ISTITUTO COMPRENSIVO VARESE 5 – “ DANTE ALIGHIERI ” Via Morselli , 8 – 21100 Varese – telefono 0332/281748 – fax 0332/236389 Codice meccanografico : VAIC87400V – Codice fiscale 95070780127 email: [email protected]; internet: www. danteweb.it REGOLAMENTO D’ISTITUTO *** dall’a.s. 2013 -14 (delibera n. 2 del 24 sett. 2013 e succ. integrazioni ) Indice TITOLO 1 - Attività generali di istituto − diritti e doveri : alunni, docenti, personale ATA, genitori− attività informativa – comunicativa − modalità di somministrazione dei farmaci durante l’attività didattica − tempistica della valutazione delle verifiche didattiche per la scuola − secondaria I grado − calendario scolastico e orari TITOLO 2 - Comportamento degli alunni : regole generali e sanzioni disciplinare _ Parte A - scuola secondaria I° grado − Parte B - scuola primaria TITOLO 3 - Comportamento alunni, specifiche regole d’intervallo e uso dei telefoni cellulari e altre apparecchiature elettroniche ( per la scuola secondaria di I grado) TITOLO 4 - Gite scolastiche e visite d’istruzione - Parte A – scuola secondaria I° grado - Parte B – scuola primaria e dell’infanzia TITOLO 5 – Funzionamento del Consiglio di Istituto e attività collegiali TITOLO 6 - Criteri per le iscrizioni e per le formazioni delle classi TITOLO 7 - Rapporti con gli Enti locali, le associazioni territoriali - Uso degli spazi scolastici TITOLO 8 - Gestione economica, finanziaria e contrattuale ; gestione dei beni mobili e immobili (provvisorio) ALLEGATI A) PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ (per la scuola secondaria di I° grado) B) CRITERI ASSEGNAZIONE DOCENTI ALLE CLASSI E ALLE SEZIONI Correlazione con i criteri espressi dalla contrattazione d’istituto C) PROCEDURA FORMAZIONI CLASSI SC. SECONDARIA (provvisorio) D) Comportamento alunni sc. primaria IL CONSIGLIO D'ISTITUTO VISTO l'art. 10, comma 3, lettera a) del TU 16/4/94 n 297VISTI gli art 8 e 9 del DPR 8/3/99 n 275VISTO il D.I. 01/02/2001 n. 44; VALUTATA l ‘opportunità di adottare nuovo regolamento d'istituto in coerenza con i principi che connotano l’Autonomia di cui sono state dotate le istituzioni scolastiche a decorrere dall’ 1/9/2000; HA EMANATO il seguente regolamento nella seduta del 24 settembre 2013 con delibera n. 2 in forma di raccolta essenziale ed organizzata delle regole interne di questo istituto quale dispositivo di efficienza, efficacia e trasparenza. Il presente Regolamento è un documento di riferimento per la gestione dell’attività scolastica che necessita di norme locali. Queste norme specificano e, se possibile, chiarificano e completano la normativa nazionale e regionale, sia quella prettamente scolastica sia quella più ampiamente civile. In alcuni settori il regolamento, per la sua stessa natura di insieme di regole dettagliate, può sembrare particolarmente coercitivo e draconiano per un ambito scolastico di scuola primaria e secondaria di I grado. Ciò è dovuto essenzialmente a due motivi : - l’esperienza pregressa suggerisce di caratterizzare il regolamento con dettagli il più possibile pratici ed estesi - l’odierno deterioramento di alcuni riferimenti fondamentali per l’età evolutiva suggerisce la necessità di obiettivi educativi fermi e costanti Tuttavia sarà l’ambito applicativo quello che determinerà l’uso di questo strumento regolamentare in modo flessibile, progressista e comunque attento alla crescita personale di ciascun studente. Tutto ciò in linea con gli intenti pedagogici e il Piano dell’Offerta Formativa di questa Istituzione scolastica. TITOLO 1 Attività generali di istituto (diritti e doveri) CAPO I - DOCENTI 1) Norme di funzionamento dei Consigli di Classe/ Interclasse A. Il Consiglio di Classe/Interclasse è presieduto dal DS o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti. B. Il Consiglio di Classe/Interclasse si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Attività concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni. 2) Indicazioni sui doveri dei docenti ( v. anche normativa civile dello Stato, normativa MIUR e CCNL in vigore) A. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe o atrio di accoglienza almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. B. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l'avvenuta o la mancata giustificazione. Qualora un alunno, dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, sarà segnalato il suo nominativo all’Ufficio di Dirigenza per gli interventi del caso. C. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l'orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe. D. Per la scuola secondaria di I grado se un alunno richiede, con permesso scritto di un genitore, di uscire anticipatamente, occorre chiedere l'autorizzazione all’Ufficio di dirigenza/segreteria o ai docenti delegati (prassi in vigore). Dopo l'autorizzazione il docente è tenuto ad apporre sul registro di classe l'ora in cui l'alunno è uscito. Per la scuola primaria o dell’infanzia si segue la prassi in vigore ( per la sc. primaria modulo di richiesta all’ingresso dell’edificio c/o bidelli/custode e richiesta/segnalazione sul diario/ alunno da parte dei genitori ). Il docente di classe primaria controfirmerà la richiesta sul diario e segnalerà l’uscita sul registro di classe. E. In accordo con l’Ufficio di segreteria, i docenti devono predisporre per classe un elenco degli alunni completo di indirizzo e recapito telefonico: una copia da inserire nel registro di classe ed una in segreteria. F. I docenti indicano sempre sul registro di classe i compiti assegnati e gli argomenti svolti (sc. secondaria) G. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni senza vigilanza H. Durante l'intervallo i docenti vigilano sull'intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classi. I. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire gli alunni dalla classe fatta eccezione per i casi seriamente motivati. L. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe. M. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nei laboratori, gli alunni devono lasciare in ordine il materiale scolastico chiuso nelle borse affinché altri alunni, sotto la guida e la sorveglianza dei docenti, possano usufruire dell'aula senza creare problemi (sc. secondaria) N. Al termine delle lezioni i docenti collaborano ad educare gli alunni affinché i locali utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano riposti negli appositi spazi. O. Gli insegnanti accompagnano la classe in fila all'uscita (secondo le modalità di ciascun plesso) P. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza. Q. E' assolutamente vietato, per qualunque attività, l'utilizzo di sostanze che possano rivelarsi tossiche o dannose per gli alunni quali: colle non dichiaratamente atossiche, vernici, solventi, ecc... Prima di proporre agli alunni attività che richiedono l'uso di sostanze particolari o alimenti (pasta, farina, legumi) verificare tramite comunicazione scritta che non vi siano casi di allergie specifiche o intolleranze ai prodotti. R. E' assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza. E’ inoltre vietato utilizzare le scale di sicurezza come via d’accesso/uscita abituale (PVR) S. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell' edificio scolastico accessibile agli alunni. T. I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo ai docenti addetti alla sicurezza, ai docenti collaboratori del dirigente e/o agli uffici di segreteria/dirigenza. U. Eventuali danni riscontrati nell’edificio scolastico e nelle sue pertinenze devono essere segnalati in segreteria/dirigenza. I danni riscontrati vengono risarciti dal responsabile (sc. Secondaria). Qualora questi non venga individuato, gli insegnanti della o delle classi interessate discuteranno in C.d.C. con i genitori circa le modalità di risarcimento. V. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o, in casi urgenti, approfondimenti telefonici con le famiglie nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e fattivo. Z. Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nell'apposito registro si intendono regolarmente notificati. Y. I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro.(v. nota min. di riferimento) J. I docenti non possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali. In caso di motivo di ufficio, la telefonata va annotata sull'apposito registro, indicando il numero composto, il destinatario, il nome della persona che effettua la telefonata e sinteticamente l'oggetto della telefonata. K. I docenti devono avvisare le famiglie, tramite diario o distribuzione di avviso Inerente, circa le attività didattiche che saranno svolte qualora esse sono differenti dalle attività curricolari previste dalla programmazione d’Istituto. . X. Il ricorso alla Dirigenza e ai collaboratori del dirigente per problemi di ordine disciplinare va limitato alle sole situazioni di estrema gravità e urgenza che richiedono interventi sanzionatori determinati dal regolamento (v. Titolo 2). L’ambito correttivo disciplinare è specifico della funzione docente. I casi più complessi vanno affrontati nell’ambito delle funzioni del Consiglio di classe o dell’equipe di sc. primaria. Il dirigente affronterà le irrisolte problematiche comportamentali degli alunni con i docenti negli orari di ricevimento comunicati. Possono essere naturalmente concordati ulteriori momenti di incontro solo per situazioni gravi, urgenti e non rimandabili. E’ comunque auspicabile un rapporto di relazione tra dirigenza, alunni e docenti che vada ben oltre la sola tematica disciplinare affinché il ruolo dirigenziale possa manifestarsi, se possibile, come elemento di promozione culturale, supporto socio-educativo, riferimento pedagogico. W. I registri devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto personale (sc. secondaria) o nella cattedra d’aula a disposizione della dirigenza e dei colleghi di classe. AA. Gli insegnanti presenti alla mensa, con gli educatori comunali e/o i collaboratori scolastici indirizzeranno gli alunni ad una adeguata igiene personale (lavarsi le mani, ecc....) e, durante il pranzo, vigileranno sugli stessi e li educheranno ad un corretto comportamento. . CAPO II - PERSONALE AMMINISTRATIVO 1) Doveri del personale ATA amministrativo ( v. anche normativa civile dello Stato, normativa MIUR , CCNL in vigore e contrattazione d’Istituto)) A. Il personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica e la valorizzazione delle sue competenze è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative. B. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro ed al telefono risponde con la denominazione dell'Istituzione Scolastica e il proprio nome. C. Non può utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro. D. Cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge. E. Collabora con i docenti nei limiti indicati dalla normativa e dalle indicazioni ricevute dal DSGA e dal dirigente scolastico F. La qualità del rapporto col pubblico e col personale docente e collaboratore scolastico è di fondamentale importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che dentro o attorno alla scuola si muovono. G. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell'orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede la firma nel registro del personale. CAPO III - COLLABORATORI SCOLASTICI 1) Norme di comportamento e doveri del personale ATA collaboratore scolastico ( v. anche normativa dei dipendenti civili dello Stato, normativa MIUR , CCNL in vigore contrattazione d’Istituto) e A. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate. Della presenza in servizio farà fede la firma sul registro di presenza del personale. B. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità. C. I collaboratori scolastici: • indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro; • devono collaborare all’ingresso ed all’uscita degli alunni; • sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza; • collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo; • comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori o al DSGA l'eventuale assenza dell'Insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita; • collaborano con gli insegnanti nella raccolta dei buoni mensa e nella predisposizione degli elenchi dei partecipanti al servizio; • favoriscono l'integrazione degli alunni portatori di handicap; • vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli, negli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali; • possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d'istruzione; • riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano nei corridoi; • sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento momentaneo dell'insegnante; • impediscono, in modo cortese ma fermo, che alunni di altri corsi possano svolgere azioni di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli con garbo e intelligenza alle loro classi; • sono sempre tolleranti e disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella di educare specialmente quegli allievi che ne hanno più bisogno; • evitano di parlare ad alta voce; • tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili; • provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia, con materiale e detersivi disinfettanti, dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili e degli attrezzi delle aule, dei laboratori, delle palestre, degli uffici e degli spazi comuni loro affidati (v. Piano delle Attività per quanto riguarda la sostituzione dei colleghi assenti) • non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore S.G.A. o dal Dirigente Scolastico o in casi specifici dall’ins. collaboratore o referente di plesso; • vigilano con costanza e diligenza all’ingresso degli edifici scolastici (secondo gli incarichi loro affidati) alternandosi in modo tale che tale ingresso NON rimanga MAI incustodito durante tutto il periodo di funzionamento delle istituzioni scolastiche (compreso il periodo delle vacanze alunni) • invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico ( e/o in sua vece dal DSGA, dagli ins. Collaboratori e referenti di plesso ) a uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento; • prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe e di interclasse dei collegi dei docenti o dei consigli di istituto ( e comunque del calendario completo del Piano delle Attività) tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario servizio; • sorvegliano l'uscita dalle classi e dai cancelli esterni, prima di dare inizio alle pulizie. D. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Segreteria, al RSSP o agli addetti alla Sicurezza di plesso. Segnalano, sempre in segreteria, l'eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla sostituzione. E. Accolgono il genitore dell'alunno minorenne che richiede l'autorizzazione all'uscita anticipata. Il permesso di uscita, firmato dal Dirigente Scolastico o da un docente delegato, ( o secondo la consueta prassi per le sc. infanzia e primaria ) verrà portato dal collaboratore nella classe dell'alunno, dove il docente dell'ora provvederà alla annotazione dell'autorizzazione sul registro di classe. Dopodiché l'alunno che ha richiesto di uscire anticipatamente potrà lasciare la scuola affidato al genitore o suo delegato. F. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue: • che tutte le luci siano spente; • che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi; • che siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola; • che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola; • gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici. G. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati. H. E' fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo. CAPO IV – ALUNNI 1) Norme di comportamento (v. anche per settori specifici Titolo 2 e Titolo 3 ) A. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il personale e dei compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile. Gli alunni sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni, a favorirne lo svolgimento e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. La presenza a scuola è obbligatoria anche per tutte le attività organizzate e programmate in tempo utile dal consiglio di classe/interclasse. B. Gli alunni maggiorenni hanno diritto alla autogiustificazione delle assenze; i minori devono presentare la giustificazione firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci. C. L’ingresso degli alunni a scuola è regolamentato da specifici orari di plesso determinati dal C.d.I.; gli alunni che utilizzano la bicicletta possono posteggiarla nel cortile interno dopo l’apertura del cancello da parte del collaboratore scolastico addetto. La scuola, in ogni caso, non si assume alcuna responsabilità circa la vigilanza degli alunni prima del loro ingresso nell’edificio scolastico. D. I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere giustificati dai genitori il giorno successivo tramite il libretto o, per le sc, primaria e dell’infanzia, secondo modalità decise dall’equipe docenti. E. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico che è il mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. I genitori sono invitati a controllare i compiti e le lezioni assegnate, le eventuali annotazioni degli insegnanti, le comunicazioni della scuola e ad apporre la propria firma per presa visione. F. Le assenze (v. lett. B) devono essere giustificate dai genitori tramite l'apposito Libretto/diario e devono essere presentate al rientro in classe, all'inizio della prima ora di lezione all'insegnante che provvederà a controfirmare e ( sc. sec.) a prendere nota sul registro. L'alunno che non giustifichi la sua assenza entro 3 giorni, se minore, dovrà essere accompagnato da uno dei genitori o da chi ne fa le veci direttamente al Dirigente Scolastico. In caso di ripetute assenze, su segnalazione dei docenti della classe, potranno essere inviate tempestive comunicazioni scritte alle famiglie. G. Non è consentito agli alunni di uscire dall'edificio scolastico prima del termine delle lezioni. In caso di necessità i genitori dovranno preventivamente avvertire la scuola tramite richiesta scritta sul libretto/diario (v. CAPO I, lett. D; CAPO III, lett. E) e venire a prelevare personalmente lo studente (o delegare per iscritto un'altra persona maggiorenne che dovrà essere munita di documento di riconoscimento). H. Quando le richieste di uscite anticipate o di ingressi ritardati sono numerose, il C.d.C. o i docenti dell’equipe di sc. Primaria informeranno per iscritto la famiglia. I. In caso di astensione collettiva delle lezioni, gli alunni devono presentare regolare giustificazione, fatte salve le competenze del Dirigente Scolastico e degli organi collegiali. Gli alunni presenti comunque non devono essere privati del loro diritto a regolari lezioni. L. Al cambio di insegnante, negli spostamenti da un'aula all'altra, all'ingresso e all'uscita gli alunni devono tenere un comportamento corretto ed educato. Non è permesso correre, uscire dalla classe senza autorizzazione, gridare nei corridoi e nelle aule (v. nel dettaglio Titolo 2 e Titolo 3) M. Gli alunni possono recarsi nella sala insegnanti, in biblioteca, in palestra, nei laboratori, in aula magna solo con l'autorizzazione e sotto il controllo di un insegnante che se ne assuma la responsabilità. N. Durante gli intervalli, sia nella scuola che nel cortile sono da evitare tutti i giochi che possono diventare pericolosi (ad es. spingersi, salire e scendere le scale, ecc...): gli alunni dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti e dei collaboratori scolastici. O. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e pulizia. P. Saranno valutati ai sensi del Titolo 2 tutti gli episodi accertati di violenza (fisica e psicologica) che dovessero verificarsi tra gli alunni sia all'interno della scuola che nelle limitrofe zone d’accesso. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza dover subire le prepotenze e le vessazioni di altri. Q. Nelle aule e nel cortile ci sono appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti: è necessario utilizzarli correttamente. R. Gli insegnanti ed i collaboratori scolastici segnaleranno al C. d. Classe o ai docenti dell’equipe i nominativi degli alunni o le classi che non rispettano ripetutamente le indicazioni del presente Regolamento. Solo per i casi più gravi sarà richiesto l’intervento del Dirigente o del Consiglio di Istituto (v. Capo I, lett. X del presente Titolo; v. Titolo 2) S. Gli alunni sono tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei collaboratori scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento della scuola ed in alcuni momenti possono essere incaricati della sorveglianza di una classe o di un gruppo di alunni; durante le ore di lezione i c.s. sorvegliano abitualmente corridoi e servizi. T. Gli alunni che, per motivi di salute (fisica e/o psicologica ), non potranno seguire le lezioni di Ed. Fisica dovranno presentare al Dirigente Scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore unita a certificazione medica. U. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l'occorrente per i compiti e le lezioni e l'eventuale merenda. Non è consigliabile portare somme di denaro e oggetti di valore. La scuola, in ogni caso, non risponde di eventuali furti. V. Il comportamento degli alunni deve essere dunque improntato sempre al massimo rispetto delle persone, degli ambienti, degli arredi e delle attrezzature della scuola. (v. Titolo 7 – Titolo 8 ). Nel caso in cui uno o più alunni, a seguito di un comportamento volontariamente scorretto, accertato dal personale della scuola, causi un danno ai locali, agli arredi o alle attrezzature, l’alunno o gli alunni personalmente responsabili saranno soggetti a sanzioni disciplinari (valutazione secondo il grado e l’ordine della scuola di appartenenza). Il Dirigente scolastico, inoltre, informerà i genitori dell’alunno o degli alunni dei fatti di cui i figli si sono resi responsabili e che hanno causato un deterioramento dei beni della scuola. L’entità del risarcimento alla Scuola o al Comune dovrà consentire di riportare il bene allo stato antecedente ai fatti accaduti. Z. È fatto divieto agli alunni invitare estranei ed intrattenersi con loro nella scuola. Y. Gli alunni sono tenuti a mantenere un comportamento irreprensibile in ogni altra occasione o situazione comunque legate all’attività didattica: - conferenze, visite di istruzione, gite, manifestazioni, ecc. 2) Diritto di trasparenza nell’attività didattica di apprendimento A. L'alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. B. Per la scuola secondaria il coordinatore del C.d.C. si farà carico di illustrare alla classe il POF annuale e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all'analisi e alla discussione del consiglio di classe. Per la scuola primaria (anche nelle prime classi ) è buona norma condividere con la classe i momenti topici del programma educativo-didattico dell’anno in corso. C. Per le classi di scuola secondaria e, secondo parametri opportuni, per le classi della sc. primaria i docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri di valutazione. D. La valutazione degli alunni sarà sempre tempestiva e adeguatamente motivata (in part. per la sc. secondaria I grado v. Capo VIII) nell'intento di attivare negli alunni processi di autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e quindi migliorare il proprio rendimento. CAPO V – GENITORI 1) Indicazioni collegate anche al Patto di corresponsabilità ( v. Allegato A al presente regolamento d’istituto) A. I genitori sono i responsabili più diretti dell'educazione e dell'istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito. B. E’ opportuno che i genitori cerchino di: • trasmettere ai ragazzi che la scuola è uno degli elementi di fondamentale importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale; • stabilire rapporti corretti con gli Insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno; • controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale; • partecipare con regolarità alle riunioni previste; • favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola; • osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate; • sostenere gli Insegnanti controllando l'esecuzione dei compiti a casa; • educare ad un comportamento corretto durante la mensa. C. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali (v. Capo I e Capo VI), tutte le volte che la situazione lo richieda o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite il diario degli alunni, l'orario di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli alunni una lettera di convocazione. D. in caso di sciopero del personale (v. Capo VII ) la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. E' possibile, quindi, che gli alunni presenti a scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune disposizioni. E. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte, partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite ove possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori per il conseguimento delle finalità educative. 2) Diritto di Assemblea (v. nello specifico Titolo 5 art. 28 ) A. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994 n 297. B. Le assemblee si svolgono fuori dall'orario delle lezioni. 3) Funzionamento dell’Assemblea di classe A. L'Assemblea di classe è presieduta da un genitore rappresentate eletto nel Consiglio di Classe/Interclasse. B. E' convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione ( oltre alle normali convocazioni previste dal Piano annuale delle attività) può essere richiesta: a) dalla maggioranza degli insegnanti di classe ; b) dalla maggioranza dei rappresentanti di classe eletti per la scuola secondaria; c) dalla maggioranza delle famiglie degli alunni della classe per la scuola primaria e scuola. dell’infanzia L’ assemblea è convocata invece dal Dirigente scolastico per questioni di tipo educativodisciplinare o per i casi previsti dalla normativa vigente. C. Il Presidente (qualora l’assemblea non sia programmata dal personale scolastico) richiede per iscritto al dirigente scolastico l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno alle famiglie. D. Dei lavori dell'Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti. E. Copia del verbale viene inviata all’Ufficio di dirigenza. Il verbale potrà essere poi essere diffuso pubblicamente dopo la verifica di legittimità e di osservanza normativa da parte del Dirigente scolastico ( es. tutela della privacy, rispetto del codice civile, rispetto della normativa scolastica, osservanza dei diritti delle persone fisiche ecc. ) F. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe. CAPO VI – ATTIVITA’ INFORMATIVA – COMUNICATIVA 1) Comunicazioni docenti – genitori A. Gli insegnanti comunicheranno con le famiglie con tutti quei mezzi che riterranno più idonei all’interno delle norme del pubblico servizio. B. E’ vietato conferire con i genitori per il tramite di alunni che non siano i diretti interessati, salvo casi di eccezionale urgenza o gravità debitamente valutati C. Per la sola scuola secondaria, nell'orario di servizio settimanale di ogni docente è prevista un'ora per i colloqui, su appuntamento, con i genitori D. Per la sola scuola secondaria saranno programmati annualmente incontri collettivi pomeridiani con gli insegnanti della scuola. Inoltre, qualora se ne ravvisi la necessità, verranno inviate alle famiglie tempestive informazioni scritte relative, secondo i casi, alla frequenza, al profitto, al comportamento dell'alunno: in particolare, saranno comunicate alle famiglie le valutazioni quadrimestrali e,su mandato dei docenti, anche quelle interperiodali, accompagnate dalla eventuale segnalazione degli interventi di sostegno e di recupero che l'alunno deve sostenere con l'esito di tali interventi. E. Per la scuola primaria ogni insegnante incontrerà i genitori secondo le indicazioni normative del contratto lavorativo in vigore, secondo le modalità espresse dalla funzione docente e dalle indicazioni del Capo V, art.1, lett.C e comunque per due ore al bimestre, in orario extrascolastico e programmato, in modo da consentire la massima partecipazione dei genitori. F. Qualora, nell’intervallo tra un incontro e l’altro, una delle due parti ravvisasse la necessità di un colloquio, previa richiesta scritta, si concorderanno date e modi del colloquio (v. sempre Capo V art. 1 lett. C) G. Per entrambi i gradi di scuola sono inoltre previsti i normali incontri assembleari e i colloqui individuali in occasione della consegna quadrimestrale dei documenti di valutazione H. Al fine di garantire il diritto di vigilanza e di docenza per gli alunni i genitori sono invitati ad effettuare per iscritto eventuali comunicazioni urgenti; l’accesso all’interno dell’edificio è consentito (v. articoli prec. ) solo in caso di necessità, previo accordo con il personale ausiliario. I. Per la scuola dell’infanzia sono previsti i contatti quotidiani indicati dagli ordinamenti nazionali. Eventuali e necessari momenti di incontri più approfonditi per particolari tematiche dovranno essere opportunamente concordati tra docenti e genitori. L. E’ fatta salva la facoltà dell’Istituzione scolastica di convocare ( per le vie brevi o per iscritto secondo norma) i genitori responsabili o che ne fa le veci per ogni tipo di esigenza legata all’attività didattica ed educativa. . 2 ) Modalità degli incontri scuola - famiglia Le normali attività di ricevimento- genitori e di colloqui con i docenti, all’interno delle scuole e secondo le indicazioni contrattuali e normative, devono avvenire in un clima sereno, quieto e di reciproco rispetto : - nei periodi destinati ai ricevimenti e ai colloqui generali (v. lett. D, E, G dell’art. 2 del presente Capo) non sono ammessi accompagnatori o famigliari dei responsabili dell’obbligo che sono i soli con cui i docenti debbono conferire; - negli stessi periodi la presenza di minori a scuola non è, di regola, consentita; può essere consentita solo in casi eccezionali e la cura degli stessi è responsabilità dei genitori; - negli stessi periodi non sono utilizzabili, se non per ragioni di servizio, sussidi ed attrezzature della scuola. Qualora tali norme non vengano rispettate, il ricevimento e ogni forma di colloquio possono essere sospesi per i necessari chiarimenti. La richiesta di informazioni, le proposte, i suggerimenti da parte dei genitori degli alunni sono quelle normalmente previste attraverso la gestione degli OO.CC. o dalle modalità indicate dal presente regolamento. La trasparenza degli atti amministrativi è garantita ai sensi della legge 241/90. 3) Servizi informatici e ufficio di segreteria A. Informazioni di servizio, comunicazioni urgenti, variazioni sul funzionamento scolastico, oltre alle più importanti notizie sull’attività scolastica ed educativa dell’istituto, saranno inoltre pubblicate sul SITO INTERNET www.danteweb.it (oltre all’abbinato servizio di email) B. Secondo gli orari d’ufficio, opportunamente pubblicizzati, saranno aperti anche gli uffici di Segreteria per le necessarie informazioni dirette all’utenza e alla cittadinanza. Il Dirigente scolastico e lo staff di dirigenza ricevono su appuntamento ( salvo casi improrogabilmente urgenti) 4) Informazione sul Piano dell'offerta formativa e avvisi di funzionamento A. All'inizio dell'anno scolastico il D.S. e/o il coordinatore del consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal piano dell'offerta formativa, comprensivo di tutte le attività e iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali. B. Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. C. Le comunicazioni agli alunni ed ai genitori sono fatte normalmente con circolari scritte inviate in lettura nelle classi e trascritte dagli alunni sul diario o sul libretto (scuola secondaria e, in forma ridotta, per le classi III, IV, V scuola primaria). Avvisi scritti saranno inviati direttamente in fotocopia alle famiglie per le comunicazioni più complesse o necessarie per la sicurezza; tale modalità sarà anche utilizzata per l’intera casistica comunicativa indispensabile per le classi I, II scuola primaria e scuola dell’infanzia. Le comunicazioni ufficiali saranno opportunamente integrate dai docenti referenti di plesso o dai docenti di classe qualora si ravvisassero necessità o urgenze locali di plesso o di classe. In forma ufficiale viene adottata anche la pubblicazione in bacheca d’istituto per gli atti dovuti e per gli atti di significativa importanza che si ritiene debbano essere portati a conoscenza di tutti. D. Il POF e la documentazione educativa e didattica fondamentale sono anche pubblicati sul SITO INTERNET d’Istituto www.danteweb.it 5) Accesso al pubblico, a docenti esterni e a esperti di settore (v. anche Titolo 2 e Titolo 7 ) A. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altri “docenti” in funzione di "esperti" a supporto dell'attività didattica chiederanno, di volta in volta, l'autorizzazione al Dirigente Scolastico. Gli "esperti" permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente. B. Nessuna altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell'edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche. C. Dopo l'entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso esclusa, ove necessario per le sole misure di sicurezza/evacuazione, quella presso cui presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto. D. I tecnici che operano alle dipendenze della Amministrazione Comunale possono accedere ai locali scolastici per l'espletamento delle loro funzioni. E. I signori rappresentanti delle case editrici, gli agenti commerciali, i fornitori, i corrieri devono qualificarsi anche esibendo tesserino di riconoscimento e devono operare con sorveglianza da parte dei collaboratori scolastici e, nei locali di segreteria e dirigenza, da parte del personale ATA amministrativo. F. Hanno libero accesso, previo accordo con DSGA e dirigente scolastico , esperti e tecnici esterni in possesso di regolare contratto stipulato con l’Istituto scolastico. CAPO VII - NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PATOLOGIE E SOMMINISTRAZIONE FARMACI ( vedi anche protocollo stipulato con ASL Varese – scuole della provincia di Varese ) 1) Casistica rilevata Sono stati rilevati questi possibili casi: A. patologia non conosciuta né dalla scuola né dalla famiglia ( malore improvviso) B. patologia rilevante dichiarata e certificata dal medico, presente nel fascicolo dell'alunno C. patologia rilevante dichiarata per iscritto al Dirigente Scolastico dalla famiglia ma non ancora corredata da certificazione medica D. patologia temporanea dichiarata per iscritto sul libretto/diario e contestualmente comunicata all’Ufficio di segreteria dalla famiglia. 2) Comportamenti da assumere da parte del personale dell’Istituto Si delinea il comportamento da seguire nei 4 casi indicati dall’art.1: A. si rimanda alle procedure di Primo Soccorso ( con avviso telefonico alla famiglia quando ritenuto necessario) B. il genitore dovrà aggiornare periodicamente la certificazione medica del figlio/a, fornendo inoltre un recapito telefonico aggiornato e immediatamente raggiungibile; il docente (per sc. sec.: informativa dal coordinatore di classe a tutti i docenti di classe) dovrà prendere atto della situazione e,se necessario, coadiuvare l’autosomministrazione o la somministrazione autorizzata (intervento di esterni Asl o congiunti dell’alunno) di farmaci o di alimenti C. il genitore dovrà consegnare al più presto al Dirigente Scolastico e aggiornare periodicamente la certificazione medica del figlio/a, fornendo inoltre un recapito telefonico aggiornato e immediatamente raggiungibile; il docente ( per sc. sec.: informativa del coordinatore di classe a tutti i docenti di classe) dovrà solo , se necessario, coadiuvare ( “in vigilando”) l'autosomministrazione o la somministrazione autorizzata ( intervento di esterni ASL o congiunti dell’alunno)di farmaci o di alimenti . D. il genitore dovrà scrivere chiaramente sul libretto/diario personale dell'alunno il tipo di farmaco, il dosaggio e la tempistica di assunzione dello stesso; il docente (i docenti di classe) dovrà prendere atto della situazione e solo vigilare che l'alunno assuma il farmaco secondo le indicazioni fornite dal genitore. 3) Ulteriori precisazioni A. Si precisa che chiunque del personale docente e non docente venisse a conoscenza, per motivi del proprio incarico, di notizie riguardanti i casi sopra esposti sarà' obbligato al segreto d'ufficio e alla normativa sulla privacy. B. Si ribadisce che la sola autosomministrazione di farmaci agli alunni potrà essere oggetto esclusivamente di coadiuvo da parte del personale ata che si limiterà alla fornitura all'alunno interessato del necessario (es : bicchiere d'acqua – messa disposizione del locale infermeria) per l'assunzione della terapia. L'alunno dovrà avere (o al seguito o depositata in segreteria) certificazione medica valida con la prescrizione della terapia che dovrà assumere all'interno della scuola. C. Nel caso particolari terapie prevedano farmaci da conservarsi con specifiche cautele ( congelamento, custodia, ...) il Dirigente Scolastico dovrà essere informato e a corredo dovrà essere fornita documentazione medica onde garantire la serenità dell'alunno. D. Per tutto quanto non previsto dal presente Capo di regolamento si dovrà' procedere ad informare il dirigente scolastico o i suoi collaboratori e, in caso di complicanze che necessitino di un soccorso, gli addetti al primo soccorso. CAPO VIII - PROCEDURA SOMMINISTRAZIONE VERIFICHE SCRITTE ( per la sola scuola secondaria di I grado - approvazione dal Collegio Docenti del 30 ottobre 2007) 1) Scansione temporale Al fine di non gravare fisicamente e psicologicamente sulla giornata scolastica degli alunni sarà cura di ogni singolo docente: - evitare, se possibile, la concomitanza di più verifiche scritte: in linea generale sarà assegnata una sola prova scritta nella stessa giornata, comunque non più di due e solo in casi eccezionali; - stabilire le date di svolgimento delle verifiche e annotarle sul registro di classe. 2) Invio delle verifiche alle famiglie degli alunni A. L’invio delle verifiche di tutte le materie costituisce un problema organizzativo notevole per le seguenti ragioni: - spesso i documenti di verifica inviati alle famiglie vengono restituiti con notevole ritardo e dopo ripetute richieste e controlli; - le verifiche sono molto spesso restituite al docente senza le firme dei genitori; - molte verifiche, una volta restituite, sono risultate danneggiate o comunque manomesse; - non sono mancati in passato i casi di smarrimento di alcune verifiche; - il continuo invio e ritiro delle verifiche comporta ripetuti controlli delle liste nominative e solleciti individuali per assicurarsi della riconsegna. B. Per i motivi succitati, la Scuola non invia tutte le verifiche, ma quelle relative alle tipologie sotto elencate: - le produzioni scritte di italiano e le verifiche di grammatica; - le verifiche sommative di matematica (verifiche che comprendono un certo numero di attività ed argomenti); - le verifiche sommative di lingua straniera. Non sono pertanto inviate tutte quelle verifiche che costituiscono dei piccoli controlli dell’apprendimento su parti ridotte del programma. Questa scelta riduce sensibilmente i rischi di smarrimento di documenti che costituiscono dei veri e propri atti amministrativi. 3) Tempi di riconsegna delle verifiche - Le verifiche dovranno essere riconsegnate al docente, con firma leggibile del genitore, entro le due lezioni successive o in ogni caso entro la data che sarà indicata agli alunni dallo stesso docente di disciplina. - Nell’eventualità di reiterate restituzioni ritardate, di smarrimento o danneggiamento del documento, le verifiche non saranno più inviate fino alla fine del quadrimestre . 4) Norme di accesso agli atti - Si precisa che la Scuola sec. I grado “Dante Alighieri” (IC Varese 6) continuerà a garantire in ogni caso la possibilità di accedere agli atti secondo le vigenti leggi sulla trasparenza e la disciplina sul diritto di accesso e di riproduzione (onerosa) da parte chi è portatore di un interesse legittimo: i docenti restano a disposizione delle famiglie per tutti i chiarimenti ed i contatti che si renderanno necessari per il buon esito negli studi degli alunni. CAPO IX – DETERMINAZIONE E ADATTAMENTO DEL CALENDARIO E DELL’ORARIO SCOLASTICO (v. anche Titolo 5 art. 26 ) 1) Adattamento dell’orario delle lezioni Il Consiglio di Istituto definisce, in riferimento alle indicazioni normative vigenti (l. 148/90, T.U. n. 297/94, l. 59/97, l. 53/03, d.l. 59/04, l. 169/08 e decreti applicativi), l’orario scolastico nella sua determinazione complessiva: - inizio lezioni e termine lezioni in sintonia con il Calendario Scolastico Nazionale e Regionale - orario e durata giornaliera; - durata settimanale. Deve in ciò tenere obbligatoriamente conto: • delle condizioni socio-economiche delle famiglie e delle esigenze specificamente connesse al contesto territoriale • delle indicazioni didattico -educative determinate dal Collegio Docenti • dei bisogni formativi degli alunni (tempi di lavoro possibilmente distesi o comunque con periodi di intervallo programmati) • dei servizi funzionanti attivati in collaborazione con l’Ente Locale • delle disponibilità strutturali • della disponibilità di docenti per l’insegnamento della lingua straniera • di specifiche esigenze connesse al funzionamento di ogni singola scuola e delle eventuali attività proprie dell’autonomia (l. 59/97 – D.M. 252/98) • delle attività opzionali scelte dai genitori e/o proposte dalla scuola(D.L. 59/04). 2) Adattamento del calendario alle specifiche esigenze ambientali Il Consiglio di Istituto, su indicazione normativa del Capo d’Istituto, delibera in merito al calendario scolastico annuale, nell’ambito delle attribuzioni e dei margini di autonoma decisionalità previsti dalle vigenti disposizioni normative, tenendo conto. • delle indicazioni del Collegio dei Docenti, circa le prioritarie esigenze di carattere didattico-educativo • della necessità di salvaguardare il diritto allo studio per quanto concerne la durata temporale dell’anno scolastico • dell’opportunità di valorizzare, in chiave formativa, le circostanze e le esperienze di carattere socio-culturale offerte dal territorio, con particolare riguardo agli aspetti che ne caratterizzano usi, costumi, tradizioni. 3) Mutamento dell’orario scolastico : vigilanza sugli alunni in caso di sciopero o assemblea sindacale (v. anche normativa nazionale di settore e L. 146/90 ) In caso di sciopero o di assemblea sindacale del personale, la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con il congruo anticipo possibile sulla base dei dati disponibili (L.146/90). Non sempre pertanto sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni o il mantenimento della prevista organizzazione didattica. Gli avvisi saranno comunque indicativi della situazione possibile il giorno dello sciopero; la vigilanza degli alunni comunque frequentanti dovrà essere assicurata. I genitori o i responsabili dell’obbligo scolastico sono tenuti a firmare gli avvisi per presa visione. TITOLO 2 Comportamento degli alunni e sanzioni disciplinari Parte A – scuola secondaria di I°grado 1) Premesse educative e normative A. Le norme qui di seguito riportate fanno riferimento alle fonti normative e alle indicazioni ministeriali seguenti: Statuto degli studenti del 19.12.97 D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007 Nota 31 luglio 2008 Prot. n. 3602/P0 Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire. Qualsiasi azione disciplinare, pertanto, deve essere improntata al perseguimento di almeno tre finalità principali: - la realizzazione di un’alleanza educativa tra famiglie, studenti ed operatori scolastici; - la comprensione del profondo disvalore sociale di atti e comportamenti di violenza e sopraffazione; - la prevenzione di comportamenti sanzionabili. Pertanto, la Scuola secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” per conto dell’IC Varese 6 ribadisce le indicazioni contenute nella sopra citata nota del Ministero dell’Istruzione in particolare specificando che “I comportamenti riprovevoli, e connotati da un altissimo grado di disvalore sociale, non possono essere trattati al pari delle comuni infrazioni disciplinari, ma devono poter essere sanzionati con maggiore rigore e severità, secondo un principio di proporzionalità tra la sanzione irrogabile e l’infrazione disciplinare commessa. L’inasprimento delle sanzioni, per i gravi o gravissimi episodi sopra citati, si inserisce infatti in un quadro più generale di educazione alla cultura della legalità intesa come rispetto della persona umana e delle regole poste a fondamento della convivenza sociale.” B. A questi principi deve essere improntata qualsiasi azione disciplinare: ogni Consiglio di Classe potrà, in autonomia, deliberare di non applicare al singolo caso le norme generali, inquadrando tale comportamento "anomalo" in una strategia di recupero o inserimento più generale. La successione delle sanzioni non è, né deve essere automatica; mancanze lievi possono rimanere oggetto di sanzioni leggere anche se reiterate; mancanze più gravi sono oggetto di sanzioni o procedimenti rieducativi commisurati. C. La sanzione deve essere irrogata in modo tempestivo per assicurarne la comprensione e quindi l'efficacia. Le sanzioni possono essere inflitte anche per mancanze commesse fuori della scuola ma che siano espressamente collegate a fatti o eventi o precedenti scolastici e risultino di tale gravità da avere una forte ripercussione nell'ambiente scolastico. D. La convocazione dei genitori non deve configurarsi come sanzione disciplinare ma come mezzo di informazione e di accordo per una concertata strategia di recupero: tale atto dovrà essere compiuto a livello preventivo, quando possibile, dal singolo docente o dal Consiglio di Classe, previo avviso al D.S. E. Sono prescrittive anche per gli alunni della sc. sec. Igr. Tutte le norme indicate per gli alunni di sc. primaria ( v. art.10- titolo2 – parte B) 2) Classificazione delle sanzioni S1. Richiamo verbale. S2. Consegna da svolgere in classe. S3. Consegna da svolgere a casa. S4. Invito alla riflessione guidata sotto l'assistenza di un docente. S5. Ammonizione scritta sul libretto o sul diario dello studente. S6. Ammonizione scritta sul registro di classe e riportata sul libretto o sul diario. S7. Richiamo (scritto nei casi ritenuti più gravi )da parte del Dirigente Scolastico. S8. Sospensione dalle lezioni con obbligo di frequenza fino a tre giorni. S9. Sospensione dalle lezioni fino a quindici giorni. S10. Sospensione dalle lezioni oltre i quindici giorni. S11. Sospensione dalle lezioni fino al termine dell’anno scolastico. S12. Esclusione dello studente dallo scrutinio finale o non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi. La gradazione della sanzione fa riferimento alle tipologie di seguito riportate. A) Sanzioni diverse dall’allontanamento temporaneo dalla comunità Scolastica Vengono qui di seguito definiti tipi di sanzione graduali e progressive da erogare, ferma restando la finalità generale educativa e costruttiva. A questa tipologia fanno riferimento le seguenti sanzioni: S1; S2; S3; S4; S5; S6; S7. B) Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni Tale sanzione - adottata dal Consiglio di Classe - è comminata soltanto in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari derivanti dalla violazione dei doveri di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 249/98. Durante il suddetto periodo di allontanamento è previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori al fine di preparare il rientro dello studente sanzionato nella comunità scolastica. A questa tipologia fanno riferimento le seguenti sanzioni: S8; S9. C) Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni Le suddette sanzioni sono adottate dal Consiglio d’istituto, se ricorrono due condizioni, entrambe necessarie: C1) devono essere stati commessi reati che violino la dignità e il rispetto della Persona umana (ad es. violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento); C2) il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite dell’allontanamento fino a 15 giorni previsto dal 7° comma dell’art. 4 dello Statuto. In tal caso la durata dell’allontanamento è adeguata alla gravità dell’infrazione, ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si precisa che l’iniziativa disciplinare di cui deve farsi carico la scuola può essere assunta in presenza di fatti tali da configurare una fattispecie astratta di reato prevista dalla normativa penale. Tali fatti devono risultare verosimilmente e ragionevolmente accaduti indipendentemente dagli autonomi e necessari accertamenti che, anche sui medesimi fatti, saranno svolti dalla magistratura inquirente e definitivamente acclarati con successiva sentenza del giudice penale. Nei periodi di allontanamento superiori a 15 giorni, la scuola promuove – in coordinamento con la famiglia dello studente e, ove necessario, con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria – un percorso di recupero educativo mirato all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. A questa tipologia fa riferimento la sanzione S10. D) Sanzioni che comportano l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico L’irrogazione di tale sanzione, da parte del Consiglio d’Istituto, è prevista alle seguenti condizioni, tutte congiuntamente ricorrenti: D1) devono ricorrere situazioni di recidiva, nel caso di reati che violino la dignità e il rispetto per la persona umana, oppure atti di grave violenza o connotati da una particolare gravità tali da determinare seria apprensione a livello sociale; D2) non sono esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico. Con riferimento alle sanzioni di cui ai punti C e D, occorrerà evitare che l’applicazione di tali sanzioni determini, quale effetto implicito, il superamento dell’orario minimo di frequenza richiesto per la validità dell’anno scolastico. Per questa ragione dovrà essere prestata una specifica e preventiva attenzione allo scopo di verificare che il periodo di giorni per i quali si vuole disporre l’allontanamento dello studente non comporti automaticamente, per gli effetti delle norme di carattere generale, il raggiungimento di un numero di assenze tale da compromettere comunque la possibilità per lo studente di essere valutato in sede di scrutinio. A questa tipologia fa riferimento la sanzione: S11 E) Sanzioni che comportano l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi Nei casi più gravi di quelli già indicati al punto D ed al ricorrere delle stesse condizioni ivi indicate, il Consiglio d’istituto può disporre l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi. A questa tipologia fa riferimento la sanzione S12. E’ importante sottolineare che le sanzioni disciplinari di cui ai punti B, C, D ed E possono essere irrogate soltanto previa verifica, da parte dell’istituzione scolastica, della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si evinca la responsabilità disciplinare dello studente. Solo in casi eccezionali e per rispondere ad una precisa strategia educativo didattica si può ricorrere a compiti di punizione per tutto un gruppo. 3) Dichiarazione delle motivazioni A. La sanzione disciplinare deve specificare in maniera chiara le motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa (art. 3 L. 241/1990). Nel caso di sanzioni che comportano l’allontanamento fino alla fine dell’anno scolastico, l’esclusione dallo scrutinio finale, la non ammissione agli esami di stato, saranno esplicitati anche i motivi per cui ”non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico”. B. Di norma, le sanzioni disciplinari, al pari delle altre informazioni relative alla carriera dello studente, vanno inserite nel suo fascicolo personale e, come quest’ultimo, seguono lo studente in occasione di trasferimento da una scuola ad un’altra o di passaggio da un grado all’altro di scuola. Infatti, le sanzioni disciplinari non sono considerati dati sensibili, a meno che nel testo della sanzione non si faccia riferimento a dati sensibili che riguardano altre persone coinvolte nei fatti che hanno dato luogo alla sanzione stessa (es. violenza sessuale). In tali circostanze si applica il principio dell’indispensabilità del trattamento dei dati sensibili che porta ad operare con “omissis” sull’identità delle persone coinvolte e comunque nel necessario rispetto del D.Lgs. n. 196 del 2003 e del DM 306/2007. Ai fini comunque di non creare pregiudizi nei confronti dello studente che opera il passaggio all’altra scuola è necessaria una doverosa riservatezza circa i fatti che hanno visto coinvolto lo studente. Va sottolineato, inoltre, che il cambiamento di scuola non pone fine ad un procedimento disciplinare iniziato, ma esso segue il suo iter fino alla conclusione. 4) Soggetti competenti ad infliggere la sanzione II singolo docente può irrogare le sanzioni da S1 a S6. II Dirigente Scolastico può irrogare le sanzioni da S1 a S7. II Consiglio di Classe nella composizione prevista dalla norma può irrogare le sanzioni da S1 a S9: viene convocato entro tempi brevi (poss. 5 giorni) giorni dal Dirigente Scolastico in base al tipo di mancanza o su richiesta della maggioranza dei componenti il Consiglio di Classe. II Consiglio d’Istituto può irrogare le sanzione S10, S11, S12 e viene convocato dal Dirigente Scolastico su richiesta del Consiglio di Classe. 5) Modalità di irrogazione delle sanzioni A. Prima di irrogare una sanzione disciplinare occorre che lo studente possa esporre le proprie ragioni: • verbalmente per le sanzioni da S1 a S8; • verbalmente o per iscritto ed in presenza dei genitori, se possibile, per S9, S10, S11, S12. B. Nei casi previsti dal presente articolo i genitori dello studente (o chi ne fa le veci) devono essere prontamente avvisati tramite lettera raccomandata a mano o fonogramma o telegramma. In essi si dovrà comunicare la data e l'ora di riunione dell'organo collegiale nonché l'invito ai genitori ad assistere il proprio figlio nell'esposizione delle proprie ragioni. Se i genitori e lo studente, pur correttamente avvisati, non parteciperanno alla riunione, il Consiglio di Classe procederà basandosi sugli atti e sulle testimonianze in proprio possesso. C. Nel caso in cui i genitori avviseranno che non possono essere presenti, il Dirigente Scolastico potrà nominare un tutore che assolverà la funzione dei genitori ed assisterà lo studente. Gli organi collegiali sanzionano senza la presenza dello studente, dei suoi genitori e dell'eventuale tutore. D. La sospensione può prevedere, invece dell'allontanamento da tutte le attività scolastiche: - l'obbligo di frequenza per tutte le attività scolastiche; - l'obbligo di frequenza solo per alcune attività scolastiche; - la non partecipazione ad attività didattiche che si svolgono fuori dalla scuola come visite, viaggi e simili. Su proposta del Consiglio di Classe può essere offerta allo studente la possibilità di convertire la sospensione con attività in favore della comunità scolastica ( con vigilanza del personale Docente/ata). E. In caso di sanzione con sospensione se ne dovrà dare comunicazione scritta ai genitori, a cura del Dirigente Scolastico; in essa dovrà essere specificata la motivazione e la data o le date a cui si riferisce il provvedimento. 6) Corrispondenza infrazioni disciplinari – sanzioni (esempi) - Ritardi ripetuti da S1 a S7 - Ripetute assenze saltuarie da S1 a S7 - Assenze periodiche da S1 a S7 - Assenze o ritardi non giustificati da S1 a S7 - Mancanza del materiale occorrente da S1 a S7 - Non rispetto delle consegne a casa da S1 a S6 - Non rispetto delle consegne a scuola da S1 a S9 - Disturbo reiterato delle attività didattiche da S1 a S9 (nei casi più gravi e recidivi S11) - Alterazione della firma dei genitori sul libretto (falsificazione voti) da S1 a S8 - Linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri da S1 a S11 - Detenzioni di strumenti pericolosi o di sostanze non lecite da S6 a S11 - Violenze psicologiche e/o fisiche – atteggiamenti offensivi della pubblica decenza – reati previsti dal codice civile e penale tenuto comunque conto della minore età da S6 a S11 - Reati e compromissione dell'incolumità delle persone da S10 a S12 - Per infrazioni relative all’uso improprio dei telefoni cell. o di altre apparecchiature elettroniche v. Titolo 3 del presente Regolamento Quando la mancanza si riferisce agli oggetti o alla pulizia dell'ambiente lo studente dovrà porvi rimedio riparando o ripagando il danno e/o provvedendo alla pulizia e ciò in orario extrascolastico o durante il periodo di intervallo delle lezioni. 7) Impugnazioni A. Per quanto attiene all’impugnazione delle suddette sanzioni disciplinari le modifiche introdotte dal regolamento in questione sono finalizzate a garantire da un lato “il diritto di difesa” degli studenti e, dall’altro, la snellezza e rapidità del procedimento, che deve svolgersi e concludersi alla luce di quanto previsto, della Legge 7 agosto 1990, n. 241. B. Va rammentato, infatti, che il procedimento disciplinare verso gli alunni è azione di natura amministrativa, per cui il procedimento che si mette in atto costituisce procedimento amministrativo, al quale si applica la normativa introdotta dalla Legge n. 241/90 e successive modificazioni, in tema di avvio del procedimento, formalizzazione dell’istruttoria, obbligo di conclusione espressa, obbligo di motivazione e termine. C. Il sistema di impugnazioni delineato dall’art. 5 del D.P.R. 24/6/98 n. 249 non incide automaticamente sull’esecutività della sanzione disciplinare eventualmente irrogata, stante il principio generale che vuole dotati di esecutività gli atti amministrativi pur non definitivi: la sanzione potrà essere eseguita pur in pendenza del procedimento di impugnazione. D. Contro le sanzioni disciplinari anzidette è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse (genitori), entro quindici giorni dalla comunicazione, ad un apposito Organo di Garanzia interno alla scuola. L’organo di garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni. Qualora l’organo di garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata. 8) Organo di garanzia L'Organo di Garanzia interno all'Istituto è istituito e disciplinato nel modo seguente: A. L’Organo di Garanzia interno della scuola è composto dal Dirigente Scolastico che ne assume la presidenza, da un docente designato dal Consiglio d’Istituto (+ un membro supplente) , da due rappresentanti eletti dalla Componente dei Genitori nel Consiglio di Istituto (+ un membro supplente). L’ Organo di garanzia, una volta costituito, dura in carica fino al momento in cui viene eletto il nuovo Consiglio di Istituto. Eventuale membri decaduti o dimissionari saranno sostituiti dagli organi competenti. In caso di un membro incompatibile per conflitto di interesse, si provvederà al subentro del membro supplente B. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte dei genitori o di chi ne fa le veci all'Organo di Garanzia interno che decide in via definitiva. C. L’ Organo di Garanzia decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche nel caso di conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente Titolo del regolamento D. L' Organo di garanzia, su richiesta di chiunque abbia interesse, decide anche sui conflitti che, all'interno della scuola, sorgano in merito all'applicazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti. E. La convocazione dell'Organo di garanzia spetta al Presidente, che provvede a designare, di volta in volta, il segretario verbalizzante. L’avviso di convocazione sarà fatto pervenire ai membri dell'Organo, per iscritto, almeno 4 giorni prima. F. Per la validità della seduta è richiesta la presenza della metà più uno degli esponenti. Il membro, impedito ad intervenire, deve far pervenire al presidente dell'Organo di Garanzia, possibilmente per iscritto, prima della seduta, la motivazione giustificativa dell'assenza. G. Ciascun membro dell'Organo di garanzia ha diritto di parola e di voto; l’espressione dei voto è palese. Non è prevista l'astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente. H. L’ Organo di garanzia, in forza del disposto di cui all'art. 5, dello Statuto delle studentesse e degli studenti, è chiamato ad esprimersi sui ricorsi dei genitori degli allievi contro le sanzioni disciplinari nei modi previsti dalla norma I. Qualora l'avente diritto avanzi ricorso (che deve essere presentato per iscritto entro 15 giorni dalla comunicazione), il Presidente dell'Organo di garanzia, preso atto dell'Istanza inoltrata, dovrà convocare mediante lettera i componenti l'Organo non oltre 10 giorni dalla presentazione del ricorso medesimo. L. Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili allo svolgimento dell'attività dell'Organo, finalizzato alla puntuale considerazione dell'oggetto all'ordine del giorno. M. L'esito del ricorso va comunicato per iscritto agli interessati. 9) Organo di garanzia regionale La Nota 31 luglio 2008 Prot n. 3602/PO del Ministero dell’Istruzione prevede la possibilità di un’ulteriore fase di impugnatoria a livello regionale sui reclami contro le violazioni dello Statuto. Alle norme in essa contenute si rinvia. Parte B – scuola primaria 1) Premessa per lo specifico settore della scuola dell’obbligo con riferimenti per la scuola dell’infanzia Tenuto conto delle regole già espresse nella parte generale del Regolamento (Titolo 1) circa i comportamenti e gli adempimenti di tutti gli alunni dell’Istituto, si sottolineano nei successivi articoli modalità operative e adempimenti peculiari relativi al funzionamento della sc, primaria e dell’infanzia. Nel contempo si ribadiscono alcune prassi comportamentali e, in coerenza, i conseguenti interventi educativi. 2) Ingresso e uscita dalla scuola A. Gli alunni al primo suono del campanello entreranno e si porteranno nei luoghi deputati al raduno o nei pressi della propria aula o, per le classi situate al primo piano, nei pressi della scala (modifiche a tale tipologia di impegno potranno essere concordate nei vari plessi secondo quanto previsto nella norma in vigore). B. L’ingresso in aula o l’accesso al piano superiore può avvenire solo con la presenza degli insegnanti, che devono sempre essere presenti 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni, proprio per vigilare sull’ingresso degli alunni. La vigilanza nella scuola, intesa come insieme dei comportamenti atti ad assicurare una civile convivenza e una ordinata realizzazione delle finalità educative, è compito di tutti i docenti comunque in servizio nei confronti degli alunni di tutto l’Istituto. C. Alla fine delle lezioni gli alunni usciranno ordinatamente dalle aule e si avvieranno ordinatamente verso l’uscita accompagnati dall’insegnante. • • • • • Gli insegnanti devono accompagnare la propria scolaresca fino al luogo di accesso ai genitori e comunque secondo modalità concordate nei plessi tenendo presente la struttura dell’edificio scolastico. L’amministrazione scolastica non si assume alcuna responsabilità nei confronti degli alunni lasciati incustoditi dai genitori prima dell’ingresso e dopo il termine delle lezioni al di fuori degli edifici di pertinenza. Non è ammessa la presenza degli alunni nei plessi scolastici oltre il normale orario delle lezioni se gli stessi non sono alunni frequentanti le attività parascolastiche comunali o corsi propedeutici promossi dalle associazioni territoriali L’insegnante referente di plesso (o il Dirigente Scolastico) può concordare con l’Ente Locale adeguate modalità di vigilanza degli alunni a cura di personale appositamente incaricato dall’Amministrazione Comunale per garantire la sicurezza esterna nel circondario dell’edificio, con particolare riguardo al controllo dell’edificio. Vanno individuate in ciascun plesso (accordo fra i docenti) adeguate modalità di vigilanza degli alunni in presenza di bambini portatori di handicap o in caso di improvviso malessere da parte dei docenti, attraverso forme idonee di collaborazione. D. Per facilitare l’entrata e l’uscita degli alunni, per un corretto svolgimento delle attività didattiche, è, di norma, vietato l’ingresso ai genitori, salvo casi particolari valutati dall’insegnante e autorizzati dal Dirigente Scolastico, da suo docente collaboratore o dall’insegnante referente di plesso. E. E’ compito specifico del personale ATA collaboratore scolastico provvedere alla chiusura e all’apertura dei cancelli e dei portoni d’ingresso nonché di operare sulla vigilanza degli ingressi e delle uscite. 3) Ritardi e uscite anticipate A. Fino al secondo suono del campanello è consentito agli alunni raggiungere le aule di lezione. Gli eventuali ritardatari (oltre 10 min.) si presenteranno all’insegnante con giustificazione sul diario firmata da un genitore o gli stessi genitori compileranno l’apposito modulo presente presso i locali dei collaboratori scolastici. In caso di lievi ritardi non previsti, l’ammissione in aula dell’alunno sarà a cura del docente presente in classe, che provvederà a segnalare l’episodio in Segreteria qualora esso dovesse rivestire carattere di irrispettosa continuità. B. Per nessun motivo ingiustificato gli alunni possono assentarsi dalla scuola durante l’orario di lezione. I responsabili dell’obbligo scolastico, per giustificati motivi, possono richiedere all’insegnante, con motivazione scritta, di lasciar uscire in anticipo sull’orario di fine lezione, il proprio figlio ( v. articoli relativi al Titolo 1). C. L’insegnante, ( o p.t. dei collaboratori scolastici ) preso atto dei motivi addotti, rilascia l’autorizzazione all’alunno: la scuola trattiene la richiesta scritta quale atto liberatorio da ogni responsabilità. Tuttavia per ragioni di sicurezza, nessun alunno sarà lasciato uscire dalla scuola se non potrà essere affidato a uno dei responsabili dell’obbligo scolastico o, eccezionalmente, a un qualsiasi familiare maggiorenne che abbia avuto delega scritta dai responsabili dell’obbligo (v. articoli relativi al Titolo 1) D. L’autorizzazione all’uscita anticipata per periodi continuativi nel corso dell’anno scolastico viene concessa dal Capo d’Istituto; tale autorizzazione viene , di norma, concessa per sopravvenute e/o documentate patologie dell’alunno e/o per riscontrate situazioni di handicap (L.104/92): queste stesse tipologie saranno valutate anche qualora ad esserne affetti sono i genitori o i responsabili dell’obbligo. E. Negli altri casi (richieste saltuarie per improvvisi motivi familiari, sanitari o socio-sportivi) viene concessa dagli insegnanti contitolari di classe. F. All’inizio di ogni anno scolastico i genitori degli alunni – o chi ne fa le veci – comunicano, attraverso una delega scritta, alla Direzione didattica il nominativo e recapito telefonico di chi è autorizzato a prelevare l’alunno prima della fine delle lezioni qualora i genitori fossero impossibilitati a fare ciò in prima persona. 4) Assenze per malattia – situazioni di malessere – altre assenze (v. anche Titolo 1 – Capo VII) ( ai sensi della L.R.12/2003 e della delibera della Giunta Reg. Lombardia 30 sett.2004) A. Per assenze fino a 5 giorni, compresi quelli festivi, è sufficiente la giustificazione scritta dei responsabili dell’obbligo scolastico; per assenze superiori a 5 giorni si segue la norma indicata dalla Regione Lombardia per motivi sanitari . Saranno valutati anche motivi indicati per iscritto dai responsabili dell’obbligo per particolari esigenze familiari o personali. Dopo una malattia infettiva la dichiarazione di ammissione a scuola segue obbligatoriamente la vigente normativa sanitaria recentemente sancita dalla regione Lombardia. B. Nei casi di malessere di lieve entità che dovessero manifestarsi durante le lezioni, i docenti avvertono tempestivamente i responsabili dell’obbligo scolastico. Se questi ultimi fossero irreperibili, lo scolaro viene comunque trattenuto a scuola, in infermeria, assistito da un collaboratore scolastico. Nei casi di presunta gravità il docente comunica immediatamente la situazione alla segreteria, la quale si attiva per gli interventi più idonei. C. In caso di assenze causate da malattie infettive o da pediculosi (v. anche procedura specifica ASL Varese) , i genitori (o chi ne fa le veci) sono tenuti: - ad avvisare tempestivamente gli insegnanti di classe o l’insegnante referente di plesso i quali valuteranno l’eventuale intervento dell’Ufficio di Dirigenza - a consegnare agli insegnanti, al rientro a scuola, l’autocertificazione o il certificato del medico di base che consente la riammissione a scuola ( qualora richiesto ) 5) Vigilanza durante l’intervallo (v. riferimenti anche Titolo 3 art. 2 ) A. Durante l’intervallo (di norma non superiore ai 15 minuti) il personale docente incaricato vigila assiduamente e scrupolosamente sul comportamento dei propri alunni, in modo da evitare che si arrechino danni alle persone e alle cose. Negli spazi comuni interni gli scolari devono astenersi da corse e da giochi violenti, mantenendo toni di voce bassi e pacati. B. L’intervallo deve essere un momento educativo finalizzato prioritariamente ad un recupero delle capacità mentali e fisiche, dopo il normale impegno di lavoro scolastico, attraverso un’attività di svago e/o relax. In nessun momento della giornata scolastica, comunque, deve venir meno la sorveglianza dell’insegnante sugli alunni a lui affidati e dei quali è responsabile. C. Il personale ausiliario collabora con i docenti per garantire la vigilanza anche in coincidenza con l’uso dei servizi . Vigilanza in situazioni particolari A. La vigilanza sugli alunni deve essere naturalmente assicurata anche nei momenti di trasferimento da e per l’aula di classe ( trasferimento in palestra, aule laboratorio, spettacoli, uscite sul territorio, manifestazioni ecc.) e i “transiti” da parte degli alunni saranno ordinati e con toni di voce contenuti. B. In caso di assenza di uno o più docenti e mancando personale supplente a causa di impedimento di qualsiasi natura, la vigilanza sugli alunni della classe compete in primo luogo ai colleghi che sono presenti a scuola in situazioni di ore a disposizione o di compresenza. Possono intervenire anche i docenti che occupano le classi adiacenti, con il successivo intervento del personale ausiliario. C. Nel caso in cui una classe risultasse “scoperta” per l’assenza del docente, dovuta ad un eventuale ritardo, i docenti delle classi vicine sorvegliano l’ingresso degli alunni di questa classe oltre a quelli della propria concordando con il referente di plesso o con il personale ausiliario adeguate modalità di vigilanza sino all’arrivo dell’insegnante in ritardo. D. Quando risulta necessario (v. Piano annuale delle attività), gli scolari sono suddivisi in equa misura tra le classi per il tempo strettamente necessario all’arrivo del supplente (qualora nominato). Alla suddivisione degli alunni privi di custodia collabora il personale ausiliario, cui compete in particolare, durante le ore di lezione, la vigilanza nei corridoi, sulle scale e negli spazi comuni. Nei casi di necessità e di emergenza tutto il personale è comunque impegnato a cooperare con i docenti nel compito di vigilanza sugli alunni. E. Durante le lezioni, solo in caso di urgente e improrogabile necessità, l’insegnante può abbandonare l’aula in cui si trovano gli alunni, ma deve provvedere ad affidare la scolaresca ad un bidello il quale diventa responsabile (art. 7 – DPR 31/5/74 – n. 420) o, se questo è impossibilitato, anche ad un insegnante che occupa le classi adiacenti. In caso di impedimenti a proseguire la lezione, dev’essere immediatamente avvertito il Dirigente. 7) Permanenza alunni e accesso a scuola di personale istituzionalmente NON addetto ai lavori scolastici (v. anche Titolo 1- Capo VI- art.3-5 ) A. La presenza degli alunni è obbligatoria per tutte le attività che vengono svolte in orario scolastico e nel contesto dei lavori programmati nell’ambito dell’Istituto. B. Durante l’orario scolastico, per evitare interruzioni della vigilanza, nessuna persona estranea può accedere all’edificio, fatti salvi: • i genitori degli alunni (o parenti autorizzati), previa autorizzazione accordata dai docenti o in casi eccezionali (uscita anticipata per giustificati motivi / malessere o • • infortunio dei bambini / situazione di handicap/frequenza ridotta per specifiche situazioni personali); gli esperti o collaboratori dei docenti previa autorizzazione del dirigente scolastico ed a seguito di opportuni accordi (v.. nello specifico Titolo 1, Capo VI, art .5) ogni altro operatore esterno (presso Enti o Associazioni) autorizzato dal Capo d’Istituto ( v. Titolo 1, Capo VI, art. 5 ) C. L’accoglienza dei genitori o di estranei, durante le ore di lezione è di competenza del personale ausiliario o del docente referente di plesso e degli stessi insegnanti di classe. 8) Tempo mensa e interscuola A. Il servizio di vigilanza degli alunni durante il tempo mensa e interscuola è di competenza dei docenti (C.C.N.L. 95/98 e succ.) che vi provvedono tramite modalità organizzative idonee, nel rispetto degli orari di servizio e delle turnazioni concordate con i colleghi di plesso, osservando un rapporto medio numerico di un docente ogni 25 alunni ( e comunque prevedendo la presenza contemporanea minima nel plesso di almeno due docenti (per affrontare eventuali emergenze) con la collaborazione del personale ATA . B. In caso di auspicabile disponibilità, da parte dell’Amministrazione Comunale, a sostenere gli oneri per la vigilanza degli alunni durante detto periodo, l’Ente provvede alla scelta del personale idoneo ed alla individuazione di opportune modalità organizzative, nel rispetto del rapporto numerico medio di un adulto ogni 25 alunni con possibilità di un altro operatore addetto alla vigilanza comunque presente in contemporanea. C. Sono previste anche attività di vigilanza miste ( ente locale – amministrazione. Scolastica ): la presenza numerica del personale docente statale sarà conseguentemente valutata sulla base della disponibilità di personale responsabile gestito dall’Ente locale. 9) Rispetto dell’orario A. Gli alunni e chi esercita nei loro confronti la patria potestà sono tenuti al rispetto degli orari d’ingresso stabiliti dal Consiglio di Istituto con delibera quadro e relativi ai plessi di scuola primaria e scuola dell’infanzia. B. La presenza degli alunni è obbligatoria, oltre che alle lezioni, a tutte le altre attività, ricerche culturali, lavori di gruppo, visite d’istruzione, comprese nell’orario scolastico e programmate nell’ambito del Consiglio di interclasse o di intersezione e del Collegio Docenti : anche nei succitati casi il rispetto dell’orario è norma condivisa valida per gli alunni e per i responsabili dell’obbligo scolastico. 10) Norme di comportamento degli alunni nella scuola primaria (riepilogo specifico) (v. anche Titolo 1 – Capo IV ) Gli alunni dell’Istituto sono equiparati, compatibilmente con la loro età e il loro stato di minori, ai sensi degli artt. 1 e 3 del D.P.R. 547/55 e dell’art. 2 del D.L.vo 626/94, a operatori in uno spazio di “lavoro educativo” e in un idoneo ambiente di apprendimento e di crescita ( L.53/03): la scuola è quindi per loro anche il “luogo di impegno psico-fisico” che si attua nello “studio teorico e pratico e nella partecipazione alle attività educative di insegnamento-apprendimento” A tale leggi risultano conseguenti i comportamenti sia personali sia collettivi qui elencati in particolar modo per gli alunni delle scuola primaria : A. rispetto negli atteggiamenti e nelle espressioni nei confronti dei docenti, del personale ATA e dei compagni B. ciascun alunno gestisce gli “strumenti” di lavoro (quaderni, libri, sussidi, materiale scolastico) con ordine e cura e porta quotidianamente solo ciò che gli occorre per espletare le attività scolastiche, evitando possibilmente di sovraccaricare la cartella con giochi, oggetti personali ed eventuali libri e quaderni non inerenti l’attività del giorno ( in particolare per il secondo periodo della scuola primaria) I docenti valutano i carichi di lavoro e di materiale in relazione all’età degli alunni. C. I docenti, in collaborazione con i genitori, controllano l’avvenuta, graduale acquisizione da parte del bambino-ragazzo, sia a casa che a scuola, della capacità di gestire autonomamente gli strumenti personali di lavoro, in modo da evitare sia sovraccarico che la mancanza del materiale occorrente per ciascuna giornata scolastica, favorendo la maturazione dell’autonomia. D. In coincidenza con l’ingresso a scuola i bambini- ragazzi raggiungono l’aula con gli insegnanti (o gli spazi assegnati a ciascuna classe) e osservano, fino dall’inizio delle lezioni , un comportamento corretto e solidale nei confronti dei compagni, dell’insegnante o del personale di vigilanza e preparano il materiale scolastico occorrente per l’avvio delle attività. E. Durante le ore di lezione e di attività scolastica, in qualunque ambiente (interno o esterno) il bambino-ragazzo osserva un comportamento corretto e conforme alle regole condivise ed alle indicazioni fornite dagli insegnanti (titolari di classe o supplenti) e non lascia per nessun motivo il gruppo di appartenenza, salvo esplicita richiesta autorizzata. F. I bambini-ragazzi individualmente si spostano da un’aula all’altra o da uno spazio all’altro della scuola solo per raggiungere i servizi (previa autorizzazione degli insegnanti) o per espletare incarichi (affidati dagli insegnanti) o per utilizzare il telefono (accompagnati dal personale ATA, in caso di necessità di comunicare urgentemente con i genitori o chi ne fa legalmente le veci). G. Gli alunni devono inoltre: • non correre negli spazi interni, schiamazzare, giocare in modo eccessivo, spingere, scherzi pericolosi per sé e per gli altri durante gli spostamenti da un luogo all’altro dell’Istituto, durante la pause di lezione, nell’uso dei servizi; • • • • non usare telefoni cellulari personali durante lo svolgimento dell’attività scolastica in Istituto (v. per analogia Titolo 3 per la sc. sec. I grado) usare correttamente la rubinetteria, i sanitari, il materiale per l’igiene personale, evitando sprechi; deporre i rifiuti nei contenitori (per la raccolta differenziata, se esistente); durante la consumazione dei pasti (intervallo/mensa) collaborare nell’osservare comportamenti che favoriscano l’igiene personale e la pulizia dei locali, rispettando le regole condivise. H. Poiché la scuola e tutte le attrezzature in essa esistenti sono beni della comunità messi a loro disposizione, tutti gli alunni devono avere la massima cura dell’uso delle aule, degli arredi, degli strumenti e dei sussidi, segnalando immediatamente, all’insegnante presente nel locale in cui stanno svolgendo l’attività didattica, eventuali danni e rotture rilevanti; I. Il Consiglio di Istituto e la Dirigenza Scolastica non si assumono responsabilità in caso di smarrimenti e/o furti di beni personali degli studenti o delle persone presenti in ambiente scolastico, né possono avviare alcuna iniziativa investigativa ufficiale. Sarà tuttavia fornita dal personale scolastico ogni forma di collaborazione e di sussidio per le soluzioni possibili dei “casi” nel rispetto della legge n.275/96 e della legge 241/90. 11) Comportamento degli alunni, principi generali di “etica scolastica” e interventi disciplinari I principi generali di comportamento e di relazione sono quelli già previsti per le norme nazionali, il POF d’Istituto e i precedenti articoli del presente regolamento. 12) Problematica disciplinare con particolare riguardo alla scuola primaria Per quanto concerne i diritti e doveri degli alunni di scuola si fa riferimento alla normativa in vigore e agli articoli sul comportamento indicati precedentemente. Si sottolinea come ( D.L. 59/04) il comportamento degli alunni è oggetto di valutazione periodica. Si sottolinea altresì la necessità della massima attenzione alle più recenti analisi psicopedagogiche in merito alle cause e alle motivazioni dei comportamenti devianti rispetto a una norma sociale. Si pone anche l’attenzione sul comportamento dei minori come risultante, spesso non del tutto consapevole, dell’interazione tra innatismo e ambiente socio-familiare. Come già richiamato più volte dal presente regolamento, si premette che ogni intervento disciplinare nei confronti degli alunni deve avere finalità educativa e tendere al rafforzamento del senso di responsabilità, alla ricerca di un’autonomia positiva, alla crescita sociale. 13) Analisi dei comportamenti e interventi disciplinari (A) Si configurano come principali mancanze disciplinari passibili di “sanzioni” i seguenti comportamenti: a. Mancato assolvimento degli impegni scolastici; b. Ritardi e assenze non giustificati ( valutazione anche nei confronti dei responsabili dell’obbligo) c. Falsificazione della firma dei genitori in calce a giustificazioni, verifiche, avvisi, comunicazioni sul libretto o sul diario; d. Comportamenti lesivi dei diritti degli altri alunni, in particolare il diritto di svolgere il lavoro scolastico in condizioni di incolumità, tranquillità e concentrazione; e. Mancanza di rispetto, anche formale, nei confronti di insegnanti, compagni e operatori scolastici; f. Danneggiamento di ambienti, arredi e materiali scolastici. 14 ) Analisi dei comportamenti e interventi disciplinari (B) I singoli docenti, valutata l’entità e la frequenza delle trasgressioni, potranno intraprendere, individualmente o preferibilmente in equipe , le seguenti iniziative esposte in sintesi: 1) Ammonizione verbale dell’alunno; 2) Nota del comportamento trasgressivo sul registro di classe e/o giornale dell’insegnante con contestuale avviso alla famiglia tramite nota sul diario; 3) (casi estremamente gravi e non contenibili nell’immediato) Allontanamento temporaneo dell’alunno dall’aula con eventuale comunicazione del fatto al Dirigente Scolastico e alla famiglia, comunque avendo cura di organizzare la sorveglianza dell’alunno. Nel caso di gravi e/o reiterate infrazioni disciplinari il docente le segnalerà al Dirigente Scolastico per le valutazioni del caso ai sensi della normativa in vigore sulla base dell’allegato D. Lo stesso docente si avvarrà, per quanto di sua competenza, delle modalità indicate dall’allegato D che diventa parte integrante del presente regolamento ( delibera n.11 del 15 gennaio 2014) TITOLO 3 Comportamento alunni, specifiche regole d’intervallo, uso dei telefoni cellulari e altre apparecchiature elettroniche. ( per la scuola secondaria di I grado ) 1) Indicazioni generali relative all’intervallo Le note di regolamento relative alla gestione dell’intervallo durante la mattinata scolastica presso la SMS Dante Alighieri sono state in prima istanza approvate con delibera del Collegio dei Docenti del 19/02/08. Il primo intervallo è dalle ore 10,50 alle ore 11,00 e si svolge nei corridoi. Il secondo intervallo è previsto tra il termine della quinta ora e l’inizio della sesta ora Durante l’intervallo non sono accessibili i piccoli corridoi terminali del 1° e del 2° piano dell’ala nuova ed i colloqui con i genitori sono sospesi. I momenti di intervallo devono essere periodi di interruzione dell’attività didattica, di relax in sicurezza e di tranquilla socializzazione tra gli studenti. 2) Indicazioni comportamentali relative all’intervallo Durante l’intervallo gli alunni devono tenere sempre un comportamento corretto, sotto la costante sorveglianza del personale docente e ATA. Quindi: • Non possono entrare né nella propria aula né in altre ( salvo eccezioni debitamente motivate e autorizzate dai docenti anche su specifiche indicazioni dirigenziali) • Non possono correre per i corridoi né spingersi. • Non possono affacciarsi alle finestre sporgendosi dai davanzali. • Non possono sporgersi dalle ringhiere delle scale, né muoversi tra un piano e l’altro. • Non devono, per nessuna ragione, usufruire dei distributori automatici di bevande che sono ad uso esclusivo del personale della scuola. • Per dare la possibilità a tutti di accedere ai bagni gli alunni devono ridurre la loro permanenza ai servizi per le sole necessità fisiologiche e igieniche. • Per ragioni igieniche è vietato consumare bevande e cibi all’interno dei servizi stessi. • Al suono della campanella il rientro in aula deve essere graduale e ordinato per consentire la rapida ripresa delle lezioni • Eventuali comportamenti trasgressivi ( come per tutto lo svolgimento dell’attività didattica ed educativa ) saranno valutati ai sensi delle vigenti norme scolastiche 3) Indicazioni sull’uso dei telefoni cellulari e di altre apparecchiature elettroniche da parte degli alunni Le modalità regolamentari sull’uso delle apparecchiature di cui al tit. 3 art. 3 del presente regolamento è stato approvato dal Consiglio d’Istituto 13 febbraio 2008 e dal Collegio dei Docenti del 19 febbraio 2008 della SMS Dante Alighieri. Tali modalità vengono riproposte dal presente regolamento con alcune modifiche, facendo seguito alle seguenti norme nazionali e locali: - le linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici contenute nella Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione del 15/03/2007 Prot. n.30/dip./segr.; - lo statuto degli studenti e delle studentesse DPR 249 del 24 giugno 1998 integrato dal DPR 235/07 - il Regolamento di istituto dell’IC Varese 6 – parte Scuola Secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” di Varese; 4 ) Specifiche limitazioni e modalità d’uso telefoni cellulari. A. L’uso del telefono cellulare è vietato durante l’intero tempo-scuola (attività didattiche, intervalli, pausa mensa, attività extracurricolari, trasferimenti da aula a laboratori e palestra,…), sia come apparecchio di collegamento telefonico, che come trasmettitore di messaggi, foto-camera, video-camera e ogni altra funzione. B. Il possesso a scuola del telefono cellulare è sconsigliato; qualora un alunno decida di esserne fornito lo stesso dovrà mantenerlo spento per l’intera durata dell’attività didattica e conservarlo come effetto personale e con diretta responsabilità per quanto riguarda la custodia dell’apparecchio. La scuola non assume alcuna responsabilità circa eventuali danni e/o furti. 5) Limitazioni e modalità d’uso altri apparecchi elettronici Il suddetto divieto d’uso è esteso a qualunque apparecchio elettrico o elettronico (I-pod, walkman, videogiochi, game-boy,…) che sia incompatibile con l’attività didattica, fatta eccezione per i casi in cui sia lo stesso docente a richiederne o consentirne l’uso per strette finalità didattiche. 6) Comunicazioni urgenti Per particolari e urgenti esigenze di comunicazione tra alunni e famiglie sarà utilizzabile il telefono fisso installato nell’edificio scolastico, previa autorizzazione del docente in servizio e sotto sorveglianza di un operatore scolastico. 7) Trasgressioni nell’uso delle apparecchiature elettroniche e interventi disciplinari Il divieto di utilizzare telefoni cellulari e altri apparecchi elettronici durante il tempo-scuola prevede l’applicazione del seguente sistema sanzionatorio, secondo il criterio di proporzionalità di seguito stabilito: A. L’uso del telefono cellulare (e di altri apparecchi elettronici) durante il tempo-scuola comporta l’immediato ritiro dell’apparecchio da parte del docente che verifica l’infrazione al Regolamento. Lo stesso provvede al richiamo scritto sul diario o sul libretto personale dell’alunno e sul registro di classe. L’apparecchio verrà restituito ai genitori, che saranno appositamente convocati dal coordinatore o da un docente di classe o dall’Ufficio di segreteria e sollecitati al puntuale rispetto del Regolamento. B. Alla seconda trasgressione il Consiglio di classe può adottare i provvedimenti previsti dal Regolamento. In casi particolari, che saranno valutati dallo stesso Consiglio, il provvedimento potrà prevedere l’assegnazione di attività “riparatorie”, orientate al recupero educativo dell’alunno. C. L’uso accertato del telefono cellulare durante una verifica scritta comporta l’immediato ritiro dell’apparecchio da parte del docente, l’annullamento della prova, il richiamo scritto sul diario o sul libretto personale dell’alunno e sul Registro di classe. Il Consiglio di classe potrà valutare opportuni interventi disciplinari mediante tempestiva convocazione. D. Nel caso di reiterate infrazioni e di atteggiamenti ripetutamente negligenti nei confronti degli interventi educativi da parte dei docenti, la sanzione può comportare, a giudizio del Consiglio di classe, valutazioni sanzionatorie sino all’allontanamento temporaneo dalla scuola per tre giorni. E. Nel caso di fatti di eccezionale gravità, accertati e imputabili a uno o più alunni, (uso del telefono cellulare per diffusione di filmati a contenuto pornografico, violazione della privacy di docenti e coetanei, realizzazione di foto e filmati che offendano il comune senso del pudore) il provvedimento disciplinare, che sarà valutato dal Consiglio di classe caso per caso, potrà comportare l’allontanamento temporaneo dalla scuola fino a 15 giorni. F. Sarà anche valutata l’opportunità di procedere con denuncia circostanziata all’autorità di polizia. 8) Opportunità degli interventi educativi in merito al Titolo 3 L’adozione di uno dei provvedimenti disciplinari sopra-citati comporterà, comunque, un’azione di riflessione e di auto-valutazione, che sarà esercitata a seconda dei casi dal coordinatore della classe, da un altro docente, dal dirigente, al fine di favorire nell’alunno interessato una positiva fase di responsabilizzazione. TITOLO 4 Gite scolastiche e visite d’istruzione Parte A – scuola secondaria di I grado 1) Riferimenti normativi Il Titolo 4 del presente Regolamento d’istituto è stato approvato con Delibera del Consiglio d’Istituto n. 103 del 22 gennaio 2007 aggiornata nelle sedute del 5 ottobre 2007, del 4 aprile 2008 e del giugno 2010 n° 48 e 49 da parte della scuola secondaria di I grado Dante Alighieri poi integrata nell’I.C. Varese 6. Tali delibere sono state modificate in alcune parti dalla delibera di approvazione del presente Regolamento senza tuttavia snaturare il senso generale che presiede all’effettuazione delle gite e delle visite d’istruzione, alla loro regolarità e alla loro sicurezza. La scuola considera i viaggi d’istruzione, le visite guidate, le lezioni fuori sede, la partecipazione ad attività teatrali e sportive, a campionati o gare sportive, a concorsi provinciali, regionali, nazionali, internazionali, i gemellaggi con scuole estere parte integrante e qualificante delle attività istituzionali di istruzione e formazione, momento privilegiato di conoscenza, comunicazione, socializzazione e completamento delle preparazioni specifiche. Questi i principali riferimenti normativi cui il presente Titolo si ispira: D.M. 295/1999 C.M. n. 291/1992 C.M. n. 623/1996 D.I. 01/02/2001 n. 44 Note del MIUR del 15/7/02 e del 20/12/02 Codice Civ. art. 2047 e 2048; Legge1 luglio 1980 n. 312, art. 61 Legge 23/12/2005 n. 266 Regolamento di Istituto e di Disciplina – IC Varese 6 2) Definizione delle iniziative Tutte le tipologie di viaggio sono contenute nella normativa di riferimento; nel Regolamento si conviene che esse vengano così sinteticamente indicate: A) Viaggi di istruzione: si prefiggono il miglioramento della conoscenza del territorio italiano nei suoi molteplici aspetti, naturalistico – ambientali, economici, artistici, culturali; per i viaggi all'estero obiettivo è anche la conoscenza e/o approfondimento della realtà linguistica del paese. Tali iniziative possono comportare uno o più pernottamenti fuori sede. B) Visite guidate nel territorio: si effettuano nell'arco di una giornata o frazioni di essa anche oltre l’ orario delle lezioni e si prefiggono gli obiettivi di cui sopra in località situate nel comune o nella provincia o in ogni caso raggiungibili nell’arco della giornata non comportano alcun pernottamento fuori sede. C) Brevi visite guidate nel territorio comunale: si effettuano nell’arco della mattinata o frazioni di essa e si prefiggono gli obiettivi di cui sopra nel comune (visione di monumenti in città, partecipazione a mostre, conferenze o iniziative locali non programmabili preventivamente). Devono preferenzialmente essere effettuate nelle ore dell’insegnante che richiede l’uscita o con cambiamenti d’orario concordati con i colleghi. Non devono comportare alcun costo per la scuola (supplenze). D) Viaggi connessi con attività sportive: si tratta di viaggi finalizzati a garantire agli allievi la partecipazione ad attività sportive. Vi rientrano sia quelle finalizzate alla conoscenza di specialità sportive sia le attività collegabili ad attività sportive (es. Ciclocittà) 3) Modalità di istruzione delle attività e organi competenti all’autorizzazione A. Le attività individuate all’art. 1 devono essere oggetto di idonea programmazione, inserite nel progetto didattico-educativo della classe e quindi sottratte ad ogni iniziativa estemporanea. Tutte le attività sopraindicate (esclusa la tipologia C e le uscite non prevedibili all’atto della stesura del PIANO) esigono una preventiva fase progettuale fin dall'inizio dell'anno scolastico da concludersi entro la prima settimana di novembre, o fin dalla fine dell’anno scolastico precedente. B. Le attività sono regolate da criteri e obiettivi stabiliti dal Collegio Docenti e dai Consigli di classe, nel rispetto della normativa vigente e in armonia con le linee indicate dal POF. C. In particolare: - il Collegio Docenti individua i criteri generali in relazione agli obiettivi didattici, alla scelta delle destinazioni, alle classi a cui indirizzare le proposte.; - i Consigli di Classe, sulla base di tali criteri, elaborano le proposte di Viaggi che costituiscono la base per la predisposizione del Piano dei Viaggi della Scuola da presentare al Consiglio d’Istituto per l’approvazione. D. Per le uscite non programmabili entro la data di approvazione del Piano Viaggi, spetta al Dirigente Scolastico autorizzare visite guidate nel territorio nell’arco di una sola giornata, fermo restando il rispetto della normativa vigente. E. Le eventuali visite guidate nel territorio autorizzate dal Dirigente scolastico successivamente all’approvazione del piano viaggi non potranno in ogni caso superare il limite numerico ed i tetti di spesa fissati dal presente regolamento. F. Al Dirigente Scolastico spetta anche autorizzare i viaggi e le uscite di una sola giornata connessi con attività sportive. Non essendo queste uscite programmabili tutte all’inizio dell’anno scolastico e prevedendo la partecipazione di ridotti gruppi di alunni di classi diverse, saranno oggetto di una programmazione di massima da parte dei Consigli di classe (entro la prima settimana di ottobre), che esprimeranno la propria adesione alle manifestazioni sportive con la classe o con singoli alunni. Non sarà necessario, in quella sede, comunicare i nominativi degli alunni. G. Il Capo d’ Istituto assegna la funzione di coordinamento per la costruzione e la redazione del Piano Viaggi alla Commissione Viaggi di cui agli art. successivi. 4) Proponenti per ogni tipo di viaggio A. Le proposte di Viaggi, per tutte le tipologie previste, devono pervenire alla commissione Viaggi- Gite, complete in tutte le parti (meta, periodo, referente,accompagnatori, riserve, ecc) da parte dei Coordinatori dei Consigli di Classe, possibilmente entro la prima settimana di Ottobre. B. Qualora possibile le visite guidate nel territorio che verranno effettuate tra settembre e dicembre, la proposta dovrà pervenire prima del termine delle attività dell’anno scolastico precedente ( 30 giugno) e le uscite saranno autorizzate dal Dirigente Scolastico. Tali visite nel territorio saranno computate nel numero massimo di uscite per ciascuna classe e nei tetti di spesa previsti dal presente regolamento. C. Ogni Consiglio di Classe provvede alla stesura della proposta del progetto di Viaggio, con l'individuazione del Referente, seguendo l'iter procedurale indicato nel presente Regolamento. In relazione alla possibilità di richiedere preventivi per tutto il “pacchetto” del Piano Viaggi della Scuola, si dovrà uniformare la data di richiesta. 5) Iter procedurale per i viaggi di istruzione A. I Consigli di Classe devono provvedere: - all'individuazione degli itinerari e del programma di viaggio compatibili con il percorso formativo ; - all'individuazione dei docenti accompagnatori disponibili; - alla scelta del periodo di effettuazione del viaggio di istruzione. B. La proposta del viaggio, redatta dal Consiglio di Classe su un modello standard per tutto l'istituto, sarà inoltrata alla Commissione Gite (Funz. Strum. + gruppo di lavoro) per la redazione del Piano Annuale dei Viaggi della Scuola da presentare al Collegio Docenti, il quale delibera il Piano dei Viaggi d'istruzione sotto l'aspetto didattico raccordandolo con il Piano dell'Offerta Formativa. C. Il Dirigente Scolastico verificherà la fattibilità del Piano sotto l'aspetto didattico, organizzativo ed economico e lo sottoporrà al Consiglio d’Istituto per la conseguente delibera (mese di novembre). D. Sulla base del Piano approvato dal Consiglio di istituto, generalmente entro il mese di dicembre la Commissione Gite di cui al successivo art.12 esaminerà le offerte pervenute dalle agenzie per aggiudicarsi la gara di appalto seguendo poi la procedura prevista dal medesimo art. 12 6) Destinatari A. Sono tutti gli allievi regolarmente iscritti presso la scuola secondaria di I grado dell’ istituzione scolastica. Per gli alunni minorenni è tassativamente obbligatorio acquisire il consenso scritto di chi esercita la potestà familiare. Si precisa che tutti i partecipanti devono essere coperti da polizza assicurativa contro gli infortuni. B. Il limite minimo di partecipazione di ogni classe ai Viaggi di istruzione è stabilito nell’ 80% degli studenti frequentanti la classe (con arrotondamento per difetto) e con l’esclusione, nel computo, degli allievi che non parteciperanno per decisione del Consiglio di Classe). C. Alle visite guidate è obbligatoria la partecipazione dell'intera classe (salvo gli assenti della giornata) L'eventuale assenza dello studente nel giorno della visita guidata deve essere giustificata. L'onere del trasporto si intende obbligatorio per l'intera classe. D. Il Consiglio di Classe si riserva la facoltà di non consentire la partecipazione a viaggi d’istruzione e a visite guidate da parte di alunni che abbiano evidenziato comportamenti scorretti, o potenzialmente pericolosi per sè e per gli altri, e frequentemente non attinenti alle regole scolastiche 7) Durata dei viaggi e periodi di effettuazione A. Considerata l'opportunità che per il completo svolgimento dei programmi di insegnamento non vengano sottratti tempi eccessivi alle normali lezioni in classe, si indica il periodo massimo utilizzabile per i viaggi di istruzione, per ciascuna classe. B. La durata massima dei viaggi di istruzione è così fissata: Viaggi di istruzione Classi PRIME: 1 giorno in Italia; Classi SECONDE: fino a 2 giorni in Italia (con un pernottamento) Classi TERZE: fino a 3 giorni in Italia o all’estero (con due pernottamenti) a cui sarà possibile aggiungere un giorno, purché non venga superato il tetto di spesa, determinato annualmente dal Consiglio d’Istituto. Dovrà essere posta particolare attenzione alla situazione degli alunni con intolleranza alimentare e prevedere quindi, con le agenzie, la possibilità di pasti adeguati e compatibili con le diverse patologie. Visite guidate nel territorio Cinque visite per ogni classe, inerenti all’attività programmata e concordata con il consiglio di classe, purché non venga superato il tetto di spesa annualmente determinato dal Consiglio d’Istituto. Sarà possibile aggiungere al massimo un‘uscita (tipologia C) solo con accompagnatori volontari, per non gravare la scuola di ulteriori costi. C. I viaggi devono essere effettuati entro il 30 aprile di ogni anno. Le uscite sul territorio regionale, provinciale o comunale, da effettuare nel mese di maggio o giugno, saranno autorizzate solo se motivate da sopraggiunte esigenze o appartenenti alle categorie espresse dalla CM 291/92 (gite per manifestazioni sportive, per visite ambientali del periodo, per eventi di rilevanza didattica proposte solo in tale periodo) D. Particolare attenzione va posta, nella programmazione delle iniziative in esame, al problema della sicurezza. Deve pertanto essere evitata, quanto più possibile, la programmazione dei viaggi in periodi di alta stagione e nei giorni prefestivi. E. E' opportuno che la realizzazione dei viaggi non cada in coincidenza di altre particolari attività istituzionali della scuola (operazione degli scrutini, riunioni scolastiche o con i genitori, elezioni scolastiche). F. E’ opportuno che l’ultimo giorno del viaggio di istruzione coincida con il venerdì (settimana corta) o con il sabato (settimana normale). G. Per una puntuale programmazione dei contenuti delle visite è preferibile che vengano aggregate per ogni viaggio classi dello stesso livello (es. : classi prime o classi seconde) e non più di due classi per una stessa visita guidata o viaggio d’istruzione, o che vengano aggregate classi dello stesso corso (es. : seconda e terza sez. A). In quest’ultimo caso la classe terza dovrà adeguarsi al limite di durata e ai costi della seconda e non viceversa. 8) Criteri per organizzare ev. attività per i non partecipanti alle visite d’istruzione I non partecipanti non sono esonerati dalla frequenza scolastica. Agli alunni che non partecipano alla visita per qualsiasi motivo, è garantita la frequenza scolastica. 9) Costi per le famiglie (v. anche principi espressi per la parte riguardante la scuola primaria) A. Compito precipuo dei consigli di classe è proporre mete e itinerari che garantiscano una partecipazione generalizzata, condizione necessaria per il conseguimento delle finalità didattico-culturali dell’iniziativa. B. I Consigli di Classe valuteranno attentamente il rapporto costi-benefici, tenendo presenti le esigenze delle famiglie per quanto riguarda i costi. Il Consiglio d’ Istituto conferma i seguenti limiti di spesa: Visite guidate nel territorio Spesa massima consentita : Euro 45,00 Viaggi di istruzione Classi PRIME: €. 50,00 Classi SECONDE: €. 150,00 Classi TERZE: €. 270,00 Gli importi sopra indicati dovranno essere comprensivi anche delle somme da pagare in contanti (biglietti di ingresso a musei, mostre ecc., guide turistiche, laboratori, pranzi, ecc.) E’ possibile “spostare” la spesa prevista per visite guidate nel territorio e viaggi d’istruzione purché la spesa totale rimanga invariata. Per l’anno scolastico corrente il “budget” di spesa per le famiglie sarà il seguente: Classi PRIME: €. 95,00 Classi SECONDE: €. 195,00 Classi TERZE: €. 315,00 C. Sono esclusi dai predetti limiti le partecipazioni volontarie a gare sportive, spettacoli teatrali ed eventi non rientranti nella programmazione didattica. Le famiglie saranno informate prima della adesione del costo massimo del viaggio di istruzione. Contestualmente all’atto della adesione al viaggio di istruzione, che consiste nella sottoscrizione da parte di un familiare della comunicazione organizzativa predisposta dalla scuola, è richiesto il versamento delle seguenti somme: Classi PRIME: €. 25,00 Classi SECONDE: €. 50,00 Classi TERZE: €. 100,00 D. A norma di Legge non sono consentite gestioni fuori - bilancio, pertanto le quote di partecipazione dovranno essere versate sul c/c postale n. 10044212 intestato alla Scuola dal singolo genitore o da gruppi di genitori che indichino nella causale, oltre alla meta e alla data, i nominativi degli alunni e della classe per i quali viene effettuato il versamento. In caso di successiva rinuncia documentata al viaggio, dietro richiesta da parte della famiglia, potrà essere predisposto rimborso dell’importo versato, fatta eccezione per i costi sostenuti e le eventuali penalità attribuite dalla agenzia organizzatrice. 10) Docenti accompagnatori A. Gli accompagnatori sono individuati dal DS fra i docenti disponibili ad accompagnare gli alunni appartenenti alla classe che effettua il viaggio o, comunque, fra i docenti che hanno dato la loro disponibilità ad accompagnare gli allievi (riserve) anche di altri corsi, fermo restando che almeno un docente accompagnatore abbia diretta conoscenza della classe. (vedi delibera 48/49) B. Per i viaggi all'estero, è opportuno che almeno uno degli accompagnatori possieda un’ottima conoscenza della lingua del Paese da visitare. C. Per ogni gruppo di 15 studenti o frazione dovrà essere individuato un docente accompagnatore, tenendo presente che qualora il gruppo (anche inferiore ai 15 partecipanti) viaggi da solo, i docenti accompagnatori dovranno essere almeno due. D. Per i viaggi di istruzione, in ogni caso, per motivi di sicurezza, per ogni classe è necessario che vi siano due accompagnatori. In presenza di studenti diversamente abili il numero dei docenti sarà incrementato di una unità fino ad un massimo di tre studenti diversamente abili. E. Durante ogni viaggio è prevista la presenza di un docente con funzione di referente e responsabile dell’organizzazione che: - è tenuto a firmare la dichiarazione di assunzione di responsabilità - è la persona cui fanno riferimento gli allievi, i genitori, i docenti e la segreteria - è la persona che viene informata e documentata sulla progettazione e fasi successive - è tenuto alla raccolta e alla successiva consegna in Segreteria dei moduli per l'autorizzazione al viaggio degli alunni minorenni, provvede al controllo dei bollettini di versamento del contributo da parte degli allievi e comunica in segreteria i nominativi dei partecipanti - riceve l'elenco nominativo degli alunni partecipanti, distinti per classe di appartenenza, timbrati e datati dal D.S - verifica con l’ufficio di segreteria (ass. amministrativo addetto) che i partecipanti siano in possesso di tutti i documenti utili per la partecipazione al viaggio - riceve la dichiarazione da parte della famiglia di specifiche situazioni relative allo stato di salute dello studente. - riceve in consegna i documenti relativi al viaggio (compreso estratto polizza assicurativa) - redige la relazione finale controfirmata da tutti i docenti accompagnatori. F. I docenti accompagnatori, prima della partenza (almeno una settimana prima) consegnano agli studenti perché lo trasmettano alle famiglie, un foglio indicante l'itinerario dettagliato giorno per giorno, contenente: - l'ora di partenza; - il punto di ritrovo; - l'ubicazione e il numero di telefono dell'albergo; - l'ora prevista per il rientro; - le regole di comportamento che gli studenti devono seguire durante il viaggio e gli eventuali provvedimenti disciplinari. per garantire una visita proficua e serena G. Entro 7 giorni dallo svolgimento del viaggio/visita il docente referente e responsabile presenta al Dirigente una relazione sull’attuazione del viaggio (v. comma E). La relazione consuntiva dovrà indicare: - il numero dei partecipanti ed eventuali assenti - i docenti accompagnatori - un giudizio globale sui servizi forniti dalla ditta - le finalità didattiche raggiunte - eventuali pendenze aperte (economiche, disciplinari, rimostranze) H. In accordo con l’Ufficio di segreteria i docenti accompagnatori devono portare con sé un modello per la denuncia di infortunio e l'elenco dei numeri telefonici della scuola compreso il numero del fax, nonché le condizioni della polizza assicurativa che contiene anche utili indicazioni in caso di inconvenienti. I. I docenti accompagnatori comunicano tempestivamente alla Segreteria i nominativi degli alunni assenti al momento della partenza, per provvedere immediatamente alla predisposizione della pratica di rimborso della quota versata presso l’Assicurazione. Potranno invece partecipare a viaggi, gite, visite guidate - interamente a proprie spese - i genitori degli studenti minorenni con difficoltà documentate, portatori di handicap, ecc. qualora detta occasione sia di primaria necessità per lo studio e la formazione scolastica degli studenti stessi, purché non vi siano oneri per la scuola e non vengano loro affidati compiti di vigilanza generale degli allievi. Essi sono tenuti a partecipare alle attività previste dal programma. L. Per particolari motivazioni,vagliate dal D.S., può essere consentita la partecipazione ai viaggi d’istruzione e visite guidate del personale ATA, purché sia in ogni caso garantito il servizio regolare all’interno della scuola, non vi siano oneri di alcun genere per la scuola e non vengano affidati a detto personale compiti primari di vigilanza sugli allievi. M. Il DS può aggregare ai docenti accompagnatori altro insegnante, anche di classi diverse da quelle interessate al viaggio d’istruzione, per accertate spiccate competenze specifiche. 11) Responsabilità docenti accompagnatori A. La responsabilità del personale della Scuola in viaggio rientra nel contesto della responsabilità civile secondo la quale chiunque sia intenzionalmente che preterintenzionalmente arrechi un danno ad altri, è obbligato a risarcire (art.2043 C.C.). L’art.61 della legge 11 luglio 80 n.312 prevede che, qualora l’Amministrazione sia costretta a risarcire per danni procurati da alunni soggetti a vigilanza, la responsabilità dell’accompagnatore è limitata ai soli casi di dolo e di colpa grave. Quando un alunno provoca un danno, lo Stato dopo aver chiamato in causa il danneggiato, verificherà se gli accompagnatori sono stati all’altezza della situazione, oppure se è da imputare loro qualche comportamento imprudente o omissivo. Sarà tenuto conto anche del criterio adottato dal Dirigente Scolastico nel selezionare i partecipanti ed i docentiaccompagnatori. B. L'accompagnatore è tenuto ad una attenta ed assidua vigilanza degli alunni con l’assunzione delle responsabilità di cui all’art. 2047 del C.C. (allegato al presente articolo) integrato dalla norma di cui all’art.61 della legge n.312/80 che limita la responsabilità patrimoniale del personale della Scuola ai soli casi di dolo e colpa grave. Una vigilanza così qualificata deve essere esercitata non solo a tutela della incolumità degli alunni, ma anche a tutela del patrimonio artistico nei cui confronti troppo spesso, purtroppo, vengono da più parti lamentati danni anche gravi a causa dell’irrazionale e riprovevole comportamento di singoli alunni o gruppi di essi (art. 8.1 C.M. 291) Codice Civile Art. 2047 -Danno cagionato dall'incapace In caso di danno cagionato da persona incapace d'intendere o di volere (Cod. Pen. 85 e seguenti), il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l'autore del danno a un'equa indennità. Art. 2048 - Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati (314 e seguenti, 301, 390 e seguenti) o delle persone soggette alla tutela (343 e seguenti, 414 e seguenti), che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all'affiliante.I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti (2130 e seguenti) nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto. 12) Assicurazione A. Le polizze obbligatorie sono : - contro gli infortuni - sulla responsabilità civile R.C. La prima copre il caso di morte o invalidità permanente causate da sinistri che si possono verificare anche in viaggio. Tale polizza, già in possesso della Scuola, è stata integrata, aumentando tutti i massimali di polizza previsti. La seconda copre responsabilità civile di tutti i partecipanti per danni causati a terzi durante il viaggio. B. Le coperture assicurative facoltative sono: - polizza di assistenza e spese mediche - polizza bagaglio - polizza annullamento viaggio La prima fornisce consulenza medica ed invio di medicinali urgenti, rientro sanitario a seguito di infortuni o malattia, spese supplementari di soggiorno legate allo stato del singolo, viaggio di un familiare in caso di ricovero, spese di ambulanza, taxi per trasportare il paziente, assistenza legale, rientro anticipato, interprete a disposizione ed altre spese medico-farmaceutiche. La seconda viene attivata in caso di furto, rapina, incendio degli oggetti che il viaggiatore ha con sé, oppure smarrimento o ritardo consegna bagaglio da parte dei vettori. Tale polizza garantisce, inoltre, il rimborso spese di prima necessità. La terza viene stipulata a copertura delle penali in caso di rinuncia per seri e comprovati motivi. C. Assistenza Spesso durante il viaggio l’insegnante accompagnatore deve prendere decisioni che riguardano la salute degli alunni, l’eventuale smarrimento o furto di un documento o bagaglio e tutelare gli alunni per danneggiamento a cose altrui. Questo comporta perdita di tempo, estenuanti procedure, rischio di subire il danno reale. La polizza stipulata dalla Scuola comprendere una particolare copertura assicurativa a vantaggio dei docenti ed alunni. 13) Commissione viaggi e visite d’istruzione : oneri e competenze (articolo da sottoporre a successiva e ulteriore valutazione specifica da parte del C.d.I)) A. L'attività negoziale con le agenzie e con le ditte di trasporti per l'attuazione dei viaggi di istruzione è sottoposta alla normativa disciplinata dalla legge sulla Amministrazione sul Patrimonio e sulla contabilità dello Stato e dal D.I. 01/02/2001 (regolamento di contabilità). Nella negoziazione con le Agenzie di Viaggio, ove possibile, sarà ricercata la possibilità di conferire l’incarico dell’organizzazione dell’intero “pacchetto” dei Viaggi della Scuola ad un solo operatore scelto secondo le procedure normative di legge, al fine di ottenere migliori condizioni qualitative ed economiche. B. Il Consiglio di Istituto, avvalendosi della Commissione Viaggi unitamente al Dsga e agli assistenti amministrativi incaricati, viene chiamato a scegliere il tipo di gara e opta per la gara d’appalto a licitazione privata, in base alla quale si ricercano e si individuano sul mercato imprese che presentano requisiti di specializzazione e professionalità e si predispone uno schema di viaggio da sottoporre all’imprese che intendono partecipare alla gara. Le richieste saranno formulate sulla base di presupposti chiari, precisi ed obiettivi. La Gara d’appalto a licitazione privata è caratterizzata da un capitolato d’appalto, partecipano solo le Ditte invitate e si affida l’incarico al miglior offerente (al ribasso). Una volta assegnata la gara all’agenzia, non sarà più possibile apportare variazioni al programma della gita. C. Lo schema di capitolato d'oneri da utilizzare per disciplinare il rapporto contrattuale tra istituzioni scolastiche e agenzie di viaggi in materia di visite guidate e viaggi d'istruzione è quello allegato alla circolare del Ministero dell’Istruzione - Direzione Generale per l'Organizzazione dei Servizi nel Territorio prot. n. 645 dell’11/4/2002 Ufficio III realizzato con la collaborazione della FIAVET, associazione di categoria nel settore di cui trattasi ed allegato alla circolare stessa. D. In questa fase preliminare il Consiglio d’Istituto opera attraverso la Commissione Viaggi, che sarà così composta: - D.S. o un suo delegato e DSGA; - Docenti Referenti nella Commissione con compiti di coordinamento; - due rappresentanti della componente genitori; - un Assistente Amministrativo. E. La Commissione Viaggi per la scuola secondaria, integrata dai docenti sc. Primaria/infanzia per i viaggi e le gite di tale settore scolastico, ha le seguenti competenze: - coordina le procedure per l’effettuazione dei viaggi e visite di istruzione, raccordandosi con i Consigli di classe; - sceglie la ditta “agenzia” che gestirà i viaggi dell’anno scolastico. Nel preventivo dovrà essere specificata la spesa per singolo viaggio e la percentuale di sconto nel caso alla stessa ditta dovesse essere affidato l ‘intero pacchetto. - invia per conoscenza al Consiglio d’Istituto la proposta economica finale del Piano dei Viaggi e Visite di istruzione sulla base del Piano complessivo già deliberato dal Consiglio di Istituto; - supervisiona le fasi di implementazione del Piano ed elabora i dati per la valutazione finale. Criteri per la designazione dei membri: I docenti della Commissione Viaggi sono indicati nel Piano annuale delle attività (Funzioni strumentali e docenti dell’inerente Gruppo di Lavoro - v. FIS); il responsabile della singola gita è designato dal Dirigente Scolastico. I rappresentanti dei genitori sono designati dalla rispettiva componente del Consiglio d’Istituto. l’Assistente Amministrativo è designato dal DSGA in base al Piano Annuale Attività per il pers. ATA. 14 ) Comportamenti degli studenti A. Lo studente, per l’intera durata del viaggio, è tenuto a mantenere un comportamento corretto e rispettoso delle persone e delle cose, coerentemente con le finalità educativoformative dell’istituzione scolastica. Al fine di garantire l’altrui e propria incolumità, è tenuto ad osservare scrupolosamente le regole del vivere civile, in particolare il rispetto degli orari e del programma previsto ( Valgono comunque per le gite scolastiche le norme comportamentali e le valutazioni disciplinari previste dal Titolo 3 del presente Regolamento) B. E’ severamente vietato detenere oggetti contundenti e potenzialmente pericolosi, bevande alcoliche, sostanze psicotiche e farne uso . C. E’ d’obbligo evitare situazioni a rischio di qualunque genere: - sui mezzi di trasporto, evitare spostamenti non necessari e rumori eccessivi; - in albergo muoversi in modo ordinato, evitando ogni rumore che possa ledere il diritto all’altrui tranquillità, sporgersi dalle finestre e scavalcare balconi - evitare di spostarsi dalla camera assegnata - Rispettare gli orari del proprio e dell'altrui riposo, evitare di porsi in situazione di stanchezza per il giorno dopo, per non perdere la possibilità di fruire al massimo delle opportunità culturali ed umane offerte dal viaggio. - Eventuali danni materiali procurati durante il soggiorno saranno addebitati agli studenti assegnatari della camera. - Mantenere nei confronti dei vari prestatori di servizi (personale degli alberghi, autisti, guide….) un comportamento corretto e rispettoso dell'altrui lavoro: evitare comportamenti chiassosi od esibizionistici. - non allontanarsi dall’albergo su iniziativa personale sia di giorno che di notte. - E' severamente vietato introdurre nelle stanze bevande alcoliche ed oggetti nocivi o pericolosi a qualunque titolo. E’ vietato fumare. - Non allontanarsi per nessun motivo dal gruppo senza esplicita autorizzazione degli accompagnatori ed essere puntuali agli appuntamenti di inizio giornata ed a quelli eventuali nel corso della giornata. - la responsabilità degli allievi è personale: pertanto qualunque comportamento difforme determina l’applicazione di provvedimenti disciplinari, graduabili in base alla gravità della eventuale mancanza commessa. D. E’ necessario: - portare con sé un valido documento di identità (obbligatorio per legge a partire dal quindicesimo anno di età). Assicurarsi che sia valido per l'espatrio. - portare con sé il libretto sanitario o fotocopia dello stesso. - consegnare al docente accompagnatore la dichiarazione da parte della famiglia di specifiche situazioni relative allo stato di salute dello studente. - portare sempre con sé copia del programma e recapito dell'albergo - durante la visita alla città il gruppo deve mantenersi unito e attenersi alle indicazioni degli accompagnatori. - nei casi più gravi, d’intesa fra i docenti accompagnatori e il Dirigente Scolastico, può essere prevista l’immediata interruzione del viaggio con onere finanziario a carico degli allievi responsabili. E. In caso di gravi inosservanze delle regole gli accompagnatori valuteranno il diritto dello studente alla prosecuzione del viaggio di istruzione e, dopo tempestiva comunicazione alla famiglia, ne verrà immediatamente predisposto il rientro. Le spese di tale rientro saranno a totale carico degli studenti inosservanti : quindi la famiglia si assumerà totalmente l'onere organizzativo del rientro stesso. F. Le presenti regole a consentire che il viaggio si svolga nel modo più sereno e gratificante possibile. 15) Contributi alle famiglie A. Le famiglie di studenti che si trovino in disagiate condizioni economiche possono, se residenti in Lombardia, presentare alla Regione Lombardia richieste di borse di studio ex Legge 62/2000 a sostegno della spesa per l'istruzione. Le domande potranno essere presentate anche direttamente ai comuni purché recanti il timbro e il visto della scuola. Si ricorda che attraverso i contributi per il diritto allo studio ex Legge 62/2000 è possibile per le famiglie con reddito limitato richiedere il rimborso fino al 30% (elevabile in caso di disponibilità finanziaria fino alla copertura totale) delle spese sostenute per la partecipazione alle attività curricolari (rette di frequenza, contributi obbligatori richiesti dalla scuola per le attività didattiche previste dal Piano dell’Offerta Formativa, comprese le gite di istruzione), per il trasporto, per la mensa scolastica, per i sussidi scolastici. La spesa complessivamente sostenuta non deve essere inferiore a €. 51,65. B. Inoltre, la Scuola, nei limiti della situazione finanziaria corrente, costituirà un “ fondo di solidarietà”: - con le economie degli anni precedenti - con i fondi maturati sul conto corrente bancario (interessi attivi), - con una quota tratta dai finanziamenti degli Enti Locali per il Piano per il Diritto allo Studio. E’ possibile accedere al “fondo di solidarietà” presentando al Dirigente Scolastico richiesta documentata di contributo, che se accolta, e nel limite dei fondi a disposizione della scuola, porterà al rimborso di una percentuale non superiore al 70% della quota di partecipazione. Le domande per il contributo da parte della Scuola , che verranno trattate con la massima riservatezza dal Dirigente Scolastico – coadiuvato nella fase istruttoria dal DSGA - , dovranno essere presentate entro il 30 ottobre dell’anno scolastico di riferimento e documentate con la dichiarazione ISEE , che può essere richiesta all’INPS o a un CAF (può essere, anche, utilizzata la copia della dichiarazione ISEE presentata per la richiesta al Comune del buono libro). Il limite ISEE per il rimborso alle famiglie verrà equiparato a quello stabilito annualmente dalla Regione Lombardia. C. Il Dirigente Scolastico richiederà, in caso di necessità, al coordinatore di classe una relazione sugli alunni partecipanti al viaggio o alla gita, nella quale dovrà essere evidenziato il comportamento dello stesso, soprattutto riguardo alle assenze e alla puntualità dei doveri scolastici. D. La famiglia dell’alunno verrà informata dell’accoglimento della domanda e della percentuale di rimborso da parte della Scuola prima dell’inizio delle visite di istruzione; il rimborso verrà corrisposto entro il 30 giugno dell’anno di competenza. E. Indipendentemente dalle procedure sopra indicate, i genitori potranno segnalare al Capo d’Istituto situazioni di particolare gravità e urgenza che verranno prese in considerazione e valutate singolarmente. In questi casi, il Dirigente potrà avvalersi del parere dei Consigli di classe. F. Si riconosce al Dirigente Scolastico la facoltà di concedere la rateazione delle quote a carico dei genitori in casi particolari e a fronte di richieste motivate. Parte B - scuola primaria e dell’infanzia 1) Organizzazione delle iniziative: gite scolastiche, visite e viaggi d’istruzione I riferimenti normativi, le definizioni specifiche, le competenze organizzative e autorizzative sono quelle previste dagli art. 1,2,3 della Parte A - scuola secondaria - del presente Titolo del regolamento. 2) Avvio delle procedure A. I progetti di massima relativi a visite e viaggi devono possibilmente pervenire alla Dirigenza Scolastica nelle settimane successive alla prima seduta del Consiglio di Interclasse in modo che il Consiglio di Istituto possa deliberare il Piano Annuale visite e viaggi d’istruzione di ogni anno scolastico. La raccolta delle proposte complessive sarà a cura dei referenti Gite di ciascun plesso entro il mese di novembre. L’Iter procedurale seguirà poi quello previsto per la scuola secondaria appartenente all’I.C. Varese 6. (v. Parte A, art.5 ) B. Risultano inserite in modo automatico (salvo apposita delibera contraria) nel PIANO ANNUALE dei viaggi e delle visite d’istruzione le seguenti attività: • Le visite didattiche previste dal Progetto di Continuità educativa e scolastica delle scuole materne del territorio alle scuole elementari e viceversa, delle scuole elementari del territorio alle scuole medie e viceversa. • Le proposte non prevedibili all’atto della stesura del PIANO e in particolare quelle proposte da EE.LL., Associazioni Culturali, Associazioni Genitori (anche in occasioni di feste natalizie o di fine anno per utilizzo spazi attrezzati o spazi verdi), altri Organismi scolastici possibilmente con contestuale fornitura dell’idoneo mezzo di trasporto. Per tale inserimento automatico sono necessari il consenso scritto dei genitori e l’autorizzazione del Capo d’Istituto, se necessario in accordo con il Presidente del Consiglio di Istituto. • Le proposte inserite nell’apposita delibera- quadro già approvata nel precedente anno scolastico 3) Caratteristiche delle iniziative ( ev. criteri e limiti) A. Le visite e i viaggi di istruzione devono avere una valenza formativa all’interno della programmazione educativa e didattica. B. Se incluse nella programmazione didattica, sono da considerarsi “parte integrante delle lezioni le attività didattiche da svolgersi, nell’arco di una giornata, al di fuori delle strutture scolastiche e con carattere obbligatorio per tutti alunni” C. Altre iniziative a carattere generale culturale e ambientale che richiedano una durata superiore a quella di una singola giornata, devono trovare attuazione nei periodi scelti all’interno del calendario scolastico regionale con valutazione della singola iniziativa effettuata dal Consiglio d’Istituto. D. Ragioni relative alla sicurezza e alla vigilanza degli alunni ( in particolare per le scuole dell’infanzia e dei primi anni della scuola primaria sino al primo biennio) dovranno comunque essere determinanti nelle scelte d’autorizzazione da parte del C.d.I. Tali motivazioni saranno prioritarie anche in ordine a motivazioni di ordine didattico o educativo. E. Fatte salve le valutazioni per l’autorizzazione del Consiglio d’Istituto per gite e visite d’Istruzione di particolare carattere e in situazioni peculiari, non sono , di norma, consentite gite, visite o viaggi che comportano trasferimenti o utilizzo di mezzi di trasporto sulle vie d’acqua anche per tratti limitati ( ev. deroga solo per cl. quinta con specifica delibera Piano annuale gite e viaggi d’istruzione ). 4) Ambiti territoriali A) Per gli alunni delle classi 1^-2^-3^ di norma, le visite possono avvenire indicativamente nel territorio della provincia di Varese e delle provincie viciniori, comunque entro il raggio di 50km circa dalla sede scolastica. B) Per gli alunni delle classi 4^-5^ le visite possono avvenire indicativamente entro il raggio di circa 400km dalla sede scolastica, con singola valutazione per viaggi d’istruzione di durata superiore alla giornata (solo classe quinta). C) Nell’eventualità di proposte di viaggi con percorrenza superiori, il Consiglio di Istituto delibererà di volta in volta. 5) Partecipazione degli alunni (v. anche art. 6 e art.14 - Parte A - del presente Titolo che valgono ad integrazione del presente articolo) A. Le visite e i viaggi devono essere predisposti per classi intere, evitandone in ogni caso lo svolgimento qualora non possa essere assicurata la partecipazione di almeno l’80% degli alunni della classe. B. Agli alunni che non partecipano alla visita per qualsiasi motivo, è garantita la frequenza scolastica. C I genitori e i responsabili dell’adempimento dell’obbligo scolastico devono autorizzare per iscritto la partecipazione dell’alunno alla gita o al viaggio. 6) Partecipazione dei genitori A. Potrà essere consentita anche la partecipazione dei genitori degli alunni, a condizione che ciò non arrechi disagio all’organizzazione, non comporti onere a carico del bilancio dell’Istituto e che si seguano i seguenti criteri: − I destinatari di diritto sono gli alunni, gli insegnanti ed eventualmente il pers.ATA − ferma restando la partecipazione dei bambini rispetto agli adulti, nel caso in cui il numero degli alunni non sia sufficiente a coprire la disponibilità dei posti a sedere, si suggerisce l’abbinamento con classi di altri plessi dell’istituto. − qualora, invece, rimanessero posti liberi, si ritiene possano partecipare anche i genitori secondo i seguenti ulteriori criteri espressi in ordine preferenziale: 1. familiare di alunno portatore di handicap 2. genitori di alunni aventi comprovati problemi fisici o problemi comportamentali particolari, previo accordo d’indirizzo con i genitori degli stessi 3. rappresentanti di classe 4. genitori che ne facciano espressa richiesta scritta. Si precisa che, relativamente ai punti 1,2,4 sopra esposti, si intende una sola persona per alunno. 5. Nel caso in cui gli aventi diritto, appartenenti alle categorie dei punti 3-4 fossero superiori di numero ai posti disponibili, si procederà per sorteggio. B. Se si presentasse l’eventualità di una richiesta da parte dei genitori di un’aggregazione alla visita di istruzione usando mezzi propri, essa viene consentita a patto che i genitori aggregati - non interferiscano o limitino il regolare svolgimento della visita stessa, non sottraggano la custodia del minore agli insegnanti a cui è affidato; non usufruiscano di eventuali benefici dati dall’appartenenza al gruppo scolastico (es. riduzioni prezzi biglietti d’ingresso). 7) Accompagnatori (v. anche art. 10-11 - Parte A - del presente Titolo che valgono ad integrazione del presente articolo ) A. Un docente appositamente delegato sarà responsabile della realizzazione dell’iniziativa e assumerà le decisioni eventualmente necessarie nel corso della visita o viaggio. B. Ciascuna classe partecipa alla visita o viaggio sotto la sorveglianza degli insegnanti di classe (rapporto 1:15) C. Quando le circostanze lo richiedano, il Dirigente Scolastico può autorizzare la partecipazione in qualità di accompagnatori di altri insegnanti non appartenenti alla classe che effettua la visita, ma comunque rientranti nell’Organico funzionale di Istituto. D. Gli insegnanti e gli altri accompagnatori assumono l’obbligo della vigilanza degli alunni e si fanno carico delle responsabilità connesse con i rischi che le gite e i viaggi comportano. E. Ai docenti accompagnatori compete il trattamento di missione secondo le prescrizioni di legge qualora lo richiedano. 8) Copertura assicurativa (v. anche art. 12 - Parte A – del presente Titolo che vale ad integrazione del presente articolo) Gli alunni, gli accompagnatori e i genitori ai quali sia stata consentita la partecipazione alle visite o viaggi devono essere garantiti da polizza assicurativa contro gli infortuni e per la RC. 9) Onere finanziario (v. anche art. 15 – Parte A – del presente Titolo che vale ad integrazione del presente articolo) A. La progettazione di viaggi e visite di istruzione deve essere preceduta da un’attenta analisi delle risorse disponibili (compresi gli eventuali contributi di Enti vari) e dei costi preventivabili, nonché da eventuali sondaggi presso le famiglie degli alunni circa la disponibilità a concorrere alle spese. B. Gli insegnanti avranno cura che nessun alunno sia escluso dalla visita per motivi economici. Potrà essere posta a carico del Bilancio del Consiglio di Istituto (con ulteriore sovvenzione nel piano diritto allo studio) la quota pro-capite di quegli alunni che per condizioni socio-economica del nucleo familiare non possono provvedere in proprio alla spesa. La segnalazione di tali alunni può essere fatta, a nome del Consiglio d’Interclasse/classe soli docenti, da parte degli insegnanti del singolo modulo/team. Tale comma entrerà in vigore solo all’atto di stesura dei criteri di individuazione degli alunni necessitanti da parte del Consiglio di Circolo per la parte concernete la scuola primaria e dell’infanzia. C. Eventuali contributi e le quote poste a carico degli alunni partecipanti devono essere versati sul c/c postale dell’Istituto e iscritti in Bilancio. I pagamenti disposti a qualsiasi titolo per lo svolgimento delle iniziative in oggetto devono avvenire esclusivamente attraverso i normali documenti contabili. 10) Periodo di effettuazione (v. anche comma C art. 7 – parte A del presente Titolo che vale ad integrazione del presente articolo) Non vanno programmate iniziative in coincidenza di altre particolari attività istituzionali delle scuole (quali le operazioni degli scrutini, le elezioni scolastiche, ecc.) Le visite e i viaggi vanno effettuati ai sensi del comma 7.2 della C.M. 291/92. 11) Scelta della ditta autotrasporti ( articolo da sottoporre a ulteriore ratifica specifica) Per tutte le modalità procedurali, di autorizzazione e di svolgimento valgono le norme indicate dalla C.M. 291/92 e successive integrazioni, il D.I. 44/2001 e l’ art. 13 - Parte A – del presente Titolo. La Commissione Viaggi di sc. sec., per la sola fase procedurale economico finanziaria relativa ai viaggi e alle gite di sc. primaria o dell’infanzia sarà integrata da due docenti di sc. primaria o dell’infanzia. 12) Visite nell’ambito del comune A. All’inizio di ogni anno scolastico i genitori sottoscriveranno un’autorizzazione per tutte le eventuali uscite didattico - educative che si effettueranno sul territorio comunale. I docenti sono comunque tenuti a dare alle famiglie preavviso scritto delle uscite con anticipo. B. Per le escursioni a piedi nell’ambito del Comune è necessario avvertire il Dirigente Scolastico e/o l’insegnante referente (v. comunque apposita delibera). C. Per le visite nell’ambito del Comune che prevedono l’uso di un automezzo è necessario avvertire per iscritto il Dirigente Scolastico (v. comunque apposita delibera ), l’insegnante referente e acquisire l’autorizzazione scritta da parte delle famiglie. L’APPLICAZIONE PRATICA DEL TITOLO 4 DEL REGOLAMENTO FA MOMENTANEAMENTE RIFERIMENTO alla circolare dell’Ic Varese 5 Dante n.69 prot. 5748 c37 del 20 novembre 2013 ( e succ. integrazioni) che detta alcune indicazioni operative e propone moduli di richiesta IN ATTESA della revisione completa dello stesso titolo 4 e alla messa in atto di alcune sue emanazioni (v. ad es. costituzione Commissione Gite) TITOLO 5 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO D'ISTITUTO E ATTIVITA' COLLEGIALI 1) Composizione e sede dei Consiglio d'istituto (Durata in carica) I membri dei Consiglio d'istituto sono nominati con decreto del dirigente scolastico. Il consiglio è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le sue componenti abbiano espresso la propria rappresentanza. In caso di assenza temporanea o d'impedimento del dirigente scolastico, la sostituzione avviene con il docente collaboratore vicario. Il Consiglio ha sede nei locali della Scuola dove tiene le riunioni. Il Consiglio dura in carica 3 anni. 2) Elezioni del Presidente e del Vicepresidente. Il Presidente è eletto secondo le modalità dell'art. 5 dei D.P.R. n. 416. Nella prima seduta il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico e deve eleggere tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso il proprio presidente. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. E’ considerato eletto quel genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, rapportata al numero dei componenti il Consiglio; qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente viene eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti almeno la metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti si procede al ballottaggio. Il Consiglio elegge anche un vice presidente, da votarsi tra i genitori componenti il Consiglio stesso, secondo le modalità previste per l’elezione del presidente” 3) Attribuzioni del Presidente. Il Presidente assicura il regolare funzionamento del Consiglio e svolge tutte le necessarie iniziative per garantire una gestione democratica della Scuola e la piena realizzazione dei compiti del Consiglio. In particolare: a) presiede le sedute del Consiglio; b) provvede alle convocazioni ordinarie del Consiglio e a quelle urgenti, ne presiede le riunioni ed adotta tutti i necessari provvedimenti per il regolare svolgimento dei lavori; c) esamina le proposte della Giunta, quelle dei membri del Consiglio e degli altri organi della Scuola che hanno attinenza al Consiglio d'istituto; d) prende contatto, previa deliberazione del Consiglio, coi Presidenti degli altri Istituti, di cui all'art. 6 del D.P.R. 416, con gli Enti Locali e con le organizzazioni democratiche operanti nel territorio (quartiere, sindacati, etc.); e) ha facoltà di interrompere l'oratore per un richiamo al regolamento; f) rispetta il regolamento alla pari degli altri membri del Consiglio. 4) Prerogative del Presidente. e dei consiglieri Il Presidente del Consiglio d'istituto ed i consiglieri hanno diritto di libero accesso negli uffici della Scuola durante il normale orario di ricevimento ed hanno diritto di ottenere tutte le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio, nonché la relativa documentazione. Il Presidente può disporre dei servizi di segreteria per quanto concerne gli atti del Consiglio d'istituto. 5) Attribuzioni del Vicepresidente. Il Vicepresidente sostituisce nelle sue funzioni e con le stesse prerogative il Presidente in caso di assenza o d'impedimento. In caso di contemporanea assenza del Presidente e del Vicepresidente assume pro-tempore la funzione di Vicepresidente il genitore più anziano presente. 6) Funzioni del Segretario del Consiglio. Le funzioni di Segretario dei Consiglio sono affidate dal Presidente ad un membro del Consiglio stesso. Il Segretario ha il compito di redigere il processo verbale dei lavori del Consiglio secondo le modalità di cui all’art. 7 del presente regolamento e di sottoscrivere, unitamente al Presidente, gli atti e le deliberazioni del Consiglio d'istituto oltre al processo verbale. 7) Processo verbale e pubblicazione degli atti. Di ogni seduta, a cura del Segretario, è redatto un processo verbale che deve contenere l'oggetto della discussione, i nomi di coloro che hanno preso parte al dibattito e le tesi sostenute, nonché l'esito delle eventuali votazioni e approvazioni. Il processo verbale è firmato dal Presidente e dal Segretario e deve essere depositato in segreteria prima della seduta successiva. Per la stesura dei verbale si propone il seguente ordine: − data e orario della seduta; − ordine del giorno; − predisposizione di griglia dei presenti e degli assenti − eventuali mozioni sui vari punti all’ordine del giorno verbalizzate nell’esatta formulazione con la quale vengono sottoposte a votazione; esito delle votazioni con l’indicazione di unanimità o maggioranza. In quest’ultimo caso dovrà essere indicato il numero dei voti favorevoli e quello dei voti contrari; − eventuali dichiarazioni di voto; − i singoli interventi possono essere messi a verbale dietro specifica richiesta dell’ interessato. Il verbale viene approvato nella prima seduta utile successiva a quella di riferimento e viene recapitato ai componenti il CDI unitamente alla convocazione della seduta anche mediante servizio di posta elettronica con acquisizione di ricevuta di ritorno. Gli atti conclusivi e le deliberazioni sono pubblicati in apposito albo della Scuola. Non sono soggetti a pubblicazioni gli atti concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato. Estratti dei verbali del CDI contenenti delibere di particolare interesse per le famiglie potranno essere rese pubbliche mediante sito WEB dell’ I.C. Varese 6, previa certificazione da parte del Dirigente Scolastico che ne cura la pubblicizzazione sotto la propria responsabilità; sono escluse quelle parti di verbale recanti nomi o riferimenti a persone o la cui pubblicazione sia in aperto contrasto con la normativa di tutela della privacy o di tutela dei dati personali sensibili. 8)La Giunta Esecutiva e le sue attribuzioni La Giunta Esecutiva è composta ed eletta secondo le modalità previste dall'art. 8 del Decreto legislativo 16/4/1994 n. 297. La Giunta è presieduta dal Dirigente scolastico. In caso di assenza o impedimento del Dirigente scolastico, le funzioni di Presidente saranno svolte dal docente delegato ai sensi dell'art. 396 del Decreto legislativo 16/4/1994 n. 297. La Giunta Esecutiva ha compiti istruttori ed esecutivi rispetto all'attività del Consiglio; svolge la propria attività nell'ambito delle decisioni del Consiglio. Ogni divergenza nell'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio, deve essere risolta dal Consiglio stesso. 9) Convocazione e riunione della Giunta. La Giunta è convocata dal Dirigente scolastico. In caso di urgenza è convocata con fonogramma o telegraficamente almeno ventiquattro (24) ore prima della riunione. La Giunta deve riunirsi ogni qualvolta lo richieda il Presidente del Consiglio d’Istituto, oppure un terzo (1/3) dei componenti la Giunta stessa. Le sedute della Giunta sono valide se è sempre presente la metà più uno dei suoi componenti. Ciascun membro della Giunta ha libero accesso negli uffici della Scuola durante l'orario di servizio ed ha diritto di prendere visione di tutti i documenti concernenti l'attività della medesima. Il direttore dei servizi generali e amministrativi della Scuola svolge funzioni di Segretario della Giunta. 10) Bilancio preventivo e conto consuntivo. La Giunta entro i termini previsti dal Regolamento di contabilità o dalle istruzioni annuali emanate dal M.I.U.R., sulla base delle linee generali approvate dal Consiglio, predispone il programma annuale (bilancio). Il conto consuntivo dovrà essere sottoposto all'approvazione del Consiglio entro la scadenza prevista dalla normativa Della approvazione ne viene data comunicazione mediante affissione all’albo ed informativa sul sito WEB. E’ facoltà del CDI approvare a ratifica per condivisione le linee direttrici del Piano dell’offerta formativa, definite dal Collegio Docenti che ne avrà precedentemente valutato l’opportunità in termini educativi, didattici e di formazione della personalità degli studenti, esprimendo al proposito proprio parere vincolante, in particolare laddove siano previste attività il cui costo gravi sulle famiglie. Ciascun corso singolarmente attivato dovrà avere un costo definito dalla contribuzione della scuola e delle famiglie. 11) Riunioni del Consiglio d'istituto Le riunioni del Consiglio d'istituto avranno luogo nei locali della scuola in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni. Per agevolare la partecipazione delle varie componenti e per salvaguardare i diritti del personale A.T.A., le sedute saranno indette nelle ore tardo-pomeridiane dei giorni feriali, evitando il sabato (salvo situazioni particolari debitamente motivate) e scegliendo orari adeguati. 12) Convocazione dei Consiglio Il Consiglio è convocato dal Presidente ogni qualvolta ne ravvisi la necessità o l’opportunità. Il Consiglio deve essere convocato ogni qualvolta ne venga fatta richiesta da un terzo dei consiglieri o dal Dirigente Scolastico. Per argomenti urgenti proposti dalla Giunta o di carattere prioritario il Consiglio d'istituto può essere convocato in seduta straordinaria. La richiesta di convocazione del Consiglio deve indicare la data, l'orario e l'ordine dei giorno. È facoltà del Presidente, sentita la Giunta, di anticipare e differire la convocazione al fine di raggruppare eventuali altre richieste. Comunque la convocazione non può essere rinviata di più di dieci (10) giorni oltre il termine indicato. La convocazione ordinaria dei Consiglio deve essere portata a conoscenza, a cura dell'ufficio di segreteria, per iscritto, ai membri dei Consiglio almeno cinque (5) giorni prima, con l'indicazione dell'orario e dell'ordine dei giorno. Copia della convocazione è affissa all'albo della Scuola. In caso di urgenza la convocazione deve essere fatta a mezzo fonogramma o telegramma almeno ventiquattro (24) ore prima della seduta. 13)Formazione dell'ordine dei giorno L'ordine dei giorno delle convocazioni è formulato dal Presidente dei Consiglio d'istituto e deve contenere gli argomenti eventualmente proposti dai consiglieri, dagli organi collegiali e dal Dirigente scolastico. Tali argomenti devono essere pertinenti con le finalità istituzionali del Consiglio di Istituto espresse dalla normativa nazionale. 14) Variazione dell'ordine dei giorno Per discutere e votare su argomenti che non siano all'ordine del giorno e non inseribili fra le “comunicazioni del presidente” è necessaria una deliberazione del Consiglio adottata a maggioranza, all'inizio della seduta. La deliberazione su argomenti inseriti nelle “comunicazioni del presidente” richiesta dal Presidente o da singoli consiglieri, qualora non vi sia opposizione da parte di nessun consigliere a deliberare, viene assunta seduta stante a maggioranza. Si può variare l'ordine dei punti all'ordine dei giorno. 15) Pubblicità della seduta È ammessa la presenza del pubblico (docenti A.T.A., genitori) nell'aula dove avviene la riunione dei Consiglio. Tale presenza deve essere regolata dal Presidente in modo da garantire il regolare svolgimento dei lavori. Il pubblico non ha facoltà di intervenire sugli argomenti né di influenzare le deliberazioni, possono invece intervenire coloro che sono invitati alla riunione in qualità di esperti o di consulenti su specifici punti all’o.d.g. La facoltà e le modalità dell’intervento sono regolate dal Presidente seduta stante. Il Consiglio si riunisce in seduta non aperta al pubblico solo quando venga deliberata a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi e quando tratti argomenti riferiti a persone. 16) Organizzazione dei lavori dei Consiglio I lavori del Consiglio possono essere organizzati mediante programmi, calendari o schemi di lavoro. Il Consiglio al fine di realizzare il proprio potere d'iniziativa, di cui all'art. 6 dei D.P.R. 416/74, può decidere di costituire nel proprio seno commissioni di lavoro che non possono avere potere decisionale. Le commissioni di lavoro svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dallo stesso Consiglio e, per meglio adempiere ai propri compiti, possono sentire esperti delle singole materie. 17) Discussione e votazione A tutti i consiglieri i è concesso il diritto di parola sugli argomenti posti all'ordine dei giorno. Il Presidente, raccolte le iscrizioni per gli interventi, dà facoltà di parlare seguendo l'ordine di iscrizione. Il tempo degli interventi può essere stabilito di volta in volta a seconda dell'argomento. Coloro che intervengono nella discussione devono attenersi all'argomento in esame, senza deviazioni. Non è consentito interrompere chi parla; può farlo soltanto il Presidente per un richiamo al regolamento. Chiunque ha diritto alla dichiarazione di voto. 18) Validità delle adunanze e delle deliberazioni. Ricorsi Per la validità dell'adunanza del Consiglio d'istituto, nonché della Giunta Esecutiva, è richiesta almeno la presenza della metà più uno dei componenti in carica. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto dei Presidente I Consiglieri che dichiarano di astenersi dal voto sono computati per la determinazione del numero necessario a rendere legale la seduta, ma non per determinare il numero dei votanti. Avverso le deliberazioni del CDI è ammesso ricorso amministrativo secondo la scala istituzionale prevista dalle vigenti normative. 19) Modifiche ai Regolamenti Il consiglio d’Istituto ha facoltà di modificare o integrare la materia regolamentare di propria competenza ogniqualvolta ne ravvisi l’opportunità e/o la necessità. Tutte le deliberazioni in merito dovranno essere assunte a maggioranza assoluta dei componenti 20) Diritti dei membri dei Consiglio Hanno diritto ad avere la parola durante le sedute, per il tempo strettamente necessario a chiarire l'argomento (e comunque non oltre dieci minuti), esclusivamente i membri dei Consiglio e gli eventuali invitati ai sensi dei comma 5, art. 5 dei D.P.R. 416/74. Ogni membro dei Consiglio può richiedere al Presidente informazioni e spiegazioni sull'esecuzione da parte della Giunta delle deliberazioni validamente adottate. 21) Libertà di coscienza Il Consiglio d'istituto dovrà vigilare affinché non venga violata la libertà di coscienza morale e civile sancita dalla Costituzione. Sempre nello spirito della Costituzione il Consiglio d'istituto dovrà garantire a tutti ed a ciascuno la piena libertà nelle scelte personali. 22) Decadenza dell'incarico Per i membri del Consiglio che non intervengano senza giustificati motivi a tre sedute consecutive, si può dare inizio alla procedura per il provvedimento di decadenza. Il potere di promuovere tale procedura spetta oltre che al Presidente, a ciascuno dei componenti del Consiglio. La proposta del provvedimento di decadenza è notificata all'interessato entro cinque giorni dalla richiesta. L'interessato ha facoltà di inviare giustificazioni scritte o di intervenire nella seduta successiva, nel corso della quale il Consiglio si pronuncerà a maggioranza assoluta sulla decadenza. 23) Dimissioni Il consigliere può rinunciare all'incarico presentando, per iscritto, le dimissioni al Presidente del Consiglio, il quale ne dà notizia a ciascuno degli altri componenti. Il Consiglio prende atto della rinuncia all'incarico per dimissioni nella prima seduta successiva alla presentazione della rinuncia stessa che dà luogo a surroga. 24) Surroga Proroga Il Consiglio si rinnova parzialmente in caso di dimissioni, di morte, di decadenza e per qualsiasi altra causa di uno o più componenti. A chi cessa dall'incarico subentra colui il quale, in possesso dei requisiti per essere eletto, sia risultato primo dei non eletti nella stessa lista. Il surrogante rimane in carica sino alla scadenza dei periodo di durata dei Consiglio. Finché non è insediato il nuovo CDI resta in carica il precedente. I genitori in scadenza restano in carica sino a nuove elezioni sempre che ne abbiano i requisiti . 25) Estinzione e scioglimento Il CDI può essere sciolto dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico preposto nel caso in cui tutti i componenti si dimettano o perdano i requisiti, nel caso di gravi irregolarità persistenti o di mancato funzionamento. In tal caso verranno indette nuove elezioni. 26) Attribuzioni principali del Consiglio Su proposta della giunta e fatte salve le competenze del Collegio dei docenti e dei Consigli di classe e di interclasse e di intersezione, il C.d.I. ha potere deliberante nei seguenti ambiti: - delibera il Programma annuale e il conto consuntivo; - dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento amministrativo e didattico dell’Istituto; - ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti della disponibilità di fondi, nelle seguenti materie: α) adozione del regolamento interno dell’Istituto; β) acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni; χ) adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali; δ) criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione; ε) promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione; φ) forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dall’Istituto. Sono inoltre di competenza del Consiglio d’Istituto tutte quelle attribuzioni previste dalla normativa scolastica in vigore ( in particolare i criteri in tutte le discipline inserite nel presente regolamento) 27) Ulteriori disposizioni Tutto ciò che non è previsto dal presente Regolamento interno, viene regolamentato sulla base della normativa scolastica vigente anche per quanto riguarda modalità organizzative di tutti i restanti OO.CC. di Istituto ivi comprese le assemblee. A ulteriore precisazione, nell’Istituto Scolastico autonomo locale di Varese 6, sono disposti i seguenti “comma interni” che integrano la normativa generale: In base alla legge 11/10 1977 n.748 le sedute del Consiglio di Istituto sono aperte a tutti i membri delle componenti elettive compatibilmente con gli spazi a disposizione ( verifica D.S.) e senza diritto di parola. In caso di impossibilità di proseguire la seduta, per intemperanze, è facoltà del Presidente far allontanare il pubblico presente e proseguire la seduta a porte chiuse. Il Collegio dei Docenti è convocato secondo le modalità stabilite dall’art. 4 terzultimo comma, del succitato D.P.R. 31/5/74 n. 416 e del D.L.vo n. 297/94. Esso si riunisce di regola ogni bimestre e ogniqualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità oppure quando almeno 1/3 dei suoi componenti ne facciano richiesta. Gli atti e le deliberazioni del Collegio dei Docenti, verbalizzati da un insegnante designato dal Presidente, non sono soggetti a pubblicazione ,salvo contraria richiesta di almeno 2/3 dei componenti l’intero collegio. Ciascun componente il collegio può prendere visione del verbale depositato presso la segreteria dell’istituto Scolastico. 28) Assemblee (vedi anche Titolo 1) A. Le assemblee dei genitori possono essere : di classe, di plesso, di istituto. B. I rappresentanti dei genitori nei Consigli di Interclasse e /o di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell’Istituto o di plesso ( ev. Comitati giuridicamente costituiti (Associazioni dei genitori) devono avere un proprio Statuto e, nel caso organizzino attività scolastiche integrative o attività di collaborazione con l’attività didattica, devono seguire le norme previste dal D. I. 44/2001, dalla vigente normativa scolastica e dal Codice Civile ). C. Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’Istituto , la data ed il luogo di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico. D. Nel caso previsto dal precedente comma l’assemblea di classe può essere convocata su richiesta dei genitori eletti nei Consigli di Interclasse/ Classe secondo le modalità previste dal Titolo 1 – Capo V - art.3, lett. B ; - l’assemblea di plesso è convocata su richiesta della maggioranza dei genitori del plesso (50%+1); - l’assemblea di Istituto è convocata su richiesta del presidente dell’assemblea ove sia stato eletto, o dai genitori dell’Istituto secondo i parametri numerici previsti dal D.L. 297/94. E. Il Dirigente Scolastico, verificata l’idoneità degli spazi, autorizza la convocazione dell’assemblea di classe, di plesso o di Istituto e i genitori promotori ne danno comunicazione mediante affissione di avviso all’Albo, rendendo noto anche l’ordine del giorno. F. L’assemblea si svolge fuori dall’orario delle lezioni. G. All’assemblea di classe, di plesso o di istituto, possono partecipare con diritto di parola il Dirigente Scolastico e gli insegnanti rispettivamente della classe, del plesso o dell’Istituto. H. In ogni plesso è disponibile uno spazio per l’Albo dei genitori. I. Gli atti delle assemblee di classe, di plesso e di istituto devono essere verbalizzati a cura di un membro designato dal presidente dell’assemblea stessa e qualora possibile, raccolti in un libro verbale, a pagine numerate e custoditi dall’insegnante referente di ogni plesso. L. Il Dirigente Scolastico delega i richiedenti le assemblee a prendere gli opportuni accordi con il DSGA per stabilire gli orari del personale non docente in servizio straordinario per eventuale apertura e chiusura degli edifici durante le assemblee di classe o per provvedere in proprio secondo disposizioni scritte su apposito modulo.(v. casistica per uso locali). TITOLO 6 Criteri per le iscrizioni e per le formazioni delle classi ( infanzia, primaria, secondaria I grado) 1) Criteri generali per la formazione delle sezioni e per l’inserimento di nuovi alunni nelle sezioni di scuola dell’infanzia L’Ufficio di Dirigenza nel formulare la composizione delle sezioni di scuola dell’infanzia, sentito il parere delle ins. Referenti di plesso e dei genitori in casi di particolare rilevanza ( alunni pdh, in affidamento, in situazione di documentato disagio socio-familiare…), si avvarrà nell’ordine dei seguenti criteri generali : - ripartizione equilibrata tra maschi e femmine - ripartizione equilibrata per età in sezioni eterogenee; valutazione opportuna per casi di alunni pdh con contenimento numerico possibile della sezione; parere dei genitori circa la frequenza di fratelli e/o gemelli nella stessa o in diversa sezione; pregressa frequenza socializzante all’asilo-nido; equilibrio numerico possibile tra le diverse sezioni; - Per gli alunni che si avvarranno delle facoltà concesse dalla legge 53/03 e dal D.l. 59/04 (v. www.istruzione.it) qualora le condizioni strutturali e di organizzazione lo permetteranno (v. cm 19/04), si seguiranno gli stessi criteri sopra elencati, tenendo conto che inizialmente per essi si farà riferimento a un elenco distinto. ( v. criteri art. 4 – comma 2, quarto punto). Per la loro accoglienza e per quella degli alunni che compiranno i tre anni di età ad anno scolastico in corso si veda la normativa generale e eventualmente la delibera annuale del Collegio Docenti. 2) Formazione delle classi prime ( nel caso di più sezioni ) nella scuola primaria All’inizio dell’anno scolastico gli alunni di classe 1^ maschi e femmine, vengono inizialmente suddivisi in classi provvisorie ( a cura dell’Ufficio di Dirigenza, segreteria e staff di dirigenza su informazioni raccolte dai docenti cl. Quinte uscenti e commissione continuità) per un periodo di circa 15/20 giorni utili agli insegnanti per poter trarre informazioni relative alle dinamiche relazionali e ai modi dell’apprendimento dei singoli alunni, al fine di formare classi il più possibile eterogenee per gruppi omogenei. a- Le classi provvisorie verranno formate sulla base dei seguenti criteri: numero equivalente di alunni per sezione con equa suddivisione di maschi e femmine; numero equivalente di gruppi omogenei per classe; eventuali segnalazioni dei genitori con particolare riferimento ai fratelli gemelli, senza alterare però in maniera forte la composizione della classe formata attraverso i criteri precedenti. Nel caso di alunni portatori di handicap si terrà conto delle informazioni ricevute dalla equipe medico –psico - pedagogica e di ogni altra notizia atta a favorire il migliore inserimento nella classe adeguata. b- Gli insegnanti nel periodo di osservazione terranno conto: elementi di valutazione desunti dagli incontri con gli insegnanti di scuola materna; analisi dei comportamenti ; prove di verifica d’ingresso al fine di formare i succitati “gruppi omogenei”; c- Valutate da parte dell’Ufficio di Dirigenza ev. richieste di modifica degli elenchi delle cl. provvisorie, le classi verranno poi definitivamente formate con inserimento nell’elenco agli atti. E’ possibile una modifica della costituzione delle sezioni di classi parallele in uno stesso plesso in anni successivi al primo solo per gravi, ripetuti e comprovati motivi di ordine disciplinare e didattico segnalati dai docenti, poi valutati dal Dirigente scolastico che dispone ev. variazione degli elenchi agli atti previo consenso assembleare della maggioranza dei genitori. Tutto ciò al solo fine di rendere più omogenee didatticamente le classi e più sereno l’ambiente di relazione. 3) Eventuali non ammissioni alla classe successiva Per la scuola primaria l’’inserimento degli alunni “non ammessi alla classe successiva” nella nuova classe di appartenenza, di norma, sarà valutata e decisa dal Dirigente Scolastico, sentita ev. l’equipe pedagogica, nel rispetto dei criteri di continuità didattica, di continuità Lingua 2 e visti gli aspetti relazionali e numerici delle classi. Per la scuola secondaria l’inserimento degli alunni “non ammessi alla classe successiva” nella nuova classe di appartenenza, di norma, sarà valutata e decisa dal dirigente scolastico sulla base dei seguenti criteri : - possibile mantenimento all’interno della sezione di appartenenza ( salvo diversa richiesta dei genitori e/o persistenti difficoltà di relazione all’interno della medesima sezione) - scelta della seconda lingua straniera - numero degli alunni ( anche M/F) nella nuova classe di appartenenza - ridistribuzione anche in altre sezioni in caso di più non- ammissioni provenienti dalla stessa classe sulla base dei rapporti di relazione e di numero. 4) Criteri per l’ordine di priorità in caso di iscrizioni eccedenti alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia Visto il R.D. 1425/31; vista la CM 400/91 Visto il T.U. D.L. 297/94; Visto il DM 331/98 Vista la CM 3/01 Visto il DPR 275/99 Visti la L.53/03, il D.L. 59/04, il DPR 81/09 Viste le norme interne che disciplinano la formazione delle classi; Visto il decreto dirigenziale relativo al numero massimo di alunni previsto annualmente ( compatibilmente con la normativa scolastica, con gli spazi a disposizione, la ricettività prevista dalla norma sulla sicurezza, le aule laboratorio di nuova struttura, gli spazi con nuove destinazioni organizzative, l’organizzazione della mensa scolastica e le attività doposcolastiche); si indicano i seguenti criteri di priorità in ordine all’oggetto dell’art. 4: 1)ALUNNI 1b ) 2) 3) - ISCRITTI ENTRO I TERMINI PREVISTI DALLA NORMATIVA; ALUNNI GIA’ FREQUENTANTI PLESSI IC VARESE 5 ALUNNI RESIDENTI NEL COMUNE DI VARESE alunni residenti nel bacino d’utenza del plesso; alunni residenti nel bacino d’utenza dell’Istituto; alunni con fratelli che frequentano già il plesso scolastico; alunni in ordine decrescente d’età (solo per la scuola dell’infanzia ) ALUNNI NON RESIDENTI NEL COMUNE DI VARESE alunni con domicilio in città; alunni con fratelli che frequentano già nel plesso scolastico; alunni che abbiano frequentato sc. dell’infanzia nel bacino d’utenza del plesso alunni con genitore che lavora nella città di Varese; alunni con parenti che risiedono nel bacino d’utenza del plesso e poi dell’Istituto poi della città; alunni in ordine decrescente d’età (solo per la scuola dell’infanzia ) 4) ALUNNI COLLOCABILI IN LISTA D’ATTESA poiché iscritti oltre i termini previsti dalla normativa o per trasferimento ( solo per la scuola dell’infanzia ), la cui graduatoria verrà stilata in base alla data della richiesta d’iscrizione o, a parità di data, in base alle priorità succitate. A “parità di priorità” sarà data accoglienza all’alunno PDH, valutando però le opportune modalità d’inserimento con le risorse esistenti (valutazione a cura del D.S.). A “parità di priorità” (per tutte le condizioni) verrà effettuato SORTEGGIO alla presenza del D.S. (rappresentante legale dell’istituto) e del presidente del C.d.I. ( rappresentante dei genitori). 5) Criteri per l’ordine di priorità in caso di iscrizioni eccedenti alla sc. secondaria di I grado Visto il R.D. 1425/31; vista la CM 400/91 Visto il T.U. D.L. 297/94; Visto il DM 331/98 Vista la CM 3/01 Visto il DPR 275/99 Visti la L.53/03, il D.L. 59/04, il DPR 81/09 Viste le norme interne che disciplinano la formazione delle classi; - oltre alla priorità riservata agli alunni sc. primarie IC Varese 5 si indicano i seguenti criteri di priorità in ordine all’oggetto dell’art. 5: 1 – Residenza nel comune di Varese 2 - Frequenza di scuola primaria di Varese 3 – (per gli alunni provenienti da fuori Varese) Fratelli o sorelle già frequentanti la scuola sec. I gr. Dante Alighieri 4 – Lavoro di uno dei genitori nel territorio del Comune di Varese 5 – Accettazione di alunni residenti nel territorio provinciale della sede scolastica, sino al numero massimo previsto ( numero deciso annualmente con decreto dirigenziale compatibilmente con la normativa scolastica, con gli spazi a disposizione, la ricettività prevista dalla norma sulla sicurezza, le aule laboratorio di nuova struttura, gli spazi con nuove destinazioni organizzative) Le domande presentate nei termini fissati dal Miur si intendono prodotte tutte nello stesso momento. Nel caso di domande in esubero rispetto al numero massimo consentito, verrà applicato il sistema del sorteggio alla presenza del dirigente sc. e del Presidente del Consiglio di Istituto. Il criterio 2 è fattore di precedenza per i criteri 1 e 4 in caso di identità di priorità. 6) Criteri per la formazione delle classi scuola secondaria di I grado La formazione delle classi prime della scuola secondaria Dante Alighieri (IC Varese 6) è collegata a tre tipi di fattori che interagiscono tra di loro e che vengono valutati dallo staff di dirigenza al momento della formazione delle classi 1) Esigenze didattico organizzative della scuola 2) Scelte effettuate dalla famiglia sui moduli di iscrizione 3) Valutazioni espresse nell’abituale incontro di presentazione degli alunni tra docenti scuola primaria e docenti scuola secondaria unitamente alla documentazione presente nel fascicolo dello studente Le esigenze didattico organizzative della scuola tengono conto: - tutela delle cattedre di L2 in base agli organici annuali - equa distribuzione degli alunni (fasce di livello, numerosità delle classi, M/F) - Formazione gruppi classe eterogenei al loro interno. Le scelte della famiglia possono esprimere preferenze riguardo: - seconda lingua comunitaria, italiano per stranieri - reciproca scelta di un solo compagno (a condizione che le famiglie abbiano scelto le stesse opzioni) Le valutazioni dei docenti pregressi e i documenti di valutazione precedenti esprimono riferimenti alle situazioni di apprendimento e di comportamento che serviranno per la costituzione di gruppi classe omogenei nella loro eterogeneità. Verrà poi seguita una procedura operativa standard che, sulla base dei succitati criteri, permette la formazione dei gruppi classe iniziali. ( V. ALLEGATO C provvisorio)L’abbinamento gruppi classe-sezione avverrà pubblicamente ed esclusivamente attraverso il criterio del sorteggio (Staff di dirigenza e presidente del Consiglio di Istituto), possibilmente entro il mese di luglio. 7) Criteri per le iscrizioni degli alunni stranieri in ogni ordine e grado di scuola dell’istituto ai sensi della CM n. 2/10 Ai sensi della normativa citata e dei criteri espressi dagli articoli precedenti del presente Titolo, per l’iscrizione degli alunni stranieri si seguiranno i seguenti ulteriori criteri di accettazione prioritaria: - Limite del 30% di alunni stranieri per classe; - Provenienza da scuole dell’infanzia e da sc. primarie dell’istituto - Ambito di residenza all’interno del bacino di utenza dell’Istituto - Fratelli già frequentanti scuole dell’Istituto - Estensione temporale di frequenza all’interno dell’istituto ( per iscr. a sc. secondaria) - Eventuale seconda scelta di plesso alternativo all’interno dell’istituto per i soli alunni di scuola primaria .Si terrà conto inoltre del Protocollo siglato con il comune di Varese e le altre istituzioni scolastiche per le attività di prima accoglienza per gli alunni neo arrivati. Si terrà altresì conto, per quanto riguarda l’inserimento nella classe, delle indicazioni espresse dal suddetto Protocollo debitamente valutate dal dirigente scolastico e, per quanto riguarda l’inserimento nella sezione di scuola secondaria, delle scelte effettuate dalla famiglia circa la lingua straniera. TITOLO 7 Rapporti con gli Enti locali, le associazioni territoriali. Uso degli spazi scolastici 1) Uso dei locali scolastici a) Premesso che i locali scolastici sono adibiti ad esclusivo uso della scuola con tutte le garanzie igieniche e sanitarie che derivano dalla convivenza comunitaria di persone particolarmente e facilmente vulnerabili, si demanda al Consiglio l’autorizzazione all’uso in concessione temporanea dei locali scolastici e delle palestre (qualora all’interno della scuola) ad enti, associazioni o società che operano nell’interesse della collettività locale per attività e che realizzino la funzione della scuola come centro di formazione culturale, sociale e civile sempreché non pregiudichino il normale svolgimento dell’attività didattica e che rispettino le garanzie suddette. b) EE.LL. e associazioni territoriali possono avere il consenso all’uso dei locali scolastici previa autorizzazione del dirigente ai sensi della delibera del Consiglio di Istituto. c) In caso di motivate richieste di uso dei locali scolastici per particolari urgenze, tali richieste saranno valutate ed eventualmente verrà concesso l’assenso da parte del Dirigente Scolastico : il consiglio d’istituto potrà verificare la regolarità di tale concessione nel corso della prima seduta utile. d) Gli oneri per la vigilanza, l’igiene, il riassetto e le pulizia dei locali scolastici sono a carico dell’Ente richiedente secondo criteri stabiliti dall’amministrazione Comunale. L’Ente richiedente è responsabile di qualsiasi danno o furto arrecato durante l’attività proposta. e) Qualora si dovesse riscontrare il mancato rispetto delle condizioni sopra determinate verrà data comunicazione all’amministrazione Comunale per i provvedimenti del caso; in caso di ulteriore inosservanza verrà negata ogni autorizzazione all’ente o associazione responsabile. f) Enti ed associazioni che accedono agli edifici in orario extrascolastico, in assenza di personale incaricato della vigilanza e della custodia delle strutture sono responsabili dell’apertura e della chiusura degli edifici nonché dell’eventuale accesso agli stessi da parte di estranei non autorizzati e di eventuali danni che questi possano arrecare a strutture o attrezzature scolastiche. g) Si nega la concessione dei locali scolastici qualora le attività da svolgere possano assumere carattere propagandistico in vista di votazioni popolari e consentano evidente scopo di lucro a chi ne fa richiesta e utilizzo. h) Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti od infortuni che dovessero accadere agli utenti ed a terzi durante l’uso della palestra, delle strutture, degli impianti e dei servizi. 2) Utilizzo particolare delle infrastrutture sportive dell'istituto A. Il Dirigente Scolastico nomina all'inizio dell'anno scolastico uno o più docenti responsabili dell'area sportiva dell’Istituzione Scolastica che provvederanno alla predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari. B. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica 3) Attività inserite nell’orario scolastico che prevedono il contributo di esperti esterni ( v. anche Titolo 1 - Capo VI, art .3 - e Titolo 8 art. 5,7,8 ) Possono essere previsti interventi di esperti esterni autorizzati dal dirigente scolastico: A. tramite contratto di prestazione d’opera dell’impiego stipulato con il legale rappresentante dell’istituzione scolastica; B. tramite convenzioni o accordi su progetti specifici coerenti con il POF programmato e deliberato dal collegio dei docenti : a titolo gratuito o finanziati da enti locali ; a titolo gratuito o finanziati e su proposta di associazioni culturali o sportive del territorio ; C. tramite intervento diretto non convenzionato a titolo gratuito purché inerente l’attuazione del P.O.F., programmato e deliberato dal Collegio dei docenti e purché autorizzato dal dirigente scolastico. 4) Diffusione di materiale informativo all’interno della scuola a) Qualsiasi azione promozionale di sola vendita deve svolgersi al di fuori dalla scuola. b) La propaganda nella scuola deve essere autorizzata dal Consiglio di istituto c) Il Consiglio d’Istituto, con l’approvazione del presente regolamento, delega alla concessione o al divieto di tale autorizzazione il Dirigente Scolastico che di volta in volta valuterà l’assenza di prevalente scopo di lucro, l’esistenza di finalità educative e che si tratti di iniziative rivolte agli alunni o ai loro genitori in quanto tali. Saranno privilegiate in questo senso comunicazioni degli EE.LL., delle Aziende Sanitarie, delle Associazioni Culturali e Sociali del territorio, finalizzate a compiti organizzativi di raccordo e di informazione didattica, culturale e sociale. d) In casi di particolare urgenza e di incertezza valutativa relativamente ai contenuti e alle forme di propaganda il D.S. acquisirà il parere della Giunta esecutiva, operante per conto del C.d.I. e) In ogni caso ogni azione di propaganda e di distribuzione di materiale deve essere autorizzata dal Capo d’istituto ai fini della sua legittimità. 5) Personale scolastico di egida comunale ( assistenti ad personam, personale ausiliario di custodia, personale educativo per attività predoposcolastiche e di supporto alla mensa) La presenza e l’attività del personale indicato in articolo è regolato dai contratti stipulati dall’Amm. Comunale (Ass. ai servizi educativi ) o dalle Società esterne che ottengono l’appalto per l’erogazione di tali servizi. Nessuna gestione di tale personale e delle attività da esso svolte può essere di competenza dell’Amm. Scolastica. In ogni caso il comportamento e l’attività di tale personale deve essere conforme al luogo educativo in cui si svolge. (rif. pers. ATA e docente statale). Sono possibili e auspicabili accordi di indirizzo tra l’Istituzione scolastica e l’EE.LL. e nella “pratica quotidiana” tra detto personale e il personale statale della scuola. TITOLO 8 Gestione economica, finanziaria e contrattuale; gestione dei beni mobili e immobili 1) Programmazione economica della scuola – ambito legge 440/97 La programmazione economica è redatta ai sensi del D.I. 44/01 per mezzo del Programma Annuale approvato dal Consiglio d’Istituto. Nell’ambito della programmazione economica della scuola l’attribuzione ai singoli plessi dei finanziamenti derivati dalla L.440/97 ( POF annuale) e per il materiale didattico con finanziamenti dell’Ente locale (Attività A02) sarà così definita: - una quota pari al 30% dell’intero ammontare distribuita in parti uguali tra i plessi; - una quota pari al 70% dell’intero ammontare distribuita secondo il parametro del n. degli alunni dei singoli plessi. 2) Revisione della programmazione economica La programmazione può essere modificata nel corso dell’anno finanziario per motivate e sopravvenute esigenze. ( v. articoli del D.I. 44 / 01) 3)Piani d’acquisto dei sussidi e dei materiali didattici (finanziamenti pubblici) Per quanto riguarda l’acquisto di materiale didattico, tecnico e scientifico, la proposta motivata può venir effettuata dal Collegio dei Docenti, anche nella sua forma parziale di plesso ( Collegio doc. per sezione, Consigli d’Interclasse elementari, Consigli di Intersezione scuole dell’infanzia), o dal Dirigente Scolastico sulla base di accertata esigenza. La procedura relativa agli acquisti è quella prevista dal regolamento amministrativo -contabile in vigore per le Istituzioni Scolastiche Autonome ( D.I. 44/01) 4) Gestione del Fondo dell’Istituzione scolastica La gestione del fondo dell’istituzione scolastica per la sola individuazione delle attività incentivabili è condotta nelle forme indicate dal Collegio Docenti (comm. F.I) e dall’ eventuale assemblea del personale A.T.A. secondo le indicazioni del Contratto Nazionale di lavoro in vigore. ( definizione finale con Contrattazione dec. d’Istituto e delibera del C.d.I. ) 5) Iniziative e attività integrative al POF che comportano quote a carico delle famiglie Possono essere organizzate iniziative che comportano quote di spesa a carico delle famiglie. Esse possono essere previste all’interno dell’orario curricolare obbligatorio a condizione che: - siano compatibili o rientrino in modo diretto nel P.O.F. d’istituto; - abbiano il consenso scritto da parte dei responsabili dell’obbligo che condividono l’iniziativa; - comportino costi contenuti, ( se richiesto, valutati dal Consiglio d’istituto), relativamente alle singole nuove iniziative. Altre iniziative con quote di spesa a carico delle famiglie, al di fuori dell’orario curricolare, possono rientrare nelle attività integrative facoltative organizzate dall’istituto o anche organizzate dagli EE.LL. e/o da Ass. genitori e/o Ass. territoriali. In questo secondo caso la valutazione del Consiglio d’Istituto riguarderà la concessione d’uso locali nelle forme previste (l’organizzazione rimane a cura di : Associazione genitori, Ente locale, Associazioni culturali, sociali o sportive legalmente costituite). 6) Contributi economici esterni, donazioni e forme di comodato da parte di EE.PP., imprese commerciali, industriali e artigianali o assimilabili, istituti di credito, associazioni legalmente costituite o semplici privati (criteri e limiti) Sono previste forme di sponsorizzazione e/o donazione da parte di enti o privati di cui all’intestazione del presente articolo a condizione che: - - l’atto di sponsorizzazione, contributo o donazione non contrasti in qualche modo con i principi espressi nel P.O.F.; l’atto di contributo e/o donazione sia subordinato alla delibera di accettazione del consiglio di istituto- (art.33 comma 1 lett .a -art.55 D.L. 44/2001); l’atto di sponsorizzazione, di cui sopra, sia redatto tramite contratto, che non preveda alcuna forma di palese contraccambio pubblicitario, ai sensi degli artt.33 e 41 –D.I. 44/2001 ( Sono ammesse – a titolo d’esempio – piccole etichette o targhe-ricordo sui sussidi o sulle strutture interne) l’atto di sponsorizzazione e/o donazione di cui sopra, sia di beneficio culturale, educativo-didattico e organizzativo per l’attività scolastica della comunità anche sotto forma di restauro o allestimento di uffici, aule, laboratori o interventi di esperti esterni; non comporti forme di condizionamento politico ed economico. Possono inoltre essere previste forme di comodato nei limiti previsti dal D.L.297/94 e dal D.I. 44/2001 (art.44) 7) Stipula di convenzioni con EE.LL., enti scolastici, associazioni culturali, sociali e sportive o privati (criteri e limiti) A. Sono previste forme di convenzione con enti, associazioni o con privati che possono comportare miglioramento dell’OFFERTA FORMATIVA o supporti all’organizzazione scolastica nel suo complesso, compreso le convenzioni miste indicate dall’accordo 12 settembre 2000 ( M.P.I. – OO.SS.- EE.LL.) e le convenzioni che consentono il miglioramento delle attività scolastiche e dello stesso ambiente scolastico (compreso piccole opere di restauro edifici, imbiancatura ecc.), compreso le convenzioni con Università o altri istituti scolastici che comportino forme di tirocinio possibile all’interno della scuola. . B. Le convenzioni devono essere conformi alla normativa vigente e attuate nelle forme indicate dal regolamento contabile – amministrativo delle scuole. (art. 33 , comma d, D.I. 44/2001) C. Nel caso in cui le convenzioni con le amministrazioni comunali di riferimento dell’Istituto o con altre Amministrazioni scolastiche rientrino nell’abituale stipula di convenzioni (o pacchetti di convenzioni) già in atto in precedenti anni scolastici (ad esempio quelle rientranti negli accordi per il Piano di Diritto allo Studio o quelle relative alle funzioni miste per il personale ATA), esse vengono stipulate direttamente dal Dirigente Scolastico e per esse vale la delibera di approvazione del presente regolamento nel rispetto dei seguenti criteri: - coerenza con il vigente Piano dell’Offerta Formativa; - conformità con il Regolamento di Istituto. D. Nel caso di proposta di convenzioni di altro tipo, con altri EE.PP. o con privati o di nuove convenzioni con le amministrazioni Comunali, sarà necessaria la delibera specifica del Consiglio di Istituto che valuterà di volta in volta i criteri e i limiti per le nuove stipule. 8) Stipula di contratti per prestazioni di opere dell’ingegno, di prestazioni intellettuali, di collaborazioni coordinate continuative nell’ambito dell’attività scolastica (criteri e limiti) A. La stipula dei contratti di cui al presente titolo può essere resa operativa sia come conseguenza delle convenzioni (art.7) sia come ulteriore supporto all’attività didattica diretta, anche su delibera del Collegio dei Docenti o su proposta dei Consigli di Intersezione, di Interclasse e di Classe, come forma di aggiornamento e formazione dei docenti, come iniziative culturali e sociali rivolte al territorio di cui all’art.1. (v. anche Progetti del Programma Annuale) del presente titolo. B. I contratti devono essere stipulati direttamente dal Dirigente Scolastico secondo i termini di legge (art.40, D.I. 44/2001) , con attività istruttoria del DSGA e secondo i criteri di - riconosciuta professionalità del contraente; - retribuzione conforme alle retribuzioni del comparto scuola - eventuale stipula contrattuale con particolare retribuzione dovuta alla peculiare importanza socio-culturale ed educativa del contraente; C. Solo qualora lo preveda la normativa civile, i contratti devono invece essere oggetto di delibera del Consiglio di Istituto. Si intende che copia e informazioni concernenti i contratti e convenzioni sono consultabili quotidianamente dai Consiglieri nei normali orari d’ufficio senza la necessità Istituto. di relazione che deve attendere la convocazione del Consiglio di 9) Assegnazione borse di studio dirette o indirette A. Sono consentite assegnazioni di borse di studio dirette (art.54 –D.I. 44/2001) con delibera del C.d.I. o indirette ( con erogazione da parte di enti o associazioni extrascolastiche ) a favore degli alunni delle scuole dell’Istituto. B. Le borse di studio indirette sono regolate nella loro generalità dal regolamento contabile amministrativo delle istituzioni scolastiche integrato dal presente regolamento la cui delibera di approvazione è valida ai fini dell’accettazione delle borse indirette con i seguenti criteri e limiti : - ogni tipologia di borsa di studio indiretta può prevedere un accordo di indirizzo concordato con l’ente o il privato erogatore del contributo e l’Istituzione Scolastica nella figura del suo legale rappresentante; - l’accordo di indirizzo deve prevedere le modalità di assegnazione della borsa di studio e le modalità di erogazione dei fondi: - l’accordo in indirizzo deve prevedere il concorso dei docenti nell’individuazione degli alunni o delle classi cui la borsa di studio deve riferirsi; - possono essere previste forme di supervisione da parte del Consiglio d’istituto 10) Gestione dei beni didattici all’interno dell’Istituzione scolastica La gestione dei beni didattici ( intesi come sussidi di qualsiasi tipo) è regolata dai successivi art. 11, 12, 14 e delle indicazioni del D.I. 44/ 2001 11) Biblioteche, videoteche, mediateche e laboratori informatici A. In ogni plesso, su ev. proposta del Collegio Docenti (o eventualmente del plesso stesso) e designazione del Dirigente Scolastico, opera un insegnante incaricato della conservazione e distribuzione dei libri della biblioteca e delle videocassette/cd rom/DVD della videoteca del plesso anche tramite il contributo operativo degli altri insegnanti che eventualmente provvederanno all’utilizzo della biblioteca e della videoteca per le rispettive classi. B. Chi assume in carico uno o più testi o videocassette/Cd Rom /DVD in dotazione se ne assume la responsabilità della buona conservazione e li dovrà restituire, risarcendo gli eventuali danni provocati per incuria o evidente trascuratezza. Nessun risarcimento di danni è richiesto per il normale e naturale deterioramento dovuto all’uso. C. La biblioteca -docenti di Istituto è a disposizione degli insegnanti, del personale A.T.A. e dei genitori sarà gestita direttamente dall’Ufficio di Segreteria in collaborazione con uno dei docenti dello staff di Direzione (collaboratori del D. S.) o con un docente appositamente nominato. D.Le modalità operative indicate per i precedenti comma sono valide anche per i laboratori di informatica dei plessi sia per quanto riguarda il prestito di materiale sia per quanto riguarda l’utilizzo degli strumenti ( P.C., stampanti, scanner, videoproiettori, macchine fotografiche digitali). Ogni plesso si doterà poi di un regolamento interno di utilizzo del laboratorio (orari, gestione, utilizzo oltre il normale orario di servizio ecc. ) che sarà valido quale allegato del presente Regolamento. 12) Utilizzo generale dei sussidi didattici (sintesi) a) In ogni plesso gli insegnanti delle diverse aree o quelli con specifico incarico sono responsabili della sistemazione, manutenzione e distribuzione dei sussidi didattici relativi al proprio ambito, compresi i nuovi sussidi di informatica (HARDWARE e SOFTWARE) b) Ogni plesso dovrà avere un registro di carico e scarico dei sussidi didattici in dotazione. Esso sarà redatto a cura di un insegnante proposto dal plesso stesso e designato secondo le forme previste dal D.I. 44/2001. Chi assume in carico un sussidio didattico ne assume pure la responsabilità della buona conservazione. c) Al momento della restituzione il sussidio deve conservare tutte le caratteristiche della sua funzionalità. d) Gli eventuali danni, dovuti a incuria o evidente trascuratezza, dovranno essere risarciti a cura del consegnatario. e) Nessun risarcimento di danni è richiesto per deterioramento del sussidio dovuto dal normale uso. f) Il movimento e la registrazione dei sussidi può essere eventualmente effettuato a cura dei collaboratori scolastici in accordo con l’insegnante incaricato. g) I sussidi in dotazione ad un plesso possono essere prestati ad altro plesso dietro presentazione di richiesta scritta, con assunzione di responsabilità. La richiesta dovrà essere indirizzata all’insegnante incaricato per plesso e, per conoscenza, al Dirigente Scolastico. h) I singoli plessi potranno presentare alla fine dell’anno scolastico la richiesta di materiale di consumo e sussidi didattici per l’anno scolastico successivo. (v. art. 3). La richiesta può essere presentata anche in corso d’anno in caso di improrogabile necessità didattica ( disfunzione dei sussidi in atto, nuovo progetto didattico, sussidio per alunno pdh,…) i) L’istituzione scolastica, con gli organi preposti e compatibilmente con le possibilità di bilancio, provvede alla fornitura del materiale di sussidio o di consumo tramite l’ufficio di segreteria (ordinativi) e anche tramite l’intervento diretto in fase di acquisto degli stessi insegnanti, del personale A.T.A. (debitamente autorizzati dal DSGA o dal DS ) con eventuale utilizzo di fondi previsti dal Programma annuale. l) Possono essere previsti accordi con gli EE.LL. circa la fornitura in toto o in parte di tale materiale di facile consumo o di sussidio. m) Il Consiglio d’Istituto stabilisce, nell’ambito della disponibilità finanziaria e su valutazione del Dirigente scolastico, la priorità degli acquisti dei sussidi didattici e delle apparecchiature tecnico scientifiche valutando le esigenze e gli obiettivi dei singoli plessi ( perseguendo possibilmente un’opportuna rotazione fra i plessi). 13) Attività pre e dopo-scolastiche ; attività parascolastiche (v. anche art. 5, art. 8 ) A. Enti pubblici, Enti e associazioni di privati possono, con parere favorevole del Consiglio di Istituto, organizzare attività dopo scolastiche e parascolastiche integrative per gli alunni della scuola primaria e sc. dell’infanzia. B. Il consiglio di Istituto è l’organo preposto per la concessione dell’uso dei locali ( v. Titolo 1, art. 7 ) C. Allorché la proposta di organizzazione di tali attività (anche per la scuola secondaria) è avanzata dagli Organi collegiali della scuola, l’attuazione è regolata dalle disposizioni che seguono: − il Consiglio d'istituto considera prioritarie tutte le attività che sono strettamente curricolari. − allo scopo di approfondire e favorire l’apprendimento è sempre ammessa l’integrazione delle attività curricolari in orario aggiuntivo a quello scolastico (ai sensi della l. 59/97 e del D.M. 765/97). − L’insegnamento deve essere affidato a persone competenti e didatticamente preparate con apposito contratto (v. art. 8 del presente Titolo) o ai docenti dell’Istituto nell’ambito delle loro prerogative contrattuali; − il Collegio dei Docenti delibera la valenza didattico-educativa delle attività e la loro organizzazione; . 14) Uso didattico degli spazi e delle attrezzature degli edifici Α. Gli spazi utilizzabili per uso didattico - educativo comprendono: Aule Aule speciali per attività pratico – operative Laboratori Palestre Atri e corridoi Cortili Β. All’inizio di ciascun anno scolastico , in fase di programmazione, i docenti concordano gli orari di utilizzazione degli spazi disponibili, assicurando un’opportuna rotazione tra le diverse classi nel rispetto degli obiettivi formativi e dei criteri di gestione della giornata scolastica. Χ. In caso di mancato accordo l’assegnazione degli spazi sarà valutata , come previsto dalla funzione, dal D.S. anche per tramite dei docenti collaboratori e/o referenti di plesso .. La rotazione, nell’uso degli spazi, va concordata anche tenendo conto dell’orario del personale addetto alla pulizia dei locali. 15) Pubblicazione degli atti e norme per l’accesso alla documentazione della vita scolastica α) Le forme e le modalità per l’accesso alla documentazione amministrativo -didattica concernente i molteplici aspetti della vita scolastica sono regolate da specifiche disposizioni applicative della L. 7/8/90 n. 241. β) Nel presente Regolamento sono costantemente richiamate le modalità di accesso agli atti o di pubblicazione degli stessi nei casi specifici previsti dai vari ambiti compresi negli 8 Titoli χ) In generale e nel rispetto della norma corrente, il Dirigente Scolastico, il DSGA, gli operatori degli uffici di Segreteria e il personale docente concordano una apposita regolamentazione per l’esercizio del diritto di accesso (disponibile in copia presso la sede della segreteria Scolastica) individuando soggetti, servizi, strumenti, tempi, in armonia con l’organizzazione complessiva di Istituto. (Documentazione di tutela della Privacy e di accesso agli atti) δ) La pubblicazione degli atti concernenti l’attività del Consiglio di Istituto è regolata da appositi criteri inclusi nel presente Regolamento (funzionamento e attività degli Organi Collegiali – Titolo 5). I verbali redatti in riferimento alle riunioni del Collegio dei Docenti, dei Consigli di Interclasse, di Classe, della Giunta Esecutiva, del Comitato di Valutazione, sono disponibili ai fini dell’accesso, per tutti i componenti dei rispettivi Organi Collegiali e per chiunque vi abbia diritto in base a quanto disposto dalla L. n. 241/90. ALLEGATI Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI,119-120) ALLEGATO A PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ (approvato nella seduta del Consiglio di Istituto SMS Dante Alighieri (integrata nell’IC Varese 6) del 29/04/2009 -a norma del D.P.R. n. 235 – 21/11/2007 - Regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria) “La Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni” Il Patto di corresponsabilità è uno strumento per la crescita qualitativa della Scuola, coerentemente con le scelte educative e didattiche delle sue componenti: i docenti, gli alunni, i genitori. A tal fine, viene esplicitato il contributo di ciascuno a seconda del proprio ruolo: sono quindi ricordati comportamenti e atteggiamenti, obblighi e responsabilità di ciascuno. L’esplicitazione di tali comportamenti è un mezzo per avere una maggiore trasparenza ed essere tutti più consapevoli. L’espressione “Patto educativo di corresponsabilità” non va dunque interpretata in senso giuridico stretto, ma deve essere vista nell’ottica di un impegno tra docenti, alunni e genitori, basato su una reciproca e concreta assunzione di responsabilità. I MODULI sotto riportati sono la formulazione sottoscritta dalle tre componenti al fine di condividere il Patto di corresponsabilità e sono compilati all’inizio dell’anno scolastico per le classi prime. MODULO ALFA I DOCENTI SI IMPEGNANO A: − − − − − − − − − − − − illustrare metodi/obiettivi del proprio insegnamento; fornire adeguate spiegazioni e rispondere ad eventuali domande di chiarimento ed approfondimento; fornire adeguate spiegazioni e rispondere ad eventuali domande di chiarimento ed approfondimento; accertarsi assiduamente dell’avvenuta comprensione dei contenuti attraverso il controllo dello studio personale e le verifiche in classe; comunicare le valutazioni delle prove scritte ed orali; rendere ogni momento della valutazione motivato e trasparente; stabilire con gli altri Docenti della classe le verifiche scritte in modo tale che, di norma, non se ne svolga più di una nella stessa mattina; comunicare agli alunni tipologie e date delle verifiche; eseguire la correzione delle verifiche e restituirle agli alunni entro 15 gg. dalla esecuzione; sostenere un rapporto alunno/insegnante aperto al dialogo, ma fermo nei confronti del rispetto delle regole e dello svolgimento dei lavori; chiarire con l’interessato i motivi di un eventuale rapporto disciplinare. comunicare alla Famiglia eventuali situazioni di profitto insufficiente e di frequenza irregolare. spegnere il telefono cellulare in classe durante le ore di lezione. Per i docenti, il Dirigente Scolastico MODULO BETA GLI STUDENTI SI IMPEGNANO A: − mantenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il personale della scuola e dei propri compagni; − utilizzare correttamente le strutture e gli strumenti della scuola, senza arrecare danni e avendone cura come fattore di qualità di vita della scuola; − frequentare la scuola regolarmente (si rammenta che per la valutazione finale è richiesta la frequenza di almeno i ¾ dell’orario scolastico annuale); − informarsi, in caso di assenza, sul lavoro svolto in classe; − presentarsi puntuale alle lezioni (inizio h. 8.00); − curare l’igiene personale ed indossare un abbigliamento decoroso per il rispetto di sé e degli altri; − portare a scuola tutto il materiale necessario per le lezioni e le verifiche, compreso il libretto personale; − eseguire i lavori assegnati a casa e consegnarli con puntualità; − seguire con attenzione le attività didattiche, comprese le interrogazioni; − a scuola, spegnere i telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici, in quanto ne è proibito l’uso all’interno dell’edificio scolastico (C.M. Del 15/03/2007). Alunno: Nome _______________________Cognome____________________________ Firma dell’alunno ___________________________________ MODULO GAMMA I GENITORI SI IMPEGNANO A: − Conoscere le proposta formativa della Scuola e partecipare al progetto educativo, collaborando con gli insegnanti; − assicurare la frequenza regolare e la puntualità dello studente alle lezioni; − informare la scuola di eventuali problematiche che possono avere ripercussioni sull’andamento scolastico degli allievi; − sostenere e controllare i propri figli nel lavoro a casa; − informarsi regolarmente sull’andamento didattico e disciplinare dei figli; − giustificare in modo puntuale le assenze ed i ritardi dello studente utilizzando l’apposito libretto; − cercare di partecipare ai momenti di incontro e confronto con la scuola; − limitare ai casi di assoluta necessità le richieste di entrata posticipata e di uscita anticipata. Figlio/a: Nome: ________________________Cognome_________________________ Classe frequentata dal figlio/a: _______________ Firma dei Genitori ___________________________________________ ALLEGATO B CRITERI ASSEGNAZIONE DOCENTI ALLE CLASSI E ALLE SEZIONI Correlazione con i criteri espressi dalla contrattazione d’istituto Assegnazioni ai plessi di sc. primaria, alle cattedre e alle classi di sc. secondaria e primaria 1 – Il Dirigente Scolastico assegna le cattedre, i posti e le attività tenendo conto dei criteri didattici indicati dalla Contrattazione Integrativa e dei pareri del Collegio dei Docenti (v. Collegi DD Va 6, DD Va 7, SMS Dante Alighieri) nonché delle diverse professionalità presenti nella scuola e delle disponibilità espresse dai singoli docenti. 2 – Nell’ambito delle prerogative dirigenziali (D.L. 297/94; L. 59/97; L. 59/04) tali assegnazioni terranno anche conto dei seguenti criteri in ordine di priorità: Scuola primaria - - - Assegnazione prioritaria dei docenti specialisti di lingua inglese con equa ripartizione dell’impegno su più plessi ( massimo due plessi e solo per esigenze indifferibili di servi zio su 3 plessi) e su più classi (massimo 8 classi e solo per esigenze indifferibili di servizio su un numero maggiore di classi) Assegnazione dei docenti specializzati di lingua inglese sulla /e classe/i di titolarità, con impiego residuale su altra/e classe/i solo per necessità indifferibili di servizio e comunque entro il limite massimo dell’impegno contrattuale settimanale; Per entrambi i ruoli della lingua inglese mantenimento della continuità possibile tenendo conto della variabile del numero dei docenti specialisti e/o specializzati assegnati in organico; Assegnazione ai plessi - mantenimento della continuità possibile nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio e/o incompatibilità docu mentata - in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto Assegnazione alle classi - - mantenimento della continuità possibile valutazione di assegnazione alle classi prime alla conclusione del ciclo in classe quinta nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio e/o per incompatibilità documentata in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto Scuola secondaria di I grado Assegnazione alle classi e ai corsi - - mantenimento della continuità possibile sia sulla classe sia all’interno della sezione (corso) valutazione di assegnazione alle classi prime ( anche di diversa sezione) alla conclusione del ciclo in classe terza nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio o per incompatibilità docu mentata in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto 3 - La continuità educativo-didattica è intesa come effettiva (presenza annuale certificata) e non nominale. La continuità educativo-didattica è intesa come elemento positivo : pertanto essa non è signi ficativa in caso di comprovata inidoneità e/o di situazione sanzionatoria ai sensi del D.L. 150/09. 4 - Di norma l’assegnazione dei docenti neo inseriti nell’organico funzionale per trasferimento e/o assegnazione provvisoria e/o utilizzo avviene successivamente a quella dei docenti già titolari in organico di diritto ( salvo situazioni di continuità didattica debitamente valutate) tenendo conto delle competenze dei docenti (con particolare riguardo all’ins. della lingua inglese per la sc. primaria e delle conoscenze informatiche) e della loro posizione ai sensi della tabella di v.t. allegata ai CCND sui trasferimenti e sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie . ALLEGATO C (provvisorio) Procedura operativa standard per la formazione delle classi prime ( scuola secondaria) Le domande di iscrizione vengono divise sulla base della scelta effettuata dalla famiglia, vengono formate le possibili classi indicate dall’organico a seconda delle scelte linguistiche se ciò non fosse possibile si prendono in considerazione i gruppi di scelta con esubero da questi gruppi vengono tolti i non residenti in Varese e si considerano le seconde scelte dei residenti (con priorità ev. per gli alunni già provenienti dall’IC Varese6 v. art.5 Titolo 6) se ancora non fosse possibile il congruo ( rispetto ai reg. min. ) completamento delle classi si sorteggia tra i residenti relativamente alla prima scelta per i non sorteggiati sarà presa in considerazione la seconda scelta la terza e la quarta scelta sono necessarie in caso di impossibilità ad “accontentare” la seconda. La stessa procedura viene ev. ripetuta per i non residenti a Varese I gruppi conclusivi vengono poi valutati per eventuali necessarie variazioni legate: - all’importante presenza di alunni PDH e alla loro ottimale socializzazione alla determinazione finale di gruppi omogenei/eterogenei in base ai dati di conoscenza degli alunni in possesso della scuola ALLEGATO D - REGOLAMENTO DISCIPLINARE SCUOLA PRIMARIA PREMESSA Il regolamento disciplinare previsto per gli alunni della scuola secondaria di primo grado si applica anche per gli alunni della scuola primaria secondo gli adattamenti previsti nello schema A successivo. Gli articoli relativi alle sanzioni disciplinari degli alunni vengono pertanto modificati adattandoli all’età degli alunni con lo schema A succ. nel quale vengono indicate anche le modalità di irrogazione delle sanzioni e i relativi organi competenti; si indica un’applicazione ragionata degli interventi in modo tale che le valutazioni applicative dello SCHEMA A non siano dei semplici automatismi. SANZIONI DISCIPLINARI ALUNNI SCUOLA PRIMARIA L’inosservanza dei doveri comporta l’irrogazione delle seguenti sanzioni disciplinari: SANZIONI: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) Richiamo verbale; Sospensione dell’intervallo; Compiti aggiuntivi; Richiamo verbale, la prima volta, richiamo scritto sul libretto personale con sequestro del materiale e riconsegna al genitore in sede di colloquio, la seconda volta; Richiamo scritto sul libretto personale; Richiamo scritto sul registro di classe e ritiro del telefono cellulare; Richiamo scritto sul libretto personale e convocazione dei genitori da parte del docente; Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe, al terzo richiamo convocazione dei genitori da parte del Dirigente Scolastico; Esclusione da uscite didattiche e viaggi di istruzione; Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe con convocazione dei genitori e risarcimento dei danni arrecati. ALLONTANAMENTO TEMPORANEO DALLE LEZIONI 11) Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe con obbligo di frequenza per 1 o più giorni ad attività di formazione su tematiche di rilevanza disciplinare e/o con impegno in attività socialmente utili a beneficio della comunità scolastica; 12) Sospensione dalle lezioni da 1 a 3 giorni con progetto di recupero comportamentale a lungo termine stilato dai docenti. N.B.: le sanzioni disciplinari saranno applicate prestando attenzione all’età dell’alunno. Si potrà, inoltre, prevedere , in casi particolarmente gravi, che l’alunno venga riaccompagnato a scuola dal genitore, per essere riammesso alle lezioni. SCHEMA A RIASSUNTIVO: vengono individuati secondo lo schema seguente: • • • • I comportamenti degli alunni che configurano mancanze disciplinari; Le sanzioni disciplinari corrispondenti; Le persone e gli organi competenti ad irrogarle; Il relativo provvedimento. (Per casi disciplinari NON previsti saranno comunque il dirigente unitamente all’equipe di classe a valutare l’intervento disciplinare.) MANCANZE DISCIPLINARI • • • • • • • • • • Disturbo al regolare svolgimento delle attività scolastiche Inadempienza agli obblighi scolastici (compiti non eseguiti, materiali scolastico dimenticato, verifiche non firmate) Uso di materiale non autorizzato (giochi, figurine, giornaletti) o pericolosi (taglierini, coltellini, forbici appuntite) Reiterata inadempienza agli obblighi scolastici Ritardi ripetuti senza giustificazione Spostamenti disordinati e caotici Uso di un linguaggio volgare Atteggiamenti poco rispettosi nei confronti dei compagni Uso del telefono cellulare SANZIONI • Richiamo verbale e/o 2° sospensione dell’intervallo • Compiti aggiuntivi (didattico/educativi) Immediata e verbale Insegnante Immediata e verbale • La prima volta richiamo verbale, la seconda volta richiamo scritto sul libretto personale con sequestro del materiale e riconsegna al genitore in sede di colloquio Insegnante Immediata e scritta • Richiamo scritto sul libretto personali Insegnante Immediata e scritta Insegnante e Dirigente Sc. Immediata e scritta Insegnante e Dirigente Scolastico Immediata e scritta Insegnante e Dirigente Scolastico Immediata e scritta • • • Obiettivi educativi (relazionarsi con gli altri e convivenza civile) non ancora raggiunti • • Danneggiamento di strutture, macchinari, • • • PROCEDIMENTO D’IRROGAZIONE Insegnante Reiterarsi dei casi sopra descritti Alterazione documenti scolastici (falsificazione firme) Reiterarsi dei casi sopra descritti Mancanza di rispetto nei confronti dei compagni (prese in giro, scherzi pesanti, insulti ecc.) • Persone o organi comp. • Ritiro del telefono, deposito in direzione e riconsegna al genitore Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe, con convocazione del genitore Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe, con convocazione del genitore da parte dell’insegnante e/o convocazione dei genitori da parte del Dirigente Scolastico se l’atteggiamento persiste Esclusione da uscite didattiche, viaggi d’istruzione, con obbligo di frequenza e attività programmate dai docenti Richiamo scritto sul libretto personale e Equipe pedagogica Previa convocazione dell’equipe pedagogica Dirigente scolastico Immediata e scritta sussidi didattici, arredi scolastici, ecc. • • • • • • • Reiterata e ingiustificata inadempienza agli obblighi scolastici Uscite non autorizzate dall’edificio scolastico Episodi di violenza intenzionale o di aggressività incontrollata e scherzi pericolosi Vandalismo e/o intenzionale danneggiamento Mancanza grave di rispetto nei confronti dei compagni e/o di tutto il personale scolastico Assenze arbitrarie (all’insaputa della famiglia) Reati di furto comprovato di denaro o di oggetti di valore • • • sul registro di classe e convocazione genitori ed eventuale risarcimento dei danni arrecati Allontanamento temporaneo dello studente dalle lezioni Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe e obbligo di frequenza per 1 giorno ad attività di formazione su tematiche di rilevanza sociale o con impegno in attività socialmente utili a beneficio della comunità scolastica Sospensione dalle lezioni da 1 a 3 giorni con progetti di recupero ad hoc Dirigente Scolastico sentita l’ Equipe pedagogica Previa convocazione dell’equipe pedagogica