FRADIS CUINTRI
PERCORSI MILITARI E CIVILI DELLA
GRANDE GUERRA
DAL RISORGIMENTO ALL’UNITÀ D’ITALIA: FRATELLI CONTRO
FRADIS CUINTRI
PERCORSI MILITARI E CIVILI DELLA
Pubblicazione realizzata dalla
GRANDE GUERRA
con il sostegno di
Servizio cultura della Provincia di Udine
[email protected]
tel. 0432 279736
www.provincia.udine.it/musei
www.lagrandeguerra.info
Realizzazione
Alessandro D’Osualdo Editore
Stampa
Tipografia Menini, Spilimberc/Spilimbergo (PN)
ISBN 9788890603983
Opera non in vendita
© Provincie di Udin/Provincia di Udine
L’editore si riserva di adempiere ai diritti d’autore relativi
alle immagini e ai testi usati e dei quali non gli è stato possibile
risalire alle fonti.
Si ringraziano per la gentile collaborazione
e a vario titolo:
Amministrazioni comunali e responsabili dei Musei
Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia
Societât Filologjiche Furlane ~ Società Filologica Friulana
Museo della Grande Guerra di Tricesimo ~ Fototeca Storica del Friuli
Associazione Culturale Mitteleuropa
Consorzio Memoria Storica
Ruggero Assandri
Luca Cossa
Errico de Luca
Lucio Fabi
Pierluigi Giampaoli
Laura Nicoloso Pitzalis
Stefano Perini
Maurizio Puntin
Giuseppe Zamparini
Fotografie:
Musei per le foto di loro competenza
Archivio Luca Cossa (ALC)
Museo della Grande Guerra di Tricesimo ~ Fototeca Storica del Friuli (FSF)
Valentina Piccinno
Alessandro D’Osualdo
Il Friuli, nel 1915-1918, ha vissuto interamente il dramma di una guerra che non avrebbe dovuto esserci. La maggior parte della popolazione, la Camera e la Chiesa nella figura del Papa
stesso non la volevano. L’Austria-Ungheria, da parte sua, era pronta a cedere dei territori in
cambio della neutralità dell’Italia.
Ma il neutralismo non passò e quella che il papa Benedetto XV bollerà come “lotta tremenda,
la quale ogni giorno di più apparisce inutile strage” si compì proprio sulla nostra terra.
Il Friuli fu doppiamente in guerra perché il suo territorio era diviso tra il Regno d’Italia e
l’Impero austro-ungarico. Qui, addirittura, la guerra iniziò prima, nel 1914. Aquileia, Villesse,
Cormòns, Gorizia, solo per citare alcuni comuni friulani, erano già belligeranti all’entrata in
guerra dell’Italia. Friulani si trovarono a combattere altri friulani solo perché appartenenti a
due Stati diversi.
Il Friuli, inoltre, patì non solo per le distruzioni e i morti conseguenti alle battaglie ma anche
per l’occupazione austro-tedesca dopo Caporetto, quando venne invaso da un esercito affamato che affamò e saccheggiò il nostro popolo. Circa un quarto della popolazione fu sfollata, alla
fine della Grande Guerra qui c’erano solo macerie: campagne e città distrutte, un’industria che
stava nascendo ridotta ai minimi, senza contare le generazioni di validi friulani morti o feriti
sui vari campi di battaglia o in prigionia.
Una tragedia collettiva che spalancherà le porte ad altri disastri: la febbre spagnola, l’emigrazione, la ritardata industrializzazione, la diffidenza tra popolazioni che convivevano pacificamente. Un disastro che, nonostante le promesse di risarcimento, l’Italia non ha mai onorato.
A conclusione del ciclo risorgimentale, l’Amministrazione provinciale di Udine ha voluto, pertanto, editare questo libro che illustra i reperti e i ricordi non solo militari ma anche civili
presenti nei Musei della Provincia di Udine e connessi al Risorgimento di cui la Prima Guerra
Mondiale è considerata il momento finale, per una maggiore comprensione di quel tragico
periodo.
Il testo contiene anche un poster che documenta la dura e cruda realtà della guerra vista attraverso gli occhi e la memoria di chi l’ha vissuta sia esso militare o civile, “di cà e di là dal clap”,
di qui e di là del confine, perché spesso gli oggetti non riescono a esprimere completamente
la realtà.
Questo, per far capire meglio quell’immane tragedia che è la guerra e per riaffermare i principi
dell’art. 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà
degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Pietro Fontanini
Presidente della Provincia di Udine
Il Risorgimento, per accezione comune, viene concluso con un dramma terribile che toccò direttamente il Friuli: la Grande Guerra.
Con questo agile volumetto, l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Udine invita alla visita
dei Musei e delle Collezioni presenti sul suo territorio che espongono gli aspetti civili e militari del periodo storico e della tragedia ben sapendo che il vero museo sono le ferite e i ricordi
ancora presenti sulle nostre Alpi e Prealpi: trincee, camminamenti, monumenti... dispersi in
bellissimi scenari naturali.
All’aspetto militare abbiamo sommato quello civile perché i “borghesi”, così erano chiamati
dai militari, furono le altre, grandi vittime della guerra, spesso ignorate, e, per una completa
comprensione dei fatti, non si può scindere l’aspetto civile da quello militare nello spiegare
l’avvenimento bellico per le strette relazioni che vi intercorsero.
Il titolo “Fradis cuintri/Fratelli contro” inoltre vuole sottolineare la complessità etnica, storica e
sociologica del nostro territorio che porterà i friulani a combattersi tra di loro sotto due diverse
bandiere visto che la “Piccola Patria” era divisa dal 1866 tra il Regno d’Italia e l’Impero
Austro-ungarico, fatto che molto spesso viene dimenticato.
Ai fini didattici, il percorso museale è completato da testimonianze che offrono una migliore
percezione dei fatti avvenuti grazie a capitoletti essenziali che trattano, in maniera scarna ma
fortemente emotiva, alcuni aspetti di questa immane tragedia: la guerra in trincea, la fame, i
profughi, la propaganda... Ciò perché le parole “compassione” e “simpatia” hanno un etimo
coincidente che contiene il termine greco patheia che indica il provare emozioni e farlo con
qualcuno o qualcosa (cum, sym). Questo qualcuno non può essere che una persona che ha vissuto quei drammatici momenti. Al giorno d’oggi la simpatia, l’attrazione verso i giochi di guerra
rischia di escludere la compassione, la percezione emotiva
delle sofferenze che essa porta con sé.
L’aver incluso queste testimonianze
vorrebbe educare a comprendere meglio
ciò che è la guerra al fine di evitarla:
una tragedia con conseguenze sociali
ed economiche che durano ben oltre
gli episodi bellici.
Come accadde al Friuli che impiegò ancora
molti anni, a pace ritrovata, per ricostruire
il tessuto sociale ed economico distrutto.
Elena Lizzi
Assessore all’Istruzione, Cultura, Identità e Pari Opportunità
Lieta di essere coinvolta nel progetto di cui questo volume è parte, la Soprintendenza per i beni
storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia volentieri descrive le funzioni e i
compiti di cui è portatrice in materia, in quanto organo periferico del Ministero per i beni e le
attività culturali ed istituzionalmente deputata alla tutela dei beni d’arte, di storia e di cultura
del territorio affidato alla sua giurisdizione.
Va innanzitutto segnalato - come la stessa relativamente nuova dizione della Soprintendenza esprime - che non solo quelle che un tempo erano definite le belle arti sono ora oggetto
dell’interesse alla tutela, ma anche quei beni definiti di carattere etnoantropologico di cui sono
rilevante espressione alcuni dei musei illustrati in questo volume.
Evolutosi nel corso dei decenni il concetto di cultura, anche quello di “bene culturale” si è ampliato acquisendo il valore di “testimonianza avente valore di civiltà”, non limitato pertanto
agli aspetti elitari delle opere d’arte frutto del genio delle grandi personalità creatrici della nostra storia, ma aperto alla comprensione delle attività dell’uomo nel contesto delle conoscenze,
delle tradizioni e degli usi, delle competenze, delle risorse del lavoro e delle attività pratiche
che sono patrimonio di ciascuna comunità e di cui anche la lingua, come patrimonio “immateriale”, è parte determinante, in quanto dà nome, letteralmente, alle cose, ai processi, alle idee,
alle pratiche quotidiane che di quel patrimonio sono manifestazione.
Le funzioni e i compiti che la Soprintendenza esercita, in stretto rapporto, secondo i principi
di sussidiarietà espressi dalla Costituzione, con gli enti proprietari, i privati (singoli, associati,
imprese, fondazioni) e gli enti pubblici quali la Provincia di Udine, promotore della lodevole
iniziativa di cui questo volume è espressione, non sono solo quelle di vigilanza, ispezione, sorveglianza e controllo, anche in tema di corretto restauro - attenzioni che pure sono dovute nel
supremo interesse pubblico alla tutela dei beni culturali - ma anche quelle di collaborazione
alla valorizzazione, alla conoscenza, alla fruizione, alla corretta esposizione dei beni, nell’ottica di un sistema a rete ormai irrinunciabile per la ottimizzazione delle risorse economiche e
tecniche.
Fucile donato dalla città di Milano a Giuseppe Garibaldi
per la liberazione della città (1859) e da questi regalato
al comandante dei Carabinieri genovesi Antonio Mosto
dopo la spedizione dei Mille (coll. priv.).
La più che centenaria esperienza di conoscenza e di gestione museale da parte delle Soprintendenze può essere offerta per i musei che ci sono e per quelli che ci saranno, facendo attenzione - pur nella centrale importanza dei beni culturali quale strumento democratico per la
formazione e la crescita di cittadini coscienti e consapevoli - che l’istituzione di un museo è una
operazione delicatissima che non si può fare a tutti i costi, e ricordando che ogni nastro d’inaugurazione tagliato è una assunzione di responsabilità notevolissima, e diventa una impresa o
si voglia dire una attività, una “azienda” complessa ed articolata da gestire con competenza e
diligenza.
A tal proposito par giusto rammentare che ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera a) del Codice
dei beni culturali e del paesaggio, sono definiti ipso facto beni culturali “le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico”, le quali, a mente degli articoli 822 e 824
del Codice civile, hanno la qualifica di beni demaniali, con tutte le correlative responsabilità
giuridiche in capo all’ente che li detiene, e i cui rappresentanti, fin dalla istituzione del museo,
dovranno avere piena coscienza.
Luca Caburlotto
Soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici
del Friuli Venezia Giulia
AQUILEIAAQUILEE MADRE DI STORIA
MADRE DEL DOLORE
Centro spirituale e storico del Friuli, Aquileia all’inizio della Grande Guerra
era inclusa nell’Impero Austro-Ungarico e venne coinvolta nel conflitto già nel
1914. Occupata dai reparti italiani il 24 maggio 1915, una volta superate alcune barricate poste all’ingresso, divenne parte della retrovia della 3ª Armata.
Il Cimitero degli Eroi posto dietro la basilica conserva, oltre a un
innegabile fascino, monumenti funebri e tombe di caduti
della Prima Guerra Mondiale. Tra queste, quella che custodisce i resti
dei dieci soldati sconosciuti le cui spoglie, insieme a quella
del Milite Ignoto, furono sottoposte alla scelta di Maria Bergamas,
madre del volontario irredento Antonio Bergamas morto
sul monte Cimone di Tonezza e il cui corpo non venne mai
ritrovato. Le sue spoglie, traslate da Aquileia, vennero riposte
nel monumento eretto a Roma a ricordo di tutti i caduti italiani
non identificati.
Se tu vens ca su tas cretis / la che lôr mi an soterât / a l’è un splaz plen di stelutis: / dal mio sanc l’è stât bagnât.
Par segnâl, une crosute / je scolpide lì tal cret: / fra ches stelis nas l’arbute, / sot di lôr jo duâr cuiet.
Ciol su, ciol una stelute / je a ricuarde il nestri ben. / Tu i darâs ‘ne bussadute / e po platile tal sen.
Quand che a ciase tu sês sole / e di cûr tu preis par me, / il mio spirt ator ti svole; / jo e la stele sin cun te.
(STELLE ALPINE
Se sali sulle crete / dove m’han sotterrato
c’è uno spiazzo pien di stelle/ dal mio sangue bagnato.
A indicarlo una piccola croce / scolpita nella roccia:
tra le stelle nasce l’erbetta / sotto di loro dormo in pace.
Raccogli, prendi una stella / a ricordo del nostro amore.
Dalle un piccolo bacio / e poi nascondila in petto.
Quando sei sola in casa / e di cuore preghi per me
il mio spirito ti aleggia intorno: / io e la stella siamo con te.)
Arturo Zardini (1869-1923), Stelutis alpinis, scritta mentre era profugo a Firenze
Nel cinquantenario della fine
della Grande Guerra è stata prodotta
una serie di francobolli, a essa
dedicati, realizzata dall’artista friulano
Tranquillo Marangoni (1912-1992).
In uno di essi è raffigurato anche
il Cimitero degli Eroi di Aquileia.
Ettore Ximenes, L’angelo della carità, 1917
UDINEUDIN MUSEO DEL RISORGIMENTO
ARCHIVIO ‘AUGUSTO LUXARDO’
Fondato il 26 luglio del 1906 con l’inaugurazione del
Museo Friulano al Castello di Udine dove ha tutt’ora
sede, il Museo del Risorgimento percorre un itinerario che va dall’invasione francese del 1797 alla Grande Guerra.
Al suo interno si conservano dipinti, sculture, documenti, cimeli vari, stampe, fotografie, libri, mappe e
fondi archivistici consultabili da studiosi e laureandi.
Fondo Fantoni: circa 2.000 pezzi relativi agli avvenimenti del 1848 e alle guerre d’indipendenza.
Fondo Luxardo: circa 3.000 pezzi (giornali, periodici,
bollettini, libri in italiano e tedesco, mappe militari,
cartoline relative alla Grande Guerra) raccolti dal medico Augusto Luxardo.
Fondo Zai: volumi manoscritti sulla storia della spedizione dei Mille e dei volontari.
Fondo Rubini: manifesti relativi alla storia postale
(età veneta - francese - austriaca) e annulli postali
dell’occupazione napoleonica e del regno italico.
Fondo Società Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie.
Libreria napoleonica: pubblicazioni d’epoca e di vario tipo provenienti da lasciti privati.
INDICAZIONI UTILI
Sede: Civici Musei - Castello di Udine
p.le Castello 1, 33100 Udine
Apertura: su richiesta
Info:
tel. (0039) 0432 271591, fax (0039) 0432 271907
[email protected], www.udinecultura.it
www.provincia.udine.it/musei
Immagini della pagina destra:
Guglielmo Michieli, bozzetto per il
monumento a Garibaldi (1883);
scatola di medicazione da campo
in uso nella Grande Guerra;
vasi sbalzati e decorati
ottenuti da bossoli.
Immagini di questa pagina:
A. Malignani, ritratto di
Italo Michieli, garibaldino friulano;
“Sempre avanti” n. 13/1918
Il bacio della vittoria.
UDINEUDIN SALA DELLA RIMEMBRANZA
BRIGATA ALPINA JULIA
Situato nell’elegante chiostro dell’ex convento di S. Agostino
del 1448, il Museo vuole essere un omaggio alla storia della
Brigata Alpina Julia attraverso le vicende, belliche e umanitarie,
che l’hanno vista protagonista.
L’itinerario inizia dal periodo storico risorgimentale e trasporta
il visitatore, anche mediante attente ricostruzioni, attraverso le
vicissitudini e le guerre che hanno coinvolto le truppe alpine:
dalla Grande Guerra alle campagne d’Africa, alla Seconda Guerra Mondiale fino a giungere alle azioni di pace della Brigata
Alpina Julia fatte a sostegno delle popolazioni civili durante calamità naturali. L’esposizione è arricchita da un’ampia raccolta
di cimeli appartenenti anche agli eserciti avversari, documenti,
armi, uniformi... che bene illustrano le vicende di questa Brigata che è da sempre nel cuore dei popoli alpini.
UDINEUDIN MUSEO ETNOGRAFICO
DEL FRIULI
INDICAZIONI UTILI
Sede: via S. Agostino 8, 33100 Udine
Apertura: su richiesta
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 584008
fax (0039) 0432 584008
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
Alloggiato nell’elegante
Palazzo Giacomelli nel
centro di Udine e sviluppato su tre piani espositivi con ricchi commenti
testuali, fotografici e
audiovisivi, il museo
espone beni derivati da
lasciti importanti quali
quelli delle collezioni
“Gaetano Perusini” e
“Luigi e Andreina Ciceri”.
Il percorso illustra in
maniera affascinante e
completa i vari aspetti
della vita tradizionale in
Friuli, da quelli quotidiani
a quelli devozionali, alle
feste, ai giochi, alla musica,
fino all’arte della lavorazione dei tessuti.
INDICAZIONI UTILI
Sede: Civici Musei Palazzo Giacomelli
via Grazzano 1, 33100 Udine
Apertura: 1° ottobre - 30 aprile, da martedì a domenica: ore 10.30 - 17.00
1° maggio - 30 settembre, da martedì a domenica: ore 10.30 - 19.00
Chiuso il lunedì
Ingresso: a pagamento, possibilità di visite guidate e laboratori didattici
Info:
tel. (0039) 0432 271920, fax (0039) 0432 271907
[email protected], www.udinecultura.it
www.provincia.udine.it/musei
FORNI AVOLTRIFOR DAVÔTRI FORNI AVOLTRI NELLA GRANDE GUERRA
CEMÚOT CHI ÉRIN
Guardando la dolcezza del paesaggio
sembra impossibile che gli orrori della
guerra siano arrivati fin quassù. Eppure
questo fu uno dei principali fronti italiani a Est e ne fanno fede le tante testimonianze rimaste sulle montagne circostanti e le fotografie che tramandano le
distruzioni subite.
I documenti fotografici, con i tanti reperti trovati anche in loco e le sapienti ricostruzioni, sono raccolti ora nel museo
dedicato alla Grande Guerra che bene
illustra i duri aspetti militari del conflitto che è, poi, facile ritrovare sui monti
circostanti durante piacevoli escursioni.
Lo affianca un delizioso museo sulla
vita tradizionale della valle dove dei “pipins”, pupazzi, accompagnano il visitatore in interni che propongono ricostruzioni minuziose della quotidianità e dei
mestieri carnici. Particolarmente suggestivi sono il corredo di un bambino realizzato con amorevole cura e un tornio
settecentesco ancora ben funzionante.
INDICAZIONI UTILI
Sede: Corso Italia 4, 33020 Forni Avoltri
Apertura: luglio e agosto
17.00-19.00, 20.00-22.00
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0433 72202
fax (0039) 0433 72351
[email protected]
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
Tra i documenti esposti nel Museo della Grande Guerra ce n’è
uno importante: i Diari che Benito Mussolini scrisse nel 1916
mentre era militare a Bordaglia di Sotto.
PALUZZAPALUCE MUSEO STORICO ‘LA ZONA CARNIA
DURANTE LA GRANDE GUERRA’
Le montagne della Carnia sono state a lungo teatro di una logorante guerra
di posizione che ha lasciato tracce indelebili sul territorio. Sui monti sopra
Timau è ancora possibile visitare le postazioni, i camminamenti e le trincee
dell’esercito italiano e austriaco: un vero e proprio museo all’aperto.
Il ricco Museo Storico contiene, invece, migliaia di documenti di grande valore storico, medaglie, lettere, fotografie, divise ben conservate... oltre a reperti
bellici dei due campi con pezzi di notevole interesse come il cannone “Skoda”
del 1915 o i cimeli delle eroiche e intrepide portatrici carniche. Qui sono pure
esposti oggetti e costumi della vita tradizionale della gente di Timau.
Timau/ Tischlbong/Tamau è una delle isole a parlata tedesca
della regione. Qui si parla un antichissimo idioma germanico, il
tischlbongarisch, forse eredità di quelli che si narra siano i suoi
fondatori: alcuni minatori carinziani.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Nazionale 90, Timau / Tischlbong
33026 Paluzza
Apertura: giugno - ottobre
sabato e festivi 9.00-12.00, 14.00-18.00
luglio - settembre
da martedì a venerdì 14.30-18.30
sabato e festivi 9.00-12.00, 14.30-18.30
agosto
da martedì a domenica 9.00-12.00, 15.00-19.00
Ingresso:gratuito
Info:
tel. e fax (0039) 0433 779168, (0039) 0433 779292
[email protected]
www.carniamusei.org
www.museograndeguerratimau.it
www.provincia.udine.it/musei
TOLMEZZOTUMIEÇ MUSEO CARNICO DELLE ARTI
POPOLARI ‘MICHELE GORTANI’
Michele Gortani, grande studioso specializzato in più campi,
durante la Prima Guerra Mondiale si distinse particolarmente
per l’assistenza ai profughi e fu sempre in prima linea
nel cercare di portare loro aiuto.
Ospitato nel secentesco Palazzo Campeis, il Museo delle Arti Popolari è frutto del paziente lavoro di raccolta iniziato già nel 1920 dal sen. prof. Michele Gortani.
L’enorme quantità del materiale etnografico contenuto nelle trenta stanze del museo,
copre un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo e rappresenta un’interessantissima
e imperdibile raccolta da vedere anche per la qualità degli oggetti raccolti. Dalle camere
da letto, ai bronzi, ai giochi, alle maschere... l’esposizione stupisce per la quantità delle
opere esposte e che spaziano dalle tele di Nicolò Grassi, alle opere di ebanisteria dei
maestri carnici, alla mirabile avventura manifatturiera di Jacopo Linussio che proprio
qui creò il maggior polo tessile del ‘700 con i suoi 30.000 lavoratori.
Meticolose ricostruzioni di interni ricreano gli stessi ambienti domestici che dovevano
trovare i soldati italiani della Grande Guerra quando scendevano per l’avvicendamento
dalle montagne circostanti dove erano impegnati in una durissima guerra di posizione.
INDICAZIONI UTILI
Il museo contiene una delle più ricche e complete
collezioni europee di arte popolare.
Per non rimanere con le mani in mano mentre portavano la gerla, le donne carniche sferruzzavano.
Gli innamorati, allora, regalavano loro il gugjet, un cuore in legno o metallo da porre sul fianco, affinché non si
ferissero con il ferro. Forse anche le portatrici lo indossavano e sferruzzavano salendo al fronte con la gerla.
Sede: via della Vittoria 2, 33028 Tolmezzo
Apertura: da martedì alla domenica (agosto sempre aperto)
9.00-13.00, 15.00-18.00
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 0433 43233
fax (0039)0433 43233
[email protected]
www.museocarnico.it
www.provincia.udine.it/musei
DOGNADOGNE MUSEO DEL TERRITORIO E CENTRO
DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
TARVISIOTARVIS MUSEO STORICO-MILITARE
DELLE ALPI GIULIE
Il museo è composto da varie sezioni inerenti ai maggiori fatti bellici che hanno coinvolto la regione, dalle
guerre austro-napoleoniche alla Seconda Guerra Mondiale. La sezione dedicata alla Grande Guerra, da Sarajevo a Vittorio Veneto, illustra gli avvenimenti accaduti
nella Zona Carnia nel periodo 1914 - 1917 e le operazioni del novembre 1918.
Reperti, armi e uniformi, foto e mappe riguardanti le
battaglie dei monti Nero, Rombon, Due Pizzi, Jof di
Miezegnot aiutano nella comprensione dei fatti bellici.
Una sala multimediale e polifunzionale completa, con
materiale video-sonoro, l’esposizione.
È consigliata anche la visita del “Museo all’aperto” che
porta alla scoperta, non solo dei resti di fortificazioni
presenti sui monti circostanti, ma anche dei “Forti Carinziani” terminati nel 1808 e delle “Opere del Vallo
Littorio” della seconda metà degli anni Trenta del ‘900.
INDICAZIONI UTILI
Attraverso tre accurate sezioni espositive - la Paleontologica, la Storica e l’Etnografica - il Museo del Territorio si
prefigge di fornire e illustrare al visitatore le informazioni sulle ricchezze della valle di Dogna.
La Grande Guerra è sviluppata, in particolare, nella sezione Storica attraverso pannelli, gigantografie, un plastico dettagliato, reperti che illustrano le vicissitudini e
le distruzioni subite dal Comune durante il conflitto,
tanto da venir completamente ricostruito alla fine della
Prima Guerra Mondiale. L’esposizione, plurilingue e a
più voci, aiuta, inoltre, a capire le tracce lasciate dalla
Grande Guerra sul territorio: dalle gallerie “Le Morosine” a Mincigos, alla rotabile militare, ai resti di trincee
presenti sul Jôf di Miezegnot e sul Jôf di Sompdogna.
La sezione Etnografica completa la narrazione mostrando la vita tradizionale degli abitanti della valle anche
con esposizioni multimediali.
Nella sezione Paleontologica
è visibile uno straordinario
ritrovamento avvenuto alcuni
anni fa: la traccia di impronte di un Fitosauro del Norico,
un rettile dall’aspetto simile
a un coccodrillo e vissuto
nel Triassico.
Questo ritrovamento
ha sviluppato una serie
di iniziative e ha
denominato il territorio
come “la valle del
Fitosauro”.
INDICAZIONI UTILI
Sede: vicolo del Museo 2, 33010 Dogna
Apertura: su richiesta
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0428 93000
fax (0039) 0428 93003
[email protected]
www.comune.dogna.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
Da non perdere, sempre a Cave
del Predil, l’avventura di scendere
sottoterra nella Galleria Mineraria
Kaiser Franz Erbstollen che vi
ricorderà l’importanza mineraria
della zona lungo settecento anni
di storia.
Sede: Cave del Predil, Piazza della Chiesa
33018 Tarvisio
Apertura: da mercoledì a domenica
10.00-12.30, 14.00-17.30
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 366 7217051
(0039) 0428 2980/int. 123
fax (0039) 0428 40498
[email protected]
www.museo.comuneditarvisio.com
www.provincia.udine.it/musei
SAURISZAHRE CENTRO ETNOGRAFICO
HAUS VAN DER ZAHRE
MALBORGHETTO-VALBRUNA
MUSEO ETNOGRAFICO
MALBORGETH-WOLFSBACH NABORJET-OVCJA VAS
MALBORGHET e VALBRUNE ‘PALAZZO VENEZIANO’
v
La forza di una collettività sta nella
sua memoria storica e nella possibilità di tramandarla e di farla conoscere. Con questo spirito è stato
costruito anche questo museo posto in un elegante edificio del XVII
secolo. Al suo interno non solo
manufatti e documenti della vita
sociale o lavorativa - legata soprattutto all’agricoltura, all’allevamento e all’attività estrattiva - ma anche
un percorso che descrive e aiuta
a scoprire l’ambiente naturale di
queste terre con particolare attenzione alla storica foresta di Tarvisio. Da integrare con una visita al
museo a essa dedicata lungo l’autostrada “Alpe-Adria”.
Sauris è un incantevole luogo di villeggiatura caratterizzato dalla conservazione delle
tipiche case in legno. Borgo Autentico d’Italia, aderisce all’Alpine Pearls ed è pure noto
per il rinomato prosciutto affumicato.
È, inoltre, una delle isole germanofone del
Friuli perché qui si parla un’arcaica parlata
tedesca. La sua ricca storia è visibile nel grazioso museo ricavato in un vecchio mulino,
gran parte frutto di una raccolta di oggetti fatta tra le famiglie della comunità nel
1980 al fine di costituire questo museo.
A Sauris è conservata, da tempo immemorabile, una reliquia
di S. Osvaldo, santo particolarmente amato e venerato.
Ciò rese la chiesa, a lui dedicata, un importante centro devozionale dell’area friulano-veneta. Importanti documenti e oggetti
(reliquiari, ostensori, paramenti liturgici...) sono conservati nel
Museo di S. Osvaldo a Sauris di Sotto a testimonianza della
grande venerazione che circondava questo luogo.
Qui trovate anche le
maschere dei temibili
Krampus che accompagnano San Nicolò mentre
porta doni o rimproveri ai
bambini nella magica notte
a lui dedicata.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Sauris di Sopra 3/A, 33020 Sauris
Apertura: invernale, da giovedì a domenica
10.00-12.00, 15.00-18.00
estivo, chiuso solo il mercoledì
10.30-12.30, 16.00-19.00
Ingresso: gratuito
Info: tel. e fax (0039) 0433 86262
[email protected]
www.sauris.org, www.carniamusei.org
www.provincia.udine.it/musei
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Bamberga 52, Malborghetto
33010 Malborghetto-Valbruna
Apertura: da martedì a domenica
10.30-12.30, 15.00-18.00
Ingresso: a pagamento
Info: tel. e fax (0039) 0428 64970
[email protected]
www.comune.malborghetto-valbruna.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
DRENCHIADREKADRENCJE CASA RURALE
DEL TERRITORIO
TAIPANATIPANATAIPANE TESTIMONIANZE DELLA
CIVILTÁ CONTADINA
Alloggiato nella sala del consiglio comunale
e suddiviso in due sezioni, quella sociale e
famigliare e quella lavorativa, mostra il mondo, ora perso, che circoscriveva il vivere quotidiano della comunità. La collezione è composta da circa 200 oggetti provenienti dalla
raccolta privata dei Carloni di Monteaperta.
INDICAZIONI UTILI
Sede: Municipio, 33040 Taipana
Apertura: da lunedì a sabato 10.00-12.00
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 788020
(0039) 0432 788035
fax (0039) 0432 788049
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
Oltre all’interessante e varia raccolta di oggetti di uso quotidiano o ai reperti militari,
desta particolare attenzione la raccolta di
album di fotografie donate dalle famiglie
del luogo che, oltre a narrare la vita di una
comunità, mostrano le tante storie vissute
durante la Grande Guerra. Importante è la
sezione dedicata alle portatrici: donne che,
con le gerle, portavano viveri e materiale militare al fronte su sentieri faticosi e pericolosi in cambio di un piccolo guadagno.
Nel comune, al Passo Solarie, un cippo ricorda Riccardo di Giusto, udinese di 20
anni, il primo soldato morto durante la Prima Guerra Mondiale e decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
INDICAZIONI UTILI
Sede: fr. Trinco, 33040 Drenchia
Apertura: periodo estivo o su richiesta
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 721021
fax (0039) 0432 721054
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
STREGNASREDNJESTREGNE MUSEO STORICO
BALUS
È un piccolo museo privato frutto della volontà di ricordare i tragici avvenimenti conseguenti alla battaglia di Caporetto che investì
significativamente le Valli del Natisone lasciando testimonianze ora raccolte in questa
esposizione. Lo scopo del museo è quello di
rievocare e spiegare quei fatti mediante cimeli e riproduzioni di foto e documenti; e
di onorare gli uomini che, loro malgrado, si
fronteggiarono e perirono.
Di indubbio interesse sono le fotografie che
ritraggono il re Vittorio Emanuele III mentre
visita le truppe italiane dislocate in queste
valli che, oggi, sono una meta turistica molto
apprezzata non solo dal punto di vista storico
ma anche naturalistico ed enogastronomico.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Tribil Superiore, 33040 Stregna
Apertura: su richiesta
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 328 4164920
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
GRIMACCOGRMEKGRIMAC COLLEZIONE
MARIO RUTTAR
Quest’importante raccolta storica nasce dalla passione dei coniugi Ruttar
verso la cultura materiale tradizionale
che, negli anni, li ha portati a raccogliere un’interessante serie di oggetti
legati alla vita quotidiana, al lavoro e
alle ritualità stagionali.
In tre ambienti sono esposti, in base
alla loro funzione, un gran numero di
strumenti e attrezzi che documentano
i lavori agricoli, l’allevamento, le occupazioni casalinghe e l’emigrazione che
interessò queste terre.
Particolare attenzione merita una camera di inizio Novecento perfettamente ricostruita e le enormi maschere in vimine che, ancora oggi, sono
usate per festeggiare il Carnevale.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Clodig 26, 33040 Grimacco
Apertura: su richiesta
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 725003
[email protected]
www.museoruttarmario.com
www.provincia.udine.it/musei
PAGNACCOPAGNÀ MUSEO DI STORIA CONTADINA
INDICAZIONI UTILI
Il posto è magico e da solo vale la visita: un minuscolo
borgo rurale del XVII-XVIII secolo con castello e chiesa
posto sul colle dello Zuc di Fontanabona, perso nella
campagna, da dove si gode una bellissima vista sull’anfiteatro morenico e sull’arco alpino. Il museo è conservato in una vecchia casa contadina e nei rustici annessi che
facevano parte del complesso del castello. Suddiviso per
stanze tematiche espone un’ampia collezione di oggetti, attrezzi agricoli, documenti, fotografie connesse alla
cultura contadina. Interessanti le ceramiche, in particolare quelle prodotte dalla manifattura Galvani di Pordenone, e i campionari di tessuti popolari provenienti
dalla Manifattura Spezzotti come il “rigadin” friulano
a righe bianche e azzurre o bianche e blu documentato
fin dal 1763.
Il museo è allestito in due modi diversi: all’interno
dell’edificio principale gli oggetti sono inseriti in un
contesto proprio come, a esempio, nella cucina o nella
stanza della culla; altrimenti sono posti in maniera seriale per documentarne l’uso e le diverse forme.
Sede: via del Ciuch 7, Fontanabona
33010 Pagnacco
Apertura: da aprile a ottobre:
sabato 15.00-18.30
domenica 10.00-18.30
a richiesta in altri giorni o orari
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 661049
(0039) 333 4324869
fax (0039) 0432 661919
[email protected]
www.museopagnacco.it
www.provincia.udine.it/musei
Il 1° maggio sul retro del museo,
dove c’è un antico forno, si tiene
la “Festa del pane” nella quale
si ripercorrono le fasi della sua
produzione partendo dal seme.
Proprio come si faceva una volta.
SAN DANIELESANT DENÊL MUSEO
DEL TERRITORIO
Universalmente nota per i suoi magnifici prosciutti, la
città di San Daniele del Friuli possiede, oltre a bellezze
architettoniche, paesaggistiche, artistiche e culturali,
due musei che narrano la sua storia.
Il magnifico Museo del territorio è racchiuso in un
convento del 1678 e conserva, su due piani, un patrimonio eterogeneo suddiviso in cinque sezioni: Etnografia, C’era una volta..., Sezione ebraica, Personaggi
illustri, Arte sacra e Archeologia che offrono un quadro
affascinante dell’evoluzione della comunità.
Il museo ha circa 23.000
opere e oggetti inventariati,
solo in parte esposti
al pubblico.
Il museo opera attivamente per
rendere fruibile il patrimonio
conservato anche alle persone
non vedenti o ipovedenti.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Udine 4,
33038 San Daniele del Friuli
Apertura: invernale, 1 ottobre-31 maggio
venerdì e sabato 9.30-12.30
domenica 15.00-18.00
estivo, 1 giugno-30 settembre
venerdì e sabato 9.30-12.30
domenica 10.00-12.30, 14.30-18.00
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 0432 954484
(0039) 0432 954934
fax (0039) 0432 954934
[email protected]
www.museosandaniele.it
www.provincia.udine.it/musei
SAN DANIELESANT DENÊL SALA ESPOSIZIONI
CIMELI STORICI MILITARI
Il museo è alloggiato in una sede prestigiosa, una casa del 1300 che ospitava il Banco dei
Pegni di San Daniele. Restaurata dopo il terremoto del 1976, è stata dichiarata Monumento Nazionale. L’esposizione si sviluppa su due piani: il piano terra che presenta gagliardetti
delle varie associazioni d’arma e un buon repertorio fotografico. Il piano superiore, in due
sale, espone documenti, reperti, fotografie, riproduzioni, corredi, uniformi e armi sia della
Prima che della Seconda Guerra Mondiale con particolare attenzione ai reparti alpini.
La documentazione esposta riguarda non solo i fatti storici ma anche la vita quotidiana in
caserma o al campo del corpo militare alpino. La realizzazione del museo è un’iniziativa
del Consiglio Direttivo della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Roma 18
33038 San Daniele del Friuli
Apertura: su richiesta
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 954350
(0339) 340 6227936
fax (0039) 0432 943820
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
RAGOGNARUVIGNE MUSEO DELLA
GRANDE GUERRA
Una delle caratteristiche importanti di questo museo è il grande
plastico in rilievo che illustra minuziosamente la posizione degli
schieramenti il 31 ottobre 1917 e fa comprendere bene i fatti d’arme che qui avvennero durante le ultime fasi della Battaglia del
Tagliamento che permisero alle truppe italiane di rallentare l’offensiva guadagnando giorni preziosi per la loro riorganizzazione
dopo Caporetto. Oltre al plastico, nelle sale è possibile ammirare
un’ampia raccolta di oggetti, perlopiù ritrovati sui campi di battaglia, corredati da immagini storiche spesso inedite e da pannelli
in italiano e in tedesco che spiegano con cura i combattimenti
qui avvenuti come la difesa del Monte Ragogna o del ponte sul
Cornino. Le tracce di tali battaglie sono ancora ben visibili sul
territorio lungo bellissimi percorsi naturalistici.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Roma 23, 33030 Ragogna
Apertura: martedì, giovedì e sabato
15.30-18.00
su richiesta in altri giorni o orari
Ingresso:gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 957255
(0039) 0432 954078
fax (0039) 0432 940951
[email protected]
[email protected]
www.grandeguerra-ragogna.it
www.provincia.udine.it/musei
FAGAGNAFEAGNE MUSEO DELLA VITA CONTADINA
‘CjASE COCÉL’
Il Museo è ospitato in una casa contadina risalente, in parte, al 1600.
Al suo interno si sviluppano spazi fedelmente ricostruiti che narrano la vita rurale friulana tra il
1800 e il 1950 e che portano il visitatore a perdersi nel tempo e in velate atmosfere.
Ci sono la cucina, la camera da letto, l’osteria, gli spazi di lavoro agricolo o manuale, la scuola, la
cantina, il granaio... arricchiti da attrezzi d’epoca. La ricostruzione filologica non si limita all’edificio ma prosegue all’esterno dove, oltre al mulino e alla fucina, c’è la ricostruzione di un piccolo
podere dove sono stati piantati i gelsi, la vite... per offrire al massimo la sensazione di rivivere,
una volta estraniati dal presente, il tempo dei nostri nonni, con i loro riti e ritmi quotidiani.
Uno spazio particolare è dedicato anche alla Scuola Merletti di Cora Slocomb Savorgnan di
Brazzà, un’americana innamorata del Friuli e dotata di notevole talento imprenditoriale che
fece conoscere in tutto il mondo, agli inizi del secolo scorso, non solo l’abilità delle merlettaie
friulane ma pure le viole di Brazzà, i giocattoli e i dolci di questa terra da lei tanto amata.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Lisignana 40, 33034 Fagagna
Apertura: in primavera e autunno:
domenica 14.30-18.00;
durante l’estate:
domenica 15.30-19.00;
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 0432 801887
fax (0039) 0432 802599
[email protected]
www.comune.fagagna.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
OSOPPOOSÔF IL FORTE
BUJABUIE MUSEO D’ARTE DELLA MEDAGLIA
E DELLA CITTÀ DI BUJA
Monumento Nazionale dal 1923, il forte
di Osoppo è situato su un colle in un luogo strategico per l’accesso al Friuli e la sua
importanza è evidenziata dalle vicissitudini storiche. Ricordato già nel 610 da Paolo
Diacono durante l’invasione degli Avari, è
famoso per l’assedio vittorioso sostenuto
dal condottiero Girolamo Savorgnan nel
1514, contro gli Imperiali, durante la guerra di Cambrai. Il forte fu usato pure durante
le guerre risorgimentali e nelle due Guerre
Mondiali.
Nel percorrere i resti delle sue varie opere difensive, gallerie, fossati... si ripercorre larga
parte della storia del Friuli ammirando lo
splendido panorama delle colline dell’anfiteatro morenico e quello dell’arco alpino.
Sul forte sono visibili piste
di impronte fossili di tre piccoli
equidi del genere Hipparion
uniche in Europa.
INDICAZIONI UTILI
Sede: Forte di Osoppo, 33010 Osoppo
Apertura: su richiesta
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 899311
fax (0039)0432 975718
[email protected]
www.provincia.udine.it/musei
INDICAZIONI UTILI
Posto in un edificio storico di un delizioso borgo che sovrasta la città e dal quale si gode una splendida vista sul medio
Friuli, il museo contiene, oltre a un’interessante esposizione
sui “Maestri e Incisori bujesi” che, grazie alla loro arte hanno qualificato Buja come “Città d’Arte della Medaglia”, un
percorso storico che ha, tra i suoi reperti, quattro esemplari
delle cosiddette “monete di necessità”. Sono dei buoni speciali di valuta nominale convenzionale creati dall’Amministrazione provvisoria per venire incontro, dopo Caporetto,
alle esigenze della popolazione. Questo esperimento durò
solo pochi mesi: 15 dicembre 1917-19 febbraio 1918.
Sede: borgo San Lorenzo in Monte,
33030 Buja
Apertura: da aprile a ottobre:
sabato e domenica 10-12, 16-19;
da novembre a marzo,
sabato e domenica 14-17;
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 0432 960151
(0039) 0432 960963
fax (0039) 0432 960963
[email protected]
www.comune.buia.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
Gli straordinari “Mos” del
museo, boccali di birra in
ceramica fatti fare appositamente dagli emigranti bujesi
e che riportano riferimenti
personali (in questo caso il
lavoro di fornaciai nel quale
erano particolarmente abili)
ci ricordano l’importanza
dell’emigrazione friulana nei
paesi tedeschi che, con il
rimpatrio forzato del 1914,
contribuì ad acuire la crisi
sociale prebellica; e l’aiuto
offerto dalla conoscenza
della lingua tedesca durante
l’occupazione.
RIVE D’ARCANORIVIS DARCJAN FORTEZZA
COL RONCONE
Costituito da una casamatta su due piani con il
piano superiore che alloggiava quattro cannoni a
cupola girevole, la fortezza faceva parte del sistema
difensivo del Tagliamento iniziato nel 1908 all’interno della linea di confine tra il Regno d’Italia e
l’Impero Austro-Ungarico. Praticamente mai usata
a scopi bellici perché distante dal fronte di guerra
e disarmata nel 1915, la fortezza venne utilizzata
come deposito militare tra le due guerre e occupata
dai partigiani durante il secondo conflitto.
Rimane una significativa testimonianza di architettura bellica tant’è che al piano terra è stata allestita
un’esposizione permanente sull’architettura nella
Grande Guerra e due sale conferenze.
Il suo restauro è stato quanto più possibile conservativo lasciando, sulle pareti, evidenti tracce della
sua storia centenaria.
INDICAZIONI UTILI
Sede: 33030 Rive d’Arcano
Apertura: sabato e domenica
10.00-12.30, 15.00-18.00
su richiesta in altri giorni e orari
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 940765
(0039) 0432 612106
fax (0039) 0432 612106
[email protected]
www.militaryhistoricalcenter.org
www.provincia.udine.it/musei
PALMANOVAPALME MUSEO STORICO MILITARE
CIVICO MUSEO STORICO
La città stellata per eccellenza che partecipò ai moti risorgimentali sollevandosi contro gli
austriaci al comando del generale Zucchi, è una meraviglia non solo dal punto di vista visivo
e architettonico ma anche dal punto di vista documentaristico.
Per capirla è bene partire dal suo Museo Civico dove sono esposti, in maniera cronologica,
oggetti e documenti che vanno dalla sua fondazione, nel 1593, alla Prima Guerra Mondiale.
Altro punto di riferimento per una corretta documentazione non solo della fortezza ma del
territorio friulano è il Museo Storico Militare posto sul dongione di Porta Cividale che raccoglie uniformi, cimeli e documenti inerenti ai Corpi e alle Unità militari avvicendatisi nella
fortezza. Da qui, inoltre, parte un affascinante percorso alla scoperta delle mura e del loro
complesso tracciato che si svolge non solo in superficie ma anche al loro interno.
INDICAZIONI UTILI
Civico Museo Storico
Sede: Palazzo Trevisan, borgo Udine 4,
33057 Palmanova
Apertura: dal primo marzo al 20 dicembre
da martedì a domenica 9.30-12.30
su richiesta per gruppi o studiosi
Ingresso: a pagamento
Info:
tel. (0039) 0432 929106
fax (0039) 0432 929106
[email protected]
www.comune.palmanova.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
INDICAZIONI UTILI
Museo Storico Militare
Sede: Dongione veneto di Porta Cividale,
33057 Palmanova
Apertura: lunedì, martedì, giovedì
10.00-12.30, 14.30-16.30
venerdì, sabato e festivi
10.00-12.30
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 928175
fax (0039) 0432 923535
[email protected]
www.comune.palmanova.ud.it
www.provincia.udine.it/musei
AIELLO DEL FRIULIDAEL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA
DEL FRIULI IMPERIALE
Di proprietà della famiglia Formentini, il museo racchiude, in spazi di notevoli dimensioni, testimonianze della civiltà contadina del Friuli orientale nel periodo storico che va all’incirca dal
1500 al 1918 quando il territorio era incluso nella Principesca Contea di Gorizia e Gradisca, un
land che, dal 1861 al 1918, godette di un’ampia autonomia politica.
I suoi quasi ventimila pezzi costituiscono varie ed eterogenee sezioni che ben illustrano vari
mestieri del tempo oltre a quelli strettamente legati all’agricoltura: i lavori femminili, l’ufficio postale, l’enoteca storica, l’aula scolastica, la distilleria, la sartoria, la sericoltura, i lavori manuali...
Ai fini didattici sono state ricreate anche una stalla e una scuderia e i laboratori del falegname e
del fabbro ferraio.
Oltre alla considerevole raccolta di strumenti da lavoro e della vita quotidiana con una curiosa
collezione di bauli da viaggio, le sue pareti sono arricchite da straordinarie stampe e litografie
originali.
INDICAZIONI UTILI
Sede: via Petrarca 1, 33041 Aiello del Friuli
Apertura: domenica, ore 15.00 - 18.00
su prenotazione per gruppi in altri giorni e orari
Ingresso: a pagamento, gratuito fino ai 10 anni di età
Info:
tel. (0039) 0481 535170, (0039) 338 3534773
fax (0039) 0481 545536
[email protected], www.museiformentini.it
www.provincia.udine.it/musei
GEMONAGLEMONE LA CINETECA DEL FRIULI
Per sollevare il morale delle persone nelle tendopoli dopo il disastroso terremoto del 1976,
un gruppo di appassionati si mise a proiettare dei film. Gli stessi appassionati, più tardi e con
coraggio, riuscirono a raccogliere una cifra considerevole destinata ad aprire una sala cinematografica. La Cineteca del Friuli rappresenta la migliore destinazione finale di quei fondi
e un importantissimo contenitore di migliaia di film di finzione, documentari e cinegiornali
oltre a una delle più fornite biblioteche italiane del settore. Possiede, inoltre, una fototeca
con oltre 60.000 soggetti a carattere cinematografico o relativi al mondo dello spettacolo.
A questa struttura si deve, pure, il restauro di filmati e acquisizioni relative alla Grande Guerra e la produzione di documentari a essa collegati.
FRIULI, SET DI GRANDI FILM SULLA GRANDE GUERRA
INDICAZIONI UTILI
Sede: Palazzo Gurisatti, via Bini 50
33013 Gemona del Friuli
Apertura: da lunedì a giovedì
9.30-13.30, 14.00-17.30
Ingresso: gratuito
Info:
tel. (0039) 0432 980458
fax (0039) 0432 970542
[email protected]
www. cinetecadelfriuli.org
www.provincia.udine.it/musei
Due importanti film sulla Prima Guerra Mondiale sono stati girati in Friuli: “Addio alle
Armi” e “La Grande Guerra”. “Addio alle Armi” (A Farewell to Arms, 1957) venne diretto
da Charles Vidor e da John Huston, non accreditato, e si basa sul celebre romanzo
di Hemingway. Ebbe come interpreti personalità come Rock Hudson, Jennifer Jones,
Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Franco Interlenghi e venne, in parte, girato a Venzone.
“La Grande Guerra” (1959) di Mario Monicelli interpretato da un cast eccezionale
con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Romolo Valli e le musiche di
Nino Rota è considerato uno dei capolavori del cinema italiano e ha avuto come set
le città di Venzone, Gemona e Palmanova. È con questo film che la rappresentazione
della Grande Guerra venne, per la prima volta, depurata dalla retorica tanto che ebbe
problemi con la censura e il film fu vietato ai minori di 18 anni.
Vanno ricordati anche due importanti documentari prodotti dalla Cineteca: “Doppio
sguardo sulla grande guerra” (2006) con cinegiornali italiani, austro-ungarici e tedeschi che presentano il conflitto da differenti punti di vista.
“Cartoline dal grande schermo. I sentieri della
gloria” (2007) distribuito dalla Cineteca del
Friuli è un documentario suddiviso in due parti,
che ripercorre i set di questi due film. Nella prima parte, “In viaggio con Monicelli”, il grande
regista ha reincontrato i luoghi e le comparse del suo film. La seconda parte “Ritorno al
Tagliamento”, Franco Interlenghi e Antonella
Lualdi hanno ripercorso i set friulani e le comparse di “Addio alle armi”.
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Fradis Cuintri - Percorsi militari e civili della Grande Guerra