IL BORGHESE
GENTILUOMO
di
Moliere
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Moliere – Il borghese gentiluomo
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Moliere – Il borghese gentiluomo
PERSONAGGI
JOURDAIN, borghese
SIGNORA JOURDAIN, sua moglie
LUCILLA, figlia di M. Jourdain
CLEONTE, innamorato di Lucilla.
DORIMENE, marchesa
DORANTE, conte, innamorato di Dorimene
NICOLETTA, domestica di M. Jourdain
COVIELLO, domestico di Cleonte
MAESTRO DI MUSICA
ALLIEVO DEL MAESTRO DI MUSICA
MAESTRO DI BALLO
MAESTRO DI SCHERMA
MAESTRO DI FILOSOFIA
SARTO
GARZONE DEL SARTO
DUE LACCHÈ
MOLTI CANTANTI, SUONATORI, BALLERINI, CUOCHI, GARZONI DI SARTO E
ALTRI PERSONAGGI DEGLI INTERMEZZI E DEL BALLETTO.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
La scena è a Parigi, nella casa di Jourdain.
ATTO PRIMO
Durante l'introduzione musicale, che si esegue con grande apparato di strumenti, s'alza il sipario e
al centro della scena si vede l'Allievo del Maestro di musica seduto a un tavolo e intento a comporre
un'aria che Jourdain ha ordinato per una serenata.
Scena I
Maestro di musica, Allievo del Maestro di musica, Maestro di ballo, tre Cantanti, due Suonatori di
violino e Ballerini.
MAESTRO DI MUSICA (ai Cantanti)
Venite, entrate in questa sala, e in attesa del signor Jourdain, sedetevi in quell'angolo.
MAESTRO DI BALLO (ai Ballerini)
Anche voi, da quella parte.
MAESTRO DI MUSICA (all'Allievo)
Pronta la musica?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
ALLIEVO
Sì, pronta.
MAESTRO DI MUSICA
Vediamo... Ecco così va bene.
MAESTRO DI BALLO
È una cosa nuova?
MAESTRO DI MUSICA
Sì, è un'aria per serenata, che gli ho dato da comporre qui, aspettando che il nostro uomo
si desti.
MAESTRO DI BALLO
Si può vedere com'è?
MAESTRO DI MUSICA
La sentirete, con le parole, appena vien lui. È questione di momenti.
MAESTRO DI BALLO
Non manca il daffare adesso, sia a voi che a me.
MAESTRO DI MUSICA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Davvero. Qui abbiamo trovato un tipo su misura per noi. Gran rendita questo Jourdain,
con le fantasie di nobiltà e di eleganza che si è ficcato in testa. Voi col ballo e io con la
musica dovremmo augurarci che tutti gli somigliassero!
MAESTRO DI BALLO
Non del tutto. Io vorrei che, dal canto suo, s'intendesse un po' più delle cose che gli
procuriamo.
MAESTRO DI MUSICA
È vero che le capisce male, però le paga bene; ed è di questo che le nostre arti hanno più
bisogno.
MAESTRO DI BALLO
Per conto mio, ve lo confesso, mi nutro un tantino di gloria. Sono sensibile agli applausi, e
penso che, in tutte le arti belle, sia un vero supplizio prodursi davanti agli sciocchi, e
subire sulle proprie composizioni il barbaro giudizio degli imbecilli. Fa piacere, credetemi,
lavorare per gente capace di capir le finezze di un'arte, gente che sappia far buona
accoglienza alle bellezze di un'opera, e con lusinghiere approvazioni compensarvi delle
vostre dure fatiche. Sì, la ricompensa più gradita che si possa ricevere è il vederle capite,
quasi carezzate dall'applauso dei conoscitori. A parer mio, non c'è nulla che ci ripaghi
meglio del nostro duro lavoro; le lodi dei competenti sono dolcezze squisite.
MAESTRO DI MUSICA
D'accordo; le apprezzo come voi. Infatti non v'è nulla che soddisfi quanto gli applausi di
cui parlate. Ma di quest'incenso non si vive; le lodi pure e semplici non fanno approdare a
nulla; bisogna mescolarvi qualcosa di solido; e il miglior modo di lodare è lodare con le
mani... A dire il vero, questo nostro uomo è di scarso comprendonio, parla a vanvera di
tutto, e applaude solo a sproposito; ma i suoi quattrini correggono i giudizi del suo
cervello. Il discernimento l'ha nella borsa. Le sue lodi son moneta; e, tutto sommato,
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questo borghese ignorante val più, vedete, del nobile signore intenditore che ci ha
presentati in questa casa.
MAESTRO DI BALLO
C'è qualcosa di vero in quel che dite; ma credo insistiate un po' troppo sui quattrini.
L'interesse è cosa tanto spregevole che un uomo dabbene non deve mai mostrarvisi legato.
MAESTRO DI MUSICA
Però i quattrini che il nostro uomo vi dà, li pigliate molto volentieri.
MAESTRO DI BALLO
Certo; ma non ne faccio tutta la mia felicità, e vorrei che, con tutte le sue ricchezze, avesse
un minimo di buon gusto.
MAESTRO DI MUSICA
Piacerebbe anche a me. E a questo scopo ci adopriamo ambedue quanto possiamo.
Comunque è lui che ci dà modo di farci conoscere nell'alta società. Paga per gli altri ciò che
gli altri loderanno per lui.
MAESTRO DI BALLO
Eccolo che viene.
Scena II
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Jourdain (in veste da camera e col berretto da notte), due Lacchè, Maestro di musica, Maestro di
ballo, Suonatori di violino, Cantanti e Ballerini.
JOURDAIN
Be', signori, che si fa? Vogliamo vedere la vostra piccola buffonata?
MAESTRO DI BALLO
Come? Quale buffonata?
JOURDAIN
Eh, il... Come lo chiamate? il vostro prologo o dialogo di canzoni e ballo.
MAESTRO DI BALLO
Ah, ah!
MAESTRO DI MUSICA
Come vedete, siamo pronti.
JOURDAIN
Vi ho fatto aspettare un po', ma gli è che oggi voglio mi vestano come i gentiluomini; e il
mio sarto mi ha mandato certe calze di seta che credevo proprio di non riuscire a infilare.
MAESTRO DI MUSICA
Noi siamo qui solo per aspettare i vostri comodi.
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JOURDAIN
Prego tutti e due di non andarvene finché non mi avranno portato il vestito; dovete
vedermi.
MAESTRO DI BALLO
Come volete.
JOURDAIN
Sarò elegantissimo, dalla testa ai piedi.
MAESTRO DI MUSICA
Non ne dubitiamo.
JOURDAIN
Mi sono fatto fare anche questa vestaglia di indiana.
MAESTRO DI BALLO
Bellissima.
JOURDAIN
Il sarto mi ha detto che gli uomini di classe vestono così, di mattina.
MAESTRO DI MUSICA
Vi sta a pennello.
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JOURDAIN
Lacchè, olà! I miei due lacchè!
PRIMO LACCHÈ
Che desiderate, signore?
JOURDAIN
Niente. È per vedere se siete pronti ai miei ordini. (Ai due Maestri) Che ne dite delle mie
livree?
MAESTRO DI BALLO
Magnifiche.
JOURDAIN (apre la vestaglia e mostra i calzoni attillati di velluto rosso e un panciotto di velluto
verde, che ha indosso)
Ecco qui poi un costumino da camera per far la mia ginnastica, la mattina.
MAESTRO DI MUSICA
Elegantissimo.
JOURDAIN
Lacchè!
PRIMO LACCHÈ
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Signore?
JOURDAIN
L'altro lacchè!
SECONDO LACCHÈ
Signore?
JOURDAIN (togliendosi la vestaglia)
Prendi. (Rivolto ai due Maestri) Sto bene così?
MAESTRO DI BALLO
Benissimo. Non si potrebbe essere più elegante.
JOURDAIN
Vediamo un po' la vostra faccenda.
MAESTRO DI MUSICA
Vorrei prima farvi ascoltare un'aria (additando l'Allievo) ch'egli ha appena composta per la
serenata che mi avete chiesto. È mio allievo, e per questo genere di cose ha un talento
straordinario.
JOURDAIN
Sì; ma non bisognava farla comporre da un allievo, visto che non siete in grado neppure
voi di affrontare un simile lavoro.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI MUSICA
Signore, il nome di allievo non vi deve trarre in errore. Certi scolari ne sanno quanto i più
grandi maestri, e l'aria di questa serenata è tra le più belle. Ascoltatela un momento.
JOURDAIN (ai Lacchè)
Datemi la vestaglia, così potrò ascoltar più comodamente... Aspettate, credo starò meglio
senza... No; ridatemela.
VIRTUOSA (cantando)
Notte e giorno languisco, fra i miei strazi rubelli,
dacché di sì begli occhi fecemi schiavo Amor.
E che fareste a un nemico, bell'Iry`, se chi v'ama,
ohimè, ohimè, trattate senza cuor?
JOURDAIN
Questa canzone mi sembra un po' lugubre; mi fa dormire. Vorrei riusciste a darle un po' di
brio qui e là.
MAESTRO DI MUSICA
È necessario, signore, che la musica abbia lo stesso spirito delle parole.
JOURDAIN
Tempo fa, me ne hanno insegnata una graziosissima. Aspettate... La... Com'è che dice?
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MAESTRO DI BALLO
A dir il vero, non saprei.
JOURDAIN
C'è dentro un'agnellina...
MAESTRO DI BALLO
Un'agnellina?
JOURDAIN
Sì... Ah! (canta)
Credevo Giannettina
Dolce, non solo bella,
credevo Giannettina
la più dolce agnellina:
ma ora so, ahimè!
che non è donna quella,
ma tigre, certo è.
Non è graziosa?
MAESTRO DI MUSICA
La più graziosa che abbia sentita.
MAESTRO DI BALLO
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E la cantate bene.
JOURDAIN
Senza aver mai studiato musica.
MAESTRO DI MUSICA
Dovreste studiarla, signore, come fate per il ballo. Sono due arti che hanno fra loro legami
stretti.
MAESTRO DI BALLO
E che aprono la mente alle cose belle.
JOURDAIN
I nobili imparano anche la musica?
MAESTRO DI MUSICA
Certo, signore.
JOURDAIN
Allora la imparerò anch'io. Non so in quali ore potrò studiarla: perché, oltre al maestro di
scherma che mi dà lezioni, ho fissato un maestro di filosofia, il quale deve cominciare
stamane.
MAESTRO DI MUSICA
La filosofia è cosa importante; ma la musica, signore, la musica...
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MAESTRO DI BALLO
La musica e la danza... musica e danza contano più d'ogni altra cosa.
MAESTRO DI MUSICA
Nulla è utile, in uno Stato, quanto la musica.
MAESTRO DI BALLO
E niente è più necessario agli uomini della danza.
MAESTRO DI MUSICA
Senza la musica, uno Stato non può sussistere.
MAESTRO DI BALLO
Senza la danza l'uomo cosa saprebbe fare?
MAESTRO DI MUSICA
Tutti i disordini, tutte le guerre che si vedono nel mondo, accadono perché non si studia la
musica.
MAESTRO DI BALLO
Tutte le sventure degli uomini, tutti i rovesci funesti di cui son piene le storie, gli svarioni
dei politici, e i granchi dei sommi capitani, tutto ciò è avvenuto perché non si sapeva
danzare.
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JOURDAIN
Come può essere possibile?
MAESTRO DI MUSICA
La guerra non nasce dalla mancanza di armonia fra gli uomini?
JOURDAIN
È vero.
MAESTRO DI MUSICA
E se tutti gli uomini imparassero la musica, non sarebbe questo il mezzo per accordarsi e
per vedere nel mondo la pace universale?
JOURDAIN
Avete ragione.
MAESTRO DI BALLO
Quando uno ha commesso un errore di condotta o nelle sue faccende private o
governando uno Stato, o comandando un esercito, non si dice sempre: «Quel tale ha
compiuto un passo falso?»
JOURDAIN
Sì, si dice così.
MAESTRO DI BALLO
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E fare un passo falso può dipendere da qualcosa che non sia il non saper danzare?
JOURDAIN
È vero. Avete ragione tutti e due.
MAESTRO DI BALLO
Questo per dimostrarvi l'eccellenza e l'utilità del ballo e della musica.
JOURDAIN
Adesso ne sono convinto.
MAESTRO DI MUSICA
Volete vedere come abbiamo lavorato?
JOURDAIN
Sì.
MAESTRO DI MUSICA
Ve l'ho già detto, è un piccolo saggio da me composto tempo addietro sulle diverse
passioni che può esprimere la musica.
JOURDAIN
Benissimo.
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MAESTRO DI MUSICA (ai Cantanti)
Orsù, avvicinatevi. (A Jourdain) È necessario li immaginiate vestiti da pastori.
JOURDAIN
Perché sempre pastori? Dappertutto non si vede altro.
MAESTRO DI BALLO
Dovendo far parlare in musica, si finisce per forza nel mondo dei pastori. Il canto è stato
sempre attribuito ad essi; e non è naturale che nei dialoghi i principi o i borghesi cantino le
proprie passioni.
JOURDAIN
Avanti, avanti. Vediamo.
Dialogo in musica
La Virtuosa di canto e due Cantanti.
VIRTUOSA DI CANTO
Un cuor nell'amorose spire,
fra mille pene s'agiterà:
si dice che con gioia c'è chi può patire;
checché si voglia dire,
nulla più dolce v'è di nostra libertà.
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PRIMO CANTANTE
Non v'è nulla più dolce dei teneri ardori
che fan viver due cuori
nell'unione ambita.
Per chi non nutre affetti, nel mondo tutto è noia:
togliete amore alla vita,
e priva è d'ogni gioia.
SECONDO CANTANTE
Dolce sarebbe entrare dell'amore nel regno;
non mancasse la donna al giusto suo impegno:
ma, ahimè, destino crudele,
dov'è al mondo una pastora fedele?
O volubile sesso, indegno della vita.
Tu per sempre all'amor la via ci hai smarrita...
PRIMO CANTANTE
Fiamma gentile!
VIRTUOSA DI CANTO
Schiettezza rara!
SECONDO CANTANTE
Eva sì vile!
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PRIMO CANTANTE
Come sei cara!
VIRTUOSA DI CANTO
Quanto, quanto mi piaci!
SECONDO CANTANTE
Non tollero i tuoi baci!
PRIMO CANTANTE
Ah! lascia, per l'amore
codesto eterno fiele!
VIRTUOSA DI CANTO
Io a te saprò indicarla,
una pastora fedele.
SECONDO CANTANTE
Ahimè, dove trovarla?
VIRTUOSA DI CANTO
Difendo il debol sesso
e, a prova, t'offro il cuore.
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SECONDO CANTANTE
Ma, pastora, confesso:
lo temo ingannatore.
VIRTUOSA DI CANTO
Orsù, fra noi, vediamo
quei che meglio amerà.
SECONDO CANTANTE
Punito sia, auguriamo,
chi incostante sarà.
TUTTI E TRE
Da così begli ardori
lasciamoci infiammare!
Ah! com'è dolce amare
se fidi son due cuori!
JOURDAIN
È tutto?
MAESTRO DI MUSICA
Sì.
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JOURDAIN
La canzone è abbastanza ben farcita, e ci son dentro trovate molto graziose.
MAESTRO DI BALLO
Ed eccovi, da parte mia, un piccolo saggio dei più bei movimenti e delle più eleganti figure
con cui si possa variare un ballo.
JOURDAIN
Ancora pastori?
MAESTRO DI BALLO
Immaginatevi quel che preferite. (Ai Ballerini) Cominciamo.
Entrata del Balletto
Quattro Ballerini eseguono i diversi movimenti e tutte le specie di passi che il Maestro di ballo
ordina loro; e questa danza costituisce il primo intermezzo.
ATTO II
Scena I
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Jourdain, Maestro di musica, Maestro di ballo, Lacchè.
JOURDAIN
Ecco una cosa non sciocca. E quelli si dimenano benissimo.
MAESTRO DI MUSICA
Quando al ballo si unirà la musica, farà anche più colpo. Vedrete grandi eleganze nel
balletto che vi abbiamo preparato.
JOURDAIN
Ci manca poco, ormai, e la persona per cui ho ordinato tutto questo mi fa l'onore di venire
qui a pranzo.
MAESTRO DI BALLO
Tutto è pronto.
MAESTRO DI MUSICA
Però, signore, non basta: una persona splendida come voi, e che ha inclinazione per le cose
belle, è necessario offra un concerto ogni mercoledì o giovedì in casa sua.
JOURDAIN
I nobili ne offrono?
MAESTRO DI MUSICA
Certo, signore.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Allora ne offrirò anch'io. Non sarà bello?
MAESTRO DI MUSICA
Senza dubbio. Ci vorranno tre voci: un tenore, un soprano, e un basso, che saranno
accompagnati da una viola, una tiorba e un clavicembalo per i bassi continui, più due
primi violini per i ritornelli.
JOURDAIN
Bisognerà metterci anche una trombetta marina. È strumento che mi piace ed è armonioso.
MAESTRO DI MUSICA
Lasciate fare a noi.
JOURDAIN
Non dimenticate di mandarmi, fra poco, i musicanti per cantare a tavola.
MAESTRO DI MUSICA
Avrete tutto ciò che desiderate.
JOURDAIN
Ma, soprattutto, che il balletto sia bello.
MAESTRO DI MUSICA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ne rimarrete soddisfatto. Specie di certi minuetti, vedrete.
JOURDAIN
Ah! Il minuetto è il mio ballo! Voglio mi vediate ballarlo. Cominciamo, su, maestro!
MAESTRO DI BALLO
Un cappello, signore, per piacere.
Jourdain toglie il tricorno al lacchè e se lo calca sul berretto da notte. Il Maestro di ballo gli prende
le mani, e lo fa ballare su un motivo di minuetto che canta.
Là, là, la; - là, là, la; là, là, la; - là, là, là; là, là, la; là, là. La cadenza, per favore. Là, là, là, là,
là. La gamba destra. Là, là, là. Non scuotete così le spalle. Là, là, là. Avete le braccia storte.
Là, là, là, là, là. Alta la testa. Punta del piede voltata in fuori. Drizzate il busto. Là, là, là.
JOURDAIN
Eh!!
MAESTRO DI MUSICA
Ah, non ho mai visto nulla di meglio.
JOURDAIN
A proposito! Insegnatemi come si fa l'inchino per salutare una marchesa. Ne avrò bisogno
fra poco.
MAESTRO DI BALLO
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Moliere – Il borghese gentiluomo
L'inchino per salutare una marchesa?
JOURDAIN
Sì. Una marchesa che si chiama Dorimene.
MAESTRO DI BALLO
Datemi la mano.
JOURDAIN
No. Basta che lo facciate voi. Lo ricorderò certamente.
MAESTRO DI BALLO
Se volete salutarla con molto rispetto, come prima cosa dovete fare una riverenza
arretrando, poi avanzerete verso di lei facendo tre riverenze in avanti e, alla terza, vi
inchinerete fino ai suoi ginocchi.
JOURDAIN
Fatelo un po'! (Quando il Maestro di ballo ha eseguito tre riverenze) Bene.
LACCHÈ
Signore, è arrivato il Maestro di scherma.
JOURDAIN
Digli che entri qui a farmi lezione. (Rivolto al Maestro di musica e al Maestro di ballo) Voglio
che mi vediate all'opera.
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Scena II
Maestro di scherma, Maestro di musica, Maestro di ballo, Jourdain, Lacchè che porta due fioretti.
MAESTRO DI SCHERMA (dopo aver preso due fioretti di mano al Lacchè e averne dato uno a
Jourdain)
Orsù, signore, il saluto. In guardia. Dritto il corpo. Un po' inclinato sulla coscia sinistra.
Non divaricate così le gambe. Piedi allineati. Polso sulla linea dell'anca. Punta della spada
allineata con la spalla. Braccio non così teso. Mano sinistra all'altezza dell'occhio. Spalla
sinistra più aperta. Testa alta. Deciso lo sguardo. Un passo avanti. Via, uno, due. Immobile
il corpo. Toccatemi il ferro di quarta e... botta dritta. Via: uno, due. Di nuovo in guardia.
Ripetete rapido e deciso. Via: uno, due. Un salto indietro. Quando portate l'a fondo, fate
scattare in avanti prima la lama, tenendo sempre il corpo non esposto. Ripetiamo: uno,
due. Su, toccate la mia lama di terza, e tirate di cartoccio. Via: uno, due. Un passo avanti.
Fermo il corpo. Un passo avanti. Scattate da dove siete: terza e cartoccio. Via: uno, due. Di
nuovo in guardia. Ripetete. Un salto indietro. In guardia, signore, in guardia.
Dicendogli «In guardia!» il Maestro di scherma gli tira due o tre botte.
JOURDAIN
Eh!
MAESTRO DI MUSICA
Fate prodigi, veri prodigi!
MAESTRO DI SCHERMA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ve l'ho già detto; tutto il segreto delle armi sta in due sole cose, nel dare e nel non ricevere;
e come vi ho fatto constatare l'altro giorno, in sede dimostrativa, è impossibile che le
pigliate, se sapete deviare la spada dell'avversario dalla linea del vostro corpo: dipende
solo da un piccolo movimento del polso, all'indentro o all'infuori.
JOURDAIN
In questo modo, allora, uno, senza essere un cuor di leone, è sicuro di accoppare
l'avversario e di non essere accoppato?
MAESTRO DI SCHERMA
Sicurissimo. Non ne avete visto la dimostrazione?
JOURDAIN
Sì.
MAESTRO DI SCHERMA
E da ciò si vede in quale considerazione dobbiamo essere tenuti noialtri in uno Stato, e
quanto si impone la scienza delle armi su tutte le altre scienze che non hanno costrutto,
come la danza, la musica, la...
MAESTRO DI BALLO
Andateci piano, signor spadaccino: parlate col dovuto rispetto della danza.
MAESTRO DI MUSICA
Imparate, vi prego, a trattar meglio l'eccellenza della musica.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI SCHERMA
Siete proprio divertenti, voi due, a voler paragonare le vostre scienze con la mia!
MAESTRO DI MUSICA
Guardate un po', il grand'uomo!
MAESTRO DI BALLO
Ecco un buffo animale, con tanto di piastrone!
MAESTRO DI SCHERMA
Caro maestrino di ballo, vi farei io ballare come si deve. E voi, maestrucolo di musica, vi
farei cantare a squarciagola.
MAESTRO DI BALLO
Messer battiferro, vi insegnerò io il vostro mestiere.
JOURDAIN (al Maestro di ballo)
Siete matto ad attaccar briga con lui, che s'intende di terza e di quarta, e ammazza la gente
per ragione dimostrativa?
MAESTRO DI BALLO
Me la rido io della sua ragione dimostrativa, e della sua terza e della sua quarta.
JOURDAIN (al Maestro di ballo)
Calmatevi, via.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI SCHERMA (al Maestro di ballo)
Come? Impertinentucolo!
JOURDAIN
Andiamo, signor Maestro di scherma.
MAESTRO DI BALLO (al Maestro di scherma)
Eh!? Brocco da carretta!
JOURDAIN
Via, signor maestro di ballo...
MAESTRO DI SCHERMA
Se vi salto addosso...
JOURDAIN (al Maestro di scherma)
Calma! Calma!
MAESTRO DI BALLO
Se vi agguanto...
JOURDAIN (al Maestro di ballo)
Per carità!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI SCHERMA
Vi striglierò in tal modo...
JOURDAIN (al Maestro di scherma)
Per favore!
MAESTRO DI BALLO
Vi bastonerò tanto e poi tanto...
JOURDAIN (al Maestro di ballo)
Vi prego...
MAESTRO DI MUSICA
Lasciate che gli insegni un po' a parlare.
JOURDAIN (al Maestro di musica)
Santa pazienza! Fermatevi.
Scena III
Maestro di filosofia, Maestro di musica, Maestro di ballo, Maestro di scherma, Jourdain, Primo
Lacchè.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Olà, signor filosofo, arrivate al momento giusto con la vostra filosofia. Venite un po' a
metter pace fra questi agitati.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Cosa succede? Di che si tratta, signori?
JOURDAIN
Si son messi a litigare per la preferenza delle loro professioni. Se ne son dette di tutti i
colori, e quasi venivano alle mani.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Ma come, signori! è il caso di andare in collera così? Non conoscete il dotto trattato che
Seneca scrisse sull'ira? C'è qualcosa di più basso e vergognoso di questa passione, che di
un uomo fa una bestia feroce? E non dev'essere la ragione a guidare tutti i nostri atti?
MAESTRO DI BALLO
Come? Costui viene a ingiuriarci entrambi, disprezzando il ballo che è la mia professione e
la musica che è la professione del mio collega?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Il saggio è al disopra di ogni ingiuria che gli si possa rivolgere; e la più bella risposta da
dare agli oltraggi, è la moderazione e la pazienza.
MAESTRO DI SCHERMA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ambedue hanno l'ardire di voler paragonare la loro professione alla mia.
MAESTRO DI FILOSOFIA
E per questo vi agitate? Non di vanagloria né di posizioni sociali gli uomini devono
disputare fra loro: ciò che veramente ci distingue gli uni dagli altri, è la saggezza e la virtù.
MAESTRO DI BALLO
Voglio dimostrargli che il ballo è una scienza a cui non si fa mai abbastanza onore.
MAESTRO DI MUSICA
E io, che la musica in tutti i secoli fu venerata...
MAESTRO DI SCHERMA
Io invece, sostengo ad ambedue che la scherma è la più bella e la più necessaria di tutte le
scienze.
MAESTRO DI FILOSOFIA
E che sarà allora la filosofia? Vi trovo tutti e tre molto insolenti nel parlare davanti a me
con codesta arroganza, e a dare impudentemente il nome di scienza a cose che non
bisogna neanche onorare del nome di arte, e che possono appena essere definite mestieri
miserabili: gladiatore, strimpellatore, saltimbanco.
MAESTRO DI SCHERMA
Fila, filosofo da strapazzo!
MAESTRO DI MUSICA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Vattene, cialtrone di un pedante!
MAESTRO DI BALLO
Sparisci, scocciatore della malora!
MAESTRO DI FILOSOFIA
Eh! Furfanti che non siete altro...
Il filosofo si scaglia su di loro, ma tutti e tre lo caricano di botte.
JOURDAIN
Signor filosofo!
MAESTRO DI FILOSOFIA
Infami! Vigliacchi! Spudorati!
JOURDAIN
Signor filosofo!
MAESTRO DI SCHERMA
La peste ti colga, animale!
JOURDAIN
Signori!...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
Zoticoni!
JOURDAIN
Signor filosofo!
MAESTRO DI BALLO
Accidenti a quest'asino calzato e vestito!
JOURDAIN
Signori!...
MAESTRO DI FILOSOFIA
Scellerati!
JOURDAIN
Signor filosofo!
MAESTRO DI MUSICA
Crepi, quest'impudente!
JOURDAIN
Signori!...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
Canaglie! Accattoni! Farabutti! Impostori!
JOURDAIN
Signor filosofo! Signori! Signor filosofo! Signori! Signor filosofo!... (i Maestri escono
picchiandosi) Oh! datevele quanto vi pare: non so che farci e non verrò certo a rovinare la
mia vestaglia per separarvi. Sarei matto da legare a ficcarmi in mezzo a loro, per buscarmi
qualche brutto manrovescio.
Scena IV
Maestro di filosofia, Jourdain, Lacchè.
MAESTRO DI FILOSOFIA (rientra riaggiustandosi il colletto)
Veniamo alla nostra lezione.
JOURDAIN
Ah, signore, sono spiacente delle botte che vi han dato.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Non è nulla. Un filosofo prende le cose come vengono. Fra poco scriverò contro quegli
individui una satira nello stile di Giovenale, che li servirà coi fiocchi. Ma passiamo oltre.
Che volete imparare?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Tutto quel che potrò, perché ho una voglia matta di diventare sapiente; e perdo il lume
della ragione se penso che, quando ero giovane, mio padre e mia madre non mi hanno
fatto studiare a dovere tutte le scienze.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Sentimento giusto: Nam sine doctrina vita est quasi mortis imago. Voi capite, vero? E sapete
senza dubbio il latino?
JOURDAIN
Sì... ma fate come se non lo sapessi, spiegatemi cosa vuol dire.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Vuol dire che senza il sapere, la vita è quasi un'immagine della morte.
JOURDAIN
Ha ragione, quel latino lì.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Conoscete qualche principio, qualche nozione delle scienze?
JOURDAIN
Oh, sì! So leggere e scrivere.
MAESTRO DI FILOSOFIA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Da dove preferite che cominciamo? Volete vi insegni la logica?
JOURDAIN
Cos'è questa logica?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Insegna le tre operazioni della mente.
JOURDAIN
E quali sono, queste tre operazioni della mente?
MAESTRO DI FILOSOFIA
La prima, la seconda e la terza. La prima è il concepire bene a mezzo degli universali; la
seconda il giudicare bene a mezzo delle categorie; e la terza il dedurre bene le
conseguenze a mezzo dei simboli del sillogismo: Barbara, Celarent, Darii, Ferio, Baralipton,
eccetera.
JOURDAIN
Sono parole troppo scorbutiche. Questa logica non mi va giù. Impariamo qualcosa di più
piacevole.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Volete studiare la morale?
JOURDAIN
La morale?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
Sì.
JOURDAIN
E cosa dice, questa morale?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Tratta della felicità, insegna agli uomini come moderare le proprie passioni e...
JOURDAIN
No, niente di questa roba. Io sono bilioso come mille diavoli; e non c'è morale che tenga:
voglio montar su tutte le furie, quando mi pare.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Volete, forse, imparar la fisica?
JOURDAIN
E che racconta questa fisica?
MAESTRO DI FILOSOFIA
È la scienza che spiega i principi delle cose naturali e le proprietà d'ogni corpo; che tratta
della natura degli elementi, dei metalli, dei minerali, delle pietre, delle piante e degli
animali, e ci insegna quali origini hanno meteore, arcobaleni, fuochi fatui, comete, lampi,
tuoni, fulmini, pioggia, neve, grandine, venti e tempesta...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
No, c'è troppo fracasso là dentro, troppa confusione.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Che volete allora vi insegni?
JOURDAIN
Insegnatemi l'ortografia.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Molto volentieri.
JOURDAIN
Dopo, mi spiegherete l'almanacco, per sapere quando c'è la luna e quando non c'è.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Sia. Per orientarsi a trattare questa materia da filosofo, bisogna cominciare, secondo
l'ordine delle cose, da un'esatta conoscenza della natura delle lettere dell'alfabeto, e delle
differenti maniere di pronunciare ciascuna di esse. In quanto a ciò, vi debbo dire, che le
lettere sono divise in vocali - dette così perché esprimono le voci - e in consonanti, così
chiamate perché suonano insieme con le vocali, e indicano le diverse articolazioni della
voce. Le vocali sono cinque: A, E, I, O, U.
JOURDAIN
Fin qua capisco tutto.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
La vocale A si forma aprendo bene la bocca: A.
JOURDAIN
A, A. È vero!
MAESTRO DI FILOSOFIA
La vocale E si forma avvicinando la mascella inferiore a quella superiore: A, E.
JOURDAIN
A, E, A, E. In fede mia! Sì! Ah, che stupenda cosa!
MAESTRO DI FILOSOFIA
E la vocale I, avvicinando ancor più le mascelle fra loro, e allontanando gli angoli della
bocca verso le orecchie: A, E, I.
JOURDAIN
A, E, I, I, I, I. È verissimo, viva la scienza!
MAESTRO DI FILOSOFIA
La vocale O si forma riaprendo le mascelle, e restringendo le labbra ai due angoli della
bocca: O.
JOURDAIN
O, O. Niente di più esatto! A, E, I, O, I, O. È meraviglioso! I, O, I, O.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
L'apertura della bocca fa proprio una specie di piccolo cerchio che rappresenta una O.
JOURDAIN
O, O, O. Avete ragione. O. Ah! che bella cosa, saper qualcosa!
MAESTRO DI FILOSOFIA
La vocale U si forma avvicinando i denti, ma senza farli toccare, e sporgendo le labbra in
fuori, avvicinandole l'una all'altra, ma senza chiuderle: U.
JOURDAIN
U, U. Non c'è nulla di più vero: U.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Le vostre labbra non si allungano come se faceste il muso? Difatti se volete far uno
sberleffo a qualcuno o prenderlo in giro, basta gli facciate: U.
JOURDAIN
U, U. Ma è vero. Ah, perché non ho studiato prima, per imparare tutto questo?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Domani, vedremo le altre lettere, cioè le consonanti.
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
E ci sono cose curiose quanto queste?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Senza dubbio. La consonante D, per esempio, si pronuncia battendo la punta della lingua
sui denti superiori: DA.
JOURDAIN
DA, DA. Proprio così! Ah! Che belle cose! Che belle cose!
MAESTRO DI FILOSOFIA
La F, poggiando i denti superiori sul labbro di sotto: FA.
JOURDAIN
FA, FA. Esattissimo. Oh! babbo e mamma, non potrò mai perdonarvi!
MAESTRO DI FILOSOFIA
E la R, portando la punta della lingua fino al palato, in modo che la lingua, spinta dall'aria
che esce con forza, ceda e ritorni sempre allo stesso punto, producendo una specie di
tremolio: R, RA.
JOURDAIN
R, R, RA; R, R, R, R, R, RA. Anche questo è vero. Ah! Che uomo sapiente voi siete! E
quanto tempo ho perduto io! R, R, R, RA.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Vi spiegherò a fondo tutte queste curiosità.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Ci conto. Inoltre devo farvi una confidenza. Sono innamorato di una dama
dell'aristocrazia, e... desidererei che mi aiutaste a scriverle qualcosa in un bigliettino che le
lascerò cadere ai piedi.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Benissimo.
JOURDAIN
Qualcosa di galante, naturalmente.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Certo. Volete scriverle qualche verso?
JOURDAIN
No, no; niente versi.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Soltanto prosa?
JOURDAIN
No, non voglio né prosa né versi.
MAESTRO DI FILOSOFIA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Bisogna pur che sia in uno dei due modi.
JOURDAIN
Perché?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Per il motivo, signore, che per esprimerci possediamo soltanto la prosa o i versi.
JOURDAIN
Soltanto la prosa e i versi?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Proprio così: tutto ciò che non è in prosa è in versi; e tutto ciò che non è in versi è in prosa.
JOURDAIN
E quando si parla, che cosa è?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Prosa.
JOURDAIN
Come? quando dico: «Nicoletta, portami le pantofole, e dammi il berretto da notte», è
prosa?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
MAESTRO DI FILOSOFIA
Sì, signore.
JOURDAIN
Per tutti i diavoli! Sono più di quarant'anni che parlo in prosa. Vi sono molto grato di
avermi informato. Vorrei allora scrivere nel biglietto: «Bella marchesa, i vostri begli occhi
mi fanno morir d'amore»; ma desidererei fosse scritto con galanteria, con eleganza.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Aggiungete allora che il fuoco dei suoi occhi riduce il vostro cuore in cenere; che soffrite
giorno e notte per lei le violenze d'un...
JOURDAIN
No, no e no, niente di tutto questo; voglio soltanto quello che ho detto: «Bella marchesa, i
vostri begli occhi mi fanno morir d'amore».
MAESTRO DI FILOSOFIA
Bisogna pur aggiungervi qualche frase affettuosa...
JOURDAIN
Vi dico di no; nel biglietto voglio scriverle soltanto le parole che ho dette poco fa, ma
espresse per benino, secondo la moda. Su, vi prego di ripetermele un po', per vedere i
diversi modi in cui si possono disporre.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Anzitutto come avete detto voi: «Bella marchesa, i vostri begli occhi mi fanno morir
d'amore». Oppure: «D'amore morir mi fanno, bella marchesa, i vostri begli occhi».
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Oppure: «I vostri occhi belli d'amore mi fanno, bella marchesa, morire». Oppure: «Morire i
vostri begli occhi, bella marchesa, d'amor mi fanno». Oppure: «Mi fanno i vostri begli
occhi morire, bella marchesa, d'amore».
JOURDAIN
Ma di tutti questi modi, qual è il migliore?
MAESTRO DI FILOSOFIA
Quello che avete detto voi «Bella marchesa, i vostri begli occhi mi fanno morir d'amore».
JOURDAIN
Eppure io non ho studiato, e questa frase l'ho creata così, di primo acchito. Vi ringrazio
moltissimo; e tornate, vi prego, domattina presto.
MAESTRO DI FILOSOFIA
Non mancherò. (Esce)
JOURDAIN (al Lacchè)
Come? Non mi hanno ancora portato l'abito nuovo?
IL LACCHÈ
No, signore.
JOURDAIN
Maledetto sarto, mi trascina per le lunghe proprio oggi che ho tante cose da sbrigare.
Scoppio dalla rabbia! La quartana gli faccia chiuder bottega per sempre. Al diavolo quel
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Moliere – Il borghese gentiluomo
boia! La peste lo soffochi! Lo avessi tra le mani, quel detestabile sarto, quel cane, quel
traditore d'un sarto, io...
Scena V
Sarto, Garzone del Sarto che porta il vestito del Signor Jourdain, Jourdain, un Lacchè.
JOURDAIN
Ah! eccovi infine!... stavo per arrabbiarmi con voi.
SARTO
Non sono potuto venire prima, pur avendo messo venti lavoranti intorno al vostro vestito.
JOURDAIN
Mi avete mandato un paio di calze di seta così strette che ho dovuto sudare sette camicie
per infilarle. Si sono già smagliate in due punti.
SARTO
Si allargheranno anche troppo.
JOURDAIN
Sì, se continuerò a romperne le maglie. E le scarpe che vi ho ordinato mi fanno un male del
diavolo.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SARTO
Nient'affatto, signore.
JOURDAIN
Come, nient'affatto?
SARTO
No, non vi fanno un male del diavolo.
JOURDAIN
E io vi dico che me lo fanno!
SARTO
Ve lo immaginate.
JOURDAIN
Lo immagino perché lo sento. Guardate se non è un buon motivo!
SARTO
Ecco qui il più bell'abito che si sia mai veduto a Corte, ed è il più adatto. È un capolavoro
l'aver inventato un vestito serio, senza cadere nel solito nero! E sfido i migliori sarti ad
essere più bravi e più rapidi.
JOURDAIN
Ma cos'è questa faccenda? avete messo i fiori all'ingiù.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SARTO
Non mi avevate detto di volerli all'insù.
JOURDAIN
C'è bisogno di dirlo?
SARTO
Sì, è necessario. I nobili li portano in questo modo.
JOURDAIN
I nobili portano i fiori all'ingiù?
SARTO
Certo, signore.
JOURDAIN
Oh! allora stanno bene così.
SARTO
Se preferite li metterò all'insù.
JOURDAIN
No, no.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SARTO
Basta solo che lo diciate.
JOURDAIN
No, vi dico, avete fatto benissimo. Credete che l'abito mi andrà bene?
SARTO
Bella domanda! Sfido qualsiasi pittore a farvene, col pennello, uno più perfetto. Ho un
lavorante che per tagliare e cucire un paio di calzoni alla Rhingrave è il più gran genio del
mondo; e un altro che, per creare un giustacuore, è l'eroe dei nostri tempi.
JOURDAIN
La parrucca e le piume sono come devono essere?
SARTO
Potete star tranquillo.
JOURDAIN (osservando il vestito del sarto)
Ah! Ah! Signor sarto: questa è la stoffa dell'ultimo abito che mi avete fatto. La riconosco
bene.
SARTO
Mi sembrò tanto bella che ne ho voluto tagliar fuori un vestito anche per me.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Sì, ma non bisognava tagliarlo fuori dalla mia.
SARTO
Volete indossare il vestito nuovo?
JOURDAIN
Sì, date.
SARTO
Un istante. Non è cosa da farsi così alla leggera. Ho condotto qua alcuni miei lavoranti, per
vestirvi a suon di musica. Abiti come questo vanno indossati con solennità. Ehi! entrate
voialtri. Mettete quest'abito al signore con lo stesso cerimoniale che usate con i
gentiluomini.
I quattro lavoranti entrano e si avvicinano danzando al signor Jourdain. Due di essi gli sfilano di
dosso i calzoni aderenti di maglia per la ginnastica, gli altri due gli sfilano il panciotto; poi tutti e
quattro, gli mettono il vestito nuovo. Infine Jourdain va su e giù in mezzo a loro, mostrando l'abito,
quasi a domandare se gli sta bene. Il tutto sempre al ritmo della musica.
APPRENDISTA SARTO
Signor gentiluomo, compiacetevi di dare una mancia a questi ragazzi.
JOURDAIN
Come mi hai chiamato?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
APPRENDISTA SARTO
Signor gentiluomo.
JOURDAIN
«Signor gentiluomo!». Ecco ciò che vuol dire abbigliarsi come i titolati. Restate sempre
vestiti da borghesi e nessuno vi dirà mai: «Signor gentiluomo!». (Distribuisce mance)
Prendete, ecco per il «Signor gentiluomo!».
APPRENDISTA SARTO
Cavaliere, vi siamo riconoscenti.
JOURDAIN
«Cavaliere!». Oh, oh! «Cavaliere!». Aspettate, amico mio: «Cavaliere» merita qualcosa.
Non è parola da nulla «Cavaliere». Prendete, ecco quel che vi regala il «Cavaliere».
APPRENDISTA SARTO
Berremo subito, Cavaliere, alla salute di Vostra Eccellenza!
JOURDAIN
«Vostra Eccellenza»! Oh, oh, oh! Aspettate, non ve ne andate. A me «Vostra Eccellenza»!
(A parte) Parola mia, se arriva a Vostra Altezza, gli do tutta la borsa. (A voce alta) Prendete,
ecco per la mia «Eccellenza»!
APPRENDISTA SARTO
Monsignore, molto umilmente la ringraziamo della sua generosità.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Meglio così, stavo per dargli tutto.
Seconda entrata del Balletto
I quattro lavoranti manifestano la loro gioia per la ricca mancia di Jourdain.
ATTO III
Scena I
Jourdain, due Lacchè.
JOURDAIN
Seguitemi, voglio mostrarmi un po' per la città col vestito nuovo; e soprattutto badate,
ambedue, di seguirmi da vicino: si deve capir bene che siete al mio servizio.
I DUE LACCHÈ
Sì, signore.
JOURDAIN
Chiamatemi Nicoletta. Ho qualche ordine da darle. No; state qui, eccola.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Scena II
Nicoletta, Jourdain, due Lacchè.
JOURDAIN
Nicoletta!
NICOLETTA
Comandate!?
JOURDAIN
Senti.
NICOLETTA
Ih! Ih! Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Che hai da ridere?
NICOLETTA
Ih! Ih! Ih! Ih!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Che cos'ha questa sfacciata?
NICOLETTA
Ih! Ih! Ih! Come siete conciato! Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Che intendi per conciato?
NICOLETTA
Ah! Ah! Ih! Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Che razza di canaglia è questa? Mi vorresti prendere in giro?
NICOLETTA
Neanche per sogno, signore... ci mancherebbe altro. Ih! Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Te le darò, se ridi ancora.
NICOLETTA
Signore, non posso farne a meno... Ih! Ih! Ih! Ih! Ih!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Vuoi farla finita?
NICOLETTA
Signore, vi chiedo scusa; ma siete così buffo, che non posso tenermi dal ridere. Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Mai vista tanta insolenza!
NICOLETTA
Siete proprio buffo, così combinato. Ih! Ih!
JOURDAIN
Io ti...
NICOLETTA
Vi prego di scusarmi. Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Senti, se ti azzardi a ridere ancora, ti rifilerò un ceffone che ricorderai per tutta la vita.
NICOLETTA
Ecco fatto, signore, non rido più.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Guardatene bene. Devi pulir subito...
NICOLETTA
Ih! Ih!
JOURDAIN
... pulir subito e bene...
NICOLETTA
Ih! Ih!
JOURDAIN
Bisogna, dico, che tu pulisca il salotto, e...
NICOLETTA
Ih! Ih!
JOURDAIN
Daccapo?
NICOLETTA (lasciandosi cadere su una seggiola a forza di ridere)
Sentite, padrone, picchiatemi pure, ma lasciatemi sfogare; sarà molto meglio per me. Ih!
Ih! Ih! Ih! Ih!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Scoppio dalla rabbia!
NICOLETTA
Per piacere, padrone, vi prego, lasciatemi ridere... Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Se ti acciuffo...
NICOLETTA
Signo... ore.... se non rido, sco... oppio. Ih! Ih! Ih!
JOURDAIN
Ma si è mai visto una lazzarona simile? Mi viene a ridere in faccia, invece di eseguire i
miei ordini!
NICOLETTA
Cosa comandate, signore?
JOURDAIN
Che tu pensi, birbantaccia, a preparar la casa per gli invitati che stanno per arrivare.
NICOLETTA (rialzandosi)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ah, parola mia! La voglia di ridere mi è bell'e passata. Tutti i vostri ospiti fanno un tale
pandemonio qui, che soltanto al pensarci vado in bestia.
JOURDAIN
Sentila! Non dovrò mica per la tua bella faccia sprangare la mia porta a tutti?
NICOLETTA
A certa gente, dovreste proprio far così.
Scena III
Signora Jourdain, Jourdain, Nicoletta, due Lacchè.
SIGNORA JOURDAIN
Ah! Ah! eccone un'altra delle sue. Che cos'è, signor marito, codesta mascherata? Volete
burlarvi della gente, bardato in codesto modo? o vi piace che dappertutto si facciano beffe
di voi?
JOURDAIN
Di me, moglie mia, si faranno beffe soltanto gli stupidi e le sciocche.
SIGNORA JOURDAIN
Veramente non si è aspettato fino ad oggi: è da quel dì che i vostri modi fan ridere tutti.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Chi sono questi «tutti», per favore?
SIGNORA JOURDAIN
Tutti quelli che ragionano e hanno più giudizio di voi. Da parte mia, sono scandalizzata
dalla vita che conducete. Non so più cosa sia casa nostra: si direbbe che qui ogni giorno sia
martedì grasso. Fin dal mattino, di buona ora, per non perder tempo, qui c'è frastuono di
violini e canterini che scocciano tutto il vicinato.
NICOLETTA
La signora dice bene. Io non riesco più a vedere la nostra casa pulita con quel branco di
gente che vi tirate dietro. Hanno piedi che raccattano fango in tutti i quartieri della città,
per portarlo qui; e la povera Francesca sta quasi coi denti per terra a forza di strofinare il
pavimento che i vostri bei maestri vengono a sporcare ogni santo giorno.
JOURDAIN
Neh, cara la nostra serva Nicoletta, cicalate un po' troppo per una contadina.
SIGNORA JOURDAIN
Nicoletta ha ragione, ha più buon senso di voi. Vorrei proprio sapere che ve ne fate di un
Maestro di ballo, alla vostra età.
NICOLETTA
E di un gran spadaccino, che a forza di battere i piedi ci sconquassa la casa e ci smuove
tutte le mattonelle della sala!?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Zitta, serva! e anche voi, moglie.
SIGNORA JOURDAIN
Volete imparar a ballare per quando non avrete più gambe?
NICOLETTA
O smaniate di ammazzare qualcuno?
JOURDAIN
Finitela, vi dico! Siete due ignoranti e non sapete i vantaggi di tutto ciò.
SIGNORA JOURDAIN
Dovreste piuttosto pensare ad accasare vostra figlia, che è in età da marito.
JOURDAIN
Penserò a maritare mia figlia quando si presenterà un buon partito; ma ora voglio pensar a
imparare le cose belle.
NICOLETTA
Ho sentito dire, signora, che oggi, per completare la razione, ha preso un Maestro di
filosofia.
JOURDAIN
Proprio così. Voglio essere un uomo preparato, e saper ragionare di qualsiasi cosa fra le
persone perbene.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Uno di questi giorni andrete magari in collegio a farvi dar le nerbate, all'età vostra!?
JOURDAIN
Perché no? Volesse il cielo che mi dessero le nerbate ora qui, davanti a tutti, e sapessi ciò
che s'impara a scuola.
NICOLETTA
Sì, davvero! Almeno vi raddrizzerebbero le gambe!
JOURDAIN
Senza dubbio.
SIGNORA JOURDAIN
Tutte le cose proprio adatte a mandare avanti la casa!
JOURDAIN
Certo. Parlate come due bestie; mi vergogno della vostra ignoranza. (Alla signora Jourdain)
Per esempio, lo sapete cos'è quel che dite in questo momento?
SIGNORA JOURDAIN
Sì, io so che quanto dico è detto molto a proposito, e voi dovreste pensare a mutar vita.
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non parlo di questo. Vi chiedo cosa sono le parole che state dicendo.
SIGNORA JOURDAIN
Parole molto sensate sono; ma la vostra condotta non lo è davvero.
JOURDAIN
Non parlo di questo, ripeto! Vi chiedo: ciò che io esprimo in questo istante, discorrendo
con voi, che cos'è?
SIGNORA JOURDAIN
Fanfalucche!
JOURDAIN
Eh no! Non è così! Quel che diciamo ambedue, il linguaggio che adoperiamo adesso?
SIGNORA JOURDAIN
Be'?
JOURDAIN
Come si chiama?
SIGNORA JOURDAIN
Lo si chiami pure come si vuole.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
È prosa, ignorante.
SIGNORA JOURDAIN
Prosa?
JOURDAIN
Sissignora, prosa. Tutto quello che è prosa non è verso; e tutto quello che non è verso non è
prosa. Eh?!... Ecco ciò che vuol dire studiare. (A Nicoletta) E tu, lo sai come bisogna fare per
dire U?
NICOLETTA
Come?
JOURDAIN
Sì. Che fai quando dici U?
NICOLETTA
Che cosa?
JOURDAIN
Di' un po' U, per vedere.
NICOLETTA
Be'. U.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Cos'è che fai?
NICOLETTA
Dico U.
JOURDAIN
Sì; ma quando dici U, cos'è che fai?
NICOLETTA
Faccio quello che mi dite.
JOURDAIN
Oh, che disgrazia aver a che fare con le bestie! Tu allunghi le labbra in fuori, e avvicini la
mascella superiore a quella inferiore: U, vedi? Faccio il broncio: U.
NICOLETTA
Sì, è proprio bello.
SIGNORA JOURDAIN
Una vera meraviglia!
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Questo è nulla. E se aveste visto O, e DA, DA e FA, FA.
SIGNORA JOURDAIN
Cos'è tutto questo guazzabuglio?
NICOLETTA
Da che male fa guarire?
JOURDAIN
Che rabbia, sentire donne così terra terra!
SIGNORA JOURDAIN
Date retta. Dovreste mandare a spasso tutta quella gente con le loro bubbole.
NICOLETTA
A cominciare da quello spilungone del Maestro di scherma, che mi riempie di polvere
tutta la casa.
JOURDAIN
Già, quel Maestro di scherma, proprio ti sta sullo stomaco. Voglio subito farti constatare la
tua sciocca impertinenza. (Fa portare i fioretti e ne dà uno a Nicoletta) Guarda, ragione
dimostrativa, la linea del corpo. Quando si attacca di quarta, basta fare così; e di terza così.
Questo è il modo per non essere mai ammazzato. Non è un gran bene essere sicuri del
fatto proprio, se capita di battersi con qualcuno? Su, attaccami un po', per provare.
NICOLETTA
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Eh be', che ci vuole! (Gli assesta diverse botte).
JOURDAIN
Piano! Ehi! Oh! Con garbo! Accidenti a questa villana!
NICOLETTA
Siete voi che mi dite di attaccare.
JOURDAIN
Sì, ma tu mi attacchi di terza, prima che di quarta, e non aspetti che io pari.
SIGNORA JOURDAIN
Siete ammattito, marito mio, con tutte le vostre stramberie: vi hanno preso da quando
volete frequentare i nobili.
JOURDAIN
Se frequento la nobilità, dimostro di aver sale in testa, certo assai più che a correr dietro ai
vostri borghesucci.
SIGNORA JOURDAIN
Sì, proprio vero! Bel guadagno a frequentare quei vostri nobili! Affari d'oro avete concluso
con quel bel signor conte di cui vi siete infatuato.
JOURDAIN
Basta! Non parlate a vanvera. Vi rendete conto, signora moglie, che non sapete di chi
parlate quando parlate di lui? È personaggio assai più importante di quanto credete: un
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Moliere – Il borghese gentiluomo
signore tenuto in alta considerazione a Corte: che parla col Re come io parlo con voi! E non
torna a mio grande onore che si veda venir tanto spesso a casa mia un gentiluomo di tanto
merito, che mi chiama suo caro amico e mi tratta come un suo pari? Ha per me attenzioni
da non credere e, davanti a tutti, gentilezze che mi lasciano confuso.
SIGNORA JOURDAIN
Come no? Attenzioni, gentilezze; ma vi chiede in prestito i quattrini.
JOURDAIN
E con questo?! Non è un onore per me fare qualche prestito a un uomo della sua
condizione? E potrei far di meno per un gran signore che mi chiama suo carissimo amico?
SIGNORA JOURDAIN
E quel gran signore, che fa per voi?
JOURDAIN
Cose che farebbero strabiliare, se si risapessero.
SIGNORA JOURDAIN
E quali?
JOURDAIN
Zitta, non posso spiegarmi. Vi basti sapere che se gli ho prestato del denaro, me lo
renderà, e presto.
SIGNORA JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Sì, aspettatelo pure!
JOURDAIN
Certo. Non mi ha dato la sua parola?
SIGNORA JOURDAIN
Sì, sì; non mancherà di mancare.
JOURDAIN
Me l'ha giurato sulla sua fede di gentiluomo.
SIGNORA JOURDAIN
Chiacchiere!
JOURDAIN
Eh, siete davvero ostinata, moglie mia. Vi dico che manterrà la parola, ne sono sicuro.
SIGNORA JOURDAIN
E io, sono sicura di no, e che tutte quelle sue moine, sono soltanto per abbindolarvi.
JOURDAIN
Zitta: eccolo.
SIGNORA JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non ci mancava altro. Forse viene a chiedervi un altro prestito. Mi prende il voltastomaco
quando lo vedo.
JOURDAIN
Zitta, vi dico.
Scena IV
Dorante, Jourdain, Signora Jourdain, Nicoletta.
DORANTE
Signor Jourdain, mio caro amico, come state?
JOURDAIN
Benissimo, signore, sempre pronto a rendervi i miei piccoli servigi.
DORANTE
E la signora Jourdain, che vedo con piacere, come sta?
SIGNORA JOURDAIN
La signora Jourdain sta come può.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORANTE
Oh, caspita, signor Jourdain, che eleganza!
JOURDAIN
Credete?
DORANTE
Avete un'aria distintissima con questo abito. A Corte non abbiamo giovani che sian fatti
meglio di voi...
JOURDAIN
Eh, via, eh, via...
SIGNORA JOURDAIN (a parte)
Lo gratta dove gli prude!
DORANTE
Voltatevi. Siete proprio elegante.
SIGNORA JOURDAIN (a parte)
Sì, sciocco dietro quanto davanti.
DORANTE
Parola mia, signor Jourdain, avevo gran voglia di vedervi. Siete la persona che stimo di
più; e anche stamattina parlavo di voi, in camera del re.
72
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Mi fate troppo onore, conte. (Alla signora Jourdain) In camera del re!
DORANTE
Andiamo, mettetevi il cappello.
JOURDAIN
Signore, so il rispetto dovutovi.
DORANTE
Santo cielo! Mettetevelo. Nessuna cerimonia fra noi, vi prego.
JOURDAIN
Signor conte...
DORANTE
Mettetevelo, vi dico, signor Jourdain: siete mio amico.
JOURDAIN
Sono il servitor vostro, signore.
DORANTE
Non mi coprirò, se non vi coprite voi.
73
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN (coprendosi)
Preferisco essere maleducato che importuno.
DORANTE
Sono vostro debitore, come sapete.
SIGNORA JOURDAIN (a parte)
Eh, sì, lo sappiamo anche troppo!
DORANTE
Voi, generosamente, mi avete prestato denaro in diverse occasioni, e riconosco che mi
avete favorito con grandissimo garbo.
JOURDAIN
Signor conte, voi scherzate.
DORANTE
Ma io restituisco ciò che mi viene prestato, e sono riconoscente dei favori che mi si fanno.
JOURDAIN
Non ne dubito affatto, signor conte.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Voglio sdebitarmi con voi, e sono qui appunto per fare i conti insieme.
JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Vedete bene, ora, il vostro torto, moglie mia?
DORANTE
Sono un uomo che ama disobbligarsi più presto che può.
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Che vi dicevo?
DORANTE
Vediamo allora quanto vi debbo.
JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Eccovi servita, con i vostri ridicoli sospetti.
DORANTE
Ricordate bene quanto denaro mi avete prestato?
JOURDAIN
Credo di sì. Ne ho preso un piccolo appunto. Eccolo. Dato una volta duecento luigi.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
È vero.
JOURDAIN
Un'altra volta, centoventi.
DORANTE
Sì.
JOURDAIN
E un'altra volta, centoquaranta.
DORANTE
Giusto.
JOURDAIN
In tutto quattrocentosessanta luigi, cioè cinquemilasessanta lire.
DORANTE
Esatto. Cinquemilasessanta lire.
JOURDAIN
Milleottocentotrentadue lire al vostro piumaio.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Perfettamente.
JOURDAIN
Duemilasettecentottanta al vostro sarto.
DORANTE
È vero.
JOURDAIN
Quattromilatrecentosettantanove
lire, dodici soldi e otto denari al negoziante di stoffe.
DORANTE
Perfetto... dodici soldi e otto denari, il conto è giusto.
JOURDAIN
E millesettecentoquarantotto lire, sette soldi e quattro denari al sellaio.
DORANTE
D'accordo. E quanto fa in tutto?
JOURDAIN
Totale: quindicimilaottocento lire.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORANTE
La somma totale è giusta: quindicimilaottocento lire. Aggiungete altre duecento pistole
che mi darete ora: e saranno diciottomila lire tonde tonde, che vi restituirò alla prima
occasione.
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Eh, non l'avevo azzeccata?...
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Zitta!
DORANTE
V'incomoderà darmi quanto vi chiedo?
JOURDAIN
Non sarà mai detto!
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Vi considera una grassa mucca da mungere...
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
State zitta!
DORANTE
Perché, se v'incomodasse, cercherei altrove.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Oh, no, signor conte.
SIGNOR JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Non sarà contento finché non vi avrà rovinato.
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Zitta, vi dico!
DORANTE
Basta che lo diciate, se vi disturba.
JOURDAIN
Assolutamente no, signor conte.
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
È un autentico abbindolatore!
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Finitela, insomma!
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Vi spillerà fin l'ultimo soldo.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Volete chiudere il becco?
DORANTE
Moltissime persone mi farebbero un prestito con gioia; ma siccome siete il mio migliore
amico, mi sembrerebbe di farvi torto se mi rivolgessi ad altri.
JOURDAIN
Troppo onore mi fate, signor conte. Vado a prendervi quanto vi serve.
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Come? Anche questi gli darete?
JOURDAIN (sottovoce alla signora Jourdain)
Che fare? Volete rifiuti qualcosa a un nobile, che ha parlato di me stamattina in camera del
re?
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Jourdain)
Ah! Siete proprio un vero barbagianni!
Scena V
Dorante, Signora Jourdain, Nicoletta.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORANTE
Che avete, signora Jourdain? Mi sembrate malinconica.
SIGNORA JOURDAIN
Ho la testa più grossa di un mulino a vento, e sì che non è gonfia!
DORANTE
La signorina vostra figlia dov'è, che non la vedo?
SIGNORA JOURDAIN
La signorina mia figlia si trova bene dov'è.
DORANTE
E come sta?
SIGNORA JOURDAIN
Sta sulle sue gambe.
DORANTE
Non vorreste, uno di questi giorni, venire con lei a veder il balletto e la commedia che
danno a Corte?
SIGNORA JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ma certo! abbiamo una voglia matta di ridere, proprio una matta voglia di ridere
abbiamo...
DORANTE
Penso, signora, che da giovane abbiate avuto molti spasimanti, bella e amabile come
eravate.
SIGNORA JOURDAIN
Perdinci, forse che la signora Jourdain è decrepita e la sua zucca già le tentenna?
DORANTE
Ah, diamine, signora Jourdain, vi chiedo scusa. Non pensavo che siete giovane, spesso
sono distratto. Perdonatemi l'impertinenza, vi prego.
Scena VI
Jourdain, Signora Jourdain, Dorante, Nicoletta.
JOURDAIN (a Dorante)
Eccovi duecento luigi sonanti.
DORANTE
Vi assicuro, signor Jourdain, che vi sono assai grato e che ardo dal desiderio di rendervi
qualche servigio a Corte.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Obbligatissimo!
DORANTE
Se la signora Jourdain vuole assistere allo spettacolo di Corte, le farò assegnare i migliori
posti della sala.
SIGNORA JOURDAIN
La signora Jourdain vi bacia le mani.
DORANTE (sottovoce a Jourdain)
La nostra bella marchesa, come vi ho avvertito col mio biglietto, fra poco sarà qui per il
balletto e il pranzo, e l'ho finalmente convinta ad accettare il dono che volete farle.
JOURDAIN
Tiriamoci un po' da parte... Voi capite perché.
DORANTE
Sono otto giorni che non vi vedo, e non vi ho potuto dare notizie del diamante che mi
consegnaste perché gliene facessi dono da parte vostra; ma è stata una fatica indiavolata
vincere i suoi scrupoli, e soltanto oggi si è decisa ad accettarlo.
JOURDAIN
Come le è sembrato?
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Stupendo. Credo di non sbagliare dicendo che la bellezza di quel diamante farà sul suo
animo un effetto prodigioso in vostro favore.
JOURDAIN
Volesse il Cielo!
SIGNORA JOURDAIN (a Nicoletta)
Se sta un po' con lui, non riesce più a spiccicarsene.
DORANTE
Le ho fatto capire nel miglior modo la magnificenza del dono e la grandezza del vostro
amore.
JOURDAIN
Signor conte, voi mi colmate di cortesie; e io sono trasecolato al vedere una persona del
vostro rango abbassarsi per me a quello che fate.
DORANTE
Scherzate? Tra amici, simili scrupoli? E non fareste lo stesso per me, se vi si offrisse
l'occasione?
JOURDAIN
Oh! certamente, e con tutto il cuore.
SIGNORA JOURDAIN (a Nicoletta)
Quanto mi sta sullo stomaco quell'individuo!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORANTE
Da parte mia non bado a nulla, quando si tratta di favorire un amico; e quando mi
confidaste la vostra passione per quell'attraente marchesa, che io frequentavo già da
tempo, vedeste che subito io stesso mi offrii di agevolare il vostro amore.
JOURDAIN
E vero. Sono finezze che mi lasciano completamente confuso.
SIGNORA JOURDAIN (a Nicoletta)
Ma non se ne andrà mai?
NICOLETTA
Si trovano bene insieme.
DORANTE
Avete preso la via giusta per giungerle al cuore: le donne hanno un debole per le spese che
si fanno per loro; e le vostre frequenti serenate, i vostri continui mazzi di fiori, i magnifici
fuochi d'artificio che ammirò sul lago, il diamante che ricevé da parte vostra e il festino che
state per offrirle, tutto ciò la dispone in favore dell'amor vostro molto meglio di tutte le
frasi che avreste potuto dirle.
JOURDAIN
Farei qualsiasi spesa pur di trovare la via del suo cuore. Una gran dama ha per me un
fascino irresistibile, e l'onore di servirla l'acquisterei a qualsiasi prezzo.
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Nicoletta)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ma che avranno da dirsi così a lungo? Accòstati per sentire, senza farti accorgere.
DORANTE
Fra poco godrete a vostro agio il piacere di vederla, e i vostri occhi avranno tutto il tempo
di saziarsene.
JOURDAIN
Per essere in piena libertà, ho fatto in modo che mia moglie vada a pranzo da mia sorella,
dove passerà tutta la serata.
DORANTE
Giusta cautela, perché ci avrebbe messo nell'imbarazzo. Ho dato io per voi gli ordini
necessari al cuoco e per tutto quello che servirà per il balletto, il quale è una mia creazione;
e, se verrà eseguito secondo la mia idea, sono sicuro che il giudizio su di esso...
JOURDAIN (si accorge che Nicoletta ascolta, e le dà uno schiaffo)
Oeh! ma che razza di sfacciata! (A Dorante) Usciamo, vi prego.
Scena VII
Signora Jourdain, Nicoletta.
NICOLETTA
Ahi! Signora, la curiosità mi è costata cara; ma qualcosa bolle in pentola, perché parlano di
una faccenda in cui non vogliono che voi ficchiate il naso.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Non è da oggi, Nicoletta, che sospetto di mio marito. O prendo una gran cantonata, o c'è in
giro qualche amore da strapazzo. Voglio scoprire di che si tratta. Ma pensiamo a mia
figlia. Tu sai quanto l'ama Cleonte. Quel giovane mi va a genio e mi avrà per alleata.
Voglio riuscire a fargli sposare Lucilla.
NICOLETTA
Che gioia, signora, sentirvi dir questo; perché se a voi garba il padrone, il suo servitore
garba altrettanto a me: e magari il nostro matrimonio potesse farsi all'ombra del loro.
SIGNORA JOURDAIN
Vallo a cercare da parte mia. Digli che venga subito a trovarmi per chiedere, col mio aiuto,
la mano di Lucilla a mio marito.
NICOLETTA
Corro, e con gioia, signora! Non potevate darmi incarico più piacevole. (Sola) Già
m'immagino quanto li farò felici!
Scena VIII
Cleonte, Coviello, Nicoletta.
NICOLETTA (a Cleonte)
Ah! capitate al momento giusto; sono ambasciatrice di gioia: venivo...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Vattene, perfida, e non mi seccare con le tue parole traditrici.
NICOLETTA
È così che ricevete?...
CLEONTE
Vattene, ti dico! Vai da quell'impostora della tua padrona, e dille che mai più in vita sua
ingannerà il troppo credulo Cleonte.
NICOLETTA
Ma che frenesie son queste? Mio povero Coviello, spiegamelo tu.
COVIELLO
Il tuo povero Coviello, scellerata! Sparisci subito, infame!! Lasciami in pace!
NICOLETTA
Come? Tu pure ti metti...
COVIELLO
Svelta, levamiti dalla vista, ho detto. E non mi rivolgere mai più la parola.
NICOLETTA (a parte)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ehi! che vespa li ha punti tutti e due? Andiamo subito a raccontare questa bella storia alla
padrona.
Scena IX
Cleonte, Coviello.
CLEONTE
Trattare così un innamorato! L'innamorato più fedele e più ardente che sia mai esistito!
COVIELLO
È spaventoso, quello che ci hanno fatto.
CLEONTE
Dimostro a una donna una passione, una tenerezza inesprimibili; amo soltanto lei, non ho
in mente che lei; le mie ansie, i miei desideri, la mia felicità sono tutti per lei sola; parlo
soltanto di lei, penso solo a lei, non respiro che per lei, questo mio cuore vive
esclusivamente per lei: ed ecco il giusto premio di tanto amore! Sto senza vederla due
giorni, che per me sono due secoli di angoscia: per caso la incontro; questo cuore
vedendola tripudia; la gioia s'irradia in tutto il mio essere, estasiato le volo incontro... e
l'infedele evita il mio sguardo e mi passa davanti imperturbabile, come se non mi avesse
mai conosciuto!
COVIELLO
Le stesse cose dico io.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Ah, Coviello, si è mai visto perfidia pari a quella dell'ingrata Lucilla?
COVIELLO
E a quella, signore, della scellerata Nicoletta?
CLEONTE
Dopo tutti gli appassionati sacrifici, i sospiri, i giuramenti dedicati alle sue bellezze?
COVIELLO
Dopo tanti assidui omaggi, piaceri e servizi che le ho fatto in cucina!
CLEONTE
Tante lacrime versate ai suoi ginocchi!
COVIELLO
Tutti i secchi d'acqua tirati su dal pozzo per lei!
CLEONTE
Tanto ardore dimostrato ad amarla più di me stesso!
COVIELLO
Tanto calore patito a girar lo spiedo per lei!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Ora mi sfugge sprezzante!
COVIELLO
E la sfrontata mi volta la schiena!
CLEONTE
Simile perfidia merita i più grandi castighi!
COVIELLO
Mille schiaffi per un tradimento simile!
CLEONTE
Non ti venga mai in mente di parlare in sua difesa!
COVIELLO
Io, signore? me ne guardi il Cielo!
CLEONTE
Non venirmi a scusare l'azionaccia di quell'infedele!
COVIELLO
Non temete.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
No, stai pur certo, tutti i tuoi discorsi per difenderla non serviranno a nulla.
COVIELLO
E chi ci pensa!
CLEONTE
Voglio serbarle intero il mio sdegno, e romperò ogni rapporto con lei.
COVIELLO
Lo stesso farò io.
CLEONTE
Le avrà fatto colpo quel signor conte che frequenta questa casa; scommetterei che s'è
lasciata abbagliare dal titolo. Io devo, per il mio onore, prevenir lo smacco della sua
incostanza. Voglio ricambiarle pan per focaccia e non lasciarle il vanto di avermi piantato.
COVIELLO
Giustissima decisione. Sono pienamente d'accordo.
CLEONTE
Attizza il mio sdegno e sostieni la mia determinazione contro i resti d'amore che
potrebbero parlarmi in favor suo! Dimmene, ti scongiuro, più male che puoi; fammi un
ritratto della sua persona che me la renda odiosa; e mettimi in luce tutti i difetti che le puoi
trovare, affinché mi disgusti di lei!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Quella, padrone mio! Una gran smorfiosa, una gattaccia leziosa, farvi perdere la testa così!
Io vedo in lei soltanto mediocrità; cento ne troverete più degne di voi. Anzitutto, ha gli
occhi piccoli, piccoli.
CLEONTE
È vero, ha gli occhi piccoli, ma pieni di fuoco, luminosi, espressivi come non ce ne sono
altri; e mai se ne videro di più seducenti.
COVIELLO
Ha la bocca larga.
CLEONTE
Sì; ma piena d'incanti, che le altre bocche non hanno; soltanto il vederla accende il
desiderio. È la più attraente, la più amorosa bocca del mondo.
COVIELLO
Di statura, alta non è.
CLEONTE
No; ma è snella e ben proporzionata.
COVIELLO
Nel parlare e nel muoversi mostra una specie di languore.
CLEONTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non dico di no; ma che grazia ci mette! e i suoi modi avvincenti, con quale fascino
s'insinuano nei cuori!
COVIELLO
Quanto a intelligenza...
CLEONTE
Oh, ne ha, Coviello, e finissima, sensibilissima.
COVIELLO
La sua conversazione...
CLEONTE
Incantevole.
COVIELLO
È sempre seria.
CLEONTE
La preferiresti con una giovialità rumorosa, con un buonumore aggressivo? Esiste
qualcosa di più pestifero delle donne che ridono appena uno apre bocca?
COVIELLO
Ma, in conclusione, una capricciosa come lei, non s'è mai vista.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Sì, è capricciosa, te lo concedo; ma tutto dona alle belle; dalle belle donne si sopporta tutto.
COVIELLO
Be', ho bell'e visto, è chiaro che avete sempre voglia di amarla.
CLEONTE
Io? Preferirei morire; e presto la odierò quanto l'ho adorata.
COVIELLO
Come, se la trovate così perfetta?
CLEONTE
Appunto per questo la mia vendetta sarà totale; in questo modo voglio mostrare meglio la
forza del mio animo: nell'odiarla e nell'abbandonarla pur trovandola bella, seducente e
amabile. Eccola.
Scena X
Cleonte, Lucilla, Coviello, Nicoletta.
NICOLETTA (a Lucilla)
Per conto mio, sono ancora fuori di me dalla rabbia.
95
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Moliere – Il borghese gentiluomo
LUCILLA
Non può essere che come ti dico. Ma eccolo.
CLEONTE (a Coviello)
Non voglio neppure parlarle.
COVIELLO
Lo stesso farò io.
LUCILLA
Che c'è, dunque, Cleonte? Che cosa avete?
NICOLETTA
Cos'hai, Coviello?
LUCILLA
Qualche dispiacere vi affligge?
NICOLETTA
Cos'è questo malumore?
LUCILLA
Siete muto, Cleonte?
96
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA
Hai perso la parola, Coviello?
CLEONTE
Che scelleratezza!
COVIELLO
Roba degna di Giuda!
LUCILLA
È chiaro che l'incontro di poco fa vi ha turbato.
CLEONTE (a Coviello)
Ah, ah! Qualcuno comincia a capire ciò che ha fatto?
NICOLETTA
Te la sei presa per la nostra accoglienza di stamane?
COVIELLO (a Cleonte)
La lingua batte dove il dente duole.
LUCILLA
Vero, Cleonte, che per questo siete irritato?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Sì, perfida, sì, giacché volete saperlo; e vi dico che avrete poco da trionfare per la vostra
infedeltà! Sono io a romperla per primo, e non vi lascerò il piacere di scacciarmi. Mi
costerà caro, lo so, vincer l'amore che vi porto, per me saranno patimenti per qualche
tempo, ma ne verrò a capo. E mi trafiggerò il cuore piuttosto che aver la debolezza di
tornare da voi.
COVIELLO (a Nicoletta)
Così io, Così io.
LUCILLA
Quanto rumore per nulla, Cleonte! Vi spiego il motivo che stamane mi ha spinto ad evitare
d'incontrarmi con voi.
CLEONTE (fa per andarsene, scansando Lucilla)
No, non voglio sentir nulla.
NICOLETTA (a Coviello)
Ti voglio far capire perché siamo passate così in fretta.
COVIELLO (mostrando anche lui di volersene andare, scansando Nicoletta)
Non voglio sentire le tue chiacchiere.
LUCILLA (seguendo Cleonte)
Sappiate che stamane...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE (sempre camminando senza guardare Lucilla)
No, vi ho detto.
NICOLETTA (seguendo Coviello)
Devi sapere che...
COVIELLO (anch'esso camminando senza guardare Nicoletta)
No, traditrice.
LUCILLA
Ascoltate!
CLEONTE
Niente da fare.
NICOLETTA
Lasciami dire...
COVIELLO
Sono sordo.
LUCILLA
Cleonte!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
No!
NICOLETTA
Coviello!
COVIELLO
Niente!
LUCILLA
Fermatevi!
CLEONTE
Fandonie!
NICOLETTA
Dammi retta!
COVIELLO
Frottole!
LUCILLA
Un momento.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Nient'affatto!
NICOLETTA
Un po' di pazienza...
COVIELLO
Marameo!
LUCILLA
Due parole...
CLEONTE
No, è finita.
NICOLETTA
Una parola...
COVIELLO
Chiusi, i nostri rapporti.
LUCILLA (fermandosi)
Oh, insomma! Non volete ascoltarmi? Allora pensate e fate quel che vi pare e piace.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA (fermandosi anch'essa)
Giacché fai così, prendila come vuoi.
CLEONTE (voltandosi verso Lucilla)
Sentiamo dunque il motivo d'una così bella accoglienza.
LUCILLA (scostandosi a sua volta per evitare Cleonte)
Non ho più voglia di dirlo.
COVIELLO (voltandosi verso Nicoletta)
Spiegaci un po' questa storia.
NICOLETTA (allontanandosi a sua volta per sfuggire Coviello)
Non ti spiego più niente.
CLEONTE (seguendo Lucilla)
Ditemi...
LUCILLA (continuando a camminare senza guardare Cleonte)
No, non voglio dir nulla.
COVIELLO
Raccontami.
102
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA (anch'essa camminando senza guardare Coviello)
Non racconto proprio nulla.
CLEONTE
Per piacere!
LUCILLA
No, vi ho detto.
COVIELLO
Per carità!
NICOLETTA
Niente da fare.
CLEONTE
Ve ne prego.
LUCILLA
Lasciatemi in pace.
COVIELLO
Ti scongiuro.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA
Togliti di mezzo.
CLEONTE
Lucilla!
LUCILLA
No!
COVIELLO
Nicoletta!
NICOLETTA
Niente.
CLEONTE
In nome degli dei!
LUCILLA
Non voglio.
COVIELLO
Dimmi qualcosa...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA
Nient'affatto!
CLEONTE
Dissipate i miei dubbi.
LUCILLA
No, non ci penso proprio.
COVIELLO
Toglimi questa spina dal cuore.
NICOLETTA
No, non mi va.
CLEONTE
Ebbene! poiché v'importa così poco di togliermi dalle pene e di giustificarvi dell'indegno
trattamento da voi inflitto al mio amore, mi viedete, ingrata, per l'ultima volta. Vado
lontano da voi a morir di dolore e d'amore.
COVIELLO (a Nicoletta)
E io, seguirò i suoi passi.
LUCILLA (a Cleonte, che sta per uscire)
Cleonte!
105
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Moliere – Il borghese gentiluomo
NICOLETTA (a Coviello che segue il suo padrone)
Coviello!
CLEONTE (fermandosi)
Eh?
COVIELLO (fermandosi anche lui)
Cosa?
LUCILLA
Dove andate?
CLEONTE
Dove ho detto.
COVIELLO
Andiamo a morire.
LUCILLA
A morire, Cleonte?...
CLEONTE
Sì, crudele, poiché lo volete.
106
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Moliere – Il borghese gentiluomo
LUCILLA
Io? io voglio che voi moriate?
CLEONTE
Sì, proprio voi.
LUCILLA
Chi ve lo dice?
CLEONTE (avvicinandosi a Lucilla)
Non è volerlo, il non voler dissolvere i miei sospetti?
LUCILLA
È colpa mia? e, se aveste voluto ascoltarmi, non vi avrei forse spiegato che il fatto di cui vi
dolete è stato causato stamane dalla presenza di una vecchia zia?... Essa pretende che la
sola vicinanza d'un uomo disonori una ragazza. Non fa che predicarci su quest'argomento!
Ogni uomo, a sentir lei, è un diavolo da fuggire di gran carriera!
NICOLETTA (a Coviello)
Ecco il grande segreto.
CLEONTE
Non m'ingannate, Lucilla?
107
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO (a Nicoletta)
Non me la dai mica a bere?
LUCILLA (a Cleonte)
Non vi è nulla di più vero.
NICOLETTA (a Coviello)
È la pura verità.
COVIELLO (a Cleonte)
Ci arrendiamo allora?
CLEONTE
Ah, Lucilla! Come sapete con una sola parola infondere pace nel mio cuore! E come ci si
lascia persuadere facilmente dalle persone che amiamo!
COVIELLO
Con che facilità ci accalappiano queste diavolesse!
Scena XI
Signora Jourdain, Cleonte, Lucilla, Coviello, Nicoletta.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Che piacere vedervi, Cleonte! Capitate a proposito! Mio marito sta per giungere; non
perdete tempo: chiedetegli Lucilla in sposa.
CLEONTE
Ah, signora, che dolci parole per me, e come accarezzano le mie speranze! Potevo ricevere
ordine più gradito? favore più prezioso?
Scena XII
Cleonte, Jourdain, Signora Jourdain, Lucilla, Coviello, Nicoletta.
CLEONTE
Signore, non ho voluto metter di mezzo altri per farvi una domanda su cui rifletto da
molto. Mi sta troppo a cuore perché non me ne incarichi io stesso; e, senza più perifrasi, vi
dirò che l'onor di essere vostro genero è un ambito privilegio che vi prego di accordarmi.
JOURDAIN
Prima di darvi una risposta, signore, vi prego dirmi se siete nobile.
CLEONTE
Signore, nel rispondere a questa domanda quasi tutti non hanno esitazioni. Molti si
appropriano con disinvoltura di un titolo. Quasi nessuno se ne fa scrupolo; e l'uso odierno
sembra autorizzarne l'usurpazione. Da parte mia, confesso, ho in materia una sensibilità
un po' più delicata: reputo qualsiasi impostura indegna di un galantuomo. È da vili
camuffare la condizione in cui il cielo ci ha fatti nascere; pavoneggiarsi agli occhi della
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Moliere – Il borghese gentiluomo
gente di un titolo rubato; volersi far passare per quello che non si è. Io, certo, discendo da
una famiglia che ha ricoperto cariche importanti; ho prestato con onore sei anni di servizio
come ufficiale dell'esercito, e ho quanto mi basta per tenere in società un posto piuttosto
decoroso; ma, con tutto ciò, non voglio attribuirmi un titolo al quale altri crederebbero di
poter pretendere; e vi dirò francamente che nobile non sono.
JOURDAIN
Qua la mano, signore: mia figlia non è per voi.
CLEONTE
Come?
JOURDAIN
Non siete nobile: non avrete mia figlia.
SIGNORA JOURDAIN
Ma che volete dire, col vostro nobile? Discendiamo forse, io e voi, dalla costola di San
Luigi?
JOURDAIN
State zitta, moglie: so già dove volete andar a parare.
SIGNORA JOURDAIN
Non discendiamo tutti e due dalla buona borghesia?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ecco la linguaccia!
SIGNORA JOURDAIN
E vostro padre non era un negoziante tale e quale il mio?
JOURDAIN
Accidenti alle donne! Non una volta rinuncia a ripeterlo. Se vostro padre era negoziante,
tanto peggio per lui; ma del mio, sono i maldicenti che lo dicono. Tutto quel che ho da
dirvi, io, è che per genero intendo avere un nobile.
SIGNORA JOURDAIN
Vostra figlia ha bisogno di un marito che le si addica, meglio per lei un brav'uomo ricco e
bello che un nobile spiantato e balogio.
NICOLETTA
Proprio così. Il figlio del signore del mio villaggio è il più citrullo e il più fesso scimunito
che io abbia mai visto.
JOURDAIN (a Nicoletta)
Silenzio, impertinente! Basta, col vostro ficcarvi nella conversazione! Beni per mia figlia, io
ne ho più che a sufficienza; mi servono soltanto gli onori e voglio farla marchesa.
SIGNORA JOURDAIN
Marchesa?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Sì, marchesa.
SIGNORA JOURDAIN
Ahimè! Dio ce ne scampi!
JOURDAIN
È cosa decisa.
SIGNORA JOURDAIN
È una cosa, dico io, alla quale non consentirò mai. A imparentarsi con gente di condizione
superiore si va incontro a spiacevoli inconvenienti. Non voglio un genero che possa
rinfacciare a mia figlia i suoi genitori; e che Lucilla abbia dei figli i quali si vergognino di
chiamarmi nonna. Se le accadesse di venirmi a trovare nella sua carrozza di gran dama, e
per distrazione non salutasse qualcuno del quartiere, la gente non mancherebbe di dire
mille sciocchezze. «Guardate un po' - direbbero - la signora marchesa che fa tanto la
superba! È la figlia di Jourdain... da piccola non le sembrava vero di giocare alle signore
con noi! Non è mica stata sempre nelle grandezze di adesso, e i suoi nonni facevano i
lanavendoli a Porta Sant'Innocenzo. I soldi che ammucchiarono per i figlioli chissà che ora
non li scontino cari nell'altro mondo! Non si diventa così ricchi restando onesti». Tutti
questi pettegolezzi io non li voglio. Voglio invece, a farla breve, un genero che mi sia
riconoscente di avergli dato mia figlia; uno al quale io possa dire: «Sedetevi, caro genero, e
restate a cena con noi».
JOURDAIN
Ecco, è sentimento di animo gretto voler rimanere sempre in basso. E ora smettetela: mia
figlia sarà marchesa, a dispetto di tutti; e, se mi fate saltar la mosca al naso, la farò
duchessa.
SIGNORA JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Cleonte, non perdetevi d'animo. (A Lucilla) Vieni con me, figlia mia. Andiamo a dire
risolutamente a tuo padre che, se non sposerai lui, non vorrai nessun altro.
Scena XIII
Cleonte, Coviello.
COVIELLO
Bell'affare avete combinato, con i vostri nobili sentimenti.
CLEONTE
Che vuoi? Ho i miei scrupoli in questo, e l'esempio altrui non può farmeli dimenticare.
COVIELLO
Cosa vi salta in mente di prenderla sul serio, con un uomo simile? Non vedete che è
matto? E cosa vi costava assecondarlo nelle sue ubbie?
CLEONTE
Hai ragione; ma non immaginavo che bisognasse presentare le proprie patenti di nobiltà
per diventare genero del signor Jourdain.
COVIELLO (ridendo)
Ah, ah, ah!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
CLEONTE
Di che ridi?
COVIELLO
Di un'idea che mi è venuta per beffare lui e fare contento voi.
CLEONTE
In che modo?
COVIELLO
Ah, ah! L'idea è proprio divertente!
CLEONTE
E cioè?
COVIELLO
Poco tempo fa, venne fatta una certa mascherata, che andrebbe a perfezione nel caso
nostro; io penserei di ripeterla per burlare quell'uomo ridicolo. Non le mancherà un certo
sapor di commedia, ma con un tipo simile si può azzardare qualsiasi cosa, senza andar
tanto per il sottile: in essa egli reciterà la sua parte a meraviglia, è fatto apposta per seguire
tutte le stramberie che ci verranno in mente. Ho pronti attori e costumi. Basta soltanto che
mi lasciate fare.
CLEONTE
Ma informami almeno...
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Ora vi spiego tutto. Andiamocene: eccolo che ritorna.
Scena XIV
Jourdain, un Lacchè.
JOURDAIN
Che diavolo! Sempre a rimproverarmi per via dei gran signori, e io invece non vedo niente
di più bello del frequentarli: da loro si ricevono solo onori e cortesie. Vorrei averci rimesso
due dita di una mano pur di essere nato conte o marchese.
IL LACCHÈ
Signore, c'è il signor conte, e una dama che egli conduce per mano.
JOURDAIN
Oh, perdinci! Devo dare ancora qualche ordine!... Di' loro che torno subito.
Scena XV
Dorimene, Dorante, un Lacchè.
IL LACCHÈ
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Il padrone dice che viene subito.
DORANTE
Bene.
DORIMENE
Anche stavolta, Dorante, non so se faccio bene a lasciarmi condurre da voi in una casa
dove non conosco nessuno.
DORANTE
E quale posto desiderate dunque che il mio amore scelga per offrirvi un pranzo, se, per
sfuggire le chiacchiere, non volete ci si incontri né a casa vostra né a casa mia?
DORIMENE
Ma non credete che in tal modo insensibilmente, di giorno in giorno, io mi trovo vieppiù
impegnata ad accettare le grandi prove della vostra passione? Ho un bel difendermi, voi
stancate la mia resistenza, e con la vostra civile cocciutaggine, mi conducete pian piano
dove volete. Cominciaste con le visite frequenti, continuaste con le dichiarazioni, e poi con
le serenate, e le feste, e infine i regali... Ho cercato di sottrarmi a tutto questo, ma voi non
desistete mai, e, a poco a poco, prendete il sopravvento sui miei propositi. Adesso non
riesco più a rispondere della mia volontà, e credo che finirete con condurmi al
matrimonio, dal quale mi ero ormai tanto allontanata!
DORANTE
Parola mia! signora, dovreste esservi già decisa. Siete vedova e dipendete solo da voi. Io
sono padrone di me stesso, e vi amo più della mia vita! Cosa vi trattiene dunque dal
rendermi, fin da oggi, felice?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORIMENE
Quante doti, Dorante, occorrono da ambo le parti per vivere felici insieme! Spesso due
persone fra le più ragionevoli di questo mondo non riescono a fare un'unione riuscita.
DORANTE
Ma voi scherzate, signora, nell'immaginarvi tante difficoltà! L'esperienza che avete fatto
con uno, non conta nulla riguardo a tutti gli altri.
DORIMENE
Eppoi, torno sempre allo stesso punto: le spese che vi vedo fare per me mi preoccupano
per due ragioni: prima, perché mi impegnano di più di quanto vorrei; seconda, perché
sono sicura - non ve ne abbiate a male - che non le fate senza mettervi in imbarazzo, e ciò
io non voglio assolutamente.
DORANTE
Oh! signora, sono inezie! Non è con questo...
DORIMENE
So quel che dico; e, fra l'altro, il diamante che mi avete costretta ad accettare, ha un tale
valore...
DORANTE
Vi prego, signora, non attribuite tanto pregio a un oggettino che il mio amore trova
indegno di voi, e permettete... Ma ecco il padron di casa.
Scena XVI
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Jourdain, Dorimene, Dorante, un Lacchè.
JOURDAIN (dopo aver fatto due riverenze, viene a trovarsi troppo vicino a Dorimene)
Un po' più in là, signora.
DORIMENE
Come?
JOURDAIN
Un passo indietro, vi prego.
DORIMENE
Ma...?
JOURDAIN
Indietreggiate un po', per la terza.
DORANTE
Il signor Jourdain, marchesa, conosce gli usi di società.
JOURDAIN
Signora marchesa, è grande gloria per me, vedermi abbastanza fortunato per esser così
felice da aver la fortuna che voi abbiate avuto la bontà di concedermi la grazia di farmi
l'onore di onorarmi del favore della vostra presenza. E, se anche io avessi il merito di
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Moliere – Il borghese gentiluomo
meritare un merito come il vostro, e il Cielo... invidioso del mio bene... mi avesse
accordato... il privilegio di vedermi degno... delle...
DORANTE
Signor Jourdain, basta, basta: la marchesa non ama i troppi complimenti e sa che siete un
uomo di spirito. (Sottovoce a Dorimene) Un buon borghese, piuttosto ridicolo, come vedete,
con tutte le sue maniere.
DORIMENE (sottovoce a Dorante)
Non è difficile accorgersene.
DORANTE
Ecco, marchesa il miglior amico mio.
JOURDAIN
Mi fate troppo onore.
DORANTE
Un perfetto gentiluomo.
DORIMENE
Ha tutta la mia stima.
JOURDAIN
Non ho fatto ancor nulla, signora marchesa, per meritare tanta grazia.
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DORANTE (sottovoce a Jourdain)
Badate bene, però, di non parlarle del diamante che le avete regalato!
JOURDAIN (sottovoce a Dorante)
Non potrei domandarle soltanto se le è piaciuto?
DORANTE (sottovoce a Jourdain)
Oh, no! guardatevene bene! Sarebbe indelicato da parte vostra. Per agir da uomo galante
dovete fare come se il dono non venisse da voi. (Forte) Il signor Jourdain, marchesa, mi
dice che è in estasi al vedervi in casa sua.
DORIMENE
Mi fa molto onore.
JOURDAIN (sottovoce a Dorante)
Non so davvero come ringraziarvi, signor conte, di parlarle così per conto mio.
DORANTE (sottovoce a Jourdain)
Che fatica tremenda farla venire qui.
JOURDAIN (sottovoce a Dorante)
Non so come ringraziarvi.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Dice, signora marchesa, che siete la più bella creatura del mondo.
DORIMENE
Quanta cortesia ha per me.
JOURDAIN
Siete voi tanto cortese, signora marchesa, e...
DORANTE
Ora pensiamo a mangiare.
IL LACCHÈ (a Jourdain)
Tutto è pronto, signore.
DORANTE
A tavola, allora! si facciano entrare i suonatori.
Entrata del Balletto
Sei Cuochi, che hanno preparato il banchetto, ballano insieme; e ciò costituisce il terzo intermezzo;
dopodiché portano in scena una tavola apparecchiata con svariate pietanze.
ATTO IV
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Scena I
Dorimene, Jourdain, Dorante, tre Cantanti, un Lacchè.
DORIMENE
Ma come, Dorante? Questo è un banchetto addirittura splendido!
JOURDAIN
Scherzate, signora marchesa... vorrei tanto fosse più degno di esservi offerto.
Tutti si mettono a tavola.
DORANTE
Il signor Jourdain ha ragione, signora, di parlare così; e gli sono molto grato di come fa
bene gli onori di casa. Sono però d'accordo con lui che il pranzo non è degno di voi.
Siccome sono stato io ad ordinarlo, e non ho, in questa materia, la competenza dei nostri
comuni amici, non troverete qui un pranzo troppo raffinato, e vi colpiranno incongruenze
gastronomiche e qualche barbarismo in fatto di buon gusto. Se fosse stato Dàmide ad
occuparsene, non vi trovereste un solo difetto; ci sarebbe eleganza ed erudizione in tutto;
ed egli stesso non mancherebbe di magnificarvi ogni portata, e di farvi convenire sulla sua
eccelsa capacità nella scienza dei buoni bocconi; di parlarvi dei panini cotti sull'orlo del
forno, dorati anche sui fianchi, con la crosta ben lievitata e teneramente croccante sotto i
denti; di un vino vellutato, solo un poco frizzante; di un quarto di montone al prezzemolo;
di lombate di vitello di pastura bassa grandi così, bianche, delicate, e che, in bocca, sono
vera pasta di mandorle; pernici saporite di un selvatico stupendo; e, come suo capolavoro,
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Moliere – Il borghese gentiluomo
di un brodo ristretto ad accompagnamento di un bel tacchino giovane, fiancheggiato da
piccioncini e coronato di cipolline bianche sposate con la cicoria. Ma io devo confessarvi la
mia ignoranza in materia e, come il signor Jourdain ha detto molto bene, vorrei che questo
pranzo fosse più degno di voi.
DORIMENE
A questi complimenti rispondo solo mangiando di gusto come faccio.
JOURDAIN
Ah! Che belle mani!
DORIMENE
Non sono belle le mie mani, signor Jourdain, ma voi intendete dire del diamante, che è
bellissimo.
JOURDAIN
Io, marchesa? Il cielo mi guardi dal parlarne, non sarebbe delicato, e il diamante è cosa da
poco.
DORIMENE
Voi siete molto difficile.
JOURDAIN
E voi troppo indulgente...
DORANTE (dopo aver fatto segno a Jourdain)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Orsù, versate il vino al signor Jourdain e a questi signori che ci faranno la cortesia di
cantare una bella canzone da brindisi.
DORIMENE
Squisito condimento ai buoni cibi, la musica! Non mi si poteva fare accoglienza più
splendida!
JOURDAIN
Oh, marchesa, non è...
DORANTE
Signor Jourdain, silenzio! Quel che ci diranno questi signori varrà assai più di tutti i nostri
discorsi.
PRIMA CANZONE
Primo e secondo Cantante insieme, con un bicchiere in mano.
Per iniziare, Filli, il giro un dito solo.
Ah, mano tua la coppa ha gentili incanti!
Tu e il vino per me siete ali e volo,
E sento verso voi alzarsi i miei canti.
Fra noi tre, su, giuriam che l'amore, mia bella,
Duri quanto una stella.
Se bagna la tua bocca quanto seduce il vino!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
E come le tue labbra da lui abbellite sono!
Ah, bocca e vino, richiamo il divino!
Sempre di te e di lui io bramo il caro dono.
Fra noi tre, su giriam che l'amore, mia bella.
Duri quanto una stella.
SECONDA CANZONE
Secondo e terzo Cantante insieme, con un bicchiere in mano.
Libiamo, amici;
Il tempo c'invita:
Profittiam della vita
Finché possiamo.
Quando s'è passato Acheronte,
Amori e vini, è l'addio;
Su, di Bacco al fonte:
il doman è già stantìo.
Lasciam ragionar gli allocchi
Sul ver gioir della vita,
Ai nostri occhi:
È la mensa bandita.
Beni, scienza e fama,
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non ci tolgon le noie;
E sol chi il bere ama
Del viver sa le gioie
Tutti e tre insieme.
Su, su, ragazzi, via, ragazzi, vin versate:
Finché non direm: «basta»; ed ognora continuate!
DORIMENE
Credo non si possa cantar meglio. E tutto questo è bellissimo!
JOURDAIN
Io vedo qui, marchesa, qualcosa di ancora più bello.
DORIMENE
Guarda un po'! Ma il signor Jourdain è più galante che non credessi.
DORANTE
Come, marchesa, per chi prendete il signor Jourdain?
JOURDAIN
Vorrei proprio che mi pigliasse per quel che penso io!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORIMENE
Com'è pronto!
DORANTE (a Dorimene)
Voi non la conoscete!
JOURDAIN
Mi potrà conoscere quando le piacerà.
DORIMENE
Oh, è imbattile.
DORANTE
Ha sempre una risposta per tutto. Ma non vedete, marchesa, che il signor Jourdain mangia
tutti i bocconi che voi toccate?
DORIMENE
Il signor Jourdain è un tipo che m'incanta.
JOURDAIN
Potessi incantarvi il cuore, sarei...
Scena II
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Signora Jourdain, Jourdain, Dorimene, Dorante, Cantanti, Lacchè.
SIGNORA JOURDAIN
Ah, Ah! vi trovo in buona compagnia e, a quanto vedo, non ero aspettata... È per questa
bell'impresa, signor marito, che di premura m'avete spedita a pranzo da mia sorella? Giù
ho trovato un vero teatro, e qui un banchetto da nozze! Ecco come gettate i soldi; date
festini per le dame e offrite loro musica e commedia, mentre mandate a spasso vostra
moglie?
DORANTE
Che intendete dire, signora, e quali fantasie vi ficcate in testa immaginando che vostro
marito sperperi il suo denaro e sia stato lui a offrire questo festino alla signora? Vi prego
credere che sono stato io; e ch'egli mi ha soltanto imprestato la sua casa. Dovreste badare
meglio a ciò che dite.
JOURDAIN
Proprio così, impertinente che non siete altro! È il signor conte a offrire tutto questo alla
signora, che è una dama del gran mondo. Egli mi ha fatto l'onore di servirsi di casa mia e
di volermi a questo pranzo.
SIGNORA JOURDAIN
Chiacchiere! So io quel che mi dico.
DORANTE
Date retta, signora Jourdain, comprate occhiali migliori.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Non so che farmene degli occhiali, caro signore, e le cose le vedo bene. È un pezzo che
sospetto qualcosa e non sono sciocca. È invece uno sporco agire, per un nobile come voi
siete, tener bordone così alle balordaggini di mio marito. E non è bello né onesto, per una
gran dama come voi, signora mia, venire a mettere zizzania in una famiglia, e lasciare che
mio marito vi faccia da spasimante.
DORIMENE
Che storia è questa? Vi divertite alle mie spalle, Dorante, esponendomi agli insensati
sospetti di questa squilibrata?
DORANTE (seguendo Dorimene che esce)
Marchesa, suvvia, marchesa, dove correte?
JOURDAIN
Marchesa! Fatele, signor conte, le mie scuse, e cercate di persuaderla a tornare! Ah!
squilibrata davvero, ecco qualcosa di cui gloriarvi! Venire a offendermi davanti a tutti; e a
scacciare di casa mia persone di qualità!
SIGNORA JOURDAIN
M'importa assai della loro qualità!
JOURDAIN
Non so chi mi tenga, maledetta, dal rompervi la testa con i piatti del pranzo che mi avete
rovinato. (I Lacchè portano via la tavola).
SIGNORA JOURDAIN (uscendo)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non me n'importa niente. Difendo i miei diritti, e tutte le donne saranno con me.
JOURDAIN
Fate bene a starvene alla larga. (Solo) Non poteva capitare più a sproposito. Ero in vena di
dire tante cose graziose, e mai mi ero sentito così pieno di spirito... Ma questo cos'è?
Scena III
Jourdain, Coviello (travestito).
COVIELLO
Signore, non so se ho l'onore di essere conosciuto da voi.
JOURDAIN
No, signore.
COVIELLO (abbassando una mano verso terra)
Vi ho visto che non eravate più alto di così.
JOURDAIN
Me?
COVIELLO
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Sì. Eravate il più bel bambino del mondo, e tutte le dame vi prendevano in braccio per
sbaciucchiarvi.
JOURDAIN
Per sbaciucchiarmi?
COVIELLO
Sì. Ero grande amico del defunto vostro signor padre.
JOURDAIN
Del defunto signor mio padre?
COVIELLO
Proprio così. Un perfetto gentiluomo.
JOURDAIN
Come dite?
COVIELLO
Dico che era un perfetto gentiluomo.
JOURDAIN
Mio padre?!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Sì.
JOURDAIN
L'avete conosciuto bene?
COVIELLO
Ma certo.
JOURDAIN
E conosciuto come gentiluomo?
COVIELLO
Senza dubbio.
JOURDAIN
Allora non so proprio come sia fatto il mondo!
COVIELLO
Perché?
JOURDAIN
Perché ci sono certi imbecilli che vogliono sostenere che era negoziante.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Negoziante lui? Pura maldicenza! Non lo è mai stato! Tutto quel che faceva era da persona
molto cortese e servizievole; e poiché s'intendeva moltissimo di stoffe, andava a sceglierne
un po' dappertutto, se le faceva portare a casa, e le cedeva agli amici in cambio di denaro.
JOURDAIN
Sono felice di aver fatto la vostra conoscenza, perché potrete testimoniare che mio padre
era gentiluomo.
COVIELLO
Lo sosterrò davanti a chiunque.
JOURDAIN
Ve ne sarò gratissimo. E... vorreste dirmi per quale motivo siete qui?
COVIELLO
Dopo aver conosciuto il defunto vostro signor padre, gran gentiluomo, come vi ho detto,
ho viaggiato per tutto il mondo.
JOURDAIN
Per tutto il mondo?
COVIELLO
Sì.
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Immagino che sia molto lontano quel paese.
COVIELLO
Certo. Son rientrato da tutti i miei lunghi viaggi da quattro giorni; e, preso dall'interesse
per tutto ciò che vi riguarda, vengo ad annunziarvi la più bella notizia che si possa
immaginare.
JOURDAIN
Quale?
COVIELLO
Sapete che il figlio del Gran Turco è qui?
JOURDAIN
Io? No.
COVIELLO
Ma come? Vive splendidamente, con un gran seguito; tutti corrono a vederlo; è stato
accolto nel nostro paese come un gran personaggio.
JOURDAIN
Toh, guarda un po'! Non lo sapevo.
COVIELLO
Ma la fortuna vostra in questa faccenda è che si è innamorato di vostra figlia.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Il figlio del Gran Turco?
COVIELLO
Sì; e vuol diventare vostro genero.
JOURDAIN
Mio genero il figlio del Gran Turco?!
COVIELLO
Il figlio del Gran Turco, sì, vostro genero. Quando andai a trovarlo, dato che conosco bene
la sua lingua, parlò con me e dopo qualche altro discorso mi disse: «Acciam croc soler uch
alla mustaf gidelum, amananem varahini usseré carbulath», cioè: «Non hai visto una bella
giovane, figlia del signor Jourdain, gentiluomo parigino?»
JOURDAIN
Il figlio del Gran Turco ha detto questo di me?
COVIELLO
Ha detto così. E quando gli ebbi risposto che vi conoscevo di persona, e che avevo visto
vostra figlia «Ah!» fece, «Marababa sahem» cioè: «Ah, quanto sono innamorato di lei!»
JOURDAIN
«Marababa sahem», vuol dire «Ah, quanto sono innamorato di lei!»?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Sì.
JOURDAIN
Perdinci! Fate bene a dirmelo, perché io non avrei mai immaginato che «marababa sahem»
potesse significare: «Ah, come sono innamorato di lei!» Che lingua meravigliosa il turco!
COVIELLO
Più meravigliosa di quanto si possa credere. Sapete cosa significa «Cacaracamuscian»?
JOURDAIN
«Cacaracamuscian»? No.
COVIELLO
Vuol dire: «Cara anima mia».
JOURDAIN
«Cacaracamuscian» vuol dire «Cara anima mia»?
COVIELLO
Sì.
JOURDAIN
Davvero stupendo. «Cacaracamuscian», «Cara anima mia». Chi l'avrebbe mai detto? Non
riesco a convincermi.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Ed egli ora - concludo la mia ambasciata -, viene a chiedervi vostra figlia in isposa; e per
avere un suocero degno di lui vuol farvi «Mamamuscì» che è un'alta dignità nel suo paese.
JOURDAIN
«Mamamuscì»?
COVIELLO
Sì, «Mamamuscì»; che da noi significa paladino. Paladino? Era uno di quegli antichi...
Paladino, insomma. Non c'è nulla di più nobile al mondo; e sarete alla pari coi più grandi
gentiluomini della terra.
JOURDAIN
Il figlio del Gran Turco mi fa troppo onore. Vi prego di condurmi da lui: vorrei
ringraziarlo.
COVIELLO
Ma no! Sta per venire lui qui.
JOURDAIN
Sta per venire qui?
COVIELLO
Sicuro; e porta con sé tutto il necessario alla cerimonia per conferirvi il titolo di
«Mamamuscì».
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Questo si chiama andar per le spicce.
COVIELLO
Il suo amore non può sopportare nessun ritardo.
JOURDAIN
C'è però un intoppo: quella testarda di mia figlia si è ficcata in zucca un certo Cleonte, e
giura che sposerà soltanto lui.
COVIELLO
Cambierà idea vedendo il figlio del Gran Turco. E poi qui succede una combinazione
stupenda: il figlio del Gran Turco e codesto Cleonte, che mi hanno indicato poco fa, si
somigliano come due gocce d'acqua. Così, l'amore della ragazza per l'uno potrà passare
facilmente all'altro, e... Lo sento venire; eccolo.
Scena IV
Cleonte (travestito da turco con tre Paggi che gli reggono lo strascico), Jourdain, Coviello travestito.
CLEONTE
«Ambusahim ochì boraf, Giurdina, salamalechi!».
COVIELLO (a Jourdain)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Cioè: «Signor Jourdain, il vostro cuore sia tutto l'anno un roseto in fiore». Sono i modi
cortesissimi di quei paesi.
JOURDAIN
Servo umilissimo di Vostra Altezza Turca.
COVIELLO
«Carigar camboto ustin moraf».
CLEONTE
«Ustin joch catamalechi basum base alla moran».
COVIELLO
Dice questo: «Il Cielo vi conceda la forza del leone e la prudenza del serpente!».
JOURDAIN
Sua Altezza Turca mi fa troppo onore, e io gli auguro prosperità d'ogni genere.
COVIELLO
«Ossa binamen sadoc baballì oracaf uram».
CLEONTE
«Bel-men».
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO (a Jourdain)
Dice che andiate svelto con lui a prepararvi per la cerimonia, in modo di vedere subito
dopo vostra figlia, e di concludere le nozze.
JOURDAIN
Tante cose in due parole?
COVIELLO
Già, in lingua turca è così, dice molto in poche parole. Andate subito con lui dove
desidera.
Scena V
Coviello, Dorante.
COVIELLO (tra sé)
Ah, ah, ah! Perdiana! Questa sì che è buffa. Che barbagianni! Se avesse imparato la sua
parte a memoria, non potrebbe recitarla meglio. Ah, ah, ah!
COVIELLO
Vi prego, signor conte, di darci una mano in una faccenda che avviene qui.
DORANTE
Ah, ah, Coviello, chi ti avrebbe riconosciuto?... come ti sei conciato?!
140
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Moliere – Il borghese gentiluomo
COVIELLO
Lo vedete. Ah, ah!
DORANTE
Di che ridi?
COVIELLO
D'una cosa, signore, che lo merita davvero.
DORANTE
Cioè?
COVIELLO
Ve lo darei a indovinare su mille, signor conte, lo strattagemma col quale indurremo il
signor Jourdain a dare sua figlia al mio padrone.
DORANTE
Lo strattagemma no, ma indovino che riuscirà in pieno, dato che sei tu ad adoperarlo.
COVIELLO
Signore, voi sapete da che zampa zoppica la bestia.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Dimmi di che si tratta.
COVIELLO
Scusate, fatevi un poco da parte, per lasciar posto a questi che vengono. Potrete così
vedere una parte della beffa, mentre io vi racconterò il resto.
La cerimonia turca per conferire a Jourdain la dignità di «Mamanuscì» si esegue in musica e danza,
e costituisce il Quarto Intermezzo.
Prima entrata del Balletto
Vengono poi sei Turchi Ballerini che entrano, gravi, due a due, al suono degli strumenti e portano
tre tappeti che terranno tesi sollevandoli in alto, dopo averli adoperati in varie figure di danza. I
Turchi Cantanti passano poi sotto i tappeti per portarsi ai due lati del palcoscenico. Il Muftì chiude
la marcia seguito dai Dervisci. Dopodiché i Turchi stendono per terra i tappeti e vi si inginocchiano
sopra. Muftì e Dervisci restano in piedi al centro. Mentre il Muftì invoca Maometto con una
quantità di contorsioni e di smorfie ma senza proferir parola, tutti gli altri Turchi si prosternano al
suolo invocando con la loro cantilena: «Alli», poi alzano le braccia al cielo cantando «Alla» e così
continuano alternativamente fino al termine dell'invocazione; infine si rialzano tutti cantando:
«Allah eckber!» e due Dervisci vanno incontro a Jourdain.
IL MUFTÌ (a Jourdain, vestito alla turca, con la testa rasa, senza turbante e senza scimitarra)
Se ti sabir,
Ti respondir;
Se non sabir,
Tazir, tazir,
Mi star Muftì,
Ti qui star ti?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Non intendir;
Tazir, tazir.
(Due Dervisci fanno allontanare Jourdain).
Dice, Turche, chi star quista?
Anabatista? Anabatista?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
Zuinglista?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
Coffita?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Hussita? Morista? Fronista?
I TURCHI
Joc, joc, joc.
IL MUFTÌ
Joc, joc, joc. Star pagana?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
Luterana?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
Puritana?
I TURCHI
Joc.
IL MUFTÌ
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Bramina? Moffina? Zurina?
I TURCHI
Joc, joc, joc.
IL MUFTÌ
Joc, joc, joc. Mahamettana? Mahamettana?
I TURCHI
Hi Valla. Hi Valla.
IL MUFTÌ
Como ciamara? Como ciamara?
I TURCHI
Giurdina, Giurdina.
IL MUFTÌ (saltando)
Giurdina? Giurdina?
I TURCHI
Giurdina, Giurdina.
IL MUFTÌ
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Mahametta per Giurdina,
Mi pregar sera e matina:
Voler far un Paladina
De Giurdina, de Giurdina.
Dar turbanta, e dar scarcina,
Con galera e brigantina,
Per deffender Palestina.
Mahametta per Giurdina,
Mi pregar sera e matina.
(ai Turchi)
Star bon Turca, Giurdina?
I TURCHI
Hi Valla. Hi Valla.
IL MUFTÌ (cantando e danzando)
U la bà, bà la sciù, ba la bà, ba la dà.
I TURCHI
U la bà, ba la sciù, ba la bà, ba la dà.
Seconda entrata del Balletto
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Il Muftì rientra con in testa uno smisurato turbante da cerimonia, guarnito di quattro o cinque giri
di candeline accese. L'accompagnano due Dervisci che portano il Corano ed hanno alti copricapi a
punta, anch'essi guerniti di candeline accese. Gli altri due Dervisci fanno inginocchiare Jourdain
con le mani in terra, in modo che la sua schiena, su cui posano il Corano, faccia da leggio al Muftì.
Questi ha una seconda invocazione buffonesca, aggrottando le sopracciglia e battendo di quando in
quando sul Corano, e girandone precipitosamente le pagine; dopodiché, levando le braccia in alto,
grida con tutta la sua forza: «Hù». Durante questa seconda invocazione, i Turchi assistenti,
inchinandosi a tre riprese e risollevandosi a tre riprese, e continuando alternativamente, cantano
anch'essi: «Hù, hù, hù».
JOURDAIN (dopo che gli hanno tolto di dosso il Corano)
Uffa!
IL MUFTÌ (a Jourdain)
Ti non star furba?
I TURCHI
No, no, no.
IL MUFTÌ
Non star furfanta?
I TURCHI
No, no, no.
IL MUFTÌ
Donar turbanta
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Donar turbanta.
I TURCHI
Ti non star furba?
No, no, no.
Non star furfanta?
No, no, no.
Donar turbanta, donar turbanta.
Terza entrata del Balletto
I Turchi ballando, mettono il turbante in testa a Jourdain, a suon di musica.
IL MUFTÌ (porgendo la scimitarra a Jourdain)
Ti star nobile, non star fabbola.
Pigliar schiabbola.
I TURCHI
Ti star nobile, non star fabbola.
Pigliar schiabbola.
Quarta entrata del Balletto
I Turchi danzando, danno in cadenza diverse piattonate con le scimitarre a Jourdain.
IL MUFTÌ
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Dara, dara
Bastonara.
I TURCHI
Dara, dara,
Bastonara.
Quinta entrata del Balletto
I Turchi ballando danno in cadenza delle bastonate a Jourdain.
IL MUFTÌ
Non tener honta,
Questa star ultima affronta.
I TURCHI
Non tener honta,
Questa star ultima affronta.
Il Muftì inizia una terza invocazione. I Dervisci lo sostengono con rispetto per le braccia; poi i
Turchi, cantando, ballando e saltando intorno al Muftì, coi loro strumenti alla turca, si ritirano
insieme a lui, trascinandosi dietro Jourdain.
ATTO V
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Scena I
La Signora Jourdain, Jourdain.
SIGNORA JOURDAIN
Ah, Dio mio! Misericordia! Cos'è questa roba? Come s'è conciato! Perché questa
mascherata? Parlate, che storia è questa? Chi vi ha infagottato così?
JOURDAIN
Guarda che impertinente! Parlare in questo modo a un «Mamamuscì»!
SIGNORA JOURDAIN
Cosa?...
JOURDAIN
Sì, bisogna rispettarmi, ora che mi han fatto Mamamuscì.
SIGNORA JOURDAIN
Che volete dire col vostro «Mamamuscì»?
JOURDAIN
«Mamamuscì», vi dico. Io sono «Mamamuscì».
150
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Che bestia è?
JOURDAIN
«Mamamuscì», cioè, nella nostra lingua, Paladino.
SIGNORA JOURDAIN
Ballerino? Vi credete in età di danzare nei balletti?
JOURDAIN
Che ignorante! Paladino ho detto: è un titolo onorifico; c'è stata ora la cerimonia, per
conferirmelo.
SIGNORA JOURDAIN
Quale cerimonia?
JOURDAIN
«Mahametta per Giurdina».
SIGNORA JOURDAIN
Che vuol dire?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
«Giurdina», cioè Jourdain.
SIGNORA JOURDAIN
Be', Jourdain? E allora?
JOURDAIN
«Voler far un Paladina de Giurdina».
SIGNORA JOURDAIN
Come?
JOURDAIN
«Dar turbanta con galera».
SIGNORA JOURDAIN
Cosa significherebbe?
JOURDAIN
«Per deffender Palestina».
SIGNORA JOURDAIN
Ma che diavolo dite?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
«Dara bara bastonara».
SIGNORA JOURDAIN
Che razza di gergo è?
JOURDAIN
«Non tener honta: questa star l'ultima affronta».
SIGNORA JOURDAIN
Ma che significa tutto ciò?
JOURDAIN (cantando e danzando)
«U la ba, ba la sciù, ba la bà, ba la dà». (Cade per terra)
SIGNORA JOURDAIN
Ahimè, santo cielo! mio marito è diventato pazzo!
JOURDAIN (rialzandosi e andandosene)
Zitta! Insolente. Portate rispetto al Mamamuscì!
SIGNORA JOURDAIN (a parte)
Dove gli avrà dato di volta il cervello? Corriamo a impedirgli di uscire (Vedendo giungere
Dorimene e Dorante) Ah! ah! ecco proprio loro ci mancavano. Vedo guai da tutte le parti.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Scena II
Dorante e Dorimene.
DORANTE
Sì, marchesa, godrete lo spettacolo più divertente che si possa vedere. Credo che in tutto il
mondo sia impossibile trovare un uomo matto come lui. E poi, signora, dobbiamo cercar
di secondare l'amore di Cleonte, e di favorire l'esito della sua mascherata. È un ottimo
giovane, e merita tutta la nostra simpatia.
DORIMENE
Lo tengo in gran conto: si merita tutte le fortune.
DORANTE
Inoltre, verrà eseguito il nostro balletto. Non dobbiamo trascurarlo. Bisogna pur vedere se
la mia idea avrà successo.
DORIMENE
Ho visto preparativi costosissimi. Sono cose, Dorante, che non posso più permettere. Sì,
voglio finalmente impedire le vostre prodigalità. E, per interrompere le spese che vi vedo
fare per me, ho deciso di sposarvi, e al più presto. È l'unica soluzione: simili disordini, col
matrimonio, finiscono.
DORANTE
Oh, signora! Possibile che abbiate preso nei miei riguardi una così dolce decisione?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORIMENE
Soltanto per impedire che vi roviniate. Altrimenti vedo bene che quanto prima vi
trovereste senza un soldo.
DORANTE
Come vi sono grato, signora, della premura di conservare le mie sostanze! Sono
interamente vostre, come lo è il cuore; fatene quel che più vi piace.
DORIMENE
Saprò amministrare l'uno e le altre. Ma ecco il vostro uomo... Davvero meraviglioso.
Scena III
Jourdain, Dorimene, Dorante.
DORANTE
Signore, la marchesa e io, veniamo a rendere omaggio alla vostra nuova dignità e a
rallegrarci con voi per il matrimonio di vostra figlia col figlio del Gran Turco.
JOURDAIN (dopo aver fatto le riverenze alla turca)
Signor conte, vi auguro la forza del serpente e la prudenza del leone.
DORIMENE
Sono assai lieta, signore, d'esser fra le prime persone a congratularmi con voi dell'altissimo
grado cui siete asceso.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
E io vi auguro, marchesa, che il vostro roseto sia fiorito tutto l'anno. Vi sono infinitamente
grato di prender parte agli onori di cui mi colmano, e sono felice di rivedervi in casa mia;
così posso porgere le più umili scuse per la pazzia di mia moglie.
DORIMENE
Nulla di grave; le scuso lo scatto: il vostro affetto le è certo prezioso, e non è strano che,
con un marito come voi, essa provi qualche ansia.
JOURDAIN
Solo voi, marchesa, possedete il mio cuore.
DORANTE
Vedete, marchesa, che il signor Jourdain non è di quelli che si lasciano accecare dalla
prosperità: baciato in fronte dalla fortuna e dalla gloria non dimentica gli amici.
DORIMENE
Segno d'un animo generoso.
DORANTE
E dov'è Sua Altezza Turca? Desidereremmo, in qualità di vostri amici, rendergli omaggio.
JOURDAIN
Eccolo, sta venendo. Io ho già mandato a chiamare mia figlia per dargliela in sposa.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Scena IV
Jourdain, Dorimene, Dorante, Cleonte (camuffato da turco), Coviello.
DORANTE (a Cleonte)
Principe, veniamo a riverire Vostra Altezza, come amici del vostro signor suocero, e ad
offrirvi con rispetto i nostri umilissimi servigi.
JOURDAIN
Dov'è l'interprete, per fargli capire chi siete e quel che dite? Vedrete che vi risponderà:
parla il turco a perfezione. Ehi!... Dove diavolo s'è cacciato? (A Cleonte) Struf, strif, strof,
straf, Il signore qui (indicando Dorante) è un grande segnore, grande segnore; e la signora, una
granda dama, granda dama. (Vedendo che non riesce a farsi capire) Ahi! (A Cleonte, indicando
Dorante) Lui, signore, Mamamuscì francese; e la signora Mamamuscì francese. Più chiaro di
così non so come dirlo. Oh, bene, ecco l'interprete. Perché ve ne andate in giro? Senza di
voi non riusciremo a scambiar parola. (Indicando Cleonte) Ditegli un po' che la marchesa e il
conte sono persone dell'aristocrazia e che, quali amici miei, sono venuti a riverirlo e a
offrirgli i loro servigi (A Dorimene e Dorante) Vedrete come risponderà.
COVIELLO
Alabalà crociam accì boram alabamen.
CLEONTE
Catelechì tubal urin soter amatuscian.
JOURDAIN (a Dorimene e a Dorante)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Vedete?
COVIELLO
Dice: che la pioggia delle prosperità annaffi sempre il giardino della vostra famiglia.
JOURDAIN
Ve l'avevo detto io che parla turco?
DORIMENE
Davvero stupendo!
Scena V
Lucilla, Cleonte, Jourdain, Dorimene, Dorante, Coviello.
JOURDAIN
Avanti, venite, figlia mia; avvicinatevi e date la mano al principe, che vi fa l'onore di
chiedervi in sposa.
LUCILLA
Cosa?... Ma, babbo, come vi siete cammuffato?... Recitate una commedia?
JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
No, no, non è una commedia; è una faccenda serissima, e quella che si potesse desiderare
più ricca di onori per voi. (Indicando Cleonte) Ecco il marito che io vi destino.
LUCILLA
A me, babbo?...
JOURDAIN
Sì, a voi. Orsù, dategli la mano, e ringraziate il cielo della vostra fortuna.
LUCILLA
Io non voglio sposarmi.
JOURDAIN
Io, vostro padre, voglio che vi sposiate.
LUCILLA
Non lo farò.
JOURDAIN
Oh, quante storie! Andiamo, vi dico: la vostra mano.
LUCILLA
No, babbo, ve l'ho detto. Non c'è potere al mondo che possa costrigermi a prender un
marito che non sia Cleonte! Sono pronta a tutto piuttosto di... (Riconoscendo Cleonte) Vero è
che siete mio padre, e vi debbo completa obbedienza. Sta a voi disporre di me come
credete meglio.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Ah! son felicissimo di vedervi tornata subito al senso del dovere. Così mi piace: una figlia
obbediente.
Scena VI
Signora Jourdain, Jourdain, Cleonte, Lucilla, Dorante, Dorimene, Coviello.
SIGNORA JOURDAIN
Come? Come? Cos'è quest'altra novità? Dicono che volete dare vostra figlia in sposa a una
maschera da carnevale?
JOURDAIN
Volete star zitta, impertinente? Venite sempre a mescolar in ogni faccenda le vostre
stravaganze; non c'è verso d'insegnarvi ad esser ragionevole.
SIGNORA JOURDAIN
A voi non c'è verso di far mettere la testa a posto! Combinate una pazzia dopo l'altra! Che
state progettando, e cosa intendete fare con questo accoppiamento?
JOURDAIN
Voglio maritare Lucilla col figlio del Gran Turco.
SIGNORA JOURDAIN
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Col figlio del Gran Turco?
JOURDAIN
Proprio così. (Additando Coviello) Fategli presentare i vostri omaggi dall'interprete.
SIGNORA JOURDAIN
Non so che farmene dell'interprete, e glielo dirò in faccia io stessa che mia figlia non è per
lui.
JOURDAIN
Volete starvene zitta, una buona volta?
DORANTE
Che dite mai, signora Jourdain, vi opponete a un
simile onore? Rifiutate Sua Altezza Turca per genero?
SIGNORA JOURDAIN
Santo Cielo! signore, impicciatevi dei fatti vostri.
DORIMENE
È un grandissimo privilegio da non ricusare.
SIGNORA JOURDAIN
Signora, prego anche voi di non immischiarvi in faccende che non vi riguardano.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
DORANTE
Per amicizia ci prendiamo a cuore il vostro bene.
SIGNORA JOURDAIN
Farò volentieri a meno della vostra amicizia.
DORANTE
Eppure vostra figlia obbedisce alla volontà del padre.
SIGNORA JOURDAIN
Mia figlia acconsente a sposare un turco?
DORANTE
Senza dubbio.
SIGNORA JOURDAIN
E può dimenticare Cleonte?
DORANTE
Cosa non si farebbe per diventare una gran dama?
SIGNORA JOURDAIN
La strangolerei con le mie mani, se avesse fatto un tiro simile!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
Ma quante chiacchiere! Questo matrimonio si farà!
SIGNORA JOURDAIN
E io vi dico che non si farà!
JOURDAIN
Ah quanti strilli inutili!
LUCILLA
Mamma!
SIGNORA JOURDAIN
Andate via. Siete una svergognata.
JOURDAIN (alla signora Jourdain)
Ma, insomma! La rimproverate perché mi obbedisce?
SIGNORA JOURDAIN
Sì, è figlia mia quanto vostra.
COVIELLO (alla signora Jourdain)
Signora!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN
Che avete da raccontarmi, voi?
COVIELLO
Una parola.
SIGNORA JOURDAIN
Non so che farmene.
COVIELLO (a Jourdain)
Signore, se vostra moglie vuole ascoltarmi un momento in disparte, vi assicuro che
acconsentirà.
SIGNORA JOURDAIN
Non acconsentirò mai.
COVIELLO
Vi prego, solo due parole.
SIGNORA JOURDAIN
No.
JOURDAIN (alla signora Jourdain)
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ascoltatelo.
SIGNORA JOURDAIN
No, non voglio.
JOURDAIN
Vi dirà...
SIGNORA JOURDAIN
Non voglio che mi dica nulla.
JOURDAIN
Ecco l'ostinazione della donna! Che male vi farà ascoltarlo?
COVIELLO
Basta che mi ascoltiate; dopo farete quel che vi parrà.
SIGNORA JOURDAIN
E va bene! Dunque?
COVIELLO (sottovoce, alla signora Jourdain)
È un'ora che vi facciamo segno, signora. Non vedete che tutto questo è stato combinato per
adattarci alle fantasie di vostro marito; che lo gabbiamo coi nostri travestimenti? E che il
figlio del Gran Turco è Cleonte?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Coviello)
Ah! ah!
COVIELLO (sottovoce alla signora Jourdain)
E che io, Coviello, sono l'interprete.
SIGNORA JOURDAIN (sottovoce a Coviello)
Ah, ma allora mi arrendo.
COVIELLO (sottovoce alla signora Jourdain)
Fate finta di nulla.
SIGNORA JOURDAIN (a voce alta)
Bene, ecco fatto. Acconsento al matrimonio.
JOURDAIN
Ah, finalmente tutti ragionevoli! (Alla signora Jourdain) E voi non volevate ascoltarlo.
Sapevo bene che vi avrebbe spiegato chi è il figlio del Gran Turco.
SIGNORA JOURDAIN
Me l'ha spiegato proprio bene.... e ne sono soddisfatta. Mandiamo a chiamare un notaio.
DORANTE
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Gran buona idea. E affinché possiate, signora Jourdain, aver il cuore completamente
tranquillo, e abbandoniate l'ombra di gelosia che potreste ancora concepire per vostro
marito, dello stesso notaio ci serviremo la marchesa e io, per sposarci.
SIGNORA JOURDAIN
Anche questo mi va a genio.
JOURDAIN (sottovoce a Dorante)
Buona trovata, per dargliela a bere.
DORANTE (sottovoce a Jourdain)
Bisogna pur illuderla con qualche finzione.
JOURDAIN (sottovoce)
Bene, bene! (Ad alta voce) Si vada a chiamare il notaio.
DORANTE
E aspettando che venga e stenda i contratti, vediamo il nostro balletto, e offriamolo come
svago a Sua Altezza Turca.
JOURDAIN
Ottima idea. Incominciamo a prenderci i posti.
SIGNORA JOURDAIN
E Nicoletta?
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Moliere – Il borghese gentiluomo
JOURDAIN
La do all'interprete; e mia moglie a chi la vorrà.
COVIELLO
Signora Jourdain, vi ringrazio. (A parte) Se qualcuno vedesse un matto più matto di lui, io
lo griderò ai quattro venti.
La commedia finisce col Balletto in precedenza preparato.
Prima entrata
Un inserviente entra a distribuire i libretti del Balletto. Subito viene assalito da una folla di gente di
varie province che grida in musica per averli, e da tre Importuni ch'egli si ritrova sempre fra i piedi.
Dialogo in musica, di coloro che chiedono i libretti.
TUTTI
A me, signore, a me! Di grazia a me, signore!
Un libretto, vi prego, al vostro servitore!
UN ARISTOCRATICO
Fra questa urlante folla, signor, distinguerete
le dame che un libretto desideran discrete.
ALTRO ARISTOCRATICO
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Olà, signore, abbiate la bontà
di gettarne pure un po' qua!
UNA GRAN DAMA
Perbacco, la gente più fine
qui per dappoco la si tiene!
ALTRA GRAN DAMA
I libretti chi li ottiene?
E le sedie? Le sartine!
GUASCONE
Aò! livrettaro dà retta!
Già son bell'e sfiatato!
Vedi che mi han preso in burletta,
e son scandalizzato
di veder la canaglia in fretta
aver ciò che m'è rifiutato.
ALTRO GUASCONE
Capperi voi, vadate un po' la gente chi è.
Un livretto, vi prego, al varon d'Asvarat
Vedo, crivvio, che non sa
lo sciocco, trattarsi di me.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
UNO SVIZZERO
Sighnor fenditor di liprette
che modo di acire è mai queste!
Di cridare io più non m'arreste,
più non smette,
ma neanche un liprette ho afuto.
In fede, sighnor mio, troppo afete befuto.
UN VECCHIO BORGHESE CIARLONE
Ve lo dico chiaro e tondo,
sono già furibondo;
è un fatto proprio immondo
che nostra figlia che è una vera meraviglia,
e d'amor di tutti è oggetto per il vostro agir scorretto
non abbia ancora letto
il testo del balletto!
Che la famiglia intera
si vesta da gran sera
per finir quaggiù in fondo
nella sarà allo sprofondo
tra la feccia del mondo!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Ve lo dico chiaro e tondo
sono già furibondo;
è un fatto proprio immondo!
UNA VECCHIA BORGHESE CIARLONA
È davvero un grande affronto;
ed in collera io monto.
Quei non fa il dover suo, direi il principale,
agisce male;
è un brutale,
proprio triviale,
un animale,
a far sì scarso conto
d'una ragazza ch'è il vero blasone
nostro rionale,
e che giorni fa un barone,
a invitarla al ballo fu pronto.
Agisce male:
è un brutale,
proprio triviale,
un animale!
ARISTOCRATICI E GRANDI DAME
Ah, che rumor!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
Che furor!
Che caos!
Che miscuglio!
Che confusione!
Che strano subbuglio!
Che disordine!
Dove andare?
Qui si soffoca!
Meglio scappare!
PRIMO GUASCONE
Ohè! N'ho abbastanza!
SECONDO GUASCONE
Io crepo dalla rabbia!
SVIZZERO
Io scoppio!
SECONDO GUASCONE
Perdo la tramontana!
SVIZZERO
Fuccir! Son sotterrato fifo, ahimè nella sabbia!
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Moliere – Il borghese gentiluomo
VECCHIO BORGHESE CIARLONE
Su, moglie mia,
vieni anche tu,
ti prego, via,
andiamo svelti, orsù.
Qui sprezzan le nostre virtù.
Non mi van giù
questi zulù!
Non posso più
fare l'indù
fachiro, per Siva e Visnù!
Se mi prende voglia ancora
del balletto - alla malora! o del teatro, fa che allora
caschi dentro ad una gora!
Su, moglie mia,
vieni anche tu,
ti prego, via
ndiamo svelti, orsù.
Qui sprezzan le nostre virtù.
VECCHIA BORGHESE CIALTRONA
Andiamo, figlio, e tu, marito,
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Moliere – Il borghese gentiluomo
ritorniamo al tetto avito;
questa tana ci ha assordito.
Qui si siede sull'assito.
Sarà ognuno sbalordito
sol ch'un di noi sia partito.
Questa sala è infernale, un luogo dannato;
per me preferirei trovarmi al mercato.
Se mai torno ad una simil festa d'infimo stato
io voglio che di schiaffi un monte mi sia dato.
Andiam, figlio, e tu, marito,
ritorniamo al tetto avito;
questa tana ci ha assordito.
Qui si siede sull'assito.
Sarà ognuno sbalordito
sol ch'un di noi sia partito.
TUTTI
A me, signore, a me! Di grazia a me, signore!
Un libretto, vi prego, al vostro servitore
Seconda entrata
I tre Importuni ballano.
Terza entrata
174
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Moliere – Il borghese gentiluomo
(Tre spagnoli cantano)
Se que me muero de amor
Y solicito el dolor.
Aun muriendo de querer,
De tan buen ayre adolezco
Que es mas de lo que padezco,
Lo que quiero padecer;
Y no pudiendo exceder
A mi deseo el rigor.
Sé que muero de amor
Y solicito el dolor
Lisonxeame la suerte
Con piedad tan advertita,
Que me asegura la vida
En el riesgo de la muerte.
Vivir de su golpe fuerte
Es de mi salud primor.
Sé que me muero de amor
Y solicito el dolor.
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Moliere – Il borghese gentiluomo
(Sei Spagnoli ballano)
TRE CANTANTI SPAGNOLI
Ay! que locura, con tanto rigor
Quexarse de Amor,
Del ninõ bonito
Que todo es dulzura.
Ay! que locura!
Ay! que locura!
UNO SPAGNOLO (cantando)
El dolor solicita,
El que al dolor se da:
Y nadie de amor muere,
sino quien no save amar.
DUE SPAGNOLI (cantando)
Dolce muerte es el amor
Con correspondencia igual;
Y si esta gozamos hoy,
Porque la quieres turbar?
UNO SPAGNOLO (cantando)
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Alegrese enamorado
Y tome mi parecer;
Que en esto de querer,
Todo es ballar el vado.
TUTTI E TRE INSIEME (cantando)
Vaya, vaya de fiestas!
Vaya de bayle!
Alegria, alegria, alegria!
Que esto de dolor es fantasia.
Quarta entrata
Italiani. Una Cantante italiana inizia la sua canzone.
Eccone le parole:
Di rigori armata il seno,
Contro Amor mi ribellai;
Ma fui vinta in un baleno,
In mirar due vaghi rai.
Ahi! che resiste puoco
Cor di gelo a stral di fuoco!
Ma sì caro è mio tormento,
Dolce è sì la piaga mia,
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Ch'il penare è 'l mio contento,
E 'l sanarmi è tirannia.
Ahi! che più giova e piace,
Quanto amor è più vivace!
Dopo l'aria della Cantante, due Scaramuccia, due Trivellini e un Arlecchino mimano una serenata
sul tipo della Commedia dell'Arte, a tempo di musica. Un Cantante italiano si unisce alla Cantante
e insieme eseguono questo duetto:
CANTANTE ITALIANO
Bel tempo che vola
Rapisce il contento:
D'Amor nella scuola
Si coglie il momento.
CANTANTE ITALIANA
Insin che florida
Ride l'età,
Che pur tropp'orrida
Da noi sen va.
INSIEME
Su cantiamo,
Su godiamo
Ne' bei dì di gioventù:
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Perduto ben non si riacquista più.
CANTANTE ITALIANO
Pupilla ch'è vaga
Mill'alme incatena.
Fa dolce la piaga,
Felice la pena.
CANTANTE ITALIANA
Ma poiché frigida
Langue l'età,
Più l'alma rigida
Fiamme non ha.
INSIEME
Su cantiamo,
Su godiamo
Ne' bei dì di gioventù
Perduto ben non si riacquista più.
Dopo i dialoghi italiani, gli Scaramuccia e i Trivellini eseguono una danza festosa.
Quinta entrata
Francesi. Due Cantanti del Poitou ballano e cantano le seguenti parole:
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Primo Minuetto
PRIMO CANTANTE
Ah! che beltà questi boschetti!
Che dolce luce viene dal cielo!
Il rusignolo fra quegli olmetti
or con la brezza canta lo sgelo!
ALTRO CANTANTE
Questo bel velo
di rami stretti,
ed ogni stelo,
ci richiaman gli affetti.
Secondo Minuetto
I DUE CANTANTI DEL POITOU INSIEME
Guarda, signora,
di nuovo ancora,
guarda, Climene, i colombi a baciarsi:
Eros ora ad amarsi
li rincuora;
senza mostrarsi
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egli li infiora.
Felici, di',
possiam noi un dì,
mia cara Cli,
esser così?
Vengono ora altri sei Francesi, vestiti elegantemente alla moda del Poitou, tre da uomo e tre da
donna, accompagnati da otto flauti e da oboe e ballano il minuetto.
Sesta entrata
Tutto finisce col mescolarsi delle tre nazioni e con gli applausi e i balli a suon di musica di tutti i
partecipanti all'azione, i quali cantano i versi seguenti:
Che spettacoli belli! Che gioie gustiamo
Ce l'invidian gli dei, e a tutti li offriamo!
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