtri in serie (uno dopo l’altro).
Aggiungere la sezione Shaper
Il segnale proveniente da uno o entrambi gli oscillatori può anche essere inviato alla
sezione Shaper e passare poi alle uscite, attraversando o meno i filtri.
Nella figura a sinistra, il segnale da Osc è inviato alla sezione Shaper e poi direttamente alle uscite.
Nella figura a destra, il segnale da Osc B è inviato Filter B, quindi alla sezione Shaper e poi a Filter A.
Controlli d’uscita
Questi due parametri controllano l’uscita del synth Malström:
MALSTRÖM SYNTHESIZER
238
Controlli di riproduzione
Legato
Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva il Legato. In Malström il legato è particolare, nel senso che consente di controllare se il suono è monofonico o polifonico in
base al proprio stile esecutivo:
D Suonando in legato (cioè tenendo premuto un tasto e poi premendone
un altro senza rilasciare quello precedente) il suono è monofonico.
Si noti inoltre che l’altezza cambia, ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo
“attacco” del suono).
D Non suonando in legato (note distinte) con la polifonia impostata a più
di 1 voce, ogni nota decade in modo separato (polifonico).
Ciò è più evidente con tempi di rilascio più lunghi.
All’estrema sinistra nel “pannello di controllo”di Malström ci sono vari parametri che
sono influenzati dal modo in cui si suona e permettono di applicare la modulazione da
controlli MIDI. In seguito sono descritti questi controlli (.).
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Polyphony - impostare il numero di voci
Qui si definisce la polifonia di Malström, cioè il numero di voci riproducibili simultaneamente; il massimo è 16, il minimo 1 (in tal caso, Malström è monofonico).
•
! Naturalmente, il numero di voci riproducibili dipende dalle risorse del
•
computer. Sebbene il numero massimo sia 16 non è detto che il sistema
riesca a usarle tutte. Si noti, inoltre, che le voci non consumano le risorse
della CPU se non sono “usate” realmente; se si usa una patch che riproduce due voci ma la polifonia è impostata a quattro, le due voci “inutilizzate” non consumano risorse di sistema.
La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” delle note (simile al “bending” delle
corde su una chitarra o altro strumento a corde).
La rotellina Modulation serve per applicare la modulazione mentre si suona.
Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. Malström non
solo ha impostazioni su come i messaggi MIDI Pitch Bend e Modulation influenzano il
suono, ma presenta anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare
modulazione e pitch bend in tempo reale nel caso questi controller non ci siano sulla
tastiera (o non si usi affatto una tastiera); le rotelline di Malström, inoltre, rispecchiano
i movimenti delle rotelline sulla tastiera MIDI.
Porta (portamento)
Range
Questa manopola controlla il portamento. E’ il parametro che esegue un “glissato” tra
le note che si suonano (invece di cambiare subito l’altezza non appena si preme un
tasto sulla tastiera); ruotando questa manopola si stabilisce in quanto tempo l’altezza
passa da una nota a quella successiva quando le si suona.
Con la manopola completamente a sinistra si disabilita il portamento.
239
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Il parametro Range definisce la massima quantità di pitch bend, cioè di quanto è possibile modificare l’altezza del suono spingendo la rotellina completamente in alto o in
basso.
L’intervallo massimo dei valori è 24 semitoni (2 ottave); il valore si cambia cliccando
sui controlli freccia a destra del display.
Controlli Velocity
La sezione Velocity serve per controllare vari parametri in base alla forza con la quale
si premono i tasti sulla tastiera. Un impiego tipico del controllo di velocity è rendere il
suono più brillante e forte quando si preme un tasto con più forza; usando le manopole in questa sezione, si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla
velocity.
! Tutte le manopole di controllo della velocity sono bipolari, quindi la
quantità si può impostare a valori positivi o negativi; con le manopole in
posizione centrale, invece, non si applica alcun controllo di velocity.
La velocity può controllare i seguenti parametri:
D Lvl:A
Consente di controllare con la velocity il livello d’uscita di Osc A.
D Lvl:B
Consente di controllare con la velocity il livello d’uscita di Osc B.
D F.env
Consente di controllare con la velocity il parametro Envelope Amount del filtro.
Valori positivi aumentano la quantità d’inviluppo suonando con più forza, valori
negativi diminuiscono la quantità d’inviluppo applicata.
D Atk (attack)
Consente di controllare con la velocity il parametro Amp Envelope Attack di Osc A
e/o Osc B; valori positivi aumentano il tempo Attack suonando con più forza, valori
negativi lo diminuiscono.
Controlli Mod Wheel
La rotellina Modulation può essere impostata al controllo di una serie di parametri.
E’ possibile impostare valori positivi o negativi, come nella sezione Velocity Control
(vedere sopra).
La rotellina Modulation può influenzare i seguenti parametri:
D Index
La rotellina Modulation controlla l’Index “graintable “ attivo corrente (vedere a page
231) di Osc A e/o Osc B; valori positivi spostano la posizione Index in avanti se la
rotellina di modulazioni è spinta in avanti, valori negativi la spostano indietro.
D Shift
La rotellina Modulation controlla il parametro Shift di Osc A e/o Osc B (vedere a
page 231).
D Filter
La rotellina Modulation controlla il parametro Frequency del filtro (vedere a page
234). Valori positivi aumentano la frequenza se la rotellina è spinta in avanti e valori
negativi abbassano la frequenza.
D Mod
La rotellina Modulation controlla la quantità di modulazione complessiva da Mod A
e/o Mod B; valori positivi aumentano le impostazioni se la rotellina è spinta in
avanti e valori negativi diminuiscono le impostazioni.
! Si può stabilire se questi parametri su una o entrambe le sezioni Osc/
Mod/Filter A e B sono influenzati dalla rotellina Modulation; per farlo si
usa il selettore A/B.
D Shift
Consente di controllare con la velocity il parametro Shift di Osc A e/o Osc B.
D Mod
Consente di controllare con la velocity tutti i parametri Amt di Mod A e/o Mod B.
! E’ possibile fare in modo che gli ultimi tre parametri (Atk, Shift e Mod)
siano controllati in velocity da una o entrambe le sezioni Osc/Mod A e B;
per farlo si usa il selettore A/B.
MALSTRÖM SYNTHESIZER
240
Connessioni
Sequencer Control
Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate permettono di suonare Malström da un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum). Il segnale all’ingresso CV
controlla l’altezza della nota, mentre quello all’ingresso Gate presenta le note On/Off
insieme alla velocity.
! Per i risultati migliori usare gli ingressi Sequencer Control con suoni
monofonici.
Gate Input
Girando Malström si può vedere una serie di connessioni possibili; la maggior parte di
esse sono CV/Gate. L’uso dei jack CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing audio e
CV”.
Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare i seguenti inviluppi:
• Amp Envelope
• Filter Envelope
! Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il normale triggering degli inviluppi. Per esempio, collegando un’uscita Modulation
all’ingresso Gate Amp, non si triggera l’inviluppo d’ampiezza suonando
le note (poichè ciò è ora controllato dal Modulatore). Inoltre, si sentirà
che il Modulatore triggera l’inviluppo per le note tenute premute.
Uscita audio (Main Output)
Sono le uscite audio di Malström; quando si crea un nuovo dispositivo Malström esse
sono assegnate automaticamente al primo canale disponibile sul mixer audio:
D Shaper/Filter:A (left) e Filter:B (right)
Sono le uscite stereo principali. Ciascuno dei due filtri è collegato a un’uscita separata; collegandoli entrambi, si ottiene un’uscita stereo. L’uscita, però, sarà
davvero in stereo in base al routing e al parametro Spread. Per i dettagli vedere a
page 236.
D Osc: A & Osc: B
Consentono di mandare il suono direttamente oltre la sezione Amp Envelope di
ogni oscillatore, bypassando la sezione Filter. Collegando uno o entrambi questi
jack a un canale del mixer audio, s’interrompe la catena del segnale interna di Malström, quindi non è possibile processare il suono usando i filtri e la sezione Shaper
di Malström (il suono arriva direttamente al mixer).
✪ Si noti inoltre che è possibile collegare le uscite Osc:A & Osc:B ai jack
Audio Input di Malström per ottenere alcuni effetti interessanti - vedere a
.
Audio Input
•
•
Shaper/Filter:A
Filter:B
Questi ingressi consentono di collegare altre sorgenti audio (o il segnale interno di
Malström) direttamente ai filtri e alla sezione Shaper - vedere a .
241
MALSTRÖM SYNTHESIZER
Modulation Input
Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di tensione e
i selettori A/B consentono di modulare vari parametri di Malström da altri dispositivi o
dalle uscite di modulazione di Malström stesso; questi ingressi possono controllare i
seguenti parametri:
• Oscillator Pitch
• Filter Frequency
• Oscillator Index offset
• Oscillator Shift
• Amp Level
• Mod Amount
• Mod Wheel
Modulation Output
Le uscite Modulation si possono usare per controllare in tensione altri dispositivi (oppure altri parametri di Malström stesso).
Le uscite Modulation sono:
•
•
•
Mod:A
Mod:B
Filter Envelope
Inviare l’audio esterno ai
filtri
Collegare il segnale da Malström stesso
Gli ingressi audio sul retro di Malström consentono di collegare un qualsiasi segnale
audio ai filtri e alla sezione Shaper.
Per usare questa funzionalità è importante capire alcune cose:
Normalmente, Malström si comporta come un qualsiasi synth polifonico, nel senso
che ogni voce ha un proprio filtro; le impostazioni di filtro sono uguali, ma ogni inviluppo di filtro è triggerato in modo individuale quando si suona una nota.
Tuttavia, collegando un segnale agli ingressi audio, esso è inviato a un filtro “extra”.
L’inviluppo di questo filtro è triggerato ogni volta che si triggera uno qualsiasi degli altri inviluppi di filtro. In altre parole, l’inviluppo di filtro “extra” è triggerato ogni volta che
si suona una nota su Malström.
Gli ingressi audio hanno due impieghi diversi:
Collegamento di una sorgente di segnale esterna
Collegando un segnale audio proveniente da un altro dispositivo nel rack all’ingresso
audio è possibile processare il segnale con i filtri e/o la sezione Shaper di Malström.
Il segnale processato è quindi miscelato con le voci di Malström (se attivate) e inviato
alle uscite.
Il risultato dipende dai seguenti fattori:
•
•
•
Il jack al quale si collega il segnale.
Se i filtri e/o la sezione Shaper sono attivi sul pannello frontale.
Dala condizione del pulsante routing nella sezione Filter B.
Se è attivo e si collega un segnale all’ingresso Filter B, esso sarà processato in Filter B e poi inviato alla sezione Shaper e Filter A (come quando si assegnano gli oscillatori di Malström sul pannello frontale).
Si osservi ancora una volta che l’inviluppo di filtro è triggerato da tutte le voci.
Per usare l’inviluppo di filtro, bisogna suonare Malström o usare i segnali di gate per
triggerare Malström o l’inviluppo di filtro, separatamente.
Collegando una o entrambe le uscite degli oscillatori all’ingresso(i) audio, il percorso
interno del segnale dagli oscillatori ai filtri s’interrompe. In altre parole, nessun segnale
passa internamente dagli oscillatori ai filtri e i tre pulsanti di routing degli oscillatori
sono ignorati.
A prima vista ciò può sembrare senza senso, ma ci sono molti impieghi:
D Suonando Malström in questa modalità, l’inviluppo del filtro è triggerato
da ogni nota che si suona e influenza tutte le note che suonano.
Ciò è dovuto al filtro monofonico “extra” descritto in precedenza.
Sui vecchi synth, questa funzionalità è denominata “triggering multiplo”.
D Poichè tutte le note che si suonano sono miscelate prima di essere inviate al filtro, usando la sezione Shaper il risultato è completamente diverso (se si suona più di una nota alla volta).
E’ come suonare un accordo di chitarra con un distorsore, ad esempio.
D E’ possibile configurare effetti esterni tra gli oscillatori e i filtri.
Basta collegare l’uscita di un oscillatore all’ingresso del dispositivo effetto e l’uscita dell’effetto all’ingresso audio di Malström.
✪ Si possono usare varie combinazioni di connessioni e routing. Per esempio, si può collegare un segnale audio esterno a uno degli ingressi, uno
degli oscillatori di Malström all’altro ingresso e poi usare le opzioni di
routing sul pannello frontale dell’altro oscillatore; tutti questi segnali saranno poi miscelati e inviati alle uscite principali (Main Output) di Malström.
MALSTRÖM SYNTHESIZER
242
243
MALSTRÖM SYNTHESIZER
22
D NN-19 Sampler
Introduzione
Un campionatore è un dispositivo in grado di registrare e riprodurre materiale audio,
come un registratore a nastro. A differenza dei registratori a nastro o basati sull’harddisk, i campionatori consentono di “suonare” il suono registrato via MIDI (usando una
tastiera, ad esempio); qualsiasi suono riproducibile può così essere integrato nell’ambiente MIDI e controllato da sequencer, ecc. (come i sintetizzatori).
NN-19 è un player di campioni che riproduce (ma non registra o modifica) i file audio.
Il programma ha molte patch campione già pronte all’uso per tutti i tipi di strumenti.
Inoltre, ci sono molti campioni singoli da usare per creare le proprie patch.
Per registrare o modificare i propri campioni ci sono molti software di editing audio
relativamente economici (e gratuiti) sia per le piattaforme Windows che Mac OS, i
quali consentono di registrare l’audio (via computer o ingressi della scheda audio) e
modificare il file audio risultante. In pratica, qualsiasi prodotto in grado di farlo può
creare file audio che possono essere caricati direttamente in NN-19.
Inoltre, ci sono migliaia di CD contenenti campioni di alta qualità per qualsiasi stile
musicale immaginabile, da quelli orchestrali registrati professionalmente ai rumori
elettronici più esoterici.
Multi-campionamento e campioni singoli
La maggior parte delle patch di NN-19 sono costituite da una raccolta di vari campioni. Questo perchè un singolo campione suona naturale solo all’interno di un intervallo di frequenza piuttosto limitato. Caricando un singolo campione in un NN-19
vuoto, esso si può suonare su tutta la tastiera. L’altezza (frequenza) del campione
originale denominata “root key” è collocata automaticamente sul DO centrale (C3).
Si noti che ciò non ha niente a che fare con l’altezza vera e propria generata dal campione! Potrebbe anche non essere un’altezza ben definita ma un parlato, ad esempio.
Riproducendo un qualsiasi campione circa due ottave sopra o sotto la sua root key,
molto probabilmente suonerà “innaturale”; nel caso si tratti di un parlato, riproducendolo due ottave più in alto il campione suonerà stridulo, breve e poco intellegibile. A
due ottave più in basso la voce sarà simile a un gorgheggio cupo e confuso.
L’intervallo al quale la maggior parte dei campioni può essere trasportato senza che il
suono diventi innaturale è quindi limitato. Per realizzare un piano campionato che
suoni bene lungo tutta la tastiera, ad esempio, bisogna prima avere costruito molti
campioni a intervalli vicini lungo la tastiera e poi definire un intervallo superiore e inferiore per ogni campione (Key Zone). Tutte le key zone nella patch del campione di piano costituiscono una Key Map.
La creazione delle key zone è descritta a page 247.
Concetti generali di
campionamento
Campionare accuratamente gli strumenti reali richiede molto lavoro; innanzitutto,
serve lo strumento originale che deve essere in perfette condizioni; poi, per gli strumenti acustici, servono un paio di buoni microfoni, un mixer o altro dispositivo con
preamplificatori microfonici di alta qualità e un ambiente con una buona acustica. Inoltre, bisogna essere meticolosi, registrando i vari campioni in modo che i livelli siano
omogenei e regolari per tutta l’estensione dello strumento, ecc..
Premessa
Fortunatamente Reason ha un’ampia gamma di strumenti multi-campionati ad elevata
qualità, quindi la maggior parte del lavoro è già stato eseguito.
Prima che un suono possa essere usato da un campionatore, deve essere convertito
in un segnale digitale. I campionatori hardware hanno ingressi audio che convertono il
segnale analogico in digitale con un convertitore A/D (analogico/digitale) che “campiona” il segnale a brevissimi intervalli di tempo e lo converte in una rappresentazione
digitale della forma d’onda del segnale analogico. Frequenza di campionamento e
risoluzione bit della conversione determinano la qualità audio risultante; il segnale entra poi in un convertitore D/A (digitale/analogico) che ricostruisce il segnale digitale in
quello analogico da riprodurre.
245
NN-19 SAMPLER
Per esperienza, sappiamo che la maggior parte delle persone non usano i campionatori solo per suonare versioni campionate di strumenti “reali”. Molto spesso si usano campioni “stand alone” o singoli campioni. Per esempio, si potrebbero usare
suoni diversi per ogni key zone, avere voci di un ritornello e strofa completi più variazioni assegnati a più key zone di “una nota”, oppure usare campioni di accordi diversi
che suonano figure ritmiche allo stesso tempo da usare per costruire strutture di
song, ecc. (le possibilità sono infinite). Usando i campioni in questo modo, i tasti sulla
tastiera che suonano i campioni non devono necessariamente corrispondere a un’altezza, poichè si usano semplicemente per triggerare i campioni.
Formati dei file audio
NN-19 legge i file audio nei seguenti formati:
•
•
•
•
•
Wave (.wav)
AIFF (.aif)
SoundFonts (.sf2)
Slice dei file REX (.rex2, .rex, .rcy)
Qualsiasi frequenza di campionamento e praticamente ogni risoluzione bit.
! Perchè i file siano riprodotti alla risoluzione bit originale (se superiore a
16-bit) attivare l’opzione “Use High Resolution Samples” nella pagina
General della finestra di dialogo Preferences, altrimenti NN-19 riprodurrà i campioni a 16-bit, indipendentemente dalla risoluzione bit originale. Per ulteriori dettagli vedere il manuale di Avvio Rapido.
Wave e AIFF sono i formati standard dei file audio rispettivamente per le piattaforme
PC e Mac; qualsiasi editor audio o campione, indipendentemente dalla piattaforma,
può leggere e creare file audio in almeno uno di questi formati.
SoundFonts è uno standard aperto di audio sintetizzato wavetable sviluppato da E-mu
systems and Creative Technologies.
Caricare i file REX come patch
I file REX si creano nel programma ReCycle, un’applicazione realizzata da Propellerhead Software che suddivide i loop musicali in “slice consentendo di riprodurli a qualsiasi tempo. In Reason, i file REX si usano principalmente nel player di loop Dr. Rex,
ma possono essere usati anche in NN-19; le estensioni possibili sono: “.rx2”, “.rcy” e
“.rex”.
Caricando un file REX, ogni slice nel file è assegnato cromaticamente a un tasto.
Tutti i parametri sono impostati ai rispettivi valori di default.
Usando i file REX nel player di loop Dr. Rex si può fare in modo che una traccia riproduca gli slice in ordine, per ricreare il loop originale; per fare la stessa cosa in NN-19
servono alcune operazioni extra.
1. Usare il browser Patch per caricare il file REX in un campionatore NN-19.
2. Creare un player di loop Dr. Rex e caricare lo stesso file REX in questo dispositivo.
3. Usare la funzione “To Track” di Dr. Rex per creare dati di riproduzione (un
gruppo) sulla traccia assegnata a Dr. Rex.
4. Spostare quel gruppo sulla traccia che riproduce NN-19 e riprodurlo da lì.
5. Cancellare il player di loop Dr. Rex.
I file REX sono loop musicali creati nel programma ReCycle (vedere in seguito).
NN-19 permette di caricare i file REX come patch o slice separati dai file REX come
singoli campioni.
Formato patch campione
Il formato della patch campione di Reason (.smp) si basa sui file Wave o AIFF, ma include anche tutte le impostazioni dei parametri associate a NN-19.
D I file audio possono essere stereo o mono; quelli stereo sono indicati dal
simbolo “S” accanto al nome nel display.
Caricare una patch campione
Quando lo si crea, il dispositivo NN-19 è vuoto. In NN-19, cioè, la “Init Patch” non
contiene alcun campione. Perchè NN-19 generi un suono, bisogna caricare una
patch campione o un campione.
Una patch contiene “tutto”; sono caricati tutti i campioni, le key zone assegnate e le
impostazioni sul pannello. Per caricare una patch campione si usa il browser Patch
(come per tutti gli altri dispositivi che utilizzano le patch).
Aprire la cartella contenente la patch NN-19 da caricare, selezionarla e cliccare
Open.
NN-19 SAMPLER
246
Key zone e campioni
Caricare un campione in un NN-19 vuoto
1. Creare un nuovo dispositivo campione.
2. Cliccare sul pulsante Sample Browser.
Si trova sopra il display della tastiera a sinistra.
Caricare campioni SoundFont
Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu Systems in collaborazione con Creative Technologies; si tratta di un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato wavetable e informazioni su come deve essere riprodotto nei sintetizzatori
wavetable - in genere sulle schede audio. Il formato SoundFont è uno standard libero
quindi ci sono moltissimi banchi SoundFont e SoundFont compatibili sviluppati da
terzi.
Nel fornato SoundFont i campioni sono memorizzati in ordine gerarchico per categorie: User Samples, Instruments, Presets, ecc.. NN-19 consente di cercare e caricare
singoli campioni SoundFont, ma non interi soundfont.
1. Usare il browser Sample per selezionare un file SoundFont (.sf2) e aprirlo.
Il browser apre il SoundFont e mostra le cartelle in esso contenute.
✪ Quando si cercano i campioni è possibile ascoltarli prima di caricarli usando il pulsante Play del browser; attivando la funzione Preview “Autoplay”, i campioni selezionati sono riprodotti automaticamente una
volta.
3. Usare il browser per selezionare un campione e aprirlo.
Caricando il primo campione in un NN-19 vuoto, esso è assegnato a una key zone
che si estende su tutta la tastiera e sono usate le impostazioni di default della “Init
Patch”.
Sotto la tastiera appaiono i valori Low Key, High Key, nome del campione, Root Key,
Tune, Level e la condizione Loop della key zone corrente, con le rispettive manopole.
La striscia blu chiaro sopra la tastiera indica la key zone corrente selezionata
(in questo caso l’intera tastiera).
La nota evidenziata sulla tastiera indica la “root key” del campione. Tutti i campioni
hanno una root key e le impostazioni Tune (intonazione) e Level (livello). Se NN-19 è
vuoto, un campione avrà la propria root key collocata sul tasto del DO centrale (C3).
4. Se si desidera, cliccare sulla tastiera per cambiare la root key.
! E’ possibile ascoltare una patch campione (o un campione) caricata
tenendo premuto [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un tasto
nel display della tastiera (il puntatore del mouse assume la forma di un
altoparlante).
247
NN-19 SAMPLER
2. Selezionare la cartella “Samples” e aprirla.
Questa cartella contiene una serie di campioni che si possono caricare come
qualsiasi altro campione.
3. Selezionare il campione desiderato e aprirlo.
Il campione è caricato e assegnato a una key zone che si estende sull’intera tastiera.
A questo punto, si possono eseguire le impostazioni per esso (come per un qualsiasi altro campione).
Caricare gli slice REX come campioni
Uno “slice” è un frammento di suono in un file REX; per importare uno slice REX cliccare sul pulsante Sample Browser (vedere sopra), cercare un file REX e aprirlo come
se fosse una cartella. Il browser visualizzerà gli slice come file all’interno della “cartella”.
In questo manuale quando si fa riferimento all’import dei campioni tutto ciò che si dice
vale anche per gli slice REX.
Creare Key Zone
Impostare l’intervallo della key zone
Una “key zone” è un intervallo di tasti che riproduce un campione; tutte le key zone insieme costituiscono una “key map” (mappatura tasti).
Per creare una nuova key zone, si possono usare i seguenti metodi:
! Le key zone non si possono sovrapporre.
D Selezionare “Split Key Zone” dal menu Edit o contestuale.
La key zone corrente selezionata è separata al centro; la nuova zona è la metà superiore ed è vuota. Sopra il punto di divisione appare una “maniglia” (vedere “Impostare l’intervallo Key Zone” in seguito).
D Con un [Alt]/[Option]-click in un punto appena sopra la striscia della key
zone si crea una nuova key zone vuota.
Il punto in cui si clicca diventa il limite inferiore (o bordo) della key zone originale e
il limite superiore della nuova key zone.
Regolando i limiti di una key zone, i bordi intorno sono regolati opportunamente.
L’intervallo della key zone si può modificare nei seguenti modi:
D Trascinando la “maniglia(e)” che divide le key zone si modifica l’intervallo della key zone selezionata.
Nel caso di due key zone separate al centro, si può quindi modificare il limite inferiore della key zone superiore (nuova) e il limite superiore della key zone originale.
D Usando le manopole “Low Key” e “High Key” per definire rispettivamente un intervallo inferiore e superiore.
La nuova key zone vuota è selezionata dopo la creazione.
Selezionare le key zone
Si può selezionare una sola key zone alla volta; la key zone selezionata è indicata da
una striscia blu chiaro (invece che blu scuro) sopra la tastiera nel display.
Per selezionare le key zone ci sono due modi:
D Cliccando su una key zone non selezionata nel display.
D Attivando il pulsante “Select Key Zone via MIDI”.
Suonando una nota che appartiene a una key zone non selezionata sulla tastiera
MIDI, si seleziona la key zone alla quale appartiene.
Cancellare una key zone
D Per cancellare una key zone selezionarla e scegliere “Delete Key Zone”
dal menu Edit.
NN-19 SAMPLER
248
Key zone, campioni assegnati e non assegnati
Rimuovere il campione(i) da una key map
Quando si caricano i campioni e si riordina la mappatura dei tasti, spesso si finisce
con l’avere campioni che non sono assegnati ad alcuna key zone. Nelle descrizioni
che seguono i campioni saranno definiti come segue:
• Campioni assegnati: sono quelli assegnati a una o più key zone.
• Campioni non assegnati: sono campioni che risiedono in memoria ma che in quel
momento non sono assegnati ad alcuna key zone.
D Per rimuovere un campione selezionare la zona alla quale appartiene e
scegliere “Delete Sample” dal menu Edit o contestuale.
Il campione è rimosso dalla zona e dalla memoria.
D Per rimuovere un campione da una key zone/map senza rimuoverlo
dalla memoria selezionare “No Sample” con la manopola Sample per
quella zona o semplicemente sostituitrlo allo stesso modo con un altro
campione.
Aggiungere il campione(i) a una key map
Rimuovere tutti i campioni non assegnati
Se il campione non è ancora stato caricato
1. Selezionare una key zone.
Può essere vuota o contenere un campione - per ora non ha importanza.
2. Usare il pulsante Sample Browser per aggiungere uno o più campioni (vedere sotto).
Ecco cosa avviene:
D Se prima di essere caricata la zona conteneva un campione, quest’ultimo
è sostituito, sia nella zona che in memoria, a meno che il campione è utilizzato anche da un’altra key zone (in tal caso è conservato).
D Se sono stati caricati più campioni, uno di essi è assegnato alla key
zone, mentre gli altri campioni sono caricati ma restano non assegnati.
D Per rimuovere tutti i campioni non assegnati ad alcuna key zone selezionare “Delete Unused Samples” dal menu Edit.
Riordinare i campioni in una key map
Non c’è una funzione specifica per riordinare o scambiare posizioni tra campioni e key
zone; selezionare semplicemente una key zone e modificare l’assegnazione corrente
del campione con la manopola Sample.
Impostare il livello del campione
Per ogni key zone è possibile impostare un livello di volume usando il pulsante Level
situato sotto il display; se il passaggio tra le due key zone provoca una notevole differenza di volume si può usare questo parametro per equilibrare i livelli.
Se il campione è già caricato ma non assegnato
1. Selezionare una key zone.
Può essere vuota o contenere un campione - per ora non ha importanza.
2. Usare la manopola Sample per scegliere il campione che la key zone deve
riprodurre.
Intonare i campioni
Talvolta i campioni da usare in una key map sono lievemente stonati l’un l’altro; questo
parametro consente d’intonare ogni campione in una mappatura di +/– mezzo semitono.
D Selezionare la(e) key zone contenente il campione(i) stonato e regolare
la manopola Tune situata sotto il display della tastiera.
Manopola Sample.
Impostare la root key
Una volta definita una key zone e aggiunto un campione si deve impostare la root key
del campione.
D Selezionare la key zone alla quale appartiene il campione e cliccare sul
tasto al quale si desidera assegnare la root key.
In genere, il tasto da selezionare è determinato dall’altezza del campione. Per esempio, se il campione riproduce la nota FA#2 di una chitarra cliccare sul tasto
FA#2.
✪ Si noti che è possibile selezionare una root key fuori dalla key zone, se
necessario.
249
NN-19 SAMPLER
✪ Se tutti i campioni hanno origine da sorgenti diverse, e tutti (o la maggior parte di essi) sono intonati in modo leggermente diverso (situazione
di campionamento abbastanza comune) prima è meglio intonarli in
modo che corrispondano tra loro; poi, se necessario, usare i controlli
Sample Pitch della sezione Osc per intonarli complessivamente alla
“song” nella quale si desidera usarli.
D Se tutti i campioni sono leggermente stonati della stessa quantità rispetto alla song nella quale si vogliono utilizzare è molto più facile usare
direttamente i controlli Sample Pitch della sezione Osc.
Loop dei campioni
Automap dei campioni
Se ci sono molti campioni simili che non sono stati mappati a key zone si può usare la
funzione “Automap Samples” del menu Edit:
1. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola operazione con il pulsante Sample Browser.
Uno dei campioni è assegnato a una key zone sull’intero intervallo, mentre gli altri
sono caricati in memoria ma restano non assegnati.
2. Selezionare Automap Samples dal menu Edit.
Un campione (a differenza dei cicli di un oscillatore, ad esempio) è una quantità finita.
Il campione inizia e finisce; per avere campioni che suonano fino a quando si tengono
premuti i tasti sulla tastiera, essi devono essere messi in loop.
Perchè ciò funzioni bene, prima si devono stabilire due punti di loop (che determinano
la porzione di campione in loop) e farli diventare parte del file audio. In NN-19 non si
possono impostare punti di loop; questo lavoro deve essere eseguito in un editor di
campioni.
Tutti i campioni inclusi hanno già punti di loop impostati (se necessario).
Per ogni campione (o key zone) usando la manopola Loop situata sotto il display della
tastiera è possibile selezionare le seguenti modalità di loop:
D OFF
Al campione non è applicato alcun loop.
D FWD
La parte compresa tra i punti di loop suona dall’inizio alla fine poi il ciclo si ripete.
E’ la modalità loop più comune.
D FWD - BW
La parte compresa tra i punti di loop suona dall’inizio alla fine, poi dalla fine all’inizio
(all’indietro), quindi il ciclo si ripete.
! Per i campioni senza punti di loop l’intero campione è ripetuto in loop.
Funzione Solo Sample
Il pulsante Solo Sample consente di ascoltare un campione selezionato su tutta la
tastiera.
D Selezionare la key zone alla quale è assegnato il campione e attivare il
pulsante Solo Sample.
E’ utile per verificare se la root key è impostata correttamente o se è possibile estendere l’intervallo corrente, ecc..
! Perchè il pulsante Solo Sample funzioni, deve essere disabilitata l’opzi-
Tutti i campioni in memoria (assegnati o meno) sono ordinati automaticamente così:
D Ogni campione è opportunamente collocato in base alla rispettiva root
note e intonato secondo l’informazione contenuta nel file del campione.
La maggior parte dei programmi di editing audio salvano l’informazione root key
come parte del file.
D Ogni campione occupa metà dell’intervallo nota verso la root note del
campione successivo.
La root key è sempre nel mezzo di ogni zona con la zona che si estende sia in
basso che in alto rispetto alla posizione della root key.
Mappare i campioni privi di root key o informazione
d’intonazione
Talvolta i campioni non hanno alcuna informazione su root key o intonazione memorizzata nel file; se i nomi dei file indicano la root key si può impostarla manualmente per
ogni campione usando il metodo descritto in seguito. Nel peggiore dei casi (cioè nessuna informazione d’intonazione o root key) si può comunque usare la funzione Automap:
1. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola operazione usando il
pulsante Sample Browser.
Uno dei campioni è assegnato a una key zone sull’intero intervallo, mentre gli altri
sono caricati in memoria ma restano non assegnati
2. Impostare a mano la root key e regolare la manopola Tune (se è necessario
intonarla).
Se nel file non è memorizzata alcuna informazione o il nome non indica la root key,
l’operazione si deve eseguire a orecchio, riproducendo il campione e usando un
altro strumento o un accordatore per determinarne l’altezza.
3. Selezionare il campione successivo con la manopola Sample e ripetere il
punto 2..
Continuare così fino alla definizione della root key di tutti i campioni in memoria.
4. Selezionare Automap Samples dal menu Edit.
I campioni sono mappati in base alle posizioni delle rispettive root key impostate!
one “Select Key Zone via MIDI”!
NN-19 SAMPLER
250
Come è salvata l’informazione di mappatura
Tutte le informazioni su key zone, high e low value, root key, ecc. sono memorizzate
come parte della patch campionatore; i file dei campioni originali non sono mai modificati!
D Modificare il punto d’inizio per ottenere un effetto particolare.
Per esempio, in una voce campionata che dice “uno, due, tre”, si può cambiare la
posizione Start in modo che riproducendolo il campione inizi con la parola “tre”.
✪ E’ possibile anche assegnare una velocity all’inizio del campione, così il
modo di suonare determina il punto esatto d’inizio del campione. Vedere
a.
Parametri synth di NN-19
Impostare l’altezza del campione - manopole Octave/Semitone/
Fine
I parametri synth di NN-19 servono per modellare e modulare i campioni; sono molto
simili ai parametri ai parametri oscillatore di Subtractor - ci sono generatori d’inviluppo, un filtro, un controllo velocity, ecc.. Anche qui è importante ricordare che questi
parametri non alterano in alcun modo i file audio, ma solo il modo in cui sono riprodotti.
Regolando le rispettive manopole si può cambiare l’altezza di tutti i campioni che appartengono a una patch in tre modi:
! Questi parametri sono globali, nel senso influenzano tutti i campioni
D In step di semitoni (Semitone)
Consente di aumentare l’altezza in 12 step di semitoni (1 ottava).
presenti in una patch campione.
Sezione Oscillator
D In step d’ottava (Octave)
L’intervallo di valori è 0 - 8 (default 4).
D In step Fine (1/100 di semitono)
L’intervallo di valori và da -50 a 50 (giù o su di mezzo semitono).
! Si noti che i controlli in questa sezione non si possono usare per intonare i campioni uno rispetto all’altro, poichè tutti i campioni sono
equamente influenzati da questi controlli; per intonare singoli campioni
usare la manopola Tune situata sotto il display della tastiera (vedere a
page 249).
Keyboard Tracking
Per una patch campione, i campioni veri e propri sono quello che gli oscillatori rappresentano per un synth: la sorgente sonora principale.
Nella sezione Oscillator di NN-19 si possono eseguire le seguenti impostazioni:
Sample Start
Cambia la posizione d’inizio (Start) dei campioni in un patch campione. Ruotando la
manopola in senso orario si sposta gradualmente la posizione d’inizio dei campioni,
che sono riprodotti da una posizione più “dentro” la forma d’onda; ciò è utile soprattutto per due cose:
D Togliere il “vuoto” o altre anomalie dall’inizio di campioni imperfetti.
Talvolta (sebbene in nessun campione fornito con Reason) il punto d’inizio di alcuni campioni precede di poco l’attacco del suono vero e proprio. All’inizio ci può
essere rumore o silenzio che non era previsto come parte del campione; regolando la posizione Start del campione è possibile togliere il rumore o il silenzio.
251
NN-19 SAMPLER
Nella sezione Osc c’è il pulsante “Kbd. Track”. Se non è attivo, l’altezza del campione
rimane costante, indipendentemente da qualsiasi messaggio di altezza nota entrante
(sebbene l’oscillatore risponda comunque ai messaggi Note On/Off). Ciò può essere
utile usando campioni non intonati (le percussioni, ad esempio). Si può quindi
suonare un campione in una zona usando più tasti, consentendo il triggering del campione alle note più veloci (per suonare una rullata, ad esempio).
Osc Envelope Amount
Questo parametro determina in che misura l’altezza complessiva dei campioni è influenzata dalla sezione Filter Envelope (vedere a page 253). Si possono impostare valori
negativi o positivi, i quali determinano se il parametro di un inviluppo deve aumentare
o diminuire l’altezza.
Sezione Filter
I filtri servono a modellare il timbro generale del suono; il filtro di NN-19 ha cinque
modlaità di filtro.
Selettore Mode
Con questo selettore si sceglie una delle cinque modalità operative del filtro:
D LP 24 (Lowpass a 24 dB)
I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte; questo
tipo di filtro ha una pendenza di taglio piuttosto ripida (24dB/ottava); molti synth
classici (Minimoog/Prophet 5, ecc.) utilizzano questo tipo di filtro.
D LP 12 (Lowpass a 12 dB)
Anche questo tipo di filtro lowpass è ampiamente usato nei classici synth analogici (Oberheim, TB-303, ecc.); ha una pendenza di taglio più lieve (12 dB/ottava), quindi lascia passare più armoniche rispetto al filtro LP 24.
D BP 12 (Bandpass)
Un filtro bandpass taglia alte e basse frequenze, lasciando inalterate quelle medie.
In questo tipo di filtro tutte le pendenze di taglio sono di 12 dB/ottava.
Resonance
Il parametro Resonance del filtro (o “Q”) definisce la caratteristica (o qualità) del filtro.
Nei filtri lowpass, aumentando il valore Res del filtro si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. Si ottiene così un suono generalmente più sottile, ma con uno
“sweep” più incisivo e pronunciato della freqeuenza di filtro. Più alto è il valore Res,
più risonante diventa il filtro, fino a quando genera un suono sibilante o squillante. Impostando un valore elevato del parametro Res e variando la frequenza del filtro si ha
uno “sweep” ben definito con il suono squillante molto evidente a determinate frequenze.
• Nei filtri highpass, il parametro Res agisce come nei filtri lowpass.
• Usando il filtro Bandpass o Notch, il valore Resonance regola la larghezza di
banda. Aumentando il valore Res la banda di frequenze passante (Bandpass) o
esclusa (Notch) si restringe; in genere, il filtro Notch genera suoni più musicali a
bassi valori di risonanza.
Sezione Envelope
Nei synth analogici i generatori d’inviluppo controllano vari parametri importanti del
suono: altezza (pitch), volume, frequenza di filtro, ecc.. Gli inviluppi controllano il modo
in cui questi parametri si comportano nel tempo - dal momento in cui una nota è suonata a quello in cui è rilasciata.
I generatori d’inviluppo dei synth standard hanno quattro parametri: Attack, Decay,
Sustain e Release (ADSR).
NN-19 ha due generatori d’inviluppo, uno di volume e l’altro di frequenza del filtro.
! Per una descrizione dei parametri d’inviluppo principali vedere il capitolo “Subtractor”.
Sezione Amp Envelope
D HP12 (Highpass)
Un filtro highpass è l’opposto di quello lowpass; attenua le frequenze basse e lascia passare quelle alte; la pendenza di taglio del filtro HP è 12 dB/ottava.
D Notch
Un filtro “notch” (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass: attenua le frequenze in una ristretta banda media e lascia passare quelle inferiori e superiori.
Freq
Il parametro Freq del filtro (frequenza di taglio o “cutoff”) determina l’area dello spettro
di frequenza nella quale agisce il filtro. In un filtro lowpass, il parametro Freq controlla
“apertura” e “chiusura” del filtro. Se Freq è impostato a zero nessuna frequenza (o
solo quelle più basse) si possono sentire; impostandolo al massimo si sentono tutte le
frequenze presenti nella forma d’onda. Regolando gradualmente il cursore Freq si
genera il classico suono di filtro “sweep”.
L’inviluppo d’ampiezza regola la variazione di volume del suono dal momento in cui si
preme un tasto a quello in cui lo si rilascia; un inviluppo di volume modella la forma
principale del suono con i quattro parametri d’inviluppo d’ampiezza Attack, Decay,
Sustain e Release che determinano il carattere di base del suono (debole, lungo,
corto, ecc.).
Il parametro Level è un controllo di volume generale della patch campione.
! Si noti che in genere il parametro Freq del filtro è controllato anche dalla
sezione Filter Envelope (vedere a ). Modificando la frequenza di filtro
con il cursore Freq, quindi, potrebbero non esserci i risultati previsti.
NN-19 SAMPLER
252
Sezione Filter Envelope
L’applicazione più diffusa di un LFO è la modulazione d’altezza di un oscillatore (che
genera un suono) o di un campione (per generare il vibrato).
La sezione LFO ha i seguenti parametri:
Selettore Waveform
L’LFO 1 consente di scegliere diverse forme d’onda per modulare i parametri:
L’inviluppo di filtro si usa per controllare due parametri: frequenza del filtro e altezza
del campione; un inviluppo di filtro controlla come la frequenza del filtro e/o l’altezza
del campione cambiano nel tempo con i quattro parametri della sezione Filter Envelope Attack, Decay, Sustain e Release.
Amount
Questo parametro determina in che misura il filtro è influenzato dalla sezione Filter Envelope; aumentando il valore della manopola Amount il risultato è più evidente.
Il parametro Amount e la frequenza di filtro impostata sono vincolati; se il cursore Freq
del filtro è circa a metà, significa che nel momento in cui si preme un tasto il filtro è già
mezzo aperto. L’inviluppo di filtro definito, quindi, “aprirà” maggiormente il filtro da
quel punto in poi; il valore Amount dell’inviluppo di filtro stabilisce quanto di più apre il
filtro.
|Forma d’onda
Triangle
Inverted
Sawtooth
Sawtooth
Square
Random
Pulsante Invert
Attivando questo pulsante s’inverte l’inviluppo; normalmente, ad esempio, il parametro
Decay abbassa la frequenza del filtro ma attivando il pulsante Invert il parametro Decay aumenta la frequenza del filtro della stessa quantità. Si noti che il pulsante Invert
non influisce sul parametro Osc Pitch (che può essere invertito impostandolo a valori
positivi o negativi).
Sezione LFO
L’LFO è un oscillatore a bassa frequenza. Gli LFO sono oscillatori nel senso che generano una forma d’onda a una determinata frequenza, ma ci sono due differenze significative rispetto ai normali oscillatori che generano un suono:
• Gli LFO generano solamente forme d’onda a bassa frequenza.
• L’uscita dei due LFO non si sente mai; gli LFO si usano per modulare vari
parametri.
253
NN-19 SAMPLER
Soft Random
|Descrizione
Forma d’onda regolare adatta per un normale vibrato.
Genera un ciclo di “rampa ascendente”; se applicata alla
freqeuenza di un oscillatore, l’altezza sale fino a un punto impostato
(controllato dal valore Amount), poi il ciclo riparte immediatamente.
Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito).
Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori (utili per
trilli, ecc.).
Genera una modulazione casuale a scalini (stepped modulation)
verso la destinazione; in alcuni synth analogici “vintage” questa funzione si chiama “sample & hold”.
Come sopra, ma con una modulazione più omogenea.
Destinazioni
Le destinazioni disponibili dell’LFO sono:
|Destinazione |Descrizione
Osc
Selezionandola, l’LFO controlla l’altezza (frequenza) della patch
campione.
Filter
Selezionandola, l’LFO controlla la frequenza del filtro.
Pan
Selezionandola, l’LFO modula la posizione panoramica dei campioni (cioè sposta il suono da sinistra a destra nel campo stereo).
Pulsante Sync
Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva il sync dell’LFO e la frequenza
dell’LFO si sincronizza al tempo della song, in una delle 16 divisioni tmepo possibili;
con la sincronia attiva la manopola Rate (vedere sotto) stabilisce la divisione tempo
desiderata.
Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo.
Rate
La manopola Rate controlla la frequenza dell’LFO; ruotarla in senso orario per una
maggiore velocità di modulazione .
Parametri di riproduzione
Questo capitolo descrive i parametri influenzati dal modo in cui si suona e la modulazione che può essera applicata manualmente con i controlli MIDI standard della tastiera.
Essi sono:
•
•
•
•
•
•
•
Controllo di velocity (Velocity Control)
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Legato
Portamento
Polifonia (Polyphony)
Distribuzione voce (Voice Spread)
Controller esterni (External Controllers)
Controllo di velocity
Amount
Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è
influenzato dall’LFO; aumentando il valore di questa manopola l’effetto sul suono è più
evidente.
La velocity serve per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera; un’applicazione comune della velocity è rendere i suoni brillanti e più forti colpendo un tasto con forza. Usando le manopole in questa sezione, si
può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity; la sensibilità di
velocity può essere impostata a valori positivi o negativi (in posizione centrale non c’è
controllo di velocity). Sono controllabili con la velocity i seguenti parametri:
|Destinazione |Descrizione
Amp
Consente di controllare con la velocity il volume complessivo del
suono. Con un valore positivo il volume aumenta colpendo il tasto
con più forza; un valore negativo inverte questa relazione, quindi il
volume diminuisce suonando forte e aumenta suonando piano; se
questo valore è zero il suono ha un volume costante, indipendentemente dalla forza con la quale si suona.
F. Env
Consente di controllare con la velocity il parametro Amount della
sezione Filter Envelope. Con un valore positivo la quantità d’inviluppo aumenta suonando più forte; con valori negativi s’inverte la
relazione.
F. Dec
Consente di controllare con la velocity il parametro Decay della sezione Filter Envelope. Con un valore positivo il tempo di decadimento
aumenta suonando più forte; valori negativi invertono questa relazione.
S.Start
Consente di controllare con la velocity il parametro Start del campione. Un valore positivo aumenta il valore Start Time suonando più
forte. Valori negativi invertono questa relazione.
A. Attack
Consente di controllare con la velocity il parametro Attack della sezione Amp Envelope. Un valore positivo aumenta il tempo d’attacco
suonando più forte; valori negativi invertono questa relazione.
NN-19 SAMPLER
254
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Legato
La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” delle note (come quello delle corde su
una chitarra). La rotellina Modulation può essere usata per applicare varie modulazioni
mentre si suona; quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation.
NN-19 ha anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale se la tastiera non ha questi controlli (o non si usa affatto una tastiera); le rotelline riflettono i movimenti dei controller MIDI sulla tastiera.
Il legato funziona meglio sui suoni monofonici; impostare la polifonia a 1 (vedere
sotto) ed eseguire le seguenti operazioni:
Pitch Bend Range
Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina si trova
completamente in alto o in basso; l’intervallo di valori massimo è 24 (su/giù di 2 ottave).
Rotellina Modulation
La rotellina Modulation può controllare simultaneamente una serie di parametri.
E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control).
La rotellina Modulation può influenzare i seguenti parametri:
|Destinazione |Descrizione
F. Freq
La rotellina Modulatin controlla il parametro Freq della sezione Filter.
Con un valore positivo la frequenza aumenta spingendo la rotellina in
avanti; con valori negativi s’inverte questa relazione.
F. Res
La rotellina Modulation controlla il parametro Res della sezione Filter.
Con un valore positivo la risonanza aumenta spingendo la rotellina in
avanti; con valori negativi s’inverte questa relazione.
F. Dec
La rotellina Modulation controlla il parametro Decay della sezione Filter Envelope. Con un valore positivo il decadimento aumenta spingendo la rotellina in avanti; con valori negativi s’inverte questa
relazione.
LFO
La rotellina Modulation controlla il parametro Amount della sezione
LFO. Con un valore positivo il parametro Amount sale spingendo la
rotellina in avanti; con valori negativi s’inverte questa relazione.
Amp
La rotellina Modulation controlla il parametro Level della sezione
Amp. Con un valore positivo il livello aumenta spingendo la rotellina
in avanti; con valori negativi s’inverte questa relazione.
255
NN-19 SAMPLER
D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo.
Si noti che l’altezza cambia ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono).
D Se la polfonia è impostata a più di 1 voce il legato è applicato solo
quando tutte le voci assegnate sono “consumate”.
Per esempio, se con una polifonia a 4 si tiene premuto un accordo a 4 note, la
nota successiva sarà suonata in legato; questa voce in legato, però, “ruberà” una
delle voci nell’accordo a 4 note, poichè tutte le voci assegnate sono già state usate!
Retrig
E’ l’impostazione “normale” per riprodurre le patch polifoniche. Premendo un tasto
senza rilasciare quello precedente, gli inviluppi sono retriggerati (come quando si
rilasciano tutti i tasti e se ne preme uno nuovo). In modalità monofonica, Retrig ha
anche un’altra funzione; se si preme un tasto, lo si tiene premuto, si preme un nuovo
tasto e lo si rilascia, è retriggerata anche la prima nota.
Portamento (Time)
Il portamento si ha quando l’altezza passa gradulamente da una nota suonata all’altra
invece di cambiare subito. La manopola Portamento serve per stabilire il tempo di
questo passaggio d’altezza; per non avere alcun portamento regolarla a zero.
Impostare il numero di voci - Polyphony
Determina la polifonia, cioè il numero di voci che una patch può riprodurre simultaneamente. Si può usare per rendere monofonica una patch (valore “1”) o aumentare il numero di voci disponibili per una patch; il numero di voci massimo che una patch può
usare è 99.
! Si noti che il valore Polyphony non “spreca” le voci. Per esempio, se c’è
una patch con la polifonia impostata a dieci voci, ma la parte che la patch
riproduce usa solo quattro voci, non significa che si stanno “sprecando”
sei voci. In altre parole, il valore Polyphony non è da considerare per risparmiare le risorse della CPU - conta solo il numero di voci effettivamente usate.
Voice Spread
Controlla la posizione stereo (pan) delle voci. La manopola Spread determina l’entità
del bilanciamento (a 0 non si ha il bilanciamento); sono disponibili le seguenti modalità:
Connessioni
Sul retro di NN-19 ci sono vari jack in gran parte relativi ai segnali CV/Gate.
|Modal- |Descrizione
ità
Key
Sposta gradualmente il bilanciamento da sinistra a destra più in alto si
suona sulla tastiera.
Key 2
Sposta gradualmente il bilanciamento da sinistra a destra in 8 step (1/2 ottava) per ogni nota consecutiva più acuta suonata poi il ciclo si ripete.
Jump
Alterna il bilanciamento da sinistra a destra di ogni nota suonata.
Low Bandwidth
Rimuove parte delle alte frequenze dal suono, ma spesso ciò non si nota (specialmente in campioni “filtrati in basso”); se necessario attivare questa modalità per risparmiare un pò di risorse del computer.
Audio Output
Sono le uscite audio principali sinistra e destra; creando un nuovo dispositivo NN-19
esse sono collegate al primo canale disponibile sul mixer audio.
Sezione Controller
Mono Sequencer Control
NN-19 può ricevere i messaggi dei controller comuni MIDI e assegnarli a vari
parametri. Possono essere ricevuti i seguenti messaggi MIDI:
• Aftertouch (Channel Pressure)
• Expression Pedal
• Breath Control
Sono gli ingressi principali CV/Gate. CV controlla l’altezza della nota e gli ingressi
Gate triggerano i valori Note On/Off più un livello (paragonabile a un valore di velocity).
Per controllare NN-19 da un Matrix Pattern Sequencer, ad esempio, normalmente si
usano questi ingressi; gli ingressi sono “mono” (cioè controllano una voce nel campionatore).
Se la tastiera MIDI trasmette messaggi Aftertouch (oppure si ha un pedale Expression
o un controller Breath) essi si possono usare per modulare i parametri di NN-19.
Il selettore “Source” determina quali tipi di messaggi sono ricevuti.
Questi messaggi si possono assegnare al controllo dei seguenti parametri:
F. Freq
LFO 1
Amp
La modulazione esterna controlla il parametro Freq della sezione Filter.
Con un valore positivo la frequenza aumenta a valori più alti di modulazione esterna; con valori negativi s’inverte questa relazione.
La modulazione esterna controlla il parametro Amount della sezione LFO.
Con un valore positivo il parametro Amount dell’LFO aumenta a valori più
alti di modulazione esterna; con valori negativi s’inverte questa relazione.
La modulazione esterna controlla il volume complessivo del suono. Con
un valore positivo il volume aumenta a valori più alti di modulazione esterna. Con valori negativi s’inverte questa relazione.
Modulation Inputs
! Si ricorda che le connessioni CV non sono memorizzate nella patch campione, nemmeno se le connessioni sono a/dallo stesso dispositivo NN19!
Grazie a questi ingressi di controllo in tensione CV (con i rispettivi potenziometri di
tensione) è possibile modulare vari parametri di NN-19 da altri dispositivi o dalle uscite di modulazione dello stesso dispositivo NN-19.
Questi ingressi possono controllare i seguenti parametri:
• Osc (campione) - Pitch
• Filter Cutoff
• Filter Resonance
• Amp Level
• Mod Wheel
NN-19 SAMPLER
256
Modulation Outputs
Le uscite di modulazione si possono usare per controllare in tensione altri dispositivi o
altri parametri nello stesso dispositivo NN-19; le uscite di modulazione sono:
• Filter Envelope
• LFO
Gate Inputs
Questi ingressi possono ricevere un segnale CV che triggera gli inviluppi.
Si noti che usando questi ingressi si sostituisce il “normale” triggering degli inviluppi.
Per esempio, collegando l’uscita di un LFO all’ingresso Gate Amp, l’inviluppo d’ampiezza non si triggera più suonando le note, poichè ora l’inviluppo è controllato
dall’LFO.
Inoltre, si sentirà l’LFO che triggera l’inviluppo per le note che si tengono premute.
• Amp Envelope
• Filter Envelope
257
NN-19 SAMPLER
23
D NN-XT Sampler
Introduzione
Panoramica
caratteristiche
Pannello principale
Le funzioni principali di NN-XT sono molto simili a quelli di NN-19. Come NN-19, NNXT consente di caricare campioni e realizzare patch multi-campione mappando i campioni sulla tastiera; il suono può quindi essere modificato da un set completo di
parametri synth. Tuttavia, tra i due campionatori ci sono alcune differenze significative.
NN-XT ha:
Una volta inserito NN-XT nel rack, inizialmente si vede solo il pannello principale.
D Supporto per SoundFonts.
Preset e campioni di banchi SoundFont possono essere caricati e usati in NN-XT.
(vedere a page 260).
D 8 coppie d’uscita stereo.
Si possono assegnare campioni diversi a canali distinti del mixer per un processo
d’effetti individuale (vedere a page 280).
Pannello principale di NN-XT.
Nel pannello principale si caricano le patch campione complete; esso contiene anche
i “controlli globali”. Si tratta di controlli che influiscono e modificano il suono di intere
patch piuttosto che quello di singole key zone.
Pannello Remote Editor
D Possibilità di creare suoni in layer.
Per farlo si mappano più campioni nella stessa zona della tastiera (vedere a page
275).
Per mostrare/nascondere il pannello Remote Editor usare la freccia apri/chiudi in
basso a sinistra nel pannello principale.
D Possibilità di creare suoni riprodotti solo da determinati intervalli di velocity, key map selezionate dalla velocity e crossfade di velocity.
Vedere a page 276.
Cliccare su
questa freccia...
D Key map con impostazioni di parametri synth individuali per ogni campione.
Vedere a page 281.
Sebbene NN-XT sia un player di campioni più evoluto di NN-19, non è da considerare
un successore di NN-19, ma piuttosto un suo complemento. NN-19, ad esempio, è
ancora il campionatore da scegliere per chi vuole caricare subito un paio di campioni
e riprodurli, poichè questa semplice operazione richiede un pò più di tempo in NN-XT.
...per vedere il
pannello
Remote Editor.
Nel pannello Remote Editor si caricano i singoli campioni, si creano key map, si modifica il suono dei campioni con i parametri synth, ecc..
! Il pannello principale di NN-XT può essere chiuso come qualsiasi altro
dispositivo di Reason; si noti che chiudendo il pannello principale si chiude anche il Remote Editor, indipendentemente dalla sua condizione
corrente.
259
NN-XT SAMPLER
Caricare patch complete e
file REX
Come accennato in precedenza, in NN-XT è possibile caricare sia patch complete
che singoli campioni.
• Una patch è un “pacchetto sonoro” completo; contiene informazioni su tutti i campioni utilizzati, key zone assegnate, impostazioni pannello associate, ecc.. Per caricare una patch campione si usa il pulsante Patch Browser del pannello principale
e la procedura è uguale a quella utilizzata per un qualsiasi altro dispositivo di Reason.
Caricare i SoundFont
Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu systems in collaborazione con Creative Technologies. E’ un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato
wavetable e informazioni su come l’audio deve essere riprodotto nei sintetizzatori
wavetable - in genere sulle schede audio. Il formato SoundFont è uno standard libero,
quindi sul mercato ci sono molti banchi SoundFont e banchi SoundFont compatibili
sviluppati da terzi.
I SoundFont si caricano come le patch NN-XT. Come per le patch NN-19, NN-XT fa
del suo meglio per mappare tutte le impostazioni SoundFont ai parametri di NN-XT.
I preset SoundFont si caricano usando il pulsante Patch Browser, mentre per i singoli
campioni SoundFont si usa il pulsante Sample Browser.
Caricare file REX completi come patch
Pulsante Patch Browser sul pannello principale.
Per istruzioni generiche su come caricare e salvare le patch vedere il capitolo
“Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido.
• La procedura per caricare campioni separati è simile, ma si usa il pulsante Sample
Browser del pannello Remote Editor. Caricare i campioni e mapparli su intervalli
della tastiera configurando a piacere il suono; in seguito si possono salvare le impostazioni in una patch per un facile accesso.
I file REX sono file creati in ReCycle, un’applicazione di Propellerhead Software che
suddivide i file di loop musicali in “slice” consentendo di riprodurli a qualsiasi tempo.
In Reason, i file REX si usano prevalentemente nel player di loop Dr. Rex, ma possono
essere usati anche in NN-XT; le estensioni possibili sono: “.rx2”, “.rcy” e “.rex”.
Quando si carica un file REX ogni slice nel file è assegnato cromaticamente a un tasto
e tutti i parametri sono impostati ai rispettivi valori di default.
Usando i file REX nel player di loop Dr. Rex si può fare in modo che una traccia riproduca gli slice in ordine per ricreare il loop originale; per farlo in NN-XT bisogna eseguire alcune operazioni extra.
1. Con il pulsante Patch Browser caricare il file REX in un campionatore NN-XT.
2. Creare un player di loop Dr. Rex e caricare lo stesso file REX in questo dispositivo.
Pulsante Sample Browser nel pannello Remote Editor.
Altre informazioni sul caricamento dei campioni sono descritte in seguito.
Caricare patch NN-XT
3. Usare la funzione “To Track” di Dr. Rex per creare dati di riproduzione (un
gruppo) sulla traccia assegnata a Dr. Rex.
4. Spostare quel gruppo sulla traccia con NN-XT e riprodurlo da lì.
5. Canellare il player di loop Dr. Rex.
Le patch NN-XT sono realizzate specificamente per NN-XT. Reason ha molte patch
NN-XT; alcune sono in Factory Sound Bank ma la maggior parte si trovano in
Orkester Sound Bank; le patch NN-XT hanno l’estensione “.sxt”.
Caricare le patch NN-19
Le patch NN-19 hanno l’estensione “.smp”. Si noti che caricando le patch NN-19 in
NN-XT alcuni parametri non sono applicabili, poichè alcuni controlli di NN-19 e NNXT sono diversi; in questi casi, NN-XT ignora i parametri in questione o li mappa a
controlli equivalenti.
NN-XT SAMPLER
260
Uso del pannello principale
Tutti i controlli sul pannello principale servono per modificare globalmente della
stessa quantità determinati parametri per tutti i campioni presenti in una patch.
! I movimenti dei parametri sul pannello principale possono essere registrati come automazione. Tuttavia, ciò non è possibile per i controlli del
pannello Remote Editor (descritti in seguito)!
Segue ora una descrizione di controlli e parametri del pannello principale.
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Ricezione di messaggi controller MIDI da sorgenti esterne
NN-XT può ricevere i messaggi dei controller MIDI comuni e assegnarli a vari
parametri. Il selettore “Source” si usa per stabilire i tipi di messaggi ricevuti:
• Aftertouch (Channel Pressure)
• Expression Pedal
• Breath Control
Se la tastiera MIDI trasmette messaggi aftertouch (e/o c’è un pedale d’espressione o
un breath controller collegato ad essa) questi messaggi si possono usare per modulare i parametri di NN-XT; i parametri modulati si definiscono nel pannello Remote Editor.
(vedere a page 281).
Registrare i messaggi dei controller MIDI con la rotellina
La rotellina nella sezione External Control può essere usata per registrare uno dei tre
o tutti i tipi di messaggi controller MIDI nel sequencer di Reason; se la tastiera MIDI
non trasmette messaggi aftertouch o non ci sono un pedale d’espressione o un
breath controller, si può usare questa rotellina.
La procedura è uguale a quella di qualsiasi altra registrazione d’automazione,
La maggior parte delle tastiere MIDI hanno le rotelline Pitch Bend e Modulation. NNXT ha le impostazioni su come i messaggi MIDI entranti delle rotelline Pitch Bend e
Modulation influenzano il suono; le rotelline di NN-XT, inoltre, rispecchiano i movimenti delle rotelline sulla tastiera MIDI.
Se la tastiera non ha i controlli Pitch Bend o Modulation (o non si usa affatto una tastiera) è possibile usare le due rotelline funzionali di NN-XT per applicare modulazione e
pitch bend in tempo reale.
•
•
La rotellina Pitch Bend serve per il “bending” ascendente e discendente delle note
suonate per cambiarne l’altezza - come il bending delle corde su una chitarra o altro strumento a corde; l’intervallo Pitch Bend si definisce nel pannello Remote Editor. (Vedere a page 283).
La rotellina Modulation serve per applicare la modulazione al suono mentre si
suona. Può essere usata anche per controllare altri parametri, come descritto a
page 281.
Sezione External Control
Questa sezione si può usare in tre modi:
261
NN-XT SAMPLER
High Quality Interpolation
Questo pulsante attiva e disattiva la funzione High Quality Interpolation. Se attivo, l’altezza del campione è calcolata con un algoritmo d’interpolazione più avanzato; il risultato è una migliore qualità audio, specialmente in campioni ricchi di alte frequenze.
• La funzione High Quality Interpolation utilizza però più risorse del computer - se
non necessaria è meglio disattivarla! Ascoltare i suoni in un determinato contesto
e decidere se l’uso di questa funzione comporta qualche differenza.
• Usando un Macintosh con processore G4 o G5 (Altivec), la funzione High Quality
Interpolation è sempre attiva, indipendentemente dalla condizione di questo pulsante.
Sezione Global Controls
Mod Envelope
Questa manopola controlla il valore Decay dell’inviluppo di modulazione (vedere
sopra e a page 284).
Master Volume
Controlla il volume principale d’uscita di NN-XT; ruotando la manopola a destra il volume aumenta.
queste manopole cambiano i valori dei vari parametri nel pannello Remte Editor e influenzano tutti i campioni caricati; si usano quindi per regolare rapidamente il suono
complessivo.
Le manopole sono bipolari; quando si trovano al centro non è applicata alcuna modifica al parametro; ruotandole a destra si aumenta il valore corrispondente e ruotandole a sinistra il valore diminuisce.
Anche qui le variazioni di questi parametri si possono registrare come automazione.
La procedura è simile a quella di qualsiasi altra registrazione d’automazione, .
Panoramica del pannello
Remote Editor
Il cuore di NN-XT è il pannello Remote Editor (specialmente quando si creano le proprie patch). Il pannello Remote Editor è dominato dal display Key Map; E’ anche la
parte sulla quale ci concentreremo per inziare.
Da sinistra a destra i controlli sono:
Filter
Ciascuna di queste due manopole controlla un parametro del filtro (vedere a page
283); si noti che perchè abbiano effetto il filtro deve essere attivo.
D Frequency
Modifica la frequenza di taglio del filtro (cutoff).
D Resonance
Modifica il parametro Res del filtro (cioè la caratteristica o “qualità” del filtro).
Amp Envelope
Queste tre manopole controllano l’inviluppo d’ampiezza (vedere a page 285) nel
modo seguente:
D Attack
Cambia il valore Attack dell’inviluppo d’ampiezza (cioè il tempo impiegato dal
suono per arrivare al livello massimo dopo aver premuto un tasto sulla tastiera).
D Decay
Cambia il valore Decay dell’inviluppo d’ampiezza. Il decadimento determina il
tempo impiegato dal suono per arrivare al livello di sustain dopo che ha raggiunto
il valore massimo (vedere a page 285) e il tasto che ha triggerato il suono è ancora
premuto.
D Release
Cambia il valore Release dell’inviluppo d’ampiezza; il rilascio funziona come il decadimento, ma determina il tempo impiegato dal suono a scomparire dopo che il
tasto è stato rilasciato.
Display Key Map
Il display Key Map è costituito da una serie di aree distinte che consentono di fare
molte cose per aiutarvi a navigare nel display Key Map queste aree sono descritte in
seguito.
Area Info.
Area Tastiera.
Area Tab Bar.
Barre di
scorrimento.
Area
Campione
.
Area
Gruppo.
Area Key Range.
Area Info
Quest’visualizza le informazioni sul campione corrente selezionato: frequenza di campionamento, mono/stereo, risoluzione bit e dimensione file.
Area Campione
Quest’area visualizza i nomi dei campioni in ogni zona; permette anche di cambiare
l’ordine delle zone cliccandoci sopra e trascinandole in alto e in basso con il mouse.
NN-XT SAMPLER
262
Area Gruppo
Quest’area, non mostra alcuna informazione, ma cliccandoci sopra si possono selezionare subito tutte le zone che appartengono a un determinato gruppo. Per sapere
come creare i gruppi vedere a page 269.
Questi parametri influiscono su ogni gruppo (per maggiori informazioni sui gruppi vedere a page 280).
La maggior parte di essi riguardano l’esecuzione o lo stile della suonata.
Parametri synth
Area Tastiera
è una guida per configurare i key range, ma si usa anche per stabilire le root key e ascoltare i campioni caricati.
Per maggiori infromazioni vedere rispettivamente a page 274 e page 268.
Area Tab Bar
Quest’area offre un’indicazione visiva del key range di una zona selezionata; cliccando
e trascinando con il mouse le “maniglie” ai bordi del key range, si possono ridimensionare i key range, mentre cliccando tra le maniglie è possibile spostare i key range
senza cambiarne la durata.
Area Key Range
Nell’area al centro del display Key Map si vedono tutte le zone e le relazioni tra esse;
le zone si possono spostare e ridimensionare come nell’area Tab Bar.
I parametri nel pannello Remote Editor regolano il suono dei campioni applicando filtraggio, inviluppi, modulazione (come vibrato e tremolo), e così via; sono chiamati
parametri synth, poichè per molti versi sono identici a quelli dei normali sintetizzatori.
Barre di scorrimento
Le barre di scorrimento orizzontale e verticale e funzionano come quelle normali.
Quando il display Key Map contiene informazioni che non ci stanno in una “singola
schermata” si possono usare le barre di scorrimento per vederle; cliccare sulle frecce
oppure cliccare e trascinare con il mouse le maniglie delle barre di scorrimento.
Parametri del campione
Quest’area mostra i valori correnti dei parametri principali che si possono definire per
le zone: root key, modalità di riproduzione, uscita ecc..
I parametri si modificano con le manopole situate appena sotto il display Key Map.
Parametri Group
Campioni e Zone
Per una chiara comprensione della terminologia usata per descrivere le varie operazioni eseguibili nel display Key Map è importante chiarire la differenza tra campione e
zona:
• Un campione è un frammento di audio che si può caricare e riprodurre in NN-XT.
• Una zona è un “contenitore” per un campione caricato.
Tutti i campioni caricati sono collocati in “zone” nel display Key Map. Si possono
quindi organizzare a piacere le zone ed eseguire varie impostazioni (es. key range e
velocity range) separatamente per ogni zona.
Le impostazioni eseguite, in realtà sono applicate alle zone, ma influenzano i campioni
in esse contenuti; eseguire quindi le impostazioni per una zona equivale ad eseguirle
per un campione - quello contenuto nella zona.
•
•
263
NN-XT SAMPLER
Due o più zone possono riprodurre lo stesso campione, ma con impostazioni
parametro diverse (che le fanno suonare in modo completamente diverso).
Una zona può essere vuota e non riprodurre quindi alcun campione.
Selezioni ed Edit Focus
Quasi tutte le operazioni in Remote Editor si eseguono su una o più zone selezionate
o sulla zona messa a fuoco (edit focus). Possono essere selezionate più zone nello
stesso momento, ma può essere messa a fuoco solo una zona alla volta.
Questo è importante poichè:
D Le operazioni di editing eseguibili su più zone (come la cancellazione), si
applicano sempre alle zone selezionate.
Selezionare le zone
D Per selezionare una zona, cliccarci sopra.
Cliccando su una zona automaticamente la si mette a fuoco.
Si possono anche selezionare più zone in vari modi:
D Tenendo premuto [Shift] o [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e cliccando sulle zone da selezionare.
Si possono così selezionare più zone non-contigue; si può anche de-selezionare
una zona selezionata cliccandoci sopra di nuovo con il mouse.
D Le operazioni di editing eseguibili solo su una zona, si applicano sempre
alla zona messa a fuoco.
D Usando il comando rapido [Command]-[A] (Mac)/[Ctrl]-[A] (Windows).
Questa operazione seleziona tutte le zone nel display Key Map; per de-selezionare
tutte le zone cliccare in un’area libera nella colonna Sample o nell’area Key Map.
D Il pannello frontale mostra sempre le impostazioni della zona in messa a
fuoco.
D Cliccando e trascinando un box di selezione nell’area Key Map.
Disegnando un box di selezione come
Qui non è selezionata alcuna zona.
Qui è selezionata la zona centrale che però non è messa a fuoco.
Qui la zona centrale è messa a fuoco ma non selezionata; si noti il bordo
più spesso e le maniglie aggiuntive nell’area Key Range.
...si selezionano queste
Qui la zona centrale è selezionata e messa a fuoco.
Qui tutte le tre zone sono selezionate, ma è messa a fuoco quella al centro.
Si noti che le zone non devono necessariamente essere completamente incluse nel
box di selezione; basta che il box intersechi parti delle zone perchè esse siano incluse
nella selezione.
NN-XT SAMPLER
264
Selezionare le zone via MIDI
Spostare la messa a fuoco
Le zone si possono selezionare anche con la tastiera MIDI; per abilitare la selezione
via MIDI cliccare sul pulsante “Select zones via MIDI” sopra il display Key Map in
modo che s’illumini.
Spostare la messa a fuoco
Una zona può essere messa a fuoco indipendentemente dalla selezione:
D Cliccando su una zona non selezionata, la si seleziona mettendola a
fuoco.
Si può così selezionare una zona e metterla a fuoco premendo un tasto all’interno del
Key Range della zona (per sapere come configurare i Key Range vedere in seguito).
D Selezionando più zone con [Shift] o [Command]/[Ctrl], è sempre messa
a fuoco quella selezionata per ultima.
D Per mettere a fuoco una zona quando sono già selezionate più zone,
cliccarci sopra senza tenere premuto alcun tasto di modifica.
In questo modo, si può spostare a piacere la messa a fuoco tra le zone selezionate
senza de-selezionarne alcuna.
Questa zona può essere selezionata premendo un tasto qualsiasi tra C2 e C3 sulla tastiera MIDI.
Si noti, inoltre, che la selezione via MIDI è sensibile alla velocity. Le zone possono
avere intervalli di velocity specifici, quindi non sono riprodotte se il tasto che triggera
la zona è suonato a una certa velocity. Lo stesso vale per la selezione via MIDI; saranno selezionate solo le zone che soddisfano i requisiti di velocity. Per maggiori informazioni sulla configurazione degli intervalli di velocity vedere a page 276.
Selezionare tutte le zone in un gruppo
Il concetto dei gruppi di zone è introdotto a page 269; per ora si spiega come selezionare tutti i campioni che appartengono allo stesso gruppo:
Cliccando nella
colonna
...si selezionano
tutte le zone
presenti nel
gruppo.
265
NN-XT SAMPLER
Regolare i parametri
D Cliccando nelle zone all’interno della selezione, si vedono le impostazioni di ogni zona.
Regolare i parametri synth
D Regolando un parametro, esso è impostato allo stesso valore in tutte le
zone selezionate.
I parametri synth sono quelli che occupano gran parte del pannello Remote Editor (vedere a page 263). Le modifiche eseguite sui parametri synth si applicano sempre a
tutte le zone selezionate.
Si può sfruttare questa funzionalità per verificare come è stata creata una patch e
controllare che tutte le impostazioni eseguite siano quelle più opportune nelle varie
zone.
D Il pannello mostra sempre le impostazioni per la zona messa a fuoco.
Altre informazioni in seguito.
Parametri campione
D Per eseguire regolazioni su una zona, selezionarla (per metterla a fuoco)
e regolare il parametro desiderato sul pannello frontale.
I parametri campione consentono di specificare varie proprietà di una o più zone
selezionate (intonazione, key range e velocity range).
D Per impostare più zone allo stesso valore, selezionarle e regolare il
parametro.
Il parametro regolato è impostato allo stesso valore per tutte le zone.
Regolare i parametri Group
I parametri Group si applicano a un gruppo (cioè sono impostazioni condivise da tutte
le zone presenti in un gruppo).
D Per eseguire regolazioni su un gruppo selezionare una o più zone che
appartengono al gruppo e regolare il parametro desiderato sul pannello
frontale.
D Per impostare più gruppi allo stesso valore selezionare almeno una
zona in ogni gruppo e regolare il parametro desiderato.
Tutti i gruppi saranno impostati allo stesso valore (vedere in seguito).
Parametri “Conflittuali”
Ci sono situazioni in cui si selezionano più zone nelle quali le impostazioni dei
parametri sono diverse; ciò è piuttosto normale. Spesso, ad esempio, si regolano livello e filtraggio per equilibrare il suono tra più campioni sulla tastiera. Tuttavia, con più
selezioni talvolta ci può essere confusione: appare il messaggio di NN-XT “parametri
conflittuali”.
Ogni volta che due o più zone selezionate hanno valori di parametri in conflitto tra
loro, NN-XT lo indica mostrando una piccolo simbolo “M” (multiplo) accanto al
parametro.
D Per impostare più zone allo stesso valore selezionarle e regolare un
parametro.
Il valore del parametro regolato è applicato a tutte le zone.
Copiare i parametri tra le zone
Per copiare le impostazioni dei parametri da una zona a numero qualsiasi di altre zone:
1. Selezionare tutte le zone da coinvolgere nell’operazione.
S’intende la zona con le impostazioni da copiare e la zona(e) nella quale copiare le
impostazioni.
2. La zona con le impostazioni da copiare deve essere messa a fuoco.
3. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare il comando
“Copy Parameters to Selected Zones”.
Tutte le zone selezionate avranno ora le stesse impostazioni dei parametri.
! Si noti che ciò vale solo per i parametri synth (vedere a page 281); i
parametri campione (root key, velocity range, ecc.) non si possono copiare.
In questo esempio, Level e Spread hanno valori conflittuali.
D I controlli sul pannello mostrano sempre l’impostazione della zona
messa a fuoco.
NN-XT SAMPLER
266
Gestire zone e campioni
Tutte le zone selezionate sono organizzate automaticamente in una key map di base.
Procedere regolando i parametri di synth sul pannello frontale per modellare il suono!
Creare una key map
Formati file e slice REX
Quando s’inserisce un campionatore NN-XT nel rack, il suo display Key Map è sempre vuoto (cioè non contiene campioni).
Per creare una nuova key map procedere come segue:
NN-XT può importare vari tipi di campioni:
1. Cliccare sul pulsante Browse Samples, selezionare Browse Samples dal
menu Edit o scegliere Browse Samples dal menu contestuale di NN-XT.
Si apre il normale browser file di Reason.
Pulsante Browse Samples.
2. Selezionare il campione(i) da caricare nel browser e cliccare “OK”.
Il campione(i) selezionato è caricato in NN-XT.
I nuovi campioni caricati in NN-XT hanno le seguenti proprietà:
• Ogni campione è collocato nella propria zona.
• Ogni zona si estende su un key range di cinque ottave sulla tastiera (da C1 a C6).
• Tutti i nuovi campioni/zone aggiunte sono automaticamente selezionati.
• La prima zona aggiunta è messa a fuoco.
D File Wave standard
Hanno estensione “.wav” (formato dei file audio standard per la piattaforma PC).
Qualsiasi editor audio o campione, indipendentemente dalla piattaforma, può leggere e creare file audio in formato Wave; in pratica sono supportati ogni frequenza
di campionamento e risoluzione bit.
D File AIFF standard
Hanno estensione “.aif” (formato dei file audio standard per la piattaforma Mac).
Anche in questo caso, qualsiasi editor audio può leggere e creare file audio in
questo formato; in pratica sono supportati ogni frequenza di campionamento e
risoluzione bit.
D Campioni SoundFont
E’ un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato wavetable e informazioni su come deve essere riprodotto nei synth wavetable - in genere dalle
schede audio. I banchi SoundFont sono organizzati in ordine gerarchico per varie
categorie:
User Samples, Instruments, Presets, ecc.. NN-XT consente di caricare singoli
campioni dall’interno di un banco Soundfont.
D Slice dei file REX
Uno “slice” è un frammento di suono in un file REX (vedere a page 260). Per importare uno slice REX, cercare un file REX e aprirlo come se fosse una cartella; il
browser visualizza gli slice come file nella “cartella”. Nel resto del manuale, tutto
ciò che riguarda l’import dei campioni vale anche per gli slice REX.
! Per riprodurre i file alla risoluzione bit originale - se superiore a 16-bit Key Map con quattro nuovi campioni aggiunti.
Impostare root note e key range
Dopo aver caricato i campioni si regolano key range, root note e intonazione dei campioni, in modo che si possano suonare lungo il key range. Ci sono molti modi per farlo,
descritti da page 270 in poi. Tuttavia, qui è descritta brevemente la procedura per
creare subito una key map completa da un set di campioni caricato.
Questo esempio presume che i campioni caricati siano un set di più campioni di uno
strumento intonato (chitarra, piano, flauto, ecc.).
1. Caricare i campioni.
2. Selezionare tutti i campioni caricati con il comando “Select All” del menu
Edit.
3. Usare la funzione “Set Root Notes from Pitch Detection” per configurare automaticamente le root note (altezze) dei campioni.
4. Selezionare “Automap Zones” dal menu Edit.
267
NN-XT SAMPLER
attivare l’opzione “Use High Resolution Samples” nella pagina General
della finestra di dialogo Preferences, altrimenti NN-XT riprodurrà i campioni come file a 16-bit, indipendentemente dalla risoluzione bit originale.
Aggiungere più campioni alla key map
Per aggiungere altri campioni a una key map esistente usare il metodo descritto a .
1. Assicurarsi che nessun campione già caricato sia messo a fuoco.
Non facendolo, c’è il rischio che il campione selezionato sia sostituito (vedere in
seguito); per togliere la messa a fuoco cliccare in un’area vuota della colonna
Sample o dell’area key map.
2. Aprire il Sample Browser.
3. Selezionare il campione(i) da caricare nel browser e cliccare “OK”.
Il nuovo campione(i) è aggiunto alla key map.
Sostituire un campione
Per sostituire il campione in una zona:
1. Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco ed eseguire una delle seguenti
operazioni:
D Cliccare sul pulsante Browse Samples.
D Selezionare Browse Samples dal menu Edit o da quello contestuale di
NN-XT.
D Doppio-click del mouse nella zona.
Uno qualsiasi di questi metodi apre il browser file standard nel quale si può selezionare un nuovo campione per la zona.
2. Selezionare un campione (e solo uno) nel Sample Browser.
Selezionando più di un campione nel browser i campioni che si caricano non sostituiscono quello messo a fuoco, ma sono aggiunti sotto.
Ricerca rapida dei campioni
Per scorrere rapidamente una serie di campioni (e trovare quello più adatto in un determinato contesto, ad esempio) procedere come segue:
1. Configurare a piacere la zona e assicurarsi che sia messa a fuoco.
2. Usare i pulsanti freccia nella sezione Browse Samples per selezionare il
campione successivo/precedente nella stessa directory.
Rimuovere i campioni
D Per rimuovere un campione da una zona selezionarlo cliccandoci sopra e
scegliere “Remove Samples” dal menu Edit o da quello contestuale di
NN-XT.
Il campione è rimosso e la zona rimane vuota; si noti che è possibile rimuovere i
campioni da più zone selezionate nello stesso momento.
Ascoltare i campioni
I campioni caricati si possono ascoltare in due modi:
D Premendo [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un campione
nella colonna Sample.
Il puntatore del mouse assume la forma di un altoparlante quando lo si sposta sopra la colonna Sample.
Cliccando su un campione lo si riproduce alla sua altezza fondamentale (vedere a
page 274). Inoltre, il campione è riprodotto non processato, cioè senza alcun
parametro synth ad esso applicato (vedere a page 281).
D Premendo [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un campione
nella colonna Keyboard.
La differenza è che si sente il campione all’altezza corrispondente al tasto cliccato
e con gli eventuali processi applicati. Il click simula un tasto suonato a velocity
100.
Si noti che ciò può triggerare più campioni, dipende se sono stati mappati sugli
stessi key range o key range sovrapposti e dalle impostazioni velocity range (vedere a page 270 e page 276).
Aggiungere zone vuote
E’ possibile aggiungere zone vuote a una key map. Le zone vuote sono trattate come
quelle che contengono campioni, nel senso che sono selezionate automaticamente,
messe a fuoco e assegnate a un key range di cinque ottave quando sono create per
la prima volta. Tuttavia, si può aggiungere solo una zona alla volta; le zone vuote si
possono anche ridimensionare, spostare e modificare come quelle che contengono
campioni.
D Per aggiungere una zona vuota aprire il menu Edit o quello contestuale
di NN-XT e selezionare “Add Zone”.
La zona vuota è inserita sotto le zone esistenti nella key map e indicata dalla scritta
“**No Sample**”.
Una volta aggiunta una zona vuota è possibile assegnargli un campione, come
quando si sostituisce un campione o si esegue una ricerca rapida, come descritto in
precedenza.
Duplicare le zone
Si può duplicare un numero qualsiasi di zone già esistenti (contenenti campioni o
vuote).
1. Selezionare la zona(e) da copiare.
2. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare “Duplicate
Zones”.
Le zone selezionate sono copiate e inserite automaticamente sotto l’ultima nel display Key Map.
Le zone duplicate contengono i riferimenti agli stessi campioni delle zone originali;
hanno anche gli stessi key range e impostazioni dei parametri.
Uso dei comandi Copy e Paste
La funzione “Copy Zones” del menu Edit consente di copiare tutte le zone selezionate
nel clipboard; selezionando “Paste Zones” dal menu Edit le zone sono incollate sotto
quelle esistenti nel dispositivo NN-XT selezionato.
E’ un metodo comodo per trasferire le zone (complete di tutte le impostazioni) da un
dispositivo NN-XT a un altro.
NN-XT SAMPLER
268
Rimuovere le zone
Per rimuovere una o più zone selezionarla(e) ed eseguire una delle seguenti operazioni:
D Premere [Canc] o [Backspace] sulla tastiera del computer.
D Selezionare “Delete Zones” dal menu Edit o da quello contestuale di NNXT.
Rimuovendo le zone si rimuovono anche tutti i campioni in esse contenuti.
Riordinare le zone nell’elenco
D Per spostare una zona a un’altra posizione nell’elenco cliccarci sopra
nella colonna Sample e trascinarla con il mouse in alto o in basso.
Un contorno indica dove apparirà la zona rilasciando il pulsante sinistro del mouse.
Lavorare con i gruppi
Gruppi
I gruppi servono a due cose:
D Selezionare rapidamente una serie di zone che “si appartengono”.
Per esempio, se è stato creato un suono in layer costituito da piano e archi, si possono collocare tutti i campioni d’archi in un gruppo e tutti quelli di piano in un altro;
si possono poi selezionare rapidamente tutti i campioni di piano e regolarli modificando un parametro.
D Raggruppare zone che devono condividere tra loro le impostazioni del
gruppo.
Per esempio, si può impostare un gruppo in legato e modalità monofonica aggiungendo un pò di portamento in modo da suonare una parte ove si esegue uno slide
tra le note.
Si noti che c’è sempre almeno un gruppo, poichè di default tutte le zone che si creano
sono sempre raggruppate tra loro.
Creare un gruppo
1. Selezionare le zone da raggruppare.
Le zone non devono essere necessariamente contigue per essere raggruppate; indipendentemente dalle rispettive posizioni originali nella colonna Sample sono
tutte collocate insieme in successione.
2. Selezionare “Group Selected Zones” dal menu Edit o da quello contestuale
di NN-XT.
Le zone sono raggruppate.
Selezionando queste zone e raggruppandole...
...si creano questi due gruppi al posto del grande singolo gruppo
269
NN-XT SAMPLER
Spostare un gruppo a un’altra posizione nell’elenco
D Cliccare sul gruppo nella colonna Group e trascinarlo in alto o in basso
tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse.
Nel display appare un contorno del gruppo che ne aiuta l’inserimento alla posizione desiderata.
Trascinare un gruppo a una nuova posizione.
3. Rilasciare il pulsante sinistro del mouse alla posizione desiderata.
Il gruppo con tutte le sue zone appare alla nuova posizione.
Lavorare con i key range
Key range
Ogni zona può avere il proprio key range separato (il tasto più basso e più alto che
triggera il campione).
Per campionare un determinato strumento (un piano, ad esempio), in genere si eseguono più registrazioni di note diverse a intervalli vicini e poi si mappano i campioni a
key range separati, contigui e piuttosto stretti; questo metodo si chiama multi-campionamento.
Il motivo per cui si usa il multi-campionamento è che un singolo campione suonato su
tutta la tastiera è molto innaturale se si trova troppo lontano dalla sua altezza orginale,
poichè la quantità di trasporto del suono senza influire negativamente sul suo timbro è
molto limitata.
Configurare i key range
I key range delle zone si possono regolare in vari modi:
Spostare una zona da un gruppo a un altro
E’ come riordinare i campioni nell’elenco, come descritto alla pagina precedente.
L’unica differenza è che si trascina la zona da un gruppo a un altro.
Selezionare un gruppo e/o le zone in un gruppo
D Cliccando su un gruppo nella colonna Group si seleziona il gruppo e
tutte le zone in esso contenute.
Trascinando le maniglie ai bordi della zona
1. Selezionare la zona nell’area Key Range.
2. Puntare e cliccare con il mouse a una delle maniglie ad ogni estremità.
3. Trascinare la maniglia a sinistra/destra.
Linee puntate di estendono dai bordi delle zone fino all’area Tastiera; queste linee
sono un’indicazione visiva dei tasti compresi nel key range. In basso, a sinistra del
display c’è anche un’indicazione alfanumerica.
Cliccare e trascinare la maniglia sul bordo del tasto in alto di una zona con il key range di default C1
D Cliccando su una zona nella colonna Sample si seleziona il gruppo (e
quella zona).
...per cambiare il key range a C1 - C2.
Parametri gruppo
Sul pannello frontale ci sono alcuni parametri che si applicano specificamente ai
gruppi. Per i dettagli vedere a page 280.
4. Ripetere la procedura sulle zone desiderate per realizzare una key map completa.
NN-XT SAMPLER
270
Usando i controlli Lo Key e Hi Key
Appena sotto l’area Key Map ci sono i parametri campione. Essi si usano per modificare vari parametti che influenzano il modo in cui le zone sono riprodotte; possono influenzare zone selezionate singole o multiple; al centro dell’area parametri campione
ci sono le due manopole “Lo Key” e Hi Key”.
D E’ vero anche il contrario: ruotando la manopola Lo Key per più zone
selezionate il valore Lo Key messo a fuoco è applicato a tutte le zone
selezionate.
Un valore Lo Key non può mai essere superiore di un semitono sotto quello Hi Key
in una zona, quindi se la zona messa a fuoco ha un Lo Key maggiore del valore Hi
Key di un’altra zona, l’altra zona è scalata all’intervallo minimo di un semitono.
Trascinando le maniglie sul bordo della zona nell’area Tab Bar
Esse servono per definire il tasto basso e quello alto del key range di una zona.
Come descritto in precedenza, l’area appena sotto quella della tastiera si chiama Tab
Bar. Essa mostra il key range della zona corrente selezionata e presenta le maniglie ai
bordi.
1. Assicurarsi che la zona per la quale definire il key range sia selezionata.
2. Usare le manopole Lo Key/Hi Key per modificare il key range.
Il display appena sopra le manopole indica il tasto; si può anche tenere d’occhio le
linee che si estendono dai bordi della zona nell’area Tastiera.
Definendo i key range per più zone
E’ possibile definire i key range di più zone selezionate simultaneamente; si può fare
solo con i controlli Lo Key e Hi Key e funziona così:
D Se ci sono tre zone selezionate ciascuna delle quali ha Hi Key diversi e si
ruota la manopola Hi Key, essi assumono automaticamente lo stesso valore High Key della zona messa a fuoco.
In altre parole, se il tasto alto della zona selezionata messa a fuoco è C4 e lo si
cambia a D4 ruotando la manopola Hi Key, diventano D4 anche tutti i tasti alti delle
altre zone selezionate.
Trascinare una maniglia sul bordo del key range nell’area Tab Bar.
Queste maniglie hanno un effetto simile a quello delle maniglie che si trascinano nel
display Key Map; tuttavia, le maniglie nell’area Tab Bar possono modificare il key
range di più zone contemporaneamente.
Si applicano i seguenti criteri:
•
•
L’area Tab Bar mostra il key range della zona messa a fuoco.
Trascinando le maniglie dei bordi di quella zona si cambia simultaneamente anche
il key range di una serie di zone intorno se:
D I valori Hi Key o Lo Key (dipende da quale maniglia si trascina) delle altre
zone sono gli stessi di quelli della zona messa a fuoco.
D Le altre zone sono adiacenti alla zona messa a fuoco.
! Si noti che non importa se le altre zone sono selezionate o meno (sono
influenzate in ogni caso).
Nell’esempio in figura, la zona al centro è messa a fuoco; la sua maniglia sinistra (Lo
Key) si trova a una posizione diversa da quella delle altre zone, ma tutte le zone hanno
lo stesso valore Hi Key; questo significa che...
D Se prima di ruotare la manopola Hi Key della zona messa a fuoco un
qualsiasi valore Lo Key di una zona selezionata è superiore a quello Hi
Key, l’intervallo della zona è scalato in basso di un semitono a partire dal
valore Lo Key.
Ovviamente, il controllo Hi Key non può mai essere impostato a un valore inferiore
a un semitono sopra il valore Lo Key (altrimenti la zona scomparirebbe!).
271
NN-XT SAMPLER
•
Trascinando la maniglia sinistra si sposta solo la posizione Lo Key della zona
messa a fuoco (le figure mostrano la zona prima e dopo il trascinamento).
Spostando le zone trascinando i box zona
E’ possibile anche spostare intere zone in orizzontale, cambiando quindi i key range.
1. Selezionare tutte le zone da spostare.
Si possono spostare più zone simultaneamente.
2. Puntare a una delle zone selezionate e premere il pulsante sinistro del
mouse.
3. Trascinare a sinistra/destra e rilasciare il pulsante del mouse.
•
Trascinando la maniglia destra si sposta la posizione Hi Key di tutte le zone nello
stesso momento, poichè tutte hanno la stessa posizione Hi Key (anche qui la figura mostra le zone prima e dopo il trascinamento).
Trascinare più zone.
Spostando le zone trascinandole nell’area Tab Bar
Si può spostare una zona anche trascinandola tra le maniglie ai bordi nell’area Tab
Bar. Facendolo, le zone intorno sono influenzate come quando si trascinano le maniglie dei bordi nell’area Tab Bar (vedere sopra).
Questa funzionalità si può usare per far “scivolare”un zona rispetto a quelle intorno,
come mostra la figura che segue (prima e dopo il trascinamento).
NN-XT SAMPLER
272
Funzione Lock Root Keys
Normalmente, quando si spostano le zone (come descritto in precedenza) la root note
della zona(e) che si sposta cambia opportunamente; in altre parole, la zona(e) è
trasportata.
Se non è questo ciò che si desidera, prima di spostare la zona(e) attivare la funzione
“Lock Root Keys” cliccando sul pulsante sopra il display Key Map.
Spostare le zone senza cambiare le rispettive root note introduce alcuni effetti interessanti, poichè cambia completamente il timbro del campione(i) riprodotto.
Ordinare le zone per nota
Il menu Edit e quello contestuale di NN-XT hanno il comando “Sort Zones by Note”
che permette di ordinare automaticamente le zone selezionate in senso discendente
in base ai rispettivi key range.
Quando si usa questo comando, le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso
nel display, ad iniziare dalla zona con l’intervallo più basso.
Si noti, tuttavia, che l’ordine segue rigorosamente un concetto di gruppo; solo le zone
che appartengono allo stesso gruppo possono essere ordinate l’una rispetto all’altra.
Funzione Solo Sample
La funzione Solo Sample consente di riprodurre un campione selezionato sull’intera
tastiera e ignorare qualsiasi intervallo di velocity assegnato ad esso; tutti gli altri campioni caricati sono temporaneamente silenziati.
E’ utile, ad esempio, per verificare quanto più in alto o in basso rispetto alla propria
root key può essere riprodotto un campione sulla tastiera prima che inizi a suonare
“innaturale”; la funzione Solo Sample può quindi essere utile come guida per la configurazione dei key range, come descritto a page 270.
1. Selezionare una (e solo una) zona, oppure (se c’è una selezione di più zone)
assicurarsi che quella da ascoltare sia messa a fuoco.
2. Attivare la funzione Solo Sample cliccando sul rispettivo pulsante in modo
che s’illumini.
3. Suonare la tastiera MIDI.
Prima e dopo l’ordinamento.
Se due zone hanno lo stesso key range sono ordinate per velocity range (intervallo di
velocity).
273
NN-XT SAMPLER
Impostare i valori Root Note
e Tune
Root Key e Root Note
Tutti i suoni strumentali hanno un’altezza fondamentale; quando si suona il campione
di un suono simile sulla tastiera, i tasti che si suonano devono corrispondere a quell’altezza. Supponiamo, ad esempio, di avere registrato un piano che suona il tasto “C3”.
Quando si mappa questo tasto nel Key Map di NN-XT, si devono configurare le cose
in modo che il campionatore riproduca il campione alla sua altezza originale quando si
preme il tasto C3.
Per farlo si regola la nota fondamentale (root note o root key).
Intonare manualmente i campioni
Oltre a impostare la root note, può essere necessario intonare con precisione i campioni, per fare in modo che corrispondano ad altri strumenti e/o tra loro:
D Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco (cliccandoci sopra, ad esempio).
D Usare la manopola Tune nell’area parametri del campione.
Essa consente d’intonare ogni campione in una key map di +/– mezzo semitono
(-50 – 0 – 50).
D In molti file di campioni provenienti da sorgenti diverse la root key è già
definita. In tal caso, la root key è impostata automaticamente in modo
corretto quando si carica il campione in una zona.
Impostare la root note e intonare con Pitch Detection
D Tuttavia, se nel file del campione la root note non è memorizzata (perchè
il campione è stato registrato dall’utente, ad esempio) bisogna regolarla.
La funzione Pitch Detection di NN-XT aiuta ad impostare le root key; è utile se si carica un campione non registrato dall’utente (ad esempio) e non si ha alcuna informazione sulla sua altezza originale.
Procedere come segue:
Impostare manualmente la root key
Per stabilire la root key di una zona procedere come segue:
D Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco (cliccandoci sopra, ad esempio) ed eseguire una delle seguenti operazioni:
D Usare la manopola Root nell’area parametri campione sotto il display.
Ruotandola a destra si aumenta l’altezza della root key; la nota selezionata è indicata da un carattere alfanumerico sopra la manopola e si può anche vedere
nell’area della tastiera (vedere in seguito).
1. Selezionare tutte le zone alle quali applicare la funzione Pitch Detection.
2. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare “Set Root
Notes from Pitch Detection”.
Sono analizzati i campioni in tutte le zone selezionate e sono impostate automaticamente tutte le root key rilevate.
! Si noti che perchè ciò funzioni correttamente i campioni devono avere
un’altezza rilevabile. Campioni di parlato o rullante, ad esempio, probabilmente non hanno un’altezza ben definita e riconoscibile.
Modificare l’altezza dei campioni
D Premere [Ctrl] (Windows)/[Command] (Mac) e cliccare sulla root key desiderata nell’area della tastiera.
Per essere facilmente distinguibile la root key impostata è sfumata .
Le procedure precedenti per impostare root key e intonazione devono essere eseguite per garantire che i campioni abbiano le giuste altezze sulla tastiera e corrispondano a un riferimento assoluto (per esempio, il LA a 440 Hz).
Per intonare i campioni in modo che corrispondano ad altro materiale, oppure ottenere un certo effetto (per esempio stonare due suoni per un effetto chorus) si deve
usare la sezione Pitch dei parametri synth, non i parametri d’intonazione del campione.
NN-XT SAMPLER
274
Mappatura automatica
La mappatura automatica si può usare come un metodo rapido per creare una key
map o come un buon punto di partenza per le regolazioni di una key map.
La mappatura automatica presume che si voglia realizzare una key map per un intero
strumento, una serie di campioni di piano tutti ad altezze diverse, ad esempio.
1. Caricare i campioni da mappare automaticamente.
A questo punto si hanno tre opzioni:
Layer, Crossfade e Velocity
Switch dei suoni
Creare suoni in layer
E’ possibile configurare le cose in modo che i key range di due o più zone si sovrappongano (completamente o parzialmente); si possono così creare suoni in layer, cioè
campioni diversi riprodotti simultaneamente quando si preme un tasto sulla tastiera.
D Ritenere che la root note nei file sia già quella giusta.
D Regolare a mano (e intonare) le root note di tutti i campioni.
D Usare la funzione “Set Root Notes from Pitch Detection” per configurare
automaticamente le root note.
2. Selezionare tutte le zone da mappare automaticamente.
3. Selezionare “Automap Zones” dal menu Edit o da quello contestuale di NNXT.
Tutte le zone selezionate sono organizzate automaticamente così:
D Le zone sono ordinate nel display (dall’alto in basso - tasto più basso per
primo) in base alle root key.
D Alle zone sono assegnati key range in base alle root key.
I key range sono definiti in modo che la divisione tra due zone sia esattamente a
metà tra le root note delle zone; se due zone hanno la stessa root key sono assegnate allo stesso key range.
Automapping zones chromatically
D Questa funzione del menu Edit assegna ad ogni zona un key range di un
semitono (cioè un tasto) ad iniziare da C2 in avanti.
La funzione non tiene conto della root key; colloca semplicemente ogni campione
selezionato su tasti successivi in base alla posizione del campione nell’elenco
Sample (dall’alto in basso).
Nella figura sopra un set di campioni di piano in alto è mappato lungo il key range.
Sotto c’è un set di campioni d’archi anch’essi distribuiti sull’intero key range.
Suonando una nota all’interno di questo intervallo di tastiera, il suono generato sarà
una combinazione dei campioni di piano e archi.
Inoltre, nell’esempio precedente l’utente ha organizzato i campioni di piano in un
gruppo e i campioni d’archi un un altro; ciò è comodo poichè consente una rapida
selezione dell’intera mappatura di piano (per equilibrarne il livello rispetto agli archi, ad
esempio).
Velocity Range
Quando le zone sono configurate in modo che i rispettivi key range si sovrappongano
(compeltamente o parzialmente) si possono usare velocity switch e crossfade per stabilire quali zone sono riprodotte in base alla forza con la quale si suona la tastiera
MIDI.
Per farlo si configurano intervalli di velocity, con o senza crossfade.
Ogni volta che si preme un tasto sulla tastiera MIDI è trasmesso a Reason un valore di
velocity compreso tra 1e 127. Premendo lievemente un tasto è trasmesso un valore
basso di velocity, mentre premendo con più forza è trasmesso un valore di velocity superiore.
Questo valore di velocity determina i campioni riprodotti o meno.
275
NN-XT SAMPLER
Supponiamo, ad esempio, che nello stesso key range siano state mappate tre zone diverse:
D La zona 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 40.
Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity compresi tra 1 e 40.
Intervalli di velocity completi e parziali
Nel display Key Map è possibile vedere quali zone hanno intervalli di velocity modificati:
• Le zone con intervallo di velocity completo (0 - 127) sono indicate da un contorno.
• Le zone con altri intervalli di velocity sono striate.
D La zona 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 80.
Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity compresi tra 41 e 80.
D La zona 3 ha un intervallo di velocity da 8 a 127.
Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity superiori a 80.
La zona in alto ha un intervallo di velocity completo (1-127), mentre la zona inferiore ha un intervallo di
velocity parziale (qualsiasi altro intervallo) come indicato dalle striscie.
127
100
Ordinare le zone in base ai valori di velocity
80
60
40
Zone 3
20
Velocity 0
Zone 2
Zone 1
Il menu Edit e quello contestuale di NN-XT hanno il comando “Sort Zones by Velocity”
che consente di ordinare automaticamente le zone selezionate nel display in senso discendente in base ai rispettivi valori Lo Vel o Hi Vel impostati.
Usando questo comando, le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso a iniziare da quella con il valore “Lo Vel “ più alto.
Si noti, tuttavia, che l’ordine segue rigorosamente un concetto di gruppo; solo le zone
che appartengono allo stesso gruppo possono essere ordinate l’una rispetto all’altra.
Se due zone hanno lo stesso intervallo di velocity sono ordinate in base al key range.
Intervalli di velocity sovrapposti
Modifichiamo leggermente i valori precedenti:
Impostare l’intervallo di velocity per una zona
D La zona 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 60.
Per configurare l’intervallo di velocity di una zona procedere come segue:
D La zona 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 100.
1. Selezionare una o più zone da regolare.
D La zona 3 ha un intervallo di velocity da 81 a 127.
2. Usare le manopole Lo Vel e High Vel nell’area dei parametri campione per
definire i valori Lo Vel e Hi Vel desiderati.
127
100
80
Regolare il valore Lo Vel di una zona.
60
40
Zone 3
20
Velocity 0
Zone 2
Zone 1
Lo Vel è il valore di velocity più basso che triggera il campione nella zona; se un tasto
è premuto talmente lievemente da non raggiungere questo valore di velocity, il campione non è riprodotto.
Hi Vel è il valore di velocity più alto che triggera il campione; se un tasto è premuto talmente forte da superare questo valore di velocity, il campione non è riprodotto.
Ora i valori di velocity tra 41 e 60 triggerano sia i campioni della zona 1 che della zona
2. Analogamente, i valori di velocity tra 81 e 100 triggerano i suoni delle zone 2 e 3.
NN-XT SAMPLER
276
Crossfade tra le zone
127
In basso a destra nell’area dei parametri campione ci sono le manopole Fade In e
Fade Out. Sono usate principalmente per configurare crossfade di velocity che consentono passaggi omogenei tra zone sovrapposte; per configurare opportunamente i
crossfade si regolano i valori Fade Out e Fade In delle zone sovrapposte.
100
80
60
Crossfade tra due suoni
40
Un esempio:
20
D Due zone sono impostate per riprodurre l’intero intervallo di velocity da
1 a 127.
D La zona 1 ha un valore Fade Out di 40.
Questa zona è riprodotta a pieno livello con valori di velocity inferiori a 40, mentre
a valori di velocity superiori si ha un fade out graduale.
D La zona 2 ha un valore Fade In di 80.
Suonando con valori di velocity fino a 80, si ha un fade in graduale della zona,
mentre a valori di velocity superiori a 80 la zona è riprodotta a pieno livello.
Velocity 0
Zone 2
Zone 1
Si può usare, ad esempio, per aggiungere un colpo sul bordo a un suono regolare di
rullante o un attacco più incisivo a un campione debole di violino.
Impostare il crossfade per una zona
Manualmente
Per configurare un crossfade in una zona procedere come segue:
1. Selezionare una o più zone da regolare.
127
2. Usare le manopole Fade In e Fade Out nell’area dei parametri campione per
impostare i valori desiderati.
100
80
60
40
20
Velocity 0
Zone 2
Zone 1
Un altro esempio:
Il crossfade si può usare anche per il solo fade in o fade out di un determinato suono.
Per esempio si possono configurare le cose in modo che un suono riproduca l’intero
intervallo di velocity e un altro entri con un fade in solo a valori elevati di velocity.
D La zona 1 riproduce l’intero intervallo di velocity senza crossfade.
D La zona 2 riproduce l’intervallo di velocity da 80 a 127 con un fade in a
110.
Questa zona inizierà il fade in dal valore di velocity 80 e sarà riprodotta a pieno livello nell’intervallo di velocity da 110 a 127.
277
NN-XT SAMPLER
✪ Si possono modificare con precisione i valori premendo [Shift] mentre si
ruotano le manopole e si può eseguire un reset ai valori standard premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e cliccando sulle manopole.
Automaticamente
Se diventa noioso configurare a mano i crossfade tra le zone, NN-XT può farlo automaticamente! Nel menu Edit e in quello contestuale di NN-XT c’è il comando “Create
Velocity Crossfades”.
Funzione Alternate
Funzione Alternate
1. Configurare le zone in modo che i rispettivi intervalli di velocity si sovrappongano a piacere.
2. Selezionare le zone.
Si possono selezionare tante zone quante si desidera, non necessariamente solo
una coppia di zone sovrapposte.
3. Dal menu Edit selezionare “Create Velocity Crossfades”.
NN-XT analizza le zone sovrapposte e configura automaticamente i valori Fade In e
Fade Out che ritiene più opportuni per le zone.
D Questo comando non funziona se entrambe le zone hanno intervalli di
velocity completi.
Almeno una delle zone deve avere un intervallo di velocity parziale (vedere a page
276).
D Questo comando non funziona se le zone sono completamente sovrapposte.
In basso a destra nell’area dei parametri campione c’è la manopola Alt; ha solo le due
posizioni On/Off e serve per alternare in modo semi-casuale le zone in riproduzione.
Ci sono varie applicazioni pratiche; ecco un paio di esempi:
•
•
Layering di più registrazioni dello stesso rullante; alternandole si hanno ripetizioni
più naturali.
Layering dei colpi d’archetto su e giù; alternandoli si ha un effetto più realistico del
cambio di direzione del colpo d’archetto.
Si può eseguire il layer di tutti i suoni desiderati e l’algoritmo li seleziona in modo che
ci siano meno ripetizioni possibili.
Per configurare un set di zone alternate procedere come segue:
1. Configurare le zone in modo che si sovrappongano completamente o parzialmente.
2. Selezionarle tutte.
3. Spostare la manopola Alt in “On” per tutte le zone.
A questo punto, il programma decide automaticamente come è meglio alternare le
zone in base alla loro sovrapposizione.
NN-XT SAMPLER
278
Parametri campione
Play Mode
Con questa manopola si seleziona una delle seguenti modalità loop per ogni zona:
D FW
Il campione nella zona è riprodotto una volta, senza loop.
L’area dei parametri campione in basso consente di regolare i parametri di una o più
zone selezionate; regolando un parametro con più zone selezionate il valore di quel
parametro sarà lo stesso per tutte le zone selezionate. In seguito sono descritti i vari
parametri:
Root e Tune
Questi parametri sono descritti a page 274.
Start e End
Ruotando queste manopole si spostano le posizioni d’inizio e fine campione più “dentro” la forma d’onda; esempi applicativi tipici sono:
D La rimozione di porzioni indesiderate dai campioni.
Può essere qualsiasi cosa dal rumore ai “vuoti” a inizio o fine campione.
D La creazione di varianti di una singolo campione.
Questi controlli si possono usare per prelevare qualsiasi sezione da una registrazione e usarla come campione.
D L’uso con la velocity per controllare l’inizio del campione.
Per esempio, si può aumentare il valore Sample Start e poi applicare una modulazione negativa di velocity a Sample Start, in modo che più forte si suona, più si
sente l’attacco del suono.
✪ Tenendo premuto [Shift] mentre si regolano questi parametri la regolazione è sempre in singoli frame (campioni).
D FW-LOOP
Il campione è riprodotto dalla posizione Start a quella End del loop, torna alla posizione Start ed è riprodotto in continuazione tra i punti di loop Start e End.
Si tratta della modalità loop più comune.
D FW - BW
Il campione è riprodotto dalla posizione Start a quella End del loop, poi dalla posizione End a quella Start del loop (all’indietro), quindi continua all’infinito avanti e indietro tra i punti di loop Start e End.
D FW-SUS
E’ come la modalità FW-LOOP, ma il loop è riprodotto solo fino a quando si tiene
premuto il tasto; al rilascio del tasto il campione è riprodotto fino alla fine vera e
propria del campione (cioè oltre i limiti del loop).
Il suono quindi può avere un breve rilascio naturale anche se il parametro Release
è a un valore elevato (cosa non vera in modalità “FW-LOOP”, ove il parametro Release controlla sempre la durata del suono dopo il rilascio del tasto).
D BW
Il campione è riprodotto solo una volta dalla fine all’inizio senza loop.
Lo Key e Hi Key
Questi parametri sono descritti a page 270.
Lo Vel e Hi Vel
Questi parametri sono descritti a page 275.
Loop Start e Loop End
Fade In e Fade Out
Un campione (a differenza dei cicli di un oscillatore, ad esempio) è una quantità finita.
Il campione inizia e finisce. Per fare in modo che i campioni siano riprodotti fino a
quando si tengono premuti i tasti sulla tastiera bisogna riprodurli in loop.
Perchè ciò funzioni correttamente, prima bisogna definire due punti di loop che determinano la parte del campione da riprodurre in loop.
Questi parametri sono descritti apage 277.
I campioni strumentali nei banchi sonori di Reason sono già in loop e lo stesso vale
per la maggior parte delle librerie di campioni in commercio; tuttavia, se necessario, è
possibile usare questi controlli per regolare il loop.
•
•
279
Dimensione e posizione del loop (nel campione) sono determinate da due
parametri: Loop Start (inizio del loop) e Loop End (fine del loop).
NN-XT continua quindi a ripetere la sezione compresa tra i punti Loop Start e
Loop End fino a quando il suono decade al silenzio.
NN-XT SAMPLER
Alt
Questo parametro è descritto a page 278.
Out
NN-XT ha otto coppie d’uscita stereo separate (vedere a page 288). Per ogni zona si
può decidere quali coppie d’uscita usare. Se è stata realizzata una key map costituita
da otto zone, quindi, è possibile assegnare ognuna di esse a un’uscita stereo separata di NN-XT (che poi può essere collegata a un canale separato del mixer, se si desidera).
Parametri gruppo
D Per scegliere l’uscita alla quale è assegnata una zona usare la manopola
Out nell’area dei parametri campione.
Le coppie d’uscita sono indicate sopra la manopola.
! In ogni caso le uscite si devono collegare come le si vuole sul pannello
posteriore di NN-XT; assegnando una zona a una coppia d’uscita diversa
da 1-2 (default) non è eseguita alcuna connessione o collegamento automatico (bisogna farlo manualmente).
Un esempio stereo
Un impiego possibile è la creazione di un kit di batteria; in tal caso si possono caricare
fino a otto campioni percussivi stereo, assegnarli a uscite separate, collegarne ciascuna a un canale separato del mixer e poi usare il mixer per impostare livelli e pan, aggiungere effetti in Send, ecc..
I parametri gruppo sono situati in alto a sinistra nel pannello Remote Editor e dipendono direttamente dal modo in cui si suona.
I parametri gruppo si applicano a un gruppo, cioè sono impostazioni condivise da
tutte le zone presenti in un gruppo.
D Per regolare un gruppo selezionare una o più zone che appartengono al
gruppo e regolare il parametro desiderato sul pannello frontale.
D Per impostare più gruppi allo stesso valore selezionare almeno una
zona in ogni gruppo e regolare il parametro sul pannello frontale.
Usare un’uscita stereo come due uscite mono
Key Poly
Utilizzando campioni mono, si può usare una coppia stereo come due uscite separate,
in modo d’avere un totale di 16 uscite distinte.
Questo parametro determina il numero di tasti suonabili simultaneamente (polifonia).
Il numero massimo 99, quello minimo 1 (in tal caso il gruppo è monofonico).
1. Assegnare due zone alla stessa uscita.
Si potrebbe osservare che il termine “polifonia” spesso indica il numero di voci che si
possono riprodurre. NN-XT è diverso da questo punto di vista nel senso che la polifonia determina invece il numero di tasti, indipendentemente da quante voci si possono
riprodurre premendo ogni tasto.
2. Con il controllo Pan bilanciare una delle zone completamente a sinistra e l’altra completamente a destra.
3. Collegare ciascuna delle due uscite nella coppia stereo a un canale separato
del mixer.
Pulsante Group Mono
Il pulsante Group Mono accanto alla sezione Key Poly serve per impostare rapidamente un gruppo alla riproduzione monofonica, indipendentemente dal valore di
polifonia.
Per esempio, se c’è un gruppo con campioni di charleston aperti e chiusi si può attivare il pulsante Group Mono in modo che il charleston aperto è silenziato automaticamente quando si suona un charleston chiuso.
Group Mono sostituisce il valore Key Poly - tranne quando suona la stessa nota.
Si può quindi suonare ripetutamente il charleston aperto senza che il suono s’interrompa da solo; sarà il campione di charleston chiuso che interrompe quello del
charleston aperto.
Si noti che attivare questo pulsante non equivale a impostare la polifonia a 1; non si
può usare, ad esempio, per il Legato o il Retrig mono (vedere in seguito).
NN-XT SAMPLER
280
Legato e Retrig
Parametri synth
Legato
Il legato funziona meglio sui suoni monofonici. Impostare Key Poly (vedere sopra) a 1
ed eseguire le seguenti operazioni:
Controlli Modulation
D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo.
Si noti che l’altezza cambia, ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono).
D Se Key Poly è impostato a più di 1 voce il legato è applicato solo quando
tutti i tasti assegnati sono “consumati”.
Per esempio, con una polifonia a “4” e tenendo premuto un accordo a 4 note, la
nota successiva che si suona sarà in legato. Si noti, tuttavia, che questo tasto in legato “ruberà” uno dei tasti nell’accordo a 4 note, poichè tutti i tasti assegnati sono
già stati utilizzati!
Retrig
Retrig è l’impostazione “normale” per riprodurre le patch polifoniche; quando si preme
un tasto senza rilasciare quello precedente, gli inviluppi sono triggerati (come quando
si rilasciano tutti i tasti e se ne preme uno nuovo). In modalità monofonica, Retrig ha
anche un’altra funzione: se si preme un tasto, lo si tiene premuto, si preme un nuovo
tasto e lo si rilascia è retriggerata anche la prima nota.
LFO 1 Rate
Serve per controllare la velocità dell’LFO 1 se è usato in modalità “Group Rate”.
In tal caso, questa manopola ha la precedenza sul parametro Rate nella sezione LFO
1.
Per informazioni dettagliate vedere a page 286.
Portamento
Si usa per controllare il portamento - l’altezza tra le note cambia gradualmente invece
che istantaneamente quando si preme un tasto sulla tastiera; ruotando questa manopola si definisce il tempo necessario all’altezza del suono per passare da una nota
all’altra quando le si suona.
In modalità legato, c’è un portamento vero e proprio solo quando le note sono effettivamente suonate in legato.
Con la manopola ruotata completamente a sinistra il portamento è disabilitato.
Come descritto in precedenza, la rotellina Modulation (e quella External Control) si
possono usare per controllare vari parametri; questi controlli permettono di definire
quali sono i parametri modulati dalle rotelline (e quanto sono modulati).
D Sotto ogni manopola ci sono le lettere “W” e “X”.
Selezionano la sorgente che controlla il parametro e rappresentano rispettivamente le rotelline Modulation ed External Control.
D Cliccando su una delle lettere si decide quale sorgente controllerà il
parametro.
Se ne può selezionare una, entrambe o nessuna; quando una lettera è “illuminata”
la rispettiva sorgente è impostata al controllo del parametro.
D Ruotando le manopole si decide quanto la rotellina Modulation e/o External Control modulerà il parametro corrispondente.
Si noti che tutte le manopole di controllo sono bipolari, quindi si possono regolare sia
a valori positivi che negativi; valori positivi s’impostano ruotando le manopole a destra
e valori negativi ruotando le manopole a sinistra:
• Impostandole a valori positivi, il valore del parametro controllato aumenta spingendo in avanti la rotellina sorgente.
• Impostandole a valori negativi, il valore del parametro controllato diminuisce spingendo in avanti la rotellina sorgente.
• Con le manopole in posizione centrale non è applicato alcun controllo di modulazione.
C’è un’eccezione a queste regole: il parametro Amt di LFO 1 che funziona in modo
leggermente diverso (per maggiori informazioni vedere in seguito).
Si possono modulare i seguenti parametri:
F.Freq
Imposta il controllo di modulazione della frequenza di taglio della sezione Filter.
(Vedere a page 283).
281
NN-XT SAMPLER
Mod Dec
LFO 1 Rate
Imposta il controllo di modulazione del parametro Decay nella sezione Modulation Envelope (vedere a page 284).
Imposta il controllo di modulazione del parametro Rate dell’LFO 1 (vedere a page
286).
LFO 1 Amt
Controlli Velocity
Determina in che misura la quantità di modulazione dell’LFO 1 è influenzata dalla rotellina Modulation e/o External Controller; lo fa “scalando” le quantità impostate con le
tre manopole di destinazione nella sezione LFO 1 (Pitch, Filter e Level, vedere a page
286).
Per spiegarlo meglio ecco un esempio:
Per usare rotellina Modulation in modo che aumenti la modulazione d’altezza (vibrato):
1. Ruotare la rotellina Mod completamente in basso (nessuna modulazione applicata).
2. Attivare il pulsante “W” dell’LFO 1 Amt nella sezione Modulation.
3. Regolare la manopola corrispondente a “ore 12” (zero).
4. Configurare l’LFO 1 in modo che sia applicata la quantità di vibrato desiderata quando la rotellina Modulation è spinta completamente in alto.
5. Aumentare il valore Amt di LFO 1 fino a quando si sente la quantità di vibrato
desiderata con la rotellina spinta completamente in basso.
Alzando completamente il valore Amt dell’LFO 1 non ci sarà alcun vibrato con la
rotellina completamente in basso.
Per usare invece la rotellina Modulation in modo che diminuisca il vibrato:
La velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera. Un impiego tipico del controllo di velocity è rendere i suoni
più forti e brillanti se si colpisce un tasto con più forza. Usando le manopole in questa
sezione, si può controllare se e quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity.
Come quelle dei controlli di modulazione, anche tutte le manopole dei controlli di velocity sono bipolari e possono essere regolate sia a valori positivi che negativi.
• Regolandole a valori positivi, il valore del parametro controllato aumenta suonando
più forte.
• Regolandole a valori negativi, il valore del parametro controllato diminuisce suonando più forte.
• Con le manopole al centro non è applicato alcun controllo di velocity.
1. Abbassare completamente la rotellina Mod Wheel (nessuna modulazione
applicata).
Con la velocity si possono controllare i seguenti parametri:
2. Attivare il pulsante “W” dell’LFO 1 Amt nella sezione Modulation.
F.Freq
3. Regolare la manopola corrispondente a “ore 12” (zero).
Imposta il controllo di velocity della frequenza di taglio della sezione Filter.
(Vedere a page 283).
4. Configurare l’LFO 1 in modo che sia applicata la quantità di vibrato desiderata quando la rotellina Modulation è spinta completamente in basso.
5. Alzare completamente la rotellina Modulation.
6. Diminuire il valore Amt di LFO 1 fino sentire la quantità di vibrato desiderata
con la rotellina spinta completamente in alto.
Abbassando completamente il valore Amt di LFO 1 non ci sarà alcun vibrato con
la rotellina completamente in alto.
Mod Dec
Imposta il controllo di velocity del parametro Decay nella sezione Modulation Envelope. (Vedere a page 284).
Level
Imposta il controllo di velocity dell’inviluppo d’ampiezza.
F.Res
Amp Env Attack
Imposta il controllo di modulazione del parametro Resonance della sezione Filter.
(Vedere a page 283).
Imposta il controllo di velocity del parametro Attack nella sezione Amplitude Envelope.
(Vedere a page 285).
Level
Imposta la quantità di modulazione dell’inviluppo d’ampiezza di ogni livello della zona.
Il livello stabilito qui sarà quello del punto più alto dell’inviluppo d’ampiezza.
NN-XT SAMPLER
282
S. Start
Sezione Filter
Imposta il controllo di velocity del parametro Sample Start (vedere a page 279), in
modo da spostare la posizione d’inizio più avanti o indietro nel campione in base alla
forza con cui si suona; si può così controllare quanto attacco del campione si sente
suonando con forza o meno.
Per poter usare valori negativi di questo parametro, aumentare il valore Sample Start.
Sezione Pitch
I filtri servono a modellare il timbro del suono; il filtro di NN-XT ha sei modalità di filtro
diverse.
D Per attivare/disattivare il filtro cliccare sul pulsante On/Off in alto a destra.
Con il filtro attivo il rispettivo pulsante è illuminato.
Selettore Mode
Questa sezione ha vari parametri relativi al controllo d’altezza (o frequenza) delle zone.
Pitch Bend Range
Stabilisce la quantità di pitch bend, cioè quanto cambia l’altezza spingendo la rotellina
Pitch Bend completamente in alto o in basso; l’intervallo massimo dei valori è +/- 24
semitoni (2 ottave).
Impostare l’altezza
Usare le tre manopole Octave, Semi e Fine per modificare l’altezza del campione(i):
D Octave
Cambia l’altezza in step di un’intera ottava; l’intervallo dei valori è -5 – 0 – 5.
D Semi
Cambia l’altezza in step di semitono; l’intervallo dei valori è -12 – 0 – 12 (2 ottave).
Per selezionare una modalità di filtro cliccare sul selettore Mode nell’angolo in basso
a destra o cliccare direttamente sul nome del filtro desiderato in modo che s’illumini:
D Notch
Il filtro notch attenua le frequenze in un intervallo ristretto di frequenza attorno a
quella di taglio (cutoff) lasciando passare le frequenze inferiori e superiori.
D HP 12
E’ un filtro highpass con una pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava. Un filtro highpass attenua le frequenze basse e lascia passare quelle alte; le frequenze sotto
quella di taglio (cutoff) sono attenuate mentre quelle sopra sono lasciate passare.
D BP 12
E’ un filtro bandpass con una pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava. Un filtro
bandpass è l’opposto di un filtro notch; attenua sia le alte che le basse frequenze
e lascia passare quelle nella banda stabilita.
D Fine
Cambia l’altezza in cent (centesimi di semitono); l’intervallo dei valori è -50 – 0 –
50 (giù o su di mezzo semitono).
D LP 6
E’ un filtro lowpass con un leggera pendenza di taglio pari a 6 dB/ottava. Un filtro
lowpass è l’opposto di un filtro highpass; lascia passare le frequenze basse e attenua quelle alte. Questo filtro non ha il parametro Resonance.
K. Track
D LP 12
E’ un filtro lowpass con pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava.
Questa manopola controlla il Keyboard Tracking dell’altezza.
• In posizione centrale ogni tasto rappresenta un semitono (impostazione normale).
• Ruotandola completamente a sinistra tutti i tasti riproducono la stessa altezza. Può
essere utile per percussioni come i timpani ove si voglia riprodurre la stessa altezza da un intervallo di tasti.
• Ruotandola completamente a sinistra ogni tasto sulla tastiera sposta l’altezza di
un’ottava.
283
NN-XT SAMPLER
D LP 24
E’ un filtro lowpass con pendenza di taglio piuttosto ripida (24 dB/ottava).
Controlli di filtro
Sezione Mod Envelope
Nella sezione Filter ci sono i seguenti controlli:
D Freq
Imposta la frequenza di taglio (cutoff) che stabilisce il limite sopra o sotto il quale
le frequenze sono attenuate in base al tipo di filtro selezionato; nel caso di un filtro
lowpass, ad esempio, le frequenze sotto quella di taglio sono lasciate passare
mentre quelle sopra sono attenuate. Ruotando la manopola a destra la frequenza
di taglio aumenta.
✪ E’ molto comune modulare la frequenza del filtro con l’inviluppo di modulazione, come descritto a page 284.
D Res
Tecnicamente, questa manopola controlla il feedback del segnale d’uscita proveniente dal filtro rimandato in ingresso. Acusticamente enfatizza le frequenze attorno a quella di taglio. In un filtro lowpass, ad esempio, aumentando il valore Res
il suono diventa sempre più soffocato fino a quando inizia a “squillare”. Impostando un valore elevato del parametro Res e variando la frequenza del filtro si ottiene il classico “sweep” di filtro del sintetizzatore.
I parametri della sezione Mod Envelope consentono di controllare il modo in cui certi
parametri o destinazioni cambiano nel tempo - dal momento in cui si preme un tasto a
quello in cui lo si rilascia.
Le destinazioni che si possono usare sono:
Per i filtri notch e bandpass, invece, il parametro Res regola la larghezza di banda;
più alta è la risonanza, più stretta è la banda nella quale le frequenze sono attenuate (notch) o lasciate passare (bandpass).
D K. Track
Attiva e controlla il keyboard tracking della frequenza di filtro. Attivando questo pulsante, la frequenza di taglio impostata del filtro cambia in base alle note suonate
sulla tastiera; suonando note più acute la frequenza del filtro aumenta, e viceversa.
Con la manopola al centro, la frequenza di filtro è regolata in modo che le armoniche presenti nel suono restano costanti su tutta la tastiera.
Di default la funzione keyboard tracking non è attiva (manopola completamente a
sinistra) e la frequenza di filtro rimane inalterata, indipendentemente da dove si
suona sulla tastiera.
•
•
Altezza (Pitch)
Frequenza di filtro (Freq)
Parametri
I parametri controllabili disponibili sono:
D Attack
Premendo un tasto sulla tastiera, si triggera l’inviluppo. Il parametro Attack controlla il tempo impiegato dal parametro controllato (altezza o frequenza) a raggiungere il valore massimo quando si preme un tasto. Impostando l’attacco a “0”, il
parametro di destinazione raggiunge subito il valore massimo. Aumentando il
tempo d’attacco, il valore del parametro “cresce” invece più lentamente fino al valore massimo.
D Hold
Si usa per stabilire quanto tempo il parametro controllato deve rimanere al suo valore massimo prima d’inziare a diminuire di nuovo; si può usare insieme ai
parametri Attack e Decay per fare in modo che un valore raggiunga il suo livello
massimo, si fermi lì per un pò (hold) e poi diminuisca gradualmente fino a livello di
sustain.
D Decay
Una volta che la destinazione ha raggiunto il valore massimo ed è trascorso il
tempo Hold, il parametro controllato inizia a scendere gradualmente al livello di
sustain.
Il tempo impiegato a raggiungere il livello di sustain è controllato dal parametro Decay; se il Decay è a “0” il valore scende immediatamente al livello di sustain.
NN-XT SAMPLER
284
D Sustain
Il parametro Sustain determina il valore al quale scende l’inviluppo al termine del
tempo Decay. Impostando Sustain al pieno livello, tuttavia, il valore Decay non è
più importante (poichè il valore non scende mai). Si può usare una combinazione
dei valori Decay e Sustain per creare inviluppi che salgono fino al valore massimo,
poi scendono gradualmente e rimangono a un livello compreso tra zero e quello
massimo.
Sezione Amp Envelope
D Release
Funziona come il parametro Decay, ma determina il tempo impiegato al valore per
scendere a zero dopo il rilascio del tasto.
D Delay
Serve per impostare un ritardo tra quando una nota è suonata e quando inizia a intervenire l’inviluppo; il suono inizia non modulato e l’inviluppo entra in azione dopo
aver tenuto premuto il tasto(i) per un pò. Ruotare la manopola a destra per aumentare il tempo di ritardo. Con la manopola completamente a sinistra non c’è alcun ritardo.
D Key To Decay
Usando questa manopola si può modificare il valore del parametro Decay (vedere
sopra) in base a dove si suona sulla tastiera. Ruotando la manopola a destra il decadimento aumenta suonando più in alto, mentre ruotando la manopola a sinistra il
valore Decay diminuisce suonando più in alto; con la manopola al centro questo
parametro non è attivo.
Destinazioni
Le destinazioni Mod Envelope disponibili sono:
D Pitch
L’inviluppo modula l’altezza, come stabilito nella sezione Pitch (vedere a page
283). Ruotare la manopola a destra per aumentare l’altezza e a sinistra per abbassarla.
Con la manopola al centro l’inviluppo non ha effetto sull’altezza.
D Filter
L’inviluppo modula la frequenza di taglio della sezione Filter (vedere a page 283).
Ruotare la manopola a destra per aumentare la frequenza e a sinistra per diminuirla.
Con la manopola al centro l’inviluppo non ha effetto sulla frequenza di taglio.
285
NN-XT SAMPLER
I parametri Amp Envelope consentono di controllare come il volume di un suono cambia nel tempo - dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia.
Parametri
Gran parte dei parametri Amp Envelope sono uguali a quelli della sezione Mod Envelope. Per una descrizione dettagliata dei parametri che seguono vedere quindi la sezione Mod Envelope a page 284:
• Attack
• Hold
• Decay
• Sustain
• Release
• Delay
• Key To Decay
Quelli che seguono sono invece parametri peculiari della sezione Amp Envelope:
D Level
Questa manopola definisce il livello della zona; ruotandola a destra si aumenta il
livello.
D Spread e Mode
Questi due parametri si usano per controllare la posizione stereo (pan) del suono.
La manopola Spread determina la diffusione del suono nell’immagine stereo
(quanto le note sono distribuite a sinistra - destra). Se è a “0” non si ha alcuna distribuzione del suono; il selettore Mode serve per scegliere il tipo di distribuzione
da applicare:
|Modalità |Descrizione
Key
La posizione pan si sposta gradualmente da sinistra a destra, più in alto si
suona sulla tastiera.
Key 2
La posizione pan si sposta da sinistra a destra e poi da destra a sinistra
secondo una sequenza di otto tasti. Suonando 4 semitoni adiacenti
quindi la posizione pan passa gradualmente da sinistra a destra. Le 4
note successive di un semitono superiore spostano allo stesso modo la
posizione pan da destra a sinistra e poi il ciclo si ripete.
Jump
La posizione pan salta a sinistra e destra ogni volta che si suona una nota.
D Pan
Questa manopola controlla il bilanciamento stereo della coppia d’uscita alla quale
è assegnata una zona; con la manopola al centro il segnale ha uguale energia nei
canali sinistro e destro di una coppia stereo. Ruotando la manopola a sinistra o destra si cambia il bilanciamento stereo.
Si noti che ruotando la manopola Pan completamente a sinistra (ad esempio) il segnale esce solo dal canale sinistro di una coppia stereo.
Se necessario, si può usare questa funzionalità per trattare un’uscita stereo come due
uscite mono indipendenti.
Per informazioni sul routing delle zone alle coppie d’uscita vedere a page 280.
Sezione LFO
NN-XT ha due oscillatori a bassa frequenza: LFO 1 e LFO 2. I “normali” oscillatori
generano una forma d’onda a una certa frequenza producendo un suono; anche gli
oscillatori a bassa frequenza generano una forma d’onda a una determinata frequenza, ma ci sono due differenze sostanziali:
• Gli LFO generano solamente suoni a bassa frequenza.
• Gli LFO non producono un suono, ma servono per modulare vari parametri.
L’impiego più diffuso di un LFO è la modulazione d’altezza di un suono generato da un
oscillatore o (nel caso di NN-XT) da un campione per generare il vibrato.
Differenza tra LFO 1 e LFO 2
Le differenze fondamentali tra LFO 1 e LFO 2 sono due:
D LFO 2 è sempre sincronizzato al tasto: ogni volta che si preme un tasto la
forma d’onda dell’LFO inizia da capo. LFO 1 può passare dalla modalità
key sync a quella non key sync.
D LFO 2 ha solo la forma d’onda triangolare.
Gli LFO hanno i seguenti parametri:
Rate (LFO 1 e 2)
Questa manopola controlla la velocità dell’LFO; ruotarla a destra per aumentare la velocità di modulazione.
La manopola Rate di LFO 1 è usata anche per impostare la divisione tempo quando si
sincronizza l’LFO al tempo della song (vedere in seguito).
Delay (LFO 1 e 2)
Si può usare per impostare un ritardo tra quando una nota è suonata e il momento in
cui interviene (gradualmente) la modulzione dell’LFO; il suono inizia non modulato e la
modulazione dell’LFO interviene tenendo premuto il tasto(i) per un pò.
Per aumentare il tempo di ritardo ruotare la manopola a destra.
NN-XT SAMPLER
286
Mode (solo LFO 1)
Key Sync (solo LFO 1)
Consente di stabilire la “modalità operativa” dell’LFO; cliccare sul pulsante per selezionare le modalità disponibili:
Attivando il pulsante Key Sync, si “obbliga” l’LFO a far ripartire il ciclo di modulazione
ogni volta che si preme una tasto.
D Group Rate
In questa modalità, l’LFO funziona alla velocità impostata per il gruppo nella sezione Group invece che a quella definita qui (vedere a page 280). In questo modo,
tutte le zone nel gruppo avranno esattamente la stessa velocità di modulazione.
! Si noti che l’LFO 2 usa sempre la funzionalità Key Sync.
D Tempo Sync
In questa modalità, l’LFO è sincronizzato al tempo della song in una delle 16 divisioni tempo possibili.
! Con la modalità Tempo Sync attiva la manopola Rate si usa per scegliere
la divisione tempo desiderata; ruotare la manopola Rate e leggere il
tooltip che indica la divisione tempo.
D Free Run
In modalità Free Run l’LFO funziona alla velocità impostata con il parametro Rate.
Inoltre, se il pulsante Key Sync non è attivo il ciclo di modulazione non si retriggera
ogni volta che si preme un tasto, ma è eseguito in continuazione.
Waveform (solo LFO 1)
Destinazioni di LFO 1
L’LFO 1 può modulare i seguenti parametri:
D Pitch
L’LFO modula l’altezza (per vibrato, trilli, ecc.). Si può impostare a -2400 – 0 –
2400 cent (4 ottave). L’altezza impostata sale o scende di questa quantità ad ogni
ciclo di modulazione; ruotando la manopola a destra il ciclo di modulazione inizia
sopra l’altezza impostata, mentre ruotandola a sinistra il ciclo s’inverte. Con la manopola al centro l’altezza non è influenzata dall’LFO.
D Filter
L’LFO modula la frequenza di taglio della sezione Filter, per effetti auto-wah, ecc..
L’effetto positivo/negativo è uguale alla modulazione d’altezza.
D Level
L’LFO modula il livello d’uscita di NN-XT, per effetti tremolo, ecc..
L’effetto positivo/negativo è uguale alla modulazione d’altezza.
Questo pulsante seleziona il tipo di forma d’onda da usare per modulare i parametri di
destinazione.
Destinazioni di LFO 2
Cliccare sul pulsante per selezionare le seguenti forme d’onda (:
L’LFO 2 può modulare i seguenti parametri:
|Forma d’onda
Triangle
|Descrizione
Forma d’onda regolare adatta al normale vibrato.
Inverted Sawtooth
Genera un ciclo di “rampa ascendente”; se applicata alla frequenza di un oscillatore, l’altezza sale e poi il ciclo riparte immediatamente.
Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito).
D Pan
L’LFO modula la posizione pan di una zona; il suono si muove nel campo stereo.
Ruotando la manopola a sinistra il suono si sposta da sinistra a destra, mentre
ruotandola a destra il suono si sposta da destra a sinistra.
Con la manopola al centro non c’è alcuna modulazione.
Sawtooth
Square
Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori;
adatta a trilli, ecc..
Random
Genera una modulazione casuale a scalino verso la destinazione.
In alcuni synth analogici “vintage” si chiama “sample & hold”.
Come sopra ma con una modulazione più regolare.
Soft Random
! LFO 2 utilizza sempre una forma d’onda triangolare.
287
NN-XT SAMPLER
D Pitch
L’LFO 2 come l’LFO 1 (vedere sopra) può modulare l’altezza; anche l’intervallo di
valori è uguale a quello dell’LFO 1.
Connessioni
Sul retro di NN-XT ci sono vari connettori jack. Molti di essi riguardano i segnali CV/
Gate. L’uso dei segnali CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing Audio e CV”.
Audio Output
Sul retro di NN-XT ci sono 16 jack d’uscita audio - otto coppie stereo separate.
Quando si crea un nuovo dispositivo NN-XT, la prima coppia d’uscita (1L e 2R) è collegata automaticamente al primo canale disponibile del mixer audio.
Le altre coppie d’uscita non sono mai collegate automaticamente; per usare una qualsiasi delle altre coppie d’uscita, bisogna collegarle manualmente al dispositivo desiderato - di solito un canale del mixer. Le operazioni principali di routing sono descritte
nel capitolo “Gestire il rack” nel manuale di Avvio Rapido.
! Si noti che usando una coppia d’uscita diversa dalla prima si deve anche
Sequencer Control
Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare NN-XT da un altro
dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum). Il segnale all’ingresso CV
controlla l’altezza della nota, mentre il segnale all’ingresso Gate fornisce i dati Note
On/Off insieme alla velocity.
assegnare una o più zone ad essa per fare in modo che in uscita arrivi effettivamente il suono, poichè di default tutte le zone sono assegnate alle
uscite 1 e 2.
Il routing della zone ad altre uscite è descritto a page 280.
Modulation Input
Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di tensione
possono modulare i vari parametri di NN-XT da altri dispositivi; questi ingressi possono controllare i seguenti parametri:
• Oscillator Pitch
• Filter Cutoff Frequency
• Filter Resonance
• LFO 1 Rate
• Master Volume
• Pan
• Modulation Wheel
• Pitch Wheel
Gate Input
Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare i seguenti inviluppi:
• Amplitude Envelope
• Modulation Envelope
Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il triggering normale degli inviluppi. Per esempio, collegando il jack Gate Out di un Matrix al jack Gate In di un Amp
Envelope, l’inviluppo d’ampiezza non si triggera suonando le note, poichè ora esso è
controllato dall’uscita Gate di Matrix. Inoltre, si sente l’uscita Gate triggerare l’inviluppo solo per le note che si tengono premute.
NN-XT SAMPLER
288
289
NN-XT SAMPLER
24
D Dr. Rex Loop Player
Introduzione
Formati File
Dr. Rex legge i file nei seguenti formati:
D REX (.rex)
Formato file generato da versioni precedenti di ReCycle (piattaforma Mac).
D RCY (.rcy)
Formato file generato da versioni precedenti di ReCycle (piattaforma PC).
Il player di loop Dr.Rex consente di riprodurre e modificare i file creati in ReCycle (altro prodotto di Propellerhead Software). ReCycle è un programma destinato in particolare ai loop campionati. “Porzionando” un loop e realizzando campioni separati di
ogni beat, ReCycle consente di modificare il tempo dei loop senza influenzarne l’intonazione e modificare il loop come se fosse costituito da singoli suoni.
Loop in ReCycle
Per capire bene il funzionamento di Dr.Rex si deve capire cosa è un loop percussivo
in ReCycle. Supponiamo di avere il campione di un loop percussivo da usare in una
traccia sulla quale si sta lavorando. Il loop è a 144 bpm e la traccia a 118 bpm. Cosa
fare?
Naturalmente, si può abbassare l’intonazione (pitch) del loop, ma in questo modo il
loop suonerebbe molto diverso (e se contenesse elementi intonati essi non corrisponderebbero più alla song). Si può anche allungarlo; ciò non ne altera l’intonazione, ma
il loop suonerebbe comunque diverso (in genere, cioè, si perde la “spinta” del loop).
D REX 2 (.rex2)
Formato file ReCycle per le piattaforme Mac e PC generato dalla versione 2.0 di
ReCycle. Una delle differenze tra il formato REX originale e quello REX2 è che il
formato REX2 supporta i file stereo.
! A differenza degli altri dispositivi audio, Dr. Rex non carica o salva le informazioni file in un formato “Patch”; il file REX e le rispettive proprietà
sono salvati nel file Song (.rns).
✪ Se su un loop REX sono state eseguite regolazioni (pitch, level, ecc.) che
si desidera usare in un’altra Song basta copiare l’intero dispositivo
Dr.Rex da una song all’altra.
Invece di allungare il campione, ReCycle suddivide il loop in piccole porzioni, in modo
che ogni colpo di batteria (o qualsiasi suono sul quale si lavora) abbia la propria porzione (slice). Questi slice si possono esportare su un campionatore hardware esterno
o salvare in un file REX da usare in Reason. Una volta suddiviso il loop in slice, si è
liberi di cambiare il tempo a piacere; è possibile anche creare rullate e variazioni,
poichè gli slice si possono spostare ovunque nel sequencer.
DR. REX LOOP PLAYER
291
Aggiungere un Loop
Caricare loop “al volo”
Per aggiungere un loop in Dr. Rex procedere come segue:
Un altro metodo pratico per provare i loop è caricarli “al volo” (cioè durante la
riproduzione). Ciò è particolarmente utile per verificare una serie di loop rispetto ad altri dati e pattern sequencer registrati in precedenza; procedere come segue:
1. Aprire il browser selezionando “Browse ReCycle/REX Files” dal menu Edit (o
da quello contestuale del dispositivo), oppure cliccare sul pulsante cartella
accanto al display con il nome del loop.
1. Attivare la funzione Preview su Dr. Rex e avviare la riproduzione del sequencer.
Il loop REX e il sequencer sono sincronizzati.
2. Caricare quindi un nuovo file REX usando il Browser al solito modo.
Dopo un breve silenzio si carica il nuovo file ed è mantenuta la sincronia.
3. Ripetere il punto 2. fino a quando si trova il loop adatto.
2. Nel browser individuare e aprire il loop desiderato.
Si può ascoltare il loop prima di caricarlo con la funzione Preview del browser.
! Caricando un nuovo file REX si sostituisce qualsiasi file corrente caricato.
Ascoltare il loop in Dr.Rex
D Una volta caricato, il loop si può ascoltare con il pulsante Preview.
Esso è riprodotto continuamente al tempo impostato sul pannello di Trasporto.
Cambiando il tempo, anche il tempo del loop segue tale variazione.
D Se si provano loop all’interno della stessa cartella, il metodo più rapido
per selezionarne uno nuovo è usare i tasti freccia accanto al display
nome del loop.
Altrimenti, si può cliccare nel display nome del loop e selezionare un nuovo loop
dal menu a tendina che appare.
! Si noti che la funzione Preview non è il metodo “vero e proprio” di riprodurre i loop REX. Per usare il loop in un contesto con altri dispositivi, si
devono trasferire gli “slice” REX a note nel sequencer (come descritto a
page 293).
D Il loop si può anche riprodurre una volta via MIDI usando il tasto D0.
D Per provare il loop con altri dati sequencer e pattern di un dispositivo già
registrati attivare sia la funzione Preview che il pulsante Play del sequencer.
Non è necessario farlo in un ordine particolare; essi sono comunque riprodotti in
perfetta sincronia.
DR. REX LOOP PLAYER
292
Creare le note nel sequencer
Per fare in modo che il loop REX inizi allo stesso tempo di altri dati sequencer o pattern, prima si devono creare note sequencer dagli slice:
1. Selezionare la traccia sequencer collegata al dispositivo Dr.Rex.
2. Collocare i locatori “L” e “R” attorno alla sezione da completare con le note
REX.
3. Cliccare sul pulsante To Track nel pannello frontale di Dr.Rex.
A questo punto, attivando la riproduzione nel sequencer le note sono riprodotte sulla
traccia sequencer. Esse a loro volta riproducono gli slice nel dispositivo Dr. Rex, mantendo il giusto ordine e temporizzazione originali; ora inizia la parte più interessante!
• Si può cambiare il groove nel loop quantizzando o spostando le note.
• E’ possibile trasportare le note per cambiare l’ordine di riproduzione degli slice.
• Si può usare la funzione Alter Notes (vedere a page 92) per mischiare le note del
loop - senza alterare la temporizzazione originale del loop.
• E’ possibile rimuovere e disegnare nuove note, creando così moltissime variazioni.
• Si può usare la funzione User Groove per applicare il “feel” ritmico del loop alle
note su altre tracce sequencer.
Per i dettagli sull’editing nel sequencer vedere a page 78.
! Si noti che se nel sequencer sono state create note da un file REX non è
Il programma crea delle clip contenenti una nota per ogni slice, posizionata secondo
la temporizzazione degli slice. Le note sono intonate in step di semitono (la prima nota
su C1, la seconda su C#1, e così via) con un’altezza per ogni slice. Se l’area tra i locatori è più lunga della durata del loop, la clip contenente le note del loop si ripete per
completare il loop stesso.
possibile caricare un nuovo file REX in Dr. Rex e riprodurlo dalla traccia
esistente (o meglio, si può ma non sarà riprodotto correttamente). Se
sono state create note in questo modo e si vuole cambiare il file REX,
prima cancellare le note, poi usare di nuovo il comando “To Track” dopo
aver caricato il nuovo file REX.
Si può anche esportare il file REX in un file MIDI come descritto a page 369.
Clip loop nella veduta Arrange ...
...e in quella Edit.
DR. REX LOOP PLAYER
293
Gestire gli slice
Editing nel display della forma d’onda
Selezionare gli slice
Uno slice selezionato è evidenziato nel display della forma d’onda; per selezionare
uno slice usare uno dei metodi seguenti:
Qui è possibile modificare più parametri per ogni slice, innanzitutto selezionandolo e
poi usando le manopole sotto il display della forma d’onda; si possono impostare i
seguenti parametri slice:
D Cliccare nel display della forma d’onda.
Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando su uno slice nel
display della forma d’onda esso è riprodotto (e il puntatore del mouse assume la
forma di un simbolo altoparlante).
|Parametro
Pitch
D Usare la manopola “Slice” sotto il display della forma d’onda.
D Via MIDI.
Attivando il pulsante “Select Slice Via MIDI” è possibile selezionare e “suonare” gli
slice usando la tastiera MIDI; gli slice sono sempre mappati in step di semitono
consecutivi, con il primo slice sempre sul tasto “C1”.
Pan
Level
Decay
|Descrizione
Consente di trasportare ogni singolo slice in step di semitono, in un
intervallo di oltre otto ottave.
Posizione panoramica stereo di ogni slice.
Volume di ogni slice; il livello di default è 100.
Consente di accorciare singoli slice.
! Impostando i parametri elencati sopra, le impostazioni si perdono caricando un nuovo file REX; tutte le impostazioni del pannello frontale di
Dr. Rex sono memorizzate nella Song; non è possibile applicare direttamente le impostazioni del pannello frontale a un altro file REX!
D Riproducendo un loop con l’opzione “Select via MIDI” attiva, ogni slice
consecutivo è selezionato non appena è riprodotto.
Durante la riproduzione si possono modificare i parametri.
Modificare singoli slice
In Reason ci sono due metodi di base per modificare i singoli slice:
D Nel display della forma d’onda del dispositivo Dr.Rex.
Si usa per eseguire le impostazioni di riproduzione di uno slice.
D Nel sequencer.
Qui si possono modificare le note che suonano gli slice. C’è una speciale corsia
edit REX per modificare le note dello slice REX, con le note indicate dai numeri
slice invece che dalle rispettive altezze.
L’editing nel sequencer è descritto nel capitolo “Il sequencer”.
DR. REX LOOP PLAYER
294
Parametri synth di Dr. Rex
Sezione Filter
I parametri synth di Dr. Rex servono per modellare e modulare il suono dei loop REX.
Si tratta di parametri synth familiari, simili a quelli dei sintetizzatori (Subtractor e Malström) e dei campionatori (NN-19 e NN-XT). E’ importante ricordare che questi
parametri non alterano in alcun modo i file REX, ma solo il modo in cui essi sono riprodotti.
! Questi parametri sono globali, nel senso che influenzano tutti gli slice
presenti in un file REX.
Sezione Oscillator
I filtri servono a modellare la timbrica complessiva del suono; Dr. Rex ha un filtro multi
modalità con cinque modalità di filtro diverse.
D Il filtro s’attiva o disattiva completamente cliccando sul pulsante Filter.
Il filtro è attivo quando il pulsante è illuminato.
Selettore Mode
Con questo selettore si stabilisce la modalità operativa; ci sono cinque tipi di filtro:
Per un file REX l’audio contenuto negli slice rappresenta quello che gli oscillatori sono
per un synth: la sorgente sonora principale. Nella sezione Osc di Dr. Rex è possibile
eseguire le seguenti impostazioni:
D LP 24 - Lowpass a 24dB/ottava
I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e tagliano quelle alte. Questo
tipo di filtro ha una pendenza di taglio piuttosto ripida (24dB/ottava). Molti sintetizzatori classici (Minimoog/Prophet 5, ecc.) usano questo tipo di filtro.
Altezza complessiva
D LP 12 - Lowpass a 12 dB/ottava
Anche questo tipo di filtro lowpass è ampiamente usato nei classici synth analogici (Oberheim, i primi synth Korg, ecc.). Ha una pendenza più lieve (12 dB/ottava) che lascia passare di più le armoniche del suono filtrato rispetto al filtro LP
24.
L’altezza di un file REX si può modificare in tre modi:
D In step di ottava.
Si usa la manopola Oct; l’intervallo dei valori è 0 - 8 (“4” è il default).
D In step di semitono.
Si usa la manopola Transpose sotto il display della forma d’onda, oppure si clicca
sulla tastiera sopra la manopola; la frequenza si può alzare o abbassare in 12 step
di semitono (+/– 1 ottava). Il transpose si può cambiare anche via MIDI, premendo
un tasto tra C-2 e C0 (C1 resetta il valore transpose a zero).
D In cent (centesimi di semitono).
L’intervallo di valori và da -50 a 50 (su o giù di mezzo semitono).
! Per intonare un singolo slice selezionarlo e usare il parametro Pitch
sotto il display della forma d’onda.
D BP 12 - Bandpass a 12 dB/ottava
Un filtro bandpass attenua sia le alte che le basse frequenze e lascia passare una
banda di frequenza intermedia; ogni pendenza di taglio in questo filtro è di 12 dB/
ottava.
D HP12 - Highpass a 12 dB/ottava
Un filtro highpass è il contrario di quello lowpass; taglia le frequenze basse e lascia passare quelle alte; la pendenza di taglio in questo filtro è 12 dB/ottava.
D Notch
Un filtro notch (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass, poichè taglia le
frequenza in una banda media ristretta e lascia passare quelle sopra e sotto.
Env Amount
Questo parametro determina in quale misura l’altezza complessiva del file REX è influenzata dall’inviluppo del filtro (vedere a page 296). Si possono impostare valori positivi o negativi, i quali determinano se la curva d’inviluppo diminuisce o aumenta
l’altezza.
DR. REX LOOP PLAYER
295
Parametro Frequency
Sezione Amp Envelope
Il parametro Frequency del filtro (cutoff) determina l’area dello spettro di frequenza
nella quale agisce il filtro. In un filtro lowpass, il parametro Frequency controlla “apertura” e “chiusura” del filtro. Se è impostato a zero, non si sente nessuna frequenza (o
si sentono solo quelle molto basse); se impostato al massimo si sentono tutte le frequenze presenti nella forma d’onda; variando gradualmente la frequenza del filtro si
genera il classico suono “sweep” di filtro del synth.
! Si noti che il parametro Frequency del filtro in genere è controllato
anche dall’inviluppo di filtro (vedere a page 296). Cambiando la frequenza del filtro con il cursore Freq, quindi, potrebbe non esserci il risultato desiderato.
Parametro Resonance
Il parametro Resonance del filtro influenza la timbrica sonora del filtro. Nei filtri lowpass, aumentando la risonanza si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio.
Ciò produce un suono generalmente più sottile, ma con uno “sweep” del filtro più
tagliente e pronunciato. Più alto è il valore di risonanza, più il suono diventa appunto
“risonante”, arrivando ad essere sibilante o squillante. Impostando un valore di risonanza elevato e poi variando la frequenza del filtro si genera uno “sweep” ben distinto,
con il suono squillante che diventa molto evidente a determinate frequenze.
• Nei filtri highpass il parametro Resonance agisce come nei filtri lowpass.
• Usando il filtro Bandpass o Notch, la risonanza regola la larghezza di banda.
Aumentando la risonanza, la banda alla quale le frequenze sono lasciate passare
(Bandpass) o tagliate (Notch) si restringe; in generale, il filtro Notch offre i risultati
migliori a bassi valori di risonanza.
Sezione Envelope
Nei synth analogici i generatori d’inviluppo servono per controllare vari parametri importanti (altezza, volume, frequenza di filtro, ecc.). In un synth convenzionale, gli inviluppi stabiliscono il comportamento di questi parametri nel tempo (dal momento in cui
si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia). In Dr. Rex, tuttavia, gli inviluppi sono triggerati ogni volta che è riprodotto uno slice.
Dr. Rex ha due generatori d’inviluppo: uno per il volume e l’altro per la frequenza del
filtro (e/o altezza); entrambi hanno i quattro parametri standard Attack, Decay, Sustain
e Release
La sezione Amp Envelope stabilisce come cambia il volume di uno slice nel tempo, da
quando è triggerato (l’inizio della nota slice) fino al termine della nota slice.
Può essere usato per compattare meglio un loop (attacco immediato e decadimento
breve) o per distribuirlo meglio (aumentando il tempo d’attacco).
Il parametro Level è un controllo di volume generale del loop.
Sezione Filter Envelope
La sezione Filter Envelope si usa per controllare due parametri: la frequenza del filtro
e l’altezza complessiva del loop; configurando un inviluppo di filtro si controlla come la
frequenza e/o altezza del filtro deve cambiare nel tempo per ogni slice.
Il parametro Amount determina in che misura la frequenza del filtro è influenzata
dall’inviluppo; più elevato è il valore Amount più marcato è l’effetto dell’inviluppo sul filtro.
✪ Abbassare il cursore Frequency e aumentare i valori Resonance ed Envelope Amount per ottenere l’effetto massimo dell’inviluppo di filtro!
! Per una descrizione dei parametri d’inviluppo principali vedere il capitolo “Subtractor”.
DR. REX LOOP PLAYER
296
Sezione LFO
Destinazioni
Le destinazioni LFO disponibili sono:
|Destinazione
Osc
Filter
Pan
LFO significa Oscillatore a bassa frequenza. Gli LFO sono oscillatori nel senso che
generano una forma d’onda a una determinata frequenza; tuttavia, rispetto ai normali
oscillatori che generano un suono ci sono due differenze significative:
• Gli LFO generano solamente forme d’onda a bassa frequenza.
• Le uscite dei due LFO non si sentono mai (esse sono invece usate per modulare
vari parametri).
|Descrizione
Selezionandola, l’LFO controlla l’altezza (frequenza) del file REX.
Selezionandola, l’LFO controlla la frequenza del filtro.
Selezionandola, l’LFO modula il bilanciamento del file REX (cioè
sposta il suono da sinistra a destra nel campo stereo.
Pulsante Sync
Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva la sincronia dell’LFO. La frequenza
dell’LFO si sincronizza così al tempo della song in una delle 16 possibili divisioni
tempo. Con la sincronia attiva, la manopola Rate (vedere in seguito) stabilisce la divisione tempo desiderata.
Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo.
L’applicazione più tipica di un LFO è modulare l’altezza di un oscillatore (che genera
un suono) o di un campione (per produrre il vibrato). In Dr. Rex, l’LFO si può usare per
modulare la frequenza del filtro o il bilanciamento (panning).
Forme d’onda
LFO 1 consente di selezionare diverse forme d’onda per modulare i parametri:
|Forma
d’onda
Triangle
Inverted
Sawtooth
Sawtooth
Square
Random
Soft Random
|Descrizione
Forma d’onda regolare adatta al vibrato normale.
Genera un ciclo di “rampa ascendente”. Se impostata per controllare
l’altezza (frequenza) essa scorre in alto fino al punto definito (controllato dal valore Amount) dopodichè il ciclo riparte immediatamente.
Genera un cliclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito).
Genera cicli che cambiano istantaneamente tra due valori (utile per
trilli, ecc.).
Genera una modulazione a scalino (step) casuale alla destinazione
definita. In alcuni synth analogici si chiama “sample & hold”.
Come sopra, ma con una modulazione regolare.
Manopola Rate
Controlla la velocità dell’LFO; ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione
superiore.
Amount
Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è
influenzato dall’LFO 1 (cioè l’intensità del vibrato, wah o pan automatico).
DR. REX LOOP PLAYER
297
Controlli Velocity
In genere, la velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale
si suonano le note sulla tastiera. Un file REX non contiene valori di velocity propri e
quando si creano i dati nella traccia sequencer applicando la funzione “To Track”,
tutte le velocity sono impostate al valore “64” (default). Poichè lo scopo dell’informazione di velocity è riflettere una variazione, averle tutte impostate allo stesso valore non
ha senso se si vuole che la velocity controlli i parametri di Dr. Rex.
In pratica, ci sono due modi per applicare valori di velocity “significativi” ai file REX:
•
•
Una volta creati i dati traccia è possibile modificare i valori di velocity sulla corsia
Velocity nel sequencer.
E possibile suonare gli slice in tempo reale sulla tastiera; i dati risultanti avranno
valori di velocity che riflettono la forza con cui sono state suonate le note.
Una volta regolati i valori di velocity, si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. La sensibilità di velocity si può impostare a valori positivi o negativi (in posizione centrale non si ha alcun controllo di velocity).
E’ possibile controllare con la velocity i seguenti parametri:
| Parametro
Amp
F. Env
F. Decay
|Descrizione
Consente il controllo di velocity sul volume complessivo del file.
Con valori positivi il volume aumenta a valori di velocity superiori.
Consente il controllo di velocity del parametro Amount dell’inviluppo
di filtro; un valore positivo aumenta l’intensità dell’inviluppo a valori di
velocity superiori; valori negativi invertono questa relazione.
Consente il controllo di velocity del parametro Decay dell’inviluppo
di filtro; un valore positivo aumenta il tempo Decay a valori di velocity
superiori; valori negativi invertono questa relazione.
Rotelline Pitch Bend e Mod
La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” in alto o in basso della nota, mentre
quella Mod si può usare per applicare varie modulazioni mentre si riproduce il loop.
Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. Dr. Rex ha
anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch
bend in tempo reale nel caso la tastiera non abbia questi controller (o se non si usa affatto una tastiera).
Le rotelline rispecchiano i movimenti dei rispettivi controller MIDI sulla tastiera.
Range (pitch bend)
Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina è spinta
completamente in alto o in basso; l’intervallo massimo è “24” (su/giù di 2 ottave).
Rotellina Modulation
La rotellina Modulation può essere configurata per il controllo simultaneo di una serie
di parametri. E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control). I parametri influenzabili dalla rotellina di modulazione sono:
|Parametro
F. Freq
F. Res
F. Decay
|Descrizione
La rotellina di modulazione controlla il parametro Frequency del filtro.
Un valore positivo aumenta la frequenza se la rotellina è spinta in
avanti; valori negativi invertono questa relazione.
La rotellina di modulazione controlla il parametro Resonance del filtro. Un valore positivo aumenta la risonanza se la rotellina è spinta in
avanti; valori negativi invertono questa relazione.
La rotellina di modulazione controlla il parametro Decay dell’inviluppo
di filtro; un valore positivo aumenta il decadimento se la rotellina è
spinta in avanti; valori negativi invertono questa relazione.
DR. REX LOOP PLAYER
298
Impostare in numero di voci - Polyphony
Connessioni
Sul pannello posteriore di Dr. Rex ci sono i jack (prevalentemente CV/Gate).
L’uso delle connessioni CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing audio e CV”.
Uscite audio (Audio Out)
Determina la polifonia, cioè il numero di voci (o slice) che Dr. Rex può riprodurre simultaneamente. Per la riproduzione normale del loop si osservi che talvolta gli slice si
“sovrappongono”. Si raccomanda quindi di usare una polifonia di circa 3-4 voci
quando si riproducono i file REX. Se si “suonano” gli slice via MIDI la polifonia si deve
impostare in base alla quantità di slice sovrapposti che si desidera avere.
Sono le uscite audio principali sinistra e destra; quando si crea un nuovo dispositivo
Dr. Rex sono assegnate automaticamente al primo canale disponibile sul mixer audio.
Uscita Slice Gate (Slice Gate Out)
Da qui esce un segnale di gate per ogni slice triggerato nel loop.
! Si noti che il parametro Polyphony non “spreca” le voci. Per esempio,
riproducendo un file che ha la polifonia impostata a dieci voci, ma che ne
usa solo quattro, ciò non significa “sprecare” sei voci. In altre parole, il
valore di polifonia non è da considerare per risparmiare le risorse della
CPU (conta solo il numero di voci effettivamente utilizzate).
Impostazioni di qualità audio
Questi due parametri si usano per raggiungere un compromesso tra la qualità audio e
il risparmio di risorse del computer.
High Quality Interpolation
Attivando questo pulsante la riproduzione del file di loop è calcolata con un algoritmo
d’interpolazione più avanzato; si ottiene così una migliore qualità audio, specialmente
nei loop dal contenuto elevato di alte frequenze.
D La modalità High Quality Interpolation consuma più risorse del computer; se non indispensabile è meglio non attivarla!
Ascoltare il loop in un determinato contesto e decidere se queste impostazioni
fanno la differenza o meno.
! Usando un Macintosh con processore G4 o G5 (Altivec) disattivare la modalità High Quality Interpolation non fa alcuna differenza.
LO BW (bassa larghezza di banda)
Questa opzione rimuove una parte di alte frequenze dal suono, ma spesso ciò non si
nota molto (specialmente se il loop è stato “filtrato in basso”); se necessario, attivando questa modalità si risparmiano un pò di risorse del computer.
Ingressi di modulazione (Modulation Inputs)
Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di regolazione tensione consentono di modulare vari parametri di Dr. Rex da altri dispositivi (o
dalle uscite di modulazione di Dr. Rex stesso); sono disponibili i seguenti ingressi CV:
• Osc Pitch.
• Filter Cutoff.
• Filter Resonance.
• Amp Level.
• Mod Wheel.
Uscite di modulazione (Modulation Outputs)
Le uscite di modulazione servono per il controllo in tensione di altri dispositivi o altri
parametri di Dr. Rex; le uscite Modulation sono:
• Filter Envelope.
• LFO.
Ingressi Gate (Gate Inputs)
Questi ingressi possono ricevere un segnale CV/gate che serve a triggerare i due inviluppi. Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il triggering “normale”
degli inviluppi. Per esempio, collegando l’uscita CV di un LFO su un altro dispositivo
all’ingresso Gate Amp di Dr. Rex, l’inviluppo d’ampiezza non sarà triggerato dalle note
MIDI che entrano in Dr. Rex, ma dal segnale CV dell’LFO. Inoltre, si sentirà l’LFO che
triggera l’inviluppo solo per gli slice in riproduzione al momento del trigger.
• Amp Envelope
• Filter Envelope
DR. REX LOOP PLAYER
299
25
D Matrix Pattern Sequencer
Introduzione
D Curve CV è un pattern distinto, programmato separatamente da Note/
Key e Gate CV.
Matrix è un dispositivo basato su pattern che non genera un suono; deve essere collegato a un altro dispositivo strumento. In pratica funziona inviando dati pattern sotto
forma di segnali Note CV (altezza) e Gate CV (nota on/off più velocity) o Curve CV
(per un controllo generale di parametro CV) a un dispositivo o parametro di un dispositivo. I pattern possono essere costituiti da fino a 32 step e ci sono 32 locazioni di
memoria per memorizzare i dati pattern. Matrix è monofonico e può controllare una
voce in un dispositivo strumento.
A differenza della maggior parte degli altri dispositivi in Reason, l’interfaccia utente di
Matrix non assomiglia ad alcun dispositivo hardware equivalente. I dispositivi hardware dalla funzionalità simile erano gli step sequencer analogici, che in genere avevano file di manopole per il controllo d’altezza nota e dei valori gate di ogni step.
Tre tipi d’uscita
Valori Curve CV (finestra superiore).
E’ utile per programmare curve CV che controllano altri parametri diversi dall’altezza
nota (sebbene si possa fare anche questo). In questo modo si può controllare l’altezza
nota e il triggering dalle uscite Key Gate di un dispositivo e poi aggiungere un secondo pattern indipendente usando l’uscita Curve CV, che potrebbe controllare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro, ad esempio.
Inutile dire che tutte le tre uscite possono essere usate in molti modi. Per esempio,
Gate CV potrebbe triggerare una percussione in Redrum, oppure Curve CV controllare il parametro feedback di un delay, ecc..
I valori nota si
inseriscono qui
I valori gate si
inseriscono qui
Valori Note e Gate CV.
Matrix può generare tre tipi di uscita: Curve CV, Note (Key) CV e Gate CV.
D Note CV in genere controlla l’altezza della nota.
Se collegato all’ingresso Sequencer Control di un dispositivo strumento, i valori
corrispondono a step di semitono.
D Gate CV rappresenta un valore Nota On/Off, più uno di livello (che può
essere paragonato alla velocity).
In genere queste due uscite sono collegate agli ingressi Sequencer Control Gate e
CV di un dispositivo strumento compatibile; per esempio, creando un Matrix con un
synth (Subtractor, Malström) o un campionatore (NN-19, NN-XT) selezionato, esse
saranno assegnate automaticamente in questo modo e controllerano una voce nel
dispositivo.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
301
Programmare i pattern
Selezionare i pattern
Matrix ha 32 memorie pattern distribuite su quattro banchi (A, B, C, D).
Pattern
Matrix ha un sequencer pattern interno che, a differenza del sequencer principale in
Reason, riproduce ripetutamente un pattern dalla durata specifica. Nel “mondo reale”
(oltre che in Reason), l’esempio tipico è una batteria elettronica che riproduce pattern
percussivi (in genere di una o due misure).
In alcuni casi è bene avere lo stesso pattern che si ripete in tutta la song, ma molto spesso servono delle varianti. La soluzione è creare più pattern diversi e programmare
dei cambi pattern (passaggi autoamatici da un patterna a un altro) a posizioni desiderate nella song.
Come il sequencer pattern di Matrix si integra con quello principale
Il sequencer pattern interno di Matrix interagisce con quello principale di Reason secondo i seguenti criteri:
D Il tempo impostato sul pannello di Trasporto è usato per tutta la
riproduzione.
Se è usata la traccia Tempo Matrix la segue.
D Avviando la riproduzione dal sequencer principale (sul pannello di
Trasporto) parte automaticamente anche Matrix (sempre che il sequencer pattern non sia stato disabilitato - vedere in seguito).
Pulsanti Bank e Pattern del sequencer pattern di Matrix.
D Per selezionare un pattern nel banco corrente cliccare sul pulsante Pattern desiderato (1-8).
D Per selezionare un pattern in un altro banco, innanzitutto cliccare sul
pulsante Bank desiderato (A, B, C, D) e poi cliccare sul pulsante Pattern.
Fino a quando non si clicca su un pulsante Pattern non succede niente.
La variazione del pattern ha effetto sul movimento in battere (downbeat) successivo,
in base al tempo in chiave impostato sul pannello di Trasporto o nella traccia Transport.
Selettore Pattern Enable
D E’ possibile silenziare e mettere in Solo le tracce di Matrix nel sequencer.
Se Matrix ha una traccia nel sequencer e si silenzia questa traccia, anche Matrix si
silenzia automaticamente; ciò è indicato da un indicatore Mute sul pannello del
dispositivo. Se in una traccia Matrix ci sono più corsie nota, la rispettiva condizione
di Muto non è indicata sul pannello del dispositivo.
D Si può anche avviare Matrix separatamente (senza avviare il sequencer
principale) cliccando sul pulsante Run nel pannello del dispositivo.
Ciò avvia il sequencer pattern interno del dispositivo; per fermare la riproduzione
cliccare di nuovo sul pulsante Run o sul pulsante Stop nel pannello di Trasporto.
D Se Matrix è in esecuzione separatamente e si avvia la riproduzione del
sequencer principale, il dispositivo pattern riparte automaticamente in
sincronia con il sequencer.
D I cambi pattern si possono controllare da una corsia pattern nel sequencer principale.
In altre parole, si possono registrare o creare cambi pattern nel sequencer principale e fare in modo che avvengano alla giusta posizione in riproduzione.
Selettore Pattern Enable.
Accanto ai pulsanti Bank e Pattern c’è un altro selettore che normalmente è attivo;
cliccandoci sopra per disattivarlo, si disabilita la riproduzione del pattern a iniziare dal
movimento in battere successivo - come se si fosse selezionato un pattern vuoto
(muto).
Ciò si può usare per inserire e togliere dal mix i pattern Matrix durante la riproduzione.
Step
I pattern Matrix sono costituiti da un numero di step discreto; per ogni step, si può inserire una nota, un valore CV e un valore Curve. Avviando il pattern è riprodotto a
turno ogni step, il quale riproduce un suono o invia in uscita l’informazione programmata per esso.
A chiunque abbia usato una batteria elettronica, ciò è ovvio.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
302
Cancellare un pattern
Esempio
Per cancellare (svuotare) un pattern, selezionarlo e usare il comando Clear Pattern nel
menu Edit o nel menu contestuale del dispositivo.
La procedura di programmazione per Matrix consiste nell’inserire i valori Note e Gate
rispettivamente nei campi superiore e inferiore della finestra pattern. I valori si possono inserire cliccando e trascinando il mouse nella finestra pattern; procedere come
segue:
! Si noti che la cancellazione di un pattern influenza nè la sua durata, nè le
impostazioni di risoluzione o shuffle!
Usare i comandi Cut, Copy e Paste
Usando i comandi Cut, Copy e Paste Pattern del menu Edit o contestuale del dispositivo è possibile spostare o duplicare i pattern; si applicano i seguenti criteri:
D Il comando Copy Pattern esegue una copia del pattern corrente selezionato e la colloca nel clipboard.
1. Creare un synth Subtractor.
Non serve usare un dispositivo Subtractor per utilizzare Matrix (infatti non serve alcun dispositivo strumento), ma questo esempio elementare impiega un setup
“standard”.
2. Con Subtractor selezionato creare un Sequencer Pattern Matrix.
Le uscite Note e Gate CV di Matrix sono assegnate automaticamente agli ingressi
Sequencer Control Gate e CV di Subtractor (come si può vedere girando il rack).
D Il comando Cut Pattern sposta il pattern corrente selezionato nel clipboard.
E’ come eseguire il comando Copy Pattern e poi il comando Clear Pattern.
D Il comando Paste Pattern copia il pattern nel clipboard alla destinazione
pattern selezionata nel dispositivo selezionato.
Ciò sostituisce il pattern selezionato con quello presente nel clipboard.
Trasferire i pattern tra le song di Reason
Per copiare i pattern tra le varie song di Reason usare i comandi Copy e Paste:
1. Aprire entrambe le song.
2. Selezionare il pattern da copiare.
3. Selezionare Copy Pattern dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo.
Altrimenti premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e [C] per copiare.
4. Attivare l’altra song.
Per farlo cliccare nella finestra della song o selezionare la song dal menu Windows.
5. Selezionare banco e pattern di destinazione nei quali copiare il pattern.
Attenzione! Il pattern memorizzato a quella destinazione sarà sostituito.
6. Selezionare Paste Pattern dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo.
Altrimenti premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e [V] per incollare.
3. Assicurarsi che il selettore a sinistra della finestra pattern sia in posizione
“Keys”.
Come si può vedere, ci sono due file di rettangoli rossi. Quella con i rettangoli orizzontali alla base del campo superiore nella finestra pattern rappresenta l’altezza
nota per ogni step in un pattern (per ora sono tutti alla stessa altezza). La fila di rettangoli verticali nel campo inferiore indica i valori di velocity Gate - attualmente
sono tutti a 100 per tutti gli step.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
303
4. Cliccare nella sezione della griglia superiore nella finestra pattern di Matrix.
Nella griglia appare una linea d’orientamento che facilita l’individuazione della nota
desiderata e i rettangoli rossi sono collocati in base a dove si clicca con il mouse.
Trascinare il mouse per inserire valori nota continui.
5. Cliccare e trascinare nell’area inferiore della finestra pattern.
Si possono creare striscie di velocity Gate verticali di varie altezze; più alta è la
striscia, maggiore è il valore di velocity.
D Usando il selettore a 5 vie sotto quello “Keys/Curve” si possono inserire
le note in altre ottave (oltre cinque ottave).
Si noti che nel pattern ci può essere solo una nota per ogni step.
7. Combinando i metodi descritti in precedenza, si possono programmare valori nota adeguati per ogni step, stabilire quali step riprodurre e impostarne le
velocity con i valori gate.
6. Cliccare sul pulsante Play in Matrix.
Il pattern “programmato” in precedenza è ripetuto; un rettangolo rosso in cima alla
finestra pattern indica ogni step del pattern stesso.
D Cliccando o trascinano nella griglia superiore con il pattern in riproduzione, si può sentire come cambia l’altezza delle note.
L’altezza nota corrisponde alla tastiera virtuale a sinistra della finestra pattern
(un’ottava) e, come accennato in precedenza, cliccando o trascinando il mouse si
vede una linea d’orientamento che aiuta a trovare l’altezza della nota sulla tastiera
virtuale.
D Cliccando o trascinando nella sezione gate più in basso mentre il pattern
è in riproduzione, si può sentire come cambiano timbro e volume del
suono.
D Trascinando alcuni rettangoli verticali in basso (in modo che scompaiano dalla vista), i rispettivi step del pattern sono silenziati completamente.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
304
Usare i pattern Curve
I pattern Curve sono indipendenti e possono essere applicati separatamente al pattern nota programmato in modalità “Keys”. Con il selettore Keys/Curve in “Curve” gli
step nota (ma non quelli gate) scompaiono dalla vista, lasciando vuota l’area superiore della finestra pattern. Si può quindi iniziare la programmazione di un pattern
Curve; procedere come segue:
1. Disegnare una curva usando lo stesso metodo impiegato per note o gate.
Come si può vedere, il pattern Curve appare in larghi step gate verticali.
D Riproducendo il pattern niente è cambiato: il pattern suona esattamente
come prima che fosse stato disegnato il pattern Curve.
Questo perchè l’uscita Curve CV non è ancora stata collegata ad alcun
parametro.
Curve unipolari e bipolari
Sul retro di Matrix c’è un selettore che permette di selezionare la curva unipolare (Unipolar) o bipolare (Bipolar); la differenza è la seguente:
D Una curva unipolare ha valori che iniziano da zero (“0”) in su.
“0” è il valore generato da tutti gli step quando sono “vuoti” (invisibili). “Unipolar” è
la posizione di default per questo selettore quando si crea un nuovo dispositivo
Matrix.
2. Girare il rack in modo da vedere il pannello posteriore di Matrix.
3. Collegare l’uscita Curve CV all’ingresso Filter Cutoff Modulation di Subtractor.
A questo punto, il pattern Curve controlla la frequenza del filtro di Subtractor.
✪ Se l’effetto non si sente molto, provare ad aumentare il valore del
parametro di filtro Q e abbassare la frequenza del filtro.
D L’uscita Curve CV può essere collegata all’ingresso CV o Modulation di
un dispositivo qualsiasi.
In realtà, i segnali Curve CV possono generare anche dei trigger di Gate (usati per
triggerare campioni o inviluppi, ad esempio).
D Un trigger di Gate si genera per ogni step di pattern Curve che segue un
valore “0”.
Osservando la figura seguente, ad esempio, gli step 2, 4 e 6 generano un trigger,
perchè gli step 1, 3 e 5 sono impostati a zero, ma il resto del pattern non genera
un trigger.
Curva unipolare.
D Una curva bipolare è divisa al “centro”, ove il centro rappresenta il valore
“0”.
La curva riflette questa caratteristica. Se non è stata disegnata alcuna curva e si
passa alla modalità bipolare, tutti gli step vanno dal basso in alto rispetto al centro
nella scala indicata a sinistra della finestra pattern. Tutti gli step sono quindi impostati a “0” e la curva può essere disegnata sia in alto che in basso partendo dal
centro.
Curva bipolare.
In alcuni casi le curve bipolari sono indispensabili. Se si usa Matrix per il controllo CV
del parametro Pan di un canale del mixer, ad esempio, una curva unipolare inizia a
zero - che per il Pan equivale alla posizione centrale; la curva si può usare però solo
per il bilanciamento in una direzione da questa posizione centrale. Una curva bipolare,
invece, ha il valore zero al centro, ma consente di disegnare curve di Pan in entrambe
le direzioni.
Le curve bipolari si possono usare anche per controllare parametri con valori positivi e
negativi.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
305
Impostare la durata del pattern
Pattern Shuffle
Lo “Shuffle” è un andamento ritmico che aggiunge alla musica uno “swing” più o
meno pronunciato; funziona ritardando tutte le note da 1/16 situate tra le note 1/8.
Si può stabilire la durata del pattern (cioè il numero di step che il pattern riproduce
prima di ripetersi:
D I controlli freccia “Steps” servono per definire il numero di step che il
pattern dovrà riprodurre.
L’intervallo dei valori và da 1 a 32. Si può sempre aumentare il numero di step in
seguito (non si farà altro che aggiungere step vuoti alla fine del pattern originale).
Si può anche accorciarlo, ma ovviamente ciò significa che gli step rimossi non saranno riprodotti. Gli step rimossi tuttavia non sono cancellati; impostando di nuovo
il numero di step, sarà riprodotta qualsiasi cosa registrata in corrispondenza degli
step precedenti rimossi.
Pattern regolare di note da 1/16 (visualizzato nel sequencer).
Lo stesso pattern di note da 1/16 in shuffle.
In Reason, lo shuffle si può attivare o disattivare singolarmente per ogni pattern di un
dispositivo pattern. Tuttavia, la quantità di shuffle si definisce complessivamente con il
controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove (vedere il capitolo “Mixer ReGroove”).
Usare note legate
Attivando il pulsante “Tie” a sinistra della finestra pattern Gate, si possono creare note
più lunghe (ottavi, quarti, ecc.). Un metodo rapido per disegnare gate legati è tenere
premuto [Shift] quando s’inseriscono i valori gate.
Inserimento di valori gate legati.
D Ogni step con un valore gate legato dura il doppio di uno step normale.
Gli step gate legati sono larghi il doppio nella finestra pattern.
D Se due o più note alla stessa altezza sono legate tra loro, il risultato saranno note regolari più lunghe.
Le note legate sono indispensabili per creare le tipiche linee lead TB-303 “Acid” - vedere a page 308.
Impostare le risoluzione del pattern
Selettore Shuffle On/Off in Matrix e controllo Pattern Shuffle sul pannello di Trasporto.
Silenziare un pattern
Disattivando il pulsante “Pattern” sopra i pulsanti di selezione Pattern si silenzia la
riproduzione del pattern, ad iniziare dal movimento in battere successivo, come se si
selezionasse un pattern vuoto (muto). Ciò si può usare per sentire o meno i vari dispositivi pattern nel mix durante la riproduzione.
Silenziando la traccia Matrix nel sequencer, essa si silenzia subito e s’illumina l’indicatore Mute sul pannello frontale; si noti che perchè ciò funzioni devono essere silenziate tutte le tracce collegate a Matrix.
Matrix segue sempre il tempo impostato sul pannello di Trasporto, ma si può anche
fare in modo che Matrix suoni a “risoluzioni” tempo diverse rispetto al tempo principale.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
306
Funzioni pattern
Convertire i dati del pattern in note
Quando è selezionato un dispositivo pattern, il menu Edit (e il menu contestuale del
dispositivo) presenta alcune funzioni pattern specifiche.
! I pattern Curve non si possono convertire in dati sequencer!
Shift Pattern Left/Right
E’ possibile convertire i dati del pattern di Matrix in dati nota, che possono essere
modificati e riprodotti dal sequencer principale; procedere come segue:
Le funzioni Shift Pattern spostano di uno step a sinistra o destra nel pattern le note e
i rispettivi valori gate.
1. Selezionare la traccia sequencer collegata a Matrix.
Shift Pattern Up/Down
2. Collocare i locatori sinistro e destro all’intervallo o durata desiderati.
Se l’intervallo impostato è più lungo del(i) pattern, i dati saranno ripetuti per completare l’intervallo.
! Questa funzione non altera la Curva CV (poichè i valori generati dalla
Curva CV non devono corrispondere necessariamente a step nota di un
semitono).
Le funzioni Shift Pattern trasportano tutte le note in un pattern di un semitono in alto o
in basso.
Randomize Pattern
La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali (random). Spesso sono ottimi
punti di partenza e aiutano a trovare nuove idee; sono creati valori Note, Gate e Curve
CV.
Alter Pattern
La funzione Alter Pattern modifica i pattern esistenti. Si noti che perchè funzioni, nel
pattern ci deve essere qualcosa - usandola su un pattern vuoto non succede niente.
! Le funzioni Randomize e Alter influenzano Gate, Note e Curve CV!
Sono convertiti solo i valori Note e Gate del pattern.
3. Selezionare il dispositivo Matrix dal quale copiare il(i) pattern.
4. Selezioanre “Copy Pattern to Track” dal menu Edit (o dal menu contestuale
del dispositivo).
Le note sono create tra i locatori sinistro e destro, in base al pattern selezionato
(solo i valori Gate e Key).
A questo punto, tuttavia, la traccia con le note è collegata a Matrix; ciò non ha senso,
poichè Matrix non genera alcun suono, quindi:
5. Riassegnare la traccia sequencer al dispositivo che era controllato da Matrix
(o a un altro dispositivo strumento, se si desidera).
Per farlo, cliccare nella colonna Out della traccia nella Track List e selezionare un
altro dispositivo dal menu a tendina che appare.
Se ora si attiva la riproduzione dal pannello di Trasporto s’inviano i dati nota al dispositivo collegato, sia dal sequencer che da Matrix nello stesso momento, ma probabilmente non è ciò che si vuole fare; per evitarlo:
D Cancellare il dispositivo Matrix.
Unire i pattern
Oppure...
Una volta creati più pattern simili tra loro è possibile riprodurli in un determinato ordine:
D Scollegare i cavi CV e Gate tra Matrix e il dispositivo strumento sul pannello posteriore.
D Attivare la registrazione della traccia che ha Matrix come destinazione
nel sequencer e usare i pulsanti Pattern e Bank per stabilire l’ordine di
riproduzione mentre sta suonando la song.
I pattern suonano fino alla fine prima di cambiare, quindi non c’è da preoccuparsi troppo della “temporizzazione” per le variazioni inserite manualmente nel pattern. Al termine, la traccia sequencer conterrà i dati di
variazione pattern e i pattern passeranno automaticamente all’ordine
selezionato durante la registrazione. Per altre informazioni sulla registrazione
dei cambi pattern vedere a page 69.
✪ La procedura precedente copia un singolo pattern sulle note nel sequencer.
Se sono state automatizzate variazioni del pattern è possibile copiare
una traccia pattern completa sulle note, tenendo conto di tutte le variazioni pattern.
Ciò è descritto a page 92.
D Un metodo alternativo è eseguire le modifiche direttamente nella corsia
Pattern Edit del sequencer.
L’editing nella corsia Pattern è descritto nel capitolo “Il Sequencer”.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
307
Esempio d’uso
Programmare linee soliste “Acid Style”
Come accennato in precedenza, Matrix è un dispositivo molto versatile. In seguito
sono descritti alcuni esempi che mostrano come usare il sequencer pattern di Matrix.
Per linee soliste “acid style” s’intendono pattern che usano una combinazione d’effetti
legato e slide (o portamento) per ottenere il famoso suono ipnotico “ondeggiante”
generato dal Roland TB-303 originale e ricreato in ReBirth di Propellerhead Software.
Per avvicinarsi a questo particolare suono usando Reason, procedere come segue:
Usare Matrix per la modulazione
1. Creare un synth (Subtractor o Malström).
Si può usare efficacemente Matrix come sorgente di modulazione (un pò come un
LFO). Infatti, come gli LFO nei dispositivi strumento di Reason, Matrix può generare
una modulazione sincronizzata al tempo, la quale offre molti vantaggi; procedere
come segue:
2. Creare un sequencer pattern di Matrix o (se c’è già) impostarlo a un pattern
vuoto.
1. Creare un synth (Subtractor o Malström).
2. Creare un sequencer pattern di Matrix o (se c’è già) impostarlo a un pattern
vuoto.
3. Girare il rack e scollegare le uscite Gate e Note CV.
Gate/Note CV non sono usati in questo esempio.
4. Girare il rack e collegare l’uscita Curve CV del pannello posteriore di Matrix
all’ingresso di modulazione “Amp Level” del synth.
Questo parametro serve per modulare il livello d’uscita (volume) del synth. La modulazione di volume spesso si chiama Tremolo; per questo esempio si può utilizzare
una curva unipolare (vedere a page 305).
5. Girare di nuovo il rack e impostare Matrix in modo che visualizzi la finestra
pattern Curve.
6. Disegnare una curva come quella indicata nella figura sottostante.
Se si usano più o meno di 16 step (come indica la figura) disegnare la curva in
modo che la sua forma assomigli vagamente a quella in figura.
3. Assicurarsi che le uscite Note e Gate CV siano collegate rispettivamente agli
ingressi Sequencer Control CV e Gate del synth.
4. In Subtractor selezionare una Init Patch oppure la patch “TB Synth” situata
nella categoria Monosynth di Factory Sound Bank.
D
•
•
•
Usando una Init Patch è importante eseguire le seguenti impostazioni:
Impostare il parametro Polyphony a “1”.
Spostare il selettore Trigger Mode in “Legato”.
Impostare il parametro Portamento a un valore di circa “50”.
5. Creare un pattern in Matrix e riprodurlo.
D Se “Tie” (vedere a page 306) è attiva per uno step, la nota sarà legata a
quella successiva e continuerà a “glissare” all’altezza dello step che
segue.
Si noti che l’opzione Tie deve essere attivata sulla nota di partenza dello “slide”,
non su quella d’arrivo.
D Se ci sono più note legate (una dopo l’altra) esse sono riprodotte come
un’unica frase musicale in legato; ciò si può usare per creare linee
soliste “ondeggianti” con effetti di pitch bend.
6. Sperimentare con diversi valori Note, Tie e Gate.
Chi ha usato ancora TB-303 o ReBirth, dovrebbe iniziare a capire come creare
pattern in questo stile particolare usando Matrix insieme a un synth.
✪ Aggiungendo un DDL-1 (delay) e un D-11 (distorsore) il suono è ancora
7. Attivare il Click del metronomo sul pannello di Trasporto.
8. Selezionare la traccia assegnata al synth, in modo che si possa suonarla
dalla tastiera MIDI.
9. Cliccare Play sul pannello di Trasporto e tenere premuto un accordo sulla
tastiera.
Si sentirà che il volume è modulato dal pattern Curve.
10.Sempre in modalità Play, si può usare la manopola Resolution per variare la
“velocità” di modulazione rispetto al tempo.
Per ogni step di risoluzione in senso orario la velocità di modulazione raddoppia (e
viceversa) ma rimarrà sempre sincronizzata al tempo.
più stile “ReBirth”, ma ovviamente è possibile realizzare una gamma ancor più ampia di timbriche usando gli altri suoni e le possibilità di modulazione offerte da Reason.
Triggerare i campioni
L’uscita Gate CV si usa per triggerare i campioni, in Redrum, in NN-19 o NN-XT.
D Collegare l’uscita Gate CV di Matrix all’ingresso Gate (Sequencer Control) di un NN-19/NN-XT o a uno dei singoli ingressi Gate Channel di Redrum.
I valori Gate triggereranno il campione per ogni step con valori Gate superiori a
“0”.
MATRIX PATTERN SEQUENCER
308
26
D RPG-8 Arpeggiator
Introduzione
Uso di RPG-8
Configurazione
La procedura di base è inviare un dato nota (dal vivo o registrato) a RPG-8. Questo
dato nota è inviato a sua volta agli ingressi Sequencer Control CV/Gate di un dispositivo target. L’uscita risultante dal dispositivo target può essere una serie di note arpeggiate oppure rispecchiare semplicemente ciò che è stato suonato sulla superficie
di controllo.
Procedere come segue:
Un arpeggiatore genera pattern di note ritmici (arpeggi) ricavati da note o accordi.
RPG-8 non genera un suono, ma (come Matrix) deve essere collegato a un altro dispositivo strumento. Funziona convertendo i dati nota MIDI (che entrano in RPG-8) in
segnali Note CV (altezza) e Gate CV (Note On/Off più velocity); questi segnali CV/
Gate sono poi inviati agli ingressi Sequencer Control corrispondenti di un dispositivo
strumento.
Oltre alle funzioni arpeggiatore standard RPG-8 ha un editor di pattern a 16 step per
la creazione di varianti ritmiche.
1. Creare un dispositivo strumento (es. un Subtractor).
Selezionare una patch adatta (preferibilmente una con un tempo d’attacco breve).
2. Con il dispositivo strumento selezionato creare un arpeggiatore RPG-8.
Per RPG-8 si crea una traccia sequencer “Arp 1” con la messa a fuoco MIDI
Le uscite Note e Gate CV di RPG-8 si collegano automaticamente agli ingressi
Sequencer Control Gate e CV del dispositivo strumento (come si può notare girando il rack); inoltre, anche le uscite Mod Wheel e Pitch Bend CV sono collegate
automaticamente agli ingressi di modulazione corrispondenti sul dispositivo target.
RPG-8 è monofonico e può controllare una voce in un dispositivo strumento.
3. Assicurarsi che il pulsante Arpeggiator Enable situato nella parte superiore
del pannello sia attivo (“On”).
RPG-8 ARPEGGIATOR
310
4. Con l’ingresso MIDI diretto alla traccia Arp 1 del sequencer suonare alcune
note.
Le note nell’accordo sono arpeggiate fino a quando si tengono premuti i
tasti; l’arpeggio cambia direttamente rilasciando tutte le note e suonando
un’altra nota o accordo.
Aggiungendo note mentre si tiene premuto un accordo, l’arpeggio continua
con le note aggiunte.
D Con i pulsanti Octave accanto alla manopola Mode si aumenta o diminuisce l’intervallo d’ottava dell’arpeggio.
Selezionando “1 Oct” le note arpeggiate sono quelle che si premono sulla tastiera.
Selezionando “2 Oct” l’intervallo si espande e tutte le note arpeggiate suonano
due ottave, e così via - vedere “Pulsanti Octave”.
D Per trasportare l’arpeggio in alto o in basso d’ottave usare i pulsanti Octave Shift.
Vedere “Octave Shift”.
D Con la manopola Velocity si può impostare l’arpeggio in modo che suoni
a un valore di velocity fisso (selezionabile da 1 a 127) su tutte le note;
ruotandola completamente in senso orario alla posizione “Manual” le
note dell’arpeggio usano la stessa velocity delle note MIDI inserite.
Usando la modalità Manual e variando la velocity di singole note l’arpeggio diventa
più animato e ritmico. Vedere “Velocity”.
•
•
•
Il display a destra mostra le note riprodotte dal pattern d’arpeggio; le piccole barre
indicano l’altezza di ogni step; il display s’aggiorna in continuazione mentre si
suona.
Di default, nei nuovi RPG-8 l’arpeggio suona in sync con il tempo della song.
Per generare gli arpeggi non è necessario avviare la riproduzione.
D La modalità dell’arpeggiatore si cambia con la manopola Mode.
Le varie modalità stabiliscono come sono arpeggiate le note. Per esempio, “Up”
dalla nota più grave a quella più acuta, “Up+Down” dalla più grave alla più acuta,
poi indietro alla nota più grave; per una descrizione di tutte le modalità vedere a
page 314.
D Attivando il pulsante Hold l’arpeggio continua a suonare anche rilasciando i tasti.
Suonando un nuovo accordo l’arpeggio continua a suonare usando le nuove note.
Per fermare l’arpeggio disattivare il pulsante Hold o cliccare Stop sul pannello di
trasporto (vedere a page 313).
Questi sono i principi di configurazione ed uso elementari con i quali RPG-8 arpeggia
le note suonate in tempo reale; RPG-8, tuttavia, ha molte altre applicazioni:
D Ovviamente è possibile registrare e modificare le note che s’inseriscono.
Si può anche riversare l’arpeggio in uscita “sulla traccia” per un controllo d’editing
completo sul sequencer delle note generate da RPG-8 - vedere “Riversare le note
dell’arpeggio sulla traccia”.
D Si possono introdurre pause (per arpeggi ritmici più complessi) usando
l’editor Pattern.
Vedere “Editor Pattern”.
D Si può usare RPG-8 come convertitore da MIDI a CV per assegnare a piacere i controller performance MIDI più comuni come Mod Wheel e Aftertouch al controllo dei parametri - vedere a page 318.
D I pulsanti “Insert” introducono ulteriori variazioni all’arpeggio.
Vedere “Pulsanti Insert”.
D Modificando il parametro Rate la velocità delle note arpeggiate segue il
tempo della song alla risoluzione del valore nota selezionata.
Sono disponibili i valori nota Straight (regolari), Triplet (terzina) e Dotted (puntato).
L’arpeggiatore può anche avere un tempo libero, cioè non in sync - vedere “Rate”.
D La manopola Gate Length consente di regolare la durata delle note arpeggiate.
Ruotandola completamente in senso orario ("Tie"), il gate è sempre aperto (le note
sono suonate in legato); ruotandola completamente in senso antiorario, il gate è
chiuso (nessun suono). Vedere “Gate Length”.
RPG-8 ARPEGGIATOR
311
Registrare dati nota MIDI in RPG-8 - un esempio
Le note che si mandano all’arpeggiatore possono essere registrate e modificate nel
sequencer; ciò avviene in modo abbastanza simile alla registrazione/editing normale,
ma con alcune eccezioni che saranno debitamente indicate.
Questa sezione descrive i concetti principali della registrazione di dati MIDI. Poichè
molte funzioni sono descritte in seguito (es. l’editor Pattern) questo esempio presenta
le procedure più elementari.
Per registrare le note suonate in RPG-8 procedere come segue:
1. Impostare l’ingresso MIDI sulla traccia “Arp”.
Assicurarsi che RPG-8 sia collegato a un dispositivo strumento target, come descritto nella sezione “Configurazione”.
2. Assicurarsi che sia attivo il pulsante “On” di RPG-8.
Suonando un accordo esso sarà arpeggiato.
3. Configurare RPG-8 nel modo in cui si desidera riproduca gli arpeggi.
Per una descrizione dettagliata di tutti i parametri vedere a .
• Si noti che se un arpeggio sta suonando prima di entrare in registrazione, le note
generate da quell’arpeggio non saranno registrate! Questo perchè i dati MIDI
Note On si sono già verificati prima dell’inizio della registrazione - saranno registrate solo le note che s’inseriscono dopo l’inizio della registrazione.
D Non è possibile modificare le singole note generate dall’arpeggiatore,
ma solo le note sorgente che si suonano.
Può essere un vantaggio, dipende dalla situazione; se sono state suonate alcune
note sbagliate si può facilmente correggerle nel sequencer come al solito.
D Si durante la registrazione è stato usato il pulsante Hold (o si attiva il
pulsante Hold durante la riproduzione) l’arpeggio suona fino a quando il
sequencer è in modalità Play o si disattiva il pulsante Hold.
In generale, quando si registra è meglio non attivare il pulsante Hold.
Tali limitazioni possono essere un problema o meno in base alla situazione; tuttavia
c’è una soluzione rapida ed efficace a tutti i problemi accennati in precedenza: la funzione “Render Arpeggio Notes to Track” .
Usare più corsie
E’ possibile registrare i dati nota su più corsie della traccia RPG-8 (Arp); facendolo,
tutti i dati nota sovrapposti sono uniti e non suonano arpeggi distinti. La traccia Arp
genera sempre un’uscita monofonica, indipendentemente dalla quantità di corsie
sovrapposte.
Per usare arpeggi distinti simultanei (ciascuno dei quali controlla una voce in un dispositivo) si deve usare la funzione “Arpeggio Notes to Track” (vedere in seguito) su
corsie separate nella traccia del dispositivo target.
4. Entrare in modalità Record e iniziare a suonare.
Generare arpeggi da tracce già registrate
5. Al termine della registrazione cliccare Stop.
RPG-8 può essere usato anche per arpeggiare note copiate/spostate da altre tracce:
A questo punto, nella traccia Arp è stata aggiunta una clip contenente le note appena
registrate; riproducendo la clip da capo, l’arpeggio suonerà come è stato registrato.
1. Copiare la(e) clip contenente le note da arpeggiare.
Si può anche eseguire un drag & drop con il mouse delle clip tra le tracce.
D Passando in modalità Edit sulla traccia Arp, si vedrà che sono state registrate solo le note inserite in RPG-8 - non le note dell’arpeggio vero e
proprio generate da RPG-8 e inviate al dispositivo target.
2. Incollare la(e) clip sulla traccia “Arp”.
3. Attivare il pulsante “On” di RPG-8 e la riproduzione.
4. Per sentire solamente l’arpeggio, silenziare la traccia/corsia del sequencer
dalla quale sono stati copiati i dati sorgente.
Non silenziandola si sentirà sia l’accordo originale che l’arpeggio.
L’arpeggio “registrato” in realtà è generato invece che riprodotto; l’unica differenza è
che ora l’arpeggio è generato dalle note registrate sulla traccia piuttosto che dalle
note suonate dal vivo. Modificando uno dei parametri di RPG-8, quindi (es. Rate o
Mode) l’arpeggio che si sente cambia.
Usando questo metodo si osservi che:
RPG-8 ARPEGGIATOR
312
Riversare le note dell’arpeggio sulla traccia
Questa procedura consente di riversare (render) l’arpeggio generato da RPG-8 sulla
traccia del dispositivo. L’uscita dell’arpeggio - invece delle note sorgente che generano l’arpeggio - è riversata come note, quindi si può avere un controllo d’editing completo nel sequencer.
Dopo il rendering, la traccia del dispositivo avrà una clip con le note dell’arpeggio e la
traccia RPG-8 dovrà essere silenziata, in modo che nessuna impostazione dei
parametri dell’arpeggiatore possa essere modificata - solo le note vere e proprie si
possono modificare. Naturalmente, si può sempre tornare indietro alla traccia Arp
originale, modificare i parametri dell’arpeggiatore ed eseguire un nuovo rendering in
qualsiasi momento.
Parametri di RPG-8
Parametri MIDI-CV Converter
Per eseguire il rendering procedere come segue:
1. Impostare i locatori sinistro e destro all’intervallo o durata desiderati.
Se l’intervallo impostato è più lungo del(i) pattern arpeggio, i dati sono ripetuti per
riempire l’intervallo.
2. Selezionare la traccia sequencer alla quale è collegato RPG-8 (cioè la traccia
target, non la traccia “Arp”).
La sezione MIDI-CV Converter a sinistra presenta parametri che influenzano l’uscita
CV proveniente da RPG-8, indipendentemente dal fatto che la sezione Arpeggiator
sia attiva o meno; sono disponibili i seguenti parametri:
3. Selezionare il dispositivo RPG-8 nel rack dal quale copiare l’arpeggio(i).
4. Selezionare “Arpeggio Notes to Track” dal menu Edit o dal menu contestuale
del dispositivo RPG-8.
A questo punto, sulla traccia del dispositivo target sono create le note tra i locatori
sinistro e destro, in base all’arpeggio selezionato.
5. Silenziare la traccia Arp usata in origine per generare l’arpeggio; attivando la
riproduzione dal pannello di trasporto, l’arpeggio sarà ora riprodotto come
dati note (RPG-8 non è attivo).
Passando in modalità Edit del sequencer per la traccia del dispositivo target è
possibile modificare a piacere le note dell’arpeggio.
Velocity
La manopola Velocity stabilisce un valore di velocity fisso per le note che escono dai
jack Gate CV Out sul retro di RPG-8. Regolandola a un valore compreso tra “0” e
“127” l’uscita Gate CV sarà fissa (al valore stabilito) indipendentemente dalla velocity
delle note MIDI entranti.
Ruotando la manopola completamente a destra si attiva la modalità Manual (“Man.”),
indicata dal LED illuminato; in modalità Manual i livelli di velocity sono inviati in uscita
sui jack Gate CV Out con lo stesso valore di velocity al quale sono inseriti (cioè
“quello che entra, esce”). Nei nuovi dispositivi la modalità Manual è attiva di default.
Sul retro c’è anche un jack d’ingresso “Velocity CV”; se collegato a una sorgnete controller (l’uscita di modulazione di un LFO, ad esempio) l’uscita sarà un mix tra l’impostazione Velocity e la modulazione CV applicata dall’LFO - vedere “Ingressi CV” on
page 317.
Hold On/Off
D I dati performance (es. Pitch Bend o Mod Wheel) registrati sulla traccia
Arp non sono inclusi nell’operazione "Arpeggio Notes to Track".
Se ci sono dati performance da riprodurre con l’arpeggio, bisogna copiarli a mano
sulla clip nota riversata.
Se la funzione Hold è attiva (pulsante illuminato) l’arpeggio continua anche rilasciando
tutti i tasti (continueranno ad essere arpeggiate le ultime note suonate fino a quando
non è ricevuto un nuovo dato Note On).
• Continuando a tenere premuto almeno un tasto con il pulsante Hold attivo, tutte le
nuove note sono aggiunte all’arpeggio esistente invece di farne iniziare uno nuovo.
• Se la sezione Arpeggiator è spenta e la funzione Hold è attiva, non ci sono dati
Note Off per le note entranti suonate (cioè CV Gate rimane aperto).
• La condizione Hold On/Off risponde ai messaggi MIDI Sustain Pedal - fino a
quando il pedale è premuto la funzione Hold rimane attiva.
RPG-8 ARPEGGIATOR
313
Octave Shift
Pulsanti Octave
Consente di trasportare l’uscita Note CV di RPG-8 in step d’ottava; si può eseguire
uno shift d’ottava in alto o in basso di 3 ottave.
Octave Shift può anche essere controllato via CV.
I pulsanti Octave consentono di definire l’intervallo d’ottava dell’arpeggio.
Parametri Arpeggiator
Usarli come segue:
|Octave
1 Oct
2 Oct
3 Oct
4 Oct
|Descrizione
Le note arpeggiate sono quelle che si premono sulla tastiera.
L’arpeggio è esteso a un intervallo di due ottave (il pattern d’arpeggio
è riprodotto e poi ripetuto a un’ottava più alta); in modalità Random,
le note inserite sono riprodotte in un ordine casuale su 2 ottave.
Come 2 Oct ma esteso a un intervallo di tre ottave.
Come 2 Oct ma esteso a un intervallo di quattro ottave.
Pulsanti Insert
I pulsanti Insert si usano per introdurre variazioni all’arpeggio ripetendo determinate
note in un ordine pre-definito; funzionano così:
La sezione centrale presenta i parametri Arpeggiator che controllano il modo in cui è
riprodotto l’arpeggio; sono disponibili i seguenti parametri:
|Modalità
Insert
Off
Low
Hi
3-1
Pulsante “On”
4-2
Accende e spegne la sezione Arpeggiator.
|Descrizione
Nessuna ripetizione Insert.
La nota più grave è ripetuta tra ogni seconda nota dell’arpeggio.
La nota più acuta è ripetuta tra ogni seconda nota dell’arpeggio.
L’arpeggio riproduce 3 note in avanti, poi torna indietro di 1 nota, da
lì riproduce 3 note in avanti, e così via.
L’arpeggio riproduce 4 note in avanti, poi torna indietro di 2 note, da
lì riproduce 4 note in avanti, e così via.
Selettore Mode
Rate
Determina la direzione delle note arpeggiate.
Stabilisce la velocità dell’arpeggio; le modalità principali del parametro Rate sono
due:
|Modalità
Up
Up+Down
Down
Random
Manual
|Descrizione
Genera un arpeggio dalla nota più grave a quella più acuta.
Le note sono riprodotte dalla più grave alla più acuta e dalla più acuta
alla più grave (le prime note più gravi e acute dell’arpeggio non sono
ripetute); l’arpeggiatore, cioè, suona dalla nota più grave alla penultima più acuta e poi dalla nota più acuta alla penultima più grave.
Le note sono riprodotte dalla più acuta alla più grave.
Le note inserite sono arpeggiate a caso.
Le note sono arpeggiate nello stesso ordine in cui sono riprodotte
quando inserite.
D Se Sync è attivo, l’arpeggiatore è sincronizzato al tempo del sequencer;
modificando il valore Rate l’arpeggiatore suona a diverse risoluzioni
tempo rispetto all’impostazione tempo.
I valori nota regolari (Straight), puntati (dotted) o terzinati (Triplet) sono disponibili
in risoluzioni da 1/2 a 1/16; inoltre, ci sono le risoluzioni nota da 1/32, 1/64 e 1/
128 (straight).
D Attivando il pulsante “Free” la velocità dell’arpeggio è libera e non si sincronizza al tempo.
I valori Rate sono quindi selezionabili da 0.1 a 250Hz.
Gate Length
Determina la durata delle note arpeggiate. Il valore minimo è 0 (gate chiuso - nessuna
uscita). Il valore massimo è “Tie” (gate sempre aperto); questo parametro è controllabile via CV.
RPG-8 ARPEGGIATOR
314
Single Note Repeat
Editor Pattern
La funzione Single Note Repeat controlla il comportamento dell’arpeggiatore quando
si suonano singoli tasti o linee melodiche monofoniche.
D Attivando la funzione Single Note Repeat un singolo tasto retriggera il
gate (quindi la nota si ripete).
Se Octave è a “1 Oct”, la nota si ripete semplicemente (sempre che il valore Gate
Length non sia “Tie”); se Octave è impostato a qualsiasi altra opzione, la nota si
ripete in base alle impostazioni Octave, Mode e Insert.
D Non attivando questa funzione le singole note non si ripetono e RPG-8
riproduce gli arpeggi quando si suona più di un tasto (accordi).
Shuffle
Lo shuffle è un andamento ritmico che applica all’arpeggio uno “swing” più o meno
pronunciato ritardando tutte le note da 1/16 che cadono tra quelle da 1/8.
In RPG-8 la funzione Shuffle si attiva o disattiva con il rispettivo pulsante; tuttavia, la
quantità di shuffle si può definire complessivamente (per tutti i dispositivi che hanno
questa funzione) con il controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove.
L’editor Pattern consente d’inserire pause negli step dell’arpeggio per avere una ritmica più interessante. L’editor Pattern ha 16 pulsanti step in alto e un grande display
griglia ove le note dell’arpeggio sono indicate da barre orizzontali per ogni step dell’arpeggio.
L’altezza delle note nell’arpeggio è indicata sull’asse verticale; si noti che è visualizzato l’intervallo da C-1 a C7. Le note non si possono modificare nel display; sono solamente una rappresentazione visiva dell’arpeggio.
D L’editor Pattern si attiva con il pulsante “Pattern”.
Attivando il pulsante Pattern s’illuminano i 16 pulsanti Step.
D Suonando un accordo (o nel caso siano state registrate delle note), avviando la riproduzione l’arpeggio suona in base alle impostazioni dei
parametri Arpeggiator (come al solito).
L’unica differenza è che un pattern è ripetuto nel display, così tutti i 16 step riproducono il pattern.
Selettore Shuffle On/Off in RPG-8 e controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove.
Un accordo a tre note con il Pattern spento...
...e con il Pattern acceso.
RPG-8 ARPEGGIATOR
315
D Cliccando su un pulsante step lo si spegne; significa che quello step inserirà una pausa nel pattern dell’arpeggio.
Si noti che le note dell’arpeggio non sono “scavalcate”. Inserire una pausa significa silenziare quello step; lo step attivo seguente suonerà la nota successiva
presente nel pattern dell’arpeggio.
2. Click-destro sui pulsanti e selezionare "Edit Automation" dal menu contestuale.
Si crea una corsia d’automazione Pattern e attorno ai pulsanti Pattern appare una
cornice verde ad indicare che sono automatizzati.
D I pulsanti “Steps -/+” si usano per definire il numero di step nell’editor
Pattern.
Per esempio, premendo quattro volte il pulsante Step “-” si spengono gli ultimi
quattro pulsanti step e il ciclo dell’editor Pattern riparte dopo lo step 12.
Funzioni Pattern
Attivando l’editor Pattern, il menu Edit (e il menu contestuale del dispositivo) presenta
alcune funzioni specifiche per il pattern:
|Funzione
Alter Pattern
Randomize Pattern
Invert Pattern
Shift Pattern L/R
|Descrizione
La funzione Alter Pattern modifica gli step pattern esistenti.
Si noti che ci deve essere un pattern dal quale iniziare - usando la funzione Alter quando i pulsanti step sono tutti attivi (o
non attivi) non succede niente.
La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali.
Questa funzione inverte il pattern (gli step attivi diventano
pause, e viceversa).
Le funzioni Shift Pattern spostano il pattern di uno step a sinistra o destra.
Automatizzare l’editor Pattern
Per automatizzare i pulsanti step di RPG-8 serve una certa preparazione preliminare.
3. Sempre in modalità Stop, configurare i pulsanti (tranne uno - vedere sopra)
per creare un nuovo pattern al quale passare.
Si noti che s’illumina l’indicatore Automation Override nel pannello di trasporto (infatti deve essere così).
Per registrare la condizione del pulsante, si deve cliccare almeno su un pulsante una
volta entrati in modalità Record. Bisogna quindi risparmiare un “ultimo” pulsante sul
quale cliccare durante la registrazione per automatizzare l’editor Pattern a un’esatta
combinazione delle 16 condizioni On/Off del pulsante.
D Nel sequencer, ogni punto d’automazione rappresenta tutte le combinazioni possibili di ciascuna condizione On/Off dei 16 pulsanti step, quindi
i numeri diventano pittosto sconcertanti (ci sono 65535 varianti possibili!).
E’ difficile controllare l’automazione disegnando gli eventi nel sequencer, poichè
ogni posizione rappresenta una combinazione diversa di tutte le condizioni On/Off
dei pulsanti!
4. Collocare il cursore di posizione appena prima del punto in cui deve avvenire
il cambio d’automazione.
D Naturalmente è possibile automatizzare i pulsanti manualmente mentre
si registra ma questa non è sempre la soluzione ideale, poichè potrebbe
essere necessario modificare la condizione On/Off di più pulsanti simultaneamente.
6. Aprendo la clip con un doppio-click del mouse su di essa nella veduta Arrange si può osservare che quella clip ha un punto d’automazione.
Si noti che è la clip a controllare inizio e durata dell’automazione, non il punto.
La soluzione a entrambi questi problemi è registrare delle “istantanee” (snapshot)
dell’editor Pattern:
1. Configurare i pulsanti a piacere dall’inizio della song (per esempio, tutti i pulsanti “On”).
Questo sarà il valore statico attivo dall’inizio.
5. Entrare in modalità Record (con un Precount se si desidera) e cliccare
“sull’ultimo” pulsante step ove deve avvenire l’automazione; continuare a
registrare fino a quando si desidera far suonare il pattern, poi cliccare Stop.
Sulla corsia d’automazione Patterna è aggiunta una clip.
D Se l’automazione snapshot non è alla giusta posizione tempo, basta
ricollocare la clip in modo che inizi ove si vuole che inizi il cambio con i
soliti metodi.
Quando la clip registrata finisce i pulsanti tornano al valore statico stabilito al
punto 1..
7. Con questo metodo generale si può continuare ad aggiungere altre clip sulla
corsia Pattern, ciascuna contenente una “istantanea” dei pulsanti dell’editor
Pattern.
RPG-8 ARPEGGIATOR
316
Connessioni CV
Sul retro di RPG-8 ci sono molti jack CV utili; essi sono:
Ingressi CV
Ci sono cinque ingressi CV, quattro dei quali si possono usare per controllare i
parametri di RPG-8 che hanno i rispettivi controlli sul pannello frontale; questi
parametri sono: Gate Length, Velocity, Rate e Octave Shift.
Se per modulare questi parametri si usa una sorgente esterna, il segnale CV entrante
è legato all’impostazione sul pannello frontale del dispositivo.
Uscite CV
Sono disponibili le seguenti uscite CV:
• Gate CV Out (Velocity) trasmette un valore gate/velocity che corrisponde all’impostazione del parametro Velocity; in genere è collegato automaticamente all’ingresso Sequencer Control Gate di un dispositivo strumento.
• Note CV Out trasmette le note generate dall’arpeggiatore (o, se questo è spento,
le note inserite in RPG-8); in genere è collegato automaticamente all’ingresso Sequencer Control CV di un dispositivo strumento.
• Normalmente, le uscite Mod Wheel/Pitch Bend si collegano ai rispettivi ingressi
del dispositivo strumento controllato da RPG-8.
• I controller performance comuni MIDI Aftertouch/Expression/Breath possono essere usati per controllare qualsiasi parametro usando queste uscite CV.
• Start of Arpeggio Trig Out - ogni volta che le figure d’arpeggio ripartono questa
uscita invia un segnale di gate che può essere usato per triggerare gli inviluppi Filter, Amp e Mod in altri dispositivi (es. Subtractor); la durata di questo segnale di
gate è uguale a quella della prima nota nell’arpeggio.
• Sustain Pedal Gate Out - il pedale di sustain si può usare per triggerare gli inviluppi in altri dispositivi; collegando un cavo al jack “Sustain Pedal Gate Out” la
connessione normale del pedale al parametro Hold è interrotta e il pedale sustain
invia in uscita un segnale di gate con velocity uguale a quella stabilita dalla manopola Velocity (se è attiva la modalità Manual la velocity ha il valore 100 di default).
Un esempio: la velocity è 50 sul pannello frontale. Un Matrix (curva bipolare) che varia
tra + e - 20 e con il potenziometro di tensione regolato a 64 (50%) è collegato all’ingresso Velocity CV; la velocity risultante varierà quindi tra 40 e 60.
Oltre agli ingressi CV c’è un jack “Start of Arpeggio Trig In” che riavvia la figura
dell’arpeggio dallo step 1 quando questo ingresso riceve un trigger di gate; per un
consiglio su come usarlo.vedere “Triggerare gli arpeggi” on page 318. Se c’è qualcosa collegato a questo ingresso, RPG-8 non genera arpeggi (a meno che riceva un
trigger di Gate).
Nota: modulando l’arpeggio usando i jack d’ingresso CV, non s’influenzano le note riversate (render) dell’arpeggio.
RPG-8 ARPEGGIATOR
317
Trucchi e suggerimenti
Usare RPG-8 per la modulazione
RPG-8 si può usare come sorgente di modulazione (in modo simile a un LFO); può
generare una modulazione a scalino sincronizzata al tempo e controllata dall’inserimento nota. Questo esempio (e quelli seguenti) presumono che ci sia già un RPG-8
collegato a un dispositivo strumento.
Usare RPG-8 come convertitore da MIDI a CV
RPG-8 si può anche usare come convertitore stand-alone da MIDI a CV, senza che
generi arpeggi; in questa modalità (arpeggiatore spento) i dispositivi strumento si
possono suonare come se l’ingresso MIDI fosse direttamente collegato al dispositivo
target.
Il più grande vantaggio di questa modalità è la possibilità di usare altezza e velocity
nota per controllare i parametri sia nel dispositivo target che in ogni altro dispositivo.
D Con RPG-8 selezionato nel rack creare uno Spider CV Merger/Splitter.
Le uscite Note e Gate CV di RPG-8 sono collegate automaticamente agli ingressi
A e B di Spider Split e le prime uscite Split Note e Gate di Spider sono collegate
al dispositivo strumento (come lo erano prima di creare lo Spider).
Ora ci sono 2 uscite aggiuntive (e 1 inverita) Note e Gate CV via Spider.
D Usare le uscite Split Note CV per modulare altri parametri nel dispositivo
strumento (per esempio, la frequenza del filtro).
La freqeuenza del filtro seguirà le note generate dall’arpeggiatore.
D Ovviamente è possibile collegare l’uscita Note CV a vari parametri in
qualsiasi dispositivo, non solo a quello collegato a RPG-8.
D Le uscite Split CV/Gate di Spider si possono collegare ai rispettivi ingressi Sequencer Control CV di un altro dispositivo strumento, in modo
che RPG-8 controlli due (o più) dispositivi; naturalmente, ciò si può fare
anche collegando RPG-8 a un dispositivo Combinator.
Triggerare gli arpeggi
Sul pannello posteriore c’è un jack CV “Start of Arpeggio Trig In” che serve per riavviare la figura dell’arpeggio dallo step 1 quando questo ingresso riceve un trigger di
gate.
Si può usarlo nel modo seguente:
D L’uscita Gate di uno o più canali Redrum può resettare lo step pattern
per creare pattern ritmici in sync.
D Si può usare Matrix allo stesso modo - ogni segnale Gate positivo riavvia
la figura dell’arpeggio.
! Si noti che non sarà generato un arpeggio a meno che RPG-8 non riceva
un trigger Gate quando è collegato qualcosa al jack CV “Start of Arpeggio Trig In”.
Triggerare i campioni
L’uscita CV può essere usata per triggerare campioni (in Redrum o nei campionatori
NN-19 o NN-XT).
D Collegare l’uscita Gate CV di RPG-8 all’ingresso Gate (Sequencer Control) di NN-19/NN-XT o ad uno dei singoli ingressi Gate Channel di Redrum.
I valori Gate triggerano il campione degli step con valori Gate superiori a “0”.
RPG-8 ARPEGGIATOR
318
27
D ReBirth Input Machine
Introduzione
Preparazioni
L’ordine di lancio e uscita dei due programmi è molto importante per fare in modo che
ReBirth Input Machine funzioni correttamente insieme a ReBirth; procedere come
segue:
ReBirth Input Machine è un dispositivo che riceve l’audio dal programma “ReBirth
RB-338” (versione 2.01 e superiori) di Propellerhead; lo fa con la tecnologia ReWire
(vedere a page 126), grazie alla quale Reason agisce da dispositivo master e ReBirth
da dispositivo slave. Se non c’è ReBirth installato, non è possibile usare questo dispositivo.
Avendo ReBirth si può usare ReBirth Input Machine per le seguenti operazioni:
Lancio
1. Lanciare Reason.
D Ricevere fino a diciotto canali in streaming dai canali ReBirth in Reason.
E’ possibile creare più dispositivi ReBirth Input Machines, ma se ne può attivare
solo uno alla volta.
2. Creare un dispositivo ReBirth Input Machine.
Prima è meglio creare un Mixer, altrimenti i canali L/R Mix si collegano direttamente al dispositivo Audio Hardware Interface. Se c’è un Mixer, l’uscita L/R Mix di
ReBirth Input Machine si collegata automaticamente ai primi ingressi audio disponibili del Mixer.
D Sincronizzazione precisa del campione audio tra i due programmi.
3. Lanciare ReBirth.
D I due programmi possono condividere la stessa scheda audio e trarre
vantaggio dalle uscite multiple della scheda.
4. Una volta lanciato ReBirth selezionare Reason come applicazione messa a
fuoco.
Se entrambi gli indicatori “Reason is Rewire Master” e “Active” di ReBirth Input
Machine sono illuminati, significa che la procedura di lancio è stata eseguita correttamente e che Reason e ReBirth sono ora vincolati e in sync.
D Se è illuminato solo l’indicatore “Active” significa che l’ordine di lancio è
errato o ReBirth non è stato installato correttamente.
5. Attivare la riproduzione nel pannello di trasporto di Reason.
ReBirth e Reason sono vincolati in perfetta sincronia e seguono tutti i comandi di
trasporto eseguiti in uno dei programmi.
! Si noti che usando ReWire non c’è una relazione master/slave per i controlli di trasporto, poichè un dispositivo controlla le funzioni di trasporto
dell’altro.
L’audio, tuttavia, passa da ReBirth a Reason, quindi da questo punto di
vista Reason è il dispositivo master.
Uscita dai programmi
1. Prima uscire da ReBirth.
2. Poi uscire da Reason.
REBIRTH INPUT MACHINE
320
Routing
Quando due programmi sono sincronizzati è possibile assegnare una delle diciotto
uscite disponibili in ReBirth a canali separati in un dispositivo Mixer di Reason, oppure
all’Interfaccia Hardware, per una connessione diretta a un’uscita fisica della scheda
audio.
Girando il rack si può vedere una fila di 18 uscite audio, con le uscite L/R Mix collegate automaticamente al mixer o all’Interfaccia Hardware.
Quali sono i segnali alle uscite?
Mix-L e Mix-R
E’ la normale uscita master di ReBirth RB-338; sono gli unici canali stereo (tutti gli altri sono mono).
D Se non è utilizzato nessuno degli altri canali, a questa uscita arriva tutto
il suono proveniente da ReBirth.
D I segnali attivati separatamente sono rimossi da questo mix.
Per esempio, se è attivato il canale 909-Mix, le uscite Mix-L e Mix-R presentano
tutto il suono proveniente da ReBirth RB-338, tranne il 909 (che appare sul proprio canale).
Le singole uscite sono descritte in dettaglio nel capitolo ReWire del manuale di ReBirth.
REBIRTH INPUT MACHINE
321
28
D BV512 Vocoder
Introduzione
✪ Sebbene un elevato numero di bande rendono il suono più preciso e intellegibile, non sempre ciò è desiderabile! La codifica vocale con poche
bande può offrire risultati diversi che però si adattano meglio a un determinato contesto musicale.
Codifica vocale FFT
BV512 è un vocoder avanzato con un numero variabile di bande di filtro; ha anche
una particolare modalità di codifica vocale FFT a 1024 punti (equivalente a quella vocale a 512 bande) per una codifica molto precisa e di elevata qualità del parlato.
Collegando BV512 a due dispositivi strumento si può generare qualsiasi cosa, dalla
codifica vocale di parlato, cantato e percussiva agli effetti speciali più strani.
Anche se avete già usato un vocoder, si consiglia di leggere questa sezione;
conoscere i termini tecnici e i processi elementari aiuta ad iniziare bene con BV512!
Come funziona un vocoder?
Portante e modulatore
Un vocoder riceve due segnali d’ingresso diversi: “portante” e “modulatore”.
Analizza quindi il segnale modulatore, applica le sue caratteristiche di frequenza al
segnale portante e invia in uscita il segnale portante “modulato” risultante.
Nel caso più classico, il segnale portante è un suono d’archi o pad e il segnale modulatore è un parlato o delle voci - il risultato sarà un suono di synth parlato o cantato. Il
modulatore può essere anche una batteria o una percussione (per suoni ed effetti
modulati ritmicamente) oppure un suono qualsiasi dal contenuto di frequenza variabile.
BV512 ha anche una modalità FFT, nella quale il processo di codifica vocale non è
basato sui filtri bandpass come descritto in precedenza; sono utilizzati invece analisi e
processo FFT (Fast Fourier Transform). La modalità FFT equivale alle 512 bande di
frequenza “convenzionali” e genera un suono di vocoder molto preciso e dettagliato.
Nota:
• La modalità FFT è ideale per la codifica vocale di parlato o voci (perchè offre risultati chiari e intellegibili) ma non è adatta alla codifica vocale di batterie e percussioni poichè il processo FFT è per sua natura più “lento” del normale filtraggio e
non risponde così rapidamente ai transitori: inoltre, introduce un lieve ritardo nel
segnale (nell’ordine dei 20 ms); una soluzione potrebbe essere anticipare il segnale modulatore per compensare tale ritardo.
• Mentre le tradizionali bande di filtro sono distribuite logaritmicamente (cioè con lo
stesso numero delle bande di filtro per ottava) nella modalità FFT le 512 bande
sono distribuite in modo lineare; molte bande quindi si troveranno nella zona delle
alte frequenze - questo è uno dei motivi per cui il suono è più cristallino (ma è
anche un aspetto da tenere presente quando si eseguono le impostazioni per il vocoder in modalità FFT).
Bande di filtro
Tecnicamente un vocoder funziona così: il segnale modulatore è suddiviso in una serie di bande di frequenza con dei filtri bandpass (denominati “filtri modulatori” o “filtri
analizzatori”); il segnale in ognuna di queste bande è inviato a un inseguitore d’inviluppo separato (che ne analizza continuamente il livello). Il segnale portante è inviato
allo stesso numero di filtri bandpass (“filtri portanti”), con gli stessi intervalli di frequenza dei filtri per il segnale modulatore. Il guadagno di ogni filtro bandpass è controllato dal livello proveniente dall’inseguitore d’inviluppo corrispondente e i segnali
filtrati sono combinati tra loro e inviati all’uscita del vocoder.
Il segnale portante è così filtrato in modo che abbia all’incirca le stesse caratteristiche
di frequenza del segnale modulatore; se il segnale modulatore ha molta energia in una
delle bande di frequenza anche il guadagno della rispettiva banda di filtro nel segnale
portante sarà alto e nel segnale d’uscita saranno enfatizzate quelle frequenze. Se invece nella banda di frequenza del segnale modulatore non c’è alcun segnale, la rispettiva banda nel segnale d’uscita sarà muta (poichè il guadagno di quel filtro sarà zero).
La qualità audio di un vocoder dipende da molti fattori, ma il più importante è il numero
delle bande di filtro; maggiore è il numero delle bande di filtro, più fedelmente il segnale d’uscita seguirà le caratteristiche di frequenza del segnale modulatore.
BV512 offre una codifica vocale a 4, 8, 16 o 32 bande.
BV512 VOCODER
323
Configurare un vocoder
Questo tutorial spiega come collegare e usare un vocoder tipico; si presume che sia
collegata una tastiera MIDI. Per i dettagli sui parametri vedere a page 327.
1. Assicurarsi che nel rack ci sia un dispositivo Mixer (con almeno un canale
libero).
5. Premere [Shift] e creare il dispositivo strumento da usare come segnale
modulatore. Premendo [Shift] s’aggiunge il dispositivo senza assegnarlo autonaticamente a un mixer - ciò ha senso, poichè in questo caso bisogna collegarlo al Vocoder.
Come dispositivo modulatore in genere si usa un campionatore (con campioni di voci o parlato), una batteria elettronica o un dispositivo Dr. Rex (con
loop vocali o ritmici).
Per semplicità, in questo esempio si usa un dispositivo Dr. Rex.
2. Creare il dispositivo strumento da usare come segnale portante.
Di solito è un synth o campionatore; in questo esempio c’è un synth Subtractor.
3. Configurare il dispositivo portante a un suono brillante e ricco di sustain.
E’ importante che nel segnale portante ci siano molte frequenze alte. In Subtractor, un suono portante semplice ma efficace si basa su un’onda a dente di sega
con il filtro piuttosto aperto. Per altri consigli sulla scelta dei suoni portanti vedere
a page 329.
4. Selezionare il dispositivo portante e creare un Vocoder BV512.
Girando il rack si vedrà che il Vocoder è collegato automaticamente come effetto
in Insert al dispositivo portante (tramite i jack Carrier Input).
Portante
Vocoder
Modulatore
6. Girare il rack e collegare l’uscita di Dr. Rex al jack Modulator Input di BV512.
7. Su BV512 ruotare la manopola Dry/Wet completamente a sinistra (“dry”).
Ciò consente di ascoltare il suono non processato del solo dispositivo modulatore - utile per
l’operazione successiva:
8. Caricare un loop in Dr. Rex e cliccare sul pulsante Preview per avviare la
riproduzione.
Per esempio, si può scegliere uno dei Dr. Rex Drum Loops in Factory Sound Bank.
9. Ruotare la manopola Dry/Wet del Vocoder completamente a destra (“wet”).
A questo punto non si sentirà niente (poichè non c’è il segnale portante).
10.Assegnare il MIDI al dispositivo portante cliccando nella colonna con il simbolo MIDI della sua traccia nel sequencer.
11.Suonare un accordo o una nota sulla tastiera MIDI.
Ciò che si sente ora è il suono del vocoder, cioè il suono portante processato in
modo che abbia le stesse caratteristiche timbriche del modulatore.
BV512 VOCODER
324
12.Provare le varie opzioni banda di filtro e osservare la differenza nel suono.
Codifica vocale delle voci
L’impiego più classico di un vocoder è il tipico suono di synth “cantato” o “parlato”
(usando le voci o il parlato come segnale modulatore); poichè Reason non ha un ingresso audio “live” non è possibile cantare e suonare in tempo reale - bisogna quindi
usare parlati o voci campionati (con un NN-19 o NN-XT come modulatore, ad esempio). La procedura è quasi uguale a quella dell’esempio precedente, ma stavolta si devono registrare o inserire alcune note nel sequencer del dispositivo modulatore
(poichè i campionatori non hanno una riproduzione pattern o Preview); ecco come
fare:
13.Il suono del Vocoder si può regolare anche cliccando e trascinando le barre
nel display inferiore.
Ogni barra corrisponde a una banda di frequenza, con le basse frequenze a sinistra e quelle alte a destra; il livello di ogni banda si regola trascinando in alto o in
basso la rispettiva barra. Cliccando e trascinando il mouse attraverso le barre si
possono modificare i livelli di più bande (come quando si disegna una curva d’EQ).
1. Creare il dispositivo portante.
2. Selezionare il dispositivo portante e creare un Vocoder BV512.
3. Creare il dispositivo modulatore (in genere un campionatore NN-19 o NNXT) e collegare la sua uscita ai jack Modulator Input di BV-512.
4. Caricare i campioni di voci o parlato nel campionatore e assegnarli alle key
zone desiderate.
Per i dettagli sull’uso dei campionatori vedere i rispettivi capitoli dei dispositivi.
5. Registrare o inserire alcune note nella traccia sequencer del campionatore,
in modo che i campioni vocali siano riprodotti dove si desidera nella song.
Per sentire il suono non processato del campionatore regolare il controllo Dry/Wet
di BV512 in “Dry” (come in precedenza); infine, ruotare il controllo in “Wet” per
sentire il suono processato dal Vocoder.
Il display superiore mostra lo spettro audio del segnale modulatore.
D Per resettare una banda a ±0 dB premere [Command] (Mac) o [Ctrl]
(Win) e cliccarci sopra.
E’ possibile anche resettare a zero tutte le bande aprendo il menu contestuale del
dispositivo Vocoder e selezionando “Reset Band Levels”.
14.Se il suono del Vocoder è “sporco” o indistinto provare ad aumentare il valore della manopola “HF Emph” sul Vocoder.
Questo parametro (High Frequency Emphasis) enfatizza le frequenze alte presenti
nel segnale portante.
6. Assegnare il MIDI al dispositivo portante.
7. Avviare la riproduzione del sequencer e suonare note o accordi sulla tastiera
MIDI.
Si sentirà il classico suono vocale processato dal Vocoder.
8. A questo punto è possibile registrare note o accordi suonati sul dispositivo
portante.
Poichè il MIDI è già assegnato alla traccia del dispositivo portante, basta semplicemente iniziare la registrazione e suonare.
15.Provare anche gli altri parametri, se si desidera.
Per i dettagli vedere a page 327.
E’ tutto per quanto riguarda la configurazione base di un vocoder!
BV512 VOCODER
325
Usare BV512 come EQ
BV512 ha una modalità EQ particolare, nella quale il dispositivo funziona solo da effetto in Insert (l’ingresso del modulatore non è usato); ciò consente di usare i filtri di
processo del Vocoder come una sorta di equalizzatore grafico.
Configurazione
1. Selezionare il dispositivo da processare con BV512.
2. Creare un dispositivo BV512.
Si collega automaticamente come effetto in Insert con i jack Carrier Input.
3. Collocare il selettore a sinistra dei display in “Equalizer”.
Modalità FFT (512)
In modalità FFT (512) ci sono ancora 32 barre nel display, ma ogni barra controlla diverse bande di frequenza (si ricorda che in modalità FFT ci sono 512 bande); poichè
le bande di frequenza sono distribuite in modo lineare, le barre a sinistra nel display
controllano poche bande di frequenza mentre le barre a destra controllano molte
bande di frequenza.
D In modalità FFT (512) impostare tutte le bande ±0 dB equivale a bypassare l’equalizzatore - il suono non è influenzato.
Ciò rende la modalità FFT ideale per un’equalizzazione “pulita”, ove si desideri enfatizzare o attenuare alcune frequenze senza cambiare il timbro di base del suono.
D La modalità d’equalizzazione FFT non è adatta invece a drastici tagli o
enfasi di frequenza, poichè ciò potrebbe provocare anomalie audio
dovute al processo FFT.
Come sempre non ci sono regole certe e definitive; lasciare che siano le orecchie
a giudicare!
D Inoltre, si tenga sempre presente che la modalità FFT introduce un lieve
ritardo nel segnale.
Impiego
In modalità EQ, le frequenze s’attenuano o enfatizzano cliccando e trascinando il
mouse nel display inferiore (come in un normale EQ grafico); l’uso e i risultati differiscono in base alla modalità selezionata:
Modalità 4 - 32 bande
Come in modalità vocoder, il numero di barre nel display equivale al numero di bande
selezionato (4, 8, 16 o 32); con più bande si ha un controllo più dettagliato sulla risposta in frequenza. Tuttavia:
D In queste modalità l’equalizzatore “colora” il suono anche se tutte le
bande sono a ±0 dB!
Ciò è dovuto all’interazione di fase e alla sovrapposizione tra i filtri bandpass.
La modalità 4 - 32 bande si usa quindi per colorare e modellare i suoni, non per un’EQ
leggera e “pulita”.
BV512 VOCODER
326
Parametri di BV512
|Parametro
Decay
Il pannello frontale del Vocoder BV512 presenta i seguenti parametri e display:
|Parametro
Selettore
Bypass/On/Off
|Descrizione
In Bypass, il segnale portante passa inalterato attraverso il dispositivo e il segnale del modulatore è ignorato. In “On” il dispositivo presenta in uscita il segnale del vocoder o equalizzato.
In “Off” s’interrompe l’uscita silenziando il dispositivo.
Indicatori Level
Indicano rispettivamente i livelli dei segnali portante e modulatore.
Selettore Band
Seleziona il numero di bande di filtro (4, 8, 16 o 32) o la modalità
FFT (512).
Selettore
Determina se BV512 agisce da vocoder o equalizzatore; in moEqualizer/Vocoder dalità EQ il segnale modulatore è ignorato (vedere a page 326).
Display livello di
Il display superiore mostra lo spettro audio del segnale modulamodulazione
tore.
Regolazione livello Il display inferiore permette di regolare il livello di ogni banda di
banda di frequenza frequenza del filtro cliccando e trascinando la barra corrispondente.
In modalità vocoder, ciò influenza il suono del vocoder; in modalità EQ, qui si attenuano o enfatizzano le frequenze. Per resettare
una banda a ±0 dB premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e
cliccare sulla rispettiva barra nel display; per resettare tutte le
bande selezionare “Reset Band Levels” dal menu contestuale del
dispositivo.
Nota: in modalità FFT (512) ciascuna delle 32 barre nel display
corrisponde a più bande di frequenza, con le barre a destra che
progressivamente controllano più bande, poichè le bande FFT
sono distribuite in modo lineare nell’intervallo di frequenza.
Pulsante Hold
Cliccando su questo pulsante si “congelano” le impostazioni di
filtro correnti; con il pulsante illuminato, il segnale modulatore non
influenza il suono - il segnale portante è filtrato con le impostazioni presenti al momento in cui è stato attivato il pulsante Hold.
Cliccare di nuovo sul pulsante per disattivare la funzionalità Hold,
che si resetta automaticamente (off) fermando la riproduzione del
sequencer - come le rotelline Pitch Bend e Mod sui dispositivi
synth.
Questa funzionalità si può controllare via CV o MIDI per effetti
“sample & hold”; in modalità EQ il pulsante Hold non è disponibile.
Attack
E’ un tempo d’attacco globale che influenza tutti gli inseguitori
d’inviluppo (vedere a page 323); normalmente è a zero, in modo
che il Vocoder risponda il più rapidamente possibile. Aumentare il
tempo Attack può essere utile per “amalgamare” i suoni, creare
pad, ecc.. Non disponibile in modalità EQ.
Shift
HF Emph
(High Frequency
Emphasis)
Dry/Wet
|Descrizione
Analogamente, questo parametro controlla il tempo Decay di tutti
gli inseguitori d’inviluppo (cioè la velocità con la quale scendono
i livelli delle bande di filtro); regolarlo in base ai gusti e al contesto.
Non disponibile in modalità EQ.
Sposta in alto o in basso la frequenza dei filtri portanti modificando radicalmente il timbro del suono che esce dal vocoder (o
equalizzato); questo parametro si può controllare via CV, per
“sweep” in stile phaser ed effetti speciali.
Enfatizza le alte frequenze presenti nel segnale portante; talvolta
è utile per ottenere dal vocoder un suono più pulito. Teoricamente, per ottenere i risultati migliori un segnale portante
dovrebbe avere un’energia all’incirca uguale in tutte le bande di
frequenza - in un suono di synth classico, però, spesso le frequenze alte hanno meno energia rispetto a quelle basse; aumentando il valore del controllo HF Emph si corregge tale
anomalia. Non disponibile in modalità EQ.
Determina l’equilibrio tra il suono del modulatore (dry) e quello
del vocoder (wet); per avere il suono del vocoder puro, regolare
questa manopola in “Wet” (ruotandola completamente a destra).
Non disponibile in modalità EQ.
BV512 VOCODER
327
Connessioni
Altre connessioni CV
|Connessione
Shift (CV in)
Hold (Gate in)
Il retro di BV512 presenta le seguenti connessioni:
|Descrizione
Consente di controllare il parametro Shift da una sorgente CV esterna; una manopola Sensitivity determina in che misura il valore
Shift è influenzato dal segnale CV.
Quando a questo ingresso è inviato un segnale di gate s’attiva la
funzionalità Hold (vedere a page 327) che resta attiva fino a
quando il segnale di gate “s’abbassa” (scende a zero); collegando un Matrix a questo ingresso, ad esempio, si possono
creare suoni di vocoder “a scalino” (stepped), effetti “sample &
hold”, ecc..
Individual Band Levels (singoli livelli banda)
Connessioni audio
Sono uscite e ingressi CV.
• Dalla fila superiore escono i segnali CV generati dagli inseguitori d’inviluppo per
ogni banda di frequenza.
• La fila superiore presenta gli ingressi di livello CV dei singoli filtri bandpass attraverso i quali è processato il segnale (“filtri vocoder”).
Collegando un segnale CV a uno di questi ingressi s’interrompe il percorso del
segnale interno proveniente dal rispettivo inseguitore d’inviluppo (in altre parole,
quella banda di frequenza è controllata dal segnale CV collegato, non dalla banda
di frequenza corrispondente nel segnale modulatore).
• Se è selezionata la modalità a 16 bande, ogni coppia uscita/ingresso corrisponde
a una banda di frequenza separata; in modalità a 8 o 4 bande sono usate solo le
prime 8 o 4 coppie uscita/ingresso. In modalità a 32 bande ogni uscita è un mix di
due bande di frequenza adiacenti e ogni ingresso controlla due bande; infine, in
modalità FFT (512) ogni coppia uscita/ingresso corrisponde a più bande di frequenza.
|Connessione
Carrier Input
Modulator Input
Output
|Descrizione
Qui si collega il dispositivo strumento che fornisce il segnale portante o il dispositivo da processare in modalità EQ (in genere un
synth o un campionatore).
Il vocoder può gestire segnali portanti mono o stereo.
Qui si collega il dispositivo strumento che fornisce il segnale
modulatore (in mono); in modalità EQ questo jack non si usa.
In modalità Vocoder, le uscite presentano un mix tra il segnale del
vocoder e quello modulatore (come stabilito dal controllo Dry/
Wet sul pannello frontale); in modalità EQ l’uscita è il segnale
portante processato dal filtro dell’equalizzatore.
Si noti che se l’ingresso Carrier è in mono anche l’uscita sarà in
mono, e viceversa (BV512 non processa il segnale mono trasformandolo in stereo).
Le applicazioni delle connessioni Individual Band Levels sono varie e interessanti: si
può realizzare una patch incrociata (cross-patch) delle bande di frequenza in modo
che (ad esempio) le basse frequenze presenti nel segnale modulatore controllino le
bande di frequenza alte nel vocoder; è possibile prelevare i segnali CV per controllare
i parametri synth in altri dispositivi; si può eseguire una codifica vocale dei segnali CV
da altri dispositivi invece che da un segnale modulatore, ecc.. Per i dettagli vedere a
page 331.
BV512 VOCODER
328
Automazione
Trucchi e suggerimenti
Scegliere un suono portante
Come sempre, la scelta del suono portante è una questione di gusto personale e contesto musicale; tuttavia, ecco alcuni consigli per ottenere un buon risultato:
• Il suono portante deve contenere preferibilmente molte armoniche (brillantezza) suoni cupi o indistinti non sono un “buon materiale di lavoro” per il vocoder.
• Il suono portante deve mantenersi a un livello costante (cioè non deve “finire”
quando si tiene un accordo); analogamente, è preferibile avere un attacco abbastanza rapido (sebbene non troppo distinto, incisivo o tagliente).
• E’ meglio che il suono sia piuttosto statico nel tempo (senza un controllo d’inviluppo o una frequenza di taglio del filtro drastici, ad esempio).
• Per suonare accordi dal vocoder, ovviamente, il suono portante deve essere
polifonico.
Alcuni suggerimenti per i suoni portanti:
Tutti i parametri del pannello frontale si possono automatizzare in modo standard.
I singoli livelli banda (le barre nel display inferiore) sono modificati su corsie separate
nel sequencer. Nota:
D Come con altri dispositivi effetto si deve creare manualmente una traccia
sequencer per il Vocoder BV512.
D Un semplice pad di Subtractor basato su una forma d’onda a dente di
sega.
Si può iniziare con la “Init Patch” (si configura creando un nuovo dispositivo Subtractor); aprire il filtro, disattivare la modulazione d’inviluppo della frequenza di
taglio del filtro e aumentare il valore Amp Envelope Sustain.
Per avere il classico suono ricco di chorus usare due oscillatori “detuned” - o meglio ancora aggiungere un dispositivo UN-16 Unison come effetto in Insert tra Subtractor e il Vocoder!
D Sebbene le regolazioni di livello banda si possano eseguire manualmente, sul pannello del dispositivo esse sono trattate come un
parametro automatizzabile.
Se ogni singolo controllo di livello banda è automatizzato apparirà una cornice attorno all’intero display inferiore sul pannello del dispositivo. [Ctrl]-click (Mac) o
click-destro (Win) nel display inferiore e selezionare “Clear Automation” per
togliere l’automazione da tutte le bande; analogamente, selezionando “Edit Automation” si apre il sequencer che visualizza le corsie di tutti i livelli banda.
Semplice ma efficace configurazione di un suono portante.
La cornice indica che sono automatizzati uno o più controlli di livello banda.
D Un ricco suono portante simile si ottiene usando un dispositivo Malström con una patch basata sulla sintesi graintable “Sawtooth*16”.
Con Malström si può avere un segnale portante stereo senza dispositivi extra:
basta selezionare la sintesi graintable “Sawtooth*16” per entrambi gli oscillatori,
“stonare” leggermente gli oscillatori con i controlli Cent e aumentare il valore del
parametro Spread alla diffusione stereo desiderata; non sono necessari routing di
filtro.
BV512 VOCODER
329
D Per un suono più netto e definito usare una forma d’onda pulsante
stretta.
Per esempio, selezionare un’onda a dente di sega in Subtractor, impostando il
selettore Phase Mode in “–” e ruotando la manopola Phase a sinistra fino ad ottenere il suono desiderato; questo tipo di suono portante è ideale per linee di vocoder monofoniche nei registri più gravi.
Usare il modulatore come portante
D Usare il rumore come portante.
Per voci robotiche, sussurri ed effetti speciali provare ad usare rumore puro (eventualmente un pò filtrato); è molto utile anche aggiungere un pò di rumore a un
suono a dente di sega o pulsante - il parlato del vocoder diventa più chiaro e intellegibile.
2. Creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter.
E’ possibile ottenere effetti speciali particolari usando lo stesso dispositivo sia come
portante sia come modulatore; per esempio, si provi a usare un dispositivo Redrum
nel modo seguente:
1. Creare una dispositivo Redrum e configurare patch e pattern desiderati.
3. Creare un Vocoder BV512.
4. Girare il rack e collegare i dispositivi così:
D Usare suoni di archi o cori campionati.
Anche un campione d’organo può essere un suono portante interessante.
D Per suoni di vocoder insoliti provare ad usare Malström come dispositivo
portante (con un suono inespressivo di pad digitale selezionato, ad esempio).
Aumentare i valori dei controlli Attack e Decay di BV512 per una modulazione
omogenea, ritmica o pseudo-casuale del pad.
Scegliere un suono modulatore
I suono del modulatore in genere ha livello e armoniche variabili; come accennato in
precedenza, i suoni modulatori più tipici sono voci o parlato e batterie o percussioni.
D Il metodo più rapido per avere un suono modulatore è usare un loop ritmico nel dispositivo Dr. Rex (come descritto nell’esempio a page 324).
In questo modo non c’è bisogno di programmare un pattern ritmico; d’altro canto,
usando un Redrum come modulatore si possono creare esattamente i ritmi desiderati e regolare con precisione i suoni e il groove.
D Per usare le “proprie” voci come suoni modulatori, bisogna registrarli in
file WAV o AIFF (usando una qualsiasi utility di registrazione audio del
computer) e caricare i file come campioni in un dispositivo NN-19 o NNXT.
D Invece di usare un campionatore come modulatore per parlato o voci, si
possono suddividere in “slice” i campioni vocali nell’applicazione ReCycle di Propellerheads e riprodurli con un dispositivo Dr. Rex.
Ciò facilita il lavoro con le voci vocoder (specialmente se si sperimentano varie impostazioni di tempo o groove); si consiglia di copiare le note MIDI riprodotte da Dr.
Rex nella traccia portante, in modo che sia mantenuto il ritmo originale di parlato/
voce.
L’uscita di Redrum entra nella sezione Splitter di Spider ed è divisa in due segnali: uno entra
nell’ingresso Carrier del Vocoder, l’altro nell’ingresso Modulator.
Sono le connessioni essenziali necessarie, ma per i risultati migliori si consiglia di aggiungere un pò di distorsione e/o compressione al segnale portante (per aumentare la
quantità di alte frequenze nel segnale portante):
5. Premere [Shift] e creare un dispositivo distorsore Scream 4.
6. Collegare il distorsore come effetto in Insert tra Spider e l’ingresso Carrier
del Vocoder.
Il distorsore processerà quindi il segnale portante (ma non il segnale modulatore).
7. Riprodurre il pattern e sperimentare le varie impostazioni su Vocoder e distorsore.
D Questa tecnica si può usare anche per processare voci e parlato.
D Per nuovi suoni ed effetti provare a regolare il parametro Shift.
Si ricorda che è possibile assegnare CV al parametro Shift sul retro di BV512 - usare un dispositivo Matrix o un’uscita LFO di un dispositivo synth, ad esempio!
BV512 VOCODER
330
Controllare la funzionalità Hold
Prelevare un segnale CV dal Vocoder
Come descritto a page 327, cliccando sul pulsante Hold del pannello frontale si
“congela” lo spettro audio corrente del filtro fino a quando si disattiva di nuovo il pulsante Hold.
Si possono così creare effetti “sample & hold” e suoni di vocoder intermittenti o confusi:
• Per esempio, collegando l’uscita Gate di un dispositivo Matrix all’ingresso Hold sul
retro di BV512 e riproducendo un pattern gate su Matrix, la funzionalità Hold s’attiva e disattiva ripetutamente in base al ritmo programmato nel pattern.
La funzionalità Hold è attiva per la durata di ogni segnale gate.
• E’ possibile automatizzare la funzionalità Hold con il sequencer principale, registrandola o disegnando i dati d’automazione nella rispettiva corsia controller.
• Assegnando il MIDI a BV512, di default è possibile controllare la funzionalità Hold
in due modi: premendo un pedale damper collegato al controller MIDI o suonando
la nota C4; in entrambi i casi, la funzionalità Hold è momentanea - rimane cioè attiva fino a quando si rilascia il pedale o la nota.
E’ possibile collegare un’uscita Individual Band Level a un qualsiasi ingresso CV di
ogni dispositivo; si può quindi usare il Vocoder come inseguitore d’inviluppo, con gli
elementi del suono nel modulatore che controllano un parametro in un altro dispositivo (un effetto, ad esempio). Nota:
• I valori Attack e Decay sul pannello frontale di BV512 influenzano gli inseguitori
d’inviluppo (quindi i tempi di salita e discesa dei segnali CV provenienti dalle uscite Individual Band Level).
• Usando il Vocoder in una modalità con molte bande, ma volendo avere un intervallo di frequenza più ampio per generare il segnale CV, si possono miscelare più
uscite di banda in un segnale CV - usare un dispositivo Spider CV Merger & Splitter.
Usare le connessioni Individual Band Level
Come descritto a page 328, i connettori Individual Band Level sul retro sono jack CV
d’uscita e ingresso. Dalla fila superiore escono i segnali CV provenienti dagli inseguitori d’inviluppo delle varie bande di frequenza, mentre i jack inferiori sono ingressi
CV per il controllo dei singoli filtri bandpass (che interrompono il collegamento interno
dagli inseguitori d’inviluppo); con queste connessioni si possono fare molte cose interessanti:
Cross-patch delle bande di frequenza
Collegando le uscite agli ingressi in configurazioni alternative, si può modificare drasticamente il risultato della codifica vocale; per esempio, le basse frequenze nel segnale modulatore forniscono alte frequenze al suono del vocoder, e viceversa. Nota:
• In modalità a 4 e 8 bande sono usate solo le prime 4/8 coppie di uscita/ingresso.
• Nelle modalità a 32 bande e FFT (512) ogni connessione corrisponde a due o più
bande di frequenza.
Collegare un’uscita all’ingresso con lo stesso numero, quindi, non equivale a usare
il percorso del segnale interno (senza cavo CV collegato). In modalità FFT (512)
questo fenomeno si può sentire piuttosto distintamente: collegare tutte le uscite
agli ingressi corrispondenti e togliere gradualmente i cavi CV ascoltando il suono
del Vocoder (che diventa progressivamente più definito).
Controllare le bande del Vocoder da una sorgente esterna
Collegando una sorgente CV a un singolo ingresso banda s’interrompe la connessione interna proveniente dal rispettivo inseguitore d’inviluppo; è possibile così controllare “manualmente” i filtri del Vocoder. Alcune applicazioni:
D Collegare le uscite CV per uno o più inviluppi nel dispositivo portante ai
singoli ingressi banda.
Suonando lo strumento portante, si aprono automaticamente uno o più filtri bandpass nel Vocoder, i quali aggiungono un attacco extra al suono (utile per “suonare”
veramente lo strumento portante invece di tenere semplicemente un accordo).
D Collegare le uscite Gate di un Redrum agli ingressi Individual Band
Level.
Con questa connessione (e nessun dispositivo collegato all’ingresso Modulator)
Redrum diventa un sequencer di pattern che apre e chiude bande di filtro diverse.
Per regolare i tempi di gate impostare i suoni percussivi in modalità Gate e usare il
parametro Length; il risultato è completamente diverso da quello che si ha usando
come modulatore il segnale audio di Redrum.
La bande del Vocoder ora sono controllate solo dai segnali Gate provenienti dai canali percussivi
(l’ingresso Modulator non è usato).
Si noti che è possibile usare un dispositivo Spider CV Merger & Splitter per dividere un segnale
Gate e inviarlo a più bande. Si noti, inoltre, che è la velocity delle note percussive programmate a
stabilire il livello delle rispettive bande di filtro.
BV512 VOCODER
331
“Suonare” il Vocoder da una tastiera MIDI
Se a BV512 è stato assegnato il MIDI, suonando le note da C1 in su è possibile controllare le singole bande di filtro; per esempio, in modalità a 16 bande C1 controlla la
banda 1, C#1 la banda 2, e così via fino a D#2 che controlla la banda 16.
• Il livello delle bande è proporzionale alla velocity (la forza con la quale si preme il
tasto).
• Una banda resta “aperta” fino al rilascio del tasto corrispondente.
• Le bande alle quali è stato collegato un segnale CV (usando gli ingressi Individual
Band Level del pannello posteriore) non rispondono ai tasti MIDI.
4. Collegare l’uscita del Vocoder all’Aux Return 1 del Mixer.
In questo modo, il “vocoder-riverbero” è collegato come un normale effetto in
Send.
Si noti che usando questa funzionalità si “suona il modulatore”; per avere un suono
serve comunque un segnale portante. In genere, prima si registrano note o accordi
per il dispositivo portante nel sequencer, poi s’assegna il MIDI al Vocoder e lo si
“suona” dalla tastiera MIDI mentre si riproducono le note portanti registrate.
✪ A questo proposito, un’applicazione interessante è configurare il Vocoder come effetto in Insert sull’intero mix (uscita del mixer principlae
collegata all’ingresso Carrier, senza alcun dispositivo modulatore collegato) e “suonare il Vocoder”. Saranno lasciate passare solo le bande di
frequenza per le quali si premono i tasti. Per i risultati migliori usare la
modalità FFT (512).
Usare BV512 come un riverbero
E’ un trucco molto particolare ma interessante; procedere come segue:
1. Creare un dispositivo Redrum.
Il “vocoder-riverbero” è più adatto alle batterie (sebbene nulla impedisca di usarlo
con altri suoni).
2. Creare un Subtractor e un Vocoder.
Subtractor è collegato automaticamente all’ingresso Carrier; per questa configurazione non serve un dispositivo modulatore dedicato.
5. Impostare il Vocoder in modalità FFT (512), ruotare la manopola Decay a un
valore tra 6 e 7 e il controllo Dry/Wet in “Wet” (completamente a destra).
6. In Subtractor configurare un suono di rumore come segue:
Ruotare la manopola Osc Mix completamente a destra.
Attivare la sezione Noise (ma assicurarsi che la sezione Osc 2 sia spenta).
Nella sezione Noise ruotare la manopola Color a circa “ore 12”.
Aprire completamente il filtro e assicurarsi che la risonanza sia a 0.
Assicurarsi che il parametro Amt della sezione Filter Envelope sia a 0 (e disattivare
la modulazione di velocity.
Aumentare al massimo il parametro Sustain nella sezione Amp Envelope.
3. Girare il rack e collegare L’Aux Send 1 del Mixer all’ingresso Modulator del
Vocoder.
Ora vogliamo che Subtractor riproduca un rumore continuo; si potrebbe assegnargli il
MIDI, suonare una nota e tenerla premuta, ma sarebbe poco pratico.
Meglio usare un dispositivo Matrix:
7. Creare un Matrix e collegarlo a Subtractor.
In realtà serve solo la connessione Gate - con la patch di rumore il numero nota
non è importante.
BV512 VOCODER
332
8. Configurare un pattern a uno step con un gate vincolato (premere [Shift] e
disegnare il gate) quindi avviare la riproduzione su Matrix.
A questo punto, il segnale portante del Vocoder è un rumore continuo.
9. Creare un pattern percussivo adatto in Redrum e avviare la riproduzione del
pattern.
10.Alzare gradualmente il Send 1 del canale Redrum nel Mixer.
Esso serve ora da controllo d’equilibrio tra il suono percussivo diretto (dry) e il riverbero generato dal rumore del Vocoder! Impostarlo a un adeguato livello di riverbero.
11.Per regolare il tempo di decadimento del riverbero usare il controllo Decay
sul Vocoder.
Creare un riverbero stereo
Quello precedente è un riverbero mono; per averlo stereo:
1. Selezionare Subtractor e creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter.
2. Creare un delay DDL-1.
3. Collegare i dispositivi così:
L’uscita di Subtractor all’ingresso Splitter di Spider, un’uscita split a uno degli ingressi Carrier del Vocoder, l’altra uscita al delay; l’uscita del delay (mono) all’altro
ingresso Carrier del Vocoder.
12.Usare la maopola Color della sezione Noise di Subtractor per rendere il riverbero più cupo o brillante.
Si può anche usare la frequenza di taglio del filtro.
Ecco fatto: un buon suono di riverbero molto controllato. Sebbene le impostazioni
precedenti offrano il suono più “naturale” è possibile variare il suono e creare particolari effetti di riverbero; per esempio:
• Selezionare a una modalità banda inferiore del Vocoder.
• Abbassare la frequenza di taglio e aggiungere un pò di risonanza nel filtro di Subtractor.
• Modulare il filtro di Subtractor con un LFO rapido.
• Impostare il filtro di Subtractor in modalità highpass per rimuovere le frequenze
basse dal riverbero.
• Disattivare il dispositivo Matrix che controlla Subtractor e “suonare” manualmente
la patch di rumore (o dal sequencer); si possono creare così effetti di riverbero
“gated”, ecc..
Il Vocoder ora ha un segnale portante di rumore “finto-stereo”.
4. Assicurarsi che l’uscita del Vocoder sia collegata in stereo agli Aux Return
del Mixer.
5. Infine, abbassare il Feedback sul delay, impostarlo completamente in “Wet” e
regolare il tempo Decay a circa 1 secondo.
Avviando la riproduzione in Redrum ora il riverbero sarà stereo!
BV512 VOCODER
333
29
D The Effect Devices
Funzioni comuni del
dispositivo
I parametri specifici di ogni dispositivo sono descritti in seguito, ma alcune funzioni e
procedure sono comuni a tutti i dispositivi effetto:
Indicatore d’ingresso
Connessioni
D Tutti i dispositivi effetto hanno ingressi e uscite stereo e si possono collegare in Send o Insert.
Tuttavia, alcuni effetti è meglio usarli solo in una di queste due configurazioni.
Ciò è indicato nelle pagine seguenti per ogni effetto; vedere anche la sezione sul
percorso del segnale indicata nei grafici che seguono.
D La maggior parte degli effetti ha uno o più ingressi CV sul pannello posteriore.
Essi consentono di controllare in tempo reale vari parametri dell’effetto da un altro
dispositivo nel rack. Per i dettagli sul routing dei segnali CV vedere a page 49.
Grafici percorso del segnale
Mostra il livello del segnale audio entrante, per un’indicazione sui dispositivi attivi, collegati e in riproduzione; tuttavia, non c’è da preoccuparsi del clipping nei dispositivi
effetto, nemmeno se l’indicatore si spinge sul rosso.
Selettore Alimentazione/Bypass
Si trova nell’angolo in alto a sinistra di ogni dispositivo effetto; questo selettore ha tre
modalità, indicate in seguito:
|Modalità |Descrizione
Bypass
In questa modalità il segnale d’ingresso è trasferito direttamente all’uscita audio senza essere processato dall’effetto; è utile quando l’effetto è
collegato in Insert e si vuole confrontare il suono effettato con quello
diretto.
On
Modalità di default: il dispositivo processa il segnale entrante.
Off
In questa modalità l’effetto è spento e in uscita non arriva nè il segnale
diretto nè quello effettato; è utile quando l’effetto è collegato in Send e si
vuole disattivarlo temporaneamente.
Impostazioni
I parametri dell’effetto si regolano con le normali procedure di editing descritte nel
manuale di Avvio Rapido. Nota:
Sul retro di ogni effetto ci sono due o tre piccoli “grafici” che indicano come l’effetto
gestisce i segnali mono e stereo in base alle connessioni; la selezione di grafici per un
dispositivo indica come deve essere usato secondo i seguenti criteri:
|Grafico
|Descrizione
Può essere collegato come dispositivo mono-in, mono-out.
(Naturalmente, tutti gli effetti possono essere collegati in mono, ma se
per un dispositivo questo grafico non appare significa che una connessione mono-in mono-out potrebbe non offrire i risultati ideali).
Può essere collegato come dispositivo mono-in, stereo-out; significa che
il dispositivo genera una sorta di effetto stereo (es. un riverbero) o un effetto mono che può essere bilanciato a destra/sinistra nel campo stereo.
Collegando ingressi e uscite in stereo i due lati del segnale sono processati in modo indipendente (processo “dual mono”).
Collegando ingressi e uscite in stereo i due lati del segnale sono sommati prima di essere processati dall’effetto; tuttavia, l’effetto vero e proprio è in stereo (e il segnale diretto rimane in stereo se attraversa l’effetto).
Processo “True stereo” (o “stereo in - stereo out”). Collegando gli ingressi in stereo ogni canale nell’effetto usa l’informazione del segnale
proveniente da entrambi gli ingressi; tuttavia, gli ingressi non sono sommati - i due canali sono processati in modo diverso.
Questa modalità è disponibile sul riverbero RV7000.
✪ Un metodo rapido per resettare i parametri ai valori di default è eseguire
un [Command]/[Ctrl]–Click sulla manopola corrispondente.
THE EFFECT DEVICES
335
Effetti MClass
Il pacchetto MClass è costituito da quattro effetti, disponibili separatamente o raggruppati in un “MClass Mastering Suite Combi”; come indica il nome, sono effetti
adatti al mastering (cioè a processare l’uscita mixata finale) ma ovviamente si possono
usare anche per processare singoli dispositivi. I singoli effetti MClass sono:
• MClass Equalizer: ha bande low e high shelving, due bande interamente parametriche e un selettore anti-rimbombo low cut. Vedere “MClass Equalizer”.
• MClass Stereo Imager: si usa per controllare separatamente la diffusione stereo
delle alte e basse frequenze. Vedere “MClass Stereo Imager”.
• MClass Compressor: compressore a singola banda con ingresso sidechain e
tempo di rilascio che si adatta alla dinamica del segnale. Vedere “MClass Compressor”.
• MClass Maximizer: è un limiter particolare studiato per ottimizzare il volume senza
il rischio di clipping. Vedere “MClass Maximizer”.
Connessioni
Usando il Combi MClass Mastering Suite per il mastering, il Combinator deve essere
collegato alla fine della catena del segnale (inserito cioè tra l’uscita mixata finale e l’Interfaccia Hardware).
D Selezionando l’Interfaccia Hardware e poi creando un Combi MClass
Mastering Suite sono eseguite automaticamente le giuste connessioni.
! Per l’uso del dispositivo Combinator vedere il capitolo “Combinator”.
MClass Equalizer
MClass Mastering Suite Combi
MClass Equalizer è costituito da due bande interamente parametriche, due bande
High e Low Shelving e un selettore Lo Cut.
Si usa quasi sempre come effetto in Insert mono o stereo.
Attivare le bande d’EQ separate
Le bande separate sono disposte in striscie verticali sul pannello nell’ordine seguente
(da sinistra a destra): Lo Cut/Lo Shelf/Parametric 1/Parametric 2/Hi Shelf.
Le bande si attivano separatamente cliccando sul rispettivo pulsante in cima ad ogni
striscia (di default non è attiva alcuna banda).
Selezionando MClass Mastering Suite si crea un dispositivo Combinator contenente
tutti i quattro effetti MClass con tutto il routing interno tra i dispositivi già fatto e con la
prima patch della cartella “MClass Mastering Patches” caricata.
Questa cartella Factory Sound Bank contiene molte patch MClass Combi, con nomi
descrittivi che indicano come gli effetti influenzano il suono - usare i selettori patch sul
pannello del Combinator per provare le varie patch di mastering!
Inoltre, la maggior parte di questi Combi hanno parametri e funzioni logici vincolati a
manopole e pulsanti sul pannello Programmer del Combinator; ciò rende l’uso del
Combi MClass Mastering Suite molto semplice ed intuitivo.
Selettore Lo Cut
Il selettore Lo Cut taglia semplicemente le frequenze sotto i 30 Hz (di 12 dB/ottava).
E’ utile per rimuovere il “rimbombo” a bassa frequenza.
✪ Quando si usa MClass Equalizer con un compressore o Maximizer, attivando il selettore Lo Cut si evita che i suoni sub-sonici “coprano” l’azione del compressore/limiter consentendo ad essi di lavorare alla
massima efficienza possibile.
Usando manopole e pulsanti sul Combinator si può regolare a piacere e con precisione il suono; se serve più controllo cliccare “Show Devices” ed eseguire le impostazioni sui singoli dispositivi MClass.
THE EFFECT DEVICES
336
Parametri Parametrici 1-2
Un equalizzatore parametrico enfatizza o attenua le frequenze intorno alla frequenza
selezionata; per entrambe le bande parametriche sono disponibili i seguenti
parametri:
|Parametro
Frequency
Gain
Q
|Descrizione
Determina la frequenza centrale dell’EQ, cioè quella alla quale il
livello è aumentato o diminuito; l’intervallo và da 39 Hz a 20 kHz.
Specifica quanto sarà enfatizzato o attenuato il livello dell’intervallo di frequenza selezionato; l’intervallo di guadagno è ±18 dB.
Controlla la larghezza dell’area influenzata intorno alla frequenza
centrale impostata; più alto è il valore, minore è l’intervallo di frequenza.
Parametri Lo/Hi Shelf
Un equalizzatore shelving enfatizza o attenua le frequenze sotto o sopra quella selezionata.
Per le bande Lo/Hi Shelf sono disponibili i seguanti parametri:
|Parametro
Frequency
Gain
Q
|Descrizione
Sono enfatizzate o attenuate le frequenze sotto (Lo Shelf) o sopra
(Hi Shelf) quella selezionata .
• L’intervallo Lo Shelf và da 30 Hz a 600 Hz.
• L’intervallo Hi Shelf và da 3 kHz a 12 kHz.
Specifica di quanto il livello è enfatizzato o attenuato.
L’intervallo di guadagno è ±18 dB.
Controlla la pendenza della curva shelving; più alto è il valore,
maggiore è la pendenza della curva; valori Q elevati generano
anche una “cunetta” nella direzione cut/boost opposta alla frequenza impostata.
Display grafico
Il display grafico a sinistra nel pannello del dispositivo mostra la curva di risposta in
frequenza prodotta dai parametri d’EQ, offrendo un riscontro visivo e aiutando a perfezionare le impostazioni d’EQ.
MClass Stereo Imager
MClass Stereo Imager suddivide il segnale in due bande di frequenza “Hi” e “Lo” e
consente di allargare o restringere l’immagine stereo di ogni banda. Un’applicazione
tipica dello Stereo Imager è allargare le frequenze più alte e restringere quelle più
basse.
Ciò “compatta” la parte bassa dello spettro audio e “apre” le frequenze più alte.
E’ quasi sempre usato come effetto stereo in Insert.
! MClass Stereo Imager non crea un segnale stereo da un ingresso mono!
Il dispositivo funziona correttamente se collegato con in/out stereo e il
segnale d’ingresso deve contenere un segnale audio stereo.
Parametri
Sono disponibili i seguenti parametri:
|Parametro
X-Over
Frequency
|Descrizione
Determina la frequenza crossover tra le bande Hi Lo; l’intervallo è 100
Hz - 6 kHz. Le frequenze inferiori sono influenzate dall’impostazione
Lo Width, quelle superiori dall’impostazione Hi Width.
Lo Width
Questa manopola regola la diffusione della banda Lo; ruotarla in
senso antiorario per restringere l’immagine stereo (cioè per farla diventare più “mono”) e in senso orario per ampliarla; in posizione centrale il segnale originale non cambia. Il LED “Active” indica se il
controllo Low Width è attivo o meno. Si noti che per la banda bassa
in genere si restringe l’immagine stereo, poichè di solito in un mix le
basse frequenze sono mixate al centro e diventano meno definite se
diffuse nel campo stereo.
Hi Width
Questa manopola regola la diffusione stereo della banda Hi; ruotarla
in senso antiorario per restringere l’immagine stereo (cioè per farla diventare più “mono”) e in senso orario per ampliarla. In posizione centrale il segnale originale non cambia. Il LED “Active” indica se il
controllo Hi Width è attivo o meno.
Selettore Solo Consente di ascoltare separatamente le bande Lo e Hi, per un confronto tra suono processato e diretto: “Normal” è la modalità operativa
standard.
Connessioni
Oltre a ingressi e uscite L/R standard, sul pannello posteriore ci sono anche le uscite
“Separate Out” L/R. Ai jack Separate Out ci pùò essere l’uscita della banda Lo o Hi,
in base alla posizione del selettore accanto; queste uscite si usano per applicare un
processo distinto alla banda Lo o Hi.
✪ Spostando il selettore Solo in “Lo” e il selettore Separate Out in “Hi”, il
dispositivo agisce come un normale filtro crossover, inviando il segnale
della banda Lo dall’uscita principale e il segnale della banda Hi all’uscita
Separate Out.
THE EFFECT DEVICES
337
MClass Compressor
E’ un compressore a banda singola in grado di applicare da una leggera compressione a effetti di “spinta” molto aggressiv; come tutti i processori dinamici è meglio usarlo come effetto in Insert.
Le caratteristiche comprendono una funzione “soft-knee” (per una compressione più
musicale e poco invasiva), tempo di rilascio dipendente dalle dinamiche del segnale,
un ingresso sidechain per il de-essing e altri processi dinamici. Inoltre, c’è un uscita
CV grazie alla quale la quantità di riduzione del guadagno controlla altri parametri di
Reason.
Parametri:
|Parametro
Input Gain
|Descrizione
Questa manopola controlla il ”guadagno”della compressione; determina cioè quanto è compresso il segnale in base anche al valore
Threshold. Intervallo: ±12 dB.
Threshold
Stabilisce il livello al quale inizia la compressione. Se il livello d’ingresso è sotto la soglia il segnale non è influenzato; quando invece
il livello d’ingresso supera la soglia, interviene la compressione.
In pratica, più bassa è la soglia (e più alto è il guadagno d’ingresso)
maggiore è la compressione applicata al segnale.
Intervallo: da -36 dB a 0 dB.
Soft Knee
Normalmente i segnali oltre la soglia sono compressi immediatamente (qualsiasi sia il Ratio). Ciò può essere molto evidente, specialmente usando Ratio elevati. Attivando la funzione Soft Knee,
l’inizio della compressione è più graduale e il risultato dell’effetto è
meno drastico.
Ratio
Stabilisce la quantità di riduzione di guadagno applicata ai segnali
che superano il livello di soglia impostato. Il Ratio può essere impostato da 1:1 (nessuna riduzione) a ∞:1 (riduzione infinita).
Gain meter
Indica la quantità di riduzione del guadagno (in dB).
Solo Sidechain Consente di monitorare il segnale collegato all’ingresso sidechain.
(Vedere in seguito).
Attack
Controlla la rapidità con la quale il compressore interviene quando i
segnali superano il livello di soglia impostato; aumentando questo
valore, la risposta è più lenta e una quantità maggiore di segnale attraversa il compressore senza essere processata. In genere, lo si fa
per conservare gli attacchi dei suoni. Intervallo: da 1ms a 100ms.
|Parametro
Release
Adapt
Release
Output Gain
|Descrizione
Quando il livello del segnale scende sotto la soglia, questo valore
determina quanto tempo il compressore lascia passare il suono
senza processarlo. Impostare tempi bassi per effetti marcati di compressione e tempi più lunghi per una variazione delle dinamiche più
omogenea.
Intervallo: da 50ms a 600ms.
Usando questa opzione, impostare il Release al tempo desiderato
per i picchi brevi - con picchi più lunghi il tempo Release aumenta
automaticamente.
Controlla il guadagno d’uscita e serve per compensare la riduzione
di guadagno dovuta alla compressione. Intervallo: ±12 dB.
Ingressi Sidechain
D Quando un segnale è collegato agli ingressi Sidechain, è proprio questo
segnale che fa intervenire la compressione.
Questo segnale non è trasferito all’uscita del compressore, quindi non si può sentire (a meno che sia attivo il pulsante Sidechain Solo).
D Il segnale collegato ai normali ingressi L/R è quello processato dal compressore (come al solito).
Ecco alcuni esempi applicativi del processo sidechain:
Esempio 1 - usare gli ingressi Sidechain per l’effetto “ducking”
L’effetto “ducking” consiste nel ridurre il livello di un segnale in presenza di un altro
segnale. Un’applicazione tipica è abbassare automaticamente il livello di una base
musicale quando inizia un parlato e alzare di nuovo automaticamente il livello della musica al termine del parlato; per configurarlo chiameremo la base musicale “Dispositivo
A” e il parlato “Dispositivo B”. Procedere come segue:
1. Collegare i Dispositivi A e B a canali separati di un dispositivo mixer.
In questo esempio, il segnale generato dal Dispositivo A è continuo e quello generato dal Dispositivo B è intermittente (cioè contiene passaggi di silenzio e segnale).
2. Selezionare il Dispositivo A e poi un compressore MClass dal menu Create.
L’effetto è collegato automaticamente come effetto in Insert sul Dispositivo A.
3. Collegare un Send del mixer agli ingressi Sidechain del compressore
MClass.
Non appena si collega qualcosa agli ingressi Sidechain, il LED “Active” sul pannello del dispositivo s’illumina e il compressore non risponde più al segnale generato dal Dispositivo A.
THE EFFECT DEVICES
338
4. Sul mixer aumentare il livello AUX Send corrispondente al Dispositivo B.
Il segnale del Dispositivo B ora arriva sia all’ingresso del mixer che all’ingresso
sidechain del compressore, il quale a sua volta avvia la riduzione di guadagno.
8. Collegare un’altra coppia delle uscite split di Spider a MClass Compressor.
A questo punto, ai normali ingressi audio Compressor arriva il segnale non processato e agli ingressi sidechain arriva il segnale equalizzato.
5. Avviando la riproduzione di entrambi i dispositivi, il livello del Dispositivo A
s’abbassa ogni volta che suona il Dispositivo B per aumentare di nuovo
quando la riproduzione del Dispositivo B si ferma. Quantità di riduzione del
guadagno, velocità di riduzione del livello e tempo necessario perchè il livello torni normale sono determinati dai rispettivi parametri Gain/Threshold/
Ratio/Attack/Release.
Esempio 2 - usare gli ingressi Sidechain per una compressione
sensibile alla frequenza
Inviando un segnale equalizzato agli ingressi sidechain si può fare in modo che la
compressione sia più o meno sensibile a un determinato intervallo di frequenza.
Un’applicazione tipica è il “de-essing” - ove i suoni aspri sibilanti nel materiale vocale
sono ridotti o eliminati.
La compressione sensibile alla frequenza si configura così:
1. Premere [Shift] e creare un dispositivo strumento.
Premendo [Shift] non si hanno connessioni di routing automatico a/dal dispositivo.
2. Premere [Shift] e creare un dispositivo MClass Equalizer.
3. Premere [Shift] e creare un dispositivo MClass Compressor.
4. Creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter.
5. Collegare le uscite dello strumento agli ingressi A e B del dispositivo Spider.
6. Collegare una coppia delle uscite split di Spider agli ingressi MClass Equalizer.
7. Collegare le uscite Equalizer agli ingressi Sidechain di MClass Compressor.
9. Collegare poi le uscite Compressor agli ingressi di un dispositivo mixer.
10.Attivare il pulsante Solo Sidechain sul pannello frontale di Compressor.
Ora si sente solamente il segnale equalizzato.
11.Usare i parametri su MClass Equalizer per enfatizzare le frequenze che dovranno avviare la riduzione del guadagno e attenuare le frequenze che non devono avviarla.
Si possono usare impostazioni d’EQ piuttosto estreme - tanto il segnale non si
può sentire quando il pulsante Solo Sidechain non è attivo; per il de-essing, ad esempio, bisogna separare ed enfatizzare il più possibile le frequenze critiche dei
suoni sibilanti.
12.Una volta regolato l’EQ disattivare il pulsante Solo Sidechain.
A questo punto, il compressore sarà più sensibile all’area si frequenza regolata
con l’equalizzatore, quindi regairà di più a queste frequenze. Si noti, tuttavia, che è
compresso l’intero segnale (non solo le frequenze enfatizzate) quindi, nel caso del
de-essing, in genere è meglio usare tempi Attack e Release molto brevi, in modo
che la riduzione del guadagno non influenzi troppo il resto del materiale audio.
Uscite CV
Sul retro di MClass Compressor c’è un jack d’uscita CV “Gain Reduction” che si può
usare per modulare altri parametri con la quantità di riduzione del guadagno applicata
dal compressore (il compressore agisce cioè da inseguitore d’inviluppo). Il livello del
segnale audio, ad esempio, potrebbe controllare il pan in un mixer o il parametro di un
synth.
THE EFFECT DEVICES
339
MClass Maximizer
Questo effetto ottimizza il volume; si tratta di un particolare tipo di limiter che può aumentare notevolmente il volume percepito di un mix senza il rischio di distorsione
dovuta al clipping; le caratteristiche comprendono una funzione “look-ahead” di 4 ms
per un limiting di tipo “brick wall” e una funzione Soft Clip.
MClass Maximizer si usa come effetto in Insert e si colloca a fine catena del segnale,
tra l’uscita mixata finale e l’Interfaccia Hardware.
Parametri
|Parametri
Input Gain
Limiter On/Off
Look Ahead On/Off
Attack
(Fast/Mid/Slow)
Release
(Fast/Slow/Auto)
Output Gain
Soft Clip On/Off
Soft Clip Amount
Output level meter
(Peak/VU)
|Descrizione
Stabilisce il volume di base di un mix. Impostandolo a un valore elevato usare la modalità Look Ahead o la funzione Soft
Clip per evitare il rischio di distorsione. Intervallo: ±12 dB.
Accende e spegne la sezione Limiter.
Attivando questa modalità s’introduce un ritardo molto breve
(4 ms) sul segnale. Questo ritardo si usa per rilevare i picchi
nel segnale prima che si verifichino; se sono rilevati picchi elevati il limiter è “pronto” ed è applicata una riduzione del
guadagno per controllarli in modo omogeneo.
Regola la rapidità con la quale interviene il Limiter. In Fast
con Look Ahead attiva (e Output Gain a 0 dB) si ha una limiting di tipo “brick wall”- i picchi di segnale oltre 0 dB non
passano.
Determina per quanto tempo il Limiter lascia passare il suono
senza processarlo; attivando l’opzione Auto il tempo Release
si adatta automaticamente alle dinamiche del segnale.
Controlla il guadagno d’uscita e in genere è impostato a 0
dB.
Anche questa funzione agisce da limiter “brick-wall” a 0 dB,
ma in modo leggermente diverso. Il segnale è “saturato lievemente” e il suono acquista un timbro più “caldo” lievemente
distorto.
Può servire solo ad avere questo effetto o come prevenzione
nei confronti di una pesante distorsione di clipping se sono
usate le opzioni d’attacco Mid o Slow della modalità Look
Ahead (o se la modalità Look Ahead non è attiva).
Controlla la quantità di distorsione “soft-clipping”. Si noti che
se Soft Clip è On ma Amount è impostato a zero, la distorsione è un clipping pesante (poco piacevole!).
E’ un indicatore più preciso di quello che c’è sul mixer. Si
possono scegliere le caratteristiche dell’indicatore tra le modalità Peak (risposta più rapida ai picchi) e VU (livelli medi).
Scream 4 Sound Destruction
Scream 4 è un dispositivo di distruzione sonora con ingresso/uscita stereo molto versatile, in grado di storpiare qualsiasi suono fino a renderlo irriconoscibile, ma anche di
generare effetti musicali più delicati. Scream 4 ha molti algoritmi di distorsione e deformazione del suono i quali combinati con un EQ e una sezione “Body” risonante offrono tutto ciò che serve per caratterizzare fortemente i propri suoni. Questo effetto si
collega quasi sempre in Insert.
Formato patch
A differenza della maggior parte degli altri dispositivi effetto, Scream 4 ha preset effetto progammabili. E’ inclusa una serie di patch di fabbrica da usare così o come un
buon punto di partenza per ulteriori regolazioni.
Le patch utilizzano l’estensione file “*.SM4” di Windows; le procedure di caricamento
e salvataggio delle patch sono uguali a quelle dei dispositivi strumento.
THE EFFECT DEVICES
340
Parametri
Descrizione dei vari algoritmi Damage Type
Scream 4 ha tre sezioni principali: Damage (distorsione e altri tipi di deformazione del
suono), Cut (EQ) e Body (colloca il suono in un ambiente risonante - da un simulatore
di cabinet a un wah-wah, a effetti speciali completamente nuovi). Le sezioni si possono attivare e disattivare in modo indipendente; i parametri di ogni sezione sono i
seguenti:
Ecco una breve descrizione dei dieci algoritmi Damage Types disponibili e dei
parametri controllati dalle manopole P1/P2 per ogni tipo d’algoritmo:
|Tipo
Overdrive
Controlli sezione Damage
Distortion
Nella sezione “Damage” si specifica l’algoritmo di deformazione principale del suono
e si eseguono le impostazioni per storpiare a piacere il suono. Si può scegliere tra
dieci algoritmi di base, dai classici effetti di distorsione a quelli di deformazione e
modulazione digitale.
Questa sezione presenta cinque controlli con le seguenti funzioni:
|Descrizione
Accende e spegne la sezione Damage.
Controlla il guadagno d’ingresso che a sua volta determina l’entità di storpiatura applicata al suono. Più alto è il
valore maggiore è la distruzione sonora!
Aumentando il valore Damage Control può essere necessario ridurre il livello Master per mantenere lo stesso livello
d’uscita (e viceversa).
Manopola Damage Type Seleziona il tipo d’effetto - vedere la tabella che segue per
una descrizione dei metodi di distruzione disponibili.
Manopole P1/P2
La funzionalità di queste manopole varia in base al valore
Damage Type selezionato - per una descrizione vedere la
tabella che segue.
Fuzz
Tube
|Parametro
Pulsante Damage
Manopola Damage Control
Tape
|Descrizione
Genera un effetto overdrive di tipo analogico. L’overdrive è piuttosto
sensibile alla variazione delle dinamiche. Usare valori Damage Control
più bassi per effetti “crunch” più delicati.
- La manopola P1 controlla il timbro di base dell’effetto; per un suono
più brillante ruotarla in senso orario.
- La manopola P2 controlla la presenza; essa enfatizza le frequenze
medio-alte prima dello stadio di distorsione che a sua volta influenza il
timbro della distorsione; per una maggiore presenza ruotarla in senso
orario.
Simile a Overdrive ma genera una distorsione più densa e compatta.
La distorsione è più “omogenea” lungo l’intervallo Damage Control
rispetto all’Overdrive.
- Le manopole P1/P2 controllano rispettivamente Tono e Presenza per una descrizione vedere Overdrive.
Il Fuzz genera un suono brillante e distorto anche a bassi valori Damage Control.
- Le manopole P1/P2 controllano rispettivamente Tono e Presenza per una descrizione vedere Overdrive.
Simula la distorsione valvolare.
- La manopola P1 regola il Contour (è simile a un filtro high pass) che
modifica tono e timbro della distorsione.
- La manopola P2 controlla il Bias che cambia la “simmetria” della distorsione valvolare. Impostandola al valore minimo o massimo si genera una distorsione asimmetrica (tipica di un amplificatore a valvole
reale), mentre la posizione a “ore 12” genera una distorsione simmetrica (solo armoniche dispari).
Simula la leggera distrosione di clipping dovuta alla saturazione del
nastro magnetico e aggiunge una compressione che “spinge” il
suono.
- La manopola P1 controlla il parametro Speed che simula le diverse
velocit del nastro; più alto è il valore Speed più nel segnale resta il
materiale ad alta frequenza originale; per un suono più brillante ruotarla in senso orario.
- La manopola P2 controlla la quantità di compressione; ruotandola in
senso orario si aumenta il rapporto di compressione (ratio).
THE EFFECT DEVICES
341
|Tipo
Feedback
Modulate
Warp
Digital
Scream
|Descrizione
Combina la distorsione con un loop di feedback che può generare
risultati molto interessanti e imprevedibili. Il feedback si ha quando
una sorgente sonora è rimandata a se stessa; un microfono aperto
che riceve il suono da un altoparlante vicino usato anche per amplificarlo genera un loop di feedback che diventa il classico “fischio”. Qui
la manopola Damage Control controlla il guadagno del loop di feedback.
- La manopola P1 controlla il parametro Size; può essere descritto
come la “durata” (cioè la distanza tra il microfono e l’altoparlante
nell’esempio precedente) del loop di feedback.
- La manopola P2 controlla la frequenza che qui determina i sovratoni
che “fischiano”.
Modula i primi multipli del segnale con una versione filtrata e compressa del segnale stesso e poi aggiunge distorsione; si possono
così generare effetti risonanti di distorsione ad anello.
- La manopola P1 controlla il parametro Ring (la risonanza del filtro).
Per effetti ad anello più marcati ruotarla in senso orario.
- La manopola P2 controlla il parametro Frequency (la frequenza del
filtro); per aumentare la frequenza del filtro ruotarla in senso orario (in
genere si ottiene un effetto di filtro più incisivo e tagliente).
Deforma il distorto e moltiplica il segnale entrante con se stesso.
- La manopola P1 controlla il parametro Sharpness. Valori bassi generano una distorsione compressa più morbida, mentre valori elevati
generano più armoniche e un suono più tagliente.
- Un effetto della moltiplicazione di un segnale con se stesso è che
l’altezza fondamentale è rimossa dal segnale e rimangono solo i
sovratoni. La manopola P2 controlla il Bias - aumentarne il valore per
introdurre di nuovo l’altezza fondamentale nel suono.
Per gli amanti della bassa fedeltà questo algoritmo riduce la risoluzione bit e la frequenza di campionamento offrendo suoni grezzi e sporchi che simulano i dispositivi digitali “vintage”.
- La manopola P1 controlla la risoluzione bit. Ruotandola completamente a destra non c’è un riduzione bit; se ruotata completamente a
sinistra la risoluzione scende a 1-bit.
- La manopola P2 controlla la frequenza di campionamento. Con la
manopola ruotata completamente a destra la frequenza di campionamento non si riduce; ruotandola a sinistra la si riduce gradualmente.
Simile a Fuzz ma con un filtro bandpass ad alta risonanza e guadagno
inserito prima dello stadio di distorsione.
- La manopola P1 controlla il timbro di base dell’effetto.
Per un suono più brillante ruotarla in senso orario.
- La manopola P2 controlla la frequenza del filtro; l’alta risonanza del
filtro lo rende adatto ad effetti wah-wah.
Sezione Cut (EQ)
I cursori nella sezione Cut sono controlli di tono che consentono di attenuare o enfatizzare il livello di fino a 18 dB nella bande di bassa, media e alta frequenza. La sezione
Cut si attiva con il pulsante Cut situato sopra i cursori.
Spostare il cursore dal centro in alto per enfatizzare e verso il basso per attenuare il
livello della banda di frequenza corrispondente.
Sezione Body
La sezione Body colloca il suono in un “corpo” risonante. In base alle impostazioni, il
risultato puà simulare il cabinet di un altoparlante, un effetto auto-wah, o effetti che
non esistono nel mondo reale. La sezione è basata su 5 tipi di corpi risonanti che simulano come il suono è influenzato da vari contenitori fisici; dimensione e risonanza dei
tipi di “corpo” si possono modificare e la sezione ha anche un inseguitore d’inviluppo.
I parametri della sezione Body sono:
|Parametro
Pulsante Body
Manopola Type
Manopola Reso
Manopola Scale
Manopola Auto
|Descrizione
Accende e spegne la sezione Body.
Seleziona uno dei cinque tipi di “corpo” disponibili (A-E).
Simula la risonanza del “corpo” selezionato; ruotando la manopola in senso orario si aumenta l’effetto di risonanza.
Il parametro Scale può essere definito come quello che controlla la “dimensione” del “corpo”. Si noti che lavora al contrario
(ruotando la manopola in senso orario si riduce la dimensione
simulata).
Determina la quantità dell’effetto che l’inseguitore d’inviluppo
ha sul parametro Scale - vedere in seguito.
THE EFFECT DEVICES
342
Inseguitore d’inviluppo
La sezione Body ha un inseguitore d’inviluppo per un controllo dinamico del
parametro Scale. L’inseguitore d’inviluppo analizza l’ampiezza del segnale entrante
modificando di conseguenza il valore Scale - più forte è il segnale entrante, maggiore
è il valore del parametro Scale. L’intervallo di frequenza operativo (o “dimensione”)
s’imposta con il parametro Scale, mentre l’intensiatà dell’inseguitore d’inviluppo è
definita dal parametro Auto. Un’applicazione tipica sono gli effetti auto-wah - per un
effetto wah più pronunciato provare il tipo B della sezione Body.
• Sul retro di Scream 4 c’è un’uscita Auto CV che invia il segnale CV dall’inseguitore d’inviluppo, consentendo di controllare dinamicamente i parametri in altri
dispositivi. Per un esempio vedere a page 345.
Controllo di livello Master
Ingressi e uscite CV
Sul retro di Scream 4 ci sono gli ingressi CV per il controllo dei seguenti parametri:
D Damage Control
Si usa per cambiare dinamicamente l’intensità dell’effetto di distruzione del suono.
D P1
Il suo impiego dipende tipo d’effetto Damage selezionato. Per esempio, se è selezionato l’effetto Feedback P1 controlla il parametro Size - collegarlo all’uscita CV di
un dispositivo Matrix o all’LFO di un synth per ottenere sweep particolari stile
flanger.
D P2
Il suo impiego dipende tipo di effetto Damage selezionato. Per esempio, se è
selezionato l’effetto Scream P2 controlla il parametro Frequency e genera un
suono wah wah distorto.
Il controllo di livello Master serve per aumentare o diminuire il livello d’uscita e mantenere il carattere di fondo dell’effetto; si può usare anche per equilibrare il livello tra il
suono distorto e quello “pulito” (non processato) se l’effetto deve essere attivato e disattivato nel mix.
Se il livello d’uscita è troppo elevato, abbassando il valore Damage Control il livello
d’uscita scende, ma cambia anche la timbrica della distorsione (come se si modificassero le impostazioni d’EQ o Presence).
Naturalmente, si potrebbe anche abbassare il livello del canale nel mixer (quello al
quale è collegato Scream 4), ma ciò significherebbe aumentare la differenza di livello
tra il suono non processato e quello processato.
D Scale
Permette di controllare il parametro Scale nella sezione Body da un’altra sorgente
CV, per effetti tipo wah wah, ecc..
Inoltre, nella sezione Body c’è l’uscita CV della funzione “Auto” (inseguitore d’inviluppo); collegandola a un ingresso CV per un parametro in un altro dispositivo, il livello del segnale che entra in Scream 4 influenzerà quel parametro.
Per un esempio d’uso vedere in seguito.
Se quindi s’illumina l’indicatore di clipping del Trasporto (o il suono distorto è troppo
forte rispetto a quello normale) la soluzione è ridurre livello d’uscita Master.
Come osservato altrove in questo Manuale, il clipping all’uscita audio (indicato dal
LED rosso che s’illumina sul pannello di Trasporto) può avvenire solo nell’Interfaccia
Hardware di Reason. In altre parole, non ci si deve mai preoccupare dei livelli interni
che passano tra i vari dispositivi. Tuttavia, è bene ricordare che usando valori elevati di
uscita Master (o applicando molta enfasi di frequenza nella sezione Cut) Scream 4
può provocare facilmente un clipping all’uscita audio - che probabilmente non è l’effetto di distorsione desiderato!
THE EFFECT DEVICES
343
Trucchi e consigli
Usare la sezione Body come enhancer/phaser/wah
Non limitarsi a usare Scream 4 come pedale di distorsione ma provarlo in tutti i modi
possibili - sarete sorpresi di sentire come Scream 4 spesso può aggiungere potenza,
calore e colore ai vostri suoni! Alcuni esempi:
E’ possibile usare la sezione Body da sola, senza Damage:
Creare un suono massiccio di batteria
Scream 4 è ideale per processare le batterie; collegarlo come effetto in Insert a un
dispositivo Redrum e sperimentare le varie impostazioni Damage.
• Per i classici suoni distorti di batteria provare gli algoritmi Tube, Tape o Distortion.
• L’algoritmo Scream è ideale per un suono di batteria davvero grezzo o “industriale”.
• Per effetti di synth più bizzarri usare gli algoritmi Modulation o Warp.
Si ricorda che non è necessario far passare l’intero kit di batteria in Scream 4 - talvolta
è meglio inviare le singole uscite di cassa, rullante e/o tom ad uno Spider Audio
Merger (vedere a page 361), collegare l’uscita miscelata di Spider a Scream 4 e inviare quest’ultimo a una canale separato nel Mixer; in questo modo, charleston, piatti e
simili non sono processati.
Dare calore a un mix con l’algoritmo Tape
Se il mix risulta un pò sterile, l’algoritmo Tape è ideale per aggiungere una distorsione
morbida e delicata:
1. Creare un dispositivo campionatore (es. un NN-19) e selezionare una patch
di piano elettrico.
2. Selezionare il campionatore e creare uno Scream 4.
E’ aggiunto come effetto in Insert.
3. Spegnere la sezione Damage e accendere la sezione Body.
Ciò aggiunge al suono un carattere risonante che lo fa diventare più “vivo” aiutandolo
ad emergere meglio in un mix. Sperimentare varie impostazioni Body fino a trovare
quelle più soddisfacenti. Si può anche attivare la sezione Cut e abbassare un pochino
il cursore “Lo” se il suono è troppo cupo, ad esempio.
4. A questo punto girare il rack e collegare l’uscita CV proveniente dall’LFO del
campionatore all’ingresso Scale CV di Scream 4.
Come si può sentire il parametro Scale è modulato dall’LFO.
5. Regolare l’intensità di modulazione del parametro Scale con il potenziometro accanto all’ingresso CV sul retro di Scream 4 e la velocità (e forma
d’onda) della modulazione nella sezione LFO del dispositivo campionatore.
Con questo tipo di configurazione di modulazione si ottengono facilmente particolari effetti phaser; per un suono più simile a un wah wah, selezionare Body Type B
e aumentare i valori Reso e Scale.
1. Creare un dispositivo Scream 4 e collegarlo tra le uscite principali (main) del
Mixer e il dispositivo Audio Hardware.
Simulare i dispositivi “vintage” digitali
2. Impostare il parametro Damage Type a Tape.
Assicurarsi che le sezioni Cut e Body siano spente.
Le prime generazioni di strumenti digitali (batterie elettroniche, synth e campionatori)
impiegavano campionamenti e processi a 8 o 12 bit e basse frequenze di campionamento. Questo tipo di suono a “bassa fedeltà” è ancora molto diffuso (es. nell’hip-hop
e R’n’B):
3. Iniziare con un basso valore Damage Control e regolare P1 (Speed) e P2
(Compression) a “ore 12”.
4. Riprodurre il mix e regolare le impostazioni.
Aumentare il valore Damage Control per una distorsione maggiore di saturazione
del nastro, regolare P1 per ottenre la brillantezza desiderata e aumentare P2 per
avere un suono pià compresso e controllato; volendo, si può anche attivare la sezione Cut e usare l’EQ a tre bande per ritoccare ulteriormente il suono.
1. Collegare uno Scream 4 come effetto in Insert di un Redrum (con un kit di
batteria adeguato selezionato).
2. Impostare Damage Type a Digital e ruotare completamente a destra le manopole P1 e P2.
3. Avviare la riproduzione e abbassare P1 (risoluzione bit) e P2 (frequenza di
campionamento) per ottenere il suono desiderato.
Si può anche usare la sezione Cut per enfatizzare o attenuare determinate frequenze.
THE EFFECT DEVICES
344
Creare un effetto wah dinamico con l’inseguitore d’inviluppo
Come si è visto, grazie alla sezione Body di Scream 4 è possibile realizzare effetti
auto-wah (usando il parametro Auto). Si può usare anche il filtro a inviluppo controllato ECF-42 triggerandolo con un segnale di gate - dopotutto è un filtro “reale” e
suona anche più simile a un effetto wah. Tuttavia, per avere un effetto auto-wah “reale” che risponda al livello del segnale si devono combinare entrambi questi dispositivi:
Riverbero avanzato RV7000
1. Creare un dispositivo strumento da processare con un auto-wah.
Deve essere sensibile alla velocity in modo che più forte si suona più alto è il
suono.
2. Creare un dispositivo Scream 4 ed uno ECF-42.
Entrambi devono essere collegati al dispositivo strumento come effetti in Insert.
3. Spegnere le tre sezioni di Scream 4.
Naturalmente dipende dai gusti personali - qui però si sta descrivendo l’uso dell’inseguitore d’inviluppo in Scream 4, non le sue capacità distruttive del suono.
4. Girare il rack e collegare l’uscita Auto CV di Scream all’ingresso Freq CV di
ECF-42.
5. Abbassare un pò il potenziometro accanto all’ingresso CV - l’inseguitore d’inviluppo è piuttosto sensibile ed in genere è meglio che il filtro non “apra”
troppo.
Si può regolarlo in seguito, se necessario.
6. Su ECF-42 selezionare la modalità BP 12 (bandpass) e impostare un valore
Res piuttosto elevato.
7. Suonare il dispositivo strumento e regolare a piacere il valore Freq su ECF42.
Come si può sentire, più forte (o più note) si suona, più il filtro “apre”.
✪ Se l’auto-wah è troppo sensibile si può aggiungere un compressore tra il
dispositivo strumento e Scream 4 per “livellare” un pò le differenze.
✪ Lo Spider CV Splitter & Merger (vedere a page 362) si può usare per invertire e dividere l’uscita Auto CV e avere così ancor più flessibilità.
Frequenza di campionamento in Scream 4
Alcuni algoritmi Distortion di Scream 4 non hanno l’effetto previsto se Reason lavora
ad una frequenza di campionamento inferiore a 14 kHz (o esportando a una frequenza
di campionamento inferiore a 14 kHz); se nella song ci sono dispositivi Scream usare
quindi una frequenza di campionamento superiore.
RV7000 è un riverbero di qualità elevata con nove algoritmi di riverbero ed eco diversi, da Room e Hall a effetti speciali. Poichè RV7000 ha una serie di utili preset di riverbero, basta selezionarne uno e regolare i parametri più importanti sul pannello
frontale - oppure usare il pannello Remote Programmer per regolare il riverbero nei
dettagli.
RV7000 presenta anche una sezione EQ e una Gate; entrambe processano il suono
vero e proprio del riverbero, quindi virtualmente è possibile avere qualsiasi tipo di riverbero, incluso quello “gated”.
Formato patch
Come Scream 4, RV7000 ha preset effetto programmabili. In Factory Sound Bank c’è
una serie di patch preset che si possono usare così come sono o costituire un buon
punto di partenza per ulteriori regolazioni.
Le patch utilizzano l’estensione file “*.RV7” di Windows; le procedure di caricamento
e salvataggio delle patch sono simili a quelle per i dispositivi strumento.
Connessioni
In genere RV7000 si collega come effetto in Send, poichè così si può usare per processare più canali del mixer. Tuttavia è possibile anche usarlo come effetto in Insert usare il controllo Dry/Wet sul pannello frontale per regolare l’equilibrio tra il suono
diretto non processato e il riverbero. Nota:
D RV7000 è un riverbero “true stereo”: quando processa entrambi i canali
utilizza l’informazione d’ingresso stereo (senza sommare i canali d’ingresso).
E’ possibile anche usarlo come effetto mono in - stereo out. Il tipo di connessione
da usare (ingresso mono o stereo) dipende dal materiale audio; se le sorgenti audio sono mono (o stereo ma con lievi differenze tra i canali sinistro e destro) è sufficiente usare un ingresso mono.
D Per usare l’effetto riverbero Reverse di RV7000 collegarlo come effetto
in Insert o usare il Send 4 sul Mixer, con la modalità Pre-fader attiva (e il
fader del canale abbassato).
Questo perchè in genere è meglio non sentire il suono diretto quando si usa l’effetto Reverse. Vedere a page 350.
THE EFFECT DEVICES
345
Pannello frontale
Algoritmi e parametri di riverbero
Parametri del pannello frontale
Pannello frontale del dispositivo RV7000.
Creando un RV7000 appare solo il pannello frontale che ha una sezione per la gestione delle patch, i pulsanti on/off per le sezioni EQ e Gate, i parametri di riverbero
principali e un controllo Dry/Wet; è tutto ciò che serve per selezionare una patch di riverbero ed eseguire le prime regolazioni approssimative.
Il pannello frontale presenta tre parametri disponibili per tutti gli algoritmi:
Pannello Remote Programmer
|Parametro
Decay
Cliccando sul pulsante freccia accanto allo “slot cavo” sul pannello frontale si apre il
pannello Remote Programmer.
HF Damp
HI EQ
|Descrizione
Durata del riverbero o feedback (se è selezionato un algortimo di
eco).
Controlla la velocità di decadimento delle frequenze alte presenti nel
riverbero; aumentando questo valore si rimuovono progressivamente
le alte frequenze e il suono del riverbero diventa più caldo e meno
brillante.
EQ high-shelving che agisce in modo molto simile al classico controllo “treble” di un mixer o amplificatore; abbassarlo per avere un riverbero più morbido e aumentarlo per renderlo più brillante.
Selezionare un algoritmo
Nel pannello Remote Programmer si seleziona un algoritmo di riverbero:
1. Cliccare sul pulsante freccia Remote Programmer nel pannello frontale per
visualizzare il pannello Remote Programmer.
2. Assicurarsi che il pulsante Edit Mode sia in modalità Reverb.
Qui si eseguono le regolazioni di precisione del riverbero. Nota:
• Il pulsante Edit Mode a sinistra stabilisce la sezione per la quale si eseguono le impostazioni (Reverb, EQ o Gate).
• Le impostazioni si eseguono con le otto manopole intorno al display grafico. Le
loro funzioni sono diverse in base a modalità d’editing e algoritmo di riverbero
selezionati. Accanto ad ogni manopola il display indica nome e valore del rispettivo
parametro.
•
•
3. Selezionare un algoritmo di riverbero con la manopola in alto a sinistra.
L’algoritmo selezionato appare nel display accanto alla manopola.
Non tutte le modalità e algoritmi utilizzano tutte le otto manopole; se nella modalità
selezionata una manopola non è usata, sul display non appare niente accanto ad
essa.
Non si possono eseguire impostazioni nel display grafico vero e proprio - il display
è solo una rappresentazione grafica del riverbero selezionato.
THE EFFECT DEVICES
346
Ecco una rapida panoramica dei nove algoritmi - per i dettagli e la descrizione dei
parametri vedere in seguito.
|Algoritmo
Small Space
Room
Hall
Arena
Plate
Spring
Echo
Multi Tap
Reverse
|Descrizione
Simula un piccolo ambiente chiuso (una piccola stanza o un corpo
risonante).
Simula un’ambiente con forma e caratteristiche delle pareti regolabili.
Simula una hall.
Simula un arena più ampia, con pre-delay separati per i riverberi sinistro, destro e centrale.
Simula un classico riverbero “plate”.
Simula un riverbero a molla (come quelli usati negli amplificatori).
Effetto eco con ripetizioni gradualmente diffuse; può essere sincronizzato al tempo di Reason.
Delay multi-tap con quattro diverse linee di ritardo e sync del tempo.
Riverbero “inverso” che “obbliga” il suono diretto ad arrivare dopo il
riverbero; il risultato è un riverbero al contrario che porta al suono
diretto.
Questo algoritmo colloca il suono in un piccolo spazio chiuso, da un piccolo corpo
risonante a una stanza; i parametri sono:
Room Shape
LF Damp
Wall Irreg
Predelay
Mod Amount
Simula un’ambiente di medie dimensioni; i parametri sono:
|Parametro
Size
Diffusion
Room Shape
ER->Late
ER Level
Predelay
Mod Amount
Small Space
|Parametro
Size
Mod Rate
Room
|Descrizione
Dimensione dello spazio simulato.
Il riverbero può essere modulato a caso (random) per avere un
suono ancor più uniforme (o per effetti speciali); questo parametro
stabilisce la velocità di modulazione (l’intensità si regola con Mod
Amount).
Seleziona quattro forme d’ambiente diverso, infuenzando il timbro
del riverbero.
Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti nel riverbero; aumentandolo, le frequenze basse sono gradualmente rimosse e il suono del riverbero diventa più “sottile” e
con meno “rimbombo”.
Regola la posizione delle pareti simulate nell’ambiente piccolo.
Valori bassi simulano due pareti direttamente opposte, mentre valori superiori simulano la presenza di più pareti e angoli con una
risonanza più complessa.
Stabilisce il tempo pre-delay (cioè il ritardo tra la sorgente del segnale e l’inizio del riverbero).
Definisce la quantità di riverbero modulata. Usare valori piuttosto
bassi per la simulazione di ambienti reali e corpi risonanti; valori
superiori servono per ottenere effetti speciali.
|Descrizione
Dimensione dell’ambiente simulato.
A bassi valori Diffusion si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero, mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”, denso e uniforme.
Seleziona quattro forme d’ambiente diverse che influenzano il timbro del riverbero.
Le prime “risposte” nel riverbero si chiamano prime riflessioni (ER)
e in genere sono più pronunciate della coda vera e propria del riverbero. Questo parametro definisce il tempo tra le prime riflessioni e la coda del riverbero. E’ un valore espresso in
percentuale - il tempo di ritardo vero e proprio dipende dal valore
Size.
Regola il livello delle prime riflessioni; quello normale è “0”.
Definisce il tempo pre-delay (cioè il ritardo tra il segnale sorgente e
l’inizio delle prime riflessioni e del riverbero).
Stabilisce la quantità di riverbero modulata; una modulazione moderata genera un suono naturale, meno statico.
Hall
Simula una hall; i parametri sono come quelli dell’algoritmo Room (ma l’algoritmo Hall
ha valori Size più grandi).
Arena
Simula l’ambiente di un’arena o sala da concerto con lunghi tempi di pre-delay (distinti
a sinistra, destra e centro):
|Parametro
Size
Diffusion
Left Delay
Right Delay
Stereo Level
Mono Delay
Mono Level
|Descrizione
Dimensione dell’arena o hall simulata.
A bassi valori Diffusion, si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero, mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”, denso e uniforme.
Tempo di pre-delay lato sinistro del riverbero.
Tempo di pre-delay lato destro del riverbero.
Regola il livello dei lati sinistro e destro del riverbero.
Il livello normale è “0”.
Tempo di pre-delay del segnale di riverbero mono (centrale).
Regola il livello del segnale di riverbero mono (centrale).
Il livello normale è “0”.
THE EFFECT DEVICES
347
Plate
Echo
Classico riverbero “plate ideale per le voci, ad esempio; i parametri sono:
E’ un algoritmo di eco avanzato con controlli di diffusione e tempo sync; quando è
selezionato Echo, il controllo Decay sul pannello frontale controlla il feedback dell’eco
(cioè il numero di ripetizioni dell’eco). I parametri sono:
|Parametro
LF Damp
Predelay
|Descrizione
Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti nel riverbero; aumentandolo si rimuovono gradualmente le
frequenze basse e il suono del riverbero diventa più “sottile “ e con
meno “rimbombo”.
Stabilisce il tempo di pre-delay (cioè il ritardo tra il segnale sorgente e l’inizio del riverbero).
|Parametro
Echo Time
Diffusion
Spring
Simula il riverbero a molla che si trova negli amplificatori per chitarra, organi, ecc..
I parametri sono:
|Parametro
Length
Diffusion
Disp Freq
LF Damp
Stereo (on/off)
Predelay
Disp Amount
|Descrizione
Stabilisce la lunghezza della molla simulata.
A bassi valori Diffusion si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero, mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”, denso e uniforme.
Quando s’invia un segnale ad un riverbero a molla reale, il transiente iniziale genera un rapido e caratteristico rumore “sweep” tonale. Questo perchè le diverse frequenze nel suono sono ritardate
in tempi diversi (fenonomeno denominato “dispersione”).
Questo parametro controlla la frequenza di quel suono.
Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti nel riverbero; aumentandolo si rimuovono gradualmente le
frequenze basse e il suono del riverbero diventa più “sottile “ e con
meno “rimbombo”.
Determina se l’uscita del riverbero a molla è mono o stereo.
Definisce il tempo pre-delay (cioè il ritardo tra il segnale sorgente
e l’inizio delle prime riflessioni e del riverbero).
Stabilisce l’intensità dell’effetto di dispersione (vedere Disp Freq).
Tempo Sync
LF Damp
Spread
Predelay
|Descrizione
Stabilisce il tempo che intercorre tra ogni eco.
Con Tempo Sync (vedere sotto) “Off” il tempo dell’eco è impostato in millisecondi (10 - 2000 ms); con Tempo Sync “On” il tempo
dell’eco s’imposta in numero di note da 1/16 note o terzine da 1/8,
in relazione al tempo corrente della song.
Se è a “0” l’eco suona come un delay standard, con ripetizioni
chiare e ben definite; aumentando il valore Diffusion s’introducono
altri echi molto vicini alle ripetizioni dell’eco “principale”; si ottiene
così un eco “uniforme” dall’immagine stereo più ampia.
Determina se il tempo dell’eco deve essere impostato liberamente
(“Off”) o sincronizzato al tempo di Reason (“On”).
Controlla la velocità di decadimento delle frequenze basse negli
echi. Aumentandolo si rimuovono progressivamente le frequenze
basse.
Regola la spaziatura degli echi supplementari aggiunti dal
parametro Diffusion; per un eco molto uniforme (simile a un riverbero) regolare Diffusion e Spread ai rispettivi valori massimi.
Imposta un tempo di ritardo in più prima che si ripeta il primo eco.
Multi Tap
Il delay Multi Tap genera fino a quattro diversi delay con tempi di ritardo, panning e livello distinti. L’intero set dei quattro tap di delay può quindi essere ripetuto a una determinata velocità. Anche qui il controllo Decay sul pannello frontale controlla il feedback
(numero di ripetizioni dell’intero multi tap).
Tutti i tempi di ritardo possono essere sincronizzati.
Nota: questo algoritmo è gestito in modo un pò diverso, poichè si eseguono impostazioni separate per ogni tap del delay:
•
•
I parametri a sinistra del display sono comuni a tutti i tap.
Il parametro Edit Select nell’angolo in alto a sinistra si usa per selezionare il tap da
regolare - i tre parametri sotto influenzano il tap corrente selezionato.
Tap 2 selezionato per l’editing.
THE EFFECT DEVICES
348
•
Si può anche impostare Edit Select in “Repeat Tap” - qui si specifica il tempo di
ripetizione dell’intero “pacchetto” multi tap.
Con tempi Repeat brevi, il primo tap può essere ripetuto prima che abbia suonato
l’ultimo tap; si possono così creare effetti di ritardo multiplo molto complessi.
I parametri comuni (a sinistra) sono:
|Parametro
Tempo Sync
Diffusion
LF Damp
|Descrizione
Determina se i tempi di ritardo e ripetizione possono essere impostati liberamente (“Off”) o sincronizzati al tempo di Reason
(“On”).
Aumentando il valore Diffusion s’introducono echi supplementari
molto vicini alle ripetizioni “principali” e il suono ritardato è più
“uniforme”.
Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti negli echi; aumentandolo si rimuovono progressivamente le
frequenze basse.
Quando con Edit Select si seleziona Tap 1 - 4, sul tap di ritardo selezionato è possibile eseguire le seguenti impostazioni:
|Parametro
Tap delay
Tap level
Tap pan
|Descrizione
Imposta il ritardo - tempo che intercorre tra il segnale sorgente e
il tap.
Con Tempo Sync “Off” il tempo di ritardo s’imposta in millisecondi (10 - 2000 ms); con Tempo Sync “On” il tempo di ritardo si
stabilisce in note da 1/16 o terzine da 1/8, in relazione al tempo
corrente della song.
Regola il livello del tap selezionato.
Regola il pan del tap selezionato.
Se con Edit Select si seleziona Repeat Tap, c’è solo un parametro a destra nel display:
|Parametro
Repeat Time
|Descrizione
Stabilisce il tempo che intercorre tra ogni ripetizione dell’intero
set multi tap; il numero di ripetizioni è definito dal controllo Decay
sul pannello frontale.
Con Tempo Sync “Off” il tempo di ripetizione s’imposta in millisecondi (10 - 2000 ms); con Tempo Sync “On” il tempo di ripetizione si stabilisce in note da 1/16 o terzine da 1/8, in relazione
al tempo corrente della song.
Reverse
In RV7000 l’algoritmo di riverbero Reverse è particolare, poichè in pratica “sposta”
anche la sorgente audio. I suoni che entrano nel riverbero Reverse sono “campionati”;
è creato poi un riverbero inverso che viene riprodotto e infine è riprodotto anche il
suono orginale “campionato”. Per esempio, inviando un colpo di rullante al riverbero
Reverse, si sentirà un riverbero “al contrario” che cresce, seguito dal colpo sul rullante.
Probabilmente quindi è meglio non sentire il primo suono originale (dry).
Ci sono due modi per farlo:
D Collegare RV7000 come effetto in Insert e assicurarsi che il controllo
Dry/Wet sul pannello frontale sia completamente in “Wet”.
D Collegare RV7000 come effetto in Send usando il Send 4 sul Mixer, attivare il selettore Prefader (P) del Send e abbassare completamente il
fader del segnale sorgente sul mixer.
In questo modo il segnale è inviato al riverbero ma non si sente il suono “dry” dal
canale del Mixer; anche qui il controllo Dry/Wet deve essere in “Wet”.
Si noti che con questo algoritmo, aumentando il valore Decay sul pannello frontale il
riverbero inverso inizia prima e continua più a lungo; analogamente, il parametro HF
Damp influenza la velocità con la quale aumentano le frequenze alte nel riverbero inverso.
Nel pannello remoto, l’algoritmo Reverse ha i seguenti parametri:
|Parametro
Length
|Descrizione
Stabilisce il tempo che intercorre da quando il segnale sorgente entra
nel riverbero a quando è riprodotto di nuovo. E’ durante questo
tempo che si sente il riverbero inverso (come indica il display).
Il tempo si può impostare in millisecondi o valori nota, dipende se
Tempo Sync è “Off” o “On”.
Nota: come si è visto prima, il valore Decay determina la durata del riverbero inverso vero e proprio - in pratica quanto presto inizia dopo il
segnale sorgente. Naturalmente, però, il riverbero inverso non può iniziare prima del segnale sorgente originale! Impostando un tempo Decay più lungo di quello Length, il riverbero inverso inizia
improvvisamente, subito dopo che il segnale sorgente entra nel riverbero. Se sembra complicato, si osservi il display di RV7000 e si
provino le impostazioni - presto si capirà come funziona.
Si noti, inoltre, che valori Length molto elevati consumano molte
risorse di processo; questo consumo si può ridurre regolando il
parametro Density (vedere in seguito).
Density
Controlla la “consistenza” dell’effetto Reverse; regolandolo a zero
l’effetto genera singoli ritardi invece di riverbero “uniforme” (si può usare per effetti particolari). Impostando il valore Density a circa il 50%
si riduce notevolmente il carico della CPU senza alterare troppo il
suono dell’effetto; l’entità di riduzione esatta del valore Density senza
che si alteri il suono dipende dal materiale sorgente.
Rev Dry/Wet Definisce l’equilibrio tra il segnale sorgente “mosso” (“dry”a valori
bassi) e il riverbero inverso (“wet” a valori elevati).
Tempo Sync Determina se il valore Length può essere impostato liberamente
(“Off”) o sincronizzato al tempo di Reason (“On”).
THE EFFECT DEVICES
349
Sezione EQ
Sezione Gate
L’equalizzatore di RV7000 influenza solamente il suono “wet” del riverbero e si usa
per modellare il timbro del riverbero. Ci sono due bande di EQ, una per le frequenze
basse (shelving) e un EQ full-range parametrico.
La sezione Gate consente la creazione di riverberi “gated” con molte opzioni e possibilità. Si può triggerare il gate da un segnale audio sorgente, oppure via MIDI o CV.
Il triggering del gate dal segnale audio sorgente funziona così:
D Per attivare l’EQ cliccare sul pulsante EQ Enable nel pannello frontale in
modo che s’illumini il rispettivo LED.
•
D Per eseguire le impostazioni d’EQ selezionare “EQ” con il pulsante Edit
Mode situato a sinistra nel pannello Remote Programmer.
D In questa modalità, il display nel pannello Remote Programmer mostra
una curva di frequenza che indica le impostazioni dei parametri EQ eseguite.
I parametri sono:
|Parametro
Low Gain
Low Freq
Param Gain
Param Freq
Param Q
|Descrizione
Entità d’attenuazione o enfasi applicata dal filtro low-shelving.
Frequenza sotto la quale è applicata l’attenuazione o enfasi Low
Gain.
Entità d’attenuazione o enfasi dell’EQ parametrico.
Frequenza centrale dell’EQ parametrico (cioè quella alla quale il livello è aumentato o diminuito).
Controlla la larghezza dell’area intorno alla frequenza centrale influenzata dall’EQ; più alto è il valore, più stretto è l’intervallo di frequenza influenzato.
D Si ricorda che è disponibile una terza banda d’EQ - il parametro HI EQ sul
pannello frontale.
Il motivo per cui questa banda si trova solo sul pannello frontale e non nella sezione EQ è semplice: essendo un parametro da regolare spesso si può farlo comodamente senza dover aprire ogni volta il pannello Remote Programmer.
•
•
Il gate “ascolta” il segnale sorgente (dry) e “apre” ogni volta che il segnale raggiunge un determinato livello di soglia.
Il suono del riverbero è inviato attraverso il gate - quando il gate è chiuso il riverbero non si sente.
Quando il livello del segnale sorgente scende sotto la soglia, il gate “chiude” dopo
un tempo che dipende dal parametro Hold e dal livello del segnale sorgente (vedere la tabella dei parametri).
D Se il gate serve aperto per un tempo esatto bisogna triggerarlo via MIDI
o CV.
In modalità trigger audio, il tempo di gate vero e proprio varia in base al segnale
sorgente.
Il triggering del gate via MIDI o CV funziona così:
• Il suono del riverbero è inviato attraverso il gate - quando il gate è chiuso il riverbero non si sente.
• Ogni volta che il gate riceve una nota MIDI (trasmessa a RV7000) o un segnale
gate (collegato all’ingresso Gate Trig CV sul retro di RV7000), il gate “apre” per la
durata della nota o del segnale di gate.
Nota:
D Per attivare il Gate cliccare sul pulsante Gate Enable nel pannello frontale in modo che il LED s’illumini.
D Per eseguire le impostazioni Gate selezionare “Gate” con il pulsante
Edit Mode situato a sinistra nel pannello Remote Programmer.
D In questa modalità, il display del pannello Remote Programmer mostra
due indicatori - uno visualizza il livello del segnale (con un’indicazione
del livello di soglia) e uno la condizione del gate.
E’ utile per verificare cosa succede, come triggera il gate, ecc..
THE EFFECT DEVICES
350
I parametri della sezione Gate sono:
|Parametro
Threshold
Decay Mod
Trig Source
High Pass
Attack
Hold
Release
|Descrizione
Con Trig Source in “Audio” questo parametro determina il livello
del segnale audio al quale il gate “apre”; aumentando questo valore solo i suoni molto forti aprono il gate.
Modula il Decay del riverbero in modo che il tempo di decadimento scenda quando il gate “chiude”. Con questo parametro a
zero non si ha una modulazione del decadimento - quindi se il gate
è aperto poi chiuso e quindi aperto di nuovo, si potrebbero sentire
ancora le code “precedenti” del riverbero; aumentando il valore
Decay Mod, il decadimento s’abbassa automaticamente quando il
gate è chiuso e non c’è più questo effetto.
Determina se il gate è triggerato da un segnale audio o MIDI/CV,
come descritto in precedenza.
Filtro high-pass: influenza l’audio che triggera il gate (attivo solo
con Trig Source in “Audio”); aumentando questo valore, solo i
suoni con frequenze basse non aprono il gate. Si noti che questo
parametro non influenza il suono del riverbero ma solo il meccanismo di trigger.
Stabilisce il tempo necessario al gate per aprire dopo che ha ricevuto un segnale di trigger.
Ingressi CV
Sul retro di RV7000 ci sono tre ingressi CV:
|Parametro
Decay
HF Damp
Gate Trig
|Descrizione
Controlla il decay del riverbero o il feedback dell’eco/delay via CV.
Controlla il parametro HF Damp del pannello frontale.
Serve per triggerare la sezione Gate con un segnale di gate.
La durata del segnale di gate determina quella del riverbero
“gated”.
E’ attivo solo con Trig Source in “Audio”. Il parametro Hold controlla la velocità alla quale il gate chiude secondo i seguenti criteri:
Internamente, il gate è controllato da un inseguitore d’inviluppo
che analizza il livello del segnale sorgente e genera il rispettivo “livello di segnale CV”. Questo segnale è confrontato con il livello di
soglia (Threshold) per determinare se il gate deve essere aperto o
chiuso.
Il parametro Hold influenza la rapidità con cui l’inseguitore d’inviluppo risponde quando il livello del segnale sorgente scende - si
può dire che è il controllo di decadimento dell’inseguitore d’inviluppo. Più alto è il valore Hold, più tempo impiega il segnale dell’inseguitore d’inviluppo a scendere sotto il livello di soglia e chiudere
il gate.
Il tempo risultante, però, dipende anche dal livello del segnale sorgente - con un segnale forte all’inseguitore d’inviluppo serve più
tempo per scendere sotto il livello di soglia; il tempo di gate vero e
proprio, quindi, dipende sia dal valore Hold che dal tipo di sorgente audio.
Determina dopo quanto tempo il gate chiude al termine del tempo
Hold.
THE EFFECT DEVICES
351
Riverbero digitale RV-7
Il riverbero aggiunge ambiente e crea un effetto spaziale (simulando in genere un ambiente acustico, come una stanza o una hall) ma si può usarlo anche come effetto
speciale.
D Il dispositivo Riverbero si può usare come effetto in Send o Insert.
Se più dispositivi utilizzano lo stesso tipo di riverbero è meglio collegare il riverbero
come effetto in Send (per risparmiare risorse di processo del computer).
L’algoritmo di riverbero selezionato si regola usando i parametri sul pannello frontale:
|Parametro
Size
Decay
Damp
Dry/Wet
Parametri
Il display a sinistra sul pannello mostra l’algoritmo di riverbero selezionato (il tipo di riverbero). Cliccando sui pulsanti freccia si può cambiare algoritmo; le opzioni sono:
|Algoritmo
Hall
Large Hall
Hall 2
Large Room
Medium Room
Small Room
Gated
Low Density
Stereo Echoes
Pan Room
|Descrizione
Simula una hall regolare piuttosto ampia.
Simula una hall più grande, con un pre-delay pronunciato.
Riverbero hall con un attacco più brillante di “Hall”.
Simula una grande stanza con prime riflessioni evidenti.
Simula una stanza di medie dimensioni con pareti semi-rigide.
Stanza più piccola adatta a riverberi di tipo “inscatolati”.
Riverbero “gated”, troncato improvvisamente.
Riverbero appena spaziale ove si percepiscono distintamente i
singoli echi (utile per archi, pad e come effetto speciale).
Eco con le ripetizioni alternate ai lati del campo sonoro stereo.
Simile a “Stereo Echoes”, ma le ripetizioni dell’eco hanno attacchi più morbidi.
|Descrizione
Regola la dimensione dell’ambiente simulato. La posizione media
(valore 0) è la dimensione di default dell’algoritmo selezionato.
Abbassando questo parametro il suono diventa progressivamente
più chiuso e “inscatolato”; aumentandolo, il suono si apre e aumenta
il tempo di pre-delay.
Per gli algoritmi “Stereo Echoes” e “Pan Room”, il parametro Size
regola il tempo di ritardo.
Controlla la durata del riverbero; la posizione media rappresenta il
tempo di decadimento di default dell’algoritmo selezionato.
Nota: il parametro Decay non è usato dall’algoritmo “Gated”.
Aumentando il valore Damp si tagliano le frequenze alte presenti nel
riverbero e si ottiene un effetto più caldo ed omogeneo.
Usando il riverbero come effetto in Insert, questo parametro regola
l’equilibrio tra il segnale audio non processato (dry) e quello effettato (wet).
Se il riverbero è usato come effetto in Send, questo parametro deve
essere regolato tutto in “wet” (poichè l’equilibrio “dry/wet” si regola
con i controlli AUX Send del Mixer).
Ingressi CV
Il parametro Decay si può controllare con l’ingresso CV sul retro del dispositivo RV-7.
✪ Per risparmiare le risorse del computer usare l’algoritmo Low Density
che consuma molte meno risorse degli altri algoritmi.
THE EFFECT DEVICES
352
Delay digitale DDL-1
Ingressi CV
Sul retro di RV-7 ci sono i seguenti ingressi CV:
D Pan CV.
Consente di controllare il bilanciamento del segnale ritardato; collegare qui un
LFO per “muovere” gli effetti delay, oppure usare un pattern Matrix per simulare il
bilanciamento casuale (random) del delay.
E’ un delay mono (la cui uscita si può bilanciare in stereo) che può essere sincronizzata al tempo della song; il delay si può impiegare come effetto in Send o Insert.
D Feedback CV.
Consente di controllare la quantità di feedback (il numero di ripetizioni del delay)
da un altro dispositivo; è utile per echi doppi solo su certi movimenti o note.
Parametri
Selezione delle modalità Unit
|Parametro
Delay time
Unit
Step length
Feedback
Pan
Wet/Dry
|Descrizione
Il display a sinistra sul pannello frontale mostra il tempo di ritardo, in
step di valori nota (basati sul tempo del sequencer e sul parametro
Step Length) o in millisecondi, dipende dalla posizione del selettore
Unit.
Il tempo massimo di ritardo è due secondi (2000 ms) mentre il numero massimo di step è 16.
Si noti che se il tempo è breve si può raggiungere il tempo massimo
di ritardo in meno di 16 step (in tal caso, aumentando il valore
Steps non cambia niente).
Con questo selettore si sceglie un delay basato sul tempo
(“Steps”) o un tempo di ritardo a piacere (“MS”).
In modalità Steps il tempo di ritardo si specifica in step basati sul
valore nota; cambiando il tempo sul pannello di Trasporto, quindi, il
ritardo mantiene la sua relazione ritmica con la musica (sempre che
il tempo di ritardo risultante non raggiunga il valore massimo).
Questa modalità è utile per creare pattern ritmici.
Cambiando il tempo quando si usa il delay in modalità MS, il tempo
di ritardo rimane lo stesso.
Vedere anche la nota sulla selezione delle modalità Unit che segue.
Controlla se ogni step in modalità Steps sarà una nota da 1/16 o
una terzina di ottavi (1/8T).
Determina il numero di ripetizioni del delay.
Bilancia il delay a sinistra o destra nel campo sonoro stereo.
Usando il delay come effetto in Insert, questo parametro regola
l’equilibrio tra il segnale audio non processato (dry) e quello ritardato (wet).
Se il delay si usa come effetto in Send, regolarlo tutto in “wet”
(poichè l’equilibrio “wet/dry” si regola con i controlli AUX Send del
Mixer).
Quando si selezionano le due modalità Unit (Steps e MS) si applicano i seguenti criteri:
D Passando da Steps a MS, il delay è impostato allo stesso tempo di ritardo usato in modalità Steps.
Si può quindi impostare un delay ritmico preciso in modalità Steps e poi passare
alla modalità MS per ritoccarlo leggermente.
D Passando da MS a Steps, il delay si resetta al valore Steps usato in precedenza.
THE EFFECT DEVICES
353
D-11 Foldback Distortion
Il dispositivo D-11 è un semplice ma efficace distorsore che può generare una leggera saturazione o una pesante distorsione; si usa quasi sempre come effetto in Insert.
Parametri
Il distorsore ha i seguenti parametri:
|Parametro
Amount
Foldback
|Descrizione
Controlla l’intensità della distorsione; più alto è questo valore,
maggiore è la distorsione.
Regola il timbro della distorsione introducendo un “foldback” che
rende più complessa la forma d’onda del segnale.
Il valore di default è la posizione centrale del controllo che genera
una distorsione di clipping “piatta” (quella più diffusa). Abbassando questo valore il suono diventa più morbido e “rotondo”; aumentandolo si ottiene un timbro più tagliente e
sgradevole.
Ingressi CV
D-11 ha un ingresso CV per il controllo del parametro Amount; si possono ottenere
effetti molto drastici, specialmente controllando contemporaneamente i parametri nel
dispositivo strumento (come frequenza e risonanza del filtro).
Filtro a inviluppo controllato
ECF-42
Il dispositivo ECF-42 è un filtro a più modalità con un generatore d’inviluppo interno,
destinato principalmente ad essere usato insieme a dispositivi pattern di filtri controllati ed effetti d’inviluppo ma può anche essere triggerato via MIDI o utilizzato come filtro “statico” per modellare il suono di un dispositivo effetto o di un intero mix.
Impiego
E’ meglio usare ECF-42 come effetto in Insert. Tuttavia, a differenza degli altri effetti,
non si tratta di un dispositivo “stand-alone” puro. Per ricavare il massimo dal dispositivo ECF-42 serve un segnale CV/Gate da un dispositivo esterno o le note MIDI provenienti da una traccia del sequencer.
D Collegando un dispositivo a ECF-42 usando solo ingressi e uscite audio,
esso agisce semplicemente da filtro senza modulazione di velocity o inviluppo.
Tutti i parametri di filtro quindi sono “statici” (a meno che si ruotino manualmente
le manopole o si automatizzino i parametri nel sequencer).
D Collegando un segnale di gate all’ingresso Env Gate sul retro di ECF-42 è
possibile triggerare il generatore d’inviluppo del filtro.
Si noti che il generatore d’inviluppo di ECF-42 non è triggerato dall’audio vero e
proprio - i parametri d’inviluppo non fanno niente (a meno che il dispositivo riceva
segnali di gate).
D Creando una traccia nel sequencer collegata a ECF-42 l’inviluppo può essere triggerato dalle note MIDI sulla traccia.
L’inviluppo è influenzato da posizione, durata e velocity delle note MIDI (ma non
dalla loro altezza).
✪ Se non si ha familiarità con i parametri principali di filtro e inviluppo vedere il capitolo Subtractor che li descrive.
Parametri di filtro
THE EFFECT DEVICES
354
La sezione Filter di ECF-42 presenta i seguenti parametri:
|Parametro
Mode
Freq
Res
Env. Amt
Velocity
|Descrizione
Questo pulsante imposta la modalità di filtro desiderata; sono disponibili tre modalità: lowpass a 24dB/ottava, lowpass a 12dB/ottava
e bandpass a 12dB/ottava.
Frequenza di taglio (cutoff) del filtro.
Usando ECF-42 in modalità “statica”(senza triggerare l’inviluppo)
questo parametro regola il contenuto in frequenza del suono.
Usando l’inviluppo, il parametro Freq definisce frequenza iniziale e finale del filtro “a pettine” (“sweep”).
Risonanza del filtro: aumentandola si ha un effetto “synth” più marcato.
Determina quanto la frequenza di filtro è influenzata dal triggering
dell’inviluppo; maggiore è il valore, più evidente è l’effetto.
Si noti, tuttavia, che se il parametro Freq è a un valore elevato, aumentando Envelope Amount non ci sarà alcuna differenza oltre un determinato valore! Questo perchè il filtro è già completamente
“aperto”.
In tal caso provare a ridurre il valore del parametro Freq.
Questo parametro determina quanto la velocity del gate influenza il
parametro Envelope Amount.
Parametri Inviluppo
E’ un generatore d’inviluppo standard con i parametri Attack, Decay, Sustain e Release. E’ triggerato da un segnale di gate collegato all’ingresso Env Gate sul pannello
posteriore, oppure da note MIDI su una traccia sequencer collegata a ECF-42; i
parametri sono:
|Parametro
A (Attack)
D (Decay)
S (Sustain)
R (Release)
|Descrizione
Quando l’inviluppo è triggerato, questo è il tempo necessario al
segnale d’inviluppo a raggiungere il suo valore massimo.
Una volta raggiunto il valore massimo, questo è il tempo durante il
quale il segnale d’inviluppo si porta al livello di sustain.
Se il gate rimane aperto (o è tenuta la nota MIDI) il segnale d’inviluppo rimane a questo livello.
Quando il gate è chiuso (il valore gate CV torna a 0) o termina la
nota MIDI, questo è il tempo necessario al segnale d’inviluppo per
scendere dal valore corrente a quello iniziale (definito dal parametro
Freq).
D Il LED del Gate s’illumina quando ECF-42 riceve un segnale dall’ingresso
Env Gate sul pannello posteriore o una nota MIDI da una traccia sequencer.
Ingressi CV/Gate
Sul pannello posteriore di ECF-42 ci sono i seguenti ingressi CV/Gate:
D Freq CV.
Si usa per controllare la frequenza del filtro da un altro dispositivo; per una modulazione di filtro uniforme collegare un LFO a questo ingresso.
D Decay CV.
Consente di controllare il parametro Decay dell’inviluppo da un altro dispositivo.
D Res CV.
Permette di controllare la risonanza del filtro da un altro dispositivo; può essere
molto efficace se combinato con gli “sweep” di frequenza del filtro.
D Env. Gate.
Qui si collega un segnale di gate (proveniente da un dispositivo Matrix o Redrum,
ad esempio) che triggera l’inviluppo.
THE EFFECT DEVICES
355
Filtro a pattern controllato - un esempio
Questo esempio mostra come usare ECF-42 e Matrix per creare effetti di filtro a pattern controllato; procedere come segue:
1. Iniziare con una song vuota.
D Aumentando il valore Vel. si determina quanto la velocity del gate influenza la frequenza del filtro.
✪ Se l’effetto di filtro non è molto evidente provare a ridurre la frequenza
del filtro e aumentare il valore Res.
2. Creare un Mixer.
11.Regolare le manopole Env. Amt e Vel di ECF-42 a “0”.
3. Creare un synth Subtractor.
Una Init Patch funziona bene per questi esempi.
12.Con Matrix ancora in riproduzione disegnare un pattern Curve nelle finestra
pattern di Matrix.
Si sentirà la frequenza del filtro modulata dal pattern Curve; combinando i vari
parametri è possibile creare molti nuovi effetti di filtro.
4. Creare un ECF-42.
5. Creare un Matrix Pattern Sequencer.
Girando il rack, si può notare che l’uscita audio proveniente da Subtractor entra
ed esce da ECF-42 per arrivare al Mixer; il jack Curve CV di Matrix è collegato al
jack Freq CV di ECF-42 e il jack Gate CV di Matrix si collega all’ingresso Env Gate
di ECF-42.
D Con le uscite CV e/o Gate si può controllare ECF-42 anche da altri dispositivi.
Triggerare ECF-42 via MIDI
Per triggerare l’inviluppo di ECF-42 procedere come segue:
1. Creare una traccia per ECF-42 nel sequencer.
E’ presto fatto aprendo il menu contestuale del dispositivo e selezionando “Create
Sequencer Track for XX” (ove “XX” è il nome di questo particolare filtro).
2. Registrare o disegnare alcune note sulla traccia nel sequencer.
Si ricorda che l’inviluppo tiene conto di durata e velocity della nota, mentre l’altezza della nota non è importante.
3. Riprodurre la traccia.
Le note vere e proprie non si sentono (poichè la traccia è collegata a ECF-42, il
quale non genera un suono) ma l’inviluppo è triggerato in base alle note.
D L’inviluppo si può controllare anche “dal vivo” via MIDI: impostare l’ingresso MIDI alla traccia del sequencer di ECF-42 e suonare lo strumento
MIDI!
Per assegnare l’ingresso MIDI a una traccia cliccare nella colonna In nella Track
List, in modo che accanto al nome traccia appaia il simbolo del connettore MIDI.
6. Selezionare la traccia collegata a Subtractor (sempre che si stia gestendo
l’ingresso MIDI via sequencer) in modo che si possa suonare Subtractor
dalla tastiera MIDI.
Suonando alcune note e ruotando la manopola Freq della sezione Filter di ECF-42
si sentirà il suono filtrato.
7. Disegnare un pattern Gate in Matrix usando vari valori di velocity.
Disegnare solo un pattern Gate, non un pattern Curve.
8. Impostare le manopole Env. Amt e Vel di ECF-42 a circa “40”.
9. Cliccare sul pulsante Run nel pannello frontale di Matrix.
10.In modalità Run, tenere premuto un accordo sulla tastiera.
Si sentirà l’inviluppo (che controlla il filtro) triggerato da ogni step di gate.
D Aumentando il valore Env. Amt si determina quanto i parametri d’inviluppo influenzano la frequenza del filtro.
THE EFFECT DEVICES
356
Chorus/Flanger CF-101
D Delay CV.
Consente di controllare il tempo di ritardo da un altro dispositivo. I risultati migliori
si ottengono disattivando la modulazione dell’LFO nel dispositivo (ruotare a 0 la
manopola Mod Amount dell’LFO). Controllando il parametro delay da un dispositivo Matrix, ad esempio, si possono creare effetti “stepped flanger” sincronizzati al
tempo.
✪ Usando l’ingresso Delay CV per “riprodurre” il tono di feedback, si noti
che a un valore delay superiore l’altezza diminuisce.
CF-101 è un effetto combinato chorus e flanger; dà profondità e movimento al suono
aggiungendo al segnale audio un breve ritardo modulato; il segnale ritardato è poi
mixato con l’originale (nel dispositivo effetto o manualmente dall’utente - vedere in seguito).
CF-101 si può usare come effetto in Insert o in Send.
Connessioni Stereo e Mono
Parametri
CF-101 si può collegare usando ingressi mono o stereo, come indicano i grafici sul
pannello posteriore; si noti che:
|Parametri
Delay
Feedback
LFO Rate
LFO Sync
LFO Mod
Amount
Send Mode
|Descrizione
E’ un controllo manuale del tempo di ritardo usato per creare l’effetto
chorus/flanger; in genere, gli effetti flanger impiegano ritardi piuttosto
brevi, mentre quelli chorus usano ritardi medio-lunghi.
Controlla la quantità di segnale rimandato all’ingresso, che a sua
volta determina intensità e carattere dell’effetto; ruotando questa manopola completamente a sinistra (feedback negativo) o destra (feedback positivo) si generano diversi effetti flanger con un “timbro”
risonante pronunciato, mentre a valori intermedi si ha un effetto chorus più delicato.
E’ la frequenza dell’LFO che modula il tempo di ritardo; maggiore è il
valore, più velocemente oscilla il suono.
Questo pulsante attiva/disattiva la sincronia dell’LFO; attivandolo, la
frequenza dell’LFO si sincronizza al tempo della song, in una di 16
possibili divisioni tempo. La manopola Rate dell’LFO si usa poi per
impostare la divisione tempo desiderata; ruotare la manopola e leggere il tooltip per un’indicazione della divisione temporale.
Determina l’intensità di modulazione dell’LFO (cioè di quanto è modulato il tempo di ritardo). Impostandolo a 0 l’effetto è “congelato” (più
efficace aggiungendo un pò di feedback).
Determina se il segnale ritardato e quello diretto (dry) devono essere
mixati o meno nel dispositivo effetto. Usando CF-101 come effetto in
Insert è meglio selezionare “Off”- il dispositivo invia così in uscita un
mix del segnale diretto e di ritardo modulato.
Usando CF-101 come effetto in Send attivare la modalità Send.
Il dispositivo invierà in uscita solo il segnale di ritardo modulato, consentendo di mixarlo al segnale diretto con i controlli AUX Send del
mixer. Vedere anche la nota seguente sull’uso di CF-101 come effetto vibrato!
D Rate CV.
Permette di controllare la velocità dell’LFO modulante da un altro dispositivo.
D Un effetto stereo “mobile” si ottiene solamente usando un ingresso
mono e uscite stereo.
Con un ingresso stereo, i due lati del segnale sono processati in parallelo e si
mantiene l’immagine stereo del suono originale.
D Usando ingresso mono e uscite stereo, se è usato l’LFO interno ci sarà
solamente un effetto stereo.
Ruotando a zero la manopola Mod Amount dell’LFO, entrambe le uscite stereo
presentano lo stesso segnale (mono); questo perchè l’effetto “finto stereo” si realizza invertendo la modulazione di uno dei canali d’uscita.
Consiglio: Usare CF-101 come effetto vibrato
La modalità Send è destinata all’uso di CF-101 come effetto in Send. In questa modalità il dispositivo invia in uscita solo il segnale di ritardo modulato - il “chorus” vero e
proprio si ottiene mixando questo segnale con quello diretto non processato nel
Mixer.
Tuttavia, attivando la modalità Send mentre si usa il dispositivo come effetto in Insert
il risultato sarà una versione modulata in altezza del suono originale - in poche parole,
un effetto vibrato che unito a un pò di feedback si può usare per realizzare effetti speciali.
Ingressi CV
Sul retro di CF-101 sono disponibili i seguenti ingressi CV:
THE EFFECT DEVICES
357
Phaser PH-90
Il dispositivo PH-90 è un phaser tradizionale con alcune funzioni speciali per regolare
con precisione il suono. Può generare i classici suoni “sweeping” di phaser (adatti a
pad o chitarre) o altri effetti più estremi; è meglio usarlo come effetto in Insert.
Teoria
Un phaser lavora spostando la fase di porzioni del segnale audio e poi aggiungendo il
segnale processato a quello originale. In questo modo sono filtrate ristrette bande di
frequenza (“notch”); regolando queste frequenze si genera un suono “sweeping” di
phaser.
PH-90 è un phaser a quattro stadi; la curva di risposta in frequenza presenta cioè
quattro “notch” (è come usare quattro filtri notch con diverse frequenze di filtro - per
una descrizione dei filtri notch vedere a page 195).
Regolando la frequenza del phaser (manualmente o dell’LFO interno) i notch si muovono in parallelo nello spettro di frequenza; inoltre, si può regolare la distanza tra i
notch (Split) e la loro larghezza (Width). Aggiungendo il feedback s’aumenta il
guadagno del filtro appena sotto ogni notch nell’intervallo di frequenza creando un effetto più intenso.
Parametri
|Parametro
Frequency
Split
Width
LFO Rate
LFO Sync
|Descrizione
Stabilisce la frequenza del primo notch. Regolandola, gli altri notch
si spostano di conseguenza; è il parametro modulato dall’LFO per
creare gli “sweep” del phaser.
Regola la distanza tra i notch nell’intervallo di frequenza, modificando quindi la timbrica dell’effetto.
Determina la larghezza dei notch. Aumentando il valore Width l’effetto diventa più intenso e allo stesso tempo il suono diventa più
sordo e sottile; questo parametro influenza anche il timbro del
“tono” di feedback.
Velocità con la quale l’LFO modula il parametro Frequency; maggiore è il valore, più rapidi sono gli “sweep” del phaser.
Questo pulsante attiva/disattiva la sincronia dell’LFO. Se attivo, la
frequenza dell’LFO si sincronizza al tempo della song, in una delle
16 possibili divisioni tempo (la manopola Rate dell’LFO si usa poi
per impostare la divisione temporale desiderata); ruotare la manopola e leggere il tooltip che appare, il quale indica la divisione temporale.
|Parametro
|Descrizione
LFO Freq. Mod Determina l’intensità di modulazione dell’LFO (cioè quanto è modulato il parametro Frequency).
Regolandolo a zero, l’effetto è quello di un suono statico, tipo formante (più efficace aggiungendo un pò di feedback).
Feedback
E’ simile alla risonanza di un filtro; aumentando il feedback si ha un
“tono” più marcato dell’effetto; per suoni di phaser “cantati” provare
ad aumentarlo al valore massimo.
Ingressi CV
Sul retro di PH-90 ci sono i seguenti ingressi CV:
D Freq CV.
Regola il parametro Frequency; si può usare, ad esempio, per creare un phasing a
inviluppo controllato (preferibilmente con il parametro Freq. Mod dell’LFO non attivo sul dispositivo).
D Rate CV.
Consente di controllare la velocità dell’LFO modulante da un altro dispositivo.
Connessioni Stereo e Mono
PH-90 si può collegare usando gli ingressi mono o stereo, come indicano i grafici sul
pannello posteriore; si noti che:
D Un effetto stereo “mobile” si ha solo usando un ingresso mono e uscite
stereo.
Con un ingresso stereo, i due lati del segnale sono processati in parallelo e si
mantiene l’immagine stereo del suono originale.
D Usando ingresso mono e uscite stereo, se è usato l’LFO interno c’è solo
un effetto stereo.
Ruotando a zero la manopola Mod Amount dell’LFO, entrambe le uscite stereo
presentano lo stesso segnale (mono); questo perchè l’effetto “finto stereo” si realizza invertendo la modulazione di uno dei canali d’uscita.
THE EFFECT DEVICES
358
Unisono UN-16
Compressore a guadagno
make-up automatico
COMP-01
UN-16 simula il suono di più voci “stonate” che riproducono le stesse note contemporaneamente; le voci sono ritardate leggermente in modo individuale e modulate anche
in altezza da un rumore a bassa frequenza. Si genera così un ricco effetto chorus con
le voci distribuite nel campo sonoro stereo (sempre che siano usate le uscite stereo).
UN-16 si può usare come effetto in Insert o in Send.
Parametri
|Parametro
Voice Count
Detune
Dry/Wet
|Descrizione
Definisce il numero di voci dell’effetto (4, 8 o 16).
Stabilisce l’entità di de-tune applicato alle voci; ruotarla in senso
orario per effetti de-tune più marcati.
Usando UN-16 come effetto in Insert, questo parametro serve per
regolare l’equilibrio tra il segnale audio non processato (dry) e
quello effettato (wet).
Usando UN-16 come effetto in Send, questo parametro deve essere completamente in “wet” (poichè l’equilibrio si regola con i
controlli AUX Send del Mixer).
Ingresso CV
Il compressore COMP-01 livella l’audio “ammorbidendo” i segnali forti. Per compensare la perdita di volume, il dispositivo ha un guadagno make-up automatico che aumenta il livello generale di una quantità adeguata. I livelli audio diventano quindi più
omogenei e singoli suoni acquistano più “energia” e maggior sustain.
COMP-01 si deve usare come effetto in Insert, sia per un singolo dispositivo strumento che su un intero mix (per esempio inserendolo tra un dispositivo Mixer e l’interfaccia Hardware); questo dispositivo non ha ingressi CV.
Parametri
|Parametro
Ratio
Threshold
Sul retro del dispositivo c’è un ingresso CV che controlla il parametro Detune.
Attack
Release
Gain meter
|Descrizione
Definisce la quantità di riduzione del guadagno applicata ai segnali
che superano il livello di soglia (Threshold). Il valore è espresso in
rapporti da 1:1 (nessuna riduzione) a 16:1 (i livelli oltre quello di
soglia sono ridotti di un fattore pari a 16).
E’ il livello di soglia oltre il quale interviene la compressione; i segnali con i livelli oltre la soglia sono influenzati, quelli sotto non lo
sono.
In pratica, più basso è il livello di soglia maggiore è la compressione.
Controlla la rapidità d’intervento del compressore quando i segnali
superano la soglia impostata; aumentando questo valore la risposta
è più lenta, quindi una porzione maggiore del segnale passa nel
compressore senza essere processata; in genere, ciò serve per
conservare gli attacchi dei suoni.
Quando il livello del segnale scende sotto la soglia impostata,
questo valore determina dopo quanto tempo il compressore lascia
passare il suono senza processarlo; impostarlo a bassi valori per effetti di compressione intensi e di “spinta” o a valori più elevati per
una variazione più graduale delle dinamiche.
Indica la quantità di riduzione o incremento del guadagno (in dB)
provocata dall’azione combinata di compressione e guadagno
make-up.
THE EFFECT DEVICES
359
EQ parametrico a due bande
PEQ-2
Ingressi CV
Sul retro di PEQ-2 ci sono i seguenti ingressi CV:
D Freq 1 CV.
Consente di controllare la frequenza dell’EQ A da un altro dispositivo e creare
quindi effetti “sweep” lievi o marcati in base alle impostazioni Q e Gain.
D Freq 2 CV.
Consente di controllare allo stesso modo la frequenza dell’EQ B.
Mentre ogni canale del mixer ha un semplice equalizzatore “shelving” a due bande,
PEQ-2 offre un controllo più preciso sul “colore” del suono; il dispositivo è costituito
da due equalizzatori indipendenti interamente parametrici e si usa quasi sempre come
effetto in Insert mono o stereo.
I due moduli d’EQ
I due EQ indipendenti sono denominati “A” e “B”.
D L’EQ A è sempre attivo se l’effetto è acceso (On) e il guadagno (Gain) è a
un valore diverso da 0.
D Per attivare l’EQ B cliccare sul pulsante accanto ai parametri dell’EQ B in
modo che il LED s’illumini.
Usando un solo EQ è meglio spegnere l’EQ B per risparmiare le risorse del computer.
Parametri
Entrambi gli EQ (A e B) hanno i seguenti parametri:
|Parametro
Frequency
Q
Gain
|Descrizione
Determina la frequenza centrale dell’EQ (quella alla quale il livello
è aumentato o diminuito); l’intervallo và da 31 Hz a 16 kHz.
Controlla la larghezza della zona di frequenza influenzata dall’EQ
attorno alla frequenza centrale impostata; maggiore è il valore, più
stretto è l’intervallo di frequenza influenzato.
Specifica di quanto è aumentato (valori positivi) o diminuito (valori
negativi) il livello dell’intervallo di frequenza selezionato.
L’intervallo di guadagno è ±18 dB.
Display grafico
Il display grafico a sinistra nel pannello del dispositivo mostra la curva di risposta in
frequenza definita dai parametri d’EQ; è un riscontro visivo che aiuta a ritoccare le impostazioni d’EQ.
THE EFFECT DEVICES
360
Spider Audio Merger &
Splitter
Applicazioni pratiche dell’audio miscelato
Le applicazioni pratiche della miscelazione di segnali audio sono molte; per esempio:
D Processare più segnali audio con lo stesso effetto(i) in Insert.
Può darsi che in un mix sia necessario processare alcuni canali con lo stesso compressore, oppure usare un ECF-42 per filtrare un gruppo di strumenti. Si può
anche configurare una catena di effetti in Insert e processare i segnali miscelati.
D Riunire i segnali in sotto-gruppi.
E’ comodo controllare più segnali audio usando una sola strip canale nel Mixer.
Il dispositivo Spider Audio Merger & Splitter non è un effetto, ma un’utility con due
funzioni fondamentali:
D Miscelare fino a quattro segnali audio d’ingresso in un’uscita.
D Usare i segnali miscelati come sorgente portante o modulatore per il Vocoder BV512.
E’ possibile usare più suoni come segnale portante, oppure modulare la portante
con più sorgenti di segnale.
D Dividere un segnale audio d’ingresso distribuendolo su quattro uscite.
Separazione audio
Sul pannello frontale non esistono controlli ma solo indicatori di segnale.
La parte destra del pannello posteriore presenta due splitter di segnale: “A (L)” e “B
(R)”. I due splitter lavorano in modo indipendente nel modo seguente:
Miscelazione audio
D Il segnale che entra al jack d’ingresso è inviato simultaneamente a tutte
le quattro uscite.
Per dividere i segnali stereo usare entrambi gli splitter (“A” per il canale sinistro e
“B” per quello destro).
Quattro coppie
d’ingresso
Uscite miscelate.
Sul pannello posteriore di Spider ci sono molti jack audio. La parte sinistra presenta
quattro jack d’ingresso audio stereo e a destra c’è un’uscita miscelata stereo.
D Il concetto è semplice; tutti i segnali audio collegati a uno del quattro ingressi sono miscelati e inviati ai jack d’uscita.
Collegando un segnale mono (a un ingresso L/Mono e non collegando niente
all’ingresso R corrispondente) esso sarà inviato a entrambe le uscite miscelate.
In questo modo è possibile miscelare a piacere segnali stereo e mono.
Collegando un segnale solamente all’ingresso R (e non collegando niente all’ingresso L/Mono corrispondente) esso sarà inviato solo all’uscita R.
Ingressi. Quattro coppie d’uscita separ
Applicazioni pratiche della separazione audio
Le applicazioni pratiche della separazione di segnali audio sono molte; alcuni esempi:
D Creare effetti “pseudo” stereo da segnali mono.
Si può inviare l’uscita mono di un Subtractor a Spider e poi mandare due uscite
split (dalla stessa fila) a effetti diversi e su canali Mixer diversi bilanciati a sinistra e
destra.
D Possibilità di selezionare subito (o mixare) variazioni diverse dello
stesso segnale.
E’ un buon metodo per applicare “effetti a macchia” in un mix. L’uscita di uno strumento si separa e invia a tre diverse combinazioni di effetti in Insert. Le uscite dei
tre effetti si assegnano a canali separati nel Mixer, che a sua volta ha diversi effetti
in Send, EQ, ecc.. Si hanno così tre varianti diverse dello stesso segnale facilmente attivabili e disattivabili nel mix per drastici cambiamenti di suono - o combinate tra loro per maestosi suoni in layer.
THE EFFECT DEVICES
361
Spider CV Merger & Splitter
Per esempio, non ha molto senso miscelare Note CV e Gate CV provenienti da un
dispositivo Matrix se quest’ultimo si usa per riprodurre pattern melodici dagli ingressi
Sequencer Control di un dispositivo strumento. Si avrebbe solo un’uscita miscelata,
mentre il dispositivo strumento ha bisogno di segnali Gate e Note CV distinti per funzionare bene.
Applicazioni pratiche della miscelazione CV
I dispositivo Spider CV Merger & Splitter non è un effetto ma un’utility con due funzioni fondamentali:
D Offrire un’uscita CV miscelata ricavata da fino a quattro sorgenti d’ingresso CV.
D Separare gli ingressi CV o Gate su più uscite.
Ci sono due ingressi A e B, ciascuno con quattro uscite, ove una delle uscite inverte la polarità del segnale di controllo. La ragione per la quale avere due ingressi
separabili è fare in modo che sia possibile dividere Gate e Note CV (per controllare più dispositivi strumento con un dispositivo Matrix, ad esempio).
Sul pannello frontale di questo dispositivo non ci sono controlli, ma solo LED di segnale CV. I quattro LED orizzontali s’illuminano ad indicare i segnali collegati all’ingresso di miscelazione corrispondente. I due LED a destra indicano i segnali collegati
ai rispettivi ingressi split.
Miscelazione CV
Quattro ingressi CV
con i rispettivi
Uscita CV
miscelata.
La applicazioni pratiche della miscelazione CV sono forse meno ovvie rispetto a quelle
della separazione CV; tuttavia ci sono numerose applicazioni per un’uscita di controllo
miscelata CV, alcune delle quali sono elencate in seguito:
D E’ possibile creare interessanti effetti di modulazione miscelando più uscite Modulation degli LFO con altre sorgenti di modulazione CV.
Per esempio, miscelando le uscite Modulation da più LFO si ha un’uscita di “modulazione mixata”. Questo segnale d’uscita miscelato può essere vincolato a un “super LFO” in grado di generare simultaneamente più cicli di modulazione, ciascuno
con forma d’onda e velocità di modualzione diversi! Inoltre, usando il potenziometro di controllo di ogni ingresso CV, si ha un totale controllo sulla quantità di
modulazione applicata da ogni LFO.
Naturalmente, l’esempio precedente può includere anche le uscite Curve CV provenienti da un dispositivo Matrix o le uscite Mod di Malström ecc. (cioè, qualsiasi
uscita CV Modulation).
D Usare il filtro di ECF-42 per applicare effetti di filtro a inviluppo controllato.
Si può creare un suono di percussione “sintetizzata” ed altri effetti interessanti.
Per farlo usare il metodo seguente:
1. Collegare le uscite audio di un Redrum al filtro ad inviluppo controllato ECF42.
2. Collegare le uscite Gate provenienti da fino a 4 canali percussivi Redrum agli
ingressi Merge di un dispositivo Spider CV.
Sul retro di Spider ci sono vari jack CV. La parte sinistra presenta quattro jack d’ingresso CV/Gate con i relativi potenziometri; a destra c’è l’uscita CV miscelata.
D L’uscita CV miscelata genera un segnale CV che rappresenta la “somma”
di tutti gli ingressi CV collegati.
Alcune osservazioni:
• I segnali Gate CV di solito triggerano note o cicli d’inviluppo e normalmente sono
inviati a un ingresso Gate.
• I segnali CV in genere controllano l’altezza della nota o i parametri di modulazione
e solitamente sono inviati a ingressi CV Note o Modulation.
Non ci sono regole rigide, ma queste osservazioni suggeriscono che in generale è
meglio usare i segnali Gate CV o CV, ma non un misto di essi quando si miscela, semplicemente perchè generalmente i segnali CV/Gate sono destinati a ingressi diversi.
3. Inviare l’uscita miscelata all’ingresso Env Gate di ECF-42.
Aggiungendo un pò di velocity ai segnali Gate collegati, si triggera l’inviluppo del
filtro ECF-42; anche qui i potenziometri di Spider consentono di regolare la quantità d’inviluppo del filtro applicata.
D Creare un “arpeggiatore” usando due dispositivi Matrix e lo Spider CV
Merger & Splitter.
Miscelando l’uscita Note CV proveniente da un dispositivo Matrix con un’uscita Curve
CV di un altro Matrix si può trasportare il pattern Matrix in tempo reale (un pò come un
arpeggiatore).
1. Creare un Subtractor e un dispositivo Matrix.
Collegare le uscite Note e Gate CV di Matrix rispettivamente agli ingressi Sequencer CV e Gate di Subtractor.
2. Programmare un pattern per Matrix.
In seguito sarà indicato con il nome “Matrix 1”
THE EFFECT DEVICES
362
3. Creare quindi un dispositivo Spider CV e un secondo dispositivo Matrix collegandoli così:
6. Sul retro del secondo Matrix (Matrix 2) spostare il selettore di tipo curva a
“Bipolar”.
7. Girare il rack in modo da vedere il pannello frontale e su “Matrix 2” eseguire
le seguenti regolazioni:
• Impostare il numero di step a “1”.
• Impostare il selettore Curve/Keys su “Curve”.
8. Regolare la curva di Matrix 2 per lo step 1 (l’unico step usato) in modo che
sia al centro della curva bipolare, come indica la figura seguente.
Si noti che l’uscita Note CV di Matrix 1 e l’uscita Curve CV di Matrix 2 devono essere collegate al
dispositivo Spider; l’uscita miscelata è collegata all’ingresso Sequencer Control Note CV di
Subtractor.
4. Su Spider CV, ruotare completamente a destra il potenziometro dell’ingresso collegato all’uscita Note CV.
Questa impostazione mantiene la corretta relazione in altezza tra le note riprodotte
dal pattern.
5. Su Spider CV regolare a “32” il potenziometro dell’ingresso collegato all’uscita Curve CV.
Ciò genera un’uscita Curve CV che corrisponde a step di semitoni.
9. Cliccando Play sul pannello di Trasporto è riprodotto il pattern programmato
per Matrix 1. Regolando con cura lo step 1 della curva di Matrix 2 in alto o in
basso, il pattern di Matrix 1 è trasportato d’intonazione in step di semitoni.
Programmando diversi valori per il “pattern” riprodotto da Matrix 2 e salvandoli in
diverse destinazioni pattern, si possono usare i selettori Pattern per trasportare il
pattern di Matrix 1 in diverse tonalità!
THE EFFECT DEVICES
363
Separazione CV
Due ingressi CV separati (A & B).
Ciascuno dei due ingressi Split fornisce quattro
uscite Split; le uscite Split più in basso a destra
generano un segnale CV invertito.
Nella parte destra del pannello posteriore ci sono due ingressi Split “A” e “B”, ciascuno con quattro jack d’uscita; il segnale collegato a un ingresso Split è inviato a tutte
le quattro uscite corrispondenti, una delle quali è invertita.
Applicazioni pratiche della separazione CV
Le applicazioni pratiche della separazione dei segnali CV sono molte; alcuni esempi:
D Collegando le uscite CV Note e CV Gate da un dispositivo Matrix agli ingressi Split A e B è possibile collegare Matrix a più dispositivi strumento.
Basta inviare le uscite CV e Gate agli ingressi Sequencer Control CV/Gate corrispondenti sui dispositivi strumento. Sebbene questo si possa fare anche copiando i dati del pattern Matrix su più tracce del sequencer e assegnando le uscite
ai dispositivi desiderati, il vantaggio di usare uno Split è che modificando i dati del
pattern Matrix le variazioni si riflettono immediatamente in tutti i dispositivi collegati,
senza bisogno di operazioni copia/incolla.
D Separando le uscite di modulazione provenienti da LFO, dati Curve CV,
ecc. si può applicare la modulazione da una sorgente a più parametri.
Usando l’uscita invertita è possibile creare interessanti crossfade di modulazione
(ove il valore di un parametro sale mentre un altro scende, ad esempio).
THE EFFECT DEVICES
364
30
D Menu and Dialog Reference
Menu Reason (Mac OS X)
Menu File
About Reason
New
Questo elemento del menu apre una finestra di dialogo che indica la versione del programma e le persone che l’hanno sviluppata.
Questo comando apre una nuova song vuota il cui contenuto dipende dalle impostazioni eseguite nella finestra di dialogo Preferences (vedere a page 380).
Preferences
Open...
Questo elemento del menu apre la finestra di dialogo Preferences; per una descrizione dettagliata delle opzioni presenti in questa finestra vedere a page 380.
Per aprire una song procedere come segue:
Inoltre, il menu Reason contiene i servizi standard Mac OS X e le opzioni Hide/Show.
Per le descrizioni di queste opzioni consultare l’help Macintosh.
Quit Reason
Questo comando consente di uscire dal programma; se ci sono documenti aperti con
modifiche non salvate un messaggio d’avviso chiede se si desidera salvare tali modifiche.
1. Aprire il menu File e selezionare Open.
Si apre la finestra browser song di Reason.
2. Usare il browser per individuare la cartella desiderata su hard-disk o in ReFill.
3. Una volta trovato il file song, selezionarlo e cliccare Open (o doppio-click sul
file).
La song appare nella rispettiva finestra documento.
✪ E’ possibile avere più song aperte nello stesso momento. Si possono
così copiare e incollare pattern e patch tra le song. Tuttavia, tutte le song
aperte occupano memoria e consumano risorse, quindi è meglio chiudere quelle che non servono.
Close
Questo comando chiude la finestra attiva.
Se la finestra è quella documento di una song e contiene modifiche non salvate, un
messaggio d’avviso chiede se si desidera salvarle.
Chiudendo l’ultima finestra si esce da Reason (solo Windows).
Save
Questo comando salva su hard-disk il documento song attivo.
• Se il documento della song non è ancora stato salvato appare la finestra di dialogo
Save As che chiede d’inserire un nome file e specificare una destinazione su harddisk.
• Se il documento è stato già salvato almeno una volta esso è semplicemente salvato senza alcuna domanda.
Save As...
Questo comando salva su hard-disk il documento song attivo; si apre la finestra di dialogo Save As che chiede d’inserire un nome file e specificare una destinazione su
hard- disk.
MENU AND DIALOG REFERENCE
366
✪ E’ possibile configurare la cose in modo che tutti i campioni usati nella
song siano inclusi nel file stesso della song specificando le impostazioni
“self-contained”, situate anch’esse nel menu File.
Song Information...
Song Splash
Consente di aggiungere un’immagine alla song; se il box di spunta “Show splash on
song open” è attivo l’immagine è visualizzata all’apertura della song.
Per inserire un’immagine splash cliccare sul pulsante cartella nell’angolo in alto a destra, quindi individuare e aprire il file d’immagine nella finestra di dialogo file che appare.
! Le immagini splash devono essere file JPEG (estensione “.jpg” in Windows) con una dimensione di 256 x 256 pixel.
Per togliere l’immagine splash dalla song cliccare sul pulsante a croce.
Author’s Web Page
Consente d’inserire l’indirizzo del proprio sito web; altri utenti potranno così andare
direttamente al vostro sito cliccando sul pulsante Browser a destra (sempre che ci sia
una connessione Internet funzionante).
Author’s Email
Qui si può specificare il proprio indirizzo E-mail, se si desidera che altri utenti di Reason mandino i loro commenti, ecc..
Publish Song...
Per mettere a disposizione del pubblico le proprie song (per il download da Internet,
ad esempio) c’è un particolare formato file; una song Reason pubblicata (estensione
file “.rps” in Windows) è simile a una song autonoma (self-contained) ma con le seguenti limitazioni:
• L’utente non può salvare alcuna modifica eseguita sulla song.
• I comandi Copy, Cut e Paste sono disabilitati.
• Non è possibile usare la funzione Export Song/Loop as Audio File se la song è
stata modificata.
Questo comando apre una finestra di dialogo ove inserire contatti, commenti sulla
song, ecc.. Inoltre, salvando una versione pubblicata della song in Reason Song Archive sul sito web di Propellerhead, le informazioni importanti possono essere estratte
automaticamente dal motore d’archivio del sito web e visualizzate con il file della
song.
La finestra di dialogo presenta i seguenti elementi:
Text in Window Title
Il testo inserito qui appare direttamente dopo il nome file nella barra del titolo della
finestra song.
More Information
In una parola, le song pubblicate sono “bloccate”; si possono modificare ma non è
possibile salvare o esportare alcuna modifica. Inoltre, una song pubblicata song contiene informazioni sui ReFills richiesti (se ce ne sono).
Per creare una song pubblicata aprire il menu File e selezionare Publish Song; specificare nome e destinazione della song pubblicata nella finestra di dialogo file che appare e cliccare Save.
D Si noti che non si devono eseguire impostazioni autonome (self-contained) - tutti i file (tranne gli elementi ReFill) sono inclusi automaticamente.
Reason Song Archive
Sul sito web di Propellerhead (www.propellerheads.se) c’è il Reason Song Archive
che consente di condividere la musica con altri utenti di Reason eseguendo un upload delle proprie song.
Qui si possono aggiungere note a commenti sulla song.
MENU AND DIALOG REFERENCE
367
Song Self-contain Settings...
Song non “self-contained”
Se è stata aperta una song più o meno self-contained (cioè ci sono uno o più suoni
nel file della song), si possono estrarre questi suoni e fare in modo che la song faccia
riferimento ad essi su hard-disk, come al solito.
1. Individuare i suoni da estrarre dal file della song e disattivare i rispettivi box
di spunta (o cliccare Uncheck All).
2. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo.
Il programma verifica per ogni file del suono “estratto” se il file è disponibile o
meno alla sua locazione originale memorizzata.
D Se il programma trova il file del suono alla locazione memorizzata nella
song, lo rimuove semplicemente dal file della song ed usa il percorso del
file di riferimento originale.
D Se il programma non trova il file del suono appare una finestra di dialogo che consente di selezionare una cartella e un nome per il file del
suono.
Import MIDI File...
Una song self-contained non contiene solo i riferimenti ai file usati, ma anche i file veri
e propri; si può decidere esattamente quali file devono essere inclusi nella song autonoma, ma con le seguenti eccezioni:
! I file che fanno parte di un ReFill non possono essere inclusi in una song
autonoma.
Se la song contiene campioni o file REX di un ReFill gli altri utenti devono avere lo
stesso ReFill per poter riprodurre la song.
Per specificare i file da includere nella song procedere come segue:
1. Attivare il box di spunta nella colonna Sound per i file da includere nella
song.
D Per attivare tutti i box di spunta usare il pulsante Check All.
Analogamente, il pulsante Uncheck All disattiva tutti i box di spunta.
D I file che fanno parte di un ReFill sono indicati dal simbolo del lucchetto
al posto dei box di spunta (poichè non possono essere inclusi nel file
della song).
La colonna più a destra indica a quale ReFill appartiene ogni file.
2. Una volta selezionati i suoni desiderati cliccare OK.
La finestra di dialogo si chiude; al salvataggio successivo, i suoni specificati saranno inclusi nel file della song.
Reason può importare i file MIDI standard (SMF); ciò consente d’importare i dati MIDI
in Reason da altre applicazioni.
D I file MIDI hanno l’estensione “.mid”.
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 1” ci sarà una traccia sequencer per
ogni traccia nel file MIDI.
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 0” (cioè contiene una traccia con gli
eventi MIDI su più canali) ci sarà una traccia sequencer per ogni canale
MIDI usato.
D In entrambi i casi, i dispositivi per le nuove tracce sequencer saranno
Combinator vuoti.
Non si avrà quindi alcun suono riproducendo un file MIDI importato - prima si devono caricare le patch adatte usando i patch browser dei Combinator.
D Tutti i cambi tempo nel file MIDI sono ignorati.
In Reason il tempo sarà impostato al primo tempo nel file MIDI.
D Sono inclusi tutti i dati controller del file MIDI.
I controller performance (es. pitch bend e mod wheel) faranno parte delle clip nota
e gli altri controller MIDI saranno importati su corsie d’automazione separate,
molto spesso come clip “aliene”. Poichè in Reason l’implementazione MIDI cambia
per i vari dispositivi (e non sempre è uguale a quella di altri strumenti MIDI) per
avere i risultati migliori è meglio spostare le clip d’automazione su altre corsie (o
cancellarle).
! Si noti che il file di una song self-contained è molto più grande di quello
della song originale. Tuttavia, i campioni inclusi in una song self-contained sono compressi automaticamente di circa il 50%, quindi la song
self-contained è comunque più piccola della song originale con i rispettivi file dei campioni.
MENU AND DIALOG REFERENCE
368
Export MIDI File...
Reason può esportare i file MIDI standard (SMF); ciò consente di trasferire i dati MIDI
da Reason ad altre applicazioni.
1. Impostare il marker End (E) ove si vuole che il file MIDI finisca.
Il file MIDI conterrà tutti gli eventi su tutte le tracce da inizio song al marker End.
2. Selezionare “Export MIDI File” dal menu File.
3. Nella finestra di dialogo file che appare specificare nome e destinazione per
il file.
Il file assume automaticamente l’estensione “.mid”.
4. Cliccare Save.
I file MIDI esportati da Reason hanno le seguenti proprietà:
D Il file MIDI sarà di Tipo 1 con una traccia MIDI per ogni traccia nel sequencer di Reason.
Le tracce avranno i nomi uguali a quelli delle tracce nel sequencer di Reason.
D Poichè il sequencer di Reason non utilizza i canali MIDI, tutte le tracce
saranno impostate al canale MIDI 1.
D I cambi tempo non sono inclusi nel file MIDI (è incluso solo il primo
tempo nella song di Reason).
Export Device Patch...
Questo comando è valido per tutti i dispositivi che salvano patch; il nome del comando riflette il tipo di dispositivo selezionato (per esempio, “Export Redrum Patch”).
Sebbene le impostazioni del dispositivo siano memorizzate nella song è meglio salvare tutte le impostazioni eseguite per un dispositivo in un file patch separato; ciò
consente di usare la patch in altre song e permette di provare altre patch nella song
senza rischiare di perdere il proprio suono.
D Diversi tipi di file parch hanno anche estensioni file diverse.
Esse sono:
“.cmb” (file patch Combinator)
“.zyp” (file patch Subtractor)
“.thor” (file patch Thor)
“.xwv” (file patch Malström)
“.smp” (file patch NN-19)
“.sxt” (file patch NN-XT)
“.drp” (file patch Redrum)
“.rv7” (file patch RV7000)
“.sm4” (file patch Scream 4).
D Se una patch è stata selezionata e modificata, per salvarla con le modifiche eseguite si può salvare una versione modificata separata della
patch (con un nuovo nome) o semplicemente sostituire il vecchio file
della patch su hard-disk.
Come sempre, un messaggio d’avviso chiede se si desidera davvero sostituire il
file della patch esistente.
✪ E’ possibile salvare una patch con lo stesso nome e destinazione (senza
che appaia la finestra di dialogo Save) tenendo premuto [Option] (Mac)
or [Alt] (Windows) e cliccando sul pulsante floppy disk nel pannello del
dispositivo. Si noti che questa operazione sostituisce la patch originale!
Export Song/Loop as Audio File...
Una volta realizzata una song completa si può eseguire un suo mixdown su un file audio in modo che altre persone (che non usano Reason) la possano riprodurre. Si può
esportare l’intera song (dall’inizio al marker “E”) o solo una parte di essa (l’area nel sequencer compresa tra i locatori sinistro e destro); procedere come segue:
1. Assicurarsi che siano usate solo le uscite stereo principali.
La funzione Export si applica solo all’audio inviato alle uscite stereo.
2. Assicurarsi che i marker Loop/End siano collocati alle giuste posizioni.
Per esportare solo un loop, bisogna collocare i locatori sinistro e destro attorno
all’area desiderata; se invece si vuole esportare l’intera song, assicurarsi che il
marker End (E) sia alla posizione di fine desiderata.
✪ Usando un riverbero o delay regolare il locatore destro o il marker End in
modo che le “code” del riverbero/delay siano incluse nel file esportato.
3. Verificare che la song (o loop) sia riprodotta correttamente.
E’ molto importante che in riproduzione non ci sia un clipping.
4. Aprire il menu File e selezionare Export Song as Audio File o Export Loop as
Audio File.
Si apre una finestra di dialogo file.
5. Specificare nome, destinazione e tipo di file (AIFF o Wave) per il file audio e
cliccare Save.
6. Specificare frequenza di campionamento (sample rate) e risoluzione bit (bit
depth) per il file esportato nella finestra di dialogo Settings che appare.
Esportando a una risoluzione bit inferiore (es. da 24 bit a 16 bit) attivare il box di
spunta Dither.
7. Cliccare OK.
Il programma crea il file audio; in base alla durata della song/loop, può essere necessario un pò di tempo, durante il quale appare una barra di progresso.
Export REX as MIDI File...
Se è stato importato un file REX in un dispositivo Dr. Rex e si desidera riprodurre il
loop via MIDI (in genere da un altro sequencer) procedere come segue:
1. Selezionare il dispositivo Dr. Rex nel rack.
2. Selezionare “Export REX as MIDI File...” dal menu File.
3. Salvare il file MIDI su hard-disk.
4. Aprire il file MIDI appena creato nell’altra applicazione.
5. Configurare l’altra applicazione in modo che riproduca il file MIDI su uscita e
canale MIDI corretti (uscita e canale sui quali il dispositivo Dr. Rex riceve i
dati).
MENU AND DIALOG REFERENCE
369
Quit
Tracce Sequencer e dispositivi del rack
Questo comando consente di uscire dal programma; se ci sono documenti aperti con
modifiche non salvate un messaggio d’avviso chiede se si desidera salvarle.
D Quando s’incolla una traccia anche il rispettivo dispositivo è incollato
nello stesso momento (e viceversa, se il dispositivo ha una traccia).
Tracce e dispositivi incollati sono inseriti sotto la traccia e il dispositivo corrente
selezionati rispettivamente nella Track List e nel rack.
Se non è selezionato niente gli oggetti incollati appaiono alla base della Track List/
rack.
Menu Edit
Undo
D Copiando e incollando più dispositivi le connessioni tra essi sono mantenute.
Virtualmente si possono annullare tutte le operazioni eseguite in Reason. Esse comprendono creazione, cancellazione e ordinamento dei dispositivi nel rack, regolazioni
valori dei parametri, editing nel sequencer e regolazioni tempo/tempo in chiave.
E’ possibile annullare fino a 10 operazioni.
D Tenendo premuto [Shift] quando s’incolla un dispositivo Reason tenta di
collegarlo automaticamente.
Per esempio, con uno [Shift]-incolla di un dispositivo strumento, solitamente Reason lo collega al primo ingresso libero del mixer sopra di esso nel rack.
D Per annullare l’ultima operazione selezionare “Undo” dal menu Edit o
tenere premuto [Command] (Mac) or [Ctrl] (Windows) e premere [Z].
L’operazione annullabile è indicata accanto al comando Undo nel menu Edit.
Per esempio, se con l’ultima operazione sono stati cancellati dispositivi dal rack, il
menu Edit indicherà “Undo Delete Devices”.
D E’ possibile anche incollare dispositivo(i) e traccia(e) in un’altra song, includendo tutti i dati del sequencer e le impostazioni del dispositivo.
Redo
Per ripetere un’operazione annullata (“undo dell’operazione undo”) selezionare
“Redo” dal menu Edit o tenere premuto [Command] (Mac) or [Ctrl] (Windows) e premere [Y].
Clip del sequencer ed eventi
D Quando s’incollano le clip del sequencer esse appaiono alla posizione
della song sulle rispettive tracce originali.
Se le tracce originali sono state cancellate (o incollando in un altro documento
song di Reason) si creano nuove tracce con i dispositivi Combinator vuoti necessari.
L’operazione ripetibile è indicata accanto al comando Redo nel menu Edit.
E’ possibile annullare/ripetere fino a 10 operazioni.
D Note o punti d’automazione possono essere incollati solo in una clip aperta.
L’evento incollato appare alla posizione della song.
Cut/Cut Devices and Tracks
Delete/Delete Devices and Tracks
Questo comando preleva l’oggetto(i) selezionato e lo rimuove collocandolo nel clipboard (una memoria invisibile) da dove in seguito può essere incollato.
I comandi Cut si applicano a dispositivi e rispettive tracce nel sequencer, alle clip nel
sequencer, a note e punti d’automazione.
Questo comando del menu serve per cancellare oggetti selezionati; cancellando una
traccia sequencer con questo comando (si chiamerà “Delete Tracks and Devices”) è
cancellato anche il rispettivo dispositivo.
Copy/Copy Devices and Tracks/Copy Patch
Questo comando cancella la traccia(e) sequencer corrente selezionata senza rimuovere il dispositivo(i) corrispondente nel rack.
Questo comando preleva l’oggetto(i) selezionato e lo copia collocando la copia(e) nel
clipboard (una memoria invisibile) da dove in seguito può essere incollato.
I comandi Copy si applicano a dispositivi e rispettive tracce nel sequencer, alle clip
nel sequencer, a note, punti d’automazione e patch dispositivo.
Delete Tracks
Paste/Paste Device/Paste Patch
Questo comando preleva gli oggetti tagliati o copiati e li incolla di nuovo nel documento.
MENU AND DIALOG REFERENCE
370
Select All
Browse Device Patches...
Seleziona tutti i dispositivi nel rack, tutte le tracce nella Track List, tutte le clip o tutte
le note o punti d’automazione in una clip aperta. Il risultato dipende dall’area (rack,
Track List, etc.) messa a fuoco. Ciò è indicato da una sottile cornice attorno a un’area
nella finestra documento; per mettere a fuoco l’area desiderata cliccare da qualche
parte al suo interno.
Si può usare questa voce del menu per applicare rapidamente un comando a tutti gli
elementi sui quali si sta lavorando, ad esempio per cancellare tutti i dispositivi presenti
nel rack (selezionare Select All e premere [Canc]) o per quantizzare tutte le note in
una clip aperta (selezionare Select All e cliccare sul pulsante Quantize nella finestra
Tool).
Consente di scegliere una nuova patch per un dispositivo; questa opzione del menu
riflette il dispositivo selezionato - in altre parole, si deve selezionare il dispositivo perchè il rispettivo elemento Browse Patch appaia nel menu Edit.
Selezionando questa opzione appare la finestra di dialogo Browser che permette di
individuare e selezionare la patch (su hard-disk o in un ReFill).
Quando si seleziona una patch i parametri del dispositivo sono impostati in base ai
valori memorizzati nella patch e il nome della patch è visualizzato nel display nome
patch.
Come per qualsiasi modifica eseguita, questa operazione si può annullare (undo).
! Ogni regolazione dei parametri eseguita nel pannello del dispositivo
Duplicate Devices and Tracks
Crea una copia di dispositivo e traccia selezionati, completi di tutti gli eventi; gli oggetti duplicati appaiono rispettivamente sotto il dispositivo e la traccia selezionati.
Initialize Patch
Talvolta è utile iniziare da una “lavagna vuota” quando si crea un suono di synth, un kit
di batteria o la patch di un campionatore; per farlo, selezionare Initialize Patch dal
menu Edit o da quello contestuale del dispositivo. Tutti i parametri sono impostati ai
rispettivi valori “standard”. Inizializzando i dispositivi NN-19, NN-XT, Dr. Rex o Redrum
si rimuovono anche tutti i riferimenti al file del campione e si parte da zero.
Cut Pattern
Sposta nel clipboard il pattern selezionato nel dispositivo Redrum o Matrix selezionato.
Il pattern è poi svuotato.
Copy Pattern
dopo aver selezionato una patch non influenza il file patch vero e proprio
(per farlo si deve salvare la patch).
Se non sono trovati i campioni di riferimento
Le patch di Redrum, Combinator (se eventuali dispositivi campionatore fanno parte
del Combi), NN-19 e NN-XT contengono dei riferimenti ai campioni. Come le patch, i
campioni possono essere file indipendenti su hard-disk, elementi in un ReFill o un
SoundFont. Tuttavia, se dopo il salvataggio di una patch i file dei campioni sono stati
spostati o rinominati, nella patch i riferimenti al file del campione non saranno precisi.
In tal caso, quando si seleziona una patch, il programma genera un avviso; si può
quindi scegliere d’individuare a mano i file persi, farli cercare dal programma in tutte le
destinazioni e ReFills o continuare senza i suoni mancanti.
Browse ReCycle/REX Files...
Aggiunge un loop al dispositivo Dr. Rex selezionato; i file da importare possono essere in formato REX, RCY o REX2.
Caricando un nuovo file REX si sostituisce quello corrente caricato.
Copia nel clipboard il pattern selezionato nel dispositivo Redrum o Matrix selezionato.
Browse Samples...
Paste Pattern
Consente di caricare i campioni nei dispositivi che li usano; Redrum, NN-19 e NN-XT.
Si possono caricare i seguenti formati campione:
Copia il pattern del clipboard alla destinazione del pattern selezionata nel dispositivo
Redrum o Matrix selezionato; il pattern selezionato è sostituito con quello del clipboard.
Si noti che ciò si può usare anche per trasferire i pattern tra le varie song di Reason.
D Wave (.wav)
Formato audio standard per la piattaforma PC.
Clear Pattern
D SoundFont samples (.sf2)
Formato libero standard per l’audio sintetizzato wavetable sviluppato da E-mu systems and Creative Technologies.
Questo comando resetta (svuota) il pattern selezionato nel dispositivo pattern selezionato (Redrum o Matrix).
D AIFF (.aif)
Formato audio standard per la piattaforma Mac.
D REX file slices (.rex2, .rex, .rcy)
I file REX sono loop musicali creati in ReCycle, un programma che “suddivide” i
loop in più campioni separati; questi campioni (o slice) possono essere caricati nei
dispositivi citati.
MENU AND DIALOG REFERENCE
371
Redrum
Usare questa opzione del menu per caricare un nuovo suono percussivo in Redrum:
1. Selezionare un canale percussivo in Redrume cliccando sul rispettivo pulsante Select.
2. Selezionare Browse Samples.
Si apre il browser dei campioni di Redrum.
3. Individuare una destinazione con uno dei formati campione elencati in precedenza, selezionarne uno e cliccare Open.
NN-19
Questa opzione si può usare anche per aggiungere un campione a una key zone in
una key map del campionatore NN19.
1. Selezionare una key zone.
Può essere vuota o contenere un campione - per ora non ha importanza.
2. Usare il browser per aggiungere uno o più campioni (vedere in seguito).
Ecco cosa avviene:
D Se la zona conteneva un campione prima del caricamento, esso sarà
sostituito sia nella zona che nella memoria campione (a meno che il
campione era usato anche da un’altra key zone).
D Se sono stati caricati più campioni, uno di essi (quello che era stato
selezionato più in basso nell’elenco Browser) è caricato nella key zone e
gli altri campioni sono caricati nella memoria campione.
NN-XT
Si usa per aggiungere uno o più campioni a una key map in NN-XT:
1. Assicurarsi che il pannello Remote Editor sia visibile cliccando sulla piccola
freccia nell’angolo in basso a sinistra.
Se il pannello Remote Editor è chiuso si possono cercare solo le patch NN-XT.
2. Usare il Sample Browser per aggiungere uno o più campioni.
Il campione(i) è collocato in zone separate e mappato sullo stesso key range.
D Se quando si cercano i campioni una zona è selezionata, il campione
sarà caricato in quella zona e sostituirà il campione precedente.
Sostituire i campioni in questo modo è possibile solo caricando un singolo campione.
1. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola volta usando il Sample Browser.
Uno dei campioni sarà caricato in una key zone che si estende sull’intero intervallo,
mentre gli altri risiederanno nella memoria campione.
2. Selezionare Automap Samples dal menu Edit.
I campioni in memoria sono distribuiti automaticamente in modo che:
D Ogni campione è opportunamente collocato in base alla rispettiva root
note ed è intonato in base all’informazione contenuta nel file campione.
La maggior parte dei programmi di editing audio possono salvare l’informazione
root key come parte del file.
D Ogni campione occupa metà intervallo nota rispetto alla root note del
campione successivo.
La root key sarà sempre a metà di ogni zona, con la zona che si estende in alto e
in basso rispetto alla root key; non bisogna quindi impostare a mano nessun limite
alto o basso della key zone!
Mappare campioni privi di root key o informazione d’intonazione
Alcuni campioni potrebbero essere privi d’informazioni sulla root key o intonazione
memorizzate nel file (e nemmeno indicate nel nome file); in tal caso, si può comunque
usare la funzione Automap:
1. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola volta usando il Sample Browser.
Uno dei campioni sarà caricato in una key zone che si estende sull’intero intervallo,
mentre gli altri risiederanno nella memoria campione.
2. Impostare manualmente la root key e regolare la manopola Tune se il campione ha bisogno di una regolazione d’altezza di precisione.
Senza informazioni memorizzate nel file (o se il nome file non indica la root key)
questa operazione si deve fare a orecchio; suonare il campione in diverse aree
della tastiera e ascoltare dove il suono è più “naturale”. Fino a quando ci si trova
nell’area generale della giusta root key il risultato doverebbe essere buono (si può
sempre correggerlo in seguito).
3. Selezionare il campione successivo con la manopola Sample e ripetere il
punto 2..
Continuare così fino ad aver impostato la root key per tutti i campioni.
4. Selezionare Automap Samples dal menu Edit.
I campioni sono mappati automaticamente in base alle rispettive root key!
Automap Samples
Questa opzione del menu riguarda il campionatore NN 19; se ci sono molti campioni
simili che non sono stati mappati a key zone si può usare la funzione Automap Samples:
MENU AND DIALOG REFERENCE
372
Delete Sample/Remove Sample
Add Zone
D Per rimuovere un campione da Redrum, selezionare il rispettivo canale
sonoro percussivo e scegliere “Delete Sample” dal menu Edit.
Il campione è rimosso dal canale sonoro percussivo e dalla memoria campione.
Si usa con il campionatore NN-XT e serve per aggiungere una zona vuota alla key
map. Una zona vuota può essere ridimensionata, spostata e modificata come le zone
che contengono campioni.
Una zona vuota è indicata dalla scritta “**No Sample**”; una volta aggiunta una zona
vuota si può assegnarle un campione.
NN-I9
Copy Zones
D Per rimuovere un campione dalla memoria di un campionatore NN-19
selezionare la zona alla quale appartiene e scegliere “Delete Sample”
dal menu Edit.
Il campione è rimosso dalla zona e dalla memoria campione.
Si usa con il campionatore NN-XT; copia la zona(e) selezionata e tutte le rispettive impostazioni - compresi i riferimenti a qualsiasi campione che può contenere - collocandola nel buffer del clipboard. Si può quindi selezionare “Paste Zones” per creare una
nuova zona che è una replica esatta della zona(e) copiata; si noti che il copia/incolla
delle zone si può eseguire anche tra i dispositivi NN-XT.
Redrum
NN-XT
D Per rimuovere un campione dalla memoria di un campionatore NN-XT
selezionare la zona alla quale appartiene e scegliere“Remove Samples”
dal menu Edit.
Il campione è rimosso dalla zona e dalla memoria campione, ma la zona rimane.
Per cancellare una zona si deve usare il comando “Delete Zones”.
Paste Zones
Si usa con il campionatore NN-XT. Se è stato usato il comando “Copy Zones” (con un
qualsiasi numero di zone selezionate) è possibile realizzare duplicati esatti con il comando Paste Zones; le zone incollate sono poi aggiunte sotto le zone esistenti nella
key map.
Delete Unused Samples
Duplicate Zones
Si usa per il campionatore NN-19; selezionando questo comando, tutti i campioni non
assegnati a una key zone sono cancellati dalla memoria del campionatore.
In questo modo non si spreca spazio nella memoria campione per campioni non utilizzati.
Si usa con il campionatore NN-XT; consente di duplicare un numero qualsiasi di zone
già esistenti (contenenti campioni o vuote).
Split Key Zone
Si usa per il campionatore NN-19 e divide a metà la key zone corrente selezionata.
La nuova zona occupa la metà superiore ed è vuota; sopra il punto di divisione c’è una
“maniglia”.
Delete Key Zone
Si usa per il campionatore NN-19; cancella la key zone corrente selezionata dalla key
map.
Reload Samples
Si usa per il campionatore NN-XT; selezionando questa opzione, tutte le modifiche eseguite su un campione caricato usando i parametri campione (root key, impostazioni
loop, ecc.) sono subito annullate (undo) e le impostazioni tornano ad essere quelle
originali.
1. Selezionare la zona(e) da copiare.
2. Selezionare Duplicate Zones.
Le zone selezionate sono copiate e inserite automaticamente sotto l’ultima nel display Key Map.
Le zone duplicate contengono i riferimenti agli stessi campioni delle zone originali.
Hanno anche esattamente gli stessi key range e le stesse impostazioni dei parametri.
Delete Zones
Si usa con il campionatore NN-XT; questo comando rimuove sia le zone selezionate
che gli eventuali campioni in esse contenuti.
Select All Zones
Si usa con il campionatore NN-XT; questo comando seleziona automaticamente tutte
le zone in una key map.
MENU AND DIALOG REFERENCE
373
Copy Parameters to Selected Zones
Si usa con il campionatore NN-XT e permette di copiare facilmente le impostazioni dei
parametri da una zona a un numero qualsiasi di altre zone; procedere come segue:
1. Selezionare tutte le zone da coinvolgere nell’operazione.
S’intende la zona con le impostazioni da copiare e la zona(e) nella quale copiare le
impostazioni.
2. Assicurarsi che la zona contenente le impostazioni da copiare sia messa a
fuoco, cliccandoci sopra.
3. Selezionare “Copy Parameters to Selected Zones”.
Tutte le zone selezionate assumono esattamente le stesse impostazioni dei
parametri.
! Si noti che ciò vale solo per i parametri synth (LFO, inviluppi, ecc.); i
parametri campione (root key, velocity range, ecc.) non si possono copiare.
Sort Zones by Note
Si usa con il campionatore NN-XT; questa opzione consente di ordinare automaticamente le zone selezionate in un gruppo in ordine discendente in base ai rispettivi key
range.
Usando questa opzione le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso iniziando
da quella con l’intervallo più basso.
Se due o più zone hanno lo stesso key range sono ordinate invece per intervallo di velocity.
D Raggruppare zone che devono condividere le impostazioni del gruppo.
Per esempio, si può impostare un gruppo in legato e modalità monofonica quindi
aggiungere un pò di portamento in modo da suonare una parte con lo “slide” tra le
note.
Procedere come segue:
1. Selezionare le zone da raggruppare tra loro.
Per essere raggruppate le zone non devono essere necessariamente contigue.
Indipendentemente dalle rispettive posizioni originali nella colonna Sample sono
tutte collocate insieme in successione.
2. Selezionare Group Selected Zones.
Le zone sono raggruppate.
Si noti che c’è sempre almeno un gruppo, poichè di default le zone che si creano
sono sempre raggruppate tra loro.
Set Root Notes from Pitch Detection
Si usa con il campionatore NN-XT. Tutti i suoni strumentali hanno un’altezza fondamentale; suonando un tale campione sulla tastiera i tasti che si suonano devono corrispondere a quell’altezza. Per esempio, potrebbe essere stato registrato un
campione di piano suonando il tasto C3; quando lo si mappa nella key map di NN-XT,
si devono configurare le cose in modo che il campionatore riproduca il campione alla
sua altezza originale quando si preme il tasto C3 e per farlo si regola la root note.
NN-XT ha una funzione di rilevazione d’altezza che aiuta a definire le root key dei campioni caricati; è utile se, ad esempio, si carica un campione non registrato dall’utente
del quale non si ha alcuna informazione sull’altezza originale.
Procedere come segue:
Sort Zones by Velocity
1. Selezionare tutte le zone da sottoporre alla rilevazione d’altezza.
Si usa con il campionatore NN-XT; questa opzione consente di ordinare automaticamente le zone selezionate in un gruppo in ordine discendente in base ai rispettivi Lo
Vel o Hi Vel impostati.
Usando questa opzione le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso iniziando
da quella con il valore Lo Vel superiore.
2. Selezionare “Set Root Notes from Pitch Detection”.
Sono analizzati tutti i campioni nelle zone selezionate e impostate automaticamente le root key rilevate.
Se due o più zone hanno lo stesso intervallo di velocity sono ordinate per key range.
! Si noti che perchè ciò funzioni bene i campioni devono avere un’altezza
rilevabile. Un campione di parlato o rullante, ad esempio, non ha un’altezza ben definita.
Group Selected Zones
Si usa con il campionatore NN-XT; consente di riunire in un gruppo un numero qualsiasi di zone selezionate.
Raggruppare le zone è utile per due cose:
D Permette di selezionare subito una serie di zone “simili”.
Per esempio, se è stato creato un suono in layer costituito da piano e archi, si possono collocare tutti i campioni d’archi in gruppo e tutti quelli di piano in un altro.
E’ possibile poi selezionare subito tutti i campioni di piano e regolarli modificando
un parametro.
MENU AND DIALOG REFERENCE
374
Automap Zones
Si usa con il campionatore NN-XT; la funzione Automap è un metodo rapido per
creare una key map o è un buon punto di partenza per ulteriori regolazioni della key
map.
Automap presume che si voglia creare una key map per uno strumento completo (per
esempio, una serie di campioni di piano, tutti ad altezze diverse).
1. Caricare i campioni da mappare automaticamente.
A questo punto, ci sono tre opzioni:
• Ritenere che l’informazione root note nei file sia già quella giusta.
• Regolare manualmente (e intonare) le root note di tutti i campioni.
• Usare l’opzione “Set Root Notes from Pitch Detection” per impostare automaticamente le root note.
2. Selezionare tutte le zone da mappare automaticamente.
3. Selezionare “Automap Zones”.
Tutte le zone selezionate sono configurate automaticamente nel modo seguente:
D Le zone sono ordinate nel display (dall’alto in basso - tasto più basso per
primo) in base alle rispettive root key.
D Alle zone sono assegnati i key range in base alle rispettive root key.
I key range sono impostati in modo che la divisione tra due zone sia esattamente a
metà tra le root note delle zone; a quelle con la stessa root key è assegnato lo
stesso key range.
Automap Zones Chromatically
Si usa con il campionatore NN-XT e serve per mappare in modo cromatico le zone
selezionate (una zona per semitono) da C2 in su; è utile se nella mappatura di materiale non intonato (es. campioni di batteria o percussioni) si vuole un campione per ogni
tasto.
Prima di applicare la funzione “Automap Zones Chromatically” è meglio sistemare l’ordine delle zone, poichè esso determina quale zona è mappata sul rispettivo tasto.
D La Zona 2 ha un valore Fade In di 80.
Suonando con valori di velocity fino a 80 a questa zona è applicato un graduale
fade in. Con valori di velocity superiori a 80 la zona è riprodotta a livello pieno.
Invece di configurare a mano un crossfade NN-XT lo può fare automaticamente.
Procedere come segue:
1. Configurare le zone in modo che i loro intervalli di velocity si sovrappongano
come desiderato.
2. Selezionare le zone.
E’ possibile selezionare quante zone si desidera non solo una coppia di zone
sovrapposte.
3. Selezionare Create Velocity Crossfades.
NN-XT analizza le zone sovrapposte e le configura automaticamente impostando i
valori Fade in e Fade Out più opportuni per le zone.
Si osservi che:
D Questa operazione non funziona se entrambe le zone hanno intervalli di
velocity completi.
Almeno una delle zone deve avere un intervallo di velocity parziale.
D Questa operazione non funziona se le zone sono completamente
sovrapposte.
Copy REX Loop to Track
Si usa con il player di loop Dr. Rex; perchè il loop REX inizi allo stesso tempo di altri
dati sequencer o pattern, si devono “convertire” gli slice del loop a note nel sequencer:
1. Selezionare la traccia sequencer del dispositivo Dr. Rex.
2. Collocare i locatori sinistro e destro intorno alla sezione da riempire con le
note REX.
Per evitare confusione, assicurarsi inoltre che questa area non contenga già altre
note.
3. Selezionare il player Dr. Rex mettendolo a fuoco.
Create Velocity Crossfades
Si usa con il campionatore NN-XT e serve per configurare automaticamente crossfade di velocity per passaggi omogenei tra zone sovrapposte; per configurare i crossfade si regolano i valori Fade Out e Fade In delle zone sovrapposte.
Un esempio:
D Due zone sono impostate per la riproduzione nell’intero intervallo di velocity da 1 a 127.
4. Aprire il menu Edit e selezionare “Copy REX Loop to Track”.
Reason crea una nota per ogni slice, collocandola in base alla temporizzazione degli slice; le note sono intonate in step di semitono (la prima nota su C1, la seconda
su C#1, e così via) con un’altezza per ogni slice. Se l’area tra i locatori è più lunga
della durata del loop, le note del loop sono ripetute per completare il loop stesso.
A questo punto è possibile riordinare, sovraincidere e modificare altrimenti i dati nota
utilizzando REX o le corsie Edit Key nel sequencer.
D La Zona 1 ha un valore Fade Out di 40.
Significa che questa zona riproduce il suono a livello pieno con valori di velocity inferiori a 40; a valori di velocity superiori si ha un graduale fade out.
MENU AND DIALOG REFERENCE
375
Copy Pattern to Track
! Questa funzione non altera la curva CV.
Questa funzione si usa con Redrum e il sequencer pattern di Matrix per convertire il
pattern selezionato in note nella traccia sequencer; procedere come segue:
Random Sequencer Pattern
1. Selezionare una traccia sequencer.
Lavorando con un Redrum, si seleziona la traccia del dispositivo Redrum. Per Matrix, in genere si seleziona la traccia del dispositivo target di Matrix (il dispositivo
strumento al quale è collegato Matrix); questo perchè Matrix non genera suono,
quindi le note sulla traccia Matrix non servono a niente.
Si usa per il synth Thor; assegna valori casuali agli step del sequencer pattern, ma
solo alla proprietà selezionata con la manopola Edit. Per esempio, se la proprietà
modificata è Note, diventano casuali solo le altezze delle note, mentre i valori velocity,
length, durate e curve rimangono intatti.
2. Impostare i locatori sinistro e destro all’intervallo o durata desiderati.
Se l’intervallo stabilito è più lungo del(i) pattern i dati sono ripetuti per riempire l’intervallo.
3. Selezionare il dispositivo pattern mettendolo a fuoco.
D Le altezze casuali delle note restano nell’intervallo definito dal selettore
Octave.
D Il valore “Steps” (durata del pattern) non è modificato dalla funzione
Random.
D Gli step fuori dalla durata del pattern corrente non sono influenzati.
4. Aprire il menu Edit e selezionare “Copy Pattern to Track”.
Le note sono create tra i locatori sinistro e destro in base al pattern selezionato.
Randomize Pattern
! Copiando i pattern Matrix sono inclusi solo i valori Gate e Key!
Si usa per Redrum, Matrix e l’arpeggiatore RPG-8 (quando è attivo l’editor Pattern).
D Se è stato copiato un pattern Redrum è meglio disattivare il pulsante
“Enable Pattern Section” prima di riprodurre i nuovi dati traccia.
Altrimenti, sia il sequencer principale che quello del pattern sequencer suoneranno i campioni percussivi simultaneamente.
D Se è stato copiato un pattern Matrix è meglio scollegare Matrix (o
rimuoverlo) per evitare che Matrix e le note del sequencer suonino nello
stesso momento.
D Se per il dispositivo pattern sono stati automatizzati cambi pattern è
possibile riversare (render) tutti i pattern in note con una sola operazione usando la funzione del menu “Convert Pattern Track to Notes”.
Vedere a page 377.
Shift Pattern Left/Right
La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali, i quali possono essere ottimi
punti di partenza e aiutano a trovare nuove idee.
! Si noti che in Matrix, la funzione Randomize Pattern infuenza Gate, Note
e curva CV!
Randomize Drum
Le funzioni Randomize Drum creano pattern casuali per i canali sonori percussivi di
Redrum.
Alter Pattern
Si usa per Redrum, Matrix e l’arpeggiatore RPG-8 (quando è attivo l’editor Pattern).
Si usano per Redrum, Matrix, Thor (si chiama “Shift Sequencer Pattern Left/Right”) e
l’arpeggiatore RPG-8 (quando è attivo l’editor Pattern).
La funzione Alter Pattern modifica i pattern esistenti; si noti che per funzionare ci deve
essere qualcosa nel pattern - usare la funzione Alter su un pattern vuoto non serve a
niente.
Le funzioni Shift Pattern spostano di uno step a sinistra o destra le note in un pattern.
! Si noti che in Matrix, la funzione Alter Pattern influenza Gate, Note e
curva CV!
Shift Drum Left/Right
Si usano per Redrum.
Le funzioni Shift Drum spostano di uno step a sinistra o destra le note dello strumento
selezionato.
Shift Pattern Up/Down
Si usano per Matrix.
Le funzioni Shift Pattern trasportano in alto o in basso di un semitono tutte le note in
un pattern.
Alter Drum
La funzione Alter Drum modifica i pattern esistenti del suono percussivo selezionato.
Si noti che per funzionare ci deve essere qualcosa nel pattern di quel canale - usare la
funzione Alter Drum su un pattern vuoto non serve a niente.
Invert Pattern
Si usa per il dispositivo arpeggiatore RPG-8 (quando è attivo l’editor Pattern) e inverte il pattern (gli step attivi diventano pause, e viceversa).
MENU AND DIALOG REFERENCE
376
Arpeggio Notes to Track
Disconnect Device
Si usa per riversare l’arpeggio da un RPG-8 a clip note vere e proprie; perchè funzioni
devono essere stati registrati accordi o note sulla traccia RPG-8 ed essere impostati
i locatori (in modo che l’arpeggio sia generato quando si avvia la riproduzione dal locatore sinistro).
Rimuove tutte le connessioni audio e CV/gate dal(i) dispositivo(i) selezionato(i).
La funzione “Arpeggio Notes to Track” crea una clip nota tra i locatori sulla traccia
selezionata contenente le note generate dall’arpeggio. Si può quindi silenziare la(e)
clip nota originale sulla traccia di RPG-8 e modificare come al solito le note dell’arpeggio riversato.
Questa funzione inserisce un’area vuota tra i locatori nel sequencer principale; tutti gli
eventi oltre il locatore sinistro si spostano a destra per “fare spazio” all’area inserita.
Combine/Uncombine
D Selezionando più dispositivi nel rack e scegliendo “Combine” si crea un
dispositivo Combinator contenente i dispositivi selezionati.
D Selezionando il Combinator (oppure uno o più dispositivi contenuti in
esso) e scegliendo “Uncombine” si rimuovono i dispositivi dal Combinator e nel rack.
Nel caso sia selezionato l’intero Combinator, esso è rimosso e i dispositivi che
contiene sono spostati nel rack.
! Per i dettagli vedere il capitolo “Combinator” nel Manuale Operativo.
Create Track for... / Delete Track for...
Un dispositivo del rack può avere o meno una traccia sequencer; di default, i dispositivi strumento sono creati insieme a una traccia sequencer, mentre i dispositivi effetto,
mixer, ecc. sono creati senza tracce.
D Se è selezionato un dispositivo senza traccia sequencer, nel menu si chiama
“Create Track for [nome dispositivo]”.
Selezionarlo per creare una traccia sequencer vuota per il dispositivo.
D Se il dispositivo selezionato ha già una traccia sequencer, nel menu si
chiama
“Delete Track for [nome dispositivo]”.
Questo comando rimuove la traccia e tutto il suo contenuto ma il dispositivo
rimane.
Auto-route Device
Il routing automatico si ha quando le connessioni dei dispositivi audio e CV/gate sono
eseguite automaticamente in base a criteri di default; normalmente, il routing automatico è eseguito quando:
• Si crea un nuovo dispositivo.
• Si spostano, duplicano o incollano dispositivi tenendo premuto [Shift].
Insert Bars Between Locators
Remove Bars Between Locators
Questa funzione rimuove tutto il materiale tra i locatori nel sequencer principale; tutti
gli eventi oltre il locatore destro si spostano a sinistra per “colmare” il vuoto lasciato
dalla sezione rimossa.
Convert Pattern Track to Notes
Se su una traccia Redrum o Matrix sono stati registrati o disegnati cambi pattern è
possibile convertire l’intera traccia in note:
1. Selezionare la traccia con i cambi pattern.
2. Selezionare “Convert Pattern Track to Notes” dal menu Edit o da quello contestuale della traccia.
Per ogni clip pattern, il rispettivo pattern è convertito in clip note sulla traccia (con
gli stessi criteri della funzione “Copy Pattern to Track”); la traccia è riprodotta
come quando era riprodotto il dispositivo pattern con i cambi pattern.
D Dopo l’operazione tutte le clip pattern sono rimosse automaticamente
dalla traccia.
I pulsanti Enable Pattern Section (Redrum) e Pattern Enable (Matrix) sono disattivati automaticamente.
D Usando questa funzione con Matrix si devono spostare le clip nota sulla
traccia di un dispositivo strumento (in genere quello al quale è collegato
Matrix).
Questo perchè Matrix da solo non genera alcun suono.
Commit to Groove
Questa funzione è disponibile se la Track List è messa a fuoco e i canali del Mixer ReGroove sono assegnati a una o più corsie nota della traccia selezionata.
La funzione “Commit to Groove” sposta tutte le note (su tutte le corsie nota della traccia selezionata) alle rispettive posizioni “ groove” e poi resetta le impostazioni Groove
delle corsie nota a “No Channel”. In altre parole, rende “permanente” il groove - la
traccia suona esattamente come prima, ma si possono vedere e modificare le note
“groove”.
Tuttavia, se un dispositivo è già nel rack, si può “obbligarlo” al routing automatico
selezionandolo e poi scegliendo questa opzione.
Per maggiori informazioni sui criteri di routing automatico vedere a page 47.
MENU AND DIALOG REFERENCE
377
Track Parameter Automation
Get Groove From Clip
Questa funzione ha bisogno che sia selezionata una singola clip nota. La funzione
analizza tutte le note nella clip estraendone un “groove”, che può essere applicato ad
altre corsie nota o salvato come patch Groove per impieghi futuri.
1. Creare o registrare un “pattern” nota ritmico qualsiasi.
Si può registrare un pattern percussivo, ad esempio, oppure usare le note che
riproducono gli slice in un loop REX.
✪ Perchè il groove sia utile nella maggior parte degli stili musicali più diffusi è meglio se la clip nota dura un numero esatto di misure - preferibilmente 1, 2, 4 o 8 misure.
2. Aprire il Mixer ReGroove dal pannello di trasporto e selezionare un canale da
modificare (cliccando sul rispettivo pulsante Edit).
Qui è dove andrà a finire il groove personalizzato - scegliere un canale inutilizzato
se non si vuole sostituitre un groove specifico.
3. Con la clip nota selezionata scegliere “Get Groove From Clip” dal menu Edit
o da quello contestuale del sequencer.
Il groove è assegnato al canale del Mixer ReGroove con il nome “User”; selezionando quel canale del Mixer ReGroove per altre corsie nota, si può fare in modo
che la musica si adatti al groove personalizzato.
La finestra di dialogo Track Parameter Automation consente di aggiungere o rimuovere le corsie d’automazione per la traccia sequencer selezionata.
D I box di spunta a sinistra determinano se una corsia è visibile o meno.
Per attivare una corsia inserire la spunta nel rispettivo box.
D La colonna Automated indica se sulla corsia ci sono dati d’automazione
(clip).
Disattivando il box di spunta di un parametro automatizzato si cancellano i dati
d’automazione (come indica il simbolo d’automazione con il cestino).
D Se il box “Show Frequently Used Only” è attivo sono elencati solo i
parametri d’automazione più comuni.
Per vedere tutti i parametri disattivare il box di spunta.
New Note Lane
Questo comando aggiunge una nuova corsia nota alla traccia(e) selezionata (è come
cliccare sul pulsante “+ Lanes” situato sopra la Track List).
Merge Note Lanes on Tracks
Se su una traccia selezionata c’è più di una corsia nota questo comando unisce tutte
le clip nota su tutte le corsie in una singola corsia.
4. Nella finestra Tool selezionare la pagina Groove.
Qui si definisce come il groove influenza temporizzazione nota, velocity e durata
(length) e si salva il groove come patch ReGroove (includendo le impostazioni dei
cursori nella finestra).
Vedere il capitolo “Mixer ReGroove” nel Manuale Operativo.
Join Clips
Questa funzione ha bisogno che sia selezionata più di una clip sulla stessa corsia.
La funzione Join Clips unisce tra loro le clip selezionate.
! Se una delle clip contiene eventi mascherati nell’intervallo tra le clip,
questi eventi sono cancellati; inoltre, se le clip si sovrappongono sono
cancellati anche gli eventi nascosti.
Mute Clips / Unmute Clips
Se sono selezionate una o più clip non in muto, questo comando si chiama “Mute
Clips”. Le clip in muto (indicate senza colori e con i bordi sfumati) non sono riprodotte, ma possono essere modificate e distribuite come al solito.
Se sono selezionate solo clip in muto, questo comando si chiama “Unmute Clips”.
Il comando rapido per Mute/Unmute Clips è [M].
D Se ci sono più clip contenenti gli stessi controller performance (es. mod
wheel) alle stesse posizioni nella song sono mantenuti solo i dati dei
controller performance della corsia più in alto.
E’ lo stesso criterio applicato in riproduzione - i dati di controllo performance nella
corsia più in alto hanno la priorità.
MENU AND DIALOG REFERENCE
378
Crop Events to Clips
Quantize Notes
Note o punti d’automazione si possono collocare prima o dopo la fine di una clip.
Può accadere, ad esempio, ridimensionando una clip dopo la registrazione; le note
fuori dalla clip non si sentono in riproduzione, ma si possono vedere e modificare
aprendo la clip. Selezionando “Crop Events To Clips” si rimuovono questi eventi fuori
dalla(e) clip selezionata; se la Track List è messa a fuoco questa funzione è applicata
a tutte le clip della traccia(e) selezionata.
In Reason, la funzione Quantize si usa così:
Add Labels to Clips / Remove Labels from Clips
2. Aprire la finestra Tool e selezionare la pagina Tools.
Consente di nominare le clip selezionate.
3. Impostare i valore di quantizzazione (nel menu Value della sezione Quantize).
Esso determina a quali valori nota sono spostate le note quando si quantizza.
Per esempio, selezionando 1/16, tutte le note sono spostate o avvicinate alla posizione nota da 1/16 più vicina.
D Le clip con le etichette nome (e le rispettive corsie) sono un pò più grandi
per far spazio alle etichette.
D Selezionando “Add Labels to Clips” con una singola clip selezionata,
s’aggiunge un’etichetta “untitled” e si apre un box di testo per l’editing
dell’etichetta.
Se ci sono più clip selezionate, l’etichetta “untitled” è aggiunta a tutte le clip selezionate; per modificare i nomi delle clip doppio-click del mouse su ogni etichetta.
D Se tutte le clip selezionate hanno già un’etichetta il comando si chiama
“Remove Labels from Clips”.
Clip Color
Consente di scegliere un colore per la(e) clip selezionata.
Track Color
Permette di scegliere un colore per la traccia(e) selezionata; il colore scelto appare
nella Track List ed è assegnato a tutte le nuove clip che si creano sulla traccia. Tuttavia, le clip già sulla traccia non sono influenzate - per cambiare il colore delle clip esistenti selezionare le clip e usare la funzione “Clip Color”.
✪ Attivando l’opzione “Auto-color New Sequencer Tracks” del menu Options, le tracce assumono i colori assegnati automaticamente quando
sono create.
Repair Invalid Data in Clips
Se una clip d’automazione è stata spostata sulla corsia di un parametro con un intervallo di valori diverso (per il browsing incrociato con un altro tipo di dispositivo, ad esempio) essa appare come clip “aliena” e non è riprodotta.
A seconda dei dati, si può tentare di rimediare selezionando la clip e scegliendo ” Repair Invalid Data in Clips”; questa funzione scala i dati d’automazione nella clip in
modo che rientrino nell’intervallo di valori della corsia corrente.
! Se non è possibile scalare i dati appare un messaggio d’avviso.
1. Selezionare le note da quantizzare.
E’ possibile selezionare note all’interno di clip nota aperte, oppure una o più clip
nota chiuse per quanitzzare tutte le note nella(e) clip; selezionando una o più
tracce si quantizzano tutte le note in tutte le clip su tutte le corsie nota delle tracce
selezionate.
4. Selezionare un valore dal menu a tendina Amount.
E’ una percentuale che controlla di quanto è spostata ogni nota. Selezionando
100%, le note si spostano completamente alle posizioni più vicine del valore
Quantize; selezionando 50%, le note si spostano di metà strada, ecc..
5. Si possono rendere meno precisi i valori di quantizzazione aggiungendo un
valore casuale (Random).
L’intervallo di deviazione casuale è in tick; impostandolo a 10, le note quantizzate
sono distirbuite casualmente in un intervallo di +/- 10 tick intorno al valore della
griglia Quantize.
6. Cliccare sul pulsante Apply, selezionare “Quantize Notes” dal menu Edit o
premere [Command] / [Ctrl] -[K].
Le note sono quantizzate.
Edit Keyboard Control Mapping
Questo comando è disponibile se è selezionata la modalità Keyboard Control Edit;
apre una finestra di dialogo ove assegnare un controllo da tastiera del parametro
selezionato.
Clear Keyboard Control Mapping
Questo comando è disponibile se è selezionata la modalità Keyboard Control Edit.
Rimuove la mappatura di controllo da tastiera del parametro assegnato selezionato.
Clear All Keyboard Control Mappings for Device
Questo comando è disponibile se è selezionata la modalità Keyboard Control Edit.
Rimuove tutta la mappatura tastiera configurata per il dispositivo selezionato.
Edit Remote Override Mapping...
Questo comando è disponibile se nel menu Options è stata attivata la modalità Remote Override Edit; apre una finestra di dialogo ove assegnare una sostituzione remota delparametro selezionato.
MENU AND DIALOG REFERENCE
379
Clear Remote Override Mapping
Mouse Knob Range
Questo comando è disponibile se nel menu Options è stata attivata la modalità Remote Override Edit; rimuove la mappatura Remote Override del parametro assegnato
selezionato.
Consente di regolare la sensibilità al tocco delle varie manopole in Reason quando si
ruotano con il mouse; una sensibilità maggiore offre un grado di precisione superiore.
Si possono scegliere le opzioni Normal, Precise e Very Precise.
Clear All Remote Override Mappings for Device
Automation Cleanup
Questo comando è disponibile se nel menu Options è stata attivata la modalità Remote Override Edit; rimuove tutta la mappatura Remote Override configurata per il
dispositivo selezionato.
Automation Cleanup riduce il numero dei punti d’automazione quando si registra o disegna l’automazione; regolare questa opzione se registrazione o disegno dell’automazione introducono troppi (o troppo pochi) punti d’automazione.
• Si può anche farlo manualmente dalla finestra Tool (pagina Tools).
Copy/Paste Remote Override Mappings
Cable Animation
Questi comandi sono disponibili se nel menu Options è stata attivata la modalità Remote Override Edit; si possono usare per copiare le mappature Remote Override da
un dispositivo e incollarle in un altro dispositivo dello stesso tipo.
Se il dispositivo nel quale s’incolla è nella stessa song del dispositivo dal quale si copia, l’operazione sostituisce le mappature Remote Override esistenti.
In Reason i cavi virtuali sono animati in forma reale quando si gira il rack e si eseguono
le connessioni; è possibile disabilitare l’animazione di movimento dei cavi togliendo il
segno di spunta da questo box.
Preferences – General
Normalmente, tenendo per qualche istante il puntatore del mouse sopra un parametro
nel pannello del dispositivo appare un tooltip che indica nome e valore corrente del
parametro. Disattivando questa opzione i tooltip non sono visualizzati.
Show Parameter Value Tool Tip
Show Automation Indication
Di default, un parametro automatizzato nel sequencer è indicato da un quadratino colorato attorno al parametro sul pannello del dispositivo; disattivando questa opzione
l’automazione non è indicata.
Default Song
Di default, ad ogni avvio di Reason si apre una semplice song demo. Questa song di
default ha alcuni dispositivi e dati sequencer da riprodurre. Ogni volta che dal menu
File si seleziona “New”, si apre un template di una song di default (senza dati sequencer) con alcuni dispositivi selezionati: è un buon punto di partenza per creare le
proprie song.
Questa sezione consente d’impostare una delle seguenti opzioni Default Song:
•
•
•
Empty Rack - Apre un rack vuoto (o meglio quasi vuoto, poichè contiene l’Interfaccia Hardware di Reason.
Built In - Apre le song interne demo/template in base ai criteri descritti in precedenza.
Custom - Consente di selezionare una song di default personalizzata. Può essere
usata qualsiasi song di Reason, quindi se si creano spesso song utilizzando le
stesse (o simili) configurazioni di un dispositivo si può usare una song creata in
precedenza come song di default; tutte le nuove song che si creano avranno così
la stessa configurazione di quel dispositivo.
Per personalizzare il contenuto delle nuove song procedere come segue:
MENU AND DIALOG REFERENCE
380
1. Selezionare “New” dal menu File per creare una nuova finestra documento
song.
2. Aggiungere/rimuovere dispositivi ed eseguire le impostazioni desiderate.
In genere, la song di default contiene alcuni dispositivi ed eventualmente alcuni
pattern. E’ possibile anche eseguire collegamenti particolari tra i dispositivi o aggiungere alcuni dati sequencer.
Disattivandola, i nuovi dispositivi sono inizializzati - i parametri sono resettati ai rispettivi valori di default e non sono caricati campioni nei dispositivi basati sul campione.
Preferences – Audio
3. Salvare la song alla destinazione desiderata (preferibilmente nella cartella
programma di Reason) e con un nome a piacere.
4. Scorrere il menu Edit e aprire la finestra di dialogo Preferences.
5. Andare nella pagina General e sotto “Default Song” cliccare sul pulsante circolare “Custom”.
6. Cliccare sul pulsante browser a destra nella finestra di dialogo, individuare la
song salvata in precedenza e cliccare “Open”.
Il nome della song appare nel box di testo della finestra di dialogo.
7. Chiudere la finestra di dialogo Preferences.
Al lancio successivo del programma o selezionando “New” dal menu File, il nuovo
documento song conterrà i dispositivi e le impostazioni configurati.
CPU Usage Limit
Reason è un programma potente che però consuma molte risorse di processo.
Più dispositivi s’inseriscono nel rack, più si consumano risorse del computer.
Inoltre, usando sempre più risorse per l’audio, meno ne restano per l’interfaccia
utente, quindi rallentano sia le grafiche che le prestazioni generali del sistema.
Il parametro CPU Usage Limit consente di definire un limite alle risorse della CPU
destinate all’audio; le risorse rimanenti sono riservate all’interfaccia utente e alle
grafiche.
Impostarlo a un valore che permetta di usare agevolmente il programma anche
quando è riprodotto un documento song molto pesante.
Use High Resolution Samples
Reason riproduce i campioni a qualsiasi risoluzione. Per esempio, caricando campioni
a 24-bit in un campionatore o in Redrum, anche la riproduzione dei campioni sarà a
24-bit. Per fare in modo che Reason riproduca tali campioni alla risoluzione originale,
assicurarsi che questo box di spunta sia attivo.
Se è attivo e la scheda audio lo supporta, Reason riproduce i campioni ad alta risoluzione alle rispettive risoluzioni originali; se questa opzione non è attiva, Reason riproduce tutti i campioni alla risoluzione di 16-bit, indipendentemente dalle loro risoluzioni
originali.
Load Default Sound in New Devices
Se attiva, quando si crea un nuovo dispositivo (che supporta le patch) si carica una
patch di default (si è certi così che un nuovo dispositivo creato suona nel modo
giusto). Il suono di default determina anche la destinazione di default in Factory
Sound Bank quando si cercano le patch del nuovo dispositivo.
Master Tune
Permette di regolare l’intonazione complessiva in Reason. L’intonazione standard è il
“LA centrale” a 440 Hz; si può regolare questo valore di +/- 100 centesimi di semitono.
Audio Card Driver – Windows
Questo menu elenca tutti i driver per le schede audio disponibili nel sistema e permette di selezionare quello usato da Reason; l’opzione da scegliere dipende dall’hardware audio:
MENU AND DIALOG REFERENCE
381
D Selezionare un driver ASIO specifico per un determinato hardware audio.
Un driver ASIO scritto specificamente per un certo hardware audio ha una latenza
più bassa (vedere in seguito), supporta frequenze di campionamento superiori
(fino a 96 kHz con risoluzione di 24 bit/32 bit floating point) ed eventualmente
supporta meglio funzioni hardware aggiuntive, come le uscite multiple.
D Se per l’hardware audio non c’è un driver ASIO specifico selezionare il
driver Direct Sound.
Reason comunica così con l’hardware via Direct Sound (una parte del pacchetto
Microsoft DirectX); perchè ciò sia possibile sul computer deve essere installato
DirectX e ci deve essere un driver Direct Sound per l’hardware audio.
Active Channels
Visualizza il numero di canali audio (uscite) supportate dall’hardware audio corrente
selezionato; per una normale scheda audio questo numero è “2”. Se la scheda audio
ha più uscite ed è selezionato un driver che le supporta è disponibile il pulsante
“Channels”.
Cliccando su questo pulsante è possibile selezionare le uscite dei canali attive (coppie stereo). Le uscite attive sono indicate nell’Interfaccia Hardware di Reason.
D Se l’hardware audio non supporta Direct Sound (cioè non c’è un driver
Direct Sound per l’hardware audio) selezionare il driver MME.
Windows utilizzerà Multimedia Extensions, la parte di Windows che gestisce l’audio, il MIDI, ecc.. Il driver MME ha però valori di latenza superiori (vedere in seguito).
Audio Card Driver – Mac OS X
Questo menu elenca tutti i driver per la scheda audio disponibili sul sistema e consente di selezionare quello usato da Reason; l’opzione da scegliere dipende dall’hardware audio:
D Normalmente selezionare “Built-in audio”
Selezionare l’opzione che corrisponde all’hardware da usare (le connessioni audio
interne o un hardware audio aggiuntivo installato).
D Possono essere disponibili altre opzioni che riguardano principalmente
la compatibilità con tutte le configurazioni hardware/software possibili.
Usarle solo se necessario.
Clock Source (solo ASIO)
Usando un driver ASIO per l’hardware audio si può selezionare una sorgente di clock
(Clock Source) che si usa per determinare la sorgente alla quale la riproduzione audio
sincronizza la propria frequenza di campionamento; avendo una scheda audio e un
driver che supportano questa funzionalità si può scegliere la sincronizzazione a sorgenti esterne.
ASIO Control Panel (solo ASIO)
Se è selezionato un driver ASIO, questo pulsante apre un pannello di controllo specifico per quell’hardware audio che contiene impostazioni buffer, opzioni di routing, alternative di sincronizzazione, ecc..
Sample Rate
Consente di specificare la frequenza di campionamento in riproduzione; le opzioni disponibili in questo menu dipendono dalle frequenze di campionamento supportate
dall’hardware audio.
Play in Background
Attivando questa opzione, Reason non “rilascia la presa” sull’hardware audio quando
è attiva un’altra applicazione.
• Il vantaggio è che Reason continua la riproduzione mentre si lavora sull’altra applicazione.
• Lo svantaggio è che le altre applicazioni audio potrebbero non essere in grado di
riprodurre l’audio (dipende dal tipo di driver utilizzato).
MENU AND DIALOG REFERENCE
382
Output Latency & Buffer Size
La latenza d’uscita è il ritardo tra quando l’audio è “inviato” dal programma a quando
lo si sente; in un sistema audio la latenza dipende dall’hardware audio, dai driver e
dalle rispettive impostazioni.
Se la latenza è elevata si noterà che il suono arriva in ritardo quando si suona un dispositivo da una tastiera MIDI. Si potrà osservare anche un ritardo durante le regolazioni dei controlli sui pannelli dei dispositivi (per esempio, la riduzione del volume di un
dispositivo non si sentirà immediatamente, ma dopo il tempo di latenza); la latenza,
quindi, deve essere ridotta al valore più basso possibile.
Quando si seleziona un driver, il suo valore di latenza è rilevato e visualizzato automaticamente nella pagina Audio della finestra di dialogo Preferences; in base all’hardware
audio e al driver può essere possibile o meno regolare questo valore:
D Usando Reason in Windows con un driver Direct Sound o MME o in Mac
OS X con un driver audio Built-in, la latenza si regola con il cursore
Buffer Size o i pulsanti freccia su/giù; i valori massimi e minimi possibili
dipendono dal driver.
D Con un driver ASIO scritto specificamente per l’hardware audio, in genere le impostazioni hardware si eseguono cliccando sul pulsante Control Panel; appare la finestra ASIO Device Control Panel che può
contenere o meno i parametri per la regolazione della latenza; essa si regola modificando numero e/o dimensione dei buffer audio - più piccoli
sono i buffer audio, minore è la latenza. Per i dettagli consultare la documentazione di hardware audio e i rispettivi driver ASIO!
1. Configurare l’altra applicazione in modo che generi un buon click (per esempio, su note da 1/4 o 1/8, preferibilmente con un suono diverso sul primo
movimento).
Il click può arrivare da un metronomo interno o da una sorgente MIDI; usando una sorgente MIDI assicurarsi che la temporizzazione MIDI sia precisa.
2. Configurare Reason in modo che riproduca un ritmo simile a quello dell’altra
applicazione (si può usare un suono percussivo di Redrum, ad esempio).
3. Avviare le due applicazioni in sync.
4. Assicurarsi di sentire entrambe le applicazioni a un livello quasi uguale.
5. Aprire la finestra Preferences in Reason e selezionare la pagina Audio.
6. Regolare il valore “Latency compensation” fino a quando i “click” provenienti
da entrambe le sorgenti sono esattamente allo stesso tempo.
7. Chiudere la finestra di dialogo Preferences di Reason.
Preferences – Keyboards and Control Surfaces
OK, ma allora perchè non impostare la latenza al valore più basso possibile? Il problema è che a una latenza troppo bassa nascono problemi in riproduzione (click, rumori, interruzioni, ecc.). Ci sono molti motivi tecnici per i quali ciò avviene; quello
principale è che con buffer più piccoli (minore latenza) il consumo medio di risorse
della CPU aumenta.
Ciò significa anche che più la song di Reason consuma risorse della CPU (cioè più
dispositivi si usano) maggiore è la latenza minima richiesta per evitare problemi di
riproduzione.
Latency Compensation
Questo controllo in genere si regola solo quando si sincronizza Reason a un Clock
MIDI esterno.
A causa del problema di latenza, può essere necessario regolare la riproduzione di
Reason rispetto al Clock MIDI di sync master, in modo che entrambi siano in perfetta
sincronia.
Il tempo non è diverso tra i due, ma Reason potrebbe essere in anticipo o in ritardo
rispetto all’altra applicazione. Può quindi essere necessario regolare questo valore.
Tuttavia, è una cosa da fare una sola volta. L’impostazione è memorizzata con le altre
preferenze, quindi non c’è bisogno di regolarla di nuovo.
Procedere come segue:
Qui si configurano i dispositivi MIDI; tastiere e superfici di controllo.
MENU AND DIALOG REFERENCE
383
D L’elenco “Attached Surfaces” al centro mostra i dispositivi correnti aggiunti.
Selezionando un dispositivo nell’elenco è possibile modificarne le impostazioni o
cancellarlo dall’elenco cliccando rispettivamente sui pulsanti Edit o Delete.
3. Appare un’immagine della superificie di controllo selezionata, spesso insieme a un testo informativo da leggere attentamente.
In alcune superifici di controllo bisogna selezionare un preset specifico per poter
usare la superificie in Reason - ciò è indicato qui.
D Cliccando sul pulsante “Auto-detect Surfaces” si esegue una scansione
delle superfici di controllo collegate.
Ciò richiede una connessione USB o MIDI a due vie; si noti che non tutte le superfici di controllo supportano la rilevazione automatica - tuttavia si può sempre aggiungerne una manualmente.
D Se nell’elenco Attached Surfaces ci sono dispositivi collegati che non si
desidera usare in Reason togliere la spunta dal box “Use with Reason”.
D Il pulsante “Use No Master Keyboard” consente di disabilitare l’inserimento nota MIDI nel sequencer.
La tastiera Master designata non può essere vincolata a un dispositivo specifico segue sempre l’inserimento MIDI nel sequencer; selezionando la tastiera Master
nell’elenco Attached Surfaces e cliccando su questo pulsante è possibile vincolare la superficie sebbene non si potrà suonare il dispositivo. Per i dettagli vedere
il capitolo “Controllo Remoto” nel Manuale Operativo.
Aggiungere una superficie di controllo
Per aggiungere una superficie di controllo cliccare sul pulsante Add per aprire la
finestra di dialogo Control Surfaces e procedere come segue:
1. Selezionare il costruttore della superificie di controllo dal menu Manufacturer.
Se non è nel menu vedere in seguito.
2. Selezionare il modello della superficie di controllo dal menu Model.
Se non è nel menu vedere in seguito.
4. Dal menu a tendina MIDI Input selezionare la porta d’ingresso alla quale è
collegata la superificie di controllo.
Nel dubbio, cliccare sul pulsante Find e muovere un controllo o premere un tasto
sulla superificie di controllo in modo che Reason trovi il giusto ingresso.
D Alcune superfici di controllo possono avere più di un menu a tendina
MIDI Input.
Si devono selezionare le porte in tutti i menu a tendina MIDI Input.
D Alcune superfici di controllo hanno un menu a tendina MIDI Output.
In alcuni casi si chiama “Optional” - non si deve selezionare niente. In altri casi
serve un’uscita MIDI; è il caso delle superfici di controllo che utilizzano il feedback
MIDI - fader motorizzati, display, ecc..
5. Rinominare la superificie di controllo nel campo Name (se si desidera).
6. Cliccare OK per aggiungere la superficie di controllo.
D In base al modello della superficie può apparire un messaggio d’avviso
che ricorda di selezionare un preset specifico, ecc..
In alcuni casi, Reason può ri-memorizzare un preset alle impostazioni di fabbrica
nella superficie di controllo - un messaggio d’avviso informa di tale operazione.
Infine, tornare alla pagina Control Surfaces della finestra Preferences ove ora sono
elencate le superfici di controllo aggiunte.
MENU AND DIALOG REFERENCE
384
Se il modello della superificie di controllo non c’è nell’elenco
Se quando si prova ad aggiungerla la superficie di controllo non c’è nei menu a tendina Manufacturer o Model, significa che per quel modello non c’è un supporto nativo.
Reason, tuttavia, supporta tastiere e controller generici; ecco cosa si deve fare:
D Selezionare “Other” dal menu Manufacturer e poi scegliere una delle tre
opzioni presenti nel menu Model.
oppure, se c’è il costruttore ma non il modello specifico:
D Selezionare una delle tre opzioni “Other” del menu Model:
In entrambi i casi le opzioni sono:
• MIDI Control keyboard
Selezionarla se la tastiera MIDI ha manopole, pulsanti o fader programmabili.
La superificie di controllo deve essere configurata in modo che i controller trasmettano i giusti messaggi MIDI CC (a seconda del dispositivo di Reason da controllare - vedere la carta d’implementazione MIDI nella documentazione di Reason);
se la superficie di controllo ha template o preset per i vari dispositivi di Reason 2.5
essi si possono usare.
• MIDI Control Surface
Selezionarla se c’è un controller MIDI con manopole, pulsanti o fader programmabili ma senza tastiera; anche qui si devono impostare i controller in modo che trasmettano i giusti messaggi MIDI CC.
• MIDI Keyboard (No Controls)
Selezionarla se c’è una tastiera MIDI senza manopole, pulsanti o fader programmabili. Questa tastiera si usa solo per la riproduzione (inclusi i controller performance
come pitch bend, mod wheel, ecc.) - non si possono regolare i parametri di un dispositivo di Reason con questo tipo di superficie di controllo.
✪ In “Other” Manufacturer ci sono anche le opzioni “MIDI Keyboard Multichannel” e “MIDI Controller Multichannel”; usarle se i controlli sulla tastiera/superficie trasmettono lo stesso messaggio MIDI ma su canali MIDI
diversi. Vedere il capitolo “Controllo Remoto” .
D Per non usare affatto un tastiera Master, selezionare la superficie tastiera Master corrente e cliccare sullo stesso pulsante (si chiama “Use No
Master Keyboard”).
Master Keyboard Input
Determina come si configura l’ingresso della tastiera Master nel sequencer: a quale
traccia e dispositivo è diretta la tastiera Master (quale traccia suona dalla tastiera):
D In modalità Standard l’ultima traccia selezionata ha automaticamente
l’ingresso della tastiera Master.
Si può quindi cliccare ovunque su una traccia nella Track List e selezionarla per la
riproduzione (o usare i tasti freccia per spostarsi in alto e in basso nella Track List).
D In modalità Separated, si deve cliccare sull’icona del dispositivo a sinistra nelle Track List per definire l’ingresso della tastiera Master.
E’ utile lavorando su selezioni multiple nella Track List, oppure per selezionare varie tracce per l’editing senza cambiare il dispositivo che si suona dalla tastiera.
Preferences – Advanced Control
Ingressi External Control Bus
Gli ingressi External Bus forniscono fino a 64 canali d’ingresso MIDI distribuiti su
quattro bus da 16 canali ciascuno.
D Questi ingressi MIDI servono per il controllo dei dispositivi di Reason da
un sequencer esterno.
Può essere un sequencer esterno hardware o software installato sullo stesso computer che ospita Reason; vedere il capitolo “Routing MIDI in Reason”.
MIDI Clock Sync
Tastiera Master
Usando il Clock MIDI si può sincronizzare Reason a dispositivi hardware (registratori
a nastro, batterie elettroniche, sequencer in stand-alone, workstation, ecc.) e altri programmi in esecuzione sullo stesso computer o su un altro. Il Clock MIDI Clock è un
“metronomo” velocissimo che può viaggiare su un cavo MIDI. Fanno parte del concetto di Clock MIDI le istruzioni Start, Stop e individuazione delle posizioni nota da 1/
16.
Una delle superifici di controllo può essere la tastiera Master; è come le altre superifici di controllo, ma deve avere la tastiera e non può essere vincolata a un dispositivo
specifico di Reason (in altre parole, segue sempre l’ingresso MIDI del sequencer). E’
la superficie di controllo che si usa per suonare i dispositivi strumento di Reason.
D Selezionando innanzitutto l’ingresso MIDI adeguato usando il menu a
tendina MIDI Clock e poi selezionando “MIDI Clock Sync” nel menu Options, Reason è pronto a ricevere un segnale di sync MIDI Clock.
Per maggiori informazioni vedere il capitolo “Sincronizzazione”.
Una volta selezionato un modello continuare selezionando l’ingresso MIDI come descritto in precedenza.
D La prima superficie aggiunta con una tastiera (o trovata dalla rilevazione
automatica) è selezionata automaticamente come tastiera Master.
Ciò è indicato nell’elenco Attached Surfaces della pagina Preferences.
D Per usare un’altra superficie di controllo come tastiera Master, selezionarla nell’elenco e cliccare sul pulsante “Make Master Keyboard”.
Ci può essere una sola tastiera Master.
MENU AND DIALOG REFERENCE
385
International (solo Windows)
Reason è localizzato in diverse lingue; le impostazioni della lingua riguardano menu,
finestre di dialogo, tooltip e alcune scritte nei display, ma generalmente non influenzano le scritte sui pannelli dei dispositivi.
Perchè un cambio della lingua abbia effetto si deve riavviare il programma.
D In Mac OS X, Reason utilizza la lingua selezionata nel sistema operativo
(se applicabile).
Menu Create
Create Instrument / Create Effect
Selezionando questo comando si apre il Patch Browser, nel quale si possono cercare
le patch, indipendentemente dal tipo di dispositivo; in base all’opzione selezionata il
browser mostra solo le patch strumento o effetto.
D Selezionando una patch nel browser si crea automaticamente un dispositivo del tipo corrispondente in Reason, con la patch selezionata caricata.
Device List
Per creare un nuovo dispositivo selezionare quello desiderato dal menu Create.
D Il nuovo dispositivo è inserito nel rack sotto quello corrente selezionato.
Se non è selezionato un dispositivo quello nuovo è aggiunto alla base del rack.
D Aggiungendo un nuovo dispositivo, Reason tenta di collegarlo in modo
logico.
D Nel sequencer si crea automaticamente una traccia per il dispositivo.
La traccia ha lo stesso nome del dispositivo; inoltre, l’ingresso della tastiera Master è assegnato alla nuova traccia, per consentire di suonare subito il dispositivo
creato dalla tastiera MIDI.
! Di default, ciò vale solo per i dispositivi strumento, non per quelli mixer o
effetto. Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) quando si
crea il dispositivo è vero il contrario (cioè i dispositivi mixer ed effetti
prendono nuove tracce, quelli strumento no).
D Si noti che i dispositivi si possono creare anche con la tavolozza Device
nella finestra Tool.
Un doppio-click del mouse sull’icona di un dispositivo equivale a selezionarlo dal
menu Create; si può anche eseguire un drag & drop con il mouse dei dispositivi
dalla finestra Tool in qualsiasi posizione nel rack.
Menu Options
Internal Sync/MIDI Clock Sync/ReWire Sync
Queste tre opzioni si usano per specificare il tipo di sincronizzazione tempo:
Internal Sync
Attivandola, il programma non è sincronizzato ad alcuna sorgente esterna; esegue la
riproduzione al tempo impostato sul pannello di trasporto.
MIDI Clock Sync
Attivandola, il programma si sincronizza al Clock MIDI esterno, come stabilito nella
finestra di dialogo Preferences; il valore tempo sul pannello di trasporto non ha rilevanza. Reason esegue la riproduzione seguendo il tempo dei segnali MIDI Clock entranti.
ReWire Sync
Se attiva, Reason si sincronizza via ReWire a un’altra applicazione; non è attivabile
dall’utente, ma abilitata automaticamente quando il programma è in slave ReWire.
Enable Keyboard Control
Se attiva, i tasti della tastiera si possono usare per controllare i dispositivi, in base alle
impostazioni della modalità Keyboard Control Edit.
Keyboard Control Edit Mode
D Per avere una panoramica dei parametri controllabili a distanza selezionare “Keyboard Control Edit Mode” dal menu Options.
Facendolo, ogni dispositivo selezionato visualizza un simbolo freccia giallo accanto ad ogni parametro assegnabile al controllo da tastiera.
D Cliccando su un parametro assegnabile per selezionarlo, poi si può
selezionare “Edit MIDI Control Mapping” dal menu Edit.
Si apre una finestra di dialogo che consente di scegliere un comando rapido per il
parametro.
Si possono usare un tasto o una combinazione [Shift] + tasto qualsiasi.
D Premere il tasto (o la combinazione di tasti) che si desidera usare per il
controllo remoto del parametro.
Il campo “Key Received” momentaneamente indica che sta “acquisendo” (learn) la
pressione del tasto(i), poi una finestra di dialogo visualizza il nome del tasto premuto; se è stato usato [Shift], il box accanto alla scritta Shift è attivo.
Per configurare un controllo dalla tastiera si può anche eseguire un doppio-click del
mouse sulla freccia di un parametro assegnabile:
MENU AND DIALOG REFERENCE
386
D Appare un rettangolo rotante giallo che indica la modalità Learn; premere il tasto (o la combinazione tasti) da usare per il controllo remoto
del parametro.
La rotazione cessa e il rettangolo indica il tasto (o la combinazione) usato.
! Si noti che il pannello di trasporto usa il pad numerico per i vari comandi.
Assegnando un parametro a un singolo tasto numerico se ne sostituisce
la rispettiva funzionalità sul pannello di trasporto!
D Un altro metodo per assegnare i comandi rapidi dalla tastiera è deselezionare “Keyboard Control Edit Mode” nel menu Options ed eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / right-click (Windows) del mouse sul
parametro da controllare a distanza.
Si apre un menu nel quale una delle opzioni è “Edit Keyboard Control Mapping”.
Selezionandola si apre la finestra di dialogo Key Control; sapendo già che un
parame