Associazione Equipes Notre Dame
Preghiere per le riunioni
A L L E G ATO
“Lettera delle Equipes Notre Dame”
Periodico bimestrale della “Associazione Equipes Notre Dame”
Corso Cosenza, 39 - 10137 Torino - Tel. e fax 011/52.14.849
118
end
lettera
APRILE MAGGIO 2002
1
Equipe Notre Dame
Preghiere per le Riunioni
La gioia
Questo fascicolo delle preghiere per le riunioni d’equipe
è stato preparato da:
Lella e Carlo Cattaneo
Torino 2
2
3
Premessa
Valore di un sorriso
Cari amici,
il libretto delle preghiere di questo anno sottolinea il tema della gioia, il frutto dell’amore di Dio per tutti, che accompagna i giorni di noi due, coppia
anziana arrivata ai 50 anni di matrimonio.
Essere nella gioia non significa vivere senza preoccupazioni o sofferenze, ma sapere e credere che Dio è presente, qui e ora, luce che sostiene e illumina i passi, che toglie le incertezze, dona la pace interiore. Ma la tentazione
c’è sempre. Siamo talmente abituati a vivere nella certezza di essere accompagnati da Dio nella nostra vita, che talvolta non ci fermiamo ad adorare
questa realtà che ci è stata annunciata: corriamo troppo e a poco a poco Dio
acquista il nostro volto o la nostra dimensione. Noi fortunati, noi privilegiati,
chiamati ad essere il sale della terra, perdiamo il nostro sapore, non siamo
più lievito per il mondo che aspetta di conoscere una ragione per sperare.
Riscopriamo la nostra chiamata e il dono ricevuto e singolarmente, in
coppia e con gli amici dell’équipe, meditiamo la parola di Dio che ci rende
partecipi della sua resurrezione invitandoci alla gioia. Aggiungiamo alle preghiere proposte alcuni pensieri di persone che hanno così tradotto nella loro
vita la parola di Dio che parla sempre al presente.
Allegati al testo vi sono alcuni brani del Padre Henri Caffarel, fondatore delle Equipes, sulla preghiera.
Lella e Carlo Cattaneo
Torino 2
Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.
(P. Faber)
4
UNA GIOIA DA TEMPO ATTESA
1
Una gioia da tempo attesa
L
eggiamo e meditiamo la speranza degli antichi e la realtà annunciata
da Gesù.
5
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia val più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
A te si stringe l’anima mia
e la forza della tua destra mi sostiene.
•••
Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
(Isaia 11, 1-2)
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era
scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato
con l’unzione, e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio.
(Luca 4, 17-18)
Salmo 63
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco.
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz’acqua.
Signore,
sono così certo di trovarti
al termine della mia ricerca
che nessun itinerario mi spaventa,
nessun vuoto mi arresta.
Le strade più pericolose
non mi toglieranno la speranza.
Dovunque io vada
in qualunque modo avanzi
vengo verso di te.
(Cartesio)
Preghiamo.
Donaci, Signore, un cuore capace di ascoltare e di vedere, capace di scoprire
che la gioia nasce da te e splende ogni giorno davanti a noi, nel nostro quotidiano. Fa’ che sappiamo riconoscerla e farla nostra, per diffonderla intorno
a noi come in un continuo giorno di festa.
6
LA GIOIA DEI DISCEPOLI E DEI SEMPLICI
2
La gioia dei discepoli e dei semplici
L
eggiamo e meditiamo lo stupore gioioso degli inviati di Gesù; non è
capitato anche a noi, dopo aver superato con l’aiuto di Dio certe situazioni difficili ?
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demoni
si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse: “Io vedevo Satana cadere dal
cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti
rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose
ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì Padre, perché così a te è
piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il
Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il
Figlio lo voglia rivelare”
(Luca 10, 17-22)
Salmo 18
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Con l’uomo buono tu sei buono,
con l’uomo integro tu sei integro,
con l’uomo puro tu sei puro,
con il perverso tu sei astuto.
Perché tu salvi il popolo degli umili,
ma abbassi gli occhi dei superbi.
Tu, Signore, sei luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.
Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli
e canterò inni di gioia al tuo nome.
•••
L’uomo è irragionevole, illogico, eccentrico:
non importa, amalo.
Se fai il bene ti attribuiranno secondi fini egoistici:
non importa, fai il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi troverai falsi amici e veri nemici:
non importa, realizzali.
Il bene che fai verrà domani dimenticato:
non importa, fallo.
7
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9
LA GIOIA DEI DISCEPOLI E DEI SEMPLICI
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile:
non importa, sii franco ed onesto.
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo:
non importa, costruisci.
Se aiuti la gente, se ne risentirà:
non importa, aiutala.
Dai al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:
non importa, continua.
(Madre Teresa di Calcutta)
Preghiamo.
Signore Gesù, con te noi pure vogliamo benedire il Padre, che nel suo
immenso amore ha scritto i nostri nomi nei cieli. Fa’ che la nostra vita si realizzi in gioioso servizio d’amore.
3
Fecondità e gioia del bene
L
eggiamo e meditiamo la parola che ci sprona al rischio dell’impegno,
per il Regno di Dio.
Avverrà come di un uomo che, partendo per un lungo viaggio, chiamò i
suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro
due, a un altro uno, a ciascuno secondo le sue capacità, e partì.
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò
altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una
buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti
con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque,
dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti, ecco ne ho guadagnati
altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele, - gli disse il suo padrone – sei
stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto, prendi parte alla gioia del
tuo padrone”.
(Matteo 25, 14-21)
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FECONDITA’ E GIOIA DEL BENE
Salmo 96
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
E con verità tutte le genti.
•••
Anche se stanco e spossato, uomo, non ti riposare,
non abbandonare la tua lotta solitaria,
continua, non ti riposare.
Batterai sentieri incerti e aggrovigliati,
non salverai forse, che qualche povera vita,
ma non perdere la fede, uomo,
non ti riposare.
La tua stessa vita ti consumerà e ti sarà ferita,
crescenti ostacoli sorgeranno sul tuo cammino:
uomo, caricati di questi pesi,
non ti riposare.
Salta al di là delle pene e degli affanni
FECONDITA’ E GIOIA DEL BENE
11
Pure se fossero alti come le montagne.
E anche se non intravvedi che campi aridi e sterili,
ara, uomo, questi campi,
non ti riposare.
Il mondo sarà avvolto nelle tenebre,
sarai tu a gettarvi luce,
disperderai l’oscurità che lo circonda.
Anche quando la vita ti abbandoni, uomo,
non ti riposare.
(Gandhi)
Preghiamo.
Noi tutti, o Signore, abbiamo ricevuto preziosi talenti, e tu ci hai invitati a
farli fruttificare fino al giorno del tuo glorioso ritorno. Allora giudicherai la
fedeltà alla consegna che ci hai dato; tu che ci vuoi partecipi della tua gioia
divina. Fa’ che sappiamo rispondere alle tue attese.
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LA GIOIA DI RICOMINCIARE
4
La gioia di ricominciare
L
eggiamo e meditiamo la parola che ci spinge a ricominciare ogni giorno
il cammino verso il Padre.
Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome
Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma
non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse
avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: ”Zaccheo, scendi
subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse
pieno di gioia.
(Luca 19, 1-6)
13
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
della santità del tuo tempio.
Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza;
speranza dei confini della terra
e dei mari lontani.
•••
Signore,
dammi la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare.
Dammi il coraggio di cambiare
Le cose che posso cambiare.
E dammi la saggezza
di capire la differenza
tra le cose che non posso cambiare
e quelle che dovrei avere il coraggio di cambiare.
(anonimo)
Salmo 65
A te si deve lode, o Dio, in Sion:
a te si sciolga il voto in Gerusalemme.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale.
Pesano su di noi le nostre colpe,
ma tu perdoni i nostri peccati.
Beato chi hai scelto e chiamato vicino,
abiterà nei tuoi atrii.
Preghiamo.
Signore Gesù, noi siamo piccoli come Zaccheo, e tu ci hai fatto sorgere il
desiderio di conoscerti e capire che cosa vuoi da noi. L’incontro con le équipes è stato il nostro albero per vederti meglio. Rendici capaci di accogliere
te, e la gioia che proviene da te, per essere, col tuo aiuto, dono generoso per
tutti i nostri fratelli.
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LA GIOIA DI SCOPRIRE
5
La gioia di scoprire
L
eggiamo e meditiamo la parola che ci invita a non accontentarci mai, e a
ricercare la volontà di Dio per noi.
Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo
trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi
e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose:
trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
(Matteo 13, 44-46)
Salmo 105
Lodate il Signore e invocate il suo nome,
proclamate tra i popoli le sue opere.
Cantate a lui canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi del suo santo nome:
goisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiute,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca:
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
E’ lui il Signore, nostro Dio,
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su tutta la terra i suoi giudizi.
Ricorda sempre la sua alleanza:
parola data per mille generazioni,
l’alleanza stretta con Abramo
e il suo giuramento ad Isacco.
•••
Tu sei al di sopra di noi,
tu sei uno di noi,
tu sei anche in noi.
Possano tutti vedere te anche in me,
possa io preparare la strada per te,
possa io rendere grazie
per tutto ciò che mi toccherà.
Possa io non dimenticare i bisogni altrui.
Tienimi nel tuo amore
così come vuoi
che tutti dimorino nel mio.
Possa tutto in questo mio essere
volgersi alla tua gloria
e possa io non disperare mai
perché sono nelle tue mani
e in te è ogni forza e bontà.
(Dag Hammarskjold, segretario dell’ONU)
Preghiamo.
Aiutaci, Signore, a scoprire te, nostro tesoro, nel campo della nostra esistenza quotidiana, e donaci la forza di impegnarci con tutto ciò che siamo,
per camminare con te che sei la sorgente della gioia.
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LA GIOIA RITROVATA
6
La gioia ritrovata
L
eggiamo e meditiamo l’Amore senza fine che ci cerca, ci attende, ci
abbraccia, nonostante i nostri ritardi.
Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove
nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova ? E ritrovatala,
se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini
dicendo: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta”. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che
per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
(Luca 15, 4-7)
Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è
tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto
ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
(Luca 15, 31-32)
Salmo 27
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me ! rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”;
il tuo volto, Signore, io cerco.
•••
Credo in Dio, e credo nell’uomo come immagine di Dio.
Credo negli uomini, nel loro pensiero,
nella loro sterminata fatica
che li fa essere quello che sono.
Credo nella vita come gioia e come durata:
non prestito effimero dominato dalla morte
ma dono definitivo.
Credo nella vita come possibilità illimitata
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LA GIOIA RITROVATA
di elevazione e di sublimazione.
Credo nella gioia: la gioia di ogni stagione, di ogni tappa,
di ogni aurora, di ogni tramonto,
di ogni volto, di ogni raggio di luce
che parta dal cervello, dai sensi, dal cuore.
Credo nella possibilità di una grande famiglia umana
quale Cristo la volle:
scambio di tutti i beni
dello spirito e delle mani, nella pace.
Credo in me stesso, nella capacità che Dio mi ha conferito
perché possa esperimentare
la più grande delle gioie
che è quella del donare e del donarsi.
(P.Giulio Bevilacqua)
Preghiamo.
Signore, quando, colpiti da una perdita o da un dolore, interrompiamo il
nostro correre affannoso e ti cerchiamo, troviamo pace in te perché solo allora comprendiamo che tu da sempre ci sei vicino, perché ci ami, e la tua gioia
è ritrovarci.
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L’alba della Gioia
L
eggiamo e meditiamo, con reverenza e tremore, l’annuncio della nuova
vita.
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di
Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un
gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la
pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo
vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi !
So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto;
venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io
ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le
donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
(Matteo 28, 1-8)
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Salmo 148
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere.
Lodatelo, sole e luna,
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
Lodatelo, cieli dei cieli,
voi acque al di sopra dei cieli.
Lodino tutti il nome del Signore,
perché egli disse e furono creati.
Li ha stabiliti per sempre,
ha posto una legge che non passa.
Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti abissi,
fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,
monti e voi tutte, colline,
alberi da frutto e voi tutti, cedri,
voi fiere e tutte le bestie,
rettili e uccelli alati.
I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le fanciulle,
i vecchi assieme ai bambini
lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime,
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.
L’ALBA DELLA GIOIA
L’ALBA DELLA GIOIA
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Signore, tu sei l’infinito amore,
ogni bellezza, ogni bontà:
da te vengono e a te tornano tutte le cose.
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio,
perché il male e il caos che sono in me
non mi travolgano.
Donaci pace con te, o Dio,
pace con gli uomini,
pace con noi stessi,
e liberaci dalla paura.
Tu, che io non conosco, ma cui appartengo,
tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino,
fa’ che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interiori
in amore e pazienza,
in fedeltà e in coraggio,
in rettitudine ed umiltà, in quiete.
Fa’ che io non disperi mai
perché sotto la tua mano
è ogni forza e bontà.
(Dag Hammarskjold, segretario dell’ONU)
Preghiamo.
Anche noi, o Signore, siamo tante volte, come le donne al sepolcro, tremanti e impauriti; ma tu ci inviti con forza a non avere paura. Aiutaci a essere pronti a correre, come loro, pieni di gioia, ad annunciare che Gesù è risorto, il tuo amore ha vinto la morte e il male non trionferà.
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UNA GIOIA CHE INFIAMMA IL CUORE
8
Una gioia che infiamma il cuore
L
eggiamo e meditiamo l’ora del dubbio e preghiamo perché la fede sorregga la nostra speranza.
Due discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro
occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi
discorsi che state facendo fra voi durante il cammino ?” … Gli risposero:
“Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in
parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri
capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò sono passati
tre giorni da quando queste cose sono accadute” …
Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei
profeti ! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria ?” E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in
tutte le scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se
dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si
fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò
e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui
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sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il
cuore in petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci
spiegava le scritture?”
E partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano con loro.
(Luca 24, 13-17, 19-21, 25-31)
Salmo 145
O Dio mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano,
ma disperde tutti gli empi.
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UNA GIOIA CHE INFIAMMA IL CUORE
9
Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo
in eterno e sempre.
Inviati ad annunciare la gioia
•••
Quella vecchietta cieca che incontrai
la notte che mi spersi in mezzo ar bosco
me disse: “Se la strada nun la sai
te riaccompagno io che la conosco.
Se ci ài la forza de venimme appresso
de tanto in tanto te darò una voce
fino là in fondo ove c’è un cipresso,
fino là in cima dove c’è la croce”.
Io risposi: “Sarà ma trovo strano
che mi possa guidà chi nun ce vede”.
La cieca allora me pijò la mano
e sospirò: “Cammina !”.
Era la Fede.
(Trilussa)
Preghiamo.
Sciocchi e tardi di cuore: con queste parole, o Signore, ti rivolgi ai discepoli sulla strada di Emmaus, e a noi in cammino lungo la strada della nostra
vita, quando il nostro cuore è pieno di dubbi e di sfiducia. Ravviva la nostra
fede, alza la nostra fiammella, fa’ che brilliamo alti sul grigiore del mondo,
portatori attorno a noi della gioia della tua presenza.
L
eggiamo e meditiamo la benedizione e la promessa di Gesù, per non
dimenticare mai il nostro compito.
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù
aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però
dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in
cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole
nel nome del Padre e del Figlio e dello Sprito Santo, insegnando loro ad
osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
(Matteo 28, 16-20)
Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre
li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo
adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel
tempio lodando Dio.
(Luca 24, 50-53)
Salmo 150
Lodate il Signore nel suo santuario,
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi,
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba,
lodatelo con arpa e cetra;
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INVIATI AD ANNUNCIARE LA GIOIA
lodatelo con timpani e danze,
lodatelo sulle corde e sui flauti.
Lodatelo con cembali sonori;
lodatelo con cembali squillanti;
ogni vivente dia lode al Signore.
•••
Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.
Dov’è l’odio fa’ che io porti l’amore,
dov’è offesa, che io porti il perdono,
dov’è discordia, che io porti l’unione,
dov’è errore, che io porti la verità,
dov’è tristezza, che io porti la gioia,
dove sono le tenebre, che io porti la luce.
Fa’ che io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto di consolare,
di essere compreso, quanto di comprendere,
di essere amato, quanto di amare.
Perché è donando che si riceve,
è perdonando che si è perdonati,
è morendo che si resuscita a vita eterna.
(S.Francesco d’Assisi)
Preghiamo.
Signore, fa’ che il tuo messaggio di speranza e di gioia sia da noi cristiani, tutti, portato nelle realtà quotidiane in modo trasparente e fedele, così che
il mondo lo possa udire ed esserne attirato, e conosca finalmente la pace.
Beatitudini per il nostro tempo
Beati quelli che sanno ridere di se stessi:
non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere
un ciottolo da una montagna:
eviteranno tanti fastidi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno molte cose nuove.
Beati quelli che sono attenti
alle richieste degli altri:
saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete
guardare con attenzione le cose piccole
e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare con benevolenza
gli atteggiamenti degli altri
anche contro le apparenze:
sarete giudicati ingenui
ma questo è il prezzo dell’amore.
Beati quelli che pensano prima di agire
e che pregano prima di pensare:
eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che sapete riconoscere
il Signore in tutti coloro che incontrate:
avete trovato la vera luce e la vera pace.
(serie lode – Edizioni Paoline)
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ALLEGATO
Gomito a gomito
La preghiera
Pietre miliari per il cammino
Breve antologia di scritti di Henri Caffarel
P
erché stancarvi nel seguire Dio
come se fosse al di fuori di
voi stessi?
Egli è in voi nel cuore del vostro
essere.
Presente, vivo, amante. E’ lì che vi
chiama, vi aspetta per unirvi a Lui.
Dio è lì, però noi non ci siamo. La
nostra vita trascorre all’esterno di noi
stessi o, per lo meno, nella periferia
del nostro essere, in quella zona delle
sensazioni, delle emozioni, delle
discussioni … In quella periferia della
nostra anima, rumorosa e inquieta.
E se improvvisamente ci ricordiamo
di Dio e desideriamo incontrarlo,
usciamo da noi stessi e lo cerchiamo
fuori quand’Egli è dentro di noi.
Ignoriamo i sentieri della nostra
anima che ci condurrebbero alla cripta sotterranea e luminosa dove risiede
Dio. Oppure, se li conosciamo ci
manca il coraggio di percorrerli.
Arrivare al centro di se stessi è un’impresa così difficile ?
La preghiera è allontanarsi da questa
periferia tumultuosa del nostro essere,
è raccogliere e riunire tutte le nostre
facoltà ed addentrarci nella notte arida
fin nel profondo della nostra anima.
Lì, all’entrata del santuario, ormai
non rimane altro che fare silenzio e
stare attenti.
Non si tratta di una sensazione spirituale, di esperienza interiore, si tratta
di fede: credere nella Presenza, adorare in silenzio la Trinità vivente,
offrirsi e aprirsi alla sua vita traboccante; attaccarsi, comunicare con il
suo Atto eterno.
Poco a poco, con il passare degli
anni, la punta del nostro essere spirituale, affinato dalla grazia, si farà più
sensibile a questo ‘respiro di Dio’ in
noi, al suo Spirito di amore.
Poco a poco la nostra vita esteriore
sarà la manifestazione, l’epifania
della nostra vita interiore.
Sarà santa perché in fondo al nostro
essere saremo strettamente uniti a
Dio che è santo: sarà feconda e
ruscelli di acqua viva usciranno da
noi, perché saremo strettamente uniti
alla stessa sorgente della vita.
V
ogliamo pregare ? Dobbiamo
prendere coscienza della nostra
appartenenza alla Chiesa. Colui che
si isola, non incontrerà Dio, perché
Egli ci attende nella Chiesa.
Non sarete tentati da un certo
individualismo spirituale ? Non sarà
qui la spiegazione del vostro scoraggiamento ? E’ nella Chiesa, uniti
spiritualmente a tutti i nostri fratelli, che dobbiamo pregare.
Pregate in mezzo a loro, unite la
vostra voce alla sua, alla preghiera
dei sacerdoti e dei fedeli, degli
uomini di ieri, di quelli di oggi, di
quelli di domani.
Pregate anche nel suo nome,
considerate che fate un servizio,
prestate la vostra voce, la vostra
anima, alla comunità intera che
attraverso voi vuole dirigersi verso
il Padre.
E’ ancora di più. Dovete anche
pregare per i vostri fratelli. Sapete
che nella grande comunione dei
santi, contate su di loro mentre essi
contano su di voi. Claudel lo ha
espresso in modo inimitabile in “Un
poeta guarda la croce”. Ascoltatelo.
Non disponiamo soltanto delle
nostre forze per amare, capire e
servire Dio, bensì di tutto ciò che
esiste, dalla Vergine benedetta nell’alto dei cieli fino al povero lebbroso africano che, con una campanella in mano, si serve di una
bocca putrida per sussurrare le
risposte alla Messa.
Tutto il creato visibile e invisibile,
tutta la storia, tutto il passato,
tutto il presente e tutto l’avvenire,
tutta la natura, tutto il tesoro dei
santi, moltiplicato dalla grazia,
tutto è a nostra disposizione, tutto
questo è il nostro prolungamento e
il nostro strumento di lavoro.
Tutti i santi, tutti gli angeli sono
con noi. Possiamo servirci dell’intelligenza di S.Tommaso, del braccio di S.Michele, e dei cuori di
S.Giovanna d’Arco e di Caterina da
Siena e di tutte le loro risorse
latenti che, con il solo avvicinarle,
facciamo vibrare in noi.
Tutto ciò che è buono, che è
grande e bello, da un confine
all’altro della terra, tutto ciò che è
causa di santità, come la malattia è
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ALLEGATO
causa di febbre, è come se fosse
opera nostra. L’eroismo dei missionari, l’ispirazione dei dottori, la
generosità dei martiri, il genio degli
artisti, la preghiera infiammata
delle Clarisse e delle Carmelitane, è
come se fossimo noi, siamo noi !
Dal Nord al Sud, dall’alfa all’omega, e da Levante a Occidente, tutto
è uno con noi, ce ne appropriamo,
ci accompagna.
Entrate poi nel gioco lealmente,
generosamente; non cominciate
mai la vostra preghiera senza unirvi
al ‘Cristo totale’, alla moltitudine
dei credenti in adorazione davanti
al Padre, senza sentirvi gomito a
gomito con i vostri fratelli di tutto
l’universo, quelli della terra e quelli
del cielo.
E dopo pregate con loro, per loro
e tramite loro. Quante volte vi
riscoprirete ricchi e forti, quando
sarete arrivati alla preghiera confusi
nella vostra miseria, nella vostra
debolezza, nella vostra solitudine.
Il rendimento di grazie
del figlio di Dio
I
l Cristo è il primo degli adoratori
in spirito e verità che attende il
Padre. E’ anche il solo vero cantore
della creazione, non perché
disprezzi le lodi balbettanti di tutti
gli uomini religiosi dall’inizio del
mondo, ma perché le incorpora
nella sua grande preghiera e così le
salva dal nulla, fa trovare loro un
senso e un’efficacia...
Senza dubbio, nulla ci rivela
meglio la dimensione più profonda
della sua preghiera di una piccola
frase che spesso esce dalle sue labbra: “Padre, ti rendo grazie”. Grido
di tenerezza filiale, traduce bene,
più di un semplice slancio di riconoscenza, il moto intimo del suo
essere, l’onda che lo solleva e lo
porta verso il Padre, che lo consegna all’abbraccio paterno.
Il suo rendimento di grazie
trova, sulla croce, la sua espressione
più completa. Avendo reso grazie,
egli sacrifica se stesso e il Padre,
che gradisce la sua offerta, lo resu-
ALLEGATO
scita e lo glorifica, facendolo sedere
alla sua destra.
Tornato al Padre, dopo il suo
breve soggiorno tra gli uomini, il
Figlio riprende, nel seno della
Trinità, il suo compito per l’eternità: al Padre che, in un gran movimento di beata generosità, versa su
di lui la pienezza del suo essere, il
Figlio si offre in cambio di un sussulto di rendimento di grazie gioioso e amorevole. Flusso e riflusso
d’amore. “Verrebbe da dire, due
onde possenti che corrono impetuosamente l’una verso l’altra, si
scontrano, si fondono e si slanciano verso il loro letto, in un gorgo
immenso”. Gorgo immenso che non
è altro che lo Spirito Santo. Giunti
al culmine possiamo cogliere la
sostanza della preghiera di Gesù
sulla terra: si tratta essenzialmente
del rendimento di grazie del Figlio
in seno all’eterna Trinità, vissuto in
un cuore d’uomo. Così è stato, così
è sempre. Infatti quando si dice che
Gesù è assiso alla destra di Dio,
non bisogna pensare che si sia
allontanato dagli uomini. Egli è e
resterà presente e orante in mezzo
a noi fino alla fine dei tempi: così
ha promesso. Egli si impossessa di
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noi, nella misura in cui glielo consentiamo, ci lega a lui per formare
un unico Corpo, una sola Chiesa.
Attraverso il dono dello Spirito
Santo, infonde a questo corpo la
sua preghiera, il suo rendimento di
grazie eterno: gli comunica il fremito del suo amore filiale, lo solleva, lo orienta, lo trascina verso suo
Padre.
Così la preghiera che sale dalla
Chiesa verso Dio, dall’Oriente
all’Occidente, di giorno e di notte,
non è altro che l’eterno rendimento
di grazie del Figlio. “E’ veramente
cosa buona e giusta, nostro dovere
e fonte di salvezza, rendere grazie e
sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno … “ cantano in
ogni Messa le voci mescolate e
indissociabili di Gesù e della sua
Chiesa.
Il vero senso della preghiera cristiana che stiamo cercando, l’abbiamo infine trovato. Come nel
corpo umano l’anima è presente in
tutte le membra, in ogni cellula,
così nel grande corpo mistico del
Cristo diffuso su tutta la superficie
della terra, la preghiera, il rendimento di grazie di Gesù Cristo è
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presente in ogni cristiano, in ciascuno è la sua vita. Ciò non è all’inizio che un tizzone sotto la cenere, ma quando il grande soffio
dello spirito alita su di esso (ed è
proprio questo che accade quando
si prega) la fiamma si risveglia, si
sprigiona un grido: Padre, Padre !
(Rom. 8,15). Di anno in anno, il
fuoco della preghiera del Cristo
pervade tutto l’essere del cristiano
fin nell’intimo e gli fa vivere, a
questo punto, la grande esperienza
di S.Paolo: “Sono crocifisso con
Cristo, non sono più io che vivo,
non sono più io che prego, è il
Cristo che vive, che prega in me”.
Così il cristiano che prega
risponde all’appello che Gesù gli
rivolge nell’intimo della sua anima;
quello stesso che Dio inviava già ai
ALLEGATO
giusti nell’antica legge: “Figlio mio,
dammi il tuo cuore”. Donami il tuo
cuore, le tue labbra, la tua vita.
Voglio in te e attraverso te adorare
il Padre, cantare la sua lode, rendergli grazie per la sua grande gloria e il suo invincibile amore, perseverare nella mia immensa intercessione per l’umanità in pericolo;
voglio gridare, in te e per mezzo di
te, il desiderio che mi infiamma:
“Padre, venga il tuo regno !”.
Questo è il mistero della preghiera cristiana: è la preghiera del
Figlio di Dio, piantata nel cuore
dell’uomo e vissuta nella Chiesa.
Henri Caffarel,
‘Lettere sulla preghiera’
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