L'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI)
nella provincia di Lecce
Lorenzo Carlino
L'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) venne istituita in
Italia come Ente Morale con legge del 10.12.1925, pubblicata il
7.1.1926. Essa aveva, come unico scopo e unica attività, la protezione della maternità e dell'infanzia; la sede centrale era in Roma; l'Ente era sotto la vigilanza del Ministero dell'Interno; ad amministrare
l'Opera era designato un Consiglio Centrale, composto di 27 membri,
di cui 2 senatori e 2 deputati, che durava in carica 4 anni; successivamente i membri del Consiglio Centrale venivano ridotti a 13.
Nella legge veniva appositamente specificato che L'Opera direttamente, e per mezzo di organi provinciali e comunali, doveva provvedere alla protezione ed all'assistenza delle gestanti, delle madri biso-
Casa ONMI di Lecce costruita nel 1938-39. Rappresenta la prua di una nave; possiede dei pregevoli graffiti dell'artista leccese Massari, nel piccolo atrio, che dà accesso ai consultori.
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L'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) nella provincia di Lecce
gnose o abbandonate, dei bambini lattanti e divezzi sino al quinto anno, doveva provvedere anche all'assistenza dei fanciulli anormali, dei
minori materialmente e moralmente abbandonati, traviati, delinquenti, sino al compimento del 180 anno; inoltre l'Opera doveva provvedere, in collaborazione con le province, con i Consorzi Provinciali
Antitubercolari, con gli Ufficiali Sanitari, con le Autorità Scolastiche,
alla diffusione di norme igieniche riguardanti l'infanzia e la maternità. L'ONMI inoltre aveva potere di vigilanza e controllo su tutte le
istituzioni pubbliche e private, nel campo dell'assistenza e protezione
della maternità e dell'infanzia.
Alla legge istitutiva dell'ONMI, indubbiamente molto complessa,
sono state apportate varie modifiche nel tempo: il 15 aprile 1926 venne approvato il regolamento di esecuzione della legge istitutiva; modifiche vennero apportate con R. D. L. n. 1904 del 21 ottobre 1926;
inoltre la legge n. 1168 del 23-6-1927 stabiliva concessione di esenzioni fiscali e tributarie nei riguardi dell'ONMI; il R. D. L. dell'ottobre 26 venne convertito nella legge n. 239 il 5 gennaio 1928; il 24 dicembre 1934 venne approvato il R. D. contenente il T. U. delle leggi
sulla protezione ed assistenza della maternità e dell'infanzia; il R. D.
L. del 5 settembre 1938 n. 2008 recava nuove disposizioni sull'ordinamento della Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e
dell'Infanzia, e il 22 maggio 1939 veniva convertito in legge, con
modificazioni, il R.D.L. dell'anno prima; la legge 1081 del 1 dicembre 1966 modificava gli organi centrali e periferici dell'ONMI e-infine la legge 698 del 1975 stabilì lo scioglimento dell'ONMI. In ogni
provincia l'ONMI era rappresentata da un Consiglio Provinciale,
composto da 11 membri (dal 1933), di cui alcuni di diritto, questo
Consiglio sovrintendeva all'attuazione dell'attività dell'ONMI nella
provincia, segnalava all'Opera di Roma le istituzioni pubbliche e private esistenti nella provincia riguardanti la maternità e l'infanzia.
Nei comuni l'ONMI era presente ed attiva mediante: i Patronati
Comunali, di cui faceva parte il sindaco, l'ufficiale sanitario del comune, un direttore didattico, un sacerdote; in molti comuni venivano
istituiti dei consultori pediatrici e materni, ove venivano visitati e
consigliati opportunamente i bambini e le donne gestanti, rispettivamente da un pediatra e da un ostetrico. In alcuni comuni veniva isti126
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tuito un asilo nido, per l'accoglienza dei bambini fino a 3 anni per alcune ore del giorno e per il loro giusto indirizzo sanitario ed alimentare.
Queste istituzioni comunali dell'ONMI venivano regolarmente
ispezionate, controllate e dirette dalle sedi provinciali e particolarmente dal Direttore Sanitario Provinciale, vera figura portante nell'intelaiatura ONMI, dipendente direttamente dalla sede centrale ONMI.
Ogni Amministrazione Provinciale aveva l'obbligo di fornire i locali per la sede provinciale e tutto il personale amministrativo necessario al funzionamento.
Ogni comune forniva i locali per il consultorio. Dal 1933 veniva
stabilito per legge che il Presidente dell'Amm. Provinciale era anche,
di diritto, Presidente della Federazione Provinciale (successivamente
Comitato Provinciale) oppure poteva essere rappresentato da un Consigliere Provinciale, da lui delegato; il Comitato provinciale si riuniva una volta al mese ordinariamente; per la validità delle adunanze
era necessario l'intervento della maggioranza assoluta dei componenti e le deliberazioni adottate a maggioranza assoluta dei votanti.
Il Presidente o il Vice Presidente, che lo coordinava o sostituiva in
caso di assenza o impedimento, presiedeva la seduta, alla quale assisteva senza diritto di voto, il Direttore Sanitario Provinciale e il Segretario amministrativo del comitato stesso (cioè il Segretario Generale dell'Amministrazione Provinciale o un funzionario da questo incaricato).
Il Comitato Provinciale:
1) eleggeva il Vice Presidente;
2) designava due membri per ciascun Comitato Comunale;
3) predisponeva, accertate le necessità dell'assistenza nell'ambito
della provincia, una relazione illustrativa delle previsioni di spesa
da trasmettere alla Sede Centrale entro il 31 ottobre di ogni anno;
e, ricevuta dalla Sede Centrale la comunicazione dell'ammontare
del fondo globale assegnato, apprestava il proprio bilancio di previsione, trasmettendolo alla sede centrale per l'approvazione.
Provvedeva inoltre alla variazione dei bilanci, presentava alla Sede Centrale, per l'approvazione entro il 31 gennaio di ogni anno,
il rendiconto delle entrate accertate e delle spese erogate ed impe127
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gnate, anche attraverso i Comitati Comunali nel corso dell'esercizio chiusosi al 31 dicembre.
4) Dirigeva e coordinava le attività dei Comitati Comunali.
5) Provvedeva all'esecuzione delle disposizioni impartite dalla Sede
Centrale e al normale svolgimento dei servizi di protezione e assistenza della maternità e dell'infanzia nell'ambito della provincia, dirigendo e coordinando le attività delle istituzioni, pubbliche
e private.
6) Proponeva alla Sede Centrale i provvedimenti che riteneva necessari per il miglioramento dei vari servizi, tra i quali ad esempio
iniziative per nuove istituzioni, lavori di straordinaria manutenzione di immobili, fabbisogno di personale, ecc...
I Comitati Comunali erano costituiti in maniera analoga a quelli
provinciali. Si riunivano una volta al mese, soprintendendo al funzionamento delle istituzioni dell'opera esistenti nell'ambito del comune,
decidevano per le richieste di fondi e per tutta l'attività assistenziale,
inviando le pratiche al Comitato Provinciale.
Il Direttore Sanitario Provinciale, funzionario medico importante
dipendente direttamente dalla sede centrale di Roma, vigilava su tutti i consultori funzionanti nella provincia, si interessava della distribuzione dei libretti sanitari ai neonati, dei controlli periodici indicati
nel libretto, dell'accurata compilazione della cartella clinica, delle
tessere sanitarie materne e della corretta distribuzione di alimenti e
medicine. Compilava le tabelle dietetiche, proponeva l'acquisto di
alimenti e medicine, effettuandone l'assegnazione ai vari consultori.
Procurava che tutte le attività consultoriali fossero coordinate con
il funzionamento degli Asili Nido.
Collaborava con gli ufficiali sanitari e col medico provinciale per
l'attuazione di norme profilattiche nei riguardi delle malattie infettive.
Effettuava un controllo igienico-sanitario su tutto il personale dipendente dell'ONMI, curava che venissero effettuati accertamenti fiscali del personale assente per malattia.
Compilava annualmente il rapporto informativo delle assistenti
sanitarie, ostetriche, vigilatrici, puericultrici ed assistenti sociali.
Promuoveva periodici corsi di aggiornamento dei medici consul128
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toriali e del personale paramedico.
Il Direttore Sanitario rappresentava l'ONMI nei comitati e nei
convegni, riguardanti la maternità e l'infanzia.
Effettuava vigilanza sulle istituzioni di assistenza materna e infantile nella provincia.
Proponeva l'istituzione di nuovi servizi ONMI oppure modifiche
a quelle precedenti. Esprimeva il proprio parere di idoneità igienicosanitaria sulle aree destinate alla costruzione di nuove istituzioni e sui
locali adibiti o da adibire a servizi ONMI.
Il Direttore Sanitario doveva mantenersi continuamente aggiornato soprattutto sui problemi di medicina preventiva e sociale. Doveva
pubblicare lavori scientifici, partecipare a congressi e riunioni scientifiche.
Particolare attenzione doveva porre alle cause locali di mortalità
materna, perinatale e infantile. Disponeva di un proprio ufficio nella
sede del Comitato Provinciale, ove anche riceveva il pubblico ed esaminava e disbrigava le pratiche che gli venivano presentate.
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L'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONM I ) nella provincia di Lecce
Nella provincia di Lecce
La Federazione Provinciale ONMI di Lecce iniziò a funzionare
intorno al 1928 ed era sistemata in locali della Prefettura.
Sovrintendente ne era Francesco Marangi, seguito da Giulia Palumbo-Lucrezi.
In virtù della legge 13 aprile 1933, la sovrintendenza passò dalla
prof. Palumbo-Lucrezi all'avv. Nicola Lopez Y Royo, Preside delI 'Amministrazione Provinciale.
La Federazione ONMI di Lecce gestiva il Brefotrofio di Lecce e,
intorno agli anni 30, il delegato straordinario Francesco Marangi, relazionava annualmente su questa gestione.
Di questa gestione erano anche partecipi Cesare Pedone e Raffaele Valletta, il medico Provinciale Luigi Marenzi e Vito Antonacci.
Nel 1929 e 1930 vennero impiantati i refettori materni a Lecce,
Maglie, Gallipoli, Nardò, Ugento, Scorrano, Martano, Surano.
In tale periodo sorse una controversia tra l'Amministrazione Provinciale di Lecce e la Sede Centrale dell'ONMI circa l'onere dell'assistenza ai bambini illegittimi riconosciuti dalla sola madre: se cioè
spettasse solo all'ONMI sostenere la spesa oppure dovesse contribuirvi anche l'Amministrazione Provinciale.
Nel 1932 Francesco Marangi, nel rendere pubblico il rendiconto
dell'esercizio finanziario dell'ONMI di Lecce per il 1931, lamentava
una riduzione dei fondi in denaro avuti. All'inizio di febbraio 1937i1
Presidente dell'Amministrazione Provinciale, avv. Nicola Lopez Y
Royo, assistito dal Segretario Generale, dott. Vincenzo De Filippis,
rilevava che l'assistenza prodigata dall'ONMI nella Provincia di Lecce era inadeguata alle effettive esigenze della popolazione, per cui riteneva doveroso intervenire, assumendo l'impegno della costruzione
in Lecce della Casa della Madre e del Bambino, per una somma complessiva di L. 742.389, mentre la sede centrale dell'ONMI avrebbe
contribuito alla spesa con sussidio straordinario di L. 250.000. Nella
tornata del 12 febbraio 1937 veniva approvato il progetto per la costruzione della predetta casa.
Essendo sorta una difficoltà, costituita dal fatto che il Ministero
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dell'Interno non riconosceva all'Amministrazione Provinciale di Lecce questa spesa per la costruzione della casa come obbligatoria, l'Amministrazione Provinciale di Lecce inviò ad Achille Starace, leccese,
segretario del P. N. F. in carica, una richiesta di intervento, dato l'avanzato stato di costruzione della casa (giugno 1938).
Il segretario Starace intervenne e la questione si risolse. La Casa
della Madre e del Bambino di Lecce sorse nel punto di confluenza dei
viali Otranto, Lo Re, e Gallipoli; l'ostacolo della linea ferroviaria
venne eliminato mediante la costruzione di un sottopassaggio.
La spesa totale dell'edificio, escluso l'arredamento, arrivò ad
1.000.000 di lire, che si divisero equamente tra sede centrale ONMI
e Amministrazione Provinciale di Lecce.
La zona, ove sorse la Casa, seguì un progetto degli architetti Pediconi e Paniconi che prevedeva da un lato un palazzo per ufficio e
dall'altra lato la casa.
Nella Casa della Madre e del Bambino di Lecce vi erano locali per
il Presidente, per il Direttore Sanitario, il Segretario, Assistente Sociale, sale d'aspetto, una sala per riunioni e locali per il consultorio
pediatrico ed ostetrico, per la refezione materna, per un grosso Asilo
Nido (circa 80-100 posti); e locali seminterrati per tutti i servizi, una
portineria; antistante al fabbricato un giardino con alberi.
Nel novembre 1939 venne arredata la Casa dalla ditta fornitrice
Ingrosso.
Nel 1939 si progettò la costruzione della casa della Madre e del
bambino a Gallipoli e nel 1940 la direzione dei lavori per la costruzione di questa casa venne affidata all'Ing. Francesco Raimondi.
In questi anni la federazione ONMI di Lecce prendeva contatto
con tutti gli istituti che accoglievano minori nella provincia di Lecce
e con le loro varie esigenze.
Gli istituti erano moltissimi (la provincia di Lecce era tra quelle
che ne contava di più nel meridione) e l'ONMI doveva effettuare pertanto frequenti ispezioni.
Negli anni 30-40 vennero istituiti e messi in funzione nella nostra
provincia numerosi consultori pediatrici e materni Le visite mediche
erano gratuite (Acquarica del Capo, Alessano, Alezio, già negli anni
'30, ostetrico il Dott. Enzo D'Errico, pediatra il Dott. Salvatore Ba131
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glivo; nel consultorio di Aradeo, come pediatra, la dott.ssa Antonietta Frisullo. Anche ad Arnesano veniva istituito un consultorio ostetrico-pediatrico negli anni '30, facendo confluire bambini e donne per
le visite mediche anche dai paesi vicini Monteroni, Carmiano, Veglie.
A Carmiano venne istituito un consultorio ostetrico-pediatrico
qualche anno dopo quello di Arnesano, cioè verso il '36-'37, affidato
al medico A. Sarcinella.
Nel '38, il d ott. Antonio Grasso subentrò al dott. Sarcinella. A
Carpignano sorse il consultorio pediatrico-ostetrico nel 1934, affidato al medico dott. Pietro Chironi, che venne poi sostituito dal dott.
Francesco Penza nel 1936, per la morte del Chironi.
Anche a Nociglia entrò in funzione il consultorio ONMI, affidato
al medico dott. Raffaele Urso.
A Parabita nei primi anni 30 entrò in funzione il consultorio, affidato al medico dott. Salvatore Cataldi.
A Surbo il consultorio venne affidato al medico dott. Luigi Trabucco, coordinato dal dott. De Masi.
A Uggiano La Chiesa diresse il consultorio il dott. Angelo Abate;
nel 1938, al suo posto, subentrò Luigi Licei.)
Il primo Direttore Sanitario della Provincia di Lecce è stato Luigi
Specchia, originario di Sternatia, allievo di Caronia.
Successivamente, è divenuto Direttore Sanitario Virgilio Giannì;
dal 1971 è stato Direttore Sanitario Lorenzo Carlino della scuola di
Frontali fino allo scioglimento dell'ONMI, avvenuto nel 1975.
L'attività che l'ONMI ha svolto nella Provincia di Lecce, nei 47
anni di vita (dal 1928 al 1975) è stata notevole e molto articolata.
Nel settore assistenziale, un vero "mare magnum" nelle nostre zone povere, l'impegno in ogni Comune, con sussidi, ricoveri, consigli
ed altro, è stato notevolissimo. Oltre al Direttore Sanitario Provinciale erano impegnati in questo settore diverse assistenti sociali.
Nel settore sanitario l'ONMI ha dato un importante contributo alla Pediatria Preventiva, prenatale e postatale, della nostra provincia,
con la sua rete di consultori materno-infantili, con qualche consultorio dermatologico, col consultorio pre-matrimoniale e matrimoniale
(affidato a Virgilio Rizzi) e col consultorio medico, psico-pedagogico, affidato a Bruno Panara, Bianca Gelli e allo psicologo Astore.
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Lorenzo Carlino
I consultori pediatrici, negli anni '60-'70 erano 72, con 27 pediatri che vi lavoravano;1 i consultori ostetrici erano 33 nello stesso periodo, con 11 ostetrici che vi lavoravano.2
Nei cinque consultori dermatologici vi lavoravano 4 dermatologi,3
nel consultorio pre-matrimoniale e matrimoniale lavorava Virgilio
Rizzi, nel centro medico psico-pedagogico lavoravano Bruno Panara,
Bianca Gelli e lo psicologo Astore; vi erano poi nella Provincia di
Lecce ben 13 Asili Nido (Lecce, Casarano, Copertino, Diso, Gallipoli, Maglie, Monteroni, Sannicola, Scorrano, Squinzano, Tricase, Melpignano, Galatina) inseriti nelle Case della Madre e del Bambino ove,
oltre all'Asilo Nido, erano sistemati i consultori, a volte anche altri
servizi (come la Casa della Madre e del Bambino di Lecce, che ha accolto per vari anni il brefotrofio provinciale).
Le assistenti sanitarie visitatrici erano, negli ultimi anni di attività dell'ONMI: Valentina Agosti, Matilde Boni, Umbertina Capocasa, Antonia
Cavallo, Dina De Gaio, Adalgisa Fiore, Teresa Frena, Giulia Greco.
La diffusione capillare nei vari comuni di questi servizi ONMI,
con la presenza costante, periodica, del pediatra e dell'ostetrico, con
il supporto importate dell'assistente sanitaria visitatrice per la stesura
e tenuta delle cartelle cliniche, e dell'armamentario medico e per il
controllo della pulizia e della igiene dei locali dei consultori, dettero
per molti anni risultati preziosi.
Nel consultorio confluivano quasi sempre il medico condotto, l'ostetrica condotta, spesso il Sindaco, per parlare, discutere e risolvere
casi particolari.
Isabella Scaglione, Raffaele Longo, Vincenzo Bianco, Vincenzo Resci, Nicola
Greco, Andrea De Donno, Gino Giandi, Luigi Vinci, Margherita Marra, Carlo De
Riccardis, Antonnio Giudo, Carmelo Filigrana, Ferruccio Errico, Ferruccio Ratta,
Giulietta Rossi, Consalvo Di Taranto, Tobia Carluccio, Piero De Rinaldis, Luigi
Caputo, Francesco Piccinno, Fernando Verdesca, Errico Nella-Atzeni, Antonietta
Frisullo, Walter Rugge, Nicola Pagano, Pasquale Lapenna, Giovanni Bellisario (in
anni precedenti 1952-1961 anche Lorenzo Carlino e Giovambattista Lezzi).
2 Gaetano Terragno, Guido Guido, Virili° Casto, Luigi Coppola, Giuseppe Mazzotta, Nicola Cleopazzo, Giovanni Laggetto, Ivano Renis, Giuseppe Nestola, Biagio
Prete, Raffaele De Luca (in anni precedenti Anche Angelo Raho e Luigi Mello).
3 Enzo Stasi, Bernardino Galluccio, Francesco Bove, Nicola Ruggiero.
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L'Opera Nazionale Maternità e Inl'anzia (ONMI) nella provincia di Lecce
Arrivavano in zone lontane dal capoluogo di Provincia norme di
igiene, di alimentazione, di profilassi vaccinale ed assegnazione di
alimenti che nel tempo, hanno cambiato la cultura sanitaria delle popolazioni della nostra provincia, contribuendo notevolmente alla riduzione della mortalità infantile.
Da ricordare che, in occasione del verificarsi di alcuni casi di colera nell'Italia meridionale (Napoli, Taranto), nella provincia di Lecce vi era una notevole preoccupazione per questa malattia e l'ONMI
diretta in quel periodo da Lorenzo Carlino, prese l'iniziativa di fornire gratuitamente il vaccino anticolerico e di effettuarlo ai bambini
presso la Casa della Madre e del Bambino di Lecce.
In tale occasione presso la Casa della Madre e del Bambino di
Lecce si verificò un sovraffollamento notevole, con file lunghe di persone fino alla strada che usufruivano di tale servizio vaccinale.
Lo stesso affollamento si verificò in altri consultori pediatrici ONMI della provincia, ove il pediatra si prodigava, sempre per il solito
Festa della Mamma e del Bambino — Lecce — aprile 1972. Da sinistra: dott. Lorenzo Carlino, Direttore Sanitario; prof. Franco Schettini, prof. di Puericultura Università di Bari; prof. Arturo Falconieri, Presidente ONMI.
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Lorenzo Carliiio
modesto e fisso compenso, a visitare numerosi bambini portati per i
consigli del particolare momento.
Nell'organizzazione della Casa della Madre e del Bambino figuravano anche le econome per la gestione finanziaria:
Licia Macchia a Lecce, Lucrezia Pellegrino a Maglie, Rosanna
Negro a Copertino, Carina Amato a Diso, Nicolina Reali a Gallipoli,
Fiorangela Pellegrino a Monteroni, Caterina Longo a Sannicola, Luigia Merico a Scorrano, Giovanna Pantaleo a Squinzano, A, Maria
Mercati a Tricase.
L'ONMI organizzava anche la "Festa della Mamma e del Bambino
In quella del 1972 venne invitato il prof. Franco Schettini, direttore dell'Istituto di Puericultura dell'Università di Bari: vennero premiati, per dimostrazione di eccezionale attaccamento al bambino, la
coppia De Benedittis di Nardò per aver adottato prima un maschietto
grandicello e, a distanza di due anni, due sorelline orfane; vennero
premiate anche la signora Pizzuto, madre di 8 figli, che nonostante
fosse cagionevole di salute si sforzava di sostenere i figli rifiutando il
loro affidamento in istituto; la signora Pepe, madre di sette figli, di cui
gli ultimi 3 nati con parto trigemino; e la signora Renna, madre di 4
figli, di cui 2 spastici.
Vennero organizzati per due volte corsi di aggiornamento per il
personale paramedico (soprattutto ostetriche), in collaborazione con
l'Università di Roma — Istituto di Puericultura. Il professor Malaguzzi, che ne era il direttore, con la sua equipe intervenne in questi corsi
con partecipazione notevolissima di interessati (un corso venne svolto nel 1973 e un altro nel 1975).
Con la legge n. 698 del 1975 l'ONMI venne sciolta. I consultori
ONMI passavano ai Comuni, così pure passavano ai Comuni gli interventi assistenziali prima svolti dall'ONMI. Alle province ed alle
Regioni passavano anche tutte le altre attività, prima svolte dall'ONMI, nonché tutto il personale dipendente dell'ONMI stesso. Nella sede di Lecce, il periodo di transizione che durò fino al 31/12/1977, vide Lorenzo Carlino direttore dei servizi ex ONMI.
Nel frattempo, Lorenzo Carlino era divenuto Direttore dell'IPAI
di Lecce e assunse pertanto quella Direzione.
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I Presidenti della Federazione Provinciale (poi Comitato Provinciale) di Lecce furono:
Nicola Lopez Y Royo
dal '33 al '37
Edoardo Rossi
dal 1942 al 1943
Papaleo
nel 1943
Luigi Lopez Y Royo
nel 1944
Luigi Mascoli
dal 1945 al 1948
Francesco Lecciso
dal 1948 al 1952
Donato Mosco
dal 1952 al 1959
Antonio Erriquez
dal 1959 al 1970
Arturo Falconieri
dal 1971 al 1975
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Lorenzo Carlino
Riunione del 23/12/1977 presso l'Amministrazione Provinciale
Parla il Direttore Sanitario dei servizi ex-ONMI — Dott. Lorenzo
Carlino.
Presidente, Assessore Falconieri, Segretario Generale,
amici dei servizi ex-ONMI,
siamo qui riuniti per premiare con medaglia d'argento alcuni dipendenti ONMI della nostra provincia che hanno svolto 25 anni o più
di lodevole servizio dell'Ente.
Sono medici, un impiegato dell'Ufficio Provinciale, una Assistente Sanitaria, alcune governanti, una cuoca, alcune operaie.
Tutti si sono dedicati con impegno, con grande interesse, con passione, con amore al loro lavoro in un settore tanto importante della
Puericultura pre-natale e post-natale e della assistenza all'infanzia.
Conosciamo le condizioni difficili, a volte precarie, in cui hanno
dovuto spesso operare, ma quello che più è da sottolineare ed ammirare è proprio questo, che le difficoltà hanno aumentato l'impegno e
hanno rafforzato l'umiltà e la passione.
Si sono verificati episodi, che forse è bene ricordare:
ci sono stati colleghi che nella impossibilità di ottenere determinate attrezzature per i consultori, date le difficoltà finanziarie dell'Ente, le hanno fornite personalmente, senza farne neppure menzione; ci sono stati periodi particolari come quello del colera di alcuni
anni fa, in cui si è verificato un sovraffollamento incredibile in alcuni consultori, dove l'equipe, costituita dal medico, dall'assistente sanitaria e dall'operaia del consultorio, o da altre dipendenti dell'Asilo
Nido, ha accettato con notevole sacrificio la grande mole di lavoro,
senza alcun compenso suppletivo e senza alcuna gratificazione; vi sono state spesso situazioni precarie negli Asili Nido, con notevole carenza di personale di assistenza in cui il personale residuo in servizio
ha dovuto far fronte ugualmente all'assistenza dei bambini presenti,
con grande forza d'animo e dedizione.
Non ho voluto indicare specificatamente i protagonisti di questi
alti meriti, meriti di vera e superiore civiltà, perchè son sicuro di
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averne omessi molti altri, per ignoranza o per dimenticanza.
Comunque, l'interesse, la stima, la fiducia, direi anche l'affetto,
che le istituzioni dell'ex-ONMI riscuotono ancora nella nostra provincia, sono la migliore dimostrazione del lavoro degli operatori e
dell'importanza delle istituzioni e rappresentano la più gradita soddisfazione e il più gradito premio per gli stessi.
Chi vi parla lascia ora, con grande dispiacere, la Direzione Sanitaria dell'Ente, essendo impegnato in altro settore molto vicino ad esso, dopo aver cercato soprattutto nei primi anni di direzione, con la
Presidenza molto illuminata del prof. Falconieri e con la collaborazione di tutti voi, di stimolare l'attenzione e l'interesse della popolazione della nostra provincia sui problemi della puericultura e dell'assistenza all'infanzia e di coordinare le attività dei vari operatori del
settore sanitario ed assistenziale.
Saluto affettuosamente tutti i dipendenti ex-ONMI, augurando un
proseguimento dell'attività sereno, ma impegnato, nell'interesse di
quella popolazione infantile, che tanto ci sta a cuore.
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Personale premiato
1)
Boni Matilde — Assistente Sanitaria della zona di Monteroni.
2)
Caputo Luigi — Dirigente pediatra dei consultori di Nardò, Galatone, Calmiera, Martignano, Gallipoli, Neviano, attualmente
in pensione.
Carigniani Maria — Operaia dell'Asilo Nido di Monteroni attualmente in pensione.
4) Cleopazzo Nicola — Dirigente ostetrico dei consultori di Campi,
Guagnano, Salice, Squinzano, Veglie, Trepuzzi.
Coppola Luigi — Dirigente ostetrico dei consultori di Gallipoli e
Casarano attualmente in pensione.
6)
Evangelista Carmelo — Applicato nell'Ufficio Provinciale, praticamente attivo in tutti i settori dell'Ente.
7)
Leucci Maria — Governante dell'Asilo nido di maglie.
8)
Leucci Raffaela c- Cuoca dell'Asilo Nido di Maglie.
9)
Pagano Nicola — Dirigente pediatra dei consultori di Guagnano,
Salice, Squinzano, Trepuzzi, Villa Baldassarre.
10) Panareo Italia — Governante dell'Asiclo Nido di maglie.
11) Piccino Francesco - Dirigente pediatra dei consultori di Carmiano, Monteroni e Novoli.
12) Resci Vincenzo — Dirigente pediatra dei consultori di Alessano,
Barbarano, Castrignano del Capo, Gagliano, Salve e Corsano.
13) Spirito Grazia (alla memoria) — operaia dell Asilo nido di Maglie.
14) Sticchi Maria — Governante dell'Asilo Nido di Maglie.
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