1
VEGLIA DI APERTURA DEL PELLEGRINAGGIO
“IN PRINCIPIO ERA LA PAROLA…”
Proclamazione del Prologo di San Giovanni
In principio era la Parola
e la Parola era con Dio,
e la Parola era Dio.
In principio era con Dio.
Tutto fu fatto per mezzo di lei
e senza di lei niente fu fatto.
Ciò che è stato fatto, in lei era
vita.
E la vita era la luce degli uomini.
E la luce risplende nelle tenebre,
e le tenebre non l’hanno sopraffatta.
Venne un uomo inviato da Dio,
il suo nome era Giovanni;
venne da testimone,
per testimoniare riguardo alla luce,
perché tutti credessero per mezzo suo.
Non era lui la luce,
ma della luce era testimone.
La luce vera,
che illumina ogni uomo,
veniva nel mondo.
Era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo della Parola,
e il mondo non la conobbe.
Venne in quello che era suo,
e i suoi non vollero accoglierla.
Ma a quanti la accolsero
diede potestà di diventare figli di Dio,
a quelli che credono nel suo nome,
i quali sono nati non da sangue,
2
né da volere di carne,
né da volere di maschio,
ma da Dio.
E la Parola si fece carne
e piantò una tenda fra noi,
e vedemmo la sua gloria,
gloria di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni è suo testimone e ha proclamato:
“Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me mi sta davanti,
perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti ricevemmo perfino
una grazia in luogo di un’altra,
poiché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità per mezzo di Gesù Cristo.
Nessuno mai ha visto Dio;
l’unigenito Dio, che sta in seno al Padre,
lo ha rivelato.
Canto: Te al centro del mio cuore
Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore,
di trovare Te, di stare insieme a Te:
unico riferimento del mio andare,
unica ragione Tu, unico sostegno Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace,
ma c’è un punto fermo, è quella stella là.
La stella polare fissa ed è la sola,
la stella polare Tu, la stella sicura Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Rit.: Tutto ruota attorno a te, in funzione di te,
e poi non importa il come, il dove e il se.
3
Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore,
il significato allora sarai Tu,
quello che farò sarà soltanto amore.
Unico sostegno Tu, la stella polare Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu. Rit.
DAL COMMENTO DI S. AGOSTINO AL VANGELO DI GIOVANNI
(OMELIA 1.8)
A forza di parlare, le parole perdono valore: risuonano, passano,
e perdono valore, e non sembrano altro che parole. C’è però
nell’uomo una parola che rimane dentro: il suono solo infatti
esce dalla bocca. È la parola che viene pronunciata
autenticamente nello spirito, quella che tu percepisci attraverso il
suono, ma che non si identifica con il suono. Tutto ciò che si dice
passa, è un insieme di suoni, di lettere, di sillabe. Questa parola
che risuona passa: ma ciò che significa, è nella mente sia di chi
l’ha pronunciata, sia di chi l’ha udita; esso rimane anche quando
è cessato il suono.
LE NOZZE DI CANA (GV 2,1-11)
Due giorni dopo ci fu un matrimonio a Cana, una città della
Galilea. C'era anche la madre di Gesù e Gesù fu invitato alle
nozze con i suoi discepoli. A un
certo punto mancò il vino. Allora
la madre di Gesù gli dice: “Non
hanno più vino”. Risponde Gesù:
“Donna, che vuoi da me? L'ora
mia non è ancora giunta”. La
madre di lui dice ai servi: “Fate
tutto quel che vi dirà”. C'erano lì
sei recipienti di pietra di circa
cento litri ciascuno. Servivano per
i riti di purificazione degli Ebrei.
Gesù disse ai servi: “Riempiteli
4
d'acqua!” Essi li riempirono fino all'orlo. Poi Gesù disse loro:
“Adesso prendetene un po' e portatelo ad assaggiare al
capotavola”. Glielo portarono. Il capotavola assaggiò l'acqua che
era diventata vino. Ma egli non sapeva da dove veniva quel vino.
Lo sapevano solo i servi che avevano portato l'acqua. Quando lo
ebbe assaggiato, il capotavola chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti
servono prima il vino buono e poi, quando si è già bevuto molto,
servono il vino meno buono. Tu invece hai conservato il vino
buono fino a questo momento”. Così Gesù fece il primo dei suoi
segni miracolosi nella città di Cana, in Galilea, e manifestò la sua
grandezza, e i suoi discepoli credettero in lui.
(RIFLESSIONE DI VALDO BERTALOT, SEGRETARIO
DELLA SOCIETÀ BIBLICA IN ITALIA)
GENERALE
Canto: Mi affido a te Gesù
Come la cerva anela ai corsi d’acqua
così il mio cuore cerca te.
L’anima mia ha sete del Dio vivente, il
Dio della speranza.
Vieni e manda la tua luce sui miei
passi, vieni e guida il mio cammino.
Rit.: Mi affido a te Gesù, alla tua fedeltà,
tu sei il sole che rischiara le mie tenebre.
Mi affido a te Gesù e in te
riposerò perché so che la mia vita
tu rinnoverai.
L’UNZIONE DI BETANIA (GV 12,1-8)
Sei giorni prima della Pasqua ebraica
Gesù andò a Betània dove c'era
Lazzaro, quello che egli aveva
risuscitato dai morti. Lì prepararono per
lui una cena: Marta serviva e Lazzaro
era uno dei commensali. Maria prese un
5
vaso di nardo purissimo, unguento profumato di grande valore, e
lo versò sui piedi di Gesù; poi li asciugò con i suoi capelli e il
profumo si diffuse per tutta la casa. C'era anche Giuda Iscariota
(uno dei discepoli di Gesù: quello che poi lo tradirà). Giuda disse:
“Si poteva vendere questo unguento per trecento monete
d'argento e poi distribuirle ai poveri!”. Non lo disse perché si
curava dei poveri, ma perché era ladro: teneva la cassa comune e
prendeva quello che c'era dentro. Gesù dunque disse: “Lasciatela
in pace: ha fatto questo per il giorno della mia sepoltura. I poveri
li avete sempre con voi, ma non sempre avrete me”.
DAL COMMENTO DI S. AGOSTINO AL VANGELO DI GIOVANNI
(OMELIA 50.6)
Ogni anima che voglia essere fedele, si unisce a Maria per
ungere con prezioso profumo i piedi del Signore. Ungi i piedi di
Gesù: segui le orme del Signore conducendo una vita degna.
Asciugagli i piedi con i capelli: se hai del superfluo dallo ai
poveri e avrai asciugato i piedi del Signore. Ecco come devi
impiegare il superfluo: per te è superfluo, ma per i piedi del
Signore è necessario. Accade che sulla terra i piedi del Signore
siano bisognosi.
Offerta dell’incenso: il referente di ogni sezione offre l’incenso
perché il profumo buono del Vangelo pervada le strade di tutti i
cristiani.
LA PREGHIERA DI GESÙ (GV 17,20-26)
In quel tempo Gesù disse: “Io non prego soltanto per questi miei
discepoli, ma prego anche per altri, per quelli che crederanno in
me dopo aver ascoltato la loro parola. Fa' che siano tutti una cosa
sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in
noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato. Io ho dato loro
la stessa gloria che tu avevi dato a me, perché anch'essi siano una
cosa sola come noi: io unito a loro e tu unito a me. Così potranno
essere perfetti nell'unità e il mondo potrà capire che tu mi hai
6
mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che
dove sono io siano anche quelli che tu mi hai dato, perché vedano
la gloria che tu mi hai dato: infatti tu mi hai amato ancora prima
della creazione del mondo.Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto ed essi sanno che tu mi hai
mandato. Io ti ho fatto conoscere a loro e ti farò conoscere ancora;
così l'amore che hai per me sarà in loro, e anch'io sarò in loro”.
DAL COMMENTO DI S. AGOSTINO AL VANGELO DI GIOVANNI
(OMELIA 109.1)
Il Signore Gesù, nell’imminenza ormai della sua passione, pregò
a lungo per i suoi discepoli, che chiamò anche Apostoli. Con
queste parole egli ha inteso abbracciare tutti i suoi, non soltanto
quelli allora esistenti, ma anche quelli che sarebbero venuti dopo.
Tutti quelli infatti che in seguito credettero in lui, senza dubbio
credettero per mezzo della parola degli Apostoli e, per mezzo di
tale parola continueranno a credere fino al suo ritorno.
Lo svelamento della croce: i referenti di ogni sezione svelano la
croce di Cristo, segno della gloria a cui ciascun cristiano è
chiamato.
Canto: Nelle tue mani
Nelle Tue mani, affido la vita
Dio, mia salvezza sei tu.
Volgi lo sguardo al mio cuore,
con Te al sicuro sarò.
Rit.: Padre del cielo per il tuo
nome vivrò,
un sacrificio con la mia lode io ti
offrirò,
per tutto ciò che sempre mi dai.
Padre del cielo per il tuo nome
vivrò,
7
scruta il mio cuore, e la mia lode io ti offrirò,
per tutto ciò che sempre mi donerai,
O Dio di ogni bontà.
Nelle Tue mani
è la mia vita
Dio mia speranza sei tu
Donami pace o Signore
con Te al sicuro sarò.
Rit.: Padre del cielo per il tuo nome vivrò,
un sacrificio con la mia lode io ti offrirò,
per tutto ciò che sempre mi dai.
Padre del cielo
per il tuo nome vivrò,
scruta il mio cuore,
e la mia lode io ti offrirò,
per tutto ciò che sempre mi donerai,
O Dio di ogni bontà.
O Dio di ogni bontà.
PER-CORRERE LA VIA DELLA LUCE (GV 20,1-8)
Il primo giorno della settimana, la mattina presto, Maria di
Màgdala va verso la tomba, mentre è ancora buio, e vede che la
pietra è stata tolta dall'ingresso. Allora corre da Simon Pietro e
dall'altro discepolo, il prediletto di Gesù, e dice: “Hanno portato
via il Signore dalla tomba e non sappiamo dove l'hanno messo!”.
Allora Pietro e l'altro discepolo uscirono e andarono verso la
tomba. Andavano tutti e due di corsa, ma l'altro discepolo corse
più in fretta di Pietro e arrivò alla tomba per primo. Si chinò a
guardare le bende che erano in terra, ma non entrò. Pietro lo
seguiva. Arrivò anche lui ed entrò nella tomba: guardò le bende in
terra e il lenzuolo che prima copriva la testa. Questo non era in
terra con le bende, ma stava da una parte, piegato. Poi entrò anche
l'altro discepolo che era arrivato per primo alla tomba, vide e
8
credette. Non avevano ancora capito quello che dice la Bibbia,
cioè che Gesù doveva risorgere dai morti. Allora Pietro e l'altro
discepolo tornarono a casa.
Canto: Come fuoco vivo
Rit.: Come fuoco vivo si accende in noi
un'immensa felicità
che mai più nessuno ci toglierà
perché tu sei ritornato.
Chi potrà tacere, da ora in poi,
che sei tu in cammino con noi,
che la morte è vinta per sempre,
che ci hai ridonato la vita?
Spezzi il pane davanti a noi
mentre il sole è al tramonto:
ora gli occhi ti vedono,
sei tu! Resta con noi. Rit.
E per sempre ti mostrerai
in quel gesto d'amore:
mani che ancora spezzano
pane d'eternità. Rit.
Importanza della sacra Scrittura per la Chiesa
(Dalla Costituzione sulla Divina Rivelazione Dei Verbum, 21 e
22)
La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto
per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto
nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia
della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai
fedeli…. È necessario dunque che la predicazione ecclesiastica,
come la stessa religione cristiana, sia nutrita e regolata dalla
sacra Scrittura. Nei libri sacri, infatti, il Padre che è nei cieli
9
viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in
conversazione con essi; nella parola di Dio poi è insita tanta
efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e
per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento
dell'anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale.
Perciò si deve riferire per eccellenza alla sacra Scrittura ciò che
è stato detto: «viva ed efficace è la parola di Dio» (Eb 4,12), «che
ha il potere di edificare e dare l'eredità con tutti i santificati» (At
20,32; cfr. 1 Ts 2,13)… È necessario che i fedeli abbiano largo
accesso alla sacra Scrittura… Poiché, però, la parola di Dio deve
essere a disposizione di tutti in ogni tempo, la Chiesa cura con
materna sollecitudine che si facciano traduzioni appropriate e
corrette nelle varie lingue, di preferenza, a partire dai testi
originali dei sacri libri. Se, per una ragione di opportunità e col
consenso dell'autorità della Chiesa, queste saranno fatte in
collaborazione con i fratelli separati, potranno essere usate da
tutti i cristiani.
(CONSEGNA DEL VANGELO DI GIOVANNI NELLA TRADUZIONE
LETTERARIA ECUMENICA REALIZZATA INSIEME DA CRISTIANI
CATTOLICI, PROTESTANTI E ORTODOSSI E SPIEGAZIONE DEL
GESTO)
Canto: Annunceremo che tu sei verità
Rit.: Annunceremo che Tu sei Verità,
lo grideremo dai tetti della nostra città,
senza paura anche tu .... lo puoi cantare.
E non temere dai, non ci vuole poi tanto.
Quello che non si sa non resterà nascosto.
Se ti parlo nel buio, lo dirai alla luce.
Ogni giorno è il momento di credere in me. Rit.
Con il coraggio che tu porterai la Parola che salva.
Anche se ci sarà chi non vuole accogliere il dono.
Tu non devi fermarti, ma continua a lottare.
10
Il mio Spirito sempre ti accompagnerà. Rit.
Non ti abbandono mai, io sono il Dio fedele.
Conosco il cuore tuo.
Ogni pensiero mi è noto, la tua vita è preziosa.
Vale più di ogni cosa, è il segno più grande del
mio amore per te.
11
SABATO 19 MAGGIO – CELEBRAZIONE PRESSO LA BASILICA DI
S. ANTONIO DI PADOVA
Canto: Grandi cose
Rit.: Grandi cose ha fatto il Signore per noi
ha fatto germogliare fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare, possiamo
gridare
l'amore che Dio ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo
un seme di felicità. Rit.
C.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
T.: Amen.
C.: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio
Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.
T.: E con il tuo spirito.
C.: Fratelli e sorelle, oggi il nostro Per-correre la vita buona del
Vangelo ci porta ad incontrare un testimone particolare della
nostra Chiesa: Sant’Antonio di Padova. Anche attraverso lui, il
suo insegnamento e il suo esempio, intendiamo arrivare a Gesù,
fissando il nostro sguardo sulla sua passione, morte e
resurrezione.
Utilizzando le parole di Sant’Antonio possiamo dire che “il
cristiano deve appoggiarsi alla croce di Cristo, come il viandante
si appoggia al bastone quando intraprende un duro viaggio. Deve
avere ben impressa nella mente e nel cuore la Passione di Cristo,
12
perché soltanto da tale sorgente deriva la parola della vita e
della pace, della grazia e della verità. Volgiamo i nostri occhi a
Gesù, al Signore nostro inchiodato alla Croce di salvezza”.
Invochiamo dunque la luce dello Spirito Santo perché i nostri
cuori siano illuminati dalla forza redentrice della croce:
Canto: Vieni, vieni, Spirito d’amore
Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace,
a suggerir le cose che lui ha detto a
noi.
Insegnaci a sperare, insegnaci ad
amare
insegnaci a lodare Iddio
insegnaci a pregare, insegnaci la via
insegnaci tu l’unità.
Noi ti invochiamo spirito di Cristo,
vieni tu dentro di noi.
Cambia i nostri occhi, fa che noi vediamo
la bontà di dio per noi.
L’INGRESSO A GERUSALEMME
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,1-11)
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage,
verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli
dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito
troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e
conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa,
risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito».
Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato
annunziato dal profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re
13
viene a te mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da
soma.
I discepoli andarono e fecero quello
che aveva ordinato loro Gesù:
condussero l'asina e il puledro,
misero su di essi i mantelli ed egli
vi si pose a sedere. La folla
numerosissima stese i suoi mantelli
sulla strada mentre altri tagliavano
rami dagli alberi e li stendevano
sulla via. La folla che andava
innanzi e quella che veniva dietro,
gridava: «Osanna al figlio di
Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna
nel più alto dei cieli!» Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città
fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». E la folla
rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazareth di Galilea».
DAGLI SCRITTI DI SANT’ANTONIO DI PADOVA
“Il Signore si manifesta a coloro che sostano nella pace e umiltà
di cuore. In acqua torbida e agitata non appare il volto di chi vi
si specchia. Perciò, se vuoi che il volto di Cristo appaia nel tuo e
tu sia così veramente un cristiano, chiudi le porte dell’anima allo
strepito delle cose esteriori. Dio non deve cadere mai dalla
nostra mente, come non c’è istante in cui non siamo oggetto della
sua sollecitudine paterna”
Canto: Popoli tutti acclamate al Signore
Mio Dio, Signore, nulla è pari a te.
Ora e per sempre voglio lodare
il tuo grande amore per noi.
Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai.
Con tutto il cuore e le mie forze
14
sempre io ti adorerò.
Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re,
mari e monti si prostrino a Te,
al tuo nome, o Signore.
Canto di gioia per quello che fai,
per sempre Signore con Te resterò,
non c’è promessa, non c’è fedeltà che in Te.
IL GETSEMANI
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26,36-46)
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e
disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E
presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare
tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla
morte; restate qui e vegliate con me». E avanzatosi un poco, si
prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è
possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma
come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano.
E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora
sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo
spirito è pronto, ma la
carne è debole». E di
nuovo,
allontanatosi,
pregava
dicendo:
«Padre mio, se questo
calice non può passare
da me senza che io lo
beva, sia fatta la tua
volontà». E tornato di
nuovo trovò i suoi che
dormivano, perché gli
occhi loro si erano
appesantiti. E lasciatili,
si allontanò di nuovo e
15
pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.
Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e
riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà
consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui
che mi tradisce si avvicina».
DAGLI SCRITTI DI SANT’ANTONIO DI PADOVA
“O anima cristiana, se sarai fedele nella prova terrena, un
giorno vedrai ciò che mai occhio umano contemplò. Il tuo cuore
si dilaterà in una gioia indicibile. Ora, come pellegrini del cielo,
posiamo stanchi la testa sulla pietra che è la costanza nella fede,
ma un giorno reclineremo il capo sul petto di Gesù, come
Giovanni apostolo nell’ultima cena. O quanto grande è la tua
dolcezza, Signore! Tu la tieni nascosta perché più fervidamente la
cerchiamo; perché cercandola la troviamo; perché amandola la
gustiamo in eterno!”
Canto: Nelle tue mani
Nelle tue mani, affido la vita,
Dio, mia salvezza sei tu.
Volgi il tuo sguardo al mio cuore,
con te al sicuro sarò.
Padre del cielo, per il tuo nome vivrò,
un sacrificio con la mia lode io ti offrirò,
per tutto ciò che sempre mi dai.
Padre del cielo, per il tuo nome vivrò,
scruta il mio cuore e la mia lode io ti offrirò,
per tutto ciò che sempre mi donerai
o Dio di ogni bontà.
Nelle tue mani, è la mia vita
Dio mia speranza sei tu,
donami pace o Signore
con te al sicuro vivrò.
16
LA MORTE IN CROCE
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27,45-50)
Da mezzogiorno fino
alle tre del pomeriggio
si fece buio su tutta la
terra. Verso le tre, Gesù
gridò a gran voce: «Elì,
Elì, lemà sabactàni?»,
che significa: «Dio mio,
Dio mio, perché mi hai
abbandonato?». Udendo
questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E
subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di
aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri
dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». E Gesù,
emesso un alto grido, spirò.
DAGLI SCRITTI DI SANT’ANTONIO DI PADOVA
“In realtà, i mali della vita più li sentiamo, quanto più
trascuriamo di pensare ai beni che li seguiranno, al paradiso che
ci attende. Chi ha il cuore ancorato nell’eternità che la croce ci
merita, nulla trova di desiderabile nel mondo, nulla quindi teme
da esso. Dunque, comportati così, fai questo e vivrai, vivrai della
vita della grazia al presente e della vita della gloria in futuro. Là
ti condurrà colui che è vita e gloria in persona, colui che è
benedetto in eterno. Moltissimi sono attirati al Cristo più dalla
sua passione che da tutto il resto della sua vita”.
Canto: Re di gloria
Ho incontrato te Gesù
e ogni cosa in me è cambiata
tutta la mia vita ora ti appartiene
tutto il mio passato io lo affido a te
Gesù Re di gloria mio Signor.
17
Tutto in te riposa,
la mia mente il mio cuore
trovo pace in te Signor, tu mi dai la gioia
voglio stare insieme a te, non lasciarti mai
Gesù Re di gloria mio Signor.
Dal tuo amore chi mi separerà
sulla croce hai dato la vita per me
una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.
Tutto in te riposa,
la mia mente il mio cuore
trovo pace in te Signor,
tu mi dai la gioia vera
voglio stare insieme a te, non lasciarti mai
Gesù Re di gloria mio Signor.
Dal tuo amore chi mi separerà...
Quando un giorno ti vedrò!
Io ti aspetto mio Signor,
io ti aspetto mio Signore,
io ti aspetto mio Re!
IL PANE DEI POVERI
+ Dal Vangelo secondo Matteo (MT 15,29-37)
Allontanatosi di là, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito
sul monte, si fermò là. Attorno a lui si radunò molta folla recando
con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero
ai suoi piedi ed egli li guarì. E la folla era piena di stupore nel
vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che
camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di
Israele. Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento
compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono
dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni,
perché non svengano lungo la strada». E i discepoli gli dissero:
18
«Dove potremo noi trovare
in un deserto tanti pani da
sfamare una folla così
grande?».
Ma
Gesù
domandò: «Quanti pani
avete?». Risposero: «Sette e
pochi pesciolini». Dopo
aver ordinato alla folla di
sedersi per terra, Gesù prese
i sette pani e i pesci, rese
grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano
alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati
portarono via sette sporte piene.
(RIFLESSIONE DI P. ENZO POIANA)
(Viene portato all’altare il pane, il celebrante pronuncia la
benedizione; viene consegnato il pane che ciascuno spezzerà e
condividere con il fratello accanto)
Benedizione del pane
V. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
R. Egli ha fatto cielo e terra.
V. Il Signore sia con Voi.
R. E con il tuo spirito.
V. Signore Gesù Cristo, degnati di benedire † questo pane come
hai benedetto i cinque pani nel deserto e concedi a quanti se ne
ciberanno con fede, di ottenere, per intercessione di sant’Antonio
di Padova, soccorritore dei poveri, di essere sempre fortificati dal
tuo aiuto. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Il Celebrante asperge il pane con l’acqua benedetta.
19
Canto: Verbum panis
Prima del tempo
prima ancora che la terra
cominciasse a vivere
il Verbo era presso Dio.
Venne nel mondo
e per non abbandonarci
in questo viaggio ci lasciò
tutto se stesso come pane.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est.
Qui spezzi ancora il pane in mezzo a noi
e chiunque mangerà non avrà più fame.
Qui vive la tua chiesa intorno a te
dove ognuno troverà la sua vera casa.
Verbum caro factum est...
Preghiamo: O Padre, noi ti benediciamo per il tuo servo Antonio,
che hai costituito testimone del tuo amore, apostolo del Vangelo e
dell’eucaristia, patrono e amico dei poveri, innamorato della
Beata Vergine Maria; donaci, per la sua intercessione, di
percorrere la vita buona del Vangelo. Te lo chiediamo per Cristo
nostro Signore.
BENEDIZIONE
Canto: Ave Maria
Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.
Donna dell’attesa e madre di speranza. Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio. Ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell’ardore. Ora pro nobis.
20
Donna del riposo e madre del sentiero. Ora pro nobis.
Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.
Donna del deserto e madre del respiro. Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo. Ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno. Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore. Ora pro nobis.
Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.
21
SABATO 19 MAGGIO – ADORAZIONE EUCARISTICA PRESSO
L’ABBAZIA DI S. GIUSTINA IN PADOVA
SERVIRE SECONDO LO STILE DEL VANGELO
Qui, alla presenza delle spoglie di
San Luca, meditiamo tre brani che
illuminano e danno significato al
servizio di carità che svolgiamo.
Spesso ci troviamo nella stessa
condizione di cecità dei discepoli,
che presi da mille cose da fare non
riconoscono il Maestro che
cammina accanto a noi, che è il
nostro prossimo e che vive con noi.
Signore concedici sempre la grazia
di riconoscerti nello spezzare del
pane.
C.: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
C.: Dio Padre, fonte di ogni dono e ministero,
Cristo, maestro e pastore delle nostre anime,
lo Spirito Santo, artefice di comunione nella carità,
sia con tutti voi.
T. E con il tuo spirito.
1.
RICONOSCERE GESÙ PER AMARLO E SERVIRLO…
Canto: Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve
scendono giù dal cielo
e non vi ritornano senza irrigare
e far germogliare la terra.
22
Così ogni mia parola
non ritornerà a me
senza operare quanto desidero,
senza aver compiuto
ciò per cui l’avevo mandata,
ogni mia parola, ogni mia parola.
+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei
[discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus,
distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano
tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e
discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava
con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli
disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra
voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di
loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a
Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda
Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole,
davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le
nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte
e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che
avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da
quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre,
ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non
avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto
anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come
avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro:
«Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i
profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per
entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i
profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece
23
come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi,
perché si fa sera e il giorno è ormai al
tramonto». Egli entrò per rimanere
con loro. Quando fu a tavola con
loro, prese il pane, recitò la
benedizione, lo spezzò e lo diede
loro. Allora si aprirono loro gli occhi
e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla
loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro:
«Non ardeva forse in noi il nostro
cuore mentre egli conversava con noi
lungo la via, quando ci spiegava le
Scritture?». Partirono senza indugio e
fecero ritorno a Gerusalemme, dove
trovarono riuniti gli Undici e gli altri
che erano con loro, i quali dicevano:
«Davvero il Signore è risorto ed è
apparso a Simone!». Ed essi
narravano ciò che era accaduto lungo
la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
(Breve momento di silenzio e sottofondo musicale)
1° LETTORE Il cammino dei discepoli di Emmaus è il nostro
stesso cammino di fede, che trova difficoltà soprattutto quando
arriva al nocciolo, cioè alla Croce. Certo la croce ha sconcertato i
discepoli: Avevano visto Gesù “profeta potente in opere e in
parole, davanti a Dio e a tutto il popolo”, si erano fatti di Lui
l'idea come dell'inviato di un Dio finalmente vincitore sul male e i
malvagi e magari liberatore anche politico...; invece “i sommi
sacerdoti e i capi lo hanno consegnato per farlo condannare a
morte e poi lo hanno crocifisso”. Una vera delusione, questo
Gesù.
24
2° LETTORE Capita anche a noi, quando ci scontriamo con la
Croce; col mistero della croce di Cristo che sembra un gran
fallimento; col mistero della nostra croce una prova, una
disgrazia! Che cosa è la fede, a che serve? Non cambia nulla, né
la vita né la storia. “Noi speravamo”. Ma la croce non è l'ultima
parola su Gesù. Dio lo ha risuscitato dai morti. La risurrezione ha
accreditato Gesù come Signore, ha svelato pienamente il senso
della croce, che non è un incidente di percorso ma il vertice, il
cuore del Mistero del Dio con noi, appunto come nostro
Salvatore.
Esposizione del SS Sacramento
Canto: Pane del cielo
Rit.: Pane del cielo
sei Tu, Gesù,
via d'Amore:
Tu ci fai come Te.
No, non è rimasta fredda la terra:
Tu sei rimasto con noi per nutrirci
di Te,
Pane di vita;
ed infiammare col Tuo Amore
tutta l'Umanità. Rit.
Si, il Cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi ma ci porti con Te
nella Tua casa dove vivremo insieme a Te
tutta l'Eternità. Rit.
No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi.
E chi vive di Te vive per sempre.
Sei Dio con noi, sei Dio per noi,
Dio in mezzo a noi. Rit.
25
1° LETTORE Èmmaus si trova a undici chilometri da
Gerusalemme: ed è il simbolo della mia distanza dalla fede e dalla
croce. Èmmaus è casa mia, quando sono tentato di tornare nel mio
piccolo angolo, via dalla comunione con gli altri, chiuso, ferito;
finito il sogno in cui tanto avevo sperato. Due ore di cammino
fatto insieme: e Cristo già si fa vicino, lo fa in ogni esperienza
d'amicizia. Due ore a parlare di lui.
2° LETTORE “Non è più qui”... hanno detto gli angeli. Egli è per
le strade del mondo, rallenta i suoi passi al ritmo dei nostri, dentro
la polvere delle nostre strade, quando sulla mia fede scende la
sera. Ogni strada del mondo porta a Èmmaus. “Gesù si avvicinò e
camminava con loro”. Il Signore ci raggiunge nella nostra
vicenda quotidiana di viandanti. E cambia il cuore, gli occhi e il
cammino di ciascuno.
3° LETTORE Il primo miracolo è così dolce da non accorgersene
subito, così necessario da entrare senza imporsi: mentre lo
sconosciuto spiega le Scritture, il «cuore lento» inizia a riempirsi
di un calore nuovo. Che cosa fa ardere il cuore? La scoperta è
racchiusa in una sola parola: la croce. La croce è la gloria. Non un
incidente, ma la pienezza dell'amore. Parola che seminata nel
cuore, lo cambia. E cambia la comprensione dell'intera vita. Resta
con noi, perché si fa sera. Egli rimase con loro. Da allora Cristo
entra sempre, se appena lo desidero. Il suo nome non è solo «io
sono colui che è», ma diventa «io sono colui che è con te». La
parola ha cambiato il cuore, il pane cambia gli occhi dei discepoli:
“lo riconobbero allo spezzare del pane”. Il segno di
riconoscimento di Gesù, il suo stile unico, è il suo corpo spezzato
e dato, vita data per nutrire la vita.
4° LETTORE Il cuore del Vangelo è spezzare anch'io per mio
fratello il mio pane, o il tempo, e condividere con lui cammino,
speranza e smarrimenti. La parola e il pane insieme cambiano il
cammino di ogni discepolo: “partirono senza indugio e fecero
ritorno a Gerusalemme”. Partire verso i fratelli, partire come se la
notte non dovesse venire più, partire con il sole dentro.
26
5° LETTORE La fuga triste diventa corsa gioiosa: non c'è più
notte, né stanchezza, né distanza, il cuore è acceso, gli occhi
vedono. Non patiscono più la strada, la respirano, respirando
Cristo, che è in cammino con ogni uomo in cammino.
(Breve momento di silenzio e sottofondo musicale)
2.
SERVIZIO = ASCOLTO E AZIONE
+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un
villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una
sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore,
ascoltava la sua parola. Marta invece era
distolta per i molti servizi. Allora si fece
avanti e disse: «Signore, non t’importa
nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola
a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma
il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti
affanni e ti agiti per molte cose, ma di una
cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la
parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore.
(Breve momento di silenzio e sottofondo musicale)
1° LETTORE L'evangelista Luca racconta questo episodio perché
tutti i cristiani capiscano che questo è il modo giusto di accogliere
Gesù: non solo nella propria casa, ma nella propria vita,
ascoltando come Maria, con attenzione e amore, la parola di
Gesù. Ben sapendo che, a sua volta, «ascoltare la parola di Gesù»
significa subito dopo impegnarsi concretamente nel servizio degli
altri e nella carità operosa.
2° LETTORE Questo insegnamento è valido per tutti i cristiani, in
ogni tempo e in ogni luogo: la cosa essenziale è ascoltare la
27
parola del Signore, ascoltare con la mente e con il cuore
l'insegnamento di Gesù, per diventare anche noi Gesù che vive
oggi qui, dove noi viviamo. Marta con sollecitudine va incontro
alle necessità del suo ospite e si preoccupa della sua persona. Non
è estranea al vangelo la premura per il fratello. Gesù stesso ha
cura di sfamare la folla e dona a tutti il pane.
3° LETTORE C'è una necessità nell'amore per il fratello, che
chiede anche beni concreti, ciò di cui ha bisogno. Marta esprime
tutto il suo amore per Gesù e domanda le sue attenzioni, quasi
avanzando la pretesa di essere gratificata per quanto sta facendo.
La pretesa che Dio ci ascolti condiziona anche la nostra preghiera:
guarda Signore che cosa sto facendo, considera il mio lavoro, il
mio impegno! Come Marta, facciamo esperienza dei nostri limiti
e spesso ci sentiamo affaticati; Marta si rivolge a Cristo e a lui
affida il suo sfogo, va a depositare nel Signore la sua debolezza:
«Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a
servire?».
4° LETTORE Marta affida la sua fatica al Signore certa che lui
saprà accoglierla e questo è segno di fiducia in lui, ma la
preghiera non è solo rivolgersi a Gesù per affidargli i nostri guai,
ma saper dire, come Samuele: «Parla, Signore, il tuo servo ti
ascolta».
5° LETTORE Maria non ha altra preoccupazione, se non quella di
ascoltare Gesù. II fatto di stare seduta ai piedi del Maestro indica
in lei accoglienza, ricettività, disponibilità. È difficile saper
ricevere, perché presuppone la capacità di uscire dalla logica del
sentirsi in debito per quanto si è avuto. II Signore ci ama
gratuitamente e chiede solo di essere accolto.
6° LETTORE Che cosa potremmo dare a Dio in cambio del suo
amore, della creazione, della salvezza? Maria sa di non aver nulla
da offrire a Gesù più importante di quello che potrà ricevere
mettendosi in ascolto della sua parola. È da lei che impariamo a
entrare nella giusta relazione con Gesù, il senso autentico
28
dell'ascolto. Anche noi vogliamo entrare in relazione con Gesù
affidandoci a Colei che insegna l’autentico senso dell’ascolto:
Tutti: O Vergine Maria,
prima e incomparabile discepola
del Verbo di Dio,
che tu stessa hai generato e
nutrito al tuo seno,
insegnaci a rimanere con te in
religioso ascolto
affinché, cessato il rumore
delle nostre parole
e placata l'agitazione per le
troppe cose
in cui ci disperdiamo,
cresca in noi, con la fede,
il desiderio dell'unica cosa
necessaria:
ascoltare Gesù che ci rivela
l'amore salvifico del Padre.
Ottienici, o Madre,
un'anima profondamente
contemplativa
anche nell'azione
perché sempre e dovunque
il nostro cuore indiviso
sappia stare alla presenza del Signore
e saziarsi di lui, Unico e Sommo Bene.
29
3. RICONOSCERE GESÙ IN CHI CI È ACCANTO…
+ Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37)
In quel tempo, un dottore della legge si alzò per mettere alla
prova Gesù: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”.
Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi
leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il
tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta
la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. E Gesù: “Hai
risposto bene; fa’ questo e vivrai”. Ma quegli, volendo
giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”. Gesù
riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò
nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne
andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote
scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre
dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e
passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli
accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli
fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo
giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno
30
seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo:
Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio
ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui
che è incappato nei briganti?”. Quegli rispose: “Chi ha avuto
compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va’ e anche tu fa’ lo
stesso”.
Canto: Servo per amore
Una notte di sudore
sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s'imbianca già
tu guardi le tue reti vuote.
Ma la voce che ti chiama
un altro mare ti mostrerà
e sulle rive di ogni cuore
le tue reti getterai.
Rit.: Offri la vita tua
come Maria ai piedi della croce
e sarai
servo di ogni uomo
servo per amore,
sacerdote dell'umanità.
Avanzavi nel silenzio
fra le lacrime speravi
che il seme sparso davanti a te
cadesse sulla buona terra.
Ora il cuore tuo è in festa
perché il grano biondeggia ormai,
è maturato sotto il sole
puoi riporlo nei granai. Rit.
1° LETTORE II Signore si serve di noi per rendere presente il suo
volto nel mondo in cui viviamo. La parabola del buon samaritano è
uno dei capolavori di Luca. Ci immaginiamo tutti, leggendo, il
31
viandante aggredito, lasciato mezzo morto; vediamo lo sguardo del
sacerdote e del levita che hanno paura di lasciarsi coinvolgere,
vediamo il gesto delicato del samaritano (un nemico, in teoria!)
che se ne fa carico, che investe nel futuro, che non aspetta la
medaglia e l'applauso per il suo gesto.
E Gesù conclude: «Chi è stato prossimo?». Cioè: «Non chiederti
chi è colui da amare, ma chi tu sia disposto ad amare». Mettiti tu in
gioco, non stare alla finestra, la fede ti schioda, t'inquieta, ti
ribalta: lasciati fare, lasciati rifare, lasciati disfare.
2° LETTORE Tu, sei disposto a fermarti? Saprai riconoscere nel
nemico ferito un fratello? Possiamo annunciare Gesù così,
mettendoci accanto, guardando negli occhi le persone che
muoiono, cambiando stile di vita, se questo serve a farci prossimo.
La grande differenza tra Gesù e il dottore della legge è tutta qui:
Gesù si metterà in gioco, Gesù sa amare, sa come amare. II dottore
della legge no, o non ancora.
3° LETTORE Gesù, samaritano dell'umanità, si piega su di noi e ci
consola. Il testo di una preghiera che è stata trovata da un pellegrino
del Medioevo, scolpita su una pietra al Caravan Serraglio tra
Gerusalemme e Gerico e tuttora esistente, dice: «Amico che leggi,
se persino sacerdoti e leviti passano oltre la tua angoscia, sappi
che Cristo è il buon samaritano, che avrà sempre compassione di te
e, nell'ora della tua morte, ti porterà alla locanda eterna».
Anche noi vogliamo amare il prossimo senza riserve affidandoci a
Colei che ha fatto della propria vita una continua donazione:
Tutti: Maria, madre dei deboli e dei piccoli,
di quelli che soffrono e che sono soli, di coloro che sono malati
e attendono di essere curati
con amore e competenza.
Maria, madre di tutti gli uomini,
di chi ha bisogno di aiuto
nelle proprie condizioni di fragilità
e di coloro che sono chiamati a prendersene cura.
32
Grazie, per averci dato Gesù Cristo:
medico del corpo e dello spirito
nome e certezza della nostra speranza,
Buon Samaritano che si china
sulle nostre ferite per risanarle.
A te, Maria, con fiducia filiale,
chiediamo di intercedere presso il tuo Figlio,
perché, in qualsiasi condizione
di fragilità e di sofferenza,
ogni persona si senta amata,
curata e accompagnata
in un cammino aperto alla speranza,
che è data a tutti noi
dal Signore risorto.
Tantum ergo
Tantum ergo Sacramentum
Veneremur cernui
Et antiquum documentum
Novo cedat ritui
Praestet fides supplementum
Sensuum defectui.
Genitori Genitoque
Laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque
Sit et benedictio.
Procedendi ab utroque
Compar sit laudatio. Amen.
V. Hai dato loro il pane disceso dal cielo.
R. Che porta con sé ogni dolcezza.
33
(Sacerdote)
“Mane nobiscum Domine”
Come i due discepoli del
Vangelo,
ti imploriamo,
Signore Gesù: rimani con
noi!
Tu, divino Viandante,
esperto delle nostre strade
e conoscitore del nostro
cuore,
non lasciarci prigionieri
delle ombre della sera.
Sostienici nella stanchezza,
perdona i nostri peccati,
orienta i nostri passi sulla via del bene.
Benedici i bambini, i giovani,
gli anziani, le famiglie,
in particolare i malati.
Benedici i sacerdoti
e le persone consacrate.
Benedici tutta l’umanità.
Nell’Eucaristia ti sei fatto
“farmaco d’immortalità”:
dacci il gusto di una vita piena,
che ci faccia camminare su questa terra
come pellegrini fiduciosi e gioiosi,
guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine.
Rimani con noi, Signore!
Rimani con noi! Amen.
34
Acclamazioni:
Dio sia benedetto.
Benedetto il Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.
Canto: Resta qui con noi
Le ombre si distendono scende ormai la sera
e s'allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.
Rit.: Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.
S'allarga verso il mare il tuo cerchio d'onda
che il vento spingerà fino a quando
giungerà ai confini di ogni cuore,
alle porte dell'amore vero.
Come una fiamma che dove passa brucia
così il tuo amore tutto il mondo invaderà. Rit.
35
Davanti a noi l'umanità lotta, soffre e spera
come una terra che nell'arsura
chiede l'acqua da un cielo senza nuvole
ma che sempre le può dare vita.
Con te saremo sorgente d'acqua pura
con te fra noi il deserto fiorirà. Rit.
36
CELEBRAZIONE EUCARISTICA DI CHIUSURA DEL
PELLEGRINAGGIO
Solennità dell’ASCENSIONE DEL SIGNORE
20 maggio 2012
Celebriamo oggi la solennità
dell’Ascensione del Signore.
L’assenza fisica di Gesù non
significa
abbandono,
ma
presenza in modi diversi. La
Chiesa ne vive ora, in questa
Liturgia, soprattutto la presenza
nella
“Parola”
e
nel
“Sacramento”, ossia attraverso
la “memoria” di Lui, morto e
risorto. E questa fede genera la
speranza nel suo ritorno, la
speranza di essere per sempre
con Lui, dunque la vita vissuta
nell’attesa. L’ascensione non
rimanda ad un aldilà astratto o mitico, ma al mistero nel tempo,
mistero di presenza e memoria, di fede e di speranza,
concretizzate attraverso la carità.
L’Ascensione rappresenta un invito alla testimonianza: le
Comunità cristiane, che vivono ora nell’attesa del ritorno di
Gesù, sono continuamente chiamate a rendergli testimonianza. Il
tempo della Chiesa è il tempo per accogliere il regno di Dio, cioè
l’intervento di Dio nella storia. Questa consapevolezza immerge
la Chiesa nella storia e la orienta verso il futuro.
Celebriamo la divina Eucaristia a chiusura di questo
pellegrinaggio,”per-correndo” la via del Vangelo come giovani
sempre più innamorati di Cristo, per essere uniti a Lui e
partecipare, sin da ora, alla sua gloria. Allo stesso tempo,
invochiamo il dono dello Spirito perché ci faccia comprendere
fino in fondo il Mistero pasquale di Cristo e ci renda testimoni
instancabili del suo Vangelo nel mondo.
37
CANTO INIZIALE
Jesus Christ you are my life
Rit.: Jesus Christ you are my life, alleluja, alleluja.
Jesus Christ you are my life, you are my life, alleluja.
Tu sei via, sei verità, Tu sei la nostra vita,
camminando insieme a Te vivremo in Te per sempre. Rit.
Ci raccogli nell'unità, riuniti nell'amore,
nella gioia dinanzi a Te cantando la Tua gloria. Rit.
Nella gioia camminerem, portando il Tuo Vangelo,
testimoni di carità, figli di Dio nel mondo. Rit.
RITI DI INTRODUZIONE
C – Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
T - Amen.
C – La pace, la carità e la fede da parte di Dio nostro Padre, e
del Signore Gesù Cristo Risorto, vivente ed eternamente
glorificato, sia con tutti voi!
T - E con il tuo spirito.
ATTO PENITENZIALE
C – Carissimi fratelli e sorelle!
Nel nostro cammino di fede continuamente chiediamo al Signore
la guida dello Spirito Santo, che ha parlato per mezzo dei Profeti;
vogliamo porre, come abbiamo sperimentato durante questo anno
di formazione, la Parola al centro della nostra vita personale e
associativa, perché essa che ha il potere di darci «l’eredità con
tutti i santificati» (At 20, 32), sia sempre per tutti noi «viva ed
efficace» (Eb 4, 12) nell’itinerario che ci chiama a convertirci e
credere al Vangelo (cf Mc 1, 15).
Disponiamoci a ricevere con gioia la Parola di Dio, sacramento
della presenza di Cristo Gesù nostro Signore fino alla fine dei
38
tempi. Alla luce di questa divina realtà, chiediamo anzitutto
perdono per quando non abbiamo dato alla Parola di Dio il posto
che merita nella nostra vita o non l’abbiamo saputa custodire in
un cuore docile.
C – Nella tua Parola, o Padre, tu vieni incontro a noi con amore,
superi il silenzio e la distanza e ti riveli come il Dio che prende
l’iniziativa del dialogo. Perdonaci se non abbiamo saputo gioire
della tua Parola, se non ti abbiamo lodato e ringraziato e se,
talvolta, non ti abbiamo neppure ascoltato. Signore, pietà!
Tutti - Signore, pietà.
C – Le scritture parlano di Te, Cristo Gesù, per cui l’ignoranza
delle Scritture è ignoranza di Te. Perdona la nostra superficialità e
la presunzione di conoscerti senza cercarti ancora umilmente,
lasciando che Tu apra a noi il cuore e la mente al senso pieno
delle Scritture. Cristo, pietà!
Tutti - Cristo, pietà.
C – Spirito di verità, tu riporti alla memoria del cuore le parole di
Cristo e guidi la Chiesa verso la verità tutta intera. Perdonaci le
resistenze, le sordità e durezze; donaci un cuore nuovo, disposto
all’ascolto obbediente della Parola, per respingere le tentazioni
del maligno. Signore, pietà!
Tutti - Signore, pietà.
C – Dio onnipotente, che si è manifestato in Cristo, parola di
verità, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci
conduca alla vita eterna.
CANTO DEL GLORIA
Lourdes 2008
Gloria in excelsis
Deo!
Gloria in excelsis Deo!
39
COLLETTA
C – Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che
celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al
cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del
suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro
capo, nella gloria. Per il nostro Signore...
T – Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA (At 1, 1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Dagli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù
fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo,
dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per
mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua
passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo
loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si
trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da
Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del
Padre, «quella – disse
– che voi avete udito
da
me:
Giovanni
battezzò con acqua, voi
invece, tra non molti
giorni, sarete battezzati
in Spirito Santo».
Quelli dunque che
erano con lui gli
domandavano:
«Signore, è questo il
tempo
nel
quale
ricostituirai il regno
per Israele?». Ma egli
40
rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il
Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo
Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a
Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini
della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube
lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre
egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si
presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a
guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto
in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in
cielo».
Parola di Dio.
T – Rendiamo grazie a Dio!
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 46)
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Ascende Dio tra le
acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate
inni,
cantate inni al nostro re,
cantate inni.
Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
41
SECONDA LETTURA (Ef 4, 1-13)
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto:
comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto,
con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a
vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello
spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla
quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo
Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di
tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è
presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia
secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso
in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli
uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era
disceso quaggiù sulla terra?
Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i
cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni
di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di
essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per
preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare
il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della
conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a
raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Parola di Dio.
T – Rendiamo grazie a Dio!
CANTO AL VANGELO (Cf Mt 28,19a.20b)
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Alleluia.
42
VANGELO (Mc 16, 15-20)
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in
tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi
crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà
condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli
che credono: nel mio nome
scacceranno
demòni,
parleranno lingue nuove,
prenderanno
in
mano
serpenti e, se berranno
qualche veleno, non recherà
loro danno; imporranno le
mani ai malati e questi
guariranno». Il Signore
Gesù, dopo aver parlato con
loro, fu elevato in cielo e
sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore
agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la
accompagnavano.
Parola del Signore.
T – Lode a te, o Cristo!
Colui che presiede tiene l’omelia.
PROFESSIONE DI FEDE
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Nel giorno in cui celebriamo la gloriosa ascensione del
Signore, in attesa del dono dello Spirito che Egli ha promesso, la
sua Parola ci invita ad essere testimoni e segni della sua presenza
nel mondo. Eleviamo la nostra preghiera al Padre perché ci doni
43
la grazia della sua luce che illumina e la forza di perseverare nella
scelta di fede che abbiamo compiuto.
Lettore – Con fiducia ci rivogliamo a te dicendo: Ascoltaci,
Signore!
1. Il tuo Figlio è con noi perché ha dato ad alcuni di essere
apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere
evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri. Fa’ che
arriviamo tutti all’unità della fede, fino a raggiungere la
misura della pienezza di Cristo. Preghiamo.
2. Il tuo Figlio è con noi quando annunciamo la Buona
Notizia. Dona alle Comunità cristiane l’entusiasmo di
attingere alla fonte della Parola per proporre percorsi
nuovi di evangelizzazione. Preghiamo.
3. Il tuo Figlio è con noi quando ci impegniamo a realizzare
il tuo disegno di salvezza. Rimani accanto ai nostri
governanti, ai politici e agli imprenditori. Desta uno
spirito di collaborazione perché possano dare risposta alle
urgenze del Paese e favorire il bene comune. Preghiamo.
4. Il tuo Figlio è con noi quando facciamo discepole tutte le
genti e battezziamo nel suo nome. Sostieni i genitori
perché onorino l’impegno di educare nella fede i loro
figli, con l’esempio quotidiano. Preghiamo.
5. Il tuo Figlio è con noi quando riveliamo la tua tenerezza.
Apri i nostri occhi di giovani e quelli di tutta la nostra
associazione UNITALSI, perché ci accorgiamo di coloro
che soffrono, dei più deboli e abbandonati, diventando
per loro un Vangelo incarnato. Preghiamo.
C – Accogli, o Padre, le nostre invocazioni, che oggi eleviamo a
te nella mirabile ascensione al cielo del tuo Unigenito. Effondi
sulla tua Chiesa il dono dello Spirito, rinnova per essa i prodigi
della Pentecoste e concedi a noi di essere fedeli testimoni della
salvezza per tutti i giorni della nostra vita.
44
Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
LITURGIA EUCARISTICA
CANTO ALLA PRESENTAZIONE DEI DONI
Frutto della nostra terra (Buttazzo)
Frutto della nostra terra, del lavoro di ogni
uomo,
pane della nostra vita, cibo della
quotidianità.
Tu che lo prendevi un giorno lo spezzavi
per i tuoi
oggi vieni in questo pane Cibo vero per
l'umanità.
Rit.: E sarò pane, e sarò vino nella mia vita, nelle tue mani,
ti accoglierò dentro di me farò di me un'offerta viva
un sacrificio gradito a te.
Frutto della nostra terra, del lavoro di ogni uomo,
vino delle nostre vigne sulla mensa dei fratelli tuoi,
tu che lo prendevi un giorno lo bevevi con i tuoi,
oggi vieni in questo vino e ti doni per la vita mia. Rit.
SULLE OFFERTE
C – Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile
ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di doni fa’
che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per Cristo nostro
Signore.
T – Amen.
RITI DI COMUNIONE
Non riesco, Signore Gesù, a pensarti lontano quasi perduto in
cieli infiniti. Tu varchi gli spazi di Dio, il Padre ti accoglie e sul
tuo corpo glorioso vede il prezzo del nostro perdono. La nostra
45
umanità già cencio di dolore, sfregiata dalla morte, or nella
gloria in Te dice: «Padre ti amo!».
Gesù, asceso al Cielo, Tu sei l’uomo nuovo che lega l’uomo a
Dio. Vieni dentro di me in questo santo Sacramento, e rendimi
tua presenza viva nel mondo!
Tu sei Dio d’amore che vive in ogni uomo. Questo è il tuo
Vangelo, più urgente che mai, per questa umanità delusa che
corre senza meta. Fa’ che guardando al Cielo, nostra struggente
nostalgia, gridiamo a tutti il Tuo Vangelo d’amore e di salvezza.
CANTI DI COMUNIONE
Dove la carità è vera (Frisina)
Rit.: Dove la Carità è vera e sincera, là
c’è Dio.
Dove la Carità perdona e tutto sopporta.
Dove la Carità benigna comprende e
non si vanta,
tutto crede ed ama e tutto spera la vera Carità.
Ci ha riuniti in uno l’amore di Cristo:
esultiamo e rallegriamoci in lui,
temiamo ed amiamo il Dio vivente
ed amiamoci tra noi con cuore sincero. Rit.
Quando tutti insieme noi ci raduniamo
vigiliamo che non sian divisi i nostri cuori,
non più liti, non più dissidi e contese
maligne,
ma sia sempre in mezzo a noi Cristo Signore.
Rit.
Noi vedremo insieme con tutti i beati
nella gloria il tuo volto, Gesù Cristo Dio,
gioia immensa, gioia vera noi vivremo
per l’eternità infinita dei secoli. Amen.
46
DOPO LA COMUNIONE
C – Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa
pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il
desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a
te nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
T – Amen.
RITI DI CONCLUSIONE
CONSEGNA DEL VANGELO
C – «La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha
fatto con il corpo stesso del Signore, non mancando mai,
soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita alla
mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di
porgerlo ai fedeli» (Dei Verbum, 21). In sintonia con queste
autorevoli parole del Concilio vaticano II, disponiamoci ad
accogliere con gioia il segno conclusivo di questa celebrazione e
di questo pellegrinaggio. Riceveremo simbolicamente il Vangelo,
perché possiamo farlo nostro, conoscerlo, ma soprattutto viverlo!
È questo il senso profondo del gesto di toccare la Parola: è
impegno concreto, perché ogni nostra attività diventi annuncio
vivo! Perché tutta la nostra persona si trasformi in Vangelo
vivente!
Processionalmente i referenti accompagnati da due giovani di
ciascuna Sezione si
recano
all’altare,
toccano il libro dei
Vangeli come segno di
adesione alla Parola e
impegno
ad
annunciarla con la
testimonianza della propria
vita. Nel frattempo si esegue il
canto.
47
CANTO DI AFFIDAMENTO
Come tu mi vuoi
Eccomi Signor, vengo a te mio re,
che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio,
plasma il cuore mio e di te vivrò.
Se tu lo vuoi Signore manda me
e il tuo nome annuncerò.
Rit.: Come tu mi vuoi io sarò, dove
Tu mi vuoi io andrò.
Questa vita io voglio donarla a Te
per dar gloria al Tuo nome mio re.
Come tu mi vuoi io sarò, dove Tu mi
vuoi io andrò.
Se mi guida il tuo amore paura non
ho,
per sempre io sarò come Tu mi vuoi.
Eccomi Signor, vengo a Te mio Re,
che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio,
plasma il cuore mio e di te vivrò!
Tra le tue mani mai più vacillerò
e strumento tuo sarò. Rit.
ORAZIONE
BENEDIZIONE
C–
Il Signore sia con voi.
T - E con il tuo spirito.
C–
Nel giorno in cui Cristo è asceso alla gloria e vi ha aperto
la via del cielo, Dio vi riempia della sua benedizione.
T - Amen.
48
C–
Voi che oggi riconoscete che Cristo è il Signore nella
gloria del Padre, possiate sperimentare la sua presenza in mezzo a
voi fino alla fine dei secoli.
T - Amen.
C–
Cristo, che dopo la sua resurrezione, apparve visibilmente
ai suoi discepoli, si mostri a voi giudice misericordioso e vi
conduca all’eredità eterna.
T - Amen.
C–
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio
Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
T - Amen.
e
Diac - L’amore del Signore è in noi. Il Cielo si è fatto vicino
alla terra. Possiate, ogni giorno, sperimentare la presenza
vivificante del Risorto nella vostra vita, così da diventarne suoi
testimoni universali e convinti! Andate in pace!
T - Rendiamo grazie a Dio!
49
ANTIFONA MARIANA E CANTO FINALE
Regina cæli
Regina cæli, laetare, alleluia:
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia.
Canto: Andate in tutto il mondo (Frisina)
Andate in tutto il mondo,
annunciate il mio Vangelo,
a chi crederà donerete la
mia salvezza.
Andate in tutto il mondo,
annunciate il mio perdono,
e portate a tutte le genti il
mio amore.
Chi crederà e sarà battezzato
sarà salvo,
ma chi non crederà sarà
condannato.
Prodigi grandi e segni
saranno forza e luce,
combatterete il maligno
con la Verità.
50
PREGHIERA DEL MATTINO
(dal Comune della Beata Vergine Maria)
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen (T.P.: Alleluia).
Inno
O Donna gloriosa,
alta sopra le stelle,
tu nutri sul tuo seno
il Dio che ti ha creato.
La gioia che Eva ci tolse
ci rendi nel tuo Figlio
e dischiudi il cammino
verso il regno dei cieli.
Sei la via della pace,
sei la porta regale:
ti acclamino le genti
redente dal Signore.
A Dio Padre sia lode,
al Figlio ed al Santo Spirito,
che ti hanno adornata
di una veste di grazia. Amen.
1^ Antifona
Beata sei tu, Maria!
Da te è nato il salvatore del mondo,
tu risplendi nella gloria di Dio.
Prega per noi il Cristo tuo figlio (T.P. Alleluia).
51
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore
La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte
dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Beata sei tu, Maria!
52
Da te è nato il salvatore del mondo,
tu risplendi nella gloria di Dio.
Prega per noi il Cristo tuo figlio
(T.P.: Alleluia).
Lettura Breve Cfr. Is 61, 10
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio
Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto
con il manto della giustizia, come una sposa che si adorna di
gioielli.
ORAZIONE
O Dio, che ai tuoi apostoli riuniti nel cenacolo con Maria madre
di Gesù, hai donato lo Spirito Santo, concedi anche a noi, per
intercessione della Vergine, di consacrarci pienamente al tuo
servizio e annunziare con la parola e con l'esempio le grandi
opere del tuo amore. Per il nostro Signore…
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla
vita eterna.
R. Amen.
53
PREGHIERA DELLA SERA
(dal Comune della Beata Vergine Maria)
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen (T.P.: Alleluia)
Inno
Ave, stella del mare,
madre gloriosa di Dio,
vergine sempre, Maria,
porta felice del cielo.
L'«Ave» del messo celeste
reca l'annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva,
dona al mondo la pace.
Spezza i legami agli oppressi,
rendi la luce ai ciechi,
scaccia da noi ogni male,
chiedi per noi ogni bene.
Móstrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l'accolga benigno,
lui che si è fatto tuo Figlio.
Vergine santa fra tutte,
dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli,
umili e puri di cuore.
54
Dónaci giorni di pace,
veglia sul nostro cammino,
fa' che vediamo il tuo Figlio,
pieni di gioia nel cielo.
Lode all'altissimo Padre,
gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo,
l'inno di fede e di amore. Amen.
1^ Antifona
Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te (T.P.: Alleluia).
SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme
Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla
Gerusalemme celeste (Eb 12, 22).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
55
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te (T.P.: Alleluia).
Lettura Breve Gal 4, 4-5
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio,
nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che
erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.
ORAZIONE
Guarda, Signore, il tuo popolo, riunito nel ricordo della beata
Vergine Maria, e fa' che, per sua intercessione, partecipi alla
pienezza della tua grazia. Per il nostro Signore…
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla
vita eterna.
R. Amen.
56
PREGHIERA A SANT’ANTONIO
O caro S. Antonio, eccomi vicino alla tua tomba benedetta.
Sono venuto a pregarti spinto dalla mia necessità e fiducioso
nella tua bontà compassionevole che tutti sa consolare.
Renditi mio intercessore presso Dio; parla tu, in mio nome, al
Padre delle misericordie, e ottienimi la grazia di cui ho
particolarmente bisogno...
So che la mai fede è debole; ma tu, che possedesti questa virtù in
modo mirabile e la suscitasti con la predicazione nelle folle,
ravvivala in me e rendila più forte e pura; tu che conducesti una
vita evangelica, aiutami a rendere più cristiana la mia, in modo
da essere figlio degno del Padre che è nei cieli.
O S. Antonio, vieni in soccorso della mia debolezza, tenendo
lontane le malattie e i pericoli dell'anima e del corpo; aiutami a
riporre sempre la fiducia in Dio, specialmente nei momenti della
prova e del dolore.
Benedici il mio lavoro, la mia famiglia, i tuoi devoti sparsi nel
mondo e qui spiritualmente presenti: ottieni a tutti la bontà del
cuore verso i poveri,e i sofferenti.
O mio protettore, rispondi alla fiducia che ho sempre riposto
nella tua intercessione presso Dio.
57
PREGHIERA A SAN LUCA EVANGELISTA
Glorioso S. Luca che, per estendere a tutto
il mondo sino alla fine dei secoli, la scienza
divina della salute, registraste in apposito libro
non solo gli insegnamenti e le gesta del nostro
Signore Gesù Cristo, ma ancora i fatti più
meravigliosi dei suoi Apostoli per la fondazione
della Chiesa; ottenete a noi tutti la grazia di
conformar sempre la nostra vita a quei santissimi
documenti che per impulso particolare dello Spirito
Santo, e sotto la sua dettatura, avete dato a tutti
ì popoli nei vostri libri divini.
Glorioso S. Luca, che per la verginità di cui faceste
costantemente professione, meritaste d’avere una
speciale famigliarità colla regina delle vergini,
Maria Santissima, che vi erudì personalmente, non
solo in ciò che riguarda la sua divina elezione in
Vera Madre di Dio, ma ancora in tutti i misteri
dell’incarnazione del Verbo, de’ suoi primi passi nel
mondo, e della privata sua vita; ottenete a noi tutti la
grazia di amar anche noi costantemente la bella virtù
della purità, per meritarci noi pure quei favori che
agli imitatori fedeli delle sue virtù dispensa sempre
generosissima la comune avvocata e madre nostra
Maria.
58
Scarica

Libretto xSTAMPA