CI HAI CHIAMATO
AMICI
VACANZA DELLE SCUOLE PRIMARIE “L’ARCA” E “DON LUIGI MONZA”
LA THUILE, 11-14 GIUGNO 2015
1
Giovedì 11 giugno
L’amico chiama...
Il ragazzo si era ormai calmato. Andava al fianco
dell'uomo a cui aveva tanto pensato e in cui aveva visto
tante cose. Ardì fare una domanda: "Dove andiamo,
precisamente?” “Ti porterò a Privoz. Vedrai là il bel
fiume Sazava e fitti boschi. Là ho il mio ragazzo di
tredici anni come te. Come? Tu ne hai solo dodici? Sei
dunque ancora più sviluppato di lui. Poi ho ancora una
figlioletta di nove anni; sarà una buona compagna per te,
tanto è anche lei come un ragazzo. C'è una barca; bisogna
che la dipingiate bene e le diate un nome. E vi sono due
cuccioli, due bei lupacchiotti, li dovrete addestrare, tu e
Pavel. Vedi, il lavoro non mancherà."
Così non bastava che camminasse al suo fianco, sarebbe
persino andato a casa sua, a stare coi suoi bambini! Il
fiume, i cuccioli, la barchetta sono cose belle; ma la cosa
più bella che gli veniva offerta era la certezza che
quell'uomo andava con lui con tanta semplicità e lo
conduceva dai suoi bambini, che lo univa alla sua vita e a
ciò che aveva di più caro. Tutta la piccola anima di Jarka
assaporava quella fiducia. Era come... che cosa? (...) Ecco
era così: gli uomini avevano fiducia in lui, lo accoglievano
tra di loro, uno gli aveva dato un bacio virile, l'altro gli
affidava i suoi segreti. Jarka si sentì uomo con tutta la
sua piccola anima".
František Langer, I fanciulli e il pugnale
2
CANTO: PIM PAM
Nella casa là sulla montagna
un camino grande grande sta
nel camino grande grande grande
un gran fuoco fuoco fuoco va.
Perciò pim pam,
le scarpe pim pam
di notte fan sul
sentiero di pietre
grosse pim pam,
le scarpe pim pam
di notte fan sul
sentiero così.
Nella casa là sulla montagna
un signore grande grande sta
nella stanza verde viola bianca
tante sedie rosse e gialle ha.
Nella casa là sulla montagna
una sedia a tutti quanti dà:
a ciascuno toglierà le scarpe
tutti insieme poi si danzerà.
Nella casa là sulla montagna
un camino grande grande sta
nel camino grande grande grande
più più fuoco fuoco fuoco va.
Perché pim pam...
3
Venerdì 12 giugno
L’amico si fa riconoscere...
(…) Nel sacchetto di Nico c’erano dei giganteschi wafer
ricoperti di cioccolato con una crema marrone in mezzo,
in quello di Andrea il suo panino olio, aceto e sale. La
prima volta che lei lo vide rimase inorridita “Bleah: pane,
olio e aceto!” commentò con una smorfiaccia. “Dovresti
sentire com’è buono! Secondo me non c’è niente di
meglio.” Fu la risposta convintissima di Andrea. Gli occhi
di Nico si spalancarono, incuriositi. Il bello di Nico era
che, anche se una cosa era diversa da come lei l’aveva in
testa, era comunque disposta a provarla, se si fidava di
chi gliela proponeva. Così, nonostante la ritrosia, assaggiò
il panino di Andrea, chiudendo gli occhi. Le parti alla fine
si rovesciarono: Andrea doveva mangiare il waferone, che
tra l’altro non era niente male! E Nico si pappava il suo
panino. Meno male che pochi giorni dopo iniziò a
prepararglielo anche la sua mamma, così potevano
goderselo in santa pace sotto l’ombra del grande faggio.
Mangiato assieme era ancora più gustoso, con tutto
quell’unto che restava sulle dita e le labbra che
bruciavano per l’aceto! Stare con Nico era un’esperienza
completamente nuova per Andrea: riuscivano a parlare di
tutto e lui prestava attenzione alle parole dell’amica,
senza distrarsi un attimo.
Luigi Ballerini, L’estate di Nico
4
CANTO: BALADA DA CARIDADE
Para mim a chuva no telhado
é cantiga de ninar,
mas o pobre meu irmão...
Para êle a chuva fria
vai entrando em seu barraco
e faz lama pelo chão.
Como posso ser feliz se ao pobre meu irmão,
eu fechei o coraçao, meu amor eu recusei? (2v.)
Para mim o vento que assobia
é noturna melodia,
mas o pobre meu irmão...
ouve o vento, angustiado,
pois o vento, êste malvado,
lhe desmancha o barracâo.
Per me la pioggia sul tetto è una cantilena da ninna nanna,
ma il mio fratello povero... Per lui la pioggia fredda
penetra nella baracca e forma fango sul pavimento. Come
posso essere felice se al povero mio fratello ho chiuso il
mio cuore e ho rifiutato il mio amore? Per me il vento
che fischia è una melodia, ma il mio fratello povero...
ascolta il vento angustiato, perché il vento, questo
malvagio, gli distrugge la baracca. Come posso dormir
tranquillo se nel giorno che passò me ne sono stato a
braccia incrociate?
5
GITA ALLE “CASCATE DEL RUTOR”
Straordinaria escursione che permette di vedere le tre cascate del
Rutor (le più spettacolari della Valle d'Aosta), generate dall'omonimo
torrente. L'itinerario inizia ai casolari di La Joux (1594 m.), a circa 3
km di distanza da La Thuile. Giunti a La Joux, s'imbocca una larga
mulattiera sulla sinistra che conduce al ponte in legno sul torrente
Rutor. Il sentiero sale poi in un bosco di conifere, raggiungendo ben
presto la prima cascata (1700 m.; 106 m. di dislivello). Dopo alcuni
tornanti, si raggiunge la Baita Parcet (1772 m.) e si attraversano due
spianate. A questo punto il sentiero, con una lunga serie di tornanti,
si inerpica su una costa rocciosa, attraversa un fitto bosco di larici e
poco oltre arriva al ponte sulla seconda cascata del Rutor (1850 m;
256 m. di dislivello). Pochi tornanti ancora e, in brevissimo tempo, si
può ammirare sulla destra anche la terza cascata (2000 mt; 406 m.
di dislivello).
6
Sabato 13 giugno
L’amico c’è!
Marcellino cambiò discorso: “Senti; hai molto sangue nel
viso, nelle mani e nei piedi. Non ti fanno male queste
ferite?”. Il Signore sorrise di nuovo. E poggiandogli Lui,
questa volta, la mano sulla testa, chiese dolcemente: “Lo
sai chi mi ha fatto tutte queste ferite?”. Marcellino
battè le ciglia e rispose: “Sì. Te le hanno fatte i Giudei”.
Il Signore chinò il capo e Marcellino colse questa
occasione per togliergli con delicatezza la corona di spine
che poggiò sul tavolo. Gesù lo lasciava fare, guardandolo
con un amore che il bambino non aveva mai visto, prima
d’allora, riflesso nello sguardo di alcuno.
Fu ancora Marcellino a riprendere il discorso e, indicando
le ferite, disse a Gesù: “Non te le potrei curare io? C’è
un’acqua che pizzica un pochino e che si mette sopra: a
me guariscono tutte”. Gesù tentennò il capo e soggiunse:
“Certo che puoi; però solo se sarai molto buono”. “Ma io
sono buono” replicò Marcellino. E, quasi senza volere,
cominciò a passare le sue dita sulle ferite del Signore,
macchiandosi un poco di sangue. “Senti” disse il bambino,
“e se io ti togliessi i chiodi dalla croce?”
José Maria Sanchez Silva, Marcellino pane e vino
7
CANTO: L’AMICO
Ho un Amico grande, grande;
di più giusti non ce n'è:
mi ha donato tutto il mondo,
è più forte anche di un re.
Se io tremo Lui è sicuro
e non ha paura mai;
è l'Amico più sincero, sai,
e ti segue ovunque vai.
Però talvolta Lo sfuggo
e voglio fare da me,
ma crolla presto il mio mondo
perché Lui è più forte di me.
Una volta io credevo
di potere amare da me;
non pensavo e non sapevo
che non può nemmeno un re.
Però talvolta Lo sfuggo
e voglio fare da me,
ma crolla presto il mio mondo
perché Lui è più forte di me.
8
Domenica 14 giugno
L’amico “contagia”...
Nell'ascensore che scendeva verso la città ipogea,
l'addetto fece notare al ragazzo che gli abiti che
indossava non sarebbero più serviti perché in città era
mantenuta una costante temperatura di ventidue gradi.
Uber ne convenne e cominciò a togliersi quei panni di lana
e intanto che li passava per mano, la sua mente lavorava:
ripercorreva l'avventura, ricordava volti e parole,
apprezzava i doni ricevuti, collegava un fatto a un altro,
cominciava a capire.
Il tempo della discesa dal terminale alla base della rampa
gli bastò per decidere che sarebbe tornato dove il mondo
lo chiamava. (...)
Uber tornava in città col sacco pieno di regali e non
vedeva l'ora di aprirlo sotto gli occhi dei suoi genitori e
anche, lo ammetteva, di Zoe e Regina, le due sorelle a cui
ora pensava con affetto.
Dentro di sé però portava il fatto più prezioso: l'amicizia
che quelli gli avevano donato, e anche questa l'avrebbe
condivisa perché era un'amicizia speciale, che non si
riusciva a tener per sé: scorreva.
Agnese Simonetto, Ermanno
9
Gita all’alpeggio Pan Praz
Punto di partenza e arrivo: La Thuile, piazzale della Funivia
Lunghezza: 11 km - Dislivello: 600 m circa
E’ un anello che offre grandi vedute e si sviluppa sulle tracce
di percorsi militari caratterizzati da evidenti fortificazioni.
Dal piazzale della Funivia (1466 m s.l.m.) si parte su asfalto
seguendo le indicazioni verso la frazione di Pera Carà. Da qui
s’imbocca la strada sterrata sulla destra che salendo a
tornanti si arrampica con regolarità fino all’alpeggio di Cretaz
(1737 m s.l.m.). La strada prosegue a guadagnare quota con
pendenza abbastanza costante fino al pianoro di Plan Praz,
straordinario punto panoramico sulla catena del Bianco con il
Dente del Gigante e le Grandes Jorasses. A questo punto la
strada carrozzabile termina e s’imbocca un sentiero più ripido.
Si cammina per circa un quarto d’ora risalendo il bosco fino al
punto in cui la salita finisce e il sentiero scollina. Appena
iniziata la discesa, una breve deviazione a sinistra porta ai
ruderi del Ricovero del Capitano, un’imponente struttura
fortificata che per secoli ha garantito il controllo sulla strada
del Col San Carlo.
Il sentiero scende poi con decisione con un andamento
caratterizzato da stretti tornantini “a gomito” fino alla parte
finale dove, senza asperità, si raggiunge, sui pendii del Col de
la Croix, la località La Théraz. Poco dopo, il tracciato
s’immette sulla strada asfaltata che collega La Thuile con il
Colle San Carlo. Si gira a sinistra in discesa raggiungendo la
vicina frazione di Les Granges sull’altopiano alle pendici del
Mont du Parc. Oltrepassato su asfalto il villaggio di Les
Granges (occhio sulla destra!) si segue il segnale del percorso
n° 11 che immette su un sentiero che costeggia le falde del
rilievo alla nostra destra (Mont du Parc). Con andamento
regolare, leggermente vallonato, si arriva a Thovex, frazione di
La Thuile. Lungo la strada principale, in discesa, passando per
Arly, si torna al piazzale della Funivia, chiudendo l’anello.
10
CANTO: GO TELL
Go tell it on the mountains
Over the hills and everywhere
Go tell it on the mountains
That Jesus Christ is born.
When I was a seeker
I sought truth night and day
I asked our Lord to help me
And he showed me the way.
He made me a watchman
Upon the city-walls
And if I am a Christian
I am the least of all.
Va’, gridalo sui monti, sulle colline
dappertutto. Va', gridalo sui monti:
Gesù Cristo è nato. Quando ero
disperso cercavo la verità notte e
giorno. Chiesi a Dio di aiutarmi ed
Egli mi mostrò la strada. Egli ha
fatto di me una sentinella presso le
mura della città, e se io sono
cristiano sono l'ultimo di tutti.
11
TI ADORO DEL MATTINO
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano
e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata,
fa che siano tutte secondo la tua santa volontà
per la maggior tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La tua grazia sia sempre con me
e con tutti i miei cari. Amen.
TI ADORO DELLA SERA
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano
e conservato in questo giorno.
Perdonami il male che oggi ho commesso,
se qualche bene ho compiuto, accettalo.
Custodiscimi nel riposo, liberami dai pericoli.
La tua grazia sia sempre con me
e con tutti i miei cari. Amen.
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