ISTITUTO COMPRENSIVO VARESE 5 – “ DANTE ALIGHIERI ”
Via Morselli , 8 – 21100 Varese – telefono 0332/281748 – fax 0332/236389
Codice meccanografico : VAIC87400V – Codice fiscale 95070780127
email: [email protected];
internet: www. danteweb.it
REGOLAMENTO
D’ISTITUTO
***
dall’a.s. 2013 -14
(delibera n. 2 del 24 sett. 2013 e succ. integrazioni )
Indice
TITOLO 1 - Attività generali di istituto
−
diritti e doveri : alunni, docenti, personale ATA, genitori−
attività informativa – comunicativa
−
modalità di somministrazione dei farmaci durante l’attività didattica
−
tempistica della valutazione delle verifiche didattiche per la scuola
−
secondaria I grado
−
calendario scolastico e orari
TITOLO 2 - Comportamento degli alunni : regole generali e sanzioni disciplinare _ Parte A - scuola secondaria I° grado
− Parte B - scuola primaria
TITOLO 3 - Comportamento alunni, specifiche regole d’intervallo e uso dei telefoni
cellulari e altre apparecchiature elettroniche
( per la scuola secondaria di I grado)
TITOLO 4 - Gite scolastiche e visite d’istruzione
- Parte A – scuola secondaria I° grado
- Parte B – scuola primaria e dell’infanzia
TITOLO 5 – Funzionamento del Consiglio di Istituto e attività collegiali
TITOLO 6 - Criteri per le iscrizioni e per le formazioni delle classi
TITOLO 7 - Rapporti con gli Enti locali, le associazioni territoriali - Uso degli spazi
scolastici
TITOLO 8 - Gestione economica, finanziaria e contrattuale ; gestione dei beni mobili
e immobili (provvisorio)
ALLEGATI
A) PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’
(per la scuola secondaria di I° grado)
B) CRITERI ASSEGNAZIONE DOCENTI ALLE CLASSI E ALLE SEZIONI
Correlazione con i criteri espressi dalla contrattazione d’istituto
C) PROCEDURA FORMAZIONI CLASSI SC. SECONDARIA (provvisorio)
D) Comportamento alunni sc. primaria
IL CONSIGLIO D'ISTITUTO
VISTO l'art. 10, comma 3, lettera a) del TU 16/4/94 n 297VISTI gli art 8 e 9 del DPR 8/3/99 n 275VISTO il D.I. 01/02/2001 n. 44;
VALUTATA l ‘opportunità di adottare nuovo regolamento d'istituto in coerenza con i
principi che connotano l’Autonomia di cui sono state dotate le istituzioni scolastiche a
decorrere dall’ 1/9/2000;
HA EMANATO
il seguente regolamento nella seduta del 24 settembre 2013 con delibera n. 2 in forma di
raccolta essenziale ed organizzata delle regole interne di questo istituto quale dispositivo
di efficienza, efficacia e trasparenza.
Il presente Regolamento è un documento di riferimento per la gestione
dell’attività scolastica che necessita di norme locali.
Queste norme specificano e, se possibile, chiarificano e completano la
normativa nazionale e regionale, sia quella prettamente scolastica sia
quella più ampiamente civile.
In alcuni settori il regolamento, per la sua stessa natura di insieme di
regole dettagliate, può sembrare particolarmente coercitivo e draconiano
per un ambito scolastico di scuola primaria e secondaria di I grado.
Ciò è dovuto essenzialmente a due motivi :
- l’esperienza pregressa suggerisce di caratterizzare il regolamento con
dettagli il più possibile pratici ed estesi
- l’odierno deterioramento di alcuni riferimenti fondamentali per l’età
evolutiva suggerisce la necessità di obiettivi educativi fermi e costanti
Tuttavia sarà l’ambito applicativo quello che determinerà l’uso di
questo strumento regolamentare in modo flessibile, progressista e
comunque attento alla crescita personale di ciascun studente.
Tutto ciò in linea con gli intenti pedagogici e il Piano dell’Offerta
Formativa di questa Istituzione scolastica.
TITOLO 1
Attività generali di istituto
(diritti e doveri)
CAPO I - DOCENTI
1) Norme di funzionamento dei Consigli di Classe/ Interclasse
A. Il Consiglio di Classe/Interclasse è presieduto dal DS o da un docente, suo delegato,
membro del Consiglio ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali
deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola
presenza dei docenti.
B. Il Consiglio di Classe/Interclasse si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si
riunisce secondo il Piano delle Attività concordato ed approvato prima dell'inizio delle
lezioni.
2) Indicazioni sui doveri dei docenti ( v. anche normativa civile dello Stato, normativa MIUR
e CCNL in vigore)
A. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe o atrio di accoglienza
almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni.
B. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti
controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l'avvenuta o la
mancata giustificazione. Qualora un alunno, dopo tre giorni dal rientro continui ad essere
sprovvisto di giustificazione, sarà segnalato il suo nominativo all’Ufficio di Dirigenza per gli
interventi del caso.
C. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l'orario di entrata, la giustificazione o la
richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe.
D. Per la scuola secondaria di I grado se un alunno richiede, con permesso scritto di un
genitore, di uscire anticipatamente, occorre chiedere l'autorizzazione all’Ufficio di
dirigenza/segreteria o ai docenti delegati (prassi in vigore). Dopo l'autorizzazione il
docente è tenuto ad apporre sul registro di classe l'ora in cui l'alunno è uscito.
Per la scuola primaria o dell’infanzia si segue la prassi in vigore ( per la sc. primaria
modulo di richiesta all’ingresso dell’edificio c/o bidelli/custode e richiesta/segnalazione sul
diario/ alunno da parte dei genitori ). Il docente di classe primaria controfirmerà la richiesta
sul diario e segnalerà l’uscita sul registro di classe.
E. In accordo con l’Ufficio di segreteria, i docenti devono predisporre per classe un elenco
degli alunni completo di indirizzo e recapito telefonico: una copia da inserire nel registro di
classe ed una in segreteria.
F. I docenti indicano sempre sul registro di classe i compiti assegnati e gli argomenti svolti
(sc. secondaria)
G. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni senza vigilanza
H. Durante l'intervallo i docenti vigilano sull'intera classe e collaborano con i colleghi delle
altre classi.
I. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire gli alunni dalla classe fatta
eccezione per i casi seriamente motivati.
L. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi
un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.
M. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nei laboratori, gli alunni devono
lasciare in ordine il materiale scolastico chiuso nelle borse affinché altri alunni, sotto la
guida e la sorveglianza dei docenti, possano usufruire dell'aula senza creare problemi (sc.
secondaria)
N. Al termine delle lezioni i docenti collaborano ad educare gli alunni affinché i locali
utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano riposti negli appositi spazi.
O. Gli insegnanti accompagnano la classe in fila all'uscita (secondo le modalità di ciascun
plesso)
P. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e
devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza.
Q. E' assolutamente vietato, per qualunque attività, l'utilizzo di sostanze che possano
rivelarsi tossiche o dannose per gli alunni quali: colle non dichiaratamente atossiche,
vernici, solventi, ecc... Prima di proporre agli alunni attività che richiedono l'uso di
sostanze particolari o alimenti (pasta, farina, legumi) verificare tramite comunicazione
scritta che non vi siano casi di allergie specifiche o intolleranze ai prodotti.
R. E' assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le
vie di fuga e le uscite di sicurezza. E’ inoltre vietato utilizzare le scale di sicurezza come
via d’accesso/uscita abituale (PVR)
S. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e
finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell' edificio scolastico accessibile agli
alunni.
T. I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo ai
docenti addetti alla sicurezza, ai docenti collaboratori del dirigente e/o agli uffici di
segreteria/dirigenza.
U. Eventuali danni riscontrati nell’edificio scolastico e nelle sue pertinenze devono essere
segnalati in segreteria/dirigenza. I danni riscontrati vengono risarciti dal responsabile (sc.
Secondaria).
Qualora questi non venga individuato, gli insegnanti della o delle classi interessate
discuteranno in C.d.C. con i genitori circa le modalità di risarcimento.
V. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o, in casi urgenti, approfondimenti
telefonici con le famiglie nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e fattivo.
Z. Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In
ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nell'apposito
registro si intendono regolarmente notificati.
Y. I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro.(v. nota min.
di riferimento)
J. I docenti non possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali. In caso di
motivo di ufficio, la telefonata va annotata sull'apposito registro, indicando il numero
composto, il destinatario, il nome della persona che effettua la telefonata e sinteticamente
l'oggetto della telefonata.
K. I docenti devono avvisare le famiglie, tramite diario o distribuzione di avviso Inerente,
circa le attività didattiche che saranno svolte qualora esse sono differenti dalle attività
curricolari previste dalla programmazione d’Istituto.
.
X. Il ricorso alla Dirigenza e ai collaboratori del dirigente per problemi di ordine disciplinare
va limitato alle sole situazioni di estrema gravità e urgenza che richiedono interventi
sanzionatori determinati dal regolamento (v. Titolo 2).
L’ambito correttivo disciplinare è specifico della funzione docente. I casi più complessi
vanno affrontati nell’ambito delle funzioni del Consiglio di classe o dell’equipe di sc.
primaria.
Il dirigente affronterà le irrisolte problematiche comportamentali degli alunni con i docenti
negli orari di ricevimento comunicati. Possono essere naturalmente concordati ulteriori
momenti di incontro solo per situazioni gravi, urgenti e non rimandabili.
E’ comunque auspicabile un rapporto di relazione tra dirigenza, alunni e docenti che vada
ben oltre la sola tematica disciplinare affinché il ruolo dirigenziale possa manifestarsi, se
possibile, come elemento di promozione culturale, supporto socio-educativo, riferimento
pedagogico.
W. I registri devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel
cassetto personale (sc. secondaria) o nella cattedra d’aula a disposizione della dirigenza e
dei colleghi di classe.
AA. Gli insegnanti presenti alla mensa, con gli educatori comunali e/o i collaboratori
scolastici indirizzeranno gli alunni ad una adeguata igiene personale (lavarsi le mani,
ecc....) e, durante il pranzo, vigileranno sugli stessi e li educheranno ad un corretto
comportamento.
.
CAPO II - PERSONALE AMMINISTRATIVO
1) Doveri del personale ATA amministrativo ( v. anche normativa civile dello Stato, normativa
MIUR , CCNL in vigore e contrattazione d’Istituto))
A. Il personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica e
la valorizzazione delle sue competenze è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e
per il conseguimento delle finalità educative.
B. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento
per l'intero orario di lavoro ed al telefono risponde con la denominazione dell'Istituzione
Scolastica e il proprio nome.
C. Non può utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro.
D. Cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di
accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge.
E. Collabora con i docenti nei limiti indicati dalla normativa e dalle indicazioni ricevute dal
DSGA e dal dirigente scolastico
F. La qualità del rapporto col pubblico e col personale docente e collaboratore scolastico è
di fondamentale importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo
della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che dentro o
attorno alla scuola si muovono.
G. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell'orario di servizio. Della presenza in
servizio fa fede la firma nel registro del personale.
CAPO III - COLLABORATORI SCOLASTICI
1) Norme di comportamento e doveri del personale ATA collaboratore scolastico
( v. anche normativa dei dipendenti civili dello Stato, normativa MIUR , CCNL in vigore
contrattazione d’Istituto)
e
A. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella
zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate. Della presenza in servizio farà
fede la firma sul registro di presenza del personale.
B. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei
dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità.
C. I collaboratori scolastici:
• indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro;
• devono collaborare all’ingresso ed all’uscita degli alunni;
• sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza;
• collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;
• comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori o al DSGA
l'eventuale assenza dell'Insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita;
• collaborano con gli insegnanti nella raccolta dei buoni mensa e nella predisposizione
degli elenchi dei partecipanti al servizio;
• favoriscono l'integrazione degli alunni portatori di handicap;
• vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli,
negli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali;
• possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i
viaggi
e le visite d'istruzione;
• riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri
motivi, sostano nei corridoi;
• sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento
momentaneo dell'insegnante;
• impediscono, in modo cortese ma fermo, che alunni di altri corsi possano svolgere azioni
di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli con garbo e intelligenza alle
loro classi;
• sono sempre tolleranti e disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione
della scuola è quella di educare specialmente quegli allievi che ne hanno più bisogno;
• evitano di parlare ad alta voce;
• tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili;
• provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia, con materiale e detersivi
disinfettanti, dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili e degli
attrezzi delle aule, dei laboratori, delle palestre, degli uffici e degli spazi comuni loro
affidati (v. Piano delle Attività per quanto riguarda la sostituzione dei colleghi assenti)
• non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore
S.G.A. o dal Dirigente Scolastico o in casi specifici dall’ins. collaboratore o referente di
plesso;
• vigilano con costanza e diligenza all’ingresso degli edifici scolastici (secondo gli incarichi
loro affidati) alternandosi in modo tale che tale ingresso NON rimanga MAI incustodito
durante tutto il periodo di funzionamento delle istituzioni scolastiche (compreso il periodo
delle vacanze alunni)
• invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente
Scolastico ( e/o in sua vece dal DSGA, dagli ins. Collaboratori e referenti di plesso ) a
uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei
genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento;
• prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe e di interclasse dei
collegi dei docenti o dei consigli di istituto ( e comunque del calendario completo del
Piano delle Attività) tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario servizio;
• sorvegliano l'uscita dalle classi e dai cancelli esterni, prima di dare inizio alle pulizie.
D. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono
prontamente comunicarlo in Segreteria, al RSSP o agli addetti alla Sicurezza di plesso.
Segnalano, sempre in segreteria, l'eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di
procedere alla sostituzione.
E. Accolgono il genitore dell'alunno minorenne che richiede l'autorizzazione all'uscita
anticipata. Il permesso di uscita, firmato dal Dirigente Scolastico o da un docente delegato,
( o secondo la consueta prassi per le sc. infanzia e primaria ) verrà portato dal
collaboratore nella classe dell'alunno, dove il docente dell'ora provvederà alla annotazione
dell'autorizzazione sul registro di classe. Dopodiché l'alunno che ha richiesto di uscire
anticipatamente potrà lasciare la scuola affidato al genitore o suo delegato.
F. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi
spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue:
• che tutte le luci siano spente;
• che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;
• che siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola;
• che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;
• gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici.
G. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni
caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nel registro degli
avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati.
H. E' fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di
evacuazione dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle
vie di esodo.
CAPO IV – ALUNNI
1) Norme di comportamento (v. anche per settori specifici Titolo 2 e Titolo 3 )
A. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il
personale e dei compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza
civile. Gli alunni sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni, a favorirne lo
svolgimento e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. La presenza a scuola è
obbligatoria anche per tutte le attività organizzate e programmate in tempo utile dal
consiglio di classe/interclasse.
B. Gli alunni maggiorenni hanno diritto alla autogiustificazione delle assenze; i minori
devono presentare la giustificazione firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci.
C. L’ingresso degli alunni a scuola è regolamentato da specifici orari di plesso determinati
dal C.d.I.; gli alunni che utilizzano la bicicletta possono posteggiarla nel cortile interno
dopo l’apertura del cancello da parte del collaboratore scolastico addetto. La scuola, in
ogni caso, non si assume alcuna responsabilità circa la vigilanza degli alunni prima del
loro ingresso nell’edificio scolastico.
D. I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere giustificati dai genitori
il giorno successivo tramite il libretto o, per le sc, primaria e dell’infanzia, secondo modalità
decise dall’equipe docenti.
E. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico che è il mezzo di
comunicazione costante tra scuola e famiglia. I genitori sono invitati a controllare i compiti
e le lezioni assegnate, le eventuali annotazioni degli insegnanti, le comunicazioni della
scuola e ad apporre la propria firma per presa visione.
F. Le assenze (v. lett. B) devono essere giustificate dai genitori tramite l'apposito
Libretto/diario e devono essere presentate al rientro in classe, all'inizio della prima ora di
lezione all'insegnante che provvederà a controfirmare e ( sc. sec.) a prendere nota sul
registro. L'alunno che non giustifichi la sua assenza entro 3 giorni, se minore, dovrà
essere accompagnato da uno dei genitori o da chi ne fa le veci direttamente al Dirigente
Scolastico. In caso di ripetute assenze, su segnalazione dei docenti della classe, potranno
essere inviate tempestive comunicazioni scritte alle famiglie.
G. Non è consentito agli alunni di uscire dall'edificio scolastico prima del termine delle
lezioni. In caso di necessità i genitori dovranno preventivamente avvertire la scuola tramite
richiesta scritta sul libretto/diario (v. CAPO I, lett. D; CAPO III, lett. E) e venire a prelevare
personalmente lo studente (o delegare per iscritto un'altra persona maggiorenne che
dovrà essere munita di documento di riconoscimento).
H. Quando le richieste di uscite anticipate o di ingressi ritardati sono numerose, il C.d.C. o
i docenti dell’equipe di sc. Primaria informeranno per iscritto la famiglia.
I. In caso di astensione collettiva delle lezioni, gli alunni devono presentare regolare
giustificazione, fatte salve le competenze del Dirigente Scolastico e degli organi collegiali.
Gli alunni presenti comunque non devono essere privati del loro diritto a regolari lezioni.
L. Al cambio di insegnante, negli spostamenti da un'aula all'altra, all'ingresso e all'uscita gli
alunni devono tenere un comportamento corretto ed educato. Non è permesso correre,
uscire dalla classe senza autorizzazione, gridare nei corridoi e nelle aule (v. nel dettaglio
Titolo 2 e Titolo 3)
M. Gli alunni possono recarsi nella sala insegnanti, in biblioteca, in palestra, nei laboratori,
in aula magna solo con l'autorizzazione e sotto il controllo di un insegnante che se ne
assuma la responsabilità.
N. Durante gli intervalli, sia nella scuola che nel cortile sono da evitare tutti i giochi che
possono diventare pericolosi (ad es. spingersi, salire e scendere le scale, ecc...): gli alunni
dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti e dei collaboratori scolastici.
O. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari
norme di igiene e pulizia.
P. Saranno valutati ai sensi del Titolo 2 tutti gli episodi accertati di violenza (fisica e
psicologica) che dovessero verificarsi tra gli alunni sia all'interno della scuola che nelle
limitrofe zone d’accesso. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza
dover subire le prepotenze e le vessazioni di altri.
Q. Nelle aule e nel cortile ci sono appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti: è necessario
utilizzarli correttamente.
R. Gli insegnanti ed i collaboratori scolastici segnaleranno al C. d. Classe o ai docenti
dell’equipe i nominativi degli alunni o le classi che non rispettano ripetutamente le
indicazioni del presente Regolamento. Solo per i casi più gravi sarà richiesto l’intervento
del Dirigente o del Consiglio di Istituto (v. Capo I, lett. X del presente Titolo; v. Titolo 2)
S. Gli alunni sono tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei collaboratori
scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento della scuola ed in alcuni
momenti possono essere incaricati della sorveglianza di una classe o di un gruppo di
alunni; durante le ore di lezione i c.s. sorvegliano abitualmente corridoi e servizi.
T. Gli alunni che, per motivi di salute (fisica e/o psicologica ), non potranno seguire le
lezioni di Ed. Fisica dovranno presentare al Dirigente Scolastico la domanda di esonero
firmata dal genitore unita a certificazione medica.
U. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l'occorrente per i compiti e le lezioni e
l'eventuale merenda. Non è consigliabile portare somme di denaro e oggetti di valore. La
scuola, in ogni caso, non risponde di eventuali furti.
V. Il comportamento degli alunni deve essere dunque improntato sempre al massimo
rispetto delle persone, degli ambienti, degli arredi e delle attrezzature della scuola. (v.
Titolo 7 – Titolo 8 ).
Nel caso in cui uno o più alunni, a seguito di un comportamento volontariamente scorretto,
accertato dal personale della scuola, causi un danno ai locali, agli arredi o alle
attrezzature, l’alunno o gli alunni personalmente responsabili saranno soggetti a sanzioni
disciplinari (valutazione secondo il grado e l’ordine della scuola di appartenenza).
Il Dirigente scolastico, inoltre, informerà i genitori dell’alunno o degli alunni dei fatti di cui i
figli si sono resi responsabili e che hanno causato un deterioramento dei beni della scuola.
L’entità del risarcimento alla Scuola o al Comune dovrà consentire di riportare il bene allo
stato antecedente ai fatti accaduti.
Z. È fatto divieto agli alunni invitare estranei ed intrattenersi con loro nella scuola.
Y. Gli alunni sono tenuti a mantenere un comportamento irreprensibile in ogni altra
occasione o situazione comunque legate all’attività didattica:
- conferenze, visite di istruzione, gite, manifestazioni, ecc.
2) Diritto di trasparenza nell’attività didattica di apprendimento
A. L'alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
B. Per la scuola secondaria il coordinatore del C.d.C. si farà carico di illustrare alla classe
il POF annuale e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all'analisi e alla
discussione del consiglio di classe.
Per la scuola primaria (anche nelle prime classi ) è buona norma condividere con la classe
i momenti topici del programma educativo-didattico dell’anno in corso.
C. Per le classi di scuola secondaria e, secondo parametri opportuni, per le classi della sc.
primaria i docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità
di verifica e i criteri di valutazione.
D. La valutazione degli alunni sarà sempre tempestiva e adeguatamente motivata (in part.
per la sc. secondaria I grado v. Capo VIII) nell'intento di attivare negli alunni processi di
autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e
quindi migliorare il proprio rendimento.
CAPO V – GENITORI
1) Indicazioni collegate anche al Patto di corresponsabilità ( v. Allegato A al presente
regolamento d’istituto)
A. I genitori sono i responsabili più diretti dell'educazione e dell'istruzione dei propri figli e
pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
B. E’ opportuno che i genitori cerchino di:
• trasmettere ai ragazzi che la scuola è uno degli elementi di fondamentale importanza
per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale;
• stabilire rapporti corretti con gli Insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca
fiducia e di fattivo sostegno;
• controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale;
• partecipare con regolarità alle riunioni previste;
• favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola;
• osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;
• sostenere gli Insegnanti controllando l'esecuzione dei compiti a casa;
• educare ad un comportamento corretto durante la mensa.
C. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali (v. Capo I e Capo VI), tutte le volte
che la situazione lo richieda o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla
famiglia. In questi casi si concorda, tramite il diario degli alunni, l'orario di ricevimento. La
scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli
alunni una lettera di convocazione.
D. in caso di sciopero del personale (v. Capo VII ) la scuola avvertirà le famiglie con
apposito comunicato e con anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale
svolgimento delle lezioni. E' possibile, quindi, che gli alunni presenti a scuola siano
suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non
scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune
disposizioni.
E. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola i
genitori sono invitati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte, partecipando alle
assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento.
Sono gradite ove possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni
suggerite dai genitori per il conseguimento delle finalità educative.
2) Diritto di Assemblea (v. nello specifico Titolo 5 art. 28 )
A. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola
secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994 n
297.
B. Le assemblee si svolgono fuori dall'orario delle lezioni.
3) Funzionamento dell’Assemblea di classe
A. L'Assemblea di classe è presieduta da un genitore rappresentate eletto nel Consiglio di
Classe/Interclasse.
B. E' convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione
( oltre alle normali convocazioni previste dal Piano annuale delle attività) può essere
richiesta:
a) dalla maggioranza degli insegnanti di classe ;
b) dalla maggioranza dei rappresentanti di classe eletti per la scuola secondaria;
c) dalla maggioranza delle famiglie degli alunni della classe per la scuola primaria e
scuola. dell’infanzia
L’ assemblea è convocata invece dal Dirigente scolastico per questioni di tipo educativodisciplinare o per i casi previsti dalla normativa vigente.
C. Il Presidente (qualora l’assemblea non sia programmata dal personale scolastico)
richiede per iscritto al dirigente scolastico l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede
anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del
giorno alle famiglie.
D. Dei lavori dell'Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti.
E. Copia del verbale viene inviata all’Ufficio di dirigenza. Il verbale potrà essere poi essere
diffuso pubblicamente dopo la verifica di legittimità e di osservanza normativa da parte del
Dirigente scolastico ( es. tutela della privacy, rispetto del codice civile, rispetto della
normativa scolastica, osservanza dei diritti delle persone fisiche ecc. )
F. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli
insegnanti di classe.
CAPO VI – ATTIVITA’ INFORMATIVA – COMUNICATIVA
1) Comunicazioni docenti – genitori
A. Gli insegnanti comunicheranno con le famiglie con tutti quei mezzi che riterranno più
idonei all’interno delle norme del pubblico servizio.
B. E’ vietato conferire con i genitori per il tramite di alunni che non siano i diretti interessati,
salvo casi di eccezionale urgenza o gravità debitamente valutati
C. Per la sola scuola secondaria, nell'orario di servizio settimanale di ogni docente è
prevista un'ora per i colloqui, su appuntamento, con i genitori
D. Per la sola scuola secondaria saranno programmati annualmente incontri collettivi
pomeridiani con gli insegnanti della scuola. Inoltre, qualora se ne ravvisi la necessità,
verranno inviate alle famiglie tempestive informazioni scritte relative, secondo i casi, alla
frequenza, al profitto, al comportamento dell'alunno: in particolare, saranno comunicate
alle famiglie le valutazioni quadrimestrali e,su mandato dei docenti, anche quelle
interperiodali, accompagnate dalla eventuale segnalazione degli interventi di sostegno e di
recupero che l'alunno deve sostenere con l'esito di tali interventi.
E. Per la scuola primaria ogni insegnante incontrerà i genitori secondo le indicazioni
normative del contratto lavorativo in vigore, secondo le modalità espresse dalla funzione
docente e dalle indicazioni del Capo V, art.1, lett.C e comunque per due ore al bimestre,
in orario extrascolastico e programmato, in modo da consentire la massima
partecipazione dei genitori.
F. Qualora, nell’intervallo tra un incontro e l’altro, una delle due parti ravvisasse la
necessità di un colloquio, previa richiesta scritta, si concorderanno date e modi del
colloquio (v. sempre Capo V art. 1 lett. C)
G. Per entrambi i gradi di scuola sono inoltre previsti i normali incontri assembleari e i
colloqui individuali in occasione della consegna quadrimestrale dei documenti di
valutazione
H. Al fine di garantire il diritto di vigilanza e di docenza per gli alunni i genitori sono invitati ad
effettuare per iscritto eventuali comunicazioni urgenti; l’accesso all’interno dell’edificio è
consentito (v. articoli prec. ) solo in caso di necessità, previo accordo con il personale
ausiliario.
I.
Per la scuola dell’infanzia sono previsti i contatti quotidiani indicati dagli ordinamenti
nazionali. Eventuali e necessari momenti di incontri più approfonditi per particolari
tematiche dovranno essere opportunamente concordati tra docenti e genitori.
L. E’ fatta salva la facoltà dell’Istituzione scolastica di convocare ( per le vie brevi o per
iscritto secondo norma) i genitori responsabili o che ne fa le veci per ogni tipo di esigenza
legata all’attività didattica ed educativa.
.
2 ) Modalità degli incontri scuola - famiglia
Le normali attività di ricevimento- genitori e di colloqui con i docenti, all’interno delle scuole
e secondo le indicazioni contrattuali e normative, devono avvenire in un clima sereno,
quieto e di reciproco rispetto :
-
nei periodi destinati ai ricevimenti e ai colloqui generali (v. lett. D, E, G dell’art. 2 del
presente Capo) non sono ammessi accompagnatori o famigliari dei responsabili
dell’obbligo che sono i soli con cui i docenti debbono conferire;
-
negli stessi periodi la presenza di minori a scuola non è, di regola, consentita;
può essere consentita solo in casi eccezionali e la cura degli stessi è
responsabilità dei genitori;
-
negli stessi periodi non sono utilizzabili, se non per ragioni di servizio, sussidi ed
attrezzature della scuola.
Qualora tali norme non vengano rispettate, il ricevimento e ogni forma di colloquio
possono essere sospesi per i necessari chiarimenti.
La richiesta di informazioni, le proposte, i suggerimenti da parte dei genitori degli alunni
sono quelle normalmente previste attraverso la gestione degli OO.CC. o dalle modalità
indicate dal presente regolamento.
La trasparenza degli atti amministrativi è garantita ai sensi della legge 241/90.
3) Servizi informatici e ufficio di segreteria
A. Informazioni di servizio, comunicazioni urgenti, variazioni sul funzionamento scolastico,
oltre alle più importanti notizie sull’attività scolastica ed educativa dell’istituto, saranno
inoltre pubblicate sul SITO INTERNET www.danteweb.it (oltre all’abbinato servizio di email)
B. Secondo gli orari d’ufficio, opportunamente pubblicizzati, saranno aperti anche gli uffici
di Segreteria per le necessarie informazioni dirette all’utenza e alla cittadinanza.
Il Dirigente scolastico e lo staff di dirigenza ricevono su appuntamento ( salvo casi
improrogabilmente urgenti)
4) Informazione sul Piano dell'offerta formativa e avvisi di funzionamento
A. All'inizio dell'anno scolastico il D.S. e/o il coordinatore del consiglio di classe illustra agli
studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal piano dell'offerta formativa, comprensivo
di tutte le attività e iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali.
B. Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i tempi e
modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli
studenti.
C. Le comunicazioni agli alunni ed ai genitori sono fatte normalmente con circolari scritte
inviate in lettura nelle classi e trascritte dagli alunni sul diario o sul libretto (scuola
secondaria e, in forma ridotta, per le classi III, IV, V scuola primaria).
Avvisi scritti saranno inviati direttamente in fotocopia alle famiglie per le comunicazioni più
complesse o necessarie per la sicurezza; tale modalità sarà anche utilizzata per l’intera
casistica comunicativa indispensabile per le classi I, II scuola primaria e scuola
dell’infanzia.
Le comunicazioni ufficiali saranno opportunamente integrate dai docenti referenti di plesso
o dai docenti di classe qualora si ravvisassero necessità o urgenze locali di plesso o di
classe.
In forma ufficiale viene adottata anche la pubblicazione in bacheca d’istituto per gli atti
dovuti e per gli atti di significativa importanza che si ritiene debbano essere portati a
conoscenza di tutti.
D. Il POF e la documentazione educativa e didattica fondamentale sono anche pubblicati
sul SITO INTERNET d’Istituto www.danteweb.it
5) Accesso al pubblico, a docenti esterni e a esperti di settore (v. anche Titolo 2 e
Titolo 7 )
A. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altri “docenti” in funzione di "esperti" a
supporto dell'attività didattica chiederanno, di volta in volta, l'autorizzazione al Dirigente
Scolastico. Gli "esperti" permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente
necessario all'espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità
didattica e di vigilanza della classe resta del docente.
B. Nessuna altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal
Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell'edificio scolastico dove si svolgono le
attività didattiche.
C. Dopo l'entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso esclusa, ove necessario
per le sole misure di sicurezza/evacuazione, quella presso cui presta servizio di vigilanza il
collaboratore scolastico addetto.
D. I tecnici che operano alle dipendenze della Amministrazione Comunale possono
accedere ai locali scolastici per l'espletamento delle loro funzioni.
E. I signori rappresentanti delle case editrici, gli agenti commerciali, i fornitori, i corrieri
devono qualificarsi anche esibendo tesserino di riconoscimento e devono operare con
sorveglianza da parte dei collaboratori scolastici e, nei locali di segreteria e dirigenza, da
parte del personale ATA amministrativo.
F. Hanno libero accesso, previo accordo con DSGA e dirigente scolastico , esperti e
tecnici esterni in possesso di regolare contratto stipulato con l’Istituto scolastico.
CAPO VII - NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PATOLOGIE E
SOMMINISTRAZIONE FARMACI
( vedi anche protocollo stipulato con ASL Varese – scuole della provincia di Varese )
1) Casistica rilevata
Sono stati rilevati questi possibili casi:
A. patologia non conosciuta né dalla scuola né dalla famiglia ( malore improvviso)
B. patologia rilevante dichiarata e certificata dal medico, presente nel fascicolo dell'alunno
C. patologia rilevante dichiarata per iscritto al Dirigente Scolastico dalla famiglia ma non
ancora corredata da certificazione medica
D. patologia temporanea dichiarata per iscritto sul libretto/diario e contestualmente
comunicata all’Ufficio di segreteria dalla famiglia.
2) Comportamenti da assumere da parte del personale dell’Istituto
Si delinea il comportamento da seguire nei 4 casi indicati dall’art.1:
A. si rimanda alle procedure di Primo Soccorso ( con avviso telefonico alla famiglia
quando ritenuto necessario)
B. il genitore dovrà aggiornare periodicamente la certificazione medica del figlio/a,
fornendo inoltre un recapito telefonico aggiornato e immediatamente raggiungibile;
il docente (per sc. sec.: informativa dal coordinatore di classe a tutti i docenti di classe)
dovrà prendere atto della situazione e,se necessario, coadiuvare l’autosomministrazione o
la somministrazione autorizzata (intervento di esterni Asl o congiunti dell’alunno) di farmaci
o di alimenti
C. il genitore dovrà consegnare al più presto al Dirigente Scolastico e aggiornare
periodicamente la certificazione medica del figlio/a, fornendo inoltre un recapito telefonico
aggiornato e immediatamente raggiungibile;
il docente ( per sc. sec.: informativa del coordinatore di classe a tutti i docenti di classe)
dovrà solo , se necessario, coadiuvare ( “in vigilando”) l'autosomministrazione o la
somministrazione autorizzata ( intervento di esterni ASL o congiunti dell’alunno)di farmaci
o di alimenti .
D. il genitore dovrà scrivere chiaramente sul libretto/diario personale dell'alunno il tipo di
farmaco, il dosaggio e la tempistica di assunzione dello stesso;
il docente (i docenti di classe) dovrà prendere atto della situazione e solo vigilare che
l'alunno assuma il farmaco secondo le indicazioni fornite dal genitore.
3) Ulteriori precisazioni
A. Si precisa che chiunque del personale docente e non docente venisse a conoscenza,
per motivi del proprio incarico, di notizie riguardanti i casi sopra esposti sarà' obbligato al
segreto d'ufficio e alla normativa sulla privacy.
B. Si ribadisce che la sola autosomministrazione di farmaci agli alunni potrà essere
oggetto esclusivamente di coadiuvo da parte del personale ata che si limiterà alla
fornitura all'alunno interessato del necessario (es : bicchiere d'acqua – messa disposizione
del locale infermeria) per l'assunzione della terapia.
L'alunno dovrà avere (o al seguito o depositata in segreteria) certificazione medica
valida con la prescrizione della terapia che dovrà assumere all'interno della scuola.
C. Nel caso particolari terapie prevedano farmaci da conservarsi con specifiche cautele
( congelamento, custodia, ...) il Dirigente Scolastico dovrà essere informato e a corredo
dovrà essere fornita documentazione medica onde garantire la serenità dell'alunno.
D. Per tutto quanto non previsto dal presente Capo di regolamento si dovrà' procedere ad
informare il dirigente scolastico o i suoi collaboratori e, in caso di complicanze che
necessitino di un soccorso, gli addetti al primo soccorso.
CAPO VIII - PROCEDURA SOMMINISTRAZIONE VERIFICHE SCRITTE
( per la sola scuola secondaria di I grado - approvazione dal Collegio Docenti del 30 ottobre 2007)
1)
Scansione temporale
Al fine di non gravare fisicamente e psicologicamente sulla giornata scolastica degli alunni
sarà cura di ogni singolo docente:
- evitare, se possibile, la concomitanza di più verifiche scritte: in linea generale sarà
assegnata una sola prova scritta nella stessa giornata, comunque non più di due e solo in
casi eccezionali;
- stabilire le date di svolgimento delle verifiche e annotarle sul registro di classe.
2)
Invio delle verifiche alle famiglie degli alunni
A. L’invio delle verifiche di tutte le materie costituisce un problema organizzativo notevole
per le seguenti ragioni:
- spesso i documenti di verifica inviati alle famiglie vengono restituiti con notevole ritardo
e dopo ripetute richieste e controlli;
- le verifiche sono molto spesso restituite al docente senza le firme dei genitori;
- molte verifiche, una volta restituite, sono risultate danneggiate o comunque
manomesse;
- non sono mancati in passato i casi di smarrimento di alcune verifiche;
- il continuo invio e ritiro delle verifiche comporta ripetuti controlli delle liste nominative e
solleciti individuali per assicurarsi della riconsegna.
B. Per i motivi succitati, la Scuola non invia tutte le verifiche, ma quelle relative alle
tipologie sotto elencate:
- le produzioni scritte di italiano e le verifiche di grammatica;
- le verifiche sommative di matematica (verifiche che comprendono un certo numero di
attività ed argomenti);
- le verifiche sommative di lingua straniera.
Non sono pertanto inviate tutte quelle verifiche che costituiscono dei piccoli controlli
dell’apprendimento su parti ridotte del programma.
Questa scelta riduce sensibilmente i rischi di smarrimento di documenti che costituiscono
dei veri e propri atti amministrativi.
3)
Tempi di riconsegna delle verifiche
- Le verifiche dovranno essere riconsegnate al docente, con firma leggibile del genitore,
entro le due lezioni successive o in ogni caso entro la data che sarà indicata agli alunni
dallo stesso docente di disciplina.
- Nell’eventualità di reiterate restituzioni ritardate, di smarrimento o danneggiamento del
documento, le verifiche non saranno più inviate fino alla fine del quadrimestre .
4)
Norme di accesso agli atti
- Si precisa che la Scuola sec. I grado “Dante Alighieri” (IC Varese 6) continuerà a
garantire in ogni caso la possibilità di accedere agli atti secondo le vigenti leggi sulla
trasparenza e la disciplina sul diritto di accesso e di riproduzione (onerosa) da parte chi è
portatore di un interesse legittimo: i docenti restano a disposizione delle famiglie per tutti i
chiarimenti ed i contatti che si renderanno necessari per il buon esito negli studi degli
alunni.
CAPO IX – DETERMINAZIONE E ADATTAMENTO DEL CALENDARIO E
DELL’ORARIO SCOLASTICO (v. anche Titolo 5 art. 26 )
1) Adattamento dell’orario delle lezioni
Il Consiglio di Istituto definisce, in riferimento alle indicazioni normative vigenti (l. 148/90,
T.U. n. 297/94, l. 59/97, l. 53/03, d.l. 59/04, l. 169/08 e decreti applicativi), l’orario
scolastico nella sua determinazione complessiva:
- inizio lezioni e termine lezioni in sintonia con il Calendario Scolastico Nazionale e
Regionale
- orario e durata giornaliera;
- durata settimanale.
Deve in ciò tenere obbligatoriamente conto:
• delle condizioni socio-economiche delle famiglie e delle esigenze specificamente
connesse al contesto territoriale
• delle indicazioni didattico -educative determinate dal Collegio Docenti
• dei bisogni formativi degli alunni (tempi di lavoro possibilmente distesi o comunque con
periodi di intervallo programmati)
• dei servizi funzionanti attivati in collaborazione con l’Ente Locale
• delle disponibilità strutturali
• della disponibilità di docenti per l’insegnamento della lingua straniera
• di specifiche esigenze connesse al funzionamento di ogni singola scuola e delle
eventuali attività proprie dell’autonomia (l. 59/97 – D.M. 252/98)
• delle attività opzionali scelte dai genitori e/o proposte dalla scuola(D.L. 59/04).
2) Adattamento del calendario alle specifiche esigenze ambientali
Il Consiglio di Istituto, su indicazione normativa del Capo d’Istituto, delibera in merito al
calendario scolastico annuale, nell’ambito delle attribuzioni e dei margini di autonoma
decisionalità previsti dalle vigenti disposizioni normative, tenendo conto.
• delle indicazioni del Collegio dei Docenti, circa le prioritarie esigenze di carattere
didattico-educativo
• della necessità di salvaguardare il diritto allo studio per quanto concerne la durata
temporale dell’anno scolastico
• dell’opportunità di valorizzare, in chiave formativa, le circostanze e le esperienze di
carattere socio-culturale offerte dal territorio, con particolare riguardo agli aspetti che
ne caratterizzano usi, costumi, tradizioni.
3) Mutamento dell’orario scolastico : vigilanza sugli alunni in caso di sciopero o
assemblea sindacale (v. anche normativa nazionale di settore e L. 146/90 )
In caso di sciopero o di assemblea sindacale del personale, la scuola avvertirà le
famiglie con apposito comunicato e con il congruo anticipo possibile sulla base dei dati
disponibili (L.146/90).
Non sempre pertanto sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni o il
mantenimento della prevista organizzazione didattica.
Gli avvisi saranno comunque indicativi della situazione possibile il giorno dello sciopero;
la vigilanza degli alunni comunque frequentanti dovrà essere assicurata.
I genitori o i responsabili dell’obbligo scolastico sono tenuti a firmare gli avvisi per presa
visione.
TITOLO 2
Comportamento
degli alunni
e sanzioni disciplinari
Parte A – scuola secondaria di I°grado
1) Premesse educative e normative
A. Le norme qui di seguito riportate fanno riferimento alle fonti normative e alle indicazioni
ministeriali seguenti:
Statuto degli studenti del 19.12.97
D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249
D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007
Nota 31 luglio 2008 Prot. n. 3602/P0
Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire.
Qualsiasi azione disciplinare, pertanto, deve essere improntata al perseguimento di
almeno tre finalità principali:
- la realizzazione di un’alleanza educativa tra famiglie, studenti ed operatori scolastici;
- la comprensione del profondo disvalore sociale di atti e comportamenti di violenza e
sopraffazione;
- la prevenzione di comportamenti sanzionabili.
Pertanto, la Scuola secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” per conto dell’IC Varese 6
ribadisce le indicazioni contenute nella sopra citata nota del Ministero dell’Istruzione in
particolare specificando che “I comportamenti riprovevoli, e connotati da un altissimo
grado di disvalore sociale, non possono essere trattati al pari delle comuni infrazioni
disciplinari, ma devono poter essere sanzionati con maggiore rigore e severità, secondo
un principio di proporzionalità tra la sanzione irrogabile e l’infrazione disciplinare
commessa.
L’inasprimento delle sanzioni, per i gravi o gravissimi episodi sopra citati, si inserisce
infatti in un quadro più generale di educazione alla cultura della legalità intesa come
rispetto della persona umana e delle regole poste a fondamento della convivenza sociale.”
B. A questi principi deve essere improntata qualsiasi azione disciplinare: ogni Consiglio di
Classe potrà, in autonomia, deliberare di non applicare al singolo caso le norme generali,
inquadrando tale comportamento "anomalo" in una strategia di recupero o inserimento più
generale.
La successione delle sanzioni non è, né deve essere automatica; mancanze lievi possono
rimanere oggetto di sanzioni leggere anche se reiterate;
mancanze più gravi sono oggetto di sanzioni o procedimenti rieducativi commisurati.
C. La sanzione deve essere irrogata in modo tempestivo per assicurarne la comprensione
e quindi l'efficacia.
Le sanzioni possono essere inflitte anche per mancanze commesse fuori della scuola ma
che siano espressamente collegate a fatti o eventi o precedenti scolastici e risultino di tale
gravità da avere una forte ripercussione nell'ambiente scolastico.
D. La convocazione dei genitori non deve configurarsi come sanzione disciplinare ma
come mezzo di informazione e di accordo per una concertata strategia di recupero: tale
atto dovrà essere compiuto a livello preventivo, quando possibile, dal singolo docente o
dal Consiglio di Classe, previo avviso al D.S.
E. Sono prescrittive anche per gli alunni della sc. sec. Igr. Tutte le norme indicate per gli
alunni di sc. primaria ( v. art.10- titolo2 – parte B)
2) Classificazione delle sanzioni
S1. Richiamo verbale.
S2. Consegna da svolgere in classe.
S3. Consegna da svolgere a casa.
S4. Invito alla riflessione guidata sotto l'assistenza di un docente.
S5. Ammonizione scritta sul libretto o sul diario dello studente.
S6. Ammonizione scritta sul registro di classe e riportata sul libretto o sul diario.
S7. Richiamo (scritto nei casi ritenuti più gravi )da parte del Dirigente Scolastico.
S8. Sospensione dalle lezioni con obbligo di frequenza fino a tre giorni.
S9. Sospensione dalle lezioni fino a quindici giorni.
S10. Sospensione dalle lezioni oltre i quindici giorni.
S11. Sospensione dalle lezioni fino al termine dell’anno scolastico.
S12. Esclusione dello studente dallo scrutinio finale o non ammissione
all’esame di stato conclusivo del corso di studi.
La gradazione della sanzione fa riferimento alle tipologie di seguito riportate.
A) Sanzioni diverse dall’allontanamento temporaneo dalla comunità Scolastica
Vengono qui di seguito definiti tipi di sanzione graduali e progressive da erogare, ferma
restando la finalità generale educativa e costruttiva.
A questa tipologia fanno riferimento le seguenti sanzioni: S1; S2; S3; S4; S5; S6; S7.
B) Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità
scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni
Tale sanzione - adottata dal Consiglio di Classe - è comminata soltanto in caso di gravi o
reiterate infrazioni disciplinari derivanti dalla violazione dei doveri di cui all’art. 3 del D.P.R.
n. 249/98.
Durante il suddetto periodo di allontanamento è previsto un rapporto con lo studente e con
i suoi genitori al fine di preparare il rientro dello studente sanzionato nella comunità
scolastica.
A questa tipologia fanno riferimento le seguenti sanzioni: S8; S9.
C) Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla
comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni
Le suddette sanzioni sono adottate dal Consiglio d’istituto, se ricorrono due condizioni,
entrambe necessarie:
C1) devono essere stati commessi reati che violino la dignità e il rispetto della Persona
umana (ad es. violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale etc.),
oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad
es. incendio o allagamento);
C2) il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite
dell’allontanamento fino a 15 giorni previsto dal 7° comma dell’art. 4 dello Statuto. In tal
caso la durata dell’allontanamento è adeguata alla gravità dell’infrazione, ovvero al
permanere della situazione di pericolo.
Si precisa che l’iniziativa disciplinare di cui deve farsi carico la scuola può essere assunta
in presenza di fatti tali da configurare una fattispecie astratta di reato prevista dalla
normativa penale.
Tali fatti devono risultare verosimilmente e ragionevolmente accaduti indipendentemente
dagli autonomi e necessari accertamenti che, anche sui medesimi fatti, saranno svolti
dalla magistratura inquirente e definitivamente acclarati con successiva sentenza del
giudice penale.
Nei periodi di allontanamento superiori a 15 giorni, la scuola promuove – in coordinamento
con la famiglia dello studente e, ove necessario, con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria
– un percorso di recupero educativo mirato all’inclusione, alla responsabilizzazione e al
reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica.
A questa tipologia fa riferimento la sanzione S10.
D) Sanzioni che comportano l’allontanamento dello studente dalla comunità
scolastica fino al termine dell’anno scolastico
L’irrogazione di tale sanzione, da parte del Consiglio d’Istituto, è prevista alle seguenti
condizioni, tutte congiuntamente ricorrenti:
D1) devono ricorrere situazioni di recidiva, nel caso di reati che violino la dignità e il
rispetto per la persona umana, oppure atti di grave violenza o connotati da una particolare
gravità tali da determinare seria apprensione a livello sociale;
D2) non sono esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello
studente nella comunità durante l’anno scolastico. Con riferimento alle sanzioni di cui ai
punti C e D, occorrerà evitare che l’applicazione di tali sanzioni determini, quale effetto
implicito, il superamento dell’orario minimo di frequenza richiesto per la validità dell’anno
scolastico.
Per questa ragione dovrà essere prestata una specifica e preventiva attenzione allo scopo
di verificare che il periodo di giorni per i quali si vuole disporre l’allontanamento dello
studente non comporti automaticamente, per gli effetti delle norme di carattere generale, il
raggiungimento di un numero di assenze tale da compromettere comunque la possibilità
per lo studente di essere valutato in sede di scrutinio.
A questa tipologia fa riferimento la sanzione: S11
E) Sanzioni che comportano l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non
ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi
Nei casi più gravi di quelli già indicati al punto D ed al ricorrere delle stesse condizioni ivi
indicate, il Consiglio d’istituto può disporre l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale
o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi.
A questa tipologia fa riferimento la sanzione S12.
E’ importante sottolineare che le sanzioni disciplinari di cui ai punti B, C, D ed E possono
essere irrogate soltanto previa verifica, da parte dell’istituzione scolastica, della
sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si evinca la responsabilità
disciplinare dello studente.
Solo in casi eccezionali e per rispondere ad una precisa strategia educativo didattica si
può ricorrere a compiti di punizione per tutto un gruppo.
3) Dichiarazione delle motivazioni
A. La sanzione disciplinare deve specificare in maniera chiara le motivazioni che hanno
reso necessaria l’irrogazione della stessa (art. 3 L. 241/1990).
Nel caso di sanzioni che comportano l’allontanamento fino alla fine dell’anno scolastico,
l’esclusione dallo scrutinio finale, la non ammissione agli esami di stato, saranno esplicitati
anche i motivi per cui ”non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e
tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico”.
B. Di norma, le sanzioni disciplinari, al pari delle altre informazioni relative alla carriera
dello studente, vanno inserite nel suo fascicolo personale e, come quest’ultimo, seguono
lo studente in occasione di trasferimento da una scuola ad un’altra o di passaggio da un
grado all’altro di scuola. Infatti, le sanzioni disciplinari non sono considerati dati sensibili, a
meno che nel testo della sanzione non si faccia riferimento a dati sensibili che riguardano
altre persone coinvolte nei fatti che hanno dato luogo alla sanzione stessa (es. violenza
sessuale). In tali circostanze si applica il principio dell’indispensabilità del trattamento dei
dati sensibili che porta ad operare con “omissis” sull’identità delle persone coinvolte e
comunque nel necessario rispetto del D.Lgs. n. 196 del 2003 e del DM 306/2007.
Ai fini comunque di non creare pregiudizi nei confronti dello studente che opera il
passaggio all’altra scuola è necessaria una doverosa riservatezza circa i fatti che hanno
visto coinvolto lo studente.
Va sottolineato, inoltre, che il cambiamento di scuola non pone fine ad un procedimento
disciplinare iniziato, ma esso segue il suo iter fino alla conclusione.
4) Soggetti competenti ad infliggere la sanzione
II singolo docente può irrogare le sanzioni da S1 a S6.
II Dirigente Scolastico può irrogare le sanzioni da S1 a S7.
II Consiglio di Classe nella composizione prevista dalla norma può irrogare le sanzioni
da S1 a S9: viene convocato entro tempi brevi (poss. 5 giorni) giorni dal Dirigente
Scolastico in base al tipo di mancanza o su richiesta della maggioranza dei componenti il
Consiglio di Classe.
II Consiglio d’Istituto può irrogare le sanzione S10, S11, S12 e viene convocato dal
Dirigente Scolastico su richiesta del Consiglio di Classe.
5) Modalità di irrogazione delle sanzioni
A. Prima di irrogare una sanzione disciplinare occorre che lo studente possa esporre le
proprie ragioni:
• verbalmente per le sanzioni da S1 a S8;
• verbalmente o per iscritto ed in presenza dei genitori, se possibile, per S9, S10, S11,
S12.
B. Nei casi previsti dal presente articolo i genitori dello studente (o chi ne fa le veci)
devono essere prontamente avvisati tramite lettera raccomandata a mano o fonogramma
o telegramma. In essi si dovrà comunicare la data e l'ora di riunione dell'organo collegiale
nonché l'invito ai genitori ad assistere il proprio figlio nell'esposizione delle proprie ragioni.
Se i genitori e lo studente, pur correttamente avvisati, non parteciperanno alla riunione, il
Consiglio di Classe procederà basandosi sugli atti e sulle testimonianze in proprio
possesso.
C. Nel caso in cui i genitori avviseranno che non possono essere presenti, il Dirigente
Scolastico potrà nominare un tutore che assolverà la funzione dei genitori ed assisterà lo
studente.
Gli organi collegiali sanzionano senza la presenza dello studente, dei suoi genitori e
dell'eventuale tutore.
D. La sospensione può prevedere, invece dell'allontanamento da tutte le attività
scolastiche:
- l'obbligo di frequenza per tutte le attività scolastiche;
- l'obbligo di frequenza solo per alcune attività scolastiche;
- la non partecipazione ad attività didattiche che si svolgono fuori dalla scuola come visite,
viaggi e simili.
Su proposta del Consiglio di Classe può essere offerta allo studente la possibilità di
convertire la sospensione con attività in favore della comunità scolastica ( con vigilanza
del personale Docente/ata).
E. In caso di sanzione con sospensione se ne dovrà dare comunicazione scritta ai genitori,
a cura del Dirigente Scolastico; in essa dovrà essere specificata la motivazione e la data o
le date a cui si riferisce il provvedimento.
6) Corrispondenza infrazioni disciplinari – sanzioni (esempi)
- Ritardi ripetuti da S1 a S7
- Ripetute assenze saltuarie da S1 a S7
- Assenze periodiche da S1 a S7
- Assenze o ritardi non giustificati da S1 a S7
- Mancanza del materiale occorrente da S1 a S7
- Non rispetto delle consegne a casa da S1 a S6
- Non rispetto delle consegne a scuola da S1 a S9
- Disturbo reiterato delle attività didattiche da S1 a S9 (nei casi più gravi e recidivi S11)
- Alterazione della firma dei genitori sul libretto (falsificazione voti) da S1 a S8
- Linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri da S1 a S11
- Detenzioni di strumenti pericolosi o di sostanze non lecite da S6 a S11
- Violenze psicologiche e/o fisiche – atteggiamenti offensivi della pubblica decenza – reati
previsti dal codice civile e penale tenuto comunque conto della minore età da S6 a S11
- Reati e compromissione dell'incolumità delle persone da S10 a S12
- Per infrazioni relative all’uso improprio dei telefoni cell. o di altre apparecchiature
elettroniche v. Titolo 3 del presente Regolamento
Quando la mancanza si riferisce agli oggetti o alla pulizia dell'ambiente lo studente dovrà
porvi rimedio riparando o ripagando il danno e/o provvedendo alla pulizia e ciò in orario
extrascolastico o durante il periodo di intervallo delle lezioni.
7) Impugnazioni
A. Per quanto attiene all’impugnazione delle suddette sanzioni disciplinari le modifiche
introdotte dal regolamento in questione sono finalizzate a garantire da un lato “il diritto di
difesa” degli studenti e, dall’altro, la snellezza e rapidità del procedimento, che deve
svolgersi e concludersi alla luce di quanto previsto, della Legge 7 agosto 1990, n. 241.
B. Va rammentato, infatti, che il procedimento disciplinare verso gli alunni è azione di
natura amministrativa, per cui il procedimento che si mette in atto costituisce procedimento
amministrativo, al quale si applica la normativa introdotta dalla Legge n. 241/90 e
successive modificazioni, in tema di avvio del procedimento, formalizzazione
dell’istruttoria, obbligo di conclusione espressa, obbligo di motivazione e termine.
C. Il sistema di impugnazioni delineato dall’art. 5 del D.P.R. 24/6/98 n. 249 non incide
automaticamente sull’esecutività della sanzione disciplinare eventualmente irrogata, stante
il principio generale che vuole dotati di esecutività gli atti amministrativi pur non definitivi: la
sanzione potrà essere eseguita pur in pendenza del procedimento di impugnazione.
D. Contro le sanzioni disciplinari anzidette è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi
abbia interesse (genitori), entro quindici giorni dalla comunicazione, ad un apposito
Organo di Garanzia interno alla scuola.
L’organo di garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni.
Qualora l’organo di garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che
ritenersi confermata.
8) Organo di garanzia
L'Organo di Garanzia interno all'Istituto è istituito e disciplinato nel modo seguente:
A. L’Organo di Garanzia interno della scuola è composto dal Dirigente Scolastico che ne
assume la presidenza, da un docente designato dal Consiglio d’Istituto (+ un membro
supplente) , da due rappresentanti eletti dalla Componente dei Genitori nel Consiglio di
Istituto (+ un membro supplente).
L’ Organo di garanzia, una volta costituito, dura in carica fino al momento in cui viene
eletto il nuovo Consiglio di Istituto.
Eventuale membri decaduti o dimissionari saranno sostituiti dagli organi competenti.
In caso di un membro incompatibile per conflitto di interesse, si provvederà al subentro
del membro supplente
B. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte dei genitori o di chi ne fa le
veci all'Organo di Garanzia interno che decide in via definitiva.
C. L’ Organo di Garanzia decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche nel
caso di conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente
Titolo del regolamento
D. L' Organo di garanzia, su richiesta di chiunque abbia interesse, decide anche sui
conflitti che, all'interno della scuola, sorgano in merito all'applicazione dello Statuto delle
studentesse e degli studenti.
E. La convocazione dell'Organo di garanzia spetta al Presidente, che provvede a
designare, di volta in volta, il segretario verbalizzante. L’avviso di convocazione sarà fatto
pervenire ai membri dell'Organo, per iscritto, almeno 4 giorni prima.
F. Per la validità della seduta è richiesta la presenza della metà più uno degli esponenti. Il
membro, impedito ad intervenire, deve far pervenire al presidente dell'Organo di Garanzia,
possibilmente per iscritto, prima della seduta, la motivazione giustificativa dell'assenza.
G. Ciascun membro dell'Organo di garanzia ha diritto di parola e di voto; l’espressione dei
voto è palese. Non è prevista l'astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
H. L’ Organo di garanzia, in forza del disposto di cui all'art. 5, dello Statuto delle
studentesse e degli studenti, è chiamato ad esprimersi sui ricorsi dei genitori degli allievi
contro le sanzioni disciplinari nei modi previsti dalla norma
I. Qualora l'avente diritto avanzi ricorso (che deve essere presentato per iscritto entro 15
giorni dalla comunicazione), il Presidente dell'Organo di garanzia, preso atto dell'Istanza
inoltrata, dovrà convocare mediante lettera i componenti l'Organo non oltre 10 giorni dalla
presentazione del ricorso medesimo.
L. Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere
tutti gli elementi utili allo svolgimento dell'attività dell'Organo, finalizzato alla puntuale
considerazione dell'oggetto all'ordine del giorno.
M. L'esito del ricorso va comunicato per iscritto agli interessati.
9) Organo di garanzia regionale
La Nota 31 luglio 2008 Prot n. 3602/PO del Ministero dell’Istruzione prevede la possibilità
di un’ulteriore fase di impugnatoria a livello regionale sui reclami contro le violazioni dello
Statuto. Alle norme in essa contenute si rinvia.
Parte B – scuola primaria
1) Premessa per lo specifico settore della scuola dell’obbligo con riferimenti per la
scuola dell’infanzia
Tenuto conto delle regole già espresse nella parte generale del Regolamento (Titolo 1)
circa i comportamenti e gli adempimenti di tutti gli alunni dell’Istituto, si sottolineano nei
successivi articoli modalità operative e adempimenti peculiari relativi al funzionamento
della sc, primaria e dell’infanzia.
Nel contempo si ribadiscono alcune prassi comportamentali e, in coerenza, i conseguenti
interventi educativi.
2) Ingresso e uscita dalla scuola
A. Gli alunni al primo suono del campanello entreranno e si porteranno nei luoghi deputati
al raduno o nei pressi della propria aula o, per le classi situate al primo piano, nei pressi
della scala (modifiche a tale tipologia di impegno potranno essere concordate nei vari
plessi secondo quanto previsto nella norma in vigore).
B. L’ingresso in aula o l’accesso al piano superiore può avvenire solo con la presenza
degli insegnanti, che devono sempre essere presenti 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni,
proprio per vigilare sull’ingresso degli alunni. La vigilanza nella scuola, intesa come
insieme dei comportamenti atti ad assicurare una civile convivenza e una ordinata
realizzazione delle finalità educative, è compito di tutti i docenti comunque in servizio nei
confronti degli alunni di tutto l’Istituto.
C. Alla fine delle lezioni gli alunni usciranno ordinatamente dalle aule e si avvieranno
ordinatamente verso l’uscita accompagnati dall’insegnante.
•
•
•
•
•
Gli insegnanti devono accompagnare la propria scolaresca fino al luogo di accesso
ai genitori e comunque secondo modalità concordate nei plessi tenendo presente la
struttura dell’edificio scolastico.
L’amministrazione scolastica non si assume alcuna responsabilità nei confronti
degli alunni lasciati incustoditi dai genitori prima dell’ingresso e dopo il termine delle
lezioni al di fuori degli edifici di pertinenza.
Non è ammessa la presenza degli alunni nei plessi scolastici oltre il normale orario
delle lezioni se gli stessi non sono alunni frequentanti le attività parascolastiche
comunali o corsi propedeutici promossi dalle associazioni territoriali
L’insegnante referente di plesso (o il Dirigente Scolastico) può concordare con
l’Ente Locale adeguate modalità di vigilanza degli alunni a cura di personale
appositamente incaricato dall’Amministrazione Comunale per garantire la sicurezza
esterna nel circondario dell’edificio, con particolare riguardo al controllo dell’edificio.
Vanno individuate in ciascun plesso (accordo fra i docenti) adeguate modalità di
vigilanza degli alunni in presenza di bambini portatori di handicap o in caso di
improvviso malessere da parte dei docenti, attraverso forme idonee di
collaborazione.
D. Per facilitare l’entrata e l’uscita degli alunni, per un corretto svolgimento delle attività
didattiche, è, di norma, vietato l’ingresso ai genitori, salvo casi particolari valutati
dall’insegnante e autorizzati dal Dirigente Scolastico, da suo docente collaboratore o
dall’insegnante referente di plesso.
E. E’ compito specifico del personale ATA collaboratore scolastico provvedere alla
chiusura e all’apertura dei cancelli e dei portoni d’ingresso nonché di operare sulla
vigilanza degli ingressi e delle uscite.
3) Ritardi e uscite anticipate
A. Fino al secondo suono del campanello è consentito agli alunni raggiungere le aule di
lezione. Gli eventuali ritardatari (oltre 10 min.) si presenteranno all’insegnante con
giustificazione sul diario firmata da un genitore o gli stessi genitori compileranno l’apposito
modulo presente presso i locali dei collaboratori scolastici. In caso di lievi ritardi non
previsti, l’ammissione in aula dell’alunno sarà a cura del docente presente in classe, che
provvederà a segnalare l’episodio in Segreteria qualora esso dovesse rivestire carattere di
irrispettosa continuità.
B. Per nessun motivo ingiustificato gli alunni possono assentarsi dalla scuola durante
l’orario di lezione. I responsabili dell’obbligo scolastico, per giustificati motivi, possono
richiedere all’insegnante, con motivazione scritta, di lasciar uscire in anticipo sull’orario di
fine lezione, il proprio figlio ( v. articoli relativi al Titolo 1).
C. L’insegnante, ( o p.t. dei collaboratori scolastici ) preso atto dei motivi addotti, rilascia
l’autorizzazione all’alunno: la scuola trattiene la richiesta scritta quale atto liberatorio da
ogni responsabilità. Tuttavia per ragioni di sicurezza, nessun alunno sarà lasciato uscire
dalla scuola se non potrà essere affidato a uno dei responsabili dell’obbligo scolastico o,
eccezionalmente, a un qualsiasi familiare maggiorenne che abbia avuto delega scritta dai
responsabili dell’obbligo (v. articoli relativi al Titolo 1)
D. L’autorizzazione all’uscita anticipata per periodi continuativi nel corso dell’anno
scolastico viene concessa dal Capo d’Istituto; tale autorizzazione viene , di norma,
concessa per sopravvenute e/o documentate patologie dell’alunno e/o per riscontrate
situazioni di handicap (L.104/92): queste stesse tipologie saranno valutate anche qualora
ad esserne affetti sono i genitori o i responsabili dell’obbligo.
E. Negli altri casi (richieste saltuarie per improvvisi motivi familiari, sanitari o socio-sportivi)
viene concessa dagli insegnanti contitolari di classe.
F. All’inizio di ogni anno scolastico i genitori degli alunni – o chi ne fa le veci –
comunicano, attraverso una delega scritta, alla Direzione didattica il nominativo e recapito
telefonico di chi è autorizzato a prelevare l’alunno prima della fine delle lezioni qualora i
genitori fossero impossibilitati a fare ciò in prima persona.
4) Assenze per malattia – situazioni di malessere – altre assenze
(v. anche Titolo 1 – Capo VII)
( ai sensi della L.R.12/2003 e della delibera della Giunta Reg. Lombardia 30 sett.2004)
A. Per assenze fino a 5 giorni, compresi quelli festivi, è sufficiente la giustificazione
scritta dei responsabili dell’obbligo scolastico;
per assenze superiori a 5 giorni si segue la norma indicata dalla Regione Lombardia per
motivi sanitari .
Saranno valutati anche motivi indicati per iscritto dai responsabili dell’obbligo per
particolari esigenze familiari o personali.
Dopo una malattia infettiva la dichiarazione di ammissione a scuola segue
obbligatoriamente la vigente normativa sanitaria recentemente sancita dalla regione
Lombardia.
B. Nei casi di malessere di lieve entità che dovessero manifestarsi durante le lezioni, i
docenti avvertono tempestivamente i responsabili dell’obbligo scolastico. Se questi ultimi
fossero irreperibili, lo scolaro viene comunque trattenuto a scuola, in infermeria, assistito
da un collaboratore scolastico.
Nei casi di presunta gravità il docente comunica immediatamente la situazione alla
segreteria, la quale si attiva per gli interventi più idonei.
C. In caso di assenze causate da malattie infettive o da pediculosi (v. anche procedura specifica
ASL Varese) , i genitori (o chi ne fa le veci) sono tenuti:
- ad avvisare tempestivamente gli insegnanti di classe o l’insegnante referente di plesso
i quali valuteranno l’eventuale intervento dell’Ufficio di Dirigenza
- a consegnare agli insegnanti, al rientro a scuola, l’autocertificazione o il certificato del
medico di base che consente la riammissione a scuola ( qualora richiesto )
5) Vigilanza durante l’intervallo (v. riferimenti anche Titolo 3 art. 2 )
A. Durante l’intervallo (di norma non superiore ai 15 minuti) il personale docente
incaricato vigila assiduamente e scrupolosamente sul comportamento dei propri alunni, in
modo da evitare che si arrechino danni alle persone e alle cose. Negli spazi comuni
interni gli scolari devono astenersi da corse e da giochi violenti, mantenendo toni di voce
bassi e pacati.
B. L’intervallo deve essere un momento educativo finalizzato prioritariamente ad un
recupero delle capacità mentali e fisiche, dopo il normale impegno di lavoro scolastico,
attraverso un’attività di svago e/o relax.
In nessun momento della giornata scolastica, comunque, deve venir meno la
sorveglianza dell’insegnante sugli alunni a lui affidati e dei quali è responsabile.
C. Il personale ausiliario collabora con i docenti per garantire la vigilanza anche in
coincidenza con l’uso dei servizi .
Vigilanza in situazioni particolari
A. La vigilanza sugli alunni deve essere naturalmente assicurata anche nei momenti di
trasferimento da e per l’aula di classe ( trasferimento in palestra, aule laboratorio,
spettacoli, uscite sul territorio, manifestazioni ecc.) e i “transiti” da parte degli alunni
saranno ordinati e con toni di voce contenuti.
B. In caso di assenza di uno o più docenti e mancando personale supplente a causa di
impedimento di qualsiasi natura, la vigilanza sugli alunni della classe compete in primo
luogo ai colleghi che sono presenti a scuola in situazioni di ore a disposizione o di
compresenza. Possono intervenire anche i docenti che occupano le classi adiacenti, con il
successivo intervento del personale ausiliario.
C. Nel caso in cui una classe risultasse “scoperta” per l’assenza del docente, dovuta ad
un eventuale ritardo, i docenti delle classi vicine sorvegliano l’ingresso degli alunni di
questa classe oltre a quelli della propria concordando con il referente di plesso o con il
personale ausiliario adeguate modalità di vigilanza sino all’arrivo dell’insegnante in ritardo.
D. Quando risulta necessario (v. Piano annuale delle attività), gli scolari sono suddivisi in equa
misura tra le classi per il tempo strettamente necessario all’arrivo del supplente (qualora
nominato). Alla suddivisione degli alunni privi di custodia collabora il personale ausiliario,
cui compete in particolare, durante le ore di lezione, la vigilanza nei corridoi, sulle scale e
negli spazi comuni.
Nei casi di necessità e di emergenza tutto il personale è comunque impegnato a
cooperare con i docenti nel compito di vigilanza sugli alunni.
E. Durante le lezioni, solo in caso di urgente e improrogabile necessità, l’insegnante può
abbandonare l’aula in cui si trovano gli alunni, ma deve provvedere ad affidare la
scolaresca ad un bidello il quale diventa responsabile (art. 7 – DPR 31/5/74 – n. 420) o,
se questo è impossibilitato, anche ad un insegnante che occupa le classi adiacenti. In
caso di impedimenti a proseguire la lezione, dev’essere immediatamente avvertito il
Dirigente.
7) Permanenza
alunni e
accesso a scuola di personale istituzionalmente NON
addetto ai lavori scolastici (v. anche Titolo 1- Capo VI- art.3-5 )
A. La presenza degli alunni è obbligatoria per tutte le attività che vengono svolte in
orario scolastico e nel contesto dei lavori programmati nell’ambito dell’Istituto.
B. Durante l’orario scolastico, per evitare interruzioni della vigilanza, nessuna persona
estranea può accedere all’edificio, fatti salvi:
•
i genitori degli alunni (o parenti autorizzati), previa autorizzazione accordata dai
docenti o in casi eccezionali (uscita anticipata per giustificati motivi / malessere o
•
•
infortunio dei bambini / situazione di handicap/frequenza ridotta per specifiche
situazioni personali);
gli esperti o collaboratori dei docenti previa autorizzazione del dirigente scolastico
ed a seguito di opportuni accordi (v.. nello specifico Titolo 1, Capo VI, art .5)
ogni altro operatore esterno (presso Enti o Associazioni) autorizzato dal Capo
d’Istituto ( v. Titolo 1, Capo VI, art. 5 )
C. L’accoglienza dei genitori o di estranei, durante le ore di lezione è di competenza
del personale ausiliario o del docente referente di plesso e degli stessi insegnanti di
classe.
8) Tempo mensa e interscuola
A. Il servizio di vigilanza degli alunni durante il tempo mensa e interscuola è di
competenza dei docenti (C.C.N.L. 95/98 e succ.) che vi provvedono tramite modalità
organizzative idonee, nel rispetto degli orari di servizio e delle turnazioni concordate
con i colleghi di plesso, osservando un rapporto medio numerico di un docente ogni
25 alunni ( e comunque prevedendo la presenza contemporanea minima nel plesso
di almeno due docenti (per affrontare eventuali emergenze) con la collaborazione del
personale ATA .
B. In caso di auspicabile disponibilità, da parte dell’Amministrazione Comunale, a
sostenere gli oneri per la vigilanza degli alunni durante detto periodo, l’Ente provvede
alla scelta del personale idoneo ed alla individuazione di opportune modalità
organizzative, nel rispetto del rapporto numerico medio di un adulto ogni 25 alunni
con possibilità di un altro operatore addetto alla vigilanza comunque presente in
contemporanea.
C. Sono previste anche attività di vigilanza miste ( ente locale – amministrazione.
Scolastica ): la presenza numerica del personale docente statale sarà conseguentemente
valutata sulla base della disponibilità di personale responsabile gestito dall’Ente locale.
9) Rispetto dell’orario
A. Gli alunni e chi esercita nei loro confronti la patria potestà sono tenuti al rispetto degli
orari d’ingresso stabiliti dal Consiglio di Istituto con delibera quadro e relativi ai plessi
di scuola primaria e scuola dell’infanzia.
B. La presenza degli alunni è obbligatoria, oltre che alle lezioni, a tutte le altre attività,
ricerche culturali, lavori di gruppo, visite d’istruzione, comprese nell’orario scolastico
e programmate nell’ambito del Consiglio di interclasse o di intersezione e del
Collegio Docenti : anche nei succitati casi il rispetto dell’orario è norma condivisa
valida per gli alunni e per i responsabili dell’obbligo scolastico.
10) Norme di comportamento degli alunni nella scuola primaria (riepilogo specifico)
(v. anche Titolo 1 – Capo IV )
Gli alunni dell’Istituto sono equiparati, compatibilmente con la loro età e il loro stato di
minori, ai sensi degli artt. 1 e 3 del D.P.R. 547/55 e dell’art. 2 del D.L.vo 626/94, a
operatori in uno spazio di “lavoro educativo” e in un idoneo ambiente di apprendimento e
di crescita ( L.53/03): la scuola è quindi per loro anche il “luogo di impegno psico-fisico”
che si attua nello “studio teorico e pratico e nella partecipazione alle attività educative di
insegnamento-apprendimento”
A tale leggi risultano conseguenti i comportamenti sia personali sia collettivi qui elencati
in particolar modo per gli alunni delle scuola primaria :
A. rispetto negli atteggiamenti e nelle espressioni nei confronti dei docenti, del personale
ATA e dei compagni
B. ciascun alunno gestisce gli “strumenti” di lavoro (quaderni, libri, sussidi, materiale
scolastico) con ordine e cura e porta quotidianamente solo ciò che gli occorre per
espletare le attività scolastiche, evitando possibilmente di sovraccaricare la cartella con
giochi, oggetti personali ed eventuali libri e quaderni non inerenti l’attività del giorno ( in
particolare per il secondo periodo della scuola primaria)
I docenti valutano i carichi di lavoro e di materiale in relazione all’età degli alunni.
C. I docenti, in collaborazione con i genitori, controllano l’avvenuta, graduale
acquisizione da parte del bambino-ragazzo, sia a casa che a scuola, della capacità di
gestire autonomamente gli strumenti personali di lavoro, in modo da evitare sia
sovraccarico che la mancanza del materiale occorrente per ciascuna giornata
scolastica, favorendo la maturazione dell’autonomia.
D. In coincidenza con l’ingresso a scuola i bambini- ragazzi raggiungono l’aula con gli
insegnanti (o gli spazi assegnati a ciascuna classe) e osservano, fino dall’inizio delle
lezioni , un comportamento corretto e solidale nei confronti dei compagni,
dell’insegnante o del personale di vigilanza e preparano il materiale scolastico
occorrente per l’avvio delle attività.
E. Durante le ore di lezione e di attività scolastica, in qualunque ambiente (interno o
esterno) il bambino-ragazzo osserva un comportamento corretto e conforme alle
regole condivise ed alle indicazioni fornite dagli insegnanti (titolari di classe o
supplenti) e non lascia per nessun motivo il gruppo di appartenenza, salvo esplicita
richiesta autorizzata.
F. I bambini-ragazzi individualmente si spostano da un’aula all’altra o da uno spazio
all’altro della scuola solo per raggiungere i servizi (previa autorizzazione degli
insegnanti) o per espletare incarichi (affidati dagli insegnanti) o per utilizzare il
telefono (accompagnati dal personale ATA, in caso di necessità di comunicare
urgentemente con i genitori o chi ne fa legalmente le veci).
G. Gli alunni devono inoltre:
•
non correre negli spazi interni, schiamazzare, giocare in modo eccessivo, spingere,
scherzi pericolosi per sé e per gli altri durante gli spostamenti da un luogo all’altro
dell’Istituto, durante la pause di lezione, nell’uso dei servizi;
•
•
•
•
non usare telefoni cellulari personali durante lo svolgimento dell’attività scolastica in
Istituto (v. per analogia Titolo 3 per la sc. sec. I grado)
usare correttamente la rubinetteria, i sanitari, il materiale per l’igiene personale, evitando
sprechi;
deporre i rifiuti nei contenitori (per la raccolta differenziata, se esistente);
durante la consumazione dei pasti (intervallo/mensa) collaborare nell’osservare
comportamenti che favoriscano l’igiene personale e la pulizia dei locali, rispettando le
regole condivise.
H. Poiché la scuola e tutte le attrezzature in essa esistenti sono beni della comunità
messi a loro disposizione, tutti gli alunni devono avere la massima cura dell’uso delle
aule, degli arredi, degli strumenti e dei sussidi, segnalando immediatamente,
all’insegnante presente nel locale in cui stanno svolgendo l’attività didattica, eventuali
danni e rotture rilevanti;
I. Il Consiglio di Istituto e la Dirigenza Scolastica non si assumono responsabilità in
caso di smarrimenti e/o furti di beni personali degli studenti o delle persone presenti
in ambiente scolastico, né possono avviare alcuna iniziativa investigativa ufficiale.
Sarà tuttavia fornita dal personale scolastico ogni forma di collaborazione e di
sussidio per le soluzioni possibili dei “casi” nel rispetto della legge n.275/96 e della
legge 241/90.
11) Comportamento degli alunni, principi generali di “etica scolastica” e interventi
disciplinari
I principi generali di comportamento e di relazione sono quelli già previsti per le norme
nazionali, il POF d’Istituto e i precedenti articoli del presente regolamento.
12) Problematica disciplinare con particolare riguardo alla scuola primaria
Per quanto concerne i diritti e doveri degli alunni di scuola si fa riferimento alla normativa
in vigore e agli articoli sul comportamento indicati precedentemente.
Si sottolinea come ( D.L. 59/04) il comportamento degli alunni è oggetto di valutazione
periodica.
Si sottolinea altresì la necessità della massima attenzione alle più recenti analisi psicopedagogiche in merito alle cause e alle motivazioni dei comportamenti devianti rispetto a
una norma sociale.
Si pone anche l’attenzione sul comportamento dei minori come risultante, spesso non del
tutto consapevole, dell’interazione tra innatismo e ambiente socio-familiare.
Come già richiamato più volte dal presente regolamento, si premette che ogni intervento
disciplinare nei confronti degli alunni deve avere finalità educativa e tendere al
rafforzamento del senso di responsabilità, alla ricerca di un’autonomia positiva, alla
crescita sociale.
13) Analisi dei comportamenti e interventi disciplinari (A)
Si configurano come principali mancanze disciplinari passibili di “sanzioni” i seguenti
comportamenti:
a. Mancato assolvimento degli impegni scolastici;
b. Ritardi e assenze non giustificati ( valutazione anche nei confronti dei
responsabili dell’obbligo)
c. Falsificazione della firma dei genitori in calce a giustificazioni, verifiche,
avvisi, comunicazioni sul libretto o sul diario;
d. Comportamenti lesivi dei diritti degli altri alunni, in particolare il diritto di
svolgere il lavoro scolastico in condizioni di incolumità, tranquillità e
concentrazione;
e. Mancanza di rispetto, anche formale, nei confronti di insegnanti, compagni e
operatori scolastici;
f. Danneggiamento di ambienti, arredi e materiali scolastici.
14 ) Analisi dei comportamenti e interventi disciplinari (B)
I singoli docenti, valutata l’entità e la frequenza delle trasgressioni, potranno intraprendere,
individualmente o preferibilmente in equipe , le seguenti iniziative esposte in sintesi:
1) Ammonizione verbale dell’alunno;
2) Nota del comportamento trasgressivo sul registro di classe e/o giornale dell’insegnante
con contestuale avviso alla famiglia tramite nota sul diario;
3) (casi estremamente gravi e non contenibili nell’immediato) Allontanamento temporaneo
dell’alunno dall’aula con eventuale comunicazione del fatto al Dirigente Scolastico e
alla famiglia, comunque avendo cura di organizzare la sorveglianza dell’alunno.
Nel caso di gravi e/o reiterate infrazioni disciplinari il docente le segnalerà al Dirigente
Scolastico per le valutazioni del caso ai sensi della normativa in vigore sulla base
dell’allegato D. Lo stesso docente si avvarrà, per quanto di sua competenza, delle
modalità indicate dall’allegato D che diventa parte integrante del presente regolamento
( delibera n.11 del 15 gennaio 2014)
TITOLO 3
Comportamento alunni, specifiche
regole d’intervallo, uso dei telefoni
cellulari e altre apparecchiature
elettroniche.
( per la scuola secondaria di I grado )
1) Indicazioni generali relative all’intervallo
Le note di regolamento relative alla gestione dell’intervallo durante la mattinata scolastica
presso la SMS Dante Alighieri sono state in prima istanza approvate con delibera del
Collegio dei Docenti del 19/02/08.
Il primo intervallo è dalle ore 10,50 alle ore 11,00 e si svolge nei corridoi.
Il secondo intervallo è previsto tra il termine della quinta ora e l’inizio della sesta ora
Durante l’intervallo non sono accessibili i piccoli corridoi terminali del 1° e del 2° piano
dell’ala nuova ed i colloqui con i genitori sono sospesi.
I momenti di intervallo devono essere periodi di interruzione dell’attività didattica, di
relax in sicurezza e di tranquilla socializzazione tra gli studenti.
2) Indicazioni comportamentali relative all’intervallo
Durante l’intervallo gli alunni devono tenere sempre un comportamento corretto, sotto la
costante sorveglianza del personale docente e ATA.
Quindi:
• Non possono entrare né nella propria aula né in altre ( salvo eccezioni
debitamente motivate e autorizzate dai docenti anche su specifiche indicazioni
dirigenziali)
• Non possono correre per i corridoi né spingersi.
•
Non possono affacciarsi alle finestre sporgendosi dai davanzali.
• Non possono sporgersi dalle ringhiere delle scale, né muoversi tra un piano e
l’altro.
• Non devono, per nessuna ragione, usufruire dei distributori automatici di
bevande che sono ad uso esclusivo del personale della scuola.
• Per dare la possibilità a tutti di accedere ai bagni gli alunni devono ridurre la loro
permanenza ai servizi per le sole necessità fisiologiche e igieniche.
• Per ragioni igieniche è vietato consumare bevande e cibi all’interno dei servizi
stessi.
• Al suono della campanella il rientro in aula deve essere graduale e ordinato per
consentire la rapida ripresa delle lezioni
• Eventuali comportamenti trasgressivi ( come per tutto lo svolgimento dell’attività
didattica ed educativa ) saranno valutati ai sensi delle vigenti norme scolastiche
3) Indicazioni sull’uso dei telefoni cellulari e di altre apparecchiature elettroniche da
parte degli alunni
Le modalità regolamentari sull’uso delle apparecchiature di cui al tit. 3 art. 3 del presente
regolamento è stato approvato dal Consiglio d’Istituto 13 febbraio 2008 e dal Collegio dei
Docenti del 19 febbraio 2008 della SMS Dante Alighieri. Tali modalità vengono riproposte
dal presente regolamento con alcune modifiche, facendo seguito alle seguenti norme
nazionali e locali:
- le linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri
dispositivi elettronici contenute nella Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione del
15/03/2007 Prot. n.30/dip./segr.;
- lo statuto degli studenti e delle studentesse DPR 249 del 24 giugno 1998 integrato dal
DPR 235/07
- il Regolamento di istituto dell’IC Varese 6 – parte Scuola Secondaria di 1° grado “Dante
Alighieri” di Varese;
4 ) Specifiche limitazioni e modalità d’uso telefoni cellulari.
A. L’uso del telefono cellulare è vietato durante l’intero tempo-scuola (attività didattiche,
intervalli, pausa mensa, attività extracurricolari, trasferimenti da aula a laboratori e
palestra,…), sia come apparecchio di collegamento telefonico, che come trasmettitore di
messaggi, foto-camera, video-camera e ogni altra funzione.
B. Il possesso a scuola del telefono cellulare è sconsigliato; qualora un alunno decida di
esserne fornito lo stesso dovrà mantenerlo spento per l’intera durata dell’attività didattica e
conservarlo come effetto personale e con diretta responsabilità per quanto riguarda la
custodia dell’apparecchio. La scuola non assume alcuna responsabilità circa eventuali
danni e/o furti.
5) Limitazioni e modalità d’uso altri apparecchi elettronici
Il suddetto divieto d’uso è esteso a qualunque apparecchio elettrico o elettronico (I-pod,
walkman, videogiochi, game-boy,…) che sia incompatibile con l’attività didattica, fatta
eccezione per i casi in cui sia lo stesso docente a richiederne o consentirne l’uso per
strette finalità didattiche.
6) Comunicazioni urgenti
Per particolari e urgenti esigenze di comunicazione tra alunni e famiglie sarà utilizzabile il
telefono fisso installato nell’edificio scolastico, previa autorizzazione del docente in servizio
e sotto sorveglianza di un operatore scolastico.
7) Trasgressioni nell’uso delle apparecchiature elettroniche e interventi disciplinari
Il divieto di utilizzare telefoni cellulari e altri apparecchi elettronici durante il tempo-scuola
prevede l’applicazione del seguente sistema sanzionatorio, secondo il criterio di
proporzionalità di seguito stabilito:
A. L’uso del telefono cellulare (e di altri apparecchi elettronici) durante il tempo-scuola
comporta l’immediato ritiro dell’apparecchio da parte del docente che verifica l’infrazione al
Regolamento. Lo stesso provvede al richiamo scritto sul diario o sul libretto personale
dell’alunno e sul registro di classe. L’apparecchio verrà restituito ai genitori, che saranno
appositamente convocati dal coordinatore o da un docente di classe o dall’Ufficio di
segreteria e sollecitati al puntuale rispetto del Regolamento.
B. Alla seconda trasgressione il Consiglio di classe può adottare i provvedimenti previsti
dal Regolamento. In casi particolari, che saranno valutati dallo stesso Consiglio, il
provvedimento potrà prevedere l’assegnazione di attività “riparatorie”, orientate al
recupero educativo dell’alunno.
C. L’uso accertato del telefono cellulare durante una verifica scritta comporta l’immediato
ritiro dell’apparecchio da parte del docente, l’annullamento della prova, il richiamo scritto
sul diario o sul libretto personale dell’alunno e sul Registro di classe. Il Consiglio di classe
potrà valutare opportuni interventi disciplinari mediante tempestiva convocazione.
D. Nel caso di reiterate infrazioni e di atteggiamenti ripetutamente negligenti nei confronti
degli interventi educativi da parte dei docenti, la sanzione può comportare, a giudizio del
Consiglio di classe, valutazioni sanzionatorie sino all’allontanamento temporaneo dalla
scuola per tre giorni.
E. Nel caso di fatti di eccezionale gravità, accertati e imputabili a uno o più alunni, (uso del
telefono cellulare per diffusione di filmati a contenuto pornografico, violazione della privacy
di docenti e coetanei, realizzazione di foto e filmati che offendano il comune senso del
pudore) il provvedimento disciplinare, che sarà valutato dal Consiglio di classe caso per
caso, potrà comportare l’allontanamento temporaneo dalla scuola fino a 15 giorni.
F. Sarà anche valutata l’opportunità di procedere con denuncia circostanziata all’autorità di
polizia.
8) Opportunità degli interventi educativi in merito al Titolo 3
L’adozione di uno dei provvedimenti disciplinari sopra-citati comporterà, comunque,
un’azione di riflessione e di auto-valutazione, che sarà esercitata a seconda dei casi dal
coordinatore della classe, da un altro docente, dal dirigente, al fine di favorire nell’alunno
interessato una positiva fase di responsabilizzazione.
TITOLO 4
Gite scolastiche
e visite d’istruzione
Parte A – scuola secondaria di I grado
1) Riferimenti normativi
Il Titolo 4 del presente Regolamento d’istituto è stato approvato con Delibera del Consiglio
d’Istituto n. 103 del 22 gennaio 2007 aggiornata nelle sedute del 5 ottobre 2007, del 4
aprile 2008 e del giugno 2010 n° 48 e 49 da parte della scuola secondaria di I grado
Dante Alighieri poi integrata nell’I.C. Varese 6.
Tali delibere sono state modificate in alcune parti dalla delibera di approvazione del
presente Regolamento senza tuttavia snaturare il senso generale che presiede
all’effettuazione delle gite e delle visite d’istruzione, alla loro regolarità e alla loro
sicurezza.
La scuola considera i viaggi d’istruzione, le visite guidate, le lezioni fuori sede, la
partecipazione ad attività teatrali e sportive, a campionati o gare sportive, a concorsi
provinciali, regionali, nazionali, internazionali, i gemellaggi con scuole estere parte
integrante e qualificante delle attività istituzionali di istruzione e formazione, momento
privilegiato di conoscenza, comunicazione, socializzazione e completamento delle
preparazioni specifiche.
Questi i principali riferimenti normativi cui il presente Titolo si ispira:
D.M. 295/1999
C.M. n. 291/1992
C.M. n. 623/1996
D.I. 01/02/2001 n. 44
Note del MIUR del 15/7/02 e del 20/12/02
Codice Civ. art. 2047 e 2048; Legge1 luglio 1980 n. 312, art. 61 Legge 23/12/2005 n. 266
Regolamento di Istituto e di Disciplina – IC Varese 6
2) Definizione delle iniziative
Tutte le tipologie di viaggio sono contenute nella normativa di riferimento; nel
Regolamento si conviene che esse vengano così sinteticamente indicate:
A) Viaggi di istruzione: si prefiggono il miglioramento della conoscenza del territorio
italiano nei suoi molteplici aspetti, naturalistico – ambientali, economici, artistici, culturali;
per i viaggi all'estero obiettivo è anche la conoscenza e/o approfondimento della realtà
linguistica del paese.
Tali iniziative possono comportare uno o più pernottamenti fuori sede.
B) Visite guidate nel territorio: si effettuano nell'arco di una giornata o frazioni di essa
anche oltre l’ orario delle lezioni e si prefiggono gli obiettivi di cui sopra in località situate
nel comune o nella provincia o in ogni caso raggiungibili nell’arco della giornata non
comportano alcun pernottamento fuori sede.
C) Brevi visite guidate nel territorio comunale: si effettuano nell’arco della mattinata o
frazioni di essa e si prefiggono gli obiettivi di cui sopra nel comune (visione di monumenti
in città, partecipazione a mostre, conferenze o iniziative locali non programmabili
preventivamente). Devono preferenzialmente essere effettuate nelle ore dell’insegnante
che richiede l’uscita o con cambiamenti d’orario concordati con i colleghi. Non devono
comportare alcun costo per la scuola (supplenze).
D) Viaggi connessi con attività sportive: si tratta di viaggi finalizzati a garantire agli
allievi la partecipazione ad attività sportive. Vi rientrano sia quelle finalizzate alla
conoscenza di specialità sportive sia le attività collegabili ad attività sportive (es. Ciclocittà)
3) Modalità di istruzione delle attività e organi competenti all’autorizzazione
A. Le attività individuate all’art. 1 devono essere oggetto di idonea programmazione,
inserite nel progetto didattico-educativo della classe e quindi sottratte ad ogni iniziativa
estemporanea. Tutte le attività sopraindicate (esclusa la tipologia C e le uscite non
prevedibili all’atto della stesura del PIANO) esigono una preventiva fase progettuale fin
dall'inizio dell'anno scolastico da concludersi entro la prima settimana di novembre, o fin
dalla fine dell’anno scolastico precedente.
B. Le attività sono regolate da criteri e obiettivi stabiliti dal Collegio Docenti e dai Consigli
di classe, nel rispetto della normativa vigente e in armonia con le linee indicate dal POF.
C. In particolare:
- il Collegio Docenti individua i criteri generali in relazione agli obiettivi didattici, alla scelta
delle destinazioni, alle classi a cui indirizzare le proposte.;
- i Consigli di Classe, sulla base di tali criteri, elaborano le proposte di Viaggi che
costituiscono la base per la predisposizione del Piano dei Viaggi della Scuola da
presentare al Consiglio d’Istituto per l’approvazione.
D. Per le uscite non programmabili entro la data di approvazione del Piano Viaggi, spetta
al Dirigente Scolastico autorizzare visite guidate nel territorio nell’arco di una sola giornata,
fermo restando il rispetto della normativa vigente.
E. Le eventuali visite guidate nel territorio autorizzate dal Dirigente scolastico
successivamente all’approvazione del piano viaggi non potranno in ogni caso superare il
limite numerico ed i tetti di spesa fissati dal presente regolamento.
F. Al Dirigente Scolastico spetta anche autorizzare i viaggi e le uscite di una sola giornata
connessi con attività sportive. Non essendo queste uscite programmabili tutte all’inizio
dell’anno scolastico e prevedendo la partecipazione di ridotti gruppi di alunni di classi
diverse, saranno oggetto di una programmazione di massima da parte dei Consigli di
classe (entro la prima settimana di ottobre), che esprimeranno la propria adesione alle
manifestazioni sportive con la classe o con singoli alunni. Non sarà necessario, in quella
sede, comunicare i nominativi degli alunni.
G. Il Capo d’ Istituto assegna la funzione di coordinamento per la costruzione e la
redazione del Piano Viaggi alla Commissione Viaggi di cui agli art. successivi.
4) Proponenti per ogni tipo di viaggio
A. Le proposte di Viaggi, per tutte le tipologie previste, devono pervenire alla commissione
Viaggi- Gite, complete in tutte le parti (meta, periodo, referente,accompagnatori, riserve,
ecc) da parte dei Coordinatori dei Consigli di Classe, possibilmente entro la prima
settimana di Ottobre.
B. Qualora possibile le visite guidate nel territorio che verranno effettuate tra settembre e
dicembre, la proposta dovrà pervenire prima del termine delle attività dell’anno scolastico
precedente ( 30 giugno) e le uscite saranno autorizzate dal Dirigente Scolastico. Tali visite
nel territorio saranno computate nel numero massimo di uscite per ciascuna classe e nei
tetti di spesa previsti dal presente regolamento.
C. Ogni Consiglio di Classe provvede alla stesura della proposta del progetto di Viaggio,
con l'individuazione del Referente, seguendo l'iter procedurale indicato nel presente
Regolamento.
In relazione alla possibilità di richiedere preventivi per tutto il “pacchetto” del Piano Viaggi
della Scuola, si dovrà uniformare la data di richiesta.
5) Iter procedurale per i viaggi di istruzione
A. I Consigli di Classe devono provvedere:
- all'individuazione degli itinerari e del programma di viaggio compatibili con il percorso
formativo ;
- all'individuazione dei docenti accompagnatori disponibili;
- alla scelta del periodo di effettuazione del viaggio di istruzione.
B. La proposta del viaggio, redatta dal Consiglio di Classe su un modello standard per
tutto l'istituto, sarà inoltrata alla Commissione Gite (Funz. Strum. + gruppo di lavoro) per la
redazione del Piano Annuale dei Viaggi della Scuola da presentare al Collegio Docenti, il
quale delibera il Piano dei Viaggi d'istruzione sotto l'aspetto didattico raccordandolo con il
Piano dell'Offerta Formativa.
C. Il Dirigente Scolastico verificherà la fattibilità del Piano sotto l'aspetto didattico,
organizzativo ed economico e lo sottoporrà al Consiglio d’Istituto per la conseguente
delibera (mese di novembre).
D. Sulla base del Piano approvato dal Consiglio di istituto, generalmente entro il mese di
dicembre la Commissione Gite di cui al successivo art.12 esaminerà le offerte pervenute
dalle agenzie per aggiudicarsi la gara di appalto seguendo poi la procedura prevista dal
medesimo art. 12
6) Destinatari
A. Sono tutti gli allievi regolarmente iscritti presso la scuola secondaria di I grado dell’
istituzione scolastica.
Per gli alunni minorenni è tassativamente obbligatorio acquisire il consenso scritto di chi
esercita la potestà familiare. Si precisa che tutti i partecipanti devono essere coperti da
polizza assicurativa contro gli infortuni.
B. Il limite minimo di partecipazione di ogni classe ai Viaggi di istruzione è stabilito nell’
80% degli studenti frequentanti la classe (con arrotondamento per difetto) e con
l’esclusione, nel computo, degli allievi che non parteciperanno per decisione del Consiglio
di Classe).
C. Alle visite guidate è obbligatoria la partecipazione dell'intera classe (salvo gli assenti
della giornata)
L'eventuale assenza dello studente nel giorno della visita guidata deve essere giustificata.
L'onere del trasporto si intende obbligatorio per l'intera classe.
D. Il Consiglio di Classe si riserva la facoltà di non consentire la partecipazione a
viaggi d’istruzione e a visite guidate da parte di alunni che abbiano evidenziato
comportamenti scorretti, o potenzialmente pericolosi per sè e per gli altri, e
frequentemente non attinenti alle regole scolastiche
7) Durata dei viaggi e periodi di effettuazione
A. Considerata l'opportunità che per il completo svolgimento dei programmi di
insegnamento non vengano sottratti tempi eccessivi alle normali lezioni in classe, si indica
il periodo massimo utilizzabile per i viaggi di istruzione, per ciascuna classe.
B. La durata massima dei viaggi di istruzione è così fissata:
Viaggi di istruzione
Classi PRIME: 1 giorno in Italia;
Classi SECONDE: fino a 2 giorni in Italia (con un pernottamento)
Classi TERZE: fino a 3 giorni in Italia o all’estero (con due pernottamenti) a cui sarà
possibile aggiungere un giorno, purché non venga superato il tetto di spesa, determinato
annualmente dal Consiglio d’Istituto.
Dovrà essere posta particolare attenzione alla situazione degli alunni con intolleranza
alimentare e prevedere quindi, con le agenzie, la possibilità di pasti adeguati e compatibili
con le diverse patologie.
Visite guidate nel territorio
Cinque visite per ogni classe, inerenti all’attività programmata e concordata con il consiglio
di classe, purché non venga superato il tetto di spesa annualmente determinato dal
Consiglio d’Istituto. Sarà possibile aggiungere al massimo un‘uscita (tipologia C) solo con
accompagnatori volontari, per non gravare la scuola di ulteriori costi.
C. I viaggi devono essere effettuati entro il 30 aprile di ogni anno. Le uscite sul territorio
regionale, provinciale o comunale, da effettuare nel mese di maggio o giugno, saranno
autorizzate solo se motivate da sopraggiunte esigenze o appartenenti alle categorie
espresse dalla CM 291/92 (gite per manifestazioni sportive, per visite ambientali del
periodo, per eventi di rilevanza didattica proposte solo in tale periodo)
D. Particolare attenzione va posta, nella programmazione delle iniziative in esame, al
problema della sicurezza. Deve pertanto essere evitata, quanto più possibile, la
programmazione dei viaggi in periodi di alta stagione e nei giorni prefestivi.
E. E' opportuno che la realizzazione dei viaggi non cada in coincidenza di altre particolari
attività istituzionali della scuola (operazione degli scrutini, riunioni scolastiche o con i
genitori, elezioni scolastiche).
F. E’ opportuno che l’ultimo giorno del viaggio di istruzione coincida con il venerdì
(settimana corta) o con il sabato (settimana normale).
G. Per una puntuale programmazione dei contenuti delle visite è preferibile che vengano
aggregate per ogni viaggio classi dello stesso livello (es. : classi prime o classi seconde) e
non più di due classi per una stessa visita guidata o viaggio d’istruzione, o che vengano
aggregate classi dello stesso corso (es. : seconda e terza sez. A). In quest’ultimo caso la
classe terza dovrà adeguarsi al limite di durata e ai costi della seconda e non viceversa.
8) Criteri per organizzare ev. attività per i non partecipanti alle visite d’istruzione
I non partecipanti non sono esonerati dalla frequenza scolastica.
Agli alunni che non partecipano alla visita per qualsiasi motivo, è garantita la frequenza
scolastica.
9) Costi per le famiglie (v. anche principi espressi per la parte riguardante la scuola
primaria)
A. Compito precipuo dei consigli di classe è proporre mete e itinerari che garantiscano una
partecipazione generalizzata, condizione necessaria per il conseguimento delle finalità
didattico-culturali dell’iniziativa.
B. I Consigli di Classe valuteranno attentamente il rapporto costi-benefici, tenendo
presenti le esigenze delle famiglie per quanto riguarda i costi.
Il Consiglio d’ Istituto conferma i seguenti limiti di spesa:
Visite guidate nel territorio
Spesa massima consentita : Euro 45,00
Viaggi di istruzione
Classi PRIME: €. 50,00
Classi SECONDE: €. 150,00
Classi TERZE: €. 270,00
Gli importi sopra indicati dovranno essere comprensivi anche delle somme da pagare in
contanti (biglietti di ingresso a musei, mostre ecc., guide turistiche, laboratori, pranzi, ecc.)
E’ possibile “spostare” la spesa prevista per visite guidate nel territorio e viaggi d’istruzione
purché la spesa totale rimanga invariata.
Per l’anno scolastico corrente il “budget” di spesa per le famiglie sarà il seguente:
Classi PRIME: €. 95,00
Classi SECONDE: €. 195,00
Classi TERZE: €. 315,00
C. Sono esclusi dai predetti limiti le partecipazioni volontarie a gare sportive, spettacoli
teatrali ed eventi non rientranti nella programmazione didattica.
Le famiglie saranno informate prima della adesione del costo massimo del viaggio di
istruzione.
Contestualmente all’atto della adesione al viaggio di istruzione, che consiste nella
sottoscrizione da parte di un familiare della comunicazione organizzativa predisposta dalla
scuola, è richiesto il versamento delle seguenti somme:
Classi PRIME: €. 25,00
Classi SECONDE: €. 50,00
Classi TERZE: €. 100,00
D. A norma di Legge non sono consentite gestioni fuori - bilancio, pertanto le quote di
partecipazione dovranno essere versate sul c/c postale n. 10044212 intestato alla Scuola
dal singolo genitore o da gruppi di genitori che indichino nella causale, oltre alla meta e
alla data, i nominativi degli alunni e della classe per i quali viene effettuato il versamento.
In caso di successiva rinuncia documentata al viaggio, dietro richiesta da parte della
famiglia, potrà essere predisposto rimborso dell’importo versato, fatta eccezione per i costi
sostenuti e le eventuali penalità attribuite dalla agenzia organizzatrice.
10) Docenti accompagnatori
A. Gli accompagnatori sono individuati dal DS fra i docenti disponibili ad accompagnare gli
alunni appartenenti alla classe che effettua il viaggio o, comunque, fra i docenti che hanno
dato la loro disponibilità ad accompagnare gli allievi (riserve) anche di altri corsi, fermo
restando che almeno un docente accompagnatore abbia diretta conoscenza della classe.
(vedi delibera 48/49)
B. Per i viaggi all'estero, è opportuno che almeno uno degli accompagnatori possieda
un’ottima conoscenza della lingua del Paese da visitare.
C. Per ogni gruppo di 15 studenti o frazione dovrà essere individuato un docente
accompagnatore, tenendo presente che qualora il gruppo (anche inferiore ai 15
partecipanti) viaggi da solo, i docenti accompagnatori dovranno essere almeno due.
D. Per i viaggi di istruzione, in ogni caso, per motivi di sicurezza, per ogni classe è
necessario che vi siano due accompagnatori.
In presenza di studenti diversamente abili il numero dei docenti sarà incrementato di una
unità fino ad un massimo di tre studenti diversamente abili.
E. Durante ogni viaggio è prevista la presenza di un docente con funzione di referente e
responsabile dell’organizzazione che:
- è tenuto a firmare la dichiarazione di assunzione di responsabilità
- è la persona cui fanno riferimento gli allievi, i genitori, i docenti e la segreteria
- è la persona che viene informata e documentata sulla progettazione e fasi successive
- è tenuto alla raccolta e alla successiva consegna in Segreteria dei moduli per
l'autorizzazione al viaggio degli alunni minorenni, provvede al controllo dei bollettini di
versamento del contributo da parte degli allievi e comunica in segreteria i nominativi dei
partecipanti
- riceve l'elenco nominativo degli alunni partecipanti, distinti per classe di appartenenza,
timbrati e datati dal D.S
- verifica con l’ufficio di segreteria (ass. amministrativo addetto) che i partecipanti siano in
possesso di tutti i documenti utili per la partecipazione al viaggio
- riceve la dichiarazione da parte della famiglia di specifiche situazioni relative allo stato di
salute dello studente.
- riceve in consegna i documenti relativi al viaggio (compreso estratto polizza assicurativa)
- redige la relazione finale controfirmata da tutti i docenti accompagnatori.
F. I docenti accompagnatori, prima della partenza (almeno una settimana prima)
consegnano agli studenti perché lo trasmettano alle famiglie, un foglio indicante l'itinerario
dettagliato giorno per giorno, contenente:
- l'ora di partenza;
- il punto di ritrovo;
- l'ubicazione e il numero di telefono dell'albergo;
- l'ora prevista per il rientro;
- le regole di comportamento che gli studenti devono seguire durante il viaggio e gli
eventuali provvedimenti disciplinari. per garantire una visita proficua e serena
G. Entro 7 giorni dallo svolgimento del viaggio/visita il docente referente e responsabile
presenta al Dirigente una relazione sull’attuazione del viaggio (v. comma E).
La relazione consuntiva dovrà indicare:
- il numero dei partecipanti ed eventuali assenti
- i docenti accompagnatori
- un giudizio globale sui servizi forniti dalla ditta
- le finalità didattiche raggiunte
- eventuali pendenze aperte (economiche, disciplinari, rimostranze)
H. In accordo con l’Ufficio di segreteria i docenti accompagnatori devono portare con sé un
modello per la denuncia di infortunio e l'elenco dei numeri telefonici della scuola compreso
il numero del fax, nonché le condizioni della polizza assicurativa che contiene anche utili
indicazioni in caso di inconvenienti.
I. I docenti accompagnatori comunicano tempestivamente alla Segreteria i nominativi degli
alunni assenti al momento della partenza, per provvedere immediatamente alla
predisposizione della pratica di rimborso della quota versata presso l’Assicurazione.
Potranno invece partecipare a viaggi, gite, visite guidate - interamente a proprie spese - i
genitori degli studenti minorenni con difficoltà documentate, portatori di handicap, ecc.
qualora detta occasione sia di primaria necessità per lo studio e la formazione scolastica
degli studenti stessi, purché non vi siano oneri per la scuola e non vengano loro affidati
compiti di vigilanza generale degli allievi. Essi sono tenuti a partecipare alle attività
previste dal programma.
L. Per particolari motivazioni,vagliate dal D.S., può essere consentita la partecipazione ai
viaggi d’istruzione e visite guidate del personale ATA, purché sia in ogni caso garantito il
servizio regolare all’interno della scuola, non vi siano oneri di alcun genere per la scuola e
non vengano affidati a detto personale compiti primari di vigilanza sugli allievi.
M. Il DS può aggregare ai docenti accompagnatori altro insegnante, anche di classi
diverse da quelle interessate al viaggio d’istruzione, per accertate spiccate competenze
specifiche.
11) Responsabilità docenti accompagnatori
A. La responsabilità del personale della Scuola in viaggio rientra nel contesto della
responsabilità civile secondo la quale chiunque sia intenzionalmente che
preterintenzionalmente arrechi un danno ad altri, è obbligato a risarcire (art.2043 C.C.).
L’art.61 della legge 11 luglio 80 n.312 prevede che, qualora l’Amministrazione sia costretta
a risarcire per danni procurati da alunni soggetti a vigilanza, la responsabilità
dell’accompagnatore è limitata ai soli casi di dolo e di colpa grave. Quando un alunno
provoca un danno, lo Stato dopo aver chiamato in causa il danneggiato, verificherà se gli
accompagnatori sono stati all’altezza della situazione, oppure se è da imputare loro
qualche comportamento imprudente o omissivo. Sarà tenuto conto anche del criterio
adottato dal Dirigente Scolastico nel selezionare i partecipanti ed i docentiaccompagnatori.
B. L'accompagnatore è tenuto ad una attenta ed assidua vigilanza degli alunni con
l’assunzione delle responsabilità di cui all’art. 2047 del C.C. (allegato al presente articolo)
integrato dalla norma di cui all’art.61 della legge n.312/80 che limita la responsabilità
patrimoniale del personale della Scuola ai soli casi di dolo e colpa grave.
Una vigilanza così qualificata deve essere esercitata non solo a tutela della incolumità
degli alunni, ma anche a tutela del patrimonio artistico nei cui confronti troppo spesso,
purtroppo, vengono da più parti lamentati danni anche gravi a causa dell’irrazionale e
riprovevole comportamento di singoli alunni o gruppi di essi (art. 8.1 C.M. 291)
Codice Civile
Art. 2047 -Danno cagionato dall'incapace
In caso di danno cagionato da persona incapace d'intendere o di volere (Cod. Pen. 85 e
seguenti), il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo
che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia
potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in
considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l'autore del
danno a un'equa indennità.
Art. 2048 - Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei
maestri d'arte
Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei
figli minori non emancipati (314 e seguenti, 301, 390 e seguenti) o delle persone soggette
alla tutela (343 e seguenti, 414 e seguenti), che abitano con essi. La stessa disposizione
si applica all'affiliante.I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono
responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti (2130 e
seguenti) nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.Le persone indicate dai commi
precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non avere potuto
impedire il fatto.
12) Assicurazione
A. Le polizze obbligatorie sono :
- contro gli infortuni
- sulla responsabilità civile R.C.
La prima copre il caso di morte o invalidità permanente causate da sinistri che si possono
verificare anche in viaggio. Tale polizza, già in possesso della Scuola, è stata integrata,
aumentando tutti i massimali di polizza previsti. La seconda copre responsabilità civile di
tutti i partecipanti per danni causati a terzi durante il viaggio.
B. Le coperture assicurative facoltative sono:
- polizza di assistenza e spese mediche
- polizza bagaglio
- polizza annullamento viaggio
La prima fornisce consulenza medica ed invio di medicinali urgenti, rientro sanitario a
seguito di infortuni o malattia, spese supplementari di soggiorno legate allo stato del
singolo, viaggio di un familiare in caso di ricovero, spese di ambulanza, taxi per trasportare
il paziente, assistenza legale, rientro anticipato, interprete a disposizione ed altre spese
medico-farmaceutiche.
La seconda viene attivata in caso di furto, rapina, incendio degli oggetti che il viaggiatore
ha con sé, oppure smarrimento o ritardo consegna bagaglio da parte dei vettori. Tale
polizza garantisce, inoltre, il rimborso spese di prima necessità.
La terza viene stipulata a copertura delle penali in caso di rinuncia per seri e comprovati
motivi.
C. Assistenza
Spesso durante il viaggio l’insegnante accompagnatore deve prendere decisioni che
riguardano la salute degli alunni, l’eventuale smarrimento o furto di un documento o
bagaglio e tutelare gli alunni per danneggiamento a cose altrui. Questo comporta perdita
di tempo, estenuanti procedure, rischio di subire il danno reale. La polizza stipulata dalla
Scuola comprendere una particolare copertura assicurativa a vantaggio dei docenti ed
alunni.
13) Commissione viaggi e visite d’istruzione : oneri e competenze (articolo da
sottoporre a successiva e ulteriore valutazione specifica da parte del C.d.I))
A. L'attività negoziale con le agenzie e con le ditte di trasporti per l'attuazione dei viaggi di
istruzione è sottoposta alla normativa disciplinata dalla legge sulla Amministrazione sul
Patrimonio e sulla contabilità dello Stato e dal D.I. 01/02/2001 (regolamento di contabilità).
Nella negoziazione con le Agenzie di Viaggio, ove possibile, sarà ricercata la possibilità di
conferire l’incarico dell’organizzazione dell’intero “pacchetto” dei Viaggi della Scuola ad un
solo operatore scelto secondo le procedure normative di legge, al fine di ottenere migliori
condizioni qualitative ed economiche.
B. Il Consiglio di Istituto, avvalendosi della Commissione Viaggi unitamente al Dsga e agli
assistenti amministrativi incaricati, viene chiamato a scegliere il tipo di gara e opta per la
gara d’appalto a licitazione privata, in base alla quale si ricercano e si individuano sul
mercato imprese che presentano requisiti di specializzazione e professionalità e si
predispone uno schema di viaggio da sottoporre all’imprese che intendono partecipare alla
gara. Le richieste saranno formulate sulla base di presupposti chiari, precisi ed obiettivi. La
Gara d’appalto a licitazione privata è caratterizzata da un capitolato d’appalto, partecipano
solo le Ditte invitate e si affida l’incarico al miglior offerente (al ribasso). Una volta
assegnata la gara all’agenzia, non sarà più possibile apportare variazioni al programma
della gita.
C. Lo schema di capitolato d'oneri da utilizzare per disciplinare il rapporto contrattuale tra
istituzioni scolastiche e agenzie di viaggi in materia di visite guidate e viaggi d'istruzione è
quello allegato alla circolare del Ministero dell’Istruzione - Direzione Generale per
l'Organizzazione dei Servizi nel Territorio prot. n. 645 dell’11/4/2002 Ufficio III realizzato
con la collaborazione della FIAVET, associazione di categoria nel settore di cui trattasi ed
allegato alla circolare stessa.
D. In questa fase preliminare il Consiglio d’Istituto opera attraverso la Commissione
Viaggi, che sarà così composta:
- D.S. o un suo delegato e DSGA;
- Docenti Referenti nella Commissione con compiti di coordinamento;
- due rappresentanti della componente genitori;
- un Assistente Amministrativo.
E. La Commissione Viaggi per la scuola secondaria, integrata dai docenti sc.
Primaria/infanzia per i viaggi e le gite di tale settore scolastico, ha le seguenti competenze:
- coordina le procedure per l’effettuazione dei viaggi e visite di istruzione, raccordandosi
con i Consigli di classe;
- sceglie la ditta “agenzia” che gestirà i viaggi dell’anno scolastico. Nel preventivo dovrà
essere specificata la spesa per singolo viaggio e la percentuale di sconto nel caso alla
stessa ditta dovesse essere affidato l ‘intero pacchetto.
- invia per conoscenza al Consiglio d’Istituto la proposta economica finale del Piano dei
Viaggi e Visite di istruzione sulla base del Piano complessivo già deliberato dal Consiglio
di Istituto;
- supervisiona le fasi di implementazione del Piano ed elabora i dati per la valutazione
finale.
Criteri per la designazione dei membri:
I docenti della Commissione Viaggi sono indicati nel Piano annuale delle attività (Funzioni
strumentali e docenti dell’inerente Gruppo di Lavoro - v. FIS); il responsabile della singola
gita è designato dal Dirigente Scolastico.
I rappresentanti dei genitori sono designati dalla rispettiva componente del Consiglio
d’Istituto.
l’Assistente Amministrativo è designato dal DSGA in base al Piano Annuale Attività per il
pers. ATA.
14 ) Comportamenti degli studenti
A. Lo studente, per l’intera durata del viaggio, è tenuto a mantenere un comportamento
corretto e rispettoso delle persone e delle cose, coerentemente con le finalità educativoformative dell’istituzione scolastica.
Al fine di garantire l’altrui e propria incolumità, è tenuto ad osservare scrupolosamente le
regole del vivere civile, in particolare il rispetto degli orari e del programma previsto
( Valgono comunque per le gite scolastiche le norme comportamentali e le valutazioni
disciplinari previste dal Titolo 3 del presente Regolamento)
B. E’ severamente vietato detenere oggetti contundenti e potenzialmente pericolosi,
bevande alcoliche, sostanze psicotiche e farne uso .
C. E’ d’obbligo evitare situazioni a rischio di qualunque genere:
- sui mezzi di trasporto, evitare spostamenti non necessari e rumori eccessivi;
- in albergo muoversi in modo ordinato, evitando ogni rumore che possa ledere il diritto
all’altrui tranquillità, sporgersi dalle finestre e scavalcare balconi - evitare di spostarsi dalla
camera assegnata
- Rispettare gli orari del proprio e dell'altrui riposo, evitare di porsi in situazione di
stanchezza per il giorno dopo, per non perdere la possibilità di fruire al massimo delle
opportunità culturali ed umane offerte dal viaggio.
- Eventuali danni materiali procurati durante il soggiorno saranno addebitati agli studenti
assegnatari della camera.
- Mantenere nei confronti dei vari prestatori di servizi (personale degli alberghi, autisti,
guide….) un comportamento corretto e rispettoso dell'altrui lavoro: evitare comportamenti
chiassosi od esibizionistici.
- non allontanarsi dall’albergo su iniziativa personale sia di giorno che di notte.
- E' severamente vietato introdurre nelle stanze bevande alcoliche ed oggetti nocivi o
pericolosi a qualunque titolo. E’ vietato fumare.
- Non allontanarsi per nessun motivo dal gruppo senza esplicita autorizzazione degli
accompagnatori ed essere puntuali agli appuntamenti di inizio giornata ed a quelli
eventuali nel corso della giornata.
- la responsabilità degli allievi è personale: pertanto qualunque comportamento difforme
determina l’applicazione di provvedimenti disciplinari, graduabili in base alla gravità della
eventuale mancanza commessa.
D. E’ necessario:
- portare con sé un valido documento di identità (obbligatorio per legge a partire dal
quindicesimo anno di età). Assicurarsi che sia valido per l'espatrio.
- portare con sé il libretto sanitario o fotocopia dello stesso.
- consegnare al docente accompagnatore la dichiarazione da parte della famiglia di
specifiche situazioni relative allo stato di salute dello studente.
- portare sempre con sé copia del programma e recapito dell'albergo
- durante la visita alla città il gruppo deve mantenersi unito e attenersi alle indicazioni degli
accompagnatori.
- nei casi più gravi, d’intesa fra i docenti accompagnatori e il Dirigente Scolastico, può
essere prevista l’immediata interruzione del viaggio con onere finanziario a carico degli
allievi responsabili.
E. In caso di gravi inosservanze delle regole gli accompagnatori valuteranno il diritto dello
studente alla prosecuzione del viaggio di istruzione e, dopo tempestiva comunicazione alla
famiglia, ne verrà immediatamente predisposto il rientro. Le spese di tale rientro saranno a
totale carico degli studenti inosservanti : quindi la famiglia si assumerà totalmente l'onere
organizzativo del rientro stesso.
F. Le presenti regole a consentire che il viaggio si svolga nel modo più sereno e
gratificante possibile.
15) Contributi alle famiglie
A. Le famiglie di studenti che si trovino in disagiate condizioni economiche possono, se
residenti in Lombardia, presentare alla Regione Lombardia richieste di borse di studio ex
Legge 62/2000 a sostegno della spesa per l'istruzione.
Le domande potranno essere presentate anche direttamente ai comuni purché recanti il
timbro e il visto della scuola.
Si ricorda che attraverso i contributi per il diritto allo studio ex Legge 62/2000 è possibile
per le famiglie con reddito limitato richiedere il rimborso fino al 30% (elevabile in caso di
disponibilità finanziaria fino alla copertura totale) delle spese sostenute per la
partecipazione alle attività curricolari (rette di frequenza, contributi obbligatori richiesti dalla
scuola per le attività didattiche previste dal Piano dell’Offerta Formativa, comprese le gite
di istruzione), per il trasporto, per la mensa scolastica, per i sussidi scolastici.
La spesa complessivamente sostenuta non deve essere inferiore a €. 51,65.
B. Inoltre, la Scuola, nei limiti della situazione finanziaria corrente, costituirà un “ fondo di
solidarietà”:
- con le economie degli anni precedenti
- con i fondi maturati sul conto corrente bancario (interessi attivi),
- con una quota tratta dai finanziamenti degli Enti Locali per il Piano per il
Diritto allo Studio.
E’ possibile accedere al “fondo di solidarietà” presentando al Dirigente Scolastico
richiesta documentata di contributo, che se accolta, e nel limite dei fondi a disposizione
della scuola, porterà al rimborso di una percentuale non superiore al 70% della quota di
partecipazione.
Le domande per il contributo da parte della Scuola , che verranno trattate con la massima
riservatezza dal Dirigente Scolastico – coadiuvato nella fase istruttoria dal DSGA - ,
dovranno essere presentate entro il 30 ottobre dell’anno scolastico di riferimento e
documentate con la dichiarazione ISEE , che può essere richiesta all’INPS o a un CAF
(può essere, anche, utilizzata la copia della dichiarazione ISEE presentata per la richiesta
al Comune del buono libro).
Il limite ISEE per il rimborso alle famiglie verrà equiparato a quello stabilito annualmente
dalla Regione Lombardia.
C. Il Dirigente Scolastico richiederà, in caso di necessità, al coordinatore di classe una
relazione sugli alunni partecipanti al viaggio o alla gita, nella quale dovrà essere
evidenziato il comportamento dello stesso, soprattutto riguardo alle assenze e alla
puntualità dei doveri scolastici.
D. La famiglia dell’alunno verrà informata dell’accoglimento della domanda e della
percentuale di rimborso da parte della Scuola prima dell’inizio delle visite di istruzione; il
rimborso verrà corrisposto entro il 30 giugno dell’anno di competenza.
E. Indipendentemente dalle procedure sopra indicate, i genitori potranno segnalare al
Capo d’Istituto situazioni di particolare gravità e urgenza che verranno prese in
considerazione e valutate singolarmente. In questi casi, il Dirigente potrà avvalersi del
parere dei Consigli di classe.
F. Si riconosce al Dirigente Scolastico la facoltà di concedere la rateazione delle quote a
carico dei genitori in casi particolari e a fronte di richieste motivate.
Parte B - scuola primaria e dell’infanzia
1) Organizzazione delle iniziative: gite scolastiche, visite e viaggi d’istruzione
I riferimenti normativi, le definizioni specifiche, le competenze organizzative e autorizzative
sono quelle previste dagli art. 1,2,3 della Parte A - scuola secondaria - del presente Titolo
del regolamento.
2) Avvio delle procedure
A. I progetti di massima relativi a visite e viaggi devono possibilmente pervenire alla
Dirigenza Scolastica nelle settimane successive alla prima seduta del Consiglio di
Interclasse in modo che il Consiglio di Istituto possa deliberare il Piano Annuale visite e
viaggi d’istruzione di ogni anno scolastico.
La raccolta delle proposte complessive sarà a cura dei referenti Gite di ciascun plesso
entro il mese di novembre.
L’Iter procedurale seguirà poi quello previsto per la scuola secondaria appartenente
all’I.C. Varese 6. (v. Parte A, art.5 )
B. Risultano inserite in modo automatico (salvo apposita delibera contraria) nel PIANO
ANNUALE dei viaggi e delle visite d’istruzione le seguenti attività:
•
Le visite didattiche previste dal Progetto di Continuità educativa e scolastica delle scuole
materne del territorio alle scuole elementari e viceversa, delle scuole elementari del
territorio alle scuole medie e viceversa.
• Le proposte non prevedibili all’atto della stesura del PIANO e in particolare quelle
proposte da EE.LL., Associazioni Culturali, Associazioni Genitori (anche in occasioni di
feste natalizie o di fine anno per utilizzo spazi attrezzati o spazi verdi), altri Organismi
scolastici possibilmente con contestuale fornitura dell’idoneo mezzo di trasporto.
Per tale inserimento automatico sono necessari il consenso scritto dei genitori e
l’autorizzazione del Capo d’Istituto, se necessario in accordo con il Presidente del
Consiglio di Istituto.
•
Le proposte inserite nell’apposita delibera- quadro già approvata nel precedente anno
scolastico
3) Caratteristiche delle iniziative ( ev. criteri e limiti)
A. Le visite e i viaggi di istruzione devono avere una valenza formativa all’interno della
programmazione educativa e didattica.
B. Se incluse nella programmazione didattica, sono da considerarsi “parte integrante delle
lezioni le attività didattiche da svolgersi, nell’arco di una giornata, al di fuori delle strutture
scolastiche e con carattere obbligatorio per tutti alunni”
C. Altre iniziative a carattere generale culturale e ambientale che richiedano una durata
superiore a quella di una singola giornata, devono trovare attuazione nei periodi scelti
all’interno del calendario scolastico regionale con valutazione della singola iniziativa
effettuata dal Consiglio d’Istituto.
D. Ragioni relative alla sicurezza e alla vigilanza degli alunni ( in particolare per le scuole
dell’infanzia e dei primi anni della scuola primaria sino al primo biennio) dovranno
comunque essere determinanti nelle scelte d’autorizzazione da parte del C.d.I.
Tali motivazioni saranno prioritarie anche in ordine a motivazioni di ordine didattico o
educativo.
E. Fatte salve le valutazioni per l’autorizzazione del Consiglio d’Istituto per gite e visite
d’Istruzione di particolare carattere e in situazioni peculiari, non sono , di norma,
consentite gite, visite o viaggi che comportano trasferimenti o utilizzo di mezzi di trasporto
sulle vie d’acqua anche per tratti limitati ( ev. deroga solo per cl. quinta con specifica
delibera Piano annuale gite e viaggi d’istruzione ).
4) Ambiti territoriali
A) Per gli alunni delle classi 1^-2^-3^ di norma, le visite possono avvenire indicativamente
nel territorio della provincia di Varese e delle provincie viciniori, comunque entro il raggio
di 50km circa dalla sede scolastica.
B) Per gli alunni delle classi 4^-5^ le visite possono avvenire indicativamente entro il
raggio di circa 400km dalla sede scolastica, con singola valutazione per viaggi d’istruzione
di durata superiore alla giornata (solo classe quinta).
C) Nell’eventualità di proposte di viaggi con percorrenza superiori, il Consiglio di Istituto
delibererà di volta in volta.
5) Partecipazione degli alunni (v. anche art. 6 e art.14 - Parte A - del presente Titolo che
valgono ad integrazione del presente articolo)
A. Le visite e i viaggi devono essere predisposti per classi intere, evitandone in ogni caso
lo svolgimento qualora non possa essere assicurata la partecipazione di almeno l’80%
degli alunni della classe.
B. Agli alunni che non partecipano alla visita per qualsiasi motivo, è garantita la frequenza
scolastica.
C I genitori e i responsabili dell’adempimento dell’obbligo scolastico devono autorizzare
per iscritto la partecipazione dell’alunno alla gita o al viaggio.
6) Partecipazione dei genitori
A. Potrà essere consentita anche la partecipazione dei genitori degli alunni, a condizione
che ciò non arrechi disagio all’organizzazione, non comporti onere a carico del bilancio
dell’Istituto e che si seguano i seguenti criteri:
− I destinatari di diritto sono gli alunni, gli insegnanti ed eventualmente il pers.ATA
− ferma restando la partecipazione dei bambini rispetto agli adulti, nel caso in cui il
numero degli alunni non sia sufficiente a coprire la disponibilità dei posti a
sedere, si suggerisce l’abbinamento con classi di altri plessi dell’istituto.
− qualora, invece, rimanessero posti liberi, si ritiene possano partecipare anche i
genitori secondo i seguenti ulteriori criteri espressi in ordine preferenziale:
1. familiare di alunno portatore di handicap
2. genitori di alunni aventi comprovati problemi fisici o problemi
comportamentali particolari, previo accordo d’indirizzo con i genitori degli
stessi
3. rappresentanti di classe
4. genitori che ne facciano espressa richiesta scritta. Si precisa che,
relativamente ai punti 1,2,4 sopra esposti, si intende una sola persona per
alunno.
5. Nel caso in cui gli aventi diritto, appartenenti alle categorie dei punti 3-4
fossero superiori di numero ai posti disponibili, si procederà per sorteggio.
B. Se si presentasse l’eventualità di una richiesta da parte dei genitori di un’aggregazione
alla visita di istruzione usando mezzi propri, essa viene consentita a patto che i genitori
aggregati
-
non interferiscano o limitino il regolare svolgimento della visita stessa,
non sottraggano la custodia del minore agli insegnanti a cui è affidato;
non usufruiscano di eventuali benefici dati dall’appartenenza al gruppo scolastico (es.
riduzioni prezzi biglietti d’ingresso).
7) Accompagnatori (v. anche art. 10-11 - Parte A - del presente Titolo che valgono ad integrazione
del presente articolo )
A. Un docente appositamente delegato sarà responsabile della realizzazione dell’iniziativa
e assumerà le decisioni eventualmente necessarie nel corso della visita o viaggio.
B. Ciascuna classe partecipa alla visita o viaggio sotto la sorveglianza degli insegnanti di
classe (rapporto 1:15)
C. Quando le circostanze lo richiedano, il Dirigente Scolastico può autorizzare la
partecipazione in qualità di accompagnatori di altri insegnanti non appartenenti alla classe
che effettua la visita, ma comunque rientranti nell’Organico funzionale di Istituto.
D. Gli insegnanti e gli altri accompagnatori assumono l’obbligo della vigilanza degli alunni
e si fanno carico delle responsabilità connesse con i rischi che le gite e i viaggi
comportano.
E. Ai docenti accompagnatori compete il trattamento di missione secondo le prescrizioni
di legge qualora lo richiedano.
8) Copertura assicurativa (v. anche art. 12 - Parte A – del presente Titolo che vale ad
integrazione del presente articolo)
Gli alunni, gli accompagnatori e i genitori ai quali sia stata consentita la partecipazione alle
visite o viaggi devono essere garantiti da polizza assicurativa contro gli infortuni e per la
RC.
9) Onere finanziario (v. anche art. 15 – Parte A – del presente Titolo che vale ad integrazione
del presente articolo)
A. La progettazione di viaggi e visite di istruzione deve essere preceduta da un’attenta
analisi delle risorse disponibili (compresi gli eventuali contributi di Enti vari) e dei costi
preventivabili, nonché da eventuali sondaggi presso le famiglie degli alunni circa la
disponibilità a concorrere alle spese.
B. Gli insegnanti avranno cura che nessun alunno sia escluso dalla visita per motivi
economici. Potrà essere posta a carico del Bilancio del Consiglio di Istituto (con ulteriore
sovvenzione nel piano diritto allo studio) la quota pro-capite di quegli alunni che per
condizioni socio-economica del nucleo familiare non possono provvedere in proprio alla
spesa. La segnalazione di tali alunni può essere fatta, a nome del Consiglio
d’Interclasse/classe soli docenti, da parte degli insegnanti del singolo modulo/team.
Tale comma entrerà in vigore solo all’atto di stesura dei criteri di individuazione degli
alunni necessitanti da parte del Consiglio di Circolo per la parte concernete la scuola
primaria e dell’infanzia.
C. Eventuali contributi e le quote poste a carico degli alunni partecipanti devono essere
versati sul c/c postale dell’Istituto e iscritti in Bilancio.
I pagamenti disposti a qualsiasi titolo per lo svolgimento delle iniziative in oggetto devono
avvenire esclusivamente attraverso i normali documenti contabili.
10) Periodo di effettuazione (v. anche comma C art. 7 – parte A del presente Titolo che vale
ad integrazione del presente articolo)
Non vanno programmate iniziative in coincidenza di altre particolari attività istituzionali
delle scuole (quali le operazioni degli scrutini, le elezioni scolastiche, ecc.)
Le visite e i viaggi vanno effettuati ai sensi del comma 7.2 della C.M. 291/92.
11) Scelta della ditta autotrasporti ( articolo da sottoporre a ulteriore ratifica specifica)
Per tutte le modalità procedurali, di autorizzazione e di svolgimento valgono le norme
indicate dalla C.M. 291/92 e successive integrazioni, il D.I. 44/2001 e l’ art. 13 - Parte A –
del presente Titolo.
La Commissione Viaggi di sc. sec., per la sola fase procedurale economico finanziaria
relativa ai viaggi e alle gite di sc. primaria o dell’infanzia sarà integrata da due docenti di
sc. primaria o dell’infanzia.
12) Visite nell’ambito del comune
A. All’inizio di ogni anno scolastico i genitori sottoscriveranno un’autorizzazione per tutte le
eventuali uscite didattico - educative che si effettueranno sul territorio comunale.
I docenti sono comunque tenuti a dare alle famiglie preavviso scritto delle uscite con
anticipo.
B. Per le escursioni a piedi nell’ambito del Comune è necessario avvertire il Dirigente
Scolastico e/o l’insegnante referente (v. comunque apposita delibera).
C. Per le visite nell’ambito del Comune che prevedono l’uso di un automezzo è necessario
avvertire per iscritto il Dirigente Scolastico (v. comunque apposita delibera ), l’insegnante
referente e acquisire l’autorizzazione scritta da parte delle famiglie.
L’APPLICAZIONE PRATICA DEL TITOLO 4 DEL REGOLAMENTO FA
MOMENTANEAMENTE RIFERIMENTO alla circolare dell’Ic Varese 5 Dante n.69 prot.
5748 c37 del 20 novembre 2013 ( e succ. integrazioni) che detta alcune indicazioni
operative e propone moduli di richiesta IN ATTESA della revisione completa dello
stesso titolo 4 e alla messa in atto di alcune sue emanazioni (v. ad es. costituzione
Commissione Gite)
TITOLO 5
FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO
D'ISTITUTO E ATTIVITA' COLLEGIALI
1) Composizione e sede dei Consiglio d'istituto (Durata in carica)
I membri dei Consiglio d'istituto sono nominati con decreto del dirigente scolastico. Il
consiglio è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le sue componenti
abbiano espresso la propria rappresentanza. In caso di assenza temporanea o
d'impedimento del dirigente scolastico, la sostituzione avviene con il docente collaboratore
vicario.
Il Consiglio ha sede nei locali della Scuola dove tiene le riunioni.
Il Consiglio dura in carica 3 anni.
2) Elezioni del Presidente e del Vicepresidente.
Il Presidente è eletto secondo le modalità dell'art. 5 dei D.P.R. n. 416.
Nella prima seduta il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico e deve
eleggere tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso il proprio presidente.
Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio.
L’elezione ha luogo a scrutinio segreto.
E’ considerato eletto quel genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti,
rapportata al numero dei componenti il Consiglio; qualora non si raggiunga detta
maggioranza nella prima votazione, il presidente viene eletto a maggioranza relativa dei
votanti, sempre che siano presenti almeno la metà più uno dei componenti in carica.
A parità di voti si procede al ballottaggio. Il Consiglio elegge anche un vice presidente, da
votarsi tra i genitori componenti il Consiglio stesso, secondo le modalità previste per
l’elezione del presidente”
3) Attribuzioni del Presidente.
Il Presidente assicura il regolare funzionamento del Consiglio e svolge tutte le necessarie
iniziative per garantire una gestione democratica della Scuola e la piena realizzazione dei
compiti del Consiglio.
In particolare:
a) presiede le sedute del Consiglio;
b) provvede alle convocazioni ordinarie del Consiglio e a quelle urgenti, ne presiede le
riunioni ed adotta tutti i necessari provvedimenti per il regolare svolgimento dei lavori;
c) esamina le proposte della Giunta, quelle dei membri del Consiglio e degli altri organi
della Scuola che hanno attinenza al Consiglio d'istituto;
d) prende contatto, previa deliberazione del Consiglio, coi Presidenti degli altri Istituti, di
cui all'art. 6 del D.P.R. 416, con gli Enti Locali e con le organizzazioni democratiche
operanti nel territorio (quartiere, sindacati, etc.);
e) ha facoltà di interrompere l'oratore per un richiamo al regolamento;
f) rispetta il regolamento alla pari degli altri membri del Consiglio.
4) Prerogative del Presidente. e dei consiglieri
Il Presidente del Consiglio d'istituto ed i consiglieri hanno diritto di libero accesso negli
uffici della Scuola durante il normale orario di ricevimento ed hanno diritto di ottenere tutte
le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio, nonché la relativa
documentazione.
Il Presidente può disporre dei servizi di segreteria per quanto concerne gli atti del
Consiglio d'istituto.
5) Attribuzioni del Vicepresidente.
Il Vicepresidente sostituisce nelle sue funzioni e con le stesse prerogative il Presidente in
caso di assenza o d'impedimento. In caso di contemporanea assenza del Presidente e del
Vicepresidente assume pro-tempore la funzione di Vicepresidente il genitore più anziano
presente.
6) Funzioni del Segretario del Consiglio.
Le funzioni di Segretario dei Consiglio sono affidate dal Presidente ad un membro del
Consiglio stesso.
Il Segretario ha il compito di redigere il processo verbale dei lavori del Consiglio secondo
le modalità di cui all’art. 7 del presente regolamento e di sottoscrivere, unitamente al
Presidente, gli atti e le deliberazioni del Consiglio d'istituto oltre al processo verbale.
7) Processo verbale e pubblicazione degli atti.
Di ogni seduta, a cura del Segretario, è redatto un processo verbale che deve contenere
l'oggetto della discussione, i nomi di coloro che hanno preso parte al dibattito e le tesi
sostenute, nonché l'esito delle eventuali votazioni e approvazioni.
Il processo verbale è firmato dal Presidente e dal Segretario e deve essere depositato in
segreteria prima della seduta successiva.
Per la stesura dei verbale si propone il seguente ordine:
− data e orario della seduta;
− ordine del giorno;
− predisposizione di griglia dei presenti e degli assenti
− eventuali mozioni sui vari punti all’ordine del giorno verbalizzate nell’esatta
formulazione con la quale vengono sottoposte a votazione; esito delle votazioni con
l’indicazione di unanimità o maggioranza. In quest’ultimo caso dovrà essere
indicato il numero dei voti favorevoli e quello dei voti contrari;
− eventuali dichiarazioni di voto;
− i singoli interventi possono essere messi a verbale dietro specifica richiesta dell’
interessato.
Il verbale viene approvato nella prima seduta utile successiva a quella di riferimento e
viene recapitato ai componenti il CDI unitamente alla convocazione della seduta anche
mediante servizio di posta elettronica con acquisizione di ricevuta di ritorno.
Gli atti conclusivi e le deliberazioni sono pubblicati in apposito albo della Scuola.
Non sono soggetti a pubblicazioni gli atti concernenti singole persone, salvo contraria
richiesta dell'interessato.
Estratti dei verbali del CDI contenenti delibere di particolare interesse per le famiglie
potranno essere rese pubbliche mediante sito WEB dell’ I.C. Varese 6, previa
certificazione da parte del Dirigente Scolastico che ne cura la pubblicizzazione sotto la
propria responsabilità; sono escluse quelle parti di verbale recanti nomi o riferimenti a
persone o la cui pubblicazione sia in aperto contrasto con la normativa di tutela della
privacy o di tutela dei dati personali sensibili.
8)La Giunta Esecutiva e le sue attribuzioni
La Giunta Esecutiva è composta ed eletta secondo le modalità previste dall'art. 8 del
Decreto legislativo 16/4/1994 n. 297.
La Giunta è presieduta dal Dirigente scolastico. In caso di assenza o impedimento del
Dirigente scolastico, le funzioni di Presidente saranno svolte dal docente delegato ai sensi
dell'art. 396 del Decreto legislativo 16/4/1994 n. 297. La Giunta Esecutiva ha compiti
istruttori ed esecutivi rispetto all'attività del Consiglio; svolge la propria attività nell'ambito
delle decisioni del Consiglio. Ogni divergenza nell'esecuzione delle deliberazioni del
Consiglio, deve essere risolta dal Consiglio stesso.
9) Convocazione e riunione della Giunta.
La Giunta è convocata dal Dirigente scolastico. In caso di urgenza è convocata con
fonogramma o telegraficamente almeno ventiquattro (24) ore prima della riunione. La
Giunta deve riunirsi ogni qualvolta lo richieda il Presidente del Consiglio d’Istituto, oppure
un terzo (1/3) dei componenti la Giunta stessa. Le sedute della Giunta sono valide se è
sempre presente la metà più uno dei suoi componenti. Ciascun membro della Giunta ha
libero accesso negli uffici della Scuola durante l'orario di servizio ed ha diritto di prendere
visione di tutti i documenti concernenti l'attività della medesima.
Il direttore dei servizi generali e amministrativi della Scuola svolge funzioni di Segretario
della Giunta.
10) Bilancio preventivo e conto consuntivo.
La Giunta entro i termini previsti dal Regolamento di contabilità o dalle istruzioni annuali
emanate dal M.I.U.R., sulla base delle linee generali approvate dal Consiglio, predispone il
programma annuale (bilancio).
Il conto consuntivo dovrà essere sottoposto all'approvazione del Consiglio entro la
scadenza prevista dalla normativa Della approvazione ne viene data comunicazione
mediante affissione all’albo ed informativa sul sito WEB.
E’ facoltà del CDI approvare a ratifica per condivisione le linee direttrici del Piano
dell’offerta formativa, definite dal Collegio Docenti che ne avrà precedentemente valutato
l’opportunità in termini educativi, didattici e di formazione della personalità degli studenti,
esprimendo al proposito proprio parere vincolante, in particolare laddove siano previste
attività il cui costo gravi sulle famiglie. Ciascun corso singolarmente attivato dovrà avere
un costo definito dalla contribuzione della scuola e delle famiglie.
11) Riunioni del Consiglio d'istituto
Le riunioni del Consiglio d'istituto avranno luogo nei locali della scuola in ore non
coincidenti con l'orario delle lezioni. Per agevolare la partecipazione delle varie
componenti e per salvaguardare i diritti del personale A.T.A., le sedute saranno indette
nelle ore tardo-pomeridiane dei giorni feriali, evitando il sabato (salvo situazioni particolari
debitamente motivate) e scegliendo orari adeguati.
12) Convocazione dei Consiglio
Il Consiglio è convocato dal Presidente ogni qualvolta ne ravvisi la necessità o
l’opportunità. Il Consiglio deve essere convocato ogni qualvolta ne venga fatta richiesta da
un terzo dei consiglieri o dal Dirigente Scolastico.
Per argomenti urgenti proposti dalla Giunta o di carattere prioritario il Consiglio d'istituto
può essere convocato in seduta straordinaria. La richiesta di convocazione del Consiglio
deve indicare la data, l'orario e l'ordine dei giorno. È facoltà del Presidente, sentita la
Giunta, di anticipare e differire la convocazione al fine di raggruppare eventuali altre
richieste.
Comunque la convocazione non può essere rinviata di più di dieci (10) giorni oltre il
termine indicato. La convocazione ordinaria dei Consiglio deve essere portata a
conoscenza, a cura dell'ufficio di segreteria, per iscritto, ai membri dei Consiglio almeno
cinque (5) giorni prima, con l'indicazione dell'orario e dell'ordine dei giorno. Copia della
convocazione è affissa all'albo della Scuola.
In caso di urgenza la convocazione deve essere fatta a mezzo fonogramma o
telegramma almeno ventiquattro (24) ore prima della seduta.
13)Formazione dell'ordine dei giorno
L'ordine dei giorno delle convocazioni è formulato dal Presidente dei Consiglio d'istituto e
deve contenere gli argomenti eventualmente proposti dai consiglieri, dagli organi collegiali
e dal Dirigente scolastico. Tali argomenti devono essere pertinenti con le finalità
istituzionali del Consiglio di Istituto espresse dalla normativa nazionale.
14) Variazione dell'ordine dei giorno
Per discutere e votare su argomenti che non siano all'ordine del giorno e non inseribili fra
le “comunicazioni del presidente” è necessaria una deliberazione del Consiglio adottata a
maggioranza, all'inizio della seduta. La deliberazione su argomenti inseriti nelle
“comunicazioni del presidente” richiesta dal Presidente o da singoli consiglieri, qualora non
vi sia opposizione da parte di nessun consigliere a deliberare, viene assunta seduta stante
a maggioranza.
Si può variare l'ordine dei punti all'ordine dei giorno.
15) Pubblicità della seduta
È ammessa la presenza del pubblico (docenti A.T.A., genitori) nell'aula dove avviene la
riunione dei Consiglio. Tale presenza deve essere regolata dal Presidente in modo da
garantire il regolare svolgimento dei lavori. Il pubblico non ha facoltà di intervenire sugli
argomenti né di influenzare le deliberazioni, possono invece intervenire coloro che sono
invitati alla riunione in qualità di esperti o di consulenti su specifici punti all’o.d.g. La facoltà
e le modalità dell’intervento sono regolate dal Presidente seduta stante.
Il Consiglio si riunisce in seduta non aperta al pubblico solo quando venga deliberata a
maggioranza assoluta dei voti validamente espressi e quando tratti argomenti riferiti a
persone.
16) Organizzazione dei lavori dei Consiglio
I lavori del Consiglio possono essere organizzati mediante programmi, calendari o schemi
di lavoro. Il Consiglio al fine di realizzare il proprio potere d'iniziativa, di cui all'art. 6 dei
D.P.R. 416/74, può decidere di costituire nel proprio seno commissioni di lavoro che non
possono avere potere decisionale. Le commissioni di lavoro svolgono la propria attività
secondo le direttive e le modalità stabilite dallo stesso Consiglio e, per meglio adempiere
ai propri compiti, possono sentire esperti delle singole materie.
17) Discussione e votazione
A tutti i consiglieri i è concesso il diritto di parola sugli argomenti posti all'ordine dei giorno.
Il Presidente, raccolte le iscrizioni per gli interventi, dà facoltà di parlare seguendo l'ordine
di iscrizione. Il tempo degli interventi può essere stabilito di volta in volta a seconda
dell'argomento. Coloro che intervengono nella discussione devono attenersi all'argomento
in esame, senza deviazioni. Non è consentito interrompere chi parla; può farlo soltanto il
Presidente per un richiamo al regolamento. Chiunque ha diritto alla dichiarazione di voto.
18) Validità delle adunanze e delle deliberazioni. Ricorsi
Per la validità dell'adunanza del Consiglio d'istituto, nonché della Giunta Esecutiva, è
richiesta almeno la presenza della metà più uno dei componenti in carica. Le deliberazioni
sono adottate a maggioranza dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali
prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto dei Presidente I Consiglieri che
dichiarano di astenersi dal voto sono computati per la determinazione del numero
necessario a rendere legale la seduta, ma non per determinare il numero dei votanti.
Avverso le deliberazioni del CDI è ammesso ricorso amministrativo secondo la scala
istituzionale prevista dalle vigenti normative.
19) Modifiche ai Regolamenti
Il consiglio d’Istituto ha facoltà di modificare o integrare la materia regolamentare di propria
competenza ogniqualvolta ne ravvisi l’opportunità e/o la necessità. Tutte le deliberazioni in
merito dovranno essere assunte a maggioranza assoluta dei componenti
20) Diritti dei membri dei Consiglio
Hanno diritto ad avere la parola durante le sedute, per il tempo strettamente necessario a
chiarire l'argomento (e comunque non oltre dieci minuti),
esclusivamente i membri dei Consiglio e gli eventuali invitati ai sensi dei comma 5, art. 5
dei D.P.R. 416/74.
Ogni membro dei Consiglio può richiedere al Presidente informazioni e spiegazioni
sull'esecuzione da parte della Giunta delle deliberazioni validamente adottate.
21) Libertà di coscienza
Il Consiglio d'istituto dovrà vigilare affinché non venga violata la libertà di coscienza morale
e civile sancita dalla Costituzione. Sempre nello spirito della Costituzione il Consiglio
d'istituto dovrà garantire a tutti ed a ciascuno la piena libertà nelle scelte personali.
22) Decadenza dell'incarico
Per i membri del Consiglio che non intervengano senza giustificati motivi a tre sedute
consecutive, si può dare inizio alla procedura per il provvedimento di decadenza. Il potere
di promuovere tale procedura spetta oltre che al Presidente, a ciascuno dei componenti
del Consiglio. La proposta del provvedimento di decadenza è notificata all'interessato
entro cinque giorni dalla richiesta. L'interessato ha facoltà di inviare giustificazioni scritte o
di intervenire nella seduta successiva, nel corso della quale il Consiglio si pronuncerà a
maggioranza assoluta sulla decadenza.
23) Dimissioni
Il consigliere può rinunciare all'incarico presentando, per iscritto, le dimissioni al
Presidente del Consiglio, il quale ne dà notizia a ciascuno degli altri componenti.
Il Consiglio prende atto della rinuncia all'incarico per dimissioni nella prima seduta
successiva alla presentazione della rinuncia stessa che dà luogo a surroga.
24) Surroga Proroga
Il Consiglio si rinnova parzialmente in caso di dimissioni, di morte, di decadenza e per
qualsiasi altra causa di uno o più componenti.
A chi cessa dall'incarico subentra colui il quale, in possesso dei requisiti per essere eletto,
sia risultato primo dei non eletti nella stessa lista. Il surrogante rimane in carica sino alla
scadenza dei periodo di durata dei Consiglio.
Finché non è insediato il nuovo CDI resta in carica il precedente.
I genitori in scadenza restano in carica sino a nuove elezioni sempre che ne abbiano i
requisiti
.
25) Estinzione e scioglimento
Il CDI può essere sciolto dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico preposto nel caso in cui tutti i
componenti si dimettano o perdano i requisiti, nel caso di gravi irregolarità persistenti o di
mancato funzionamento.
In tal caso verranno indette nuove elezioni.
26) Attribuzioni principali del Consiglio
Su proposta della giunta e fatte salve le competenze del Collegio dei docenti e dei Consigli
di classe e di interclasse e di intersezione, il C.d.I. ha potere deliberante nei seguenti
ambiti:
- delibera il Programma annuale e il conto consuntivo;
- dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento
amministrativo e didattico dell’Istituto;
- ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l’organizzazione e
la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti della disponibilità di
fondi, nelle seguenti materie:
α) adozione del regolamento interno dell’Istituto;
β) acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei
sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei
materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
χ) adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
δ) criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche,
interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di
sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di
istruzione;
ε) promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di
informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
φ) forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere
assunte dall’Istituto.
Sono inoltre di competenza del Consiglio d’Istituto tutte quelle attribuzioni previste dalla
normativa scolastica in vigore ( in particolare i criteri in tutte le discipline inserite nel
presente regolamento)
27) Ulteriori disposizioni
Tutto ciò che non è previsto dal presente Regolamento interno, viene regolamentato sulla
base della normativa scolastica vigente anche per quanto riguarda modalità organizzative
di tutti i restanti OO.CC. di Istituto ivi comprese le assemblee.
A ulteriore precisazione, nell’Istituto Scolastico autonomo locale di Varese 6, sono
disposti i seguenti “comma interni” che integrano la normativa generale:
In base alla legge 11/10 1977 n.748 le sedute del Consiglio di Istituto sono aperte a tutti
i membri delle componenti elettive compatibilmente con gli spazi a disposizione ( verifica
D.S.) e senza diritto di parola. In caso di impossibilità di proseguire la seduta, per
intemperanze, è facoltà del Presidente far allontanare il pubblico presente e proseguire la
seduta a porte chiuse.
Il Collegio dei Docenti è convocato secondo le modalità stabilite dall’art. 4 terzultimo
comma, del succitato D.P.R. 31/5/74 n. 416 e del D.L.vo n. 297/94. Esso si riunisce di
regola ogni bimestre e ogniqualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità oppure
quando almeno 1/3 dei suoi componenti ne facciano richiesta.
Gli atti e le deliberazioni del Collegio dei Docenti, verbalizzati
da un insegnante
designato dal Presidente, non sono soggetti a pubblicazione ,salvo contraria richiesta di
almeno 2/3 dei componenti l’intero collegio. Ciascun componente il collegio può prendere
visione del verbale depositato presso la segreteria dell’istituto Scolastico.
28) Assemblee (vedi anche Titolo 1)
A. Le assemblee dei genitori possono essere : di classe, di plesso, di istituto.
B. I rappresentanti dei genitori nei Consigli di Interclasse e /o di classe possono
esprimere un comitato dei genitori dell’Istituto o di plesso ( ev. Comitati giuridicamente
costituiti (Associazioni dei genitori) devono avere un proprio Statuto e, nel caso
organizzino attività scolastiche integrative o attività di collaborazione con l’attività didattica,
devono seguire le norme previste dal D. I. 44/2001, dalla vigente normativa scolastica e
dal Codice Civile ).
C. Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’Istituto , la data ed il luogo di
svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il
Dirigente Scolastico.
D. Nel caso previsto dal precedente comma l’assemblea di classe può essere
convocata su richiesta dei genitori eletti nei Consigli di Interclasse/ Classe secondo le
modalità previste dal Titolo 1 – Capo V - art.3, lett. B ;
- l’assemblea di plesso è convocata su richiesta della maggioranza dei genitori del
plesso (50%+1);
- l’assemblea di Istituto è convocata su richiesta del presidente dell’assemblea ove sia
stato eletto, o dai genitori dell’Istituto secondo i parametri numerici previsti dal D.L. 297/94.
E. Il Dirigente Scolastico, verificata l’idoneità degli spazi, autorizza la convocazione
dell’assemblea di classe, di plesso o di Istituto e i genitori promotori ne danno
comunicazione mediante affissione di avviso all’Albo, rendendo noto anche l’ordine del
giorno.
F. L’assemblea si svolge fuori dall’orario delle lezioni.
G. All’assemblea di classe, di plesso o di istituto, possono partecipare con diritto di parola
il Dirigente Scolastico e gli insegnanti rispettivamente della classe, del plesso o
dell’Istituto.
H. In ogni plesso è disponibile uno spazio per l’Albo dei genitori.
I. Gli atti delle assemblee di classe, di plesso e di istituto devono essere verbalizzati a cura
di un membro designato dal presidente dell’assemblea stessa e qualora possibile, raccolti
in un libro verbale, a pagine numerate e custoditi dall’insegnante referente di ogni plesso.
L. Il Dirigente Scolastico delega i richiedenti le assemblee a prendere gli opportuni accordi
con il DSGA per stabilire gli orari del personale non docente in servizio straordinario per
eventuale apertura e chiusura degli edifici durante le assemblee di classe o per
provvedere in proprio secondo disposizioni scritte su apposito modulo.(v. casistica per uso
locali).
TITOLO 6
Criteri per le iscrizioni
e per le formazioni delle classi
( infanzia, primaria, secondaria I grado)
1) Criteri generali per la formazione delle sezioni e per l’inserimento di nuovi alunni
nelle sezioni di scuola dell’infanzia
L’Ufficio di Dirigenza nel formulare la composizione delle sezioni di scuola dell’infanzia,
sentito il parere delle ins. Referenti di plesso e dei genitori in casi di particolare rilevanza
( alunni pdh, in affidamento, in situazione di documentato disagio socio-familiare…), si
avvarrà nell’ordine dei seguenti criteri generali :
-
ripartizione equilibrata tra maschi e femmine
-
ripartizione equilibrata per età in sezioni eterogenee;
valutazione opportuna per casi di alunni pdh con contenimento numerico possibile
della sezione;
parere dei genitori circa la frequenza di fratelli e/o gemelli nella stessa o in diversa
sezione;
pregressa frequenza socializzante all’asilo-nido;
equilibrio numerico possibile tra le diverse sezioni;
-
Per gli alunni che si avvarranno delle facoltà concesse dalla legge 53/03 e dal D.l. 59/04
(v. www.istruzione.it) qualora le condizioni strutturali e di organizzazione lo permetteranno
(v. cm 19/04), si seguiranno gli stessi criteri sopra elencati, tenendo conto che inizialmente
per essi si farà riferimento a un elenco distinto. ( v. criteri art. 4 – comma 2, quarto punto).
Per la loro accoglienza e per quella degli alunni che compiranno i tre anni di età ad anno
scolastico in corso si veda la normativa generale e eventualmente la delibera annuale del
Collegio Docenti.
2) Formazione delle classi prime ( nel caso di più sezioni ) nella scuola primaria
All’inizio dell’anno scolastico gli alunni di classe 1^ maschi e femmine, vengono
inizialmente suddivisi in classi provvisorie ( a cura dell’Ufficio di Dirigenza, segreteria e
staff di dirigenza su informazioni raccolte dai docenti cl. Quinte uscenti e commissione
continuità) per un periodo di circa 15/20 giorni utili agli insegnanti per poter trarre
informazioni relative alle dinamiche relazionali e ai modi dell’apprendimento dei singoli
alunni, al fine di formare classi il più possibile eterogenee per gruppi omogenei.
a- Le classi provvisorie verranno formate sulla base dei seguenti criteri:
 numero equivalente di alunni per sezione con equa suddivisione di maschi e femmine;
 numero equivalente di gruppi omogenei per classe;
 eventuali segnalazioni dei genitori con particolare riferimento ai fratelli gemelli, senza
alterare però in maniera forte la composizione della classe formata attraverso i criteri
precedenti.
Nel caso di alunni portatori di handicap si terrà conto delle informazioni ricevute
dalla equipe medico –psico - pedagogica e di ogni altra notizia atta a favorire
il migliore inserimento nella classe adeguata.
b- Gli insegnanti nel periodo di osservazione terranno conto:
 elementi di valutazione desunti dagli incontri con gli insegnanti di scuola materna;
 analisi dei comportamenti ;
 prove di verifica d’ingresso al fine di formare i succitati “gruppi omogenei”;
c- Valutate da parte dell’Ufficio di Dirigenza ev. richieste di modifica degli elenchi delle cl.
provvisorie, le classi verranno poi definitivamente formate con inserimento nell’elenco
agli atti.
E’ possibile una modifica della costituzione delle sezioni di classi parallele in uno stesso
plesso in anni successivi al primo solo per gravi, ripetuti e comprovati motivi di ordine
disciplinare e didattico segnalati dai docenti, poi valutati dal Dirigente scolastico che
dispone ev. variazione degli elenchi agli atti previo consenso assembleare della
maggioranza dei genitori. Tutto ciò al solo fine di rendere più omogenee didatticamente le
classi e più sereno l’ambiente di relazione.
3) Eventuali non ammissioni alla classe successiva
Per la scuola primaria l’’inserimento degli alunni “non ammessi alla classe successiva”
nella nuova classe di appartenenza, di norma, sarà valutata e decisa dal Dirigente
Scolastico, sentita ev. l’equipe pedagogica, nel rispetto dei criteri di continuità didattica, di
continuità Lingua 2 e visti gli aspetti relazionali e numerici delle classi.
Per la scuola secondaria l’inserimento degli alunni “non ammessi alla classe successiva”
nella nuova classe di appartenenza, di norma, sarà valutata e decisa dal dirigente
scolastico sulla base dei seguenti criteri :
- possibile mantenimento all’interno della sezione di appartenenza ( salvo diversa richiesta
dei genitori e/o persistenti difficoltà di relazione all’interno della medesima sezione)
- scelta della seconda lingua straniera
- numero degli alunni ( anche M/F) nella nuova classe di appartenenza
- ridistribuzione anche in altre sezioni in caso di più non- ammissioni provenienti dalla
stessa classe sulla base dei rapporti di relazione e di numero.
4) Criteri per l’ordine di priorità in caso di iscrizioni eccedenti alla scuola primaria e
alla scuola dell’infanzia
Visto il R.D. 1425/31;
vista la CM 400/91
Visto il T.U. D.L. 297/94;
Visto il DM 331/98
Vista la CM 3/01
Visto il DPR 275/99
Visti la L.53/03, il D.L. 59/04, il DPR 81/09
Viste le norme interne che disciplinano la formazione delle classi;
Visto il decreto dirigenziale relativo al numero massimo di alunni previsto annualmente
( compatibilmente con la normativa scolastica, con gli spazi a disposizione, la ricettività prevista dalla norma
sulla sicurezza, le aule laboratorio di nuova struttura, gli spazi con nuove destinazioni organizzative,
l’organizzazione della mensa scolastica e le attività doposcolastiche);
si indicano i seguenti criteri di priorità in ordine all’oggetto dell’art. 4:
1)ALUNNI
1b )
2)
3)
-
ISCRITTI ENTRO I TERMINI PREVISTI DALLA NORMATIVA;
ALUNNI GIA’ FREQUENTANTI PLESSI IC VARESE 5
ALUNNI RESIDENTI NEL COMUNE DI VARESE
alunni residenti nel bacino d’utenza del plesso;
alunni residenti nel bacino d’utenza dell’Istituto;
alunni con fratelli che frequentano già il plesso scolastico;
alunni in ordine decrescente d’età (solo per la scuola dell’infanzia )
ALUNNI NON RESIDENTI NEL COMUNE DI VARESE
alunni con domicilio in città;
alunni con fratelli che frequentano già nel plesso scolastico;
alunni che abbiano frequentato sc. dell’infanzia nel bacino d’utenza del plesso
alunni con genitore che lavora nella città di Varese;
alunni con parenti che risiedono nel bacino d’utenza del plesso e poi dell’Istituto poi
della città;
alunni in ordine decrescente d’età (solo per la scuola dell’infanzia )
4) ALUNNI COLLOCABILI IN LISTA D’ATTESA poiché iscritti oltre i termini previsti
dalla normativa o per trasferimento ( solo per la scuola dell’infanzia ), la cui graduatoria
verrà stilata in base alla data della richiesta d’iscrizione o, a parità di data, in base alle
priorità succitate.
A “parità di priorità” sarà data accoglienza all’alunno PDH, valutando però le opportune
modalità d’inserimento con le risorse esistenti (valutazione a cura del D.S.).
A “parità di priorità” (per tutte le condizioni) verrà effettuato SORTEGGIO alla presenza
del D.S. (rappresentante legale dell’istituto) e del presidente del C.d.I. ( rappresentante dei
genitori).
5) Criteri per l’ordine di priorità in caso di iscrizioni eccedenti alla sc. secondaria di I
grado
Visto il R.D. 1425/31;
vista la CM 400/91
Visto il T.U. D.L. 297/94;
Visto il DM 331/98
Vista la CM 3/01
Visto il DPR 275/99
Visti la L.53/03, il D.L. 59/04, il DPR 81/09
Viste le norme interne che disciplinano la formazione delle classi;
- oltre alla priorità riservata agli alunni sc. primarie IC Varese 5
si indicano i seguenti criteri di priorità in ordine all’oggetto dell’art. 5:
1 – Residenza nel comune di Varese
2 - Frequenza di scuola primaria di Varese
3 – (per gli alunni provenienti da fuori Varese) Fratelli o sorelle già frequentanti la scuola sec.
I gr. Dante Alighieri
4 – Lavoro di uno dei genitori nel territorio del Comune di Varese
5 – Accettazione di alunni residenti nel territorio provinciale della sede scolastica,
sino al numero massimo previsto ( numero deciso annualmente con decreto dirigenziale
compatibilmente con la normativa scolastica, con gli spazi a disposizione, la ricettività prevista dalla norma
sulla sicurezza, le aule laboratorio di nuova struttura, gli spazi con nuove destinazioni organizzative)
Le domande presentate nei termini fissati dal Miur si intendono prodotte tutte nello stesso
momento.
Nel caso di domande in esubero rispetto al numero massimo consentito, verrà applicato il
sistema del sorteggio alla presenza del dirigente sc. e del Presidente del Consiglio di
Istituto.
Il criterio 2 è fattore di precedenza per i criteri 1 e 4 in caso di identità di priorità.
6) Criteri per la formazione delle classi scuola secondaria di I grado
La formazione delle classi prime della scuola secondaria Dante Alighieri (IC Varese 6) è
collegata a tre tipi di fattori che interagiscono tra di loro e che vengono valutati dallo staff
di dirigenza al momento della formazione delle classi
1) Esigenze didattico organizzative della scuola
2) Scelte effettuate dalla famiglia sui moduli di iscrizione
3) Valutazioni espresse nell’abituale incontro di presentazione
degli alunni tra docenti scuola primaria e docenti scuola
secondaria unitamente alla documentazione presente nel
fascicolo dello studente
Le esigenze didattico organizzative della scuola tengono conto:
- tutela delle cattedre di L2 in base agli organici annuali
- equa distribuzione degli alunni
(fasce di livello, numerosità delle classi, M/F)
- Formazione gruppi classe eterogenei al loro interno.
Le scelte della famiglia possono esprimere preferenze riguardo:
- seconda lingua comunitaria, italiano per
stranieri
- reciproca scelta di un solo compagno (a condizione che le
famiglie abbiano scelto le stesse opzioni)
Le valutazioni dei docenti pregressi e i documenti di valutazione precedenti esprimono riferimenti alle
situazioni di apprendimento e di comportamento che serviranno per la costituzione di gruppi classe
omogenei nella loro eterogeneità. Verrà poi seguita una procedura operativa standard che, sulla base dei
succitati criteri, permette la formazione dei gruppi classe iniziali. ( V. ALLEGATO C
provvisorio)L’abbinamento gruppi classe-sezione avverrà pubblicamente ed esclusivamente attraverso il
criterio del sorteggio (Staff di dirigenza e presidente del Consiglio di Istituto), possibilmente entro il mese di
luglio.
7) Criteri per le iscrizioni degli alunni stranieri in ogni ordine e grado di scuola
dell’istituto ai sensi della CM n. 2/10
Ai sensi della normativa citata e dei criteri espressi dagli articoli precedenti del presente Titolo, per
l’iscrizione degli alunni stranieri si seguiranno i seguenti ulteriori criteri di accettazione prioritaria:
-
Limite del 30% di alunni stranieri per classe;
-
Provenienza da scuole dell’infanzia e da sc. primarie dell’istituto
-
Ambito di residenza all’interno del bacino di utenza dell’Istituto
-
Fratelli già frequentanti scuole dell’Istituto
-
Estensione temporale di frequenza all’interno dell’istituto ( per iscr. a sc. secondaria)
-
Eventuale seconda scelta di plesso alternativo all’interno dell’istituto per i soli alunni
di scuola primaria .Si terrà conto inoltre del Protocollo siglato con il comune di Varese
e le altre istituzioni scolastiche per le attività di prima accoglienza per gli alunni neo
arrivati.
Si terrà altresì conto, per quanto riguarda l’inserimento nella classe, delle indicazioni espresse dal
suddetto Protocollo debitamente valutate dal dirigente scolastico e, per quanto riguarda l’inserimento nella
sezione di scuola secondaria, delle scelte effettuate dalla famiglia circa la lingua straniera.
TITOLO 7
Rapporti con gli Enti locali,
le associazioni territoriali.
Uso degli spazi scolastici
1) Uso dei locali scolastici
a) Premesso che i locali scolastici sono adibiti ad esclusivo uso della scuola con tutte le
garanzie igieniche e sanitarie che derivano dalla convivenza comunitaria di persone
particolarmente e facilmente vulnerabili, si demanda al Consiglio l’autorizzazione
all’uso in concessione temporanea dei locali scolastici e delle palestre (qualora
all’interno della scuola) ad enti, associazioni o società che operano nell’interesse della
collettività locale per attività e che realizzino la funzione della scuola come centro di
formazione culturale, sociale e civile sempreché non pregiudichino il normale
svolgimento dell’attività didattica e che rispettino le garanzie suddette.
b) EE.LL. e associazioni territoriali possono avere il consenso all’uso dei locali scolastici
previa autorizzazione del dirigente ai sensi della delibera del Consiglio di Istituto.
c) In caso di motivate richieste di uso dei locali scolastici per particolari urgenze,
tali richieste saranno valutate ed eventualmente verrà concesso l’assenso da parte del
Dirigente Scolastico : il consiglio d’istituto potrà verificare la regolarità di tale
concessione nel corso della prima seduta utile.
d) Gli oneri per la vigilanza, l’igiene, il riassetto e le pulizia dei locali scolastici sono a
carico dell’Ente richiedente secondo criteri stabiliti dall’amministrazione Comunale.
L’Ente richiedente è responsabile di qualsiasi danno o furto arrecato durante l’attività
proposta.
e) Qualora si dovesse riscontrare il mancato rispetto delle condizioni sopra determinate
verrà data comunicazione all’amministrazione Comunale per i provvedimenti del caso;
in caso di ulteriore inosservanza verrà negata ogni autorizzazione all’ente o
associazione responsabile.
f) Enti ed associazioni che accedono agli edifici in orario extrascolastico, in assenza di
personale incaricato della vigilanza e della custodia delle strutture sono responsabili
dell’apertura e della chiusura degli edifici nonché dell’eventuale accesso agli stessi da
parte di estranei non autorizzati e di eventuali danni che questi possano arrecare a
strutture o attrezzature scolastiche.
g) Si nega la concessione dei locali scolastici qualora le attività da svolgere possano
assumere carattere propagandistico in vista di votazioni popolari e consentano
evidente scopo di lucro a chi ne fa richiesta e utilizzo.
h) Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti od infortuni che dovessero
accadere agli utenti ed a terzi durante l’uso della palestra, delle strutture, degli impianti
e dei servizi.
2) Utilizzo particolare delle infrastrutture sportive dell'istituto
A. Il Dirigente Scolastico nomina all'inizio dell'anno scolastico uno o più docenti
responsabili dell'area sportiva dell’Istituzione Scolastica che provvederanno alla
predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in
orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari.
B. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni.
Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da
ginnastica
3) Attività inserite nell’orario scolastico che prevedono il contributo di esperti
esterni ( v. anche Titolo 1 - Capo VI, art .3 - e Titolo 8 art. 5,7,8 )
Possono essere previsti interventi di esperti esterni autorizzati dal dirigente scolastico:
A. tramite contratto di prestazione d’opera dell’impiego stipulato con il legale
rappresentante dell’istituzione scolastica;
B. tramite convenzioni o accordi su progetti specifici coerenti con il POF programmato e
deliberato dal collegio dei docenti :
a titolo gratuito o finanziati da enti locali ;
a titolo gratuito o finanziati e su proposta di associazioni culturali o sportive del territorio ;
C. tramite intervento diretto non convenzionato a titolo gratuito purché inerente l’attuazione
del P.O.F., programmato e deliberato dal Collegio dei docenti e purché autorizzato dal
dirigente scolastico.
4) Diffusione di materiale informativo all’interno della scuola
a) Qualsiasi azione promozionale di sola vendita deve svolgersi al di fuori dalla scuola.
b) La propaganda nella scuola deve essere autorizzata dal Consiglio di istituto
c) Il Consiglio d’Istituto, con l’approvazione del presente regolamento, delega alla
concessione o al divieto di tale autorizzazione il Dirigente Scolastico che di volta in
volta valuterà l’assenza di prevalente scopo di lucro, l’esistenza di finalità educative e
che si tratti di iniziative rivolte agli alunni o ai loro genitori in quanto tali. Saranno
privilegiate in questo senso comunicazioni degli EE.LL., delle Aziende Sanitarie, delle
Associazioni Culturali e Sociali del territorio, finalizzate a compiti organizzativi di
raccordo e di informazione didattica, culturale e sociale.
d) In casi di particolare urgenza e di incertezza valutativa relativamente ai contenuti e
alle forme di propaganda il D.S. acquisirà il parere della Giunta esecutiva, operante
per conto del C.d.I.
e) In ogni caso ogni azione di propaganda e di distribuzione di materiale deve essere
autorizzata dal Capo d’istituto ai fini della sua legittimità.
5) Personale scolastico di egida comunale ( assistenti ad personam, personale
ausiliario di custodia, personale educativo per attività predoposcolastiche e di
supporto alla mensa)
La presenza e l’attività del personale indicato in articolo è regolato dai contratti stipulati
dall’Amm. Comunale (Ass. ai servizi educativi ) o dalle Società esterne che ottengono
l’appalto per l’erogazione di tali servizi.
Nessuna gestione di tale personale e delle attività da esso svolte può essere di
competenza dell’Amm. Scolastica.
In ogni caso il comportamento e l’attività di tale personale deve essere conforme al luogo
educativo in cui si svolge. (rif. pers. ATA e docente statale).
Sono possibili e auspicabili accordi di indirizzo tra l’Istituzione scolastica e l’EE.LL. e nella
“pratica quotidiana” tra detto personale e il personale statale della scuola.
TITOLO 8
Gestione economica,
finanziaria e contrattuale;
gestione dei beni mobili e immobili
1) Programmazione economica della scuola – ambito legge 440/97
La programmazione economica è redatta ai sensi del D.I. 44/01 per mezzo del
Programma Annuale approvato dal Consiglio d’Istituto.
Nell’ambito della programmazione economica della scuola l’attribuzione ai singoli plessi
dei finanziamenti derivati dalla L.440/97 ( POF annuale) e per il materiale didattico con
finanziamenti dell’Ente locale (Attività A02) sarà così definita:
- una quota pari al 30% dell’intero ammontare distribuita in parti uguali tra i plessi;
- una quota pari al 70% dell’intero ammontare distribuita secondo il parametro del n.
degli alunni dei singoli plessi.
2) Revisione della programmazione economica
La programmazione può essere modificata nel corso dell’anno finanziario per motivate e
sopravvenute esigenze. ( v. articoli del D.I. 44 / 01)
3)Piani d’acquisto dei sussidi e dei materiali didattici (finanziamenti pubblici)
Per quanto riguarda l’acquisto di materiale didattico, tecnico e scientifico, la proposta
motivata può venir effettuata dal Collegio dei Docenti, anche nella sua forma parziale di
plesso ( Collegio doc. per sezione, Consigli d’Interclasse elementari, Consigli di
Intersezione scuole dell’infanzia), o dal Dirigente Scolastico sulla base di accertata
esigenza. La procedura relativa agli acquisti è quella prevista dal regolamento
amministrativo -contabile in vigore per le Istituzioni Scolastiche Autonome ( D.I. 44/01)
4) Gestione del Fondo dell’Istituzione scolastica
La gestione del fondo dell’istituzione scolastica per la sola individuazione delle attività
incentivabili è condotta nelle forme indicate dal Collegio Docenti (comm. F.I) e dall’
eventuale assemblea del personale A.T.A. secondo le indicazioni del Contratto Nazionale
di lavoro in vigore. ( definizione finale con Contrattazione dec. d’Istituto e delibera del
C.d.I. )
5) Iniziative e attività integrative al POF che comportano quote a carico delle
famiglie
Possono essere organizzate iniziative che comportano quote di spesa a carico delle
famiglie.
Esse possono essere previste all’interno dell’orario curricolare obbligatorio a
condizione che:
- siano compatibili o rientrino in modo diretto nel P.O.F. d’istituto;
- abbiano il consenso scritto da parte dei responsabili dell’obbligo che condividono
l’iniziativa;
- comportino costi contenuti, ( se richiesto, valutati dal Consiglio d’istituto), relativamente
alle singole nuove iniziative.
Altre iniziative con quote di spesa a carico delle famiglie, al di fuori dell’orario
curricolare, possono rientrare nelle attività integrative facoltative organizzate dall’istituto
o anche organizzate dagli EE.LL. e/o da Ass. genitori e/o Ass. territoriali.
In questo secondo caso la valutazione del Consiglio d’Istituto riguarderà la concessione
d’uso locali nelle forme previste (l’organizzazione rimane a cura di : Associazione genitori,
Ente locale, Associazioni culturali, sociali o sportive legalmente costituite).
6) Contributi economici esterni, donazioni e forme di comodato da parte di EE.PP.,
imprese commerciali, industriali e artigianali o assimilabili, istituti di credito,
associazioni legalmente costituite o semplici privati (criteri e limiti)
Sono previste forme di sponsorizzazione e/o donazione da parte di enti o privati di cui
all’intestazione del presente articolo a condizione che:
-
-
l’atto di sponsorizzazione, contributo o donazione non contrasti in qualche modo con i
principi espressi nel P.O.F.;
l’atto di contributo e/o donazione sia subordinato alla delibera di accettazione del
consiglio di istituto- (art.33 comma 1 lett .a -art.55 D.L. 44/2001);
l’atto di sponsorizzazione, di cui sopra, sia redatto tramite contratto, che non preveda
alcuna forma di palese contraccambio pubblicitario, ai sensi degli artt.33 e 41 –D.I.
44/2001 ( Sono ammesse – a titolo d’esempio – piccole etichette o targhe-ricordo sui
sussidi o sulle strutture interne)
l’atto di sponsorizzazione e/o donazione di cui sopra, sia di beneficio culturale,
educativo-didattico e organizzativo per l’attività scolastica della comunità anche sotto
forma di restauro o allestimento di uffici, aule, laboratori o interventi di esperti esterni;
non comporti forme di condizionamento politico ed economico.
Possono inoltre essere previste forme di comodato nei limiti previsti dal D.L.297/94 e dal
D.I. 44/2001 (art.44)
7) Stipula di convenzioni con EE.LL., enti scolastici, associazioni culturali, sociali e
sportive o privati (criteri e limiti)
A. Sono previste forme di convenzione con enti, associazioni o con privati che possono
comportare miglioramento dell’OFFERTA FORMATIVA o supporti all’organizzazione
scolastica nel suo complesso, compreso le convenzioni miste indicate dall’accordo 12
settembre 2000 ( M.P.I. – OO.SS.- EE.LL.) e le convenzioni che consentono il
miglioramento delle attività scolastiche e dello stesso ambiente scolastico (compreso
piccole opere di restauro edifici, imbiancatura ecc.), compreso le convenzioni con
Università o altri istituti scolastici che comportino forme di tirocinio possibile all’interno
della scuola.
.
B. Le convenzioni devono essere conformi alla normativa vigente e attuate nelle forme
indicate dal regolamento contabile – amministrativo delle scuole. (art. 33 , comma d, D.I.
44/2001)
C. Nel caso in cui le convenzioni con le amministrazioni comunali di riferimento
dell’Istituto o con altre Amministrazioni scolastiche rientrino nell’abituale stipula di
convenzioni (o pacchetti di convenzioni) già in atto in precedenti anni scolastici (ad
esempio quelle rientranti negli accordi per il Piano di Diritto allo Studio o quelle relative alle
funzioni miste per il personale ATA), esse vengono stipulate direttamente dal Dirigente
Scolastico e per esse vale la delibera di approvazione del presente regolamento nel
rispetto dei seguenti criteri:
- coerenza con il vigente Piano dell’Offerta Formativa;
- conformità con il Regolamento di Istituto.
D. Nel caso di proposta di convenzioni di altro tipo, con altri EE.PP. o con privati o di
nuove convenzioni con le amministrazioni Comunali, sarà necessaria la delibera specifica
del Consiglio di Istituto che valuterà di volta in volta i criteri e i limiti per le nuove stipule.
8) Stipula di contratti per prestazioni di opere dell’ingegno, di prestazioni
intellettuali, di collaborazioni coordinate continuative nell’ambito dell’attività
scolastica (criteri e limiti)
A. La stipula dei contratti di cui al presente titolo può essere resa operativa sia come
conseguenza delle convenzioni (art.7) sia come ulteriore supporto all’attività didattica
diretta, anche su delibera del Collegio dei Docenti o su proposta dei Consigli di
Intersezione, di Interclasse e di Classe, come forma di aggiornamento e formazione dei
docenti, come iniziative culturali e sociali rivolte al territorio di cui all’art.1. (v. anche
Progetti del Programma Annuale) del presente titolo.
B. I contratti devono essere stipulati direttamente dal Dirigente Scolastico secondo i
termini di legge (art.40, D.I. 44/2001) , con attività istruttoria del DSGA e secondo i criteri
di
- riconosciuta professionalità del contraente;
- retribuzione conforme alle retribuzioni del comparto scuola
- eventuale stipula contrattuale con particolare retribuzione dovuta alla peculiare
importanza socio-culturale ed educativa del contraente;
C. Solo qualora lo preveda la normativa civile, i contratti devono invece essere oggetto di
delibera del Consiglio di Istituto. Si intende che copia e informazioni concernenti i contratti
e convenzioni sono consultabili quotidianamente dai Consiglieri nei normali orari d’ufficio
senza la necessità
Istituto.
di relazione che deve attendere la convocazione del Consiglio di
9) Assegnazione borse di studio dirette o indirette
A. Sono consentite assegnazioni di borse di studio dirette (art.54 –D.I. 44/2001) con
delibera del C.d.I. o indirette ( con erogazione da parte di enti o associazioni
extrascolastiche ) a favore degli alunni delle scuole dell’Istituto.
B. Le borse di studio indirette sono regolate nella loro generalità dal regolamento contabile
amministrativo delle istituzioni scolastiche integrato dal presente regolamento la cui
delibera di approvazione è valida ai fini dell’accettazione delle borse indirette con i
seguenti criteri e limiti :
- ogni tipologia di borsa di studio indiretta può prevedere un accordo di indirizzo
concordato con l’ente o il privato erogatore del contributo e l’Istituzione Scolastica nella
figura del suo legale rappresentante;
- l’accordo di indirizzo deve prevedere le modalità di assegnazione della borsa di studio
e le modalità di erogazione dei fondi:
- l’accordo in indirizzo deve prevedere il concorso dei docenti nell’individuazione degli
alunni o delle classi cui la borsa di studio deve riferirsi;
- possono essere previste forme di supervisione da parte del Consiglio d’istituto
10) Gestione dei beni didattici all’interno dell’Istituzione scolastica
La gestione dei beni didattici ( intesi come sussidi di qualsiasi tipo) è regolata dai
successivi art. 11, 12, 14 e delle indicazioni del D.I. 44/ 2001
11) Biblioteche, videoteche, mediateche e laboratori informatici
A. In ogni plesso, su ev. proposta del Collegio Docenti (o eventualmente del plesso
stesso) e designazione del Dirigente Scolastico, opera un insegnante incaricato della
conservazione e distribuzione dei libri della biblioteca e delle videocassette/cd rom/DVD
della videoteca del plesso anche tramite il contributo operativo degli altri insegnanti che
eventualmente provvederanno all’utilizzo della biblioteca e della videoteca per le rispettive
classi.
B. Chi assume in carico uno o più testi o videocassette/Cd Rom /DVD in dotazione se ne
assume la responsabilità della buona conservazione e li dovrà restituire, risarcendo gli
eventuali danni provocati per incuria o evidente trascuratezza. Nessun risarcimento di
danni è richiesto per il normale e naturale deterioramento dovuto all’uso.
C. La biblioteca -docenti di Istituto è a disposizione degli insegnanti, del personale A.T.A.
e dei genitori sarà gestita direttamente dall’Ufficio di Segreteria in collaborazione con uno
dei docenti dello staff di Direzione (collaboratori del D. S.) o con un docente
appositamente nominato.
D.Le modalità operative indicate per i precedenti comma sono valide anche per i
laboratori di informatica dei plessi sia per quanto riguarda il prestito di materiale sia per
quanto riguarda l’utilizzo degli strumenti ( P.C., stampanti, scanner, videoproiettori,
macchine fotografiche digitali). Ogni plesso si doterà poi di un regolamento interno di
utilizzo del laboratorio (orari, gestione, utilizzo oltre il normale orario di servizio ecc. ) che
sarà valido quale allegato del presente Regolamento.
12) Utilizzo generale dei sussidi didattici (sintesi)
a) In ogni plesso gli insegnanti delle diverse aree o quelli con specifico incarico sono
responsabili della sistemazione, manutenzione e distribuzione dei sussidi didattici relativi
al proprio ambito, compresi i nuovi sussidi di informatica (HARDWARE e SOFTWARE)
b) Ogni plesso dovrà avere un registro di carico e scarico dei sussidi didattici in dotazione.
Esso sarà redatto a cura di un insegnante proposto dal plesso stesso e designato secondo
le forme previste dal D.I. 44/2001. Chi assume in carico un sussidio didattico ne assume
pure la responsabilità della buona conservazione.
c) Al momento della restituzione il sussidio deve conservare tutte le caratteristiche della
sua funzionalità.
d) Gli eventuali danni, dovuti a incuria o evidente trascuratezza, dovranno essere risarciti a
cura del consegnatario.
e) Nessun risarcimento di danni è richiesto per deterioramento del sussidio dovuto dal
normale uso.
f) Il movimento e la registrazione dei sussidi può essere eventualmente effettuato a cura
dei collaboratori scolastici in accordo con l’insegnante incaricato.
g) I sussidi in dotazione ad un plesso possono essere prestati ad altro plesso dietro
presentazione di richiesta scritta, con assunzione di responsabilità. La richiesta dovrà
essere indirizzata all’insegnante incaricato per plesso e, per conoscenza, al Dirigente
Scolastico.
h) I singoli plessi potranno presentare alla fine dell’anno scolastico la richiesta di materiale
di consumo e sussidi didattici per l’anno scolastico successivo. (v. art. 3). La richiesta può
essere presentata anche in corso d’anno in caso di improrogabile necessità didattica
( disfunzione dei sussidi in atto, nuovo progetto didattico, sussidio per alunno pdh,…)
i) L’istituzione scolastica, con gli organi preposti e compatibilmente con le possibilità di
bilancio, provvede alla fornitura del materiale di sussidio o di consumo tramite l’ufficio di
segreteria (ordinativi) e anche tramite l’intervento diretto in fase di acquisto degli stessi
insegnanti, del personale A.T.A. (debitamente autorizzati dal DSGA o dal DS ) con
eventuale utilizzo di fondi previsti dal Programma annuale.
l) Possono essere previsti accordi con gli EE.LL. circa la fornitura in toto o in parte di tale
materiale di facile consumo o di sussidio.
m) Il Consiglio d’Istituto stabilisce, nell’ambito della disponibilità finanziaria e su
valutazione del Dirigente scolastico, la priorità degli acquisti dei sussidi didattici e delle
apparecchiature tecnico scientifiche valutando le esigenze e gli obiettivi dei singoli plessi
( perseguendo possibilmente un’opportuna rotazione fra i plessi).
13) Attività pre e dopo-scolastiche ; attività parascolastiche (v. anche art. 5, art. 8 )
A. Enti pubblici, Enti e associazioni di privati possono, con parere favorevole del Consiglio
di Istituto, organizzare attività dopo scolastiche e parascolastiche integrative per gli alunni
della scuola primaria e sc. dell’infanzia.
B. Il consiglio di Istituto è l’organo preposto per la concessione dell’uso dei locali ( v.
Titolo 1, art. 7 )
C. Allorché la proposta di organizzazione di tali attività (anche per la scuola secondaria) è
avanzata dagli Organi collegiali della scuola, l’attuazione è regolata dalle disposizioni
che seguono:
− il Consiglio d'istituto considera prioritarie tutte le attività che sono strettamente
curricolari.
− allo scopo di approfondire e favorire l’apprendimento è sempre ammessa
l’integrazione delle attività curricolari in orario aggiuntivo a quello scolastico (ai
sensi della l. 59/97 e del D.M. 765/97).
− L’insegnamento deve essere affidato a persone competenti e didatticamente
preparate con apposito contratto (v. art. 8 del presente Titolo) o ai docenti
dell’Istituto nell’ambito delle loro prerogative contrattuali;
− il Collegio dei Docenti delibera la valenza didattico-educativa delle attività e la loro
organizzazione;
.
14) Uso didattico degli spazi e delle attrezzature degli edifici
Α.
Gli spazi utilizzabili per uso didattico - educativo comprendono:
 Aule
 Aule speciali per attività pratico – operative
 Laboratori
 Palestre
 Atri e corridoi
 Cortili
Β.
All’inizio di ciascun anno scolastico , in fase di programmazione, i docenti
concordano gli orari di utilizzazione degli spazi disponibili, assicurando
un’opportuna rotazione tra le diverse classi nel rispetto degli obiettivi formativi e dei
criteri di gestione della giornata scolastica.
Χ.
In caso di mancato accordo l’assegnazione degli spazi sarà valutata , come
previsto dalla funzione, dal D.S. anche per tramite dei docenti collaboratori e/o
referenti di plesso ..
La rotazione, nell’uso degli spazi, va concordata anche tenendo conto dell’orario del
personale addetto alla pulizia dei locali.
15) Pubblicazione degli atti e norme per l’accesso alla documentazione della vita
scolastica
α)
Le forme e le modalità per l’accesso alla documentazione amministrativo
-didattica concernente i molteplici aspetti della vita scolastica sono regolate da
specifiche disposizioni applicative della L. 7/8/90 n. 241.
β)
Nel presente Regolamento sono costantemente richiamate le modalità di
accesso agli atti o di pubblicazione degli stessi nei casi specifici previsti dai vari
ambiti compresi negli 8 Titoli
χ)
In generale e nel rispetto della norma corrente, il Dirigente Scolastico, il DSGA,
gli operatori degli uffici di Segreteria e il personale docente concordano una
apposita regolamentazione per l’esercizio del diritto di accesso (disponibile in
copia presso la sede della segreteria Scolastica) individuando soggetti, servizi,
strumenti, tempi, in armonia con l’organizzazione complessiva di Istituto.
(Documentazione di tutela della Privacy e di accesso agli atti)
δ)
La pubblicazione degli atti concernenti l’attività del Consiglio di Istituto è regolata
da appositi criteri inclusi nel presente Regolamento (funzionamento e attività
degli Organi Collegiali – Titolo 5).
I verbali redatti in riferimento alle riunioni del Collegio dei Docenti, dei Consigli di
Interclasse, di Classe, della Giunta Esecutiva, del Comitato di Valutazione,
sono disponibili ai fini dell’accesso, per tutti i componenti dei rispettivi Organi
Collegiali e per chiunque vi abbia diritto in base a quanto disposto dalla L. n.
241/90.
ALLEGATI
Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
(Dante Alighieri, Divina Commedia,
Inferno canto XXVI,119-120)
ALLEGATO A
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
(approvato nella seduta del Consiglio di Istituto SMS Dante Alighieri (integrata nell’IC
Varese 6) del 29/04/2009 -a norma del D.P.R. n. 235 – 21/11/2007 - Regolamento recante
modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle
studentesse e degli studenti della scuola
secondaria)
“La Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori
democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni”
Il Patto di corresponsabilità è uno strumento per la crescita qualitativa della Scuola,
coerentemente con le scelte educative e didattiche delle sue componenti: i docenti, gli
alunni, i genitori.
A tal fine, viene esplicitato il contributo di ciascuno a seconda del proprio ruolo: sono
quindi ricordati comportamenti e atteggiamenti, obblighi e responsabilità di ciascuno.
L’esplicitazione di tali comportamenti è un mezzo per avere una maggiore trasparenza ed
essere tutti più consapevoli.
L’espressione “Patto educativo di corresponsabilità” non va dunque interpretata in senso
giuridico stretto, ma deve essere vista nell’ottica di un impegno tra docenti, alunni e
genitori, basato su una reciproca e concreta assunzione di responsabilità.
I MODULI sotto riportati sono la formulazione sottoscritta dalle tre componenti al fine di
condividere il Patto di corresponsabilità e sono compilati all’inizio dell’anno scolastico per
le classi prime.
MODULO ALFA
I DOCENTI SI IMPEGNANO A:
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
illustrare metodi/obiettivi del proprio insegnamento;
fornire adeguate spiegazioni e rispondere ad eventuali domande di chiarimento ed
approfondimento;
fornire adeguate spiegazioni e rispondere ad eventuali domande di chiarimento ed
approfondimento;
accertarsi assiduamente dell’avvenuta comprensione dei contenuti attraverso il
controllo dello studio personale e le verifiche in classe;
comunicare le valutazioni delle prove scritte ed orali;
rendere ogni momento della valutazione motivato e trasparente;
stabilire con gli altri Docenti della classe le verifiche scritte in modo tale che, di
norma, non se ne svolga più di una nella stessa mattina; comunicare agli alunni
tipologie e date delle verifiche;
eseguire la correzione delle verifiche e restituirle agli alunni entro 15 gg. dalla
esecuzione;
sostenere un rapporto alunno/insegnante aperto al dialogo, ma fermo nei confronti
del rispetto delle regole e dello svolgimento dei lavori;
chiarire con l’interessato i motivi di un eventuale rapporto disciplinare.
comunicare alla Famiglia eventuali situazioni di profitto insufficiente e di frequenza
irregolare.
spegnere il telefono cellulare in classe durante le ore di lezione.
Per i docenti, il Dirigente Scolastico
MODULO BETA
GLI STUDENTI SI IMPEGNANO A:
− mantenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il personale della
scuola e dei propri compagni;
− utilizzare correttamente le strutture e gli strumenti della scuola, senza arrecare
danni e avendone cura come fattore di qualità di vita della scuola;
− frequentare la scuola regolarmente (si rammenta che per la valutazione finale è
richiesta la frequenza di almeno i ¾ dell’orario scolastico annuale);
− informarsi, in caso di assenza, sul lavoro svolto in classe;
− presentarsi puntuale alle lezioni (inizio h. 8.00);
− curare l’igiene personale ed indossare un abbigliamento decoroso per il rispetto di
sé e degli altri;
− portare a scuola tutto il materiale necessario per le lezioni e le verifiche, compreso il
libretto personale;
− eseguire i lavori assegnati a casa e consegnarli con puntualità;
− seguire con attenzione le attività didattiche, comprese le interrogazioni;
− a scuola, spegnere i telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici, in quanto ne è
proibito l’uso all’interno dell’edificio scolastico (C.M. Del 15/03/2007).
Alunno: Nome _______________________Cognome____________________________
Firma dell’alunno ___________________________________
MODULO GAMMA
I GENITORI SI IMPEGNANO A:
− Conoscere le proposta formativa della Scuola e partecipare al progetto educativo,
collaborando con gli insegnanti;
− assicurare la frequenza regolare e la puntualità dello studente alle lezioni;
− informare la scuola di eventuali problematiche che possono avere ripercussioni
sull’andamento scolastico degli allievi;
− sostenere e controllare i propri figli nel lavoro a casa;
− informarsi regolarmente sull’andamento didattico e disciplinare dei figli;
− giustificare in modo puntuale le assenze ed i ritardi dello studente utilizzando
l’apposito libretto;
− cercare di partecipare ai momenti di incontro e confronto con la scuola;
− limitare ai casi di assoluta necessità le richieste di entrata posticipata e di uscita
anticipata.
Figlio/a: Nome: ________________________Cognome_________________________
Classe frequentata dal figlio/a: _______________
Firma dei Genitori ___________________________________________
ALLEGATO B
CRITERI ASSEGNAZIONE DOCENTI ALLE CLASSI E ALLE
SEZIONI Correlazione con i criteri espressi dalla contrattazione d’istituto
Assegnazioni ai plessi di sc. primaria, alle cattedre e alle classi di sc. secondaria e primaria
1 – Il Dirigente Scolastico assegna le cattedre, i posti e le attività tenendo conto dei criteri
didattici indicati dalla Contrattazione Integrativa e dei pareri del Collegio dei Docenti (v. Collegi DD Va 6, DD Va 7, SMS Dante Alighieri) nonché delle diverse professionalità presenti
nella scuola e delle disponibilità espresse dai singoli docenti.
2 – Nell’ambito delle prerogative dirigenziali (D.L. 297/94; L. 59/97; L. 59/04) tali assegnazioni terranno anche conto dei seguenti criteri in ordine di priorità:
Scuola primaria
-
-
-
Assegnazione prioritaria dei docenti specialisti di lingua inglese con equa ripartizione
dell’impegno su più plessi ( massimo due plessi e solo per esigenze indifferibili di servi zio su 3 plessi) e su più classi (massimo 8 classi e solo per esigenze indifferibili di servizio su un numero maggiore di classi)
Assegnazione dei docenti specializzati di lingua inglese sulla /e classe/i di titolarità,
con impiego residuale su altra/e classe/i solo per necessità indifferibili di servizio e
comunque entro il limite massimo dell’impegno contrattuale settimanale;
Per entrambi i ruoli della lingua inglese mantenimento della continuità possibile tenendo
conto della variabile del numero dei docenti specialisti e/o specializzati assegnati in
organico;
Assegnazione ai plessi
-
mantenimento della continuità possibile
nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio e/o incompatibilità docu mentata
-
in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità
relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto
Assegnazione alle classi
-
-
mantenimento della continuità possibile
valutazione di assegnazione alle classi prime alla conclusione del ciclo in classe quinta
nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio e/o per incompatibilità documentata
in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità
relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto
Scuola secondaria di I grado
Assegnazione alle classi e ai corsi
-
-
mantenimento della continuità possibile sia sulla classe sia all’interno della sezione
(corso)
valutazione di assegnazione alle classi prime ( anche di diversa sezione) alla conclusione del ciclo in classe terza
nuova assegnazione per casi particolari debitamente valutati: A ) su richiesta del docente; B) su iniziativa dirigenziale per esigenze di servizio o per incompatibilità docu mentata
in caso di più richieste di docenti per uno stesso posto , si potrà applicare la priorità
relativa alla posizione nella graduatoria d’istituto
3 - La continuità educativo-didattica è intesa come effettiva (presenza annuale certificata) e
non nominale.
La continuità educativo-didattica è intesa come elemento positivo : pertanto essa non è signi ficativa in caso di comprovata inidoneità e/o di situazione sanzionatoria ai sensi del D.L.
150/09.
4 - Di norma l’assegnazione dei docenti neo inseriti nell’organico funzionale per trasferimento
e/o assegnazione provvisoria e/o utilizzo avviene successivamente a quella dei docenti già titolari in organico di diritto ( salvo situazioni di continuità didattica debitamente valutate) tenendo conto delle competenze dei docenti (con particolare riguardo all’ins. della lingua inglese
per la sc. primaria e delle conoscenze informatiche) e della loro posizione ai sensi della tabella
di v.t. allegata ai CCND sui trasferimenti e sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie .
ALLEGATO C
(provvisorio)
Procedura operativa standard per la formazione delle classi prime
( scuola secondaria)
Le domande di iscrizione vengono divise sulla base della scelta effettuata dalla famiglia,
vengono formate le possibili classi indicate dall’organico a seconda delle scelte
linguistiche
se ciò non fosse possibile si prendono in considerazione i gruppi di scelta con esubero
da questi gruppi vengono tolti i non residenti in Varese
e si considerano le seconde scelte dei residenti (con priorità ev. per gli alunni già provenienti
dall’IC Varese6 v. art.5 Titolo 6)
se ancora non fosse possibile il congruo ( rispetto ai reg. min. ) completamento delle classi
si sorteggia tra i residenti relativamente alla prima scelta
per i non sorteggiati sarà presa in considerazione la seconda scelta
la terza e la quarta scelta sono necessarie in caso di impossibilità ad “accontentare” la
seconda.
La stessa procedura viene ev. ripetuta per i non residenti a Varese
I gruppi conclusivi vengono poi valutati per eventuali necessarie variazioni legate:
-
all’importante presenza di alunni PDH e alla loro ottimale socializzazione
alla determinazione finale di gruppi omogenei/eterogenei in base ai dati di conoscenza degli
alunni in possesso della scuola
ALLEGATO D - REGOLAMENTO DISCIPLINARE
SCUOLA PRIMARIA
PREMESSA
Il regolamento disciplinare previsto per gli alunni della scuola secondaria di primo grado si applica
anche per gli alunni della scuola primaria secondo gli adattamenti previsti nello schema A successivo. Gli articoli relativi alle sanzioni disciplinari degli alunni vengono pertanto modificati adattandoli all’età degli alunni con lo schema A succ. nel quale vengono indicate anche le modalità di irrogazione delle sanzioni e i relativi organi competenti; si indica un’applicazione ragionata degli interventi in modo tale che le valutazioni applicative dello SCHEMA A non siano dei semplici automatismi.
SANZIONI DISCIPLINARI ALUNNI SCUOLA PRIMARIA
L’inosservanza dei doveri comporta l’irrogazione delle seguenti sanzioni disciplinari:
SANZIONI:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
Richiamo verbale;
Sospensione dell’intervallo;
Compiti aggiuntivi;
Richiamo verbale, la prima volta, richiamo scritto sul libretto personale con sequestro del materiale e riconsegna al genitore in sede di colloquio, la seconda
volta;
Richiamo scritto sul libretto personale;
Richiamo scritto sul registro di classe e ritiro del telefono cellulare;
Richiamo scritto sul libretto personale e convocazione dei genitori da parte del
docente;
Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe, al terzo richiamo
convocazione dei genitori da parte del Dirigente Scolastico;
Esclusione da uscite didattiche e viaggi di istruzione;
Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe con convocazione
dei genitori e risarcimento dei danni arrecati.
ALLONTANAMENTO TEMPORANEO DALLE LEZIONI
11)
Richiamo scritto sul libretto personale e sul registro di classe con obbligo di
frequenza per 1 o più giorni ad attività di formazione su tematiche di rilevanza
disciplinare e/o con impegno in attività socialmente utili a beneficio della comunità scolastica;
12)
Sospensione dalle lezioni da 1 a 3 giorni con progetto di recupero comportamentale a lungo termine stilato dai docenti.
N.B.: le sanzioni disciplinari saranno applicate prestando attenzione all’età dell’alunno.
Si potrà, inoltre, prevedere , in casi particolarmente gravi, che l’alunno venga riaccompagnato a scuola dal genitore, per essere riammesso alle lezioni.
SCHEMA A RIASSUNTIVO: vengono individuati secondo lo schema seguente:
•
•
•
•
I comportamenti degli alunni che configurano mancanze disciplinari;
Le sanzioni disciplinari corrispondenti;
Le persone e gli organi competenti ad irrogarle;
Il relativo provvedimento. (Per casi disciplinari NON previsti saranno comunque il dirigente unitamente all’equipe di classe a valutare
l’intervento disciplinare.)
MANCANZE DISCIPLINARI
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Disturbo al regolare
svolgimento delle attività scolastiche
Inadempienza agli
obblighi scolastici
(compiti non eseguiti, materiali scolastico dimenticato, verifiche non firmate)
Uso di materiale non
autorizzato (giochi,
figurine, giornaletti)
o pericolosi (taglierini, coltellini, forbici
appuntite)
Reiterata inadempienza agli obblighi
scolastici
Ritardi ripetuti senza
giustificazione
Spostamenti disordinati e caotici
Uso di un linguaggio
volgare
Atteggiamenti poco
rispettosi nei confronti dei compagni
Uso del telefono cellulare
SANZIONI
•
Richiamo verbale e/o
2° sospensione
dell’intervallo
•
Compiti aggiuntivi
(didattico/educativi)
Immediata e verbale
Insegnante
Immediata e verbale
• La prima volta richiamo
verbale, la seconda
volta richiamo scritto
sul libretto personale
con sequestro del materiale e riconsegna al
genitore in sede di
colloquio
Insegnante
Immediata e scritta
• Richiamo scritto sul libretto personali
Insegnante
Immediata e scritta
Insegnante e Dirigente Sc.
Immediata e scritta
Insegnante e Dirigente
Scolastico
Immediata e scritta
Insegnante e Dirigente
Scolastico
Immediata e scritta
•
•
•
Obiettivi educativi
(relazionarsi con gli
altri e convivenza civile) non ancora raggiunti
•
•
Danneggiamento di
strutture, macchinari,
•
•
•
PROCEDIMENTO
D’IRROGAZIONE
Insegnante
Reiterarsi dei casi
sopra descritti
Alterazione documenti scolastici (falsificazione firme)
Reiterarsi dei casi
sopra descritti
Mancanza di rispetto
nei confronti dei
compagni (prese in
giro, scherzi pesanti,
insulti ecc.)
•
Persone o organi comp.
•
Ritiro del telefono,
deposito in direzione
e riconsegna al genitore
Richiamo scritto sul
libretto personale e
sul registro di classe,
con convocazione del
genitore
Richiamo scritto sul
libretto personale e
sul registro di classe,
con convocazione
del genitore da parte
dell’insegnante e/o
convocazione dei genitori da parte del Dirigente Scolastico se
l’atteggiamento persiste
Esclusione da uscite
didattiche, viaggi
d’istruzione, con obbligo di frequenza e
attività programmate
dai docenti
Richiamo scritto sul
libretto personale e
Equipe pedagogica
Previa convocazione
dell’equipe pedagogica
Dirigente scolastico
Immediata e scritta
sussidi didattici, arredi scolastici, ecc.
•
•
•
•
•
•
•
Reiterata e ingiustificata inadempienza
agli obblighi scolastici
Uscite non autorizzate dall’edificio scolastico
Episodi di violenza
intenzionale o di aggressività incontrollata e scherzi pericolosi
Vandalismo e/o intenzionale danneggiamento
Mancanza grave di
rispetto nei confronti
dei compagni e/o di
tutto il personale
scolastico
Assenze arbitrarie
(all’insaputa della famiglia)
Reati di furto comprovato di denaro o
di oggetti di valore
•
•
•
sul registro di classe e
convocazione genitori ed eventuale risarcimento dei danni arrecati
Allontanamento temporaneo dello studente dalle lezioni
Richiamo scritto sul
libretto personale e
sul registro di classe e
obbligo di frequenza
per 1 giorno ad attività di formazione su
tematiche di rilevanza
sociale o con impegno in attività socialmente utili a beneficio della comunità
scolastica
Sospensione dalle lezioni da 1 a 3 giorni
con progetti di recupero ad hoc
Dirigente Scolastico
sentita l’ Equipe pedagogica
Previa convocazione
dell’equipe pedagogica
Scarica

istituto comprensivo statale varese 6