Giornate particolari
E anche stavolta la festa natalizia è andata. Come al solito nascono litigi,
anche da parte mia perché nei preparativi di queste occasioni è tutto un
fuggi fuggi, ci sono grandi pulizie, addobbi etc… Ma alla fine abbiamo delle
soddisfazioni anche se ci sono state difficoltà con l’apparecchiatura della
tavola. Non erano previste tante persone; diciamo colpa nostra che non avevamo contato gli invitati e in fretta e in furia abbiamo aggiunto tavoli per
tutti.
Mi ha fatto molto piacere che ci fossero due vecchie compagne, Patrizia e
Cinzia. Non è facile ritrovarsi con molti invitati; rende felici vedere compagne
con i figli, con i genitori o con i loro fidanzati, è un’occasione particolare.
Quasi alla fine del pranzo ho letto un mio pensiero, nei giorni precedenti ero
lì che mi dicevo “cosa ci vuole a leggere uno scritto”, mi davo coraggio da
sola, il 21 dicembre scorso invece non era così, sono andata da prima dalla
comandante. “C’è troppa gente e la mia voce è bassa, mica mi sentono”,
le ho detto. Così ha voluto chiamare l’educatrice ma ero lì a giustificarmi e
a scappare dal mio imbarazzo. Le ho anche chiesto se poteva leggerlo qualcun altro, ma subito dopo ho detto “ok ci provo”, infatti sono andata vicino
alla comandante come se lei mi desse coraggio. Penso di aver detto una
cosa stupida all’inizio “dovrei leggere un mio pensiero, non fate caso se balbetto”, poi sono partita a leggere ma mi sono ritrovata a un certo punto che
non avevo più fiat, il viso mi bruciava e di sicuro ero rossa come un peperone, sudavo, e quella lettera era interminabile; l’emozione di ritrovarmi lì
era troppo grande e arrivata alla fine della lettera sono scappata sedendomi al mio posto. Mi scendeva qualche lacrima e stavo riprendendo fiato.
Grazie a tutti dell’occasione a noi concessa.
Ricetta per dieci persone
Ingredienti:
mezzo chilogrammo di zucchini
mezzo chilogrammo di carote
mezzo chilogrammo di cipolla
mezzo chilogrammo di verza
mezzo chilogrammo di ceci secchi
mezzo chilo di pomodori
mezzo chilogrammo di patate
2 chilogrammi di cous-cous
prezzemolo
250 grammi di bur ro
un bicchiere di olio
2 chilogrammi di carne di agnello o come volete
Questa è la ricetta del cous-cous che Fatima Samira ha preparato per il pranzo di Natale.
Procedimento della cuoca: Il giorno prima mettere a bagno i
ceci. Prendere la carne, aggiungervi la cipolla tagliata abba14
“In occasione della Festa di Natale voglio ringraziare tutti di essere presenti ad una festa
che per noi ha una grande importanza. E’ la
festa in cui ci ritroviamo con le famiglie, con i
nostri affetti. Tutti i presenti sono legati a noi
con relazioni di amore, simpatia o amicizia.
Nessuno è qui perché vi è stato “costretto”,
ma solo per amore e ci risulta naturale, ognuno a suo modo, scambiarci sorrisi.
So che molti di voi mi considerano una “dura”,
chiusa in se stessa, ma in realtà, anche se
fuori forse appaio così, dentro al cuore ho un’anima che ride, una bambina che gioca e si
diverte a stare con gli altri.
Grazie al vivere con voi, specialmente alle “vecchie” che non sono tutte presenti, sono riuscita far diminuire il muro che avevo messo tra
me e il mondo. Quel muro ancora esiste, ma è
sottilissimo, quasi trasparente e, per chi ha
voglia di guardare, permette di vedere e giocare con la bambina che vi è in me.
Voglio approfittare di questa festa per ringraziar vi tutte di avermi dato questa opportunità
di crescita che reputo preziosissima.
Alle “nuove”, che come noi quando siamo
entrate qui si trovano disorientate e non capiscono cosa stanno facendo, vorrei tranquillizzarle: questo posto, le persone che ci sono,
possono dare tante cose, aiutarle a riscoprire
loro stesse e trovare
ognuna la propria strada.”
stanza fine, i pomodori a pezzi, il prezzemolo, un po’ di pepe,
olio, sale quanto basta e mettere in una pentola sul fuoco.
Quando il sugo è cotto aggiungere acqua fino a metà pentola.
Tagliare a pezzi le carote, le patate, la verza e gli zucchini.
Quando l’acqua bolle aggiungervi prima i ceci e quindi tutte le
verdure tagliate. Coprire e lasciate cuocere.
Prendete il cous-cous e mettetelo in una teglia, legatelo con
acqua e giratelo. Mettetelo dentro lo scolapasta e appoggiatelo a mo’ di coperchio sulla pentola dove cuoce la verdura con
la carne.
Quando il vapore attraversa il cous-cous versatelo nella teglia e
aggiungetevi un bicchiere di olio, del sale, mezzo litro di acqua
fredda e girate il più possibile. Quando il cous-cous è aumentato di volume ed è ben separato rimetterlo nello scolapasta e
appoggiatelo di nuovo sulla pentola a prendere vapore. Quando
il vapore attraverserà nuovamente il cous-cous lasciate cuocere il tutto ancora per un po’ girando il cous-cous direttamente
nello scolapasta. Quando la verdura e la carne saranno cotte
levate il cous-cous, rimettetelo nella teglia, aggiungetevi il burro
e aggiustate il sale.
Servite mettendo nel piatto il cuscus e copritelo con le verdure
e la carne. A chi piace, aggiungere del peperoncino piccante o,
meglio ancora, dell’harissa. Buon appetito.
Giornate particolari
Mentre stavamo facendo le grandi pulizie della festa natalizia,
ecco che arriva una troupe televisiva a riprendere questo posto
ma soprattutto per far conoscere la custodia attenuata di
Empoli. Come al solito il mio imbarazzo si fa sempre vedere e
sentire quando è arrivato il mio momento dove hanno ripreso il
mio secondo lavoro cioè quello della cooperativa non so cosa
dire e mi impappino balbettando però poi bene o male è riuscita. Mi sono trovata un po’ dappertutto al computer e ad incisione e meno male quando sono andati in azienda o quando ci
hanno consegnato un diploma di agriturismo non erano presenti e non ci hanno fatto uscire per le riprese sennò ero anche
lì. Ritornando al computer li ero più tranquilla forse perché c’erano anche Patrizia, Barbara e Angela, forse perché non ero da
sola, non lo so dire ma è andata meglio della prima intervista.
Nel pomeriggio invece hanno ripreso il corso di incisione e
anche in questo sono riuscita a essere tranquilla, ero nel mio
in quanto è un corso in cui non ho problemi poi c’è il disegno
che non mi reca grandi impicci. Silvia ed io stavamo scherzando dicendo “stai a vedere quando la troupe andrà via questo
posto diventerà vuoto”. Detto fatto: siamo rimaste in tre gatti.
Sono molto contenta che facciano qualcosa per la Casa
Attenuata per me vale la pena di farla conoscere meglio, io in
primis non avrei immaginato che un posto simile mi avrebbe
fatto crescere, lo consideravo un carcere comune con più possibilità almeno per quello che mi raccontavano, quando ho fatto
richiesta per venire qui il mio pensiero era soltanto perché
potevo lavorare ed ogni mese avere una paga senza aspettare
cinque o sei mesi o forse più per riavere la possibilità di lavorare ancora, ed io come tante persone che non avevano l’aiuto
dei propri familiari o dal proprio convivente che aiutano è molto
difficile andare avanti sulle spese personali, a volte non potevi
neppure comprarti uno shampoo perché non avevi soldi. Qui
invece ho avuto l’opportunità di aprirmi anche un libretto postale grazie al lavoro che svolgo nella cooperativa agricola. Con lo
stipendio dell’azienda riesco a sostenere le spese giornaliere
(sigarette, caffè e generi per la pulizia personale), insomma
ogni cosa per il fabbisogno. Invece con il secondo lavoro sempre della cooperativa riesco ad andarci in permesso e a mettermi qualche soldo nel libretto. Un giorno, quando uscirò, i
soldi mi serviranno, tra entrambi i lavori anche quest’anno
sono riuscita a fare dei regali di Natale per me sono grandi soddisfazioni e piaceri.
In questo posto non è facile, soprattutto dai tuoi primi giorni di
entrata, trovi tutto molto diverso da un carcere ordinario. Qui
lavori ogni mattina e il pomeriggio ai i vari corsi poi ci sono i
gruppi individuali e devo ringraziare l’educatrice, la comandante e psicologa per starmi vicina ad ogni problema sono sempre
da loro. Diciamo che ho adottato questo sistema anche perché
non mi serve più nascondermi dietro ai miei problemi ed ha
dire ad ogni domanda “Passaglia come va”, rispondevo “bene”:
questo era quello che sapevo dire ma poi in realtà era solo un
modo per non affrontare facendo finta di niente.
Pensieri dedicati da Graziano al
figlio e alla donna che ha amato.
Secondo me sono scritte col
cuore, e parlano di sentimenti
veri. (Roberta Hasani)
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