PARROCCHIA IMMACOLATA CONCEZIONE CHIESA MADRE ~ ARCIPRETURA DI SAN CATALDO SAN CATALDO (CL) DOMENICA DI PASQUA RISURREZIONE DEL SIGNORE VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA C H I E S A M A D R E, 26 MARZO 2016 PREPARIAMOCI ALLA CELEBRAZIONE Per antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore dei Signore» (Es12,42), definita «la veglia madre di tutte le veglie» (s. Agostino). In questa notte il Signore «è passato» per salvare e liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù; in questa notte Cristo «è passato» alla vita vincendo la grande nemica dell’uomo, la morte. Vegliare è un atteggiamento permanente della Chiesa che, pur consapevole della presenza viva dei suo Signore, ne attende la venuta definitiva, quando la Pasqua si compirà nelle nozze eterne con lo Sposo e nel convito della vita (cf Ap 19,7-9). « Rivivremo la Pasqua dei Signore... » La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo. — Liturgia della luce: il mondo della tenebra è attraversato dalla Luce, il Cristo risorto, in cui Dio ha realizzato in modo definitivo il suo progetto di salvezza. Ecco perché si innalza il «canto nuovo» (il preconio, il gloria, l’alleluia), come rendimento di grazie per una vita di luce. — Liturgia della parola: le letture dell’Antico Testamento sono un compendio della storia della salvezza. Nella consapevolezza che la Pasqua di Cristo tutto adempie e ricapitola, la Chiesa medita ciò che Dio ha operato nella storia. — Liturgia battesimale: il popolo chiamato da Dio a libertà, deve passare attraverso un’acqua che distrugge e rigenera. Come Israele nel Mar Rosso, anche Gesù è passato attraverso il mare della morte e ne è uscito vittorioso. — Liturgia eucaristica: il popolo rigenerato nel battesimo per la potenza dello Spirito Santo, è ammesso al convito pasquale. Partecipando al corpo e al sangue del Signore, la Chiesa offre se stessa in sacrificio spirituale per essere sempre più inserita nella pasqua di Cristo. Egli rimane per sempre con i suoi nei segni del suo donami perché essi imparino a passare ogni giorno da morte a vita nella carità (cfr Oraz. dopo la Comunione). 2 PARTE PRIMA SOLENNE INIZIO DELLA VEGLIA O «LUCERNARIO» Il Celebrante: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. R. Amen. Il Celebrante: La grazia, la misericordia e la pace di Dio nostro Padre e di Gesù Cristo nostro Salvatore sia con tutti voi. R. E con il tuo spirito. Esortazione sulla Veglia pasquale. Il Celebrante: Fratelli, in questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera. Rivivremo la Pasqua del Signore nell’ascolto della Parola e nella partecipazione ai Sacramenti, Cristo risorto confermerà in noi la speranza di partecipare alla sua vittoria sulla morte e di vivere con lui in Dio Padre. Benedice il fuoco nuovo. Preghiamo. O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, benedici questo fuoco nuovo, fa’ che le feste pasquali accendano in noi il desiderio del cielo, e ci guidino, rinnovati nello spirito, alla festa dello splendore eterno. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. Al nuovo fuoco si accende il cero pasquale. 3 Si prepara il cero. Il Celebrante incide sul cero una croce, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, Alfa e Omega, e le cifre dell’anno corrente, dicendo: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Il Cristo ieri e oggi Principio e Fine Alfa e Omega. A lui appartengono il tempo e i secoli. A lui la gloria e il potere per tutti i secoli in eterno. Amen. Il Celebrante infigge nel cero, in forma di croce, cinque grani di incenso: 1. 2. 3. 4. Per mezzo delle sue sante piaghe gloriose, ci protegga e ci custodisca il Cristo Signore. Amen. Il Celebrante accende il cero. La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito. Inizia la processione verso l’altare: precede il diacono che porta il cero pasquale; seguono il celebrante, i ministri e i fedeli. Processione All’ingresso della chiesa il diacono, tenendo il cero pasquale elevato, canta: Cristo, luce del mondo. Rendiamo grazie a Dio Viene accesa la candela del celebrante e quelle dei fedeli. Per tre volte il diacono canterà: “Cristo, luce del mondo”. Quando il diacono ha cantato per la terza volta “Cristo, luce del mondo”, si accendono le luci della chiesa. Il celebrante incensa il cero pasquale poi si reca all’altare e lo venera e poi si reca alla sede. 4 Annunzio pasquale (Musica: M. Frisina) I fedeli ascoltano il solenne annunzio della Pasqua stando in piedi, con la candela accesa. Il cantore: Esulti il coro egli angeli, esulti l'assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni del popolo in festa. In alto i nostri cuori. R/. Sono rivolti al Signore. Rendiamo grazie [al Signore, nostro] a Dio. R/. E' cosa buona e giusta. E' veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l'esultanza dello spirito, e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente, e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo, e con il sangue sparso per la nostra salvezza ha cancellato la condanna della colpa antica. Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello, che con il suo sangue consacra le case dei fedeli. Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell'Egitto, e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso. 5 Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco. Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all'amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro. O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio! Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore! Il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. O notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore! In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode, che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri, nella solenne liturgia del cero, frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce. Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero, offerto in onore del tuo nome per illuminare l'oscurità di questa notte, risplenda di luce che mai si spegne. Salga a te come profumo soave, si confonda con le stelle del cielo. 6 Lo trovi acceso la stella del mattino, questa stella che non conosce tramonto: Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti fa risplendere sugli uomini la sua luce serena e vive e regna nei secoli dei secoli. Il coro e l’assemblea: PARTE SECONDA LITURGIA DELLA PAROLA Il Celebrante: Fratelli carissimi, dopo il solenne inizio della Veglia, ascoltiamo ora in devoto raccoglimento la Parola di Dio. Meditiamo come nell'antica alleanza Dio salvò il suo popolo e, nella pienezza dei tempi, ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione. Preghiamo perché Dio nostro Padre conduca a compimento quest'opera di salvezza incominciata con la Pasqua. PRIMA LETTURA Gen 1,1.26-31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. Dal libro della Genesi In principio Dio creò il cielo e la terra. Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli 7 animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. Parola di Dio. R. Amen. Salmo 103 Inno alla bontà e all’amore di Dio. R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. 1. Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto. R. 2. Egli fondò la terra sulle sue basi: non potrà mai vacillare. Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque. R. 3. Tu mandi nelle valli acque sorgive perché scorrano tra i monti. In alto abitano gli uccelli del cielo e cantano tra le fronde. R. 4. Dalle tue dimore tu irrighi i monti, e con il frutto delle tue opere si sazia la terra. Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra. R. 5. Quante sono le tue opere, Signore! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature. Benedici il Signore, anima mia. R. 8 Il Celebrante: Preghiamo. O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa’ che resistiamo con la forza dello spirito alle seduzioni del peccato, per giungere alla gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SECONDA LETTURA Gen 22,1-2.9.10-13.15-18 Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede. Dal libro della Genesi In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce». Parola di Dio. R. Amen. 9 Salmo 15 Fiducia oltre la morte. R. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. 1. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R. 2. Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R. 3. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R. Il Celebrante: Preghiamo. O Dio, Padre dei credenti, che estendendo a tutti gli uomini il dono dell’adozione filiale, moltiplichi in tutta la terra i tuoi figli, e nel sacramento pasquale del Battesimo adempi la promessa fatta ad Abramo di renderlo padre di tutte le nazioni, concedi al tuo popolo di rispondere degnamente alla grazia della tua chiamata. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. 10 TERZA LETTURA Es 14,15- 15,1 Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare. Dal libro dell’Esodo In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare. Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!». Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. In 11 quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo. Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero: Salmo Es 15, 1-7a.17-18 Cantico di Mosè R. Mia forza e mio canto è il Signore; d’Israele in eterno è il Salvatore 1. Voglio cantare in onore del Signore, perché Lui è il mio Salvatore; è il mio Dio lo voglio lodare, è il Dio di mio padre: lo voglio esaltare! 2. Il suo nome è "il Signore": la sua destra è ricolma di potenza, la sua destra annienta il nemico e lo schiaccia con vittoria infinita. 3. Il Faraone in cor suo diceva: "li inseguirò e li raggiungerò". Ma col tuo soffio alzasti le acque perché il tuo popolo attraversasse il mare. 4. Soffiasti ancora e il mare ricoprì il faraone e il suo potere; cavalli e carri e tutti i cavalieri furono sommersi nel profondo del mare. 12 Il Celebrante: Preghiamo. O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova alleanza il significato degli antichi prodigi: il Mar Rosso è l’immagine del fonte battesimale e il popolo liberato dalla schiavitù è un simbolo del popolo cristiano. Concedi che tutti gli uomini, mediante la fede, siano fatti partecipi del privilegio del popolo eletto, e rigenerati dal dono del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. Durante il canto dell’inno si suonano le campane. ♫ GLORIA (Gen Verde) Il Celebrante: Il coro e l’assemblea: Gloria, gloria a Dio. Gloria, gloria nell’alto dei cieli. Pace in terra agli uomini di buona volontà. Gloria! Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, glorifichiamo te, ti rendiamo grazie per la tua immensa gloria. Signore Dio, gloria! / Re del cielo, gloria! Dio Padre, Dio onnipotente, gloria! R. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore, Agnello di Dio, Figlio del Padre. Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. R. 13 Perché tu solo il Santo, il Signore, tu solo l’Altissimo, Cristo Gesù con lo Spirito Santo nella gloria del Padre. R. Colletta Il Celebrante: Preghiamo. O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della risurrezione del Signore, ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione, perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell’anima, siano sempre fedeli al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Amen. Epistola Rm 6, 3-11 Cristo risorto dai morti non muore più. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora 14 invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. Parola di Dio. R. Amen. Salmo 117 Rendimento di grazie. R. Alleluia, alleluia, alleluia. 1. Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Dica Israele: «Il suo amore è per sempre». 2. La destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto prodezze. Non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore. 3. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Canto al Vangelo Il Diacono porta solennemente il libro dei Vangeli all’ambone. Il coro e l’assemblea: (L. Mariano) Alleluja, alleluja, alleluja. (2v) Io sono la luce, del mondo, dice il Signore: “Chi viene a me avrà la luce della vita”. Alleluja, alleluja, alleluja. (2v) 15 Lc 24, 1-12 Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Il Diacono: Il Signore sia con voi. R. E con il tuo spirito. Dal Vangelo secondo Luca. R. Gloria a te, o Signore. Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto. Parola del Signore. R. Lode a te, o Cristo. Omelia. Silenzio per la riflessione personale. 16 PARTE TERZA LITURGIA BATTESIMALE Il Celebrante: Fratelli carissimi, invochiamo la benedizione di Dio Padre onnipotente su questo fonte battesimale, perché tutti quelli che nel Battesimo saranno rigenerati in Cristo, siano accolti nella famiglia di Dio. Litanie dei Santi Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. Santa Maria, Madre di Dio, Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. prega per noi. San Michele, Santi Angeli di Dio, San Giovanni Battista, San Giuseppe, Santi Pietro e Paolo, Sant'Andrea San Giovanni, Santi Apostoli ed evangelisti, prega per noi. pregate per noi. prega per noi. prega per noi. pregate per noi. prega per noi. prega per noi. pregate per noi. Santa Maria Maddalena, Santi discepoli del Signore, Santo Stefano, Sant'Ignazio d'Antiochia, San Lorenzo, Sante Perpetua e Felicita, Sant'Agnese, Santi martiri di Cristo, prega per noi. pregate per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. pregate per noi. prega per noi. pregate per noi. San Gregorio, Sant'Agostino, Sant'Atanasio San Basilio, San Martino, Santi Cirillo e Metodio, San Benedetto, San Francesco, prega per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. pregate per noi. prega per noi. prega per noi. 17 San Domenico, San Francesco Saverio, San Giovanni Maria Vianney, Santa Caterina da Siena, Santa Teresa d'Avila, San Giovanni Paolo II, Santi e sante di Dio, prega per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. prega per noi. pregate per noi. Nella tua misericordia, Da ogni male, Da ogni peccato, Dalla morte eterna, salvaci, Signore. salvaci, Signore. salvaci, Signore. salvaci, Signore. Per la tua incarnazione, Per la tua morte e risurrezione, Per il dono dello Spirito Santo, salvaci, Signore. salvaci, Signore. salvaci, Signore. Noi peccatori, ti preghiamo, ascoltaci Signore. Benedici e santifica con la grazia del tuo Spirito questo fonte battesimale da cui nascono i tuoi figli, ascoltaci Signore. Gesù, Figlio del Dio vivente, Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica ascolta la nostra supplica. Benedizione dell’acqua battesimale A O Dio, per mezzo dei segni sacramentali, tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo. B Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare; e anche nel diluvio hai prefigurato il battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova. 18 Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati. Infine, nella pienezza dei tempi, il tuo Figlio, battezzato da Giovanni nell'acqua del Giordano, fu consacrato dallo Spirito Santo; innalzato sulla croce, egli versò dal suo fianco sangue e acqua, e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli: «Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». A Ora, Padre, * guarda con amore la tua Chiesa * e fa scaturire per lei * la sorgente del Battesimo. ** B Infondi in quest'acqua, per opera dello Spirito Santo, la grazia del tuo unico Figlio, * perché con il sacramento del Battesimo l'uomo, fatto a tua immagine, sia lavato dalla macchia del peccato, * e dall'acqua e dallo Spirito Santo rinasca come nuova creatura. ** Il Celebrante immerge il Cero pasquale per tre volte nell’acqua del fonte battesimale, dicendo: A Discenda, * Padre, in quest'acqua, * per opera del tuo Figlio, * la potenza dello Spirito Santo. ** 19 Tenendo il Cero pasquale nell’acqua, prosegue: B Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo, * Sepolti insieme con Cristo nella morte * con lui risorgano alla vita immortale. * Per Cristo nostro Signore. R. Amen. Il Coro e l’Assemblea acclamano: ♫ Benediciamo il Signore, a Lui onore e gloria, nei secoli! Si accendono le candele. Rinnovazione delle promesse battesimali Fratelli e sorelle carissimi, per mezzo del battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora, al termine del cammino penitenziale della Quaresima, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunziato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa cattolica. Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio? R. Rinunzio. Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato? R. Rinunzio. Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato? R. Rinunzio. 20 Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? R. Credo, credo, amen! Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna? R. Credo, credo, amen! Il Celebrante: Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. R. Amen. Il Celebrante asperge l’assemblea con l’acqua benedetta. Ant. Ecco l’acqua, che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia; e a quanti giungerà quest’acqua porterà salvezza ed essi canteranno: alleluia, alleluia. 21 ♫ SPIRITO DEL DIO VIVENTE (J. Godard- RnS) Spirito del Dio vivente accresci in noi l’amore. Pace, gioia, forza nella tua dolce presenza. (2v.) Fonte d’acqua viva purifica i cuori, sole della vita ravviva la tua fiamma. Preghiera universale o dei fedeli Il Celebrante: Fratelli e sorelle carissimi, nell’esultanza della vittoria pasquale, innalziamo al Signore risorto e vivo, le preghiere della sua Chiesa qui radunata. Il Lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore. 1. Dona la tua bellezza alla Chiesa. Ravviva con la tua carità il ministero dei sacerdoti. Santifica con il tuo Santo Spirito la vita dei battezzati. Preghiamo. 2. Illumina con la tua sapienza i teologi e i catechisti. Rinnova con la speranza le anime consacrate. Rinvigorisci la fede nei cristiani battezzati. Preghiamo. 3. Benedici i governanti che cercano la pace. Converti i cuori dei seminatori di odio. Lenisci le piaghe dei sofferenti. Apri ai morenti le porte della vita eterna. Preghiamo. Il Celebrante: Accogli, Padre misericordioso le invocazioni dei tuoi figli, e custodiscili nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. 22 PARTE QUARTA LITURGIA EUCARISTICA Vengono portati all’altare le offerte per il sacrificio. Canto di offertorio ♫ CON QUESTO PANE, CON QUESTO VINO (S. Mobilio – RnS) 1. In questo pane noi riceviamo il vero corpo del Salvatore che si fa cibo per tutti noi. Con questo pane, con questo vino Gesù Signore dimora in mezzo a noi. È la salvezza offerta ad ogni uomo. 2. In questo vino noi riceviamo il vero sangue dell'alleanza che è bevanda per tutti noi. Il Celebrante: Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente. R. Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa. Sulle offerte Il Celebrante: Accogli, Signore, le preghiere e le offerte del tuo popolo, perché questo santo mistero, gioioso inizio della celebrazione pasquale, ci ottenga la forza per giungere alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. 23 PREGHIERA EUCARISTICA Prefazio Cristo Agnello pasquale Il Celebrante: Il Signore sia con voi. R. E con il tuo spirito. In alto i nostri cuori. R. Sono rivolti al Signore. Rendiamo grazie al Signore nostro Dio. R. E cosa buona e giusta. È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Signore, e soprattutto esaltarti in questa notte nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. È lui il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo, è lui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l'umanità esulta su tutta la terra, e con l'assemblea degli angeli e dei santi canta l'inno della tua gloria: ♫ SANTO (Gen Rosso – Gen Verde) Santo, Santo, Santo il Signore, Dio dell'universo. Santo, Santo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Osanna nell'alto dei cieli. R. 24 I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli. Osanna nell'alto dei cieli. Santo, Santo, Santo. Preghiera eucaristica III Padre veramente santo, a te la lode da ogni creatura. Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo, e continui a radunare intorno a te un popolo, che da un confine all’altro della terra offra al tuo nome il sacrificio perfetto. Ora ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo, perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato di celebrare questi misteri. Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse: PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: QUESTO È IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI. 25 Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse: PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI. FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME. Il Celebrante: Mistero della fede. Il coro e l’assemblea: Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta. Il Celebrante: Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo, nell’attesa della sua venuta ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie questo sacrificio vivo e santo. Guarda con amore e riconosci nell’offerta della tua Chiesa, la vittima immolata per la nostra redenzione; e a noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito. Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito, perché possiamo ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti: con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, 26 con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri, san Giuseppe e tutti i santi, nostri intercessori presso di te. Per questo sacrificio di riconciliazione dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero. Conferma nella fede e nell’amore la tua Chiesa pellegrina sulla terra: il tuo servo e nostro Papa Francesco, il nostro Vescovo Mario, il collegio episcopale, tutto il clero e il popolo che tu hai redento. Ascolta la preghiera di questa famiglia, che hai convocato alla tua presenza † nella notte gloriosa della risurrezione del Cristo Signore nel suo vero corpo. Ricongiungi a te, Padre misericordioso, tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti e tutti i giusti che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo; concedi anche a noi di ritrovarci insieme a godere per sempre della tua gloria, in Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene. Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio, Padre onnipotente, nell'unita dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli. 27 Il Coro e l’Assemblea: RITI DI COMUNIONE Il Celebrante: Prima di partecipare al banchetto dell’Eucaristia, segno di riconciliazione e vincolo di unione fraterna, preghiamo insieme come il Signore ci ha insegnato: Il Celebrante e l’assemblea: Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Il Celebrante: Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni; e con l'aiuto della tua misericordia, vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza, e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo. Il coro e l’assemblea: 28 Il Celebrante: Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace", non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen. Il Celebrante: La pace del Signore sia sempre con voi. R. E con il tuo spirito. Il Diacono: Nello spirito del Cristo risorto Datevi un segno di pace. I presenti si scambiano un segno di pace. Il celebrante spezza l’Ostia consacrata. ♫ AGNELLO DI DIO (F. Buttazzo) Agnello, Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi, abbi pietà di noi. Agnello, Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi, abbi pietà di noi. Agnello, Agnello di Dio, che togli i peccati, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace, dona a noi la pace. Il Celebrante: Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo. 29 Il Celebrante e l’assemblea: O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato. ♫ RIMANI CON NOI (A. D’Acquisto - RnS) 1. Noi ti abbiamo incontrato mentre il giorno si spegneva, ti sei fatto pellegrino insieme a noi, hai effuso una luce sull'incredulità che copriva i nostri occhi e il nostro cuore. 2. Con la tua parola hai svelato a noi il mistero dell'eterno amore fatto uomo in te, una nuova speranza hai messo dentro il cuor, una fiamma che mai più si spegnerà. Rimani con noi Signore Gesù il giorno già volge al tramonto. Rimani con noi Signore Gesù la sera è vicina, rimani con noi. (x2) 3. Alla mensa con noi prendi il pane tra le mani, ti riveli agli occhi dell'umanità, dietro il velo dei segni riconosciamo te, il Signore della vita, il Salvatore. 4. Noi ti abbiamo incontrato, questa vita hai trasformato, il tuo amore è rifiorito dentro noi, con la gioia nel cuore annunzieremo che la salvezza noi abbiamo solo in te. R. Rimani con noi. Con noi. 30 ♫ VERO CIBO (RnS) 1. Vero cibo è il tuo corpo e bevanda il sangue tuo, se mangiamo questo pane sempre in noi dimorerai. Tu sei il pane degli angeli cibo d’immortalità. Tu sei il pane dell’amore sacramento di pietà. Pane sei disceso a noi dal cielo, pane che ha in se ogni dolcezza. Pane della vita vieni ancora in noi, e saremo uniti per l’eternità. Dacci sempre questo pane. Dacci sempre questo pane. 2. Pane che dai vita al mondo dona forza e santità, ci sostieni nel cammino ti adoriamo in verità. O Signore non siam degni di venire alla tua mensa, di soltanto una parola la salvezza ci darai. 3. Dacci sempre questo. Tu sei il pane degli angeli cibo d’immortalità. Tu sei il pane dell’amore sacramento di bontà. Silenzio per la preghiera personale. Dopo la comunione Il Celebrante: Preghiamo. Infondi in noi, o Padre, lo Spirito della tua carità, perché nutriti con i sacramenti pasquali viviamo concordi nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. 31 Il Celebrante: Il Signore sia con voi. L’Assemblea: E con il tuo spirito. Il Diacono: Inchinatevi per la benedizione. Il Celebrante: In questa santa notte di Pasqua, vi benedica Dio onnipotente e vi custodisca da ogni male. R. Amen. Dio, che nella risurrezione del suo Figlio ha rinnovato l’umanità intera, vi renda partecipi della sua vita immortale. R. Amen. Voi che dopo i giorni della passione, celebrate con gioia la risurrezione del Signore, possiate giungere alla grande festa della Pasqua eterna. R. Amen. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su voi e con voi rimanga sempre. R. Amen. Il Diacono: Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia. R. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia. 32 Antifona mariana pasquale ♫ REGINA CAELI Regina caeli, laetare, alleluia: quia quem meruisti portare, alleluia, resurrexit, sicut dixit, alleluia. Ora pro nobis Deum, alleluia. ♫ CRISTO E’ RISORTO VERAMENTE (C. Giottoli – RnS) Cristo è risorto veramente alleluia! Gesù, il vivente, qui con noi resterà. Cristo Gesù, Cristo Gesù è il Signore della vita. 1. Morte, dov'è la tua vittoria? Paura non mi puoi far più. Se sulla croce io morirò insieme a lui, poi insieme a lui risorgerò. 2. Tu, Signore amante della vita, mi hai creato per l'eternità. La vita mia tu dal sepolcro strapperai, con questo mio corpo ti vedrò. 3. Tu mi hai donato la tua vita, io voglio donar la mia a te. Fa' che possa dire 'Cristo vive anche in me' E quel giorno io risorgerò. 33 Cristo Pantocratore, Cattedrale di Bari (Italia) Dall’omelia per la veglia di pasqua 2015 del Santo Padre Francesco “Notte di veglia è questa notte. Non dorme il Signore, veglia il Custode del suo popolo (cfr Sal 121,4), per farlo uscire dalla schiavitù e aprirgli la strada della libertà. Il Signore veglia e con la potenza del suo amore fa passare il popolo attraverso il Mar Rosso; e fa passare Gesù attraverso l’abisso della morte e degli inferi. Notte di veglia fu questa per i discepoli e le discepole di Gesù. Notte di dolore e di paura. Gli uomini rimasero chiusi nel cenacolo. Le donne, invece, all’alba del giorno dopo il sabato, andarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. Il loro cuore era pieno di commozione e si domandavano: “Come faremo ad entrare?, chi ci rotolerà la pietra del sepolcro?...”. Ma ecco il primo segno dell’Evento: la grande pietra era già stata ribaltata e la tomba era aperta! «Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito di una veste bianca…» (Mc 16,5). Le donne furono le prime a vedere questo grande segno: la tomba vuota; e furono le prime ad entrarvi… “Entrate nel sepolcro”. Ci fa bene, in questa notte di veglia, fermarci a riflettere sull’esperienza 34 delle discepole di Gesù, che interpella anche noi. Per questo, in effetti, siamo qui: per entrare, entrare nel Mistero che Dio ha compiuto con la sua veglia d’amore. Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero. Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere, leggere… E’ di più, è molto di più! “Entrare nel mistero” significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla (cfr 1 Re 19,12). Entrare nel mistero ci chiede di non avere paura della realtà: non chiudersi in sé stessi, non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo, non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli, non eliminare gli interrogativi… Entrare nel mistero significa andare oltre le proprie comode sicurezze, oltre la pigrizia e l’indifferenza che ci frenano, e mettersi alla ricerca della verità, della bellezza e dell’amore, cercare un senso non scontato, una risposta non banale alle domande che mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione. Per entrare nel mistero ci vuole umiltà, l’umiltà di abbassarsi, di scendere dal piedestallo del nostro io tanto orgoglioso, della nostra presunzione; l’umiltà di ridimensionarsi, riconoscendo quello che effettivamente siamo: delle creature, con pregi e difetti, dei peccatori bisognosi di perdono. Per entrare nel mistero ci vuole questo abbassamento che è impotenza, svuotamento delle proprie idolatrie… adorazione. Senza adorare non si può entrare nel mistero. Tutto questo ci insegnano le donne discepole di Gesù. Esse vegliarono, quella notte, insieme con la Madre. E lei, la Vergine Madre, le aiutò a non perdere la fede e la speranza. Così non rimasero prigioniere della paura e del dolore, ma alle prime luci dell’alba uscirono, portando in mano i loro unguenti e con il cuore unto d’amore. Uscirono e trovarono il sepolcro aperto. Ed entrarono. Vegliarono, uscirono ed entrarono nel Mistero. Impariamo da loro a vegliare con Dio e con Maria, nostra Madre, per entrare nel Mistero che ci fa passare dalla morte alla vita”. 35 CELEBRAZIONI LITURGICHE IN CHIESA MADRE Finito di stampare il 18 marzo 2016 36