FRADIS CUINTRI PERCORSI MILITARI E CIVILI DELLA GRANDE GUERRA DAL RISORGIMENTO ALL’UNITÀ D’ITALIA: FRATELLI CONTRO FRADIS CUINTRI PERCORSI MILITARI E CIVILI DELLA Pubblicazione realizzata dalla GRANDE GUERRA con il sostegno di Servizio cultura della Provincia di Udine [email protected] tel. 0432 279736 www.provincia.udine.it/musei www.lagrandeguerra.info Realizzazione Alessandro D’Osualdo Editore Stampa Tipografia Menini, Spilimberc/Spilimbergo (PN) ISBN 9788890603983 Opera non in vendita © Provincie di Udin/Provincia di Udine L’editore si riserva di adempiere ai diritti d’autore relativi alle immagini e ai testi usati e dei quali non gli è stato possibile risalire alle fonti. Si ringraziano per la gentile collaborazione e a vario titolo: Amministrazioni comunali e responsabili dei Musei Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia Societât Filologjiche Furlane ~ Società Filologica Friulana Museo della Grande Guerra di Tricesimo ~ Fototeca Storica del Friuli Associazione Culturale Mitteleuropa Consorzio Memoria Storica Ruggero Assandri Luca Cossa Errico de Luca Lucio Fabi Pierluigi Giampaoli Laura Nicoloso Pitzalis Stefano Perini Maurizio Puntin Giuseppe Zamparini Fotografie: Musei per le foto di loro competenza Archivio Luca Cossa (ALC) Museo della Grande Guerra di Tricesimo ~ Fototeca Storica del Friuli (FSF) Valentina Piccinno Alessandro D’Osualdo Il Friuli, nel 1915-1918, ha vissuto interamente il dramma di una guerra che non avrebbe dovuto esserci. La maggior parte della popolazione, la Camera e la Chiesa nella figura del Papa stesso non la volevano. L’Austria-Ungheria, da parte sua, era pronta a cedere dei territori in cambio della neutralità dell’Italia. Ma il neutralismo non passò e quella che il papa Benedetto XV bollerà come “lotta tremenda, la quale ogni giorno di più apparisce inutile strage” si compì proprio sulla nostra terra. Il Friuli fu doppiamente in guerra perché il suo territorio era diviso tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Qui, addirittura, la guerra iniziò prima, nel 1914. Aquileia, Villesse, Cormòns, Gorizia, solo per citare alcuni comuni friulani, erano già belligeranti all’entrata in guerra dell’Italia. Friulani si trovarono a combattere altri friulani solo perché appartenenti a due Stati diversi. Il Friuli, inoltre, patì non solo per le distruzioni e i morti conseguenti alle battaglie ma anche per l’occupazione austro-tedesca dopo Caporetto, quando venne invaso da un esercito affamato che affamò e saccheggiò il nostro popolo. Circa un quarto della popolazione fu sfollata, alla fine della Grande Guerra qui c’erano solo macerie: campagne e città distrutte, un’industria che stava nascendo ridotta ai minimi, senza contare le generazioni di validi friulani morti o feriti sui vari campi di battaglia o in prigionia. Una tragedia collettiva che spalancherà le porte ad altri disastri: la febbre spagnola, l’emigrazione, la ritardata industrializzazione, la diffidenza tra popolazioni che convivevano pacificamente. Un disastro che, nonostante le promesse di risarcimento, l’Italia non ha mai onorato. A conclusione del ciclo risorgimentale, l’Amministrazione provinciale di Udine ha voluto, pertanto, editare questo libro che illustra i reperti e i ricordi non solo militari ma anche civili presenti nei Musei della Provincia di Udine e connessi al Risorgimento di cui la Prima Guerra Mondiale è considerata il momento finale, per una maggiore comprensione di quel tragico periodo. Il testo contiene anche un poster che documenta la dura e cruda realtà della guerra vista attraverso gli occhi e la memoria di chi l’ha vissuta sia esso militare o civile, “di cà e di là dal clap”, di qui e di là del confine, perché spesso gli oggetti non riescono a esprimere completamente la realtà. Questo, per far capire meglio quell’immane tragedia che è la guerra e per riaffermare i principi dell’art. 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Pietro Fontanini Presidente della Provincia di Udine Il Risorgimento, per accezione comune, viene concluso con un dramma terribile che toccò direttamente il Friuli: la Grande Guerra. Con questo agile volumetto, l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Udine invita alla visita dei Musei e delle Collezioni presenti sul suo territorio che espongono gli aspetti civili e militari del periodo storico e della tragedia ben sapendo che il vero museo sono le ferite e i ricordi ancora presenti sulle nostre Alpi e Prealpi: trincee, camminamenti, monumenti... dispersi in bellissimi scenari naturali. All’aspetto militare abbiamo sommato quello civile perché i “borghesi”, così erano chiamati dai militari, furono le altre, grandi vittime della guerra, spesso ignorate, e, per una completa comprensione dei fatti, non si può scindere l’aspetto civile da quello militare nello spiegare l’avvenimento bellico per le strette relazioni che vi intercorsero. Il titolo “Fradis cuintri/Fratelli contro” inoltre vuole sottolineare la complessità etnica, storica e sociologica del nostro territorio che porterà i friulani a combattersi tra di loro sotto due diverse bandiere visto che la “Piccola Patria” era divisa dal 1866 tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-ungarico, fatto che molto spesso viene dimenticato. Ai fini didattici, il percorso museale è completato da testimonianze che offrono una migliore percezione dei fatti avvenuti grazie a capitoletti essenziali che trattano, in maniera scarna ma fortemente emotiva, alcuni aspetti di questa immane tragedia: la guerra in trincea, la fame, i profughi, la propaganda... Ciò perché le parole “compassione” e “simpatia” hanno un etimo coincidente che contiene il termine greco patheia che indica il provare emozioni e farlo con qualcuno o qualcosa (cum, sym). Questo qualcuno non può essere che una persona che ha vissuto quei drammatici momenti. Al giorno d’oggi la simpatia, l’attrazione verso i giochi di guerra rischia di escludere la compassione, la percezione emotiva delle sofferenze che essa porta con sé. L’aver incluso queste testimonianze vorrebbe educare a comprendere meglio ciò che è la guerra al fine di evitarla: una tragedia con conseguenze sociali ed economiche che durano ben oltre gli episodi bellici. Come accadde al Friuli che impiegò ancora molti anni, a pace ritrovata, per ricostruire il tessuto sociale ed economico distrutto. Elena Lizzi Assessore all’Istruzione, Cultura, Identità e Pari Opportunità Lieta di essere coinvolta nel progetto di cui questo volume è parte, la Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia volentieri descrive le funzioni e i compiti di cui è portatrice in materia, in quanto organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali ed istituzionalmente deputata alla tutela dei beni d’arte, di storia e di cultura del territorio affidato alla sua giurisdizione. Va innanzitutto segnalato - come la stessa relativamente nuova dizione della Soprintendenza esprime - che non solo quelle che un tempo erano definite le belle arti sono ora oggetto dell’interesse alla tutela, ma anche quei beni definiti di carattere etnoantropologico di cui sono rilevante espressione alcuni dei musei illustrati in questo volume. Evolutosi nel corso dei decenni il concetto di cultura, anche quello di “bene culturale” si è ampliato acquisendo il valore di “testimonianza avente valore di civiltà”, non limitato pertanto agli aspetti elitari delle opere d’arte frutto del genio delle grandi personalità creatrici della nostra storia, ma aperto alla comprensione delle attività dell’uomo nel contesto delle conoscenze, delle tradizioni e degli usi, delle competenze, delle risorse del lavoro e delle attività pratiche che sono patrimonio di ciascuna comunità e di cui anche la lingua, come patrimonio “immateriale”, è parte determinante, in quanto dà nome, letteralmente, alle cose, ai processi, alle idee, alle pratiche quotidiane che di quel patrimonio sono manifestazione. Le funzioni e i compiti che la Soprintendenza esercita, in stretto rapporto, secondo i principi di sussidiarietà espressi dalla Costituzione, con gli enti proprietari, i privati (singoli, associati, imprese, fondazioni) e gli enti pubblici quali la Provincia di Udine, promotore della lodevole iniziativa di cui questo volume è espressione, non sono solo quelle di vigilanza, ispezione, sorveglianza e controllo, anche in tema di corretto restauro - attenzioni che pure sono dovute nel supremo interesse pubblico alla tutela dei beni culturali - ma anche quelle di collaborazione alla valorizzazione, alla conoscenza, alla fruizione, alla corretta esposizione dei beni, nell’ottica di un sistema a rete ormai irrinunciabile per la ottimizzazione delle risorse economiche e tecniche. Fucile donato dalla città di Milano a Giuseppe Garibaldi per la liberazione della città (1859) e da questi regalato al comandante dei Carabinieri genovesi Antonio Mosto dopo la spedizione dei Mille (coll. priv.). La più che centenaria esperienza di conoscenza e di gestione museale da parte delle Soprintendenze può essere offerta per i musei che ci sono e per quelli che ci saranno, facendo attenzione - pur nella centrale importanza dei beni culturali quale strumento democratico per la formazione e la crescita di cittadini coscienti e consapevoli - che l’istituzione di un museo è una operazione delicatissima che non si può fare a tutti i costi, e ricordando che ogni nastro d’inaugurazione tagliato è una assunzione di responsabilità notevolissima, e diventa una impresa o si voglia dire una attività, una “azienda” complessa ed articolata da gestire con competenza e diligenza. A tal proposito par giusto rammentare che ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera a) del Codice dei beni culturali e del paesaggio, sono definiti ipso facto beni culturali “le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico”, le quali, a mente degli articoli 822 e 824 del Codice civile, hanno la qualifica di beni demaniali, con tutte le correlative responsabilità giuridiche in capo all’ente che li detiene, e i cui rappresentanti, fin dalla istituzione del museo, dovranno avere piena coscienza. Luca Caburlotto Soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia AQUILEIAAQUILEE MADRE DI STORIA MADRE DEL DOLORE Centro spirituale e storico del Friuli, Aquileia all’inizio della Grande Guerra era inclusa nell’Impero Austro-Ungarico e venne coinvolta nel conflitto già nel 1914. Occupata dai reparti italiani il 24 maggio 1915, una volta superate alcune barricate poste all’ingresso, divenne parte della retrovia della 3ª Armata. Il Cimitero degli Eroi posto dietro la basilica conserva, oltre a un innegabile fascino, monumenti funebri e tombe di caduti della Prima Guerra Mondiale. Tra queste, quella che custodisce i resti dei dieci soldati sconosciuti le cui spoglie, insieme a quella del Milite Ignoto, furono sottoposte alla scelta di Maria Bergamas, madre del volontario irredento Antonio Bergamas morto sul monte Cimone di Tonezza e il cui corpo non venne mai ritrovato. Le sue spoglie, traslate da Aquileia, vennero riposte nel monumento eretto a Roma a ricordo di tutti i caduti italiani non identificati. Se tu vens ca su tas cretis / la che lôr mi an soterât / a l’è un splaz plen di stelutis: / dal mio sanc l’è stât bagnât. Par segnâl, une crosute / je scolpide lì tal cret: / fra ches stelis nas l’arbute, / sot di lôr jo duâr cuiet. Ciol su, ciol una stelute / je a ricuarde il nestri ben. / Tu i darâs ‘ne bussadute / e po platile tal sen. Quand che a ciase tu sês sole / e di cûr tu preis par me, / il mio spirt ator ti svole; / jo e la stele sin cun te. (STELLE ALPINE Se sali sulle crete / dove m’han sotterrato c’è uno spiazzo pien di stelle/ dal mio sangue bagnato. A indicarlo una piccola croce / scolpita nella roccia: tra le stelle nasce l’erbetta / sotto di loro dormo in pace. Raccogli, prendi una stella / a ricordo del nostro amore. Dalle un piccolo bacio / e poi nascondila in petto. Quando sei sola in casa / e di cuore preghi per me il mio spirito ti aleggia intorno: / io e la stella siamo con te.) Arturo Zardini (1869-1923), Stelutis alpinis, scritta mentre era profugo a Firenze Nel cinquantenario della fine della Grande Guerra è stata prodotta una serie di francobolli, a essa dedicati, realizzata dall’artista friulano Tranquillo Marangoni (1912-1992). In uno di essi è raffigurato anche il Cimitero degli Eroi di Aquileia. Ettore Ximenes, L’angelo della carità, 1917 UDINEUDIN MUSEO DEL RISORGIMENTO ARCHIVIO ‘AUGUSTO LUXARDO’ Fondato il 26 luglio del 1906 con l’inaugurazione del Museo Friulano al Castello di Udine dove ha tutt’ora sede, il Museo del Risorgimento percorre un itinerario che va dall’invasione francese del 1797 alla Grande Guerra. Al suo interno si conservano dipinti, sculture, documenti, cimeli vari, stampe, fotografie, libri, mappe e fondi archivistici consultabili da studiosi e laureandi. Fondo Fantoni: circa 2.000 pezzi relativi agli avvenimenti del 1848 e alle guerre d’indipendenza. Fondo Luxardo: circa 3.000 pezzi (giornali, periodici, bollettini, libri in italiano e tedesco, mappe militari, cartoline relative alla Grande Guerra) raccolti dal medico Augusto Luxardo. Fondo Zai: volumi manoscritti sulla storia della spedizione dei Mille e dei volontari. Fondo Rubini: manifesti relativi alla storia postale (età veneta - francese - austriaca) e annulli postali dell’occupazione napoleonica e del regno italico. Fondo Società Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie. Libreria napoleonica: pubblicazioni d’epoca e di vario tipo provenienti da lasciti privati. INDICAZIONI UTILI Sede: Civici Musei - Castello di Udine p.le Castello 1, 33100 Udine Apertura: su richiesta Info: tel. (0039) 0432 271591, fax (0039) 0432 271907 [email protected], www.udinecultura.it www.provincia.udine.it/musei Immagini della pagina destra: Guglielmo Michieli, bozzetto per il monumento a Garibaldi (1883); scatola di medicazione da campo in uso nella Grande Guerra; vasi sbalzati e decorati ottenuti da bossoli. Immagini di questa pagina: A. Malignani, ritratto di Italo Michieli, garibaldino friulano; “Sempre avanti” n. 13/1918 Il bacio della vittoria. UDINEUDIN SALA DELLA RIMEMBRANZA BRIGATA ALPINA JULIA Situato nell’elegante chiostro dell’ex convento di S. Agostino del 1448, il Museo vuole essere un omaggio alla storia della Brigata Alpina Julia attraverso le vicende, belliche e umanitarie, che l’hanno vista protagonista. L’itinerario inizia dal periodo storico risorgimentale e trasporta il visitatore, anche mediante attente ricostruzioni, attraverso le vicissitudini e le guerre che hanno coinvolto le truppe alpine: dalla Grande Guerra alle campagne d’Africa, alla Seconda Guerra Mondiale fino a giungere alle azioni di pace della Brigata Alpina Julia fatte a sostegno delle popolazioni civili durante calamità naturali. L’esposizione è arricchita da un’ampia raccolta di cimeli appartenenti anche agli eserciti avversari, documenti, armi, uniformi... che bene illustrano le vicende di questa Brigata che è da sempre nel cuore dei popoli alpini. UDINEUDIN MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI INDICAZIONI UTILI Sede: via S. Agostino 8, 33100 Udine Apertura: su richiesta Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0432 584008 fax (0039) 0432 584008 [email protected] www.provincia.udine.it/musei Alloggiato nell’elegante Palazzo Giacomelli nel centro di Udine e sviluppato su tre piani espositivi con ricchi commenti testuali, fotografici e audiovisivi, il museo espone beni derivati da lasciti importanti quali quelli delle collezioni “Gaetano Perusini” e “Luigi e Andreina Ciceri”. Il percorso illustra in maniera affascinante e completa i vari aspetti della vita tradizionale in Friuli, da quelli quotidiani a quelli devozionali, alle feste, ai giochi, alla musica, fino all’arte della lavorazione dei tessuti. INDICAZIONI UTILI Sede: Civici Musei Palazzo Giacomelli via Grazzano 1, 33100 Udine Apertura: 1° ottobre - 30 aprile, da martedì a domenica: ore 10.30 - 17.00 1° maggio - 30 settembre, da martedì a domenica: ore 10.30 - 19.00 Chiuso il lunedì Ingresso: a pagamento, possibilità di visite guidate e laboratori didattici Info: tel. (0039) 0432 271920, fax (0039) 0432 271907 [email protected], www.udinecultura.it www.provincia.udine.it/musei FORNI AVOLTRIFOR DAVÔTRI FORNI AVOLTRI NELLA GRANDE GUERRA CEMÚOT CHI ÉRIN Guardando la dolcezza del paesaggio sembra impossibile che gli orrori della guerra siano arrivati fin quassù. Eppure questo fu uno dei principali fronti italiani a Est e ne fanno fede le tante testimonianze rimaste sulle montagne circostanti e le fotografie che tramandano le distruzioni subite. I documenti fotografici, con i tanti reperti trovati anche in loco e le sapienti ricostruzioni, sono raccolti ora nel museo dedicato alla Grande Guerra che bene illustra i duri aspetti militari del conflitto che è, poi, facile ritrovare sui monti circostanti durante piacevoli escursioni. Lo affianca un delizioso museo sulla vita tradizionale della valle dove dei “pipins”, pupazzi, accompagnano il visitatore in interni che propongono ricostruzioni minuziose della quotidianità e dei mestieri carnici. Particolarmente suggestivi sono il corredo di un bambino realizzato con amorevole cura e un tornio settecentesco ancora ben funzionante. INDICAZIONI UTILI Sede: Corso Italia 4, 33020 Forni Avoltri Apertura: luglio e agosto 17.00-19.00, 20.00-22.00 su richiesta in altri giorni e orari Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0433 72202 fax (0039) 0433 72351 [email protected] [email protected] www.provincia.udine.it/musei Tra i documenti esposti nel Museo della Grande Guerra ce n’è uno importante: i Diari che Benito Mussolini scrisse nel 1916 mentre era militare a Bordaglia di Sotto. PALUZZAPALUCE MUSEO STORICO ‘LA ZONA CARNIA DURANTE LA GRANDE GUERRA’ Le montagne della Carnia sono state a lungo teatro di una logorante guerra di posizione che ha lasciato tracce indelebili sul territorio. Sui monti sopra Timau è ancora possibile visitare le postazioni, i camminamenti e le trincee dell’esercito italiano e austriaco: un vero e proprio museo all’aperto. Il ricco Museo Storico contiene, invece, migliaia di documenti di grande valore storico, medaglie, lettere, fotografie, divise ben conservate... oltre a reperti bellici dei due campi con pezzi di notevole interesse come il cannone “Skoda” del 1915 o i cimeli delle eroiche e intrepide portatrici carniche. Qui sono pure esposti oggetti e costumi della vita tradizionale della gente di Timau. Timau/ Tischlbong/Tamau è una delle isole a parlata tedesca della regione. Qui si parla un antichissimo idioma germanico, il tischlbongarisch, forse eredità di quelli che si narra siano i suoi fondatori: alcuni minatori carinziani. INDICAZIONI UTILI Sede: via Nazionale 90, Timau / Tischlbong 33026 Paluzza Apertura: giugno - ottobre sabato e festivi 9.00-12.00, 14.00-18.00 luglio - settembre da martedì a venerdì 14.30-18.30 sabato e festivi 9.00-12.00, 14.30-18.30 agosto da martedì a domenica 9.00-12.00, 15.00-19.00 Ingresso:gratuito Info: tel. e fax (0039) 0433 779168, (0039) 0433 779292 [email protected] www.carniamusei.org www.museograndeguerratimau.it www.provincia.udine.it/musei TOLMEZZOTUMIEÇ MUSEO CARNICO DELLE ARTI POPOLARI ‘MICHELE GORTANI’ Michele Gortani, grande studioso specializzato in più campi, durante la Prima Guerra Mondiale si distinse particolarmente per l’assistenza ai profughi e fu sempre in prima linea nel cercare di portare loro aiuto. Ospitato nel secentesco Palazzo Campeis, il Museo delle Arti Popolari è frutto del paziente lavoro di raccolta iniziato già nel 1920 dal sen. prof. Michele Gortani. L’enorme quantità del materiale etnografico contenuto nelle trenta stanze del museo, copre un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo e rappresenta un’interessantissima e imperdibile raccolta da vedere anche per la qualità degli oggetti raccolti. Dalle camere da letto, ai bronzi, ai giochi, alle maschere... l’esposizione stupisce per la quantità delle opere esposte e che spaziano dalle tele di Nicolò Grassi, alle opere di ebanisteria dei maestri carnici, alla mirabile avventura manifatturiera di Jacopo Linussio che proprio qui creò il maggior polo tessile del ‘700 con i suoi 30.000 lavoratori. Meticolose ricostruzioni di interni ricreano gli stessi ambienti domestici che dovevano trovare i soldati italiani della Grande Guerra quando scendevano per l’avvicendamento dalle montagne circostanti dove erano impegnati in una durissima guerra di posizione. INDICAZIONI UTILI Il museo contiene una delle più ricche e complete collezioni europee di arte popolare. Per non rimanere con le mani in mano mentre portavano la gerla, le donne carniche sferruzzavano. Gli innamorati, allora, regalavano loro il gugjet, un cuore in legno o metallo da porre sul fianco, affinché non si ferissero con il ferro. Forse anche le portatrici lo indossavano e sferruzzavano salendo al fronte con la gerla. Sede: via della Vittoria 2, 33028 Tolmezzo Apertura: da martedì alla domenica (agosto sempre aperto) 9.00-13.00, 15.00-18.00 Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 0433 43233 fax (0039)0433 43233 [email protected] www.museocarnico.it www.provincia.udine.it/musei DOGNADOGNE MUSEO DEL TERRITORIO E CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE TARVISIOTARVIS MUSEO STORICO-MILITARE DELLE ALPI GIULIE Il museo è composto da varie sezioni inerenti ai maggiori fatti bellici che hanno coinvolto la regione, dalle guerre austro-napoleoniche alla Seconda Guerra Mondiale. La sezione dedicata alla Grande Guerra, da Sarajevo a Vittorio Veneto, illustra gli avvenimenti accaduti nella Zona Carnia nel periodo 1914 - 1917 e le operazioni del novembre 1918. Reperti, armi e uniformi, foto e mappe riguardanti le battaglie dei monti Nero, Rombon, Due Pizzi, Jof di Miezegnot aiutano nella comprensione dei fatti bellici. Una sala multimediale e polifunzionale completa, con materiale video-sonoro, l’esposizione. È consigliata anche la visita del “Museo all’aperto” che porta alla scoperta, non solo dei resti di fortificazioni presenti sui monti circostanti, ma anche dei “Forti Carinziani” terminati nel 1808 e delle “Opere del Vallo Littorio” della seconda metà degli anni Trenta del ‘900. INDICAZIONI UTILI Attraverso tre accurate sezioni espositive - la Paleontologica, la Storica e l’Etnografica - il Museo del Territorio si prefigge di fornire e illustrare al visitatore le informazioni sulle ricchezze della valle di Dogna. La Grande Guerra è sviluppata, in particolare, nella sezione Storica attraverso pannelli, gigantografie, un plastico dettagliato, reperti che illustrano le vicissitudini e le distruzioni subite dal Comune durante il conflitto, tanto da venir completamente ricostruito alla fine della Prima Guerra Mondiale. L’esposizione, plurilingue e a più voci, aiuta, inoltre, a capire le tracce lasciate dalla Grande Guerra sul territorio: dalle gallerie “Le Morosine” a Mincigos, alla rotabile militare, ai resti di trincee presenti sul Jôf di Miezegnot e sul Jôf di Sompdogna. La sezione Etnografica completa la narrazione mostrando la vita tradizionale degli abitanti della valle anche con esposizioni multimediali. Nella sezione Paleontologica è visibile uno straordinario ritrovamento avvenuto alcuni anni fa: la traccia di impronte di un Fitosauro del Norico, un rettile dall’aspetto simile a un coccodrillo e vissuto nel Triassico. Questo ritrovamento ha sviluppato una serie di iniziative e ha denominato il territorio come “la valle del Fitosauro”. INDICAZIONI UTILI Sede: vicolo del Museo 2, 33010 Dogna Apertura: su richiesta Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0428 93000 fax (0039) 0428 93003 [email protected] www.comune.dogna.ud.it www.provincia.udine.it/musei Da non perdere, sempre a Cave del Predil, l’avventura di scendere sottoterra nella Galleria Mineraria Kaiser Franz Erbstollen che vi ricorderà l’importanza mineraria della zona lungo settecento anni di storia. Sede: Cave del Predil, Piazza della Chiesa 33018 Tarvisio Apertura: da mercoledì a domenica 10.00-12.30, 14.00-17.30 Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 366 7217051 (0039) 0428 2980/int. 123 fax (0039) 0428 40498 [email protected] www.museo.comuneditarvisio.com www.provincia.udine.it/musei SAURISZAHRE CENTRO ETNOGRAFICO HAUS VAN DER ZAHRE MALBORGHETTO-VALBRUNA MUSEO ETNOGRAFICO MALBORGETH-WOLFSBACH NABORJET-OVCJA VAS MALBORGHET e VALBRUNE ‘PALAZZO VENEZIANO’ v La forza di una collettività sta nella sua memoria storica e nella possibilità di tramandarla e di farla conoscere. Con questo spirito è stato costruito anche questo museo posto in un elegante edificio del XVII secolo. Al suo interno non solo manufatti e documenti della vita sociale o lavorativa - legata soprattutto all’agricoltura, all’allevamento e all’attività estrattiva - ma anche un percorso che descrive e aiuta a scoprire l’ambiente naturale di queste terre con particolare attenzione alla storica foresta di Tarvisio. Da integrare con una visita al museo a essa dedicata lungo l’autostrada “Alpe-Adria”. Sauris è un incantevole luogo di villeggiatura caratterizzato dalla conservazione delle tipiche case in legno. Borgo Autentico d’Italia, aderisce all’Alpine Pearls ed è pure noto per il rinomato prosciutto affumicato. È, inoltre, una delle isole germanofone del Friuli perché qui si parla un’arcaica parlata tedesca. La sua ricca storia è visibile nel grazioso museo ricavato in un vecchio mulino, gran parte frutto di una raccolta di oggetti fatta tra le famiglie della comunità nel 1980 al fine di costituire questo museo. A Sauris è conservata, da tempo immemorabile, una reliquia di S. Osvaldo, santo particolarmente amato e venerato. Ciò rese la chiesa, a lui dedicata, un importante centro devozionale dell’area friulano-veneta. Importanti documenti e oggetti (reliquiari, ostensori, paramenti liturgici...) sono conservati nel Museo di S. Osvaldo a Sauris di Sotto a testimonianza della grande venerazione che circondava questo luogo. Qui trovate anche le maschere dei temibili Krampus che accompagnano San Nicolò mentre porta doni o rimproveri ai bambini nella magica notte a lui dedicata. INDICAZIONI UTILI Sede: via Sauris di Sopra 3/A, 33020 Sauris Apertura: invernale, da giovedì a domenica 10.00-12.00, 15.00-18.00 estivo, chiuso solo il mercoledì 10.30-12.30, 16.00-19.00 Ingresso: gratuito Info: tel. e fax (0039) 0433 86262 [email protected] www.sauris.org, www.carniamusei.org www.provincia.udine.it/musei INDICAZIONI UTILI Sede: via Bamberga 52, Malborghetto 33010 Malborghetto-Valbruna Apertura: da martedì a domenica 10.30-12.30, 15.00-18.00 Ingresso: a pagamento Info: tel. e fax (0039) 0428 64970 [email protected] www.comune.malborghetto-valbruna.ud.it www.provincia.udine.it/musei DRENCHIADREKADRENCJE CASA RURALE DEL TERRITORIO TAIPANATIPANATAIPANE TESTIMONIANZE DELLA CIVILTÁ CONTADINA Alloggiato nella sala del consiglio comunale e suddiviso in due sezioni, quella sociale e famigliare e quella lavorativa, mostra il mondo, ora perso, che circoscriveva il vivere quotidiano della comunità. La collezione è composta da circa 200 oggetti provenienti dalla raccolta privata dei Carloni di Monteaperta. INDICAZIONI UTILI Sede: Municipio, 33040 Taipana Apertura: da lunedì a sabato 10.00-12.00 su richiesta in altri giorni e orari Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 788020 (0039) 0432 788035 fax (0039) 0432 788049 [email protected] www.provincia.udine.it/musei Oltre all’interessante e varia raccolta di oggetti di uso quotidiano o ai reperti militari, desta particolare attenzione la raccolta di album di fotografie donate dalle famiglie del luogo che, oltre a narrare la vita di una comunità, mostrano le tante storie vissute durante la Grande Guerra. Importante è la sezione dedicata alle portatrici: donne che, con le gerle, portavano viveri e materiale militare al fronte su sentieri faticosi e pericolosi in cambio di un piccolo guadagno. Nel comune, al Passo Solarie, un cippo ricorda Riccardo di Giusto, udinese di 20 anni, il primo soldato morto durante la Prima Guerra Mondiale e decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. INDICAZIONI UTILI Sede: fr. Trinco, 33040 Drenchia Apertura: periodo estivo o su richiesta Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0432 721021 fax (0039) 0432 721054 [email protected] www.provincia.udine.it/musei STREGNASREDNJESTREGNE MUSEO STORICO BALUS È un piccolo museo privato frutto della volontà di ricordare i tragici avvenimenti conseguenti alla battaglia di Caporetto che investì significativamente le Valli del Natisone lasciando testimonianze ora raccolte in questa esposizione. Lo scopo del museo è quello di rievocare e spiegare quei fatti mediante cimeli e riproduzioni di foto e documenti; e di onorare gli uomini che, loro malgrado, si fronteggiarono e perirono. Di indubbio interesse sono le fotografie che ritraggono il re Vittorio Emanuele III mentre visita le truppe italiane dislocate in queste valli che, oggi, sono una meta turistica molto apprezzata non solo dal punto di vista storico ma anche naturalistico ed enogastronomico. INDICAZIONI UTILI Sede: via Tribil Superiore, 33040 Stregna Apertura: su richiesta Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 328 4164920 [email protected] www.provincia.udine.it/musei GRIMACCOGRMEKGRIMAC COLLEZIONE MARIO RUTTAR Quest’importante raccolta storica nasce dalla passione dei coniugi Ruttar verso la cultura materiale tradizionale che, negli anni, li ha portati a raccogliere un’interessante serie di oggetti legati alla vita quotidiana, al lavoro e alle ritualità stagionali. In tre ambienti sono esposti, in base alla loro funzione, un gran numero di strumenti e attrezzi che documentano i lavori agricoli, l’allevamento, le occupazioni casalinghe e l’emigrazione che interessò queste terre. Particolare attenzione merita una camera di inizio Novecento perfettamente ricostruita e le enormi maschere in vimine che, ancora oggi, sono usate per festeggiare il Carnevale. INDICAZIONI UTILI Sede: via Clodig 26, 33040 Grimacco Apertura: su richiesta Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 725003 [email protected] www.museoruttarmario.com www.provincia.udine.it/musei PAGNACCOPAGNÀ MUSEO DI STORIA CONTADINA INDICAZIONI UTILI Il posto è magico e da solo vale la visita: un minuscolo borgo rurale del XVII-XVIII secolo con castello e chiesa posto sul colle dello Zuc di Fontanabona, perso nella campagna, da dove si gode una bellissima vista sull’anfiteatro morenico e sull’arco alpino. Il museo è conservato in una vecchia casa contadina e nei rustici annessi che facevano parte del complesso del castello. Suddiviso per stanze tematiche espone un’ampia collezione di oggetti, attrezzi agricoli, documenti, fotografie connesse alla cultura contadina. Interessanti le ceramiche, in particolare quelle prodotte dalla manifattura Galvani di Pordenone, e i campionari di tessuti popolari provenienti dalla Manifattura Spezzotti come il “rigadin” friulano a righe bianche e azzurre o bianche e blu documentato fin dal 1763. Il museo è allestito in due modi diversi: all’interno dell’edificio principale gli oggetti sono inseriti in un contesto proprio come, a esempio, nella cucina o nella stanza della culla; altrimenti sono posti in maniera seriale per documentarne l’uso e le diverse forme. Sede: via del Ciuch 7, Fontanabona 33010 Pagnacco Apertura: da aprile a ottobre: sabato 15.00-18.30 domenica 10.00-18.30 a richiesta in altri giorni o orari Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0432 661049 (0039) 333 4324869 fax (0039) 0432 661919 [email protected] www.museopagnacco.it www.provincia.udine.it/musei Il 1° maggio sul retro del museo, dove c’è un antico forno, si tiene la “Festa del pane” nella quale si ripercorrono le fasi della sua produzione partendo dal seme. Proprio come si faceva una volta. SAN DANIELESANT DENÊL MUSEO DEL TERRITORIO Universalmente nota per i suoi magnifici prosciutti, la città di San Daniele del Friuli possiede, oltre a bellezze architettoniche, paesaggistiche, artistiche e culturali, due musei che narrano la sua storia. Il magnifico Museo del territorio è racchiuso in un convento del 1678 e conserva, su due piani, un patrimonio eterogeneo suddiviso in cinque sezioni: Etnografia, C’era una volta..., Sezione ebraica, Personaggi illustri, Arte sacra e Archeologia che offrono un quadro affascinante dell’evoluzione della comunità. Il museo ha circa 23.000 opere e oggetti inventariati, solo in parte esposti al pubblico. Il museo opera attivamente per rendere fruibile il patrimonio conservato anche alle persone non vedenti o ipovedenti. INDICAZIONI UTILI Sede: via Udine 4, 33038 San Daniele del Friuli Apertura: invernale, 1 ottobre-31 maggio venerdì e sabato 9.30-12.30 domenica 15.00-18.00 estivo, 1 giugno-30 settembre venerdì e sabato 9.30-12.30 domenica 10.00-12.30, 14.30-18.00 su richiesta in altri giorni e orari Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 0432 954484 (0039) 0432 954934 fax (0039) 0432 954934 [email protected] www.museosandaniele.it www.provincia.udine.it/musei SAN DANIELESANT DENÊL SALA ESPOSIZIONI CIMELI STORICI MILITARI Il museo è alloggiato in una sede prestigiosa, una casa del 1300 che ospitava il Banco dei Pegni di San Daniele. Restaurata dopo il terremoto del 1976, è stata dichiarata Monumento Nazionale. L’esposizione si sviluppa su due piani: il piano terra che presenta gagliardetti delle varie associazioni d’arma e un buon repertorio fotografico. Il piano superiore, in due sale, espone documenti, reperti, fotografie, riproduzioni, corredi, uniformi e armi sia della Prima che della Seconda Guerra Mondiale con particolare attenzione ai reparti alpini. La documentazione esposta riguarda non solo i fatti storici ma anche la vita quotidiana in caserma o al campo del corpo militare alpino. La realizzazione del museo è un’iniziativa del Consiglio Direttivo della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini. INDICAZIONI UTILI Sede: via Roma 18 33038 San Daniele del Friuli Apertura: su richiesta Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 954350 (0339) 340 6227936 fax (0039) 0432 943820 [email protected] www.provincia.udine.it/musei RAGOGNARUVIGNE MUSEO DELLA GRANDE GUERRA Una delle caratteristiche importanti di questo museo è il grande plastico in rilievo che illustra minuziosamente la posizione degli schieramenti il 31 ottobre 1917 e fa comprendere bene i fatti d’arme che qui avvennero durante le ultime fasi della Battaglia del Tagliamento che permisero alle truppe italiane di rallentare l’offensiva guadagnando giorni preziosi per la loro riorganizzazione dopo Caporetto. Oltre al plastico, nelle sale è possibile ammirare un’ampia raccolta di oggetti, perlopiù ritrovati sui campi di battaglia, corredati da immagini storiche spesso inedite e da pannelli in italiano e in tedesco che spiegano con cura i combattimenti qui avvenuti come la difesa del Monte Ragogna o del ponte sul Cornino. Le tracce di tali battaglie sono ancora ben visibili sul territorio lungo bellissimi percorsi naturalistici. INDICAZIONI UTILI Sede: via Roma 23, 33030 Ragogna Apertura: martedì, giovedì e sabato 15.30-18.00 su richiesta in altri giorni o orari Ingresso:gratuito Info: tel. (0039) 0432 957255 (0039) 0432 954078 fax (0039) 0432 940951 [email protected] [email protected] www.grandeguerra-ragogna.it www.provincia.udine.it/musei FAGAGNAFEAGNE MUSEO DELLA VITA CONTADINA ‘CjASE COCÉL’ Il Museo è ospitato in una casa contadina risalente, in parte, al 1600. Al suo interno si sviluppano spazi fedelmente ricostruiti che narrano la vita rurale friulana tra il 1800 e il 1950 e che portano il visitatore a perdersi nel tempo e in velate atmosfere. Ci sono la cucina, la camera da letto, l’osteria, gli spazi di lavoro agricolo o manuale, la scuola, la cantina, il granaio... arricchiti da attrezzi d’epoca. La ricostruzione filologica non si limita all’edificio ma prosegue all’esterno dove, oltre al mulino e alla fucina, c’è la ricostruzione di un piccolo podere dove sono stati piantati i gelsi, la vite... per offrire al massimo la sensazione di rivivere, una volta estraniati dal presente, il tempo dei nostri nonni, con i loro riti e ritmi quotidiani. Uno spazio particolare è dedicato anche alla Scuola Merletti di Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà, un’americana innamorata del Friuli e dotata di notevole talento imprenditoriale che fece conoscere in tutto il mondo, agli inizi del secolo scorso, non solo l’abilità delle merlettaie friulane ma pure le viole di Brazzà, i giocattoli e i dolci di questa terra da lei tanto amata. INDICAZIONI UTILI Sede: via Lisignana 40, 33034 Fagagna Apertura: in primavera e autunno: domenica 14.30-18.00; durante l’estate: domenica 15.30-19.00; su richiesta in altri giorni e orari Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 0432 801887 fax (0039) 0432 802599 [email protected] www.comune.fagagna.ud.it www.provincia.udine.it/musei OSOPPOOSÔF IL FORTE BUJABUIE MUSEO D’ARTE DELLA MEDAGLIA E DELLA CITTÀ DI BUJA Monumento Nazionale dal 1923, il forte di Osoppo è situato su un colle in un luogo strategico per l’accesso al Friuli e la sua importanza è evidenziata dalle vicissitudini storiche. Ricordato già nel 610 da Paolo Diacono durante l’invasione degli Avari, è famoso per l’assedio vittorioso sostenuto dal condottiero Girolamo Savorgnan nel 1514, contro gli Imperiali, durante la guerra di Cambrai. Il forte fu usato pure durante le guerre risorgimentali e nelle due Guerre Mondiali. Nel percorrere i resti delle sue varie opere difensive, gallerie, fossati... si ripercorre larga parte della storia del Friuli ammirando lo splendido panorama delle colline dell’anfiteatro morenico e quello dell’arco alpino. Sul forte sono visibili piste di impronte fossili di tre piccoli equidi del genere Hipparion uniche in Europa. INDICAZIONI UTILI Sede: Forte di Osoppo, 33010 Osoppo Apertura: su richiesta Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 899311 fax (0039)0432 975718 [email protected] www.provincia.udine.it/musei INDICAZIONI UTILI Posto in un edificio storico di un delizioso borgo che sovrasta la città e dal quale si gode una splendida vista sul medio Friuli, il museo contiene, oltre a un’interessante esposizione sui “Maestri e Incisori bujesi” che, grazie alla loro arte hanno qualificato Buja come “Città d’Arte della Medaglia”, un percorso storico che ha, tra i suoi reperti, quattro esemplari delle cosiddette “monete di necessità”. Sono dei buoni speciali di valuta nominale convenzionale creati dall’Amministrazione provvisoria per venire incontro, dopo Caporetto, alle esigenze della popolazione. Questo esperimento durò solo pochi mesi: 15 dicembre 1917-19 febbraio 1918. Sede: borgo San Lorenzo in Monte, 33030 Buja Apertura: da aprile a ottobre: sabato e domenica 10-12, 16-19; da novembre a marzo, sabato e domenica 14-17; su richiesta in altri giorni e orari Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 0432 960151 (0039) 0432 960963 fax (0039) 0432 960963 [email protected] www.comune.buia.ud.it www.provincia.udine.it/musei Gli straordinari “Mos” del museo, boccali di birra in ceramica fatti fare appositamente dagli emigranti bujesi e che riportano riferimenti personali (in questo caso il lavoro di fornaciai nel quale erano particolarmente abili) ci ricordano l’importanza dell’emigrazione friulana nei paesi tedeschi che, con il rimpatrio forzato del 1914, contribuì ad acuire la crisi sociale prebellica; e l’aiuto offerto dalla conoscenza della lingua tedesca durante l’occupazione. RIVE D’ARCANORIVIS DARCJAN FORTEZZA COL RONCONE Costituito da una casamatta su due piani con il piano superiore che alloggiava quattro cannoni a cupola girevole, la fortezza faceva parte del sistema difensivo del Tagliamento iniziato nel 1908 all’interno della linea di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Praticamente mai usata a scopi bellici perché distante dal fronte di guerra e disarmata nel 1915, la fortezza venne utilizzata come deposito militare tra le due guerre e occupata dai partigiani durante il secondo conflitto. Rimane una significativa testimonianza di architettura bellica tant’è che al piano terra è stata allestita un’esposizione permanente sull’architettura nella Grande Guerra e due sale conferenze. Il suo restauro è stato quanto più possibile conservativo lasciando, sulle pareti, evidenti tracce della sua storia centenaria. INDICAZIONI UTILI Sede: 33030 Rive d’Arcano Apertura: sabato e domenica 10.00-12.30, 15.00-18.00 su richiesta in altri giorni e orari Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 940765 (0039) 0432 612106 fax (0039) 0432 612106 [email protected] www.militaryhistoricalcenter.org www.provincia.udine.it/musei PALMANOVAPALME MUSEO STORICO MILITARE CIVICO MUSEO STORICO La città stellata per eccellenza che partecipò ai moti risorgimentali sollevandosi contro gli austriaci al comando del generale Zucchi, è una meraviglia non solo dal punto di vista visivo e architettonico ma anche dal punto di vista documentaristico. Per capirla è bene partire dal suo Museo Civico dove sono esposti, in maniera cronologica, oggetti e documenti che vanno dalla sua fondazione, nel 1593, alla Prima Guerra Mondiale. Altro punto di riferimento per una corretta documentazione non solo della fortezza ma del territorio friulano è il Museo Storico Militare posto sul dongione di Porta Cividale che raccoglie uniformi, cimeli e documenti inerenti ai Corpi e alle Unità militari avvicendatisi nella fortezza. Da qui, inoltre, parte un affascinante percorso alla scoperta delle mura e del loro complesso tracciato che si svolge non solo in superficie ma anche al loro interno. INDICAZIONI UTILI Civico Museo Storico Sede: Palazzo Trevisan, borgo Udine 4, 33057 Palmanova Apertura: dal primo marzo al 20 dicembre da martedì a domenica 9.30-12.30 su richiesta per gruppi o studiosi Ingresso: a pagamento Info: tel. (0039) 0432 929106 fax (0039) 0432 929106 [email protected] www.comune.palmanova.ud.it www.provincia.udine.it/musei INDICAZIONI UTILI Museo Storico Militare Sede: Dongione veneto di Porta Cividale, 33057 Palmanova Apertura: lunedì, martedì, giovedì 10.00-12.30, 14.30-16.30 venerdì, sabato e festivi 10.00-12.30 Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 928175 fax (0039) 0432 923535 [email protected] www.comune.palmanova.ud.it www.provincia.udine.it/musei AIELLO DEL FRIULIDAEL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA DEL FRIULI IMPERIALE Di proprietà della famiglia Formentini, il museo racchiude, in spazi di notevoli dimensioni, testimonianze della civiltà contadina del Friuli orientale nel periodo storico che va all’incirca dal 1500 al 1918 quando il territorio era incluso nella Principesca Contea di Gorizia e Gradisca, un land che, dal 1861 al 1918, godette di un’ampia autonomia politica. I suoi quasi ventimila pezzi costituiscono varie ed eterogenee sezioni che ben illustrano vari mestieri del tempo oltre a quelli strettamente legati all’agricoltura: i lavori femminili, l’ufficio postale, l’enoteca storica, l’aula scolastica, la distilleria, la sartoria, la sericoltura, i lavori manuali... Ai fini didattici sono state ricreate anche una stalla e una scuderia e i laboratori del falegname e del fabbro ferraio. Oltre alla considerevole raccolta di strumenti da lavoro e della vita quotidiana con una curiosa collezione di bauli da viaggio, le sue pareti sono arricchite da straordinarie stampe e litografie originali. INDICAZIONI UTILI Sede: via Petrarca 1, 33041 Aiello del Friuli Apertura: domenica, ore 15.00 - 18.00 su prenotazione per gruppi in altri giorni e orari Ingresso: a pagamento, gratuito fino ai 10 anni di età Info: tel. (0039) 0481 535170, (0039) 338 3534773 fax (0039) 0481 545536 [email protected], www.museiformentini.it www.provincia.udine.it/musei GEMONAGLEMONE LA CINETECA DEL FRIULI Per sollevare il morale delle persone nelle tendopoli dopo il disastroso terremoto del 1976, un gruppo di appassionati si mise a proiettare dei film. Gli stessi appassionati, più tardi e con coraggio, riuscirono a raccogliere una cifra considerevole destinata ad aprire una sala cinematografica. La Cineteca del Friuli rappresenta la migliore destinazione finale di quei fondi e un importantissimo contenitore di migliaia di film di finzione, documentari e cinegiornali oltre a una delle più fornite biblioteche italiane del settore. Possiede, inoltre, una fototeca con oltre 60.000 soggetti a carattere cinematografico o relativi al mondo dello spettacolo. A questa struttura si deve, pure, il restauro di filmati e acquisizioni relative alla Grande Guerra e la produzione di documentari a essa collegati. FRIULI, SET DI GRANDI FILM SULLA GRANDE GUERRA INDICAZIONI UTILI Sede: Palazzo Gurisatti, via Bini 50 33013 Gemona del Friuli Apertura: da lunedì a giovedì 9.30-13.30, 14.00-17.30 Ingresso: gratuito Info: tel. (0039) 0432 980458 fax (0039) 0432 970542 [email protected] www. cinetecadelfriuli.org www.provincia.udine.it/musei Due importanti film sulla Prima Guerra Mondiale sono stati girati in Friuli: “Addio alle Armi” e “La Grande Guerra”. “Addio alle Armi” (A Farewell to Arms, 1957) venne diretto da Charles Vidor e da John Huston, non accreditato, e si basa sul celebre romanzo di Hemingway. Ebbe come interpreti personalità come Rock Hudson, Jennifer Jones, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Franco Interlenghi e venne, in parte, girato a Venzone. “La Grande Guerra” (1959) di Mario Monicelli interpretato da un cast eccezionale con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Romolo Valli e le musiche di Nino Rota è considerato uno dei capolavori del cinema italiano e ha avuto come set le città di Venzone, Gemona e Palmanova. È con questo film che la rappresentazione della Grande Guerra venne, per la prima volta, depurata dalla retorica tanto che ebbe problemi con la censura e il film fu vietato ai minori di 18 anni. Vanno ricordati anche due importanti documentari prodotti dalla Cineteca: “Doppio sguardo sulla grande guerra” (2006) con cinegiornali italiani, austro-ungarici e tedeschi che presentano il conflitto da differenti punti di vista. “Cartoline dal grande schermo. I sentieri della gloria” (2007) distribuito dalla Cineteca del Friuli è un documentario suddiviso in due parti, che ripercorre i set di questi due film. Nella prima parte, “In viaggio con Monicelli”, il grande regista ha reincontrato i luoghi e le comparse del suo film. La seconda parte “Ritorno al Tagliamento”, Franco Interlenghi e Antonella Lualdi hanno ripercorso i set friulani e le comparse di “Addio alle armi”.