Sociologia delle relazioni
etniche
Capitolo 3:
Globalizzazione e
immagini del mondo
Robertson elabora il concetto di cultura in riferimento ai
fenomeni di globalizzazione, al fine di attribuire a questa
maggiore rilevanza rispetto agli studi precedenti (Wallerstein
e Giddens)
Egli distingue tra:
•cultura (culture concrete)
•metacultura: “codici culturali che determinano le concezioni
stesse di cultura in termini di implicite assunzioni concernenti
le relazioni tra individuo e società”. (Robertson, Globalization, 1992).
Attribuisce dunque relativa autonomia della sfera culturale:
la cultura è uno degli attori della scena globale e subisce
l’azione delle altre dimensioni (economica, politica).
Le 5 fasi della globalizzazione
Robertson ritiene che un campo globale esiste già prima
della modernità e nella definizione di globalizzazione
considera 2 aspetti fondamentali:
•Interdipendenza globale;
•Consapevolezza del mondo come un tutto.
Al centro dell’approccio di Robertson si trova il concetto di
mondi possibili, che sono delle possibilità contenute in un
dato campo della realtà globale.
Il mondo reale quindi si struttura con l’azione di diversi
fattori che operano nel contesto globale.
Questi fattori si possono combinare in modi differenti, dando
origine a risultati differenti.
Partendo da questa premessa, elabora 5 fasi del processo di
globalizzazione:
1. Fase germinale
(XVI-XVIII secolo).
Tratti peculiari:
-
sviluppo delle comunità nazionali;
affermazione del concetto di individuo e dell’idea di
umanità;
teoria eliocentrica;
geografia moderna;
calendario gregoriano.
2. Fase incipiente
(XVIII sec.-1870).
Tratti peculiari:
-Stato unitario omogeneo;
-formalizzazione delle relazioni internazionali;
-tensione tra nazionalismo e internazionalismo.
3. Fase del Take-off
(1870-inizi Novecento).
Tratti peculiari:
-questioni riguardanti le identità nazionali e personali;
-crescita della comunicazione globale;
-Prima Guerra mondiale;
-Società delle Nazioni (1919).
Volontà di instaurare degli equilibri tra le nazioni
4. Fase della lotta per l’egemonia
(inizi Novecento-1960 circa).
Tratti peculiari:
-Seconda Guerra mondiale;
-Shoa;
-bomba atomica;
-istituzione delle Nazioni Unite
Rottura degli equilibri tra le nazioni
5. Fase dell’incertezza
(anni Sessanta-anni Novanta).
Tratti peculiari:
-Inclusione del Terzo Mondo nell’ambito della globalità;
- Sbarco sulla luna;
- consolidamento dei media;
-interesse per la società civile mondiale;
-fine della Guerra Fredda;
-multiculturalità, questioni etniche e razziali.
Diverse concezioni e immagini del
mondo: il problema dell’ordine
Il mondo non è dato, bensì costruito (è un prodotto
culturale) e ciò fa sì che gli individui elaborino diverse
concezioni e immagini di esso (problema culturale).
Al fine di elaborare una “mappatura” delle diverse
concezioni del mondo, Robertson fa riferimento a 2
elementi fondamentali:
1. La logica comunitaria o societaria contenuta nelle
diverse immagine del mondo;
2. Il grado di apertura/chiusura verso l’esterno.
Una “mappatura” delle immagini del mondo
Comunità globale 1: immagine secondo cui il mondo può essere
ordinato solo in forma di una serie di comunità societarie
relativamente chiuse (unica forma che consente una vita
soddisfacente).
Si riconoscono 2 visioni diverse delle comunità societarie:
Visione simmetrica
Visione asimmetrica
Le società sono relativamente uguali Alcune comunità societarie sono più
tra loro.
importanti di altre.
Ne fanno parte le comunità societarie
che affermano il “relativismo globale”
e il carattere “sacro” di tutte le
tradizioni indigene.
Ne fanno parte le comunità societarie
che sostengono l’esistenza di un
“regno di mezzo” o della “società del
destino” o “della società dominante”.
Comunità globale 2: immagine costruita intorno all’idea che
vi può essere un ordine globale solo nei termini di una
comunità mondiale.
Presenta 2 varianti:
- mondo visto come un villaggio globale che deve essere
governato da una sorta di coscienza collettiva (Durkheim);
- mondo visto
pluralistica.
come
una
comunità
globale
su
base
Entrambe pongono l’accento sul fatto che l’umanità è il
principale elemento costituente del mondo come un tutto.
Società globale 1: mondo come una forma di società nella
quale la scena globale è caratterizzata da una serie di
società aperte, con vari scambi socioculturali tra le une e le
altre.
Presenta 2 varianti:
Visione simmetrica
Tutte le società sono
politicamente uguali
Visione asimmetrica
Vi sono società egemoniche e
dominanti
In entrambe le prospettive le società nazionali sono viste come
il fulcro della scena globale
Società globale 2: l’ordine mondiale è visto come il prodotto di
un’organizzazione formale e pianificata.
Presenta 2 varianti:
-versione centralizzata: intende questo ordine come opera di
una politica pianificata;
-versione decentralizzata: pensa ad una federazione a livello
globale.
Entrambe sostengono che le società siano la dimensione
inevitabile della condizione umana globale e che solo
un’organizzazione sistematica del processo di globalizzazione
possa evitare i rischi che essa comporta.
Considerazioni generali
Robertson sostiene la necessità di costruire un ordine
mondiale, una comunità globale altamente rispettosa delle
varietà culturali locali.
(Cfr. Robertson, Globality, Global Culture and Images of World Order).
Caratteristiche specifiche del modello:
-Esistenza di un “campo globale” prima della modernità;
-Multidimensionalità (dimensione culturale, economica,
politica);
-Tutti gli attori dei processi globali sono attivi allo stesso modo.
Gli attori diventano ciò che sono in quanto parti della struttura
cui appartengono
Aspetti specifici del modello
Se il mondo è un “posto singolo” che produce
interdipendenze, allora si pone un problema generato dalla
vicinanza: se siamo vicini agli altri, la loro azione ha effetto
su di noi e viceversa.
Robertson sul piano teorico elabora il concetto di
glocalizzazione di risolvere questo problema
In ogni punto del campo globale
l’equilibrio dipende sia dagli attori
locali sia dagli attori lontani
La promozione della località è supportata dall’esterno
Locale e globale sono strettamente intrecciati e interconnessi
Effetti della globalizzazione:
omologazione o eterogeneizzazione?
Per qunato riguarda le relazioni etniche:
- la globalizzazione non comporta la distruzione
delle
comunità locali, bensì una ricostruzione della comunità e
della località. Il locale non è quindi un contrappunto del
globale.
- La globalizzazione ha delle conseguenze sulla ricerca e ridefinizione delle nostre identità: la ricerca dell’identità porta
alla ri-scoperta e alla ri-costruzione delle tradizioni e
talvolta, alla identificazione di culture nazionali.
Possono sorgere conflitti interni alle società
per l’affermazione di una cultura dominante
L’ampliamento dei fenomeni globali (soprattutto il
multiculturalismo) può produrre chiusura e rifiuto verso la
globalizzazione.
Robertons analizza 2 forme di rifiuto:
-Fondamentalismo: è insieme produzione e reazione alla
globalizzazione. Diviene rifiuto degli altri e resistenza
alla globalizzazione quando quest’ultima è percepita
come una minaccia.
-Nostalgia: si configura come rimpianto di rapporti
semplici e spontanei, del senso di autonomia e
appartenenza alla comunità.
I tratti salienti della nostalgia
-Idea della storia come declino
-Senso della perdita dell’appartenenza al tutto
-Senso della perdita della spontaneità e dell’espressività
-Senso della perdita dell’autonomia individuale
-Tentativo di ricondurre la complessità globale a rapporti
semplici
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