Lodi 14 Marzo
Gloria…
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria…
1^ Antifona
Vicino sei tu, Signore,
e vere tutte le tue vie.
Inno Canto: Grandi cose
2^ Antifona
Mi assista, Signore, la tua sapienza:
sia con me nella fatica.
Rit. Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ha fatto germogliare i fiori tra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare
l’amore che Dio ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme di felicità. Rit.
1^ Antifona
Vicino sei tu, Signore,
e vere tutte le tue vie.
SALMO 118, 145-152
T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
CANTICO Sap 9, 1-6. 9-11
Dio dei padri e Signore di misericordia, *
che tutto hai creato con la tua parola,
che con la tua sapienza hai formato l'uomo, *
perché domini sulle creature che tu hai fatto,
e governi il mondo con santità e giustizia *
e pronunzi giudizi con animo retto,
dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono
*
e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,
perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella, †
uomo debole e di vita breve, *
incapace di comprendere la giustizia e le leggi.
Anche il più perfetto tra gli uomini, †
privo della tua sapienza, *
sarebbe stimato un nulla.
Precedo l'aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Con te è la sapienza che conosce le tue opere, *
che era presente quando creavi il mondo;
essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi *
e ciò che è conforme ai tuoi decreti.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Mandala dai cieli santi, *
dal tuo trono glorioso,
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica *
e io sappia ciò che ti è gradito.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Essa tutto conosce e tutto comprende: †
mi guiderà con prudenza nelle mie azioni *
e mi proteggerà con la sua gloria.
Gloria al Padre e al Figlio, *
2
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen .
2^ Antifona
Mi assista, Signore, la tua sapienza:
sia con me nella fatica.
3^ Antifona
La fedeltà del Signore rimane per sempre.
SALMO 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
† voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
entrerà nel regno dei cieli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno
dei cieli.
Antifona al Benedictus
In fondo al tempio, con gli occhi bassi,
il pubblicano si batteva il petto:
O Dio, pietà di me peccatore!
CANTICO DI ZACCARIA Lc 1, 68-79
Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
3^ Antifona
La fedeltà del Signore rimane per sempre.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
Lettura Breve Ger 7, 1-4
Questa è la parola che fu rivolta dal Signore a
Geremia: «Fermati alla porta del tempio del
Signore e là pronunzia questo discorso dicendo:
Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda
che attraversate queste porte per prostrarvi al
Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di
Israele: Migliorate la vostra condotta e le vostre
azioni e io vi farò abitare in questo luogo. Pertanto
non confidate nelle parole menzognere di coloro
che dicono: Tempio del Signore, tempio del
Signore, tempio del Signore è questo!».
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
Responsorio Breve
R. Non chi dice: Signore, Signore, * entrerà nel
regno dei cieli.
Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno
dei cieli.
V. Ma chi fa la volontà del Padre mio
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta
dell'Altissimo*
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le
strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della
salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
3
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria…
Antifona al Benedictus
In fondo al tempio, con gli occhi bassi,
il pubblicano si batteva il petto:
O Dio, pietà di me peccatore!
Invocazioni
Proclamiamo gioiosamente la nostra fede in Cristo,
che con il lavacro della rigenerazione e con la
mensa della sua parola e del suo corpo ci fa
nascere creature nuove e ci ringiovanisce
continuamente. Con questa fede preghiamo:
Rinnovaci sempre, Signore, con la forza del tuo
Spirito.
Gesù, mite ed umile di cuore, rivestici dei tuoi
sentimenti di umiltà e di misericordia,
- perché ci perdoniamo sempre gli uni gli altri come
tu hai perdonato a noi.
Insegnaci ad avvicinare i poveri e i sofferenti che
troviamo sulla nostra strada
- per imitare te, buon Samaritano.
La beata Vergine, tua Madre, interceda per le
vergini a te consacrate,
- perché vivano con gioia la loro donazione a te
nella santa Chiesa.
Donaci un segno della tua misericordia,
- rimetti a noi i nostri debiti e allontana i castighi
che meritiamo.
Padre nostro
Orazione
Nella gioia che già pregustiamo, Signore, in questa
celebrazione della Quaresima, fa' che ci inseriamo
sempre più nei misteri della Pasqua, per godere la
pienezza dei suoi frutti. Per il nostro Signore.
Ora media 14 Marzo
Inno
L'ora nona ci chiama
alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.
San Pietro che in quest'ora
salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.
Uniamoci agli apostoli
nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.
Ascolta, Padre altissimo,
tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona
Siamo saldi nella prova:
nostra forza è la giustizia di Dio.
SALMO 33, 2-11 (II) Signore è la salvezza dei
giusti
Benedirò il Signore in ogni tempo, *
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore, *
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto †
e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti, *
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa *
4
attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; *
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi, *
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame, *
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona
Siamo saldi nella prova:
nostra forza è la giustizia di Dio.
Lettura Breve Gal 6, 7b-8
Non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno
raccoglierà quello che avrà seminato. Chi
semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà
corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito
raccoglierà vita eterna.
V. Un animo pentito tu gradisci, o Dio,
R. non disprezzi un cuore affranto e umiliato.
Orazione
Nella gioia che già pregustiamo, Signore, in
questa celebrazione della Quaresima, fa' che ci
inseriamo sempre più nei misteri della Pasqua,
per godere la pienezza dei suoi frutti. Per il
nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio
Vespri 14 Marzo
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria…
Inno “Resta qui con noi ”
Le ombre si distendono, scende ormai la sera
e s’allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
d un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà
Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore, è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.
S’allarga verso il mare il tuo cerchio d’onda
Che il vento spingerà fino a quando
Giungerà ai confini di ogni cuore,
Alle porte dell’amore vero.
Come una fiamma che dove passa brucia
Così il tuo amore tutto il mondo invaderà. Rit.
Davanti a noi l’umanità lotta, soffre e spera
Come una terra che nell’arsura
Chiede l’acqua da un cielo senza nuvole,
ma che sempre le può dare vita.
Con te saremo sorgente d’acqua pura,
con te fra noi il deserto fiorirà. Rit.
1^ Antifona
Andiamo con gioia alla casa del Signore.
SALMO 121
Quale gioia, quando mi dissero *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
5
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Andiamo con gioia alla casa del Signore.
2^ Antifona
Svegliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti:
Cristo t'illuminerà.
SALMO 129
Dal profondo a te grido, o Signore; *
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti *
alla voce della mia preghiera.
Se consideri le colpe, Signore, *
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono, *
perciò avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore, *
l'anima mia spera nella sua parola.
L'anima mia attende il Signore *
più che le sentinelle l'aurora.
Israele attenda il Signore, *
perché presso il Signore è la misericordia,
grande è presso di lui la redenzione; *
egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Svegliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti:
3^ Antifona
Immenso il tuo amore, o Dio:
morti per i nostri peccati,
ci hai fatto rivivere in Cristo.
CANTICO Fil 2, 6-11
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, *
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, †
assumendo la condizione di servo *
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se stesso †
facendosi obbediente fino alla morte *
e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato *
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
†
nei cieli, sulla terra *
e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, *
a gloria di Dio Padre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
6
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Immenso il tuo amore, o Dio:
morti per i nostri peccati,
ci hai fatto rivivere in Cristo.
Lettura Breve Rm 2, 1-2
Sei inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che
giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni
te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime
cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è
secondo verità contro quelli che commettono tali
cose.
Responsorio
R. Chi ama il suo fratello * rimane nella luce.
Chi ama il suo fratello rimane nella luce.
V. Non vi è in lui nulla di oscuro,
rimane nella luce.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Chi ama il suo fratello rimane nella luce.
Antifona al Magnificat
Dio ha tanto amato il mondo,
che ha dato il suo unico Figlio;
chi crede in lui non muore,
ma ha la vita eterna.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno
beata.
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria…..
Antifona al Magnificat
Dio ha tanto amato il mondo,
che ha dato il suo unico Figlio;
chi crede in lui non muore,
ma ha la vita eterna.
Intercessioni
Glorifichiamo la Provvidenza di Dio Padre, che ha
cura di tutte le sue creature, e diciamo con umiltà
e fiducia:
Salva, Signore, tutti i tuoi figli.
Datore di ogni bene e fonte di verità, riempi del
tuo Spirito il nostro Papa Francesco e il collegio
dei vescovi,
- custodisci nella vera fede il popolo affidato al
loro servizio pastorale.
Unisci nella carità coloro che mangiano lo stesso
pane della vita,
- perché la Chiesa, tuo mistico corpo, si edifichi
nell'unità e nella pace.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
Aiutaci con la tua grazia a spogliarci dell'uomo
vecchio corrotto dalle passioni ingannatrici,
- rivestici dell'uomo nuovo, creato secondo Dio
nella vera giustizia e santità.
di generazione in generazione la sua misericordia
*
si stende su quelli che lo temono.
Fa' che i peccatori tornino alla tua casa, per i
meriti del Cristo salvatore,
- e partecipino ai benefici della sua redenzione.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
Fa' che i nostri fratelli defunti ti lodino senza fine
nella gloria del paradiso,
- dove anche noi un giorno speriamo di cantare le
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tue misericordie.
Padre nostro.
Orazione
O Dio, che per mezzo del tuo Figlio, operi
mirabilmente la nostra redenzione, concedi al
popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e
generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina.
Per il nostro Signore.
Veglia Penitenziale
Il volto e le mani
APRI LE TUE BRACCIA
Hai cercato la libertà lontano:
hai trovato la noia e le catene,
hai vagato senza via,
solo, con la tua fame.
Rit. Apri le tue braccia,
corri incontro al Padre:
oggi la sua casa
sarà in festa per te.
Se vorrai spezzare le catene,
troverai la strada dell’amore;
la tua gioia canterai,
questa è libertà.
I tuoi occhi ricercano l’azzurro;
c’è una casa che aspetta
il tuo ritorno,
e la pace regnerà: questa è libertà.
GUIDA. Il volto e le mani fanno
parte del corpo. Raccontano
quello che siamo: dono o
chiusura.
Il volto e le mani raccontano l'avventura di Dio: in Cristo
ha preso il nostro volto e le nostre mani. Per dirci il suo
amore.
Il nostro peccato é mano nera che nasconde il volto di
Dio.
La Parola fa nascere il pentimento. L'amore ricevuto e
offerto mostra il volto di Dio ai nostri fratelli.
L1. Volto dell'uomo, volto dai mille aspetti, volto che
ride, che piange, pensieroso, disperato, radioso...
L2. Viso sereno di bimbo, faccia rugosa di vecchio in
cui si legge tutta una vita, volto felice di giovane pieno
di attese, occhi di profugo pieni di ansia e di paura. Il
tuo volto, il mio.
L1. Volto di uomo e volto di Dio, sguardo penetrante
che perdona, rassicura, consola.
L2. Gesù, vero volto del padre, immagine autentica di
uomo, volto su cui leggiamo la nostra storia di ieri, di
oggi, di domani.
TUTTI. Il tuo volto, Signore, cerchiamo. Un volto di
amico un volto di fratello. Nel tuo volto: il volto del
Padre.
L3. Lettura
E io in quel giorno nasconderò del tutto la mia faccia a
causa di tutto il male che avranno fatto, rivolgendosi ad
altri dei (Dt 31,18).
Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro
fine.
Sono una generazione perfida, sono infedeli (Dt 32,20).
Poiché io volto la faccia contro questa città a suo
danno e non a suo bene. Oracolo del Signore...(Ger
21,10).
Invito al pentimento (Sal 41)
Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia
anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando
verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi
dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: attraverso
la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio, in mezzo ai canti di gioia di una
moltitudine in festa.
8
Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio
volto e mio Dio.
Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, di notte per
lui innalzo il mio canto:
la mia preghiera al Dio vivente.
Dirò a Dio, mia difesa: «Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
Per l'insulto dei miei avversari sono infrante le mie
ossa;
essi dicono a me tutto il giorno: «Dov'è il tuo Dio?».
Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio
volto e mio Dio.
Esame di coscienza personale e Confessioni
individuali
Vangelo (Lc 10, 25-37)
Nei confronti di Dio
Mi rivolgo a Dio solo nel bisogno?
Partecipo alla Messa la domenica e le feste di
precetto?
Comincio e chiudo la giornata con la preghiera?
Ho nominato invano Dio, la Vergine, i Santi?
Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano?
Cosa faccio per crescere spiritualmente? Come?
Quando?
Mi ribello davanti ai disegni di Dio?
Pretendo che egli compia la mia volontà?
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova:
«Maestro, che devo fare per ereditare la vita
eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella
Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il
Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente
e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai
risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è
il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva
da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo
spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono,
lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote
scendeva per quella medesima strada e quando lo vide
passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in
quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un
Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo
vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò
le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il
suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di
lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede
all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che
spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di
questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è
incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto
compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa'
lo stesso».
È "Custodisci il cuore" il titolo del libretto che Papa
Francesco ha fatto distribuire in piazza San Pietro dopo
l'Angelus di domenica 22 febbraio 2015.
"La Quaresima è un cammino di conversione che ha
come centro il cuore", ha detto domenica Francesco, e
allora [...] bisogna "custodire il cuore, perché non
diventi una piazza dove vanno e vengono tutti tranne il
Signore". Pubblichiamo qui le indicazioni per l'esame di
coscienza contenute nel libretto, che consistono
nell’interrogarsi sul male commesso e il bene omesso
verso Dio, il prossimo e sé stessi.
Nei confronti del prossimo
So perdonare, compatire, aiutare il prossimo?
Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli
indifesi?
Sono invidioso, collerico, parziale?
Ho cura dei poveri e dei malati?
Mi vergogno della carne di mio fratello, della mia
sorella?
Sono onesto e giusto con tutti o alimento la “cultura
dello scarto”?
Ho istigato altri a fare il male?
Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal
Vangelo?
Come vivo le responsabilità educative verso i figli?
Onoro e rispetto i miei genitori?
Ho rifiutato la vita appena concepita?
Ho spento il dono della vita?
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Ho aiutato a farlo?
Rispetto l’ambiente?
Nei confronti di sé
Sono un po’ mondano e un po’ credente?
Esagero nel mangiare, bere, fumare, divertirmi?
Mi preoccupo troppo della salute fisica, dei miei beni?
Come uso il mio tempo?
Sono pigro?
Voglio essere servito?
Amo e coltivo la purezza di cuore, di pensieri e di
azioni?
Medito vendette, nutro rancori?
Sono mite, umile, costruttore di pace?
Dopo la confessione ci si reca davanti al volto di Cristo
e, staccando la mano nera, la si gira. Così tutte le mani
offriranno il volto di Cristo
Per la riflessione personale (Papa Francesco, 10
febbraio 2015)
Per conoscere la nostra vera identità non possiamo
essere «cristiani seduti» ma dobbiamo avere il
«coraggio di metterci sempre in cammino per cercare il
volto del Signore», perché noi siamo «immagine di
Dio». Questo è il commento alla prima lettura liturgica
— il racconto della creazione nel libro della Genesi (1,
20 - 2, 4) — che ci pone una domanda essenziale per
ogni persona: «Chi sono io?». La nostra «carta
d’identità» si ritrova nel fatto che gli uomini sono stati
creati «all’immagine, secondo la somiglianza di Dio».
Ma allora «la domanda che noi possiamo farci è: Come
conosco, io, l’immagine di Dio? Come so com’è lui per
sapere come sono io? Dove trovo l’immagine di Dio?».
La risposta si trova «certamente non sul computer, non
nelle enciclopedie, non nei libri», perché «non c’è un
catalogo dove c’è l’immagine di Dio». C’è solo un modo
«per trovare l’immagine di Dio, che è la mia identità»
ed è quello di mettersi in cammino: «Se non ci
mettiamo in cammino, mai potremo conoscere il volto
di Dio». Questo desiderio di conoscenza si ritrova
anche nell’Antico Testamento. I salmisti «tante volte
dicono: io voglio conoscere il tuo volto»; e «anche
Mosè una volta l’ha detto al Signore». Ma in realtà
«non è facile, perché
mettersi in cammino significa lasciare tante sicurezze,
tante opinioni di come è l’immagine di Dio, e cercarlo».
Significa, in altri termini, «lasciare che Dio, la vita, ci
metta alla prova», significa «rischiare», perché
«soltanto così si può arrivare a conoscere il volto di
Dio, l’immagine di Dio: mettendosi in cammino».
Attingiamo ancora all’Antico testamento per ricordare
che «così ha fatto il popolo di Dio, così hanno fatto i
profeti». Per esempio «il grande Elia: dopo aver vinto e
purificato la fede di Israele, lui sente la minaccia di
quella regina e ha paura e non sa cosa fare. Si mette in
cammino. E a un certo punto, preferisce morire». Ma
Dio «lo chiama, gli dà da mangiare, da bere e dice:
continua a camminare». Così Elia «arriva al monte e lì
trova Dio». Il suo è stato dunque «un lungo cammino,
un cammino penoso, un cammino difficile», ma ci
insegna che «chi non si mette in cammino, mai
conoscerà l’immagine di Dio, mai troverà il volto di
Dio». È una lezione per tutti noi: «i cristiani seduti, i
cristiani quieti non conosceranno il volto di Dio». Hanno
la presunzione di dire: «Dio è così, così...», ma in
realtà «non lo conoscono». Per camminare, invece, «è
necessaria quella inquietudine che lo stesso Dio ha
messo nel nostro cuore e che ti porta avanti a
cercarlo». La stessa cosa è successa «a Giobbe che,
con la sua prova, ha incominciato a pensare: ma come
è Dio, che permette questo a me?». Anche i suoi amici
«dopo un grande silenzio di giorni, hanno incominciato
a parlare, a discutere con lui». Ma tutto ciò non è stato
utile: «con questi argomenti, Giobbe non ha conosciuto
Dio». Invece «quando lui si è lasciato interpellare dal
Signore nella prova, ha incontrato Dio». E proprio da
Giobbe si può ascoltare «quella parola che ci aiuterà
tanto in questo cammino di ricerca della nostra identità:
“Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti
hanno veduto”». È questo il cuore della questione:
«l’incontro con Dio» che può avvenire «soltanto
mettendosi in cammino». Certo «Giobbe si è messo in
cammino con una maledizione», addirittura «ha avuto il
coraggio di maledire la vita e la sua storia: “Maledetto il
giorno che sono nato...”». In effetti «a volte, nel
cammino della vita, non troviamo un senso alle cose».
La stessa esperienza è stata vissuta dal profeta
Geremia, il quale «dopo essere stato sedotto dal
Signore, sente quella maledizione: “Ma perché a
me?”». Egli voleva «restarsene seduto tranquillo» e
invece «il Signore voleva fargli vedere il suo volto».
Questo vale per ognuno di noi: «per conoscere la
nostra identità, conoscere l’immagine di Dio, bisogna
mettersi in cammino», essere «inquieti, non quieti».
Proprio questo «è cercare il volto di Dio». Facciamo
riferimento anche al passo del Vangelo di Marco (7, 113), nel quale «Gesù incontra gente che ha paura di
10
mettersi in cammino» e che costruisce una sorta di
«caricatura di Dio». Ma quella «è una falsa carta
d’identità» perché «questi non-inquieti hanno fatto
tacere l’inquietudine del cuore: dipingono Dio con i
comandamenti» ma così facendo «si dimenticano di
Dio» per osservare solo «la tradizione degli uomini». E
«quando hanno un’insicurezza, inventano o fanno un
altro comandamento». Gesù dice a scribi e farisei che
accumulano comandamenti: «Così voi annullate la
Parola di Dio con la tradizione che avete tramandato
voi, e di cose simili ne fate molte». Proprio questa «è la
falsa carta d’identità, quella che possiamo avere senza
metterci in cammino, quieti, senza l’inquietudine del
cuore». Il Signore infatti «li loda ma li rimprovera dove
c’è il punto più dolente. Li loda: “Siete veramente abili
nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la
vostra tradizione”», ma poi «li rimprovera lì dove è il
punto più forte dei comandamenti con il prossimo».
Gesù ricorda infatti che Mosè disse: «Onora tuo padre
e tua madre, e chi maledice il padre o la madre sia
messo a morte». E prosegue: «Voi invece dite: se uno
dichiara al padre o alla madre che “ciò con cui dovrei
aiutarti, cioè darti da mangiare, darti da vestire, darti
per comprare le medicine, è Korbàn, offerta a Dio”, non
consentite loro di fare più nulla per il padre e la
madre». Così facendo «si lavano le mani con il
comandamento più tenero, più forte, l’unico che ha una
promessa di benedizione». E così «sono tranquilli,
sono quieti, non si mettono in cammino». Questa
dunque «è l’immagine di Dio che loro hanno». In realtà
il loro è un cammino «fra virgolette»: ossia «un
cammino che non cammina, un cammino quieto.
Rinnegano i genitori, ma compiono le leggi della
tradizione che loro hanno fatto». Riproponiamo il senso
dei due testi liturgici come «due carte d’identità». La
prima è «quella che tutti noi abbiamo, perché il Signore
ci ha fatto così», ed è «quella che ci dice: mettiti in
cammino e tu avrai conoscenza della tua identità,
perché tu sei immagine di Dio, sei fatto a somiglianza
di Dio. Mettiti in cammino e cerca Dio». L’altra invece ci
rassicura: «No, stai tranquillo: compi tutti questi
comandamenti e questo è Dio. Questo è il volto di
Dio». Da qui l’auspicio che il Signore «dia a tutti la
grazia del coraggio di metterci sempre in cammino, per
cercare il volto del Signore, quel volto che un giorno
vedremo ma che qui, sulla terra, dobbiamo cercare».
Rendimento di grazie
E' veramente bello e giusto rendere grazie a te, Padre,
perché con infinita pazienza chiami noi, tuoi figli, ad
una vita sempre più piena.
Le nostre mani, Padre santo, spesso innalzano muri di
divisione e
nascondono il volto del tuo Figlio.
Ma il tuo amore supera infinitamente il nostro peccato.
La tua tenerezza di Padre ci dona lo Spirito che
trasforma il nostro cuore indurito
e ci apre all'amore gli uni degli altri.
Scopriamo il volto di tuo Figlio che sempre cammina
con noi e ci riempie di gioia.
cristo Signore tu stringi le nostre mani in catena
fraterna.
Spirito santo, tu trasformi la nostra vita in danza gioiosa
e liberi il nostro canto riconoscente.
Canto finale
TE, AL CENTRO DEL MIO CUORE
Ho bisogno d’incontrarti
nel mio cuore,
di trovare te, di stare insieme a te;
unico riferimento del mio andare,
unica ragione tu, unico sostegno tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Anche il cielo gira intorno
e non ha pace,
ma c’è un punto fermo, è quella stella là:
la stella polare è fissa ed è la sola;
la stella polare tu, la stella sicura tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Tutto ruota attorno a te,
in funzione di te
e poi non importa il “come”,
il “dove” e il “se”.
Che tu splenda sempre
al centro del mio cuore,
il significato allora sarai tu:
quello che farò sarà soltanto amore;
unico sostegno tu, la stella polare tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
11
Ho bisogno d’incontrarti
nel mio cuore,
di trovare te, di stare insieme a te;
unico riferimento del mio andare,
unica ragione tu, unico sostegno tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Lodi 15 Marzo
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria …
Inno : Canto “È bello lodare”
Rit.: È bello cantare il tuo amore,
è bello lodare il tuo nome.
È bello cantare il tuo amore,
è bello lodarti Signore,
è bello cantare a te. (2v)
Tu che sei l’Amore infinito,
che neppure il cielo può contenere,
ti sei fatto uomo, tu sei venuto qui
ad abitare in mezzo a noi, allora... Rit.
Tu, che conti tutte le stelle
e le chiami una ad una per nome,
da mille sentieri ci hai radunati qui,
ci hai chiamati figli tuoi, allora... Rit
1^ Antifona
Tu sei il mio Dio, e ti ringrazio:
il mio Dio, e ti esalto.
SALMO 117
Celebrate il Signore, perché è buono; *
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono: *
eterna è la sua misericordia.
Lo dica la casa di Aronne: *
eterna è la sua misericordia.
Lo dica chi teme Dio: *
eterna è la sua misericordia.
Nell'angoscia ho gridato al Signore, *
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in
salvo.
Il Signore è con me, non ho timore; *
che cosa può farmi l'uomo?
Il Signore è con me, è mio aiuto, *
sfiderò i miei nemici.
E' meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nell'uomo.
E' meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nei potenti.
Tutti i popoli mi hanno circondato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi hanno circondato come api, †
come fuoco che divampa tra le spine, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, *
ma il Signore è stato mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria, *
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto meraviglie, †
la destra del Signore si è alzata, *
la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita *
e annunzierò le opere del Signore.
Il Signore mi ha provato duramente, *
ma non mi ha consegnato alla morte.
Apritemi le porte della giustizia*
12
entrerò a rendere grazie al Signore.
E' questa la porta del Signore *
per essa entrano i giusti.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,
perché sei stato la mia salvezza.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
La pietra scartata dai costruttori *
è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore: *
una meraviglia ai nostri occhi.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Questo è il giorno fatto dal Signore: *
rallegriamoci ed esultiamo in esso.
Dona, Signore, la tua salvezza*
dona, Signore, la tua vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore.*
Vi benediciamo dalla casa del Signore;
Dio, il Signore è nostra luce. †
Ordinate il corteo con rami frondosi *
fino ai lati dell'altare.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, *
sei il mio Dio e ti esalto.
Celebrate il Signore, perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.
Gloria…
1^ Antifona
Tu sei il mio Dio, e ti ringrazio:
il mio Dio, e ti esalto.
2^ Antifona
Tu puoi strapparci, Signore,
dalla mano dei violenti:
salvaci, Signore Dio nostro.
CANTICO Dn 3, 52-57
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli
abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Gloria …
2^ Antifona
Tu puoi strapparci, Signore,
dalla mano dei violenti:
salvaci, Signore Dio nostro.
3^ Antifona
Lodate il Signore:
egli ha fatto meraviglie.
SALMO 150
Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e sui flauti.
Lodatelo con cembali sonori, †
lodatelo con cembali squillanti;
ogni vivente
dia lode al Signore.
13
Gloria ...
3^ Antifona
Lodate il Signore:
egli ha fatto meraviglie.
Lettura Breve Is 58, 9cd-11
Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il
puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il
pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua
oscurità sarà come il meriggio. Ti guiderà
sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino
irrigato e come una sorgente le cui acque non
inaridiscono.
Responsorio Breve
R. Quel giorno Cristo dirà: * Venite, benedetti
dal Padre mio.
Quel giorno Cristo dirà: Venite, benedetti dal
Padre mio.
V. Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare:
Venite, benedetti dal Padre mio.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Quel giorno Cristo dirà: Venite, benedetti dal
Padre mio.
Antifona al Benedictus
Con immenso amore, da morti che eravamo nel
peccato, Dio ci ha fatto rivivere in Cristo.
CANTICO DI ZACCARIA
Benedetto il Signore Dio d'Israele,*
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente*
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri
padri e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,*
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta
dell'Altissimo*
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le
strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della
salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che
sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria …
Antifona al Benedictus
Con immenso amore, da morti che eravamo nel
peccato, Dio ci ha fatto rivivere in Cristo.
Invocazioni
Glorifichiamo Dio, nostro Padre, la cui
misericordia è senza limiti, e invochiamo la
grazia dello Spirito Santo per mezzo di Gesù
Cristo, che è sempre vivo per intercedere a
nostro favore:
Accendi in noi, o Padre, il fuoco del tuo amore.
Dio di bontà, fa' che questo nuovo giorno sia
pieno di opere di carità fraterna,
- e coloro che incontreremo, ricevano da noi un
14
messaggio del tuo amore.
Tu che nel diluvio hai salvato Noè e la sua
famiglia, mediante l'arca,
- conduci alla salvezza i nostri catecumeni
nell'acqua battesimale mediante la Chiesa.
Fa' che abbiamo fame non solo del cibo che
sostenta il nostro corpo,
- ma di ogni parola che esce dalla tua bocca.
Aiutaci a ricomporre nella carità i dissensi e le
contese,
- per godere il bene prezioso della tua pace.
Padre nostro.
Orazione
O Dio, che per mezzo del tuo Figlio operi
mirabilmente la nostra redenzione, concedi al
popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e
generoso impegno verso la Pasqua ormai
vicina. Per il nostro Signore.
CANTI per la Messa
SCUSA SIGNORE
Scusa, Signore, se bussiamo
alla porta del Tuo cuore siamo noi.
Scusa, Signore, se chiediamo,
mendicanti dell'amore, un ristoro
da Te.
Così la foglia quando è stanca
cade giù,
ma poi la terra ha una vita sempre in più;
così la gente quando è stanca vuole Te,
e Tu, Signore, hai una vita
sempre in più, sempre in più.
Scusa, Signore, se entriamo
nella reggia della luce siamo noi.
Scusa, Signore, se sediamo
alla mensa del tuo Corpo per saziarci di Te.
Scusa, Signore, quando usciamo
dalla strada del Tuo amore siamo noi.
Scusa, Signore, se ci vedi
solo all'ora del perdono ritornare da Te.
Acclamazione al Vangelo
ll Signore è la luce che vince la notte!
Rit. Gloria, gloria, cantiamo al Signore! (2 v.)
Il Signore è la vita che vince la morte!
Il Signore è la grazia che vince il peccato!
Il Signore è la gioia che vince l'angoscia!
Il Signore è la pace che vince la guerra!
ECCO QUEL CHE ABBIAMO
Rit. Ecco quel che abbiamo nulla ci appartiene, ormai.
Ecco i frutti della terra che tu moltiplicherai.
Ecco queste mani, poi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo il pane che tu hai dato a noi.
1. Solo una goccia hai messo fra le mani mie,
solo una goccia che tu ora chiedi a me.
Una goccia che in mano a Te,
una pioggia diventerà e la terra feconderà. Rit.
2. Le nostre gocce, pioggia fra le mani Tue,
saranno linfa di una nuova civiltà.
E la terra preparerà la festa del pane
che ogni uomo condividerà. Rit.
3. Sulle strade il vento da lontano porterà
il profumo del frumento che tutti avvolgerà.
E sarà l’amore che il raccolto spartirà
ed il miracolo del pane in terra si ripeterà. Rit.
SYMBOLUM '80
(OLTRE LA MEMORIA)
Oltre la memoria del tempo
che ho vissuto,
oltre la speranza che serve
al mio domani,
oltre il desiderio di vivere il presente,
anch'io, confesso,
ho chiesto che cosa è verità.
E tu come un desiderio
che non ha memorie, Padre buono,
come una speranza che non ha confini,
come un tempo eterno sei per me.
15
Io so quanto amore chiede
questa lunga attesa
del tuo giorno, Dio;
luce in ogni cosa
io non vedo ancora:
ma la tua parola
mi rischiarerà!
Donna della terra e madre dell'amore,
ora pro nobis.
Ave Maria!
Quando le parole
non bastano all'amore,
quando il mio fratello
domanda più del pane,
quando l'illusione promette
un mondo nuovo,
anch'io rimango incerto
nel mezzo del cammino.
E tu Figlio tanto amato,
verità dell'uomo, mio Signore,
come la promessa di un perdono eterno,
libertà infinita sei per me.
Chiedo alla mia mente
coraggio di cercare,
chiedo alle mie mani
la forza di donare,
chiedo al cuore incerto
passione per la vita,
e chiedo a te fratello
di credere con me.
E tu, forza della vita,
Spirito d'amore, dolce Iddio,
grembo d'ogni cosa,
tenerezza immensa,
verità del mondo sei per me.
Canto finale: AVE MARIA
Donna dell'attesa e madre di speranza,
ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio,
ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell'ardore,
ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del silenzio,
ora pro nobis.
Ave Maria!
Donna del deserto e madre del respiro,
ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo,
ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno,
ora pro nobis.
16
… ama il prossimo tuo…
Prova a rispondere a queste domande:
- Chi è il mio prossimo?
- Cosa significa concretamente amare il prossimo? Quali sentimenti, quali gesti, quali scelte …
- Quali le fatiche …
Osserva con attenzione le immagini simboliche che ti sono proposte.
Scegli quella in cui ritrovi il senso delle risposte che ti sei dato/a.
Motiva la tua scelta.
DAL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2015
Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)
Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia”
(2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv
4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo.
Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che
quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non
ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza:
mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di
indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione
dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.
Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone.
Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.
L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire
in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.
Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita
terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la
Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei
Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in
se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa,
non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.
Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso.
17
… come te stesso
IL SENSO
La prima storia è sull’unire i puntini.
Non potete unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro
Credere che i puntini potranno unirsi nella vostra vita …
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere
fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in
qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete... questo approccio non
mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita
Per pensare …
- quali puntini, in questo momento della mia vita, non riesco ad unire …
- quanto amo la mia vita …
- quale fede orienta i miei passi …
GLI AFFETTI
La seconda storia parla di amore e perdita.
Ho amato ciò che ho fatto…
Nel lavoro e negli affetti…
L’unico modo per fare un buon lavoro è di amare ciò che fate
Continuate a cercare… non accontentatevi
Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi
ha aiutato ad andare avanti sia stato l'amore per ciò che facevo.
Per pensare …
- quanto amo ciò che faccio …
- quanto investo di me nelle relazioni …
- quanto so e accetto di aver bisogno degli altri…
- come affronto la contraddizione, il conflitto, la sconfitta, la delusione …
IL DESTINO
La terza storia parla di morte.
Ricordarmi che sarei morto presto è stato il miglior strumento che abbia mai avuto per fare le più grandi scelte nella mia vita
Lasciando solo ciò che era davvero importante …
Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Per pensare …
- cosa mi aspetto dalla vita …
- quali le mie passioni, i desideri, i sogni..
- cosa orienta le mie scelte più importanti …
18
Ama Dio…
Leggi personalmente il brano che segue, tratto da "Scoprite la gioia della speranza" di Nguyen Van Thuan François-Xavier,
vescovo del Vietnam che ha passato 13 anni della sua vita in carcere duro per la sua fede ed è in fama di santità, ed è morto
nel 2002 dopo una lunga malattia. Nel 2000, anno del Grande Giubileo, ha predicato gli esercizi spirituali quaresimali a
Giovanni Paolo II e alla Curia Romana.
"Un giorno i carcerieri mi hanno domandato: "Chi è Gesù Cristo? Perché tu soffri per Lui?" Anche i giovani mi hanno spesso
chiesto: "Chi è Gesù Cristo per Lei e come mai ha lasciato tutto per Lui? Lei poteva avere casa, famiglia, beni, un buon
avvenire e ha lasciato tutto per seguire Gesù; Chi è dunque Gesù nella sua vita?"
È difficile dire le qualità di Dio: sono trascendenti. Egli è onnipotente, onnisciente, onnipresente… Mi sembra più facile dire i
difetti di Gesù. Alcuni di voi avete forse sentito parlare dei cinque difetti di Gesù, di cui ho trattato negli esercizi spirituali alla
Curia romana. Alcuni Cardinali e Vescovi dopo questa meditazione mi hanno chiesto dove fossero gli altri difetti. Oggi, se
volete, vi dico anche gli altri. l cinque difetti di cui avevo parlato alla Curia erano:
Gesù non ha buona memoria, perché sulla Croce il buon ladrone gli chiede di ricordarsi di lui in Paradiso e Gesù non
risponde come avrei fatto io "fa’ prima venti anni di purgatorio", ma dice subito di sì: "Oggi tu sarai con me in paradiso" (Lc
23,43). Con la Maddalena fa la stessa cosa, e ugualmente con Zaccheo, con Matteo ecc. "Oggi la salvezza entra in questa
casa" (Lc 19,9), dice a Zaccheo. Gesù perdona e non ricorda che ha perdonato. Questo è il suo primo difetto.
Il secondo difetto è che Gesù non conosce la matematica: un pastore ha cento pecore. Una si è smarrita: lascia le
novantanove per andare a cercare quella smarrita e quando la incontra la porta sulle spalle per tornare all’ovile (Mt 18, 12).
Se Gesù si presentasse all’esame di matematica sarebbe certamente bocciato, perché per lui uno è uguale a novantanove.
Il terzo difetto di Gesù è che non conosce la logica: una donna ha perduto una dracma. Accende la luce per cercare in tutta
la casa la dracma perduta e quando l’ ha trovata va a svegliare le amiche per festeggiare con loro (Lc 15, 8). Si vede che è
veramente illogico il suo comportamento, perché sapendo che la dracma era comunque in casa, avrebbe potuto aspettare la
mattina seguente e dormire. Invece cerca subito, senza perdere tempo, di notte. D’altra parte, svegliare le amiche non è
meno illogico. Anche la causa per cui festeggiare l’aver trovato una dracma – non è poi tanto logico. Infine, per festeggiare
una dracma ritrovata dovrà spendere più di dieci dracme… Gesù fa lo stesso: in cielo il Padre, gli angeli e i santi hanno più
gioia per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza.
Il quarto difetto è che Gesù sembra essere un avventuriero: di solito un politico alle elezioni fa propaganda e promesse: la
benzina costerà meno, le pensioni saranno più alte, ci sarà lavoro per tutti, non ci sarà più inflazione… Gesù, invece,
chiamando gli apostoli, dice: "Chi vuoi venire dopo di me, lasci tutto, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Seguirlo,
dunque, per andare dove? Gli uccelli hanno un nido, le volpi una tana, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo…
Seguire Gesù è un’avventura: fino all’estremità della terra, senza auto, senza cavallo, senza oro, senza mezzi, senza
bastone, unicamente con la fede in Lui. Non vi sembra che sia proprio un avventuriero? Eppure, da venti secoli siamo ancora
in molti ad entrare nell’associazione dei suoi avventurieri, come Lui, con Lui.
Il quinto difetto di Gesù è che non conosce l’economia e la finanza, perché va a cercare quelli che lavorano alle tre e alle
sei e alle nove e paga gli ultimi come i primi (Mt 20, 1ss). Se Gesù fosse economo di una comunità o direttore di una banca,
farebbe bancarotta, perché paga chi lavora meno come chi ha fatto tutto il lavoro.
A questi cinque difetti, vorrei aggiungerne ancora nove:
Il sesto è che Gesù è amico dei pubblicani e dei peccatori: come vedete, frequenta cattive compagnie!
Il settimo è che ama mangiare e bere: lo accusano di essere un mangione e un beone.
19
Poi, ed è l’ottavo difetto, sembra matto: i parenti stessi pensano così di Lui e davanti a Pilato gli mettono addosso una
tunica bianca per dire che è matto. Il soldato romano gli dice: "Tu hai salvato gli altri, se sei Dio scendi dalla croce, salva te
stesso" (Mt 27,40. 42). Quel matto che è Gesù non lo fa.
Il nono difetto è che Gesù ama i piccoli numeri, mentre la gente ama la massa, la grande folla: va alla ricerca della
Maddalena, della samaritana, dell’adultera… La "carta magna" di Gesù – le beatitudini – appare come un fiasco: beati i
poveri, gli oppressi, gli afflitti, i perseguitati, ecc. (Lc 6, 20). Gesù ama tutto questo: chi lo segue deve essere matto come lui!
Il decimo difetto è l’insuccesso continuo: la sua vita è piena di insuccessi. Cacciato dal suo paese è sconfitto, perseguitato,
rifiutato, condannato a morte…
Ancora, ed è il difetto numero undici, Gesù è un professore che ha rivelato il tema dell’esame: se fosse un insegnante
sarebbe licenziato subito! Il tema dell’esame e il suo svolgimento è descritto a puntino da lui: verranno gli angeli,
convocheranno i buoni alla destra, i cattivi alla sinistra, e tutti saremo giudicati sull’amore (Mt 25,31ss). Sapendo questo, tutti
potrebbero essere promossi!
Il dodicesimo difetto è che Gesù è un Maestro che ha troppa fiducia negli altri. Chiama gli apostoli quasi tutti illetterati, ed
essi lo rinnegheranno. Nel tempo continuerà a chiamare gente come noi, peccatori. La via di Dio passa per i limiti umani:
chiama Abramo, che non ha figli ed è vecchio; chiama Mosè, che non sa parlare bene; chiama dodici uomini mediocri e
ignoranti, e uno di essi lo consegnerà; e per chiamare i pagani sceglie un violento e un persecutore, Saulo; e nella Chiesa
continua a fare così… Gesù è un temerario incorreggibile: perciò ha scelto me, ha scelto voi, noi tutti poveri peccatori. Gesù
non si corregge proprio!
Il tredicesimo difetto è che Gesù è molto imprudente: si dice che per essere un leader bisogna prevedere. Gesù non
prevede: soprattutto, non prevede la morte dei suoi discepoli. Richiede loro di essere fedeli fino alla morte: però non sembra
occuparsi di quello che viene dopo… Gesù trascende la saggezza umana: che cosa succederà, quando tutti saranno morti, a
loro e a quelli che verranno dopo di loro?
Il quattordicesimo difetto è la povertà: di essa il mondo ha molta paura. Oggi si parla tanto di lotta alla povertà: Gesù esige
dalla sua Chiesa e dai pastori la povertà, qualcosa di cui tutti hanno paura. Gesù ha vissuto senza casa, senza
assicurazione, senza deposito, senza tomba, senza eredità, umanamente e materialmente senza sicurezza alcuna.
Questi quattordici difetti possono essere oggetto di una vera e propria via della Croce, con le sue quattordici stazioni da
meditare. Nel mondo non c’è una strada col nome di Gesù: c’è Piazza Pio XII, Piazza Cardinal tal dei tali, ma non c’è Piazza
o Via Gesù di Nazaret. La sua strada è questa via della Croce, carica dei suoi difetti, che siamo chiamati a fare nostri…
E noi abbiamo creduto al suo amore".
François-Xavier Nguyen Van Thuan
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Per la riflessione e la condivisione:
- Come descriveresti l’immagine di Dio che ti hanno trasmesso da bambino/a?
- Nel tempo si è modificata? Come?
- Chi è Gesù Cristo oggi per te? Quanto conta nella tua vita?
- Quali sono i suoi “difetti” che ti attirano di più?
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LIBRETTO E.S. 2015