Paola Elisabetta Cerioli
Lettere
secondo volume
Congregazione della Sacra Famiglia
a cura del Seminario Sacra Famiglia
Bergamo 2001
Paola Elisabetta Cerioli
OPERA OMNIA
Regole. Lettere. Biografie
3** | Lettere. Secondo volume
pagine 373-866
© 2002 | Congregazione Sacra Famiglia
via dell’Incoronata 1, Martinengo
Bergamo
Lettere
374
opera omnia
Lettere alle suore
Lettere
375
opera omnia
Lettere
376
opera omnia
Lettere a Luigia Corti
LETTERA
254
Cariss: Sigr Luigia
Campagna Dalla Casa di S:t Bernardo
25 Aprile 1862
Ho ancora da far l'esercizio. Aspetto che le Figlie terminano in
dormitorio. Siamo arrivate alla Campagna dopo le quattro. Il viaggio
fù felice ed io fui molto soddisfatta dalla compagnia del Sig Canonico.
Trovamo le Monache assai inquiete per la nostra tardanza. La nostra
piccola casa soddisfò poco il Sig Canonico, e ciò m'afflisce, essa le parve
angusta, ed oltre a ciò ancor umida la parte vecchia, pel muro nuovo
di facciata fatto l'anno scorso. Questa mattina l'aspetto da Soncino
dove si portò jeri a sera ad ora tarda, per riposarvi.
I Cerioli non si fecero vedere e mi è rincresciuto pel Sig
Canonico.
Il Sig. Canonico partì adesso ed io non potei terminare la
Lettera come vi aveva promesso. La termino ora di fretta per
mandarla subito a Soncino cosi l'avrete dimani Sabbato. Questa mattina
il Canonico restò più contento, io aveva comodate le stanze in
maniera che le piacessero: però di comune consenso rimandiamo tre
Figlie, onde essere più comode, d'altronde ci sono innutili. Vi occludo
qui una piccola nota della roba che ci abbisognarebbe. Lunedì
incomincieremo la scuola estera, e questa la faremo di sopra nel piccolo
Oratorio: quando poi avremo la pisterna la faremo nell'atrio, ma
intanto ci vuole pazienza: e le nostre figlie, e Monache di libertà
Lettere
377
opera omnia
staranno a lavorare in dormitorio essendo questo per un terzo vuoto
con tre Figlie meno. Io faccio esercitare la pazienza a Suor Maria per
la polizia, ed a Suor Adelajde per un altro verso, però l'esercito
assieme mè pure, e tanta. Vi saluto tutte, e di cuore, termino essendo
quasi ora di pranzo.
Addio, addio.
Suor Paola E: Cerioli
Mi sono dimenticata da dirlo al Gildo. Guardate che D.
Giovanni desidera che gli facciate fare i ferri per fermare le gelosie
delle sue stanze, e la Sig Giudita desiderarebbe un piccolo polajo vicino a
quello del Gildo. Sono piccole cose guardate di soddisfarli.
Vi raccomando di far comperare l'Animale.
Vi raccomando la Cassina, tenetela da conto, e fattela vizzitare
dal Medico poiché mi sembra che abbia del male molto.
Lettere
378
opera omnia
LETTERA
255
Mia Cara Suor Luigia,
Dalla villa Campagna 29 Aprile 1862
Ho riso nel leggere la tua lettera e ho detto dentro di me, povera
Suor Luigia è ancora la stessa. Si, tu spassi per quelle vaste sale di S.
Maria, contornata da gioventù, ed operando meraviglie di zelo, ed io
mi contento di questa piccola casa, limitando il mio, ai pochi abitanti
di questa terra. Cosa vuoi per quanto dicano io sono tranquilla e
contenta persuasa che ciò sia stata la volontà di Dio: e questa lusinga
mi da coraggio e lena di continuar l'opera intrapresa; sempre però con
tutta la sommissione verso chi ci dirige, di maniera, che se D.
Alessandro mi avesse fatto ritrocedere con tutta la mia Famiglia, mi
pare, l'avrei obbedito istessamente, con quella stessa tranquillità, con
la quale mi sono fermata. Sta quieta, che S. Maria verrà, se Dio, la
Madonna SS. e S. Giuseppe l'avranno destinato; senza che noi ci
affaticchiamo, e facciamo pratiche per averlo; E cosa siamo noi, che
forse lo star noi alla Campagna, ci può essere occasione per averlo
con più facilità, senza cercarlo. Noi non sappiamo i disegni di Dio.
Egli, nella sua infinita Sapienza, si serve d'un mezzo che a noi sembra
il più lontano, per farci arrivare ad un altro, che ci ha preparato: e
come mi scriveva un giorno il Sig Canonico, seguiamo dolcemente la
grazia, non preveniamola, ed io dico istessamente, seguiamo gli
avvenimenti e non andiamoli di fronte. Ora parliamo di questa povera
Campagna. Questo Villiggio, che cosi lo chiamo, lo credo più grande il
doppio di Comonte, e se il Signore ci farà far bene, e mettere in
esecuzione i nostri desideri, si farà del bene, checchè ne dicono. Ieri
abbiamo incominciata la scuola; e nonostante i molti lavori che vi
sono presentemente, questa mattina le fanciulle erano ventidue. Le
nostre monache sono sane e contentissime; delle nostre Figlie non ne
parlo, stanno bene e sono contente ed allegre. La nostra Casa si
accomoda sempre più bene. E' stato una provvidenza, i continui
intoppi, successi per non aver la pisterna; poiché, ci sarebbe stata
inutile; ed abbiamo fatto invece, una cosa più bella e più comoda.
Vedi se non è meglio lasciar andar le cose senza affannarsi, per
volerle proprio. La cosa più incomoda, è che più ci pesa è, il dover
Lettere
379
opera omnia
sortire per andare alla Chiesa; ma ci vuol pazienza; il Signore, col
tempo, provvederà anche a questo. Io sto bene, eccettuato qualche
volta il mio difetto di stomaco, ed un poco d'enfiagione al solito
piede, che ora però è quasi tolta. Sta quieta, che mi tengo da conto, e
forse più di quello che si dovrebbe. Ti ringrazio, di tanta robba che ci
hai mandata. O quanta provvidenza: dicevamo mano, mano che
svolgevamo gli oggetti mandatici. Guardate, guardate, dicevamo,
povere monache! quanta robba! come ci è cara! questa mettiamola lì,
questa là, questa mangiamola: e cosi tutto, tutto, abbiamo messo a suo
posto. Oh quant'è buono il Signore, quanto ha cura delle sue creature!
Questa mattina fu qui Costanzo a ritrovarmi, e mandava un messo,
apposta, apposta a Seriate, dai Sig.ri Piccinelli, per provvederlo
ancora, quindici oncie di semente bigatti, essendovi qui, quantità
grande di foglia; e persuase me pure a provvederne; molto più che le
ultime poste, qualcheduna sono nate poco bene, di maniera, che mi
lasciai indurre a scrivere al Sig.r Antonio, di provvederne cinque
oncie anche per me, però al quinto. A caso però l'avesse da pagare, ne
provvedesse solamente tre, per essere senza danari. Ho fatto male? I
nostri bigatti, li abbiamo messi nella stanza del Fattore, per avere
ancora i muratori, e ciò, ci riesce assai bene; poiché, di notte vi
sorveglia il fattore, del quale sono assai contenta, sembrandomi, che
abbia anche molta cognizione di bigatti. Le mie monache, che per
stanchezza non nomino, ad una, ad una, come anche le mie figlie
assieme con me, tanto, tanto ti salutano, assieme a Suor Rosa, Suor
Leonilde, Suor Giuseppa, Suor Anna, Le Novizie, le figlie; e vorrei dir
qualche cosa a tutte, ma la lettera è stata lunga, ed io sono stanca, e
convien che mi muova. I miei doveri al Rev.do Sig.r D. Giovanni, D.
Bortolo, D. Pietro. Raccomandandomi al Signore, onde possa far
bene, poiché la mia debolezza è tanta. Addio, e addio di cuore,
Tua Aff.ma Sorella
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Sup. nell'Istituto delle S. D. S. F.
Domenica consegnerai al Sig. D. Alessandro la Lettera qui
occlusa.
All'Ornatiss. Sig. La Signora Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
380
opera omnia
LETTERA
256
Suor Luigia Carissi.ma
Dalla Villa Campagna il 8 Maggio 1862
Nessun avvenimento o novità da ieri a questa parte, quindi non
ti scrivo che sole due righe. Ti occludo qui la noterella, di quanto ci
hai da mandare e il Giovanni verrà lunedì, dovendo sabbato andar a
Bergamo per il telaio. Guarda nel casetto in mezza della scrivania che
troverai ancora qualcheduno di quei miei libretti, spediscimili tutti ben
involti assieme alle carte relative alla Campagna, ed ai disegni, per
mezzo del Giovanni. Ti spedisco un piccolo cestellino delle prime
ciliege, raccolte nel nostro orto; che noi tutte ben di cuore offriamo
alle nostre sorelle, Monache e Novizie: col patto di mangiarle subito,
alla prima ricreazione che farete dopo ricevuta questa lettera. Mi
rincresce che sono poche, ma sono qui tutte, avendole le nostre
Monache nemmeno assaggiate, per farne parte a voi altre. Non dite
nulla alle Figlie. Tanti saluti a Suor Rosa, che un'altra volta scriverò
anche ad essa; cosi pure alle Novizie. Salutami anche Suor Leonilde,
Suor Anna e Suor Giuseppa da parte anche di tutti noi. Addio, addio
Tua Aff.ma Sorella
Suor Paola E. Cerioli D. S. F.
Alla Ornatiss. Sig.
La Rev.da Suor Luigia Corti
Bergamo per Seriate
Lettere
381
opera omnia
LETTERA
257
Mia cara Suor Luigia.
Dalla Villa Campagna, 28 Maggio 1862
Voleva aspettare ancora qualche giorno a scriverti per darti
qualche nuova di S. Maria, del legato e del mio ritorno, ma non
sapendo ancor nulla di tutto ciò, ti scrivo due righe, onde non abbi da
essere inquieta pel nostro silenzio. Ho sentito volentieri le vostre
buone notizie di salute, ma mi dispiace, la cattiva riuscita dei bigatti,
ma bisogna aver pazienza, poiché il Signore, non ci mancherà mai. I
nostri bigatti sono andati meglio di quello che ci aspettavamo e
quando venne il Giovanni coi boghetti, erano di già imboscati. Anche
i dipendenti, promettono un discreto raccolto. Ti ringrazio dei
polastrelli e del buttiro. Noi, grazie a Dio, godiamo ottima salute e
siamo desiderose di saper l'esito delle nostre faccende; appena saprò
qualche cosa ti scriverò. Risponderò un'altra volta alle Novizie
essendo questi giorni, stata piuttosto occupata, e poi bisogna che
rifletta sulla divozione della Madonna, essendo bene che la pratica
che si vuol abbracciare abbia da restare sempre. Salutami tanto le
Monache. Ho gran desiderio di saper nuove del nostro Vescovo.
Tienti dacconto onde star sana, e scaccia qualunque cosa che ti possa
inquietare. Salutami tanto le Figlie. Raccomanda a tutte, di far bene la
Novena dello Spirito Santo, specialmente le novizie onde disporsi
bene alle SS. Feste. La ventura settimana facilmente sarà il Giovanni
di ritorno a Comonte, e allora spero, poterti dire il giorno della mia
venuta, che mi lusingo sarà presto. Salutami tanto D. Giovanni, D.
Pietro e il Sig.r Curato, come pure la Felice e il Gildo. Dì a
quest'ultimo, che si ricordi quando può, di andare a vedere in Città,
se hanno danari, onde pagarci l'interesse che scade col giorno sette.
Alla prima occasione, ti manderò la lettera onde andare a prendere,
dai Signori Piccinelli, l'interesse dei Coupons. Addio, addio, addio.
Tua Aff.ma Sorella
Suor Paola E. Cerioli D. S. F.
Lettere
382
opera omnia
Hai poi ritrovato quel mio libretto? Spero che si; mel lo
manderai poi per mezzo del Giovanni, non avendo premura, ho
abbastanza sapere che l'hai tu.
Lettere
383
opera omnia
LETTERA
258
Cariss: Suor Luigia
Villa Campagna 25 Ottobre 1862
In questo punto mi ritorna indietro il Cavallo, e Calesse, e il Sig.
Canonico, e D. Giò: andarono avanti a piedi, sperando di trovar
nuovo imbarco; ma già a quest'ora avrà inteso da Essi stessi, come
andò la faccenda. Ora credo bene di scriverti che dovendo
inconseguenza prendere il Cavallo a Nollo per venire a Soncino, sè non
hai motivi rilevanti, e di premura di dover venire alla Campagna abbi
da tralasciare, poiché dovendo di necessità stare via la notte, vedi che
ci vorrebbe quasi un Marengo, a meno che non travassi il Cavallo del
Tabarini e un Calesse, la qual cosa sai che è difficile. D'altronde ci
vorrà di necessità la condotta quando verrò a Casa io, onde vedi
quanta spesa. Abbiamo dunque pazienza, e facciamo questo sacrificio
alla bella virtù della Santa povertà (sempre però che non abbi motivi
urgenti di dover fare diversamente) Sè il Signore mi continua la salute
avrei intenzione di fermarmi qui s'indoppo S. Martino, vedi che vi sono
poco più di quindici giorni, a vedersi. Riguardo poi alla roba da
mandarci, come scrisci a S. Rosa, io farei conto di mandare ancora il
nostro Cavallo un giorno della ventura settimana a prenderla, e
intanto io ho messo il Corpettone il quale mi è carissimo, e le altre
pure s'ingegnano, e s'ingegneranno a coprirsi questi pochi giorni,
Suor Adelaide, sospira perché non ha dannari in Cassa, e abbiamo,
molti conti che ci premerebbero da soddisfare; ma ci vuole pazienza.
Io alle volte rido, perché noi dicciamo al Fattore, Non fatte conti, e
pagate tutti... e credo che rida anch'elli poiché non le diamo dannari.
Abbiamo venduto due Carra, e mezzo di Fieno, ma sono arrivate a far
ben poco. Adesso vi sarà da esigere la Rendita Lom-Veneto, e credo ci
voglia la Stampiglia da mè sottoscritta... però fatte dimandare al Sig
Antonio Piccinelli, sè dopo le ultime operazioni fatte alle Cartelle per
esigere gl'interessi convien fare come le altre volte. Dopo regolatevi in
causa. Il Fattore comprerebbe volentieri due Paja di Mansetti ma ci
vorrebbero 20 pezzi da 20 f, Questa sarebbe una spesa utile, e
necessaria; quindi io farei avvisato il Sig. Antonio, dal Gildo, sè
potesse per i Santi prepararceli, a scanzo sempre del piccolo Capitale,
Lettere
384
opera omnia
che ritiriamo per dare al Gildo. Ci farai poi sapere qualche cosa.
Intanto sta allegra, e non prenderti fastidio, di nulla, persuasa sempre
che il tutto anderà ancora secondo la volontà del Signore, e con questa
fiduccia viviamo tranquille, e abbandoniamo il tutto alla sua Divina
Providenza. Vi saluto tutte tutte caramente e vi desidero tutte quelle
virtù, e quella perfezione, che S. Giuseppe, desidera in una Suora
Della Sacra Famiglia. Addio.
Tua Aff.a Compagna
Suor Paola Eli. Cerioli
Il Fattore mi dicce ora che manderà il Cavallo Lunedì con un
carretto che si farà imprestare cosi poi preparare le robe, e una lunga
Lettera in compenso. Sappemi dire, sè sai qualche cosa della Sig.
Adelaide. Addio di nuovo.
Lettere
385
opera omnia
LETTERA
259
Cara Suor Luigia
Soncino 22 novembre 1862.
Ti scrivo solo due righe onde non abbi da pensar male riguardo
a noi tutte. Vivi dunque tranquilla che noi grazie a Dio continuamo a
stare tutte discretamente bene. Spero che lo stesso sarà di tutte voi, e
sono contenta che la Casa vadi ottimamente bene, già non nè dubitava,
mediante la valida protezione di S. Giuseppe. I Muratori lavorano da
più d'una Settimana in S. Maria, e noi, ora l'una, ora l'altra vi stiamo
ad assistervi, ma le fatture sono molte, e le giornate corte, di maniera
che si và lentamente. Il mio desiderio sarebbe di ritornare a Comonte
per la fine della settimana ventura, ma non ve' lo posso assicurare,
vorrei veder prima terminate le opere più necessarie di S. Maria, e
non posso ne' meno io saperlo, voi però non pensate male, poiché in
tutte le maniere dipenderà di qualche giorni di più, eppoi anche dalla
Stagione più, o meno bella. In tutte le maniere vi scriverò ancora la
ventura settimana. Scrivemi, che di di soma consolazione mi è il sentir
vostre notizie. Salutemi tanto le Monache, e la nostra Economa che ci
ha mandati cosi tanti dannari. Ci volevano proprio. Tanti saluti alle
Novizie, alle quali avrei ancor scritto volentieri ma non posso
arrivarvi, io non sò cosa dire, ho sempre qualche cosa. Che il Signore
vi benedica tutte, assieme le nostre buone Figliuole, vi prosperi, e vi
conservi, com'io lo prego, e lo desidero. Con tutto l'affetto mi segno
di fretta.
Tua Aff.a Com:
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Luigia Corti
Bergamo Seriate Comonte
Lettere
386
opera omnia
LETTERA
260
Mie Cariss: Monache1,
Villa Cam:a 2 Aprile 1863
Non poteva essere soddisfatta sè non veniva con questa mia ad
augurarvi felici, e prospere le SS: Feste Pasquali, mie carissime
Monache, e Novizie. Ieri sera non ho potuto scrivere pel Giovanni, lo
faccio dunque quest'oggi, che non andiamo in S.t Maria, come il solito
degli altri giorni, però brevemente perché ho di già fatta altra Lettera,
che mi premeva. Che la letizia, ed una santa gioja occupi i nostri cuori
in questi giorni d'allegrezza, e la rissurezione di Gesù Cristo ci animi al
ben fare onde meritarci d'ottenere il posto ch'Egli ci acquistò colla sua
passione, e morte. Però non bisogna dissimularcelo, mie carissime per
giungere a quel luogo beato ci vuole ancora la nostra cooperazione:
mettiamocela dunque tutta, e non lasciamoci superare dalle persone
del secolo, perché che cosa è mai quattro giorni di combattimento col
premio della vittoria che ci stà preparata nel Cielo? Ecco il bel giorno
di risorgere intanto noi pure spiritualmente ad una vita tutta nuova, e
conforme a quella del nostro Divino modello, e lasciamo nel sepolcro
tutto quello che ci può mai essere d'imbarazzo, e d'impedimento per
correre sul camino che a gloria [...]2 a vita conduce. Aggradite i saluti
delle nostre Sorelle di qui, che [...]3 pre pensano a voi, e stiamo legate
coi vincoli d'uno stesso spirito, amandoci in Gesù Cristo, e
scambievolmente animandoci al ben opere, onde poter ritrovarci poi
tutte unite nel soggiorno dei Santi. Saluto poi anche le mie care Figlie,
e lascio a voi col esempio, e colla voce, di guidarle sul retto sentiero,
pel qual fine il Signore le raccolse, e cè le consegnò.
Arrivederci presto, mie carissime, Martedì dopo le Feste, ma
con pace, e con quiete, che niente dovrebbe essere capace di alterare.
Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci custodiscono ora e sempre.
Vostra Affa Sorella e Ma
Suor Paola Eli: Cerioli
1
Di Bianchi annota: "A Comonte. Suor Luigia in indirizzo".
2
Testo corrotto. Di Bianchi suggerisce: "che a gloria ed".
3
Testo corrotto. Di Bianchi suggerisce: "sempre".
Lettere
387
opera omnia
LETTERA
261
Cara Suor Luigia
Soncino 17 Giugno 1863.
Ti scrivo di fretta queste due righe, perché ci preme assai che ci
mandi il Caretto col Giovanni, dovendo adoperare il Cavallo in
Campagna, essendo ora momento di grandi lavori, molto più poi che
avendo in tutti Buoi di Campagna la malattia cosi detta l'Ungina non
si può adoperarli, o pochissimo, e con molti riguardi essendo malattia
anche attaccaticcia nel Bestiame Bovino. Siamo innoltre dietro a far
fare il Forno, e ci vuole continue condotte, e per sabia e quadrelli,
dunque ti raccomando di mandarcelo al più presto. Mandaci pure
due paja Griglie di quelle grandi, cosi pure fà ordire il rimanente del
Lino di machina che aveva consegnato alla Santina, ed anche questo in
21 portate come l'altro, e la Stoppa grossa da tessere. La Catterina
terminerà presto la sua Tela quindi abbiamo pensato di farle fare
quella della Felice. Questa è nel Armario in una Cavagna, bello e
rochettato, col suo tessimento di Lino, ed un poco di Stoppa, fanne
ordire Brac: 28 in trentatre, e spedisci tutto assieme, col Pettine, e Lissi
in trentatre spessi. Cosi pure sarebbe bene che ci mandaste del Cottone
da mettere sul Telajo volante, ma tesserlo con le portate che avrai
ordinate al Gio: Capponi come ti aveva raccomandato, e sè credi
invece di spedirci da fare la Cottonina per gli Abiti delle Figlie, fà
come vuoi solamente che bisognarebbe tener sempre la mostra qui
occlusa. La Superiora dice di mandarle qualche Mantini, e la roba di
fare qualche grembiule per le Monache. Domenica vi fù ancora molti
Raggazzi come il solito, ed è grande disordine per le Raggazze che
vanno, e vengo dalla ricreazione. Per combinazione non vi era
guardie però mi promiscero che Domenica ventura si troveranno qui
senza fallo.
La Settimana ventura spero di poter venire a Comonte poiché
eccetuato l'inconveniente dei Raggazzi che sè Domenica le Guardie
faranno il loro dovere, spero che gli distoglieranno, del resto la Casa
và bene, e vè niente di grande impegno, sè eccettui ora i Muratori pel
Forno, che spero la ventura settimana termineranno anchessi.
Lettere
388
opera omnia
Abbiamo fatti molti progetti, cioè d'affittare mettà della nostra
Ortaglia, e di fare due Massari a Campagnola, cosi pure d'accomodare
le due piccole Case all'ingresso della Cascina Campagna, però
sentiremo il tuo parere, quando verrò a Comonte prima di darne
esecuzione, cosi come tante, e buo Sorelle animate d'un solo spirito, e
d'una sola volontà.
Che il Signore, e Sant Giuseppe conservi sempre nel nostro
Istituto quella stessa uniformità di pensieri, e di sentimenti che grazie
a Dio vi regna adesso, unito a somma carità, che è l'anima d'ogni ben
regolata Famiglia. Noi stiamo tutte bene [...]4tuato la Santina, che pare
vadi perdendo tutti gio dietro un poco di mala lena anche nella Peruti,
e Sofia. Salutemi tutte tutte, e ben di cuore. Stà sana, e quieta sù tutto, e
considerami.
Tua Aff Com:
Suor Paola E. Cerioli.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Madre Suor Luigia Corti
Seriate e Bregamo-Comonte
4
Testo corrotto. Di Bianchi suggerisce: "eccettuato".
Lettere
389
opera omnia
LETTERA
262
Cariss: Suor Luigia
Soncino, da S:t Maria 22 Giugno 1863.
Mando il Carettino appositamente per prendere la roba di
caricare i Telai, giacché vi è qui ancora la Maddalena, e questa roba ti
ho già scritto quale devi mandarmi. Nello stesso tempo ti spedisco
due Somme di Melicone, che guarderai d'adoperar subito; avendo
incominciato a prendere dell'odore. Sè a Dio piace, conto di ritornare
a Comonte per la fine della Settimana, e condurò meco la Maddalena,
e qualche Figlia: Qui non abbiamo niete di nuovo; e la casa và avanti
bene; il solo inconveniente si è quello dei Raggazzi la Domenica, che a
dire la verità è un gran disordine, e non sò capire perché non si possa
mettervi riparo: voglio vedere quest'oggi come anderà. Le Monache
fannno bene, ed anche le Novizie, tutte sono animate dalla voglia di
progredire; che il Signore benedica, e fecondi questi loro desideri.
Questa sera si darà la prima volta la Benedizione col Venerabile, e mi
ricorderò di tè, e di tutte. Ieri abbiamo accomodato un poco alla
meglio il nostro Altare maggiore, e ciò mediante la premura del Sig.r
Conte; Egli, è assai ottima persona. Sè mi mandasti 6 Bottiglie di Vino
di Leffe le regalerei volentieri al nostro Sig. Prevosto, onde guardare
di tenercelo amico, poiché ci può anch'Elli giovare. Scrivo a più
riprese, mentre le Raggazze vanno è vengono alla ricreazione; Esse
sono secondo il solito molte. I raggazzi sono fuggiti vedendo le
Guardie, ma bisognarebbero che venissero per un buon numero di
Feste, sino a che si fossero distolti. Mandami per il Giovanni, uno di
quei Bracciali che avevamo fatto fare per attarvi le Lampede in Chiesa,
senza però la Stella, che ora è al posto nella nostra Chiesa costì, cosi
pure mandami quei 4 Quadri che mi regalò il Sig. Antonio. Ti occludo
una Lettera di Suor Costanza, e un altro dell'Ani, tale e quale sono
scritte senza ch'io le abbia corette; quest'ultima inclina che le facessi
imparare a scrivere, ma io le ho risposto che questo non è per Lei:
però in generale fà bene, ed ha una grande apertura di cuore, come
anche Suor Maddalena, e Suor Costanza, e questo mi piace, e mi
edifica. Questa settimana termineranno il nostro Forno, esso è assai
Lettere
390
opera omnia
fatto bene, e le Monache pensano di far anch'esse il pane bianco,
vedremo poi sè sarà migliore quello di qui, o di Comonte.
A Campagnola abbiamo un Bue che và morendo, ma non della
malattia in corso, (Ma era del tempo che era ammalato) la quale non è
pericolosa, diversamente povare noi poiché ora incomincia anche nei
Buoi della Campagna; non vi è altro incoveniente che non si può
adoperarli, e bisogna spendere un poco per curarli. S. Giuseppe vuol
propria che siamo sue Figlie, e Sorelle perché non vuole che facciamo
dannari, ma come visse Esso si contentiamo del puro necessario; io
sono contenta, ma vorrei però che ci facesse la grazia di comunicarci
in compenso il suo spirito, e le sue virtù.
Ti raccomando assai da tenerti da conto, e mangiare quanto ti
piace, e aggrada. Le Monache tanto ti salutano, ed io pure s'intende.
Salutemi tù pure le Monache di costì, e le nostre Novizie che desidero
vedere; anche le nostre Figlie dille che le saluto di cuore e le
immagino tutte sollecite con Suor Maria nei loro lavori di Campagna.
Che il Signore le benedicca, e le prosperi in questa vita, e nell'altra. Noi
pure il Signore ci conservi nella sua Santa grazia, e ci custodisca ora, e
sempre
Addio, di cuore, e a rivederci presto, come desidero.
Tua Affa Compagna
Suor Paola Eli. Cerioli
I miei doveri al Rev: Sig. Arciprete D. Pietro, il nostro
Cappellano, D. Bortolo.
Non dimenticarti il Bracciale, che voglio provare a collocarlo
nella nostra Chiesa, poiché la Lampeda in mezza, e troppo in alto.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
391
opera omnia
LETTERA
263
Cara Suor Luigia
Soncino 6 Ottobre 18635
Questa mattina mi fù consegnata la tua Lettera, e vi rispondo di
fretta poiché il Novelli vuole partir subito ancora questa mattina.
Incominciero a dirti prima di tutto che mi sono consolata nel sentire le
tue buone nuove di salute, poiche riguardo alla tua debolezza non mi
fa paura. Mi rincresce che Suor Marianna non abbia fatto il suo
dovere coll'andare in parlatorio, con Suor Marta, ma adesso è fatta, e
ci vuole pazienza. Riguardo all'Enrichetta abbiamo tempo quando
ritornerò per concertare come regolarci, intanto questi quindeci giorni
sono ottimi per meglio conoscerla, e sperimentarla. Quella Figlia
raccomandata dalla Sig. Crippa accettala pure, non tanto per la
raccomandazione quanto per il bisogno che nè ha, come tù mi dicci:
Essa mi sarà cara come tutte le altre.
Per quello poi che ha detto il Rev: Sig. Prevosto di Camerata,
credo bisogno nemeno di riscontrarti, guarda se è possibile ch'io le
abbia fatta quell'offerta! sarà forze qualche mala inteligenza con altra
persona, e si sarà ingannato con mè. Manda pure le Figlia Anziane a
vangare, e dove vuoi; ed opera senza scrupolo, Ti rimando la Lettera
che andava alla Rosina, perche a dirti la verità non capisco nulla di
quanto in Essa è scritto. Il Sig. Canonico viene a Leffe subito dopo gli
Esercizi di qui, ma bisognarebbe ch'Egli mi potesse fissare il giorno
preciso di mandarlo a prendere la sera per venire a Comonte; poiché
sè fosse Lunedì otto, verrei a Comonte Sabbato, sè poi fosse Martedi, o
Mercoldi, verrei un giorno, o due più tardi; quindi bisognerebbe che
scegliesse quel giorno che più le accomoda dopo Sabbato otto, o
dimani otto. Mi è rincresciuto a non aver ricevuto Lettere ne della
Superiora di Monza ne di quella di Brescia, però tù fa scrivere
nuovamente a quella di Monza, che io ne replicherò un altra a quella
di Brescia.
Le Esercitanti mi sembra che vogliono essere tante, faccia Dio,
che si possa fare del bene. Ho pensato di far fare gli Esercizi alle
5
Data dubbia. Di Bianchi suggerisce: "1865".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
392
opera omnia
nostre Figlie le più grandi per due motivi, uno perche ne hanno
bisogno, l'altro perché intanto resto quieta per la sorveglianza. Ieri ho
veduta la Madre della Margherita e le ho raccontato della pazienza
che bisogna avere con la medesima pel suo carattere; ma ad Essa non
arrivò niente di nuovo, perché lo stesso facceva a Casa, di maniera che
provava sempre continui dispiacere. Io le ho detto che un pochettino
si era emendata, però che intanto si andava avanti a provarla, con la
lusinga che si voglia emendare. Non ho altro da dirti, avendo poco a
vederci. Ti scrivero poi ad Esercizi incominciati e per dirti quando mi
hai da mandare a prendere. Tù fami dunque sapere il giorno che il
Rev: Canonico, verrà a Comonte per mia norma. Quel Uomo condotto
qui di Bolgare fà bene, ed è contentissimo, d'essere venuto. Termino
perche mi fa pena, il sapere che stanno qui ad aspettare la mia Lettera.
Stà sana, tienti da conto, non per te, ma per impiegarti ad utile della
Casa, e dei nostri simili. Ti raccomando, le Novizie, e più le mie
Professe, ti do licenza di castigarle, quando ne vedi il bisogno e la
necessità. Con più vado avanti conosco la necessità di formar
Religiose ubbidienti, ed esemplari. Il Signore mi perdoni delle mie
negligenze, a questo proposito, e supplisca la sua bontà alle mie
mancanze. Egli benedica te pure, e ti conceda la pace, e tranquillità
d'animo, onde operare con maggiore spirito, e senza umani riguardi.
Ti saluto con tutto l'affetto, come pure le Monache, Novizie, e Figlie,
Suor Rosa, e tutte queste di qui ti salutano. Di nuovo addio.
Tua Aff:a Compagna
Suor Paola Eli: Cerioli.
Lettere
393
opera omnia
LETTERA
264
Cariss: Suor Luigia, ed Adelaide6
Soncino da S.t Maria 29 novembre 1863
Sè avessi avuto il Cavallo nero a Soncino vi avrei fatta una
improvizata a Leffe, cosi invice scrivo ad ambidue questa mia poiché
m'immagino di vedervi turbate, inquiete, ed imbarazzate per la
Cappellania, e la Scuola; cosi mi sembra dalla Lettera di Suor Luigia;
Non è vero? Io invece sono tranquilla si per l'una, che per l'altra. Per
la Cappellania sento dal Gio: di star quiete che non ci mancherà, però
avete fatto bene a desiderare che vi dassero in scritto le offerte onde
poterla stabilire, ma guardate bene di non intopparvi maggiormente
col rivolgervi a più canali, che venendo a sapersi, come si saprà di
certo, nè abbiano a male, e si abbiano quindi di ritirare perciò non
infuriatevi e state con uno, quello che credete meglio avanti a Dio
eppoi mettete tutta la vostra confidenza nel Signore che ci arriverete
quando, e com'Elli vorrà. Riguardo poi a quello che scrive Suor Luigia
d'essere corsa in parola col Rev: Calderoni, ecco, io avrei desiderato
un Sacerdote più in età, però qualora Monsignor Vescovo lo trovi
adattato, non ho nessuna difficoltà. Riguardo poi alle Scuole non mi
danno nessun pensiero, e trovo fuori di proposito la vostra
inqiuetudine per la Maestra; noi non abbiamo di andare a pensare
che costì vorranno insegnamenti schuisiti, abbiamo da stare
nell'insegnanza alle nostre Regole, sebbene siamo a Leffe, quindi Suor
Colomba che avevamo già destinata è sufficentemente brava, per costì,
e noi non abbiamo d'aver paura di sfigure, dicendo che le nostre
Regole non ci permettono d'insegnare di più, essendo il nostro
Istituto fondato a beneficio della Classe povera specialmente
Contadina, alla quale non si portarebbe vantaggio istruendola al
disopra di quello che è necessario sapersi per la loro condizione.
Riguardo poi anche per le istruzioni delle Scuole, e della ricreazione
Festiva, a Leffe essendo come voi ditte tutte Teologhe, per
l'abbondanza che hanno d'insegnamenti Religiosi; tolta nelle Scuole
l'Istruzione della Dottrina Cristiana che dovete andare alla semplice,
6
Di Bianchi annota: "a Leffe".
Lettere
394
opera omnia
ed attaccate al Cattechisco, del resto le Domeniche specialmente
limitatevi al solo canto delle Litanie, e al racconto d'un bel esempio
nel quale si può sempre lasciar correre quando vi è il bisogno, e si
viene al proposito quella paroletta, o due che resta impressa alle volte
meglio d'una predica. Pregate invece, pregate invece acciò il Signore, e
S.t Giuseppe benediccano le vostre fatiche, e dia alla Casa spirito, e
fervore per mantenersi sempre nel Suo santo servizio e nel fine
abbracciato. La Casa della Campagna continua ad andar bene.
L'Armati pure sento che stà bene, eccetuata la sua enfiagone alla faccia.
Qui in Casa niente di nuovo. Oggi hanno incominciato in Paese le
Sante Missioni, preghiamo il Signore acciò facciono fruto. Le Monache
vi salutano tanto. Voi salutatemi quelle di costi, come pure le Figlie.
Mie cariss:e stiamo unite di sentimenti di spirito, e d'affezzione,
specialmente noi vecchie, e distinguiamoci, con maggior zelo e
premura pel Signore le nostre Regole, e l'Istituto. Che la Santa, e
Divina Famiglia ci guardi d'ogni pericolo, ci illumini nel nostro
operare, e ci infonda quelle virtù si necessarie per ben condurci in
questa vita, e meritarsi il Cielo dall'altra.
Suor Nazarena, è timida fuor di misura ed ha bisogno più di
annimarla che d'altro, e bisogna tirarla dietro, scuoterla, e farle
coraggio. Stà sana, và attempo, abbi confidenza, vivi tranquilla
considerami quale con tutto l'affetto mi segno.
Tua Aff.a Compagna
Suor Paola E. Cerioli
All Molto Rev. Madre
La Rev.da Suor Luigia Corti
Nelle Suore D. S. F.
Gandino per Leffe
Lettere
395
opera omnia
LETTERA
265
Cara Suor Luigia
Soncino 2 Dicembre 1863.
Aveva scritto a Suor Rosa, in risposta alla dimanda che mi faceva
chi avrei creduta delle nostre Figlie adatata per Fratello della Rachele;
le suggeriva dunque la Valota, pel suo bel carattere da farsi assai
amare in quella Famiglia, ma poi ho pensato che faressimo assai male
a lasciarla sortire dall'Istituto potendo esserci col tempo molto utile
nelle nostre Scuole per le piccoline, come fà qui la Maffi, e sè il Signore
le dasse la grazia d'essere più semplice ed aperta sarebbe assai d'ajuto
anche a Leffe istruendola un poco nel lavoro: d'altronde ha delle belle
dotti, come di farsi amare, ed allegra. Quindi sè non vedi che abbia
più che voglia da collocarsi, che non crederei, non stà ad eccitarla, e
lasciamo al tempo che decida della sua Vocazione. M'immagino che
sarai di ritorno a Comonte, contenta d'una parte, ma forze inquieta
dall'altra, perché il Signore non vuole in questa vita vera contentezza,
perché vuole che acquistiamo il Paradiso col prezzo delle Croci. Felici
chi sà approfittarne; però il Signore concederà qualche cosa anche al
desiderio, cosa dicci? Anche il nostro buon Giovanni ha le sue croci,
ma le soporta si volentieri!..
Ha ancora l'Armati ammalatto della sua enfiagione alla faccia.
Non è un male di conseguenza io spero, ma però lungo ed Esso deve
travagliare di più, oltre che le tocca anche far d'infermiere. Ieri mi
disse "Faccio propria il Noviziato, eppoi soggiunse, ho pero gusto. Egli è
pieno di fervore. Il Signore lo benedicca. Termino essendo dietro alla
Lezione della sera. Qui stanno tutte bene, e lo stesso spero di voi
tutte. Stò aspettando sè può Suor Rosa che credo incomincierà a
desiderare S.t Maria, e la donna da condurci7
Vi saluto tutte tutte.
Tua Affa Compagna
Suor Paola Eli: Cerioli
7
Nella fotocopia dell'originale non si legge quest'ultima frase. Il testo sopra
suggerito è preso dalla Redazione Di Bianchi.
Lettere
396
opera omnia
Mandaci per Suor Rosa qualche Coperta o di Bavella, o di Lana
e la preponta della Sei, e le altre coperte d'inverno dell'infermeria. Uno
Scaldaletto, Un Fazzoletto di Testa, uno del Collo, per la Soffia, ed un
Corsetto per la Peruti, che puoi mandarcelo anche di percal, e la roba
di fare tre Cottoli. L'Oralogio per i Fratelli, e il mio Oralogio di
pendola.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Bergamo
Seriate e Comonte
Lettere
397
opera omnia
LETTERA
266
Cariss: Suor Luigia8
Nonostante un tempo burascoso siamo arrivate alla Campagna
felicemente. Abbiamo ritrovata la nostra piccola Casa ancora tutta in
disesto, di maniera che ci volle tutto il giorno a chiudere, ed
accomodare alla meglio la sala vecchia a pian terreno, e quella grande
a piano superiore per poter passarvi la notte. In questi due giorni
però si ha fatto molto, e spero per Giovedì prima di partire di lasciare
il vecchio fabbricato tutto terminato, dopo non vi resterà che le stanze
nuove le quali da quanto pare ci vorà tutta l'ottava di Pasqua prima di
vederle finite. In pieno sono assai contenta di questa nostra piccola
seconda casa, essa è si raccolta, si comoda, e si bella nella sua poverta,
che in verità quasi, quasi me' la farebbe preferire a quella di Comonte.
Suor Leonilde, e Suor Maddalena nè sono incantate, e ci sembra
d'essere a Nazaret. Però Suor Luigia vi starebbe male, essendo qui
con finestre, ed usci aperti giorno, e notte, non essendovi per ora
ramponi; anzi la prima notte abbiamo dormito senza un telajo ad una
finestra, e le ante si mal conesse che si avrebbe quasi potuto contare
dalle figure le stelle del firmamento. Nonostante tutte quattro siamo
state benissime, e non ostante senza coperte si siamo ingegnate in
maniera che non abbiamo sentito freddo. Si è sempre industriose per
supplire ai bisogni del corpo non è vero? Ora come và a Comonte? E'
Suor Rosa, e Suor Adelajde, e Suor Maria, e le nostre Novizie? Noi
nonostante le nostre facende vi abbiamo sempre tenuto dietro in tutte
le pratiche della Comunità, e questo è il legame ché ci unisce e vicine,
e lontane. Mando a Suor Adelajde le balancine, perché mi spedisca
per Giovedì un Oncia, e tre quarti di Sementi bigati di quella
d'Albania, cioè del Chiodino, cosi pure mi mandi quelle due palme
che sono nel nostro coro, e i 4 Candellieri piccoli d'Ottone. Suor
Leonilde, e Suor Maddalena mi pregano di salutarvi tutte tutte. Io
resto col desiderio d'abbracciarvi presto, e intanto mi chiudo con voi
ora e sempre in quella Sacra Famiglia con la quale e per la quale
dobiamo vivere, ed operare.
8
Di Bianchi suggerisce: "Villacampagna, 16 aprile 1862".
La Raccolta Suore suggerisce: "prima metà di aprile 1862".
Lettere
398
opera omnia
Tutta Vostra Aff Sorella Suor Paola E. Cerioli
Torno ad aprire la Lettera per dirvi dimani giorno di Giovedì
invece di mandare di mattina a Romano mandate dopo pranzo, a due
ore dopo mezzo giorno Gildo sia a Romano ch'io senza fallo mi
troverò colà.
Alla Stimatiss. Sig.
Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
399
opera omnia
LETTERA
267
Cariss: Suor Luigia
Casa S. Bernardo 17 Maggio9
La ventura settimana sarà impossibile che possa venire a
Comonte, quantunque senta grandissimo desiderio di rivedere le
Monache, le Figlie, e gl'intessi10 della Casa, ma conviene che stia qui
per stabilire sè posso la compra del Locale di S: Maria, avendo una
quasi certa probabilità che ci sia dato il Legato Cerioli d'annue Lire
Ita: 600 (sè non sbaglio) Come questo successa te lo dirò a voce, essendo
anche questo uno dei soliti tratti del nostro gran Padre S. Giuseppe.
Intanto stà quieta, e non parla con quelli fuori di Casa di questa
facenda. Io ti raccomando tanto direzione poiché a dirti la verita ho
paura che in questo abbi poca vista. La roba che ci hai mandata era
troppa per questa piccola casa, e tù non sai adatare.
Il Formaggio per esempio, per noi ci può durare sei mesi, siamo
cosi poche, e cosi anche delle altre cose: e alla mia venuta conto di
riportarle indietro. Noi siamo povere, e dobbiamo stare da povere, e
le grandi proviste lasciarle fare a ricchi, lo stesso ti raccomando nelle
altre spese, che alle volte sembrano necessarie, e dopo si vede che
erano innutili, inconseguenza prima di deciderti a comperare, a far fare
qualche cosa rifflettevi bene, e sè non è più che urgente, lascia passar
sempre prima qualche tempo. Cosi ti raccomando, non lasciate debiti,
non lasciate debiti, ma pagate tutti mano mano, poiché dopo vi
lascierete accumulare una quantita di conti che non potre soddisfare,
come ditte che fatte adesso, la qual cosa assai mi rincresce. Noi
contiamo pagar tutti, e senza incomodar nessuno, sè al Signor piacerà.
Dite al Gildo che stia informato del prezzo delle Galette, e mi
sapia dire qualche cosa. I nostri bigati vanno discretamente tutti bene.
La semente d'Albania ci ha fatto evvero temere, però spero che non
faccia male, avendone qui una posta che dimani, o dopo incomincierà
andare al Bosco.
9
10
Di Bianchi suggerisce: "1862"
Così anche la Raccolta delle Suore.
Di Bianchi interpreta: "interessi".
Lettere
400
opera omnia
Ho scritto in fretta, ed ha qualche maniera perché ho premura.
Scusami, vedi, già sai come sò, io voglio dir tutto quello che mi pare,
quantunque sappia certo che tù povereta avrai fatto, come più bene
potevi. Addio, addio, raccomandami al Signore.
Tua Affa
Suor Paola E: Cerioli
Manda subito la qui occlusa al Sig Canonico. Ti sciverò ancor
presto. Vivi tranquilla e in pace.
Lettere
401
opera omnia
LETTERA
268
Cara Suor Luigia11.
Incomincio il giorno prima della partenza del Giovanni, anzi
due, poiché oggi è Giovedì, ed Esso non partirà che Sabbato di buon
ora, a scriverti questa mia Lettera, onde compensarti dei due ordinari
passati nei quali non ti scrisci. Incomincierò prima a dirti che in grazia
del cattivo tempo non ho potuto ancora andare a S.t Maria, d'altronde
vi sono dentro ancora degli affittuali, e ci vorrà sino Sabbato, o Lunedì
per poterlo aver sgombro di tutto. Dimani però sè il tempo lo permette
anderò là, per guardare di fare il cambio, e contentare l'Affituale del
Sig D. Battista Consolandi nella casa Masserizia, e ciò mi preme assai
per fare accomodare l'apartamento al futuro Cappellano. Dimani poi
prima di chiudere la Lettera ti scriverò dell'esito. Lunedì ho
intenzione di andarvi con le Figlie, e Suor Adelaide, a farvi una
generale polizzia, ed io spero che metendovi dentro quatro, o sei
Muratori in otto, o dieci giorni potrà terminare, e quindi restare in
libertà, però ti saprò dire come và per la fine della ventura settimana
ritornando a Comonte il Giovanni. Il Sig. Prevosto, mi disse, che i
Fabbriceri hanno aprovato quanto il Sig. Conte Galantini, ed Esso mi
avevano promesso, e prima di partire mi farò sè posso consegnare la
srittura in dupplo delle concessioni, e diritti ecc, ecc, perché in quanto
alle fatture promesse le fanno eseguire subito, ed io ho piacere perché
intanto che mi ritrovo qui vedo come si fanno; Le portine del Coro a
piano tereno sono già dietro ad accomodarle. Io cercai al Sig Prevosto
di farci fare qualche altre fatture, e lo trovai molto condiscendente, ed
è per questo che ho piacere trovarmi anch'io sul luogo poiché spero
sempre di guadegnarvi. Il furto che ci è stato fatto, ha risvegliata la
compazione verso queste povare Monache; cosi mi è stato detto. I
Cerioli, e Scotti mi fecero infinite esibizioni, e si vedeva il loro
dispiacere per l'accaduto. Questo ci è stato di molta soddisfazione, e
credo che questo accidente risveglierà ancora l'amicizia coi medesimi,
che pareva quasi raffreddata. Il Signore ci vuol bene, ed egli saprà il
fine di questo accidente.
Venerdi 14
11
Di Bianchi suggerisce: "Villacampagna, 13 settembre 1862".
Raccoilta Suore suggerisce: "13 novembre 1862".
Lettere
402
opera omnia
Quest'oggi è ancora brutto tempo, ed ho timore questo dopo
pranzo di non poter andare in S. Maria, la qual cosa mi rincrescerebbe
assai, poiché questo è tutto tempo perduto, ma ci vorà pazienza.
Intanto vado avanti con la tua Lettera, e rispondo al tuo cariss: Foglio.
Della Fanciulla di Scanzo, sè è cosi misera, sarà sempre maggior carità,
di averla ricoverata. Della Giuliani poi hai fatto benissimo, Essa è già
arrivata ad un età che si può collocare, e lasciare quindi posto ad altre,
e meglio che presso ad una Zia, ed un Prevosto, cosi di stima e di
garbo come i medesimi non saprei dove collocarla, dunque stà
tranquilla. Riguardo al posticipare la Messa Festiva per comodo della
popolazione, io senza portar sconcerto alla nostra ora della Colazione
farei la Meditazione prima della Messa, cosi vereste alla Domenica a
suonarla alle ore 7 precise, e non variareste di nulla il vostro orario
facendo colazione ancora alle ore otto. Ti pare che vadi bene?
Riguardo alle Cartelle e all'affitto Boterlini verranno anch'essi, intanto
potete dispore dell'Affitto Frulardi, e Conconni; ricordatevi con
quest'ultimo d'incontrarvi anche quando restò in debito della prima
rata. Spero che avrete scosci i dannari dai Sig Piccinelli, come la lettera,
e noi stiamo qui aspettandoli, avendo gli Agravi a giorni, quindi con
più cè nè potete mandare, ci saranno cari, e ci è posto abbondante da
metterli, ricordatevi voi pure degli Agravi, eppoi tenetevi in Casa
qualche poco di scorta. Ti ringrazio tanto delle Scarpe, ma te le
rimando perché sè le guarderai bene entro e fuori vedrai che non sono
Scarpe né per tener caldo, né di durata, potevi tralasciare ch'io aveva
ancora le mie dell'anno scorzo, non di meno ti ringrazio, però ora
avendole da cambiare, guarda da farle comperare con la sua fodra
forte dentro, ecc. Mi è poi di consolazione il sentire che tanto le
Monache, come Novizie, e Figlie si sforzano a fare più bene che
possono. Questa è una grande consolazione per mè. Il Signore vi
benedicca tutte, e vi colmi delle sue grazie più elette. Noi stiamo tutte
discretamente bene, ed ora ci è quasi passata la paura dei Ladri, però,
vedi, stiamo all'erta, e alla sera chiudiamo tutto bene, eppoi riposiamo
tranquille.
Vengo ora da S. Maria ho combinato coll'Affituale, e col Sig. D.
Gio:Batta Consolandi, l'affituale la ventura settimana anderà ad abitare
in Casscina, ove ha scelto le sue Stanze, e lascierà vuota la sua Casa,
pel futuro nostro Cappellano, e noi daremo a Consolandi per
quest'anno, N°. 2 Napoleoncini, e due Lire, pel venturo anno poi non
si ha trattato perché sembra disposto ad affitarci pure il Campo. Ti
occludo qui una Lettera, pel Sig Canonico, ma bisognerebbe, che
Lettere
403
opera omnia
gliela facesti avere Domenica, perché desiderarei molto avere la
risposta. Non vi mando Legna minuta poiché noi non nè abbiamo
più, e comperarla non conviene, essendo in questo momento
carissima, quindi sè vè nè abbisogna di quella di morone per il Forno,
fattela comperare dal Gildo dal Fattore delle Crocette che la pagherete
come mi disse il Galeazzo 15 lire al Carro. Stà tranquilla a mio
riguardo che mi tengo da conto, e le Monache pensano a tutto.
Salutemi tanto tanto Monache, Novizie, e Figlie, che spero per la fine
del Mese di poter vedere, ed abbracciare. Tienti da conto, e senza
scrupoli; vivi tranquilla, abbandonata con fiduccia nelle braccia della
Divina Providenza, nella quale tutte vi lascio. Di cuore, e con affetto mi
dicco
Vostra Aff Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
404
opera omnia
LETTERA
269
Cara Suor Luigia
17 novembre12
Ti occludo la Lettera per la Sig. Adelaide la quale credo bene di
metterla in una diretta al Gio: Capponi. Dopo che le avrai Lette, e
sigilatte, io crederei bene, in vece di metterle alla Posta che tù le
mandasti per mezzo del Balocco a Leffe, a consegnarle in mani stesse
del Giò: Capponi, all'Ospitale del quale è Economo, poiché essendo
già da tempo che è stata scritta quella della Sig Adelaide, e un poco
che resti anche la mia in Posta, vedi quanto si portarebbe in lungo,
perciò crederei di fare cosi. A caso poi che la Sig: Adelaide fosse a
Spinone, ci penserà il Giovanni a fargliela avere presto, e sicura. Mi
sono poi consolata molto a sentire della Luiselli, ed ai fatto molto
bene a dirigerti cosi. Non scrivo altro, avendo fatto anche queste due
Lettere. Salutemi tutte. Tienti da conto, e tieni da conto pure le nostre
poche Regole, che sono i legami che uniscono, e conservano l'Istituto,
però non inquietarti mai, sè alle volte vi manchi, ma và in vece avanti
con maggior attenzione, e maggior confidenza. Specialmente stà in
guardia sul accompagnare sempre il Cappellano alle inferme. Salutemi
queste ultime di cuore. Dimani incomincierò ad andare in santa Maria,
poiché oggi non ho il Cavallo. Per la fine della settimana ti scriverò
qualche cosa.
Addio, addio per parte anche di questa comunità tutta; di fretta
Tua Affa Compa:
Suor Paola E. Cerioli
Voleva agiungere ancora un biliettino, ma e quasi 9 ½ quindi ora
del riposo, e tu sarai contenta che vadi a Letto non è vero? però ti dicco
solo di non fare alzare di notte le Monache a fare il pane ma
solamente un ora prima della sveglia. Cosi non inquietarti quando
falli, ma con più confidenza nella bontà, di Dio, procura di stare più
12
Di Bianchi suggerisce: "Villacampagna, 17 Ottobre 1862"
La Raccolta Suore suggerisce: "17 novembre 1862".
Lettere
405
opera omnia
attenta per un altra volta specialmente in quello che riguarda la
Regola, ma mai turbarti, e meno poi avvilirti, poiché ciò rimedia a
nulla. Stà dunque in pace ch'io non dubito che tù farai ciò che puoi, e
bene, e il Signore, e S. Giuseppe ti assisteranno sempre sempre lo
spero anch'io per mè.
Alla Molto Rev. Madre
La Madre Suor Luigia Corti
Seriate
Comonte
Lettere
406
opera omnia
LETTERA
270
Cariss. Suor Luigia13
Ecco che ti mando le Bottiglie (6) e Pesi 1. e otto Lire di Lino,
però peselo anche tù, e nottelo in un Libriccino assieme all'altro che ti
hanno mandato prima, e ciò per buona regola. Ti raccomando di
tener ordine nel dispensarlo acciò non nè abbia da andare a male
poiché quest'anno è carissimo, e nè vogliamo far poco.
Mandami la roba come alla Lettera scritta a Suor Rosa, ed anche
le Preponte. Non ti mando il Melicone poiché adesso potete voi pure
far battere il Melicone distacherolo, e perciò mi sembrava una cosa
innutile, il spedirvelo. Domenica di sera, credo, verrà a Comonte il
Fattore per andare Lunedì al Mercato a provedere i Mansetti, sempre
però come non dubito che vi dia i dannari, il Sig Piccinelli, ai quali
manderò poi la Lettera di ricevuta. Scrivemi in proposito per mia
regola, e in caso affermativo ti manderei la Lettera entro la settimana
onde preparargliegli alla sua venuta. Sè ha noi poi ci mandasti pel
Giovanni un due Napoleoncini ci sarebbero carissimi, poiché
abbiamo propria di necessità... non oso dirvi di più persuasa che nè
avrete pochi voi pure, e forz'anche senza. Basta mandateci quello che
potete, va bene? Mi sarebbe pure carissimo il mio Oralogio sè mai
fosse all'ordine. Sei stata contenta del Sig Canonico? Io voglio sperare
che ti avrà assai giovato, e consolata con i suoi suggerimenti, e
consigli, che il Signore lo benedicca, e lo prosperi sempre. Non sò
ancora con che mezzo sia giunto a Comonte, qualunque poi sia stato,
sperò che sarà finalmente arrivato a Comonte felicemente, ed in buona
salute. Però lo sentirò da te volentieri onde assicurarmi. Ti
raccomando poi di dispore le Figlie ma molto più le Novizie a
celebrare santamente la Festa dei Santi, ed il giorno dei Morti. I Santi
sono stati come noi viatori in questo mondo soggetti alle nostre stesse
miserie, ma Essi hanno combatuto virilmente, ed ora godano per
sempre il prezzo dei loro sforzi, e delle Loro fatiche. Che Essi
intercedano per noi acciò dopo aver noi pure dietro i loro esempi
superati i nostri nemici dividiamo con Essi le gioje del celeste
soggiorno. I morti poi devono risvegliare tutta la nostra compazione,
13
Di Bianchi suggerisce "Soncino, 25 ottobre 1862".
La Raccolta Suore suggerisce "Fine ottobre 1862".
Lettere
407
opera omnia
ed impegniarci a far per Essi qualche sacrificio, e pregare con maggior
fervore. Sarà bene, sè l'ottava dei morti farai fare qualche Orazione di
più, per esempio le Offerte o le Via Crucis, come gli altri anni. Un
Uomo di qui desiderarebbe di collocare una Fanciulla nelle SordeMute, ma desiderarebbe prima di sapere quanto si paga di dozzina
onde far anch'Elli i suoi conti, e vedere sè si ritrova in grado. Dimani, o
dopo dimani aspetto ancora una vizita di Monsignor Vescovo, però
non lusingarti di favorevole notizie circa la nostra Cappellania.
Monsignore ci dà buonissime speranze, ma ci manca i mezzi di
giovarci. Questi però li troverà spero il Signore, e S. Giuseppe,
quando noi meno ci penseremo. Intanto offriamo a Dio, sè le cose non
vanno secondo i nostri desideri, cosi pure le nostre privazioni, e la
nostra lontananza. Ti scriverò poi per il Fattore (Domenica) quando
avrai da mandarmi a prendere poiché facilmente mi farò condure a
Romano onde risparmiare la condotta. Intanto vivi tranquilla sul mio
conto che farà presto a passare anche questo poco tempo, del mio
ritorno a Comonte, dove poi sè a Dio piace si racconteremo le nostre
comuni vicende. Le Monache tanto ti salutano, cosi pure le Figlie, che
sono qui mezzo adormentate ad aspettar mè per andar a Letto. Salutemi
tutte le monache Novizie, e Figlie, che vorrei nominare ad una, ad
una, ma a momenti stò aspettando le 10... ore. Addio, tienti da conto,
non stare alle Regole, non aver scrupoli, e pensa sempre bene, di mè
(intendo della mia salute) de' nostri affari, del nostro Istituto... Ecco
suona le dieci... vado, addio di cuore.
Sappemi dire, sè lo sai, quando viene a Comonte la Sig Adelaide,
onde regolarmi anch'io sul mio ritorno.
Tua Affa Compagna
Suo Paola Eli: Cerioli.
Non guardare alla cattiva scrittura, ho scritto in fretta, eppoi qui
in mezzo alla ricreazione.
Alla Molto Rev:da Madre
La Rev.da Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
408
opera omnia
LETTERA
271
Cariss: Suor Luigia14
Solamente ieri sera ho ricevuta la cara Lettera della Sig
Adelaide, e sono contentissima della sua venuta tra noi. Che il
Signore, e S. Giuseppe la benedicca, e le conceda tutte quelle grazie, e
benedizioni necessarie per essere una vera Suora della Sacra
Famiglia. Dalla di Lei Lettera sento il suo desiderio di venir qui a
prendermi, ma siccome io non potrei fissare il giorno prefisso, cosi ho
pensato per assecondare i di desideri, ed i miei pure di mandarla a
prendere a Romano, Martedì al mezzo giorno. Quindi io mando
appositamente un Uomo onde possiate preparare l'imbarco per
Martedì, che il nostro Fattore sarà là col Legno al mezzo giorno. Per la
fine della Settimana poi spero di ritornare assieme a Comonte avendo
ora veramente desiderio. Per schivare più che si può le Monache nei
viaggi, fà accompagnare a Romano la Sig Adelaide, dell'Ani, che io
manderò la Sorella del Fattore, e tre Figlie che mando a Comonte.
Quando non vi è necessità le Religiose bisogna sempre schivarle. Ti
raccomando di far fare una buona colazione alla Sig Adelajde, poiché
pranzerà poi qui alla sera. Cosi pure il Gildo faccia colazione che
pranzerà poi a Comonte. Cosi fanno i povari. Avrei risposto volentieri
alla Sig Adelajde, ma stà qui ad aspettare per partire l'uomo, e mi
sollecita la premura. Intanto salutela per mè caramente. State tutte con
Dio, e a rivederci presto.
Suor Paola Elisa:
Cerioli
Può mandare 2 Figlie qui a Villa Campagna, invece delle tre che
rimando una grande di ajuto, ed una piccola. La Gamberina la
ricondurò io.
Alla Molto Rev. Madre
Suor Luigia Corti
Comonte
14
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, novembre 1862 (per la citazione della Sig.
Adelaide Dedei); Vd Ep 39; Corr. 71".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine novembre 1862".
Lettere
409
opera omnia
LETTERA
272
Mia Cara Suor Luigia15
Ho veduto assai volentieri Suor Costanza, e aspettava pure
Suor Adelaide per ritornare adietro con la Lucia, l'Armelina, ed una
Raggazza che accettai qui di Soncino, e mi sarebbe stata carissima,
però và sempre tutto bene quello, che succede, e tengo pur qui le
Figlie rincrescendomi mandarle tutte sole col Gildo.
Perché pensare sempre male quando non rispondo a tuoi
biglietti? e sempre quel timore di far male? Tù fai quanto puoi, ed io
per questo riguardo sono tranquillissima; questo è un diffetto che
bisogna cercare di superare altrimenti si vive sempre inquiete con
danno grave del corpo, e dello spirito. Stà sicura che senza dirmelo io
non tralascerei di coregerti, e rimarcarti sè mai facesti cose male,
essendo come tù sai questo il mio carattere, e sè taccio segno è che và
bene. Riguardo poi anche al contenuto de' tuoi biglietti io non ne
faccio caso: ma mio Dio, perché stupirci di tanti pensierucci che vanno
e vengono nella nostra fantasia; e non siamo noi un impasto di
miseria? Il Signore sà di qual tempra ci creò, e saprà compatirci,
mentre nè avremo sino alla morte, e questo è quello che faceva
desidera ai Santi la morte per liberarsi da tante miserie, noi invece
desideriamo la vita, per impiegarla in opere del Signore, e non
curiamo la morsicatura di questi piccoli insetti che quantunque ci
tormentino, non ci possono però far alcun male sempre che
pazientamente procuriamo d'allontanarli. Per andar alla spiccia avendo
poco tempo tralascio di Suor Speranza, che già nè ho parlato nell'altra
mia, vengo alla Margherita, e dicco che tù non hai da guardare sè
questo, o quello le piace, o dispiace, sè starà, o nò nell'Istituto, ma fare
il tuo dovere e cercar anzi di provarla con cose che Le sono più
rincrescevoli, negando la sua volontà, e rompendo i suoi umori, e
caprici. Va avanti come ti senti, e detta il tuo dovere, molto più
avendo poco alla Vestizione, almeno sè la meriterà e guardati di non
lasciarti prendere da scrupoli riguardo al tuo operare come Maestra
delle Novizie poiché il Demonio vi farebbe la sua. Riguardo poi alla
15
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1863 (la Sig. Dedei è già divenuta Suor
Costanza)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
410
opera omnia
parente di Suor Costanza, non aver timore ch'io l'accetti né per
portinaja, né per altra, già sai che ho troppo paura di legarmi, molto
più poi in questo caso, avendo essa si poca salute, eppoi per altre
infinite cose, e ciò serva di norma anche a tè.
Riguardo poi a quella Figlia raccomandata dal Sig Canonico,
quando voi pure nè siate persuase accettatela pure alle condizioni che
voi ditte cioè che trovandola oltre la salute, innabile ad essere istruita,
e inconseguenza al matrimonio la rimanderete, cioè la consegnarete
ancora ha chi ve' la dà... insomma fatte come mi avete scritto che
volete fare, e mettetevi al sicuro bene. Col Rev: Prevosto di Camerata
pure regolatevi secondo mi ditte. Suor Rosa fà assai bene, rimarca, e
vede i suoi doveri, e sà correggere, e castigare quando si deve, di
maniera che in questo sono contenta. Suor Anna fà benissimo, e non
può meglio disimpegnare il suo Ufficio, anche nelle ricreazioni
Festive non può far meglio. Suor Leonilde ha ancora i suoi diffettucci
che aveva a Comonte fra i quali di non mangiare, ed è la Croce di
Suor Rosa la quale per mio ordine deve sempre metterle sul tondo la
polenta, del resto nelle ricreazioni Festive fà bene, ed anche
disimpegna bene la poca istruzione che si fà in queste. Giovedì
abbiamo incominciato a tener divise le grandi, dalle piccole per la
gran quantità che nè vengono, e ciò riesce meglio stando le grandi più
attente. Suor Anna è con le piccole, e queste per ora sono in maggior
numero, e mi pare che l'altro giorno fossero intorno a cento. Suor
Leonilde è con le grandi, che ora sono più poche per il motivo de'
bigati. Abbiamo poche panche, e cosi tanto devono star in piede anche
a raccogliere tutte le panche della Casa. Suor Maddalena la Domenica
la lascio sempre con le nostre Figlie dissopra essendo troppo giovane,
e non da compromettersi in tanto numero di Figliuole. Nella scuola fà
bene e tranne qualche diffettucci, che man mano si procura corregere
non sono mal contenta. Questo inverno però, che averemo io credo
una Scuola di Raggazze numerosissima, ci vorrebbe proprio un altra
Monica più in età, intanto và avanti bene, così, e vivi quieta. Le scuole
sono divise, e bisogna tener anche l'antiporto chiuso perche le
piccoline fanno molto strepito, e disturbano le grandi: non ostante i
molti lavori presenti sono quasi sempre trenta quattro, trenta sei. E'
stato qui a ritrovarci il Sig. Arciprete, ed io Le ho dato a capire che
non si poteva entrare in Convento avendo noi clausura: parve che
non nè avesse a male l'approvasse di maniera che ha questo riguardo
mi sembra di poter star tranquilla. Ora dovrei aver poco a ritornare a
Comonte, perché riguardo alla Casa và bene, e con ordine, e non ho
che la consegna della Fabbriceria. Il Sig. Conte Galantini sento che è
Lettere
411
opera omnia
arrivato a Soncino, aspetto qualche giorno eppoi lo farò pregare sè
vuol venire al Convento, e cosi s'intenderemo. Ho ancora
d'accomodare l'affituale Grazioli, quello che mi cedette la Casa pel
Cappellano: Io ora Le vorrei dare il Cassinetto, ed affittare poi le tre
stanze che occupa presentamente, facendole l'uscio d’ingresso in
strada per tenere la Cassina vuota per nostro uso: tutto come
avevamo tra noi concertato: ma ho paura che non abbia da potermi
combinare col Grazioli perché temo che esso voglia oltre l'abbitato un
poco di terreno, ed io nò, avendomi anch'Elli data la pura Casa eppoi
temo che tratti di volermi dar poco della stessa Casa, e il Sig. Scotti al
quale ho messo in mano l'affare sarebbe persuaso che dovendo noi
fare dei sacrifici ci converebbe di più restituire a Grazioli la sua Casa, e
accomodarci al Cappellano le stanze che occupa presentamente
Grazioli alzando il tetto del Solaio. Il Cappellano è indifferente, e mi
dicce di non guardare a Lui ma a nostri interessi. Io sono assai incerta
essendovi il suo da una parte, e dall'altra. Ho fatto fare per mia
norma la stima al muratore a quanto ammontarebbe la riduzione di
questa Casa, ma l'ho ancora d'avere. Martedì verrà a S. Maria Scotti, e
si guarderà sè si può di combinarci, chi sà anche che vadi tutto bene,
intanto il pensiero di questa faccenda mi fà stare un poco inquieta
pensando sè non si combina, e dovessi proprio fare dei sacrifici (che
forze sarà mia immaginazione sembrando i Grazioli buona gente)
come decidermi, e regolarmi in proposito, avendo sempre paura di
trovarmi poi pentita. Scrivetemi i vostri sentimenti in proposito. Ho
ancora l'Anì. Essa fà bene, manca è vero qualche volta d'ubbidienza,
ma ha una apertura d'animo grandissima. Le Figlie che sono alla
Campagna, mischiano, un poco bene, un poco zoppicando, già sai
come fanno tutte. Sarete coriose m'immagino di sapere come vanno le
Elemosine della Chiesa. In un mese si ha raccolto dieci Lire e 17 Soldi
circa, spero poi andando avanti che si raccoglierà di più, jeri sera vi
era nella borsa un mezzo franco, perche noi per non sbagliare
mandiamo alla cerca sera, e mattina. Addio, salutemi tutte.
Tua Aff.a
Suor Paola E. Cerioli
Raccomando a Suor Adelaide da tenerti da conto, col mangiare
col bevere, col dormire e tù ubbidisci.
Lettere
412
opera omnia
LETTERA
273
Mia Cara Suor Lugia16
Ti occludo due Lettere, una diretta al Sig Canonico, che farai
piacere dimani mattina a fargliela consegnare, e l'altra allo Zio di Suor
Nazarena. Questa la lasciai aperta sè volevi leggerla e dopo sigilatta
spediscela. Riguardo alla Luisella io lo torno a ripetere, sarei contenta
che si combinasse di poterla accettare, persuasa che ci sarà cara, ed
utile. Riguardo poi a quella di Pianca sè hai tanto concetto, sarebbe
poco male a provarla, ma però bisognarebbe fissarle prima la Dotte che
deve portare, e poi aspetterei a farglielo sapere dopo essersi intese
con la Luiselli, poiché a questa ed al Sig Prevosto potrebbe sembrare
una scusa quanto ora mettiamo in Campo riguardo alla Luiselli, per
prendere quest'altra, e allora poi gliele potremo far sapere dalla
Luiselli medesima, sè ancora saremo persuase. Intanto non abbiamo
fretta, e lasciamo fare al tempo, cosi pure con quella di Bergamo non
facciamo le cose a precipizio, poiché mai non ci vanno bene. Della
Margherita mi rincrescerebbe ma abbandoniamo il tutto a S.
Giuseppe che sè la vorrà pel nostro Istituto per quante cose abbia in
contrario ci starà, sè poi non la vorrà anderà anche sè volesti ritenerla a
forza di buone grazie. Sai quante esperienze abbiamo avute, e queste
bastano a tranquillizarti. Credo poi bene di rispondere alla gentil
Lettera del Rev: Sig Fumagalli di Milano, ma non avendo tempo di
farla, e spedirtela, la farò a miglior tempo, e gliela spedirò di qui.
Quello poi che ti raccomando, come anche alle Monache, è d'avere
grande ezatezza per le nostre Regole, e cura pel buon esempio delle
Novizie, [già sò che fatte bene, e anche meglio in mia assenza, ma
lasciatemelo dire lo stesso:] come pure attenzione ed diligenza a
vostri doveri. Cosa volete i sacrifici che farete in quella, e in questi
attireranno sù voi, sù le nostre Figlie, sull'Istituto le benedizioni del
Cielo.
Ora eccomi a darti ora le nostre notizie. Ho fatto ottimamente a
tenermi la relazione col Sig Prevosto. Monsignor Vescovo che fù qui
jeri mi disse pure che feci bene, ed ha caro Egli pure che accomodi
tutto con concordia, ed armonia del medesimo, poiché mi può
16
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, ottobre 1862. Vd Corr. 72".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di ottobre 1862".
Lettere
413
opera omnia
giovare, come in fatti sono contenta, e sè il Signore lo vorrà spero di
terminare i nostri impegni, col Parroco, e la Fabbriceria con
vantaggio, e utile dell'Istituto. Si stabili il giorno 22 del corrente Mese
per unirsi in S. Maria, e trattare delle nostre vertenze, spero che il Sig.
Canonico non mi mancherà, e lo aspetto il giorno prima. Monsignor
Vescovo mi promisce che sè potrà verrà Egli pure, ed io nè sarei
contenta: Egli secondo il suo solito ci parlò con gran bontà, e mi diede
ottimi suggerimimi. Che il Signore, lo custodisca, e lo benedicca.
Riguardo alla Cappellania non sò niente poiché non ho ancora veduto
il Sig Arciprete, e Monsignor Vescovo stà in questo in Lui. Saluto
tanto S:r Rosa, e le raccomando di star quieta riguardo alla mia salute,
il Signore è buono ed ha cura di mè infinitamente di più di quello
ch'io merito, e faccio per Lui. Suor Leonilde, e le raccomando di star
ferma nè suoi buoni proponimenti, poiché il Signore corona sempre
presto, o tardi la perseveranza. Suor Giuseppe di pensar poco a sè e
molto alla bontà del nostro buon Dio, e ciò le allargherà il cuore alla
confidenza. A Suor Anna, e abbia cura delle sue Figlie come un
deposito che le è stato consegnato dal Signore, ma non pretenda, né
esiga molto poiche alle volte il troppo volere fà fuggire la buona
volontà. A tutte d'unirsi a noi con le preghiere, e le buone opere. E'
già le dieci, e tutte sono a Letto, eccetuata Suor Adelaide che stà qui a
farmi compagnia. Sè volessi guardare al piacere di trattenermi con
voi, continuerei ancora, ma bisogna che termini. La prima volta
scriverò alle Novizie, e poi alle Figlie. Addio, dunque tutte, tutte, e
abbandoniamoci come fanciulle nelle braccia della Divina Providenza,
acciò faccia di noi, e in noi sempre la sua SS: volonta. Che Gesù, Maria,
Giuseppe ci benediccono, e ci custodiscono sempre.
Suor Paola Eli: Cerioli
Lettere
414
opera omnia
LETTERA
274
Mia Cara Suor Luigia
Comonte 15 Ottobre17
Ho ritardato d'un giorno la partenza del Novelli per lasciare
riposare il Cavallo. La tua Lettera l'ho ricevuta un giorno dopo poiché
l'aveva lasciata nel tavolo in S. Maria Quest'oggi dunque con Suor
Adelajde siamo andate a prenderla. Sedute dunque sul Pagliariccio
che ci avevi mandato aprimo il Plico, e presi per prima, e lessi la tua
Lettera. Quantunque fossi preparata alla perdita della nostra Figlia
Pirola, non ostante, non potei a meno di cagionarmi in quel momento
un poco di senzazione. Mi consolò poi grandemente nel sentire della
sua bella morte, ma già il Signore ha cura, e premia sempre le anime
semplici, e la Pirola era una di quelle. Mi rincresce della nuova
malattia del Giovanni, cosa vuoi è sempre gran carità quando senza
vostro grave incomodo lo potete soccorere, è, ho vivo, o morto le sue
preghiere vi aiuteranno sempre. Non guardare poi sè lo pretendono,
o nò, cosi la carità sarà più meritoria. Riguardo a poi a quanto dicci a
proposito della Luiselli, in tutte le maniere noi abbiamo fatto bene a
scriverle cosi, vuol dire che quando verrà a presentarsi noi faremo
come ci parerà, poiché con quella non siamo legate.
Riguardo poi anche alle due proposte dal Sig Professore Rossi
non vi vedo niente di far bene, perché la prima anderà a terminare che
suo Padre, o non le vuol dar niente, o le darà poco per non
spropriarsi, riguardo alla seconda sè questa è in parola colle Figlie Del
Sacro Cuore perché entrar noi? Questa Lettera merita una risposta
riflessiva, e gliela farò con comodo. Non abbiamo fretta, che le cose
anderanno sempre maggiormente bene. Non è un pensar male quanto
giudichi in proposito di queste Novizie, il pensar male è quando la
causa ci fà perdere l'onore, il credito, la stima, e qui non centra per
nulla. Hai fatto ottimamente a comperare il Vaselino, questa era una
spesa necessaria, e non dovevi aver timore. Fai male ad augurarti qui,
hai da procurare invece come dicce S. Francesco di Sales di ricondure
sempre, dolcemente, e soavemente il nostro spirito a stare dove ci
17
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1863, giovedì".\
La Raccolta Suore suggerisce: "1862".
Lettere
415
opera omnia
vuole Iddio credendo che quello sia il luogo per noi migliore. Che
cosa sai tù che qui dove sono io godresti la pace? Potrebbe darsi che
avesti da trovare forze maggior fastidi che costì, poiché non vè luogo
senza le sue croci, eccetuato per quelle anime elette che trovano in esse
le loro delizie. Godo assai nel sentirvi tutte d'ottima salute, del
Angelina povereta non si può aspettarsi miglioramenti, molto più
nella stagione che andiamo incontro. La mia salute grazie a Dio non và
male, mi sento bene ma ho ancora un poco di tosse la mattina, non
però come l'aveva a Comonte, io spero che resterà lì, anzi anderà
anche questa poca, cosi ho fiduccia, tù però non stà a pensare di più di
quello che ti dicco, che questa è la pura verità. La Monache stanno
bene, ed anche le Figlie, sè eccetui la tosse nella Lonni, conviene però
dire che sia una tosse buona poiché fà assai bel vedere, e non è più
andata soggetta a suoi mali di ventre. Ecco ho risposto punto per
punto alla tua Lettera che tenni qui da parte; Sei contenta? Salutemi
tanto Suor Rosa, povereta, non mi viene mai fuori un momento di
libertà da scriverle. Ho scritto alle Novizie, adesso ho fatto questa tua,
questa sera vorrei scrivere alle Figlie... però dopo, la prima Lettera
sarà sua. Intanto salutela ben di cuore. Salutemi poi tanto Suor
Leonilde, Suor Anna, S. Giuseppe
Che il Signore ci tenga tutte guardate dall'offenderlo, e ci animi
sempre più nel suo santo servizio. Stà allegra, poiché la tristezza non
rimedia a nulla, e impara da Suor Rosa. Addio, e addio di cuore.
Tua Aff Compagna
Suor Paola Eli: Cerioli
Il Sig Rettore certamente bisognerà che pensi di mandarlo a
prendere la sera del Lunedi, e farlo condure qui, però manda prima ad
intendersi, e per l'ora, e per tutto. Può adoperare il nostro Cavallo, ma
bisogna che lo lasci riposare questi pochi giorni, e farle cercare il
Calesse.
Lettere
416
opera omnia
LETTERA
275
Cara Suor Luigia18
Ho fatto buon viaggio come sentirai anche del Gildo. Secondo
la nostra inteligenza verrò a Comonte Sabbato 19, però io crederei per
non strepassare il Cavallo di mandare il Legno a Leffe Venerdì sera,
perché Sabbato devo fare la strada più lunga dovendo andare a
condure a Bergamo il Sig. Canonico. Crederei bene che mandasti a
Leffe una qualche Figlia invece della Lucia che condurò meco.
Qui stanno benissimo, e il povero Giovanni e tutto sotto sopra
pel distacco de' suoi malatti, e di quanti lo conoscono. Il suo sacrificio
è grande, e nè sente tutto il peso, però è sempre stabile, e contento
tuttora; Il Signore premierà col buon andamento della piccola
fondazione, tanta generosità, e tanto sacrificio. Tienti da conto,
salutemi tutte, e considerami.
Tua Aff. Suor Paola20
Bisogna mandare a queste Monache delle Calze per l'Inverno, e
la roba d'inverno per la Mercede. Invece della Lucia puoi mandarci
due Figlie di quelle piccole, ovvero mezzane come credi.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
18
19
Di Bianchi suggerisce: "Leffe, 2 novembre 1863 (Capponi nasce a Leffe)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1863".
Di Bianchi annota: "7 novembre".
20
Testo corrotto.
Lettere
417
opera omnia
LETTERA
276
Carissima Suor Luigia21
La tua Lettera mi ha veramente inquietata. Ho scritto al Rev:
Cappellano, e ti occludo qui una copia onde ti possa regolare. Spero
che questa finirà tutto. Incomincia pure a mandare tù a chiudere la
porta grande (se almeno non vedi nessun inconveniente) per non dar
motiti alla Sorella del Cappellano di venir essa a chiudere la porta
quando non vi è il Gildo: State però attente sè alla sera tardi alle volte
si picchiasse cosi pure la mattina, poiché alle volte viene qualcheduno
tardi, come il Gio: ecc e non bisogna lasciarli tanto picchiare. Sono poi
riconoscentissima del regalo di Frutta che ci fece il nostro buon
Vescovo, e sarebbe bene che in mia assenza tù stessa scrivessi due
righe di ringraziamende delle quali ti occludo qui una modula. Spero
sentir buone nuove perché questa tua Lettera mi ha veramente
disturbata. Riguardo al Vino quando è un prezzo onesto io non avrei
difficoltà a venderne anche 20 Brente. Ho creduto bene di farti fare da
Suor Marianna la Lettera per M: Vescovo per non darti a te il
disturbo. Leggila dunque eppoi sigilata mandela. Non verranno con
tanta fretta gli affittuali a pagare; dunque stà tranquilla che saremo
ancora in tempo noi. Bisognarebbe mandare al Sig Antonio Piccinelli
l'obbligazione del Zambaiti che troverai nel Segreter di Suor
Marianna nel primo cassetto entro il plico di Carte con scritto sopra
Carte di Leffe. Mi saprai poi dire che effetto ha fatto al Cappellano la
mia Lettera; ho creduto bene mandargliela per la posta onde la cosa
riesca più naturale. Noi stiamo tutte bene, e tanto ti salutiamo.
Tua Aff Com.
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev Suor Luigia Corti
Comonte
21
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 8 novembre 1864 (data lettera al Cappellano Ep
103)".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
418
opera omnia
LETTERA
277
Cara Suor Luigia
Soncino da S. Maria 28 novembre22
Hai fatto bene a fermarti a Leffe sino ad opera terminata,
solamente ti raccomando di guardare di non troppo spingere, e
precipitare per far presto; ma prendere le cose con calma, e rifflessione.
Riguardo poi al Sig. D. Pietro non stà a legarti con promesse, perche
bisogna da prima sapere sè per quel posto sarà adatato. Questa
mattina sento dal Giò: che l'Armati è ammalato; però dice che non è a
Letto. Da qualche giorno confessò d'esser preso dalla Febre; forze sarà
cagionata d'una enfiagione alla faccia poiché non ha né tosse né alcun
dolore. S:t Giuseppe lo restituisca in salute presto poiché mi è
veramente caro, il Gio: poi stà benissimo, ed è sempre più contento
della sua vocazione, io quando egli ha un pò di tempo gli faccio
leggere qualche poco dei nostri Libbretti onde maggiormente
imbeverlo del nostro spirito. Riguardo poi, (come mi hai fatto dire dal
Novelli), della sensaria da pagarsi a quel membro della Comissione
pel contratto della Casa, ho dimandato al Gio: e mi disse di star
quiete, e non darle niente, poiché è stato soddisfato da Lui, che non era
né meno obbligato, ed egli restò contento. Salutemi Suor Adelaide, e
dille che mi compatisca sè non le scrivo, io non trovo mai un
momento di libertà; ora devo rispondere ad una Lettera del Sig.
Piccinelli, eppoi ho ancora quella a Monsignor Vescovo, e da
trascrivere quella pel Sig Canonico. Salutemi anche Suor Nazarena, e
Suor Francesca, come pure le Figlie. Mi rincresce assai i mali
diportamenti della Rosina, e sentirò volentieri come ora fà. Essa
starebbe assai bene in una Casa di sicurezza, come sarebbe a Trento
dalle Figlie del Sacro cuore, dove sè nè ricevono molte di queste
povare Figlie, e credo che il Stabilimento sia fatto queste povarine.
Ma speriamo che ora si sarà raveduta. Qui tutte ti salutano, ed io più
di tutte, e procuro alla meglio di far andar questa Casa bene, e con
ordine. Dalla Lettera del Piccinelli sento di tanti nuovi debiti che
bisogna pagare, e per tasse, e per Registri, e per interessi, tutte cose
22
Di Bianchi suggerisce: "1863".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
419
opera omnia
belle, e nuove, e aggiungi di più che noi non abbiamo in Cassa che
poche Lire, e tanti piccoli conti, basta, stiamo allegre, e lasciamo
pensare al Signore23.
Tienti da conto e considerami.
Tua Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Domani incomincia la novena dell'Immacolata, raccomandela
alle figlie, acciò la facciano bene e con divozione. Addio.
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Madre Suor Luigia Corti
Nell'Istituto Delle Suore S. F.
Gandino
Leffe
23
Il Testo manoscritto termina qui. Di Bianchi annota: "Le ultime tre righe sono
battute a macchina mancando l'originale. Riportiamo di seguito il contenuto delle
righe dattiloscritte sulla fotocopia delloriginale.
Lettere
420
opera omnia
LETTERA
278
24Non
mettermi mai sulla Lettera quelle esprezioni esagerate per
esempio "genuflessa a suoi piedi; mi dia la sua benedizione, ecc, ecc.
Mai mai. Io non sono S. Giovana e queste espresioni m'inquietano.
Andiamo alla buona. Bandisci assolutamente dalla tua mente quel
pensiero di riprovazione, non vedi chiaro che è tentazione del
Demonio, per non farti fare niente di bene. Sprezza pure tutti i
pensieri che ti vengono sia di vanità, sia d'altro, non stiamo a badare a
tutto, che perdiamo il tempo; dei pensieri ce' ne' verranno sempre
procuraimo di non secondarli, ma in tutte le maniere allarghiamo il
nostro cuore alla confidenza. La Marianna accetela che ho piacere,
quella pure di S. Chiara sè il Sig Canonico ti porta buone informazioni
bisogna prenderla, vuol dire che la provaremo. Ti raccomando di non
stancarti con S. Leonilde, e poi guarda di poter fare anche S. Rosa, che
forze ci potrebbe essere buona. Ecco queste sono le tue penitenze. Sè la
ventura settimana, non però prima di Mercoldì avesti a trovare un
buon Cavallo, e non spendere molto potresti venire la mattina alla
Campagna, e ritornare a Casa la sera con tutta comodita, essendo le
giornate lunghe, e noi ti vedressimo assai volentieri. Bisognarebbe che
non dicesti niente a nessuno, altro che a S: Rosa alla quale consegnaresti
la comunità e tù con solo due Figlie sè ti pare la Lucia, e la Felice col
Gildo, e quieta quieta vieni a vedere come siamo accomodate, e sono
persuasa che ti consolaresti, basta, e sè ti pare vieni.
Sè credi bene di mandar anche a D. Alessandro fà quello che
vuoi.
24
Senza intestazione e senza firma nell'originale.
Di Bianchi suggerisce: "Villacampagna, 1862 o 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine maggio 1862".
Lettere
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opera omnia
LETTERA
279
Carissa Suor Luigia25.
La tua Lettera che mi apporta buona notizie di costì, mi
persuade di fermarmi ancora a S. Maria queste due Feste ritornando
poi a Comonte, sè a Dio piacerà, il giorno dopo. In quanto a Raggazzi
sono quietà, e persuasa che continuando anche queste due Feste le
guardie a farsi vedere si distolieranno affatto molto più che credo non
vengono per nessuna cattiva prevenzione che abbiano, verso le
Monache, o l'Istituto, ma più tosto per divertirsi, e scherzare il che
però non stà bene, e pel disturbo che arrecano a queste, e l'iconvenienti
che possono succedere con le Raggazze che entrano e che sortano. Ora
però, come tutte le cose che vanno alle lunghe dovrebbero essere
stanchi, e prendere qualche altro passeggio, e direzione alle loro
prodezze e divertimenti.
Altri motivi persuasero a rimaner qui ancora questi pochi
giorni; prima la cattiva salute della Santina, che mi dava timore d'un
momento, a l'altro di vederla morire, ora però stà un poco meglio, ma
un meglio precario, l'altro motivo è l'impiego sè posso dei dannari
depositati dal Sig Antonio senza frutto, poiché avendo ora come
credo stabilito il contratto con Della Tela voglio guardare d'anticipare
l'importo del Colegio a Viola, sè mi dà l'uso frutto sina a S. Martino.
Aspetto pure una specifica del Muratore di ristauri necessari da farsi
alle due Possessioni Cam: e Campa: che non dobiamo lasciarsi
rincrescere. Vi è qui ancora i muratori, che sperò però Sabbato
vorranno terminare le piccole operazioni che hanno in corso. Ho fatto
dunque bene a rimanere qui s'indoppo le Feste? Ti dicco però la verità
che ho grande desiderio di ritornare a Comonte per le nostre Novizie
che tanto mi stanno a cuore, perché non si conosce il bisogno di avere
buone Religiose che nelle fondazioni. Ho raccomanda ad Esse assai
che non gettano un tempo cosi prezioso com'è quello del Noviziato
innutilmente, ma che guardano a tutto loro potere d'avvanzarsi nello
spirito d'interiore mortificazione, d'un ubbidienza cieca, e perfetta, e
d'una soddessa di sentimenti, e rettitudine d'operare grandissima, con
un distacco totale di pensieri, e d'affetti pel mondo che hanno di già
25
Di Bianchi suggerisce: "Settembre 1863. Vd Ep 57".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine giugno 1863".
Lettere
422
opera omnia
abbandonato entrando nella Religione. Ho sè sapessero il bene che
potrebbero fare? Che S. Giuseppe glielo faccia conoscere e dia quella
forza alla loro buona volontà, che solo i Santi possono ottenere da
Dio.
Qui abbiamo incominciato di nuovo a fare due Scuole, perché le
Raggazze crescano tutti giorni, e vuol essere un affare serio a
collocarle tutte incominciando gia ad essere numerose le due prime
Scuole molto più per il gran caldo che non sò come resistono le
povare due maestre; basta, intanto si và là ancora, dopo bisognerà di
necessità farne una nel Salone della ricreazione. E' stato qui l'Abbate
di Pontevicco, immaginati un Uomo della figura, ed energia con
Conte Lucca Passi, siamo restate d'inteligenza con Esso di scriverle
quando sarei andata a Rovato a vedere il suo piccolo Conventino che
è cosa da poco da quello che sento, restringendosi solamente al
ricovero delle Orfane del Paese, senza scuole, senza ricreazioni,
essendovi colà altri Istituti che disimpegnano queste opere. Tutte di
qui ti salutano specialmete Suor Rosa. Saluta tù pure quelle tutte di
costì che non nomino in particolare per la premura, le ho però tutte
nella mente, e le amo di vero cuore. Io stò bene, ma provo un gran
caldo, e di giorno, e di notte il che mi fa desiderare Comonte.
Costanzo viene spesso a ritrovarci, e si presta con molta premura a
nostri bisogni. Tanti doveri al Rev: Sig. D. Pietro26, l'Arciprete, e tutti.
Stà sana, e abbi cura della nostra Casa con tutte quelle che la
compongono, ed a rivederci presto. Addio.
Tua Aff Com: Suor Paola E. Cerioli
26
Di Bianchi annota: "Piccinelli".
Lettere
423
opera omnia
LETTERA
280
Cara Suor Luigia27
Non ho mandato secondo la nostra inteligenza il carico di
Galette per più motivi, il principale poi de' quali si è il timore
d'arrischiarle non essendo esse troppo belle, le nostre poi bruttissime
d'altronde qui non badano tanto alla qualità della Galetta, e pesano
senz'altro di maniera che tutto considerato abbiamo deciso di
venderle qui, a prezzo poi basso s'intende ma ci vuole pazienza. Non
ti dicco a quanto assenderà il nostro raccolto specialmente quello della
Semente del Fattore per non farti stremire. Il nostro poi in Casa, dal
timore che aveva, non cè male poiché spero d'assendere sui 14 Pesi. Il
nostro Cappellano opina quasi di venderle qui anch'Esso poiché fà
gran caso quello di pesarle subito, senz'altro calo e incertezza, io gli
lascio fare ciò che crede. Ora passiamo ad altro. Ho fatto buonissimo
viaggio, e Domenica non vi fù nessun Raggazzo al Convento, e
pochissime Ragazze pure alla ricreazione, a motivo che nella Piazza
vi era la banda, e delle salite sulla corda, in conseguenza noi abbiamo
goduta una quiete grande. Ho ricevuto le Lettere, e risponderò forze
oggi al Rev: Prevosto di Bianzano. Ho pur ricevuto il Bancone, il
Vascellino, e quant'altro desiderava, mi rincresce solo della Carta, e a
caso non l'abbiate ritrovata fatemelo sapere che guarderò di farla
provedere da qualche d'uno di qui, a Milano. Mandami un poco di
Salame con l'aglio, un poco di Tela bella da mettere nelle borse di
Chiesa, e uno di quei Fiori di ferro da mettere in alto sopra la Lampeda
in Chiesa. Mando indietro il Passamano col conto, e due mie righe
alla Sig Rossi, esso non è adatato per robbe usate. Ho lusinga di veder
presto Monsignore, poiché credo che sia a Genivolta, cosi mi hanno
detto. Riguardo a quella Raggazza della Carminati và bene quanto hai
fatto, poiché sè non facevi cosi ci sarebbe toccata tenerla sempre, il che
non sarebbe andato bene per non essere adatata al nostro scopo. Io
spero di fermarmi poco qui, in caso poi diverso, che non credo,
manderò in Galilea o Suor Adelaide, o Suor Rosa: Questa sta
benissimo, e vivi tranquilla a suo riguardo. Vi mando un poco di
Linosa, un poco di Formento, e un poco di semi Ravissone; fà mettere
27
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di giugno 1863".
Lettere
424
opera omnia
tutto a suo posto: il formento col formento, e il ravisone, e la Linosa
quando poi potrete la mandarete a far fare l'olio. Vi spedisco pure
della Legna grossa, e sapiatemi dire sè avete bisogno di Legna minuta,
poiché non vorrei che tocaste quella di Rovere, essendo tutta da
vendere. Dite al Gildo che mi mandi un Carra di Calcina, la contratti,
e faccia il conto e s'incontri sè mi viene ancora qualche cosa dal
Fornaciajo, e le dia dentro in agiunta i socchi come mi aveva detto.
Nel plico che và alla Rossi vi è dentro il conto, e l'importo della Tela.
Suor Maddalena dice che in Guardaroba vi è ancora di questa Tela,
quindi mandami anche questa. Ti mando indietro la seta fantazia che
non sò per qual fine mi abbiate mandata, poiché non conviene
adoperarla per cucire essendo si cara, quindi ti raccomando assai di
metterla ancora a suo luogo, e non adoperarla, che sarà buona da
ricamare. Ti mando della moneta poiché penso che ti sarà cara, cosi
pure delle Cirigie stateci regalate, che da buone, ed amate Sorelle
abbiamo diviso per mettà. Salutemi tanto le Monache, e le nostre
Novizie, e Figlie. Ti raccomando assai di star allegra, e abbandonata
in Dio con tutta quella confidenza che ci ispira la Sua grande bontà, e
misericordia. Ti prepararò poi il Pesce per Venerdì. Bisognarebbe
quando ai qualche d'uno che mandaste a prendere la Vacca poiché fà
tanto Latte, e con questo caldo a noi non ci dura. Sabbato farei conto di
mandarvi quelle poche Galette che raccoglieremo qui in Casa,
sembrandomi bellissime, cosi le filaremo. Non avendo moneta
sufficente farai piacere ad unire te l'importo al conto della Sig. Rossi.
Tanti saluti alle Monache, Novizie, e Figlie. Addio, considerami
sempre.
Tua Aff Com.
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
425
opera omnia
LETTERA
281
Cara Suor Luigia28
Giacché ho qui il Caretto, mando indietro il Maffi col Carettino,
sembrandomi innutile il tenerli qui ambidue. Ho letta la tua Lettera e
per risponderti in breve ti dirò riguardo alle Novizie di non legarti col
voler sentire il mio parere riguardo a quella che credi, e pensi di fare
per loro migliore riuscita: segui in questo quello che la tua esperienza,
pratica, e lumi che sempre da il Signore a ciascheduno nel suo posto,
quello che credi pel loro bene, con quella libertà di spirito che è più
sicura d'un scrutiniatore esame: e in questo parmi averti detto quanto
basti.
Riguardo alla stanza ricercata dal Belotti, dicco di nò: perché per
una piccola moneta ci legano la Casa, per non poterla poi affittare a
nessuno. In questo Caso farei scrivere dal Eugenia a qualche persona
sua conoscente incombensandola di cercare una Famiglia che la
prenda tutta d'anno in anno in affitto; e sè suo Fratello dice che senza
il muro di divizione non possiamo affittarla manderei il Gildo assieme
il Conconni un qualche giorno ad esaminare l'opera, e sapermi dire
quanto importa per nostra regola.
M'immagino che sarai inquieta pensando che stia qui a
Fabbricare, e spendere chi sà quanti soldi. Vivi tranquilla che sin'ora
abbiamo fatto parole tante, e fatti niente. Incomincieremo solo Lunedì
ma ancora ad assicurare i Fondamenti, e chiudere le screpolature,
eppoi faremo le stanze solo del piano terreno per la Portineria,
essendo questa indispensabile, e riguardo al Dormitorio di sopra si
limitteremo a soffittare una stanza. Ecco tutto.
Io stò bene, qui si patisce poco caldo, si gode molta quiete, e ci
stò assai volentieri. Non incomodarti a mandarmi dei frutti, poiché nè
abbiamo noi pure in abbondanza, come pure i Polastrelli, mangiateli
voi, che noi qui s'ingegnamo. Ti mando dei Peri, e la settimana ventura
vi manderò poi ancora un altra formagella.
Ti raccomando a tenerti da conto, e in forza col mangiare;
scaccia qualunque pensiero che ti possa cruciare, essendo la tua
immaginazione ingegnosa per tormentarti, e sempre per nulla, o cose
28
Di Bianchi suggerisce: "Leffe, fine 1863 (è già Suor Costanza la Sig. Dedei)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1864".
Lettere
426
opera omnia
da nulla; intanto si rovina la salute, che dobbiamo procurare di
conservare per il nostro piccolo Istituto. Non ho saputo più niente di
quell'Uomo di Filago. Mandami un Mantello, non avendone qui né
meno uno. Non ho nessuna novità da darti. Domenica sono restata
sorpresa a vedere quanta Gioventù vi era nella nostra ricreazione
Festiva, e rimasi assai contenta. Scrivo cosi di fretta perché il Gio: mi
dicce che quest'oggi vuol partire, ed io voleva scrivere al Sig. Antonio.
Cara Suor Luigia, gettiamo tutte le nostre pene nel cuore Sacratissimo
di Gesù, e procuriamo di riportarne quella tranquillità e pace si cara,
e si desiderata. Io penso sempre, Dio è un gran Padre, buono, tenero,
affetuoso, Egli ci ama, e sè comettiamo noi qualche diffetti, che sarebbe
presunzione il credere diversamente Egli farà che servano anche
questi a nostro profitto e vantaggio. Sento che desideri venire a Leffe,
forze questo viaggio ti farà bene, ed io ti vedrò volentieri: Sè i tuoi
impegni dunque ti permettano mi pare che potresti approfittare
dell'occasione che viene le mie Nipoti, poiché facilmente manderanno
indietro il Cavallo. Intanto ti saluto tanto tanto assieme a Suor
Marianna, che tante volte desidero qui per ajutarmi a scrivere.
Salutemi pure Suor Costanza, Suor Maddalena e tutte. Ti raccomando
di nuovo a tenerti da conto, poiché sarebbe il più grande dispiacere
per me il sentire che sei ammalatta. Che Gesù, Maria, Giuseppe ci
costudiscono, ora, e sempre
Tua Aff Com
Suor Paola Eli. Cerioli
Lettere
427
opera omnia
LETTERA
282
Cara Suor Luigia29
Ti dò una nuova che forse ti riuscirà consolante, ma che però a
mè non potè a meno di cagionarmi assai dispiacere. Ecco. Al mio
arrivo a Soncino seppi che il Cesare era andato (con dispiacere del
Gio: e di Suor Rosa) col Bigatino a Crema a prendere gli abiti per una
recita che i Contadini della Campagna volevano fare il giorno di S.
Gottardo. Più si l'uno, che l'altro si presero impegno di fare in
quest'opera uno il suggeritore l'altro il Cassiere (l'opera era Sacra) ma
il Giovanni avendo mostrato al Bigatino che non stava bene appena
arrivato di mettersi cosi a contatto, e confidenza con la gente si ritirò
ancora per tempo: Il Cesare pure pareva pentito ma voleva che il
Giovanni gli comandasse assolutamente di ritirarsi, cosa che non
volle fare per prudenza onde non compromettersi con la gente del
luogo, poiché il Cesare non avrebbe mancato di gettarli adosso la
colpa, ed essendo alla vigilia, e non trovando altri che facessero di
suggeritore, bisognava sospendere l'opera che ad essi costava già
tante spese. Dunque il Gio: disse al Cesare "Voi che vi siete
impegnato pensate a sbarazzarvi".
Ma il Cesare non potè, ed ambidue le giornate delle Feste di Sant
Gottardo dovette eseguire la sua incombenza, oltre a ciò la vigilia
assieme il Bigatino stettero per le prove dell'opera fuora di Casa sino
la mezza notte. Bisogna che notti che la recita era tutta fatta da
Contadini, sotto un portico (credo) d'una Cassina, con un spetacolo di
gente, banda ecc, ecc. onde vedi sè era luogo d'impegnarsi. Io non
sapeva che fare, era incerta, inquieta, agitata, perché capiva che
questa era una bella occasione di licenziare il Cesare. Infatti
considerando il carattere del medesimo, e quanto poco, o nulla può
giovare alla nostra opera ideata, d'accordo con Suor Rosa mi decisi di
farlo; e questa mattina che il medesimo fù qui a S.t Maria gli feci
conoscere che il Signore non lo voleva qui, che per noi non era
adattato, e cercai di persuaderlo ad abbandonare il suo posto con
pace, e persuasione, promettendoli che mi sarei impegnata onde
29
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, dopo il 4 maggio 1864 (Festa di S. Gottardo); Vd
Ep 326".
La Raccolta Suore suggerisce:"Maggio 1864".
Lettere
428
opera omnia
collocarlo altrove. Eccoti esposto alla meglio, e più brevemente che ho
potuto, quanto il Signore qui mi preparava. Io ho fatto il più, tù cerca
il posto che spero non ti sarà difficile sè interesserai la Sig Rossi
poiché io non vedo che Lei che possa farci questo piacere.
Quest'avvenimento, penso che a te riuscirà caro, poiché non eri
persuasa del Cesare, come non lo era io, e quelli che lo conoscevano,
non ostante che fosse un ottimo Uomo. Io fui, lo confesso, inquieta e
turbata, poiché tù conosci ora il mio carattere debole, e compasionevole,
però in fondo all'animo sono contenta, e lo sarò ancor più quando
saprò che sarà ben collocato, faccendomi compasione, non di meno
ch'Egli l'abbia presa da buona parte, e sembri quieto. Il Giovanni, mi
sembra un po’ avvilito. Egli resta solo, tanta terra, e nessun lavorante;
il Signore, come fece con Abbramo prova la sua fede. Preghiamo che la
coroni delle sue benedizioni come coronò quella del Patriarca. Io
crederei bene di scrivere nulla per ora al Sig Canonico, ma mandarlo
un giorno a prendere quando sarò ritornata a Comonte; intanto si
spianerà le facende e sè il Signore vorrà potremo forze darle anche
buone nuove. Il Bigatino, è presente a tutto, vede tutto, ti puoi
immaginare e là in Casa, e non sò cosà penserà. Noi però non stiamo a
badare, e diccono tutti quello che vogliono. Tù però da tua parte dì
nulla, e taci: queste cose ci umiliano, ma sè Dio vorrà accomoderà
tutto, e a tempo, e luogo saprà consolarci.
Termino col salutarti, e raccomandarti di star tranquilla a mio
riguardo che non ostante queste piccole burasche, godo ottima salute.
Lo stesso spero di voi tutte. Ieri, e questa mattina si ha incominciato a
dispensare i Bigati. Salutemi tutte specialmente Suor Marianna. Tienti
da conto. Addio, ad.
Tua Aff Com:
Suor Paola Eli: Cerioli30
Sè credi bene anche tù d'interessare la Sig Rossi, sarebbe bene
allora di non scriverle, ma che tù le parlasti a voce.
30
Datata da Di Bianchi Maggio 1864, festa san Gottardo, a Soncino.
Lettere
429
opera omnia
LETTERA
283
Cara Suor Luigia.
28 Maggio.31
Ho fatto buon viaggio, e sono arrivata a S.ta Maria mezz'ora
circa dopo il mezzo giorno. Ho ritrovato per strada il Sig Scotti, e mi
disse che si erano uniti (credo il Municipio) e mi avevano dato il voto
favorevole. Il Sig Vicario non l'ho più veduto. Mi vien fatto credere
ch'Egli ci sia molto favorevole. Io spero che ora saremo lasciate
quiete. I nostri Bigati vanno bene, e nè ringraziamo il Signore. Anche
quelli dei Fratelli, e dei dipendenti vanno bene, eccetuata una posta
che vi sono dentro dei calcinenti, e che quindi ti raccomdo di
mandarmi onde farli i perfumi, che il Gildo lo saprà. Ti mando la
roba della Sei, e ti raccomando proprio di lasciarle tutta la libertà in
Casa, e più che poi, contentarla anche nel vito, poiché a ben
considerare il suo stato è degno di tutta la premura, ed attenzione. Fà
memoria a Suor Maddalena di quei due Cuori. Mandami quella
piccola Moscaruola che mi pare di aver veduto sul Solajo costì, poiché
qui non nè abbiamo. Riguardo ancora al Belotti pensava che sarebbe
bene informarsi dal Prevosto, o d'altri come credi, sè la Casa in
discorso può valere Ita: Lire milla, per non esigere più del valore, cosi
mi venne in mente, avendomi tu detto per relazione del Gildo, che
valeva poco, cosi pure pensar bene prima di venderla ad altri.
Mandami dei Cavaletti sè nè avete, ma non state per noi mettere i Letti
delle Figlie in terra che s'ingegnaremo; questi volevamo adoperarli per
i Bigati. Mandaci anche dei fascinetti di Ginepro. Stà sana, e più di
tutto non cruciarti, poiché le cose anderanno sempre come vuole il
Signore. Apri il cuore alla fiduccia, ed alla confidenza, nè abbiamo tutti
motivi. Dio è sì buono, si grande, si generoso, e noi si lascieremo
prendere da timore. Nò, né per le cose dello spirito, né per quelle del
corpo, né per i nostri diffetti, né per le nostre miserie, non facciamole
mai questo in torto.
31
Di Bianchi suggerisce: "1864".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
430
opera omnia
Vi è stato or ora il Sig. Conte Galantini, e mi disse di star quieta
che ha mandato una dicchirazione tutta a mio favore, e il mese ventura
andando Egli a Cremona parlerà pure a nostro vantaggio col Prefetto.
Stà dunque quieta, che ora sembra non vi sarà più altro, e
riposiamo nel Signore. Egli ci benedicca tutte e ci conservi nella sua
santa grazia. Addio di fretta.
Tua Aff Com
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
431
opera omnia
LETTERA
284
Cara Suor Luigia
Soncino 22 novembre32
Secondo l'inteligenza fatta, jeri è stato qui il Sig. D. Giobatta
Consolandi per fare, come io credeva, oltre un poco di consegna della
Casa del Capellano due righe qualmente Egli mi concedeva questa
abitazione in affitto sua vita durante. Puoi immaginarti la mia
sorpresa quando invece mi consegnò la memoria presente in forma di
Lettera che qui ti occludo una copia. Egli oltre che non motiva niente
della Casa indiscorso, della quale si aveva di già concertate le
condizioni, e mi premeva per le fatture necessarie da farsi al
momento, mi lega invece con sei anni d'affittanza del Cassinetto ai
Grazioli, che Suor Adelaide, e Suor Rosa si devono ricordare, che coi
medesimi eravamo già d'inteligenza d'anno, in anno avendo io per
questo sacrificato mezzo Napoleoncino all'anno meno d'affitto. Il
Capellano che vi era presente si inquietò assai per noi, e voleva che Le
abbandonassi addiritura la Casa; ma io lo persuasi a rimanersi quieto,
prender tempo e rifflettere bene prima di prendere qualche partito; e
cosi intanto scrivo anche a te, acciò assieme a Suor Rosa, e Suor
Adelaide facciate le vostre rifflessioni, e mi scriviate qualche cosa in
proposito, perché io sono in un vero fastidio. Il Rev Cappellano mi stà
adietro acciò voglia lasciare la sua Casa al Grazioli, e lasciar andar Egli
al Cassinetto. Io non avrei difficolta a fare la locazione coi Grazioli di
sei anni dove si ritrovano presentamente, ma con l'Uscio in strada, ma
non sò s'Egli accetterà d'altronde abbiamo ancora la schiavitù del
pozzo per attingervi l'acqua. Spendere dietro alla Casa del
Cappellano, e non esservi padroni di rimanervi, né meno questo mi
piace... legarsi col Cassinetto al Cappellano non saprei,... basta in tutte
le maniere io ci trovo difficoltà, sè voi altre non siete buone a
spianarle, e credetemi che mi dà assai fastidio. Stò attendendo un tuo
riscontro che mi dia qualche lume in proposito. Sono sempre più
contenta dei nostri buoni Fratelli della Campagna, del Giovanni
specialmente, che sè cosi continua lo vedremo diventar Santo. Non ho
32
Di Bianchi suggerisce: "1864. Vd Ep 280".
La Raccolta Suore suggerisce: "1863".
Lettere
432
opera omnia
altro di nuovo. Mandami tre Antiporti da Leffe, uno dei quali a
mezza luce, come eravamo d'inteligenza, e almeno 2 Tavolini. Le
monache non hanno calze per tutte da cambiarsi di bavella, anzi ve'
nè sono due che sono senza anche al presente, quindi mandaci o
Bavella da farle, o Calze fatte almeno 8 paja. Il mio Grenbiule di tela,
e quello di Suor Marta e la mia pettegrina imbotita. Termino, onde
mandarla subito in Posta, e tù cosi riceverla prima che parti per Leffe.
Stò attendendo il Giò: non avendo proprio nessuno da potersi servire.
Stà sana e salutemi tanto le Monache, Novizie, e Figlie. Avrei dovuto
rispondere a Suor Rosa, Suor Marianna, e Suor Colomba, ma le prego
a compatirmi non essendo ancor libera d'imbarazzi, lo farò però ben
volentieri appena lo potrò. Facciamo bene e non trascuriamo nelle
nostre molteplici occupazioni, i nostri doveri verso Dio con
l'Orazione, poiché questa ci ajuterà a far bene, ed operare per Dio.
Coltiva nella novella Casa di Leffe, oltre le occupazioni, e facende
innerenti allo scopo della nostra Istituzione, l'ezatezza alla Regola, il
Raccoglimento, e compostezza della persona, la quiete, e tranquillità
nelle nostre opere, e l'orazione chiave d'ogni grazia. Coltiva pure, e
raccomanda le frequenti giaculatorie, e la memoria della presenza di
Dio: come le Sorelle si abbituano a quella libertà di spirito, ed amore
all'Istituto che le animano sempre più le une con l'altre a spogliarsi di
questo, o quel diffetto che impedisce, o ferma l'avvanzamento Loro
nella via della perfezione nella quale sono chiamate. Ti saluto, e ti
raccomadno di pregare per mè, che sono si debole, e miserabile, di
nuovo addio. Addio Suor Rosa.
Tua Aff. Compagna Suor
Paola E. Cerioli
Sè aveste una inferiata da mettere nello stanzino vicino alla
Latrina, che sarebbe necessarissima. Compatite la mia cattiva
scrittura, e non vorrei che prendeste esempio per fare voi pure lo
stesso; questo assai mi rincrescerebbe.
Lettere
433
opera omnia
LETTERA
285
33La
tua Letterina mi ha un poco inquietata; Io ho paura che il
Demonio con le sue tentazioni cerchi di farti ammalare, onde cosi
riuscire, innutile, e di danno all'Istituto. Mio Dio, quanto è grande
l'astuzia del Demonio, onde mettere impedimenti alla buona riuscita
delle vostre opere. Che cosa ti dirò io? nulla poiché altro che il Signore
può ridonarti la pace, e la tranquillità, ed io lo pregherò per i meriti di
S: Giuseppe. Anche la Fieni, mi dà da pensare, ed io la rimetto a S:
Giuseppe che ci ha accomodate tante faccende, acciò ci voglia
accomodare anche questa. Non sarebbe male a farla venire a Soncino,
e stò aspettando l'occasione. Le 3 piccine quantunque sarebbe stato
neinte mandarle pel Giovan: pure hai fatto bene a non farlo non ci
mancherà altra occasione, perché sul caretto avrei avuto timore.
Addio, chiudiamoci nel Sacro Cuore di Gesù ed ivi riponiamo
le nostre pene.
33
Lettera senza intestazione e senza firma nell'originale.
Di Bianchi la inserisce dopo la letteran° 276 senza proporre nessuna datazione. La
Raccolta Suore la numera 173 senza proporre nessuna datazione.
Lettere
434
opera omnia
LETTERA
286
Cara Suor Luigia34
Mi fai veramente un grande piacere a provederti la foglia costì.
Non ti sò dire quanto disturbo ci arrecava il dovere tutti giorni
pensare ad una nuova condotta, molto più che aveva sempre timore
che non arrivasse buona, ed anche che patissero i Cavalli. Mi consolo
poi che i Bigati di costì vadano si bene, e che parlate di poter fare le
Galette dell'anno scorzo. Dio lo voglia. I nostri pure grazie a Dio
vanno bene, e spererei Sabbato d'incominciare ad imboscare una
scaliera. Hai fatto bene a pensare a mandarci un pò di Vino, e lascio a
te tutta la libertà di regolarti con la tua comunità, circa al vitto, e ha
tutto il resto secondo le circostanze, e come ti parrà meglio. Bisogna
poi rispettare i tuoi incomodi, onde non mettersi a Letto e fare quello
che si può, e non di più. Noi stiamo tutte bene, grazie a Dio, e questa
è una grazia grande avendo ora si tanto da lavorare, poiché ci portano
disturbo anche i Bigati dei Fratelli, dovendo sempre mandarli delle
ajutanti. Quel povero Bigatino, ci è di grande ajuto, esso lavora
sempre, e si presta a tutto. Termino, non avendo più tempo di teco
trattenermi. Salutemi tutte, e considerami.
Tua Aff Com.
Suor Paola E. Cerioli
Questa mattina ho scritto anche al Sig. Antonio.
Suor Rosa tanto ti saluta.
34
Di Bianchi suggerisce: "3 giugno 1864 (dal timbro postale)".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
435
opera omnia
LETTERA
287
Cara Suor Luigia35
Ti avrà fatto sopresa Suor Adelaide, e forze ti sarà rincresciuto il
vederla lontana dai Fratelli, ma stà quieta che io farò quel poco che
potro. Incomincio oggi ad andare colà, ed ho di gia accordato il nollo.
Il Gio: vi conduce la Sabbia, e la ghiaja ti raccomando assai che
abbiano da mettersi dietro a fare questa prova dei quadrelli, e non
perdere il tempo. Se ti sentisti propria di lena, dovresti un giorno
della Settimana ventura andare con Suor Adelaide al Santuario della
Madonna onde adempiere la tua divozione, cosi proveresti anche sè il
viaggio ti pregiudica, o no, però fà quanto vuoi. Mandami per mezzo
del Giò: il Quadro di S.t Giuseppe quel bello. Qualche Bottiglia, il
Panno, con tutte le altre robe, cioè cartone, viziere, sottogole per fare i
Barettini, che metteremo in piedi il Negozio qui. Le camicce colorate
dei Figliuoli, che le farò accomodare dalla Maffi, poiche sina che
stanno a Comonte ho paura che passi la stagione e sieno ancora nello
statto presente: qualche pezze per allungare i centurini, e colarini delle
medesime. Vi mando l'Oralogio a pendola, essendo qui innutile.
Aveva altre cose a dirvi ma non mi ricordo. Sè il Sig Canonico viene a
Spinone subito dopo le Feste Suor Adelaide può rimanere costì,
diversamente far ritorno a Santa Maria, vi scriverò però ancor
qualche cosa in proposito. Sè foste veramente in salute sarebbe
propria di consolazione a tutte che veniste tù a prendermi ma
bisognarebbe che ti fermasti quelli otto, o quindeci giorni perche l'andare,
e venire per un giorno, o due avrei timore che ti Strepazasti, però fà
quello che ti senti meglio, immaginati quanto ci saresti cara, ma
quanto ci è più cara la tua salute. Io condurò meco la Bilingardi. Tienti
da conto e non avere scrupoli, offriamo invece al Signore in unione a
suoi patimenti le nostre privazioni, i nostri sacrifici per la nostra mal
ferma salute, le contrarietà interne ecc, sono piccole cose e vero, ma
almeno ci teranno umili; e speriamo tutto dalla sua bontà, della quale
tutti giorni ce ne da delle prove si grandi. Suor Rosa ti saluta tanto,
immaginati, ella ti vorebbe qui, e dicce che non avrebbe tanti timori. Sè
anderai ad Albino proverai l'effetto del viaggio; in quel caso io in vece
35
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1864 o 1865 (parla dei Fratelli)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1865".
Lettere
436
opera omnia
di Giovedi potrei fermarmi sina Sabbato: ma sovienti che ho meco la
Bilingardi che facilmente piangera com'è suo solito, basta che a tè non
dia fastidio. Saluto tanto Suor Adelaide che vedo con te tutta in moto
per la ricerca dei Fratelli. Il Signore vi proveda. Salutimi pure la Suor
Marianna, e tutte Novizie, e Figlie. Termino per timore di perdere la
Santa Messa che è di già sonata, ti raccomanderò di cuore al Signore.
Addio.
Tua Aff Com
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
437
opera omnia
LETTERA
288
Cara Suor Luigia36
Non è rimorso quello che senti a dover lasciare la Casa con una
sola Professa ma dovere al quale devi aderire, lasciando cosi venire
sola Suor Nazarena con le Figlie. Quando io tè lo scrisci non vi avevo
rifflesso; ed ho fatto male, ed ora ti prego anch'io a rimanere a Casa.
Faremo ambidue un sacrificio al Signore, ma che sono mai queste
piccole offerte della nostra volontà in paragone delle grazie immense
che continuamente sparge sù noi, e sul nostro piccolo Istituto! Io sono
penetrata di riconoscenza, e vorrei potergliela dimostrare coi fatti, ma
sono debole, e le continue esperienze della mia miseria, mi fà sempre
più conoscere la mia insuficenza. Il Sig Canonico lavora con premura
nè miei piccoli Libretti, ed io nè sono contentissima, come s'impegna
assai a procurarci la Cappellania, che spero d'ottenere con poca
difficoltà sembrando ben disposte anche le persone dalle quali si deve
dipendere.
Io stò bene, e propriamente anche dalla mia tosse, e stò molto
volentieri in questa Casa quantunque questa notte avessi un poco di
paura a trovarci qui sole sotto questo Portico; però mi sembra che ora
non nè avrò più, almeno in tanto che è giorno. Giovedì mandaci delle
posate per le Figlie, poiché oggi hanno mangiato in quelle d'Argento.
Io spero molto bene, e dei vantaggi pell'Istituto in questo Paese, faccia
il Signore che si verificano, sè tale però, è la sua volonta, la quale solo
voglio, e desidero. Salutemi tutte le Monache specialmente Suor
Costanza, che vive quieta, e tranquilla, mentre noi stiamo qui a
spogliare la sua Casa, ma il Signore gliene darà una ben più bella, e
magnifica. Tienti da conto, e disimpegna alla meglio le tue
incombenze. Desidero a tutte grazie sufficenti per divenir sante, e
buona volontà, ed attiva per corrispondervi. Il Signore ci benedicca
tutte.
Dimani è il tuo giorno di S.t Giuseppe.
Mandami del tripolo da nettare i Candellieri.
Tua Aff Com:
Suor Paola E. Cerioli
36
Di Bianchi suggerisce: "Leffe, gennaio 1864".
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1863".
Lettere
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opera omnia
LETTERA
289
Cara Suor Luigia37
E' la seconda volta che me' la fanno: preparo le Lettere per
spedirvi a Comonte e poi non vengono a prenderle, e cosi oltre il
dispiacere che inconseguenza nè provo mi tocca a riffarle come ora
faccio. Leggo la tua Lettera, ma non mi dicci niente niente della tua
salute, per la quale ero inquieta avendo sentito da Suor Costanza che
eri presa ancora de' tuoi incomodi. Ma, mio Dio, caccia via li scrupoli,
e và alla buona che il Signore sà, e compatisce le nostre miserie. E' si
buono, si misericordioso perché farli tanto in torto. Le da più
dispiacere le nostre diffidenze, che le nostre mancanze: eppoi cosa
guadagni? Rovinarti la salute, e cosi non poter più giovare all'Istituto,
che vi è si grande bisogno. Basta, ti raccomando quanto sò, e posso di
stare allegra, tenerti da conto, e confidenza ed abbandono in Dio in
tutto. Di Grazioli non capisco niente di quanto mi scrivete né dà tè, e
meno poi di Suor Adelaide; Ieri avrei fatto il d'accordo col medesimo
tenendo noi le Case del Cappellano, e dando ad Esso il Cassinetto, ma
presi tempo sino a Martedì perché Egli vuole una Locazione di 6 anni
ed io voleva farla d'anno in anno: sè di ciò nè siete persuase voi pure
scrivetemi chiaro per mia norma. Io sarei pure persuasa di dare al
medesimo li due praticelli che sono qui in faccia al Colegio per
guadegnare qualche cosa, eppoi perché tenendoli noi saranno sempre
dannegiati, non essendovi nessuno che li custodisca. Io verrei a
Comonte dopo le SS: Feste però sè poteste combinare di venire
Martedì mattina sareste qui anche voi ad assistere a quest'affittanza
del Grazioli, che da a voi pure fastidio sè nò scrivetemi sè vi piace che
teniamo le solite case del Cappellano (che inclino anch'io) e dare la
Locazione del Cassinetto a Grazioli, con i due prati per sei anni. Ho
molto piacere che venga a prendermi il Sig Vicario, e vi vedrei
volentieri ambidue cioè, tè e suor Adelaide, ma vedo che è impossibile
avendo i Bigati, eppoi anche per la Casa: Fatte dunque secondo le
vostre circostanze, e bisogni, dei quali io non posso essere informata.
A caso però come mi pare non poteste venire che una sola di voi,
bisogna prender seco qualche Novizia per non andar sole con un
37
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, maggio 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
439
opera omnia
Religioso, cosi mi pare. Sè avessi potuto farvi aver prima la mia
Lettera vi scriveva di mandarmi giacché veniva il Caretto vuoto a
Romano le 4 Palme per queste Feste e la Cera, perché credo che qui
da noi sia più cara, e questa era 6 candele d'una Liretta cadauna, e 6
d'una Liretta, e mezza per cadauna, ma adesso non sarà più combinale;
eppoi vi cercava anche la Lampada; ma vuol dire che verrà tutto
buono per un altra volta, e per queste Feste s'ingegnaremo alla meglio.
Riguardo alla Foglia io intendo di farla pagare, sempre però a minor
prezzo di quello che faranno costì, diversamente non ci converebbe per
la pura condotta strapazzare cosi i nostri Cavalli, e sè i dipendenti
credono più loro interesse comperare costì la parte che loro tocca
facciono quello che credono. Riffletto che Martedì sarà forze per voi
giorno d'impegno per i Bigati che anderanno al Bosco, se cosi fosse
scegliete voi altre quel giorno più di comodo che per mè è lo stesso,
cosi anche venite quella di voi due più in libertà. Voleva far scrivere
da Suor Costanza al Prevosto di Bianzano riguardo ai Cento venti
Franchi dei quali le parla suo Fratello nella sua Lettera, ma feci
sospendere sentendo che il medesimo è stato a Comonte poiché certo
Le avrete parlato; ha caso però di nò, parlateli la prima volta che verrà,
per sapere in che maniera, Le ha poi Essa da rispondere.
Della Casa di Leffe sono contenta. I nostri Bigati sono per ora
belli tutti, ma le Monache nè hanno in troppa quantità, e temo che
non abbiano poi d'arrivarvi quando verranno a maturazione, e
bisognerà mandarle una altra Monicha, o Suor Leonilde, o Suor Anna,
vedremo. A quest'ora nè hanno 50 Tavole, e questa mattina
mettevano in piede un altra Scalera: Sul Solajo non si può metterli a
cagione dei molti Sorci, però sè fanno bene, bisognerà metterne anche
là. Gildo mi scrisce se' avrei dato un cento Pesi di Foglia anche ad
Esso, io gli rispondo di sì ma condotta solamente a Comonte, ciò
serva di norma anche a voi altre. Suor Rosa mi stà qui sopra onde non
abbia da ricopiare questa mia, Essa è piena di attenzione, e di
premura per me.
Non rispondo ad altro, sembrandomi innutile avendo poco a
rivedersi. Per vostra norma io vengo a Comonte per qualche giorno
trovando necessario che abbia ancora da venire per qualche tempo a
S.a Maria. Addio tutte.
Vostra Aff Com.
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
440
opera omnia
LETTERA
290
Cara Suor Luigia38
Ho ricevuta la tua Lettera, e Letterina, e riguardo a quest'ultima
bisogna propria sforzarsi, per non darla sempre vinta al Demonio
poiché egli guadagna e col farti cadere e colla inquietudine che ti
mette nell'animo dopo la caduta, dunque vedi quanto meglio sarebbe
il superare queste occasioni di divagamento ed altro, anche che ti
costassero qualche sacrificio.
Riguardo poi all'altra Lettera, dicco; che cosa ho da fare io con
questo cattivo Massaro? quello che potrei fare, lo puoi fare tù pure,
cioè parlarne ancora col Sig. Antonio, e raccomandarle di nuovo questa
faccenda. Per il Vino io cercarei di poter arrivare sulle ottanta Lire sè
pare anche a Voi per non andare a finire in niente eppoi glielo darei,
almeno quello del Carlo. Bisogna scrivere a Suor Nazarena che
dimandi a Gandino che prezzo fanno colà del Vino, poiché vi era un
Oste che lo aveva cercato, prima d'ora e forze lo pagherà bene.
Rimado i Pagliaricci Lenzuoli, ecc, ecc. forze mancherà qualche cosa
ma ho creduto bene di compire un numero qui, onde non aver
bisogno d'altro trasporto occorendo gli esercizi, cosi tenni qui il
damasco, e tappeto perché probabilmente si faranno prima gli
Esercizi qui che a Comonte questa Quaresima. Del rine nè posso
mandare ben poco avendo ancora il Lino da fare, cosi pure della
Stopa. La Cottonina ci è stata carissima. I Fratelli sono sempre più
contenti, ed i Figli fanno benissimo; il Carlino poi è quasi sempre a
Letto con grande gonfiezza. Non sò sè ti sia ricordata da dimandare
alla Sorella dell'Annunciata di quell'Uomo di Rossino del quale ci
parlò il Prevosto di Casnigo; poiché a mè stà ancora a cuore. Sebbene
il Giò: importa poco il crescere io vedo che tre Fratelli sarebbero
necessari. Scrivo cosi di fretta, già sai il nostro diffetto di ridursi
sempre a scrivere al momento della partenza. Dopo dimani mandami
indietro il Caretto onde adoperare anch'io il Cavallo per andare alla
Campagna, avendo ancora da andarvi. Mandaci della Farina, il
Tavolino del Calzolajo, e la Viola per una smorza, che faranno poi i
Fratelli. Ci abbisogna anche un 24 Napoleoncini, per saldare tutti
38
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, marzo 1864"
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1864".
Lettere
441
opera omnia
conti ai dipendenti pel S:t Martino. Salutami tanto le Novizie, e di a
Suor Maddalena, che mi rincresce il non aver tempo da risponderle,
ma agradisca almeno la mia buona volontà, e cerchi da superare quei
diffetti che non fanno che allontanarci dal nostro buon Dio, che ben
merita il sacrificio di qualche passioncella.
Sè potesti mandarci la roba da fare almeno due veli, e la Tela per
4 grembiali delle Monache, perché bisogna propria star un pò politi. Io
stò bene grazie a Dio, cosi tutte, e tutte ti salutiamo. Le Raggazze non
mandarne più di tre per volta, poiché darebbero troppo nell'occhio
passando pei Paesi passando cosi sole, quindi questa volta sè credi, e
vè il bisogno mandaci la Rota, la Cattina di Cenate e un'altra, ma non
quella di Telgate. Riguardo poi a quel fanciullo del quale mi parli
nella tua Lettera sè è quello che m'intendo io è troppo piccolo, sè nè
capiterà di più grandicelli gli prenderemo. Addio, il Signore ti dia la
forza di spirito adatata a tuoi bisogni, ed ha mè pure, come lo prego.
Addio di nuovo.
Tua Aff Com: Suor Paola E. Cerioli
Lettere
442
opera omnia
LETTERA
291
Cara Suor Luigia39
Il Signore una per volta ti fa provare le mie debolezze. Conosco,
e comprendo per prova quanto avrai sofferto di quello che mi parli
nel tuo viglietto, e legendolo mi facevi compazione. Medita spesso sulla
confidenza in Dio, sull'abbandono nella sua Divina Providenza, che
questo ti gioverà assai, eppoi offerisci la tua Croce al Signore in
soddisfazione delle tue colpe, e dille che sei, e sarai sempre pronta a
fare la sua SS: volontà. Ho si, il Signore è buono e fà con noi come con
S. Pietro prova la nostra fede, la nostra confidenza, ma non ci lascia
perire. Guarda però di non lasciarti abbattere, e sè per caso ti sucedesse
ancora ricordati d'ajutarti prima con l'orazione, e un grande
abbandono in mano di Dio, eppoi di distrarti con mezzi leciti, e
necessari per esempio in qualunque ora si fosse prendi, o Caffe, o
qualche cosa spiritosa, o quello che ti suggerirà Suor Rosa pel tuo
bisogno. Non stare alla Regola, e, stai bene, e nò mangia sempre
qualche cosa, o merenda e fatti fare sempre qualche cosa che ti piace, e
di sostanza senza scrupolo te lo raccomando. Riguardo a ciò che mi
dicci di D. Giò: non fai bene ad inquietarti, procura sì che non abbia da
entrare nelle nostre facende, e cose di casa, ma non turbarti. Pensa
ch'Esso lo farà per premura, e tù lascia di darle ascolto quando ti pare
che abbia torto, ma non perché lo ha detto Lui. L'inquietudine viene
quasi mai da fonte chiara: anche questa è una piccola Croce, tientela,
e offeriscela ad esercizio di pazienza. Riguardo a tutto il resto e del
funerale, ed altro, hai fatto tutto bene. Mi consolo, che la Casa vadi
bene, che le Monache, e Novizie facciono bene, questa vedi, questa è
una delle maggiori consolazioni che ci può dare il Signore.
Ringraziamolo, di cuore. Non ho più tempo da scrivere alle Figlie,
salutamele e dille che prepararò la Lettera per un altra volta. Sè desideri
venirmi a ritrovare, guarda da poter trovare un Cavallo da spendere
poco, e allora potrai venire, o Sabbato, o Venerdì quando potrai, per
non combinarsi quando viene il Canonico. Portami, il mio Libretto.
Delli avvisi alle Superiore che ritroverai nel Cassetto in mezzo della
39
Di Bianchi annota: "Suor Luigia è a Comonte e la Fondatrice a Soncino".
Lettere
443
opera omnia
Scrivania. Tutte le Domeniche ricordati di dare la merenda alle Figlie,
ed un poco più di ricreazione.
Non vi ricordate mai di mandarci indietro i Sacchi, come anche
sè non vè lo mandiamo a dire di mandarci il Pane per le Figlie, come
anche delle Rape, della Verdura sapete che non nè abbiamo...
In tutto quello che hai scritto nel viglietto, sono puramente
scrupoli che non bisogna né pensarvi, né inquietarsi. Nè vengono
tanti nella mente, e povare noi sè avessimo sempre da star lì a farvi
rifflessione; e tù non arriverai mai a vincerli, sè non ti farai superiore, a
queste debolezze e sprezzarle come cose inconcludenti, diversamente
non avrai mai pace perché il Demonio si servirà di questo per tenerti
sempre in inquietudine, si dannosa per il nostro profitto spirituale, e
temporale. Questo ti raccomando assai, assai. Riguardo poi a quello
che dicci che hai aperta la mia Lettera diretta al Canonico hai fatto
male; quando ti mando delle Lettere sigilate non aprirle, poiché sè lo
volessi allora te Le manderei aperte. Cosi pure le Lettere che il Sig
Canonico ti manda da spedire a mè, non devi aprirle, altro che non
fossero sigilate, poiché anch'Esso è naturare che sè volesse che tù le
leggessi te le mandarebbe aperte. Cosi mi pare. Ciò ti serva di norma
per l'avvenire. Addio Addio
Lettere
444
opera omnia
LETTERA
292
Cara Suor Luigia40
Ho sentito volentieri le buone notizie di costì. Riguardo al Vino,
sè pare anche a te, Suor Rosa, Suor Adelaide, ed io, siamo di parere, sè
si può, ad un prezzo onesto di venderlo. Ho sentito anche dal Giò:
come il Cappellano, e sua Sorella ti stiano dietro per ottenere la
Cucina del Gildo. Cara Suor Luigia ti prego grandemente di non dare
ad Essi nessuna lusinga, anzi bisogna togliergli tutta la speranza onde
non abbiano oltre da dimandarcela. Non è neccessario che il Cap:lo
abbia l'ingresso nella nostra corte, poiché per andare in Chiesa si gli
darà la chiave della porta che guarda in Strada, dove faremo fare, o
accomodare la seratura, ed Egli potrà aprire di fuori, e venire in
Chiesa quando vuole, come faceva prima dall'altra parte. Riguardo
poi a poter venire in Casa quando abbisogna, io dicco, che dalla parte
che passerà quella che lo anderà a chiamarlo passerà anche Lui; eppoi
anche in tutte le maniere quando vi sarà il bisogno si potrà al
momento darle la sera la chiave del Restello. Un altra cosa che
starebbe bene, e dovrebbe farsi, ed è, la sera mandare noi a chiudere
la nostra porta, e portare in Casa le chiavi unite a quelle del Rastello,
ma la mattina poi non bisogna dimenticarsi di farla aprire avanti la
messa, cioè per tempo. Ho sentito dal Giò: che forze viene costì la
Santina, nè avrei a caro per metterla alla porta: intanto puoi servirti di
Suor Francesca per andare a chiudere, sè la Maria non è proposito.
Bisogna dire, con bella maniera si, ma con risoluzione, che la Stanza lo
data al Gildo, e quindi non conviene pensarci.
La Stopa te l'abbiamo mandata, ma bisogna che fosse molto
bella e per questo la abbi creduta rive. Ora incomincieranno a Spinare e
allora ti manderemo Lino, e Stopa quanto vuoi. Sè ti ricordi, manda al
Dottor Messi quel Peso di Lino che ci ha cercato, ma di quel nuovo,
guarda che di quelli due Pesi che ti ha mandato Suor Rosa quel
nuovo era legato con lo spago, mentre il vecchio era legato con
stroppa, ciò ti dicco per tua norma. Aveva scritto già da due giorni a
Monsignor Vescovo eppoi nel legere dalla tua Lettera i dispiaceri che
ha presentemente non aveva più coraggio di mandargliela
40
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 7 novembre 1864. Vd Ep 103".
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1864".
Lettere
445
opera omnia
sembrandomi un importunarlo con tanto d'affare ch'Egli avrà, però io
te la occludo qui, che sè tù lo crederai opportuno gliela manderai,
diversamente me la metterai nella mia scrivania; per tua norma
questa Lettera non richiede risposta, parlo solo del mio interno. Ti
occludo qui la Lettera pel Prevosto di Clusano (non Clusone come
diccevi tù ) eppoi quella pel Paroco di Rossino, alla quale farai la
soprascritta. Sono sempre più contenta del Cherubino41, spero che
verrà via un altro Gio: ora ce ne vorrebbe proprio un altro poiche due
sono propria pochi. Ieri il nostro Cappellano mi chiamò per dirmi che
voleva andare a Casa sua per due, o tre giorni, e ci lasciava senza
messa; io le mostrai il mio malcontento, ed Egli mi risposce di
provederci d'altro Cappellano. Io sono contenta, perché già era una
cosa precaria; quando verrò a Comonte pensaremo poi a provvederci.
Ho scritto pure a Monsignor Vescovo di Cremona pregandolo a
volerci assegnare il Rev: Sig Arciprete di Soncino per Confessore di
questa piccola Comunità in assenza del Prevosto di S.t Pietro, il quale
ora è più di due mesi che non viene più a S.t Maria, ed Egli mè lo ha
accordato. L'Arciprete accettò volentieri.
Non ho altro da dirti; noi stiamo tutte bene; il cattivo tempo mi
toglie il piacere di vedere la nostra Campagna terminata da lavorare,
e la nostra ortaglia seminata: Staremo aspettando altre tre Figlie,
quelle che tù credi, e che più vi incomodano costì. Occludo qui pure
due righe per le Novizie. Ho voglia di vedervi tutte, e sè a Dio piacerà
dopo St Martino sarò costì. Intanto raccomandiamoci al Signore, e
stiamole unite di cuore, e di sentimento. I Fratelli non desiderano
l'ora di ritrovarsi soli nella loro Cassina, io pure ho gran desiderio di
andare là dopo, con Suor Adelaide ad accomodar loro ogni cosa. Suor
Adelaide è assai opportuna qui, e vedo che gioverà assai per quella
Casa. Termino col salutarti tanto e ben di cuore mentre con tutto
l'affetto mi segno.
Tua Aff Compagna
Suor Paola E. Cerioli
Ricordati di sapermi dire sè Monsi: Vescovo và, si, o nò a Leffe
per mia norma.
Riguardo al far chiudere noi la porta grande regolati in causa, e
sè ti paresse bene aspetta quando verrò io.
Alla Molto Rev. Madre Suor Luigia Corti
41
Di Bianchi annota: "Cassinelli".
Lettere
446
opera omnia
LETTERA
293
Cara Suor Luigia42
Ti scrivo solo due righe, non avendo nulla da dirti. I Bigati
continuano ad andar bene. Ti prego a mandarmi delle Erbe bianche
da impientare non avendone nella nostra ortaglia. Credeva di trovarne
assieme all'Ansalata che ci hai mandata, ma non nè trovamo. Sento che
le Galette vogliono essere carissime, per la grande scarsezza del
raccolto. Qui in Soncino da quello che si sente non nè fanno quasi
nessuno. Oggi sono dietro a farci i fornelli, ma sè fosse vero che le
Galette sieno si care, allora ci converà di più a filare le sole Faloppe.
Tienti da conto, e considerami.
Tua Aff Com: Suor Paola E.
Ti mando un poco di Ciriege. Suor Rosa è tutta infacende pei
Bigati, e ha dirti la verità, è veramente assidua, e premurosa, come
anche per gli altri interessi della Casa. Essa ha il suo d'affare avendo
anche d'invigilare sui frutti dell'Ortaglia che avevano incominciato a
durubarci,
Io sto bene, grazie al Signore, e non ebbi altre vizite, né
dispiaceri, né più vidi il Signor Vicario. Salutemi tutte.
Sento or ora dal Bigatino che viene da Soncino il prezzo delle
Galette, il quale è eccessivo poiché della Galetta più scadente fanno
50 F:
Sè il Signore ci benedice nelle Galette potremo poi prendere
quella povera Figliuola di Albano che vuol venir Monacha, sempre
però che abbia le qualità necessarie per il nostro Istituto, molto più
che nè abbiamo si da bisogno. Suor Rosa ti saluta tanto tanto, come
saluta assieme a mè tutte.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
42
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, giugno".
La Raccolta Suore suggerisce: "Giugno 1864".
Lettere
447
opera omnia
LETTERA
294
Cara Suor Luigia43
No ti dicco nulla del viaggio, che te lo dirà la Santina. Credo
bene mandare a Comonte la Sormani per vedere se potesse rimettersi.
Il Medico raccomanda assai di farla passeggiare, onde si rinforzi, ne
prendono pieghe le gambe. Quel Uomo che voleva andare a Soncino,
ora mi dicce Suor Nazarena che si è assai raffredato, e adduce questo, e
quel motivo onde disimpegnarsi. Io guarderò di parlarle prima di
partire, e faro, per quanto stà in mè, di tutto per condurlo meco a
Comonte: Il Signore però faccia sempre la sua volontà. Intanto tienti
da conto senza scrupolo, e senza paura, che cosi faccio anch'io.
Martedi che mi manderai a prendere, manda due, o tre Figlie per qui,
poiché al mio ritorno a Comonte condurò meco anche la Milesi la
quale è ha letto con d'una risipola. Salutemi tutte, e speriamio in Dio, e
S. Giuseppe che volgeranno ogni cosa in nostro bene, e vantaggio
Addio.
Tua Aff Suor Paola Elisa: Cerioli
Mandami una, o due di quelle nuove pellegrine con i colletti,
per mostra, e anche d'adoperarsi, essendovi qui una, o due Vesti
simili.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Madre Suor Luigia Corti
Comonte
43
Di Bianchi suggerisce: "Leffe".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine dicembre 1864".
Lettere
448
opera omnia
LETTERA
295
Cara Suor Luigia44
Ti occludo qui la nota della roba da mandarci. Le Coperte di
Bavella ci vogliono proprio, quindi io direi di lavarne una per Letto a
quelle che nè hanno anche delle altre, poiché adesso poi non fà questo
gran freddo, però regolati in causa. Ti mando il Vascello pel Vino, la
Legna, e la roba per le Vesti. Io aspetterei a fare ancora dei Manteletti
poiché tra la roba che avete a Comonte, e questa che vi mando credo
verrà appena i due Abiti per le Novizie, vi è però molta Lana
avvanzata, e quando avrai preparato l'ordimento si potrà farne
dell'altra. Mandami la roba che abbiamo fatta per Vestire i Figli, tanto
quella rimasta, come la poca sul Telajo sè vè nè ancora, poiché qui vè
nè poca. Le Esercitanti, levate quelle a gratis, sono poche, però ancora
16 circa, e due di Orzinuovi che oggi vennero a farsi notare. Io però
spero che andaremo ancora sui ventiquattro o venticinque, aspettando
le risposte dei Parrochi. Sono restata assai contenta a vedere la nostra
piccola Famiglia, nascente, che questa mattina come ti avrà detto Suor
Francesca è venuta a ritrovarmi. Il Gio: ed anche gli altri sono restati
assai contenti di aver loro condotto il nuovo Figliuolo, e gli fecero
buonissima accoglienza. Al vedere come tutti si amano, e come sono
impegnati a far riuscire la novella opera fà veramente consolazione. Il
Gio: poi è un Uomo tutto di Dio. Egli mi edifica. Le sue parole,
ispirano la più gran confidenza ed abbandono in Dio. La contentezza
è dipinta sul suo volto. Egli non farebbe un passo, per cercar sogetti, o
per altro che sia, onde accrescere, e migliorare l'opera intrapresa, e che
tanto ama, e si sacrifica, ma nello stesso tempo ha tutta la fiduccia,
anzi direi certezza che questa si avvanzerà, e susisterà alla maggior
gloria di Dio. Qual esempio per noi!... Sono rimasta contenta anche
del Cesare. Ho è propria di consolazione per noi questa piccola Casa.
Suor Rosa vuol che termini; Ella continua a discorere, ed io bisogna
che finisca. Qui non vi è altro di nuovo. Spero di sentir buone nuove
anche di costì. Salutemi Suor Marianna, Suor Costanza, e le Novizie, e
tutte le nostre Figlie. Tienti da conto ti raccomando. Che il Signore ci
44
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, novembre 1863 (dopo la fondazione di
Villacampagna)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di marzo 1864".
Lettere
449
opera omnia
benedicca, e ci conservi sempre nella sua santa grazia. Addio, sono di
tutto cuore.
Aff Com: e Madre
Suor Paola Eli: Cerioli
Ti mando il Riso, e ti raccomando di farlo misurare.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
450
opera omnia
LETTERA
296
Cariss.a Suor Luigia 45
Scrivo solamente due righe perché il Sig Canonico vi dirà
meglio a voce le nostre nuove. Io sarei di parere intanto che Suor
Giuseppe stà alla Campagna di mandarci qui per portinaja la Luiselli,
si tratta di sole poche settimane, poiché Suor Rosa stando alla porta
resta molto imbarazzata, e non può sorvegliare la Casa, d'altronde
non avendo propria una Monacha di libertà bisogna molte volte lasciar
sole le nostre Figlie, il che non è mai bene.
Sono stata due volte alla Campagna, e da quello che pare non
va male quella picola Casa, L'Angelina mi dissero che fà proprio bene,
ma si lamentavano dell'Armelina, e della Maffi, io raccomandai alla
Maffi di procurare di far meglio, ed Ella mè lo promisce, riguardo poi
all'Armelina la condussi a Santa Maria, poiché avendo poi si pochi
bigati ponno far senza, cosi al primo incontro la manderò a Comonte.
Riguardo alla Lucia sarei d'avviso di non mandarla alla Campagna,
poiché essendo cosi dissipata, avrei timore che disturbasse le
Monache, delle quali non ha poi, credo, nemeno suggessione, e mi
disaviasse l'angelina, e la Bettelli, quindi per ora la tengo qui, e
abbisognando qualche Figlia alla Campagna allora farei venire
piutosto la Felice Ravasio, e manderei in quell'occasione, a Comonte,
con una qualche scusa la Lucia. Suor Anna fà assai bene, ed io nè sono
contentissima, Suor Maddalena pure non fà male, cosi Suor Leonilde.
Anche di Suor Rosa sono contenta.
Leggo adesso la tua Lettera la quale mi viene portata dal Sig
Canonico, e ti rispondo subito due righe. Non è né dispiari, né faticca,
né bisogno di viaggiare che mi fà essere di cattiva indigestione, ma
cosi la mia solita usanza, quindi io non vengo a Comonte per ora,
persuasa che invece di farmi bene mi pregiudicarebbe, poiché è sempre
uno strapazzo, d'altronde in questo momento bisogna che stia qui,
dunque abbi pazienza che questa fà i Santi. Sè mi ammalerò verrò a
Comonte, ma io, con la grazia del Signore spero di nò. Scriverò poi
dimani a Suor Adelaide, e le renderò conto delle entrate, ed Uscite
della Casa. Ho poi molto piacere che venga Suor Costanza a
45
Di Bianchi suggerisce: "Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
451
opera omnia
ritrovarmi, mandela pura che la vedrò assai volentieri, ma bisogna
che si fermi almeno una sera. Potrebbe venire con la Luiselli, e la
Felice, e dopo ritornerà a Casa con l'Armelina, e la Lucia. Se avesti una
qualche altra raggazza che desiderasti di mandare a S. Maria, puoi
mandarla, ma non l'Agostina, essendovi la Bettelli sua Compagna. A
caso proprio che ti dasse pensiero l'Agostina il tenerla costì, mandela
che la terrò a S: Maria, e la Bettelli la manderò alla Campagna con sua
Sorella.
P.S. Riffletto che la Luiselli vi potrebbe essere cara per mandare
in Campagna, non sapendo chi possiate mandare in ajuto di Suor
Maria, quindi sè ti pare trasciascia pure di farla venire a S. Maria, che
noi s'ingegneremo per questo poco tempo avendone voi altre più
bisogno di noi.
Lettere
452
opera omnia
LETTERA
297
Cara Suor Luigia46.
La tua Lettera non è arrivata a tempo; mi rincresce che sarete
state in angustia per la Foglia, ma spero che non vi avrà portato
conseguenze nei bigati, e sarà ancor buona. E' impossibile che l'avessi
ricevuta a tempo poiché vedo che è stata impostata il giorno 28, ed io
lo ricevuta questa mattina giorno 29. Intendetevi bene con l'altra
condotta, onde non strapazzare i Cavalli a fare tutto il viaggio sino a
Soncino, e poi anche per non far perdere tempo agli Uomini, che
hanno tanto da lavorare. Spero che questa mattina avrete ricevuta
una mia Lettera dalla Posta, cosi ora non scrivo che due righe. Sento
dal Novelli che venite a prendermi Mercoledì, vi faccio sovenire che
Giovedi è il giorno del Corpus Domini, e allora serebbe meglio che
veniste Venerdì, onde lasciare riposare almeno una notte il Cavallo.
Ieri sono stata alla Campagna; le Monache avevano imboscato cinque
o sei Scalere di bigati mi sembra, ed incominciavano bene
quantunque un pò lentamente (per la nostra premura) ad andare al
Bosco. Quelli del Fattore poi erano bellissimi. Non ce' male anche
quelli della Semente Fattore, come spero pure qualche cosa anche dei
nostri pochi di S. Maria. Mandatemi il Gioco della Tombola, con le
sue Cartelle s'intende. La nostra scuola estera continua ad essere
discretamente numerosa, e le ricreazioni Festive poi grandemente.
Domenica Suor Rosa si prese l'impegno di contarle mano mano che
venivano ed erano 160
Costanzo mi prega sè aveste degli Uovi delle Anitre Forestiere, e
sè vè nè avvanza mandarcene anche ad Esso, poiché le sue Anitre son
Femmine, e tutte due covono senza speranza che abbiano a nascere i
pulcini non essendovi il maschio; e di questo mi prega assai. Vi mande
delle Scarpe rotte delle Figlie, e vi prego a mandarci dei Zoccoli per le
piccole. Il Velo, e la Cuffia di tutti giorni per Suor Costanza, e il suo
grembiale. Bisognarebbe quando viene una Monacha si portasse dietro
queste cose, oppure averne nella Casa buon numero di scorta,
diversamente si consuma, tutta la roba più bella, e si ha più niente di
polito nelle occasioni. Vi occludo qui una notta che mi diede Suor
46
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 29 maggio 1863".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
453
opera omnia
Leonilde. Io sto bene, cosi pure le Monache, e le Figlie. Vi mando della
Tela, che mi è stata regalata per fare una Tovalia, ma siccome vi è
dentro del cottone cosi vi prego a cambiarla con altra tutta di Lino sè
nè avete. Sono contenta a rimanere ancor qui qualche giorno di più
cosi vedo la fine dei bigati, e la Casa viemeglio incaminata, però
desidero ancora ritornarvi per la raccolta delle Galette, e per guardare
sè posso ottenere dalla Fabbriceria, di farci fare qualche fatture nella
Chiesa. Mi consolo assai nel sentire sempre vostre buone notizie, e
che le Figlie fanno bene, ho voglia da rivedervi tutte, e vi desidero dal
Cielo ogni sorta di benedizioni. Ti raccomando come la più vecchia,
cosi pure alle altre nostre due compagne di star sempre a guardia
delle nostre regole, onde le nostre Novizie vi seguano poi per
maggior buon ordine della Casa, e per attirare vie più le benedizioni
di Dio sopra il nostro piccolo Istituto, ma senza scrupoli, e senza
inquietudini. Tienti da conto, stà unita a Dio, fonte d'ogni nostra
consolazione, e considerami sempre tua
Aff.a Com:
Suor Paola E: Cerioli
Lettere
454
opera omnia
LETTERA
298
Carissima Suor Luigia47,
Un giorno della ventura settimana spero venire a Comonte e mi
farò venir a prendere a mezza strada per schivar parte della condotta.
Non ti posso dire il giorno per una risposta che aspetto questa sera,
quindi domani scriverò ancora e riceverete la lettera mi pare
Domenica, però ha caso non scrivesci non state ad inquietarvi, perché
bisogna che mi regoli con una risposta, che forze verrà questa sera, ma
forze potrà farmi aspettare qualche altri giorni. Lunedì mandatemi 3
Som: melicone. Ho gran desiderio di venire a Comonte per rivedervi
tutte. Ti raccomando tanto di non inquietarti e star più che puoi
presente a te stessa; prendendo tutto, con quiete, pace e semplicità;
diversamente né opererai bene, né godrai pace. Avrei molte altre cose
da dirti, ma il Giovanni mi sollecita che vuol partire daltronde spero
fra pochi giorni di rivederci. Ti lascio raccomandandoti la traquillità,
l'indifferenza e la pace; cose sì necessarie per reggere una Casa. Ti
raccomando attenzione tanta agl'interessi della medesima. Addio
Tua Affma Suor Paola
Alla Sig.
La Suor Luigia Corti
47
Di Bianchi suggerisce: "Soncino".
Lettere
455
opera omnia
LETTERA
299
Cara Suor Luigia48
Intanto che Suor Adelaide carica le Falope di spedirvi rispondo
due righe alla tua carissima Lettera. Mi consolo tanto del buon
raccolto delle Galette, e grazie a Dio, della paura che aveva di non far
nulla qui nè abbiamo fatto ancora in monte circa un peso e mezzo
l'oncia. Le nostre della Casa furono 19 Pesi comprese però le poche
che avevamo in S. Maria.
Ringraziamo di cuore il Signore, e S. Giuseppe che ci assistano
anche troppo pe' nostri meriti. Con la Felice hai fatto benissimo a fare
la scernita delle Faloppe, bisogna star attente, ed aver spirito poiché la
Felice è troppo esigente. Riguardo poi a dare sovenzione al Gildo, poi
fare il conto pressa poco cosa importarebbero la mettà parte delle sue
Galette detrata la semente, e il suo debito e guardare cosa ci và ancora
cosi ti regolerai meglio, e sentirai cosa ti dice, e pensa da fare, e mi
scriverai poi qualche cosa per nostra regola. Ho sentito con piacere
della vizita di Capponi, ma il suo progetto di fabbricare, invece
d'acquistare non è d'adotarsi per nessuna maniera, ho troppa
esperienza di fabbriche, e sò quanto costano molto più per un Istituto,
basta, stiamo attaccate al primo progetto. Riguardo alla Lettera della
Sig Rossi non sò di che Figlia parli, quindi non posso risponderti
perché bisogna sapere sè questa Fanciulla è contadina, l'età, la salute
ecc. ecc riguardo poi alla Novizia, non mi sembra per noi, non
avendo né dotte, né abilità di sorte; abbiamo fede, e ha luogo, e tempo
S. Giuseppe nè manderà. Per tua regola non abbiamo ricevuta la Tela
da fare la camicia. Non posso mandarti il pesce essendo carissimo e
scarzo, ti mando invece delle Verze e butiro ecc.
Riguardo le Galette di Semente è poco male arrischiarne un
poco per semente, vuol dire che ti regolerai in causa.
Ora sono dietro con Suor Adelaide a fare i conti delle Galette
coi mezzanti, e la ventura settimana faremo fare il forno. Non ho
ancora ricevuto risposta da Monsignor Vescovo, e non sò cosa
pensare. In quanto poi alle Foloppe da filare noi te ne mandiamo una
quantità che bisogna filar subito quindi se pare anche a te non filerei
48
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, luglio 1862".
La Raccolta Suore suggerisc: "Prima metà di giugno 1863".
Lettere
456
opera omnia
che le faloppe dei massari dopo però le nostre, alla Tubacher puoi
filargliele facendo essa eccessione. Noi stiamo tutte bene ecettuate che
le due o tre figlie croniche. Salutami Suor Maria, Suor Marianna, Suor
Nazarena e le Novizie che mi consolo a sentire che sono allegre,
salutami pure tanto le figlie, Tienti da conto e considerami sempre.
Tua Affma Compa.
Suor Paola Eli: Cerioli
Ti raccomando di prendere il tuo caffè e un poco di vino prima
del pranzo cosi pure mangiare quanto ti aggrada.
Ti raccomando di mandarmi le spole dei candelieri e qualche
bottiglie.
Riguardo al Gildo, ho pensato che è meglio dirle niente, sè ti
pare invece manda a mè la notta di quanto le avanziamo, cosi noi
faremo il conto di quanto le và ancora, e ha caso questo debito fossi si
tanto da non poterlo soddisfare, guarderemo di agiungerlo al Capitale
delle mille Lire; sempre che sia persuaso d'ipotecarlo sulla casa.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
457
opera omnia
LETTERA
300
Cara Suor Luigia49
Onde non pensi male di mè ti scrivo queste due sole righe, ma
solamente per salutarti tanto, e raccomandarti di stare tranquilla, e
saper mantenere il tuo cuore in pace. Tienti da conto e abbandona
tutto quello che vedi pregiudicare alla tua salute riguardo al cibo
senza scrupolo. Non scrivo di più avendo pochi giorni, a rivederci.
Riguardo alla Mercede mi sono sciolta scrivendo al Sig Checchi, spero
che ora, sarà tuto terminato. Addio, Addio.
Sono contenta delle poche opere, fatte eseguire e d'eseguirsi in
Santa Maria (spero però nel l'ottava che diaremo fine a tutto) e non
dubito che ti piaceranno grandemente.
49
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di aprile 1863".
Lettere
458
opera omnia
LETTERA
301
Cara Suor Luigia50
Mi sembrava innutile risponderti alle dimande che mi fece
Giovanni, perché dietro all'ultima mia Lettera sarà a S.a Maria il
Gildo con le Monache prima che vi arrivi questa mia. Non di meno sul
timore che forze possiate differire, vi rispondo che riguardo alla Foglia
avete pensato ottimamente, ed oggi, o dimani vedrò Scotti, e le parlerò
cosi venendo il Gildo fisseremo i giorni di condurla, e la maniera;
Riguardo poi al Calesse d'acquistarsi non nè sono per ora persuasa.
Avrei da rispondere a tante cose delle vostre, Lettere, ma non vi dicco
che riguardo a Suor Speranza, avete fatto bene a regolarvi col
consiglio del Sig Canonico, e sè togliete il rincrescimento dei pericoli
nei quali la medesima si ritrova nel mondo, dall'altra parte sono
contenta d'essere finalmente arrivata ad una rissoluzione. Chiudo
subito perché a caso aspettate la mia Lettera per partire, (che non
dovreste) possiate venir presto, essendo necessarissimo per la Foglia
che il Gildo s'intendi bene personalmete con Scotti, sè si può,
diversamente con noi.
Noi stiamo tutte bene. Ieri l'altro mi fù regalata la Tela di due
Tovaglie.
Addio, ti risponderò poi a tutti due i tuoi biglietti ma non vi è
necessità.
I bigati vanno benissimo, ma riguardo a dannari và male, già lo
dissi, qui dileguano come la Neve, e si gli teniamo si stretti... basta,
vengo alla conclusione, che ci abbisognarebbe un 6 pezzi da 20 f per
pagare gli Agravi. Addio tutte.
Vostra Aff Com:
Suor Paola E. Cerioli
Vi raccomando l'affitto Bottarlini.
50
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, giugno".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
459
opera omnia
LETTERA
302
Cara Suor Luigia51
Mando il Giovanni col Caretto avendomi scritto il Gildo di
mandarlo a prendere i Bigatti che ha provisto. Mi rincresce assai
l'accaduto del Cavallo, ma dicciamola qui, noi gli strepazziamo troppo,
ed i Cavalli non hanno fortuna con noi.
Quantunque Suor Costanza ci sarebbe carissima pure bisogna
aver pazienza, ed aspettare che venga a S.a Maria quando il vostro
Cavallo sarà in stato di poter fare un altra volta il viaggio di Soncino,
senza pericolo di strapazzarlo, poiché per qualche tempo bisogna che
noi risparmiamo noi pure il nostro essendo sempre in moto, o per
viaggi, o per lavori di Campagna, e non ci conviene prendere il nollo,
non essendovi necessità poiché intanto noi anderemo avanti cosi, senza
che ciò ci porti nessun disturbo. In quanto alla mia venuta è
assolutamente innutile e quantunque vi sia obbligatissima del vostro
desiderio di rivedermi, per ora non bisogna parlarne. Io stò bene, e
sono quieta, cosi pure le nostre Monache. Ti raccomando assai di non
stare a pensare, e credere sempre male, e della nostra salute, e di
quanto ci potrebbe succedere perché questa è gran tentazione che ci
tiene sempre inquieti, con nostro danno, non potendo giovarci,
d'altronde quello che s'immagina e sempre lontano, e maggiore
d'assai della realtà, come avrai potuto vederlo molte volte per
esperienza. Noi presentamente, non abbiamo niente che ci inquieti,
né ci disturbi. Rigraziamo il Signore di tutto, e preghiamolo di poter
corispondere a tutti suoi benefici con la nostra condotta, ed un
abbandono figliale alla sua SS:a volontà. Salutemi tutte Monache,
Novizie, e Figlie, e prego San Giuseppe, che vi guardi, e custodisca
tutte d'ogni male, e pericolo. Addio.
Tua Aff Com: Suor P: E. Cerioli
Ci abbisogna qualche Sedia da mettere dalla parte del Letto alle
Figlie, non sapendo Esse dove mettere i propri abiti quando si
spogliano, e qualche panca sè nè avete.
51
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1864".
Lettere
460
opera omnia
Vi raccomando di sapermi dire quanto importa l'Olio che ci
avete mandato per la Chiesa, onde metterlo a suo registro.
Ti occludo la Lettera che ti risponde la Giuseppina ed un altra
che la medesima ti prega di far avere alle Rev:e Monache del Sacro
Cuore.
Alla Rev.a Suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
461
opera omnia
LETTERA
303
Cariss:a Suor Luigia52
Intanto che le Monache sono in facende a trasportare le robe che
jeri ci hai mandato da Comonte, ritirata in questa stanza ti scrivo
poche righe onde darti nostre nuove. Il giorno dopo il mio arrivo fui
un poco disturbata, a motivo che ci capitò il Nipote, o Cugino che sia,
della Luiselli con una Lettera del Sig Antonio nella quale mi esponeva
che, aveva trattato il contratto della Luiselli e con molta fatica era
riuscito ha far arrivare i medesimi sulle pla £ 5.500 per tutta la
proprieta della Luiselli, compreso s'intende la Legna che ora vi è da
tagliare, ed il Livello; ch'Esso aveva fatto il contrato, ed aveva già in
mano Lire 1000 per capara del medesimo, però si era riservato il mio
consenso. Io restai mal contenta, sembrandomi assai poco, d'altronde
non sapeva come diportarmi, e il portatore aspettava la risposta,
avendo intrapreso il viaggio per questo: Dopo dunque rifflesso alla
meglio, e consigliata con le mie Monache, risposi, che vi acconsentiva
col patto che restasse esclusa dal contratto la Legna della quale si
potrebbe ancora cavare un 300 Lire. Dopo non seppi più niente. Ecco,
questa è stata la prima, e per ora, sola cosa che mi diede pensiero, e
inquietudine. Qui in S:ta Maria, dove mi trovo si fanno delle belle
fatture per chiudersi in Convento, e sono persuasa che ti piaceranno
assai. Lunedi manderò a Comonte il Carettino perché vorrei che ci
mandaste quell'Antiporto che stà all'ingresso della Latrina per andare
sotto scala d'abasso, e in Sala, poiché a noi sarebbe carissimo da
mettere alla nuova pisterna essendo cosi grande, d'altronde dove stà
presentamente mi sembra innutile stando sempre aperto: Ci
premerebbe anche il Campanello che và in Ortaglia, 4 Chiodi Romani
con le sue bacchette da sigilare nel muro, 4 di quei fiori di ferro come
quelli che sono sopra la ringhierina del cortiletto delle Galine, che nè
ritrovarete sul Solajo, la Pittura, ed il Pennello che è nel Cassettone di
sopra, qualche bacchette di ferro delle inferiate che credo vè nè sieno
sul Solajo, 2 Tende, ovvero guarnizioni di tende da mettere sopra due
Finestre, nota bene, non tendine di vetri. E' questa roba preparela
tutta perché Martedì il Carettino deve ritornare a Soncino aspettando
52
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 29 marzo 1863 (settimana santa)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine marzo 1863".
Lettere
462
opera omnia
l'antiporto per i Falegnami, che saranno qui in giornata, e poi ci
premono anche le altre cose, specialmente la pittura. Non sono di
parere di combinare i due Matrimoni delle nostre Figlie lo stesso
giorno, quantunque lo avessi detto, ma per varie rifflessioni che vi feci
sopra, (e mi sembrano giuste) bisogna guardare di farli uno in un
giorno, e l'altro in un altro giorno.
Dirai al Gildo che vadi dal Sig Antonio Piccinelli, e gli accordi
ancora 6 Oncie di Semente Bigati. Della Pierina hai fatto bene, e non
era convenienza consegnarla alla Sorella. Mi consolo poi molto che il
Signore ti lascia tranquilla, questa è la maggior benedizione che ci
possa dare Iddio, la pace interiore. Ti raccomando questa settimana
Santa nella quale entriamo, che le nostre Monache, Novizie, e Figlie la
passano con quei sentimenti, e con quelle disposizioni che richiedono
la memoria di misteri si dolorosi che Santi. Ti scriverò ancora avanti
le SS: Feste, e ti dirò il giorno da mandarmi a prendere a mezza strada
dopo le Feste. Salutemi tutte, che non nomino per brevità,
premendomi che ti giunga la Lettera prima del Carrettino. Spedisco
due Somme di Melicone che farai andare prima del nostro, perché si
bucca. Ho scritto male ma non ricopio essendo troppo lunga.
Ti saluto tanto e di cuore.
Tua Affa
Com: Suor Paola Eli: Cerioli
Della pittura cè nè vorrebbe 2 Vasetti.
Lettere
463
opera omnia
LETTERA
304
Cara Suor Luigia53
L'arrivo del Novelli54 mi fece sorpresa, e non sapeva a che
attribuirlo. Quando nè sentii il motivo mi venne da ridere... e mi sono
consolata delle vostre buone notizie. Oggi manderò a levare la Lettera
che dicci mi mandasti per la posta. Sento di quest'altra Novizia,
vedremo quando ritornerò. Ho scritto una Letterina alle nostre Figlie,
e questa servirà a divertirle questa sera. Ho desiderio di vedere il Sig
Canonico, avendo molte cose da dimandarle, ed ho piacere che venga
la vigiglia del giorno destinato per la riunione, cosi avremo tempo da
preparare anche noi le nostre dimande. Della Cappellania, cè niente
di sicuro, però, o molta probabilità di riuscire anche in questa.
Mercoledì fatteci la Comunione, acciò il Signore benedica
favorevolmente gl'interessi della sua Casa. Io stò propriamente bene,
e mi viene appetito, ma ho sempre un pochetino di tosse, ma poco, che
vè fosse in un altra non sè nè accorgerebbe. Le Monache benissimo, e
le Figlie pure, eccetuato anche nella Lonni la tosse. Salutatemi tutte e
Monache, e Novizie, e Figlie. Mandami il mio Librietto degli Avvisi
alle Supe: sigilato, e che non si perda, e que' due bottiglettini che sono
nel Cassettino della ribalta, che vogliamo adoperarli da fare un
spolverino. Fami accomodare il mio Oralogio, e guarda di mandarlo
pel Sig Canonico.
Vedrò volentieri anche il Sig D. Pietro55.
Riguardo all'Orfana della Felice, non è male che Le abbia
concesso di tenerla, e di lasciarla venire in Coro alla Dottrina (non
però assieme le nostre Figlie), avrei fatto cosi anch'io, ma stà all'erta e
guarda che in fine non faccia come la Luigia, che dopo cè la caricò
sulle spalle a noi. Stà alla larga.
Tua Aff. Compagna
Suor Paola E. Cerioli
53
54
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, prima di S. Martino, 1862 (Cappellania di s. M.).
Vd Ep 221; 319/2".
La Raccolta Suore suggerisce: "20 ottobre 1862".
Di Bianchi annota: "Corr. 176/2".
55
Di Bianchi annota: "Carrara".
Lettere
464
opera omnia
Quando viene il Canonico e D. Pietro mandaci ancora un
Pestone di Vino nuovo; dopo S. Martino poi ci manderai il Vascello
che metteremo in S. Maria, perché nel Fiasco non si conserva.
P. S. Ti occludo qui la risposta a quel Rev: Sacerdotte, che scrisce
riguardo alla Margherita, però non lo mai mandata perché voleva
prima sapere qualche cosa ancora in proposito, però regolati, e sè ti
pare che vada bene, e sia adatata mandela. L'indirizzo lo saprete voi
meglio di mè. Ti mando anche la sua Lettera che mi avevi spedita.
Lettere
465
opera omnia
LETTERA
305
Cara Suor Luigia56
Giacché ora non è tanto necessario il Cavallo alla Campagna,
sollecito mandarlo costì, onde Venerdì tù possa mandarlo a Leffe con
le Tavole, e nello stesso tempo fermarsi colà per trasportare le pietre
che il Sig Battista ci ha offerte per adoperare in rinforzo de' muri della
nostra Casa, come ben sà Suor Adelaide. Con la stessa occasione ti fò
memoria di mandare ad Essa qualche Somma di Melicone, (poco per
non caricare troppo il Cavallo avendo le Tavole), del Riso, delle Noci,
qualche Bachette di tenda, con tende dormendo in quella Casa le
Monache, due,o tre in una Stanza, dei Fagioli per impientare, e quello
che più conta la semente de' Bigati, ben accomodata, o in una scatola,
o in un cestino, e raccomandare a Suor Adelaide che stia attenta con
quella di Spinone e darliela a tempo proprio perché credo che ivi la
Campagna sia forze più avanti di Comonte, però dimandi, e non
facciamo le cose alla matteriale. Da Leffe il Giovanni, porti a Comonte
i Quadri che vogliamo far stimare, cioè quelli che ci hanno ricercati la
Venanzio, che Suor Adelaide lo sà, eppoi quelle due Ante delle quali io
portai meco la misura, ed il Gallo, e la Gallina; le ante, e quest'ultimi
li manderai a S.t Maria. L'Oralogio pure desidera Suor Adelaide, per i
quarti d'ora delle scuole. Gicchè il Giovanni và a Leffe bisognarebbe
farle comperare a Gazzaniga (essendovi la cartiera) della Carta pe'
bigati, poiché qui è carissima è cè nè vuole molta, non volendo
adoperare quella dell'anno scorzo, che dò però adietro al Gio: onde
gliela dia dentro. Fà pure comperare un pò di Carta Lettere per qui: ci
manderai pure pel Giò: dei scarfogli, la Vita di S.t Ignazio della quale
credo che abbiamo alla Campagna il solo primo Tomo, eppoi quella
Cartolina dov'è scritto sù la formola dei Voti, e quel altra che si adopera
quando si consegna alla Novizia la Croce e la Corona, che sono nel
Cassetto della Scrivania, entro un Libro, credo con la Carta Celeste. Io
sarei di parere di far fare i Voti a Suor Marta la seconda festa delle
Pentecoste; Quando verrò a Comonte mi stà sul cuore anche Suor
Maddalena, e intanto fà preparare qualche Corona, e Croci, non
avendone di belle più. Io ho fatto buon viaggio, e stò proprio bene;
56
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, aprile 1864. Vd Ep 68; Corr. 77; Cart. 1".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1864".
Lettere
466
opera omnia
ora ci lasciano quiete, e sembra tutto terminato, poiché il Giò:
portando quella Carta al Sindaco per essere arrolato alla popolazione
del Paese, lo accolse bene, di maniera che restò contentissimo. Il
Signore sia lodato e benedetto. Mi dimenticava di ricordarti di
mandare il Vino a Leffe. Noi nè abbiamo ancora un pò nel Vascello, ed
è per questo che non possiamo mandarlo; lo faremo poi in un altra
occasione. Il Bigatino sembra contento dei Fratelli, e questi di Lui: Stà
tranquilla che coi medesimi teniamo ancora lo stesso metodo, e tutti
giorni ordiniamo alla Catterina, e le consegnamo quanto abbisogna ai
medesimi, e fà bene, ed ora ci istruisce anche quella donna. Dammi
tue nuove, e quelle della Casa, che mi stanno a Cuore. Tienti da
conto, ed abbandona gli scrupoli. I Bigati non sortiranno a mio parere
che alla fine della settimana, ciò mi rincresce assai ma ci vuol
pazienza: Suor Rosa ti saluta; come pure unita a mè tutte le Monache,
e Figlie. Queste benedette incombenze di mandar qui, mandar là, mi
ha occupato tutto il foglio, ed il tempo, ed ora bisogna che di fretta,
fretta corra in Chiesa per la Messa e Comunione, nella quale ti avrò
presente.
Il Signore ci assista con la sua Santa grazia. Addio
Suor Paola E. Cerioli
Ti raccomando di mandar a Bergamo le Carte del Cesare che ti
mando, e rimandarle presto. La tela per i Corsetti delle Figlie. Unisci
assieme alla qui occlusa istanza del Cesare, l'altro Foglio di Carta
bolata, con quella Lettera, che troverai sulla scrivania.
Lettere
467
opera omnia
LETTERA
306
Cariss:a Suor Luigia57
Mi ha fatta sorpresa l'arrivo di S:r Rosa, e ti sono obbligatissima
della tua premura a mio riguardo. Credi che risparmio niente di
quello che sò essermi necessario, ed è la tua immaginazione che ti fà
credere diversamente. Io stò bene, ed anche la tosse si può dire che si
sia quasi smarita. Mando al Sig Antonio la ricevuta dei 40 Napole:i
quindi il Gildo non gliela rilasci sè non li dà anche gli altri dieci. Sina
dal giorno 2 novembre è scaduto l'interesse sopra le Cartelle del
Regno Lom-Veneto, quindi fatte domandare o al Sig Antonio, o in
Finanza come ci vuole la ricevuta, e come và fatta, onde andarli a
levare che sono 300 Svanziche, tè l'aveva detto anche quando sei stata
qui. Guarda di non confonderti con le Cartelle dell'Imprestito, delle
quali non ci vuole ricevuta.
Ho risposto al Prevosto di Bienzano. Rispondi tù, al Sig D.
Rinaldo Rossi, poiché io ho la mia parte, e dille che essendo l'aspirante
senza un Arte in che impiegarla, o mestiere o abilità non possiamo
riceverla sè non a 4000 Lire Aus: Sè il Signore mi fà la grazia di darmi
salute, mi fermerei ancora dopo S. Martino, onde guardare di fare
eseguire subito ai Sig Fabbri i ristauri promessi a S.t Maria, e intanto
stò dietro al Sig Prevosto per avere una carta sottoscritta, delle
promessemi concessioni, poiché vedi anche tù, che le cose stanno
bene fatte, e bisogna aver pazienza, poiché sè venissi a Comonte e
lasciare cosi tutto in piedi, non sarei quieta. Ho anche dopo S.
Martino, di guardare di poter contentare l'affituale di Consolandi
onde ci possa lasciare in libertà le Stanze pel Cappellano, e dopo farle
mettere allordine. Riguardo al partito di Brusaporto, sè non ti pare
d'assicurare la felicità delle nostre Figlie, lascelo andare, che il Signore
cè nè manderà degli altri. Hai fatto bene a vendere la Legna, e cosi
pagherai i debiti. Per S. Martino avrete l'affitto Trusardi, eppoi anche
quello del Conconni, ma ricordatevi che questo è rimasto in debito di
Lire 45 Salvo il vero, ancora dell'altra rata, però guardate la sua
partita a registro che lo trovarete notato. Vi è pure quello del
57
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, novembre 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di novembre 1862".
Lettere
468
opera omnia
Botterlini, guardate il Registro. Riguardo alle due Fanciulle, quella di
Scanzo qualora ti diano i 40 Fra: accetela.
Quella di Brusaporto, io la prenderei per la Vigilia di Natale, o
al più per la vigilia dell'Immacolata. Ho letto la Lettera del Sig
Ghirardelli Esso ti manda la Lana, ed è depositata al solito luogo dei
Sig. Zanchi Pizzicagnoli. Non ti è possibile assecondare le tue viste
trattandosi di poca quantità, e l'importo di quella che ti manda dice
pagarlo in mano Zanchi. Io crederei bene di risponderli cosi. Che hai
ricevuta la Lana (dopo però che l'avrai ritirata) e che non Le mandi
l'importo, perché facilmente Le darai ancora altra comissione. Ti
mando del Pollame, e tù invece mandami della Farina per polenta, e
un poco di Farina di Millio, e di Melicotto per fare il Pane, poiché
questo lo facciamo noi sul focolare, e cosi potrai tralasciare di
mandarcelo, e mandarci invece il solo pane bianco, Uva, salame,
Carotole, Porri. Ora non ho altro da dirti sè non che ti tenga da conto,
e mandar via li scrupoli, i quali sono sempre cagionati dal Demonio.
Salutemi tutte tutte, e Monache, Novizie, e figlie. Non accorarti, con
immaginazioni, che quasi sempre sono false, e più che puoi tieni il
cuore tranquillo nelle braccia della Providenza.
Quando verrà poi il Gio: ti manderò la Legna.
Addio, Addio.
Suor Paola E.a Ce.i
Di a Suor Leonilde che mi è stata cara la sua Lettera e di mettere
la sua confidenza in S. Giuseppe che arriverà a far tutto.
Di a Suor Leonilde, che sè riceve gli affitti mi faccia un bel
mucchio di dannari, poiché ci saranno gli Agravi, ma gliene avvanzerà
ancora da mettere in Cassa. A noi mandaci, 10 da 20 f. che ti darà
Piccinelli, che guardaremo di pagare noi pure i Prediali.
Ti mando Lino Pesi.
Capponi N 16.
Polastre N 10.
Lettere
469
opera omnia
LETTERA
307
Cara Suor Luigia58
Ricevo or ora la tua Lettera. Credo che il mio Libretto che ti feci
chiedere da S: Marianna non sia nella mia scrivania, frà quelli che
dicci, ma l'avessi tù in Noviziato, come crede pure S: Marianna però
mandameli tutti per mezzo del Giovanni che ci guarderò. Questo non
era stato coretto da D. Alessandro, e l'aveva dato a te per leggere alle
Novizie, non ostante, stà quieta che non importa.
Quando vedrò le Lettere dei due soggetti proposti dalla Rev:
Madre Crespi rispondero; e naturale che la Fanciulla della quale parla,
non è per noi, cosi mi pare.
Ho letto il tuo foglio, or ora ricevuto. Mi fa sorpresa la faccenda
della Fieni, però ci leva noi tutte d'un grande imbarazzo.
Raccomandiamola al Signore e ciò basta. Giovedi facilmente, vado a
Cremona, e la mia venuta a Comonte, mi lusingherei che potesse
essere alla fine della settimana, però prima ti scriverò ancora. Non
mandarmi le ragazze piccine per il Giovanni, perché sarei inquieta;
non mancherà occasione. Scriverò al Prevosto del Carmine, ma a
quello d'Adrara, non ho l'indirizzo. Non ho altro di nuovo; se mi
manderai la lettera di Milano, risponderò anche alla Superiora. Vivi
tranquilla, poiché anche riguardo all'affare Fieni, mi sembra, che abbi
agito bene. Sta di buon animo e abbandoniamoci in tutto e per tutto
nelle mani della divina Provvidenza, che fa tutto per nostro bene e
vantaggio. Ti ricordo il mese di Giugno dedicato al S. Cuor di Gesù.
Tanti saluti, alle Monache, Novizie e le Figlie. Termino poiché hanno
suonato per andare a riposo. Addio dunque.
Tua Aff.ma Suor P. E. Cerio.
Alla Molto Rev.da Suora
La Rev.da Suor Luigia Corti
Comonte
58
Di Bianchi suggerisce: "Fine maggio".
Lettere
470
opera omnia
LETTERA
308
Cara Suor Luigia59
Già avrai inteso da Suor Maria, e Suor Marta i motivi che
abbiamo da ringraziare il Signore, e questo ci impegni a servirlo con
più confidenza, e larghezza di cuore. Fammi piacere Domenica dopo
pranzo manda a Bergamo dal Canonico Valsecchi a prendere la
risposta d'una lettera ch'io gl'inviai per la posta e spediscimila senza
fallo Lunedì per mezzo del Giovanni. Ti raccomando di mandarmi il
mio corpettino di lana senza le maniche come le altre piccole cose che
ti avrà detto Suor Maria fra le altre il martellino ecc. e qualche cuffie
della notte. Non so se i danari che ti ho mandati sono stati sufficienti
a pagare i debiti che eravamo intese e se vi è restato qualche cosa per
i vostri bisogni. Spero che il Gildo non si sarà dimenticato
d'incontrare all'orologiaio la musica levata nell'orologio a pendola, il
quale la valutava dieci franchi. Ti raccomando di spedirmi l'orologio,
il quale ora sarà accomodato, e di ben involgerlo, per non tornar a
romperlo. Cosi pure, non so se avete venduto le 2 Somme frumento e
se avete pagato il fornaio, sappimi dire qualche cosa. Noi siamo tutte
in salute, ed ora non ho più paura neanche della calce, assicurandomi
anche il Sig. Arciprete, che assolutamente non ci può pregiudicare; di
maniera, che mi auguro aver qui, ancora due o tre ragazze, delle
nostre piccoline. Ti raccomando assai, di dare alla Tubaccher,
quegl'inpieghi che le possono piacere, e la tengano divertita: cosi pure,
ti raccomando tutte le altre nostre Figlie, alla festa, lasciale divertire e
giocare, perché lavorano tutta la settimana. Fammi fare da Suor
Maddalena, 4, Bambini, con i piedi, e le braccia ma dilli che gli voglio
belli, bellissimi, e che ci metta tutto l'impegno, lasciali Domenica il
tempo per farli, onde mandarmeli Lunedì pel Giovanni. Ti mando del
Pesce, che per conservarlo abbiamo fatto arrostire, ed un poco di
Cornetti stateci regalati questa mattina. Tanti e tanti saluti alle
Monache, alle Novizie alle Figlie. Mi sono dimenticata da dirti
quando qualched'uno và ad Albino, manda a quel Santuario
l'elemosina per una Messa è un pò di tempo che ho fatta questa
divozione, e come il mio solito mi sono sempre dimenticata, non
59
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, dicembre".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine aprile 1863".
Lettere
471
opera omnia
scordarti almeno tù. Sappiami dire come stà la Cuni. Dimi qualche
cosa anche dei Bigati, qui da noi son belli. Tanti saluti di tutte
Addio, stà sana, tranquilla, e allegra. Addio.
Tanti doveri al Sig. D. Pietro, e D. Bortolo, e D. Giovanni.
Tua Aff Com
Suor Paola E: Cerioli
Suor Rosa ti saluta, Suor Ade: e Suor Marianna, io stà quieta che
grazie a Dio stò benissimo, e ti scriverò ancor presto, dandoti qualche
nuova di S. Maria.
Non mandarmi i Polastrelli, poiché sono di quelli forestieri, e
bisogna salvarli.
Lettere
472
opera omnia
LETTERA
309
A Suor Luigia60
Io lo sapeva che sarebbe successo cosi. Ho fatto Suor Adelaide
assistente per secondare i tuoi desideri poiché non ti sentivi di
regolare le Novizie, e la Casa, però io ti ho detto che quantunque
facessi Suor Adelaide assistente però ti raccomandava tanto tanto di
andare con Essa con libertà senza guardare tocca a Lei, tocca a mè ma
ambidue da pieno accordo fare andare meglio che si può la Casa, ed
ora mi scrivi che sè ti dimandano qualche cosa guardi Suor Adelaide
che ti rincresce il non poter rispondere con franchezza alla gente... ma
perché? sei ancora la stessa, e che occore in Casa, e fuori che sappiano
chi è l'assistente, o nò. Anzi è bene che credono che sei tù, poiché Suor
Adelaide non lo fatta che per tuo ajuto, avendolo tù desiderato, e
nessuno lo ha da sapere, poiché sè Suor Adelaide avesse da partire da
Comonte sei sempre tù diversamente sembrarebbe una volubilità mia.
Siete ambidue Assistenti, Superiore e ambidue avete in mano la
direzione della Casa, anzi tù come Maestra delle Novizie hai un
grado di più. Dunque ti raccomando sprezza tutte queste fantasie, e
questi scrupoli. Godo poi assai che Suor Adel: sia stata ferma nel non
lasciar andare i Rev: Sacerdoti a trovare Suor Costanza, e sono
persuasa che in questo Suor Ade: ti gioverà assai, avendo più forza,
più rissoluzione, senza scrupoli, o timori.
Addio, Dimani è il tuo giorno di S. Giuseppe.
A Suor Luigia
60
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1863-64".
Lettere
473
opera omnia
LETTERA
310
Cara Suor Luigia61
Mi è stato d'assai rincrescimento il sentire l'effetto che ti fece la
mia Lettera. Tutt'altro io ebbi in mira che di rimproverarti, ma
scorgendo nel tuo foglio (almeno cosi mi parve) qualche agitazione ed
inquietudine per quei due oggetti si importanti quali erano le Scuole,
e la Cappellania ho scritto cosi, avendo in vista di risvegliarti la
confidenza in Dio onde acquistare maggior calma. Ti prego dunque a
dimenticarla. Il Signore permette il tutto per il nostro maggior bene, e
cosi crediamo che sia successo ancor di questo. Sono poi
contentissima delle buone nuove che Suor Rosa mi portò di Leffe, ed
abbiamo motivo di ringraziare il Signore. Non credo però nulla al
bisogno che dicci vi sia che abbia da venire a sistemare le due cose
costì, per questo motivo mi starei a S.t Maria tutto l'inverno tanto
sono quieta, e sicura della tua attività, e accortezza, ma vengo
volentieri poiché ora vedo che sono innutile qui (cosi mi pare) poiché
del Giovanni sono sicura facendo si bene, ed anche l'Armati che sento
sia quasi ristabilito, va sempre acquistando dietro le istruzioni del
Gio: però conterei di venire a Comonte per la fine della settimana sè il
Signore mi darà grazia, e condurò meco Suor Costanza per la procura,
come mi disse Suor Rosa quindi credo innutile risponderti anche alle
altre dimande delle quali ai data nota alla medesima. La procura però
l'avrei mandata volentieri per guadagnar tempo, ma io senza una
modola non saprei come concepirla. Non mando il Caretto perché
questa settimana lo adoperiamo qui, però verrà appena sarà in
libertà. Il Novelli ti racconterà dell'accaduto al Cavallo, però è stata
credo più la paura che altro, ma sarebbe imprudenza farle di nuovo
cosi subito intraprendere un altro viaggio. Io poi sono imbarazzata
non sapendo che Monacha condurti onde mandare a Leffe. Suor
Leonilde non avrei coraggio di metterla al posto di Suor Anna, Essa
ha la tosse, e le Raggazze della Scuola sono in gran numero, d'altronde
Suor Costanza è innabile da mettere con le nostre Figlie d'altronde mi
scrivi che è necessario la conduca a Comonte per la delibera della
Casa. Suor Marta mai più poiché le sue Scolari crescono tutti giorno,
61
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, dicembre 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di dicembre 1863".
Lettere
474
opera omnia
ed essendo la maggior parte grandi, è necessarissima per la sua
esperienza. Non vi sarebbe che Suor Maria, ma allora cè nè vorrebbe
un altra in Cucina. Onde vedi ch'io non sò come metterla, altro che
arrischiare Suor Leonilde, è sè poi si ammala chi manderemo a suplire
al momento con viaggio si lungo. Però in caso di necessità si potrebbe
mettere con le nostre Figlie Suor Maria e mandarne da Comonte una
da mettere in Cucina, e condure Suor Leonilde a Leffe, basta
rifflettiamo bene, perché io adesso conducendo Suor Costanza non
posso mandar altre Moche sè non vi è da supplire essendovi qui il
solo necessario.62
Spero che avrai ricevuta l'ultima mia Lettera, nella quale ti
dicceva di non voler eccitare la Valota al Matrimonio, che potrebbe
venir cara anche a noi, e si potrebbe, anche al presente mandare a
Leffe a far scuola alle piccine che sento da Suor Rosa e sono la
maggior parte di tre a quattro anni, e Suor Colomba la farebbe alle
grandi, molto più poi sè sono tutte le Raggazze nella Sala grande,
come mi avevi detto, cosi allora basterebbe mandarvi una Monica
qualunque per formare una piccola Comunità, e sarebbe ottima
rimandarvi Suor Francesca. Sè si potesse questo sarebbe il progetto
migliore, cosi mi sembra. Intanto ti saluto caramente assieme a Suor
Marianna, e le Novizie, e Figlie, e col desiderio di presto vederti mi
dicco.
Tua Aff. Com: Suor Paola E. Cerioli
P.S. Ho rifflesso con Suor Rosa che non è conveniente di fare il
Presepio in Chiesa essendovi il Sacramento, quindi non è necessario
ci mandi il Novelli, poiché manderemo poi quando avremo un altra
occasione qualche cosa alle Monache le quali s'ingegneranno da Esse
a farlo in una stanza per le Raggazze nostre, e della Scuola, e questo è
il motivo che ho cancellato. Di nuovo Addio.
62
La lettera continua con dieci righe barrate dalla stessa autrice, ma ancora
perfettamente leggibili:
"Sè non ti sembra una cosa innutile, e fuori di proposito avrei caro sè mi poteste
mandare per Mercoledì ancora il Novelli con le robe del Presepio perché avrei
caro prima di partire di farlo sù, poiché non vè nessuna che sia pratica, quindi
mandami tutto, che l'avvanzo lo rimanderò a Comonte, premendomi di farlo un
pò bello; mandami anche quella piccola mangiatoja di Legno che ci fece il
Zanetti".
Lettere
475
opera omnia
LETTERA
311
Cara Suor Luigia63
Sono arrivata a Leffe dopo le dieci, e grazie al Cielo felicemente.
Trovai tutte in buona salute anche Suor Anna, nonostante il grande
pericolo della sua caduta: e le Figlie che hanno qualche d'una mal
d'occhi, e altre piccole incomodità, conseguenza di scrofole, però tutte
in piedi. Ti mando qualche pient di seta da distribuire alle Novizie, e
Monache s'intende, onde mi facciono delle pazienze, ma ne vorrei un
pò tante, e belle, essendomene state cercate da vendere. Mi sono
dimenticata i Fazzoletti da collo delle Figlie Anziane, ed uno di testa
per la Giacomina, avendone proprio bisogno. Ti mando pure la
misura del Canopeo da mandare alla Rossi; la misura corta è la
larghezza, la lunga l'altezza. Vi sarebbe bisogno di mandar qui
qualche Pagliaricci, e Cavaletti, ma prima di mandarci il Carettino ti
scriverò ancora perché facilmente vi sarà altri bisogni. Cara Suor
Luigia, sè non fosse il timore che ho sempre che possa pregiudicarti il
viaggio ti vedrei assai volentieri per qualche giorno a Leffe,
persuasissima che quest'aria, quiete, ed il diversivo ti gioverebbe
assai allo stomaco. Onde per mia quiete dimanda al Medico, e s'Egli ti
dicce che puoi venire, vieni per qualche giorno, anche solo per
prendere un pò d'aria, che a caso costì manderei intanto Suor
Nazarena: e sè l'Adele ti dasse fastidio a lasciarla costì pel suo
carattere potresti prenderla teco diversamente fà come credi, e ti pare.
Sè il Dottore ti fà animo dunque non aver scrupolo, che per la salute e
lecito prendersi qualche diversivo, questo giova anche allo spirito.
Scrivemi dunque qualche cosa, avendoti più a cuore lontana che
quando sono vicina. Ti mando le Falope, ma ti raccomando di filarle
subito poiché incominciano a nascere. Mando a Suor Marianna la
fede della Pierina. Mi sono diementicata da dirti, che mi sembra che
Suor Costanza sia troppo parca nel fare le pietanze, quindi guarda
anche tù, e falle fare un po più abbondanti. Cosi quel Salame coll'alio è
troppo rancido per dare alle Monache, almeno quello che diedero jeri
sera a cena. Il Signore custodisca le nostre Case, ci faccia far bene a
63
Di Bianchi suggerisce: "Leffe".
La Raccolta Suore suggerise: "Giugno 1865".
Lettere
476
opera omnia
tutte, onde meritarsi la sua grazia, e protezione ora, e sempre. Tanti
saluti a tutte, e te in particolare, anche da parte delle Monache di qui.
Tua Affa Com:a
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
477
opera omnia
LETTERA
312
Cara Suor Luigia64
Ho fatto buon viaggio, ma per dirti tutto, jeri ho provato un
poco di dispiacere per due motivi, uno riguardo agli Esercizi che
dovevamo dare qui, perché intesi e dalle Monache e dal Rev: nostro
Cappellano che vi era un gran desiderio per questo, e che anche gli
stessi Sacerdoti erano contenti pel bene che diccono che con questi si
poteva fare in Paese, dunque ti puoi immaginare che dovetti restare
malcontenta, attribuendone subito la colpa a mè; però adesso sono più
tranquilla perché sento da Suor Rosa ché il Sig. Arciprete le ha detto,
ch'Egli avrebbe creduto bene quest'anno di non dare gli Esercizi,
poiché essendovi cosi subito le Missioni in Paese gli sembravano
innutili, e ciò mi rese più contenta. L'altra cosa che mi recò pena è
stato il gran dispiacere che ho recato al nostro Rev: Cappellano col
dirle che abbiamo affittata la Campagna. Egli mi disse che con questa
nuova Le ho datta una grande ferita, e jeri sera non volle mangiare, e
il Sig. D. Bortolo mi disse questa mattina, che non dormi niente questa
notte, sempre col pensiero in questa affittanza sebbene il Sig D.
Bortolo facesse di tutto per farle capire che noi abbiamo fatto bene ad
affittare ecc, ecc, ma Egli è tanto è tanto l'interesse che ha preso per
noi, e per farci andar bene i nostri interessi alla Campagna che non sà
darsi pace; vedi dunque la pena che provo ha non poterli palesare la
verità, però non sò sè potrò resistere sino alla mia partenza il
manifestarlielo. Ho ritrovato tutte le Monache in molto buon essere di
salute, specialmente la Marianna che ci stà qui volentieri, ma per
questo Novembre, bisognerà cambiarla con l'Anì essendo meglio
quella, che questa che stii sotto gli occhi della Maestra però Suor Rosa
è contenta anche della Marianna tranne che nella polizzia. Del resto la
Casa pare che vadi bene, tranne il nostro solito diffetto di mancanza
d'ezatezza, e d'ordine nelle nostre cose. Ho ordinato il Liscio in 22
secondo il tuo desiderio che tanto ti preme, ma mi hanno detto che
non hanno la roba di farlo, però che spineranno il Lino, lo fileranno,
eppoi lo copieranno per fare il Reffe, e cosi quando sarà tutto all'Ordine
sarà mia premura di mandarti il Liscio fatto. Va bene cosi? Intanto
64
Di Bianchi suggerisce: "Soncino ottobre 1863".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
478
opera omnia
bisognarebbe che potesti mandarci da fare le nostre Vesti alla Catterina,
ed altro, poiché evero che vi sono qui ancora due Telai che restono
vuoti ma non vi è anche nessuna che si possa mandarvi dentro,
poiché la Lonni sento ora ha le gambe gonfie però la vedo in piedi e
non và bene metterla nel Telajo. Ti manderò il Pettine in 35 per le
Vesti delle Figlie ti raccomando di non sbagliare ad ordirla, cosi pure il
disegno, io direi di metterne 65 Braccia, poiché a caso che nè manchi
si potrà sempre tenerla più bassa che porta nessun sconcerto. Cosi il
disegno io farei 12 fili morelli 8 ruggine, e 4 bianchi però non state
legate poiché io dicco cosi senza che possa vedere, e tù regolati in
causa. Ti prego a mandarmi la risposta del Vescovo di Bergamo per
mia regola. Ho inteso che la terza del presente Mese viene a Soncino
il Vescovo di Cremona, e mi diccono che dovrei fermarmi, ma io non
sò cosa risolverò; sè il nostro Vescovo mi scrivesse di parlare della
nostra facenda a quello di Cremona, allora avrei un motivo di andarlo
a ritrovare, e non mi fermerei a S. Maria per la terza. Basta faremo
come vorrà il Signore.
Scusa la cattiva scrittura ma o scritto di fretta. Addio Addio,
salutemi tutte
Lettere
479
opera omnia
LETTERA
313
Cara Suor Luigia65
E veramente una tentazione la tua inquietudine per Suor
Vincenza ovvero immaginazione riscaldata pensandovi tù sempre
dentro; ha me non mi viene ne meno in mente, e sè mi viene, sono
contenta di quello che è fatto, pensa come potrebbero vivere le
Superiore sè volessero fare come te, specialmente in quelle Comunità
che ne mandano via tante. Riguardo alle Novizie avrei sentito
volentieri l'informazione della vostra Tessadra riguarda a quella di
Monza; perché non aver paura di averne troppo; ce ne vuole del
tempo ad assueffarle, e formarle prima di potervi mettere le mani,
senza contare quelle poi che non riescono. Delle nostre due ecco. Una
mi piace tanto sembrandomi che farebbe assai bene nel nostro
Istituto, essendo sana, disinvolta, brava, ma stenta assueffarsi,
quantunque faccia di tutto onde vi prenda amore; l'altra poi è un vero
Angelo ma si poca, e si delicata che mi fa compasione, e temo della sua
salute; questa pure e brava, ma più quieta, e raccolta della sua
compagna; onde vedi che non si può proprio essere sicure, e dell'una
e dell'altra. La Semente ci è stata cara, poiché né rimasta di quella del
Giapone ancora da nascere assai.
Oggi sono stata alla Campagna con Suor Adelaide, e abbiamo
veduto i Figli a lavorare i quali fanno assai bel vedere, e sono sempre
più contenti a lavorare da sè come anche il Gio: e quello di Leffe del
quale ne siamo contentissimi. Il Luigi è ancora lo stesso, io l'avisai un
giorno di qualche diffetti, ed Egli voleva il giorno dopo partire. Anche
il Cherubino sembra incerto sul rimanere costì, ma il Gio: che dopo
ritornato da Bergamo ha doppio coraggio (Egli disse che gli fece assai
bene il parlare dal Sig Canonico) è deciso piùtosto lasciarli andar via
ambidue che non averli secondo quant'Egli vuole è desidera. Oggi il
Cherubino và, credo, ancora a Bolgare per dar fine a suoi interessi;
rimarà poi colà, o ricondura qui la sua roba non lo sò: faccia quello che
vuole il Signore. Riguardo poi al Luigi66, ti assicuro che sè va via
perdiamo proprio poco. I nostri Bigati sono tutti belli, levati della
65
66
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, maggio 1865".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di giugno 1865".
Di Bianchi annota: "Quadri".
Lettere
480
opera omnia
seconda, eccetuati quelli del Caulaso che sono un poco più indietro. Il
Bigatino è assai assiduo al suo dovere, è si adata a fare di tutto, direi
anche di più di quello dell'anno scorzo. Le 8 Oncie di semente le
vogliamo dare a dei Messanti, intanto è ancora da nascere,
incominciando appena a vedersi qualche spia. Le nostre due Novizie
sembrano più contente. Sto aspettando questo Fratello del
Giacomino. Sarebbe assai bene che ci potesti mandare qui anche
l'Asnino ma bisognarebbe però poterli prima cambiare il Carettino (per
tua norma quello che abbiamo comperato è proprio caro, ciò ti dicco
perché quando non si ha d'avere vantaggio non conviene mandare ad
Albino). Adesso qui ci ocorerebbe perché si ha ancora i quadrelli da
andare a prendere, e poi a momenti vi sarà la Foglia da condure a S.
Maria, molto più sè facciamo le poste a Soncino. Noi qui siamo senza
Lenzuoli, assi e Cavaletti di maniera che venendo qualcheduno non si
ha da rissarli il Letto: eppoi ci abbisogna della Tela di Stopa, o canape
per i Lenzuoli dell'Acqua, e asciugamani. Io a dirti la verità mi fermo
qui ancora volentieri un pochettino, e per i Fratelli, e per i Bigati,
giacche sento che stai bene e non vi è necessità che ritorni. Ti
raccomando poi caldamento a superarti nei pensieri che ti agitano, non
potendo questi che cagionarti danno alla salute. Riguardo alla
Valsechi, stà di buon animo che a me rincresce solamente che non sia
andata via un pezzo prima; stà quieta che abbiamo perduto poco. Ella
pure non dubito si ritroverà più contenta, poiché non era il nostro
Istituto per Lei adatato: e non pensarvi più. Io grazie a Dio stò bene, e
lo stesso è di questa Comunità. Accetta pure il Figlio che ti fù
raccomandato: di lavoro non ne manca a nessuno. Stò attendendo
dunque il Rev: Prevosto di Filago, e mi regolero in causa. Scrivemi
presto, poiché mi stai a cuore, e desidero che ti conservi in salute per
allevare queste poche Novizie, ed è per quello che desiderava sentire
notizie dalla tua Tessadra anche di quella sua compagna; perché vedi
ci vogliono degli anni a formarsi, però è sempre bene andar con
prudenza. Il Signore, e la Madonna SS: ti diano coragio da superare
ogni tentazione, lumi per ben dirigere, e confidenza nella bontà, e
protezione dil Signore che mai non manca a chi la chiede con fede, e
perseveranza. Tanti saluti a Suor Rosa, Suor Marianna, Suor
Maddalena e tutte tutte dandoti tutta la mia autorità onde possa la
Casa andar bene, e con ordine. Addio. Saluti tanti alle nostre Figlie,
che vorei ben scrivere loro ma non posso, avendo scritta anche questa
Lettera, come vedi di fretta fretta.
Aff Tua Compa
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
481
opera omnia
LETTERA
314
Cara Luigia67,
Ti rispondo solo per la licenza del vino, poiché mi sta a cuore.
Non mezzo bicchiere, ma 1, 2, 3, quello che fa di bisogno, e tu
principalmente. Fai malissimo a non arbitrarti, e questo mi rincresce
assai. Io partendo ti trasmisi la mia autorità, in conseguenza, fa come
se fossi io, e le monache con te. Quando il vino sarà finito ne
prenderemo dell'altro. Mercoledi dunque se puoi appena ti aspetto.
Non ti scrivo altro sulla lusinga di parlarti a voce. Noi stiamo tutti
bene, e siamo sempre più contente. S. Giuseppe ci benedice e ci è
sempre Padre. Scrivo poco e di fretta intanto che scaricano il caretto
dovendo subito mandare a Soncino per la risposta del Gildo. Ti
raccomando assai Suor Leonilde ed anche Suor Rosa poiché potremo
d'ambidue servirsene con utile. Salutami tutte le monache, Novizie e
Figlie. Addio, addio.
Tua Aff. Suor
Paola.
D. S. Se avesti più comodo venire prima di Mercoledi o anche
dopo fa come vuoi. Già si tratta di un giorno solo e mi pare non
potresti portare inconvenienti però fai bene domandare a D.
Alessandro68.
A caso non venisti fammelo sapere per poterti almeno scrivere.
67
68
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, a Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Giugno 1862".
Di Bianchi annota: "Tiraboschi".
Lettere
482
opera omnia
LETTERA
315
Cara Suor Luigia69.
Mi rincresce assaissimo nell'intendere che la Foglia gelsi vi
arriva costì si brutta, e sì raccomando tanto, e sempre, e ha tutte di ben
caricarla poiché certamente dipende da questo. Ma credo che non
s'intendono nessuno; i Fratelli mai più, il Bigatino poco, e cosi degli
altri: Questa volta, cioè l'ultima spedita il Bigatino volle provare a
caricarla senz'acqua, sarà poi riuscita? Questo desidero sapere.
L'anno scorzo avevamo il il povero Gio: Galeazzo. A caso che tù
vedessi che la Foglia continua a venire costì patita, e avesse da far
male ai Bigati provedetela voi, che m'immagino sarà pure costì a buon
prezzo, non convenendoci allora né ha fare le condotte, né ha pagare
la pelatura per doverla buttar via. Conviene anche che ti dicca che
quest'anno noi abbiamo alla Campagna una Foglia tristissima, di
maniera che molta, e molta ci bisogna lasciar in pianta per essere
nebiata e macchiata, e questa è forze la causa che arriva brutta. Qui in
Soncino si può dire che non si fà raccolto essendo andati quasi
generalmente tutti a male. Noi, grazie al Cielo ci vanno, per ora, bene,
eccetuato come ti scrisci pure una posta a Campagnola, che però farà
ancora speriamo qualche cosa. Vi è un pò d'invidietta tra le nostre
Figlie, e la Catterina della Campagna perché e questa, e quelle
vorrebbero che i loro Bigati fossero più belli, ed in maggior quantità,
e cosi quando si vedono sono sempre sotto. Questa mattina ho dovuto
mandare sei Figliuole alla Campagna dovendo mutarli, e qui intanto
lavorano tutte le Monache. Questa sera poi, comè naturale
ritorneranno a S.t Maria. Non ho potuto scrivere né alle Novizie, né a
Suor Maddalena, né ad altri, poiché come comprenderai anche tù in
questi giorni si ha assai da lavorare è però vero ch'io non conto nulla,
ma vedendo le altre tutte in movimento giro anch'io per la Casa, e
non sò risolvermi a star ritirata. Sè avessi tempo vorrei rispondere,
per Suor Rosa, alla Rev: Suor Marianna che calcola solamente quello
che viene a Santa Maria, e non quello che viene a Comonte che sè
l'avessi da numerare non terminerei più, e Riso, e Legna, e Melicone,
e Fieno ecc, ecc, e sè essa ha i suoi debiti, noi nè abbiamo più di Lei,
69
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1864 o 1865 (Fratelli, Bigatti)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine maggio 1864".
Lettere
483
opera omnia
che non metto qui per non far stremire te, e Suor Rosa dice non farà
pace sè non le manderà il suo mezzo marengo, intanto però la saluta.
Riguardo poi alla Novizia che Suor Marianna si lusinga, non vi è
nessuna probabilità, anzi non mi dà più nemeno una speranza.
Lasciamo fare a Dio, che non mancherà, e sè non saranno ricche
avranno lo spirito. Sè viene a S. Maria, come hai desiderio, dopo che i
Bigati sono andati al Bosco, non prender teco che una sola Figlia per
compagna, volendo io darti al tuo ritorno per qualche d'una delle
nostre Figlie piccine che qui ci sono veramente un fastidio. Suor Rosa
tanto ti saluta, e mè pure, caramente. Salutemi pure le Monache, e che
offrono a Dio le loro fatiche considerando quanto sono esse più
meritorie sostenute pel Signore, che sè fossero puramente pel mondo,
e pel nostro proprio privato interesse. Le Figlie pure abbiano
intenzione di faticare pel loro Padre, e per accrescere il numero delle
Sue Fugliole.
Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci coprono della lor protezione, e ci
benedicono
Tua Affa Com
Suor Paola E. Cerioli
E' troppo strepazzo, mi pare, per i Cavalli, ha farci fare tutti
giorni questa strada, e mi sembrarebbe che sarebbe meglio per tutti che
mandasti a comperarne a Martinengo, o Romano, dove mi fanno
credere che la pagaresti poche palanche al Peso ma ci vorebbe un Uomo
svelto. Qui pregano di pelarla. A caso, però, mandate qui a prenderla
almeno un giorno si, ed uno nò perché ho paura pei poveri Cavalli
che soffrono.
Lettere
484
opera omnia
LETTERA
316
Cariss: Suor Luigia, e Adelaide70
Ho ricevuta la cariss. vosta, e mi consolo assai della buona
riuscita dei vostri Bigati, sperando cosi un buon raccolto di Galette; in
quanto ai nostri non ho troppo buone notizie da darti. Ieri Suor Rosa,
e Suor Anna andarono alla Campagna, e ritornarono a S:ta Maria
molto avvilite come lasciarono le Monache di là, per trovarne vari di
morti, e propria di quelli già grossi; questa mattina poi non sò nulla, e
sè saprò qualche cosa prima di chiudere questa mia lo aggiungerò.
Qualora venga il Rev:° Sig Vicario a prendermi, e che voi giudichiate
che l'assenza d'ambidue non porti nella Casa alcun sconcerto venite
pure che vi vedrò assai volentieri. A caso poi che il Rev:° Sig. Vicario
non venga, mi sembrarebbe meglio allora che veniste Lunedì, invece di
Venerdì, prima per lasciar riposare il Cavallo, che sarebbe pazzia per
qualche giorno arrischiarlo si stanco in un viaggio si lungo eppoi
terminereste il disimpegno dei Bigati, di maniera che quel giorno, o
due che vi fermate a S:ta Maria sareste più quiete, e tranquille avendo
accomodate tutte le vostre faccende; sempre che però non vi fossero
impegni o bisogno che venissi prima ch'io non posso sapere.
Ho ricevuto le sei Bottiglie la prima volta, e 2 la seconda,
avendone rotte altre due per viaggio. Fatte bene ad adoperare il Vino
del Novelli in questi momenti di lavoro; non saprei in che momento
più opportuno goderlo che in questo. Alla Campagna in ajuto delle
Monache ho mandato l'Anì. Esse avevano messo una Scalera, o due
che sia, sul Solajo ma l'hanno dovuta poi trasportare, e metterla in
una delle Camerine a motivo dei molti sorci, i quali glieli mangiavano
non ostante che vi stessero qualche d'una a dormirvi. Ho ricevuta la
Cera, e la Lampeda e vi ringrazio. Quando venite portateci gli Abiti
bianchi delle quattro Fanciulle che portano la torcia quando si dà
l'esposizione, poiché avrei l'idea di fare lo stesso anche qui. Ho
ancora da ricevere il Decretto d'approvazione dell'apertura della Casa
di maniera che quasi vorrei scrivere al Segretario, perché Monsi:
Vescovo mi aveva detto che lo aveva mandato al Rev: Sig Arciprete, e
questo mi disse sino d'allora che sarebbe stato differito ancor qualche
70
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, maggio 1863?".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
485
opera omnia
giorno perché aspettavano in curia l'aprovazione del Vescovo di
Bergamo del l'Istituto: ma ora si porta troppo alle lunghe. Noi stamo
tutte discretamente bene, poiché anche la Santina mi sembra che vadi
sempre guadagnando in salute. Non ho nessuna novità da darvi
poiché eccetuato le Feste, e le ore della scuola negli altri giorni, noi
viviamo in perfetta quiete. Ieri è stata qui la Giuseppina, e mi promisce
di darmi la Tela per fare un Camice. Ieri ho parlato con la Maddalena
Grazioli, e mediante qualche sacrificio spero che si piegheranno a fare
l'affittanza d'anno in anno. Suor Rosa, e tutte vi salutano caramente.
Tenetevi da conto, e non strapazzatevi più del bisogno. Suor
Costanza che è qui presente vi saluta in particolare. Addio, abbiamo
poco a rivederci, però con lo spirito e col cuore spero di esservi
sempre unite. Tanti saluti a Suor Maria, Suor Marianna, e tutte le
Novizie. Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci tengono sempre in loro
compagnia.
Vostra Affa Comp
Suor Paola Eli: Cerioli
Sento adesso notizia dei Bigati della Campagna, sono belli, e
credo che sia stata più paura delle Monache che altro; speriamo bene.
Anche quelli della semente del Fattore non cè male, credo.
Cara Suor Luigia
Agiungo qui due righe alla Lettera che ti aveva preparata sina da
jeri per mandarti dal Giò: e che non arrivarono a tempo a
consegniargliela.
Ho assai piacere che il Rev: Sig. Vicario venga Martedi, cosi le
farò fare assai volentieri la Chiusa del mese di Maggio, eppoi sono a
tempo, a veder la fine dei nostri Bigati, e voi pure terminate
d'accomodare i vostri, cosi sè vedrete che la partenza d'ambidue, non
porta nella Casa sconcerto, come che sia, potrete venire, poiché vedo
che per tè è pure necessario per la salute. Ho anche piacere che il
Vicario si fermi la notte poiché si fà le cose più tranquillamente. State
sane, e salutatemi le Figlie. Addio.
Suor Paola E.
Cerioli
Lettere
486
opera omnia
LETTERA
317
Cariss: Suor Luigia, e Suor Addelaide!71
Rispondo ad ambidue non avendo che questa poca sera perché il
Novelli domani mattina vuol partire e poi per altra mano, perché sai
quanto mi pregiuca l'occuparmi in quest'ora. Mi ha fatto sorpresa la
venuta del Novelli, ma mi è stato carissimo. Hai fatto bene a farci
condurre la vaca, cosi vendiremo l'altra e faremo danari, onde pagar
debiti e cosi se Dio vuolle con quelli del Sig. Ludrini mettersi in
giornata per non indebitarsi più....
Avvrei scritto volentieri a Suor Addelai per informarla delle
fatture eseguite, alle Novizie che molto mi stanno a cuore molto più
avendomi scritto tutte, a Suor Costanza poveretta alla quale penso
spesso; ma cosa volete è quasi tutta la settimana che provo indegetione
e sto più che posso disoccupata, daltronde viè sempre qualche cosa da
fare, da dire e da scrivere, però dopo la partenza di Suor Luigia non
vi è stato niente che meriti di raccontarvi eccetuato che le nostre
ragazze di scuola crescono tutti i giorni ed ora ne abbiamo già in notta
quaranta due. Suor Anna fa molto bene colle sue piccole ed ha una
pazienza amirabile. Questa sera abbiamo incominciato il mese di
Maggio; ma non esende stato annunciato vi era credo la solita gente
che viene al Rosario in appresso ti saprò dir qualche cosa. Le figlie
sono dietro a legar le canne sulle tavole dei bigati che ho fatto venire
dalla Campagna cosi per qualche tempo hanno da occuparsi. Quando
avete occasione per Leffe fatte provvedere del cottone in portate, ma
in portate lunghe cosi potremo dar da lavorare alle nostre piccole e
avere del cottone da tessere a più buon presso. Mi è atato carissimo il
pisso che ci regalò il Sig. Canonico, ora ci vuole in altro benefattore
che ci regali la tela da far la tovaglia. Ho assai caro che il medesimo
venga martedì e starò attendendolo con tutto il desiderio. I nostri
bigati per ora pare che vadino bene, che il Signore li conservi e ci
faccia fare un buon raccolto. Eccetuata la mia solita indigestione io sto
bene e le Monache pure stanno bene, così pure le figlie eccetuato
ancora un po di mal essere nella Bettelli e il solito stato della Santina e
della Sei pero siamo tutte in piede. Vi mando del Bottiro e ve ne
71
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 1 maggio 1863 (novizia Suor Costanza).
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
487
opera omnia
manderò di più per mano del Sig. Canonico, il bindello. Mandatemi
per il Canonico una bottiglina D'Assinzio e le mie maniche fine o di
lana o di cottone. Le Monache vi salutano tanto.
Salutatemi pure le Novizie in particolare Suor Costanza alle
quali procurerò di scriverle presto. State allegre fatte andar bene la
Casa ajutandovi vicendevolmente con libertà e semplicità come due
vecche Sorelle da parte ogni scrupolo ed ogni timore e caminarete più
bene, e più sicure. Addio, Addio
Vostra Aff. Madre
Suor Paola Elisa: Cerio
Lettere
488
opera omnia
LETTERA
318
Mie carissime Suor Luigia, e Suor Adelaide72
Abbiamo ricevuto i Bigati, che dicono sieno bellissimi, ma io
non gli ho veduti avendoli mandati direttamente alla Campagna. Ho
creduto bene fare cosi e invece mi sono fatta mandare a S. Maria le
due Oncie ultime che ci avete mandate l'altra volta per non lasciar ivi
tanta diversa qualità di Semente: ma questi sono ben pochi per due
Oncie. Per qualche tempo non potrò mandarvi a Comonte il Caretto
avendolo di adoperare ancora in Campagna per le Seminagioni, e la
stagione và avanti, appena però sarà in libertà lo manderò perché mi
preme il Vino per le Monache non avendone più già da tempo, cosi
potrete caricare anche i Telai Scranne, panche, e quant'altro vi piacerà
mandarci. Vi raccomando assai di tener da conto il Vino di Spinone,
ed il buono dei Novelli, e di non mandarne qui sè vi pare che un
numero di Bottiglie per volta. Di quello piccolo poi sè nè aveste
ancora cinque, o sei Brente mandatene addirittura a S. Maria un due
Brente, sè almeno avete il Vascello, però voi altre fatte, e spedite
quello che credete meglio. Vi raccomando che Suor Luigia, e Suor
Costanza bevono del Vino buono, cosi sè vè nè fosse qualche d'un altra
che nè avesse necessità e di adoperarne pure in qualche giorno di
ricreazione, o di Festa per le altre Monache senza paura, e questo vè
lo raccomando. Credo che non darete al Gildo né il Vino di Spinone,
né quello buono dei Novelli, ma bensi di quello piccolo, sè non fosse
una qualche Bottiglia in caso di malattia.
Mi rincresce che abbia fatta cattiva impressione al Sig. Canonico
le nostre Figlie, e sè sono tutte, o di buone, o di discreta salute, e
credete che nè ho tutta la premura.
Riguardo poi alla Giovane che il medesimo ci raccomanda, io
sarei d'avviso d'accettarla avendo con Esso si grandi obbligazioni,
sempre che si uniformi al vito, e costumanze delle nostre Figlie, in
caso diverso si potrà sempre rimandarla intanto si prova, e forze ci
potrebbe essere anche utile, avendo noi si poche Figlie sulle quali
possiamo compromettersi però prima scrivetemi come pensate voi
due. Riguardo poi a quell'altra Figlia che ci raccomanda il Rev:
72
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, 14 agosto 1863 (Decreto apertura di S. Maria)".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
489
opera omnia
Parroco di Camerata bisognarebbe risponderli che prima di darle una
risposta è necessario che ci informi sè questa Figlia è povera, sè è sana,
robusta nata contadina, o tale d'essere impiegata, sè ha abilità, e
sviluppo necessario per apprendere, è sè è di buona, e lodevole
condotta, ecc, ecc, però sè credete invece di scrivere ad Esso,
dimandare alla Luiselli la quale io credo la potrà benissimo conoscere
sarà meglio, e scrivermi poi qualche cosa, e cosa pensate e credete voi
due di fare. Abbiamo avuto Giovedì scorzo Monsignor Vescovo, vi
potete immaginare quanto lo vidi volentieri, Le parlai del Confessore,
e mi accordò il Prevosto di S. Pietro, Le dissi quant'altro mi dava
fastidio, e restai di tutto soddisfatissima, il Decretto pure d'apertura
della Casa disse che l'aveva mandato, e spero di riceverlo a giorni.
Ora non ho che la consegna che deve farmi la Fabbriceria, e di
accomodarmi coll'affituale Grazioli circa le Casa... Sento ora che il
Giovanni ha di già caricato il Caretto, e dimani parte a buonissima ora
per costì, ciò mi arriva nuovo, termino dunque di fretta perché devo
mandare la Lettera alla Campagna. Dei Bigati vi darà conto il Giò: Vi
mando due Corporali che mi hanno consegnato di far fare, e più
presto che potrete. Guardate per Domenica di potermi mandare Suor
Costanza, Essa mi sarebbe carissima per le ricreazioni Festive, le queli
sono tanto numerose che due sole Monache non bastano, perché io
non conto Suor Rosa che stà alla Porta, e mè; e non vi è che Suor Anna
la quale fà benissimo, e Suor Leonilde. Suor Maddalena la lascio di
sopra con le nostre Figlie. Sono venuta adesso della Campagna, e
trovai i Bigati belli, specialmente gli ultimi mandateci. Suor Rosa
scriveva volentieri a Suor Luigia, ma questo benedetto Giovanni ci
arrivò tanto nuovo col voler partire che non ebbe tempo. Essa mi
lascia di ringraziarvi ambidue. Salutatemi tutte tutte, e consideratemi.
Vostra Aff Com:
Suor Paola E: Cerioli
Le nostre Scuole sono quasi sempre numerose per la stagione
presente.
P. S. Torno ad aprire la Lettera per dirvi che jeri sera mentre con
Suor Rosa era in parlatorio occupata con tutta fretta a terminare la
Lettera per dare al Giovanni che aspettava a momenti, questi venne
dalla Porta della Cascina, e la portinaja non sapendo niente lo lasciò
partire senz'altro. Ciò vi dicco onde non restiate mal contente per non
aver ricevuto nostre Lettera. Mi rincresce poi anche poiché non sò sè
mi mandarete quanto qui sopra vi chiedeva, ma vuol dire che lo
Lettere
490
opera omnia
manderete in altra occasione. Quando mandate Suor Costanza, fatte
che il Cavallo si abbia da fermare la notte onde tenerlo da conto,
costandoci cosi caro. Sapiatemi poi dire sè siete del mio sentimento
riguardo a quella raccomandazione del Sig. Canonico, poiché voi
siete meglio in cognizione di mè. Questa mattina ho dovuto ordinare
8 Tavole pei Bigatti nuove non essendo fattibile trovarne di usate,
eccetuato altre otto che forze si potrà averle ma carissime; ho ordinato
le prime al prezzo di Lire 4.15 l'una, e le seconde credo 2 Lire Aus:e
insomma sono una caressa, però ci conviene di più che a farle in casa
costandoci le pure Canne di quelle 12 Tavole che abbiamo fatto fare
in Casa Lire 14.10.
Mandateci una Cuffia per tutti giorni a Suor Giuseppa.
Alla Molto Rev.a Madre
La Rev. suor Luigia Corti
Comonte
Lettere
491
opera omnia
Lettere
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Lettere a Adelaide Carsana
LETTERA
319
Cara Suor Adelajde73
Comonte 27 Luglio 1862
Ti ringrazio dei frutti, e del verze, quantunque sia già passata di
Stagione, non ostante troveremo ancora qualche cantuccio di
metterlo: ho ricevuto pure la roba filata e i Libri, e ti rimando l'altro
Volume delle Meditazioni per vostro uso giornaliero. Leggo nella tua
Lettera la premura chè hai per fare andare bene la Casa, il tuo zelo per
le Monache e l'osservanza, la tua sorveglianza per le Figlie ecc, ecc, ed
io lo credo, e nè sono persuasa, come anche chè tutte, e tutto
corrispondono a tuoi buoni desideri, non di meno ti farò ancor
sempre delle raccomandazioni, e ti darò comunque sieno, dei consigli,
e suggerimenti, poiché sei giovane, e per quanto ti pare non puoi
avere molta esperienza, molto più nel nuovo posto che occupi
presentamente, e le mie raccomandazione ti possono giovare, sè non
altro a tenerti umile, e soggetta, fondamento del nostro spirito, e alle
volte anche per continuare a far bene, e progredire avanti. In quanto
alla Lettera di Suor Rosa non nè parliamo più, Essa ha operato per
semplicità, e tù per mancanza di rifflessione, e foranchè per rispetti
umani, ciò però ti servirà a diffidare maggiormente di tè stessa. Sè S.
Rosa vorrà scrivermi qualche volta, alla sua maniera lo faccia pure chè
mi sarà carissimo, ma non stia ad invogliarsi di voler imparare a
73
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
Lettere
493
opera omnia
scrivere, è innutile affatto, d'altronde per tua norma è contro la Regola
il permetterlo senza la licenza della Madre Superiora: Salutamela
tanto tanto, e dilli chè tutto succede per nostro bene, stia allegra e
faccia bene, come nè sono sicura. Nella tua Lettera poi non mi dicci
nulla né della tua salute, né di quella delle Monache e Figlie, e come
la passate con questi calori, poiché ciò mi stà a cuore, come anche sè
continuate ad essere contente di D. Acquilino, sè sapete qualche cosa
riguardo al passaggio della Chiesa, sè vengono persone a ritrovarvi, e
chi, di chè parlano, ecc, ecc, ecc in somma di tutto quello chè può
succedervi di nuovo, e diverso del solito nella Casa. Guarda chè non
abbia da trattenerti dal fare questo qualche motivo basso, e forz'anche
il timore di sentirti poi a rimproverare di ciò chè dicci, fai, o scrivi:
guai, sarebbe una cosa indegna in una Religiosa, ché come Figlia deve
sempre avere il cuore aperto alla propria Madre, e desiderare chè sapia
tutto per sapere, e conoscere poi dove manca, imparando da propri
errori a ben regolarsi, e reggersi meglio in avenire. Coraggio, dunque
mia cara Suor Adelajde sè hai forze qualche difficoltà vinceti, chè ti
ritroverai sempre contenta, poiché il Signore benedirà i tuoi sforzi, e ti
darà quella pace e contentezza chè solo provano i cuori grandi, e
generosi. Non aspettarci costi prima di Giovedì perché sai chè noi non
possiamo mai assicurarci, molto più dovendo cercare anche il
Cavallo, però quando veremo ci accoglierete non è vero? L'affare di
Leffe non è per noi, e quello di Grumello per ora andò in fumo, S.
Giuseppe ci vuol bene, è sà meglio di noi quando saremo in stato
d'aprire altre Case, è ciò ci consoli, e ci faccia essere contente.
Riguardo al Formento di al Fattore chè lo vendi eccetuato quello di
Semente e Sei altre Somme per nostro uso chè farai mettere sul Solajo.
Non mi hai detto quanto hai speso a fare chiudere le Finestre, e
bramo saperlo. Le Monache ti salutano come anche Suor Rosa, e Suor
Marianna. Di ha Suor Rosa chè la Menichina tanto tanto la saluta, e la
desidera quanto sà, e può. Salutemi tutte le Figlie. State tutte tre sane,
contente, e allegre, e credetemi chè quantunque lontane, penso spesso
a voi, perche amo tutte caramente, e spero d'esserne contracambiata.
Fatte bene a stare abbasso a lavorare; e tenetevi più chè potete da conto,
come anche le Figlie. Salutandovi con affetto mi dicco.
Vostra Affa Compa: e Madre
Suor Paola Elisa: Cerioli
Lettere
494
opera omnia
LETTERA
320
Caris. Suor Adelaide74
Comonte 22 Agosto 1862.
Sè mi fosse stato possibile invece di questa mi Lettera venire io
stessa a ritrovarvi, lo avrei fatto assai volentieri, e ciò per sentire della
Festa chè Domenica fanno costì, e della probabilità chè possiate essere
onorate della vizita di Monsignore, al quale avrei parlato assai
volentieri, ma ci vuole pazienza, e fare volentieri, la volontà del
Signore. Scrivetemi quanto tempo dimorerà ancora Monsignor
Vescovo a Genivolta poiché sè potessi sarei persuasa d'anticipare la
mia venuta alla Campagna per esempio dopo la Madonna di
Settembre, e ritornare a Comonte poi per il tempo degli Esercizi con
Suor Rosa. Sè viene Monsignore fattegli i miei doveri, e bacciategli la
mano per mè, e chè sè avessi potuto sapere ch'Egli fosse a Genivolta
mi sarei fermata alla Campagna, ma però spero presto d'avere il
piacere di venire ancora ad ossequiarlo in persona. dittegli
dell'acquisto di S: Maria, e quanto sì appoggiamo sulla di Lui
benevolenza, e protezione sù tutto quello chè ci vuole ancora, ed è
indispensabile per aprire la Casa specialmente sulla Capellania, uso
della Chiesa ecc, chè però s'intenderemo a voce, alla mia venuta.
Spero che il Sigr D.n Acquilino vi permetterà domenina di sentir la
Messa in d'un qualche cantuccio, o in Sacrestia; o nel stanzino delle
Campane, fattelo pregare dal Fattore a mio nome, e dittele chè basta
anche solamente un postitino per voi altre tre Monache, che le
Raggazze anderanno in Chiesa, già occorendo vi potete fidare, e le
potete anche vedere dalle fissure delle tende. Desiderarei poi chè il
Fattore facesse come ha fatto suo Padre il giorno di S. Gottardo. Vi
ricordate chè quiete, e silenzio regnò in quel giorno in Cassina? Egli
non permisce a venderuoli (cioè quelli chè hanno banchetti) chè
alloggiassero in Cassina, e tenne chiuso a catenaccio il portone, e
socchiuse il portello, ed Egli non abbandonò mai la Casa cosi
dovrebbe fare anch'Elli. Eccetuata la Messa Domenica, non andate ad
altre funzioni ma state in casa quiete, e raccolte tenendo oltre la porta
74
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna
Lettere
495
opera omnia
anche il portone socchiuso. Non lasciate venire a giocare le Fanciulle
Domenica, e sè viene qualche persona a ritrovarvi non state ad
eccitarle a fermarsi, ma fatte in maniera che si sbrigano presto, però
con della maniera, e civiltà, dicendo chè per voi altre è un giorno chè
dovete stare ritirate essendo Religiose. Riguardo poi a quei due
Sacerdote dei quali mi parlò Suor Nazarene, sè vi vengono fuori ancora
con qualche dimanda, rispondete ad Essi chè sè vogliono sapere
informazioni più minute del nostro Istituto aspettano quando verrà
alla Campagna la Superiora poiché Essa le darà meglio soddisfazione;
e state vi raccomando con i Sacerdoti, e generalmente con tutti gli
Uomini assai riserbate, e di poche parole. Raccomanda tanto a Suor
Rosa di non essere troppo espansiva, ma avete da stare (eccetuo le
donne) anzi piùtosto serie, e generalmente modeste, e composte.
Ricordatevi, vedete, che alle Monache, rimarcano tutto, e pretendono
l'impossibile, e quello chè in altre e civiltà, e polizia in una Religiosa lo
rimarcarebbero forze, per libertà, e leggerezza. Quindi vi raccomando
tanto tanto di stare sopra voi stesse, perché il credito della vostra casa
stà sopra di voi tre, molto più dovendo noi riedificare. Sè Sabbato sera
vi fosse della gente in Chiesa, o sulla piazza non andate al Rosario:
fatte in somma quello che alla vostra prudenza crederà meglio per
l'onor di Dio, e dell'Istituto, e Lunedi sè vi fosse ancora fiera costi, e D.
Acquilino non vi permettesse più d'andare in Casa Sua, io perderei la
Messa, essendo giorno feriale. In somma fatte bene, ed operate con
circospezione, e prudenza, per tua norma quando ti dimandano qual
è il fine del nostro Istituto rispondi semplicemente "Di adoperarsi con
tutte mezzi e sostanze a favore della Classe Contadina specialmente
povera, aprendo azili nelle nostre Case a povare Fanciulle
mantenendole ed allevandole all'Arte Agraria; tenendo innoltre
Scuole di Carità, e dando anche qualche muta di Esercizi. Sè vi
dimandano delle vostre Regole rispondete: Chè in queste vi è niente
di straordinario, ma il tutto facile, e piano di maniera che possono
essere eseguite da qualunque condizione di persone. Sè vogliono
sapere di più, chè aspettano la Superiora. Ricordatevi di non credere
quando vi fanno molte dimande dell'Istituto chè questo sia perché
vogliono mettervi delle Novizie, nò, nò non lasciatevi lusingare e non
vogliate per queste fantasie espandervi, o dir troppo oltre la
circospezione che come Religiose abbiamo d'avere nel parlare;
ricordatevi di quanto ci disse il Sig Canonico di esser brevi nel
parlare, e tirar corto, cioè troncar presto le conversazioni
specialmente con Uomini. Crederei bene di dimandare a Monsignor
Vescovo l'Istrumento del diritto sul passaggio nella Chiesa, cosi Lui
Lettere
496
opera omnia
naturalmente vi dirà qualche cosa. Sai ché ho detto al Fattore chè
desiderava che quelli chè vengono a mettere Banchetti sul nostro
piassale fuori della Cassina gli dimandassero licenza, però essendo
questa la prima volta lo faccia con prudenza, e glielo conceda come al
solito, molto più perché io non mi ricordo come faccevano in questi
casi col povero mio Padre, e quando verrò dimanderò a Costanzo,
cosi allora si regolaremo con più sicuressa, intanto crederei, di lasciar
correre così. Non ti ho dato ancora nessuna nuova di Comonte. Oggi
è stato qui lo Zio di Suor Nazarena, e ci portò il saldo della dozzina
del Noviziato della Nipote, quindi mando a tè pure un Napoleoncino.
Dopo le tre Somme di Melicone, non state a venderne più poiché è
troppo a buon prezzo. Spero chè con queste tre Somme, e il marengo
che ti mando, avrai abbastanza da pagare Costanzo, e ti possa pure
avanzare qualche cosa, scrivemelo. L'oralogio è ha Bergamo, e non
hanno potuto terminarlo subito, però stà quieta, chè lo manderò l'altra
volta chè verà il Giovanni. Le Sibre non ci sono da mandarti, però
mandi quelle rate, che appena accomodate te le rispediremo. Non sò
d'aver altro à dirti, chè salutarti con tutto l'affetto, assieme a Suor
Rosa, e Suor Maria. Tutte le Monache ti salutano caramente assieme
Suor Rosa, e Suor Maria. Ho! stiamo unite, e amiamo il Signore, che ci
ha fatto tanto bene e non siamole ingrate, e pregate per mè acciò possa
far bene, e sempre la volontà di Dio. Gesù, Maria, e S: Giuseppe ci
ajutano, ci sorregano, e ci benedicono.
Tua Aff Compa:a
Suor Paola Elisa: Cerioli
Lettere
497
opera omnia
LETTERA
321
Mie Cariss: Sorelle75
Comonte lì 14 dicembre 1862
Scrivo questa volta a tutte tre76 raccomandandovi la Novena del
S.to Natale. Non che dubiti della vostra divozione, e premura per
tutto quello che riguarda le pratiche di pietà, e di Religione, ma lo
faccio perché mi sembra che nelle ricorenze delle Feste più solenni
dell'anno le Superiore sieno in dovere d'animare sempre più il fervore
delle sue Figlie con qualche raccomandazione, onde prepararsi a
celebrarle con maggior premura, zelo, e divozione. Queste Feste chè ci
ricorda il grande mistero d'amore dovrebbe risvegliarci nel cuore di noi
tutte desideri sempre più vivi di amarlo, di piacerli, di lodarlo, e di
servirlo. Risvegliamo la nostra Fede, e andiamo al Presepio. Quante
Lezioni, Sorelle Cariss: non ci dà qui quel Celeste Bambino. Tutte
secondo i nostri bisogni qui' possiamo andare ad attingervi ed a
cercarvi le virtù chè ci mancano, e delle quali abbiamo bisogno per
poter poi essere vere Suore Della Sacra Famiglia. Che belli esempi qui
trovarete d'ubbidienza, d'annegazione, di distacco, di vita nascosta ed
interiore! Immaginatevi che dicca ad ognuna, cerca, e troverai, chiedi,
e ti sarà dato. Unite le vostre divozioni, le vostre pratiche, le vostre
orazioni alle nostre. Raccomandiamoli questo nascente Istituto
preghiamolo che lo benedicca, e faccia piovere sù d'esso, sù noi, sulle
nostre Figlie le sue più elette benedizioni. In questo tempo state più
chè potete raccolte, e unite a Dio, e raccomandatelo pure alle vostre
Figlie. Vorrei dirvi ancora ma vi ho detto quanto basta per la
insufficienza, mia; il Signore, la nostra cara Madre Maria SS: e S.
Giuseppe, v'è nè diranno meglio di mè, sè voi prestarere orechi alle loro
ispirazioni.
Il Signore ci fece un gran regalo dandoci per compagna la Sig
Adelaide Dedei (quella Sig di Leffe) questa è tutta secondo il nostro
spirito. Quanto mi edifica la sua gran pace, la sua umiltà ed il suo
distacco, altretanto mi confondono, e mi umiliano. Questo è un bel
75
Di Bianchi annota che le destinatarie sono: Suor Adelaide e Suor Rosa.
76
Raccolta Suore annota: "Suor Adelaide Carsana, suor Rosa Masoni, suor Maria
Passera".
Lettere
498
opera omnia
esempio e per le Novizie e per le Monache, e per mè. Essa vi stà
sempre più volentieri, ed è contentissima della sua presa rissoluzione.
La sua Domestica poi stenta ancora ad assueffarsi. La Luiselli è pure
contenta, e noi pure molto di Lei. Non ho altre novità chè sappia da
scrivervi. Io sto bene, mangio con appetito, ma ho sempre giorno più,
giorno meno qualche poco di tosse. Il mio piede poi è ancor sano. Le
Monache stanno bene, ed anche le Figlie eccetuate sempre le solite
ammalatte, e mezze ammalatte. Ho ricevuto il Fegato, e vi rimando il
Cestino col caccio, il Libro del Natale, il Pane, Le figure del Presepio le
manderò l'a volta ventura cosi avremo terminato il nostro, e potrò
mandarvene di più. I salami mandatene pure, cosi noi aspetteremo a
fare i nostri e goderemo invece questi. Termino col salutarvi tanto
tutte tre e di cuore, ed augurandovi, amore al ritiramento, alla solitudi,
e ad una vita quieta, e tranquilla senza imbarazarvi in facende innuti
che vi dissipano, e vi distragono. Addio, Addio
Mi è assai rincresciuto a sentire del raffreddore di Suor
Adelaide, bisogna chè si tenga da conto e la raccomando molto a Suor
Rosa, scrivetemi pel Giò: sè si è affatto ristabilita la prima volta chè
verrà a Comonte
Vostra Aff Com: e Madre
Suor Paola Eli: Cerioli.
P.S. Non mettete più sulle mansioni delle Lettere Madre
Generale questo è un titolo chè non mi hanno dato nessuno, solamente
voi altre.
Alla Molto Rev. Madre
Suor Adelaide Carsana
Villacampagna
Lettere
499
opera omnia
LETTERA
322
Cara Suor Adelaide77
2 Gennajo 1863
Quest'oggi ho ricevuto la tua carissima e mi pongo subito a
riscontrarla. Prima un altra volta le Lettere bisogna francarle, perche
adesso si paga il doppio quando non sono francate, quindi ti occludo
qui per ora 4 bolli, nè manderò poi ancora. Riguardo poi ai 18
Napoleoncini che portò l'Affituale, io avrei molto caro chè gli
mandaste al Sig Viola, a conto nostro Affitto sempre però che ci paghi
l'interesse del 5 per Cento, ben inteso con ricevuta diversamente non
pagando l'interesse, e senza ricevuta nè Nel qual caso potrai
depositarli in mano a Costanzo78. Riguardo al Capo Muratore
Ginevra la prima volta che verrà il Giovanni ti manderò il conto, ed i
dannari onde soddisfarlo, per mezzo del Fattore, poiché Egli, è te
saprete meglio cosa ha fatto, ed incontrare pure le giornate che io non
sò. Riguardo poi al prezzo delle giornate che mette ai Manuali sono
restata sorpresa. Tù vedevi che quasi sempre questi erano Raggazzetti
piccoli di maniera che non si dimandavamo sè ci avrebbe fatto pagare
la giornata ebbene la mette ha ragione di 60 Centesimi cadauna,
qualche cosa capisco, ma questo è troppo. Cosa ti pare? Non mando
ora il conto per non pagare l'importo, ma come dissi lo manderò pel
Giovanni assieme i dannari. Il Fattore poi si regolerà col soddisfarlo.
Quasi per il Giovanni manderei della Calcina onde poter poi mettere
all'ordine le Stanze del Cappellano, perché a dirti la verità potrebbe
darsi il caso che Monsignor Vescovo mi dicce che lo ha trovato, e
com'è ragionevole volesse venire a vedere il suo alloggio, e allora
sarebbe bello trovarlo cosi alla malora, pero spero presto di veder
Monsi: Vescovo, e allora sentirò, e ti rifferirò. Abbiamo ritirato ancora
dal Sig Piccinelli N. 30 pezzi da 20 F per pagar debiti vecchi, e
mettersi in giornata, cosa vuoi spero con questi da arrivarci, e dopo
bisogna guardare da mantenervisi. Con questi pagheremo Fornoni,
77
78
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte.
Quest'ultima frase è scritta a lato della lettera.
Lettere
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Ginevra, il Ceraio poiché vi è pure la Cera degli Uffici ecc, ecc. dopo
nè abbiamo altri, ma ha pagare questi tre non e ci vorranno forze tutti.
Speriamo che il nuovo anno ci sia più favorevole riguardo alle
entrate, ed uscite, però chè il Signore ci dia la sua santa grazia, che
saremo ricche abbastanza. Hai fatto benissimo a non permettere di
vedere il Presepio, eccetuate le Raggazze di scuola. Quantunque questo
possa esser bene per risvegliare la Fede, non di meno vi sono molti
inconvenienti essendo in Convento, per questo noi pure siamo state
costrette il primo giorno dopo le SS. Feste di Natale da far disfare il
nostro per la molta gente che vi concoreva, nel timore che potesse
succedere, disordini, o dispiaceri. Chè il Signore faccia piovere sulla
nostra piccola Casa le sue più elette benedizioni per l'anno
incominciato, e tutte tre possiate corispondere alle sue amorose, e
paterne cure Che Maria SS: e S. Giuseppe pure vi ajutano, e vi
infondano sempre più lo spirito dell'Istituto. Addio tutte,
conservatevi, e credetemi
Tua Aff Madre
Suor Paola Elis: Cerioli
Lettere
501
opera omnia
LETTERA
323
Cara Adelaide79
Comonte 4 Febbrajo 1863
Venerdi, mi venne oggi rifferito dal Sigr D. Pietro Carrara, che
verrà a Soncino per vedere l'alloggio e parlare col Sigr Arciprete il
nostro Cappellano di S:t Maria; quindi vi averto acciò Le prepariate il
pranzo, perché io penso verrà pure alla Campagna, però alla sfugitta,
perché credo chè venga, e vada lo stesso giorno, sè però vorrà fermarsi
in S. Maria vi è il Letto80. Dite dunque al Fattore che Venerdi alle nove
ore di mattina si ritrovi a S.t Maria, e stia là ad attenderlo per poterle
poi far vedere il suo allogio, e servirlo dove lo richiedesse. Non si ha
ancora precisamente stabilito l'accordo col medesimo sembrandoli
poco l'onorario, ed abbiamo dovuto agiungervi i lumi, ora e rimessa a
Monsignor Vescovo, il quale è assai persuaso di questo soggetto, e da
quanto pare piacendoli il Paese, e l'allogio spero che si contenterà. Esso
verrebbe subito dopo Pasqua. Io poi sè il Signore mi fà la grazia verrò
subito dopo S. Giuseppe perché prima si danno gli Esercizi per le
Estere. Ti mando ancora la roba da farmi due paja Calze, sè nè
vengono tre paja più volentieri, aldisopra vi metterai il bianco.
Riguardo poi all'Orto da concedere ai dipendenti, io crederei di fare
cosi; Il Bifolco, ed i due braccianti gli metterei assieme e al Fattore gli
darei parte dell'Orto che vogliamo tener noi, cosi custodendo egli il
suo custodirebbe anche il nostro. Ti pare che vadi bene? a caso però vi
fossero ancora delle difficoltà mè gli saprai dire per il Giò: Mi
dimentico sempre da dirti che mi vengono sempre consegnate le robe
che mandi a Comonte, e vedo tutto, ma poi mi dimentico di dirtelo.
Mi ha fatto sorpresa a vedere tanto Buttiro che ci mandasti, e questo ci
è stato carissimo. La Camicia era mi pare assai ben cucita, e sono
contenta di tutto. Vi mando un po' di Verze, sul dubbio che non nè
abbiate, cosi pure qualche pomi, e Castagne. Vi mando pure le
Sementi. Noi qui abbiamo messo giù l'aglio, e seminato in parte. Sè vi
occore qualche cosa scrivete. Non vi paja lungo sè differisco la mia
79
80
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Di Bianchi annota: "Cor. 176/2".
Questa frase è aggiunta a fianco del foglio.
Lettere
502
opera omnia
venuta, ma farà presto a passar questo tempo, e vi assicuro che
desidero assai assai di vedervi a S. Maria, e di poter venire a
terminare tutte le opere restate indietro, e più di tutto per
accomodare la Chiesa. Noi stiamo tutte bene, eccetuate sempre le
nostre ammalate, io pure grazie al Cielo godo propria buona salute, e
di a Suor Rosa che il mio piede è ancor sano, ed ho voglia grande di
rivedervi tutte tre, come pure le Figlie. Mi scriverete poi qualche cosa
del Cappellano, e faccia Dio che le piacia l'alogio, ma quella Scala ho
paura che faccia brutto vedere. Basta sentiremo. Addio, mia cara Suor
Adelaide, e le mie care Suor Rosa, e Suor Maria, state sane, e
consideratemi.
Vostra Aff Com: e M
Suor Paola Eli: Cerioli
Non entrate in discorso col Capellano del suo onorario ma
speriamo che tutto termini secondo i nostri comuni desideri. Addio.
Non81 posso mandarle nessuna di quelle piccole cose che mi
cercò perche la Cassiera non ha mai un Soldo in Cassa da comperarli
la prima volta le Scriverò io una di quelle mie lettere lunghe e piene
di raguagli e spropositi della nostra Cara Famiglia.
Saluto tutte di Cuore
Suor Luigia
Alla Molto Rev.da Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
Soncino
81
Di Bianchi annota: "scritto da altra mano".
Lettere
503
opera omnia
LETTERA
324
Cara Suor Adelaide
Comonte 12 Marzo 1863
Ti scrivo due righe di fretta giachè viene costì il Giovanni a
condure la Calce, la quale bisognerà far bagnare per adoperarla poi in
S:ta Maria appena verrò io. I nostri Esercizi sono incominciati, ed
abbiamo un bel numero di Esercitanti. Pregate il Signore, e la
Madonna Santissima acciò possano tutte cavarne frutto. Le Monache
sono in facende, ed abbiamo da lavorare poiché dopo gli Esercizi vi
sono le vestizioni, ed il giorno del nostro glorioso Padre S. Giuseppe:
Non ti mando da lavorare poiché il Giovanno avendo il Caretto carico
di Calce, avrei timore che si sporcasse, ovvero perdesse qualche cosa.
Io sè il Signore lo permetterà sarò costì Lunedì dopo S.t Giuseppe.
Addio, Addio tutte, ed a rivederci presto.
Sè il Fattore avesse dei Pali per la Vite bisognerebbe che cè li
mandasse per il Giovanni, onde risparmiare di comperarli noi qui - di
nuovo addio.
Dopo S. Giuseppe manderò ancora il Giovanni con i Pagliaricci,
e quant'altro mi cercate e abbisogna costi.
Vostra Affa Com: e m
Suor Paola E: Cerioli
Alla Molto Rev.da Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
Soncino
Lettere
504
opera omnia
LETTERA
325
Cara Suor Adelaide
Comonte 16 Agosto 1863.
Scrivo a te, come Economa, trattando d'interessi. Prima, quando
il Melicone arriva ad un prezzo discretto per esempio ad un
Napoleoncino circa mi sembrarebbe bene di venderne un Carra, e
mezzo, ovvero due. Di quel vecchio, sentendo da Suor Luigia che
incomincia a soffrire. Coi venti del corrente vi sono gli Agravi;
Costanzo non nè avrà in mano abbastanza par pagarli, avendo
soddisfatto il Sig Della Tela, almeno credo, però tù ritira dal
medesimo il rimanente dei dannari che ha in mano; dandogli indietro
la sua ricevuta che ti aveva fatta, e il rimanente per gli Agravi gli
aggiungerai, o di quelli del Melicone, sè lo vendi, o con qualche altra
cosa dove credi poter far dannari lasciando io a te, ogni libertà in
proposito. Ho grande desiderio di venire costì, e per vedervi tutte, e
per andare a Campagnola, e guardare il fatto alzamento della stanza
che S.r Luigia mi disse esser fatto si male, come per prendere qualche
misure, e guardare come poter in avanti fare andar meglio i nostri
interessi, poiché la troppa bontà, e non curanza in proposito e
dannosa, e colpevole. Vi raccomando nelle Scuole che Suor Leonilde
non scriva sui Libri delle Raggazze, nemmeno le aste, non essendo
buona, e quello che abbisogna in proposito lo faccia Suor Madalena.
Ho scritto cosi di fretta, e non ho tempo di raccomandarti altro, sè non
l'amore all'annegazione, specialmente alla propria volontà, e l'ezatezza
ne' tuoi doveri specialmente di Religione, essendo questo la base
della nostra perfezione, oltre poi il dovere che ti corre del buon
esempio alle Compagne, essendo tù delle più vecchie. A rivederci
presto, sempre però che la Stagione si rinfreschi. Saluto tanto Suor
Rosa, e tutte tutte. Addio, mettiamoci nelle braccia della Divina
Providenza, ed ivi viveremo liete e tranquille. Sono tutta tua.
Affa Com:
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Madre
Superiora Suor Rosa Masoni, Soncino S. Maria delle grazie.
Lettere
505
opera omnia
LETTERA
326
Cariss. Suor Adelaide82
Comonte 3 Gennajo 1864
In questo punto ricevo una lettera del Rev.do Sig. Canonico con
una occlusa pel Sig. Vicario di costì, nella quale gli fa noto, che dietro
sua istanza Mons. Vescovo acconsente che la riduzione proposta
formante la Cappellania sia attivata subito intanto verbalmente,
serbandosi poi di spedire al più presto il relativo decreto, come potrai
leggere dallo stesso foglio, che qui occludo aperto. Cosi il giorno
dell'Epifania potranno dire la prima messa, concertando tu col
Vicario intanto, chi deve celebrarla senza impegnarsi, sino alla
nomina stabile che si farà del Cappellano dopo ricevuto il decreto. In
questo punto pure ricevo anche la tua lettera. Mi rincresce di non
averla avuta jeri perché, sapendolo, ti avrei spedito il vino, sebbene in
bottiglie, poiché il vassello l'avete costì e se non lo manderete a
Comonte non potremo mai empirvelo. Ho detto al Gildo da dire al
Sig. Antonio quanto tu mi scrivi delle due case e non dubito,
s'impegnerà. Riguardo a te vivi tranquilla, e non lasciarti prendere,
per amor di Dio, né da timori, né da scrupoli: quando la mattina hai
fatta più bene che puoi la tua orazione e meditazione secondo dice la
regola, basta; attendi pure alle scuole, alle Monache, alle Figlie, che
questo pure è tuo dovere e servizio di Dio, e và attorno e rimarca, e
sgrida, e castiga se occorre senza badare a' pensieri, che ti vengono
per la mente, che sono tentazioni, che secondandole faresti male
poiché mancheresti al tuo dovere come Superiora, e se farai qualche
cosa in contrario, sta quieta che te lo dirò senza riguardo: già sai come
faccio. Sono poi contenta della relazione che mi dai delle monache,
cosi mi piace. Spero che sarai contenta d'averti mandata la
Giovannina, cosi avrai anche tu più comodo e libertà di girare attorno
e sorvegliare e addestrare Suor Nazzarena. Non dubito che Suor
Colomba prenderà con impegno il suo nuovo ufficio verso le nostre
Figlie che mi stanno tanto a cuore e poterle una volta vedere pulite
garbate, savie. E la Giovannina colla sua maniera potrebbe far
82
Di Bianchi annota: "scitto da altre mano: "Grammi".
Lettere
506
opera omnia
benissimo la piccola Scuola delle estere mezzanelle; però ci vorrà
pazienza per un poco sino a che non sarà istruita. Riguardo poi alle
ricreazioni festive, se ti sembra che sia meglio una monaca nelle
piccole, invece della Giovannina essendo ancora in abito secolare,
lascio in questo a te essendo sul luogo e vedendo meglio di me le
circostanze di far istare ancora Suor Colomba alla festa nelle
ricreazioni invece della Giovannina che starà di sopra con le nostre.
Io sto bene cosi pure anche Suor Luigia sta meglio de' suoi incomodi.
Ti saluto tanto e di cuore e ti prego nuovamente di non lasciarti
prendere da timori e da scrupoli. Salutami ancora le altre monache, e
vivete in santa pace. Che Gesù, Giuseppe e Maria, vi proteggano e vi
custodiscano. Considerami
Tua Aff.ma Compagna e Madre
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Superiora nell'Istituto delle S.D.S.F.
PREME
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Adelaide Carsana
Nell'Istituto delle Suore della S. Famiglia
GANDINO
per LEFFE.
Lettere
507
opera omnia
LETTERA
327
Cara Suor Adelaide
Comonte 12 Gennajo 1864
Dal Sig. Antonio ho sentito l'esito dei nostri affari, e sono
contenta d'esserci liberate da tanti debiti, bisogna raccomandarlo ben
di cuore al Signore questo Sig Antonio di tanto prestarsi che fà pel
nostro Istituto (e cosi volentieri) e farlo pur raccomandare dalle nostre
Figlie; Esse quantunque cattivelle sono però sempre anime innocenti,
e le loro preghiere sono più valevoli delle nostre presso al Trono
dell'Altissimo. Ho ricevuto il Vasetino d'ungunto eccelentissimo come tù
dicci, ma a far chè poi, questo lo hai lasciato nella penna. In tutte le
maniere però, adesso grazie a Dio non ne' abbiamo bisogno, cosi me'
lo potrai dire un altra volta. Ho ricevuto pure il Libro che tanto ci
interessava, e alla prima occasione lo spedirò a Suor Rosa, e sarà bene
che Suor Leonilde stessa le faccia due righe di scusa, perché chisà
quanto la medesima lo avrà cercato, d'altronde è sempre una
mancanza alla Regola. Tù desideri che ti dicca io stessa cosa devi fare
in questa Novena del Sposalizio. Non saprei. Però sè credi io darei a
tè, e a Suor Nazarena di prendere un Libriciuolo per cadauna è tutti
giorni della Novena scrivere una Lettera anche solo di tre, o quattro
righe, che tratti sempre di S.t Giuseppe, cioè delle sue virtù, de' suoi
privilegi, de' suoi miracoli, della potenza della sua protezione, della
sua gloria de' suoi dolori, delle sue allegrezze ecc, ecc. Argomenti non
ne' mancano; vedi che vi sarebbe da scrivere non una semplice
letterina per ogni giorno della Novena, ma per un anno. Ti prego poi
anche di farle più che poi nette d errori di grammatica, perché a dirti la
verita, cara Suor Adelaide, le tue Lettere ne' sono ripiene; tù dicci
sempre che scrivi male perché hai fretta, và bene, e degli errori di
gramatica qual è la colpa? A mè rincresce proprio perché lo vedi anche
tù, che Lettere d'una Superiora cosi scorette stanno proprio male, ed io
avrei propria vergogna che le tue Lettere andassero in mano a
qualche d'uno, questo vorrei che penetrasse bene nella mente anche a
Suor Nazarena. Ma andiamo avanti con la Novena. Sugerirei dunque
a Suor Leonilde in preparazione di questa Festa di privarsi de' suoi
Libricini di preghiere che ha manoscritti, e che gli consegni a tè, che sè
Lettere
508
opera omnia
crederai bene gliene consegnerai in cambio degli altri d'adoperare in
chiesa per suo uso, ma senza che vi si attacchi essendo tutto della
Comunità, e noi non nè abbiamo che l'uso. Vi voglio far comperare il
P: Rodiguez, e farvi leggere quanto dice a proposito di proprietà: A
Suor Colomba le dò di andare tutti giorni con le sue Figlie avanti
un'immagine di S.t Giuseppe a farle una vizita, recitandole tre Gloria
per il privilegio avuto d'esser divenuto Sposo della gran Madre di
Dio, e un Ave Maria alla Madonna acciò non possiamo mai
demeritarci, per le nostre colpe, la sua protezione e quella del suo
casto Sposo; e tutto questo secondo la mia intenzione.
Riguardo alle ricreazioni festive fai bene quanto mi scrivi.
Riguardo alle interogazioni sulla Dottrina sina a che potremo meglio
parlarsi a voce, procura di trovarti sempre presente alle dimande che
le Maestre fanno, e sia pronta a farle tacere ed interompere, appena
conosci qualche cosa di contrario. Alla Giovannina, ed alla Catterina
darai tù quello che vuoi, pei loro bisogni, in questa Novena. Suor
Luigia ti saluta, e tù salutemi tutte le Monache, e Figlie. Sta sana, e
considerami.
Tua Affa Com: e Ma
Suor Paola E: Cerioli
Alla Molto Revda Madre
La Rev.da Suor Adelaide Carsana
GANDINO
per Leffe
Lettere
509
opera omnia
LETTERA
328
Cara Suor Adelaide83
Comonte 28 Marzo 1864
Ieri mi scriscero d'Alzano che mi avrebbero data anche per costì
la Seta d'incanare quindi io giacché mandavo a Leffe il Maffi ho
creduto bene di mandarla a prendere, e inviartela. Per non perder
tempo bisognarebbe che potesti farti dare i Carelli da quella donna che tè
gli ha esibiti, prima che questa parte per Comonte, che come mi hai
detto veniva con le esercitanti di costì. Riguardo poi al luogo di stare
ad incanarla non vi è che la Sala grande, quindi manderei ancora le
piccole, e le mezzane nelle loro stanzette dove erano prima con Suor
Colomba, e la Valota, e le grandi con Suor Leonilde le manderei in
quella stanza abbasso: perché mettere i Carelli dissopra, o sui corritoi
non mi fiderei per i volti, eppoi d'altronde non vi neppure posto. Ti
mando anche i Strusi, e quant'altro mi cercarte, eccetuato che mando
poco riso perché non nè abbiamo più. Cosi pure le mostre delle
Camicce, non vè nè sono, però sarà mia premura di farle preparare.
Invece dei Foglietti che avevo promesso a Suor Leonilde le mando un
altro Libro dove ritroverà di belli esempi; Le manderò poi anche
quelle Istruzioni quando saranno copiate.
Sè vuoi far fermare il Maffi col carettino per andare a prendere
quella porta alla Famosa, o farle fare qualche altra cosa puoi servirti.
Ti raccomando poi di non aver fretta ad affittare tutta la Casa, ma
andare appiano, adesso contentarsi d'affittare al Sig Fiori
l'appartamento grande, e le poche stanze alla Vedova, che nè
capiteranno ancora di persone polite, d'altronde sè ci capitasse anche
di venderla avendone più della metta libera, ci sarà più facile: ma non
darla a Famiglie d'artisti, e che hanno molta Famiglia poiché la
ridurebbero male. Sè affitti la Bottega nuova al Caffettiere, come
eravamo intesi, fatti dare sè puoi mettà affitto anticipato invece dei tre
mesi, al meno sè non sei corsa in parola, ma affittele la sola Bottega,
dicendo che per il momento non possiamo decidersi, avendo Egli
molta Famiglia, eppoi come ti dissi per poterla a caso anche vendere
83
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
510
opera omnia
ancora sè ci capita. Sappiami dire sè quel Milanese ha pagato il suo
trimestre. Mi sono dimenticata il mio Libro del Combatimento
spirituale fami piacere a mandarmelo. Quantunque Suor Colomba ora
vadi nelle Scuole Estere, lasciale sempre ancora la sorveglianza, e la
custodia delle nostre Figlie, onde non abbia da perderle l'amore. La
Giovannina è pratica nella seta, e spero farà bene con le nostre Figlie.
Però84 ti raccomando assai di far provare tutti i giorni da Suor
Leonilde, i rocchelli che lavorano le figlie onde possono essere bene
incanati perché quantunque i padroni sieno buoni e generosi nel
pagare pure sono sottili nell'esigere che sieno lavorati bene e con
perfezione. Dimanda al Sig. Battista cosa può importare a far suolare
con assi l'altra stanza a basso che qualora fosse un prezzo onesto si
potrebbe decidersi a farla fare, e cosi mandar da basso anche le altre
scuole. Salutami tutte le Monache e Figlie e sappiami dire se vi è stato
ancora il Cursore a prendere quei nomi che come sai è poco male
contentarli. Ti saluto tanto e ti lascio con la tua Comunità nei
Sacratissimi Cuori di Gesù di Maria e di Giuseppe. Ti mando i libri
della Meditazione
Tua Aff.ma Compagna e M.
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Della Sacra Famiglia
84
Annotiamo che da qui sino al termine la lettera è scritta da altra mano.
Lettere
511
opera omnia
LETTERA
329
Cara Suor Adelaide85
Comonte 28 Giugno 1864
Rispondo io alla tua Lettera, diretta a Suor Rosa poiché quando
capitò, essa era di già a Santa Maria. Non posso mandare il Cavallo a
prendere le Galette (poiché il Sig. Piccinelli ci diede la Semente a
condizione di darle le Galette) essendo a Soncino, cosi ti scrivo di
pensar tè a farle condure da persona fedele, e sicura in Casa del Sig.
Piccinelli a Seriate. Per nostra norma pesale anche tù. Io sono
ritornata a Comonte Giovedì della scorsa settimana, e lasciai la
Catterina ancora alla Campagna, essendo ivi assai necessaria per la
custodia della Casa dei Fratelli, poiché il Giovanni è rimasto solo
essendo, io credo partito il Cesare (perché si era di già licenziato)
onde vedi la grande necessità che vi era della sua presenza, essendo
un momento di gran lavori. Ora bisogna, di cuore, pregare il Signore,
e Sant Giuseppe che mandino qualche buon operajo in quella piccola
vigna, acciò non intisichissa e muoja. Salutami tutte le Monache di
costì, e le Figlie. Desiderarei di venirvi a ritrovare, ma ciò non si
effettuirà che alla fine di Luglio, nel qual tempo credo che verranno
pure le mie due Nipoti, però io pensarei di venir prima, onde
preparare ad Esse l'allogio, che starebbe bene in Casa di Suor
Costanza. Ti raccomando la sorveglianza alle Scuole, e
particolarmente quando si fà l'istruzione. Mi stà assai a cuore di
potervi mandare una Portinaja, ma non sò dove prenderla. Abbiamo
una grande scarsezza di Monache, e guardiamo tutte sè Sant
Giuseppe ci volesse favorire di buoni soggetti, ma s'inora bisogna che
non lo meritiamo... Sto a vedere sè ora verrà quella Giovane d'Albino,
ma i nostri bisogni sono si grandi che una sola quasi non sè nè
accorge. Però non diffido della Providenza, solo facciamo bene, ed ella
non ci abbandonerà. Suor Luigia ti saluta come pure le altre. Vivi da
Religiosa, ma con santa libertà, e senza scrupoli, e cosi vivono le tue
compagne sopra le quali prego dal Cielo le grazie più elette. Addio.
85
Di Bianchi annota: "Corr. 1/4 Ep. 274".
Lettere
512
opera omnia
Tua Aff Com e M Suor Paola E.
Cerioli
Abbiamo stabilito in questo momento di mandare il caretino cosi
lo tenga costì e mandi indietro domani mattina io Maffi ch'Ella poi
manderà il massaro o chi crede ad accompagnar le galette a Seriate
Alla Molto Rev: Madre
La Rev: Suor Adelaide Carsana
Gandino per Leffe.
Lettere
513
opera omnia
LETTERA
330
Cara Suor Adelaide,
Comonte 26 Maggio 1865
Mi premerebbe N° 16 tavole di bigatti quindi sarei persuasa di
comprarle costì se venissero a prezzo onesto. Guarda proprio di
mandarmele perché qui non si trova una tavola. Dunque in tutte le
maniere bisogna comperarle, e me le manderai per mezzo del
Giovanni al più presto che puoi dovendo adoperarle per mutarli e
non ne abbiamo che sei. Adesso levano dalla terza e finora sono belli.
Tanti saluti alla Rev.da Superiora ed a tutte le Monache e Figlie.
Mandami i due borsellini delle due Milanesi. Sappimi dire
quando imboscate i bigatti per regolarmi alla mia venuta. In
quell'occasione poi manderò a Comonte Suor Marta per vedere se
vuol ristabilirsi. Ti saluto di tutto cuore; salutami tanto il Giovanni.
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis:ta Cerioli
Non dimenticarti i borselli delle Milanesi.86
Alla Molto Reverenda Madre
La Rev.da Suor Adelaide Carsana
SONCINO
86
Quest'ultima frase è scritta a lato della lettera.
Lettere
514
opera omnia
LETTERA
331
Cara Suor Adelaide,87
Comonte 27 Giugno 1865
Ti scrivo88 queste due righe per dirti di scrivermi pure con tutta
libertà; perché temo che dietro alla lettera di Suor Luigia, ti metti in
apprensione, quando hai da darmi qualche non buona nuova. Dimmi
pure come va, cosa pensi specialmente poi dei Fratelli e dei Figliuoli
ch'io prendo le cose come vanno prese, perché conosco te e conosco
essi. Va via dunque alla buona, senz'alcun timore come hai sempre
fatto. Venerdì, se il Signore mi dà la grazia, vado a Leffe e di là poi ti
scriverò le notizie di quella Casa. Ho proprio voglia di andarvi perché
quelle povere Monache sono sempre là da sole, ne sanno, si può dir
nulla di quel che si fanno e succede nelle altre Case. Ora torno ai
Fratelli, sento dalla lettera di Suor Rosa, che vai alla Campagna alla
mattina e ritorni alla sera; quest'è una gran bella cosa, ma guarda non
ti pregiudichi la salute lo strepazzo che fai, e poi regolati in causa e con
consiglio anche della tua Superiora, se la troppa frequenza, potrebbe
forse far isparlare la gente, quantunque mi pare che questi non sieno
che rispetti umani, perché ho dimandato anche al nostro Mons.
Vescovo; però tutti i giorni sarebbe proprio uno strapazzo per te
basterebbe quelle tre volte la settimana circa: basta, lascio poi a te di
regolarti. Ho pensato di scrivere ai Figliuoli perché glielo ho
promesso ed in quest'occasione, cercando d'animare i Figliuoli al
lavoro ed alla dipendenza, ed il Cherubino d'investire dello spirito
del nostro Istituto intendo sempre con quella prudenza che gli possa
aggradire e nello stesso tempo giovar la mia lettera, cosa ti pare?
Desidero poi sapere che il Cherubino lo sapeva che il Luigi andava a
Casa senza dirlo al Giovanni perché mi regolo poi nello scrivere
pretendendo egli pure che il Giovanni abbia confidenza in lui.
Riguardo poi ai bigatti, a dirti la verità li do ai Braccianti molto mal
volentieri, perché i moroni che si pelano adesso, bisogna far conto di
pelarli più l'anno venturo, perciò io sarei di parere di tener i vostri
87
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
88
Tutta la lettera è scritta dalla mano di suor Marianna, come la Beata stessa dice
nella lettera.
Lettere
515
opera omnia
pochi a S. Maria e dispensare quelli che abbiamo qui in Casa che
saranno quasi due oncie, ai Braccianti e Bifolco aggiungendone se
occorre un poco della vostra, onde dargliene un'oncia per
ciascheduno; e se vi pare, dar le nostre due once tutte al Bifolco. Basta
io mi sono proprio raffreddata, sentendo il gran danno che portano
nella foglia, considerando anche il poco raccolto che fanno sempre
costì anche quand'è la stagione propria dei bigatti. Non ti ho scritto io
ma ti ho fatto scrivere per mezzo di Suor Marianna non perché io sia
ammalata, ma perché al dopo pranzo sai che mi fa male lo stare
occupata. Intanto ti saluto e saluto di cuore la Rev.da Superiora.
Scrivimi presto e diffusamente riguardo ai Fratelli e con tutta libertà
ti raccomando poi d'operar sempre per Dio, con Dio, con pace,
tranquillità e fiducia in Lui, abbandono alla sua S. Volontà in tutto e
per tutto. Il Signore ti conservi, ti benedica e ti conceda tutte le grazie
necessarie per la salute dell'anima tua. Addio di nuovo. I miei saluti a
Suor Marta, Suor Giuseppa, le Novizie e le Figlie, che ti raccomando
caldamente
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Lettere
516
opera omnia
LETTERA
332
Cara Suor Adelaide,89
Comonte 4 dicembre 1865
Ti puoi immaginare la consolazione che mi dà questo nuovo
Fratello, e spero in Dio che abbia da continuare. Ho scritto al
Giovanni che provveda pure i sassi per il selciato; bisogna
secondarlo, molto più che starà cosi bene. Pel Giovanni ti mando il
vassellino, onde consegnarlo ai Fratelli mano, mano pieno di vino,
poiche adesso sono tanti. Mi si è presentato un altro Fratello, che mi
piace assai. Ho scritto al Giovanni e sentirò cosa mi risponde. Se fosse
un buon soggetto non sarebbe di lasciarlo sfuggire perché sono
difficili a ritrovarli. S. Giuseppe non ci lascia nemmeno noi da un
parte; è vero che è partita l'Enrichetta però quella Signora di Brescia
pare che abbia buone intenzioni e voglia far qualche cosa di bello.
Oggi pure mi venne una lettera d'una Novizia, che cerca venire nel
nostro Istituto. Essa è di Zogno e sembra persona pulita. Mi rincresce
della grand'indolenza delle nostre Figlie per la correzione e pel
lavoro. Siile pure addosso, specialmente con la Caterina che ha
bisogno di sorvegliarla, e pensa anche male che non è peccato solo
non volerlo esternare a precipizio senza nessun vantaggio ma
maturarlo bene prima entro di te. Cerca pure d'essere più che puoi
eguale, e quello che di sorpresa ti succede pel tuo carattere, offeriscilo
a Dio, onde t'aiuti, e cerchi sempre la sua maggior gloria. Dammi
spesso nuove dei Fratelli. Termino per iscrivere due righe alla Rev.a
Superiora. Ti saluto con tutto l'affetto e mi dico
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
In questo Santo tempo d'Avvento, in memoria della Carita
umiltà, e sacrifici che il Figliuol di Dio in questo Mistero della Nativita
ha avuto e fece per l'umana natura stà più in guardia sopra te stessa,
ed attenta a tuoi doveri. Osserva le tue Regole, e da esempio alle tue
89
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Lettere
517
opera omnia
Sorelle, di rispetto, stima, ed Ubbidienza alla tua Rev: Supa, cosa
esenzialissima pel buon andamento della Famiglia.
Aspetto Sabbato il Giò: con la Legna grossa, cioè mandatemi di
quelle radi di Piante che avete li in corte. Tornerò poi a rimandare il
Caretto costì la vigiglia di S.t Lucia... siamo dietro a fare le sciarpine ai
Figli, e forze le manderò anche ai Fratelli, cosa dicci? Scrivemi qualche
cosa ancor del Giuseppe. Addio; Il Signore ti faccia santa.
Tua Aff. e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
518
opera omnia
LETTERA
333
Cara90 Superiora
Con mia Sorpresa sento dalla nostra Rev.da Madre L'imbroglio
della casa di Santa Maria e sono rimasta molto conturbata di maniera
che dissi alla Medsima che piuttosto che pagare le 4000 Au.che, liela
darei indietro più volentieri. Quindi91 vi scrivo acciò non mandiate
Lunedì a vedere dal Sig. Viola che risposta portò da Milano, ma
lasciarla invece morire cosi sino all'arrivo della Superiora. Ciò vi serva
di norma. Domani andaremo a consultare col Sig. Canonico, e vedere
come si può fare. Intanto addio, addio Suor Luigia D. S. F.92
A caso che venga il Sig Viola a parlarli fatele capire la nostra
fredezza e l'incertezza di conchiudere il Contratto.
Alla Molto Rev. Sig.
Suor Adelaide Carsana
SONCINO p
VILLA CAMPAGNA
90
91
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano". Annota anche:"Ep 288". Di Bianchi
suggerisce: "Luglio 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Giugno 1862".
Di questa lettera non possediamo la fotocopia del manoscritto.
Di Bianchi annota: "Scritto da Madre Cerioli".
92
Di Bianchi annota: "Continua altra mano".
Lettere
519
opera omnia
LETTERA
334
Mia Cara Suor Adelajde93
Comonte 10 Luglio.94
Rispondo subito alla tua Lettera, avanti chè altri impegni mè lo
impediscono. Mi consolo sempre a sentire vostre notizie, e più
quando sono buone. Ringraziate grandemente il Signore sè nessuno si
riccorda di voi, né viene a ritrovarvi; quanta tranquillita maggiore, e
quanta pace regnerà nella vostra Casa. Io credo ancor questo effetto
della valida protezione di S: Giuseppe. Credetelo, mie Cariss:, chè il
commercio con le persone del mondo ci toglie sempre qualche cosa di
quello chè dobbiamo a Dio, ed ai nostri doveri, oltre chè ci lascia
dissipate, e la mente occupata nelle cose udite chè ci vuole del tempo
a rimetterci, ed a raccoglierci di nuovo. Non è vero, mie Carissime chè
lo proviamo per esperienza? Vi raccomando che la ricreazione Festiva
delle estere non vi abbia da togliere né da abbreviare le vostre
pratiche di pietà della Domenica. Tenete sempre lo stesso sistema;
acoglietele il Dopopranzo sempre dopo la Dottrina, e le vostre altre
orazioni solite, e licenziatele tutte ad un ora conveniente per potere
fare voi pure comodamente la vostra meditazione, ed attendere a
vostri doveri, Ricordatevi sempre chè il nostro principale dovere si è
quello prima d'attendere, a noi stesse, e al nostro spirito, e poi a
quello degli altri, e sarebbe una carita, e divozione mal intesa quella
chè ci facesse fare diversamente. Ho molto piacere chè vi confessi D.
Acquilino, e mi scriverete poi sè siete rimaste contente. Non ti posso
mandare i 3 pezzi da 20 f per saldare Costanzo non avendo noi né
soldi in Cassa, né altre risorse sè non si vende il Formento, il chè
bisognerà farlo, sè si vorrà pagare gli Agravi. La ventura settimana
facilmente anderò col Sig Canonico a Grumello, e là si combinerà
credo la facenda. Quella Sig di Leffe è stata qui; Essa è piena di buona
volontà, e disposta a fare in tutto la mia volontà. Io però la rimetto al
Sig Canonico, e la settimana ventura sarà qui di nuovo per poterle
parlare, e fare qualche cosa presto. Vi scriverò poi i risultati
d'ambidue. Intanto raccomandate tutto a Dio, acciò possa fare la sua
93
Di Bianchi annota che il destinatario si trova alla Campagna.
94
Di Bianchi e raccolta suore suggeriscono: "1862".
Lettere
520
opera omnia
SS: volontà, e non la nostra, acciò possa far risplendere la sua gloria, e
non la nostra, il suo vantaggio, e non il nostro. Anche di S.t Maria,
credetelo chè sè Dio lo avrà a noi preparato, verrà ancora non ostante
gl'impedimenti presenti, e tutti quelli che si potrebbero ancor
suscitare: ma verrà in quel momento, e in quello tempo chè Dio ne' suo
decretti sino dalla eternità lo avrà destinata. Intanto preghiamo, e
facciamo bene, poiché tutti tre questi luoghi ci dovrebbero
interessare, ma senza smania ma senza inquietudine. Scrivetemi
sempre qualche cosa, sè nè avete ch'io lo farò di qui. Il giorno 4
d'Agosto si fà gli Esercizi per le Monache, e viene a dargli quel Santo
uomo del Conte D. Marco Pazzi, e prima verrò alla Campagna per
fare qualche cambiamento di voi altre, e cambiare, e condur via
qualche Figlia, ma sarà facilmente agli ultimi giorni del Mese, o i
primi d'Agosto. Non ho altre novità interessanti, dunque vi saluto
tutte tre caramente. La mia Suor Rosa, chè ricordo spesso, ed ho
infinite obbligazioni, spero chè Le sarà passato il rammarico di S.
Maria, però non diffidi ancora, e si abbandoni in S: Giuseppe ché lo
facciò anch'io avendone più di Lei di bisogno, Esso specialmente in
questo può far tutto, e lo farà, sè crede, a suo tempo. A Suor Marianna
e stia unita a voi altre, allegra, e lasci andare le minuzie chè
l'inquietano, sè vuol fare cose grandi. Saluto tutte le mie Figlie,
specialmente le grandi, e raccomando d'adempiere di cuore i loro
doveri di Religione, e con esatezza, e disinvoltura quelli chè vengon
loro assegnati. Sì nella pratica ezata de' loro doveri Esse potranno solo
trovare quella pace, e tranquillità dell'animo, che invano si possono
aspettare dal mondo, e quelle benedizioni di Dio promesse alle
Figliuole diligenti. Io non terminerei più quando vi scrivo, e sì a
momenti sono chiamata, a pranzo, e voglio finire. Lascio al vostro S.
Giuseppe la cura delle vostre anime, della vostra salute, e dei vostri
impegni, e lo prego a supplir Lui alla miseria, e povertà de' miei
doveri, e suggerimenti. Ritroviamoci spesso nella S. Casa di Nazaret,
là nulla ci manchera, e là ci ritroveremo, conforto, e consolazione.
Addio, Addio.
Vostra Affa Com:a e Mae
Suor Paola E.a Cerioli
Compatisci alla cattiva scrittura e alle molte cancellature, e
ricordati che io non voglio compatir tè; quindi stà attenta e metti
attenzione; per ora quantunque hai migliorato non ti posso dir brava.
Lettere
521
opera omnia
LETTERA
335
Cara Suor Adelajde95
Comonte 23 Luglio.
Non ho ancora ricevute vostre Lettere dopo la partenza del
Caretiere e in risposta alla mia ultima, ma verranno. Intanto vi scrivo
due righe come vi ho promesso per non lasciarvi tanto tempo senza
nostre nuove.
Qui stanno tutte bene, anche le Figlie eccetuate quelle due, o tre
malaticce. Spero chè
tù pure, e la tua piccola Comunità vi porterete bene, non
ostante il gran caldo di questi giorni. Procura di far andar bene la tua
Famigliola, le Monache con l'umiltà, il raccogliento, e il lavoro, gran
arma questa per tenercci libere da pensieri ed occupazioni chè non
debono riguardarci, e le Figlie anch'esse lavoro, lavoro accompagnato
con sistema, e regolare osservanza. Tù atendi pure qualche poco a
scrivere, onde imparare qualche cosa, ma non Suor Rosa chè sarebbe
innutile. Procuriamo infine di amare, e servire il Signore come nè
abbiamo l'obbligo e il dovere e lasciamo alla sua Providenza la cura
del resto. Mandami Sabbato pel Giò: il Libro della Meditazione chè
adoperate presentamente, avendone noi bisogno, e potrete voi altre
adoperare altro Libro. Vi raccomando di non trascurare il Rodrigus
per la Lezione, il quale non è mai abbastanza letto: mandatemi pure il
Libro di S. Teresa, e l'Interiore di Maria SSan:a. Sapiatemi dire sè
hanno venduto il Formento e il prezzo. Sabbato è S.t Anna96,
raccomandatevi a questa Santa e raccomandatevi pure la nostra Casa.
Vi saluto tutte, Suor Rosa, S: Marianna, e le Figlie chè ho paura chè
stando costi abbiano da perdere la voglia al lavoro, però vorrei
ingannarmi. Addio dunque, state allegre, ma d'un allegria modesta, e
tranquilla, Sane ma per servire il Signore, e contente ma per
soddisfazione de' propri doveri. Chè Gesù, Maria, e Giuseppe vi
protegono, e vi custodiscono. Ricordatevi d'unir sempre le vostre
95
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
96
Da questo dato Di Bianchi deduce che si tratta dell'anno 1862.
Lettere
522
opera omnia
orazioni e fatiche, alle nostre, come membri uniti a un sol corpo.
Addio di nuovo
Mandami anche Uberto o le Serate invernali. Vi raccomando la
Bavella, e il Lino per il Reffe.
Tua Affa Com: e Madre
Suor Paola E: Cerioli
In questo punto ricevo la tua Lettera e di nuovo ti raccomando,
di leggere spesso le regole, e di ben investirti dello spirito dell'Istituto,
il quale non consiste tutto nell'orario. Avrei avuto caro di sapere
perché Suor Rosa scrisce alla Sorella, e perché tù Le hai datta licenza
poiché ciò è contra regola.
Le monache tutte vi salutano.97
97
Quest'ultima frase è scritta a fianco del foglio della lettera.
Lettere
523
opera omnia
LETTERA
336
Cara Suor Adelaide98
Comonte 21 Dicembre99
Ho sentito assai volentieri come sento sempre le tue buone
notizie, quelle delle Monache, e delle Figlie. Che Il Signore vi conservi
cosi, sè tale però è la sua santa volontà. Il Giovanni dopo le SS: Feste
Natalizie lo tengo un poco a Comonte perché mi sembra chè non ci
convenga a farli fare tante condotte per la Legna, e ho fatto parlare dal
Gildo al Conconni sè il Fornacciajo di Malpaga nè prenderebbe ancora
quest'anno, cambiandola con calce, e quadrelli, a condizione però di
darcela sul luogo, non condotta, ma non sò sè Gildo ha trovato il
Conconni, e gli abbia parlato, quindi non ti sò dire niente in
proposito. Sè si potesse fare questo negozio, manderei della Calce e
quadrelli anche a S. Maria che credo non vè nè sia più, o poca, e questa
primavera vè nè vorrà ancor tanta. Ti mando 3 Napoleoncini.
Riguardo al Conto del Muratore di costì, non abbiamo per ora da
pagarlo, quindi bisogna che aspetti. Però a caso chè il medesimo fosse
in necessità scrivemi, chè allora guardaremo d'ingegnarsi. Non venendo
come ti dissi per un pò di tempo il Giovanni alla Campagna,
manderai le tue Lettere alla Posta e lo stesso farò io. Ti auguro felici, e
prospere le SS: Feste cosi pure a Suor Rosa, e Suor Maria e le Figlie.
Passatele in santa letizia, e pregate il Celeste Bambino, con noi acciò
versi con abbondanza sopra l'Istituto, e sù noi tutte le Sue elette
benedizioni. Lessi oggi, cioè intesi nella Lezione del dopo pranzo
approposito della povertà di spirito che non dobbiamo tenere il
nostro cuore attaccato a nulla, sia poi anche piccola cosa come un
Libro, un immagine, ecc, chè sò io, cosi mi venne in mente di scrivervi,
giacché aveva occasione, che sè voi pure avete qualche cosa chè vi sia
un pò cara, ed abbiate un pochettino d'affezione che vogliate
cambiarvela tra voi tre, e ciò per amore di Gesù Bambino. Lo voglio
dire anche alle Monache qui. Riguardo agli Uffici del Sacro Cuore, è
meglio chè facciate un unione di 9 con le Figlie più grandi tra voi altre
poiché noi vedete non si ricordiamo mai di mandarvi gli Uffici.
98
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
99
Di Bianchi e raccolta suore suggeriscono: "1862".
Lettere
524
opera omnia
Mando il Grembiale a Suor Rosa. Scrivimi sè vi abbisogna qualche
altra cosa. Non sò sè abbiate ancora delle immagini di pazienze a caso
di nò vè nè
farò provedere. Qualunque cosa vi abbisogni scrivete con tutta la
libertà. Andate pure a Letto alle 9 la Domenica, e le Feste. Il nostro
Presepio quest'anno non puoi immaginartelo poiché è fatto in terra.
In terra? dirai. Si in terra è in maniera chè si può entrare nella Stanza
del Presepio per l'antiporto del Stanzino, senza passare per la Sala
dove si riceve, e questo ci accomoda. Anche quest'anno lo ha fatto il
Rev:° Padre Guardiano. Stà bene, però in terra fà meno figura, ma
bisognerà vederlo illuminato. Esso è grande è occupa un mezzo
circolo. Lo incominciò contro il muro col Banco di Falegname eppoi
venne avanti con montagne, e e altre cose sino a terra. Bisognerà però
stare attente poiché i Raggazzi vi anderanno d'entro. Non vi sono né
arie, né vedute contra il muro, né scene, poiché in questa maniera non
ci volevano, però stà bene quantunque scarsegi di figure, sè almeno
non nè procuro. Non nè ho da mandarti ne' anche a te, eccetuato le
figure dei Rè Maggi coi Servi a Cavalli, ma credo d'avervene di già
mandato. Quanto mi sono dilungata. Adesso è scorso l'epoca
dell'interesse del Capitale col Sig: Ludrini ché credo scada col 11
Dicembre quindi sarà bene che le mandi il Fattore raccomandandoli sè
può a volerci soddisfare presto essendo molti i nostri bisogni, ma già
sarà innutile, e bisognerà aver pazienza, e prenderli quando vengono.
Ditemi sè patite freddo; sè le giornate soni costì sempre nebbiose, sè
avete tante Fanciulle a Scuola... cosi ti raccomando di tenere il metodo
che abbiamo qui di non lavorare del nostro in Scuola eccetuata la
Calza quando si può. Vi mando delle Pazienze [da fare alla Festa
eccetuato il giorno di natale] che [...]100 che ho ritrovato qui, datene
anche alle Figlie, ma ricordatevi di mandarmene di quelle fatte un pò
tante, cosi pure qualche cuori, croci ecc, ecc, vedrete che vi passeranno
le sere più presto, ti mando anche un poco di magetto. Feci rifflessione
sull'andare a dormire alle nove ore le Domeniche che alzandosi alle 6
(almeno sè la Domenica non anticipate la levata per ascoltare la
Messa) dormite ancora otto ore e più, andando a Letto alle nove, e
mezza, quindi mi sembra che andando a Letto alle nove sia troppo, e
non vadi bene. Vi mando del pane, ed una Schisata che faranno le
Monache dimani nel fare il Pane cosi mi saprete dire sè sono divenute
brave, vi mando pure una Bottiglia di Vino di quello della Sig
100
Testo corrotto essendo scritto a lato della lettera.
Lettere
525
opera omnia
Adelaide Dedei - che goderete marendando queste Feste, e lo stesso
facciamo conto di fare anche noi. Vi saluto tutte tre, e di cuore, e lo
stesso fanno le Monache, e la buona Sig Adelaide. State sane, e il
Signore la Madonna SS: e S. Giuseppe vi custodiscono, ora, e sempre.
Vostra Affa Com:a
Suor Paola Eli: Cerioli
Lettere
526
opera omnia
LETTERA
337
Cariss:a Suor Adelaide101,
Credo d'averti mandato tutto, mi pare, eccetuato il tremperino che
vedo l'avesti portato teco. Vi sono le Sibre, il Reffe, e la forbice di Suor
Rosa, il magetto di Suor Maria, i Cavagnolini delle Figlie, la roba della
Giacomina, la corona della Sormani, la medaglia della Teresina, gli
Aghi della Lonni, il fazzoletto della Catterina e il Cottolo della Maffi,
col patte mi mandi indietro l'altro. Eppoi le figure del Presepio con
tutte le altre cose, che non nomino più. Qui occluso troverai pure la
Poesia dei Pastori. Io non trovo il Libro del Natale di nostro Signore, e
non sò cosa mandarvi in vece; sè troverò qualche cosa lo manderò un
altra volta. Mi rincresce il dirtelo, ma la tua Lettera era piena di errori,
e tù sai quanto mi dispiacciono, onde ti raccomando a mettervi più
attenzione, lo faccio non per mè, ma pel decoro delle mie care Figlie.
Di a Suor Rosa che mi scriva anch'essa pure qualche volta, un qualche
bigliettino, senza paura di disgustarmi. Dami buone nuove di tè, e di
tutte poiché vi ho a cuore. Temo di non poter aggiungere un biglietto
a questa mia perché oggi sono stata quasi sempre occupata, ed ora
scrivo queste poche righe di molta fretta però lo farò senza fallo la
prima volta che ritornerà il Giovanni: intanto vivi tranquilla, e in pace
riposata nelle braccia di Dio, e lo stesso dicco a Suor Rosa, e Suor
Maria. State attente onde non mancare alle vostre Regole, ed ai vostri
doveri, ma sè per fragilità umana vi mancate, umiliatevi a Dio ed ha
chi si deve eppoi andate avanti con confidenza. Vi raccomando questo
Santo tempo d'avento. Le Suore della Sacra Famiglia non devono
lasciarsi superare dagli altri. Quindi sia vostra, e nostra premura,
d'esercitarsi maggiormente nello spirito d'interiore mortificazione,
d'annegazione della nostra volonta, e d'amore all'umilta. Vorrei
trattenermi ancora per il piacere che provo nel scrivermi, ma questa
volta bisogna compatirmi essendo di già ora avanzata. Vi dicco però
del Cappellano che sarete anziose di saperlo. Ebbene, s'inora non cè
niente di sicuro - cioè si ha ancora di ritrovarlo. L'oralogio sè non lo dà
per 20 fe.. con la mezza lasciatelo. Tutte vi salutano caramente, e mè
101
Di Bianchi suggerisce: "Dicembre 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Dicembre 1862".
Lettere
527
opera omnia
più di tutte. Addio, tutte tre, teniamoci unite, coi sentimenti, con le
inclinazioni, e con l'affetto sono
Il Pane non ce' nera più da mandarvi
Vostra Affa Com: e M
Suor Paola E Cerioli
Alla Molto Rev. Superiora
Suor Adelaide Carsana
VILLA CAMPAGNA
Lettere
528
opera omnia
LETTERA
338
Suor Adelaide e Compagne
17 Marzo 1863102
Vi scrivo due sole righe per ricordarvi chè il giorno di S.t
Giuseppe è giorno di Festa per tutte le Suore della Sacra Famiglia, e le
Figlie di S.t Giuseppe, quindi mettete da parte i tavorieri; e non fatte
scuola; Unitevi poi con lo spirito a noi, e preghiamo di comune
accordo questo comun Padre e special protetore onde voglia sempre
più protegerci, illuminarci, custodirci, onde servire alla gloria di Dio,
ed alla salute de' nostri prossimi, in quel modo, e maniera che il
Signore lo vuole, e lo desidera. Cerchiamole, l'amore al ritiro,
all'annegazione, la confidenza, e l'abbandono in Dio, virtù che
risplendetero nella sua vita nascosta, e ritirata. Ringraziamolo delle
grazie speciali che ci fece, in quest'anno e preghiamolo di mai, mai
demeritarci la sua assistenza e il suo ajuto, onde dopo averlo onorato,
e servito in vita, ci meritiamo poi la sua assistenza nel punto della
nostra nostra, assieme la dolce compagnia di Gesù, e di Maria. Oggi otto sè Dio lo permetterà sarò a ritrovarvi. Dimani daremo termine a
Santi Esercizi, e dopo prepararemo per la nostra Festa. Abbiamo
Monsignor Vescovo chè verrà a dire la Messa alla Comunità, e vi sarà
pure il Sige Canonico, il nostro nuovo Cappellano, l'Arciprete, e
qualche pochi altri Sacerdoti. Conviene che termini; quindi tanto vi
saluto, assieme con le Monache. Questa sera aspetto il Giovanni, e sè
vi abbisogna qualche cosa scrivete che ritornando questi a Soncino
Venerdi, ve' li spedirò. State sane, unite a Dio in santa carità, e
consideratemi.
Vostra Affa Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Non vi dò nessuna novità essendo cosi vicina la mia vizita
Comonte Lunedi
Alla Molto Rev Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana, SONCINO X VILLA CAMPAGNA.
102
La data potrebbe essere non originale, poiché sembra di altra mano.
Secondo il nostro calendario il giorno 17 Marzo 1863 è un martedì, non invece un
lunedì come è riportato a fine lettera.
Lettere
529
opera omnia
LETTERA
339
Cariss: Suor Adelaide, e Luigia103
Giacché viene costì il Giovanni a condure il Fieno vi scrivo acciò
col ritorno del medesimo ci mandiate una qualche panca, due tavolini
per le Figlie, e qualche sedia; non caricate però di troppo il caretto
perché deve andare al Foresto a prendere qualche tavola pei bigati al
Fattore ecc, avendoglielo io già da tempo promesso.
Quest'oggi sono stata alla Campagna ho ritrovata la nostra
piccola Famiglia in buona salute, e contente. I bigati sono belli ma
molto pochi prima perché temo che una Carta mi sia andata perduta
in stuffa, almeno mi pare, però non lo posso assicurare, mi sembrava
che per la Casa nè avessi fatte sei Carte, e invece sono 5. però
minganerò 104., e poi vi è restata dentro tanta semente nelle Carte, ch'io
dicco non nasce più. In conclusione ne abbiamo pochi però sè poteste
mandarcene un poco per mezzo del Canonico Martedì ci sarebbero
carissimi, giacché si tiene apposta aperta una Casa. Io direi di farvi
imprestare dal Piccinelli quelle Cassettine nelle quali ci spedi l'anno
scorzo i bigati, e accomodarveli in maniera che non abbiano da patire.
A caso poi che dei Bigati ne aveste anche costì pochi, allora
tralasciate, perché non ci converebbe in nessun conto a doverli
comperare, e teremo da conto i nostri pochi, per non spendere altri
dannari in semente, avendone speso anche troppo. Mandateci i
Cavagnolini delle Figlie, i cuscini del lavoro, pettini, e qualche
spasetta. Tutte vi salutano, ed io più di tutte, ed ho il bene di segnarmi
Mandateci un poco di Cottonina per fare qualche corsetto alle
Figlie.
Verdura, cioè Spinacci radicci, ecc.
Il benedicete della Mensa105
Vostra Aff Com:
Suor Paola Eli. Cerioli
103
104
Di Bianchi annota che il mitente si trova a Soncino.
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Comonte.
Di Bianchi suggerisce: "Maggio 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Questa frase, da "mi sembrava" a "minganerò." è scritta a lato del foglio.
105
Queste due righe sono state presumibilmente aggiunte dopo.
Lettere
530
opera omnia
LETTERA
340
Cariss:e Figlie e Com:e106
Scrivo cosi di fretta, e ha tutte tre questa volta: Godo assai nel
sentire le vostre buone notizie. Non datevi pensiero di mè, che grazie
a Dio stò discretamente bene, e questa poca tosse quando il Signore
vorrà anderà via. State tutte tre unite in santa pace, e carità, essendo
questa virtù si necessaria pel nostro profitto spirituale, e direi anche
per la nostra salute corporale, Uniformatevi, alla vostra Superiora, e la
vostra Superiora, abbia premura di voi. Ho benedetta la Casa, la
Famiglia dove l'amore regna scambievole; Dio farà in mezzo ad essa
la sua dimora, e cosi sarà, e cosi è, è cosi desidero le nostre Case.
Rispetto, ed ubbidienza ceca d'una parte, premura, e carità dall'altra,
ecco quanto dobbiamo fare. Mie Cariss: ho voglia di vedervi, e sè al
Signore piacerà farò propria una gita dopo la Madonna. Fatte bene la
sua Novene, e sacrificate a Maria SS:a ciascheduna il difetto
predominante in questa sua Novena. Saluto pure le mie Figlie, e
grandi, e piccole e pregano la Beata Vergine acciò si allevano buone,
savie, e virtuose, essendo questa la sola ricchezza chè dobbiamo
desiderare. Quando verò costì, ditte loro chè mi ricorderò a portarle
qualche cosa. Tutte le Monache vi salutano, e mè più di tutte. Hai
fatto bene a prendere da guadagnare qualche cosa da D. Acquilino, e ti
raccomando sul prezzo di stare sulla via di mezzo. Lunedi vi spedirò
il Vino, il Pane, e i Peri e sè vi abbisogna qualche altra cosa scrivete.
Termino, volendo andare al Rosario. Addio, Addio.
Vostra Affa Com: e Madre
Suor Paola Elisa: Cerioli
Alla Molto Rev.a
La Rev Madre Superiora Suor Adelaide Carsana
Villa Campagna.
106
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte;
Suggerisce: "Prima decade Agosto 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Ottobre 1862".
Lettere
531
opera omnia
LETTERA
341
Mie Cariss:e Monache107
Vi occludo la formola dei Voti chè farete Venerdi nel vostro piccolo
Oratorio di Casa avanti la Statua di S.t Giuseppe il quale dal Cielo gli
accoglierà, e come nostro Padre, e protetore gli presenterà al Signore
acciò gli agradisca, e gli benedicca. Mie carissime accompagnate
quest'offerta col cuore onde nelle occasioni più difficili alla natura da
vincere vi ricorda gl'impegni che avete contrati col vostro Sposo Gesù,
e vi dia lena, e vigore di vincervi, e seguir Lui crocefisso tutto il
tempo di vostra vita. Pregate pure, e raccomandatevi alla Vergine
Santissima, acciò pel suo sposalizio, col suo castissimo Sposo
Giuseppe v'impetri da Dio la grazia di essere voi pure fedeli nelle
vostre promesse. Ringraziamo poi tutte unite il Signore delle grazie
grandi che ci ha fatte, e non permetta mai che gli siamo ingrate, onde
possa poi continuare sù noi, sulle nostre Figlie le sue celesti, e prezioze
benedizioni. Oggi sono stata dal Sig. Canonico, ma riguardo al
Cappellano sino chè non lo vedo, e Le parlo non posso assicurarvi né
sè viene, né quando verrà. sarà poi mia premura appena saprò
qualche cosa scrivervi subito. La povera Catterina Forini andò a
raggiungere in Paradiso le sue compagne Domenica di notte venendo
il Lunedì. Essa mi è assai rincresciuta, era cosi sana! Ma il Signore la
voluta, sia dunque sempre fatta la sua santissima volontà. Tutte vi
salutano, ed io pure con Esse, e vi lascio, con Gesù, Giuseppe, e Maria
acciò vi custodiscono ora, e sempre.
Vostra Affa Com: e Ma.
Suor Paola Elisa:a Cerioli
107
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte.
Di Bianchi annota che il destinatario è suor Adelaide e si trova a Soncino.
Di Bianchi suggerisce: "Sposalizio, Gennaio 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Febbraio 1863".
Noi supponiamo che la presente lettera sia stata scritta il Martedì 20 o Mercoledì
21 Gennaio 1863, poiché Venerdì di cui si parla nella lettera, giorno dello
Sposalizio della Vergine e della rinnovazione dei voti, crediamo che sia il Venerdì
23 Gennaio 1863 (cfr Calendario); e poiché la Forini si dice che sia morta
Domenica di notte venendo in Lunedì.
Lettere
532
opera omnia
P.S. Ho creduto bene di non mandare il Giovanni, perché non
avendo cose di premura di spedirvi, né voi da rimandarci, cosi
risparmio un poco il Cavallo il quale è si mal innessere, molto più
essendovi strade assai cattive. Scrivetemi per la posta, ed io vi
rispondero subito sè posso. State sane. Il giorno della rinovazione dei
Voti, fatte merenda, e ricreazione, a caso poi la Lettera vi arrivasse
dopo, fattela Domenica,
Preme
Alla Molto Rev:a Madre
Suor Adelaide Carsana
Soncino per Villa Campagna.
Lettere
533
opera omnia
LETTERA
342
Mie Cariss: Suore108
Non questa settimana, ma la ventura manderò a prendere
secondo l'inteligenza Suor Rosa pei S. Esercizi. Compatitemi sè non
vengo io, poiché voglio proprio guardare d'estirpar tutta questa tosse
prima di tornarmi a strapazzare, d'altronde avendo stabilito, a Dio
piacendo di passare tutto l'Ottobre costì, vedete che ora sarebbe
innutile. D'altronde questa settimana abbiamo la vendemia, e eppoi i
conti delle Galette coi Massari, e altre piccole faccenduole, che stanno
bene terminate prima degli Esercizi. Indovinate a quest'ora quante
Esercitanti abbiamo, dicco a quest'ora poi nè aspettiamo delle altre.
Ma io non sò dove vogliono metterle. Indovinate mò. Cinquantatre.
Vedete ché bel numero. Suor Luigia manda a prendere i Scarfogli. Ho
sentito volentieri della vizita fattevi da Monsignor Vescovo, faccia il
Signore che tutte le nostre facende che abbiamo costì finiscono
felicemente. Questa volta non ho nessuna novita eccetuata che andò a
Casa sua la Beatrice. Termino dovendo scrivere alla Giuseppina, ed è
di già quasi ora di sonare l'Esposizione, del Venerabile poiché questa
sera si dà la Benedizione. Vi raccomanderò tutte secondo, che, faccio
sempre. Datevi qualche merenda, come anche le Figlie, facciamo cosi
noi pure, a quando, a quando.
Stiamo unite nel Signore, e attaccate alla sua Santiss:a croce,
specialmente nell'annegazione della nostra volonta, e in un ubbidienza
ezata, cose si necessarie per mantenere la pace, e la concordia nelle
Famiglie Addio, state sane, agradite i saluti di noi tutte e consideratemi
Vostra Affa Com e M. Suor
Paola E. Cerioli
L'oralogio lo manderei a Costanzo sè potesse farvi mettere il Cristalo,
ma non incomoderei D. Aquilino. A caso chè Costanzo, non potesse
farvi questo servizio mandatelo a Comonte, ma già non dubito chè lo
farà.
Alla Molto Rev:a Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana, Villa Campagna.
108
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte.
Di Bianchi suggerisce: "Settembre 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Settembre 1862".
Lettere
534
opera omnia
LETTERA
343
Mie Care Monache109
Sono arrivata a Romano felicemente. Ho ritrovata qui Suor
Luigia, ed eccovi la buona nuova. Una signora di Campagna piena di
buona volonta di fare qualche cosa per il Signore è venuta a Comonte
onde conferire con mè per piantare una Casa, simile alla nostra, anzi
dirò meglio per unirsi con noi a far del bene.
Vi saprò poi dire l'esito. Intanto pregate, e molto. Fatte sapere a
mia Sorella Cecilia chè quella Donna, non è più disponibile. Addio,
addio, ora parto.
Anche per parte mia Luigia110
Alla pregiatissis.
Suor Adelaide Carsana
VILLA CAMPAGNA
109
110
Di Bianchi suggerisce: "1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Dal Settembre 1862 al Marzo 1863".
Scritto da altra mano.
Lettere
535
opera omnia
LETTERA
344
Cara Suor Adelaide111
Voleva appunto questa mattina scrivere a Suor Rosa, quando
ho ricevuta la tua Lettera, cosi invece scrivo a te, per riscontrarti. Ho
letta assai volentieri la Lettera del Giò:, e sono riconoscentissima a
quel buon Monsignor Vescovo della premura che ha per la nostra
piccola Casa della Campagna; il Signore ce lo conservi lungamente, e
le conceda tutte quelle grazie che le sono necessarie per sè, e per ben
reggere la sua Diocesi. Non dimenticatevi di ricordarvi tutte di Lui
nelle vostre orazioni. Avete fatto assai bene a mandare il nostro
Cappellano a Genivolta per intendersi riguardo alla Cappellania, e
staro attendendo il risultato, che sè vedrette essere la mia gita costì
innutile, mi fermerò ancor qui qualche tempo, che sè poi voi due la
credete proprio necessaria scrivetemi che verrò allora a Soncino. Ora
ti darò le notizie di qui. La portineria, e terminata, anzi d'abbasso non
vi manca che i vetri alle Finestre, e dopo incomincieremo a servirsene;
Dissopra non vi manca che i serramenti ed il pavimento. Ti assicuro
che è sortito un bello, e comodo appartamento. Le Scuole, adesso
sono poco numerose, ma la ricreazione Festiva e sempre in gran
numero. La raccolta delle Galette è stata scarsa per le Monache, ed
assai abbondante pel Giò: della Famosa, mentre in un Oncia e mezza
ne ha fatte 9 Pesi e 7 Lire. In Casa solo 5, e 6 Lire, credo; Le comperò il
Sig Torri al prezzo d'Ita: 55.50. Adesso indovina cosa faccio ora a
Leffe. Vedendo che è quasi impossibile mettere in piedi l'incanatura
della Seta costì, e per la difficoltà di trovare la seta, e poi pel pericolo
che nelle condotte ci venga derubata essendo lontana, e strade poco
frequentate cosi ho pensato intanto che sono qui di provedere tutto
l'occorente onde mettervi in piedi un bel lavorerio di filatura di Lana,
scartezio, e Tessiture di Coperte, e panni; ora ho di gia comperato un
Telajo, e dimani lo caricheremo con 4 Coperte per fare imparare una
Figlia che condussi qui da Comonte, ed oggi sono dietro a imparare
scartezare, e filare; ti sò dire che è un bel lavoro, da occopare tante figlie,
facile ad apprendersi, e che potremo guadegnare qualche cosa col
111
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Leffe e indirizzata alla Campagna.
Di Bianchi suggerisce: "1864".
Raccolta suore suggerisce: "Primi di Luglio 1865".
Lettere
536
opera omnia
vendere le manifature. Oltre i Telai provedero i molinelli, ed i scartezzi,
coi quali si scartesa anche le strusa. Appena hanno imparato le nostre
lavoranti che manderò tutte costì. Dopo che avremo fatte le nostre
Coperte, ne faremo da vendere, e poi faremo il Panno da vestire i
Fratelli. Che te nè pare? Ho fatto bene? Non mi trattengo di più
dovendo andare a vedere il nostro nuovo lavoro. Se posso, proprio,
avviarlo bene sarei contentissima: Salutemi tanto la Rev.a Superiora,
Suor Marta, e Suor Giuseppa, cosi pure le Novizie, ed il buon
Giovanni. Uno di questi giorni scriverò poi ai Figliuoli. Quante
grazie, non dobbiamo rendere al Signore per tanti benefici che ci
comparte; e come poterli contracambiare! Da noi certamente non lo
possiamo; preghiamolo dunque, e ben di cuore acciò ci faccia
generose, e forti onde piacerli, e darli gusto, il che non può esser che
amando i sacrifici, e quant'altro di spacevole alla nostra natura ci può
mandare; e poi che cosa è ancor questo in confronto di quanto Gli
dobbiamo. Uniamoci tutte, e tutte d'accordo procuriamo di servirlo,
amarlo, ed onorarlo, nell'adempimento esato de' nostri doveri, e delle
nostre Regole.
Addio, tanto
Tua Affa Madre Suor Paola E. Cerioli
P.S. Non sò se abbia, ancora, da dimandare alla Giuseppina sè
ha proprio dimesso il pensiero da venire a Leffe, o pure conta ancora
da venirvi, che sè vuol venire, in un mo -112
112
Nell'originale manca la continuazione della lettera.
Lettere
537
opera omnia
LETTERA
345
Cara Suor Adelaide113
Ho ricevuta la tua Lettera, e quella del Rev: Sig. Prevosto di
Bianzano. Bisogna prepararle la roba come ti chiede pel Sig. Egidio,
che credo sia già lasciata da noi nella Casa stessa di Suor Costanza,
come sè vengono a prenderla consegnale anche il Ritrato della
Defunta sua Madre. Non bisogna sù questa roba specular tanto,
mentre nè toccò a noi pure gran quantità. Sento che l'ultima Fanciulla
ricevuta l'hai rimandata indietro, sù questo non posso dirti nulla, non
sapendo io il motivo, né le tue intenzioni. Invece di questa possiamo
prendere quella di Gandino trovandosi come sento in si grande
necessità: quindi Ho manda la Catterina dal Parroco di cola, o invece fà
dire, sè credi meglio, alle Sorelle del medesimo che hai da parlarle
riguardo all'accettazione di questa loro raccomandata e dirle che
siamo disposte a prenderla subito, ma bisogna che Le raccolgano un
50 Fran: per comperarle il mobile più necessario. Sono contenta che il
Signore vi dia a tutte buona salute, bisogna ringraziarlo, e impiegarla
poi in suo servizio come nè abbiamo l'obbligo ed il dovere. Io
desiderarei che nelle tue Lettere mi dassi un raguaglio più esteso, e
particolarizzato delle tue Religiose, come anche di tè stessa sè invigili
con attenzione sui diportamenti di ciascheduna, sè sei attenta a
coregerne i diffetti non omettendo il castigo senza riguardi quando nè
vedi il bisogno, sè coltivi in tè, e nelle medesime lo spirito Religioso
senza il quale a nulla giova il resto. Come fai a formare Suor
Nazarena all'Ufficio che le vogliamo affidare, sè ha preso spirito
nell'ajutarti ne' tuoi impegni, e cognizione nè tuoi affari, sè approfitta
nello scrivere nello scrivere specialmente nel far lettere, e quanto
tempo vi impiega ogni giorno, sè si è emendata degli spropositi che
diceva nella recita delle Orazioni, ed in quelle della pronuncia, o
almeno sè ha vivo desiderio d'emendarsi, e coregersi. Sè Suor Leonilde
è docile a tuoi avvisi, ed ubbidisce, prontamente senza dar segno di
113
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Di Bianchi suggerisce: "Gennaio 1864".
Raccolta Suore suggerisce: "Dicembre 1863".
Di Bianchi annota: "Vedi Ep. 66".
Suggeriamo che queta lettera sia stata scritta a Gennaio poiché l'autrice scrive:
"quest'anno or ora scaduto".
Lettere
538
opera omnia
mal umore, o di non approvare quanto gli vien comandato; sè è ezata
nè suoi doveri specialmente nei regolamenti della Scuola, sè sostiene
quel decoro, e gravità Religiosa si necessaria specialmente ha chi stà a
contato con gl'esterni, sè si risente quando viene coretta ecc. Sè Suor
Colomba risponde con poca bella maniera a tuoi ordini, e sugerimenti,
sè usa sprezzo ne' suoi modi, sè si lascia andare, colli atti, e colla
persona in poca compostezza, sè parla, e ride smoderatamente,
specialmente fuori della ricreazione. Sè tutte poi state nette, e polite si
nelli abiti come la persona; Sè parlate sempre tra voi altre delle Scuole
esterne, con perdita di tempo, di raccoglimenti, ed ha danno de' vostri
doveri, e delle Vostre Figlie. Sè queste povarete le lasci molto da sole,
sè filano ancora tra giorno, oltre le lunghe sere sè hai cura di coregerle
dolcemente de' loro diffetti, e procuri che diventano buone e savie. Sè
la Portinaja tien ben custodite le chiavi, e chiuse le porte, sè stà polita,
composta, e pettinata, sè parla poco, e non entra ne' fatti altrui; sè
porta saluti alle Monache senza tua permissione, o racconta ad Esse
chi è stato, e chi verrà in Casa ecc ecc. O io non finirei più sè volessi
dirti i molti doveri delle Superiore, bisogna che la chiedi a Dio la
grazia; che t'illumini, e ti dia quella saviezza e saggia autorità che
formano le Comunità regolari, e felici perché stabilite sù fermi pricipi,
e solidi fondamenti. Cara Suor Adelaide, mi sono estesa forze anche
troppo, però potrà giovarti, e giovar pure alle tue Compagne che
credo piene di buoni desideri d'avvanzarsi nella perfezione, non
andate dunque a cercarla fuori di quanto ho detto, lasciate a chi
vogliono i desideri di maggior perfezione: vincere le proprie voglie,
soffocare le inclinazioni, reprimere le ripugnanze non è cosa piccola
né dappoco; contentatevi dunque di questo e sarete sante. Sè si
contentano di questo, si contentano del posto od impiego che vien
loro dall'ubbidienza assegnato, senza guardare o aver invidia sè la
tale, o tal altra nè ha uno di noi maggiore; cosa conta un posto più o
meno onorifico, ci toglie forze i nostri diffetti, o ci fà essere più care
agli occhi di Dio? Che desiderano dunque di rimaner soggette, siano
poi delle ultime venute sieno poi delle più vecche, non monta, i soli
esempi d'ubbidienza, d'umiltà, di regolarita devono distinguere in
quest'Istituto le anziane, cosi diveranno vere Suore della Sacra
Famiglia.
Coraggio, dunque in questo nuovo anno che incomincia
rinoviamo il nostro spirito, e tutte unite di comun accordo protestiamo
di non voler essere l'ultima che mostri la sua riconoscenza a Dio per i
benefici che in gran copia quest'anno or ora scaduto ci ha profusi, e
prodigati con una condotta esemplare, ed edificante, specialmente
Lettere
539
opera omnia
nell'esercizio de' nostri più minuti, e comuni doveri sù quali basa la
vera virtù. Ma più di tutto questo è dovere delle Superiore, essendo
Esse che formano le regolari Comunità, e non altri. Ciò ti stia a cuore.
Prega anche per mè, essendo ancor maggiori i miei impegni de' tuoi, e
i miei obblighi verso tutte; Che il Signore, dia forza alla mia
debolezza, e costanza ne' miei propositi, onde non contentandomi di
soli consigli alli altri li metta in pratica in mè, essendo questo il
maggiore, e più fruttuoso consiglio. Suor Rosa mi scrive ottime
notizie, e della sua Casa (sè nè eccettui la Lonni alla quale hanno
amministrato l'oglio Santo e i loro soliti incomodi della Catterina, e
Peruti) e della Casa dei Fratelli, i cui due Figliuoli hanno indossato il
loro uniforme con grande soddisfazione dei primi Essi sono si
contenti, e fanno tanto bene che Suor Rosa non sà più che dire,
specialmente del Giovanni. E' si tanta la sua confidenza in S.t
Giuseppe, e la sua fede in Dio, che è impossibile non sieno esaudite le
sue, e le nostre speranze Eccoti una Lettera che ti occuperà un pò di
tempo, e non sò quando potrò ancora fartene ancora una si lunga.
Saluto tutte ad una ad una, e le auguro un prospero, e felice anno,
ricco di grazie, ed abbondante di meriti. Saluto pure le nostre
Figliuole e desidero che le piccine imparano dalla bontà e carità di
Gesù, ad amarsi esse pure, ed amarsi veramente, e di cuore senza
questo amore scambievole non pensano mai, ne' credono d'essere lor
pure amate da Dio, che si avvezzano a reprimere i loro piccoli
risentimenti, sforzandosi a tacere quando si veggono molestate, ed a
essere più servizievoli, e più manierose con chi sentono qualche
ripugnanza; questi sono fioretti coi quali devono far presenti e doni
alla Culla del Bambino Gesù. Le più grandi poi sieno umili, e non si
credono di qualche cosa perche sono grandi, ed hanno più d'abilità
delle piccine lor Sorelle, ciò è naturale; Sia loro impegno invece di
dare ad Esse esempio di mansuetudine, non risentendosi, né
mettendosi di mal umore quando vengono corette, faccendosi vedere
ubbidienti, sempre contente, docili ecc, ecc. Cosi facendo meriteranno
poi la benedizione di S.t Giuseppe che le riconoscerà per sue vere
Figlie. Che il Signore infine faccia trovare a tutte quella pace chè è
venuto a portare sul mondo, e che solo si può trovare
nell'annegazione della proprio volonta e nella persuasione d'una retta
coscienza, in aspettazione che ci faccia poi degne di cantare con gli
Angeli le sue divine Lodi. E' salutando di nuovo caramente tutte ho il
bene di segnarmi.
Tua Aff Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
540
opera omnia
LETTERA
346
Cara Suor Adelaide114
Dalla tua Lettera, mi pare che incominci a patire gli scrupoli: Va
via alla buona perche patiresti, non essendo la melanconia tuo
carattere. E poco male che pensi sinistramente delle Figlie, dei Figli, e
poi anche dei Fratelli, e delle Sorelle perche infine i tuoi giudizi non
sono di cose scandalose ma di miserie che succedono, e possono
succedere ogni momento, e noi stesse ne portiamo alle volte con noi:
Sta dunque quieta, e vivi in pace: Solo guardati alle volte di
comunicare i tuoi giudizi, e sentimenti a persone che ne possono
rimediare a disordini, ne istruirsi per loro norma. In questo punto che
vuol partire il Gio: mi viene consegnata la tua Lettera, e vi rispondo
subito. Riguardo al venire io costi per S.t Carlo, bisogna compatirmi,
sono un po' raffreddata, e questo umidaccio e cattivo tempo potrebbe
pregiudicarmi, ma sta quieta che preme assai a me pure di venire
costì, e quando il tempo si sarà ristabilito, se il Signore mi fara grazia
verrò propria. Riguardo alla Figlia condotavi da quel Sacerdote di
Cremona se vedete che sia propria pel nostro Istituto prendetela pure
che il Signore ve la manda pel premio di S. Carlo: in quanto poi a quel
suo Fratello che fa da Marengone sarebbe assai bella cosa che venisse
costi intanto a prova come Novizio. Mi sembra troppo a farle dar
fuori 80 Fran: oltre il mobile, perche in fine ci daranno più nulla: basta
regolatevi in causa. Ti mando mezza Somma di castagne per voi altre,
e mezza pei Fratelli. Ti raccomando col ritorno del Giò: Lunedi a
mandarci della Legna minuta, avendone dovuto comperare per non
averne più.
In quanto poi ai premi, io direi di dare la Medalia all'Aquilino,
perche bisogna guardare di darla a quello che ha fatto bene sempre, e
non a volta a volta. Al L'Aquilino le darei pure il Libro grande, perche
la medaglia è un dipiù e destinata solamente per chi si distinse
nell'agricoltura, come vedrete dal Libretto, e gli altri premi a chi si
114
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte.
Di Bianchi suggerisce: "Fine Ottobre 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Ottobre 1865".
Di Bianchi colloca questa lettera alla fine dell'Ottobre 1863 dal momento che G.
Marsetti entrò nel Febbraio del 1865 e perché qui si parla di premi.
Lettere
541
opera omnia
diportò più bene. Dunque vedete che lo merita pure l'Aquilino; l'altro
Libro grosso datelo pure al Giacomino; e poi ne darei uno a quello di
Gorlago se vi pare, o a chi volete: Non date premi per riguardi ma
guardate che si sieno sempre diportati bene, e dato buon esempio, con
fatti e parole: cosi il premio farà maggiormente l'effetto che si
desidera, cioè che si diportano bene, (s'intende non badare a certe
piccole cose impossibili in un Raggazzo). Per massima, distribuire
pochi premi, ma dispensati in maniera che gli stessi Figliuoli possono
dire.. I premiati lo meritavano. Ti raccomando poi quel giorno di
trattarli bene, e divertirli tutti. Ti raccomando di mandare il Giovanni
almeno quando va a Soncino un poco polito, ne farli portare sacchi
sulle spalle, o carichi pesanti come fatte tante volte. Ora bisogna fare
in maniera che possa essere rispettato pel bene dell'Istituto.
Cara Suor Adelaide, ti raccomando pure la polizzia dei Figliuoli,
e della Casa. Fa tutto con pace, e per amor del Signo ed Egli ti
benedirà. Ti saluto.
Tua Aff Madre Suor Paola E. Cerioli
Ricordati quando scrivi a me di scrivere con tutta liberta, e
confidenza, e senza alcun scrupolo, poiche io sò fare quel diffalco che
mi pare, perche ti conosco, a fondo: dunque non aver riguardi.
P.S. Io vi ho proposto pei Premi l'Aquilino, il Giacomino, il
Gorlago: però come scrisci a Suor Rosa voi altre due col Giò: e
Cherubino Saprete meglio di me, chi lo merita, ed aggiungervi
qualche d un altro per esempio il Pietro se lo ta; Fate voi. Ho scritto di
fretta, intanto che il Giovanni caricava il Caretto. Addio.
Lettere
542
opera omnia
LETTERA
347
Cara Suor Adelaide115
Suor Rosa l'aspetto dimani col Gio: e la Maffi.
Ho ricevuto il Melicone, ma non posso mandarti dannari non
avendo il Giò: gli manderò al ritorno di Suor Rosa che ora mando a
prendere avendo stabilito Lunedi per andare a Leffe. Le stanze del
Straforini è meglio non affittarle, non ci conviene per piccola moneta
tirarsi in Cassina altri disturbi. Desiderarei sapere sè il Sig Scotti ha
fatto chiamare il Bifolco di Campagnola, cosi sè il Fattore ha fatto
quanto noi le avevamo detto in Campagna cioè di trasportare il
Letame nel Campo, e coprirlo di terra, far segare le rive ecc. Il Sig.
Scotti restò sorpreso come non seminasse la bula o la semenzina nei
Formenti, e che lasciasse tanto tempo il Letame in Cassina essendo
anche contrario alla salute, ed io vorrei che ogni quindeci giorni il
Fattore facesse nettare le bucche del letame tanto alla Campagna come
a Campagnola, e condurlo addirittura nei Campi coprendoli con
terra, e fate osservare: sè lo fà. Cosi crederei bene che raccomandasti a
Costanzo andando a Campagnola che desse sempre occhiata anche a
nostri Fondi, e vedendo fatture da farsi, o disordini vi avvertissero.
Ho ricevuto il Pane, il quale è come il nostro. Io sarei di parere di non
fare più pane a S. Maria andando cosi tanta legna, e che converebbe di
più farlo noi, e mandarvene per il Gio:116 Ti raccomando di far
accomodare la Legna grossa lasciando in libertà la porta grande che
và in Ortaglia, e farne mettere più chè si può sotto il nostro portichetto
in Convento, dalle Figlie nelle ore che non avete Scuola. Cosi fà
mettere in qualche stanza quella Capponaja che ho veduta tutta
disfatta in Cassina, perché non stà bene e dà sempre indizzio di
trascuratezza. Intanto che Suor Marta è Maestra delle Estere
bisognarebbe sollevarla dall'essere anche delle nostre Figlie ed anche
del guardaroba, onde non affatticarla di troppo non essendo delle più
forti. Godo assai che la medesima, e Suor Leonilde facciano bene nelle
115
116
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Di Bianchi annota che il mittente si trova a Comonte.
Di Bianchi suggerisce: "1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Settembre 1863".
Di lato alla lettera è scritto: "Suor Rosa può venire con la Maffi".
Lettere
543
opera omnia
Scuole, e quando credete, e vedete la necessità collocate pure le
piccine piccine da per sè, e mettette a loro custodia quella fra le nostre
Figlie che credete più adatata, che tengono però il nostro solito
metodo, cioè possibilmente, essendo si tenere: e dandole anche
maggior libertà, come lasciarle dormire sè dà sè si adormentano ecc...
Sina dopo li Esercizi non mando i Lenzuoli per le Figlie, nè le Coperte,
e ti prego a spedirci al più presto le due pezze di Tela che hanno sul
Telajo, la Catterina, e la Lonni. Mio Dio che lunghezza! non la
finiscono più. A caso che queste due Figlie non siano di salute mettete
nel Telajo l'Angelina, che lavora bene, e più speditamente. Lo stesso
farei anche con la Cottonina diversamente andaremo a terminarla a
Pasqua. Non ci conviene adoperare per la Casa una Figlia lesta, che
potrebbe guadegnare il doppio nel lavoro, e tener occupate le altre,
che anche stiano in piedi ci portano poco pregiudizio.
Mandami il numero ezato di tutta la biancheria che avete in
Guardarobba, e dei Lenzuoli, Fodrette Coperte, e Pagliaricci delle Figlie
come pure della biancheria personale delle Monache; che
guarderemo darvene un numero sufficente, per non essere sempre in
continuo movimento di biancherie. Sento con piacere, e con
riconoscenza delle continue attenzioni del Rev: Sig Prevosto a vostro
riguardo, ma mi rincresce delle prolungate assenze del nostro
Cappellano.
Vi mando da coprire il vuoto del Tronino, ma mi rincrescerebbe
che lo tagliaste, potendo essere ancor buono per il nostro.
Ti raccomando la Casa, nel tempo dell'assenza di Suor Rosa, sia
sollecità, ed abbia cura delle Sorelle, non sfaccendarti troppo per non
perdere quella gravità necessaria ad una Religiosa, e riffletti bene
prima di parlare, per non avere dippoi a rimproverarti, essendo
sempre rimarcate le parole dei Superiori, come osservati di più i loro
diportamenti. Ti raccomando poi quando vi è la Superiora d'essere
sempre la prima a renderle tutte le dimostrazioni di rispetto che esige
il suo posto, essendo queste assai necessarie pel buon andamento
della Comunità: quindi alzarsi con sollecitudine quando entra dove
siete ecc, ecc per noi Vecchie tutti questi piccoli atti ci possano servir
pure di tante piccole mortificazioni, ma che giovano assai per
conservarci in esercizio di umiltà, e dar esempio alle Sorelle.
Guardate sè è restato costi ancora i Libbri di Virgina perché non vorrei
che si fossero perduti. Crederei bene che l'Anì venisse a Comonte
quando ritornerà Suor Rosa a S.ta Maria, che sarai poi circa una
settimana, perché ora non saprei che Monacha mandarvi a supplire
pel suo Ufficio, conducendone io forze due a Leffe essendovi da fare i
Lettere
544
opera omnia
trasporti dei mobili dalla Casa vecchia nella nuova, che sono molti.
Nel ritorno poi di S: Rosa glielo prometto. Suor Luigia con Suor
Nazarena, e due Figlie grandi hanno creduto bene jeri d'andare esse
stesse a Leffe onde accomodare le pocche stanze pel Sig Canonico e
mè, e ritornarono jeri sera. Ti puoi immaginare quante volte dicccevano
qui ci vorrebbe Suor Adelaide. Ma ci vuol pazienza, hai un bel
motivo di farti del merito, offerendo al Signore questa tua privazione.
Essa trovò molta robba nella Casa di Suor Costanza, ma che richiede
assai del tempo a polirla, e trasportarla. Trovò la Casa nuova assai
grande ma le sembra ci vorrà assai dannari a ridurla, e ripararla; però
questo lo faremo un poco alla volta, e quando saremo colà. Feccero
correre molta gente, comè naturale, quantunque non sortissero che
chiusce nel Legno. Nessuno però loro disse nulla, guardavano
solamente sè potevano nella Casa ed altro. Vi era pur là il Sig
Prevosto di Bianzano. Ecco prima di chiudere ti ho voluto dare anche
questa novita. Ora termino, salutandoti assieme la R: Superiora, Suor
Leonilde, e tutte tutte. Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci protegano,
custodiscono ora, e sempre.
Tua Affa: Com:
Suor Paola E. Cerioli
Riguardo al Pane, sarebbe forze meglio che invece di farlo noi, lo
faceste voi altre costì una volta per settimana, ma giacché lo fatte
mandarcene a Comonte tanto che sia abbastanza per una settimana.117
117
Quest'ultima frase, da "fatte" a "settimana", è scritta a lato del foglio.
Lettere
545
opera omnia
LETTERA
348
Cara Suor Adelaide
Rispondo in fretta alla tua lettera. Non mando la lettera per la
Misericordia poiché ora non ho tempo e va fatta bene e con regola, la
manderò poi per la posta; intanto ti mando un pezzo da 20 f.i se vuoi
dar in acconto al fabbro, ed al muratore. Ti mando le figure del
Presepio, ma raccomando di non affannarti troppo per non trascurare
poi i tuoi doveri, e quella gravità religiosa tanto necessaria
specialmente in una Superiora. Sta attenta che non si abbiano poi da
introdurre in Casa pel motivo del presepio, persone di sesso diverso.
Guarda che la Catterina, stia all'ubbidienza, e guardi bene a chi apre.
Ti auguro felici le SS. Feste, come alle Monache e le figlie. Tieni in
pieno vigore la dipendenza delle Religiose in tutto e per tutto con la
loro Superiora, e le dimostrazioni di rispetto e di stima verso la
medesima, essendo questo il cardine sul quale si aggira il buon
andamento d'una Comunità. Riguardo a Suor Leonilde tienla pure
indietro senza timore, onde col suo carattere ardente non faccia nella
scuola quello di più che non istà a lei, ma vadi a tempo, e con quiete.
Salutela tanto come pure le altre Monache e la Catterina. Sorveglia
assai le scuole e le ricreazioni festive, specialmente queste feste. Vi
saluto tutte caramente e di cuore, e mi riserbo a scriverti più a lungo
un altro giorno più di libertà. Addio, addio.
Tua Aff.ma Com. e Madre
Suor Paola E. Cerioli118
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Adelaide Carsana
Leffe.
118
Di bianchi annota: "Comonte dicembre".
Lettere
546
opera omnia
LETTERA
349
A Suor Adelaide riservato.
Mi sono molto consolata a sentire ciò chè mi scrivi di Suor Rosa,
ma già io non nè dubitava, ho piacere poi anche del esempio chè può
dare a tè, e cerca di fondarti bene in umiltà la quale è il principio, il
centro della perfezione, e l'umiltà verà non consiste nelle parole, o
vani desideri, ma nelle occasioni, e prove difficili. Ti raccomando poi
molto d'assueffarti a ben concepire, e scrivere le Lettere poiché a dirti
la verità mi pesa assai a lasciarti per questo Suor Marianna, chè tanto
ci accomoderebbe in Noviziato: sè volesti lo potresti fare e ci sarebbe
si utile! ma pazienza. Però quantunque non persuasa non voglio
abbandonare la speranza, fallo per l'amore di S. Giuseppe, e pel l'utile
di quest'Istituto: Mettiti al impegno, tutti giorno, fà qualche Lettere per
esercizio, e falle coregere, e fatti insegnare da S. Marianna intanto ché
hai la fortuna di averla, e prova a piegarla, e ripiegarla bene, e come
si deve, e con la sua sopra-scritta bella, e in regola; come anche la
sottoscrizione delle Lettere in regola, e tutto in suo posto, e dritte ecc,
ecc e non cosi come viene, viene. compatisci ti prego, ma è la necessità
in chè siamo chè mi fà scrivere cosi. Intanto non vi è chè Marianna, e un
poco l'Annetta, Domando a te come fare? Basta sè vuoi potrai riuscire.
Mè lo prometti? Il Signore ti ajuterà, e benedirà la tua fatica. Ti
raccomando chè le faccende non abbiano da dissiparti. Fatte ogni
tanto le vostre ricreazioni straordinare, e qualche merenda, ma le
Figlie più di raro. Tenetevi da conto, e ricordatevi da bevere almeno a
pranzo un pò di Vino, e quando vi è bisogno anche la sera. Quando il
fiasco è finito mandatemelo da ripienire. Così sè vi abbisogna qualche
cosa scrivete...
Lettere
547
opera omnia
LETTERA
350
Cara Adelaide. Risposta al Viglietto.
Che Dio liberi tutte le Suore della Sacra Famiglia dal desiderio
di essere riconosciute di quanto fanno, e prestano al prossimo con le
loro opere di carità, e coi loro benefici, foss'anche di poca cosa. Gesù
Cristo non ricevette che ingratitudini, e il Servo vorrà essere meglio
trattato del suo Padrone. Ma che vado io cercando, quando
riffletteremo ai benefici grandi immensi che tutto giorno, tutte ore, tutti
momenti riceviamo dalla mano benefica di Dio chi oserà non dirò
pretendere, ma nè anche aspettarsi d'essere corisposte! Nò, cara
Adelaide, serviamo Dio per Lui, e solo per Lui. Gesù sia il nostro
premio, la nostra ricompensa. Non è vero che noi abbiamo dato tutto
al Signore, dal momento che si siamo a Lui consacrate? Tutto... ed ora
per amor suo ti sei privata anche del Crocifisso (con mia
consolazione) eppoi abbiamo da lasciarci entrare nel cuore119 desideri,
o rincrescimenti per cose si piccole che Dio ci ha sempre dato, e ci
darà sempre? Stà all'erta, cara Adelaide, onde il nemico non abbia in
questo più da tentarti, o tentata resisti sempre virilmente, con questi
rifflessi, ed altri più sensibili che il Signore ti metterà alla mente,
perché vedi chi manegia roba, o dannari è più facile che vi lasci un po'
attaccato il cuore, quindi ti raccomando questo articolo tanto, tanto
perché a dirti la verità mi pare chè un pocchettino diffetti, però tè lo
dicco con tutta la libertà d'una Madre, come tu desideri e perché mi
apri si schietamente il cuore e lo farai sempre non è vero? Cosi quando
fai conti, o contratti, non farti vedere tanto sutile... nò una Suora della
Sacra Famiglia deve essere nella sua povertà, di cuore generoso ma
non però liberale.
119
Di bianchi annota: "Scritto da altra mano: "Copiato +"".
Lettere
548
opera omnia
LETTERA
351
Cara Adelaide120
Il posto di Superiora ha le sue spine, e quante! bisogna aver
pazienza, e portar la sua croce, e insieme quelle delle Monache a sè
soggette. Non bisogna castigar sempre perché altro è Novizia, altro è
Religiosa.
Con le Novizie non bisogna lasciar passar tanto, con le Monache di
più, molto più tù con due sole Religiose, e tue compagne.
Guarda; Sia ezata sul mantenere il rispetto al tuo grado di
Superiora, cioè l'alzarsi quando arrivi, non sedersi senza tua licenza,
dimandare in ginocchi le dispense e licenza che non riguarda però i
loro uffici, cederti il passo incontrandoti ecc, ecc e queste serve
mirabilmente a conservare in umiltà e la Superiora, e le Monache, del
resto specialmente tù avuto riguardo, come dissi, a due sole Religiose,
e delle più anziane abbi pazienza, e castiga rare volte, quando i diffetti
non derivano di mal animo, e possono portar danno, e mal esempio
nella Casa. Certi diffettucci radicati in noi, d'innavertenza ecc ecc non
si emendano più più, diversamente il voler mettersi al punto
d'estirplarli fà morir tissici.
Quindi compatisci, e ti serva ad esercizio di pazienza, e di
pazienza ben grande, poiché ho provato anch'io e credo proveranno
tutte le Religiose. Procura con le buone quando vi trovate tutte tre
unite in santa concordia, di far capire ad esse i loro mancamenti,
come una tenera Madre fà cò suoi Figli, e quando scorgi opposizione a
tuoi sentimenti, sè sono di poca cosa sappi tacerti, sè sono cose più
importanti scrivemi come hai fatto questa volta ch'io risponderò a
tutto come faccio ora. Stà sollevata poiché cè poco andare in S. Maria,
e là con una Comunità più numerosa si reggerà meglio.
120
Di bianchi annota: "A Leffe".
Lettere
549
opera omnia
LETTERA
352
Cara Suor Adelaide121
E' stato qui il Rev. Sig Chiodini, e rimasi con esso d'inteligenza
che Le avrei scritto il giorno che avrei avuto l'occasione di mandare
costì il Caretto onde in quell'incontro approfittarsi il Fratello del
Giacomino122 di venire alla Campagna come si aveva di già stabilito,
quindi ti scrivo onde mi sapi dire quando potrai mandarlo a Comonte
il Caretto, e cosi combinare anch'io il ritorno con questo Giovane:
quantunque però il medesimo non venga né come Fratello, né come
Figliuolo, ma bensi come lavorante non di meno (come scrivo al Giò:)
non dubito vi sara caro, e fara bene123.
121
Di Bianchi annota: "a Soncino, Comonte, maggio 1865".
122
Di Bianchi annota: "Paris Isidoro".
123
Di Bianchi annota: "Continuava, ma.... stracciato il foglio".
Lettere
550
opera omnia
LETTERA
353
Cara Suor Adelaide124
Ti mando i Confetti, e le paste delle due Novizie, jeri Vestite.
Monsignor nostro Vescovo, come al solito, con la sua bonta, ed
affabilità ci consolò tutte. Nella tua lettera non mi dici nulla come ha
sentito il Signor Arciprete, e i Cerioli; la sospenzione dell'acquisto di S.
Maria. Mi rincresce della seta però mandamela indietro pel Giovanni
che la venderò qui a Bergamo, ti manderò poi un altra volta
lequivalente in denaro per pagar Costanzo, intanto se puoi dali a conto
qualche cosa e se mi puoi dire press'apoco di quanto puoi disporre
oltre i bisogni della cassa e degli ordinarj mi regolerei meglio. Ho
pronto i dannari per saldare anche Scotti; abbiamo venduto il
frumento a Lire 60 e con altre piccole risorse siamo rivate a mettere
assieme la somma. Ho letto oggi la lettera del R.do Sacerdote Don
Giovanni di Gromello, e l'offerta che ci fa per unire il suo piccolo
Istituto al nostro, e più di quello che mi sarei immaginata; Ci dà casa
mobiliata e 14 pertiche di fondo: facilmente si farà essendo pur tale il
desiderio di Monsignore, non dite di ciò niente a nessuno ne meno alle
figlie, io non ho potuto tacerlo a voi tre, poiché tutte tre mie
carissime. Di Leffe non so niente; ma una nuova per volta. Vi mando
il tavolino, il pane e mezza soma di melicone; Dite al fatore ch'io non
posso mandarle altro melicone, poiché bisognerà comperarne anche
noi. Mandami il mio cestino di lavoro e non rubarmi la forbice, cosi
pure mandami la botiglietta del nuovo Elisir del Conte Pazzi. Le poche
paste che riceverete non fatele vedere alle figlie, ma dividetele tra voi
tre. Mandami lo spirito delle Figlie del S.° C.e il quale era nel Cassetto
della Tavola: cosi mandatemi il mio corpettino di Lana. Vi occludo qui
la Lettera che scrivo al Sig. Viola, acciò la leggiate; dopo sigilatela
politamente, e mandategliela dal Fattore. Sappiatemi dire come
Monsignore deciderà la questione del passaggio della Chiesa, perché
il motivo chè aduce la Fab:a del diritto riservato a soli Cerioli mi
sembra insusistente, però m'informerò. Cosi pure ditemi sè il Sig
Arciprete è partito, perché avrei delle Carte da mandarli. Addio. Fatte
124
Di Bianchi annota: "A Soncino, Comonte 1862".
Lettere
551
opera omnia
bene, state unite in mezzo alla Sacra Famiglia, state sane, e
consideratemi sempre la vostra
Affa Suor P: E. Cerioli
Lettere
552
opera omnia
LETTERA
354
Cara Suor Adelaide125
Ti suggerirei, riguardo a Suor Maria, di provare a farli
conoscere dove falla, e quando falla con maniera come d'amicizia, e
d'interessamento, chiudendo alle volte un occhio, quando in un
giorno sono molti; perché S. Maria mi pare chè ha starli troppo sopra
diventi come si dicce loca e per volere stare troppo sopra sé stessa
(perche rincresce anche a lei questo diffetto) diventa tutta affettata.
Onde prova a fare, ora in una maniera, ora in un altra, perché
l'intenzione è buona, e il troppo potrebbe intorbidare, e togliere ad
ambidue la pace, e la confidenza. In generale senza però mancare a
tuoi doveri, e usare quando abbisogna, (ma raro) anche il rigore,
compatisci, e fà uso di dolcezza, molto più quando i diffetti sono in
natura, come quelli di S. Maria, e S: Rosa. Vedrai chè colla pazienza, e
colla persuasione, cosi un poco alla volta otterai molto.
125
Di Bianchi annota in calce alla lettera: "riservata".
Lettere
553
opera omnia
LETTERA
355
Cara Suor Adelaide126
Non avendo potuto scriverti l'altro giorno per mezzo del
Giovanni, cosi lo faccio oggi avendo da darti anche una buona notizia.
Ieri ci capito un uomo che veniva a presentarsi per essere ricevuto tra i
Fratelli. Suor Luigia, e Suor Rosa che lo videro e gli parlarono parve
loro mandato appositamente per la nostra impresa, e ne
ringraziarono con mè di cuore il Signore. Quest'Uomo è proprio
quello che noi cercavamo. Io le ho detto che venisse a provare ma Egli
mi dissi "Verro a provare si, ma però mia intenzione è di starvi
sempre” Egli è fatto apposta per i Figliuoli, apperto sincero; insomma
noi siamo contentissime, e ci gioverà assai per le cose di Casa. Però è
contadino, lavorera in Campagna, ed è pratico de' Bigati avendone
tenuto e fatto delle Galette anche quest'Ottobre. Egli verrà costì
Mercoledi della ventura settimana e poi anderà ad accomodare le sue
cose di Famiglia avendo qualche cosa del suo, ma ritornerà subito. Sei
contenta. Bisogna dirlo anche al Giovanni per consolarlo, che S.t
Giuseppe questa volta lo ha servito da vero padre. Ora vengo alla tua
Lettera. Incomincierò a dirti che sè non metti maggior attenzione a
scrivere, a momenti le tue lettere non si possono più leggere ha
tentone: per me poco importa ma mi rincresce perché intanto ti abbitui
a scrivere cosi e senza accorgerti lo farai anche con gli altri. Insomma
vi è merito anche col mettere, e sforzarti ad avere più attenzione.
Riguardo poi alla Lettera che mi hai mandato per una Zia della Lucia
Fratus, io ho creduto bene di non spedirla, perché io non credo che
essa abbia una Signora come pare sia quella che scrive che tratta
sempre con Lei. So che la Lucia ha una Zia che fa la serva, ma non è
mai più quella alla quale scrive. Dunque io non mando la Lettera per
due motivi: uno per paura d'ingannarmi, e l'altro per non farsi
ridicole.
Io non ho ricevuta alcuna Lettera dal Rev: Sig. Arciprete di
costì, ne ho mai sentito a parlare di questa Figlia; vuol dire che
quando verrà costi la Superiora ne parlarete intanto puoi dimandare
se uno di questi Figliuoli fosse adatto pel nostro piccolo Istituto. Le
Figliuole di costì non ci fanno onore riguardo alla salute, e robustezza
126
Di Bianchi annota: "a Soncino, Comonte 1865?".
Lettere
554
opera omnia
poiché abbiamo anche la Serafina, e la Canti che hanno una salute
misera.
Ti raccomando di raccogliere tante esercitanti. Quando verrà
poi Suor Rosa ne faciliterrà qualche d'una anche con mezza paga, o
nessuna. Sapiami dire come và con queste offerte dell'Altare di S.
Giuseppe. A mè sembrarebbe meglio che il Falegname facesse il
disegno dell'Altare col suo prezzo, tanto a darle il Legname come
senza, eppoi raccogliere le offerte.
Ho letta jeri la tua Lettera scritta a Suor Luigia.
Non lasciarti prendere ti prego da nessun timore quando si
tratta da coreggere le tue compagne, opera con libertà di spirito, e
sprezza qualunque pensiero che ti venga: guai a te, sè incominciasti a
secondarli, e guai alla comunità: lo spirito l'ordine, e la regola ne
anderebbero pregiudicati. Dirizz a la tua intenzione alla mattina
d'operare tutto per Dio, e rinnovela sè ti riccordi frà la giornata eppoi và
avanti francamente che il Signore ti ajuterà. Ti raccomando d'aver
presenti i diffetti delle tue compagne che più impediscono ad Esse di
raggiungere la perfezione alla quale sono chiamate, e contro questi
opera con rissolutezza, e senza riguardi. Suor Luigia, guadagna tutti
giorni di forza ma stenta a rimettersi perché Ho poco, o tanto il suo
mal di Fegato si fà sentire. Io spero che sarà niente, ovvero
convulsioni, non di meno abbiamo sempre paura; questo però non ci
toglie la nostra fede in Dio, e S. Giuseppe. Mandaci il Carretto Venerdi
senza fallo, poiché Sabbato lo vogliono mandare ad Alzano con la
Seta.
Lunedi poi farei volentieri una gita a Leffe intanto che vi è qui
ancora Suor Rosa, e Mercoledi, o Giovedi poi continuando Suor Luigia
a portarsi bene verrà costì la tua Superiora.
Dalla tua Lettera capisco che il Batista non ti ha informata
dell'inteligenza formata tra, me e Lui; Egli dunque mi disse che sua
Madre non vuole che stia costì; però Egli non si fermerà che questo
Mese, e forze forze un poco del venturo; questo ti dicco acciò non abbi
da fargli niente di nuovo, e non fargli portare le Camicie e robe dei
Fratelli, ma solamente tenerlo netto e rappezzato: questo è il nostro
d'accordo, dovendo noi soministrare dannaro a sua Madre però io
crederei di non far finta di nulla solamente dirlo al Giò: ma non che
noi lo paghiamo ti raccomando. Fortuna che S.t Giuseppe ci ha
mandato questo nuovo soggetto che vi piacerà assai a tutte, eppoi nè
verrà ancora, non nè dubito né meno. Saluto tutti, e tutti, da parte
anche di tutte queste qui. Addio.
Tua Affa
Suor Paola E: Cerioli
Lettere
555
opera omnia
LETTERA
356
Cara Suor Adelaide127
Ti scrivo queste due righe perche mi stà a cuore quella Figlia di
Orzi (avendomi tù scritto che sia Ella dimagritta in maniera che voglia
campar poco) per raccomandarti di tenerla da conto; tanto col
nutrimento, dandole anche il Vino, sè ne ha da bisogno, quanto col
tenerla riparata dal fredda, e non occupata, perché queste sorta di
costruzioni e di caratteri vivi patiscono a tenerli soggetti: dunque te la
raccomando assai; sia buona Madre. Un altro motivo mi fà scriverti, è
questo è per raccomandarti il nuovo Fratello che verrà (almeno cosi
me lo promisce) Egli viene con persuasione di starvi, però avendo
qualche cosa del suo è necessario che ritorni al Paese per accomodare
le sue robe. Egli è pieno di buona volontà di fare del bene all'Istituto,
quindi il Gio: l'interessi col farli conoscere il bene che potrà fare
questa istituzione sè il Signore la benedirà. Un altro motivo mi
premerebbe ch'Egli vi prendesse amore, ed è che del suo Paese vi
sarebbero altri buoni soggetti, che standovi Esso sarebbe più facile
che venissero anche gli altri. Ho voglia che vi arrivi per sentire la tua
opinione, e quella del Giò: A Suor Rosa, Suor Luigia, e me ci sembra
natto fatto per quella Casa e appunto come noi cercavamo, almeno
Egli non è cosi rozo, e capisce il fine per il quale viene. Egli dunque
farà ricapito qui al Convento, e tù Le insegnerai poi la strada per Villa
Campagna, quando non arrivasse tardi e stanco che allora potrai farlo
fermare in Cascina. Mi rincresce poi assai della mancanza di virtù
delle Monache di pesarle tanto la dipendenza d'una dell'altra. Mio
Dio, dove si perdiamo mai, e quanto è mai grande la nostra
debolezza. Bisogna assolutamente levare ad Esse questo diffetto e farle
intendere che la vera umiltà stà nella dipendenza non solo de'
Superiori, ma anche degli inferiori, molto più poi che Esse
dipendendo da Suor Giuseppa, dipendono d'una maggiore, che
almeno certamente Essa lo è in virtù. Dopo Suor Marta abbia sempre
la preferenza Suor Giuseppa. Volesse Dio, che fossero tutte
compagna!
127
Di Bianchi annota: "A Soncino, Comonte 1864".
Lettere
556
opera omnia
Fatte pure alzare le Figlie alle 5. 1|2 qui da noi è già del tempo
che si alzano a quest'ora.
Prega il Signore acciò dia a tutte noi la vera umiltà di cuore,
senza la quale non saremo mai vere Suore della Sacra Famiglia. Sia
raccolta e stà in guardia sù tuoi diffetti che anderà sempre più meglio la
tua direzzione, e consideri quale mi segno
Tua Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
Ho ancora due Raggazze da mandare costì.
Adopera pure gli Ablus da fare i Calzoni a Figliuoli, ch'io farò
poi fare del Fustane per vestirli questa Estate, cosi pure le Camicie
colorate per tutti giorni in Campagna.
Tanti saluti a tutti ed anche al Gio: e Fratelli e Figli128.
128
Questa frase è scritta di lato al foglio.
Lettere
557
opera omnia
LETTERA
357
Cara Suor Adelaide129
Soncino 16 Aprile
Non avendo potuto scriverti da Comonte, ti scrivo invece da
ta
S: Maria dove sono giunta jeri. Dal Rev:° Sig. Prevosto di Bianzano
ho sentito volentieri le tue notizie, come anche dall'ultima tua Lettera
ricevuta per mezzo della Posta. Ora vengo a quanto mi scrivi.
Riguardo a quanto mi dicci del Rev: Sig. Vicario mi cagionò
dispiacere, e nè parlai col Rev:° Sig Canonico che fù a Comonte
Giovedì appunto quel giorno che vi si trovava anche il Prevosto di
Bianzano: ma tù non specifichi niente sulla tua Lettera, né sè riguarda
le sole Figlie, o anche le Monache, e né sè per mancanza di matteria,
od altro, cosi non ho potuto consigliarmi, né posso risponderti.
Riguardo poi a quanto mi parlò lo stesso Sig Vicario, o già scritto a
Monsignor Vescovo onde voglia nominarci qualche confessore da
potersi servire a caso che l'ordinario fosse impedito o per
indisposizione, o per altro. Raccomanda al Sig Battista che intanto che
la Stagione è propizia faccia metter dietro a consolidare come si era
d'inteligenza i Fondamenti della Casa, perché sè verrà la Stagione più
calda non sarà tanto buona. Vuol dire se ti occorerà dannari ti
manderemo qualche cosa, ma io credo che avendo le pietre, e la Calce
non importerà molta spesa, d'altronde mi sembra assai necessaria.
Sapiami dire come stà il Sig Battista, e sè si è ben ricuperato in salute.
Riguardo alla Casa lascia correre che forze saressimo disposte ad
affittarla anche per uso Ospitale, o per abitazione del nuovo Parroco:
sarebbe veramente una providenza l'affittarla cosi tutta intiera a corpi
cosi solidi, e che la pagherebbero bene. Sè sentisti ancora che in Paese
desiderassero darci le Scuole elementari, non mostrarti più cosi
lontana, ma invece potrai dire, chi sà che la Rev:a Madre trattandosi
di fare una cosa grata al Paese non accetti pur anche! Di qui come il
solito per l'interesse và assai male; sono restate senza Fieno nel più
bello, e ne hanno dovuto comperare a quest'ora credo 4 Carri, ad un
prezzo eccessimo almeno i due ultimi carri; eppoi fosse abbastanza!
129
Di Bianchi annota: "A Leffe, Soncino 16 aprile".
Lettere
558
opera omnia
Riguardo alla salute poi stanno tutte bene. Appena che Monsi:
Vescovo mi scriverà ti farò sapere qualche cosa. Ti raccomando la
sorveglianza nelle Scuole e guardar cosa dicono nell'Istruzione poiché
essendo ora verso strada si deve aver più riguardo. Ti vorrei
raccomandare una cosa, che rimarcai quando fui costì. Mi sembra che
ti perdi troppo, e parli con troppa enfasi, e con tutti, delle tue
piccoline che vengano a scuola, ho piacere che ti sieno care, ma però
questo ti tiene dissipata, e annojarà io penso anche chi ti ascolta,
d'altronde quel parlarne troppo potrebbe far sospettare che le amasti
più delle nostre Figlie. Un altra cosa mi stà a cuore; non vorrei che
facesti lavorar troppo le nostre piccine ora che hai l'incanatura della
seta.
Per esempio la Catterinì, la Melania, ecc, ecc in somma le più
piccole bisogna lasciarle sviluppare; la ricreazione della merenda poi
credo che la faranno tutte.
Salutemi le tue Monache, e raccomandale la carità vicendevole,
che sappiano compatirsi, ed amarsi scambievolmente, come
desideriamo che Dio ami, e compatisca noi, che mettono il loro piacere
nell'essere nascoste, ritirate, ricordandosi che sono morte al mondo, e
i loro pensieri, e desideri devono essere tutti pel Signore che le
chiamò a seguirlo non per altra strada che per quella della Croce; Che
per questa sola strada Esse potranno trovare la pace, la quiete, e la
felicità. E uniamoci tutte assieme a ringraziare Iddio delle grazie che
ci ha fatte, e preghiamolo che ci tenga unite d'una stessa carità d'un
stesso sentimento. Amiamo i nostri doveri, e le nostre Figlie,
formiamole alla virtù più con l'esempio che con le parole, e in questa
maniera ameremo il Signore, ed Egli ci accompagnerà sempre delle
sue benedizioni. Addio, dunque, mia cara Suor Adelaide, facciamo
bene poiché è una grande soddisfazione la pace e la quiete d'una
buona coscienza. Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci protegano, e ci
custodiscono ora, e sempre. Prega per mè
Tua Aff Compa.
Suor Paola E. Cerioli
Quando hai qualche occasione mandami quei pochi fiori.
Lettere
559
opera omnia
LETTERA
358
Cara Suor Adelaide130
Comonte 13 andante
Ho sentito da Suor Luigia le buone notizie di costì, e scrivo
queste due righe per dirti di far pur affiggere l'avviso d'affittanza della
Casa di Suor Costanza pel prossimo Maggio. Sarebbe assai
desiderabile di poter trovare avventori poiché almeno si caverebbe
qualche utile, ma bisognarebbe che fossero gente polita per non
deteriorarla. Suor Luigia, e Suor Marianna non soppero abbastanza
raccontarmi dell'eccessivo freddo provato costì: però mi consolo che
non dimeno godete tutte buona salute; guarda però di ripararle più
che puoi con abiti, e schivare d'esporle sera, e mattina senza necessita
all'aria rigida. Ti raccomando pur anche le nostre piccoline, alla
mattina e sera fà accendere la stuffa, essendo i momenti che si ha più
freddo. Come desiderarei assai sè si potesse far accomodare la Latrina,
per non esporvi si per tempo all'aria. Non potreste con questo
pretesto far dimandare il Sig Battista Bacchini e cosi conoscere sè il
medesimo fosse disgusto? Ti assicuro che questo mi affligerebbe assai,
ma voglio lusingarmi che non lo sarà. Ho ricevuta oggi la tua Lettera;
non è necessario che tutte le volte mi racconti delle Monache; sento
volentieri i loro diportamenti, ma quando una volta ti sei spiegata,
per un poco basta, altro che aveste qualche cosa di nuovo che ti desse
fastidio, e chiedessi qualche consiglio. Riguardo a Suor Nazarena ci
vuol pazienza, ma bisogna continuare ad insegnarle la polizzia,
specialmente nel suo personale, ispirando una Religiosa mal
composta, e sporca poco rispetto. Ci vuole pazienza. Riguardo alle
Orazioni, Lezioni, poi, e Meditazione bisogna propria torle l'ufficio,
avendo propria la medesima cattiva pronuncia, e può cagionare
distrazioni, onde sè credi darlo o a Suor Leonilde o Suor Colomba
quelle di queste due che te pare possa fare più bene, giovando assai il
ben leggere, recitare le Orazioni al raccoglimento. Riguardo al
digiuno stà attenta sè ad alcune può pregiudicare, poiché la Superiora
è una Madre amorosa che sè è sollecita al buon diportamento delle
130
Di Bianchi annota: "A Leffe, fa freddo".
Lettere
560
opera omnia
sue Figlie, lo deve essere pure grandemente per la loro salute del
corpo. Salutami le medesime, ed anche le Figlie. Ho proprio desiderio
di venire costì, e sè il Signore mi farà grazia voglio proprio appena
sarò in libertà passarvi del tempo, piacendomi assai que' luoghi.
Intanto ti saluto e ti raccomandi la dolcezza, la tranquillita, e la calma,
che fanno sempre maggior effetto della fretta, della severita, e delle
riprenzioni. Stà sana e con Gesù, Maria, e Giuseppe ora, e sempre
Tuo Affa Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Saluto in particolare Suor Leonilde, e Suor Nazarena e delle
Figlie la Valota, e l'Annunc. Mi saprai poi dire sè il sig: Batista è in
pace
Lettere
561
opera omnia
LETTERA
359
Cara Suor Adelaide131,
Comonte 20 Gennajo
Avrei proprio avuto piacere a restituir Costì la Rev.da tua
Superiora per il giorno della rinnovazione dei voti, ma avendo ancora
Suor Luigia da incominciare a venir da basso, quantunque però stia
meglio ed incominci ad alzarsi cosi ho creduto bene di differire ancora
qualche tempo. Farai dunque tu la divota funzione e con tutto quel
raccoglimento e divozione che giova allo spirito e fa che ci restino
maggiormente impressi, onde eseguirli con maggior perfezione. A
Suor Colomba poi le serva tutto di preparazione, che verrà presto il
suo momento anche per lei. Mi rincresce tanto dei cattivi
diportamenti delle Figliuole specialmente della Carolina. Le chiavi
della Chiesa tenetele in saccocia poiché è sempre imprudenza il
lasciarle attorno. Unisco qui due righe alle Figlie onde animarle un
poco a far bene. Riguardo al dimandar licenza alla Fabbricieria per
l'Altare, rifletto che prima bisogna che il Falegname faccia il disegno,
e guardar poi se i quattro offerenti sono in grado di soddisfarlo
intieramente che infine questi offerenti non facciano poi che una sola
tenue offerta e lasciarlo a noi di compire non essendo noi in grado di
far altre spese. Per questo non dimando niente alla Fabbricieria onde
non far poi cattiva figura. Sapimi dire come fanno le Monache
specialmente Suor Colomba e Suor Angela. Ti raccomando poi di
tenerle raccolte e non darle troppa confidenza specialmente con Suor
Colomba facile a dissiparsi. Quando ti trovi assieme alle tue Monache
trattienle sul vantaggio della vita raccolta, sullo spirito interiore, sulla
bellezza della virtù, sulla pace che si gode quando si ha passato una
giornata più dell'altre raccolta nonostante il divagamento delle nostre
faccende. Raccomanda anche molto la compostezza, il parlar piano ed
il non trattenersi in cose superflue, come ti raccomando le frequenti
giaculatorie. Ti avverto che il giorno stabilito per dar principio ai SS:
Esercizi costì è il giorno 12 di Marzo di sera cioè la seconda Domenica
di Quaresima e ti raccomando d'incominciare a notare le concorrenti
131
Di Bianchi annota: "A Soncino, Comonte 20 Gennaio 65".
Lettere
562
opera omnia
e scrivere invece dei Parocchi alle Maestre Comunali dei Paesi. Suor
Luigia e la Rev.da Superiora con tutte le Monache ti salutano con me;
come pure saluto tanto tutte le Monache di costì. Salutami anche
tanto i Fratelli ed i Figli. Addio adunque
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Ho differito a mandarti questa Lettera credendo di poter
mandare costì Suor Rosa, ma abbiamo deciso di aspettare ancora la
ventura settimana. Ciò ti dicco per tua quiete. Con la medesima verrà
anche il Carlino132
Alla Molto Reverenda Madre
La Rev.da Suor Adelaide Carsana
Soncino.
132
Quest'ultimo paragrafo è scritto all'inizio del retro della lettera.
Lettere
563
opera omnia
LETTERA
360
Cara Suor Adelaide133
Consolante mi è stata assai la tua Lettera. Ed Ho, di quanta
soddisfazione mi è mai il saperti contenta, della tua piccola
Comunità. Cara Superiora, care mie Monache, vadino pure a male i
nostri interessi sè al Signore ciò piace, ci mandi pure tribulazioni,
croci, sè tale è la sua SS: volontà, tutto è lieve, tutto è niente, in
paragone della gioja che dobbiamo provare, nel vedersi tutte unite,
tutte strette coi santi vincoli della carità, tutte animate d'un medesimo
spirito, d'annegazione, di sacrificio, di rinuncia per piacere al Signore
chè ci fece tanti benefici chè ci scelse a preferenza di molte altre per
piantare questa piccola vigna, onde il suo nome sia lodato e
benedetto. Dicciamo come S. Paolo né la vita, né la morte, né le
tribolazioni, ci separerà mai dalla carità di Cristo. Andiamo dunque
avanti, con coraggio, con lena e con perseveranza. Ringraziamo il
Signore di tutto, e stiamo umilmente abbracciate ai piedi della sua SS:
Croce. Le nostre Novizie, ci danno pure motivi di gran consolazione,
d'esempio, e di edificazione, come anche le Monache e le nostre
povere Figlie. Chè cosa vogliamo di più? Niente; fuorchè il Signore ci
conservi, e ci faccia sempre più progredire in questi buoni
avviamenti. Ti ringrazio de' Persici, ma il Melicone non l'abbiamo
ricevuto. Starò aspettandolo questa volta. Cosi pure il Lino da filare sè
puoi. Non abbiamo novità interessanti da darti. S. Giuseppe ci lascia
riposare. Le ascritte ai S. Esercizi sono a quest'ora 33. e nè aspettiamo
delle altre. Termino, poiché ti scrive pure S. Luigia è venuta la
Tessitrice, ma mi sembra chè non possa riuscire. Speriamo però di
poterne avere una di Svizzera più adatata. Cosa vuoi; Sono anche
queste piccole Croci, che dobbiamo abbracciare volentieri. Ti saluto,
con tutto l'affetto, assieme a S: Rosa, Suor Maria, e le Figlie. Gli Uffici
del S. Cuore. A tè il 2 a Suor Rosa il 3. a Suor Maria il I. Non sembra
forze che gli abbia scelti apposta? Ma nò. Gli estrassi una per volta dal
borsellino. Addio di nuovo a tutte
Tua Affa. Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
Suor Adelajde Carsana, Villa Campagna.
133
Di Bianchi annota: "A Villacampagna, Comonte luglio-agosto 62".
Lettere
564
opera omnia
LETTERA
361
Cara Suor Adelaide134
Bisogna compatirmi, se alle volte manco alle mie promesse, ma
tale non è la mia volonta. Nuovi impegni che mano, mano
sopragiungono mi occupano il tempo che passa si breve, e veloce che
vorrei impiegare per te, e cosi differisco come feci presentamente. Qui
sai che vi è il suo d'affare. La Casa, l'avviamento dei Fratelli, la
campagna, i Bigati ecc, ecc aggiungi ancora la vizita degl'Ispettori
scolastici che tuttora si ha per causa di rapporti fatti contra di noi che
però andranno non dubito a terminare in nulla, sebbene ci diano
sempre nuovi disturbi, e dispiaceri, ma abbiamo un protetore nel
nostro buon Vescovo di Cremona al quale siamo obbligatissime, e che
ti prego di raccomandarlo, e farlo raccomandare al Signore dalla tua
comunità, che ben lo merita. Di salute, grazie a Dio stiamo tutte bene.
I Bigati vanno bene, e sono imminenti alla terza muta. Il Bigatino fà
assai bene. Esso lavora sempre, ci mette all'ordine le Scaliere e ci fà
tutto quello che gli comandiamo, insomma mostra tutta la premura e
l'interesse per nostro riguardo. La Cattersina pure ci è cara, molto più
che abbiamo avuto la Donna presa pei Bigati ammalata d'una
risipola. Essa stà sempre alla campagna dove abbiamo dovuto
mandare ancora una nostra Figlia (la Giovannina) poiché i Bigati
sono molti. Ora vengo alla tua Lettera. E' stata assai ben fatta la tua
vizita alla Famosa, e sarebbe assai desiderabile che potesti fare anche
quella in Croce, sempre però che queste gite non tolgano la stima e la
gravità si necessaria per fare del bene, e mantenerci in rispetto, che
questo lascio alla tua ben conosciuta discrezione. Ci vorrebbe però i
Mantelli, e la settimana ventura guarderò di farteli avere. Appena
avremo il Cavallo disponibile mi stà sul cuore di mandarlo a prendere
i Legnami a Spinone, che da quello che sento da Giò: saranno come li
hai trovati alla Famosa. Ringrazio poi di cuore il Signore che ti abbia
dato in quel buon uomo del Sig. Battista un si valido appoggio,
salutelo tanto a mio nome, e dille che Iddio, le contracambierà a mille
dopi il tanto che fà a questa povera Casa. Non sò sè ti sia mai servita
del Confessore straordinario, in caso che nò sarebbe bene farlo venire
134
Di Bianchi annota: "A Leffe, Soncino giugno 1864".
Lettere
565
opera omnia
una volta acciò non creda che sia stato invitato per sola scusa od
apparenza. Cosi a me sembra.
Ricevo or ora la carissima tua Lettera, e mi rincresce assaissimo
dell'inquietudine nella quale ti metto a cagione della mia tardanza nel
risponderti, credi che è ora mai quasi una settimana, io penso; che ho
incominciata questa mia; Sabbato la portai a Comonte dove credeva
poter aver il tempo di terminarla, e poi Lunedi ritornai ancora a S.a
Maria senza avervi potuto aggiungervi una Riga. Colà sono stata per
informarmi, riguardo alle Scuole, alle vizite degl'Ispettori, e per
rispondere a molte dimande che mi vengono fatte, tutte cose per mè
nuove, non avendo mai avuto a Comonte gl'incomodi di qui. Ora
però stà di buon animo che credo finalmente sia tutto terminato, e
saremo lasciate quiete. Cosi mi vien detto. Godo assai della tua
fortuna, e di quella della tua Comunità d'aver in Casa un ospite si
grande, si buono, si potente, e spero vi spargerà le sue grazie e le sue
benedizioni. Stà attenta, e sia assidua, come lo vuole pure il Signore, a
tuoi doveri, ed a tutte le tue facende di Casa, ciò è necessarissimo, e
come Superiora, e come povere che si devono guadegnare il vito con
le proprie fatiche, ma guardati dalla troppa sollecitudine, questa è la
nemica dello spirito interno, soffoca le nostre buone rissoluzioni, e ci fà
dimenticare spesso, con molto danno, per chi operiamo, ed a chi
serviamo. Fà pure come credi, con Suor Nazarena, e guarda da
distribuire il daffare, e le veglie che sarete costrette di fare per i Bigati
in maniera, che nessuna resti aggravata di più delle proprie forze,
onde possiate conservarvi tutte lungamente in salute alla maggior
gloria di Dio. Raccomanda alla tua Comunità l'amor tra Esse
vicendevole, la bassa stima di sè, del proprio giudizio, dei propri
meriti, l'ubbidienza senza replica nelle cose minute, e piccole, poiché
nelle grandi credo che vi mancheranno poco anche le nostre Figlie,
che come noi non sono chiamate ad una vita di perfezione, come di
nostra propria volontà sè l'abbiamo scelto dal momento che siamo
entrate in questa Casa.
Però non credere, né sperare che tutte facciono e tutto vada
secondo il nostro desiderio. Bisogna compatire la debolezza umana,
basta solo che si conoscono, ed abbiano la buona volontà, non
trascurando nulla onde metterla in pratica. Però non inquietarti sè
scorgi questo, o quel diffetto nelle tue compagne, o almeno lascia
passare quel momento d'agitazione prima di fare la tua
ammonizione, allora farà più profitto, e sarà più reta l'intenzione,
mentre imparerai tù pure a vincerti, e superarti. L'Orazione ti sarà poi
di grande ajuto in tutti tuoi bisogni, specialmente le frequenti
Lettere
566
opera omnia
giaculatorie, e alzate di mente a Dio, fonte d'ogni nostro bene, e ciò lo
devi raccomandare caldamente anche alle tue Compagne. Sè avremo
lo spirito d'orazione, arriveremo ancora a vincersi, e superarci, non
cosi sè per disgrazia lo trascuriamo.
Salutemi Suor Nazarena, e Suor Leonilde, e dilli ch'esse come
più anziane hanno dovere di dar buon esempio, e far vedere in sè la
copia sulle quali le novizie devono poi apprendere e formarsi vere
Suore della S. F: Le Novizie poi non guardano a fatica, e cura onde
spogliarsi de' loro diffetti, ed imperfezioni, pensando al vantaggio che
nè traranno in seguito, e al premio che le darà poi il Signore pel quale
Esse hanno combatuto, e vinto.
Salutemi pure le Figlie, specialmente la Valota, e dille che non
trascuri le buone ispirazioni che le dà il Signore e le sia riconoscente
delle grazie grandi che le ha fatto, a preferenza di tante altre col
essere d'esempio alle compagne, ed utile alla Casa che ha fatto tanto
per Lei, e serva in fine il Signore generosamente con tutto il cuore, con
tutto l'affetto in questa vita finché sia fatta degna d'amarlo, e goderlo
per tutta l'eternità. Addio, mia cara, scrivi ancora a Soncino poiché mi
fermerò sè a Dio piace ancora sino dopo i Bigati. Ti ho detto qui
avanti che ti avrei mandato i Mantelli, ciò è impossibile non avendo
occasione, però spero di poterteli portare io stessa dopo che avrai
raccolto le tue Galette poiché conservo sempre la volontà di venire
costì per un po' di tempo, e facilmente verrà meco per qualche giorno
anche la mia nipote Luigia, che però (almeno per ora) non sembra che
il Signore la chiami ad altro stato. Che Gesù, Maria, e Giuseppe, ti
custodiscono, ora, e sempre
Tua Aff. Compagna
Suor Paola E. Cerioli
Fà pregar tanto pei bisogni di Santa Chiesa.
I nostri Bigati hanno di già fatta la terza muta, essi sono belli
cosi pure quelli dei mezzanti specialmente dei Fratelli.
Lettere
567
opera omnia
LETTERA
362
Cara Suor Adelajde135
Grata sorpresa ti farà la Signora Adelaide, e la stessa ti dirà
pure a voce ciò chè io per brevità tralascio. Mi rincresce assai ma noi
non possiamo mandarti che 8 Lire. Cosa vuoi quest'anno non ci
arriviamo più a mettersi in giornata coll'entrata, ed uscita, ma ci vuole
pazienza. Credeva di pagare tutti nostri debiti coi dannari delle
Galette, e invece il Mercante non ci pagherà che coll'ultimo del mese,
dunque non ho potuto pagare nessuno, ed abbiamo accumulato
debiti, sopra debiti. Fortuna che alle volte abbiamo i dannari della
seta, i quali ci pagano mano, mano le proviste più indispensabili. Ed
ora quelli delle Galette arriveranno a fare poco levati quelli chè vanno
a D. Giovanni, vi sarà poi quelli delle Esercitanti ed allora ti manderò
qualche cosa, anche per il Fattore, cioè tè gli porterò io dopo gli
Esercizi, se Dio vorrà, e guarderemo onde provedere a tutto. Suor
Luigia, e poi tutte, sono in facende, ed anno accomodato a quest'ora già
molte stanze per le Esercitanti, faccia il Signore che tutto vadi bene.
Salutemi Suor Maria, S. Rosa, e Le Figlie. Stà sana, e a rivederci presto.
Tua Aff.
Suor Paola Elisa
Alla Molto Rev Superiora
Suor Adelaide Carsana
135
Di Bianchi annota: "A Soncino, Comonte".
Lettere
568
opera omnia
LETTERA
363
Cariss:a Suor Adelaide136
Il Fattore vi racconterà del nostro viaggio il quale fù longo sì, ma
felice. Sia ringraziato il Signore. Ho ritrovato tutte le Monache, e
Figlie in ottima, e buona salute. La Cassina l'ho veduta in piedi
poiché non và a Letto chè quando le vengono i dolori, e la Cuni mi
diccono che stà meglio. La Luiselli è arrivata prima di mè a Comonte,
ed è contentissima. Del Cappellano per quanto sentono le Monache
diccono essere un ottimo soggetto, ma non possono sapere di certo sè
sarà proprio questo, nè quando potrà venire. Questa settimana spero
vedere il Sig Canonico, il quale m'informerà di tutto io spero, e
quando mi manderete il Giò: vi scriverò in proposito. Questa mattina
D. Gio: nella Messa ricordò il digiuno dell'Avvento il Mercoledi, ed il
Venerdi; il Mercoledì poi sempre di magro, anche per chi non digiuna,
ed io vè lo scrivo per vostra Regola. Raccomando assai a quella chè fà
Scuola alle estere di non digiunare faccia invece una vizita di più a S.t
Giuseppe, recitando 5 Pater noster alle Sacratissime piaghe per la
conversione de' peccatori. Fatte bene la Novena dell'Immacolata, ed
incominciate per bene l'Avvento. Ho scritto di fretta fretta per non
fare aspettare il Fattore. Addio tutte, mie Carissi. compagne,
compatiamoci, e stiamo tutte unite di spirito e di cuore alla Sacra
divina Famiglia.
Suor Paola Eli: Cerioli.
Mi sono dimenticata di portar meco la Lettera del Sig Viola,
però custodiscela e guarda chè non si perda.
Alla Molto Rev. Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
Villa Campagna
136
Di Bianchi annota: "Comonte fine novembre 62?".
Lettere
569
opera omnia
LETTERA
364
Cariss. Suor Adelaide137
Intanto che sono tutte a Predica le Esercitanti ti scrivo queste
due righe. Noi stiamo tutte bene, eccetuo le tre solite, specialmente poi
la Pirola, e l'Angelina, chè secondo mè vanno sempre deteriorando.
Gli Esercizi pare che vadano bene, e con quiete, non ostante il gran
numero di Esercitanti. Io spero di venire costi Giovedi della ventura
settimana, sè a Dio piace, volendo prima soddisfare sè non a tutti
almeno, alla maggior parte de' nostri debiti, sè almeno, come ci
promisce l'ultimo del mese saremo noi pure pagate di quanto ci viene
ancora pel prezzo delle Galette. Sono contenta che abbiate trovato di
collocare il Melicone, poiché certamente non ci conveniva a farlo
venire a Comonte. Dopo questa altra condotta di Legna non mando
più, sino dopo la mia venuta volendo far riposare un poco il Cavallo,
ond'essere in stato di condurmi costì: ciò vi dicco, perché non voliate
inquietarvi sè non vedete nessuno. Sono contenta delle nuove chè mi
dai. Mi è stato assai caro il Lino, e starò attendendone dell'altro. Ti
mando i sacchi, e null'altro non sapendo chè mandarti. Salutami tanto
Suor Maria, Suor Speranza, e le Figlie. Raccomandate al Signore tutte
le nostre Esercitanti acciò possono riportare il frutto di santi esercizi,
e noi pure acciò possiamo far sempre la volontà del Signore.
State tutte sane, e consideratemi quale con tutto l'affetto, e
premura mi dicco.
Vostra Aff M
Suor Paola Elisa:
A caso ché non venissi Giovedi, non stà a pensar male, ma
attribuiscelo, ad altri impegni, dovendo anche Lunedi andare a Leffe.
Alla Molto Rev. Madre
La Superiora Suor Adelaide Carsana
Villa Campagna
137
Di Bianchi annota: "Comonte 62?".
Lettere
570
opera omnia
LETTERA
365
Cara Suor Adelaide138
Ho ricevuta volentieri la tua Lettera, ed anche quella del Gio:°
Questo mi scrive essere ora contento, non di meno ci vuole del tempo
per ristabilire una casa nell'ordine, molto più nuova e con sogetti
innesperti: tutta via lo spero nel Signore, e sono contenta. Tu poi non
inquietarti, poiché è difficile che ci possa entrare quanto Essi non
capiscono, ma lo faranno un poco alla volta a forza di Scuola, e
d'esperienza. Ora ti darò le nostre nuove. Sono andata a Leffe con
l'intenzione di fermarmi sino alla fine della settimana, ma mi vennero
a prendere il giorno dopo, perché Suor Luigia era ammalata. Ritornai
dunque a Comonte e trovai la medesima un poco aggravata. Essa
aveva il vomito, ed i suoi soliti dolori, ma grazia a Dio non le
portarono nessun inconveniente, di maniera che il giorno dopo il mio
arrivo venne ancora da basso, e continua ancora a star proprio bene,
eccetuato una grande debolezza poiché era già debole prima, ora poi
che Le hanno fatto un grosso salasso, e messe le sanguisughe, ti puoi
immaginare. Questo è il motivo pel quale bisogna che differisca
ancora la mia gita costì: Per il muro di cinta a S.t Maria sento dal Giò:
che bisogna differire dopo la vendemia, cosi ho tempo da venire
anch'io, riguardo poi alla Barchessa o Portico alla Campagna che
desiderano presto, io sarei di parere che tu pregasti il Sig Pietro Scotti
che venisse con te alla Campagna, e farle vedere il luogo che abbiamo
scelto, sentire il suo parere, concertare per la larghezza, per il tetto,
per le arcate, e scrivermi qualche cosa: Egli è persona assai
intendente; è ti potrà consigliare bene. Riguardo poi alla Summa
richiesta se lo avessi saputo questa Primavera le avrei potuto dare il
Capitale di Cologno sebbene di sole quattro o cinque milla Franchi,
ma ora lo abbiamo investito con cartelle.
Sento dal Giovanno, che ora si può cavare pochissimo Latte dalla
Vacha che hanno alla Campagna: Suor Francesca è meravigliata,
mentre era una Bestia buonissima, e bisognerà venderla per poco; mi
rincresce assai perche penso che non la tengono da conto, come mi
dicce il nostro Gio: che hanno pure un Mansetino che era così bello ed
138
Di Bianchi annota: "Comonte fine 63".
Lettere
571
opera omnia
ora fa paura. Il vostro che avete costì vi converà meglio a venderlo
piùtosto che mandarlo cola a farlo patire. Tanti saluti a Suor Rosa, ed
altre Monache. Attenzione a tuoi doveri, e sorveglianza con le nostre
Figlie. Ti saluto di fretta
Tua Aff Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
P.S Se il nostro Capellano vi cercasse qualche cosa a conto
dateglielo, avendoglelo promesso dovendo anch'Egli vivere.
Alla Molto Rev: Madre
La Rev: Suor Adelaide Carsana
Soncino
Lettere
572
opera omnia
LETTERA
366
Cara Suor Adelaide139
Secondo la nostra inteligenza ti mando il Carettino, col Melicone,
6 Sedie piccole, e 6 alte, la Coperta, la biancheria delle Figlie, le
scarpe, l'unguento, le posate, le guarnizioni, e lo smorsatojo, e cerino
per la Chiesa. Le forbici, e i ferri per i Letti non gli hanno trovati dal
Brasi, però mi disse che gli provedera ed io ho aspettato per aver con
Esso il conto. L'antiporto considerando che per ora non si può
mettere al posto cosi aspetto quando avrò qui i muratori a farlo
levare, avendo esso la maestà incassata nel muro; però a caso vi
abbisognasse la grandezza qui nella Lettera troverai l'altezza, e
larghezza dell'apertura esclusa anche l'incassettatura. La ventura
settimana, sè il Signore mi darà grazia guarderò proprio di fare una
gita costi, standomi a cuore la scala. Ho dimandato del prezzo dei
Legnami. Ecco. I Travelli sono a molto minor prezzo costi poiché dai
Fornoni mi hanno dimandato ben inteso dell'altezza di 12 Bra: e
mezzo Ita: 0,60 cioè sessanta centesimi al braccio, delli assi poi di
mezz'oncia Ita: 1.40 e di questi non vi sarebbe male, ma sono persuasa
che poco più, poco meno, gli avrete pagati lo stesso costi. Scrivo cosi di
fretta, poiché già sai che ho sempre d'occuparmi. Le robe di Chiesa
non sono preparate, e questo che ho promesso alle Figlie lo porterò
io. Ho ricevuta la tua Lettera ed hai fatto bene a deciderti a far
rasicare il nostro Legname. Ti raccomando a mandarmi il numero
delle Esercitanti, di costì, Gandino, e gli altri Paesi. Ti mando pure il
Gerlo, e Cavagna. Salutemi tutte le Monache, e Figlie. Qui tutte vi
salutano. Non dimenticarti di far scrivere Suor Vincenza a Suoi per li
Esercizi. Stà sana, tienti daconto; stà raccolta dovendo tù esser
d'esempio alle altre, e considerami quale con tutto l'affetto mi segno.
Tua Affa Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
L'inferiata io non lo ritrovata però sè non si avrà premura la farò
venire da Soncino.
139
Di Bianchi annota: "A Leffe, Comonte".
Lettere
573
opera omnia
LETTERA
367
Cara Suor Adelaide140
Rispondo solo due righe alla tua Lettera jeri ricevuta, e nella
quale rilevai con piacere il felice viaggio di Suor Rosa, e la buona
salute di tutte. Questa mattina sono stata a Desenzano con la Cuni, e
abbiamo fatta la comunione a quel Santuario; ho tutta la fede che la
Beata Vergine compirà in quella figlia la grazia incominciata. Alla
fine della settimana puoi mandare a Comonte il Giò: Galeazzo col
Caretto, e non dimenticarti il Buttiro, e il Salame con l'Aglio, come le
robe terminate, e qualche pagliaricci sè nè avete da libertà. Il Capellano
è il Rev:° D. Alessandro Tiraboschi Fratello di S.ra Anna, il quale nè
accettò l'incarico assai volentieri, e dopo Pasqua verrà a Soncino ad
assumere il suo impegno; io come già sai verrò dopo S. Giuseppe
onde alla meglio accomodare la Chiesa, e la Casa, e a dirti la verità ho
proprio desiderio: vedi che essendo si prossima la mia venuta il tuo
viaggio a Comonte come mi esterni sarebbe affatto innutile, abbi
dunque pazienza, che abbiamo poco a rivederci, e con più comodo,
fermandomi io qualche tempo. Non ho altre novità, eccetuato che
abbiamo ha quest'ora 67 Esercitanti in nota, e che Monache, e Novizie
sono tutte in facende a preparare per gli Esercizi, e per le Vestizioni, e
io per le due Figlie che vanno dopo Pasqua. Per Predicatore abbiamo
il Prevosto di Gorlago. Vi scriverò poi ancora prima che questi
incominciano, e poi un altra Letterina prima ancora di S. Giuseppe
eppoi sarò costì. Porterò allora le Maniche, e altre cose da lavorare.
Intanto augurandovi ogni bene vi lascio e consegno alla custodia
amorosa di Gesù Maria e Giuseppe.
Affa Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
Col Caretto fà condure a Comonte... non sò come si dicce... quelle
cose che si mettono di quà, e di là Caretto 141, perché farei volentieri
140
Di Bianchi annota: "Comonte, marzo 63".
141
Sono le "barosse" o "baroccine" come le chiama un'altra volta la Cerioli".
Lettere
574
opera omnia
condure alla Campagna della Foglia per far letto alle Bestie, avendone
noi qui molta142
Alla Molto Rev: Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana Soncino
p. Villa Campagna
142
Di Bianchi annota: "Segue scritto da altra mano:
Faccia il piacere mandarci qualche cosa di Biancheria cioè Lenzuoli Foddrette
Coperte ecc, ecc, non però guanciali è Materassi non convenendo fare il trasporto,
tanti saluti da parte anche di Suor Leonilde Suor Costanza essendo presenti, io
poi di tutto Cuore saluto le mie vecchie Consorelle colla speranza di avverne
quando verrà Costì la Madre una presto in mia Compagnia cioè Suor Rosa. Le
scriverò poi presto una letterina lunga intanto mi segno di lei
Affma Sorella
Suor Luigia D. S. F.".
Lettere
575
opera omnia
LETTERA
368
Cariss:a Suor Adelaide143
Comonte 15 Febbrajo
Rispondo subito alla tua Lettera jeri ricevuta. Prima ti dirò chè
mi sono dimenticata d'occludere entro la Lettera di Suor Luigia un
mio biglietto che aveva preparato; ma non importa; cosi pure per tua
norma quando non rispondo a qualche dimanda che mi fai per sapere
sè và bene, o nò: sè non rispondo è segno che approvo il tuo operato.
Perché alle volte mi dimentico, od ho premura, ma mi pare che
quando sono cose importanti, e non mi piaciono rispondo, e le tengo a
memoria. Ora eccomi, riguardo alla Quaresima dispensa pure con
libertà si le Figlie che le Monache alle quali vedi che pregiudica, o può
pregiudicare, lo stesso fà pure riguardo al digiuno; quanto a tè, lascio
piena autorità a Suor Rosa di dispensarti e dal digiuno, e dall'oglio
com'Ella crede chè più convenga onde mantenerti, e conservarti sana,
senza scrupoli. Tieni da conto la Lonni poiché ho grande arlia alla
tosse. Il Giovanni vi avrà detto degli Orti, stà ferma, poiché Scotti mi
disse che dando solamente un sol orto a due Braccianti e Bifolco
assieme, nè vengono ad avere ancora di più de' suoi dipendenti, i
quali hanno tre colle per ciascuno, e quando verrà a Soncino glielo
dirà egli stesso. Al Fattore gliene darai un poco di quello che
vogliamo tener noi; vuol dire chè sè ci deruberanno, faremo entro
campo. Vi scriverò poi con più comodo, ed anche alle Figlie. Intanto
procura di animare le tue Figlie, e compagne a passar santamente
questo tempo di Quaresima, più con l'esempio che le parole, più con
l'esatezza a propri doveri che con l'austerità. Mi sono dimenticata di
mandarvi il Libro della Quaresima, e mi rincresce perché il Giò: non
lo vorrei mandar più sino sotto gli Esercizi che saranno in principio di
Marzo. Guarda si trovi qualche Libro chè tratti della passione di
nostro Signore, essendo proprio queste le Meditazioni adatate per la
Quaresima. Farò dimandare a Scotti sè avesse occasione per Soncino,
cosi allora manderei a Costanzo N° 16 pezzi da 20 f: chè intanto
potrete mandare a farveli imprestare perché Giò: gli arischiava mal
143
Di Bianchi annota: "1863
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villa Campagna".
Lettere
576
opera omnia
volentieri. Sono un poco inquieta per la nomina del Cappellano,
quantunque procuri di mettermi in pace, confidata in Dio, ché farà
sempre ancora la sua SS: volontà, e ci darà quello chè conoscerà più
adatato per noi, e le circostanze del paese. Basta, questa settimana
saprò qualche cosa, avendone due, ma uno mi sarebbe più caro
dell'altro, e tutto stà a Monsignore. Queste cose però tenetele in voi,
né parlatene con chi chè sia. Intanto ti saluto caramente assieme alle
due nostre Compagne. Voleva farti due righe, e questa è già la terza
pagina, ho scritto cosi di tutta fretta. Mi sono pure dimenticata di
mandarti le pazienze, le pezze, il magetto ecc. ma le Monache lasciono
pensare tutto a mè, ed io ho si poca memoria...
Ti ringrazio delle pazienze fatte, del Cestolino, dei bambini
tutto belli, specialmente le crocette. State tutte sane, e credetemi che
ho voglia di vedervi, ma sarà difficile prima di S. Giuseppe. Passono
questi giorni con tanta rapidità! Addio ritroviamoci spesso al
Calvario, e all'Orto degli Ulivi con nostro Signore e la SS: Vergine, e
preghiamolo che ci applichi i meriti de' suoi patimenti
Vostra Affa Suor Paola Eli: Cerioli
Lettere
577
opera omnia
LETTERA
369
Cara Suor Adelaide144
Già avrai ricevuta una mia Lettera nella quale ti diceva di
lasciar venire Suor Rosa a Comonte a condure la Gamberini e la
Catterina, quindi mando apposito il Giovani acciò stià costì sino che
ritorna Suor Rosa, avendovi sempre a cuore a motivo dei molti Ladri,
come mi dicce il medesimo che vi sono da quelle parti, sebbene credo
che voi altre non abbiate timore poiché non mè nè parlate, ma io ora
che io lo sò sono sempre inquieta e non desidero che trovarmi con voi
a S.a Maria. Invece della Gamberini, e la Catterina vi manderei
l'Armelina, perché è molto coraggiosa, e l'altra poi non saprei, sentirò
cosa dice S. Rosa. La medesima poi ti racconterà tutte le novità di
Comonte, ed a noi dirà le vostre, avendone gran desiderio. Mandaci i
Pagliaricchi che hai in libertà quando ritornerà il Giò: Ti mando un
altra veste, due cottoli, e un Grembiale, che servirà poi per tè. Stà
allegra, confidata in Dio senza timori, e scrupoli e considerami quale
mi segno.
Tua Affa Com: e M.
Suor Paola E, Cerioli
Saluti tanti a te e Suor Maria
Alla Rev. Superiora
Suor Adelaide Carsana
Villacampagna
144
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, prima di Aprile 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine febbraio 1863".
Lettere
578
opera omnia
LETTERA
370
Mia Cara Suor Adelaide145
Vi mando un Orologio a pendolo invece di quel di tasca.
Bisognerebbe che lo collocasti nella stanza d'ingresso entrando in
Casa, da parte dell'Antiporto a mezza luce, dove vi era, e vi sarà forze
ancora il vaso grande, ed attacarlo più in alto ché si può onde stia
montato di più. Dopo che avrete attaccati i pesi alle due corde, sè nè
avanza di corda tagliatela via perché non fà chè imbrogliarsi. A quella
corda chè vi trovarete legato in fondo un poco di cordone bianco vi và
messo il contrapeso più grosso. Quell'altra cordicina poi che vi
vedrete, con un piccolo peso è per montare la sveglia, ma non posso
spiegarvi in scritto come si fà, ma questo non importa. Il pendolo
fattelo passare dove vi è il cordone e attaccatelo sopra. Spero chè avrai
capito, ed anderà bene, ma bisogna ricordarsi di montarlo. Suona
anche la mezza. A caso chè vi accomodasse attaccarlo di qualche altra
parte fatte come credete, però la campana è forte è mi sembra che in
qualunque luogo lo collochiate si sentirà. Non vi mando né la Calce,
né i mattoni, perché dovendo comperarli a dannaro (non avendo più
legna) desidero sapere prima che cosa fanno costì di prezzo, onde
regolarmi sè conviene fare la condotta. Sè il tempo fosse opportuno
desiderarei chè facesti dare l'imbiancatura alle Stanze del Cappellano, e
metterle all'ordine come, in quel modo che aveva concertato perché sè
mai ci combinassimo col Cappellano chè proposce Monsi: Vescovo (il
quale sarebbe ancora il primo) potrebbe darsi chè volesse venire a
vederle, eppoi anche per l'odore della Calce. Ti raccomando quando
incominciamo, di lasciarci il Fattore per la sorveglianza: riguardo al
manuale non ti sembra che converebbe forze di più lasciarci il Gio:
Galeazzo invece di quei piccoli Raggazzetti? Però tù sei sul luogo, fà
come convien meglio, con tutta libertà. Mandami per il Gio: la misura
del Telajo della Finestra sopra la Scala in S:a Maria poiché l'altra l'ho
perduta, onde lo possa far fare. Ho ricevuto la misura del Reffettorio,
ma a scanzo sbaglio ditemi sè la lunghezza v'intendete dal muro
145
Di Bianchi annota: "Prima di Pasqua 1863. Primo Cap. D. Alessandro Tiraboschi
(vedi Epistola della raccolta di P. Di Bianchi n° 358)".
Raccolta Suore suggerisce: "Gennaio 1863".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
Lettere
579
opera omnia
dell'Ortaglia al portico, e la larghezza dal muro della Cascina, a l'altra
stanza.
Termino perché è dopo Cena, e vi saluto tutte tre caramente.
Addio, Addio facciamo bene
Vostra Affa Madre e Com
Suor Paola Eli: Cerioli
Compatite alla fretta, e alla cattiva scrittura ma credete che ho
sempre qualche cosa Ho da fare, o d'ascoltare.
Ti mando il conto del Ginevra, e 9 Napoleoncini. Scrivemi sè ti
ho da mandare dei dannari. e come stai di Cassa.
Penso però bene di mandarti 2 Napole:i perché forze ti
abbisogneranno per i muratori od altro
Lettere
580
opera omnia
LETTERA
371
Cariss: Suor Adelaide146
Non potendo il giorno che ti aveva detto venire costi, mando il
Giovanni, giacché contava pure di recarsi a lavorare alla Campagna,
onde non ti inquieti, né pensi male non vedendomi comparire. Io stò
bene, cosi pure le Monache, e tardo di qualche giorno la mia avenuta,
onde terminare di dare fine a tanti picoli impegni chè abbiamo per la
mano, ma spero alla più lunga di venire Lunedi.
Non ti sò dire quanto a mè pure prema, e lo desideri, ma ci
vuole pazienza e adatarsi ai bisogni, e alle circostanze. Non ti dicco
altro riservandomi raccontarti tutto a voce. Forze Sabbato verrà il
Ravelli a prendere la Legna di Fascine, non avendone, più e ti
scriverò sè posso ancor due righe. Stà sana, salutemi le Monache, e
Figlie, e considerami quale mi segno.
Tua Aff Com: e Ma.
Suor Paola E: Cerioli
Alla Rev. Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
VILLACAMPAGNA
146
Di Bianchi suggerisce: "1862".
Lettere
581
opera omnia
LETTERA
372
Cara Suro Adelaide147
Da qualche giorno abbiamo concertato con Suor Luigia la
maniera di poter far venire a Comonte la Catterina, e la Gamberina,
ma per i Telai avendo molto lavoro, e per Pagliaricci, e per le Vesti
delle Novizie, e anche delle Tele estere, e che tutte premono, e l'altra
poi per la Campagna cosi diccevamo di farle condure a Comonte da
Suor Rosa e prendere il Nollo da quel Uomo che ci condusse quella
volta da S.ta Maria alla Campagna, che mi sembra sarà discretto sul
prezzo. Vengono una mattina, e ritorna alla Campagna il giorno
dopo, cosi sarà contenta spero anche Suor Rosa essendo tanto che non
mi vede. Voleva venir io, ma mi sembra un poco di strapazzo,
d'altronde non ho motivo rilevante da intraprendere questo viaggio, e
cerco tenermi da conto essendo prossimi gli Esercizi. Non ti dò altre
novità poiché le racconterà poi Suor Rosa al suo ritorno. Intanto che è
bel tempo, e belle strade bisognarebbe che venisse subito. Addio, stà
sana, e con Dio
Tua Affa Com: Suor Paola E. Cerioli
Preme
Alla Molto Rev. Superiora
Suor Adelaide Carsana
SONCINO
P. Villacampagna
147
Di Bianchi suggerisce: "Dal timbro postale Comonte 19 Febbraio 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di febbraio 1863".
Lettere
582
opera omnia
LETTERA
373
Cara Suor Adelaide148
Bisogna aver pazienza, e lasciar venire a Comonte oltre la
Marianna anche Suor Nazarena perche abbiamo Suor Angela un pò
incomodata, quindi ci sarebbe assai necessaria. Vuol dire che intanto
costì puoi fare da cuciniera te, ovvero cambiare Suor Vincenza, e
mandar essa in Cucina, basta t'ingegnerai in qualche maniera. Non
dimenticarti di mandarmi quella Coperta, o Lenzuolo di tela rosso,
che vogliamo adoperare di fare delle tende intorno i Confessionari; cosi
pure tutte le coperte che puoi, sia poi delle Monache, o delle Figlie ce
nè abbisognerebbero 12. La Caffettiera del Caffe, e Latte I due Lumini
che avete comperati a Gandino, anzi sarebbe bene che nè ordinasti
ancora di simili una dozzina, essendo essi assai belli, e forti. Mando
una Lettera alla Suor Vincenza, perché desidera sapere chi è questa
Maria Valsechi che ci raccomandano, di che condizione è, di che
abilità, di chè età ecc, e ciò per nostra norma. Mando della Catterina
per fare un Vestito intiero, anche alla Valota, cosi mando alla
medesima l'involto che le mandò mia Nipote. Mondo pure un poco di
Aghi, di Spili, di Cottone ma poco di tutto avendo dovuto mandarne
anche a Soncino, cosi 3 Forbici per quelle alle quali le ho promesse, 3
Librettini, e 3 Crocifissi, di dare alle altre. Tre Cavagnoli, uno per la
Giacomina, un altro la Betta, e l'altro la Valota. Io grazie a Dio sto
bene come pure le Monache che sono tutte infacende per li SS:i
Esercizi. Salutemi tutte le tue Monache, e le Figlie. Dimani e il giorno
di Santa Croce, viviamo ad essa attaccate sè vogliamo aver parte alla
gloria. Stà sana e considerami
Tua Affa Com: e Madre Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev.
Suor Adelaide Carsana
LEFFE
148
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 13 Settembre 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Marzo 1864".
Lettere
583
opera omnia
LETTERA
374
Cara Suor Adelaide149
Mando la Catterina assieme le Giovani di Leffe; guarda che la
Marì ti porterà tre Franchi essendo essa stata alla prima tavola. In
tanto che non ho altra Donna da mandarti per portinaja tieni ancora la
Catterina per poter mandare attorno per le spese, eppoi anche per
accompagnare la Seta quando l'avrai terminata. Serveti della tua
portinaja e non di questa, o quella per mandare a fare le spese, perché
a dirti la verità mi sembra che non vadi bene, molto più poi qui a
Leffe.
Qualora a solare quella stanza importi soli due Marenghi puoi
dare incombenza al Sig. Battista di farla fare, avendo grande
desiderio di vedere le Scuole d'abbasso. Ti mando copia della scrittura
che feci fare al Sig. Antonio, onde ti possa servire in quello che
riguarda l'assofittare. Dimanda cosa ci vogliono dare di quel piccolo
Orto che sè sarà un prezzo conveniente lo dirò al Sig Antonio150, il
quale poi stabilirà un giorno onde si porte qui per fare la scrittura. La
Catterina ti dirà poi altre cose che cosi di fretta non posso scriverti.
La Bottega giàché si ha tutta la puoi far fare, e doppo chiuderla
fino che ci verrà fuori il momento di darla via. Perdona alle grandi
cancellature, e considerami.
Sè ti pare che a far aprire la Bottega il Caffettere l'abbia ancora da
ricercare, allora tralascia, e aspettiamo un altro momento. Addio.
Tua Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
Suor Adelaide Carsana
Leffe
149
150
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 1862. Vedi Epistola della raccolta di P. Di
Bianchi n° 366".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Aprile 1864".
Di Bianchi annota: "Piccinelli".
Lettere
584
opera omnia
LETTERA
375
Cara Suor Adelaide151
Ho sentito con dispiacere della tua indisposizione, ma voglio
sperare che sia una semplice costipazione: in tutte le maniere ti prego
a scrivermi, o farmi scrivere come ti trovi per mia quiete. Oltre poi
per sapere di tua salute mando appositamente un Uomo per un altro
motivo come ora ti dirò. E' stata qui questa mattina la Figlia dell'Oste
che abita vicino all'abbitazione nostra di costì, pregandomi caldamente
di voler dare in affitto a quel loro parente Caffettiere la Bottega
d'aprirsi con altre due, o tre stanze in Casa di Suor Costanza: io
informata della medesima risposi decisamente di nò, adducendo per
motivo che stavamo per venderla, come in fatti è la verità, ed un
affittuale di più nella Casa ci poteva portare pregiudizio al negozio,
ma questa Giovane istando sempre più, che almeno, almeno gli
affittassi la Bottega le risposi che avrei scritto qualche cosa a te in
proposito. Tù dunque sai il mio sentimento; della Casa non
affittiamone più, né a questo né ad altri onde non compromettersi, e
cosi anche essere più facile a vendersi a caso che la Sorella di D.
Michele aumenti la sua offerta.
Sè però fosti corsa in parola d'affittarle la Bottega, dopo che tè
stessa l'avrai fatta accomodare e non Lui, e d'accordi col prezzo fatti
dare l'affitto intiero anticipato, quando però non sii corsa in parola
diversamente che ci vorrebbe pazienza152, che consegnerà quando le
darai la chiave, perché diversamente avresti dei dispiaceri, eppoi non
darli l'ingresso che dalla Bottega entri in Casa, ma fà bene chiudere
l'uscio; e fatti consegnare la Chiave. Cosi all'Abitazione non verrebbe
a portare nessun pregiudizio a caso venissimo alla determinazione di
venderla.
Dalla stessa giovane Ostiera che fù qui questa mattina ho
sentito che hai fatta l'affittanza con la Vedova, come eravamo state
d'inteligenza, ma ho sentito con dispiacere (sè almeno è vero) che la
151
152
Di Bianchi annota: "Comonte Prima Nov. 1862 (vedi Epistola della raccolta di P.
Di Bianchi n° 365)"
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Febbraio 1864".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Questa frase è scritta sopra la riga.
Lettere
585
opera omnia
medesima sarebbe persuasa di cedere una qualche sua stanza al
Caffettiere, quindi ti prevengo di farle dire che noi non vogliamo che
Essa assoffitti e questo metterlielo in scrittura, che sè vuoi mi farò fare
una copia dal Sig. Antonio, e te la manderò, però credo che sia una
buona Donna, e non avremo disturbi. Riguardo poi al Sig. Dottor
Fiori, sento da Suor Costanza chè è un buon Uomo però se sei
impegnata lasciamo correre, ma affitto anticipato, salvo sempre che
tu non sia corsa in parola diversamente per non sfigurare, prezzo
onesto, per un anno, e quello che più conta che non abbia da
sottofittare ad alcuno. Non aver premura che non ci mancheranno né
gli affittuali, né i compratori. Guarda di non ingannarti col Fiori che
invece del Dottore non sia suo Fratello.
I nostri Esercizi per ora vanno bene. Salutemi tutte, e dami di tè
buone nuove. Ti saluto di fretta essendo già tardi. Il Signore ci
benedica, e ci custodisca.
Tua Aff Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
586
opera omnia
LETTERA
376
Cara Suor Adelaide153
Rispondo adirittura al finale della tua Lettera. Hai fatto assai
bene a dar la minestra al Giovanni, e continua pure a soccorerlo in
tutto quello chè puoi sino a chè nè ha da bisogno. Sento che il
medesimo non ha il Letto, e stà in quello del Fattore ciò mi
rincrescerebbe; quindi sè fosse vero bisognarebbe darli un pagliariccio
con cavaletti. Sperò chè non sarà malattia di conseguenza, e presto si
remetterà in saluto. Non vendiamo più Melicone, poiché è troppo a
basso prezzo d'altronde ora possiamo andare avanti senza. Hai fatto
bene a ritenerti i dannari rimasti poiché noi in questo momento non nè
abbiamo di grande necessità avendo venduto noi pure il Melicone di
maniera che ora non nè abbiamo più un grano sul Solajo, e bisogna
chè cè nè mandiate almeno una Somma per ora. Sono assai contenta
chè abbiate passate in quiete il giorno della festa, e benedetto sia il
Signore. Diportatevi bene sè viene Monsignor Vescovo, poiché dal
canto nostro abbiamo da fare di tutto pel bene del nostro Istituto, ma
già non ne dubito poiché il Signore dà sempre la grazia. Noi stiamo
tutte bene, eccetuate le nostre poche cronache, ed ancora mè un poco di
tosse. Ho restituito al Novelli i suoi dannari, e spero che con quelli chè
caveremo ancora dalle Galette, possiamo rimetterci nuovamente in
giornata. Non mi hai detto nulla del Napoleoncino che ti ho spedito
per mezzo del Giovanni, bisogna chè ti sii dimenticata. Sè mai credi, e
ti avanza dannari dalli pure a conto a Fattore ma salvate qualche cosa
pel venturo ordinario, dopo poi guardaremo di mandarti sempre
qualche cosa. E' stato qui lo zio di Suor Nazarena, e ha soddisfatto
per sua Nipote. Mi saprai poi dire mano, mano chè battono il
Melicone, per regolarmi a mandarlo a prendere. Mando due Caretti
col Galeazzo per condurci la Legna grossa, ma ho creduto bene di
tenere a Comonte il nostro Cavallo, sembrandomi troppo strepazzo, e
lo manderò in vece Venerdì. Salutemi tanto Suor Rosa, e Suor Maria, e
state tutte unite allegre, e raccolte nel Signore. Dite una parola anche
153
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine agosto 1862".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
587
opera omnia
per mè al vostro S: Giuseppe, e consideratemi quale con tutto l'affetto
mi segno.
Aff Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
588
opera omnia
LETTERA
377
Cara Suor Adelaide154
Credo bene di mandarti ancora un altra ajutante per la tua Casa,
perché le nostre Figlie costì nel tempo delle Scuole rimangono sempre
sole perché tù hai i tuoi impegni, e Suor Nazarena la cucina, e questo
pensiero mi dava fastidio, avendo Esse molto bisogno di custodia, e
sorveglianza essendo questo il nostro primo scopo. Non avendo
dunque una Monacha disponibile ti manda una Novizia, la quale
essendo di sua natura quieta, e raccolta spero non le farà danno a
stare lontana dagli occhi della sua Maestra. A questa dunque affiderai
la Scuola estera delle mezzanelle, cioè la metterai al luogo di Suor
Colomba, alla quale poi affiderai per intiero le nostre Figlie. Per due,
o tre giorni però bisognerà che Suor Colomba stia ancora in Scuola
per insegnare alla nuova Maestra i metodi, e regolamenti, onde fare le
cose bene, e in regola. Adesso poi che le nostre Figlie avranno la Loro
Maestra disponibile (cioè Suor Colomba) ti raccomando che tengono il
loro metodo regolare, e farle la sua ora di studio la mattina, e il dopo
pranzo, e in questo Suor Colomba farà bene. Ti raccomando poi
anche tutte le sere tù di fare un Ora di studio a Suor Nazarena, la
Novizia nuova, e Suor Colomba, mettendo in tanto con le nostre
Figlie Suor Leonilde, raccomandandole che in tanto Ella né scriva, ne
faccia l'avori di applicazione, ma fili onde stare attenta155, e la potrai
fare dalle 6 ore alle 7. e dalle 7 alle 7 e mezza la Lezione bastando che
vadi in Cucina Suor Nazarena mezz'ora prima di Cena con la
Catterina: Fà provedere i Libbri che abbisogna, ma procura di farla in
regola, e bene. Dimanda a Suor Leonilda sè sà dove hanno messo il
Libro ch'Ella adoperava a S.t Maria per fare la Domenica l'Istruzione
alle Estere e aspetto la risposta subito. Mando il Grembiule di Suor
Leonilde, acciò non porti l'altro essendo si bello. Sè hai qualche Velo
d'avvanzo, o Cuffia mandameli.
Adesso nelle Ricreazioni Festive fa stare la Giovanina in vece di
Suor Colomba, la quale la lascerai di sopra assieme le nostre Figlie. le
154
155
Di Bianchi suggerisce: "Soncino"
Raccolta Suore suggerisce: "1° Gennaio 1864".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Sul manoscritto appare inserito a lato da "raccomandandole".
Lettere
589
opera omnia
altre tutte con te state nelle ricreazioni festive. Con la Giovanina abbi
pazienza essendo assai timida, ed avendo bisogno di molto animarla.
Ti saluto tanto assieme a Suor Nazarena, Suor Leonilde, Suor
Colomba, Figlie e Catterina.
Tua Aff Com e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
590
opera omnia
LETTERA
378
Cara Suor Adelaide156
Comonte 12 Luglio
Ti voleva mandare il Carettino, secondo la nostra inteligenza, ma
dovendo aspettare forze sina la fine della Settimana cosi ti scrivo
intanto queste due righe acciò non resti inquieta vedendo a capitare
nessuno. Domenica è stata a Comonte la Sig. Rossi, e mi condusse
una giovane di 25 anni (credo) che ho accettata per portinaja di costi, e
la condurò io entro il mese, sè il Signore mi da grazia. Abbiamo qui
anche quella Novizia d'Albino, e da quello che pare sembra un buono
sogetto. Desidero assai di venire costì per incominciare la fabbrica
della porteria, ed il Dormitorio per le figlie ed ho pregato il Sig
Antonio157 di venire un giorno esso pure costì per contrattarci, e
provederci il Legname e veder pure il Disegno. Mi pare però che il Sig
Prevosto di Bianzano, mi avesse detto che parte dei Legnami per
travelli, gli avressimo avuti anche noi, però sè è vero tù in questo
frattempo guarda di farli preparare al Convento, servendoti del
Carettino, sè mai vè nè fossero alla Famosa, onde regolarsi, e tanto
meno provederne. Sè potessimo combinare anche quando viene costì il
Sig Antonio, di vendere, e fare scrittura di quel piccolo Orticello di
Suor Costanza, come anche terminare i nostri conti col Zambaiti, al
quale lo pregato che incominciasse a scriverle, mi sarebbe tutte
carissimo. Desiderarei assai che tutte queste cose venissero in mente a
te, ma invece tocca sempre a mè a pensar tutto; Bisogna non solo tener
la mente occupata nelle piccole cosette di Casa, che a queste può
pensare l'assistente, ma ad interessi ed impegni più rilevanti.
Abbiamo ancora da vendere il Vino a Spinone, e poi bisogna anche
porvi pensiero colà perché mi sembra un affare magro a mettervi ivi
per Massaro un Uomo che bisognerà darli da vivere col S.t Martino
non avendo esso niente. Ti raccomando di parlare al Sig D. Michele
per riguardo ancora alla Lettera del Debito di Suor Costanza con la
156
157
Di Bianchi suggerisce: "1863".
Raccolta Suore suggerisce: "1864".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Di Bianchi annota: Piccinelli.
Lettere
591
opera omnia
Congrega salesiana. Vi sarebbe ancora altri impegni costi che tralascio
per non importunarti. Quando viene il Carettino ho pensato di
mandare un Peso di Lino a regalare al Sig Battista, non sapendo io
come contracambiare a tante obbligazioni che Le professiamo. Intanto
ti saluto con tutto l'affetto assieme alle tue Compagne, e Figlie, e con
la speranza di presto venire in vostra compagnia mi segno.
Tua Affa Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
592
opera omnia
LETTERA
379
Cara Suor Adelaide158,
Ti mando la libreria, le camiccie, ecc. La Cottonina te ne mando
un poco, perché ne abbiamo poca, però ad un'altra occasione te ne
manderò dell'altra. Mando i libri a Suor Marta secondo la nostra
intelligenza, e le avrei scritto volentieri, ma ho sempre avuto qualche
cosa. Ti mando poi la roba, come mi avevi chiesto, per l'abito del
Giovanni con la sua fodra ecc, ma a dirti la verità, mi sembra troppo
bella, perché ho paura che si abbia da distinguere; però io per ora
metterei via la roba, o se ne avesse proprio di bisogno gli farei intanto
i calzoni; perché il gilè lo ha nuovo dell'anno scorso; basta se non ne
ha più che estrema necessità pensiamo bene prima di adoperar questa
roba, nel caso compreremo un poco di fustagno, ovvero adopereremo
della roba che faremo noi in casa, come quella dell'anno scorso. Mi ha
fatto poca meraviglia, e mi dà poco fastidio la partenza del
Gianmaria. Era un povero martirello. Noi abbiamo bisogno di uomini
di anima e risolti, e S. Giuseppe ce ne manderà. Io prendo sempre più
anima quanto più vedo le cose andar in terra. Ho scritto al Giovanni
che se vede pericolo di raffreddamento nella Casa per questa
partenza, lo mandi via subito; cosi sarei persuasa di lasciar andar
anche il Pietro; perché quando incominciano a starvi mal volentieri e
dire che vogliono andare, non fanno più bene. Dalla lettera del
Giovanni sentirai il motivo, perché difficilmente posso far una gita
costì. Ti raccomando di sollecitar i muratori alla Campagna, e
raccomandar al Giovanni di parlar ad essi chiaro e farli sbrigare, onde
incominciare anche noi il nostro muro, che sono sempre più contenta
che mi sia venuto in mente d'incominciarlo là in fondo. Vuol dire che
se non potremo quest'anno, l'anno venturo ripararemo anche lì in
principio per le galline. Riguardo al Capitale dello Scotti, come mi
scrive Suor Rosa che lo vorrebbe pel 68, mi rincresce ad impegnarmi,
essendovi ancora tre anni; però senza legarmi, a caso potessi darglielo
anche l'anno venturo glielo darò. Ti raccomando, se date principio al
muro, di far estirpare la siepe un poco per volta, mano, mano che fate
158
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Settembre 1865 (vedi Epistola della raccolta di P.
Di Bianchi n° 180. Corr. 137, 149".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di settembre 1865".
Lettere
593
opera omnia
il muro, per non lasciar tutto allo sbaraglio: e prima di tutto mettervi
le sue palline per veder anche voi, e far vedere allo Scotti cosa fanno i
muratori. Se potrò appena, appena, guarderò di far la gita. Salutami
tanto, tanto la Rev.da Superiora, Suor Marta e tutte. Suor Luigia sta
bene, cosi noi tutte, grazie a Dio. Ti saluto tu pure di cuore e credimi
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
[...] Madre
[...] Carsana
SONCINO
Lettere
594
opera omnia
LETTERA
380
Cara Suor Adelaide159
Bisogna che mi sapi dire il giorno che manderai a Comonte il
Caretto per poter avertire il Fratello del Giacomino del giorno poi che
ritornerà costì onde il medesimo venga a Comonte la sera. Cosi
abbiamo combinato col Rev: Prevosto di Filago. Egli non viene ne
come Fratello, ne come Figliuolo, bensi come lavorante, però può stare
assieme e con gli uni e con gli altri essendo Egli buon Figliuolo. Ecco,
io ho scritto al Gio: che dirà in Casa, che stante le buone informazioni
avute di questo soggetto lo tratta come uno della Famiglia, Egli poi si
regolerà in causa, e dove metterlo a dormire, ed altro: io non posso
dir nulla non avendolo veduto. Col Caretto mi manderai la Rachele, la
Felice, ed invece della Mercede, che per ora lascio qui, mandateci la
Maria. Venendo la Maria a Comonte, non state a vestire la Maffi da
Figlia anziana perche prima voglio farla venire anch'essa a Comonte, e
vedere a che ci può giovare, ed essere utile all'Istituto. Ella verra poi
qui con altra occasione. Suor Nazarena mi scrisce che i suoi Bigati
sono morti la mettà e l'altra metta sono per morire. Io non sò a che
attribuire questa cosa, mentre i Bigati del Giò: alla Famosa vanno al
Bosco bene. A Spinone, il Luigi fa niente, l'altro poco.
Ti raccomando quelle Latrine di far accomodare, come anche da
rimettere quei pochi coppi sul muro in fondo l'ortaglia, diversamente
sofrirà la muraglia. Sè il Sig Consolandi avesse dei Coppi, e si potesse
comperarli a buon prezzo non sarebbe male a provederli per il portico
che si vuol fare alla Campagna, anche solo una mettà di quelli che
abbisognano, sempre intendiamoci che vengono all'infimo prezzo e
ne prenderai intanto due milla. Abbiamo comperato 3 Pesi di Galette
per fare la semente, vedremo poi sè sortirà bella. Sono dietro a
preparare la roba per i Calzoni dei Figliuoli, eppoi farò fare quella per
i Gilè. Quantunque buono raccomanda al Gio: che sorvegli il Fratello
del Giovannino, e guardi e veda, e ascolti, ciò che dice e ch'Egli fà.
Scrivimi sempre qualche cosa dei Fratelli, e dei Figli, come pure,
come fanno le nostre Figlie: non dubito che con Suor Marta si
159
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Maggio 1865 (vedi Epistola della raccolta di P.
Di Bianchi n° 440, 343, 409)
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di giugno 1865".
Lettere
595
opera omnia
assoderanno un poco: solamente non bisogna lasciarle sole. Scrivemi
con tutta libertà, e confidenza come faresti con una Madre, che come
tale ti ho la premura, e l'affezione. Tanti saluti alla Rev.a Superiora,
che ringrazio delle sue infinite sue premure. Saluti pure a Suor Marta,
e tutte. Nelle tue faccende; e nei tuoi viaggi tieni lo spirito in Dio pel
quale viviamo, e pel quale devono essere tutte indirizzate le nostre
azioni. Egli ti conservi, e ti benedica
Tua Affa madre Suor Paola E.a Cerioli
Guarda che il Gio: tenga ordine con la distribuzione del Lavoro
ai Figli, ed ai Fratelli, poiché a momenti vi sarà la seganda che possono
fare essi: intanto dieno dietro ad incolmare quando fanno questi
lavori bisogna di merenda dare ad essi o Latte o frutta.
Lettere
596
opera omnia
LETTERA
381
Cara Suor Adelaide160
Abbiamo ricevuto il Melicone, ed ora mando tutti due i Cavalli
onde provarli sotto la Careta, Sè però il Giovanni volesse venire a
Comonte, chè farebbe molto bene, per non approfittarsi della troppa
bontà del Fattore, allora il Giovanni Galeazzo verrebbe a Comonte col
Caretto, e l'altro Cavallo col Fattore, ovvero con qualche bracciante
(cercandoli costi un qualche Bagher) condurebbe a Comonte il Giovanni.
Ecco, io farei cosi. Ora ti darò l'orario. La levata a 5. 2|2 il pranzo alle
12 poiché non si merenda più eccetuate le Figlie chè vanno in
Campagna, e chi le conduce. La Cena subito dopo il Rosario, perché
dopo la ricreazione vi è l'istruzione della Dottrina, eppoi continuano a
lavorare sino a l'ora del riposo, come continueranno a fare tutto
l'inverno. Voi altre essendo sole 3 Monache, potete Cenare subito
dopo la Vizita al SS:° Sacramento e fare la ricreazione con le Figlie, e
dopo sedervi con Esse a lavorare sino a l'ora del riposo cioè 9. 2|2 Ti
raccomando di far fare dopo la ricreazione della sera la mezz'ora di
silenzio, come si costuma qui dedicandola ora a S. Giuseppe, ora alla
Madonna, in somma come già sai. Quanto al prezzo dell'uva io non
sono mal contenta. Tù però, alle volte quando vi è molta necessità, e
le cose sono di poca importanza, puoi arbitrarti interpretando la
nostra volonta, mi pare d'avertelo detto ancora. Il salasso mi sembra
chè mi abbia giovato, e di star un pò meglio della mia tosse, però sè
non sono perfettamente guarita non verrò alla Campagna, questo
mese, il Mese d'Ottobre poi sè il Signore mi fà la grazia conto passarlo
tutto costì. La settimana ventura avremo noi pure la Vendemia, e poi
faremo i conti delle Galette coi Massari, cosi vedremo come stiamo di
Cassa. Salutemi S. Rosa. S. Maria, e le Figlie. Conservatevi sane, e
consideratemi.
Vostra Aff Com: e M
Suor Paola E. Cerioli
160
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Settembre 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di settembre 1862".
Lettere
597
opera omnia
P. S. Del Vino bevetene un bicchiere la mattina e la sera, poiché
facciamo così anche noi.
Tutte le Feste, e le Domeni: date da merenda alle Figlie.
Alla sera state tutte nella Sala vecchia a passare le vostre serate.
Alla Molto Rev. Madre
Suor Adelaide Carsana
Campagna
Lettere
598
opera omnia
LETTERA
382
Cara Suor Adelaide161
Mando ancora un carico di Sternami per la Campagna, ma
dimani ho detto al Giovanni di ritornare perché mi preme Meroldì di
mandarvi la vostra Superiora poiché ora grazie a Dio Suor Luigia sta
proprio bene, ma desiderava tenerla qui ancora questi due giorni.
Meroldì dunque spero proprio l'avrete costi, perché a dirti la verità mi
sta ora questa Casa assai a cuore, e perché avete delle Novizie, e tu vi
puoi tendere poco avendo la Campagna, quantunque però farai
quanto potrai. Il Sig Antonio Donadoni mi pregò di saperli dire (sè è
possibile dimani per mezzo del Gio:) sè vi sono delle Tavole di Bigati
usate da comperare, e quanto vogliono, poiché verebbe poi a Soncino a
vederle e comperarne, e allora forze ne potressimo comperare anche
noi, che comperandone tante faciliterebbero meglio sul prezzo. Scrivo
altro, lasciando alla tua Superiora il raccontarti tutto. Solo ti
raccomando attenzione a tuoi doveri, e lo spirito interiore onde ti
faccia operare da vera Religiosa, e Suora della Sacra Famiglia. Saluti a
tutti, ed ai Fratelli.
Tua Aff Madre
Suor Paola Eli: Cerioli
Alla Rev. Suor Adelaide Carsana
Soncino
161
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Febbraio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di febbraio 1865".
Lettere
599
opera omnia
LETTERA
383
Cara Suor Adelajde162
Questa volta ti abbiamo fatto aspettare, ma una cosa, o l'altra
non si ha mai potuto mandare il Giò., e si ti dicco con verità chè
quando sono a Comonte penso di più alla Casa della Campagna, chè
quando sono alla Campagna a quella di Comonte. Questo dicceva alle
mie Monache jeri sera, le quali facendosi le meraviglie, io faceva lor
capire, chè Esse le consideravo ancora in Famiglia, e le altre come
fuori di Casa, e per questo mi stavano più al cuore. Và bene? Vi
mando mezza Somma di Melicone per uso della Casa chè in quanto a
Braccianti ditte al Fattore che facciono come faccevano lo scorzo anno,
cioè sè lo facciono imprestare dal Molinaro, chè glielo restituiranno alla
raccolta, poiché noi sul solajo nè abbiamo solamente 7 Somme. Onde
ti lascio immaginare. Questa notte ci hanno portata via la Caldaja dal
Fornello della Filanda, e tutta quella roba chè hanno trovata di fuori,
cioè 1 Coperta di Lana, 3 tovaglie di Chiesa, qualche Camicia ed altre
piccole robe.
Ho ritirato l'interesse della città, ed ho mandato a Scotti 20
Napoleoncini per dare a Consolandi, e gli altri 20 prendo tempo sino
a tutto il mese d'Agosto. Mando poi a te altri 20 Napoleoncini ai quavi
vi aggiungerai ancora 37 Fra: e gli manderai a Scotti per saldo del
conto, che hai tù in mano. Riguardo a Costanzo al quale andava
ancora 354,61 Ause mandali a dire dal Fattore chè si tenga l'importo
della Seta, e il rimante guarda di poterglieli dare tù; riccordati
d'incontrarli il 1|4 d'oncia di Semente.
Pagati questi due ci resterà ancora i 20 Napoleoncini dei
Consolandi, e i soldi degli Agravi per questo Agosto che farà presto a
venire, e guardaremo di metterli assieme. Ti dicco in verità chè non
sono mai stata in tanta necessità, ma speriamo chè il Signore, e S.
Giuseppe ci ajuteranno come fanno sempre.
Non ho ancora veduto il sig. Antonio, né il Sig Canonico, quindi
per ora non ti posso dire nulla di S. Maria; Sabato aspettiamo Monsi:
Vescovo per le due vestizioni, ed allora dimanderò anche di questo
162
Di Bianchi annota: "Comonte 1862 Giugno".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di giugno 1862".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
Lettere
600
opera omnia
acquisto, vedo però tutta la probalità chè possa andare a monte. Il
Signore faccia la sua SS: volontà. Abbiamo pensato con le Monache,
di scegliere ancora tutti mesi gli Uffici del S. Cuore come facevamo
una volta, e di servirsi pure del primo Libretto, come più facile, cosi
mando a voi tre gli Uffici tocati in sorte. A Suor Adelajde l'Uffio 5. a
Suor Rosa l'ottavo a Suor Marianna il quarto. cosi pure abbiamo
ordinato di nuovo la divozione delle 24 Ore avanti il Sacramento, e
abbiamo destinato le Ore 3 a Suor Rosa, 4 a te, e a Suor Marianna 9
incominciando dalla mezzanotte. Alle Figlie poi gli uffici, e le Ore
gliele scriverà la Valota come presidente. Guarda chè ti mando una
Cassetta da mettervi dentro i mantini e le scodelline, del pranzo, e la
terrai o sul camino, e in altra parte in Reffettorio. Ti mando pure un
Vasetto chè ti accomoderà. Quando verrà col Caretto ti manderò il
tavolino da mettere nella nostra stanzetta in dormitorio. Sappiami
dire sè D. Acquilino ha accettato di confessarvi, poiché ciò mi sarebbe
graditto, a caso chè nò, e chè aveste da mandare a Soncino a prendere il
Confessore, allora non mandate a Comonte il Legno, e spedite Sabbato
Gio: col Caretto di Legna, ch'io poi Lunedì vi spedirei di nuovo il
Cavallo, onde tenerlo a quest'uso. Anche il Giò: vi lascierei volentieri
alla Campagna per vostro comodo, e servizio, ma Sabbato lasciate chè
venga poiché ho desiderio tanto di saper vostre nuove. Mi voglio
lusingare chè sarette tutte d'ottima salute, e chè niente vi sia successo
di contrario. Per Lunedi poi vi scriverò qualche cosa del Vescovo, e
daremo una risposta deffinitiva di S. Maria. Voleva scrivere due righe
anche a Suor Marianna, ma non ho potuto lo farò un altra volta.
Intanto salutatemela assieme a tutte le Figlie chè voglio sapere qual è
quella chè si fà più bene.
Mi sovengo ché Scotti desiderava pagare di tutto i Consolandi,
quindi i 20 Napo: chè mandavo a tè gli mando a Scotti, con la lusinga
anche che vedendoli pronti non arrivi a diffalcarne qualche d'uno,
quindi pagheremo in seguito Scotti. Addio addio
Suor Paola Ellisabetta
Superiora163
163
Questa firma è presumibilmente fatta da altra mano.
Lettere
601
opera omnia
LETTERA
384
Cariss Suor Adelaide164
Ieri era un giorno troppo occupato per aver avuto il tempo da
scriverti, onde risposi cosi alla sfugita due sole righe a Suor Luigia.
Incomincio dunque a ringraziarvi del bel Corpettino, e Sibre che mi
avete mandato, ma però questo non è secondo le nostre Regole, né la
Santa povertà, e chi sà quanto vi costa. Basta, bisogna che siate a
soldi, e mi consolo, ma ha voi tocca il pensarci, poiché io andava
avanti questo Estate con que' due corpicini che aveva. Non di meno
non posso che esservi obbligata delle vostre premure.
Qui i dannari dileguano come la Neve, e per questo procuro
mano mano di pagare ogni uno prima che scompariscono. Costanzo
non a in mano che soli tre pezzi da 20 f.e però sono in giornata coi
due Giovanni, e col Fattore, eccetuato mi pare qualche poco di credito
da sua parte sul registro. Falegname, e Fabbro ora procuro di tener
lontani, perché sebbene piccole fatture non di meno essendo molte, e
continuate portano sempre discrete somme. Domenica ho ricevuto a
conto Ludrini N 6 pezzi da 20 fe e li ho riposti con l'agiunta di altri 5
fe per pagare il Muratore; Ritirando i 3 pezzi da 20 f:e che mi viene
ancora da Costanzo pagherò il Prestinajo, Fornacciajo, ed i tubi che
abbiamo comperato per le Latrine. Cosi restaremo in giornata, perché
aspetto il rimanente del credito Ludrini per servirmi negli Ordinari, e
spese giornaliere della Famiglia. Abbiamo pure comperato un
Animale. Bisogna che mi sapi dire quanto costa l'olio che mi hai
mandato per la Chiesa onde metterlo a suo registro, e quanto costa la
Libbra costì per mia norma. Le elemosine di Chiesa tra la borsa, e la
Cassetta sono meschine, avendo raccolto sino ad ora che solo Lire
6.10 circa. Il Sig Canonico jeri tanto mi stette adietro onde tenessi
qualche oncia di Bigati anche in S. Maria, che dopo aver resistito più
che ho potuto ho dovuto finalmente dirle che nè avrei preso 22 e dissi
al Gildo di provedermela dal Sig Piccinelli. Questa faccio conto di
metterla in Cucina dalle Figlie, e consegnarla a S:r Leonilde, onde non
abbia da disturbare, ne imbarazzare nessun altra Monicha. Il bifolco
della Campagna è assai mal contento, ed io incombensai pure il Gildo
164
Di Bianchi suggerisce: "Soncino Maggio 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
Lettere
602
opera omnia
da dimandare al Sig Picinelli sè potesse darliene ancora due, o tre oncie
al quinto ma nata, sè nò nè cercasse a Bergamo, ma sempre però al
quinto e nata, diversamente Egli non la vuole, e sole tre Oncie. Sè vi
abbisognasse della Foglia concertarete poi la maniera di farla venire
dalla Campagna, avendo noi ora 2 Cavalli, e sarebbe pazzia il
comperarla. Noi nè abbiamo qui gran quantità, dicendo il Fattore chè
nè avanzerà una mettà, e più, mi pare. Fatte molto bene a mandarmi
Suor Costanza poiché il Sig Canonico dicce che l'ha ritrovata molto
concentrata. Avendo qui Suor Costanza potreste risparmiare di
mandarmi la Luiselli. State quiete sul mio conto, che stò bene, e
meglio anche delle mie indigestioni. Questo dopo pranzo anderò alla
Campagna con Suor Leonilde per vedere come hanno accomodato
quelle Monache i Bigati di jeri. Scrivo più, incominciando ad
occuparmi troppo. Scrivemi tù, sè mai desideri saper qualche altra
cosa ch'io non mi ricordo.
Mi rincresce che non si sapia più niente di Leffe, io ho detto al
Piccinelli che stasse pure sulle 4500 Lire Ita: come Le avevamo detto la
prima volta, che infine è una Casa che tutte la desideriamo, io credo, e
per 500 Lire non converebbe, come dicce il Sig Canonico abbandonare
questa fondazione. Io non sò intendere il silenzio presente, però il
Signore lo saprà, e le cose fatte attempo sono quasi sempre le più
buone, e sicure, come abbiamo veduto per esperienza. Tanti saluti a
Suor Luigia, e tutte. Stà sana, addio.
Suor Paola Eli: Cerioli
Ti raccomando assai il buon esempio, e il raccoglimento
essendo noi le più vechie e le più obbligate a Dio, avendoci chiamate a
servirlo per le prime, ti raccomando pure la diligenza in onorare la
nostra SS: Madre Maria in questo mese specialmente a Lei consacrato.
Che Gesù, Giusep: e Maria ci assistono sempre.
Sè Suor Costanza viene prima del Gio: che sarà a Comonte
Venerdi di sera, allora mandatela per suo mezzo, sempre che possiate
accomodarla bene.
Lettere
603
opera omnia
LETTERA
385
Cara Suor Adelaide165
Ti sei allarmata fuori di proposito. Ecco la verità. Suor Luigia
stette a Letto un giorno per una costipazione, ed ora è guarita e và, e
viene ancora come prima. Io poi vedendo chè la tosse mi continuava,
presi ancora un altro piccolo salasso, ma in piedi vedi, e questo mi
giovò assai, e direi chè si è diminuita della mettà, dimaniera chè ho tutta
la fiduccia dopo i S: Esercizi di venire come ti promisi a Soncino.
Ti ringrazio poi tanto tanto del Settenario alla Beata Vergine
Addolorata, e ringrazio pure S. Rosa, e Suor Maria di quanto fanno
per mè. Giovedi, o Venerdi manderò, a prendere S. Rosa. Intanto state
tranquille, per mè, e anche per S. Luigia, e abbandoniamoci al Signore,
che ci ama anche più dei nostri meriti. Termino perché mi riducco
sempre a scrivere alla sera, e allora fretta, fretta, suona la Cena
bisogna andare, e così finire, Ma ti prometto di scriverti più
lungamente l'altro ordinario, e preparerò per tempo la Lettera. I
matterassi gli manderete l'altro ordinario. Quest'oggi viene pure alla
Campagna la sorella del Fattore io ho dicchiarato a suo Padre, chè non
voleva che dormisse nella stessa stanza col Frattello ed esso mi
promisce chè il Fattore dormirà nella Stalla, dove dormiva una volta
Giovanni, e cosi sono contenta perché non andava bene. Eccetuate le
solite malatte, del rimanente sono tutte sane, e franche. Ecco suona...
Ho cenato, ora termino subito poiché adesso è ricreazione. Ti saluto
tanto tanto, assieme le due tue Compagne, e Figlie, da parte anche di
noi tutte. Addio, Addio
Tua Affa Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
Alla Rev. Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
Villacampagna
165
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Settembre 1862".
Lettere
604
opera omnia
LETTERA
386
Cara Suor Adelaide166
Credeva di non poterti scrivere, poiché oggi essendo il giorno
chè si riceve l'Esercitanti, abbiamo avuto molto d'affare, e approfitto di
questo momento chè sono dietro alla prima Predica per scriverti
questa mia, e mi preme anche per dirti ch'io sarei di parere di non
mandare più il Melicone a Comonte, non convenendomi di fare tante
condotte, e invece di collocarlo se si può a S: Maria, e mettervi una
persona sicura la notte a dormire, e di giorno raccomandarlo a
qualche d’uno. Insomma, il Fattore parli anche a Scotti, e chè guardano
di collocarlo bene, e al sicuro costì, e noi contribuiremo sè occore
qualche cosa. Ti saluto di fretta. Abbiamo credo 67 Esercitanti ti lascio
immaginare: ma il più impegno è il primo giorno a collocarle, dopo è
poco incomodo. Scrivemi, e salutemi tutte. Addio.
Tua Aff Com: e Madre
Suor Paola Elisa: Cerioli
Alla Rev. Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
VILLACAMPAGNA
166
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 1863".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di settembre 1862".
Lettere
605
opera omnia
LETTERA
387
Cara Suor Adelaide167
Suor Luigia continua andar bene, ed ora non dubito della sua
guarigione. Ringraziamo il Signore di avercela lasciata ancora onde
possa lavorare in quest'Istituto poiché la sua perdita era una vera
disgrazia. Egli sia dunque lodato, e benedetto.
Ti occludo qui una Carta con la quale viene intimato al Carlino
di presentarsi a Seriate per la vizita militare: vedi chè è da ridere, nulla
meno il sindaco di qui vuole una dicchiarazione del medico curante, il
Carlo il quale asserisca che questo Figlio per la sua malattia non può
essere trasportato con nessun mezzo a Seriate, e questa Carta và
sottoscritta dal Sindico di costì, più dice che sarebbe anche meglio il
farli prendere la misura della sua altezza dal Secretario, e spedirci
anche questa il tutto ci vuole prima del giorno 20 diversamente
manderanno costì a vedere, e non sò a chi tocherà la spesa. Dunque
ricordati.
Riguardo alle Tavole dei Bigati non abbiate fretta che ha
spendere dei soldi si fà presto, e ha prenderne cosi tanti possono darle
ad un Franco l'una, anche che sieno in buon essere: non date ascolto
ai Sensali le vendono pure sè hanno fretta fanno cosi per farvi
rissolvere. Ti mando 6 Marenghi non abbiate paura a spendere in
giornate, che sono, dannari che si trovano ancora. Riguardo alla Tassa
della Casa sè il Sig Viola che prendeva affitto non la notificò mai,
perché dobbiamo notificarla noi? Non serve forze anche a noi di
ripostiglio d'Ortaglia, e di abitazione a chi la lavora? Però dimani
prima che partano dimanderò. Riguardo all'Altare di S. Giuseppe
sento volentieri dei 4 Offerenti e scriverò come mi dicci alla
Fabbriceria e spero di vederlo ancora nel luogo del Confessionario. Ti
raccomando la Casa in assenza di Suor Rosa. Abbi a cuore Suor
Colomba essendo si vicina alla sua professione. Tieni in umiltà Suor
Isidora, e Suor Angela. Ti raccomando la sorveglianza alle Figliuole, e
che prendono amore al lavoro. Suor Rosa ti saluta tanto, così Suor
Luigia. Fà bene, sta raccolta dovendo tù servir d'esempio alle altre, e
che il Signore ti conservi, e ti benedica.
167
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Gennaio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di gennaio 1865".
Lettere
606
opera omnia
Non ho avuto nessuno da dimandare riguardo alla Tassa però
penso che Costanzo potrà darti buoni consigli, ed anche Scotti. Tù fà
valere che a noi come a Viola la Casa serve pur anche di ripostiglio
alla biava come potran vedere; eppoi sappi regolarti in causa.
Tua Aff: Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Per tua norma il Capitale Ludrino l'abbiamo notificato noi qui a
Comonte. Ti raccomanda la dicchiarazione Medica del Carlino pel
giorno 20 corrente.
Fami piacere a dire al nostro Rev: Cappellano di costi che
avendo ricevuta la sua Lettera questa sera tardi non ho potuto
risponderle, però falli i miei doveri e che stia quieto, che io, non sono
in trattative di cappellano, né meno faccio delle novità.
P.S. Il Maffi puoi mandarlo indietro a piedi. Quando poi il
Giovanni avrà poco da lavorare, o pel cattivo tempo, o per altri
motivi, lo manderai col caretto carico di canoni di melicone
d'abbrucciarsi ed anche un poco ancora di rise per il cuscini. Suor
Luigia continua a star bene.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Adelaide Carsana
SONCINO
Lettere
607
opera omnia
LETTERA
388
Cara Suor Adelaide168
Ho ricevuto le Prugne, e quello che più mi è stato caro le Carte
dell'Ispettore. Ho notato per gli Esercizi quella donna di Peja, e quelle
altre di Figadei, sè per caso nè avesti qualche d'un altra che volesse
venire a farli, ora non vi è più posto avendone questa mattina ricusate
dieci per non aver più luogo. Ciò ti serva di norma. Ti occludo qui il
conto delle Galette non per altro, ma perché tù possa vedere che lungi
dall'essere in credito, resti in debito di qualche cosa, non di meno
Martedì nell'occasione che verranno a prender il Predicatore dirò alla
nostra Economa che ti faccia il piacere a mandarti qualche
Napoleoncini onde non far debiti. Riguardo poi a fare il Camino nella
Sala in parlatorio io sarei contraria. I gradini della Scala, a mio parere
non sono cari. Manderò a Leffe in vece della Marianna che mando a
prendere Suor Eugenia, ti raccomando di farti insegnare dalla
medesima, cosi pure a Suor Leonilde, e la Valota il metodo ch'ella
tiene a far leggere, essendo questo il metodo nuovo. Riguardo poi a
quanto mi dicci delle Dottrine del Cappellano, quando tù ai fatto i tuoi
rimarchi con tutto quel rispetto che si deve ai Sacerdoti, hai fatto
bene, ed Egli certamente non nè avrà avuto a male. Per tua regola non
ho rivcevuta la Lettera della Marianna. Avrei altre cose a dirti, ma
avendo ora premura mi riservo a scriverti quando verranno a
prendere il Predicatore, che facilmente sarà Martedi sera per fare
riposare il Cavallo. Ti raccomando di nuovo sè mai vi fosse
qualcheduna chè volesse venire nelli Esercizi, ad avvizarle onde non
vengono, eccetuata quella di Peja. Salutemi tutte, e considerami
Tua Aff Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Nell'occasione che verrà il Legno vi manderò quanto ho
promesso.
Il pestone manca mezza £ di due pesi169
168
169
Raccolta Suore suggerisce: "Fine marzo 1864".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Questo periodo è scritto sul retro della lettera.
Lettere
608
opera omnia
LETTERA
389
Cara Suor Adelaide170
Vi scrivo per raccomandarvi tanto di chiudere le Finestre della
vostra Casa presto alla sera, poiché mi hanno detto, che l'aria di notte
di costì in questa Stagione vi farà venire la Febbre, quindi regolatevi.
Ciò vi raccomando assai. Noi stiamo tutte discretamente bene. Non
ho altro da dirvi, sè non chè salutarvi tanto. Sè aveste un poco di Lino
da spedirci, almeno un mezzo peso ci sarebbe carissimo poiché ora le
Figlie incomincieranno a stare in piedi la sera.
Vostra Affa Madre
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre Superiora
Suor Adelaide Carsana
Villa Campagna
170
Di Bianchi suggerisce: "1862".
Raccolta Suore suggerisce: "Dal settembre 1862 al marzo 1863".
Lettere
609
opera omnia
Lettere
610
opera omnia
Lettere a Nazarena Ferrari
LETTERA
390
Cara Suor Nazarena,
Comonte 29 Novembre 1864
E' necessario, per poter far il conto del nostro credito col
Zambaiti, ch'io sappia la data precisa del giorno, in cui Suor Adelaide
ricevette i N° 15 pezzi da 20 franchi, che fu, credo, in Luglio od
Agosto; e la data del giorno che ho ricevuto io gli altri quattordici
ultimamente. Guardate dunque sul registro, e scrivetemi più presto
che potete, onde darli al Sig. Piccinelli perché li ripassi; e vedere se il
conto è conguagliato e dar fine anche a quest'affare. Non so se siete
dietro a fare la vasca: consigliatevi bene col Signor Battista, acciò non
ci venga a costar troppo, e non si abbia a gettar via la fatica, essendo
la stagione cosi avvanzata. A caso che siate già dietro adoperate più
pietre che si può, senza però rovinare quelle del pozzo che in caso di
necessità si potrà sempre levar via Mi ricordo ancora della roba che
ho promesso di mandarvi, ma aspetto ancora un poco, per non fare
una condotta con sì poca roba. Passate santamente, nel vostro
Cenacolo, questo prezioso tempo d'Avvento, ed unite i vostri desideri
con quelli de Patriarchi, acciò il Signore venga a nascere nei vostri
cuori. Preparategli un alloggio degno di Lui, distruggendo le cattive
inclinazioni, ma dolcemente e soavemenete, come dice il gran S.t
Francesco di Sales. Saluto tanto Suor Maria, Suor Leonilde, pure Suor
Anna e le nostre Figlie. Che Esse abbiano da sentire l'effetto
trovandosi con voi nel Cenacolo. Servite il Signore con pace, illarità e
Lettere
611
opera omnia
quiete che farete maggior viaggio che col concentramento, la premura
e la diffidenza. Che la Santa e Divina Famiglia vi conservi e vi
custodisca
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis Cerioli
Fatemi piacere di dire al Sig. Battista che riguardo alla vendita
del prato e bosco di Croce per ora non ne siamo persuase; però se col
tempo verremo in questa determinazione, ne sarà avvertito.
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
Lettere
612
opera omnia
LETTERA
391
Sento dal Novelli che desiderate di avere costì il caretto, per
condurre a casa la legna; ma riflettendo, è meglio che la facciate
condurre da qualche carettiere del Paese, anche per far guadagnare
qualche cosa costì. Non si avrebbe dovuto aspettare finora a farlo, che
non ne avrebbero derubata. Bisogna stare attente, perché alle volte
per risparmiar quattro, se ne perde 8, come forse succederà ora. Non
perdetevi a fare gli uffici delle Monache, né a disimpegnare certe
facenduzze, che infine non portano né utile, né vantaggio, e può
disimpegnar bene anche una figlia; ma tenete l'occhio e la mente alla
sorveglianza della Casa e de' suoi interessi, onde non vadino a male
per incuria ed indolenza, il tutto con libertà di spirito, e non istate a
perdervi dietro a voi e con le vostre fantasie. Voi mi fate sempre elogi
della Valota e della Giacomina, che a me non finiscono troppo. Non
che io le creda cattive, che anzi sono buone, buonissime, quantunque
però, vedete, abbiano anch'esse i loro difetti ch'io li veggo sino a star
qui, ma perché mi pare che queste due figlie secondandovi in tutto,
ne sentiranno certamente con la loro a danno dei loro difetti, e voi
concentrando in esse la vostra confidenza e il vostro amore, vi
distaccherete, senza saperlo, ed almeno v'impedirà d'affezionarvi alle
vostre Compagne, perché forse non troverete in esse quella
condiscendenza che voi desiderate, non calcolando poi che le vostre
Monache se fallano è per debolezza (che però non voglio compatire,
vedete?) ma la loro intenzione sarà più retta e disinterassata delle
vostre figlie, le quali credo di non sbagliare se dico, che la loro mira
sarà anche quella di goder poi nella Casa quella certa libertà
necessaria per fare quello che esse vogliono. Io sbaglierò vedete, mia
cara Suor Nazarena, però vi prego ad esaminarvi in questo punto,
ricordandovi, che se non dovete amare i difetti delle vostre monache,
che anzi li dovete da Madre coreggere, siete però obbligata ad amarle a
preferenza delle Fligliuole, perché anch'esse vi sono Figlie ed hanno
di più che vi sono Sorelle unite coi legami della Religione, ed hanno
lo stesso spirito ed abbracciate lo stesso scopo.
Suor Luigia continua ad andar migliorando, però lentamente,
essendo stato un male grave ch'io poi non vi so spiegare bene,
essendo malattia interna però vecchia, perché è sempre stata poco più
o meno disturbata da suoi incomodi. Quindi la convalescenza sarà
Lettere
613
opera omnia
lunga, ma questo non importa nulla, basta che guarisca bene, e possa
lavorare ancora nella vigna del Signore.
Tutte le Monache vi salutano assieme alle altre loro ed io pure
vi dò i miei saluti e mi segno la Molto Rever.da Madre sta bene; non
ha scritto Lei, avendo voluto fare le lettere delle Monache.
Suor Paola
Riguardo a quella Figlia racomandataci di Gazzaniga, vi ho
scritto che per noi è troppo piccola, però guarderò d'impegnarmi, se
posso, per collocarla d'altra parte, stante il suo grande bisogno.
A dirvi la verità mi sembra che non vadi bene a mandare la
Giacomina cosi sola a Gandino perché infine è giovane, senza
esperienza, quindi per l'avvenire, mandatela più e poi neanche alla
Famosa essendo strade deserte, ed in altri luoghi un po distanti dal
Convento.171
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Nazarena Ferrari
Leffe
171
Scritto da altra mano: "del S. D. P. C ma domandato se Lei verra presto qui in
Leffe perche vuol parlare con Lei il mio desiderio era di farmi Religiosa ma so
tropo avvanzata inetà
ma detto che ed io la risposto ch il Signore alle volte chiama anche tardi".
Lettere
614
opera omnia
LETTERA
392
Cara Suor Nazarena172
Comonte 17 Aprile 1865.
Ieri giorno di Pasqua ho ricevuta la vostra Lettera, e l'altra
diretta a Suor Adelaide la quale da Sabbato è ritornata a Soncino.
Sento dunque con molto piacere che venga ad accrescere il numero
dei Fratelli quel Giovane173 di costì, molto più che dallo stesso
Giovanni ebbi si buone informazioni. Ora bisogna guardare di
poterlo far venire a Comonte per Giovedi mattina di questa settimana,
che vi sarà pur qui anche il Capponi, che viene a prendere la semente
bigati, e cosi partiranno assieme lo stesso giorno per Soncino. Intanto
ringraziamo il Signore di questo soggetto, e speriamo che cè nè
manderà ancora degli altri. Dimani, se Dio lo vorra, anderò a Spinone
col Sig Canonico, e non verrò a Leffe che alla fine di questa, o al
principio dell'altra settimana, standomi a cuore le vostre opere di
muratore prima fatte ristaurare il muro caduto, che dopo sarò costì
anch'io. Per vostra norma quando spedite la seta ad Alzano
scrivetegli che riguardo al prezzo state con quello che fanno anche a
Comonte; noi siamo contente avendo percepito 2.80 al Chilo, di
maniera che ci conviene incannarla anche cattiva a questo prezzo.
Suor Luigia è secondo suo solito. Salutatemi tutte, da parte anche di
queste qui, e consideratemi
Vostra Aff. Madre
Suoe Paola E: Cerioli
172
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
173
Di Bianchi annota: "Pezzoli Gv. Maria".
Lettere
615
opera omnia
LETTERA
393
Cara Suor Nazarena
Comonte 1 Giugno 1865
Vi spedisco la Notifica bella e fatta per non mandarvi le fedi.
Guardate che vi manca il nome della madre di Suor Maria e dei
genitori di Suor Leonilde che bisognerà aggiungerli. Non avendo la
fede della Cortinovis, della Pierina e della Longhi, così li ho lasciati in
bianco. A caso poi ci volessero proprio scriverò ai rispettivi parrochi
onde poterle avere. Mi rincresce al sentir dalla vostra Lettera che siete
sempre piena d'inquietudini e di scrupoli perché se è male in tutte
molto più lo è in una Superiora. Pensate troppo a voi stessa, e
secondate il vostro carattere melanconico, cosi v'imbrogliate come i
pulcini nella stoppa, e questa è la causa di tutto. Andate via alla
buona come vi dico sempre, non istate a guardare su tutto, anche
riguardo all'interesse, guardando che nello spirito di povertà non
s'abbia da introdurre lo spirito d'interesse. Confidenza in tutto nel
Signore che mai non manca. Riguardo poi ai vostri doveri colle
Monache, bisogna sopportare quei difetti che portano in natura con
pazienza, considerando invece la loro umiltà dipendenza e rispetto
che come Superiora non mancano di usarvi. Siate allegra, e piacevole
molto più nelle ricreazioni, compiacente quando potete senza
offendere la vostra regola; in questa maniera vincerete il vostro
carattere sarete più contenta e vi passeranno gli scrupoli con
vantaggio pure della divozione, ed anche della salute corporale, che
non può che pregiudicare in queste continue agitazioni. Desidero in
queste SS. Feste abbondanti lumi e grazie pel vostro spirituale
profitto e quello delle vostre Consorelle. Mi congratulo che i vostri
Bigatti vadino bene, i nostri pure che incominciano a levar della
quarta e sono belli come anche quelli di Soncino, la maggior parte de'
quali sono già andati al bosco. Se il Signore mi dà la grazia farò
ancora colà una gita per il raccolto delle galette, dopo spero proprio
venir costì a fermarmi un poco. Non ho avuto ancor tempo di cercar
le carte richieste e per la vendita dell'orto e per altro. Appena potrò
guarderò di ricercarle. Sappiatemi dire se avete ricevuto quei danari
per quella figlia di Gazzaniga, diversamente scriverò al Sig.r
Lettere
616
opera omnia
Canonico, onde poterli esigere. come siamo d'intelligenza. La lana mi
sembra cara ancora per 50 soldi, però bisogna vederla. Intanto
comperatene pur che quando verrò saprò dir qualche cosa. Delle
nostre nuove Novizie una è partita per la sua poca salute. Dei Fratelli
è un poco che non so nulla cosi non ho altro di nuovo. Occludo qui
una lettera per Suor Maria e Suor Leonilde. Suor Anna abbia
pazienza, le scriverò un'altra volta perché non ho avuto tempo
intanto salutatemela. Voi fatevi coraggio e scacciate tutto quello che
può angustiarvi, ricordandovi di quello che dice il Padre Scupoli
(credo) Che tutto quello che mette in noi inquietudini viene dal
demonio: e lo proverete infatti per esperienza che quando sarete
turbata non farete niente di buono. Vi raccomando le figlie
specialmente le piccole; lasciate sviluppare che in questa età han
bisogno di sviluppo. State sane e consideratemi
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Salutatemi le Figlie specialmente la Giacomina e la Valota
Lettere
617
opera omnia
LETTERA
394
Cara Suor Nazarena174
Comonte 11 Giugno 1865
Ho ricevuto la tua Lettera a Soncino da dove sono partita jeri.
Non so quando potrò venire a Leffe perché prima aspetto Monsignor
Vescovo per la Vestizione della Giulia; Egli mi scrisce che non pò
fissarmi il giorno, ma verra; noi dunque lo stiamo aspettando dopo il
Corpus Domine. Intanto ti scrivo due righe per dirti di far vendere le
vostre Galette costì dal Fattore, poiché non ci conviene il farle
trasportare a Comonte. Per tua norma noi qui abbiamo fatto cinquat
uno Franchi, al Peso pagamento pronto; Forse costi potrai venderle
ancora di più. Salutatemi le Monache, e le Figliuole che ho voglia di
rivedere. E augurandoti da Dio ogni benedizione con tutto l'affetto mi
segno
Tua Aff. Madre
Suor Paola E: Cerioli
A caso che costi delle Galette vi volessero dare meno di 50
(cinquanta) Franchi allora scrivetemi prima di rilasciarle.
174
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
618
opera omnia
LETTERA
395
Cara Suor Nazarena,
Comonte, 30 Luglio 1865
Ho ricevuto le bottiglie e i soli due involti delle ragazze di Peja,
e non so intendere in che maniera non mi abbiate mandato il
materasso, pagliariccio e cassetta della Pierina, che si può dire
abbiamo mandato costì apposta, non avendo ella di che cambiarvi. Vi
aveva scritto di mandarceli per il carettiere che veniva ad Alzano, ma
nemmeno per questo mezzo l'ho ricevuta. Ora non avendo noi più
occasione, penserete voi a farmele avere sicure a Comonte, al più
presto che potete. Sia poi vostro impegno di mandarmi anche tutta la
roba della Valota, tale, quale ella l'aveva preparata, con i suoi libri, la
sua scattoletta il suo abito, camiccie, ecc. poiché, a dirvi la verità, è
propriamente una cosa che sta assai male, il volersi ogni Casa
appropriarsi la roba di una che parte, ed assolutamente voglio levare
questo disordine, non cagionando che dispiaceri e malcontenti. Se
avete levato qualche cosa anche dei due fagottini delle Figliuole di
Peja, vi ricordo il dovere di farmene la restituzione. Faremo poi lo
stesso noi pure, quando vi manderemo una qualche figliuola, le
uniremo il suo piccol corredo, ma più, più, come facciamo adesso.
Sento dalla vostra lettera che siete dietro a far filare il canape per fare
i lissi: io credeva che vi avessi scritto di comperare la roba per fare i
primi, e mettervi dentro subito la Giovannina mi sarò forse
ingannata, però esaminata la Lettera e fate come in essa trovate
scritto. Ho veduto la mostra di cotone ma dal momento che abbiamo
comperata la lana bisogna adoperarla, dopo poi vedremo. Mi saprete
poi dire per quante coperte può essa servire, che vi manderò poi
l'ordimento. Scrivetemi come fa la Maffi nella sua scuola, che
dovrebbe essere più pratica e disinvolta della Belli. Mi rincresce poi
che le grandi non abbiano fatto troppo bene dopo la mia partenza,
specialmente poi la Giacomina, la quale mi è sì cara: sento però che
ora fanno meglio, e spero continueranno; bisogna proprio coltivarle,
perché infine il fondo è buono, ma non bisogna lasciarle troppa
libertà né darle troppa confidenza. Farei volentieri anche una gita a
Leffe, ma non so quando potrò, essendovi sempre qui qualche
Lettere
619
opera omnia
impegno. La cucina, se volete, potete pure incominciarla nella stanza
destinata; ma allora non bisogna lasciar le Figlie nella cucina vecchia,
ma si servino anch'esse della vostra, per non lasciarle sole. Così pure
pel lavandino, non lasciatele là da se. Intanto vi saluto ben di cuore,
assieme alle vostre Compagne e figlie. State di buon umore,
specialmente nelle ricreazioni, essendo queste fatte per sollevarsi a
vicenda. Il Signore ci conservi tutte nella sua Santa Grazia.
Consideratemi
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Nazarena Ferrari
Gandino x Leffe
Lettere
620
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
.
opera omnia
LETTERA
396
Cara Suor Nazarena,
Comonte 2 Agosto 1865
Ho ricevuto la roba della Pierina e quella della Valota. Non
istate ad inquietarvi per quel che è successo, poiché d'un male si cava
sempre un bene. A voi servirà di esperienza ed a noi di regola, onde
anche nelle altre Case si tolga questo disordine, di togliersi la roba
una con l'altra, che col tempo, potrebbe far nascere dei dispiaceri.
Alla Maffi non le abbiamo date le camiccie, perché le aveva lasciate
sporche a Soncino; ora che son qui ve le mando. La veste della
medesima è rimasta ancora colà, gliene mando invece un'altra. Ho
piacere che la Maffi faccia bene in iscuola, e quando avrò allordine
l'ordinamento delle coperte, che spero sarà presto, manderò a
prendere anche la Belli. La Lana poi mi sembra molto cara, quindi
prima di provvederla voglio provare a Milano. Riguardo a quella
giovine di Casnigo può venire a Comonte a fare gli Esercizi, i quali
cominciano il giorno 19 Settembre di sera: così la vedrò e potrò
conoscerla meglio; se no la vedrò quando verrò costì. Guardate che
verranno per sapere il giorno degli Esercizi qualche giovane di
Gandino, che avevano da venir l'altra volta, credo cosi glielo
direte,ma fatevi dire il numero di quante sono; come pure quelle di
Peja. Vi mando le sibbre, ma non avendo potuto trovare la veste per la
Maffi così gliela manderò un'altra volta. Guardate che se venissero a
ricercarvi da sottoscrivere un attestato di ringraziamento e protesta di
figliolanza al Santo Padre, fatelo pure, che cosi abbiamo fatto anche
noi, ma mettetevi il solo puro nome del secolo; per esempio, Maria
Ferrari, Leonilde Valsecchi, Citerio Adele, Tiraboschi Santina, e così
tutte le altre anche le Figlie. Sento che la Giovannina ha preso un altra
volta il mal d'occhi, vi prego non lasciatelo invecchiare. Noi stiamo
tutte bene e vi salutiamo tanto. Salutatemi tutte le Monache e Figlie,
Fate bene e datemi ancora nuove del come fa la Maffi. Addio addio
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Eli.ta Cerioli
Lettere
621
opera omnia
Sè venissero come vi ho detto per questa sottoscizione al S.to
Padre bisogna aggiungervi un'offerta tutte insieme e basterà un
cinque franchi per tutte.
.
Lettere
622
opera omnia
LETTERA
397
Cara Suor Nazarena175,
Comonte 19 Agosto 1865
Buone nuove, Suor Luigia grazie a Dio si è di nuovo ristabilita
sul suo piede di prima; è vero che bisogna però tenerla assai da conto,
ma questo non importa; basta che stia in piedi ed attenda al suo
Noviziato. Io pure provai dispiacere a partire così subito da costì,
molto più che non potei parlare colle Monache né colle figliuole
grandi come desiderava, essendo il bisogno anche per esse, di poter
ogni tanto sollevarsi col raccontar le cose che passano nell'animo loro;
ma il Signore ha voluto cosi ed Egli sia sempre lodato e benedetto.
Bisogna che vi dica, che questa volta non ho ritrovato sul volto delle
vostre Compagne quell'ilarità e contentezza, che vorrei vedere in
tutte le nostre Suore, e non so a che attribuirlo. Io penso che non si
sollevino abbastanza, con quella libertà ed allegria necessaria nelle
ricreazioni. Esse, come le loro Figliuole hanno bisogno e di sviluppo e
di divagamento, essendo tutto il giorno occupate nella loro scuola, ed
è necessario che la ricreazione la facciano tutte anche quelle che non
v'inclinano, molto più voi altre che siete poche. Lasciate pure, ed anzi
lo fate voi pure con esse, che passeggino, ridano, e giuochino anche,
se fa di bisogno, colle loro figliuole, poiché costì, non avendo mai
nulla di distraente, ne hanno di bisogno. Le Superiore non sempre
bastano a queste necessità delle loro Religiose, perché esse, sempre in
movimento con una faccenda, o con un'altra, starebbero volontieri
quiete, non considerando l'altrui necessità. Quindi esaminatevi, e
trovando qualche cosa da emendare, lo fate pel ben della vostra Casa.
Torno ancora a dirvelo, voi inclinate ad una vita mortificata, e
vorreste vedere cosi le vostre Compagne; questo non bisogna
pretenderlo, essendo opere di supererogazione che devono venir
spontanee; Osservino la loro Regola e diverranno Sante, essendo la
negazione della propria volontà, nella quale devono vivere, il
sacrificio più aggradevole al Signore. Mostratevi contenta quando
esse fanno bene, poiché la vostra approvazione sarà per esse di
175
Di Bianchi annota: "Vedi Corr. 206 - 210".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
623
opera omnia
grande contento che le incoraggierà a far bene e star allegre, mentre
se non vedranno in voi che indifferenza o mal contento, le svilirà di
maniera da ricavarne nessun vantaggio. Non lasciatevi sempre sortir
dalla bocca, Non facciamo niente. E' vero che voi lo dite in riguardo
anche a voi stessa, però, alle vostre Compagne alle quali pare di fare
qualche cosa colla loro sommissione e dipendenza, non potranno a
meno di sentirne dispiacere. Non è però sentimento che mi abbiano
confidato esse, ma lo dico piuttosto perché mi sembra che lo proverei
io stessa se fossi al loro posto. Eseguite le vostre Regole con amore e
premura e farete abbastanza.
Procurate di cercar qualche occasione, onde mandarci la lana,
non convenendoci mandar apposta costì; unitevi anche il poco di reffe
lasciato costì da torcere. Per la stessa occasione poi vi spedirò la veste
della Maffi, e la scrittura del Massaro. Riguardo alle due piante da
vendere, se al Fattore ne sembra bene, può venderle. Mi rincresce che
i muratori facciano tante assenze, perché intanto si va avanti, e le
giornate si accorciano: spero che faranno presto in questa facciata,
essendo la sola imboccatura; l'altra poi vedremo, come, e se
dobbiamo farla. Vedo assai volontieri il mettervi la chiave, come farei
chiudere quelle crepolature sotto l'involto del portico di sopra, come
già lo faranno. Ho pensato che quando tagliano il fieno del prato,
sarebbe bene che mi avvisiate, per combinare di mandar costì il
nostro caretto a prenderlo prima che lo portino al Convento, Vi
raccomando assai di sorvegliare nella Stanza dove vi è il telaio delle
Coperte, perché ho gran paura che quelle figlie stando da sole
lavorino poco. Desidero sapere quanto fa al giorno la Maria, cosi di
vedere come sono fatte queste coperte; però prima bisogna mandarle
dal Ghilardelli per il fallo, quindi appena che sono fatte, mandatele
colà per averle poi allordine quando manderò costì il caretto a
prendere il fieno. Se vi abbisognerà poi qualche cosa in
quell'occasione me lo scriverete prima. Vi raccomando poi il
dimandare all'Anì di Peja quante sono le esercitanti di colà, cosi pure
desidero sapere il numero di quelle di Gandine che vogliono venire in
questi esecizi. Desidero saperlo presto per mia norma. Fatemi pur
sapere, se andava bene l'ordimento delle coperte, per potervene
preparare dell'altro, essendo bene continuare. Riguardo al tessimento,
prendete voi quello che vi sembra meglio, ma non istate troppo a
quanto vi dice la Comorra. Solo vi raccomando che sieno fatte bene
perché sapete che io sono male da contentare. Saluto tanto, tanto, le
mie care Professe come anche la Novizia, e le nostre Figliuole, e
raccomandandovi di nuovo di tener il vostro cuore aperto ad una
Lettere
624
opera omnia
gran confidenza ed abbandono in Dio che vi faccia operare con
scioltezza e vivere in santa pace, cordialità e dilezione con le vostre
Consorelle che di nuovo saluto insieme a voi con tutto l'affetto,
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
P.S. Vi prego di sapermi dire al più presto se sono cresimate la
Gelmi e la Luigia Pezzola
Lettere
625
opera omnia
LETTERA
398
Cara Suor Nazarena
Comonte 26.8.1865
Vi spedisco le Notifiche, come anche la scrittura d'affittanza col
Municipio di Leffe la quale mi era rimasta qui: e vi servirà per la
dichiarazione d'aggiungervi alla Notifica.
Sono stata un paja di giorni circa a Soncino, e ritrovai tutte le
Monache in buona salute come pure le Figliuole: restai pure contenta
della Famiglia dei Fratelli, ed ora pare che godano concordia, e pace.
Vi spedisco un poco spelaja da filarmi, e della Lana che potrete filare
per panno, come anche un assa di filo da copiare a due capi, e poi
curarlo per reffe. Vi mando anche la veste della Maffi. Per questo
stesso mezzo mandatemi la Lana, e il poco reffe restato costì da torcire
come anche la Bavella. Voi mi cercate qualche cosa di conclusione da
lavorare per le Figlie ma i dodeci paja calze ed i dodeci corpetti non vi
sembrano forse di conclusione perché sono per uso delle nostre case?
Vi raccomando che sieno fatte bene, con esatezza, ed un poco per sorta
cioè variate di grandezza pei grandi e piccoli. Giacché ho qui Suor
Marianna faccio terminare questa mia a lei
Rever.da Madre crede bene di rispedirle le tre notifiche sui
fabbricati, cioè una della casa dove sono presentemente intestata Suor
Francesca, e le altre due di Spinone e di Leffe di Suor Costanza. Esse
sono ancora da fare. La Rev.da Madre ha dimandato da qui, e da li,
onde potergliele mandare belle e fatte, ma, sono come tutti
imbrogliati, e poco pratici. Il Sig. Antonio Piccinelli è sì caricato
d'affari che, nè può venir a Comonte, nè sinora trovare il momento di
farle a Casa sua. Daltronde è proprio necessario il farle costì perché
nella notifica della Casa Civile di Suor Costanza bisogna unirvi la
Dichiarazione di tutti gli affittuali di quanto pagano d'affitto,
ciascheduno in fogli semplici, separati, come pure la vostra. Quelli
che hanno scrittura, credo bisogna unirvi la copia della medesima,
sempre che dichiari l'affitto, il numero delle stanze di ciascun
176La
176
Scritto da altra mano.
Lettere
626
opera omnia
fabbricati, ecc. Quindi la Rev.da Madre trovandosi imbrogliata,
perché all'ultimo del mese bisogna averle presentate, diversamente
avremo una buona multa, gliele spedisce onde anch'Ella si ingegni a
farle fare da qualche d'uno. Siccome poi vanno ciascune fatte dal
proprietario cosi ha creduto bene di unirle uno scritto di Suor
Costanza, e Suor Francesca, che autorizzano il nostro Fattore a farle e
presentarle. Se poi ci vorrà qualche altra carta, me lo saprà dire. Io Le
unisco qui il Numero di Mappa della Casa di Suor Costanza e quello
della Fabbrica, del resto Ella ha qui ogni documento che occorrerà
S'intende dunque, se crede, anche col Sig. Battista, o con chi crede,
certamente con persone intendenti. In tutte le maniere, il Fattore Le
gioverà assai. Nel primo numero dove dice Natura dei Fabbricati loro
uso e destinazione (intendendo della casa che abitano) se bastasse
può mettervi Casa civile per uso e destinazione propria e se non basta
aggiunga Casa civile ad uso Orfanatrofio, ma mai nomini Istituto,
Monache, Suore. Riguardo poi all'attribuirle il valore dell'affitto, stia a
una cosa onesta, perché neanche il mettervi troppo poco si potrebbe
avere degl'incomodi. Le dichiarazioni di Suor Costanza sono due,
perché la Rev. Madre non sa se bisognerà notificare anche la casa
masserizia di Spinone avendoci Le pare, mandata anche la Notifica di
colà, però s'informi ben bene. Le manda pure la Rev.da Madre queste
carte vecchie di Spinone a caso Le abbisogni, che se non altro, Le terrà
ben unite ed accomodate nel suo archivio. Non ho altro da dirle che
salutarla assieme alla Rev.da Madre con tutte le mie care Compagne,
mentre ho il bene di segnarmi
Sua Aff.ma Sorella
Suor Marianna Rossi
.
Alla Molto Reverenda Madre
La Rev.da Suor Nazzarena Ferrari
Leffe
Lettere
627
opera omnia
LETTERA
399
Cara Suora Nazarena177
15 Settembre 1865
Non sapete che nessune nuove buone nuove? non state dunque
mai ad inquietarvi, e se alle volte tardo a scrivervi, è per le mie
occupazioni. Avrete ricevuto dalla posta la Lettera che vi scrisci l'altro
jeri. Non so da che deriva che abbiate si poche Figlie in Scuola,
bisogna esaminarvi perché mi rincresce, quantunque questo delle
Scuole estere non sia il nostro scopo principale. Non so se dipenda
dalle Maestre poco brave ed esperte: Se vi sembra da mettere ancora
con le medesime Suor Anna, Se vi sembra meglio fattelo pure con
tutta libertà; è vero che anch'essa non ha bravura, però ha me sembra
molto più adatata di Suor Leonilde, che potrebbe stare con le nostre
Figlie; però fatte voi che essendo sul luogo potete conoscere meglio i
bisogni. Se credete anche di mandare d'abbasso Suor Anna solamente
la mattina per i studi, fatte come credete. Riguardo agli esemplari
essendomi sempre dimenticata a mandarveli, fattegli pure fare da
Suor Anna, cosi pure i numeri, solo che guardano bene i spropositi.
Certamente che vi faranno paura i ponti della facciata, fanno
impressione anche a me, che sono qui, ma confidiamo in S. Giuseppe
che nulla ci succedera incontrario. Il Gianmaria e partito sino da Sabbato
da Soncino poi jeri ebbi lettera del Giovanni, il quale poco importa la
partenza del medesimo; Egli era tanto chiuso, ed indolente in tutto
che la sua partenza ci portò nessun svantaggio. Il Signore ne manderà
degli altri ne ho tutta la fiducia. Questa sera aspetto a Comonte Il
Rev. Sig. Canonico perché domani viene in mia compagnia a fare una
gita a Soncino: non abbiate invidia che costì verrà quest'ottobre...
Ho di gia fatta la mia gita a Soncino e sono ritornata jeri sera.
Ho ritrovato colà tutte di buona salute, e non vi è niente di nuovo. Ho
ricevuta la vostra Lettera, e mi rincresce assai che sia andato perduto
le Calze; quantunque però io pensi che le abbiate voi ancora costì,
assieme la Bavella e Spelaja, perché mi dite che questa roba era in un
Sachelino assieme il refe avvanzato; Il Sachelino lo abbiamo bensi
177
Di Bianchi suggerisce che il mittente è a Comonte.
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
628
opera omnia
ricevuto ma non ci era dentro che le Spole, un assa di filo, ed il Reffe e
null'altro. In altro Sachelino vi erano i Corpetti, ed in un altro i Perscici.
Voi però dovevate mettere tutti codesti Sachelli in un Sacco grande
che cosi sarebbe stato più diffici a perdersi. Ma noi, scusate, facciamo
le cose tanto alla materialona, basta... Anche con le Coperte, guardate
s'io vè gli voglia tornare a mandare costì! Avrei vergogna a mandare
la roba avanti, e indietro come se non si avesse nulla da fare, e poi si
rovinano sempre; se aveste fatto come vi aveva detto ora non
avressimo questo incomodo di doverle bagnare un altra volta col
pericolo anche di rovinarle non essendo buone, basta procurate
d'essere più attenta un'altra volta. Mi rincresce a dovervi mandare
appositamente un Uomo per i dannari, sè quando me gli cercate mi
aveste da dire presso a poco quanti ve ne occorono gli manderei non
sareste sempre senza, poiche io non posso indovinare i vostri bisogni.
Alla prima occasione che potro avere ve ne mandero degli altri.
Salutatemi tanto le Monache e le Figlie. Ricordatevi poi che stà a voi a
levare alle Figliuole che rispondono questo brutto vizio, e vorrei che i
vostri srupoli gli aveste da mettere tutti sull'esato adempimento de
vostri doveri specialmente d'allevare le vostre Figliuole grandi, umili,
docili, sommesse, e lavorentone, procurando che abbiano sempre da
crescere in meriti ma mai rilasciarsi.
State sana, e scrivetemi se la vostra facciata va avanti, e se sta
bene. Vi saluto con tutto l'affetto, e mi dicco.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
.
Lettere
629
opera omnia
LETTERA
400
Cara Suor Nazarena178
Comonte 22 Settembre 1865
Dalla Gomora ho ricevuta la vostra Lettera. Sento volentieri che
le vostre opere di Muratore vadino avanti, e vi dico la verità che vedo
volentieri anche la facciata della nostra Chiesa, ma vorrei prima da
mettersi dietro far chiamare il Segretario dell' luogo pio della
Misericordia, ovvero se credete meglio mandarvi il Fattore, e
guardare da poter ottenere che Essi concorono a questa fattura almeno
con metta della Spesa e far loro conoscere che sarebbe loro dovere
sottostare a questa spesa perche la Chiesa anderebbe in indeperimento,
e con questa fattura si conserverà più lungamente, d'altronde questa
facciata darà anche abbelimento al Paese. Se potete d'unque ottenere
qualche cosa sarebbe una fortuna, diversamente ci vorra pazienza, e
farla tutta da noi. Vuol dire che il Signore ci provedera d'altra maniera.
Voi però guardate d'ottenere qualche cosa. Riguardo poi a vostri
scrupoli, questi derivano dal vostro carattere melanconico, e chiuso;
non pensate a voi, poiche vedete che non fatte che tormentarvi senza
ottenre alcun vantaggio. State invece attenta ed emendatevi da quei
piccoli diffetti dei quali vi raccomando sempre: cosi abbiate tutta la
premura che le vostre Figlie specialmente le grandi sieno docili,
sommesse, disinvolte, e polite: e le Religiose ubbidienti, amanti della
Regola, polite, e che si amano tra Esse come vere Sorelle. Se il Signore
me lo permetterà farò dopo questi Santi Esercizi una gita costì
assieme Suor Marta la quale è qui a Comonte. Suor Luigia, grazie a
Dio, sta proprio bene. La Sorella di Suor Marianna è già venuta da
qualche giorni, e ne spero bene. Le Esercitanti ci sono mancate più
della mettà.
Questa mattina mi sono risolta di mandarvi il Maffi col
Carettino, perché ci abbisogna ancora Chili 3. di Lana simile alla
mostra ed abbiamo gia il Telajo avviato; e vi raccomando di
mandarcela senza fallo. Riceverete poi Somme 4 di Melicone, e N 6
Marenghi. Le coperte avendole adoperate questo tempo degli Esercizi
178
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
630
opera omnia
non hanno più quell'odore d'Oglio che avevano quando le abbiamo
ricevute di maniera che sono persuasa che mettendole all aria lo
perderanno intieramente: quindi potrette risparmiare di mandarle al
Folo. Dopo che avete fatto quelle Coperte che avete sul Telajo, non ne
farei più delle nostre ma invece cercate di guadagnare qualche cosa
col farne via. Guardate che la Lana non sia più grossa della nostra ma
simile, ovvero più fina.
Vi saluto tanto assieme a Suor Anna, e Suor Leonilde, cosi pure
Suor Ignazia, e le Figlie.
Il Signore vi benedica tutte, e vi conservi nella sua santa grazia.
Vostra Aff.ma
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Guardate che la Lana che vi hanno dato questa volta per le
veste, oltre essere eccessivamente Carra, non è nemeno purgata, di
maniera che pesa il dopio. Le altre volte non era cosi unta, e poi anche
a miglior prezzo.
Lettere
631
opera omnia
LETTERA
401
Cara Suor Nazarena179
Comonte 29 Settembre 1865.
Non andate in colera se in vece mia mando questa Lettera; cosa
volete, ho rifflesso che non mi conveniva pagare la condotta per un
giorno, o due che poteva rimanere costè quando da qui a circa due
settimane bisogna che venga ancora col Rev: Sig. Canonico: e vero che
avrei avuto caro il venire a salutarvi, come pure le vostre compagne,
ma bisogna che risparmi i viaggi quando non vi è necessità;
presentamente non ne ritrovo costì. Suor Marta poi verrà ancora a
vedervi prima di ritornare a Soncino, e sara nell'occasione che verrò io
col Rev: Sig. Canonico. Spero di trovare allora fatta anche la facciata
della Chiesetta. Mi scrive quella Sig. di Clusone che ha preparato le
Pelli che le avevamo ordinato per Scarpe, ecc e di mandarle a
prendere: Fatte dunque piacere quando avete occasione di mandarle a
prendere.
Noi grazie a Dio stiamo proprio bene, e spero che lo stesso sara
di voi tutte. Aggradite i miei più cordiali ed affettuosi saluti, mentre
mi segno.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
179
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
632
opera omnia
LETTERA
402
Cara Suor Nazarena
Comonte 22 Novembre 1865.
Giacché ho occasione mando col caretto con some tre melicone
riso, ed orzo, cosi pure il cascame, che metterete via poi per quando
faremo le nostre coperte; cosi pure vi mando un sacco con entro dello
stopone, onde vogliate filare sul molinello, che sarà buono da far sacchi
o lenzuoli dell'acqua. Vi raccomando di mandarmi indietro i sacchi
del melicone quello del cascame e quello dello stopone cosi pure quel
piccolo nel quale troverete il lino che manderete come si ritrova al
Sig. Battista: Ditegli che lo aggradisca lo stesso, quantunque sia
bruttissimo perché quest'anno è tutto cosi brutto e poco. La settimana
ventura manderò a Soncino la bavella ed il bavellino che andava ai
Consolandi, ma bisogna che mi sappiate dire se questa Libbra e
mezza di bavella era purgata o no perché vi è una grande diversità.
Quell'uomo di Casnigo ci è assai caro; egli è qui al paese per qualche
giorni, onde accomodare le sue robe per poi ritornare alla Campagna,
dove dice che gli piace assai. Faccia il Signore che perseveri. Manderò
uno di questi giorni a prendere il torchiato a Spinone, cosi il fattore
potrà vendere l'altro. Noi stiamo tutte, grazie a Dio, discretamente
bene. La Rosina è ritornata e questa è forse l'unica nuova che posso
darvi. Sarà difficile che venga a ritrovarvi in questa stagione: bisogna
aver pazienza; io so già quello che volete dirmi, e vi rispondo, State
quiete che tutto quello che v'inquieta non viene da Dio, non pensate
al passato se non per metterlo tutto nel Cuor di Gesù e andate avanti
con fede e con confidenza. Abbiate a cuore le vostre regole, i vostri
doveri, le vostre Compagne, le vostre Figlie. State allegra nel Signore,
che ne abbiamo motivo. Egli ci benedice più dei nostro meriti. Se
nella scuola avete qualche povera figlia veramente necessitosa,
sovvenitela, o col cibo, o col vestito, come non lasciate partir dalla
vostra porta nessun povero che vi cerca la carità. Salutatemi Suor
Maddalena che se ho tempo le occluderò qui due righe come Suor
Anna e Suor Ignazia. Saluto le Figlie specialmente la Valota; stia in
pace e faccia bene che questo basta. Vi saluto con tutto l'affetto,
mentre mi segno
Lettere
633
opera omnia
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
N.B. Informatevi di quella Figlia di Peja, se è propria miserabile,
abbandonata, priva di chi la custodisce; così pure se è savia, e non
smaliziata e ciò per mia regola
Dite all'Anì di Peja che assolutamente non ci conduca il Fratello
della Pierina, il quale non è per noi. Riguardo poi a quel Uomo che ci
avete mandato l'altro giorno che desiderava entrare per fratello,
dittele che non è adatto per noi.
180Fattelo filare presto il Stopone.
Mandatemi la Spelaja il cottone, e bavella che già avrete filati cosi
pure il Cembalo, ma ricordatevi di farlo caricare da persone
intendenti.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
180
Scritto ai bordi della lettera.
Lettere
634
opera omnia
LETTERA
403
Cara Suor Nazarena181
Comonte 8 Dicembre 1865.
Io non so che cosa abbiate d'aver d'importante, però se quello
che avete da comunicarmi lo vedete necessario per la vostra quiete o
pel buon ordine delle Sorelle e della Casa, fate pure una gita a
Comonte; sempre però di ritornare a Leffe la sera, perché non istarei
quieta a lasciarvi là tre sole Monache, e giovani. A dirvi la verità,
questo vostro continuo desiderio di parlar con me, mi rende un po' in
pensiero, e desidero anch'io una volta d'esserne informata. Voglio
però lusingarmi che non vi sarà nulla di male. Approfittatevi dunque
in tanto che è bel tempo, ma ve lo torno a dire, venite la mattina e
ritornate la sera. Riguardo al Giubileo c'intenderemo a voce, giacché
avete da venir qui; però Mons. Vescovo disse, che è meglio farlo
quando si fa anche in Parrocchia: non vorrei però che questo mettesse
inquietudine in voi o le vostre Monache, per ansietà di non farlo
bene, come mi par di vedere. Fate una confessione in quattro parole, e
la Comunione più santamente che potete, pregando secondo la mente
del Sommo Pontefice. Tre giorni di digiuno in quest'Avvento, in una
settimana; ed un poco di limosina, e santificate più che potete le
vostre azioni, ed ecco che avete fatto tutto. Salutatemi tutte costì, ed
in attenzione dunque di vostra venuta, con tutto l'affetto mi segno
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
181
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
635
opera omnia
LETTERA
404
Cara Suor Nazarena182
Vi mando copia della Scrittura da consegnare alla Giunta
Municipale. Spero che questa li persuaderà, ma ha caso avessero
qualche osservazioni in proposito pregateli che scrivono, o a mè, o al
Sig Antonio Piccinelli. Riguardo poi alla prima Comunione delle
vostre Figlie, non bisogna tanto guardare sè hanno grande desiderio,
o nò basta che sieno savie, s'intende nella loro età, e che sappiano che
vanno a ricevere quindi eccetuato le due Rosine, una per la poca eta, e
l'altra per non intendere chi và a ricevere. La Pierina, e l'ultima
piccina di Seriate le manderei tutte. Non mi sovviene più se ne
abbiate ancora di quest'ultime. la Teresina guarderò poi quanti hanni
ha, e vi scriverò ancora prima di Pasqua. Termino per dare la Lettera
alla Mari. Guarderò da potervi mandare il Carettino. Salute tutte.
Vostra Aff. Ma. Pa. Cerioli
Giacché faccio la condotta scrivetemi presto tutto quello che
vi abbisogna.
184 Fatte esaminare la Casa che credete in pericolo, da persone
intendenti, e prendete le precausioni necessarie, onde vivere
tranquille.
183
182
Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1865".
183
Scritto ai bordi della lettera.
184
Nell'originale quest'ultimo paragrafo è all'inizio.
Lettere
636
opera omnia
LETTERA
405
Cara Suor Nazarena, e cara Suor Adelaide185
Ho ricevuto assieme alla Lettera di Suor Adelaide anche il
vostro biglietto. Bisogna poi che vi spiegate meglio perché il dirmi
che siete ancora la stessa, e avete gli stessi diffetti ecc e cosa troppo
generale, e lo fa ancora Suor Adelaide, ma io non sono soddisfatta.
Ho poi piacere il sentire che metterete tutto il possibile per istruirvi
nell'ora che avete di scuola; e nè ho assai caro, poiché le vostre Lettere
sono grandemente scorette, e quando mi scrivete, sè non avete qualche
cosa di secreto da comunicarmi, fattele sempre coreggere da Suor
Adelaide, che sebbene anch'essa manchi assai, pure adesso che ha
un'ora tutti giorni da ripassare la Grammatica, e con un poco
d'attenzione dovrebbe far meglio. Starò dunque aspettando un altra
vostra Lettera, dove abbiate da parlare di voi con più chiarezza, e
particolarità. Unisco qui due righe anche per Suor Adelaide a
risparmio di tempo, e di bollo. Carissima Adelaide ho sentito
volentieri che finalmente sei arrivata a poter aver le Domeniche
l'Evangelio, riguardo poi alla Dottrina non trovo nessun
inconveniente il poterla fare; Quando dunque sia cosi, che tu sul luogo
potrai meglio giudicare, ti potresti approfittare della buona volontà
del sacerdote. Hai poi fatto ottimamente a non legarti con immagini,
e Librettini col R:S: Calderoni, poiché mi dicceva anche Monsignor
Vescovo, Venerdì che fù qui a Comonte, di non addomesticarsi
troppo coi Sacerdoti, perché dopo si correrebbe pericolo che
s'ingerissero in quello che a lor non tocca, e bisognarebbe quindi
disgustarsi. Tienti amici, e rispeta tutti, ma famigliarità con nessuno.
Sù questo proposito, di tè non ho paura, e riposo tranquilla. Ti
occludo la formola dei Voti per voi altre tre, ma intendi, e fa ben
capire anche alle altre due, che la pronuncia de' Voti, e solo una
formalità se non è accompagnata d'una ferma risoluzione di volerli
mettere in esecuzione per qualunque sacrificio che la lor pratica ci
potesse costare. Questi sono i cari legami che ci uniscono alla Croce
del nostro divin Sposo, e bisogna rinunciare per mantenerli ai nostri
desideri ed alla nostra volontà senza guardare sè sia Grande, o
185
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Gennaio".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di gennaio 1864".
Lettere
637
opera omnia
piccolo il sacrificio che ci richiede. Egli è uno Sposo geloso che non
vuole un cuor diviso tra sè, e Lui, tra la nostra volontà, e la sua, e non
lasciamoci sedurre da nostro amor proprio che copre sempre con
diverse apparenze le nostre infedeltà. Tieni ben impresso che non
sono sempre i più meritori i grandi sacrifici, ma sibbene i minuti, e
continui, che formano poi la corona delle vere Religiose. Ho poi
piacere che la Giovannina vadi a grado, abbi dunque premura che
bene si istruisca nelle Scuole, e sè ha qualche po' di tempo in libertà
lasciela scrivere di più dell'ora consueta; Essa a passione per
apprendere, e spero non getterà il tempo invano: tienila però in
umiltà, e dipendente perché quantunque umile, il Demonio ci assale
sempre per questa parte come la più debole. Perché cosa
guadagnarebbe Ella, e noi, sè avvanzandosi d'abilità, perdesse lo
spirito Religioso? Che abbia dunque l'ultimo posto (intendo sempre
però esclusa la Catterina che come portinaia và sempre l'ultima) che
sia rispettosa con tutte, e che dipenda, e chieda con umiltà e
sommessione quanto Le abbisogna. Non so s'Ella è semplice ed
attenta nelle accuse, ed aperta nel palesarsi, Sentirò volentieri qualche
cosa in proposito. Con le scuole hai fatto bene a ridurle. Bisognerà far
scrivere anche le mezzane. Sè avrò occasione ti spedirò il Libro delle
Regole, e le immagini per la tombola. La Lonni è passata a miglior
vita, cosi scrive la Superiora di Soncino, e fece una morte veramente
invidiabile. Fa recitare le offerte alle nostre Figlie per suo suffraggio,
com'è di costume, e facciono la Comunione le più grandi per Lei, cioè
le applicano la prima essendo Sabbato lo Sposalizio. Ti occludo la
misura della larghezza delle nostre Tavole, perché in quanto alla
lunghezza bisognerà adatarle alla stanza dove vogliamo fare il
Reffettorio delle Monache ch'io sono ancora del sentimento di farlo
nella Scuola delle piccine. Riguardo alla fattura accomodano assai
quelle di Soncino, ma ci vorebbe il coperchio sopra di noce. Guarda
che le Figlie non ci rovinano il bel Tavolone. Spero che adesso non
avrai a lamentarti che non ti scrivo. Salutemi tutte le Monache alle
quali desidero tutte le virtù necessarie per una vera Suora della Sacra
Famiglia, per la gloria di Dio e la loro stessa felicità, e che pregano
per me, acciò le possa acquistare io stessa. Saluto anche le Figlie, e si
ricordano esse pure che non saranno mai vere Figlie di S. Giuseppe sè
non saranno ubbidienti sincere, caritatevoli, umili. Che il Signore ci
ajuti, e ci benedica.
Aff. Com: e Madre
Suor Paola Elisa; Cerioli
Lettere
638
opera omnia
P.S. Guarda sè ai costì le Fedi di nascita della Martinelli,
Capponi, e Pezzoli, sè nò bisogna farmele fare.
Ti raccomando di farti raccontare si dalla Catterina, come da
Suor Leonilde quanto ascoltano, e suggeriscono dalle Figliuole che ha
lor si rivolgano per consigli, e per essere indirizzate nelle loro
circostanze, per vedere sè operano con prudenza e con circospezione.
Non aver scrupolo a girare per la Casa, e molto più per gli
uffici, questo è dovere esenziale di una Superiora.
Lettere
639
opera omnia
LETTERA
406
Cara Suor Nazarena186
Comonte 3 Aprile
Voleva scrivere a Suor Leonilde per raccomandarle le Raggazze
della prima Comunione, ma non potendo scrivere ad ambidue, cosi lo
faccio con voi, che poi gliele raccomanderete voi essendo assai
d'importanza il ben disporsi, e prepararsi a quest'Atto si grande della
nostra SS: Religione, che può avere una influenza si grande sulla
condotta avvenire.
Incomincio prima a dirvi che hanno tutte l'età conveniente
d'ammettersi alla Comunione (come vi occludo qui l'elenco). La
Teresina, la Melania, la Giovannina, la Boffelli, la Signorelli, la
Ravelli, la Sormani, la Marina, la Gelmi, non mi sovviene d'altre
perché la Pierina, la Rosina di Zogno, la Dolcini, e la Milesi mi
sembra troppo presto. Non guardate sè hanno si o no desiderio, basta
che sappiano e capiscono chi vanno a ricevere, e vi si accostano con
tutto il rispetto, e la divozione. Sarebbe bene che il vostro Cappellano
vi facesse sette o otto giorno l'istruzione come si costuma alle Figlie
sopra la Confessione, e Comunione, poiché questo servirebbe pure di
regola e d'istruzione per voi altre, non sapendone mai abbastanza.
Noi qui a Comonte l'incominciaremo dimani, in Chiesa s'intende.
Stò aspettando la vostra Lettera per mandarvi il Carettino.
Questa settimana sè il Signore mi darà grazia, anderei volentieri a
Soncino, ma le Feste spero di passarle ancora a Comonte. Suor Luigi,
grazie a Dio stà proprio bene, la medesima vi saluta tanto, assieme le
vostre Monache. Scriverò a Monsignor Vescovo sè vi lascia celebrare
la Santa Messa, e comunicarvi il Giovedì santo. Passate con spirito
d'interna mortificazione queste due Settimane in preparazione alla
grande solennità: e la memoria dei patimenti di nostro Signore ci
infonda assieme l'amore, la confidenza, e fiduccia di poterlo seguire
sulla via dell'annegazione della nostra volontà, specialmente di quella
che richiede l'ezato adempimento de' nostri doveri, onde noi pure,
186
Di Bianchi suggerisce: "1863 o '64".
Raccolta Suore suggerisce: "1865".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
640
opera omnia
cantare un giorno l'alleluia coi santi. Salutatemi le vostre Professe, e
raccomandatemi alle orazioni quelle Figlie che hanno la bella sorta di
cibarsi la prima volta delle carni dell'immacolato agnello.
Mi avete messo un po, di spina l'avermi scritto del vostro
timore che voglia cadere un pezzo di Casa, quindi sentirò volentieri
altre notizie. State sane, e che la carità, e la dilezione regni
scambievole fra voi tutte onde il Signore faccia con voi dimora, come
lo prego, e lo desidero. Addio.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Sè la Seta è così cattiva come voi ditte non vi conviene
incannarla, e allora sarebbe meglio rimandarglieglia. Col prezzo
dell'altra m'intendero io col Padrone della medesima, quando gli
spedirò quella di qui.
Ho ricevuta in questo punto la vostra Lettera; Siete tutta legata
nelle vostre miserie, come un pulcino nella Stopa, perché non sapete
sbarazarvene, col sprecarle, e col mettere la vostra confidenza nel
Signore, e così perdendo il tempo, a mirar questo è quel diffetto, e
trascurarete le virtù più solide che vi condurebbero con più prestezza
all'amor di Dio, ed alla vostra perfezione. Mi rincresce del mal essere
della Sormani, tenetela da conto, e non abbiate scrupolo a farle
mangiar di grasso, poiche il magro è nocivo pel dolor di ventre come
vi dirà anche il Dottore. Vi raccomando anche assai la Milesi, eppoi
tutte le piccine, lasciatele svilupare, e tenetele poco occupate, come
date ad esse poca polenta essendo nociva, e guardate che il pane sia
ben cotto, perché diversamente potrebbe pregiudicare.
Lettere
641
opera omnia
LETTERA
407
Cara Suor Nazarena187
Domenica188 di sera sono arrivata a Comonte felicemente. Gli
Esercizi di Soncino sono andati bene. Le esercitande interne erano 29
con due però venute gli ultimi giorni; quelle esterne erano sempre in
gran numero. Il Rev. Sig. Grasselli piacque assai come non si poteva
dubitare. Ieri189 abbiamo celebrato qui a Comonte il giorno di S.t
Giuseppe, vi era Monsignor Vescovo come il solito degli altri anni,
più hanno cantata la Santa Messa. Monsignor Vescovo fece la
Comunione alla Comunità. Il Giò: con i Figli arrivarono pur qui
Domenica, essi erano, compreso quello da fresco venuto, in numero
di 9. Vi era pure il Prevosto di Bianzano. Monsignor Vescovo vide
volentieri i nostri Figli così pure il Sig. Canonico. Essi stavano assai
bene; e fecero sentire a Monsi: Vescovo a cantare il quale si divertì,
eppoi si trattenne con essi, e con le nostre Figlie come il suo solito.
Questa mattina190 sono partiti. Eccovi in poche parole informata come
passò la nostra Festa. Ora veniamo ad altro. Vi occludo qui la Lettera
per la Giunta Municipale. La lascio aperta onde possiate leggerla per
vostra norma indi sigilatela, e speditela. Spero che questa basterà. Io
stò bene, grazie a Dio, ma Suor Luigia, essendosi un poco strapazzata
questi giorno, è un poco di mala voglia però spero. e ho tanta fede in
S. Giuseppe che non sarà nulla. Salutatemi le Monache, e Figlie. Il
Signore Iddio vi benedicca, e custodisca ora e sempre.
Vostra Aff. Ma
Suor Paola E. Cerioli
P.S. E' stato qui quell'Uomo che volevamo far per Fattore costì,
ma siccome era il giorno di S.t Giuseppe così io non ho potuto ne
vederlo, ne parlarne, vuol dire che lo vedro a Leffe quando verrò.
Intanto per provedervi la Calce, i Mattoni, la Sabbia ecc,
187
188
Di Bianchi suggerisce: "21 Marzo 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1865".
Di Bianchi annota: "19".
189
Di Bianchi annota: "20".
190
Di Bianchi annota: "Martedì".
Lettere
642
opera omnia
raccomandatevi per questo al Sacrista Faligname per contrattarle ed
averle a miglior prezzo.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
Lettere
643
opera omnia
LETTERA
408
Cariss: Superiora191
Quantunque Sabbato speri proprio di venire costi, non di meno
mando appositamente il Maffi avendomi detto Suor Catterina che
aspettavi una pronta risposta riguardo ai Muratori, se dovevano, o nò
ribocare la facciata all'ingrosso ovvero a fino. Ecco giacché vi sono i
ponti io sarei di parere di farla ribocare a fino, non convenendoci
giacché si ha i ponti tirarla solo cosi all'ingrosso. Nella stessa
occasione poi che ti scrivo ti raccomando di far provedere le tavelle o
taveloni, che sia, per solare il portico, essendo anche questa una fattura
che mi preme assai; quindi prega il Sig. Battista che ti voglia dire che
roba avete da provedere, e dove mandarla a provedere, così
prepararla presto, desiderando anch'io intanto che sono costì di
vedere a fare e terminare qualche cosa. Ti raccomando la
sorveglianza ai Muratori, e sè fosse possibile mettervi dentro qualche
muratore di più, poiché andando avanti le giornate si accorciano
eppoi avrei timore che la Calce pel freddo non facesse presa. Non
scrivo altro sperando come dissi a giorni di rivederti. Intanto ti saluto
assieme la piccola comunità.
Aff. Madre
Suor Paola Elisa Cerioli
191
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Novembre".
Di Bianchi annota che il destinatario è Suor Nazarena Superiora a Leffe.
Lettere
644
opera omnia
LETTERA
409
Cara Suor Nazarena192
Dal Rev. Sig. Arciprete intesi le vostre buone nuove, e quelle
tutte della Famiglia; da Lui avrete voi pure intese le nostre che grazie
a Dio continuano ad essere discretamente buone, poiche anche Suor
Luigia sebbene lentamente pure tutti giorni guadagna, ed ha
incominciato quest'oggi stesso a venire in reffettorio. Ringraziamo
dunque e ben di cuore il Signore della sua bontà, e misericordia.
Sento poi dal Rev. Sig. Arciprete come non siete informata riguardo
all'affare del Cappellano, e Capellania. Ecco. Il Rev. Sig. Vicario mi
rispose non essere Egli in grado d'accettare un tal posto, e per i suoi
impegni presenti, e per la sua poca salute, che però avrebbe accettato
volentieri il posto di Capellano stabile il Rev. Sig. D. Michele, e che
riguardo alla Capellania essendo presentemente misera vi avrebbe
unita un altro Legato di Messe, cioè il Legato Bordogna con riduzione
di Messe come crederà Monsignore. Io mandai dunque tale risposta
al Sig. Canonico onde volesse ultimare questa facenda e dietro suo
ordine scrisci di nuovo al Rev. Sig. Vicario, che noi errevamo contente
che continuasse come Cappellano stabile il presente, e che volesse far
piacere di mandare alla Curia Vescovile la fondaria del Legato che si
vorebbe ridure a favore della nostra Capellania ed altre carte relative
onde Monsignor Vescovo voglia passare come meglio gli piacerà la
riduzione e dar così termine a questa facenda. Ecco il tutto. Suor Rosa
è ancora qui però partirà per Soncino la ventura settimana. Non
dubito che avrete passato divotamente il giorno del Sposalizio,
rinovate i vostri Voti e messa all'impegno d'osservarli più ezatamente
per quanto vi sarà possibile per l'avvenire specialmente l'ubbidienza
sulla quale il demonio sempre più ci tenta conoscendone l'importanza
e la necessità di questa virtù specialmente nelle Comunità. Precedete
coll'esem le vostre Compagne nel esatezza alle nostre poche Regole, nel
silenzio, e nello spirito interiore, e di raccoglimento che però non
vorrei che credeste consistere nel pensare a voi, al vostro carattere
ecc, rifflessioni che v'imbrogliono, e vi fa essere cupa, e taciturna
192
Padre Di Bianchi annota: "Comonte fine Gennaio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Gennaioo 1865".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
645
opera omnia
senz'altro vantaggio che procurarvi scrupoli, ed inquietudini ma
invece di drizzare sempre le vostre intenzioni di fare, ed operare tutto
per Dio con amore e larghezza di cuore poiché Egli è Padre.
Sacrificategli invece le tendenze, ed inclinazioni del vostro carattere,
specialmente in quello che può dare dispiacere alle vostre Compagne.
Vi raccomando di non assogetar troppo al lavoro le più piccine delle
vostre Figlie, credo di avervelo detto ancora, queste hanno bisogno di
sviluppo, e il troppo assogetarle pregiudicarebbe alla loro salute,
specialmente poi vi raccomando la Catterina Milesi avendola a mè
pure raccomandata il suo Tutore che stette qui per ritrovarla.
Riguardo al picolo Capitale del Giovanni quando ci pagano l'uso
frutto noi non abbiamo diritto alla restituzione prima dell'epoca
stabilita che credo non sia quest'anno come potrette verificare dalla
Lettera che credo avervi lasciata costì. Salutatemi tanto le vostre
Monache che ho propria voglia di rivedere, come anche le nostre
Figliuole, ma prima della Quaresima sarà difficile. Il Signore ci
conservi tutte nella sua santa grazia, e sparga le sue più copiose
benedizioni.
Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
A caso che vengono ancora a parlarvi per quella Figlia di
Gazzaniga, informatevi invece del suo Fratello maggiore (che sulla
Fede ha 11 anni) sè è sano, d'inteligenza, robusto, e contadino, che
sarebbe più facile per mandarlo alla Campagna però senza impegno
fino a che non mi avete scritta.
Lettere
646
opera omnia
LETTERA
410
Cara Suor Nazarena193
Mi sono risolta in questo punto di mandarvi costì il Maffi
sentendo che siete in urgenza di dannari, cosi vi spedisco sei
Napoleoncini. Per il medesimo mandatemi le ranze. Quando avrò il
Caretto in libertà vi manderò il Melicone e le altre cose ricercate: Ho
piacere che i Mutatori abbiano poco a terminare quando poi verrò
guarderemo se possiamo fare ancora qualche cosa, o aspettare l'anno
venturo: consulteremo come stiamo di Casa. Intanto ti saluto
caramente assieme a tutte.
Tua Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Le Monache vi salutano tutte in particolare Suor Luigia, e Suor
Marianna.
193
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1865".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
647
opera omnia
LETTERA
411
Cara Suor Nazarena194
Ho ricevuta la vostra Lettera, e rispondo alle vostre dimande.
Fatte pur fare l'antiporto e la stuffa che queste non sono spese inutili.
Riguardo poi all'Animale comperatelo pure sè pare bene anche a voi,
solamente che bisogna guardare, e raccomandare anche a quello che
lo insacherà che non vi abbia d'andare a male come l'anno scorzo, né
vi mettono cosi tante droghe come vi era in quello. Ho piacere che il
Sig. D. Pietro pensi al Paradisino per l'esposizione, non dubito che
compererà bene, e non ci spenderà tanto: Al Turibolo ci penserò io. Il
campo ha ragione il Sig. Battista bisogna venderlo comè e non ha
misura. Le Ragazze della ricreazione vedrete chè si assueferanno; Voi
dite sempre che è per il pavimento del Portico, come infatti si
rovinerebbe. Bisogna raccomandare alle Maestre che le facciono
giocare, e Voi guardate che sieno ben sorvegliate, poiché a basso è più
difficile vederle tutte essendovi tante stanze, e costì, se nè vedete il
bisogno chiamate anche Suor Maria; insomma regolatevi voi in causa,
che siete sul posto. Fatte pure venire il Rev. Sig. Spampati, e ogni
tanto fattelo pure anche senza mia licenza. Quando avrò il Cavallo di
libertà manderò a Leffe a prendere il Fieno, e mandarvi le cose che vi
ho promesse, allora vi scriverò più allungo.
Il Sig. Antonio ha fatto il conto del Zambaiti, e vi mancherebbe
gli interessi decorsi anteriormente al 9 Gennajo 1864 che devesi
verificare; io però credo che non sieno stati pagati.
Non state poi a cruciarvi sul vostro temperamento, soportatevi
dolcemente, come di S. Francesco di Sales: poiché vi emenderete più
facilmente con la pace, e tranquillità, che con l'anzia, e la premura.
Fatte spesso giaculatorie ed offritevi spesso, e tutta al Signore acciò
faccia di voi la sua SS: volontà. Saluto tanto le Monache, e Figlie, e
consideratemi.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
194
Di Bianchi suggerisce: "Comonte dicembre 1864".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine dicembre 1864".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
648
opera omnia
P.S. Mi dimentico sempre da dirvi che a caso venga il Sig.
Ispettore che forze verrà per la fine dell'anno, che le usiate bella
maniera, e non facciate come mè, ma condurlo con bel garbo a vedere
le nostre Scuore Estere, e lasciare sè vuole che dimandi alle Raggazze,
ciò che imparano ecc, ecc. Sè rimarca che nelle Scuole vi manca
banchi, tavole ecc, e che sono scure rispondete con bella maniera, che
un poco alla volta si accomoderà tutto, ma che bisogna andare adagio
per le molte spese che abbiamo dovuto fare.
Sè non trova la Maestra patentata che Le avevamo data in nota,
dite che essendosi quella ammalata intanto vi è quest'altra (cioè Suor
Anna) che è pure patentata. Sè viene costì il Luigi diteli che quando
può venga a Comonte. Io non ho trovata la sua scrittura Ben Molto
Revereda bene F S
Lettere
649
opera omnia
LETTERA
412
Cara Suor Nazarena195
ho tardato a scrivervi, perché voleva quasi mandare il Caretto a
prendere del Carbon fossile per fare un esperimento sè ci conveniva
invece di comperare della Legna, ma avendocene ora mandata ancora
un poco da Soncino, cosi aspetto un altro momento. Non ho buone
nuove da darvi. Suor Luigia, è stata presa più del solito dei suoi soliti
incomodi, con altri aggiunti di vomito e svenimenti che a dirvi la
verità mi faceva paura; ora sta un poco meglio ed il Medico la giudica
fuori pericolo, ma ci vorrà del tempo a ristabilirsi essendo assai
debole; Pregate il Signore acciò cè la voglia conservare lungamente,
essendo si necessaria per l'Istituto. Sabbato ho mandato a prendere
Suor Rosa onde nè prendesse cura, ed è arrivata quest'oggi. Essa mi è
di molto solievo essendo molto brava per ammallati, d'altronde a
Soncino essendovi Suor Adelaide, porta poco sconcerto che vi si
assenti un poco. Fatte una Novena a S.t Giuseppe che abbia per scopo
oltre il ristabilimento in salute di Suor Luigia quello che ci voglia
mandare delle Novizie, ma proprie secondo il suo cuore avendone
tanto bisogno. Ora rispondo a quanto mi dimandate con vostri due
fogli. Avete fatto bene a far venire il Rev. Sig. Spampati; fattelo
sempre quando nè vedete il bisogno, cioè ogni tanto, essendo egli
confessore straordinario. Al Sig. Vicario le direte che ho mandata la di
Lui Lettera al Sig. Canonico, onde possa poi mandare la nomina
regolare di Cappellano al Sig. D. Michele, ma che abbia pazienza sè
ritarderà poiché avendo tanti impegni non può disimpegnar tutto con
quella pontualità che si vorebbe; e fatte al medesimo tanti miei doveri,
come anche al Sig. D. Michele. Riguardo poi a fare recitare la
Dottrina, non capisco bene come vi intendete, spiegandovi male nella
vostra Lettera, però ecco. Sè Egli s'intende di fare come diciamo noi la
disputa d'una Lezione del Cattechisco in Chiesa alla Domenica si
intende a Dottrina come facevamo qui a Comonte una volta, allora si.
Se poi intendesse qualche altra cosa, vi spiegarete più chiaro.
Ringraziatelo poi tanto del Quadro. Mi pesa proprio la spesa dei sette
195
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Gennaio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Gennaio 1865".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
650
opera omnia
pezzi da venti Franchi, e mi sembra assai caro per la compra
dell'Ostensorio, paradisino, e tavolette, molto più in questo momento
che abbiamo speso una grossa moneta per comperare i candelieri
della Chiesa di Santa Maria: però sè il Sig. D. Pietro Calderoni dice
che non cè male, e si ritroveremo contente, io mi abbandono ad Esso
in questo affare, e faccia quello che crede; Risparmi più che può, ma
me gli faccia fare belli, e di buon gusto; Avete poi fatto benissimo a
prestarvi per lavorare i Lenzuoli, e Pagliarci: questi sono piccoli
servizi che sarebbe male ricusare; fatte quello che vi dicce il Sig.
Batista riguardo al trasporto del legname, e al preparare i materiali
per la Fabbrica, e bene anche per dar da guadegnare alla povera
gente: Anche per il Bosco in Croce dimandate al Sig. Battista sè le pare
bene incombenzare il Guardabosco per la sorveglianza, e sè
quest'Uomo è sicuro, e cosa crede bene da darle. Per la Fanciulla di
Gazzaniga, e troppo piccola. Riguardo all'orto mi pare proprio poco 3
Marenghi, e però aspetteremo ancora. Mi sono risolta, avendo anche
la seta da mandare ad Alzano di fare la condotta sino costì; quindi
pregate il Sig. Batista che voglia comperarmi un carico di Carbon
fossile ma di quello stagionato, e bello.
Ricevo ora una vostra Lettera. Mi consolo delle vostre buone
notizie: ma non posso trattenermi più a lungo, e rispondervi riguardo
a quanto mi scrivete; però dandovi la Novena per lo Sposalizio
Scriverò in proposito a voi, ed alle Monache. Intanto, ci vuole
pazienza, l'ufficio di Superiora e pesante, bisogna regolarsi coi
caratteri, non esigere troppo per non avvilire, e più di tutto bella
maniera. Ricevo una Lettera del Sig. Canonico, e quindi ho creduto
bene di scrivere io stessa al Re. Sig. Vicario.
In questo punto il Medico, che visitò Suo Luigia ci disse che frà
otto, o dieci giorni potrà la medesima alzarsi da Letto, ciò vi dicco per
vostra quiete, e consolazione. Operate per Dio, e abbandonatevi con
fiducia nella sua Divina Providenza mentre che salutandovi voi, e
tutte mi segno
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
651
opera omnia
LETTERA
413
Cara Suor Nazarena196
Ecco a rispondervi ad una a una a tutte le dimande della vostra
Lettera. Riguardo all'esposizione del Venerabile fattela pure in quei
giorni pressapoco che sapete che la facciamo noi. Mi è cara della
licenza datevi dal Rev: Sig. Vicario di Gandino poiché questa era
necessaria. Risvegliate la vostra fede in queste divote fonzioni
rappresentando a Dio alla meglio che potete le vostre miserie., ed
aspettando dalla sua bonta, e misericordia le grazie, e gli aiuti
necessari per i bisogni dell'anima vostra, ma senza inquietudine, e
senza avvilimento non avendone motivo con un Padre si buono.
Secondate le vostre inclinazioni, ed il vostro carattere quando pensate
molto a voi; credete che non fatte che imbarazzarvi senza alcun
profitto. Confessatevi pure, sè lo credete qualche rara volta dal Rev.
Sig. Spampati, ma non con l'intenzione di potervi poi tranquillizare,
vi tranquillizarete quando vi gettarete nelle braccia del Signore con
tutta quella confidenza di Figlia. Cercate a S.t Giuseppe in questa
santa Novena, un cuore grande, e generoso onde vincere le vostre tre
ripugnanze, i vostri disgusti. Soportatevi con pace, e sapiate soportare
pure con pace i piccoli diffetti delle vostre Monache; Esse sono
anziane più di voi, ed anche piene di buona volontà; bisogna
adunque contentarvi di guardare ai diffetti più rilevanti, e a quando a
quando poi far ad esse conoscere quanto starebbe bene che potessero
anche vincersi dal tale o tal l'altro diffetto, o inclinazione. Colla
dolcezza, ottirete assai. Più di tutto vi raccomando fattevi vedere di
buon umore; è un grande sollievo per le Monache quando vedono la
loro Madre contenta, e sodisfata. Vi raccomando poi le Figlie
ammallatte, e non abbiate riguardo a dimandare il Medico quando
abbisogna, e di tenerle a Letto: guardate che la Sormani col stare
sopra doglia non abbia da storpiarsi di più; cosi rispettate la tosse
della Giacomina, potendo portar conseguenza. Riguardo poi al
lavorare delle Figlie, eccetuate quelle poche grandi, del resto
compatite: in quanto poi alla sete credete chè è più cattiva ancora di
196
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Marzo".
Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
652
opera omnia
quello che potete immaginare, le vostre Figlie di qui nè incannavano
un mezzo chilo circa al giorno con quatordeci, o quindeci Carelli che sia;
e sono più grandi, e più pratiche, la maggior parte delle vostre.
Questo vi dicco per vostra regola. Noi non volevamo incanarne
più, perché capirete che guadagnano nulla; ma ci scrivono, di saperci
dire noi quanto possiamo volere per l'incanatura, (vedendo bene che
non si può lavorare) noi le abbiamo ancora da rispondere: Voi altre
però essendo richieste dite che state a quello che daranno a Comonte.
Ricevete pure quella Figliuola di Casnigo, sè vengono a condurvela.
Quest'oggi parto per Soncino al mio ritorno di manderò qualche cosa
di lavorare: Ho scritto al Giò: per quel Figliuolo raccomandatemi dal
Rev. Sig. Vicario, e appena avrò una risposta gli scriverò. Avrei scritto
volentieri alle Monache, eppoi anche alle due Figlie grandi, ma
bisogna compatirmi, avendo quasi sempre una cosa, o l'altra che me
lo impedisce. Intanto salutatemele tanto, e ben di cuore. Ho ancora da
vedere quell'Uomo che volevamo dare la sorveglianza di Spinone.
Raccomandatevi sè però lo credete al Marengone per preparare la
Calce il Sabbione ecc, sè potete almeno aver questi generi più a buon
prezzo acquistandoli adesso. Termino avendo ancora le mie robe da
preparare per Soncino. State sana, e libera di scrupoli, diversamente
diverete come vostra Sorella, e senza alcun profitto. Il Signore vi
conservi nella sua santa grazia, addio
Vostra Aff: Madre
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Riguardo all'accettazione di quel Figlio che mi ha scritto il
do
Rev.
Sig. Vicario di costì ditele che gli daremo risposta facilmente
entro questa settimana. Fatte avere al più presto questa Lettera al più
presto a Ranzanico. Ai 22 del corrente mese saprete che diamo
principio ai SS. Esercizi dite dunque a quella donna che ci ha regalato
i carelli ed il telaio che se vuol approfittarsene la prenderemo gratis.
Lasciatelo poi detto anche a Leffe e a Gandino il giorno che gli
incominciamo
Lettere
653
opera omnia
LETTERA
414
Cara Suor Nazarena197
Vi scrivo solo due righe, perché credo che vi scriva Suor Luigia.
Riguardo ai Scartezzi quelli che vi portò quell'Uomo di Gandino, sono
Scartezi per le Struzza, e credo che sieno cari; bisogna farli vedere a
persone intendenti, cioè a scartezini, poiché la Gomora non sò sè abbia
cognizione; eppoi vorrebbe sempre comperarci tutto essa. Quei
scartezzi che ho fatto fare a Gandino per la Lana, sono belli, ed ha
buon prezzo, io credo solamente che quelli piccolini mi ha Egli detto
che sarebbe venuto a cambiarmeli, perché io gli voleva con la pelle
nuova, e questi invece l’ha usata, ma siamo però restate d'inteligenza
di darle mezzo Franco di più. In quanto poi a farveli provedere dalla
Giacomina, potete tralasciare avendone noi di già abbastanza; ed
anche saranno sempre più a buon Prezzo a Gandino, che a Milano
dove vè gli vuole proveder questa.
In quanto poi al Canape per i Lissi, sicome adesso ve ne
abbisogna uno subito, così per questa volta comperate la roba, per
un'altra volta poi vi manderò il Canape. Riguardo alle Scuole abbiate
pazienza che la Belli acquistando pratica acquisterà pure
disinvoltura. Vi raccomando poi l'ordine, e la polizzia della vostra
Casa, e d'aver a cuore le nostre Figlie onde imparano bene più che le
Estere; quantunque mi stiano a cuore anche queste. Le Religiose
vostre compagne sieno poi l'oggetto delle vostre premure particolari,
non pretendete da esse di più di quello che non possono fare, ma
assueffattele ad un ubbidienza pronta, ed ezatezza particolare a loro
doveri. Vi raccomando poi assai anche la loro salute, abbiate premura
che non manchi ad esse nulla, e si conservano sane, e robuste per più
lungo tempo lavorare nella Vigna del Signore. In quanto a voi che
conoscete i vostri diffetti cercate d'emendarvene, ma senza
inquietuidine, e senza anzietà. Il Signore vi conceda le grazie
197
Raccolta Suore suggerisce: "Luglio 1865".
Lettere
654
opera omnia
necessarie al buon andamento della Casa, onde servir Iddio con
fedeltà, e perseveranza Addio. Saluto tutte.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
655
opera omnia
LETTERA
415
Cara Suor Nazarena198
Ho ricevuto le vostre due Lettere, una per mezzo della posta e
l'altra dalla Madre della Pierina, e vi rispondo per questa stessa
occasione. Riguardo al Giubileo vi saprò dir qualche cosa da qui
qualche giorno perché ho scritto a Mons. Vescovo su questo
proposito, e ne aspetto la risposta. Noi qui pensiamo di farlo entro la
Novena di Natale, poiché una predichina vi è di già e faremo
aggiungere alla mattina una piccola istruzione per le Figlie, cosi la
parte di cinque giorni, e lo stesso, parlando col Rev.do Sig. Canonico
Valsecchi potreste fare voi altre, anzi per poter continuare a far
iscuola anche in questo tempo, sarebbe di parere fare cosi. Subito
dopo Messa un piccolo discorsino, dopo pranzo un'Istruzione nella
Confessione e Comunione, alla quale condurrei anche le Figliuole
estere che potreste mettere in Chiesina e voi ancora in Coro, ed alla
sera un piccolo discorsino per la Novena. Basta sentirò poi la lettera
di Mons. Vescovo. Avete fatto benissimo a servirvi del vostro
Capellano, trovandosi ammalato il Rev.do Sig. Vicario. Riguardo a
venir io a Leffe, è difficilissimo, molto più che non vi vedo la
necessità; quello che avete a dirmi sono tutti scrupoli, che è meglio
sprezzare che discorrere. Torno ancora a raccomandarvi, state alle
Regole, invigilate, onde nella casa tutto vadi con ordine come qui a
Comonte ed a Soncino, onde né le Monache ne le figlie non si
accorgano per questo riguardo del cambiamento delle Case. Ho
trovato che a Soncino le Figlie facevano la visita alla Madonna tutte
insieme ed in certi tempi fissi ed io l'ho disapprovato, poiché allora
diventa una regola: invece io ho lor detto, Lasciate che le Figliuole
facciano da se la visita, la quale ha da venir dal loro cuore e per pura
divozione; la facciano poi esse in quel tempo che credono e che hanno
di loro libertà. Vedete sono piccole cose e non cattive, però bisogna
stare attente, onde non si introducano Regole più dell'ordinario. Altra
cosa vorrei dirvi, appunto nell'occasione che era a Soncino con Suor
198
Di Bianchi suggerisce: "Primi di dicembre 1865, perché Franchini Gs. di Casnigo è
entrato 29 Nov.".
Raccolta Suore suggerisce: "Primi di dicembre 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
656
opera omnia
Leonilde, e facendo io con essa le parti alle Figlie mi disse che vi era
gran diversità da quelle là a quelle di Leffe era poi per il condimento,
era poi per la quantità.... in tutte le maniere state attente che mangino
roba ben cotta e ben condizionata, come pure siate un po' generosa
anche nella parte, perché le vostre Figlie, essendo la maggior parte
malsane e sgrofolose hanno più delle altre bisogno e necessità di
mantenerle onestamente bene. Prendete pure, se credete bene
l'animale del Massaro per vostro uso. Sento volentieri che Suor
Maddalena faccia bene e si faccia voler bene. Io non ne dubitava;
Toltone di quel poco difetto di esser troppo espansiva, è una
Religiosa molto mortificata; però anche con questo difetto non istate
troppo a crucciarla il più è quando è con le estere, ma quando è in
ricreazione con le nostre Figlie lasciatele proprio quella libertà di
ridere e saltare se lo vogliono assieme alle altre monache che alle loro
figliuole che sono tutte giovani, molto più che stanno tutto il giorno
occupate, quasi sempre sole e in confronto delle altre Case, sempre in
solitudine. Dite a Suor Maddalena che questa donna non mi ha
lasciato il tempo di rispondere anche ad essa, che però lo farò senza
fallo presto. Io non ho ricevuto dalla Madre della Pierina le mostre
del cascame. Quell'uomo di Casnigo199 mi dice di dimandarvi se avete
costì un fagotto che va a lui con entro i ferri pei supelli, se no guardate
di farlo sapere a sua sorella, acciò glieli prepari. Quell'uomo, se
continua cosi è un vero regalo di S. Giuseppe per quella Casa.
L'Enrichetta è partita martedì con suo Padre. S. Giuseppe pare che
voglia fare qualche cosa di bello con quella Signora di Brescia, ditelo
a Suor Maddalena. Termino per non far perdere la pazienza a questa
donna e a Suor Luigia che è là in compagnia con la Pierina. Saluto
tutte tanto di cuore. Il Signore vi benedica tutte e v'infonda il vero
spirito di carità, d'umiltà e di sacrificio che più risplendono nel
Mistero delle Feste alle quali ci avviniamo. Gesù, Giuseppe e Maria ci
proteggano e ci custodiscano. State allegra, e servite Dio con libertà di
cuore; questo è quello che vi desidera la vostra
Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
199
Di Bianchi annota: "Franchini Giuseppe".
Lettere
657
opera omnia
LETTERA
416
Cara Suor Nazarena200
Mi sono dimenticata da dirvi che facciate tre Carte della
semente Bigati che vi ho portato, e non lasciar quattro Oncie unite
nella nascione, come vi ho consegnato, ecetuata l'altra carta dell'Oncia
e mezza che va bene. Cosi per vostra norma ricordatevi che questa
semente tiene molto tempo a nascere. Dimani finalmente si siamo
risolte di mandare la Giovannina a Bergamo dalla Sig. Rossi, alla
quale le ho di già fatto parlare. Dimani io pure vado a Soncino
standomi assai a cuore i Bigati, che sento nascono poco bene. Non vi
posso mandare la roba richiesta poiché non abbiamo qui ne Cavallo,
ne caretto, che in questo momento lo addoperano a Soncino. Fatte
bene il Mese di Maggio con divozione e premura, ma non esigete
dalle Monache quella virtù, e spirito di mortificazione che il Signore
non concede che a qualche anima privilegiata, desideratelo invece, e
ne pregate il Signore, ma non fattevene meraviglia sè alle volte ne sono
prive, poiché il troppo pretendere pregiudica allo spirito, ed al corpo.
Questo ve lo dicco perché alle volte mi sembrate troppo austera, cioè
pretendiate una virtù troppo maschia. Devo anche avertirvi che mi è
sembrato che alle volte diate alle Monache a pranzo una sola pietanza
mentre invece nelle altre Case sè nè dà due: cosi guardate che rare
volte vi manchi il Lesso per avere il brodo; sia poi di Castratto, sia di
Manzo sia di Vitello poi non importa. Vi raccomando poi le Figlie di
tenerle non troppo occupate, quindi nei carelli andate dietro a
cambiarle. Suor Luigia stà proprio bene. Non ho altro da dirvi che di
salutarmi tanto le Monache, e Figlie, e di pregarvi dal Cielo ogni
grazia, ogni benedizione.
In questi giorni non ho mai potuto fare ne la Scrittura al Fattore,
ne quella ai Messanti, ed ora non saprò quando potrò farla, però la
terro a memoria.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli.
200
Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
658
opera omnia
LETTERA
417
Cara Suor Nazarena201
Non perdetevi in scrupoli perché non acquisterete mai nulla,
ma mettete tutte le vostre mancanze nel cuore di Gesù acciò le
consumi, e non vi pensate sè non per aprire il vostro cuore alla
fiducia ed alla riconoscenza. Vendete pure il pezzo di terra per 6
Marenghi netti pero di tutte le spese: cioè tassa, bolli, scritture ecc. ecc
Sento il mal contento dei Massari per aver fatto il Fattore, e questo mi
fa essere più contenta di questa nostra rissoluzione. Non sò se vi
pagheranno subito in 6 pezzi da 20 F° dell'Orto, ha caso che nò
scrivetemi che guarderò di mandarvi qualche cosa, per dare poi a
conto anche al mercatore. Quando potro mandare costì qualche d'uno
vi faro avere le scritture dei Massari: intanto per vostra regola il
Pollame che ci deve dare il Luigi e libbre 4. Suor Luigia lo lasciata
bene quando sono partita, pero per essere più tranquilla ho mandato a
Comonte Suor Rosa, intanto ch'io rimango qui. Suor Vincenza e
partita il giorno stesso che partii io stessa per Soncino: grazie a Dio,
era quieta, è sembrava anche persuasa della necessità di questo passo,
conoscendo anch'Ella non essere adatatta pel nostro Istituto. Quel
giovane di costì fà assai bene, ed il Giovanni nè contentissimo. Fatte
solare di asse la Scuola, di Suor Anna, come nè abbiamo di gia parlato,
perché io ho timore che l'umido di quella scuola le pregiudichi:
Fattela visitare dal Dottore, come anche la Giacomina. Se credeste di
cambiarla un poco in Scuola con Suor Leonilde per vedere sè le giova,
fattelo pure con tutta libertà; solo raccomandate a Suor Leonilde sè fà
l'Istruzione, di stare attaccata alla Dottrina, e non alzar troppo la voce
essendovi immediata la Strada. I nostri Bigati sinora vanno bene,
quantunque della Semente del Giapone che abbiamo al quinto nè sia
rimasta dentro un terzo senza nascere: quella poi del Caucaso come
avete voi pure, e nata benissimo; ricordatevi però che stenta assai a
nascere. Lasciate per ultimo a fare il suolo delle stanze di sopra,
perché sarei persuasa di farlo fare dei Solini; però questo non bisogna
dirlo ai Muratori quelli d'abbasso cioè a piantereno le farete di legno
201
Di Bianchi suggerisce: "Soncino Marzo".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Maggio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
659
opera omnia
s'intende, e giacché avete il Mauro, e il Figlio del Batista fatteli dar
dietro. Suor Adelaide vi saluta assieme Suor Maria, Suor Leonilde, e
Suor Anna. Celebrate con letizia la Festa del nostro Santo protetore che
abbiamo tutto il motivo essendo Egli nostro Padre, nostro Fondatore,
e pregatelo che guardi ai nostri bisogni particolari e generali, e che
mai, mai abbiamo di aver la disgrazia da demeritarsi il suo amore, e il
suo patrocinio. Portate in pace la Croce dei vostri diffetti, e non
accrescetela con la vostra immaginazione. Salutatemi le Monache, e
Figlie. Il Signore vi dia un cuor generoso, ed un abbandono figliale
nella sua misericordia.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Scrivetemi riguardo ai dannari che a caso scriverò a
Comonte di spedirvegli, cosi pure la nota ancora della roba che mi
chiedete. Datemi poi nuove di Suor Anna.
Lettere
660
opera omnia
LETTERA
418
Cara Suor Nazarena202
Quantunque abbia poco tempo in causa degli Esercizi non di
meno vi scrivo due righe premurandomi d'avvertirvi di una cosa. Ma
prima vi dirò che ho ricevuta la vostra Lettera e mi sono consolata
della Virtù delle vostre Monache; vedrete che un poco alla volta si
accomoderà tutto, e voi pure con l'ajuto di Dio prenderete più
attitudine per meglio disimpegnare il vostro posto. Quello poiche
devo dirvi si è che mi è stato rifferito che costì sono un po' mal
contenti della partenza di Suor Adelaide, perché diccono che voi siete
tetra e melanconica, mentre essa quando apriva, ed accoglieva
qualche d'una era polita, manierosa, cordiale, e voi non aprite bocca,
come avete fatto e toccò al Rev. Sig. Arciprete di Seriate quando io era
a Leffe, e ciò raccontò Egli stesso. Quindi vi raccomando, moderate e
cercate d'accomodare la vostra faccia ad una illarità amabile e cortese,
che tanto piace, e sa insinuarsi si bene negli animi e ciò anche con le
raggazze di Scuola, e quelle che vengono alla Festa: allora vedrete che
anche facendo il vostro dovere; vi farete amare e rispettare
maggiormente. Non mi state a dire che non siete buona, questa è cosa
da raggazza, una donna virtuosa sà adatarsi e cercar d'uniformarsi a
quanto vede, e sè le raccomanda essere migliore. A caso che non vi
potessi scrivere più prima di S.t Carlo vi avverto quel giorno di fare la
comunione e di dare festa alla vostra piccola Comunità, celebrando
noi il giorno della Fondazione dei Figlioli, cosi faremo noi pure qui, e
cosi faranno a Comonte. Vi scrivo di fretta fretta avendo in corso gli
Esercizi, un altra volta poi vi scriverò più a lungo. Le nostre
Esercitanti sono trenta. Non ci conviene levare la vasca qui per
condurla a Leffe, la farò invece prendere dal Gildo a Bergamo.
Bisogna che vi dicca che nel pagare il fabbro qui a Soncino, o ritrovato
che non cè poi tanto male di quello di costì, di maniera che prima di
cambiarlo bisogna provarlo ancora, quando vi occorrerà qualche cosa.
Saluto tanto le vostre Professe, eppoi le Figliuole. State sana, e
tenetevi da conto, perché non mi è piaciuto il sentire che siete stata
202
Bianchi suggerisce: "Soncino fine ott. '64 - '65".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine ottobre 1864".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
661
opera omnia
incomodata. Datemi ancor vostre nuove qui a Soncino, dove conto
fermarmi fino al Sant Martino. Il Signore sia con voi, e la vostra
Comunità, con la sua santa grazia.
Non sò sè abbiate affittate quelle due stanze a caso che nò,
guardate bene a che l'affittate.
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
La Rev. Superiora e la [...] tanto vi salutano
Lettere
662
opera omnia
LETTERA
419
Cara Suor Nazarena203
Vi voleva scrivere jeri sera, ma ho differito a questa mattina per
darvi nuove più certe della nostra cara ammalata. Ecco; appena
giunta a Comonte vi dicco la verità mi faceva timore il suo stato. Essa
aveva di già avuto un Salasso, e sanguisughe, e le continuava i dolori
forti, e l'eccitamento al vomito; però sulla sera andò calmandosi, e
questa notte dormì; di maniera che presentamente (sebbene a
quando, a quando le si facciano sentire ancora un poco i dolori) si
ritrova assai meglio, e non dubito più, con la grazia del Signore, e
l'intercessione di S.t Giuseppe che non si ristabilisca presto come
prima. Vi darò poi ancora sue nuove di qui a qualche giorno. Intanto
state quiete, e ringraziamo il Signore della grazia che ci fà lasciandoci
ancora questo soggetto si caro pel nostro Istituto. Mi è rincresciuto
abbandonarvi cosi subito, e non potermi tratenere un po' con le mie
care compagne, e Figlie, ma il Signore ha voluto cosi, e noi dobbiamo
asogetarci volentieri alla sua santa volontà, offerendole a vicenda
questo nostro comune sacrificio. Sapiatemi dire sè jeri i muratori sono
arrivati a terminare la Latrina e collocare la vaschetta. Se questa
mattina sono andati per la chiave e quando la metterete al posto.
Quanto tempo hanno tenuto a fare i ponti per l'imbocatura del muro,
se vanno avanti, e se vi sembra fattura di far presto: già ribocandola
solamente dovrebbero far presto: scrivetemi tutto poiche io col
pensiero stò dietro ai vostri muratori: mi saprete poi dire anche
quante giornate vi metteranno, onde regolarci prima d'ordinar l'altra:
cosi se siete contenta. Scrivetemi poi anche quando vi arriveranno le
pelli da Clusone, per regolarmi a mandarle a prenderle, cosi la Lana.
Sembra ora certa la venuta nel nostro Noviziato della Sorella di Suor
Marianna, per questa fiera, cosi assicurò Ella Suor Luigia l'altro giorno
che fù a Comonte: questo soggetto mi è assai caro. Vi saluto assieme
le mie Monache, e vi desidero carità, pace, ed unione cordiale ed
allegra come a vere Suore della Sacra Famiglia. Di tutto cuore, ed
affetto
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Attendo presto riscontro.
203
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Gennaio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Agosto 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
663
opera omnia
LETTERA
420
Cara Suor Nazarena204
Ecco finalmente che vi mando Suor Maddalena per le Scuole,
spero che sarete contenta, e vi farà bene però state attenta,
sorvegliatela nelle scuole, almeno nei principi come pure nelle
Ricreazioni, e vedere come fà. Ho pensato da far venire a Comonte
Suor Leonilde, e facilmente vi manderò poi costì Suor Catterina da
mettere assieme la Valota nella Scuola delle piccole. Non vi mando,
come vi aveva promesso la Sorella della Francesca perche ha un poco
di mal d'occhi, e costì è una Casa che non si guarisce più: ma
lasciatemelo dire, mia cara Suor Nazarena siete un po indolente su
quello che riguarda la salute delle figliuole: io resto sorpresa che la
Giacomina sia ancora lo stesso col suo male, mi sembra che se le
aveste fatto una cura, come vi aveva raccomandato per otto o
quindeci giorni, con le sue visite regolari del Medico, è senza farle
prendere ne freddo, ne aria sarebbe guarita, cosi Dio sà... ma io non ve
ne mando altre, se vi preme pensarete anche di farla guarire. Torno
ancora a proposito di Suor Maddalena: state attenta, e sentite come fà
l'Istruzione della Festa alle Estere. Cosi se vi pare darei alla medesima
l'ufficio del Guardaroba per farla muovere.
Come dissi a Suor Maddalena, mandarete poi a pagare la Sig.
Margozio per le Pelli: qui unite trovarete le sue Lettere. Ella mi dicce
di tenermi 5 Franchi per la Rosina, ma ho qui unita un altra Lettera
nella quale sino da tempo fà mi ordinava di dare ancora 2 Franchi alla
medesima, eppoi se si volesse lasciare andare qualche cosa del conto
l'ultima volta non ci ha servito troppo bene, però riguardo al prezzo
credo che sia onestissima, quindi bisogna essere onesta voi pure
perche forze avrà calcolato il prezzo alla roba scadente che ci ha
mandato. Intanto vi saluto caramente, ne mi trattengo di più perché
Suor Maddalena fara pur la mia parte. Addio.
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli205
204
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
664
opera omnia
LETTERA
421
Cara Suor Nazarena206
Sono arrivata a Soncino venerdì della scorza settimana, e qui
ebbi Lettera da Monsignor Vescovo che vi dava licenza della Messa il
Giovedì Santo, ma pensai che non potesse arrivarvi a tempo, cosi ve
ne servirete per un altro anno. Ho ritrovato le Monache di qui in
buona salute eccetuato Suor Marta però di poca cosa. Anche le Figlie
stanno bene, e la Famiglia dei Fratelli. Questa pare che abbia messo
buoni Fondamenti ma manca di soggetti, si stà sempre con la
speranza che ne venga ma le nostre brame non vengono mai esaudite.
Il Giovanni è un gran soggetto pieno di virtù ed infaticabile, con più
le parlo con più trovo di edificarmi. Egli è proprio il Chiamato da Dio
per quest'opera. Anche i Figliuoli che ora sono undeci mediante le sue
cure sono buonissimi, e divoti; ed io spero la benedizione di Dio
sopra quella Casa, per questi Figli, ed il loro Fondatore.
Dopo Pasqua spero di venire a ritrovarvi ed avviare un altra
volta le opere di muratore. Intanto vi auguro felici le SS:e Feste
Pasquali. Riscuscitate con nostro Signore e lasciate nel sepoltro le vostre
mancanze, ma più di tutto la mancanza di confidenza in Dio, le
rifflessioni sopra voi stessa che vi avviliscono, e che come legami
v'impediscono di slanciarvi in Dio dove trovareste rimedio a tutti
vostri mali.
Celebrate con gioia, e pace queste SS: Feste con le vostre
Compagne, e Figlie, e dividete con esse la loro allegria. Salutatemele
caramente, e ditele che ho voglia di rivederle. Tanti saluti per parte
della Superiora di qui, ed a tutti. Il Signore vi custodisca ora e
sempre.
Vostra Aff. Ma
Suor Paola E. Cerioli
205
A lato della lettera si trovano alcuni calcoli di difficile decifrazione.
206
Di Bianchi suggerisce: "Pasqua era il 16 Aprile '65. Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Aprile 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
665
opera omnia
LETTERA
422
Cara Suor Nazarena207
Sono a Soncino da Martedì, e ritornerò a Comonte Martedì
venturo, ciò vi serva di norma. Al mio ritorno guardero di mandarvi il
caretto perché coll'istessa occasione mi possiate poi mandare il
Cembalo che ho pensato bene di far venire a Comonte. Quando poi
potrò vi farò condure costì Suor Catterina cosi potrete adoperarla o in
Cucina se mai avete ancora la Giacomina ammalata, e mettere alla
porta Suor Ignazia, ovvero nella Scuola delle piccole assieme la
Valota. Desidero sapere come fà Suor Maddalena in Scuola; Essa e
savia, buona, brava, e mortificata, ma il suo diffetto predominante,
state attenta e di essere troppo espansiva, specialmente sè è contenta
di maniera che si lascia trasportare al troppo ridere, alla troppa
allegria, al troppo discorrere il che essendo giovane non può fare
buon effetto specialmente nelle estere: quindi statele dietro, poiché
Ella stessa desidera emendarsi. Vi raccomando di lasciare alle Figlie il
loro tempo destinato per la ricreazione, perche non vorei che per la
premura dei Tricotti le faceste lavorare anche in quel tempo: lavorano
invece con gusto ai tempi assegnati, e basta. Tenete pure la regola che
si usa nelle altre Case riguardo al cibo, trattamento delle Sorelle;
guardate che tutto sia ben netto, cotto, e condizionate. Fatte ben
cuocere la Minestra delle Figlie; noi abbiamo adotato questo sistema, e
ci giova assai. Se fanno l'orzo a cena si accende il fuoco al
mezzogiorno, è se hanno riso, o fidelini alle due; di maniera che la
minestra deve essere cotta, e bene quando suona il primo segno del
Rosario. Faccendo cosi non potrete farla assieme alle Monache, ma non
importa, per esse ne farete un altra, ma sempre ben cotta, e rare volte
con sola verdura. Vi dicco tutto questo perché noi abbiamo ritrovato
qui, ed ha Comonte grande utilità, e risparmio. Non allontanatevi per
nulla sia col cibo, sia coi metodi, orari, ecc, ecc dalle Regole, e
costumanze delle altre case, ciò è più facile di quello si crede.
Riguardo a quelle mostre di Cascame di cottone che vi aveva
mandato, lo so anch'io che è maggior convenienza comperarlo a
207
Di Bianchi suggerisce: "Soncino '65".
Raccolta Suore suggerisce: "Novembre 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
666
opera omnia
Bergamo che costì, ma non è questo che io vi cercava: Io voleva sapere
quanto poteva valere la mostra del Cascame più indietro qui a Leffe.
Avete ora inteso? Ciò desidero sapere per mia norma.
Non so chi vi abbia consegnato quel involto di Bavella, e
Fioretto, che dicono sia d'una Famiglia qui di Soncino, Consolandini
perche essendo stato mandato qui, e non essendovi l'indirizzo cosi
hanno creduto fosse nostro, dopo l'anno rimandato a Comonte dove
credo che parte sia stato adoperato, e l'altro mischiato al nostro; onde
bisogna ora saperci dire quanto era di Peso si la Bavella, come il
Fioretto, per potercelo restituire. Un altra volta bisogna prenderne
più di questi impegni, perche sapete come noi siamo. Mi dicono che
avete lasciato ancora nel Legno un fagotto d'una Figlia mandata costì,
cioè la sua roba, se cosi è io non ve la rimando più, perche dovevate
prendere fuori del Legno tutto; onde cosi voi ci pensarete. Qui non ho
nessuna novità; la Casa dei Fratelli va avanti bene, e S.t Giuseppe la
custodisce in modo particolare, di maniera che mi è di grande
consolazione: questa pure delle Sorelle va bene, ed ho condotto quì
Suor Leonilde al posto di Suor Catterina, l'Adriana è guarita propria
bene della sua malattia, e non le resta che a mettersi in forza. Il
Signore ci assiste più de nostri meriti. Facciamo dunque bene, cara
Suor Nazarena, e serviamolo con larghezza di cuore, e con generosità.
Addio.
Vostra Aff Madre Suor Paola E. Cerioli
Lettere
667
opera omnia
LETTERA
423
Carissima Suor Nazarena208
Vi scrivo di fretta due righe, avendo questa sera da dispore
anch'io il mio piccolo bagaglio per dimani mattina. Prima vi dirò che
il Sig. Canonico credo che non verrà a Leffe, io ho mandato quest'oggi
per veder sè veniva, ma non lo hanno ritrovato a Casa, però voi tenete
ancora preparate le stanze che forse potrebbe darsi vi facesse ancora
una improvizata: è innutile poi che vi dicca di trattarlo bene se viene, e
farle bella accoglienza, avendovelo di già raccomandato. Le tre
Coperte portate con mè a Comonte sono tutte piccole ciò vi serva di
norma onde non crediate che vè nè fosse una più grande: riguardo poi
ad ordinarne delle altre pare che queste dodeci già ordinate abbiano
da bastare, a caso poi nè occoresse ancora saremo sempre in tempo di
provederle in avanti. Provedetemi ancora della Lana circa tre o quattro
Libre abbisognandomi ancora per tessere le Cottine delle Figlie.
Riguardo poi alla Lana da far corpetti, io sarei di parere di
comperarla copiata come quella che abbiamo presa per fare le Calze
giacché la paghiamo lo stesso: però impiegatevi dentro solamente
quelle due, o tre piccoline che non possono filare, sempre però che
non gettono a male la roba diversamente tralasciate poiché i dannari
vanno fuora, senza concluder nulla, insomma provarete con uno per
vedere anche come riesce. Vi raccomando poi assai di non passegiare
sul suolo nuovo del Portico, e meno poi farlo scopare; mettete degli
assi dove dovete traversarlo per necessità, e guardate che Domenica
quelle della ricreazione festiva non lo abbiano da rovinare;
raccomandate ancora ai Muratori che lo facciono bene: cosi siate
attenta onde sollecitare quelle poche fatture che hanno ancora da fare,
onde possiate infine godere un poco di quiete. Non dimenticatevi di
pettinare tutti giorni la Catterina, e quando avrò occasione per costì vi
manderò l'oglio di merluzzo. Mi scriverete poi quanti dannari avete
ancora costì, poiché non mi ricordo più e quanti ancora pressapoco vè
nè occorerà, onde potervegli mandare. Dimandate al Sig. Battista
riguardo a quella Donna che vi ricercò le due stanze in affitto per non
imbarazarsi a caso fossero persona da non intricarsi; Egli la conosce, e
208
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
668
opera omnia
vi saprà dire sì, o nò. Non state a fare ribocare quella stanza che ora
facciamo soffitare, fattela soffitare polito, che la ribocatura gliela
faremo dare questa primavera. Salutatemi tanto le Monache alle quali
desidero, come a mè stessa il vero spirito della Sacra Famiglia di
Nazarett. Salutatemi anche le Figliuole. Mi dimenticava di dirvi di far
pitturare al Mauro Falegname l'antino dell'antiporto dove noi
facciamo la Comunione, stando malissimo cosi grezzo. Scrivetemi poi
spesso come va la vostra Casa.
209Giachè la R.da Madre è partita e ma lasciato qui la lettera da
chiudere, prendo occasione volentieri per farle anch'io i miei saluti a
lei e, à tutte di Costì, pregandole nell'istesso tempo di pregare il
Signore acciò gli esercizi che le nostre Monache di S. Maria darranno
principio Domenica Sera possano essere fruttuosi e ridondanti di
benedizioni del Signore. Offriamogli con generosità quei piccoli
sacrifici che il Signore tutti giorni ci chiede, sacrifici piccoli ma che
tanto ci costano, pazientiamo senza lasciar di correggere e svellere sì i
nostri che i difetti altrui, e queste piccole sofferenze sarranno di
grande merito appresso Dio si, per noi che pei nostri prossimi. Mi
raccomandi al Signore e mi faccia raccomandare dalle mie care
Sorelle che io non mancherò di far lo stesso a suo riguardo. Ho sentito
dalla Rda Madre che bramava, avere il Signor Canonico per conferire
qualche cosa riguardanti la Direzione, io chedo non possa essere
soddisfata per questa volta, però se queste cose le ha conferite colla
Rda Madre stia tranquilla: che io le dico per esperienza che quando ne
miei dubbi sono astata soddisfata e quieta è stato solo quando mi sono
tranquilizata a quello che mi diceva la Rda Madre perché ella conosce
a fondo il nostro carattere e quello delle nostre sorelle e dei metodi
della Casa; non restiamo in inquietudine, ma togliamo le cose come fa
la Superiora di Santa Maria cioè con quiete e pace e cosi riesce tanto
bene
209
Scritto da altra mano.
Lettere
669
opera omnia
LETTERA
424
Cara Suor Nazarena210
Sono ritornata jeri da Soncino, ed ho fatto, grazie a Dio, buon
viaggio. Giacché ho l'occasione di quest'Uomo, vi scrivo per dirvi
d'affittare pure l'apartamento del Salone a quel Sacerdote che ve lo
richiese, poiché essendo persona polita lo terrà da conto: però
dimandate se avesse Famiglia e persone altre in Casa che lo potessero
deteriorare, poiché è bello, e mi rincrescerebbe che lo rovinassero.
Affittato questo apartamento vi resta ancora qualche Stanza occorendo
da mettere a dormire qualche d'uno? essendoci necessaria quando
mando costì qualche d'uno Riguardo all'affitto bisogna guardare se
potete di tirarlo sui 50 Franchi. Termino avendo premura. Saluto
tutte, e vi lascio nei cuori SS: di Gesù, Giuseppe, e Maria.
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli.
210
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
670
opera omnia
LETTERA
425
Cara Suor Nazarena211
Ho sentito assai volentieri le notizie di costì come vi potete
immaginare. Mi ha fatto sorpresa la partenza cosi subitanea della
Rachele nulla meno prevedendo che sarebbe stato difficile riscuoterla
della sua pigrizia e stato meglio che Ella stessa si sia risolta
d'andarsene. Mi rincresce poi, dei cattivi umori, e melanconia delle
altre due Novizie, bisogna aver pazienza, e procurare un poco con la
persuasione, e un poco con una cer industria di guardare se vengono
dalla nostra, sapendole anche compatire poiché è poco che sono in
Noviziato è non possono avere quella virtù necessaria per vincersi, e
superarsi. Guardate dunque di non prenderle di fronte, specialmente
la Margherita, poiché essendo d'un carattere timidissimo bisogna
invece avere una maniera tutta particolare. Non so come farete ora
con la Cucina non essendoci la Rachele, io però sarei persuasa di
metter intanto Suor Ignazia, con la Margherita, e per levarla un poco
dall'ortaglia, e perche cosi impara anche quest'ufficio, che
abbisognando ci sarà cara. Lunedì avrei caro che mandaste a Leffe la
Belli assieme al Maffi (a piedi s'intende) perché in questi pochi giorni
vorrei che la Valota l'istruisce un poco nella Scuola, onde poter poi
essa condure a Comonte. Giovedì poi di mattina vi aspetto a Leffe voi
pure assieme a Suor Ignazia, onde poter noi ritornare a Comonte. I
muratori sono dietro a mettere via i travelli dissopra, e vi vorà anche
lunedì essendo una fattura importante. I Raschini hanno terminato.
Non ho altro di nuovo a dirvi se non di pregarvi a salutarmi le mie
Professe, Novizie, e Figlie, ed augurando a tutte, ed a voi in
particolare un vera amor di Dio, passo a dirmi
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Ceriooli
211
Di Bianchi suggerisce: "Leffe".
Raccolta Suore suggerisce: "Primi di Luglio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Comonte.
Lettere
671
opera omnia
LETTERA
426
Cara Suor Nazarena212
Alla fine della ventura settimana vi manderò il Melicone, cosi sè
mi manderete ancora la nota dell'altra roba che vi occore, e vi ho
promesso mi farete piacere. Sapiatemi anche dire se vi abbisogna del
Vino. Guarderò di ricordarmi di tutto, e di mandarvi anche la
Caponaia. Monsignor Vescovo per ora non viene a Leffe, e quando
poi verrà se potrò appena, e il Signore mi faccia la grazia, verrò a
ritrovarvi. Io conterei di fermarmi qui sina a Martedì, o Mercoledì.
Salutatemi le vostre Monache, e risponderò poi a Suor Anna per
mezzo del Caretto. Salutatemi anche le Figlie. Non badatete agli
srupoli, siate vigilanti a vostri doveri, e abbiate pazienza aspettando
tutto dal tempo cioè un po' alla volonta. Con le Monache anzianne
otterete molto con la bella maniera, e col vostro esempio. Il Signore sia
con voi, e con la vostra comunità.
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
Suor Anna farà bene col suo esempio. Riguardo alla confidenza
delle Vostre Monache (parlo delle vecchie) quando vengono a
raccontarvi il loro interno, pazientate che vedrete che andando avanti
si vinceranno intanto compatitele
213Carissima
Sorella
Mi è cara questa occazione per tratenermi un poco con lei, e con
le mie compagne. Non posso esprimerle la gioja provata il giorno di
S. Carlo nel vedere e godere i nostri frattelli e figli di S. Giuseppe che
vennero a passare il dopo pranzo qui al Convento, essi era tutti vestiti
in abiti uniformi, e fecero sentire i loro canti. Il Cherubino se continua
212
213
Di Bianchi suggerisce: "Soncino Nov. 1864 o '65".
Raccolta Suore suggerisce: "Novembre 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Scritto sul retro da altra mano.
Lettere
672
opera omnia
così in poco tempo verrà un altro Giovanni, i figli sono 5 e fano assai
bene. Riguardo al Zambaiti le dica che quando anderà a pagare al Sig
Piccinelli Egli gli restituirà la sua obbligazione. Dopo S. Martino
facilmente farà una gita o la Rev Madre, o Suor Luigia a Leffe, e allora
condurrà anche Suor Costanza per sottoscrivere quella carta, in
questo incontro le manderemo anche noi qualche strachino, e stopa,
ma che anche loro ci mandi qualche poni, e nespoli. Guardi la
scrittura del massaro della Famosa e troverà che noi siamo ancora in
credito di 20 Fr. e qualche lira, se non li a pagati dopo la mia assenza,
la Rev Madre le permette di comperar da esso con i medesimi tutto o
in parte il suo animale. Mandi unaltra volta la nota alla Rev. Madre
che cosi si ricorderà più bene, se scrivi subito la mandi a S. Maria.
Intanto la Rev Madre, la Rev Superiora e le altre Monache le fa tanti
saluti e io più di tutte e mi saluti tanto Suor Leonilde e le altre
monache, e figlie in particolare la Valota che spero farà bene. Mentre
con stima e rispetto o il bene di segnarmi. Suor Affesionatis Sorella
Suor Adelaide Carsana. Voltate
Lettere
673
opera omnia
LETTERA
427
Cara Suor Nazarena214
Rispondo in fretta alla vostra Lettera per dirvi che ho scritto a
Comonte di mandarvi i dannari pei vostri bisogni, cosi le Sibbre, e gli
Abiti per le Figlie cioè la Valota, e la Giacomina, i Fazzoletti poi non
ho potuto provederli, vuol dire che v'ingegnarete voi: non vi mando le
altre robe perché bisogna che tenga qui il Cavallo e l'Asino, quando
poi gli avremo in libertà vi manderò quanto mi chiedete. Vi occludo
quì una nota di Pellami che mi farete piacere a far provedere a Clusone,
subito dopo ricevuta questa mia onde poterli consegnare a quel
Uomo che vi manderanno di Comonte: involgeteli bene e scrivetevi
sopra da mandare tal quali sono alla Rev. Madre a Santa Maria
secondo l'incombenza datemi. Ciò faccio onde non vengano smezati a
Comonte. Fatte pure provedere a Clusone 4 Ranze da segare, e scrivete
a Comonte che sono da mandare a S.t Maria. I fili di Lana che avete
proviste mi sembrano assai cari, e di non averli mai pagati quel
prezzo, quindi non comperatene più. Appena ritornerò a Comonte vi
manderò il Certificato d'Ipoteca secondo la vostra richiesta. Tenete da
conto i vostri Bigati che siete fortunata avendo una semente
buonissima. S'inora, noi pure siamo contente quantunque della
Semente del Giapone ne sia rimasta tanta senza nascere: di questa
qualità sono dopo la terza muta li altri della seconda. Abbiamo qui
due Novizie Milanesi, che condurò poi io a Comonte eppoi ne ho tolta
una anche del Paese, cosi fanno tre. Faccia Dio che si possano fare
secondo il nostro spirito. Salutatemi tutte, a nome anche delle Sorelle
di qui. Il Signore vi dia la Pace.
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
214
Di Bianchi suggerisce: "Soncino. Vedi Epistola della raccolta di P. Di Bianchi n°
419".
Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
674
opera omnia
LETTERA
428
Cara Suor Nazarena215
Vi scrivo da Comonte dove sono arrivata jeri sera; vi ho
condotto tre novizie, una di Soncino e due Milanesi, e ne ho ritrovato
qui altre due: siete contente? Faccia il Signore che possono riuscire
come ci vogliono per noi, e pel nostro Istituto. Giacché ho in libertà
l'Asnino vi mando qualche paja Sibre, qualche Lenzuoli, Fazzolletti,
ed i Scarfogli che sono nei due pagliaricci, che questi poi me gli
rimandarete, se non ne avrete bisogno: cosi pure vi mando 7 pezzi da
20 F. La veste per la Giacomina comperatela voi costì, avendone Ella
estrema necessità; quella per la Valota la porterò poi io quando verrò
costì assieme a due Fazzoletti poiché s'inora non ebbi mai tempo da
pensarci; L'Animale guarderò di farvelo provedere, intanto abbiate
pazienza. Vi mando la scrittura del Luigi, quella del Giò: io non la
trovo. Sento volentieri che siate contenta del Fattore, le farò poi
quell'altra scrittura che desidera. Mi sarebbe caro che mi mandaste
una Cassa, avendone voi qui tante, ma vorrei quella soglia pitturata
d'avanti, come quelle altre che ci hanno mandato ancor da costì: mi
sarebbe stato caro anche quel vestiario grande disfatto, ma non voglio
caricar troppo l'Asino, quindi questo lo mandarete un altra volta
quando vi manderò il Cavallo, con l'animale, ed altre cose se vi
abbisognerà. Vi scrivo di Fretta avendo premura. Salutatemi le
Monache e le Figlie, e consideratemi
Vostra Aff Ma
Suor Paola E. Cerioli
Mandatemi le Ranze e i Pellami.
215
Di Bianchi suggerisce: "Comonte. Vedi Epistola della raccolta di P. Di Bianchi n°
418".
Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
675
opera omnia
LETTERA
429
Cara Suor Nazarena216
Eccovi contentata, mandandovi la seta d'incannare secondo il
vostro desiderio: solo vi raccomando di mettervi dentro le più grandi,
e le più sane ed anche queste lasciatele maggior tempo di ricreazione;
per esempio un poco avanti pranzo, eppoi smezzateci anche il dopo
pranzo poiché stando occupate dall'una e mezza, sino alle all'ora del
rosario è troppo: eccettuate però quelle quattro, o cinque di grandi.
Come vi raccomando alle piccole che sono scrofolose, di darle poca
polenta, poiché la polenta è assai dannosa per questi mali. Noi qui a
Comonte diamo la polenta alle Figlie solamente a pranzo e sera, e
mattina diamo ad esse pane, e vedo che stanno più sane. Ho avuto
buone informazioni di quel Uomo, che il Sig Battista ci ha proposto
per Camparo; e aspetto la vostra risposta. Mandatemi il Telajo vi
raccomando; cosi pure ci sarebbe assai caro delle Stroppe per fare la
vite; sè nè abbiamo noi fattele tagliare dal Novelli, diversamente
provedetele. Mandatemi indietro i sacchi, coi quali vi mando le robe.
Spero di essermi ricordata di tutto. Sè Don Pietro si lamentasse
perché non prendiamo quella Figlia, ditele che invece le prenderemo
poi qualche Figliuolo sempre che sia sano ed abbia almeno undeci, o
dodeci anni: or [...] e mendico riguardo al campo ditele che le rilascio
mezzo Marengo cioè invece di sette e mezzo glielo lascio per sette
netti d'ogni spesa. Mi saprete poi dire qualche cosa di questo campo
in proposito, perché a dirvi la verità lo vendo volentieri. Raccomando
poi tanto tanto a Suor Leonilde la seta, acciò cè nè abbia da dare
ancora guardate chè è assai cattiva ma ci vuole pazienza. Salutatemi
tanto tutte, e consideratemi.
Vostra aff Ma
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Reverenda Madre
La Rev.da Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
216
Di Bianchi suggerisce: "Comonte. "Vedi Epistola della raccolta di P. Di Bianchi n°
424
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Febbraio 1865".
Lettere
676
opera omnia
LETTERA
430
Cara Suor Nazarena217
Ecco che mando a prendere le Stroppe i Moroni, ed un mezzo
carro di Fieno; sè di questo non ne avete bisogna comperarmelo che
certamente sara più a buon prezzo costì che altrove. Dal Giò:
riceverete N. 7 pezzi da 20 Fran: con i quali pagarete anche il Fieno.
Non vi mando il Melicone poiché è tanto nuovo il nostro, come il
vostro. Riguardo alle Patate, che mi pare mi abbiate chiesto per
piantare, non abbiamo che il nostro bisogno. Dovevate pensarvi. Non
avete che quel poco Orto, e non siete buona da cavarvi le vostre
sementi? Riguardo alla roba da vestire le Figliuole ve la manderò
appena che sarà fatta, volendola noi fare nostrana sui nostri Telai.
Desidero saper nuova della Giacomina, e delle altre Figlie
incomodate. Non risparmiate la visita del Medico quando vi è il
bisogno: Come vi raccomando, con quelle persone che avete delle
obbligazioni, come sarebbe quella donna di Peja, il Sig. Battista, la
moglie del Falegname, la Sorella del Cappellana, e che sò io, siatele
larga, quando vengono a ritrovarvi o d'un Caffe, o d'un bicchier di
Vino ecc, ecc.
Con le Figlie poco sane non state a dare ad esse d'oglio. Avrei
voluto scrivere anche alle Monache, e Figlie ma non ebbi tempo.
Intanto salutatemele tutte e ben di cuore. Vi siete ricordata da
mandare quella lettera a Figadelli? State di buon umore, compatite, e
consideratemi quale con tutto l'affetto mi segno.
Vi mando un S.t Giuseppe che mi ha regalato Monsignor
Vescovo; Egli me ne diede due, uno lo mando costì, e l'altro lo
manderò a S.ta Maria. Fattevi fare la sua cornice, e forze ne trovarete
anche in Casa di quelle belle, e antiche.
Vostra Aff Ma
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Suor Nazarena Ferrari
Leffe
217
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1865".
Lettere
677
opera omnia
LETTERA
431
Cara Suor Nazarena
La colpa non è vostra, è stato uno sbaglio del Novelli, perché ci
aveva detto la sera, se avevamo della roba di preparar tutto in Stala
ch'Egli voleva partir presto, e noi invece abbiamo pensato che non
ritrovando nulla avrebbe sonato, mai più figurandosi che avesse da
partire cosi: vi assicuro che provai io pure da mia parte molto
dispiacere, e vi rimando di nuovo il Maffi con la Lettera che aveva
preparata, e la roba.
Dite al Fattore che compri pure la semensina, e datele voi i
dannari [...]218
sul resto poi ci intenderemo quando verro a Leffe. Intanto vi
saluto assieme le vostre Monache, e Figlie. Addio
Vostra Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Nazarena Ferrari
Leffe
218
La lettera è stata tagliata.
Lettere
678
opera omnia
LETTERA
432
Cara Suor Nazarena219
Un poco per il cattivo tempo, un poco per comodo del Cavallo,
ed altre cose, mi ha impedito di mandare costì prima d'ora Suor
Maddalena, secondo la nostra inteligenza, e ritardera ancora di qualche
giorno dovendo prima fare una condotta a Soncino, intanto vi mando
il Maffi col Melicone; e col Quadro che vi manda il Rev. Sig.
Canonico; e non dimenticatevi di mandarmi in vece il S.t Luigi. Vi
mando pure del Cascame di cotone, e vi prego di sapermi dire quanto
voi lo pagherete a comperarlo costì. Ciò desidero sapere per mia
norma. Con questo Cascame faremo poi ancora delle coperte per
nostro uso, quando mi mandarete il numero del Lino che ci vuole
adatato per l'ordimento. Desidererei pure, sè fosse possibile, e se ve ne
fosse di buono da sceglierne fra questo Cascame un poco d'adoperare
da tessere sui nostri Telai qui di Comonte della roba per fare delle
cottine alle Figlie, e ne desiderarei una mostra per la stessa occasione
del Maffi.
Sapiatemi dire quanto è stato il Vino, e cosa avete ricevute, e se
poteste mandarmi a restituire pel Maffi i 6 Marenghi che vi ho
portato io, mi sarebbero carissimi avendone propria bisogno. Vi
mando delle Pazienze, e poi delle immagini da farne delle altre, cosi
pure tre Libretti da dare alle Figlie che sono state le più savie, e dei
ditali, aghi, e spili pure per tutte le Figlie. Bisogna farmi ancora 4
corpetti di Lana ma grandi, e vi mando un poco di Lana, e il
rimanente la comprarete. Delle Calze ne abbisognano ancora 8 Paja
ma non cosi corti ma per Uomini. Fattemi le cose un po' adattate,
perche tutti quei corpetti che mi avete mandati sono persuasa che
anderanno bene a pochi, sono cosi fitti, piccoli, e stretti. Vi mando la
Cottina della Maria, e un Cottolo con corpetto bianchi per la
Giacomina, che sono ancora suoi. Avrei intenzione di mandarvi costì
la Sorella della Francesca da mettere nel Telajo, perché questa la
potrette poi adoperare in mancanza de la Giacomina e per la Porta, ed
anche per mandare pel Paese assieme alla Giacomina essendo essa
assai buona figliuola, e disinvolta di maniera che vi giovera proprio.
219
Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1865".
Lettere
679
opera omnia
Vi raccomando di involgere ed accomodarmi ben bene il Quadro,
onde non si freghi, ne discrosti, ne si rompa. Salutatemi tutte, e
consideratemi.
Vostra Aff. Madre Suor Paola
Guardate che il sachello del Lino, con le due Lettere, ce lo hanno
datto a Soncino mandare alla Zambaiti. Il nostro pel Sig. Battista è
ancora da farsi: quest'anno sono indietro assai.
Mia Nipote mi ha pregato di provederle costì due Lire di Pient
di Lana, come provediamo noi: cosi se poteste mandarmeli unite anche
il suo importo. Il Signore vi ajuti, e vi custodisca.
220Mie Cara La Suor Maddalena ma mi rincresce la Suor
Leonilde pero Lei sapra piu bene di me.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
220
Scritto da altra mano.
Lettere
680
opera omnia
LETTERA
433
Cara Suor Nazarena221
Ricevo ora la vostra Lettera, dalla Madre di Maria di Gandino, e
vi rispondo subito due righe. Noi stiamo tutte bene, anche Suor
Luigia posso propria dire che si sia quasi intieramente ristabilita.
Abbiamo ancora la Panenghi a Letto, ed una Figlia di Orzi che ci
mandò Suor Rosa da Soncino ammallata; ma in pieno possiamo
ringraziare il Signore. La Settimana ventura manderò a prendere le
Stroppe ma bisogna prepararne venti Pesi. Cosi pure fatte prepare
strepati 30 moroni circa dei più belli che avete costì nel vostro vivajo,
onde non far perdere il tempo quando verranno a prenderli. Colla
stessa occasione poi vi manderò qualche dannaro. Vi mando il Libro
per il mese di Marzo. Vi scriverò poi più a lungo un altra volta.
Intanto salutatemi tutte e Monache, e Figlie e consideratemi
Vostra Aff Ma Suor
Paola E. Cerioli
Riguardo a quel Uomo che parlavamo per Camparo ditteli
che sè ha da passare di Comonte le parleremo
222
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Nazarena Ferrari
LEFFE
221
222
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Febbraio 1865. Vedi Epistola della raccolta di P.
Di Bianchi n° 420".
Raccolta Suore suggerisce: "Fine Febbraio 1865".
Scritto a lato della lettera.
Lettere
681
opera omnia
LETTERA
434
Cara Suor Nazarena223
Ho mandato a Spinone il Gildo, a dividere il Melicone ed a dare
un occhiata ai Fondi. Egli aveva incombenza di andar pure a
Bianzano onde informare il Rev. Sig. Prevosto del cattivo precedere
de' suoi massari che come potete pensare da mè non avevano nessun
ordine: ma invece vi anderà il Luigi, e spero che si potranno
distogliere. Ho fatto poi dimandare di questo Gazzolo Bortolo (al
Prevosto di Spinone) e come spero essendo Egli addattatto lo farei per
Camparo, ma non per Fattore poiché ora vi attende il Gildo.
Mi sarebbe poi carissimo il Telajo di quella buona donna di
Peja, e lo farei portare in Convento: però bisogna prima che vi
intendiate bene s'Ella crede donarcelo, ovvero sè fosse una miseria il
prezzo chè Ella esige: diversamente non ci conviene. lo stesso le
richiederei dei Carelli, onde poi non aver un giorno di costarci più del
valore. S'ella crede con questi oggetti di fare una beneficenza
all'Istituto, questo pregherà sempre per Lei e le farà celebrare qualche
Messa, sè nò ci dicca ciò che vuole. La Casa dei Fratelli pare vadi bene:
la settimana ventura vi anderà colà un altro Fratello224, che sembra
nato fatto per quella Casa. Egli è di Chignolo d'Isola. Egli sarebbe il
quarto, ma uno che vi è presentamente avendo la Madre vecchia non
può fermarsi. Ma il Signore nè manderà ancora. I Raggazzi poi sono 7.
Suor Adelaide giova assai a quella Casa; Essa fa delle frequenti gite
alla Campagna, insegna a Figliuoli la pollizia, raccomanda l'ordine, e
procura d'inviare quella Famiglia sullo stesso sistema, e regole della
nostra. A Soncino ci lasciano perfettamette tranquille, nè più, credo,
parlano della nostra Campagna ne di noi. Appena potrò guarderò di
mandarvi il Melicone, e mandar a prendere il Telajo sè vè lo danno.
Suor Luigia continua andar bene ma lentamente. Suor Rosa è ancora
costì. Salutatemi tanto le Monache, e poi le Figlie, e consideratemi.
223
224
Di Bianchi suggerisce: "20 Febbraio 1865. Il f.llo entrò il 27.2.65"
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di Febbraio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Di Bianchi annota: "Quadri Luigi".
Lettere
682
opera omnia
Vostra Aff Madre Suor Paola
Eli: Cerioli
Non sò ancora che cosa abbia detto il Zambaiti riguardo al conto
che per vostro mezzo le ho consegnato.
Lettere
683
opera omnia
LETTERA
435
Cara Suor Nazarena225
Differiva a mandarvi la qui occlusa perché sperava quest'oggi
Lunedì di farvi una improvvizata a Leffe nell'occasione che doveva
mandare ad Albino a prendere una parente della Sig. Barbera che
veniva qui ad insegnarci a fare i fiori; cosi il Signore non lo ha voluto,
verrò un altra volta se lo permetterà prima di andare a Soncino pei
Santi Esercizi che incominciano col giorno 12 Marzo.
Ieri ho ricevuta la vostra Lettera per mezzo della Posta, e prima
aveva ricevuta l'altra per mezzo particolare. Il Sig. Antonio Piccinelli
penserà non dubito per l'affare dell'affittanza con la Comune.
Riguardo al Massaro di Spinone, sentirete in quest'altro Foglio. Non
era nulla l'esservi dimenticata di ringraziarmi per la rinnovazione de
Santi Voti, questo non è di regola, ed avete poi fatto malissimo
l'inquietarvi; intanto che vi perdete in queste vane inquietudini forse
trascurarete altre cose più importanti. Abbiate la massima di S.
Francesco di Sales, di guardare cioè, di tenere sempre il cuore in pace.
Dei vostri diffetti dimandatene perdono a Dio, ma senza inquietarvi;
Allargate invece il vostro cuore alla fiducia ed alla confidenza, e
vedrete che otterete di più, e sarete più contenta. L'inquietudine viene
dal Demonio, e dal nostro amor propio che non vorrebbe aver
mancato, perche le dispiace vedersi pieno di debolezza. Queste invece
vi tengono umile, ma quieta, e tranquilla appoggiata alla bontà del
Signore. Quello poi che vi raccomando assai è di procurare di usare
gran carità con le vostre Compagne, e di compatirle nei loro diffetti
quando vengono ad accusarsi; Peccato confessato è mezzo perdonato,
dice il Proverbio. Accoglietele con quella carità, come il nostro
Salvatore, ce ne da tante tratte nel suo Evangelio, e come fà
continuamente con noi. La Superiora è una Madre; Sè voi sarete
dolce, affabile; le vostre Religiose vi saranno più aperte, e metteranno
in voi più confidenza. Credete che un aspetto serio, e poco
compatimento stringe il cuore ed allontana. Dunque vi raccomando
assai. Inculcate poi l'ubbidienza, l'osservanza alle regole,
225
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Febbraio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
684
opera omnia
l'adempimento a doveri, e la Santa, e bella semplicità per corona di
tutte le virtù; che otterete non nè dubito, ma dietro ad un poco di
moderazione delle vostre inclinazioni, e del vostro carattere. Noi pure
siamo senza lavoro, ora guardiamo di poterlo procurare un poco
d'altra parte e sè ci verrà fatto nè daremo anche costì. Il Signore versi
con abbondanza nel vostro cuore la pace e la tranquillità, e tutte le
virtù necessarie per essere vera Suora della S. F. Addio addio
Vostra Aff. M.
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
685
opera omnia
LETTERA
436
Cara Suor Nazarena226
Certamente che non è umiltà il sentire ripugnanza a farci
avvertite dei nostri diffetti, che anzi dovressimo essere riconoscenti a
chi ci fà la carità d'avvisarcene. Non bisogna per questo avvilirci, ma
dire come diceva quel Santo "Questi sono frutti del mio orto" E poi
confidare di più nel Signore, e nella sua Santa grazia. Per timore però
della Superbia non dovete dimenticare i vostri doveri, perche
passereste d'un male in un altro. Fatte il vostro dovere, senza scrupoli
e senza paura, ma guardate di non farvi vedere di cattivo umore,
perché d'una Superiora si pretende assai, e si rimarca tutto. Andate
avanti coll'esempio, osservate le vostre regole, e dimandate al Signore
la grazia che possiate far bene voi e ben governare la vostra Famiglia
specialmente le vostre Religiose nello spirito dell'Istituto. Riguardo
poi alla consolazione che come dite voi provate nel ripulire ed
aggiustare l'indumenti delle vostre piccole Figlie, la credo una cosa
naturale prodotta dalla vostra inclinazione, e mi sembra che
occupandovi in questi uffici quando però non vi sia necessità abbiate
da far dispiacere alle Maestre che le hanno in cura, quindi
esaminatevi in proposito, e tralasciatele sè vedete che ho ragione.
Quante volte la consolazione che si prova in certi uffici, ed
occupazioni viene dalla natura, e noi crediamo che venga da Dio
molto più poi sè questi uffici sono bassi. Ciò vi serva di norma. Vi
raccomando un altra volta quando mi scrivete, di mettervi maggior
attenzione, poiché questa volta vi era dentro di grandi spropositi, ciò
vi dicco non per mè, ma perché non prendiate l'abbitudine, e scrivere
cosi in qualche maniera anche agli altri. Alla prima occasione vi
manderò poi quanto mi ricercate. Il Bambino Gesù vi infiami del suo
santo amore onde servirlo con allacrità, e zelo, e senza scrupoli, e
debolezza. Consideratemi quale salutandovi mi segno.
Vostra Aff Com Ma
Suor Paola E. Cerioli
226
Di Bianchi suggerisce: "Dicembre".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
686
opera omnia
LETTERA
437
Cara Suor Nazarena227
Aveva già scritto a te e due righe anche alle Monache quando
mi giunse un altro tuo foglio e ti rispondo qui due righe. Riguardo al
Sig. Vicario gli scriverò io stessa però prima è necessario che mi
mandi il Decreto Vescovile delle riduzioni delle Messe per la nostra
Cappellania, onde regolarmi per rispondergli. Non dimenticarti
dunque di consegnarlo al Giovanni ben involto onde non lo perda. Ti
mando N° 3 marenghi perché sento che siete all'asciutto: cosi pure
l'orzo e quant'altro mi chiedete. Ti raccomando di mandarmi quella
tenda restata ancora costì nell'occasione che venne Monsignore e che
credo sia ancora sull'uscio in ascova nella casa di Suor Costanza. Vi
do un'altra volta le buone feste come anche alle tue compagne:
passatele santamente, a piedi della mangiatoia che racchiude il Re del
Cielo, e pregate con noi la S. Famiglia che ci comunichi il suo spirito:
spirito di pace di carità di sommissione di sacrificio, e ci
accompagnino sempre con la divina grazia. La seconda Festa date un
po' di ricreazione alla tua Famiglia; tutto serve a dar gloria a Dio e
sempre più coltiva l'unione e la carità vicendevole. Ti raccomando poi
tanto di non tener troppo impegnate al lavoro le tue figlie più piccine,
specialmente la Milesi, avendomi detto il suo tutore che vidi oggi, che
a casa è sempre stata sanissima. Esse hanno bisogno di sviluppo e
bisogna regolarsi secondo l'età. Salutamele e ditte che sieno savie, che
offrano i lor piccoli cuori al bambino Gesù e lo preghino che doni ad
esse una stilla di quell'amor grande che lo fece scendere in terra, onde
amino Lui al disopra di tutte le cose, e per amor suo amino il loro
prossimo, specialmente tra esse cercando di compatirsi, e farsi
vicendevolmente piacere. Alle più grandi metto due righe qui,
premendomi di più per il buon esempio che sono tenute dare alle
compagne. Non dimenticatevi delle vostre orazioni, specialmente
queste SS. Feste la Famiglia dei Fratelli e tutti i bisogni spirituali delle
case. Il Divino Infante sparga su voi i suoi lumi e le sue benedizioni.
227
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Dicembre 1864".
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di Dicembre 1864".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
687
opera omnia
Non ho potuto scrivere alle Figlie grandi come desiderava non
avendo avuto tempo, però la preparero un altra volta.
Tua Affma Madre
Suor Paola E. Cerioli
P. S. Mando i Corporali, che farai consegnar assieme alla Lettera
al Sig. D. Pietro228. ne manderà qualche d'uno che sono ancora da
comodarsi. Ti mando pure intanto che li ho due altri napoleoncini che
consegnerai al medesimo per le incombenze dategli. Ti mando 4
Palme per la vostra Chiesetta, ti raccomando di dare indietro al Gio:
La Cesta, o Cassetta che saranno accomodate dentro da restituire alla
Sig. Barbera.
Mando i Cartoni da fare le Capettine alle Figlie, alle quali glielo
promesso, esse sono di già tagliate, e non hanno che di cucirle come
vedranno la mostra. Le mando pure 6 Corone a chi le ho promesse.
Riguardo poi ai Corpi di Lana ho la roba ancora sul Telaij, e non sò se
[...]229
228
229
Di Bianchi annota: "Pietro Calderoni. Vedi Epistola della raccolta di P. Di Bianchi
n° 432".
La lettera termina così.
Lettere
688
opera omnia
LETTERA
438
Cara Suor Nazarena230
Mandatemi la Notifica lasciatavi costì dal Municipio ch'io stessa
vi metterò quanto desiderano e si richiede, cosi capirò anche meglio.
Riguardo al Dottor Gelmi io direi di non entrarvi con sottoscrizioni
per non farci conoscere di un partito né dell'altro poiché essendo
Monache, bisogna aver riguardo: però rispondete che voi senza
licenza non potete e quando verrà la Reverenda Madre le
dimanderete. Vi scrivo nulla, avendo premura di mandarvi questa
lettera, onde mi possiate subito spedire la carta richiestavi. Vi saluto
tutte e di cuore e credetemi.
Vostra Affma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
230
Di Bianchi suggerisce: "Dal timbro postale: 22 Maggio 1865".
Raccolta Suore suggerisce: "22 Maggio 1865".
Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
689
opera omnia
Lettere
690
opera omnia
Lettere a Rosa Masoni
LETTERA
439
Cara S. Rosa.
Comonte 4 Luglio 1862.
Mi sono dimenticata di mandarti a dire di merendare tutti
giorni anche voi altre Monache, poiché facciamo cosi anche noi in
queste giornate lunghe, eppoi bevete anche un po' di Vino a cena
come la mattina. Spero chè starete tutte bene, e sarai contenta di Suor
Nazarena, e Suor Colomba, chè saluto tanto. Prega per noi in questi S.
Esercizi onde gli possiamo far bene, e cavarne frutto. Dopo facilmente
verrò io a ritrovarti alla Campagna. Ti mando del Fiorettino da
filarmi, chè mi preme assai, ma lo vorrei filato d'una sol mano quindi
lo consegno a tè, poiché non avendo ora impegni potrai filarmelo
presto. Le Monache tanto ti salutano, esse sono tutte franche eccetuato
un poco S. Luigia la quale qualche volta sente il suo incomodo, però
ora fà i Bagni i quali gli gioveranno assai. Termino perché questa sera
incominciamo gli Esercizi, ed abbiamo ancora molte cose da
preparare. Addio dunque, stà sana, e ti raccomando molto molto la
nostra piccola casa Addio.
La Tua Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Unitevi con lo spirito a noi in questi S. Esercizio, e il Signore
benedirà la vostra buona volontà è il rincrescimento che forse
Lettere
691
opera omnia
proverete a non farne parte. Sè ti abbisogna qualche cosa mandamelo
a dire pel Giovanni. Quando abbisogna di nottare qualche cosa col
Fattore chiama, e dì, chè scriva S: Nazarena, cioè mi sarebbe assai caro
onde incominciare ad assueffarla, e impratichirla.
A Suor Rosa Mazoni
Villa Campagna
Lettere
692
opera omnia
LETTERA
440
Cara Suor Rosa
Comonte, 9 Luglio 1863
Ho ricevuto la tua lettera, e com'è naturale intesi volontieri le
vostre notizie. M'immagino il tuo imbarazzo per la venuta
dell'Ispettore, ma sono contenta di non essermi trovata costì; per due
motivi: uno perché è bene che vi assueffiate a tutto quello che può
succedervi e poi perché sono sicura che tu e Suor Adelaide avete fatto
assai meglio di me. In tutte le maniere sè viene ancora, come tu dici,
parlate poco e con riflessione, né fatevi vedere premurose di mettervi
in grazia, ma conservate sempre quella modestia, e quel riservo che
tanto piace, e si conviene ad una persona Religiosa, unito a molta
pulizzia e belle maniere; del resto lasciate alla Provvidenza la cura di
farvi più, o meno apprezzare, secondo piace alla SS. Volontà di Dio.
Per vostra norma vi unisco qui il Regolamento delle nostre scuole,
che, come dite vi è stato richiesto: cosi saprete che cosa avrete da
rispondergli, leggendolo ben prima: ma a caso non veniste più
richieste, allora non parlatene neanche voi come io credo che non
verranno altri. A caso vi facessero dimande ed interrogazioni,
cavatevela con politica e destrezza, dicendo che non lo sapete che
dimanderete... ecc. ecc. Torno a dirvi, non lasciatevi lusingare da elogi,
se mai ve ne tributassero, temete, siate modeste, non lasciandovi
prendere come gli Uccelli nella rete. Sento poi volentieri che le
ragazze di scuola sieno cresciute, con ciò deve maggiormente crescere
la tua vigilanza. Ti raccomando ancora che le Maestre dell'Istruzione
stiano alla Dottrina, e per non imbrogliarsi non si servano nemmeno
delle dimande che vi fa il vostro Capellano la Domenica poiché
potrebbero dimenticarsi o cambiarne il senso. Ora non sarebbe male
che le più grandi incominciaste a farle scrivere, ma solo una mezz'ora
al giorno, essendo questo un di più per noi, né dobbiamo darle
importanza: cosi la Maestra le condurrà tutte assieme (cioè quelle
della seconda scuola) a due, a due, nella stanza grande, dove
preparerete le tavole ed i calamai. Se per caso nelle grandi ve ne
fossero di quelle che non volessero imparare a scrivere, non istate ad
animarle, ma lasciate che facciano la propria volontà, che ciò non è
Lettere
693
opera omnia
necessario; come se ve ne fossero di quelle che non avessero Libri e
penne, queste stiano in iscuola, e per quella mezz'ora puoi mettervi
Suor Costanza. Giovedì prossimo è la B.V. del Carmine, titolare della
nostra Chiesa: a caso dunque che i divoti non facessero niente come
costumavano gli altri anni, io farei celebrare un Messa all'Altare della
Madonna esponendovi la Reliquia, e tenendo le due candele accese
quando sta scoperta, ed alla sera farei l'Esposizione, alla quale, se vi
pare inviterei a darla il Rev.do Sig.r Prevosto. Alla sera della vigilia,
sarebbe bene, che il Rev.do Capellano lo annunciasse al popolo, e
raccomandasse pure anche l'elemosina, e per la piccola funzione, e
pei bisogni della Chiesa. Continuate tutti i giorni a levar l'elemosina
dalla Cassetta sino a che si potrà farle cambiare la chiave. Cosi il
giorno della Festa raccomandate al Capellano che raccolga spesso
l'elemosine che verranno sul bacile e metterle nella Cassetta. Gli altri
giorni poi io terrei Chiusa la Chiesa, dalle 11 ore, alle 2 dopo pranzo.
Essendo queste le ore nelle quali la Chiesa resta più abbandonata.
Bramerei sapere per il ritorno del Giovanni, cosa importano al milla i
quadrelli, la calce, ed i taveloni. Intanto al Giò: Galeazzo, fate mettere
all'ordine l'ortaglia della Campagna, nettare i fili delle viti e preparare
a Campagnola la buca della Calce. Ho fatto vedere la specifica del
muratore al Sig.r Antonio231 e le parve assai alterata, vuol dire che
prima di mettersi all'opera, cercheremo o per mezzo del fattore o del
Sig.r Scotti232 di ridurla ad un prezzo più onesto. Intanto ho detto al
Giovanni di sapermi dire il prezzo della calce, dei mattoni, e dei
Tavelloni. Mando il Rituale per la Sacrestia, il pizzo per il Canopeo
dell'Altare della Madonna; cosi pure sei spole per le candele. Il pizzo
tienlo da conto poiché è di quello fino. Mando pure il desco per il lino
che per noi è inutile; un materasso per l'infermeria e le tende pel
Rev.do Capellano. Desidero sapere chi è l'Ispettore, se lo sai. Io sto
meglio dalla mia tosse e mi tengo da conto. Le Monache pure stanno
bene. Scrivimi se le Figlie fanno bene, e se la Catterina fa bene il suo
ufficio con le ragazze estere. Salutami Suor Adelaide, Suor Leonilde, e
tutte. Dì a Suor Costanza che ho veduto il Prevosto di Biansano, che la
Casa non è ancora acquistata, e le scriverò poi quando il negozio sarà
fatto. Ti raccomando esattezza a' tuoi doveri, alle Regole, ed a tutto
quello che può contribuire al buon andamento dell'Istituto e delle
Sorelle. Credo che merenderete ogni giorno come fanno qui però te lo
dico per maggior sicurezza. Dì a Suor Adelaide che prenda la misura
231
Di Bianchi annota: "Piccinelli".
232
Di Bianchi annota: "Pietro".
Lettere
694
opera omnia
delle finestre del Coro; cioè, l'altezza, e la larghezza non dei telai né
delle invetriate, ma dell'apertura dei muri, perché le tende non
devono esser messe sui vetri, ma sugli assi nel muro come abbiamo
anche noi qui nella Chiesa esterna. Noi crediamo bene di far le tende
di tela, o gialla, o verde come si costumano per tutte le Chiese. Qui
tutte ti salutano. Sta sana, unita a Dio e considerami
Tua Aff.ma Sorella
Suor Paola Elisabetta Cerioli
D.S.F.
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
Lettere
695
opera omnia
LETTERA
441
Cara Suor Rosa,
Comonte 24 ottobre 1863
Mando espressamente un uomo, per prendere qualche abiti di
parata delle Figlie, dei loro Fazzoletti di testa, grembiali, ed i
fazzoletti bianchi capettati rossi, come la qui occlusa nota, essendo
questa mattina stato qui Mons: Vescovo ad invitarle a pranzo in
Gavarno; Dunque vedi quant'è necessario che io mandi a prendere la
roba. Dì alle nostra Figlie di costì, che sieno savie, e non abbiano
invidia che quando verrò a Soncino, le condurrò anch'esse dai Cerioli.
Lunedì233 sera dal Gavarno anderò a Leffe. Ti mando il cotone per i
lissi e le carcole per le vesti. Dì a Suor Giuseppa che faccia la spiga
doppia, onde poterle voltare quando abbisogna. Io però desidererei
che quando ne hanno fatto un mezzo braccia, si fermassero fino al mio
arrivo per vedere come riesce, oppure mandacene un pezzettino in
una lettera, per mia norma. Ricordati che i lenzuoli che ti hanno
mandato l'ultima volta pel Giovanni sono tutti per la Campagna,
quindi lasciateli ancora come sono nel suo involto. Noi stiamo tutte
bene e ti salutiamo caramente. Dammi notizia come state,
specialmente della Catterina, e come fa la Martinelli di Leffe, anzi a
proposito di questa Figlia è stato qui il Sig.r D. Pietro Calderoni di
colà, e mi dice di dirti, che a caso venisse a S. Maria sua madre o suo
Padrino per condurla a Casa, di non lasciarla andare, poiché egli è il
tutore e come tale la mise nell'Istituto, ed ha diritto sopra la Figlia.
Ragguagliami anche della Campagna, e non allontanarti di troppo
dalla Casa col vangare, ma abbi prudenza, essendo cosa nuova per
queste parti, e tienle pulite. Ricevo in questo punto la tua lettera, e mi
consolo delle buone notizie che mi dai; continua a fare bene, e
considerami sempre nei Cuor SS.mi di Gesù Giuseppe e Maria
Tua Aff.ma Compagna
Suor Paola Elisabetta Cerioli
233
Di Bianchi annota: "26".
Lettere
696
opera omnia
Mi sono state molto care le due righe di Mons. Vescovo.
Guarda che alle volte la Martinelli di Leffe non abbia di fuggirti
dietro al Maffi, o ad altri che alle volte vengono costì, perché mi fido
assai poco, quindi sta in guardia. Ti raccomando assai, che il Maffi
abbia d'arrivare qui a Comonte Domenica sera dovendo Lunedì a
buon ora le figlie partire per il Gavarno.234
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
234
Questa ultima parte è posta su di un foglietto distinto dalla lettera.
Lettere
697
opera omnia
LETTERA
442
Cara Suor Rosa
St. Maria 24 novembre 1863
Rispondo a tè poiché è lo stesso, persuasa che Suor Luigia sia a
Leffe. Quando dunque la Donadoni la credete adattata pel nostro
scopo, accettatela pure ch'io son contenta, guardate però bene che
abbia salute diversamente invece d'ajuto ci sarebbe di spesa, e
d'imbroglio. Quando avete occasione dovreste mandarci qui un altro
Scaldaletto perché non ne abbiamo che uno, e vè nè bisognarebbe un
altro per le ammalatte.
Ho desiderio di rivederti, però non prenderti di mè fastidio, e
stà pure a Comonte quieta quel tempo che credete necessario per
gl'impegni della Casa, ed Istituto, dovendo sempre preferire il ben
pubblico al particolare, d'altronde credi che m'ingegno a tenermi da
conto. Salutami tutte, in particolare Suor Marianna, alla quale non
posso mai scrivere. A proposito di quanto mi scrive Suor Luigia del
Fratello della Rachele, io ho parlato con la Maria ma Essa per ora non
vuol collocarsi, però io crederei ancora più adattata per quella
Famiglia la Valota perché è gente polita, in campagna ci vanno poco, e
d'altronde ha anche un po' di mestiere della tela, e quello che più
conto un bel carattere, di stare in armonia con tutti. Pero rifflettete
ambidue, e sè cosi vi pare parlatene alla Figliuola; ha caso però
trovaste in Essa una invincibile resistenza scrivetemi che guardaremo
di trovarne un altra, perché questo partito decisamente non dobiamo
lasciarlo partire. Ti saluto con tutto l'affetto.
Tua Aff. Compagna
Suor Paola E. Cerioli
La Belli non mi sembrarebbe adatatta per la Famiglia della
Rachele, stante il suo carattere un po' risentito, e di comandare e
invece, potrà fare assai bene con quel partito di St. Paolo.
Ti raccomando di portarci i spinacci pel Lino, e la roba da fare gli
abblus ai Figliuoli.
Lettere
698
opera omnia
LETTERA
443
Cara Suor Rosa
Comonte 19 Gennaio 1864
Ho ricevute ambidue le tue a mè sempre carissime Lettere. Era
già in aspettazione della morte della nostra Figlia Lonni, quindi non
mi fece sorpresa. Non dubito che la sua dolorosa, e lunga malattia,
unita ai meriti di Gesù Cristo le anticiperà la vizione beatifica di Dio
dove sarà abbondantemente soddisfata da tutto quello che ha fatto per
Lui. Questi Angeli abbiamo in Cielo, che pregheranno per noi, e pel
nostro Istituto per arrivare noi pure a quella gloria, e felicità che mai
non avrà fine. Noi grazie al Cielo stiamo tutte bene, non ostante questi
freddi, si eccessivi; abbiamo ghiaccio da per tutto, che è una cosa
sorprendente. M'immagino poi costì. Io ti raccomando di riparare più
che puoi le tue Religiose, e le tue Figlie da questi freddi onde non
abbiate d'ammalarvi specialmente le Figlie poco sane. Tieni l'orologio
in dietro onde levare più tardi la mattina. Tieni calda la stufa nella
Scuola, e accendi pure il fuoco di sopra per le Monache la sera:
insomma fà quanto ti pare, e credi in queste circostanze. Ti
raccomando poi anche assai di non lasciarti indurre a venire a
Comonte sino a che la Stagione non si sarà fatta più mite poiché
adesso credo che non vadino attorno sè non quelli a ciò costretti per
grandissima necessità. Ti torno a dire di non prenderti pensiero per
mè, che grazie a Dio stò proprio bene, e non manco alla mattina di
trovarmi con le monache all'Esercizio, e a tutti gli altri orari della
Comunità, ciò ti scrivo per tua quiete. La settimana scorza abbiamo
avuto Monsignor Vescovo qui a Comonte, egli parlò alle Monache ed
alle Figlie e secondo il solito ci lasciò tutte contente. Riguardo a
quanto mi scrivi di Suor Marta, in Scuola faccia il suo dovere; fuori
poi tù puoi regolarti secondo le circostanze. Bisogna che tanto Suor
Marta, che Suor Anna ti raccontano quanto queste Figliuole hanno da
secreto da comunicare ad esse, cosi tù potrai meglio giudicare con la
tua maturità, ed esperienza sè questi convegni sono utili, e necessari,
ovvero non sono che passatempi, e leggeresse da raggazze; perché
allora le Maestre non hanno da perder tempo a scapito della loro
salute, e dei loro doveri. Basta, hai inteso regolarti in causa come ti
Lettere
699
opera omnia
ispira il Signore. Scrivimi sè il Cappellano è contento dei Fratelli, e
come fà Egli stesso. Cosi pure io non ho capito nulla riguardo a quanto
mi hai scritto di quello che spendono i Fratelli pel loro proprio
mantenimento perché non mi metti le epoche che li hai dati i dannari
cosi non si può giudicare. Quando si può mandarmi il Caretto con
della Legna grossa che non nè abbiano più, cosi pure nella stessa
occasione, la roba delle vesti delle Monache e della crusca, e granasso
sè nè hai d'avanzo costì. Io poi ti manderò del Verze, sè ti sarà caro, ed
anche delle patate. Dimani, o dopo mandiamo a casa sua l'ultima
nostra Novizia. Bisogna pregare St. Giuseppe acciò ci mandi degli
altri lavoranti per la sua vigna, avendone cosi da bisogno. Spero per la
fine della Settimana di avere una risposta dal nostro Rev. Sig.
Arciprete di Seriate, sè accetta da venire costì a dare gli Esercizi per
questa Quaresima che avrei assai piacere e dopo ti scriverò qualche
cosa in proposito. Non ti mando la formola della Rinovazione de' Voti
perché vi deve essere costì. Raccomanda alle professe che
accompagnano col cuore, e lo mostrano nelle occasioni che hanno
fatto i Voti, diversamente diventa, la rinovazione, una semplice
formalità; Tengono ben impresso che il vero sacrificio non stà in
ubbidire in quello che ci aggrada, e seconda il nostro amor proprio,
ma in quello che ci avvilisce a nostri propri occhi, ed a quelli degli
altri, e non trascurano i sacrifici piccoli, e minuti perché sono questi
che faccendoci morire lentamente a noi stesse, ci formerà poi vere
Religiose. Di a Suor Marta che si prepari, che alla mia venuta le
porterò la Corona, e la croce. Ecco; sè il Signore mi fà la grazia
conterei di venire costì otto, o dieci giorni prima d'incominciare
gl'esercizi. Suor Luigia tanto ti saluta, come pure Suor Marianna, e le
altre Monache. Saluta i fratelli, a quali scriverò presto. Sappiami dire
della tua salute, e considerami quale con tutto l'affetto mi dicco.
Tanti saluti alle Monache, e Figlie
Tua Aff. Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Mandaci alla prima occasione quel telo di coperta di bavella a
listone che credo abbiano i Fratelli davanti al tavolo del loro Altarino.
Mandaci anche il Vascello di 3 Brente e mezza; dimanda al Giò:
che il Gildo disse che è d'accordo con Lui, ed è quello che ha
l'usciarino nuovo.
Lettere
700
opera omnia
LETTERA
444
Cara Suor Rosa
Comonte 4 Febbraio 1864.
Ho ricevuta la tua Lettera, e quella del Giò: chè mi consolò nel
sentire che l'Armati ha ricuperata la tranquillità, e la pace;
quantunque mi rincresca il vederlo ancora si attaccato alla sua
volontà, ed a suoi conoscenti; speriamo che il tempo, e più di tutto la
grazia di Dio arriverà ancora a scioglierlo di questi legami che sono
sempre i più forti, e difficili, giacché di propria spontanea volontà si è
messo in questa vocazione. Io spero di poter venire a Soncino il primo
Lunedi di Quaresima, almeno sè al Signore piacerà; intanto tù fà venire
un Muratore (che pel manuale ti servirai o del Giò: o del Giacomino), e
fà dare il bianco, e imbocare le screpolature nella stanza vicino al
dormitorio dove vi è il Melicone, e sè vi fosse entro ancora qualche
poco di biada, falla mettere tutta nel dormitorio dove vi è l'altra, che
metteremo poi all'uscio un antiporto con chiave, non volendo noi
servirsi di questo dormitorio per gli Esercizi; cosi pure fa dare il
bianco alla stanza dove tenete i panni sporchi, cioè quella vicino al
coro di sopra. Fà preparare sè abbisogna sabbia, o terra, ma guarda
che si mettono dietro presto, per lasciare il tempo d'assciugarsi.
Riguardo ai serramenti ci penserò quando verrò io. Sorveglia acciò il
Muratore non abbia da gettare il tempo, e possa far presto poiché ti
assicuro che in giornata siamo assai strette in mezzi pecuniari, e
bisogna che andiamo con molta industria per non sbilanciarsi: I
dannari che avete scossi da' Buoi, sè pare anche a tè, io gli depositerei
presso Costanzo, non tanto per timore che ci vengano derubati,
quanto pel timore che gli consumiamo noi. Quando verrò io però
guarderò di portare qualche cosa per i bisogni delle due Famiglie,
immaginandomi che avrete ancora qualche dannaro di quelli portati
di Comonte; in caso di necessità però puoi sempre levare qualche
cosa anche di questi. Spero che avrai di già mandate le Lettere ai Rev:
Parocchi; e che il numero delle Esercitante sarà discretto. Io ho scritto
alla Sig. Pavoni, ma ho ancora da ricevere risposta. Salutemi tanto i
Fra: specialmente il Giò: e dille che mi fù assai cara la sua Lettera, e le
sue notizie, ma non le rispondo avendo si poco a vederlo; Io condurò
Lettere
701
opera omnia
meco il nuovo Figliuolo. Qui stanno tutte bene, cosi pure a Leffe
avendo ricevuto nuove jeri sera. Salutami le Monache, Novizie, e le
Figlie, che ho voglia da rivedere. Suor Luigia ti saluta. Stà sana,
attenta alla tua comunità, polita, e divota di quella divozione vera, e
solida che sola può farci felice in questa vita, e nell'altra.
Tua Aff. Com: e Ma.
Suor Paola Eli: Cerioli
Lettere
702
opera omnia
LETTERA
445
Cara Suor Rosa
Comonte 11 Luglio 1864
Differisco qualche giorno a mandare il Gio: dovendo noi
adoperare il Cavallo in campagna, quindi ti scrivo questa mia per la
Posta onde non resti inquieta per non ricevere nostre notizie. Ci è
rincrescuta la mancanza delle Aspe, ma ora abbiamo terminato la
Filanda, cosi ora ci sono innutili molto più che ho timore che le abbiate
di nuovo confuse assieme tutte, e mandiate poi a Comonte quelle
accomodate per costì. Cosi per un altro anno si avrà tempo di
guardare meglio, e dispore per tempo. Mi è rincresciuto anche della
Mercede, avendone noi qui da bisogna, però questa verrà la prima
volta che ritornerà il Giovanni. Riguardo al Formento, non pensiamoci
più poiché è impossibile batterlo a Santa Maria; per un altrano
penseremo per tempo. Alle nostre Figlie non mancherà altre cose da
lavorare. Riguardo a quello che mi chiede Suor Marta eccettuate le
Vanghe che manderò per mezzo del Gio: il rimanente essendo roba
che dobbiamo noi pure comperare, cosi potrettai comperarle tù pure
costì, non covenendoci l'incomodo (dovendo noi servirsi d'altri per
mandare a Bergamo) quando potete voi altre mandarle a comperare a
Soncino dalla Catterina. Sento con dispiacere delle tue inquietudini
pel Confessore, è però un accidente che si sieno ritrovati assenti ed il
Cappellano, ed il Confessore, però quando avrò da scrivere a
Monsignor Vescovo le dimanderò licenza in questi casi che possiate
servirvi dal Rev. Sig. Arciprete: e sè Monsignor Vescovo venisse a St.
Maria tù pure glielo potresti chiedere. Sento volentieri le buone
nuove di salute della tua Famiglia, cosi pure del Gio: ed anche che il
Carlino stia meglio, noi pure grazie al Signore godiamo buona salute.
La Novizia d'Albino è arrivata da qualche giorno, e da quello che si
può conoscere da questo poco tempo ci sembra un buon soggetto. Jeri
abbiamo accettato pure una Portinaja per Leffe, e sarà al suo posto,
credo quando verrano le mie Nipoti. Sè potessi sapere quando queste
verranno, mi sarebbe caro, onde prepararle poi il loro alloggio. Ho
piacere a sentire che le vostre ricreazioni sieno numerose, bisogna
coltivarle, potendo fare in esse gran bene, però ti raccomando la
Lettere
703
opera omnia
sorveglianza, e lo star sopra te stessa. Ti lascio tutta la libertà a caso
credesti d'allungarle d'una mezz'ora, cosi pure le Scuole, che credo
avessimo fatto lo stesso pure gli altri anni. Salutemi tanto le Monache
e dì a Suor Maria che quando ha da scrivermi, aggiunga sempre
qualche riga che riguardi la sua condotta, e il suo profitto spirituale.
Nel ripassare le robe della Giuditta sospetto che vi sia entro le
sospirate Calze di Suor Marta, a mè sembrano delle Monache, ma ad
Essa sembrano sue, però quando verrà il Gio: le manderò costì onde
possiate riconoscerle. Dei Telai ci manca un traverso, e Suor Luigia
pensa che l'abbiate messo sotto la soffitta per un bastone di Scaliera.
Alla prima occasione che ritornerà il Gio: mi manderai poi l'altro
rimasto costì.
Ti prego poi tanto di non inquetarti sè passa li otto giorni senza
che ti scriva, poiché credi, che questo mi porta disturbo, avendo alle
volte tanto da fare: ma quando potrò guarderò di scriverti sempre.
Intanto stà sana, e salutami il Gio: al quale scriverò appena potrò
avere un po' di tempo. Suor Luigia ti saluta, cosi pure Suor Marianna,
e tutte le altre. Che Gesù, Maria, e Giuseppe ci custodiscono ora, e
sempre.
Tua Aff. Comp.
Suor Paola Eli: Cerioli
Torno ad aprire la lettera, poiché sentendo che abbiamo
terminato d'adoperare il Cavallo qui a Comonte, cosi mi dò premura
di mandare il Gio: costì. Col medesimo mezzo ti mando il Vino, ma
bisognerà che lo adaqui per farlo durare di più poiché è l'ultimo. Il
Formento dunque resta deciso di farlo far fuori alla Campagna, cosi
alle Figlie resterà il tempo di battere tanto più presto la Linosa,
solamente che la facciano bene, e con lena. Guarda di non confondere
la Linosa invernenga, con l'altra, lo raccomando assai a Suor Maria,
che tanto saluto, assieme Suor Anna, Suor Giuseppa e tutte.
La saluto anch'io di tutto cuore assieme alle altre sorelle e Figlie a
nome anche di Suor Marianna che e qui presente. Desidero sapere
come fa la Suor Isidora cosi la R.da Madre desidera sapere se le
Monache e Figlie sono tutte in buona salute.235
235
Questa ultima parte è posta su di un foglietto distinto dalla lettera. Padre Nicola
Di Bianchi afferma che, a partire da "La saluto anch'io di tutto cuore [...]" fino alla
fine è scritto da altra mano.
Lettere
704
opera omnia
LETTERA
446
Cara Suor Rosa
Comonte 18 Agosto 1864
Aspettavo due tue righe, perché era anzioza di sentire sè il
nostro Cappellano era stato a ritrovare Monsignor Vescovo, e cosa
Egli gli aveva detto, e per la Cappellania, e per gli Esercizi, e questo
per mia regola. Cosi andando avanti il tempo, e non dubitando punto
che Monsignore sia contento che sè gli faccia, ti occludo qui una
Lettera la quale è da mandare al Prevosto che era una volta a Soresina
certo Legnani; e ora credo sia Canonico a Cremona il quale invito per
dare gli Esercizi in compagnia dell'altro Predicatore nostro
Bergamasco. Potrai fare dimandare al Sig. Arciprete di costì, onde
sapere precisamente e di certo dove Egli si trova, e farle avere la
nostra Lettera, più presto che puoi, poiché a caso che non accetti,
possiamo invitare un altro. Non dubito che avrai fatto scrivere ai
diversi Parocchi come l'anno scorzo per questi Esercizi, e ti addopererai
per raccoglierne un buon numero. Riguardo a fare il Lino, non sò
perché mi dimandi sè avete da mettervi dietro; lo volete conservare
per l'anno venturo? Solo ti raccomando che si mettono dietro a farlo
bene, con lena, con conclusione, e con ordine. Ricordatevi che l'anno
scorzo hanno cavato meno dei dipendenti, eppoi non dubito anche più
male: quindi quest'anno guarda da usare maggior attenzione, e che vi
lavorano con lena e premura. Non sò sè sapi che il nostro Cappellano
resta ancora per ora a Santa Maria. Al medesimo rincresceva assai di
partire, e noi eravamo troppo sotto per ritrovare cosi subito un buono,
e bravo Cappellano come nè abbiamo il bisogno, cosi si ha stabilito di
andare avanti cosi, senza però fare un nuovo accordo ma invia
provvisoria. Intanto ti raccomando di mandarle quando nè avete a
quando a quando qualche cestino di frutta, o di verdura, poiché sò
che si lamenta avendoglielo noi promesso. Non ho fatta la Manzione
alla Lettera che ti occludo perché come ti dissi non sò dove stia, né il
titolo che ora ha questo degno Sacerdote, però doppo che ti sarai
informata glielo farai fare da Suor Marta, o Suor Anna. Quando viene
ancora il Gio: mandami tutto il lino, e la Stoppa che avete filata,
quell'Abito ancora del Secolo di Suor Marta, quello di Suor Costanza.
Lettere
705
opera omnia
Non mando il Caretto per ora avendo anche noi d'adoperarlo, però sè
ti fosse di bisogno scrivemi che solleciterò a mandarlo. Desidero assai
di sapere notizie dei Fratelli. Noi stiamo tutte bene, e non dubito che
sarà lo stesso anche di Voi tutte. Ti raccomado assai di far copiar bene
le Lettere dei Parocchi, perché alle volte potete far dentro dei grandi
spropositi, avendo voi tutte poca premura in questo. Per maggior
sicurezza ti faccia qui mettere una nuova modola per timore che non
trovi più quella dell'altra volta. Intanto ti saluto caramente,
Tua Aff. Compagna
Suor Paola E. Cerioli
Ho cerduto bene di far la manzione alla lettera del Predicatore
per accompagnare il carattere.
Modula
Reverend.mo Sig.re
Soncino-Agosto 1864
secondo il costume di quest'Istituto si dà anche quest'autunno
una muta di SS. Esercizii per le estere. Questi incominceranno la sera
del giorno 18 Ottobre.
Credo quindi farle cosa grata ad avvertirnela perché se avesse
qualche Sua Parrocchiana che desiderasse d'approfittarne voglia far il
piacere di farmene avvertita per tempo per mia norma. Mi è cara
quest'occasione per porgerle i miei più distinti doveri mentre con
tutto il rispetto raccomandandomi alle Sue orazioni mi segno
Di Lei
ma
Umil.
Serva
Suor Paola Elisabetta Cerioli
ra
Sup. Nell'Istit. Delle Suore D.S.F.
P.S. Per sua norma la spesa per ogni Esercitante è di Franchi
cinque quelle della 2a tavola e di otto quelle che vorrebbero un
trattamento migliore.
Lettere
706
opera omnia
LETTERA
447
Cara Suor Rosa
Comonte 19 Novembre 1864
Appena letta la tua Lettera ricevuta ora dal Novelli prendo la
penna e rispondo. Si, grazie a Dio, abbiamo fatto proprio un buon
viaggio e siamo arrivati a Comonte, che ricominciava ad imbrunire.
Per buona fortuna che prima d'arrivare a Galignano ho incontrato la
Giuseppina che veniva a Soncino, cosi ho risparmiato quasi un ora di
tempo che avrei speso in sua casa, e giunsi ancora prima di notte. Il
Cavallo è proprio andato bene, ma era la strada cosi piena di ghiaja.
Suor Luigia è stata contentissima a sentire le buone nuove della Casa
della Campagna, e desidera assai di venire a vederla, il chè farà, da
qui però a qualche tempo. Ho veduto il Rev: Cappellano il quale mi
sembra quieto e persuaso di dimettere qualunque ricerche sulla
stanza desiderata, cosi anche questa è accomodata bene. Benedetto sia
il Signore! Non aspettare il Caretto prima della mettà della settimana,
perché prima deve andare a fare una condotta per Spinone, Leffe, e
Bergamo, ciò ti dicco onde non abbi a pensar male sè non arriva prima.
Col Caretto vi manderò un Figliuolo che accettai quest'oggi. Riguardo
ai Fratelli sentendo da Suor Luigia la grande difficoltà di ritrovarne
ho dimandato conto di quello di Bolgare236 portateci dal Cherubino, e
n'ebbi buone informazioni. Fra le quali che è un lavorentone, ed io le
ho fatto dire Domenica di venire a Comonte che aveva da parlarle.
Cosi lo vedrò, e sentirò pure come la pensa. Mi pare chè non sapia
accomodata bene la Marianna e la Francesca alla Campagna, e quasi
vengo del tuo sentimento di lasciare ivi nessuna, e fare invece venire
la Marianna a Comonte, dove nè abbiamo grande necessità per la
porta. I Fratelli, molto più sè nè viene un altro potranno fare da Loro,
e tutte le settimane manderanno le robe sporche a Santa Maria e tutte
le settimane poi potrai andare tù con Suor Adelaide ad accomodarle,
e polirle la Casa, sè nè vedete la necessità. Và bene? Bisognarebbe poi
che destinaste una stanza nella Cascina onde mettervi tutto quello
che appartiene ai Fratelli, e non mischiarlo, e confonderlo con le
nostre robe: Cosi avressimo concertato ancora con Suor Luigia che
236
Di Bianchi annota: "Quarenghi Antonio".
Lettere
707
opera omnia
sarebbe meglio destinare per le Scuole estere in vece di Suor Adelaide
la Suor Angela, e con le nostre Figlie Suor Adelaide, perché adesso le
medesime sono molte, e nè manderei ancora a Soncino due, o tre, e ci
vuole una maestra pratica, e cosi non può ancor essere Suor Angela,
sebbene faccia polito. In questo punto vengo a sapere dal Sig.
Canonico (che mandai a prendere quest'oggi) come Monsignor
Vescovo dimani va a Gandino, per poi venire a Leffe, ond'io dimani
per tempo bisogna che parta per colà, perché non sò né dove sarà
alloggiato, né chi Le darà il pranzo. Il Sig. Canonico mi raccomandò
di non mancare, e di prestarmi per l'allogio, e pel pranzo; ma Suor
Nazarena non avendo ricevuto da mè nessun avviso non sò che cosa si
avrà fatto: basta dimani vedremo. Un altra cosa ho ha dirti per la
quale sono stata un po' inquieta. Questa è per riguardo del
Confessore. Io ti occludo qui le due Lettere per il Prevosto, e
L'Arciprete che quest'oggi abbiamo combinato col Rev: Sig. Canonico
onde ti regoli in causa. La prima la darai alla Catterina da consegnare
al Rev: Prevosto, e come tù prega la Catterina che faccia coraggio al
medesimo onde venga ancora con regolarità a confessarci, che anche
noi poi sapremo il nostro dovere. Quella del Rev: Sig. Arciprete poi
sarebbe bene che potesti consegnargliela tù stessa acciò sè per caso ti
facesse qualche rimarchi tu le possa rispondere, come per esempio.
Alla Madre rincresceva troppo il dare dispiacere, e disgusto al Sig.
Prevosto... eppoi le rincresceva anche l'arbitro che si era presa di
cambiare le intenzioni di Monsignor Vescovo, e poteva forze aver un
rimprovero ecc, ecc. ed altre simili cose, onde non abbia forze di
rispondermi. Dopo che le avrai lette come è naturale le sigilerai. Ti
occludo pure due righe pel Rev: Sig. Canonico dove vedrai meglio un
altro motivo che concorse a tenermi un po' inquieta, per questo
cambiamento di Confessore. Ti raccomando poi la maggior
segretezza sù questo motivo, e non dimenticarti a sigilarla. Ora sono
quieta perché spero di aver accomodato tutto. Non ho potuto fare la
Lettera pel Sig. Canonico, la farò poi con più comodo. Lascio poi alla
tua bravura d'accomodare le cose in maniera che ambidue restino
soddisfatti, e persuasi dei motivi che aduco nelle mie Lettere, e quello
che più mi preme che il Prevosto di St. Pietro resti ancora come prima
nostro Confessore Ordinario, ti dirò poi il motivo.
Non ho altro a dirti. Intanto ti saluto assieme a Suor Adelaide, e
tutte. Ora parto per Leffe. Dove spero di fermarmi poco. Addio,
addio.
Tua Aff. Com:
Suor Paola E: Cerioli
Lettere
708
opera omnia
LETTERA
448
Cara Suor Rosa,
Comonte 8 Marzo 1865.
Ho ricevuto solamente questa sera la tua carissima lettera ed il
Giovanni è partito questa mattina. Ti scrivo dunque queste due righe
per dirti di accettar pure quelle sette o otto esercitanti per carità
perché mi rincresce proprio predicare al vento con un Predicatore cosi
bravo. Ho sentito poi assai volentieri le buone nuove dei Fratelli e
ringrazio ben di cuore il Signore della sua gran bontà e misericordia.
Mi ricorderò di portare il vino. Riguardo all'altra roba che mi scrive
Suor Marta mi sembra che possiate far senza. Colla speranza di
presto rivederti mi segno
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Mazzoni
Soncino
Lettere
709
opera omnia
LETTERA
449
Mie Carissime Suor Rosa, e Suor Luigia
Soncino 4 Maggio 1865
Sono rimasta contenta che il Giò: sia ritornato senz'altri Bigati,
perché quantunque quelli del Giapone non siano nati bene, né si abbia
speranza che nasca ancora la semente rimasta, nulla meno ne hanno
tutti a sufficienza. I Fratelli poi e noi si ha propria da divertirsi, e si
accorgeremo quando saranno grossi, sè almeno Dio li conserva,
poiché la semente del Caucaso è nata benissimo.
Il Gio: è ritornato pieno di spirito; Egli è stato dal Sig. Canonico
il quale gli disse di andar avanti con fede, e con coraggio, animandolo
a non avere nessun riguardo a licenziar i Fratelli quando non li veda
propri per l'opera incominciata; d'aver pazienza che St. Giuseppe li
manderà poi adatati; e tante altre belle cose gli disse che rimase assai
consolato. Jeri sono stata alla Campagna, ed era il primo giorno che i
Figliuoli lavoravano da Essi in Campagna: era tanto tempo che
desiderava che i dipendenti non entrassero a lavorare alla campagna
ne i Fratelli a Campagnola, ma che facesse ognuno da sè: finalmente
jeri è stato il primo giorno: mi augurava propria Suor Adelaide onde
potesse una volta vedere i nostri Figli tutti uniti, e chi faceva andare i
Buoi, chi l'erpice ecc. Essi stessi sono più contenti ed animati a fare
cosi, da loro come mi sembrava contento anche il Fratello di Leffe: Ho
gran desiderio che venga il Fratello del Giacomino (pel quale ho di
già scritto al Rev: Parroco) perche mi sembra si adaterà meglio allo
spirito della Casa, come siamo propria contenti di quello di Leffe.
Adesso può venire anche quel Figliuolo di Ponte St. Pietro che di
lavoro non ne manca a nessuno. Ho anticipato la mia lettera perché
vorrei darvi campo di poter mandare a Bergamo a comperare il
Fustane pei Figliuoli onde farli l'abito per le Feste. Ce ne vorrebbe a
dir poco 50 Metri, forte, e color oliva. Pregherei la Nina di questo
favore a provedercelo, come pure 12 Metri di fodra cenere e 6 di Tela
greggia di machina per fodra di saccocce; poiche quella poca che
abbiamo fatta noi la teremo per le nostre Figlie. Vi raccomando di
mandarmi le Camicie dell'eternità intendo quelle ruggine che sono tre
grandicelle, ed una piccina cosi tutta la tela ruggine rimasta che ne
Lettere
710
opera omnia
faremo dentro ancor qualche d'una, mano, mano che vengono i Figli,
anzi sarebbe bene sè poteste mettere sul Telaio anche l'altra. Unisco
qui una noterella d'altra roba da mandarci, cosi avrete campo da
preparare. Vi prego di mandarmi uno scatolino delle mie Pillole, e
quelle pochine che ho ancora nel Calamajo; non state però a pensar
male, che grazie a Dio stò propria bene, ma lo faccio per queste
scalmane che alle volte mi vengono, e sono prodotte (almeno io
penso) dal mal di cuore. Ho tanta Fede, che non dubito che tù Suor
Luigia starai bene, e di Suor Rosa poi non parlo. Vi raccomando poi
che i Bigati ed altri impegni che avete alle mani non vi abbiano a far
dimenticare dei vostri doveri verso le Figlie, dovendo esser sempre
questo lo scopo principale delle vostre cure. Abbiate pure a cuore che
in mezzo al tumulto delle occupazioni, le Suore conservano quella
presenza di spirito che Le abbia da far stare sopra di sè, e non operano
con precipizio, ma procurano di conservarsi in pace, quiete e raccolte
essendo proprio questo l'operare che si dovrebbe ad una Suora della
Sacra Famiglia. Dite a Suor Marianna che giacche ha costì Suor
Catterina le faccia accomodare quelle sue disposizioni Testamentarie
che credo manchi qualche cosa, onde dar fine anche a questo. Alla
Gallina di Suor Rosa non le manca nulla, e Suor Giuseppa vi pensa:
Suor Adelaide vi saluta tanto, come pure le altre Monache: aggradite i
miei, e non pensate a me che Suor Adelaide, ne ha tutta la premura,
di maniera che alle volte è la mia croce. Vedete come ricompenso!
Abbiate cura di voi stesse, e pregando il Signore che vi dia lo spirito
necessario per amarlo, e servirlo con tutte le vostre forze mi segno.
Vostra Aff. Comp.
Suor Paola Eli: Cerioli
Il Bigatino, fà bene. Egli è propria intendente di Bigati, e poi si
presta a far tutto come quello dell'anno scorso.
P.S. Suor Nazarena mi ha scritto che ha accettato quella
Fanciulla di Gazzaniga secondo la nostra inteligenza, ma non le hanno
dato nulla; quindi bisognerebbe far scrivere al Sig. Canonico che Ho
scriva Egli, Ho faccia scrivere a Voi a quel Rev: Parroco onda voglia
soddisfare a quanto ha promesso per l'accettazione di quella Figlia.
Sara bene che scriviate alla Superiora di Monza per sapere
qualche cosa di quella Tessadra.
Lettere
711
opera omnia
LETTERA
450
Cara Suor Rosa,
Comonte 28 Maggio 1865
Mando appositamente il Maffi a prendere le tavole dei bigatti
che ti abbiamo ordinato perché non possiamo mutare i bigatti.
Mandamele dunque senza fallo domani Lunedì per tempo o care od a
buon prezzo. Ti raccomando di mandarmi anche quelle cose e i due
borsellini delle due Milanesi non che i panni che avete costì della
Margherita. Ti saluto di fretta. Salutami tutte
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Alla Molto Reverenda Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
Lettere
712
opera omnia
LETTERA
451
Cara Suor Rosa,
Ho ricevuto la lettera e quella della Rev.da Economa. Ho sentito
con dispiacere l'affare del Cappellano, di maniera che sono tentata
un'altra volta di venire costì quantunque però pensi che Mons.
Vescovo vorrà venire a Genivolta e se potessi saperlo, io mi porterei
costì subito onde guardare di poter ottener qualche cosa. Circa la
semente trioltina, non so se oltre i due Braccianti e il Bifolco, vi sia
anche l'Oste ed il Bonanti; cosi quante oncie è restata la tua, per
regolarmi quante ne ho da prendere. Mi pare di aver trovato un
canale per la seta d'incannare a Chiari o fra sette o otto giorni vi
scriverò qualche cosa. Intanto vi farò preparare costì i caretti e quando
verrà il Giovanni ve li farò condurre. Oggi il medesimo è andato a
Leffe; dopo abbiamo qualche cosa anche noi da fargli fare; e lo
manderò costì giovedì col frattello del Giacomino il quale mi si dice
essere gran lavorentone; ma il Giovanni bisognerà proprio che faccia
come dice Suor Adelaide, fissar a ciascuno la sera i loro lavori di
conclusione, dividendo i figliuoli parte con un frattello parte coll'altro;
diversamente avremo un uomo di più da mantenere, poiche fanno
presto ad assueffarsi a far nulla; ed io in questo non guardo gli altri
Frattelli ma guardo il Giovanni. Hanno d'andar d'accordo colla loro
premura di lavorare e schivar le giornate e non secondare col tenere i
Figliuoli in ozio e far fare ai lavoranti quello che dovrebbero far essi.
Va bene le giornate come per esempio quelle che hanno tolte per
istongiare i moroni, ma il di più se non ne avranno di estrema
necessità, non farà che far perdere l'amor al lavoro ai Figli ed ai
Fratelli perché essi trovando debole il Giovanni diranno sempre da
prender delle giornate. Sento volontieri che le nostre Figlie prendono
un poco di sistema, però guarda che Suor Marta non abbia da
trascurare la scuola estera, che mi stanno anch'esse a cuore e non
vedendo Suor Marta non ne verranno più nessune: quindi dovrebbe
sempre andare in iscuola, poiché sapendo ch'Ella non ci sta mai più ne
vengono: se poi dopo che è del tempo che è in iscuola non vede venir
nessuna allora può andare colle nostre Figlie ma se ne vengono Suor
Giuseppa la chiami. Venerdi è stato qui Mons. Vescovo, ed abbiamo
Lettere
713
opera omnia
fatto la Vestizione della Giulia. Ella ha preso il nome di Suor
Giovanna237.
237
A questo punto la lettera continua con altra mano:
finisco io la lettera essendo ora la R. Madre al riposo del dopo Pranzo in casa non
c'è niente di nuovo. La R. Madre sta bene ma ha bisogno dun po di quiete nella
casa di Leffe io lo desidererei proprio che vi andasse per circa un mese avendone
proprio bisogno ma Giuseppe della Cappellania di costì pare che la voglia
rimandare ancora a S. Maria. Spero però in Dio che le cose prenderanno buona
piega e che il Signore le vorrà concedere un po di tempo libero per tante fatiche.
Le Novizie non fanno male ed anche L'adele comincia ad assuefarsi. Io grazie a
Dio sto bene eccetuo i miei vecchi incomodi. Mi raccomandi al Signore e mi saluti
di Cuore tutte le mie care Sorelle ma in particolare Suor Adelaide Ella poi riceva i
tanti saluti della cara nostra Madre e i miei pure uniti e mi consideri quale mi
pregio d'essere sua
Aff.ma Sorella Suor Luigia Corti
Comonte lì 19. Giugno 1865.
Lettere
714
opera omnia
LETTERA
452
Reverenda Superiora,
Comonte 20 Giugno 1865
Mando appositamente il Maffi, perché ho pensato che
facilmente Mons. Vescovo di Cremona, per Venerdi, giorno del S.
Cuore, potrebbe essere nelle Salesiane a Soresina, per la Festa che
fanno per la Beatificazione della Venerabile Alaquoque, ed in
conseguenza essere a Genivolta la Vigilia o il giorno dopo; cosi
desidererei saperlo di certo, ed è questo il motivo della venuta del
Maffi, dunque manda a Genivolta dal suo agente, o dal Parroco per
sapere quando viene e quanto si ferma; oppure dalle monache di
Soresina se l'aspettano per quel giorno: Cosi io mi porterei costì
subito, e risparmierei il viaggio di Cremona per intendermi su questa
Cappellania. Ho ricevuto ora la lettera di Suor Adelaide. Sento del
Luigi e ne sono contentissima. In quanto poi al resto bisognerà
proprio che Suor Adelaide abbia pazienza e vi vada spesso alla
Campagna, avanti Messa e vegliarvi di continuo. Vi saluto caramente
ambidue e mi segno
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Alla Molto Reverenda Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
Lettere
715
opera omnia
LETTERA
453
Cara Suor Rosa,
Comonte 8 Luglio 1865.
Ho ricevuto la tua lettera e ti rispondo subito, per dirti di non
impegnarti col Sig. Arciprete riguardo al Predicatore perché io sono
in trattative con un Paroco Cremonese; a caso poi, chè questi non
potesse accettare l'invito, ti saprò dire qualche cosa. Nello stesso
tempo ti Fo sapere che la sottoscrizione nella quale ti aveva parlato
nell'altra mia lo feci io stessa in vostro nome come pure l'oferta
persuasa che costì non andassero atorno quindi ti serva di norma se a
caso venissero per farvi sottoscrivere dille che siete già state
sottoscritte.
Riguardo poi alle nuove che mi dai dei Fratelli sono assai
fredde però spero colla grazia del Signore spero che si accomoderà
ogni cosa; ma i Fratelli mancano di spirito e di coraggio questo è un
grandanno. Riguardo poi a quell'ultimo Figliolo di Leffe, se il
Giovanni non è contento lo mandi via intanto che è presto che non
abbia da pregiudicare gli altri. Desidero poi sapere qualche cosa
schietamente di Suor Adelaide riguardo all'andamento della casa dei
Fratelli in particolare come si diporta il Doro e i Figli. Sono di
partenza ancora per Leffe, perché ve bisogno di farle qualche Fattura
di muratore in tanto che sono ancora le giornate un po' lunghe dipoi
mi dispurrò per venire a Soncino avendo anch'io voglia di venire un
poco costì; Intanto preparate delle Esercitande. Qui cè niente di
nuovo, le Novizie fanno discretamente bene ed anche la Margherita
sembra che prenda amore alla casa. La medesima ti raccomanda di
comperare costì della semenza di radici di quella che si mangia le
radici d'inverno, che ne ha gli Ortolani costì perche qui non ce ne di
questa sorte. Dimani, se Dio lo permetterà anderò a Leffe, ma ritornerò
Sabbato. Non sò se i Fratelli abbiano terminato di far fuori il Formento;
ti raccomando assai di mandar con essi anche il Giò: a lavorare
quando ha terminato da segare la stobia, e non tenerlo apposta a St.
Maria per mandarlo innanzi, ed mentre si ha tanto da lavorare; Anche
del Cavallo possono servirsi alla Campagna, e per preparare la
sabbia, e per far fuori il Formento se vogliono. Non mi allungo di più
Lettere
716
opera omnia
avendo altro da dirti. Salutimi tutte, e di a Suor Marta che scriva a suoi
Genitori, essendo sua Madre inquieta perché mai non Le scrive, ed ha
tutta la ragione: mi rincresce solamente perche presso i suoi Genitori
sembra che siamo noi a non darle la licenza. Salutandoti con tutto
l'affetto mi dicco.
Tua Aff. Compagna
Suor Paola E. Cerioli
Alla Reverenda Madre
Superiora La Rev. Suor Mazzoni
Lettere
717
opera omnia
LETTERA
454
Cara Suor Rosa,
Comonte 24 Agosto 1865
Ti scrivo subito per dirti che il giorno per gli Esercizi di costì è il
giorno 7 (sette) di Ottobre e non 5 (cinque) ciò ti serva di norma.
Nello stesso tempo dì a Suor Adelaide, che faccia pur fare quella
notifica d'imposta sui Fabbricati come egli vuole, poiché a dirti la
verità la paura di non essere poi più a tempo a presentarla pel tempo
stabilito, il quale è alla fine del mese: daltronde non v'è nulla che ci
possa recar danni, perché in quanto al valore da attribuirsi alla casa,
bisogna tenere una via di mezzo, diversamente il metterla troppo
poco si potrebbe avere la multa; e dove dice "Natura dei Fabbricati e
loro uso e destinazione; può mettere Casa civile ad uso Orfanatrofio.
E il possesso, a chi è intestata; basta lasciar sempre fuori Monache e
Religiose. Del resto lo Scotti ve la farà bene. Solo vi raccomando di
farla fare entro il mese. Ho fatto buon viaggio, ed ho ritrovato Suor
Luigia in buon essere. Non ho altro da dirti: a giorni poi scriverò al
Sig. Pietro per quel Capitale, non avendo potuto per ora, scrivere al
Sig. Piccinelli. Salutandoti caramente mi dico di fretta
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Lettere
718
opera omnia
LETTERA
455
Cara Suor Rosa,
Comonte 26 Settembre 1865
Non ho potuto scriverti questa mattina pel Maffi, perché
avevamo la chiusa degli Esercizi. Ora ti scrivo queste due righe, per
dirti che mi sono risolta, giacché vedo che avete sì poche esercitanti,
di stare ancora ai nostri primi principi d'una volta, che sono quelli
ispirati da Dio, cioè di fare tutte le nostre opere gratis: quindi ti lascio
la libertà di prendere 15 esercitanti gratis; non di più però, perché
quest'anno non abbiamo mezzi per le molte spese fatte o di quà o di
là. Dunque guarda che queste 15 sieno tolte dalle più povere ed anche
dalle più bisognose; perché alle volte hanno mezzi ma non vogliono
venire per non spendere. L'Augusta, io credo che uno dei motivi sia
perché non ha da pagare, ma se potesse penetrare che vien tolta per
carità verrebbe subito. Se conosci qualche contadina anche fuori di
Soncino prendila purchè sia povera: Ti raccomando poi di guardar
bene il bisogno e la povertà prima di accettarle. Concerta con Suor
Adelaide e dimandate a perzone degne di fede, se veramente sono
povere e bisognose. Io verrò costì il giorno stesso degli Esercizi col
predicatore, quindi prima mi saprai dire il numero delle esercitanti, e
cosa vi abbisogna o vi manca. Fate poche spese per questi Esercizi,
poiché essendo gratis possiamo avere più libertà; però se qualchedune
pagano non intendo per questo di rifiutarle, ma accettar tutto per
carità, e per ispendere ancora per carità. Quando verrò a Soncino
contenterò anche Suor Maddalena, e porterò meco camiccie, corsetti, e
tutto, più che posso. Dille che vuoterò il guarnaroba di qui, per
ricomodare quello di costì. Ti saluto tanto assieme a Suor Adelaide e
a Suor Maddalena, e tutte. che se il Signore mi dà la grazia, spero
presto di rivedere. Le nostre Esercitanti erano 20, ti lascio immaginare
se conviene. Ci è restato qui una Novizia ed un'altra verrà se avremo
buone informazioni. Sta sana e considerami quale con tutto l'affetto
mi dico
Tua Aff.ma Serva
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Lettere
719
opera omnia
Abbiamo qui anche la Sorella di Suor Marianna. Ti raccomando
la sorveglianza alle Figlie, raccomandalo anche a Suor Adelaide.
Lettere
720
opera omnia
LETTERA
456
Cara Suor Rosa,
Leffe 21 Ottobre 1865238
Sarai forze inquieta non avendo ricevuto mie notizie (se almeno
non ti hanno scritto da Comonte) ma ricordati del proverbio
"Nessuna nuova buona nuova". Cosi è proprio. Sono qui a Leffe da
Martedì, e quest'oggi Sabbato ritornerò a Comonte col Rev: Sig
Canonico, che lavorò propria con premura. Qui ho ritrovato tutte le
Monache e Figlie in buona salute, e spero che starai bene tu pure, e la
tua comunità. Quando avete terminato il muro sè il Maffi non vi è più
necessario lo manderai a Comonte col Carettino; e mi manderai del
Lino e poi anche un cinque o sei pesi di Rive, non sò come si chiami,
ma è quella roba di gaja che adoperano i Falegnami per imbotire, le
scranne. Sè il Maffi vi fosse caro tenerlo qui ancora qualche tempo fà
come credi, solamente quando viene mandami quanto ti dicco. Non
ho nulla da dirti, solo che di salutarti tanto assieme a Suor Adelaide e
tutte mentre augurandoti dal Signore ogni benedizione con tutto
l'affetto mi segno
Tua Aff. Com: Suor Paola E. Cerioli
P.S. Sono ritornata jeri a sera di Leffe e giacche ho ancora da
mandare la Lettera in Posta ci aggiungo queste poche righe per dirti
che sarebbe bene a prevenire la Madre della Margherita che
facilmente venendo Suor Marta a Soncino la condurà anch'essa perché
a dirti la verità noi tutte qui siamo di parere che non abbia vocazione,
cosi non fà che patire essa e inquietare noi. Si capisce ch'Ella viene a
casa volentieri; ma si lascia prendere dai rispetti umani. L'altro giorno
non so per qual motivo stette nascosta per un paja d'ore, di maniera
che Suor Luigia era inquietissima. Non capisco perché noi abbiamo
tanto riguardo a mandare a casa una Novizia, ma vengono apposta
per provare; e nei Conventi credo che più della meta vadino fuori, e
238
La data è scritta sul fianco sinistro del primo foglio della lettera.
Lettere
721
opera omnia
per questo non si fanno disonore e forze fanno nel mondo ottima
riuscita.
Mandami per Mercoledi il Giovanni col Cavallo onde adoperarlo
poi Suor Marta per venir qui e risparmiale i noli. Aspetto poi anche il
Maffi con l'asinello pel Gio: mandaci un po' di fieno. Io sè il Signore
mi farà grazia verrò per S. Carlo. Ricordati a prevenire i Genitori
della Margherita.
Quella Governante di Brianza mi ha scritto che viene. Ti
saluto239.
Mandami anche il Riso e qualche somma di Melicone. Tanti
saluti al Giovanni240
Alla Molto Rev. Madre
La Rev.da Suor Rosa Mazoni
Soncino
S.ta Maria delle Grazie
239
Quest'ultimo paragrafo è scritto sul fianco della pagina.
240
Quest'ultimo paragrafo è scritto su di un'altra pagina.
Lettere
722
opera omnia
LETTERA
457
Cara Suor Rosa
Comonte, 2 Novembre 1865
Prevedendo anche domani una giornata cosi piovosa come oggi
e per conseguenza di non poter venire costì, come avrei desiderato,
cosi questa sera preparo queste due righe da mandarti in mia vece e
mi servo da Suor Marianna per non istare occupata. Occludo qui il
Foglietto della Festa dei Premi241, onde il Giovanni si regoli come ha
da fare. Riguardo pure ai premi egli saprà meglio di me a chi vanno.
Combinate dunque la vostra Festa tra il Giovanni, te, e Suor
Adelaide, alla meglio che potete. Riguardo al Cappellano io ho
pensato e ripensato, ma non so come combinare per fargli l'apertura
che va in Cantina, perché a fargli l'intramezza bisognerebbe cambiare
l'apertura che adoperiamo noi, diversamente esso potrebbe venirci in
Casa, e trasportandola bisognerebbe metterla fuori dalla portineria
che vedi che è un altro inconveniente; e fargli solamente un poco di
tavolato per coprir via la cantina starebbe malissimo e ci rovinerebbe
la stanza che ci accomoda cosi tanto; quindi tu fagli capire che ci
rincresce, ma vede anch'egli che non si può. Se vuol servirsi della
nostra cantina si servi pure e metti pur là, se lo ha, il suo vassellino, che
noi tutti i giorni, basta che ce lo dica, gli caveremo il vino, con più sua
comodità. Egli mi aveva pur chiesto, quando sono stata costì di fargli
soffittare quello stanzino vicino alla Sacrestia, e fargli fare una stufa: io
quello perché non ci vedeva difficoltà gli ho detto di sì, quantunque
però la stuffa toccherebbe egli a farla fare, non di meno via gliela
faremo: se egli dunque ve ne parla bisognerà aver pazienza e fargli
questa fattura che mi pare spenderemo poco, perché degli assi ce ne
vorranno pochi essendo piccolo e la stuffa in poco più d'una giornata
la possono fare. S'Egli però non ve ne parla non istate a motivarglielo
ma facciamo zitto che è capace di non volerlo più e aspettiamo quindi
che lo chieda. Ti mando, secondo quanto mi mandò a dire Suor
Adelaide N 30 da venti franchi, ma parlo ad ambedue ricordatevi che
ora non vi rimane di tutti i vostri soldi delle galette, ecc. che poco più
241
Il foglietto a cui si riferisce la Cerioli potrebbe essere quello della seconda parte
della nota 16 del file "Capponi"[?]
Lettere
723
opera omnia
di circa 13 pezzi da 20 franchi ed abbiamo la specifica di tutto. Quindi
dimando a voi. Come farete ad andar sino alla raccolta delle galette
dell'anno venturo perché bisogna pensare che oltre le altre spese
avete gli aggravi, dei quali la prima rata, credo che incominci qui in
Febbraio e noi non potremo farvi sconta perché a dirvi la verità siamo
alla stessa condizione di voi. Vorrei vedere un po' Suor Rosa a
pensare; perché io sono contenta il poterla mettere un poco in
pensiero: però credi che quanto dico è pura verità. Ho ordinato a
Leffe i 4 corpetti grandi; se di quelli che avete costì ve ne sono
qualcheduno eccessivamente stretti mandatemeli indietro che li farò
rifare: ho pure ordinato le calze, ma bisogna mandarci indietro quel
sacchellino di fioretto, bavella, ecc. come si trova che lo hanno portato
costì per isbaglio. Le camiccie sono dietro a farle, e le manderò un'altra
volta assieme alla roba, ed ai berettini che ora saranno tre perché
domani vi condurranno. La Rosina non è ancora venuta quindi noi
non l'aspettiamo più vuol dire che perde più ella che noi perché
infina la Vocazione Religiosa è una grazia particolare che fa il
Signore. Aspetto presto la governante. Le sue lettere sono piene di
desiderio di far bene, Dio lo voglia. Dì alla mamma della Belli che sua
Figlia sta bene e stia tranquilla che quando la medesima si mariterà
gliene daremo parte. Le scuole incomincia pure a farle come gli altri
anni se ne vedi il bisogno: cosi anche la sveglia per le Monache alle sei
e le Figlie alle 5½. Cara Suor Rosa quantunque il tempo non mi
permetta di venir domani però spero che il Signore mi farà grazia di
venire ancora presto costì. Intanto stiamo unite nel Signore coi tre
divini personaggi della cara Sacra Famiglia, onde possano infonderci
il loro spirito d'umiltà, di rassegnazione, di vita nascosta. A
proposito, mi dimenticavo di dirtelo. Lunedi Monsignor Vescovo ci ha
fatto una vera sorpresa. Venne qui a dirci Messa e si fermò sin dopo
le undici. Mi è stato carissimo, molto più che non aveva fretta e mi
ascoltò con la pazienza ammirabile. Mi raccomandò poi assai e lo
dico pure a te, onde ti serva d'istruzione, di raccomandar alle
Monache le virtù sode esercitandole e fondandole ben bene
nell'ubbidienza cieca e pronta nella bassa stima di loro stesse, nella
annegazione della loro volontà. Con questi principi e con queste virtù,
le nostre case saranno case di tranquillità, di Dio, ma sta assai alla
Superiora il formarle cosi. Ora termino proprio volendo scriver due
righe a Suor Adelaide. Quando mi scrivi, ricordati che bramo sapere
ad una, ad una, come si diportano le mie professe; queste mi stanno a
cuore perché dovrebbero essere lo specchio della Casa e la sponda
della Superiora. Salutamele tutte come anche le figliuole, che mi
Lettere
724
opera omnia
consolo a sentire da Suor Maddalena che ora fanno bene, che possano
almeno continuare. Tanti saluti alle Novizie. Io sto bene eccettuato
che sono un poco raffreddata ed è per questo che mi approfitto anche
del cattivo tempo per non venire costì. La Rev.da Madre Maestra
pure, grazie a Dio sta benissimo. Salutami tanto il Giovanni ed il
Cherubino. Conservati sana. Suor Luigia ti saluta ed io pure di cuore.
P.S. Guarda che sul Libretto dei Premi si dice che alla sera vi
sara la Benedizione col Venerabile, ed il canto del Tedeum. ma essendo
la nostra Chiesa esterna bisogna tralasciare il Tedeum perche in questi
momenti potrebbero interpretarlo sinistramento, cosi lo recitarete
internamente da voi altre, ma non a voce alta in Chiesa. Anche la
benedizione portarla alla Domenica per non distinguersi, e far sapere
perche la diamo.
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Alla Molto Reverenda Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
Lettere
725
opera omnia
LETTERA
458
Cara Suor Rosa, e Suor Adelaide
Comonte 26 Novembre 1865
Scrivo ad ambidue, per non tenermi troppo occupata.
Incomincierò a dire a Suor Adelaide, che le mando delle Calze, e
corpetti pe Fratelli; della roba ancora pei gile che mettera in
guardaroba per quando ne avrà bisogno: cosi pure altre cose che mi
ha ordinate. La roba pei Figli raccomando di bagnarla. Il nuovo
Fratello242 ritorna tutto contento e pieno di buona volonta di far bene.
Il Signor Canonico mi scrive che quest'Uomo le pare un dono di Dio,
e di St. Giuseppe all'Istituto. Faccia il Signore che le sue parole sieno
quelle d'un Profetta. Egli lo condusse pur anche da Monsignor
Vescovo acciò gli dasse la sua benedizione. Ho scritto al Giò: che mi
sarebbe sembrato bene che gli avesse data la polizzia della casa; tù poi
guarda d'insegnarle, a mettere tutto a suo posto, cosi vedere se ha
abilità per riunire le robe sporche, accomodare le nette, e quant'altre
vi è attorno per la casa, cosi accomodare il cortile mettervi la sua
ghiaja, selciare dove vi è la necessità del passaggio ecc, ecc. Sarebbe
assai bella cosa se avesse abilità anche per questo. Insomma lo
raccomando ad ambidue in quello che potete di guardare che prenda
radice, e possa far bene. Aspettero poi con desiderio qualche detagliata
informazione da qui a qualche giorno. Mando un tavolo pel Giò:.
Intanto che sono nette le strade mandatemi ancor presto il Caretto con
la Legna, che noi vi manderemo il Stername. Ho mandato il vino al
Capellano secondo il nostro accordo: questo è di Spinone, e mi sembra
che condotto sina qui possa pagarvelo Ita: Lire 43 al Cavallo. Qui
occluso trovarete il Biglietto da consegnare al Rev: Cappellano,
l'importo lo terrete voi altre. Non mi ricordo se l'anno scorso vi ha
pagato il Vino speditegli... sarà forze pagato. Non sò se vi aveva da
mandare dei dannari, vuol dire che se ve ne abbisogna ve li manderò
un'altra volta pel Giovanni. Sappiatemi dire come sta la Giovannina,
se le è dato giù quell'enfiagione, come pure se è guarita perfettamente
l'Adriana e como fa la Catterina e tenetela d'occhio accio non vada via e
242
Di Bianchi annota: "Paris Isidoro".
Lettere
726
opera omnia
porti via della roba poiché chi ce la messa dicono che è il suo vizio
prediletto. Ho trovato al mio ritorno la Rosina, sin ora fa bene e ne son
contenta, faccia Dio che perseveri. Non ho altra novità. Mercoledì
aspettiamo il Rev.do Sig. Canonico che ci ha promesso di venir una
sera a dormir a Comonte. Fate andar bene la vostra casa, che si
osservi bene le regole e l'obbedienza abbiate a cuore lo spirito e non
trascurate poi anche la salute del corpo. Il Signore vi accompagni
sempre con le sue Benedizioni, onde possiate esser l'esempio delle
Religiose e delle Figliuole e in unione dei Sacri Cuori di Gesù,
Giuseppe e di Maria vi prego a considerarmi quale con tutto l'affetto
mi segno
Vostra Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Lettere
727
opera omnia
LETTERA
459
Cara Suor Rosa
Comonte 17 Dicembre 1865
Avendo intenzione facilmente di ritenere a Comonte il caretto
per varie fatture a noi pure necessarie cosi ti scrivo questa mia ondi
non abbi a rimanere inquieta non vedendo subito di ritorno il Gio: che
guarderei di poter mandare ancor prima delle Feste: Mi sono assai
consolata alla speranza che il Giuseppe possa prendere radice nella
nostra casa e che incominci ad ubbidire al Giò: in quelle cose che più
gli pesavano: Ho proprio pregato S:t Giuseppe, e spero dalla sua bonta
la grazia dimandata. Sento poi dalla Lettera di Suor Adelaide, il
contratto che avete fatto dei Sassi di F 75 e mi rincrebbero assai. Il Giò:
mi aveva scritto che le abbisognavano circa venticinque caretti di sassi
pel selciato ch'io pure vedeva volentieri e di questi domandavano
Soldi 10 al carro, ad andarli a prendere noi m'immagino. Io risposi di
sì, perche la spesa era poco d'altronde avendo costì l'Uomo col caretto,
e cavallo che non ha nulla da fare nella presente stagione poteva
prender seco due o tre Figli e cosi in un paja di settimane al più
provvedersi con poco o nulla del materiale. Ma 75 Franchi quando si
ha bisogno di tante cose più utili e necessarie come sarebbero strame,
e stername per le Bestie, materiali pell'alzamento della Stanza sopra la
Cucina che crescendo la Famiglia vi sara necessita da fare, e varie altre
cose che per mancanza di dannari bisogna differire, o tralasciare ti
dicco proprio che mi sono rincresciuti: d'altronde mi era cara d'aver
d'impiegare qualche Figliuolo, che col Giò: si può lasciar andare con
tutta libertà: Ma basta adesso è fatta, e ci vuol pazienza; ti ho però
voluto far conoscere questa cosa, onde un altra volta possa far prima
le tue osservazioni. Mi ha pur fatto meraviglia a sentire dal Gio: che
hai ancora da far nettare il campo dove avete fatto la Muraglia.
Aspettate forze dissi al medesimo a farlo quando Nevica o pure
questa prima vera quando avrete il lavoro che vi anderà sopra le
spalle. Disse che stette alla campagna a condure la Sabbia ai Fratelli.
Mi ricordo che quando si faceva il Muro a S.ta Maria si faceva
interompere dall'Arare alla Campagna, e credo anche a Campagnola
per condurci il Sabbione, ed ora che sono sul luogo, e si cerca
Lettere
728
opera omnia
d'impiegare i Figli si manda colà il Giovanni a condurcelo si può dire
quasi in sulla porta. Ti aveva, mi pare, tanto raccomandato di nettar
via tutti campi, lasciando netto, ben accomodato con ordine e polizzia
ma... mi rincresce ma credi che giuntarete tanto di capitale, e tutti gli
anni andarete diminuendo l'entrata. Ora il Giò: è innutile di mandarlo a
lavorare alla Campagna, vi sono colà anche troppo braccia ma
assegnatele qualche lavoro di conclusione costì, velo detto ancora, e
statevi dietro: guardate: condur via i rottami, nettare i condotti, e
raccogliere terra da unire ai letami, tagliare le siepi, e stongiare le
piante, fare le foglie, ecc. e che faccia tutto da sè, perché esso per un
lavoro da nulla subito vuol far venire qualche d'uno ad ajutarlo. Cara
Superiora, ti raccomando: guarda che lavorano tutti: di tutti sei
responsabili. Tieni con autorita il tuo posto, e non ascoltare il tuo cuore
quando si tratta di non far nulla. Io parlo cosi alla generale.
Voleva occluderti una Lettera pel Gio: ma mi porto troppo in
lungo avendola ancora da scrivere e premendomi di mandarti questa.
Intanto dirai tù al Giò: che proveda il faletto come siamo stati
d'inteligenza anche con Suor Adelaide: bisogna spendere i quattro, o
cinque Marenghi a dir poco, e non lasciarceli rincrescere, che questi
pochi dannari ne renderanno il doppio nelle raccolte, e cosi contentare
il Cherubino che avrebbe tutta la ragione di lamentarsi se non se lo
provede. Con tante terre che abbiamo, e tante Bestie in Stala, e
veramente una pazzia non provedersi di sternami, onde poter fare del
Letame, e lavorare cosi le terre senza ingrassi per cavar niente. Io
vorrei tornare a raccomandare al Giò: di lasciare andare a Letto dopo
cena i Figli piccolini come aveva ancora provato, ed ha tralasciato
perche si svegliavano poi di notte: ma si assuefferanno, fanno cosi tutti,
provi un altra volta: cosi sorveglieranno meglio gli altri, perche adesso
sono molti. Quei due Figliuoli nuovi guarderò di farli venire
solamente dopo il primo dell'anno. Salutemi Suor Adelaide, e intanto
che è bel tempo le raccomando le sue gite alla Campagna, ma non si
porti di notte; adesso che sono giornate corte, o pranzi là, ovvero
anticipi il suo a S.t Maria d'un ora per poter ritornare ancora col
giorno a casa. Unisca i suoi passi a quelli di Maria e Giuseppe quando
andavano a Gerusalemme per farsi ascrivere secondo l'ordine
dell'Imperatore. E tu sia Madre, ma senza debolezza, che guasta i
Figli senza vantaggio: ma ti stia sott'occhio il dovere, la riuscita, e la
responsabilità. Vedi che lunga Lettera e tutta da mio pugno. Dopo le
SS. Feste giacche il Giò: costì conclude poco, puoi mandarlo a Comonte
con metta dei Cavalletti che addoperate per fare il Lino, e metta pure di
Lino da farsi cosi vedremo chi fa più presto a terminarlo,
Lettere
729
opera omnia
diversamente vedo che ci portiamo alla prossima primavera a
terminarlo, perché avete poi tante altre facende da fare e noi qui a
momenti non abbiamo più nulla da filare. Scusa vedi, ma credo
sbagliere da poco. Sta sana, e guardati dal freddo perche adesso sei
vecchia... non averne a male. Ti saluto tanto assieme la tua comunita.
Saluta pure le Figlie alle quali raccomando in questa Santa Novena di
essere docili, ubbidienti e sommesse. Il Signore ti conservi e ti faccia
santa
Tua Aff.ma Madre e Compagna
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Lettere
730
opera omnia
LETTERA
460
Cara Suor Rosa,243
Mi sono dimenticata di prendere di nuovo la misura dei
candellieri che voleva acquistare per la vostra Chiesa di costì perché il
Sig.r Antonio bisogna che abbia perduta quella che aveva poiché me
la manda di nuovo a ricercare. Spediscimi dunque in una lettera la
misura precisa dell'altezza dei piccoli candelieri che si adopera per la
Messa e di quelli che stanno sul primo gradino dell'altare. Quando
Dio poi vorrà prenderemo anche i grandi con la Croce. Ti
raccomando di far crescere la mussina per la statua di S.t Giuseppe:
ho qualche franco anch'io da mettervi dentro e poi ne procurerò degli
altri. Mi è capitato un buon partito per la Belli, quindi non parlar più
di quanto ti aveva detto a sua Madre, e quando ti scriverò di
mandarmi il Giovanni, allora manderai anche la Belli col caretto.
Intanto non sta a parlar di questo, né alla medesima, né a sua madre,
né alle Monache. La Sig.ra Rossi mi ha scritto, che domani, Domenica,
verrà con qualche soggetto per la nuova casa; intanto ti raccomando
assai la sorveglianza sopra la piccola Famiglia della Campagna, che
non facciano cose nascoste né superfue, ma dipendano, e tutto sia
palese. Se tu ti facesti dare ogni settimana il conto esatto sino d'un
centesimo di quanto gli hai dato da spendere, non farebbero il loro
libricino come hanno fatto, molto più che il Giovanni v'inclina un poco
e s'incorre poi il pericolo che manchino in seguito di sincerità. Tieni
poi sempre presso di te il libro del pane e pasta, onde poter sapere
cosa spendono e consumano d'uno e dell'altro. Ciò è necessarissimo se
abbiamo poi in seguito di star quiete ed essi acquistare il nostro
spirito. Ti raccomando poi anche tanto il Giacomino perché a dirti la
verità l'ultima volta mi è parso che lo tengano troppo da conto,
bisogna ricordarsi che è un povero contadino e tale bisogna
conservarlo cosi anche ti raccomando che non lo mandino a tendere
l'uva. E' cosa assai pericolosa mandarlo attorno solo per due motivi.
Uno pel pericolo che si trovi con qualche compagno, poiché è
naturale che la gioventù cerchi la gioventù e poi incomincia a
prendere quell'aria e sistema di comandare, girar attorno e far niente.
243
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, settembre 1864".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
731
opera omnia
Insomma ho una gran voglia che venga il S.t Martino poi vederlo
sistemato con un lavoro. Intanto procura di tenerlo sempre a S.ta
Maria, che di lavoro costì non ne manca e fallo tener d'occhio. Ora mi
ricordo che deve andar col Giovanni a far l'erba nel campo alla
Campagna e non mi ricordava più lasciali pur là che ne facciano tanta
che è cosi necessaria. Quando piove poi raccomanda al Giovanni che
non lo lasci lì seduto o a girandolare per la Casa, ma gli faccia tagliar o
la paglia o i melicassi ovvero lo faccia smaringonare per la casa ed altre
cose secondo il bisogno, basta che non stia in ozio. Ti ho detto anche
troppo ma io penso sempre a questo figliuolo perché è grande ed è il
primogenito della piccola famiglia ho un gran timore che si allevi un
fa niente ed al dissopra della sua condizione, perché sè il Giovanni che
la Catterina sono troppo di buon cuore, e non hanno
quell'avvedutezza ed esperienza per la gioventù come abbiamo noi.
La Catterina mi aveva cercato un paja sibbre ed un grembiale se ne hai
tu daglieli se no glieli manderò alla prima occasione. Termino244 la
Lettera io per farti vedere che stò bene, ma ho fatto scrivere perché era
dopo panzo. Stà dunque tranquilla, e salutemi tanto le tue Monache,
ed il Giovanni, e Catterina. Il Signore ti conservi, e ti benedica.
Tua Aff. Com: Suor Paola
Eli: Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
S.ta Maria delle Grazie
244
Da qui in poi la lettera è scritta di pugno della Beata.
Lettere
732
opera omnia
LETTERA
461
Cara Suor Rosa245,
Ti fo scrivere da Suor Marianna non perché sia ammalata, ma
perché non è ora opportuna per il mio stomaco. Incomincio a dirti che
io sto bene e che, se il Signore mi dà la grazia, farei conto per il fine del
mese venturo di venire a ritrovarti. Ho veduto valentieri Suor
Adelaide. La mi ha fatto proprio un grata sorpresa perché sentiva
volentieri notizie dei Fratelli. Desidero sapere se il Davide è venuto
volentieri, come sta, e se la cura più attenta più regolare e attenta che
può avere costì, giova alla sua salute. Ti assicuro che mi fa
compassione, poiché essendo di talento vede di più il suo stato: te lo
raccomando assai. Ti mando qualche pasta ed un portogallo di dargli
in mio nome. Ecco un nuovo Fratello246, questo sembra più adattato,
ma non oso dire più nulla.... basta il Signore, se vuole potrebbe
consolarci, e speriamolo nella sua bontà e misericordia. Non ho altro
da dirti, che augurandoti buon fine e principio d'anno con mille
benedizioni per cotesta casa che prego dal Signore. Addio
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
245
246
Di Bianchi suggerisce: "Fine dicembre 1864".
Così anche la Raccolta Suore.
Di Bianchi annota: "Noris Giuseppe".
Lettere
733
opera omnia
LETTERA
462
Cariss. Suor Rosa, e Adelaide247
Ho scritto al Gio:v ed ho raccomandato assai al Gianmaria
giacche era qui tanto la sorveglianza dei Figliuoli, come la confidenza,
e la cordialita tra essi Fratelli, ma io non sò come questo sia fatto, pare
che non capisca, però sarà cosi all'apparenza. Il Signore sa i nostri
bisogni ed Egli vi provederà, lo spero, e non ne dubito. Sento che
hanno quasi terminato i Muratori alla Campagna, ed io pure sono
contenta che dopo incominciano a lavorare nel muro di cinta a Santa
Maria; però io ho fatto un rifflesso che è assai meglio che incominciano
non dove avevamo concertato tra noi lì in principio alla casa del
Gussali ma in vece in fondo all'Ortaglia continuando il muro di già
inviato infondo alla Siepe. E vero che in principio avete il danno delle
Galline, ma la in fondo invece vi vien dentro la gente, che portano
assai più danno. In sù non hanno coraggio per timore dei Grazioli;
d'altronde anche per le Figlie che lavorano in campagna, e meglio che
sieno più sicure lontane che vicino, che si possono vedere. Anche per
il danno delle Galline lì in principio le potete vedere, e in fondo nò,
d'altronde facendo il muro in principio vengono ancora delle finestre.
Date d'unque ascolto a me incominciate ad assicurarvi in fondo, che
un po alla volta, cioè un altro anno lo compiremo sino in principio. Vi
raccomando poi prima che si mettono a fare i fondamenti di far
mettere le paline, e farle vedere anche a Scotti. Già essendo il muro di
gia inviato si fa presto, a prendere la direzione, e non vi sarà nulla col
Gussali voi pero state attente onde facciono le cose bene, e non siate
dannegiate, che pero col Sig. Scotti stò tranquilla. Mi scriverete poi
qualche cosa, quando incominciate, e sè il primo pensiero vi piace,
vedrete che ho ragione, e sarete voi pure contente. Mando 10 Capelli
per i Figliuoli, quelli che mancano suppliranno coi vecchi. L'Abito per
Gio: non ho potuto ancora provederlo ma lo manderò costì quando
manderò l'arato, Così le Camicie, e le Calze.
Scusatemi pure sè non vi mando ne anche l'altra roba che mi
avete chiesto perche jeri, ed oggi vi è sempre stato qualche d’uno che
per una cosa, e per l'altra mi hanno tenuta occupata, pero state quiete
247
Di Bianchi suggerisce: "1864 o 1865. La lettera è indirizzata a Villacampagna". La
Raccolta Suore suggerisce: "Settembre 1865".
Lettere
734
opera omnia
che mandero tutto pel Carettino assieme all'aratro. Termino perche ho
fretta saluto ambidue assai di cuore; Suor Luigia secondo il suo solito
non ce male, io pure grazie a Dio sto bene Salutatemi tutte, e dite a
Suor Marta che manderò anche a Lei i Libri, e la saluto.
Vostra Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Mandate al più presto la Lettera a Scotti.
Lettere
735
opera omnia
LETTERA
463
Mie Cariss. Figlie, e Compagne248
Eppoi un bisogno di trattenermi con voi perché vi amo, e mi
siete Figlie eppoi un dovere perche vi son Madre conviene che di tanto
in tanto abbandoni ogni altro affare prenda la pena e vi scriva per
dimostrarvi la mia affezzione, la mia premura, e stimolarvi ad
avvanzarvi sempre più in quelle virtù ed abiti che formano la vera
Religiosa cara a Dio, ed utile al prossimo. Voi felici sè tutte amandovi
vicendevolmente, e di cuore non aveste altra mira, altro desiderio che
di amare, e servire il Signore con la pratica costante delle virtù
evangeliche, e con l'immitazione della Vita ed esempi di nostro Signore,
la sua SS: Madre, e del glorioso S.t Giuseppe, come nè abbiamo il
dovere dopo che si siamo assunte il caro titolo di Suore della Sacra
Famiglia. Voi tutte, o quasi tutte avete veduto i primi principi di
questa novella Istituzione, e vi avete cooperato per la sua stabilità,
continuate ora con l'istessa alle vostre Regole, e con l'attenta diligenza
a vostri doveri che si consolidi e si stabilisca sempre più a vantagio di
tante povere Figlie. Sacrificate dunque le vostre ripugnanze e le
vostre inclinazione sè mai vi facessero innesate, e negligenti per un
opera si bella. Abbiate tutte lo steso zelo, la stessa premura perché
tutte servite lo stesso padrone, tutte portate lo stesso titolo, tutte
aspirate allo stesso premio. Gran progresso vedete, e gran profitto fà
quella Casa, quella Famiglia dove tutte le Sorelle si amano, si
onorano, si stimano non ostante i tanti e si diversi caratteri che la
compongono, ma la virtù, e l'amor del Signore, ci deve far indulgenti
sulle imperfezioni di ciascheduna, e pensando ai nostri propri diffetti
compatir quelli d'altrui. Guardate come facciano i Santi. Essi si sono
santificati coll'amore, e col compatire; amatevi e compatitevi voi pure
e diverete sante; perché la carità vi farà umili, mansuete, pazienti.
Dopo le vostre compagne, che come consorelle devono sempre
occupare dopo Dio ed i Santi il primo posto nel vostro cuore amate le
vostre Figlie, ma il vostro amore non vi faccia cieche sui loro difetti
che dovete anzi cercare di conoscerli, per coregerle, e far che si
emendano dando ad esse esempio di vita mortificata, e laboriosa
248
Di Bianchi suggerisce: "Seriate, 18 agosto 1864 dal timbro postale".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
736
opera omnia
essendo nel lavoro, nella fatica e nella privazione che dovranno in
seguito condure la loro vita. Amate le vostre scolari, e tutte quelle che
si abbandonano alle vostre cure, ed ai vostri consigli, ma sieno questi
tutti rivolti, e non abbiano di mira che la loro unica e vera felicità.
Amate i vostri doveri, i vostri uffici, i vostri impieghi, e non gli
trascurate mai per vostra colpa, e negligenza. Amate le vostre opere,
il fine, e lo scopo pel quale il Signore creò questo novello Istituto, a
preferenza d'altri più nobili, e più grandi. Fate in fine tutto per amor
del Signore, per la sua gloria, per piacerli, e per far la sua SS: volontà,
ed Egli verserà sopra voi, e sopra la vostra casa le Sue più elette, e
copiose benedizioni. Sè avessimo ben da considerare la grazia grande
che il Signore ci fece ritirandoci dal mondo, e chiamandoci a servirlo
nella sua Santa Casa, vi sò ben dire che lo serviressimo con cuore ben
più grande, generoso, e riconoscente. Che il Signore cè la faccia questa
grazia, per onore della Santa Divina Famiglia. Del resto state allegre,
perché una modesta gioja, ed allegria concore assai alla buona
armonia d'una Famiglia, ed a servir meglio il Signore, come giova alla
salute del corpo per poter meglio, e più allungo impiegarla nel suo
santo servizio. Ricordatevi di mè, e di tutte le altre nostre Sorelle, e
compagne acciò la carità si mantenga sempre viva a maggior
vantaggio delle opere nostre. E salutandovi tutte ad una ad una vi
prego a compatirmi, e considerarmi
Vostra Aff: Compagna, e Madre
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
S.t Maria delle Grazie
Soncino
Lettere
737
opera omnia
LETTERA
464
Mie Cariss.e249
Scrivo due righe assieme ad ambidue, per dirvi cosa vi mando.
La tela per la piccola tovaglia del tavolino sul presbiterio. Due
tovagline per la Comunione che pensarete poi a guarnire, e le altre
adoperarete per altri usi. Il Libretto dei Disegni per Suor Rosa onde
faccia tanto pizzo, delle immagini che darete una ad ogni nostra
Figlia, e le altre le adoperarete pel gioco della Tombola le Domeniche, e
qualche d'una di quelle più ordinarie le darete a Suor Anna da
regalare alle sue piccine quando sono savie. Le Cartelle della
Tombola che pensarete poi a far incolare. In una Carta vi sono dei
ritali che ho ritrovati, e gli darete a Suor Maddalena onde mi faccia
qualche cosa. La carta del Grasselli l'ho ritrovata. Mando le Tende per
due Finestre, e le altre le manderò la prima volta che verrò, sè queste
anderanno bene. Mando un paja di Griglie che guardarete sè si può
adatarle sulla Finestra della Stanza dov'è S.t Giuseppe. Le balancine.
Lunedi mandateci il Caretto avendo gran bisogno di tenerlo qui un
poco per le condotte di Campagna. Mi sarebbe carissimo che mi
mandaste il Fieno, mà bisogna tralasciare perche ha del odore e il
Cavallo stenta a mangiarlo, quindi mandateci invece ancora del
Melicone. Bisogna però avertirlo il Fattore che stia attento prima di
condure a Casa il Fieno, poiché mi pare che sia successo lo stesso
anche quest'Autuno, e sarebbe meglio farlo andare per il primo, avanti
che patisca di più. Appena avrò il Gio: Galeasso di libertà lo manderò
a Soncino, dove si concerterà poi per le nostre fature. Mi saprete poi
dire sè vi parebbe meglio fare una daccordo col capo anche dei
materiali, o nò - però questi mi è sembrato che gli abbia messi molto
caro, e che dopo la battitura del Formento potressimo noi pure
risparmiare, mediante i Buoi la condotta, basta vedremo. Vi saluto
tutte addio, addio vostra
Aff. Com: Suor Paola E. Cerioli
da
Alla Molto Rev. Madre Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
249
Di Bianchi annota: "Suor Rosa e Suor Anna".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine giugno 1863".
Lettere
738
opera omnia
LETTERA
465
Cara Suor Rosa250
Non mandando costì il Caretto questa settimana cosi ti scrivo
queste due righe perché tù saresti inquieta non è vero? Sono però
inquieta anch'io questa volta perché mi hanno detto che hai un forte
raffreddore, e tù non ti terrai da conto. Desidero dunque saper tue
nuove, e raccomando a Suor Adelaide che ti faccia alzar tardi la
mattina, ed andar a letto presto la sera, portarti a Letto l'acqua e latte,
e quanto Ella crede che ti possa giovare onde guarire, e non lasciarti
invecchiare adosso la tosse. Il Giò: invece di venire a S.a Maria o
creduto bene di mandarlo a Leffe a prendere le Stroppe, ed un mezzo
caro circa di fieno poiché qui a Comonte non nè abbiamo più; verra
dunque costì solo che alla metta della settimana, cosi mi pare. Jeri è
stato qui il Rev: Sig. Canonico ed abbiamo concertato di far venire a
Comonte per il giorno di S.t Giuseppe i nostri Figli col Giovanni, e
fare cosi una improvizata a Monsi: Vescovo, che sè nulla succede verrà
a pranzo come il solito degli altri anni. Si vorrebbe poi cantar Messa
quel giorno, ed io faccio sponda sul Gio: che credo sia buono, e
insegnerà ai Figliuoli. Quindi a tè scrivo per tempo acciò sè ad Esso
pare d'arrivarci istruisca i Figliuoli onde poter quel giorno cantare la
Messa, e fare un improvizata al nostro Monsi: Vescovo che tanto lo
aggradirà. Ti piace questa notizia? Sè il Signore mi da grazia sarò a
S.ta Maria col Graselli Sabbato sera, cosi Domenica ci farà l'Omelia, e vi
confesserà; anzi confesserà forze Sabbato sera, eppoi anche le Figlie.
Questo ti dicco per tua regola. Suor Luigia sta bene, e poi propria per
suo conto sta quieta, io pure stò bene, cosi tutte, eccetuata la Penenghi
che è ancora al solito. Desidero saper nuove della vostra piccola
ammalatta; temo che il dopio viaggio le abbia pregiudicato. Ho sentito
della Nina che non avete trovato da collocarla con quella Donna, non
importa, adesso è nostra; tenetela da conto, che il Signore lo aggradira.
Salutemi tutte le Monache e Figlie, e pregandoti dal Cielo ogni
benedizione mi segno
Tua Aff. Madre
Suor Paola E. Cerioli
250
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, marzo 1865. Vd Ep 177".
La Raccolta Suore suggerisce: "Primi di marzo 1865".
Lettere
739
opera omnia
LETTERA
466
Cara Suor Rosa251
Per lasciare il Gio: costì per i lavori mando il Maffi a prendere il
Caretto perché vorrei mandare a Leffe onde condurci del Carbon
fossile per esperimento sè convenga di più che comperare della legna.
Lascio poi costì il Carettino perché quando potrà verrà poi il Gio: ed
allora ricondura a S.t Maria il Caretto. Sè avete poca farina mandateci
del Melicone che intanto ve lo faremo preparare macinato. Vi
raccomando il Rive d'addoperarsi per i Cuscini da cucire. Mi sarebbe
stato caro mandarmi dei canoni di Melicone d'abbrucciare per
risparmio di Legna, ma mandando il Melicone non si può, vuol dire
che s'ingegnaremo per un altra volta. Ieri fù a ritrovarci il nostro buon
Monsignor Vescovo, e mi lasciò assai consolata. Le ho dimandato sè
potevamo far venire a S.t Maria i Figliuoli ammalatti specialmente in
questi principi, come era il Carlino252, ed Egli mi disse di sì, però
intendiamoci nella Cascina. Quindi sè ti pare bene puoi farvi venir
adesso il Carlino.
In questo punto mi venne consegnata la tua Lettera, e quella di
Suor Adelaide. Sono rimasta assai contenta delle notizie dei Fratelli,
ora desidero sapere sè l'ultimo ci stà volentieri. Ho grande fiducia che
adesso il Signore li voglia propria prosperare, poiché l'anno scorso è
stato un vero anno di prova; Sono dietro a pregare il Sig. Canonico
acciò voglia venire con mè a fare una gita costì, nè avrei tanto piacere
e per animare maggiormente i Fratelli e poi anche per voi altre, ma
non sò sè verrà. Dì a Suor Adelaide, che il Sig. Vicario non ha accettato
la Cappellania delle Monache per la sua incerta salute, però resta
fatto ancora nella persona di D. Michele Mosconi che accettò
volentieri. Il Sig. Vicario mi ha scritto una Lettera politissima, e dice
che ha presentato a Monsi:e altro Legato da ridure, in favore del nostro
Cappellano cosi questo resta fornito bene. Riguardo poi al compenso
dell'anno scorso non mi dicce più nulla. Suor Nazarena poi è assai
contenta della Sorba, e della Vasca, essendo riuscite ambidue
benissimi, ora resenta in Casa il suo bucato con gran comodita. Essa ha
251
252
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1865".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima settimana di Gennaio 1865".
Di Bianchi annota: "Zana".
Lettere
740
opera omnia
pure fatto fare la Stuffa nella Cucina dove ora vi stanno le Figlie ad
incannare ed è contenta: vi ha pur fatto fare il suo Antiporto a
mezzaluce, e vi stà assai bene. Ho piacere che ti siano graditi i
Candellieri, e m'immagino come saranno stati bene sul l'altare. Che
cosa a detto il nostro Cappellano gli sono piaciuti? Ti mando i due
Scodellini dimenticati come pure due spole per i due candelieri della
Messa. Ho poi qui il bel Quadro di S.t Giuseppe che vi manderò poi;
intanto bisogna guardare di mettere assieme dannari, per poterle fare
l'Altare, bisogna studiare la maniera fare una qualche questa, basta
pensaci tù sè credi interessa anche il Cappellano egli ha tante
relazioni. Ti prego poi di far bene una novena a questo nostro gran
Santo acciò ci voglia mandare una qualche Novizia, quando penso
che nè abbiamo si da bisogno, che ci vuole cosi tanto a formarle, e che
non sè ne presenta nessune, a dirti la verità mi proprio fastidio, la fede
però non mi manca, ma intanto si và avanti, e le Figlie, ed i bisogni
crescono: preghiamolo che ci esaudirà. Ecco tù incomincia la novena
dicendo quelle tre belle orazioncine Sabbato, cosi ho tempo da scrivere
anche a Leffe e la faremo tutte unite. Questa volta S. Giuseppe dovrà
proprio ascoltarci. Cosa dici? Consegnerai al Giò: la Lettera qui
occlusa, e le dirai che le risponda due righe. Non ho altro da dirti se
non di stare quieta ch'io grazie a Dio sto propria bene, anche riguardo
alla tosse. Il salasso che ho avuto mi ha propria giovato. Riguardo poi
alle tue inquietudini bisogna asueffarti a aprezzarle, opera con
scioltezza, e non ricominciare ad aver dubi sul tuo operare, che ti
conduranno poi ad avere scrupolo in tutto va via alla buona come
facevi una volta, cosi dice sempre anche a mè Monsignore. Non so sè
abbia detto a Suor Adelaide di far dire una Messa costì al Capellano
secondo la mia intenzione, dì secondo la tua che è lo stesso e poi
pagala, e tanto tempo che aveva l'intenzione. Manda questa Lettera
occlusa a mia nipote la Luigia, ma non per la Posta poiché ora a
francarla ci vuole venti centesimi, e tu potrai trovare qualche d’uno che
va ad Orzinuovi e fargliela consegnare. Giacché il Carlino sta più
bene lascielo pure alla Campagna, che ho più gusto anch'io, ci
salveremo solamente in caso di necessità. Ho parlato col nostro
Monsignor Vescovo del nostro Cappellano, ma Esso si vede che
desidera che stia costì, solamente che faccia bene; Vedi che lunga
Lettera. Intanto ti saluto assieme a Suor Luigia, e ti raccomando di
nuovo di star quieta riguardo la mia salute, e di operare con tutta la
libertà di spirito con le tue compagne, che saluto tutte ben di cuore,
specialmente Suor Adelaide, e le Professe. Saluto pur tanto le Figlie.
Lettere
741
opera omnia
Tienti da conto, che vedi come siamo poche, e considerami quale mi
segno
Tua Aff. Com: e M.
Suor Paola E. Cerioli
Tanti saluti a Fratelli.
Lettere
742
opera omnia
LETTERA
467
Cara Suor Rosa253
Scrivo a te, perché a dirti la verità avrei scrupolo non avendoti
mai mandato una Lettera254. Sè potessi combinare di poterti godere
qualche giorni o qui, o a Comonte avrei gusto anch'io, ma mi rincresce
perche bisogna fare due Condotte nulla meno potrei venir io costì un
giorno di questa settimana per condurvi le due Novizie, e nel ritorno
mandare a S:t Maria la Tessadra; dopo poi qualche giorno col mezzo
che veresti tu a S:t Maria verebbe a Comonte la Margherita, che ho di
già accettata per Novizia, e spero fara buona riuscita. Però non state a
pensar male se non vengo, perché bisognerà che mi regoli secondo le
circostanze avendo Suor Marta ancora maldisposta; anzi jeri stette a
Leffe tutto il giorno; le hanno messo ancora le Sanguisugne ed oggi
torniamo ancora a rimetterle, onde vedi che è un bel imbarazzo per la
Scuola, che sebbene ne vengono poche nulla meno la Maestra ci
vuole. Intanto mando là Suor Costanza, e con le nostre Figlie metto or
una, or l'altra delle Novizie perché di suor Angela non bisogna farne
conto avendo i Bigati, come ne meno di Suor Adelaide che corre tutto
il giorno dovendo sorvegliare, ed anche per i Fratelli. A proposito di
questi il Cherubino è ritornato, e noi ne siamo contente; egli fà bene,
ed è soddisfatto anche il Gio: avrà sì i suoi diffetti, ma ha anche dei
buoni numeri. Egli ha condotto la sua roba, e Suor Adelaide, è restata
assai contenta, perché bella, e pulita e quello che è più senza ch'Egli vi
dia importanza. Il Luigi poi, starebbe proprio bene a Casa: ora il Gio:
ha provato a mandarlo in campagna.
Riguardo poi alle due Figlie che mi parla Suor Luigia sono
contenta della loro destinazione, cioè della Bettelli assai dell'altra non
sò chi sia il partito però sara certamente buono. Bisogna ricordarsi di
mandare prima del giorno 20 qualche dannari a Suor Nazarena poiché
a gli Agravi di Leffe e Spinone e poi da dare 3 Marenghi al Muratore
senza altri minuti spesi che occorono sempre, ci vorra un 6 pezzi da 20
F. Ella aspettava il Caretto perché le abbisognava altre cose, ma non
potendolo per ora mandare a Comonte, cosi intanto bisogna supplire
253
254
Di Bianchi annota:"Da Soncino a Comonte"
La Raccolta Suore suggerisce:"Prima metà di maggio 1865".
E' forse la prima lettera che scrive a Suor Rosa?
Lettere
743
opera omnia
col mandarle il più esenziale cioè i dannari: si potrebbe pure
consegnare all'Uomo qualche paja di Sibre per le Monache, e qualche
fazzolettino per le Figliuole che mi scrive averne sì bisogno, il
rimanente glielo manderò appena avremo il Caretto in liberta.
Termino, dovendo andare in Chiesa. Salutemi tanto Suor Luigia, e
ringrazia le Novizie delle loro Lettere: vorrei poterle rispondere, ma
sè credi non posso arrivarci, mi rincresce... ma cercherò di supplire col
raccomandarle di cuore a Dio onde conceda ad esse virtù tanto da
morire a loro stesse, e non viveve che per Dio, pel quale siamo create,
onde goderlo poi per tutta l'eternità. Salutemi, e ringrazia pure le
nostre Professe alle quali desidero perfezioni in tutto, onde servisi di
lucerna a chi vien loro dietro. Le nostre Figlie pure salutemi, che
vorrei vedere attive e attente nei loro doveri, come chi opera per Dio,
e non per gli Uomini. Suor Adelaide ti saluta tanto come tutte le altre
Monache. Addio, addio.
Tua Aff. Com:
Suor Paola E. Cerioli
Manda a Leffe le due vesti che ti mando per la Giacomina, e la
Valota avendogliele promesse.
Ti raccomando poi ancora di non pensar male sè per caso non
venissi questa settimana, perche sai che vi è sempre qualche intoppi.
Lettere
744
opera omnia
LETTERA
468
Cara Suor Rosa255
Brava, Suor Rosa, brava. Mi consolo che adempi bene il tuo
Ufficio. Ricordati che mi tengo dà conto, è quasi tutti i giorni dopo
pranzo mi ritiro a riposare per circa un ora, e questo mi fà assai bene.
Suor Adelaide, e Suor Maria hanno di mè tutta la cura, la tosse è poca
anzi il dopo pranzo, la sera, e la notte si può dire chè non tosso quasi
mai, il più è la mattina. Ti raccomando la Campagna, e le Figlie chè
facciono bene. Ti raccomando Suor Luigia, fà chè mangi spesso, e di
sostanza, e dille chè ti ubbidisca. Qui non abbiamo niente di nuovo,
ma abbiamo la pace, la quiete la contentezza chè ci manca? Stà sana,
non pensa a mè, e nel Signore metti ogni tua sollecitudine.
Tua Aff. Com: Suor Paola
Alla Rev. Suor Rosa Mazoni
Assistente Nelle Suore D.S.F
Comonte
255
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1862"
Lettere
745
opera omnia
LETTERA
469
Cara Suor Rosa256
Per mezzo del Giò: che ritorna costì ti scrivo due righe per dirti
che ho fatto buon viaggio, ed ho ritrovato le Monache tutte in salute,
cosi pure quelle di Leffe delle quali ho ricevuto Lettera in questo
punto. Per il Carettino mandami l'Orologio che avete apena fuori della
Chiesa; cosi non dimenticarti di mandarmi le cambre con le quali erano
francate le mezze griglie alla Campagna, che ho detto al muratore di
levare, e l'unirai a quella che aveva io in saccoccia, onde mandarle poi
a Leffe assieme le grilie, e risparmiare di farne fare delle altre. Mi sono
dimenticata che siamo restate d'inteligenza di mandar a dire al Sig.
Vicario che sè partiva l'avrei avvisato onde poi facesse i miei doveri
con Mons: Vescovo, e le raccomandasse quelle due faccende, cioè
della Cappellania, e del Decretto; è vero che lo abbiamo raccomandato
da poi al Sig. Arciprete; ma forze il Sig. Vicario secondo l'inteligenza
fatta, aspettera che Le mandi a dire che sono partita, però sè credi bene
anche tù fallielo sapere, diccendoli che Le raccomando riverirmi
Monsignor Vescovo, e le due faccende ch'Ella sà: Ti mando
l'ordimento per le nostre Vesti, ma non le calcole perché la vogliamo
fatta in Tela, e non spigata. Io però desiderarei che quando nè hanno
fatta un poco, nè tagliaste un pochettino, e mè lo aveste da mandare a
far vedere, occludendolo in una Lettera. Desidero sapere sè avete
incominciato a lavorare in Ortaglia, e come vi riesce, sè avete
comperato i vostri Rastelli, e le vostre zappe, perché mi sembra
meglio proprio di zappare fuori i cavicchi, insomma sè proviste, ed
accomodate le vostre robe con ordine, come vi raccomando quel poco
che lavorate, lavoratelo bene, e con lena e con raccoglimento, che
quando vengo possa trovarmi contenta. Dimani sè puoi mandaci
l'asino col carettino, perché qui non abbiamo più nulla da filare, al suo
ritorno poi vi manderò quanto mi avete richiesto. Il Gio: nostro
tenetelo a S.t Maria onde faccia il Letame, ed altre cose. State attenta
che l'affittuale non porti via dal luogo roba verde, cioè chè streppi viti
pianticelle ecc, ecc che allora faremmo noi pure i nostri passi.
256
Di Bianchi annota: "Da Soncino a Villacampagna".
Lettere
746
opera omnia
Non ho altro da dirti sè non chè di raccomandarti di star molto
sopra tè stessa, e pensar poco a mè, ma molto a Dio, e di salutarmi
tutte le Monache, e Figlie.
Tua Aff. Suor Paola
E. Cerioli
Jeri ho veduto il Sig: Scotti e mi disse che voleva andare a
vedere i prati, ma io Le dissi che poteva tralasciare perché i Grazioli
non volevano dare che 4 pezzi da 20 f. e mezzo; ed io meno di 6 non
voleva affittarlo. Sè non avete comperato i Rastelli mandate il Gio: a
provederli, cosi pure le zappe. La Serafina crederei bene d'incominciare
a farla zappare, quella di Leffe poi aspetterei ancora. Guarda che
facilmente verrà il Padre di questa Figlia a ritrovarla, vorrei dunque
che la ritrovasse bene, e restasse contento. Quando viene qualche
d’uno per parlarvi dalla parte della Cascina, mandateli in Portinaria,
poiché da quella parte non stà bene. Addio.
Lettere
747
opera omnia
LETTERA
470
Cara Suor Rosa257
Ti scrivo per mano di Suor Luigia essendo dopo pranzo è non
potendo star occupata. Ho fatto buon viaggio e mi sento bene.
Abbiamo vendute le nostre Galette di qui ma quelle della Campagna
non avvendo la mostra non posso vederle, quindi mando il Novelli
seccondo la nostra inteligenza a prendere la Vacca è nello stesso tempo
a prendere la mostra delle Galette del Fattore è delle altre che abbiamo
al quinto del Padre del Fattore. Se poteste mandarmene una libbra
grossa per sorta in un cavagnolo con una carta che le divida; Noi cosi
faressimo una prova per vedere cosa rendono. Quelle del Rev.do
Cappellano credo che sieno simili alle nostre e quelle del Fattore; a
Caso però che fossero diverse mandatemene un pocchetino per mostra.
Vi raccomando che non abbiano a nascere quelle poche Galette che
hanno regalato alla Madonna che mi mandarete poi alla prima
Occazione. Ti raccomando d'invigilare sulla tua piccola comunità onde
abbia di andar bene particolarmente poi in quello dove siamo più
sentite è riguardate dagli altri; come in Chiesa nella recita delle
Orazioni bene, a tempo con chiarezza senza affetazioni è tutte con voce
unanime è concorde. Invigila acciò non manchi niente al Capelano in
Chiesa e in Sagrestia. Non dimenticarti le Chiavi nella porta e guarda
di non far suonare molte volte inutilmente, sta pulita netta ed
assettata è lo stesso fa che sia delle Monache. Non sò se ti avvessi detto
di ordinare l'uscio che dal dormitorio va nell'infermeria ora sospendelo
perché faccilimente nè o un altro da mettervi. Sono rimasta assai
Contenta delle molte belle Galette che vi sono sui boschi di qui è spero
grazie a Dio di fare un abbondante raccolto. Ti saprò poi dire quando
potrete raccogliere le vostre galette poiché se le vendo conerrà poi
combinarsi per le Condotte. Spero che per il Giovanni avvrete
mandato il Piviale è la Continenza che mi era dimenticata. Le monache
ti salutano tanto addio pure con tutto l'affetto. Salutami Suor
Adelaide, Suor Leonilde è tutte, come anche le Figlie. Sta unita a Dio,
e che Gesù Giuseppe e Maria sieno il nostro appoggio il nostro ajuto
ora e sempre
257
Di Bianchi annota: "Da Soncino a Comonte".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di giugno 1863".
Lettere
748
opera omnia
Tua Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Colgo l'occazione onde salutarla anch'io caramente è la prego dàr
miei Saluti anche alle mie Care Vechie Sorelle è in particolare Suor
Adelaide che ringrazio tanto dei disturbi che Si è presa a mio
riguardo. Così Suor Leonilde le fo memoria di quello che le o detto nel
momento della mia partenza. Come anche le mie care Novizie spero
si ricorderanno ancora di quelle due parole; me le Saluti tanto èd
anche le altre Compagne, è Figlie in particolare la Sei, la Lonni, la
Peruti, è la Cassina che le scriverò poi appena potrò. Prego poi lei a
tenersi d'acconto e quieta Che il Signore l'ajuterà non dubito per il
disimpegno del suo Ufficio fino all'arivo della Rev.da Madre che mi
pare sia presto. Le manderò le robe di Suor Adelaide
Suor Luigia Corti D.S.F.
Lettere
749
opera omnia
LETTERA
471
Cariss: Suor Rosa258
Forze ti rincrescerà a non venire a Comonte a fare gli Esercizi,
ma una di voi bisognava chè restase costi, quindi vedi chè il bisogno è
maggiore in Suor Adelaide, essendo maggiori i suoi impegni, quindi
abbi pazienza, chè tù gli farai un altra volta. Già noi dobbiamo sempre
sacrificare i nostri gusti, e i nostri desideri, guardiamo dunque di farli
volentieri onde poter poi essere grate al Signore.
Invece di Suor Adelaide, e S. Marianna mando costi Suor
Nazarena e Suor Colomba. Tù farai intanto le vedi di Suor Adelaide
ma S. Colomba, e le Figlie vorrei chè stessero sotto, e dipendessero da
Suor Nazarena, come anche riguardo ai pasti, e all'economia della
Casa, quindi guarda che lo facciano la rispettono, e l'ubbidiscono.
Faccio cosi per incominciare ad assueffarla. Sè Essa in questo tempo mi
vuol scrivere, o tù, o Suor Colomba, non è necessario chè vè le facciate
vedere, né chè sappiate ognuna cosa mi scrivete, poiché per regola
generale, quando si scrive alla Madre si ha d'aver libertà. Crederei poi
bene di lasciar fare la cucina a Suor Nazarena, cosi tù resti più in
libertà a caso che vengano qualche d’uno, e ti raccomando di guardare
sè Suor Nazarena sorveglia bene la scuola, la Brasi, e le Figlie. Tù fà
bene, sia contenta, stà sana, e considerami sempre la tua
Affezzionatiss.
Com: ed Madre
Suor Paola E. Cerioli
Ti raccomando di stare molto sopra di tè perché S. Nazarena è
assai sotile e vede tutto.
Alla Stimatiss: Suor Rosa Mazoni
258
Di Bianchi annota: "Da Comonte a Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "30 giugno 1862".
Lettere
750
opera omnia
LETTERA
472
Suor Rosa Cariss: 259
Dopo fatta, e chiusa la Lettera ci venne in mente di mandare a
prendere il Legno, cosi lo adoperarò io pure a venire a Soncino. Nello
stesso tempo ci potete mandare a Comonte Suor Nazarena, con la
Bettelli granda, la Felice, e quella Raggazza nuova di Soncino. Io sarei
di parere sè pare anche a te, e a Suor Adelaide, di far venire a S.t
Maria Suor Giuseppa, e le altre Figlie che sono alla Campagna, e
raccomandare la Casa alla Maria onde apra, e chiuda le Finestre a
luogo, e tempo, e far ivi dormire due Uomini.
A caso poi che non trovaste i due Uomini che abbiano ivi da
dormire, cioè uno di sopra, e l'altro da basso, e che la Maria non
potesse prendersi l'impegno di tendervi di giorno all'ora per questi
pochi giorni sino che si raccoglie le galette potete mandarvi Suor
Giuseppa e l'Ani con L'angelina, la Maffi, e la Bettelli piccola, però
fatte come vi pare meglio poiché voi siete sul luogo, e sapete meglio le
circostanze. Addio, Addio.260
259
260
Di Bianchi annota: "Da Comonte a Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Maggio 1863".
La lettera non è firmata. Sembra piuttosto un foglietto aggiunto ad una lettera per
completarla.
Lettere
751
opera omnia
LETTERA
473
Cara Suor Rosa261
Comonte 19 Luglio.262
Ti mando qui occlusa la Lettera da consegnare alle Maestre. Ti
raccomando che abbiano da usare molta politica in Scuola sino a che
non si sono assueffatte per non distogliere le Raggazze che vi vengono
in grazia dei Studi. Non passano d'un eccesso all'altro, e non stiano a
dire che ora non si vuol far più scrivere. Ciò è falzo, scriveranno
ancora si, ma a luogo e tempo cioè quando saranno buone un poco a
leggere, e quando poi scriveranno si insegnerà ad Esse quant'è
necessario e conviene al loro stato. Lo stesso pure coi conti, Le facciono
scrivere i numeri, ed anzi manderò loro per maggior comodo
d'insegnare la Tavola nera che abbiamo qui, e fare qualche summa, ma
sopra tutto senza darle importanza, cosi come facciamo con le nostre
Orfane. Sè qualche d'una poi cerca che sì Le insegni qualche cosa di
più rispondono sempre, non ho tempo, mi rincresce far distinzione
da queste, ecc, ecc. E' sè qualche d’uno dimanda a tè, e vuol sapere
cosa fatte, e insegnate nelle Scuole, rispondegli con bel garbo. Guardi,
le nostre Scuole, sono scuole di carità, e si insegna in Esse quant'è
necessario, e tutto quello che ci vuole per la Classe povera. Sè poi
qualche d’uno t'importunasce che s'insegni di più, per questo, o per
altro motivo, rispondi. Dimanderò alla Madre, oppure quando verrà
gli parleranno essi, ma io da mè stessa non posso arbitrarmi. Ti pare
che vadi bene Suor Rosa? Sè per caso ti sembrasse di dovermi fare
qualche osservazioni, sù questo, o sù altre cose tanto della Regola,
come della Casa, ti ricordo il dovere che hai di farmele conoscere, e
ciò per convenzione tra noi stabilita. Ti raccomando il tuo piccolo
governo, invigila con assiduità, ma con pace, coreggi, compatisci alle
piccole miserie, e sopra tutto non farti scorgere diffidente sui
diportamente delle Sorelle onde non avvilirle, prega poi tanto acciò il
261
Di Bianchi annota: "A Leffe".
262
Di Bianchi suggerisce: "1864 o 1865".
La Raccolta Suore suggerisce: "1863".
L'unico anno in cui il 19 luglio rimane di Lunedì è il 1858. Nell'anno 1863 il 19
Luglio compare di Domenica e nel 1864, poiché è un anno bisestile, il 19 Luglio è
di Martedì. Questo stando alle indicazioni trovate nella lettera.
Lettere
752
opera omnia
Signore, la Madonna SS: e S. Giuseppe suppliscono alle tue
mancanze. Col Cappellano, raccomandatevi sì, sè avete qualche
bisogno, come ora di sorvegliare qualche volta sui Muratori, ed altro
sè avete necessità, ma guardatevi dal troppo, e dalla troppa
famigliarità, e confidenza. Che conserviate sempre d'una parte e
dall'altra, quel rispetto, e quella stima tanto necessario, specialmente
nel vostro posto. Addio, salutemi Suor Adelaide, Suor Leonilde, e
tutte. Noi stiamo tutte bene, con entro anche mè. Mi darai poi notizia
di tutto. La Maddalena è sortita Sabbato sera dall'Istituto. Termino per
mandar presto la Lettera in Posta poiché vorrei la riceveste domani
Martedì. Ti scriverà poi Suor Luigia per le lunghe. Desidero sapere sè
sono dietro alla Fabbrica. Il Fattore che vi ha detto che ha due cento
carra di Legna, nè mandi al Fornacciajo più che può, poiché dovrebbe
essere abbastanza da pagarlo dei materiali, eppoi avvanzarne per
nostro uso, facendo il conto di salvarne cento, ed altri cento venderli.
Stà sana e considerami.
Tua Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Quando Suor Adelaide, pel suo Ufficio và in Scuola,
raccomandale, che usi belle maniere, e sapia soprimere il suo carattere.
Lettere
753
opera omnia
LETTERA
474
Cara Suor Rosa263
Leffe 29 Luglio264.
Il nostro Rev. Sig. Capellano di costì desidera che le facciamo
mettere all'ordine quella Stanza vicino alla sua Cucina, quindi intanto
ch'Egli stà a Cremona negli Esercizi di al Giò: che gliela faccia mettere
all'ordine, cioè darli il bianco, e farli il pavimento, poiché credo che
consista tutto in questo però, esso vedrà. L'altra stanza poi vicina che
vogliamo riservarsi per noi non farle niente e lasciela nello stato
presente, però bisognerà far chiudere con mattoni l'apertura che
credo che vi sia (almeno sè non è stata già inmurata) sino da questo
Autuno. Raccomanda al Gio: che sorvegli onde facciano presto, perché
questi muratori mi fanno paura. Io sto assai volentieri qui a Leffe, e
mi trovo pur bene di salute, Le Monache pure stanno bene cosi pure le
Figlie. La Giuseppina mi scrisce chè verrà a Leffe, Lunedi, o Martedì.
Scrivo a Comonte onde ti rimandano ancora il Gio: col Caretto (almeno
sè non hanno cose di premura colà) perché sento che ti è cosi
necessario. Sè viene qualche Ispettore, non sò sè ti abbia scritto di
condurli pure nelle Scuole Estere avendo essi diritto di andarvi, come
anche d'interogare le Fanciulle, d'altronde a noi non portano
pregiudizio non potendo essi cambiare i nostri metodi. Ho scritto al
Cappellano che parlasse con Monsignor Vescovo della Cappellania, e
gli dimandasse pure per li esercizi. Dimanda dove è Parroco un certo
Legnani stato Prevosto di Sorezina, eppoi, credo, Rettore in Seminario;
indi fà fare d'una Monacha la soppracritta alla qui occlusa Lettera, e
sigillata che l'abbi fagliela avere. Invito questo per gli Esercizi perché il
Parroco di Cassano, non può venire. Prima però di mandarla, senti
dal Cappellano sè Monsi: Vescovo mi dà licenza di farli, che io non
dubito vorrà dire di sì. Dirigi le tue Lettere Gandino per Leffe
facendole fare la Manzione, o di Suor Anno, o di Suor Marta, perché
io avrei intenzione di fermarmi qui tutto il Mese d'Agosto, sè Dio lo
volesse. Salutemi tutte, e guarda di far bene la Novena della Madonna
263
Di Bianchi annota: "Vd Ep 437 e 488".
264
Di Bianchi annota: "1864 (dal timbro)".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
754
opera omnia
acciò ci assista sempre col suo Santo Sposo per condure una vita
edificante, ed esemplare nel suo santo servizio. Salutemi tanto il Gio: e
spero presto di poterle dare qualche buona nuova. Sapiami dire,
quanta linosa avete cavata si da quella invernenga che dell'altra, come
avete la campagna, e cosa fanno le Figlie. Tienti da conto, senza
scrupolo, essendo la salute un dono di Dio, che non si conosce sè non
quando si è ammalati. Addio considerami
Tua Aff. Com: Suor Paola Eli: Cerioli.265
P.S. Ti manderò un altra volta la Lettera per il Predicatore non
avendo adesso tempo per trascriverla. Suor Adelaide ti saluta tanto,
cosi pure la Suor Nazarena e Suor Leonilde.
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
265
Il pezzo della lettera che inizia con "essendo la salute" fino a "Eli: Cerioli" è scritto
sul fianco sinistro della lettera.
Lettere
755
opera omnia
LETTERA
475
Cara Suor Rosa266
Leffe 3 Agosto267
Ho ricevuta la tua Lettera, e giacché era dietro a Scrivere al Gio:
cosi la occludo qui acciò gliela mandi. Ti scrivo due righe sole per darti
mie nove, avendo scritta assai lunga quella del Gio: Sento volentieri le
tue buone nuove, e quelle della Casa, io pure grazie a Dio stò bene. E'
già da Mercoledi che ho qui le mie due Nipoti, ed esse ci stanno assai
volentieri, non sò poi quanto si fermeranno. Ho voglia che vedi i due
compagni che S.t Giuseppe manda al Giovanni, e mi sapi dire come ti
piacciono. Io sono contentissima, e spero che faranno buona riuscita
specialmente poi il più piccolo, che credo anche il più vecchio.
Quando avrò un momento di tempo scriverò poi anche alle tue
Monache. Bisognarebbe che la settimana ventura mandaste a Comonte
il Caretto, perché bisogna che mandino a Spinone a prendere il vino, e
vedi che essendo una cosa sì delicata non mi fido da nessuno che dal
Gio: Sapiami dire sè ora poi fatte senza camparo per l'Uva, e sè siamo
state a tempo d'avvizarvi.
Suor Adelaide, e tutte di qui ti salutano, io pure tanto eppoi
tanto. Procura che facciono bene, e divotamente la novena della
Madonna, le tue Monache e Figlie promettendo l'emenda di qualche
vizio, o l'acquisto di qualche virtù, per poi ottenere la sua protezione
in vita, e il suo ajuto in morte. Di nuovo salutandoti mi dicco
Tua Aff. Com:a
Suor Paola Eli. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
Santa Maria delle Grazie
266
Di Bianchi annota: "Vd Ep 488; 496; 72; 74; 184. Vd Corr 104, 144".
267
Di Bianchi suggerisce: "1864 (dal timbro)".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
756
opera omnia
LETTERA
476
Cara Suor Rosa268
Comonte 20 Ottobre269.
Ho fatto buon viaggio, quantunque sia arrivata a Comonte tardi
pel motivo che il Cavallo era assai stanco, e quantunque si fossimo
fermati anche a Romano. Il Giovanni era partito, quindi non posso
mandarvi le robe pel talaio, né le altre cose che voleva mandarvi,
quindi io crederi di aspettare sino ad un altra occasione, ed intanto
aprire ben ben il Telaio acciò non prenda la porvere, sina a che si potrà
mandarvi il bisognevole. Ti raccomando poi ancora il raccoglimento,
e la sorveglianza specialmente in Campagna, e di non pensare a mè,
né a Suor Luigia, ma a Dio pel quale viviamo, ed operiamo, ed il
quale solo esser deve l'oggetto de' nostri pensieri, e desideri.
Se ti abbisogna dannari per l'ordinario di Domenica và da
Costanzo, e ti raccomando assai che per Sabbato alla più lunga il
Galeazzo termini da lavorare per noi, poiché bisogna che andiamo
con grande ecconomia, e risparmio, e tù non farti prendere dalla
Compazione, poiché la prima compazione la dobbiamo avere per le
nostre Figlie essendo questo il nostro scopo, e sè sapeste quante in
questi giorni sono state qui a raccomandarsi per esservi accolte, e
bisognerà riceverne senza fallo essendovi si grande necessità. A caso
che il Galeazzo dicca che le aveva detto che le voleva far fare la siepe,
rispondi che ho pensato bene di farla fare a nostre dipendenti quando
non avranno lavorieri, cosi pure levare le piante a caso che vè nè fosse
ancora. Raccomanda ancora al Rev. Cappellano, la sorveglianza sopra
i lavori della Campagna, e sopra il Fattore, onde faccia il suo dovere
essendo pagato, e che si faccia obbedire. Il mese venturo vi saranno
gli Agravi, e vi vorà 14 Napoleoncini, innoltre vi ha tre mesi di Salario
al Fattore, e 4 Napoleoncini circa al Muratore, senza tutti quelli
dell'ordinario, ed altre spese che mano mano succedono, e senza i
Buoi che ora vi è necessità di comprare, dunque veda quanto è
necessario restringersi con le giornate, essere accorte, e vigilanti coi
dipendenti, e riparare più chè si può i danni soferti, per un motivo, o
268
Di Bianchi annota: "A Soncino".
269
La Raccolta Suore suggerisce:"1864".
Lettere
757
opera omnia
per l'altro nelle nostre Campagne. Da Leffe pure scrivono, di sempre
nuove spese, e imprevedute che vengono fuora, ma basta noi facciamo
quello che possiamo guidate dalla ragione, e il Signore, e S. Giuseppe
non ci mancherà mai, mai; questo lo spero. Spiami dire qualche cosa di
quella Fanciulla di Leffe, perché alle volte mi dà pensiero. Addio,
tienti da conto, e non aver scrupolo di prendere quello di chè hai
bisogno, quando nè vedi necessità. Scrivimi pure come và della
Catterina, e della vostra ortaglia. Suor Luigia ti saluta, e ti ringrazia
del Bofettino. Chè il Signore ci conservi tutte nella sua santa grazia
Tua Aff. Com:
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
758
opera omnia
LETTERA
477
Cara Suor Rosa270
Ho anticipata la venuta di Suor Adelaide, e Suor Maria, perché
mi stava a cuore di far venire a Comonte la Melania avendomi essa
fatta molta impressione avendola veduta sì dimagrata, d'altronde
bisognava ancora chè venissero. Ti raccomando a te come la più
vecchia lo spirito dell'Istituto chè ben lo conosci, acciò si abbia sempre
più a radicare, dipendendo di questo tutta la riuscita delle nostre
opere. Suor Adelaide è piena di buona volontà, e anche Suor Maria,
povereta, piena di buoni desideri, e di voglia di far bene, onde formate
una piccola comunità chè mi fà stare tranquilla. Ti raccomando di
stare in compagnia della Superiora chiamata, o nò, quando ha gente,
poiché essa è timida, e giovane, molto più poi, chè lo desidera. Anchè
Suor Maria agradirà molto i tuoi suggerimenti, Essa fà bene, e ti sarà
cara, tù pure vicendevolmente raccomandati ad Esse. Ti prometto chè
senza fallo ti farò venire a Comonte per gli Esercizi, intanto stà quieta
ch'io stò bene, e il Dottore non mi volle cavar sangue, avendomi
trovato il polso quieto, la voce mi è tornata, e la tosse anderà.
Raccomandami tanto al Signore acciò possa anch'io far bene. Suor
Luigia tanto ti saluta, e ti scriverà un altra volta. Addio, stà sana,
attenta, e considerami
Tua Aff Compagna
Suor Paola Elisa: Cerioli271
270
271
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1862".
La Raccolta Suore suggerisce: "Marzo 1863".
Di Bianchi annota: "Comonte 1862".
Lettere
759
opera omnia
LETTERA
478
Cara Suor Rosa272
Ti scrivo in fretta due righe, essendo già ora tarda. Mi consolo
che tutto vadi bene, noi pure grazie a Dio, stiamo bene, e contente pei
S. Esercizi. Ti mando indietro le Solette, le quali sono da disfare,
avendo tutte il capeletto troppo piccolo e corto, e poi fatte male, come
vedrai. Mi rincresce a non poterti mandare il Formagello, poiché non
né abbiamo quasi più, ti mando invece un salame con l'aglio. Il Sacco,
lo ha il Molinaro, e lo manderò senza fallo un altra volta. Di al Fattore
che venda una Somma di Linosa, e cinque Somme di Formento, e
tieni in mano i dannari per pagare gli Agravi. Ti mando del Giovani 4
Sfanziche Io non ti posso assicurare sè verò Mercoledi, però Lunedì
senza fallo sarò alla Campagna di mattina. Le Monache tanto ti
salutano, come pure S. Nazarena, e S. Colomba. Io sto bene, ed anche
il mio stomaco si è rinforzato. Ti ringrazio tanto della tua premura. Ti
raccomando tanto di stare attenta, e far bene come non nè dubito. Ti
saluto tanto tanto, e resto col desiderio di rivederti presto presto, ed
abbracciarti.
La Tua Aff Com: ed Madre
Suor Paola E. Cerioli
272
Di Bianchi annota: "Comonte Ottobre 1862".
La Raccolta Suore suggerisce: "7 luglio 1862".
Lettere
760
opera omnia
LETTERA
479
Cara Suor Rosa273
Mandami la mia sottoveste di Lana, ed il mio corpetto di Lana
che porto sotto l'inverno, poiché io non ho qui che quel corpettone
senza maniche che porto nei gran freddi; cosi pure un Cottolo
pesante, e le mie Mutande di Lana quelle leggere, ed il Fazzoletto di
Lana cenere che teneva sempre dalla parte del Letto. Le Monache
pure hanno qui niente, ed il freddo incomincia a farsi sentire. Le
Figlie, eccetuata, credo, la Maffi non hanno né calze né sottoveste
d'inverno, e anch'esse incominciano a sentire il Freddo. Abbiamo
pure bisogno di coperte di Letto per l'inverno, vuol dire che sè
mandaste tre Preponte per le Monache, alle Figlie le daressimo le
nostre a maglia che abbiamo addosso ma bisognarebbe mandarcene
due per la Loni, e la Maffi. Ti mando il Vino per Suor Luigia, ma nelle
Bottiglie, poiché nel Fiasco ammufisce presto. Tienla da conto che gli
passeranno anche gli scrupoli. Sè viene Suor Luigia a ritrovarmi con
la Felice, ti raccomando di dirle che non abbia da prendersi dietro i
suoi Raggazzi. Un altra volta ti aspetterò tè. Non ti dò altre notizie
poiché il Sig Canonico, vi racconterà tutto a voce. Salutami tanto S.
Luigia chè sperò vedrò presto. Salutami pure Suor Leonilde, Suor
Anna, Suor Giuseppa, e le nostre Novizie, da parte anche di Suor
Adelaide e Suor Maria. Siamo restate molto contente del Sig
Canonico, e con infinite obbligazioni. Addio, state tutte unite, e
allegre nel Signore, e abbiatemi sempre per
Vostra Aff Com:
Suor Paola E: Cerioli
Per non caricare troppo il Legno quando viene Suor Luigia,
perché avrà seco forze anche qualche Figlia, tralasciate di mandarci le
preponte, che cè le mandarete un altra volta.
Sè ha qualche danari dille che ce li porti poiché siamo senza.
273
Di Bianchi suggerisce: "Soncino, Novembre 1862".
La Raccolta Suore suggerisce: "Ottobre 1862".
Lettere
761
opera omnia
LETTERA
480
Cara Suor Rosa274
Ho ricevuta or ora la tua Lettera diretta a Suor Luigia, e mi
consolo nel sentire le buone notizie di salute di cotesta tua Famiglia,
poiché mi consolano anche quelle della Lonni alla paura che avva di
sentire di essa tristi notizie. Ieri sono venuta di Leffe, e contenta
d'aver lasciata quella piccola Famiglia ben avviata, e tutta di buona
salute. Quante grazie non dobbiamo a Dio per tanti benefici! e quanti
obblighi non abbiamo di far bene per un Signore sì buono, che non
ostante le nostre continue mancanze, ed offese ci tratta con tanta
bontà, è misericordia! Ho preghiamo il Signore Suor Rosa che ci faccia
la grazia in queste SS. Feste di poterlo una volta servire con più
fervore, generosità, e fermezza. Col Gio: credo di avervi mandato
quanto desideravate. I zoccoli della Giacomina, e la roba per fare il
corsetto alla Peruti. Le immagini di pazienza con cordone, e fodra per
le Monache, e Figlie le più belle a chi le fà più bene. Ti raccomando
assai di farmene fare di belle, mando anche i bambini, e le carte, i più
piccoli a chi gli fà meglio. Avevo fatto comprare anche del magetto,
ma lo' hanno perduto, cosi lo manderò un altra volta. Le robe del
presepio Suor Adelaide mi disse che sono S.t Maria quelle ch'ella
aveva alla Campagna l'anno scorso, cosi ho tralasciato di mandarvele.
La settimana ventura manderò la Monicha a S. Maria, ed allora
scriverò alle Figlie di costì, intanto salutele, e dille che le raccomando
d'eccitare nel loro cuore desideri santi per la venuta del Divino
Infante. Mando due Coperte da cucire le quali terminate le darete a
Fratelli invece delle bianche che ritirarete per voi altre. Mando la roba
per gli abblus dei Figliuoli ed i Calzoni del Giacomino. Ecco, a me
sembrarebbe bene d'adoperare la roba tessuta di cottone per gli abblus,
e quella tessuta di Bavella per i Calzoni. Raccomando poi
grandemente a Suor Marta di tagliar bene, e non lasciarli tanto
attorno. Saluto poi tutte grandemente, e di cuore. Tu tienti da conto, e
vivi tranquilla che s'inora grazie a Dio stò proprio bene. Ho scritto in
qualche maniera perché aveva premura. Addio. addio
Tua Aff Com:
Suor Paola E. Cerioli.
Ti mando tre pezzi da 20 F uno lo terai tù, e due gli darai al Giò:
274
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, Dicembre 1863".
La Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di dicembre 1863".
Lettere
762
opera omnia
LETTERA
481
Cara Suor Rosa275
Rispondo ad ambidue le tue Lettere, cioè à quella mandatemi
dalla Posta, e l'altra pel Giò: Mi consolo prima di tutto delle vostre
buone notizie di salute, e grazie al Cielo lo stesso è di noi tutte. Spero
che anche la Peruti, e la Catterina rinfrescandosi la stagione potranno
rimettersi. Ti raccomando a dare a queste due, ed alla Sei s'intende un
poco di Vino, che vi manderò poi pel Gio: uno di questi giorni, cioè
appena è accomodato il Caretto. Io ho voluto scriverti queste due
righe, pel timore che il medesimo abbia da differire ancora qualche
giorni la sua venuta costì, e perché non resti inquieta. Dalla tua
Lettera rilevo il cambiamento d'ufficio che hai fatto tra Suor Anna, e
Suor Costanza, e questo mi rincresce, perché è sempre cattivo sistema
cambiare ad ogni tratto gl'impieghi alle Monache, sè non vi è un
motivo rilevante. Bisogna che non abbi inteso la mia Lettera. In essa
dicceva di mandar solo un qualche giorno Suor Costanza in Scuola, e
ciò faceva per sollevarla, e prendere poi l'occasione di cambiare Suor
Annna, quando avevate o il pane da fare, ovvero il bucato, o qualche
altre faccenduzze per far muovere Suor Anna, onde la continua vita
comoda non Le faccia prendere quell'idee, e importanza superiori alla
propria condizione, cioè maniera d'affettazione. Hai ben inteso? Del
resto Suor Anna è ottima per le Scuole, e mi è rincresciuto a sentire
l'ufficio che Le avevi dato del guardaroba, contrario affatto pel suo
carattere, e che non levavi più Suor Costanza dalla Scuola, senza mio
ordine, perché ho sempre paura che nei cambiamenti la Scuola soffra,
e le Raggazze vengono pregiudicate. Ti sono poi obbligata della
premura che hai per mè, ma ti prego di non stare ad aspettarmi, perche
ho paura che ciò ti tenga distratta più del solito, e ti faccia come si
dicce prender via dagli altri. Io verrò poi a S.t Maria, sè potrò, quando
L'assistente mi scrivera che i Muratori sono già avvanzati nella Fabbrica
di Campagnola, perché vedrò volentieri come riesce quell'alzamento.
Non intendo poi perché la medesima mi scrive, se voglio i gambi di
lupini col frutto, perché Ella sà cosa nè voglio fare. Termino per
275
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 1864".
La Raccolta Suore suggerisce: "27 luglio 1863".
Lettere
763
opera omnia
mandar subito la Lettera in Posta. Salutemi tutte e Monache, Novizie,
e Figlie. Addio, addio.
Tua Aff Com: Suor Paola E. Cerioli
Sup: nell'Isti: della Sacra Fa.
Sino da jeri abbiamo qui la Maria del Fattore che aspetta il
caretto per venire costì
Lettere
764
opera omnia
LETTERA
482
Cara Suor Rosa276
Ti mando il Cordone, o lavorato volentieri per tè. Io sto
discretamente bene, e mi tengo da conto come hai raccomandato.
Come la più vecchia, ti raccomando, a dar esempio in tutto, e per
tutto e fare che la vostra piccola Casa sia un luogo di delizia pel
Signore, e vi risplenda l'ordine, la regola, e la pace.
Stà sana, e raccomadami al Signore. S. Maria facilmente
l'abbandoneremo, abbia pazienza, tutto per il meglio. Ti saluto tanto
tanto
Tau Aff Compagna
Suor Paola E. Cerioli
276
Di Bianchi suggerisce: "Soncino 1862".
La Raccolta Suore suggerisce: "Giugno 1862".
Lettere
765
opera omnia
LETTERA
483
Cara Suor Rosa277
Ho ricevuta la tua Lettera, e mi consolo delle buone notizie che
ivi mi dai. Riguardo alla Lettera in essa rinchiusa di Suor Marta,
bisogna dirle che abbia premura di non perdere la roba, che dopo non
si disturberà, a ricercarla; che queste Calze278 qui non sono state
portate, che pensi, e guardi meglio che Le avrà ancora costì. Da
questo poi prenda esperienza quanto la negligenza de' propri uffici,
porta disturbi, e perdita di tempo. Ti riccorda quando hai il Cavallo in
libertà, cioè che non si adopererà più alla Campagna di mandarlo a
Comonte col Vascellino del Novelli, le robe che vi erano ancora
caricate, e qui il Telajo grande che è ancora in piedi, e che potrai far
strapare dal Giovanni: cosi a S.t Maria non resterà che quel solo che
adopera Suor Giuseppa. Ti raccomando di accomodare bene il Lino,
acciò non abbiamo da perdere d'una parte quello che si crede di
guadagnare dall'altra. Io sarei di parere che ha battere la Linosa
stessero nella stanza grande dove faccevano scuola quest'Inverno, e
prendere le sue misure acciò restasse poi netta è in libertà la
Domenica, per l'oratorio delle Ricreazioni festive. Bisogna poi
guardare che la facciono fuori bene perché mi riccordo che quando la
faccevano qui a Comonte sia poi per una scusa, sia poi per altro nè
lasciavano dentro ancor tanta: cosi pure che guardano d'unire e legare
bene le Sete del Lino, perché anche qui vi è la sua, e noi andiamo via
troppo alla buona. Io darei la cura del Lino, sempre però sotto la
sorveglianza della Maestra d'Agraria, oltre la tua s'intende alla Belli,
che essendo nelle sue cose assettata, né terrà da conto. Quando poi
sarà il tempo di fare il Lino pensaremo come combinare, poiché l'anno
scorzo nè anno cavato poco, ed impiegato più tempo di quello che si
richiedeva.
Quando si ha qualche lavoro d'importanza alla mano, bisogna
attendervi con ordine, cura, e quieta sollecitudine. Riguardo poi a
battere il Formento io non vedo come possano fare a batterlo le nostre
Figlie, perché in Convento, mai più, in Cascina vi ho le mie difficolta, e
277
278
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1864". Annota: "A Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Giugno 1864".
Queste Calze sono state ritrovate... in un'altra lettera precedente.
Lettere
766
opera omnia
per l'aja, e per la porta, sempre aperta quindi quest'anno sè tù pure sei
persuasa lo manderai sul Carro a barosse alla Campagna onde pensi
il Giovanni a farlo battere dai Braccianti. Perdiamo qualche cosa, è
vero, ma lo acquisteremo nel fare maggiore Linosa. Cosa ti pare? Un
altro anno poi vedremo. La nuova Novizia è ancora d'arrivare, però
ha scritto che sarà a Comonte entro la settimana. Ho avuto jeri notizie
di Leffe; colà stanno tutte bene. Delle galette nè hanno fatto, credo
circa dodeci, o tredeci Pesi in Casa e cinque circa il Massaro. Quando
viene il caretto mandami la piccola statuetta di S. Giuseppe che farò
accomodare, eppoi quei pochi fiori, e il piccolo cestino dove voleva
collocarlo. Guarda di non perdere un altra volta quel pezzettino
d'intalio che va collocato sulle portine del Coro che credo averlo
lasciato nel Tavolo di sopra. Dì al Giovanni che mi è stata carissima la
sua Lettera, e al sentire che si è divertito coi suoi Figli a Crema, mi
rincresce poi dei nuovi incomodi del Carlino, e vorrei che il Signore
ce lo lasciasce ancora in vita, essendomi esso pure caro al pari degli
altri due. Non scrivo al Giovanni perché vorrei prima ritrovarle
qualche compagno, e quindi darli buona notizia: ma vedo che è
difficile, perché anche quello suggerito della Catterina che fù qui a
Comonte questa mattina non è adattato: però ne aspettiamo un altro; è
chi sà forze che questo non sia a seconda de' nostri desideri. Mandami,
sè ti ricordi, quando verrà il Gio: la nota del raccolto delle Galette
fatte costì, che troverai descritte sul primo Foglio d'un Libretto che ho
lasciato nel Libro registri. Ti raccomando assai a tenere tutto notato, e
con ordine; questo è assai necessario in una comunità. Termino non
avendo altro a dirti, che pregandoti a salutarmi le Monache alle quali
raccomando l'amore alle proprie regole, la cordiale amicizia tra esse,
l'attenzione a propri doveri, e un distacco perfetto della propria
volontà. Ti raccomando pure le Figlie, che lavorano, e prendono
amore al lavoro, essendo questo assai necessario per la loro
condizione, innoltre un Figlia laboriosa è un tesoro nelle Famiglie,
poiché generalmente hanno anche meno diffetti, tendendo esse ai
propri impegni, e non ha quelli degli altri. Salutele tutte, e si riccordino
di mè nelle loro orazioni. Stà sana, e vivi da Religiosa raccolta, questo
è necessario dovendo sempre tù trattare con esteri. Il Signore ti ajuti.
Tua Aff Com
Suor Paola E. Cerioli
Non mettermi sulle Lettere Superiora Generale, dillo anche al
Giò: io non lo sono.
Lettere
767
opera omnia
Assieme ai Telai, manda anche i Pettini, tempiali, naette e
quant'altro và unito... Al caso che avesti qualche osservazione da
farmi riguardo al Formento scrivemi, poiché quanto ho scritto è un
pensiero che mi è venuto, vedendo la difficoltà di poterlo battere le
Figlie non sapendo dove, ed ha far l'aja vi è difficile, e portarebbe mi
pare spesa, e tempo, eppoi sono poche però sè hai formato qualche
pensiero tù pure, mè lo saprai dire cosi concertaremo. Le nostre Figlie
sono esse pure dietro a tagliarlo.
Guarda di non mischiare la linosa invernenga, con l'altra.
La R.da Madre dice di mandarle più presto che può il Carello
perche dovendo noi filare parte delle Galette di Leffe ci bisogna le
aspe da cambiare, come se poteste cambinare di mandarci col caretto
la Mercede ci sarebbe in questo incontro assai cara che pare a lei? a
me sembra niente che venga a Comonte col Giovanni però guardi
anche lei sè sia meglio darle in compagnia una piccola figlia oppure
Farla venire sola col Giovanni279.
Ho280 ricevuto questa mattina Lettera dal Rev: Sig. Canonico,
ove mi dice che riguardo alle visite delli Ispettori, questi possono
bensi sè lo chiedono andare nella Scuola estera, ma mai in Casa, e con
le nostre Figlie e in questo stà ferma, anche col Sig. Vicario, come ti
dissi.
279
280
Di Bianchi annota:" Da "Guarda di non mischiare..." fino a "venire sola con il
Giovanni." è scritto da altra mano.
Da qui riprende la scrittura della Cerioli.
Lettere
768
opera omnia
LETTERA
484
Cara Suor Rosa281
Ho ricevuto il Melicone, e le altre cose speditemi. Il Melicone è
assai scadente, e non mi vogliono dare che 27 Lire; io però sono
persuasa di venderlo istessamente avendo bisogno di dannari ma non
ti posso mandar ora l'importo sino a che non lo percepisco anch'io,
però lo manderò entro la ventura settimana; che facilmente bisognerà
mandare costì il Carettino a prendere della roba per gli Esercizi. Ai
dipendenti che ti cercano del Melicone, puoi far dare di questa
qualità che mi hai spedita, cercando essi di spendere meno, cosi sarei
di parere che nè vendesti ancora di questo un Carro costì. Cosi col
carra che ho venduto io, e con quello che venderete voi altri potrai
andare avanti un poco. Nelle ricreazioni Festive cambia qualche volta
Suor Maria, con Suor Anna, e quando sono molte lasciale ambidue,
oltre Suor Marta s'intende, poiché tù non hai da far altro che girare e
sorvegliare; colle nostre Figlie, a caso puoi far star Suor Isidora. Mi
piacerebbe che nelle ricreazioni prendessero piacere a giocare alla
Tombola, e interessarla poi con qualche immagine, anche il canto, col
canto provano molto gusto; L'istruzione dovrebbe farla Suor Marta.
Questa sera aspetto il Rev: Sig. Canonico, perché dimani non può
fermarsi a pranzo. Riceverai quanto le Figlie mi hanno ricercato. Ti
mando due cavagne da adoperarsi in ortaglia pei sassi, cosi pure il
Formento Marzellino da seminare, e dei Sigolotti da impiantare. Suor
Luigia, e tutta in facende a dispore per dimani, cosi pure le altre
Monache. Salutemi tutte specialmente Suor Maria. Ti raccomando
assai di stare attenta ed anche di notare tutto quanto spendi.
L'olio di Linosa lo manderò un altra volta avendolo ancora da
far fare. Ti saluto, e ti lascio con tutta la tua comunità, nei Sacri Cuori
di Gesù, Maria e Giuseppe.
Tua Aff. Com: Suor Paola E. Cerioli
281
Di Bianchi annota: "Da Comonte a Soncino".
Lettere
769
opera omnia
Non mando il Cottolo per la Maffi perché di quella roba non vè
nè più, però gliene manderò un altro la ventura settimana, quando
viene il carettino.
Alla Molto Rev. Madre.
La Rev: Suor Rosa Mazoni.
Soncino.
Lettere
770
opera omnia
LETTERA
485
Cara Suor Rosa282
Ho fatto buonissimo viaggio, e nè ringrazio di cuore il Signore.
Sono rimasta molto contenta, e soddisfatta del buon andamento di
costì. S:t Giuseppe vi protege, e vi assiste in modo speciale; Egli vi
faccia progredire sempre più nella via intrapresa della vostra
perfezione, e del bene di tante povare anime alle vostre cure, affidate.
Bramo saper nuove come fà Suor Marta, e sè le Raggazze Le si
affezzionana. Ella le prenda con molta carità, e dolcezza, e non dubito
che Le farà presto dimenticare Suor Maddalena. Riguardo al molto
numero di Fanciulle mi fece fare un buon riflesso Suor Luigia, cioè
che crescendo ancora in numero, come spero, si potrà fare tre scuole;
le grandi, e le mezzane dove sono presentamente con le Loro due
Maestre, e le piccine, piccine con un altra in una delle Scuole vecchie,
dove si potrebbe dare anche ad Esse maggior libertà, e in mancanza
di Monacha affidarle anche ad una nostra buona Figlia. Vi pare che
vadi bene? Dopo la coltura dello spirito si necessario pel buon
andamento della Casa, ti raccomando assai la salute del corpo delle
Religiose, specialmente di quelle che hanno d'ufficio di stare nelle
Scuole; bevete tutte il Vino a pranzo, e cena. Qui hanno fatto un poco
di Vino nuovo, e forse dimani vè nè spediranno, Suor Luigia ha avuto
la vizita del Sig. Ispettore delle Scuole, Sig: Trona, il quale volle
andare a vedere la nostra Casa, e vizitare le Scuole; stette in quella
delle estere, e fece alle Fanciulle qualche dimande della Dottrina,
eppoi andò nelle nostre, vi fece leggere, e spiegare a qualche d'una
quanto si leggeva, come le risposte della Dottrina, andò di sopra dove
vi era la Classe, e là pure fece qualche dimanda. In pieno però, dicce
Suor Luigia, che da quello che il medesimo credeva trovare restò
contento, Esso è stato qui Sabbato mattina. Io ho fatto molto bene a
ritornare jeri sera a Comonte poiché Suor Luigia era inquietissima.
Essa mi credeva già bella e annegata sotto l'acqua di Venerdì, chè qui
a Comonte cadè tutto il giorno a dirotto, e non fù che il rispetto umano
che la trattenne dal mandare un Uomo almeno a Romano per vedere
sè era viva, o morta. Vedete cosa vuol dire, e cosa fà l'immaginazione!
282
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, novembre".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di luglio 1863". Annota: "A Soncino".
Lettere
771
opera omnia
Ora è contenta. Vi saluto tutte tanto, e di cuore, come saluto tanto le
nostre care Figlie, che avrei veduto volentieri ancor prima di partire, e
di alle medesime che raccomando di procurare di far sempre più
bene, acciò il Signore Le bendicca, e che la prima volta mandarò ad
Esse la Fiera, Riguardo poi a quanto ti ho raccomandato di stare in
Scuola, quando sei in libertà regolati in causa, poiché adesso che vi è
Suor Marta è altra cosa, e fà come ti par meglio. Noi stiamo tutte bene.
Tienti da conto, e considerami quale mi segno. Suor Luigia ti saluta in
particolare come anche Suor Adelaide.
Tua Aff. Com: Suor Paola Cerioli
Raccomanda a Suor Marta che racconti alle sue Scolare dei belli
esempi istrutivi, quando è tempo.
Il Vino non è ancora all'ordine. Di a Suor Adelaide che la
Piscide, la manderò quando verranno a S.ta Maria a prender tè, e che il
corpetto della Luiselli non era adatato per quello che voleva fare, ma
le cercherò qualche altra cosa per la prima volta che verrà il Giò:
intanto la saluto tanto.
Lettere
772
opera omnia
LETTERA
486
Cara Suor Rosa283
Giacché ho un po' di tempo preparo due righe per te, mia cara
Suor Rosa, da consegnare poi Lunedì al nuovo Fratello che verrà ad
accrescere il numero nella nuova Fondazione. Questo sembra un
buon giovane, e spero che farà come un altro Giacomino. Ecco adesso
sono tre, faccia il Signore che facciono bene, prendono spirito, e
mettono radici. Dami dunque buone nuove, che nè sento propria
necessità. Eccoci anche quest'anno alle SS: Feste Natalizie. Con che
rapidità passa il tempo! E qual disinganno è mai questo mondo! Felici
noi, che il Signore ha fatto la grazia di conoscerlo, e di distacarcene,
sebbene esaminando capisca che anche nei Chiostri vi può essere il
suo piccolo mondo, Si il suo piccolo mondo, e cosi nol fosse! Mio Dio,
quanti motivi d'umiliarci! Sia tuo impegno, mia cara Suor Rosa, di
chiudere ogni adito onde questo nemico entra nella tua Comunità.
Che lo spirito del Signore vi regni sempre, spirito di distacco,
d'umiltà, di rassegnazione... Esercita ben bene le tue Religiose in
questo spirito dell'Evangelio senza del quale l'abito Religioso non è
che apparenza. Quando sento delle Religiose che trovano ripugnanza
alla dipendenza, all'umiliazione, dico queste non hanno lo spirito del
Signore, non lo amano, perché non seguono i suoi esempi. Quindi sia
tua cura di estirpare, e soffocare queste erbe cattive sè mai vè nè
fossero dal cuore delle tue Figlie, specialmente le Novizie; che
facciano costì pure il loro Noviziato, e senza riguardi. Tù pure converai
meco della sua necessità. Assueffale all'Ubbidienza pronta, ceca, alla
sommessione, non solo a tè, ma a tutte. Fà che dipendono nelle cose
piccole di Suor Giuseppa, o d'altre Monache, acciò si assueffano poi ad
ubbidire di buona voglia a qualunque Superiora. Impieghele quando
puoi in uffici bassi, disgustosi, di fatica. Rompi le loro avversioni sè
mai ne avessero, e avanti che prendono forza. Che sieno esate poi alle
proprie regole, impieghi ed uffici. E noi poi, cara Superiora?
Esaminiamo in questa Santa Novena qual è quel diffetto che ci può
impedire dal slanciarsi in Die con tutto il nostro cuore, con tutta la
nostra mente, con tutto il nostro spirito, con tutte le nostre forze. Non
283
Di Bianchi suggerisce: "Dicembre 1863". Annota: "A Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Dicembre 1864".
Lettere
773
opera omnia
sia mè, ti prego, che abbia da occupare anche solo una parte del tuo
cuore, ma sia tutto di Dio, poiché Egli lo ha creato tutto per sè. L'amor
disordinato per le Creature, che credo pecchi un poco il tuo, ci rende
inquiete, distratte ecc. mentre invece l'amor di Dio ci rende contente,
allegre rassegnate. Riffetti, e vedrai che ho ragione. Questa Novena
dunque procura che tutti i pensieri di qualunque sorta che ti si
volgeranno per la mente rifferibili a mè procuri subito di metterli nel
grande amore che il Signore ha avuto per noi, sue povare creature, di
mandarci il suo diletto Fgliuolo; e quanto patì nella sua nascita il
Divino Infante, di privazioni, di povertà, di freddo, d'umiliazione.
Ecco, questo è quello che ti dò questa Novena.
Scriverò poi a tutte assieme le tue Monache, ed anche alle Figlie
prima delle Feste, se il Signore mi darà grazia.
Scrivimi poi sè ti piace questo nuovo Fratello. Agradisci i miei
più affettuosi saluti, e falli agradire pure alle tue Compagne e Figlie. Il
Signore ti tiri a Sè col fuoco del suo santo amore.
Tua Aff Com.a Suor P: E. Cerioli
Lettere
774
opera omnia
LETTERA
487
Cara Suor Rosa284
Non voleva scriverti avendo pochi giorni a vederti, nulla meno
lo faccio per dirti che a mè sembrarebbe meglio di mettere il
Predicatore nella saletta solita perché vi è il fuoco, e la stanza nuova
farla servire per il Parlatorio. Fà preparare tutto è polito. Mandaci
Sabbato il Giò: con un poco di Legna minuta, avendo molto bisogna,
intendo però di quella secca, poiché di verde nè abbiamo anche noi.
Mandami pure quella cornice indorata che avete costì, non sò poi in
qual luogo, ma mi pare proprio che vi sia, e di avermela fatta
mandare quando era costì per mettere a qualche quadro, che poi non
andava bene. Basta, cerca, che se vi è la troverai. Suor Luigia stà bene.
Saluto tutte. Il Signore ti conservi nella sua santa grazia
Aff. Com. e M
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre.
La Rev: Suor Rosa Mazoni.
Soncino.
284
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Lettere
775
opera omnia
LETTERA
488
Cara Suor Rosa285
Non avrei avuto tempo da scriverti, ma ti faccio queste due
righe, per dirti che se il Signore mi farà grazia, verrò costì per il
raccolto, cioè, o per la fine di questa settimana, o subito dopo le SS:
Feste, ma bisogna che Venerdi mi mandiate ancora il Giovanni col
Caretto a condurci del Ravizone poiché noi qui abbiamo nulla da
imboscare, ed i Bigati sono tanti tanti, e belli: quelle due Oncie sono
quasi andate tutte al Bosco, ma ci vuole una pazienza di Giobbe a
doverli tutti mettere sui Boghetti, non di meno ringrazio il Signore
che sono andati bene. Mi è poi assai rincresciuto che non mi abbiate
mandata la roba delle due Milanesi, stavamo qui ad aspettarla,
perché una di queste doveva partire, e poi non mi avete mandato
nulla. La colpa è di Suor Marta che lo sapeva, ma non è proprio il suo
ufficio il guardaroba, pazienza! E' una grande virtù l'esatezza a' suoi
doveri, e bisogna raccomandarlo a tutte. Basta, metto qui la notta
della roba lasciata qui dell'una, e dell'altra di queste due giovani,
onde me la possa mandare, almeno se non è stata confusa assieme
all'altra roba del guradaroba. Saluto tutte, e mi consolo che Suor
Marta stia bene. Salutemi tanto il Giovanni. Farò avvertire il Sigr.
Gavazzeni che i Bigati sono andati al Bosco, ma bisogna sapermi dire
il giorno che contate di raccogliere, poiché esso probabilmente non
verrà che in quell'occasione. Sta sana. Il Signore ti assista
Tua Aff. Com.
Suor Paola E. Cerioli
285
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, giugno"
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di giugno 1865".
Lettere
776
opera omnia
LETTERA
489
Cara Suor Rosa286
Hai fatto benissimo a condure il Sig Vicario a benedire la Lonni
dal momento ch'egli stesso lo aveva richiesto, in queste circostanze
bisogna regolarsi in causa. In generale in Casa non si può introdure
nessuno, ma in certi casi, e con certe persone, sebbene rare volte la
Superiora può arbitrarsi. Ciò ti serva di tua quiete. Mi rincresce che
non mi abbi ubbidita a prendere la ricetta che con tanta premura ti
aveva mandata, occorre dire che da Superiora ubbidiente la prenderai
adesso, ne hai da bisogno, o nò non importa ti farà sempre bene: Ecco,
scaldarsi a Letto, prendere il Caffe con un po’ di pane dopo pranzo, e
l'acqua e Latte sera, e mattina per quindeci giorni. Le Lettere del Gio: e
anche quella del Cesare mi ha consolato, questa volta non scrivo ad
Essi avendo dovuto fare una lunga Lettera per Leffe e le scriverò un
altra volta. Riguardo allo stername da comperare dal Sig Ludrini, già
è molto, però lo facciono pure; Sento che i dodeci Napoleoncini delle
Piante sono già dileguati, però ora avete ancora quelli 8 che vi diede
Ludrini, e con questi non anderai avanti un poco? Ti raccomando di
far Muovere il Melicone. Il nostro credito verso Ludrini e di 22
Marenghi.
Avrei assai caro che i Figli portassero sempre l'abito uniforme
almeno l'ablus, ma considero che resterebbero poi senza la Domenica,
vuol dire che intanto consumano quelli che avevano prima di
fustano, che diversamente non si saprebbe che farne, dopo poi
anderanno sempre in uniforme. Salutemi tanto il Gio: e poi anche il
Cesare; tanti saluti pure alle Monache, e le nostre Figlie, come un
buon principio d'anno. Salutemi in particolare la Lonni e dille che si
abbandoni con confidenza nella braccia del Signore pronta a fare in
tutte le maniere la sua SS: volontà. Tienti da conto, e considerami
Tua Aff Coma
Suor Paola E. Cerioli
A Leffe stanno tutte bene
286
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, dicembre 1863. Vd Ep 484".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine dicembre 1863".
Lettere
777
opera omnia
Lascia più che può il nostro Giovanni alla Campagna acciò i
fratelli se ne possano servire per condure al lavoro i loro Filgloli
La Rda Madre dice di mandar la Festa le Figlie in letto alle Ore
9. la sera
la saluto di cuore
desidererei sapere quanto spendono i Fratelli al mese per uso
della Propria Casa cioè in cibarie ecc. ma lo Faccia come Lei senza che
esse lo sappiano, cioè lo faccia con Furberia almeno se può Faccia il
conto cosa spendono d'ordinario al mese poiché il resto sarà per loro
Ti raccomando che non spendono altri dannari che questi che ci
vogliono per lo strame, giacché non si ha da dare fuori dannari
incontrandoli con Ludrini perché abbiamo delle grandi spese, e non si
cava un soldo.
Lettere
778
opera omnia
LETTERA
490
Cara Suor Rosa287
Due righe cosi alla sfuggita. Ti mando la roba onde far fare i gilè
per S. Carlo ai Figliuoli, ed il giacche per Giovanni secondo
l'inteligenza formata con Suor Adelaide. Io crederei bene di far fare un
Gilè anche al Doro, lavora tanto! Lielo dirai a Suor Adelaide: mando
pure alla medesima dei Corpetti, e delle Calze pei Figliuoli, e Fratelli.
Sono assai contenta a vedere la Margherita si disposta a tornare a
casa; perché mi pesa di più quando bisogna propria rimandarle
contra la loro volontà. Non mi trattengo di più perché se il Signore mi
dara grazia si rivedremo presto. Con Suor Maddalena manda in
Compagnia quella Figliuola di S.t Croce, che poi la tornero a ricondure
costì. Con Suor Marta ti mando la Locatelli, la quale ora fa assai bene,
e lavora assai. Sarebbe mia intenzione quando vengo a S.t Maria di
condure Suor Leonilde, per mettere nelle nostre Figlie assieme a Suor
Maria e mandare a Leffe Suor Catterina: però dimando il tuo
consiglio, e quello di Suor Adelaide, perche dopo per un anno almeno
non bisognerebbe cambiarle più. Mi sappia dire Suor Adelaide sè i
corpette vanno bene, e quante ancora ne occorono, cosi le Calze. Saluto
tutte in particolare. Addio.
Tua Aff Comp
Suor Paola E. Cerioli
287
Di Bianchi suggerisce: "comonte, ottobre 1864". Annota: "A Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine ottobre 1865".
Lettere
779
opera omnia
LETTERA
491
Cara Suor Rosa288
Ti scrivo per dirti di non mandarci questa settimana il Caretto
ma aspetta sino a chè non abbiamo alla Campagna un altro Uomo e
intanto fà stare colà il Giovanni poiché hanno da tagliare la Legna,
eppoi hanno quei due Figliuoli infermi, e il povero Giovanni non sà
da che parte voltarsi con tanto lavoro, ed ho sempre paura che si
ammali dovendo alzarsi anche di notte per gli ammalatti. I Candellieri
te li manderò per mezzo del Carettino col Fratello Giuseppe, o con un
altro, poiché questi dice che mi darà risposta entro la settimana e non
sò quello che deciderà egli, e che faro io. I bambini sono belli, e ti
ringrazio. Raccomanda a Suor Adelaide che tenga a registro il
Melicone che manda a Comonte, e registri la farina che vi
rimandiamo, cosi pure tenga notta di quella che mandate alla
Campagna, e tutto con bel ordine, è bene, onde poi poter sapere, e
confrontare cosa và in una Casa, e in un altro, poiché tutto serve a
tener miglior regola, e più cognizione dell'uscita d'ogni Famiglia.
Salutemi tanto la medesima, Suor Marta, e tutte. Tanti saluti pure ai
due Fratelli, specialmente il Giò: ho molto sul cuore quei due Figli
ammalatti, ma il Signore è padrone è saprà ben Egli perché ci dà
questa croce, e a luogo, e tempo ci rimedierà. Intanto teniamola
pazientemente poiché le croci sono per gli amici di Dio, sempre
portandole volentieri. Ho un altro Figliuolo che vorei regalare al Giò:
però sano intendiamoci, ma mi rincresce un poco perché ha soli 10
anni, ma è un povaro Orfano, e tanto me lo raccomandano, che
finalmente dirò di sì. Questo è il Fratello della Rota. Termino non
avendo altro da dirti. Dunque ti saluto con tutto l'affetto.
Tua Com. e M
Suor Paola E. Cerioli
Alle volte mi viene il sospetto che i Figliuoli potessero mettere
malumore tra il Giò: e Cherubino, cioè riportando qualche parola...
cosi per ignoranza. Sai come fanno alle volte anche le nostre Figlie,
molto più che il Cherubino è un pò burbero. Però te lo dicco per
norma.
288
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, febbraio 1865". Annota: "A Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine dicembre 1864".
Lettere
780
opera omnia
LETTERA
492
Cara Suor Rosa289
Ho tardato a risponderti per riguardo alle due Ragazze
raccomandate dal Sig. Giudice perché a dirti la verità so, e vedo per
molta esperienza quanto i Figliuoli risentono, o spiegano poi più tardi
le tendenze de propri genitori, non dimeno trattandosi d'un Paese dove
abbiamo Casa, e avuto riguardo alla persona che le raccomanda le
accetterò ma a condizione che vengono accompagnate d'una
dichiarazione in scritto a chi dobbiamo noi riconsegnarle, a chi si
addossa l'obbligo di venirle a prendere a caso che si scoprisse in Esse
tendenza, o principio di pazzia, come anche sè le medesime Figliuole
non si potessero assueffare alla nostra maniera d'educazione, o che per
altre cause, o motivi, non si trovassero pel nostro Istituto. Inoltre che
sieno fatte accompagnare da loro a Comonte, essendo questo il luogo
ove vogliamo collocarle, e che abbiano almeno gl'indumenti necessari
per cambiarsi. Questo è quanto posso fare, e dirti in proposito di
queste due povare Figlie.
Questa settimana, se Dio lo vorà vado a Leffe, e ti scriverò poi di
là. Tù vivi quieta a mio riguardo che mi tengo da conto, e sto bene.
Raccomandami al Signore acciò faccia sempre la sua SS: volontà. Se
vedi Monsignor Vescovo, dimandagli se ci dà licenza di poter dare i
soliti Esercizi alle Estere, e falle i miei doveri. Addio, considerami
Tua Aff Compa
Suor Paola Eli: Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni Soncino.
289
Di Bianchi annota: "Comonte".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine luglio 1864".
Lettere
781
opera omnia
LETTERA
493
Cara Suor Rosa290,
Non andar in collera: ho differito di soli pochi giorni la mia gita
costì. Ciò è stata causa la malattia aggravante della nostra figlia
Locatelli, ed altri piccoli impegni da terminare, che lasciavano Suor
Luigia inquieta e turbata se partiva da Comonte. Spero la ventura
settimana di rivederti, poiché mi sta veramente a cuore la Casa di
costì, molto più adesso pei bigatti. Intanto ho mandato col bigattino la
sola Catterina e condurrò meco la donna. Se nascono i bigatti la
Catterina, per questi pochi giorni, starà alla Campagna invece di
questa. Tu fa metter una scalliera nella cucina delle figlie, come di già
avevamo divisato, ed un'altra nella cucina della Maddalena ed d'una
parte metti la Mercede, e dall'altra Suor Anna, la quale però dovrà
sorvegliare anche la medesima ed aver tutto l'impegno dei bigatti. La
scuola che m'immagino sarà assai diminuita, potrà farla tutta Suor
Marta. Destineremo poi quanto vorrò come regolare con più ordine
che si può il disimpegno dei bigatti. Mandami a Comonte la
Vavassori e la Peruti assieme al Giovanni ch'io credo che basti e sieno
ben custoditi. Scrivimi pure due righe come state costì e come vanno
le vostre faccende. Termino avendo pochi giorni a rivederti. Intanto
anticipandoti tanti saluti sì a te che alle Monache mi dico.
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Su Comonte
Di al Giovanni che ho mandato a Leffe per il suo certificato, e lo
porterò, assieme a quello del Cesare al più presto potrò. Ti
raccomando che si abbiano da ingegnarsi con le Bestie, onde non
comperare altro Fieno, poiché fanno così tutti. Se vogliono un carra di
Paglia, noi l'abbiamo a Leffe.
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino.
290
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, maggio 1864".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di maggio 1864".
Lettere
782
opera omnia
LETTERA
494
Cara Suor Rosa291
Suor Luigia mi consolò dandomi sì buone notizie della tua
Casa, e quella dei Fratelli. Che il Signore sia sempre lodato, e
benedetto. Riguardo poi a te ho sentito con molto dispiacere che abbi
avuto tre giorni di febre, e tutt'ora la tosse, e soppra più che non vuoi
curarti. Il motivo dunque pel quale ti scrivo è per obbligarti a tenerti
da conto. Guarda tutte le sere hai da scaldarti a letto, e prendere
almeno per quindeci giorni un bicchiere d'acqua, e Latte la sera, e la
mattina, dopo la S. Messa i giorni di comunione; e dò l'ufficio a Suor
Giuseppa di pottartela, come anche il fuoco quando vai a Letto. Dò
poi incombenza a Suor Isidora di farti tutti giorni il Caffè dopo
pranzo, e di portartelo con un pò di pane, perché sò che mangi poco;
cosi pure do incombenza a Suor Marta di metterti sul Letto la
Preponta a caso che non l'avesti, e di darti ancora qualche cosa da
metterti adosso specialmente in vita, e sè non avesse niente adopera la
mia cottina di mezza stagione, quella che voleva tagliar sù per i
Figliuoli, che credo sia ad S.t Maria e potrai metterla sotto la bustina
perché io sò che costì fà assai freddo. Ecco, questi sono i pochi rimedi,
e le medicine ch'io come Medico ti ordino, di prendere almeno per
quindeci giorni, dopo sè non avrai più la tosse, cambierò la Ricetta.
Prego poi Suor Anna a scrivermi sè mi ubbidici, e come stai,
poiché a tè su questo riguardo credo poco, o nulla. Noi stiamo bene
come avrai già sentito da Suor Luigia. Termino perché la medesima ti
avrà già raccontato quanto avevamo di notizie. Stà sana. Buone Feste
a tutte, e considerami.
Tua Aff Co
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev Madre
La Rev. Madre Superiora Suor Rosa Mazoni
Soncino.
291
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 24 dicembre 1863 (dal timbro). Vd Ep 479".
Così anche la Raccolta Suore.
Lettere
783
opera omnia
LETTERA
495
Cara Suor Rosa292
Ti mando qualche Libri del Mese di Marzo, acciò nè regali uno
alla Giuseppina, un altro alla Natalia ed uno alla Luigia quando
vengono a ritrovarti. Non ho potuto rispondere al Sig. Arciprete che
mi ha scritto per accettare una Figlia perché non ho avuto tempo. Le
risponderò ad un'altra occasione cioè la prima volta che ritornerà il
Cavallo. Intanto sapiami dire sè questa Figliuola che mi raccomanda la
quale è una certa Bignami Stefana d'anni 10 è sana e robusta, e atta ai
lavori di Campagna, cosi pure sè ha sentimento, per essere istruita
diversamente andiamo contrario al nostro scopo. Mi saprai dire
dunque qualche cosa cosi mi regolerò col risponderli. Ti mando un
altra volta la povera Figliuola ammalatta, spero che questo doppio
viaggio non le pregiudicherà. Il Medico mi disse che queste arie per
essa erano pregiudicevoli, infatti stette sempre a Letto. Sè mia Nipote
può collocarla ancora ad Orzi da quella sua Madre adotiva sarebbe
una grande bella cosa; forze l'aria nativa potrebbe ancora giovarle.
Mia Nipote non doveva né anche mettermela poiché da quello che
sento è stato ancora ammalatta eppoi non è costruzione per noi. Basta,
sè ora può darcela indietro tutto è niente, diversamente bisogna aver
pazienza; solo tenerla separata dalle altre Figlie, e ben governarla.
Noi non abbiamo niente di nuovo. Salutemi tutte e considerami quale
mi segno.
Tua Aff Com
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Mandami dei centesimi per fare le elemosine.
Che faccia anche Suor Marta il Mese di S. Giuseppe in Scuola
delle Estere.
Alla Molto Rev. Madre
Suor Maria Mazoni
Soncino.
292
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, febbraio. Vd Ep 497".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine febbraio 1865"
Lettere
784
opera omnia
LETTERA
496
Cara Suor Rosa293
Ti mando il Maffi col carettino per restituire la roba spediteci.
Intesi con meraviglia della vizita che ebbe il Giovanni, ma più poi
quella del Giudice fatta costì. Asserendo noi non avere Istituto, ma
sole case private, mi sembra che non avesse diritto di vizitare la Casa
molto meno poi il volere andare di sopra: o almeno ci voleva un
plausibile motivo che giustificasse questa sua richiesta. Le dimande
che fece riguardo ancora agli Esercizi è un vero pretesto poiché sono
già stati informati non una, ma due volte dall'Ispettore, e dal Sig
Vicario a voce, ed in iscritto, e dal momento che hanno trovata la
falsità dell'accusa perché vengono ancora a farci le stesse dimande. Io
non sò cosa d'altro ti abbiano dimandato, ma dovreste sempre
rispondere questo io nol sò, lo saprà la Madre, io stò qui solo per
attendere, e sorvegliare le nostre faccende domestiche, sè hanno
qualche cosa scrivono che lo farò avere alla medesima, ma io non le sò
dire niente in proposito. Stà sempre sù questo che non abbiamo
Istituto ma sole case private, che non pretendiamo tenere educandato,
ma solo delle povare Figlie cosi per fare una carità, che questo lo
possono far tutti non essendo proibito il far del bene; ed essere noi
un'associazione di donne che cercano, come devono far tutte, del
bene, e non del male. E' ti raccomando molto di non nominare mai né
il Sig Canonico, né il nostro Monsignor Vescovo. Non lasciarti
abbagliare dai bei discorsi ma rispondi poche parole, e polite, perché
noi non avendo né spirito, né scienza, né esperienza potressimo con
facilità, e senza volerlo imbarazarci. E' stato qui adesso il Rev. Sig.
Arciprete, assieme ad un Sindaco, e avendoli io raccontato quanto mi
scrivesti, mi dissero che facesti male a condure il Giudice per la Casa,
prima perché essendo solo non poteva, eppoi doveva essere munito
d'un mandato del Municipio che lo autorizzava a ciò fare, e in quanto
alle dimande intorno agli Esercizi, risponderli che ha tutto questo si
aveva di già dato evasiva. A momenti tutti annunciandosi chi per
uno, chi per l'altro ci metteranno in ridicolo, ed in scherzo vedendo
che per la nostra dabbonagine tutti possono venire a interogassi, vedere,
293
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, aprile 1864".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di aprile 1864".
Lettere
785
opera omnia
e cosi appagare la loro curiosità. Sè tù non puoi capire i mandati, e le
carte d'autorizzazione, dirle che vengono accompagnati da qualche
d'uno che tù conosci. Più di tutto non aver timore, e sia franca. Vedi
che cosa abbiamo guadagnato con la nostra condiscendenza? Ma
questa vizita poi è veramente a ridere, sè almeno è veramente come
mi scrivi.
Riguardo poi alla mia salute, stò bene, però ho un pò di tosse, ed
è per questo che aspetto un poco a venire a Soncino, onde tenermi da
conto. Le Monache stanno tutte bene, anche quelle di Leffe. Gli
Esercizi andarono bene. Salutami tanto il Giovanni al quale scriverò
dimani non essendo stata attempo a scriverle per il Maffi. Ti
raccomando a coltivare lo spirito di carità, e d'annegazione nelle tue
Monache, poiché a nulla giova il resto sè manca l'essenziale. E' tù lo
spirito d'Orazione acciò questa t'impetri Lume, forza, e prudenza per
ben reggere tè, e le tue compagne. Il Signore supplisca alla nostra
pochezza, e per l'onore della sua santa Casa volga in meglio ogni
nostro operato. Salutemi tutte Monache, e Figlie. Stà sana e pensa
poco a mè che nulla guadagni ma pensa a quello che può darti ogni
bene, in questo mondo, e nell'altro. Salutemi pure i Fratelli, ed i
Figliuoli. Addio, addio
Tua Aff. Com. Madre
Suor Paola Eli: Cerioli
Alla Molto Rev.da Madre
La Rev.da Suor Rosa Mazoni
Soncino.
Lettere
786
opera omnia
LETTERA
497
Cara Suor Rosa294
Ti scrivo cosi due righe di fretta pel Maffi onde darti mie
notizie. Ho fatto buon viaggio, ed ho ritrovate tutte di buona salute.
Dimani secondo la nostra inteligenza aspetto di ritorno il Maffi col
melicone. Intanto ti mando un pezzo da 20 F: il rimanente sul prezzo
del Melicone lo manderò Sabbato pel Giovanni. Guardati dalle piccole
spese. Ti mando il Libbro per la Lezione e tù ci restituisci quello del
Curato. Quando Suor Maria lavora, e stà in Campagna tutto il giorno
non bisogna che digiuni. Le Figlie pure quando lavorano tutto il
giorno puoi anticiparle ancora di mezz'ora l'ora del riposo, cioè alle 8,
e mezza. Ti raccomando, come anche a Suor Maria di guardare sè i
Figli295 lavorano, quando sono a S.t Maria, specialmente poi il
Giacomino. Spero che avrai fatto smovere il Melicone tanto d'una
parte che dall'altro, e sè ti pare farne portare ancora sul Solajo in
Convento. Mandaci quella poca Linosa: cosi pure la cassetta che
adoperano per fare i Lisci sè almeno puoi accomodare bene sul
Caretto. Ti raccomando di stare attenta e raccolta. Salutami tutte, e
considerami quale con tutto l'affetto mi segno. Tanti saluti al
Giovanni.
Tua Aff. Com:
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Masoni
Soncino
294
Di Bianchi annota: "Comonte".
295
Probabilmente siamo dopo il 1863 poiché la Cerioli parla di Figli.
Lettere
787
opera omnia
LETTERA
498
Cara Suor Rosa296
Scrivo a te questa volta, in risposta alla Lettera di Suor
Adelaide, jeri ricevuta. Sento volentieri dell'interessamento di Monsi:
Vescovo per la nostra Capellania; Faccia S.t Giuseppe che possa una
volta essere sicura. Non essendovi necessità che venga costì adesso
verrò poi a mettervi in piedi il lavoro di Coperte, e di sgarzatura della
lana e delle Struzza poiché ci vuole del tempo a riunire tutti gli
attrezzi necessari, come anche a far imparare il mestiere alle Figlie di
qui per poi insegnarlo alle altre, ma vedo esservi proprio necessità
d'una brava maestra in questi lavori, diversamente non si farebbe che
consumare la roba, e il tempo; perche le cose bisogna farle con ordine,
tenere la sua stanza apposita per questo che non vi abbia d'entrare
nessuna, e chiuderla quando non si lavora, diversamente è meglio
non incominciare: Io cerchero la Maestra, perche quanto a Suor Angela,
non può sempre attendere a questo lavoro, nè avrà abbastanza
pratica, e bravura d'istruire le altre. Va bene Suor Rosa? Adesso ho
acquistato esperienza che sè vogliamo aver un utile nei nostri lavorieri
bisogna farli bene, con ordine, e precisione. Riguardo poi al desiderio
esternato della Giuseppina di voler venire qualche giorni a Comonte
con le sue Figlie, ti prego di farle intendere che noi non possiamo
tenere in Convento persone estere, essendovi il Noviziato, eccettuato
le soli mie Nipoti, a Leffe poi è diverso il caso essendovi la Casa di
Suor Costanza, dove non restano in convento. Questo ti raccomando
assai di dirglelo accio non ve le abbia da condure: del resto salutemela
tanto e dille che mi scusi, ma cosi sono le nostre Regole. Saluto pure la
Natalia alla quale le auguro ogni bene, e benedizione di Dio nel suo
prossimo novello stato.
Suor Luigia è pur essa qui a Leffe da jeri e si fermerà otto, o
dieci giorni; a Comonte abbiamo poi mandato Suor Nazarena. Io sto
bene, e vivo qui assai volentieri come tù sai. Salutemi tanto Suor
Adelaide e tutte, da parte anche di Suor Luigia, e Monache di qui. Il
Signore ti faccia santa. Credimi e considerami
Tua Aff. Compa.
Suor Paola E. Cerioli
296
Di Bianchi suggerisce: "Leffe, 1864". Annota: "A Soncino. Vd Ep 437; 464; 465;
496".
La Raccolta Suore suggerisce: "Luglio 1865".
Lettere
788
opera omnia
LETTERA
499
Cara Suor Rosa297
Ecco le tre Donne, ed il Bigatino: questo forze non ti piacerà
all'aspetto ma noi abbiamo avute ottime informazioni si riguardo alla
bontà, che della sua capacità per Bigati. Basta, il Signore benedica la
nostra buona intenzione, per cooperare ad un abbondante raccolto.
Io sarei di parere di metterlo a dormire in Cascina però non
saprei avendo le Figlie; tù con Suor Adelaide fatte quello che meglio
credete e regolatevi in proposito, non sapendo cosa dirvi. A caso che
Lunedi non possa venire non stà a pensar male. Mandami indietro il
Cavallo col Giò: quest'oggi per risparmiare una giornata. Ti saluto di
fretta
Tua Aff.
Suor Paola Cerioli
Verrebbe per Fratello costì un Fratello del Giacomino, giovane
di 19 Anni, assai buono, e lavorentone come mi vien detto: però
sentirei prima il parere del Gio: avanti di accettarlo, sapiami dunque
dire qualche cosa298.
297
298
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, maggio 1865". Annota: "A Villacampagna. Vd
371; 343; 440".
La Raccolta Suore suggerisce: "Aprile 1865".
Probabilmente è scritta prima del 4 maggio 1865 [cf la lettera datata 4 maggio
(1865?)].
Lettere
789
opera omnia
LETTERA
500
Cara Suor Rosa299
Non ho potuto mandarti il Giovanni prima d'ora perché già sò
che quando è qui una cosa, o l'altra vi è sempre da fargli fare. Ora
riceverai le Coperte, il Melicone ecc, ecc. Voleva mandarti della frutta
ma non sapeva sè ne abbisognavate, in caso che vi fosse cara mè lo
saprai dire pel Giovanni, che aspetto senza fallo Giovedi carico di
Legna grossa. Lunedi prossimo di sera facciamo gli Esercizi per noi
Monache; e Lunedì mattina manderai a Comonte Suor Maria, Suor
Anna, Suor Marta, e Suor Isidora e tù, e Suor Giuseppa starete costì a
custodia delle Figlie, e della Casa, ed ha pregare per noi acciò gli
facciamo bene. Subito terminati verrò io a Santa Maria ad
accompagnarle. Sabbato dirai alle Figlie della Scuola che sino a
Mercoledi dell'altra settimana non si fà più scuola, perché verremo a
Soncino Martedi. Ti raccomando in questo tempo la custodia delle
nostre Figlie. Io direi che le nostre Monache potrebbero servirsi per
venire a Comonte del nostro Cavallo bianco che te nè pare? E' stato
qui il Padre della Catterina, il quale mi disse che ha la Moglie
ammalatta, e desidera vedere sua Figlia. Sarà forze questo un pretesto
per vederla, in tutte le maniere però e meglio che venga coll'occasione
del Giovani, ma Sabbato senza fallo tornerò à rimandarla, sino a che
non abbiamo trovato un altra donna da mettere alla Campagna. Il
Cherubino pure verrà Sabbato.
Cara Suor Rosa ti raccomando questa volta d'aver pazienza, sè
perdi i SS. Esercizi, qualche d'una già bisognava star fuori, ho scelto tè
come più vecchia, l'anno venturo però tù sarai la prima. Guarda da
far lavare le Coperte che ti spedisco con l'acqua, e sapone, e farle
accomodare ben bene prima di guarnarle. Siamo in pensiero di
ritornare a prendere il Giuseppe, il Sig Prevosto di Capriate al quale
feci dimandare informazioni, me le diede buone, e mi scrisse che era
un buon cristiano, ma soggunsce però che non garantiva sulla sua
perseveranza. Questo è il motivo che mi tiene incerta, che del resto mi
sarebbe caro, però sentirò volentieri un tuo parere e quello del
Giovanni.
299
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, ottobre 1864". Annota: "A Villacampagna".
La Raccolta Suore suggerisce: "Settembre 1864".
Lettere
790
opera omnia
Sappiami dire quante vè ne sono negli Esercizi, e sè i Parochi
hanno risposto. Come pure sè hai scritto alla Maestra di Trigolo come
mi pare di avertelo detto.
Io stò bene, cosi pure tutte di qui. Tienti da conto, e ti
raccomando l'attenzione alle Figlie ed alla Casa in questo tempo che
sarai sola. Dì a Suor Giuseppa che la farò poi venire a Comonte
anch'essa una qualche volta, intanto mi raccomandi al Signore acciò
possa far bene questi Santi Esercizi.
Che il Signore ci benedica, e ci conservi nella sua santa grazia.
Di cuore
Tua Aff. Compa.
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Ho pensato che la Catterina non può venire col Caretto,
essendo carico di Legna, quindi è meglio che venga a Comonte con le
Monache Lunedi, cosi farà gli Esercizi
Lettere
791
opera omnia
LETTERA
501
Cara Suor Rosa300
Guarda dal lasciarti prender un altra volta dall'inquietudine che
hai provata, come mi scrivi, dopo il tuo ritorno a Soncino. Il Signore
te ne liberi.. non avreste più pace; perche questa sorta d'inquetudini
essendo prodotte dall'immaginazione ti legarebbero in maniera di aver
paura a parlare, cosa dannosissima in una Superiora che dovrebbe
essere sciolta, e senza debolezze. Quello che mi hai detto qui, sono
tutte cose semplici, ed indiferenti di maniera che quasi non mi ricordo,
e sè fossero anche state cose più rilevanti avresti fatto male malissimo
a tacerle, sia poi per scrupolo sia per altro fine. Guardati dunque sul
bel principio di questo diffetto, ed anche se nella tua vita ti succedesse
di cadere proprio in quel fallo, mettiti nel Cuore Santissimo di Gesù
con confidenza grande e non pensarci più. Ti raccomando poi assai la
vigilanza della Casa, il tenerti raccolta, l'occuparti in qualche cose, e
tener a mano il tempo. Tu devi essere lo specchio della Casa, e
l'esempio delle Religiose. Ti raccomando poi anche le frequenti
Giaculatorie, e quando puoi qualche visita a Gesù Sacramento, onde
ti illumini, e ti regga a ben custodire e guidare la tua Casa, onde il
Signore vi abiti volentieri. Non sò sè verranno anche costì a cercarti
per una sottoscrizione301 di protesta, e Ringraziamento al Santo Padre
per quello che ha fatto all'Italia riguardo a mantenere la Religione, a
caso dunque che venissero, puoi sottoscrivere, come pure le
Monache, e Figlie; noi abbiamo sottoscritto tutte: però ricordati di
mettere il solo tuo nome di secolare senz'altro per esempio -Rosa
Mazoni, Maria Longhi, ecc. Siccome poi si aggiunge alla sottoscrizione
un Offerta cosi puoi dare un Argento tra tutte. Non ho altro di nuovo,
eccetuato che fà un gran caldo, specialmente la notte. Suor Luigi stà
bene, però sai quanto è apprensiva. Suor Costanza pure stà bene, e
cosi tutte. Le Novizie non fanno propria male. Mi è rincresciuto nel
sentire i dispiaceri del Gio: per i Figli ed i Fratelli, ma d'una parte le
300
301
Di Bianchi suggerisce: "Estate 1865". Annota: "A Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine giugno 1865".
Nella lettera datata [8?] luglio 1865 si fa riferimento ad una lettera scritta
precedentemente. Con buona probabilità la lettera a cui ci si riferisce è questa.
Quindi la data di questa lettera è anteriore all'[8?] luglio 1865.
Lettere
792
opera omnia
servirà di maggior esperienza, e pratica per l'avvenire. Il
Cherubino302, e il Giammaria303 sono d'animo piccolo, e non hanno né
spirito né nessun idea di reggere Figliuoli, d'altronde non hanno idee
slanciate, e non vedono al di là della loro Casa: ma spero che a forza
d'esperienza si formeranno più pratici, e più disinvolti. Ho voglia di
venir costì, ma fa ancora troppo caldo. Salutemi tutte, le Monache alle
quali raccomando lo spirito d'umiltà e di distacco. Saluto pure le
Figlie, e vorrei fossero ubbidienti, e docili. Il Signore ti dia la pace,
non essendovi bene sopra la terra che la possa paragonare. Stà sana, e
considerami
Tua Aff.a Compagna
Suor Paola E. Cerioli
P.S. Il nostro Giovanni, quando non avete un lavoro di
conclusione da farle fare a S.t Maria, mandatelo alla Campagna a
lavorare con i Figliuoli, perche oltre che sorveglia anch'esso guadagna
la giornata.
Per vostra norma, non fatte nessun prezzo per ora delle poche
Galette che raccoglierete costì, perché oltre che questo valgano molto
meno delle altre, sono ribassate grandemente, come anche la seta.
302
Di Bianchi annota: "Cottinelli".
303
Di Bianchi annota: "Pezzoli".
Lettere
793
opera omnia
LETTERA
502
Cara Suor Rosa304
Ti occludo qui aperta la Lettera pel Gio: perche cosi vedrai
riguardo al Fratello che vi era stato proposto di Martinengo, ed ai due
Figliuoli. Io ho fatto buon viaggio, e grazie a Dio sto bene. Ti
raccomando di nuovo la sorveglianza della tua Famiglia in
particolare delle Figlie avendone propria da bisogno. Quando il Gio:
ha terminato da condure i quadrelli che mi ha detto sono più pochi di
quello che credeva, lo manderete a Comonte, dovendolo mandare a
Leffe con del Melicone e con questa occassione mandarete a Comonte
la Felice, Mercede, e Rachele. Però prima terminate di tirare la seta.
Riguardo ai quadrelli da comperare ancora da Consolandi, sè non sono
di già provisti, crederei bene di provederne solo 10 milla condotti da
esso a S.t Maria, mettà per sorta s'intende per vedere che cosa ci
conduce, e sè saremo contenti di questi prendere anche gli altri dieci
milla. Va bene? Vi mando la Tovaglia, sapiatemi dire sè và bene, e sè stà
bene, diversamente vi manderò ancora la vostra. Mi sembra che
quella vadi lavata essendo sporca, però fà come vuoi. Tanti saluti a
Suor Adelaide, e tutte. Stà sana, pensa al Signore, e considerami
Tua Aff Com
Suor Paola E. Cerioli
304
Di Bianchi suggerisce: "1865". Annota: "A Soncino. Vd Ep 201".
La Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di maggio 1865".
Lettere
794
opera omnia
LETTERA
503
Cara Suor Rosa305
Ho fatto buon viaggio, e sono arrivata a Comonte qualche
minuti soli dopo partito Monsi. Vescovo che fù qui a ritrovarci.
Secondo la nostra inteligenza o parlato con il Sig. Scotti riguardo a
quell'insolenti ma, lo trovai un po freddo, egli è la Sig. Peppina parve ci
Faccessero poco caso, però mi promise che gli avrebbe Fatti chiamare,
io però ho pensato bene di scrivere due righe a Costanzo onde Faccia
cessare questi scandali. Scrivimi ti prego due righe perché sono un po
inquietta. A caso avesti qualche altri disturbi manda pure a chiamare
Costanzo poiché vedo che è ancor lunica. La Belli sta meglio ed è
venuta anche la Novizia. Di Leffe ho ottime nuove. Invece di Giovedi
verrò Venerdì per aspettare la Donna pei Bigati. Ti saluto
premendomi assai di mandare il Maffi, onde possa ritornar carico col
Fieno domani. Ti saluto tanto tanto assieme a tutte
Tua Aff.
Suor Paola E. Cerioli
La saluto di Cuore anch'io e la ringrazio di tutte quelle belle
cose che ci mandò
306
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
305
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, maggio 1862".
306
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano". Non sembra azzardato dire che si tratti
di Suor Luigia Corti.
Lettere
795
opera omnia
LETTERA
504
Cara Suor Rosa307
Assieme il Fieno ho fatto mettere due Pagliaricci uno pel
Bigatino, e l'altro per la Donna; Quello che dormiva entro il Maffi fallo
vuotare, e portare a S.ta Maria per lavare. Cosi pure i Lenzuoli coperta
di Lana, e coperta sopra; questa sè è netta e decente potrai adoperarla
pel Bigatino. Di al Giovanni che le prepari il suo letto, e tù le
manderai i Lenzuoli, guanciale, assi e cavaletti. Quello poi della
Donna bisogna farlo mettere nella stanza di sopra dove stava il
povero Fattore. Secondo quanto siamo state d'inteligenza farai poi
vendere un carro di Melicone, per le spese ordinarie di case, Noi
stiamo tutte bene, eccetuato la Belli la quale però ha migliorato
sensibilmente, e la Locatelli che è stata presa anch'essa di mal di
petto. Salutemi tutte, e considerami
Tua Aff. Com:
Suor Paola E. Cerioli
La saluto anch'io di cuore e la prego a salutarmi tutte le
monache ma in particolare le Novizie e desiderò che mi dica come si
diportano. La R.da Madre dimani va a Leffe.
308
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
307
308
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, maggio".
La Raccolta Suore suggerisce: "Fine aprile 1864".
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano". Non sembra azzardato dire che si tratti
di Suor Luigia Corti.
Lettere
796
opera omnia
LETTERA
505
Cara Suor Rosa309
I portatori della presente sono due Uomini mandati, credo
propria dal Signore, in ajuto al Giovanni nella novella Istituzione.
Spero che sarà contento, e che questi metteranno radici. Tù fagli
accompagnare alla Campagna, ovvero manda a chiamare il Giovanni,
e consegnali. Di al medesimo che dicca che sono i Campari dell'Uva, o
come egli crede; per non mettere fuori altre diccerie. Scriverò per la
Posta al medesimo, volendo ora il mezzo partir subito. Intanto
salutemelo tanto, come anche le tue Monache. Di fretta addio.
Tua Affe. Com.
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
309
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 8 agosto 1864. Vd Ep 72. corr 116".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di agosto 1864".
Lettere
797
opera omnia
LETTERA
506
Cara Suor Suor Rosa310
Ho sentito volentieri del tuo buon viaggio, anche quello delle
Figlie a Comonte, grazie a Dio, è stato felice. Mi sono informata
riguardo a quello che ti ho detto delle visite scolastiche. Ecco. Per
quello che aspetta all'interno della nostra Casa va bene quanto ti
dissi, e stà ferma non ammettere visite d'alcuna sorte, tranne che non
si presentassero con un mandato apposito firmato dal Municipio o da
altre competenti autorità, che non succederà311. Riguardo poi alle
Scuole esterne credo che non si possa escludere la sorveglianza
governativa, o municipale, però un altra volta ti darò una decisa
informazione, per regolarti come ti hai da diportare, intanto usa
politica e regolati in causa. Ti raccomando, che a caso venisse il Rev:
Sig Vicario a ritrovarti, e ti facesse delle dimande riguardo al nostro
Istituto tù stii alla larga rispondendo; Non saprei non sò, lo saprà la
Rev. Madre ecc, ecc e sbrigarti presto, e parlar poco come fà Suor
Adelaide a Leffe che tanto si fà stimare; sempre però con rispetto,
polizzia, e bella maniera come deve fare una Religiosa. Riguardo poi
alla Giuseppina, Le poi dire che prenda pur seco anche il Sig Pietro
che lo metteremo nella Foresteria cioè in Casa di Suor Costanza, dove
faremo preparare anche per Lei, e per la Luigia, cosi esse resteranno
più comode, e con più libertà.
Finisco312 la Lettera della R.da Madre raccontandole la storia del
nostro Cavallo; appena a casa non ha mai voluto mangiare e di li,
qualche ora morì contro nostra aspetazione. La Rda dice che non le
importa che sia morto perché infine era un infermo e bisognava
comperare un cara di Fieno. Ho sentito dell'angelina che e in collera
per averle menato via la Rda Madre, ma suplirò con Farle apresso la
Rda Madre che la condurà a Leffe quando anderà lei, è Suor Adelaide
la manderemo a Santa Maria; ovvero questa a Comonte, e Suor
310
311
312
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1864". Annota: "A Soncino. Vd Ep 488; 465;
437".
La Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà di maggio 1864".
In una lettera precedente la Cerioli scrive che non sapeva bene come fare con gli
Ispettori. In un'altra poi un "Sindaco" rimprovera la Cerioli per aver ammesso in
Casa senza autorizzazione un Ispettore.
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano. Da Suor Luigia".
Lettere
798
opera omnia
Luigia costì. Ho313 tornato a riprendere io la penna perché Suor Luigia
è andata all'esercizio della sera. Io dunque ti saluto tanto tanto,
assieme la tua comunità. Ti raccomando a tenerti da conto, e non aver
degli scrupoli. Stà sana, e considerami quale mi segno.
Un altra volta ti scriverò con più comodo, ed allungo, avendo
ora premura.
Io non anderò à Leffe sè non quando verranno le mie Nipoti.
Tua Aff Com:
Suor Paola E. Cerioli
Il Sig Canonico mi scrive di farti tanti doveri. Salutemi il
Giovanni. Quando fai il Pane mettevi sempre dentro un poco di farina
di formento.
313
Di Bianchi annota: "Scritto ancora dalla B. Cerioli".
Lettere
799
opera omnia
LETTERA
507
Cara Suor Rosa314
Eccomi a mantenerti la parola col darti nostre notizie che grazie
sono proprie buone. Suor Luigia jeri si fece applicare le sanguisughe,
e le fecero assai bene. Ora stà quieta che grazie a Dio spero che anderà
sempre più acquistando, e starà meglio di prima. Mi è poi molto
rincresciuto l'avermi mandato in quel stato quella Figlia di Orzi;
siamo qui in tante eppoi con quel male sotile che si vede chiaro ha di
già adosso... mi rincresce anche l'essere stata tante ore chiusa in Legno
con Suor Colomba; mentre voi altre potevate collocarla in una stanza
della Cascina, o pure questo era il caso di mandarla a casa sua che
forze la libertà, e l'aria nativa le avrebbero giovato... Basta ora è qui, e
ci vuole pazienza. Non scrivo altro per mandare la Lettera alla Posta
questa sera. Potresti provare a far parlare a chi teneva in casa questa
Figlia e dirle che questa và a morire sè la lasciano in Convento, e che
provano a tenerla a Casa che l'aria aperta, e la libertà certamente non
potrà che giovarle. Nel qual caso la faressimo un altra volta condure
costì. Saluto tutte e te in particolare mentre mi segno.
Tua Aff Ma e Com
Suor Paola E. Cerioli
314
Di Bianchi suggerisce: "Da Comonte a Soncino. Vd Ep 485".
La Raccolta Suore suggerisce: "Febbraio 1865".
Lettere
800
opera omnia
LETTERA
508
Cara Suor Rosa315
Certamente che venendo la Bilingardi in Convento a mangiare
può anche fare la ricreazione, molto più poi la sera, che adesso non
stanno più sù a lavorare nè meno le nostre Figlie, alle quali dopo il
Rosario si fà l'Istruzione, e dopo Cenano, e vanno a Letto alle 9. Mi è
poi arrivato nuovo che la medesima abbia fatto avvertire il suo
Vicario che non era più Novizia, mentre io avendoglielo sugerito, mi
pregava di non dirle nulla, venendo Ella volentieri costì e noi glielo
abbiamo concesso. Sono però anch'io persuasa che non vi riuscirà non
di meno lo abbiamo fatto per contentarla. Però quando verrò io costì,
che spero fra la settimana, se non ci starà volentieri ritornerà indietro
col mio imbarco. Va bene? Bisogna lasciarle qualche Figlia onde
l'ajutano ad accomodare le robe dei Fratelli, e poi le faranno anche
compagnia, perché a dirti la verità a tirare in convento, e mischiare
con la nostra roba quella degli Uomini mi sembra che non vadi bene,
con le Figlie può starvi tanto in Convento, che in Cascina, ma bisogna
sosvegliarla. Ti ho poi detto di farla pranzare prima, o dopo le
Monache, perché mi rincresceva a farla mangiare in cucina, essendo
essa polita cosi poteva stare in reffettorio. Riguardo poi alla Chiesa
m'immagino che verrà in Coro, e non nella Chiesa esterna, ed
assisterà alla Messa, ed altre Funzioni con voi. Io desiderarei di poter
venire costì entro la settimana, però bisognerà vedere sé Dio lo
permetterà. Suor Luigia stà proprio bene; ella vorebbe venire costì
con mè ma prima è ancor troppo presto, eppoi mi rincresce che
abbandoni le due Novizie; Riguardo all'Altare per ora non bisogna
parlarne; anche dei Sassi, e quadrelli dirai al Giovanni che
s'intenderemo a voce. Stò aspettando che venga qualche Fratello, ma
fin ora non nè vidi alcuno, però vivo sempre di desiderio cosi pure per
le Novizie. Salutemi tanto, e Monache, e Fratelli, e Figli, e tù
considerami
Tua Aff Compa:
Suor Paola Eli: Cerioli
315
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1864 o 1865". Annota: "A Soncino. Vd Ep 499".
La Raccolta Suore suggerisce: "Aprile 1865".
Lettere
801
opera omnia
Mando un povero Figliuolo di Seriate, orfano che restava di
nessuno. Vi mando un pocho di Fustane per vestirlo.
P.S. A caso che questa settimana non possa venire costì, non
pensar male, perché voglio terminare qualche piccole facende che
abbiamo inviate. Addio.
Sè poteste mandare ancora il Gio: a prendere un bel Caretto di
Stername m'immagino che potrebbe esser caro alla Campagna.
Lettere
802
opera omnia
LETTERA
509
Cara Sorella316
Comincio io, la lettera per ordine della Reverenda Madre.
Comincio dal darle notizia della salute della R.da Madre siccura che
questo sarà il primo suo desiderio: Essa sta bene, ma ha bisogno di
riposo è quiete che a motivo della mia malferma salute gli tocca
strepasarsi tutto giorno e cosi ci serviamo di croce luna con laltra, Ella
vedendomi sempre cosi malaticcia, io non potendola risparmiare. Io
vado di continuo offrendo a Dio questa croce sempre sperando nella
sua bontà che sia per ridonarmi la primiera salute onde poter esser
meno d'agravio possibile alla casa, quando però sia la SS. Volontà. Ella
sarà desiderosa sapere a che scopo abbiamo Costì Mandato la
Bilingardi: Ecco noi abbiamo combinato di darle317 Costì una stanza
in Cascina ove abbia da stare a lavorare come una Donna di Casa. Per
servirsene da mandare a fare le vostre proviste, e quant'altro può
occorervi di giorno, o di notte. Essa poi dovrà tener conto della roba
dei Figli, come le dirà Suor Adelaide, accomodarla ed andare anche
alla Fossa per lavare o custodire le Figlie invece di una Monacha, cosi
pure andare in compagnia di Suor Adelaide alla Campagna, dove
vedendo quanto questa vi fà, possa poi in un bisogno andarvi da sola,
a prendere le sue robe di lavare, ed accomodare. Noi l'avevamo
licenziata non trovandola pel nostro Istituto, quant'essa ci pregò di
mandarla costì come una donna di Casa, a vostro servizio e per
quello dei Fratelli, e vedendo noi che forse ci avrebbe potuto giovare,
cosi si siamo risolte di provarla, a questa condizione. Ti raccomando
di non tenerla alle nostre regole onde non abbia da credere di essere
ancora costì per Novizia, ne di darle uffici con le nostre Monache.
Però a dormire bisogna bisogna metterla in convento, come pure
a mangiare, ma ha lavorare io le assegnerei quella stanza della
Maddalena, ovvero, un altro, e mettervi anche le robe dei Fratelli e
Figli che ha d'accomodare il che è sempre più decente che si tengono
316
Scritto da altra mano.
317
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, 1864". Annota: "S.r Rosa (parla di Bilingardi). A
Soncino. Vd Ep 498".
La Raccolta suore suggerisce: "Aprile 1865".
Di Bianchi annota: "Scrive la Madre Cerioli".
Lettere
803
opera omnia
separate dalle nostre. La settimana ventura farei conto di venire costì
se almeno il tempo me lo permette, ma facilmente allora bisognerà
che tù venga a Comonte perché Suor Luigia bisogna tenerla da conto
e guardare che non si strapazzi. A Suor Vincenza le abbiamo
cambiato l'ufficio, e messa nell'incanatojo con le Figlie, questa è
l'ultima prova che Le diamo.
Gli esercizi sono andati bene, ma erano solo 28 esercitanti.
Salutami tanto Suor Adelaide e Suor Marta, e Giuseppa, come le
Novizie, e le Figlie. Sappiami dire che coperte vi manca per
mandarvele col Caretto: cosi pure sè avete ritrovato la seta d'incannare,
poiché faccio conto di condurvi io pure tre, o quattro altre Figlie. Ti
raccomando poi di sapermi dire come fa la Biringardi, e di
sorvegliare cosa dice con le Figlie, e con Suor Isidora, che
m'immagino vedrà di sovente più delle altre, e non aver riguardo a
comunicarmelo, poiché intanto che è poco tempo che è venuto sia
meno fastidio a mandarla a Casa; quindi ti raccomando, poiché essa
ha la Sua bella età, e sè non ci è utile, non dobbiamo far eccezzione.
Intanto ti saluto tanto, e col desiderio di poterti presto vedere mi
sottoscrivo
Tua Aff. Com:
Suor Paola E. Cerioli
Ti raccomando di nuovo di non tenere la Bilingardi come
Novizia, ne pretendere da Essa, quello che fanno le Monache. come
pure sapiami dire, sè a tuo parere, e quello di Suor Adelaide vi
sembra che abbia da riuscire e sia adatatta, per lo scopo che
pretendiamo, e sè piace a voi pure questa rissoluzione, o nò.
A Tavola stia da sè, cioè dopo o prima che le Monache abbiano
mangiato.
Lettere
804
opera omnia
LETTERA
510
Cara Suor Rosa318
Non ho mandato costì il Caretto Sabbato perche andò invece a
Leffe, di là non mi mandarono né i Pellami, ne le Ranze ordinate non
avendole ritrovate, e non vi saranno che da qui ad otto giorni;
dunque bisognerà aspettare altra occasione che potrò mandare colà.
La Cassa me l'hanno mandata ed è qui a Comonte, ma io ho creduto
bene di non spedirvela costì per non caricare di troppo l'Asina
sembrandomi più necessario di mandarvi i Scarfogli. Ti mando le
Sibbre, e del Fustame il quale è del Figlio Andrea, cioè quello di
Terno. I Veli, e le guarnizioni siamo restate d'inteligenza che le avresti
comperate tù costì; non è vero? Desidero saper nuove dei Bigati, sè
sono cresciuti, e sè sono belli: quelle due Oncie che abbiamo qui del
Giapone sono simili a quelli di costì, per la qualità, vi raccomando
assai di attenderli dietro quando marutano, e di imboscarli un po rari
facendo sè abbisogna anche la sesta scaliera. Vi raccomando di far
attendere più che potete il Gio: a condure i quadrelli, poiche ce ne
vengono ancor molti, e sono quasi pagati. Dopo questi sarei di parere
di prenderne ancora un dieci milla perché sè vogliamo fare il Muro cè
ne vorrà tanti, però con vostro comodo bisognerà informarsi cosa si
paga l'infimo prezzo!
Gio: dice che sarebbe pazzia a fare il Muro adesso, maturando a
momenti i fretto, ed ha ragione, bisognerà quindi portarsi dopo la
vendemmia: Non posso dirti nulla delle Novizie essendo ancora poco
che sono qui. Desidero sapere anche come stà Suor Marta. Appena il
Gio: avrà terminato di condure i Quadrelli accordati lo manderete con
il Caretto a Comonte. Ricordatevi della roba della Margherita, e dei
due borsini delle milanesi319. Io ho ancora il pensiero di venir costì ma
non questa settimana verrò l'altra, sè il Signore mi da grazia. Non
strepazzatevi troppo nel lavoro e tenetevi da conto che S. Giuseppe ci
318
319
Di Bianchi suggerisce: "Comonte, giugno".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di giugno 1865".
In una lettera precedente la Cerioli si lamenta che si sono dimenticate a Soncino la
roba della Margherita e i borsini delle due milanesi.
Lettere
805
opera omnia
farà fare ancora un buon raccolto; speriamolo. Salutatami il Giovanni
le Monache e le Figlie. Suor Luigia sta bene; e ti saluta320.
Il Signore ti conservi, e t'assista con la sua Santa grazia.
Tua Aff Compa
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Rosa Mazoni
Soncino
320
Di Bianchi annota dopo le parole "e ti saluta" "di cuore".
Lettere
806
opera omnia
LETTERA
511
Cara Suor Rosa321
Avrei voluto scriverti una lunga lettera e di mio proprio pugno,
ma avendo di già scritta la presente a Suor Leonilde, ti mando questo
solo biglietto Scritto d'altra mano per raccomandarti varie cose,
piccole sì, ma necessarie. Prima la sorveglianza nelle Scuole, e di tutto
quello che raccomandai a Suor Leonilde nella presente lettera.
Guarda proprio che tengano chiuse le gelosie verso la Cascina poiche
ci vedranno anche troppo, con quelle verso la vostra corte. Che non
alzino molto la voce quando dicono le orazioni e quando cantano,
essendo proprio contro alla civiltà, alla modestia, ed alla gravità
religiosa. Che le Maestre non parlino in ricreazione delle loro scuole,
né di quanto in esse si fa. Che in Chiesa non abbiano da cambiar tuoni
di Litanie ed Inni senza tua espressa licenza, che dovrai dare di raro
perché questo continuo cambiamento credi è vanità e leggerezza: l'ho
fatto anch'io quand'era costì, ma mi rincresce. Che dicano le orazioni
in Chiesa adagio, chiare, che rispondano tutte, e tutte nel medesimo
tuono, modestamente, senza alzar tanto la voce, e senza spropositi,
che ne dicono tanti, specialmente, nel Sacramentato; ma questo è
colpa delle Maestre. Sta attenta come fa Suor Marta colle nostre Figlie,
se sta esattamente al nostro metodo, perché avrei timore che qualche
volta vi mancasse, specialmente negli orari coll'abbreviarli o alterarli,
specialmente nell'Istruzione. Che nelle ricreazioni, le Monache non
abbiano da scontraddirsi o altercare tra esse, benché in cose piccole,
poiché è sempre contro la Carità, che in noi Religiose dovrebbe essere
grandissima essendo la carità quella che ci tiene tutte unite, in santa
pace e concordia. Procura dunque, che questa si mantenga sempre,
viva e scambievole, compatendosi vicendevolmente nelle nostre
comuni miserie. Sorveglia anche la Sagrestana essendo nuova, che non
abbia comunicazioni col Capellano e faccia esattamente il suo ufficio.
Cara Suor Rosa, coraggio, il posto di Superiora è un peso, ma il
Signore lo porta con te. Ama tutte indistintamente le tue Figlie,
coreggi con forza quando v'è il bisogno; ma sappi anche compatire e
sopportare le nostre comuni miserie. Va avanti coll'esempio poiché tu
321
Di Bianchi annota: "Da Comonte a Soncino".
La Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà di luglio 1863".
Lettere
807
opera omnia
devi essere la lucerna alla luce della quale devono correre le tue
Religiose. Sta però allegra, che il Signore, la Madonna SS. e S.
Giuseppe non abbandonano chi in lui confida. Sta sana e tienti da
conto, non aver scrupolo e quando ai bisogno prendi il tuo caffè e
quant'altro ti occorre. Fa insomma con te, come faresti con una tua
Compagna, per conservarti sana avendo noi bisogno da lavorare e
non da riposare. Ho gran voglia di venir a trovarti, ma quando il
Signor lo vorrà. Ti auguro buone Feste e raccomandami a Maria SS.
Addio
Saluto tanto e di cuore Suor Adelaide, e risponderò ad essa la
prima volta, essendo ora stata troppo occupata. Riguardo al
Melicone, io non sarei di parere di venderlo, ma aspetterei ancora.
Quando viene il Gio: mandateci pure il Melicone che noi vi
manderemo la Farina.
Lettere
808
opera omnia
LETTERA
512
Cara Suor Rosa322,
La presente è la zia del Davide la quale assieme al Padre del
medesimo viene a prendere il Figlio. La Zia, la quale è conosciuta da
Suor Adelaide mi ha cercato di darle da dormire per questa notte,
dunque io direi di metterla a dormire, o in una stanza in cassina vicina
al Nipote, e a caso che ti paresse mal collocata metterla nella stanza
nuova dov'è il soffà in parlatorio. Basta, concerterai con Suor Adelaide
dove vi par meglio e più conveniente. Riguardo all'uomo ed il cavallo
vadano all'albergo, che cosi siamo d'intelligenza, non essendo
conveniente che stiano in cassina e nemmeno alla Campagna323.
Ti saluto di fretta e sono
Tua Aff.ma Madre
Suor Paola Elis.ta Cerioli
P.S. A caso che quest'uomo ti cercasse qualche danaro o pel
viaggio o per altro non sta a dargli niente avendo fatto anche troppo
pel suo Figlio
Alla Molto Rev.da Superiora
La Rev.da Suor Rosa Mazzoni
Soncino
322
323
Di Bianchi suggerisce: "8 gennaio 1865".
La Raccolta Suore suggerisce: "Gennaio 1865".
La lettera prosegue con quattro righe barrate il cui contenuto è il seguente:
"Guarda che ti ho spediti i candellieri, ma si sono dimenticati a Bergamo i due
piccoli per la Messa che ti manderò poi alla prima occasione".
Lettere
809
opera omnia
LETTERA
513
Cara Suor Rosa324
E mia intenzione e volontà che tutti i prodotti della mia
sostanza lasciati a voi in eredita sieno impiegati a mantenere e condure
innanzi il mio Istituto e tutte le pie opere opere come ho fatto io
medesima, poiché voi non siete che erede d'apparenza, essendo la
mia sostanza tutta dell'Istituto, e delle sue opere. Nel caso poi che
trovaste impedimento tali che fosse moralmente impossibile eseguire
la mia volontà mantenendo il mio Istituto, e le mie opere quali io le
ho stabilite; impiegate d'accordo ed in unione con le vostre Sorelle
più anziane cioè con quelle che hanno maggior senno e spirito
dell'Istituto i prodotti della mia sostanza nel mantenere le mie Suore i
miei Fratelli gli Orfanelli e le Orfenelle conservando il rimanente del
prodotto assieme a tutta la sostanza che non potete in altro
consumare per riattivare a tempo opportuno in tutto il suo spirito e
nella sua integrità il mio Istituto con tutte le sue opere di carità. Vi
raccomando poi che appena seguita la mia morte facciate voi pure
subito il vostro Testamento nominando un'erede di vostra fiducia e di
quella delle vostre compagne nella sostanza che vi ho lasciata e colle
presenti istruzioni. Che Gesù Maria e Giuseppe conservano questa
sostanza pel fine nel quale è stata consacrata.
Vostra Affa Compagna
Cerioli Costanza Vedova Busechi-Tassis
324
Di Bianchi annota: "Il testamento è del 5 Marzo 1865".
Lettere
810
opera omnia
Lettere ad altre suore
LETTERA
514
Cariss: Suor Leonilde.
Comonte 13 Agosto 1863
... Il tuo nuovo posto mi obbliga a scriverti queste poche righe
per ricordarti l'obbligo che ti stringe del buon esempio come una
delle più vecchie, e delle più anziane dell'Istituto. L'esercizio della
presenza di Dio ti è ora più che mai necessario, questo è una guardia
che ti salverà d'infiniti diffetti che potresti incorere nel posto che occupi
presentamente. Che Suor Maddalena non abbia da vedere in te che
esempi di edificazione, come ti raccomando di essere la guardia, e la
custodia dei nostri regolamenti. Schiva con la medesima ogni parola
innutile, e non lasciarti trasportare dalla tua vivacità naturale a moti,
ed atti che non sieno più che modesti. Tieni la Scuola pulita, raccolta,
e non alzar troppo la voce specialmente nelle Istruzioni, e quando
canti poiché ciò, e villano, impolito, da segno di presunzione, e stà
male in tutti specialmente in una Religiosa. Raccomanda ciò assai
anche a Suor Maddalena, poiché è giovane e non può aver ancora
quella modestia, riservatezza, e gravità, si necessaria in una Suor
della Sacra Famiglia, quantunque abbia buona volontà. Ti ricordo pur
anche della Regola che abbiamo di non parlare nelle comuni
ricreazioni (e meno poi in altri tempi) sia con le nostre Figlie, sia con
le Monache, di quanto si fà nelle Scuole, delle Scolare, chi va, chi viene
ecc, ecc tranne che alla Superio, od Assistente, che vi chiameranno, e
direte loro a parte, acciò le Religiose non vengano a saper nulla di ciò,
Lettere
811
opera omnia
e questo raccomando assaissimo ad ambidue, essendo facile il
mancarvi. Questa Regola Suor Leonilde è assai necessaria poiché
questi discorsi, e queste novelle, dissipano assai lo spirito delle
Sorelle, e il vostro prorpio, annoja chi ascolta, e toglie pur anche
l'amore alle altre nostre occupazioni. Mi sembra di averti detto tutto o
almeno il più necessario, e chiudo tutto in queste parole sia modesta
in tutto sino nella voce e nella stessa allegria. Sè farai cosi tirerai le
benedizioni di Dio, e di S.t Giuseppe, su tè, e le tue compagne che
seguiranno il tuo esempio, e sarai veramente utile, ma di quella utilità
sola che dà gloria al Signore, e ci procurerà la vita eterna. Salutami
tutte, specialmente S:r Adelaide, e sappemi dire, come la passi nel tuo
Ufficio. Raccomandati al Signore il quale è quello che ti darà i lumi, e
le grazie necessarie al buon disimpegno del tuo ufficio. Addio, addio,
un Ave Maria anche per mè in questa santa Festa della Maddonna.
Saluto Suor Maddalena, Suor Giuseppa Suor Marta, e l'Anì, e
tutte le Figlie
Tua Aff Com: e Madre
Suor Paola Eli: Cerioli
Sup. nell'Istituto delle
Suore della S.F.
P. S. Sè fosse persuasa anche la tua Superiora mi sembrarebbe
meglio alla Festa che le Monache non giocassero saltando con le
Ragazze nelle ricreazioni Festive, essendo assai facile a perdere quella
gravità, e modestia a noi si necessaria. Quindi senza dire ad Esse che
non potete più giocare scansarvi cosi con destrezza.
Lettere
812
opera omnia
LETTERA
515
325Due
righe sole a tè, avendoti lasciata, mi è parso un poco di
mal umore. Cara Suor Leonilde non lasciarti prendere dal pensiero di
credere d'essere meno amata, questa è una tentazione che ti farà
perdere la pace, l'allegria, ed anche il raccoglimento, e l'esatto
adempimento de' nostri doveri. Io amo tutte indistintamente, e mi
trattengo più con l'una, o con l'altra secondo i loro particolari bisogni.
Fà dunque di superarti, e prega in questi pochi giorni della novena il
Celeste, e Divin Infante, che riempia il tuo cuore del suo santo, e casto
ardore, onde superare per suo amore ogni pensiero, ogni dubbio,
ogni tentazione, e ti attacchi a Lui come vera e perfetta Suora della
Sacra Famiglia, e come tale ti faccia dilegiente, attiva, ubbidiente
docile, ed umile per servirlo con tutte le forze in questa vita, e goderlo
poi un giorno nella Patria dei Santi. Salutami la Rev. Superiora, Suor
Nazarena, e Suor Colomba che lascio a piedi della cara mangiatoja
per infiamarsi dell'amore che ardeva nel divin cuore del Celeste
Infante, e di là pure imparare quelle sublimi lezioni che tanto bene
appresero i Santi. Quando verrà poi il Giò: della Famosa manderò
quanto mi hanno richiesto. Ti saluto a nome pure delle Suore di qui, e
Saluto pure le nostre care Figlie, alle quali mando le pazienze, carta, e
bambini, ma col patto che si vogliono bene fra esse, compatirsi
amarsi, come fà il Signore con noi. Stà sana e considerami sempre
quale con affetto mi dicco.
Tua Aff Com e Ma.
Suor Paola E. Cerioli
Suor Leonilde
325
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Dicembre 1863?"
Raccolta Suore suggerisce: "Seconda metà del dicembre 1863".
Lettere
813
opera omnia
LETTERA
516
Cara Suor Leonilde326
Chè il Signore coroni la schietezza nel scroprire i tuoi diffetti con
altrettanto coraggio per saperli vincere, e superare. Suor Leonilde,
dopo tanti anni di Religione saremo ancor Fanciulle per perdersi in
innesie, e lasciar scorere il tempo si prezioso per formarsi alla virtù! Il
Signore non abbandona mai chi a Lui confida, siamo noi che
abbandoniamo Lui per seguir chi? Le nostre passioni, che il demonio
cerca di tener vive per impedire il bene, e il profitto che potressimo
fare se cercassimo veramente di superarle. Io ti amo al par delle altre,
ma alle volte non posso a meno di farti conoscere il disgusto, e
dispiacere che mi dai con i tuoi diffetti, ed imperfezioni, molto più che
fornita di spirito come sei tù basterebbe si poco a vincerle! Coraggio
dunque, io non ho punto di dubbio, che il Signore, mediante
l'intercessione di Maria SS: e del nostro gran Padre S. Giuseppe
arriverai finalmente a spogliarti de' tuoi diffetti che quantunque
piccoli pure dan mal esempio in una comunità, e t'impediscono
d'arrivare a quella perfezione alla quale sei chiamata. Ti prego di
pregare pure per mè, che suggerendo alle altre non abbia poi da
trovarmi con le mani vuote e fare come i Canalli che danno agli altri
tutta l'acqua, e tengono niente per Sè. Scrivemi ancora, sè ciò può
servire a tuo sollievo che guardarò sempre, almeno con sole due righe
di riscontrarti. Ti raccomando le nostre Figlie, e di far bene, con
amore, e diligenza il tuo Ufficio di Sacrestana. Dì al Signore, che vuoi
servirlo in terra, e poi nel Cielo, ed io pure in compagnia. Addio, stà
sana, col Signore che non si sbaglia, e tienemi sempre, e considerami
Tua Aff Com: e Ma
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Suor Leonilde Valsechi 327
326
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 63".
327
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano: "SONCINO 2"".
Lettere
814
opera omnia
LETTERA
517
328Non
saprei, secondo quanto mi chiedi, qual cosa
raccomandarti in questa Santa Novena che meglio possa disporti alle
prossime Sante Feste che una grande semplicità di spirito di mente e
di cuore. Questa è la virtù prediletta del Divino Infante, e per questo,
prima ai semplici che ai Dotti fece Egli parte della sua nascita, e
chiamò per primi a vedere le sue meraviglie. La semplicità ti farà
umile, ubbidiente sincera, e ti attirerai dal Signore la forza di resistere
alle tue cattive tendenze e le sue più scelte benedizioni. Questa virtù
pure devi inculcare alle nostre Figlie sè vogliono piacere al Bambino
Gesù, e desiderare che venga a nascere nel loro cuore. Uniamoci poi
tutte in ispirito ai piedi della culla del Divino Infante, e preghiamolo
ben di cuore che infondi nei nostri cuori quella viva Fede, che da
l'anima, e coraggio a tutte le nostre buone rissoluzioni. Aggradisci i
fecili auguri per le SS. Feste, e considerami quale di cuore salutandoti
mi dicco.
Tua Aff Com. e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Alla Rev.a Suor Leonilde Valsechi 329.
328
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Dicembre 64".
329
Di Bianchi annota: "Scritto da altra mano: "LEFFE 3"".
Lettere
815
opera omnia
LETTERA
518
Cara Suor Leonilde330
Giacché ho occasione ti scrivo queste due righe per animarti a
progredire sempre più nel distaco di te stessa, e nella rinuncia, e
disprezzo delle tue inclinazioni, e mala volontà, nell'esato
adempimento de tuoi doveri, e pratica mortificazione specialmente in
quello che riguarda l'Ubbidienza. Essendo tù la più vecchia, e anziana
della Casa, ai da precedere tutte con l'esempio; ed io lo spero proprio
sapendo quanto desideri avvanzarti nella virtù, e perfezione.
Ti raccomando la Scuola estera, guarda da seguire in tutto, e
per tutto i metodi abbracciati, e gli orari stabiliti, e ciò otterrai
facilmente sè sarai raccolta, e la Scuola in ordine, e silenzio. Dimanda,
e dipendi quando vedi il bisogno dalla tua Rev: Superiora e credi che
quanto Essa ti dirà, e consiglierà sarà sempre il meglio e ben fatto:
Questo ti prego proprio di cercare di ben imprimerti nella mente
essendo necessario per praticare l'ubbidienza cieca.
Desidero che il Signore ti conceda tutti quegli ajuti più necessari
pe' tuoi bisogni spirituali, onde essere d'edificazione alle altre
compagne, e di sollievo, e consolazione alla tua Superiora.
Il Signore lo faccia per intercessione del nostro Padre S.t
Giuseppe al quale ti raccomando. Credemi, e considerami quale ben di
cuore, e con affetto mi dicco.
Tua Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
Tanti saluti a Suor Anna alla quale raccomanda le nostre Figlie,
e il metodo, e la maniera che abbia concertato di tenere con le
medesime.
Saluto pure Suor Ignazia.
A Suor Leonilde Valsechi
LEFFE
330
Di Bianchi suggerisce che la lettera è scritta da Comonte.
Lettere
816
opera omnia
LETTERA
519
Cara Suor Leonilde331
Che cosa ti dirò per prepararti a questa Santa Solennità, come
mi cerchi nella tua Lettera sè non quello che suggeri a me pure il
nostro buono, e santo e Monsignor Vescovo cioè di pregare la Beatiss:
Vergine di farti Ella la grazia di prepararti a dovere alla venuta dello
Spirito Santo, e di fare tu pure tutto quello che puoi per disporti
specialmente col vuotarti, e col morire; ma morir bene a tutto quanto.
Volesse Dio ch'io pure potessi metterlo in pratica, come lo suggerisco
a te e lo desidero a tutte.
Ti raccomando che la cura che devi avere pei Bigatti, non ti
abbiano da dissipare lo spirito, tienti raccolta con frequenti
giaculatorie, e col procurare di rinovare spesso intenzione che operi
per Iddio, per piacerli, e per fare la sua SS:a Volontà. Sè il
raccoglimento, e lo spirito interiore è necessario a tutte le Religiose,
molto più lo è a noi che per la natura del nostro Istituto abbiamo si
tante, e si variate cure, e facende tutte che dissipano, e distragono.
Amiamo la vita di Marta, ma anche quella di Maddalena, cosi
conserveremo in mezzo al tumulto e alle fatiche lo spirito religioso,
senza il quale non potremo mai essere sè non religiose d'abito, e
d'apparenza. Il Signore ajuti la tua buona volontà, e la renda forte
onde superare le inclinazioni della corotta natura. Cosi lo desidero, e
lo spero a me pure.
Addio di cuore
Tua Aff Com e Madre
Suor Paola E. Cerioli.
Alla Reverenda Suor Leonilde
LEFFE
331
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Pentecoste".
Lettere
817
opera omnia
LETTERA
520
Mie cariss. Compagne e Figlie332
Il Signore non ha voluto assecondare i vostri ed i miei desideri
di fermarmi costì qualche giorno di più, cosi non ho potuto ascoltarvi
da sole, ne godere della vostra compagnia, ma Egli è il Padrone e le
sue divine disposizioni sopra di noi sono sempre giuste, e
misericordiose. Questo Ottobre spero di venire ancora costì, e
fermarmi se non molto, certamente più dell'altra volta, almeno sè
Suor Luigia continuerà a star bene come pare che si porta adesso.
Sono stata a Soncino, ma non mi sono fermata cola che la sola parte di
tre giorni, perche abbiamo noi pure qui i Muratori e poi mi stava al
cuore Suor Luigia quantunque come vi dissi grazie a Dio stia bene,
ma ha una certa malattia che si vive sempre in timore. Mie carissime
se siamo lontane col corpo non lo siamo certamente con lo spirito.
Tutte oltre il fine che abbiamo comune con tutti gli Uomini, abbiamo
quello in particolare d'operare in una stessa opera per lo stesso scopo
con le stesse regole, uffici, e costumanze che ci fa aver simile persino i
pensieri ed i desideri: fra i quali più in particolare di far bene, e
sempre più credere nel distacco di noi medesime per dar gloria, e
piacere a Dio. Con più moriremo a noi stesse, e perderemo del nostro
anderemo avanti nella virtù, nello spirito, e nella santificazione, e
profittaremo in verità, e realtà. Questo e quello che raccomanda a me
e raccomanda a voi il nostro ottimo Monsignor Vescovo; egli da
Uomo Santo non parla che di distacco, perché sa bene che da questa
morte spirituale consiste tutta la santità. Vi stia a cuore i vostri doveri,
siate esate fino allo scrupolo a mantenere le costumanze e gli ordini
dell'Ubbidienza sia nelle scuole sia con le Figlie; non curate le
ripugnanze della natura, e non vi servano che per farne un sacrificio
al Signore. Credete che tutti gli Uffici hanno il loro peso, ma se lo
portarete volentieri vi sara leggero. Animatevi l'una l'altra a far bene,
non abbiate che un sol cuore con la vostra Superiora, una sola volonta
che la sua. Vi raccomando questa Novena di Maria SS: e farla fare
bene anche alle Figlie. Raccomandiamoci a Maria Vergine onde ci
ajuti a compir l'opera della nostra santificazione.
332
Di Bianchi suggerisce che la lettera è scritta da Comonte.
Lettere
818
opera omnia
Vi raccomando pure di vivere in quella santa allegria che tanto
ajuta per avere lo spirito più pronto, e docile nelle occasioni di
vincersi, e sottomettersi, la ricreazione, e concessa per questa,
approfitatevi dunque ad onore, e gloria pure del Signore. Pensate
ognuna per voi, e non guardate come fanno, ne come vi stanno le
altre, non cercate che di dar buon esempio, ed essere le prime
nell'osservanze delle delle sue regole, e nell'ezato adempimento de
propri doveri. Aggradite, vi prego, il desiderio che ho di vedervi
contente, e felici, e lo sarete sempre quando avrete la pace, e
tranquillità nel cuore, e nello spirito indizio sempre di aver bene
operato. Vi saluto tanto, e di cuore. Il Signore vi accompagni sempre
per darvi poi il premio promesso a chi lo serve con premura ed
amore. Addio, addio.
Vostra Aff Com: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
A Suor Leonilde e a Suor Anna.
Lettere
819
opera omnia
LETTERA
521
Mie Care Maestre333,
Comonte 20 Luglio 1863
Suor Luigia mi afflisse ragguagliandomi della vostra premura e
sollecitudine per istruire le fanciulle che vengono alla vostra Scuola
con idee e metodi superiori alla loro condizione, il che è un
distaccarsi dal nostro spirito e dalle nostre Regole abbracciate dietro
esperienza, ed approvazione di persone Sante, di non dare cioè a
questa Classe istruzione maggiore alla loro condizione di povere
Figlie che devono guadagnarsi il pane non con lo studio, ma con la
fatica e col lavoro. Mie Carissime, non siate voi mai le prime, che sin
dal principio di questa istituzione vogliate alterarla per il vano timore
di farsi credere illeterate; il Ciel vi guardi. Non dubito che Suor
Luigia vi avrà fatto meglio conoscere lo scopo di quest'Istituto, ed
attribuisco la vostra mancanza a pura ignoranza di questo articolo.
Tutte l'Istituzioni hanno il loro fine pel quale il Signore le ha create.
Le une si danno all'educazione civile, le altre si danno per gli ospitali.
Chi abbraccia la vita contemplativa; chi professa povertà, ecc. ecc. La
nostra, si consacrò al ricovero e all'educazione delle povere Figlie
della Campagna e dei Villaggi. Tutte le istituzioni in conseguenza,
adattarono le loro regole, al fine pel quale furono da Dio create:
perché, vi parrebbe ben fatto, che chi abbracciò povertà, volesse poi
possedere? E volesse star ritirato nella propria stanza chi scelse il
servizio dell'ospitale? Che chi si diede all'educazione civile non
volesse insegnar che il lavoro manuale? e chi si consacrò
all'educazione della Classe povera, e miserabile volesse insegnare
lettere, grammatica, e le Regole del tre? Vedete che sarebbe cosa
ridicola ed informe, poiché anderebbe contro i loro principii. Basata
bene questa massima converrete meco che avendo noi abbracciata
l'educazione della povera Classe non bisogna mettere nella mente
delle Figlie idee di studi e di lettere; poverette, invece di giovarle non
fareste che rovinarle col farle perdere l'amor al lavoro ed alla propria
condizione, con pregiudizio di esse e di danno alle loro Famiglie che
333
Di questa lettera esistono due copie perfettamente uguali.
Lettere
820
opera omnia
hanno bisogno di chi le ajuti nelle loro faccende domestiche e nei loro
manuali lavori. Esse dunque hanno bisogno di lavorare, per
guadagnarsi il vivere, e di lavorare casalingamente e con passione, a
far camiccie, calze, remende, rappezzar bene i propri indumenti, e
quelli de' loro Padri e fratelli. Insegnate pur ad esse, oltre l'istruzione
della Dottrina Cristiana, a ben leggere chiaro e senza spropositi,
l'aritmetica mentale, dovendo sempre, come porta la lor condizione
vendere, e comprare; a scrivere, ma solo quant'è necessario per
imparare a fare il proprio nome, e poco più e qualche piccola
noterella pei loro bisogni. Le fatte pur scrivere i numeri con qualche
piccola somma ecc. ecc. Ecco quant'è necessario e dovete insegnare
alle vostre scolari. Siate poi premurose d'insegnar ad esse, la pulizzia
sì necessaria anche per la salute; che si tengano composte, nette,
assettate, sì nella persona, che negli abiti, pulite nel parlare, modeste e
di belle maniere. Siccome poi la nostra natura cerca sempre
d'innalzarsi al sopra di quanto siamo, e voler sapere ciò che non ci
aspetta, così esse cercheranno d'andar avanti senza però, credete, la
voglia d'approfittarsi: così voi le andrete dicendo, che prima di tutto,
bisogna ed è necessario che imparino a ben leggere, e quindi a
scrivere, e quando scrivono, che incomincierete come si costuma con
le aste, poi le parole sino a che sanno fare discretamente come si disse
il proprio nome e poco più. Fattele scrivere anche i numeri,
insegnandole qualche piccola somma, ecc. In tutto lo stesso come
facciamo con le nostre orfane, senza darle importanza, e fermatevi lì.
Vedrete, mie carissime, che prima di ben imparare quanto si è detto,
esse non verranno più a scuola, perché essendo povere appena
giungono ad un'età di potersi adoperare a servirsi in qualche cosa, i
suoi Genitori, o chi fa per essi le tengono a casa in servizio della
famiglia, ed in ajuto dei loro piccoli negozi. Se poi non le tengono a
casa sempre, certamente però nei tempi dei Bigatti, delle filande, ecc.:
e quando poi ritornano a scuola bisogna incominciar da capo,
essendosi dimenticate in quel frattempo, quanto avete loro insegnato,
per mancanza d'esercizio. Vedete dunque, che l'esperienza pratica ci
fa vedere quanto si può, e si deve ad esse insegnare. Ma, e se vi fosse
di quelle scolare che vengono costantemente alla scuola? Queste
saranno ben poche, nel qual caso potranno perfezionarsi di più in
quello che loro insegnate, e sarà per esse di vantaggio, frequentando
assiduamente la scuola, l'apprendere altre doti e qualità ben più
necessari, onde fermarsi alla virtù per divenire un giorno brave, e
savie giovani. Ma mi direte ancora, e se venisse qualche fanciulla
civile? Pochissime vi rispondo, pochissime, poiché il nome stesso che
Lettere
821
opera omnia
portano le vostre scuole di carità le terranno lontane. E poi vorrete voi
per qualcheduna di queste, cambiar l'insegnamento della scuola, e far
distinzione di persone e di Studi, con pericoli di invidia tra le
fanciulle, e di far distinzione nelle Maestre. E' vero che vi sono altre
istuituzioni che tengono scuole per le civili, e per le povere, ma il
nostro dalla sua fondazione si è dato a' soli poveri, che sono i più
bisognosi. Stando dunque coi poveri, e "Non vogliamo, come dice
nostro Signore nel suo Evangelio; servire a due Padroni avvegnachè
od odierà od amerà l'altro o starà sottomesso all'uno e sprezzerà
l'altro";. Vi ricordate di quanto ci disse il nostro buon Vescovo di
Cremona quando venne la prima volta a ritrovarci a Villa Campagna,
e consolandosi della nostra Istituzione perché tutta in vantaggio dei
poveri, ci animava a proseguire dicendo Evangelizzano i poveri.
Evangelizzano i poveri. Si, i poveri siano l'oggetto delle nostre
fatiche, delle nostre cure, e delle nostre attenzioni, e credete che non è
minor vantaggio per essi il procurare di tenerli, e farli amare la
propria condizione di quello sia esercitar con essi altre opere di pietà,
e di misericordia. Mi è cara l'occasione, mie care figlie e maestre onde
raccomandarvi pur anche, d'aver sempre in mira nel vostro posto,
d'operar puramente pel Signore, pel quale siamo create, ed al quale
per grazia speciale, vi siete consacrate per più amarlo e servirlo in
questa vita, e goderlo poi eternamente nell'altra. Pregate per me,
acciò possa aver parte anch'io a qual posto beato, chè il Signore per
tutti, ha preparato. Vivete tranquille, e scrivetemi con quella libertà
che ha diritto il titolo col quale mi onorate per espormi i vostri
sentimenti, ed aprirmi i vostri cuori volendo sempre essere con la
grazia del Signore tutta vostra quale mi sottoscrivo
Aff.ma Madre
Suor Paola Elisabetta Cerioli.
Lettere
822
opera omnia
LETTERA
522
Cara Suor Marta334.
La ricorenza delle Sante Feste Natalizie mi impegna a scrivervi
per raccomandarvi di preparare il vostro cuore alla venuta del
Redentor del mondo, con un attenzione più attenta, con una
mortificazione più generosa con un obbedienza più cieca onde questo
Divin Infante nascente possa con abbondanza applicarvi i frutti
dell'Incarnazione. Fatte che più di tutto abbia da trovarvi spoglia di
vana stima, persuasione e concetto di voi. Delle Lodi che vi si
tributono ne dovete far poco conto, e non possono insuperbirsi
perché se le metterete a confronto dei vostri diffetti vedrette che questi
sono maggiori, e molte volte le lodi sono dettate da viste interessate, e
sempre esagerate. Ho però piacere che siate amata dalla vostra
Scuola, e che godiate stima perché con questa potrete far molto bene,
solo guardatevi dal vento della vana stima perché il suo veleno e
tanto sottile che quando si crede di andarne sicure è allora che il suo
pungolo ci ha già penetrate. Non lasciate però di fare il vostro dovere,
e fattelo senza scrupoli o vani timori, solamente tenete un occhio
anche per voi, perché la prima carità deve essere con noi stessi.
Essendo voi quasi sempre occupata nelle scuole estere, dovete aver
cara e goder in Dio quel tempo libero che potrete impiegare nella
casa, e con le nostre Figlie, e se non vedete necessità, e bisogno
schivate più che potete i coloqui in parlatorio con questa, o con quella
delle vostre Scolari, che sempre dissipano (intendo sempre quando
prevedete motivi frivoli e inconcludenti) cosi acquisterete maggior
tempo, e avrete la mente più libera d'attendere alle cose di Dio, ed
allo spirito dell'Istituto. Non dubito che la vostra Rev. Superiora vi
lascierà tutta la libertà, sè una qualche volta mi vorete scrivere
raguagliandomi con confidenza di figlie quanto può interessar voi, per
vostra quiete, e riposo, secondo le nostre regole, e costumanze. Io poi
sentirò più volentieri che da altri i vostri diportamenti e le notizie
della vostra Scuola, poiché ciò mi dinoterà la vostra fiduccia in me, ed
affezione. Che il Santo Bambino vi riempia delle sue celesti
benedizioni. Pregate per mè.
Vostra Aff. Madre Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Suora.
La Rev.da Suor Marta Longhi, Soncino - S.a Maria.
334
Di Bianchi suggerisce: "Dicembre".
Lettere
823
opera omnia
LETTERA
523
Cara Suor Marta335
Giacché Suor Luigia scrive alla Superiora, rispondo due righe
alla vostra Lettera, ma di fretta perché jeri sera ho scritto al Giò: ed
ora l'altro Giò: e lì per partire. Scrivero per le Feste alla Rev. Sup, e
Suor Adelajde come anche sè potrò a Suor Costanza: dico se potrò,
perché la mia volonta lo vorebbe, ma essendo quattro le nostre Case, e
quasi tutte scrivono a me, credete che non posso arrivare avendo
anche da scrivere riguardo alla Casa, come questa settima che mi
preme di fare delle memorie da presentare poi Giò: di che verrà il Sig.
Canonico a Comonte a confessarci. Voi che avete nulla ricordatevi in
questa novena di scrivere a vostri Genitori, che la Sup. ve ne darà
licenza. Discorerò col Sig. Canonico del giorno di ritiro d'introdure
costì; gliene parlai anche l'altra volta, e sembra anch'Egli persuaso di
farlo per ora, come diceva io il tempo di due ore la mattina. Però
desidererei portarmi costì io pure per la prima volta, onde vedere che
effetto fà. Bas combinaremo, poiché io non verrò che dopo il primo
dell'anno, e avanti si scriveremo ancora, e potrebbe anche darsi di
anticipare; torno a dire prima bisognera combinar bene, ed è per
questo che desidero trovarmi qui. Mi è rincresciuto tanto della
Martina, però se viene al Convento accoglietela ancora con carità: ma
fa pure compazione la Catterina quantunque per la sua età la meriti
poco. Voi prendete le cose senza inquietudine, ma tranquillamente
ricordatevi che in tutto ci vuole la grazia del Signore, e senza questa
potreste lavorare, giorno, e notte addietro a queste povare anime senza
guadegnare un palmo. Se avete tempo scrivetemi con tutta libertà;
quantunque non vi risponda subito, lo farò però sempre quando
vedrò la necessità. Salutatemi la Rev. Sup. l'Economa alla quale
mando quanto mi ha cercato almeno mi pare, sè nò lo manderò la
prima volta perche credo vi manchi qualche Faz: Saluto pure Suor
Giu: Suor Maria tutte come le Figlie. Il Signore vi comuni il suo Santo
Spirito in questo santo tempo, onde formarvi vera Suora della Sacra
Famia. Di fretta addio.
335
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Dicembre '63 o '64".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Lettere
824
opera omnia
Vostra Aff Madre
Suor Paola E. Cerioli
Per la novena mandero le figure del Presepio pei Fratelli, e Suor
Adelaide.
Alla Rev. Suor Marta
Lettere
825
opera omnia
LETTERA
524
Cara Suor Marta
Per assecondare i vostri desideri di scrivervi, vi mando queste
due righe. Sento con piacere del bel numero delle vostre Scorari,
ringraziate il Signore che vi da un mezzo di far del bene, ma abbiate
però sempre presente di non trascurare la vostra salute per quella
degli altri. Amate i sacrifici che seco portano l'adempimento de' vostri
doveri, ma più specialmente quelli che sono necessari per non
allontanarsi dalle nostre regole, fine, e scopo della nostra Istituzione.
Per questo vi stia a cuore anche le nostre povare Figlie che sono le
prime che il Signore ci ha consegnate e per le quali ha fondato
quest'Istituto. Amate le nostre Regole e più quelle che sentite maggior
ripugnanza ad addempiere, considerando che con questi sacrifici
operarete la vostra salute, oggetto unico del nostro vivere, ed operare.
Il Signore vi dia il coraggio pari alla vostra buona volontà, onde
poter essere vera Suora della Sua Santa Famiglia
Vostra Aff Madre
Suor Paola Eli: Cerioli
Alla Rev. Suor Marta
Lettere
826
opera omnia
LETTERA
525
Mia cara Suor Marta336
Mi fareste veramente un torto se aveste da dubitare che mi
avessi da dimenticare di Voi, mia cara Suor Marta perche vi scrivo di
raro, non pensate mai tal cosa da mè; credete che le sole occupazioni,
e Lettere più necessarie, mi fanno essere tarda a trattenermi con voi;
nulla meno questa mattina vi scrivo, per consegnare questa mia alla
vostra Rev. Superiora. Mi consolo proprio nel sentire dei vostri
sentimenti d'attaccamento, ed affezzione verso le nostre Figlie, poiche
queste ci sono state date da Dio prima d'ogni altra estranea, è per
questo appunto cè nè sarà dimandato conto prima d'ogni altra, un
giorno da Dio. Vorrei che cosi l'intendessero tutte le nostre Suore che
il primo, e principale nostro dovere sono l'educazione delle Figlie di
S.t Giuseppe, eppoi potendo le altre. In questo Paese, mi stanno
proprio a cuore anche queste vostre Figliuole estere; compatitele nei
loro diffetti, istruitele nella loro ignoranza, siatele Madre affettuosa,
ma in maniera però che non vi abbiano da farvi perdere la vostra
pace, la vostra tranquillità. Procurate d'allevare bene, con sentimenti
modesti, e virtuosi le Figliuole più piccole, queste potranno portare
quella riforma nei costumi che difficilmente potete aspettarvi dalle
grandi. Cosi mi dicceva jeri il Rev. D. Stefano Grasselli, quello che fece
gli esercizi costì l'ultima volta. Ricordatevi di quanto vi disse a
riguardo di queste povare Giovanni, Egli parlo jeri con la Rev.
Superiora, ed essa vi dirà a voce come regolarvi. In quanto poi a fare
qualche penitenza per queste povare anime, aprovo, e lodo la vostra
buona volontà, ma contentatevi d'una maggior esatezza a vostri
doveri, e superate più che potete i vostri piccoli incomodi, credo
cagionati più dal DemOnio, che della vostra costituzione fisica, ch'io
credo, se non robusta almeno sana. Dimandate sempre a Dio, ma con
fede, e desiderio, che vi conceda salute, e forza per poter lavorare con
maggior impegno nella vigna del Signore; Egli ve la concederà non ne
dubito, ma dimandatela con perseveranza. Ho voglia di vedervi, e
spero che questo sarà presto rinfrescandosi la stagione. Avete ragione
che non sarebbero per noi i ricami, ma quando penso che le
336
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Estate".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino.
Lettere
827
opera omnia
Contadine stesse, sebbene malamente, pure ricamano anch'esse, mi fa
essere pieghevole ad accettarne, d'altronde non gli daremo da fare
alle nostre Figlie, alle Novizie, e Sorelle: quindi sè ne avete, o sè vi
vengono date, accettatele, e mandatene a Comonte che si procurerà di
farli bene, e presto. Che tutto il vostro operare sia per Dio, per la sua
gloria, e per fare la sua santa volontà. Egli vi custodisca, vi illumini, e
vi conceda le grazie necessarie prima per voi, e poi per guidare le
altre. Consideratemi quale con tutto l'affetto mi dicco
Vostra Aff Madre
Lettere
828
opera omnia
LETTERA
526
Cara Suor Marianna337
Siete una Secretaria di pochi Soldi. Mandate sempre una Carta
per volta. Non sapete che unito alla Notifica bisogna che unisca la
Patente della Maestra? Così bisogna fare viaggi sopra viaggi, e questo
è il motivo che vi torno a rimandare il Maffi. Lo attendo dunque
dimani nuovamente dovendo egli lavorare qui, essendovi molte cose
da fare. Dategli dunque la Patente di Suor Adelaide ch'ella crede sia a
Seriate in mano di D. Pietro Piccinelli, diversamente (che sarà forse
meglio) mandatemi quella di Suor Catterina, che farò notare Lei in
vece di Suor Adelaide, però è bene che ritirate anche questa
abbisognando sempre. Riguardo a quella Figliuola del Sig. Vicario
non è per noi; e in quanto a rispondere a quella Sig. di Comun Nuovo
bisogna aspettare quando sapremo il giorno preciso degli esercizi.
Scrivo di fretta perché il Maffi vuol partire. Salutatemi tanto Suor
Luigia e tutte. Scriverò poi alla medesima con più comodo. Vi saluto
di cuore e tanto
Vostra Aff M
Suor Paola E. Cerioli
Alla Molto Rev. Madre
La Rev. Suor Marianna Rossi
COMONTE
337
Di Bianchi suggerisce che il mittente si trova a Soncino.
Lettere
829
opera omnia
LETTERA
527
Cara Suor Marianna338
Suor Rosa vi manda il Riso, quantunque assai in colera perché vi
siete tenuta mezzo Marengo sul cambio della Geneva, e ha promesso
che voi non sarete più il suo cambiovalute. Sento dei vostri Bigati, e
di quelli del Gildo, ma io credo poco, e al medesimo, e a Suor Luigia
perché sono due spaventoni, e faranno non di meno, delle Galette. Noi
ci contentiamo, e nella nostra povertà e speriamo pure di fare un
discreto raccolto. Mandatemi lo spirito delle Figlie del Sacro Cuore, e
le Costituzioni. Non dite a D. Giovanni quello che vi aveva detto,
poiché ho veduto che i Libbri non li legge né meno, e sono ancora da
tagliare. Termino perché mi chiamano il parlatorio, e sono le mie due
Nipoti. Salutatemi tanto Suor Costanza e tutte Voi vivete quiete, e
consideratemi
Vostra Aff.
Suor Paola E. Cerioli
A Suor Marianna
338
Di Bianchi suggerisce che il mittente si trova a Soncino.
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Comonte.
Lettere
830
opera omnia
LETTERA
528
Cara Suor Maddalena339
Ho ricevuto tutte tre le vostre Lettere, e rispondo ora giacché
mando costì appositamente il Maffi per prendere il Fagoto di
quell'Uomo di Casnigo che dice di aver portato costì la di lui Sorella.
Riguardo alle Scuole sostenete sempre il vostro posto e il timore di
aver poche scolari non vi faccia mai tradire i vostri doveri; però
guardate, addoperate rare volte le mani, vi vogliono motivi grandi per
farlo: mettetele sul corritojo a lavorare, e non entrano più in Scuola se
non hanno dimandato scusa del mal esempio: Voltatele con la scranna
contro il muro ecc, ed altri castighi come a ciascheduna credete bene
che le possa giovare per emendarsi. Il Signore dunque vi ha collocata
in una Casa che per essere tutta a posta alle vostre inclinazioni
naturali vi potra giovare assai allo spirito, ed a vincervi de vostri
diffetti: Fatte dunque tutte le mattine l'offerta al Signore di tutti i
sacrifici che quantunque non volontari non di meno vi saranno
giovevoli, e vi apriranno la strada ad altri più grandi, e più volontari.
Guardatevi però d'un pericolo, il quale sè è dannossimo in tutti lo è
specialmente in una Religiosa, e questo è il concentramento, e per
mancanza d'altri pensieri, e la solitudine, e quiete della Casa
perdervi, e macchinare sù quanto di strano vi passa per la mente,
credendo, e facendo peccato delle cose più indiferenti, e strane che
passano per la nostra fantasia; che ne vengono si tante! Fattevi forte sù
quest'articolo, e spresate queste fantasie, non permettendovi di
ragionarvi sopra; e quanto vi sembrano più strane, e cattivi, tanto più
vi sieno sospette di non fermarvi sopra, se vi avete, o nò condisceso:
Tali giudicHo io ciò che mi scrivete col vostro ultimo Foglio, che dopo
averlo letto non capiva dove potevate voi trovar peccato. Povarette
noi se per queste da voi credute mancanze vi abbisognassero le
indulgenze del Giubileo per assolverle: se non altro mi avete fatto
ridere...
Ricordatevi, vedete, che non vi avvanzarete mai un passo nella
perfezione, e passarete la vostra vita contrastando innutilmente coi
339
Di Bianchi annota: "Nominata in Epistola della raccolta di P. Di Bianchi n° 501/2,
504/2 (13.8.63), 406/2. Nel '65 perché parla del Giubileo.
Raccolta Suore suggerisce: "Prima metà del dicembre 1865".
Lettere
831
opera omnia
vostri pensieri, a godimento del Demonio. State dunque all'erta,
pensate poco a voi, e molto a vostri doveri. Anche il Sig [...] ma con
cuor grande e consideratelo sempre Padre tenero, affettuoso, liberale,
e misericordioso. Cosi facevano i Santi. Riguardo poi all'avizo che mi
date coll'ultimo vostro Foglio avete fatto assai bene, e questo, e lo
spirito della nostra Casa. Se vedete qualche altra cosa contraria a noi
regolamenti farete bene ad avvertirmene. Il caso poi che aveste da
eccedere nei voi rimarchi vi avvisero, ciò vi dicco per vostra
tranquillità. S.t Giuseppe pare che ci stia preparando qualche belle
cosa con quella Signora di Brescia, ma però ora non saprei, sembra
una Fondazione: Essa vuol venire a trovarmi a Comonte, cosi mi
scrisce l'ultima volta. L'Enrichetta e partita sine da oggi otto, ma
invece aspettiamo un'altra Novizia di Zogno, che ci chiese di venire a
farsi vedere.
Termino col raccomandar ancora la santa libertà di spirito. Il
Signore è si buono, e noi Le facciamo tanto intorto dubitando sempre
della sua misericordia. State allegra, e non vi scaldate la fantasia col S:
Giubileo, ma fatte ogni cosa con quiete, pace, e tranquillità, senza
nulla di straordinario, eccettuato le opere prescritte. Il Signore vi
benedica.
Vostra Aff Madre Suor Paola
Cerioli
340
340
La Catterina tessadra è andata a Seriate da sua Sorella.
Scritto a lato della lettera.
Lettere
832
opera omnia
LETTERA
529
Cara Suor Anna341
Scrivo a voi quello che scrisci, e raccomandai alla nostra Sorella
Suor Leonilde armatevi, e fornitevi di semplicità, di quella semplicità
che fà i santi, e della quale ci da esempio si ammirabile, e si
risplendente nella sua nascita il Bambin Redentore. Andiamo via alla
buona, e ci conoscono qual siamo. Voi siete l'ultima di questa piccola
Comunità, nè abbiate a caro, e cercate d'apprendere delle vostre
Sorelle quello che vedete per voi più necessario per essere vera Suora
della Sacra Famiglia. Il Bambino Gesù vi accompagni sempre con la
sua santa grazia, e vi conceda la forza necessaria per correre dietro
alle sue sante pedate, così potrete amarlo come Egli vuole, e voi
certamente lo desiderate. Insegnate alle vostre Scolari prima di tutto
ad amare il Signore, e vivere secondo i suoi santi comandamenti,
cercando d'amarsi tra Esse, d'ubbidirvi, e dar ascolto a vostri
suggerimenti. Buone Feste, e tanti saluti della
Vostra Aff Com e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Alla Re.da Suor Anna Tiraboschi.
341
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Dicembre".
Lettere
833
opera omnia
LETTERA
530
Cara Suor Maria342
Il Signore tenga da te lontano il turbamento, l'angoscia e tutto
quello che può inquietarti alla vista dei tuoi difetti e dei tuoi
mancamenti: basta che questi ti facciano umile, del resto tieni il cuore
sempre aperto alla fiducia e alla confidenza. Procura di morire a te
stessa, specialmente nelle cose minute e piccole, e quello che riguarda
il tuo ufficio, immaginandoti che il Signore ti chieda questa e aspetta
la tua fedeltà nel compierle, il poter poi egli versare in te
l'abbonbanza delle sue grazie. Tutta la vita di una Religiosa non
dovrebbe essere altro che il cercare di morire a se stessa, alle proprie
inclinazioni, gusti e desideri, perché così esser meglio riempita dallo
spirito del Signore, che mai non si comunica alle anime piene di sè,
ma le vuole morte, per innalzare poi in lei l'edificio spirituale.
Preghiamo la SS. Vergine che ci ajuti in questa morte spirituale,
onde poter provare la pace, la quiete, la consolazione. In questi
combattimenti spirituali, ti raccomando di da far andare avanti a
tutto l'acquisto della confidenza della tua Superiora, essendo questo
un dovere ed una regola del nostro Istituto, quindi deve avere la
preferenza ad ogni altra vittoria. Te la raccomando dunque
caldamente, come ti raccomando d'avermi presente nelle tue orazioni,
acciò quella perfezione che suggerisco agli altri, possa prima
procurarla in me come ho l'obbligo e il dovere.
Addio, il Signore ti aiuti e ti custodisca
Tua Aff.ma Com e Madre
Suor Paola E. Cerioli
342
Manca l'originale
Di Bianchi annota: "L'originale è nel Tramsumpti Processus in Curia di Bergamo
in Alleg. D dopo la pagina 825,- è senza data- nel Summarium a stampa è a
p.939).
Padre Di BIanchi annota: "Figlia di Andrea e fù Antonia Balinata. Nata a Arcene
13.9.1834. Entrò nell'Istituto 4.11.1856. Vestì abito religioso 8.12.1857. Pronunciò
primi Voti semplici il 23.1.1859. I Voti perpetui 30.4.59. Morì il 23.4.1904 (in
Archivio di Comonte: registrazione Suore Sacra Famiglia pag. 10)".
Lettere
834
opera omnia
LETTERA
531
Carissime343
Mi compatirete; ma scrivo a tutte tre per risparmio di tempo, e
per star meno occcupata. La neve caduta appunto questa notte, e
tuttora continua mi ha tolto il piacere di vedervi, come contava di
farvi forze una improvvizata. Bisogna dunque aver pazienza ed
aspettare un tempo migliore. Voi desiderate sapere notizie delle
nostre case. Eccole. Incominciero da questa qui, eppoi di S.t Maria,
eppoi della Campagna. Siete contente? Di qui. Suor Luigia ora dicco
propria che si è affatto ristabilita, ma però per un poco bisogna
rispettarla perche la malattia è stata lunga, e pericolosa. Suor Rosa
partira dunque per Soncino entro la settimana perché ora ha
terminato il suo ufficio d'infermiera ed anderà a riprendere il suo di
Superiora. Essa stà benissimo, e mi lascia di salutarvi tanto eppoi
tanto. Le Monache e Novizie stanno tutte bene: queste poi sono
cresciute di una ed è venuta la Novena di Natale; certa Carolina
Longoni di Bergamo, non sò sè ve lo abbia ancor scritto, con
quest'ultima le postulanti sono tre. La Giulia, la Dilingardi, e questa.
Le Figlie poi crescono sempre, e ne abbiamo molte. Di Santa Maria ho
buone nuove; Le Raggazze di Scuola sono un buon numero,
specialmente le grandi. Suor Marta ha una maniera tutta propria per
la Gioventù e vi fà assai del bene. Ora vi è cola Suor Colomba perché
Suor Adelaide non può tendere alle nostre Figlie, avendo la Casa dei
Fratelli, però andando Suor Rosa a Soncino facilmente tornerà a
Comonte Suor Colomba. Ora sono dietro a raccogliere le Esercitanti,
ma sono poche, però vi è ancora del tempo e ne sperano un discreto
numero: La famigliuola della Campagna pare che vadi avanti bene. Il
Cherubino fà assai bene, ed ha preso molto amore; vè nè un altro che
ci era assai caro, ma avendo la Madre vecchia vuol andare a Casa: ciò
rincresce assai a tutti: il Signore però ci ha provveduto mandandoci
un altro fratello di Chignolo il quale sembra proprio come noi
cercavamo: Egli ha qualche cosa anche del suo ed è pieno di buona
volontà verso questo nascente Istituto. I figliuoli poi sono sette e due
343
Di Bianchi suggerisce: "Comonte Ottobre 1864. Cherubino Cottinelli entrò il 4
ottobre".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Leffe.
Lettere
835
opera omnia
altri che veranno presto essendo già acettati. Ecco queste sono tutte le
nuove che posso darvi. Abbiamo bisogno di soggetti d'un parte, e
dell'altra, lo vedete anche voi, ma più volentieri esserne scarse
piuttosto che avere soggetti non adatati. Procuriamo mie carissime
Figlie, e compagne di tirare coi nostri buoni diportamenti le
benedizioni di Dio sopra le nostre case. Siamo ancora sui principi,
mettiamovi buoni fondamenti, e solidi, stando tutte unite con carità, e
con spirito. Allora niente potrà abbaterci. Guardiamoci dalle insiede
del nemico, andiamo avanti con coraggio, combattiamo le nostre
passioni, estirpiamo i nostri diffetti, il Signore ci ajuterà, ci protegerà, ci
salverà. Vi raccomando poi assai d'acquistare quello spirito di
semplicità, il quale deve essere carateristico nel nostro Istituto. Si,
semplicità nelle parole, semplicità nel tratto, semplicità in tutto. Ai
semplici ed agli Umili è aperto il Cielo. Questa bella virtù inculcatela
pure alle vostre Figlie, alle vostre scolari. State unite alla vostra
Superiora, vi stia a cuore di non amaregiarla. Mirate Dio, e sarete
ubbidienti. Che il Signore vi faccia gustare la pace d'un reto e buon
operare, per mai dipartirvene. Ringraziamolo poi di cuore per tutti i
benefici che ci ha fatti, e ci fà continuamente, e specialmente di averci
chiamati a servirlo nella sua Santa Casa, e facciamo tanto bene, onde
poterlo poi andare a lodare, e servire in quella del Paradiso. State
sane, e allegre tutte nel Signore, assieme la vostra Superiora, e le
vostre Figlie che saluto con tutto l'affetto.
Vostra Aff Ma
Suor Paola E. Cerioli
Alle Rev: Suor Maria
Suor Leonilde, Suor Anna
Lettere
836
opera omnia
LETTERA
532
Mie Carissime
Quanto sarebbe danoso pel nostro Istituto sè dopo i tempi delle
maggiori facende, come sono quelli degli Esercizi per le estere, d'altri
lavori, frà quali più specialmente di quello della cura, e sorveglianza a
Bigati, nel qual tempo si è proprio costrette a rinunciare perfino (oltre
a nostri comodi che poco importerebbe), alle nostre più care pratiche
di pietà, e di religione, non si mettesse, dicco, tutta la cura, ed
attenzione per raccogliere lo spirito che senza un'abitudine e grazia
particolare spesso si dissipa, e raccogliere in un con esso la pratica del
silenzio, e della preghiera, la puntualità all'ubbidienza ed alle nostre
regole. Perché a che ci giovarebbe l'avvanzo e l'aumento delle nostre
entrate quando fosse a danno e con pregiudizio del nostro principale
interesse qual è l'acquisto della perfezione religiosa? Non sia cosi per
noi ma procuriamo che la vita maggiormente attiva costretta qualche
volta a condure per la natura delle nostre opere abbia invece da
procurarci il doppio vantagio, e di fare un sacrificio al Signore del
nostro riposo, e della nostra quiete quando il bisogno lo vuole, e lo
richiede, e d'imprendere con maggior amore, e lena terminate le
fatiche le nostre pratiche, e comuni osservanze. [...]344
344
La lettera termina così.
Lettere
837
opera omnia
LETTERA
533
Cara Sorella345
L'enrichetta è partita appena che capitò suo Padre che fù oggi
otto: contenta e giubilante. Le altre non fanno male e anche la Rossi.
Aspettiamo ancora la governante e quella di Scano ma non vediamo
nessuna comparire. Abbiamo ricevuto una lettera di una giovine di
Zogno che desidera venire a presentarsi e sembra un buon soggetto
alla lettera che ci scrisse; vedremo poi quando verrà. Quella Sig. Fè, di
Brescia ha scritto che vuol venire a Comonte per intendersi meglio
dice solo che le rincresce che il nostro Istituto non sia del tutto
fondato quando verrà io credo che troverà di più di quel che crede. E'
stata qui la Gut. con la Lupini e mi disse che non la voglio lasciare
perché fà bene e le è cara, ma essa ha desiderio di tornare ancora in
Convento io le dissi di aver pazienza e rimanervi colà fino che vi vede
la fine alla Sig. Camilla perché la Lupini avendo tanta affezione per
noi le può giovare. Io lo sempre in pensiero quella benedetta Sig. e la
chiedo sempre a Dio pel bene del nostro caro Istituto io non so se sarà
mia immaginazione perche vedo che la R. M. non vi pensa neanche ed
io non posso a meno di non pregare per aver questo soggetto, se Ella
mi tiene d’accordo ed anche le sue Monache continuo a pregare
altrimenti voglio far di tutto per cacciar via il pensier tenendolo
proprio per una tentazione.
346Ho
scritto a Monsignor Vescovo per il Santo Giubileo, ed Egli
mi rispose che è meglio che si faccia nelle nostre case nel tempo che si
fanno in Parrocchia. Cosi noi a Comonte lo faremo la settimana
ventura che si fanno le Missioni per questo in Seriate. Bisogna fare
due visite alla Chiesa, che noi faremo nelle nostre, e pregare giusta
l'intenzione del Sommo Pontefice, digiunare il Mercoledì, il Venerdì,
ed il Sabbato di una Settimana. Il Confessore potrà cambiare il
digiuno, anche fuori di confessione, anche dicendo alla Superiora,
perche la Superiora dica a tutte, e faccia e disponga per tutte.
345
346
Di Bianchi suggerisce: "Comonte 1865".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Soncino. Sembra Suor Rosa.
La lettera è iniziata con scrittura di altra mano.
Da qui inizia la scrittura della Cerioli.
Lettere
838
opera omnia
Confessione, e Comunione, la Confessione in quattro parole e la
Comunione più santamente che si può: alla Raggazze che non si
comunicano, cambi il Confessore come sopra: Fate un po'
d'elemosina: la Superiora supplisca nel far la limosina anche alla
limosina che per lucrare il Giubileo dovrebbero fare le singole
persone che sono in sua mano. Santificatevi più che potete massime
nel mese del Giubileo; ed ecco che avete fatto tutto. Cosi mi scrisce
Monsignor Vescovo, a caso poi non capiste, e aveste qualche
osservazione hai sempre costì il Rev. Sig. Prevosto vostro Confessore
col quale intenderti, e regolarti. Sarebbe stato bene che in questa
occasione aveste potuto fare qualche giorni per ciascheduna di privati
esercizi, e di questi ne aveva parlato anche col Rev. Sig. Canonico, ma
non saprei come combinarli. Tu però con Suor Adelaide e le più
vecchie guardate se poteste senza interompere le Scuole, che mi
rincrescerebbero, fare per ciascheduna almeno tre giorni intieri di
ritiro: o vero se vi sembra meglio tutte assieme di fare qualche
meditazioni ad uso esercizi di più e farvi venire anche le Figliuole.
Basta. Noi qui a Comonte, ed a Leffe facciamo fare al nostro
Cappellano una o due meditazioni, ed una istruzione per le Figlie
sulla Confessione, e Comunione e cosi la parte di 5 giorni. Ma voi
altre lo vedo anch'io non potete far cosi, a motivo del vostro Cap.no.
Pregate tanto in questo mese per la conversione dei povari peccatori
acciò si approfittano di questo tempo di grazia; e pregate pei bisogni
di Santa Chiesa nostra Madre e secondo la mente del Sommmo
Pontefice, Vicario di Cristo in terra. Assieme la Legna mandami
Sabbato anche del Lino. Di a Suor Adelaide quanti fazzoletti
abbisognano pei fratelli, e quanti pei Figli. Mando il Vino pel Sig.
Prevosto. Il fagotto del Giuseppe, ed i ferri pei Zuppelli. Addio, la
mia Rev. Superiora, ti ringrazio di tutto quanto hai fatto per me
quando sono stata a S. Maria. Il Signore ti benedica e custodisca
Tua Aff Com: Suor Paola
Lettere
839
opera omnia
LETTERA
534
Cariss
Adopera pure S.uor Maria, dove, e come credi, questo è tutto il
mio piacere d'assueffarla per le cose di Casa, e dell'Istituto. Non è
avarizia, né amor alla roba la tua premura per le faccende domestiche
guarda da non lasciarti prendere dagli scrupoli in questo proposito,
eppoi non bada alle altre piccole cose che provi. Indirizza sempre la
tua intenzione a Dio, e non cura, e disprezza le mille miserie che
vengono, e vanno nel nostro spirito, queste sono croci da soportarsi
con pazienza come le altre finchè piace al Signore di levarcele.
Ti raccomando a tenerti da conto, e non aver scrupoli col
mangiare.
Mi è stato carissimo il Quadro, perché assai bello. Ti mando le 2
Camicie della Madre della Santina.[...]347
347
La lettera termina così.
Lettere
840
opera omnia
LETTERA
535
Mie care Professe348
Eccoci alla novena dello Sposalizio della SS:a Vergine mettiamo
tutto l'impegno per farla bene onde gli Augusti Sposi accompagnino
con le loro benedizioni la pronuncia che faremo della rinnovazione
dei nostri voti, mantenendoli poi cosi fedelmente sina alla fine de'
nostri giorni. Ma questo richiede sacrifici; sacrifici della nostra
volontà, dei nostri giudizi, dei nostri comodi. Beati i sacrifici che
faremo per uno Sposo si grande. Rendiamoci propizi in questa santa
Novena Maria SS. col suo Sposo Giuseppe immolandole ciascuna di
noi il diffetto che più l'impedisce dal raggiungere un fine si nobile qual
è quello della perfezione de' nostri Voti. Un colpo d'occhio basterà a
Voi per conoscervi, io non oso suggerirvegli, guardate però sè questi
diffetti provenissero in qualche d'una di mancanza di rifflessione nelle
parole e di precipitazione nelle opere che quasi sempre fà cadere in
errore; in altre di troppa sensibilità per se stesse, o ha Parenti chè
occupandole sempre il pensiero le fà dimenticare la mansuetudine e
l'esatezza a propri doveri. Sè il rifflettere troppo al proprio operare vi fà
inquiete, e scrupolose, a danno de' vostri impieghi...
Il Demonio si serve di tutto, ma il Demomio può nulla con un
cuore generoso, e costante. La via del Cielo ci è aperta, là ci aspettano
i nostri Augusti Personaggi, non siamo noi sì vili, e dappoco di
trascurare un posto si bello per non farsi un po' di violenza, per non
voler più partire. Il Signore sia il nostro appoggio, Maria SS:a il nostro
ajuto, S. Giuseppe il nostro protetore. Essi vi benedicono, e benedicono
con voi le vostre rissoluzioni. Pregate anche per mè acciò il Signore mi
usi misericordia, e possa con voi goderlo un giorno nella bella Patria
del Paradiso. Voi poi Suor Colomba offerite al Signore il ritardo che si
frapone alla pronuncia de vostri Voti, questo ritardo vi sarà di merito
sè l'offrirete a Dio con atto d'uniformità a suoi Santi voleri. Verrà
presto il vostro giorno, io lo spero, e vè lo desidero proprio. Fatte
bene, e più ancora in preparazione della grazia aspettata. Saluto tutte
di cuore, e mi segno.
Aff Madre
Suor Paola Eli. Cerioli
Alle Professe delle Suore della Sacra Famiglia Soncino.
348
Di Bianchi suggerisce: "12 Gennaio".
Lettere
841
opera omnia
LETTERA
536
Mie care Figlie349
Ieri è stato qui il nuovo Cappellano assieme al Sig. D. Pietro.
Egli m'interogò dei proventi di questa Cappellania, de' suoi pesi, e de'
suoi obblighi. Mi parve contento, ma però non posso propria dire che
abbia accettato. Mi ha detto che desidera di venire a veder il luogo, e
facilmente verrà presto assieme credo al Sig. Pietro Carrara, e dopo
mi pare vorrà decidersi. Le sembra poco l'onorario, e mi cercò i Lumi,
io risposi di sì in parte, però che si avrebbe fissato una tal quantità.
Monsignor Vescovo desidera questo soggeto per noi, e questo mi
assicura che lo voglia pure il Sig, e ciò mi rende contenta. Ho riccevuto
le vostre Letterine, e mi consolo dell'edificazione che
vicendevolmente ci date. I buoni esempi sono di molto eccitamento
pel ben operare, e sono le pietre sulle quali si edifica la nostra
perfezione. La Superiora ami, ed abbia cura delle sue Figlie, e
compagne, queste ajutano la medesima, e colla loro docilità, e
premura le rendono men grave il peso del quale è caricata. Beata
quella Casa, quella Famiglia dove l'amore regna reciproco perché il
Signore vi farà la sua dimorà, e nulla potra scuoterla. Ma intendiamoci,
non solamen carnale per il buon essere temporale ma più quell'amore
spirituale che desidera la perfezione dell'anima, e lo spogliamento de'
nostri vizi, diffetti, ed imperfezioni. Sè alle volte vi succede qualche
contratempi, o qualche cosa che pare ad alcuna di voi che non vadi
bene, sia poi sulle Regole, sui vostri metodi, sul vostro governo,
usanze ecc, ecc scrivetemi onde anche voi altre possiate regolarvi, e
fare come noi, onde tutte regersi, e governarci sullo stesso sistema e
spirito che conserva l'Istituto. Adesso vi schiarisco d'una cosa.
Quando per esempio la Superiora da per penitenza ad una Religiosa
di mangiare una sola pietanza, non tocca questa ad avvertire la
cuciniera, ma la Superiora, e sè la cuciniera per caso fozza da quella
avvisata non dovrebbe darle ascolto ma continuare il suo sistema sino
a che venga dalla Superiora avertita, perché gli ordini sieno poi di
qualunque cosa, o motivo non vengono che dalla Superiora. Questo
vi serva anche per altri casi. Cosi pure tornando al nostro proposito,
349
Di Bianchi suggerisce: "Dic. 1862".
Di Bianchi annota che le destinatarie sono le Suore di Soncino.
Lettere
842
opera omnia
dando una sola pietanza non si deve darla più abbondante, poiché
allora è lo stesso chè darne due, Mi capite. Cosi tocca alla superiora,
l'ordinare qualle delle due deve sospendere. Ora parliamo delle Figlie.
Fanno esse bene? La Lonni, e la Maffi sono ancora così chiuse? La
Gamberini e stuffa della Campagna? Dittele che la sua Vanga l'aspetta,
e chè appena potrò venir io costì la manderò a Comonte, avendone
bisogno; e le piccole? La Teresina è ancora sì cattivella? la Sormani si
disutile? E' la Giacomina continua a far bene? Qui non cè male e
grande, e piccole. Adesso vanno le grandi in Campagna a terminare
di fare i solchi, ed a zappare i fili della vite, altre fanno giù la seta, e le
piccine la maggior parte con le mani, e piedi impiegati. Fattemi fare sè
avete della bavellina 3 paja Calze per donna, ma bisogna tingerla.
Metteteci sopra per quattro, e cinque ditta, o cottone, o stoppa per
risparmiare la bavellina. Datemi conto della Casa, e sè siete in
giornata con le spese. Tutte vi salutano e mè più ancora di più delle
altre, e vi desidero pace, e amor del Signore che vi faccia vincere e
superare voi stesse per non vivere che in Lui, e per Lui in santa
contentezza.
Vostra Aff. Suor Paola Eli. Cerioli
Lettere
843
opera omnia
LETTERA
537
Mie Cariss. Sorelle350
Scrivo ad ambidue Suor Adelajde, e Suor Rosa per risparmio di
tempo, e di fatica. Voi mi dite di star quieta, che state bene, e non
pensare a voi altre, ma mio Dio non è la prosperità né la salute del
corpo quello chè mi fà pensare spesso a voi, ma il buon andamento
della Casa, lo spirito, e la regolare osservanza, poiché dalla buona, o
cattiva riuscita di questo dipende l'onore di tutta la Casa. La Lettera
dunque, che Suor Rosa scrive alla Sorella non poteva a meno di
rincrescermi. Deve una Religiosa scrivere a suoi, mandare a salutare
gli amici, ed eccitarli a scriverle, quando questi né lo fanno, né si
interessano: non può invece sè crede scrivere alle compagne,
quantunque anche questo innutile, poiché sarebbe una perdita di
tempo, chè potrebbe invece impiegare al lavoro, e la Superiora lo
permette! Vedete, mie Cariss: dove stanno i miei pensieri; e poi quel
vostro desiderio, di aver gente per acquistarvi delle Novizie, e quello
di S. Maria, mi piace poco. Non è il numero chè fà credito all'Istituto,
anzi credete a mè chè parlo per esperienza, questo non può chè
pregiudicarle, sè non hanno testa, e in giornata è si difficile! dunque
poche, pochè ma scelte, ma esemplari. Non rallegratevi delle
prosperità temporali, ma chè il vostro nome sia scritto sù in Cielo. Cosi
disse un giorno Gesù Cristo a suoi Apostoli. Esaminatevi dunque
bene avanti a Dio, sè i vostri desideri sono puri, e conformi al suo
Spirito, sè nò cercate di riformarli. Ho piacere chè D. Acquilino vi
piacia, ma vi raccomando, di usare sempre una certa modestia, e
moderazione con tutte, e quando vi usano buone grazie, e quando nò,
poiché ciò stà assai bene in una Religiosa. Facciamo bene, mie Care,
stiamo raccolte, sbrighiamoci con quelli di fuori poiché ci fanno
perdere il tempo, e ci dissipano, d'altronde questo non è il nostro
scopo, ma bensi unicamente tendere alle nostre Orfane, ed alla Scuola
e basta. Sè sapeste come stà bene una Religiosa di poche parole, soda
e tende a fatti suoi questa è l'esempio del Convento, e lo sarà anche di
fuori. Ma scusatemi, mie Carissi: ma datemi ragione. Ho ricevuto
quanto mi avete mandato, ma io non posso mandarvi dannari. Dite al
350
Di Bianchi suggerisce: "Comonte".
Di Bianchi annota che le destinatarie sono Suor Adelaide e Suor Rosa.
Lettere
844
opera omnia
Fattore chè vendi un 6 Somme di Formento, cosi pagherete Costanzo, e
ci manderete qualche cosa pel Giò: Sabbato della Settimana ventura, e
mi saprete poi dire anche il prezzo, ma non mandatelo a Comonte il
Formeto senza mio ordine, poiché facilmente ci converà venderlo
costì. Fatte pure stopare le Finestre, come vi aveva detto, e vi mando la
tela per il telaro. Non mi avete mandato né la Veste fatta, né Filo, né
bavella, chè non dubito sarà tutto terminato, non avendo voi altre
nulla da fare, e guardate chè vi mando ancora dell'altra bavella, chè mi
preme terminata alla fine del mese, e nè potete filare più fusi al
giorno, tutte molto più Suor Rosa chè non ha chè la poca cucina.
Guardate chè qui le Figlie non hanno chè un ora di ricreazione
compreso il pranzo onde regolatevi. Non sò in chè maniera le mie
Lettere vi arrivano sì tardi, guardate di saperne il motivo, e
rimeditatevi. Vi saluto tutte, anche Suor Marianna che agradii la sua
Lettera. Ditte a Suor Rosa che stia di buon animo, che ora son quieta,
poiché non dubito chè farà meglio, essendo piena di buona volontà
ma ha bisogno d'ajutarla. Tù riffletti bene a tutto, e stà tranquilla e Dio
le guardi dai rispetti umani. Tutte le Monache vi salutano. Ho! chè il
Signore vi faccia provare quella pace deliziosa chè si prova quando si
fà, e si opera rettamente. Addio, addio Chè Gesù, Maria, e Giuseppe,
vi benedicono, e vi custodiscono.
Vostra Aff. Sorella
Suor Paola E. Cerioli
Vi scriverò ancora per la mettà della settimana.
Lettere
845
opera omnia
LETTERA
538
351Per
non lasciarvi tanto tempo senza nostre nuove, cioè sino al
ritorno del Giò: la ventura settimana vi scrivo ancora queste due
righe per la Posta. Noi stiamo tutte bene, e niente di nuovo sia
d'amaro, o di dolce venne a sturbare la nostra tranquillità, sebbene per
una persona Religiosa non vi abbia da essere niente che la disturbi
abbandonata nelle braccia della Divina providenza, come porta il suo
carattere dal momento chè si consacrò al Signore. Ma la nostra miseria
è si grande, ed io lo provo tante volte per esperienza! E' si questo ci
sarebbe si utile! per compatire il nostro prossimo, per conservarci
raccolte, per adempiere con più esatezza a nostri doveri. E' si ha ben
ragione di dire chè la pace, e la tranquillità sono la porzione de'
Giusti. Non vi raccomando i vostri doveri persuasa che farete tutte
ciò chè potrette, non di meno pregate sempre Gesù, Maria, Giuseppe,
chè suppliscono alla vostra pochezza, e vi regono, custodiscono e
protegano. Scrivetemi tutto come fatte, sè avete disturbi, sè pace, come
fanno le Figlie. Quando potrò farò volentieri una gita, ma ora vedete
bene, abbiamo l'affare di Grumello, quello di Leffe, e poi sento il
bisogno un poco di riposo quantunque questo sia il meno, faccendo a
mè poco male il viaggio. Vi raccomando a tenervi da conto per
conservarvi in salute, e sè vi sentite bisogno merendate tutti giorni,
poiché si pranza presto, e la giornata è lunga molto più quando fà
caldo, fanno cosi anche qui, quantunque Suor Nazarena celleraja vi
metta il pane in si parco modo, chè fà ridere ma essendo questo
usanza di tutti giorno, non cè male, nelle Merende poi straordinare
allora si abbonda di più. Ecco; de' nostri Pani, sè nè dà uno e si
aggiunge, frutta quando sè nè ha.
Mandatemi la misura dell'altezza, e larghezza delle finestre sul
Solajo per il Giovanni ch'io vi farò fare i Telaj di ramata, o di tela,
poiché avendo ora da ripore il Formento ciò è necessario. Dite al
Fattore chè mi cerchi un nido di Merli, mi è stato ricercato dal dottor
Breda, ed io glielo procuro volentieri. Ditemi sè volete fare del
Formento, e sè il Melicone và avanti, noi teniamo sempre l'occhio a
quel poco sul Solajo e vorremo chè non avesse da diminuire, ma invece
va diventando poco, poco, e si fà sponda sul vostro per la fine del
351
Di Bianchi suggerisce: "Estate 1862".
Di Bianchi annota che il destinatario si trova a Villacampagna.
Lettere
846
opera omnia
mese. Qui tutte vi salutano, teniamoci unite nella voglia di far bene
ed amare, e servire il Signore, e la sua Santa Famiglia onde essere poi
sempre unite e separarci mai più nei secoli de' secoli... Addio, addio
tutte tre.
Vostra Aff Compa: e Madre
Suor Paola E. Cerioli
Lettere
847
opera omnia
LETTERA
539
Mie Cariss.e352
Eccoci alla vigilia della Novena del Sposalizio di Maria SS:a e
quindi della rinnovazione de' nostri voti. giorno solenne deve esser
questo per tutte le Suore della Sacra Famiglia pronunciando Esse un
altra volta quella bella formula che ci lega si strettamente col nostro
Sposo Gesù. Ho possa questa unione accrescere nel nostro cuore
l'amore, e la confidenza verso uno Sposo si buono, si indulgente che
ci preferi a tante che meglio di noi lo avrebbere onorato, e servito. La
rinoscenza la gratitudine mie carissime, v'ispiri sentimenti generosi, e
costanti; non perdiamoci in vanni ed innutili desideri, ma accettiamo
di buon grado quelli che giornalmente questo Sposo ci chiede per
mezzo della voce dell'Ubbidienza; Siamole docili, siamole fedeli.
Seguiamo Lui con la Stessa prontezza sia poi al Tabor, sia al Getzemini,
sia al Calvario, ma con l'ubbidienza che ci serva di guida. Beati i
sacrifici che farete per amore di questa virtù. Procurate in questa
Novena di togliere alla vostra ubbidienza quello che ve la fà parer
pesante, e rendere imperfetta che sarà certamente l'amor proprio, la
ripugnanza al sacrificio, e la mancanza d'uniformità di giudizio con
chi comanda; levate questi ostacoli, e l'ubbidienza vi sara legera, piana
soave, e vi renderà felice. Non parlo poi delle altre virtù, che sono
pure materie de Voti perché l'ubbidienza e la principale e con questa
le altre virtù vi saranno tutte appianate. Vivete ed operate da vere
anziane dell'Istituto accio le altre possono seguire le vostre pedate, e
cosi mano, mano servendo d'esempio le une alle altre tirare dal
Signore sopra l'Istituto benedizioni feconde di buone opere per la
gloria di Dio, e la salute del prossimo. Pregate il Signore anche per
mè, avendone grandissimo bisogno, e salutatemi con tutto l'affetto e
ben di cuore mi dicchiaro.
Vostra Aff Com e Madre
Suor Paola Eli. Cerioli
352
Di Bianchi suggerisce: "12 Gennaio".
Lettere
848
opera omnia
LETTERA
540
Mie Cariss.e353
Quantunque abbia poco a venire costì, e vedervi nulla meno
l'avvicinarsi della grande solennità Pasquale m'impegna a scrivervi
anche solo due righe per augurarvi felici, e prospere queste SS:e
Feste: La risurezione di Gesù Cristo vi dia coraggio, e lena a superare
tutte le ripugnanze della natura sè mai ne aveste per l'ezato
adempimento de' vostri doveri, e come cristiane, e come Religiose
rifflettendo che noi pure risusciteremo come Lui, e chi avrà con Lui, e
per Lui più patito più bello, e glorioso sarà il suo risorgimento. Io non
saprei qual cosa ci possa meglio animare nel bene che questa, e
risvegliarci dalla nostra spirituale pigrizia. Il Signore vi consoli in
queste SS.e Feste, con quelle consolazioni che versava nel cuore alle
sante Donne, e ai Discepoli che primi andarono al sepolcro, e ditele
una parola anche pei bisogni spirituali, e temporali delle nostre Case,
onde tutte gl'individui abbiano lo spirito del Signore. Sè aveva tempo
arei scritto volentieri alla Valota, e Giacomina, cosi bisogna aver
pazienza, intanto salutatemele ben di cuore e ditele che procurano
spogliarsi, e lasciar nel sepolcro i loro diffetti onde essere più agili ad
accompagnare le pie Donne, e vedere e sentire quello che Signore le
ispirerà al cuore. Termino, dovendo quest'oggi stesso partire. La pace,
e la gioja spirituale vi animi, per meglio servire ed amare il Signore.
Sono tutta vostra.
Aff Com. e Madre
Suor Paola E. Cerioli
353
Di Bianchi suggerisce: "Pasqua".
Lettere
849
opera omnia
Ordine cronologico delle Lettere
Numerazione
Datazione
1
2
3
4
4
5
6
7
8
9
10
11
13
14
15
16
2 Aprile
1835
2 Novembre
1836
19 Febbraio
1837
7 Maggio
[1844]
(23 Marzo)
[1845]
3 Agosto
[1845]
11 Febbraio
[1846]
8 Marzo
[1846]
1 Giugno
[1846]
5 Giugno
[prima del 1847]
30 Settembre
[1846]
10 Dicembre
[prima del 1847]
24 Dicembre[non dopo il 1846]
8 Aprile
1848
28 Febbraio
1849
9 Marzo
.. “
Lettere
Numero Lettere
850
opera omnia
113
114
115
159
120
117
119
157
155
161
109
170
156
121
163
122
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
57
55
56
58
2 Settembre
7 Gennaio
25 Aprile
16 Luglio
11 Settembre
27 Ottobre
6 Novembre
18 Novembre
2 Febbraio
23 Marzo
25 Marzo
1 Aprile
14 Aprile
11 Giugno
16 Luglio
26 Luglio
5 Ottobre
17 Novembre
26 Novembre
21 Dicembre
27 Dicembre
29 Gennaio
5 Febbraio
28 Febbraio
22 Marzo
12 Maggio
1 Agosto
2 Settembre
10 Febbraio
28 Luglio
18 Agosto
25 Settembre
11 Novembre
25 Maggio
4 Febbraio
[Febbraio
28 Febbraio
18 Ottobre
30 Ottobre
9 Novembre
25 Dicembre
Lettere
851
“
1850
[1850]
“
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1851
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“
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1851
“
“
“
“
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1852
“
“
“
“
“
[1852]
1853
“
“
“
“
[Prima del 1854]
1854
1854]
1854
“
“
“
“
opera omnia
123
124
158
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164
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98
20 Gennaio
14 Febbraio
25 Giugno
3 Luglio
23 Dicembre
11 Gennaio
18 Gennaio
7 Gennaio
19 Marzo
26 Marzo
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Lettere
853
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[17 Novembre “
17 Novembre
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Lettere
854
1862
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371
278
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6
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54
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[2 Novembre
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3 Gennaio
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[31 Marzo-Aprile
12 Aprile
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5 Settembre
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[Dopo 4 Maggio
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[Maggio]
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3 Luglio
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1864
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2 Dicembre
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1865
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opera omnia
309
356
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437
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491
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78
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391
79
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223
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1865
11 Giugno
1865
[Giugno]
(1865)
[Giugno]
(1865)
½19 Giugno
1865«
20 Giugno
1865
22 Giugno
1865
27 Giugno
1865
(Metà Giugno)
[1865]
(Giugno
1865)
[Estate (Fine Giug.) 1865]
(Primi Luglio
1865)
8 Luglio
1865
27 Luglio
1865
30 Luglio
1865
31 Luglio
1865
(Luglio
1865)
1 Agosto
1865
2 Agosto
1865
19 Agosto
1865
24 Agosto
1865
26 Agosto
1865
[Agosto
1865]
Lettere
860
opera omnia
392
508
509
499
449
467
438
82
330
450
502
352
313
380
416
417
427
428
393
394
488
510
451
452
187
331
204
311
501
425
453
83
395
219
414
84
396
397
454
398
222
421
422
423
424
425
426
427
428
429
430
430
431
432
433
434
435
436
437
438
439
440
441
442
443
444
445
446
447
448
449
450
451
452
453
454
4 Settembre
1865
9 Settembre
1865
10 Settembre
1865
15 Settembre
1865
[Settembre
1865]
22 Settembre
1865
26 Settembre
1865
29 Settembre
1865
(Settembre
1865)
(Settembre)
[1864/65]
21 Ottobre
1865
[Ottobre
1865]
[Fine Ottobre
1865]
(Ottobre
1865)
(Ottobre
1865)
(Ottobre
1865)
2 Novembre
1865
22 Novembre
1865
26 Novembre
1865
26 Novembre
1865
(Novembre)
[1865]
[Novembre
1864/65]
4 Dicembre
1865
[Primi Dicembre
1865]
6 Dicembre
1865
8 Dicembre
1865
11 Dicembre
1865
[Prima 13 Dicembre 1865]
(Ia metà Dicembre) [1865]
17 Dicembre
1865
17 Dicembre
1865
22 Dicembre
1865
4 Agosto
1865
[1865]
[1865]
Lettere
861
opera omnia
188
189
85
399
379
400
455
401
213
462
456
200
346
410
420
432
457
402
190
458
422
426
332
415
191
403
86
218
528
87
459
192
216
355
533
Date molto incerte
12 Ottobre
[4 gen., non prima
(Ia metà Nov. [1862]
[Maggio
[Luglio
(Ia metà Aprile)
[Prima Novembre
(Marzo)
(Fine Agosto)
(Maggio)
(IIa metà Sett. [1863]
12 Luglio
[12-18 Agosto
13 Settembre
15 Ottobre
[Novembre
[Novembre
[Dicembre
3 Aprile
(Aprile
1865)
[Marzo
22 Novembre
[Gennaio
(27 Luglio)
(Luglio)
(Metà Aprile)
(Primi Luglio) [1864]
[Gennaio
[Gennaio
(Fine Marzo)
[9 Settembre
[Dicembre]
?
?
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Lettere
862
[Dopo 1842
1844
1850]
1862]
1862]
[1862]
1862]
[1862]
[1863]
[1863]
[Fine 1863]
1863
1863]
1863]
[1863]
1863]
1863]
1863]
[1863/64]
1864]
[1864]
1864]
[1864]
[1864]
[1864]
1864]
1865]
[1865]
1865]
(1863)
?
?
?
opera omnia
169
159
162
99
339
299
374
375
477
92
302
281
386
378
98
373
274
295
306
486
406
101
290
284
288
481
498
203
344
229
419
214
209
308
97
100
103
?
[Dicembre]
?
?
15 Febbraio
½19 Marzo«
6 Maggio
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[Fine maggio]
[Dicembre]
?
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16 Aprile
13
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[Novembre]
?
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[Dicembre]
?
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?
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[Pentecoste]
?
[Dicembre]
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23 Luglio
16 Agosto
[Estate]
?
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[Dicembre]
Lettere
863
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“
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“
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Dopo il 1863
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?
opera omnia
207
225
226
230
116
231
252
523
285
291
298
307
348
349
350
351
354
357
358
362
366
408
423
424
431
436
469
484
487
497
518
519
520
522
524
335
118
525
526
527
529
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[12 Gennaio]
?
[12 Gennaio]
[Pasqua]
?
[Dicembre]
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Lettere
864
?
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?
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?
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?
opera omnia
530
532
534
535
537
539
540
545
546
253
INDICE
Lettere alle suore ____________________________________________ 375
Lettere a Luigia Corti ____________________________________ 377
Lettere a Adelaide Carsana _______________________________ 493
Lettere a Nazarena Ferrari________________________________ 611
Lettere a Rosa Masoni ___________________________________ 373
Lettere ad altre suore ____________________________________ 811
Lettere
865
opera omnia
Scarica

Lettere 2 - Sacra Famiglia