George Frideric Handel (1685-1759)
JUDAS MACCABAEUS (1747)
Oratorio sacro
Testo di Thomas Morell (1703-1784)
Secondo la testimonianza di Morell, autore del libretto, lo scritto del Judas Maccabaeus
fu composto «as a compliment to the Duke of Cumberland upon his returning
victorious from Scotland» dopo aver sconfitto il principe Charles Edward, pretendente al
trono britannico, il 16 aprile 1746 a Culloden
William Augustus, duca di Cumberland, era il fratello del re.
Va pero’ fatto notare come non vi siano riferimenti storici agli avvenimenti dell’ epoca
ma tutto si riferisca alla storia biblica di Giuda Maccabeo.
Le fonti principali del testo furono il Primo Libro dei Maccabei (1-8) e il Secondo
(5-15), nella versione apocrifa, e alcuni estratti del Dodicesimo libro delle Antiquitates
Judaicae di Flavio Giuseppe, di cui W. Whiston (1667-1752) aveva pubblicato
nel 1736 una traduzione inglese.
Come attestato storicamente, Handel iniziò la composizione dell’oratorio
fra l’8 e il 9 luglio e la portò a termine l’11 agosto del 1746.
La prima esecuzione avvenne il 1° aprile del 1747 al Covent Garden.
La storia dell’ Oratorio vede come personaggio chiave Giuda Maccabeo
(gr. ᾿Ιούδα Μακκαβαῖος, lat. Iuda Machabaeus o Maccabaeus).
Patriota e capo militare ebreo del 2º sec. a. C., dopo la morte del padre Mattatia, assunse
la direzione del movimento antiellenico dei Giudei (166 a.C.); riportò parecchie vittorie,
occupò Gerusalemme, e riconquisto’ e riconsacrò il tempio.
Da questo evento, avvenuto il 25 del mese di Kislev del calendario ebraico, ebbe origine
la festa di Chanukah (Festa dell'Inaugurazione, detta anche Festa delle Luci).
Conquistata la Giudea, egli chiese l'aiuto di Roma; ma, prima che questo giungesse,
mori’ in battaglia combattendo contro Bacchide, generale di Demetrio I di Siria (160
a.C.).
Divenne l’eroe della ribellione ebraica contro l’oppressione del re Antioco IV Epifane,
sovrano di Siria e dell’area palestinese, che, salito al trono nel 176 a.C., tentò
d’ellenizzare il mondo ebraico e minare le basi del monoteismo, nominando sommi
sacerdoti greci, obbligando gli Ebrei ad abiurare, proibendo la circoncisione nonché
l’osservanza del sabato. In particolare, Antioco consacrò a Zeus un altare del tempio di
Gerusalemme.
A Giuda fu dato il soprannome di “Maccabeo”, nome le cui parole formano con le loro
inizial i il termine "Maccabi" derivante dall’ebraico "maqqabah" (martello),
JUDAS MACCABAEUS
PARTE PRIMA
All’ inizio dell’ Oratorio gli Israeliti piangono la morte di Mattatia, padre di Simone e
Giuda che per primo si era ribellato contro gli invasori.
(Mourn, ye afflicted children, Well, may your sorrows, brethren Daughters, let
your distressful cries, From this dread scene, For Sion lamentation make)
Un Israelita li esorta a non rassegnarsi e a pregare Dio affinché aiuti il suo popolo e gli
doni un capo coraggioso e valoroso. (Not vain is all this storm of grief , Pious Orgies
e O Father, whose almighty pow’r)
Simone, fratello minore di Giuda, dichiara che Dio ha scelto per tale incarico Giuda, che
saprà condurre il suo popolo a lottare per la libertà. (I feel, I feel the Deity within)
Giuda accetta di succedere al padre e Simone allora incita il popolo a ricordare le glorie
degli antenati e ad essere pronti ad affrontare il nemico. (Arm Ye brave)
Il popolo gli risponde che lo seguira’ in schiera (We come, we come, in bright array)
La prima sezione dell’Oratorio si chiude con una preghiera corale degli Israeliti a Dio
perché li sostenga nella loro lotta per riconquistare la libertà.
PARTE SECONDA
Giuda e’ accalmato degli Israeliti, dopo aver sconfitto un esercito di invasori provenienti
dalla Samaria guidati da Apollonio e un altro dalla Siria sotto il comando di Seron. (O let
eternal honours crown his name From mighty kings he took the spoil)
Il condottiero però esorta il suo popolo a tributare a Dio l’onore della vittoria, perché è
stato il Signore a combattere per Israele e a procurargli la vittoria come un miracolo.
(Hail, hail, Judea, happy land! Salvation prospers in his hand)
Giunge pero’ un messaggero annunciando che Antioco ha mandato il generale Gorgia
contro il popolo di Israele.
Il popolo cade in preda allo sconforto, (Ah! wretched, wretched Israel) ma Simone lo
rincuora dicendo che il Signore non abbandonerà il suo popolo.
Giuda riunisce ancora l’esercito e lo sprona al nuovo combattimento. (My arms! Against
this Gorgias will I go. Sound an alarm! . Gli Israeliti allora affermano che non si
piegheranno mai O never, never bow we down)
PARTE TERZA
Gli Israeliti attendano notizie dal campo di battaglia e sul monte
Sion innalzano preghiere al «Padre del Cielo» e si preparano, dopo la purificazione del
Tempio, a celebrare la Festa delle Luci,
Giunge un messaggero ad annunciare la strepitosa vittoria di Giuda a Cafarsalama su
Nicanore, generale del re Demetrio. Egli ne descrive la grande battaglia ed anticipa
l’arrivo del condottiero.
Il ritorno di Giuda è salutato con grande entusiasmo da tutto il popolo e un coro di
giovani e di vergini lo saluta (See the conquering hero). Giuda insieme alla gloria per
la vittoria chiede al popolo di celebrare le esequie per chi è caduto valorosamente in una
battaglia, in particolare per il fratello Eleazar che ha affrontato una morte eroica
schiacciato sotto un elefante.
Poi esorta alla vigile attenzione perché nessuno, in qualsiasi tempo e in qualunque
luogo, cerchi mai di calpestare la libertà della nazione.
Nella scena finale giunge a Gerusalemme Eupolemo, ambasciatore israelita a Roma, e
reca un trattato di pace del Senato romano, che garantisce indipendenza e sicurezza al
popolo di Israele.
L’Oratorio si conclude con un invito alla pace perché porti serenità ed abbondanza
sul popolo di Giuda, (O lovely peace) e con un inno di esultanza di tutto il coro.
Al fratello di Giuda, Simone, spetta il compito di introdurre il coro finale, con
un’aria fiera e gioiosa (Rejoice, o Judah)
L’Oratorio si chiude con le due parole particolarmente care alla tradizione ebraica,
Halleluiah e Amen che ribadiscono la piena fiducia di Israele nel suo Dio.
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